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RIVISTA MILITARE 1861 TOMO III

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RIVIS1: A

MILITARE ITALIANA 6l011NALE ~IENSILE

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v . - Voltnne 1n.

·TORINO, 186,1 1

TIPOGRAFIA EDlTl\lCI~ G. CASSONE E com>. Via S. Francesco da Paola'. N. 5 (9 rosso).

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STUD I SUI,

RECLUTr\\IENTO PER L'ESEHClTO rr~LIÀNO

2° - li reclutamento considerato sotlQ l'as(ietto della costituzione dell'rsercito.

Proprietà Letteraria.

Più volte dicemm'.o che le migliori annate sono quelle formate cli soldati in servizio perma:nente, servizio combinato in maniera. che le popolazioni possa.no' alimentarle sem.a troppa difficoltà; e quindi abbiamo replicatamente conchiuso non potersi ciò 'ottènere se non cqll.e due specie di soldati. Abbia.mo inoltre· già esternata qualche idea sul miglior modo di intendere questa costituzione militare. Or qui ci rimane d'applicare le cose di cui ci siamo mostrati patrocinatori; dimo_strare, cioè, che sono convenienti e, se potremo riescirvi , prova.re che sono migliori e preferibili a.U'attual sistema.· La costituzione d'un'armata dipende : A) Dal m1mero o forza., e dalla durata. del servizio percorso sotto le armi; B) Dalla composizione dei quadri.


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STUDI SUJ, RECl,li'l'A~IE~TO

A) Della (o?'Za e del senizio. Osserveremo innanzi iuito: che il minor tempo percorso in ~crvizi.o attiYo dai soldati, combinalo con una ferma un po' lunga, cfa facoltà cfoccrcscere la forza.; e c ii\ per la ragione assai se01 pi ice, che ri nnovando:;i più sovente le reclute nei corpi, vi sarà un maggior numero cli soldati ad essi ascritti. Tale infaLLi cm rinsdto fcsercito piemontese coll'organizzazione del 1832 al 1849, la di cu i forza, abbiamo clet.io, sommava a. 147,000 uorn..ini: ciò proveniYa clu.lla (ermci di 1G anni poi provinciali e dal loro servi1.io itLLivo obbligatorio limitato a mesi 14. Però abhiam detto aliresl che quella costituzione era viziosa. Dne clifoiti invero priuciralmente si prcsentasano. La forai, era più apparente che reale, e poca r educazione del soldato. Tu 16 anni di ferma molte erm10 le perdite ; e siccome le cla~si Yenivano distinte per anno di leva o di 11,t:.vita,' 11011 se ne potevano perciò r iempfre i ntoti, e si trovavano ben presto ridotte a meno della metà del loro effettivo . Occorrendo poi il bisogno di richiamarle sotto le band..iere, molb indiYichù si rinvenivano (specialmente nolle classi più anziane) affetti da malattie o da difet,ti fisici, ovYero avevano perduto il brio e la robustezza necessaria a sostenere le fatiche della vita militare. -ella guerra del 18:18 si verificò questo fatto : imperciocchè pochissimo conto si potè fare dell'armata di riserva; essa non entrò, si può dir mai, in campo; cosl che dei 14,7 mila uomini sopra dotti, si dovette calcolare appena sn '10 mila, i quali ben presto ftu·o110 ridotti a 50 mila. In fatto d'educazione militare, questi 50 mila erano, se vuolsi, buoni soldati e disciplinati; ma avendo fatto un primiero servizio assai lim..itato , e la maggior parte ammogliat.i, tenevano il pensiero rivolto cosùmtemente alla famiglia, e si vedevano di mal umore e contristati

l'l>R L' JlsrmCITO l'r,ILI AN O

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pel danno che quel ~oro richi_amo sott~ le ar~ re~~v~ ~ loro privati interess1. Epporc1ò non esisteva m e:_ si, er_o spi1·ito militare : era diHìcile ins~ira~· _loro quet, sentimenti d'<~bnegazione, d'isolamento md1v1duale, e d affetto per la bandiera, che è sommamente essenzi~e si~n~ i~rncdesimati nei solclaii, e dai quali nascono e v1epp1ù invigoriscono l'energia ed il coraggio (1).. . Da queste riflessioni su d'uno stato di' coso d1fe~to_so \eh~ sebbene attualmente più non esista nelle nostre 1stituz1om militari, credemmo in proposito di segnalare a norma ed a ragione di quanto qui in seguito siam per proporr~), conclu<,i.crcmo: che la forza di un'armata sar~ _su~~ie~tc allorquando potrà corrispondere a tre condtz1011.1_ rndispensabili: al bisogno clello Stalo, combinato colle 1·,s01·se delle popolazioni, e coll'e<Lucazione mornle del sold~to: . . Sebbene abbiamo già discussi i due pnm1 punti nel precedente capo, vi aggiungeremo però quello_ c~e. c'insegna il genera.lo La :Marm.ora nel suo _opuscolo _n:dmzz,ato agli elettori cli Biella.: clov1wvi essere cioè una d~v1sione pe~ ogni m,ilionc q,'abitanli. Questo generale, avendo per molt~ anni retto r amministrazione generale della guerra, egli q certamente più d'ogni altro perito su questa materia; è un'autorità sulla quale possiamo appoggiarci ecl accettare questa proporzione come convcnien~e ~cr 1'.3 risorse_ della popolazione, ond"essere in grado d1 nforrure cd ahmen, tare continuamente l'esercito. Diremo dunque che secondo il calcolo presentatoci da qucU'opuscolo sulla fo1:1.a di una diYisione, l'esercito deve essere in ragione dell l l fl per cento verso di essa; e quindi il r eclntamento annuale deve dare un contincente atto a conserrnre l'a.rmata in corrio ~pondenza. di tale condizione. (I) Il poco spirito militare cli qu ei ·soldati clip1·11dcva principalnienlc 1lal non essere stati stabiliti dei richiami rrgolni·i e a,l cnoche fisse pc•· 1111n 1110,·a d, sti·,·izio iu ttmpo di pire. l),•1 che r:igionc·n•11101 in apprnsso.


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STUDI SUL RECLÙTMIENTO

Veniamo on. a ragionare sulla terza quistione : l'educazione mornle del soldato: la quale _è la conseguenza della ferma e del servizio, ed il cui accordo razionale forma .la co,s tituzione propria dell'armata (oggetto del nost.ro argome:ato). Pi;ocuriamo perciò di risolvere il s~guente problema. , ,e Per un dato numero di gente da guerra (un corpo, » un battaglione, .squadrone o compagnia), a seconda delle • varie armi, e colla condizione di ·avere de' soldati di » ordinanza e dei provinciali: come dovranno ei,ser~ fissate » la ferma ed il -servizio , e quale dovrà essere la propor» zione fra queste due specie dt soldati, affine di riuscire » ad una buona organizzazione militare? » Risponderemo coll'enunciare alcune nostre. idee. a) La ferma vuole essere dj anni otto pei soldati di. orclinanza e di ·dodici pei provinciali; divisa questa in ollo anni di servizio nell'armata attiva, e in qttaltro nell'armala sedentaria ;o di guarnigione .. b) Il servizio deve essere pe1·man;nt.e o continuato durante l'intiera ferma rispetto alla prima specie di soldati : sarà ridotta ai primi tre anni per quelli della seconda; colla condizione però ch'essi dovranno es-sere richiamati ancora due volte ai loro corpi, ançhe in tempo di pace, nei successivi cinque anni, entro i quali essi ancora apparterranno all'armata attiva, per farvi un servizio di sei mesi. Final,mente, tr,aslocati nell'armata sedentaria, potranno essere bensì radunati per rassegne o per brevi esercitazioni nei circondari' o nelle provincie in cui si troverebbero domicilia.ti , ma non mai dislocati, se hon in tempo di g~erra per essei·vi impiegati in modo speciale (1) . (1) Siccome la parola risei·vn deve indicare degli indi vidl1 i a di~posi, zione del governo per accrcscHe in tempo di guerra la forza stabi lii.a o r iempirne le perdite, abbiamo pcr,-iò pensato di servirci di questa espressione w·n;aln secl~ntu·r ia o di gurin,ig..:One per des.ignare la lru ppa di veterani proYinciali i qtwli ancora asc,. iLti all'esercito dopo otto anni di ferma

P!slt L'ESERCITO I T ALIANO

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e) In quanto alla proporzione fra le dùe specie di ·soldati, diremo : che per la fanteria , il genio e treno d'a1:- , mata l'ordinama ~l)ba essere il quarto od il quinto del totale della forza , meÌ1tre che per la cavalleria e l'artiglieria. sarà ' non meno della metà. "" Le ragioni che ci hanno indotto a stabilire questi principii di costituzione militar(;)- sono: o,) Che per formare individui atti e capàci pei gradi di 'bassa forza non si può far a ni.eno di un nucleo di soldati d'ordinanza. La que,;tione su ' questi graduati non è relativa al tempo che ci vqole perchè un soldato possa essere elevato al primo grado della scala d'avanzamento. Conveniamo, ed a11Zi troviamo ben fatto, che dopo il primo anno di servizio possa egfr essere promosso caporale; ma per·chè i quadri siano ben formati , bisogna vi sia una ferma abbastanza lunga, onde s'impratichisca1io dei loro doveri , vi acquistino quell'autorità che •è frutto di varii anni di servizio· continuato; e così siano provetti ed anziani. Possono d'altronde in otto anni aver percorso quasi tutti i gradi della classe dei sottuffiziali, avere perciò quàsi una posizione ed ultèriori ,speranze di carriera, per cui facilmente potranno risolversi a contrarrl:) una secon?a ferma: se ne ricav.erà. in questo mod0 il prezioso beneficio di conservare nell'armata i veterani, buoni soggetti da noi accennati parlando dei· surrogati militari. Tutto questo adunque ci spinge_a desiderare che vi siano soldati d'ordinanza e che la loro ferma sia di preferenza di otto anni e · non di cinqiie_. Rispetto ai provinciali avremmo fovece aumentato di un anno la ferma , diminuendone però di due il primiero restanq,a disposizione del governo per ogni.,specic di biso'.i:;no polilico o militare; (sarà qu esto rnggelto che ci proponiamo a suo tempo di trattare). In q.uesto modo C('edin mo poter evitare confusione nelle dcnominnioni, e perciò farci mrglio intendere in tulle qu este specificazion i ·a cui ci costringe ìl sogge tto del nqstro ragi onamento.


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S1'UDI SUL RECLU'I',\M ENTO

servizio. ReÌa:tivaimente alla ferma che sia, di undici · o di dodici anni poco importa. Abbiamo già osservato · che - l'uomo del popolo ed in ispecie il contadino invecchia assai presto : sebbene l'abitudine, la libert.à d'azione o il genere del lavoro facciano sì che poss~ sopportare fatiche aucorcl1è uom maturo, non sarà però là, stessa cGsa in' quanto a qu~Uo che esige il servizio militare : dopo i treut' armi éli età non gli si rinv}eue più qqell'attività ocl energia richie,s ta : e tutt'al più potTà prestare un servizio sedentario (1). È questa la'. ra.gione per cui nel 1822 veniva per la prima volta introdotta nell'esercito quell'armata di riserva da noi sopra citata nel sunto _stori;o della formazione di quei tempi : ed ora noi riputiamo cosa assai utile il rav. vi'varne la memoria., percbè in questo modo ve;1gono separati' · i robusti 'e giovani soldati dai meno validi 'o loo-ori o dalle campestri fatiche : ossia, questi venendo ,tolti clall'eserc1to operante., esso riescirà migliore. Saranno tuttavia ancora conservati per· quat~ro ·anni, poichè vecchi soldati , ed educat~ militarmente, possono essere benissimo utilizzati ai molti servizi secondari od accessori della grn:;rra. b) Nel corso di questo ragionamento spesso ripetemmo che le migl~ori armate sono quelle formate di truppa pe1;manente : non occorre perciò che più oltre cì arrestiamo per provare l'asserto nostro (ammesso d'altrondr. da ognj qualunque opinione), relativamente al servizio dei salda.ti: d'ordinanza durante la loro forma . ' In quanto a quello dei provinciali già dicemmo altresì (1) Che prematura sia la vecchic~za dei soldot.i provinciali ognuno lrn poLoto convincerscuc nel 185!). Nella chiam.i ta per la g-uerra. contrn l'At i s tria recò sorpresa il decadi monto fis ico' che fu rim a,·caLo n e lle classi 1 S28 1829, Sebbene avessero fatta la primicra gnc1Ta l8I18-l849 e fossero st..Jti alcuni anni sotto le ai:mi, •non aveyano più disinvoltura mil itare, il lorn aspeLlo era cangiato: erano soldati mesch ini ' e non più idonei ad entrare i11 c:-tmpagn~ .

PER L' ESERCI TO ITALI ANO

che dopo arruolati dovrebbero rimanere tre anni soltanto sotto le anni. Questa riduzione di due a1mt rispetto all'obbligo ora prescritto dalla legge, è necessaria, se si vuole avere un certo numero di classi ·o contingenti (secondo l'antica denomil1~zione), che si succedano ad attingere la prima educazione milita.re; vale a dire ingrossare efficacemente le file dell'esercito. Ci:ediamo d'altronde che questo spazio di tempo (tre anni) sia stlfficiente aJ tirocinio voluto, sul riflesso che non ·occo1Te ricavare i quadri dai provin•ciali (l); potrà for~e esser:vi difetto per la ca~•a.lleria od m:-tiglie:ria, ,ma abbiamo la convinzione che sarebbe forse emendato dal richiamò a tempo fisso, ·ogni due a1:mi circr~, per un servizio di sei mesi: cosa •che abbiamo indicata come condizjoµe essenziàle d'istruzione e di spirito morale militare pei provinciali (2). · Tralasciando per ora di specificare come sarebbero rerto1a.ti questi richiami semestrali, vediamo cosa debbasi ~retendere dai soldati provinciali in fatto di spirito milita;re. Che rimpatriati ,non venga. interamente distrutto il sentin1ento militare, e ebe gl'interessi della famiglia non canc~llino la • memoria della vita, della gloria, del -corpo, e l'affetto ai superiori e cmnpagni d'armi. Vi sono dei fatti, delle fuclicazioni o segni che dimostrano ccl affermano lo stato di certe cose assai più che qualunque raziocinio. Tale si è di quest~ : nel corso della n<:ìStra carriera ci passarono sott'oc_chio ·i vari sistemi d'organizza(1) Nel rugionare sull'organ izzazione dei corpi vedremo che ci parrchb? convrnientc vi · fosse qn:dchc graduato appartcnèutc ai provinciali. E quest;i un'eccezione che diniostrcremo u tile ; ma se è considerata come cccez.ione, 11011 distrugge il ' principio. (2) Fal'cmn osscyva1·c che la maggior parie cl e i soldati nella spcdizin nc d'Oriente uel 185:, non avevano più d i t re :nini di, srrvizio: erano pel'Ò sol,bti cum piulamcnle c,ducati: dicdcl'o pro<•c soddi~focrn lissirne in qncll',1rduu' impresa : qncsto corpo fu ammiralo dal l"inl i,•,·n Enropn come tru ppa di gra ndissimo pr<"gio.


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STUUT SOL RECLOTA)IENTO

zione per via delle varie forrne date all'armata piemontese : parecchie furono le circostanze politiche o di guerra che obbligarono l'esercito a radunare le inticre sue forze; dobbiamo francamente dicLiaraPe che, se- in generale i provinciali furono ogniqualvolta pronti a rispondere all'appello del governo, tuttavia quelli che si dimostrarono i più volonterosi e disposti a ritornare soldati, furono gli antichi dei contingenti iµstituiti nel 1816. Questo spirito migliore noi crediamo debbasi pienamente attribuire al ritorno di · quei provinciali ai corpi per un ordinario servfaio nel corso della loro ferma. Che fosse questa la causa cli un tale risultato è cosa a~sai chiara : sebbene ritornati alle occupazioni civili, ancorchè padri di fa111 iglia, il pensiero era tivolto al doYere di soldato, che sapevano non essere compiutamente soddisfatto : ne rimaneva in essi sempre la memoria ed il sentimento : e perciò il distacco dal patrio tetto era un'idea positiva, immutabile, e quindi nQn molto penosa: !'epoca .iu uui se,ne sarebber o allontanati era preveduta, e così vi si preparavano da lunga mano; per cui. a meno cli poche eccezioni, ognuno provvedeva ai bisogni della casa, della famiglia, e partiva coH~Lmente indi rizzata alla bandiera, sotto cui andava a ritrovare gli antichi compagni d'armi. Questa, disposizione dell'animo facilitava e rendeva pure m en dolorosa la partenza, se il richiamo era inaspeL\ato o per la guerra. L'idea di essere soldato era naturale, era la distinzione di un carattere, il quale ~era considerato un pregio e non un carico; e perciò questo soldato aveva la coscienza che prima d'ogni altra cosa egli si doveva alla difesa deJlo Stato : ne derivava finalmente che la facoltà di rimanere a casa come soldati provinciali era rnvvisata quasi c9me una concessione temporaJ'ia e non un diritto. Non crediamo aver esagerato nel defmire questi couc-.ctti ~egli antichi soldati provinciali , i quali , f;C ci I

PER ~•F.Sl<:RC!TO lTALIAISO

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confermano nella nostra opinione sul vantaggio morale prodotto dai suindicati richiami, è vieppiù a-v::Yalorat~ dalle nostre osservazioni fatte cziandio sul loro modo cli pensare n ei loro stessi paesi, quando si trovavano in congedo limitato. Nei t empi scorsi, av~ndo fatto frequenti per egrinazioni, massime nei paesi cli montagna, ci toccava spesso di r icovrarci nei casolari dei villici o pastori; e non _cli rado ci capitaYa cli ritrovare èolà elci soldati del corpo cli cui noi pure faceva.mo parte. Avendo ripetuti questi viaggi in varie epoche, ci accadde n ei primieri di incontrare quelli degli antichi contingenti, menl,re che nei pitL recenti vi rinvenimmo quelli delle classi temporarie (dell'organizzazione 1832). I primi venivano festosi a cercarci: la notizia della nostra comparsa volava tosto di bocca in bocca, e se per caso ve n'era piL1 d'uno, si correva a cer care il compagno od i compagni acciò venissero anch'essi a salutarci. Moltissi1nc erano le interrogazioni sul reggi.D:1:ento, e nell'accommiatarsi n on ommettcvano d'incaJ:icarci di rammentarli ai superiori, ai compagni, e se n'andavano poi sempre dicendoci: «dunque a rivederci fra uno o <lue anni, ecc. » . Invece i secondi si mostravano riservati, timidi , poco o ·nulla espansivi, e le loro questioni si aggiravano per sapere se avrebbero · cor so il rischio cli essere ancora richiamati. « Signore ! dicevan~ essi, noi abbia.mo fatto , il nostro dovere, speriamo hene non avranno più bi» sogno di noi I Non è vero?..... Se dovessimo ah bandouare , la casa 's arebbe una. r ovina per noi! (1) , : L'animo loro era vacillante fra la speranza di nou più ritornare ed il timor e di essere richiamati. E perchè questa differenza? Ripetiamolo pmie, perchè ( t) Qncsl•• parole o qncslioni son o testuali, qunli c:i ru rono molle ,·oll:e foll.,· in di versi paesi, cd csscn,louc sorprc,i , n e. ahhi~11,., c1111se rval n la n1111·1111.>ronzu.

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12 STUDI SUL RECLUTAMENTO i vecchi provinciali sapevano cli dovere ancora prestare

un sei•vìzio militare, mentre le classi era.no tuttora incerte se loro ·dovesse ancora spettare. I primi si consideravano soldati , i secondi t emevano d'esserlo ancora. Ciò per il passato. Si presenta ora la questione di prevedere quale sarà lo spirito dei nostri soldati , tutti provinciali, secondo l'obbligo cl.i servizio voluto dall'attuale legge sul reclutamento? Non si può ancora rispondere. Sebbene questo-sistema sia in vigore già da otto anni , successero sì frequenti e sì ripetuti i richiami, che essi sono provinciali sol.di nome e non cl.i fatto; allorquando_ una pace duratura ci permetterà cli restituiré i nostri valorosi soldati ai loro focolari, non dolJbiamo forse teniere che eBsi propendino a diventare quali abbiamo veduto i loro i)redeces~ori delle classi temporarie? Noi lo paventiamo. Noi siamo convinti· che malgrado la migliore condii.ione di un S!3rvizio di ·cinque annÌ , l'affi.dament·o o speranza. di ·terminare il restante tempo della forma in patria, genererà pressochè lo stesso spirito antimilitare : e pei'ciò concludiamo col ripetere che, oltre al primiero servizio cli fre anni da noi proposto, deggiono essere obbligati per due volte ancora clura.n:te la ferma atl un serviziÒ di sei mesi. e)· Assai brev\') sarà il nostro ragionare sulla proporzione fra ,le due specie di soldati nei corpi. Nel complesso delle materie già svolte abbiamÒ detto che l'ordinanza, oltre ad essere il vivaio dei minori graduati, è ancora il ceppo su cui· s' innestano i nu@vi ranii dell'albero; ma, lasciando .le fìgcu·e, diremò : che fra questi soldati si forma.no le nuove reclute. I provinciali imparano da essi le massime e le ìstruzioni militari e ' . perciò ci pare avere stabilite·delle proporzioni secondo le varie armi , che credia.i;no corrispondere a questo doppio oggetto, dei quad.ri e dell'educazione.

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PER L'ESERCITO l'I ,lL!Al\O

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La cornbinazioT,1e delle vàrie condizioni relativa.mente alle due specie cli soldati, di cui chscorremmo fino ad ora, ci pare n.0J1 presenti molti o gravi difetti : rin}arrà però sempre l'inconveniente;, che la maggior partè dei provincia.li saranno arnmogliati. Però con questo nostro sistema ci ·sembra possa esserne minore il numero. tJn soldato che sta tre anni al corpo e che dovrà ritorriaJ·e ancora due volte nei successi vi cinque anni, i)referirà fo1:se di soclclisfare interaurente aJl' obbligo del servizio prirp.a di crearsi una famiglia, e perciò ci lusinghiamo che gli ammogliati si scorgeranno piuttosto nei. vqterani dc1l' armata sedentaria, che non nell'~1rmata attiva. D'altronde i fatti o le prove di quarant'anni e pÌù, . durante. i quali il Piemonte possiede un'arma,ta in cui questo difetto è assai sonsihi\e, ci dimostrano che non è poi gravissimo : forono pure questi padri cli fa.miglia buoni soldati in guerra. Non crediamo dunque questo .un ostacolo così importante alla costituzione militare. · · Finiremo questo capo coll'accennare il modo che a i10stro parere sarebbe più appropriato per la ,designazione , alle due diverse specie cli soldati, acciocch j ria ·operata giustamente e facilmente. Abbiamo stabilito che le reclute, giungendo al co·r po, devono rimanervi tre· anni continui : dovrebbero quindi esservi avviate sem:a distinzione di specie , cioè armolat e semplicemente come appartenenti ·alla classe dell;anno di nascita cli cui fu fatta l'ultima leva. Nello sca.d ere ·del terzo anno soltailto si clovTebbero verificare le situazio:ni individuali cli famiglia e classificarli p(i)r serie di posizione; farebbero passaggio nell'ordinanza quelli .meno necessari alle case loro, ~ non ,11 di là del numero sufficiente a riempire le mancanze succedute nell'anno che sta per spirare. Il rimanente della classe rimanendo così ascritto ai provinciali, sarebbè rinviato in patria colla CO!ldizio~El

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STUIJI SIJL RF.CUJT,\)Jl;:STO

l'ER L 'ESl-:RCITO JT,IL!A~O

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del doppio ventl.u·o survizio semestrale di cui già più 1 volte si è parlato (1). Le designazioni sarebbero così fatte da.i corpi stessi. Non potrebbe farsi altrimenti senza che nascano difficoltà e lentezza d'operato: non crediamo poi possa tal maniera peccare di giustizia, eioè vi siano dispari:tà o disuguaglianza sensibile di ripartizione rispetto al totale del contingente cli una stessa classe da licenziarsi, poìchè, se si riflette che nel corso dei varii anni in cui questo sistema cli reclutamento sarebbe attuato, ne consegLùrebbe che i var~i corpi d'un'istessa. arma avrebbero ricevuto ogni anno un egual numero cli reclute : a meno cli eventi straordinari, le vacanze o perdite non ·sarebbero molto disuguali fra esse, e quindi il numero di coloro. che dovrebbero passare nell'ordinanza 1·iescirebbe ezianclio presso che il medesimo (2). B) Della composizione dei quad1·i.

Di qualunque forza sia un esercito, qualunq~ie sia. la ferma ed il tempo che i soldati siano trattenuti sotto le armi, noJ1 potrà es,,5ere buono e va,loroso seuza una, disciplina ben intesa, la quale, non solo pieghi l'Lwmo all'obbedienza, ma gli sviluppi l'intelligenza e. innesti in lui il cara,ttere militare (3) . La disciplina è l'opera continua dei superiori o graduati, i quali sorvegliano, dirigono ed istruiscono le truppe poste sotto i loro ordini. Siccome il nostro soggetto (a norma cli quanto abbiaino ( l ) Questa rrrnni crn d i ,lcs ignnzionc è pien,mcntc d'accordo col principio cmunciato nelle prime pagine di questo ragionamento: clouer essere ripartilo a secmida dei bisug11i cM!e (m11iglie il, servizio mi/itm·e. • ' (2) Se a lcuni corpi prcsr.nlnsscro srnsibili difforenze, il mi n istero della guerra potrebbe ripllrare al danno ordinando ,lcllc t raslocazioni di corpo. (3) Soggi!lto già particolarmente trattato nel nostro opuscolo intitolalo: Almne consiclerazioni sulla disciplitia mililw-e: G. C , Torino, tipografia Parnv in. t A6Q.

stabilito nell'esordire di questo mgionamento) abbracciét soltanto la parte elci quadri che è tratta dai soldati stessi, cosl vediamo se il nostro sistema offre i mezzi convenienti per procurarci dei caporali e dei sottufficiali. Il soldato che è scelto fra i numerosi compagni ed a · cni si conferisce un grado ed un'autorità., oltre alla condolta.~ deve avere delle cognizioni che lo rendano capace ad ammaestra.re ed essere di guida ai subordinati: cognizioni che non potrà acquistare se non collo studio, ed abitudini, che sono frutto <J,i un tempo continuato nel servizi~ militare, e petciò si otterrà , questo scopo meglio e pii1 facilmente con l'elemento di soldati cl' ordinanza che di provinciali. . Il vantaggio non sarà forse grande per la scelta dei caporali, se vuolsi , ma diviene essenziale , diremo anzi indispensabile peì sott'uffiziali. Che tal ·sia la cosa noi lo scorgiamo dalla legge !'fleclesima ora in vigore. Sebbene dettata collo scopo di un servizio uniforme, si fu costretti di decretare che almeno questi graduati piLt eleYati fossero d' ordinanza: e ciò perchè era evidente che abbisognava un nucleo, d.i una orditura. stabile e permanente per buona costituzione militare. Ma ridotta o ristretta a questo numero, l'ordina.uza fu insufficiente e mancò l''e lemento della scelta. Fu insuiliciente, perchè l'azione disciplinare non è limitata ai soli sottufficiali ed ai caporali, ma ne hà.nno pur parte i soldati stessi anziani . Mancò l'elemento della scelta, perchè si fece calcolo su di una speranza. Avendo stabilito, cìoè, che un solda,to potesse divenire caporale dopo un anno cli servizio : combinato questo coi cinque anni voluti d'obbligo, si credette che i caporali i quali avessero ravvisato prol)abile un maggior avanzamento, tm di presso all'epoca od anche prima del licenziamento delle loro classi, volentieri sarebbero passati nell'ordinanza per conseguir e il maggior grado (e

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STU!ll SU L RllCI.UT!I \iE ~ 'l'O

forse questo pensiero fu pure la cagione principale per avere _stabili~o qu~l tempo d{ servizio piuttosto lungo 1'>er s0Jdat1 provmc1ah, e che dimostrammo assai pesante per le popolazioni) . Fu dunque una . condizione sine rp,.a non dell'avanzamento. Ma il calcolo andò fallito invece d~ ambire i gr<_1,di , furono rifi utati per rimaner; provinciali. Stabilfre dei p rincipii di legge su -cli una, semplice sper anza è sempre un errore. Iùfatti ne rùmltò che i capi di corpo dovettero adoprare infiniti l'llezzi , usare riguardi e scandagli per sopperire alle vacanze: non fu loro dato cli ·scegliere, dovettero rassegnarsi a conferire quei grac.U a coloro soltanto che un'accurata ed abile diplomazia aveva riescito ad indurli d'accettare la condizione prescritta.' Negli ultimi anni che precedettero la guerra del 1859 questa diffi?oltà diventando vieppiù grave , si. pensò cli modrficare quell'articolo della legge di reclutamento; e nel 1857 venne concesso che fra i caporali meritevoli di avanzarnent,o potessero essere promossi quei tali, i quali si rifiutassero a cangiare di specie; rrÌa però fossero sempre preferiti quelli che sarebbero passati' n:effordinanza:' Il rimedio fu peggiore del male, imperciocchè non essendovi messe condizioni ed indicato il numero di queste e~cezioni cli ·favore (d'altronde difficili, se non che impossibili aspe~cificare) tutti o pressochè. tutti lo reclamarono come un diritto, ed a poco a poco la grande maggioranza dei sott ufficiali fu di provinciali. Da questo stato di éose ne derivò minore solidità e bontà, poichè, oltre allo spirito militare che i provinciali hanno certo in minor grado , ad ogni licenziamento di classe i corpi rimasero presso che . senza quadri : insorsero più gravi le difficoltà di surrogarli e massime per le cariche contabili ; e sempre più divenne evidente il cl.anno che non vi fosse un certo riumero . di soldati di . çi:rdinanza_ 1

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P.E:\ L ESERCtTO !T .\LIANO

Da questo si comprende ehe la èostituzione militare ne soffrr. e divenne debole -e difettosa. :Non crediamo possano contraddire a qt-iesta nostra concl usione le egregie prove dèJla guerra di Crimea, di Lombardia, come ancora la brillante ultima campagna delle Marche, in cui l'esercito nostr o lia aggiunto maggior fama ancora alla sua ~mtica riputazione. Osserviamo! Nel 1855 il corpo di spedizione d'Oriente sommava appena il quarto della totale forza sul piede di pace : erano scelti i capi, i quadr'i ed i soldati : quei soldati dacchè erano 3tati a.rru0Ja.ti, non si erano .mai a.llontanati dall-e han<liere, e frn i sottnffi7.ia1i' pa.reccb i ve ne erano anziani ed ultimi residui delle leve precedenti f\} 1852, e perciò d'ordinanfa. Nel ;1859 essendo richiarn.ati i soldati di <piella. spodizione, da. poco tempo rimpatriati, riportarono nelle -file delì' e:;;ercito · le massime e le virtù militari iufeudate in quella guerra_; servirono ad inculçar_e negli altri le abitudini dei campi; però i g radmLti peccavano d'autorevolezza, e sebbene vi rimanessero ancora a1cuni di qnei veterani che avevano conservato il fuoco sacro dello' spirito e delle antiche tradizioni , h loro inpu_enza ora minore. Non vi ftu·ono cose notevoli .di poca disciplina,. ma. potevansi rimarcare delle 11egligenze. D'altronde la lJravura inerente de' nostri soldati, eccita.ta dai suceessi cli una cam pagna sempre fortunata su ppli al difetto; ma la disciplina non aveva quell'assoluto potere , per cui le operazioni ed i servigi si eseguiscono senza fatica e spintà. Finalmente l'ultima campagna venne in trapr esa con corpi che un anno di bene iippiegato studio servì,ad organizzarìi, e composti di soldat i continuamente e~ercitati, vivendo si può dire gnerr escarnente, non potevano fallire a qua11to si aspettava dR, loro. Succeda però una pace : l'esercito ripigli il corso normale del servizio: sccoudo le istituzioni che lo r eggono: le classi siano licenziate regoìa.rmente dopo compito

ora

AN.NO V. Vol. Ili. -

2.


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S'XUDl SU-L RE CL CT ,W frnTO PER L'ESERCITO ITALrANO

l'obbligo dèi cinque étnni: rinasceranno le difficoltà, i difetti da noi rima.reati. Le cose stesse da noi indicate.,sullo stato di guerra :iJ.1 cui siamo tuttora, confermano il nostro asserto; ci convincono cioè, che senza. soldati d'ordinanza non vi può essere una buona con1posizione di quadri, e senza buoni quadri difetta la costituzione dell'esercito (1) .

,.

• (1) Il servizio di cinqtle anni non può considerarsi qual fer ma d'ordinanza. È forse questa una cosa eh~ ccrtlmi 'v orrcbbcro sostenere, e si cita l'arm,1tu francese ad ese1hpio. In qncll'a nnuta la ferma è di set.te anni; possono esservi delle concessioni di l icenze antic ipale, ma non stabiliscono un diritto, la qual cosa ha una gra;1dc importanza morale. D.'ultrontle, come già dissirno più sopra, si conservano i vecchi sot.tufficiali con premi, distintivi ed altro. Qncst.o sistema di cose pùò cs~ère aAottato anche da noi, ma però n.oi crediamo che meglio ,,urrà una ferma d'ordinanza _ di otto anni, massime c.he, secondo quello ch e abbiamo procurato ,di dimostrare, col- modo da noi proposto, oon sì r echerebbe grave carico alla popolazione.

G. C.

LA

CAl\1.P AGNA nr

GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE NARRAZIONE MJLITARE

CAPO VI.

-~-

llAl, L'ArEnTUIIA llELLE OSTII,IT.~ ALLA GIOIINATA DI CASTE LFI.DAHDO.

N,,1 pomeriggio del •I O _dicembre , giu nli pl.'r lelegramma a Cavou r, ugualment e ,che a Fanti ('1), riscontri nrgalivi delle I_oro missivf'. ad Anlonrlli ed a Larnoricìère, il Re ordina\'a seguisse il fotto alla minaccia, die cioè le truppe nostre varcassero (t) Il generale Larnoricièrc,-nel pomeriggio elci 10, r iscontrava al gencrnl~ F-inti : non auere nè qualità,, nè a,u/o-,·ità, pci· rispondere a.tl,,i manc/a;agh, comunicaz-ione , /a q1.w-le egN rassegnerebbe e~ Ronm, da dove pi-esto riu-re besi 1·isconti·o.


20

LA CA)I PAG/IA DI GUERRA

NELL'u ~rnRH E NELLE MARCHE .

tosto i confini e piombassero sul nemico per le·vie più brevi e decisive. Alla sera di esso giol'llo il generale in capo, Fanti, mandava al _generale Cialdini l'oril ine di entrare nelle Marche verso il mezzodì del giorno seguente, ~erbàirdosi di ·entrar alla stess'ora nell'Umbria col 5° corpo; ed a questo proposito, nel mattino del dì ·1,1, eg,li emanava alle truppe d'operazione il seguente ordine del giorno:

Marche delle dne divi.~ioni riunite di Cialdini, qnindi diremo qpelle nell'Umbria del 5° corpo, e finalmente quelle sull'Ap-· pennino della ·I 3" divisione.

,

H

U(fiziali, · Sott'uffiziali e Soldati!

Bande strauiere, convenute da ogui partr1 d'Europa sul dell'Umbria e delle Marche, vi piantarono lo s\éndardo n mentilo di una irligione che beffeggiano. - Senza pàtria ,e » senza tetto, essi provocano ed insultano le p,opolazioni onde » avr,rne prelesto per padroneggiarle. - Un tale martiri o deve » cessare, ed una Uile tracotanza ba da sopprimersi , portando n il soccorso delle noslr~ armi a quei figli sventnrali d'Italia, • >) i quali sperarono indarno giustizia e pirtà dal loro govemo. , « Questa missione cbe il Re VITTORIO EMANUELE ci confida; » noi compiremo ; e sappia l'Europa-die l'ltalia non è pit1 il con1> vegno ed il trionfo del pit1 audace o fortunato avventuriero. (<

•>> suolo

" Dal quarlier generale in Arezzo, l' 11 settembre 1860.

«

(( Il ministro della guerra comandante i n capo le t ruppe (( M. FANTI )),

Per tenere UD certo ordine nella narrazione delle operazioni militari 'dal principio delle ostilità alla giornata di Càsteltìdardo ( 1 8 settembre), noi corninciererno per quelle nelle

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\

I. Operazioni nelle ~iarche tiella 4" e 7a divisione.

/

Urbino -era insorta (8 settembre) e fu gali i gendarmi pontifici, à.bbaltuti gli stemmi dell'od~at_ò governo, avea proclamalo fra entusiastiche ed unani rne grida quello del i·e italiano. La vieina Fossombrone avea seguito il generoso esempio,. innalzando· il tricolor vessillo. - Informato il Lamoricière (addì 9) di tali. insurrezioni, e.gli .avea t.ostd ord inato al generale Di Curlen di dirigersi in tutta diligf) nza . snlle ribellate città per ridurle a\l'orùine. - AssalitasviÒlenteruent~ (·11 settembre) da una for:te colonna, hcadde Fossombrone in man . de' Pontifiei, i quali vi rinnovarono a poéo presso gl i eccidii di Perugia; ma essi non ard irono però di avanzarsi su Ul-bino , ove di piè ferm o gli attendevano· in armi i generosi cittadin i, aITorzati da 300 volontari apcorsi dalle finittime terre, e, Lutti risolu ti all'estrema resisteoza.' Anche Pet:gola crasi con entusiasmo straordinario sollevata , e vi si s~stenea il movi mento nazionale col conco'rso di masse d'inso1;li da tolta -la -val le del Cesano. - Le altre consorelle cillà frenavano cfstenlo il desìo irresistibile di scuotere l'abbor. rito giogo, e tutte aspettavano a br3ccia aperte l'esercito libe· ratore, cui già di sopp'iallo aveano preparato fior i e corone. Nèlla sera del ·1 O il presidio di Pesaro erasi portato a 1,200 uomini, comandato dal colonnPllo Zappi. - Fano occupav~no 300 barbacani (indigeni); e quasi tutta la 3a brigata pontific ia, spanita in parecd1ie colonne mobili, scorazzal'a dinanzi An'Cùoa, fra Esino e Me tauro. Per tulla la Ct/nlradil er;(si µroclamato lo slato d'assedio , e I

•


22 LA CA)lPAGNA DI GUERRA così ferociss imo, che il mondo .civile durò fatica a credere all'auteuticità del suo testo ('1). Premeva impertanto a Cialdini di spicciar le sue mosse per .' cogliere il nemico disseminalo, uè dargli tempo di 1;accozzarsi ovunque, sconfiggendolo allèl spicèiolata; perciò gli" conven i,·a marciar innanzi su più colonne, al fin e di megl io spazzare tutta la contrada ad un lernpo. A tale c,gg<~llo, disponendo di due divisioni, · la 4-a e la 7:i , (poichè distaccavasi la 13" su ,per l'Appeun ino), giudizio.samente egli avvisò di dirigere la 7a per Tomba, Pozzo e Val d'Arzila a sgombrare la media valle· del Fogl ia; sorpiender Fano, e tagliar così ogni via di ritirnta al presidio di Pesaro; mentre la 4,a diyisione, afforzata della riserva (per tale occofren~a forma ta appunto, come dicemmo), proced erebbe per' la strada del littorale difilata su Pesaro, il più avanzato de' posti nem ici a bàrr,tre rssa strada. Tra la destr:a riva del Foglia e la spiaggia marina, in fertile e bella pianura è posta l'antica Pesaro·, cinta di vecchie mura (erette da Guidobaldo Il), e munita· a scilor.co cli una rocca che domina e balte la ~itlà. Il Foglia cbe bagna le mura della città a mu_estrale, ivi scaricandosi nell'Adriatico, forma un p·orto· assa i como~o e utile pei . commerci, specialmente con Venezia e la vicina Dalmazia (2). · Anwnissime colli,ie, seminate di vi lle e castelli, fanno corona allei città, e fr a queste , a scilocco , il colle di Loreto ~omi na la rot ea. Questa, fo ndala nel ·1 474 ·c1a Costanzo Sforza, è un grosso mas.,iccio quad rato , circondato di fos~o e fiancheggiato da quattro tbrri, a piè del quale passa, uscendo da Ila città per Fano} la via Flaminia; cosicc!Jè dalle sue nun1eroi>e finestre

(1) Vecli nei Doc11menti : Pl'oclama dello stato d'assedio, del general e , i11 C"JJr> po1llificio , e rcfotìvo proclama dei" cornanduutc <l'Ancona. (?) S!oriccdci conti e duchi d'Urbino, d i F11.1PP0 UcoLiN r, Firenze, 1859.

NELL.,UMBRIA E NELLE MAR.CHE

23

e feritoie., co~1 ben nudrila moschetteria, è Jacile contendE·re 1111 tale p~sso. - Tre pezzi di grosso calibro la armavano. Questo era l'ostacolo cbe la ,V divisione dovea superare di un primo e speditivo assalto-. Al punto di mezzogiorno del\'·1 ·1 settembre questa divisione, come lolle le altre, prendeva le mosse dalla sua posizione di concentrazione alla Cattolica, e per la via ,Flaminia dirigevasi in lulla diligenza a Pesaro. - . Volendo il geuerale 'cialdini (il quale in persona dirigeva que~ta colonna) piombar~· sl1 Pesaro improvvisamente e circuirla senza cbe niun del presi'dio riuscisse a camparne, egli ord inò al generale Griffini, comandante la cavalleria del 4°· corpo, di portarvisi velocemen te coi due reggimenti di lancieri, Vittorio Emanuele e Novara, e una sezione d'artiglieriu. -In un'ora e mezzo la brigata di cavalleria di"orava i, 18 cbilometri' (più di 4 ore di marcia ordinaria) che sepai·ano la Cattolica da Pesaro, e ri eseiva ad attorniare questa ci ttà pria r,he il nemico avesse avuto campo di a1'vPdér,;ene. Alla c;walleria Lcnevauo dietro al passo accelerato i 3 battaglioni bersaglieri della· riserva (7°, 1 ·IO e '.26°), e per le 4 pomeridiane Pesaro Pra perfettamente bloccata per ogni banda, senza che ' più rimanesse al presidio una via di salvamento. Giungeva frattan to Ciald ini, il quale, volendo risparmiare ogni effusione di sangu·e, mandava tosto ·un parlamentario ad intimar la resa alla 1suernigione , dimostrandole l'inutilità della resistenza ed annunziando francamente la somma delle fo rze cbe le sovi·astavano. Ma il nostro pilrlumelltario essendo stato ricevuto con ischern o (t) si avanzarono l<' nostre artiglierie ed aprirono il fnoco simultan~amente contro la porta Ilimioi e la , ""'' 17"","• Ò /Y.,1,.,c porta Cappuccina. Dopo un ora al più di cannoneggiamento, il 7° battaglione bersaglieri, col solito slancio de' soldati di qucsl'anna nostra, pen~trava nella cillà scalJndo la porta Cappuc-


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cina; . ed apert'1ti11p67-1a ·Him ini, ebbero tcosl le nostre 1;.uppe un doppio ingresso in Pesaro. La guernigione, e con essa monsignor Bellà, delegato pontificio, e t.ulli gli alt.ri impiegati militari e civ ili si ripararono allora oel forte , da dove i 3 peizi aprivano tosto il lnro fuoco , che coprì di mitraglia la cillà, mentre dàlle finest·re e d,i lle feritoie si mantenne una beo nudrita moscbelleria, sei,na peiò cagi~nare gravi danni ai noslri. Nell'entrare in città de' nostri bersagl ieri, loro erano stati sparali addosso. alcuni colpi da un,convento di monaebe. e dagli spiragl i de'sotterranei <li tulu_n palazzo ....... ; furono bt~n generosi i nostri di non_iscbiantare cotesti ripari d'assassin i! A quel punto , per battere efficace.rùenle il forte era necessario CÌ' impianta 1, una batteria sul colle di Loreto, che lo domina, come già dicemmo, da sdlucco; ma r unica strada dire11a per guadagnar· quest'emiiwnza passando sotto i.I vivo ,fuoco della rocca, fu giuocoforza trasporla re i pezzi ùell,1 brigata d'artigl ieria di i-iserv,J pe r lungo giro intorno la città, attraverso terreni arati e molli; ciò che costò molta fatica ,e ternj)o, epperè> soltanto verso sera le nostre batterie poJe'roné, apri1;e il loro fooc,;o, il quale venne _losto sospeso pPr non <Lrnneggiare il pae8e , coll'incert.eua dei tiri nell'oscurità del la nolle. · Nel mentre si trasferivano i pezzi sul colle di Lorr lo, il 7" bottaglione bersaglieri erasi risolulamentc caccialo in una' caserma assai prossima alla rocca, t11 dove ri, pondeva <:011 p<'rlin,H'.ia al la moschetteria del difeusnrfl, la quale non ces~ò in lutla la nollt', inter7,ata da freque1fli tiri di mitragl ia. All'alba del 12 i nostri pezzi da 16 e gli obici riaprirono . v[vac;issirno il loro fuoco sul forte, il qirnle tre ore dopJ innalberò bandiera bianca. Il p,1rlamentario nem ico ehiPdeva di capitolare, con che però fossrro concessi alla guernigione gli onpri della guerra e la libera uscita dalla piazza con tull'armi e tì:;gagli n. !\fa Cialdini , con ragione, ciò negando, ordinò si •

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NELL'mrnRI A E ' NEL LE MARC!i.F.

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riprendesse tosto ,il fuoco delle nostre ai:\iglierie; e 20 minuti dopo, cioè-\'Crso le 9 antirrl'eridiane, tempestato da nostri proietlL, il presidio rendevasi a: discrezione. Fra i p1·igionieri caddero in nostra mano •i[ colonriello Zappi (et.ii certamenle sono dornti elogi per la sua difesa di pocbe ore, ma ~s:;ai energica, se si ba riguardo all;;i qualità delle sne truppe e degli antemurali) e monsignor Bellà, col quale la popolazione ern invi perilissima per le sue esose vessazioni ; e questi, accompagnalo da un solo uOiziale de' reali carabinieri, lo si dovelle tral·ugare in tulta diligenza a Torino , perchè peggior ma!e non gli capitasse dal furo r del popolo romaihwlo._ As~icuralesi cfe'prigionieri, la 4a divisione e la riserva, percorrendo ,11 buon i cllilometri , andarono far quella n9ue a Fano, che gih trovarono. a mani della 7~ divisione. Questa divisione, partita da S. Giovanni iQMarignano al mez/odì dcll' ·1·1 per Tomba e Pozzo,, attraversala val Foglia per . Crtndelara e \'al Arzila, dovea in ·q,rnl giorno stesso gi1,rng1re su Fano e impad ron irsene. Ma i cattivi e scoscesi cammini aveano allentato la sua marcia, il suo parco e le sue salinr,rie eransi affondati nel trrreno 3mosso in val d'Arzila, da coi per quella notte non fu possibile ritrarli; epperciò, malgrado 1t1 Ila la di ligenza e fa tica, la 7" di visione dovette acca mpar&i per la nolle a quakhe distanza da Fano. Nel mat tino seguente essa era gi,unta però di buon'ora dinanzi a Pano, preeorsa d\t' suoi lancieri di Milano, i quali investivano improvvisameule per ogni parte la cillà. Questa era presidiat,1, come già a ieemmo, da 2 compagnie cli barbacani (300 uomini), i quali all'avv icinarsi de' nostri si erano chiusi' nella città barricandone le p_orle. I nostri pezzi. uon riuscendo ad atterrare le porle, la fonlcriil erasi slanciata alla scalala delle mura, e senza ineonlrnrn ~erio contrasto avea fatto prigione I' inli.Cl'O pre$idio. Nt'lla -notte una compagnia cJel 1genio, din'lla dal maggiore .Belli e da ou ingegnere del paese, venne impi\'gat.a ad ('Sl;·arre. dal 1


LA C,\MPAGNA DI GUERRA 26 fango i oarriaggi de:la 7a divisione, ed a ristabllire un ponte in parte rovinato. Nel mattino del li ·l 3 le nostre-t.ru [Jpe riprendevano \a loro marcia vei·so Ancona, la 7a divisi one· precedendo di qnalche ora, e si portavano sostare a Sinigaglia, _ch'è a 2-i chilometri da. Fano. lvi -si dovelle soggiornare per tutto il giorno 1_,i, , sia pér riposare le truppe stanchissime- dalle lunghe maicie già fatte, venendo esse direllamente da Bologna e da Ferrai-a; sia per attendervi le salmerie ed il · parco della 4a divisione che tardavano a giungere. li parco di riserva del 4° corpo e ·quel del genio erano rimasti a Bologna per mancanza di cavalli, e le riserve de' viveri erano tuttora distai1li. Vediamo ora brevetnente che facesse frattanto il nemico. All'ingresso delle nostre truppe, la sola brigata del generale Di Curten trovavasi sul versa-nte settentrionale dell'Appennino nelle ì\'faiche. Come già abbiam detto, il getieiale Lamoricière avea ordin,1lo a questa brigata di cum1ninar ·su Fossombrone ed U1·bino per· comprimervi l'insurrezione e disperdere le banJe di voluniari che correvano quel paese. A tale oggelLo il generale Di Curten avea formato due distaccamen ti , l'uno aa\i ordini del colonnello Kanzler, l'altro agli ordini del O ' luogole1rnnle colonnello -Di Vogelsang, forti complessivamente di 1,200 uoniini (1 ° e 2° bersaglieri tedeschi)' e~ pezzi, prescrivendo loro di ~ongiungersi a M1ìndavio, che è su l versante maestrale della valle del Cesano. Tale concentrazione avHniva di fa tto la sera del 12 , dopo ripresa Fossombrone e di llll OVù s"ombratala .senza ·col 110 ferire, dinnanzi le mosse della ,1 3a di'·o ' visione, delle quali diremo a suo luogo. li ,J 3, il coloonéllo Kanzlér avendo ricevut.Ò l'ordine di ripiegarsi in Ancona (q~ale ordine il generale Lamoricière mandalo avea al generale Di Curten, - all'udire lo avanzarsi di Cialdi11i),volle facilitarsi tale ritirata scenllendo a Siniga!!ilia per prendm i la \'ia Flaminia, in migliore ·s tato e più breve d'ogni

NELL UMBRIA E NELLE MAI\CHt,;

27

altra ; ma avendo inteso cbe questa città era già occupata dal nemico, egli si ténne sulle collìne, e andò pa;sare la Misa su di un ponte, a circa 9 chilometri ali' insù della foce di questo corso d'acqua. , La 7a divisione, appena giunta, il 13 , a Sin igaglia, ebbelingua che la snddella colonna vagava sulle alture di ·s. Angelo, a scilocco ed a meno di f chilometri dalla ci ttà; il bravo generale Leotanli, bencbè aves~e le trnppe slancbissime, partì tosto con qua,k b e battaglione della brigata Bergamo guidati dal brigadiere Avogadro 'di Casanova, e coi lancieri di Milano comandati dal colonnello De-Baral. Verso le 2 pomedd iane, il generale Leotardi ·inèo.ntrò il nemico presso -al villaggio di S. 'Angelo, e tosto si appiccava vivacissima la zu ffa, la quale. dorò non meno di quattro ore. Sebbene i} terreno non fosse troppo fa1 orevole alla cavalleria, ciò. nulla meno i lancieri di Milano non lasciarono di agire vigorosamente con ripHtute cariche; ed in.,egucndo vivacemente il nemico gli federo molti dànni, · e 1 50 prigionit!i'i. 'In questo scontro il prode colonn ello De-Barai si distingueva granuemente caricando e sciubolund o in tesla dei suoi••squadroni. Il maggiore Gropallo, animaodo i suoi colla voce e, coll'esempio, vi riporta·va una,grave ferita e coi1tusione, ed ebbe il cavallo ferito da due palle. A'I capitanq Colli di -Felizzano Giuseppe era caduto il destriero nella mischia, ma l'in trepido ed esperto cavalier<i sàltava sul cavallo di un soldato e coi:itinoava la pugna. Anche al fLll'iere maggiore Colomberi, dopo traversata la ·prima lioe~ nemica, cadde morto il cavallo, ed egli pur balzò su di un cavallo smonta to e proseguiva la carica: E quanti altri potr(}mmo narrare · gloriosi . fatti individuali dei nostri prodi lancieri di Mila110, i quali in questo primo scontro iniziarono così splendidamente la riputazione del nuovo reggi nrnnlo. , C<•ssò per l'oscuril a della notte l'in9f'guimrnto a Monte Marciuuo, ed' i nostri rienlrar-ono ad ora tèll'da in Sinìgagli;J con 1


. L4 CAMPAGNA nJ GUERRA 28 lievi perdile di 7 fra morti e feriti, mentre alla colonna nemica, protetta dall'oscurità della notte, riesciva di salvarsi in Ancona, dopo una faticosissima mJrcia, sgorni'nata e coJJ perdita di presso cbe 200 uomi µi fra ù1orti ,:feriti o prigionieri,dei quali q\la ttro u[lìzi al i. Nello stesso giorno il generale Di Curten col 1° reggimento indigeno (colonnello Serra} erasi riparalo in AncoJJa,, sgombrando cosl affaU.o la èonlrada. · Il generale Cialdini, costretto, come già abbiam dello, di soggiornare a Sinigaglia per riposarvi le' sue truppe ed aspettarvi la ris~H'va dei viv,e ri, si occupò in questo frattempo di raccogliere sicure notizie intorno al nemico; e ne aveva bisogno, . poichè inesalliss~me, esagerate o conlraddittoi:ie ~raqo slèlte quelle sino allora ricevute per via. Fra queste gli si amlu!lziava Pergola occupata dal nemico, ed ivi uditosi un forte cannoneggiamento; (:iò drn .consigliò al generale Cialdini di accampare la 4a divisione sotto Mondolfo, allo shacco della valle dr,] C,r.sano, col.le"anrJol;,1 colla 7" divisione bivaccata nella rJiannra intorno a ;::, Sini.gaglia, per mezzo della riserva lasciata a mezza strada t,ra il Cesan,1 e il Misa. Il I 4 gi nnsero finalmente i carri dei viveri, te salmerie ed ·il parco della 7a divisione, e seppes~ cbe e·ra giàcper istrada il gran parco di riservn, coi si ,mandò ordine di rnddoppiàre ,le tappe. Nella notte 11 generale Cialdini venne informato che il g<•nerale Lan1oricière dirigevasi per la valle del Chieuti a marcie l'orzate su Ancona, con tre o quattro mila uomini, e seguìto ad 11n giorno di distanza dal generale 0i -Pimodan c9ll<) 2' brigala, della quale gli si esagerava la forza pOPlandola dai 5 ai 6 mila nomini, meutre ammontava tutt'al j)iÙ ai 3 mila. Gli si accì:rtava inoltre come io qnella notte ìstessa il generale Lnmoricière JY"rl10t~asse a~Macerala, me.ntre questi non vi giuugeva real UH'ntc dir nel malli no del 11S, dopo ona penosissima marcia 1

29 nottnrua. Tali notizie erano di natura a conturbare i prnconcet.li disegni di Cialdini, imperoc.cbè tendevano a mostrargli, sé non l'impossibilità , la ·grandissima difficoltà per poter giungere· in tempo a precl11dere la via d'Ancona -al generalissimo nemico, s.copo principale delle sue operazioni di gùena nelle Marche. Per tre slrad~ potea il' nemico da Macerata, p(Hlarsi in Ancona : la 1a, la più diretta e breve, .discenrle· in val Potenza, ' Jiassa questo fiumP, sale a Monte Cassiano, e per Monlc Fiore procede ad Osimo e di .là ad Ancona; la 2a bi parlendosi dalla precP-denle, dopo passato il Potenza e seguendo il versante maestrale di quesl.J valle, metle a Sambuche lo,e RPcanali, sale a Loreto, attraversa la valle de! Mnsone, e quindi per le Crocette di Castelfìdardo portc1 ad Ancona; ed è questa la strada postale fra A11cona e Roma (Capo li): (da Recanati· si può anche andar . direttamente a Castelfidarùo scendendo subito ' in val Musone presso a Hostecbielo , ma questo trai.lo di strada non è buono quauto il precedelH!~); la ;i'\ 1-a più lunga e cattiva; ~egue la cresta delle coUine fra Potenza ·e Cbienti per Monte Lu pone e Monle Santo, .sbocca alla spiaggia, varca il Potrnza presso la sua foce, viene Porto di Recanati e quindi a Loreto, dopo una lunghissima e faticosissima marcia forzata; di là per' la strada posta)c precedente, od ancbe per Camera no, ad A11cona. · Seguend o la prima strada, il generale Lamoricière poÌeva per la s~1'a del 15 giungeré con nna marcia ad Osimo, quale città disla non più di 16 chilometri da Ancona. Tènendo la 2', ch'è più lnnga, difficilmente gli sarebbe riuscito di passare il ~foso,;e p'rima di quella ·~tessa notte, e quindi gli rimanea anche una buona marcia per raggiutJgere Ancona. Scegliendo la terza strnda, con grandissimo stento egli sarebbe tutt'al più. giunto · presso a Loreto nella sera ()el, 16. Queste strade attraversando tutte tre la valle del Musone, per chiudere ogni passo al nemico. era dunque necessario cbc Cialdini con una sola marcia potesse portare le ,sue fòrze nella 1

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LA CA11P,\GNA DI GUE 'RRA

forte posizione tra Osimo e Caste,)fidardo, ·ciò che sembrar dovea a/fatto ineseguibile; e per conseguenza non gli sarebbe rimasto altro partito .che di camminar tosto su Torretta e di là andarsi a stabilire a Casll'o, in val Baracola, onde iuter_: cettare le due sirade, di cui parlammo, le quali ivi conver• gono pèr mettere ad Ancoua venendo da Osimo e dalle Crocette di Caste.lfidardo. Questa .mossa però presentava due gravissimi inconvenienti, che la faceano pericolosissima, epperciò da sfuggirsi. Castro dista da Ancona poco più di 7 cbilomètri ( 1 òra e 1/2. di marciaordinaria). lvi stabiliendosi troppo in vicinanza tlella piazza, Cialdini sarebbesi esposto ad un doppio attacco, ~li facile\ concerto: di fronte dal generale Lamoricière, alle spalle e di fianco dell'intero presidio d'Ancona. Oltre a ciò, per non esporre le proprie comunicazioni, egli avrebbe dovuto indispensabilmente lasciare indietro un grosso distaccam'ento a loro tutela, ciò che avrebbe soverchiamente indebolito· il · corpo d'occupazione di val Bàracola. D'altronde poi non bastava una sola marcia per trasportare sufffoieoti truppe e al'tigliede in quella posizione, dovendosi sormontare l'alto contrafforte che èla Soppaniqo discende al Posatore sotto Ancona, il quale è traversato dà pessitn~ strade rurali, roué in molti luoghi, e con frequenti pendenze maggiori del .1 5 per 1 ÒO. Questi inconvenienti ·non isfoggirono all'occhio esperto e strategico di Cialdini ; ed il gil1diziosissimo riflesso, che il generale Lamori.cière non oserebbe esporsi ad incontrarlo colle poche e stanchissime trnppe che avea seco, prima di ,ner raccolto a sè la brigata Pimodan che lo seguiva di una marcii), gli consigliò il miglior partito, quello cioè di guadagnare al più presto la forte posizione di Jesi. - Questa, città si poteva mettrre facilmente in istato <li difesa, e aveva alle spalle una strada per le nostre sussistenze. abbastanza disc.osta dalla piazza; pcrchè non se ne avesse da temere una sòrtita sino ai nostri magazzini. .Di là, nel I' ipo-

..

31 tesi che il gctl'erale uemico s_ostasse b ·sera del ·l ;~ ln Loreto o in Recanati per attendervi la brigala Pimodan : tale riunione non potendosi operare pri rna della sera del giorno seg\lellle , ed il corpo di Cialdini giungendo il ·I _5 a Jesi·, questo poteva al mattino dd 16 occupare \'eccellente posizione fra Osimo e Jesi, ed }inché gpi ngersi si no a Castelfid~ròo, intercettando così (come avvenne, difatti) ogni passo al nemico. - Nella 2a ipotesi, che ' cioè il generale Lamoricière si foss~ deciso a proseguir difilato su Anco.na, senza attender Pimodan, la bl'ig.ita di quesli non ci sarebbe sfuggila dalle man i. Questo divi.samento, il qnale tbbe una sì sp!Pnclida riuscita, altarnèntc ot1ora il generale Cialdini, e cbiar•amente dinwstra c:ome in questo nostro ;;r.nerale, a quella intraprendente e valleresca prodezza , cbe tànto lo distinsé rwlle ~corse guerre, s',accoppii pure· ad un,grado emioente la vera scienza del capitano, la strategia; la quale è (ndispensabile per preparare i grandi risultati di guerra, che decide poi la tattica colla bravura delle trnppe. All'alba del 15 la 7a 'divisione e la riserva, ,wtto gli ordini immediati del generale Cialdini, libere d'ogn·i loro carriaggio, si avanzarono fra Monte Marciano e Cbiaravalle, e attraversata la bassa valle dell'Esino ,' spinsero forti ricognizioni oltre Falconara, CastHI Feretti e Camerata v0rso Ancona, pronte a rincacciare qualunque grossa sortita da questa piazza. ,La 4" divisione frat.tanto, con tutti i cani del corpo d'esercito, rimontava la valle del Mìsa sino a Brugnetlo, e quindi per Montalboddo, Belvedere e San Marcello discendeva a Jesi im, pìegando in questa mar~ia· tutta la .giornata, stante le difficoltà de.I cammino e l'iogombro·dei carri, i q·ua\i, in causa delle difficilissime erte e discese, non vi poterono gi.ungere che al1 J' indomani. · · ·

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Dopo lunga s.osta del grosso della 7a divisione e della riserva fra Monte Marciano e Chiaravalle, al fine di coprire la marcia


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LA C,\)IP,IGNA DI G UERRA

·della 4a divisione, qnellP, rimontarono la valle dell'Esino e giunsero verso notte a Jesi. La brigata Com·o con 2 battagl,ioni bmaglieri ed ·1 batteria · procedeva immediatamente sino ad occupare l'importantissima posizione di Torre Jesi, chè padroneggia il bivio per Filotrnno a Macerata e per Osimo ad Ancona, ed assicurava alle nostre , trup1je lo sbocco in val Musone pel dì seguente. Torre Jesi el'a inoltre un <~ccellente osservatorio, da cui adocch iare ogni mossa del nem ico sul contrafforte fra Musone e Potenza. Il soffocante calòre di ·quelle faticose giornate avea stremenz_ile le tru ppe, e per soprassello i can·i de'viveri, i quali teneano dietro alla 4a divisione, non aveano potuto giungere la sera del 15 a Jesi, come già si disse. Questa cil!à e Cbiaravalle forn irono scarsamente ai bisogni delle vettovaglie ·di quel giorno. Nè al domani potevasi far nnova sosta ad aspettar le salmerie pei• rifornirsi di. viveri, poicbè troppo premeva. di accorrere ad interc.ellar ·il passo al nemico fra Osimo e Castelfidardo. A Jesi il generale Cialc.lioì seppe che il ge1Jerale Lamoricière era giu11to in quel giorno stei\so a Macera.la (e non già il giorno , prima, come fal lacemente eragli stato riferifo a Sinigaglia), e di là prosegu irebbe il domani per Ancona, mentre la brigata Pimodan dovea trovarsi senza fallo in Maèerala per la sera del 16. Certo che il generale-.Lamoricière dispone11do di pocl;e forze . andrebbe cauto nello avanzarni, Cialdini t0ntò còn uno stràtagemma.d'indnrlo a scegliere la strada piì1 lnnga per Ancona, , cioè quella' di Mo11te Lnpone, Monte San to e Por_to ~li Recanati. - Mandò a tale oggetto, nella stessa sera uel 15, uno sq uadrone di lancieri sino a Filotrano. Giuntçvi nel cuor della notte·, il capitano, ·secondo gli ordini avu l.i, menò gran rumore, e pose sossopra il paese, cornmet.lendo pere1Jtoriamente pel doma!tim1 ,2 4,_000 razioni di pane pel 11oslro c/Jrpo lfeseidto, il qu:.1k ivi dovea passare recandosi a Macerala, Di ciò certa-

NELL,UMBRfA E NEL1,ll J\IARCHÉ

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mente ebbe lingua il generalissimo nemico; ma da quanto egli stesso asserisce nel suo rapporto, un'altra ben più prepotente ragione , quella dì porre in tòalvo l'ingente somma cbe avea seco, lo i udusse a scegliere la via più lunga ed a sboccare al mare, donde imbarcare tale tesoro per Ancona (ciò che 9itfaui gli l'insciva, come vedremo in ,lppresso). 1 Nella no1te stessa (1 5), malgrado che i soldati fossero affranti dalla fatica, i due·b,attaglioni (-1 1° e 16 ') di bersaglieri, che colla brigata Como aveano occupalo Torre. Jesi, deposti gli 1.aini ed accompagnati da nna sezione d'artiglieria, si portavano a~ passo accelerato ad occupare la form idabile ed essenzialissima posizio ne di Osi rno, ove giungevano prima dell'alba del 16. - Dur ore prima di giorno, le rimanenti. forze .di Cialdini si avviavano nella stessa direzione; _·e prima di notte, occupati 'Caslelfidarclo e le Crocelle , rimanea così chiusa al.. nemico ogni vi; per ripararsi in Ancona, e l'obbiellivo strntegico di Cialdini era impertanto raggiunto. Oramai al generale pontifaio altro partito non rimane che tentar cofla forza di aprirsi 011 passo attraverso le falangi di Cialdini, o di aspettar fra Potenza e èh ie~li di essere stiacciato completamente fra il 11,° ed il 5° corpo; ma cli ciò diremo nel capo seguente, come pure delle bnonissime disposizioni prese dal nostro generale per l'occt1pazione della posizione t ra Osimo e Casteltichndo. Vediamo ora brevemente le operazioni del nemico. Quando (1 O sellembr·e), dopo ricevuta la missiva de,\ gen!)rnle Fanti ed il relativo suo telegramma che aon unziava l'ingresso delle trÙppe sarde nrll'Umbria e n()lle Marche pel giorno 1·1 , il generale Lamoricière non potè più aver dubbio sulle nostre intenzioni ostili, egli sì decise di aoc0rrere in Ancoti'a col nerbo delle sue truppe, ed ivi, sollo la p1:olezione delle fortificazioni di quella piazza , stabilire un centro di resistenza per prolµngare le ostilità, fìncbè Austria o Francia avessero avuto il 1

A111"0 V. Voi. Ili. - · 3.


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LA C,! ~fPAC~~ 01 GrE RRA

tempo di :1cconcrn a •rintuzznrc la tracotanza d<'i moderni islamiti, e .castigarli della violazione ùci di1:itti internazionali da essi loro perpetrata. -Checcbè asserisca co'ntro quest'opinione il generale Lamoricière, sullo scorcio ùel 8uo rnppo.rto ( I), noi ripugniam/J ùal credere clJ'egli siasi deciso a chiudersi in Ancona dal bel principio dclh• ost ilità, senza la certczzn in lui dell'inl<'rvento straniero, ma nuicamenlc per i-ahar \'onor delle armi, e speciHlménte la sua fama dj vnlente militare; impercioccbè in tal caso cgli a,Tebbe fallito n'suoi ùoHri di generalissimo, ed una grarn re~ponsabi\ità gli pesercbbe sul capo inverso il governo ponlilìcio, di cu i egli avrebbe così ùi proposito sprecalo l'esercito. Nella sera del ·1 0, il generale Lnrnoricìère ordinava al generale Dì Pimodan' di raccogliere a Terni la sua hrigatn, i di cui acc,antonamenti si estC'ndevano sino a Narni, e di riebiamare uno s1prndrone il quale campeggiava dinanzi Vc~llelri. La giornata ùell'•I ·I venne impiegata ad operare questa concentrazione, a distribuire i viveri, a completar le munizioni, a requisire gli occorrenli traini, in 011a parola a mobilizzar definitivamente le truppe per la guerra. All'id ba del ·12, il generale Lnmoricièrc dipnrlivasi dal suo quartier gener;ile di Spoleto colla riserva agli ordini del colou1wllo Cropt, rinforzala di unn compagn ia del ba ttaglione di S. Patrizio e di un battaglione (5 compagniP) del 1° di linea; ed alla sera giungeva i11 Polignu, ove raccoglic\'asi il 2• battaglione del ~ rt>ggimento straniero, richiamalo appositamente da Perugia. - Avvertito il generale Schmidl <l! badare alle 0

(1) ~ ...... Mais on se trompcrait fort, si l'on ,·oulait chcrclH'r l'cxpli" cation du pian dc campognc que fai adopté dans l'espoir dn , concours " qui sembl(lit nous ètrc promis. J'étnis piacé cn pres1mcc d'une qocstion "de clt-voir et d"lionncur, cl si j"eussc lcnu con1pte claus mcs rcsolulions dc " la gr:111de11r dn péril qui pouvait nous attcndrc, mcs nuci,.ns eompngnons " cl'armes de l'arrnée fran çnisc rn·aurnicnt rcuié, et j'oS!) mèrne 1lirc qu'ils "ne in'.1uraient pus rcconnu ».

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mosse del nemico nell'Umbria, e di ripiegarsi su Vi terbo o su P1•r~gia nel r.aso si trovasse a fronte•. di forze preponderanti, il g1'1H•ralissimo prost-gn iva sollecitamente il suo _cammino _per Tolentino s11 Macerala, ove giunse alle ore 7 antimeridiane del 1 5, dopo fatta una marcia noli orna ('I). Gli teneva dietro ad una marcia di distanza la brigala Pimodan, partila da Terni il ,1~. e forte di 4 battaglioni e 300 c:1Hlli. In quello stesso giorno ( 15), come già narrammo, Cialdini rimontando la \"alle dcll'Esino era giunto a Jesi, occupando nella sera Torre di Jesi, e nella notte Osimo e Filolrano. · Trovandosi così ad una marcia da un nemico superiore di fon.e, i.I gen<'rale Larno,·icière avrebbe dovuto aspellare in Macerata la brigala Pimodan, onde procNlere poi riuniti. Ma una circostanza (la quale sembrerà forse ai molti non abbastanza imperio~tl, come il pretende il generalissimo pontificio) lo spinse a pros<>guir la sua marcia \"erso Ancona, tenendo la strada per Monte Lu pone e Porto Hrcauali. Un'ingente somma di danaro avca seco il generale Lamoricière, cles.tinata al servizio d'Ancona; perc:hè ~aie somma non cadesse in muno del nemico, in C'.aso di una prob.ibilissima rolla drlie truppe ponlifìcie (2), conveniva imbarcarla al p1/1 presto per Ancona; cpperciò 1•gli pensò di t:>nere quella \·ia per la quale si shoccava "direllamenle al mare. _ L'occupazione cli Jf'si gli facPil bensì !!'mere che le truppe ~i Cìaldini potesst>ro prl'CCtler le sue a Loreto, ma in ogni caso p<•r la via prescrlta rgl i sarebbe giunto pel primo nl ~are, ovu sbarazzarsi dcli' incomodigsimo tesoro; e d'altronde Pgli s'allontanava così dal nemico e lo induceva in un terreno, in cui la sua numnrosa cavalleria gl i clivPniva inutile. (1) Da )Incerata egli scrive una lcltcrn a S. E. il pronriuistrodcllc a,·mi i 11 l\uma, ove ancorargli rnosl.,·a la spcrnnza dcll'a inlo di Francia. - Vedi nei Documenti: Col'rÌ~flOll'ien:::ci ciel 9e,1emle La111oricière. (2) " ..... Car dès le jll'Cmicr momcnt _j"avais rcgardé 111011 arrivéc dans ,, ccl.te ville (Ancone) nvec loul\•s mcs vo ilui-cs cl nos norn1n:cux l,agagc_s, ,, com mc forl-prol,l(,matiqne,, (Rrippnl'IO di Lamol'icièl'e, V. nei Documenti) .


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NELL UMBRIA E NE:LLfs MARCH&

LA CA}fJ'AGNA b i GUERH.A

In tale divisamento il generalissimo, abboccandosi uella notte col grncrale Pimodan , gl' ingiungeva di seguir la stessa strada e di schivare, per quanto possibile, ogni serio coRJbal timento intorno a Macera ta. Alle_ 2 antimeridiane del ,16, Laruoridère colle sue pri me truppe lasciava Materata, e sebbene la distanza al mare n~u fosse considerevole, ~gli nòn vi polè giungere che dopo dé ore 6 del vespro, a cagione delle erte ed ariguste vie, del soffocante calore e della st~ncbezza delle· sue truppe, poco abituale alle lunghe marcie. Da Porto di Recanati sa lpava nella"stessa ser~ il S. Paolo, piccolo piroseafo poi servizio del porlo d'Anc~IJtd, su cui erasi caricato il lesorcJ; e con tale preci'pi-tazione che. vi si imbarcarono anche le somme occorrenti pei bisogni giornalie ri delle tn1ppe in· marcia, ciocchè cagionò nel dì se()'uente 0 gravi imbarazzi a Lamoricière. ·· · _ Nella sera del 16, un nostro posto rl'av,•iso di cavalleria avèa . occupalo Loreto, coll'ordine però di .ritirarsi tosto si ro~~e pre~ senta!<'. il nemico. - Di ciò informa!o il generale pontificio, mentre le sué strnppe riposavano a Porlo Recava ti' SJJediya su Loreto i volc,n tari pontifìc.i a. cavallo e lo sqnaclrone di gendarmeria , sotto gli ordini -del maggiore Bombon-Cbal us, coll'in..: giunzion_e di mantenere il trollo per quei 5 -ehilometri di strada. Al loro apparire, i nostri lancieri si ritirarono senza resistenza sino nel basso della valle, a norma Jegli orditÌi avu'ù; per cui d?~o la mézz.auotte le t.rnppe di Lamoricière si poterono stabilire senza ostacolo intorno a Loreto. · , . I~ qnella stessa notte', appena arri-valo a Loreto il o-enerale Lamoricièré, per acc(wtarsi della distanza e delÌe c~irezioni dell'occupazione nemica, mandava in ricognizione verso Camè rano un uffizia.le d'ordinanza, scortalo di alcuni gendarmi a cavali.o. Ginnli qne_sti a circa 1111 ch ilometro dalle mura di Lo- . reto, acLun primo ponte che ivi s' inc<intra sul Musòne fur<Jrio ricevuti da due colpi , di cannone -a mitraglia rhe uc~isero i

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cavallo dell'uOhia\e d'ordinanza e due individui della scorta. Da r,iò il generalissimo pontificio si dovette assolutamente convincere che ogni via gl i e:ra chiusa per raggiungere Anc0na, ed altro non gli rimanea che tent&re di aprirsi un varco colle armi ; perciò si risolse di atteudcre in Loreto la brigata Pimodao, la quale non vi giunse che la sera del 17. Accettando il concetto strategi_ç:o di queste operazioni del generalissimo pontificio, nulla si può trovare a ridire sul merito logistico di loro esecuzione; ed anzi bisogna confessare che egli vi spiegò la maggior diligenza ed avvedutezza relativamente agli elementi disponibili, ed alle circostanze di tempo e di luogo.

Il. Op_crazioui nell'U1nbria del

a corpo. 0

Come accennamo nel capo v, il compito strategico del 5° corµo era il seguen te: _ · (< 1° Jmpadronirsi di Perugia per formarne in qualsiasi evento la base delle ulteriori operazioni; · (< 2° Marciare compatto su Foligno , centro delle comunicazioni dello Stato Pontifì.cio, nel!' intento di assicurare la Congiunzione c;il_4, 0 corpo, nel caso che il LamQricière si concentrasse a Spoleto, o a line di precludergli la ritirata per l'lJmbria, nell'ipotesi che egli n10vesse su -Ancona; <i 3° Da Fol igno rivolger~i su Spoleto o Sl11-\ncona, a seconda delle ris;luziuni del generale nemic.o n 01 ). Subordinatamente a que.~to disrgno strategico, per marciar su Perugia, gindizioliameute si pn'scel:;e la via per Borgo San Sepolcro e Città di CastBllo in v·al Tiberina ; mentre !';lira elle da Arezzo melle a Pe rugia per Cortona e per la stn,tla del Trasimeno, presentava al nemico luoghi di facile resist.en-za; ed era (i) lkla:zioue rnlle

opc1' ll$~011·i

del 5" co,,po d'armata. (Vedi n~i Documenti).


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LA CA~IPAON,1 DI GUE!\ll.l

inoltre esposta ulle sue incursioni da Città dellr Piove , tutlocbè, in questa parte meridionale clelhi contrada, il colunn~llo Masi co·su_oi prudi volo11tari del Teve1·e, gagliardame11tc g1a tribolasse i presidii pontifici, come diremo in aprn·t:sso. Mossasi , l' I I sellembre , da Burgo S. Sepolcro la brigala granatieri cli Sardegna, col1' I ,1a ba tt eria ed il 16° batl;1glione bersaglieri, pn•senlavai.i verso il tocco, sollo le mara 1.h Città di Castello. - Le porte della cill à erano chiuse, e '70 gendarmi con 2 ullìziali, che ivi .si en!ilO raccolti , ricetcllero la nostra vanguardia a fucilaie, senza pNÒ cagionarle danno di sortà. Le antiche mura della citta non prcse111avano pe;·ò un ostacolo dilUcile a superarsi, e già i nostri bersaglieri si preparavano a scalarle , alloraquando le porte fu rono dischiuso dagli abitanti della cilla. I nostri granatieri vi penetrarono tosto, accolti fra le ~incere ed e11 111siasticbe acclamazioni di quei cittad ini , che .si gcllavano·cs11\lanti fra le braccia eh/ nostri soldati, mentre le loro donne h copri"ano di Guri, Pd uu grido unanime risuonava dall'un capo all'altro del la ciltà: Viva Vittorio Emrnamiele, Viva l'iLalia ! Frallanto i genda rmi eransi rifugiali nel palazzo del goVt)l'llO, il cjuale ben presto v< 1rne dai nostri aci.:ercbiato. Ma sparali ancora akuni colpi, ed esse1Hlosi sfondala la porl,1 ùcl loro rifugio, essi deposero le armi, costituendosi prirgionieri di gnerra. In quel giorno le rimanenti tru ppe del 5° corpo, e con esse il qunrlier generale prinr: ipale, a1anzarnn:;i sino a Moute<.:d1i, thc è in l'al Cerfon~, sulla destra del Tei ere, poco più di 12 chilometri da Città di Caste llo ; e nel giorno ,t 2 lutto il corpo d'esercito trovavasi concentrato intorno a quest'ultima cillà: la pri ma dhisione stabilila sul di11a11zi e sul fianco si ni~tro drlla ci llà , protendendosi verso Bcll'cd~re; la divisione di risen·a nccarnpnta dietro la cillà. l1upol'l,.na però di ,.l~nirurarsi la via dinanzi, anìncbè tulle le 1

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truppe potessero al domani proceùere con tutta sollccituJinu, poichè la riuscila delle prime operazioni strategiche affiùato al 5° corpo, più cbe da ogni altra cosa, tlipendcva dalla diligem.a della marcic1: con\'eniva piombar su Perugia pria cbe il generale Schmidl avesse avuto il tempo ùi afforza1·Yisi, raccogliendo tulle le truppe della sua brigata, le quali erano sparse per la contrada a contenere le insorgenti popolazioni e fronteggiare le bande del Masi . Per q~cst'oggetlo, n<?llo stesso giorno, 12, il genernle Fanti distaccava alla volta di Fratta una forte avanguardia sollo gli ordi1Ìi del generale De Sonnaz, cos\ composta: Brigata granatieri di Sardegna. 16° Ilal-laglione bersaglieri. 53 Batteria d'artiglieria. 1 ° Squudrone di Nizza cavalleria. ,t" Compagnia del genio. Nanzi giungere a Fratta, la strada pas:,;a due volte il 1\•vere: la pri ma volta , presso il villaggio di Monte Castelli ; la seconda sollo ~fonte Migiana. A\ primo passo non vi ha ponte, ed il guado è poco atto ai grossi carri ; perciò i zappatori del genio dornllero, durante la uotte, coslrurvi un ponte, il quale servì poi al passaggio di tulio _il 5° corpo. 1\ giorno 13 tale avanguardia andò pern ottare a Bosco (che è una riunione di casolari sulla manca del Tevere ed a breve distanza da Perngia) per prepararvisi all'attacco di questa cillà nt'I matlin11 seguente. Intanto il grosso del 5° corpo era disceso ad accamparsi nei dintorni del \illaggio di Pierantoni. Vediamo ora co me il generalo Scbmidt si fosse apparecchiato a ricevere l'inimico. Smo clal\'8 sellcmbre le bande di volontari che si erano formate sui confi ni dell'Umbria, impa1.icnti d'ogni ulteriore indugio, e clliarnate dalle fini ttime cillà che anelavano di scuotere l'abborrito giogo, aveano varcate le fronl iern tra il lago di Tra~inieuo .e il Cltiano, atl ogni iiasso in~


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L .~ CAMPA•3NA DI- GUERRA

grossandosi de'giovani più animosi di quelle terre. Al loro appressarsi, C[llà della Pieve era insorta, e fu gàli i pochi gendarmi poutifici che la, lenevano, era isliluita una giunla di governo provvisorio i!l nome di .:Vi ltorio Emanuele. Piega ro, .Mo11teleone ed altri vicini luoghi aveano seguito l'esempio di Citt/1 della Pieve, innalzando il tricolor vessillo. Di ciò informato il generale Lamoricière, u~l mallino· del 9 mandò-al generale Schm idt, cbe allora lenea il quartier grnerale della -13 brigata in Foligno , di portarsi iosto ali' incon"tro delle bande di volontari e dì ritornare all'ord ine le ribellate pùpolazioni. Per tal.e spedizione lo Scbmidt parliva:;i da Perugia la sera del 1O col 2° battag lione drl 2° regginiento estero (tenente colonnello De Courten), il 1° baltaglione del 2° regg.imen to indigeno (maggiore Alboni), 30 gendurmi e due pezzi d'artiglieria, tenendo la via che, attraversata val Caina per Tavernelle · a Piegaro, sale la valle ciel Nestore e porta a Cit.là della 'Pieve. · Giunto senza incidente sino a Tavernellc, ivi il generale Schrnidl vi è informato dell' insurrezione della vicina PiPga ro, avvenuta il dì precedente, e che i volontari ne avevano rovinato .il pon le, e qriind i erans_i ritirati a Cillà della Pit~ve. Essendo impossibile il scegliere un'alt,:a strada, bisognava rip;irare if ponte pcl passaggio della truppa ; a quest'uopo i due tenenti De Maistre e Hefner, scortati d;1 20 cacciatori dl'I 2° rf'ggi mento eslero, entravano _nella borgata di Pirgaro, ~i r istabil ivano lo stemma e l'autorilà ponlificia, e vi raccoglievano tutto il legname, cJrri e uomini : ocGorrenti per la ripnra7,i one del ponte, il qiiale dopo due grosse ore di lavoro era ristabilito. Al mezzodì cieli' I ·I la colonna giungevn a Citlà della Pii.!v~ , cbe trovò sgombra da volontari. - Questi, capitanali dal bravo colonnello Masi, eransi avviali ,su di Orvieto, cbe ebbe a capitolare quella sera rnedeHima. Il generale Scb midt prociarnava tosto in Cillà della Pfove il più rigoroso stato d'assedio, e già preparavasi alle sevizie di Pel'ugi;i; quando seppe I' ingn'sso ch•lle lrnrrc nostre in- Città ~ 1

tiELL'UMBR I A E Nl',LLE ~{ARCHE

di Castello e della loro m,ircia su Perugia, subbietti,·o 'principale del co111ando suo. Gli fu irnperfanto giuocoforza di abbandoliare in tutta fretta Città della Pieve la ~era delli 113,_con_t~:ta \ la sua truppa; ed alle 6 e 1/2 del matlmo successivo gli 1 !U- \ scivà' cli rientrare nella città di Perugia senzi\ che il nemico ) se- ~e avvedesse, sebbene i suoi esploratori già fossero sollo le mura della cillà stessa, ma dalla part.e opposta. -=- A questo proposito vi ba chi vorrebbe ri mproverare al generale De Sonn~z di non aver usato tolta la dil igenza necessaria nella sua marcia 0 nelle sue informazioni per .occupare Perugia prima del ritorno dello· Schmidl , quando la teneano 300 uomini appena. A noi sembra invece che questo ritardo sia successo a disegQo per e\;itare ebe lo Sebrnidt, trovando Perugia occopata, .ci sfuggisse per la bassa valle del -Te\1e1;e sa Spoleto o Viterbo. La ci ttà di Peruo-ia è assisa sulla sommità di un colle, il r O qtiale a grecale bagna le sue falde dirupate nelle onde del Tevern, e si estende dall'altra in çlolci declivi sino al l~go Trasimeo~. La ·sua posizione è dominante, e _costi tuisce un gruppo di alture, dal qua_le si staccano brevi diramazioni in ogni senso. Sei priucipali strade mettono alla cillà : due a grecale, provenienti l'una da Citth cli ' Caslello, l'altra da Gubbio, si confondono ìn una sola a Bosco (cd era questa la via nostra); una terza strada, la quale entra in ci ttà a scilocco, proviene da Foligno e da Roma o da Ancona; una quarta (meno importante) da Todi ; una quinta, a libeccio, da Città delle Pi eve (quella tenuta dallo Scbmìclt); la sesta, a ponente, eia Corlona,da Arezzo , per la stretta del Trasimeno. - La cillà è fabbricata sul centro stoss0 dell'altura, e si pi'otende co'snoi sobborghi lungo tre delle principali diramazioni, cavaliere delle strade di Fol.igno.' cl'. Bosco é di Cortona, e formando quasi un triangolo sc.:aleno, 1 cui lati maggiori sono rivolti a grecale Pd a libeccio , il minorè ad occidente. La città è cinta di antiche mm·a dominate dai sobborghi, eppcrciò difficili a difendersL - La cilladella, coi si 1

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LA CA,lPAGNA DI GliERRA

erano ultimam~nte prodigate le riparazioni e le provvigioni <l'ogni s-µecie, è sil1111ta àlla parte meridionale dl'lla città. Occupala da 40'0 baoui soldati, Pssa era ir. grado di opporre una ben maggiore resistenza cbe nou Pesaro , ed il g<•nerale Scbmidl rientrando nella pi.azza con due battaglion i, il cui e!Tetti vo oltrepussava 1,200 uomini, poteva, occupando le case prossime alla ci lladella, pi:olungarvi la difesa (1 ). , .Mancando di un piano della, città a conveniente scala, il genr'rc1le De Sonnaz, per formare il suo disegno d'attacco, dovette C(Jnlenlarsi delle informazioni verbali; - ed a quest'oggetto gli furono utili~sime quelle somministrale da alcuni ;;ignori perngini, i quali Brano accorsi la notle precedente al ·suo quartier _ gl' nerale di Bosco per implorare pronto soccorso contro le depredazioni di botteghe, devastazioni di case, perpetrate sul far dPl!a sera stessa dai 300 ·Svizzeri e I;·landesi · ch'erano rimasti a pnisidio della cillà, ed anche per avvisare i nostri .come nella notte si aspettasse il ritorno dello Schmidt colla sua colonna mobile. · Secondo le notizie avute, il predetto generale stabilì il segu·ente disegno d'attacco (:2): a) E11lrare con una colonna ed alcnni pezzi per porta . S. Antonio e per via Marzia via Vecchia , portarsi al coperto. del forte dietro il duomo, e di là stringere e batlere di fl'oote la faccia e la porta· anteriore della cittadella. b) Introdurre da porta S. Margarita un'altra colonna , la quale seguendo le mura. della citt!t davesse riuscire fuori porta S. Pietro, col doppio incarico: di chiudere la ritirnta al nernicQ, , nel caso in cui egli ·tentasse di uscire dalla porta esterna del fo rte per Cina della Pieve o per Poligno, e di impedire ogni rinforzo che da quest'ultima città potesse venire.

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(!) 11appol'lo di Lamol'icière. Parte rt. ('1) Re/CL-tione _1ttll_'r,,llacco di l'e1·ugia, dello 5tcuo ge1wrnfe , in fine al pr~~,,;,t.e c~pilolu.

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NKLL'U~lBRIA E NELÌ..E MARCHE

Per .J'csecuz'ione di questo disegno, le nost1·e truppe erano giunte verso le ore 7 del mattino in prossimita di Perugia. Nel mentre si disponevano le colÒnne d'attacco, il _capo di statomaggiore della /4 a divisione- (maggiore Rizzardi), protetto da uua compagnia çli bersaglieri che marciava di vanguardia, si avanzò per riconoscere le vle d'attacco; spfotosi sino a Monte Luce, sotto le mura della città, eJ i\;i non trovando alcun punto dominante da cui piombare collo s'guarùo entro la ciUà , egli si serviva di una scala sportagli dai cilladini per salire sulla porta S. Antopio, dalla quale però oepp~r gli riesci di ·poter ricono- . scere le slr~de che doveano percorrere le due colonn_e d'attacco. In questa circo~tanza egli' invitava· gli abitanti di preparare aperte la porta di S. Antonio, la Pesa e Santa Margarita; ciò ehe venne fatto per le due prime, ma non per l'ultima, occupata eia u11 distaccàrnento nemico. 01 Prese così le disposizioni preliminari per l'attacco progettato, vrrso le 9 antimeridiane la colonna di destra, guidàta persollèllmenle dal generale De Sonnaz, entrò in citlà per porta S. Antonio , così ordinata:

Van9uarclia. 16° Bauagl ione bersaglif ri (maggiore Pallavi~ini). U11a sezione d'artiglieria.

Colonna d'attacco. ~~ Battaglioni del 1° reggimento granatirri (1°, 3ò e

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(colonnf'llo Gozzani). Due sezioni d'artiglieria. . Lo sqnaclrone di Nizza cavalleria. li prode maggiore Pallavicini spingevasi tosto risolutamente t:o·suoi bf'r:;aglieri sino alla piazza del duomo, malgrado il vivo fuoco di moschetteria elle gli si npriva addosso dalla fortezza e' dai drappc,lli nemici, i quali o·cc uµavano gli sbocc!Ji delle

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LA C,IMPAGNA Dì GUERRA

contrade e le case adiacenti, o che trovavansi ancora disper~i nella città, per non a_ve1' potuto racchiudersi a tempo entro la cittadella. ' · · Giunta alla biforcazione di via Murzia e di via Veccbia che I ambedue mettono-sulla piazza ai due !ali del dnomo, la colonna d'attacco veniva suddivisa in due : per I.a sinistra il 3° balloglione (G irola), guidato dal generale Camcrana, si avanzò arditamente in via del Forte ad occupar la designatagli posizione, sotto la mitraglia, e bersagliato dai tifagliatori nemici; ~er la destra via procedette risol~lamcnte il 1° ball-aglione (lsolabella) a prender · posizio1le sulla piazza cbe dà in via del Corso. Ivi si occup.arono prontamente le case onde controbattere iJ nem ico e facilitare all 'artiglieria di mettersi in batteria; quest'occupazione delle case non fu senza pericolo e fatica, stantecbè tulle le ·porte e f ii usci erano chiosi e sprangali interiormente, e dalle fin estre piovevano le fucilate per ogui direzione. 11 4° battaglione occupò gli sbocchi alle spalle ed ai fianchi. Appena la prima sezione d'a rt iglieria, guidata dallo stesso comandanle la na balleria, capitano Ricciolio, giungeva sulla piazza ,per quelle ripide e tortuose vie , si provò a mettere .un pt!zzn in balleria. dinanzi al duomo, di rinconJro ad Ollèl. cannon iera della ci ttaffolla; ma si ri conobbe ben tosto essere' impossibile di mantenervelo, troppò diretti e micidiali riuscendogli i li ri del forte , talmentec.hè lo si dovette ritrarre, 1imitandosi a ballcre la parte principale della strada che <lai duomo mette direttamente al fo rte. L'altro pazzo veni va collocato in modo nnalugo all'altro làlo del duomo . Vedendo così cbe le artiglierie non potevano operare dirnttalllCnle contro il forte, il grnerale De Sonnaz fece avanzare bers,1glieri e granatieri di casa i 11 casa e cosLrurre successi Ye barricate per restringere vieppiù la sfera d'azione del nemico; rimandò indietro la cavalléria e gli altri 4 pezzi, e chiamò b nanzi parie del 2° reggimento.

NUL'U,!BR!A E !\ El.LE } [ ARCH E

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Mcntrn ciò succedeva a deslr<l, la colonna di sinistra (b)'. formata dal 2° battaglione del 1° gro nat-ieri (Pernot) e gu1d.ita dal capo di stato-mnggiore Rizzardi , erasi presentata .a port-a Santa Margarita, elle trovò chi usa ed occupata da _un d1s_1acca~ mento iiemico. Dinanzi a quest'ostacolo inatteso i nostri prod'. granatieri mantennero in posizione sotto on viv_o fuoco d1 moschetteria, sino all'arrivo della compagnia zappator1. Frattn~to si avanzò a sostrgno il 10 battaglione del 2oreggimento \Garrrn) con una sezione d'artiglieria. · . ., Abbàllula la porta dopo un'ora e mezza di so&l.i sollo il P11'. vivo fuoco il bt11taol ione Perno!, che avea già ·molto sotfrrto, s1 slao<;iÒ tu~tavia in~repidamèn te per l'aperto varco, e v•i toccò nuove perdite sehsibilis~ime; fra le quali quella del capitano ~feana (1 ). Dopo percorso lungo trallo di via, sovrnte e~posta al · rreva • tiro del' nemico appiattato nelle case, questa co1onna g1uno · !ìnalfnent~ fuori poq.a S. Pietro, che si do\'elle pure abbattere. · Ouivi i\ batta"lione ·Pernot or,r,nrava lo shocco della slrada cbe-~dalla fortezz: mette a1lo str"adale di Foligno; mentre il battaglio.ne Garrìn si stabiliva presso la porla su~lùrtta, pronto intercettarne il passo-a qualunque fori.a nemica che tentasse uscir dalla piazza od entrarvi per la salita esterna; ed _a ~n~st'oggetto vi staccò un posto d'tivviso. La sezione d'art1gl1eria si c~llocava io b,Jtleria snl giardino pubblico di contro la porla cli soccorso del fo rte. La compagnia del genio, ripulandosi pi/1 rwcessari:1 alla colonna di destra, vi era rinviata, e per istrada, scoperta una caserma da coi partivauo alcune (u~ilate ,· :i facea prigionieri 60 artiglieri e vi prende~a 40 c·a~alli bard~tr • Venivano intanto cbiarpati a rinfprzo d1 quest.a 1mportant1ssima occupazione lo sqmulrone dì Nizza cavalleria ed un terz~ battao-\ione di granatieri: il primo per battere 10, stradale d1 b 'J Foligno, il Ik 0 battaglione del .2° gi anatieri per ?ccupar~ 1_convento di s. Giuliano che domina lo stradale a C1.ttà della Pieve.

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(1) Vcdi ,1a neèrologia di qncsL'u!li~iale in.fine del fascicolo.

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C,IMP.AGNA

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GOER\\A

· Per tali disposizioni rimanea_chiuso.ogni scampo alle troppe dello Sclimidt, elle tutte eransi ristrelle nella cittadella, e per l'assalto definitivo il generale De Sonnaz avca tempo di aspettare l'arrivo delle rimanenti troppe della 1a divisione,' che si trovavano a poche ore di distanza. Ad evitare però ogni inutile effusi one di sanguè, il generale De Sonnn fece innalzare bandiera bianca per parlamentare, e si · conve1i"ne di una tregna fino alle ·3 ore pomeridiane per r.onchiudere la resa del forte appe_na fosse arrivato il genrrale Fanli. .. Verso le 2 pomeridiane giungeva difatti il generale in capo, cui teneano dietro a brev-issima distanza le rimanenti forze c1'e1 5° corpo, destinale a portarsi in posizione sulla,sinistra ciel Tevere, a cavallo dello stradale di Foligno, Il gene.raie Schmidl , accompagnato dai suoi colonnelli Lazzarini e De Conrten, recavasi tosto prPsso il medesi mo per intendere la resa. Ma prima di accettarne defi.nilivamente le basi , egli chiese ed ottenne di prolungare la tregua sino alle 4, pomeridiane, per aver càmpo a meglio consigliar~i. • , · In questo frallrmpo il generale Della Rocca, cbe avea già mandato innanzi. in lut.la dHigenza una piccola colonna composta di bersaglieri e cavalleria, sollo gli 01:dini del co·lonn ello di Nizza cavall eria (Ceresole), per occupar megl io tutti gli sbocchi della fortezza, onde il 1mnico non ci sfuggisse dnrn11te la sospensione d'armi, egli ·stesso da pon te S. Giov;:inni dirigevasi a Perugia colla bdgala granatieri rli Lombardia. il 1 q,0 battaglione bersaglieri , la 6" e 7' batlerin, ed entrava in ciuà per porla S. Pietro, dopo aver rinforzat.0 di un baltw>lione di ' " bersaglieri e di due squadroni la posizione del convento Sau Giul iano. • .. lndngiando il nemico ad accPllar le cond izioni della capilo-· !azione offertagli, ed anzi conlrapponrnclo a più riprrse parli ti inacc1~ttabili, di,poneansi 8 p<'zzi d';11"liglieria in biillt>ria su lla pa~s,'ggiata di porla S. Pietro ,' ed altl'i due nel risvolto fuori

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NELJ.. U111'1 RLI E :-/Ef.LF. ~Il RCHE

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(!pila porla stessa sollo la passeggiata. Erano già lrascorsè le 4-, nè giungeva ancora la ri~posla del nemico .: il generale Fanli ,. usando di una lodevolissima longanimilà, facea di nuovo intimar la ri> sa, chi~dendo un perentorio riscontro per le ore 5 e 50, in difello del quale clovea riaprirsi il fooco. Infatti alJ'orn indicala, questa risposta decisiva non essendo giunta, i dieci pezzi. di cni sovra iniziarono il loro fuoco contro la cittadella, Ma dopo un quarto d'ora i difensori dichiarando d'arrendersi• ai patti loro · offerti, il fu oco cessò deflnilivamc1Ìle. Priina · di sos<:rivere la c.ipitolazione, il genPrale Sg-hmidl, ;11•ea . riuniti \uU.i i suoi uttìziali, ed espo1H'ndo loro le condizion i offerte dal nemico, li richiese del loro p~r('re in pro' dal capitolare, pòsito (1 ). Senza che questi si mostra~set:o alieni pllicbè aveano sulle bracc.ia una forza così p'r<'ponclerante, v.olrvanci però tentare di olLQnere dal nemic.o migli/lri .partili di <jll Plli offerti, eppcrciò si consumò il tempo della lregu;i in propnslc e controproposte, finlantochè ripresosi il fuoco dalle noslre arliglierie, e cominciando a mormorar .la ribellione nella truppa pontificia, il gene.raie Schmidt fu indotto ad accettare senz'altro le fat.tt'gl i condizioni 1 cioè che il presidio si cnstiluisse prigioniero ili guerra, cleponrndo tutte le armi, meno gli nflhiali cui si pei:mise di serbare la spada ed i loro fil bagagli; tulli potessero liberamente rimpatriare, con promes~a però di non portar le armi contro !' Piemonte per mesi sei: (quale promessa fu poi violata da molti, i qual i, · lo3lo liberi, acc0rsero riYendersi .i Rorn,l, calpPstando così le più sacre leggi dell'onore e del dirilto delle genti). Cosi in una sola giornat.a, la bontà delle disposizioni tattiche, prese dal generale De Sonnaz, ed il valore delle. nostre truppe, ci davano l'importantissima piazza di Perugia e con ( l) Rcipporlo del 9cne1·rile Schmiclt a/. cm·din,1l; scgYctai·io di Slalo, mila rem di Pc'l'l19ia. - Vcùasì nri Documenti, in fine del presente Capo,


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LA CA \IJ'AGNA DI ù'J E RIU

essa 1,700 prigionieri ( 4f dei quali uffiziali), 6 pezzi d'arli glieria, 1,~00 fucili e carabine (oltre quelli del presidio), la bandiera del 2° reggimento estero, 60 cavalli, SO muli, pareccbi buoi , molti oggetti di equipaggiamento militare e di vettovaglia. Le nostre perdi Le furono di poco rilievo, cioè ' 5 morti e circa- 80 feriti, dei quali 7 uffiziali, 1nentre quellè del nemico · salirorio a 1 :36 fra morti e feriti. Il concorso degli abitanti della gentlrosa Pe;·ugia contribuì non poco a questo altreLtanto splendido quanLÒ pronto risul·tato, sia col somministrarci le opportune informazioni intorno. alla località ed al nern.ico, sia coll'aprirci quelle porte della citià non océnpate dal nemico ; sia ancbe col 'Sf'rvir vo'lonlariamente di guida alle nostre colonne. Ben p'it1, vi furono taluni animosissimi cilladini i quali frammischiandosi alle nostre file combatterono vaJorosamente e v' incontrar·ono gravi ferite. - Fra questi, un Palombi, il quale spontaneumente servendo di guida ai nostri bersaglieri dnrante il com~atlimento, prese la cara:_ bina di un morto e così strenuamente pugnò, che venne fregiato della niedaglia al valor militare. Le bandiere - della Mg.afa granatieri di Sardegna, la quale tanlD splendidarnenle si era comportata in questa prima giornata, vennero insj_gnite della medaglfa d'argento al valor : il ilare· ed uguali distinzioni, nelle pcrsoue dei loro comanianti, si ebbero il 16° battaglione bersagl_ieri, la 5" batteria, il •1 ° squadrone di Nizza e la compagni~ del genio, oltre a)tre numerose decorazioni date per f'utti individuali. 11 possesso di Perugia ci permetleva di procedere direttamente su Foligno e di rivolgere liberamente le nostre offese su I Ancona o su Spoleto; la notizia del conccutramenlo dell'esercito pontificio su Macerata ci consigliava di spingerci il più celereffifllllP, pòssibile verso Ancona ,per contribuirvi alla dis 'alla del nemico, od almeno all'assedio del suo ultimo baluardo. Ed in-

falli il dì seguente ('15) il gener,tle Fanti mandava su Foligno la divisione di riserva, la quale, acl eccezione di pool.le ~ruppe impleg-ate sotlo Perugia., sin dal meriggio del \4, erasi accampata a cavaliere dèlla strada di Foligno, sulle .alto re che s' innafzano ad uo chilometro cir0a da Ponte S. Giol'anni. Questa divisio1rn trovando la ciUà di Foligno sgoinbru affatto dal ne- · mico, che l'avea l;soiala il dì pre~edente, vi s~ggiornò tutto ìl giorno 16 per aspettarvi la ,p divisio11e, -1_ ~9.\l~i..È.E.R.2.~.PL~~e tu~¼J, Lt.Jl~Jl.~S~(l,!;J.,lhJJi.~pRstz.Lo11i per_, l'qç,GP,pa~I9.2"~ _d,i P~rugia e p; r assicun.1rs!, ~f p:·i~l?.!l.i,9}\.i~}J~:t :~-,_. a:,~~ bivaccato la sera ciel ,1 o agli Angeli sollo Ass1s1. Giunto a Foligno, il generale Fanti seppe che il generale Larnoricière due giorni prima era passato per questa città col grnsso delle 'sue forze , dirigendosi · per val Chienti, avendo però lasciato un assai forte presidio alla rocça di Spoleto, r,;rnveniva certamente non rimanesse alle nostre spalle il bencbè menomo distaccamento del nemico; ed inoltre, siccome Spoleto colla sua r~coa padroneggia la strada di Roma, era neoessario averla .fra le mani per chiudere questo sbocco a qualunque colon\iu del nemico che da Roaia provenir potesse. Bavvi, è vero, un'altra via da Roma, quella pèr Narni e Todi; 1~a al caio di . ques~a s~ava ~erugia, e d'altronde il Masi co' suoi valorosi caccia ton amprnmente provvedea per quesl.a parie alla sic~rezza· de\\a nostra linea ·rl'operazioni. Oltre a queste ragioni militari, ragioni poli:iche di gra\'C considerazione, cd inerenti al proposito 'della guerra stnssa, ci cò'tisigliavano di estendei:c quanto ·più possibile · la nostra sfera d'azione sul· teatro della, guerra. Impe1,1anlo il generai Panli ordinava al generalfi Brignone di marciar su Spoleto e d'impadronirsene al più pre&lo, mentre .il gi-osso del 5° corpo , terrebbe dietro all'eserci to pontificio per val Chi enti, e la divisione Cadorna scenderebbe in-va_l Potenza dirigendosi su ,\ncona. Presa Spoleto, il generul ANNO

V, Vol. lii. -

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r: .1 CA:\fPAG.\A

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(;{H.JUlA

Br·ignone dovea, campeggiando sul versante meridionale, tener l'Umbria. Per queste operazioni si formò una colonna mobile composla del 3° reggimento granali('ri , del 9° ·batlaglrone bersaglieri, della 6a balleria, e di due squadroni di Nizza cavalieri« sullo gli ordini c/1:I loro Golonnello. - Questa colonna, partita da S1)oleto il giorno 1G, andaYa far notte a S. Giacomo, villaggio a poco più di 5 chilometri da Spoleto, spingendo però i:e11d notte i due squadroBi di cavalleria in ricognizione entro la città, che trnvarono sgombra dal nemico, questo essendosi ch iuso nella rocca. Nel doman i dopo on briUanle fallo d'armi (che diremo nel capo seguente), l'ultimo baluardo nemico nell'Umbria dovea cadere in mano nostra. 11 giorno 17, le rimanenti forze del 5° corpo partivano da Foligno per valicar l'Appennino a Colfìorilo, e superate le erte che mettono a questo passo, renia1io pernottare i uI.orno al villaggio dello stesso nome, spingendo i loro avamposti sino, a Serravalle. ln quella stessa sera il generale Di- Pimodan r~ggiungeva a Loreto il generalissimo pontificio; il dì seguente dovea succedere -quella battaglia, che tanto illustrò Cialdini. e le truppe sue, e decise, si può dire, dell'intiera éampag,na.

NELl.'Ul!llRIA J!: ~EU E MAI\CBE

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2 bt1llerie, cd 1 compagnia zappa Lori, lasciava le sue posizioni di concentrazione intorno a Saludecèio, cd oltrepassato il co~fi ne delle Marche, con entusiastici ev,riva al Re ed all' Italia, per la strada che da monte Gridolfo passa _il. Fogli_a a Mont.ecchio e rimonta la stretta valle dell'Ape, dmgcvas, ad Urbinù, ove non polè git!ngere cbe ad ora tardissima e colle sole lrnppe; il parco d'artiglieria e le salmerie non arrivarono cl,e n_ell~ notte, per le gravi difficoltà delle strade (1 ). Le informaztolll faccoltc per la via annunziavano cbe una assai forl~ colonmt nemica (quella Kanzler, di cui già parlammo nella pr'.ma p~rt~ di questo capo) occupa va Fossombrone, mostrando mtenz1on1 di voler marciar su Urbi no. Non era probabile che questa colonna nemica, saper'.d_o tenuta Urbino da una nostra divisione, osasse avanzarv1s1, men tre piuttosto clovca pl'DSare all a propria ritirnta e frellolosa; e difTalli, come già abbiam veduto, per quanta diligenza v'abbia adripP.rnta, essa scampò per miracolo e decimata dalle forze del generale Leotardi. Ad ogni modo il generale. ~~do~na: ignorando il disegno difensivo del genl'rale Lamoncre.r_c , ue conoscendo precisamente la forza di es~a colonna ec.l '.I suo mandato, pensò, con quel sa no criterio mi litare che lo d1st;_n~ue, che talti colonna potrebbe prevenirlo in Calnrnzzo, posizione

lii. Operazioni sull'Ap11enni110 della 13a divisione. Già abbiam detto lo scopo strategico delle operazioni della 1 3a divisione sull'Appennino, quello cioè : di mantener collegati i due corpi dell'esercito nostro che operavano separati dalle vette dell'Appennino , di faci litare all'occCJrrenza la loro reciproca congiu nzione sull'uno o sull'altro versante, e d' intercettare pei' contro le comunicazioni ed ogn i concentrazione del nemico. Al mrzzodì d('ll'·I 1 sellembre, la 13• divisione , forte di 1O battaglioni di fanteri,1 di linea, ·1 battaglione cli bersaglieri (22°), 1

( 1) • Un viaggiatore che scorra da Rimini ad Anc~na le amen issi mc spiaggic dell'Adriatico, se a poca distanza da Pesaro s interna nella. pari~ dopo un camm1110 montuosa per una Stl. ·otla• a 1·itroso del fiume Fo.,lia, . , d1 0 qnallr'orc ~copre i campanili di una città quasi acrc_a, sorgente su rt~tclQ llc Che t i scm bro voler tu tlora signorcggiarr. sul c1rcoslanlc Appcnmno. mo, , · · d' U b ' ( b Qucsla è la pal ria di R:iffaclc, la nobile, ~rbiao ... '. l'.a c1lla I I' . ,no _pr~ abilmcnlc l'antico Urbino Ortense, di cui parla Pl11110), secondo I calcolt d:-1 celebre M. Bianchini , è all'altezza del polo gr,1cli 1, 3, minuti r,S-32; so1·gc •~ mezzo agli App ennini iu postura assai cleYal:, la quale pm.'agonatri ~1·, monti è col/i11a e OJl]"'esso ai 11iani è 1110111e; non e grande c1lta, pcrehc !e. s~c murn gir'.mo appena tre miglia; ha le vie scoscese, vi.è rol~ngata.c r1g1d 1s· sima la fredda slai;ion e •· (,'>lntia dei conti e duchi cl Urbino, d1 FILIPPQ

UGOLINI).


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NEU'UMBRI A E NELLE MARCHE

L.A CAMP.1G-N.\ DI GUERRA

fortissima ove si congiungono le strade d'Ul'biuo, ' Gubbio e _ Fossombrone, ed indi al pàsso della Scheggia; pa;:tito questo ardito ed ani.schiato, ma por probabil issimo , anzi pi11 d'ogni altro conven i'ente, nì!ll'ipotesi cbe la concentrazione generale' delle forze pontificie si fosse operala a cavallo dell'Appennino, ovvero fra Spoleto e Foligno. . < Epperèiò nella stessa notte dell'1 ,1, malgrado la stanchezza · delle: truppe, le qnali 'da sei giorni camminavano senza pllsa lungbissime hi'ppe, il generale Cadorna dirigeva alla volta , di Calrnatzo la brigata Parma, la 2a batteria ed il batìaglione b,e1:_ saglieri; ma . i volontal'i d'U1•bino aveano iotempé1stivameri'te · rotti i ponti so quella via, e la compagnia del genio dovelle impiegar la l'i rnanente parte della nolle per risl_abilidi. Così soltan to nel mattino seguente, ad ora gi/1 avanzata, la brigata Parma potè giungere in Calmaizo, ov,e per lo appunto scori-· . trossi coll:avanguardia nemica, che movea nella stessa direzione. Ma qnesta essendo stata respinta ai prin)i colpi, scompar;,e affatto il neniico alla volta di Fossombrone. , GionLa poco dopo la brigata Pistoia, venne mandalo on suo reggimento (36°), con 4• pezzi, su Fossombrone, per cacciarrie il nemièo, ~e mai vi si lrovass~ ancora; ed ancbe per rassicurare qu ella popolazioue ch'era 31ata bisLraltala assai da'Ponlifici nel dì prècedente. - Ma il nemico era già iu piena ritirata verso Mondavio, epperciò il 36° reggimento potè tosto raggiungere in Cal~iazzo le rimanenti truppe della ,13a divisione·, che ivi erano rimaste pronte a rincalzarlo. , - --c::-II giorno 13 Lutta la divisione, lenendo la strada ~ostale del Forio, sa liva a Cagli, piccola ciUà edifica in in un brfwe piano, . '.·inserralo fra i torrenti Basso e Burano, tributari del~Ietauro; rl monl~ Pctrano le sta a ridosso, ed il, monte Nerone , ·ch'è dei più alti fra gli Appennini, stende le sue ramificazioni sino a lei. -- A poch i chilometri dalla città incontrasi la fam~sa botte del Furio, dì cui parlammo al capo 11, ~ che dà passaggio alla via

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f)Ostale. La posizione di Cagli barra questa via, e poche forze bastano per contenderne il pasi-o a qualupqpe corpo di ' , truppa. _ Al domani si venne _sino a Gubbio, che pur si trovò . .vuota affatto cli nemici. Qoe:5ta cinà, per la quale passa la straçla die discende direttamente a Perugia, è sita sul versante meridionale dell'Appennino, a piedi del monte lngino, e fabbricata parte sul piano e parto sul poggio; la divide il torrente Camignano tri- • butario del Topino, ed il circuito delle sue mura è di circa t chilometri e ,1;2. A 12 chilometri a grecale di Gubbio havvi il passo della Scheggia, che la slracla postale di Fano attraversa onde discendere per·Gualdo e Nocera a Foligno. - La posizione . di Gubbio, padro.neg~iando queste· due comunicazioni a eavallo dell'Appennino , ba una grande importanza militare, ed il suo possesso era indispensabile per assicurare e collegare le p;·ime operazioni fra i due nostri corpi d'csùrcito. Prese ferugia e Pesaro, erl or.cnpate Foligno e Sinigaglia, cessa,,a però qnesla importanza per avan~arsi su Fabriano e l\fatelica. Dorante la marcia da Cagli a Gobbi o, il generale Cado ma · ricevev~ dal 'generale in capo l'ordine di portarsi al più presto , su Goalclo Tadino, e di iono\trarsi quanto piÌ'I possibile verso Nocera. Quest'ordine era partilo il ,13 dàl quartier genernle principale in Pierantoni, mentre il generale Fanti, sapendo il concentramento delle truppe in Foligno (12), senza però conoscere ancora il disegno di Lamoricière di di filare sri Ancona, supponeva di dover dar la bauaglia al nem ico in valle Topino. ln tale ipùlesi· il concorso della ,j 3a divisione sull'ala p1anca del nemico od alle sue spalle -(se egli avesse mai inteso di ri.: tirarsi su per val Topino) sarebbe stato d,ecisivo. Quest'ordine giungendo però ad ora tarda, meni.re le ti;uppe, già stanchissime, erano pt~r arrivare a Gubbio, non -,si potè eseguire che al domani (-15), e per quella nolte la ~ 3a divisione stanziò intorno a Gubbio.

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LA CAMPAGNA Ili GUERRA

A Gualdo Tadino i soldati no3ll'i pervennero sfiniti dalla fatica e dagli stenti d'ogni manierà, e nell'assoluta impossibilità di riprendere la marcia il giorno seguente. Da dieci giorni essi · camminavano senza alcun soggiorno, per strade difficili, sovente sollo la pioggia , e le marcie giornaliere era110 sempre .state lunghissime. Pèr soprappiù tardavano i carri de' viveri e d·ei bagagli, dei quali, per quanti traini si requisissero, non si , poteva · àtrrellar l'arrivo stanle le erlE: fri!guentissime e la p~ssima condizione di alcuni tratti di quelle strade montan~. Questo si.alo di cose avendo esposto al generalissimo, il ge.nerale comandànte la divisione otteneva due giorni di riposo ,per ' le sue trnppe in Gualdo ;· rria poco dopo giunse un altro ordine del generai Fanti, il quale prescriveva alla ·I 3a divisiotie di ripassar l'Appennino e di portarsi il 17 a Fabriano, onde guadagt'ta_r Albadna il 18, per qnindi sceùdere il giorno dopo in val -di Potenza a San Severino, mentre il 5° corpo discendendo !_a valle del Chienti raggiungf' rr.bl1P. Toleutino. Sol m.erilo e sul\ l'esecuzione di queste mosse diremo nel capo segue·n1e, prima di passare al quale ci rimane il parlare delle gloriose imprese dei cacciatori del Tevere nel mèzzodì dell'Umbria.

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IV. Operazioni di gue1:ra minvta dei (jacéiatori del Teycre nell'Umbria' meridionale. l

Parlando dell' insurrezidne di Città della •Pieve e d·ella mar0ia dello Schmidt sn qùesta cillà, già abbiam narrato come, sino dall'8 settembre, bande di animo~i volontari, formatesi spontaneamente sulla etrusca frontiera, impazienti avessero vari;ato il confine pontificio, antidpanuo le ostilità. Proclamatosi il governo di Vittorio Emanuele a Ci ttà della Pic,·e e nelle pr11ssime borgatP, i caceiatori del Tevere, in forza ·~

55 di circa '700 uomini, sollo _gli ordini- del prode colonnello Masi, si erano avanzali, il giorno 1 O, versò Or,vieto per impadronirsene. Questa ciltà, stabili ta su di un rialt.o quasi conico, in mezzo all'ampia valle e sulla destra della Pallia, è circondata da una scarpa di. roccie a picco, sulle quali sono edificate le sue mur,a. Dal bass~o della valle vi sale serprggiando una , strada cosparsa di conventi e ville. - ·Questa forte ·posizione, facilÌnenle difend ibile con pochi soldati, domina la strada dirella da Toscana 1al cotlfine napolitano per Ameli a, Terni e Rieti, ed era perciò un puuto i11~portantissimo. - Le stavano di presidio una compagnia di bersaglieri di ,11O uomini, e 28 gendarmi, agli ordini del capitano Du Nord. Al maltino deJl',t ·1 i volontari si erano slanciati valorosamente all'attacco di quesla formidabile posizione, quando dopo i primi colpi, il capitano Du Nord cedèndo alle istanze del municipio cbe voleva evitare la mischia in città, 1~ specialmente alla cer. lezza d'esser vinto, chi<:::se di capitolare, ed ottenne dal Masi gli onori delle armi, promettendo però di non riprender le armi per tre mesi; promessa che venne tanlosto inrlegnamente violata. I Pontifici n.scivano nello stesso giorno , con ~rrni e bagagli, da una porta, dirigendosi su Viterbo , mentre dall'altra entravano trionfalmente accolti I cacciatori nostri. , A circa 9 chilometri da Orvieto, il capitano Du N'or trava nello stesso giorno una piccola coloìrna col a capitano Petrelli, la quale movea troppo tardi a suo rincalzo. · Riunitesi le due colonne, proseguirono per Viterbo, sotto il comando del Petrelli; ma giungendo a Montefiascone {'18 chilometri e mezzo da Viterbo e 27 ch ilometri circa da Orvieto) questi vi lasciò il capitano Du Nord, rinforzandolo di 40 gendarm i a cavallo e di alcuni militi sedentari. Nel suo rapporto iI g_e'nerale Lamoricière, cfopo aver amaramente rampognato il Da Noni della debole resistenza fatta nella forte posizione d'Or\'iPto, biasima severamente, e con raNF!LT,' UMBRIA F. NELLE lBRClrE.


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gione, questa o'c(wpazio11e di Moo tefiascone, mostraudone gli sconci: Prima di tult~ Mon tefiascone è troppo distante da Viterbo percbè s'avesse ragione di collocarvi un'avanzata' di ,f 50 uomini , in quelle contingenze, ed inoltre la semplice ispezione 'de,lla località bastava a dimostrare cbe quelle truppe cbe non aveano saputo difendere Orvieto, tanto meno avrebbero polulo n1tiote..: nersi io Montefiascone. _:_ Difatti attacc,ati nel mattino deJ-18 da' cacciatori del Tevere, dopo due ore di accanito combi1t\jmento nel caseggiato, stretti vigorosamente di fronte e di fianco i Po_nlifici vennero completamente sbaraglfa ti, parte fuggendo per la port;i Borgariglia sottostante -alla rocca , 5'0 rimanendo prigionieri, 2 dei r1uali offiziali. - Il capitano, Du Nord paven' -tando la giusta sorte che aUende i · tradito-ri della fè d,11,a, spariva a mezzo il combanimenlo. - I fuggiaschi, p1·ivi dt,gli zaini, ed in gran parte delle ar~1 i loro, e tagliata loro \11 stra:çJa di Vite!·bo; seguirono _la direziolle dì Toscanella e andarono p~r~i in sa_lvo , sotto la _pro:ezione ùeHa b~ndiera france~e C1v1taveccb1a. - Due g1or111 dopo auclle Viterbo pl'oclamav;,nl governo di Viltoriò Emanuele. Questo sple.ndido fatto d-'aimi altamente onol'Ò i b1·a•vi- capcialori del Tevere ed il loro intrepido d-uce ; e per prodezza e slancio li comprovò degni emu li di quegli. altri sold?ti italiani che in quel giorno stesso a Castelfìd ardfi annichi lavano l'esercito di Lamoricière. La giornata loro costò 4 morii e 4- feriti, menlre il nemico n'ebbe 19 fra gli uni e gli altri. Queste ardite operazi6ni _del éolonnello Masi sul basse Tev.ere, oltre allo sbarazzare la contrada dalle occupazioni nemiche, che Ja tiranneggi?vano ogni giorno peggio, contribuirono ancbc efficacemente ad assicurare il fianco destro dell'esercito . . re~olm;e ... ' e le sue com_unicazioni colla Toscana ; non già che da pochi gn'g~ri pontifici cbe rimanevano nell'Umbria meridionale si nve,se grandemente d,1 temere per la sicurezza dell'esercito, ma

:r if. .

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NELL'UMBRlA E NELLE ò!ARCHE

I.A CAMPAGNA DI GUERRA

• affelluosarnenle .aveano bensì invero per quelle popolaiioni che accolte le nostre troppe, e te quali avrebbero potuto pagarne caramente il fio, se esposte alle incursioni di quegli ingordi saccardi.

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Volendosi pronunziare sul merito delle prime opPrazioni dt1ll'esercito nostro fin qui narrate, non si può fare a meno di riconoscere che s'informarono al migliori precetti dell 'arte della guerra. ' Dilfatli:

Strategicamente: miglior disegno di guerra cli quello concf'pilo e condotto dal gene);ale Fan li, non si pòfea .ideare; e ci provam rno a dimosti·arlo nel capo pre~edente. Il pregio principaleche qui noi gli riconosciamo non è già quello della villoria finale, ma bensì di aver battuto il nemico là appunto ove lo si v<Jleva battere, ' affinchè nìuno ci sfuggisse dalle mani. Al quale scopo i11tesero essenzialmente: la precipitosa marcia di Cialdini su lesi onde intercettare alle forze di Lamoricière l' inaresso d'Ancona; il compàssalù. procedere del 5° corpo su Foligno, per dar tempo al generale nemico . cli entrar nella trappola; le intermedie mosse di collegamento della 1 3" divisione, mano mano divisate ed eseguite col più · sano criterio . e colla più rara precisione ; e più d'ogni cosa l'ammirabile, e calc,olato accordo fra le operazioui di queste tre distinte colo une, in terreni difficili e fra loro separate da più di una forte giornata di marcia. )

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TaUicamenle: sebbene fin qui non abbiamo apcora gro~si fatti d'armi, ciò non pertanto è innegabile pe,i risultali ottenuti, che in quelli di Pesaro e di Perngia le disposiz!oni prese dai nostri meritano ogni lode , e specialmente I' inyestimento, di Perugia dal gene,rale De Sonnaz. Ed infatti il nem_ico non ' riuscì


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LA OAMPAGNA Dl GURRRA

NELL'U.jllBlUA R NELLE MARCHE

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mai a scampare dal luogo del combattimento, ma lutto ci venne ·

sempre nelle mani.

Superiore poi ad ogni elogio fu la condotta dei nostri soÌd,Ìti: , buona volon~à, costanza e abnegazione ammirabile nei ·:sop:porta~ l_e fat1cbe le privazioni d'ogni specie in quelle prime lungb1ss1me marc1e, ed entusiasmo p<•r accorrere a liberare"ali oppressi frat elli; slancio e bravura impareggiabile in 0_:rii scontro col nemico.

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(Continua)

DOCUMENTO 1,1°

Proclamazfone dello stato d'assedio nella città e provincia di Perugia.

G. G. C. I

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Noi generale, comandante in capo l'ar mata po:ntific,ia, gran crorn dell'ordine Piano e della Legione d'Onore, commendatore del!' ordine di Leopoldo di Belgio, in forza . dei poteri che ci sono stati conferiti con lettera,mini~tet·iale del 22 mag'gio 1860, num. 38, ali' C'poca dell' invasione del pacifico territorio deg:i Stati della Chiesa; per sempre più guarantire la sicurezza delle persone e delle proprietà, abbiamo stabilito ed ordiniamo quante appresso: 1. La città e la prov.incia di Perugia sono richiamate in istato d'assedio. ' 2. Le attribuzioni governative e della polizia vengono trasferite all'autorità militare. 3. Verrà stabilito un ' consiglio di guerra speci;1)e ordinario, i ·di cui membri saranno nominati dal generale Schmidt, comandante _la sudcli visione di Perugia. Il capitano Segesser adempirà le funzioni di uditore pre~so detto consiglio, e sarà rivestito di tutti i diritti e prer~gative attribuite in simile caso agli uditori divisionari . 4 . Il consiglio di guerra speciale straordina rio giudicherà dei delitti di lesa maestà, violenza pubblica, detenzione e spaccio · di armi e muniiioni da guerra, dell'assoldamento e arruolamento, di.cui nel lib ro II, tit. 2, 3, ~ 6, dell'editto del 20 sett~mbrè 1832 sui delitti e sulle pene, e generalmente i delitti contemplati dal1' editt0 1° ap, ile 1'842 sulla giustizia criminale e disciplinare militare. · ' 5. Ferma sempre l'applicazione delle pene portate nelle so• pracitate disposizioni legislative, si stabilirà inoltre che saranno puniti colla morte e con una multa di 1,000 a 30,000 scudi, da fissarsi .d al trib unale ·secondo la gravità del casq, qua le inulta ;:arà sempre raddoppiata per i· con~umaci:


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LA CAMP.~GX A l)J GUERRA

NlZLL,OMelllA E: NELL.E MARCHE '

§ l. Quelli che pi·r•ndono le armi c.ontro il sovrano, erl inal ber.1 no la bandiera rivoluzionaria. § 2. Colorn cbe promuovono o sostengono la sediziune o ins urrezione contro il sonano ed il governo con arrnolamento· d' uo1nini, con raccolta di armi e munizioni da guerra, con amminislr~zione del1e stesse amii e munizioni, ovvero qnalsivoglia a ltro mezzo di sommo,s~, con divulgazione di stampe o scritti ecr.ita• ti alla ribellione od insurrezione, quantunque questa ·non sia avvenuta o sia manca ta di Pfi'etto. § 3. Coloro che sommin istrnno, o inviano, o riteng6no scientemente danaro destinato ad aiutare o fomentare la ribel• lio• e delle popolazioni , o la seduzione della truppa ed in genere qualun.9ue fino ostile al governo. Il <letto danaro Yerrà c?A fiscato di pieno diritto a pro d1,1 pubblico tesoro dovunque ed in qualsiasi ma• o e~so si trovi, e be11chè i l ditE>ntol'e alleghi l' ignoranza del fiue a cui esso era destinato. ~ 4. Coluro cbe eccitano uno o più militari pootillcii !1,lla diserzione, qua• tu11que questa non abbia a,uto off<:tto, e coloro che l'avranno favo1ita, o tentato faroril'la. ~ 5. C, loro cbe di fatto res:slono n si nppongono all'autorità o alla forza pubblica di una maniera grave, e coloro che si rendono colpevoli di percosse, ferite, vie di fallo e conato di assassinio contro milital'i anche fuori di servizio. § 6. Colui che in tJnioue di uno o più individui terni di tu rba.re l'ordine pubblico, o ten 6 p. corrispondenza rneJiaute lettere od altro nell'in1erno dello Stato o all'estero affine rii cangiare la natura del g1n·erno. ~ 7, Coloro che romperanno, o tenteranno rompere i fili, pali ed apparecchi del telegra fo elettrico. 6. Sarà punita con i lavori forzati a tempo, da esten,lersi secoudo le circostan~e ai la1·ori forzati a Yita, e con una multa di 100 a 10,000 scudi segm,ndo la gravità ,delle circos tauze, la qual multa sarà raddoppiata pu· la contumacia : § 1. La diffusione di oovel!e al'armanti false, e l'ec,·itazione 11 lla rivolta media.nte discorsi e scri l~i , come anche grida e clamori sediziosi. § 2. Il. ricotto, scientemente accordato, ad 1m individuo reo eJ inquisito di nno dei rlclitti di cu i nell'art. 6, come anche 11

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iicetto accorùato ad uu diserto1e, o la fauilitazioni:i'della di~erzione . mediante falsi indizi dati se,ientemente alla forza pubblica sulle traccie di un disertore. . ~ 3 . La fabbrica, \'occultame~to, raccolta e distribuzione di emblemi e segni sediziosi, banéhere, fettucc~ c~ccarde, ecc. § 4 . La compra di effetti militari appartenenti al governo. § 5 . Ogni specie di colletta o _questua fatta per un fine o~ile al govorn,;, e l'invio ai nem1c1 dello s_tesso danaro. • . , § 6. Gli attruppamenti d_i giorno o d1 notte tender_i.t1 a turbare la tranquilÌità. pubblica. . . § 7. Il fatto di appartenere a soci~fa segret~ o di ~ss~stere a cOllciliaboli sediziosi ancLo in luoghi risen,atJ e ch1~s1. § 8. L'alloggio somministra.to ad individui s0spot~1 o notOl'iamente nemici del governo, senza averne dato sn b1to parte alle autorità. _ . . . . ,. & 9 J a lacerazione e lordura dc00 h ed1tt1 pubbhc1 e I m::l • ... ' li m fr:lzione O ·acfo;·rnazione dello stemma del sovrano co ocato luogo pubblico, fatta per odio o per ~isprezzo. Il' § 10. Le ouese grav1• fa tte pu bbl . 1cam" nte senza provocaziouo a militari rivestiti del loro u01forme. 7. 'Tutte le volte ,che il tribunale ammetterà in :a-vore, del colpevole il beneficio di circostanze atten~ant1, potra nel\ appltcazione delle peno stabilite dagli art1e~h ~ e 6 della presen_te n 11 lificazione disgiungere la pena. pccumana dalla ~orporale: applicando la sola- pena della mul_la, che qu_esto _<'as? sara. :i rnax.imttm ·c1ella soill1M1. deteriln nata ne1 eletti al'llcoh . . 8. Dal illemento che un indiYiduo verrà tradotto d~v_a~ll Jl <'onsiglio di guerra, tutti i s~oi b~~i immobili e 1~1ob1h, rn qualunque parte dello Staio s1 trovmo, saran~o 1pso-facl~ sottoposti ad un'ipoteca grnerale a favore del Fisco, .~ p~sll provvisoriamente sotto sequestro, a ga.ranzia ?ella mnl_ta rnfl.1tt~ dagli articoli 5 e 6 cìella presente notificazwue. Il F isco pot.~a ;il]' 0 ,,con-enza prendere tutte le. mis~re che . crèd~rà._ ~e~essar1e rer impedire la parziale o totale lesione dei su0;t dmtt1. . · V~rran no assoggettati al pieno effetto d1 questo articolo anche quelli che si fossero sottratti all'ar~esto, co~a~dat_o contro di loro dall'auforità militare per sottoporli al cous1gho d1 guerra. 9. Le cause saranno rimesse al tribunale, sia del comandante 0

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LA JJ AMPaGNA Ul GtlòlRRA

N&LL, UMBl<!à E >IELLE MAllCl·IE

delle forze militari, dall'uditore. L'istruzione del processo verrà fatta _ dal!' uditore m ilitare, . assistito dal suo attuario', di una mamera somnrnria e speditiva. . Le seqtenze del consiglio di guerra sara nno inappellaJ;>ili,' ed 11 tutto a tenore _dell' editto sopracitato d·el } 0 aprile 1842. Spoléto, i i ~ settembre 1860. . ,

della Piere vu·so mezzogiorno. T utta la città era abbandonata da' v olontarii, che alla prima notizia dell' arrivo delli!, trup pa, si e rano rifugiati in parte nella v icina T oscana, asportando le a rmi e mmiizioni, e par te si era diretta verso Orvieto . E rano in numero di 300 a, 350 uomini, accozzaglia cli contadini toscani -vagabondi, emigrati romani, e briganti, e ricerettero un soldo giornaliero di 37 baiocchi . I,l famigerato Masi li comandava, che oe;ctipava il titolo di colonnello piemontese, e rilasciò gli ordini io non)e del governo del Piemonte; Cesare Orl11ndi di Città della Pieve figura.va come ma.ggiore. Fuori di questi, la maggiorànza degli esiliati di Perugia trovavansi presenti; Dauzetta, Bruschi , e Guardabas;;i. ,Questi u!t imi a q uanto si dice sono · partiti col :Masi verso Orvieto. Bisogna fad'encomi~ del contegno del!~ popolazioni di queste contrade; che non presero· parte alcuna a tale attentato, ed avendo vissuto per più g iorni in p.rnico timore, accolsero benissimo le nostie tru ppe. I volontarii olti:e il pont~ di Piega;o avevano guastato ii telegrafo, assnssinatò un·g_e nd~r~ , ~ to _u n altro grave:neç.l_§l .;ne~ con.tor~;-delle Taverne Ile, ·e derubato in diverse case del la .....___ ..... ... ·- ~ campagna. . Un certo march ese Rainaldi fu fatto gonfalonie~·e in rimpiazzo del signor lVl_azzuoli che si era dimesso. Egli è un antico cospiratore, che da domenica è assente in F irenze, dove sembra sia.si :recato per richiedere un intervento armato. ' Gli ordini opportuni per la istrµzione dei prpcessi contro i compromessi sono dati , e si procederà contro ,essi con t utto il r igore delle leggi. ' 'Attendo notizie da confidenti SP.editi vi,rso Orvieto per. gi udicare se debbo proseg uire la marcia in questa diTezione La. truppa si conduce bene ed è animata da ottimo spi rito. Grad ite l'espressione del prnfondo rispetto con cu i ho l'onote di protestarmi Di V. E. Cit.là drlla Pieve, 11 settembre.

lt gen1wale in capo DE LA Mon,crnnE.

DOCUMENTO ,1 2°

.Ile/azione sullci ripresa di· Città della ·Pieve, a monsignorqe ministro delle arrm· in Roma. ') Essendo partito da Perngia ieri sera colla colonna. del 2. 0 bat0 taglione dtd 2. reggimento Estero, comandata dal sig ~ tenente ~olonnello De-Courten, del _1. 0 battaglione del 2.0 reggi.mento rnd1gebo co~~ndato dal signor maggiore Alboni, 30 gendarmj sott? ?h ord101 del signor tenente Lucini, e due pe~zi di t1gh eria_ corna-ll(fati ù_,d signor capitano Raymond, ha prosegLhto l a marcia senza mc1dente sino alle Tave melle. Lì ho sa~uto che i volontarii a~evano fatto saltare gli archi del ' ponte di P1~g~r?, borgata __s1tuata sopra urì.'altura, in cui il giorno da~ant,1 1 volontam discesi dalla Città della P ieve, aveva1,_1o rnalberata _la btndiera tricolore, proclamato Vittorio Emanuele e _destitu_ite _le au~orità. Per una ricognizione fatta in per~on~ m1 convms1 che 1 volontarii si erano t utti ritirati a Città della Pieve, e che il ponte rotto poteva esser messo in istato idoneo p_e r far traversar la tr uppa, ma con g ran lavoro, · cosa che ritardava molto la marcia, essendo . i mpossibile di scegliere un'altra strada. Spedii perciò i due tenenti - co~t.e de Maistre e Hefner con venti volteggiatori comanda ti dal ten ente Brunner 0 del 2. reggimento Estero nella borgata del P ieo-arn, dove r istabilirono l'autorità pontificia, tolsero la tricol~re e fecero i nn alzare lo stemma pontificio, e raccolsero tutto il legn am e, u omini e carri occorrenti per la riparazion~ del ponte. Dopo dne ore di l~voro forzato , questo fu apr·rto e passato da tut1a la truppa : senz' 'a ltro incidente si pervenne il: Città

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Dev, servo Il generale gove1·natore militare A. SCH)ilDT.


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65 Entrare con una colonna ei:t, alcuni pezzi ~• ·artiglieria da · porta Sant'Antonio e per via Muzia . e vi_a- Vecchia, portarmi al coperto del forte· dietro il duomo, e d1 là serrare e battere di fronte la facçia e la porta anteriore del forte. . Far penetrare · da porta Santa Margherita un'altra colonna, che seguendo le mura, ; iescisse fuori ·p orta San Pietro, coll'. incarico di chiudere la ritirata che i l nemico tentasse dalla porla esterna del forte verso Santa Giuliana per Città della Pieve o FòJio-n-o ed impedire l'ingresso ai, rinforzi che provenir potessero 0 ' da quèst'ultima città. . . : Giunto verso le ore '7 antimeridiane in prossimità di P erugia, nel mentre disponevo le colonne ed impartivo le opportune istruzioni ai capi di corpo, mandai innanzi i l maggiore Rizzardi, mio capo di. stato maggiore, affinchè procurasse _di scoprir terreno e. ricotioscere la posizione; ffii/. raggiunta· cbe egli ebbe la compagnia bersaglieri d'avanguardia, co11dotta col suo solito ardire dal proprio maggiore Pallavicini , sino a Monte Luce, sotto le m ura stesse della città, norr trovanJo il mio capo di stato m a"0 aiore alcun punto dominan,te , si servì della scala 0 • . sportagli dagli abitanti per salire· sopra la porla Sant'Antonio, da dove , non potendo sco:gere le strade da petcorrersi dalle due colonne, cOJ;nmetteva · intaiito agli abitanti di ' preparare aperta la porta Sant'Antonio, la Pesa e Santa Margherita. · In- questo fra ttempo, o poco prim a, i l gene1,al~ Schmidt, , con 1500 e più uc,mini e 4 ,pezzi di campagna, giungeva dalla Citt_à della Pieve , entrava in Perugia ~ · nellà fortezza dalla opposta parte. Rimesse in marcia · ]e mfe truppe, entrai per porta Sant'An• tonio colla colonna di destra, così form_a ta e disposta : 16.0 battaglione bersaglieri . Una sezione d'artiglieria. Tre battaglioni ,lel 1.0 reggimento g rapatieri 'di Sardegna (còlonnello Gozzani). Il resto della 5 ." batteria. , E lo squadrone Nizza cavalleria. Il prode maggiore Pallavicini spingevasi risoluto alla test.a de' ,suoi valorosi bersaglieri per la via designata sino alla piazza del duomo. Un vivo fuoco di moschetteria veniva aperto dalla NEJ,L'UMDR!A E NELLE MARéHE

D'OCUMENTO 13° /

ile/azione su1l'allacco eh Perngia, a S. E. il coma11dcmte generale del 5° corpo d'armata.

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:Foligno, 16 settembre 1860.

A seconda degli ordini dell'K V . la mattina del 14 andante • partii dal bivacco di Bosc_o con quelle tru ppe della prima chvi~ione che avevo con me, per portarmi su Perugia ed impadronirmene di viva fo:rza. Queste' truppe const;wano : Della brigata granatieri di Sardegna (maggior generale~ Ca. .~ meraoa); . . .. Del 16.0 bat1aglione bersagli-eri ( maggiore Pallavicini); Della l."' compagnia del 2. 0 reggimento zapp\1tori ~el genio (eapitano Gejmet); Della 5 .• batteria de]1'_8.0 · reggimento artiglieria ( capitano R iccio ho) ; · ·• Del 1.0 squadrone del reggimento Nizza ca;valleria (capita~o Coccbis). Stante l'assoluta mancanza di piani e carte topogr che ' della èittà o dintorni, in scala sufficientemente grande, t fu d' uopo: onde formarmi un'•idea della posizione e costruzione della. fortezza e della città di P erugia, di attenermi alla descrizione che me ne fecero alcuni bravi Perugini accorsi ,la sera. · antecedente al mio -quartiere grnerale, sia per implorare pronto soccorso contro le depredazioni di botteghe, devastazioni di case commesse 'st1l far della sera, con gran spavento di tutta la popol;zione, . dalli 300 tra Sviz.ze1i e Irlandesi di prP,sidio iu essa città, sia per avvertirmi che iL generak~ Schrnidt doveva nella notte stessa trasferirsi con due battaglioni ed a rtigherie da Città della Pif>V8 in Perug:ia. , Fra gli abitanti che più particolarmènte mi resero utili servigi per gl' importanti 1,àgguagli pl'ocuratimi , devo per merito di giustifia menzion11re il sig. Bertanzi di Fra.tta1ed il sig. ~ristide Rossi di Perugia. B~saDdomi s ug li ottenuti ragguagli stabilii il seguente pia.no d\1.ttacco:

t ·'•

ANNO

\l. Voi. III. . _ i.


I.

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NE,LL' u:,rnR!A E NEf,l.E MARCIIÈ

LA CAMPAGNA DI GUERR ..\

for tezza e dai drappelli n ~mici che occup,ivano gli sbocchi delle contrade e le case adiacenti o che trova.van~~ ancora dispersi nella città per non aver potuto rinchiudersi a tempo _\ entro la fortezza. • · . · Alla biforcazione delle clue vie che mettono sulla 'piazz~ del duomo, feci s uddividere la colonna dei granatieri e diedi !':incarico al generale Camerana di condurre in posizione quella di sini_slra, in. testa alla qua]e trovava.si il terzo batta_glione del pruno reggimento grauatiel'i ( maggiore (}irola) che o_ccupù la posizione affrolltando intrepido le scariche cli 1u'itraa]ia . . Ordinai quindi si occupassero, p rontamente le caso ci1~ostanti, lo che veniva eseguito non senza grave fatica e pericolo>sta n .' techè tutte le porte e gli ,u sci erano chiusi e sprallgati int1;niiormente, e dalle :finestre venivano scaricati colpi di fucile in ogni direzione. :Appena la sezione d'artiglieria pervenM per quelle ripide e !or tuose contrade sulla pia.zzà, il capita.no Ricci olio faceva mettere uu pézzo in batteria, direttamente contro una canuÒn ie1:a.. Al primo ?olpo venne risposto con una scarica a doppio prmetto, cbe uccideva un artigliere, feriva quasi tutti gli altri, e r imbalzando contro le mura del duomo, · ne stacca va · 1~fa quantità di macerie altrettanto micidiali quanto la mitraglia stess~. . Vista pertanto l'impossibili_tà di so.s tenersi in tale posizione, venne di là ritirato quel pezzo e disposto a l riparo del ti ro del forte in modo da imbocca.re la parte principale della strada, ·il . secondo pezzo , 1enne collocato in modo analogo dall'altra p11,rtc del duomo , nè potendo far agire 'le artiglierie contro il forte, mi limitai a fare avanzare bersaglieri e- granatiel'i di casa in casa, ed a far cost ruire barricate in guisa da rinserrarmi sempre più iu t?rno al forte. Rimandai in_d ietro la cava_lleria e parte dell'artiglieria che per quelle vie lastricate ed erte non poteva venire utilizzata , e feci invece avallzar~ par te .del secondo reggimento. · ~ '·

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. ~el 'm ~ntre àwgevas1 per: alla \est-a del . . s1mstra lungo

stesso eh~ la colono~, di destra, come sopra dissi , porta Saul'Antonio alla piazza, i l maggiore Pcmot secondo battaglione del 1. 0 granatieri volaern a e la mura per entrare da porta Sanla fyia.rgheri ta.

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·Q uesta porta, occupata da un distaccamento nemico, non aveva, potuto essere a~pcrta dagli abi tau ti'. A tal o ostacolo inatteso, senza ntensi \i per rimuoverlo, i bravi grnnati.eri si mantennero fermi in posizione sotto le fucilate l1Pmiche sino all'ani vo della compagnia zappatori che accqrse con rniFabile ardore ad abbattere la porta. Intanto il mio ca110 di stato maggiore, il quale avea, la direzione di questa colonna; faceva avanzare in sostegno il 1. 0 battaglione élel 2. 0 reggimento ( maggiore Garrin) che procedeva ordinato e èompatto, ed una, sez\one d'artigli'eria (sottotenente Carie). Forzata la porta, la colonna proseguì contro un v1v1ss1mo fuoco di fucileria . Sensi.bile perdite ebbe a soffrirFJ il battaglione Pernot in questo frangente, fra clli mi è doloroso ricordare quella del capitano Meaoa. Riuscita la colonna fuori porta San Pielro che pur doyette abbattere ( percorre!'.)dO il lullgo tragitto sovente esposta alle fociliétte del forte), il battt1glione Pernot co11Siderevolmente ridotto di n umero, veniva posto ad occupare lo sbocco della strada che dalla porta esterna del forte mette ~oteriormente a porta San Pietro, sullo stradale di Foligno; il battaglione Garòn stava pronto· a far fronte alla porta San Pietro stess~, E:d a.ll'e. r . l1e esterne • vemenza a contrastare a iorze ,nem1c la salita por la s1rada di Foligno, sulla quale veniva staccato un posto q'osservazione; e foù lmente la se'zìone d'artiglieria era collocata in batteria nella bella posizione del giardino pubblico, contro la porta di soccorso del forte. i Veniva intauto fatto chiamare lo squadrone di cavalleria ecl un terzo battaglione granatieri. Il capo di stato maggiore stimando che la brava compagnia eappatori potesse rendere m aggiori servigi n ella città, pl'eSci-iveva a.L ca pilano- Gejmct di retrocedere sino a · porta la Pesa e di là recarsi presso la colonna di destra; ma avviatasi in tale direzione , . ' nel giungere nllo svolto della contrada, una scarica di moochetteria eseguita dagli sbandati che celavansi in alcuni vìcoli, e dal forte che ha vista in cinesto punto, lo costrinse ad arrrstarsi in nn piazza.letto latera!e, ove molestato alcuni colpi di fucile, · n el riconoscere d'ondc venissero, séoprì una caserma nella quale fece prigionieri circa GO artiglieri e prese 40 cavalli baP.clai'i od uua fucina.

da


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NECr:.·u ~rnRIA E NELLE ~( ARCHE

LA CAMPAGNA DI GUERRA

Giunto lo squadrone Nizza cavalleria che sfilò con imperturbabile .sang ue freddo per lo svolto sopra citato, fu mandato lungo lo stradale di Foligno col doppio scopo d'. inseguire i ., fuggiaschi e dar avviso all'occorrenza dell'avanzarsi di rinforzi. ' E finalmente pervenuto nella posizione di San Pietro il . signor colonnello Isasca del 2 .0 reggimento · granatieri ' t:ol ' 4. 0 battaglione ( maggior Piano) venne ,questo mandato ad occupare .il convento delle monache di S. Giuliano rimpetto a lla porta soccorso del castello, bella posizione che domina la strada cli Città della Pieve. ' I l generale Schmidt colle- sue truppe trc.vaodosi in tal modo . completamente circondato, spedii all'E. V. un mio aiutante di ' campo, ed affine di evitare un'inutile effusione _d i sangue i;isolsi di aspe ttare ' il resto della mia divisione, ùhe sapevo a poch~ ore di- distanza. Ad un tale effetto feci innalzar~ la bandiera . bianca per parlamentare. Disgraziatamente i l tenente Gambi no d'artiglieria ed il capitano Nascimbene del . primo granatieri vennero l'un dopo l'altro feriti nell'atto che spontaneamente si esponev_a no ai colpi nemici onde eseguire un tale incumbente.

noçmrnNro , t

Jl ·maggi01·e generale Coma,nda.nte la I .• divisibne attiva DE SONNAZ.

/

0

Rapporto sulla resa di Perugia, del generale Sclnnidt alreminentt'ssimo wrdinale di Stato. Eminen~a 1'eve1·Mid-issima,

Il secondo, in ispecie, dimostrava sino-olar corag"'io .. o o ed intre-

pidezza nell'attraversare la c_ontrnda per sollevare la bandiéra bianca cad uta i_nsieme al t.en!,nte Gambino, finchè subì [gli stesso la medesnna sor te. · . Convenuta col generale s·chmidt in persona una sospens one d'armi, si a.persero le trattatiYe per la resa del forte, allorchè verso le 2 pomeridiane essendo giunta l' E. V., ebbi l' onore di rimetterle il comandr). Intantocbè ,s to aspettàrido i rapporti pàrziali colla scort~ dei quali io possa segnala.re all'E. V . quegli individui cui la sorte offrì favorevole ·occasione di maggiorai ente distinguersi, non posso a meno di a,ttesta.rle che io sono a buon diritto orgoglioso · dello slancio, intrepidezza ed intelligenza spiega ii in que·sto primo com):,attimento da tutté le truppe ai miei ordini, che vi presero parte;· nè saprei con quali espressioni degcament~ lodare l'ammirabile ed esemplare condotta tenuta da t utti gli ufficiali inèlistin la'\flente.

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1

La impossibìlità di far giungere a V. E. R . un l!~pporto sog!i avvenimenti di Perugia del 17 'corrènte, e la capitolazione conchius<1 col genera le in capo rlell' armata d' invasione piemontese , Fanti, che calpestando il sacro diritto delle genti, invase con forze superiori . il territorio degli S tati di S. S., es- · sendo interrotte tutte quante le comunic~zioni, e ann ullato il segreto della posta, mi ha fatto . sospendere ogni passo in pro~ pòsit.o fino a che non fossi io grado di farlo con sicurezza. ' . ' Giunto in mia ca~a, dopo qualche j.ovoJontario ritardo, do s ubilo malio a ·soddisfar'e un dover-e, comuoquE) m i riesca penoso i l compierlo . . Io non discoBOSCO l' i-mpressione dolorosa che dovè fare su V. E . R. la notizia del dis,astro di Perugia, e convengo che si. sarebbe potuto aspettare una resistenza. più lunga e più ostinata, e che soprattutto il forte di r ecente ricostrui to avrebbe resist ito almeno per alcuni giorni. Un succinto racconto , dello scontro avvenuto, porrà l' E. v_. in grado di giudicarne. , Non appena' aveva io ricevuto avvi~o in Città della Pieve (da me occupata 1'11 seùem bre r,er ordine del generale in _capo, con due battaglioni e due pezzi d'artiglieria) , che parecéhie migliaia di volon,tarìi avevan preso la Città di Castello e fatto prigioniero il distaccamento di gendarmi che vi si trovava, non d ubitai che non marcia»-sero su Perugia. Pa rti'i adunque con la mia )ruppa rnilla sera del 13, dopo averne ricevuto,l'au-toriz,zazione dal generale in capo, per questa città, e vi giungeva la mattina del -14 alle ore 6 112 senz' aver , vis to il nemico, il quale peraltro trovavasi alle porte della città; dopo aver preso le misure ne<:essarie per la custodia delle porte, e credendo sempre di a,'er a fare co' corpi franchi, voleva io dare un po' di riposo alle mie truppe stanche in seguitò d'una faticosa ma.foia notturna; ma il n.emico a ttai:::cò la porta di Santa Margherita , e cominciò al


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1

NELL U\IBRlA E NELLE )l,\RCJ!E

10

L.\ CAilll'AG:-.A DI GUERRA

temlJO stesso un inoco vivi,;;simo dalle. case della città, ov'eransi clandestinamente già inh·o<lolli lÌn dalla notte precedente. Il combattimento s'impegnò immediatamente e proseguì con accanimento pet· circa tre ore , e fu allora eh' io mi avvidi che avevamo ç1, fare con le truppe re3olari. piemontesi e -i.u niun modo coi corpi fraoch i. - Il loro numero s' accrebbe da un momento all'altro. 'l'utta,ia fu il loro comandante che mi chiese di far cessare il fooco, ciò che g li accordai. Fu aìlora che il signor generale di Sonnaz prcsentossi a me per parlarmi; gli domandai quali proposizioni avesse a farm i, mi rispose non aver la facolfa di farmene, -e co nvenimmo che le ostilità sarebbero sospese fino alle 3 pomeridiane, impegnando esso la sua parola d'onore : chi:! lo suo truppe si. ritirerebbero dalla città e lascierebbero occupare le porte dalle nostre guardie; che in quest'intervallo il geueral Fanti stesso giungerebbe ·per trattar meco. In,ece di 1itirarsi lo truppe piemontesi aumentavan0 sempre nella città, non ostanti i miei vivi reclami e le r innovate promesse elci gen eralc de Sonnaz. Alle 2 mi portai dal generai Fanti : accompagnato dai ùuo capi di corpo signor colonnello T.ll?:?:arini e signor tenente colonnello DoCocrten; ma non avendo pc,tuto r imanet·e d'accordo sulle basi di una capi tolazione , doinandammo che si prolungasse il termine della .trcglla per consigliarci. Feci a tale effetto adunare il corj)o degli ufficiali, { quali vista la gravità delle circoslanzr, nori ~i m_ostrnrono alien i a èhe la proposta del genel'ale piemontesò fosso accettata; cioè, che la tn1ppa dimettesse le armi, che si concedesse a ciascuno il libero rimpatrio, e che gli ufl:izia li conservassero i ]ol'[) bagagli. Allora incaricai i due u f5ciali superiori soprammenzionati a conchiudere la capitolazione sulle basi proposte dal nemico , aggiungendovi tutta v La la clausoln,, che g li ufiiciali potessero cinger la spada; il che fu accordato, e mi fmono consegnati gli articoli _della capilofoziooe. Mi limitai a dichiararli conformi ali' orig inale nella copia consegnata al generai Fanti. Del resto bisog11a conveu'ire che la ripresa delle ostilità n on o:ffriva alcun elemento di successo, dappoichè noi dovevamo misurarci con una divisione intera, la cui forza ascendeva, ,1, r;on fessione del nemico stesso, a 14,000 uomini aubpodantemcn L•!

muoìta di cav~lleria e di una formidabile artiglieria ; o ?h~ avrebbe ridotto ben presto a far tacere i nostri deboli mezzi dt difesa del forte. Essendo stato chiamato a Torino mi è convenuto abbandonare i m iei ufficiali, ed anche mio figlio che ne facea parte, nonchè l'ufficiale che mi serviva d'aiuta~te d( campo e da segretario, accompagnato soltanto da Ul~ ufficialo wemontese_Giunto a Torino fui condotto al conte d1 Cavour, 11 quale m1 fece rilasciare un passa porto per tornare i~ patria. Cedendo pel momento a tale n ecessità, dichiaro tuttana a V. E. Reverendissima cho io non mi l'iguardo in alcun :nodo sciolto d~l giuramen to di fedel tà prestato al ~ - P adre, _e la prego perci? di deporre a' suoi piedi r assicuraz10ne del mio att~ccamento il più ·inviolabile alla. sua sagra persona , nudren_do arclent~ de., siderio di esser tosto colà. chiamalo oYe potessi esser utile, e mi repu,t erei felice di poter reudP.re qualche s~rvigi~ alla causa della. ;eligione ed a quella dell'ordine, in questi tempi sopratutto d'inganni e di sventure . . Riservandomi di fare il mio rapporto ufficiale alla E. Reverendissi·ma del ministro delle armi sugli avvenimenti_ e sulla. capitolazione di Perugia, prego V . E . -~i g_raàire l'omaggi_o della mia più profonda ·venerazione, con cm m1 prost1·0 al bacio della s. porpora. Altordf, 28 settembre 1860 .

A. Scm110T. ~

O-a l 'gioniale di Roma).


UlTRUZIONE SlTLL'rnPIEGO DEI CANNO~L DI FERRAc_9ro RIGATI·

.?

ISTRUZIONE

SULL'IMPIEGO DEI CANNONI DI. FERRACCIO.RIGATI

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grasso la parte avvitata e la rotella di cuoio che deve mettersi fra la .testa della spoletta· ed il bocchino della granata. - Se nell'.avvitarle· nel bocchino sì osserva che vadano troppo facilmente a silo , si avvolgano le spire della spoletta con canapa unta di grasso, o oon filo di rame ricotto, in modo èbe le ~polette non possano togliersi da silo senza fa1· uso della chiave. ,- Nel collocarle a sito si pongq la massima cura onde no1i guastare la testa di quelle metallichè , o spaccare quelle di legno. - Prim,a di collocar~ le granat~ nella bocca da fuoco e dopo che ne è stato scopérto l'innesco, si graffi ·con una punta la composizione della spoletta spruzzandola con,. un poco di polverino.

:' Spolette a ,percussione.-

QUALI SI USANO NEli NOSTRO ESERCITO.

• Proietli. Se non sono stati verificati prima di. essere spedi;i al/ ~ lo siano al parco .stesso prima d'essere trasportati alle balterie, . non permettendo che vi si mandino quelli che non soddisfano alla prova dell'acqua .. alla pressione di circa 12 atmosfere, o che lasciano trapelare l'acqua dopo tre giorni che ne sono stati riempiti, quelli che non passano nel cilindro calibratoio del 1. rispettivo calib,:o, o che non hanno il bocchino delle prescrille dimensioni e debitamente avvitato. '

Spolette. Se ne accenda alcuna, presa a caso, onde accertarsi della regolarità della combustione e del tempo impiegato per abbruojare com pletaménle. - Nell'applicarle alle granate si unga di ·

Se ne faccia scoppiare alcuna con un ,colpo di mazza onde accertàrsi che prendano fuoco. Si ungano di grasso le spire del dado di per(:ussione accertandosi ·che questo sia solida men le avvitato ·nella lesta della ~paletta. - Nel collocarle, nelle gra•nate si osservino le avvertenze indicate per le spolette ordinade. Scarseggiando~i di spolette a percussione, vengano queste riservate per il tiro in breccia. ·

Cariche. Le cariche per i cannoni da 40 rigati non sieno superiori ai..chilogrammi 3 nelle circostanze ordinarie. Qualora poi per soddisfare a straordinarie esigenze di servizio si debba eccezionalmente far uso di cariche superiori ai chilogrammi 3, sulla proposta del maggior generale cavaliere Cavalli, dietro esperimenti falli col colonnello cavaliere Marchese della regia marina sui cannoni da 40 rigati, dovranno le e.ariche essere allùnsate e munite di, uno stelo di legno della lunghezza che àppare dal sèguente quadro: I


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'

ISTRUZIONE SULL'ÙIPIEGO

DEI CAN"sONI Di FERRACC IO !UGAT(

Per le cal'ichc della mcfa del volume dc!l'anitna.

Maneggio della bocca da fuoco.

.

'

--~

Per cannoni rigali

da ,16.~

e~mera

senza c~tmcra

camera

con

senza camera

178

·165

221

208

126

·1'17

156

147

297 . 330 3 6

374

C(Hl

Diametro al sito della carica Diametro della carica

'JI½ del calibro

Lunghezza delle cariche del ~ iQ mili. 255 peso di 1/ 5 della palla. in chil. 3 Lungbezz~ delle cariche del ~ peso d1 . . . . . . . .

'.n mili. 298 34.7

l

111

chil.

da 20,8 ~~-

385

4.33

7

7·

396

))

))

4

))

))

3,5

3,5

Luughezz~ delle cariche del ir! mili. 3W peso d1 . . . . . . . . in chi!. 4.

6

Cannoni caricantesi dalla bocca. Si a1111erta dì non far uso di calcatoi diversi da quelli ad . imbnto regolarmente adottati, e si fa ccia uso frequentemente-dello scovolo a rasiera debitamente bagnato nell'acqua, - I ~. ietti, prima d'essere introdolli nella bocca da fuoco, sieno 'scrupolosamente ripuli ti con un sacco a terra.

Cannoni caricantesi per la Cl!la!fa. Si faccia frequente uso dello scovolo a rasiera bagnato nell'_acqua. ·_ I proietti prima d'essere introdotti nella bocca da fuoco, siepo esaltamente ripuliti con un sacco a terra. - Il fon~ dello del cannone ~o! rispettivo manico, quando viene ritifa'to dal cannone per eseguire la carica, sia collocato in una secchia ripiena d'acqua. Si procuri di mantenere um'ido i\ cuneo di chiusura.

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Per sparare questa bocca da fuoco s' introduce dalla culatta la granata colla spoletta in avan ti, e si spinge. il proietto a sito c0\la forco la; si mette qniudi la c~rica-, poscia il fondello bagnato . d'acqua · quale esce dalla secchia, spingendolo quanto basta perchè · non sporga dall'orifizio posteriore dell'anello di rame. Dopo aver· sfondala la carica , dnc ser11enti spingo,10 con forza il cuneo di chiusura , accertandosi che nel vano desti nato a ricevere il cuneo, o sul cùneo stesso, non trovinsi corpi estranei cbe impediscano il cuneo di prendere la prescritta posizione. Eseguito il puntamento e prima dello sparo, tolgasi d'i11 sul paiuolo il martinello di . ~irezione, e l'alzo dal pezzo o,nde 110n si _guastino. Dopo lo sparo , uno dei serventi s-1 munisce della leva di ferro, smuove il cuneo e lo spi nge finÒ a tensione della catenella elle ne fissa la giusta posizione per il comodo caricamento deffarm a. - Un altro servente ritira dalla secchia il manico ' . del fondello, e lo avvita nel fondello stesso che estrae dal pezzo e ricolloca nella seccbia, per ricominciare, il caricamento · del.l'arma nel modo elle venne già indi cato. Ultil).lali gli spari si deve lav~re ed ungere con grasso l'anima della bocca da fuoco ed ogni parte del ·congegno di cbiùsura · onde preservai'e ogni cosa dall'azione ossidante dell'aria. · 'Nel caso che debbasi rit.irare }l cannone, il cuneo e tutti gli attrezzi cli maneggio d'ogni pezzo vengono accuratamente allogati ne\ rispeLti, 0 cofano cl'assorlimc.nti , elle porta il nu-: mero dell,a bocca da . fuoco. Gli attrezzi stessi porteranno quel 1 numero, 1


• RIVISTA TECNOLOGICA

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_ Smontato, esso vien facilmente caricatò e carreggiato ' su vetture di dimensioni e forme apposite. Il tavolato che lo ricopre: quaodò è messo a luog_o, rassomiglia a_ qu~llo d:i ~out~ d~'batte~~ _ ordinari. - Lo sperimeoto fatto nusc1 bemss1mo, rn _poc 1 minuti venne gettato un tratto di porite lungo 40 metn, con quattro battelli. . Nuova piro-cannoniera. - Il signor ~ rnaud di B~r~ea_ux inventò una nuova foggia di piro-cannomera. - Essa e mtie-ramente rivestita di acciaio temperato; e quantunque essa con:a a vapore, non le si vedono nè -fumaiuolo, nè r uote,, nè ~lben, nè cordaggi. - Non ha di· ebiglia ; e sull~ s~a cop:rta. s1 passeggia come sovra una piazza. - I proietti 1e snvolano sul eorpo senza recarle il menomo danrio. · . .

RIVISTA TECNOLOGICA

Spese approssimative pella cost1·uzione e a1·-mament? dei_l~gni da guerra . .:._ Il Joiifnal de CherboU'r_g dà i s'.>guent1 dati m:e~

BA:VIE_RA ._ - Carabvna pet· la cavalleria. - r..:;umaìu~lo Beinlein ~i Norimberga ha pres~ntato al ministro della g.uerra una carabma per la cavalleria, la cui canna non è luno-a che l7 pollici (Om,413), e.-J. i cni proietti forano tuttavia tre°tavole riunite dello spessore di 3 poHioi (Om, 072) alla distanza di 800 passi.

. FRAN?I~. - Nu?va foggia di ponte m'Ìlitare. - Un iJo,nte d1 battelli d1 nuovo sistema ven ne gittato nello scorso dicembre sulla Senna a Parigi, a ll'altezza del ponte di Ieha. - L' impe~ . ratore, con un ·numeroso cor teo d'uffiziali d'ogni arma e grado, presenziò qmist'operazione, direLta çlal generale Forgeot, coman<l_an_te l'artiglieria della g uardia imperiaie, ed eseguita dai pontieri deila guardia, venuti espressamente da Saint-Cloud · ess-i e rano aiutati da una- sezione del reggimento d'artiglieria'a cavallo della guardia. - I nuovi battelli per tale cos1ruzione sono di ferro battuto a ve~e di essere di legno, e sì compongono di tre parti,_ ~e qu~li sì smontano e si rimontano con molta speditezza e facilità: 11 corpo gel battello, l'avanti e l'indietro. Queste tre parti essendo 1·iunite, il ba ttello hci una lunghezza di 10 metri.

J

ressanti sulle spese approssimative d1 costruz10~e per un v~sce110 : _ Un vascello vien d'ordinario a.r mato d1 120 cannon_1, e r ichiede poco presso le seguenti spese : legnami d'ogni speCie L. 550,000; metalli a iversi L 250,000; canape e stoppa L. 10_0,000; g rasso e eahame L. 2i;i,000; telu, L. 50,0.00 ; zavorra d1 ferro < ' l' L. 55,000; ìwcore e catene L. 90,000; serbato10 per acqu~ L. 801000 · cannoni ed armi portatili L. 110,000; polvere, da , fuÒco L'. 85,000 ;· materiale diverso L . 200;000; varii à~nesi di equipaggiamento L. 2ff0,000; macchina .a vapore e s.uo1 accessori L . 1,000,000; cioè in tutto L. 2,835,000. A ~uest~ somma aggiungansi L. 313,000 eh mano d'opera di coslru_z10ne, 11 valore totale risulterà circa di L . 3,150·, 000. Ai tempi di Luigi X IV e anch~ sotto Luigi_XV, il prezzo d~ . un · vascèllo di linea era all'ingrosso di u n m ilione, mentre ogg.1 costa più del doppio senza la macchina _a vapore, la quale -per sè sola ,,ale un milione ! - Questa di.fferenza mostra ad u_n certo punto il rapporto i n denaro degli oggetti sotto là vecchia monarchia e quella d'oggidì. ' , __ . . Se· un vascello di linea di prim'ordine costà 3 m1l10rn, una freo-ata di 50 a 60 cannoni c,oster~i all'intorno L . 1,800,000; ùn~ corvetta di 26 a 30 cannoni L. 1,400,000; un ·avvis? di lO cannoni L. •'700,000. Ciò stante, un'armata composta d1 •80 ,•ascelli di linea, 50 fregate, 30 corvette e 60 avvisi costerà ,


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· RIVISTA

T ECNO LOGJCA

all'incirca L. 410,00_0, 000. A tale somma si aggiungano anc-ora 40,000, 000 per provvigioni di viaggio e di trasporto. Tofale generale L. 520,000,000. r

non ,è· g ra n fatto magg1•r e spessore?). ·

Secondo questi calcoli, l'armata io"'lese neL suo stato att I aeve: aver costato. al paese non m enoo di 800 milio11i di. lire.ua._ e

· JNGHILTERRA. -

La ~pesa sare!Jbe poi ancora molto maggiore per un'armata di legni corazzati, avvegnacchè u n va'icello di qu'esto sistema costerebbe non meno di 7,000,000 di lire. , I TALI.A. - Pi1·0-cannon-im·e. -Le due nuove piro-cmmoniere, Palestro e . Curtalone, che salparOnò il 1G gennaio da Genova per l\foht d1 Gaeta, sono due legni di forma eleo-ante che r;ono onore al r'?gio costruttore,ca,;aliere l\.fattei.. - Cia~cuna è arm~ta di 4 pezzi da 48 e porta 50 uomini d'equipao-o-io. ,

,

00

PRUSSIA. - Tel~g?_'afì sotter?·ane-i. - Or non è ~olto tempo, venne proposto al. ministero della g uerra un nuovo sistema d:i telegrafi elettrici pe1· l'es_ercito attivo. - Per m ezzo dell'aratr; americano, il. quale tratto da un sol cavallo ;cava nel terréno un solco di 0m,157 ('½ piede).• si pratir.11.no sul terreno dei solchi; nei qù.ali si pongono e si _so.tterrano i fili teleo-raiici. ' Tale invenzione vien.e attri b,uita al signor Chai.1vin~ direttoue d8i regi t~le~ra.fi. -:-- Le prove fatte finora nei terreni piani diedero buoni risultati. Ma ciò ri usci rà difficilmente nei terreni mootucsi. Cannoni 1•igati . - Gli ant:chi cannoni da 12 di bronzo . median te il taglio della culatta, la r io-atura ·ed il collocament~ . dell'otturatore vennero trasmutati buoni cannoni r igati , e diedero , sotto ogni ra pporto, buoni risulta.li ; epperciò qnesto processo verrà i mpiegatQ in gmnde nel corso cl{ quest'inverno, neHa gran fonderia di Spandau e sue dipendenze. - Per questa p n mavera, a quanto dicesi, ogni brigata avrà 3 sup batterie, et a!'ti.glieria rigMe.

irt

.Bli':ic~etggio di fe1·ro. - . Anche in Prussia si fecero esperì_,{' ~e~t1 eh lastre. _cli ac~iaio, o blincle. Nel benaglio presso Tega] s1 tuaro_no vara colpi di cannone, ed a di verse distànze, contro l astre eh ferro spesse 5 poll~ci (0m,13), e su altre anche più spesse. - I risultati furono eh~ la 1:esistenza di quelle lastre

'

a l.

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q•·,1ella. dei tavoloni (di u0('fuale

Cannoni Mmsirong. -

Lcggesi nel J11echcmic's Jl!agas-i?.ie : Il gòverno ebbe g ravi lamenti _dagli d fi~ ~iali d'arti"0 lieria relativamente all' imperfe_zione dei cannoni A.rmstroug n ell'ultima campagna: della Chin~. Si ricouo_b be che, i tao te la delic!lta composizione dei cartocci, la. maggio~ p_arte andò fuori d'uso, sia per cagione del trasporto'. sia s_otto l,az1oue del clima' chinese, Di più i proietti vengono distrutti dal\ azione galvanica: · dei metalli composti, ferro e piombo,' che entra1:o nella loro fabbricazione. - Xn qnauto tL quel.li che sembrano m buono stato, si trovano sovratu"tto. pericolosi pei )?Ostri tiragl-iatori, il piombo separnudosi dal -ferro appena _che la· p~lla es~e dal cannone . - Si ,riconobbe anche c1ie la gittata varia.va. m un modo straordinario; final mente dicesi che le culatte di du~ di questi canuoni scoppiarono al rrimo colpo loro, rendendo ~ ~ue pezzi inservibili. - L'Inghilterra avrebbe dunq ue sprecati clue milioni di foe inutilni.ente! 1 · . Cannono }Vi,thworth. - Alla scuola feàér:ihHli \J'hun, al pnmo c.olpo balzò v ia la c·µlatta di un cannone del sistema W ithìvorth, che si ·volle Sj_'.!erimenlare. Bersaglio elettrico. · -"'ln Wolvièh si sp.,erimen_tò u~1 nuovo bersagliçi elettrie;o :i,f u ntato dal sottotènte Ch:val~er ; ~l disc~, invece di ·essere in un sol pezzo, è composto d1 parecchie parti: il p unto nero, il cei1tro e due circoli esteriori. -:- ·Si spar_ò alla àistanza di 400 a 700 y"ards , ed ogni qual volta 11 b2:saglw ve_ niva colpito, un indice mostrava .sulla snperficie del elisco, colla massima p recisione, il punto 1occato dal protetto. · Navi comzzate. - Il 31 dicembre è stata yarata a Blackwall, sul T~migi, u na fregata; detta il Wa·r·1:·io'.·, che è il primo le"no ·da o-uena corazzato di ferro che sia.~i costrutto m Inghilterra. Per le sue dìmeusioni , il WcL?Tior sati.L la più g~ande n~ve, d?po i l_ Grn_ncle Orientale , che correrà I mari. Il 1M es dice a p rnposrto d1 e,sa: · , . . • Oggi sarà tentato a Blà.ck wall il nostro prnno esfer1ment~ n ella costruzione dei ·leo-ni ..::orazza.ti. Il lVetrrior vmce og111 ~ltro fogno da guerra in ~,astiÌà e fortezza. Le sue lastre di feno

1


!Il

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TECNOLOGICA

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RIVISTA

sono grosse da' 5z8 di pollice ad un pollice e un quarto. La sua maggior lunghezza. è di 420 piedi, intorno a due terzi del G1·ande 01··ientale; la maggior larghezza è di 513 piedi ; maggior profondità 42 piedi. La capacità del Wa1·1·i<w è di 6,117 tonnellate e la sua forza è di cavalli 1,250. Il totale del peso J compreso l'arm~ento, sarà di 10,000 tonnellate. Le sue forme sono assai eleganti e sciolte, e credesi che la nave correrà 14 nodi all'ora: Il suo armamento non è ancora totalmente deciso; ma pare certo vi saranno 3 G cannoni da 68 nel primo ponte, e 10 da 70 sul ponte di coperta; oltre a due da· 100 in prua ed in poppa; ju tutto 48 cannoni Armstrong. ÌVIa dopo il primo viaggio, se l'esito sarà buono, s'aggiun~eranno altri 1O cannoni sul po~te di coperta. Così l'Inghilterra avrà una nave da contrapporre alla Gloi?'e dei Francesi, sulla quale tante voci contraddittorie son corse. Ma i Francesi hanno altri quattro legni, simili alla Gloire, in costruzione, tanto avanzati elio potranno essere in brev:e varati. Se ne allestiscono intanto in Francia altri,dieci, in guisa che prima della fine dell'anno 1861 quella nazione no avrà 15 di queste formidaùili macchine di guerr_a , mentre che l'lngh,ilterra non ne' avrà che quattro. Anche la Russia ii apparecchia ad avere le sue fregate èo_razzate. Ad ogni evento, 1rn legno coi:ne il 1Va1·1•-io1· dee valerne d ue co,m e la Gloi:re • . L a Defence e la Resistence sono pressochè terminate. - Oltre queste ùue navi corazzate, l'ammiragliato decise l'immediata costruzione di due altre d'ugual costruzione e di 4,000 tonnellate. - Dovranno esser lunghe 280 metri, larghe 56, e tutte rivestite di lastre di ferro. - Il principio angolare non sarà seguito, malgrado i vantaggi che g li si , •ogliono accordare. SPAGNA. - A Gyon in Gallizia si provò un nuovo modello cannone rigato; la canna, intagliata di 80 righe, ed il proietto sono costrutti sul sistema Arrnstrong, mentre l'otturatore è sul sis,ema ,h Wahrendo\·ff. - I proietti, .lunghi 2 112 sino a 3 calibri, vennero cacciati con 2 chilogrammi d i polvere sotto _un angolo di 17° a 20°. - La portata fu di 4,000 a 4,600 metri, con sorprendente giustezza. Le· leggiere deviazioni a ~ute si accagional·ono a i cerchi di piombo dei proietti, i quali separahdosi

e là dal ferro dei proietti stessi, debbono sicuramente produrre qualche irregolarità.

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RUSSIA. - I mutamenti cb_e si sono operati nell'armamento dell'esercito russo dopo la une della guerra, consistono neffaver introdotto in tutta la fanteria fucili rigati del calibro di 6 lioee e della portata di 1,200 passi, in sostituzione de; f~cili a pareti liscie e delle carabine, colle quali ultime erano armati i cacciatori. - Nell'artiglieria da campo si sono introdotti cannoni rigati da 4, invece delle altre specie diverso cli cannoni le17,g1eri. - Questi cannoni si caricano per la bocca, hanno 6 righe, e slanciano una palla di 11 libbre - essi vengono tirati da quattro cavalli, ed hanno una portata di 1000 klarter. Nelle fortificazioni marittime l'armamento venne completato con cannoni di fenaccio da 130 libbre , ùei quali 500 pezzi vennero gittati nella Svezia. - Essi pesano 382 p11d (6,245 chi I.), eù banno la. portata Ji 2,000 klafter. - Si fanno anche da parecchi anni prove coi cannoni rigati da 30 libbre, di Wahrendorf. - Oltre a ciò si sono usati anche per le fortificazioni marittime mortai di metallo da 2 pud (chil. 32,74), che p;ettano, j;Llla distanza di 2,000 klal'ter, bombe pesanti 2 lz2 pud (41 chil.), e contro le navi corazzate di ferro si impiegano mortai che slanciano palle pesanti 137 pud (cbil. 2,243). Perciò si mostra nel rapporto ohe l'armatura per le fortificazioni di niare lascia ancora molto a desiderare. _-

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Vnl. lii. -

6.

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lUVISU S1'ATISTICA

RIVISTA STATISTICA

FRANCIA. - La sqiiaclra d'osservazione a_Gaeta, sotto gli ordini dell'ammiraglio Barbier, era composta dei seguenti legni: la Bretàgne, il Sa'int-Louis, l' Fmpérial, il Redoiitable e il Prony. Il Tage stette ancorato a Messina; il Bmndon e la Mouette facevano il servizio postale fra Napoli e la sguadra; la llloselle e l'Ariège portavano i viveri alla squadra da F rancia. - I~ complesso la Francia teneva nelle nostre a.eque circa 500 c~nnom: - L'occupazione militare dell'Algeria prende d'ora mnanz1 il titolo cli 7° corpo d'armata . · - La Francia formò i suoi reggimenti di fanteria di linea su 4 battaglioni di 6 compagnie ciascuno, cosiccbè non variò punto il numero delle compagnie per ogni reggimento. AUSTRIA. -

L'Austria tiene attualmente nella Venezia:

36 Regg.ti di fanteria di linea a 3 batt.ni di 1,300 uomini 140,400 18 Battaglioni cli cacciatori di 1,000 uomini cad .. ·. . 18,000 Cavalleria . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5,000 Artiglieria: 52 batterie di campagna (200 uomini e 200 cavalli circa) · . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,400 Corpi tecnici (zappatori e pionieri: ecc.) . . . . _ . . . . 10,000 Totale uomini 183,800

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Queste truppe sono divise in 4 corpi d'esercito , sotto l'alto co- mando del feld-niaresciallo Benedek . - Tre di questi corpi sono mobilizzati ed hanno i rispettivi quartieri generali a Verona, Vicenza e Padova; il 4° corpo, che n on è mobilizzato, fornisce i presi.d ii alle piazze forti e dipende dal gran comando di Venezia. Nei a'i ntorni di Trieste e lungo le coste istriane e dalmate sonovi altri 35,000 uomin i (quartier generale a Trieste), che . 3r.:n,0 00 uomm1 .. formano la. prima riserva. - Un altro corpo d1. (quartier generale a Gratz) òccupa la Stiria, l'Illiria e la Carinzia, pronti a trovarsi in campo sul Mincio o sul Po in meno di dieci giornate. Cosicchè il primo effettivo austriaco di guerra nella Venezia salirebbe a più di 250,000 combattenti, cioè la metà circa dell'intiero esercito austriaco sul piè di guerra. - Si progettano nuove fortificazioni alla frontiera del Tirolo italiano, oltre a quelle che già sono_in corso di esecuzione. PRUSSIA. - Nello scorso ottobr~ venne fondata una nuova SCllola di guerra (Kriegsschule) a Neisse, identica a quelle ben conosciute di Potsdam e di Erfurt. - Queste scuòlçi con quella dei cadetti a Berlino , nei tempi ordinari ponno somministrare 400 uffiziali all'an no. - La durata normale del corso degli studi è d i un anno;·- 10 mesi son_o destinati per l'istruzione p~opriamen te detta, e nei due .ultimi mesi tutti gli allievi prendono -parte' praticamentè alle g randi esercitazioni d'antunno. . _ - Il nuovo istituto di Neisse ha--9'1- allievi, e 13 uffi,nah pel governo e per l'istruzione. / - Si formò purn in Julich un nuovo istjtuto pei sotto uffiziali. - Trattasi di stabilire quanto prima un porto di guerra nell'isola Riigen. ITALIA. - Saranno quanto prima formati 12 n uovi reggi· menti di fanteria di linea (dei quali 2 di granatieri).e 7 battaglioni di bersao-lieri re"o-imento sarà formato di 3 battaglioni; O • , Oo-ni O 00 il battaa"Jione di 6 compa•rnie, in osservanza dei principii che propug:ò la lViv,ista rri-ilit~re 'italiana noi !ascic?li sco~si. . Per questa formazione i primi 36 regg1ment1 degli attuaJ1, a~endo · 4 battaglioni, daranno un battaglione comple lo per eia-

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84 . RIVIHT,\ scun.o, e si avra-µno .cos.ì i 12 nuovi r_eggimenti, senz'a.ltro fopmati di 3 batta_glioni co~ne tutti i ri!I)an'?nti reggrn:i.euti. Aur:pentando poi 2 c0111pagnie per ciascun.o dei 204 ba\taglioni , s i ayranpo i reggimenti al préscritto completo, ~ - Questo me- · todo di formazione ~odçlisfa pienamente alle esigenze attuali , fra le quali primeggia la (usione degli individui d'ogni provincia italia,na in un tl)tto omog!?n~o, compatto,. epperoiò forte, q\lal si addioe ed è indispensabile alla novella nazione. Certamenw, q11es,li non saranno gli ultimi.reggimenti nostri, poichè non béìsterebb~ro 68 reggimenti proporzionalmept,e alla nostra •popolazione, e specialmeqte ai nostri attuali bisogni, a meno che no~ si esa.geri oltre i r etti principii della tatticç1. la forza dei battaglio~i, ciò che nullamente ci aspetliamq dagli uomini esperti eh' ogg~ reggono le somme cose nostre della gue~Ta.. - I nostri batt~glj.oui di bersaglieri sa\'anno, portati a 3G. ~ La no.s tra ca.va,lle:i:ia avrà pqre un considerevole aumento, cosl le altr e armi in giuste proporzioni. ~ggiamo in una corrispondenza della Pe11seve<1·anzo, cli Milano · (Monaco, 14 gennaio) : Da Fnmcoforte furono in questi giorni spediti nuovi e più precisi ordini ai varif . governi federali a riguardo a·ei provvedimenti militari che essi debbono fare nel più breve tempo possibile; oltre a ciò, vi. assicuro che l'ordine della mobilizzazione dell',esercito federale è già pronto, e non 1imane che l'appo_sizione del giorno in cui essa. debba a·ver luogo. 1 comandanti sono eletti, solo manr.a la nomina ,del comarnjante in capo, la quale susciterà molte discussioni. Pare che l'Austria sia disposta a cedere su ciò, ed a lasciare la preminenza alla Prussia; ma non sò se i l nuovo re accettèrebbe, e se accettando'sarebbe in grado di sostenere i1 difficile incarico. , Ii nostro comandante in capo dell'armata, S. A. R. il principe Carlo, feld--maresoiallo, avrà il comando supremo del cont ingente bavarese (70, 000 uomini colla riserva), formante il 7° corpo d'armata. federale, oltre qaello dell'8° e 9° corpo federale, .ch(?, ammontano in totale a circa 180,000 uomini. T utte le fonclerie·della Germania lavorano gìorno e notte por fondel'e cannoni d'ogni genere ; igati, parte de' q uali deve sér-

85 vire per le fortezze e parte per l'armata federale, giacchè delle 1 200 bocche da fuoco ch'essa deve avere, secondo quanto venne ultimamenttJ ordinato, la metà h a da essere dl cannoni rigati. L'Austria, non potendo ne'suoi Stati tra.ne gran partito dalla cavalleria, fece, da q uanto sento, la proposta di fornire maggior numero d'uomini a cavallo di quello a cui sarebbe obbligata, affine di potèr gettare un maggior numero di battaglioni nel Veneto, proposta che pare sia stata con g•ande piacere accettata, essendochè al Reno, su quei vastissimi éampi, la cavalleria è utilissima, per non dire neceSii;irissima. Le nostre caserme .riboccàno di m ilitari e di. nuovi chiamati; dimodochè essi sono obbligati a clotmirn negli anditi ed in ogni bugiga.ttolo, con un freddo dai 16 ai 20 g radi , e colla neve che arriva quasi fino alle ginocchia. Quei poveri soldati devono fare gli esercizi qu,o tidianamente, ed il bersa.glio del cannone non è mai lasciato in pace. Altri 10,000 uomini stanno per essere chiamati, anzi sono chiamati pel febbraio; nè so dove potrnrrno e~sere aèquarti.erati, se non si pr,ende la risoluzione di porre il pala zio di cristallo a disposizione delle truppe; ,le casenne non sono più cn,paci neppure d'un uomo. STATISTlCA

GERMANIA. -

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RIVISTA BIBLIOGRAFICA

RIVISTA BIBllOGRAF.ICA

1,e Spcclalcur Militairc - l 1om livraisou (15 janvier 1 861 ). 0

Il fascicolo di dicembre non ci pervenne, per non: sappiamo quale motivo. . Nel primo numero dell'anno nuovo (livraison 115me) troviamo i seguenti articoli :

Aperçu historiqite sur les fortifications, les ingénieurs et sur le corps du génie, par M. le colonel AuGOYAT (4epartie, 13e article). Reale decreto sul servizio e il ra.ngo degli ingegneri militari, del 7 febbraio 1744 - loro uniforme - valutazione dei loro servizi di guerra - lavori di fortificazioni ordinate nell'anno 1744 - offizio delle fortificazioni - inspezioni. Assedii di Menin, Ypres, la Knoque e Furnes. - Queste quattro piazze formavano parte delle piazze dette di Ba1·1·iei·a. iJlenin, situata su1la riva manca. della Lys, aveva sulla riva destra. di questa riviera una testa di ponte composta di due opere a corna l'una sull'altra. Il suo presidio, olandese, non constava che di 1 battaglione e mezzo e di alcune compagnie di cavalleria. - Investita il 18 maggio 1744 dall'esercito_ francese su due fronti d'attacco, l'uno, il principale, rivolto alla piazza sul fronte

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della porta· d'Ypros , l'altro alla testa di ponte. La trincea venne aperta nella. notte del 28 e 29 magg'.o, cd il ~ g'.ugno, dopo sparati appena mille colpi, ed aperta_~1 _la. br~ccia, ~l presidio chiese di capitolare, ed ottenne aro pllSs1m1 gli onori della guerra. . . . Yprcs, che ,enne subito dopo a~t.acca~-' tr~v_as1 a 16 chilometri a maestrale di Menin. La città. d1v1des1 in alta e bassa città ed estendesi da mezzod'1 a settentrione in forma rettangola:e. _ La città. alt.a è difc~ al m~zzodì da innondazioni, a ponente da antiche mura di. costruzione regol_a re e . da ~ue opere a corna; il lato orientale ~r~sen~a 3 fronti bast.10na~1 a fianchi ristrettissimi, sviluppantesi m linea retta, e coperti da. lunette e da due opere a corna. - A sellentriooe !a cit~ al~ è separata dalla città bassa per mezzo di tre fronti bast1onat~ rettilinei; questa ò racchiusa da una granrle corona_ form~ta d1 4 fronti bastionati e di due lunghi rami. Il canale eh Boesmghe prende origine nella bassa città_e ne esce s~tto la :ortina del fronte di destra della testa della corona, dmgendos1, a grecale. Finalmente gli accessi di questa grande corona eran? _difesi dal\'innondnziono dotta Pas-des -Viv,•es. ·- Il suo pres1d10 era forte di 3,500' uomini. - Il 6 giugno la piazza veniva investita dal conte di Clermont e dal maresciallo di Sassonia su clue attacchi distinti, l'uno a destra e l'altro a manca del canale. Cormontaigue diede per iscritto al conte D'Auroale un disegu~ d'attacco per la bassa cittit, ·che venne att~1ato . . S1cco1:°e gh assedia.ti aveano trascurato di radere le s:ep1 e gli alberi della zona esterna , che ne era popolatissimà sino alla distanza di 390 metri dalle fortificazioni, i primi la•Yori d'assedio vennero tracciati cd aperti in pieno giorno. - Alla_ ser~ del ~6 il presidi_o chiese di capitolare, e l'ottenne con tutti gh onon delle ~r~.. Il forte della I(noqu.e era circondato d'acqua. - Invest1t~ 11 28 giugno da una sola brigata, capitolò il 29, s~11za colpo ferue: Fwrnes era una grande piaz1.a ottagonale d, terra, con fossi colmi inoondati; dopo tre giorni di trincea, cnpitolò.

Jncutsione nem,ica nell'Alsazia. - Nuova fase della giwrr1·a del 1744: Rottura fra Federico Il e la regina d'Ungheria. Unione di Francoforte (22 maggio) . -

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Allean1.a del 24 luglio.

Ritorno dell' escrc·ito impcr-iale in Baviera.


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88 ltIVlSTA. AlgM•ie. Le gouve1·nemcnt général, par F. HuGuO:oo,T. - Lo- · dasi '. l ~ecreto imperiale 24 novembre p. p., il quale sopprimendo 11 mm1stero dell'Algeria, i~li tuiva nuovamente la carica di governatore generale, conferita al maresciallo Pélissier duca d.i Malakoff, dando così a.Il' Algeria qnasi Ìa forma di un vice reame s taccato. - Criticando amaram ente i vizi organici e gli abusi della cessata a rmr1inistraz:one, i l signor Huguonnet spiegando, uoa profonda cognizione dell'organismo politico dell'Algeria, dimostra con stringenti argomenti. l'obbligo che ha; la Francia di realizza'.·e il bene p,olitico, ind-wstriale e- commerciale di quel paese , 11 quale debbe . considerarP, non come una colonia, m,a come terra di conquista popolata da indigeni, cui pur-si debbono• i. riguar_d~ oivil~. --:-- Consiglia al governo di lasçiare all'occ;pazwne militare più libera la 'mano peP quanto ha tratto all'amministrazione ed a.Il' ordinamento di"q uella contrada, mep.tre l'esercito, stro_mento di co~pressione nei paesi di conquista, ivi adempie leveci generose dì t utore, e l'Arabo diffatti ha tutta fiducia ed affezione al governo militare, disprezzo e sfiducia al civile, Secondo il nuovo riordinamento politico dell'A.l<>-eria, il con'• siglio cons ultivo del governatore generalo dell'À!g(2ria venne c~mpost~ di un di1:eftore generale dell'amministrazione· general~; vice-presidente , d1 un comandante superiore clel O'enio di un ìs~ettore_~en~rale dei lavori pu~blici , di. un ispet~ore ;enerale dei_ serv1z1 d1 finanza, di due consiglieri relatori e di un segretario. - Inoltre il bilancio dell'Algeria e le stie ripartizioni vanno sottoposte a)l'esame di un consiglio superiore, costituito, sotto la presidenza del go'Vernatore generale, del vice-O'ove~nat~re ' . ~et membri del consiglio amministrativo, dei 3 °genernli" d1 _d1V1s~orre , del primo presidente clell,a corte imperiale d'Algeri, dei 3 prefetti dei dipartimenti , del vescovo , del rettq_re• dell'accademia, e cli 6 membri dei consigli generali.

La g~erre d'Ilal·iè de 1859, considcrée a11, point cle ; uc de lo, strntégie et de la tactique. (Sme période ou période françaiseì. _ (Suite et fin). Pross_ima1:11ente ci proveremo di dare un giudizio complessivo s~l rnen~o d1 q uesto scritto, del q uale già parlammo mano mano s1 pubblicava per a rticoli.

BIDL!OGRAFI CA

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1':lemoire militai1•e (Eine mihtéirische, Denkschrift), di P. F . C., versione dal tedesco del signor F . DE LA FRuSTON. - È questo il complemento di quell'opuscol o che menò testè tanto -r umore nel mondo m ilitare, Sul modo di .combatte1·e i Francesi, e dovuto al principe FedericÒ Carlo di Prussia. - Molte orùiche sollevò questo scritto, il ,qua.le, con vien confessarlo, per le materie che esso tratta svegliò ben giustamente.l'attenzione dei dotti militari; e di q ueste critiche , quella che finora conosciamo più estesa · (ed alquanto mordace) si è quella del signor Lecomte (favorevolmente noto nella letteratura militare per la sua Sto1·ia n11ilitare della g·ue1·ra d'Italia 1859), inserta nella.,Revue militai1'e S'Ltisse del 28 dicembre scorso; il signor De la Fruston.promelte quanto prima le sue. · Il critico svizzero cerca innanzi tutto di meitere in rilievo (forse un po' esagerat,amènte) i ~ei pri{!cipii che, secondo il principe prussiano, servono'. di 'base al sistema di guerra qei Francesi, cioè : 1° Indipendenza assoluta dai regolamenti , dalle istruzioni di quarti'ere e dai ricordi di piazza d'armi. 2° Im.mensa confiden~a nella loro forza m orale, 1;11enlre si vedono parecchi uffiziali degli altri eserciti temere la critica anche più del nemico. _ 3° Tenersi in colonne serr;i,te contro nemici poco esperti alle manovre, e in righe disordinate contro un nemico ardito ed i•ntraprendente. 4° Difendersi sempre offensivamente. ·5° Il combattere persagliando· non convie!1e neppure ai bersaglieri, se non quando 110.n si può fare altrimenti. 6° Attaccare con impeto, e sempre al passo cli corsa. Analizzando quindi ciascuna ,di que:;lt e asserzioni , il critico, mostrando un po' di asprezza svizzera' contro a' Francesi, cerca provare : che il principe prussiano esagerò il merito delle truppe francesi stimando doti taluni dei difetti loro; ch'egli propose per combatterli alcuni modi i quali non potrebbe]'O aver grande i~fluenza in ._ una operazione qualunque dì guerra; ch'egli si. lasciò trasportare ad una reazione troppo forte contro il sistema di Federico il Gra nde,; e finalmeate ch 'egli commise una gra'Ve oi,.rezione tacendo affatto· la parte la pi11 impor-tante dell'arte-


90 RJ\'ISTA. della guerra, la stmtegia, non foss'altro che per deferenza ai suoi diritti. Conchiude poi mostrando il timore che questa Memoria del principe prussiano , sbagliando i l suo proposito, abbia da contribuir piuttosto a danneggiare il morale dell'esercito prussiano, che non a rilevarlo, ed a falsarne i suoi giudizi piuttosto che a rettificarli . Secondo il signor Lecomte, il miglior modo di combattere l'esercito francese sarà sempre di inspirarsi alla scuola dei Wellington e degli arciduchi Carlo, se si conducono uomini di razza germanica, e a quelli dei Souvaroff se si hanno soldati di temperamento più ardente.

Ape1'ç,u, su1· la nouvelle théorie d'infQ/nterie de ligne, par F. BREDA. - Si muovono alcuni appunti alle modificazioni regolamentari fatte alla teoria del 1831 per l'ese~cito francese ; così: nella scuola del soldato si rimpro,1 era di non aver introdotto l'uso del passo ginnastico conveniente per la rapida esecuzione dalle _manovre e per le marcie forzate; e di non aver adottato per tutta la fanteria il maneggio d'armi dei cacciatori, a piedi; nella sou.ola di pelottone, di aver introdotto di bel nuovo il fuoco di riga, non eseguibile in guerra. - Nella scuola di battaglione, fra le altre osservazioni, vi ha. la proposta di abolire la formazione delle CÒlonne serrate marciando, ed i quadrati con riserva interna .nel battaglione di 3 di visioni. Si critica la nuova forruazione tattica del battaglione di fanteria francese su 6 compagnie, sostenendo che il battaglione troverebbesi in condizioni svantaggiose ogni qualvolta ,u na sua compagnia Yenisse staccata in liragli-atori, e si propone all'incontro il battaglione di 7 compagnie senza granatieri nè voltigeurs. - Questa 7a compagnia, formata dei migliori tiratori, sarebbe unicamente destinata al servizio leggiero del battaglione, col quale non istarebbe mai in linea, nè in colonna, ma o in catena od in· riserva. Les mystè?·es du peuple ambe, par. C. RrcARD. - Resoconto bibliografico, del signor Dll CouLJNJou. Su1· la balaille de Mag,nita. - Lettera del signor generale RENAULT al direttore dello SJJectciteur, intesa a rilevare un'ol'ronea

BIBLlOG RAl'ICA

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asserzione del signor De la Fr.uston nella sna Guerre d' I~alie. Questi vi afferma come alla battaglia di Magenta la brigata Picard della 1• divisione del 3° col'po (comandata dal pr~detto sig. generale), non giungesse al fuoco che a~le 4 _J.Jomendiane , mentre invece le sue prime truppe entrarono in azione contro la ridotta· clella ferrovia alle ure 2 pomeridiane.

Journal des sciences militaires. - N. 84 (1Oltécmnbrct 860). État général des forces militaires de la Chine, par J. Pxc..rno. . • l' cap1tame à 6tatmajor impérial russe.-3eP artie(supplement),deG. BAUMGART&1', Iieutenent et aide de camp dans l'armée roya1e s_axon~e. - Os~ servazioni interessantissime, note e documenti sull assalto d1 Sebastopoli e intorno alla battaglia d'Alma. . Études su1• l'a1·m6e f1•ariç.aise, piir A. (;rrAnPP.N1'mn. (Suite). Études sifr les manmuvres, par J. 'Fi;;s1' ARODE, lieutenent d' infanterie. Documens officiels mr la campagne de Chine cn 1860. -Rai:• porto del comandante le truppe francesi della spedizione, al ministro della guerra, sulle operazioni d~l 14 agos~o sul campo trincerato di Tang-Tlo, e ordine del gwrno relativo. - Altro Rapporto, come sovra, sull'occùpazione della riva destra del Peiho, effettuata il 18 agosto. C.

(Suite).

La Campagne de Crimée, par

AN1Tsc11KOF,

Allgemeine ~liliUir-Zcitung (Darmstadt). N. 45 (1Onovembre J860)._ Articoli di fondo. - Magonza ed il confine tedesco occi~ dentale. - L'anno di guerra 1760 (schizzo strategico. - Concl~sione) - Ya1'ie notizie militari sull'Assia - Baden - Sassoma - I • ghiltel'l'a - Sardegna - Svezia - Spagna.


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Num. 4,6 (17 .novembre ,1860). A1·ticoli rli fondo. - Magonza ed il confin~ tedesco occiden~tale (Segue). - Dobbiamo noi ammettere tutto ciò che ,,i ha di n_u~vo?. -:-- -~lcnne parole sul vestiario e sull'arma m.ento - Notizie mi'.itari sulla monarchia austriaca Prussia _ Francia ed Ingh1llerra.

Necrolog~a del cavaliere TANCREDI R rrA DI MEANA, capitano n_el l O 1·eggim~nto g1·anatieri di Sardegna, mo1·to a Perugia Ji 14 settemb·re H!60.

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Viv~à sempre cara alla, patria, e specialmente alla città di Perugia, la memoria del cavaliere Tancredi Ripa di fyieana, nato addl 12 marzo 1828 dal marchese Vespasiano e dalla nobile donna _Onorin~ Doria. di_ Ci~iè. - Passò i primi suoi anni di educ~z1~ne nei ~olleg1 d1 Chivasso, di Chieri ed in quello delle P~ov1~c1e- a. Tarmo. - Fi'tl. dai snoi primol'dii manifestò un' in• clma.z10ne al mest(ere delle armi, e seppe .accoppiare a.Ile doti del cuore quelle v~rtù, ~h_e ~on ismentiscono mai in persona b'.'n _nata, sotto gli auspw1 d1 onorevoli genitori; perciò• fin da g1ov:11ello mostrò come l'amore per la patria, l'onoratezza, l'integntà- de' costumi inspirassero in lui quei principii chè dovevano _formare da~poi il valoroso militare, l'intrepido e clisciplirrato guerriero, 11 capitano integerrimo. . Finchè gli ozii della pace non chiamavano la sua destra a:d unpugnare le ~rmi per la difesa della patria, egli s'impiegò nel . 1_847 _nel_le regie poste; ma appena lo squillo delle trombe guerrier~ mv1ta.van~ o?.ni f~dele cittadino a mostrarsi in campo, egli lasciava ad altri l 1mp1ego per arruolarsi qual. soldato volontario nel 1° reggimento granatieri di Sardegna. Come tale combatteva valor?~a~ente _nel!e guerre _del 1848 e 1849 contro gli Austriaci :per 1 1ct~hana md1pendenza, e vi si distinse. Fu promosso al grado d1 sottotenente nello stesso 11eggime:0.t0 li 12 settembre 184~. - Nella spedizione in Crimea negli anni· 1855-56 ili cavaliere Tancredi volle p1:1re farne paxte coJ.le frazioni deI' nostro

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llIBLlOGRAFICA

lJIV!STA

esercito , e vi riportò la medaglia commemorativa inglese. Cessata la guerra d'Or_iente, vago d'istruirsi, intraprese nel 1857 un viaggio in Africa, ove in gennaio di detto anno venne fregiato dell'ordine equestre di 30. classe Nisciam di Tunisi. Addì 8 agosto 1857 fu promosso al grado di l uogoteuente nello stesso reggimento. - Prese parte nella guerra del 1859, e siccome era fra i pochi che avessero fatte tutte le campagne precedenti, egli veniva decorato della croce di cavaliere dell'ordine imperiale della legione d'onore di Francia, e della medaglia commemorativa francese per la cau:ipagna d'Italia_. - Promosso a capitano addì 15 ottobre 1859 in detto reggimento , entrava con esso, nel settembre 1860., nell'Umbria, e mentre si accinge-va colla sua compagnia all'assalto della porta S. Margarita in Perugia, eccitando i su0i soldati a spingersi coraggiosi contro i-nern ici della libertà italiana, una _palla da moschetto lo colpiva mortalmente nella fronte, per cui addì 14 settembre 1860 càdeva estinto fra il compianto de' suoi commilitoni, che lo amavano assai , e fra l'ammira.zione degli abitanti cli Perugia, i quali, memori d'essere • stati liberati dal giogo e dall'oppressione straniera, decretarono nn monumento all'eroe Tancredi ed ai suoi compagn1 d'armi caduti in quella giornata. E mentre il Re Vittorio Emanuele II ordinava ohe la medaglia d'argento al valor militare, che si era acq~istata. in tale circostanza il cavaliere Meaoa, passasse in grato pegno di ricordanza alla di lui famiglia, il gonfaloniere di Perugia, a nome di tutti gli abitanti, indirizzava alla desolata madre del defunto la seguente lettera : Peru g:i3 ,· 22 oltobrc 1860.

MUNlCll'IO DI

PERUGI A N. 4.GO del Protocollo

Nobilissima Signora, S·ig. marchesa Onorina Daria, vedova Di nfeana 1·a

'l'0lllN0.

« $"e prima, o nobile s_ignora, non mi venne fatto dirigerle un officio doveroso, che le mostrasse tutta quanta la condoglianza/ di questi cittadini per la perdita irreparabile di suo figlio, caduto eroicamente sotto le mura dell'infelice Perugia., per liberarla cla"l gio_go che b: opprimeva; l'abbia per fermo, ciò derivò dall'esser


94

RIVISTA BillLIOG-RAF!CA

io intimamente conv into , che non si trovano parole adeguate a compiangere bastantemente nna sventurata madre che debbe plorare sulla tomba del proprio figlio !. ... Quando poi si pensa che questi altamente onorava con le sue belle doti e con la suadisciplina ·e valore militare, non solo se stesso e la famiglia , ma l'Ita lia, questa patria nostra comune , oh allora l'alto infinito dolore dal cuore dell'infelice genitrice trabocca e si espande nell'animo di tutti coloro che sanno quanto sia prezioso il sangue di chi seppe morire con inaudito coraggio per la salvazione della patria t. •.. Ed in tal caso anche più difficile ri.m ane a rinvenire parole ' sufficienti, ·che lontanamente possano mitigare l'acerbo acuto d_uolo. Sapendo per altro che pure non giunge sgradita in siffatti infortuni~ la voce della gratitudine , è questa che :finalmente n:i sprona e mi dà coraggio, nobilissima signora, a dirigerle il presente rispettoso officio, col quale ·mi è grato annunciarle , che Perugia ricorda il nome del sdo :figlio come uno dei suoi salvatori. Nè lacrime, nè fiori mancheranno cPrtamente sulla tomba di quel valoroso, che questo municipio decretava venisse eretta a sua pia ed èterna ricordanza, ed a · memoria degli a ltri mi liti che caddero con lui. Vi andra nno le madri e le spose, · e quivi 1 insegneranno ai loro \figli e mariti qualmente si debbe servire la patria, quando quèsta è conculcata dal despotismo e dal mercenario straniero!... ... . • Gradisca, nobilissima signora, questi sensi di sincera ed im• periturn gratitudine, e nella acerbezza del duolo le sovvenga che, se ha perduto u n figiio, ha guadagnato i cuori di un' iii.tera popola.zione che benedice e benedirà le mille volte a colei che lq diede alla. luce per la salvezza d'Italia !. .... • E con profondo ossequio ed alta reverenza, sono • Della S. V . Nobilissima

.

OJ)cre Crancesi. Avenir de la cavaler-ie, par le baron D'Azmi1AR, colonel du &me r é,,.iment de lanciers, auteur du Système de guerre moderne.':'...- Paris, Leneveu , L. 3 50. Tactique des trois a.rmes dans l'esprit de la nouvelle guerre, (Icr volume), par le baron D'Azm-un , etc. - Paul Leneveu, L. 3 50. 111éditalions de case1·ne, par LoNGUET, o:fficier supérieur en retrai te. (in.8°, 1860). - Leneveu, L. 4. · Cùrnbats à la baionette. - ThéM'ie adopléo en 1859 à l'a1·mée d' Italie, comandée pa.r S. Jll. Napoléon III, par le baron D'AzEMAR. - Leneveu, L. 2.

Considérations sur les causes des succès de Napoléon III dan~ la dernière gue1·1·e d'Italie, a·vec quelques conséquences_à en ti?·er pou1· la condiiite des guerres futures. - Paris , Leneveu, 1860, L. 1.

• Dev."' Obb.

1110

ServitD1'e

• NrcOLA DANZETrA, ff. di Gonfalonjere : . '

·

Histoire de ,la guen·e .d' Espagne avec le Maroc ,, p_u_bliée s?~s la direction de MM. BAunoz ét J. OscRIS. - Ed1tJ?n spec!ale , illustrée de plusieurs portraits inédits. Duquesne, L. 7 50 . ·

Par1s; Leb1gre-

Note sur les canons rayés en hMfce et les pr?grès récenis de l' artillerie, · par Lrmoy . - Pans, J. Dumarne. Vie du feld-maréchal J(outoiizo(f, par_ rvI1cnA1LoysKI-DANILEVSKr, traduit du russe par A.

0

.

BOLLETTINO BUlLIOGRAFICO·TRIMESTRALE

F r zELIER - -

L'Espagne et l' Anglete1·1·e en 1588. -

1u-8°, Paris, Amyot.

·

Campagn_e de l' Armada;

documens nouveaux, par .L TmrmRY. -

Paris, Aubry.

Instruction p1·oviso,!r~ _siw ze tr'avail indivicluel dans les C?,1'PS de cavale1·ie. - Ed1t10n d1amaut, avec 78 planches gravees. -

Paris , Leneveu, L. 1.

L'art de comballre l'armée française, par le prince Cn,1RLEs de Prusse -

in-18°, Paris, Leneveu.

F1tÉ.DÉR1C-

.


96

DOLLETTINO DIBLIOGRAl'ICO·TRIMESTRALE

Opere 'fedescl1e.

Versuch einer Eleménta1·taklilc de1· Infoote1·ie und deren Anwenclwng in verschiedenen Gefechtsverhiiltnissen des Battait.: lans, basi?'t au( das Campagnie-Calannensvstem. - Saggio di tattica elem<::ntare per la fanteria e de~l'imp1ego del battaglione nelle diverse circostanze del combattimento, bas1to sul sistema delle colonne di compagnia; per un generale tedesco. - Darmstadt, Zornin.

Neue Stucl,ien u ber d:ie gezogene Feuerwaffe de?' lnfanterie. Nuovi studi sulle armi da fuoco rigate delta fanteria, di W . Dm PLONNIES, luogotenente nel 3° reggimento di fanteria (Graaduca d'Assia), cavaliere, ecc. Con 88 incisioni orig1oali intercalate nel testo, molte tabelle, ed una tavola litografìzzata. - Dannstadl, Zernin. Talleri 1 112.

Das Festungsviereck van Obe1·ilalien, seine Bedeutwng fur De•utschland, die Schweiz imd das Alachtgleichgewicht ·van Europa. - Il quadrilatero fortificato dell'alta Italia , e la sua importanza per la Germania, per la Svizzera e pèr l'eriuilibrio delle pottnze d'Europa, per AREsrn, ca.pitan0 di stato-maggiore generale. Vienna, Gerold's Sohn. Die Turnschule cles Soldaten. - La scuola di ginnastica del soldato. Guida sistematica pP.l' ·l'istruzione generica militare, :;pecia,lmente pel servizio di camptf e di guen-a, del D. MAun1z10 KLOFF , direttore dell'Istituto Sassone di ginnastica ed istruzione militare. - Leipzig, J. J. Webcr. Talleri 1 lz2.

Die J{asalcen in ihren gescfrichllichen Entivickel'Ung 'Uncl gegenwi.irtigen Zusliinden. - I Cosacchi nel loro svil uppo stol'ico e nell'attualo loro stato, di A. 01d3. - in-8°, Berlin, F. Riegel's Verlagsbucbhandlung. - Talleri 1 lz3. Vo,·lesuny ube?' die Ta/cJ,iTc. - Lezioni sopra la tattica,. Opera po• stuma del generale GusTAvo 01 GRIBSnEm - 2" naova edizione pubblicata per cura di Dr•Hoat-1 , capitano nel 3° reggimento fanteria (Westphalischcn). - Berlin. Maximen dcr Kriegsheilungsk'Ust. - Massime di medicina di guerra, del rlotlore L. ST11.or-r-M1mm, medìco capo dello statomaggiore. Ei,ne mililifrische Denkschri{t. - Una Memoria militare, del P. F. C. - in 8°, Fnancoforte, a Iv!. F. B. Auffarth. Gr. 6.

TAGLIANO Ga.EUNO

Gei·ente.

'E SPE R IENZ ESEG~m; 01\Lli' ~R~\,\ D'ARTIGLll~\\I,\ SGllE L1\XDB n1 SAN . . :SELl,"i\UTUNKO DEL iSGO J> 6 1l DRTBll~IINAIIE LA T,\\'OLA 01 TmO

J)EL CANN ONE V .I. CMIPAGNA DA 16 B n!GATO

Programma <lcllè cspcl'imw.c e\;( eseguirsi, . . . \ll'O\lOslo dal Comitato d'artiglieria, cd approv~to da\ fttnnstmo. r \ \ p1·oielt O cnl'ICO 1 tk,GOO). (Co ri cn t k,'200. Peso me1 10 re AMN01'1\ZIONI


98

ESPERIE~ZE E$PERIE.NZE

Le sperienze verranno condotte nel modo che segue: 1 a PARTE.

-

le noiorfi immecliaiame;1te nella rispetti va colonna dello Specchio che egli ritiene senz'altr~ indfoa~ione. .20 Le ordirialo misurate a partire dal piede del bersa o-lio cli corda; il bass'uffiziale posto al bersa~lio ~e noterà idunque sempre positive nel pr oprio Specc~ 10 - _ • . . _ b) Al pun~ di caduta si faranno le seguen_t1 a~otaz101:~ }o Distanza di questo punto dal bersaglio dt corda c · d e1 bersarà misurata perpendicolar mente· alla er!l'ez10uo

Tiri (,110 a 1 000 metri circa.

Si rizzerit in primo l nogo il bersaglio di cot·da ad una distauza di circa 900 rneil'i dal pezzo. Qujncli si porrà al centro e dietro di esso uu bersaglio ordinario, il quale ser,frà al puntamento. A partire dalrahetella ùul bersaglio di cord,1 che si trova a sinistra d'un osserva.tare posto dietro al pezzo e perpe11dicolarmente alla direzioue del bersaglio, si traccierà una linea, la quale si pro] unglwrà per duecento metri al cli là di osso. .

Questa linea sarà diYisa di 10 in 10 metri con picchetti, sui quali si porrauno scritti dei cartelli, che indicheranno la distanza del. l)icchetto dal bersaglio . Si faranno alcnni tiri cli prova prendendo come punto di partenza gl i alzi ori;,,iontali e vorticali iuclicaii nello Specd1i•J antecedente. Si correggerauno eninrnibi gli alzi con questi-pochi t iri di prova in modo da colpire poi nel bersaglio di corda. La cosa n on è tl.ifficile, a-vvcgnacchè alla distanza di 1000 metri le de,iazioni orizzontali medie sono minori cli 2 metri, le massime cli 4 metri. Determinato per tal modo l'alzo s i rizzeranuo gli altri due bersagli a 100 metri, cd a 200 mci.ri dalla · bocca da fuoco ponendo il centro di tali bersagli sul prolungamento della linea di mira. Quindi si eseguiranno i ·prim i 75 tiri, senza ma.i variare l'alzo, sta,to in tal modo determinato; è importantissimo l'attenersi scrupolosamente a tale prescrizione. a) Ad ogni colpo si prenderanno SLli tre bersaglt le misme seguenti :

1" Le ascisse, che saranno sempre nusurate a partire dalla abetella sinistra del bersaglio di corda; il bass'u.ffiziale incaricato delle annotazio11,~ relativ(;) ad un bersaglio .

'

99

saglio (ascisse); . . d t d lla Si misureranno le rustanze del punto di ~-a u a a linea tracciata dietro il bersaglio, e pcrpend1colarmento alla medesima (01·di: nate) . . . . e) Tc11ipo. L'osservatore posto al bersagl10 v1cmo a1 punto di caduta' al momento in cui vede la va~?a del pe;,,zo •porra. moto u11 c1·ono111etro , lo .arresterà . . all istante . in cui il proietto tocca il terreno; tale imsura sara pur resa dall'osservatore posto alla. bocca a fuoco ' ovvero se àa e~5sa non si scorge il cadere del pr oietto, da un osservato re posto appositamente con un cronometro accanto a.lh Uuea di tir o. . . ,i) Rimbalzi. I rimbaJzì saranno_o~servah da alcurn uomini posti a sinistra del piano d~ ~ir o. . . . . Do )O alcuni tiri, l'a.rn piazza dm r nnbalz1 sara appross1~ mati ~,unente nota, o si poil'anuo stabilire gli o:=:servaton nella posizione più at.ta a'.lo ~copo. . . . , .... Raccoo-Iienclo poi i proietti s1 mlSurera lct dm iazw~1~ mecfo1 proietto rispetto a.lla linea di ~nira dopo esegmt1 , . . . però I)untare• il • pezzo col modo tu~L1 1 nmlJal z1.. Baster-\ e < • . • c1· stesso in cui era puntato noll'esegmre i tm, e q~un l proluugare la linea di mira tracciandola con pallme o

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.

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picchett i. J ·1 , Si misurerà inoltre la distanza del punto nove i proietto si è arrestato dalla bocca a fuoco . . . e) Si misurerà per ogni colpo la hmghezza della stnsc1a lasciata dal proietto sul terreno al punto d1 caduta,


100

ESPERIENZE

ESPERIENZE

. Si noterà parin~enti la inclinazione del primo e dell'ultimo elemento de1 solchi f~Ltti dal proietto sul tcrr.eno. Ai':---.... Per ciò fare si porrà un I ~-,. regolo AB contro la parte AB ! '-,..... parte più bassa del solco, in i ·, .,., modo che tòcchi il terreno n-·-·-·- ~ - ·- - -~~ p_e r una lunghezza BC cli ~ C circa.0m,?5; dal punto A cli.. stante d1 1m dal punto B si lascierà cadere un filo a piombo AD, si misureranno lé rette DB ed AD. Si noteranno l'ordinata e l'assisa non solo del punto <li caduta, cd anche del punto in cui il solco fatto dal proietto sul terreno è tèrminctto. I dati accennati sa.ranno anno · t at,l· m · appositi Specchi: A, ll, CJ.

) 90

~

pAnrn. .. -

J'" A 00 0 1ri. ila ·• a 3200 mctr·i circa.

Per questa seconda parte si seguiranno le norme indi~ cate p~r prima, .sia per clisporre i bersagli com e per determurnre gli alz1 necessari onde colpir li , colla .<liffe.i:e.nza però che in vece di r izzare tre bersagli se ne rà,zerà uno. solo vicino, e poco prima del punto di caduta. Sarà facile cosa il raccogliere in un 'bersao-Jio t utti i 0 colpi fino a 2000 metri. ?ltre questa. distanza fino a 2400 metri, sarà assai dif:fìc1lè ott:ncre_ un ~ale risultato, al quale porò lo esperi~e~tator ~ puo arrrvare; ma al di là cli 2400 metri non · e più poss1b1lo raccogliere tutti i punti in un hersa0·lio solo. Da alcuni :lati inc~1?)pleti avuti cli Francia (dai quali si sono cal~olati gli alzi che sono indicati come punto di partenza) risulte1:ebbe che a 2000 metri ,i l rettangolo ·v erticale che cont1ene tutti- i colpi ha un'altezza çl.i 10 m,etri ed una larghezza- cli 9 metri ; a 2~00 tale, Fettangolo è altQ

fa

ioì

19 metri e largo 11 ; a 3000 metri cli distanza è alt.o 36 metri, largo 13. Cionondimeno siccome i tiri sono più nun'.i.erosi verso il punto loro centra.le., e vanno diradandosi a mjsura che si allontanano dal centro an zidetto, accadr à che ad ogni disfanzà si potranno raccogliere nei bersagli un numero su±Tìciente di colpi per determinare con qualche esattezza l'angolo cli 'caduta del proietto, dcterm.ina.zione questa di una grande importanza. Quanto ai rimbalzi essi cesseranno fors'anco prima cli 2000 m etri. Finché essi hanno luogo, si farnnno le annotazioni che sono descritte nella parte prima del presente programma. Cessati i rimbalzi si noteraru10 le penetrazioni dei proietti e la posizione loro al termine del foro da essi fatto, e, fina.lmente operando come venne indicato per la iucli:ri'azione del primo elemento dei solchi, si ·misurerà quella del primo elemento del foro. Nel modo dianzi indicato si ttoverà -il tempo impiegato cfal proietto a r ecarsi dalla l)occa a fuoco al puntò di caduta. Conclude:ndo, i dati a ricavarsi sono adunque i seguenti : 1° Fino a mille metri, la traiettoria descritta dal proietto sarà tutta intera determi11ata dai cing 1ìe plllti che si hanno di essa, vale a dire dai tre punti ottenuti nei ber'sagli o dal punto cli caduta, e da quello di partema. Si potranno di qui ca.lcolare gli angoli di caduta .alle diverse distanze, si avrà il tempo impiegato a percorrerle, l'ampiezza dei riruba;J.7,i, fin dove mediatah.1ente il proietto si spinge , quali derimzion'i h a da sopportare, e come il t iro è teso coi va.rii angoli cli caduta. 2° Alle distanze superiori a 1000 metn si avr anno so1amcrite tre punti delle varie traiettorie, ma si avranno i11oltre tutti i dati poc'anz1 specificati. Cessato il rimbalzare del pl'oictto si ayrà la sua pene~


102

ESPERIENZE:

trazione nel suolo, la forma del foro fatto dal proietto , e la posizione che esso oc.cupa al fondo di esso. Questa massa di nozioni preziose su di un movimento poco conosc_iuto avrà i vantaggi seguenti : 1° Sarà facile cosa il formarsi una. perfetta idea del modo é di tutte le circostanze del tiro. 2° Si avranno dei dati numerosi dai quali sarà possjbile partire per determinare le ·e quazioni del movimento dei proietfa allungati, sarà per tal modo possibile verificare_ l'esattezza delle teorie fino a qui incertissime sul moto loro . Nè si dov1"à impiegare per queste ricerche un gran tempo. La raccolta dei vari.;i dati facendosi contemporaneamente, per farla non sarà d'uopo di un tempo maggiore dell'ordinario, purchè abbiasi Ùrr sufficiente personale. fornito dei mezzi n ecessari.

ESPERIENZE

lòs

AVVERTENZE

I J

Nel tiro la linea cli mira artificiale sarà sempre orizzontale; ciò si ott~rrà facendo passare, mediante il livello, a canocchiale, una visuale orizzontale per l'intaglio dell'alzo fermato alla conveniente àltezza e per il mirino. Il bersaglio che serve al puntamento sarà quindi posto in modo che la linea cli mira così · determinata passi per il suo centro. Si scri:vera,nno in capo allo Specchio A. le ascisse e le ordinate del centro di questo bersaglio. Le ascisse saranno 1·nisun1te-. a partire dall:abetella sinistra .del bersaglio di eo~'da ; le oi clinate saranno misurate a partire dal punto piit l)asso di quel bersag1io di corda. Questi ultimi bersagli sono composti cli due abetelle piantate vettica.lme11te sul terreno in modo ch_e la 101~0 a\tezza· a.l <li sopra del medesimo sia cli 15 metn, e la-distanza fra di loro di 20 metri. Sutali éLbetelle saranno segnati di decimetro in decimetro dei tr atti neri, ed ogni 0~,50 sarà scriit.t la .distanza, del tratto segnato dal terreno; fra l'una e l'altra abetella sono tesi dei fili orizzontali distanti l'uno dall'altro di Om,IO e che partono da dove sono segnati i tmtti neri sulle abetelle; per tal modo n el racconciare il filo ~tracc~ato dal l'altezza del punto ove 11 proietto ba 0 IJroietto si legaerà ' colpito il bersaglio, cioè l'ordinata,. La lunghez_za d el·1a parte del filo stato rotto dal proietto che trovasi contro la abetella sinistra ne determinerà l'ascissa. Per p.ot~r racconciare i fili co:1ver_rà poter_ s~lire sul~e abetelle nelle quali. ~a.ranno perciò piantati d1 distanza lU çlistanza degli àscialoni (gattelh). 0


MODELLI DEGLI ~PECC_HI DA TENERSI ~ELiE ESPERIENZE SPECCHIO ' :"-

He11silglio il.........metri di dis!anza dalla bocca a fuoco.

at punlçnnento, inet,ri ......-... det medesimo, metri......

Ase1ss,\ del bersaglio cl/e serve Ono1NATA

PUNTAMENTO -

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OSSERVAZIONI

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SPECCHIO B

IJuuli <li caduta dei proicW appena oltrepassato iJ bers,1ilio, ehc disfa di metri....... dalla bocca da liioco. let l PUNT,\ ME~To - Ai:,xo 1I '/Jerlica . • t 0r'b:1}Z0n a e

ASCISSE

OJWJNATE

OSS/1/lVAZ IONI

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SPECCHIO C

Rimbillzo oltre il 1°punto di caduta 11oslo a........mctri circa di di~lanrn.

iO c~servdlore o2°

NB. ·J do.ti conlrnnti nel presente Specchio saranno soltanto npprossimativamentc dati. Verranno solo notai.i gli spostamenti mcdii della linea di mi ra oltcnuti nel tiro di tutta ltl ~iornal3. o

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ES PER IENZE

RISULTATO DELLE ESPERIENZE ESEGUITE

Le esperienze di tiro furono eseguite sulle lande d.i San Maurizio e Cirié in novembre e dicembre 1860, giu~ta le prescrizioni t utte indicate nel precedente programma, se si eccettui che alle distanze maggiori di 1950 metri non f'u più possibile di puntare colla linea di mira orizzontale, gia.cchè il terreno delle Vauclc essendo in pendio sarebbe stato necessari.o di elevare il falso scopo che serviva dj punto di mira a.d una altezza eccessiva. Però r inclinazione della linea di mira 110n avendo mai supern,to un grn.do, non può da ciò essere derivato alcun errore sensibile. Fino alla distanza di 1750 metri la maggior parte e.lei colpi avendo battuto nel bersaglio reticolato, vennei~o riferite a questo le deviazioni dei co1pi stessi rispetto al centro della 1:osa dei tiri; alle distanze maggiori poi il numero dei . proietti che colpirono il bersaglio essendo andato ognora più diminuendo , si credette miglior consiglio di riferire le coordinate al terreno; col qual mezzo vengono· evitati gli errori provenienti dal rif'urire al bersaglio reticolato i tiri che non h col pi rono ; r-iffaiti errori essendo inevital)iJi finchè noll sia conosciuta esattamente la traiettoria descritta dal proietto. Dai risultati ottenuti in queste esperienze se ne ricaYò la seguente Tavola di Tiro:


-TAVOLA I

DEL CANNONE DA CAM::E ,

Carica di chilogrammi 1 ,200. -

;

Granata cilindro

. Distanza del bersaglio in _metri

.

Alzo verticale in millimetri

.

Alzo .o rizzontale in millimetri .

200

300

r, oo

500

600

700

800

12

25

37

t;.9

G2

3

l;.

5

6

7

' 7:5

89

D

:10

1100

1200

1300

-- --- --- ---

1400

1 500

---

- --

1 03

118

1 33

148

163

180

198

11

13

t t,

15

16

17

18

' 0°,20' 0° ,1,1 1 1 0,11 1°,21 1 1.0 ,ti21

Durata della traiettoria in secondi

20,1;.1

2°,27 2°,501 3° ,11,1 3 ° ,39Ì

(i.0 ,41

i.0,2s' t;. 0 ,56~ 5 ° ,25'

3" ,so 4" ,25 " " , 70 5", 15 5 11 ,60 6" , IO 3°,15' 3°,50' t;.0 ,251 50,51 o 0,4 5 1 6 ° ,301 7 ° ,15' s0,5•

2",15 2 11 , 50 2",90 3" ,35

Angolo di caduta

'

D erivaz io ni in metri

1 000

.

An~o10- corrispond c ntc oll' ulzo Yc~ti-

ca1c ossia angolo formato dalla linea di mira naturale di vola.tf1, colle suecessivc linee di mira artificiali

900

--- --- -- --- --- --- --- --- -

0 ,00

0,57

0,96

1 ;41;.

2° ,151

zo,t,5'

2, 16

2,90

3,SQ

!.E,SO

5,90

7,20

8,40

D,90

11,50 13,20

N B. 1 ° Cominciando dalla distanza di 1 700 metri si fa uso d ella linea di mira laterale. 2 ° L'angolo di mira naturale di volata è di 0 ° ,21 • ,1511 • Per ottenCl'c l'angol o formato dalla visuale diretta al bersaglio coll 3° Sulle l a nde di San l\Ia~rizio nel tiro fino alla distanza di 1!>00 metri i proietti rimbalzano quasi tutti. 11 rimbalzo cessa ne

. . . . . l'

D imens~oni ,_cla~we alle linee di nin·a

Il piano verticale passante per l a linea di mira latc:ral e disto da quello che passa p e r l a linea cli mfra di vo Luno-hezza della linea di mira di volata L 2 01 ,087 - ,· Differenza d'altezza sull'asse R - 1· 0 01 ,0129. "' · Id. id. l aterale L om,919 - ; Id. id. R - r Om,075~.

=

=

=

=

Torino, gennaio 1861.

( I ) La clis(auza fra le due lacche di mira del reso lo scorrevole dell'alzo dcve · c;,serc di 0m;118

/


,_

107

DA 1.6 D

RIGATO

ogivale d peso mèdio di chilogrammi •t 1 ,6 00. ' 1 600

1')0

1 800

1 900

2 000

-- - -

2 100

2200

2300

2400

2500

2600

2700

2800

2900

3 000

3100

3200

--- --- - - - --- ---

- - - - --

218

,4

,, 5

56

67

79

91

1 03

115

12 8

142

1 57

172

188

2 05

223

2l,2

1 !)

!)

9

10

10

11

12

12

13

13

116,

15

16

t8

20

23

26

7 °,9'

8'', 1 5

8°,30'

9 ° , 1 21

17° ,,,o

l5°,t,ti'

I

5° ,58' 6~,321 6",60 7 ', 10

7" ,65

7° ,48'

8", 75

!)" , 35

9 ° ,53' 10°,38' 11 ° ,22 1

1 12° ,9' 1 2°,58 13° ,t,9' 14°,45' 15° ,41 ' 1 6 ° ,39

11

11

9" ,95 10" ,55 11 11 ,20 11",85 12" , 50 13 ,'20 1 3 ,90 1,,,, ,65 1 5 ,t,0 16' ,20 1 7" , 00 11

1

s ,55' 9 ' ,50' 10° ,45' 11° , ,, 5, 1 2 ° ,50' 13°,55' 1 5° ,oo' 1 6° ,10' 17°,20' 18°,40' ~o0 ,1 0' 21 ° ,1,51 23° ,251 25°,10' 26° ,55' 28°,,, 5' 30° , 4 5 1 0

15,00 1 6,90

18,90

2 1 , 00

23,20

25,70

28,30

3 1, 1 O

3!i, 1 O

37,30

,, t , 1 O

45,30

5 0 ,00

5 7 , 00

65,00

'osse d /:il pezzo, conviene aggiungere all'angolo duto dalla tavola l'angolo di mira naturale di volala suindicato. !l t iro :illa distanza di 2,350 metri. !ala di om,118 (1).

76,00

89,00

I


169

ESPERIENZE

~Jet.odo seguìto per la com1iilazionè della TaYola di Tiro. Per 1a- Gompilazione della Tavola di Tiro si tenne il seguente metodo : Dai risultati del tiro sì dedussero le coordinate del centro della rosa dei punti colpiti a ciascuna clìstanz-a , le devia,zioni medie rispetto a quest'nl- . timo , l'angolo di caduta e la durata della traiettoria; quindi si calcolarono gli alzi corrisponden!i al centro della rosa dei punti colpit i (Vedi gli Specchi E e Con questi dati poi si costruirono le curve della tavola 2", le quali ra.pprcsentano la relazione tra la gittata e gli alzi verticali ed orizzontali, e quelle della bvola 1"' che danno la relazione tra léL gittati.t, l'angolo di caduta, e la durata della traiettoria. Dalle coordinate cli tali curve tracciate in modo da eliminare possibilme1'1te le irregolarità che si presentano ordinariamente nel tiro, si ricavò poscia la Tavola cli Tiro qui unita.

»n.

Irregolarità nella dP,rivazioue. Dalla semplice ispezione dello Specchio E e I ? e delle <lette curve, non che dei punti che servirono di base pel tracciato di queste, appare chiaramente che mentre vi ha una grande regolarità negli' alzi verticali , nella durata della traiettoria-, cd ezia,ndio negli angoli . cli caclut~i , gli ~ alzi or.izzontah presentano in ciascuno dei due .cannoni impiegati, Palmi e Pizzo., e particolarmente in quest'ultimo non poche anomalie. Per esempio, col cannone Pizzo, si trovò che pel tiro alla distanza di 1550 metri occorse un alzo orizzontale di millimetri 27, e che per quella di 1750 metri ne occorse uno di soli millimetri 24; risultato questo çlel tutto anomalo,


lio

lll

ESPERlEl>ZE

ESPERIENZE

E di nuovo mentre col eannonc Palmi si trovò che l'alzo o· izzontale di 17 millirnetri corrisponclc,·a àl1a gittata di 2776 metri, a quella cli i2855 metri ne corrispondeva uno cli soli 15 millimetri. Ancora maggiori sono le anomalie se si confrontano tra loro gli alzi orizzontali trovati pei dLLe cannoni. Invero nel tiro alla distanza cli 3050 metri circa, mentre col cannone Palmi trovasi occorrere un alzo laterale cli 19 millimetri; col cannone Pizzo è richiesto un R,h\o cli millimetri 27 a 30, nel tempo stesso cho gli alzi verticali èoncordano sufficientemente tra loro. L'uffiziale incaricato della direzione delle esperienze, non appena nel tiro alla clistanza di 2350 metri e 2550 metri s'avv-'idc cli siffatte irregolarità nella derivazione, non sapendosene rendere r agione, giacchè, come egli ha riferito, il puntamento era sempre fatto nello stesso modo, collo stesso alzo per amendue i cannoni, e costantemente daUo stesso puntatore, ne rese tosto informato il comando territoriale, pur continuando il tiro fino alla fine delle esperienze. Quando poi i due cannoni furono ritornati nell'arsenale di Torino, la Commissione annua per la visita delle bocche da fuoco fece una nuova verificazione dei medesimi, ed insieme degli alzi stati impiegati . Da l verbale della medesima appare che l'llll.Ìco difetto dei detti cannoni consiste in ciò che, probabilmente per un urto ricevuto, il mirino laterale <lel cannone Pi.zzo fo spostato verso l'asse del pez;:;o di 1m;i1.,5, por cui gli alzi orizzontali della linea cli mira laterale ottenuti con detto cannone debbono Yenir dirninuiii di 1mil1.,5 per correggere l'errore prodotto cla.llo spo:a;tnmento sovmccennato. Tale corre-tione però non toglie punto le anomalie avveratesi negli ahi laterali. L'anima dei cliJe cannoni fn dalla Commissione 1·invenuta in buono stato, le corrosion i e plmiuro state rilevate

mediante le impronto nel sito del proietto esse,~do di poca entità: soltanto il diametro dell'anima per 1 mten~ lunghezz; fu trovato di circa 0miH.,6 maggiore di quello ~satto: Tale aumento di ca.libro però , il quale si ha motivo d1 erodere che esistesse 'già prima delle esperienze, è_ entro i limiti di Lolloranza ·f issati, ed è assai difficile che s1 p~ssa ottenere una maggior esattezza di calibro nella fabbnca• zione corrente. . . 11 Comitato d'artiglieria avendo notato., che ch1lla v1s1ta sopraccennata non era risultato il bench? ·minimo ag..,.randimcnto deff anima nel sito della canea, malgrad? ~he ciascnno dei cannoni fosse stato sottoposto a 400 span, incaricò uno dei suoi membri cli far procedere, sollo la sua direzione personale, ad una nuova cd accurata yerifì~ <lell'a.n ima dei detti cannoni, dalla quale si ebbe per n snltato (vedi Specchio G) che il calibro del_Palmi era cli pochi dccimillimetì·i minore di quello del _Pizzo, e ~he ne~ sito della. cnrir.a il diametro d'a.menduc 1 cannom eras1 accresciuto mediamente di omm.,3 circa , quantità minima ccl assai inferiore al limite della, tolleranza nel calibro stesso. Delle osscrYate irregolarità negli .alzi laterali imper~anto non si può trovare a.lcmrn, n1.gione c]10 valga suffi.c10nteruente a spiegarle. Giover~l solo no~a.re c~e nel l:untamento a crrancli distanze e con una linea eh nura d1 poca ]unghczzat:> (0m,919), la. difficoltà ~tcs~a di d_iriger? l~ vifiUale al punto cla battere, e la d1rez_10_nc de1 ra~g1 ~1 lu~~ ri,:petto all'intaglio dell'alzo cd al mmno sono mcv1tab1h cause c.rerrore. Le irrcgolariti'.1, verificatesi nella derivazione css~ndo ,.1 ·•sa1 · rnacmiori col cmmone Pizzo che non col Palmi , l a '::; . , ob ddi curva degli alzi laterali fu tracciata in 1~odo che so s~ facesse piuttosto ai risu1tati ~ati dal Palrm cbe_non a ~ue~~1 del Pizzo., nel q,uale il magg10r vento del proietto puo e:spere st,~to cagione delle maggior i deviazioni osservate.

L


112

·113

E~P ERIEN'ZE

ESPlélU.Et'iZE

Le differenze massime tra gli alzi orizzontali dati dal1a curva e .quelli dedotti direttamente dai risultati del tiro sono le ' seguenti :

Dalle informazioni avute di Francia risulta, che colà al cannone da 16 da ·campo rigato non fu app'licato l'alzo iucliuato, ben sì l'alzo verticale con regolo orizzontale.

' DWFEntìi\ZA

DP.Rl \'AZIONE

NEGLI ALZI ORIZZONTALI

COHJUSPOJH>ENTl,;

luceppamcnto dei proJcl.li nell'eseguire Ja·(;arica. .

CANNONE GITTATA

900m

Pizzo

+ 3

•

1550

+ 8

•

2550

-

4

Palmi

2850 ·

-

2

P izzo

.3050

+

8

½ linea

I di. \ bi erale

llllt'a

+

1in, 60

+

5,70

- 1.1,GO

-

6,00

+ 26,00, (1)

Siffatte chfforcnze sono certameute cousi<lerernli, però non sono di graude euLiLà se prende per t ermi.uc di paragone cannone Palmi, il cui tiro fu il meno irregolare.

il

si

Uaworlo tra gli alzi verticali e f(Hlilli orizzontali. Il rapporto tra gli alzi ver ticali ed orizzonta.Li fu rin venuto variabile, epperciò a tale bocca, da. fuoco non si potrebbe applicare l'alzo inclinato, come ucl cannone <la 8 di can\.pa.gna rigato, il quale serva nello stesso tempo come a,lzo verticale cd orizzonta.le. Gli alzi verticali furono trovati crescere in una proponione maggiore che n on quelli orrizwntali, per cui il rapporto tra gli alzi stessi, il quale alle piccole clista.nze è di 1710 ad 1711, alle maggiori distanze è di lz 12 ad 1713. (1) Faccnclo la correzione dovuta allo spostnmcnlol dd mirino del can-

f!Qflr, pizz-o1 la differenza si ridurrçbbe n 21 nir-lri,

Nell'eseguire la carica· cwvenne che su 800 granate, 4 si trovarono inceppa.te nel mezzo della lunghezza dell'anima,, i1 quale inconveniente pare che si debba attribuire all'essere forse state dann eggiate nei trasporti le alette di quei , proietti. Il direttore delle esperienze per estrarre dall'anima eletti proietti r icorre allo speclicnte di svitare con un apposito 'ordigno i tappi di. ferraccio, e quindi avvitare entro il bocchino l'estremità d'un'asta cli ferro . _ Crede il Comitato c~1e un simile congegno potrebbe essere utile pel servizio delle artiglierie r.iga.te. Qua.u do poi anèhe con detto congegno nori si riuscisse a. trar foori la gr anat a dall'anima del cannone, affine cli toglier e ogni pericolo di sco1)pio proveni.ento dal trovc1rsi il proietto __ incepp,.to hmgi dalla carica (1), si tenterà di spingerlo al fondo dell'anima battendolo fortemente col calcatoio, e se questo mezzo non riesce si diminuirà la potenza della polvere versando. entro l'anima dell'acqua, e quindi comu• nicando il fuoco allà carica introclncenclo prima dal focone un poco di polvere sciolta.

Auiolo d'elcyazioue cbe !'all'usto 11ennetl1l di dare al cannone. Nel tirn, cominciando da.lhL distanza cli 2850 metri si è dovuto interrare la eoda dell'affosto da campagna di qualche centimetro . Su di un paiuolo d.' assedio, il quale (1) Nelle esperienze fatte, or sono due an ni, con canne da fucile Dixon accucldc soventi , che quando la pallottola rimaneva inceppata lungo la

Cafìna, qt!Q§t~ rigonfiasse q_ 1 \lnç!w scoppiasse d(ctro e r:ontro lu ~rnllottol,\,

..


114

ESPER IENZE

è inclinato verso il dinnanzi, detto affusto non permette-

rebbe di tirare a distanze maggiori di 2600 metri circa, senza usare ripieghi,

Rimbalzi. Fino alla distanza di 2000 m etri circa, dove l'angolo di caduta è cli 13°, i proietti rimbalzarono qrnsi tutti, il rimbalzo poi cessò alla distanza di 2350 metri , dove l'angolo di ca<iuta è di 16° a 17°. Tenuto conto che il terreno delle 'v aucle è compéttto , piuttosto piano, e sdrucciolevole, e quindi assai adatto al rimbaho, si può ammettere che in un terreno ordinario il rimlxdzo cessa alla distanza cl{ circa 2200 metri, ossia dove l'angolo di caduta è di 15°,

Traiettoria,

ESl'ERIE~ ZE

1), 5

. to occo,rrono circa 7•; e pe~; una gittat;:i, 4~3?QQ. D?-,~tlri__ 0 rwa · ·,. r·' ·- ,,. Ì' · , •acl1., c11·ca d -e.· e- . . 16 F.l"scio• occorrono 16 gr~ col cannone e ac · · l_ • • . ·l" < 'éol i cannone l . . dell'as:;;e cli. sopra d~l beqag lO, e, .., . ' . ,· ~l

'\~z_ipl!~-. _o - .. ,,., al: ·< , ' • . t 17° n ~~,P .. · . ,· l rossirnamenteaql,te11~ · La traiE;t~ona,,trova.t a;~?\n ~pOl}C f P . · ; ,, .' .f' t .. 1 92 ,_ d 11· t - le di tiro per la grarrnta. d,1 centime ,U, -"!,1 dç1,tni · a ,~ ~V,9 , • , 'Yl· ·· 29 · 11 carica. di cp.ilo. ta'. clall'obice 1•ancia,.' , , , : da ,. cosfa . ··, - ca , ,.. •' c~... ,,,€L.. • >ç;: . ' ; ... 4.

i,i.~n,m1_.

~iu~te.zza di tiro~ · · · d'e rispetto J l1 S . ecchio E sono date le cleviaz10m me i . . ]}le o p . . . D . .. . are cl1e il ca1mone aJ. centro cle1la rosa dei tm . . a esso d.pp~ • . l t". ' ,· • · ·i usto se s1 con frQntlJ., cp • Jr 0 esperimentato ha im tJl? ~~sai(Vg Aide. J!férnoi1·~' è/ l'1.1,sage des delle bocche éL fuoco L5Cle . · . . _. .• a 602 603). m ' ' ouicwrs et· m·l·;lle•'·1·e • · · ' , 3me édition. Pans 1856, pcLiY

Alzo. Se gli angoli cli tiro richiesti col cannon e da 16 in questione, per ottenere le diverse gittate si paragonano-con quelli corrispondenti del cannone da 8 da campo rigato: risulta che la. traiettoria d i quest' ultimo fino alla distanza di 3,200 metri è di qL'lalche poco più radente di quella del primo cannone. Per gitfate maggiori di 1200 metri il cannone da 16 r igato richiede un angolo di tiro maggiore cli un grado circa di quello dato dalla tavola pel cannone . da 8 rigato. · Dalle favole d i tiro appare ezia.ndio, che la, palla sferica lanciata dal canndne da 16 F da n:1.uro a canna liscia, colla carica di chilogrammi 2 cli polvere, descrive fino alla distanza di più di 3000 metri una traiettoria assai più tesa cbe non il cannone da 16 r igato stato sperimentato. Inver o dalla tavola di tiro si desume che per ottenere una gittata, per esempio di 1500 metri col carn10ne da 16 F liscio, g~co,r-r~ \~11 ango1o cli tiro d.~ circ~ 5°~ l'.f:!Eli1tre con que1lo

. . rrolo scorrevole fu trovato cli facile ma~ L'alzo con re"' · · . • ecie eh . · ito .,,·vertire che cia.sc1.ma sp , · · G o V't so·tta1 <• • neggLO. l .' . . , . i·•eO'olo essendo necessario · .· c1uede 11 suo p1opno o ' . cannorn _ri (' ) d e ' accl1e cli mira di esso sia egua.le · ra e u ~<, · che 1a d 1st anza · · . . .. 1· t· , h 11aso:a.no . ... , fra i d ue piam vert1cah Cl no, c e alla chst,1nza . l ·li ·ecchwrn. e qnell~ e eg o1 ..e.bl)e che ~ul P el mirino d L volata · , ·1o d i errore convcr r ~ Per to<"rl iere ogt11. penco . ' . , ' o f ·tto per qual cannone esso sen e . r egolo stesso . osse seri .

Dclcrionune.nto dcli'anima. d. .,_ che 1·1 solo danno rinvenuto nei_ detti s... i. e· detto 1 sopr ,. r . . t · . eh 0 colpi, fu rn1 allargamento e 1

40 cannom , clopo un n o . · lt , d alcune . " , Qmi11. 9 dell'anima nel sito della carica ., o re a . __ cn c,1 ,~ ·on1· d<Ll che si a.r gomenterebbe, che 1 me. legger e COI rosi ., e ANNO V. Vol. lll, -

8.


116

ESPERIE~ZE .ESPERIE'.\"?I~

desirni sono suscettibili cli sopportare un nuiuoro considerevole di spari prima di esser posti foori servizio. Egli è però presumibile, che non si sarebbe ottenuto un così buon successo dal lato della conservazione dei cannoni, so in luogo di fare i 400 colpi colla lentezza richiesta per le esperienze, i medesimi fossero stati eseguii.i con molta rapidità e prccipit.azionc. L·essersi i detti cannoni couserva.ti in così buono stato si spiega poi colla piccolezza della carica impiegata poco più di 1710 del peso del proietto, e colJo spazio piuttosto considereyole lasciato dietro il proietto (la carica di l ki'- ,200 ne riempie solo i 567100). In tal modo t rovasi assai d.im.inuita la tensione massima dei gaz, e cosl oltre alla conservazione dell'anima in buon stato, si toglie il pericolo dello scoppio.

SP E C C HI O E

• iai r. 't, Risullati delle cs11cricnze rI.I tiro, e 811Ilo scorcio del ·I 86O • sulle 1:m,dc tli S. Uaurizio, col Cìmnoue da 16 B da campagna ngalo. (Questi dati servirono pc! ca IcoIO cl e11-l' Tavola di tiro). w

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90 Pizw 33 Pal111i

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23 -

metri

98 22

J'l,!:''i I J5

311 li 15,00 148 31 Pizzo 15,!iO mo 36 l i 15,70 'l41 !iO Pal111i 17 ,so 213 41, 7,50 82 " 38 Pizzo 7,50 109 . 1, 3 » Il 25!iO 134 r,i U,7 2G:10 " )I 52 Pal111 i 27!">0 16 1 5,. I) 28~0 172 60 -,, 2!J:i0 ")) 183 60 Pizzo 3050 " 'li 11 l) l1 5 3050 " 6 Paln,i 3050 ~ 2 1 I 115 ,, 3150 228 ",. 223 11 Pizzo 3 150

,,

.e (1)

!I (1)

-"" ;§

metri mili.

9,80

COOHDINATE DEL CJ;:NTRO

0,732 7,0611 2:) - 6 ,997 27 - 10,5611 29 9,108 2!) 5,9 18(2) 14 +2!),'152 I l + 20 ,787 11 + 9.202 'lì 1 ,167 15 + 26,4!)6 I G -+- 3,31, 8 17 -25,152 28 3 ,683 28 - 20,700 19 - t 1.667 20 - 21,,3 11 20 + 6,227

-

---

mNri

COORDINATE dello deviaiioni medie rispetto a I c~nt~ .

--------<11,11:i rosa· clCJ llr,

y'

mclri

.x'

·--me1ri

2.,24 1, 73 3 ,!;03 2,119 2 .1 8 4,11117 2 ,97 4 ,21 0 , 160 4. 15 2,35 4 139 4,"1 3,08 l1:358 (2) 32,59 (2) 4,01 (2) 3,502 42. 10 3,64 3,r, 59 32,97 /;' 9:1 3.293 3 1,56 2,88 -+- 2,'188 !1,9:2 45, 3G 49,04 6,42 + 5,783 3,226 55 , 18 6,27 52/, 2 + 6,093 6,'16 60,10 l 0,li4 + 7,273 3 , 160 2,9 10

-

-+ +

0 ,317 9,529 ,, , 700

75, 10

8,55

• d. r 5o mc l r1• coinP resA " ' le coordinate sono riferite (I) Fino alla distanza i ' . . · 1 Il ordin~lc è il fa lso scopo. Per le . d I b ., r . ' l'o r,"rnc e e e co . . d li al pwno e ers,1g ,o, e ."' . I . o orizzontale C! J'or1i:;111e e e • ,· · no r1 fcnlc a P1311 ' • 1· distan ze magg,01I pot su . '.'/cl prin10 caso le y sono verltca t, coordinate è il picùe del falso scoJ~o. - • ,J

15 0

de lla ,.,ttata.

nel(2) secondo sono distanza ne se, e per le0 magg1or1 • . . coordinate sono sul terrer,q. Per questa 1e

L


118

il9

ESPERTÉN7É

ERl'ERIEN2.1'

SPECCHIO G

Camione tla cam1mgm1 <la •l G B a canua rigata.

SPECCHIO l•'

PAL~U

DA'f I per la formaiioue della Ta,'ola di tiro del cannone da ·I 6 nda cam1iagna rigalo, dcdotli dai risultali delle es1,crie11ze di tiro folti al cmqpo di S. Maurizio nello scorcio dell'anno -18 6O.

I

~-~

06ECCIIIONE VEI\TICAI,E

~ISHNZA

dal

I~ o

<.>

I

•• NOME

Al.1/,I conispondcn ti al ce111ro ANGOLO

rlci pun ti colpiti

DEL CANl'iONB

~i c;1cluta

=>

<

t

Mrrisp0>1ctcntc ~ 1 alla <.:>

- - - - - - - -mclri - -metti- -mili. millim. 300 300 28 3,5 I 600 600 62 7,0 (1)

nll.1 liTJCil

dì mira di volata

FONDO

I

t,51

85

125

l

+ + + + + +

0,0 0,3

o,~ 0 ,4 0 ,3 0·, 1

-1-1-

o,-,, 0,2 o,o

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+ + +

3" ,7

16

tJ'' ,4

18

511 ,4 6",4 7",5

Z7 24 25

29 38 34 43 68

D!ST,\NZA

0 ,3 0 ,4 0.3

o;:~

0 ,0 0,3 + + 0 ,0 + 0,0 + 0,1 0,1 + + - 0,2 -10 ,2 0,2 + -1-

o,

-1-

+ + + +

0,0 0,3 0,3

0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

o.o 0 ,-1 0,1 0,1 0 ,2

cl al

11uor.o

:s

Jl. 11 ,3

11i11 ,9 15 11 ,7

116,6

(1) Qu~.s~i <\,l\i furonp desunti dai tiri fo lli C0IJll'0 la blii;ida corazzata.

11

Ossel'vazioll i Osservazioni Osst:1"1::tzioni folte folle f'1llC dal '2° ossen a!orr 0 osservatore (l::i1 2. o:,servator e d• l 1 ° osscrrntore

Osserv:,zioni cl:11 1°

falla

1

45

-1-

85 :125

+ +

165

-1-

0,1, 0,5 0,5 0,45

+

0,t,5

240 2 80 320 360 400 41,0 '180 520 560

1

-1-

+ -1-1-

+

0,5 0 ,5 O,lt5 0,30 0 ,3

+ + +

l

+ + + + + + -1-

-1-

0,3

+

+ + +

0,4

-1-

-1-

O.I•

0;4 0,1,

·-

+

+ +

0, 4 0 ,5 O5 0 ,45 0,45 0 ,5

o,r,5

+

I

l

+

0,6

+

o,r.

-1-

-1-1-1-

u,5 0, 1

+

-1-1-

0 ,115

-1-

o-1,0

+

o;3~

miilin1etri

milli metri

millimetri

minimetri

1nillimc tri

-200

OIH!C:CHl'ONE ORIZ'lON'rr\LE

-~ - ~ OIIECClllONE \ 'ERTIC,\1,1,

8"15 9",8 I 111 1 12 11 1211 ,9 13" ,8

~~ 5:i 59

+ + + + + + + + +

:PIZZO

10,5 15

23

o,o

+ + + + +

0,0 0 ,2 0,1!0,3 0,2 0,1 0,0 0,0 0,0 1 0,0 0,0 0,2 0,2

Cannon~ tla cam11agna da 16 B a canna rigata

3,5 7,0

27 ?3

millimetri

milllrnùlri

millimetri

millimetri

+ + + +

I;:)

metri rnìllim. mìllim.

/11 75 900 900 IO:> 10,5 11 8 900 900 100 15 , 1, 0 ,3i'/,7" 1012 113 90 Pizzo t, o,36' 1100 1100 128 16 l'l 36 I 41 33 l'~lmi 3!• ,, 6°,35' 1328 112 1300 1300 159 18 1 31 Pizio 8° ,5~ 1573 217 1:)50 J550 iio~ 27 1750 1750 252 24 10° 40' l 790 265 36 " 0 1 1'> ':1s 1950 191,4 292 25 50 Palmi 1950 305 44 )> 2150 2·1 80 85 12 14°,521 2 180 3611 23:,0 237 0 112 IO 1.6 ° ,57 1 2310 426 38 Pizzo 1,3 ,. 2550 2560 rn7 1.0 20°. 101 2560 1,s2 52 )) 2650 2650 1:,0 13 21°.4 11 2650 512 27;",0 2776 164 17 277 6 541, 52 Palmi 24°, 2 1 54 » 2850 2853 175 15 24°, 161 2853 569 ·l925 591, 60 » 2950 29:!5 18!3 19 23°,37 1 60 Pizzo 3050 3047 213 .30 6,55 5( 'firi \Pizzo 3050 3030 213 27 / 21°,21 3050 ~~~ 6\su11plclth'i Palmi 3050 301, 0 213 Hl 3t50 3126 230 28 P,1.lmi 3150 694 29° ,271 11 Pizzo 3 150 3156 23.0 2Z 694

Il

OssCn'à7.Ì0lli Osserv~zioni fatte r ::itte falle fatte dal 2l> osse1·\':-t tore dal 1 ° osSCl'V:1lO!'e dal 2" o,scr"atore ,bi 1 ° osser,·atorn

165 200 240 280 320 360 400 440 '1 480 520 560

,ILZI com[\l'CSO (IUCII0 lisso col'ris11oqdenti

-

Osservazioni

Osserv:11,ion i

millimetri

NB. Con quesli dati si coslrussc1'0 le cu rve disegnate n èllc unite Tavole 1• e 2•, e quind i dalle cun•c stesse si dccfossc la Tavola di t.iro.

~------

ORECCHIONE . . .UMTU

-1-

0,35 0 ,4 0 ,4 0,ti

-1-

O.I,

+

-1-1-1-

o,r, 9,45 ' 0,1,5 0,1,5 0,5 0,1, 0 ,4 0 ,45 0,5 0,5 0,5

-1-

I

I

+ -1-

-1-

+ -1-1-

+ + -l-1-

+

O,fi Q,6 0 ,5 0,5 0,5 0,4 0,35 0 ,35 0, 35 0,35 0 ,4 0 ,4 0,4 0,4 0 ,45

"


121

JSTJTUTJ MILITARI DEL Re:GNO 0 ' 1TALTA

essere fiu d'ora buona garanzia in sul proposito; tuttavia è debito d'ognuno cui stia a cuore il bene dell'esi.>rcito (cb'è il palladio della prosperità ('. delle libertà nazionali) di recare al comune edifizio la sua miglior pietra. Questa convinzioM c' indusse a qui esporre ;kuni nostri pensieri intorno a tanto argomento; pensieri nati da lunghe meditazioni e passati pel limbicco della

.

RIORDINAì\ilENTO DEGLI JSTITLiTI MILITARI O.l~L REGNO D'n1ALlA

Qual è lo scopo che si clchbc proporre 'il rio1·dinamcnlo dei no~tri istituti militari - Qual è il miglio,· modo per

so11miar 10: 'fesi gcncrnlc -

1·nggiungcrc questo scopo coi 111czzi all.11almentc chsponibili, 1·cl,,tirnrnc11tc alle esigenze cd alle condizioni presenti dclln_nazi one ilalionn -

Progclli particolarrggiali pci varii istituti 111ililari.

I.

Fra le questioni che presenta l'ordinamento militare di una nazione bavvi essenzialissima quella riflettente gli Istituti d'edu-· cazione militare, ove preparare buoni ulìiziali per l'esercito, ed iu numero sufficiente per ogni suo bisogno e per ogni arma. Questa quistione, di soluzione allrellanlo difficile quanto im portante, dobb'essere fra poco discussa (se pur non lo è già a quest'ora stessa) in seno ad una speciale Commissione nominala appositamente dal Ministero della guerra. La scel ta dei membri di çotcsta Co1uroissione 1 e le viste dell'attuale Minisll'O ci pònno

pratica. La quistione intorno al sistema d'ìstitoli d'educazione militare vuol essere studiata sotto il doppio aspl'lto: filosofìco e pratico. Apparti ene al primo la logica anali~i del lato morale della quistionc, cioè: dello scopo, delle convenienze e dei modi migliori d'attuazione; in una parola il criterio cssenzinle del sistema in gencrnle. Al secondo spetta la sceltn dei mezzi più acconci per rnggiungere lo scopo e l'opportuna loro applicazione relativamente àlle condizioni ed ai bisogni politici e militari della nazione. Eppcrciò divideremo qucslo nostro rngionamento nei due pnnli seguenti: A) Qual è lo scopo che si debbe proporre l'ord inamento degli isliluti d'educazione militare del regno d'Italia; B) Qual è il miglior modo per raggiungere questo scopo r,oi mezzi allu almelite disponibili , rclativamen1e alle esig<•nze ed alle condizioni presenli <.lclla nazione. E fin almente dai discussi pnncipii ricavt>remo on pro~pello particolareggialo d'applicazione concreta. Jl.

A) Qual è lo scopo clic si dcbbe propol'l'e l'ordi11amc11to · degli istilt1.t-i nostri d'educazione militare. Lo scopo essr.nziale dégl'istit.uli militari si è quello di rifo1·nirc ogni ,lt'rua dell'esercito t.li buoni uffizial i. - Per buoni

~-------


122 '

nffiziali noi rqni int,enrlianl'o ·nflìziali istrn:Lli eèl edu0a ti nelle pratiche ,e nelle discipline militari, così 1c:he sia,1io eapaci •r:li bene istrnrre, edutare· e comandare i loro subo1rdihati, ·e di progredire uLilrnen,te ~er l'esercito e per la nazioJJe nei .gradi :superiori ,della germ1;h ia. - ;Non p<''r qu'esto ill'oi chi,am<:1re010 c:.ltti,vi quelli i .qmìli ·dqpo 1lungbi ,inni di servizio ,intemerato escont dalla trafila inferiore; avvegnaccbè questi sono pure lhLilissim i .uffiziali, anzi ueaes~ari, speoialmeul'e nei primi gradi, 11ei ·quali ool la loro sodà ·pralica prrMH'ggono ,all' inespe1·ie1iza di :qnelli ·che escnoo direttamente dagli 1is'ti'tuti, 'e sono oome il nesso ,cardinale fra ,uffizialità e trnppa. ,Ma l'età prescnitla per l'an:uolamento non pern1ene in tempi normali -a chi passa per la .lralila di •luHi i gradi ìnf'eri'o ri, di giungere a;quello ,d'uffizi.alc in -tale età :da .p-o,ter ·quinGli ,asce~rlere ,al ·s:ommo del-la irra11ohia p1:ima della vecchiaia.; 1tiJlaltronde è necessario di non privare ad ogni momento ile tnl'f>pe dei loro r.sp1>.rti solln ,u(foiali, i quali 1sono m'e n Caci li ,ad ,im:p11ovvisarsi che gli uffiziali subaltern i, poic-hè non si fanno che col-le pratiche del mestie11e , •e .c on -progressi:v·o ,tirocitniei. Tlelll più, Ìilon è possibile di soinmi111istr;ffrn ,11>er ,@gni..corpo di truppa i modi e i me,zzi a chiun~1,ue ·\'0g;Ha acquistare tutte le ,cognizioni :necessa,rie :per il'alta cc1rriera, uè !gli e1ne 1~.otnanno consrnt1i:re i.I tempo le· occupazioni del ~ervizio. •Inolt re vi son@ .alcune 'llli q:uesl'e cognizitoni, ed ,al,Lre specia:li per ,alcune armi dell'cstirci~o. tale il genio, l'artiglieria e lo stato-1maggio1:e, ·1c quali es'tgon.~ lunghi e diilicili studi, cui pPr ben riuscire, conviene essere i11iziati fin d,1i più giovani anui, ed appl icarvisi con tutta agiatezza di mezzi e di tempv. Queste ·verith i.nel,utt.abili compro,1iuro fo necessità "Cli speçiali istitut i, ove quei giovaui i quali inten·dono dedicarsi alla carriéra delle armi, fin dall'infanzia vengano espressameo le arnma:esti;ati ed educali in q·nelle c,;ìgnizioni e discipVine che si ficbi cggono per percotrere utilmente lulti i grncli della milizia;

123

DEL REGNO bJCTALIA

I ST!T'UT! ,MILITARr

I

~

ed in èi'ò applrnto 'S ia ro scopo essenziale che -debbe prefiggersi rordina'fnento degli istituti militari. '"Tutti b,r,jj •Stàti 1hanno '(ii Cdtali 'istituii' più, o 'rileno 'n'Ot:h'et·dsi,• , . secondo la ·g1'andei'za dei l'isr1etlivi csércili; e tntti i gove'rnt consaçrano le \oro massime cure a fecondare questi sPmeozai cbe danno à'Weserci'to · i suoi tnigliori frulli , e clufla floridezza dei quali ,dipende ;in massima il \\olore ,mii.itare ·delle ùazioni. 'La Frància 'trasse 'i sodi 'più 'M/ln'e'rrti 'ge·uera:fi Hallà ·scuola militare Òi Saint-Cyr ·e daila ,pcilitecnica -cli Parigi; l'Austria dall'accademia éli Wie'1Yer-Neustadt, •da qnclla degli •ingegneri di Vienna, da queila d'artiglieria a Weiskircbten e. dagli altri suoi numerosissimi stabilimenti d'edùcazione mili'lai•e ('I); la Prnssia dai stioi. ci nqu·e 'istitori di c:àletti (2 ), dalla sua stuola d'al'liglie1'ia e ,genio ìn Bé lino, e specialmente dalla sua farrosa scuola generale •della -guerra di Berlino (3); la Russìa 1dalle sue 26

(1) V dli ·nella lliuislrt militare ilnlianci d'oìtohrn 1860: Studi cmnpamtivi

3L

pagina (2) Di questi, qnaltro sono preparatorii, quelli di Calm, Po_s:dam, \"Y"ahl~tai:lt e lknsherg. - Oopo on corso pr~para~orio ~i ~re '.1001 1 en~elt, f~er la ma·ssinra ·pai'le ma11lc1111t.i a spese dell'cra1·10) ali eta d1 14 . a t;, anni, ~ prcvii ,esami, pt1ss~no all 'islituto di Bedino, donde, dopo tre altri anni _d'. srudi, escono al'ficri o ~soltolencnli nell'esercito, ovvero anche ~e~1 plic1 so'Hlati , se non ottengono J' idoneit à per tal i grnà i. - Fra qucsll cinque st.abilimeht.i la PI'tissi'a educa circa 720 cadetti. '(3) La Die Allg,mw,ne 'Kriegs-'Schule di Berlino vcn~e isti~l)i_ta _1,ie_l 181~ allo scopo dì completare l'istruzi·o nc 'teorica di qucgh uffìzrnh gin 1:tru,lc e versati nelle pratiche •ilèl mestiere, e di abilitarli ogli nit.i imp1egh1 della carriera milit.are. - 'Niuno può esse re amnwssu a ques ta scunla senza aver s(ibito un csarne apposito, et! ave r alm<,no tre anni di . grar1o d'u ffìzialo. -:-QiJ'est'csamc vien dato per iscrillo e versa sulle matematiche eleme~tar1, su Ha stori a, su'lfo geog1'ofia, sulla lingna tcàest,a e sulla ,franc~sc, . sulla tilttica pai'ticciltfrc dell'arma cui appartiene il candidato. - Ogni anno'. a.d un'e)loca (Ielcrrni•11ata, gl i a,ìiiranli si recan o al capoluogo. della loro d1v1sionc, e si prc~cntauo dinanzi una Cum111issionc,, la quale lll lo_ro prescnz,'. <1•i,sug"el la i quesiti él'csamc mJndat.i da 'Berlino, ùD)la Commissione per gli si.lidi. Quinili ciascnno si mette tosto al h1~,oro. sòtt.o gl i occhi . ~ella. Commissione slcs~a, la qunlc t.icn noia del tempo che i ca11,lidat.1 1mp1egano e dei li bri c'h'c co~sultano. - I la vori <li (Jucsli aspiraut.i, colle osserva-

sii/le sfotisticlw mil,iln1·i clryli Stati ew·ope'i,


DEL REG~O o'!T.ILI.\

124

ISTITU'l'l )l!LlTARr

scuole militari per la nobiltà, clalle sue scuole dei corpi d'esercito; e particolarmenle dall'accademia militare ( 1 ); andrn i minori Stati della Germauia hanno quasi per ciascuno il suo particolare istituto per trarne u!fiziali; e così pure il Belgi o (2) zioni delle rispcllivc Commissioni, vengono quindi manJnli a Berlino, d ove si decide dell'ammissione secondo il merito d'esame e di r:onrlolta. Gli uffi1.iali :mm1cssi promettono di non ritirnrsi ,·olontariamc11lc dal servizio prima di aver servito alrncno due anni per ogni anno da essi passato nlla scuola. - La durai.a degli si.udi è di 3 anni. l p iù celebri professori dell'università, esperii e dolli uffìziali d'ogni arma ne hanno l'insegnamento. Il corso a nnu ale dura nove mesi, dal 15 ottobre al J 5 luglio; per gli altri tre mesi gl i uffìziali rientrano ai loro corpi. - Og11i sc i mesi si danno gli esami, e chi non vi riesce cessa dalla scuola. - Durnntc il loro soggiorno alla scuola, gli u ffìzia li s0110 olJbligati_di visitar(, minularnc11le e parecchie volle lutti gli stabilimenti militari tli Bçrlino. - Alla fi ne del corso triennale essi fanno a cavallo, e sollo la direzione d'un uffizialc s uperiore, un viaggio di 15 gioroi lppogralìco-slrategico· n ei dintorni della capitale, dopo elci quale ciascun uffizialc deve presentare unu particolareggiala Memoria dcscrilliva, con gli occorrenti schizzi e piani del te rreno percorso e delle manovre eseguile o progcltatc. ll numero degli allievi è di 108. cioè 36 per o;:ni anno (4 per ciarnun corpo cl'csrrcito). Di pili vien concesso a<I alcuni uffìziali cld presidio di Berliuo di frC"qucnlarne sii st11cli. - Alcu11i urfìzinli slr,tnicri ottengono frequ cn lcmenle l'autoriz1.azionc di seguir le lezioni di questa scuola, e speci.olmenl.c vi si lt·ov:mo 11flì1.iali dei piccoli Stati gcrmani c.i e S\edesi. Quest'islituto è per certo uno dei migliori dell'Eurvpa mil it nrc. {I ) Nelle scuole militari della Russia non si ammettono per· diventar uffiziali se n on figli cli nobili, e questi a spese dello Stato. - Alln fine dei loro stud i , i quali sono d i due anni o qu attro, secondo gli islilnli, il governo proHcde al loro piccolo corredo. cd ai miglio r·i dà per di più una l'l!g>11Ìa di qualche centinaio di rubli. - li go,·crno 1J1anticne annualmente in queste scu ole c irca 9,000 giovani, dei q11ali 3,000 in media si riversano anouahncntc sot.t.otc11e11li (c(lrnette) nell'esercito Per- complcta1· l'educazione mililare cl!'gli urfiz1ali più distinti . e p er rende rli alti al servizio del lo stato-maggio1·e, s i ammcltono all'accademia militare, previo esame , uffizial i cl'ogni arma, fino al gniclo di cupitano in 10, cd anche i primi allievi clclle scuole militari. - Il corso vi dura due turni e versa sull'u ll a scienza della guerra e s ulle malcrualicl,e trascendenti. {2) Nella Germania vi sono istituti rnilil ari cla cui si lr,1ggono uffìzi;ili, a: ~1 nuich. Lt1dwisbou1·g, Carlsruhe, Gottsnnc, Darrnslaùt, Drcsda, Casse!, \\'iesh::idcn, Olendcnhourg, Erfnrt e Anno1,er. li Belgio h a una louonissim~, scuola militare destinala a formarvi uflìziuti

125

e la Svizzera, la Spagna e l'Inghilterra. Anche nell'ltalia, seb_benc fino a<l oggi divisa, diedero eccellenti uffiziali: il coll<'g10 militare della Marinella (Napoli); quello di Modena, e l'accademia mililare di Torino. - ln quest'ultimo biennio, per so~venire a'straordinari bisogni dell'esercito nostro (l'accademia mili Lare di Torino essendo (ìno dal ·I 8t8 insufficenlissima a somministrare gli umziali richiesti da ogni arma) si a?ersero in Ivrea ed in Modena due corsi supplettivi all'accademia sud~ eletta. Ammessi in queslì istituti quei giovani i quali pc's~ud'. fatti mostrassero altiludine a di1•enlar prontamente capaci d1 coprir la carica di sollolcne11te nelle armi di fanteria e cavai• leria, si lasciò all'accadl!mia di Torino di provveder soltanto all'arma del geni9 e <lell'artiglieria; e<l anzi si dov~lle pro\:\'ederc alla deticienza di questa ammettendo nel genio e nel\ arti«lieria in"<'"lleri ci\Tili cd anche semplici studenti di 2° e 0 3~ anno di m:tematiche. - lvrea, dopo circa tre mesi di uno spicciatissimo ed incomplelissimo tirocinio militare, ':ersava'. wl luglio del 1859, circa 4-00 sollotene11Li nell'esercito; sei 1 mesi dopo ne forniva altri 300 circil ; ed oggi il 3° corso racclliuùe 34-0 allievi , i quali da un momenlo all'alLro saranno promossi. __ Così Muuena diede già circa 200 sotlolenenti d?po un tirocinio òi sei mllsi intrapreso sollo il governo <l1llator1ale dell'Em ilia ed O""Ì tiene più di 300 allievi pronLi a promozione. ' t;,'O • ·1 fi _ Quesle istituzioni provvisorie porlnrono nell'eserc110_ 1. ior~ della giovei~ltl italiana; ma cerlamenle non diedero uffiziah falli; che per quanta buona voglia vi si sia adoperata e di\ parie degli istilutori e per parte degli allievi, il tempo fu troppo cl'o«ni :tl'ma ,li lcrra e di 111:irc. Vi ponno essere ammessi, yrc~''.0 c~nmi, "· . . 1· I li' t' li l 6 a 20 anni: eccezionalmente i m1hlar1 del-· tull.1 1 rcg111co 1 \ a e ,1 1 , • • . ..,, • L'allievo r,·sc rcilu nllivo vi po11110 essere amm<'ss, smo :11 .:> anm. - . ' . • • • c1·1 T 800 _ l'cr le armi conrnni ln dnratn degli pa;;n una pcnsH1nc nnnu,, •· • • • • • Gli ·illil'vi 11el~ slnrli è ,li due anni, di q)1nttl'0 per le armi s,·.1cnt,ftche. ·• l'islilulo sono ùi,·isi per sezioni e per arma.


i26

ISTITUTI ~IIL!T ARÌ

breve relattvam e!lle alla somrna drlle materie elle formar debbono il corredo teorico-pratico di chi entra n6'lle fìle di· bollo uillziale , e debbe perciò poter aspii•are a tutti i gradi della 1n'ilitar carriera. - Ed in verità ci accadde più _di un volla di veder a-lcunì di questi giovani (la nìaggior parte de·i quali oggi sono · Sbll.o ogi1i aspelto bu,onissimi uflìziali) uei loro esordi far'si rossi iu Visò, balbettare i coman di, e moltissime volle fallirli, in prcsenzà dl3'vèèchi mustaècb i cli qualehè sotto uffiìialè ·od anziano soldato; del che devési ui1icamente aècagionare la pochissima pratica che si potè far loi·o negli istituii, ne'brevissimì mesi che vi sono rimasti. Quanti lamenli- non udimmo noi iiai· nostri Solto u!lìzialì pèrchè loro si prèforivano ili cotali inespertissiì11i giov~rli, i quali del militarr non av~ano sufficiente nè le pra·t1 cbe nè l·e teorie! . S-e qùes\i incoiivenieuti poterono esser tollerati, perchè imposti dalla necessità dei ternpi, d'ora innanzi più noi saranno: oggidì b naziotlé è già ·abbastanza grossa per poll'rsi e doversi Ol'dinarè inlèr'r1ilinèi1le, senza il timore c;be l'<1bbiano di bel · nuovo da scompigliar da capo a fondo ev~·nluali oslilitài Epperciò gillStiziJ vuole ed il bene dell'esercito imperiosamente lo esige, èbe d'ora intlànzi n1uno possa esser fatto uffiiiale s'egli uon ha in prra lutta tjuèlla càpacità per copri r tal grndu, cbe sulo può dare uil regt>laf·e ed espresso ti rocinio. - Facciasi dunque fretta il govèrn6 di pr'Uvvcdere iilabilrnente a questo essenziale biso,grw, riordinando E!, se fa d'uopo, èreando radicalmente appositi istitliti militari per cinscun'a rma. 11 numero di !ali stabi liménti e la rispettiva forza dipendono da alcun e eondizioni generali e particolari, che qui meritano di essere diseussP. Se pei piccol i Siati la economia finanziaria consiglia ed anzi pre,;crive di raceogliere in uno solo stabili mento tntli i gi,,vani che si desli1iano alla carriera delle armi , qtialunque sia l'arma · eui si deslinano·, questa ragione non Yale pei grossi Stati (ed OJgi n'è ben un o l'Italia nostra), poichò cl11po un cerlo limite

D/ÌiL R\lGNO n 'ITALIA

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111,im~r(oo, ollre Alle ins,u,pornt~ili diffi<lOltà cbe s' ·inc0.11trano peJ , \:)qon ,!11<lamooto di un ;tPoµpo grosi;o jstitnto·, è for-za dopp,iare, triplio.are , ecc. il perso1H!le di govePnQ e d'is.truzione, eppercjò sparisce la col,ldizione economica d.i c.ui sovra. · Havvi •un'altra importantis,sinw cm1~idera11,i1n1e, la quale consiglia di stabilire un sp~ci;1le isti[uto per ogni .arnw. Le mag-r giori cognizioni scientifiche che si esigono per gli nffiziali del genio e dell'artiglieifia nece~$i-lano, pe11 chi vi aspìl'è), un ti11oc,inio più lungo che non per le arwi di fonteria e cavalleria, ed inoltre per ogni arma bannovi specialità sia n~i rami pratici che tepriQi d'istruzioni, epperoiò studi e praticbe diverse; d:onde seniaHr~o ~ppare evidente la neces§it~ di s0parai10 per distinte classi ghi allievi di ogni arma. Or bene, ~e nei piccoli St,1ti, come abbiam dello, la ragione d'economi-a consiglia di riunire in un solo sta~ l:)ilimento queste diverse class'i, onde usufrnttnare a puo di tutti lo ~tesso per$onale di gover110, ed ançbe per certe ma terie di inscgJiilmel)to c9m1,1qe , i) pe1,sonale cl' i~lro·1io1H~; pei grandi Stati, trallan_dosi di moll,i allievi rnllitari per ogni arma, per le ragioni innanzi adclott~ converrà invece formare distìnti istituti , per 'ogni ,1rm.~, f;Labiliendoli .i.n diverse c,ittà, Co~ì non sad1 una sp\a la cil.là che n1ccpgliera il benefizio pecuniario di r.acchiu.dere entro le sue mura gli ed ucaricli mì'lital'i; ma talo benefizi@, da tulle le città ricercatissimo , si rive1i$arà su pilreccbie. E poichè qui siamo pilrlando sulla scelta cieli.e çittà ove fondare tali istituti µ1i litµri, noi ossor>veremo cbe tale scf lta non è già indilTerente ma vuolsi ragio1,evolmente su·bordinélre .ad alcuni . riguardi dipentlenli d:alla specialilh degli istituti stessi. Cos), 1~er ,esempio, la scuola per l'artigl ieri,a vuol e,ssere stabilita in una cillh le di cui adiacer)ze abbi.ano v,isti campi per fornnaPvi poligoni pel tiro delle artiglieri e, ove sìano <1rse1mli proprii di quest'arma, e presso a cui scorra qualche grosso eorso .d'acqua per le manovre de' ptmtieri. P~r la ,scuola del genio debbe prefe1;ir$i una città .fortificat~ '

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lSTITlÌTJ MlL!TAR!

DEL REGNO 1/l'rALIA

'.·egolarmente e -secondo-i migliori e più moderni sistemi , ed intorno a cui vi siaoo terreni ove -innalzare trinceramenti per esercizio, corsi d'acqua pei lavori cl'innondazioni e di pontcria. Per quella di cavalleria si dflleporrà una città posta in pianura, ove si trovino campi e pia~ze d'armi per le evoluzi()ni di quest'arma, ed ove il foraggio pei cavalli sia buono e meno ~~~

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Per la scuola di fanteria si dovrà sceglirrn quella dttà che abbia tulle le condizioni locali 1·icbieste per ogni spe~ie d'csercitazioni e manovre e per ogni arma; attesochè gli uffiziali di (anteria (eb'è _l'arma essenziale drgli c~erciti) debbono aw•re alcune cogiiizioni e alcune ·pratiche del servizio d'ogni aròrn. - Cosl per la scuola di fanteria si sceglierà una'. ciltà, 'le cui adiacenze siano parte piane e parte montuose, di terreni svariatissimi ed ove si trovino ampi spazi per le grandi manovre, alcune opere di fortificazione regolare, e possibilmente poligoni d'artigl irria, arsenali, fonderie, polveriere, ecc. Vi ba cbi pretende che le grandi e popolose città non convengono pe· stabili '!)enti d'educazione ed istruzione, percbè gli allievi vi. banno maggiori è troppo frequenti le cagioni di divagamento; noi' per converso siamo d'opinione che s'abbiano eia anlrporre le grandi cillà, e quelle special mente cbe sono centri di nume rose comunicazioni da ogni part.e dello Stato; in queste per lo più sovenli l'importanza militare raduna numerosi presidii e depositi di guerra, i quali sono utilissirrii rier l'islruzione tecnica degli allievi. Di più nelle gnrndi ci'ltà si ponno utilizzare per l'insegnamento di talune-materie scientifiche i professori delle università o de' grnndi licei ivi esistenti , ed in tal caso si ha minor spesa negl i stipendi ciel corpo insegnante, il quale nelle minori città è forza di provvedere tutto appositamente e con grossi stipendi se lo si vuol bnono, com'è indispensabi le elle esso sia. Qu,ind,Q

il 11qrnero de2li 11llievi pel s~nio e per l'artiglieria

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fosse Lrbppò piccolo per farne due isliluli distinti, allora .si ponno raccogliere in un solo, dividencloli però in due sezioui distinte per arma; e siccome vi sono materie d' insegnamcn~o comuhi ·alle due armi, gli allievi riuniti potranno valersi delle lezioni dl'gli stessi insegnanti; ma se qu~sto numero è tale cbe gli allievi délle due armi e cli una stessa classe nou possano valersi contemporaneamente degli stessi insC'gnanti, sparisce allora l'economia, e corìvien<~ in Lai caso. separ.:ire l'istitnto in due speciali , uno per ciasc,;n'arma. ·- Fino ad un certo punto può dirsi lo stesso per rispetto àlle armi comuni. . Talnni sosl(•ngono che oltre i ,i,00 allie,:i un islilutn militare diventa immancggiabilP, ed in conseguenza che se gli allievi di 1 un'arma superano tale limite convien spartirli in varii stabilimenti ciascuno dei quali non ecceda il suddetto numero. Si , . ' .. hapno però facilissime le ragioni per oppugnare cotest oprn1one. La più perfetta uniformità è innanzi lutto neees~aria negli studi e nell'educazione militare degli allievi ùi ona stess'arma per imprimere in essi .fin dai primordii di loro èarriera quell'omogeneità di principii che dà vit.a allo spirito militare e mantiene nell'esercito quell'unità, quell'insieme che ne -è la principa\ forza. E quest'uniformità non si può ollenere ~e 1101~ col raccogliere in un solo istituto, sotto lo stesso regime d1 governo e d'istrnzione, tutti qne' giovani che aspirano· alla stessa arma, e i quali hanno impertanto lo stesso tirocinio da compiere. Così soltanto si potranno evitare i perniciosissimi con_fronti fra stabilimenti e stabilimen ti, le scioccha gare, le gelosie e re rivalità, le quali molle volte ingenerano astii ed odii difficilissimi ad estirpare fra uffiziali della stess'arma, ma provenienti da diversi istituti. Sia pure uno il regolamento -di governo, nno il metodo d'istruzione e d'insegua mento pei due o più stabilimenti, facciasi pur tutto il possibile per renderli identici, come il vorrebbe lo scopo loro, non vi si riuscirà mai; attesochè pqn ~ono già i regolamenti ed i program_lili elle form~no gli


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ISTlTUTI :l!JLITARI I

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~!lievi,, ma bensì_ l'a,~i9n~ 1~orale e 1riateriale dei g,o".E\rD~rnti e qe&\i. ipse.~ì"1,anti , e qu11!]~ s.pe,qia,lm,e11t,e dHI ca,n_o dellq s.t~bili--:. mento, ch:i n-'è la, "..m? fp1:za ~10\ric_t\; or bJ:l\l~, & p·o:?sÌbil~ il trovare due nomini. identici? ·· C(ò qasta,, noi,credi~1pp, per ~dd,imostrare la nost.i;a tesi, che c,ioè un_o d~bb'ess,ere l)stj tuto p~r c_ia$çu1)\11··m~, ç ·s~. no~~ b~/ stano,, potr~mo10 ~.d_9up;~ num~rose prove di fatto dai risq)lafi, av,uti da.Ile scuoi~ di 1\fodena e d'Ivrea ri~ultati certamente buonissimi relativamente al._tempo ed ai mezzi ma assai diversi dall'uno all'a-itro stabi!lme11to; risultati, dei. qu~Ji1 qu,i non è il 1,upgo di discuh,1re, mp i quali sqn hen noti a tutli· i u'os.tri, comll))l\toni. · ·· Dìal\,ronµe, po! qnçh.e. n~)lo stret,to sen$O djdaH,icqr: ç. xqritµ, ÌllfOlly9ss,,!1ebe:per 1:in~t&f!~OW) lR la ceiJ.l!;a\iFi~azj,qr~-~- van~:1~gi,qsa. ij9, in,ve1;0, a.q~lrn il mfl~p iftI\ St~t,i, ew;op,eh l)i1pµlq. ~n ~Rl<t i,~tjt_u,to1 di<t. ç_ui, csca1;1oiglL qfr\~iali· della. s.tJ}~~r ?.PJN\ : la1 rrancia 4.a il $(,)l,QS~in,L-Cyr pe1: 1:e l\_l'Ìl;l,i çom1111t 1 nt !l.l'~~$1~ri?, n,o,, uffizi.al~ se I,l0ll d1,\l' à~c.~r~m.il qi \);iep1i1er:~qulsti1;~\; i, cadE;llj ~1:us_si~ni ~er es~,ere, r.1:o?w~si (\ffi:~jap (/~gfiiVl)P l~ll!: ~~l~S<)J l 1st\lll;Lo d.1 ~e1;lino. La, s,9J,~ RH~Wtt h~: Pi:\r~cclf.ic scqol,y, PfW, la twJ;>,iLt.~ ~;i,,1,1,e qn~),i, tra.e i, s.yoi a.Jfì.r.ri RH lr ~.11~) C~l11)WÌ,, nè, çert,o, sq. çli ~~_sa vçi,r~nW, moq~lhirci,, n;it n,~rje 9~gidì , es.~~ s.\es.s,i prQ-Y,\'.et!~ a,\li,v4rµ.e,1,1l.e, i\l P','OJ/}'i_p 1;i9rd\\W0_1Pl!lQ,-~jil i11~re,, il, <pial,e, è ancp1:,:prs,sa_i a,:r~t(a.to çl_iri,1111?~l,L.ç,1\l,fi\i ~di,~);ni 1~rp~f.ç$Si 1pilil~!;i, e poi s~ppia_i;iw c;l,1,e. i-yi pure si s_ta &[4di~JH\() di ~en\1:alizzpre. \' is~rµ,zion mil~t,1.rie , i_qdical~ i.\PP~1.nto, drgli i_n91;1\Vfni1~,1)1.\ ç4e ds~ltag,o dall'qt~uql~ s.i,s,tem~; f!i 9uanto poi al pretesto d'i1nrnanep;gia,bilità guandoI ali al½ ;--. • .., w I, ljevj .cjelJi&liMP oltrl)pa~S}\qP i ~-PO,, ~oi I)ql pos~i~qw,~,rp.w pere; J!l~ntre y~d(an10, \p\(qr~. CO,¼ \V(\li ,ci,~i.l i ~~ ·Pii~ dj 1 o.po 'Ìlù,1111,i q~P:iss,irp0 gov~1:p~li cq! s~mp!i~r, ri~?re. q~i r~&ol~m:e~(i !jP;eiiii: i! qµ-ale !1~ prir- Cf:l,I;~o U,l)a ,!Jpn rnjno-re ~17,Ì~IH\ EIH~Y.µ)~ci p)ir:J~ ,'

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Eppei:eiò noi abbiamo la .ferma convinzione, che co1 mezzi proporzionàlmenle necessari-i , non vi sia maggìo·r· difficoltà' a regg,ere 1H10 isti,luto' di 1200 a'IHevi che a re·ggerne un'o c!il s'Oli t00; ma ehé anzi•si potrà così ollenern tùrnc sensibil~ eCOA@mia peéun.iaria ·(1'). Difa-Lti-per un solo istitulo,di 1200 allievi ba~te:rà un ~iìrror numero di professori, di istilut.ori· e d·i ammini•str·atorl, che non per •1200 allievi ripartiti fra tre stabi:li·ri1errti (e partè ct•i quesfeconomia si' pol1à utilizzalJ'e•a megliù' coslit•uhe- il pers-011ole in~egnanle1 il quale 1101 sarà mai di 11:opp-o, rélati va1)1en:te· . al peso dc.lla vi'la pedagogica)!· Le s_ale· di gin:nastica, quelle di• seh'e!'ma, la cav,alkrizza, meglio rifornite·, potrann'o ('>él' t1wno1 servire, a tutti i ·1200 àllievi1, senu.ch'e perci•ò foccia d'ubpW triplìcarle: ~ Una sola:, nw·copiosa· bibfroteca'. - ·Un s01(), ni!X completo gabine.llo di strùrnenti geodelici él balistici. - Unasola sahl' d'armi', ma r:icca, ecc:, ecc. Oltre a ciò si b'ai il' v-ahtag~i-• , di· poteF compiere, anc.be !'e· evo\biioni clit linea, col solo personale· rl,illo slabilimelitò, piccole' fazioni eampalì ·, marciè, manovre ecc. Così riuniti sotto lo stesso tetto, sollo· !11 1 shis.,a autori~à, di,vi · èlen<:lo la stessa mensa, le stesse istrnzioni , gli•stessi sollazzi, <.\Ontubernali, commensali, condisctepoli:, commilitoni:, in lntlo ooiii.pagni: prima anche di, entrar nelle file dell' ese1:cito attivo,• fra1 questi giovat1i si sa,1 stretto un lt•game d(arnicizia e di1 · fraleniità d' allohl' in poi indissolubile, e' dnl1 quale )ar gran ~,1.1 mi&lia tlell't>sercito t,:arrà sempre·maggior vit~1 e coesione: A ma«O"ior schiarimento di quanto fih qui1 àbbìtuu.detti~-, è bl:l . ora· 1tec.essario meglio spiegarci · int·orno, al, sfatema d1insegnam,e1Ho militare. L:istrnzione 1nilith1·e· in igerieria:fe dividesì in teiWica e p'rà'tica; questa.abbraccia gli ·eseì•cizii -rlel corpo, la,gi'h1iastica\ 1e·1sctìr'rme; (1) Da calcoli fatti, e ycrificat.i da p,ratici 1 tale economia può salire al

Z!>' 11r.r' HlO'!· i\NNO V, Voi. UI. - 9,


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DEL REGNO o'rTALIA

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1STITUTI MILl'tAR!

il maneggio dell'arma, e le cli1·ersc evoluzioni del mestiere proprl~~ente dello: quella comprende lolle le tt'oric cbe regolano e ~l1ngono le pratiche del mestiere, non che certo 0og11ii ioni scieot,ficbe, alc~ne dèlle quali indispensabili, altre utili per pre1~a rare i~llo st udio proficuo di queste teorie, e di quelle altre clw cost1tu1scono la vera scien::,a dell'uomo· di 0ouerra e dell'uomo civile ad nn tempo. Il tirocinio materi ale del mestiere non è nè lun "o nè difJìcil?•. e Lull'individuo appartenente all'esercito vi si d~bl)e e può a~l1_l1tarn per quella specialità dcli' unna ri~pcttiva , con qu!'sta d111eren~a però che se pel semplice soldato basta la pratica mec~anica, pc! graduato è necessnrio inol tre conoscere e poter · ~ri'.t ic~re la d'.dnllica di qut'sta pratica meccanica, qipen;iò gli e 1nd1spensabile un altro speciale Lirocinio, che noi diremo ?idasc~lico. Oltre a ciò il gradunlo ha certe pratiche particolnri merent, al suo con1.rndo, cioè alla direzione meccanica de' suoi subordinati, ciò che costituisce la taltù:a del mestiere; di più, al grarlu_a~o, prnp~rzionalmenle alla propria sfera d'azione, compPle la eo~nmoo~ r~z1011ale del mestiere, cioè l'arle militare; questo doppio t1roc11J10 richiede ccrtamc11te un tem1rn mil"'"iore e 1•· .,. oo , 1ntt'rvenlo ul certe capacità morali cbe 11on si ponno acquistare se non C(,n espressi sludii preceduti eta un corso classico rngolare. - Donde vien ovvia la divisione clell'i11s0anamento 0 mili~are. in P'_'imario o elementare, secondario O tecnieo, dei quali è ullle il pr11110, mentre è ùuhspensabik il secondo prr chiunque aspira alla carriera tlellc armi. ~ci colleg_ii militari (tali nppo noi quelli d'Asti, Milano, Parma e hrcnze) s1 ammettono giovanelli in tenera età (dai ,J o ai 1 k anni), le cui prime aspirazioni si rivolgono alla milizia e che ne promettono acquistar l'abitudine tisica e morale. Jv/ si ~duca~o sotto la militare disciplina, temperandone però i rigori 10 rag1ooevole proponione ~olla età dei medesi mi ; loro si insegnano tulle quelle materie del corso classico, che soao neces-

sarie per prepararli allo stud io tecnico, cioè : lellcralura, storia, geografia, eh•ment.i di matemntica ccc. Quando poi banno raggiunto la età prescri lla dai vigenti regolamenti per essere soldati, essi vengono ammessi in quell'istituto superiore dell'arma cui intr.nclono dedicarsi, e dalla quale sono gi uòicati itlonei per capacità fisica e intellettuale. In questo poi essi ricevono la vera istruzione tecnica dell'arma rispettiva, applicando i principii ricevuti nel corso primario allo studio delle teorie dcli' arte e della scienza militare ed impraticanclosi ai varii doveri del servizio. Armali, vestiti, equipaggiati cd orditati come semplici soldati dell'arma cui aspirano, su di essi b disciplina debb'aver piena la sua azione, ed è perciò eh'essi dchbono essere rrgolarmentc arruolati, e come tali andar sottoposti a tullo il rigor delle leggi militari. Questa è la parte vernmente indispensabile per chi iotrnde percorrere i gnH.li della milizia , esordicndo cun quello di sottol enmM, avvegnachè gli è necessaria una pratica sufficiente del mestiere, rd 1111 fo ndo di dollrina mil itnn', tale da compensare la deficienza d'an1.iani1à di servizio, meritando il grado d'uflìiiale senza passare per la trafila inf!'riore. L'insPgnamcnlo militare primario (qu<'l\o de' collegi mililari) è soltan to utile, ma però sollo talune condizioni; ed anzi vi ba chi lo rt•puta sconveni0n te. L. Oural-Lasalle in quel suo ripulatissimo libro du Généralal combatte vivamente qu est'istituzione: « Non è saggia cosa, egli scrivP, il dare a' fanciulli, prima dei 16 anni , una educazione diversa pe' magistrati, pPr gli amministratori, per gli ecclesiastici e pei militari. For!ilìcare il corpo, preparar lo spiri lo all'istrnzione, e indirizzare il ruorP: ecco il ,·Pro scopo della prima ed11cazio11e, scopo comune a t.ulle le clas$i della società. Se I' edut a1,ione che conviene più particolarmente ai militari esige akune modificazioni, qneste sono lievi, e facili a protal'.'ciarsi >1 • Laddove poi egli tratta delle scuole , l'egregio filosofo militare,


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ISTITUTI /IIILITARr

ponendo. la quisLione , se meglio convenga mandar subilo in un collegio militare que' fau ciulli ùi. 12 arrni che si tlesLinauo alla carriera delle armi, dadùore passeranno poi in una scnola militare speciale, ovvero di dar loro quell'istrozioue g!lncrale com une o propria a tutte lr, carriere civili , egli si pronuncia categoricamente per questo ultim o pai:Lit6. « Importa che l'istru1.iooe militare non manch,i dalle sue basi. La $pezialità che non è fondata ~u cognizioni general i non oltrepassa ~ai la mediocrith; giaccbè senza questa condizione gli uomini sprciali che. \'ogliono prggr~dj1;c sono costrelli di slo(liare dopo qonnto avrebbero do\'uto imparare in pria. - In Francia, anteriormeulc alla revoluzione del 'I 790, un gran numero di stabilimef)l.i sotto la direzione ùe' gesuiti, o di altri frati, aveano il titolo di scuple militari, fra le qu,,li il collegio di Brienno; ma ivi si professarnno in generale sl'rii studi lellerarii e scientifici. - Quanto concerneva l' arte militare vi si trovava piuttosto di nome. cbe di fatto, e <la Brienne f.lO terono uscire sommi mngistrat.i come grandi guemni ; i primi passando in tìne de' loro stud i nelle facoltà di diritto, al foro, avvocati o magistrati; gli nllirni nllc scuole spec iali militari e negli eserciti. « Se la scuola di Brienne e quelle altre istituite sullo stesso piede ros~ero state come in tempi a noi·più vi cini, una specie di pritaneo o di collegio militare s1)eciale, a vece di grandi magistrali o di grandi capiLan i , si sarebbero esclusi,•amente a,•uti militari d'esecuzione, poco alti in generale agli alti comandi o solamente dopo ave!· conseguito c911 una specie di altri lo e con una lunga sperienza, tardiva in risultati, quell'istruzione cbe ricevuta in tempo, si acquista prontamente cd anche prontamente si sviluppa in una qualunquesirnglia direzione. Eppert~nto noi stimiamo più razionale nell' interesse stesso della militare carriera, che dall'età di ,12 anili a quelli di 16 ed anche dì 18, l'allievo entri in un collegio o liceo comune, e,d ivj, segu,a i corsi $enerali che vi sonQprofessati -Tan\o meslio

DEL REGNO D 1T>\LlA

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se la disciplina vi si avvicina a qnella dell'eserc;to; il ~a~ist~ato e il "'Uet-riero futuri non vi p( rderanno, avvegnache I ordrne, l'esa~ezw, la puntualità, e l'abitudine alla ubbidienza, ci sono utili in lolle le carriere 1>. Cerlaniente non si può confutare la verità del princi_pio sustenolo dal Durat -Lasalle, ciò nullameno vi sono alcune gravi con.siderazioni , le quali , per ·ora, non ce ne suggeriscono l'applicnzione. L'insegnamento pubblico è tullora incapestrato nel_le pflsloie della pedanteria , si spreca pur anco un sov~1:c_h10 tempo alle lingue morte, cbe poco o nulla servono ~I m'.lita~e'. quale tempo meglio si può sp,~ndcrc per esso ne ~-ud1ment1 matematici, io più tstesi sludii di s11;ria e geografia, e sull~ liu"ue viventi . D'altronde poi, prr quanto siasi fallo in quesll ull~mi anni nelle antiche provincie per rni/ilarizzare i pubblici licei, è forza ~onfessare ch'e' stanno anche l.Jen lungi ~a ~uanlo debb'essere un collegio veramente militare; ove meglio s1 ~e:e di\ioenlar l'educuzione fisica dei gio,·inetti, ed ove insens1b1lme,~te sollo l'occbio e la mano di esperti m·ilitari si lcrnpr_ano i loro teneri cuori e corpi ai disagi cd ai doveri della carner~ delle armi s'incarna in essi l'abito guerresco, la disciplina o g~, obbli o-hi dl'I servizio militare diYentano loro quasi insti_ntoalt: ;_ C~e direm poi de' licei delle altre provincie i~ali_ane, i_ quali monopolizzati clu gente venduta a tirannici go_,•er'.11, ~1st~d~avan? dinanzi tullo di fiaccare le pit1 generose asp1raz1on1 de g1ovan1, riempendo loro il capo di un caos cli futilità, e fraslornan~o ~ iotorpidientlone le menti co' più raffinati e s~bdol_i ~arall~g,sm1 del ()'esuitume ... Per noi llaliani non havv1 maggwr b1sogn_o di q;e!lo di militarizzar la nazione, e perciò niu_~ mezzo gliore di qoeilo di allevare i fancinlli fi n dall_a. p1~ tenera eta nelle pratiche guerresche e neHt! dis_~iplin~ mtl1lart; !o c~~-n_on può farsi se non in appositi coHegu retti da soelh uffizial1 e 1

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dalle militari discipline. . Ma con ciò noi non inlen<liamo che l' insegnamento in cotesti


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ÌSTITUTI MIL!TAR I

collegi abbia da essorn esclusivamente nii litare, cho cioè ,,.Ji studii ivi compiuti non pos:-ano srrvirc ad altre carriere r:,di quella delle arllli: come ocpJJUr pretendiamo che niuno possa essere ammesso alle scuole milital'i superiori se llOll se uscendo da militari collegii. Il mestiere delle armi è più d'ogni altro mestiere di vocazione. Ai giovanelli che sedotti <lalrunifol'mc, entrano pieni · di buona voglia nei militari collcgii, prima di farsi adulti, prima ancl.ie di raggiunger l'età richiesta per passa re nelle scuole militari superiori ponno sopra\'venire mille ragioni di salute, di ' fa miglia od a nelle di volontà pr,r abbandonarn la militar carriera iniziata; elle sarebbe di lol'P, se i sludii fatti, se i più preziosi anni drlla vila spesi ne' collegi mii ilari, non giovassero ad aprir loro gli accessi a qualche altra civile carl'iera? .... Epperciò, onde evilare sì pernicioso sconcio, è nece:mirio che pPr l'insegnamenlo i collrgi rnililari si avv icinino quanto pii1 po,;sauo a' programmi dei licci comuni, menlre l'educazione fisica e morale debbo inform:irsi allo ,;copo speciale dell'istilu to, alla vita mililare; e m,~ntre essi dipendono direllamente dal dicastero della gur.rra in quanto al governo, v'abbia pur la mano quello della pnhblica istruzione pC'l' la parte dida llica classica, per modo che uscendo da essi isti tuti gli allievi possano a loro talento o proseguire nelle scuole militari superiori, ovvero accedere a corsi universitarii per nna qualunquesiasi facoltà. Giustizia vuole che alle scuole superiori militari possano C'ssere ammessi anche giovani non provrnicnti da mil itari collegi, purcbè ne comprov1110 l'attitudine fisica e l'idoneità scientifica per mezzo di esam i. - Le veri vocazioni non si svi luppano che fra i 18 ai 20 anni: io quell'età uno ad uno cominciano a sfumarsi i dorali sogni e le illusioni incantcl'Oli dell' infanzia, e sollo k prime impressioni di questa misera vita si comincia il concretare il raziocinio metafisico, a svilupparsi il criterio del

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137 positivo, si principia a discernere le a~perità dell'umana tappa, ed a commisurarvi le nostre fra gili forze !...... Quante volte non vedemmo noi in quest'età dccisirn. gio\lanctli fino a quell'ora ed ucati nel silenzio e nelle monacl.ierie de'seminari gittnr sottana e colla1·ett-o per precipi tarsi a scavczzucollo nella vita mondana, farsi soldati, avvocat i, pubbl icisti , prender insomma una qualche carriera diametral mente opposta a quella prescelta nell'infanzia od imposta cla'paren ti, E' splcnd id:1menlc riuscirvi?....... D'altronde poi vi sono mol le famiglie, cui i tenui mezzi di forluna oon consen tono cli mantenere i loro figli nei militari collegi e si prevalgono ue' pubblici licei, le quali p_crò con qualche sagrifizio potrebb\\rO quindi farli ent.nll'e nelle stuole militari superiori per dar loro un'onorevole posizio ne. Vi sono poi ancl.ie d'c' giovani i quali dopo compiuto un corso regolare di studi, colpiti dalla leva non banno mezzi a surrogorsi nel ser\lizio militare, ma bensì quelli bastevoli per manh~urrsi nelle scuole militari superiori, a proc,1cciarvisi un grado a .'-OstitU1ione della carriera interrotta dall'obbligo della leva. - A tutti questi, lo ripetiamo , giustizia vuole che rimanga aperta una via alla carriera delle armi , senza esser costretti a possar per la lunga via de'gradi cl i bassa forza. • Osserveremo in ultimo che le pensioni pl'r i mil itari istituti non debbono essere troppo forli , allìncbè possn no essere accessibili anche alle ù1edivcri fortune, dalle quali per lo pit1SO\'enti escono i migliori soggetti. - I\ lusso debb'essl.'rc bandito affatto doi militari convitti; la frn ga\i tà, la semplicità nel vestire , il puro e slrcllo bisogno per decente vita, ol tre acJ ~ssci'e incJispensabili per edm:are i giovani alle ausl('rità del viver militare, consc11tono di portarne le pensioni a modicl.Je so mme; dovendo l'erario provvedere, come pe'pubblici licci e per le università, alle spese di governo e d' iusegoamenlo <le' militari istiiuli (ed è qui il vero luogo di largheggiare). - Epperciò le pensio11i de'convitti niililari noi1 dovran1io oltrepassare quelle de' convitti civili, 1

DF.L RtG:-.O D 1TA.LLl.

•


13$

ISTITÙTI itILITA RI Ìll;L RlGXO D;ITALIA

. ~egl'. is~i~uti. mili-lari ~lebhono poi trovarsi posti sT~t.uiti pei hgli de mil11an b.enenrnriti della patria, o ptivi di mPZ'ti di f.ortuna per mantenerveli. - Questo è un obbligQ sacrosanto Ghe ba il governo per la 11a1,ione inverso chi sagrifica tutto se ~tesso e l'int_iera sua vita al servizio della patria; le economie m tal proposi.lo ~ono grclle, esose e fatali SJiilorcerie, mentre una giusta liberalità porla semprn frulli incalcolabili. L'argomento cbe noi iibbiamo impreso a lraltare è vastissimo, e meriJer'~bbe un grosso voluà1e; noi però ci siam limitati • a toccarne i punti più salienti, . por chiamarvi l'attenzione dei no.stri org,anizz.atori, i quaVi colla loro abituale oculatezza potvanno facilmente colmarnf:) le orreziotJi. _ Nella 2• partti di questo nostro rngionamento 0i studieremo, prossimamente , di esporre i mez~i oude raggi011gere lo scopo che abbiam riconosciuto agli istituti militari in geuern....... Saremo ollremodo 1 , 'Ìcomp!m~ati di questo rJoslro imperfetto lavoro, quando esso lli uscisse a trarre nel eam'p'o . di sì -importante disoussione la penna di qualche 11oslro dolto milita11e, cui la [Uv-ista militare itah'ana s1 ononwebbe di aprir le suo pagine. D. P. S., Capitano.

(Continua).

'R ELAZIONE SOJ>BA "~' COS&

nu'

NOTE\'01.1

RIGUARDANTI ALL ·ARTIGLIERIA ED ALLE ALTRE ARMI STA1'E TRA'l'T,~TE, INVENTATE, .l'ROPOSTE ED APl'IIOVATE

IN l'AllSI ES'l'llRI, NllLL'ANNO 1860,

ARMI RIGATE IN GENERALE L'armi da fuoco rigate sono oggigiorno la preoccupazione di tutti gli Stati Europei. focessant~mente essi gareggiano nell'introdurre l' uso di queste nuove armi nei proprii

eserciti, e continui sono gli studi che si fa.n no per condurre a maggior perfezione quelle dello stesso genere. già m opera. Il perfezionamento delle artiglierie venne dopo quello delle armi da fuoco portatili , ed oramai queste novelle armi sono in uso anche negli eserciti della Turchia e dell''Egitto. . , · Le àrmi da fuoco rigate non sono però ovunque foggiate allo stesso moqo, imperciocchè in àlcuni Stati, come per l' addietro , si caricano per la bocca, ed in altri per la culatta, come in Prussia. Rispetto partièolarmente alle artiglierie in alcuni paesi non si fece che imitàre presso


140

RÈL AZÌONls

a poco i cannoni rigati francesi; in altri come in Prussia ed in Inghilteàa càricansi per la culatta. D~rante il 1860 viddero la luce varù scritti sopra le armi da fuoco 1;igate, in parte dei quali la materia v i è trattata .solo sotto l'aspetto tecnico, ed in altre essa è esaminata dal lato tattico (1) . Alcuni çlegli scrittori tecnici forniscono la storia delle armi•_da_fuoco e del loro progresso; esaminano quelle cli recente inventate ed in uso, la loro struttura, e rigatura, il modo di caricarle, allm:Qarle ed il loro tiÌ·o. •. · Alcuni altri trattano espr essamente del tiro delle nuove armi , della circonvoluzione delle eliche, e della forma più propria per la scanalatura delle righe. Altri ancora annunziano il trovato di nuovi metalli più proprii del bronzo e del ferraccio per farne le' artio·Jierie . b · rigate; essendo il primo giudicato troppo cedevole, e troppò fragile il secondo. - E ad entrambi te:nterebbesi sostituire l'acciaio fuse, e fors'anche il bronzo d'alluminio, o la lèga ternaria di stagno, ferro ed a:Uuminio. Siccome dianzi notai, le armi da fuoco rfo·ate.si mLricano o o per la bocca o per la culatta, ed il proietto vi è forzato. Il metodo di caricare queste armi per la Clùa.tta fo l?roposto per agevolare il modo di caricarle, dacchè il proietto vi ha. poco vento nelle righe, massime dopo che l'anima è imbrattata. Ma sembra ad alcuni scrittori che i ca,unoni ohe si caricano in quest'ultimo modo non possano gi_ovare che nelle fortezze, o nei siti coperti, e là; dove la quantità degli uomini çhe deggiono m~nistrarli è necessariamente ristretta. - Avvegna.chè, quand'essi avessero a rimanere esposti ad urti , e ad ~gni maniera · di guasti ; difficili a riparare, non potrebbero tornare çralcun vantaggio . Nem_(l ) Veggnsi in ffoe della Relazione l'indice delle opcr·c principali pub~ bhcalc nel 1l:IG0, e dei· giornali in cui è i.rnttata la quistionc delle armi rlu fuoco,

RÌlLAZIÒNÉ

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meno converrebbe cli scemar t roppo i serventi di un pezzo, essendo che quèsti non solamente servono a maneggiarlo, ma ne sono ad un tempo i difens9ri. Ora qmmto più si scemerà -il numero dei serventi, tal'ltO• più sarà maggiore j l_ pericolo che dai nemici venga preso un pezzo d' artiglieria cli carn l)rezzo. . · Il Lecomte .p erò (1), esaminando l'armamento dei due eser citi francese ed austriaco.nella guerra dell'anno 1859, .porta questo giudizio intorno ai cannoni ri~a.ti: Egli dice bel1a l'invenz,ione di questi caiinoni , i quah crede a.vere l'incontrastabile pregio della. leggerezza rispetto al loro effetto; a tal che facilmente poterono, nel~a citata. guerra, essere appostati là dove a stento f.\i sarebbe potuto p~a~ta.1:e cannoni da 16. Per altra parte egli osserva che a.rt1ghene di lunga. e ·precisa gittata, non pot evano giovar molto i~ azioni offensive soprà terreno ronchioso_, e con soldati che altro non anelasano che combattimenti alla baionetta.. Gli scrittori che sonosi fatti a.cl esaminare la quistione dal lato dell'influenza, che l'armi di precisioi1e coll'andar del tempo potranno avere nella guerra , sono partiti in due opposte schiere. - Fra essi la sola sperienza potrà sentenziaré. Taluni di q_uesti scrittori dicono , che la parte che ~e dette armi ebbero nella guerra guerreggiata in Italia. 11cl 1859 non fu molto grande, e che l'effetto dei cannoni riga.ti fu più morale che reale; credono tuttavia che in processo di tempo le armi ·di precisione saranno per modificare per intero la tattica e la strategia. :_ ed _a questt~ sèhiera appartengono particolarmente gh scrittori t edescln ed inglesi. · . Gli scrittori dell'opposta schiera invece affermano che alle novelle armi deggiasi gran parte della vitto1:ia dei ·Francesi nei can;ipi lombardi. E taluno di essi soggiugne (1) nt!ln1io11 h-ist01·ique dc l.a cr;.mpriync cl' llltlie ~n I 859.


RE.L AZ!ONE

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RELÀZIO~E

che la m-igliol' guarentigia di essere vantaggiati sopra i nemici sarà quella di andare forniti in ogni nuova guerra di qualche nuovo perfeziouamento, o di poter adoperare un buon nuovo metodo di combatter e , ignoti l'uno e l'altro al nemico. - La grand' arte di vincere sta nella novità. È opinione di questi ;tessi scrittori, che l'arte della guerra sarà per pigliare più sublime avviamentò, e che la sciern:a ne diventerà sempre più profonda. Non v' ha dubbio, dice l'autore di llh articolo inserto nello Sp~ctateur militai1·e, non v'ha dubbio che le guerre, per cagione delle novelle armi, sai-anno per diventare più micidiali; non v' ha dubbio che sm·à l'noclificata la tattica., ma di più ancora che nel passato, i grandi uomini, i veri uomini di guerra, decideranno della sorte dei· popoli. Ohecchè p erò clicasi, le nuove ai·mi, o quelle altre qual- ' siensi anche più perfette che si sarà per inventa.re, non sono e non saranno che mezzi materiali, i quali giammai potranno subentrate ai calcoli di un Turenna ., né alle ispirazioni di un Condé, nè al genio di un Primo Napoleone. Premesse a.dunque compendiosamente ·1e opinioni manifestate dagli uni e dagli altri scrittori militari intorno alle nuove atmi da fuoco, mi fo ora a mettere sott'occhio l'una dopo l'altra, quelle poche novità tecniche, che, in fatto di cose di guerra, ebbi agio di raggranellare nel campo di varie opere periodiche e non periodiche . Egli è pei<ò débito mio di non ommettere dl rendere qui le debite grazie al maggiore signor Dc Bart0lomeis, per il grande aiuto che prestommi in questo mio qualsiasi lavoro , fornendomi egli, per }a sua çompilazion'e , buona mano di documenti voltati in volgar nostro dal tedesco e dall'inglese.

ARTIGLIERIE Cannouc AcmstrQng~-

l

n cannone Annstrong, desc1'.itto in. tut.Li i giornali militari dell'Europa, è nolo a.bbast;¼,nza perchè io non. ~reda. necessario d'averne a rifare qw una nuova_clcsc:·1z10ne: La sua in,rcnzionc fece gran rumore; ed mfatt1 essa e molto inrreO'nosa. Principale suo vantaggio è quBllo .dell~ sua grandei::,gittata, non r~g,i~n!a .fin qui,, siccome d1ces1, da nessun altro gern~re d;art1gliena. Ma, è vero• che non conviene d'essere tropp? c~rriv1 nel portar giudizio sopra, nuove invenzioni, ~ di ~m pe:· soprappiù non se ne conoscono esattament.e .i ~aru1:olar~. Il cannone Armstrqng, co,tanto lodato da prima,_orn paie che, lasciq,ta a parte !'ingegnosi Là ùell'i1wen~ione, .no~ vada fornito di tutte quelle grandi doti che se gh attn~mvano, ed anzi sembra che i suoi iucol;l.venienti sian o t ali da non farlo proprio sopratutto a.Ua guerra carn~ale. Nel Jl1onite1 i1· -unvversel, è in$erto un. articolo del signor Penguilly l'H?,ridon·, capo squadr.on~ d'a:rtigli~r~a, e conservator e del Museo di questa m1hzia, 1:1 cm ~ a,p~unto [atto esame del cannone in cliscors.o. D1 ~uest .a.rt1c~lo, com pendìato. nel il1onite~ir de Z:A.rmée .' ~-eg~s\rero qui le c0sc più notevoli, acciocché conoscas1 l opm10ne del suo autore intorno al cannone Armstr0ng. . . P enguilly dopo avere brevemente descmito 11 signor , • d ·1 l'anzidetto cannone, nota eh.e la sua. costruz~~.n e e l . ·ego nella pratica riescono difficoltosi , e poco suo 11np1 • . · tio proprii ad una. macchina da guerra : ' ,c~e 11 prnie Armstrong ' nel transitare forzato per 1. aruma nel pezzo perde pa:rte della sua: fosciatu.r a, di p19mbo., la quale


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RELAZIONE

ri_mane nelle · righe ; che collo scaldarsi del pezzo , il p_1~m;)o s'ammollisce, e l'imbratto cresce; che ad ogni dieci tm ~1 ~ ~ostretti_di ripulire il pellzo, per cui fa d'uopo s~rv,irs1 d uha rasiera per togli~re il piomtJo rimasto nelle nghe; _che invero il pr oietto Armstrong è più possente del proietto da campagna francese, ma che da ciò derivonne la necessifa di far · più robusto e pesante l'affusto. tanto più poi Qhe il pezzo dell'Armstrong è leggiero; ~che per conseguente è anche cresciuto il peso ed il volume del carro da munizioni; e che quindi per aver voluto un poss~nte. proi~tto d~rivo1mc un materiale troppo pe- · sante ; 11 quale. rnconveniente .non è compensato nella ' superiorità dei suoi effetti; ·p arendo che nelle· o-uerre e negli eserciti moderni sia sovrano bisogno la l;ggerez~a, e _som~a mobilità delle artiglierie campali ; qualità. che g~1 pa10no anteponibili agli effetti più o meno distruttori d1 un proietto. . La presente guerra della China già fece vedere il grave mconveniente di.materiali d'artiglierie pes[mti di sove1:chio. In essa accadde che in terreno difficoltoso e melmoso, mentre le artiglierie francesi tirate da soli quattro cavalli se la cavarono facilmente , le artiglierie inglesi trascinate da ot~o- robusti ~avalli non poterono trarsi fuori dagli acquitrmi. ché mediante l'aiuto di funi, ·e lo sforzo di tutti i serventi. . · , Al rimanente, in un articolo registrato nella Gazzetta della ma·r'inM·,i a br~tannica, in cui sono passati à disamina i varii sistemi d'artiglierie rigate, è detto che il cannone Armstrong è pregevolissimo per la difesa .delle coste, e per la marineria_, ma che per la g uerra campale rr}i è anteponibile il cannone del vVhitworth . · b Leggesi di più nel Jlféchunics' Magazine, che dagli uffiziali d'artiglieria inglesi in China vennero fatte al proprio governo ama.re doglianze sopra l'imperfezione d_ei cannoni ;\rmstr9n~. - Si riconobbe eh~ la inaggior :p1J-rte dej

"

RELAZ10"1E

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aartocèi, stante la troppo loro delicata composiìione, di. vent6 inutile tanto nel trasporto , quanto per causa del clima cle}Ja China. - Che i ,proietti vengono distrutti dall'azione galva~rica dei metalli, il ferro ed il pio~bo , ~i cui sono fablJricati.' Che quanto a quelli che paiono 1t1 buona cond:izione,- sono sopratutto pericolosi p01~i proprii artiglieri, dacchè il piombo, non sì tosto che i~ proietto esce dal cannone, si separa dal ferto. - E meèles1mmne~te che la gittata fu straordinariamente mutabile; ment~vasi in fine lo scoppio nel ' primo colpo della culatta di due cannom,· a tal che ossi - non poterono IJiù servire (1) .

Cannone Whilwortb. All'invenzione dell'Armstrong successe quella del '\Vhitworth, la quale fece grandissimo strepito , e pareva anzi che avesse a superare d' assai que1la dell' Armstrong , e fosse il non plus ultra. .. Il cann 011 e_Whit·worth si carica per la culatta,, è p1u semplice di queÌlo clell' Armstrong , ed ~~na fra ~e . sue particolarità è quella di esserne l'anima P?hgo~a.1e, mvece eh rigata. Il proietto cli questo pezzo d'artigli~ria ha forma eguale a quella dell'anima del pezzo me~esm10: . . . Con questa nuova artiglieria si eseguiron_o prn _sperimenti in Southport in cui le gittate furono d1 metri 9,400 e 10,000, con cariche minori cli quelle usate nel canno~e Armstroug. Ma la Gazzella mili tcirc di Da1·mstadt annunzia che questo nuovo canno~e ~u infin~ ab~and~1~a~o: ln _es~? si scoprirono quattro prmc1pah v1z1; cioè _t1n 1rr~g?la11_, traiettoTia incerta, tiri a 1;imbalzo irreg.olan, e la d1ff1colt~ che s'incontra a :r)tirarne il cartoccio; di più i ca.nnel~1 a frizione, che vi si adopra.no per allumar questa arti~ glieria, sono cli pericol0so uso. (1) Revue in.i!itaire suisse,. num. 2~-


!46

REL~ZIONE

RELAZIONE

Cannone rigato dello Sco(L L~ grande pubblicità che fu data ali' invenzione del Wlut,~orth , eccitò il genio delle i'nvenzioni; ed infatti legges1 nel T,imes, citato dal Moriiteur de l' Arrnéc, che nel marzo del 1860 trattavasi d' imprendere sperimenti con u~ nuo~o cannone rigato che si carica per la bocca. ~ mvonz10ne del comandimte Scott, dell a reale marineri~ mglcse. - Il Times ancora aggiunge che questo nuovo cannone offre straordinarii risultamenti . . ,· ma fin qm· non e gmn~o a nostra notizia l'esito delle intraprese sperienze: Aspettiamo r

Cannone slrnordiuario del tyual-Thomas. Leggasi in- un arbicolo clel Méchanics1 Magazine del 28 del passato settembre, riferito nel Cosmos, che venne spenmc11 ~to a Shooburyness con felicissimo· esito un c~~none ngato,. d1 inv.enzione di certo, Linal-Tomas il pm grosso Ghe siasi mai fatto fin qui'. ' Questo cannon~ pesa più di sei tonnellate, e caccia una palla del peso di ~bbre 174 , coi;.. una carica di polvere n~n da, meno cli libbre 25. Essencleme· stata- 1\lisurata· la gittata fo trovata salire oltre i 10 chilometri.

_ Cmmonc da montagna di fanteria e bersaglieri, del Pistoknik. Il ~ o~o cli guerreggiar moderno è fuor d'ogni dubbio che r1ch1ede nei materiali d'artiglieria di campagna somma leggerezza e suellezia, se hanno da. poter se.cruire le veloci ~uosse degli eserciti. - I materiali anzidetti ;reseniemente u:i uso son~ trovati ancor troppo pesanti, e vorrebbesi che s1 a~eggensser~, che se ne scemasse il numero dei cavalli ~* t1ro1 q de~h artiglieri che ·li ministru.P.oi

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Un cerio capitano Edmondo Pistoknik, come riferisce la Gazzetta militare cU Vienna, inventò un cannone che appunto soddisferebbe, come egli crede, a.i bisogni della guerra moclerua.. . Questo cannone, a cui il suo inventore dà. nome d1 cannone cli montagna clri fanteria e bersagU.<wi , è rigato, è simile al fucile che si carica da sè, di cui .a suo luogo si terrà discorso, è di semplice costruzione, carreggiabile, o portatile , un solo cavallo basta~a, strai;cinarlo , ed un solo artigliere a ministrarlo; la ca.r reggiata del suo affusto è tale che può passare per istrade strettissime, tortuose e ripj.de; si carica per la culatta, la quole e1:meticn.mente si chiucl0 mediante un semplicissimo serrame; con esso si possono eseguire 240 tiri per minuto, quando è iucaYalcato all'affusto, e sessanta se è portatile; ed è munito di un r iparo che difende l' artigliere ccl il pezzo. - Insomma sono tante le sue doti , che sono anche troppe : , Glissons n'appwyons pas • .

Canoone (icll'llcimerle. Sembra che in Austria la smania delle invenzioni di strumenti bellici non sia minore che iu Inghilterra. Come poi vanno esse per l'ordinario a finire, già si sa; poiohè essendo per lo più fatte da persone, ingegnose sì, ma per nulla esperte nelle cose della guerra, spcssamente acca.de che alcuni sperimenti eseguiti da persone dell'arte, basta~o a far cadere l'invenzione, ed ogni illusione dell'inventore. Aggiungi ancora che i giornalisti generalmente sono per lo più usi a magniftear di soverchio le cose. Non vorrlio con ciò nulla torre a.l merito delle inven1;ioJ;1i a o . cui ,accenno in qursta mia relazione, mr~ dico solo che non pa_rmi oou.,enire di prestar troppo pres-to credito agli articoli dei gioJJJé.tli. J.,a (}azz.Q~la,mi,lita,re di Vienna annuncia che in Josephstadt Ali?iO

v.

Voi,

m. -

10.


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nELAZIONE:

l nom. potrebbesi adorinculata è siffatiamente grave, ci~ . 11 difesa pera.me sulle D?,Vi; sarebl)e tuttavia proprio a a delle coste.

furono eseguite sporienze con un nuovo cannone, ìnvcmtato da cetto Francesco Heimerle; i l quale, a detta di persone dell'arte, supera nella precisione del tiro, nella gittata, nella forut di percussione, e nella prestezzç1, della càrica, i cannoni deU'Armstrong e del Whitworth . Il pezzo sperimentato è solo un sesto della sua natura.I gtossezza, è lungo quattordici pollici, e cou esso si spararono proietti. appuntati pesanti 112 libbra (pfund) con 116 di loth di polvere, alle distanze di 160, 500, e 1000 passi. Questo cannone si ·carica per la culatta, il cui serrame, secondo . vien dotto, è semplice e di lunga durata. - E la carica si .eseguface con tale una prestezza, che anche da servienti poco esperti si possono eseguire dieci colpi per ogni_minuto. '1 Nelle _fatte sperionze si riconobbe che questa nuova arma ha una straordinaria forza cli percussione. A 160 passi il proietto trapassò un tronco cli quercia grosso un piede, percorso ancora trenta passi, e poscia si confìccò nel suolo un piede e mezzo. A mille pcissi, colla stessa carica e senza elevazione, trapassò un travicello grosso sei-pollici. A 1700 passi con 16° d'elevazione, il proietto dopo tre rimb1:1,lzi penetro oltre un piede in un parapetto di. terra. A tal che l'inventore è persuaso che con un cannone cli questo genére e della portata di 15 libbre (pfuud) potrti raggiunger e la gittata cli 15 mila passi, e cl.:Ie neanche . le navi corazzate di grossi$simi lastroni potranno regger e all' urto del proietto cacciato da questa sua bocca da fuoco .

Cannoni rigali in Portogallo. ·allo . diè mano a. rigare i cannoni._ Anche in P ortoo ,o si · · l"b d di campagna ivi a,p provato ha il ca J ro l - . I~ can~one ara un roietto cilindrico-ogivale' m1lhmetn 86,::i , e sp . p · dis ostevi due munito di dodici alette foggiate a bottone, p ,

•

di quelli da campéLgna. . . . r ,t .- di diametro; I cannoni da muro hanno dod1c1 ceu une · .. . . , ,olt e p ·t L::i di q uello dei, cauuom. ed il loro pi-01etto pesa tre a a . . I 'affusto d'assedio e quello da campa0 n da r,a.m~a~Jn1 piemontese - quello sono ug u,1 · aa: , c11·1e.,·11'1· clell'arti&rlieria ~ da muro è alla Piobort (s-ic).

n .

.

Baliste e Catapu\le. ,

he Na oieone III, attuale Imperatore de~-France_s!,

Pa. r e c_ . p ·t l'uso ' di alCLme niacchme da tuo glia ncluamare a v 1 a d. vo . , - E invero leggesi nella G,iz:zetta mili.tare . i antiche. .. . cli siffatto rrenere sia stata Darmslfldt' che un m v~nz10neL h·n: consisterebbe ,· t· t in Francia. a ma.cc -1 . speun:en d , a . . balista con cui potrebbesi briccol~re propriamente_ m un_a r uattro. 6. cli cinque qumderata, distanza un peso e i q . .. a. mo ai sa,ss1 che r - L'Imperatore vo1·1e l)erò .sostituire . . , . ta1. . h b 1- te saccln eh polvere a1dent1, - . d cl g ettavano le anttc o ,a is ' . t· · . ali scoppiano ca en o. espressamente prepa.rn l i qu ·t . V"ncennes ed . Le prime spérienze v~nnero e~egu~ e a i , . h l' .-t ne sia stato -soddisfacente. e1 par0 e e es.1 0

C;111nonc straordinario francese. Secondo leggesi nella Gazzetta m·il-ilare cl;i Darmstadt , anche in Francia si sperimentò durante il 1860 un nuovo cannone luugo cinqt1e metri, e pesante chilogrammi 6000. La forza di percussione del proietto di questo cannone è tale che esso può trapassare le navi corazzate. Ma la sua .

per èlue in giro. 11 . cl mon tarrna hanno calibro egua1e a que o I canno111 a . . , o , . , corti Lo stesso proietto di camp·igna d1 cm son o però p1u . . c1· ' ' . l la differenza della canea i serve a questi dl1e pezzi , sa v_a , . lo la metà polvere, 1a qua1e rlei cannom da montagna e so <

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R~L,\ZIO~E

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S11erie11ze eseguite in Turliia s01ira artiglieri(\ di ferraccio spaguuolc cd inglesi. Nel sedicesimo volume del ll'lemoriale delt' cirtiglieria sp11gr10la _sono inserite varie cose, la cui lettura può forse tornar g10vovole, onde qni le annunzio . - Fra esse la prim~ è. una memoria sopra varii sperimenti eseguiti in Turb1a mtorno all a resistenza d'artiglierie di ferraccio spagnole, comparativamente ad altre inglesi. l~a memoria anzidetta ò divisa in quattro parti; nella prim~ sono _descritti i r esultamenti di sperimenti comparatrv1 fra cmquc pezzi inglesi ed altrettanti gettati in Turbia; n ella seconda è fotta una breve rasseg11a della ~1atur~. dei fo1:racci e dei metodi di fabbricazione seguiti m vam te~n~1. nella fonderia di Tm:bia.; nella terza parte sono descntti 1 r esultament,i. di altri sperimenti · che vennero eseguiti con 'sole artiglierie gettate in Turbia.; e fornJme11te n ena q uarta è esposta l' opinione della Oom~issione a cui fu d,1to carico di eseguire i detti sperimenti rntorno agli uni ed agli altri di essi, e le conseguenze che da.i m edesimi si deggiono tira.re. La Commissione anzidetta conviene in queste sentenze; cioè, che le fatte sperienze provarono chiaramente essere la resis~enza dei cannoni di Turbia d'ass,~i mago·iore di quella dei cannoni inglesi ; e che quanto al pa.ra;one dei cannoni di Turbia fra loro stessi secondo i varii distinti perio~i di fa?bricazione, a cui ciascuno corrispondeva, non v· ha d ubbio che si andò sempre guadagnando man mano che si ottennero getti più scarburati, i qua.li compatibilmente con la durezza uniscono il m assimo di tenacità; _e che ~i gittuse ~·~· uniformar· la fab1Jricazione siJ segnb di essere 1mpercett1b1le la differenza fra il metallo d'un pezzo e quello di un altro. Il frlemor'iale d'àrti9lieria spagnuotà ·çontiene 'va.rii alt ri

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scritti., i quali citai nell'elenco delle opere che servirono alla compilazione· di quésta r elazione; ed e~'li fanno vedere quanto quella valent e artiglieria ancor essa molLo si occupi dell' arte sua, e pl'ocuri di spingerne innanzi. i progress1. .,

'fcrssen, Canon rayés, 1860. Il Terssen, maggiore nell'artiglieria belga, pubblicò_m~ 9puscolo sopra la r eiazione fra il passo delJe eliche ed 1 calibri delle artiglierie. L'autorn nel suo breve scritto esamina le conseguenze delle leggi sopra l'anzidetta relazione, stabilite dal Timmerhans. dal Gillion , e ritratte dal sistema del Whitworth sotto il doppio a.spetto dell'inclinazione delle :li~he e clell~ forza viva TOtatoria impressa al proietto; lasciati a parte 1 calcoli , l' auto.re infine conchiude in questi t er mini : La legge proposta dal · Gillion , e q~e11_a. dedott a .dal sistema "\Vhitworth mena.no a divergenti n sultament1, e quella. del Timmerhans fornisce risulta.menti rnedii , ed è più sempli~e,.più razionale, meglio soddisfa ad ogni condiziòne e debbe essere alle altre anteposta. Infine propone la formala H::::11n; in cui Hè il passo dell'eliche., n un coefficiente variabile, e dipendente dal si~tema, e D il diatnetro del proietto, suppostovi per maggior semplicit~t eg uale al cali1Jr o dell'anima.

.Saint-Rolicrt, Études sm· la trajcctoire dcs projccl.ilcs oblongs. Gli scritti cle.l conte San-Roberto e quelli del signor Mondo quantunque stampati in giorrntli s~ranieri son(~ ;ertamente not i a.i nòstri· artiglieri, essendo 1 loro autor~' entrmnbi. del paese . Essi mostra.no che -c,1,nche da noi la rpùstibne· delle armi da fuoco r~gate, e quella del loro tiro sono cmtrambe .ancor esse studiate.


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UELAZION È

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ARMI DA FUOCO PORTATILI

Pucile elle si carica tla per sè, ilei capitano Pistolrnik. La R evue mititafre Sui,sse, offre un . articolo, che tolse c ~11a Gr~zzetla . militare eh Vienna, in cui è annunciata 7 1 :nvenz10ne d1 un nuovo fucile, fatta dal Pi.stoknik capitano ·austriaco . . Que~to facile d_i struttura semplicissimo , poichè non sonov1_ vane parti del fucile ordinario , si cai:ica da so . med~s1mo ,_ con esso si possono sparar otto colpi sicuri, e puo essere anche fatto per ispararne sedi.ci; è altrettanto robust_o quanto il f~cile u~Ltale da g uerra , di · cui però è meno pes~nte; richiede mmor carica di }JOl vere, e puossi t~1ttav1a tirare a maggiori distanze e con· maggior p reèis10ne che non coll'ordinario fucile, ecc. ecc. - Insomma son_o tanti i vantaggi di questa nuova arma da fuoco portatile, che non manca altro che essa fabbrichi anche da se stessa la polvere, il pr oietto e la cartuccia. , L'acce1~~at~ in~e~1zione è talmente miracolosa., di.ce la R~vue m~ltlaire SU'isse, che ha ogni apparenza. 0 cl' una 1mllantena, o di un misticismo.

Pistola revolwer dello Stnrroéh. . La nota P'islolli r.evolwer o pistola gfrevole, venne per fez10nata dallo Sturrock, sergente nell' esercito ino'lese . e , e spenmentata con ottimo esito a Chatam nel maggio del passato 1860. ; . . . Lo_ Stm~·o~k inventò t111 congegno che applicò a questa maniera. d1 pistole girevoli; mediante esso possonsi eseo·uire più colpi prima che t orni d'uopo di ricaricare l' an~e, e '

senza che perciò essa risulti più pesante e più dispendiosa . - Il secreto sta ,n el mutare ]a canna semplice della pistola, in a.lira doppia; in guisa che dopo che unà d'esse h a sparato i suoi sette od otto colpi; la seconda ·canna subentra alla prima nella- direttura della seconda serie di camere; e quest'operazione s'eseguisce da per sè col semplice premere cl' una molla. - S'. hanno per questo modo apparecchi ati altri se.tte od otto tir i, senza che faccia d'uopo nè di due accia:rini , n è di due cani. La pistola girevole è oramai anch'essa arme da fuoco cli guerra; gli uffiziali dell'esercito spagnuolo ne vanno forniti.

Fucilr de\l'armaiuolo Heiu\ein di Bamberga. Un certo Hein1ein armaiuolo in Bamberga, , inventò un fucile rigato che si carica per la culatta, e che si pretende che per le sue prerogative superi ogni altra invenzione cli questo genere. Questo fucile si può caricar e con prestczz[t usando una comune cartuccia; - maneggiasi facilme11te, non disperde ]a carica, e non è necessario cli ripulirne l'anima. - H.igmlTdo alla precisione del tiro, risultò dalle fatte esperienze , che essa da\la distanza di 150 fino a 1300 passi., fu seinpi·e la stessa. - ' Si ha fiducia che di quest'arrne, l'esito delle cui prove fu favorevolissimo, verrà introdotto l'uso nell'esercito bava.rese.

Fucile rigato tlell' Alexy. La Gazzetta miWa1·e d·i Yienna accenna anche ad altra nuova invenzione in fatto ùi facili , di certq Lodovico 1\lexy, arma.iuolo in Kascha.u. Questo nuovo fucile è rigato, ma della sua. particolare struttura il suo i.nven_tore serba tuttora il secr eto; p erò eia quanto appare esso si rassomiglia ass~~i a.I fucile Lefaucheux. La gittata dL · questo fucile raggiunge i mille passi ; e


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negli sperimenti si osservò che a qursta dist11nza. una · 11o a·1 quercia · grosso un Palla cava trar)as·so' ·Lm t rav1ce pollice o mezzo~ La cart1~cci~ si t_oglie dopo lo sparo e · può servire più volte: - Ed i l foc1l,e costa un terzo di meno del fucile austriaco usuale, e vuolsi meno tempo a fabbricarlo. . Al fucile deU'Alexy è innastata una sciabola-baionetta d1 bella e buona forma, il cui manico è ingegnoso, e come arme da taglio è migliore dell'usuale sciabola di fo.n teria. . Il f~~ile colla baionetta innastata è lungo 5 piedi e 6 pollici, e p_esa 9 lil~bre (pfnnd); la pallottola pesa 2 lotb, e la cartuccia cornprnta 2 112 loth.

quale vi è affidata ad un consiglio d'amministrazione; il terzo cap·itolo tratta del risronlro t:ioè della parte dell'amministrazione che spetta all'Intendenza milit.are, a cui è aUidato il riscontro di essa; nel quarto sti~bilisce i principii sopra cui reggesi la .computisteria delle mercanzie fabbrili; ed il quinto riguarda alla computisteria finanziaria.

Caona di pistola tli una nuova lega metallica ternario. Nei primi giorni del passato 1860, fu esposta in Parigi 1ma cànna da pistola fabbricata di una nuova }cO"a rnetallièa, composta di stagno, ferro ed alluminio. e-Questa lega ò sci volte più dura del bronzu ; ed arroventata è malleabil e come l'acciaio. - Fra i suoi pregi annoverasi anche quello di non arrugginirsi.

MISCELLANEA Hegolamcnto per il scrrizio della Mssulcria im11c1i tle di guerra.

Il fascicolo 24 del 1" semestre 1860 del Gio·male militare contiene il regolamento sopra la fabbrica delle cassule di guerra, o dicansi cappelletti fulminanti. Parrni che non torni affatto inopportuno che io ne faccia anche menzione in questa mia relazione. L'anzidetto regolamento consta di cinque capitoli: il primo di essi tratta delle persone impiegate n ella cassuleria; il secondo riguarda all'amministraiione di esi;a; la (1·a'l'ICPSe

Bersaglio elettrico del Chcrnlicr. Bseguironsi in W ool wich varii sperimenti con un be1·sn.glio elett1·ico inventato non ha molto dal Chevalier, luogotenente inglese. - Il bersaglio non è di un solo pozzo, ma componosi dèl cerchio nero, e di due cerchii esteriori, od ogni volta che esso viene colpito, l'!na lancetta fodica sur esso con somma precisione il punto in cui la pallottola percuote. Ciò pertanto non rimane più necessario di destinare espressa.mente u na persona per fare gli opportuni segnali. Credesi che il Governo inglese sia per introdurre l'nso di quest,i bersagli in tutte le scuole del Liro.

\iolollimclri del signor Hotlgc. Nel Aléchanics' Magazine è inserta la descrizione di velocimetr-i immaginati dal signor Hodge, meccanico inglese, ,per misur~re la velocità dei proietti; appare però da siffatta descrizione che l' apparecchio di cui è discorso non è cosa nuoYa, ma già da ltmgo tempo proposto. Le macchine del Mathei e del Grobert, destinate a misurare le velocità iniziali· dei proietti, sono del genere del velocimetro doll'Hodge. - Al rimanente il pendolo elettrobalistico del Martin de Brettes, compie molto più perfett amente lo stesso scopo.

C11lone fulminante o Pirossilo. È noto che la polvere da fuoco, dopo la sua combustione, lascia nelle armi da fll oco un residuo che lo imbratta ogni


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volta p\ù; e questo è un grave inconveuiènte; per rimuoverlo inventaronsì armi da fuoco che si caricano per la culatta; e con ciò speravasi d'avere raggiunto lo scopo. Ma fin qui non pare~che sia risolto il quesito. I modi di serratura délla culatta troppo sono complicati, e se possono tornar giovevoli per i cannoni da mare e per quelli da fortezza, giudicansi per altro impraticabili per quelli da campagna. All'usuale polvere da fuoco vorrebbesi pertanto sostit_uire il cotone fulminante perfezionato , dacché siccome risulta dai fatti sperimenti, esso non imbratta le anni da fuoco. La Gazzella militare cli Vi enna (N°, 48), tratta appunto dell'uso di questo cotone fulminante , o fulmicotone, o pirossilo, come altrimenti si cliiama, e fa p~'tecipe che sono in via sperimenti con esso . Secondo la citata Gazzet.ta, sarebbe già .611 d'ora stabilito in ma.ssima1 che i cannoni da tre a pirossilo , stanno a rc,l,gguaglio de' rigati da 6 francesi, e servono étd , ogni maniera di proietto; com presevi la granate a pallottole, i quali anzi superano nella precisione del tiro. 1Sembra quindi che in Austria siensi infatti preoccupati del perfezionamento del pirossilo, o deHa ricerca d'armi proprie al suo uso. La G1,1,zzella citata nel suo N° 58, narra eh~ il barone tenk, colonnello d'artiglieria, giunse afeli·cemente sciogliere qu esto quesito . Egli ottenne una nuova preparazione che colla primitiva non ha c4 comune che la materia del cotone, e l'ebbe per una via affatto opposta alla prin;ia. In guisa che ora nulla più si oppone (così la Go zzetla) all'introduzione 'dell'uso del pirossilo; e le sperienze che si stavano facendo non X'iguardavano più elio alla forma più propria dei cannoni e dei fucili all'uso del nuovo motore. Il barone Lenk fece anche fabbricare un .cannone rigato per il pirossilo , che dicesi molto semplice, ed il). cui è

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fatto agevole il modo di farvi l'eliche con qu~lsi~s~ inclinazione, e .facilmente· caricasi dalla. bocca, <lacche 11 proietto quasi da' sè scende in fondo all'anima.. . Vennero anche eseo·uiti sperimenti del piross11o colle o . ' ' armi da fuoco portatili , i quali cliconsi essere riusc1t1 m bene.

Mine elettriche sollomarn a llirossilo. È riconosciuto che nelle mine l'effetto del pirossilo è maggiore ·di quello dell'ordinaria polvere. D~e s~no le qualità che lo rendono proprio a quest'uso ; c:oè 11 non genernre gassi nocivi, e l'esserne _istant~:ne~ l'm~a~a~ zione. - Però per impedire che s1 formrno 1 gassi noc1v1ai minatori, mescolasi salnitro al pirossilo. In Austria si sperimentò il pirossilo nelle mine sottomare. e risultonne che ~gli è il solo, che possa guarèntirne l'é.ffetto. -- Siffatte mine accenclonsi coll'elettrico, i11 guisa -che l'esplosione di esse puossi far succedere a piacimento. La mina sottomare consta in una botte impermeabile empiuta di quattro quintali di pirossilo. Di queste_bott~ in tal modo apparecchiate se ne affondano diverse, cl1stant1 . l'una dall'altra circa 27 metri, si collegano con gomene, 0 con catene fatte come quelle dei telegrafi sotto mare, e vi si assicurano con àncore, catene od altro. Queste mine fannosi brillare col metodo del Verdu; e per farne accadere l'esplosione precisamente al tempo volutq, si àdopera una carnera-oscura. Mediante questa camera, l'osservatore ha sempre sotto gli occhi sur un disegno 1a._ pr?iezione o-rafìca dell'intiero sistema cli mine, e dalla d1rez10ne che ~iglia una nave, che si , avvicina al. cerchio_ del detto sistema, può indicare quale delle botti clebl)as1 fare s~op~ p iare senza che il nemico se ne avveda. Le osservaz10111 ·fan:uosi in una specula espressamente eretta , e coperta dal fuoco nemico. Questa nupva maniera cli mine venne sperimentata con

..


1M ottimo esito in un ramo del Danubio, e quindi nel mare di Venezia. Certamente che l'indicato me_todo non potrebbe servire di nottetempo a determinare il tempo preciso di far volare queste mine, salvo che si ·avesse un buon metodo d'illumin azione; ma durante la notte si possono adoperare le mine meccaniche'.

Conversione del ferro iu Mciaio naturale ed in acciaio fuso. L'alto prezzo de11' acciai<2 fuso s'oppose fin qui al servirsene a gettarne le artiglierie rigate.' Giovando tuttavia assai che in queste artiglierie , al bronzo troppo cedevole, sostituiscasi un metallo più duro, si sono fatte e fannosi tuttora ricerche per trovare un metodo di fabbricare l'acciaio, per cui esso venga a costar meno che non presentemente, e tale che possa convenire cli adoperarlo preferibilmente al bronzo. Il Cosm.os a questo proposito annunzia che un certo Abate Pauvert scopri un modo cli c~nvertire il ferro in acciaio naturale, ed in acciaio fuso, del quale, ad ogni buon fine, do a.nche qui un breve cenno. Cimenta:;Ji in un crogiuolo pezzi d'ogni specie cli ferro con un intixno mescuglio, ossia con una soluzione concentrata d'ossido di ferro o di -manganese, . di carbo·n e ordiuario ,- o meglio ancora di ·caTbone idrogenato, foligine o resina, e cl' una materia alca.l ina o terrosa , allo stato di ossido o cli sale, come potassa, soda, calce, allumina od altro. Il carbone impregnato degli, ossidi e dei sali, non viene più attaccato dall'aria esteriore, ed intimamente combinasi col ferro. J metalli alcalini, od alcalino-terrosi , sotto l'influenza di · m1' alta temperatura, ed a contatto del carbone e del ferro, giungono allo stato nascente, e purgano l'acciaio, assorbendo lo solfo, il fosforo ed- ogni altro str ani~ro metalloide.

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Non credo di avere a trasc.urare di r egistrare pur qui la notizia,. che venne trovat0 da un certo sig. Ballentin il modo cli servirsi pro,ficuamente dell'antracite a fondere l'acciaio, materi,t_la quale abbonda assai nelle Alpi.

Uso del ydro sol;1bile per rendere incombuslib_ili ì legnami. La conservazione clei legnami da lavoro , e quella dei lavori cli legno è una delle cose a cui l',irtiglieria debbe avere rneclcsimmnente la mira. Facendo pertanto ragione che ad essa possa tomare di qualche giova.mento di conoscere i metodi che altrove si sperimentarono per otte· nere tale scopo, registro qui quello che il Governo inglese foce sperimentare non ha guari per rendere incombustibili i legnami , ed il quale anche serve .a preservarli dalle _ inteJ111perie; tolsi la notizia dai Nouvelles annales de, la w1ist1·uction, juillet ] 860. Sopra un pezzo di legno si diedero dapprima due o tre mani cli un vetro solubi1e debole , cioè composto di un vohnne cli soluzione sciropposa · di vetro sopra tre _di , a.equa, e queste · due o tre mani vennero facilmente assorbite. - -Seccato questo primo intonaco si diede una ma.no di scialba,t ura ( badigecm) ordina.ria; sciugata compiutamente la quale, si adoprò una soluzione di vetro solubilè composta cli due volumi di sciroppo sopra tre d'acqua; di quest'altra s0luzione· non se ne , dà che una mano, salvo il caso che la scialba.t ura fosse troppo grossa.. n -legname siffattamente preparato si 1nostrò per così · dire incombustibile; il calore non lo squamò ne lo spaccò; . la pioggia non ebbe alcun effetto sopr' esso; e l'azione prolungata, ,d'un possente getto d'acqua. non ne tolse che imp~rfettarnente l'intonaco . . In . questo sperimento non si adopra,r ono -che •chilogrammi 0,453 di vetro solubile per 1ma superficie di i:net.ri 01 836,


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Laussedat., Hcmoria sopra l'uso della fot~grafia al lcmr di pianfa, e s11ce,ialmentc nelle ricognizioni militari. La fotografia è una· delle arti nuove molto studiata, che va ogni dì pe:i;-fezionaudosi, e riceve utili applicazioni. - La scienza militare, che in varie sue parti segue passo a passo e_si appropria i progressi delle arti che le possono tornar grovevoli, trovò modo di valersi utilmente anche di quest'altra bellissima. arte. . All'accademia delle scienze di Parigi fn presentato dal signor Laussedat l\,nit memoria, in cui il suo autore tratta appunto dell'applicazione delle prospettive fotooTafiche al levar di pianta e nelle ricognizioni milita.Ti. E dell'esame fatto dalla prelodata accademia, compenclio qui le cose principali, tanto per far noto questo ~uovo e bel progr esso della topogra.fia. · . Secondo l'accademia delle scienze cli Parigi, le prospettrve .fotografiche superano d' assai gli abbozzi disegnati m ediante la camera lucida. Le vedute fotografiche sono di gran lunga più compiute, ~on essendovi ammesso a.lcun particolare, e posson o essere ritratte sopra più grande scala. - Rappr~sentano il terreno nel vero suo aspetto , e coi più minuti rilievi: ed esse tosta.mente ottengonsi, ba.stando perciò una ferrna.ta di alcune poche ore nel paese, che vuolsi riconoscere. HannÒ inoltre tutti i vantaggi delle vedute prospetti ve; e le operazioni gr afiche, 1uGdiante le quali s.i passa dalla. prospettiva . alla costruzione della pianta., facilment e possono essere effettuate anche da persone diverse da. quello che opetarono sul terreno, e lungi dai luoghi in cui furono prese le prove, senza che perciò possa rincrescere di non poter far ritorno sulla faccia. dei luoghi per raccorvi dati Òmrnessi, poicbè l' ingegnere nel suo studiolo tiene ' sott' occhio in certo m,odo il terreno stesso, L'accademia insom.ma. tiene l'ap-

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)1.ELAZIOl<E

plicazione. della fotografia al -levar cli pianta quale un vero ed impoTtante progresso per _la. _topografia. L'apparecchio quale è oggidì, diventa un vero goniometro , quando curisi cli convenientemente collocarlo , e cli aggiugnere alle vedute fotografiche certi- elementi geometrici facilmente ottenibili. Poche e semplicissime istruzioni sopra la s_c elta delle stazioni basteranno a porre in grado i fotografi viaggia.tori cl.i fornire buona mano cli clocumentiì di cui i geografi, i geologhi, gl'ingegneri e gli architetti potranno trarre grandissimo utile . La memoria del Laussedat di cui qui è cenno, fu da1la accademia delle scieùze francese pienament e approvata.

Un nuoYo -sistema di ponti sopra barche. · La Rivista militare, Sv-1:zzera nel suo N? 24.. r egistra, la novella cl' un nuovo sistema di ponti sopra. barche , che non ha guari venne gettato per esperimento s.ulla Senna in Parigi, presente l'Imperatore. Le barche di questo nuovo sistema sono intieramente di ferro , e divise in tre parti ; una di cui è ce11trale, e ne forma il corpo , e le altre due costituiscono una la poppa l'altra la .prora. - Questi tre tronchi facilmente e prestamente possoDsi connettere e sconnetter e ; e quando sono uniti, la barca risulta l unga dieci metri . La ba.re~ comodamente puossi trasportare e si adagia sopra carra a,p propriate alla forma e alle dimensioni di es~a.. I] palco, qua.nel' è allogato, non è dissimile da quello dei ponti sopra le usuali barche. Lo sperimento di questo nuovo sistema di ponti, ebbe ottimo esito; in brevissimo tempo ne_furono gettati quaranta metri sopra quattro barche. Torino addì 7 gennaio 1861. Il Direllore della Bibliotecà mili.tare centrale CA-aBONE,


RELAZJO'.\E

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RELAZ!ONE

!rloniteur de i'armifo, ui 12, 17, 18, 67, anno 1860:

OPERE E GIOHNALI cho scnirooo alla wmpilazione della presente Rdazione.

MAscÉoT, Armes de gverre rayées; éon quest'e~,igrafe:

10 CallOll vVhitwortb. 20 Ca non Arrnstrorig~ . . :30 Armes à feu · rayées et tactique moderne. Cosmo'S' ' 17mc l ivraison' 25 octobJ'e 1860: f° Canou n1onstre . Velocimetro di I·ìo'.Ìge. Journal cles clébats, 22 fevrier, 21 mar!_ 18~0 _: . l Articolo Te· canon Armstrong et le èar1on Nh'.tw ort t. ~ "oJtat.o in te desce e reg·1··s t r"·•to 11ella ' Gazzetta, inililcire di · Viennà, 11 42, anno 1860. 0p-inione-(l'), 29 febbraio 1860: n cannone Wh11wor:;h , · c,le,, 7,egno, n° 119 Oazzetta uffìc'~ale . ' anno ,18'60:

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L'a rmc d e p rccision

c.st celle dcs pc u plcs iodcpendanls

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Études sur la trajectoi,re des pro,iecliles oblongs. Considéml-ions siw le t,ir des ,nrnws à feu i·ayées 1 clans let.r état actuel. TERSSE~ , Canons rayés Rélation ent1·e le pas des helices et les calibres des bouches à fe1.1.. · · MoNoo, -Mémo'ire sur la dM-ivation des project-iles oblongs lrmcés avec des a1·mes rayées. ScHMCEZL, Les canons 1·ayés llistoi1re de leur développement et pe1·féctionnement actuel de celle wrme. - Ètude mili1aire: S111NT-ROBE1tT,

Id.

Quest'opera, ·scritta origioa:lmente in lin15ua tedesca, era già quasi intieramente ;vollata iu i1al iano ,dal maggiore signor DeBartolomeis per essere inserta nella Rivista 1lNlri,ta1·e ri fa.liana., ,quando ne oomparve la Ye:rsione francese nel .Tou.1·rwl des

sciences militaires. PiooeRT , Mouv.ement des gaz de .la pou.dre dans l'cirne des boii• chcs à feu . . P1.6KNrns, Nuovi studi sopra le arm,i da fuoco 1•,igate della fanteria. D~rmstadt, 1861 . Opera in Jingua t_c:desca .

OPERE PE-rtlOPICHE. Revue m'ilitaire suisse, 15 novembre 1859, 17 rnar~, 18 ma.i, et 1 nove1n bre 1860 :

~ Étu.des sur !es canòns rayés. Canon Vi!hitwo~th. f usi! se char6eant soi-_m én1e1

.

Cannoni Whit\~of'th

è

Arm_s~~u~~ 64 65 76 anò•o 1860:

"-"-e/t1·• n't il·i/.are· cli Vmnna, n' 0~,,..,, '. ' r '.l bPrsa . . o··1·1·e' i,.1 . Ga-~~ . .. 1o Cannone da rnoo1agoa per h lantena e pe ., , o. . 2~ Nuovo eanuone dèll'Hei1'nerle: . . . , ' , ,. 1, .èd in ,(I

. . . · lOlil i•tgat1 10 gene1a e, 30 Coosderaz1oò1 sopra i ca.n1 • .. t . ll'a· tti,.,lieria ca:1Y\nale. 11a.rt1'eo1a e r,u • o . . .r . . h s·i carica. per la culatta . 4" Fucile dell armarnolo He10lem, e e 50 N i1ovo fucile.1'igato dell' Alexy.

Go Cotone fulminante. . 7o Fucile che si carica da sè. 30 Mine elettriche sottomare. .

. . 4'> 44 48 49, Ga-zzella milt tMe di, J)armstculi, n' 22, 23, 41, . ~, '_ ' 50 58 76, anno 1860: . , d··. ·h. l 6 000 . , , , et . e dd 11e,o 1 e 1 og. • 1o Cannone francese 1u ogo ·5 111 11 , e; , : · Sturioc.h. z0 Revolwer perfez1,· na,ot . d·,l "'. "nrrenle ~ o . 30 Cannoni ri3,1ti portoghesi. . .. ·l: l· tta· . Iem . che 40 F ucile dell'arrnaìuolo I-I em . . s1 c,u1 , .. ca ,. pe1. ,-1. cn a ... f) 0 Baliste e catnpulte. . 6 0 Bersa.a l io elrèttrico. · . ?/ .t · · • tom e27 anoo 1860: ., Spectalev.r mi. .i, m,?. e'. . de J. _,'t et de 1eur 10 ·., l aans la derrnere e '- · · • Des nouvdles a1mes _ ~ , ·

guerre.

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. 1s·60 u" 24 pa"'. 579 : . ' I . 'd V. e -r> ' R églèrnent sur le se'rvice de la capsu e 1~e e gu I t: .

Jounial mi·zi·tau' ' e, officiel ' . ' anoee ,\l'iNO

V. Yol. \Il. - .11 ·


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ni:;r, ., ZIOKF.

Comptes rend·us hebdomadaires cles s&ances de l'académie des s~iences (de Par-is), tome 5 O, pag. l 127 : 1° Photograpbie dans le lever des pla.ns et spécialement daos les réconaissances rnilìtaires.

itlemorial de m·tille1·ia, pu blicado por la direcion generai del arnia, tomo 16, 15, an no 1860: O

l Necesitad e impo,rtància de los almacenes cle pol vora ·y modo de tra tarlos.

2° Memoria sobre la polvora de guerra. 3° Menforia sobre atalaies de la artilleria de campana. 4° Informe sobre las a:rmas de fuego portatilcs adoptadas en el ejército e,panol.

5° Ì\faquina para cepillar los aoillus y . aletas dc los prnyectiles cilindro-ojivahs. 6° Description de la balanza centroscopica; y modo de determinar con P-lla \a posicion_ del centro de gravidad t?n los proyectiles cilindro-ojivales. )7° Memoria sobre diferen tes pruebas de resistancia hechas de real orden én la fabl'ica. de Turbia con piezas l·ì e-artilleria de h ierro colado inglesas y espu1olas , redactada ()Or una curnrnissioo de Gefes y oficìa les cle arti lleria del ejérr.ito y armarla en cargada d·e la esecueion de la pruebas. ' I 8° Cano n Armstrong.

STUIJl COMPARATIVI . SULJ.E

STATlSTlCllE MIUTMH DEHLl S~lTl l~UROPEI. Arlicolo 2° l1_).

I. STATISTICA mLITAllE l}ELl.'rnlPlmO AUSTRIACO_ CAPO SECONDO

9° Canones rayados de Whitworth . l 0° Cartucho.s prolongados.

Costituzione m~\ilurc e rcclutamculo. Anri'coLO 1 ° : Gene1·al i"l>-u, su.lta cosliluz-ione mi-l'ilare. · · . ., . . a liberi governi l'esercito è isl ituil~ Presso le naz10111 t elle , . . . I ; itò alle !C'ggi cd aglt . .. . ,I\' . i terno 11 nspcllo f o, t . . , . . ' ver ass1r.:u1ate ne, tt . l . l' " it -'oTilà del tcrr1 tor10 e 1auindividui lutti, e per dtfcnL e1e _11_ to . . . . .I ntro ai nem1c1 este1n1. . . . tono mia naz1on<1 e co . . , . ... i vece la pnn.c1ral de. . . ssolult e d1~pol1c1 11 , . .. Presso i gove1n1 a. . , Ila cli contenere i sudditi . l Il f -z-1 armala e qne slinaz1one- e e ,1 o1 ., . ne\l 'obbedi'Cnza passiva de' governant1. .

-

· (1) Vedi ·Rivi~ta m·iWare i.talHma , ottobre 1860.


166

SULLE ST ATISTICHE MILI'rMU DEGLI ~l'Al'I f:UROPEl

STUDI COlIPAH ATIVl

7

Pèr i primi l'es~rcito è una glor_ia nazionale, pei srcondi una forza materiale odiata. - Per quelli, tult'uomo corre spontaneo ~ pagare il tributo di sangue alla patria; stringesi volonteroso intorno a quelle bandiere cbe sono il simbolo delle- nazionali libertà, vi professa un vero CQlto, consoeianùovi tu;t.e le sue · .aspirazion_i i~dividua!i, tulle. le sue l'orze e tulio se stesso; · per questi al contrano convit>n trasGinarvi gli individui colla forza, o indurveli con grnssi gaggi; o strappandoli violentemente <falle loro famiglie e scbiavnndoli poi irnlle file col rigor delle legg,i , 0~ vero rncimolnndo quanto si può trovar di \Ìlis-• sima ge1ite, e prodiga lmeule comprandone la forza brn tale. Corre qu-esta essenzia le differe11za di co,;Lituzione fra i:rli eserciti di Russia, Austria e Turobia, e quelli di 17rancia, J~"'h iltel'ra Prussia, ·Italia e Sp,1gna. - ·Cornparativamente agli ,71tri S!ati europei, in Austria la prop·orz·ione fra la f)l)poh1zione e l'effellivo deWesercito è molto più sensibile; e per conseguenza havvì notevole sproporzione fra il suo bilancio militare e quello complessivo dello Stato. ·

vare anche le più esose concussioni, cioè piì1 dei_IT del bi-

1

Appo le varie uazioni europee il rapport.o fra l'effettivo del·1 1·· . I eserc1 o e ; rnl.1e1:a popolazione varia f'ra ,1 e ,J, 30 jJer 100, mentre per I Austna tale proporzione sale a 1,66 per ,100. Così anehe il bilancio militare, che presso gli altri S!ali varia 1,

1

normalmente fra 6 ed

·1

4

ne oltrepassò mai sem_pre ;

del bilancio generale, per l'Austria,

t

2

, e mùltè ,volte ne divorò per-

2

fino i

3 · E ciò si spiega facilmente, pensando ebe dal

161

184-8

le

in qua l'Austria dovelle sempre mantenere sotto armi un numero straordinario di truppe per conteuere gli elementi ete. rogenei che la compongono, ciò che non poteva fare altÌ'inienli cbe impieg,andov_i la fo rza. E1Loggi tuttavia Venezia ed Ungberia costano all Austria ben più di quanto nou le ne ;possano rica-

lancio militare. .L'esercito austriaco è un'aggl,>rnerazione di ind ividui completamente stranieri gli uni ilgli altri per razza, per religione e per costumi , e per linguaggio , i quali non si amano più cli quanto si capiscono, e tutti, cbi più chi meno, detestano quella bandiera, sollo la quale sono forzatamente riun-ili. ì'\on \''ba cbe l'esercito russo il quale ci presenti questo strano spetlacoln di eterogeneità nella sua composizione. - Nell'ese rcito austriaeo l'elemento tedesco entra per tin s010 qui-nto, quindi lo slavo per due quinti, l'asiatico ed il greco latino pel ri ,1Hrnent(~. Avendo il governo riconosciuto pel ·1848 quanto fosse pèricoloso per la sua conservazione di avere corpi di truppe intieramen le costituiti di individui parlanti la stessa lingua, in questi ultimi anni, mr ntre da una· parte sforzavasi di attuare. l'unificazione politica Jelln Stato (die gli andò or orn da capo a fondo fallitr1 ), tentò pur 'quella militare, frammischiando individui d'ogni razza e provincia nei varii corpi dcl!'es<·•rcilo. Per qu.est'a malga ma sparì dall'esercito austriaco lo spirito di corpo, il quale in talnne circostanze potè supplire al difello di spirito di nazionalità nel\'eserc_ito stesso. D'ora innanzi non si avranno for~e più defezioni di inlieri reggimenti, comè avrnnnc d f:' reggimenti ita.lia11i cd ungheresi, ma per contro io ogni corpò dell'esercito ·auslriaco snssisle, nè si potrà ma.i eslirparo, il germe della disunione e {]ella cliscor-:danza etnol ogica, ch'è il 1wggior dissolvente della vera fo1;za di un esercito. E quasi potremmo dire che oggidì più 1wn vi ba un sol corpo di truppa sul qu~le il governo austriaco possa fare pieno-ed arl;itra1'io assrgnamcnlo in qualunql)e siasi cìrcostanza. è vero un'ammirabile unione fra lo\ti gli uffiziali Rei:rna 0 dell'esercito austriaco, i q•rn!i sebbene nati in rPgioni divl:'rso, e mollissimi anche in paesi non soggetti alla n,1onar<:bia au- . sli'iaca1 tutt..1 , ia o iìn dai licei o nc,IÌe lunghe p.ratic.be del m~--, 1

!

l


168

SULLR ST:-\TIS'rICli E h[ ìLll' ,lltl DEGLJ ST,ITI EU ROPEI

STU DI CO,i P A RAT!YI

stiere c-1.ie prestano ~pontaneamente, impre11dono a considerarsi c~me_membri lutti di una gran fan1iglia, isolala e indipendente . d ogni all1•0 consorzio civili:', ed essenzialmente aristocratica: e questa consorteria ha perfino un gergo tullo suo proprio, CO,lllposto di _focaboli d'ogni lingua, di fraseggia men Li esotici , tali che nessuna grammatica tedesca . saprebbe spiegarli, e nessun profano capirli. ·

Ma ciò non è un correttivo sufficiente per gli sconci ,rnuccennati, poichè gli uffiziali austriaci nou avendo su i loro so ldati se _no_n se_ un'azione prettamente materiale e forzatamente imposta dai ngori della legge militare , non se ne ponno ottenere quella cooperaiione intelligente, attiva, e più d'oani altra efficace 0 ch'è il frutto esclusi'vo dell' influenza mornle, cioè dell'amore: della stima e del rispetto; quali sentimenti non' s'impongono, ma sono spontanei.

• I

ArmcoLO 2 ' Reclutam ento.

, Secondo l'ultima legge sul reclutamento (1858) estensibile a tutti i paesi della monarchia, l'esercito si recluta: 1 ° per incorporazione degli allievi drgli istituii e scuole militari; 2° per arruolarnenli vo lontari; 3° per arruolamrnlo secondo le diverse catPgorie· d'età, e per es(razione a sorte; 4° per niobilizzazione; . ld ameuli. - P1~r poter far parte dell'esercito bi:)~" per r1asso sogna: essere· cittadino dell' impero ; riuuire le condizioni di attitudine morale e fisiche prescritte pel militare servizio, e s~ec!almenle aver la voluta statura ch'è di ,t m,580 (60 pollici di Vienna) per la prima e seconda ca_t1igoria d'età, e di ,1 m,608 (6 '1 polli~i) per le catego~ie superiori (i marinai e gli operai della manna sono arruolati senza condizione di slati:1ra);. avere almeno -~ 5 an_ni compiuti e 36 al pit't. Quelli però i quali han~o. g1,'. serv_,to nell'esercito, hanno facoltà di riprendere il ~Cl'YIZIO .$Jll0 ùl

4,0 anni.

I

169

Gli stranieri non ponno essere amm essi nell'esercilo se non in virtù di un permesso apposi to del governo ed alle sole condizioni ordinarie volute pci nazionali ; ed inoltre dovrebbero essere muniti Lii un'espressa autorizzazione ciel loro gornrno rispettivo. -L'obbligo al sHvizio militare è gencrnle, La sua durala è di 7 anui, e afferra \'individuo a partire dal ·1° ge nnaio èhe segue il momento in cui egli ha compiuto il suo vigesimo anno d'e tà. Le esenzioni dal sen·izio si limitano alle ~cguenti: ,1 ° il figlio u11ico di padre settuagenario o cli madre vedova ; 2° dopo la morte de' suoi genitori , il nipote dì un avo settuagenario o di un'uva vedova; 3° il fratello unico legittimo e germano di una fam iglia d'orfani, ovvero anche quel fratello di orfane che ba t.utli gli · altri suoi frakll i o al servizio , sia nell'esercito aLtivo sia in quello di riserva, purchè però non come surrogati, ovvero minori di 1 5 anni, od anche inabili al lavoro per malallic mentali o fisiche; t 0 chi si fosse ammogliato dopo oltrepassata la 2,.. categoria d'età, od a11che prima, a\ endone però avuto la debita autorizzazione, pt:rcbè in ogni caso la mogli e od un figlio r.iano in vita, e che egli sia npu.lalo indispensabile a casa su.a (che c1lastica disposizione di legge!) ; 5° gli ecclesiastici del culto cattolico senza distinzione di rito , appena banno rice\ltlO -gli ordini maggiori ; 6° gli studen ti ect.:ll'siaslici del culto cattolico senza dislinzione di riti, p1ircbè rice\•uti dall'ordinario d'una diocesi nel suo seminari o, ovvero inscritti ai corsi cli' teologia e quali esterni, con dichi ara vescovile di_esser ammessi sacerdoti alla lìne dei loro studi, ed ancbe gli aspi1:an ti ecclesiastici del rito greco, i quali banno compiuti i loro studi di teologia, · ma non Imano ancora ottenuti gli ordini maggiori; 7° i frati laici degli ordini riconosc.: iuti dalla Chiesa; 8° i membri del clero greco-unilo , _nelle stesse condizioni che quelli del clero cattolico; H0 gli aspir,rnti ecd ('siastici e. frati laici del rito $reco nou-tiuito nelle ste$se circostanze dei cattolici j 1 0° 91i


]7Ò

STUO! COMPAHATl\'l

aspiranti ecclesiastici rlcl le confessioni di J\ugsbµrgo O di Ginev'.·a, co~e pu_re gli u11itari; 11 ° i rabbini; 12°gli aspiranti al l1Lolo d1 rabb1nn, comprovato con apposi Li dOCl!lllenti· 13° "li in1piegati dello Statò ; I ,i,0 i laureati in leggi, e :immini~tni.-toi~archivisti; ·1i:> i professori delle scuole di uirillo pubblico - t 6° i de11tori o graduati di t\lllr, le fac,uÌtb unive rsitarie, ~1ust/iacbe • 17° gli stùden ti inscrilli cli un'universit~, di un~ sQt,10li1 di diritto' <ltill'accacl~tnia di Vienna, di un liceo imperiale , di una scuoi~ delle llìini~re , ~uando giustifichino uu'irrcpreosibile condo Ila e d!)i roali progressi riei loro studi. - Per gli uditori delle scuoltl di diriUo e di economia poli tica bas1e,à produrre il semplice oerlifica to cli CiJp,acità; co~\ pure gli s\11u,anti, doUqri O candidilti <\I profcssori:\IO; 1. 8° i proprietiiri di col un ie agricole per seauito di su_ccessio11e _indi risa , quando sono Pssi stessi a capo ;!ella co!Qnia, e CQ~ 11 IQro reduito ser"e ~11 mantoniq1qnto d'una fan,i~lia çli _cinque fH' 1'$0ne almeno; 1 0° e finalnJenl~~ il figlio u111co, od 10 suo difetto il nipote unico <lei proprielario di una colonia, agricola, qu;indo il suo a1..-uol..101r.n~o ,potesse riuscir pericolo~o per la colonia slt>ssu. · 0

il recl u~arnen\o dell'e.sercito prr via d'rstnizione a, sorte si in ogoi anno nei mesi di febbn1io, fl1iH:,,o e aprile. Il rontiogente d'og11i circoscrizione si compone dei maschi comprnsi llf.l! a 1a ca\egoria d'e tà, poi <li quelli della :z•, e finalm~11to, in Oçl~o d'urge1w,, d1i qµelli del le calt•gorie pit1 vecchie, ma gradatan,iente. Nei re(:lulamenli orclinari non si dovrà ricor3 rere alla 0 categoria, a mono di esigrnze slrilQrdin.,.rie. _ Il c~ntingcnle da designnrsi al servizi.o <~ovrà se mpre j1roporz1onars1 alla lotalità della popolazione d'ogni ci rcos,crizione di tiraggio, nel caso però in cni le deficienze di nna circoscrizione noi) ~çitessero riempirsi sulle cinque prime categorie d'età , tali deGcienze vengono coperte dalle altre circoscrizioni. - Non ba~\ando I~ cinque prime categorie d'e lù per fornire il conlino·rnte ricbiesln fini gon•rno, vi dovr.inno concon<'re anche la 6• e l.'l 7a, fltfe(L11a,

SULLE STATISTICHE )lll.lTARI !)EGLI STATI EOROI'EI

171

L'obbligo del servi1.in dt1la dal giorno della presla'lione ~l'.'l oiuramento dura otto anni; in tempo di guerra uiuno ha dt• o ritlo al con"cdo se non per grazia imperialP. 0 Niuno di •1a 'o 23 cat1~goria può assentarsi dal\' impero aI ù.1 là del 1enujne lissato pcl tiraggio, a meno di uecessità assoluta, 0 nel caso fosse riconosciuto preventivamente inabile al servizio militare. Chi non è legalmente esente dall'obbligo del militare ser\'izio, chi nvn ve11ne dichiarato inabile clall'anlorilà competrnte, non 0 può aromogliarsi se non se uscendo dalla 2a categori~- - ~er~ può l'aulorità civile dar permessi di matrimonio 1n cast d'. circosta.nze in1periose, senza che però r1uf's to permesso esoneri dalla coscrizioiw. Cbiunque ba sollo la sua dipendenza on uomo asrriLlo alle c,;)tegorie c,hiamate è obbligato di avvisarne il consiglio com unale nel corso dell'ultima settim ana che precede il giorno della coscrizione; ma chi pn•ndesse al suo sernzio un uomo pas~ibile del\,\ coscrizione deve avvertirne l'autorità politica o militare nelle prime 24 ore. L'incorporazione drgli allievi uscen\i dogli istituii militari è rffcllm,ta ycr cura delle nu torilà militari, in conformità degli speciali regolamenti. _ _ , _ . L'arruolalo volontario può s~rgl1ere 11 corpo e l arma lll ru1 tJ 1,sidcra servire, pnrcllè però egli abbia le oon<liiioni <l'attitudine ricbie.,;ta per quell'arma o corpo. . . In o"ni comune le autorità civili locali compilano le .liste dei gi o:ani passibil i della circoscrizione, notando q~e.l(i che sono notoriamente improprii al servizio, o che banno d1nllo all'escll'linnc d';ippresso la legge. Sono ripululi inabili al servizio: colorn di cui l'imbecillità, lo st;~lo d'impotenza o l'infermità sono certilìcati da due membri del consiglio comunale , i quali non abbiano figli in lale po.~izione nel cuntingrnte chia nrnto, s•inza che pereiò sia neces•

e


172 .

STUDI co~r PAR,l'f IVI

sa:·ia un~ ~ualuI:qu_e dichiara medica. - L'autorità locale pubblwa lalr _liste, !nv;tando gli interessali a muover riebiami che avessero 111 proposito, Q11i11di le liste vengono rettificate e trasmesse all:aulorita superiore, I? quale ne decide le controversie. l~a 1~01 luogo pubblicamente l'estI'azione a sorte, o Lin:igo-io, 0 comrnc1 ,. · e pei . . . ogn,. categoria, . seguendo , . ando .dai più g·ro,<1nr, I ~rçlrne alfabètico. Assiste al la coscrizione una commissione mista for'.11ala dal governo, e la quale si porta' al .bisogno, di comun_e i_n ?omune con ;:;peciale mandato di son egliarne le opPraz,ont cli leva, ,e di visitare dilig~!n lemente gli indi vidui. In ?as_o ?i c~nbbi _per parte di questa commissione, gl'inscritti ~(~Il~ UlVlat, dinanzi un com itato superiore d'esame all'uopo s_tabil1to. Ed a questo stesso comitato sono a11cbe in viate quelle ~-eclt'.te, c_he nei tre primi mesi di loro arruolamento giudicati 1nab_il 1,. SI propongono per la liberazione O riforma. - Le decis1on1 dr questo comitato 80110 inappellabili. All'armata sono soeeial ment,, dest·1·1i·1t1· 0oJ1· uo 1n·111 1· / ct·1 mare e gli operai de'cautieri. - I capitani di lungo corsò brevettali ed · della flotta' • anche i seccJ11tl1 . · nt>n vengono ç b.ramali· al serv1·zw che in caso di guerTa; i primi col grado di uITiziali aiùtanti 0uli altri come cadetti di marina. ' •

•

,

v

•

,

In qu,~nto al riassoldamento volontario vi può essere ammes~o _chiunque lo desideri, purcbè abbia compiuta la sua ferma l~{'~~crrt'.a ed abbia tenuto buona condotta, e serbi tullavia I all1tud1ne_ voluta prl servizio . . , i111·11·ta1·e··. - E' ques·to nngagg,o può durare un anno od un tempo illimilato.Pe'.· le su rrogazioni il governo fissa · annualmente la tangente che SI 1.lt:bbe pagare per l'esouerazione defiuiliYa dal Sl'rvizio, e le concNI~ solo per .via di grazia. - Le surrogazioni private non sono ammesse per niun modo, a meno che tra fratell i: J soldati al servizio_potranno liberarsi della rimanent~ fr rma d n~e ian~e pagamenlo di una somma fissala per via cl'offerte, pnrchè già abbr.ino due an11i di servizio , e ragioni reali per lasciarlo,

SULL:E S'rATIST[CHE m Ll TARI DEG.Ll ST.ATI EUROPEI

l surrogati possono essert! civili o militari ; ma sempre per contratto spee1ale direttamente eol governo , il quale dà la preferenza oi sollo ulliziali, od agli impiegali che banno que3tO rano-o ed in difètto di questo ai migliori soldati cbe , finita la o ' ' l!\ro ferma legale, ne fanno domanda. Il surrogato è tenuto a ripercorrere I' intiera fd ma di 8 anni. Ma in casi speciali si riassoldano ancbe, per mezza tale ferma, con pagamento proporzionalo. Le penalità portate dalla legge sul reclutamento sono : Per cbi si assenta senza la prescritta licenza dal suo circondario di coscrizione, o non ba avvi.,ata l'autorità locale del suo mutamento di domicilio, specificandogliene il suo nuo~o, deve pagare una n,ulta di '1'00 fiorini pei poveri, o sussidiariamen\e scontare un mese <li carcere. Clii prende moglie contro il prescritto di questa legge viene incorporato -nella rispelliva cate.,.oiia senza berodere ciel benefizio del tiraggiò a sorte, ed. . i b complici al matrimonio ìl\ec,ilo p~gano una multa di 100 fiorini. li renitente è obbligato a servire un anno in più della ferma ,o;-Jinaria· se costituitosi volontariamente, due anni se arrestato dalla forza. - l complici dei renitenti vengono puniti con tre mesi di carcere. - Chiunque arresta od ha proéurato l'arresto di un rnnitente rieeve una mancia di 24 fiorini ·pagabili dal - tesoro, rimbor.;abile dal renitente e dai suoi complici - (e largamente !!). . . · l rei di mutilazione volnntaria sono puniti con doe anni, d1 aumento di servizio. · L'esPguirnento di questa nuova legge sul reclutarn:~to incontrò delle gravi difficoltà in quasi ogni contrada dell impero, e pii1 speci,i\mente .nel Tirolo (sul quale il governo facea tanto as~egnamento) e nell' Ungheria, per cui è probabilissimo cbe nel riordinamento politico dell'impero che oggi si sta tentando, la legge del reclutamento abbia da essere sensibilmente mndifit:ata, Numerose sono le sue mende, nè spelta a nçii l'acçen-


Ì't4

ST,UDl

CÒ,! PARAT IV- 1

narle. ~fo quella più di tutte apparente e grave si è l'àrbitrio cbe è lasciato alle autorità intorno all'esoncrazione, l'usura del goverpo intorn<> alle surrogazioni. Intorno al grado di altitudine al m'ilitare servizio delle di-' verse razze che forniscono l'e&crcilo austriaco, ecco ciò che 11e dice il maggiore Couturier di Vienna, nel suo bel lavoro di statistica militare (1 ): . << Nell'esercito austriaco sono vantatissimi i soldati polacchi, ! quali giungendo rozzi affatto al reggimento, cl0po qualche mese addi\lengon0 eccellenti sogget ti, riconosccntissirn i delle cnrc che loro si banno, ed incalliti alle marcie od alle faticbe; i loro difetti sono la sucidrzzà e i;oprn-tutto l'ubbria.carsi; e quest'ultimo è cos\ radicç1lo fra essi, cbe i loro uffiziali sono stali obbliga ti di disc,rndere ad nna specie di transazione, trassa ndo d'ubbriacarsi una 0 due volle in un termine prefisso)). In generale i Polacchi della Gallizia sono i migliori soldati dell'eseroito. « Vi sono molli israel iti , e gli u{liziali dicono che I l'ebreo, quando ha coraggio (ciò ebe è raro), è un uomo abile, sobrio e sicuro. <t Gli l'zecbi {13oemi, Mol'avi e Slesi i) sùno malfidenti qna1ido conrniidati da uffiziali tedesehi; sobri i, sebbene di rnia !'lava, ma essi sono assai propensi, come gli antichi Spartani, al fnrlo, e siccome questi, cs~i sopportano col più ammirabile stoicismo le pu!lizioni corporali, nè _punto si credono disonor:)li quando hanno ricevuto le loro (un( und zwa-nzing, cioè vcmticinque bastonate (s0Hinte,;t1) pioichè nell'eserci to austriaco questa punizione è ancora in vigore; essi non hanno quella bella te1iuta dei n'ggime11ti tedl'sclii, come OOri ne hanno neppur la docilità, rua uon ne hanno nc~nco la mol-lezza.

(l Le reclute dei paesi 1 ed0schi (bassa e _alta Austria, Stiria, Carinzia e Carniola) si distiuguono per intelligenza, ' buona condotta, e pel loro atlacçamento ai loro offiziali (i quali per la grau parte sono tedeschi). Essi sono valorosi, ma male reggo'no aÌle fatiche ed al cibo Gat.tivo, siccon1e individui allevali ne\lil bamba._gict; quelli delle pianure sono generalmente ben falli di corpo, con visi freschi ed avvene.nti, r vestono brne l'uniforme; i montanari sono p'ict oli e tarchiati, e divengono destri bersaglieri. Ma ciò che vi ha di più brillante nell'esercì to austriaco sono gl i Ussari, per la massima parie Ungheresi. Il Maggiaro è snello, agile ·e b·en fallo; dopo una marcia 1i 8 a 1 O ore rgl i si pone a ballare una sua danza nazi onale ; egli è destro, Oero e' puntigliosissimo nel suo orgoglio nazionale, ma diflicile a comandarsi; esso è facilissimo alla collera, epperciò corri vo all'.insubordi.nazione; e quando vien maltrattato dal superiore, non è raro che. all 'uso dello Sp~gnuolo, col quale ba molt,~ rassomiglianze morali, si lasci trascinare ad uccidcdo. - Per via esso è nn vero Hagello per l'abitante presso cui va d'alloggio, e ch'egli d'ordinario bìstralla. « Il Molùavo, bello, ben fatto ed avvenente, riesce ciò .nnlla meno un mediocre soldato. «,I Serbi sono pieni d'ardimento, duri alla fatica, ma ,•eri selvaggi. . . . (( In qnanto agli Italiani, snelli, destri, puliti e intelligenti, sono mollo ben visi (!1) agli Anstri.aei , mii. questi però non ne sono riamati ; essi reggo110 u1at.e alle fa t,iche,. e dopo· una marcia di -qualche ora lasciano molti trainàrds 1> (1 ).

1° n:arzo ·! 86 ·1. (1) Quando sotto il vessillo straniero.

(Continua) (1) Co(!/J rlceil hii/.,,·iq11c el .slulistique sw· /es (orces m ililofres des· 111·incip 11frs J11ds.m11ces de /.'Eurnpe. Paris, Lcneveu, 1858.

}75

SULLE STATISTICfl È MILITAIII OliGL I STATI ROROl'lH

c.

DI

S.


LETTERA DEL M,IR l!SCIALLO lllAC· MAHON

LETTERA del maresciallo di l1'rancia comandante iu capo rlcl 2° coq,o d'esercito I

MAC-MAHON DUCA DI MAGENTA A s. B. IL GnEIU,,g mr, I Ml~ISTRO DRLLA GURftll \ OBL RW]O D' IT,ILU INTOl\110 ,lL CONCOI\SO DEl, 1,E Titurrll PIB~IONTESI

Al,LA BATTAGl,U DI il.!.CBNTA '

Nella 1:-ivi~ta bibliogralìca dello scorso settembre cercammo di spiegare con fatti incontestabili ciò che il siO'nor De la .Fruston, nella sua Gue1-re d'ltalie de 1859 consi~erée c~u point de v,~e de la strategie et de la tactiqi~e, inserta nello Specta~eur'. ~~a~a osc-u,·ità: la causa cioè che impedì alle c~~attrn d1v1~10m sarde di prender parte alla battaglia di M~cnta...r~ sig. De la Fruston, accigliatosi perchè la nostra ~iv1,sta Aiilitare ardisse muovere appunti ad uno scrittore eh sua valentia, ci mandò tma specie di risposta nel fascic~lo deJlo Spectateur di dicembre, nella quale. rigettando d1sdegnos~mente e sans aut1·e (01·me dc procès ~O'ni nostra buona ragione, chiamaci il più severo conto d;ll'assenza. ~cl~e nostre truppe alla giornata suddetta, cercan<lo cli msmuare che tale assenza successe di proposito deliberato per. p.arte del comau<lo del nostro esercito e contro gli ordim espressi dell'imperatore.

177

-oi r;otremmo replicare, ed incalzare il sig. De la Fruston con tutto il rigore della logica dei fatti. ....... ma non ne crediamo il caso ........ Egli dimostrò già abbastanza qual fede meritino le sue asserzioni, tuttochè egli si gonfi a tutta burbanza per dar loro la forma dogrnaticà e sentenziosa da farne ingelosire lo st.csso Jo~ni. .. ... Noi non vogliamo poi che egli finisca per gettarci in viso quanto ha risposto alla Revue Belge che il bezzicava sul vivo, che : il lloit à sa clignilé et à son honneur de ne pas erigager do d-iscussion auec le Jou-rnal de l'Armée Belge. Non perciò la Rivista A1ilitare, appoggiata si:ùla verità dei fatti, non teme i fulmini del signor De la Fruston. · Dichiariamo intanto cl1e più non risponderemo alle sue velenose critiche intorno alla condotta dell'esercito sardo a Solferino. Ivi egli accusa i nostri soldati di essersi sempre lasciati batt1·e à plate coutiwe; ivi dopo aver qualificata la tattica degli Austriaci indegna anche di un caporale, chiama quella du Roi, de Sarcla·igne bien plus pitoyable enco1·e, s'it est JJOssible, que e.elle des Auti·ichiens; ivi egli non arros~ sisce cli dire che Vittorio Emanuele non si mostrò al fuoco in quella battaglia; schifosa calunniai. ...... e così mill'altri improperii .. .... .. che noi disprezziamo, perchè ben sicuri . cbc le maligne insinuazioni del signor De la Fruston e le suo ire nulla valgono ad offuscar le glorio dell'esercito nostro, dopo quanto ne proclamò l'imperatore all'Europa nel suo ordine del giorno 25 giugno ...... L'armée sarde a lu,tté avrc la méme bra'IJoure (ùhe i soldati francesi) cori tre des (01·ces supé1·ieii1·es. Elle esl digne de rnarche1· à vos colés. In quanto a.Ha nostra antica quistione col signor De la Fruston sulla battaglia di Magenta, non a lui, ma a.gli spassionati lettori offriamo 1a seguente lettera, diretta a S. E. il generale Fanti dal maresciallo cli Francia duca di Magenta, persuasi esser questa la più bella ed autorevole risposta alle false accuse del signor De la Fruston. Per la 1·edaz·i one G. G, CoRVETTO.


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DEL 'MARESCIALLO MAC-MAHON'

LETTERA , ,-

1,ille: 14 mars 186J,

Mo1ì. che1· général,

Je m:èmpresse de v0ns transmettre les . ·. avez fait l'honn d rense1gnèments que faille de Nfac,enta et d eur e lne cle1m1~der au sujet <le la ba. o '' u concours que noi1s éé d JOUrllée la division qui étai t 1 . , a pr L ans cene I, j. a ors sous vos orclres ., ou a i tt que les Piémontai , ., .. qu'ils ne l'ont fait Sllr le cham :1 auia1ent pu arr1ver plus 16t les fois que .i'en ai tro , l' p ~ b~taille de lVfagenta. Tout<• s . ~ uve occas:on ·Je 1118 . · . . 1- , cette oprnioo ·· . ' sui,, e eve con tre - . . , qw poul' mo1 ne s'expli ue . , natssance mcom,)lète cl f . • q que p<1r une con' es a1ts et des obsta I rnontaise a rencontrés sur la route . . e es que armée piéLorsqué l'àrmé~ · " dt1 ro1, s , est presentée l 4 . . . devant !es f'Oilts ·dll Tess·111 , nòus av1ons . e - JUIIl, le matm, droite, non point onè divi . _· ' enco1•i;i -stlr la 1'ive . SlOll, com'lné VOllS !)3t:ti •·, 1 . mais senlement la b ngc1( .• . J.e Decaen d I · ' , s~ez e cro1re· ' J'avai reçu l'ordre de pcrtir à 10 h es vo t1geurs de la garde. et la division Camou de- volt' ' . d eutes avec tout le 2mo corps ' igeur;:; e la garde V I o 1 et 1/,. enriron J''a ,· . · ··. ers es0 1etll'eS ' ppns par un offirner ù" t · _le roi se trou-vait sqr !es bords du T .. e ~t-maJor . sarde que immediatement !es por t ,· ,_ ess10 et voula1t fa1re pa.sser 1 s a son avant g cl . J . . . med1atement près de s · . ì\i . 1, . ar e. e me reud1s 1111a,· aJeste Je lui 1 t • j l'empereur et obtin::\ ap ,&~ d _.. '. _·. . · non ra1 es orclres de . ,, ' Jll:, e Hve;:; rnstanc · ·· , rre se mettraient -en mouvetne · t I . e~, ~u~ se;:; t roupe;:; aura:it passé sul' la r1·,. " nl que _ òrsque la. bngade Decaen ' .re o-a.ucrn J -en, · · · · CEft'.te 'bt·ig-acle !'orci. ,·oyai nnmed1atemeut à . ie (1e se mettre èn toute J, l . Vers les 9 heures. e·t 11 to t . "· · e P us t6t poss1bk. I! . u 1e -,me GOl')o\$ ·,1; I a· ' . pl'i_ret1t !es· anurs et com 1> ~ 1'' e a 1 vts1on Caruou . . , , m . ncére.nt leur mouvc,ment p , f' . iter a ma-rche des tro·'p d ') . · . _ , é( . . our. ac11 1 u es u . mo corps la · rive ga.uche clu canal ., ~ . , qm a1t ca:i:npé sm · , J avars [)resc1·1t ' e f · 1· ·0 les b· rr o ~ , u · aHe e 1nrrt1· tous aoaoe:; sur hluffalora par la· rout · I - -· . du canal · "pour cda lrs b , _e qui ooge lar;ve dro1te canal au 'poot méme ci' Tagba?es eta1ent obbligés de passer le e ur·io-o f'ela expl I'encombrement qui . 0 • " , ique naturellernent . a eu 11eu _sur ce pont , , . obligé de pàsser et . . , · par ou vous et,ez ' , par srnte 1e ret ·1rd ci ' 'l , armée da11s son n' ,,.., _ · ' u a cu eprouvrr votre . 10u,.e1nent. Jt;l 'n'a'l,~~ ~aus tta'."n s;,,;()'" . r •"• u - n-·,u momt>nt de l'ç1,ction, VOl)s ni

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179

Avant d'exécuter le mouvem(•nt offensif sur Magent&. je dus me 'pr6occuper d'as;;urer ma gauche et mes . derrières. Dans ce but la brigade Gault de la division Espinasse fut Jaissée à lVIarcallo avec ordre de ~allier-1~ reste de sa division, dès qu'elle serait relevée par les-tronpes sardes qui, cl'a1irès ce qne m 'iwait dit le roi, le matin meme, devraient suivre la rout.e pa:rcourne par la division Espinasse. Comme j'avais le plus grand interét à èlisposer le plus tòt possible de cette brigade, j'envoyai mon 1er aide de camp, le commandant Bore!, pour , 1 ous prier d'ar,célérer votre rnarr:he, afin ·de protéger a.u bi2soin notre gauche et nos derrières . Cet officier supérieur me rendit compte qu'il avait rencontré votre division à baulelll' de Busca.te, et que vous avie?. pris, irnmécliatement Ìes disposi1ions oécessaires pour effectuer le mouvernent q,1e je vous a~'ai.s demanclé. En effet. vos 1roupes arrivernnl assez à temps pour p~rmettre à la brigade Gault de rallier le reste rle sa division avaot que Magenta en fut entièrernent occupé, et votre bataillon de b'ersaglieri, qui a,rec 4 i)ièces de canon arnit devanc6 votre division, put prenclre pàrt. an combat, ' Plus tard votre clivi;;,i!,n, qui avait d'aborcl été établ'ie au bivouac sur hotre gauche près· clu chemin fer; a re!evé dans Ma.genta les troirpes a·n zme corps s,ui l'avai-ent 0ccmpé, Ele telle sort qne le 5, avaut fa pointe dn jour, ioutes !es trotrpes sous mes ordres étaient rahgées en bataille entre :Magenta et le caH•aL .Je ne< puis clone q.u e vous répéter aujourd 'hui ce q110 j' ai d it d'a.boud à un de vos officiets d'état-màjor le lendeù1airt de la bataille, et p:J.us tàrcl à vous mème dans Brescia , c'ost à dire que la. division F anti m'avait ren'lll~ à la ba1aille de Magenta, un grai.1··1 seevire pàr s,,n conconrs opportun d'abord, en appuya.nt la: gaucbe de l'arinée frança\se, et, rn_seco!'d lieu, e• porrnettant au géoéd qui çominandait sur ce point de disposer

de · tout.es ses forces . · Veuillez · ag réer, rnnn cher généi•al, l'assòrance de ò.1a cm\si'-

éléh1ti611 la plus d'i.stingu'ée.

Le. .mcb·réchal de France, commandant en ohe( liJ zme corps d' a-hnée' . Sig-fié:' Dt _MAc-MAHON, due de Ma:gèufa!. i\.NNO

V.. Voi. Ill. -

12,


181

JUYIST,I TEGi'-OLOGTCA

RIVISTA TECNOLOGÌCA

Cannoni · i·. -- A Vin.::ennes ed G . rigat, . contmnano le sperienze d . . ~ . a_ arne presso Lorient . . . . e1 cannoni d ogni . . po Iigom d1 Garne si . .. . noo,o s1ster.na. - Nei . . prn,,.wo cannorn r · · f el ices1 , dovrannos1· J·nJ . . . l acc.:1a10 uso' pei quali . p,eo-are pm1ett ,-J JI ' JJe1 poligoni austriaci e op . . . , fe o stesso mcl-allo. A oche . russ1an1 s1 anno r . -. rntorno a1 cannoni rigat" s· -d JUroeros1 sperimenti b 1. mo a ora pe ò I· · I" . . anno per quelli prussiani. . 1 r mig 10r1 risultati si

.. ~ -Sembra accreditarsi ogni "Ìorno i . . rigati francesi abbiaùo d o . p ù la ,-oce che i cannoni · · a mutaJ.· rad1calm t d · . - La Gazzetta di Torino . en e i sistema. generale Valfrè i·ntorn . pu_bblica la seguente lettera del , . o a1 cann om · Cavali"i adoprati sotto Gaeta: . . I cannoni Cavalli d' ' . .. ' Gaeta, 17 fobbrnio 1861. g1oraali _si preoccnparoo~, e vol'.e il pn ~blico ed alcuni ~ome gh usuali, dalla bocca ,,.1- J liu_e sorta . Gli um st caricano 1 istessa ri_g atura, istesso pr; ie1/1 a t~1 dalla culatta. Ambi bano~ agli eff~tt1 del tiro sono identi;/' ,stesse cariche' e!3 in quanto modo d1 essere caricati. hanno ' i~a 11 secondi, .oltre lo special fo rm~, e_ so_no àdoperati in ispe~1.~f1t1~10!~usto, speciale piattapiastre d1 ferro . a corazzata con arasse Scopo deIJ'i.ù ventore nell'id , e, era la difesa delle fartene. eare"questa seconda sorta di cannoni

:~~/?

I~nar1 delle due specie . ' i $10rnali della clestinazione ·

a·1 cannoni.

Càvalli e della loro idenli tà di efficacia ; che dei primi atti all'attacco eravene bnon numero sotto Gaeta, si commossero quasi che i n questo memorando asie,lio noti si volesse fare_uso di u-na. utile in, enzione e che 'il corpo d'artiglieria e segnatamente il _comì~ato dell'arma., la osteggiasse. Le esagerazioni, le ingiuste accuse non mancarono, e continuarono fi n dopo' che sei di quei cannoni vennero a far parte delle artiglierie che batterono questa formidabile piazza. .,, Una corrispondenza d_i Mola pu bbliC'ata dal giornale Il Dùrilto, 1'8 corrente mese, parlando dello scoppio avvenuto di due di essi, ue dà colpa in genere a qudli cui spettava e s1)etta provvedere circa le cose d'artiglieria, imperocchè siano stati quei cannoni ma l costrutti, o serviti da inesperti cannonieri. Ma su di ciò il corrispmdente del D~ritto mostra di non essere meglio infomiato di quel che lo sia sulla vera natura dei cannoni Cavall-i. - Essi, quelli almeno che scoppiarono, fur,mo gittati ilei 1846-in lsvezia, sulle istruzioni date e credo aozi sotto gli occhi ~lei loro inve.ntore, ed al serviz:o loro fo , qui preposto un nffiziale espertissimo che il comitato suggeriva, come suggeriva i rnez.zi fornitigli ad agevolare il còmpito suo, e _,da me, che ebbi l'onore di cornandace l'artiglie ria all'assedio, gli fu agp:iunto il p,~r~onale che egli prescelse, i,n uffiziali ed artiglieri intelligenti, atti vi, i ofaticabi li e cora~giosi, come del reslO wtw. s i dimostrò r nrtig\ic-,r,a che in ullimo decise della caduta di Ga0.1a; dopo la qualP- il generale Cialdini dis,e a pnecc}1i e ripetè meco che se i caononi caricantisi dalla culatta colle loro blinde corazzate possono essere vantaggiosi nell~ difesa, non convengono però nelle operazim:ù di assedio, GOnfermando così della sua ·illuminata opinione, quella del c.o-rpo d.'artiglier ìa., del comitato dell'arma e dello stesso generale Cavalli. L.

VA.,FRÈ -

Nom1mclaturn clelle nostre bocche cla fuoco rigate. - Il Ministero della gnerra ha determinato che la nomenclatura dei cann-• ni rigati sia pl?)r ora q11ella del C't1,nnone conispondente a canna lisr:ia , sostitnéudovi I.a parola rigalo al peso dei proietto in chilogrammi; quelli pertanto fino ra adottati si denomineranno nel modo seguente : Cannoni da muro da 16 B rigati da 16 F da campagna da 16 B , da 8 B LP- artiglie1·ie napolitane contìnueranoo l'attuale nomenclatura, aggiungendovi però io fìoc l'indicazione Nap. 0


182 lUVISTA TECNOJ:OGICA . Labòralòrio di riparazione d'armi: - 'Venne ristabilito in Genova il laboratorio di riparazione d'armi, testè chiuso temporariamente. fostre inetalliche cli cora.zzarriento. -- Dappertutto si praticano spPrienze intorno alle, blinde metalliche; finora pnò non se ne ebbero troppo felidi risnltamenti . - Noi crediamo che il volersi ostinare uel dar per e-se la prefarema all'a, ciàlo, -;ia la principal cagione d'i questi lenti soccessì. '- 11 ferro ner'voso delle nost,e ferrierE: di valle Aosta ( fra le quali primeggiano quelle del cavaliere Monge1.,et) vale più, al proposito, d'ogni acci'aio d'altro paese. · · Un altro grave inconve11icnte è quello di usare lastre enormi (3m X Ù"',46 X Qm,10), p7r locchècÌiYE:ntano di illèDO facile fa bb,·ic·azione, ynasi irnmaoeggiE,voli. - Se si im r,ìegasserc1 più piccole last.i.,e (p. es. Qm,25 X Om, 25 X Qm, 10), oI.tre al ri qscire di più far.ile trasporto e collocamento·, i1' corazzamento potrebbesi più fac ilme11te ripara re, 11llorcbè uua qualche lastra venisse a soffrire. Quest'argomentlì cbe merita t utta l'attenzione degli uomini ,foll'arte, è oggidì appo • (,i studiatissimo, - Le- lastre Cavalli furono sperìmerrta te !';Otto Gaeta, ma, ne iguorinmo tuttora le avute prove; però ci sembra che il loto- metodo di c.ollocàtnento (sperienze di . G"nova) lasci molto a desiderare. ..:_ Prossima- · mente ci estenderemo su questo 1importantissimo tema in uno speciale a rticolo. · Pistole a révolvers introdotte nell'esercito framcese. - n giornale La Pr:esse, stando al Jl1émorrial de la Loire, pubblicato a SRint.-Étienne, dice tenere da buona fonte, ehe si tratta in questo momento' di dare a tutta l'arn11rt.a francese dei révolvers a sei colpi. Qnest.' arma terribile- sarebbe per la fonteri:t appesa al oenturino per un fe1•maglio in ferro (crochet), e la ca-valleria la riponebbe nenà. fonda destra della :;ella. - Si sono a tal fine istituite e perienze nauti il comitato d'a rtigJi,,r ia, le · quali diedero i più soddisfacenti risultati a Vincennes , ove furono praticate nello 'scorso estate coi nuovi révolvers inventati dal signor P ERRIN armaiuolo dr Parigi (V. Cosmos, sme livraison, février 1861). 0

RIVISTA SlATIST_ ICA

. • • NeIlo scorso . . noV&mbre FRA 1l\.TCf 1\ _ Scuole d' art1gl·wri.a. · ~ • . . • Q lla di Lrnne venne . d' te le scuole d'art1g1ieria. •Je vennero r10r ma . . ua vece ristabi!na quella i n Auxonne. ·soppressa, e venne_rn s . 7 1 d'artiglieria di l "' classe : . 1 F a ba orrg1 s~no e O E [J[JeTc1ò a •r anci . · G .. ble Tonlouse e Varsailles Vinc.ennes ' ìVIetz, ~tra-sbourg, ieno A' . Va. I.,af"0 r e·' Be,·ançon uxoone, Rennes; 6, di 'l"' classH: Dorn11, .~ ' , , .: . . a - Un dec1eto im periale dello t ise1 v . . . . della riser va. · . t la nuova orgao1zzaz1011e scorso gennarn por a · • . .J' . anzi di vi.so in z categorie. . t 'ln!'.tuo verra tl ora 1nn Il contmgen e ' , . a· 0.1 r J che estraa,,.ono a s01 te ne ap•}O noi e I c o · oo . ta ia, composta e0 r · 1 . . . . la za cateo-ona . . . è destinata al serv1z10 attivo, o i numen nnnor~, . . . a istruzione militare che . non è nurnta per 1a s t1o . . d stan o a casa . . Ttare Que:::to srstema . . . 7 oni ch'è tenuta al ser.v1z10 m1 , , .· , . 6 mesi sui a . . . a· i a. ca\e<,orPl ma que<;t au-. . 1 e ' 1\ contrn"ente 0 aumeIJta, è ,•ero, . . .·, - se ne potranno mandar . h al terzo anno e1i sern z10 . f mento a s1 c e · . . . • n~ In quanto alla caper ant1cipaz10 "" a casa un gran nnrn~ro .f. . be le si r ichiede specialmente . è gra-ve 1 \ sacn 1z10 c • . . ' . . t.egoria non . . h·' a al serv!Zlo vien scelto lll una che il tempo in C\ll la Sl e mm .. d' b . ll'aè pregiudizievole il di fetto i 11acc1a a s taaÌ(Jlle Ì li CU i lll)ll o lence e Bourg~s.

Orga•nizzaz.,,,one della

za

gricol,tura. o "I)r'ile d'oo"ni anno .1a . Dal 10 o1tobrtl al 1

z~cate_goria vien.


i84

STATISTICA

RIVJS'.I'A

ri_unit~ nei depositi d' istruzione stabiliti nei capi luoghi di ~1i_,ar_t1mento per esservi esercitata nelle varie pnitiche militari : 1! primo . anno durante 3 mesi , ·il 2° anno durante ,9._, me-1·, e I mese 11 3° anno. - Dopo il 3° anno la 2a categoria vien soggetta alle sole rassegne semestrali. . I b~tt~ lioni di deposito d'ogni reggimento di -. fanteria (testè form~tr d1~alcando 2 compagnie per ciascuuo. dei 3 battaglioni p:ees1s.teot1) vennero distribuiti nei varii dipartimenti, e possilnlmente al capo-luogo. Soli 7 dipa1-timenti, degli 89 esistenti, non ~ot:rono avere battaglioni di deposito. - A questi battaglioni_ vien affidata l'istruzione della 2a categoria del rispettivo dipartimento. . Non potendosi_ ottenere uguali agevolezze per l'artiglieria e Ja c~valleria lll -ragw~e dell~ gua~nigioni e dei stabilimenti speciali d1 queste ai:m1 agli md1v1du1 di 2a catecroria loro.asseo-nat1· ven• • , C, O ) g_ono rrnrnt1_per la_ loro istr uzione elementare a.I corpo dell'arma rispettivo più v1crao al p~ese loro. - Quelli del 0,yenio sono addetti ai deposi ti di ,fanteria. . Affì_nchè l'ktmruinistrazione di questi soldati di 2a categoria, 1 _quali poono; secondo gli anni, ricevere la loro istruzione presso d1vers1 regg1mcnt1, non vernsse ad incagliare la contabilità di questi corpi, si stabilì che gli individui siuno matricolati riuniti ,,e:;titi ed armati per cura degli ~1/tìziali di reclutarne~!~. Sol~ durante il tempo di loro istruzione es~i sono amministrati dai corpi, ma con contabilità distinta e senza confusione. ·. I comandanti dei depositi di recl;1tar:oento per ~gni . dipartimento debbono anche vegìiare alla conservazione delle armi e degli effetti che. i soldati di 2a categoria lasciano ritornando alle case loro, e proYV~dere alla buona marn1tenziune dei medesimi oggetti. A quest'uopo per ogni ceritro d'istruzione vengono stabiliti magazzini speciali . Per non accrescere smisuratameote le spese all'erario, il vestiario de' soldati di 2" categoria è ridotto allo stretto necessa~io. ~uesto_ vestiario ~ato alla loro prima Yenuta al depos110 d 1struz1one, loro vien lasciato portar via_, m.a essi debbono però ripresentarlo completo e<l in buono stato al loro rit_orno al deposito· suddetto, sotto pena disciplinare e coll'ob· plum del· pagamento. · ~ 'i ~

t

185

L' istruzione di questi soldati dovendosi attuare il più brevemente p•)ssi bile, ".uolsi perciò ridurre alle pratiche piì1 essenziali del mestiere,, ed ecco testualmente, in proposito, le disposizioni ministeriali: • Nei corpi di fanteria, senza schiavarsi ad una progressione rigorosa della scuola del soldato, si dovrà dar alle reclute una pratica dell'arma loro sufficiente perchè ne sappiano eseguire convenevolmente il maneggio, la carica ed i l tiro al bersagli'o. , Per la marcia, la cognizione del passo cadern\ato dovrà bastare. · • Quelle teorie che si praticano nelle camerate, specialmente quella sul comporre e. sullo scomporre delle armi, sulla loro consen•azione, su quella delle m unizioni, saranno utilmente fatte . • Finalmente le marcie militari con armi e bagagto, assue• feranno questi giovani sold!l,ti a portar lo zaino e le arm;, ed a camminare ad un'andatura regolare. , Durante i 3 mesi del 1° anno, l'insegnamento verrà limitato alla scuola del soldato e , del pelottone. La semola, di Lattaglione dovrà farsi il 2° anno, e ripetuta m'll mese del 3° anno d'istruzione. • Nella cavallnia le stesse norme presiederanno alla progressione dell'istruzione a darsi ai giovani soldati della riserva. L' istruzione a piedi si limiterà a quelle nozioni e pratirhe generali che danno alla recluta una buona tenuta ed un' attitudine militare, e che gli imparàno a conoscere le proprie armi, a conservarle in buono stato, ed a servirsene destramente. , Appena giunti, i giovani soldati della riserva comincieranno la loro istruzione a cavallo, la quale verrà proseguita con tutta la sollecitudine possibile quando vien applicata a novizii cavalieri; essa intenderà specialmente al lavoro individuale , il qual~ verrà praticato · in, concorrenza colle scuole di plotone e di squadrone. , Tutti i cavalieri prima di ritornar alle case loro, verranno ·esercitati al tiro al bersaglio a piedi, al maneggio del fucile, ed al maneggio della sciabola o della lancia. , , Le precedenti osservazioni saranno applicabili ag1i uomini ç1ell~ riserva, diretti ai rP-ggimenti d'artiglieria, aggiunQendoYi


STll'Ì'ISTIC.~

p!:ìtò chc_la manqvra del eauno:p.e e quantp ri è relii,frvo <lqvi-à esser o~getto di uno stud io tutto partic:oia:re. Qne~ti gip;vani ~pldi3ti pria di rir.l)trare alle c;ise lor,o, doyf anqo aver esi,gui to alrneno una ~cuoia a fuoco, od essere !:ì(iì-!i impiegati <!,Ì qiversi l~on d~l p,>,hg<cwo eq <!,llr., cpP.d,otta dei carri. •_Gliyominj della ri:,erva, a q1Ja,iqn,q,ue $iasi arw1?- ve1tgano de:?fmap, q,o,:ranno i·ice-yer~i nei s;;orpi co;n .tutt~ b~.:r;iev0leqzll; ~\gli è ll-9 fS:i _specialµtent~ cbe si dflp!JCWO appli,care quelle r@ccoi;nandiJi11• m che fao:np i regolç1rn,enti, _di iuizù11i!i c;0;1 dolcezza e pazienza alle pratiche della v_ita militare. •. ,• ~ -i1ece§Sçlrio eh.o la ~ol!ec.ìtudinè d.e l ~o.mapdo l1t~Sl hupni 1;1r;:grd1 nell~ n,i~:µti p~ quei ~iova~i, aftì n,cl,ic~, se up gior:n0 la Pttlr;a q_~es~e ]:Hsog~o p1 lor9 , es~1 accqrprno ~·oJonte,ro~i s,çitto ]e bandiere.

r

l ~i _e;vitf:lf_ à di far ip.µ;ltar 1~ §1.HJ,r,dia, alle :rnch1\~, o dà :igipor loro d_e1 ~e-n'1z1 d1 f~tica, i qua li n,on fqss~ro n{àce;;,s1yii _alla loro istruzione geuerare.

. • '.{'u~ti l. µos~ri regg~mC':qti sanno qi.i a9 to l' Im perato,re ami 1 sq.!cfat1; ciò s, qovrà i n;;eg.oar/3 Ue re,clute, <le Ile ç u~li la 9 1 c:J~voz1one e la gr~tituqine pel ,eapo supremo doll' er;c;;cit.o gioveranno a vieppiù fortificare il nesso che unisç~ !a F 1-~µci~ al s,uR ~0~•11anp, ~ . ·

T;il~ è, in rifssunto, il nqov9 slstet:98: df'lla ri~en a 'jnì'.?i atq in Frai;ipia co,lla, li;va peJl;t chsse 1859, ~d i1 qu~le ~arà JW~ çer(o b.u0!'1i frutti, Qu.qs,to ~-i~tl":r:ra s,i <J.Vvicinq di rissai, specia)mente sµHe geperali, aI n_w,trp s1~tema clelJ~ ~e catego,rie dl' è i:q vigore gì~ da p,1rec,chi ~u:çii; ,ed _è ~a tjesiderarsi che I(, si pvippJ,11- ac:j jlj)j l,Ùe p~r ciò,che rigJ.:rnrc;la 1 pqft1~olar1. Cq~i, §ebb~ne; 11éip si po$sa prefepf'.113re che nepp,4r m P f\ies1 po~sa il r.o,,;i,;1io, farsi lwon ,(aP,t!:) (che 1 i~erpo poi p\3,r )a cqv_a!leriµ e ~'il,rtiglieri11) tutt 4 viq- è certo çhe 6 mesi rip,artiti nr9gr,ess1:·alr).ente 1q 3 /Inni prov.vederfLnnq rqeglio Ghe -non i 40 g1om1 da noi destina ti par l'istruzione della 2a C:/)tegoria, te.r;i;i.p,o quesfq a.lfa~t,o j.p.sufriciente , anche solo per 111segop.re le P!JJ ,e),f;)llJin tari ed indisp~ni?q,hi)i pratic,he C\§l ll)@stiere. a Noi :ro:viamo poi fjn,cbe eh~ il serv~zio_ di 7 anni per ']a 2 , <:i-'1:t13,,,or.ia franqe~f.l val meglio clrn n~l\1 11 n,9stro )rmttato a 1,9li 5, aqni; vero è che s';w:o-rava di 2 anni in più J'inrlividuo vC . . , , ,

ma 11!, n_a?,jone ae ha un 11rofìtt0 smisuratnrriente maggiore, ehe la cornpensn delle s_p._ese ch'essa debbe incontrare per Fistl'llziooe di q UflS\a slt~.sa ri;;erva. PRUSE;IA,. --, Pionieri.-,- Pel 1° apr.ile veguente tutti i batta-, glioµ i dei pionjeri Vr(;lrr/.lpno porlt<:l,ti a4 compagnie, aumentandosi così 4µa. com,pagI)iii, per ciaJ,cuo )>.att1gl\one. L'effettivo d'ogni batt11-glione {µ02 uom'iqi) è portato a 510, aumentando 5 uf6zìali per la 4" .~o-çnpagriiil, e 3 içidiy~d~i. &.lk1 stato 1-µaggi_ore. -:- I~ 1,e,nipo di pa,ce la forza norrnal,e d ogm tOJnpagma risultera cl'. 120 uomiiii (ivi compresi 20 operai). E l'effetti•w generale d1 tntti i pionieri : 4590 UOlll!Ill 9 battaglioni attivi 240 2 compa~nie di riserv/l, 4830 uomini,

TJtale generale

DANIMARCA. - Gli armamenti pr0.ced9110 as,sai alacremente. - Il consiglio di Stato decise una /eva pi 6000 uomini, per corn pietare l' èqu ipaggia,rnento ~ell' a,rrnata. - -i,a flottiglia a vapore è accre~ci•JLa di uu,t frt/gata e ~j UHI:) curvett~, a1pliiùuti a_d el iLe; epperciò ascende a 22 legni çi1 gu!:)rra, i qual[ sara.n no pronti a tener il mare pel 1° marzo vegnente. - L'esercito verrà po1tato a circa 36,000 nornìai, oltre la divisjone liolsteinese, ma all'uopo verranno quanto prima chiamati sotto le_armi lt3, 4 ultime cla,ssi. lTA.LIA. - Riordinamen to dei bersaglie1·i, - I nostri ber:èiaglieri (regio decreto 3 ftibbraio 1861) vennero portati a 36 battaglioni att·i vi e 6 batlag~ioni cli clepo:,;ito. - Ciascun battaglione serbando, io quanto alla forza e'd alla formazione, l'antico ·ordinamento cioè 4 compagnie ed uno stato maggiore. · . I battaalioni attivi avranno un numero progressivo dall'tmo o ' al trentase'i, - I battaglioni di deposi io si denom10eranno: 1°, 2°, 3°, 4°, 5° e f? 0 j)attaglioni d1 .deposito. Ogni ba.ttagl ione di deposi io amm inistrerà sei battaglioni a ttiri.. - In ciascuu battaglione sia- attivo sia di deposito , le compagnie prenderanno la numerazione progressiva,'Ji ia,2", 3ae 4a compagnia. - Per ogni sei battaglioni attivi ed.uno cli deposito,

•


R\VISTA

S'fA T ISTICA

sarà nominato un comandante del grado di colonnello o d'1 l gotenente colonnello _ A • .F . uoloro f , d' . . ciascuno o1 questr comandanti nella s eia azione veno-on o att ··b t 1 f . . 0 1'att , ), • . · 1 1 ui e e unz10m esercitate dal, Ud e crnnando del corpo dei bersaglieri, il quale verra : ~op pre~so . ." quaud ' o sara· riqu1·a ata la contabilità arretrata d 1 ~ , · rnt1ero - Ocr · d .. : e coi po . . '°ni coman ante n s1ederà m tempo di gur , ., 11 coma ndo genera 1e del cor1)0 d'armata d' cu·1 1· rrn .presso. 1 b t 1· · anno parie 1 . a tag iom bers.aglieri da esso ,dipendenti - ' In te , à, 'd . · · ,mpo a·I pace au.. resi enza_ presso il rispettivo battaalione di depo--ito - I varu ago-reaat . • o o i a1. sei. J... 1.1attaghour atti vi o ed uno d.1 d " .. . denomin.eranno: . epos1to s1 Bersaglieri del Id. · del Id. del Id. del Id . del Id. del

1o corpo d'armata . 2° , id. 3° id. 4° id. 5° - id. 6° id .

.. Speclateur ~li\itairc - 116me linaison (15 février 1861 ).

Proporzionatamente pcJi .'11· mezzi . · eh e somrrnmstreranno le le,·e, verranno prefe·ib'l . . nuovi !,atta lioni rli . . i . 1 mente creati• altn mano lll mano che S I maoi fesli il b:soo-no g Per ~a creaz~one di tali n11ovi battaglH~Ù basteranno sem lici determmn1on1 del Ministero dJlla . . p . ulteriori reali dee- t' _guerra senza che occorrano r e 1. del-

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Pubblich_eremo ne_l prossimo fascicol0 il quadro generale d nuovo or mamento dell'esercito Italiano.

,,

Ape1·çu histMiqiw sur les forlifications, les ingénieiirs et s-u1· le curps d·u gén-ie, par M le colone\ A.uGOY A1' (4e partie). - Assedio di Fribourg en Brisgau (1744), operato in 44 giorni dal maresciallo de Coigny, forte di '67 battaglioni, e 102 squadroni, contro il barone Darnoitz, feld maresciallo, forte di 7455 uomini. ~ Pre,a del castello di Durysteclt (costrutto su cli una roccia nel Reno per difendere il ponte di Rbeinfeld) . - Conquista del cont:JJo cli Nizza. - P resa delle Barricale e cli Castel Delfino. Rechiizione d,:,l castello di Demon te (in val Gesso). - Assedi.o di Cuneo, che dopo 36 notti di trincea i Frauc0-Spagnoli dovettero abbandonare, di fronte alla bella difesa de' Sardi. Cosliliition cl 7;wissance militaire eomparée de la France et de l'ifr1glete1·re, par M. CH. MARTIN, lieutenant colonel du 3,ue régiment de laneiers (gme article). - Organizzazione dell'esercito •inglese pel servizio es1erno - formazione dei depositi_;_ istruzione delle reclute e dei giovani uffì ziali - d·eposito di cavalleria di Maivstone - tabella dei luoghi di guernigioue- inglesi nel 1860 - distribuzione dei reggimenti di linea - effettivo della fante!'ia d i:,;ponibile per l'interoo - distribuzione delle truppe del genio - r ipa~tizione delle truppe d'artiglieria - quadro gerierale ç1el-


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B I BL IOGR.\ FICA

RIVISTA

l'eserci10 britauriico per l'anoo 1860-61 - quadro o-e•lieraJe delle f?rze europee impiegate nelle Indie - quadro dclle forze imp_ieg~te nelle colonie - forza disponibile per la difesa del terr1torw dell'Inghilterra . .

_C?n~idérations et observations critiq1.1,es rn1· le rnémofre militaire (eina milila·rische deidr,schr·1ft), del P . F. tradotto

c.:

da_! _tedesco e cornentato dal signor TlE LA FnusTO!\'. - Questa cnt1ca-_ dell'opuscolo del princi pe FeJerico , non essendb. ancorn compiuta non ci consente per anco un giudizio intorno al suo men to._ ~l fatto però è. che il sig. De la Fruston frusta dav,vero per d1r1tto e per sghimbescio lo' scritto prussiano, e tende a conclu udere che il principe ba le più erronee idee mt_orno al valore morale e materiale dell'esercito francese. A noi pare che. il critico francese , non eh.e giudicare sul senso a~soluto e complessivo dell'opuscolo, s'a:f;faticbi piuttosto a cavillarvi litteralrnente. ·

De la nouvelle application de la loi sur · la réservd dr..,ns l'arrnée franr;aise . De quelques pu.bblfrations nouvelles sitr l'art mililairn et e-r1, pa1•ticulier sur la cavaleriè, par le major FERnlNAND DE LA GOMB~. Resoconti bi blìografici sulle seguenti opel'e : snr la cavale~ie franr;m!e _et les hab·iti.des d'U, cawtliM' arabe- , par J . J. N AULu T, c:ip1tame au 3.ne régiment de spahis; Méditaiions de caserrr1;e , paP LoNGUE'r , offic:ier supérieur de cavalerie en retra1 te; Bt~des su.r le eommandement, par M ., RL y, capj taine au I Ome Fég1ment de drag0us; Essai si.r les dragons dello siesso. Étude sur les mémoires poliliqiies et rnilitai?·es du génfral Lloyd, ?ar M. NmÉRE . - (Resocont,; létterario) . _Avcnir de la -ea//Jalerie (2• partìe). Eaximen teehniqne des ovvrage! ~ubliés sur l' ordonnwnce cle 18\W , pa r le colone! baron D Azm1.rn. - (Resoc0uto letterario) .

.Joumal des m:mi S spéciales. - N° ·1 (jamfor et février). 1

Coiws de mécaniqu.e appliquée. - Leçons sur la résistance dts matb'-iauxcons'idé'rée au point de v-11,e rwatique., par I. C L AmNv ,1L. -:- (Segu~) Capo 1v. Sforzi cli flessione - Capo · v. Applicazione ael lt> n0,:ic,rn relat1V>,e agli ·sforzi alla ricrrca delle dimensioni

dei diversi. organi delle macclriue - Ca.po V! . Sforzi di torsione - Capo VII. Esame dei pezzi sotto~osti 1rn!l'e maE.Chiné a:g'li sforzì di torsione -'- c~po vr,r. Ri'\sis1enza mei tubi' a:\ e\Jsell:irneuto. - Appendice : Sperieoze del signor Viill iam Fairbairn snlla resistenza dei tubi' allo sqnri:drarnenlo . -'- Tavolé divrrse . Résis.tance cl'im solide encaslré clans des pa1'òù cyl·imdriques et so1Mnis à une pressio.n unif01·mé?'nMìt reparlie. --- .4ppli cation cm,x canons se cha-rgeanl par la. ciilasse, si.slème JVahren d01·[J:, par E. TERss1rn, major de l'artillerie bel~e_.

.Eì:.cpé1·ienc11s sur la durelé cles métt:mx. E~ositfon et clesc1"itpti-on cl'u.n syslème de f01·U,ficàlion polygo·nale et à cwponn-ières. . . . . ., . (2" el!liti0n ), par' lV!. TutooonE PARMENT!li)H.

De la tracluctùm, opuscule puolié• pas V. DÈvF:L-AY. -'- (Lavoro puramente letlera:rio).

Jonrnal de V'armée btilge. - l\ •I·I 3 (B'ruxellesì, 0

Considérat-ions poliliques' géographiques et militafres S'ltr t'.ftalie (suite). - Nel N° 111 deilo sùt:na'to periuù ico militare belga a bbiam ]etio la. prima: p8r te di quéstè· c'òn'sidèraziorri, le quali dal contesto oi sembrano doversi attribaire alla feconda penna del capitano Vand~,,elde, che scrissé già somrrla'ri,tmeni:e sulla nostra campagna del 1859. · Dè1po aver (ttmipeodiato i'n pocl:ìis!lime pagine la storia della na,zionali1à i ia.liana dalla fondàzio.òe d1 R:oma a'd oggi, lo scri'ttorè belg·a ri'corda breve·mente i fatti politici e gue:i:resch'ì dell'anno scaduto, la spedizione del prodigioso Garibaldi, e quindi si forma, a narrare le opera,iioni m ilitari nel!' Umbria e nelle Marche, corredanJoli di un'an·a\i'si militare prèglabilissima. -Sul merito della narrazione s i pdnne rilevare alcuni piccoli errori, o piuttosto inesattezze, da attribui rsi, a quanto pare, à cio, che lo serittore belga rton: s'alterìne alle relazioni de' nost:ri génerali, nia bensì a qùella- del generalissimo pontificio, fa quale pèr ~pianto 11iguarda le operazioni de'l ' ese:cito sar8o è in mblti luoghi inesattissip:ia. Per' es. Pesaro cadde clecisa:ruerr(e' fo m'a n·o nostra il mattino del 12 settembre e ·non l'H , poicliè non- s i potè dir Pesaro presa, sinta,ntochè il n(;)micb n(l teb.~vç1, il forte ,


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- F'oligno fu trovata dai nostri S"'ombxa affatto dal nemico nè vi si fecero i 300 prigionieri di cui parla l'articolo in di~ scorso ..- 1,1 giorno 15 s_et.temhre d1,1,e e non tre divisioni pie!nontes1 erano verso Ies1; la _4a- e la 7a e ·non già Ja 13" che m. quella sera pernottò affaticatissima sul versante meridionale dell'.i\ppenino in val Topino a Gualdo Tadina. La l" divisione e q ue11a mista di riserva erano per via ria Peru<>ia a Foligno lntor~o alla stolta acèusa che si volle fare ai° g~neralissirn~ sa rdo ~1 non aver sospeso il fuoco a tempo_.debito, ecco comè si espnme lo scrittore belga : • i l gent,rale Lamoricière vedendo • la piazza aperta dal lato di mare si decise ad inalberare la • ba-udiei:a. bian':a sulla cit1adella, segnale che f1~ tosto ripetuto e, da tutti 1 fortr. - Egli rn,andò quinC:i il maggior Mauri a • bordo del vascello ammiraglio per trattar la capitolazione. • ~rano allorJ. le 4 e 1J2 pomeridiane, i! fuoco cessò i rnmediata_mente dalle d_ue parti. M:t verso' le 9 di ~era, il generai • Fantr '. non _vedendo giungere alcun parlamentatio per trattar ' la cap1tolaz10ne, fece riaprire il fuoco su tutta la linea. Verso • la mezzanotte·, lo stesso uffiziale che s'era portato ·a bordo de.! vascello amrnirae;lio si recò al quarti-or goncl'ale di Fanti· • ma qu,:,st'uflìz.ia.le non essendo munito d'alcun tjtolo creden~ ' ziale per part,e del ·suo geneirah1, Fanti r ifiutò di cessare il . • fuoco fintantoché la 0apitolazione ncn ro;se definitivamente , intesa. .• Il maggior Mauri ritornava dar conto della sua m issione; 11 suo generale lo rinviò il domani _(29) verso le 9 dE:l mattino • con pieni poteri per trattar la' capitolazione, ed allora soltant~ • tacquero le batterie .. .. . • I torti relativa~eote al coÒflitto destato dalla· ripresa del fnoco per parte d1 Fanti mentre la bandiera bianca sven<< to_Java -s~l~a fortezza , . debbono essere attri buit i ai capi dei • due pamt1. Se 11 genera! piemontese ebbe torto di far rin' cominciare il fuoco, perchè il sno amor proprio era ferito • dal veder la piazza trattar colla squarlra , debbcsi pur rico• noscere che Lamoricière ebbe anche ben maggior toi-to di • non mandare un parlamentario al quartier generalé di Fanti, • ment'.·e µe aveva mandalo uno all'ammiraglio. Chi è geoe11 r(lh~si:mo c\el:)be pat•rsi abbast>1.nza qo1riandal'e fer lasciar diJ.

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BIBLIOGR AFICA

RIVISTA

, una parte le pìccol<3 miserie umane, ·]e suscettibilità, l'amor • proprio, la vanità, e soprattutto le animosi~à personàh •. . Non ci fermeremo qui a ri mbeccare la parte di torto che lo scrittore belga vorrebbe fa re al generale Fanti . . . quest'è oggi tnai cosa v~cchia, che più non merita discussione, e, se lo scrittore belga avesse com11ulsatq con maggior precisione i documenti i ntorno a questo fatto, noi siamo persuasi ch'egli avrebbe potuto manifestare più precisamente la propria convinzione :-che ciòè, coscien,1iosamente, nulla si può trova.r a ridire all'operato del generale piemontese, ma ch'egli s'attenoe rigorosamente agli usi di guerra, nè-i violò tampoco il diritto delle genti, come tentòstoltamente di sofisticare quel signor conte De Quatreb:nbes, il quale avrebbe potuto impiegar meglio il suo fiato a coones tare il suo.. .. ... o.perato l Queste considerazioni promettono di continua re, - In firie del fascicolo 112 trovammo due abbozzi , l'uno di Ancona, l'alt ~o dr1 terreno di Caste1fìdardo. Quest' ultimo è molio inesat.l.o sia p,er la ~oufigurazione topografica, sia per la nomenclatura delle loualità . Pare ch'esso sia stato compilato per informazione, · e non g iii de~unto da altro disegno. Se però questi abbozzi bastano per dare un' idea strategica della località, sono insufficienti al pnnto di vista tattic_o.

llm•mi ~lililt1irc suisse -

N° 3 (1 5 féYrièr 1 851 ) .

Opinions p1·uss-iennes su1· la défense d11, nord de r Alleniag_ne. - D'une place forte fédérale centrale. - Encore la q uest10n de Savoie. - Aifaires d'Italie. - Nonvelles et croniques.

A\lcremeine ~'li\itii.1;-'leitung_: (Oarmstiicll) dt1l N. 46 al N. 52. ::,

V

•

\

Nel num. 46, di cui già abbiam dato il sommario nel fascicolo di, gennaio p. p., merita menzione un articolo intitolato : Sollen

wir alles neue sofort annehmen? (Dobbiam noi , così senz'altro, amntettiire ogni novità?). Il .contesto di quest'articolo volgesi indirettamente a cri,tiça del notq opnscolq del principe Fede:dco


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RlVlSTA

nIBLIOGRAFICA

Carlo Sul modo d-i combattere i Frdnc'esi: ed inUtti l'articolista divide il suo ,ragiona.Ìllènto in, tre parti, coin,battendo ,rer ciascuno i tre punti più salien.ti <'lel suinméuzion!lto OiYusc'dki·. Dopo 0gni eampagnll', dice 1'11rticolista, avVèngbno nuo,,i rriètodi di combattere, cui si pretènéle tostò atthb11ire le cagioni delle avute vittorie-. Così dopo la guérra del 184.8-i849 fu una vera passione il simulàr combàtt.imeoti su lle stradè; ven'ne la smania e la moda de.] disordinàto combattere in bersaglieri, e questo si yolle ben tostò ri'tenere· q ual forma esclusiva nel combatterE!; lr1 co!6 nné di cbinpagnia furono riputa.te le sole rnn, venienti per gli attacchi; ed oggi, dopo i spl;:udidi successi dei F rancesi nElla campagna dél 1859, s'introdussero nuovi termini e nuove idee nella fottica; così : Altacch-1: alla baiohetla! Agi:re in masse di bersaglieri I Far eserc;izi quanto iherio ,§i panno! ecc. Attacco alla baiori?tta. -'-2. • Che l'assalit?re di 1Uhà posizione difé'sa dalle nuove anni dà fuoco a lunga: portàtà délfà fanterià, ddpo av~r tf1ntato col proprio fuòco di dar m\ crollo al punto priricipale d'attacco, debba- àv,,èntadi rapidarhen,te . e senia indngi~ sul coì·po dell'a-vversàrio colla baionetta, questo un preNì'tto ché ~!'on abbiam d'uopo· di ricevere dai Francesi, fJOiehè già ben pi·ima d'ora èraci a'bbastanzli. noto. Il Francese at.tacc;ando, è un nemico ar(lito, egii• è un fu lmine; .ma l'elemen to offensivo sta però a.oche nell'indole d•,1 popolo tedesco, ciò che la storia della guerra ha bastantemente · addimostrato-. Senzà , èederla du nque per nulla ai Francesi su qoesto riguardo (1), il soldato tedesco può inoltre pretendere di saper .con~ervaire maggior tranquillità. nel la. difesa, ':l· special·

e

'

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{I) 'Ì<: inn egabi le che il soldato terles·co· ri èsce instintual-mente froppo rigido e freddo, com'è l'indol e dc' popoli setlcnLrimn,ti, e che perciò se i Francesi e gli altri mc1:itlionali si debbo cercar di frcnal'c nella riga e e.li t cmpcr'a1·11c 16 s1':i1ìcio co' ragìonàti p r·ccctti della tàltic:i, pci· converso la tattica dc'sctt.entrionali rlcbbcs i studiar d i destare ne'suoi soldati quello slancio, quel brio, faLtor rl i prodigi, che loro· non è nattn'9k cd uhitualc. -'- Egli è pèr'ciò n'd:css'a rio che itl i s:prig,oilànd'òsi dalle oràm:ii inutili pedant'c rie dèlla tattica del compasso, si impieghi mug:lio )I l.émpo che oggiùì vien ancora in qocstà sprecato, a ,cunir il' morale dell'uòrno, èhc ~ l'elemento principale della vittoria. Oh! sì !,.,, med itino b ene ma bene i n11lital'i gérmanici qùel,l 'aono opuscolo <l'cl I'. F. C,, che è aUualmentc loro mi61iqr !ib)'o di fil<l'$'cin,ll rnìli'iilré. lt T.

p

su

190

menté nella ritirat'a; ed il fante tedesco per certo è miglior tiratore·· e meglio armato cbe non il francese. -È appunto il timore per gli effetti delle ncstre armi da tiro della fanteria, che mosse Napoleone III a raccoman'dare a' suoi generali l'uso dellà baionetta, e se anche la palla (seco·ndo il detto del v ecchio Suvarow), fosse pazza; ment1·e la baionetta .sola è saggia, tuttavia le palle dì Minié, quelle a compr:essione, e tutte le altre da focile, ohe così rapidamente si succedor~o, non· sono certo pazze tutte da dispre'zzare. - Dobbiamo n oi dunque ad nn tratto respingere e non impiegare quei mezzi di vittoria , pei quali- noi supèriamo i Francesi, solo perch'è la bilancia del destino, che li brossi incerta su ambedue quelle grandi battaglie di Magenta · e Solferino, a1la fine • quasi in aspettatamente si piPgò (per influenze pur iroppò ben note) in favore dei Francesi? È forse la sola baionetta francese (a cui nesrnno certamente ricuserà le ben rneritrite me-· : ra viglie) che cagionò la sconfitta dei valorosi Austriaci? Ben altre occasioni dovranno p rovare, se dirim,petto a.gli attacchi alla baionetta dei Franresi il fuoco delle no':lt re armi , e particolarmente dei fucili a spillo fulminante, maneggiati · da buoni tiratori, sia veramente sen1/.a effetto; e se è poi cosi .certo il buon successo del 1t10do di attacco de' Francesi, di fermarsi cioè alf'ulti1no momento a 40 passi dal nostro fuoco e sparare. • Fintantocht:, noi non avremo m igliori prove, noi· vogliamo confidare anche per l'avv,mire negli effetti del fuoco delle nostre armi , e cercar di trarne ogni miglior partitp; e lo trarremo per certo, specialmente nelle posizioni ben scelte, concentrate, e ,, che offrono vasto campo di tiro. Scosso già dal fuoco della fan- · teria, ad una grande distanza incominciato e ben aggiustato, i l nemico incontrerà innanzi tutto l'urto della nostra cavalleri.a sempre pronta all'attacco, e che fino a quell" istante sarà pqssi-· bilmen te rimasta mascherata. Ecco il momento iu cui l'elemento· offensivo, già · ben inculcato in tempo di pace nella nostra fanteria, in sostitu;;ione dell'attacco alla baionetta, wrri\, sicuramente coronato di buon sur.r,esso; e questo buon successo sarà anche maggiore, se il nemico, sgominato e c•1;1fuso, non avrà risparmiato le sue riserve , ma (siccome fauno per lo soventi i Francesi) àvrà arrischiato tu tte le sue forze iu u~ colpo1 •

al

~N~O

V, Voi. III. - 1~.


BID L!OGRAFir A

1l-IV!STA

Ben· !,ungi adunque di ga,reggiare contro l'attacco alla baio'.· netta, noi crediamo all'opposto che deb ba essere uno dei prin. cirpàli :m.ostri temi quello app1rnto, di inculca re al soldato u na grande confidenza nel suo fucile, còme arma da punta e da sparo. Questa confidenza, generata dall'istruzione della scherma alla baionetta, introdotta in quasi t utte le truppe tedesche, non che aceresciuta ,coll'agilità del corpo., acquistata mediante gli esercizi g innàstici, renderà. il solda-to tedesco abile non men del francese a. piombar sul "nernico colla baionetta. In ciò soltanto n'o i· crediamo debbasi cercare l'unica -nostra saìvezza per l'avvenire . Per con tro noi voglia.mo ora, come prima, far tutto per m ig liorare le nostre armi da sparo e per perfezionarci nel tiro. Certamente safebbe pazzia il calcolare gli effetti del nostro fuoco di fanteria sulle tabelle del tiro, senza considerare le circostanze del combattimento, che in ogni rapp:.,rto v{ esercitano una gravissima influenza; e parimenti pazzia sarebbe il voler calcola re l'effetto materiale dello scontro di due divisioni d i fanteria all'attacco alla baionetta secondo la lo ro profondità . · Combattere pM· masse di bersaglieri. - I cosi detti bersaglieri in grosse bande (massen Ura·ilteure) iJ111)iegati in :certe circostanze, p. e ., a ll'assalto di posizioni trincierate, inaccessibili , nelle boscaglie, ecc., non sono alla fine null'altro che le n ostre l inee di tiragliatori immaginate e pari me nti impiegabili per questi casi. 1 Francesi usarono in Italia cotesto modo -di combattere in grandi proporzioni in quasi tutti i loro attacchi , e freq uentemente a tale oggetto frazionarono intieri bat1a3lioni, anzi intieri regg imen ti. Che l' im petnosità di tali assalti possa fa~il mente sconcecta re l'avversario che non vi sia p reparato, ciò è incontrastai;Jile ; ed è an che certo che rnediapte tale specie di sopr_assalti si ottenoeru i più grandi ris ultati. Una g ran parte de' ti!agliat~ri austriaci. furono fatti prigioni~ri appunto in questa mamera. Ciò nulla meno è forza ammettere che questi risultati vennBro cagionati principalmeo.te da ciò, che g li Austriaci aveano le loro posizioni per la maggivr parte assai estese e debolmente occupate;' e sopra tu ttò perc::hè, a t agi,me ~le1 terreno, non venne q uasi 'per n uHa impiegata la cava lleria, la qtiale sa rà. sempre un nemico pericoloso p~r q.ne~ti. grandi sciami cli cacciatori. Epperciò se q 1:1es,1i batlaglioni e regg:irnen.Vi frazionati avranno

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sem prn ug11al i successi ùudie io d ivers i te:ç-reni e s0tto ci'rcostanze diverse, p. e., <lirimpetto ad una µo;,izion e, che per la su11 limitata estensiow~ abbia resa pc,ssibile la sua occupa.zio11econ l in --e cli , l~ragliatori compatte e ben a·ssicu:11ate da sostegni' e da: risen1 e, non che coll'impieg()1de;lla cava lleria; ma se inv@ce disseminando questi· ISanaglicrni e regg inneoti, po;:sa es!;eré m olto arrischiato i-1 sottrarre queste truppe q uasi• del tutto a:lle fl1l'an i dei loro concl'i:ittieri, ed 11 renilerle co,ù impot:enti a:ff11.t:t0 ne' Fove,ci ; è questa. ad ogni• modo una q-uistione· ohe , p~r i, r isultati avu ti te,tè in H1 lia, n"n è da consideFa.rsì ancora; come pienamente· risolta". Eppei·ò sarebbe un madornale errore l'atlend'e re d ' ora' innanzi i buoni risul tati soltanto da questa rhaniera d'agi re iu tiragliatori, ed il rinnnziare quindi ad ogni a ltro m etodo _in, cui siansi ' pnfezion ati i soldati con lunghi_ an ni di es ' l'CIZl. La piccola g uerrn, il co,1nbaHimento s u terreno coperto, richiedt0ra nno inclispensa biI meote, ora come' pri ina, , il metodo alla: tiPagl ia tore 'fi n qu i pra ticato. 'Buon pc1· noi se in q.ueste circ~slanza ci trvve rem.o a fronte un nemico i l quale tiri peggio di n oi· e cerch.i. la v i,t10.cia soltanto, uel.le cariche, colla baitoneua; egli farà cer tamente ben (!,mare prove! L asciam pure che i· nostri bersaglieri si a nnidìno sempre,mE;glio sul terreno, che tranquilli e ra.c colti imberciho' i loro• tiri d;il· capetto ; E:serciti~moli ad int•·ndere senz'altro ogni s~gn,a,le, 03ni fischio, ogn i cenno, ed' a eseguirlo, a rad11narsi èioè, preSLllltl8llle, in qnalunque cii,costanzri; di formazione·; svegliamo )Derò in essi a nch e l'elem 1mto ,.offensiv,o , lasciamoli' anche av. ventarsi rapichmente all'attacco in mas,;a., però sempre appi'.:ig. ginti dà.' sostegn ; in questa occasioni,; nd superare gli ostacoli , m ettiamo alla proi.1 a la destrezza çorpora\e acquistala•eolla -ginna, tica ; finalm ent e, :( fo dal tem po d-i pace, irnpri111iàmo nei nostri c:1ccia t01'i piena e:006.denza; nei lol'O uffizia li . Fat·e eseràzi meno che sia p0ssi6ile . .- Anehe q né$!e~pa-r.,\~ ci risutina • o sove11ti al l'orecdiio d,i'llo scorSfJ anno in ·q\Jil.. I'rloltrè dioesi;: « Addestr iamo i soldati e non rendiamoli macchine cogli , eser0i7.i-. lrilitate, anc he a questo riguanfo, j I Fran\'Jesè , . BenGhè'innanw t11tto sia umi erronea Rsser~ ione , che i F ran, cesi' fa~ci~no pochi esercizi , ;mentre. ali' Ì'Ueòut:rv, alrneiio· per ANNO V. Voi lii.

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fdV l8TA

BJBJ.!0GllAF!CA

quanto riflette la guernigione di Parigi, essi si es(:rcit,mo molto; è poi .ancora anche più erroneo il rnler dare a quelle parole un senso esagerato, eI in confonnità proeedf'I'e nel\' istru2,ione clei sol<lati, porre cioè intieramente da parte gli e~ercizi. Noi non possiamò a meno_di raccoma.ndanJ inst~ntemente i ragionati esercizi, quei tali cioè che, basati snlla ginnastica,_non rendono i l corpo assl•lutamente rigido, e lo scopo dei quali non sia la pura marcia di parata. Tali esercizi, se non sori.o la _principale cosa p'e r l'istruzione, non tJO sono pè,·ò nemmeno al certo u;na cosa accessoria; per la loro specie n.,i potremmo rite,netli appu • lo tanto irn portanti q ur-i o to quelli che 'si praticano per l'istruzione nel servizio di c:ci tnpagna, m,lla i;ouola da cacciatori, nella sche1:ma alla, ba.i,metta, ecc., ecc. Benchè da una parle non sia almeno del tutto i• difforente, se una trllppa .al suo compwrire in, pubblico si mantenga con mi liune ,decoro, oppnre ~,i comparisca come alle volte la gua rdia rrnzionale - perchè persino 11 semplice soldn to sente un certo orgoglio 1 . se il suo Corpo si mostrn con on bel portamento tutta.vùi d'altr<1, parle per i l campo l'ordine in riga, reso abituale 1,l soldato cogli esercizi èomp~ssati ma non pedanti, è [~ssolutameote necessario. O • cin è forse la tranquillità e l'ordi:.1c nell'attacco, nel fooco e specialmen te nella ritirata un requisito principale? Il con~rario non è forse una causa dt sconfitta? Non è rorse l'ordine noi quadrato, l,'attP,nzione al comand<J per far fuoco , l'onico mezzo per la sua sicurezza contro la, cavalleria nemicçi,? Il ·cercar ogni mùdo possibile di raccozzarsi ili nuovo i n masse compatte non è l'unica salveua per uua· truppa che si rrtiri e che sia stata dis~rdinata? Tutto questo non si ottiene for,e colla disciplina negli esne:izi, avvnzz.andovi i solcla.ti? Buon per noi dnnque se il solda:to in riga è in certo qual modo una macchina. - Non han vi forse mezzi sufficienti per far lo agile di · corpo e svegliato di mente con molte altre esercitazioni parimenti necessarie? Il soldato tedesco n elle guerre cl€'! passato non ha .forse comprovato che trupµe ben esercitate inspirario al nemico meraviglia: e tem,re colla loro irremovibile tranquillità nella pugna? I soldati di Federico _il Grande, i quali, vittoriosi , scacciarono il nemièo foori del cari1po cli batt~glia, aveano forse fatto poqhi esercizi?

Non è ché ii so!datu francese, come gia si è detto, si eserciti assolutarnen te poco, ma soltanto gli maor,a _io riga quel!' im: ruobilitit che da noi esiste. L' indole del Francese vi si piegherebhe nial volