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RIVISTA MILITARE 1862 TOMO III

Page 1

Ili\/ I S '"I'J\.

MILITARE

•

TOH INO,

,1Sfr2

T 1\'0{;)\MU EDlTIIICE C. CA-ìSO,'i E E Cll.ìi i' . \'ia S. Frauce,co dJ l'aola, N. J ( O rosso) ,


STUDI MILITARI

U)

SULVORG~NIZZAZIONE DELLE NOSTRI~ F'ANTERm

/

OiSPDSHWNl U):\THO LA C,\ VAUHllA

•

P}

82-Q. Un hatfa,slione attaccato d,11la co.xnlleria i:n terreno sgombro . si furrnct in quadralu ed i n inassa in .clifesa ' qùando non abbia il ternpo cli p ren dere le disposizioni o ppor tune per formare il quadnito , · ( I) Ve,li llioi ,/1, mitiflu•c i1H.liw11t, ,\11110 VI, n,1. I, pag 263. (2) Q11i l:1 n ostra leori" iJ difrHosn più chu in ogni a ltra su,1 j,;i-,·tc: t·cl ba imtucd i:tla 111'\'.('.SS i t~, di rn odiHl'ti Zio Hi p r<'ssnd1è radinili~ 11 ·p r i mo i•<C:n11 n·11i(•Hle c-he le ~i p11ù al lrib11ir.: .si ò cli essere i ,uoi <1 11:itlral i pri \'i :~JfoUo di ri ~c n •a. Nè vi hu d·11 hb~0 ,·1g~iu1;li

clw l:1

1·i sc n·a

nnn po;sa Lnrn arc: ul il issì ,n,i p,·r cosi fo l la clis1,os iz in<11·, e;..-Cll\lo <70.-II:, dt's'. i1 wl~1 11011 snlo a fur nfre i <'~H:C;ia l oi·i t"{i t. po1n·1Jbc uceo r1ct·~ di <lo ,·i:·r

sl a<·ran~ su i riHHt hi dc ila co!•~~11 1~\ in ili f:c.-.a , nrn 1·1.iand io po1· affo rzal·c

,i«dle par li t!.-1 q 11acl r;i lo le qu;ili s:11·,·hlH·ro pi ù \;i,- »c.-n,e11 tc c» ric-,_,tc. li 11 oslro n!lualt~ t·c•gohmer d o tl \ ·scrcizi prr.i::cri, e il <1•.1adri.1 lO ,• 114 , ( 0 ~lit òuc ri~he , ,: rp ,c, l:i o,rili11n~1zs1 è troppo 11,.J:o'c .I"-' '' lo S('opo suo : lln~ fH.: 1·ocdi è Sl' la. .c;a ,·;\.Jler i:.1 11e 111lc.:l ric::--t.: 1: a !lfun tb re 1111 lalu Jel q 11 .. ù ralo,

Pì·op1'Ìclà lel/eiw·ia·.


4

..

STUDI lllLIT à Hl

SULL'O!W.-IN:7.Z,\ZF)l\E l)f.f,LE NOSTRE FAè\TE RIE

5

Pormarc il 11Haùralo cssrndo in colonna semplice di compagnia colla <lrstra (o siaistra) in testa.

Qumlr<lti.

831. Serrata la colonna a distanza di pelottone, quando già nol sia., ed arrestatala, il comandante del battaglione comanda:

830. Si forma il quadrato: J0 Da qua1unq:uc . forùrnzione in colonna semplice o fiancheggiata. 2° Dall'ordine di battaglia semplice od afforzato . Il quadrato è sempre formato su due righe di pr_ofondità; · ed ha internamente una riserva di una o dJ due compagnie secondo l'occorre1na.

Formate il quadrcito= MARCHE: Al comando d'avvertimei1to il ca.po sezione cli testa li avverte di noù muovere.

I capi pelotto1li della 2"-, 3" e 4"- sezione in co~onna v& nno

s!

per quanto piccolo esso sia il taglio fatto in esso Iulo, più non_ ani, iJ mezzo di chiu,krlo convcnicnlcmf'nlc; al che provvede lic11Jss1mo la riserva interna sn qu ei quadrali che rtiannn. Di più col,\1tl11ule onlin:rnza, occorrendo di doYcr ~pi:'t'ar~ qu'.1lchc cac~ cialorc, mentre In eolonn:i, tiene In formazione 1lifcns1va w 1l1scnr~n d , piè fermo od in marcia, av,·ìcn di necessità é.he si dcl,ba sco111png1narc

I

=

l'rnlicra ordinanza stessn. , Per afforzarc cotule di:;posizione ìa teoria pre,el'ivc poi' i quadrali su quall1'o righe,_quale formazione in via normale è '.'!follo c1}11\ra~ia ui prc: c~Ui della attuale lattica, eorncchè, olt.rc al restringere d, mela le front~ ùifonsive del quadrato che trnggono il loro maggiore "''.!or~ _d~l fu~c~ loro, presenta una massa troppo compa\la cd cs1:osl.a ~•- m1c1tlialts~11n1 , . cffot.~i delle nrliglicric, che ma11cano raramente tl1 s~s"liarc le cnnche ùclla cavalleria nemica; e c-i ò senza escludere l'inconvrnicn\e prccc11Pn \c~entc osservalo pc' quadrati YllOli. quPllo r.ioè d i non d,,r modo di chiudere le a perture che· gli sqnitùroni nemici riuseisscro a praticarsi nei lati ùel quadralo. . , . . .. , A tali incom•cnicnli provvede ,J nuovo RcgoJamcnlo d escrc1z11 e m,1novre· ndollalo nell'esercito r,!ancesc (13 fchb. 186 1), sul quale souo in massima basate le innovniioni . che qui proponi:nno. Jmpcrlnnlo noi stabiliamo in principio che i qtrndra li dehbano :,vcrn sempre una riserva, ·sia questa di unll' o di due eompn._:;nie, forn it.a ,]alla prima o dalla sesta, o da ambedue. se la form~lz.ionc ia quadralo deYe succedere all'ordine fìanchcggi.tlo od llll'a!forz:,to, numeri 6486 e 6516; oppure dalla quinta compagnia se il qua,l ralo vien formalo dalla colonna semplicr ( 11° 6j I ctì, Spcltcri1 al colpo d'occhio cd al buon senso del comandante la tr~ppa ,1: giiidicarc la convcnicn1.a ,\ella forza della r iserva, secondo le c1rcost,,11ze del rnnmento.

al centro d~i pe1ottoni e comandano : Pelottone conversioni deslr (o sinist1') secondo, che sono a destra (o sinistra) della sezione. Il capo della 5a sezione, destinata normalmente a formare la risena , la. fa serrar a -quattro passi da)la seconda r~ga della quarta _sezione , doppiando i pelottoni col comando : a~anti , sul emiro doppiate le · squad1·e 11i:,1ncrm , al marche le sq ua(j.n esterne della compàgnia segnano il passo, ed appena oltrepassata la 3econda r iga delle squ adre interne, al comando ?ei rispettivi capi squadra: Sqnculra obbtiqn' a sinislr (o ci clest?:)=~!ARGHI\ guida a sin.istr (o a destr), dette squadre, obbliquanclo verso il ccntr; cli modo a perdere i l meno possibile di distanza, vengono a riunirsi dietro a11e squadre interne, a cfoe passi cli. distanza dalla riga delle meLlesime; tutti i serrame cleUa co111pa.gnia serrano ad tin passo di distanza; le -guide appena il possono si portano sull'ala esterna della. proptii squadra ; i capi squadra continuano a rimanere . al loro solito posto in serrafila. La sesta compa,gnia al comando del suo capo compagnia civanbi= MAH CHE, serra. a mezza distanza. sulla quarta, ed a.ppeua fermata, i suoi serrafile, passando per le ali, si portn.no ad un p:,sso dinnn,m:i l a primn. rign..

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G

STl.'J)J MII.ITAUl

I tamburini e fale,,.na.ini formati su di una soh riga o en t rnno nella colonna, collocandosi d idro le sqn,Ld re dopp!ate della qui nta compagm<'I. · L'niutante maggiore rettifìca i I collocamen to delle guide sul fato ddla d irezione; il capo sezione d i testa rcttifì c;i il cuHocarnento delle guide del lato opposto; entrambi prendendo per base le guiJc del lato di t(=sta e di coda, senza muoverle di direzione. At };uucuE del nrnggiore·:· LtL seziono di testa 1Jo t1 n11io,'e, · mn, 1e sne due file estreme d i destra e di sinistra fanno fianco in fuori . · I pelottoni di destra de11a 2~, 3a e 48 sezione si forman.o a destra in bnHa.glia, e ctùelle di siu istrn, si formano a sil'l.'islra in battaglia., quindi v engouo allineati sul htto . di testa. Per allineare· i loro pe1ottoni , i capì pelottoni della 2' sez:io'i'.rc stann o io fuori della prima rjgn, e fanno appogg iare il nanco del proptio l'lE:lotton e oontro la sezione di testa. La sezione di risetv-a., i bm bu-rinì. e i falegnam,i marda:no ava·ntì p'Cr la di,;tanza d,i una seziono. La sezione cli coEla, mnrcia U:vqnti per chiuckre il quaèlrato, il suo capo la ferma contro la sezione prececl<>nte ·(4a sezione); la Gr J ina fi·onte p0r le& seconda ?"iglt., e la alfi nea sul lato· d ella direzione della: colonna. Jl ma,miote entra nel c1u adrato mentre si forma. ob La bandiera si colloca uel centro del quadrato. l<ormato il q uaclrato il maggiore cornnnch: a = POSTO. A ,tale comando i capi del lato d i testa è di codéi, e le loro guide rientra110 n el gt:aclrato per gli. ioterva.llì piL1 vìcini -e v anno còllocarsi a due passi dietro il centro dèlle proprie ·sezioni . Le guide del lato destro e cinelle del lato sinistro si collocano in seconda riga, a destra od a . sinistrn dei rispettivi · pelottoni dietro i capi · pclottoni

suu}onGAN lZZ ,IZ!ONE nE tLÉ NOSTRE FANT~RTE ? 1'ispetti vi; il più anziano fra i capi della 2a., 3a e 4a sezione prende il comando del lato destro del quadrato ; il se" condo in anzianità comanda il lato sinistro; Giascunq di ~ssi collocandosi a quattr o passi [dalla seconda riga e dietro -il centro del r ispettivo lato. L'altro capitano si collocà in serrafile dietto il cenito d el p roprio pelottone di destra:; l;ai utante m aggiore ed il furiere maggiore entrano n el quadrato e si collocano dietro la sinistra e la. destra della l " compagnia, i Serrafile serrano ad un passo dalla seconda r iga.

FXG. VII.

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· .

832. a) La co1ortna e·ssendo in m:atcia, il niaggior e dii gli stessi comandi e si eseguiscono in egmil modo. Al comando d'esecuzione del m aggiore il capo sezione di testa la arresta.

b) Se la coloi"rna fovece d i essere a distanza intiera./ tro,vasi -a mezza distanza, p,3r formarla in quadrato _il CO-' mandante del battaglione comanda~ Formale

il quad1·ato=i\fARCn'E.

.

.

Al comando d 1avvertimento si e~eguiscono tutte· le diJ sposizioni prepu.ratorie del 11° 831 t il comét11dante la se-' zione di riserva (5,i; comp.) fa, tosto portare le squadre esterne indietro delle inten.e coi comaàdi '. Sul centro doppiale le squa.d,r&: flcmca sinistro e cle:sl1·0 / SJNISTrt' DE:'.'ifR'; -

squadre a:v·ant'Ì : MARCHE,

Le sqoacl1·e (la 1a e la 4a) cosr -v ol te di :fiaii:ce coi'fuù: leggero per fila a destra e per fila a si:tristta: si portanO' a dt1e passi dietro le due squadre interne (la 2.t e'la 3a)1 ed appena riunitei:'i vengono arrestate da' rispettivi capi squadre ed allinea'te a s'inistra; appen a il ponno la guida


B'rUiil ~IILl'I'AlU B di sirìi;;tra del pelot.t.one di destra -e In. guiéla <li destra del pelottone di sinistra prendono posto in prima ri ga all'estremiu~ della rispettiva squadra; gli altri scrrnfile serrano ad un passo; i capi delle sq uadre che hanno d l1ppiato, staranno dietro queste sul h Jinrn aei serrafile. Al comando MArwrrn del comandante del batt<1 glion0, ì l qua<lrato si forn1erà c0rnc è indicato al n° 831; ra se:zione cli riserva marcierà avanti p er la distanza di una sezione, meno però 6 passi, affinehè nel rifornHtrsi la colonna, essa venga a trcrvarsì a 4 passi c1a~la seconda riga élclla sezione precedente.

e) Se il battaglione è in colonna serrata, il suo comanc '<lnnte, per forma.re il quadrato, (arà i nnanzi tutto pren<lere le mezze distanze sulla testa della colonna,1 cui comandi: Pèr formare il quadrato, avcmli prendei.: le 1nezze d'Ì:stanze, MARCHE _; e la formerà al momento in cui la 4a sezione avrà la sua d istanza. Appena sarì'.t. arrestHta la colonna,, si prenderanno le tlisposizionì preparatorie prescritte_al N° 831 e 832, ma siecome la distanza fra. la 5• e la (ia sezione non è c;he di (i passi , il comandante della fri cofnpagnia dopo an'!r comandato: Sul centi·o doppiate le squadre: fianco sinistro e destro: s1N1srn nr:sm; - S171.u:i::lre avanti: aspetterit a dare il suo MARCHE, dopo quello del cornaiidante del battaglione. Ciò fotto, il con1andantc del lx1tta,glionn Comanda: Formate il q1.t admto=1unc;m. il quadrato si formerà. secondo i modi sovraindicr;ti; la sezione di riscna camminerà avanti per l'estensione òc:la fronte di una sezione , e le squadre esterne d'ala die qui sono Yolte di fianco in denLro entrernnno in ,;ofonna ai sovraùetli comandi dietro le sr1uadre interne, appena, d1e il p otranno; i ca.pi di esse squaclrc le i'imeltcrmmo quindi di frçm-te marcia.udo , a ppena s i sa.ranno riunite; i tambur ini accor0icn111110 un poco il p'.lsso 1w1;

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sur.r.'ORG.I :,;1zZ.\Z:O:rn D~C.LE NOSTRE FA:>;'l'Enrn

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lasciarle passare; app ena la sezione di ris0,rva si sarit fcr-

1mta. al suo posto, le guide e i serrafile prcn.deranno i · 101;0

posti prestabiliti.

Se la colonna ha la sinish1 .i n testa., questi d iversi r,uovimenti s11ranno esegniti secondo gli stessi principi i, ma in modi inversi; In. 2" com p~gnia forrnerà b riserva, le) faccie conserveranno la stessa denominazione che se la colonna avesse la destra in testa.

J?o1·marc il 111rn1lrnto essemlo in coloilna fiancheggiata di compagnie colla destra (o sinistra) in testa.

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833. - S e la colonna è forn~ata come a,l 11° 681, a. rnezze distanze, il comai;dante del hattaglione v olendo fornùrc il qnadrat<1 dii il comando: Forma.le it quadralo = ì.1ARCUE. Al comando d'avvertimento la, 1"' e (la compagnia con un movimento di fianco entrano al passo di carica e suec0.ssiYa.m t=mte pP-r pelotton i a prendere posto n ella colonna: la 1a compagnil a meàa distanza d'iunanzt la compagnia; la o"' compagnia_ e ntrerà in coda alla coluuna radendo la 5" compag nia, la qua.le allo stesso coma,ndo d'a,vvertimento verrà serrata a .4 p assi dalla 4a_ Appena dette wrnpagnie siansi fermate ai p oliti indica.ti, o poco vi manchi, il comandante del b atta glione darà il MAncrrn, ed il quadrflto si formerà quindi corno a1 n" 831.

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834. Essendo la col onna formatft come a.l n° 681, può convenire cli fiancheggiare i lati del quadmto còi fuochi delle due compagnie esterne, e ciò s pecialmente quando il 'ba.ltaglione trovasi ad agire isolato . Ju tal caso i l m ag giore comanda : Por·nate il qttcdral o (ia.ncheggialo= '.\fARCUE. Al com an do d'avvertimento il com.a ndante della prima compagnia comanda : Con,pagnia avanti, Roinpete -per s71-iackc : oubliqn' a cle.s-l'1'= -1Lrncrm ; e 1.a cornpagnta ~i forma


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STUD! MIL1T,IRT

così. in colonna c1i sqnadrc tL mezza. distanza. Appena fa Rquadra di testa ba marciato per una djstania uguale alla profondità della colonna (18 pa,ssi circa), essa viene fermata dal suo capo, e cosi nccessiYamente le altre alla p rescritta distanza.. Allora il comandante della compagnia volgendo rapidamente di fianco a sinistra tutta. la sua colonna, la fa marciare a destra per una distanza ugua.1e alla fronte di una squadra; la arresta rimettendola di fronte o quindi forma. coi soliti comandi la -massa in d'ifesa sull'angolo d'estro della testa del quadrato a l comando d'e·secuzio11e MAn cnu; del comandante del battaglione. Il comandante della 6" compagnia fa eseguire fronte indietro alla sua compagnia e q uindi la fa marciare indietro, r ompendo per squadre; appena che la squadra di' coda avr à- oltrepassata clii 5 passi l'altezza della 5a compagnia, egli- fa marciare a sinistra la sua piccola colonna per l'estensione della fronte di una squadra; quindi la arresta, la rimette di fronte, e fa eseguire la. massa in difm;a. sull'angolo sinistro d~lla. coda. rlr.l quadrato, al comando di. esecuzione: 1i~uc11r: del comandante del battagli011e. Allo stesso MARCHE le altre 4 compagnie formano il q uadrato come è insegnato al n° 831 se non che la 2" compa-· g nia ne forma. iL lato cli testn, la 4" il lato di coda; e per cotal e disposizione i lati dd quadrato r imangono fiancheggiati dai fuochi di esse piccole masse in difesa. 'Quando il comandante voglia in vece formare-tali masse in cli fesa sngli altri angoli opposti del q.u adrnto,. ne aYvertirit i comauclanti della 1a e Go. compagnia i q11ali si regoleranno perdo in moch analoghi a quelli ora indicati.

FJG-. VIII.

•

17

n· ~r - - -~·

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sur,1: or:cA:>l ZZ \7.10:SE OF.LL F. :-iOSVF. l' IXTERIF.

11

835. Quando le predette rompagnie si troY:issero in cacciatori, non ::wendosi t empo a riordinarle per eseguire p er tempo le rnar;se in difesa, i caccintor i Yen nn-ono il1!:!'i" nocchiarsi contro la prima riga del quadl'aLo, continuando cli là. a far fu oco; i sostegni e11trnno nel quadrnto, di cu i formano la nscrva , esse prendono il posto indicato al 11°

83].

F1G.

IX .

:Li l

I_ _

Formare il quadralo essendo in llallaglia. 83G. Un battagl ione spiegu:Lo può esser formato in quadrato in una direzione parallela o perpendicolare alla linea. Nel l O caso si formerà. i : battaglione in colonna. di compagnie n destr a o s inistra, indietro a destra o ind ieLrn a sinistra., scn·anùo la colonna a mezza distanza sulla sezione di t esta. Kel 2° caso si piegherà il hattaglione in · colonn a cli compa gme a mezza distanza. i ndietro la compagnia di destra o quella di sinistra, OYvero anche sui pelottoni del centro . Il comandante del battaglione giudicherà., secondo le circostanze del momen to, se meglio convenga che le compagnie l" e Ga concorrnno immediate alla formazione del qna.clrato, come a.i nu meri 831 e 833, ovvero stiano fuo ri come ai numeri 834 e 83°5. 837. Per formare il quadralo sui pclottoni elci centro, il magg iore comanda. : T'1w {orinare il quadralo, colonna a distanza inliem s11i peloltoni del centro=!,oncrm .


12

STUIJI 1111,11,1 ltl SliLL ouc.1:.IZZ.IZIONI:: DELL E :-.oSTHE F .IKTERIE

S ia a l comnnclu tl"avvcrt.:rn0nto che a qu ello Ll'csecu-

zione, si cseg11iscc la forma:1.ione in colonna a distanza intiera s11i pelottoui del C<:ntro, n° 739. Se le due compagnie 1a e 6" debbono concorrere alla formazi one del quadrato :

La l" compagnia con un celer e movimento sul fianco a sinist.rn entra in colonna a mezza distanza dalla com-

3

830. Per formare il quadrato sulla compagnia di sinistra si nsano comandi e mocli analoghi a quelli del numer o procedente.

p agnia formata coi due peloUoni del centro. La 6a con un alt ro movimento sul fianco a destra va prender posto in coda alla colonna radendo la quinfa se-

uonc.

Our.drn(i per <lilisionc.

In tal caso la quinta sezione (formata dal 3° e 10° pelottoni) c11trerà in C0'1on n a a 4 passi di distanza dalla seconda r iga della 4a sezione, ccl appena presovi posto, il suo comandante farà doppiare sul centro le squadre come v enne insegnato al n° 831 . Se le d ue compagnie predette debbon o stur fo ori del quadrato. all'avvertimento apposito del comandante del battaglione come al n° 83--J., ì capi del 3° e 10° pclottoni li fan no entrare- in colonna r adenti la t erza sezion o. L'aiuLante maggior e a clcstrn, ccl il coman dan te la sc7.Ìone di testa a sinistra, rettificano il collocamento delle guide sui due lati cklla colonna come al .n° 831 . Lo form t.zioni elci r1 uadr::tto succc<lono poi ai conw.nd i e n ei modi preced.enLcrnente dati. 838 . Por fo rmare il quadrato sulla compagnia cli Llcstra., il magg iore conrn.nda : Per (oi·mare il (Jtta<lrato, colonna a mez.Ja <iislan::;a snllli compognici di destra= ,uncm:. ' A tale comando , si eseguisC:) la formazione in colonna a mczz:t d istanza sulla com pa~nia di destra, colla destra in testa. La 1n e U8 conYp:tgnia si regolano, f:CCondo i casi. fl.nalo;~anl':!i11.c a quanto :~i è dello ni numeri s:3:3 e 837 .

]

Cosi p ur e la 5" compagnia , qun.nllo le compagnie l " 0 11 G n on deblJUUO far parte del quad rato, avrà l'tw Ycrt.enza di eut.rare in colon na r adendo la 4"- compagnia. L"aiutante maggiore e il comandante della sezione di t osta $Ì regolan o come al numero pl'eccdeute.

8--10. Il battaglione essendo form ato iu colonn a semplice d i di visioni a mcz '.a distanza, il comamlant.c dùl battaglione dà il comando : Formate i l 1JUadrato=11-r.rncm:.

Al comando d'avvertime:1.to l'aiutante maggiore ed il comandante la di ,isionc cli testa rettificano il colloc;i mento delle guide sui lati Lli destra e si nistra della co -

'

lonnn.. Allo stesso comando il comandante della division e t11 tf';;ta avrà avvertito d i non muovere; i comandantj_ della 3• e 4a compagnie comanderanno l'una conversione a dest1• e l'altra conve1·sione a sinis/1· alle loro rispettive sezioni , queste essendo destinate a [ornire il lato destro e sinistro del quadrato. IL comandante la divisione di coda comaucleri. : Div is_ione avcm ti, guida a dest-r por tandosi egli ::t due passi sul fianco destro e.lolla sua compaguia. I tamburini cd i falcg?an1i _su cli utrn. riga cutrcr;i,nno in colonna a t re pai;si chetro 1 l centro clellc1, 2a cl Lv isione . Al ~r.rncrrn si for ma il qt1:Ldrato analogam onic a quanto si è detto al n• 831, con questa di!Tcrenza che non haY\'Ì rù,c1_·va, e c,i ù per non troppo sformare il quadrato cu\ dm11unirc la Iu11gliczza clL·i lati clci;tro e sin i:;t ru.


STUIJT ll !T.IT.\ IU

SULL'ollGA :-ilZZ.l.ZI();>;J,; l) l<LLE N _S'l' iìl•: F A~ n :I\11•: l0 tcrui della medc::;ima diYisicnc ma.r1,;ìerauno aYami sorrnnùo a -1 passi dalla secouda r iga <lc!la. clisi~ionc di testa; la divisione di coda si regolerà come al ll" 831 cl.iiudernlo i l q uadra.lo .

I comandaut.i dui lati, al comando a posto, w.imo dietl'O i l L:Cnlro del 1i,pct.LiYo lato a 4 passi dalla lmca ch:i ::;errafil e.

8-H. Se per ccccziomtle circostanza il comanth111tc dul battaglione volesse la,;ciar::;i una riserva nell'interno del quadrato . que;;1a sadt fornita dal G" e dal 7° polottoni . Perciò il comandante del battnglione non ha. che a s,~r 1·a,re la p l'opria colo1rna a d i:,;t1uza di pelottone e quindi ùai· lo stesso comando del numern precedente. Al comando d'avvertimento i capi dei pdotto1ii di des1rn e di sinistra ùclla 2a d ivisione si porteranno dinnanzi al

Fw. X .

8-.1::t. Se il battaglione è spiegato i11 battug li a i11 ordi uu su111plicc, o che il s uo comandante lo ,•uglia. formare in <1uadra.to di di vi8ione senza riserva , gli darà il coinantlu: l'e1• /àl'marn il quaclmto.

centro de' loro pelottoni rispeltiYi e comandenumo quello <li destra conversione a d~slr, qu elli di sinistra convcr~ sionc a sinistr, il capitano della B" compagnia. porianclosi dinnanzi al ceulro della 2" divisione, comanclorii: pclot, toni del centro avanti; r1uesti C$Scndo, come ::;i è eletto,

Cutonnci

843. Se vuol aver e mvece una r iserva comanderà:

JJer formare il quwlrato. Colonrui a d!istanza, di 7Jelottone suita cti,visionc lli dci;[I'((, =lJ.\lll'llE.

8-45. Se volesse formare il quadrato per division e senza r i:-;ct·va sui pclottoni del centro, comanderù : /lei· /oi·mare il 11iiadrato. Coionna ci dista n::m in tiem si.i pelattoni clel cenlro

=

hl.\HCH E.

H-!G. Se vLrol ,wcre invece Ltna riserva, comanderà: PM· fonna1·e il giwtlmto . Colonna n mc.:;:::a distanza siti pclottoni del centro=

Prese 1H,l i disposizioni, il con::audante del battnglionc <lit )(.l.HCITE .

A <]_uesto comando t.utte le sezioni cscguiscono i moYimenti rispcttirnmente comandati, cioè : quelht cli testa si allinea i:L d es~rn; i pclottoui 2stcrni d el la za d iv isione conyer genclo da destra e da sinist!'a formeranno i lati. • destro e sinistro del quadratu, essendo dai loro capi allincaii :sulb k:,;ta dd c1n:tùrn.t:.> (11° 831); i pdullo11i iu-

m ezza distanza sulla cHvù;ione cl-i cleslra=

.\IAUCHE.

cl csLinaLi u fo rlllar la riser va del q ufl.d rato . I tamburin i e fa.leguami formati su di una r.iga cntrcl"<lUno in colonna, serrando a tre passi, dietro i pelotioni d el centro della 2" di visione. Tutti gli altri si rcgoleranu::> come al numero precedente ; se non che n el serrar~ a distanza di pelottonc,, come nel moYimento preparatorio, la 3" di visione an.'L avuta l'avvertenza di serral' radente i serrafile del la 2a divisione.

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hlAH(.;llE .

l n questo caso il 4° cd il !>0 pe1ottoni si regoleranno come si ò detto pcl o·' e 'ì0 pcloLtoni al n° 841. S.17. So b la e 6" compagnia non ~i trornno in Ll i haita~lia Nl in colon11a l',>llc alt!'(' .J r~

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la tcsfa un poco a destra, e così pure quelli della 5al e <lclla Qa. Al comando d 'esecuzion e si eseguisce come al n° 838. Il maggiore fa poi formare il quadrato' come al n'' 831. 800. Se i quadrati per d ivisioni volessero formarsi obbliqui, nei comandi dal n° 840 all'845 non vi ha che ugg iungcre la parola obul'iqi10 dop.o ìa. parola q,iad-rato, e<l eseguire il moviine:1to prC'para:orio analogamente a q1rn11 lo, si è dcLto nel numero precedente .

1JaLtar:i1ionc, - Yo1cndo il comandante del medesimo fo1·o . ma.re il quàtlrato per d ivisioni, loro d<l-r[t l'ordine cl i entrare in colo1rna a formin·vi h divisione cli t est~. o·di coda come meglio crederà opportunn.

Qnadrnti ohbliqni. 84B. S0 il b~U.a.glione è i n colonna come al n° 831, per formare il quadrato obbliquo, il maggiore fa prima escg 1lir e étlla colonna un ·cambiamento di direzione uguale ad un mezzo quarto di conversione con u no dei rnocli sfabiJiti dal n° 752 al 757 secondo le cir costanze; quindi forma il CJUadrato come al n° 831, e seguenLi. 849: Se il lx1t.tag1ionc è in b 1ttuglia per formare il quad rato obbliquo sulla con:1pagnia di destra o di siuistm il maggiore dà il 'seguente cc,rl1.ando: P!w form,ct1·e il qu.aclwto o/Jbl-iquo Colonna ci mezza clistanza s,lllci compagnùi cli cleslra ( o d'i sinistra) = :.L\RCllE. _ Al comando d'avvertimento l';:-iiutante maggiore traccia la nuova direzione della fronte della_ colonna, in modo che faccia un quarto d i conversione a destra; perciò, farà marciare la guida opposta al perno pe1 numero di passi ugua!e alla. fronte della sezi011e d i tesfa iri dire7sione perpendicolare alla front_c di battaglia. Allora il capitano . della compagnia dì destra le fa esegllire una_ conversione a destra, la ferri1a. sulla linea delle guide e la allinea. Le g;uicle vanno al loro posto al c:omnndo fissi del cr~pitano . Gli altri 'Capitani si regolano come per formare la colorrna a mczz~ dista.nza sulla -:::ompagnia di destra, colla destra. in testa. Però il capitano della seconda compagnia ue volge la t esta a sinistra invece cli volgerla rt rlcstra; il capitH110 aclla terza non volge b, testa della compagnia nè ,i, clcstrn ., nè a sinistra; qt;_dlo della quarta ue vol ge

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LA DIViSIONE DI RISERVA Nli ll.A

18 6 Q (·I ) .

-~~-III.

Da Perugfa a Tolcutir111. Il 15 di settembre circa le ore 9 antimeridiane giungeva l'or dine alla divisione di riserva cli portarsi a Foligno, e p r endere posizione di là da quella città, sulle due stra.dc - di Colfìorito e di Spoleto. Alle ore 10 la divisione si mett ev a in m arcia ordinata nel modo seguente : Avangiicwdia. - Il 1° squadrone del reggimento Piem onte Reale, ridotto per ragioni di 3ervizio a sol i 40 caval ieri, il 24° b attaglione bersaglieri, la sezione rigata dell'll~ b at teria , la compagnia zappatori. Lo squadron e di Piemonte Reale formava la punta; il generale di Savoiroux marciava alla tcst:a del grosso della vanguardia. ( t) ·vctli [(h•i:;tu mililttr c iltiliam1, anno VI, voi Il. p:,g. 3G.

o.,· sr ;,;;;, DI nis:,r,r 1 :x:Lu

e ,.111'.. G:-A o·A:-.co:-.A

1!)

Colonnn pri'llcipale. - La ·)rigata Dok>gna, l'artiglie1·ia, li impedimenti . Rd1·og1wrdici . -- Il 0° bnttagl iono hersngl ior i. l baltagJioni :,!:)l' e 25" dei bcrsaglic1i furono lasc·ia.ti al Colle della, Stl'aùn. perch(i si r-iposassern, e- si oi basscro,; ma, c-bbc1,o, online cli raggiu::igc11e la divisioiac n0lla g iu11. nata. Ora cli,·cni,·a. asso1utam<'nte indispcnsahitc che procurass imo d i acquistare m1-'idca. il p.iù possibil'e esa1Jta dcl~o stato tlollc cose su1 teatro della. g uerra.,. poichè ci troYa:Yamo huciati innanzi, almeno. momentaneament e, e- po~ tc...-amo Ycdorci n el caso cii d over- prendere quakhe deten ninaz-io.ne subitanea pe1: in:J.provvi~i <-'v eiati clic sor~ gcsscr0. Le notizie che rwcvamo potiuto rac~op:liere fi uo al momento che muoYemmo dal Culle della Strada era1w assai incerte . ParcYa i nc!n l.i,tato che il generate Lamori;cièt·o si f'usso i oca:mrni11.a!o vcrsl) Ancona,contuttc le.truppe che avcYa dii;ponibili. La gente del paese ci a.!:sicura.vcb clie i11 Assisi ed i11 Foligno erano rimasti soltanto alcuni gendn.nui pontifìr.;:, oltre i soldati ammalati O· convales..:cn ti negli spellali. Di Srolet,). chi dticeva fosse stHta sgo!11brata anch 'essa àal nemico; chi affermava inveceelte Lamoriciòre Yi avesse las,;iato. uo presidio; e qualcuno crcd.11va supcre che non si trattasse giit d''una p ic-

cola gnaro ig ion o, ma sì di un corJ?O assai grosso, e comanda.io <lat niloroso Pimodam, ch e ailt-ri invece assicurn.Yano aver YCduto alla testa ddla retrogu~reì'ia del p iccolo esercito che Lamoricière conduceva nelle :tvlarchc, Doi nostri sapevamo che I,~ 13a d i visione doveva muo verù eh Gubbio su Gna.ldo-'f,tdino , o che il 4" corpo nrnno. vrant Yerso Ancona. Ma strada facendo, e prima che giungessimo alla Madoruu~ degli Angioli, scppjmo cun certezza. che dei nemici rìmast.i in Assii::i e Fùligno quan1.i potornno r eggersi in gambe erano scappati p('r la strada ddlc Mnrdie, e ch e le a nL0rili~ muuicìpali cli quelle due


20 LA DIYJSIO:,i:E DI RISERVA città avevano dichiarati prjgionieri d1 guerra i r estati negli speda.li, e li avevano disarmati e messi so ti.o cu stodia : ch0 Lamoricitre accennava a Macerato., OYe sembrava avesse intenzione di raccogliere tutte le forze che gli rimanevano; e che la retroguardia di lui ~ra il d'1 prima (14 settembre) a Serra valle, di là, dg, Colfiorito, d'onde si credeva che si sarebbe portata in quello stesso .giorno (15) a Tolentino. Alcuni barocciai che di là veni,vano, ci assicurarono · aver veduto essi medesimi a Serravalle il generale Pimodam con quattro, cinque o sci .mila uomini, più o meno, stanchi e-:c:gomenti. A Spoleto v'erano gli Irlandesi; chi diceva 500, chi 1000, chi 2000 uomini, chi più ancora. Da tutt.o ciò ne risulta,a che il paese era perfettamente sicuro d'attorno a noi ; che avremmo potuto prendere posizione a Foligno nella. gior.n ata senza alcun dist.m'bo, ma che n ella notte seguente era possibile fossimo rnoles:.ati dalla p:trte di Spoleto; m entre non era affatto impossibile che Pimodam, r clrncedendo ,da Sernwallc su Foligno, ci piombasse addosso, _pure nella not te o nel mattino di poi. Chi potcYa ass icurarci cl1c L.amo.riciè-1'e non mutasse ad un tratto il suo progetto cl'o.pe'l"©lzio,nì, forse · per effetto dello mosse dd _generale Cialdini, forse ancl:.e per ordini che gli fossero mandati da Ro.rua, e uon tc,rnasse a basarsi su Folig no e Spoleto? Del resto cì accorgevamo. :ìì essere in paese yeramente amico. Eravamo aspettati, d esiderati con impazienza. Uomini e donne d'ogni condizione e d'ogni eitt, campagnuoli , terrazzani, cittadini accorrevano sulla str~da., ~i venivano i ncontro, ci facevano foll:i d'attorno, sorridenti, commossi, aaitati da un cRk.siasmo che non si descrive; e ci gittava1~ fiori e ci app1aud ìYano. Le auiorifa m.u~ nicipali ccl i prim<1,rii dei l uoghi per cui o presso cu1 passasamo, venivano in deputazione a fa:ci onoranza. 'fra Spello. e, D'oliguo era un (1.Jl'farc e 'iemro di p1ccolc

~ELLA CA\ll'AG'{A n 'AJ(CO:-IA

21

-vetture piene di persone d'ambo i sessi che portavano srnntolanti grandi bandiere tricolori e gridavano a gola ape1:ta: - Viva i nostri liberatori - Viva l'Ilaria - Viv<t

Vittorio]E,nmannele. In Foligno poi, piena zeppa di gente, la gioia e la commozione proruppero al nostro apparire in modo da scuoterci il cuore. Ci stringevano e ci baciavano le mani e le ginocchia dicendo colle lacrime sugli occhi : , Finalmente siete venuti! Era tar:to tempo che vi aspettavamo ! , Certo i pochi della parte papesca dovettero essere graudòmen te attristati da rrnelle dimostranze cosl spontanee e calde, ch'erano un'accusa grave ed una se·vera condanna contrn il governo pon tificio. Noi, poco creduli per nccessilà di nostra, prufessione, noi che ave,amo veduto nel 48 e ucl 59 tante dimostrazioni popolari, e sapevamo come si fabbrichi l'entusiasmo detle masse, e quanto duri per solito, e come si r isolva, pure in quelle manifestazioni scorgemmo tanta verità e tanta spontanciti:t da rimanerne stupiti e commossi. V'erano tra noi non pochi che sapendo qual fede meritino gli articoli dei giornali e lo chiacchierate degli emigrati e degli uomini di parte avevano creduto fino a quel giorno a ciò che in quegli ultimi mesi era stato detto o scritto dell'odio che i popoli clcll'Umhria e delle Mar che n utrivano contro il governo papale, e del desiderio v iYissimo che sentiYano di essere libera.!-i da quel g iogo. Ora. i fatti 1wrlavano : e bisognaYa creclere. \ A vendo faUa mm fermata cli due ore alla Madonna degli Angeli, giungemmo a Foligno sull'i mbn~hire. RicoJ10sciu li a.Ila spedita gli shocchi verso Colfìorìto e Spoleto, intanto che le truppe aHraversaYano la città, fu deciso di prender posizioneinel modo seguente : A sin-ìstm, sulla strada cli Col(i,01·ito a poco più di un chilometro fuori della porta Dadia (Foligno) la brigata Bologna ;:i, ca.va.llo alla strada, il 39° a destra, il 40° a

non


22

l.'.\ 1l.l'ISIO:ff-: DI RlSF.Hi-°A

sinistra; al'lìheduc ù1 duo l inee (per b aHnglionc~) . In mezzo

·a quella una sezione delr 1111 bat:.eria appostata sulla strada . ~ Dietro al 39° r eggi111ento, a 3 o 400 rnctri di di~tanza, lé al tl'e due sezioni dcll'll" batter ia e la compagt1in. mpp:i.tori; e più ifldietro a destra uno squadrone del reggi m onto Pie'moutc Reale (il ;2. ), per sic;urezza del fo1nco dcstrn del'la !::>rigata Bologna.. U t.crreno cla quellél pc11'!c:., <Jlìa11tu11que coltin1h> , era pratkabilc per la ca vallcria. L'a lt ro fianco della posizione era assicurato chd fìumu 'l'opino. Pur tutta,1 ia quella posi'zion e presenta,·a due .grandi d ifetti: era tag liata perpendicolarmente e tr,isYcr-satmente da ripe e fossoni pieni d'acqna c01-rcnte, e domfoata a destrn cd in fronte dalle falde delle a.lLLlre dei Cappuccini e della Madonna del Sas:c:o a tir o efficace di ,cm·abina, Al primo inconveni,3 nte si procurò rimediare hrcendo aprire comuuìuazioni in ogni senso, rom pernio ~i~pi e ripe, e gettando ponticelli sui fossi, per modo che

le t-ruppe di ogni armo pote:;scro -a Yanzarc e re1 rnceiler0. senza accalcarsi allo sc.operto ·s ulla strada maestra., ch e il nemico avrebbe potuto battere da S. Pnolo fino alla porta Badia. Il secondo difetto, più graye assai, mostrava chiaro la irnporta.n1,a tattica delle a.lt.ure delht Serra e dei Cappuccini, le quali non solo coprono li app1·occi Ji Folig 11 0, ma comandano nello stesso tempo la :c:tretta e11tro cui scende la stra.da di Culfìorito da Colle di Foligno a S. P,1010; o ttima posizione di fensirn. Era n ccess:1 r io occup:tre fortemente quelle alture, e poni il nostro fronte di clife,:a, m a pcl morne1Jto non avevamo trupp:; o,bhastanzn., i sol<lat.i erano sta.nchi molto ed era giit not.t.e ch iusn; quind i dun~mmo contenl.wci cli far occupare dalla Yanguardia (21° her~aglieh e 1° squadrone Piernonto Reale) il bi\·io di S. Paolo, o·ve si stacca dalla si.mela cli Colftor ito q uell,L che conduce per Nocera a Gualdo-Tadino, gnarLl:llldo con :avarn posti la stretta dL: lla Serra e la strada ora eletta di Nocern, e sping0n~lo pa.tt.uglic 11dle due direzion i; riser-

23 · bandoci d i rettificare e rinforzare la posizione nel mattino seguente, se .a\'es:c:imo dovuto trattenerci quivi, e non fossero sopraggiunte novità di rilievo durante la notte. La brigata Dologn a ebbe ordine d'esplorare e perlustrare la campagna e le alture ml fianco destro . La 7a batteria fu post.a in riserva presso la porta Badia, d'innanzi alla st::ada di circonvallazione che conduce alla porta Romana. liELLA c.rnl',\GNA n'ANCO:-IA

A destm, sulla strada di Spoleto. - A breve .distanza fuori della porta Romana il reggimeuto Nizza ~avalleria. cd i due squadroni rimanenti del reggimento Piemonte Reale flll'ono collocati in alcuni campi affatto scoperti a sinistra. delkt strada, ove avevano dinanzi buorn.i s bocchi e terreno facilmente praticabile per la. loro arme. Ma essendo già. notte fatta allorcbè vi g iunsero, e !'ufficiale incaricato di rondurve1i non avendo dato loro le indicazioni opportune, vi si posero alla m eglio, e soltanto nel maUino seguente poterono m et ter yisi i n buon a posizione. Dinanzi a loro, poco più di un chilometro fuori della p ol'ta Romana, il 9° battaglione b ersaglieri, postato sopra un piccolo riliern a destra della strada, guardava coi suoi posti avanzati la campagna tra il piede delle alture di Carp~llo ecl i l villaggio di Sterpet e. I battaglioni 23° e 25° bersaglieri, che giunsero a Foligno nGlla serata, ricevcttcrn ordine di porsi nell'inierYallo tra la strada di Spoleto e quella di Colfiorito. ,~erso S. :;\faria in Campo, cuopri1·si con piccole guardie d·a.l lat,o delle alture, e collegarsi a dritta col 9° bersaulieri e a . . o sm1stra col 24°, o alrner.1.0 colla brigata Bologna. Rimanevano ambedue disponibili per rinforzare, secondo il b_isogno , sia l'ala destra, sia la sinistra della nostra posizioue, e<l erano · g i~i assai vicini alla Serra, punto, come notammo, importantissimo per noi. _Considerata la possibilità d'un attacco da parte del ne• mico, · e conseguentem en.te anch e cli una r itirata , fosse


NF.LLA CAMl' .1G:,; A

, '[;~ l) lYl~JO)(E lll n.I~ E!\YA

pur morn.entanea, da. paite nostra; vista la rischiosa po~ ·sizione in cui ci trovavaino con un fiume a1lc spalle che ci avJ·ebbe costretti a sfilare pen osamcmtc per le str ette B t1Jrttrnse vie _di F oligno per giungei·e a l ponte, (!i , là dal quale poi saremmo stati dominati da.l cannone nemico fino alla Madonn,t della Fiarnmenga; e tenendo anclrn conto delle dìfficolf/1, che aH'ordin.1to passaggio e pf(rcamento dei carri opponevano dentro Foligno ,lo straordinario i1~go!nbro delle strade, e n ella. campagna d'attorno i l buio della notte; ern stato ordinato che tutto il tra,ìno de1la, divisìon:e rimane:,se di là dal ,Topino, e si mctLesse a p a rco in buon ordine fuor.i della strada maestra v'crso la Madonna della Fiammenga, a u n chilornetro circa dal ponte, pronto a sfilare in avanti o indietro al primo avv iso. A tale uopo era stato }asciato d i là dal ponte un uffic:ialc dello st.at.o maggiore della divisio'ne . con precise istruzioni. Ma i carri passarono, e ingombrarono pri ma. le, vie di Foligno, poi le str;ide fuori d elle porte B,1dia e Romana. Un'altra misurn d' ordine em stata consigliata dall e citcostanze . Si pnwecleva che i soldati accampati cosi vi- · cino ad una città in festa, ove si oifriYa loro da rnang i~Lrc e da bere gratu itamente, avrebbero dimenticato la stanchezza, e sarebbero venuti lì massa a far baldoritt in cillit. La buona disciplirnt e ] decoro dello esercito non vi avrebbero gmulagnato certamente; e che cosa sarebbe avvenuto i.n ca.so d'allarme'? Giù li spedati e li sbandati dei vari corpi, che erano molti, aveva.n o inYaso i caffè, l e osterie e le b elto1e, e allegramC'nte approfìttin·ano delln. cortGsia dei loro mi'ovi amici. Per prGvenire li iuconvcnient.ì che si f)revcdevano, furono poste grosse g uarci ie alle porte della ciWt con ordine di non lasciar entrare sollo~ ufficial i o sokléiti d i qua.lsivoglia corpo, se non a,vossero pi!rrnesso in iscr.itto del rispettivo comandante; e furono m esse~ i.n g iro pat'tLfg1ìe che vc,gliassero al buon ordine

b mandassero

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25

ai loro corpi li sbandati rinrnsti a gozzovigliare. Ma n el corso della sera,ta fo revocata la consegna data a q uelle guardie e pattuglie, p er ordine del generale in. capo giunto in Foligno, e fu permesso ai sol~ dati cli ·èntrare e trattenersi a piacer loro in città, poichè i cittadini lo desidera.vano. Le a utorità comunali e i primati tra li abitanti di FoLgno avevano dato ordi ne a tutti i venditori di corncstibili e bevande di dare gratis ai n ostri rn ilita.ri tutto quel!o che avrebbero chiesto; che p 0i e:!si a\Tebboro pagaLO. Oltre a ciò moltissim i cittadini sentivano il deslde):io , cli far god ere un poco a spGse loro i libemt·ori, secondo i 1oro nrnai. Ognuno voleva a.vere il suo, conchu:selo al caffè òd alta bettola e pagargli qualche cosa. Gente ot tima, ma gro:;,solana e dì poca. espericma. - Fu quello creduto_. n ell' Umbria e uelle Marche il più squisito modo di farci festa ; darci da mang iare e da bere finché. ne volc-rnmo, senza ehe dovessi mo sborsare un quattrino. Ma pare impossibile che nessuno suggerisse per tempo a quei generosi r egalatori, che avrebbero fatto meglio, p er ogni rjguardo, se a.Yessero messo a disposizione d elle nostre autoritit 'militari unct certa quantità cli cibarie e vin~ e liquori, -Cnlcolata pr.es~o a poco sul n umero dei nostri soldati, e ci .wessero la.sciato la curn di provvedere da noi alla regolare distribuzion e eh quella robri nei cau1pi, fuori della città. Ir.tanto in Foligno asve1me , quello che si prevedGva : scialo e baldoria t utta la notte. Ora · è necessario fare un'c,sse.rvazione. Quelle studiate m isure e quelle minute precauzioni che iL corna.ndo dolht divisione di riserva avea creduto dover prcudcrc s~1rebber 0 state inutil i, anzi ridicole, sJaYessimuavuto siciwanoiiziu. che iu quel lo stesso giorno, 15 settembre, la colonna del . gei1crale P imoda,m si era portata da S0rr<):vaHe a 'Ì'olen- · tino, eorne seppimo poi. Ma dalle idorrnaz.ioni. raccolte


26

LA DH ISIONE' DI RlSKRYA

prima d::l nostro arrivo a Foligno, e da q~1elle -c;he quivi potemmo avere , ci risultava soltanto che nella· sera del 14 Pimòdam dovea essersi fe rrna.to a Serrava11c, senza che avessinrn .,.pe:rò la certezza ch'egli avesse lasciato sgombro affatto Colfiorito. Nella sera, nelhi notte e nel mattino dipoi pochissime person.~ si presentarono ai nostri avamposti da.Ila parte di Colfiorìto; e t utte venivano-dai: più prossimi paesi, quindi non potevano darci notizia di ciò che avveniV<·t s ull'Appenino o in Val di Chienti. Per uscire da q ueU'.incCrtezza, il generale comandante la d ivisione di riserva ordinò che a11'alba del mattino seguen te un ufficiale di stato maggiore si spingesse in r icognizione fino a Colfì.orito. } 'ale in carico fu affidato al capitano G,irb i del corpo d i sta,to maggior e, addetto alla brigata Bologna, dandogli una scorta di 12 drag:oni del r eggimento J;iemonte Reale. Ora il 5" corpo d'armata avea r aggiunto il secondo epi l'.t i mportan te oggettivo prefissogli. Dopo essersi im padronito di Perugia, occupando Foligno avea tagliato le comunicazioni dirette del nemico con Roma. Lamor icière tenta.ndo di mutar base, av~a lasciato in poter nostro l a sua linea naturale d'operazione, mentre il nostro 4° corpo stava 1wr impadronirsi della nuova linea da l ui prescel ta, isohtudolo c1:i Anc.011,t. Cìli rimaneva la scelta tra i ·due seguent i par l iti : od aprirsi a fo1'Zit la stmda verso Ancona o verso Spoleto, o ritirarsi in freU.a Yerso il Tronto. La divisione di riserva d0vea rimanere d'attorno a Foligno il dì 16 settem bre. All'alba gli impedim enti furono rimandati di là c:l.al ponte e fatti pa.rcare nol sito designato la sem innanzi, a 1 chilometro circa dalla sponda del Topino : alle porte della città furono posto nuove · ri bo·orosa conseo-na. di non lasciare entrare g uardie con . , o sott o-ufficiali o soldati; un mezzo sq uaJrone d i cava1leria fu des! inato a mantenere affatto sgomb r e d 'ogni impaccio

':2.7

le cqmunicaziohi dirette tl'a. le porte Ba.dia e Romana ed il ponte por le strette vie di -F oligno; e fu òrdina.to ai conrn.nda,nti deì corpi che prendessero le misure p iù adatte per ùnpedire a i loro soldati cl'allontanm·si dai campi . Il 24° bersaglieri ricevette ordine di prenò.cr posiziono s ull'altura della Serra; il 23° ,·eone a snrrogar1o d'innan zi a S. Pa.olo, con istruzione d'appoggiarsi a dritta all'altL1ra dei Cappuccini, e tenervisi forte in caso d'a,ttacco; il 25° dovette riors1 in seconùa linea, come a sostegno, dietro quelle alture , alla i\fadonna del Sasso . Il 9° ùçrsciglieri dovea spalleggiare a sinistra verso S, Maria in Campo e guardare i sentier i della montagna tra Opel lo e Carpello; e la cavalleria. cuoprirsi- con posti propri.i a S. Eraclio s ulla st-rada di Spoleto . Verso il mezzodì le .trupp·::: della l" divisione cominciarono a g iungere in Foligno. La brigata granatieri di. Sardegna anelò ad a_ccam parsi presso S. Paolo, da fianco . alla stra.da d i ~ocera ; e q uella d ei granatieri di Lom. I bardia sfilò per la strada di Spoleto . Poco dopo g iungeva al comamlo della divisione l'oTdine di porn~ il 0° battaglione 1)orsag1ier i e dLte squadrnni del r eggimento Nizza cavalle1:ia a disposizione del generale Brignone, che dov ~va. col 3° reggimento grarrn.Lieri e la G" batteria dell'8° reggimento d'ar tiglieria portami '" SpG1eto , impadron irsi della Rocca che dom ina qllella cittit, ed occbpare poi il rimanen te dell'UmlJria fino a,i limit i del patrimonio 'di S. Pietro, per dar compimento alla missione politica af[ida.ta al 5° corpo, non che assicurare le co1Dutlica.z.ioni colla Toscana al grosso del corpo rned esirn.o che andava ' a yolgersi verso Ancona s ulle orrn.o delle trurpe eh La moricière. Il colonnello Di Cercsole, avendo aYuto ordine d i pOTsi alla t estn cli q uei due squadroni stacca.ti di Nizza, fasciò al colonnello Ousani il comando <lella cavalleria presso l'a. di visione di riserva.. La colonna del gene-ralo Brignone si mise in oammi no yorso le oro 2 poii1cl'idianc.


0

NELL.\ C,\:\11'.IG:',.\

28

!, A OIVIS"1KE DI RISE RVA

I due SCJmtdroni del r cggimc1:to Piemonte Reale distaccati dal la.to di Colfi.orito, furono rimandati al loro corpo tostochè i nostri bersaglieri ebbero occupato le a1ture_ della Serra. Verso le ore 2 pom. il capitano Garbi dello stato magg iore., ~pedito come si è detto in ri cognizione sulla strada d'Ancona fi n dalle 4 della m a1.ti1rn, si presentava di rit orno al comando dellt~ d iYisione. Egli si era spinto fino cli là da Colfiorito ; a·yea fatto prigioni alcuni soldati papalini sbandati (t,edesch i e svizzeri) e r ecava la notizia, avuta da gentr. d'oltre Appenino, che il paese era tutto scrombro di nemici fioo a Tole:itino . I prigion ieri da, lui r:tti erano convalescen ti fuggiti il g iorno innanzi dallo spedalc 1:li Foligno per non ri manervi presi : perciò nulla cli intcrei;santc potè da loro ricavarsi. Pochi m omenti d0po u n ufficiale addètt o a.Ho stato maggiore del 5° corpo r ichiedeva che i dragoni della, scorta del gcn<'r11 lc co111nncfant0. h cli visionP. di risnrYa ( in mancanza d i altr a ca:'a1lei<ia imm edia!amr ntc ~ispon ibile in Folirrno) m onlrissero sul;ito a cavallo e s1 b. no ciassero sulla strada di Colfiorito a fermare uu corriere pon tificio p roveniente d i v er se An con"-, che ulltL v ist"clelle nostre p r ime guarclie ayea Yoltato le spalle e se ne toman1, iuòietro. In un attimo quattro di quei soldati furono in sella, e vié.\ di galoppo . Ilaggiuusero il corriere presso S. Lucia, lo fermarono e lo con dusser? a Foligno. Egli aYea seco due viaggiatori; un r omano 11np iegato n elle dogan e papaline, cd un pittore rus_so. Fur on o f'nU.i smontal e all'ufficio della postn., ov e fu p ure deposto tu\ to il carico de1la ccrriera ; e l'ufficiale di stato maggiol'c adchfLto alla divisione d i riserva li sottopose ad u11 primo interrogatorio, intanto ch e si daYa a:v_viso del loro arri,·o al comando del 5° corpo, a, disposmone del quale erano t enuti . Il cor riere e l'impiegato ro1:1ano, gr andemente impaurii i in princip io, ripresero ru11rno a

D A:-•co:-. .\

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poco a poco ; ma il russo, non ostante che aYessc :-i spetto assai maschio , era quasi sLup idito per lo spavento. Dai due primi si potè rica...-are che il generale Lamoricière col _grosso d elle sue truppe era la notte innanzi in Macerata, e il generale Pimodam colla sua colonna marciaYa per Tolentino a raggiungerlo. Dissero nulla poter riferire intorno alle forze che seco aveya Lam orit.:ièrc , avendo essi t occato a v olo :Macerata nel cuore della notte; r itenere però che quella g::!nte fosse assai sfiduciala. Il corriérc non aveva Yedut.o il generale, u è ricevuto carte d a portar ver so Roma, trann e i pacchi delle lettere che · aveYamo là sotto li occhi. Quanto alle truppe di Pimoclam. che avevano trovate per via , le dissero pot.:he , stanche e scoraggiate . Ancona era per fcttam~nte tranqL1illa; rn;i, già si ~apc,a n ella mattina. del 15 che Jc truppe JJiemonlesi v i si uppressavano dal lato di Sinig;iglia. 1,·opinione gen erale :in q uella parte era, secon do lor o, ch e Lamoricière fosse un grau pazzo Y.tnc1;io, che dopo aYcr mandato a, rovina il p~ccolo stato del papa per la smaniu. di farne una potcn::;a, mititM·e, si m-~tteva ora a rischio di tarsi schiacciare col suo microscopico esercito, per la matta voglia d i far la guerra. A quella sconsigliata i :npresa 1ulti erano contrari. Lui non compian gevaDo, nè i suoi: ma d epl oravano i mali che potevano Yenime al paese e a quei disgraziati che da l ui, o per cagione di lui, sar ebbero sng rificati; cioè i milita ri loro compaesani, li :impiegali pontifici , ecc. ecc. - Domandato se avesse creduto tuttorn sgombra dai nostri la str:1ùn, di Roma, il corriere rispose di sì. Questo e la paura che asca colpito quelle tre persone al redersì nelle n ostre mani, davnno nrgomento ,1, credere che i nemici fossero assai m ale ill forrnat i sul conto nostro, dappoicliò quei v iaggiatori doveano aver raccolto notiiie strada facendo, almeno fino a Serravalle, su ciò che avveniYn verso Foligno, p rima d'arrisc.hiarsi a continuare il loro Yi<1ggi.o ,i quel!.~


30 Yolta; e d0Yca111J scgnata!llcuto ::tYer p,·cso informazioni ùalla rcL1·ogu nrclia cli Pimod,'.lll1. Pareva dunciuc che il uemico ignorasse la. caduta di P<'rugia o ci <'l'cdcs~c r imasti a sprecare il tempo in qucìla ciltà; e si immaginasse d1e le genti ~10strc Ycnute da quella banda, fossero non soldatesche r ego1nri, ma truppe raceogliticc:e· quali egli se li figuraYa.. . ~asccYa però il sospello che qLiel corriere, se pure nou eJT• stato rnandatv come c.~plorntore da L11moric.Mre o da P.imodam, a vesse nsuto in ten;::ione cli ùar notizia a, questoultimo della. presenza nostra di qua da Foligno quandofece Yolbr la ct1rrozza all'incontro delle uostrn ,·edeUc; rna ciò non si potò proYare . Del resto, fat-ti frngm·e addos!:'o il corriere stesso , i Yiaggiatori e i postiglioni , e visitata tutta la Yettura, nnllJ. si rilwenne che meritasse attenzione. Pi ù sospetto pnrve a1 c11p0 d i ;;tnto maggiore della. diYisio1rn up. forestiero alloggiato nella locanda della Croce Bianca, che sembrava strunamenie inquieto ccl ngitato. :Ma dalle intenognzioni fat tegli e dall'esame delle carte di lui , r isultò so1tnnto esser egli un viaggiatore francese proveuic-otc da Perugia, che asseriva arnre somma necessità. di continuare il viaggio per Roma, per suoi pa.r·ticolari interessi, ed era grandemente contrariato nel vedersi costretto ··:a. trattenersi in Foligno, stantcchè, per ordine del comando snprerno <lcl nostro esercito, era Yietato a chiunque l'uscire eh questa citlit così verso Spoleto. come verso Ancona. Ciò no:1ostante , fu raccom,mdato alla. soprnyveglianza della-nostra polizia-milita re . Il dì segu~nte (17 seltetnbre) il grosso del 5° corpo muovcv,l da Folig no circa alle ore 11 antimeridiane per recarsi a Colfi.orito sull'Appenino. La colonna si orclinù nel seguente modo : Avangiwrclia - 7ninta - un pcloit.one del regg imento Picrnonlc Ucalc cavalleria , turn com pagnia del 23° ber-

31 sag lieri -- g-rosso - i battag1 ion i :l3° e 2G0 bersagìieri , J'll 11 batteria dcff8° artiglier ia , la 5" compngnia del ;2'' zappatori, ed il r eggimento Piemonte R.~ale ca.Yalleria (tutte truppe della di,isionc di risen·a). Coi·po principale. - Il ::imanenle della diYisione d i r iserva ., cioò la brigata Bologna e la 7a batteria dell'8° reggimento; la l'"' divisione, tranne il 3° granatieri e la 0 6a hatteria <le11·s ; e tutto il traino del corpo cl'armata, cioè 1° il par co <lartig lieria, 2° i carri del tiunrtier ge nerale principale, 3° quelli del quartier generale del 50 corpo, 4° le Yetture d'ambulanza, 5° i cani delle truppe or dinati per dirisione e per corpo secondo l'ordine di marcin, 6° il parco delr inten.deuza (sussistenze). ReM·oguarclia. - I ò ue squadroni rimasti di i'ìizrn carnl]eria ed un battaglione deila 18 divisione. Da S . Paolo, ove s' incom:ncia ad ascendere l'Appenino, la stra.da va serpeggiando, ora a salita, ora a falso piano, pel tratto di circa 18 chilometri in una stretta a fianchi rip;d1 e scoscesi, guarnita di tratto in tratto di ottime po_s izioni ~ifensiYe (S. Lucia , il Scrrone, il I Ciglio dello s~1anato d1 Colflorito) . Il dorso d ella montagna è larghi!.-lsnno, e figura due crateri a fondo pia.no con orlo di alture assai rileYél.te; H primo dei quali è lungo due chilometri circa , il secondo dai quat'xo ai cinque chilometri . U na breve stretta ( fortissima J)osizione anche questa) li separn l'uno dall'altro . Quivi siede il villaggio di Colfìorito. Fu vera fortuna per noi cl10 il nemico si trovasse iu condizioni tali ùa. non poter pensare a contrastarci c1uci passi d ifficili . ).l,;LL.\ CA.lll',\G:,i,\ o'.1:;co:-;.\

Poco dopo le 3 pomeridiia.ne, e fluo al1e 5, mentre ascen devamo l'ultima lunga s11liLc., dopo le Case Nuove, udimmo tuonare lontano il cannone verso Spoleto. La nostra vanguardia giunse a Colfiorito sul cader del giorno. FrattanLo il capo dc.lo stato maggiore dd 5° corpo •1Yt'a fa tto n nn l'ill)tda ri r0gniz ione elci paese l'! d'attorno ,


33 ·

LA Dl\"JSJO~rn IJI RISE!\VA

l'\ELLA C :\XIP:\G~ A D' :\NCON A ,

in conseguenza della quale fu ordins1.to che la divisione di riserrn prendesse posizione verso l'estremità dello spianato di là da quel .villaggio, spingendo la cavalleria. fìno a Serravalle ( a circa, 4 chilometri e mel.ZO pi i.1 inrn1nzi ) 7 e dietro a quella si ponessero la 1": divisione e tutti li impedimenti.. Il quartier generale del 5° corpo fu y o~to nel villaggio di Colfioriio. La divisione di riserva s1 mise a campo nel seguente modo, .a portata di cannone dalla entrnta della stretta d i Serrava11e. - A destra delb strada la brigata Bologna in due linee (per reggùnento), colla 11" l:1atkll'ia a destra (in faccia all'imbocca.tura della stretta), fiancheggiata a dritta da una co1µpagnia del 2G bersaglieri; e r;i ù indietro, in terza linea, la co111_pagnia zappatori e la 'ì" batteria. - A sinistra, _u n poc?. p iù innanzi de1la . brigata Bologna , soprn un p1cc0lo nlievo di tèrreno, le a.ltre tr-e compa.guie del 2,5~ bersaglieri. Il 23~ bersaglieri sul fronte a11' ingresso della stretta cli Serravalle, con posti cl'a,vviso s ull0 alture a destra e :t sinistra. - Alla estrema dritta il 24° bersaglieri presso la fattoria delc Ccisone. - Da Serravalle la cavalleria dovea mandar pattuglie d i scorreria verso Camerino e Tolentino ; ni.a- per tale uopo due squadroni sareblJero stati più che sufficienti; e invece se ne mandarono s~i, che a -fatica trovaroi1o · modo d'accamparsi a,lb peggio in quelln. gola strcttissinrn. Già sapevamo che il nemic'o aveva abba.ndonato Tolentino per concentrarsi tra. Macerat a e Loreto. Nella serata poi il comandante. della cavalleria scriveva al cornan::lo della divisjone di riserva esser vi tuttora in Camerino JO o 50 gendarmi pontifici, che e(Tli sperava poter far 1r igionieri, d'accordo con alc~ni giòvani"'camerinesi, i quali promettevano costringerli ad arrendersi purchè fossero sostenuti dai nostri. Ma in fotto uno' solo di quei gendarmi fu pTeso nella nottata, e condotto la ,mattina seguente al quartier generale . Quella l u113a e faticosa ascensione d ell'Appenino, fo p er

noi' una buoi1,i, riprova per giudicai·e del merito de'uo~ ~tri traini d'ogni sorta; poichè ebbirno. la soddìsfa,;fo11.è di veJer giungere sullo spianato tutti i nostri oarri pri,m~ che finisse la notte. Vi era tra n oi chi si ricordava di nver veduto sullo stradale da Firenze a Modena li impedimenti d'una colonna di truppe toscane seni iriati dal 1é de della salìta delle Piastre alla vetta dell'Abetoi1e, sopra una distesa d'una ·c inquantina cli cfolornetri, no1~ ostante che avessero preso p,er trapeli q uante bestie da • tiw aveano potuto trovare. Erauo barocci r e·quisiti; di-. versi di grandezza e di fonna, larghi di sala, stracar ichi o mal caricati , quale tirato da un sol cavallo, o mulo, e qu_ale lìh due o più attaccati di !\·-onte; ineri:t.re iJ 'n ostro. treno sussidiario, r idotto qw1si a, corpo militare, avèa, barocci 'di buo11a forma, di' strct1a carreggiata , e t utti ugun.li, tirati da due buoni caY<tlli . o i1wli attaccati eh , punta, con carìco di giusto peso e bene equilibrato. Vi era inoltre un sufficienJe numero di cantJJ.i d i riserva da ado1:ierarsi come- 'trap~li; v'cran.o ufficial i dell'intendenza; e delle sussistenz0 come sorvcgl iatori; è v'era una buon~ scorta di cavalleria. Quanto ai carri dell'artiglìeria e alle. vetture trainate dal tt:eno d'arrnat~t, non v'era dubbio~che non. dovesser o superar bene ogni prova, considerato le\ bnona costruzione di quelle macchine e il nu'.oiero e la. vigoria dei cavalii addetti a quelle. Ma sopratutto am~ n1irabile apparve il leggero t.ra,ìno delle trUJ?PG a piedi. ~Nella mattina del giorno seguente ( 18 sottem1)re). ci giunse la notizia della res11, di Spoleto. n generale Brignone, giunto la sera ~lel 16 dinanzi- a· quella città, avea battuto durante tutta la giornata. del 17 la fortissi1m~ r6cca Qve sì e1,aiia chiusi i pr.pn,l ini , ed avca costr(;)tta questi ad arrendersi. DeHe tru?pe sb(:;r·ate dalla divisione di r iservn,, il 9° bersaglieri si era fatto molto onore, sia nell'assalto tentato per isforrnre l'entrala e.li quella fortezza, sia n~l ribatter0 il fuucu dei difen:;uri ; ~ i cl ue

0

A~No 'd. Yv l lll. -

3.


3'1

LA DIVISIONE DI RISERVA

•

squadroni di Nizza cavalleria, coma,ndati dal colonnello Di Ceresole,erano $tati impiegati a precludere al nemico la strada di Terni, sfilando-per un buon tratto a vista e a t iro della rocca. Coteste-truppe rim~sero durante .il resto della carnpàgna sotto li ordini del generale I3rignone, che si spinse v erso il Patrim011io di S . Pietro :fino a Cività Castellana , e si ridusse ·poi tra Terni e Rieti. · Alle 1Oantimeridiane dd -18 settembre il 5° corpo mosse dallo spianato di Colfi.orito 1:Ser scendere alla Muccia, tena situata al piede dell'Appenino , sotto i monti di Came-rino," là dove la grande s trada centrale delle "!l·f arcbe, dii n oi seguita, entra nella valle del Chienti. -I3reve camminata ( circa 14 chilometri), buona strada quasi tutta a scesa, e ottimo tempo; per cui le truppe e i .t,raini g iun sero' alla fèmata in buonissimo stato e in pieno giorno; ottimà cosa dopo lo strapazzo del g iorno innanzi. Marispetto allo scopo strategico che ora.mai era assegnato al nostro r,orpo· d'armata, qùale si era tagliare ogni ritirata al Lamoricière, mentre il 4° corpo l o parerebbe da fronte, quella· ·cor ta marcia, q uasi di riposo, fu a pai·er nostro poco opportuna. Aspettavasi Ida un momento a ll'altro la notizia d ' uno scontro tra Ciald ini e il generale pontificio; nfa che questo a:vvenisse o no, certo si era che i papa1ini, o fotatti o battuti, po_tcvano da Loreto, Recan ati e Macerata ritii·arsi verso il Tronto per le strade che p<'rtano al littorale. Ciò poteva avvenire tra il 18 e- il 19 settembre, poichè Cialdini doveva essere giunto' il -17 in Val di Musone sulla strada d'Ancona. Forse quel movimento d i ritirata èrn g ià incor:i1ÌIJciato. Qciindi ci parcni che· a noi ,.çonve;lisse spingere a1meno una forte ava,11gnardia fino a Ca1darola (18 chiìon,ctri circa d i là della Muccia) in quello stesso g iorno 18, o n eUa notte seguente; per poterla lanèia,re al dì dopo per S . Ginesio in Val <li Fiastra , Val cli Tcmm o Val cl'.:-\.so o YOl'SO Ascoli) scGon do i casi, tosLochò ricuwssimu aYv i~o ddb r itirata .

de) nemico vcroo la marina di Pm,'llW, o ride d1iuélergL1 ' il passo verso la m ontagna, a;;-éolana, ed il :no1ito. Stando:: ile pa.esc' tutto per noi, ed essendo sgon'lbro Tolentino , doVéviuno poter .avere in poche ore sicure n otizie di ciò,

-che avvéniva tra Macoratit, Recanati, 'Loreto e Civitanov1i. - Erl in vero, se quella parte d el le trupp.e p.onti:ficie che · -si ritrasse intat ta. Loreto dopo il combattim-e11t0,d i Ca-. ., st~lfìdardo non ci sfuggì dal le mmù, fu tutto me:cito suo; _impl'rocchè se n ella sera del 18 quèl corpo si fosse _por-.: lato ind ietro fino ,i Montesanto (e pofie, ·a farlo) noi 1ìon sok1 non avrcrnn1.o potuto tagli.1rgh la. sti'aù-a verso l'.\- scolano, ma n eppure molestarlo da fian co 1~olta s·n-a ri-. hm.la ùitl Chienti al Tn:into. T:mto 0 vero, che- _il dì. seg uente- (1\.l) ml;.a ùoJonna di p.,i,pnJin-i potù da Macerata, · p e-r Pcùts1 !l a gettarsi VCTS-0 Au:n 11 dola, l]C,~ rno111ti·Sihi lliui , . d.'o.ndEt tJ:,1,·a.L0n.ndo in -Val ùi- Vdi uo e t ra Yt:'rsand'ò, l a ::,,~bi ua sa1\:hbe riusc-ila a s1tlvrun.ento. e_e1 Pat1'i11101lo•di San . Jl.ietro, se il ·gen.erale Drignonc ckt Terni nun rwesse rna!l-(bto ttu ppe a chi uder le i passi presso H,ie-t i._ -La colonna si onliuò p er ia. 1i11u'éia con:i,e- il' d1r p:rcce- · doDte, colla d ivisinue <li riserv a a,lla tesfa. A Sena-val le, . rac;eogliernmo la c-a.val}cria; 111:a i cl:ue squa,dron i d i- Ni?:z,~ . forono, per ordi11.e su pci·iore, stac.c att p-1·ovvisoriarnentedallà. di yi,;ionc cli riser-va eù aggfan ti n.lla 1"' dÌvisi-o nc. . A un chilom etro eirca di là da Mucoìa' s-i ap'.r e un p:c-. colo piano t u:tt,) coltivato , o,~e la convalle del Gelagno, motte capo nélla ,•alk del Chienti. Quivi eb!morJine di, <.,CCarnparsi la divisione d i riserva., restando alla testa clPlla,,' colonna; e vi si dispose nol modo fi<>guente. - · A destra, i tegli stretti c(uù i)i trri la strnda cd il torrente Gelagno, h . briw1,ta Bolog_n a fo quat.Lru l inee (per battagl ìon c) èuo-prencio lo sbocco ùol p iccolo. :;n ntc dotto cli GioYe, rs u cui la strada comunale da P ieve T0rina a1 1a nfoccia. V?-lic:a i t . Cìdauno . - A sin istra, il 23° bcrsa<:!:1ieri_ - L'arti '-"Jicria . V , ..... <liYisiutrnk clid,r0 h bri;,;·ata 1;0!0;;ua, _iu d ue: lince (p er

a


36 L,\ DIVISION E DI JllSEltYA batteria). - Il reggimento Piemonte Reale e la compagnia zappatori di là del Gelagno presso il ponte di Giorn. - Il 25° bersaglieri sulle anuro di destra (a GioYc e Colle Giove) guardando H Chienti da Starnacchio al confluente del Gelogno. - Il 24° bersaglieri con un pelottone di cavalleria a ponte della Trave e sulle alture di sinistra (S. Marce1lo e Gigna). La cavalleria dovea fare scorrerie verso Belforte, per raccoglier notizie. La 1.. divisione si attergò alla divisione di riserva; e dietro a quella i parchi. Tutti i quartieri generali furono posti nel villaggio della l\1uccia. Grande era l'affollamento e l'ingombro in quella stretta. Egli è ben vero che sapevamo essere il paese sgombro di nemici fino a Macerata, e per conseguenza non avcYamo da t emere assalti improvvisi 11ella nottata ; ma eravamo noi ugualmente assicurati contro ogni possibilith di timore panico? · Le guardie sulla strada che dalla hluccia sale a Camerino furono somministrate dalla 1" divisione. Da quella parte si ebbero notizie della colonna del generale Cadorna (133 divisione) che dopo aver fatto lungo e faticoso cammino pei m onti di Gubbio gino a Gualdo Tac.lino, accennando per Nocera a Foligno, aveva dovuto m utar direzione per Fabriano e Matclica, e giungeva m quello stesso giorno ad Albacina, pronta n. scendere in Val di Potenza per marciare su Macerata o Recanati , secondo il caso; bellissima marcia in complesso , e benissimo eseguita. Del nemico sapevasi che si era concentrato il giorno innanzi, eh~ diceva verso Loreto, chi a Montesanto. Nella seguente mattinata (19) dovevamo clt1nque sapere con certezza se egli s'era gittato o stava per gittarsi yerso Ancona, oppure preferiva ritirarsi verso l'Ascolano. Nella nottata vi fu temporu.1e e pi ov YC ,t ro1·cscio; cosa spiacevolissirn(l , sopratLL1Uo per la c.,t vallcria ut:campata

:SELLA C,DI P,IGN.l n'Al'(C0:SA

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su terreno arativo. In tali casi i cavalli, infastiditi, syel, gono facilmE,mto dn,l suolo ramni':>llito i fittoni cui sono legati , e vanno scorrazzando pei campi. Ne succede scompiglio, notte Ya perduta, e al matt:ino dipoi cavalli od uom1m sono nJfraliti. Hl settembre. - Alle ore 6 antimeridiane ci rimettemmo in marcia alla volta di Tolentino, ordinati come il dì prima, avendo però a sostegno della estrema vanguardia due compagnie clj bersaglieri in vece d'una sola, stante la piccolezza delle compagnie. Le prime notizie che raccocrliemmo dai valligiani accorrenti a salutarci e dai viand:nti che incontrammo, ci confermavano essere tutto sgombro il pae,;e dattorno fino a Macerata. Ma giunti che fornrno a Belfortc (castello sul Chieuti, ove facemmo una fermata di un paio d'ore, festeggiati con ogni modo di cordiale accoglienza da quei terrazzani) trovammo già diffusa quivi la voce , recata da Tolentino, che un com battimento fosse avvenuto il giorno innanzi di là da Loreto tra le truppe _d el gen_er_ale Lamoricière cd il nostro 4° corpo , e che 1 papahm fossero stati compiutamente disfatti. Tale notizia essendosi già sparsa pei paesi vicini verso Tolentino, i campagnuoli venivano a frotte dai casali e dai campi ad acclamar e all'Italia ed al re con seani di vero g iubilo. Il nostro passaggio fu una continua0 festa spontanea e commovente per tutta quella vallata fino a Tolentino, ove l'apparire della nostra vanguardia suscitò un entusiasmo indescrivibile. Quivi udimmo che veramente il dì prima i papalin i erano stati battuti tra Loret o ed Ancona alle Crocette e s'erano sbandati a r otta: ma qualche migliaio di tedeschi cd altri s'erano ritir~ti ét Loreto. Traversato Tolentino, la divisione di riserva andò ad ...._ a~camparsi a due chilomeiri circa dì là, nel piano della Cisterna, ove si pos~ nel modo seguente - A dritta, t ra la strada ed il fiume Chienti, in prima linea il 39° reggi-

!a.


38 mento (Bologna) e il 24:0 bcr~n.gl icri, pi i,1 d1w <'.o m png nie ·de'! 4C0 r ;<l'«irnc n to dietro il 3D" : i n Ùco ncla tinen il rC'~co . ... ... · girneu to Pierrwntc Reale ca,.a ll eria ; -ili ter::ri l':trt i6licri,1. <liY i~iunti.le - A m anca,., tra la. st ra<la e 1a ccd li·iw, di Co!rn:1.g:giore, i bat tagl ioni 23° e 25° elci b crsng!irri i n ll llf) ,Jirn·c ,·_pcr lùttaglioi1e ; ·e dietro a.cl e:=si h eorn pag11i;1, .za,1~pai0ri - Ai 1:iosLi ,tv an zati tra. il torrente Sak:ito cd il ,cfaicnfi sei cornpag 11ie del 40° reggimento , tenen do forte ·a s-i.uist.ra 1a falcia di -Colmaggiore; e s ulla st rada u d pc1Qtto111; di Pie_monte Reale, coJU. ordine d i batter l a cnmpn.gna con lDiccole e frequcrti pattuglie . Poi fu ord inato al -r eggimento Piemonte Reale di spinger.e innanzi una ,forte .ri.cogni;1,ionc f.in0 a Sforza-Costa., ove l a .strada di ,Ancona pe r Macerata si parte da quel la che per la v alle <H Cb ie nti conclnc;c alla rn.arirrn cli Civitanova, e_ d'oude si s tacca a destrn. un·att.ra stra da che risalendo lo. val le "del t.or rnntc Fias tra accenna all'Ascolano ecl ai m onti ch e ,s0parnno <7uolla p r ('J\·incia dalla r eatina. Scopo cli t a l-e ri.ct~~nizi (111c doYeYa essere rnccGgli1~re notizi e . Sll Cil) che .ay ve1:i iYa a l\foccrata. e Yerso Rec,rn:1:t i , Lcffcto ,. Mo nt c,sc1 11to o .Civitan0va, e g iUar 7i fra · U rbisc1 g1ia o Pausula. -s ulle strnd.c che cond.ueon o da tfoccrn t.11 , ·orso L\;,('olano, :,p er imped ire cl ic q uald ic dra.ppc11o eh [oggi,~.schi n emi c i .si r acoozzfissc in qneìle p al't.i, o calando da.i colli di Ma.ce.rat a tcnt.1ss e sr.ampare per la v,11 di Fiastr a.. Fu spe: -cl it,0 a tale uopo uno squa drone (il l"') ohe stc{.le in g iro ·quasi tutta la notte , sulle orme di un dmò:pcllo cl i circa ,400 papalini, la maggior parte gendn.rrn i, cornn.ndn.to c1a 'Ull colonnello, d1e qnakh e ora prima djl'fLrriYo cli esso ,squadron,~ a S for za-Cw;ta era di là pn.ssato venendo cfa Macen1,t1;1 e anda'n do verso l'abbaz:ia cli Fiastr a ; ma n on lJOtò ntf.:r~inngerlG. Riusc..:'t però, p er q ua rito pot é rnmo p oi -~:opere, a mettergli acldo:::so una paurn che gl i fece prc.tipitate la foarc ia v erso le montàgne ascolan e. Del-rest0 si qonfermava la: notizia della rotta di L,t m oricièrc presso

39 Oastelfì.darc1o ; si diceva che l a valle di Potenza e •i colli d'attorno erano pieni di sbandati papalini , e si assicurava ch e il corpo rifoggitosi in Loreto, accerchiato dalle truppe del n ostro 4° corpo, o s i era arreso o sta:va per N[LLA C.n!P,IGNA n',\NCONA

a

arrender si. Queste notizie ~ennero da Macerata Tolent~ino nella serata. - Il quartier generale della divisione di r is er va fu posto in Tol entino , c<;nne tutti gli éJ,ltri. Le truppe della l 11 divisione si accamparono a circa mezzo clùlo1;ctro dietro la divisione di nserva_: dietro i'!> quelle i parchi. - BLwni provvedimenti d'ordine furono'· presi dentro la citt à, per cura del comando de~ 5° corpo, siechè tutto procedette n el miglior modo.

( Contimia)

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41 \ìe.nc:,,;ia. Le fo rtezze eh second'ordine erano le seguenti: T0mcsvar, Konigogratz, Karlshourg, Eoseg, la Franzensfaste presso Brixen (che potrebbe meglio essere riguardata c;ome u n fo rte), Legnago, Zara, R agusa e CattaM. Vi si potrebbero anche aggiungere le fortificazione di Linz quantunque queste llon figurino che sotto il nome di camp0 trincerato. Tra le fortezze di terz'ordine non si annoverano che le seguenti : Arad, Drod, Gradiska, Léopoldstadt, Kufstein, Palmanuova, e Peschiera, visto che tutte le altro piazzo che figuravano sotto la denominazione cli fortezze avevano perduto tutto il loro valore tattico per essere i loro dint orni coperti di altur e. Le altre piazze non erano che p iccoli forti cli montagne, e le piazze marittime non ofTri"rnno che alcune batterie di costa per difendere l'ingresso dei porti nel mentre ch'esse stesse erano scoperte e sen:r.a difesa. _Nel corso degli ultimi 12 anni vennero bensì. miglio rate alcune di qneste piazze e ne furono erette delle uuovc, ma sarà facile il dimostrare chu il sistema generale difensivo non è di molto migliorato e che le nuove piazze sovratutto non meritano di essere menzionate per essere in troppo buono stato. Gettiamo adunque un colpo d'occhio sulle for tezze come artigliere ed ufnciale del genio occupandoci nel medesimo tempo dol loro valore stra,tegico. P rendendo le mosse dal nord-ovest per innolt.rarci verso l'est noi troviamo in prima linea la fortezza di Thérésienstadt progettata sotto il r egno cli Maria Teresa , cominciata verso la fine del suo regno e term.inata nel 1784 (in alcuna parte anche più tardi) . Questa fortezza é situata nella pianura sulla sinistra dell'Eger e a 1500 km dal suo confluente nell'Elba. Mentre il tratto di paese nei dintorni delle due rive dell'Eger e sulla sinistra dell'Elba è quasi tutto piano., la riva destra dell'Elba essendo for~ l.E l'ORTlZZt: DEl,1 .. AUSTRI,\

tE FORTEZZE DELI./AUSTRIA .SECOJ'WO UN ARTICOLO l'UBBLICATO Nl'.ll,:

lRCHIV DEGLI UFFIZIALI PRUSSIANI -O'ARTIGLIERIA E DEL GENIO

Sarebbe co,;a trnppo hmgn. se ìo Yolessì prendc,re in {:Onsid.erazionc tutti i cambiamenti che hanno subiti la tattica e la strategia in seguito al perfezionamento delle arim, al carattere delle attu;.tli nostre guerre ed alla pohtica dei nostri giorni, l'influenza della quale non pub venir negata. L'articolo ch'io prendo per base dei miei rag ionamenti fa diritto a queste influenze; ma io tralascierò di parlarne, e lascia11do a ciaschcclun lettore il piacere di darsene ragione, m'occuperò immantinente del . l'og.getto che viene indicato dal titolo. Nelle opere antiche del la statistica militare si contavano in Austr ia sei fortezze di primo ordine, c10è; Komorn, Mantova, Olmutz, Peterwardin, Térésienstadt et Josephstarlt.; e p i à tardi vi si aggiunse:ro quelle cli Verona e cli


42

LE F• f<TEZZE

mata in ma'.ssirca p:ir te degli ultimi con traffo;rti delle mon~ . tagnc boeme la domin a quasi completamente, in ispecia.l _m odo dalla parte deìla cit tà di Lei tmcritz e dei con tornant i vigneti. La fortezza consiste in due parti , la più grande delle q uali s_i com pone d i un ennagon o sulla r iva sinistra dell 'Eger . I rivellini, i bastioni e le piaz;,,e d'armi della strada .coper ta sono .assai sp aziosf e forn iscon o u n buon fiancheggiamento . I fronti d 'attacco _sçmo r infor zati-e ç:opert~ da l nnettc, da r idotte e da un sistema di m ine cl'assa,i grande estension e. Salvo poc:ie m odificazioni n oi vi rico_n osciamo il sistema Cormontaigne. · Sulla destra riva dell'Eger n o_i- v ediamo la oosl ùettn. Piccola fortezza, cioè u na testa di ponte in forma· di co,.rona eseguita secon do i p rin cip ii della fo rtifìca:yione . per.rn~ne~1te ._ _In _q uesta parte della fortei za si trovano g1i och fiz1 rn1l1tan , m entre che la fortezza vera noIY con tiene ch e le 80 o 90 case della p iccola p opolazione di 1200 anime del h wgo . L,t piazza è talmente provvista di casematte _per la d ifesa e per t'alloggio delle t ruppe , com e pure, ~li .locali a p ro,ra di bomba che puossi i n verità restarne mara:vigliati quando si voglia por mente all'epoca cìe]la, sua costruzione. · · 1

· Tre fossi per inondazioni garantisc~no tre quarti d el perimetro contro ogni operazione di attacco. · I vigneti ii1 prospetto all'i mboccatura dell'Eger son o coperti da trinceramenti forman ti una testa. d i ponte con nn hl~khaus m olto solido come ridotto. ~\ssai . vicino ~oi v ì t roveremo ancora dalla parte di Le1tmen tz alcLtlll altri trinceramenti che dat ano dal 1813 m a chesono p rosentem(:)n te cousidcr evolmente deteriorati'. Sono stato costr-utte, è vero, alcune al tre opere nell'ann~ 1850,ma esse n on hanno mol.ta im portanza stan te la possib ilità- in cui si t rovano d i essere clÒminate intierament e con can non i r igati.

DE , L' ,10~JUA

43

La fortezm di 'rh or0siemtadt pu,) essere riguan1ata., :i::trn,tcgicamc_ n tc parlando. come la chiavo della vn.llc del-

l'Elba, e ciò dopo il confluente dell'Elba ..:.011::t Moldaw, -siu o all'ingresso del pri mo nel regno di Sassouin; csrn . domi na tutta la. valle dell'Eger sino nel c ircondario -clellit Saaz ed è a, cavallo di molte co mmicazioni importan(.i. Essa im11edisce 0 o0·11i operazione offensiva del nemico che . . .ven isse dal nord o dal n ord-est, nel m entre che deve servir e n el medesimo t empo all'esercito clifensivocomepnn to .d i rimiion e e com e l)a,w p e:- int raprendere un'operazione n elh~ stessa J irezioue . È su q uesta fortezza che s'appogo·erebbe, in ca.so -di gllerra contro la Fran cia l'ala destra ,h • di un esercito b ava.reso se la Prussia e la Oonrnmia settCJ1tr ion al ~ restas:;ero n eutre, n el mentre che essa as.3i.cnrercbbe la .comunicazione con queste ul time, CJLHu1do s'i mhtcessero a far causa cornune colla Germania meridionale. Qnesta fortezza sarebbe pu re cli grau dc i mportanza nel caso che urnl 1jvolL1z"ione r iuscisse a scop pi,Lre in Praga, imp,oroccbè ~'\.ciliten~bbe l'a.rrivo di rinforzi alla guarni.gione di q u.cst~uhrna; od ar:che nel cas o l a. guarn igione st vedesse costrotla, a sgombrare la città, gioverehbe a porre _in salvo le p ubbliche casse, gli ar chivt ecc. ecc. , Trattasi ora solamente di saper e se questa fortezza corrisponde tuttodì, nel sno stato attllale, a tali es_igenze . Le opero di .cui noi abbiamo parlato non per mettono, è vero ; che u n n emico possa venir difilato ,1 bombar dare la"fortozza con successo , ma dal canto loro i difensor i n:on posson o accamparsi in fu ori della fortezza, su qual unq ue parte degli spalt i, senz'csscro esposti a un fooc:o micid iale . La parte della fo rtezza as~isa sulla :riva destra dell'Elba, fra la fortezza medesima e h testa di ponte sull.'Eger o la riva sinistra dell' Elba non è tenibile . I d ifensori si trover ebber o d unque costrd t i a.cl abbandonarle, o l'i ni-


44 LE FOI,T EZZE DEJ.L' AUSTRIA _ mico non tnrdcceblJe allora ad ·occuparle ed a costringere tutte le truppe della difesa ét ritirarsi nella fortez:-.a; nél qual caso non 111.ancherebbero di capitolare per mancanza di posto. È naturale che il ri3u.ltato cambierebbe nel caso èhe le truppe cli difesa fossero abbastanza nunl'erose per accettare una battaglia. Nella costruzione della stra.da ferrata da Praga a Bodenbail, la città e fortezza di Térésienstadt furono dotate di una stazione ; ma lo scalo n' è talmente lungi dalla. fortezza, che sono senza dubbio necessarie alcune oper e avanzate da quella banda por cuoprirla. Acciocché la guarnigione possa in un dato ca.so prendere l'offensiva senz'essere iirnnantinenti schiacciata dall'artiglieria nemica al suo sortire dalla piazza, sono necessarie alcune altre opere avanzate, dalla parte'ove stanno gli: apparecchi dell'inondazione, che è la sola uscita conve11iente e per così dire praticabile. La piazza offre inoltre troJ)po poco spazio nell'interno per poter servire nel suo stato attuale ad una concen trazione di truppe. Perci& le opere avanzate dovrebbero essere in maggior numero. Per tali ragioni la fortezza di TI1érésicnstadt non merita guarì di essere considerata -qual fortezza di primo ordine. A.

D E CLOSS)iANN. . .

Colonnello federale in _1'itiro. ( Con thw.a},

RIVISTA TECNOLOGICA

E1,pericnzc sui emrnoni l'igati fai.te nl'lla S,'izzcrn neglì anni '18(ì0 e ti-I ( 1 ) . l)<>po brevemen·e accennate in questo 2° ia.pporto, di retro co111c il 1° al capo ,:k,l d1pani mento 1J1Ìiitare federale, le esperie nzfl eseguite in f<Jbbrn.io e marzo coi cannon i si:-;tema MulJer e 'l'm1- · 111t·I·baus, e dopo dimo:,lrato come in esse, tu ttochli q nl'st' u Itinw ~is·ema aves,e àaii eccellenti risultati pella giustezza di tiro coi 1,r,;Ìetti ·pieui , la quE?slior!e sull'accensione delle spolet le la qc1alc è dip,-·n.knte dai tacéhi di carta cl12 Yi si irnpiPgano, non era 1111cor ris· ,ltn iwtpp•·ll:1 bi lme,1te a I e11Jo il cannone Timmr~rh;ìns dati 11g11al · 1is11ltdi anc-he cui tacdii d'imp('.I fet ta ( onrezioi:w, di difl\, ;en le (011~i:;t.mza, oppnre conservati lmigo teml'oc q11intli tr:1sportn ti, si pas,ò alle nuove e~pcrieuze che si ernno stabilite pel rnese di 6:uguo. Il prngr;1mma di q11Pst'l pr6,·e a bbrac, iavll nn' e:spcrienz,:t comparativa dei cl ue si:;terni 1v l ti ro dlc'l!~) gr,1n :1 te u della

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(l)· VcJi l;ivi~la mili-la.r e iialiwm, Annu VI, 1ul il, pag. 25:J.


Rl\'I S'l'A 46 rni 1r11g\ia, per la rapid i:à e fncilifa dd fuoco di i:on1b:.1t1irnento; doveYansi inulti e fa re spe.:iali c -:p ricnze s ui [uo.-l1i v0rticali con granate, e su aku ni altri pun ti . Queste du•è scr:e<li espe rienze h:11rno f0rn ito g\i eknJl'nt 1 ncèc:s-carii p ·r s tahilire d 'ora i.n poi una scala comparatiYa tra i d ue ~is, ,•t11 i pren ~e:Jdo in consider azione successivamen te i punti s.,•g;t1,,!lti: Leggerezza , e:1u-ipaggiarncnto, mobilità , Cuu fezione d, llc nHi'nizioni. Fa, i lità di lr ,isporto ddle rn uuizio11i. Servizio dei r ezzi. · Gi u~tHza del tiro . Diverse specie di tiro. Applicazione n ì proietti s f,:1ici . Traiuttoria. Foria di r crr·ussionc . 1 E~scn,lo pr, s,;· a poco usua'e n,·i d1ic ~ish: rni l'influrnzH , el riur n)o, la s,tessa fo1za e In stesso pese p"nno da1si ui c.,11111oni,. a3l 1 affusLi ed agli avrntreni . Se si awrne1 1,, ('he 1; ei dcc sist,-n,i si 1111111isc·a il u ,sst tic'} ddl'av11n1 reno di 40 col1,i, il pPrn d i r11;pst'u,!Li1110 ,ori:t n1aggiure dì 5-3 lib. n el si;-,t1 m a Mul ·er ; se i I c;cissetto dciL-11 ant reno di q uesto sistema si niuni1ce J j 32 c,,lp i, come rwll.artiglier ia fr,111Cl'Sf.' , l'ayanl.rr no avrà un pr~so minore di 23 \ili. Qucsie di.f:fopeuze di 53 lib. e 23 li b. - n on a vraimo alcuna· iui1ueuza sulla m ., bilità dei pezzi, per cu11Lro t•s,;e s1 triplicano,

T~C:<OLOl,!CA 47 :In n1~1·zo e _gil 1gno si fecero r."pcrirncnti a I rnposi lo di·l ~or- · VIZI O dei pe; z I , _ Il (011 grana te a p,i i]oilo'e (l lcmpo a} i , _ co le d1: ta,nze diede 11 !) ma:z-1, secon do le taYo!e alloi-a redatte, 1 seguent.i ris ul1<1ti . . · Coi cannoni da 4, sis t--nrn l\foll ér, s'irnpi•·gnrPno ]3 11 i nuti 1.2 secondi J cr 5 colpi,_c·ir,6 38 m inuti SCl ondi 1xir colro. ' delle esperienze ,fol 14 e· 15 ,,iL"'ll(J !--1 d at u- p,•.1 • Il qrn1dro . ... o "r'. LlOCO a Yolontà., coi .due _si~terni eJ alle n1eòe~irne di,;ia nze, ,o :,less~) tempo, va le a dn~ 48, 34 e 35 m inuti s,-condi per evlpél. l _el _fuoco coml)att1rnento, J'l'Cndendo succe,,sivaniente JJOStz10111 dive:se, 1 _ du~ sistemi iu1pìegnrono ancora ugirnl tempo,

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40 m1 n11t 1 , C-lU~ U:l lll lll ULO p t"l' çe;]p•). . L 1us- 1P., 11 •e J 1 _ que · 1·'s ' Sù(l Ll b HICt , ·lltlS:illll · · O , . 1n,l l1<; tl • : ~·t1 · , I.I lta , t'l e s,igna alcuna d1ffe1'enza t,a i due ;-Ì ;tew i.•'l'!itta 1 i,1 è 1_,rnl;al,i!,: ehe ve n,,_s:ucbbe uua. i n l".c1,,·o:e d0I si<'1enia Ti 1111 nL·rlwn~ ~e i sa,;c1w: ti, 11 tacco od il pruie uo fùssero r:uniti in ulla sola <;ric,i. lU t : ittO

R ,da;i rnm'en le nlla ,tJ,,iu,;tezz.•" , ·s ta11w i s1•1-; 11en1i i-isu lt.11i.

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Dal.l e. fatte esperienze pum:si eonchi1,dere, ad ecc eziunc delpi:oi~tio pieno 'l'imrnceh a ns, che il t1-•m po i mpil:g,110 nella cun-fozione sndt p1•r l'una e l'altra parte prtss· a poco uguale. lt s istema T im nwrhans, pdla c0nf<:lzio,1e, il dissecc.urncnto cx.e., del tace•:>, ridi ;e lerit l' ecce,len te del tetn 1:10 necessario al sistema Muller per ter ruinare il p l'oie\to.

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-!9 SliiUZa Lli rnoo pas::;i il risultat,) è favorevolu al sist.·ma Muller, sia al punto di vista del numf.fo delle g1anate scoppiali.:, sia iii puuto di vista dd numero dei colpì o delle scheégie d1(:} colpirono. Se s i giudicano i due si~temi dai risultati otti:'ll uti nello e~peril!nze, essi sono quasi uguali, ma ben a ltrim,::nti succetlen.:bùe nell'impiego loro in campagna; Yi sar;:bl e in ,illora una superi,,rità incotestabile nel sistellla i\Iuller, 1wrchè la ::;ua g1a~ nata è di 1[3 più pe$an tt! di quella. Timmerha.ns.

48 lUViS:~A duviaziuni later,, li v·ha un l)icrolo vantaggio a faYure de~ si»tema i\lnller. Il risultat> anonnale del s i;tema Timmer hans a 2400 pas~i è sorprendente. Secondo le ;,spc ic>nw d1·i 14 e 15 g iug no, il sistema T liimmcrhan5 presenta 6 colpi di hcr~aµ-lio p<-'r 2 del sistema i\Iull er; a q uesto proposito è DPressario notar~, cosa in1port11ntissima, che 12 proietti Thimmerluins, animati da u n falso mov in1ento di rotai·onP, non toccarono affa110 il b,·r:-<aglio e I IO ron~eguem:a t-ssi auda.1·0110 corn pl1::t11m ent'l pt•rd uti, · mentrL•Cchti tutti i colp; dd sistema Mu!IPr porlarvuc, uniformenlt'nle ir, vicinanza del hH:-,agl10. li fuoco di rombattirm·nto diede un orP')Slo r:sultato, vnl,::a dire 13 colpi di b,•rsaglio pel s:stc'llla Ì\1 uller e 7 pel sistema Tiiimmerhans ; trt:J prJietti n ,n ra3;iunsero i-I se0n,1. In gen,•ra lu la m·iggior giuste1,za è 1•el Sl'Stc111a Ivluller, tuttoi::bè in m0Je1ata pmporzio11c.

Tl!OOLOG ICA

Riguardo alle granate a pallouolc, le ec::perienze del !3 ;iiug110 ,l ieù1::ro una superiorit1t lll sist,·ma Muller, sia al punw di v is1a del nmm·ro di grana.tt> scoppiate, sia. 111 punto di vi~ta del numero dei co!pi che tocc~rono lo s, Oj•o, E-ssendo le gra~ nate dei ùue siste :11i caricate nella ~tt-ssa nwnit:J ra, Qne -tione d'alta nnpor:anza rresl'nt·1no ì fuochi ver ì. ali, non elio i tiri a gran,1tu da batt,•ric coperto ronlrv p,,sizioni n,-mic:hc, L e t spcri,mze dt!ll'l l 11iu~·no 11ro,·aro110 chL• questo 1i10 po·e v11 tsf'gu i1si eol sistema l\Iuller con graude precbioue, car:ca11Jo. cc.n 8 lc,1h:;, e .. dw sn r1.:bbn npi;licaliile a dis anze ancor nwggiori a qndle che si era11O pm;t>, l i siste111a Tirnmc1hans qua::i non cousf'nle il d io v1 rticale ed in ogui caso uon offre o.lcuna pr,'cisioue, non es~en,lo la dd}1,le carica suCTkii•nte per for,..a.-e il lac,ro. trn i l proietto e le righe onde imprime1e la buon'l dirl:zione alla granata,

Il cannone JVlullL1 r al pari rli tutti gli ahri sistemi dli cann oni ripati, 1,annc quell i' di ~'i1liwort e T imrne1hans, n n spara pn•icttì pieni propr:umcnte dct1i ; lai r·o.-a 11,,11 ha t-(r,111d'irnportanza d(ipoc·hù gli e:-;per:rneuti di J ulicrs (VL:d1 R·ivi,slu, Jllililarc Tlalia11a anno VI, , ol. I , pag. 161), pruvar<-r,o con o si r o~sa colle grnnate p:·a1ic:1re ra,·ilmente una breccia nell.L m uratura.

La quistiç,ne ehe non ero. stata risolta in febbraio e mar1.o sull'accensi one nel sistema Thi rn rn erhans può ora considerars.i definita. Ciononperlanto la riusci ta e la non riuscita dip<'ndono da poca r.osa, ed è neressario molta preci~ione ed esercizio nel maneggio di::! proietto. La tuvola delle esperieuze d<:Ji 13 gingno. presenta p ~I sistema .Muller a 1000 pa:;si 15 granate scoppiate su 15 c:olpi tirati, pd sis•ema Timmerhans 9 g ranate scoppiate in 15 tiratu. Pl'r Giò il risultato è favorevo le al pn n 10 sistema. P er cnn 1ro nel si~tema Thi111merhans otto colpi tocca.rane ìl bersaglio con sc-ht>ggie di g ran nto, 111Pntr~chè n el sistema i\fuller lo tnccan,no appena q:1attro . Il l'isul1ato materiale è d unque in fa1·01e Lii Timrnwdiaus, so però 11011 si tieoe t;Olltu dell'dfotto llJOrale p1o lottu d,d le frcc1uen 1i cs1•k,siuui. Alb di-

Le scatole a m itrnglia po5rnn:;i ti 1a.re coi due cannon i. Lo circos1anze e gli e fidti del 1irc sa1anno pl'css'a p,·co ~li sli'ssi se non si tirm conto d8I duteri:irn1m•nto dl'llc 1ighe, e se nou si preferisce tira re grnnate a pallottole a tempo a bruve dis:anw.. La forma delle righe laseia supporre chic! r1uelle d1 T 11nmerhans soffrirebbero meno dalle scatole a mitraglia che q u, lil~ di Mu ller.

•

Destò YCro. sorpresa i l (,onl'ronto dui ri;:;ulta.1i dati dalle pall0 rotoude nrnu ile J ' un tacco di l'\.trla u tinite da i:atJ11011i li~t:i, rnu quelli dati d.ii canuoui riga1i Ti111:11orhans cullo ste;:;so pr01ç11u 0 collv ste:;::;o Uucv. Senza parlarù Lldlc cs1,01ie11zu dd 10 A:--No

VI. \ 'ol. lii. -

4.


50 R l r lS1'. \ giugnn,_ in cu, .;;'illlpiog:~rono tacd1i fo lil)Ì·i,-a ti di n:wvo e , f:;:1 diecforo cntt L1 l 1is11ltnti , e tcnr n,~o 0on t•.J rlcgh ,;spc r ìmon t, fa ui il 1'2 giugno, s i { l'O VQ che il v •zzo da 4c lib t:r ) lis ' io, d i Berna, prod11sse, a. di:;tnnze di 800-1000 p,ssi, effetti mol to s uperiori a quelli del enn1wno 1i,;a'o Ti:11n u:r hans , l'nno o l'altro tirando 1.•alle roton,-Je con un tacco di · cart11 . È quostn una prova chi~ il movimen:o di n 1tazion8 non è ch e delH,1rneute o niente comunicato al pro;e:to .dalle righe, e che l:t più grat1de prceisione i;wn è doYuta che ., }]a- sopi;rr s~ionc de-1 ven to. La prtcvisù ne che il canuone TioimcrLan:; J>Olrebl.io tirare delle palle r-,londc a gi'c1ndi dist~o7.c coh m olto successo, non si YPr ifica perciò completamentù ; per con trn, si ù at·q,11stata la. cer tezza che il' si::;te ,na Timmerlinns pe-nnetle (li t ira re pollo r -itnnde, mcntrer·hò il s:st1- ma i\fo ller. ne esclude con1pletan1cnt0 l'im Jio30. Un parago-no tra le traieHorie dei due s iste ::ni a 2ì00 rn ssi (il pezzo essendo dello s10:;~ , o c,ilibro, od il caunoue Tirmnerhans tirando n na paila pi,"n ·) ha d imo:;tr.i lo che p,l si,;tema 1\rnrncr·ha.nn, 1n. Yelocl tò.. jnizlnle essendo p Ìl'J 3r,111J~7 i l r ~ll'llfJ a.scendente 0 più teso, ment1·ochù la, t.rniettoria s'in Qette fortissimamen te- nèl rnmo discendente. Il ½istorrrn. },fo! lsr dà, con angoli di tiro un pél' _più grandi od 1iua Ydocità iniziale uu po' minore, ll na trai1.: ltoria piu u:pi formcmentr. tesa eJ augoli di cadut,, minori. La traiettoria della grn,i!aLa Ti mmedrnns ,è, sino a 900 p:issi, alquanto più rud'"nte ch e qn rella della granata ì\.Juller ; ha l llogo il coulr[;rio pP.r maggior-i dista nze . Ugna! cosa succel~ette pel proietto pi0no di Timmerha ns, il quale no,t ha superiorùà sulla 3ranata l\folier, per l'estensione de~lo spazio pericoloso, che sino ad 800 pa;;si. Lo cause di questa traièttoria roco favorevole al sistema Tirnmerhnns provengono da una maggiore resistenza dell'n r ia r isullante ·da rotazione irregdat e o da di f!:!tti di costruzìono dei. proietti.

Il rnppor to del la Yelocifa iniziale ul peso del prnietto dò. pd cannone da 4, sistemo, Mulie r, un,t forza di percussione 101ziale di 10,753 [iiedilibb. Pcl tK zzo lh A, ,,ist·-n,a T it::1lllcrhans, 9,246 pi.edildJJJ .

TEC1'( /J LOG_I C ,\

D 11 nq11 e la f rza Lli· percuR5ione dd f'l'OÌr.tto 'I'irnmc·rlt:1 0:; è . tlel 10°/,,, e que,;ta di fferenza , giudicn nclo dalln fornH), della trair ttoria_, deYe ancur ai:ment,are a ma,ggi,1ri distanze. j nr1:r i o re

Ne;;s,ma sensibile d·iffei·anza risultò sinora tra i cl ne sistcnii, ri 6 u~do agli effetti produl.ti s ui canDoni e sugli affiis1i.

ParngoBC dii tlnc sistemi, rbnU,mii tlalle ssp1:riem;e. r;=:====7""'=

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SISTlmA

S!STE~IA

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.\ c~ ri co 11g11nlc in scnsibi ltn~ut.c più 1.l'g-

~ L{'g~erc.zza, rqni pnggia 111 ctil.o c rnull i lit:'t 1~ Coll fc1.-inne dcli.e munizion i

I t

gfr ro: Egual e

[';l(•.il i lil ,li traspo1·to tll'iie lllllllÌZÌ Olli

Egnale

Eguale

Servizio dei pezzi

l'fossunn tliffçrc11z.~1 es--;

N,)ssiina di{fcrcnr.a es-_ sc11 zialc

sc11zialc 011 p() superiore

Ginst,·zzn

Più v,1 ntag};iosn per le g r:1na lc a p,,1iln_ltplc. Per md Le so lo I fuochi l'c,·ti(:a li a gra-

Divcr,c specie di tiro

l.1gu ngli;111z:.1 pcl Li ro d elle. granale

nnle

Applicabilc t'0n me -

,\ pplicnziouc nllP pnllc sfod ch c

!, ·

dio cri r is 11 ll."ti

T,·aicl lor ia

Più fr,vo r c ·.,olc o ltre i 900 p,issi

Forz~ di percussione

Maggiore del IO [o

Effcllo .

Più fovorcvole sino agli 8 o 900 passi

0

lnscns ih ilc

prodotlo. sn!

ln~cnsibilc

pezzi e su 0 t, ullusti

Ciò perianto il ris ul t;tu ddl(, e:cperie.nz,J e ~ei pn r::igun,i su11_~ uotati è evidùllternen t•~ h-1,r orcv(/e ·a l s1~tem ,1 Muller. Pero ·e c'·ie alcu ni IJLll'_. t;• dei s_isl ema Timrnedrnns, g1inh ,1, {, . . . . ,. l )1-so~na- no t·,..11:.. -1.a. g1us~ezz,;. ': , ,, ,, jl... fuo,·o c li uran, i" e di s · a1 0lc cl i m1trat,lta, 11.\; v ,. "" . . _ _ _, , · . •t·,1.· rono srer1meu .. 1 1·11 " f,, 1·,·,1•e,·o!i conch:-:10111, s vi a rnu;:a, d e Jl,l · l' t' ra.ttiv a q1ia , a cl"l ~- t·1cr , o. , ,S:8, _ "., cn n~a cLdle J e ienoraZ''llll s- ·r4

" '

v euut,· clu ran !.8 la ' ari, a.

•

•

. .

•

•


52 H!V ISTi\ Il sì,;tcma Muller è el'idontcrnentc un sistcwa co11 1plclo, finito e poco suscettiLile d'or innanzi di miglioramen ti. f; YCJO che il proiettile in se stesso è complicato, ma cleYrsi no1a1·c1 che ,duv' essere fabbrica.Lo negli a rscna Ii in modo da venir dato alle trupr è confozionato ::i.I punto da non più ncce,;sitare altra man:iriolazione che quella d'i rnpegnn.rlo nelle righe. Il rimanente della' carica ò semplice e poramente meccanico. Questa proprietà fa s\ che in presenza, dell'inirnico i cnn11onieri non hanno più al~ra ·preoccupazione, e rende perc.10 il sìsterna Muller molto appropriato al servizio d: campo. Il cannone Timnierhans, nelle esperiouze eseguite sinorn, ha cln to farnreYoli risultati . I l proiettile è_ sempli.ce e snscettiL,ik di subire le modificazioni che potrebbero parer utili. Ma 1\:lemento principale dt>l sistema non è il proietto, sì bene il tacco, e si è ancor lungi diiìl'aY,:r det2r1i1inato quali siano le migliori condizioni per l,L sun fo,bbricazioiw, i ; suo tin,, la, sua conservazione, il suo trnsportu, il suo caricamc•nt.o uel pezze. I _tacchi arrirnt1 dal BeTgio , t lie ~i us<Houo pelle spt'rÌenz0 in discorso, ernno molli e J vh stici, fatti c<,n bu1rnn ca1M, poco

!J1D1,ìOGRll'tCA ?: dm debolmente attaccato su l l)roietto, lagiustc,zza dimint1isce, d io se all'opposto il tanco è 1ropro fortemente attaccato sulle granate, la loro acceusionc diventa quasi imrossibilr, Havvi dunq ue un giusto mezzo, che conviene t rovare , pel modo di 1·iunire il tacco a l p roietto: questo li mite è <lelicato ad apprezzare ed a determinarE\ e se r;on lo si' trova, il tiro diventa m olto i rregolare. .Provetti cannonieri (gli istruttori); iu marzo, non sempre riuscirnno a rnggiungere la voluta misura, meno anco·a la 1:rupp1, quantun,1ue bene esì:,rcitata, che prese parte alle esperienrn di g iugno. Come mai una truppa poco esercitata iiuscirebbe ad otte~ 11erla in presenza dell'inil)Ji co n~·l fervore del combattiruento'l È questa una questione della maggiDre iw portanza, perchè è da,l suo sciogl imento che dip ' rnle la. possibilit~i d'impiegare o no con Yantag:6 io in g1:erra il sistema Timruerhans. Sarà clunq ue necessnio cli fare a q nesto rig uardo altre esperienze prati• che più complete.

s enati ed unti di f.rc:sco; e-si poés· dllvono. dunclue tu tte 10

come pure la preferenza· d'accorda,rsi all' uno o all'altro per !'arti. glieria s vizz1::ra, la Commissione-tenne calcolo che: Jr sistema j)-fuller necessita una -creazione immediata e consi~ derevole rer l'artiglior1a federn le di nuove balterie cli cannoni

qualità richieste in teoria. Siccome essi era.no da poco confe zionati e non erano stati e~posti nd nlcnna det1·rio;azione corrisposero, sai vo p·ichc eccezioni, al 1e esigem e ad 1rn grado più · o meno elevato ser ondo il modo di tiro, con palle fcnc o cave. Quanto ai tacchi confe,.iooati a Dorna es:-:t1ar11entt,; secondo · le istruzioni del generale Tirnmerhans, essi erano meno- molli e meno c:lastici, e noµ putevavo, gi11sia la tavola del 10 giogno, essere in maniera alcuna con°iJerati come s0ddisfar.enti. Si può dunque su ppor1e cho i tacchi devono essere molli ed elastici. Pertanto le condizioni ravorevoli non sono aocora sufficientemente constata.te e lo devono essere completamente. Un'aJtra qn(:'stione che biso3irn risoll·ere 'si è quel:a di sarere se l'untu :·a del tacco è indispensabile e J>er <JUanto tempo potrc:bbesi consen-a1 Li u nto. t an0or;t:n,ecessario conoscere se in feguito d'un trasp,mo prolirngat (,·, ir1occas:one d'una grande siccità e di di:'orrnaz:011 i del \H'.co, il proidto non rerdcrebbe · precisau:c11te tulle le r1ua li tà chu co titui~couo il suo merito. . lufiuc le oop ·1·icnz•.:: m,·str,uc;uo e Lo, all,Jrq u:' udo i! t,\·'co non

Qunnto riguarda l'applicazione, e !'.introduzione dei dne sistemi,

?

da 4 libbre, la 1rasformazìo11e dei pezzi da G libbre ancor buooi come pezzi da ct,mpagna e di posizione e l'abbond-ono dei grossi calibri corno pezzi di pmi:à@ne, la costruzione di nuove munizioni cli fe,ro adett.c ql sistema., ed infine l'introduzione generale, ad ogni anno, d'un'unit~t di calibro per i pezzi di c:impagna; .. ll sistema. Timmerhans esigerebbn, a rigate, minor numero di acquisti e. pqtrebb'essero rn1.1iJarnente inlrodolto rigando il piccolo calibro 2ttunle e fabbri : ~ndo le necessarie m unizioni. l\Ia non sarebbe qud lo chr:: un me:zw transitor;o il guale presenterebbe tutti gli incomeni.enli d'un'artiglieria a diversi calibri. In caso di definitiva introduzione, il si5tema Tirnmerhans -esigerebbe gli sles,,i acquisti in fallo di materiale e di muni• zione, poichè è provato che colle palle rotonde non dà che


TCCN"Ol,OGICA

lll\' : SLI 04 i'Ì~:il•uti poco superiori à quel li - d"un canuonc- liseio èhe tiri i.1n1 pilla senza il laccoclicartL L1 rtuesi ione di sapere S ; · il sistema s:n-cbbc apphcabilù · con 'van1agfiio a niaggiori calibri, p~r pezzi di pGsizi,,nr~, dornaHda

aueur

d\

Lt Cunuui~si.r: no nel ,;no ra17p -'rto non r',()t,, in,lit.rn) k sroso ,j ·nna !,H-nlnale ttnsfurn1nzione dei pezzi da G libb. al sistema T@mi:rlrnns, attcrnchè non si em ancor stabilito che i pezzi da 6 l1bhre attu:dmGnle in 11so ud!'l'oereito svizzero si prestino a q n,. sta trJs[orrnaziono · Il ca !colo ddle s pern è basato sul prezzo dc:i ça.ono nidi bronzo di eui la metà è già conrezionata. Impiega ndo l'acciaio fuso, le spese a rn n:onterabbero a. 2400 fr , cadun p1·zzo, l::t qual cosa da.rebbe un a umento cli 43,200 fr . Egl i è Yero che l'acci aio fuso è più solido che il bronw, ma è di difrtcilc consel'vazione, e ht S r iZZL"I'a clipeì!de d all'estero 1w r arnrlo, la quai cos,l c-agiouerebbc ri t, nJo. E non h;ogna nenuche obbliue che un pezzo · cl'acciaio fu~-, messo fuori di servizio non ha pi ì1 alcun valore, m,:ntJ:r.chè il b1cnzo conscn.a sempre i ! suo Yak,ro intrinseco,

ssurc Slltt...li;ita .

Spese cl'introdiiz-ione sislemli - l\for,uu . Acq11i,to di 12 nuove battE·rie ila 4 libbre. _ Àlulerialç, 72 c:mnoni rigati, caduno fr. 1800 76 affust i ('q11;paggìati )) • 1900 144 càssDni b 1G50 _

fr. 120, GOO » 182,400

Totale del materiale .

ft. 549,600

=

55

• "'237,G00

.Munizioni : 17,280 colpi completi a fr. 7 ca,luno . fr . 120,960 _11,520 colpi cornpbti per g ranate a p:dlottole, a fr. 7,50 caduno k. 86,400 1\-ilale rlel!P. n111r.izio ni

l'r. 207,3G0

;Con/rollo: spese di,erse

))

Tutab llei nu.J1 i iv:quisti

\

13,04 ()

fr. 770,000

! S 1sT1l I1JA T 111rnmrn.1Ns.

Acq nisto dl!iln 'stes~o m a1erin le r a\n lato a . ;~Ja,t'i.,::-ioni : 1'7,280colpi , o rnpl• ti a f1·. 6,15 c,i•! uno . . fr. l06,2i2 J l ,520 colpi com [ leti. pr.r granate a. pallottola a fr. 6,23 8adu no 1\,tale d"'!le m11oizion i. 'Controllo : spe,c ciiverse

To:uk ,J t'i n nuvt a,·qListi

•

54~,G00

7G,G08 fr. 182,880 13;!520 fr. 746,000

D1fforonza in !avo10 dd si. tema Timmhercrns s,)l,1mcntu . fr

)

24,000

Inuhe cho la tr;1sformaz·one dei p n i di 6 libbre anrnr m al si~tem :l Mnller, cowpre-,a la corrispc,nck,nte rnun iii< ne ammon tere bbe a fr. 2 -10,000 .

l ,1·oli

Dopo 1net· consìgli::: to 01·e st:1bilire i m,1gnzzini e deposL:i _ d'artiglieria, e calcolate le relative spese d'impia nto e di costruzione, la Commissiono Yr.nnc finalmente a conchiùdere non poter per il nnrnm1to fare una dc.!ìniti va prnposta sulla prefernn:w, cla acrordarsi all'nno pÌut.lo~ t.o che all"ttltro dei duo sistemi M ullcr e Timmcrhans; \" ciò r erd1è le esperienze fatt e non le sembravano a ncora deci,;i \" O, non cssemlosi ancora a,ttuate su scala abbast:i nza 3r:.wdc pel' c:lie il ca~o non abbia pol11to influi!'e f 11a e fa sn i 1i~til lati, ed inoh 'e pt'r..?hè le csperie.nze coj sistema 1 Timmrrhans in pat k non eblxiro luogo che con tacchi i q uali non erano costrutti nelle volute cr,ndizioni. Epperò dopo così eDmncrati i vant:iggi e gli inconvenienti dei due sistcm\ la Corn missionc s i l imitava a so\lopo :re ·alla decisione deli'A.ssembka federale ie seguenti proposte : 1°. In presenza della pos,ìbilità di g uerra, ed in corJSiderazione dello spiacevol issimo effe1to morale che cagiona, e e;he cagione~ rebbe sulle truppe svizzern, l'assoluta -mancanza d'artiglie ria rigata , essere di t l1lta. neccssitit d'in.rodurrc immediatamente un[L certa rprnnti tà d i pczz.i rigati. 2°. Il sistema Muller r iempire sui punti ese• ziali le condizioni alle qnali devono soddisfare i pezzi di campagoa rigati ; eppeiò poter essere immcdialarnento adottato. 3°. Cho pcl ~ist,:n1c1 T imrncrhaas, trnovi e,periJ11()nil <lovreb-


J':l\'JS1:,\ TJ;i•Nvl.OGICA-

bcr,.> cITc•ltua, si q n:into pti ma i r: torno a l!ll co11 fe1,ione del tacco di cnrta, ai risultati ch'egli dà, secondocht, è più o m,-n0 molle o rluro, p' ù o m pno f ,rzato sul pr::iietto al momento dell11 - caricn: rer I.ti quali s i CC>rchi di gi1rnge.re nel una cnr1a conclusione su qur-sti punti che uoD S<>no s n(·lìLiei1'emen te rischiarati; 4" . powrsi procmare l'imrneoiato arqnisto d' una crrta quaol it:1. di canno ni rig:1ti da 4, sister.1a Muller, colle munizioni cor~ Tispun,k nti. Confezionare affusti e cassoni per 'i2 pezzi. P er altra ·p ,1rtù n11lla doversj cangiare all'attuale materiale sino all'a.do;zio:'1e delìnitiva dell'uno o dell'altro sistema.

Qùale condusione savissima, giil da noi sommariamente ri~ portata :n altro fascicolo della Ri vista, fa prova dello studio 'C05cienziuso impiega10 dalla Commissione nd .c ompiere all'af, fidatolr rnandaJo. J\~cenneforyio in aprresso le ulterìor.i esperienze che sì com11irono in proposit0. V. ,tn_lirn, bombarda - Recentemente, negli s terri che si fan no rie la cittadl'lla di Metz, si è scovertn nna bombarda di ferrò, ce:·cliiiiu di fcno , lunga circa Jm;.O, con camera per la carica, e dd cali bro di 36. li sno proietto, anche di ferro e d.el peso di 18 chilogrammi , si trovò forzH to nella bocca del pev.zo è _si ;att,n1ò a ri tr,lru,-lo. Gli annquari rnilita1i vi trovarono un °lJBl soggel o di di$cns~ioui intorno al!a provenienza, che da nlf l1n i vuolsi delrassedio di quella piazza d, 1 1532 da c:n lo V, s_iu-orn.c gli ar1igl!eri yj hanno un modello di bo_cca da fuoco dei prim>rdi_i dc'. l'arte lorP, e hc Gnora non p-,ssedevarw inta°tto.

..

IUVISTA STATlSTJCA

C1e liarno far cosa utile _il ripor:arc _le stn tistich_e mili_t:Hi di t ut i ol i eserc1l: enropei, q neste racrngliendo alle fon 11 pm autnrevc~i. e rl, li(, qnnli fi ni re1110 col pr, sentnrc un prosp-:lto

8ir,ollico-comparat'i-vo. · AUSTRIA. -

l'opolazionc dell'impero : An ime

Austr i a (nit~) .•

Austria (bn:;sa) : Salzbonrg Sti1)a, Ca rinzia . C«rniola Gocrt1., G: adisc11·, Ist ria e T rieste Tirnio e Vvralberg B(.)emi!l . MoraYia SIPsia Galizia Bu ko"i o11 Dal mazia Veneto Ungheria . . Cronzia e SlaYonia . T r,, n ,il Yauia Cuufini m i li:ari E,·crci to attirn

Migli;1 q11ndr:1tr!;M{;l':l{irhC cli su1H.!rticic

IG81697

707"130

146769 105G773 33245(i

451941 520978

851016 4705525 1867004 443912

36Q,08 217,90 130, 15 407,84 188,42 181,42 145, 10 532,04 943,70

403,77 93 50

4597470 456920 404490

142[/ 78

2U6056

456 G9 38\HÙ3 350, lo

9000785 876009

189:\)]

2:~2,36

19267:27

997,51

1064922 579989

()09,38

35019058 Totale cioè 2978 anime pc-r ogn i miglia qua lrato.

11762,04


ù8

Rll'bT_\

59

E:;;<•rrilo. l'l'r ll l,ILI

G~N!illALJ .

f\-1,1-m:i,e.;, in li G,·n , • ' · i · " . 1• • • ·_ • , c1a11 u1 c111a,fena qnnrtier-mastri Ln,igotc·ncilti. fdd - m:11·escia lli · l\laggiori generali

In :11tn·i1:1

1.Rl IG T,[KRI.I (,) JÌSt"n.1

1f1 jJWC

80 124

:32 135

9 K•·g-.:iuw11ti lLrr1:glic1ia ria b1ltagli a, 9 Id. id. a ca--:illo

l SD

225

35G

2 I<l. id. di riserra 1 Id. in. da CO:-',te l Reggimento mccliettieri

17

Gun rdia tccl, sra Guardia del corpo

Snl piede 1l11wcc

781

i

bl11_uag h on1 d! 6 conrp:igni e) ed il uuttag it,ne dt-d T11el Fnnterifl Jo,,,,,.crn 1· .' · '. eo . regg11n,-.JJtu di caceial\ln t• ro!o? (di 8 bntta,._;lion, in ·crnpo 32 pace, _e d1 ~ 111 tempo cJi guerrn) . D,u t/J.glion, d1 c:a•·ci ·1tori

78'!

3974

.

Tut ,l-:: fanL~1ia

4 compqgnie snl ~ ~de Ji pnue , con una di deposito

6 DaLle1.:e pionieri ( di

330430 5D01G

23200

79,H) 41760

1014

2838

1G~318 442003

C.\ l'A L!,E!UA.

2 reggi111eut: dracroni 12 ;::, JJ . ll S$(1! Ì 12 id . ulani

l · i; q U/l 1I. però

11375

";,,•;,':'f" ,,;

2 tC'ggim:;,n1i rnlont. uss-1ri I . 1 clr Il id. id nbn 1 '<t11t1<tro111

su I pie· di guerra) .

3348

2%70

10500

10500

i

5:J Sq11adroni in tempo di pace. - i'\om ·ro i • detern1in:uo in te.n1n di g1u,a·'l. GE!'-0,\R)JERl,L

10 RC,:!f:;imenti di ~e,ulurmi Corpo rnilit.mc di polizia.

2404Gl G8847fl

T0tale geucra!e

1,1172

a S(Jll,l(Jroni llt,li~C~lpu ,J1par•c <

1533,1

Nfl_ S 11l pi e' di /.'( ll Cl' l'n vi hnnno pni :i11clrc ,b nm;i1111gc1·si b fo nl n ia c,l i d1·ago11i dello stato mai::giorc, i b:ill;igliu11i <l i volo11la1·i, la cnn1ll\• ria lq ;g1-ra 1•cl i,·r·,•golnre , l:i ,niliz i:, nrnw la dei Con fìrr i 111il ilnri , i ct11·:1binicri nrlonl:iri tirolesi; qual i truppe pcrù 11011 ascrscro nrai a qudl'cffcllivo chll il Jl;\) \·crno d ov rc bh·, fa i· coinp i:larc nl'i s uoi cnlculi sl:r\istici.

C,nn lk r ia rl, l inea J') • . . . . • ,.., r,,g31rnen1 1 di cor:ru,~11 (a 6 squadroui in trmpo di pace 1 · l,Cl

9795

2 Reggim('nti <lcl genir> (di ,1 br,tlcrio eia-

TR1- ::;r>,

8640

Trnppe · · ci'1 ~an1tarw --: 10 r.ompa?rtie in t',mipo

e 7 . rn t1-111 , . . 1.1o di g LWrra, 1 d1 Ùc•po~ito)

54881

GENTO.

hllCff,t

di

teiup:> di guc_•na

32875

seuno)

Fantr ·. a· I' ria _ I ine~ - 80 rt>ggio,en ti (di 3 l,at~ ln~li0ni d1 6 com1ng1ìic) }, 'IIl'Orm C(' f'11 . 12-!GOO ' · n ~ ·ina - 14 rcggi11 ,en1i ( di 3

10

Sul 11i,•cl1• ,li ~lll~IT~l

Sul piC'tl1:

<ti

F.11,TERU ,

race e 12

,:11 f)i1•,\r

4

GUA!lDIE.

GuarJia d0 I pil i izzo Geodnrmcria del la gual'dia

(l ).

28968

38388

-10344

527Gu

{I) f,'arli:;lrcri,1 ha in lul lo (ìO!JS c:l,·:illi su l pie' d i p:1cc e 213 18 s ul pie' ,l i s111'1Ta. l !J rci::gimcnt.i cla l,ntt,iglit1 con3(nno ci:1sc11110 ,li 10 hatlcri<', 3 delle 1piali, da 6, a piedi , e 3 a cavallo, ! IJ:illl'r ia lcggrra du 12, 2 liuLl1·1·ic o,·, linaric ,la 12 , r: 1 d'ob ici :>ll un;;., Ji. - li r,•,:gim,~n ln d'a1·1iglicria n r;wallo s i compnrH: di 8 l!tlkric da G :1 ca~:illo e di 2 l,allcrie leggil'l'C cla 1?. - I rc;~g imc11li cli ,·iscl'l':1 si co111pu11gon o ,li 6 hnll l'ri<• a c~,·nllo, cli 2 balkric lrgg,crc da I:!, ,li I hallcria or1li11nria ti" 12 e ili 1 bal leria 1l'1Jhici ullungati.

'


GO

ST ,I TISTlGA

RIVISTA

Armata. Slalo

1° In mare. Forza in

l VaS<'ello di l inea ad elicf? 3 Piro-fregate ad elice 2 Piro-corvette ad e lice:

3 Golette ad elice 10 P1ro-c:innooiere ad elice 12 Pirnsca6 a ruote 1 Yacht a vapore

2° !Yclle lagune. 10 P iro-cannoniere ad elice . 2 Piroscalì a ruote G Piro-cannoniere a r uote

maguiore, eq1,.ipaggi e lniJ!l>e lii 1,wr·imi.

r,1valli

C:1111mot

800 900 460

91 93 44

GranJ'ammiragli,J 'Vice tunmir:igli .

2

Contr·amrniragli .

4

14 40 45

Capit,ui di vascello Uffìziali e truppe del corp0 oriu1pa~g1 . Operai di marina. Fanteria di marina

220

1880 2015 120

1

8

7030 2250 4540

Totale del p,:r~ornile clell'inrna1a.

14735

g

150 36

4

lfiO

IZ

150 540

24

Bilancio annuale per l'esercito e p ·r l'nrmnt.l 134,621,GS0 fìo rilli austriaci.

3° Sul lago di Gardci 6 Viro cannoniere ad elice 2 P iroscafi a ruote

8

40 Sul Da1mbio 3 P ìrnscaJì. a rno!e 2 Piro--cao non i ere a ruote.

In costni;:;ionc. 2 Pirv-frrga te corazzate Bastimenti a vela.

400 25

14

1000

56,

4 Fregale 3 Cù1Tette

S,•cou lo le legr;i sull'c,rganiz'.<azione 1lell'esorr;:t,1, i l conuuo1' a

leva I or l'anno cnltau te

<'e:

Gc•:;11to, i n .i\ 11,; tri~,

a 85000 uomini. L'U11c;he1ia co' suoi annessi, le parti incur porate ddla Transilvania o delb, Croazi.1 , !"antica Vo-irndi.1, ed il lxmalo di 'l\:rnesw,.11', eccet1uito Rnma e Illoe, ,,i de bbonrJ l·ontribni ,o per 20642 :r edu•~11 rcclu1a.111ento si ap1i rà col 1° nrnrzo prossimo. Il prezr.o Ll1.c:ll:1 lib ·raz:on; mi li:are yenw m:tnteuut,J in 1200 fi orini (lire :3000),

148 5&

4 J,3ricks 1 Ba lle1ia gaUeggiaote 7, Golelte' 48 Scialop-pe 7 Trasporti ;:i Bastimen ti per la difesa delle la3.nne

z

-

1i1:gcnte òi

60

FfL\NCIA.

I'opol1L,,ione dcli' fmp1!ro.

1G

30

))

43

} 58 Vapori della cornpless. forza di 8<146 / 'futali ~ 79 Bastiment i a vela . . • \ 895

)fodi:•1w1:14J,-;1' c

A11imc

76

F rnncia ( r) n,;imento 1862) 37382225 id. 1856) 2Gi7\l73 Algeria ( - 917020 1858) ( id. Cvlo1ù Tulalo ,

4 0077718

di su11l'rlil'ic

(

<l i rui m<-1:,_.-irr:>) 111;1:-i-d h

l 003.i, ('() ...

'U

7107,70 8000,00 2i:il42, GO


G2

Sl .\ TlSTICA

Fanteria .

Esercii o. Stali maogiorci. l\fa rcsc ia.il i Generali cli d i, i:-;:one I d. ili br' ga ta. Corpo i rn per ia le cl i sta.to maggio:e Stato nw;rgioro dt,\lc 11;azzc, uflì ziah IJ. i,J . s;tfuffhùi li Tulale

ln

in

tlllh•ilil

riserra

11

90

77

180 172 580 357 3"65

lù83

240

I

l t.'!32·

\

• I

Scuole miiilar·i. 47G

UITi,,iali e sutt' uffizirrii di go,·ern(, !\ li 1ev i .

1710

Totale

218G

I11valiJi . ConnrnJo e a ni min istrn,,ione lnYa lid i

{,ranaticri di lla gu:rnJia, 3 reggimeuti Ji 4 ballaglioni a 8 conqv1gnie 12000 Voltt>ggiatori d,,lla gnard,~, 4 J\.' ggimouti di 4 ballitglioHi a G C'Jm pagnie lGOOO Fanteri'I di liu2a, 103 r8ggù1w nti d1 3 b;:itlaglio:i i a 8 compagnie . · 4 12000 Cacciatori a piedi della guurdia, 1 batrngl ione di 10 compagnie . 33000 C.1cciatori a piedi di linea, 20 ')altagl. di 8 comp. ( della guardia , 1 reggimento di 2 balta) gl:oni a 7 Cl,mp·1~11ie . 15000 Zuavi di li1wa, 3 rcggnn, · nt1· 01 ,. ..,') Law1g1·om· a r\) I . 0 cornpa3ni0 Fan'eri:t lep;,i;C'l'a. d'.-\frica, 3 b~ lta6 lioni d i 5 comp. ì 61'7 Corpi stran ieri , 2 regp.:. di 3 ba:1:1::slioni a 8 roll1p. 8000 T ira g!iatc,ri a lgerin i (T11rcns)' 3 reg 0i rn enti di :3 bat( l ì 1200() t!le!'.l inui a 'i cornnaa:ni1;J ' ' v SS2 C·m1p;1t:ni" cl i disciplina, 7 7épp1•.or;-p·m1pieri di Par:gi,_1 fnt la_;!. di 10 cornp. 1293

106. 2864

Totalo fan teria

512037

Ca:calteria.

2!J70

Sul pie' tli g nt'1'Ul

Gendannerùi . Gen-larr11 eria a piedi. -- 1 Reggimento della gua rdia, 2234 di 2 battaglioui di 8 compagnie caduno 13G Id. a cavallo. - 1 squadrone della gunrdia Id. a piedi, Ol·i dipartimenti. - 27 LPgìoni, in tutto 20257 96 com ,,agni'3 . 6:~2 Id . de'le Colonie a 4 cornpn gme Gu:ci.rRie cli Pa rigi . - 1 L <'f5Ì')O O di 2 battaglion i , 4 2802 squadrnni e Hl compngoie 1(j!) Veterani. - ·! cornp'1. gn ia Tul:tlo_

2G320

Ln er-nto gna nLe, 1 sqn:idror,e Carn!Ji11i!'1i 2 reggirnen,i di 6 srprndmni 2 1·0g3 . rklla gu,:.rd ia a 6 squaJ r,;n i Coi,iz,,H.n 10 itl. di line1. id. \ 1 l'f'gg. (1.-lla gnanliu a G S'.[u:11-lro!1 i Drasoni ) 12 ·Il I. di !ioea _ id.

. . ., ·, . j

D:1

r: po:·tars i

221 ·3000 18000 19500

40721

(1) l,'/ilm:tnf!rc.? di Gu1fut 1 1S6:?, prn•hl q1H~st'<·ffelti\'n :1 ?~1000 t1 0,ni11 i. 1n,1 certo per cn·nrt~, impt~:·nccliè, st.nL!l il osi pot'airzi l'cffc tl ivo rc:grjirut1 n • tal e n 2000 uotuini , in tempo di pace, sarcbbè impossilii!c più che duplic,Hlo in lompo e.l i g 11l! ì'l'a; e1;1·l:H1i.·:1l l~ non pot:\!bh,·ru m~llH'f:~ia !'.' i hatl aglion i di 1U0O nnn1i :ii. c<1 m e ris1liLP1''-•bbcro st•fond1i l'dTt'l ti vo por~ lato d,d i'J!111"n,11,ro p1·c,!d to.


STATISTrCA

l\ 11 LSTA

.Sul 11it-' di ;; 11t•nn

Ri porto Lancieri .

l

1 rc,_:!g. della guardia a G squ,1droni 8 iJ . di li nea id.

\ 1 r,,igg . Caccia!ori ) 12 id. Guide, 1 rep:gìmento U,;rnri, 8 ie~gimenti Cac,·.iatori d' Af1·ica, 3

della guardia a G sq ua,fr,ini di linea id. di 6 sqna,lroni di 6 squadroni reggi1nl'nti di 6 sqnadrun i Sp1hi,;, 3 regginwn ti · di G squa,lroni Caval li:ria di 1i11,ont.1 , 10· compagnie Totale caYal:e1ia

407':1.l

13500 1fJ500 1500 12000

450(} 4500

4000

100221

fi.rliglicria.

Stato rnaggi,)re d'artiµ;]i,.ria Ar1iglier:a 1 balte~ia della g11al'lha ·/ a p. edi 5 rcgg. di hwa a. 16 batterie ( A rt1glieria \ 1 ri:gg. del la guardia a 6 hattcrÌ<c! / a cavallo ) 4 id. · di li.nea D- 8 batterie Ì Ar1iglieria \ 1 re3g. d,:ll:-1 gua~dia a "8 batterie { woutata ) 10 id. di linea a 10 batterie \ 1 compagnia della. g1;1ardia. ( Pontieri • 1· re;ig: di linea di 12 compagnie \ Treno di \ 1 squadrone a ~ cornp. dellil. gnardia ( artiglieria) 6 squadroni cli 5 com pagnie \

j

l

1.'ruppe cl' ammin-islraz,ionc Impiegai\

Intendenza (attiva e di riserva) Uffizia li e allievi Medici e speziali ··~/eteri nari Stato mag;iore del treno dei parchi l sq uidr_one della guardia! Treno degh eqrnpagg1 èi 4 compagnie . mih!an 5 sq_ ua.droni di 8 comp.

. . . .l

1617(5

Totale

764770

llic11ilogo.

. SUL P JE DE rnL P(EOH 0 1 l'ACR

11858

~

Uomini

G600'7 1102

14000

Sta i.o i\Iaggiol'C .

·•

Scuol e niiliLari. Jnval idi Gcn<hrmcria Fanteria Cavalleria Artiglieri.i Gen io Tru ppe d'amministraziòne Ginslizi_a militare Totali

3-H

Operai

-

'l'o!alc 3,merale

1915

Genio. Stato maggiore dell"ar :na 1 diYisione di 2 corr~p. _della guardia J • 3 regg. di 2 batt<1g hom a 10 comp. ~ T1'nppe e 3 di deposito per re3gi1minto , )

15000

4389

24145

560 Totale ar tiglieria

79

33365

Giuslizia m.-iUlare

1200 200

Operai . A.rmaiuoli Veterani

370

7900 6000

Totale

85'73

1306

750

Operai costruttori (5 cornp1gnie) Operai d'amministrazione (15, sezioni) Infe rmieri militari .

1380

344 161~

(t) Con 1362 cannoni. A N.NO

VI. Voi. III. -

5.

1832 2186 286'1 2(i320 253036 63368 39316

Car:iJ lì

))

• " 1';250 " 1;0000 1~000

711 67

fìOO

14~63 Ul6

4000

414$6S

73850

"

DI GUERilA __,,,____

Uomini

Cavalli

1832 2186 2!)70 26320 512037 100221 66007 151,1,3 33365 4389

»

76r.770

n

" 14250 ~

65000 49680( 1 ) H OO

12000

"

=1


66

R I V I STA

STA'l'IST!CA

Armata. BASTIME:'ITI STJL MAnE, I N cnST\\ UZTO N E El).. H< Tl\;I SJ' 0 1\.ll,IZ 10.N t'.

1?0 cnnnçmi . id . id. 86. 82 irl . id. COl'llZZ,lli \10 GO i<l. 52, 50 iii 46 40 i'fl. Frq;ntc rl i 20, 16 id. 30, 1,0 id. ,:nrnzzatc I 30, 28, 2,, e 20 cnnn . CorvcUc I Hi, 14 , 10, ti i,L j ll riks f'> 8, . 4, 2 iù .

I \'asccllì di \

100 90

ì

I

·C ·UV\'iSi

I

-,

Personale.

"'"'"""i -- ------- ""'"''·'" --------- '"·"'

2.!,

,, no

6

86

22

116

7300

A mmi ragli 2 Vìce-arn miragli 26 ConLr'amrniragli 45 Capitani di vascello 110 Capitani di fregata 230 L11ogotenenti di vascello 725 Alfieri (enseignes) · 550 Aspiranti 300 Allir,vi . . 270 Genio marittimo, idrngrafia, commissariato, servizio di sanitii, ecc. 1595 Maestranza, guardiani 3298 Eq,;ipoggi (sul piede di pace, 31224) 60300 Totale sul• piede di guerra 6741:i l

32

344

1 15

313

15480

Truppe di marina e delle colonie.

57

120

20

~2

2060

~

5.1

942 12

7285

A \'E I, ;\

1

B.illcri,: galleggia11li e l1orub:11·,lc

2

24Ò

" (i

" 51,.0

8

750

,,

9 13 J2 )>

T

,,. )'

(i

Traspu1'Li dn ,;ba rco

"

(i00 8~1,

540 662 50~

14

:,

120

))

20

3.0

6

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J0

"

,,

J2

l'2 4

2.2~1 45 18

it/8:!;~m

5 600 22 2:wo 21 1890 · 1 8G . 3 270

5 '.'! P.

10

))

Totali

!

--',.--...

Lt~_ ni Cannon i jLegni C;urnoni

49

1'1·11sp11 1·li

01) A .RUOTE

.

Golet.te. cnltcrs, cannoniere ,li 10, 4 e 2 c:.1nnoni All ri l( g11i ,olio di ,,erse dc'nomi1rn1.inni Sci;1l 11ppe cannon iere

Stato òiaggiore - Equipaggi.

I

))

8() ))

JOO .

;\;;~, 88:\5

3290 1 lì:l~O

l tì3,,0 4:10

SGOO 7000 5S00 870 % :lO ;,100

"

Uf:lizial i generali Stato Maggiore

2:15 1 12:;

t, 100 1000 I 1073115

Il

· ln tntto 597 bnstirn~nti porla • ti 13343 can noni , 1O1 dei q uali fra vascP-lli, frùg,,te, corvette e avYisi a vapore tengono atl na lrnente il nrnr0. Tra q nesti si cont;rno oggì dì blindate e roranatP. : 2 Fregate da 60 ca nn . della forzadi 1000 ca mlii ci,1scuna. H id. da 40 id. di 900 id . ,J Batte:rir iJ . di 800 itl . gaH~~gg. da :ib id. <li 225 id . 5 da 1G da 1,1 id . di. 150 icl. 4 id. id . di da 2 32 5 <la 1 id . di Hl id. 26 9,12 cannon i Tut. 44 le~ i corazza ti portanti e della furza CC1rn1,les;iva di 1()381 cav,11li.

.

•

8 310

' Gendarmeria .di marina, 5 compagnie 382 Fanteria di marina, 4 regg. (in tutto 118 cornp). 16000 Compagnia di disciplina . . . . . 216 Artiglieria di marina, 1 reggimento di 25 batt. 5000 Operai d'ariiglieria, 6 compagnie . , 1000 Sott'uffizia.li e guardie ciurme, 5 compaf!nie 422 Tiragliatori sei1egalesi, 1 ba~t.:iglione di 6 comiì. 782 Infanteria indigena o Nossibe, S. Ma.ria e Guiana, 3 cornragnie 39} Cipai nell' India., 2 compagnie 314 Operai indigeni del genio, 4 compagnie 644 5 compagoie di disciplina delle colonie 1410 (Sul piede cli pace, 22400 nomini) . Totale sul piede di guerra 26879 I marinai facienti parlo dell'i"crizioue marittima sono 170000.

Rilanào della guerra per l'anno 1862 Bilancio della iliari'.nct i d.

375;053,218 126,015,419

c. Con Decreto impr.rinlc clcl 11. dicembre 1861, vcilnc sciolt.o il 103 rcg• gimcn to d i fanteria. Gli uJlìc'ialì furono r ipartiti negl i altri 102 reggimenti in rag ione ùi uiio per reggimento. Della bassa-for za si r imandarono nllc loro case quel 11 che avevano mrno di sci mesi a compier e In lor o ferma, 11 r imanente venne ripnl'tito nei ùivcrsi reggimenti di fanlcri?.


68

ruv:srA

SViZZ:-:RA. Cor_ri:gpnnrlenzri porlicnlu.rc della lUvistn: D'l qna!c-he 11nn' 1 nritevoli migl·o;·Ìe sono s tai.e intro lotte negli or linn 111cn1i òella nnstra m lt,-;ia ; e.-J è s•n·r:ltutto nella sr~sione delL,~scn,blPa fè-lernle di quo,l·:n1·erno che wog()no discussi a lcnr>Ì pt',1getti di l,,ggè rig narda111i q1,, s t.n, mater ia. Jn r1 rimo lnogo ha11novi a lcu ne propostn agg,unte fl lh legge m·l1t·1re umdenti :1d :\llme.ntare il nu•TJ l'!.r<> <l1>,;li uffhinli di stato m:ig!iore ed a top-lierc quelli mimo atti a ,iempicre le luro fnnzioni. Tn se~uitu fu o~gctto di l•rngn, discussione nei due Con-igli se do vo, 1 1111,;i'lasciare ai c.1rabini~1ri le loro armi anche fuor! dr s.erv:zio, e se era prcfer: bile il riti rade in mag·lzzino come p r lo pnss;ato. Il r:ou,-iglio fed~•rn le aveva fn !la la prima prnposta credendo buona co-a ch•~ cin, chcrlun ci~1a• i110-s•,]dato pr,ssieda. l'a rma sua, s'abitni a maneggi:1rla e ripulirla., e se ne p )SSa servire nei tiri ordioarii. Ciò m~lgr,;do q11est'opinionc ~on è preY11lsa e queste armi vnrnnno ciJnsE·aiiatc o·l,i m1ùmzz:11i. Ma una proposta t~ndent~ ad in<·oragginre i tiri na1.iunali di ngni maniera, è slala. ad,,tt,ua; il di parlimcn'o mi litare fe<le1ale acro1·, lerà d11nrp1e in a 1·v<·11ire premi pFlr tnt ti i tiri nei qnali ~i \1::ser111111O a r1ni d'ordinnnza . In . si mii modo i> stillo fi~s 1to nn pitì g run nume ro di n 1rtocci pr.i tm tlnr:intc il ser yjzi ) rlE-lle· reclute, è du rnnte il corso d i ripetizione; e pn tutti q11 1sti liri vi sarr:nno prPmii. [';d ia rneclesi:rrn ~c~sionc si l: ah 'l'SÌ d0cis1 l'in' ro ·l uzinne dei. ru1,111Jni rigati; si comincic•rà d1wc1uc con dodic i batle<'ie, sen,,a P1'r0 dich•a;a r'! ruori d, :-;en·izio le rlod ici 1)1ttt,rie rla sei attualrnen ,c in uso. li oo,tro milte1·ialc da gncrra s irà ros) aumeo tnto di dodici baltr rie a sci pezzi raduna . In quan to alle batt.f>rie d i rncrhette alcuni d"'i nostri uffizia li dep,1:,ui oel con, i3lio ha1Jno \"<,lut•) che si aboli,;s··r,), prc1end( ndll dte q uesto brtL1 0r 1e rt n 1illa valgono in g uerra, come ebbero a cl irnostra1 e le 1'~1 e ri,111 zc dc 1le ultinH) cam pagne. Ciò malgrn,lo sarnnno m:rn•cnnte. Noi ahbimnu dnll'aono 1859 un re30!·1m "nto pron-isorio per jl s('rv1zio rli I anip1gn :1 , rego'amcn to nn 1•0· l.mppo V<llnminoso (' co:11 r,lic11 tr) ,oa,simP per 1r11rrc di 111i li1.in. 11 COl1!';i3lio le-

'

STATlj TfCA 69 deralc dumanJava Ji rnautcucl'lu i1,_Yi,;cm.: :.tnc.:ora Rc:r Jµ(: a .. ni,, un per ,Jcchè n"n 01'/l possibile pre.;entare, io così poco te1up0, uu regolamento ch1;: soJdisfacl,sse a tutte le con,Ji,-;Ìùn i vùlut,1 • Ma i Consigìi oou voli ro più saperne di q1:esto pronisor:o, dnl qnnle amano ùi uscire uua buona vol ta . E si è fa tta rnlel'l:1 la considerazione cbe l'esercito italiano e ra pr-o,1 visto di un re• gola.mento multo mi6 1iore, più sem plice e più pratico. Koi Yedreruo se il consigl io federale che deve proj)Orne uu nuorn D<:·l corso di qnest'anuata prenderà il vostro io cousidvrazione. Inteeesserit, io stirno, i YOStri lettori i l conoscere i1 giudizio di una commissione m il1 taro sulle div1•r:;e armi di precisione ' che doveva esa111ioare. Questa commissionl' preten,fo, e ere-lo co• ragi,rne, che il fucile prnssiano, il Zu.ndnmfotyewah r o fucile ad a.go non p()tova avèr fo rtu1n , e che il fu<,ile Prelaz non poteva esser~ rig11al'Lla 10 rornc ar ma di precisicmc~. Quanto a1 fi.:~ilc cl•:Ì calciaton si tr..va che il s110 cali bro è lrnppo picc,,lo, e che non sn rubbe a desidt·rar:-;i di aYere due diffen::n:i calib1i in un battag lione soln (si \ Olent, corno sn pPte, arm,He due · co:n1 ,agnie di cadun batta,;l i<me con qur:st'::trm.a nel 1~1eotre che le altr.~ aYrebbero cuuse, \'al(,) ' I foci le urù inar-ÌL> u rÌt't,1 u lo quello. Pr,, laz). Così si era da qualcun, , propost,J d'intrudui,re il fu~ eile dt i cacr iatori ucll' armala € di nrnnirne le masse. tfa la c:Jniruissioue tro1·a q11est'arma. tr<ippo complic;it:.i pt!r clistribu irla a qualunque pnsow1, in <:onsidPrazione s ,vratuUo ch'cssa non è facile aJ essere adope;ata qual arma di combattimento, p,·l' la schonna a,l la baiouctta. I pa1·e1·i si a c~or<larunu rn fa l'Ore d i uu fucile rig.1to, di un cnlibro di 4"' 3'"', e d'una lun6 hLzza di canna di 33". Il moddlo che mag3io1m,·n te r orr:spondeva a. queste con,fo i,mi è un foc ile secoud0 il sistema Bouny e D11 th lol,-;er. Si dc~i, lerehbe farlo adotta re per tutta la fan reria di line t nel m ontre che i rarabinieri cunS}JVCrnbbPro la loro rarabiua e d1e i fucil i dei ,·a•:.1ù,tol'i s11rl'Oght.:r.:ibbcr J le ca ra bi :,e nella riserva e nt:lla Lan,J \\"chr. Vuulsi pr, sc-ntare, ancora i11 q 1wsta S''Ssiono de T asscrub!ea federale , nn pro,.;etl,> di legge a que:;f effetto e domauùare uo credito di 10000 franchi per fame nuu1·i es.[Jerimen ti. La ses~i<,uo J: li;glio dov1 c bb3 ollora decidere sull'acc0tta zw11<, !ìwile di r1uv,-.u1 pr, 1p ,sta .


RlVlSrA 70 Regna perta11to una cc.r-ta quale a3itazion0 in alcnni circoli

militari imperocchè il fuci1e dei cacciatori ba molti amatori nelle n le delle nqstre milizie. Noi vedremo dunque in qual modo terminerà questo conflitto fta le opinioni contrarie. Non voglio però tralasciar di parlarvi dti quesiti militnri ohe ]a società federale degli ufficiali indirizza a' su0i membri . L'l. prima sovratutto :

In qiia,l maniera l'istruzione militara può essere i·iitnita all'educazione popolare? É a ta,le questione .puossi aggiungere un su pp!emento riguardante la ginnastica m ilitare e civile. A ben intendere lo scopo di queste question i di cui s i t;le-. sidera la soluzione pratica e conve::nie • te, è mestieri d i dire che si conosce molto bene la necessità di pr0curare ai nostri g:ovani uffìziali l"occasione d'istrui:si nel la scienza milit,are, i mperocchè il loro tempo di servizio non è bast,rnte cla potc~r fae s·tudi ed il ser vizio 111ilit:ue all'estero essend~ soppress0, manca agli uffiziali studiosi il mezzo di fare esperimenti . Non vi sarebbero dunque nella Svizzera che due n~ezzi per d iffondere la scienza militare: 1° Crc:no , una scuola speciale per gl'individui destinati alla carriera militare cprnli uffiziali superiori, uffiziali di stato maggiore, del genio e dell'artiglieria; oppure rendere obbligatorio l'insegname::nto della scieuza militare nelle scuole superiori . Il primo di questi mezzi è poco conforme :.Ìlle noslre abit11dini e nel medesimo tempo troppo costoso. Un ar ticolo della gazzetta di Laus propone di già ad nn tal fine il secondo mezzo e giudico c:he si termin.,erà col far adottare qnesta seconda propos1z10ne. · . Credo infatti che questa questione mili tare merita, sotto il pùnto di vista scientifico, ogni uiaggior attenzione, e non dovrebbesi la.sciarla passarn inosservata fuori delle n0stre rnerlt\sime fronti.ere, dove l'isti tuzione dP-gli. eserciti permanenti impedisce che le s i attribuisca una sì grandu importapza. Tal cosa snr;c0deva pure, or sono sessant'anni riguardo all'istruzione m ilitare pratica. A quell'ep(;Ca il gqverno prnssiano era il solo che . col goveruo svizzero accettasse l'idea che ogui cittadino deYe cs-;ere sol~lato ed imparare il militare servizio.

STAT! ST IC,\

73

È vero cbe la niiliY.ia prussiana non ha ancor .date prove del suo val()re e che il governo di quel regno si è contentaIO, sino a qiwsto momento, di fa r pomposa mostra del gran nurne,10 dei soìdati di cu i diSfY:>Jl(~ senza pr"'udere pa rte impor tante uelll:J gr~ndi questioni politiche. La Svizzera similmente non l:a a vuto finora o·,easione di dae d ist.iuto saggio e del valore de' ~noi soldati e dcll'istruziont.> pratica e teorica de' suoi uffiz1ali; ma è fuor di d11hbio che gli Svizzeri mostnmo io girnerale uno s1, irito n11litare che a 1 ti1f1:,e la sua forza nel patnottisnio, e per così dire, uei gloriosi ricordi del la Svizzera . È un fotto incon tes·f1l.iile che in ogni occasione il patriot• ti:,:mo di una oazioue può fare m iracoli ,. il co:11une per ìcolo ha in ogni circo,;tanza creati uomini grandi . tanto in poli~. tìea che nelle militari rliscipli ue ; è dunque imprudente il voler restringere l'istru:1.inne nnliJan:l a coloro soltanto çhe ab.bracciano la ca rrie ra delle ~rrni in tempo di µace e .oou lasciari:1 lilwro campo ad ogni irdividuo di teutar la via dei pr:netrali dell'.arte della gnerra. E - che ne 11\'V<Jrre bbc r.li uo paesR, di uoa un e.io ne, 111 qna!e e%endo in lotta pe,' lun1;a tempo contro n umerosi ne mi<,i non potesse ric<1rrère a qna n1i sono ca paci di portare ltJ armi'/· -U ua guerra· nazionale si terminerà Ofò11or p:ù v,aut~ggio,aweote ::l<i puossi di,p'.1rre in un rnonienLo vol 11tò1 di una nia,sa couipatta, la quale ha d'uopo d'un numero strao1dinari,l d'ufficiilli. Vuo,b i prevedere questo caso in lsv izzera, m a fur -echè in Italia !ad~ dove han vi ancor a 1antè C0:$0 da (·ompiere per ottenere lo scr~po . prefisso, foTs~'-'hò io questa contrada uon vi troverete nella medesima eircostanza? Non vi si prest, ntò fo rse l'occa5ione d i gin dicare gli uouiiui che fu uri ddla gerarehia n ilitare hau re:;u ernint•nli servizi alla r,o:-;tra causa na.ziouale?. Voi aYete 01es-;o in p·,1tica il :;i_;tcroa d,,\l,~ m li zie colla cr,·azione de l!e guardie nazinrnli, qu(:)si.o è i l p;·imo . ptsso, e punto non dubito c:he arrive rete in cg1wl modo al s ,·c"ud:>. . L1t gaz,:(:)tta di La11s, in ua 11rticolo sull'istru1.innc rnilitAn~ n Plle ~cnole ,;uperioTÌ prllpone pel' tutta la Svizzera una v.•nt iua di ,•a110Jre aventi un numero eguale d i 1rof<Js~ori, c1~scu110 dei r1L1,1.li avrebL(.; çin(1tie o ~ei :ezi,wi per settim:\ua da du•·,


lUVlSTA

ST.I TISTICA

con un onorario a nnuale di lire 1000 a 1200 ; r-os't tutta la spesa ascenùerebbe ·a 20m o 2,1., franchi annuì cai dovrebbe sottostare la confederazione alla quale spetterebbe la scPlta cli q uesti professori. L'istruzione abbraccierebbe : ìa ricognizione del terreno, la conoscenza. de!le armi, la for tificazione, iI disegno, militare, là le vata d' un piano a colpo d'occhio ed infine la tattica riun ita a ll'istoria mili:are. Io qui faccio puato promettendo di ragguagliarvi dei progressi che probabilmente fari1. l'ultima questione di cui vi ho tenuto paT~·h .

Infaui, tale b in sos tanza il regolamento che l'irn pe1atorc a pprovava il 14 sco!'so dicembre pell'esurcito francese e che M i eredimuo u lile ri portare pee intiero nelle pagine di que~ta

FRANCIA. - Nello scopo di ·sempre più migliorare il benessere del soldato e di maggionne11te as~odare ueJl·e,;erciw i legami d'a.ITezione e di disciplina , il ministro della gu13rra, il 20 scorso febbraio, emanava un Tegolameuto provvisorio s ul modo d'ammi~istrare l'ordinaric alla trnppa . Gli ispettori genernli , specia.lmeDte iucaricnti di esamitwre in pratica. tale nuovo sistema , apprezzarne i buoni effetti e studiarne principalmente le irn çcrfezioni, ed i marescia ll i comandanti i corpi d'armata, i quuli dovevano r:assurnere e cor1·edare del le l vro osservazioni le varie rdazioni dPgli ispettori, riconobbero unanimemente la snperiorità del sistema d'amministrazione nuovamente posto in pratica; la qoa.l cosa ha deciso il ministro di sottoporlo definitivam ente alla sanzione dell'imperatore. • Come le precedenti dispo~izioni • - · dico il rninis~ro nelb sua relazione - - , q uesto regolam0nto ha per base fondanien• tale la. sollecitudine dei capita.ni pella loro trup15a, però con un'essenziale differenza.. Alhtzione isolata di ciascun capitano di compagnia, di squadrone o di b3tteria, nelle com pre » parziali e senza possibile controllo, a vece d'un ca porale assi~tito • dagli uomini della co1·vée, trovasi S'.Jstit11ita l'azione, pelrin• tiero corpo, d'un ufficiale st1per iore e d.i quattro ca.pi tan i • comandanti; azione stimolata. da una lodevole emulazione, • sostenuta, e sorvegliata, in pari tempo, d.all'al) torifa del ca.pc• » di cfJrpo, quindi facilitata dal vantaggio d'operazioni abba» st,rnza importanti per chia1Dare la seria e proGttevole coa• correnza del commercio. ln[aic una contabi lità chia ra, metodica, elcmentare, garan lisce · il giudizioso e cosc1cnzioso n impiego dei fondi clell'ordi1vu io " ,

l. I fondi dell'ordina i'io sono destinati: • 1° Ad assicurarf•, assieme a lla razione di 1x1n0 Sùill tnlì:l Ìs trata dallo S1at.o , la sussistenza delle trn1 1 fH" , ed a pr,,vvedere alle YHr ie spe,;e che q ues1a parte c~i i:;oldo deve soppDrt n re, a 1crini ne dei re3olanwn1i; 2° Ad alimentare un rondo di riscn ·a che, sotto il 1itolo di fondo d'economia , serve a migliorare l'ordinario , sia nei giorn i di foste nn7Ìonali che ndle circoslan7.e cc~eziorw li, o nelle ep6cbe J i prezzi ckvati. JI fonrlo ri'economia non deve in nessun c,1<0 oltrepassa re un massimo determi.11nto d a de,·i.,;iuni mini~t(•r·nli ; e la cni qnota, per c.iascu n'arma , è fissata 'prnpoe;,:orwlmente pe1· radun uomo pre~rn te. Di q11alu nqne di/Talro , aè eccezione di quelli più sopra ind ica ti, f« 1to sotto qua lsiasi prct1-·sto ,lÌ fon cl i corrcu ti del_l'l)rdi uario e.I ai fondi d'ecoùoniia, è r ispun-;al;i le l uflìii,ilu clie l'ha pr<.!:;crilto o loll1.·ralo.

R-ivista.:

Rcgolmncuto sull'mnmiHistrai.ionc fo!l'onlinario (!d!a lrnppa. TITOLO I.

Jlondi corren Li dcll'ortlinario. - Fondi d'cconoru in.· Loro destinazione.

A r t.

I

I

TITOLO fl . Co1nn1issionc dc;; li OJ"c!i11a l'i , .

Art. 2 . Ln. <ompra, il ric:ei•i111ento, la d i:-trilrnzion<) ' ,Jei ;c dc!ria te e de0 1i o~get.Ji che sono a, e;uir.o de;li orrlina, i; s,i 110 accl•r1a· o in <.;Ìascun re,0g1m·.·11'0 puc cura cl' u,1a co:11u1i~~'o tw ;;pe, ia le. Lo è èel pa1 ì la vendita delle fr ,ttaglie e residui d'og11i specie p rovenirnti dagl i ordinai-i . Ari . 3. La e;ornm i,;-:;ioue d<.!1,li orJ-i,rn?'f ò no:11 ina'a Ja l colonnello ; css1 è così comp<)s.la:


ST ATISTICA

7-l

Rl\'JSTA

Nd caso di pa rità di Yoti quello del presidente è prepondBranie. Art. G. La commissione rocl.nna dai funzionari dcll'inten d,mza e dalle autorit.à ci Yili tulle le informazioui ch"dla creJe utili al buon successo delle sne: opeiazic,ni. Art. 7. So stanzinno pili cor?Ì nella str,;;sa piazzn, i presidenti dulie commissioni sono all:oi: izzuti da ll'autorìti1 militare a r iunirs i in conferl:!rtZa, alle C('Odic ch'cssi credono piìt convenien ti . Ad ogni mo !o però queste riunioni sono obbli~ator.c allurchè bisogna pc~pDr are il r innovamento dei contra lti. I capi di corpo ed i gener:lli comaoJanti sorvc>gliano l'esecuzione di queste di,p,sizioni. Art. 8. Allol\.jt1:Jnd0 le commission i inr on1r.1no d1f{ìcoltà proveuienti da, coalisione o da col b ioue, l'iin tor ità ulllitarc, sul loro rapporto·, ricorre all;intel·1·en zione dei funzionat·i m nnicipali, dei pr,•fetti e dcr sotto-prefetti . Il g ·ner:i le comanda ote la Ji risiune uo 1if~risce, se necessario, al ministro.

Presi<lente. - Ull cup0 ili b:i ttaglione o di sq,ia,Jronr. Jlernùri. o di ba Ucria .

Qoatlro cnpitani di com[J:1gnia , di :;cpadrone

Seg1·etan·o. - un luogotenc11 1c facente funzioni ,ruffìziale con labile ùd la com111:ssione, CLIO voce <'ons1dtiva . · I c:i pi di battf1glione o di sqnadrone sono cb inm·1t.i sncces.;ivameute per anzianità alla presidenza . I membri della rommi~sione sono presi per turn·.> secondo l'ordine dt:lle corupagu i1', H1uadro11i o batterie. Nelle truppe a c11vnllo i c11pi tani in sucondo con, o rrono coi capitani comandanti per la compo,izione dl~lla commissi,>OP-. La commissione è assistita :la cl::e sou'uffìziali designa1i unua'mente dal colonnello. o ' . Il lnogo•euenLc sr>gretariu ed i sol.t'uffiziali a3g1u11t1 sono ùi,pcnsati dal servizi> cli piau.a. ::i da quello di setti111ana . _ Ari.. 4 . La commissione è ricos1iwi·a tre n>lte ail"auno, Ck•è a l 1° . febbra i,1, 1° gillgno e 1° Oll(lbre. Nella stt!:;Sa epL>Ca. sono nominati il presiJente .,J i l segreta rio. I mcrubri Jella com:uissione sono rinuo\·ati per mefa alle e poche seguenti: . _ .. Due rncmbl'Ì sono norr!iriati ::tlle flroche s111nfo.:ato; es~1 l'CSsano J;.lle loro funzioni in pari tempo che il presiJente. Due membri souo rimpiazzati alle dat~ iuiermcdiarie Jel 1° aprile, 1° agosto e 1° dir:embre; - questi ulti mi ~oo_tinuaoo durante chie mesi lo loro fu nzioni nella nuova comruiss:0L1e per is truirla su!!li atti di qnella che J"ha l>rect>clu t.a. I sott'~ffiziali sono nom inati 1'11110 all"upoea della ricosti1.ui iooe ddl::i. com missionr, l"altro a lle da te inlf:rb1edi n rie. Ad nCCt:7.ione dt•i rin11ol'am1'lntì per iod i,.-i, avvenendo tras k1 cazione od impedimeuto d'un rnem bro, il colonnPllo pro vYe le al t·im piazzo dell'as~Pntc od i111p.}iito, noiforurn11dosi alle dispo sizioni gcnenii i presc;1itte nell'J rt. 3 . Ari . 5. La cornmissiom: si riuuisce ditJl.1·0 conv,icazio ne del suo prPsidcntt'. Allorc,hè il presidente è impediti), il membro pii1 auz·an:J di grado lo s nrro;:a.. La c:0111 111 issiullC puù dcli\Mr,: re 111 11 u111L·ru di tre m •, 111l.J1·i: c:u111pruso l"u!fo.:ialo ,·hu Li prcs:cJ u.

77

TlTO:..O lll.

Stipulazione ,lei conl rntli.

1

Art. 0 . La cnmmissiame agìs ·e pdJ'intiL•ro corp0. Iu pc th' 1 pio, ella proceJc sia per asta pa bbl i.:-a , si,1 p,·r e:on!rntto pri\·a,to. Ciil nun p .· rtanlo, a llorch0 pnò ri:;(] ltarne q u::tlclrn OC'O l1' nni n, ella comp,:ra snl 111ercato, trat"rt direttn,mt;nte col proùuttorr. , ac11uis1a , a prezzi con\·enuti, ail"ingro,so; in fine prende nei magazzini mili1:.c1 1i le der rate, i liqui li e tutti quegli oggetti di cui l'.:tn1rninistrnione ddl::t g,11.;rra acconsen te la c,•s.-;ioue nie• ùiau te rin1b.•t:5o. I con:r:itti sono re.~atti a secon la ù"una formula d"un q•rndcroo di cCtnd1zioni, che la c-ommis~iu11,1 mo !ifìc-a ~NOt ll] o lu cir('05la 11 ze del 11101w •nt0 e le c~;igen ze !ocn.l i. Art. 10. I c,rn tr,Hti sull·J sot:(im,,::;-;i alJ"ai'['l'JYa.:i Jt1,.; Ll..:l colonnello. 1J1,a copia doi cuntrat1i e ,:onY::;nz\ ui è affì:;:;,1 11:lk camerale dei capi J 'urdiuu rio.


76

RJ\'ISTA

S'.l'.IT I ST!r.A

TITOLO lV.

TITOLO V I.

l,ons<'gna r. ricevimento delle t1crratc.

Art.. 11. Salvo riconosciuta impo;;si bilità, i contratti e Tè convcm:i•1ni devono stabilire che b consegne del le provviµ-ioni s,1r,m,10 fa tle a lla caserma . A quest'effetto sono p<stia di,pos ,zioue ch·lla commissione lvcali appropriati all'u.so d , m~gauino. Art. 12. Uo nJemb1·0 dilla cornmlss one, cleleg:Jlo dal co'oulli:llo in caduna setti mana, ricon,)sée le p mvv igioo i present.ntt,. Nd caso cli contestazioni, ,e se il fornitore rifiutasi d1 rilll-piazza:e immediatamente le derrate o gli oggetti non accettati, la cornrn;ssione è couyocata; ellà p 1-. ,nunci:. dd!nit1varnEJ11 te. Al;orchè lo esige il biso~no, fa acquistaré per conto del p.ovYedito e le quantità cffdute neees~arie . TITOLO V. Modo d'amministraz ione e d i <falribuzionc.

. Art.. 13. Posson0 essere irnpiPgati d ue modi d i procedere i ,1u,1L, sul r,1pporto~dclla,0111mi,sic,ne, ~1,pa r,i,-ne al colo nnello di

pnscri, ere sP.p1iratamente o simul tan arnentr, cioè: la somn1in;straoza sani'lice, l'ammiriist1az:orw della, c:O!llm·1ssione. 1° modo . Ap[Y na dopo ri:'e1·u1e le derrate o gli o~gelli: vengon-> di:;1ri buit1 direttamente a3li or3i uari per cura dei fvrn itori. 2° m ,ido. L~ commissione fa irnm1gaz7.inare le qU:nut.ità r icevute e ne fa elh stessa la distribuzione, Art. H . Le quantità a p r,,n 1er-:;i pell"iu domani ?cno indin1t c sul libro dul1'01'Cli n:.i: io che i l comandante della compngriia fari't ,·ornunicare ogui g iorno eCl al l'orn j.ll'escritta a l ~egretario ,lt,lla eomrnis,ione. Questi inscrivé ta li quautità su un libro apposito; e ne av,·cr'e i fornitori . Le distrilrnzioni si fa nno neli'ordin e l:d alle ore dliterminate dap1,rirna; il membr-o delegiìto del la , ommissic-nP. lH svt'· vedia p •!'.3t'n:1lrnente. E,di è assistito da uno o più ufG.zial 1 d,e il ~)l"E!Sl(] e nte è a ot tori hZè;t,, a de,;ignnre tutti i gi0 rni fr·a q u81li incMicati della dir ·z oae desi i ordinari. Ciascùn:.i <.:unipn1:;ni,:, p,!r toruo, i.: su ·, ita h pr:.ma.

l\egislri

77

a teners i.

Art. 15. Le orerazioni cklln com m :ssicne sono co~stata te pee mezzo degli. specificati registri. Rrgislro dei Gonl-ralli e delle convenzioni- (compre e Yendite) cont· nPnte un sunto delle principali disposizioni e la da ta dell'approvazione del colonnello. Registro delle clist?·ibnzioni fotte alle compagnie dai. fornitori o dalla commissione.

Registro clcUe· ?"iscossioni. e rlrlle spes0 (denari) . Se l'Dmmini , trazinne della cnn, nli-sione (:nt. 12) è praticata in tu1to od in par'. e , ai st:nlc!etti tre regislri si aggiunge ~ncora il s0guente : Registro d'entrala, e d'uscila (derrate ed oggetti dirersi). Il ,·egre'ario della comm issione 0 inc~ ri··nto della tennla del la r·on t,;hil iti:l e. d1 tulle le scri twraz1, n; _ A t,ile t itolo egli ha cli1 i tto ad 11 na SNl!'ln;nistranza qual png~mL:O t,o delle sptse di officio, i \ cui co nt(, è re3ola to per decisione rnin istt>ri,ile. I l s1•gre1a ri u ,': assistito n el suo lavoro dai sntt"uffic.i~li og· ginn ti ;illa co111Ì11i~sion8. TJTO'LO VI I.

) ~ ' I ngnme11t1.

· A rt. IG. I forn itori son o p ·i gnti o~[ii cinq ue gi1,rn i dal secrctMio della cornrnission"> , ol"i le cui mani ciasn1n uq i t.ano di compagnia, sqnadrone o batte1ia, ha fa'to versare all'ora stabilita i l valore totale ch,lle q•i.:iu tifa clistribni;e a ll'ordinario; un a v Yiso, fi •'rnato d,11 ca.pi t;m o, ,iccom pa;dia q ueslo Ye rsa mento. I l s0gret rio r.e arcusa ricevnt;1 s:.il li bretto e si fa rimetts·re da i forni Lori ta n le r icev n te fì no alla dov u la concorrs->ll"la. Su bi to rlop0 il sègret:Hio compila una 11ota in cui totaliz:oa le sornme 1ir·evn le da cia,cnn o:·din1r;o, e le summe 1agate a.i forn ito.ri. AlI·n r1p,1gg10 cl i tale nota YÌ ag; iu ngc glì avv i,i di Ver.,amen·.o R le 1-a rce!le q11 itan:oal1', qniudi le pr-csenta al presiJ ente pri mJ. . ·che scada il !::Ìorno. Nel c::so,, rli compre sul merc,1tc., di romprc dai prn,lut'o1 i,


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o rli compre per clcfìcicn7.a, .e nel cnso :indie cli arnm 1111 straY.ione lota lc o parw1le della comn1issionc, il colonnello auto. rizza, dei prelcn1mcu1i, sulla paga o sul fondo d'economia l'am'.uonta 1·e dei quali, contro dirnanda in iscritto del presiden te, e rimc>sso al segrctnrio il q unla ne ril:iscin riceYutn. Tal i pn,lernrnenti son fatti proporzionatamente ai b;sogni successi,. i . TITOLO Ylll. Verificnzionc ddìn C()nlnbililà. - Ucsocont'i. - Rapp orto dcll'amminist razione.

• ~-\.rt. 17 . I regi_stri indicati all'art. 14 sono chi usi dal segretan o della commissione l'ultimo giorno del nv,se. Alla stessa dnta, quest' uff.iziale s tabilisce un rcsoconlo sommario contenente l'insieme delle operazioni della commissionedurante lo s1esso mese, tanto Fe'le materie che per i denari. Le _carte giustificative necessa rie, specialmente tu tte le parcelle qu:lanzate _dai forn itori , sono aggiunt-.J all'nppoggio dei resoconti mensili. Se la durara della commissione ha termine col mese, il rn3retario, indi peodenterne ul.rJ dalle pre~cot.azioni snnnolnte prepara, sulla si tu_az_ionè degli or,li mH i del corpo, un progettc~ d1_rappor_to pel mm1stro, compfundcnte l'intie,o periodo d'am1111rnstr::mone dt>lla eom mìss1on~ Art. 18. D,tl 1° li I fi del mc, e suss21:,uc nte q udi o a, cui si rapportano hi opel'a~.ioni,. e dopo verif:irnzìone i11 seduta. della commissione, il p· e,idente auteutira i registri, iI resoconto ci1a10 al precedente a·rtico!o e ttrtc !e car'lc in appomrio il p1·o. =' ~etto d I rapporto n.1 mi nistro 1tllot'chè è necessa rio, e trasmette a l colonndlu questi due ulti111i documenti colle· volu te- giust~ficazion i. Il colonnell0 diman<la le spiegazio:ii, prr,scri.e le rettifiche e fa lt1 reclamazioni nece~snriu. Appone in sc gu ito a l re,oconto la s11a firma, e lo conserva assieme a quelli di tutto il p riodo, da una isrezionc al l'a ltra, per sottomellerli al controllo dell'intendente ispettore e dell'ispettore generale dello nrmi, ciascuno in quanto lo concerne. I conti, sono in seguito deposti agli archivi. 0

79

ST.ITIST CA

RJ\'ISTA

Quant0 al r,i pp<,rlo fìnnl e ,lell'a rnn1inistrnziow:~ tldla comm;s,;;i11ne il colonnello lo fa segui re dal lfi S tt t~ osservazio ni , e l'in,lirizza, per via gerarehicu, al generale c:oman,l:i.11"0 la di, isi, nu territo;·iale. TITOLO IX. Disposizioni vDri c.

Art. 19. I battaglioni e squ.idroni forinRnti rnrpo, come pum fra1.iP ne di truppa cl istacGata, sono sottomessi al)l; prese i Ì • z1oui del pre:::e ntc r1.:golnmen to, neUa misura d(•ll13 coudi:i:ioni a lor.) pruprìP, conformaudo.;i alle segue.ili disposizioni : ì O Affiuch~ si es ,rciunu nella loro pienezza le attribu%.ion i devolut,; al colonnello dagli articoli prece !enli, l'uffizialo c-omandnnte i l coq10 o i l dista.<;cnm1~010 n n aèetnpie ginmm,:i le funzioni rii p:es;olcntc <lc~la rommis:si.)ne d~ll'orLli na,i,J: 2° Tre 11ffic:a!i , co1:1preso il presi<len:e , pc,::;scino costituire b comrnis,ione; la prt::::uuza di dun d\s-;i. bast1, all9ra per r,·ndurc ,1 a 1 cYoli le delibernz·oni; 3° La commi:>Sione non è cost;tuitn aìlorchè, arl eccezione (lc:l'uf6zialc comandante, nou Yi sono Ire uffiz1ali a eomporl11; le eomprn ~llora rcs1,nnc, affidate agli ordinari . 4° I cori,i or,.:a.n;7Za.'i col titolo di compagr1ie o sezion i non so:io soggetti a Ile pn scriz:oni del presente Regol.::menlo. i\rl . 20. Le disposizioni pnrticulnri nccl'ssa,ie per a,sicurarc l'csocllzione del pt·esen·e I\.:golamcn to sc,n•) decrdn.tc dai Cfl pi d t corpo. 0 3 11 i

Noi crede,emmo che i ooslr, a:1,minis11ntori rnilit:ni doncbb0ro fermare le loro me1li1.azioui sn co1es'.o r,·golam enlo francesP. intornrJ ::i l più impot·lante dei rnrni dell'amministrnzionc rnilitare. D. • • Lo stato mabgi,,re fran ce~e ha odio s-~or.~o anno tel'minnt i i lavori t.,.1pogr:1fi<i n:la1ivi ni J iparti,111e11ti corrLJ.'L'Csi uel tt-l'l'Ì· to, io fianci:s'-' prima cl<:ill'ann,"ss,oue di Savoia e Nizza . La Se%.Ìone sturi, a ciel cl-!posito della gm•rra ha redatto e puùbli, aia In rdazion:.: Jclla camp:ign:t del 1859 in Itala, e :;ta ora l'.Omp·lnn ),i quella dt-l!a spe,foi0ne nella China.


BO

STATISTICA

·RT\'JSTA

INGHILTERRA F:sercitÒ e· Armcila: Si dice cbe non Yi s,ir1inno irn p(1rtanti di min nzioni ndl'e 0 ercito britannico; è bens) ver~ ?ho_ i battaglioni cl i s0.rvizio nella rnetropoli s1rann 'J t idotti d1 GO uom ini ciascuno, ma questa soppressione sarà comperBata dal ritorno di CJ nat 1 ro reggim enti. dall'Iwlia , i ciuali saranno r iuniti all'esercito d'Ei.:ropa, ed all'aumento di 11200 uomini in ognu no dei battaglinni del Cao,1dà. L'arma ta sarà alquanto aurneJta ta .

- .1Vuove fo?·tifìcazinni. 11 goverm ba deciso di stabi lire u • a s conda ed una terza linea d'i fortifica,1ion i in tor• o a Portsmouth, per ,·orrispondere alle modificazioni introdotte n el sistema di difesa dei porti di guerra, dalle recen1i · invenz:oni dell'artiglieria. Le._linee cos) aggiunte circoscriveran·,w le opere di difesa' in un diametro di nove miglia, e -<1uando saranno terminate , il g rande arsenale si troveri\. a l riparo dalle palle da cannone, a ncorchè queste colpiscano al'a Gistanza di quattro miglia. Questo_sistema cli difesa è v ivamente posto in qnestion0, e Ju spesa che p)r1a seco s'a rà combathlta i n Parlu.uu:lnl u dagli llU· m101 che sostengono consistere le ver e fo rti ficazioni dell'In~ ghilterra nella sua m arina a vapore. 0

vVIESBADEN - Si operane in questo momento uo-ra·nrJi mu• . tament1 nell'esercito. Nel 1849 0 nel 1850 in cui il duéato cli Nassau era grnn p 1 rtigiano deil'esercito prussiano, si è speso rnol1oda"narn per vestir le tru r.pe alla foggia prussiana, ed ogg idì s1 v1.:·s1000 ~ll·austriacn. Il casco e0de il posto a l keppy < d :ina logfl. trasl•)rarnz1o ne succede 1n tut:e le altre parti del]'abhiglianwn to. Si parla altres) della, creuzione di un battagliami di cacciatori . . ~'entrata finanzia ria a5cende a 1,117,011 fiorini; della quale 11· bilanc10 rmlitare assorbisce 1,060,236 fio ini . 0

ITALfA - Con circolarn ddl'8 gennaio il ministero ha. de . terminato che gli individui app;irtcncnti alla classe 1835, 2a ca tegoria, siano congedali rer fin") di ferma.

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Con nota ministeriale d~l 9 stesso mese v~nne ordinata la formazione pel 1° febbraio del 35° e 3G0 battaglione ber• saglieri. - Con R. decreto del 23 gennaio venne ìstituita una com· missione permanente per la difesa del r egno cosl compoo,ta: S. A. R. il principe di Savoia Carigoa no presi.dente: S. E. il signor cònte Emam:ele Morozzo Della Rocca, ge• O nerale d'armata, comandante il l dipartimento; Menabrea conte Luigi , luogotenente generale del genio, ministro di marina j Il presidente del comitato d'artiglieria; Il presidente del com itato del genio; Valfrè di Bonzo cav . Leopoldo, luogotenente generale , membro del comitato d'artiglieria; Petitti conte Agostino, luogotenente generale, coµiandante interinale il 2° dipartimento; Brigoone cav. Filippo, luogotenente generale, co~andante la 15a diYisione attiva; Ricci cav. Gin~eppe, maggior- generalé, capo dell'ufficio SU periore di stal•- maggiore ; . Cugia cav. Effisio, maggior generale, a disposizione del mi• nistero della guerra; Porri no cav. Agostino, maggior gen e~ale, comaniante la brigata Pavia; Staglieno cav. Domenico; maggior generale del genio> membro del c0mitato. li maggior generale cav. Porrin9 è incaricato delle fun2lioni di segretario della commiss'ione, e sarà coadiuvato in tale incarico dal luos otenente colonnello di stato maggiore sig. mar• ch8se Bassecourt . 6

- Con nota mÌIJ.ÌsteriaJe del 30 gf:lt1naio vennero introdotte alcune modificazioni nel vestiario dell'arma d'artiglieria riflettente specialmente la tunica ~d il keppy.

ANNO VI.

Vol. 111. -

6.


RI VtSTA BIDL IOCTRAFIC,\

'83

Null'ttltro che meriti special n enzione contiene quest'al"tiéolo t rnttante· un periodo 11011 gual'i ·irnportant_e pel mèrito concreto·.

CosW1.1,l'ion et r nissance militaùres comparée's de la France et cle l'Angleterr,.; per rvI. Ch. MAttTIN lìeutenaut colonei du 3° r&giment de bnciers (15• article) Capo xx. ·"Aumento pt·ogressivo e conlinuo clcll'ese? cilo inglese. ,Il colonnello Martin dopo

RiVIST'A BIBLIOGRAFICA

S1leclatnir mìlitail'c

0

novembre ·l 8'61 - 12 7è livraison.

\ Aperçu historiqiie sur les forli ficali ons, les ingénieu?·s et s11,r le corps du génie, par :M. le C'Olonel AuGeY ,IT (4c partie, 26r.

artide). "- Quei;to 23° articolo comin C'ia con un SUlltO - biog rafico sull"illustre lvlonge non men celebre fra gli ingegneri C'ÌYi:i che frà i .mili.tari, ed a l quale le mate_matich'e trascen denti debbono sublimi teonrni d mostrati; accf'nna qu indi del Trattalo . del rilievo, coma mio fJ di {ìlame11lo del sig. di Chast illon; q nello intitolato Esercizio completo s1..t traçc-iato, sul

ril-ievo; -s1illa costrnzicme, siill'a-ttacco. . e difesa delle piazze . COillfJJiato nel 1767 dal, sig. Du Vignau, e pu Lblicato_soltanto in Parigi nell'anno 1830 per cura del sig. Hanus c'apitano di s1a to ni'aggiore francese ; la Alemoria sul rilievo e snl difilamento re<la.tt0 -nel 1768 dal r.av. Du BuaJ, il quale P-bbe per il primo -la l'elice idea di- rnppresen1are mi ~iianci per la scala di peùdPnza, spnza che· perciò fosse risolto .il problema di comlurre un piano tangente ai" terreno, . St'nza tasteggiiuucnto, con un sol piano · di p roiezione, la cui ri8oluzione per ffi('z,o delle curve orizzontali si attribuì nel 1777 l'ingegnere militare Meusnier, sebbene sia in origine devdutane la pr:rna idea a Bnache e a n ·ucarla.

I>

aver d iscorso nti precedenti capitoli di tutti· i corpi regolari ed irrec,olari che ccstituiseono la forza armata -della Gran Bretagna, d~po di averne accennata la ripa.rlizione fra le di verse parti del n'gno unito, egli si occupa ora a dìscuter e in quale m isura tale effettivo trovi si all'altezza del proprio còrnpito. A tal fine egli osrnna come che l'Inghilterra la quale nella. • pri ma metà del volgente secolo mentre tutti gli altri Stati erano d~laniat1 dalle g uerre e dalle enol.'mi spese pel mantenimento di sm{surati eserciti, offriva al moj1do ·10 sttano e magnifico spettacolo di uno Stato cli appena 28000000 di abitanti, det~ tante leggi a 250,000,000 d'anime disseminate per t utti i pun ti del globo, abbia invece dovuto dalla guerra d'Oriente in poi, acc rescere rrogre~.sivamente e COLtinuamentt:l i l suo eserci to e le" q )rne pel meclesi'rno ... . Perchè ciò? Le cagioni di ciò rinvanga giustamente l'e 6 regio a utore nella situazione interna della < nazione . ,. Grazie a lla sua posizione geografica, a' sùoi numerosi bastimenti, cd. alla abilità dei suoi uomini di Stato, il governo inglese in ·ma~o alla sua potente aiistocrazia, con lontane e facili conquiste colonìali seppe abbagliare il popolo e, contenerlo sotto l'oligarchico giogo, mentre tutte le altre nazioni erano chi più chi meno gagliardamente commosse dalla corrente elettrica irresistibile ::;Yoltasi da Parigi; e non m io seppe co,ntenerlo, mà ritorcerne le forze ed i milioni nella crc,cìo,ta dei despoti contro la franc ese ~epubblica, e contro l'impero napoleonico. , Un tale s tato di cose t utto ,·irtuale n on poteva reggersi cli~ rimpetto a 118 prime ser ie prove, di rìscontro agli effetti mate-riali: _Ven ne la spedizione di Crimea, le truppe inglesi si trovarono a fian~o delle fr~ncesi sui gloriosi campi di baita.glia dell'Alma, d'fokermann, e sotto le mnra di Sebastopoli . Là dvvea l'Inghi lterra riconoscere, appalesare ~ confessare tutta


BIBL[QGI\AF,ICA

RIVl ~TA

J'inf~:ric,rità---0eì s110 sisfel'ua niilitarc ; la s ua clelJ, lezza l'<'ale ri• ~alt.ò agli O!.ch1 rii tutti, e le più serie e clam.;rose in<1uietudiu i si sparsero in 1ut·o il popolo inglese. Bis'.•gnò d'allora in poi creare n.oove forze ·pr•r soddisfare 11°,n 1a11to alle e~iteoze clel!::t politica esterna quanto a quelle dell'interno; fu forza a rmare la nazione ..... e per qne>to sùl fatto nacque per l'Inghilterra 11 bisogno di un forte es,ircito penna rH;ntP, -sulle cui f,.rze potesse .co1Jsolid arsi i l. governo stessv.

I

!

0

Soui:eriirs de la campagne de Cn:mée - Journal d'un medecin -allern:anJ :au service dt:1 l'année rus~e - Versione dal t1::desco (segm,1 del dinrio del dottor Pr-i.ua.

Essa-i

S'IW

la cavalerie par M. DERTGNr, lieutemmt au 6• rn-

girnent dièl dragon~. - In questo secondo artice;lo l:a,utore tratta dell'impiego della ca, alleria nel!e future guen-e, de' p.,rfezio11amenli che debbe r icercare qu~·st'arma onde eleva,si al livdlo tatt-ico odierno dt"lle altre due anni, nonchè .brevemc·nte dell'utilità delle tre specie di cavalleria e della necessità di ,const"rvade, dt:1lla s,;elt.a dei cavalli, delle rimonte e delle bar-· <l:-,tll':e. , Se que,ta pnr:-e de llo sc1itto del sig. DeriJ ny non con;iene idee nuove, .è tuttavia inne 6 abile c~e nie61io non si pot(;'ano scegliere ed ordinare gli elemrnti per sostenl:!re la propria tesi, Egli sostièr,e certamente e con ragione, che l'impiego d!:!lla cavalk•ria pe' futuri C!,mbat1imenti m,n ba p~rduto m~ggioe ·ùnpor,tauza di qùanto l'ossa avula perduta l'io,piego della baionetta, im1erocchè ta.nto l'uno cc,me l'altro sono i mezzi di gu"'rra off, nsi vi per eccell-euza, e l'azione d(•lla cavalleria ha per sè il vaniaggio della maggiot celerità e del maggior impelo. Le ul time ·c ampagne stanno ad inekttabile prova di cotesta asser.zione. - Ma :::e p, r questo lato nou ne ebbe scapitQ la destinazione della cavaile.ia, ·egli rico1wsce 11erò la nect"ssità p1o.r quest'arm~ di grandi perft·ZÌl narnt·nti nella sua tattica, nè<;es:,ità imposta dal perkzionamrnto delle armi da fuoco. · • La principale prot•rietà, • Pgli die;e • che impongono le nrwi rigate alla è.avalleria si è la velocità, rnercè la quale possa qu"st'arma rimaner minor tt>nipo sotto il fuoco della fnnteria

e cldl'artiglieria. ,!Ifa le marcie ràp:de fanno perdc·r facil1m·n·e la coe~ione, unica forna della ca.rnllor.i a, e p01"ta110 pn·sto i l disordinè ch'è così difficile a riparar.0 i, e col disordine unn truppa di cava lluin, è brn presto peràuta. .Egli è dunque d-i tutta D M· cessifà che la cavalleria diYe1wn,fo più ,è!oce addivenga nello stesso tempo più esperta nellosquadrooeggi,1r~. più mariovr·iera, . Per renderla pit1 veloce bisogna sceglin bene i cavalli cli mod·o ehe siano bÒne adatti al servi~.io della sp cie di iavalle1 i,1 cui si danno; bisc;gna procurarsi buoni cavalli, e:pperò curar cc,n ogoi dilig~•nza e s:igrifìzi.o l:e rimonte, biso(<na infine quanto si p)lò, alleggerir~ la bardatura del cavallo e l'equip:iggiamento cld cavalierr>. Tali sono anche in pr0posito i <011~igli del ~it. De:igny... Ma.:egh si va le della (i1co,;tnnza per dichiararsi in\ placabile ne111ico della fancia, .. .. Eri in verità egli a i•part1< ne a' dragoni I . ... Th'ler1ta il soggetto ohe ci i'ermi,1mo a di,;cuterlo a lquanto e;on e;;so lui. ...... , Nui \'Orrernmo, srri,e il sif!. Df•1i,rny. <·he .i lancie1i Yeoissrro trasforr11ati in drngoni legg(•ri, penhé _noi r iputiaml) uua cattiva arrnà la lan, ia. , In ·1.:ria carira le a rmi non lrnnno veruna influe.mm snll'urto, e~s~ non entrano in anone che duiante la misch ia 1 fautori, della lan, ia di< ono che i l:rnri, ri giucne ndo i o, ra un · quadrato di' fontPi·ia pos,·ono fa rsi un'npertn-ra laddovP q11,11lcl,e Yol1a cavalif>1'.i armati di s, la sciabola ddi bono voltar le spallt·. E"lino sono avveniurati di trova re a ll'appoggio cli ta-le loro v as,;erziune un es· mpio _in cui caYulieri armati di sciabola fe. cero pim-cchie caric1rn infrnttnosP, e non riusrirono a · pi-•netrare _-nel q1;adrnto se non quando prec-eduti da a lc uni lanr·ieri: " General mente quando una cari<·a di cavalkria giunge a.. portata della 1:mcin , qu~sta carica rir,sce a forz~re l'inimico , q 1rnlunque sia l'arme che si trovi i n maoo dei cavnlieri". Ammeuiam pure che q11est'armesia nna lancia, e pt·r rispoodere a' fa11to1i di es~11, Yedia nio quale az:onl' può avnc? La pri m~ riga dellit fantc 1·1/l tiene la baionett,1 in !'(,•sta, e noi collocbiari10• il naso _del cavallo preso la . puntc1 della ba ionetta, giar:chil se fos, e pi(1 a vanzato, il fante n, n a-v re !,be 1,i ù alcun tn(•Zz o tl t dife<;a ed il cnvullo lo s1rann11-ze1e libe senza l'aiuto del.'al'me del c:v::1liere. Or bcm?; giuugenJo il cavallo presso la p11nta

a

',


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Hl VISTA

del la bàionetta, il lanciere, staudo in sella, può egli toccare il fante colla s•rn lancia? No. certamente basta una fa-;de proYa per C'onvincersene. · • L'uftizio della l::incia in una carica è dunque nullo, e l'esempio ~opracitalo p r<Fa solarm:nte che i lanciel'i erano senzµ dubbio cavalieri più risoluli di qll~lli i' quali prirna di loro aveano caricato, doveano essere incitati dall'alta opinione che di loro avea i l cap9 che loro dava l'ord ine cli nprir la ,•ia · ad emuli in .bravura e gloria. • Nella m:schia, la la ncia è .più imbarazzantù che·utile, questo inconvèn.iente è riconosciuto da tutti gli uomrni di guerra. •. Forse nell'inseguimento dei fuggiaschi può tornar Yera~ mente uti le .la, lancia. I vi irnpor,ta di far colla ~spiàiiù. del fu i~ mine, il mnggior nurne10 possibile cli .prigionieri, ed il fu[lgiasco sarà pit1 pre:;to' dispo:sto a gi1.t1r le mTJ,1i' sue p~r cost·i1uirsi prigioniero, s'eg.Li · è iHca!:wto da un _lamiere piutt~st.o cbe da 1.10 cavaliere armato di sc:iabob, pnchè egli capirà come gli sia più diffilile. evilare i co1pi di lancia che quel li di sciabola. « Napoleone.non ricc,nOSJ·eva egli forse cotesto solo va• taggi0 alla lancia, quando dettò nel-le sue memorie: ,Napoleone doveva • nella pace comporre il suo e~ercito di linea di ,·en ti reggimenti , di cavalleria, otto di cavalleggeri, sei di dragoni, e sei di co' , razz1en. • La ca,(alleria cli_un ese:·cito deve cli1·id<'rsi in quattro specie, • due di cavalleria leggern, due di carnlleria graYe, ci.oè: sh e esploratori, composti d'uomini di ·5 piedi, monta ti su cavall i e di 4 ·piedi e 6 pCJlliçi .. .. C,ò che farà impiegar€: nel!-e ri.. • -monte ogni specie di cavalli. , Gli ésp!oratori saranno addetti alla fonteria, percbè la pie: • cola statura dei loro cavalli !i renderà poco a tti alle cariche • • di cava lleria ... . Ordinati in battaglia dietro la fa-nteria, costan• • temente s~tto gli ord ini dei generali di fan,:eria, essi coglie• rebbero '.il momento propizio in cui ' l'inimico sarc;,bbe .rotto , per piomrare colle lo,ro lancie sui fugg·iaschi e far prigfo-

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BlBLlOGRA~'lCA

• In guant0 poi all'effetto morale così vantato della lancia ndlEI cariche, uoi diremo che il (ìQ reggimento di clràgoni di cui facciam 1Sà rtè, ha àvuto l'onore di carioare, combattimento di I(am ghil, contro lancieri' (ulani russi), · e che non ci siamo avvedutì delle loro lande se non giungendo sulla linea nemica, cioè quanclò l'~ffttto morale, ammettendo che' s iasi proòotto, più non poteva avere alcuna influenza, la carica .essendo giunta al suo massimo di celerità • , A cotesti ar,puutì del sig. Derigny ci si permetta ora di contra pporre il · giudizio del sig. colonnello barone d' Azémar, al · quale sicuramente nìurio vorrà c.ont0s1are uoa certa quale autorità in sìniilé materia. ' Nel capo v,11 della prima parte de\l',tvenfr de la cavalcri:e, (iopo ,a,·er m •Strato <;ome convenga andar a rilento prima di ì ntrodurre ·rnu tam rn 1i nella cavalle iia, specialmente in ri~ guardo'. 1il l'an1iamc-nto e:;li d1cr,: • Nùi ant·mmo tut.taYia proposto volunti, ridi a rmare i rn1'azzi,•ri . d1 ·lan( Ìa, od almeno d i dare q11est'arrna alia prima riga de' loro squadronì. Questa proposta ,è stata e::rnessa dal m:1resciallo duca di Ragusa e dal ·g•-'nara:e duca dì Ekhi11g1•n; sim,ile au1orìtà e l'e:;empio della Russia dart·bbero stnza dubbio un ·gran peso a cotale opi1Ìione « Aggiungasi che la lancia~ l'Cctlh·ntc non S(l lo 1,e1 corpi dì caval ler'1aclestinatì priocipnln1ente ad a1<ire in ma$sa, e::'sa conviene nltr,·sì per can rnre la fanteria, pn i nsi•gui1-e i fuggiasd1i, per J?Or•ate il ' disordine fra i bersaglie1,i ntimici. , • Qnaodo il caval1ern cvrnbatte isolato contro fanteria, ta laoci·a gli è p•He l'arma la più propria siccomE: la più vamaggiosa. I l fante la tune mille vol te µiù che la sciabola, dall'a quale può · schermirsi pn·sentandù la sua baionetta, giacchè aveudu il fudle discaiica10; non ~li -rim~ne altr~ difesa r.ootro- la lancià. • -A nostro avviso, l; lanc:i; è la miglior a rme che <lar si possa alla cavalleria e ciò clie ci e< nferma in co•ale opinione, si è che tutti i ~orpi, al!a loro volta, chit•s,·ro di esserne arn:ati: · la ca vaileria leggerà 5iccot11e i drn9,oni e la. ca rnl!eria g rave , .

al

' nieri , . , ~n questo sistema, elal:orato dopo la sperienza delle lunghe guerre dell'imprrq, gl-i esploralcri, sono i, soli cavalic-·r i armali (li

lància.

·... :Ma il barunè d'Azém ar è c, ,lonnello de' lancieri!. .. Avrem noi, cbe non sian,o ne de'drngoni, n,: de':aocieri, lu pt• tensione ·J1 ,.h,ci.Jet e iu mvdo assoluto la c,...ntruversia ?... Nsi ~ic ur.:rnen te,


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89

RIVISTA

DIBL!OGIUFICA

a~_egnachè . troppo è · complessa e ,litigiosa ..... ed anche forse più speciosa che 'essenziale. Un emi·nente nostro generale, il èui solo nome, se ci fosse ·lecito il dirlo, sarebbe di un gran peso :;;,dia bilancia, ci c:iceva i n proposito di tale discussione, essere ·sua · ferma opinione, c9rrob,orata da lunga s,p 'rienza d1 guerra,. che la massima pane della cavalleria• dovrebb'essere ·armata di lancia, con questa differenza che per i ca,•alleggeri .vorrebb'essere meno lunga e .·più leggera ; c'he anzi nell'-esercito italiano ove la cavallei·ia grave, i co_razzieri; non banno ragione di e;csere, percLè non . hanno terreni ove agire (tranne forse uno o tutto al più due · :ristretti campi di battaglia, sul Tagliamento e s~lla bassa Piave), t utta la nostra cavalleria · (quella di linea e la legger~) dovrebbe avere la lancia; e ciò . appunto per quella ragione che il sig. Derigny stimò porre in non cale, il 'prestigio, 1'eff~tto morale, che a tale arma Ya a,ttribuito ; non è forse il prestigio uno dei mezzi principali d'azione della cavalleriil? , Il ,miglior giudice in ·tale quistione dov1:ebb'esse1e certa.mente colui che è espo,to a subi.me gli effetti, il fante; e non è men certo che egli vi confesserà quanto mE>no gliene imponga in ogni circostanza una carica di cavalieri armati di sciabola, che di lancieri. Ciò malgrado, noi crediamo esser. per ora il più assen-nato consiglio quello del sig. barone d'Azémar che t utti i reggimenti di c1val!eria conservino le. armi che loro sono attril,lllite s ino a ch0 novelle fl più sicnre sperienze, o nuovi . progressi abbiano· meglio constatati quali cambiamenti sarieno ,t veramente utili e vantaggio,i. Ogni altro giudizio è tuttora :intempestivo, arrischiato e potrebbe per avventura riuscir periglioso. La tattica della ca.valleria pr"esenta allo studio que:;;tioni ben più se.rie ed essenziali, che non quelle della lancia e della sciabola.

zazione dell'esercito francese. Il presente articolo è intento a combattere alcune delle _idee e;Jdelle propost~, cui l'alta posizione, la capacitit e l'esperienia. dell'autore non _mancarono di dare nn J:eso incontestabile. f· ~a prima contestazic,ne nasce da ciò rhe il genera!e pro po ne di non chiamare sotto le armi clrn 70 m ila uonii ui sugli 85 mila deH'annuo contin.gente di leva per J'esdt:ito franc&e, tenendo gli altri 15 mila in riserva senza istruzione di sorta, e di portare la ferma del servizio a otto anni, cinque dei quali da passarsi sotto le armi e gli altri tre iu congedo illimitato. L'autore di q ue. st'articolo sorge contro tale proposta; e con argomenti che ci paiono fonla,ti ed ir repugnab.li, ed i quali svelano nell'autore una gran franchezza ne' s•1oi giudizii, ed nn criter'io !:lattuato .su lunga pratica, dimostra come la proposta stessà intenda ,i gràvare ,.inutilmente il paese, l'esercito e gli individui. Il difett-, di spazio ci vida. di · r,>.oder con io di cotale contro%rsia con quell'estensione che merita l'importanza del soggetto, epperò cì riserbiamo di 'ci0 fare in altro fascicolo, persuasi di far cosa interessantissi\na.

Ob-ser-vations si~r les Mi_scellanées militaires de Al. le génércil Grand, Il sig. generale'Grand, presidente del comitato di cavalleria, pubblicava ,poc'anzi ùn opuscolo, il quale sotto il titolo di 1J!iscellanee m ilita1~i, -toccava parecchi punti vitali dell'organiz-

Jouroal dc l'Annéc 'Beige. Questo numero contiéne la controrisposta del -c.:n-pitano di s1ato maggiore cav . di Va.ndensan,Je al sig. g, nera le Re.narri intorno all'opuscolo di quest'ultimo intitolato De ta c,rvrilerie. Siccome, tenendo dietro con diligenza a cotesta polemica., riportam rno per esteso la risposta del sig. genernle Renarcl, così ~on solo per d\-,bi~o d'imparzialità, n,a )Jensì pc:r l'intbresse che m,.,rita., ripo1teremo pure p'r intiP-rO la replica del sig. V a udensande.

, 'Rc,nc militakc Suisse. Gli ultimi nume,i di questo preg_i;ito giornnle rontinuano i rapporti della rornmis~iune pei cannoni ri;rnti 1 dei qunli cun· tinuò pure ad occuparsi la n stra r·ivist1,, bibliogro(icn. Sper,amo di legger fra. breve nella Revue mititaite suisse alcune corrispondenze dell'1 lh:str11 m:1ggiorc Lecomte, il qnal0 infaticabile qual è di nuovi studii, salpò . poc'aozi pe! llat1u Ji guerra amencauo.


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BHlt.10(.;HAU'ICA

Rl\'IS1'A

la As;1m!Hca .del lljercito y Anna1fa. Scgunda epoca - _Tomo primiero, lliccmbrc 186l.

Eotiid·ios sobre fa organizacion del eje1·cit.o espa-nol pa r e} sc~1or seneral CALONJJ;. - I l generale di Calonje vi pn,segu0 m·1 su0i studi sopra la crganizzazione dell'esercito spagrawlo occupandosi in pì:ia cel recluta12iento, df:lla liberazione e della ferma, quindi dell'ordinamento tattico ed 1nnministratÌ\'O delle fanterie, cioè della foro forurnzÌt·nè in battaglioni e mezze brigate, comballenèo la formazione reggimentale come iAutile a'. l puntò di vista st1·au,gico, tattico ed amministratiro. Che non . sia irnmediatami:nte uti.le nè al punto di vista strat~gic0, Bè al punto di vista tatrico, bene sta; ma che la formazione reggirnrntàle dtlla fanteria sia inutile al punto di vista ammini:;trativo e discipli.nare, non pnò contesta.rsi da alcuno; e ciò è t~nt~ vero che il signor di Calonje Vuol abolire la fornrnzione reggimentale per sostituirvi l'ideoti1;a, ma più antiquata della media-brigacla . S1curarnente che l'attuale ordinameoto tàt1i co <foUe fanterie spngnuole è clif,;ttosissimo, e forse non-ba esen,pi0 negli altri eserciti europt.:i; so119vi reggimenti a ,2 battagli,,ni, a 3 battaglioni e ad 1 battaglione, ovverosia un Yero caos ; e perchè non pvtrbbbr osi riordiJare sui sistem i frnncese, :iu strià.co, prussiàno, o russÒ'I -Fo,mando battaglioni di -4 o d-i 6 com}111goie e reggimenti di 3 o di '4 battaglioni? Il voler fare di 0;3ni battaglione cli fante,ria un corpo oltre a ll'ess'ere un'idea antieconomica, ripugna allo spirito dì corp?, che è la leva prin ci pale dello spirito militare di un esercùo, epperò delle grandi azioni , ed ii quale_ non può germogliare ed 10vigori1si drn entro una sfera di nna certa ampiezza. Cutal formazione alÌa spicciolata è , solo com1,atibile pn la fanteria leggera, 'pe' ùersaglie1·i, i cui battagli:rni vanoo spat>titi sempre fra le unità · tattiche combina.te delle varie arr:ii. \

<:'l senor genèrul Noo\'Jus. Nel fa,scicolo di dir·erii bre la Rivi .1'la com men La va estesarnènle un pregiatis,imo art:i.culo dell' egr,-1gio generale Nuuvilas col qnale egli si scatenava c0ntr,) a coloro che io!endern110 abolire l,J compagnie de' cacciatori ne' l::attagli1rni della fon 1ct:ia d'i huea

Companias de cazaclorcs,

par

~1

/ ,pagnuola. 11·i ci' dichia~ammo e per molle e fonfate ·ragioni avver:;;i alla tesi del signor genèrale pr(~detto' , e nl:'l parer,J oostro concordava il signor D . José Sanjuao in un suo articolu i 11 ti tolato .~upresion de las companias de preferencia, pubblicato n el!' Asamblea di nr)Vernbre, epperò sc1itto co11temporanea nente alle nostre c1itiche al primo ar~icolo del -g(•nerde Notnilas. Ora il fi 6 nor Nouvilas r .torna alla caric,1, col r:perere argo• m~nl1 preceJenterneute già aJé.0tti e :::enza dar. loro nuovo vigor·e; la s0la buoaa ragione, la c}uale però non convalida concretaimente la tesi sostenuta, si è quel la.che il signòr Saujuan ha confuso nella stessa oppugnazione le compagnie di cacciatori con quelle di granatieri, chiedendo per le s lesse r •gion i la sopp1·essione delle une e delle al ire. men Ti veramente corne bene osserva ;1signQr Nouvi las, ben diYe1 ii ne sono i ,moti;i; i>pperò eono queste . due que$tioni ben d strnte . Analìs cn:t•ico de la laclica d.i -guerrala del cxcell. scndr· rriarq11es Det Du.ero , por d brigadier D. ANTO!',JO SAijCtrnz

O,-oRi.o, ' __,_ Continuano le cr;tiche del siguor o~, rio contro alli1 .teorfa cle' bwi--sqgt,ier"'Ì - del rnard1ese del Duero, verrn11<lo le medesime su puuti- oggim:1i appo noi fuori di discn:-;~ioue. Al.t.ri dne artirnli: Res,1llados del desp·ilfarra y rrw·la. acimini.slracion Je rnarina:, dd colonnello ca!'itano di fregata D . i\l1Gu.,L· Looo, e sobre (erro-ccrriles q·uc cr-itcen los /ir1ùieos Jel brigadiere Ar,TECHE, banno . un Ìt)ICl't!SSe tulio priva to p e r ia ,Spagn1t, pcrchè s:a il ca o di farne qui parola : l' Dno si sm1·ica con:ru allè dilapidazioni dell'a111miuistraz.itJ,ne maritti ma, l'al t o 0sarnina la questione :rerroviaria de' .Pirt!nei sotto il couc !'tto polit;co stra:egico e commerci,ile. N11lb po~sia,n dire i nto•no agli Ap1-rnles h1:.,1oi·icos · sobrc las expedù;ionrs cfo los espàrtoles al Afnéa, avvegnaccbè ·qu.est,> ess1:ndo il x11 capi tolo 11011 siamo in grndo di . farsi uò gi:Jsto critc1io sull'intr,n~cco laYoro, pubbl icato n1;;ll'anuo 1860. (b l0

·i·usarnbfon,

Cornpie il fasc.icolo· \llla lunga 110cro!ogia del mar1;scinllo di campo D. Joc1qL1in, l\fo rnl,.s de R ada, mnncato aì ,ivi in Sarago::;sa, addì 2_ luglio 11lti1110, nelia flor·ida età tÌi anni 47, do[·O percor:;o u na lrn.llante cartiera uell'eser<:ito spagnuolo. . C.


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JU VI ~Ttl

Co·u rs cfci,·t et d"hislofre rm·ti!a-ires, par J. V1u, c,11'11.arne d"état major, professeu r d"art et l'his1oi·e militair, s i1 l'é. o!e i mpériale d'applicatioa d'état major. - (Paris lib. mii. J . D11m:iine - 3 voi. ia-8° - Torino, !il.mir a Boera). Tra i numerosi libri di didattira militare pubbliC<.1ti in q:.:rs1r ultimi anni, niuno, a nostro giudizio, riusc\ meglio nllo scop,1 suo di q udlo del quale si11mo in sul discorso. L'ordine della mateiia, il metodò e la facilità dell'espos;zione, nm wnveniento brevità, sono tali pregi che fanno spi!:care e rendono util;ssima l'opera del sign,ir Via.I. Il signor Vial consacrò specialmenle il suo Co,·so d'arte & storia miUtare agli allievi delh scuola ò'applieazione di statn maggiore cui è profcsst,re; può tuttavia il suo libro servire ad ogni altro istituto d\:duc-azione militare ove tali ma terie s'insPgniuo, come può egregiamente servire a qual11nque uffizialti il quale voglia studiare !"arte sna. Il metodo adottato dal si,i:ncr Via! nel suo laYoro è il più conforme ai preccstti dt::lla moderoa didattica, 1'isegnamento di ogni principio vi è coocre·ato con esempi appropriati. • Il suo corso è divi:so in d ue pn.rti p,i u cipal i cho corri,pondono ai due a11ni ddla scu,ila d'applicazione. 01:,ni p:1rt1:: è snddi visa in tre libri. La prima parte comprende tulio quanlo si rifPris<!e alla creazione ed all'orgamzz:iziune degli esercii i, ovverosia la tattica

elemcnta?·e. Nel primo libro della 1° parte sono esposti i princi pii dt::1],1 istituzioni militari degli Stati in generale e fapplirazione di q uesti principii ai sistemi rn il1t~l'i dtJlle grandi potenze emopee. li secon lo libro, si O('cupa delb studio particolare delle di,,ersc armi: fant eria, ,;avalluria, artiglieria, delle loro combinazioni e della loro orgawzzazic ne in est'rciti attiYi. Nel -terzo li b.ro si tratt:ino brev,,rnente, ma abbastanza r,er darne un'id, a precisa e chiara, le operazioui secondarie della guerra e spe-:ial.me• t fl lè ricognizioni , che formano un ram o tutto speciale Il>;!llo sc:ìb:le dclluffìz a 1e di stato matgiore. La 2• pa·r le abb.rnccia tpwnt,> è relaLivo all"illlpi ·go deg'i cserci~i e delle truppe sui teatri di <>pcrJzioui e sui c;impi di bat,agl:a, onero tulle le op ·rn~ioui effetti, e di uua cau1pa0 na.

f3 Il primo libro di css:1 seconda parte studia i diversi teatri su q11ali opor11no gli er.erciti, i rapporti gcmèrali tra la strate5ia e la tattica, e l'influenza che il terre:1O ha su lle opera7ioni. di guer.ra. li se<oodo libro vi è dedicato e.,;clusivameutfl alla strategia, e dobbiam dire che le ddloizioni dd signor Via! sono tntte quante abbastanza precise, comechè attinte a fo11ti autorevoli. L 'idea ch'egli presenta delle g1andi ope razioni è completa mal· g1aJo il ristrelto quadro in cui è compresa. Il terzo libro tratta della gran tattica, o,,verosia delle operazioni sul campo di battaglia: occupazione e messa in difesa delle locali1à, teoria delle posizioni militari, ordine di battaglia, allacchi, marcie tattiche, battaglie difensive ed offensive. P arte morale dell'arte della guerra e conclusione. fo un'api·endice divisa in 8 lezioni vengono esposti e diligeutemente discussi l'organ izzazione e i il servizio degli stati maggiori in tempo di pnce ed io lempo di guerra . Ed ò q11esto il 3° tomo, non men òegli altri in1eressJntì,:;simo. L'opera. del signor Vial tiene a·ella letteratura militare didattira quel posto che gi ust!llnentè si rnent11, sebbene ancor non abbia un intiero anno di Yita; nè duuitiamo di vederla in brere tem po adolta ta nelle sc11;,!~ militari, siccome pure fra le ma11i di tutti i giovani uffiziali i quali si vogliano utilmente prt'pararu agli alti :studi del l'arte nostra. DJnl.lUGR,IFICA

G. G. C.

Ca,·la militnre statist-ica deli'Europa- Centmle. - Scala d,: l a_ 1,2n,?00 - delCingcgnei·e BoELJ,A . - Io questi uhimi anni non VJ fu certo scarsi1à nella pllbblicazione di carte geogrn.lì1·he, ma ove se ne tolgano quelle costosissi me der>li stati maggiori d"Austria, Prussia e Sv1zzer.1, ecc. non se ne ~rovar.o a'.tre che reggano ad ~n serio esnme, essen !o la m:iggior parte ò1 e,se fatte per occasione, e, pP.r dirla schiettamente, abbon,cciate. Q~iesta che ora annunziamo destinala. a schiarire le qu<stioni P' 1ht1che cl1e presentemente agitano l"Europa, fu crmpilat:i cc·n


B!Ìll.!QGRA !, ICA

RI\'IST,t

ri.duzi,mi,. es"guité con metodo fotografìco, scientifico o p1·nti,a ad nn tempo, sulle migliori carte edite dai diversi stati nrnggiori eutopei. - Alcune delle q_uali vennero cita1e in margine alla carta stessa. Per 1-e ferrovie si aggiunsero con ogni diligenza tutte le più recenti, e si resero ,,isibili, onde a rolpo d'occhio se ne possano. scorgere le diverse reti a comodo tanto dei ·militari che dei commercianti. Per viste militari insieme e politiche ·~i distinsero le città, ed i borghi con un' estes·1 clnssificazione secondo la loro popolazione, dietro gli ultimi r~nsim.enti, onde riconoscere meglio la rispettiva importanza, . e tale classificazione, per la sua specialità, le dà un carattere di utilissi ma novità, quale a-ppena si trova nella carta del.lo stato maggiore :prussiano recentemente edita. · Precipua cura fu quindi di rrnde:d a utile ai militari ed ai politici facendo rnolto osten.sibile; e classificando dietro la scoria ed i consigli di dist~nti uffi~iali o àe1 pi.t'ì accreditati autori, le piazz«l forti. e le fo.rtezze ,· ed aggi.ungendo quelle ahre pi!rti-colarità elle potessero i uteressare quanti seguono- coU'GJcchio 1e· opera-zio,n i str.ategiche di una guerra. ·, Il lavoro rrilettente il rilrevo del1e rooniagoe drfficilmente si, t roverà più. completo ed esatto in a.1\ra carte di simile scala. L'o-· rografia si stampò in bistro onde risa!Ùsse bene all'o~chio e nello ste5s'J tempo non copriss<'l le scritture, le strnde e gli. altri segn-i convenzionali della planimetria. Una _tabella statistica della forza armata ddle varie potenze, ed UIID elenco di parecchi nomi di città die variaoo nelle tre lingu-e ,. completano un tal larnro che perciò dovrebbe incontrare tutto il favore di. coloro che si occupano di geografia. . e di politica e particolàrmente degli uHìziali per- cui fu special~ men·te compilato. Quasi coutemporanea nella pubblicazione a:ll'atlan,te statistico', di .JVJa:urizio Blak, che si pu bbliche.rà fra breve, qnes1a carta può ·considerar.si come una 11istretta si,ntesi di quanto vi ha di' ' più esrnnzialt~ in esso: Ì\il entre facciamo i nostri sin~eri complimenti al signor ingegnere Boella. riel suo bello ed utile larnro, il quale dimo- .

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streril che in Italia nr~n meno che nell'Allem1.1gna e nelh Francia l'nrte ca rt-,grafica vi è coltiva.la ed 11ppre1,zata, noi ,,oglìamo sperare che la simpatia che sic1w1m"n'e non mancherà d' incontrare nel pubblico questo primo foglio, ,lo stimoleranno a cornpiern il suo divisan1eu10, quello cioè di pubblicare i-1 fog iio del Dariubio, cui vorremmo pure aggiangere, quale uti lissima appendice, la restante Ita'ia peni 3solare. O.

ELENCO DELLE CARTE TOPOGRAFICHE VENDIBILI PRl':SSO

L ' U PF!CIO SUPERIORE DEL CORPO DI STATO •M:AGG I ORE

l.'I

rom~o

ED IN NAPOLI

cou'JNDI C.IZIONE DEL JllSl'e T'f[YÒ l' I\EZZO.

Carte ·,i:;1ci;e. Carta flE-i regii Stati (ant iche rn••) Tincie) in 6 fogli alla scala di l z250,000. - _Pn:zzo L. 21 60 . Ogni foglio separato della suddetta carta. - P ,ezzo L. 4 50, Carta d'e i regii.Stati (~ntiche provincie) iu 1 foglio alla scala di lz500,000: - P rezzo L . .4 50. .--·c arta dei dintorni di Torino in 4 fog li alla scala. di lz25,000, Prezzo L. 1O 80. Cadun foglio separato della sud.detta carta, - Prezzo L. 4 50. · ~a.r~'.1 dell'Isola di Sal'degna: in due fog'i alla scala di lz250,000.. ~rez,zo L. 7 20 . . . , · · Ca!:r~ dell'isola di Sardegna in 1 fog!io a !la scal.a ali' J 7500,000 , ' .J>,èzzo L. 4 50. · Càrta della città e parco ,h Racconigi in 1 foglio ali' lz5,000. P1e7,20 L . 3 60. . . Ct;1rtj:l. dei dintorai di Racconigi m 1 foglio a]C lz50,000 , - , . , ·P.rezzo L. 3 60, :


9G

RIVISTA

Carta dei dint,,rni di Firenze in 1 foglio al!' l zl0,000. Prez7.o L. 2 70. Pianta della città di Napoli e suoi dintorni ali' 177,675. P rezzo L. 5 40 . P iunta di Palermo all' 1/9,110. - Prezzo L. 4 50. Piccola pianta di Napoli all'l180,000. - Prezzo L. O 45. Carta dei contorni di Nap:>li 1725,000 in fogl i 15, dei quali ue sono finora pubblicati 12, al prezzo come segue, cioè: F oglio contenente 1I titolo della suddetta carta sul quale vi sono le antichità d1 Pozzuoli, Cuma, Baia ecc. - Prezzo L. 1 80. Foglio dcl!a suddetta carta contenente Patria . - Prezzo L. 1 80. La Rosa dei Venti. - Prezzo L. O 90. L'isoia di Capri. - Prezzo L. 1 80. La città di Nar:oli e suoi dintorni. - P rezzo L . 4 50. Il Vesuvio e suoi d intorni. - Prezzo L. 4 50. Le isole di Procida cd Ischia. - P rezzo L. 1 80. Castellamare e suoi dintorni. - P rezzo L. 4 50. Sorrento e suoi dintorni. - 'Prezzo L. 4 50. A versa e dintorni. - Prezzo L. 4 50. Nola fl dinto-rni. - 4 !'\O. P ompti coi relativi scaYi all'l72, 000. - Prezzo L. 3 60. Per tutti i 12 fogli del la carta dei c0ntorni di Napoli all' 1725, 000. sinora pubblicati. - P rezzo L. 36 . 1° F oglio dalla gran carta all'l780,000 contenente Leonessa e suoi dintorni. - Pre~zo L. 1 35. 17° Foglio contenente pri ocij_)almente Itri, Gaeta ed il Lito~ raie tra tale frontiera ed il Ga rigliano. - Prezzo L. 4. 24° F oglio della suddelta gran carta contenente Napoli el il suo Cratere . - Prezzo L. 5 40 . Carta del cabotaggio del fium•:i Tronto al capo di S. Maria di Leuca a ll'lzl00,000 composta di fogli 13 oltre il foglio d'in• sieme, il frontispizio e la c:>perlura. - P rezzo L. 18. Carta ridotta del mare mediterraneo , 1845 i n 3 grandi fogli. - Prezzo L. 10 80. · Ciascun foglio della suddetta carta separata. - Prezzo L. 4 50. Carta della Sicilia in 4 fogli . - Prezzo L. 9. Ciascun foglio separato della suddetta caria. Prezzo L. 2 70; Carta degli i tinnnri della Sicilia in 1 fo17 1io: - Prezzo L. 1 80. " o

BIBLTOGRHICA

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Carta -in G fogli conrp"lata da Interguglielm. Id . , 5 40. Id . degli!linerarimili1aridelregn:i iu2fogl i. lei. • 3 GO. Id. id. in l fo;;lio. H ) 1 80. Foglio contenente h r:ida di Na..,o! i e quc:da di Castcllamare all'l f20,000 , non clte la rada di Pozzuuli e di Daiaull'l140 .0QO - Prezzo L. 1 80. Foglio conte11entc il piano della città, contorni ed anco1aggio di Girgcnti al1'17lOO,OOO e quello di i\Jarzo Scirocco nell'Isola di l\Ialta all'l720,000 . - Prezzo L. l 80 . i,·~glio contenente i l piano del la città e ['Orl.o di Siracusa al:. 1'1720,000, non cue il viano di:i contorni e golfo di P alermo all' 1776,000. - Prezzo L . 1 80 . Foglio conten ente il golfo e bocca di Catturo all' 17140,000 e la Baia di A.olona n.l l'l180,000. Prezzo L. 1 80 . ll'oglio contenente il piano del porto e canale di Lesioa alJ'l7140,000, il piano e portodi $ . Giorgio nell'isola di Lis.;a all'lz20,000 , ed il p iano Q\'.)I porto di Badna sulia costa d i Dalmazia all' l 750,000. - Prezzo L. l 80: l<'oglio contenente il piano dei porti di P ola •~ di ·veruda io l stria all'l720,000 . - Prezzo L. l 80 . Fon-lio contenente il porto di P~ renzo cd i l porto Quieto cli o . · Cittanova in I stria all'l720,000 ed -il canale tl1 Lerna anche· in btria all'l 740,000. - Prezzo L. 1 80. Foglio conten.en~e il porto di Corfù e sue adiacenze e quello di Govino all'l 720,000 non che quello di Durazzo all' 1180,0_00 la Baia di Trieste all'lz40,000. - Prezzo L. 1 80. . Foglio contenente il piano del canale, ovvero stretto d i Pasinon e rada di Zara in Dalmazia all'l720,000. - Prezzo L. 1 80. Foglio contenente il piano della rada di P irano in Istria a ll'lz20,000. - Prezzo L . 1 80. FÒgl io contenente il piano Jel canale di Calamota all'l 7108,000, la rada di P arga all'l720,000, ed il porto di S. Giovanni di lVIeduce all'l757,600. - Prezzo L. 1 80 . Fog lio contenente la pianta della città e porto di Lipari e 1Milazzo a ]l',I 720,000. - Pr<?zzo L . 1 80 . Foglio conten_e me la pianta della òttà e porto di Ancona al1'17'20,000 n on che quella del porto Gnid nell'isolarli P axò. - Prezio L. 1 80.

e

A.--~·o Yl. Yol. lii.

7.


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Rl l' lS7 A

Fo;:rlio contenente la pianta df'lla città e faro di Messina al1'1730,000. - Prezzo L . 1 80. Foglio cc,ntenente la pianta della citfa e ' porto di Augusta al1'1125,000. - Prezzo L. l 80. Foglio conternrnte la pianta rlella, cittiL e po1-to delh Valletta all'I120,000 . - Prezzo L. 1 80. F oglio conten'eote la pianta' della città e p'.)rto di Trapani ed isole adiacenti all' l7100,000 . - Prezzo L. I 80. , Altro foglio contenente la città e porto di Trapani ali' 177,500. Prezzo L. l 80. Foglio contenente la pianta delle isole di Tremiti, la baia di San Paolo ed il canale di Cmzola all' 1720',000. - Prezzo L . 1 80. Pianta dell'i~ola e porto di P onzo in 1 foglio. - Prezzo L. l 80. Foglio contenente il golfo deila Spezia e la rada di •Vi!neggio. _ . Prezzo L .. 1 80. · · · · Foglio contenente le isole dei Principi e l'entrata del Bosforo. Prezzo L . 1 80 . Foglio contenente la città. e porlo di Brindisi ali' 1718,000 Prezzo L. 1 80. . Foglio contenente il porto di Sebastopoli. - Prezzo L . 1 80. F oglio contenente l'angolo Nord-Ovest del Mar Nero che com' prende Ode;;sa, Kerson ecc. - Prezzo L. l 80. Foglio contenente la c,ittii: e porto di Tripoli. - Prezzo L. l 80. Foglio contenf'nte la pianta di-Tolone con la costa adiacente. ·Prezzo L : 1 80. Poglio' contenente Gibilterra. - Prezzo L. l 80. ·1 Foglio contenente il porto di Villafranca. - Prezi.:o 'L. 1 80. Foglio contenente il golfo di Bourgaz. - Prezzo L. ·1 80. Quadro di diversi caratteri del signor Genovesi in 1 foglio grande. - Prezzo L. 2' 70. Modelli di topografia, _.:._ Prezzo cent. 4;5. Iviappamondo di Ganner, ìl-h,strato dal fu ingegnere . topografo Mancini composto di fogli '8, <>lire il frontispizio. - Prez,;o L. 18. ' Ciascun foglio separato dal suddetto. ~ Prezzo L. 2 70: Carta itiner~ria delle p:ovinc.ie meridionali in 4 fogli. - Prezzo lire 9. · .. ~ Cad un fogl io separato della sudde:ta carta. - Prezzo L. 2 70.

BIBl,IOGll AFl'CA

Ca-rle del geografo

R1zz1-ZAKNOi,;1.

Gran carta dell'ex-Regno di Napoli i~ 32 fqgli. - Prezzo lire 41 40. Ciascu n foglio sepa.r-ato nel-la suddetta Cl;l.rta . - Preno L. 1 65. Carta dell'ex-Regno di Napoli io 6 fogli. - Prezzo L. 8 10. Ciascun foglio separato della suddetta ca.rla . - Prezzo L. l 65. Carta dell'ex-Rr;gno di Napoli in un foglio grande . - Pr2zzo l ire 1 80. Carla del c.rat~re di i\'apoli . - Prezzo L. 1 80 . <Caria dell'agro na,polilano, ossia dei dintorni di Napoi( Prezzo -1. l 80 . Pianta della città_di Napoli. - P rezzo L . 1 80. Atlante mari ttimo d.c!l'ex- Regno cli l\"apoli i n 25 fogli. - P_r~zzo l ire 22-50. .. Carta della Sicilia in 2 fogli. - Prezzo L. 1 80 . Id. della SardPgRa in 2 fogli. - Prezzo L. 1 80. Id. della Lombardia in 4 fogl i. - P rezzo L. 7 20 . Id . dell'Ita:lia settentrionale in 5 fog li. - Prezzo L. 4 50, .!

Carle litogrnfate cd aulografalc.

Caria dei re~i Stati (aiatiche provi'ncie) in 90 fogli alla sr:alo. di 1750,000 rndun foglio (fin ora pubblicati 73). Prezzo per ogni foglio L. l 80. Quadro d'uni0ne della suddett,t carta. - Prèzzo cenl. 55.

Carta dell'ltalia centrale in 4 9 fogli al1' I186,400. - Prezzo L. 63. Ci~sc1rn fogl io separato della suddetta carta . - Prezw L; l 80. Carta delle provincie meridionali in 6 fogli all'l1600, 000. Prezzo L. 5 40 . C.uta corografica delle Alpi i n 4 fogli all'lz600,000. - Prezzo · lire 5 40 . Carta del la Crimea in 10 fogli all'J 7170,000. - Prezzo L. 13 50. Id. in I fogl io all'l7424,470. - Prezzo L . l !35. Carta di Costaotinopoli e del Bos!'oro i n 1 foglio all"1760>000. - Prezzo L. 1 35. Carta dei dintorni dì Seba,top(>li m 4 fogl i ali' 1746,000. Prezzo L. 4 50.


RI VFST'A lllBLTOGRH·rc,t 100 Cart'l. del iVlare d'Azof i~ 1 fo3l'io· all'l1600,000 . - Prezzo, lire .1 35. Carta del littora1e del Mar ·Nero in l fogl io· all'l/424,700. - · Prezzo L. 1 35 . Pianta· dello streu.o · di Gi bilterra con ·1e ,sue maree e correo ti, compi fata dal pi lota Reiner in foi;liotgrande. - Prezzo cent. ·90 .. Id . · del porto e rada di Tolone-e délle sue-vicinanze iu 2 fog li .. · - ·Prezzo cent .. 90 . Id. del porto di Genova a l z'2 foglio - Prezzo cent. 45. ld. del golfo della Spezia id. 45. 4!1 .. Id. id. di Tunisi d. 45. Id. id. di Algeri e suoi c(l)ntorni. 45. Pia,no delle adiacenze di Algeri. 45 . Id. della Secca di Sciacca. Carta della Grecia del sigom Lapié in 4 fogE ndotta al-l'lz6U0,000. - Prezzo L. 1 80. Parte della Turchia europea del signcr Lapi& in 5 fogli. Prezzo L . 1 80. P im1ta di Nocera e sue adiacenze ali' 1720,000 in 2 fogli. Prezzo L. 8 60. Ciascun foglio separato della suddetta car ta. - Prezzo L. 2 25. Ciascun quartiere della città di Nr;poli. - Prezzo L. 1 55. Carta della Polonia in 6 fogli. - Prezzo L. 2 70. Carta d'Italia copiata da ·queUa recente di Bruè in 1 foglio. -

Prezzo cent. 90. Carta dei Fari, delle provincie meridionali su tela. 1ire540. Carta delle ferrovie italiane . - Prezzo L. 1 35.

TArJLIAlW

GAET.rno

Prezzo

LA DIVISWNE DI RISERVA NELL.l

CJ\.l\lIPJ\.GNA D'ANCONA 18 6 0 (·I). ,.><>§§<x,~,--

,; IV.

Operazioni lrn Tolcnlino e Lordo. 20 sellernbre. · - Ci mettemmo in marcia alle sei del mattino. Facile, ordinato e sollecito riusciva orma.i, p er la pratica. acquistata, e rnercè l'abilità e lo zelo dei co manda nti d ei vari corpi, il passaggio da qualsivoglia posizione"cli campo ad un ordinamento qualunque di colonna da marcia, anche irnprovvis~to; come viceversa lo svilupparsi dalla colonna sopra lma data posizione; cose che i militari sanno quanto importino in guerra. In quel g iorno hL diYisi01rn di riserv.i era ordinata come segue: Ava-ngwa,rclia. - Alla punt<i un pelottone del 2° squadroue di Piemonte Reale, al soste,grto gli altri tre pelot~

Gere-nle. ( ! ) Vtdi /1hi:;llt 111ilitr1,.c ita.liww., anno VI, l'ol Ili. l"'/l· IS.

AN~u . VI. \'ui. Ili

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102· LA DIVJS, O"N~ Di R[S'V. HV,t toni di quello squadrone e due compagnig del 23a ber., saglieri; al grosso gli altri tre squadroni di Piemonte Reale, le due- compagnie •r imanenti del ,23° e tutto il 240 ber~aglieri, la 7"' batteria dell'8° e la compagnia zappa.ton. Co1po principale. - La brigata Bologna, :il 25° bersaglieri, l'll" batteria delI'8&. Venivano poi la l" divisione i parchi, gli .impedimenti, ·ecc., e i due squadroni di Nizz~ cavalleria, ·estrema retroguardia. - Il piccolo parco della co11:,pag~ia zappatori anda,va cogli altri carri deIIe tru11pe. ~ ~ ~1 . da notare che durautP. tutta quella· campap.;na hirtighena del b0 C"orpo non . ebbe altre riserve che il :parco deHa l 21 divisione, ridotto a parco di riserva· del co·r po d'annata . . Non era que5to mi inconveniente non essendovi caso che dovessimo far gran fuoco; a1iz/ciovò a diminuire gli impedimenti. · · b Cammin facendo, incontravamo di tratto in tratto giovani campagnuoli che dicevano venir da M.<!,c era~ e àn dare a Tolentino. Ma l'ufficiale che guidava la punta della vanguardia voltosi ad uno di loro gH domandò spedito: «A » qual coTpo appartenete voi? », - a Al primo cacciatori ; ri&'j)ose quegli senza pensarci. Erano tutti Papalini facrgiaschi, benissimo travestiti, a,ppartenenti la pii:t parte cacciatori indigeni, e gli altri alla fanteria di linea, od ai c;otpi ausiliari soprannominati barbacani. Vedendosi scoperti, un po' cli paura ent1'ò loro addosso ; ma in breve si persu~sero cl:ie nulla ,wevano da temere. Aveano a~petto d1 ottima gente da casa più che ·aa g uerra. Dissero che e'.·ano fuggiti dal campo di Castelfidardo alle prime scar.1che, senza neppure aver vist.o il nemico « come tutti gli altri » e cl;te s'erano messi in via per tornare alle case loro neJl'UmbTia o nel Romano. F urono fatti accompa gnare al grosso della colon na, e cli lit spediti a Tolentino diretti al comando di quella piaàa che avea ricevuto or~ dini parfaèulari iutoruo agli sbandati papalini.

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NltLL A c.rnPAGNA n'ANCÙNA

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?rìrna che giungessimo a Sforza-Costa il comando det 5(5 corpo ricevè e diffuse .la notizia officiale della rotta; di Castelfidardo e de lla resa del corpo nemic0 ritiratosi i-n Loreto . Rimaneva dunque soltanto da _p rendere A:ncona. Ma intanto bisognava ,p rovvederie. s uh:i_to affinchè i fuggiaschi clrn erravamo in gran num.er o, per ({Ua.n.to dicevasi, t ra la Potenza ed il Ohien.ti non -si raccozìassero.:'in bande per -g11errigliare. La campagna era pressochè teru,1iuata; ora dovevasi imr}edire che cominci:asse il briga,n, t11ggìo. A ta.'l utopo :singola~mera.te adattata era là divisione di riser va. · Considerando che la st ràda per la Val dì Chìentì, da, 'T_olentino alla marina. di Civitanova , prende a r-ovescio tutta la regioue collin.osa ove dove;;ino essersi sparpagliati i fuggiaschi di Castelfi.dairdù, e taglia t utte te comlilnicazioni tra quella r egione e ie provi.,11ci-e di Fermo e di. Ascoli , che sapevamo a,gìtate da partigiani del governo papale, e la frontiera napolitana, che a noi premeva mantenere sgombra· di nemici; e rite1rnto che ia distanza dal nostro campo di Tolentino al porto di Civitanova non giungeva a 40 chilometri, ci sembra dovesse esser buon consiglio nelle circostanze d'allora quello di scaglionare per q nel giorno la divisione sopra,ccennata sulla strada . ora detta di .Val Chieuti dal Moli1rn Ciccoìini fino al p01·to di Civit_a nova , o-ve sarebbesi portata la .cavalleria., per .poi. frugare e spazzare nel seguente giorno tutto il paese dal Chieuti ai poggi di Recanati ~ Loreto cvn .una n1urcia in 1~nea di piccole colon11e. Se fosse staro d'uopo m~dar truppe verso Perm:o ed Ascoli , avremmo potuto farlo <:olla massima soHecitudine, essendo già sulle strade che conducono a quelle citU, . La colo1ma eh~ sotto ìl co mando del brigadiere Piuelli fu spedita, poche or e dopo in grnn fretta appunto verso Fer.mo, anebbe risparmiato più di 20 chilom . di strnta (da Sforza.costa a Recina, e dct Recina per Macerata al moi:ino Ciccolini) . Fratta nto la l " divis1one


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LA DlV!SìONE DI RISERVA ·

colla massimà: parte delle al':iglier,ì.e e degli i1~pedimentì , della divisione di riserva avrebbe continuato da Sforzacosta. il suo çammino per Macerata e Villa di Potenza. Il nemico essendo compiukmente disfatto e disperso, all'azione ,delle grai;idi masse dovea, succedere per noi quella dei drappelli staccati; quindi opportunissi11:e per ragione strategica le misure da noi accennate. Quellè che difatto furono prese più tardi, in quello stesso co1:icetto, differivano in massima dalle ora dette, in guautochè invece di procedere dal Chienti alla Potenza, tra Macerata ed il mare attrn.verso ai poggi, si procedette da Macerata al mare l)el lunn:o dei J;"· noo-o-i medesimi tra il( Chienti e O 00 la Potenza: I fuggiaschi ebbero in conseguenza di ciò 24 ore di più di tempo libero per iscampare verso Fermo, e ' la strada della marina di Civitanova aperta fino a11o ultimo momento della ·operazione da noi eseguita Non ne approfittarono a danno nostro, percbè troppo j)oéhi erano, troppo sparpagliati e troppo jmpauriti, e p, ,t utto altro pensavano che a continuar la guerra.; ma se fosse stata altra gente- ( e noi non sapevamo allora nè quanti nè quali fossero o che intenz~oni avessero) avremmo potuto a.vere occasione di pentirci ·di non aver provveduto piCt proutam_e nte e più compiutamente ad accerchiarli, disarmarli ed assoggettarli. Comunque sia, l'esito rispos~ ai .nostri desideri. · Del restò il nostro comando in capo mostrò di ricono.s cer e anch'esso la necessità di lascia.re un poco di truppa nella v,al1e del Chienti intantochè il grosso del _5° corpo travalicava in Val di Potenza, peroéchè appena la nostra vauguardia ebbe toccato Sforzacosta,1 il generale comandante la divisione qi riserva eblJe ordine di staccare dalla colonna il 24° bersaglieri e il·reggimento Piemonte Reale cavalleria, e spedirli, sotto il comando dei' colonnello Cusani, a prender posizion è al molino Ciccolini, ove la strada da .Macerata a Pa.usula ta~lia la grnmle strada di val di

l Ori Cb.ìentì, per rimanervi in ·osservazione finchè ricevessero tiuovi ordini. Alla vangnarclia rimase solo i'l 230··bersaglieri colla 7a batteria e la compagnia zappatori, · Macerata era t utta iu festa' e in moto pei- la vittoria di Castelfidarclo e pel nostro arrivo, aspettato, desiderato con impazien:r.a. Molti cittadini ci erano \l'enutì incontro per 3 o 4 chilometri·, nonostante la pioggià che cade\l'a assai fata. Li vedevamo al nostro appressarsi i:mpallrdire, e spèsso restm' muti colle lagrime negli occhì. · Ci acca• rez.za,iano collo sguardo; non si saziavano d~ ammirare quella , fiera pompH, guerresca che oftùvamo aì lot'o occhi inebbriati: per la prima volta, dopo tanti secoli, sì senti,,ano àlteri è felici d'essere italiani. Momenti solenni, gioie sublimi che la penna non può rendere! · . . Ma non entrammo nella città. Dopo una fermata d'una, mezz'ora a l)reve distanza da q_uellé½ mentre credevamo che le truppe della nostra clivisìone dovessero recarsi verso :Morovalle e Monte ·r.uporn~, a.r.cennando a Civitaì.1ova e a · Montesanto, ricevemmo l'ordine di continuare la, marcia verso Villa di Potenza, accennarido per. conseguema a ~canati ed Osimo._ ·Passato il fiume Potenza sopra un vecchio ponte dì legno, la strada vo!.ge a,-élritta tra le rovine dell'anticR Recina, e poco dopo sì .pàrte in due che. conducono del pari·ad Anconai; quella di destra, migliote e più. corta, per Recanati e Loreto; l' àltra pel' Mon'te Caissiano , Monte Fano ed Osimo, Nello stesso piano di ·Recina sbocca la strada che viiene giù da S, Se,terino per la spàµda sinistra della Potenza. - · Il 5° corpo pose il campo a un chilometro e mezzo eh fa dal ponte, sulle llu.e strade che menano ad Ancona; cioè la 111. divisìorw a destra della strada di Reèauati~ e la divisione cli riserva a ca1allo cli qùe11a eh- Osimo, La 13a divisione (generale Gadorna) giunse · poco dop0 da S, Severino, e si accampò in seconda. linea; presso le rovine di Recina. NELLA CA Ml'At'ò'A n'ANCC?U

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10f.

NlìLLA. CAM-PAGN_A 1/ ANCOK A

'LA 1il1'1i'IIONE . DI -nrn1mvlf.

.Le truppe della divisione ·•di riserva furono coIIocat€/ come segue; --'- ·A destra dellà strada il · 23? ber$"ao'licri• . -:.A si~istra ·1~ brigata Bologn.a ~ol 40° reggime~o · i~ J>~l:ma lrnea, e mezzo fo11ttaglione del 39° in seconda: e J>Iù a sinistra, sulle. alture di 5. Filomena, il 25° bersag~ieri, Die.ko a quell~ la compagnia zappatorL ·e più inchetro · l'artiglieria.. Sei compa.gnie del 39° recrgimento e ,T' , O ~urono \.flssemrnaie in. guardie avanzate sul fronte lungo il torre1Ute' Ca:!lsia ; e· ~1 25<>- bì::)rsarr1ie:ri dovette guardar~i . . ,.. b ' ..., 1 Hl s ~1l moqo s ul suo fianco sini'st1·0, Non era · più necessa~io- avere un forte sisterna di posti avanzati ; bastava che li app:roeci dei campi fosseto guardati in g:msa dai as&i~ura:_n:;i dagli i1:oprovvisi à,l larmi che poteva~o essere .. suscitati da~l'app~rfre di nemici sbanda.ti. Le nostre guardie ~l,b&l'O ordrne d1 fol'ma.re e rac-coglieire quelli che in esse mcappassern, e nella nottata spedir pattuglie a frugare l~ campagne vidne. - Il quatiier geuernle della divis10ne fu .posto a Villa di l?ofamza, ove erano pi,u- quelli della 1" e- della 13•. . Ci:ca le ore 2 pomeridiàne giu:rigeva da Mac~rata un ufficiale deHo sfato maggiore -,d el comando del 5° corpo recante l'ordi~e éhe il brigadiere Piuelli, colla sua brigata e la frt b~ttena dell'8" { da lò della l" divisione), tor11asse subito verso Macer·a ta, per riscendere nella Valle di Chieuti, prender ·seco al molino Ciccolini il 24° lJersaglieTi ed -uno squadrone di Piemonte Reale e marciare su Fermo. ,Sapemmo poi che tale spedizione era motivata dwla noti1,ià giunta a Macerata che un monsianor DeAngelis ed i'.in tal capitano Sevignè francese a:uo st~to maggiore del generale Lamoricière, andava.Do ~accozzando gente · armata"'i1el1e provincie di Fermo e d'Ascoli , per co_n:o del governo pontificio. Era un principio di ciò che' m1htarmente si chiama guerra d-i partigiani, e politica- . mente briqantaggio. -Fu scelta per qu'ell' impresa la brigata Bologna, non solo in consider,azione della sua forza

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e composizione, che nel concetto del cqmando suprem,o. _ bene rì~po1~dev~no al bisogno , . ma anche per" da,ì·e OC-i.: casione d'acquìstarsi qualche merito a quel corpo ver: gine ancora di fatti guerreschi; riguardo lodevolissimo, come tutto ciò che mira a suscitare nobile emula.zinne tra le milìzi_e ed a, ravvivare quei generosi sensi che co-. stitu,iscono lo spirit0 milìtare. Così la divisione dì riserva V!:)niva a ·ridursi a due -, battaglioni di bersagli·~~·i, ·una co1npagnia di z~ppa.tori.-e duo batterie. Ma ella _era _s tata create. appunto collo intendì.rp_ento che dovesse somministrare, secondo il bi.-. sogno, le truppe occorrènti per.le operazioni seco).1darie. -,Il .23° bersaglièri dette il c.ambiQ a\ 39!l reggini.ento 1J,ei posti avanzati. Frattanto essendo sorti dùbbi sulla solidità del ponte di Villa di Potenza , considerando . c.h e den ie_a _passarvi" ~opra tutto il grosso carreggio del .5° corpo, il generale, comandante la divisione dj riserva_ facea visitare quel ponte da un ufficiale del genio, il quale lo diobiarava atto a sopportare il,. pa~saggio · dei carri più pesanti, purche lo -v_alicassero di pass,o, ed uno per volta. M~ntre egli stava osservandolo, sfila:va sµ di esso la 5a_b_atteria; (da 16) al seguito, cop.1e dissi, della brigata B9logn,a; e qu~lla vecchia macchina tremava e strideva come se _ stasse per ~sconnettersi. , A sera furono diramati gli ordini per la battuta che . dovea farsi il giorno . di poi .d a-Macerata _a.1 mare "tra il éhìenti e la Potenza, in tre colonne. La prima (a destra) . composta del 16° battaglione bersaglieri e. del, 4° reggimento granatieri (amb(é\due della 1a divisione) dovea_da Macerata per Morxrwalle_e Civita.nova r ~c~.rsi alla marina là PN_ssima, fi~ncl\eggiata a destra,.nella Val di Chient1 dai tre squadroni di Piemonte Re~Je ~rimasti al ~ olino _ Ciccolini., che dovevano ad essa riu.nirsi alla. foce del tor- . rente Asola. La seconda ( al cent1:Q ) comp9f:ita del 23° _


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LA DIYIS!ONF. DI !dSERYA •

bersaglieri e del 2° reggimento granatieri · (l • divisione) sotto il colonnello Isasca, don~a da Villa di Potenza, per Ja Tu!adonna d~l Monte, Monte Lupone e Montesanto; por~ tarsi a S . Maria a Potenza. - La terza, con ciò che restava delle due di visioni (cioè il 14° c<l il 25° bcrsrwlieri, tre battaglioni del 1° granatieri, due squa.droni cli ~'\izza cavalleria, due compagnie di zappatori e le due batterie della divisione di-riserva) sotto I.i ordini <lcl generale De~onnaz doveva, seguendo la stra.da cli Vai Potenza, condursi per Reca.nati à Loreto, o,te la d imane si s-arebbero riunite .le truppe delle altre due colonn·e . La mossa era ordinata peÌ' l e 6 del mattino. - La J3a divisione frattanto r iceveva dal comando in capo l'ordine cli poi-tarsi pure la mattina segnente ad Osimo per Monte Cassiano e Monte Fano, e ricongiungersi al 4° corpo. ·, Per dar principio · all'eseguimento · cli tali · mosse occorrevano spm:tameì1ti di Yarie 1ruppe delle due divisioni. del · 5° corpo, da eff0ttuarsi alcuni nttr a verso alla strada su cui dovea sfilare la 13a d ivis-ione, ~cl altri su qu~lla strada medesima, che per di più era stnmamcnte in"'oìnbra di carri dei quartieri generali, dell'artiglieria e clell' intendenza. Gittando l'occhio sul foglio H 11 (Macerata) deHa carta dell'Italia ce11trale , si scorgerà a -prima vista · come fosse inevitabile che avvenissero incrociamenti di · colonnè, r itardi ed inciampi, se i movimenti di cùi parlo non fossero esegu-iti con success.ivit.a bene .regolata in ordine cii tempo. Base . a 1ale calcolo clovea essere la mossa della 13• divisioue. Determinato che questa do.' vesse avvenire alle 6 antimeridiane, il 16 bersa,crlieri ed il 2° granatiel'i (1 a divisione) dove ano m110vei'e dai loro campi per Villa cl.i Potenza alle 4 122· a} più tardi; il nostro 23° bersaglieri , che era ai posti avanz,atì . dovea raccogliersi J1>rimÌ1 di quell' ora e seguire senta stacco il 2° granatieri ; il 25° bersagliffi e la 5a compagnia zap-, patari (divisione di risei'va) dovevano traversare la s trada, • 1

lOD d 'Osi1110 alle 5 e 172 al piLL tardi per recarsi su <p1e11a, di Recanati ; o le due batterie nostre a ll'ora. stessa d o~ v eano aver fatto la loro g irat a indietro per l_a strada d'Osimo per sfilare sull'alt,r a . Or;dfoi furono dati in questo senso,· ma ·i fa,tt i non corrisposero alle inLeiizioni. J,' ufficiale d i stato maggiore ma11dato da V1ita di Potenza a sopnwegliare a ll'useguimento c\i q uelle niossc > a gran fatica polè aprirsi il passo tra i m ille impedimenti che ingombravnno la s trada cli li'- d,d ponte , e :p erdette un'ora buona d i t empo; il 23° hersaglieri, dissemi nato largamente in piccole gunTdie, ta.rclò a r accogliersi ; i 12° granatieri si tratteuue ad aspet:'.arlo; il :25 bersag lieri e l'art i.glieria n on furon o pronh a mLwYer e prima delle 6. Dal canto sno la 13, divisione si pose in marcia all'ora prescritta.le. Ne risul tarono rpegli incon venienti che ap• punto si volevano evitare; la formazione della colonna sulla .strada di R ecanat i fo ritnrdata di lfn'orn e rnczzi.t r:irr:a. - Qnn~ta r,nlonna fu ordir~ata nd modo scgLJentc: Avanguar dia. - Alla punta un pel_otton e d i l\iua cavaJJeria,; al· sosteyno un;t compagnia del ·25° bersaglieri; al grosso le altre fre compago ie di qnel batta:glione, u na sezione dell' l l • fx~tteria c1'ell'8° e la 5" com pagnia zappator i. Corpo principale. - Dcte battaglioni dd 1" reggiru~n t o grana,tieri, il res to dell'artigl ierià della divisione di riser va., i l 3" batbiglione del 1° g ranatieri, il resto dei dLte. squadroni Nizza; il grosso _carreggio del 5° corpo; e le vet~ J,ure de!le truppe coq1ponerit i q uella colon na. Ret1·og1.ta1·dic~.~- II 1.4° b ersuglieri. A ~ chilometr~ circa -da Recana.ti un ufficiale di stato ma.ggiore della 7n divisione ("i° corpo) sco rfr1.to da Jaucicri del reggimento Novara ., venne a r icoposcere la no~lra colonna. Sapemmo a1 lora che HecRnati era t enuta · c!n, tru ppe di qu elh clivisiol').C', e che Verano raccolti i P a palini fatti prig ionieri in Val cli .Musone ed a Loreto (piL1 di 4000 uomini , che in lingm1ggi:o cli guerra si fa.cè,ìanò


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lll cattolico avvezzo a confonder insieme religione e politica nelle cose che toccano li stati della Chiesa. Parecchi cittadini arrischiavano timide osservazioni sulla possibilità d'un accordo tra il re ed il papa; cui rispondevamo sperarlo e crederlo anch~ noi. Ma intanto il nostro buon contegno ci conciliava li a.nimi loro. Andavano estat ici nel vedere l'affluenza dei nostri soldati alla Santa Casa, e_la loro devozione per quelle celebri reliquie. Si dicevano tra loro con manifesta soddisfazione « E che credevate? sono cristiani p:ù di noi! > Il generale De Sonnaz dispose che le truppe da lui condotte fossero acquar tierate in Loreto; ma il generale comandante del 5° cor po, al ;;uo giungere nel pomeriggio, ordinò che la mattina dopo andassero ad accamparsi nella Valle, di là dal Musone, sotto le alture di 'Castelfidardo. 2-2 settemb?·e. - Nella mat,tinata giunsero a Loreto il 23° bersaglieri col 2° granatieri da S. Maria a r otenza e due squadroni rli Piemonte Reale col 16° bersaglieri e il 4° granatieri dalla marina di Civitanova. Il 3° squadrone di Piemonte Reale, lasciato indietro, doveva raggi ungere il reggimento nel seguente giorno. Alle ore 1 pomeridiane le truppe del 5° corpo scesero da Loreto a porsi a campo oltre il Musone; la } a divisione a dritta a cavallo alla strada diretta. d'Ancona; la divisione di riserva a sinistra, al piede delle alture di Castelfidardo, là dove la strada che conduce a quel castello si stacca dalla postale Loreto-Ancona pEJr Osimo. A destra di quel bivio fu posta l'artiglieria divisionale, e dietro ad essa i due squadroni di Nizza cavalleria restituiti in quel giorno dalla 1a divisione; a sinistra la compagnia zappatori, con dietro i dué squadroni di Pj.emonte Reale. Il 23° bersaglieri prese posizione sul ripiano della prima altura a destra della strada di Castel:ìdardo; il 25° un cinquecento passi più innanzi sopra un' altra altura, guardando con piccoli posti la strada e le pendici adiacenti, specialmente

LA DIVI SIONE DI HIS.ERVA

NELLA CAMP,1G:-IA n'.ANC0t(Jl

n~cender~ a 6000). Li vedemmo nello attraven;are quella p1c~ola c1~tà: che ne era piena a r ibocco. Erano quasi iutt1 stramen, la maggior parte tedeschi, svizzeri, illirici; bella gente, di aspetto marzia'.e, i più sui 30 anni , assai bene uniformati di vesti quasi nuove alla forraia francese : fanti _di linea, cacciatori, zuavi, guide, can~~onieri, gendarmi, un po' di tutto. Li ufficiali, in genernle, uomini a:età conveniente ai loro gradi, puliti, di bella presenza, d1 modi militari. Parecchi ve n' erano che nelle vesti e nel contegno mostravano la linda raffinatezza dell'ufficiale austriaco, o la disinvoltt1ra pitt o meno leggiadra del f~'ancese. Ci osservavano con occhio tranquillo e come sodd1sfaUo; e ci salutavano con una cortesia quasi premurosa, tranne alcuni che o non ci guarda.v ano o ci squadravano con piglio più che altero . Ne fummo maraviglia~i e contenti : tanto li trovavamo superiori all'idea che c~ eravamo fatta delle truppe di Lamoricière, stando alle c1ancie dei giornali. Nuu i.;i pareva vero che soldati come quelli si fossero arresi senza combattere alle nostre giovani truppe. Se quei 4000 da Loreto avessero fatto una punta. risoluta verso Mont~sanl,o e Civitauova nella ser~ del 18, come avremmo potuto impedir loro di portarsi a Fermo ed Ascoli, o r.egli Abruzzi'? Avrebbero potuto almeno venderci care le loro armi. Dopo una lunga fermata a mezza strada tra Recanati a Loreto · giungemmo in quest'ultima citt.1., ove fummo accolti con gran festa. Non credo però che i Loretiui ci .. ~vrebbero fatto così buon viso se le mili:lie papali non h av~sser~ molestati e maltrattati tanto nei giorni innanzi; po1chè quella buona gente, d'indole mitissima e un po' clericale, non potea fare a meno di temere che la libertà e l'indipendenza nazionale recata dalle n ostre baionette potessero nuocere alquanto agli interessi dèlla loro Santa Casa (che è la loro provvidenza) nelle condizioni in cui eravamo di fronte al pontefice ed al mondo

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Nt-:LLA CAllPAG~A o' A~CON1

, LA lll\' l SIO~ll DI H!Sl-:HVA

11 22 settembre, avendo il coma11do i n capo prescritto c.:he il 5° corpo si portasse nel mattino segucntò ad occ upare le p osizioni sgombrate in quel giorno dal_4° corpo ira l' A.spio cd il mare, il g enerale Della Rocca ordinava che alle ore G antiri-1. del 23 le tr11p pc accampate in Vai di Musone si ordinassero in colonna sulla strada èl1f' va per Le Crocette ad Ao coua ; si recassero ,t Camera no, e di là staccassero i seguenti ire drappelli . - 1° Ag li Angeli sul monte Umbriano (3-4 chilometri dinanzi a Camerano) il 1G0 bersag lieri, il 4° grauaticri e la l 11 sezione dell' 11" batteria dell'8°, per collegarsi col 4° corpo. - 2·• Al Poggio (3-4 chilometri a drit ta di Camera.no) il ;23° bersaglieri colla .2" sezione clell' ll n batt~ria, per g nMdnre la s Lrada della costiera chi Umana ad Ancona, ed occupar e con uu distaccamento il conven to dei Camalclolonsi cd il t elegrafo sulla Yetta di Monte Conero. - 3° A Massig nano (2 chilometri circa dietro Poggio) il 25° bersaglieri colla 3" sezione dell' 11a batteria, a sostegno del 23°, per cuoprire il Porto di Uma.na, ove clbve;,. incomincia.re in quello stesso g iorno lo sbarco clel parco d"assedio. A Camera.no doveano per eonsegucnza rimanere il 14° hcrsaglieri, la brigata grana.tieri di Sardegna, le bat terie 5• e 7" dell'8° e lo d ue corn pagnic zap patori (1" e 5° del 2° regg imen to) coi quartieri generali d el cor po d'armata e delle duo divù;ioni, i parnhi ec.:c. La cavalleria dovea rimanere a campo nei piani d'Aspio, sotto S. Rocchetto (5 chilometri circa dietro Camerano). Dell'cseguimento d i tali d isposizioni era incaricato il generale De Sonna.z. Frattanto il brigadiere Pinelli, g iL1nto colla sua colonna a Fer mo il 21 settembre , ,ivea dato avviso al comando in capo che quei paesi, compreso l' Aseol11.no, erano oramai sgombri affatto di truppe nemiche; Scvigoè fuggito verso Roma con monsignor Dc Angc1is, e le ba,ncle <la loro messe assieme essersi sciolte e di:opcrse. Li a n mzi a rnmii d i que1!0 l,a.udo, raucozzatisi cou alltLW,nt.i fuggiasdii d i Castel-

a d estra Yerso il Vallone di Carnpana,ri, ove clorna coJ10g arsi coi pof;ti avanznt,i clclln, l" divisione . Dinanzi a. noi :e t rn1:~c c_lcl· ~0 c~rpo sgomh rava no in q uel frattempo

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pos1zt0111 d1 Monte Cone rc-., Massig na.no, Poo·o·io e . . <:,.;::, amemno, nst.n ngenùo~i a destra dell'Aspio , cioè Ye rso In. lo~'? sini~t1•a,, onde i~ 5·, corpo potesse cnth,rc in linea per l rn Yeshmcnto (L.\..ncona, come C'r a stato determi nato p~l dì ,;eguonte. Quind i noi rimaneYamo allo scoperto d rnc~ntro ad Ancona, quantunque ne fossimo distanti ancora nna ~•entina di chilom.elri. Non era impossibile , e nemmeno unprobahile ' secondo le raa1·01 1t· d ella, g llvo,, • <o l Ia, che _qualche dra11pollo nemico g iungesse fino a noi, e pe1·c1ò em necessario far b uona g uardia.

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Oj1crazio:1i coi1lro Ancona •. ~- 1° b v.esT1,rn~TO.

Il con1anclm1te in capo aYea deciso che i

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coi·pi ùì n.rmata proceùessern insieme all'investimeut.o d"Ancona. Ragioni poli~ichc della _inaggiote importanza esigevano che _q\1ella pi.'.u~ fosse recata in poter nostrn il più presto p.oss_1h1Ie ;' qn 1nd1 conveniv ét s piuge re a fon.do lo opcraz1on1 dcli n,ttacco col massimo vigor e : l'assedio do,'ea r idursi, se p tn' fosse pos$ibi le~ ml un assRlto 0, viva forza. La no~ìz_ia de lla, caduta d' Ancona dove.i. g iungere a Vieirna, n. Pan g1, a [';apol i prima che l'Europa si fosse riavuta dallo sb:~lordimenlo in cu i l'aV::la g iUa,ta il nostro auàa<·,o ìrrompc1'e ncffUmhria e nelle Marche . - Al 5° corpo era assegnalo. come ·camp0 d'operazione il tencno montuoso e predominante tra il vallone i1clla Baracola e la costiera dal Port:> Nnoi;o in su ; mentre il 4° corpo dovea opera.r e a sinistra it'a. la Baracela e la spiaggia dalla Torretta à(] Ancona. d 110

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LA

DIYISIONÈ DI RISERVA

fidardo e colla colonna scampata da Macelata, andarono a farsi prendere daHe truppe del gèri.erale Brigu0rìe presso · Rieti, come già accennammo. Stando così le cose, il comandante in capo nella mattina del 22 avea· ordinato che il brigadier!;l Pinelli spedisse· il 24° bersaglieri ad Ascoli, ove dovea rim·anere osservandò I.a linea del Tronto, e v,enisse speditamente colle altre sue truppe a raggiungere il 5Q corpò. Il generale Della Rocca gH trasmetteva q uell'ùrdine per telegrafo, accennandogli di séguir e la strada ]ungo mare. · La: ·s era del 22 egli d0iVea essére a Porto di Recanati. Pel 23 gli'fu spedito l'ordine di · rimandare 'lo s'luadrone di Piemonte Reale al suo reggimento nei piani cl' A,<,pfo, e la 5" batteria alla 1" divisione a Càmerano; .•portarsi colla brigata· Bologna ad Umana, trattener quivi il 10° reggimento per.dar mano a:llo sbarco delle -artiglierie d'assedio, e spedire il 39° al Poggio ad unirsi al ·n° bersaglier i. , 23 settembre . . - All'ora prescritta le truppe 'a,cGampate in Val di Musone sfilavano sulla strada delle Orocette. Il~ ge1rnraJe De Sonnaz _molto opportunament~ dispose <;;he la colonna fos>ie ordinata nel seguente modo: I 1° Le truppe che doveano recarsi agli Angìoli , formate come vanguardia; • 2° Quelle .c he doveano rimanere a Camerano; 3° Il drappello d~stinato al Poggio; 4° Quèllo qestinato a Massignano; 5° La èa valleria; 6° Li impedimenti colle risp~ttive scorte. Così la ~pa.r tizione delle truppé potè eseguirsi strada facendo col massimo ordine e senza i l menomo ritardo. La cavalleria si ferrnò sulla sponda destra dell'Aspio,, sgombrando subito la s_tracla. Giunta la colonna a Camerano, il 1°·drappello contin uò dritto alla volta degli Angioli, il 2° prese posizione, :il 3° ed il 4~ piegarono a destra, 0 prf:'scro r.iascLU10 la propria strada .

115 ,NELLA CA)fl'A.GNA r/ A!-CONA La colornJ,a del brigadiere Pine1li non potè giunger e in ' quel ·giorno ad Umana ., nè per' conseguenza spedire 11 30° al Ppggio; · e si accampò nella sera nei piani del Musone. · pa Camèrano vedevamo coi. cannocchiwli i forti alti cli Ancona, e udivamo tuonare il cannone . .Era la nostra squadra navale che batteva la piazza, qu~sta che ri~ spondeva. Trovamn:w in Oamer~no alcuni abitanti d'A~cona, usciti di là per timore dell'assedio: altd ne giunser o nella giornata. Ci 1ia,rravano che molte famiglie aveano già fatto o stavano per fare lo stesso , cercai1do ricover~ n~lle.case delle vicine campagne o nelle prossime città, un po' per amore all' Italia, (così d icevano) un po' per paurà del cannone -e della fame . Di noi non avevano paura cer to. I P<ipa,l ini li ave,1ano lasciati uscire liber:amente. Dicevano che Ancona non poteva resistere a lungo, chi per ·u na ragione, chi per l'altra.- Alcuni asserivaùo · perfino che il papa aNeva mandato ordine di cederla; ma Lamoricière non si adattava a farlo. Le truppe del presidio, che sommavano chi clieeva a 7 e chi fìno a 10,000 uomini, erano alquanto sfiduciate ma s.empre alter e e prnp0tenti : le fortificazioni in buonissimo stato per r ecenti hwori, bene armate, formfrlaliili: i n1àga2.zini ass~ri lJene approvvigionati. Non osta.ilte tutto ciò, Anc.ona non potea tardk~re ad esser nostra. In tali giudizi scorgemmo il risultato morale· dei nostri r ecenti successi. Ci credevano capaci cli prender le foi·, tezze a passo di carica. I nostri nemi_c i ciovevtrno pensare a un dipresso come loro. Buo:o. ·augurio per noi, .poichè bisognava terminar la guerra con uno scoppio di fnlrnine . - Del res~ auche in Camcrano. il i10stro arrivo fo fcsteggi_a to, come a Loreto, -con applausi, himìnarie, ecc. ~4 seltembn. - Alle ·,6 del rriattin~ le truppe det 5° _co_rpo n1osscro da lle 101·0 posiz.ion'. })er r i~tri1~9r_e l'i~vestunento <lell,L piaz:m, avanza,ndos1 pel tra:tto eh 4 1!1

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116 11A D!VIS!O.NEl DI !ll3lèl<VA ' chilometri: Il drap1;ello di sinistra si portò dagli Angioll a:i1'osteriri delle Tavetnollo nel vallone della. '.B..aracola, a d~stl'a èlella strad:,1, di Cai:lerauo ad .l\.ncona, poco discosto da Torre / .ff Mol1te, d'Ago, ove ' il 4° corpo pose '1a sua diritta. (brigata Como) ; :quello di destra (2:3° e 25° b'er- , sagUeri collo sezioni 2" e 3" dell' l Ì a 'batteria-) da Poggio Massignapo venne pei' la strncl,i costiera a M.oute Acut.Ò-: .__ il grosso del corpo . éoi tre. quartieri generali" si trasferì da Camernno a \'arano. , La cavalleria r imase n éi piani · d' Aspio fìnchè duro l'r;ssedio . L' intendenza del 5° ·c0rr,i~ pose i suoj parchi nella Valle di D~racola., , e quivi fu ±atta la distribuzione dei viveri fino alla presti cl'Ap.cona.' Era più ,che possibile che quàlche clri:Lppello nemico tenesse la bella altura cli Monte Acuto,'e volesse contrastarne i i posse$SO al n ostro drappello di clestra, il: quale doveva ' a~cemfoni pel Ì11,1di;> t-1orso cli quella strellta falda ,elle cÒllega\1<lo il MÒnte Mezzalun (l; al Houte }\cuto "fà rìpid.issùno cì<tlione a1 Porto Nuovo.. Per trtle considerazione l'nfficiaJè o . c;he r egolava la mossa del drappello ·ora detto ne rita,rclò d'uì-rn: Iìiezz'ora la partenza 'clal Pog-g io, per dar teni po-alle . tru1Jpc che ·muo.vcvano, da Camerano e daQ.'lì An 0cri'o li .dì · · , l u avvanta,ggiarsi n~~ loro cammino, ·'.p er modo che b .p osizione di Moutc Acuto ven isse · a trovarsi minacciata da,,. fi.à~c.9 per Varano e d~ tergo per Monte · d'Ago prìma_che la c0lonna d_i destra v i si -appfossasse da fronte . 1123" hersa,glieri , coÌ1 due compagnie in avanguarc~ia, vi si portò di.fi.lato; il25° coi quattro pezzi dell'ìli~ batteria lo scgu_iva , come r iserbo . QLLello pr0s0 1~osizione in pri'rna ·linea, e.on tr~ compagnie cliétro b vetta del ~fo'JJ.te Acuto, a siuistra, della strada~ ed ,m).a cornp,tgnia a destra stJ.lle rupi de·Ha . · costieni, e ~pinse l.e sue gllardic avanzate 2-300-passi p iù inna,nzi sulla china: soggiacente; il ~5° rimasé in seconda;. Jinea a1L' Osteri,Lce-ia cli Monte Acuto, d'oncle pa-He la traV;:!>rSa rotabile diG scende tL Varauo . L,L 2" s_ezione Ùe\l' ll '\ b,1Lteria fu ~lf!lJl!st,a,t,a ~ulla. strada n pari lld 2~-r' be1'saglieri,

NELLA CAMPAGNA o'.ù!CONA

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d'on de potea, battere, qu antun~ue con fuoco _~ssai-fiééa11:te, più di un chilometro di str,1da e l'e adiacenti montuosità; la 3" rimase all'Osteria.ccia col 25°; la l •i, richiamata dal drappello di sinistra, giunse più tardi. Frattanto da Varano era stato mandato un-battaglione di bersaglieri (14°) ed un r eggimento d'i grt111atieri a prender ·posiz10ne sul dorso del poggio ché sopra:sta a quel villaggio dalla parte del Monte Acuto. Ma verso il mezzo g iorno· quelle truppe furono sostituite dal 39° reggimento (brigata Bologna) gillllto allora allora da Val di Musone, e si restrinsero verso Varano. Il 40° reggimento si era portato ad Umana. Nessun nemico vedemmo nell' eseguire quelle mosse; solo all'Osteriaccia cli Monte Acuto· seppimo esser giunte · fin là pattuglie ·papaline prima del nostro arrivo. Nel pomeriggio la piazza cominciò il fuoco dalla fortezza, dal campo trincerato e dalle lunette avanzate cli Monte Pnlito e Mont.0. Pelago contro le truppe del 4° corpo che scorgeva accampate press:i Torre d'Ago, al Pèdocchio ed al_Posatore. Le risposero · 12 pezzi da 8-rigati dall'altura d etta: Montagnolo; Noi a Monte Acuto eravamo di~ stanti in lihea retta soli tre mila metri, allo incirca da Monte ~elago, la più avanzata tra· le 01Jere della piazza; ma il generale Della Rocca recatosi colà, avendo riconosciuto cheil prossimo Monte Baldino (sulla falda che scen de da Monte Acuto per S. Maria delle Grai.ie al piano di S. Laz~ zaro, para.lellam:ente al fian:::o destro delle difese della p iazza, da cui la separa un profondo vallone) era posizione migliore per·batt er Moute Pelago con tiri a lunga gittata, ordinava a l 39° '.r eggimento di avanzarsi ad occupare quel si-to,- vi facea porre in batteria la sezione rigata clell'l 1a dell'8°, e faceva e~eguire alcuni tiri di prova, il risultato dei quali parve soddisfacente-. Il 39° reggimento -sotto li ordini del brigadiere Pinelli rimaneva accampato a Monte Baldino, tra il 2-3° bersaglieri (Monte Acuto) ed il 4~-'graANNo VI. VoL Il[. -

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LA DTV!SIONE DI RlSERVA

natieri (Taverne1le) sulla strada che da Monte Acuto conduce a S. Maria delle Grazie. I posti avanzati nemici tenevano di contro a noi le alture dìnanzt a Monte Pela.go e la pendice destra del yallone che dai nostri li separava. Nella serata il generale Cialdini fece occupare un forte staccato, detto Li1,nelta della, Scrinw, presso la strada di Sinig~glia, che il nemico avea abbandonato . . Frattanto il generale in capo avea fissato il concetto dell'attacco. Mentre il 4° corpo avrebbe riehia,mato l'attenzione del nemico verso il campo trincerato e la Porta Pia alla estrema diritta doUa cinta., le truppe del 5° corpo doveauo eonq uistare il più speditamente possibile le 01)ere più avanzate e più alte della piazza (le lunette cli Monte Pelago e di Monte Pulito) le quali essendo di terra ed aperte alla gola poteauo esser prese di primo slancio; quìnclicol!'àiuto delle artiglierie d'assedio sbarcate ad Umana, e con quello delle nostre navi, cloveasi sforzare e prendere il forte di Monte Ga,r detto, sulla costiera dinanzi all'estrema sinistra cleU~ cinta t ~rrestre cl' Ancona; d'onde poi si sarebbe proceduto contro il prossimo baluardo de: Cappuccini situato appunto su quella estremità della cinta. ,E tutto ciò ,:lovea farsi dal 5° corpo, intantochè il 4° avrebbe operato cla1 cant o suo · contro il campo trincemto, la città ed il port?, col sussidio delle navi. - Il generale Della Rocca disse in quello stesso giorno 24 al generale Di Savoiroux che i forti d'Ancona doveano esse~ presi colla baionetta, e che egli avrebbe adoperato a quell'uopo le truppe della divisione di riserva. Ci si prometteva dunque un poco di fuoco e molta gloria. Nemmeno un'ombra di dul)bio di mal -successo ci passò per la mente, quantunque non sapessimo a quali prove fossimo destinati; tanta fiducia avevamo nelle truppe nostre come gente da battaglia, così bene ani,nate e benissimo comandate come erano. Il generale di Savoiroux, che si sarebbe impensierito se avesse dovuto eseguire con quelle truppe un paio di.marcie un po' sforzate, accettava con

119 animo siGuro qualunque impresa di fuoco e di baionetta. 25 settembre. - Per lo spostamento del 39°. fanteria fatto eseguire, come dissi, dal generale Della Rocca nel pomeriggio del 24, la nostra dritta (23° e 25° bersagliera) venendo a restare alquanto indietro, il generale Di Savoiroux giudicò opporfano cli rettificare la posizione di quell'ala, portandola innanzi, e restringendo per conseguenza la cerchia dello investimento da quella parte. Ottenuta la approvazione d,el comando del 5,, corpo, nella sera del 24 ordinava al capitano Corsi di stato maggiore che si recasse all'alba del dì seguente a Monte Acuto, portasse innanzi i due battaglioni cli bersaglieri colà postati e li rimettesse in posizione presso a pocp a pari del 39° fanteria, in sito forte o almeno tenibile, cioè non soggetto al nemico. Prevedendo la possòiliU~ d'uno scontro, poichè nell'eseguire quel movimento bisognava porre il piede sul terreno occupato dai posti avanzati papalini, ordinava in pari tempo che la. 7a batteria clell'8° (obici, capitano Ghobaà),si portasse pure all'alba del seguente giorno da Varano, ove stava in riserva, a Monte Acuto, e rimanesse quivi sulla strada, pronta a muovere al primo cenno. Circa alle ore 5 antimeridiane del 2b, la colonna guidata dal capitano Corsi muoveva da Monte Acuto, ordinata in tre partite, cioè : 1" Due compagnie del 25° bersaglieri, senza zaino, precedute e fiancheggiate da esploratori; · Le altre due compagnie di quel battaglione ; 3a Il 23° bersaglieri.· In caso d'incontro col nemico strada facendo, non si doveva sprecar tempo in iscambi di moschetta.te, ma corrergli addosso risolutamente colle baionette per costringerlo più presto alla ritirata. La strada su cui s'avviava quella colonna corre fin q\rnsì a Monte Pelago sul clDrso di quella lama di poggi che costa a costà a formare il promontorio d'Ancona. NELLA CAl!PAGNA D' ANCONA

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LA DJV!SIO!>\E

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'e TrihGhetti, con vedett e s\11 fianco ~c:;i:'nistro. Dinànzi a noi, .·di là da 11na piccola avva:llatura, sorgeva dominahtè (a forse 400 metri in linea retta) il p0ggio cli ~ltavilia, copèTto da vigneti tramezzaj;i da r ipe e rnurelli e cororràito ,~a una vi11a che da noi fo denominata la Casa Giabla. Alla nostra dritta, il fianco di quel poggio scendeva 'al i1ì'are con ripido pendìo vestit0 di boscaglia piuttosto fitta-; ·a ·sinistra .gli soggiaceva un piccolo .r i,piano sù cui passa -una via traversa ·che d,1 Altavilla conduce a Torr e d'Ago •e à S. Maria delle Grazie. DisOJWa ad Altavilla ·spicèava. la vetta del Monte Pel ago colla sua lunetta mtmita tli 5 ,pezzi di:contro_ a noi e lontana ,poco più. di un chilometro :in linea r etta dal nostro Casotto. • ConvE!niva assiéurarsi se il nemico tenesse la posizione d'Alfavilla e con qual forza. Perciò fÙ spinta dalla nostr a sinistrn una compagnia a modo di ricognizioiie 6:ffensiva., a minacciare da franco e da rovescio 'quell'altura. Appeu:a fu quella sc~sa nèll'avvallafmmto sottostante •àlla posizibnè ,twstra, un fuoco assai viYo di fuèila.te scoppiò conti'© .'di essa -e contrn il ciglio del Casotto dai vigneti d'Altav:iTla ·e ·Jal ripiaf10 soggiacente. Ma épella compagnia, non che ·si foTmasse, si gittò anzi di corsa sul r ir>iano, ne scacc'ìò :i nemici, é posta,,isi alla meglio, rispose al fuoco d~l~ 1'A1favilla. Era manifesto che ìl nemièo ·avea su què11à altu-r a uila b uon a granguardia, sulla qua:le avea ritfrato fo sue gual'die avanzate·. Allora, v-isto ehe la posizione dél · Casotto 110n pot ea tenersi senza impadronirsi ,a ell'Alta•v·illa, e che 'Pl possésso di questa ci avrebbe sottG>pos't1, alie :artiglierie del ·Monte Pelago., e messi àllé prese coll,t -guarnigione di quello, ·q uindi necessabàmeute spinti ad imniediate ope·ràzicini ris0lutive., il capìtano Corsi cre"dette ,:o:on dové procedere pi(1 oltre senza ordini superiori, e lasciato a:l capitano Menotti (del 23° bersaglieri) .il 'comando dei due battaglioni , raéc01nandandoali dt ~ o ·tener saldamento quella posizìone, corse a r ender coni1:)

Spiccandosi dal Monte Acute~, cotest{ì lama s'avvalla considerevolmente pel tratto di quasi u..u chilometro . e mezzo; -}'loi risor ge rapida a form are un piccolo ripiano oye. siedono le_ville Froli e Trinchetti. A dritta piomba a picco sul· mare, a . sinistra mende con agiato declivio nel vallone ·che. porta. al piar:o di S. Lazzaro. Visitate a;lcune case ch,e. sorgono.· in quella bassura, che furono ti:ov•a te vuote. d'abitatori, oltrepassata la diritt1n·a cli ,· Monte ~aldino, e non iscorgeudo posizionl~ che non fosse "''I 1 • ;' ,v5oggetta al ripiano Froli - Trinchetti, il capitano Corsi o) divisò di portarsi su quel r ipimo, per visitarlo e vedere se convenisse prendervi posizione. Supponendolo occu-, pato · da. guardie nemiche, tant o più che gli esploratori rife1•ivano aver vecluto lassù sul ciglione uomini armati che stavano osservandoli, fo fatto pos;:i,re i. sacchi . alle due, ultime corppagnie del .25° l)ersaglieri, quindiJanciate a coTsa supa altura le due c::>mpagrlie, della. t~sta, una in catena fitta p er l'erta a sinistra verso la villa Trin chetti, l'altra in colonna per la strada, con alcuni espforatqrU1;111anzi,. e seguita a 200 passi dalle. altre due co.mpagnie.. del batt~glione.· Il 23~ r imaneva in riserva su un,. poggetto attiguo alla .strad~. :Ma il ciglio del ripiano e le. due ville lì .prossime erano sgombre di nemici. Dalle confuse paro1~ dei contadini del luogo , si potè rilevare che i _Pa,P,alini aveano ritirato la sera i1manzi le guardie che quivi tenevano, ristringeudosi ;;ùla prossimsi, altura di Altavjlla, d'onde ·s.pingevano colà pattngli~ di tanto in tanto. Si riconobbe che il J~ipiano era, lungo 5-600 passj1 lar go 2AO,O, e · colti yato a vigne con alberi eccett 9chè versq Ja costa. Il 25° bers&glieri, c,on due · compagnie in catena e le altre ç1ue in sostegno, si avan.zò fino al ciglio anter iore dello spianato, .ove era a dritta.. una casetta .c on una piazzu:01~. d~jnnanzi, posizione che fo designata col n.o mc di. Ca.sottq. Il 23°, si pose. a riserva sulla linea delle ville .Fr.oli 1

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l,22 · LA ·l:llVìSIONE DI RISERV A dello stato delle cose al genei'ale Di Savoiroux, che m~ contrò--.pocò di là distante. Questi sapendo come fosse intendimè:nto del generale Della Rocca. di smascherare in quel giorno la posizione nemica. di Monte Pelago e prepararne l'attacco, portatosi al Casotto, giudicò opportuno di insister e risc,lutamente nell'iniziativa. Lanciò quindi sull?Altav11la il 25° b ersaglieri, facendolo sostenere dal 23°, m andò ordine alla 7" batteria di venire speditamente al Casotto, e al 39° reggimento d'avanzarsi da Monte · Bildino , ·appoggiando a destra, per portarsi anch'esso su1 ripiano Trinchetti; e spedì il suo capo di stato maggiore a dar contezza di quanto avveniva al comando del 5° cor po e prenderne gli ordini. , Il capitano Pinelli, comandant e del 25° bersaglieri, ·abile e prode .ufficiale e sicmissimo del fatto suo, condusse difilato il suo battaglione al casino delJ'Altavilla. Il nemico tentava invano dì fermarlo con un fuoco vivace: Egli non p ermetteva che i suoi si .trattenessero a tiracchiare, e Ii s1)ingeva innanzi. Ma frequenti ostacoli loro opponevano i murelli, le ripe e gli stretti filari delle viti. Allora un uomo d'una cinquantina d'a.nrn, in veste da villeggiante, inerme e col sorriso sul labbro, si fece incontro ai nostri bersaglieri, impavido in mezzo alle moschettate, come se Dio gli avesse iissicurato la vità. Introduceva la compagnia di siu,istra in un viale che conduce al casino; agli altri grJdava che venissero innanzi, calpestando pure le viti , che erano roba sua: e andava dall'uno all'altro , e li guidava egli stesso, correndo e saltellando come un ragazzo, al dorso del poggio ove erano raccolti ' • i nemici . I nostri soldati lo battezzarono col nome di ✓ Uomo del cappello bianco .. Era il signor Montevecchi, ricco israelita d' Anco111i e padrone dell'Altavilla cho ci facea così sotto il fuoco gli onori cli casa sua. Egli rimase tra le fucilate e le cannonate tutto quel giorno e li altri appresso finchè non fumn10 padrcmi di Ancona , cian-

NllLLA CAMPAGNA D' ANCONA

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tìanclo, ridendo, facen dosi i n quattro i)er noi. Poch~ eroci furono così. bene meritate come quella che . alcum dì dopo fregiava il petto cli quel bravo citt~dino. . Ma il nem1co non resse sul doi·so dell'Altavilla, e pn ma ~he i nostri vi giungéssero, si gittò giù pel fianèo del uoo·o·ìo nella boscaO'lia verso il mare, 'd'oilde rjprese a ~o~~hettarc la diri;ta del 25° bersaglieri. Ma il capit.ano Pinelli, fo.tto eseguire un camlJiament o di fronte a qu~l~ l'ala, e prolunf!:attila a destr a., l'~v-vent? in_quella ma~~'., rn~ sicchè il nemico dovette slogg1arné m fretta. - Grn le a.rtiglierie del Monte Pelago corpinciavano a trarre palle e granate contr o l'Altavilla e il Ca,sotto. · · __ Iufanto la 7a batteria dell'8° giungeva al Casotto. Richiesto di porre in batteria un paio di obus.ieri sul piazzaletto che, comé dissi, sta quivi a destra de11a stcada, per sussidiare i bersaglieri nell'attacco dell'Altavilla _e tirar poi a lunga gittata sulla lunetta del Pe_lago, 1l mamYiore Ostioni giudicò quella posizione tr oppo bassa e s~~perta risp,gtto al Pelago, quindi non adaU~ta. ·~'al• tronde i bersaglieri erano già riusciti da loro soli ad unpadronirsi . dell'Altavilla. In conseguenza di ciò , quella batteria fu r imandata in riserva al coperto, sulla . strada :ver so la villa Froli. . ·Nei tempo medesimo (ore 8 112 circa) una gros~a fre• gata · della · nostra squadra (che a noi parve la. Maria Adelaide) ,avendoci veduti HL in cima alle alture e . c_reclendoci nemici , venne a bordeggiare sotto la costier a lì presso, e cominciò (L tra.r re contro di noi colle sue b~o~e caronade da 40 .. Alcuni ufficiali nostri corsero sul ciglio deÙa costiera e giù per le rupi grid.ando " e sventolando fa,1,zoletti bianc;hi per farla accorta del suo errore. Al maggior6 Ostioni - r iusci di farsi intendere urlando in dialetto tra modenese e piemontese , e la fnigata cessò d1 t irare. Poi con uno sforzo di polmoni; in mancanza di segnali convenuti, riuscimmo a far comprendere al


124 LA DIVISIONE DI RISERV., comandante di •quel legno che [avrebbe potuto · renèleròi un grarÌ servizio aiutando a dritta il nostro attaçco. Pochi momenti dopo quella brava fregata volava mnanzi lungo• la costa, inondava di mitraglia le macchie basse ove si era ritirato il nemico s~l :fianco e ·sul rovescio dell'Altavilla, e vistolo fuggire, yolgeva i suoi tiri a grande ar., cata contro l'altissima lunetta, di Monte-Pelago. A noi pareva impossibile che dovessero giungervi: eppure ne vedemmo sèoppiare più. d'uno lassù dattorno ai parapetti di quell'opera: e il giorno seguente, all9rcl1è la conquistammo, trovammo·sugli spalti e nel térrapìenoimostruosi proietti delia ·fregata. )<'orse la presenza ed il fuoco cli quella nave giovarono ad impedire una ripresa offensiva dell'inimico. In quel mentre il 25° bersaglieri, steso in catena, avea occupato r,egolarmente 11 dorso dell'Altavilla: il 23° gli stava a tergo in -due colonne, come sostegno, nell'avval-· Jamento dinanzi al Cm,otto. · Quivi giungev.a il ge~eralc De Son.naz comandante della 1a divisione con un .battaglione del 2° granatiei+ ed il 14° bersaglieri, che prendevano posizione di riserva, quello· a· sinistra , questo a dritta della strada. Le altre truppe della l • divisione· erano in marcia per raccogliersi presso le Ville Froli e Trinchetti e nella ba,'>sura retrostante. ((Corntinua)

~RELAZIONE' 1· I

SOPIH LE

cose ·PI~·

NOTE\'OLJ

RIGUARD'ANTI !LL'ARTIGLIERI! ED ALLE ALTRE ARMI S'l'A'l'E TR..A.TT.A.l'E, ÌNVEN1'.ATE, PROPOSTE ED APPROVATE• IN PAJlSl l):S1:ERJ,. NELL'ANNO l8fit.

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Sembra, che il secolo in c·.ù viviamo, più d'ogni altro· passato, sia fecondo d'invenzioni d'0gni maniera; e in..fatti 111.olte, 1)elle, grandi ed utili se ne fecero. U genfo dell'uomo è propriamente fatto per inventare e per iscoprire, e la storia delle invenzioni sarebbe invero quella dell'umano spirito. Fra le t ante moderne invenzioni1 vuolsi anche annoverare quelle che riguardano alle armis da guerra,' dacéhè queste tengonvi anche un bnorevoleposto, cd ancora esse hanno la loro utilità, benchè a! €bi non va molto addentro nelle cose, possano apparire· strumenti di distruzione, . anzichè di prnduzione. Noù di tutte quest' ultime puossi però trarre giovamento, :nella -guerra, ·nella quale sopmtutto è necessaria l$ · semplicità degli strumenti, .e la sicurezza di chi: li in.a-


126 'RRLAZIO~E neggia, delle quali quarità spesso clifett~no certe moderne invenzioni . Imperocchè la g uerra per la mamrior r)arte Ot) di co1oro che la fanno è tempo di operare anzichè cli consigli, il pensare spettando specialmente a colui al quale ne è affidato il sllpremo governo, e ad ogni altro l'olJ• bedir pronto. Nei moderni tempi la Francia, l'Iag1iilterra e la 0o-io• vine America, sole s'abbandonarono nella via delle invenzioni e .delle scoperte con ardore senza esempio, prodotto a un tempo dai costumi, dai bisogni e dalle peculiari condizioni di questi popoli; ma l'Inghilterra fecesi maestra del mondo in questa via; cionondimeno questa classica terra dell'industria, fu seguita. da viciuo dall'America e dalla Francia, o spesso fu a.1che superata e dall'una e dall'altra. Tutiavia so la Francia e l'Inghilterra o l'America inglese tengono il primo posto negli annali dello invenzioni e dello scoperte, gli altri paesi dell'Europa non hannosi da avel'e in conio d'inerti, o ne sono la prova le opere che trattano di questo materie, pubblicate iu Germa~ia, in Olanda, ed anche in questa nostra risorgente Italia, chè negli italiani petti l'antico va.lor non è ancor morto . Ancbe nel 1861,' principale scopo di studi furono l'armi d~ fuoco r igate, la cui efficacia fu dalla sperienza provata di gran_ lunga superiore a q:ielle lisce dapprima usate, procacciando gli uni di renderle più perfette, altri studiandone la teorica del tiro, ccl altri la storia. Ma altro iuvenzioni ed altri perfezionamenti ancora si fecero o s'introdussero in altre coso che riguardano, o poss~no da qualche lato riguardare la milizia, e cli queste ancora, · almeno delle principali, fo pli.r qui cenno. Noto per altra parte che molte delle novitù inserite nei giornali stranieri vogliono essere ac<";olte con somma riserva, essendochè esse spesso o sono millanterie o son favole. -~d ogni. modo poi. è forza che gli eserciti seguano ad

RELAZIO!\E

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ogni costo i progressi ed i perfezionamenti che fannosi in altr.i; avvegnachè queste, dice il generale Konstantinoff, sono le ricognizioni, che si fanno in tempo di pace, le quali altrettanto sono essenzidi quanto quelle dei tempi di guerra, affine cU non lasciarsi cogliere alla sprovvedi1ta. Le armi da fuoco r iga.te tengouo anche in questa relazione il primo posto; imperciocchè esse sono la maggiore e la più importante dello novità non ha guarì introdotte nei mn.teriali degli eserciti europei, e quella che t uttora prosegue sopra tutt\') ad occupare la m·ente degli artiglieri europei. La fortezza di Gaeta provò nel 1860 il tremendo effetto dello artiglierie rigate; talchè un ufficia,le svizzero al soldo dell'ex - re cli Napoli, che nell'anzidetto anno trovavasi appunto colà assediato, inserì un suo articolo nella Gazzetta di Lipsia, in cui magnifica i cannoni rigati, e nota che una delle cause che principalmente contri buirono per la capitolazione di quella fortezza alcune settimane prima del tempo che gli ufficiali s,rauieri avevauu IJOtuto sup• porro, sta .nella determinata superiorit11. dei cannoni rigati d?gli' assedianti a qucl1i della fortezza, i quali sebbene fossero di grande portata, erano tuttavia a canna liscia. Il predetto ufficiale narra che i grossi cannoni rigati degli assedianti atterravano con furia spaventevole e mura, e parapetti, ed opere di terra, e li giudica capaci di aprir la breccia in tempo dicci volto minore cli quello che vorrebbevi con nltrn genere dì cannoni. Questi effetti egli a;vcvtt osservati tanto in Ancona, quanto in Gaeta; ma assai più terribili in quest'ultima. Egli rac• conta che durante l'assedio di Gaeta essendosi più volte trovato nelle batterie più a·vanzate dell'anzicletin. fortezza, le quali erano ministrate da, Svizzeri e da Tedeschi, sui primordi i Sardi tiravano malissimo, ed i proietti sorvolavano molto alto al capo loro; ma che poi, tro,a.ta la vera. distanza ccl il punto giusto della mira, i proietti


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ll&LAÌIONÈ

RELA'tiO.:ijl

'I?to distruggevano t>guì cosa, ne erano ""pÌù volte scaval~ -,enti i cannoni della fortezza, e sì ~rave era la perdfta cli ge:qte, che ,più non avevasi che volontarii che si conducessero a •ministrar quelle batterie. S·e gli artiglieri studiano a r·ender pìù .perfette 'le artiglierie rigate, dall'altro canto la marineria e oofingeaneri o milifari mi'rano a clifender~eìle; la prima col vestir le suè navi di grossi piastroni di ferro, che però l'artiglieria tenta di trafomrì:l e rompere, anche avventando contro queste catafratte navi palle d'acciaio· con cann6ni rigàfr ·e gli ii1gegneri meditando d'introdurre. nell'à1'te fortin·cat0ria e nella guerra degii assedi, que' temperamenti che necessai'iaméJite sono richiesti dall'attua,le condizione de1le arfni cl.a fuoco.

InOnenz-a. dcllll artiglierie rigate s6prà 1a fortificazione. . In lrighilterra, là dove la straordinaria gittata e l'ag-• .giustatezza dei tiri dei canndm rigati erano state r ese __inani feste speritrrentaùdo il cannone dell' At'mstrong, si fu, ìndotti a commette're nel 1859 ad utia Commissione di distinti uffici~li r èsaine dell'influenza, che le pr_edette' art iglierie avrebbero potuto aver sopra le attuali fortifica-. zioni, e sopra quelle da costruirsi . E questa Commissione :dconoscendo che l'effetto maggibrmeilte sensibile della nuova ·artigliei'ia, egli è quello di colpi1'e è di recai' l'in·cendio da più: l\mgi, essa pfr andare incontro a tànto rovinoso effetto, proppneva che uiia fortezzà piahtatà heUa pianuTa, o circuita da alt1.1re, venisse fasciata da un g iro di operè da innalzarsi sop·ra una circonferenza, il cui ..;raggio sia pari alla . gittata del cannone rictato o , che vafatava di 8190 rnetri. Ma sO1mt questa proposta il Gi'o·r nale dell'esercito bélga fa alcune ·considerazioni, ch e pat endomi ancov esse degne d'e'iame, le registro qui qu:asi per intier0.

•

I~!)

Se l'applicazione del principio · della comm1~s10ne-inglese. è necessariamente assoluto, se la nnova_ a;rtiglieria, . costringe a dare cotanto ampio sviluppo alle- fortificazioni,. le fortezze non solo perderanno gran parte del valor l~ro difensiyo, ma per gitwta la costruzione e l' armam,ento. ài esse, richieclera:ino cpnsiderevoli somme di <lEtnaro,. e la difesa loro . scemerà-1'.esercito campeggiante der difensore a segno che sar,à r idptto a- non poter più.. nulla. tentare. Le fortifìcaiioni cli Parigi che gi~t .stiro.ansi ~mpie di- soverchio per esser. ben difese, lmnno 40. GhiT lometri . di eircuito; ora per fortificare la predetta car,ital13 secondo .il principio della c.ommissio;ne. inglese, 'do.v,rebbesi r adçl.oppiarne il perimetro ; ma di una posiziono trincernta di 80 chiloiuetri di fronte d'.attacc.o, ne tornerà ognor a dif;Iicilissima la difesa, posto anche acfoprinvisi molte tr,uppe e numerose artiglierie.. e .o lla potenza. ch e s;i attribuisce alle artiglierierigate, le fortezze di grande ampiezza come Parigi, Verona ecc., vanno tror,po soggette a~ bomba.rdamenti, perçhè possano opporre una g:rancle resistenza., e quelle oombiu.aJe secondo. il metodo ingle.se h?,m10 t roppo gr:ande pe6metro, e riohi0ggono soverchi materiali; e troppo numer 0se truppe .. :0.,ppcle i , due predetti metodi esseµclo eguahnènte viziosi, sarassi ~ostretti a. ricercarne altro che ripari le fortezze dai boro~ bardamenti, a;nzichè sia d'uopo di ampliarne- s1-11isurnt.a1nente il perimetro. Se. per at to cl'. esempio in yece di llJi sito in cui evvi un grande a.ggregato cli popolo, se ne ,scegliess@ un altro ,i~er fortificare, i11 aperta ca;rn p,agna,. ovvero . s'eleggesse un buon ancoraggio l ungo una- costiera disabitat-U-, potrebbevisi, fabbricare tutte le o:ffiGine. ro.ilitari e .. mari.tt.ime di:(es(:) dalle bombe; e siccom.e noi1.-ve,ne, sar~hbero .altr.e., l'effetto dd bombardament o di simil fortezza I sa,reb))e ri,i dotto 'a '. nulla, ed allora notrebbe.si r.estbugere le fortificaziorll -a , con.venient e sviluppo.


:rnn

RELAZIONE

· Ma piantando le fortezze in carnpagna a1)erta, od ·in ltioghi isolati della costiera, accade che lasci11Si in mano del nemico i grandi centri di popolazione con ogni loro conforto; · e •ciò sarebbe un inconveniente grave. Ciò tuttavia sé l'effetto distrnttore dell'artiglieria segue a progredire, certamente converrà ai)pig1iarsi a tal metodo di d ifesa; che le officine militari sià.no compiutamente separate dalle grandi ciWt, od alt.ramen.t e si sarà costretti ad abbandonar l'uso delìe fortezze. Ed infatti a che servirebbe oggi una fortezza con un raggio di otto.mila metri, se al domani venisse inventato un cannone che- scagliasse i ~uoi proietti a 19 o 20 mila metri"? Checchè ne sia, nella scelta del sito delle fortezze, che siano atte a reggere alla nuova potenza delle artiglierie, preferibilmente _si donà ricercarlo favorevole all'offensiva, anzichè fornito d'ogni condizione di buona difesa; e nella costruzione di tali fortezze, si dovrà procurare che le opere della prima linea ·abbiano larghi sbocchi, f~ssi difesi da batto.rio, in C\1Ì i cannoni e gli artiglieri ~iano riparati dal f Lwco con-· vergente dell'attaccante, e ridotti diversamente costrutti e disposti, e particolarmente destinati ad uso diverso di quelli cl'oggidì. I ridotti, fin qui esclusivamente destinati a servir di r ifugiò ai presidii, e di luogo di capitolazione, avevano stretti sbocchi, e vennero eretti quanto più lungi dai punti dell'attacco. « i\fa ora, a cagion delle nuove ~ artiglierie, i ridotti_ , r ispetto alle opere cli cui fanno » parte, deggiono essere ciò che sono le fortezze rispetto » al paese ch'esse difendono i cioè perni centrali donde » muovono le riserve per respingere gli attacchi repen» tini, o gli assalti, e servir di rifugio al presidio durante > i bombardamenti : » e la ragione ne è quest.1. Quanto più cresce il raggio d'azione delle artiglierie, tanto più acquisterà di preponderanza il fuoco convergente dell'assediante sul fuoco divergente dell'assediato. Così -se per atto di esempio l'assedi.ante giugne a scagliare in un forte

131 tutti i proietti delle sue batterie, piantate in un raggio di quàttromila metr i, questi proietti cadendo sopra ristretto spazio, vi produrranno effetto assai di più di struggit or'e di quelli dell'assediato, cacciati quasi alla ventm~a · e divergen ti. Sa,rebbe quindi stoltizia dal canto del d1fensorn il logorar le proprie munizioni a rispondere al bombardamento a grande distanza. Ma se l'assediato ri~ ceve nocument o senza poterlo restituire, come può egli prolungare la sua, resistenza? Lasciando sui parapetti n è un solo uomo, n è un solò pezzo d'artiglieria allo scoperto ed esposti ai proietti nemici, e serbando nel suo ridotto colonne e pezzi allestiti, e sempre par;:1ti ad uscirne l)er respin gere gli attacchi repentini, o gli assalti. Si comprende pertanto che affine un tal metodo di difesa possa essere approvato, vL1olsì che lo opere di fortificazione ne vengano conseguentemente combinate; che tutte le artiglierie allo sco1)crto siano incavalcate ad a:ffosti amovibili, che i ri' .. ùuLLi siano s1_.ia,,io'si, abbastanza co11centricament e piantati, ed abl)iano sbocchi assai a,mpi e numerosi, cosicchè si possà ·uscirne con masse di truppe a,d un tempo. Ed aéciocchè i ridotti compiano a t a,li condizioni, conviene che, invece di essere piantati nella gola delle opere, e di farli con una o due strette uscite; s'er igano verso il mezzo delle stesse 6p~re1 a mano di tutti i pur.ti. d'attacco, e vi si operi un dodici uscite, donde si possa sbocca,re in colonna a pelottoni · e con artir:rlierie allestite. Ridotti si.lfatta,mente e, disposti non solamente servirebbero di rifugio per capitolare, ma sopratutto contribuirebbero alla difesa, stessa . dell'opera, il quale uso non hanno gli attuali r idotti, e d'onde deriva il capital loro .difetto, ed il poco valore difensivo, che generalmente hanno le opere delle fortificazioni. Se dunque ammette,i l'efficacia della grande gits tata dei nuovi ca.nnoui, non basterà trasformare le antiche fortezze, e di al1arg,irne di pièt la prima linea di difesa; ma sarassi astretti a demolire tutte quelle che esistono, RELA7.l0NE


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RELAZIONE

,ed a fabbricarne in nuovi siti, secondo principii assai diversi da. eiueHi che fin qui servirono di massima nella costruzione dì esse; od altra.mente, come già si disse, farà d'uopo di abbandonarne l'uso. In Germania. venne alla luce un opuscolo anonithò , in ,eui, è medesimamente trattata la questione dell'influenza dei cannoni rigati sopra le fortificazioni, e sopra la guerra .degli assedii. Di questo tal epuscolo il sig. cav. De Bartolomeis mi fornì la version e, e di essa il sig. cav. Bootti, capitano del genio militare fecemi la cortesia di farmenè il compendio, che qui pur credo bene d'inserire, acciocchè :veggasi in breve quali siano le varie opinioni rese ma~ feste intorno a materia sì grave ed importante. L'anonimo autore premette dapprima alcune considerazioni intorno all'utilità delle for_tifi.cazioni, 1oidotte a r;naggior semplicità ed a scienza pratica, e sul concorso indispensabile dell'elemento attivo di difesa colla protezione passiva delle opere riparanti, per cui giudica indispensabile che tutte le truppe vengano informate dei modi forti:fica:torii, onde propone. di approvare per essi forme semplici e · facili ad essere intese dal soldato. Considerando quindi come .la fortificazione abbia sempre mutato col mutar dell'armi da guerra, reca la sua · attenzione sopra il cannone rigato, ·e p:roponesi- di studiare l'influenza che questa nuova artiglieria può avere sopra· la fornifì~ cazione e sopra i metodi d'attacco e di ·difesa. Secondo l'anonimo, l'uso del cannone rigato riconduce la fortificazione· a forme meno implicate, e l 1ampiezza che · conviène,darn alle ·fortezze consiglia semplicità. maggiere nei profili, e risparmio nei mlcamenti. Volendo adattare le forme della nuova fortificazione alle nuove. condizioni, egli mette a base questi 'principii, cioè, maggior semplicità nella pia:nta; vie· dei rampari, terrapieni e strade coperte più lal'ghe, affine di agevolare le mosse offensive- delle varie milizie; luoghi d'assembra~

13'3 mento nel principal recinto mediante opere isolate e chiuse, le qua.li signoreggino a modo di cavalieri le park componenti il recinto medesimo; éomunicazioni con1ode ed ampie fra ii recinto ed il fosso ; trarre il gio,ramen.to che si può ma.ggiore della zona di terreno che è innanzi alle opere, rinforzandone con fortini la n atural él.ifesa ; adoperare uu riparo che eviti quanto si può le opere cli rnuro; costrurre casamatte e sotterranei sufficientemente · spaziosi, caserme, lazzaretti ecc. L'autore offre quindi di questi principii l'aprJlicazionè in un progetto di fortificazione con cinta continua e fortini staccati. Il sistema per la cinta è poligonale con una fronte di 1600 passi. Un fronte comprende la cinta principale leggermente piegata a ta.naglia, il fosso parallelo alle facce, la strada coperta con piazze d'armi agli angoli saglienti, ed ampie piazze d'armi nel mezzo. La cinta principale nei saglienti s'innalza a modo di cavaliere, e questa parte è munita di ' :fianchi, r,hP. sop1'ast.anno alle l unghe facce, ed ha forma di bastione. ,Il fosso, quando vi si possa otten0re la voluta altezza d'acqu'.a, lasciasi a Ecarpa ·libe.r'a; so invece è se::co, va fornito cli sentiero per le ronde, con muraglia a feritoie e contrascarpa rivestita di muro. ed è clifeso da caponiere collocat e nei saglienti, rigirate da un fossatello con gallerie a fuo chi di rovescio. La grande piazza d'armi ce11trale è rinforzata da un rivellino di .terra, che non s'appoggia alla controscarpa del fosso principale, ed il cui fosso è fatto a salita. Larghe comunicazioni 'fra il · fosso e le piazze d'ar mi, e spessi sbocchi da cp.ieste verso la campagna, permettono di rinnovar gli assalti. Dentro ai bastioni, e dietro il mezzo d 'ogni fronte sonvi opero a cavaliere che difendono le lunghe facce della fronte, e battono le ampie comunicazioni fra il fosso e la strada coperta. In tutti 1 terrapieni sonovi casa.matte. RELA'ZIONE

A?rno VI. Voi. lii. - 10.


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RELAZIONE

llÉLAZ-1.0NE

Quanto alla zona di terreno fuori deila cinta, p·ropo~e due clisposizioni diverse di fortini distaccati, cioè; 1° CTna linea di fortini distaccati, distanti passi 500 dalla cinta principale, e fra mezzo ad essi, ed alquanto indietro, batterie fiancheggianti. · 0 ~ Una linea di grandi lunette distanti passi 2500 dal recinto principale, e passi 4000 l'una dall'altra, aventi in dietro batterie fiancheggiauti; ed a passi 5000 dalla cinta altra linea di fortini . maggiori, rispondenti -agli intervalli delle lunette.. I foTtini più esterni, chiusi alla · gola, con fosso rivestito ,cli muro fiancheggiati e muniti di ri'd.otti interni di · muro; quelli più interni aperti alla gola, non rivestiti e privi di fiancheggiamenti nel fosso. Quanto alle norme a cui attenersi nella condotta <leali b assedii, l'autore cerca modo di potersi valere il meglio che si può della forza attiva itffine di respin"ei'e . O bo1i assalti del difensore, e crede c.onveniente che per conservare la fiducia nel soldato, atbiasi ad abbreviare la durata dell'assedio ·coll'incominciare i lavori ossidionali quanto pii'.1 si può vicino alla fortezza; che· deggia, tal distanza esser compresa fra i 700 e gli 800 pas~i; e consistere i iavori d'assedio, non pii.1 _in parallele, ma in opere isolat·e, per le quali, lo sviluppo esse:::ido piccolo, si potrà adoperare conveniente profiìo, congiunte da linee di difese accessorie; e piantarsi le prime batterie più indietro e dove meglio convenga alla configurazione del terreno. Compone la ~ conda parallela di altre simili opere da innalzarsi in siti rispondenti agli intervalli fra quelle della prima; e la tcrrn, che si sèava al piede dello spalto, di opere chiuse, indipendenti, congiunte da comtt11icazio11i a forma di trincea; e . forma poi il coronamento della strada coperta secondo l'usuale modo, o servendosi cl.egli im.buti delle mine. Le batterie dovranno sempre verlir piantate dietro alle opere componenti lo varallele,

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al .sicuro dagli assalti del difensore, e congiunte ·a quelle con· rami cli trincea. Il difensor~ meglio dell'attaccante, potendo giudicare delle ·distanze, e per il signoreggiar delle opere, osservar l'effetto dei tiri, l'autore giudica essergli giovevole l'uso dei cannoni rigati. Consiglia tuttavia di comporre l'armamento della fortezza di cannoni lisci, di obici · e di can~oni rig~ti, e più particolarmente di c;ruelli leggeri, acc10cchè siano facilmente traslocabili. Ravvisa tornar utile di munir cli ferrovia la strada dell~ cinta,. mett_endola in comunicazione con ( magazzini, arsenali ecc., e non crede conveniente di ritirare i cannoni dalla cinta tost~chè. le batterie dell"attacco ham10 acquistato vantaggio sopra quelle della fortezza; imperciocchè, se il cons~derevole numero di queste ultime, ed altre speciali circostanze, possono talvolta Còl].sigliare ad usar tale cautela, cionondimeno volendosi . difendere per alcun tempo, fa d'uopo contrabbattere assolutamente e successivamente le batterie nemiche. . ~a Gazzet(a militat'e cl-i Darmstadt fa però le seguenti P:incipali considerazioni int orno alle proposte dell'anommo autore, cioè: 1° Che i principii svolti nel citato opuscolo . n•-~ sono nuovi, m~t sono già stati praticamente applicati in alcune . fortezze, e particolarmente in Ulma. · · 2° Che torna impossibile l'approvar forme di forti~ fìcazioni che siano facilmente intelligibili .dal soldato, nè poter far senza d'ogni specie di rivestimento nei fossi pieni d'aèqua, nè potersi praticar le ferrovie quando le strade offrino erti pendii . . _ 3" Che sono dubbiosi i vantaggi, che l'autore si ri prornette dal far più ampia là strada coperta, alla qual cosa sono contrari il Bousmard ed il Ohoumara. _ 4° Che sono insufficienti i bastioni degli 'angoli per ril?arar dai rimbalzi il sentiero per le ronde _ed il muro


RELAZIONE 136 a feritoie nell'interno della cinta pox trattenere il nemico quando sia giunto sul parapetto. 5° Che sono .troppo basse le caponiere dei sa,glienti, e )a sc,&rpa del fosso ;, o sovtrchiamente grande l'inter~ vallo <li 4000 passi. delle opere chstaccate. E intantocliè la citata Gaz;;,;ettci nota come il nuovo sistema corifròntàto cogli ai1ticlù non offra alcun minor dispendio, approva la proposta di avanzare qnanto più si può la prima pa~ rallcla., in guisa però che sia sempre fuori del tiro delle armi portatili, e consig1ia a non trascurare le comuni.ca~ zioni coperte fra le b,~tt.erie dell'attaccante ed i loN de, positi, affine di· non correr rischio di vedersi scavalcati i pezzi anzichè s1ano piantati in batteria. ·

Storia 1léllc armi .da fhoeo rigate. . N ell'Arcfiiv fur d/4a P!ficiere ()dr Jfon . P1·euss. Artillerie, und Jngervieur Corps, trovasi inserto un articolo assai in-

teressa.nto intorno alla storia dei cannoni rigati. Che l'invenzione delle armi da fuoco rigate sia assai antica ce lo afferma il celebre Robins, secondo il quale la trasformazione della canna liscia del focile della . carabina in canna rigata; sare1Jbe stata operata trccent'anni prima che egli consigliasse l'uso del fùcile rigato, che s'era conservato s pecialmente nell'Oriente. E di quest'-t1ltimo fatto trovasi la prova nella descrizione-d\m fucile ori~ri.tale· registrata nel (Jfomale ·Asiàtico del sig. Renaud, membro dell'Institut o di ·Francia, ed in parte tra.scritta nel 11ldniteiir de

RELA Z!ONB

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menfre l'iu'7enzionc d'nn'artiglie:tià leggerà, sicura e di lunga gittata, non è che da pochi anni in q,ua, che di~· ventò una primaria quistione, che tuttora constituisce l'abitnale studio cli coloro a cui spetta particolarmente di trattare di qu.este materie. Presentemente le artiglierie .. rigate souo in uso in tutti gh eserciU europei, ·del q-t:tale ne fu agevolata la via cbl buon esito cho ebbero •i proietti oblunghi adoperati colle armi portatili; ma, siccòme afferma le sLesso ,frchivio Pnissia,110, prima cl,'ogni altro Stato fu, la Sardegna ad approvarli coi cannoni, che il · cav. Giovanni Cavalli appunto face,,a gettare nel 1846 per i sopradetti' proietti, o doncl'ebbe principio una nuova éra per l'artiglieria. Avveravasi intanto con ciò il pensiero manifestato dal Robins cent'anni prima, il quale 10 concludeva colle seguenti parole : Io sono convinto, egli diceY'a:, che quel tal popolo che avrà riconosciute le particolari proprietà e le prerogative cleì cannoni rigati, e saprà fabbricarli a dovere, beil: manegg1.arli ed aggiustarli, egli avrà :in. guerra ta.1 supériorità, cli cui· non sarebbe starta capacé qualsiasi altra i:nvenz.ione per perfezionare le armi. Credo altresì poter sostenere che es~i rirocureranno ad un esercito gli stosqi vantaggi sopra aìtro che ne vada privo, che quelli che ,già. produssero Je armi da fuoco nei primi tempi della loro - invenzione sopra gli eserciti che non ne andavano forniti.

Osservaziotii intonio al cannone tlell' Armstrong.

.l'Arm6e.

Questo tal fucilt,"' che appartcnenevµ, al re d.i Lahore, Rundiet-Sing, ha la canna che esteriormente è ottagonale, ed interiormente esagonale, e le righe ne sono diritte. Ma i tentativi . stati fa,tti negli andati tempi non frutta·rono che singolari ed inutili artiglierie, che non rimarranno che come il -prodotto dell'ingegno di dotti arti'glieri;

1'3'"f

La stampa inglese gagliardamente inyestì il cannone dell' Armstrong. I vizi che gli si attribuiscono non si re~ s-triu~ono a passaggere imperfezioni, ma sono i1:eren ti alla, stessa sua natura, ed assolutamente ref!clonlo 1mpro•: prki continuato uso nella guerra. Secondo il llfechanic's Magazine col cannone dell' Armstrong non si pUò operare ' '

a


139 vibile e da too-lierc e riallogare ad ogni colpo, e nota che 1~ difficolt; d'esegui.mento che la grossa vite e l'in* tiero sistema di serrame offrono, rendono il prodotto cannone troppo costoso, perché non lo si possa consi~e1~are che come un'arma di lusso. E quanto al suo prmc1pal vantao-aio, quello cioè della sua possente vite, e della precisi~ne 'che rinviensi nell'otturatore a~o.vibile, egli mette sott'oc~hio che tutta questa tal prec1S1onè consta nel disporre il fag1io dcll'a.mma e quel~o d_c lla vite _in piani paralleli, la qual cosa facilmente ott1ens1 snl torruo; ma che essa poi non conserva~i in organi che Yanno soggetti a dilata.rsi ed a slogarsi: eh~ il Vento, che per fermo. ha la vite nella sua chiocciola, s'allarghor.'.t e cagionedt lo sviameo'to della sezione do1la vite; che l'ott uratore non ostante l'esattezza delle sue facce, alla sua volta si sformerà, gli verranno fatte ammaccature , ed il combaciar guarì. non t arderà ad essere imperfetto. Ed a coloro poi che affermano evitar, la possente pressione della -vite cava., queste cause di distruzione, il Piron risponde che vou v'ha nulla che sia men vero che la grande forza di tal 'v ite, e cou un piccolo calcolo egli ciò dìmostra, dal quale risulta che la vite anzidetta è ~en lungi_ dall'esercitare una straordinaria pressione, riducendosi essa alla dodicesima parte della forza, che occorrerebbe per ammaccare i metalli a contatto. E fi ualmonte concludo che la grande forza che si attribuisce alla vite del cannone dell'Armstrong è una favola ; e che questo dispennon è punto commendevole por ' dioso meccanico ino·eO'no o o . un'arma di guerra. Conviene insomma concludere che i cannoni dell' Armstrong per i quali l'Inghilterra spese, secondo si asse:rera, la vistosa somma di cinquanta milioni, non sortirono l'~tteso esito, e che inyccc ;;icevettero una perfetta scon• fitta. RELAZIO:SE

un fuoco continuo e celere; esso richiede cura e vigilanza soverchio, a tal che giammai puossì abbandonarlo a1l'or• dinario maneggio del cannoniere; collo scaldarsi del pezzo guastasi il fragile serramo della culatta, le cui parti poi non combaciano più perfettamente ; ad ogni spnro i gassi sfiafàno, in brev e il focone ne vien guasto, ed il pezzo non può più ser vire se n on si racconcia. Prima che siano stati condotti a termine cinquanta tiri, ne fu quattro volte sconciate il focone, ed· in tiro celere prima del trentesimo il pezzo diventerebbe inutile. Le granat~ di questo pezzo n0n possono venire a$sembrate nè sparate senza imminente periçolo. Sir William Armstrong r ispose a queste critiche ne• gando che ~egli ultimi sper imenti i suoi cannoui avessero sofferto per cagione di un fuoco celere. Secondo lui, dopo essere state sparate cinquanta palle in cinquantasette minuti, il cannone sarebbe rimasto illeso. Tuttavia egli implicitamente riconobbe il valore di certe critiche, epp_erò si propose di r endere più durevole il focone, di per fezionarne la disposizione, o di allungare il cartoccio in guisa che compia la lunghezza della camera, colla qual cosa egli crede che sarà tolta ogni occasione al non allumarsi la carica. Egli asseriva. esser attorno a rimediare a certi particolari del suo pezzo, aggiungendo un modo d'impe-dire lo sfiatare ai ga.ssi nei cannoni da 108. Tuttociò per altra parte prova che l'invenzione dell' Armstrong non ha la perfeziono che i suoi panegiristi gli attribuirono. Sir vVilliam Armstrong aveva intanto posto mano a gittare un pezzo da 120, il quale caricasi~ la bocca, e crede che tale straordinaria sua artiglieria diverrà fra breve d'uso generale. Il Piron, autore di un opuscolo sopra le batterie _incasamattate, e di cui si farà pur cenno in questa r elazione, esaminò ancor egli il cannone dell'Armstrong . Egli giudica essere grave inconveniente puao dell'otturatore amo-


REÙz'IONE.

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Cannone slrao1 dinarìo di• Portsmoutb. ·

Cannone delt'Jioffmarm. l.'~nv-entore di questo cannone è un capomaestro di Bromberg, che seiupò il suo tempo ad inventare una cosa' ·vecchia, come si vedra qui dopo. Questo cannone è' composto di cinquanta comuni canne da fucile, le q1iali si caricano· e si sparano tutte ad un fiato-. n_el breve· temp~ di :m minuto second'o; soli tre '1"' uomrn1 ba,'ltano a; maneggiar questo pezzo, e due altri conducono i cavalli da tiro . Secondo i computi deTI'in-ventore la gittata n.~ sarebbe di 1500 piedi. Il cannone · è incavalcato ad un carretto e potrebbe essere piantato J.1.egli angoli di tm quadrato. I cannonieri che ministrano i

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pezzo 5'tanno riparati dai proietti nemici dietro una grossa· piastra di ferro. · _ Di questa invenzione ne fu commesso l'esame ad una Commissione, la quale pare che non avrà a portar altro giudizio foor qu.el1o, che essa non è ch e il discppellirnento dell'antico Organo, con qualche aggiunta di poco riguardo; arnese che al· giorno d'oggi non può più. g10,;-are.

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L' Adts, ed' alcuni giornali asseriscono che non ha guari a Portsmouth fu piantat o in 1=-a tteria un cannoné di straordinaria grossezza, Questo pezzo d'artiglieria è di ferro :fabbricato, e collocato sopra un muro grosso sette piedi e signoreggia la bocca ,della rada. Eisso è lungo cinque metri fra l'estremifa della cula,tta e la bocca; la r::ua. culatta ha il diametro di metri 1,15, la Yolata metri 0,70, l'a~1ima metri 0,33 e questa è lunga 'metri 4,.05 . Il pezzo pesa chilogrammi 22330, la sua palla libbre 336, e la carica di polvere chilogrammi 39. L'affusto ed' il paiuolo sono, di ferro; l'affusto pesa chilogrammi 3150, ed iT paiuolo chibgrammi 4.060. È quindi' da concludere che il proietto scagliato da questo cannone a breve gittata sopra una nave, cagionerebbevi effetto talmente t erribile, che forse sarebbe rnsa inafole a comT)attere, od almeno produrrebbevi cotanto considerevole guasto da veni:t:· eostretta a sospenderé i proprii tiri:

RE·LAZIONE '

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Cannone-mortaio di Gionumi Fran(ii. In pr:incipio del passato 1861 il Jlloniteu,r de l'Armée ann unziava l'invenzione d'un pozzo d'artiglieria, che debbe servire e come cannon e e come mortaio, stata, fatta da. un certo Giovanni Franci.' Questa strana macchina da guerra, a cui. si attribuiscono molto proprietà, e fu data ad esaminare al Comitato d'artiglieria francese, è composta d'tma par te di b1·onzo ; cioè . del mortaio propriamente detto, fatto di due cilindri di cui uno più stretto destinato a contener la crcrica di polvere, e l'altro più ampiq per la bomba o la palla; la parte inferio:i;~ di quest'ult imo posa sopra l'orlo del primo in cui collocasi la- caricai Per convertire questo mortaio in un cann one più o meno lungo, gli si adattano secondo i bisogni, anelli di ferro, {l.·~ loro collegat i n el verso della lunghezza da altre parti ancor esse di ferro, le quali lasciano fra sè spa~i vani. Il mortaio ed il cannone sono rigati di spire rilevate; ed il pezzo intiero è Telativamente leggero,"dacchò una part.e sùa è di ferro e traforata. Questo pezzo si scalda mene, degli t1.Suaìi, e meno s'insudicia, la qua! cosa concede un tiro più celere. La sperienza sentenzierà intanto definì-; t ivamente sopra quest'altra invenzione.

Caunoue tic! Calia. Un certo Calin, già sott'ufiiciale nell'artiglieria: -fran..;. ~ese, inventò anch'egli un cannone, con cui si possono


142 RELAZIONE sparare ad un _tratto cinqu~cento proietti conici, e · 10-à metraglia, La gittata·di.questo cannone ragguagliatamente alla carica può raggiungere i 2500 fino ai 3000 metri. A _ questa distap.za, i proietti, mediante un particola.i" congegno, possono venir ristretti in una r osa cli 30 metri. Il cannone pesa chilogrammi 1500, e facilmente si ma~ heggia ; bastano venti uomini a maneggia.d o : e con esso in un'ora si possono eseguire 30 colpi_, a-nzichè il cannone si riscaldi. I colpi, con un metodo assai ingegnoso, risultano sicuri, e quand'anche soli 250 proietti dessero nel segno, con dieci _co~pi in venti minuti, · si può distruggere ùn iutiero reggimento, che però sia determinato a freddamente sopportarli. Sìano pure qualsivogliano i pregi di questa invenzione, non sembra per altra parte che possa ancora esser quella tale che indurrà la Francia a rifor• mare totalmente la sua artiglieria. ·

Rl!LAZ!ONE

Cannone da casllmatta del Piro.o.

Cannone del Zawodsky. Da certo tal .Zawodsky, atmaiuolo di Gitschin, fu in~ -ventato un cannone a cassulci,, delia cui struttura non si .ha però fin qui notizia perfetta. Dicesi che tal cannone abbia mia straordinaria gittata, e possa.si _sparare anche se dirottamente piov esse. La sua anima non ha d'ùopo di essere ripulita, <lacchè la palla stessa fa tale uffizio in · ogni sparo. Si carica per ~a culatta e con tanta celerità, che due· uomini possono eseguire da 4 a 5 colpi per ogni minuto . Esso è siffatta-mente congegnato èhe dopo gli spari non muovesi dal suo posto, ed è COSÌ leggero che un- sol uomo può strascinarlo senza fatica. Questo cannone fu presentato all'imperatore d'Austria, ed esperi-· · mentato a Vienna; ma di tale sperienza non venne pubblicato l'esito, e probabilmente sarà aecaduto di questa _, come di tante altre simili invenzioni, quando l'esito non risponde ·all'aspettazione.

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Il Piron, ufficiale negli ingegneri militari francesi, in un s uo opuscolo pubblicato nel 1860, ma non capitatomi nelle mani che nel 1861, trattando della costruzione dell~ batterieincasamattate e del modo di far risparmio di spesa nella loro costruzione, tiene ad un tempo discorso intorno all'armamento di esse .. Egli da quest'ultimo lato :esaminadapprima il modo o la specie delle artiglierie di cui suolsi far uso nelle casamatte, e siffatte artiglierie giudica non pròpric a fornire ai tiri delle batterie hasse e la celerità e l'aggiustatezza indispensabili aU'efficacia loro. Ed infatti è_noto che gli affusti, i paiuoli ecc., destinati perle batterie delle -fortezze e de1le coste, non vennero fob~ bricati col presentimento delle ca.c;amatte :fiancheggianti, o delle batterie rnd_enti destinate alla difesa dei fossi. L'artiglieria delle fortezze qual è oggidì può bastare per la difesa alta, o per le ope::-e marittime quando il bersaglio è lontano e rimane il tempo necessario per cogliere la mira. Ma il Piron dimostra che questi materiali per niun riguardo rispondono ai bisogni .della difesa dei fossi, lento essendone il maneggio; e le batterie .basse a cas~matte essendo giudicate un felice trovato della ·moderna- fortiucazione, è pertanto d'uopo, perchè reale ne sia il progresso, che le casamatte vengano munite d'a,rtiglierie atte ad essere celeremente sparate; il. qua:le scopo cogli attuali materiali non può essere raggiunto che coll'adoperarvi una grande quantità d'artiglierie, posciaehè il tempo necessario _a caricarle, ricondurle in batteria, e r ettificar la punteria dopo ogni sparo, impediscono il celere sparar e. Per altra parte la ragiono economica a ciò si oppone; ed egli è appunto per questa ragione che a certi militari r ipugna l'tlso delle batt_erie basse inca.sa-mattate; le quali però 11011 posso.no inspir are intiera

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REL~:ì.::mu.l

fi ducia, se non sono munite di numerosa artìglieria. Ora. pertanto sembra al Piron che invece di moltiplicar. le artiglierie,- convenga meglio perfezronarne le parti; av• vegnachè qui non si tratta tanto del nuntero qua_nto delle qualità di esse. Convinto pertanto l'àutore che l'attuale artiglieria noti è -lJastevole àd assicurare il servizio delle batterie basse a casaroatta, e che quindi preme di invenfare uno speciale sistema di bocche di fuoco per le casamattc, egli ne propone uno di sua propria invenzione, di c1+i ·ad ogni buon fine reco qui a notizia il congegna.mento. Il Piron volle che la sua invenzione soddisfacesse ai seguent1 requisiti ; cioè che il cannone si caricasse per di ,dietro, che gli fosse tolto l'effetto della rinculata, ed il pezzo, dopo ogni sparb , ritornasse da sè in batteria, senza che perciò ne venisse dissesfata la punteria; che il suo ministra.mento fosse celer0 e venisse eseguito da m~o od al _più da due uomini ; cbe il tirò ne fosse parallelo al fosso , radente o :ficcante a pìa.cere; che ·con esso si petesse scagliar palle piène e palle cave, e metraglia, che occupasse il minor spazio possibile nella casamatta, che richiedesse la minor apertura che si potesse della cannonifra, e che andasse ad un tempo fornito delle condi~ zioni necessarie in ogni 'arme da guerra, come sono là semplicità, la robu~tezza e la precisione. Ed ecco in qual modo il Piron cTede él'aver toccata. la prefissaSi meta. : Il cannone immaginato dal Piron si carica per di dietro, ma non è rigato, posciachè il suo inventore riflette che quest'ultimo perfezionamento non reca a.Icun vantao-o 0o·io che nelle lunghe gittate. Per altra parte nel suo caso la rigatura potrebbe essere cagione di · rallentament o nei tiri. La culatta di questo cannone termina in un Diano rettangolare e perpendicolare all'asse dell'anima, a;rente ...,_ late1>almente uiliti du:e cilindri verticali e paralleli ché fra. essi formano un incasso verticale. Il serrame della

RELAZIONE;

I°45

culatta consta in una -piastra prismatica di ferro, la cui s~ione è trapezoide, la quale muovesi giusto giusto nel citato incasso, che ha pertanto la sua stessa forma, ·e .combacia perfettamente colla piastra. Acciocchè questo combaciar del serrame sia assicurato, esso va alquanto sminuendo verso il basso, in guisa che torna agevole il sollalzarlo, e discen.dendo, opera come ima bietta fra i fianchi deU'incasso. Nella parte di dietro del serrame è verticaJ1ne11te intagliata una breve serie di tacche orizzontali, nelle quali imboccano i denti di nna porzione di r uota deù.tata, che si fa, muovere mediante una .leva, e per questo mezzo si alza e si abbassa- il serrame, e éosì si apre o si chiude la culatta del pezzo. Il cannone non ha oTecchioni, ed in loro vece evvi dall'una e dall'a,.ltra banda del pezio due aggetti nel senso della lunghezza del pezzo, per i quali esso giace e scorre dalle du-e parti sopra la e.osta d'ognuna delle due coscie dell'affusto. Per togliBr& al pezzo gli effetti della r.inc1ùata l'inventore usa di una molla, simile a quella delle locomotive, h qua1e ò collocata inferiormente al pezzo, appoggiata ad. uno sporto aderente al medesimo, e collegata per i suoi capi all'affusto. Ciò mediante il pezr,o solo rincula,_men,tre _l'affu.s t o se ne· sta saldo in batteria senza che punto se ne dissesti ln punteria,, la quale puos.si operar per l'anima. _L'affusto del descritto cannone è di ferraccio, e get, tato in un solo pezzo. La molla qui dinanzi citata è allogata nell'affusto, e ad es~o - è legata da due briglie. Inferiormente all'affusto evvi una spranga di ferro , od asticciuola, d ispostavi longiti.;.dinalmente nel mezzo. Questa. ç1.sticciuolç1, dal suo _capo a,meriore, cioè dalla fronte dell'affusto, è congiunta perpendicolarmente ad altra spranga diritta, i capi della q ua1e terminano in due perni, a cui sono infilato due rotelle, sopra le quali l'affu,sto si regge ~alla fronte. Nell'unione dell'asticciuola colla spranga a perni, è ape:rto un foro verticale, per cui passa il ;na-


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REL!ZIONE

RELAZCONE

sçhio, intorno al quale l'affusto gira. Sopra l'estremità posteriore dell'asticciuola posa verticalmente la vite •di mira, còlla quale s'alza e s'abbassa la coda dell'affusto per aggiustare il pezzo., e sotto questa medesima estremità· vi è dis1)osta una rotella, inperniata in una cassa o staffa, che muovesi ~ul paiuolo, e serve d'appoggio alla coda dell'affusto. L'anzidetta rotella si fa girare con un volano infilato all'asse della predetta, e con essa l'affnsto intorno al maschio. Il paiuolo è fatto di una pietra concia, parte incassata nel parapetto, e parte nel suolo della casamatta ·' e sopr'essa -sono fermate due guide, sopra cui muovonsi· le rotelle dell'affusto. La carica di questo cannone è contenuta in un cartoccio cilindrico di sottil lamina di metallo malleabile éd è chiuso da u·111;1. parte da un fondello che, caricand~ il pezzo, viene ad allògarsi in t1n incasso per t ale effetto operato nell'orifizio della bocca della ctùatta. Questo fondello, fatto di un metallo dolce, serve di otturatore, e

stiacciandosi contro il serrame impedisce lo sfiatare ai , gassi, ed a,ntiviene ai guasti. Si comunica il fuoco al pezzo secondo gli usuali metodi, forando collo sfondatoio l'inviluppo metallico della carica. Siffatta.mente congegnati il pezzo e l'afl:'usto basta per servirsene di alzare il serrame, allogar la carica, e chiudere il serrame, dopo del che non rimane che stoppinare il pezzo ed allumarlo. Un solo cannoniere può pertanto bastare a caricarlo ed eseguir il tiro in m·odo celere ; dato però che si volesse anc~r maggior celerità, basterebbe aggiungere un servente ad ogni pezzo. L'autore crede che con un pozzo congegnato nel modo anzidetto, un solo uomo potrebbe sparare sei colpi per oo-m minuto, qLùndi il suo effetto si paren·.ae:rebbe a qucllo . oo di una batteria di sei pezzi del sistema presentemente in uso ; èpperò, che con urnt batteria di serr)ezzi si rao-ofonoo gerebbe lo stesso resultamento che con un'altra di trèn-

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tasei cannoni ordinarii. E che finalmente in rapidisisimi. tiri, eseguiti da due uomini assuefatti al maneggio di .questo nuovo sistema, potrebbe ogni pezzo giungere a sparare fin dodici colpi per ciascu.n minuto, e che con una batteria di cinque pezzi, che sparino sul piede della brecci~, si somministrerebbe un colpÒper secondo, òssia 3600 colpi per ogni ora. Ad altri l'esame di questa 1~venzione.

Bombarda a mano. ~ Certo Carlo di Mat francese, comunicò all'accademia d:'lle scienze di Parigi una nota _intorno ad esperimenti ai quali egli assistette al poligono cù Metz, stativi eseg;iti con una bombarda di trincea e di salvamento, che venne esposta nell'anzidetta città dal sig. Jobart. Questi tali sperimenti vennero eseguiti dal dotto capitano Vignotti, e secondo il Cosmos, l'esito di essi superò ogni aspettazione. Con un gramma di polvere si scagliò a 100 metri una granata di forraccio pesante grammi 370; con quattro grammi venne scagliata a metri 240, e con sei grammi, a metri 320. Questa piccola bomba., munita di cassula e sparata coll'angolo di gradi 60, scoppiò ogni volta, anche cadendo su terreno smosso, e la sua deviazione non fu che di un metro; d'onde viene che con una carica solo eguale a quella d'un'antica cartuccia da fucile si scao-lierebbe con 0 aggrnstatezza granate scoppianti ad utili distanze in un assedio. Questo piccolo fuoco sarebbe tanto più tedioso in quanto che puossi sparare cinque volte per oo-ni ~i• nuto. Il piccolo mortaio, piantato sopra un paletto, può altresì scagliare una cordicella di salvamento a bordo cli navi in pericolo sulle coste, e servir d'arme in asta, e cli. palicciuolo per le piccole tende portatili. Si incuorò ardentemente l'inventore a perseverare per questa original via di collocare il mortaio nella bomba, anzichè questa nel mortaio. ,

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Rf~LAZ!O HJL

• ;....-·, "'~r

• Cannoni di allnmiuio. Dal s.ig. Crist ofle di Manchest er vennero gettat i cannoni di (l.llmn inio, •ch'egli pa.re deggiano essere di stra- · ~rdinaria durata. La lega di .questi cann oni consta di 90 parti di rame, e dì d icci di alluminio. ·s i incl~sse _la_d~rezza di questa lega <la ciò che se un trapano cl'art1gltena opera 2000 giri in un min uto per trapanare l'usur,l ~~­ t allo dei cannoni, per forarne uno di bronzo d'allurmmo vuolsi sei volte più. di tempo di ciò che ne occorrerebbe Vir trapanare qualsia,si altro metallo.

, Sulla resistenza delle al'tiglieric di fel'l'accio. . Non ha guarì venne scoperta una singolar~ proprie~à del ferraccio che parmi non inopport uno eh.e 10 ne faccia, cenno in questa mia 'relazione. . Il ferraccio, dopo essere stato gettat o, prova un rimarchevole mutamento nella sua t essitura ; e per atto .d'esempio si r iconobbe che i cannoni sono piì1 disposti a scoppiare quando si assoggettano alle prove ~lel1~ s~~r~, subito · dopo il gett o, mentrechè altri cannom, sun!li m ogni loro par te, ma che eransi lasciati sui can~ien per più n1esi ed anche per anni, potev~n~ sema mconve• nienti reò-o·ere a cariche molto maggiori. Da questo fatto 00 , sembre~el)be che in capo ad un datq t empo più o meno considere~ole, le molecole del ferraccio pr overebbero un mutamento per crualche modo analogo allacristallizrnzione, per co11seguenza del quale ne sarebbe a ccresciuta 1~ forza di coesione. Questa quistione dice l'Adts, da cm tolgo . quest o cenno, è•importantissima, e meriterebbe di essere accuratamente esaminata. ?

Cannone da c.ampagna prnssiano. Il giornale dell'esercito belga esamina il sistema d'are tiglierie di campagna prussi:rno, e dopo avere citati i variL sperimenti che vennero eseguiti colla detta arti~ glieria, anzichè ne fosse approvato l'uso, conclude in.q uesti termini. Il cannone prussiano, considerato come cannone dà muro_è perfetto; rn.a quant o a ca.nnone da campagna, , · rispetto alle distanze a cui suolsi combattere,. se con~ frontasi col cannone da 12 liscio, lascia molto a deside1·are. La traiettoria dei suoi proietti manca di rigidezza, ed ~l proietto è imperfetto, <lacchè non è fornito che clj.. spoletta esplosiva. Tuttavia siccome il cannoµe rigato è atto a produrre i suoi effetti a distanze a cui il can~ none liscio non è più. attu, emù in Lempo di guerra torna indispensabile di Bssere forrìiti d'entrambe queste artiglierie fino a tanto· che siansi superati i · difetti proprii ai cannoni rigati presentemente in uso. Quanto alla r.obustezza dell'intici-o sistema, ed all'agevolezza, con cui il proietto scorre n elle righe, convien concedere che fra t utti i canno:r:ÌÌ quello prussiano è il meglio atto a venir perfezionato, a tal che l'uso d'una maggior car ica, affine di rendere più tesa la t raiettoria, non offrirebbe gravi difficoltà. È dt più molto probabile .c he si possa adattare al pioietto da campagna prussiano la spoletta a tempi misurati del Bormann, presentemente in uso nel Belgio, e la cui bontà è riconosciuta. Ma la gazzetta militare di Darmstadt, sul proposito del sistema dei cannoni prussiani, nota che negli spari che vennero eseguiti contro la fortezza di Ji.i.lich, gli anzidetti cannoni stentarono a farvi la breccia, e si dovètte per tale effetto eseguire tre volte più di tiri; di A.NNO

VI: Vol. lll. - 11 ,


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150 ciè:> qhe dapprima erasi fatto il còmputo, mentre i ca:a-noni rigati francesi, negli sperimenti che si eseguirono a Dinant fecero buona pro-va. Dopo .ciò nel Belgio, ove avevasi in ,mira di approvare l'i.mzidetto sistema, sembrava che ne avessero abbaudonato il pensiero. La stessa citata g,lzzctt a nel suo N. 14 del 6 aprile 1831, annunzfa poscia che in Prussia ernsi attomo a fabbricar cannoni . rigati secondo il sistema CaYalli, .che nelì'uso pratico eb-= bel'o a fornir prove cli maggior perfezione dei cannoni Tigati prussiaiù. 0

Cannoni rigali austriaci. Gli Austriaci avevano introdotto n~lla loro artiglieria campale l'uso dei cannoni rigati frances.i; ma ora, sic -• come · l eggesi n ella ga:z.zetta mi.litare eh Vienila del J 0 passato ottobre, N. 0 &2, ai detti caunoni trattasi di sostitnire i cannoni rigati . a pirossilo del Lenk. Questi cannoni, da qùanto appare, 1saramìo di due portate diverse, cioè da 4 pf. per le batterie di campagna comuni e per quelle a cava.Ho: e da 8 pf. per l'artiglier ia di riserva. Quanto all'artiglieria di montagna serbasi il cannone da 3 pf., la lega del cui metallo consiste di 150 pf. di bronzo, e cli 44 pf. d'acciaio foso . I cannoni d'acciaio fuso ii'incavakano ad affusti di ferro, èhe facilmente possono es~ere smontati; essi· ·sono leggeri, e possono venir trasportati da uomin:; e come l'effetto di quésti canno11i da montagna è assai pi;ù micidiale cli quello . dei ra,zzi da guerra, così sa.r à abolito l'uso di questi uìtimi. Si attribuisce al sistema del Lenk anche il vantaggio di procurare un notevole risparmio di cavalli da tiro, e di canno.nier1i per ministrarne ì pezzi. · ·

itELAUONE

ARMI DA FUOCO POR'fATil.l.

Uu nuovo fucile. Leggesi nello Spectateur mffitaire che il re dei Belgi commise ad un suo generale d'artiglieria di fare la relazione intorno ad un m1.0vo fucile., in cui non occorre più la cassula per accendern la ca.rie.a di polvere, ma in vece l'ignizione della polvere ~i si opera mediante la subitanea pressione di una colonna d'aria, r esa immediatament0 libera.

Uso del cotone .fulminante oei fnlìilì e nelle earaìiine. Tenni qui sopra discorso dei cannoni a riirossilo, dei quali fu ,L1Jprnvato ì'uso nell'esercito austriaco; ebbene si eseguirono aÌ1che sperimenti per adoperare sifnLtta ma~ teria anche nei fucì1i e nelle carabme di guerra; i quali risultarono soddisfacenti, ed in ispecie quelli col fucile. Dice la gazzetta militare di Darnstadt che il tiro risulta i)iù -sicuro, e si può anche eseguire con maggior celerità che coll'ordin:1ria cartuccia, dappoichè la nuova cartuccia 's'in~ troduce nella canna senza ::he perciò torni necessario· d'adoprar la ba.ccl~etta. Negli eseguiti sperimenti si spararono 55 colpi in nove minuti e mezzo; ma colla carabina non per anco ottennesi r esultamento soddisfacente,, e ci6' a cagione della minor lunghezza della canna. Le cartucce sono d'assai più leggiere di quelle fin qui usate .

,-Fucili dn cac,cia e carnbiue ciJe si caricano per la culatta. Nèl bullettino della società d'incoraggiamento che sf pubblica in Francia, è inserta una relazione sopr~ akuni


RELAZIONE 15~ per fezionamenti stati introdotti dal sig. Lenoir nel fucire · da caccia e nella carabina, che si caricano per la culatta; della qua1e però non r egistro qui che . i soli sommi capi. I perfezio~1amenti del Lenoir principalmente constano nella cartuccia, la quale è congegnata in guisa di compiere all'essenzial condizioBe di produrre la massima gittata colla minor quantità di polvere. La detta c_ar tuccia è cli carta arrotohta con un semplice fondello di pasta di carta coppato con un torchio. Esternamente dal fondo è guernita di dodici dischi di carta, gli uni soprapposti agli altri, ma non fra loro incollati . La pressione dei gassi delh polvere accesa t endo a :aT aprire questi dischi, che veno·ono v . a formare un perfetto ed efficace serra.me. Il perfetto uso cleUa polvere vi è ottenuto coll'accenderla in verso contrario all' usato, (;Ìoè accoudondone da,pprima i granelli più pros.simi al proietto. Venne tolta la coda della lova del fucile, l'asse eh rotazione della quale, collocato ·sopra il mezzo della canna, la predispone a chiudersi nell'atto dell'esplosione. L'acciarino non consta più che cli tre sole parti, cioè del moll~ne che serve ad un tempq e di noce e di cane; . la molla dello scatto, che · vi fa esso medesimo l'uffizio cli grilletto mediante il suo prolungame11to; cd un terzo pezzo che chìamasi di.sicitrezzn, che impedisce lo scattare, · od opera in pari tempo sopra le due parti percotitoie nei fucili a due canne. I molti· sperimenti stati eseguiti con munizione da caccia di varia grossezza., ed il · lnngo uso di qu~st'a.nne nelle mani dei cacciatori ,in tem1)0 di caldo, secco ed umido, fecero vedere che il Lenoir raggiunse · lo scopo che si era prefisso . .La semplicità. ed i vantaggi delìa citata cartuccia fecero passa,re per la mento al suo autore che essa potrebbe altresì giovare nelle armi da guerra e nella car ~bina da bersaglio. E per qttesto fiue il Lenoir praticò la rigatura della, canrn1 in guisa, che le righe in-

RELAZI ONE

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veé'B cii essei.·e scavate, sonvi in -rilievo, c·ona qual di~ .sposizione l'autore crede che richieggasi minor forza dì proiezione per improntare il proietto nelle _righe della, canna.

Sopra il motlo. tli scemar _le probabilità dello scoppio dei fucili da Gaccia. Nei fucili da caccia a· due canne di ti;atto in tratto :accade che la canna a mn,nca scoppii nell'atto dello sparo assai più spesso della canna, destra. E di questo grave inconveniente se ne attribuisce la cagione all'uso di spaÌ'ar quasi sempr_e pr eferentemente la canna destra, Ì:nenke la canna sinistra, si tiene ognora come in serbo . Da ci6 ne deriva, che la carica della canna a manca si dissesta per via deg1i scuotimenti cagionatUe dalla successiva de~ tonazione clel1a .canna destra, e lo stoppacciuolo si scosta · dalla carica. Per andare inc;ontro a tale e tm:ito sconcio fa duopo, . ogn{voltachè si carica la canna destra, di ricalcare colla bacchetta la carica della · canna a ·manoa, cosicchè si ri{Lccosti lo stoppacciuolo alla munizieine. Come vedesi il rimedio è· sem1)licissimo è di facilissimo ese,g uimerìto.

Cal'l11ccia del Buholz. La rivista· mi1itare svizzera annunzia che non ha guaii -ven;nero effettuati in Lucerna nuovi sperimenti sopra, il til'o delle armi da fuoco, e particolarmente sopra una 'Cartuccia inventata dal sig. Buholz. Secondo il cita~o giorpale questi sperimenti riuscirono a vantaggio dell'anzidetta cartuccia per le carabine. , Fu medesimamente sperimentato in Lucerna una nuova c:mna da carabina. stata. fabbricata da certo Schmids da Horn, la quale non ha che tre righe, la cui elica ha una


R'El,AZ:OW

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RELAZIONE

drconvòluzfone sopra 23 pollici; è più facile a ripulire dell' usual canna· d'ordinanza, è 1neno sensibile agli effetti della pessima polvere, e sembra. meglio adatta alla pallottola espansi va del Buholz. POLVERI PIRICHE.

Scomposizione spontanea del eolonc-poll'ere sotto nnnucnza della luce diffusa. · Il sig . Pelouze presentò all'accademia delle scienze di Paì-igi, a non~e ùel sig. Bonet, una nota colla q~ale notifica in modo particolarizzato due casi d'alteraz10ne del pirossilo sotto l'influenza della luce diffusa~ P'er cagione di questa scomposizione, che pare doversi attribuire alla lenta arlione della luce, fov,i produzioQe di acido- for~ mico. 11 sig. Pelouzc in quest'occasione ie·ce notare · che già da quasi venti anni egli serbava del pirossilo in un'oscurissima cantina, e che avendodì ooso fatto saggio, non parve .che avesse patito alterazione . di sorta alcuna. Sarebbe quindi all'azione della luce che converrebbe attribuire la cagione della scomposizione di cui si manifestarono due casi. Il cotone che si scompose nel la.b oratorio del sig. Bonet era stalto prepa:rnt.0 fin dal 1856, cioè quattr'anni prima della sua scomposizione. Contra.riamente alle cose sopra.dette, la gazzetta mililit.are di Darmstadt, discorrendo degii sperimenti, che si stavano facendo in Austria sotto la di::rezione del bar01re Lenk colle artiglierie caricate a pirossilo, dice che essendo stata esaminata una data quantità dell'anzidetta materia, che da otto anni serba.vasi in magazzino, rico,nobbesi ch'essa non eriisi nè punto nè poco alterata, e che di più i briganti del Napoleta~o già ne fanno uso -nelle. loro armi da fuoco portatili. Convien quindi che

H,;)i

ìl barone Lenk ne abfoa perfi:;:iùmata talmente la fabhri~ c azione ci.a renderla atta a conserv;arsi lungo fempo, -a1;iche esposta alla luce chffnsa. _ La stessa gazzetta osserva che quanto ai prezzo del lìÌrossilo non si conferma cl:e, a paragon e de1l'ordinaria polvere d,a fuo co, esso offra il vantaggio del 25 per cento, ma che ami il prezzo di q ueste due preparazioni piriche possa considerarsi come pari. Gli Austriaci adoprano anche -i1 pfrossilo nei pTOietti cavi.. _

iloherc piric.a 1lcll'Hochstmter. È stata inveutata una nuova rnateria pirica da certo F ederico Hocbstàtter, chimico di Darmstadt, che in alcune occasioni può venir sostituita aìl'usuale polvei:e da fuo~o, e della quale, siccome asse:>iscc la gazzetta militare dì Darmstaclt; già da tre ttnni si stani10 eseguc·ndo 'speri~ inenti. in Germania ed in Inghiltena, i quali fin qui risultarono assai soddisfacent i. Questa nuova polvere con. -::iiste in fooli di cartll, che contengono la rnaterìa esplòsiva, . o . e si pr epara infondendo la carta medesima in u11a m<1,t._e ria pirica liquida poco prima di averla ad usar e, _e senza co'r rere alcun rischio di esplosione. Per la fabbn·cazione di questa pòlvere noJ1 occorrono nè particolari siti nè macchine; dì · essa non fann o 1:iarte nè acidi, nè ~olfo; essa non ha nulla di comune col pirossilo , nè con qualsiasi altra preparazione fulminante ~iii nota., Il .suo trasporto n on offre peri(;olo, perchè non se ne ottien e l'accensione che eol fuoco, la quale non ha effetto nè coll' attrito, nè colla compressione, nè coll'urto. E gli ingredienti snoi si trovano in bastevol quantità n~l çommer cìo; e si• possono conservare senza alcun pcn~ colo. Ha però alcuni inconvenienti, · e fra questi q~eUo sopratutto d i tornar difficile di unire aHa carta la grnsttt


156 R&LltlONE .quantità di materia ~pl@siva voluta per un dato effetto\ la quale difficoltà si spera però che potrassi tuttavia ginngere a superare.

Nuova polvere da fuoco del c11pitano SrlmHze. Il capitano Sclrnltze dell'artiglier ia magdeborghese, vi ene anch'egli d'inventare una nuova polvere pirica, sulla cui composizione però serbasi tuttora il segreto. Fra le varie proprietà che si ascrivono a quest a polvere da fuoco, annoverasi quella che gli ingredienti di cui si compone sono un prodotto del paese, che il prezzo di essi è la metà di quelli dell'usuale polvere, che produce quasi nè fumo nè vapori~ che non lascia ,che una piccolissima quantit à di fecce n ell'anima dei cannoni, e che infine il pericolo di esplosioni. è da essa. affatto rimosso, che i snoi. ingredienti separati sono in~ nocui, e si incorporano poco prima di adopr ar la pol• vere. Gli sper imenti fatti fin qui con questa nuova materia pir ica ebbero buon esito, e din;iostrarono qhe anche nella pratica quanto alla sua forza ed agli effetti suoi, non è da meno della polvere ordinaria. Gli sperirrienti per ò non sono per anco condotti a t ermine; onde fin qui la commissione d'uffiziali d'artiglieria, a cui essi sono commessi, non è ancora giunta ad alcuna conclusione> almeno per quanto ci è not o.

]Ietotlo del fioriti per accendere la poh•crc coll'elettricità senza adoprarvi il fulminante. È noto l'uso che si fa da qualche tempo in qua delle correntì d'induzìonè, ottenute con un forte apparecehi6

nEtAZIONE

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del Ruhmhorff, tanto per far brillar le mine militari, che per quelle ordinarie. Iu quesi'applicazione l'elettricità offre il vantaggio che po,sonsi far brillar più mine ad un tempo. La pr atica ha frattanto dimostrato che adoperando cartucce a fulminato, l'accensione non è costante, e che in alcuni casi il maneggio delle anzidetté cartucce fu accompagnato da gravi sinistri. Il Morin immagin ò pertanto una speciale cartuccia fatta di gomma clastica inc1nrita, in cui interpose. ai p~1i destinati alrinnammazionc una piccola quani1tit d1 ferro precipitato coll'idrogene. Per questo modo giungesi ad accendere istantaneamente la polver e con apparati d'induzione di piccolissima forza. Le cartucce si.(fottamente preparate hanno inoltre il vantaggio che non ne è per icoloso il maneggio, siccor.cte lo è quello delle cartucce a fulminato. L'us~ intanto farà vedere se questo ferro, che cotan1.o facilmente attrae l'umido, abbandonato a se medesimo. serba per assai tempo i vantaggi vantati dall'inventore.

Polvere da fuoco bianca dcli' Augcadrc. Un francese di nome Augçnclre, in ventò ancor egli una polver e da fooco, bianca, somigliante a farina granulare, e che accesa all'aper to, fortemente detona. Adoperando1a in un fucile , producevi uno scoppio assai più gagliardo di quello della polvere vera. Gli ingredienti di questa. polvere sono i seguenti: ferrocianato di potassa. parti 28, clor ato di potassa par ti 49, e zucchero parti 22. I vantaggi di questa polvere sono la modicità del prezzo, 1a sua maggior forza, la sicurezza nel suo trasporto, poichè l 'incorporamento degli ingreJ.icnti puossi operare ovunq Ll ~ . Ma ha tutkwia inconvenienti che lascia troppa feccia ùopo l'esplosione, e che è di natura farinosa.


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RE~AZlON;;'

·~.J

PR<1rETTL

Pallottole bucate da mm mosca imeno11tcra. Già in un'antecedente mia relazione ebbi .. occasione di tener discorso cli pa1lottole di piol':nbo state trovate bucate da un particolar insetto detto Uroccn.s Javencus. Ora vennero nuova.mente inviati all'accadernia de1le· scienze di Parigi alcuni pacchi di cartùcce r invenuti nell'arsenale di Grenoble, le cui pallottole sono medesirn_a mente guaste e bucate da insetti; ma il fatto esarr.e per la deterrninazione degli insetti bucat0ri, fatti dai naturalisti di Greboble e dalla direzione dell'artiglieria, non concorda colle conclusioni del sig. Dumeric, onde pare che il ministro dell'armi frances·e, solleciti mia nuova relaz_ione sopra questo singolar fenomeno.

llombe c,iriche di ferrnccio f1ìso. - Il Cosmos tien · discorso di un'inve11zione _soprammodo micidiale, e 1a quale consiste nel caricar lé bombe con ferraccio liquido. Gli sperimenti, dice lo stesso Co.omòs, intorno a questo nuovo modo di caricar le bombe, vennero eseguiti in Woolwich, ed il loro esito fu cotanto sod~ disfacente per· i suoi distruggitori effetti che il governo inglese vo11e cb.e i suoi arsenali fossero quanto prima muniti di apparati atti a provveder le sue batterie di proietti siffattamente preparati. Quest'apparato' è un piccolo forno a nwnica., ossia un forno alla Wilkinson-, che

!\ltLAZlONE

si •muove sopra ruote, e facilmente si può strascinare. Sedici uomini fanno · muovere un ventilatore adattato all'apparato, e possono in ·yenti minuti far liquefare il ferraccio mes::o nGl forno. Questo ferraccio viene allora vpotato nelle bombe, e scagliato così liquido .; ed accioc~ chè non creclaBi che ciò sia un solo castello in Ispagna, il Cosmos aggiugne ehe fo commessa a tre dei principali • costruttori di· macchine di Manchester e di Boston, la fabbricazione di cento e venti cli qmestì apparati locomobili, loro ordinando ad un tempo di affrettarne quanto si ' potesse }a fabbricazione, cd infatti vi lavorarono attorno giorno e notte, in guisa che ogni cosa fu consegnata al governo inglese verso il termine del passato aprile.

Razzi da guerra. Ve~ne pubblicatc1. 11 el 18'Gl ·un'opera in francese col ti~ tolo di Lcctwres sur les fitsées de gue·rre faites en 1860 pa,r 01'clre de S. A. I. !lf. le Gra1\cl-Diic Jl!ichel grcmd-ma-tl1'e cle l'a1·tille1'ic ?"1.tsse, ec. autore de11a quale è il generale Konstantinoff,· direttor~ della fabbricazione e del maneggio dei -razzi da guerra in Russia. In qnesto libro, che è un trattato sopra i razzi da guerra, il dotto generale tratta sue. cessivamente dell'opportunità dei razzi qua1i armi da guerra, ,e dei servigi che giit essi prestaro110, della loro fabbricazione, della 1ùisura della loro forza motrice, dei materiali per lo s1)aro e trasporto dei razzi, dei perfezionamenti stati in essi introdotti in Inghilterra, in · Austria, in Francia ed in Prussia, di un nuovo materiale J)er la fabbricazione di questi proietti semoventi, da lui medesimo inventati, e costrutti nelle celebri officine cli Farcot. e deff ordinamento dei razzieri . Per mio avviso è un libro degno cli essere letto e studiato. l razzi dn guerrn russi hanno il diametro di pollici 2';


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RELAZlbNÉ

REL AZIONE

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1 /2

pollici 2 e pollici 4; questi ultimi portano un proietto pesante libbre 10 a 4 chilo1:1etri, gli uni e gli altri scoppiano quasi mai, ed il loro tiro è nssai aggiustato. La gittata massima del razzo da 2 pollici è di settecento tesè nel tiro radcl'l.te, e tese 500 nel tiro in arcata.. ·I perfezionamenti del generale Konstantinoff essenzialmente con_st ano uell' aver sostituito all'uso della comiJosizione umida, quello ·della composizione secca ed inalterabile, nell'aumento della profondità dell'auirna del r azzo e nel chiudere con piombo freddo la bocca superìore del razzo. E _gli arn~si p er la fabbricazione dei r azzi da. guerra da lm .m edesimo perfezionati, comprendono una macchina a utomatica per bucare i reòtangoli di lamiera, di cui si fann o le canne dei razzi, le botti incliDate di rame e le botti di legno per la polverizzazione e la. niescolanz,; delle materi~ della composizione, fomite di un contatore· una soppressa nutomatica per car icare i razzi, munita d'una nuov~ maniera di forma, od un'altra macchina a bucar l'an_ima ~-i razzi con un avvisatore acustico, ed uu pendolo balistico con un cronografo elettrico. Il ge~erale Konstantinoff annovera nel primo ordine dei liquidi incendiari la dissoluzione di fosforq· nel solforo di carbonio, che chiude in globi di vetro espressamente fatti, e in difetto dei quali adopera una bottiglia da sciampagna, che empie di. quest0 liquido, tura poscia a forza con un tap?o e convenientemente ccnficca nella canna del razzo; coswchè ottiene_un economico ma perigliosissimo proietto. · -: In fine il prelodato generale fa a se stesso questo ques ito; cioè. se non sia barbari3 .ed inumanità l'usar di sì.mili modi in guerra, al quale poscia risponde, cb.e Ja guerra . per se stessa è una delle più grandi calamità che essa è opposta ad ogni sentimento di umanità, m~ che diventata inevitabile, convien su1)irne tutte le conseguenze, e per ogni verso pi:ocurare <li scemar le forzE! à1 proprio nemico.

BALISTICA.

PLOJ'/Nrns -

Nuovo stuùio sulle armi· rigate, della fanlcl'ia.

n u•r;KY - Del molo e della deviazio ne dei proiclli cilindro-ogiva li, e dcllr, conseguen ze che ne derivano ci rca ·ii'l la cosLruzio ne dei proicLLi e dei cannoni.

•

Le due opere qui contro citateentramlJe in lingua ted~sca, videro la h1ce nel 1861 ; la prima di esse è esammata - dalla Gazzetta militare di Darmstadt, e da essa lodata. La teorica del Miniè vi compare confortata. da nuovi sperimenti, de' quali l'antore imprese a· trattare; ~ vi è poscia dedicato uno speciale capitolo alla costruzione del fucil-c, e di ogni sua parte, dipeI).dentemente dal1'esito eleo-li eseguiti sperimenti; · e per ultimo tratta ampiament~ sop;a, l'importanza pratica delle ar~i da fuoco rigate riguardata :sotto n uovo aspetto. Di quest'opera t rovasi la versione francese nel .Toiirnal des armcs spéciales fascicolo cli novembre e dicembre del 186~. Del libro del R utzky ne fa assa i minut o esame il giornale m ilitare al1striaco dello Streffl,e1.&r, che I~ di~e pregevòle nel suo genere, e lo racc_ornanda a_g~ artiglieri, ed a tutti coloro che amano cli tratten:rs1 mt~rno a• simil1 materie, dacché lo crede degno d1 cammmat' cli conserva cogli scritti in siffatto gener e, cli altri dotti àrtiP'lieri esso jn modo preciso le soluzioni. o , I)oro-endo o . delle quistioni che l'autore imprese ·a trattare. Colle vane cose', cli cui è trattato in qcesto scr itto; l'autore prende anche a persuadere che deggiasi particolar~11ente ri_vol~ ger e l'attenzione alla fabbricazione dei- pro1ett1; pmcl~e s.e le canne r igate già hanno raggiunto un certo sodcl~sfacente grado cli perfezione, i proietti porgono tuttavia


1G2 RELAZIONE materia a gravi riflessioni: ed egli mostrasi d'avviso che i proietti ogivali non _siano esclusivamente da scagliarsi colle armi rigate alle grandi distanze. Ed a questo rispetto, egli assevera che guidato dalle sue sperienze, r iuscì a fabbricare un proietto oblungo, che puossi sparare con canne a righe dritte, ma più specialmente con canne lisce, il quale col pisce il bersaglio colla punta, e uou si m uove rotando (1) . Brevemente, il Rutzky tocca nel suo libro ogni quistione intorno al moto dei proietti ogivali, ed avendo egli lasciato a parte ogni calcolo matemat ico, lo r ese facilmente intelligibile a chiunque abbia notizia dei primi elementi della meccamca.

~Ietodo per tronu-c gli angoli di caduta nel tiro a rimbalzi. Nel volume 48 dell'Archi1_; fi't,1· die O(!iziere d1.w Koniglich P•reussischen A1·tille1·ie ecc., è inserto un articolo in cui Yiene offerto un metodo di ricercare gli angoli di éaduta nel tiro a rimbalzi. Il descriverlo non mi pare cli.e sia uffizio d'una semplice relazione come questa ; ma lo annunzio perché sia noto a coloro che specialmente si occupano di calcoli balistici. (1) Fin dal mezzo di . fcbbraiO" del 1856 l'art.iglicria piemontese imprese a fare spcrimcu ti sopra il l.iro d i proi clli oblung hi (cilindro-ogi vali), sparati con art igli erie ad a11irnn liscia, imrn,1ginali dal capitano sig. Bcssol,o, rilcnuto però il principio d clb r otazione. - Questi tali proietti, a modo ,li cc-;:te ru ote idrauliche, delle 'l'o,-bine , ri cevon o il molo di rotazi one dall 'i mmcdi.ila az ione d ei g:1ssi slrigan lisi cfo lla polvere, una parte dei qn,, li sfogas i per quatt ro sca na la ture scava le inlo1·11 0 al proicllo. Ciascuna di qu este sc,111ala l11re è cssc.nzialmenlc gcnC'rata da uu triangolo mi:itilia co eo nùolto, nnnlenrndone il pian o norma l mente all'a~sc, lungo un arco d i circolo lii 80°, il qn :1le s ias i avvil uppato into mo la s up erficie ci liudrica, con un estremo 11orn1alc a lla base posteriore, e coll'eslrcmo opposto prolungantesi n ella langcnlc i nùrfir\ila. I g.1ssi caccialisi 11ellc scannla lure seni' urto, vi s ubiscon o l'integra! loro deviazi one per grad i uniformi, esaurendo qua si interamen te la forza loro , che svolgesi ira.

RELAZIONE

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Cronogra(o a pendolo-conico dd sig. ~Iartiu ~e Rrettcs. Il sig. Martin dc Brcttcs, notissimo particolarmente per i suoi lavori intorno a. cronografi, el~be qu~lche t empo fa a pr cseot,1r e ,1ll'accade111 ia delle scienze d~ P,'._. rigi un suo cronografo, col ctuale guarì nou poteYaSL misurare che un terzo di minuto secondo. Durante l'anno passato ne offrì uu altro col quale m isuransi frazio~1i di tempo piccolissimo, mediante alcuni perfc7.ionamcnt1 che il sjg. Ma.rtin introdusse uel cronografo dapprima presentato . Il r endiconto sett imanale dell'accademia delle scienze eh Parigi , offre una breve descrizione dei citati perfez.ionamenti. MISCELLANEA.

~otizie intorno le liibliolechc militari. TJn articolo sopra l'instituzionc di biblioteche militari dei presidi in Francia, inserto nel Moniteur de l'm·mée, mi comp onenti assiali cd in copp ie . li fianco della sc_annlalu ra . che :olTr ~ l'impulso <lei gassi, è gradatamen te iocnrva to ~er il _clupplo ~ffìz10 eh n"evolar lo scorriin<:nlo n ell'anima, scnz'allcraz1one <11 1:ssa, e J, rcnrlcre ~inima In r esistenza rlc\\"::i.ria. - .lJall'esito clcgli sp crim e~li ~!ali esegu ili 11 con tre v,n·i elà d i pl"oic lli, fn picnamcul e confermalo eh ess i p ~rcor ron? la lraicllol'ia colla punla inn:onzi, cd i11 fall i in primo l uogo s1 oss~rrn che i proii•lli frap.issurono tavole <li legno dispQsle a 600 metri, h1sciandovi fori ci rcolari o 11-g:;e rm enl c clìllici; Z0 che si e bbe coslanlPmcnlc u~a ,.lc-ri\'nzionc (1i destra) d el pi ~no del tiro; :! 0 che le ammucc,1 t~1 1·c p er ca"ionc d,•il'urlo in corpi duri si manifestarono lulle nell'og,,•a del pr~ ictlo; 11° che n olaronsi leggere righe cl_icoid i ncll'anin'.a del cannone (di bronzo) , don,lc si p otè computare che 11 moto rolatono ebl.!c lu ogo con un gi ro per og11i metro 1 416 di molo long itudinale.


16.4

lrnLAZIO~·E

trasse a scrivere questa breve notizia inforno alle biblìoteche mili tari in generale; e sebbene le cose che son qui per dire non- siano nuove, ma già dette in più luog hi·da parecchi scrittori, particolarmente francesi, e molto più autorevoli ch'io non sono, sembrommi tuttavia che non avrei fatta l'inutil cosa il raccorle, e qui ordinatamente -disposte, presentarle a chicch essia ami di conoscerle, o ra1nmemorarsele. ~ questo il secolo di grandi progressi e di conq~iste per l'umana intelligenza; secolo veramente ammirando. Ed egli importa ch e anche i militari non ne rimangano digiuni, poichè se ogni cosa loro intorno va innanzi, ea e?si stiausene stazionarii avverrà che l'opinione pubblica a-vvedeudosi che _non sono più di questo secolo, non sarà -più per loro. Il Broutta (Droit militai1·e) a questo proposito .lasciò scritto che « se la composizione dell'esercito « non fosse più concorde con quella degli altri corpi dello Stato, se l'opinione pubblica li trattar;so (imilitn,ri) come « _Paria, e vedesse ne' campi un luogo d'esilio, in breve « si ridesterebbero in ossa le _antiche sue antipatie, .e « !'.nomo di guerra cesserebbe dall'essere un amico, un « fratello per il cittadino » . È d'uopo insomma che i ·militari delle milizie non specia-li, si guardino dall'addormentarsi sopra alcuni regolàm enti, teoriche, o simili, e dal credersi dotti abbastanza, quando veggonsi ip grado d'instruire Ùnn, recluta, di còmandare un pelottqnc, dare il cimbio alla guardia, oriconoscer:e una ronda, o altro simile.. Viviamo in tempi, dice un .cer~o autor e, in cui l'uomo non vale che per se stesso, ne' quali ognuno è figlio delle sue opere, ed il soldato può giungere ai più alti gradi della milizia ; ma per ciò vuolsi fermo volere, energia, ,lavoro ed istrinionc. Non t rattasi già, scriveva i1 sig . Rode nel giornale delle scienze militari, dima,nifestarsi socialista, umanitario, fa-

165

lansterìco (1), nègrofilo ecc.; ma vuolsi che sì studiino le gran~ quistioni d'oggidì, èe al più alto grado iateres.sano ogni classe della società. Veggonsi uomini disputar intorn:o al bisogno degli eserciti,, altri d\negarlo, sedicenti profeti annunìiar vicinissimo l'avveramento dèl soo-no o dell'abate di Saint Pierre, il quale facendo conto sopra la frat ernità universale, conchiudeva col giuq.icar inutile l'esercito, e che e;;sendo noi tutti fratelli, ad altro rron dovevamo volgere il pensiero che ad amarci ed a produrre, eppetò proponeva di ordinar eserciti di lavoratori, e sostituir la marra allo schioppo, ed il falanstero alla. caserma. Ma a cotesti réttori puossi rispondere che se' l'esercito non produce, egli è però quegli per cui è con~ 42essa la produzione, quegli che la protegge e la conserva. Non v'ha che gli ignoranti, dice un ano:qimo scrittore, che taccino gli eserciti di forza brutale; all'opposto essi sono la forza morale del paese. Nonsitostochè un a:.o-JJTe"" gato di uomini riceve la missione di combatte1;e; nonsì~ tostochè egli -diventa esercito r egolare, e si spicca dai• privati interessi per abbracciar , l'interesse nazionale, IW: forza brutale vien surrogata. dallo spirito milita.ml che è umano, <lacchè attigue il suo principio n el sacrificio. Gli eserciti hanno un immenso animo, un prodigioso spirito, le quali cose i groE!solani sensi del volgo, giammai giungeranno a scorgere. Il progresso è Ia legge delFumanità, quindi l'esercit o (t ) Fala.nslero. è il titol;:, di un giornale instituito in Francia da Carlo, Fourier fondatore in pl'incipio der secolo presente d'una scuola d'eeonomisti rifot'rualori ,foua Sooietarict o Fatanstm·ia,na. Egli proponevasi di fè>ndare u·n ordine sociale, in cu i tu tic le passioni urn anc, buone o ree, rinvenissero un posto legittimo ed una soddisfazione, clic volgesse a generale giovamento, in cui tutte le altitudini fossero applièate, in cui pcrtulli fosse un dritto, un all cttamcnl·o e non più u n pcno~o, doYere, l1, concorrc,rc al bene u nivcrsale; e per roggiun$<'l'C questo scopo, . yoleva• egli associar gli uoniiui , in capitale, lavoro e talento, per nodi, ~ei-iç, p _os~ia pe~ ( ala11gi, n:edianlc t'atlrrizione appassionata, di cui fa la l~gge dell uniarut·a: Le teoriche del Fou ricr norr ebbero per~ ·che poco esito. ANNO VI. Voi. III. -- O. ,·


'l6o

R'i!::é.A!!ONEl

non debhe rimanersene stazionarìo qu~mdo ogni · cosa 111:-> torno a sè va innanzi- e s'innalza, nè debbe trascurare i proprii ~ùoi interessi, avvegnachè l o stesso suo essere è spesso messo in discùssione; nè dimenticare che gli in• teressi e 'l'esistere dell'esercito, · sono quelli stessi della propria patria, DaHdosi l'~se:·cito anche alla vita in~el~ · lettuale si manter'r à nel suo posto, e serberà la, sua in~ fluenza nella società, Il governo sar do, già da assai tempo aveva largamente· e generosamente provveduto all'instruzione intellettuale de' su9i militari, instituerido ed ampliando a proprie ~pese biblioteche militari nei principali presidii dello Stato, e · scuole elementari in ogni i·eggirrrento; ·ed or~i quello italiano queste medesime istituzioni va allargando a tutto il regno, .acciocchè l'esercito i)roprio fatto grande e possente per intelletto come lo è per l'armi, possa degna• · mente occupare il 1:>osto che la sua gloria ed il suo pa• triottismo gli assAgnano. Egli dnnq1rn altro non manca che i mÌlitari italiani vogliano giovarsi cli tale e tanto inestimabile dono, e lo facciano fruttificare, Imperocchè, è cosa ,di fatto che per un militare, che bene intenda i veri interessi dell'esercito e della sua patria, non può bastare l'attenersi meramente al mestier proprio, ma conviene che all<!,rghi i suoi studi alle quistioni d'ordinamento interno, colle quali l'esercito ha sempre qualche cosa che lo lega, e che insomma o,ccupisi d'ogni cosa che interessi la sua patria. .Ma se le biblioteche militari sono un eccellente modo di rendere volgare l'istruzione fra i militari, particolarmente poi per il soldato voglionsi ancora altri elementi d'istru~ione. Qui , sopra notai che per questultimo sonovi le scuole di reggimento, ma queste sebbene g ià siano cosa giovevolissima, sarebbe tuttavia d'uopo che ad esse -si desse maggior perfezione coll'universalità dell'istrm.ione primaria nei villaggi, cos1cchè i nuovi soldati, forniti dalle

R!lLAZ'.l:ONE

annuali leve, non giungessero ai çorp1 affatto digiuni di ogni genere d'istruzione. In Prussia, · ·d a quanto consta negli_ scritti, in un iutiero contingente di leva non si t~ovano guarì che da tre a quattro soldati che non sap• p1ano scrivere. Questa instruzione primaria ne' villaggi vorrebbe però essere obbligatoria, castigando anche i parenti che non facessero approfittar di essa i loro figli uoletti, come usasi fare in alcuni paesi dell' Alema:gna: Per questo modo ì' giovani soldati, verrebbero sotto le bandiere già istrutti nel leggere, scrivere, e far di conti., e forniti di alcune· elementari notizie acquistate nelle primarie biblioteche, che s'avrebbero altresì a distribuire nei comuni, siccome è già praticato in Inghilterra, e sopratutto negli Stati Uniti, e sic.come presentemente, secondo che annunziasi nei Noiivelles annales cle la const1·uction, si è in via di fare· altresì in Francia, là dove trattasi di instituire biblioteche popolari o comunali in tutti i luoghi seconclarii y opera questa per fermo eccellente, giovevole e civilizzatrice. ,Per altra parte il soldato non rinverrebbe' nelle biblioteche militari la primaria Ìnstruzioné ; nò ad essry ·per vero occorre di sciema, ma di elemen ti, di saper pratico ed usuale: è ciò che giugnendo sotto le bandiere.sopratutto importerebbe che egli già sapesse, è leggere, scrivere e conteggiare. Le scnole r eggimentali già suppliscono a questa deplorabile idiotaggine, e ser vono a dirozzare l'intelletto . al soldato, e farlo atto ad essere caporale e· sotto-utfiziale; e restituito , al viver civile, a mostrarsi meno inetto di ciò che lo era quando n e uscl; ma per .ciò torna d'uopo che le anzidette scudle vengano perfezionate nel modo diami detto, vale a dire · coll'istruzione primaria, e colle bblioteche comunali, Sele biblioteche pubblièhe sono n obili e generose insti tu• zioni, proprie d'un paese illuminato, e d'un popolo civile. le biblioteche militari non lo sono meno e benchè meJ;J,•


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REL.,ZIO:',F:

ricche delle pubbliche possono tuttavia a.vere il merito di essere più compiute nel genere loro, ed offrir quindi 111:aggiori comodi per le- ricerche che non · le collez:ioni pubbliche; le quali non ostante la loro ricchezia non possono andar fornite di un complesso di opere così compiuto sòpra ciascuna specialità. Il bisogno dell'istituzione di biblioteche militari già èa assai tempo si era. fatto sentire presso tutti gli eserciti dei popoli civili, ma primo ad istituirne fu Federico II di Prussia, e non è che pil'.t tardi che negli altri Stati Europei si pose mano a simili instituzioni. Così ora vanno fornito di biblioteche mili;;• tari pi'ù o meno ricche la Francia, l'Inghilterra, l'Austria, la Prussia, la Neerlandia, il Belgio, la Baviera, la Sassonia, iI Vurtemberga, la Russia, la Danimarca, la Svezia. E fra queste: biblioteche mi piace citar particolarmente _quella stupenda di Gibilterra, ricca di molte opere fran:cesi, e delle opere periodiche dei due mondi. Secondo narrasi l'Inghilterra è il paese d'Europa che possiede e mantiene le biblioteche militari più pregevoli per l'eletta delle opere, e per la varietà di esse. Som tali quella del Senio1· clepartement, e l'altra degli ingegneri militari di Chatam, le quali contengono tutte le opere i11.ilita1~i inglesi, tedesche, francesi, e successivamente s'arricchiscono d'ogni opera che viene alia luce od isolata o periodica. I reggimenti inglesi stazionari, come le guardie reali e le guardie del corpo, hanno altresì biblioteche, ma proprie e mantenute a spese degli uff:izia.li. La Prussia' è fornita di biblioteche militari m eno ricche di quelle dell'Inghiltera, ma sonvi molto più. numerose. V'ha di pil'.t nei corpi d'ogni milizia una biblioteca appartenente alla scuola dei sotto-uffiziali, e queste biblioteche vengono manten ute col danaro assegnato alle stesse scuole. Il DapoirÌto della guerra in Francia è corredato di una biblioteca militare, che come vedesi nel suo catalogo non ha guarì stato .pubblicato, è una delle più ricéhe di opere militari,.

RltLAZIU."ll?

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~ di opere rarissime, ed i suoi volumi sommano a più

dì ventottomila. Oltre questa biblioteca generale, sonovì quelle dei corpi d'artiglierist e degli ingegm.eri milìtarà, e le biblioteche reggimentali. Il ministero della guerra del Belgio va p ure fornito d'una l)iblioteca m ilitare composta di oltre a cinquemila opere. V'h.a di più colà una specie di gabinetto di lettura militare. Non essendo per altro concessa la lettura nelle sale della biblioteca del ministero della guerra, si p restano colà le opere a domicilio. Nell' Annover il governo foce instituire biblioteche militari in ciascuna città presidiata, le quali souo ma ntenute a spese degli uffiziali mediante ritenzioni determinate dai r egolamenti. ,Nel Nassau i r eggimenti hanno delle bibliÒteche che sono proprietà dei corpi . Insomma non v'ha stato europeo, che non sia fornito di biblioteche militari, e quasi tutte vennero fondate, e sono mantenute a spese degli uffizìali dei rispettivi eserciti, che pertanto volontariamente pagano una determinata quota annuale. La stessa celebre biblioteca di Gibilterra fu fondata a · spese degli uffiziali colà di presidio; ma.... quando venne a notizia del ,governo inglese che trattav·asi di instituirla, egli ordinè> che vi s'innalzasse un edifizio proprio a contenerla, e fece dono a quel presidio d'una grande collezione d 'opere .'Stupende . Questa bìblioteca è tuttora mantenuta da.gli .uffiziali inglesj, che pagano mensilmente una data quota in ragione del lorq stipendio, e l'edifizio che la contiene è composto di amplissime sale, abbondanti delle più .ricche e belle opere in ogni lingua; una di queste sale contiene i libri, altra le mappe ed i disegni, ed altra .infine gli opuscoli e le opere periodiche dei due mondi. Parecchie delle anzidette biblioteche sono ambulanti, cioè seguono i corpi cui appartengono, quando mutano -di stanza, ed altre sono stabili. Ma l'instituzione delle bi-01i0te~he ambulanti 0 dei reggimenti, sebbene ~bhia il


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·REL,\ Z IONE

RELAZIONE

imo lato buono, ha però anche i suoi gravi . inconvenienti · Ed infatti il trasporto ne è dispendioso, difficilmente nell; caserme si trovano luoghi proprii a r iporvi ed ordinarvi i libri; nei pa~si in cui si ferma la stanza, a stento tr.ovansi si~i yr~prii ~Je~· ess~, ed anche trovandone questi sono pnv1 eh scaffali e eh tavole; non si -sa a chi confidare la custodia e la, vigilanza delle opere, le ritenzioni sugE stipendi degli uffiziali, benché facciansi onerose, appena bastano ~er la pigione e per mantener pulite e c~lde le sale; 11e1 trasporti i libri si guastano O sj smar• ~1scon~ e_cc. _Quindi . è che_i:,1 Francia, notati questi gravi mcomementi, alcmu anrn sono fo proposto d'instituire biblioteche militari nelle città ove il presidio era più numeroso, e là .dove, per la qualità dei luoghi rion s'àvevano passatempi. Ad ognuna di queste biblioteche però i.l governo doveva fare una pr:ma spesa di mille franchi e quii1di dovevano essere mantenutè a spese deali uffizi~lì ,de~ corpi, che ·avrebbero presidiato la città o/'il luogo in c~1 sarebbe_si ~rovata la biblioteca. Il governo di ognuna di queste b1bhoteche , · collo:::ate quanto più si può ne,l cent ro de11a città, sarebbe stato affìdato a:d un uffiziale pens_io~ato o riformato, a cui sarebbero aggiunti due sotto•uffiz1ali anziani. nominati ancor essi dal ministro deHa ,guerra,. Ad ogni trimestre il bibliotecario avrebbe dovuto, inviare ~l comandante della divisione uuo specçhio ·ciel ,danaro ricevuto, regolar.izzat0 dal commissario di guerra a~co_mpagnato dallo specchio delle s~ese da farsi p,er l; b1bhoteca, ed altro delle opcrn da acquistarsi," 0 da rin·novarsi. Nessuna spesa non s'avrebbe però potuto effettuare se non dopo che il comandante della divisione .avrebbe avuto es1nnina.ti i cc,nti, e fattane facoltà al di.. r~ttore. Gli i~pe~tori generali avrebbero fatta ia rassegna di queste tali biblioteche , e riferito al ministero della · guerra il 1nodo secondo cui esse sarebbero state amministrate,, ed il ll)inistro della g.uerra avrebbe fornito gli sta-. ~

. 1.'i'l

'tuti per·le medesime, dei qualì ne sarebbe stato confidato 'reseguiment9 agli u,ffi.i:iali bibliotecari. Per questo modo gli uffiziali avrebbf:lro avute biblioteche a dovizia fornite, -collocate in sito comodo, lontano dfLl r umore dei tamburi, e dai numerosi inconvenient i che .sempre rinvengonsi nelle caser me, e siccome sarebber.si ris.parmiaie le spese dei trasporti, queste biblioteche avrebbero potuto venire meglio fornite, Ma queste proposte non ebbero allora ~lcun effetto; oggi però leggesi nel 1lfoniteu-r de l'armée che il niinistro della guerra-francese determinò che nelle piazze; là dove hanno vi bibliotech e comunali., a q u.e ste de,ggiasi aggiungere una biblioteca militare da comporsi delle opere par tico• larmente r iguar.d,tnti all'esercito, e. le quali, oltre agli incoraggiamenti- che riceveranno d.al ministero dell'istruzione pubblica, saranno mantenute .èolle opere -c he le yer- ' ranno fornite dal deposito e.e ntrale della liqreria, o collì abbuonamenti del. dipartimento della guerra.alle pubblicazioni che rigua,rdano all'arte od alla storia militare, In alcuni Stati, com~ nel Belgio, o1tre ~lla bi blioteca .militare del ministero della guerra, v ' ha, siccome già _notai, un casino militare, dov'è raccolta altresì Ùna biblioteca. Ma questa instituzione, sebben commendevole per. alcuni . riguardi, non può però_essere guari p:r-opria a profittevo~le studio, per il quale vuolsi sopratutto perfetta quiete, Quanto .al gmere delle opere di cui cleggionsi comporre . ,le biblioteche militari, sembra che in generale siasi d'opinione.che esse abbiano a co~sistere d'opere che trattino d'ogni mater-ia, accìocchè i militari possano farvi tesoro .cl' ogni man,era di notizia; e tale infatti appare la cosa nei cataloghi stampati di simili bibli.oteche, nel catalogo metodico proposto dal Doisy, e così propone il Mérat. Quindi oltre le opere militari, hanmlsi esse da fornire 'delle opere cli storia _generale e delle p:rincipali'· :e pi Ì!I.


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RELA:Z[OliB

stimate di economia politìca, di cosmogonia, di viaggi~ di filosofia, di giurisprudenza, di scienzefisiche, chimiche, ~ matematiche, d'astronomia, di storia naturale, di me,dicina, di belle arti, di belle lettere e di geografia. Per vero dire l'istruzione non fornisce l'intelligenza , ma la sviluppa e la orna, aggiungendovi gli altrui pensieri, ed arricchendoci d'ogni cosa che ci aggiunge. Insomma egli conviene che l'uffiziale sia istrutto, e nulla ammetta senza una ragione. Il Montaigne, lasciò scritto che il {aut tout passe1· pa,• l'estamine, et ne 1·ien lager dans notre teste par autorité, et ù ci·edit. E se ciò torna necessario per alcuni, lo diviene maggiormente per coloro a cui spetta comandare ad altri. Componendo siffattamente queste biblioteche i militari ·troveranno-vi per giunta tanto da suggerir loro anche una particolare occupazione nei loro ozii, quando ancora non ·l'abbiano. Rimane per ultimo a vedere come queste biblioteche possasi renderle utili quanto piu si può; e per quest'effetto sembra .che in generale maggiormente ptopendasi pei prestiti a domicilio delle opere. Questo metodo è per vero dire usato in varie biblioteche militari e non militari straniere, vigilato però sempre da certe discipline; e da questo lato trovo particolarmente lodato l'ordinamento di quelle instituite dal governo framcese nell'Algeria, e sopratutto quella di OrTearrs-ville, fa quale tiensi siccome modello di buon ordinamento. Siccome però la sperieuza dimostrò che i prestiti a do.micilio per lo pitt riescono -rovinosi per le biblioteche, e che di esse sono i veri nemici, così per andare incontro allo smarrimento ed al guasto delle opere, vuolsi che si stabiliscano severe leggi a questo rispetto, che determinino il t empo ch'e, ·jJ ricevente a prestito può ritenere l'opera prest11tagli, -gl'impongano il pagamento dei guasti e degli smarrimenti, --determinino le-opere che po$sono essere prestate a d9-

17 i> micilio e quelle no, poichè quelle che sono rare e dispendiose, o di lusso, non potrebbero venire poi tanto facilmente pagate, nè surrogate; e dichiarino che deile opere in più volumi 1'1.0U: si possa dare a prestanza che pochi volumi per volta. -Per tal modo, sia che la biblioteca. 'appartenga allo Stato, sia che essa spetti ai corpi di truppe, ne verrà .che sar~ rimosso ìl scialacquo, ed assicu.rata la conservazione di un legato degli antecessori nostri, del quale non siamo che usufrut~uari, e che dobbiamo tramandare ai posteri non solo intatto, ma ac~resciuto e perfezionato. llELAZIONK

Gabbioni di ferro. Nell'esercito inglese venne introdotto l'uso di gabbioni fatti con lastricelle di ferro galvanizzato , la cui fabbricazione è molto spiccia. Due zappatori in quattro minuti e mezzo ne fann-0 uno, e cento uomini in nove ore ne fabbricano 5400-. Oento di questi gabbioni, nei trasporti, occupano tanto di spazio quanto. ne vogliono s.ei ordinarii di legno, dacchè i primi si scompongono. · Un gabbione di ferro pesa meno di uno legno, e costac. anche meno ; di più i gabbioni di ferro si sono trovati assai più comodi, più semplici , durano di p~ù e· non sÌ accendono. Le lastricelle possonsi anche dispprre in modo da servire a far ponti pensili, ed in fatti ne fu fabbricato uno in Chatam lungo 16 braccia colle lastricelle di 16 gabbioni, il quale resse soldati ed artiglieria.. Con esse _possonsi altresì comporre letti, barelle, tende .ecc.

Usi militari del Tungstene. Nei tempi presenti, in cui la trasf9rma2ione in armi .:rigate delle --armi da fuoco, com9resevi le artiglierie,_ at-


1'74

R'Et.,IZ!ONE

ll!lLAZ!OIIE

trae a sè la generale a,ttenzione, fu d'uopo esamìnare sè il bronzo ed il feì·1'accio di queste ultime fosse resistente quanto basta per concedere senza pericoli questa tale trasformazione. E riconosciuto il bisogno di crescere là resistenza delle i).nove artiglierie perchè risultin0 atte a r~ggere alla rigatura ed .a ll'aumento della cç1,rica, gli a:r-' 'tiglieri si diedero aUa ricerca del modo di rendere il bronzo ed il ferraccio piL1 tenaci più duri. Questa ne- . cessità condusse alcuni teorici a proporre di fasciare esternamente con cerchi d'acciaio i pezzi di ferraccio, -e da essà pur nacque il pensiero di fabbricarli d'acciaio ; ed anche di ferro fabbricato. Il signor Leguen, uffiziale superiorè dell'artiglieria francese , uno fra coloro che si dedicarono specialmente a queste particolari ricerche, fece .ragione che operazione più naturale· e meno dispendiosa sarebbe ql'lella di fondere gli antichi pezzi e servirsi dello stèsso metallo , . allegato ad altro di diversa 11atura, · per fabbricarne i nuovi. Ed egli, in un suo opuscolo venuto non ha guari alla luce , rende conto delle sue. ricerche . sopra i metalli che, median.te una proporzion ale lega col ferraccio e col bronzo degli ,a ttuali pezzi potrebbe, rifondendoli, condurli a maggior tenacità, , eppertanto più atti a reggere all'azione espansiva dei gassi della polvere: e fra i mehtlli sperimentati pare all'autore che -i l Wolfram sia quello "Che iu maggior copia in sè raccolga le proprietà necessarie al prefissosi fine. Il Wolfra~1 è un minerale composto di tui1gstene , d1 ferro e di rn~nganese, e del quale il tungstene è la maggior parte. Quest'ultimo , la {)µi ,scoperta accadde sullo scorcio del passato secolo, vi s i trova nella condizione di acido tungstico, e gli altri due in quella di protossidi. L'autore indiccJi varii rnocli da · usa.rsi in queste operazioni, ec1 offre i particolari di sperimenti da l ui stati eseg uiti col ferraccio per risòiarare l'accennata quistione. ·Ma queste individuali proye non possono tuttavia b_a -

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,stare,- imperocchè per fermarsi. sopra cosa di cotanta·importanza, farà d'uopo attendere che ne venga conformat o il valore ed il merito da un complesso di numerose prove - comparative , e fatte più in grande. Trattasi anche . di trarre giovamento daìle propri'e tà del Wolfram per 1nigliorare le armi bianche, e certi proietti in cui - occorre· somma durezza. Gli strumenti da taglio, fa_tti con acciaio allegato al tungstene, molto meno si rintuzzano di q uel1i d'acciaio ordinario._

Areostato di gnerrn. L'uso di areos1ati come strumenti bellici per osservare il nemico, ebbe principio fin dai primi anni della guerra della rivoluzione frnncese, e la proposta, ne venne fattai dal celebre Monge ad una commissione composta degli ·scienziati Bertbolet, Fourcroy e Guyton, -s tata espressamente convocata dal Comitato di salute publ)lica francese. Questa macchina serica era-maneggiata da una compagnia .d i areostieri o pallonisti mùtari, tratti per lo più dalla fanteria, llléL assimilati all"artiglieria. L'areostato aveva da nove a dieci metri di diametro, e rattenevasi in ·aria mediante due funi, ognuna delle quali era. lunga cinquecento quaranta metri. IL primo saggio di questa macchina fu fatto nel 1794 nell'assedio difensivo cli illa-ubeuge; nello stesso anno se ne fece uso a Charlerpi, e poco dopo ,L Fleurus, qui ridi n ell'assedio cli Magonza. Nell'anno Iv, fu ordinata una secondrt compagnia: d'areostieri, mentre l'altra faceva parte della spedizione d'Egitto; ma dopo il consolato fu abbandonato, l'uso degli areostati nella guerra:". Questo modo dt esplorazione, più sorprendente ed ingè-, gnoso che ,fruttifero, era cli difficile applicazione, e con"'


l ?'6 nE~AZtONE .trastato da s·omme difficoltà. Le oscillazioni della navicella, e 1a lotta del pallone contro i venti, erano impediment_i d'ogni istante; ma il fervore dei soldati della rivoluzione superava inaudite fatiche , e con rara pazienza si sotto• mettevano a minute cure, sempre rinascenti. Il tratte!llere l'areostato ad u n quasi determinato segno nello spazio ~ra per sè impossi-b ile; ed in'f atti narra la storia che nell'assedio d1 Magonza, l'areostato fu violentemente spinto a terra dal vento, e le tavole della navicella si ruppero, senza che l'uffiziale , che solo se ne saliva alla scoperta ne perdesse l'equilibrio. Sessantaquattro uomini distribuiti in due n,,di, appena potevano bastare a_trattenere il volo di questa grossissima macchina; e dalla furia dei ·venti, erano talvolta trascinati a cento passi di distanza. La quantità di strumenti, di artigiani, di equipaggi, e di ,modi di raccop.qiarµento, c,he questa macchina trae:va seco, ~~ano un imbarazzo di più, in _guisa che raffreddamlosi il patriottjsmo la devozione rivoluzionaria, yiq.èsi una compagnia d'areostiE;ri trovar talmente superiore .a11e ,proprie forze la somma de}le sue fat~che che, ·volontaria,-mente crepò a colpi d'armi ,da fuoco il suo areostato; ed _é _questo un nuovo me't odo cli deserta.re senza mutar di ,.posto. Lo, guerra d~l 1~30 aveva poi fatto rivivere la pro~ ,posta di a.doperare areostati. _ · Intanto questi areostati, che erano -stati adoperati per le ricognizioni militari , ora diventano gli ausi'liari della .telegrafia elettrica, onde n_o n solamente alle ,r icognizioni,.rna servono altresì a telegrafare le posizioni e le n1osse ,dell'esercito n emico mediante un filo che comunica colla terra. Questo nuovo uso degli are0stati fu irpmaginato dal signor Alla,n di Rode-Island, 'ingegnere areonauta qeJ _g overno degli Stati-Uniti, ed il professore Love fu il pl"imo _ ~d inviare un messaggio telegnafì.co da un areostat-;0 in .t~rra.

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RE.LAZIO!te

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Telegrafia ,,oJantc. Il Constitutionnel l'anno passato annuJ'.!-zfava sperirnentì sopra la telegrafia vola1ite, stati eseguiti in Francia riel campo di Marte. Questi sperimenti vennero eseguiti nel seguente modo. Un dato numero d'artiglieri a cavano, della gual'dia in1per:ia\e, seguiti da un carro sospeso nel quale rinvenivansi ]ance ad uso di pali telegrafici, ed il filo condut.tore clell'élettricità, celeremente partiva:uo nonsitostochè l'estremità di questo filo era stafa fermata ad un palicciuolo éonficcàto nél suolo . Percorsi 30 metri, un cavaliere smo_n tava da cavallo, dav·a mano ad una lanèia, spòrtagli da ~n artigliere collocato sul carro, e piantavala in tetra, dançlole un mezzo giro sopra se stessa, in guisa che la c'ima si trovasse ravvolta dal filo elettrico. 11 cavaliere fermava poscia questa lancia còn due venti formati essi medesimi a due paletti piantati ~el suolo; 'quindi con ,prestezza successivamente esegùivasi 1a medesima operazione da altri cavalieì'i , la qual~ pei'ò noµ _ si rinnovava più che ogni cento metri. Questo sperime~to dimostrò la possibilità di stabilire improvvisa~ mente una linea telegrafica in caso di bisogno, e per 'esempio per eserèiti in campagna, nel solo spazio di tempo appena necessario agli uomini ed ai cavalli per recarsi dal sito donde muovono a quello dell'arrivo. Quando per cagi~ne d'ostacoli del terre·no, il carro non potessesi condurre, ognt cavàliere che débbe piantare uria lancia, porterebbela invece' al braccio ed alla st,affa, come usano i reggimenti di lanciéri.

i\lcune modificazioni nei parafuhriini. Il signor Edmondo Sacré co11o séopo di scemare la spesa dell'allogàmentò dei pcvrafulmir:ri, senza- però recar: _


c.:"178 RELAZWN!l nocumento al buon eseguimento di questi utili apparati, ma ad un tempo pericolosi, propose alcune modificazioni alla loro fabbricazione. Parendomi che possa giovare la notizia di queste modifìca:àoni, nè compendio qui le cose più notE)voli, che tolgo da un articolo intorno ad esse inserto nell' Institut. Già la scienza, stabilì regole intorno alla natura dei metalli da usarsi nelle varie parti di q uesti apparati, alle cure da adoperarsi per le commettiture ;- alla forza ed alle dimensioni dei conduttori ecc.; ma secondo il Sacré le r egole non sono com.piute, e medesimamente alcune sono di p essima applicazione; donde ne viene che nella pratica, la costruzione dei para.fulmini. rimane abbandonata all'arl)itrio, che può diventar pericolosissimo per la sicurezza pubblica, essendochè un parafulmine vizioso è tale da attrarre il-pericolo anziché rimuoverlo . Il Sacré compreso dall'importanza di q~esta quisfione presentò perta,nto all'accademia delle scienze belga le proprie riflessioni, e della sua personale esperienza. Pare al Saci'.é che sia da anteporre l'uso della punta di rame con in cima un calzuolo conico di platino ad essa saldato: impe:rciocchè sia pur quanto si vuole grosso lo strato d'oro della punta di rame, esso finirà sempre per essere tolto da.ll'iufluenza delle scariche elettriche . La punta di plat ino è anche fatta di maggicri dimensioni dell'ordinario, accioccl1è' possa r eggere alle straordinarie : scariche che possono accadere, e vuole la punt,a di rame invLtata in asta di fP.rro toncìa e conica, affine di evitare i ·canti vivi, che sono molto più attaccabili delle superficie lisce. Queste aste, la cui lunghezza sale ftno dai nove ai dieci metri, sono malagevoli a trasporta,e; epperò propone di farle divise in piC1 parti, invitandone l'una nell'altra.· Pr-opone altresì di fare i conduttori elettrici di spranghe di ferro tondo del diametro cli ·18 milfonetriJ e di questi volendp ,preservarne la parte, ·c hé dall'edifizio va. sotterraneamente

179 .al pozzo, fa fa passare in- un tubo di ferraccio, anziché in un condotto di muro, il qual tubo di ferraccio st ant~ lp, sua co-n ducibilità servirà allo scorrimento deÌ fluido · nel comune :;;erbatoio. Dato poi che il conduttore metta c.apo in un pozzo, egli in questo caso lo fa terminare in una piastra di ferraccio, della superficie di 84 ·d ecimetri, . e qualora siasi costretti a far un buco per introdurre iÌ conduttore nel suolo, lo fa t erminare da· un cilindro di r,a me di due metri quadrati di superficie. L'autore crede che sia ottima cautela questa _ampia· superficie, essendochè, secondo egli dice, la sperienza ha dimostrato in Francia, che un telegrafo elettric9 di cui volevasi far la svolta sotto terra, non potè fare il suo ufficio che quando il filo fu terminato da una superficie di contatto colla terra di più metri qlladrati. Tuttavia la tensione nei.telegra~ è ben lungi dall'essere così grande come qnella della scarica del fulmine. . La fune m,etallica è il secondo mol1o di conduttori elet- , trici che l'autore. propone. Egli vuole queste funi fatte di zi~co, i ~ui fili sict110 torti intorno ad una fune di fili di ferro zincati, ma inverso opposto alla torcitura dei fili di ferro, in gnisa che la dilatazic,ne ne sia compilltamente · libera. L'autore crede che con tali condizioni queste ·funi durerebbero molto tempo , ed offrirebbero ogni deside~abil~ guarentigia ; eccettua :?erò gli edifizi n:iaritti mi, 111 cm necess(l.riamente occorre di servirsi di funi di rame. Il signor Lia$'re che esaminò le anzidette modificazioni, fece ad esse i seguenti appunti: quanto al sostituire alla punta massiccia di platino, una punta di ~ame vestita di un calzuolo di platino, v'ha per vero .dire risp[m~1io, nia non giudica prndeute di lasciare il m etallo di questo ca.1zuolo .così sottile verso la cima, ed alla ba.s e della punta. La punta essendo sola,. esposta ad essE)re fosa , con ver reqbe rinforzarla adoperandovi qualche gramma di più di platino ; e sor-,ratut1;ò usare maggiori cure nella salRELAZIONE


rso

RELAZIONE

,.<latura, acciocché non: risultivi la menoma soluzione di continuità tra la punta di rame ed il ca1zuo)o di platino. h met; do indicato dal sigaor Sacré per commettere le parti dell'asta del parafulmine, necessariamente ne scema la forza; sàrebbe quindi buona cautela di servirsi di manicotti in cui invitare le parti dell'asta, facendoli di tali dimensioni ch'essa venga a risultar gaglìarda nelle commettiture quanto nel rimanente. Il modo di commettere .a vite le parti dei conduttori elettrici in un manicotto, gli sembra degno d'essere ·r accomandato. Tuttavia la sperienza provò che in certi analoghi casi, il piombo frapposto fra la commettitura dei conduttori , secondochò propone il Sacré , vien fuso da] fluido elettrico, quello che può cagionare sinistri. È quindi prudente di pr~scrivere l'uso del piombo , 6d invece stabilire l'immediato contatto del fer;o col ferro. Il Liagre non iscorge. che siavi grande vantaggio a sostituire un tubo di ferraccio al condotto di muro, che fin qui si è usato. Egli è vero ~he il ferra.ccio è miglior cenduttore dell'elettrico che il mattone umido; ma il diametro del tub~ sai-à probabilmènte minore di quello del condotto, epperò lo strato di terra col quale trovasi a contatto sarà meno esteso , e condurrà una porzione min.ore della total quantità d'elettrico re.c ata dal fulmine. Per altra parte sarebbe assai malagevole di assodar regolarmente ìn simil tubo polvere di carbone intorno al conduttore. ·T uttavia il Liagre approverebbe intieramente la proposta modificazione, quando il tubo, circondato di cokc, eccellente conduttore, fosse destinato a contener carbone i:nist0 con calce viva, quale non potendosi carbonatare in ispazio ermetica.. mente chiuso, meglio difeuderebbe dall'ossidazione questa parte del cÒnduttor-e, la qua1e per la sua giacitura non può essere vigilata. Il Liagre troverebbe anche giovevole di zinca.r e il conduttore nel suo tragitto sotterraneo,, e s,pecialmente nella parte clie penetra nel pozzo;

RELAZIONE

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La piastra. di ferraccio immersa nell'acqua del pozzo , fornisce con poca spesa uua sufficiente superficie. E questa disposizione è trovata b uona, ,Purché la piastra venga collocata al fondo stesso del pozzo, e che indipendeqtem0nte da essa si faccia penetrare, pei casi di tempo secco , un ordinario conduttore nella terra del fondo del pozzo. Ma egli non è persua~o cho i_l cilindro di rame di dùe metri di superficie, proposto dal Sacrè offra maggiori guarentigie che i l unghi condL1ttori che sQglionsi adoperare; avvegnachè egli p uò più facilmente accadere che- , la terra sia asciutta sopra uno spazio di un metro, che in . u na. lungh<?zza cli venti o trenta. Nel citato esomp10 dei telegrafi e.l ettrici per provare il bisogno d'uu'aropia superficie cli contatto, pare che Sacrè creda che la poca tensioné della pila è più favorevole allo scorrimento del fluido, di ciò cho lo sia la not evole t.ensione dell'elettricitù, statica; invece che è l'opposto che' debbe -aécadere. Il conduttore fatto di fili di zinco torti in giro ;:ic-l uria · fune di ferro, çlebbe dal canto della comodità e del risparmìo, offrire grandi va:1taggi. Ma lo zin,co all'aria: aperta diventa vetrino; non par quindi pl'uclente di usarlo in forma che lo esponga a spessi piegamenti. I fili di ferro reggeranno egli crede; ma separati dallo zinco cesseranno clall'ofl1'1t;e un sufficiente scorrimento al fl usso elettrico. Onde il Liagro preferisce il primo metodo di spranghe di ferro toµde , descritto dal ~signor Sacrè , a quest'altro di cui l'efficacia non gli è dimostrata:.

la

Ii1otoirntia militare". Il signor Lacombe inserì nello Spectateur mitlta:fre un articolo, in cui ·annovera i vantaggi che un esereito può tra.rre dalla fotografia, e discorrevi del'la proposta che q_a certo sig. Disderi, fu rassegnata al mimstero ·della guerra ANNO VI. Voi. W . -

13.


RELAZIONE 182 di Francia, d'iustituire la fotografia nell' esercito. Secon~o il proponente hanno da essere nuu1erosi i fotografi, sempre presenti, ovunqu e distribuit i in tutta la linea di b attaglia o degli assedi, -e continuament e pronti a raccogliere ogni interessante cosa degli spettacoli presentì all' occhio. E per raggiungere questo scopò gli pare necessario che in ogni r eggimento siavi un fotog rafo. I comandanti dell'esercito, i corpi scientifici, o . gente speciale, indicherebb ero la direzione di questi lavori, ed iÌ ministro regolerebbe ogni altr a condizion e di questo nuovo servi~io. Il Disderi per comÌ)imenLo di qu est'instituzione, e quale stimolo del prodotto che debbesene ricavare, propone che si faccia un'annuale esposizbne dei lavori dell'esercito. ·• Per lo studio della fotografia eg1i preferisce ehe scel. · gansi nei reggimenti luogotenenti o sottotenenti, avvegnachè questi per fa loro condizione sono m eglio in grado d'ogni altro d i proseguire in questo lavoro, e soffermandosi assai tempo in un corpo, loro è concesso <li dare un~. m iglior direzione all'andamento ed alla pratica dell'insegnamento. Aflinchè poi questi ar tistici- studi non insterìliscano , vuol che i fotografi. g iustifichino i loro lavori, inviando un certo numero di prove positive p er l a formazione delle collezioni necessarie al ministero, alle diverse bibliçitèchfrnd ai l'nusei, ,:, le prod uzioni piùinteressanti riceverebbero un premio ragguagliato al merito l oro . E perchè qu esta n@vità non risulti u n nuovo carico pel tesoro, pa.re al· Discleri che possa tornar possibile di abbaudonare all'industria la maggior parte delle m atrici ( clichés ) ottenut:e p er cura dell'esercite, e p er ta1 modo ritirar dalla, vendita d~lle' produzioni fotografiche un danaro sufficientemente rimuneratore. Questa prop os ta ebbe il SLlO effetto ed infatti leggeva.si nel Cosmos che l 'instituzion c di fotografi militari ìn Francia era stata condotta a compimento in· tutti i cor pi; che -l e perso-:1e della fotografia compongonsi di un uffizial e, d l

l83 due sotto-uffiziali aiutanti fotog rafi, e di sei preparatori; e che gli apparati sono poco numerosi, non consistendo essi che in obbiettivi cli lunga portata; e che ogni cosa può facilmente venir assestata sopra un carro coperto. RELAZIONI!:

~Modo di saldarn il ferractio. Negli Annales des Jllines, tomo xvm, è inserta la descri~ 2ione d'un modo u sato in Francia per saldar e il ferraccio. F acendo ragione che particolarment e aU'artìglieria possa giovare di hvere a notizia questo nuovo trovato, credetti far bene a n otificarlo in questa. mia relazione; n e tralascio però la descrizione , esse.ndoc"hè parmi m eglio che, coloro a cui può più da vicino interessare questo genere di cose, la leggan o nell'originale. Dico solo che questo ingegnoso metodo fu immaginato qualche t empo fa da un operaio belga, e éhe per esso puossi, p er atto d'ese~1pio, raccou• ciare cilindri laminat oi, od un albero d'al t ra macchina, a tal che queste p arti, quando siano rotte , -non si gettano più n el vecchio rottame. .

Hodo ui rendersi incomlmslibili negli incendi. Spessamente gli artiglieri vengono richiesti di prestare l'opera loro n egli incendi colle pr opri e trombe idrauliche, ed in tali circostanze anche ad essi accadendo d'aversi _a scagliare fra le fiamme a salvar persone, o robe, o per altro, giov erà p ertanto l oro di avere n otizia del modo in,rentato dal signor Buvert per venime fuori incombusti. · Questo metodo, che fu sperimentato con felice esito, presenti l'imperatore e l'imperatrice de'Francesi, cousiste in · una doppia vestimenta, la prima di cui è impermeabile, e l'altra incombustibile, e quest'ultima componesi di nu-


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18'5

RELplONI':_

:o:i.eros,e spugne-insieme cucite. n ca,p o c0presi con urr eìmo, di ferro , munito di un serbatoio d'aria , coperto ancora esso di spugne ; ed in esso haunovi due fori , chiusi da vetri, per via de' quali colai che si serve dell'elmo può conc!.ursi ove gli è d'uopo . L'inventore nel suo sperimento, passò r eplicatamente attraver so le fiamme d'una capanna che erasi _espressame::1.te preparata ed accesa, dalle quali uscì ognora ìl1eso .

1'01•ino, ad:dì 26 gennaio 1862.

1L D1Rl])TTOR-E DELLA Bl.BLlO'rEO'.\. MILITARE CE~ TRAL.E.

C,ARBO NE.

,,

OPERE E GIORNALI 'che servirono. alla com~ilazione della presente Rdazione.

Amélioration cles méiaiix employés à la fabr·ica-tion des canons rayés et à celle cfos armes blanche,s. P arìs, ,1861. A oTs - Canons rayés, syslèmes CavaUi et Armstr o.r1g, avec leu1·s projéctiles et leurs fusées . - Canon monsl1·e de Purts• moulh. - Fab1·icat'ion moderne des bouches à fe.u . - .Quel-: ques · mots sur lct 1·ésistance des bou ches à feu en · fonte de fer. - Feu liquide. • DuHENT Trans{oi·malion du matfr·iel cle l'arlitlerie. - Le canon prussien et un canon _belge rayé et se chal'geant pa.1· la w lasse. - Étude. · 'K0Nsr,1Nn:-10FF Lectitres su·i· les fusées de guM·1·e, f-aites en 1860 var O?"Clre de S. A. 1. le grand-duc Jl'lichel, grandm aU1•e clè Ì'artille·rie riisse, pUbliées aver. l'autorisation de iLEG O.EN -

S. lVI. l'empereur de t0utes 'l e Russi-es'. P LONNIES -

fil-uovo -Studio sulle arm1: 1·i;gate della fanteria..

In tedesco.

Del moto e della clev~:azione dei prq·ietli cilindlricpogivali, e delle consegu enze che ne derivano circa atla fab~ b1·icazione dei proiell·i e Mi cannoni . In tedesoo. ·Pmot-1 - Étuèles s1i1· les batleri~s casematées et sur une m,ouvelle fouche à feu. 1860, R ur zKY -

OPERE PERIODICHE. _Journal de l'ai·ml!e beig e (numero H9, 11agina 2?3).

-Consici-érations sur lcs~valeurs cléfensivcs {le Portsmou_th. Quelquçs rcnse·ignements siw /e canon pruss·icn, nui:n. 11.'7•

•


186

!UtLAZLO~I!.

RELAZIONE

JOurnal tles 1u•me~ speciale~ (no~embrc et tlécembre l8G l ) ,

L'ltlilllut, jOtl roal unh•ersel des scleucea et des socle!IC!s aa'f'antè11 en f rance cl Il l'ctrans-er.

Nouvelles éludes su,· l'a1·me à feu 1·ayée de l'infanterie, par

.bfod1:1ications proposées à la conslruclion des paratonnères, par EoOARDE SACRE.

C05lll0S,

Rcvue e,ncyclopéd,ique hébdomada·ire des progrès des sciences, etc.,

Ll'aduit do l'allemand par Rrnr--f'ÈL •

Le Spcctate ur mllllalre.

De l'usage de la photographie éans l'a1·mée, tom. 35, pag. 144. Le canon Armstrong, Jivraisoc 15 juin, pag. 454 e 45. Canon-rnortie1• de M. Giovanni tranci, 15 mars, pag. 472. Un nuovo fucile, 15 agosto , pag. 318.

4 55, 459, 498.

Fusil de chasse et carabines se chargeant par la culasse, de lVL

Go1LLAUME DE PtONNJEs,

-

_Altération de la poudre coton sous l'infhtence de la litmière.

pag.

18'1

Comptcs rcutlus hclulonìa,lalrcs des séanecs dc 1' ,\cadémle dea sclences (tome Llll, nunt ." 10, 2 se1>1cmbre t SG 1) .

L EKOIR .

Pholog1·aphie rnilitaire. Lectures des fusées de guerre, faites en 1860, par le général KOKSTA.NTINOFP ,

pag. 99.

Incombiist·ibil·i lé, 15 novembre. Nouveau chronographe à indt,ction de .bJ, .blartfo de B-rettes, 12 avril.

Batlon à la gue1·re, 9 aoùt. Télégraphie volante, 2G juillet, pag. 88. La paix pa1• la gue1·1·e, 17° livraison. Bombarde à main, ll• livraisoo, septembre. Fusil de chasse et carabines se chargeant par la culasse, de lfJ. Lenoir , 25 octobre 1861. Fusits de chasse; moyen de diminuer les chances d'éclatement. Poud1·e-coton, 228 Jivmison, 31 mai. Balles percées pa1· im mouche hyménoptère, 7 juio. Bombes cha1·gées avec de la fonte en fusion 22• livraison 31 mai.

' Le ~lonitenr de 1'arml!e.

Le canon Armstrong, num. i2. F-usit 1·ayé de Rundjet-Sing, ro•i de Lahore, num. 68. . Bibliothèque du dep()t de la guerre, num. 65. B_ibliothèques militaires, num. 22. Uso mil-ilare clel Titngstene1 n1.1m. 54.

..

'

Remarques sur la décomposilion spontanée dii colon-1wudre sous t'·influence de la l-umiè,:e di{f'iise , M oRIN. Note su1· un 1n·océdé pom· enflammer ta poudre par l'électricité, sans ·intermedia.ire de {'ulminale , 17 juin, pag. 1257. Chronogmphe èb pendule coniqnc, par M. llicwtin dc Drelles) construit pat j)J_ Hazdy, 13 anil. Gazzella militare di Darm&tadt.

Nuovo ca-nnone clell'Hoffmann, num. 16. Canno11e del CaUn, num 34. Cannone del Zaioodsky, num. 42. Cannoni p-ri1,ssiani nel Belgio, num. 6, Cannoni del Cavalli, num. 14. A1·tigl·ie1'ie ?'igate all'assedio di Gaota, num. 14. Il sistema di cdiinoni rigati prussiano, approvato nel Belgio; e la spoletta a tempo misurato delle granale a rnctmglia; num. 27, 28 e 29.

Uso del colone fulminante nelle armi dct fuoco portatili, n° 18. Sperimenti sopra i l p'irossilo, num . 35, 31 ognsto. Polve1·e da fuoco dell'Jlochsli.ilte,·, num . 21, 25 maµ-gio, Polve1·e da fuoco del capitano Sdwllze, num . 25, 22 giugno. Composizione incendiaria del l'range, num. 39. Nuovo studio delle anni rigate della fant1wia, del PùiNNIEs , num. 51.

Gabbioni di ferro, nurn. 14 .


· 188 Gazzeita 11t1l11are di \'lebua,

Batteria a pfrossilo, num. 82. Nu,ova polve1·e da fuoc_o bianca, n-um. 84, 19 ottobre. Nouvelles anrrnles de la con~trucuon (mai 1861),

REPLI Cl\ ALLA. IHSPOSTA FATTA DAL SIG~JOR GENERALE REN·ARO-

CnJation de bibliothèqiws -comv:nales dans toules les localité~ s'écondaites. Création de bibliolhèques rnil-itaires dans teiites les v,illes d.i ga1·nison.

DEL CAPITAKO NELLO STATO MAGGIORE BEIJGA

Aonai-es des 1uines (tome xv1t1, -h• 11,•ra'!~on).

VANDENSAN·DE

Sur

1.m

procédé'itsité en France poiw le soudage de la fonte.

A-rcl1h· fìlr dlc ·Om:,,Jere der Kuuiglielt P1·eusslschen Arllllerle llllll ·Ingenieur-Corps.

Degli antichi cannoni rigat•i, ·ml. 49 , fascicolo 1°. Jlllelodo per t1·ovare gli angoli di cad-ula nel l·1>t·u ,.lii 7"imbalzo, , 1 01. 48, fase. 11 J , pa~. 234. '

Cartuccia dèl Buholz, l j anvier 1862. .

I

È ubbligo mio di far c1ui il dovuto onore all'egregio signorcav. De-Bartoloi;ueis, vice direttore di questa biblioteca militare della versione ìu lingua nostrale dei varii articoli inse1:ti n~ giornali ·ed 0,pnscoli militar.i scritti in lingua· tedesca od inglese, e citati nella presente Relazione.

ALLA LETTERA

SUL

LAVOllO INTITOLATO

• D E L L A C A V A L. L E H I ,A

Come ebbimo ad annunzi,~re nell'ultimo fascicolo della ]{ivista, per debit0 di imparzialità riportiamo per esteso la replica critica del sig. -Vandensande alla risposta del generale Renard riprodotta alle pag. 240 çlel vol. r, 158 e 246 vol. u, anno vr di questo g iornale. Pèr quanto la controversia si r ifletta SU argomenti iDteressantissimi , ed apbia due distinti campioni, tutta-via., forza è ·confessarlo, e~s?, venne trasci1:iJ.ata alqua,nto fuori dei limit i di quella serietà è moderatezza che si aclld.ice alle militari discussioni ..... Ma non _ce ne spetta il giudiz.io irrt0rrio alla convenienza, ma bensì quello intorno al suo valore intrinseco, il che _solo ci ha, mossi fui dal principio ad intervenire nell'insorto lit.igio letÙwa.1;io. V.

Se noi volessimo ,co,nfonclere una questione personale con, un-a questione scientifica, e se fossimo in posizione di pole_r-

rivolgere contro il generale Renard le armi dell'irouia e -~ét


190 REPLI CA ridicolo delle quali egli si è servito contro noi, ci sare~be facile d'analizzare e di combattere la lettera elle egli ci "ha scritto ' e che si è cred.uto autorizzalo premellere alla sua coufutazione perchè un giornale ne aveva pnbblicato -un estrailo mutilato. li ocri ornale che ba com me~so tale. indiscrezione è la Cible, fondalo allorchè ·comparve il progetto <l'organizzazione dei cara• binieri belga, allribuilo all'onorevoje generale. Affinchè non si_sospettasse che noi avessimo fallo im condannevole uso della lettera del sig. gene ml e Renard, abbiamo protestato con energia contro questa insinuazione in una lettera diretta al generale, come pure al Journal de l,'armée beige. Basta al nostro onore di soldato Io aver declinato· ogni solidarietà ·col giornale la Ciùle. Quanto alla lellera che il sig. generale Renard lia pubblicato nel N. 120 del Joùrnal ·ae l'armée, e:;sa non è che una copia · alterala ed incompleta .dell'originale che noi possediamo. li nostro sapiente critico entrava così in materia: "La confu>l tazione non riguarda che la parte del mio lavoro la quale ha )) tratto alle ·attuali condizioni .della cavaÌleria pressò qualche » po.lenza d'Europa. « L'autore è bibliotecario al diparti meni? della guerra e per ,i dippiù lo statistico del deposito. u E"li ha sotto mano tulli i dati sulle armate estere che il o ' n governo possiede. Li riunisce, li contròlla; è infiqe·_l'ufficiale n il quale meglio d'ogni altro dell'esercito si trova in grado di i; trallare le question i di tal genere .... )) R-isposta. - Se del libro deìla cavall~ria non abbiamo confutato che la part_e in cui l'aut1Jre dà la composizione organica delle truppe a cavallo nei principali eserciti europei ciò fu perchè egli s'è appoggiato su .quei dati per volere stabilire elle la nostra cavalleria è, proporzionat;1men te alta fanteria, molto _piµ debole che quella delle altre potenze d'Europa. - _Ciò è

HJI per lo appunto quanto noi contestiamo., -,- Per dimostrare l'i-nesattezza delle dtazioni dell'onorevole autore, e delle conclusioni ch'egli cerca trarne, noi non avevamo bisogno di riscon-_ trare le altre parti del suo libro, ·cbe trattano piull'osJo della storia antica e moderna della cavalleria che della sua attuale· . organizzazione. Noi siamo è vero, dopo selle anni, 1.Jibliolecario al ministero della guerra, ma non siamo mai stati lo statistico del deposito , ed egli è sorprendente vedere il sig. generale Renani allribuirci funzioni- elle non sono le nostre. Se ci occupiamo di statistica, è unicamente a titolo privato e durante i nostri momenti d'ozio. Dimandiamo perdono al lettore d'essere entrati in quesl e' spiegazioni di carattrre personale, e per lui prive d'interesse,ma· vi fummo obbligati. Ora afferreremo la discussione dei falli che l'onorevole generale ci oppone nella sua risposta. Alla prima pagina del nostro opuscolo abbiamo dP.tlo <:hé non· ci dissimulavàno come fosse diilleile e delicato lo intavolare una discussione su qucstiòni di scienza ·militare con· uno scrittore sì erndito e così abile come l'autore del libro Della Cavalleria. · Abbiamo sogo-iunto che se le armi di cui ci saremmo servit.i. o ' non erano così maestrevolruenle cesellate come le sue, nemaneggiate con tanL'arte, le credevamo di 'migli or tempra, e che - ciuesta persuasione fortificava la nostra confiden,za in esse al punto era farci ai:diti a disccr.àerc in lizza per comballerlo. Il sig. generale nennrd, con un'abilità.di tattico consumato, lungi dal restare sulla difensiva e ct·intraprenclere la giustificazione dei dati che servirono di base alla sua memoria sulla ca. val\eria, prende risolutamente l'offensiva, e cerca non già di distruggere la nostra argomentazione, la quale posa .3U numeri, ma di porla in ridicolo, quindi .egli si sforza _di nrnllerci in contraddizione con noi stessi, ed infine ci attribuisce errori cbe non DEL CAP. v·ANDENSAN'DE

si

1

' I f


i 92

:U.EPUCA

DEL CAP. V ANDllNSANDE

~sis10no che nella sua 103maginazione. Tutti questi mezzi pro... \'ano ad ,eviden,za ·cbe il nost,1,O contrndd illore' manca di buone .i:agioni per combaUerci ed egli corea a far perdere al lellorn i l diritto cammino. Bisogna impertanto ricondurvelo. , .li soggetto del libro Bella ,Cavalleria erq, i11contestabilrnenle., di stabilire che qnella del nosl\'O paese è numericamente troppo debole, e cb'essa non deve subire nè,ridw;,1one, ,nè trasformazione parzial~: 'tutta l'opera è basala s-u questo terna. Per giustificarlo, lo scriHore dimostra -dapprima il rapporto esistente delle cavalleria-coJla fan.teria, come quello de.Ila grossa-cavalleria colla cavalleria leggera, nei princip:ali eserciti europei;- quindi ne trae !a conclusione che !e nostre trnppe a cavallo dovrebbero essere piuttosto aumentate •che diminuite. Noi abbiamo contestato !'esal!n.za dei rapporti ci ta~i dell'au-torc ed abbiamo date prove,irrnousabili .all'appoggio •deHe nostre asserzioni. ' J.n presenza dell'impossibilità di .giustificare i suoi dati 1mmerici e di invalidare i nostri, l'onorevole scrillorè cerca lransi d'impicaio nella sua risposta, pretenclendo·ebe noi accou-djamo agli effettivi organici nn valore clJ'essi non polrebbe110 avere; cbe lh ove noi non abbiamo visto :Glie cifre all ine~1le egli ;ha çer.cato la quanlHh delle u11.i'tà lattiche., battaglioni, e sqMclroni ed .il ,foro effettivo medio in campagna, nort tenendo conto nè dei .depositi,. - nè deg.li i:ùdi~ponibli dei .quali .alcune organizia.1:ioui sono così prodighe. « ,ln conseguenza, egli clicr, noi non . :potevamo incontrarci e le nostre apprezziazio.ni doveva110 esse:11zia!menle difTer.e-nziare •».• 1! nostr.o conlracldiUore avrebbe fa,t,to beuc ad appoggiare '{}uesta teoria ad u-n esempio numerico, .e di farci co.noscere i <loCll'menti organici da cui egli dedusse,· per esempio, che iin Austria l'effeuivo deMa cavalleria è all'incirca i! qu·inlo ·di ·tult.a a fanteria regol,we dell'esercito. Ma egli baJa,saggia precauzione

l ~3

di rimanersi su1le generali e di non date quei cleit.agl'i giustificativi cli cifrE;; e ciò per buon motivo. Noi avevam6 supposto cl.i'egli avesse dedotto questo rapporto di 1/f.i dagli eITeltivi di fantasia, ch'egli dà in nota, come che siano quelli del gran piede di pace della fanteria e della cava!. Ieria aoslrinche; difatti, se s_i divide -152,7 6,1 J1er 33,.U'.2 cavalieri, si trova 4-,57, cioè 5 in numèro rotondo, risultato u(Yuale a qne!!o dato dal sig. generale Renard. 0 La nostra maniera di procedere, che è quella seguita generalmente dagli scriU0ri militari, differenzia radicalniente da quella del generale. Indislintamente p{!r tutti gli eserci~i noi abbiamo fatto uso degli effettivi organici sulla carta e _sul piede di guerra; noi diciamo, come il nostro conlradclillorf',sulla carta, avvegnacchè altri eITeltivi non oonosciamo che sieno esat!i, <J • indi ne abbiamo dedotta la propdrzionc tra le drie armi. Questo metodo, ehe a noslro avviso è il solo razionale, l'onorevole generale rigolta come difettoso; egl i pretende trov::irne diverse prove nel nostro opuscolo. In appoggio alle sue asserzioni eo'li fa osservare che per l'Austria,. ad esempio, noi· abbiamo b considerato l'elTellivo completo della fanteria sul piede di guena, in 435,080 uomini, per paragonarli a quelli di cavc1\lcria 52,7·18 nomini, menlrecbè qu-0sta non ba che U ,814 cavalli, e e-onseguentcmente 7,90,i. uomini smontali. Così opera!]do, noi abbiamo trnvato, lo si ricordi, che la cavalleria era l'ottavo tlella faQteria ( 1); ebbene, se noi aves~imo foila astrazione dei 7 904 cavafierì smontali, i! rapporto sarebbe stato come è a n:70 e questo modo d'operare sarebbe slalo con maggior -ra-

(1) Slroffieur, nel suo lavoro intitolato. Die Org~uisritiòn dei· Anriee in Fc/.dc (i'organizznionc dell'eserci to in camp,.1gna) da ng1ial-mc11lc .1 1S l'l\ll!)Orto della fanlcr_ia coll_a c.avullcria austria ca nel 18511 , crl egli la deduce esat tamente nella stessa nostra maniera.

rei

,.


194

ltEl'LIC!

lJEL CAP . V ANDENSAN DE

gione critica.lo dal nostro contraddittore,.poichè il i•isultato, che s'ottiene così, vieppiù s'allontana da quéllò ch'egli ba dato. Ora ragioniamo sul nuovo terreno ch'egli ha scelto, cioè sul non ·tener conio che delle unità fatticlie, vale a di1e dei batta.,. 9lioni e squadroni o in altrc· parole, delle baionette e sciabole. Noi non faremo entrare.nei noslri còmpuli numerici che i sott utliciali ed i soldati cornbatlenli; gli uffic iali non vi figureranno neppure, e troviamo pella proporzione della cavalleria col la facteria il rapportodì 1 a 9, 72; in conseguenza sensibilmente lo stesso del sunnotato, il quale è all'inci rca della meta più debole di quello del nostro contraddillore. - Pella Prussia, questo rapporto, a vece <l'essere come 1 a 7,26 è come 1 a 7,5,i; pel Belgio a vece di ·I : 6, 1n esso viene ai l: 6,79 ecc. Giustificheremo i ii appresso questi risultali. Eravamo dunque nel vero diceedo cbe il generale _Renard avrebbe folto ,bene di riconoscere, prima d'azz,ardarvisi, il ler1·eno de!l-e unità totticlw nuov,rn1ente scelto. L'autore cbe noi comballiamo, più lungi _soggiunge: « Un'altra ii ragione, a pare/ mio, tult'affallo perentoria, s'oppone ancora )) a qnesli paragoni basaH sugli effetlivi organici- sulla carta. E » si è che gli efl'ellivi non sono della stessa nalura, e che l~ n organizzazioni alle quali essi si riferiscono non s1 rassomi>1 gliano. Si v,ien cos\ indotti a paragonare non dati ugna.li, ma i> dati differenti, ciò che è illogico». Si ponga attenzione cbe questa cosa illogica esiste 9gualmente in ciò cbe concerne le unità tattiche, battaglio'l].i e squad-,,oni, atl-esochè questi non hanno la sle~sa forza n_ei vari eserciti, come nè anca nello stesso esercito, il cbc più lungi dimostreremo dando la loro composizione sul piede di guerra. Verrà allora la convinzione cbe se si prende per base 1'[ numero delle unità lattiche e se le si paragonano tra loro, si otlengooo risultali che in generale si scostano molto più di quelli che 1

1

195

il _nostro critico ba preconizzati, se sì facesse uso d'egli effettivì organici sulla carta. _ Del resto noi vedremo più avanti, parlando dell'esercito belga che il nostro contraddittore fa precisame1~te ivi ciò ch'egli condanna come illogico. Egli fu pe1· certo onde avere più facilmente ragione della nostra · critica che ci si prestarono assu rdità. contro le quali è nostro d·overe protestare. Così noi _]èggiamo. cc Pel mio contrad» dittore, ciò che costituisce la specie di cavalleria non è -nè » la forza degli uomini e dei cavalli, nè la natura dell'arma» mento o del servi_ zio, ma bensl la denominazione che ciascùil » Staio le accorda n . Il contrario di quanto il sig. generale Ilenard qui espone, risulla dal nostro lavoro. Vi sono tre specie di cavalleria in Frant ia abbiamo dello col sig. Via!, secondo le differenti specie di cavalli e le proprietà nàturali che !e distinguono. Onde st'.abilire il più chiaramente possibile lu classificazione delle dilforen~i speci~ di cavalleria, noi abbiamo ccrcnto e dato la statura dei cavalli ed anche· il loro prezzo d'acquisto, nei principali eserriti, ma non ci siamo mai preoccupali delle denominazioni che le truppe à cavallo banno nei diversi paesi. Noi abbiamo dello e fo manteniamo che in Prussia gli ula11i non possono esser cla~sificati nella gi·ossa cavalleria, meglio di quanto il possano i dragoni ed i lailcieri in Francia. Se piace alla Gran Brctaj_l;na di dare il nome di dragoni a sei suoi reggimenti di ' grossa oaval\eria, e d'altra parte a qualtl'o reggimenti di cavalleria_leggera, ciò non ci riguarda: parlando di quelle truppe nostro dovere di scril\ore era di adoperare le qualificazioni in uso, onde non indurre in errore il lettore. Ora passeremo sommariamente in rivista, e per ogni Stato, gli argomenti cli cui si è servito. il nostro contraddittore, non per


196

REPLtCA

riabilita,·e i suoi dati organici di cui noi abbiamo contestala l'esattezza, ma per cercare d'invalidare quelli cbc noi abbiamo ai suoi apposti.

AUSTllIA. L'onorevole generale evita qui con somma cura di toccare le due principali questioni in litigio; il rapporto della cavalléria colla fa nteria, come quello della grossa cavalleria e della cavalleria leggera; egli si gella pelle vie laterali, parla d'una cosa e dell'altra, inventa al bisogno l'esistenza del battaolionc di soldati-marinai del Tilel, onde aver l'~ccasione di ;orci in ridicolo e di sviare l'alienzione del lellore da ciò che costituisce il fo_ndo _dell_a discussione, lanci~ndoci in pari tempo qualche fmzo 1roo1co. . «_ Potrei qui,_ io crrdo, rilr.Yarr. un primo errore da parte del >l mio co11traùd11tore. Egli cornprcnile il ball;iglione del Titcl )> fra le truppe di fanteria dell'esercito austriaco. ìo non so » perchè non vi comprende puro il reggimento di fanteria di >> ~1a1-·ina, od il batlaglione ponlicri, perchè i Tchailiisli (battei• » l1en) hanno_ dell'uno e dell'altro. Questa troppa speciale è » composta d1 soldati marinai che servono la numerosa fiot» tiglia di scialuppe cannoniere che l'impero maQlicne al conu fluente .della Tbeisse e del Dnnuhio ...... Ecco ùunCTue un n battaglione che noi possiamo cancellare dalla nornen~latnra » d~I mio critico, a meno e/l'esso non abbia qualdw cf'Sa cam,, btato nella sua destina,;,ione dcpo il 1849 1,. Risposta. - Tolto questo brano prova chiaramente che il nos_lro critico non conosce che irnpcrfellissirnamenle l'organizzazJOoe aUna_le ?elle forze militari dell'Austria - esercito ed armata; - po1che non è sicuro .di ciò ch'egli scrive: avrcbbo

1917 -dunque fattò bene a cominciare coll'assicuràrsi se l'errore eh 'egli ci imputa esista realmente. Se avesse fotto cos\ si sarebbe asteuulo dalle speciose osservazioni ch'egli fa sul sedicente battaglione di soldati marinai, il quale non è in realtà, dopo dieci mmi, elle un battaglione' di fanteria ordinal'ia dei confini, e nel quale non ,•i ba nn sol marinaio o soldato di marina. Come mai il nostro critico non s'è ricordato, egli così versato nella storia militare, eh-e il ballaglione del Titel ba combattuto a Solferino coi reggimenti frontiera di Lican, d'Ogolin, di Ottaclia, di Szluin, di Werasùin-Kreutz e di Gradiska ?-Noi domanderemo adunque al nostro contraddittore la permissione di manlenére questo battaglione nella nostra nomenclatura dell~ forze dell'esercito austriaco; ma essendo nostra abitudine di nulla affe;·mare senza portarne le prove, ci prendiamo la liberl-à (li rimandarlo ai §§ 4-0 a 5 ·t incluso dello Statuto d'organizzazione dell'esercito , -austriaco, del 25 gennaio 1 8:')7; ivi egli lroverà l'organizzazione delle truppe dei confini, con quadri dettagliali che danno la composizione e la forza delle compagrne, <lei battaglioni e <lei reggimenti, in pace come •in·guerra, come pure il' numero <lei carri o dei cavalli da soma che· loro sono assegnali entrando in campagna. Già nel nostro scritto precedente noi abbiamo dett0 che i 1 ,i. reggimenti frontiera, come pure il battaglione Titel, fanno parie della fanteria di linea in virtù dell'ordinanza imperiale e reale <lei 3 gennaio ·1860. l'\è più fort unato è il nostro cor.tradrlillore allorchè soslicne che i dragoni fan no ancor parte della grossa cavalleria in Austria. Ecco quanto si legge nel decreto d'organizzazione del 27 gennaio 1860: « I cornzzieri compongono la grossa cavalleria e tittli gH altri reggimenti di cavalleria fanno parte della_cavalleria leggera » ( die Ciirassier- Regimenler ltaben als scbwere, alle iibrigen Cavallerie-Rcgimenter als leiclhe Reiterei zu gelten).- La DEL CAP. VANDENSANDll

AN~·o VI. Voi. lii. -

H.


198

ltril'LICA

(i) Dicembre .1860. Questo articolo era già scritto allorchè compnrvc n ello scorso ottobre la nuova formazione della fanteria ùi linea e dei battaglioni d i cacciatori di carnp:igna. Secondo qu est'organ izzazione un battaglione attivo di fanteria di linea ora non conta pi ù, snl piede <li guerra, ehe J ,030 e 1,035 ufficirtl i e soldati , di cui 930 sottufficiali e soldati comb aUcnti , cd un hallagliouc di caccia tori di campagna 1,054 uffic iali, sottufficiali e soldati, di cui 924 sottufficiali e soldati combattenti. Ma la divisione del deposito è stata trasformata in battaglioni e l'clTettiyo reg• _gimcntalc e portato da ~092 a ,, H3 uomin.i .

H/'9

DEL C~'. -V,INDENSANDE

proporziono che _noi abbiamo data della grossa cavalleria colla cavallt!ria leggera, rimane adunqne inallaccabile. Ora es;1miniamo le unità tattiche del sig. getierale Renard. Sul piede di guerra, una _compagnia di fanteria di linea fa 187 sottufficiali e soldati combattenti, ed 1 b,1tlagli0Ìrn, cli 6 çompagnic, ne ba 1 122, la qual cosa fo pei '240 battaglioni a!livi, 269,280 uom ini. Una compagnia dcLrcggimenlo di càccialori del Tirolo è forlè · di 196 combattenti, ed ,1 battaglione, di· 4 compagnie, di 784-, cioè 6272 per gli 8 hat.tagliolli attivi. Una compagnia di cacciatori ordinari arriva a 46? combattenti, ed nn baltuglione di 6 compagnie a 996, la qual cosa da pei 32 l)attaglioni 3·1,872 uomini ('1). Per· maggior sem-· plicita noi supporremo i 4 3 battagli oni fro ntiera d'ugna\ forza cl i quell i di linea , quantunque il lorn effeuivo sia alquanto maggiore; il che ci dà il-8,24-6 combattenti. Riepilogando, si trova che i 323 ball aglioni attivi di fanteria austriaca contano 3{~_5,670 solluffic;iali, caporali e soldati comballenli, la qual cosa fa, in media, 110 ,1. per battaglione. Su questo piede di gu é1:ra,· 10 sqnadrone di grossa cavalleria ba ·135, quello di cavalleria l<·'ggera ,t 4-5, e quello dai cavalieri volon tari 177 sollufficiali e cavalieri montati: di maniera cbe i 1 2 reggimenti di corazzieri, o 7'2. sq11adroni di campagna, s'elevano a 9720 uomini di truppa, i 'I 56 squadroni cli campagna dei 26 reggimenti di dragoni, di ussari ed ulani contano

~t620 sciabole, ed i 24 squadroni attivi dei 3 reggimenti di cavalieri volontari. 4248 sciabole. Così l'e-O'ellivo dei 252 squadroni allivi di cavalleria austriaca ascende a 36,588 sollnffìcialj e cavalieri combattenti e montati, cioè, in n1edia, ,145 per sq·uad rone. Dividendo 355,670 per _36,588 si troya per quoziente 9, 72. Si noterà che noi qui non abbiamo preso che le baionette e le sciabole nel più rigoroso significato delle unità ~attiche, ciò non pertanto, in luogo di 1z5 noi troviamo all'incirca 1J1 O, pel rapporto della cavalleria colla .fanteria in Austria.

{ Contiu-na)

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1l cannone revolver· r igato recentemente irrveutato dal~ l;americano signor dì Brame; levò rumore non solo nella stampa d'America, ma ben anch·e nell'europea. . L'invenzione del signor di Brame si attira là conside~ razione non t anto pel merito del cannone revolver in sè, quanto per aver corretto uno dei principali inconvenienti che si opponevano alla celerità del tiri:!, quello cioè d'impedire il riscald[tmènto del p ezzo anche dopo numerosi e continuati spari. N_on :ogliamo con ciò asserire che il signor di Brame abbia risolto_ così a~duo _ed impor:tante problema, imperocchè pochi sono 1 dati che finora possediamo intorno - ~~ can~one in discorso, _per basarvi sì delicato giudizio. J uttav1a da .q uanto al)b1am letto sull' lllust1·ation del 2-5

·-201 ~enna:io corrente, dalla quale copiamo il disegno qui unito, .'è sn altri giornali che ne accennarono, noi Gredlamo ,che .'l'idea del signor di Brame si meriti le pi Ct s.e rie medita?-foni degli uomini dell'arte. . Cotest' idea non è nuova in 1~rincipio, ma bénsì nella sua applicazione. I gaz svil11r::.pati dalla combustione della carica formano nell'anima del pezw una corr,:;nte rapidissima , la di cui :azione impulsiva sul proietto clura quanto più l'anima è ;lunga; di modo che in forza di questo principio, di due pezzi .di diversa lunghezza, e per altra parte .in condi: - zioni identiche, il piì.1 l ungo dovrebbe pr0dnrre effetti 1miggiori. Ma ciò invece non succede che entro un certo .limite, oltre il quale lo sfregamento 'del proiett0 n ell'anima, e le altre resistenze ch'esso prova, fra le quali la pressione atmosferica, controbilanciano l'aumento pro. g1•essi vo di velocità .dovuto all'azione acceleratrice dei gaz. Questo limite di lunghezza.non è per anche ben defi. ~nito dalla speriènzi3:- , come che dipendente da elementi di loro natu.ra difficili a determinarsi; e tali sono la den,sità, la forma, la dimensione, la durezza e l'elasticità. del. _proietto e relativamente alle stesse ,proprietà del metallo del pezzo. Negli antichi cannoni a pareti liscie· erasi però osser~ ·vato che al ·di lit di 24 ca1ibri di lunghezza (proietti sfe- . rici di ferraccio ) l'accrescimento di velocità, risuitante da una maggior lungh ezza, più non era. in adeguato ràpporto coll'aumento del peso del pezzo; ed eTasi del pari ·riconosciuto colla sperienza che cotesto.limite utj1e della ·lunghezza è quasi triplice per le armi da fuoco poTtatili, a cagione della grande resistenza del ferro fucinato, d ella debolezza del calibro, e della poca elasticità della canna ,e _della.pallottola . Ben più è incontestabile che oitrepassato ·cot(i)sto limite -·u tile di lunghezza :ne soffre la g iustezza Q la ·CA~NONE 'l<I<:l'_OL VER


-.20ì2 gittata , specialmente pene armi rigate. Difatti è evi~ dente ch e se. il pr oietto trovasi avere nella canna fa combustione della càrica, la sua azione acceleratrice più non ha ragione di accrescere ma bensì cli diminuire e cessare, lo sfregamento su sseguente di questo colle pareti rigate della canna è a totale scapito della gittata, della tensione della . trniettoriro, epperò- anche della giustezza del tiro. · Donde si verl'ehbe a conclriudel.'."e che la lunghezza massima del pezzo dovrebbe limitarsi a quel tanto ch'è appena necessario perchè il proietto riceva tutta l'impulsione della carica. Ma la lunghezza minima della canna di un'arma rigata va soggBtta ad un'altra n on meno essenzi1,le condizione, inerente al p asso delle righe; ed è che la l unghezza dell'anima dev' esser tale da assicurare il moto rQtatorio al proietto prima della sua uscita dalla canna. Giacché convio:n ritcncro che èO'JÌ fatto moto non è naturale al · proietto : l'impulsione che gli è comunicata dall'espansione dei gaz della polvere si esercita all'origine in linea retta, ed il proietto iende naturalmente a muoversi nella stessa direzione; egli è solo mediante uno sforzo che il proiett0 imprcnde il curvo cammino che gli segnano le righe , ed 0~1viamente, per imprimergli il voluto movimen~o r ot ato:r:io, bisognerebbe guidarlo in cotesta via, per così dire anormale, per un .certo tem,p o finchè sia vinta og.ni tendenza ad allontanarsene-. Orbene, se il limite di lunghezza presentato dal passo delle r igh e eccede c1uello utile per l'azione impulsiva della carica, è evidente che tale eccesso di ·canna mm serve che a r egola1· la dir ezione del proietto a vantaggio della giustezza del tiro, senza per nutla accrescerne la gittata; poco importa a.dunque èhe il cilindro conduttore sia per. cot esto tratto a pareti continue piuttost o che intagliato di aperture, purché queste non tocchino alh r igatura ..

203 Su questo principio è fondata l' invenzione del' signor di Brame. Il suo ·cannone revolver è intagliato li ella sua lunghezza di apertUTe corrispondenti al fondo delle righe, di guisa che queste servono al proietto a mo' di rotaie. Coteste apertur e danno libero sfogo all'aria compressa dirinanzi al proietto nel suo cammino nella canna, mentre l'aria esterna, penetrando da tutte le parti immediatam ente nel ·tubo, neutralizza lo sviluppo del calorico prodotto dalla imfiammazion e della. polvere, e consente cosi di sparare innumerevoli colpi di seguito , senza che ne soffra il pezzo . S'aggiunge a ciò che la culatta comune alle sei camere revolver essendo mobile, è di per se stessa costantemente soggetta alla ventilazione pel suo movimento rotatorio ad ogni colpo; nè perciò p_iù si l'iscalda della canna. Si pretende anche che il ,~annone re,,olver del signor cli Bran1e non risenta rinculo cli sorta, o si possa , una'volta puntato; · sparare indefinitamente contro lo stesso scopo senza che lo si debba a:l ogni colpo r i11un~are. Ci mancano le precise dimensioni delle vario -parti di questo cannone, nè certamente bastano le figure qui ri- . portate per darne quella precisa cognizione c~1'è indispensabile per fars i un giusto criterio sul merito di sì delicata materia; mentre forniscono appena un'idea generica del pezzo, , Epperò non vi azzarderemo uè critiche nè grandi spe ranze, lasciando che meglio ne decidano le sperienze; persuasi che non tarderanno a farsene in t utti gli arsenali europei , come da qualche tempo si fanno in q1fallo di Nuova York (e dicesi con stupencli risultati). Ammettendo an~he che la complicazione del congegno pel revolver non sia guarì compat ibile colla solidità e semplicità indispensabile per i pezzi da campo, tutta'_'.ia, sembrerebbe che il 9olo fatto d'impedire, o quanto meno REVOLnm

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204 CANNONE REVOLVER di diminuire il riscaldamento del pezzo ·dopo un continuato sparare, sarebbe un gran passo per l'artiglieria moderna , di cui avrebbe tutto il merito il signor di Bramo. Non mancheremo di ritornare su cosi. interessante argomento, appena ci riesca averne di _c he dire con maggior .:ognizione di causçi, ed autorità.

X.

RIYIST A TECNOLOGICA:

FRANCIA. - L e canne di pistole furo:tto recentemente ri., gate per tutti i Corpi che ne fanno uso; eppercio attualmente }!esercito francese più non usa che armi da fuoco rigate. Perfezionamento al revolver Lefauc 1ieux. - Il signor Léon Leroux armaiuolo a, Parigi t rovò il modo di provvedere ad un gran difetto del revolver sistema Lefaucheux di g~osso calibro, qnello cioè di dover ad ogni colpo impiegar lo due mani per· riarmare. I l revolver perfezionato dal signor Lerou:x, anche del più grosso calibro, si può armare facilmente col pollice della stessa mano che tiene l'arma. INGHILTERRA. - Nuovo sistema di bombe. - Alcuni giornali inglesi parlano di un nuovo sistema di bombe, nelle 1uali le pallottole interne sare bbero con gran vantaggio I i mpiazzate da ferraccio in fusion'.). L 'apparecchio per caricare le· bombe con ferraccio in fusioLe consiste in nn fornello alla Wilkinson montato sulle sue note e facile al trasporto . Sedici uomini manovrando un ventilatore applicato all'apparecchio, :producono in cinque minuti la fusione del metallo posto nel fornello. Questa fusione è allora versata nella bomba, la quale· 1•iene tosto slanciata. al nemico.


206

RIVISTA TECXOLOGICA

In scgui_to a_ speri_enze fattene a Woolwich che si dicono pie• .namento riuscite pe1 loro effetti distrnggitori, il governo ingl ese volle ~rontamente provrndere i suoi arsenali degli apparecchi suddetu, e_ fin ~allo scorso apri!e n'ebbe la completa fornitura dalle offìcrne d1 Manchester e di Boston. Il Jlfechanic's 1llagasine dii la descri:,:iono di un concreano il 0 quale ha per oggetto di aiutare nel puntamento delle atmi da fuoco a ~randi distanze ove l'occl1io più non puù distinguere ben precisamente lo scopo. Tale congegno consiste in un piccolo _tub? traforato alla s ue due estremità, che si sovrappone longitudrnalmente alla canna io modo che "il suo asse si trovi sulla . direzione della linea di mira, cosiccbè serva all'uffizio di un piccolo cannocchiale nel puntamento. Questo ripiego evia,e_nte1:1e~Le non p~ò applicarsi alle armi da guerra, sia per 1 1mp1cc10 che cagiona nel maoerrgio del l'armi sia pel Iunao I b . h" Ov , O empo c e rie 10de nel puntamento anche a brevi distanze il p_erc_hè è_ da _c_lassiucarsi in q11el!a infinita serie cli trovati s;ec10s1 ed rnut1 l1 che ad ogni giorno abbondano I AUSTRI.\:. -:- N"'!'ova specie di polvere. - II signor Pohl in _na sua comumcaz1one fatta ali' accademia. di Vienna., tratta ùi una 1:ovell,~ polvere esplosiva, composta io parti uguali (28) di_prussiato, d_1 potassa e di zucchero, e di una parte alquanto mmore (23) d1 clorato d1 potassa. Il signor Pobl pretende che ~otes_ta P?lvere abbruciando, sviluppa un volume di gaz quasi op~10 di_ quello prodotto dalla polvere a bnse cli salnitro, e las~ia :nrnor :iuantità di feccie che la polvere da cannone ordinar'.a· •• .. __E questa. la terza specie di polvere da fuoco di nuova mvenzwne nell'anno 1861 nell'Austria.! I

RIVISTA STATISTICA •

'

FRANCIA. - Cavalieri di nia·neggio. - .Vt:nncro ultima~ mente istituiti in Francia i ccivalie1··i i quali attendono al governo dei cavalli negli istituti militari di S. Cyr, Saumur, ecc. , al qua.le servizi0 impiegavansi i cavalie?·i di 1·imonta. . Questi cavalieri di maneggio sono scelti fra i migliori ca11alicr.i delle truppe a cavallo, i quali abbiano compiuta almeno una ferma di servizio, condotta esemplare, e siano pra:tici nel governo dei" cavalli. Dal momento che passano a tale impiego essi ricernno una commissione siccome i gendarmi, e dopo un certo numero d'anni lwnno diritto a giubilazione . Essi vestono una tunica corta di panno bleu de 1'0'i con mostre rosse, senza spalline, La tunica si abbottona su 1 dinnanzi del petto con una sola fila di grossi bottoni di ottone portanti per divisa una testa di cavallo. I pan tnloni di panno grigio-, bleu con pistag1ia. rossa cadono su stiva li guerni ti di forti spe• roni d'acciaio. Ilanno il kcppy di panno grigio-bleu filettato d rosso portante una nappina schiacciato. sulla quale sta in ri~ lievo una te~1.a di cavallo come sui bottoni. Portano la scia~ boia di cavalleria appesa ad un cintmiuo di cuoio bianco .

11

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..


'20

R,imonte.

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S'l'AT!STICA

llìvrsn

2()!}

mento delle truppe. del genio. Il porta-giberna ed il budi:ìered.ella, sciabola vennero rimpiazzati da 1111 cinturino : di cuoio nero nei reggimenti e nelle compagnie operai, di bufalo perla divisione del.genio della guardia. Questo cinturino r,i porta sovra l':tbito sostennto da una rnartinga-la di panno ali' anca manca, fermato al dinnanzi mercè una placca di ottone col trofeo, del genio. ta cinghia del foci.le, . già di bufalo irnbi'a nchito, è stata rimpiazzata da una cinglùa di corarne annerito; rrreno pel genio della guardia imperiale.. Lo zaino non l:ia più il fodero per lo strumento (appia, maT[ellone), ma è per tutto uguale a q~wl!o della fan teria colle bretelle e coll"e cinghie annerite. La , faccia esterna. , òe\lc, zaino è provvista di due passanti cui fissarvi lo strmnento pel suo manico, come. nei bé\ttaglioni dei c_acciatori a piedi.

~ A complernanto di varii provved.i menti ema-

<Ilati nello scorso auno dal govéruo imperiale intorno all'im:l)Ortantissimo servizio delle rimor,te , un regio decreto del 26 geunaio p. ,p ., ha compreso in tre grandi circoscrizioni territoriali i vari depositi di• sfallolli, ponendo a capo di eia-sci.mo di e5si scompartimenti un colon.nello ovvero un luoo-otenente o colonnello. Ques'ti, tre scomp_artimenti cor rispondono per lo ap1p unto ai fre principali centri della produzione eq11ina in Francia., cioè la Normandia, l'Occitlente ed il 1'1ezzogiorno.· . Al comandante di .circoscri zione è delegata p:ena autorità di ispettore e di controllo sui dep-:>siti dipenJen-li. Egli può reèarsi -o_gni qualvolta lo crede utile non solo a visitare i depositi di l'lmonta, ma ben anco appo gli allevatori, de( qunJi debbe dirigere ed intertenere lo zelo con savi consigli ed utili incoroggia:menti, assicurando loro lo smercio dei loro prodotti . Egli non compra, è vero, personalmente, n:a nomina le commissioni per le compre, ne vigila le opcrazior.i, le avvia al momento op:portuno, e ne centralizza t utta la contabi lità. Cqsicchè la sua -azione superi,ore imprime alle operazioni di rimonta quell'ins ieme e quell'om o13e• eità che loro ;;uuu co;;l. necessarie. - Non dubitiamo che cotesta disposizione non sia per produrre eccellenti risultati. ,. Sembrerà for.se un -po' strano a tallluo dei r;iostl'i lettori il vederci così -insistenti sull'argomento deile rimonte, riportando minutaru.ente quaiìlo si opera a tale riguardo in a1tri Stati: .. : Il perchè di tali insistenze è motivato <lacchè risentiamo vivamente quanto c;:otesto ramo dell'amministrazione militare sia a,ppo noi arretrato, ed abbia urgenza di essere spinto gagl iardamente ,innanzi !

11'ALIA. - Hilcmcio della gue1-ra 18n2. - Come appare dalla nota che prec~de il bilancio che ,·ogliamo. COillpendio_,, samente· acci>unarò, servirono di base ai computi del bilancio stesso alcuni pr'Jspetti indìcan:i la forrn graduale e nurnericn, a, cui- per a pprossirnazìone essi - potrebbero esse-re ridotti in tempo di pace, conservato però l'organismo t.attico stabilito coi riordin'amenti del. 24 gennaio 1861. Di tale lavoro. assai intri:.. cato e difl.ìcile ebbe l'iocal'ico e se-ue disimpegnò con mirabile maestria · un nfliziale generale versatissimo m lla materia, e del qu.a:le non crediamo, indiscrezione dire il nomè, comecchè sl trattà di un uomo merita111ente apprezzalo nell'esercito sotto mol ti rap[)Orti, sia per dottrina che per pratica militare, sia. p er profondo amore al. mestiere che pn distinti servigi resi al paese in varie posizioni, vogliarn dire il conte Scozia di Calliano l uogotenente generale, ispettore .d_ell'esercito. Hauno,,i però Ùa gli eifet1ivi sul piede dj. guerra stabiliti col rrgio decreto del ·24 gennaio 18"60 e quelli dei prnspetti, orn detti, notevoli differenze che fàremo :,picca.re in un riepiloo-n in fine di , questo resoconto. È pur. dà notarsi. che gli ef·O f? ttiv.i rE:rrl i, mere.è !f1. n~10va leya. o·pera ta sulla 1a e 2" categoria, depassaoo di meg!io che 100,000 ùornini gli effet~ivi normali p_resi, come si è 'dc{to, · per base nei calcoli -del presente- biln.ncìo. Quali. difi'ere-nw si cornpatarono negli straordi~

Nuovo sctkò. - Si distribuirono in esDerimento ad alcuni :reggimenti di fa11:eria ili guarnigione a Pa;igi 1000 sakò a,,enti 'l'ossatura di s1Jgheeo e ricoperti di panno oleu, ·ed altri 1000 ,dello stesso modello ma coll'ossarnra di eartone. Il peso di ,questi nuovi sakò è di gran lunga inferiore a quello oggidì in ,u so nella fanteria francese, il cpiale è realmente troppo pesante.

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,Hodifìcazioni iiel vestiario per le truppe clel genio. - Venc;nero reeen,temente ,recate alcllne modiiìeazioni aJl' equipaggia-

..


nari, facendo caso della ·possibilità. di r imarginar ·tali differenze col dar licenze illimitate ad ugual numero di soldati delle più antiche classi sotto le a rmi, tostochè il n uovo contingente abbia raggiunto Ull sufficiente grado di istruzione e che l'orizzonte politico dell'anno troppo non s'annuvoli. Il preventivo ordinario proposto per l'anno 1862 ammonta a . L. 172,555,635 - mentre quello approvato per 1-o scorso anno ascendeva ·a . • 149,505,G20 donde risulta u na differenza in aumento di . • 23,050,015 Aumento relat ivamente ben lieve se si tìen calcolo deI consìderei,ole accrescimento nel ·personale, non che nel materiàle (stabilimenti, istituti, costruzioni, ecc.) Il pr eveuti vo straordinario approvato nello scorso anno saliva a )) 83,358,684 mentre quello proposto per l'annD 1862 ammonta a L . 54,959,614 <l'onde r isulta ,u na differenza in -diminuzione di » 28,399,070 Epperò il totale generale del bilancio sar ebbe di • 227 />15,24\-J men tre quello pel 1861 fu di · . • 232,864,304 il che dà in definitivo un'economia pel nuovo bilancio proposto su quello- clello, sco~so anno di, 5,34$,055 La b revità dello spazio non consentendoci d i estenderci sugli articoli del bilancio, ci limiteremo ad indicare sommariamente quali furono i prospetti numerici cbe servirono di base pei calcoli dei si ngoli articoli riflettenti il personale : MINISTERO. 1 ministro - 1 segretario generale - . 4 di• rettori generali-19 capi di divisione-'-- 46 capi di sezione - 88 segretari - 212 applicati. 1 Totale 371 . . . . . . . . Spesa dì L. P ersonali d i soppressi uffici di ministeri a Napoli ed ìn Sicilia N. 103 . N. 60 scritturali straor dinari e N. 33 uscieri • Per spese dì materiale .

A riportarsi L.

211

·s TATISllCA

RIVISTA

982,80~ 226,800 81,900 220,000

l,5i 1,500

Riporlo L.

1,511,500

INTENDENZE MI LIT ARI. l'7 intendenli militari - 66 commissari 221 sot to-commissari - 170 scrivani. Tot. 474; • (Sonovi inoltre fuori pianta: 8 tommissari _;_ 28 sotto -commissari - 20 aggiunti - 30 seri• vani. Totale 86 sul bilancio spese straordinarie L. 191,600) . ., 1 quartier mastro 13 fra contabili, ai utanti contabi li e scrivani, in tut to 14. - 2 di• rettori pr.incipali delle sussistenze mil·itari, 14 di rettori conta bili - 84 v ice-direttori 130 commessi - - 100 commessi provvisori. Totale 330

1,153,920

41,500

522,000

GIUSTIZIA MIILTARE. 1 pre~idente ed 8 . giudici pel t ribunale supremo - 1 avvocato generale militare - 4 so-. st:ituiti dell'avvocato generale - 22 avvocati fiscali m ilitari ---- 31 S( stituiti avvocati fiscali militari ,- 22 uffiziali istruttori - 14 u ffiziali sostit•.iiti istrnttori - 83 segretari e sostituiti s~arelari - 40 scrivani. Totale generale 218 • o

611 ,915

LEVA. Spese di leva .

698,285

. CORPO DI STATO MAGGIORE. 1 u ffiziale genex-ale - · 1 O colonnelli - 20 tenenti-colon nelli - 28 maggiori _: 92 capita ni - 60 luogotenenti - 6 ufficiali applicati alla segreteria - 38. disegnatori, incisori , fo. tografi, ecc. - 4 uscieri. Totale 258 .

996,550

COMANDI GENERALI. 6 generali d ' armata comand3,nti di dipartimenti ·- 22 cormrndariti di divisione o sotto-

A 1'izio1·tcwsi L.

5,535,670


212

n'l'.YISTA

. . . .

Riporto L.

d1v1s1om (1) - 28 capi di stato maggiore 132 ufficiali applicati, cioè: 6 ma~giori (al gran comando) - 58 capitani e 6.3· subalterni. Totale 188 uffiziali

956; 300

COMANDI DEI CIRCONDARI, PIAZZE E FORTEZZE. 7 maggiori ge·n erali - 21 colonnelli - 71 luogotenenti-colonnelli - 177 maggiori - · 239 capitan! - 269 lnogotenent.i 214 sot'lotenenti - 100 guardarmi - 10 cappeilani. 'I'otale 1,108 . . . . . . , • . ·

2;8·7 9;250

FANTERIA DI LINEA.

U(fìzialì. l luogotenentegene.rale (p_resideJ:!tedel comitato dell'arma)-5.uffiziali generali (membri del comitato) - 1 segretario del comitato _ 34 maggiori generali comandanti di b1·io-ata 68 colonnelli ~ 70 tenenti-co:onnelli ".'._ 204 maggiori _: GS maggiori relatori - 68 aiutanti maggiori in 1° - 206 aiutanti mago-iori . vO rn 2° - 68 direttori dei conti - 68 sottotenenti porta-bandiera ----342 uffiziali d'amministrazione - 68 nffiziali di massa .-.::: 70 uffìziali di maa t ricola - 68 medici di reggimento - 206 medici di battaglione - 68 cappellani - 1304 capitani di compagnia" - 1304 tenenii .:_, 2608 sottotenenti. Totale uffiziali 6899.

R,,iporto L.

2J:3 9,371,220

-capi banda - 68 tamburini maggiori - 68 ser • ,gènti tamburini - 70 capi armaiuoli - 68 capi sarti - 68 capi calzolai - 206 caporà)i maggiori - 480 caporali forieri cl'amministcazione ~ 138 caporali, tamburini ...:. 63 caporali trombettieri - G8 caporali falegnami - .2 04 vivandieri - 1224 musicanti -- 4Q8 trombettieri 408 soldati trombettieri - 408 fa!(~gnami 272 conducenti · - 816 ,-soldati tamburini 1304 furieri - 5240 sergenti - J.304 caporali forieri - 10480 caporali -· 2608 tamburini 12580 soldati di l" classe - ,64580 soldati di "2"' classe . Totale bassa forza 104368 (1). Tot.ate generale 111267 . .. • 37,786,1'9 6

BERSAGLIERI.

Ufliziali. 6 colonnelli -42 maggiori - 6 ca,pìtani aiutanti maggiori in 1° - 36 aiutanti· maggiori contabili - 6 direttori dei conti - 6 uffiziali d'amministrazione ...:.. 6 uffiziali di massa - 6 uff:iziali di m atricola - 18p uffiziali per la contabilità dei battaglioni attivi - G medici di reggimento - 36 medici di battaglione - 168 capitani - 168 tenenti - 336 sotto• tenenti. Totale uffiziali S46. Bassa forza. 48 furieri maggiori - S!J: furieri d 'amministrazione (2) - 84 sergenti d'amministrazione - 42 sergenti trombettieri - 18 ca pi armain0li - 6 capt sarti - 6 capi calzolai ~

Bassa (01·za. 207 fo rieri maggiori -

412 fu. rieri d'am ministrazione ..:... 476 sergenti d'amministrazione - 68 sergenti porta-lettere - 68

A riporla1·si L:

STATISTICA

5,535,670 ·

A riportarsi L..

9,371,220

(1) Dalla circoscrizione t:erritorinle risulterebbero 28 comandi divìsionali ma pare intenzione del ministero il fondere i comandi divisionali ir: quelli dipartimentali nei efapi lu,oghi di dip~rtimcnto, onde economizzare così 6 COJt\andi generali di .di visione e_6 capi di stato maggiore quale economia certo non compenserà lo svantaggio che ne risulterà per rispetto ;.!la regolarità del servizio .

47,157,416

(1) Nella fanteria di linea sono ·c omputati 58 ufficiali e . 1960 uomini <ki due liattaglioni d i deposito in Sardegna. .

(2) Si osservano 118 furieri· d'amministrazione in più dc1 quadrn orga' n ico del 2.1, gennaio 1861 , e quest.i sono altrettanti quanti i battaglioni , mentre gli altri 36 allcndono presso i depositi a' lavori di contabilità ilei llat.taglioni attivi. ANNO

VI. Vòl. Ili. - 15.


.214

RIVISTA

Riporto L. 48 cnporali maggiori 168 caporali trombetfori - 42 vivandieri - 1200 trombettieri 4 >3 soldati trombettieri -- 36 soldati conducenti - _1~8 furieri - 672 ~ergenti - 168 caporali fur1 e;n - 1344· caporali - 12480 bersaslieri. Totale bassa forza 16662. Totale generale 17508 •

Riporto L.

52,888,536

uominì 15636. Totale cavalli 11361 di truppa.

Totale genernle uomini 16536. Totale cavalli 13316 (L. 6,318,442) -. . ~

7.734,150

ARTIGLIERIA.

5' '"'31 I , 120

Comitato. 1 lu-,gotenente generale presidente del comitato del!' Arma - 7 uffiziali generali membr i del comitato - un segretario (uffiziale superiore) - adJetti a~li uffizi : due uf6ziali su• periori - 10 capitani - 2 uffiziali subalterni. Stato maggiore dell' Mma. U{fì,ziali. 28 uffi11iali generali - 40 uffiziali sJperiori - 64 ca• pitani - 31 uffiziali subalterni - 100 sottotenenti allievi - Bassa forza: 43 capi officina - 65 controllori - 500 veterani ed aggiunti veterani .

CA YALLERIA. Uffiziali. 1 luogotenente generale presidente del comitato dell'Arma - 3 uffiziali aenerali ruem~ri del comitato - I .segretario (ca;itano 0 maggiore) - 8 maggiori generali comandanti di brigata - 17 colonnelli comandanti di rcn-gim eoto - 17 tenenti colonnelli - 34 maggiori . 17 aiutanti maggiori in 1° (capitani) - 17 aiutanti maggiori in 2° - 17 uffiziali d'amministrazinnP. - 17 direttori dei conti - 17 uffiziali di massa - 17 uffiziali per la contabilità deali sq uadrooi attivi - 16 sot lo tenenti porta-ste~dardo - 17 cappellani - lG medici di reg..,.im ento - 34 medici di battaglione - 17 v;terioari in 1° - 17 Yeterinari in 2° - 120 capitani - 240 tenenti - ;240 sottotenenti. Tot. 900.

Bassa forza. 17 furieri maggiori - 34 furieri d'amministrazione - 120 sergenti d' amr.oinistraziooe - 17 capi morsari - 17 capi sarti 17 capi calzolai - 17 trombettier i ma"""Ìori 00 17 caporali maggiori - 137 caporali d'amministrazione - 17 caporali trombettieri - 440 trombettieri - 120 maniscalchi - 120 allievi maniscalchi - 137 sellai - 136 trombettieri musicanti - 120 furieri - 482 sergenti - 120 ca~rali furieri - 1202 caporali - 893 appuntati - 11433 soldati -- 17 vivandieri. Totale .A ,·iportarsi L.

216

Sl'AT!'STICA

47,157,416

J

o:2,888ii30

Reggimenti. U{fì,ziali. 63 uffizi~li superiori 164 capitani - 534 uffiziali subalterni - 9 direttori dei conLi - 9 medici di reggimento 16 medici di battaglione - 7 cappellani 4 veter inari in 1° - S veterinari in 20 - 4 istruttori - Totale uffiziali 818. 1'1•uppa. 20 furieri maggiori - 8 trombettieri maggiori - 4 furieri scudieri - 16 furieri di amministrazione - 66 sergenti d'amministrazione - 9 capi sarti - 9 capi calzolai - 8 ca.pi armaiuoli - 20 capomli maggiori - 15 caporali trombettieri - 227 caporali d'amministrazione (addetti alla contabilità ed alLri servizi) - 462 tromhellieri - 64 musicanti - 72 maniscu.lchi - 72 sellai - 150 armaiuoli - 177 furieri ùi corupognia o batt11Glione - 923 sergenti id. - 1-1.66 caporali id. - 495 artisti 420 artifizieri - 1108 pontieri - 2292 canno· oieri di l"- classe - 7550 cannonieri di 2• A riporlars·i L.

60,622.68e


217

~ TATl'STICA

21o Riporto L. classe - 17 vivandieri. Totale 15670 uomini 3804 cavalli. Totale generale clell' at'ma Ì7362' i.omini. Totale c1rvalli 4882.

~iporto L.

60,622,686

TRENO D'ARMATA.

U(lìziali. l colonnello comandante di reggi-

8,596 ,248

mento - 2 tenenti colonnelli comandanti di , reaaimento - 9 mago-iori - 3 ai utanti magoo o . · giori in 1° (tenenti) - 3 direttori der conti 3 uffiziali di matricola - 3 uffiziali d'amministrazione - 3 uffiziali di 1~a~s'.t - 3 uffi~iaE pel carreggio - 3 medici di reggimento - 3 ve- . terinari in 1° - 6 veterinari in 2° - 2 1 capitani - 21 tenenti _; 39 sottotenenti. Tot. 123.

GENIO. 1

Com.italo. 1 luogotenente generale presidente - 7 uffiziali general i mern bri - 1 segretario (~olonnello) - ulliziali addetti: 8 capitani e 4 subalterni. · Dvtezioni. 11 colonnelli - 10 tenenti.colonnelli - 25 maggiori - 86 capitani - 8·i tenenti - 146 sottotenenti - 314 aiutcmti maggiori 100 veterani.

.

\

.

.

.

Bassa forza . 3 furieri. maggiori - 3 fur1er1 d'amministrazione - 12 sergeor.ì d'ammiuistrazione - · 3 sergent,i tromb~tti.eri - 3 capi 8arti. - 3 capi calzolai - 3 capi morsari - 3 capi ·sellai - ;j capi carradori (sergeuti)-8.caporali . maggiori - 3 ca.parali trombettieri - 3 capor[!li carradori - 12 caporali d'amministrazione - . 84 trombettieri ...:_ 21 maniscalchi - 21 sellai - 21 carradori - 21 fuTieri di compagnia 90 sergenti_:__ 21 caporali furieri - 216 ca,porali • - 180 soldati di 1• classe - 1620 sold_ati di za classe - 3 vi~anèlieri. Totale 2355 uomini. 2241 cavalli. Totale generale del treno, 2485 u omini, 2466 cavalh1 ,i

Scuola complementare. 60 sottotenenti. Reggùnent1. U!fìzial-i. 2 colonnelli - 2 tenenti colonnelli - 8 maggiori - 2 aiut;;wti maggiol'i in 1° - 6 ain tanti 1mggiori in ·2. 2 direttori dei contj - 2 uffiziali cli amministrazione - 2 uffìzia li di massa - 2 ulliziali di matricola - 4 uffizial i per la c,ntabi.lità - 2 cappellani - 2 rrieclici di reggimento - 6 medici cli battaglione - 38 capitani - 76 tenenti - 38 sottotenenti. Totale 194. 0

72, 101,.5 17

-

JJassa f01·za. 8 furieri maggiori - ,J O furieri d'amministrazione -,- 12 sergenti d'amministrazione - 2 tamburini maggiori - 8 caporali maggiori - 6 caporali tamburini __:_ 2 capi sarti - 2 capi calzolai - .2 capi armaiuoli 2 capi musica - 24 musicanti - 38 forieri 212. sergen1i - 38 caporali furieri - 373 caporali - 12 capora li d'amministrazione •- 76 tamburiui - 8 soldati tamburini - 960 artisti - 2003 zappatori --= 4 vivandieri. Totale 3802. Totale generale dell'arma 4711

2,942,583

A riportarsi L.

72,161,517

1,424,460

·CORPO D'AlVIMINISTRAZIONE. .

:,

l

Uffiziali. l C'.)\onnello comandante - I maggtore - 1 maggiore relatore - 1 direttore dei ·conti - 1 uffiziale d'amministrazione - 1 uffiziale di massa - 1 uffiziale di matrice.ila 1 aiuta.nte maggiore - 1 medico di battaglione _:_ 4 uffizial i a disposizione -- 13 capitani -29 tenenti - ·29 sottotenenti . Totale 84.

A 1•1:po1·tç,irsi L.

"'73,585,977


218

219

STA-iISTICA

Riporto L. Bassa forza . 1 furierè maggiore - 2 furieri d'amministrazione - 5 sergenli d'amministrazione - 2 caporali maggiori - 5 capor ali d'amministrazione - 1 caporale tamburino - 45' furieri 150 sergenti - 252 caporali - o tamburini - 120. soldati scelli - 2082 soldati . Totale 2671. Totale generata del co1·po 2755 . . »

-

ten 13nti -

901,775

•

?i

81 sottotenenti. 'Iotale 012.

Bassa forza a piedi. 14 marescialli d'allo~gi~ maacriori - 58 marescialli capi -403 maresc1alh oo . b. ordinari - .1518 brigadieri - 857 vice riga· dieri - 9785 carabinieri - 841 allie,,i. Bassa forza a cavallo. 199 mar~scia'.li ~'alloggio -464 brio-adieri - 311 vicc-br1gad1eri - 3323 o carabinieri - 171 allievi. Totale bassa forza Totale generale delt'arnia 18516

. ,

18,610,_015

CASA REALE INVALIDI COMl?A.GN!E VETERANI E SCUOLA DI MU:l(C,\.

328,220-

CARABINIERI REALI.

Comitato. l presidente luogotenente genel'ale · - 4 membri uffiziali generali - 1 segretario Hffiziale superiore - 2 uffiziali addetti . Legioni. Uffì,ziali. 14 colonnelli comaindanti le legioni - 8 tenenti colonnelli comandanti di divisione - 31 maggiori id. - 14 ielatori (del grado di maggiore o capitano) 14 aiutanti maggiori-14 uiliziali d'am rninistrazi.one - 14 blffi:.:iali atldetti allo ~lato maggi::>re delle legioni A 1·ipo1·tarsi L.

1 cappellano -

18004.

tore dei conti - \ u(lìziale d'amministrazione- 1 uffiziale di massa - 2 medici di battaglione - 9 capitani - 9 tenenti - 18 sottotenen1i. Totale 45.

Bassa forza. 1 fu:ciere macggfore - 2 sergenti d'amministrazione - l caporale maggiore 1 caporale to.mburino - I capo sarto - l capo calzolaio - l capo armaiuolo - 9 furieri: - 54 sergenti - 9 caporaii furieri - 108 caporali - 18 1amburiui - 810 soldati (media)~ Totale 1016. Totale gcne1·ale lOGl . ,,

14 uffiziali pagatori -

'74,815,972

3 medici di reggimento - 14 mec:ièi battaglione - 3 veterinari ~ 1~5 ca~1tam - 174

CACCIATORI FRAi\CIII.

U/[iziali. 1 èomandante (uffizialesuperiore) 2 maggiori - I aiutante maggiore - 1 diret-

Riporto L.

73,585,977

74,815,97Z'

Uflìziali. 1 governatore generale (generale d'armata) - 1 comandante uffiziale _generale. Veterani. l colonnello - l maggiore relatore _ 4 maggiori - 3 capitani per lo spedale, ac• casermamento e Yestir:.rio - l aiutante maggiore iu 1° {capitano) - _l aiutant~ mag?iore in 20 (subaltern0) - 1 direttore dei c~nt~ 5 uffiziali d'amministrazione - 3 uffiziah addetti agli uffizi - 2 uffiziali a disposizione l medico di divisione·o di reggimento - 2 medici di baltao1ioue - 2 farmacisti - 11 capitani o . l - 11 luogotenenti - 14 so1totenenll. n· validi. 6 capitani - 6 luogotenenti - 12 sotto~ tenenti. Uflì,ziali addetti alla scuola dt musica. l diretlOre uffiziale superiore - 1 vicedirettore (capitnoo) - 8 uffiziali subalterni ad· detti. Totale uffìziali 97. Bassa fo1·za. Vete,·ani. 6 furieri maggiori - 4 furieri d'amministrazione - 10 ser-

A ripor-tarsi L.,

93,434,987


Ripo1·lo L.

93,434,S87

genti - 6 sergenti portinai - 4 caporali maggiori - I capo sarto - I capo calzolaio - 11 furieri - 12 sergenti 295 sott'uffiziali di I" categoria - 121 sott'uffir.iali di 2a categoria - 11 caporali forieri - 70 caporali effettivi - 107 caporali cli l "' classe - 24 caporali di 2" classe - 22 tamburiui - 532 soldati 1 vivandieJ'e. Totale 1287 uon:ini.

2 capitani Totale 9.

2,439,210

CASA MILITARE DEL RE E RR. PRINCIPI.,

527, 660

3 uffiziali

d'ordinanza.

Casa militare di S. A. R. il p1'in;ipe Eugenio. 2 aiutanti di campo (tenenti colonnelli) 5 uffìziali d'ordinanza. Totale 7.

Ripo,·to L. I primo brigadiere - un primo brigadiere furiere - 5 brigadieri anziani - 5 brigadieri 12 guardie anziane - 52 guardie. Totale 80. - Pel servizio di casc?'ma. 2 trombettieri 1 portinaio - 1 caporale trabante - 18 trabanti .Totale2.2.1'otalegencrale 102 (L.1 69,690).

-

l 6 sotto uffiziali di 2 classe - 62 caporat di 1a classe15 caporali di 2• classe - 477 soldati . Totale 640. - T1·uppa addella alla scuola di musica. 2 fu. rieri maggiori - 14 furieri maestri - 2 capi m usica - l tam burino maggiore - Hl istruttori di musica - l sergemte trombettiere - 20 sergenti assistenti - 4 sergenti d'amministrazione - - I sergente portinaio - l caporale m·a"'• . o g10re - 2 caporali trombettieri - ~ caporali tamburini 6 caporali - 320 alunui. Totale 392. )) Totale generale 2440 uom·i ni 11

Casa mil,itarn del rn. l primo aiutante di campo, generale d'armata - 5 aiutanti di campo (uffiziali g enerali) 11 uffiziali d' oicJinai:w.a. (maggiori, capitani e ten~nti ). Totale 17.

96,401,857

Compagnia giiarclie r_eali del palazzo. U(lìzial,. I comandante (colonnello) - 2 maggiori

Invalidi. 70 Sott'uffiziali di l " classe -

Casa, militare èei reali p1·incipi.

221

STATISTICA

RIVISTA

2 tenenti• -

2 sottotenenti.

Sott'itflìz·iali. 2 brigad ieri forie1·i - 14 b rigadieri - 15 sotto brigadieri - 180 guardie - 4 tamburini. Totale 215. 7'olal/3 genet·ale 224 (L. 158,410). 1,019,406

CORPO SAKITARIO.

Consiglio superio1·c cli sanità. l prcsidcnt~ -

9 ispettori sanitari - I segretario. _'l 'otalc 11.

Corpo sanitario presso gli spedali. 6 medici capi (uno per ogn i gran comando) - 40 m edici divisionali - 85 medici di reggimento - 69 m edici di battaglione - 74 aggiunti - Totale 274 (sonvene altri 446 presso i vari corpi).

Coi·po (urmaceulico. l farmacista direttore del laboratorio - 28 farmacisti capi - 44 farmacisti - 38 farmacisti aggiunti. Totale 111. Corpo 1;ete1·inario. l ispettore - 6 veterinari ca pi (1 presso ogni gran comando) Totale 7 (sono.vi altri 132 veterinari riptrtiti fra i ·rnri corpi). ~iANT&NnIE:-iTO E CURA DEGLI Hìf.E R:lll NEGLI SI'E ·

Compagnia giiardie del co1'po d'i S. iJ,[, l comandante colonnello - 1 comandante in 2° tenente colonnello •- 2. marescialli d'alloggio· -

))

DAL! SERY1Z[ DIVERSI

Oitnrn1

•

E DISTlNZiONI MILITARI

.

))

3, 223,282' 5, 165,940 223,000

A riportcirsi L. 102,810,203:-

•

•


222

JUfISTA

Riporto L. I02,8l 0,203 ISTITUTI MILITARI. Ispettore degli istituti (uffiiiale generale) Acc.rn1m1A MrLlTARE,

zione - 1 uffiziale pagatore massa. Totale 15. 15,600

Pe1·sonale di governo.

l comandante (uffìziale generafo) - 1 direttore generale degli studi (colonnello) - 1 relatore capo del persona le interno (uffiziale superiore) - 4 capitani - 8 uffiziali subaltérni - · 2 direttori di spirito - 1 tesoriere economo - 2 aiutant i di contabilità. Totale 20. Perso~àle sanitario. 3 mediei ordinari - 1 consulente - 1 chirurgo dentista - 1 iofer• m iere capo. Totale 6. Pe?·sonale insegnante. 2 p:ofessori anziani - 12 professori - 8 professori aggiunti - 1 disegnatore - 7 professori m ilitari - 2 prepa• ratori dei gabinetti di fì.sica e chimica - - 1 maestro d'equitazione (capi tano) - 4 maestri 2 assistenti maestri. Totale 39. Pe1·sonale cl-i se,·vizio. 1 fur:ere maggiore 3 furieri - 1 sergente scrivano - 3 sergenti portinai - 18 sergenti ordinanze - 1 caporale tamburino - 3 tamburini . COLLEGI MILITARI .

177,390

Q·uadro de; personale di un

collegio milita~e ( ve ne sono 6, Napoli, Fi• renze, Parma, JVlilano, Asti, e istituto Garibaldi in Palermo) . Personale di gove,·no. l comandante ( co• lonoello o tenente colonne llo) - 1 direttore degli studi ( ulfìziale superiore) - 1 capitano istruttore - 1 capitano d'amministrazione - 2 cappellani - 1 aiutante maggicre - 5 u f.fìziQli di go,•erno -(subalterni) - 1 uffiziale a disposi•

A riportarsi L.

STATISTICA

103,003)93

223 Riporto L. 103,003,193

l uffiziale di

Personale insegnante. 2 professori anziani 16 professori - 12 ripetitori - 5 maestri 5 assistenti maestri. Totale 40. Personalepel senrizio interno di so,·veglianza. 1 furiere maggiore - 4 fu ri2ri - 26 sergenti - 1 capo ar maiuolo - 1 sergente (infermiE:re maggiore) - 1 caporale tamburino - 6 tam• burini - 2 soldati inferm ieri - 8 attendenti. Totale 50 _( ogni collegio è in bilancio per L. 166,756) . ,

1,000,536

ScooLE MILITARI 0 1 F ANTERIA, (Ivrea e Modena). Quadro del personale di una scuola militare di fanteria: Uflìz'iali. 1 comandante (colonnello o tenente colonnel lo) - 1 maggiore - 5 capitani - 1 uffiziale d'amministrazione (subalferno) 1 uffiziale subalterno (facente funzione di aiu• tante maggiore) - 1 cappellano - 1 medico di reggimento - 10 uffiziali subalterni . Totale 23. ' - Truppa. l furiere m aggiore - 7 furieri 21 sergenti - 1 capo armaiuolo - 1 capo cal- · zolaio - 1 caporale maggiore - 1 caporale tamburino - 4 caporali - 4 tamburini - 4 trombettieri - l capo infermiere (sergente) 2 soldati infermieri - 42 soldati. Totale 90. Tolale generale ll 1 (ogni scuola di fanteria è portata in bilaodo per L. 99,882) . ..

199,764

ScuoLA MILIT ARE ll_I CAVALLERIA. U[lìziali , 1 comandante (coloon~llo o maggior generale) l comandante in 2° (colonoelio o tenente colon• nello) - 1 maggiore -1 istruttore d'equitazione (maggiore o capitano) - 3 capitani - 1 aiuta'nte maggiore - l uffiziale di massa - 12,

:A riporta-rsi L.

104,203,493


224

225 Ripo1·to L. · 105,993,057 giore relatore - 2 capitani direttori dei laboratori - 3 capitani comandanti di-compagnia l direttore dei conti - 25 uffizia!i subalterni 2 cappellani - 2 medici ·di battaglione. Totale 38. S TATIST ICA

Riporto L. _104,203,493 11ffiziali subalterni -'- I ,d irettore dei conti I direttore d i scherma - 1 medico - 2 veterinari - 1 cappellano - 1 cavallerizzo .borghese. Totale 28. - fr·uppa. I furiere maggiore 3 furieri di squadrone - 1 fu.rie re d'amministrazione - I fu riere istruttore di <·avallerizza l furiere maestro di scherma '- 8 sergenti pel servizio - 1 sergente cl'amministra.zione - 6 sergenti istruttori di cavaller izza - 1 capo sellaio·- 1 capo morsar0 -:- 1 caporale maggi0re - 3 caporali furieri - 1- caporale trombettiere - 1 caporale d'amministràzione - 16 caporali pel servizio - 8 caporali . istruttol'i cli cavaller izza - 4 trombettieri - 30 allievi istruttori di cavallerizza - 4 alliev i .troròbett{eri - 2·man iscalchi - 2 allievi m aniscalqhi - 1 vivandiere - 216 soldati. Totale 313. Totale ge•ne1·ale 341 .

lloschetlieri. 5 fur ieri maggiori - 6 furieri d'amministrazione - 12 fuJieri _- 1 capo musica - 3 sergenti d'amministrazione - 54 sergenti - 3 caporali maggiori - 15 caporali di amministrazione - 12 caporali contabili - 54 caporali - 300 rnoschettie_ri . Totale 465. l'otale generale 503 . Reclusi in m edia· 1000: SOMhllKlST RAZ[ONl · AI.LE TRUPPE IN NATUIU.

234,314

4 BATTAGLIONI l'l>i l<'J li Ll MILIT AlU ciascuno dei quali formato come segue : U(!ìzial'i. 1 coman dante (uffiziale superiore) - ~ comanda nte in 2° (capitano) - 1 aiuta nte maggiore - 1 uffiziale d'ammin istrazione - 1 uffìziale di massa - 10 uffizi ali di governo. Totale 15. - Truppa . 1 furiere maggiore - 4 furieri di compagnia I foriere d'amministrazione - 32 sergenti un ca.po armaiuolo - 2 caporali d'amministrazione - 1 rnporale ta mburi no - 1 a rmaiuolo -,- 2 trombettieri - 4 tamburini - 400 allievi. T otale 449. Totale generale 464 (ogni battaglione è por tato in bilancio L. 201, HJ6,98),

804,7~7

RECLUSIONE MILITARE.

750, 463

U(!ìziali. 1 comandante (colonnello) - I com andante in 2° (uffizìale superiore) - 1 mag-

'

per

I

S ERYIZ!O

n'.ARTIGLIERI A

.

43, 639,:321 9,293,032

•

Personale contabile d'a1·ti:glieria. 2 contabili cassieri - 7 contabili am:iani - 78 contabili - 140 aiu tanti çon1.abili - 80 scrivani - 5u · volontari. Totale 357 (in bilancio pe·r L . 575,000). 6, 179,937

SERVIZIO DEL GE NIO ' .

Pe1·sonale contabile: 5 commissari a nziani 85 commissari - 130 sotto commissari· - · 49 volon tari . Tot. 269 (in bilancio per L. 568,700) . SERVIZIO Df:L CORP O DI STAT O ~IAGGIOI\-E

137,000

S E RVIZ!O DI RBIONTE E STALLONI

867,920

Direzione generale. l maggior · generale ·1 colonnello o ten.ente colon nello - 2 maggiori - 2 capitani - 2 uffiziali subaitemi. Totale 8. 12 depos·iti stalloni. Wfìziali. 12 maggiori o tenenti coìonnelli - 13 capitani - 24 uffiziali sùbalterni 12 veteri nari. Totale 61. %·uppa. 12 furieri - 40 sergeuti - 12 maniscalchi - 360 caporal i palafrenier i 120 guarda stalloni. Totale · 540 uomini e 720

A riportars·i L. 105,993,057

.4. t·iportarsi L. 166,110,267

r


226

RIV[STA.

Riporto L.

166,110,267

stalloni. - Tanca di Paulilatino. 4 uffiziali 6 truppa. Totale 10. Totale generale del personale per tale se1·vizio 623.

,PAGHE D'ASPETTATIVA EDISPONIBILlTA'

Uffi,ziali dell'esercito regolare in aspettal'iva e disponibilità. 2 luogotenenti generali - 6 m'.lggiori generali - 11 colonnel'.i - 9 tenenti r.o lonnelli - 30 maggiori - 67 capitani - 136 luogotenenti - 254 sottotenenti - 14 medici - 6 veterinari - 6 cappellani - 8 quartier mastri - 121 impiegati amministra tivi. Totale 670 .

Volonta1·i italiani. I luogotenente generale - 18 colonnelli - 20 tenenti colonnelli 138 maggiori - 168 capitani - 251 luogotenenti - 467 sottotenenti - l 23 impiegati amministrativi - 17 impiegati della giustizia militare - 82 medici - :w cappellani - 51 impiegati sanitari - 33 farmacisti - 6 veterinari - 11 impiegati delle sussis~enze -:- 62 contabili d'artiglieria - 17 commissari del genio. Totale 1508 (1) . » CASUALI

753,050

1,917,086 580,000

Totale del bilancio delle spese ordinarie L. 172,555, 635 NB. Io un prossimo foscicolo oltre ad alcune brevi considerazioni intorno a t bilancio , presenteremo il prospetto gen erale dc.l l'csercito che scrv i cli baso al bilancio, dai' quale r isultino le dilTerenzc tra cotesto effettivo preso in base e quello che ris ulterebbe giusln il riordinamento 14 gennaio 1861. (1) In questo capitolo del bilrncio non sono contemplati • che quelli _uf/ìzi ali od impiegnti <lei corJlo dei vololllari italiani s ta ti collocati in <lispouibililil ocl aspct.talivn , per nou aver posto attualmente nei quadri delle 4 di visioni del corpo dei volontari, i quali formano il capitolo 77 del bilancio stesso (spe.~c struordinaric). Il quadro complessivo di esse quattro ùfrisioni ,,enne così stabilito: Comandò· wperiorc: 1 luogotenente generale comand1mte superiore.

STATrSTICA

221

Comandi delle ~ divisioni : 4 luogotenenti generali. Stato ,rwg9iorc : 1 colonncllti - 5 luogotenenti colonnelli - 1 maggiore - 19 c&pitnni - 4 luogotenenti. Totale 29. · Fanteria: (8 brigate) 8 nrnggiori gencrn li comandanti di h1·igata - 16 co• lonnclli - 16 ten enti colonnelli 32 maggiori - 212 capitani - 198 luogotenenti - 397 sollolenenl i. Totale 871. . • Bersaglùri: (8 battaglioni) 1 luogot(inentc colonnello - 6 magg1or1 32 ca pitani - 32 luogoten enti - 72 sottotenenti. 'l'otalc 145. Cav11lleria: (3 squadroni) I lu ogoienentc colonnello - 1 maggiore 3 capitani - 6 luogoteoenti - 8 sottotenen ti. Toi.tlc 19. Artiglieria: (4 bulterie) 4 r.apitani - 4 luogotenenti - ti sottotenenti. T otale 12. Genio: (1 ])allaglione) 1 maggiore ·_ 4 capitani - 8 luogotenenti 4 so ttotenenti. Totale 17. Corpo d'mmninistrazione : 4 soltotencnli. 1'reno d'armata: (4 compagnie) - /J capitani - 4 sotlote::ienti. Tot. 8 . Jutc11dc11:za miHla,·e: 4 colllmissari - 20 sotLo commissari - .2 0 scrivani. 'l'olalc 1,4. Sussistcn.=:c militari: 8 vice direttori - 24 commessi. Totale 32. Serui;z;io 1·eliyioso: 16 cappellani. · Scrvi;z;io sm1itario : 1, medici di divisione - 16, di reggimento - 45 di b attaglione - 6 formncisli. Totale 71. Sc1·ui::fo cli vete1•111a,•ia; I velcri11.irio io t O - 5 vctorinari io 2•. Tot. fi. 'l'olalc generale uftìziali d'ogni grado cd arma 127i. (in bilancio L. 2,976,978). . l\iepilogando per gradi il corpo dei volontari comprende uttunlrncnte; Luogotenenti generali 6 1\foggio ri generali . • • 8 Colonnelli • . • • . 35 L uogol cncnti colonnelli 49 Jllaggiori 181 Capil.'lni , 445 'l'enenti 503 Sottotenenti 960 Funzionari d'intendenza . 210 Cappellani • • . • • 1,6 Funzionari pcl servizio sanitario . 255 Impiegali d i giuslizi.J militare 18 Contabili d'a rtiglieria . 62 Commissari del genio t7 Totale generale 2793 in bilancio c•omplcssivo L. 1,,9811,480.


lUVJSTA lJIDLIOGRAL'lCA

110scono altamente per Ungheria e Veneiia, a,vrebbe l'Irlanda, all'Inghilterra; e questa per essere conseguente a se stessa, alla politica liberale di cu i s.i va nta · sostenitrice, ella :avrebbe dovuto pria d'ora concedere all'lrlanda . .Tali sono in :riassunt_o gli argomenti, _coi. quali il signor Martin, viene a conchiudere .che l'Irla nda co.:;ì tiranneggiata, e sempre int.enL,a al primo momento opportuno che le si presenti per scuotere il sno g iogo e riavere la sua a utonomia., è cagione di debolezza per l'Inghilterra, appunto come il sono all'Austria l'Gngheria e la Ve.n ezia che la mantengono sempre perp\essa, che la costringono a contiJ1t1i e gravi sagrifizi in ogni modo. Non seguiremo i l signor 1\/Iartin nella sua di,icussione politica; quale egli man,eggia con n~m minore maestria che la militare; sembraci però che il soggetto di questo capitolo non entri così direttamente come egli il pr0tende nella sua tesi principale, od almeno 0011 merit i sotto tale aspetto tutto ~luel peso che egli vi volle applicare. A.spetteremò le risposte dei giornali inglesi, i quali senza dubbio non mancheranno di reclarguime gli appunti, ce:rta mente llll po' aspri, che il signor Martin muove al sistema_ gqvernativu Jella Gran Dretagrnd - Il- signor Martin chiude questo suo ,capitolo osservando c0me altra cagione di debolezza per _l'Inghilterra siano le sue numerose e sparpaglia~issime colonie; nelle quali essa debbe mantenere gueroigione, cosicchè assorbono tutte la sue forze vi tali ; nè gli consentono di costituir3i con quella, coesione in cut risiede .la vera pote nza morale di ,u no Stato. Il signor Martin consiglierebbe il g9 verno bri1annico di dar la propria indipe·ndenza a tutte · 10 colonie, di dar loro g uernigioni proprie, cioè in una parola di spogliarsene; di r in unziare al loro i;mperio .... Dubitiamo che tale parere sia .accetto in Inghilterra I

10 ·faccia

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

S11ectateur mi!i[airc

H féirricr 1862 - ,128 liVl'aison. 6

· Aper,çu. hist01·ique siw lcs fortifìcations, les ingénie~rs et sur le c01·ps du génie (4e partie) par Ie colone! A uGOYAT. Questo 24° articolo riporta estesamente i l decreto del 31 dicembre 1716 col quale vennero gettate le basi fondamentali s ulle quali poggia ancora .su qualch(;) parte l'ordinamento del corpo del genio francese. Consti lu,lion et pwi~sance m-ili tai1·es compai·ées de la France MA RTI N lieutenant colonel a u 3c réginrnnt de lanciers. L'Irlanda_ è la te~i di questo 16° articolo : l'Idanda politicam ~nt: ~ons1derata. L'Irlanda, sostiene l'egregio scrittore, è il pr10c1pa e gravame del governo britannico; questo paese conculcato. dall'oligarchia inglese, privo cli commercio, quasi improdut_t1vo, e t:ndente contin uame_nte a spopolarsi, è in egnale cond1z1one coll Inghilterra come I Ungheria e la Venezia coll'Austria, epperò quelli stessi diritti che in Inghilterra si rico-

e.t de l'Angleterre par lVI. . C n A.:tLES

So-uvenirs de la campagne de Crimée, journai d'un _médecin allemanc1 au serv1ce de l'al'mée russe. - Segue la versione della narrazione aneddotica del dottor Pflug; dai primi di giugno alla giorna ta della Tc11ernaia nella quale egli confessa ingenuamente come i Russi siano stati completamente battuti « se non fummo completamente annientati, egl <lice, ne dobbiamo render g razie al generalissimo n emico, il ANNO

VI. Voi.

ur. -16.


RIVISTA .230 quale invece di rincalzare c<Jlla baionetta nelle reni il nostro esercito quasi io dissoluzione, ha anteposto di rimanersene tranquillo nelle sue posiziom e fare un ponte d'oro alla nostrjl ri tira ta ...... •

231

BIBLIOGP.AFlC,\

buono e del cattivo, e niuno è per fetto, cosicchè egli co_nchiude '• essere la bardatura un male necessario, indispensabile, c~1~ bisogna cel'car di diminuire avezzandovi _il ca.vallo. con _eserc1.~t adeguati alle fatiche della guerra,_;• e qm par1ment1 egh ha pm che mai ragione.

Essa,i sur la cavale1·ie par M. DERIGNr, lieutenant au 6° régiment de dragons. In questo 3° articolo il signor Derigny si occupa assai dettagliatamente del cavallo di truppa. Egli si 'dichiara pel cavallo di sangue, come quello che accopp;a le due proprieta elementari dell'azione della cavalleria di Ìinea-, l'urto e la velocità.. Egli non pret~nde già che si adotti per tale servizio il_ cavallo inglese puro sangue, imperocchè gli rico11osce due difetti assai gravi pel servizio di 1rnppa, conformazione impropria, nutrimento e governo difficoltoso; ma egli vuole soltanto che si usino stalloni i nglesi negli incrocicchiamenti nazionali . Non siamo surlìcientem~nte versati nei segreti della scienza ippologica per erigerci in giudici tra cotesto avviso del signor Derigny, o o_uello diametralmente opposto di .molti altri esperti uffiziali di cavalleria, i quali predicano il ùaudo a' :;talloni inglesi, come che esseado di tipo affatto opposto per conformazione e temperamento alle cava lle delle razze francesi, non ponoo da tali in::rocicchiamenti r icavarsi che prodotti bastardi o falliti ; e ciò leggiamo invero in ter mini virulenti nel fascicolo stesso dello Speclaleiw, poche pagine dopo l'articolo in discorso, in un altro intitolato Raras et 1·emonte dc cavalcrie, nel quale il signor Ferdinand de Laèorn be rende conto del primo rapporto che il direttor e generale delle mandrie il generale Fleury , poc'anzi indirizzava al ministero della guerra; e certamente in simile controversia l'autorità del generale Fleury ha un gran peso. Il signor Derigny critica quindi il metodo di comprare esclusivamente i cavalli dagli allevatori , ma vuole sì comprino ovunque e comunque se ne trovino dei buoni , ed in tali termini. egli ha incontestab:lmente ragione; nè pensiamo che altrimenti si possa ragionevolmente oper,ùe. - F inal-mente discorrendo della baròatura e dei suoi inconvenienti in generale, egli non si dichiara per l'un sistema piuttostochè per 1'111tro, mentre tutti quelli finora conosciuti hanno del

Le.s insLiLuLions mililaircs en France dans les sièclcs derniers pr M. Frno1NAND LACO)lllE . - : Ban_d? e rel1·0 ~ando_ --: Dritto percepito dai prevosti degli eserc,iti. - ~ vi?_Jand~eri. _ 'fali sono gli argomenti alle elab0ra~e mvest1gaz10n1 1storiche del signor Lacombe io questo articolo. ObsenJations sui· les miscellanées miUtaires de M. le général GRA NO (2° articolo). - Il signor generale, Graod nel suo in teressante libro ultimamente pubblicato, smto l ora detto titolo, sostiene che nelle ultime guerre la cavalleria non .ha potuto rendere tutti quei servizi che avre~be dovuto, non si è trovata all'allezza della sua destinazione tattica in confronto delle altre armi, accusandone: -1° La soverchia brevità de~l~ ferma. c~e no°: ,consente di addr.slrare completamente gli uomm1 al m.r::stier~ d1_ 1 ·cavaliere• _ 2° La debolezza degli effettivi dei regg1ment1 d <j uest'arn;e durante la pac_e, dond_o provier1e un difett~ d'istruzione individua.le, ed un difetto d1 forza morale; - _3 Al :110monto di entrare io ca!!!pO, il ·repentino aumento d1 ~uest1 ef~ fettiv i d'uomini inesercitat.i, inesperti, siccome pure cavall~ rua le addestrati ed io fretta barda ti ; - 4° L' introduzione negh squadroni mobilizzali di soldati pro~enienti da al~ri_ c?rpi, se~ noscinti ai novelli loro capi, e sover,lHolte sprovv1st1 d1 z_elo ed1 buona volontà; - 50 Il difetto d1 vigilanza negli uffizia!i; ~ 0° Il frazionamento della caralleria io tutti i corpi d'e~erc110, mvece di conct:!ntrarla in nna sola massa ed io mano d1 un solo capo. maoe"aiarla; - 7° Finalmente la scon:a b1··1,.n e speriment·1to ' or:: venienza della bardatura, e l'eccessiYo carico del cavallo. A questi lagni del generale Grand, l'articolo di cui discorriamo, oppone: - 1° Che non è la lunghezza della_ ferma, ma bens'l la buona scelta delle r c-clute per la cavalleria che f~irlOÌsce i buoni cavalieri; e che gli uomi ni proprii per att1tt_1d1~e fisica e per inclinazione a quest'arma, panno in tre anni d1

?1

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4


232

lllVIS'rA

ventar buoni cavalieri. - 2°Non essere fa debolszza degli effettivì 11ocevole all'istruzione indiv.iduale, alla quale basta la forza di un pelottone per perfezionarsi, ma bensì il cattivo sistema adot-' tato n el'processo delle istt'Uzi.oni, le qua.li sprecano troppo tempo nelle evoluzioni reggin:ieI1tali, che non trovano che ben rare applicazioni in guerra per cui la scuola essenziale è quella di pelottone ; che la forza morale di un corpo proviene principal mente dalla reciproca fiducia t ra uffiziah e soldati, e fra camerati; non già dalla for:oa numerica di ui1 cçirpo, ma dalla bontà e dalla fama del medesimo. - 3° Che per evitare in occorrenza di guerra l'.a umento deg1i effettivi per mezzo di uo-. m ini i nesperti, bisogna assegnar questi a reggimenti non mobilizzati, e compensarne i mobilizzati con provati soldati tolti dai primi. - 4° Sia rigoroso il governo inverso a quei· comandanti di co1·po i quali non si mostrino coscienziosi nella scelta degli uomini che debbono ad altri corpi somministrare. 5° Non doversi ammettere in via generale il difetto di vigilan_za, nei- capi, e questo in ogni caso doversi severamente reprimere. - 6° Essere a!Tatto in contraddizione coi precetti della moderna 1a~tica, cd inammissibile l'opinione del generale, di concentrate cioè in una sol massa la cavalleria di un corpo d'esercito, e di darne l'esclusivo ed arbitrario comando ad un solo.- ' 7° Doversi finalmente rimediare agli sconci della bardatura, e col cer-• care di perfezionare la sella, diminuire per quanto possibile il carico del cavallo, ridw::enclolo allo stretto i,n:lispensabile pei bisogni di guerra. L'ultima parte di quest'articolo pafes.1 apertamente che lo scrittore non appartiene alla cavalleria' ... Entrando nella quistione oggidì controversatissimt sulla dimin uzione della cavalleria negli eserciti, l'qutore si òichiara per questa, proponendo add1rj ttura la soppressione di 2,1 reggimenti sui 64 che attualmente annovera la, Francia. • Uno Stato bene organizzato, egli dice, non · deYe aver di cavalleria se non quel taritoch'esso può - ll)antenere in condizione di perfezione completa sotto ,ogni r apporto . Il suo effettivo v~rierà per ogni paese secondo le sue risorse in uomini e cavalli dotati delle qualità. convenienti, ma non ol trepasserà mai il -quarto della fantµ ria, Se ab_lJ1sognano -alL'uomo una solidità di centauro, una bravura.

233 temeraria, uno spirito fecondo , e avventurose, un'inc)i~~zione naturale pel cavallo; se sono necessarie al cav~llo agi lita, leg1 gerezza, forza, velocità, ·sobrietà., tale confori:n_az1~ne ~ non rendere facili le fel'ite della bardatura : I.a Francia, di c:11 una part~ consièleievole non alleva quasi che montoni e buoi, di cui un'altra parte è irnlustriale, la quale possiede una !unga -~s_te~: sione di cosle popolate da mari11ai e da pescatori_, ha prn di truppe a cavallo che nol consentino i_l numero . e l'rndo:e della sua popolazione d'uomin_i e di ca vall '.· Senza timore d1 ess_er~ contraddetti, noi sosteniamo che attualmente su 1O cav,Lhen francesi, ammessi alla scuola dello squadrone, non ve ne sono sei che -un Seydlitz, un- Lasal!e , un Korta not~reb~ero come bu.oni. •Apportando per lo inna1;1zi una cura mrnuzrn~a nella sceltà degii uomi ni e dei cavall i, esclud.endo perentonamente t utto quanto sarebbe mediocre, cattivo ~d an~be p~ssab1le, be~ luno-i dal potersi com:ervare i 64 attuali regg1ment1, appena s1 0 troverebbe cli che reclutarne 40 (divisi in tre categorie secondo le sia.ture, gdnde, media, piccola). La soppressione di 24 reggimenti di caval leria, ciascuno dei quali rnsta annirnlmentey?co rneu di t on mit-i-one, avr e bbe urr · interesse fìnanziari~ sens1b1le, e la potenza militar·e ne riuscirebbe piu:tosto fortificata cbe indebolita, 1mperocchè (nol si ripeterà mai abba,sta~za) l_ a dio,;rità nella cavalleria è funesta rn guerra, L art1gliE?1a :s~a pur~ dovrebbe por le stesse ragioni s.ubi~'e una co~s1_~~le riduzione ........ )> A noi pare cbe quesl. articolo sensatissimo per altre parti, abbia per quest'ultimo da temere burrascose querele.. . lll BLIOGRAFJCA .

m:-

Compiono il fascicolo di febbraio l'articolo sulle mandr~e _e sulle rimonte del signor Lacornbe già citato, ed un a!tro. rn t1• tolato Un de1·nier mot sur les volonlaires, col quale 11 signor Charles Martin cerca. di giustificare il giudizio non trop_po fa~ Yore-1,ole da lui portato sui volontari i • genere e sugli _rngles1 in particolare, in un capitolo della sua Consl'iliili on et pui~sanw militaires de la France et cle l'Angletrrre del quale ebb1mo a riferire nel penultimo numero della Rivista.


RIVISTA DIBLtOGRAFICÀ

Joilrnal de l'armée lielgc. - N. 1'26. Questo fascicolo è occupato dal fine delle Considéràtions politiques, géographiques et mil-itaires sur l' Ital-ie dell'egregio sig nor di Vandevelde. Questo suo lavoro non demerita dai precedenti che fecero all'autore buon nome nella moderna lette• ratura militare. Il signor di Vandevelde dimostra simpatia per l'Italia, i suoi giudizi fanno encomi alle nostre truppe, <lei che . lo· ringraziamo sinceramente. La Àsamblea del eje1•cito, la Revue m·i litaire suisse, •I' Allgemeine m i litar zeitung, il Co/burn's wnited service magazine, , ed altri periodici militari di questo mese contengono articoli assai interessanti, dei quali non possiamo occuparci per difetto di spazio in questo fascicolo.

c.

'l'A(lLIANO GAETANO

Gerente,


ST UDI SULLA

ORGANIZZAZ!OftE D! UN ESERCITO

IV. Dei Bersaglier i. 11 perfezionamento del tiro, che negli anni di lunga pace scorsi prima delle recenti guerre, fu la preoccupazione universale <li tutti glt eserciti, limitato dapprima a ile sole armi portatili~, faceva pr esentire il bisogno di riforme nelln, fanteria. Vale a dire: prevedendosi poter acquistare preponderanza il combattere sparpigliato, si accrebbero le truppe leggierc. La guerra d'Italia diede una nuova spinta all'innovazione, e la fece progredire: introĂ ucenclosi poi nell'artiglieria; sorgono qumdi ora molte e varie le questioni sulle probabilitĂ di nuovi sistemi tattici, e.lei quali sarebbe cosa ardua il darne conto, o di orgogliosa pretesa pronunciarne ora un giudizio. A Ni'O

VI. Yol. lll. - 17,


236

nt UN ESBllCITO

ORGAN:ZZA ZI ONE

Arrestandoci al primo periodo del progresso, osserviamo non esservi più dubbio sul:a maggiore importanza acquistata dalla fanteria per via del tiro più perfezionato e così l'esercito che conterà nelle sue file truppe superiori per cognizioni e pratica del tiro, avrà una vera sup remazia, che potrà forse influire sull'esito dei combattimenti. Sebbene le potenze vadino a gara, e s'affrettino d i mettere nelle mani della loro fanteria ar mi foggiate a tale oggetto, tuttavia si comprende che difficiln1ente ricscirà a servirsene, cd a ben colpire anche l'esperto tiratore, se serrnto spara senza posa in mozzo al fumo e trambusto delle file : e perciò sorge da por sè l'idea, come dissimo, dell'ordine sparpigliato . Sorgono in pari tempo i propugnatori di questo ordine; per cui quasi si vorrebbe già l'abolizione delle linee, degli schieramenti, o delle masse. Ma nel medesimo tempo vediamo che questo st.csso più micidiale mezzo di distruzione, fa pur nascere i promotori nell'opposto sistema, che per metien ;i al riparo delle offeso maggiori ed a più gran distanza, convenga scagliarsi in masse all'arma bianca sul nemico, senza tirare. Lasciamo però in dispar¼ cziandio quest'altra questione sul modo di combattere. e teniamoci strettamente a quella del tiro . Se più diligentate divengono le armi da fuoco, se si mette maggior cura per istruire il soldato , domanderemo se basta l'ordine sparpigliato per ottenere l'intento'? Vale a dire : se possono riputarsi perfetti tiratori le truppe leggierc, le qua.li scaramucciando corrono vivaci e baldanzoso ad impegnare la pugna, preparando così la mischia più. seria delle altre truppe'? Domanderemo poi ancora se per queste truppe (Yolteggiatori) sia convenieute un'arma ta.lmente perfetta, che per via degli accessori e .~1eccanismo il tiratore è obbligato a far calcoli, rener conto

23'1

dell'atmosfora, del yento che spira od altro, onde servirsene con frutto'! Per essere buon tiratore fa d'uopo avere delle cognizioni speciali sulla costruzione e prop~ie~ dell'arma, esperto colpo d'occhio, e dir emo co~ì, cri_t~no assennat~ del tiro; occorre inoltre. agiatc-tza d1 posmone, calma d~ spirito e delle membra, onde servirsi di tutti i vantaggi di qùest'arma eminentemente costru_tta. . Da tutto ciò ne consegne cbc haYVl una gran differenza fra il volteggiatore ed 11 ùei·sagliere. 11 primo corrispond~ ai soldati delle compagnie di cui vorremmo dotare ogm battaP-lione della fanteria (capo II cli questo studio), il secon~lo appartiene ad una specie di truppa oltremod_o scolta cd affatto speciale. Il primo deve bensì saper tir are (istruzione orm ai comune per tutta la. fanteria) 1~ffine . di essere appoggio e sostegno del pro~no battag110ne : avrà quindi un fucile perfezionato (1), 11 secondo, _seb_bene annoverato fra lo trup1:e leggierc per h rap1d1ta delle sue mosse, onde presto l'ecarsi ove fa <l'uopo 1a sua presenza, avrà però per missione, di p1:oc~ccia1:e il maggio~ male al nemico col suo fuoco, e qurnd1 sara armato d1 carabina oltremodo perfezionata, per cui a guisa di cannoniere puntatore non avrù. altra. cura che di ~olpir ~, se può sempre; od almeno il maggior numero de1 colpi che scn,gli.a (2) . . . . . n merito de1le cose va rid011ato a ch1 nP- ha 11 dmtto e gli appartiene. Fra i primi distiriti _militari, -:-- e _forse primo, - che concepirono questa differenza, s1fu il da 1101

i\

(1) Fucile rigalo con alzo m obile (vedi Cnpo Il. Quinte com,,agnic rle i

lJ,1tlctglio1ti). . ., ('2) 1 hers~ glicri, essendo. come d issimo, nna truppa spccrnlc, _e pr~·c,o volendone limit,,lo il num ero, ci pore si potrr bbe loro d are armi cli culthr o piccolo. Si :nTcbbcro n,,1:;giori vantaggi pcl tiro, e si polrc!Jbcro provvdcrc d i mnggiorc q nnntil tt di col pi. Si ncccnna questo pc11~1cro, o~id~ p ossa essere analizzalo, se si crede, J .. i ,lolli 11,c<lil.atori sulle arn11 di precis ione.


238

OltC,I NIZZ.\Z!ONE

compianto generale A.less;indro La l\larmora., la d i c ui salma g iace nella solitaria terra della Tauride. Avendo dedicata l'intiera sua vita allo studio delle armi da fuoco , allorquando potè r ealizzare i suoi concetti, formò una cornpr1gnia. ; e per far com prendere il vere scopo della sua creazione la d i::nominò bersr_,,glie1·i. Fu l'elemento o nucleo di questa truppa italiana che dal l 8J.8 in poi mostrossi v_ieppiù ùril1antc e valorosa, ed fl di cui nome e riputazione sono una gloria nu:,;ionale, e stanno a pari del zuavo e del cacciatore a piedi francesi. Le circostanze, i bisogni o l'andare dei t empi bene spesso mutano le primiere istituzioni. Tal si fu d i questa. Priv~ affatto _volteggiatori la fanteria del 1&18, quei poclu bersaghen dovettero supplirvi; ed approfittando della loro gran sveltezza di mosse, furono impiegati ove meglio r iesciva poterne avere sotto le mani . A poco a poco accresciute le compagnie divennero baitaglioui e d'allora in poi furono le ayauguardie prestabilite delle brigate o delle divisioni : divennero i primi ccl essenziali sostegu! ~ella fanteria: furono null'altro che truppe legg 1(' re d1 rncontcslata bontà.. ::Ua. facciamo sosta alla storia dei bersaglieri. Occupandoci eh medititro cd osservare le istituzioni militari ci oceone il dire: che sul punto di emett ere le nostre opin ioui su q uesta, ci venne sott'occhio l'esplicita e ben intesa definizione dei bersaglieri scritta in una annotazione (1), perù la conseguenza che l'autore ne trae non sarebbe d'accordo colle nostre idoe, anzi contrasta aITaLto con ciò cLe giìt dissimo o diremo ancora. l'i"on vogliamo mettere in campo una discussione: la nat.iirn, stessa di questi studi i ce lo vieta110, e perciò ci basta il <lichianu·e che se noi rispettiamo gli altrui giudizi non _potendo però essere or quiYi consem;ienti, ci permettiamo le seguenti riJlessioni.

?i

{ ! ) Rivi,lti 111ilil11rc ilaliWHl , a11110 vr, voi. 11 , pag. '.:lii .

DI CN ESR11CITO

239

Secondo q uello che ci n.nnunzia il suaccennato autore ::;i metterebl)e in dubbio per fino se debhasi consenare nome di be1·saglieri nell'esercito Halianc,; e sentiamo altrove susurrare della possibile soppressione dei cacciatori a piedi in Francia. Queste minacce non dori vano forse da che quest e truppe furon0 sviate dalla loro primiera istituzione? E concesso pur anche che sia più conveo ienLe r it.enedi per valentissi mi volteggiatori soltanto, n on poLt'à derivarne il pensiero che, tosto sarit l'intiera fanteria couveuientemenle armata e bene istrutta non siano inutili queste truppe, e da ciò prendano consistenza e valore queste voci di abolizione? Poti-ebbe succeder e certmner.te la COSét; ed fl.l]ora acquisterebbero maggior credito )e nostre quinte compagnie dei battaglioni: però n oi crediamo <li preconizzare nel medesimo tempo che quelle compagnie sarebbero insufficienti alla missione del berF-agliere : iu allora si sentirebbe il bisogno di avere ,lni prnscclti tiratori; e quindi spigolando in esse quelli che più vi si distinguessero, vedremmo •r inascere e r icostituirsi i bornaglieri secondo 1o spirito della priroiera istituzione (1). Dal fin qui detto ne deriva a.dunque rhe noi vorremmo quasi una terza specie di fa::i.teria ? Sotto l'aspetto di usufruire nel maggiore suo utile dei progressi ottenuti e da ottenersi ancora sul tiro, già ci siamo manifestati propensi per q uesta truppa. speciale, onde cosi adoprare armi e soldati nel modo il più nocivo contro il nemico . Ci spinge inoltre la convinzione che abbiamo: essere follia. il credere che iutt.i i soldati possano diYenire abili tiratori. Ci vuole intelligenza pri viìegiata e particolare destrezza, che malgrado l'istruzione non tulti riescono ad avere; alle quali doti naturali t:eve accoppi arsi una scuola esclusiyarnente dedicata al til'o : condizioni tutte queste

il

( I) Ncllt1 g11crr,1 di C1'in,~:1 la Fr~nr.in dimostrò 1p1csto bisogno. Jnst ituì compagnie (pronisori c) il i Tirato ri.


240

onG,l!ll ZZAZiONE

le quali concordano per ripetere che diligentemente sieno scelti gli indi·viclui, e perciò ne sia limitato il numero, e più minutamente se ne perfezioni l'insegnamento speciale. Da tutto ciò noi concludiamo col. ripetere il nostro concetto con cui esordimmo in·questo ragiomimento: che la missione del bersagliere non sarà di combattere -s ulla _fronte delle linee di battaglia, ma bensì, destinati in speciali posizioni o luoghi, fare il maggior male al nemico esponendosi il meno possibile. Noi annoveriamo quindi i bersaglieri nelle truppe di riserva di cui ogni uniti~ d'esercito (la divisione) dovrebbe averne la sua parte, e perciò formati di p iccole unWi tatt iche (compagnie), sarebbero unite nelle avanguardie, alle trnppe delle diverse armi, sarebbero parimenti impiegate nelle scorte e difesa delle batterie : nelle posizioni per battere quelle del nemico ove non riesca o non convenga far agire le proprie : n·e1 sostenere gli attacchi o proteggere le ritirate delle altre truppe : negli asseòii : in· ogni specie di circostanze o scopi insomma che si presentino o si concepiscano in guerra. ~e dedurremo da ciò la loro organizzazione. Orgauizzaz10ne la quale, ad eccezione di piccol.issime differenze, é la semplice esposizione ragionata di quella voluta dell'esimio fondatore dei bersaglieri.

" 1° - Della Comvagnfa D'cr~agijeri. -' Per quanto fJossa conciliarsi colle specie d'armi, conviene vi sia analogia fra di esse, sia per le divisioni come per il riparto dei graduati. Nulla s'appone aclunq ue chela compagnia bersaglieri al pari di quella della fanteria di linea si& divisa in se~.io:ii, pelottoni, squadre e decurie, corrispoude~clo es~e d'altronde agli scompartimenti tattici delle sue evo1uzioni. Noi crediamo però necessaria

Dl UN ESE RCITO

241

una differenza : la squadra cioè fosse suddivisa in tre decurie in vece di d·ue. Vi sarebbe con ciò un numero maggiore di caporali, cosa assai vantaggiosa per una truppa quasi sempre frazionata, e sparsa, e così. per ogni due quadriglie al più (ultimo scompartimento tattico , dei bersaglieri) avremmo uno di questi graduati a guida e comando. Naturalmente questo dipende dalla forza, la quale noi la stabiliamo a n° 180 in tempo di guerra ; e per via dei medesimi argomenti da noi svolti per la formazione della compagnia di linea (capo I , forza clella compagnia) siamo ìndotti a costituirla nel suo ordinamento organico nel numero di 224 (1). Da ciò si deduce che il suo quadro dev'essere secondo la spartizione_ed i bisogni del comando e governo; e la forza formata delle du:e specie di soldati -(d'ordinanza e di provinciali), nella stessa proporzion:e già eletta per l'altra fanteria. Daremo quindi i due prospetti onde meglio far comprendere quello che abbiamo detto, e ragionare poi su qu~llo che può . occorrere cli osservare ancora.

(1) Non essendo la tattica soggetto di questo studio, erc<liamo lJaslino queste poche parole, per for compr·cndcre il motivo d i questa spartizione cla noi preferita, la qu ale è calcolata in rngione della fo rza di guerra, come v ie n detto; tralasciamo per ora di d imostrare la cosa, onde non. troppo diluuga,r ci i11 superflue digressioni.


242

243

UK E$ERCITO,

J)J

ORGANI2ZAZJO;,rn:

PROSPETTO M

PROSPETTO 1W

F:ORMAZIONE DELLA COMPAGNIA BERSAGLIERI

SITUAZIONE DELLA COMPAGNIA BERSAGLIERI SU L PIEDE DI G OERR.:L

Jl SUA

Sl'J.'UAZIONF, SUL PIEDE ORDIN'.ARW .O'I PACE,

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3

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DENOMINAZIONI

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(1)

(!) Sebbene l'ordinanza . risulti di m:,ggior forza snl piede di gucrr~ s·inlenclc che la maggio,· parlc <lei graduali e trombcllicri furono posli

rn questa colonna per seinplicc i nd icazione, mentre pe>s~o110 pnrc essere provinciali (osscrvnionc gii1 falla per la fonl cria di linea).


244

!ll U~ ESERCITO

ORGANtZZAZ!ONE

Da questi prospetti si può ::isservare: cÌ10 non solo st1l piede di guerra, questa compagnia ha maggior forza cli quella della fanteria di linea; ina pur anche quando è ristretta nel suo effettivo di paée~ Il suo ser vizio spesso frazionato, la sua più accurata istruzione; Ja sua qualità di unità tattica_per cui dovr ebbe l)astar a se stessa, e forse anche perchè' vorremmo · non trol)po eflteso H numero di queste compagnie nell'esercito c'inducano a volerlo superiore per consistenza e numero di combattenti. Non ci pare d'altronde che questa diffe-renzà sia di pregiudizio al comando del suo · capitano. Egli non, deve -servirsi della voce per far manovrare; essendo a cavallo può con r apidità e senza fatica r ecarsi ove abbisogna, e mediante le divisioni o suoi scompartimenti governati secondo le norme da noi specificate nel già citato capo 1° non crediamo potrebberiescire più difficile l'azione disciplinare ed amrnin'istrativa. Questa maggior forza però, e le cure speciali per la scuola del tiro, r:er le esercita.ziorri e studio delle cose ' secondarie della guerra, ci fanno cr edere sia necessario ch'ella conservi ognora al co1~pleto i suoi ufficia.li (ragione per cui trovansi in ugual numero in ambi<lue i prospetti) e quindi la c::>mpa,gnia abbia i quattro pelottoni sempre comandati da ufficiali, potendosi solo sopprimere in tempo di pace le squadre, così ogni pelottone diviso in tre decurie; il sergente resterebbe in tal modo col'.ne aiutante dell'ufficiale comandante del pelottono (1). Da ciò n e deriva che riputiamo esserci lecito nel' primo prospetto M r idurre i sergenti a quattro soltanto, ed i caporali a cloclioi. Finalmente noi crediamo non sia da rigettarsi immediatamente l'idea che il capora;e trombettiere fosse pur ,(1) Tnlc riùuzionc clévcsi intendere so(lo l'aspetto del go:vcrno, ma. non nrni in fatto di formazione d i' cvoln7:i onc, non dovendo variare q uesta, quah,nquc sia la fo rza numerica del la compagnia.

245

egli a cavallo: dovendo s~are col cap_itano pare, eh~ potrebbe così sempre seguirlo ovunque, e sareb?e p~ont_o · 1. seo·nal1· orchnati. per. fc).r sen t ire • o · che da, c11.rello veno-Ollgli o

2° - ·Dei Corpi dei Bersaglieri. Se i;unità t attica dei bersaglieri deve essere la c~m~ pagnia; a guisa di un battaglione_, e per le :tesse rag1~111 svolte a tale sogaetto non pu,'.> es1stere da se come corpo isolato, quantun~ue a differenza del battag~ione, la compag nia bersaglieri non fare~be pa~te, tatticamente , par1 ndo cli un maggiore assieme d1 assembramento, . ma . /er l'.~1tile( dello s1Jirito di corpo, e pel govern~ fa d'uopo riunirne un certo numero sotto il comando d1 un capo. Abbiamo detto eh~ i bersaglieri vanno consicle~ati com~ t ruppe di riserve., 01=1sia e,;,;ere •l:llm delle:a.rie ~p~cie e~ truppe (armi diverse) le qu~li a guist~ d1 _suss1d10 ~ .d1 accessorio fanno parte di una divisione od umtà d'eserqto . E perciò noi crediamo che un corpo cìi bersaglje~-i _debba corr-isponderé a quanto è necessario p~r ~na chv1s1011e,_ e· sia perciò sufficiente eh' eg1i consti d1 numero sei compagnie (1) . . Le denom.1.nazioui, per quanto si può, vogho~o ·essere appropriate al loro significate ; e quindi con vien sch~vare quelle che possano"esser e cor.trarie, ed erronee all~ 1~~ruzioni o scopo prefisso. È questa la ragione per Clll npugnava al Fondator e dei bersaglieri che la riunione ~elle sue pi'imie1'e compagnie si chiamasse battaglione ogh temeva ·

(1) Qu esto numero di compagnie sarebbe cnleol uto dall a flt'Oporzi ~ne coll e a!Lrc truppe <lella divisione, e dalla natura del loro serv•~'°· ~ aie a dire: in ragione di 2 compagnie per ogni brigata di f:rn~cna; n n'. ancndo così due compagni·e ancora pH ogni occo1Tcn 2a e bi~ogno. Siccome questa ' tru ppa va adòpcral.a co11 giusto crit erio , e pcrc,o non sprecata; questo numero deve bastare.


247

Ul lJ.'I ESfrnCITO

246

ORGANIZZAZIONE

STATO MAGGIORE DEL CORPO

I

che questa pa.rola esprimente n:i'nnità tattica potesse pregiudicare alla sua idea e proposito, che tale unità rimanesse nella compagnia. Noi rispettiamo questa scrupo.: losa precauzione; massime che vorressimo che in nulla si deviasse o si venisse a degener,ire da quell'idea; la quale tentammo di dimostrar,e inerente allo spirito e scopo del bersagliere. Rigettiamo pur anche il nome di reggimento che osammo pii,1 sopra abolire nella fanteria; e perciò ci bmitiamo a seguire la vol0ntft deIJ'o stessò già citato Fondatore, chiamando corpo di bersagliei·i la già ç1etta riuni0ne delle sei compagnie appartenenti ad una divisione dell'esercito. Questa riunione in corpo sarebbe dunque il centro di comando che in guerra servirebbe . di relazione fra esso ed il capo o quartiere generale della divisione: in tempo di pace sarebbe il nodo di costituzione, sarebbe la sede capitale della compagnia da cui sarebbero dirette, ed a cui si rivolgerel)bero per i bisogni loro. . Dalla formn.zione in corpo dei bersaglieri ne deriva l'obbligo di stabilirne il comando, e centro amministrativo contabile : e se fa d'uopo vi sia il p ersonale necessario ali e di verse at trib nzi oni, bisog1ia 1111cora sia adattato al sistema · di go:verno che la specialità di cniesta truppa ci suggerisce pii1 appropriato. Riputando più facile e meno dilungata la spiegazione · cli quanto intendiamo di dire quivi mediante i pr ospetti di questo persollétle, sui quali iiriprenderemo a svolgerne le ragioni; cornincieremo perciò dalla loro enumerazione.

Tene nte Colonnel lo o · 1.olonncllo Comand;Jut.:

1

l\l:,~.g:iorc . . . . . Uf{ìdalc n disp osizione (sub,1lteruo) ~kdico capo . Uffìci,1 Jc sanitario Furie re moggiore Capo lrombcUicrc (Furie re) ·lslruLtorc

1

::-ergenti contahili o scrillurali . C.ipo r,ilc t\1:iggiorc . . Capo1·oli <:onlabili o scritturali Armaiuolo . . . . . . :\Ucndc11ti degli ufficiali dello Stato l\Jnggiorc Con,luc.,nli ' \"i\'andicrc

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sTATO 11,\CG.

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Cnpita110 d'amminisl ruzionc e cassiere Ufficiale d'arma mçnl.n (suùaltcl'!ln) . . • '.' c~i vcs_tiario e_mali·icola (subal lcrno) b1r1crn cl nmn,11Hstra,ionc • . • Sergent i con tah ili . . . . :,,crgent~ ll'()m b?Uicrc istrut tore . . Ca po r~il cou t.:ihll1 . • . . . Capo anrwi110I_o (fu 1•icrc o sergente) . 'fOTAl,E

ç_apilat~O . I cncnll . · Sollo 'fcncnli ( F111·icrc . . Scrgcnt.c co nl a!Jilc! Scrgcnli di ~qu:1dra !:aporali di decu n a Caporale ll'o111bctt i_,' rc COll l' ,\ GNl.\ Soldati 1.rom bdticr i ,, scclli ' » onliuari

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248

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Ai;, quadri così smecificati. i quali dovreb1)ero 1,,c.1,11 • 1.J(.vJ. ·e,,~ • • l.... , . dell ordrnamento rn tempo d1 pace; noi vorr emmo farvi le seguei:ti aggiunte in caso di armamento per la guerra. a) Allo stato maggioi·e del corpo : uu uf:lìciale contabile e cassiere, il quale a1vr ebbe le stesse incumbenze dette .1~er quello .dei battaglioni di fanteria; e cinque cònducent1 onde r ecar i carri al seguito, da uno a sei. , b) Alla compagnia deposito un sottotenente, due sergenti e quattro caporali, onde sopperire ai magaiori bi0 sogni del servizio. , Prima cli specificare alcune delle cariche di CHi ci pare doverne parlare, 'ci sembra opportuno esporre le nostre idee sulla .più semplice amministrazione che vorressimo· pe~- corpi bersaglieri. Supponendo cioè vi siano degli opifizn e magazzini d'abbigliamento estranei indipendenti dai detti corpi: ognuno d'essi riceverebbe gli 01:metti di corredo conf.ezionati dal magazzino più prossimi°aua rispettiva stanza. Questo tenderebl;ie così a sbarazzarli dct molte inc.u:mbenze e lavori amministrativi; lmvvi una diminuzione grandissima di robe per cui potrebbero traslocarsi senza difficoltà, speditamente, spesso, ed ovunque; m~ sarebbero pure diffalcati dei graduati, operai ed altri soldati non combattenti, delle q.uali cose tutte non occorre, crediamo, dimostrare la convenienza per truppe che anche in tempo di pace sarebbero frequentemente dislocate·. Già ~i siam~ p~·omm ciati partigiani perchè i capi di corpo l'lrnanghmo 11 maggior tempo possibile a quel posto; n:a se r,rocur ammo cli far vedere essere questo un prezioso bene per la fanteria, lo crediamo maggiore ancora, ed essenzialissimo per i bersaglieri, iu cui se bisogna siano scelti i soldati, lo dovranno essere pure gli ufficiai.i, ' é 'd i gran lunga poi superiore ed eminente colui che. dovrebbe reggere e governare uno cli questi corpi . Per via cji queste r agioni aduuque noi pensiamo potrebbe rimaner vi ancora per capo un t enente colonnello abbenchè venis,se pro-

249 mosso al superiore grado. Non potr ebbe scadere la sua considerazione per questo; poichè sebben minore d1 un corpo 'd i fanteria, è un comando distinto cli truppe ·speciali, e diciamolo pure, di qualità od arma superiore. La condizione da noi progettata di un maggiore come sotto cornanda.nte è pure mofavo a che questo capo sia non meno che tenente colonr.ello. Crediamo poi necessario qnesto maggiore, onde rimpiazzi il comandante mancante ed assente ; affinché diriga l'amminis trazione del corpo (poichè in t empo di }Jace supponiamo sia il deposito unito al corpo) -ed accadendo che una parte delle' compagnie sia disgiunta dal centro o sede del comando abbiasi qi.;iesto maggiore a disposizione per affidargliene il comando . In guerra poi sì l'uno che l'altro cli questi ufficiah superiori, ser za distoglierli affatto dalle loro truppe, sa.rebbero però i comandanti delle avangua.rdie , può dirsi, naturali; ov,,ero sarebbero a loro , confidate le speciali missioni cli cui discorremmo appunto rer distinguere i bersaglieri rln.ll' a.ltra fanteria.. Già abbastanza abbiamo ragionato sul personale degli stati maggiori·e di amministrazione per la, fanteria perchè ci arrestiamo ·a questi . .Hàvvi analogia, salvo poche differenze; e perciò quelle spiegazioni bastano per farne comprendere ie cliverse attri):iuzioni (1) . Al~biamo con ciò messo_termine a questo ultimo capo dell'organizzazione della fanteria, e perciò noi chiudiamo il nostro studio coi prospetti di un corpo dei bersaglieri nella sua situazione di pace e :li gu erra; onde cosi meglio r avvisarne la, lor o speciale formazione e forza. DI ON ESERCITO

ORGANIZZAZIONE

'\

( J) - Abbiamo ~tah 'lilo nn (iflìcir,lc è'.1rm:11ncnt:1 nl deposito. Crc,liamo questa carica affotl.o spcci1de, im port.anl i,.sirna p,!1· l'csanH: e c.urc 111iuut.is~imc che or.co1To11 0 pe r an11i d,i pr,•c1sionç. . Vo«liamo che il cassiere sia capi ta110; pcrchè a di!Tc rcnza della fa nteria deve "t,·,l\'arsi in continua corri$pnndc11za éo i comandanti di compa;;11ia e per-ciò clcv't~sscrc di ugua l gr~1dn. . _ No n parliamo di openli sart i' o cio\zr,lni; poi<:hc supponiamo che le _nparazioni al co.1Tcuo deggiono operarsi nelle compng11ic stesse i11 cu i vi

sarebbero alcuni soluali atti a qncs\i lovori.


250

ORGANIZZAZIONR

251

DI '.JN ESERCITO

PROSlfTTO O CORPO DI BEitSAGLIERI NELL! UA FORMAZIONE ORGANICA E SJTD

ZIONE

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25 3 -

Ol UN H~1(ftCITO

CONCLUSIONE.

Un primo pensiero conduce ad altri da quello originati: e perciò se dalle meditazioni sul r eclutamento abbiamo deso.nti i mezzi di creare la forza armata, t eneva dietro, ed eragli immediato e primo corollario l'ordinamento di questa forza. Fummo quindi spinti a questo secondo studio, e ci occupammo della fanteria come l'arma principale di un esercito, volemmo in certo mod0 convincerci ~e il sistema di leva da noi progettato si _trovava in r'elazione ed in. accordo con la sua formazione: e questa, a seconda di -quanto abbiamo insistito di provare nel corso di queste meditazioni, volendo che dipendesse principalmente dalla tattica, ci prop@emmo di dettarne ripartizioni, e costit uzione di coi;pi ·ch e più din'\ttamente vi fossero adattati. Ripeteremo · or quivi quanto dissimo nel dar termine al primo studio : che se cercammu di essere ut ili all'esercito col recarvi le nostre due ideE- a suo bene _e prog resso; ci r esta però il dubbio cli aver conseguito lo scopo ; t emiamo cioè sia forte p:r;etesa r~putare di esservi riusciti. G. C.

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PROSPETTO 11'

SITUAZIONE DI UN CORPO DI BERSAGLIERI SUL PIEDE DI GUERRA

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255 'Sulla sommità dell'Altavilla, 'a dest ra del Casino,' per batr tere Monte-Pelago e prepararne l'attacco : che un'altra batteria di due pezzi da 16 rigati ( i primi del parco di ,assedio che stavano per giungere da Umana) fosse posta coll'intento medesimo poco innanzi alla Villa Trinchetti, ~ sinistra indietro del Casotto; e ,c he frattanto i due can·noni da 8 rigati dell'll" batteria de11'8° ripigliassero a· trarre dal Monte-Baldino sul Pelago . Quando il fuoco di q uel-le t re batterie avesse prodotto sensibile effetto, il che si spera,~a avvenisse in breve ora, si dovea procedere all'aBsalto , del Monte-Pelago colle truppe della divisione di r iser~a sostenute cl.a quelle della l "' divisione. Ottime disposiiioni perchè adattissime al caso. , Ma essendo impossibile che l'artigliei·ia potesse reggere così allo scoperto ad Altavilla e Jml ripiano Trinchetti, fu necessario provvedere alla costruzione di spalleggiamenti che la cuoprissero, e ad altre. minute opere per facilita,re il t rasporto e il posta111ento dei pezzi. A ciò for~no adoperate le due compagnie zappatori del 5° corpo, s ussidiate da alcune compagnie di granatieri. Ma ,poìçhè ciò richiedeva alcune ore di tempo, il generale Dell'aRocca tornò al suo quartier generale a Villa Bosdari presso 'Monte-Acuto, affidando al generale .,Pe-Sonnaz il coma,ndo delle truppe sùlle posizioni dell'Altavilla e del Casotto. Il genio avendo stabilito il suo parco alla villa Froli, si pose all'opera, senza ritardo. Sull'Altavilla dovea eri-, gere uno spalliJggiainento per dieci ,pezzi, e,d aprire una strada a china di quasi 100 metri di svilqppo. Vi fu impiegata la 5" compagl).ia zappatori, più una squadra della l" e. due -compagQie di granatieri, che furono adoperati parie a , muover terra e pc1rte a recar fascine dal parco. Il maggiore Giacosa dirigevn, da se stesso quei lavori, che <1,ndavano procedendo rapidamente sotto i tiri frequenti e. ben misurati che il nemico dirigeva là sopra non solo da Monte Pelago, ma auche da Monte Gardetto e dalla F0rl,A Dl'V!SIONE DI RISE!fVjl. NELLA CAMPAG'NA D'ANCONA

LA DIVISIONE- DI RISERVA NELLA

.CAMPAGNA 'n;ANCONA 18 60 (1:). •

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_Attacco~ asimlto e p1;esa delle opere a,anzate d'A1ie-ou~. . Circa_ le-o-r e 9 il generale Della-R6cca coI suo stato magg10re g:mngeva esso pure al Casotto. Strada facendo avea ordinato al brigadiere Pine11i di portarsi colla 'brio-ata · Bologna sul ripiano a sinistra dell'Altavilla, e metfersi · quivi al coperto: Ora, veduto lo stato dellé cose ed esan:1inate le condizioni topografiche e tattiche nelle quali c1 trovavamo, sentito il pa~·ere dei genéralì De*Sonnaz: e Di -S_a voiroux, del luogotenente colonr.ìeUo Bottacco e del maggiore Giacosa, comandanti quegli l'artiglieria e questi il genio del 5° corpo', decise : che si inst~llasse una batteria di 10 o 12 tra cannoni da' 16 ed obusieri da 15 · (&) Vedi Rivista militai·c italià11a, anno VI, voi, Ili, pag. 101,

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256 LA DIVISIONE Dl R !$ER1"A tezza. Veramente a.mrnirabìle fu il contegno del genio in_ quelfa difficile:situazione: il maggiore Giacosa, tranquillo e gioviale come sempre, dava l'esenipio dell'intrepidezza. Nè meno ammirato. da tutti ctnanti là stavano fu il capitano Ricciolio della· 5a ÌJatteria del1'8° che nel più fitto · del· fuoco apparve lì sopra a cavallo ad osservare tranquillamente la posizione ove ,f ovea mettere in batteria i suoi cannoni da 16 .. - Un c<1porale del 25° bersaa-lieri . . b era ucciso da u:no· scoppio di granata presso al Casino di. Altavilla: una palla di cannone fr;:i;cassa:va la testa al luogotenen{e Cantàrelli dello stesso battaglione,;· alcuni soldati eralio feriti, non però grayemente : due zappatori tra · questi. Queste perdite, che avvennero ti:a le 11 antimeridiane· ed il tocco, furono le sole che avessìm~ a soffrire in quelfa giornata, nonostante che il nemico continuasse fui? a sera fatta a battere con tiri ,bene aggiustati l' Altavilla e_il Casotto. , - Intanto dal : casino d'Altavilla potemmo T'ir.onosce1·e il terre'no che ci stava dinanzi. In faccia .sorgeva il Monte Pelàgo, alto,: ripido, coltivato La maggior parte, ma quasi nùdo d'alberi. A destra assaì "più lontano e più basso scorgevamo il forte di Monte Gai-detto, guardante col suo fronte b astionato le spà.lle del Pelago ; a sinistra, aHche più distante, la fosca mole della fortezza e il soggiacente campo trincerato , grande _opera a corna e bastionata. Nella bassura· che separa .l'Altavilla dal Pelago; laddove le pencli\)i dei . due poggi inco:2trandosi formano un colle assai· ristretto , vedevamo q nasi in pianta il' casàle di •Picl1'a della Croce, che è un gruppo d'una trentina di villette e' piccole -case con giardini, ed orti cinti da murelli e da siepi alte e fitte. La china clell':Alta-villa da quel lato è piuttosto agevole- che no, e tutta eoperta di vigneti ed alberi . A. dritta il mare; a manca, sulle alture di là dal vallone di S. Lazzaro, le posizioni del nostro· 4° cor po .e la batteria del Montagnolo clw fulminava il carnpo .trincerato çl' Ancona_.

NE~LA CAMPAGNA D'ANCONA

· 257

'Verso le ore 2 pomeridiane . il genio avendo terminati i suoi lavori sull'Altavilla e sul ripiano Trincbetti, l'art i.o-lieria diè tosto mano ad anuare le due batterie. I due o ,· cannoni da 16 rigati che furo11'0 app()stati in quella di sini,stra. aprirono il fuoco circa le ore 3 e si fecero amm}rare fin9 dal principio per l'aggiustatezza 4ei loro tiri. Sull'Altavilla furono messi in batteria i sei cannoni .da 16 deÙa 50. del1'8° ~Ricciolio) e quattro obusieri della 7"delF80 (Ghebart). Iucominci,irono il fuoco alle or.e 3 112 circa. Il maggiore Ostioni ne pl'ese il comando. :j:,a lunetta .di Monte Pelago si trovò per tal modo battuta da 14 pezzi d'artiglieria, mentre a dritta una fr~gata lDatteva jl forte di Monte Gardetto, ed- a sinist:r:a i 12 pezzi rigati del Montagnolo continuavano a. trarre sµl · campo trincerato; e ciò per isolare la difesa del P~lago. Ma questi ci rispondeva con un fuoco quasi più vivace e meg1io misurato del nostro. Frattanto, ess011do stato dal generale Della-Rocca rinnovato. l'9rdine di tentare l'assalto di quella posizio:o..e tostochè i nostri cannoni avessero soverchiato quelli del nemico e preparato la str~da alla lx1ionetta, il generali) Di-Savoiroux d'a~cordo col generale De-Sonnaz dispose: 1° che la brigata Bologna con un movime~to pel fianco a dritta venisse a formarsi in colonna d'attacco nell'avvallamento dietro il Casino d'Altavilla , col 39° reggimerito in colonna doppia in prima linea, ed il 40° u;;ualmente ordmato in seconda; 1 2° Che il 23° ed il 25° bersaglieri si ordinassero in modo corrispondente, in due colonne ognuno e in due linee, dietro a.l fianco destro dell'Altavilla. 3" Che al segnale d'attacco, che il generale comandante la _divisiQne di riserva avrebbe dato dalla Casagia,lla, il 39° reggimento sostenuto dal 40° dovesse sboccare dal fianco sinistro dell'Alt,~villa e lanciarsi contro il sagliente della lunetta del Pelago; ed il ;23° l)el'saglieri,


258

LA D!VISIO){E

·nr RISERVA

seguito dal 25°, dovesse su pel fianco destro cléi poggi correre alla gola d1 quell'opera. - Truppe della I a divi~ sione verrebbero a porsi in risenva sull'Altavilla. V:erso le ore quattro tutte quelle truppe erano pronte a lanciarsi. :Ma non essendo rìuscito a:11~ nostra artiglieria d'.ottenere quel vantaggio-chece ne promettevamo, poichè ,ml far della ·sera il cannone nemico tirava meglio che mai, e neppure i parnpetti deila lunetta apparivano sensibilmente danneggiati, poco dopo ·1e ore 7 il generale Della-Rooca ordinava che le truppe tor:nassero· alle po~ sizioni che tenevano-prima dslle 4 . - I due battaglioni di bersaglieri stettero, a destra indietro- della batteria di Altavilla; fa brigafa- BÒlogna tòrnò· a coll; carsi a ~inistra: · di quella pos:izione. Ebber0 ordine di fare il rancio eriposarsi, senza. però porre le tende. Il 230- bersaglieri sommimstrò una guardia alla: Casa-gialla e le guardie a;vanzate sul rovescio dell'Altavi1fa, e dovette far perlustra-i:e da pattuglie il fia:nco destro dr• l poggio- :fino al mare : la btigata -B ologna si cuopri ocrnpaI1do con guardie avanzate il ripian:o· che aveva dinanzì, e· collegandosi a dritta coi posti dell'Altavilla. L'aFtiglierfa doveva continuare , a trarre ,fino a notte buia. Avevamo la luna n~Ua prima quachatura (cioè visiJbile fin.o. alle 10, 114 cli sàa) e il: cielo era ,tutto ser,on·o. Ma })•CO d'opo le ore 7 dal quartier generaiie del 5"' corpo giungeva l"ordine di tentare l'asstlto del Monte Pelago per sorpresa notturna alle l l . Fu quindi disposto· che le t~'Uppe rip-igliassero tacitamente alle ore 10' 112 le posizioni d'aspettativa che avevano già preso, alle 4. Ma i due comandanti di divisione, e tutti gli •uffi;ziali, mentre ·fidavano nello ·slancio e nel va.lor\:! dei, sòlclati, :non. potevano non aver dubbio sulla buona r iuscita di quell'impresa , considerando le gravi difficoltà dell'avanzare nel buio• su terreno tanfo inegua:le··e sconosciuto. Infatti .i.Ile ,11 dovevamo trova.rei nelle più fitte tenebrn. Sup-

r;ELU

CAMP'AG:-a ri'AKCON,\

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posto p_ure che fossim_o riusciti ad impadro_n irci del ~elago .verso mezzanotte, ci saremm0 trovati sconnessi e disordinati su quella vetta, esposti alle offese dirette ed avviluppanti del nemico, cbe conosceva perfettamente il paese , per tre buone ore p,rima che aggiornasse. ·D'altronde a sorpresa non v'era da pensare, poichè ;il nemico veo-liava. della Croce , molestava le nostre o , e da. Pietra . guardie avanzate con U:n fuoco talmente vivo che ci faceva . sospettare intendesse egli assaltar nottetempo l' Altavilla, che sarebbe stato buonissimo atto per lui. Queste considerazioni furono dai due generali , per mezzo del capo d1 stato maggiore della 1• divisione, rappeesentate al comando del 5° corpo a ~ollievo délla loro responsabilità. Si aspettava una risposta da Villa Bosdari; con quale ansietà facile è immaginarlo, Ma le ore passavano, e la risposta non giungeva. Alle 11 1le truppe erano ai posti fissati: ma svogliate e ,ionnar.r,hiosP-. Il generale De-Sonnaz. decise di _a spettare il ritorno del suo capo di stato maggiore . •Finalmente questi giungeva recando l'ordine che le ~ruppe torn~ssero alle posizioni di prima, nè ad altro -si. mirasse per allora che alla sicurezza dell'Altavilla. Il quartier gener al0 della divisione di riserva fu posto nella Villa Trinchetti, ove rimase per tntt<o il tempo dell'assedio. Il 5° corpo si trovava .ora raccolto ·in ordine pr:ofondo . sui poggi sopra Ancona , neutre il 4° stava disteso su quelli a ponente della città. Li sepaI?ava il Vallone del Castellano e di S. Lazzaro, di cui pur tuttavia il 4~ corpo era padrone, avendo in mano S. Maria delle Grazie e la Lunetta Scrima.. Comunicavano t ra loro per Monte ,Baldino. 26 . settembre - All'aiba del 26. il fuoco delle artiglierie ricominciò da. ambe le parti. Il 4° c@rpo aveva appostato 12 pezzi sulla gola della lunetta Scrima, ed altri sotto

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260 LA Dl VISlONE DI RlSER,'A il Posatore., poco cli là discosto; e tutto a sè richiamava iì fuoco della fortezza o del cam:po trincerato. · Il generale fanti si recava · all' Altavill;1 col generalo Menabrca, ed il luogotenente colonnello Thaon di Revel, coma.nda:nti supei:ior.i quegli ciel genio e questi cleil'artig1ieria dell'esercito, e quivi d'accordo col generale DelJaRocca fo deciso di piantare una n uova batteria sul ri, piano a sinistra di quel poggio, presso una casa che sorgeva poco dietro le guardie a va.nzate della brigç1,ta Bologna e dinanzi al fronte di questa , alla nostra estrema sinistra. Dovea quella batteria facilitarci l'assalto del Monte Pelago. E subito vi fo po~ta al làvoro la ·5a compagnia del 2° zappatori. Ma poichè si vide che il nemico da Pietra della Croce, ove si era asserragliato, comandava col fuoco dei suoi focili tutta quella spianata, fo dato ordine al ~,:enev rale Di-Savoiroux: di cacc'ia,rlo da quel sito, e por:vi sue truppe a proteggere la costruzione della progettata batteria. Avremmo così fatto un altro passo inuami. A tale effetto il generale disponevu, che alle ore 10 antimeridiane il 39° reggimento si gittasse in due colonne st1 Pietra della Croce cla,lla si1ùstra dell'Alta-villa, mentre il 23° bersaglieri vi si sarebbe lanciato dalla destra. Ù 40° fanteria e il 25" bersaglieri, ordinati pure in due colonne ciascuno, doveano star, pr onti a sost,enere quelle prime truppe, ognuno dalla sua parte. Pietra della Croce doveva essere as,mhta da fronte, da fianco 1 e da tergo quasi nel punto stesso. Ce ne saremmo impadroniti senza dubbio; ma. avremmo noi pottìto rimanervi.sotto le offese incessanti del Pelago cui era soggett~? Saremmo stat1 trascinati di necessità all'assalto del Pelago meçlesimo, dopo aver sofferto forse non lievi perdi~e , .non senza scapito morale per le nostre giov~ui truppe. · Ma- il nemico e la fortuna ci tolsero da quell'impaccio offrendoci un' .occasione che non andò perduta. Erano le 8 112 circa quando l'artiglieria del· .Pelago mutando · ad

25]

NELLA GAMPAGNk o',111:COlB

un. tratto la direzione d'una parte de' suoi fuochi ,prese a fulnùnare con granate l'-altura su cui i nostri zappatori cominciavano ad innalzare il nuovo spalleggiamento. La fortezza, il campo ·trincera.to, ed anclie la lunetta, di S . Stefano (per qnanto ci parve) ne seguirono l'esempio, ta.lchè quella spianata si trovò in breve battuta un~ grandine di proietti. Il fuoco si apprese ad.alcm:1 grossi pagliai lì. prossimi; la casa. medesima era mm~cciat~ dall'incendio: i nostri zappatori furono costretti ad mterrompere il lavoro e mettersi al cc,perto_ più. in:dietr_o . Ciò era da aspettarsi, stante la giacitura d1 q ~el sito :·1~petto alle posizioni nemiche: Ma non basta,,a a1 Papah m, che circa le 9 lilpingevano dalla destra del Monte Pelago un drappello di fanteria verso .qu!3ll1altura. Lo giudicammo cli 300 uomini cn;ca. Ma che cosa intendevano d1 farè? Era qu~Uo il preludio di una grossa sortita contro l'Alkwilla? O pretendevano di t oglierci quel ripiano. e restarne ers,;i padroni così da, fianco all'Altavilla tenuta da noi '/ O volevano soltanto riconoscere le nostre ctisposizioni ? Fu detto che mirassern a.cl interrompere la costruzione della nuòva batteria : ma se ciò è vero , qtiella sort ita era inutile , poichè il fuoco· delle loro artiglierie bastava a disturbare seriamente il progresso di quell'opera. Di più non dovevano .;perare finché fossimo padroni noi dell'Alhiyilla. Dunque, se una sortita volevano e potevano fare (e ragione voleva che la facessero) dovevano dirigerla sull'Altavilla medesima , e farla assai più forte, e più risoluta, e cinque· ore più presto. · Sul ciglio anteriore del contrastato ripiano stavano a guardia due corùpagnie della brigata Bologna (la 7a del 39°; capitano De-A.sarta, e la i• del 40°, capitano Perrone) spartite in due, gran guardie e vari piccoli posti c,m una vèntìna di sentinelle sopra una distesa.di forse 800 passi, bene attente e pre1)a.rate a sostener' l'attaGco. Le senti.nelle scorgendo vicini i nerniçi sparano e si ritiranQ; le

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262 · -LA IDIVIS101it Dl R!SE-RV -~ :guardie fanno fuoco alla lor0 -volta: i Papalini forse sorpresi di trovare i nostri,tanto innanzi, si fermano e rispòudono al fuoco . .Ma ì nostri due bravi capitani, non: volendo .sprecar tempo, ·vista l'opportunita di prender le offese, risolvono di .caricare. Il nemico · volta le spalle e si ritira verso . l'alto del Pelago : i nostri l'inseguono. Dall'Altavilla: e dal Casotto li , vedemmo a.<;cendere a stormo •rapid.amenle su pel fianco del poggio ( sinistro rispetto p, noi) mentnda colonna nemica, rotti 1-i o:rd.ini, svoltava correndo dietro al fianco destro della luue,t ta. Parecchi dei nostri giunsero fino sullo spalto dell'opera: ma già il }Janapetto di quella era cor6nato di nemici, i quali còri un vivo fu.oco di moschetteria li costrinsero a gittarsi dietro un ciglioi;i.e che appunto faceva lembo allo spalto. Lì si trattennero ·alquanto i più valenti, rispondendo -alle focilaite nemiche: poi si ri.trassero · presso due case poco · di là distanti giù .per la china, .ove. si era raccolto il grosso delle due compagnie; e di là continuaronq a schioppettan. Intanto i due capitani mandavano chiedendo alla brigata Bologna che li sostenesse , dando per s·icnra la p1·esa del f91'te . I!1 çiuel mentre tutte le truppe nostre· era.no corse alle armi: il cannone nemico taceva: il nostro tirava qual<:he colpo sulla parte destra della lunetta. Doveva il brigadiere Pinelli sostenere l'attacco iniziato dai valorosi .De-Asarta- e Pe:-rone? Nelle condizioni -in cui stavan0 le cose, . sostenere quell'attacco volea· dire proseguirlo , poichè egli era appena ap1Jeùa accennato; ·e Yoleva dire impegnarsi in un vivo combattimento, tra: scinar forse le ialtre truppe a prendervi parte, e addos, sarsi la responsabilità delle conseguenze che potevano derivarne. Poteva il brigadiere acconsentire alle 'r.ichieste dei Glue capitani, senza aver ricevuto l'ordine di attaccare ? Egli era troppo buon soldato per non sapere che· solo la çer-

263 tezza assoluta <;li un felice esito può giustificare in un capo subalterno ,l'iniziativa arbitraria · di un'operazione di capitale importanza. Se un_ capitano potesse a ·piacer suo t rascinar un esercito, l'arte di guerra tornei'ebbe al medio evo. A rigore di disciplina De-Asàrta e Ferrone si erano lanciati trop.po innanzi: aveano fatto cosa che se non avesse sortito quel brillante successo che ebbe' sarià stata, non che ammirata, condannata. Di lassù dove erano giunti colla lorn ardita e forhmata carica, la presa. del Pel~go, pareva a loro cosa facile; e bene sta che consigliassero a tentarla: ma il brigadiere Pinelli poteva· egli far_altro che spedir loro un ril'lforzo per aiutarli a disimpegnarsi o a mantenersi colà., e invocar fratta:nto l'ordine dell'attacco dal generale da cui dipendeva? Tutto al più. per risparmiar tempo e profittare dell'avvenuto, poteva anticipare l'assalto già ordinato di Pietra della Croce. E pare che a questo partito egli stasse per. appigliarsi. Se non e,he il generale Di-Savoiroux, che s'era: recat0 al casino dell'Alta villa, giudicando opportuno pro.1. cedere s~nza ritardo all'assalto del Pelago, spedì in :fretta; due suoi uffi~iali. a portar l'ordine della mossa ai bersaglieri ed alla brigata Bologna. In quel punto medesimo il generale De-Sonnaz, che stava osservando dal Casotto cjò che avveniva sul Pelago, diceva a quei Ghe gli stavano intorno che vedeva giunto il momento di dar l'assalto. L'ufficiale che portava l'ordine alla brigata Bologna dovea fare un giro assai lungo per giungere a quella : il-tempo stringeva; • già i bersaglieri si muovevano . .Ciò vedendo il generale Di.-Savoiroux ordinò ad un ufficiale d,el suo seguito, che aveva fatto prova di buoni polmoni il giorno prima nel parlamentare colla fregata, di dare a voce. cli llt su il comando della marcia a quella brigata: e questi si diede ai grid.are con quanto' :fiato- aveva « Bologna I Avanti t , Savoia! » Un mome,u to dopo giù dal ripiano giungeva la voce tuonante del brigadiere Pinelli che rispondeva N.ELL.1. CHIP.AGNA o ',rncO~A


LA DIVISÌON E I)! RlSERY A 264 t Inteso ! Và I » e i tamburi della brigata battevauo la carica. Incominciava così quel btillant e atto dì guerra che <lovea tanto profittare alla riputazione delle nostre armi, e di cui la rimembranza farà esultare di santo orgoglio i nostri cuori finchè .non cessino di béj,ttere. Era la prima volta ohe vere. truppe italiane· a,c,salivano così alla sco-. pert a una posizione fonnidàbile per natura, a:fforzata da, ; grandi opere d'arte (uno spalto, un fosso largo, profondo e scosceso, ,un alto e ripido parapetto) cl:ifosa da _un nemico numeroso e già avvertito , non a.flìev~olita dalle . precedenti offese; avevamo a fronte non molli Papalini della vecchia stampa, ma soldati t edeschi: e tutto ciò sotto, li occhi . d'un valoroso generale fra.ncese che , avea detto « gli Itidiani non si battono . » E lì d'attorno un paradiso di cielo, di terra e di.mare da inebbriare l'anima. Il 39° reacrimento si scagliava su Pietra de11a Croce, 00 · valicando siepi, ripe, inuri ,3 serragli, come una valanga. I difensori fuggivano. Il 23° bersaglieri passava. correndo a destra di quel casale. I cannoni del Pelago tuonavano a mitraglia contro le nostre colonne . Bologna si soffer' . mava allo sl)occo di Pietra.della Croce , for se per riordinarsi alla meglio. Ma dal casin o dell'Altavilla il generale Di-Savoir.oux insisteva gridando « a.vanti! avanti! al forte t « Al forte I al forte I » ripeteva il brigadiere : e il 39° si slanciava a stormo su per l'erta, . seguito ,a breve distanza dal 40°. All'ordine regolare suppliva il valor e imp.etuoso : era un assalto alla francese ..La cresta del Pelago si coronava di la::npi e di fumo : ma per buona sorte il nemico a:tterrito tirc1,va a caso ; quell'onda d'uomini che abbracciava il poggio continuava ·ad ascen dere retta e ·sicura, pochi lasciando addietro, e appena curàndo di rispondere ~1lle fucilate. Intanto i due battaglioni dei bersa.o·lier1, acc.omnaanati dal capo di stato maggiore o r. o della divisione (maggiore Ga.rofoli-Cavalcbini) .superato a ~

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265 corsa il vallone che aveano , diminzi, accennavano alle spalle del Pelago. Ma la nostra artig~ieria dell'Altavilla, che avr ebbe do-Yuto in quei primi momenti tirare a rotta sulla lunetta per sussidiare ì'assalto , taceva. All'invito del generale di Savoiroux di. ripigliare il fuoco, il comandante cli quella, batteria rispondeva iver avuto ordine dal generale De-Sonnaz di non tirare per non r ecar danno alle t ruppe che corrévano all'assalto . Fu ·certo un ordine l)ene opportuno, 11ou però l)en: compreso; poiché i nostri aveano da salire un buon tratto prima di giungere a.l piano delle o·ffese, 1)011 d ìrò degli obNsieri , ma neppure dei cannoni da 16 dell'Altavilla. Nonostante la mancanza di quel sussidio, il 39° reggimento giungeva sullo spalto della lunetta, avviluppava le due facce, rispondeva co:1 un fuoco breve ma vivacissimo alle scariche dei .nemici : i più valorosi si gittavano nel fosso e scalavano il parapetto; lì alt ri Hseguivanò; la bandiera dei' reggimento sventolava su.Ila punta dell"opera in mezw ad · una siepe di -baionette : ufficiali e soldati balzavano sul ten;apieno della lunetta; il nemico fuggiva verso Moi1te P L1'lito e per la china dal lato del 1nar e. I capitani De-Asarta e Perrone, appena aveano ,eduto approssimarsi i loro compagni, si erano la11c'iati contro il fianco desti'o e verso la gola dell'opera. - Ora dall'ali.o del · Pe;ago si scorgeva più bassa ; a 600 metri forse di distanza, la lunetta del :Monte Pulito, e di là da qudla più l)ass,e ancora, le fortificazioni principali della, piazza.. Il terreno frapposto ·era t utto poggio e valloni, e coltiva:t0 la maggior pa.rte. · · · A costringere ir nemico alla ritirata contribuivrmo i due ·battaglioni ,(li bersaglicr~ che dalla nòstra diritta lo minaccia.vano alle spalle, e l'llO battaglione clel1a stessa arma (appartenente al 4°-corpo e coilundato dal valoroso maggioro Buri) il quale mosrnsi dalle Taver:ri.ellc nel vallone cli S . Lazza.ro al principio del nostro assalto, veniva

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265

267 ma a stento riuscirono, a raccogliere nel fosso o sullo spalto del Pulito una parte ciei loro cor pi; il resto continuò la punta verso il cimitero e la forte lunetta di S. Stefano , finchè la ·mitraglia e le palle cbe comù1ciarono <). ooTandinare da fronte ' da ritta e da manca li .costrin., ' sero a retrocedere. Pure non pochi si tra~tennero presso il cimitero, dietro muri, siepi ed alberi, nè tornarono a Monte Pulito fino a tanto che non ebbero bruciato tutte le loro cartucce, Frattanto anche il grosso del 40q reggimento, che per saggia disposizione del brigadiere Pi;nelli, si era tratte-n uto a Monte Pelago finchè ·non avea veduto approssimarsi le truppe della la divisione, scendeva a ~fonte Pulito, ove la sua, bandiera vemva inalberata. Il brigadiere prendeva il comando di quella posizione: il 3\) reggimento sì raccoglieva nel fosso della lunetta ; il 23° ed il 25_0 bersaglieri si mettevano in linea di colonne a destra indietro dì quella, i111 un sito mediocremente ripa-· rato; il 4Q~ si ,poneva in sùnil modo a si:n.istra in dietro. La 'la compagnia del 23° _rimaneva in catena di ~à dalla gola dell'opera per guardàre il fronte della posizim~e, e tratteneva' i nemici venuti .innanzi da S. Stefano al retrocedere dei nostri. Tutte le artiglieri~ della piazza che poteva.no colpire le posizioni da noi conquista-te ti,ravano senza posa su quelle. Assai precisi erano i loro tiri; ma già le trnppe nostre aveano trovato modo di,mettersi al coperto. Vero è bensì che il 23° ,ed H 25° bersaglieri erano costretti a stare sd1:aiati o sedut i sul terreno per non richiamare su loro l'attenzione .ed il fuoco del nemico. Il capitano Menotti avea ricevut o durante l'assalto una forte contusione nel braccio sinistro : ma fasciato:,i alla megho, volle rimanere coi suoi bersaglieri, dei quali manteneva alto l'animo col suo ammirabile contegno. Dello era vedere tutti quei valorosi lì sul Monte Pulito, -sotto una tempesta di palle e granate· che colpivano o :s'f.LLA CA•Ml'AGNA o',\NCO!\A

LA DIVJ~ IONE DI RISERVA

s u pel fianco cl.el poggio alla nostra sib.ìstra,, accennando con tre compagnie alla gola del Pelago e colla q~arta verso il Mon te Pulito per tenere m rispetto il presidio d i quell'opera. Ma il capitano Menotti, comandante il 23° bersaglieri, v:jsto fuggire il nemico dal Pelago, si laij_eiò dietro . a lui sul Monte Pulito. Lo stesso fecero quasi tutto il 39° di fant~ria e una parte del 40°: lo. stesso il capitaJ?.O Pinelli col 25° bersaglieri. Non erano battaglioni <:>rdimiti; erano masse d'uomini inebbriati da un primo successo, trascinati dall'esempio di :valorosissimi ufficiali, che la mitraglia soltanto, e non: più la voce o la tromba poteva ormai fermare. Guai se dal fianco di Monte .Pulito fosse sboccata contro cli loro \llla grossa riserva ben comandata, poichè in quel momento le prime tru-ppe della la clivisione che dal ç}asotto accorrevano a sostenerli erano· giunte appena a Pietra della Croce, distante più d'_un chilometro di 1nontagna da Monte Pulito. Bersaglieri del 23° e del 25°, fucilieri -del 39° e del 40• scendevano a corsa il Pelago e piombavano stùla lunetta del .Monte Pulito, munita anch'essa di un gran fossato e d'un alto · parapetto; e in UI). baleno Pebbero occupata., A loro si uRiva la compagnia spiccata dall'll bersaglieri. Il nemico sbigottito, non avendo osato aspettç1.l'e quRJl furioso assalto , avea sgombrata in fretta quell' opera all'appressarsi dei nostri, e andava a rotta verso Ancona. Il rovescio del Monte Pulito è tutto dominato, a meno cli mille metri q.i distanza, dalle più formidabili opere murate della piazza: . di faccia dalla lunetta. S. Stefano, a destra dal forte Gardetto e dal baluardo dei Cappuc, cini ; a sinistra dalla fortezza e dal campo trincerato. "Ciò vedendo i comandanti delle truppe assalitrici, com.presero esser giunto il momento di fre11ar le loro genti, e porre termine a quella scapigliata corsa d'un buon chilometr0 e mezzo; tanto più che v'era da aspettarsi unari presa offensiva del nemico da S. Stefano o dal campo trincerato: O

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ANNo VI. Voi. Ili.

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L A DJVJSI0NE DI R!SERY.A

scoppiavano a pochi passi da loro, allegri, contenti, alterf dei loro successi. E veramente ' se allora, eravamo gìà a Monte Pulito, invece che a Monte Pelago, lo dovev~.mo al loro impetuoso valore e ·a!l'ardire· dei loro capi, sahro la parte della fortuna, poichè l'assalto cli Monte Pulito non era stato ·esplicitarr;iente ordinato. Vero è però che si voleva tentar lo immediatamente dopo la presa · del Pelag0. · Fratta,nto i generali De-S.::mnaz, Di-Savoiroux_e Menabrea si erapo portati su Mente Pelago ; la _brigata granatieri di Sardegna e i brtttaglioui 14° e 16° bersaglieri stavario ammassati sulla china posteriore di.quel poggio. Il cmmone nemico batteva quella posizione; ma più assai. Monte-Pulito ed il terren0 frapposto, per isolare e schiacciare la nostra t esta d'attacco. No1 n_on potevamo n spon~ dei:gli. Le ottime posizioni d~ cui ci eravamò impadroniti nulla potevano servire Q,l la nostra artiglieria finchè non vi si .fossero er etti forti spalleggiamenti e n o.n si fossero il - ,_ aperte strade per avervi acce;;so. Ma per noi ' rispondevano alla cittadella ed al campo trincera;to le batterie del 4° corpo, al Gardetto ec\ al baluardo Cappu'ccini le caronade delle-navi. A molti era venuta l'iclEa che . la: lu11etta di MontePela.go· potesse essei: Jùinata : qualcuno lo credette e lo cliss'e : insomma. v'era chr -temeva che da un momento all' ~iltro il, ·terreno potesse squarciarsi sotto ai nostri piedi. Uno scoppio it11provviso che s'udì. verso il fianeo sinistro dell'opera', mise iu qualche apprensi011e la no·stra gente. Ma ufficiali del genio mandati a ·visitare la lunetta riferirono non esservi segno alcuno di mine; e lo scoppio esser provenuto non dalla esplosione d'una fogata, m a dall'incendio casuale cli un piccolo magazzino rh m:unizioni. tll genio diede oper& ad erigere uno spalleggiamento .sullo spalto a sinistra (nostra) della lunetta. Non si credette opportuno, almeno per allora, di voltare contro I

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269 il nemico le opere conquistate : ma non comprendemmo perchè non si ponesse subito mano a ro11:perne i-saglienti, far discese nei. fossi, e- Ghiuder le estr emità di questi in modo che le truppe potesserc starvi bene al sicurò, comè J u fatto più tardi. ·Verso le 11 antimeridiane l'ufficiale di stato maggiore addetto alla ,brigata Bolognr,. veniva da Mònte-Pul'ito a Mont§)•Pelago ar ife1•ire che il brigadiere Pinelli era perfettamen te padrone di quella posizione avanzata , e -l'avrebbe tenuta contro qualunque I'iprésa <ilffensiva. del neroi.co ; rn~ che le sue truppe avevano gran bisogno di ristoro e r iposo. Fu r isposto si sarebbe provveduto : intanto tenessero saldo. · Sul Pelago, nei fossi del Pulito, ed in una casetta tra le due posizioni si apprestavano dagli ufficiali sanitari le prime cure ai pochi feriti sia nostri, sia nemici. Si apriva una infermeria . n ella Villa Froli per raccoglierli tutti e curarli fìnehè fossero in gr;ci.rlo cli essere traspoi~tati allo spedale stabilitò in Loreto . Pochi er<1,no i morti 'ciambo le parti, e sparsi pel lungo tratto tra Pietra della Croce e la lunetta S. Stefano. Tra il Pelago e il Pulito giaceva boccon e il cadavere cli un tedesco in atto di foggire ; e poco di là distante, sa.gliente del Pulito, un altro supino par eva fro11tego·iarci àncora con viso fermo e minaccioso. o . Un cannoniere giaceva sul Pelago accanto al cannone che aveva difeso fino agli estremi: e pochi , passi discosto un altro cannonier e vivo e sano, trovato da alcuni soldati n ostr i nascosto 'in una casa giù nel Vallone di S . Lazzaro, giUrava per tutti i santi che non avev~ t irato nemmeno una v:olta contro di noi, e che a.l primo scoppiai' del fuoco ern scappato a. riinpiattarsi. Era un be! giovinotto alto e r6busto; faceva piac;ere ~t vederlo, rabbia ad udirlo. I Papalini avevà.uo lasciato nelle n or;;tre mani sul Pelago 5 pezzi d'artiglieria, d~i quali tre di grosso 'calibro e due . da can1pagna 'coi loro avantraini, munizioni da cannone, NELLA CA11PACNA o'ANCON.l

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7 1 ·1e ;25°) che dovevansi allora ritirare, e furono invece lasciati colit tutta la notte a disposizione del generale Camerana, ;per reaclere assòlntam~nte im.possibile al nemico di riconquistare quella posizione. Fu detto doversi ·temere una ~ot'tita notturna , ed esser i:ecessario supplire con una forte disposizione di truppe al difetto di appog~i alle ali: m.a il nemi.co, quantunque conti1rnàsse a cannoneggiare, nulla osò tentare che giustificasse la presenza di, sett~ battaglioni a Monte-Pulito. È però vero che in simili casi è meglio il troppo che il troppo poco . Il peggio si fu cbe nella serata e nella notte piovve a distesa, come suole avvenire U:e11'autunno: sicchè facile è fìgurarsi come stessero ~uellc nostre trnppe sul Pulito e sul Pylago, quasi affamate, allo scoperto, in mezzo al buio , all'acqua e .alla mota ch'era cos~ alta e vischi,)S?, da fermare il piede. Pur'n onostante quattro compagnie .di zappatori (tra cui la, nostra 5"' e due · del 4° corpo) sussidiate da drappelli di granatieri, lavora.vano a costrurre J.m a batteria sul Pelago e due sul Pulito, aprire le strade occorrenti e cuopr.ire le t ruppe con levate 'd i terra·; e l'artiglieria, messi dietro 1.o spalleggiamento a sinistra .della lunetta Pela.go i due pez½i da Hi r igtLti che prima erano sul ripiano Trinchetti, f ulminava il campo trincerato. Così terminava quella glori.osa giorna:ta. Le nostre perdite erano state lievissim_e a confronto dei gran~i r isultamenti ottenuti: c::.tu.sa la rapidità e risolutezza delle nostre mosse· offensive e la svariata forma- del terreno: Avemmo 12 morti e una trentina di feriti, tra i quali tre ufficiali, cioè il c~mandante Menotti ed il capitano.Castelli del 23° bersaglieri,, contusionati, ed il sottotenente Taghafico del 39° ·reggin;iento ferito JJon gravemente. Prendemmo due soli prigionieri, perchè il nemico scor gendo dall'alto le nostre mosse av'viluppanti, poté sempre disimpegnarsi prima che gli tagliassimo la, r itirata. . · . Ammirabile, come dissi, fu lo slancio dei nostri soldati: NELLA CAMPAGNA D'ANCONA .

LA DIVISIONE DI . RISERVA

tende, marmitte, arnesi da lavoro, un furgone ed lID carro dà foraggi con due cavalli; e sul Pulito due pezzi da campagna e vari altri oggetti d'uso militare. Ma un curioso particolare della pr2sa del Pelago fu quello che da varii soldati fu narrato· di una singolar tenzone tra un nostr:o vivandieTe ed un vivàndiere nemico p el possesso d'una batteria da cucina che rimase al nostro. . Il generale Della-Rocca essendo venuto .a visitare le posizioni conquistatè, ordinò che verso l'una pomeridiana il l reggimento granatieri (3 l)attagliDrti) andasse a dai· la muta alla brigata Boiogn,a a Monte-Pulito. V'era un . sentiero assai c6l:lertb che pel fianco destro dei poggi conduceva. dal Pelago al Pulito: ma noi allorà non lo co:tioscevam·o; ,sicchè per :hon perde3rsi e n01i sprecar tempo il 1 granatieri sbocc;:inilo dal fosso \ della prii::na lunetta prese il sentiero che scende diritto pel do:rso ciel nwnte. Tostochè il nemico l'ebbe veduto rivolse a quel1;1 parte un fuoco vivissimo di palle e granate : ma invano, poichè il colonnello Gozzani-cli-T'reville facendo . traversare di corsa da una compagnia per volta i tratti di terreno più scoperti, riusçì a toccar Monte-Pulito ?enza aver patito danno. La brigata Bologna poi nel ritirarsi sfilò invece pei fianchi del poggio, e poco molestata. Andò a rimettersi .a campo pr~sso l'Altavilltt, là d'onde era partita cinque , ore prima. Veniva a stare così in t erza linea. ~ùl Monte-Pulito Ù colonnello Goz.zani, _dato la muta dinanzi alla gola alla 1i. compagnia del 23°, ritem;ie) suoi tre battaglioni di granatieri spllo spalto e nel fosso delht lunetta, facendoli fiancheggiare a destra dal 23° bersaglieri, a sinistra dal 25". Più tarai il generalé Òamerana comandante della bri_gata gr~iiatieri cli Sardegna andò a prendere il comando di quella posizione , conducendòvi seco i battaglioni 14° e 16° bersagliei'i. In -quel momento il nemico accennavp, umt scrti't a che 'non ebbe effetto, ma bastò a tratte11ere i nostri duehattaglioni eh lfoì:'saglieri (23° O

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LA·. PIVJSIONE D1 RISERl'A

NELLA_ CAMPAG~A n',INC0NA

pur dava argomento a serie considerazioni. Quella fog:a.. che rompe li ordini, che riduce ·ogni mossa offensiva ad uu · attacco di punta, che trascina le truppe oltre i limiti assegnati alla loro azione e le rende sorde· al comando, e per èonseguenza ìe le,,a di mano a chi deve di~ig·ede~ è <lessa una bella qualità militare veramente degna dì lode e d'incoraggiamento? o non è piuttosto un principio d'anarchia eh~ può cagionar2 gravi danni , come quello che• sostituisce la scapigliata valentia personal(:l all'azione regolata delle masse? 'l'eoricamchte parlando, ogni capo milita_re vorrebbe aver soldati che mai gli fuggissero di pugno; che ad ·una sua voce si lanciassero arditamente · sprezzando qualunque rischio, e ad un'altra si fermassero in tronco apche a mezz:a earicz,; da poter prendere d'ass,alto una posizione, e subito dopo g uernirla a do·vere e difenderla; gente insqmma che riunisse in sè ht furia fran-cese, la disciplinatezza russa e la tenacità inglese. Ma per aver soldati siffatti, se pur e possibile averli colla sbrigliata tattica d'oggidì:, richiedesi lunga pratica di guefra. Tali non potranno mai essere giovani milizie, specialmente di gente sensitiva come noi altri Italiani: e ncin I po~ev~no esserlo certo _quei ;:i:ostri battaglioni di · volontari d un anno. Non s1 poteva pretendere- che marcias-sero all'atta.eco sotto il fuoco co:;'r ordinati come in piazza d'arrpe. Se lo si fosse voluto assolutamen-te , saremmo forse riusciti a fard battere. Bisogna conoscer JJene i propri mezzi di guena, ed impiegarli per quello" che va1- gono .se vuolsiritrarne :i:l rnigl'ior fruttò. Con truppe c9ine quelle che avevamo, dovevamo di necessità desiderare di dover piuttosto assalire che difenderci; e néll'assalire rii_ssegnar:ci a vedere i sòldati andare sguinzagliati , se volevamo assalissero con quell' iinpeto che supera ogni ostacolo;. quindi animarli non raffrenarli : ed augurarci poi che il · fuoco nernico E fer~'naf'se · a tempo debito. In tali C<l,si l'arte del coma.ndare consiste nol sa-

pere bene scegliere il -momento e la direzione degli attacchi , non: lançiar truppa pi.ù di quello che fa di mestieri, e t ew~r pronta per ogni evento una forte riserva a giusta portata ed in buona posiziori.e. Ogni massa lanciata, , diventa presto un mucchio d'uomi11i che si agglomerano, si sparpagliano e vanno ognuno come per conto suo. Impossibile fenrmrli e riordinarli a •omento dato. - La era dunque ~on una qualità }Jreziosa delle nostre truppe ma nna conseguenza necessaria e. della natura loro , e della , odierna tattica,. e dell'esempio recente dei Francesi, qùella fi.~•ù;, che allora tutti aum~iravano perchè ci aveva fruttato uno splendido success.o, ma che in altre occasioni potremmo dover deplorare come causa di non Jievi disastri, e che pur troppo fu cagione talvolta di inutili sacrifici. Eppure non potevamo fare· a meno di esserne contenti, poiché vi scorgevamo t1na splenJida .riprova dell'alto grado cui era salita nel nostro esercito la fiducia in noi medesimi , la più importante tra le qualità costitutive dello spirito militare. Qual' differenza dal 1849 ! Ma se ( Papalini a,;essero meglio sostenuto il .n ostro attaéco, avremmo noi conquistato egualmente quelle due fòi:ti posizioni? Possiamo credere che sì, considerando le disposizioni prese, ]a quantità delle, truppe impiegate ed. il loro slancio . Avremmo però dovuto spendervi maggior tempo-. e soffrire maggiori perdite : e ciò avrebbe · salvato l'onor delle armi pa?aline. Disse·p01 Lamoricière nel suo rapporto a] governo pontificio essere _stato ' lo sgombro delle due lunette ordinato da lui, per ragioni di troppa lontananza dalla piazza, di inefficace :fianchegaiarnec.to, e di scarsezza cli truppe. Il Pela.go era infatti o troppo esposto ai ,nostri attacchi avviluppanti. Ma d'altra parte quelle alture sono due ottime posizioni per l'assediante, sono la chiave della piazza ohe comandano tutta a gittata efficace cli gros~e artiglierie. Comunque -sia, se que1le due opere doveano essere sgombrate, conveniva


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LA l)JYISIOl\'E DI· Rrn'.ERVA

lrnLLA C.UIP'AG.l'U n'.1.NCONA

farlo o dopo respinto un attacco o primc1, di essere à.ssàliti, facendole. anche saltare; e non mai esporsi ad essere cacrdati. Non avevano certamente le truppe di Lamoxi.cièretanto animo d;,i poterne fap spreco. Vedendoci §aldamente posati sull'Altavilla e padroni del Vallone del Castellano, egli avrebbe dovuto far sgombrare Monte-P-elago all'alba del 26. Quei 500 uomini che 11e avrebbe ritirato. uniti ai 2 o 30(; di :Monte-Pulito sarebbero stati assai più utilmente adopera.ti qualche ora più tardi in una buona sortita dai S . Stefano. Tale trascuranza del prol51'.io interesse in 1in gen·ernle del merito del Lamoricière mostrava chiaro aver ·egli oramai perduto ogni speranza cli aiuto ùi fuori, e mirar solta:µto · a bnaciare un altro poco· di polvere prima di aprirci le porte cl' Ancona, perchè non si potesse dire ch'egli si fosse arreso ·senza con1:battere· Mig1ia4a e migliaia di voci biasimarono quella sua o3ti.nazione e maledissero al suo orgoglio: ma nessun uomo di. guerra osò condannarlo. Q_uel1a '. sua miseranda. caduta era troppo triste cosa. Ohi pot@ comprendere lo strazio· 1cJi quel vecchio c:uo,e di soldato in quelle supreme ore, 'dovette compiangerlo cd aug~rargli la sorte d'u:n Moreau , 'Quanto sarebbe stata gloriosa la sua fine se egli si fosse fatto uccidere alla testa di una sortita sull'Altavilla! . Nel pomeriggio dello stess@ giorno 26 il generale Ciaklini ave:va fatto o~cupare il Borgo Pfo presso la porta; che ha lo stesso nome, e al piede deU'altura. su cui siede ·il campo ,trincerato: · a~to di grande ardimento, che· miirn.cciava la, piallza dal lato del mare .

Le artio-lierie nemiche continuavaBo a battere le nostre o posizion,i, e quelle del 4° corpo a fulminare le difese occidèntali della piazza. Li obusieri del capitano Ghebart furono messi in batteria sul Pelago contro Monte-Gardetto: ma veduto che la. gittata era troppo grande perchè si potesse 'ottenere buoni colpi, dopo alcuni tiri quei pezzi forono rimandati indietro. Verso le nre lO autii:neridiane la brigata Bologna ebbe ordine di dar la mutà al 1° granatieri a Monte-Pulito. Prese la via più coperta per portarsi colà da Monte-Pelàgo; i11à non bastò, poicbè un:a granata scoppiapdo sul 39° reggimento feriva ad un tratto il maggior Berardi, il caj:nta.no Losanna e i tenenti· Prina ed Albertini. · Il 23" e il 25° bersaglieri furono rimandati ad accamparsi a Morite-Acuto, in quarta linea, o'\le si era già rnccolfa -1' Ua batteria dell' 8°. Anche il 14° ed il l 6° bersaglieri essendo stati richiama ti da Monte~ Pulito, la brigata Bologna restò :1olr1; in <prnlla · posizione ·avanzata. Ma bastava al bisogno, quantunque forte ~isoli quattro piccoli battaglioni. La 70. batteria dell' 8° rimase accarnpata al piede del Monte-Pelago. tNelle ore pomeridiane cominciarono a giungere per la strada della costiera, scendendo dal Monte-Acuto, i pesanti traini del parco da assedio, tirati da lunghe file di cavalli. Tutte le mute e le grosse vettme disponibili deU'aTtigheria e del tTeno d'armata, comprese quelle addètte ai quartieri generali, erano state manda1e ad Umana tra il 25 ed il 26, ,e messe a disposizione del maggiore Mattei d'artiglieria per effettuare quel faticoso trasporto. Dagli accampamenti attigui alla strada sul ripiano Trinchetti, all'Altavilla, a Pietra della Croce, tutti accorrevàno a- veder passare quei grossi carichi. I soldati. salutavano con applausi e con grida d'ammirazione li enormi cannoni da 40 rigati, ·che vedevano la prima volta. Fu quasi ùna festa. 28· settembre - Il nemico continuava- il fuoco contro· le

Ult~mc operazioni dcli' assedio, e resa cl' Ancona 27 settembre - La pioggia essendo cessata prima che aggiornasse, il cielo si anelò rassf~rena.nclo ;: ma là dové le truppe emno appostate o accampate, ed ove il genio 'lavorava, la terra era coperht d'un alto strato di fango.

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LA l) ÌVJSIONE DI nrsE'nv A .

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batterie che stavamo costruendo: ma il ìavoro progredivri. oni:mai rapidamente , sicchè nella giornata tutte quelle opere furo:ao t ern;iinate, e $i diè mano ad armarle. Erano sei; cioè due sul Monte-Pulito, una sul f elago, due sul Ie.mbo di questo poggio_dal lato di mare_, ed una alle Casette del Castellano sul Monte-Baldino. La ·brigata Bologna, sostituita a Monte-Pulito da un reggimento di granatieri, tornò ad accwmpa,rsi a; sinistra del:l'-Altavilla. -Dietro ad essa stava il 4° grarnitieri. Nella mattinata il generale De-Sounaz partecipava al comando della divisione· di riserva che egli ass\nneva officialmen-te fino da quel momento, per disposizione superiore , il comando di tutte le truppe stanti tra MonteAcuto e ..Monte-PLlliio ed ordinava che il 25Q bersaglieri foss~ _addetto alla. brigata Bologna, ed il 23° aJ '±? reggimento · gra.n(itieri, In conseguenìa 'di ,ciò, quei due battaglioni sceBdevap.o da Monte -Acuto _ad accamparsi, il 25° dinanzi o il 23° dietro al corpo cui venivano r ispettivamente addetti. La 7~ batteria· dell' 8° venne dal 1\fonte-Pelago a porsi,a campo a dritta del 23° bersaglieri, Ma il comando della div-isione qi riserva che,cliventava? . .. Il 'generale ,Di-Savoiroux:, fo assicurato cb:e quella misura _ d'ordine era provvedimento momeptaneo richiesto dallo stato delle cose; ma che pe11 questo non -v•eniv:a ad essergli tolto il comando delle truppe che fino allora Prano state sotto i suoi ordini. Nulla v'era da ridire . sul merito e l'opportunità di quella -misura. Ma quale parte dov_ea dunque rappresentaré · il comando della di visione di riserva? Rimaneva di fatto in disponibilità. Ma tinello stato di cose non durò che poche ·ore. Erano le 3 pomeridiane circa., e un doloroso spettacolo si presentava agli sguardi delle tru1Jpe .accampate tra il Monte-Pelago e il ripiano Trinchetti; il corpo sanguinoso e già quasi cadavere del giovine capitano Savio di artiglieria, che avendo ,avuto una gamba fracassata .dallo

277 sroppio d'una granata in una ba,Ueria al pie.do del Monte~ Be1ago, veniva: lentamente trasportato alla Villa-Froli. Ma breve ora dopo si udiva ad un tratto uno spesso e crescente. cannoneggla.re dalla marina verso il porto cli Ancona. · Generali, ufficiali, soldati, tutti ~.ccorrevano suffAltayilla, sul Pelago, sul Pulito. Era una sublime veduta: Una tremenda battaglia di cannona;te tra la nostra squadra uav-"tle ormeggiata intorno al porto e tutte le batteri e del1a piazza da quel lato. Immen~e nubi di forno, squarciate da frequentissimi la:mpi, avvolgevano i navigli, il molo .e le difese basse del nemico e si diffondevano sul mare.· Vedemmo una grossa fregata, il Vittorio Em;nuele, correre a rotta incontro aJ. molo ; e 1a credevamo perduta, 'qua~dp la scorgemmo voltarsi pronta e, fulminar da ridosso quella nemica batteria. Poco dopo · 1m·a gran colonna di denso fomt• sorse da questa, un fosco · baleno vi guizzò dentro, si udì 11110 scoppio come ,di cento cannoBi che scosse la t erra, si videro in mezzo al forno balzare in aria e ricader sul .l'nare oggetti d'indistinta forma. ,Allorchè il forno si fu diradato, là dove prima era il fortino del molo scorgemmo un . mucchio cli ·rovine. · Il fuoco era cessato ad un tratto . Alcuni minuti dopo le no;'>tre navi ricominciavano a tirare ; ma la piazza 'p iù · non rispondeva, e una bandiera l)ianca compariva sull'alto della fortezza. Allora anche dalla parte. nostra il fuoco cessò. Erano le 5 112. Intanto il generale Cialdini aveva fatto occupare il Lazzaretto sul mare presso· porta Pia, e si era assicurato il possesso dél Borgo. L'at tacco della piazza veniva peì: t al modo a mutar base; .dappoichè avevamo aperta la strada ad a.-<Jsalir da rovescio le difese terrestri del nemico. Bisognavo, a tale · uopo sforzar porta Pia,· sbarcare alla coda del molo, ed impadronirsi del baluardo dei Cappuccini. Ciò era meno dÌfiicile e più prontamente •risolutivo che non l'assalto da fronte dei forti Gardetto e !\'ELLA CAMPAG~A

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o' ANCO){A


LA Dll'ISIONE DI RISER 'VA ~78 S . Stefano, coml)inato con qualsivoglia operazione contro i l balaardQ dei Capp~cciui per le porte Calam.o e F,arina, qu,at;1do il nemico volesse difendersi davvero. · ·· Ma le ore pa1--savano , e Cl\Ftntunque al.t re bandiere bianche fossero state alzate sui baluardi d'Ancona, nessun padan}entario si presentava, Ciò vedendo, circa·le ore 8 della sera fu ripreso il fuoco contro la porta Pia. Verso quella ster3sa ora ii genera1e Della-Rocca riuniva nel casino d'Alta villa i generali De-Sonnaz e di Savoirnux, ed i cqmandanti _dell'artiglieria e del genio del 5° corpo, e loro esponeva e.ssere il nemico scoraggiato e dispo~tò, a e.edere,. ma non essersi per anco arreso , e titubçl.re, per quanto seml)ra_ya, ad accettare le cqndizioni che il ·n,ostrQ comando in capo gli dettava. Che in taile sta~o di cose era 9pportun9 si tentasse un atto ardito e risolutivo per -non lasciargli t empo da riaversi e costringerlo alla resa: e che perciò nel mattino seguept e, mentre il 4° corpo e la real n,1arina avrebbero assa,ltato Ancona da porta 'Pia e dal molo, era ordinato 4,l 5° corpo d'impossessarsi del monte Gardetto e del baluardo dei Cappuccini, sforzando h porta Farina, cl;i.e a questo soggiace, lerciò egli dispone-va; 1° Che alle ore 4 antimeriàian~ del 29 la divisione di riserva si trovasse formata in colonna d'attacco contro · il Gardetto nei campi sotto Monte Pulito, tra la strada di Pietra della. Cro·ce ad Ancona e la costiera; e di là si lémciasse all'assalto di quel forte, conducendo s~co quattro cannoni da 16 de}la 5a batteria, o quattro obusieri della 7a, 2° Qhe una forte colonna di truppe della 1a divi~ siqne, accompagnata da due· cannoni da 16 e comandata dal colonnello Ferrero del 4° granatieri si lanciasse dal piede del _Monte Pulito contro la Porta Farina, passando tra i forti Gardetto e S. Stefano; sforzasse quella porta, entrasse nella città ecl- assaltasse da rovescio il forte dei Cappuccini. 3° Che il rim,anente della 1a clivisione sotto li ordini

NliLLA CAMPAGNA n'ANCON.~

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dÙet'ti del generale De-Sonnaz rimtinesse in riserva dietro Monte Pulito , sia per sussidiare quei due attacchi , sia per respingere Ie pos:;;ib1li riprese offensive· dell'inimico, guardando 111 particolar modo verso S. Stefano ed il cainpo t rincerato. 4° Che l'artiglieri:1, classe immediatamente principio al fuoco contro il Gardetto., S . Stefano e i Cappuccini, e preparasse ed assecondasse poi nella mattina. seguente l'attacco divisato . - Ma le batterie del Pelago; del A11ito non erano ancot·a in punto: sicchè si dovette r:imandarc prima alle ·9, poi alla mezzanotte, e tinalmente al mattino dipoi il cominciare dei :uoco. ·o gnuna de1le dLw colonne d'attacco doveva aver seco una compagnia di zappatori mtmiti degli arnesi occorrenti per aprir la strada attraverso alle difese nemiche, e do-veva. essere accompagnata: da guide pratiche dei luoghi. La divisione ' di riserva aveva a sua dispòsizione un sotto uffiziale degli zappatori che a,,eva lavorato alle fortiJìc;;i.zioni del Monte Gardetto, ptirna d'entraTe nelle nostre t ruppe. Partito il generale Della-Rocca , i generali De-Sonnaz e -Di.-Sa,,oiroux ·fissavano ·d'accordo i ·p,n-ticolari della progettata operazione sopra una bella -pi.anta d'Ancona e dintorni in grande scala, sommi nistrata dal comando del 5° corpo. Mostrava quella che il fo;tc GaTdett"o, situato sulla so_mmità. di un alto rilievo delh costiern, 300 metri sopra il mai-e e 4-_500 ,inetri dinanzi al baluardo dei Cappuccini, èonsiste di iù1 bnon fronte bastionato addossato per isbieco al mire,· e preceduto da u1,1 rivellino e da uno spalto ·con ·c ammino copei"to. A nòi si .p1'esentava obbliquamente, col sagìiente sinis~ro innanzi ap11oggiato alfa costa cadente a picco , con chiva:nti uno .spianato tutto nudo cui si accedeva per a~·evole salita-. Dinanzi al mezzo fronte di destra lo spa}tò s1 vedeva r'i stretto da tm borro a sponde ripide e copertè. Il rivellino era unito al fosso


LA DIVISIONE DI RISERV.i.

da palafitte che benissimo si scorgevano da Monte Pùliio. La gola era battuta dal baluardo dei . Cappuccini e dal sottostante bastione S'. Pietro: li -approcci lo erano dalla lunetta_S. Stefano, dal campo trincerato e dalla attigua batteria degli Zoccolanti. ) Fu stabilito che la divisione di riserva dovesse formare la sua colonna d' attacco in tre scaglioni _:del seguen~e modo: 1° I battaglioni 23° e 25° bersaglierj in battaglia di battaglioni in massa, e la compagnia zappatoti; 2° Il 40° reggimento in battaglia di battaglioni in massa, con 4 obusieri della '7a batteria coi soli avantra.ini; -3° Il 39° reggimento ordinato nello stes,so modo. · , Formatasi al coperto preMo S.a Margherita, la colonna doveva avanzarsi rapidamente, preceduta a, breve distanza da una catena di tiratori, finchè la testa giungesse a gittata ordinaria di moschetto dal forte. Allora it battaglione cli dc.str;i 1fol primo sr,aglforie ciòvffva ·1ancia.rs.i sul rivellino, impadronirsene, e procurare di sg~1ernire coi suoi fuochi il parapetto dell'opera principale, e specialmente i fianchi dei bastioni e· la cortina; mentre ii battaglione d i, sinistra si porterebbe con rapido giro ad assalire la gola del forte . La compagnia zappatori porrebbe mano àcl abbatter~ i palancati ed aprire il passo attraverso al fosso ed agli altri ostacoli che ci si opponessero. Le truppe del secondo i:;caglione si avanzerebbero 'pure pi1estamente, e sarebbero adoperate, secondo i casi, all'~ssaJto da fronte o a quello da tergo. Per effettuare il primo conveniva scendere nel fosso, sforzare la postierla che conduce s1,1l terrapieno dell'opera, scalare i parapetti negli angoli morti. I Frattanto li obusieri dovrebbero mirare a rompere le palizzate, a sguerruire i parapetti, a battere c;n tiri ad arcata il terrapieno . Il capitano che li comandava_doveva sçegliere a tale effetto una posizione adattata, che parev,a potesse trovarsi presso la costiera, . cioè alla.nostra dritta

Nq.LA CAMPAGNA n'ANGON A

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e a 3-400 1:netri dal forte. Fiualm@te il 39° reggimento doveva rimanere in riserbo al piede del monte Gardetto. In tale concetto furono diramati li ordmi- alle -trnppe della di visione. Ma persòne del luogo, e particolarmente il signor Montevecchi ed un muratore da ltti condotto, che di recente aveva lavorato al Garcletto, interrogati .intorno alle condizioni cli quel forte, ce lo -presentarono assai più form idabiJe che non ce lo :figuravamtL Disser_o che era la. più parte tagliato nel macigno vivo, con fossi profondissiini, e scarpe e contro scarpe a picco, ·e grossi parapetti, .e forti rivestimenti di muratura; che il rivellino era perfettarnente soggetto ai -para pètti del ·fronte; che il forte era stato r ecentemente collegato col _baluardo dei Cappuccini per mezzo di un murp; che la gola era alta, dirupata e difesa da palancati e da tma case·rma; che il forte era certamente minato . Non CÌ-edevano 'si· potesse prenderlo. a yi va forza: eppure ci avevar10 ;veduti r,onqnistf1 rP. a passo di carica due dì pr:ma due belle posizioni fortificato-;- e il Mo~tevecchi ·n:.on era uomo da meschine paure. Dovemmo poi persL1aderci che non ci avevano in'gannati . · Pur tuttavia noi ficlavamo nello scotaggiamento del nemico, nello slancio delle nostre truppe, e n.ell'ef(etto che doveva produrre il fooco delle grosse batterie. Ma verso Ja meìzanotte nuovi ordini giungevano dal comando del 5° ~orpo; ed erano che una sola colonna dovesse muovere dalle nostre posizioni sull'albeggiare della diman_e , composta dei battaglioni 14° e 16° bersaglieri, del 4° reggimeuto granatie;ri . e d'una compagnia zappatori (la sa del 2°) con due' pezzi della 5~ batteria, sotto il comando superiore del· colonnello Ferroro , cui era confermato l'ordine di portarsi difilato a Porta.-Farir:ra ·pel Vallone degli Qrti tra il Gardetto e S. Stefano, impadronirsi di qnella por,ta, · ed entrare nella città. Le


2132

LA DIV!SlON~ D( RISERVA

altre truppe della l • divisione, cioè la brigata granatieri di Sardegna, la 1.. compagnia deL 2° zappatori, e le. due sezioni rimanenti della 5a batteria dell'S, dovevano collo~arsi a Monte-Pulito sotto li ordini immediati del gene. rale De-Sonnaz, pronte a sostenere la colonna Ferrero. La divisione di riserva doveYa raccogliersi sul MontePelacro e rimanervi in riserl:o. Si q,veva dunque la certezz: cl:ie il nemico non avrebbe osato resistere, poichè si lanciava una colonna d'attacco in quella conca di fuoco tra il Gardetto, il S . Stefano, il cµmpo trincerato e i baluardi della cinta da Porta-Cabmo ai Cappuccini, e prima ancora che- le nostre batterie d'assedio· avessero co1;ninciato a tirare. Se i Papalini , m~ssi per tal modo alle strette, avessero voluto farci almeno pagm· caro il successo definitivo, le truppe del col01mello Ferrero si sarebbero 'trova.t e a ma1 partito , pri.m a che · il generàle De-Sonnaz avesse pres(l_ a forza o alm~no mascheràto efficacemente il Gardetto e la lunetta S. Stefano, e fa nostra artiglieria da assedio fosse riuscita a s?verchiare il cannone dei Cappuccini, del Bastione S . Pietro, della batteria Zoccolanti e del ca1µpo trincerato. Ma egli è bensì ver0 che dovevasi avere piena fiducia nel valore e nell'abilità del colonnello Ferrero, . ufficiale di gran merito e .adattatissimo alle lJiù difficili imprese. Egi~ non era 'uomo da condurre ad occhi chiusi i so1da.ti ad un inutile massacro. Ma senza dubbio, lo ripeto, il generale in capo ,doveva aver già per sicuri ri~contri la _certezz<,t che una puntata a fondo fosse oramai necessaria e dov:esse bastare a far. risolvere il nemico alla resa. 29 settembre. - Alle 5 antimeridiane la div ision.e di riserva si . ordinava in massa di colonne sul rovescio del Monte-Pelago nel seguente modo: a destra la brigata ~o logna in due colonne serrate cli compagn~a _( per r e~~1mento); a sinistra il 23° ed il 25° bersagb~n formati 1ì1 . egual modo '(per battaglione), in secondaJmea una com-

283 pagnia di zappatori e la 7a batteria dell'8°. Le teste delle quattro colonne toccavano il lembo dello spalto della lunetta. . Il colonnello Ferrero aveva mosso dalle falde del Pelago prima delle ore 4. Già si ndiva lo scoppiare ~elle fucilate in fondo al Vallone degli Orti verso le porte Calamo e Farina, che dal Pelago non si vedevano : ma i forti del Gardetto e di S. Stefano, il campo trincerato e i baluardi della cinta fa.cevano , e la bandiera bianca continuava a sventolare sul cavaliere dei Cappuccini , sulla fortezza e in altri punti. Poco dopo ànche laggiù alle porte d'Ancona il fuoco cessa·va. Che"voleva dir ciò'? La brigata granatieri di Sardegna stava· là ammassata sul Monte-Pulito, tranquilla, colle armi al piede. Erano dunque già i nostri nella città? Oppure ·a vevano preso posizione nei sobborghi sotto le mura? Ma il fuoco taceva: dunque si parlamentava. NELLA CA)ll'AG-~A 1/,\t-CONA

·Questo credevamo, quando alle 6 giunsè l 'ordine · alle nostre batterie di dar principio al fuoco. E il fuoco cominciò di fatti dal Pelago e dal Pulito, lento ma bene misurato; e di nuovo si udì lo scoppio delle moschetta te alle porte d'Ancona. Ma il nemico non rispondeva. MonteGardetto , il campo trincerato, la fortezza parevano deserti. Soltanto sul terrapieno del baluardo dei Cappuc cini e sulla salita che da quello conduce al sovrapposto cavaliere scorgevansi numerosi ·soldati, che al primo saluto dei nostri cannoni da 40 si misero a scorrazzare ·qua e là, e poi sparirono. Ammirable ·era la precisione del tiro di •quei pezzi: ma dopo pochi spari, uno dei tre delht batteria di 'Monte-Pelago scoppiò, senza però far male alcuno, LÒ stesso era avvenuto del pezzo della s pecie medesima posto in batteria alle Casette del Castellano. · Ma breve fu la durata di quel fuoco. Le batterie di Monte-Pulito furono le prime a ·cessare; e di là venne

0 •

ANNO

VI. Vol.

m. -

20.


l'ordine a quelle di Monte:-Pelago di fare altrettanto. Le som mità di quei due poggi si cuopriroho d' ufficiali e soldati che fissavano lo sgua,r do ansioso sulla città. Finalmente verso le 9 anfrneridiaue si-uch dietro la lunetta di S . Stefano lo squillo singolarmente mesto di una tromba che suonava l'appello parlamentare; e pocò dopo si videro scendere per la strada detta del Canale che mena aìle Gràzie, verso la diritta delle posizioni tenute dal 4° cor po , due ufficiali nemici a piedi preceduti da un t r ombettiere munito di bianca banderuola. ,Chi pi.lò ridire quale effetto producesse quella vist a sugli animi nostri? Ancona era caduta. Quello squillo di tro'rnba doveva str appar le lagrime a, molti che por tavano al fianco una spada come n oi , là ' dentro quelle mura :. forse lo stesso Lamoricièr e lo u di va. E noi frattanto manda-vamo dal cuore un saluto alla nost rn bella patria che avevamo fatta

Nf:J,LA CAMPAG~.-\ o' ANCONA 285 nella ser afo, e 1rnlla 7:lott:e avviandosi per la Porta-Pia alJa Torretta sulla strada ò Sinigaglia , ov~ dovevano posare le armi . Il 4° cor po teneva q uella posizione. Si veclevano per le strade d'Ancona ·illuminate, e gHt piene d'ufficiali e . soldati nostri, in mezzo, al p9polo 'fèstante , quei battaglioni tedeschi ed illirici sfilar e silenziosi col le armi judosso; ccl ufficiali cli varie na,,ioni trattenersi a crocchio n ei pafiè e sulle p:azze. Nè sempre ci .fu dato frenare i fischi e le imprecctz.ioni che rompevano dalle labbra dei ·popolani a qu!:;l l& vista. - Nel giorno ·seguente vi fu grande scialo in Anconà a beneficio nostro ; mensa pagata dappertutto e per tutti, come a Foligno . Non dovevano appr ofittarne i, nostri soldati ? Ne approfittar ono; eli Anconit ani se ne chiamarono c ont enti. Ma le nostre autorità militari credettero •dover porre· freno a quell'eccesso di generosità cittadina, e fecero ben(ssimo. Misu re d'ordine .militare furono prese p er

più g ran de. Dio ci con ceda altri giorni simili a q ueJlo .

rnantone:rA la r1n iAtA nAl la r.it.th ; che però non valse.rò a d .

284

LA DIVlSluNll l)l RJS ER VA

Verso le 2 pomeridiane le truppe della, divisione di riserva ebb ero òrdine di t ornar e ai loro accampamenti•. I capitoli della -resa di An cona erano stati firmati; e per conseguenza le truppe nostre dovevan o occupa,r e le for.t i-ficazioni della piazza. Il. bi>igadiere Pinelli fu chiamato ad assumere il comando di quella. Alla divisione di r iserva fu comàndato di spedire una compagnia della brigata Bologna a guernir e la lunetta S. Stefano ed il forte Gardetto; il che fo fotto sull'imbrunire. Il capitano, Perr one, del 40° reggimento, con 60 uomini portò al primo d i q uei due forti che trovò tuttora tenuto da trnppa nemica , o meglio da un branco di ubbriaclù dtù quali t utto da ·temere, e contro dei quali dovette stm·e in atto di minaccia contirnrn snl parapetto , finchè dal comando della piazza fo provvisto per lo sgombro di quella gente. Il Garde.tto invece fu trovato deser to. Ancona era jn festa. Le truppe nemiche ne uscirono

si

era

impedire lo ecéessivo affollamento nelle strade principali che sono anguste e tortuose. In quello stesso g iorno la ll a batter ia dell'8° venne da Montc-Acut.:i a r iunir si alla 7a 'pr esso .t;\ltavilla. Intanto nei q uartieri generali si stendevano le proposizioni delle ricompense pe: fatti di g~lerra cle1la ' cam . p~gna. Larga, promessa aveva fatto solennemente iJ generale in capo nel suo memora,bile ordine del giorno 29 settembre. Già nella, campagna del 1859 le r ico,mpense cn~no state lar.garnente distribuite: ed ora sapevasi che pei fatti compinti dal t1° corpo prima, dell'assèdio d'An cona larghissime proposizioni er ano state presenta.te ed ~ccolte. Ta1i antecedenti dcvevano servir di nor ma al 5° corpo . Quindi le proposizioni fatte da questo non poterono esser tacGiate di soverchia parsimonia, E furono a ccettate : e le rico_mpe.11so piovvero. Parve a taluno che in quell'occasione si fa.cesso spreco


286 LA mn_SJCNE DI RJSER1' A cli croci e medaglie, tanto da scemarne corrsiderevolineute 11 valore : ma tra coloro che bene intendono .fa parte morale della milizia, molti non ìurono cli quell'avviso . Nelle condizioni d'allora; con un esercito giovane, composto in: parte di truppe nuove, con tanti volontari, con tanti elementi diversi ancora troppo spiccanti per propria personalità , e dopo urni_campagna così brillante, 11 largheggiare nelle ricompense, come allora fu. fatto, era b uona arte politica e militare. Doveva contribuire a meglio af-• fratellare sotto la croce sabauda Piemontesi, Lombardi,. .Emiliani, Toscani; doveva dar risalto a que1la prima impresa del nuovo esercito, confermare in quelle truppe quella préz1os'a fidncia ne'l pmprio valore che j>er la prima volta si era vedt1ta fanto tnanifestà, rialzare l'amor pr<:lpt~io militare in tuttà> l'Italià ; e ciò a~punto si ottenrnil. Non ne consegue- che in ogni irn:p'resa di guerra si debba fare lo stesso; ma finorn n òn siamo giunti a tal punto nelle mo-' 1·al1 condizioni dP.110, no8trP. rr•i lizie (hi. dovér dare p-r .emio soltanto a chi fa pùì, del proprio dove1·e; anzi ne siarno t uttora assai lontani. Molto più giustamente furono poi mosse lagnanze a proposito del ritardo lunghissimo che tu posto alla pubblicazione delle l'icompen:se concesse e alla distribuzione dei segni d'onore. In te mpo di guerra 'chi assicura la vita al soldato per du,e o tre mesi? Se oggi lo credete nieritevole di un segno che lo distingna tra i valorosi , dateglielo piuttosto oggi stesso che domani: Lo avrete meglio disposto a no-velle prove. Nella ··s era del 30 il comando in capo ordinò che i batt aglioni 23" e 25° bersaglieri, cessando d'appart en ere alla divisione di riserva, si portas..~ero nella mattina seguente alla spiaggia della Torretta per accompagnare n ell' Alta Itali.a colonne di Papalini prigionieri, e andar poi a far parte del 3° corpo d'armata nell'Emilia. -An che la 13" eh~ -visione (Cadorna) era avviata a qnella volta. f

28'i' 1ì tiìnauente della divisione di riserva doveva venire ad a ccamparsi· più vicino ad Ancona nella Piana di.S. Margat ita al piede del Mont e-Gardetto, tra la strada .di Porta Farina e la costiera . TuttQ ci,'.l fu eseguito uel1a mattinata tlel 1° ottobre. La brigata Bo:ogna stette alla,dritta in due linee (per reggimeµ.to ), l'a rtiglieria divisionale alla sinistra. La cmnpagnia zappa'tori, definitivamente staccata dalla divisione, era già stata chiamata ad acquartierarsi . in Ancona insieme alle altre compagnie di quel çorpo . Il quart iere generale della di visione fu t raslocato dalla Villa Trinchetti alla ·villa Laghidara o Albertiui, presso i campi delle truppe. Nel giorno d ipoi la cavalleria s'avvicinò anch'essa ad Ancon a., portandosi dai piam d'Aspio a quelli di Baracola: Il 3 ottobre S. M. giuDgeva ad Ancona circa le ore due pomeridiane e passava a ras3egna le truppe del 5° cmpo schierate in parata, parte dentro la città dallo sbarcatoio -del p orto fino a Porta-Pia, .e parte sullo stradone fuori di ...iuella Porta. -'Tra queste ultime er ano la brigata Bolon-na "'.l. " o ' ì l reggimento Piemonte-Reale cavallexia, i due squadroni del r eggimento Nizza e- l ' ,irtiglieria della divisjone di riserva, aumentata allora allora d'una batteria da montagna g iunta al campo in _quella stessa mattina. Le truppe dei 4 ° corpo stavano ammassate sulle alture del Posatore e della, Scrim~. · Nella m attina del 4 il re visitò le posizioni conquistate il 25 e 2~ settembre dalla divisione di r iserva. · Giungevano intanto dal 11apolitano notizie importantissime. Garibaldì era in Napoli; il re Francesco aveva raccolto ciò che gli rimaneva del suo esercito sLù.la sponda destra del Volturno; si combatteva nei pressi di Capua: la vera ca.usa italiana er a colt~ minacciata da. un lato dalle anni borboniche e dall'altro dai disordinati agitamenti ç egli avventati. Opportuno e necessari.o sÌ)ingere laggiù le nostre armi . . Aspett avasi quindi da un'ora all'altra l'ordine di marciare verso Napoli. NELL A 'CAl!PAGNA D' AKCÒN~

J


288 LA DIVISIONE T>I Rl~ERVA NELLA CA}ll/AGNA n'AN'CONA Il 6 di ottobre anche la brigata Bologna fu staccafa dalla divisidne di riserva. Il 39° reggimento destinato per allora a presidiare Anconà entrò ,ad acquartierarsi J~ella, città.11 40° s'avviò alla volta di ,Rieti, ove doveva prendere stanza guardando verso Roma . .Fina,l mente il dì 7 un ordine di S. M., che aveva già pr-eso in persona il cotnando in capo èl.ell'esercit'o pe:r la spedizione di Napoli, scioglieva la di visione di riserva. II genera18 Di-Savoiroux promosso luogotenente-generale per ricompensà di g uerra, fu nominato comandante superiore de1la cavalleria dell'esercito spedizionale ,' e tenne s~co tntto il suo stato maggiore. La 1a brigata cavalleria di linea (N,izza e Piemonte-Reale) rimase per allora addetta al 5' corpo. La 5a compagnia del 2° zappatori e la brigata Osboni d'artiglieria stettero a disposiz-iooe del comando del corpo medes.itno : la batteria da niontagna fu spedita verso Rieti. _ Tale fu per la divisione di riserva la spedizione d'Ancona; bella impresa di g uerra , benissimo immaginata , saviamente prepar ata, ottimamente condotta ; rapida, brillante, gloriosissima pei generali che la diressero, feconda di utili ammaestramenti e non povera di gloria per le truppe che la eseguirono; una delle più ,;tringenti e risolutive che la storia rammenti ; la prima , combattuta con felice. successo per l'unità d'Italia da sole armi italiaJJ.e.

DELLE

All'flGLIERI·E DA FUOCO ITAiilANE DEL SECOLO XIV E Sl!ECl.lLMSNl'E

DI UNA SPlrJGAROA E DI DUf BOl\1BARDE. ESISTENTI NEL REGIO MUSEO D'ARTIGLIERIA

Ma })iuttosto •che parlare io stesso di queste vecchie ar- . tigherie, voglio riportare qui un brano del capitolo xx: cl~ll'oper a del Gentilini, che sembra sc1:ìtto 'a ppunto p er farne chiarissima descrizione (2) . • Ne formarono del." l'altre, \ma bombarda, con alcune l ame di ferro alquanto » lunghe , com.e a.ponto sogliono fare i bottari che fo1·P mano la bott;e del vino ·; ma le sopradette lame dove_vano essere alq-qanto più grosse dal capo dove va fatta ,, · ra 'lumier a, le quali andavano ristrette insieme a forza » di alquanti cerchi di ferro , secondochè appare dalla

1 dicem,bre 186 I.

C." ...

)>

{I) Ved i Rivista mil-ita?'c i/ulia.1in, Anno v1, voi. rr, pag. 209. . (~) Vedasi pii1 innnnzi la cedola rli contraLLo cli u na bomlJorcln d, ferro pc\ comune cli rer ugiu .

•


290

ARTIGLTER!ll DA FUOCO

• figura (1) . Et poi a forza di fuoco, et martello, le sa!., •· davano talmente l'una con l'altra, che la 'fiamma di ~ alcun lato non pote-va ·essalar, dove poi con alcuni ma• scoli, a,ncora essi incerchiati di ferro con uno anello, » acciò si potesse leva.r il detto mascolo, da poterlo por» tare da un loco all'altro, massime quando era, carico » _di polvere ' per metterlo Sll il suo zocco; il quale gli » serv'ta a guisa di letti , cli que1la tal artiglieria, dove » a forza di cugno, et 1uajo , lo. facevano star serrato a » canto di quella maochina, come si può vedere per 1a » disegnata figura, la quale sparando essa (dirò antichfr.. » sima artiglieria) gli po~ern nome bornrJarda 1 per il ,, rimbombo che udivano , rnara:vigliandosi di qmil tre" more, ecc . » Cos'I' :precisamente sono fabbricate le due bombarde, delle quali si conservano le parti anteriori, cioè fo tr01nbe, nel R. Museo , od istessamente qnelle ' che riport~ il Marion nella sua raccolta di bocche da ( 1) Nc11a tavola Il l\o dfacgnata fa /?'omba della m~ggiorc delle ÙU'cr vecch ie bombarde che esi-s-tono nel h. Museo d'artiglieria di Torino, ag• gi ungendovi il r elativo rista uro, ìl cam1011e cioè cd· il ceppo, o zocco corcgialo di fe1To e fornito del- cugno o biella . Ec~o qi;i i nota te le parli; - a Tromba nello stato attuale - b Tàglio, o vivo, della hocca e Troinba ristaurata - d CànnOùe - e Mirini, aUa bo-€ca cd alla cu-lalta f Anelli di manopcra ~ g Bietta o eugno per stringere il can1\one alla tromba - li Zooco o ceppo - ~ Corcggie di (,w,·o c he assictirano la t ro mba. al ceppo - I , Anello del la coda ùel ceppo. L'al tra tromba islcssamcnte lavorata non differisce da ,1uesta se n on nelle dimc!!sioni un po' m fnol'i-, nel numero degli anelli che sono due soltanlo, sit uati supcr iormè1Ùe, e nel m1l'ino di forma eguale a lla disegnata ma con un intaglio rcLt.ailgolàre tcl'minato con un-lonllo. È-ristreUa con cinque cerchi, dei quali l'u l timo alla culatta, minore degli altri, e q,uclli so.p rapposli hanno 1111 ornamcn_to a zig - zag fatto col punzo~e a caldo. La lunghezza lot.ale della canna è di mili. 68'3, qu~lla dell'anima cli mill.-6112, il di ainctro a ll a bocca rnill. 169 nell'anima-, e 215 ncH'cst.crno; qu-cl loalJa cu·l atta cli fuo;,; è m i!L 195 , di dcnt.ro 142, c,l all'imboccatura del mascolo o cannone mi.Il. 122. La lunghezza del l'anima in calibri del proiclto 1; ,112. l i peso della prima \romba è di _chilogr. l li?; d ella seconda chilogr. 91, .

ITALIANE'

..

291

fuoco (1), . ed una integra' e benissimo mantenuta che sta tùttora nel mezzo della piazza di Rignano, pre~so Roma, del cai cannone si servono quèi terrazzini per gli spari di gioia. - ,E ' se più innanzi il Gentilini ci conta cl:e « poi continuarono a investigarle - di ferro colato, m » diverse forme, in mod0 tale venne in luce la forma » sua, ecc. »; quell'i nvestigarle non significa che più tardi fossero le lame rivestite di fe1'ro colato , smettendo l'uso cli restringerle « insieme a forza di alquanti cerchi di » ferro » come pare alJbia il:teso il chiarissimo Cibrario, il quale scriveva che « alcuni autori, fra i quali il Gen» tilini, pensano che .... . ve&uta la difficoltà di commette-rle » così bene insieme (le lame coi cerchi), che 1'esist.essero alla esplosione senza scompo1'si, si sia aggiunto più tardi l' esterno 1'iveslimento di ferro fuso o di bronzo (2) » • Perciocchè quel continuarono ad investigarle non voglia dire altro che seguitarono a fa·re tentativi, a provare, a cercare modo di costruire le bombarde di ferro colato, e r iusci-

»

~

t ivi finalmente « dipoi con grandissima diligenza, la se» renis13ima repubblica di Venezia comin ciò, per 11;1ezzo di , intelligenti 1i-1.aestri_ e giu:liiiosi ingegni , di mano in » mano a formar 1rnove artiglierie cli metallo, con d~versi » modi, in più forme, ecc. (3) » • Dalla descrizione -delle • bombarde delle prime che fecit. t.av. I e CIV . , Una bombarda, rleHa forma d escrit.la dal ReJ•isio, si conserva nell'arsenale di Diorat, cd è u,n trofeo della memoranda battaglia vin tu dagl i Svizzeri (\!2 -giugno 1476) con tro il d uca di Borgogna (M,1.ssÉ, Aperçtt historique sw· l'ù,troduclion de l'a?'l'iller ie en Suisse, tav . Hl) . .Da\ d isti·n lo capilo.n o d'artigliel'i-a signor ingegnet c Zanolini, mio - ol,~imo amico e collega, apprendo che n ella fonderia · d i Castelmaggiore, presso Bologna , esiste la tromba di una bo01hard<1 egualissi ma a quella ri portata dal Massé cd -all'altra d escrilla dal Redusio ( vedi la n ota 4, p. 212), e spero ch e si ccrche1'11 modo dà l n ostro Min'istcro di po l.èr dar po·s to a questo intcrC$Sanle monumento nel museo s torico delle artiglierie italiane. (2) Crnn.uuo, Jflem. cii., p . 10. (:I) GEN'flLHil' Op. et [oc. cii. ( 1) MA.RIO!(., Op.


292

.Ht!IGLl:ÈRrn DA FUOCO

• ceno li antichi » lasciataci dal Gent ilinj, si rileva che questi stmme:hti da fuoco in prfocipio erano costrutti di ferro massellato e foggiato à doghe o lctme rist:rette con cerçhi sop1°appost-ivi, e giamrnai ·r·icaper'f;e o rivestite di ferro colalo. Ed io avrei scrupolo davvero, istruito dalle storie àella molta perizia dc' fondit0ri. e gittatori di metalli del · , xrn o xrv secolo, di far loro il torto di crederli o incapaci . _ cli fabbricare una bombarda di ferro colato, od ignoranti così da non conoscere qµant o poca resistenza potesse op porre .allo sfor20 della polvere infiammata il cr.m none siffatta.mente rivestitò, e perciò la inutilità del preteso invpl ucro. Nol giud ica.re le opere de' nostri pa.dri, e' mi seml)ra che in genere si proceda ttoppo leggermente., senza osservaTle con molta .attenzione ; ed investigare le, ragioni per le quali in u.o.o piuttosto che in altro modo le condussero. Io, pe1~ dir vero, son d'opiuione (senza pretendere d'imporl<l, altrui) che que' pril1fr fabbri bomba,rdie•ri sapessero un po' ineglio di quel che si creda il fatto loro; e cb.e a.vendo poca fiducia nel ferro gettato, sen za dare alle l)ombarde (ed al canmone in ispecie, che dove,va ricevere la carica della polvere) uno sp.essore tale di pareti da renderle enormemente pesanti, fossero invece persuasi della molta resistenza del ferro· massel1ato con dimensioni assai minori. Ed una prova chiara e convincentissima la trovo nella spingarda descritta e disegnata in questa niemoria, che poteva tran e, c01i- un terzo o più di polvere, un proietto cli ferro del 'peso di kil. 1,0031 la quale tuttocbè lunga 30 . bocche, pt?,re.. pesa (senza il cannone) s_oltzmto 130 kilogrammi. Ma, lasciando_·da parte la ricorca de' motivi di cotesto loro operare od attenendoci ai fatti, dove sono, domando io, queste bomba·1~de a doghe "'ÌVest:ite cli ferro colctto? Le due t1·ombe esistenti in questo museo sono di f'rwro massellato; od istessamente costruite sono quelle che ·esistono

ITALIA.NE 293 nel museo d'artiglier ia in Parigi (1) e nell'arsenale di Morat, e ·quelle disegnate neU'opera del Marion. Dnnque si può con_certezza concludere che · le bombarde a fabbricazione mista, non essendovi nè monumenti, nè me.morie di esse, non hanno mai esistito. Volendo però porr.e il s:uggE:lllo a questo, che taluno potrebbe dire t roppo franco, mio sentenziare, e corrobo• .rar1o, di qualche documento di maggiore autorità della 1 descrizione del Gentilini (che por essere di t empo molto pili a uoi vicino di quello che ho preso ad esamin ç1.r e1 potrebbe essere appuntato cli poca ver~tà), riporterò qui per .intero una Cedola cli contratto, stipulato in Perugia nel 1430, ed estratta dagli A.nnali Decemvimli cli quel comune (2). La quale per essere inedita e piena di preziose notizie , servirà ad illustrare grandemente la quistiono, ed a provare com'io abbia avuto ragione di dire che la storia delì'tu·tiglieria italiana debbasi precipuamente ricercare negli archivi de' nostri mun~cipi, e da questi soltanto e . non dalle opere degJi scrittori nostrani o stranierj, si possa çoscienziosamente dèsumere. » Al nome de Dio amen. Ne l'armo ::vwcccx.x:x: a dì xv d'aprile, _I/: Q1;1est a è vna cedola de vJ1a bonbarda do ferro so vuole e des~ (3) fare per l u comuuo de peroscia ad uso et vtilità d'esso comuno, e <lese paga.re per lu thesaurierj dc N. S . .lu papa deputato o che se deputerit per fa San-

( 1) Fra tutte le bocche da fuoco co nservale in quel ricchissimo. ~lusco, non ve ne ha ' neppùre nn u a doghe o lame 1·iveslitc di (e?'ro fìtso: Dei dicci pezzi an teriori al xn seco lo ch e q uivi esistono, 1:i. più parle sono con cnn ne ·in tere <l i (e,..ro foggiato , come la nostra spingaraa, e q uello che poi·ta il, N° 2802 è una « Ancicnne bom hn rdc forni éc ,le barrés longitùdinnles soudécs cl rcnforcé<is par d cs cercies; le tout cn fcr forgé » . · ('2) Debbo alla gen tilezza dcll'.1rchivisla di q uel co mune signor Lnigi . llelforli i l fac -similc di questo interessan te documento, c gliene rendo pubblica mente molle- grizie. (3) E de-vesi.


294 l\11'.flGLlER!E DA Fù'OC'O ctità sua sopra -l'entrata et vsc:.ita de la camora de la cìWt de peroscia; là q\mlo boubarda se dè fare per mastro pace d'angelo de ta fracta del contado de peroscìa de porta sancto ai;gelo in de li modi qualità condictionf de sotto se scriueronno pal'ticulatamente cio è. « Imptima che la dieta bonbarda dcgga essere de ·qua• lità, facultà, bontà, stabilità, grandezza, beUezza et peso de t-ronba et de cannone c.he fo, o è la bonbarda grossa del com uno de -peroscia ( 1) la quale sta nel_ cassa.1·0 de montone de doy lime, cio è de. quilla fè mastro japoco cfo francescho, q quilla fè el roscio (2), o più vantagiata. ( Item che l.t dieta bonbarda sia vantagiata et salda, la tronba come el cannone e sia de ferro, la quale tronba sia de quilla longhezia e peso e grandezza, bont~L et stabilità fo, o è. la tr0nba de la sopradicta bonbarda grossa del comuno de peroscia la quale è stata o_sta nel cassaro de montone cio è de doy_lime de le sopradecte dechiarate nel primo capitolo, e sia cerchiata la clicta tronba de la sopradicta bonbar<la gros;;a de cerchie salde de ferro (3) non obstante la sopraàicta tronl)a de la sopradicta bonbarda grossa non fosse salda corno el cannone, e sia ceppalo e coregiato el cezJpo (4) d'ess~ bonbarda, e che biilgle (5) (!) D1rnque Perngia aveva 'già una bombarda grossa. Qui clcbbo oggi u ngcrc che in Osimo si conserva una grossa bo-mbarcla col suo ccmnone di ferro colato; donala a quella cillù rla · Nicolò Picci1)ino .nel l'l',3, per la qu.ale in sorse qu~slionc fra gli Osimani cd i Perugini che la richiedevano. Di questo prezioso . rnonumcntc che farà par i.e del !lusco storico d'artiglieria padcrò e produrrò il disegno trattando delle nostre bocche da fuoco del xv secolo ·, (2) Apprendiamo qui il nome di due altri fa.bri bom.bard'Ìeri, ciascuno d ei quali doveva aver fallo almeno una !Jomharda. (3) Pare che nel ,11,31) segui tassero a fare le -trombe a'eHc bombarde come quell e che si conservano nel H. Musco <l'artiglieria. · Ci) Vediamo negli inventari delle arLigl.icric bolognesi del 138'1 e 1397 notati i ceppi ùa bombarde cimi corigiis e/e (erro. {5) Bugliare, cioè gel/are, voce viv;1 tuLtora nel le campagne del Perugino. Nel s ignific~to di gettare o bullare in tcr,·a. è voce pretta aretina (dal gr . liallo, io getto). Sembra corrisponda alla .voce lombarda' burlare

JTALl•NE ·

295

la sopradicta tronba le piel1'e de quilla grandezza et peso bulgliava o bulglia la sopra dieta tronba de la sopra dieta bonbarda grnssa o più. ( Item che el oannone de la dieta; bonbanià sia de ferro buono, e sia bene saldo con vno cerchio in 11iezzo d'essC> saldo de ferro et con vno anello de ferro in mezzo del- dieta, c&rchìo ( 1), e sia el <lieto cannone de misura., peso, grandezzé~, bellezza, longhezza e stabilità e bontà quanto fo, o è el cannone de la so.pra dict~ bonbarda grossà, o più, e de tenuto (sic) de poluere quanto tenne o tiene el cannone de la sopra dieta bontarda grossa., o più. « Item che el dicto mastr:i pace d'angelo sia .tenuto e elegga fare la dieta bonbarda grossa d'uso de buono e liale magestro, e dare e consignare fornita la dieta bonbar~a de tucto ponto ceppata cerchiata conducta a tucte suoie spese in sopramuro ouero nel campo de ]a battaglia cio è a uolontà de' priorj che seranno per li tempi , e lì prouarla tre volte ouero trè cÒlpe (2) con polvere comune e che sionillca rololnrc, adoperala dn Dante per gil/a-r via . « Gridando: J'crch/Licni:c pel'chè bu rl i? ,, (fnf. , 7, 30) . Second~ n ·Picci poi, n el• J'e~cmpio di Dante, lml'lare vale sospingere, facendolo 1lcrivarc dalla voce lombarda slmr/a.re, che significa sospùiger e(Y.TRAMA'l'El\, Vocali. Univ. della lingua. italùmci alle v oci bugliare e uiirtare). ( I; Vedasi la lav. Il. (2.) Questo è il primo documento a mc cognito s in ora del la prova delle ,u'l.iglierie da fuoco per riconoscerne la bont.à e la,, st<Lbilifcì. Si è mantenuto cost.antcmcnle quest'uso in lt.alia di p,:ovarc con tre I.ii-i le nuove bocche da fuoco di llronzo (chè più comunemente si foccvano di questo rnclallo), dando loro " clcvat.fonc solo s ino al terzo punto de lla sq1wdra ,, geometrica (cioè 22°,30), elevDl.iunc trovata sufllcicnte per farc _ottima ,, prova, e sicura, tanto per \'una, quanto p er l'al\.ra parie "' (S.r nu1 , L'l.lrl·iglieri<i, Vcn eLia, 1621, lib. u, cap. XXVIII - GB~T11 1111 , op. cit., ca p. vll}. In quanto :,\la c:i,·ica de'lfa p olvere, c,hc il Gentili11i prcscrivevJ da quatfro asso, asso, cd il ·Sardi da cinque asso , asso, discordnno ~11 . cot~l poco fra loro q ucs li due autori. li primo voleva che ndlc arllyltei·ie mimtle da.! sacro in giù, ~i adoperns.crç, proietti di p'iombo e tan ta polvere quunlo era il peso del ri'spetlivo proietto; nelle 9,·osse si ponesse lu e.a-


296

.207

ARTIGLIERIE DA FCOCO

11 AL:a!iE

lmona, a la quale prnoua s'intenda che I Signorj che seranno per li tempi <leggano elegere tre magistrj a uedere la pruoua de la dieta bonbarda a tucte spese del dieta mastro ]Jace, e la dieta bonbarda, fact,l Ìa <licia proua se dcgga consignare e ponere nel palazzo de I Signorj pri01j a tucte spese del sopra <lieto mastro pace. · , Item che el <lieto mastro confessa e dice avere piena notitia e sci.entia de la boutà., forma, qualità, focultà, stabilità, mesura e peso do la sopra dieta, bonbarda

grossa fo del comune <le pcroscia, la qlln.lc staua, o sfa ne.l cassa.re de montone eio è <le day lime corno dicto è nel primo capitolo che fq~ro facte per lu <lieto mastro, o per lo roscio. • Item che el dieta mastro pace d'angelo dcgga dare vno Jhnclw in piazza onero ydonee et sufficiente promesse (1) a volontà de' Signorj priorj presenti. cl quale Bancho ouero promesse promectano de fare e ohseruare e atcndere tucte e singule cose dc sopra diete a esso mastro pace d'angelo, e in c,,so. che cl dieta ma»tro J?ace d'angelo non observasse, etc. , Item che el dicto mastro pace d'angelo sia tenuto e degga da.re e eousegnare la sopra dieta bonbar<la grossa (om'Ìta de tiicto ponto, e ceJJplt!a de biiono ceppo, e co1·eggiata de bHone coregie de (erro (2), et provata tre voUe (3) cio

r ica del peso della loro palla di fcn o; n elle 11etriere poi e nei cannoni peti-ieri, eo11 camera capace de l terzo o della mclù di polvere ùcl peso del proietto, tu tti tre i lil'i dovevano farsi a ea mcrr, picua, ma« <:on polvere n pitÌ finn et gagliarda » (cioè da sci asso), , con il suo coeconc, anco esso " più lungo dell'usato e di lef;nO più forte, acciò habbino maggio r tor" mento" (cr, p. xv) . 11 secondo slt1!Jil iva che le colu brine si pro vassero pt11·c con tre tiri, <lei q11ali il pri mo con carica ch e uvcsse il JH'SO del p ro• icllo di fe rro, il seco11do l'I e 17'1 cd il terzo l'l e 1/'2 ùi esso peso; i cannoni co111u11i 111oder11i con c:trichc di 273, 5/6. e l'ultima del peso della pali:,; iulì ne che i cu1mo111 ptlt'tcr, ter;;;,a/, J.c1· tu melu (<'ioc con camera di dia mcl ro 1'guale al raggio rlcll'an ima cicli a rispellivn pezz"), si provassero co11 c~ richc eguali a tqB, 518, 618 del peso del loro proict.t.o di 1!Ìclra. Il S" rdi parla anche (ltb. 11, cnp. XX.Hl) delle p1·ove del ( umo <11\cll'acqw, che stimava snpcrfluc, non polcndosi persuadere « che qncll:1 Pezza, che n non ha potuto fo,·c resistenza nlla drbil forza del fumo e dell'acqua, che " non siano cvnporali e penetrali fuori di lei per le sue fess ure, che " l'hablJia potu to fnr~ ad una forzn lt•nlo lremc11da del lo spir·ito iofìa m" malo della polvere"· Ora le proYc dello sparo nelle noslre arliglicric cli bronzo si fonno con cinque colpi, clevando11e la bocca di ci11que grad i , e quelle dell'acqua con la s111ip1·cssa id,.au/ic,i olio prr.ssio11c di q11altro atmosfere. Le c.irichc adoperate sono di egual peso per lu tt i cinque gli sp,1ri e di polvere tl<•ll a miglior qua lità. che eorrispondc1·cl,be, per la miscela, a qnella da sei asso, a,s,,, usata comnncmenle per le bocche d:i fuoco, e della polvere da 911en·a. Pci e:mno11i di bro11;;;0 da mu1·~ la carica ha il prso «ldla melit del pr oietto, per q ncll i dn ea,rqiagna e dn montngnn 318 del rl clfo Jll'So, e g li obici dn l!"> e 12 ccnl. si pro, 0110 a ca mera pie11a. Le artiglic·ric di (erro colato si prova110 sollo un angolo di Ire gradi circa con due colpi, adoperando Jl"' <·an11011i una carica rgnolc a:la metà ciel peso elci proicllo. e due palle con hoccon i fra esse e b carie:,; gli obici con la carica w,r, ,·o/1r1 e mez:::o quel la ri i fazione ; i morl:J i cd i petricri con lanla polvt'rC q11~11ta ne contengono le rispcltivc camere. · 0

(t ) Si parln qu i della cau zi one che deve d:irc l"nrleficc per l'csolla ossc rvaniu dc' copiloti, e pCl' lu som111 .1 di dannro che anlicipatnmcntc riceve in pnga111c nlo. (2) Troveremo nrgli inventari bolognesi Ialina men te dello . .... bombardflS 11011us (ulcitu~ cu,-;yii, lc/erii• ,t ca11011il,ua, ciò cho qui •i dice fornaci dc /uclo 1101;/o, ccc. Flllcilus d1111q11e non suona qui in italiano so~tenulo, sihhone (,mii/o (v l'gg:.,si la noia 3, p. 28G). (3) f.a bomba rua f<'CC calliva l'i11stila alla provn,cciò si llJl (l l'l·ntle ,folla Cronaca del Grni:ini (,lrr/tfoio si. lt., tom. xn, p. 35), nrlla quale al mese di 111~rzo d.-1 I'• 31 si l<"gge In seguente nohzia: « El ,rnro si fece la prova 1] 1\lh• b.Jmbardrt g,·o~~lt folla dc 11110,·o, lu quale foce J1Jaeslro l'ace dc /a Fi·aUn giù i'11 1111dlc skmzic Sl)\lo le volle 11cl campo dcl/(t llntlu.glù,, e nel pro\'a rc se n1ppo » . i'\on sarà inutile dic 1liea qui alcune parole intorno al sopra111uro cd al campn della Batlugliu, di clic si fa nw:nionc nella C:cclolii e nella Cronaca cil:1!:1. L u p iazza piccola di Pcr11gin è il ~opranntT'o ,li che p3rla la C:,•dola, così cliiamat.o p,·,·ohè è 11110 spazio (l11ngo 12, metri, l:irgo 111<:lri 20 circ,1), supportalo in gra n parie dalle anlid1c mura l'lrn ,chc e da cost ruzioni ardile ed,, volte solidissime del 111cdio evo. ì\"on si ha memoria dr] teni po preci,o i11 cui furono qurstc op,•rc :·oslruilc, e solo da 1111:1 lapide si apprendi' cl11: net l 27:i rurntw r csla11r.il". Sollo le volte di ri11rs1,, c11slrnzioni r,laeslro Pace foggiò la s11a b oin b:, rda grossa , che sco pp iò ulla pro1·a d,:llo sparo. Al piede di quelle mura è il ,·ni11110 di b11llaqlie1, pinza .i q11cl kmpo inollo spnioso, chr, siccome ci r<mla il Siepi, lra,se il suo 110 111c dalla " Lito11wd1iet o 911errn e gù,oco dei sassi , che vi csercilarn la gioventù » pu11gi11a sui J'csempio dì :,llre cillù nei secoli del basso impero. Ne ,, 'fanao menzione gli aunuli fiu dal 1275, come. Iuogo giii ,i., grnn temp o


298 ..I.RTJGLIERlll D.\ FUOCO è l'una de po' l'altra in vno dì a tucte spese del dicto mastro pa,ce d'angelo, fra termine d'otto mese proxime che verranno, o prima, in cornenzando questo dì xxiiij de l'instante mese d'aprile. , Subscriptio <lieti magistri pacis sic est, videlicet. < Al nome de Dio Amen, mille iiij cento xxx a di xxiiij d'u.prile. Io mastro pace.d'.angelo sopradic!..o promecto tuctc le sopradicte cose scripte e dechiarate ne la presente Cedoìa obseruare et ad executione mandare en fra el dict_o ter~ine d'otto mese e da indc in la a petitione de I S1gnorJ che scranno a tempi, per le quale cose et pagamento d'esse me chiamo confesso d'auere auto e receuuto da Johannj de Japocho dicto el 1·oscio dc la paccha fancello dc la camora de' consP-ruadorj de comandamento ~e Messer Nicolo de Valle thesaurierj de la camora apostolica de peroscia fio1·i11j cinqiiecento.... . a rasione de soldi Lxxxx per fiorino. E per più chiareccha (sic) non obstante el contraete facto per mnno rl<-1 !';P.r Antonio nota.rio dr,'

Signorj priorj con sufficiente Recolte (1), le quale Recoltc sonno Nicolo de Johannj, Benedetto e lodouico de pietr 0 de Balgli?nj _d e peroscia dc porta sam pietro li quagli sonno vbligatJ corno appare per mano del <lieto Scr Antonio, e per ciò Io ò facta quista soscriptione dc mia propria ma.no • . Esposto con documenti incontrovertibili il modo col quale si fabbricava.no le bombarde primitive, e dimos:trato col disegno (tav. n) che le trombe esistenti nel Musco di Artiglieria. sono identiche alle descrizioni riportate, basterà l'aggrnngere che in queste trombe non vi ba rivestimento di fe,·ro colato (i monumenti son qui a farne ,, a ciò desti_nalo n (S~EPI, Dcsci•i::,ione della cil/ù di Perngia, vol. 1, p . 341 ). Ora quella piazza è d, mollo rislrctk, pcrchè furono innalzali aderent i nlle .':1cntova~c coslr_uzioni molti edifizi, due dc' quali, che so no la Universi/I,__Vc~clua_ ed 11 Palet:::zo del capitano del vopolo ammirabilissimi, costru1t1, 11 pr,mo nel 1453, il secondo nel 1473. (1) Sicurtà , Fùkùmori.

299 fede) per proYare come prendesse abbaglio il ch,m cavaliere Cibrario, dicendo che queste vecchie artiglierie appartenevano « alla . seconda epoca , (cioè a quella in cui le doghe di fer-i·o foggiato erano rivestite di (en·o colcito, , epoca che non ha mai esistito) • e però non cinterio1·i allei fine del xv secolo , . Perciò non sa.rò appuntato di visionario sostenendo che queste due bombarde incomplete appartengono al secolo xrv, quantunque non abbia un documento storico che direttamente parli di esse. P erciocchè se è certo (come dalle citate memorie risulta certissimo) che in quel secolo si adoperavano già le bombarde; e se la cot'truzione di tali bocche da fuoco, secondo le descrizioni che ne abbia.mo, era tale quale dai disegnati monumenti apparisce, non può cadere du.bbio alcuno sulla loro vecchie~za. Sul compimento poi da me ideato alle trombe esistenti, e rnl ceppo e sulle ferramenta ed àccessori di che le ho fornite, non v'ha bisogno di aggiunger parole, dopo avere riportato il documento perugino; nel quale e nelle opere del Marion, del Massé e del principe Bonaparte ptò lo studioso di tali materie chiarirs1. se io abbia o no operato convenientemente in tale bisogna. Pe1;chè a completare per guarito meglio si possa questo scritto, a fornire al lettore prove convincenti che nel x1v secolo eravamo noi molto ir.nanzi nel costruire e nel ministrare le artiglierie da fuoco, ed a corroborare la mia opinione sulla vetustà di quelle descritte e disegnate, credo nulla sia più ac-concio del trascrivere qui parte di due inventari delle a-,·mi da fuoco e da getto e delle loro allenenze, che nel 1381 e 1307 esistevano nel Deposito (1) del Comune di Bologna (2). lT.I LIMiE

0

(1) La voce iltassai·ia non saprei altrimenti tradul'la in ilaliano chr. con quella di Deposito. E rcalmcnlc quc,tn 1ll assaria non era che il luogo di deposito d elle armi, degli attrcu:i e tlclle munizioni da guerra del comune di Bologna. (2) Questi inventari ful'Ono per la prima volta pubhlicnLi dal principe

Ar;;vo \'I. Voi. Ili. -

21.


300

A!tTIGLIERIE . IJA FOOCO

1T!1t.r,1;,;E

« _In

Christi nomine amen. Hoc est reassignatio facta per Beltramend (1) de Prendi partibus Massarioliom (2) Com. Bou. pro sex mensibus inceptis die primo mensis Ianuarii, MCCCLXXXJ . Indictione quarta Arpinello de Folea ' cheti Beltrami, notario per suum successorem in <lieto officio de rebus, bonis, et Massaritiis Massariae (3) <lieti ·communi~ juxta revisionem, examinationem, et calculum rationis et administrationis <lieti Beltrami facturp. per me lùmzium una curo Romeo d2 Garfagnanis assertos revisores a:d praedieta. '

, In primis in cm·tile. Duceutos nonagi:1ta quinque lapides a bombarçlis (4). « Item. In domo Massariae repertum fuit lapi~es marmoreos a bombardis· trecentos trigenta quatuor. « Item. Quatuor lapides pro laborando ad ministerium bombardarum (5t: «

In secunda camera.

Item. Quatuor canones (6) a bombardis inter' quorum Lnigi N'apoleQnc Ronaparle nell 'opera c it ata; e da tale esemplare lrJlscri,vo alfa lettera tutte .quelle notizie che fonno al.mio caso, corredandole di note a chiarire il significalo di slcunc YOci che non mi sembrano divinate giuslarncute, cd a spiegare gli usi di mol t i arnesi da guerra registrati in que' preziosi documenti. · · '-

(l) Errore c erto ~cl copista. DoHc-bbc essere scritto Bellramuin. (2) No~n .Massaroliom, ma.,Ylctssarolum (Vedi il sc,iondo. inventario) . (~1) Qn csta coh·czione di scri ttura pc' diltongh i è in ·contraddizione coi;li errori già nolo ti, per cui cre1lo che cl;i ha copiato i l docu.m ento abbia qui suppli to al l'crrorn dell 'origi nale . e sono ccrt:o sia scritto ,Yla~srorie. (ti ) ProicUi sferici di pietra che s i lanciavano colle grosscbombar~1:. (5) Proi cll.i simili da aclopcrarsi per minist.ra1·c le bombarrle. · (6) Cannoni o mascoli ci1e forrnavur.o Ja parte postrriorc del la bombarda (l'anteriore era della lrorr,.1,n) forniti ili un 'm1r,l/o mobile o <li una manigl_ia fissa verso la m e tà . lo essi ponevasi la pol-vci·e cd il boccone (bottone o slop• paylio ), con sopra il coccotic, _che era un lappo di legno dolce cacci3to dentro co l maglio e quindi ~egato al pari del_vivo della bocca.

301

ll.mum est euprì et .sinc cepo (1) (eoiris), et aliì cum cipis ferratis. « Dllas quintaneàs a bagordando (2). « ·Duos carrittos a bombardis cum · duabus r otis pro quolibet (3). • . « Unain scannum a bombardis cum uno pohce (4). < Unum canonem cupri• a bombardis ponderis libra.rum CCCLXI

(361) (5).

(1) Sine cepo vuol dire senza ceppo, o fusto, o /etio, e non senza conio (coins) o :teppa o bietta.,: come è st.ita interpretata la parÒla. Infatti scgne ~'invt'\~: tario dicendo che gli altri erano cum cipis fiJrrat,è,, cioè con ceppi forn1l1 ìlclle necessarie ferram enta, che si vedrò più innanzi iu che cosa consistessero. Apprendesi poi dh questa memoria che uno dei quat.tro cannoni era di rame (cuprì), per cui g li _altri saranno stati per certo d\ ferro, mdallo adoperato ordinariamente a tale uso in quc' t-cmpi , e per ciò non accennato pàrticolarmeulc. • . . (2) Quìnta.na o Chintana di'cc'Vasi nna mezza figura _d 1 legno. d1 forme ridicole e spaventose, impcrnala sopra nn pal o, che imbraccrnndo uno scudo su cui si doveva ferire con l'asl"a per far colpo e vincere il giuoco, strino'cva n ella mrttì.o destra una m,1zza, èon la quale_quel fantoccio, ri;,,•olg;ndosi con furia, percuoteva nella iena il ma l ·destro giostratore, ~~e non avesse ìmbroccato n~l segn o. Questo giuoco caval leresco per cse1·c1z10 d'armi in gran voga 9el mc1tio evo, par e, secondo il, -Ou-Can_ge, di origine orienta le, cd introdotto tra noi al te mpo delle Crociale, od 111 quello della <lornimizionr, dei lllori nelle Spagne. llagordm·e poi diceasi il f'esle9giarc ar'me/JgiMido e giostrando, donde le r·C'gisl.rate Quìntane sono app_el lat!l _da 'ba. ·go,'.dare. É v'er a per tale cserèizio un'arma offcnsi:'a apposita chiamata 'bagordo O bigol'do, in Ialino haslct, la quale ta'lora· vemva rnvvollu. con pa_~· p:Ìni a mo' 'dcl tirso, che porl;1 vano le i\I,.;n_adi nelle orgie d.1 Bacco _(Vedi Grassi alla-voce Chintana, cd il Vocabolano del Tra matcr alle voci• llu901 •

~eh

'.l

,:Ja.rc e TJago,·do).

.

(3) È du1.1C1ue fuor di dubbio che sino d'allo ra avevamo bombnrde rneavallale sop1·a caiTetti, o affusti a due Tuolc. · . (!•) Strumento per solle\·are la volata d elle bomb~nle a poterle ~ari care e pu n tarc, il quale appcllavasi smyncllo o scalcltcf (la stessa 'che s1. u~a 0$itlì) foJ'tlita di~ un- perno di /'erro quei/e serve pér sostegno " (ca~19lm ctltr. ; 01111ma), nel documento a-ppcllala JlD!icc. Nel Biringnc_cio (Lib. VI Cup. ~) trovo usato la stessa parola àd indicurc un pemo di fcTro .... " et ord,nrwo di lai·o1·m·lc dfrit/c cOJI' un centino nÌovcntc, di legname, il quale da -capo sia m rsso in uno POLICE JH FERRO .... e che tal centino nb/Ji in testri (lù.e, ò tre nnell-i, che enl1·ino clcn/.ro al POLI~E , ecc. . {5) _Questo cmmone o mascolo di rame, del peso di libb re bolognesi 36·1


303

1TALrAN'E

~02

.,UtTIGU)m"IE DÀ

rraoca-

,,; In camera a l;omb011·dìs.

( In prima camern. fertamento1"um. ~ Item. Unam cq,pram (1) ferri ponderis librarmn viginti. .« Quatùordecim pallos (2) ferri ponderis· librarum cccx:. (310). ' « Duas dalaturas de ferro (3). « (Peut-òtre taliatura, cimeterre a décapiter). . · « C~ntum septuagjnta cocoùes (4} lignei a boinb'ardis (tampons) .. ' •

•

• ., •

( ' t

~

Quinquaginta quatuor ba.lotas (1) ferri a bombardìs CCCLXXIIII (374). « Sexdecim balotas ferri o, bombardis ponderis lib. ccc (300) . « Trecentos octuaginta q uinque balotas parvas ferri a bombardis ponderis lib. ·ccxxxv (235) . « Centum triginta tres ba.lotas ferri a;: lJom~ardis pon,cleris lib. LXVI (66) . « :Oucen.tos sexaginta duas balotas ferri a bombardis ponderis lib. nxxxn (92) . « Sexaginta bùl otas ferri a bombardis ponderis lib. XLVI k • (46). . ~<

'

~ar, a cluL (??62 X36·1) 13_0,.682, doveva appartenere a'tf una grossa· bombard~. lnf~~'.i s~ppo~cndol? nepa es.tcrim'Jlarte leggermcn t~ còpicor c,on t:l~ quan_bta. d1 '.n;ta,llo ~I puo avere un cannone lung~ rflill. 1100-, del diametro medio d1 mili.. 450 esterno, <1i m ili. 150 pel vuoto intert10, e coll'anima lunga mili. 900, la quale sarebbe della capaciti1 di m. c. 0,015.89 •. Ora occup?nilo tre quinti cyrca_dcl vuoto con la ca1')ca della polvere, s\1pJJOsta granulata, 9uesta sarcbb} dei peso di chi!. S {rri. e. 0,00952); e sapendosi che era uso di lJllei tempi dare alla carica un quinio del peso -elci proietto cli pietra, la bombarda. av rebbe tratto una palla di chil.. 40, (libbre liologncsi-110;61JZ) e pc,r ciò del d iaruclro di m'iu: 308,65.. Orà. <lancio l'aumento di 1721 al diametro della tromba della bombarda, questo sarebbe22 X308,65) , I · . ' Il egua e a m, . 323,3. ( 2-1- ·(1) Questa capra di fci'ro (avuto riguardo al: suo peso) non dovcv:l essere altro che una leva ad ugnatura con un intaglio so~igliante al piede dclJa. capro; che tutto dì. si usa per sconficcare legnami, cd è app'cllata piè di capra o piè di porco, scconùo che più rassomiglia al piede dcli'una o dell'altro .. Se ne avevano -anche di legno, ferrale soltanto nell'ugna; e J'Ofano ne riporta una di lai genere n'la tavola xiv del s.uo traltato di art iglieri a. (2) Sono certo d i essermi appos_lo Hclla spiegazione data alle parole ww.m ccqJram (e,·6, pcrchè trovo su!Jito dopo la capra r,c gistrati H val-i di (erro ili peso quasi eguale, a quello st.rumento. (.1) Leggendo notati <Jnesli arnesi di seguito aÌ 1iiè tli caphi cd ni pali di ( erro, sono indotto a credere che le due dalalura non siano . alti·ò che tagl-ic a rlue o quattro girelle con casse di ferro, corroUam~nle delle tagliature, e non già che vf/gl iànsi c_o n tal nome indicare le scimitarre da decap-itare, cornc è supposto nella riportata annotazione dcll'opcr~ francese . . ' (!,) I cocconi erano l11raccìc,l-i o tappi di salice o d i ul.tn, legno dolce, di forma leggermente conica che a colpi di maglio si cacciavano sopra il bolloiic nei caniioni o nw.sco!i nel caricai-li, toglicnùonc poi con Ìa sega la f:irte ec-

Eb.

i:Cdcntc la bocca di essi. Di(fi;riscono perciò dai cocconi che' si adoperano oggidì, per i mortai da ccnt. 21 e 22, c per-i petrieri, i quali sono foggiati •l ) segmento sferico e si adattano nel fondo dell'anima di queste bocche da fuoco tra il proietto e l'ori~zio della camera. (1 ) JJa q ncs.ta e dalle seguenti notizje apprendiamo che tut.t.i i proiett i .~clic bo1i1bàrdc minori e rano di F.EÌ\no· GETTATO , e dalla lotplità del peso di dascuna sp ecie s i possono d edurre i varii calibri ùellc artigli erie del comu ne di Bolo-g,, a nel 138t. Per maggiore intelligenza ridu.rrò i pesi e le misu re al s istema metrico, avvertendo cl)e non sarà tenuto esatto coni.o i.li qual~hc frazione minima, e che i di a_m~tri delle bombarde saranno ca!. coJali alla r,,gione dì 22·121 di quelli dei rispettivi proietti. o

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TOT,~LE

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D!,ii\lETRI

dei proietti

-

rlcllc hombarde

-

OSSERVAZIONI

-

millim. millim. 128.57

rn

300

108,600

G.787

122,80

51.

574

155.ji88,

2.5fl0

8S,-

\¾l.19

a chilogrammi 0,56'2.

60

AG

16,652

277

41.tlO

113,85

La densi 13 del ferro colato è suppos ta. 7,000

585

2:55.

S.5.070

220

30.'20

4-1.0G

153

66

23-892

180

36.t,0

38,2,;

202 ·

02

~3.~--1

127

32.G~

M.18

G

2.172

120

:;2..-

53,52

18

La libbra bolo~nese equi1•:, le


304

AR·l 'IGLIERIE !JA FUOCO

• Item. Unum barillen1 novum salnitri pouderis Jib, ducentas sexaginta sèx. « Itern. Decem et octo 0alotas ferri a bombarclis pon~ deris lib. sex. « Item,. Unam botexellam pulver1S a bombardis ponderis lib . centum sexa.gint.a tres. « Item. Unam botex:ellam pulveris a bombardis non bona· ponderis lib·. ixxvn Ò7). « Item. Tres pal1os feÙi / . 11.1Y. ' CLXXXI (lSl) (l) . I pc-ndens · • D no scrocat oria « Item. Novem. scrocatòria ferri a bombardis. « Item. Quatuordecirn tassatoria (2) ferri (lahternes à charger) ponder:is Iib.- tr·iginta novem. « Item. Undecim teleria a boinbardis veteres et inutiles. « Item. Quatuordecim bombardas novas fulcitas èorigìisteleriis et canonibus (3). (1) Sui Lre pal-i · di ferro non è a studiare per saper-e. che sin n o, ma que' duo scrocato,•ia quali arnesi saranno mai"! Chcsia110 di ferro è certo, pcrchè notati insieme toi .pali, e pcrch~ seguono immediatamente altri nove di tali strumenti di ferro. Quale ne sin la fonna non saprei dirlo, ma credo d ebbano essere anch e cot.csli una spcci,; di pc,ii Ò /.e.ve· per estrarre i cunei ·dai ceppi ·delle bombarde. · (2) Ecco altri slrumenli d'ignoto uso. Egli è però ee,tissimo che non erano lcmlemes ù cl,a1"ger, come ha creduto il dotto annof.alore, peréhèqucst.c erano nominate caz zuole, cuzze, cucchia1·c (ved i più innanzi nel 2<> invent. e la nota 5, p. 29,3). Anzi fino da ora, potrei accertare che .,questi ta.ssalori c1·ano qualco~a d"i simile ai plli di ferro, ma di ,divcrso uso, di varie forme, grandezze e materie. . , (3) Abbiamo qui una buona qunnliLà di artiglieri~ all~stite di tutto punto per potc1:lc metlcrc in campagna. Infatti ci riice il documento ch,c sono nuove e forni//! di coreggic' (ossiano fasciature d.i lame di ferro), <li telu·i (cioè degl i affusti), ·e di cunnoni il eh.e. significa di mascoii o camere. Che queste coreggic fossero di ferro non ne q ubito, lcggen(losi poco più innanzi che in alcune bombarde deficùmt duo corigie de ferro (veggas i il docum.ento perugino. del 1430). E queste foscie di ferro servi vano ad assicurare la ,bombard~ al telaio od al ceppo, sul. quale non avrebb~ potuto, senza di esse, star ferma nello sp3rare,, cd aderente al cannone-,il quale, ,ove la tromba non fosse stata fissa ·al crppo, non si sa~ rebbe nemmeno potuto stringere ad esso col la bici/a, che si ct1cciava a

·::,"1 7 -. Item. Quatuor bombardas veteres fulcitas congiis (1) teleriis (soutem1es par des aflu-sts courbés) et canonibus. , Item . Unam bombardam cum uno canòne cupri. « Item. Novem bombarda.s a scar amosando (2-) (pour excaramoucher). l'i'U!ANE

forza di maglio fra il eletto cannone ed· il tallone ù cl c eppo , e che dovcasi qn indi togliere ccrtmncnte co n quella specie di pali o velle registrai.e col nome di stwocalol'ia. Ho tradotto poi fomite la voce la tina {11.l.cilas invece ùi sostenut-c o ( ulcile, pe rch<! la homb,irda può essere ,--os/enuta o folciia dcii telai ma non dalle coi-egqic e dai cmmoni. E ne lroyo ragione più innanzi n-cllo s les,o invenlario O\'C lcggcsi." Item. , Tres lelc·l'ios novos tlòn falcilos a bombctl'llis » c ioè Ire telai nttoui da bombai·cle senza i fornimenli. In folti se sono i telai che sostengono o {olciscona le bombarde. -q ues ti come potre bbero ora dirsi non .joslenuli ò folàti? (.Vecl. U UGANG,E Glossarium etc. alla V. Fulcilm). . (1 ) Non congiis ma cori(Jiis deve CS$Cl'C ·seri li() qui come inn anzi; e la fallata scrittura d el codice o della copia ha prodolla la folsa interpretazione di qu el co119Hs colle parole » soulcnues pai· dcs aflìlsts courbès ,,; il che accennerebbe ad un progresso troppo r,ipido n elle casse delle ar/.i9tic1·ie del xiv secolo. (2) F.<-.co i-I primo d ocumento che ~i abbia nella storiu, d i un'ortiglicria fornita di tal maniera di affusti e di t.raino da poter servire per scaramuccia.1·c, cioè per r.ombattcre ru'òri dcÌlc ordinanze co' fanti e eo' ca• ·valli lcggicri. Q·u cst'artiglicria alta a <Jualunquc armrggiamcnto in camp ngna, era dun lp1e u sita ta, prima che ullrovc, in Italia; e non sarà staia certamen te una invend one tl i 11uc' giorni stessi i,1 cui fu scri tto l' i1ncntario. Dcsignan<lo specialmente l'uso di queste bocche da fuoco, scmbi-a che fosse stato comh iM lo u n apposito sistema ·tanto per le forme e dimensioni Ji queste b ombard e, quanto p cl traino e pel governo di esse. Perciò mi pare che dovesse essere stato trovato anche un qualche nu ovo modo di còmunicare il fuoco alla carica; perciocchè n oR si pres tasse molto vantaggiosamente la soliLa bacchclla cli ferro , con la es t1·cmilà ad unc.ino, arròveotata, per il che fo cca mestieri portarsi appresso un fornellcllo con brace, cd un rnuntuclietlo n sof(ie'tlo (« 111a11tigltellos, buffìtos .,,) per ravvivarla; operazione qu esta incomoda e non molto spedita per i· combattimenti colle truppe di fonti o d i cavalli armati a lla leggicm. Comunque sia però, noi avevamo fin cla qu c' tempi un'artiglieria speciale per sclll'a.muccial'e (l'artiglieria. caccintori, come l'ha proposta nuovamente ai nostri giorni il distintissimo generale Cava lli); e certa men te non si p uò dire che quest'a rtiglieria • ne ' d ifférait guère ....... dcs armcs .à fou portativcs, car c'était tonjours à pCt\ près Ics mémes instrum cnts , soit qu' il fus,ent porlés su r dcs chcvalcls ou stfr des ch a rrelles et puis lirés à main, soit qu' ils fusscnt p lacés à poste fixe sur des c~ev alcts ou


306 « Item.

ARTIGLrnnm D,h FUOCO

Duas boinbardas una cùm 'm anico ferri, alia

sine (l). ( Item. (148). • Item. deris lib. «Item.

Unam botexcllam pulveris ponderis lih. cxLvm

IT AU!NE 307 « Item . Centum quatnordecim cocones pasvos (sic) a bombardis. Camera a balist;is. ,

Buttighinurn parvum cum sulfallo integro. pon.., decem et octo et dimiqio. Unum 'taschitùrn pellis cum pnlveris (sic) p_onJ ·d eris lib. 7,. onc. 7. « Ttem. Unum taschitum plenum sulfani-pistati ponderis lib. 4. ( Item . Tres telerios novos non fukitos a bombarclis. . Ccumera a capistris et a tàglis (2}. · ( Item. Quadraginta cluos eocones ma.gnos ligni a bom~

bardis.

snr ,lc's rouc.s "· . (Le pltssl el l'àvèn-ir do 1.'a..til-10,·ie. Tom. r. p. 66). InfaUi in• ql1cslo inventario truvansi nolali distintamente schioppi eia ca•1JalTr!lto, dà (elaio cd. a ma.nò; la quale dhtinzionc s,ir·èbbc stata inutiie se le bom./,ardè da sçcirmnuccian, fossero sta.lé tl'lla st.e·ssa coss1 che i mentovati schiopJli o le bombarclelle (lìombardas pi.zola,s), o gli schioppi, gli schiop.. ·pelli cd i cimnoni messi a due ed a ì1uattro sur un tdriiòl. (1) -Lq .ùombard'e di non gl'8ndi cfaocnsioni tan to a brC1,[Ja quanto ad miim.a col fondo avevano spesso un man:ù:o o codone, foggiato di un sol pézv.o collà bocsa da fuoco, o riportato, clte servi~·a a regolarne la eJe.'. ·v azidne per frùrrc a s,,gno. Qllcsto manico, messo ÌH mezzo da due rnontunti di fe1To o di :legno fissi nella coda _del ce1ipo-, ..riuniti. insieme con ·una lnivci·sa alla loro estremità cd ·assicurati sul davanti dell'affusto llt<:Sso con chrc sproni pure di ferro, s'innalzava cd abbassava secondo H Lisogno, appoggiandolo ,ad unii caviglia mobile, che v,eniva introdotta ia fori corrispondenti d'ispost.i ud egoa.li distanze su cjascu no dei: montanti. 'l'alora' la coda era nell'affusto stesso o ceppo, in cui, ' era assicurata la bombarda, 'ii qnalc giruva i:rnpcrniato alla tesla del sòtt'a{fost,o che era il- ccw,•ò fol'U ito di 1·uute pcl traino-dc'. lc bocche da fuoco (Vedasi M,1ssÉ, A•perçu Hislwique su,· l'inti·ocluction cle l'cirlillcrie cn Suisse. Tav. 1a e 2a). (2) Trovando q,ui notata la camera del deposito dei coi·dcirni e delle ta.giie_mi sembra avere rettamente spicg,ito quel cluas clu-la,luras dc fen'O·, C1'Cdcndo che..queste fossero d ue tnglic o taglic.lU1'e in laLiuo har.ùavo clct.te data-turas, o così notate f'Cl' errore dcll'ama1mcns-e.

'

• Item. Sex · mantighellos (1) veteres et destructos ad

sotlandum iri bombardis. « Item,. Centum viginti sex balistas novas fulcitas (2) cordibus et magistris. « Item. Duos buffitos novos a bombardis in una cassa (soufllets pou.r alluiner le cbarbon dans lequel on rougissait la baguette en fer qui rnettait le feu aux pièces). ( In Christi nomine amen: Haec est assignatio rerum et munitiouum existentium in Massaria Com. Bon. et assignatae per providum virum Johannem Jacobi Peloni Piscatorem Tornasi quod (3) Nicholai de Boccadecanrbus honorabilem Massarolun Com . Bon. et scripta per 1p.e ìvfarcellum quod Dominici de Pizzanis notarium, et o:ffi.cialem officio dictae Massariae pro Com. Don. specia'liter deputatum sub annis Dom,ini millesimo trecentesimo · (I) Ecco :i rnrmlÙchelti per ,accendere il fuoco ne' fomelleUi p ort.atili per arroventare le bacchette di fono .che foccan o l'of6cio della micciri •e· dc' so(fioni, cui è stato da ultimo sos tituito in quas i tulle le bocche da fuoco l'innescrimcnto fulminrmte. (2) Ho riportato anche' questo ricorùo cl-i ar mi da gcLto, est.raneo al}a mia disnmina sulle a~mi da fuoco , per meglio provare la giustezza della significazione attribuita a quel falcitc1s; dappoichè chiunque conosca che cosa siano le' balestre , dovrà pcrsoadcr·si che queste non possono dirsi 'sostcnittc (lctlle col'de, e pe1111ò, siccome in qucs~o caso cosi in quello d elle bombarde, che dehbasi qu el vocabolo latino tradurre eoll'-ilaiiano fornite. •Citerò pure nn esen1pio tratto dall a !Tonaca perugina .d i Francesco Matarazzo (1492 al 1503), .pnbblicala ndl'Archfoiu sloric6 italiano (Tom. XYI, partcrrJ pag. 6i) . «.,... et la solla tolta messa ad oro, ccl freno ove,· morso » t.utito d'oro e le retine (le- redini) dc la 'b riglia cùm la sella tutte ful" cite, e brustatc a ,gcmnrc e pern i dc infinita · bellezza e bont.adc " · E questo /iilcite non istà qui a signifìcare sostenute, ma gì,emite; pcrc.iocchè le gemme non possano· sostenere , ma soltanto guer11 irc cotali arnesi. (3) Il quod deve avere ncll'originile uù qualche segnò di alJb1·cviatt1ra, pcrchè tani.o qui come più innanzi si possa leggere quvndam, come · ragionevolmente si deve dal contesto della dicitura ·dcd11r1'c .


308

309

ARTIGL!Elt!E DA FUOCO

ITALJ ANE

uonagesimo septimo inditione quinta tempore Dni. Bonifatii divina providentia Pape noni, inchoata die secundo mcnsis Januarii dicti anni. < In stantia curtilis in domo inferiori et terrena. • In primis xu bombardas a secchia (1) cleficiunt d uo corigie de ferro, et sex caviclas de ferro, et quinque bletas de ferro de quibus due sunt magagnatae et fractae. , Item. Unam bombardam saldam. « Item. Duas bombardas cum. zippis (2) saldas. ~ Item. xv11 bomlJardas cum secchis, deficiunt xr bletae de ferro et duas caviclas. « Item. vm bombardas defi.ciunt sex caviclae de ferro, et quinque blette de ferro, et unum cippum magnum de ligno. « Item. Unum cippum a bombarda cum coriaiis de o ferro. (3)

( Item. Unam bombardam pizolam (piccola) cum manico fracto (1). ( .ltem. Septem bomba.rdas cum telcriis. ( Item. Unam bombardam pizolam cum lapide et c.ippo. ( Item. Quatuor sclopos pizolos in uno telerie (2). « Item. xxxrv sclopos cum cippis (3).

( I) Qu este bom/.,al'dc a secchia d Jvono essere così app clbtc per chè nella loro for ma e costruzione simili ad una seccl,in; quel ,·aso a dvglte rii legno cdl <l1inlo di fal'O od anche di legno pieghevole, che serve a portare acq11a. E rcalmcute le più vclusle bombarde erano così foggia le, e da questa loro foggia ebbero, io credo, in priucipio an che il nome di v<tsi. La descrizione p oi del Rcùu.1io , In più anti co che s i conosca, accenna piuttosto u questa che a,l altra formn, pcrchè ,lice che il cannone era lungo due 110/le tcullo quanto lri t.· omha, il che dimostra essere s lala la tromba di col.ali b omba rde lu nga quanto il suo diumclro o p oco oltre; dimensioni ordinarie, nnchc oggidì, del le secchie. Ho riu vcnuto tcslè a lll or,·o (Cnstcllo nel Piceno presso Jesi) una Bomliarda che ha l.1 tromba a mo' di vaso dellu lunghcz1.n interna eguale al diam etro (m ili. 1&7) , cd il cannone lungo più del d oppio (mi li. 379,5). Questa bocca da fuoco è di ferro massellalo e foggialo con surficicnte prqcisionc, e non andrei lungi dal vero se l'attrilluissi p1ulf.osto nl xi v che al xv ~cr.olo. (2) "È a notar·s i In disLinzione che si fa in questo inve ntario intorno nllc c1Lsse rlelle artiglier ie, alcu ne delle qua li erano chiamale ceppi, come queste ult.imc du e e le p rime notate nel 1° inventario, ed altre tclcii. Dal la qunle distinzion e Cl'crlerei s i potesse rng io11cvolmcntc dedurre la di!Tcrenzn dei calibri delle bocche da fuoco, od ulmeno l'uso speciale cui erano ùcstinate. Orpurc la differenza fra telaio e cep po sarò stata questa, che il primo avrà avuto sempre le rnol.c, ed il secondo ne sarà slalo sfornito, cd avri, :n ' ulo mcslicri di un carro, di q ui1lunquc fo1·ma si fosse, p er essere trasportato do,·e richi edeva il b isogno. (:J) Poichè le !lombarde erano lenn te fiss e al crppo con legami che 0

d irevansi coregfJic, e col'cggiw·e era appella la la operazione di fissarvele (vedasi la ced ola per111:;ina, p. 279}; qu esto invcnt,orio, se nou si tn •essero altri documenti, b9slcrcbbe a pronre che le legature n on si facevano sempre di (e,.,.o, ma lal ora anche d i co rda. (1 ) Una bomb11,1"dellct coi mrmico .-ollo, e più innanzi un'altra bombm·c/ella con sua pietra e ceppo. Do qu i oppreadinn,o che qneste bocche da fuoco, dalla loro forma specinlc più c he dalla piccolezza del calibro, prcnd,•vano il nome di bombm·dclle, che erano, io suppon go, rli uu sol o pezzo con m,mico o codo11e senza cannone, e somiglianti ad un t u bo cil indrico terminante in ogiva-tronca che prc11dc11<lo poi la formn rli un cil inrlrcllo fìuiva in un pcimo sferico per im pugnarsi facilm ente. E queste soltanto cr:,110 le bomba,·dcllc hologncsi al tempo dei du e i nventari, e non . co me opin a il eh. Cillrario, anche, u i 1wzzi calibrati a Bologna ucl 1381 con pall e d i ferro da nna libbra " (non ve n'e,·a alcuno di qucslo ca lihro, i:omc apparisce dallo specchio ri portato) " e d i mezza libbra, e le bombarde da scaramu ccia ( rx bom~arde a scnramoza.ndo} , e le due boru?ardc, intelaiate, ri cordate 11cH'invc;11 ta l'io del 1397 ,, (Mern. cit. J). 13) . P crc1occhc tengo per fermo che quelle del ca lib ro di 9, 7, 6 e /1 dodicesim i di libbra bologn ese fos~cro bo mbarde lun ghe dai 25 ai 32 diametri ed oltre , come la sp in garda di cui ho da l.o la rlcscrizionc cd il dis cNno . " ' I e qua I1, senza limnre di anda1·e errali, potrebbero pors i n el genere di qucll~ bo~ch e da fuoco che nrl xv sccoilo furono appclhitc Colubrine. E cosi chiamo quella llombm·da di fm·o ba.ttulo tcslè sco perla da mc a J ~si c_da _q~el_ Mu nicipio offer ta al Governo e mandala giil al Mu~co s Lor1co d arllgher1a a T orino, la 11uale è l unga, sen za il cmmone, miti. 1320 cd ha l'anima conica del diam eLro rl i 111ill. 38 nlln boecu, e mili. 41; al fondo;. per il. che t engo .per fermo ti-a esse palle cli pio111bo fvrt:ate. P ar~ando III seguilo delle artiglierie del xv secolo darò il disegno d i ques to rntcre~sunte monumento delle arm i da fuo co iti,li one. ( 2) E q uesta una di quell e carrette a mano munite d'a rmi tla fuoco e da_ p~nt~ che ~Ila frar_,cese furono del.li 1·ibadocc!ti11i (ribaudequines) e che rn italiano d1ccvans1 organi, dalic varie c~nne, caricantesi p er tu culaLla, disposte su di uno o di p iù pian i, o ri un i te come in un fascio, per trarre in sieme molti colpi. (ved i la nota 3 a p. 218). (3) I_ ceppi di questi schioppi nou dovevano essere altro che quella parte 111 legno su lb quale son o assicurali, e ch e noi diciamo cassct.


:310

AR'1'1Gl11EnJE DA FUOCb

• i tem . Septem .sclopis sine teleriis (1). « Item. Unum sclopurn. parvum a cavalito et sme cavalito (2). « Item. l}num sclopum .ci.:m telerio. « Item. Un um sclopum de ferro cum cippo (3) . « ·Item. vm scJopos de ferro de c;uibus sunt tres a manibus (4). « Item. Unùm teleriu:m cum duobus canonis (5). • Item. Unum telerium cu~n duobus sclopis. e( Item. Unum canonem ad modum bombarde (6) sine telerio. < Item. Duas bombarda.s cum teleriis a ballottis de lapidibus. (7) , (I_) _An~he per gli schioppi pare che vi fossero ceppi e -telai. Non saprei pero 10d1carc le forme loro speciali. (2) Per qunnto fosse piccolo questo schioppo, dovca pure essere molto pesante, se per ndopc,·arlo facea mestieri il cavalletto. (3) 'l'rovandosi qui cd appresso nol.at,i deg li schioJjTI~ di (er1'o, p:irrebbe clic gli altri, dei quali non è indici.la la mitteria, fossero di 1·a11w o di

brnnzo. ( :,) Questi tre schioppi nianesch-i, credo eh.e non si possario confondere co n le 71ìstole. (5) Ecco un altro leiuio con due bocche da fooco distinte col 'n ome di o . I cannoni, e quest, ccl'l~mcntc saranno stati di 1·r1me o di ,rrctcilio, come d icc,·a_si allora, cioè di ottone o tU bro11zo , p resso a poco coine i n ostri

cannoncini da fvrccll!l. (6) Questo cwmonc a

1110' di bombanla', dc1·c essere chiamato così p erchè di un solo p·ezzo, e non in dnc pal'li separale. tromlm e cannone, come erano più ord inariamente le b q:nbardc d'allora. No,i;i crederci andare errato supponendo qu esta bocca da fuoco un _(,annonè .incmnerato, fogg iato come le b ombarde, ma con la tromba ad anima-cilindrica, e nìollo più lun ga d elle ordinal'ie: una di q,g llc artiglier.i c insomma che il Gcn ti lini ci riporta col nome di p elrie:·c. Dopo scritta questa notà , ' in u na m ia escursione n elle Marche h o trovalo nella Rocca di Gradara (castello dei MaJalcsta _e quinrli degli Sforza) uua .vecchia art.iglicl'ia di ferro batlut-0, a doghe e cerchi, <lel la forma da m c assegnata a l mcn lo:vato 'cannone a mo' di bom/Jm·da. Ne darò il d isegno q.n a ndo tratterò dèlle a rtigli erie del xv sc~olo al qn,; lc estimo _debba perten.ere.' · · · (7) .Leggendo q'ul clie q ueste due h omba1·de intclcija-le , e non inccppnte, t rne.vano p rojclli d i' pict.ra , sono indotto a credere· clic cotesta 5ia ·una eccezione della regola gener ale, e che le bomb arde /ntclajalc fossero cli piccolo calibra, e \l'ucsscro ordinariamente ferro o piombo; e· n on pietra. 0

lTALIANE·

« Item.

311

Tres ~alvavinellos <J,d implendliro bombar das (1). In ca.mera fe1>ramentorum.

• Item . Unarn capram de ferro ponderis lib. decemnovem (2). « Item. buodecim tassatorios de ferro a bombard.is de quibus decem sunt ponderis lib. trecentarurn septuaginta quìnque (3) de q.uibtis unm]l fractum. , Item. Decem et septem tassatorfos de ligno (4). ( Item. Unuw. tassatorium de ferro parvum. · « Item. Septeni tassatori o~ de ferro ponderis librarum vigintì . ( .Jtem. Septem tassatorios de ferro cum manico de ligno a, scolpis (5) . (l) ~ Salvavin cll_i, piccole salvavin~ che in bolog nese d icons i buuinclli ed io lingua illustre imbuti ,, (Nota dell'opera del principe Napoleone). Servivano qncsti irnh.uti per versare la po/vere nei ccmnnni, i qu ali erano tenuti fra le gambe dél _bombarcliere, che sta~a seduto nei caricarli. (2) Quella stessa , jo credo , del 1381, che o pc,· e t·rore nel peso, o pc! con sumo nei 16 anni di servizio t rovasi -ora climi imita di una libbra-. (3) Avçndo volu to a mm etter e clÌc q uest.i tassatori fossero le lanterne, ù charger, avremmo qui eiascuuo di tali arnes i del peso di lib . bo!. 37 j ['l (chil. 13,57Q) ! (4) Vedasi la n ota sçguéntc. (5) 'l'ro:vando qni registrati i tass2tori di fcti·o con manico di legno JJC-1' gl'i schioppi, rui studierò d 'ind ovinare che cosa fossero qu esti strumenti . li eh. letterato dollo_r Saivatore ì\Iuzzi bolognese, della cui ami cizi a m sento mollo onorato, mi avverte òc nel dialet to b olognese c hiamas al lrlss, al tassuclw· un certo s trumento di ferro o di iegno tondo o sch iaccialo a mo' di sc_lllpello senza taglio _(detto io itn liano èacciaioja), col qunle i lcgnajuoli a colp i di mazzuolo o di martello c·a ccian d entro a l legno le teste d_ci chiodi p gr poterlo liberamente p iallare, o ce rcano farne u scire un cavicchio; ,i bottai c~cciano avanti i cerchi di ferro o ùi legno della b otte, barile, secchia od altro affinchè s tringano fortemen te ; cd i fabbri-fer rai (che lo chiamano spii.a) fan buc)1i a ca hlo sul ferro, o sp in gono fuori i pern i., Ci ò p remesso, tengo per fermo che i tassator i di (erto non fossero alt,ro che calcatoj per c,,ricare i ctÌnll'oni delle bomba rde e cuccia rvi den tro a forza il_ boccone di /ilaccie cli co1·dt~, e q uesti pei· gli schioppi fossero una b<icchetta di legno con cariocchfa cli ferro per ispingere Ja ca rica n el fondo della canna e caicarvcla. forse m'ingMrncrò , ma credo_ sia questa la meno d ubbia iut.erprctazionc ·d ella parola Tassatori.


312

AkrIGLI&Rll;: DA FUOCO

Quatuor b~etas ,pizola~ de ferro a bombardìs. Itemi. Quatuordecim ferros ad trandum ignem (_l).

« Item. ~

Camera a balistis. _ Item . Unurp. pe11onem de panno ad arma magistrorurn lignaminis (~). « Itein. Unum penonem ad arma guasta.torum (3). « Item,. Sexagintq quinque librçi,s de ferro a bombardis videlicet ballottis. « ltem. Septingentas quinquaginta ballottas_de ferro a bombarclis (4). ' ' Tt) " Dappoi 6rdinò 12 cavalli g,·ossi folli coperti d'arme con un va" lènt'oomo per cadauno armato con lancia in mano, e ferrj, composti e » pieni. di fuoco i11estinguibila; e come quc' ferl'i pungevano l'inimico, ,, usciva il fuoco, e s'aUaccava per tutto, e questo ancora per mettere " le gcnli in disordine, e rompere le schiere carraresi » . -('Cron. Paclov, di ANDREA GATARO, - MOitAT. Iilw. lt. T. :x.vrr, col. 559.) . Questi fen'i com·vostì ·e- piani d·i fuoco incstùi91.à/Jilc corri.s pond_o no cer.tarl1cnte ai {'Cl'ri _eia gcllar, (uoco rnmmcnlut.i ucll'juvealariu; i quuli saranno ~luti cannelli di lamiera ripieni di fuoco artifiziato, come quello di coi 11ada i l fliringucci (lib. x, cap. VII.), adoperato nelle « lingue cli fuoco (ki· lcgcirc sopm al-le ponte clall.e tan:z:e, a modo rli soffioni "· . ' (2) I maestri di legname formavan'o compagnie separate, dclte delle maestranze, n egli esercii.i di quei tempi, cd avevbno il pennone o han(licra con la lorn insegna. (3) Anche i guastc1to1·i erano, orclinat.i in corpo d istinto, col prQPri.o pennone. Ai gua-statori, parola tut ta ital iana, corrispondon_o i _ vaslardcu1·$ dei Francesi nominati da M. Gonon nella Stoda ciel conqu-is/o di Napoli (p. 6). 'fuUe le cronache italiane parlano spess'issimo di questi guastator i, che p recedevano l'esercito, nel senso stesso di Ducange, il quale così si esprime. "!tal-ice vasla/o·l'as nuncup1intm· m-ilitwm genus fossoras m.u.iiitores casfrens·cs gallica pionnicrs. » Reca me:·aviglia per ti111t() che _il Bardin abbia credu lo che _questi fossero pezzi l!astardi, e che i l eh. Promis ( ,Ton:i, 11, Jl, 1~7) abbia opinato fosse col nome di guns(atore designata una speciale bocca da fuoco. o iallronde, se non vi fosse altra autorità, basterebbe l'inventario bolognese a p rovare che i g-uastato-ri cran() soldati e 11()n armi da {'uoco, perchè queste non avrebbero ccr tanientc avuto un p_ennono cort la insegna dell'arma. (4) Né! 1381 i proietti di ferro esistenti neL deposito delle armi e delle munizioni erano 938.

,-

' « ~tem .

ITALlA:-IÈ

. 313

Unà.m cazolam de ferro cauna carigandi bom-

bardas (1) : « Item. Duomillia ducentos viginti ballottas de lapide a bombarda. , Item. Unam bombardam ponderis librarum ducentarum septua,gi'nta trium (2). ~ Item. Unum palum de ferro sive tassatorium (3). Dai riportati documenti, ·che nessuno vorrà per fermo impugnare, ch1arissimamente apparisce che se fino dalla prima meta del x rv secolo ebbeTo gl'Ita1iani le artiglierie da fuoco, nella ·seconda metà erano giunti tanto innanzi in quest'arte, da non aver punto ad invidiare alcuna delle nazioni straniere. E per vero, come si potrebbe spiegare che u~a sola città italiana, sia pure delle'principali comé Bologna, possedesse tante e tanto varie artiglierie da fuoco ·tra da mtwo, . da campagna ·e cla mano, se l'arte di costruirle e di govfrnarle non avesse già fatto nel nostro paese un progresso tale da non esser più questi strumenti guerreschi una :covità nè una cosa di lusso, m~ arnl;)si çii uso. comune? E chi sa: quante preziose memorie sulle vecchie artio-lieriè del nostro paese potreblJero rinvenirsi, se qualche b . ' dotto e paztente investigatore delle patrie cose, si c911sacrasse a rovistare gli archivi municipali, tanto ricchi di codici interessantissimi, pèf ispigolarne le notizie che ~ scrivere questa parte.della storia militare italiana. (finora (1 ) Ecco ciò èhe cor risponde alle /antemes cl -chargcr dei Fl'ancesi;_una cazzuol(t (o criz:z(t, ora della cucchiaia-) cli /'erro 11er cwric111·e le bombarde. (2) Qu est.a bombarda dunrpie è quasi eguale nel peso alla minore

dcllé due che esistono nel Musco d i. art.iglieria di 'forino , la q uale è di chil. 94 pari a li bb. bolognesi '.!59,'.!73. Ciò mi fa- credere che fosse anche <l i cf'uale dirnensione, forma e materia di quelle citate; tanto p iù c he 11~11~'inve11lario non è nolato se e ra Lli ·mmc. (3) Un valo di fer-ro o tcmatoi·c. D un cruc i tassatori ant.eccdenlcmeule r·cgistrati non sono altro che pcili di u na forma e d i un uso spc~ia!e, (che ho cercalo di indovinare), e non cucchiuie da coticare le arl1ghcnc.


314

ARTIGLIERIE DA FUOCO ITALIANE

un po' troppo negletta) potrebbero servire di guida e di documenti I Io, per maneo di forze a tentare opera cui il solo buon volere non basti, come ho - dat~ questi p ochi cenni sulle artiglierie nostre del xiv seeolo , così ho fermo .proposito di fare altrettanto per quelle de' secoli successivi. Ed ho la certezza che nelle mie ricerche (1) sarò fortunato così da trovare-n otizie che valgano a dare all'Italia la parte .grandissinfa che le spetta Qella inven_zione e nel progresso di un'arte tanto rnicidiale, e non di meno taùto necessaria, finchè principi e popoli, governi e nazioni non saranno pienameµte compresi' de' reciproci loro diritti e doveri.

RIVISTA TECNOLOGICA -

ANGELO ANGELUCCI.

(1) Le mie speranze sono state già in parte coronale ùa felice successo; chè in alcuni luoghi delle ìllarche, come accennai, ho potulo rinvenire pregevolissimi monumenti di ·a rtiglieria· italiana del xv e forse ciel xiv secolo. Se mi sarà concesso cli fare accurate ri cer cl1e nei luoghi oyc erano Cassari municipali o feudali, spero che troverò messe abbonllanté di m onumenti per th.iaril'e il merito qci nostri avi nella invenzione delle artiglierie da fuoco.

FRANCIA - Nel!' Année scientifique et_indust1·ìelle poco anzi pubblicato _dal sig. • Luigi Figuiei· si leggono fo scgueut~ notizie intorno ad un nuovo DJOdello di carabina che pot1·ebbe sparare 50 colpi in ·un minuto - • Il 10 febbraio 1861 ( scrive il Figuier ) presenziammo nell'antico tiro Gastine, p rov'e d_i una novella carabina la quale diede il 1:iroàigioso r isultato di sparare fino a 50 colpi in un minuto. L,L giustezza del tiro è per nulla '<:]armeggiata da questa in:concepibile celerità de' successivi spari, giacchè nelle esperienze di cui fummo testimoni, un bersaglio disposto aJJa d istanza òi cento metri fn toccato da -pressochè tutti i p1·oietfi. L'inventore di questa arma n0vella è uno dei nostri compatriolli, il signor Jarre, n,r-maiuòlo e nel suo mestiere reputato valentissimo . « A primo aspetto non è cosa faci le il concepire il suenun• ziato risuJtato per rispetto alla rapidità del tiro; ma una breve spiegazione intorno al meccanismo di quest'arma va renderlo int~lligibile. . • Iu esso revolver le camere (cne devono contenere le cariche) sono. disposte attorno tm cilindr D girante sul suo asse; queste c amere non ponno oltrepassare il numerò di 5 o 6, avvegnachè Mrno VI. Voi. Ili. - 22.


316.

RIVTS'TLI:

TECKOL0G ICA

oltre questo nurnero il citindro risulterebbe tr9ppo grnnde e :re.n derebbe l'a nne poco portati va. Il reYo] ver sarebbe cosi limitato a 5 o 6 colpi con;,ecuti vi, ma.· il signo r Jane ha avuto la felice 'idea di disporre le camere su di una sbarra orizzon1ale, e di di vide~e q nesta sbarra dalla canna. , Quando si v uol spara re si prende una cli coteste sbarre; p reventivamente munita delle sue cartucce, e la si colloca; attraverso la culatta, cioè in croce colla canna. Dopo vgn,i colpo sparato, · e . col m13ccanismo ordinario del revolver, la sbarra caricàta di carluccie si- avanza di una tacca, e v ien eoffr ire· ull.8; nuo1 'a cartuccia allo scatto dell'arme. Questa sba rra essendo scaricata, la si su rroga con altra eguale. Siccorno ogni s barra porta 10 cartuccie, e che fac ilmente si ponno spararecinque di esse sbarre i11 un l:'.linnto, vedesi che la carabina Jarre può, come abbiam poc'anzi detto, sparare sino a 50 colpi, per minuto • ... Dall'idea che ce n e dà il signor Figuier d ubitiamo assai che la carabina Jarre col suo corredo di sbarre· po.;sa tornar di qualche pratica e· applicazione.

ehe finisce sempre col suonare. Il che spiega com'è che !'arti~ glieria, senza lasciarsi commuoYere dalle grida e dalle invettive, · procede ne' suoi errnaienti , colla ferma convinzione-', dalla speriem:a acquistata, che la sua condotta è la sola adatta a garantire gli interessi dellJ stato. • Q1iando un grande stato come la Francia procede a provviste d'armi, per propria difesa, è cl'u-o:Joca lcolare queste armi a m ilion i, e la spesa a centinaia d i milioni. Ed ecco il se"'reto .del contegno dell'artig lieria, il segreto della sua riserva ~zza della sua razionale lentezz:1 , il segreto delle sue ap9rensioni. ·• Che un semplice p ,·ivato grande amatorn d'armi, si lasci sedurre da u n nt:ovo sistema, che compri a c,ll'o prezzo un'arma d'i.ngegnosa costruzione, e che poscia ·egli yeuga a riconoscere d'avere sciupato il denaro, poco deve importarne ad altri poichè ciascuno ha la libera disposizione del fatto .suo. Ma che il governo adotti un 11uoyo sistema d 'armi e che più tardi questo sistema ven·ga riconosciuto difettoso od inferiore ad altri, a quali rimproveri non si esporrebbe esso? Come I gli si dirà., per un lieve vantaggio, voi avete sprsi m il ioni che avrebbero p'.ltuto essere impiega ti ben più utilmente a lavori d'altro genere. « Si può dunqne stabilire per principio che un cambiamento nell'armamento n on deve [arsi se non allora quando sia vene assoluta necessità, quando cioè l'armamen to . del.le truppe sia notevolmente inferiore a quello delle truppe d'a.ltre potenze. , · Qnesta è la guerra cbe si m1:ove all'artiglier ia in ogni paese ove l'armamento sia Psclusivarnenteaquest.anffìdato e certamente questa guerra è ingiusta, appu nto perchò come ben lo osserva J',uticolo d i cui discorr;amo, movono da u n cri terio. individuale le critiche che si riflettono ad un orrgetto d'interesse t> o-enerale , ............. . e pperò risultano passionate ed irra2ionali. Noi crediamo però che si pot rebbero far tacere in parte queste querimonie, schiudendo di tanto in tanto j- penetrali de' com-enticoli balistici a n0he' ad uffìzial i di altre armi, >'pecialrnente quando vi si trattano questio11i che all'arma loro si rifer iscono; e questi, se per non essere · profondamente addottrinati nélle sublimità tecnologiche, non potranno forn ire un rilevan te coefficiente o.ella _soluzione scientifica della q uestione, potranno però le

Il Jllèmileifr de l' armée nel suo n° 14 di quest'anno lìa 1rn interessante articolo intitolato Considérçilions sur l'armèmcnt des t?·oupes, i nteso a giustificare l'artiglieria deile accuse ci1e le si fanno d'i opporsi sempre cofle sue lente~ze, colle sL1e pedanterie, col suo esclusivismo, ai r.:iiglioramcnti che' le si prÒpon gono in ordine all'anilamento c1eTie truppe. , Se s i dà. ascolto agli inventori ( leggesi nefle premesse dell'articolo in discorso ), l"artiglieria respinge sisteruatiC':;,mente tutto quanto non t iene· fuori da lei~ essa è nemica del progresso, non opera che per consuetudine, essa seppellisce i progetti senza esamin:uli. « In coteste accuse, l'intere~so pel'sonale vi ha gran parte, e l'artiglieria n ' è falla _responsabile di' tul~i gli insuccessi, di tutte le speranze fallite. o Certamente, se uon si trattasse che di un indivi'dno·, a vece di u n essere colletti vo, a ttacchi cos'1 incessanti l'avrebbero ben presto esasperato ; ma fortonatameute un corpo può sopport,He })iii pazien temente ag~ression i le quali discendono taH,olta persint) all'ingiuria. La sua vita, pil'.t l1mga che non quella di: un individ llo, gli permette di attendere l'ora della g iustizia, I

317


318

RlVJS1'A 'lllCNOLOGIOA

molte volte for.nirnE} u no i'mportantissimo nella solazione pl'atica, ch e in fin dei ·conti ·è la più essenziale, la decisiva. -In -cotesto modo, a nostro -avviso, l'artiglieria sgraverebbe d i a,;:,ai la propria responsabilità; e :,,enza nulla pregiudicare uè alle sue prnrogativ0, nè allo interesse dello stato, ed a qul;lllo della scieu z~, avvantaggierebbe il suo operato di un appoggio morale, e materiale che altrimenti può qualche y olta farle difetto. ed anche danno. A pr-ova di questa -nostra asserzione potremmo citare il pro_cesso col quale si venne all'adotlamento de1l' attuale fncile della nostra fanteria. La Commissione, che di tale questione ebbe ad occuparsi fu cornposla di uflhiali delle varie armi; vi predominava, è vero, e come era ben giusto, l' elemento . artiglieria; ma tuttochè il m9dello proposto dalla commissione e dal governo adottato non siane uscito ·u n archeti,p o di perfezione, pur le critiche · :ìn questa circosta112a non si sono fatte così vivamente senti re •·c.o me in ogni .qual altra voha la risoluzione di consimile que• stione v.enne esclusivamente affidala all' artiglieria. Per concretare le giustificaz:oni della: propria tesi l'articolc, del Jlfon·ilem,, espone sulle genera.li quali metoùi •_:;;i osserv iuo in Fran cia nella pratica adottazione dei modelli d'armi, e nella J a;bbricazione loro; e sono a r,oco presso quelli che si osservano negli_arsenali nostri, ed_in queÌli degÌi éÙtri stati . - Duolci che i l difetto di '5pazio non ci consenta di ri portar per .intero sì intéressante arlicolo, qtiale però p1.10ssi leggere 1_)eJ' · iutiero tradotto nella Gazzetta militari!, e con questa ci accordiamo, · ( come · lo dimostra quanto abbiamo premesso) l!tclclòve in noa -r1ota del tradultore consigliasi l'istituzione appo noi cli una commissione -permanente del tiro a mo'di quella dì Vincennes, com posta di u-fliziali d'ogni a:rm1:1,. \

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RIVISTA STATISTICA

FRANCLI\.. - Venne a dottato per tutto l'esercito un nuovo modello d'aquil,a di allumin io d,)rato, e l'imperatore ha deciso che tutte le aquile attuali delle bandiere e degli stendardi dei reggimenti di fa n teria e cavalleria siançi sostituite con aquile d i esso nuovo IJ?-Odello ,· r1uelle depositando, quali alLrettanti g loriosi trofei, al museo d'tHtiglieria. - Un recente decreto .ha sciolto il 101° e 102° reg·g imento di.fa nteria, e - assai considere"l'.olment0 diminuito l'e,ffetlivo degli squadroni d i, cavalleria: INGJ;-IILTERRA. - Il bilctncio pel 1862-63 sale a 15,302,870 lire sterl-ine -C 382,511, 75Q · l ire). Sono 56, 710 lire slerlinè in p i1ì del bilancio dell'imno scorso, sebbene l'effettivo numerico dell'esèrcito at.t ivo abbia di mim1ito di 594 uomini . La forza totale dell'esercito si è di 228,973 uomini , 82,523 d.e i quali· trnvansi nelle Indie orientali. Il mantenimento di questi ultimi• essendo a carico delle finanze dell'Ind ie , il bilancio inglese non deve provvedere che per 145,450 uomini_. Il m inistro della guerra fec·e spar.ire dal suo b ilancio le spese destinate a.I rnrvizio clella milizia incorporata, ma il credito pel servizio dei vol,rntari è aumentato di 50,000 lire sterline (1,250,00D lire).


320

RIVISTA

Il bilancio della marina sale ad 11,794,305 sterline, vale a d ire 846,283 in m eno del bilancio r recet1ru te. Nei servizi preYisti pel 1862 si trova uua squadra di 12 navi, tre delle quali corazzate x:ella Manica; 28 leg ni fra cui 9 vàscelli Ji lin ea, nel 1foditerruneo, 31 n elle stazioni navali dell'Ame rica. Il complesso delle forze J i mare dell' lng bilterra è computa to di 160 navi d'alto Lordo, equipaggiate da 37,000 manom con una riserva di 40,000 uomini compresi i vol0n ta1·i. RUSSIA. - Il bil,rncio complessivo rer la guerra per l'anno 1862 Yeone confermato in rubli: 111,639,581. 65,314 1iparliti in tre grandi categorie : Guerra ru bli 106,575, 892. 39 112 Scuole militar i . 3,535,959. 7 l t4 Cassa delle giubilazioni miliuwi • 1,527,730. 19 Il bilancio p er la ma,i na ascende complessiYamente a rubli 20 ,589,8$0 . 74 114. · A queste spese in via ordinaria sono pu1· da aggiungervisi 3,710,624. 48 114 rnbli per p rovviste di proiP.tti e brn1wo pei ministeri della guerra e della marina, quale spesa è compµiata in uno speciale al'ticolo fra le straordimmc. Donde si vede che fra la guerra e la marina poco manca ad ·uguagliare metà dell'intiero bilancio passiYOdella Russia, questo salendo a rubli 310,619,739, pari a lire italiane 1, 242,478,956. :__ Nell'esercito russo stanno attuan dosi grandi ri:orme sia per rispetto all'ordinamento tattico che per rispetto a quello amministrativo. - Lo studio e le esperienze delle armi rigate non vi è trascurato.

- L'lnval:ide 1·usse ha pubblicato in parecchi suoi numeri interessantissime notizie estratte dai rendiconti dei di versi dicasteri del ministero della guerra intorno ali' effettivo della diminuzione , ed al completamento dell'esercito russo. Ecco il compendio di cotali notiiie dato dal Nord : •. Siccome la maggior parte degli Stati europei, la Russia si è veJuta costretta di. accrescere progressivamente il numero dei suoi soldati, il quale, all' f:!poca clell'ultima g uerra., oltre-

321 passava i 2,000,000 . Si capisce come i l mantenimento di u n ~sercito cos\ numeroso abbia ricl1iesto somme enormi, e n on abbia permesso d i pensare al miglioramento della sua situazione materiale. Dopo la gnerra si è proceduto a varie riforme. La prima misura è stata quella di di min uire l'effettivo che dipende da queste due condizioni: 1° l'esete:ito dcbb'essere abLastauza forle per guarentire lo S tato dai nemici esterni e interni; 2° la sua forza non deve ec-cederc le risorse finanziarie dello Stato e le forze produtth•c del paese. • La g l'ande estensione dell'impero prèsenta questo grave inconveniente che nel caso dell'impiego della forza arma ta su di un punto determinato, riesrc molto difficile di farlaYi ·appoggiare dalle truppe accantonate nelle altre parti dell'impero, donde risulta la necessità di rendere ogni $Cornpa l'timcuto di truppe abbastanza forte da pot~r oparare indipendentemente; e da quesk1. necessità quella ne consegue di doYersi mauten&re un esercito n um,irosissimo. Inoltre, l'assoluta eterogeoeifa delle condizioni locali dello diffe ren ti parti della R ussia, esige ancbe u na gran varieltL nd la com po~ìzione della forza armala; sm confini europei abbisogna.no trcppe regolarmente urgaoizzate, disciplinate ed istrutte; i coufioi asiatici debbono essere costantemente ed accuratamente guardnti contro a vicin i prcssochò selrnggi, e la miglior garanzia contro di essi sono truppe colonizza.te sui conuni, le quali difendendoli, difendano ad un tempo le . loro sostanze e le loro fami glie. Per ta l modo, le forze armate della Rnssia si dividono natur alm ente in t ru ppe regolari ed irregoln ri. Nelle contingenze straordinarie si chiamano alle a rmi a.nche le milizie . Ben s'intende come fra queste tre specie di l.ruppo ablioo la precedenza le regolari. « Sino all'epoca dell'ultima guerra, l'·c serci to aveva una assai forte riserva coi soldati in congedo illimitato; attualmente la risen·a dell'rnercito è formata sa no,•elle basi, che permettono di riuni!'la in uno sp1zio di tempo brevissimo . • Al 1° genmii o 1826 le truppe regolal'i contavano: STATISTIC!.

Gr11crali

Secondo gli stati Secondo le liste Effettivo

53;; 506 4%

l lrfìziali

Soldati

23,507 25,~)19 17, 958

884,365 848,20] 729, 655


322

.in VISTA

N umero dei cavalli secondo gli stati . , Cavalli di linea 75,569 d'arliglier'ia 12)>_5(} da tiro 21,713 Numero dei pezzi d'artiglieria 1,556 • Nello spazio di venticinque anni, dal 1826 al 1850, l'effet• tivo de11'esetcito si è costantemente accresciuto, di modo che al 1° gennaio 1850 esso contava: Gcnc,,,<tli

Uffizinli

Soldati

Secondo gli stati 524 26~309 1,108,27_0 Secondo le liste 762 26,438 1,091, 144 Effettivo '724 17,6~1 802,201 N umero dei ca valli seco,n do gli stati : Ca valli di linea 83,830 • d'artiglieria 33,336 da tiro 35,151 Nu ,nero dei pezzi d'artiglieria _ 1,500 » Ecco ora le cifre dell'esèrcito regolare al 1° gennaio degli anni 1856 e 1859 : Secondo le Iisfo EJJcltivo ., Secondlo

i1~5t i

Generali . . . . Uffiziali. .

}

Ì

\

Soldati .

)

Cavalli di linfya

I)

• .. d'artigt.

I l

~

1859 1856 1859 18M 1859 1856 1859 1s55 1859

1856 da tiro . ) 1859 ·

334 314 24,364 25,715 1,540,248 842,942

~23

STATlSTfCA

576 357 31,954 30,051 1,742,342 850,225

))I

permesso di migl_iorare sensibilmente i l manteni mento dei -solda ti, e ,di diminuire così i'l n u mero delle malattie e la èifra della mortalità. • Parlando della riduzione dell'esercito-, non si può passare sotto silenzio l'oukase del 25 dicembre 1856, che ha reso alle loro famiglie 376, 000, g iovani, cantonisti, futuri soldati di obbligo , la cui edueaziòne esigeva considerevoli spese, ed i quali-il più soventi, non corrispondevano allo scopo. ,, Il governo noli si è fenùato a cli lllinuire l' €Sercito di 260,000 uomi ni ed a liberare dal servizio mili tare 376,000 canton isti; egli prepara ulter iori riàuzioni. Così egli ba deciso di conservare nei ranghi un elemen to puramente militare rimpiazzando g li uomini di servìziD fuori di linea con gente· merçenaria, l,i qual cosa diminuirà l'onere del reclutamento di circa 62,000 uomini. • Il numero delle truppe irregolari era come appresso: Secondo gli stati

Generali . . . .

440

. 33t 24,603

19;025 974 .556 698,354 98,312 54,733 55,267

Uffiziali . . . .

1856 1859 1851 1856 1859

-1351

Soldati

Cavalli di linea

1856

1859 1851

, Effettivo

Secondo le liste

52, 16U d'artigl.

19 27 23 2,849

4,185

4;578

2,926 120,485 190,434

3,.494 160,286 381,575

24 23 2,000 3,260 2,'794 134,972 211,675

190,493

3 60,419

338,381

101, 192 154,694 104,809 2,343 3, 646 4,851

1856

da tiro

1856 1859

1851 1856 1859

18

10 19 20 2,944

1859 1851

9,535

20,671 · • Da queste cifre si scorge che la forza dell' esercito russo nel 1859 e ra inferiore in numero medio, nei venticinque anni del 1826 a} 1850, di più di 200,000 u omini, e perfino al · dis. sotto di 4 1,000 dal n umero del 1826, e-se si paragona -il numero di trup pe per gli ultimi dieci anni, la differenza sarà ancor m~.'ggiore. U na così eonsidet:evole ti:Juzione ha .non solo diroin ui-to le spese dirette del mantenimento dell'esercito , ma ha ancor

l l l l l l

1851

..

..

IGO 71 3, 0'78

• DLirante la guerra d'Oriente si sopo chiamate in servizio, nel 1855, le milizie mobili. Al 1° gennaio 18;56, esse conta,1ano 5482 generali ed uffiziali e 356;8-70 miliziani, in tulto


324

RIVISTA

S'!'ATIS1' ICA

362,292 uomini. So vi s1 aggiungqno le milizie ' che giit ave• vano raggiunto l'epoça del loro congedo, il totale dei. genera,li ed uftìziali am monterà a 5,886, e rluello della bassa forza a 364-,487. B isogna ancora aggiungervi j] r0ggìmento dì cacciatori della famig lia imperiale, con 59 uffìziali e 3449 uomia:i, ed. i_ battagl ioni d i cacciatori di Fin landia con 88 uffiziali e 4152 uomini. Così le milizie contavano. in tutto 37:\131 uomin i e 17,000 cayalli. • Così d unque, nel corso di ;10ve a nni, la Russia ebbe 'in piedi Uomini

Cuvalli

Nel 1851 1,332,468 267,S72 1856 2,536, 183 394, 009 1859 1,244, 569 195,348 La F rancia. trattiene sul piede di paceunesercito di 431, 000uom. L'Inghilterra id. . id. 475,000 • L'Austria i d. id. 300, 000 " La Prussia id. i d. 2 14 ,000 » , Se si s tab ilisce la proporz:one ddl'dì'ettivo dell'esercito para.gonato all'cl:fettivo aella popolazio!)e si ottienò : Pella F ra ncia 1 a 85 1 a 64 P 8r l'i'oghilterra 1 a 120 Per l'Austria 1 a 70 Per la Prnssja « In Russia se si contano tu tte le truppe si avri1, una p roporiione di 1 a 5f,, e contando solamente le truppe regdari, l a 82, proporzione più vantaggiosa che in Inghilterra eà in Prussia quasi ·uguale a quella della Fran cia, ed inferiore soltanto a quella dell'Austria. .. Dopo la guerra, nel 1856 /mono autorizzati i congedi, ed a l l O gennaio 1857 si con tavano già 421, 123 uomi;ni congedati . Colla ridnzione dell'esercito, il numero degli uomini in congedo è aumentato, di modo che al l'' gennaio 1858 si avevano 463,829 uomin i, e nel 1859 503,335 uomini . Tutti gli uomini in congedo si d ividono in due categorie : la prima des·i.nata a formare riserve ed a com pletare le truppe sul piede di guerra, contaYa n el 1859 239,245 uomini, e la seconda desti na ta a completare le deficienze ordinarie . 246, 090 11omini.

325

Si vede che il numero degli" uomini ·in congedo si

è eonsiderevolmente aumenta to in q uesti u ltimi anni, la qual cosa non ha pe rmesso, sino a l presente di ordinare recl utamenti. •

PRUSSI A.-Secondoil nuovop,ogetto di riordinamento dell'esercito presentato al Parlamento dal caduto g-abinetto il metodo di reclutamento verrebbe sostanzialmente var iato. li soldato entrando a 20 anni al servizio attivo, sarebbe ammesso nella riserva ·ali' età di 23 anni, e durante i quattro anni che -vi rimarr ebbe iscritto, egli dovrebbe a:nnualmcnte consacrare sei settimane a lle man ovre . A 27 a nni egli entn~rebbe nel primo ban della landwehr, ed a 32 anni nel secondo ban . Sino a 36 anni (e non più sino a 39 come nell'attuale sist0ma) egli potrebbe _ancora, in caso di straniere in vasioni, essere chiamato al servii io n elle·piazze for ti . Per tale r~ordinan,10nto l'eserrito sul piede di pace non ol:repasserebbe 200,000 uomi ni. 11 sistema proposto consentirebbe in tempo di guerra di 1·addoppi1re il numero dei battaglioni di linea; si a vre bbero i noltre 11 0 bat1aglioni (di 100 uomin i) di landwehr del primo ban 11 6 (d i 70Q uomini) del secon<ilo ban.

ITALIA. -

Es1rncrro . -

-Riordinamento degli itffiz·i del

m inistero della guerra . -

Con regio decreto del 20 Tebbraio passato il ministero della guerra venne compartito in G distinti rami di servizio cioè :' Segretariato genero le.

Direzione generale delle armi di fanteria e cavalleria. Id. icl. delle ctfmi special1:. Id. . id. delle le"Je, bassa f01·za e matricola. .Id_ id. dei servizi ammin,istra_tivi. Id. id. di contabilità . Il segretariato genera_le consterà : D i una divisionè gabinetto del ministro . Id. giustizia ed istituti militari . Id. personale, servizio in terno e pensioni. Id . archi vi.

La d-i1·ezione gene1·ale dqlle a,rmi cli fanteria e cavalle-r ia consterà: Di un ufficio gabinetto dél direttore generale.


ntvrSìA

Di. una l " divìsirroe fanteria (servizio attivo). Di una 2"id. (servi.zio se.dentario e matricoh1 <legli uffiziali) . Di u na divisione cavalleria. La clirezione generale elette armi special,i consterà: Di un ufficio gabinelto del direUore generale. Di una divisione tecnica d'àrliglìeria. , Id. amrninislrativa · d'a-rtiglieria. Id. tecnica, genio e stato maggiore. . Id. amministrativa, genio e stato maggiore.

La di?'ezione gerwhile delle leve, bassa forza e .rn.alr1:cola conslera: Di un ufficio gabinetto del direttore generale. Di una l" di visione le,·e. Di una 2• id. ip. D i un a divisione bassa forza. . Di una divisione matricola di bassa forza. La d~rezionc generale dei servizi amministrativi. coustérà: Di una divisione gabinetto ed intendenza militQrc.

Id. Id. Id. lcl . Id. Id.

sussistenz•~. vestiario. caserrnagg1p. ospeduli. competenze e contabi lità interne dei corpi. revisione e saldo competenze.

La direzione generale della contabililcì consterà: Di un uffizio gabinetto del direttore generale. Di una divisione contabilità centrale. Id. paghe ai personali dive"rsi, casuali e sequestri. Id. contabilità in. materie. Id. contratti . Dalla medesi ma dipenderanno pure gli uffizi provvisori di liquid,nione delle contabilità arretrate • irregolari in seguito alle ultime guerr8, o secondo le leggi speciali delle nuove prov-incie a nnesse. Le attribuzioni proprie a ciascuna divisione od ufficio

3.27 saranno designate in a.ppo::lita tabella, sottoscritta dal ministro della. guerra. La·pianta nurneric,\ del rersoua]e dell'amministrazione cen~ trale della guerra sarà quindi la seguente : Ministro 1 Segreta rio generale . 1 Dì rettori generali 5 Direttori capj. di divisione cli 1a classe 13 Id. id. di2" id. -. 13 Capi di sezione 60 Segretari oi 1a classe 54 Id . - . di 2"' id . -54 Applicati di l"· id. ,64 Id. di 2" id. 64 70 . Id. . di 3a id. Id. . di 4a id. 70 · •, Il riparto del detto personale fra il segretariato generale e le varie dir8zioni, sarà tale che appare dallo specchio annesso. STA'flSTICA


328

RIVISTA

ST AITIS'.i'IC,1

SPECClllO D! RIP ARTO

del personale dell'amministrazione. centrale della guen·a fra 1:l segretar-iato generale e le varie cf.i.reziorri generaU.

QUAL I T A'

Segretari o r,cncralc

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Dire~lori genérali

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1

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5

Direttori C[lpi_di di visione

4

3

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4

7

4

26

Capi di s,:zionc .

8

5

11

11

15

10

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Segretari

17

7

21

17

29

17 108

Applica ti

,,o

21

,,2

37

87

41

70

37

79

70

139

TO TAU:

TorALB gcncrulc

268

731 .

. ,~~

-

NJJ. Alcuni posti di capi di di vis ione e capi ùi sezione pei ser vizi spec iali o d'amministraz ione p,i tranno essere ooctip:,li d a uffìziali su periori dell'esercito, cd anchè da imp icgn li ù'a ltri rami dcll'amminis lrazionc niilitare.

Rforclinmnenlo dell'cirmci del genio. l-1 .regio dec rèto !2' marzo volgente compone l'arma del genio di : Un comi ta to . U110 stat_ o maggiore. ' Duo reggi m enti 7.appatori. 11 comitato del gen.io cornp1·eode: Un presidente od otto m e rnbri de\ grado di luogotenente generale o di magg ior genel'ale. Quattro uffiziali superio ri. Otto capi tani.

Quattro uffìziali subalterni. Un commissario. Un sotto:commissario. D ieci aiu,ta nti, Lo stato m aggiore del genio comprende: Qua rnn tanove u ffìziali supe riori . CE:ntodnf! capitani. \ Cento nffiziali subalterni. OttaO(UDOYe COWliliSsarÌ. Centoventinove sotto-commissari. Cinr1uanta volontari. Duecen toseltanta a iutanti. C,nq uanta aspi rai}ti ai.uta nti. Col personale dello stato mtggiore clol genio si provvede al servizio delle qui ndici direzioni e t rentatré sotto-direzioni . Il r ipa rto degli uffiziali ed impiegati nelle var ie dire7.Ìoni e sotto-direzioni verrà fotto dal ministro del la guerra a seconda delle esigenze del servizio. Ogn i ilirezion e ,del genio sarà re tta da un ufGziale superiore , del grado di colonMllo o tenente c0lonoello, ed ogni ·sotto-direzione da un luogoten en te cohinnello o maggiore. La circosc rizione territoriale di ogni di rezione e sotto-di re7.ione s:nà determinata dal m inistro della guerra a seconda delle esigenze del servi zio. L e tmppe del genio sono odioate in due reggimenti rnp·pato ri, distin ti d,tl l'ispetti vo numero d'ordine e consistenti eiascuno in: Uno stato maggiore. Tre battaglioni di sci compagnie a ttive ciascuno. Tre compagnie di depr s ito. La cornposizion e cli queste diverse s uddivisioni è indicata da llo 11nnesso quarlro . · '

Nulla è innornto i ntorno alle paghe degl i uffiziali del gen io, degli im piegati contabil i e rlegli aiutanti, le qnal i cooti nnano ad essere corne ven • e ro stabilite dai decreti delh 15 m arzo e 5 se ttem brn 1860, come pure sono mantenute le C0I)lpetenze di foraggio assegnaté agli uffizial i del genio dalle tabelle annesse al decreto del % m arzo 1852; ed i


330

RIVISTA

STATIS'.IICA

vantagg i sinora accordati agli aiutanti maggiori, ai direttori dei conti, uffiziali d'amministrazione, di massa e di matricola, non che agli uffiziali subalterni addetti a l com itato, avvertendo ohe all'uffiziale subalterno o capitano incaricato dell'uffizio di coutab1lìtà presso !I comitato spetta lo stesso soprassoldo assegnato ai direttor i dei çonti dei reggimenti zappatori. Le attribuzioni del comitato, delle direzioni e -sotto-direzioni e dei comandanti di reggimento, come pure le loro relazioni tra di essi e colle vario autorità militari e civili , saranno quali p rescrivono le istruzioni approva to con decreto 22 dicembre 1861. L'impiego di contabile dei magazzini del genio creato col regio decreto 1 O maggio 1858 è sopi;resto, e le relative attribuzioni saranno in ogni piazza disimpegnate da commissari od aiutanti del genio. Il ministl'o della g uerra potrà conservare i contabili dei magazzini del genio attualmente in carica, o riammetterli nei personali da cui provengono.

QuAoRO cli fotmazionc cl'un reggimento Zappato?"i de.l genio.

331

l'IeOB DI UUBl\ll.1.

________....___ ~

DESlGNA ZIONE DE[ GRADI

e CA RICIIE

Colv1111~llo co mand1111Lc . Lt1ogotencn le colo1111cllo :-JuiH;iori . . . . . · . Aiutante n1t1ggiore in J0 ...:

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Idem in 2° Direttore de i conti . .

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::: \ STÀTO<Porta handicra . . . . I facc. Uf!ìziali d'.:inuninistraz. (j hl. d1 massa . . . 1 r.. ltl. <l1 matricola. 1 1 "" Medico ,<li r,·ggimcnto ;:i Id. di batt~glione 3 Cappellano • . . . J 1 Cu ptt.,ni . . CoA!r. ) Lul,golcncnli 2 \ Sollolenenti . 1 ,, 'l'O'l'AT. E uffizio li T2 -4 - 1 F11rieri maggiori , . . l ù. cl'anuu inislraz. 6 Sergenti itlcm G Capo musica l Tatn]Jurino rnaggior·c 1 icnpo ,1nna iur,lo . . 1 ::.T.1TO Capo sarto . . . . l l1Acc. Capo calzolaio . . l t, Caporali maggiori • • Cupo1·ali forieri cl'ammin. 6 . Caporali tambu1·ini 3 Musicanti 12 Soldati tamburini . 12 '. Vivandie1·i 2 Fu rie ri 1 7 Sergenti . 1 Caporali furieri Caporali . . . 13 o~rP. Tacnburini . . 2 ,\1'listi di la classe 10 20 Jd. di 2a id. \ Z.ippatori 100 'l'oTALE trnppa 60 154 Riporlo 'l'oULB uflìziali 2:1. - -4-

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Le tre compagnie di deposito d'ogni r eggimento so1to composte

AN!'i o VI. Voi. Il i. - 23.


332

RIVJST,\

1

co me le aUive con le seguenti dilfcrenzc : che sul piede d'i guerra non ,,i so no per ogni co mp.Jgnia che 5 artisti di la classe, 10 di 2a e 50 wppatorit cioè ia metà di quanti vi s01fo di ugpali categorie nelle compagnie nltive; mi piede di pace artisti di 2a classe 11c,n YC ne scrno che 5 e zoppatori 25. Pc réiò la forza no1·male di Ull'rcggime:ito z11ppatol'i comp1•cso il dcposilo

ammonta Su I JJi etlc di guerra a 106 uffiziali 3099 truppa

Sul piede di pace a 106 uffi~iat i 1950 truppa

--

3205

20.56

DifTe,·cnza . . • . 111;9 soldati. L'effettivo generale dell'arma giusta il quadro normale di cui <liscorJ·iamo oscendc1·cbbe Sul piede rii guerra a Sul piede di pace n 1088 uffiziali e impiegati 108~ u ffiziali cd impiegali 619S truppa dei duç reggim. 3900 truppa dei 2 r eggim. 7286

1(988

1\'B. Il r ior,liname.nto dclf'arma d'arliglicr ia e rrucllo della fanteria da~

remu nel prossirno fascicqlo.

333

S'\'A"'l.' ISTW A

Ordine del giorno all'esei'cilo. - Er,trando a l ministero il generale Pe1itti emànava il segJente ordine del giorno al l'esercito : , Uffìziali e soldàti ! , Ossequ iente a i voleri del re assu mo il 1i1m1stero della g 1erra arfìdanclorni non alle ·forze mie, m.a ,al concorso d·ei vostr-i illustri capi, alia, disciplina e alla devoziçme vostra pel sovrano e per la patria. · , Uffizia li e soldati I • Nobile e g ranèe è la missione dell'esercito; in esso stanno le speranze della nazione, in esso si affratellano i figli di ,t utte le provincie d'Italia, e coi saldi ordinamenti miiita ri mentre s 1 cementa la unificaziqne della patria, se ne assicura il glorioso avveni.r e. · • Onor militare e fedeltà alla bandiera sieno i sentimenti Yostri, le mie ~tue saranno rivol te a crescere le vostre file e perfezionar e la, vostra istmzione, e qua._ndo la patria ci chiami l'esercito sap rà •mostrare che esso è degno del re e del g ran nome italiano. •

· - 1\lUvIATA -

B1LANC!O PEL

1862.

Poichè nel passato fascicolo ci occupammo del bilancio della guerra, giustìzia v uol che facciamo . lo stesso per quel!~ della maò na, mentre la Rivista ha pari interesse per l'esercito ch e per l'armata. La nota pi·eliminare tende a qualificare l'eccedenza del bilancio di quest'anno su quello dello scorso anno, accennan~o quanto sia neces,s ario per l" I 1alia ' di non guardare a sagnfizi per costituirsi un'armata la quale corrisponda alla sua entità aeografica, politica e militare, e ne possa degnamente sostenere0 le sorti . La nota stessa sviluppa quindi il programma ·chè il cessato min istero proponevast_ seguit·e per l'anno ve.n iente, programma così ra~ionale che non v ' ha d_u_bbio, ve~ dremo in massima seguirsi dal n uovo, se non per nspetto a:i. m odi, certo per rispetto allo scopo. Fra tali proposi ti (di cui i p ri ncipali sono l'aumento del personale. e del materiale marittimo, il r iordi namento amministrativo) meri tano specia le men7.Ìone q uello dell'istituzione di una direzione g enerale pel servizio di n,autica, e quello di presentare quarito prima al Parlamento un progetto di nuova , codifim1zione . ammin istrativa e penale per la marina mer cantile , altamente richiesta oqde sosti•tuire UJl insieme normale ed omogeneo di discipline ai molteplici ed eterogenei provvedimenti t uttora i n vigore, ed irnpi:imere così un an damen.to regolare .ed u n iforme all'amministrazione marittima in generale. L'importanza dell'istituzione di tma direzione scientifica che diricta ed a rmonizzi l'azione di ,utti quei rami del servizio n au~ . . tico che. hanno nella loro parte sostanzrnle 11 carattere scient1fi.c,o; appare chiaramente da sè quando s i enumerino le attribuzioni che vorrebbero affidarsi al la direzione snperiore del servizio di n autica. Di coteste attribuzioni altre si riferiscono al servizio nautico att.uaìmente in vigore, altre a l ser vizio n autico non ancora u1 v igore. Le p rime ·sono: 1° la superiore direzione scientifica delle ccgie scuole di marina (Genova e Napoli) onde imprimere una <:ompleta un ità di metoèlo e , di misura, .sia intorno allo insegua.mento che intorno agli esami con averne così per quanto '

'


334

l:J'f! S'f,I

pJ~sibile identici risu_ltati_: A q llesto proposito Ia relazione os,,y rva comecchè l'an nata italiana difetti grnt1d<;men tc d'uflìziaLt e l (;i scuole d i marina quali souo adesso nou .bastin-o; ed ò questo un vitale argomento cni speriamo Yorrà il nuo\'O ministro rivolgere le specia li sne w llecitudiui . La rc--gia scuola di marina in Gen ova la qnak conta ogg-idì 45 anni di gloriosa vi ta, i mptr occhè ne l:lscirono chia-ris~im i uomini di nw.rc, tra cui l'i llustre ammiraglio che regge attualuw nte gl i aff'::iri ,mar ittimi non è capace che d i 60 a llievi. Quella d1 -Napoli nou ne contiene attual!11ente che 80 d ivisi provvisoJ'inrnente in .due categorie, la prima della quali contiene 46 g iovanetti di bassa età. Cosicchè sommano in tutto gl i nll ievi ,t J-40, dc-i qm1l i 94 soltanto si. trovano aver l'efa e i Jeqnisi ti ridiiesti dai.,regolànienti, mentre -per sopperire ni bisogni nor•rnalì deìl'armata italiana ne abbirngucrebbero almeno tre volte tanti. 2° D istribuire su p.rincipii uni(ormi i gradi d·ella mar ina mercanti1e, :fissandone i programmi e provvedendo a,gli esami dei capitnni ·marittimi delle varie classi; studia re ed applicare i mi3lio, i 111elud i onde gli studi per la marina mereantil.e s i arrnonizzino con quelli '.l ella niatina militare, altneno nell11. pra ttoa del servizio na uLico a bordo, cosìcchè si provveda ' non soio ai bisogni ed ai vantaggi del _commercio, ma anche alle eventuali tà non m eno importa uti che i capitiin i marittJt.ni possano coi1correre nlla . di fesa del f' roprio paese assimilaJ:Jdo due elementi che devono essere sern1)t·e pronti .ad un' a2ione cmnune. 3° Com•dinare, sop raintendere e centralizzare, il sernizio essenzia lissimo delle osserva?.ioni astronomicbe e meteorologiche s.i.a a bordo che io ter1:a. , Non si tratla soltanto (legge;i nella rclazioi1e) .... delle poche osservazion i aslro110miche cfw sono necess:rrie éd servizio ùelln. marin<1, e per le quali la di rezione di un osservatorio ha nat1Jralrnen1e tutta la libertà della scienza. ì~egli o,;servutor ii delle regie scLJole devesi attendere all'rnercizio t!E'-gli allievi, sia per le .osservazioni d i bordb, sia per le operazioni idrog rnfiche e per la cletermiilazione astronomica dei luoghi terrestri; e questo esercizio d,w'èssere condotto e diretto ndle clue Bcuolc con tale uniti1, che gli uffi-ziali usciti clall'u-J1a

ST ,I Tt~T-IC,\ 33:3 dall'altra sieno predisrosti egnalrnente a concorrere insienrn ì.n un lavoxo comune. • E neccssaiio che glì studi e gli esperimenti a cui si rnLto-. pongono i cronometri della regia marina per indagare quali sieno le variazioni del loro andamento che corr.ispondono a lle infl uenze dello stato atmosfericJ, ed alla alterazion(~ degli olii, 1:;i possano coadiu "are ·a ùcenda, ancorcbè siensi praticatì rn l uoghi, e ad epoche differenti, r che cominciati '111 un osserva-torio p ,:=;5ano ,continuarsi nell'altro, ed è necessario sopra tutto che l'opera degli osservatori r ispetto alla meteorologia si armGni,1zi insieme con quella di tutte le stazioni met.eorologicho·c]io so~o l:'.Ìà istitni,te o che possono istituirsi, senza (1ispendio n ot-0vole'°r;op1;a lo c~ste d'Italia. Cotali istituzioni anche lìo-iitandole a notare le circostanze più gravi sopra lo staio del cielo e del mare , ove sieno regolarizzate e clirctle con un ità _dì metodo, possono condurre a · conS(!gue1va di grand issima utilità nella pratica, mentre abbandonate ad osservazioni isolate e sconnesse riescono in gran parte perdu te ed in utili. , È visibile che tm tà le coordinamento dev'esse re determinato da ùna, sola autorità super:ore che sopraintenda agli osservatori nslronomici e meteorològici della matina, ed è pure evidente cbe, appena formulato il co·ocetto d'una direzione generale per il servi~io di nautica, anche quest' Ll fficio meteorolog ico dove" a trovarvi naturalmente il suo centro. • F.;., ')l'imo vantago-io di gnesto ordinamento si avrà C[l1Gsi l l.,o immediatamente nella trasmissione elettrica e nella pubblicazio1w q uotidiana dei dispacci metereologici, come da qualdie tempo s i pratica in Francia, nell'Inghilterra, n egli Stati Uniti d'Amer ica ed in a ltre nazioni. " La "Cognizione ed i! confro:i.to dello stato in cui si trovano il mare e 1\tmosfera ad nn medesimo istan te in lu•-gh i diversi , s1rà ooni giorno per i navi 0rranti d'un arande interesse : eglino potranno congettu rame l'an damento dell'onda a tmosferica e sa pra,nno cogliere all'uopo l'occasione di provvedimenti impor, 1anti, È noto che i eolpi di vento s i propagano da una regione 11d un'altra con un moto così lenlo che mediànie i ;;egnala menti elettrici può seguirsi fa t1·accia del loro viaggio, e può cpes,o a te mpo u tile antiveder5enc nei por ti --il pericolo ; e si '\'l

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R! V'ISTA

ai

h~nno esempi recenti alcune navi le quali essendosi messe in viaggio poco tempo prima che si avessern i ségnalament:i non dubbi di una tempesta ~he si avànzava da lungi, ne fu. rono colte-ed andarono miseramente perd '.lle, mentre altre che potei-ono essere avvertite i"n tempo rimasero illese nel porto. • Anche le operazioni nantiche che sj fannò a bordo dei re"Ì legni devono essere dirette con un:iform:ilà di metodo, e nella rni;a di far conconere i ba,stimflnti ad un lavoro utile. Q;iando siasi adot!ato e si pratichj regolar-mente sopra tutti i bastimenti un sistema regolare e .preordinato di osservazioni, se ne ha i l servizio di altrettanti osservarori che J)er alcuni rispetti sono anche pi:ù importanti del le stazioni terrestri. Alcuni dei dati ,,he essi forniscono, essendo più indipendenti dalla influenze locali delle valri e dei monti e dalle moltPplici cause che si svolo-o:go a terra o ' contribuiscono in modo' più semplice al le investigazioni delle lesgi meteorologiche, ed a ltri, tra i quali i mportano mol tissimo le osservazioni è!elle correnti, non potrebbero aversi in a1t1a rnanierà. • La regolarità e- la uniform ila di questa opE:ra, ,non , solo per una naziouo, ma per tutte le nazioui ùel globo furono riconosciute· di 1m interesse co~ì grandé ed univers:ale che ·quasi tutte le potenze marittime concorsero Bel 1853 ad una conferenza internazionale a: B:rnxelles per adottare un piano a cui tu tte doveasero conformarsi . Vi intervennero• il Belgio, la Danimarca, la F rancia, la Grùn Brettagnn, la Norvegia, i Paesi Rqssi, il Portogallo, la Russia, gli Stati Uniti e la Svezia. Vi aderi.rono poi g li altri govem.i di Europa e di America, .e le c0nclusioni di q nel congresso furono accettate da no'i. {!;ho se la nostra marina non ha corrisposto, come è forza•confessarlo, a.Ilo ,impegno morale che essa prendeva sia a riguardo dei propri cònnazi~nali sia a riguado degli esteri; ciò non avvenne altrrmenti se non per la mancanza cli una clirezi011e scientifica che potesse assumere e sostenere lo incarico. ·• Tra le attribùzioni della Jirrzione superiore riflettenti quelle parti del sm11 izio nautico non aocora in vigore, sarel:ìbero : 1 ° I lavori ·idrografici. , Per una nazione niarittima l'obbligo di lavori idrografi.ci non p rocede soltanto dal bisogno mao leriale, ma ezianrlio dal decoro-nazionale. Coine il piccolo •P ie-

STATJST-ICA 337 nionte, cbme ciascun' altra delle smern brate , provincie d'Italia dovessero per lo· innanzi ricorrere per le carte delle coste ital iane ai la Yori degli uffiziali francesi, inglesi, russi ed austriaci, ben si capisce mentre la ristrettezza dei mezni di ciascuno non c.o• sentiva di attendere in proprio a cotesti · dispendiosis~iroi la'vori; ma per l' Italia d'oggi, per la nazione che intende r-iprendere per ogoi verso il suo posio nel consesso delle grandi naiiioni, per uno Stato essenzialmente· marittimo com'è il nostro, corre immediato l'obbligo di svincolarsi da un tributo all'estero, che gli riuscirebbe vergognoso; epperò la necessità di impiantare · un uffìzio idrografico che a tale obbligo sodd isfi adeguatamente ai bisogni materiali dd .paese ed a ll'onore marittimo della nazion·e. 2? Avvisi ai. naviganti. , Oltre le car te marine -vi hanno degli avvertimenti e deHe istruzioni di cui i naviganti devono essere informati dal governo medesimo. In tutte le nazioni marittime si notificano pubblicamente i nuovi pericoli che si sono scoperti in mezzo ai mari, i ' fanali che si eressero sopra i capi più importanti e quelli l che, si collocarono sopra battelli ancora~i, presso le coste. I capitani' marittimi che non ne sieno informati, ri(erendosi. ad indicazioni erronee dei· portolani, sono esposti a prendere degli equivoci fatali. Si possono accettara dal govemo le carte inglesi, f:ancesi o russe, ma devonsi av. vertire i nostri naviganti delle variazioni che . occorrono in quelle carte che si pubblicano u[fizialmente da quelle nazioni . È q nesto pure un ufficio che· spetta necessariamente al servizio · di -nautica. • È noto che ciascun mare è soggetto a vicende speciali di correnti e di venti, di burrasche e di calmè, e che- oramai la marina delle nazioni si fa carico dì ràccogliere le esperienze spesso funeste di tutti i naviganti per compilare delle istruzioDi nautiche che giovino a facilitarne i viaggi, accorciarne la du rala e prevenirne i disastri. Le istruzioni che si raccolsero negli ultimi anni -dalla discussione dei giornali di bordo relativam ente ai viaggi oceanici ne ridussero la durata d'un terzo e t~lvolta aì:tche della metà. In Italia può contarsi qualche libro che mirava a far conoscere questo genere di studi e di lavori, ed alcuni di es~i singolarmente nelle provincie meridionali


338

IU'l!STA

oltenoe l'appoggio cd il concorso del cessato goycrno di Napoli. Dobbiamo però riconoscere che la massima parte di queste istru:r,ioni non St'llO dinilgate fra noi, e che non tulti i nostri capitao i mai-ii.timi c,onoscono Jo lingue fo restiere, e special mente la ing lese, in cui si hanno a q nesto proposito opere considere,,oli. La direzione ciel servizio di nautica deve curare che si provveda a questa mancanza. , Ai nostri tempi le scienze nauticlrn e singolarm en1e la idrogrnfìa, è la met<J0rologia del mare pI'·ogrediscono cos·t Tapidamenfe, che iu ogni nazione si pubblicano le notizie occor~ renti, o dal go'>'. errw medesimo o col suo appoggio. La marina itali,,11a non può di un tratto procurare ai suoi connazionaii <1uesti vantaggi, ma sì deve essere una direziono la quale preoclasi cura di farn tutto que1lo che si può, che faccia studio dei mezzi e degli eccitamenti spesso morali ed efficaci con i quali il governo può dare esca al genio pratico ed attivo dei nostri capitani marillimi e dei Lostri uffiziali. • Una tal opera d'iniziatira, di pt·cparazione e di indirizzo non può apparire sulle prime con risultati splendidi e subitanei, ma p :->nA un centro od un nucle0 nella re3·ia mariua a cui possa coordinarsi no 'azione sta.bile e rigorosa per l'aYvenire. « Sotto l'impulso della direzione del servizio di nautica s'intraprenderà anche la publ.ilicazione di effemeridi che possano ~e,vire t!i gnida ai nostri naviganti. Intelligenze i n proposito fo rono già p1iese colla direzione dell'osserrntorio di Mileno affì n,,hè q ue!lc effemeridi siano estese e.:! appropria te al servizio della mal'ina. • L e nazioni marittime come la Francia e l'Inghilterrn, gli Stati Uniti d'America, consacrano vis tose som me al servizio scienti6co della marina: epperò è necessario che l'Italia s'imponga crualunque s.i.grifizio pecu:iiario sia necessario per mettersi a pari con esso potenze, ed al più presto. Non man,,ano nell'arrnnta italiana gli uomini tecnici per :;omporre a dovern colai dirczit1ne superiore; cC::rtamente i ser,·igi che in pochi anni ne avrebbe la mari na italiana ampiamente compenserebbero il paese dei- toccati pesi. Il bilancio per l'anno 1862 ammonta comple~sivamenw a L. G3, 678,401

S T .ITJSTJCA

Riporto L. di cui L . 30,107,245 per sopperire a spese straordinarie, mentre quello del 1861 ascendeva a donde emerge un'eccedenza pel presente bilallcio di .

330 G::l,678,401

57,34.0, 966 6,337.%6

Le spose sono ripartite nei seguenti capitoli : A) SPESE ORDINAillE. A m rIN ISTRAZl Oè<' E.- ,linislei-o (q undro organ ico r.?gio decreto 4 agosto 1861) -1 ministro- l scgrJtario "Onerale- 8,lirettori capi di divisione capi ~ezione - 22 segretari - 80 applicali - 8 voloo1ari. Totale 132 . - - 12 uscieri . Totale generale 144 (paghe e spc,e d'uffizio) Consiglio d'ammfragliato (quadro organico rerrio o decreto 17 noYcmbre 1860): 1 vice ammi-. raglio presidente - 3 uffiziu li generali o ,·:1 p11aaì di vascello cd l commi~sarto genPrale. Membri : 1 capitano di fregata segretario. 'I<J· tale 6

10

400,000

25,000

Commissarialo gene,·ale ( quadro organi% regio decreto 21 febbraio 1861): - 3 commissari. generali - 1 commissJrio capo - 16 commi ssat'i - 51 sotto conimissari - 60 sotto commissari aggiunti - 30 scrivani - 12 cont:.i uili cli maga,,zino - 28 aiu lauti contabili 24 assisten!i. Totale 2.25. 33 usceri - 60 mari nari invalidi. Totale 93 . 'l'alale gene1·alc 31 8 (pct•sonalc e spese d'uffizio) .

559,300

Amministrazione della mari na me1·cantila (quadro organico regio decrcto 30 giugno l 86l): 39 consoli - 102 vice consoli - 198 applicati della manna mercantile. Totale 339. 44 inser• vienti . Totale generale 383 .

650,000

A 1·iporta·rsi L.

1,63-1,:300


340

1,634,300

Riporlo L.

341 3,883,300

(quadro organico regio decreto 4 agosto 1861) : 1 direttore generale - 4 .direttori - 1 commissal'io capo - 12 commissari - 21 sotto commissari - 47 applicati - 22 medici - 5 periti chi mici - 8 custodi di lazzar etto. Totale 121. 5 ins0rYieo ti - 7 pa troni di battelli - 163 guardie di sanità. Totale 175. Totale gene• i·ale 296 .

460,000

condi piloti - 8 secondi nocchieri - 18 timonieri - 145 marinai (di v arie classi) - 66 guardiani di por to - 25 inservienti 100 guarda spiaggie - 9 segnalisti - 7 secondi segnalisti. T otale 481 . - Compagnia dei socco?·si mai··illimi ( regio brevetto 17 dicembre 1823) : 2 capitani - 10 capi squadra - 90 marinai battellieri 1 custode del magazzino. Totale 103. Totale generale 584 ,

470, 000

T?·ibunali militari marittimi e spese di giitstizia

39,000

RlYJSTA

~TATISTlGA

I{ipo?·to L. Amministrazione della sanità marittima

SEav1210 ))

STATO M,1 GG IORE DELLA REGIA MARINA. Stato magg'io?·e genemle (rtuadro organico 1° aprile

1861) : l ammiraglio - 3 vice ammiragli 10 contr'ammiragli - 22 capitani di vascello 3G capitani d i fr~gata - 150 luogotenenti di Yascello - lGO sottotenenti di vascello - 60 gu:irdia marina - 36 cappellani - 62 piloti. Totale 530. - Aggregali : 2 direttori d' artiglieria - 2 sotto direttori - 2 òirettori delle macchine - 2 sotto direttori delle macchine. Totale 8 . - U(Jìziali di maggiorità: 2 m aggiori relatori - 16 capitani - 16 luogotenenti 24 sottotenenti. T otale 58. - Uflìziali d'a,·se nale (regio decreto 4 dicernbrn 1861 ): 10 rapitani - 8 l uogotenen ti - 12 sottotenenti. 'l'otale 30. 6 d isegnatori. - Impiegati delle seg?·eterie (regio decreto 1~ agosto e 5 dif'embre 1861): 2 segr etari capi - 13 srgrclari - 9 sotto segretari - 14 scrivani . Totale 38. Totale gene1·ale 670 (personale e spese d'uffizio) .

Corpo sani-

Mantenimento e cura deglli inf~rmi

3 93,777 386, 222

SeRv1z10 DEL G 2NIO NAVALE . Co1·po del genio navale (quadro organico 1° aprile 1861) : 1 ispettore generale - 2 direttori delle costru-

zioni - 8 ingegneri - 18 sotto ingegoeri 10 allievi ingegneri. T otale 39. 10 inservienti - 40 assiste oti. Totale generale 89 . CORPI E

l , '750,000

Comando dei port·i (quadro organico regio decreto 30 g iugno 1861): 25 ca?itani di porto 23 luogotl'nenti di porto - 32 piloti - 23 seA i·iporlarsi L.

SANITARIO 111r.iunE. -

tai·io (quadro organico 1° aprile 1861): 1 ispettore sanitario della regia marina - 3 medici capi di dipartimento - 3 medici divisionali 34 medici di vascello - 50 m edici di fregala - 20 medici aggiunti - 3 farruacisti capi 4 farmacisti - 5 farmacisti aggiunti - 3 direttori in 2° - 6 u ffìzial i di maggiorità. T otale 132. 27 suorn di cariril.. - Bassa forza fnfermie?•.j, : 3 furieri maggio1·i - 6 fu.rier_i d'ammìoi~ strazione - 25 sergenti - 40 cap0rali - 140 infermieri . Totale 214. Totale gc..-,,crnle 373 •

STABILIMENT I

MIL!l'ARI MARITTIMI.

240,000

-

Corpo reali eqwi:paggi (quadro orgaoico regio der.reto 1° aprile 1861): - Mag9i9rità: 65 bassi u l'fiziali di maggiorità - 65 al lievi di maggiorità - 86 marinai. Totale 2i6. - Bassa forza reali equipaggi: 114 secondi piloti - 128 al-

3,883,300

A r iportarsi L.

5:373,299


342

lirvi~"l'A

Riporlo i . lievi di pilotaggio - · 72 nocchieri - 108 secondi nocchieri .:,__ 490 timonieri - 104· caporali prevosti - 4400 mRriuai (di varie classi) 400 novizi - 800 mozzi. - Artiglieri: 56 capi cannonieri - 120 secondi ca pì cannonier_i - 100 timonieri cannonieri - 1000 marinari cannonic!'i. Totale 7892. - Sez·ione guMdian i : 5 nocchieri dì 1a. - 38 secondi nocchieri 44 timonieri - 3,~0 marinari ·_ 38 marinai invalidi. Totale 505. Totale generale 8613 . •

5,373,299

3,400,000

Macchinisti:, f'uochisl·i e macst•ranze (NB . Intendendo il ministero riordinare que,s to corpo, riprodusse a questo capitolo -la stessa somma delranno scorso, basandos1 per ciò sull'effettivo in quel bilancio allogato . Vedi Rivi sta) .

1, 100, 000

Corpo (anten:a real mm·ùia (2 roggì,uenti, ciascuno a 3 battaglioui attivi di G comp3gnie, e di un battaglione cli de pqSito di 2 c:u11Jpagnie; <JJJaclro oro-an ico regio decreto 21.ruarzo 1861): o ~ . ,

343: 9,873,29[)

8 copornli magg1or1 - 14 caporali fm ieri d'ammini$trazione -~ 4 ca.poral i arcrwiuoli - 6· capornli trombettieri -- 3G soldati, trombett'.eri · (mmùan ti) - 4 ci!porali t:11ubunn1 (al deposito} - 36 tnmburi oi (al deposito) - 2 capqrah fa. legnami - 12 o"o!dati fa legnami - 6 vi.nrndi~ri - 40 fur ie1i di c~rn pago ia - 252 sergen I i (G per comp.1gn ia) - 40 ,ci!poral i f1Jl'ieri - 4 92 capol'ali (12 per compagnia) - 144 trom bet-· fi er i (4 per co mpagnia attini) - Soldati 4624 (124 uomini per· cornpa.gnia attiv.a, e 40 yer corripagnia di deposita). Tota le t rnppa 5688. To- . tafo gen 1:rale 5880

l,90ù,00O

Isote Capraia e 1lfoddalena: 12 goardie marittime - 45 milize urbane - l med ico - 1 cappellano I NsT1T uTr

scrnl'\T1r1c1

r,: 01

1wuc,1z10:-:e. -

8,915

Scuole

di ;1ia1•ina nei di par timonti scttenteiooale e merirliooalc (NB_. Si è riprorkltto )a spesa dello

- U!fiziali : 2 colonuelli éomandan ti di regginJeo lo - 2 tenen ti colonnelli - 6 maggiori 2 capitani aiutant.i 111aggiori in 19 - - 2 capita ni direttori dei conti - 2 luogotenenti aiutanti maggiori in 2° al deposito - G sotto aintaoti maggiori in 2° - 4 luogotenenti uffizial i d'amministrazione a l deposito - 2 sottotenenti uffiziali di massa - 2 uf'fiziali di matl'icola 2 sotloteneuti porta ban:lìera - 40 capitani -40 l uogotenenti - 80 sottotenenti. Totale .uffiziali 19.2. - Trrappa: 8 forièr: maggiol'i - _14 furie ri d'amministr.azione - 14 sergenti d'amministrazione - 2 ·sott'urfiziali porta lettere 2 rnrgenti di magazzino - 2 r,api SRrti - 2 capi calzolai - 2 capi armaiuoli - 2 _trombettieri magg or1 - 2 s•·r~en,i , r-om ben i~ri -

scorso anno, e si è ommesso l'allegato doveudosi nell'a uno riordinare dc:ite scuole)

113,839

8ervi zio c/1: ncmlì w e biblioteche (Capitolo · nuovo, le ragioni del quale abbiamo preventiì'amenle riportate) . Personale -e ,materiale

140,000

STABILIL\IENTI DI PENA .

Ispettore ge!)erale 1 Pe rs. d i governo

Bagno di Genova e succ. Q;1gliari Ancona Na r oli )) Palermo

N . 244 ., 163

9,873,299

Condannati

lGOO

, 204

1000 1200

, 714

1000

, 246

1500,

Totali 1572

1

,1 riportrirsi [,.

Riporto L.

ST AT i~T:C.\

9300 ,

1,500, 000

A ,riporlçi,rs·i L.

13)596,053


344

ll.IVISTA

STA'f! STICA

Ripo1·to L.

13,596,053

NAVIGAZIONE DEI REGI LEGNI. Armamenti na• vali (come lo scorso anno) .

1,095,197

SomHNISTR~ZIONI sermaggio ecc..

6,710,000

IN !SAT:JRA .

ACQUISTO

P ane, viveri, ca-

S1mv1z1 DIVERSI. Noliti, trasporti, indennità di via, vacazioni, fitti di case, indennità d'alloggio ed assegna men ti diversi, spese di cancel• leria . C ONSERVAZIONE E Y:GL!OR,HIENTO

DEt

1,294,905 500,000

FABBRICATI•

SERv1z10 DEL 11ArnRIALE. Ma:erie e mano d'o• ~m .

10,000,000

»

90,000

OlìDlNI E DISTINZIONI ONORIF ICHE

AsFETT ATIY,L C ASUALI

Uffiziali e funzionari N. 89 .

95,000

J

(come lo scorso anno).

Totale spese

80,000 01·dina1·ie

Riporlo L.

L. 33,571,156

B) SPESE STRAORD:NARIE. 18,265

M AGGIORI ASSEGNAllENTI L AVORI STRAORDINARI KEI FABBRICATI. Costru• zionfl di parecchi scali, ampliazione a bagni, ed altre costruzioni varie nelle darsene e porti (1) •

665,980

A 1·ivorta1•si L.

784,245

{I ) Jn questo cap itolo troviamo L. 1S,600 p er indispensabili laoori d i ada ttamento del locnlc di S . Primia:10 p reso in aflìtto acl u so d ella ma• rina militar e in Ancona, e L . 2 1,280, quota annu ale dovut:i alla Cnn cra d i commercio di Ancona giusta ratto dalla medesima stipulato col governo pontificio nel 1S42 , col quale si obhligava a coslrurre un nrse• nalc mariUimo in <Jn cl por lo rned ianle ann u o s ussid io del governo di d ella somma per anni 32. - Non ,·i hn dubbio che la condizione del porlo di Ancona sia al punto di vista commerciale che al punto di vista milil:ire sonos i considrrevolmcntc mutale dal J 8~2 al 1862, da quando Ancona apparteneva al governo pc-nUficio ad oggi, eh' è ·momcutanca-

1)1

345 784,245

DASTillE:-Tr.

C os-rnuz10N1 NAVALI. Costriiz-ioni navali in corso: 4 pirofregate: Principe Umb~rto, l'rincipe Carigna,no, Mess-ina e Gaeta - 3 pirocorvette : Principessa Clotilde, Magenta e Etnn - 2 piro• !regate corazzate di 1° rango (nti cantieri di N0w-York)

18,773,000

Costruzioni navali proposte. 4 vascelli da 90 cannoni con macchine della forza di 800 cavall i a 1000 cavalli da costrursi nei regi Stati, pnte a Spezia, parte a Castellamare, stimati in L. 5,000,000 per caduno - 2 pirofregate in ferro di ·I O rango sul sistema inglese del Var· rion da connettersi alla F1Jce con materiali ap• positamente confeziona ti in Inghilterra stimate in L. o,500,000 caduna - 1 pirof1egata di 2° rango da mette:si in cantiere a Livorno L. 300,000 - 1 yackt ad uso specia..le di S. M. da commissionarsi al\' industria privata L. 2,500,000- N.12 pirocannoaiere (qon-boats) da commettersi all'industria privata pel ,•alore complessirn di L. 6,400,000 - 5 grossi piroscafi trasporti (t1·ansJJO?'l•écurie) adatti speA ripo1·tarsi L.

19,55'7,245 ·

ment.e il princip:,! por t.o del r egno italico nel!' Atlrialico; n eppur ,·i ha dubbio clic pe r rispetto olle circo.;tanzc politiche e militari elci m omento ha la piazza di J\ ncon::i u na grande importanza strategica terrestre e mariltirna spccialm cnlc; epp c ri, non possiamo concedere che i lavori in qu el po rlo ab!Jinno oggidì da camminare collo stesso passo degli SCJrsi anni. Sia pure che questo porlo abbia cosi infolice giacitura da non potersi c1mverlire in militare arscn;ilc, ma ad ogn i m orlo è forza s i r iesco prontamen te a foi·nc u n sic11ro r ifug io al naviglio ilali nno che p otrebhc essere chi.imato a comliallcre nel l'Adriat ico le ultime battaglie dell'indipendenza patria; e dalle parole che l'amniiraglio Persauo pronunziava in Parlamento nella tornala ri el 13 febbraio, ben possiamo ripromellcrci che il ministr o Pcrsano sapr·à provvedere in Lai proposito.


346

RIVISTA STAT!S'flCA

Riporto L.

19,557,245

cialmente al trasporto di cavalleria, artigliuria e materiale da guerra, cadu::io L. 2,500,000. - Altumgcmiento e trasformazione del h frcrrata S. illichele in pi ro fregata ad elice L. 1,600,000. Totale spesa 59,000,000 da ripartirsi in 4 bilanci successivi snl bilancio 1862 •

_

7,300,000

. Spese ~t'.cntuali, _pe1· indennità a seguito di diverse htL vertentt n ell' I talia m eridionale ed · originate fin dal cessalo go,erno borbonico

350,000

AnsE~ALE DELLA SJ?EZIA .

(La quota 1862 giusta

la lrgge 11 ottobre 1859 e 28 luglio 1861 sarebbe di 13,000,000; ma i l ministero credette bene non impiegarne in que.st' anno che 3,000,000 r iserbandosi a s pendere l'avan zo colla quota dell'anno 1863 . Egli può aver avuto buonissime ragion i ~ tal dccisiono : ben sap piamo qu_ant1 altn lavon siano urgentissimi ed esigano v rstost capitali : tuttavia non possi::uno v edere senzn rrncresciinento allentato l'm1pianto dello scalo nulitarc d'Italia) . . . . . . •

Totale spese straoi•dinarie L.

c.

-

@tlCl'O CoRYl,TTO . -

3,000,000 30,107,245

Ualiaac.

1'mllato elcmentm·e di (01·tifica:::;ione ca,npale,

approvato dal m inistero della guerra - 3a ed izione corretta ed ampliata - 1 vol. in 8°, L . 6 . - Torino, 1862 , tip. G. Cas-

soDe e Comp. Jllar1.uale per le operaz·i oni seconclm·ie di guen·a - voi. 1°, 3" serie della Piccola bìbl-ioteccb dell'esvrcilo - l volume di pa.p~ne 400 c~n 13 tav~le litog rafiche - , Edizione d iamante, L. ;i. - Tonno, 1862, tip. G . Ct ssono e Comp. JJover·i de,i sotl'iiffizial'i, capoml-i e soldati. - l ,,oJumctto tascabile di pag. 300, formato I'iccola biblioteca dell'es1wcilo, L. O, 60 (contiene per domande e risposte qua nto i rr~golamenti di disciplina, piazza, camrngna e del codice penale militare riguardano diroltamente ai sott'uffì:àali, caporali e solrh1ti). - Torino, 1862, tip. edit. G . Cassone e Comp. Novr. - Il teatro della gU<wra dal settembre al qiovembre 1860 tra Capna, S. Angelo, S. J orio, Palombaro, Triflisco, Caiazzo, 1\faddaloni, Caserta, Santa Maria - in 8° - Napoli, lire G. ANNO

VI. Voi.

m. -

24.


:348

l31Df,10GRAPICO rnJMESTRA LE

JJOLI.WfTINO

EscALoru Rocco. - {l'ersioue llal francese di Monuier) GaribalcU, R:ivoluzione dette cìv,e Sicilie. - Napoli. L . 5. MATARAZZI P . - Avven·imenti, politici-mititar·i dal settembrcf al novembre 1860, compiuti :ra Capua, S. Angelo, ecc. Ì\apoli . L. 4.

<a1,e11.•e f11.•anc~§i, Histoù-e dc Louvois et de scn administmtion civ·ile et m-iZ,,-taire jusqu'ù, la paix cle Nimègue. - 4e édit. en 12° Paris, chez Dumaine, L. 12. ,11émo-ire sur lo siège de Gaiite 1860-Gl avec 2 cartes miliiaires - 8 Stockolm, ~ . Boonier - 12 sgr. FAVE le colone! - Elude swr le passé et l'avenir de l'artittcrie, ouvrage continué à. l'aide des notes de l'emper~ur tomo lII , Bistoirc des progrès dc l'artille1·ie in 4°, avec 37 p l1mches - P a1is, Dumaine, L. 30. G11.11NrnR Cliarles - Le géné1·al Borgès avec portrait. - Paris, Dantu, 1 fr . (si pu bblictL per fascicoli). LEDIEU A. - Tmité élémenlaire des ar1ra1•eils Ù ·i:apctw cfo na·v<fyu l iun it -l'usage cles consl!ructeurs, des officìc1·s cle vaisseau, ecc. tom. 2 . Paris, Dunoè . 20 fr. - Si pubblica per fascicoli, Gu1LLAUi11E, le colone! - Documents inédits 1·élat1fs à l'i11• vasi on frar1çaise en Belg·ique en 1792 - 8 Brnxellcs ( opuscolo di 12 pagine) . HuoELOT (capitaiue d"état maj1r) - lntrodiict-ion aux conrs de lopographie et de {ortifìcalion à l'usage des sous-officiers - Paris, 6 rr. L'arméc suédoise, livraison G e 7 - Stockolm, Ph. Ma1-s. à 1 112 T hlr. Bi1ZANcoun1·. Les expé1l-itions de Chine et de Cocl11i11chine d'après les documenls officiel,; (fe partie, 1857-58) in so (434 pagine) - Paris, Arnyot. l o stesso. - Les sécnls de (épée. - Paris, Amyot. DA~JEL. - La guerre au x Etats-Uuis - Paris, VaoaL;kere. VANDEHLn.E . Considérations potitù111es, géograph·iques cl militaires sttr la guerre dans l'l talie cenlrnle l'1t 1860 Bruxelles, Muquartclt, fr. ,1.

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01u~1·e inglesi, Swnrnor.. -

Narrative or the North China Carnpaign of

1860 , containing personal experiences o( chinese character , and of the m ora! and socia! cm:d ition or the country, together with o description or the interior of Pekin. - 8 London,

Smi th e E. Clott. - 12 sh. LuGAS . Pon and pencil rerniniscences of a campaign in Sout Africa, i ll ustrated with 21, beautiful colour- tioded litogr:i.phs. - Imp. 8, Londoo, Day, Cloth - 21 sh. Moo1rn T. - Thc rebcllion record; a diary of american e\'ents, with documeots , narratives illustrative inc.idents, pocty etc. - London, Clotts, 21 sh . STUART, H. B. - A history or infautery, from tho earliost times to the present. - 12 London, Quaritch, Clotts, 2 sh. Fouliotm A. R . H. - Carnee, or the viçtìrn of Khondistan; a scence from military lire in India -- 12 London, Hamilt.on, Clotts, 2 sh. 6 d. Jom, I. A ST. - History or tie four c.onquests of England. - 2 vol. 8 London. Smith e Cio. Clotts, 28 sh. A memoire by lieutonant-geueral sig. ADERCOMBRYJ793-1 80 I, edited by his son James, lord Dunfermline. - 8. London, Hamilton, Cloth, 10 sh. 6 d. Ope1•c tedesche. prcuss ischor Major - Elemente der Taktik aller ·waffen rilr Offiziere, Aspiranten und Subaltern-Offiziere. -Borlin A. I3ath. Nal'. ResTow. - Hauptmann Ciisar, Die nenrcn gezogenen fo. f:J11teriegewehrc. - Darmstadt, Zeroin - 12 112 Sgr. Die 1h'till-crie im Felde. Eine Zusarumenstellung von Bei:;pielen aus der Kriegsgeschichte - Mit. 6, kleinen Plancn . Von eùne·m Arlitlerie offizie1·e. Dresdeo, E. Heinrich, 15 Sgr. WtTTJU,SHOFGJt Dr. L . Tasche::1buch fLir Militariir7.t.e. - 4 .fahrgang, 1862, 16 - Wien, ~eidel Sund Sohr in Commiss1on. Gcbunden, l Tlr. B EnliECK

TAGLIANO

GAETANO Gerente.


INDICE DEL VOLUME III. - ANNO VI.

I(;::

j

Gennaio. \_,~ Studi. mi litari sull'organizz,1zione clcllc nostr e fanlcl'ie . Pag. La divisione di riserva nella Campagna <l'Ancona. l 860 » Le fortezze dell'Austria secondo un arti colo pubblicalo ncll'Archiv degli Uflìziali prussiani d'artiglieria e del genio » Rivista tecnologica . ,. Rivista staLislica . » » Bi vi5'a bibliografica .

3 1S 1,0 1,5 [>7

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La Divisione di riserva nella Campagna <l'Ancona, 1860 . . Pag. t ot Relazione sopra le cose più notevoli riguardanti all'artiglieria ed alle altre armi state t.rallate, inventate, proposte cd approvale in paesi esteri nell'anno 1861 » 125 Replica alla risposta fal la dal generale l\enard alla lettera del ca pilano nello stato maggiore llelga Vandcnsanùc su I lavoro · in titolalo : Dell<i cavcilleria " 18S » 200 Cannon~ r cvoh'er )) 205 Rivisl a tccnologii:a . ,. 207 Rivista statistica . " 228 Rivista bihliografko .


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INDi C8

:ru:~nâ&#x20AC;˘zo. Studi sull'organizzazione di un esercito . . Puy. 235 La Divisione di riserva nella Campagna d'Ancona, 1880 " 'l54 Delle ar tiglierie da fuoco ilali3nc <lei secolo xrv e specialmente di una spingarda e di due bombarde csisl.cnti nel R. musco d'artiglieria . " " 289 Rivista tecnologica . " 31 e, llivisla statistica . ,, 319 Ilollcll ino bibliografico trimestrale .


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RIVISTA MILITARE 1862 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu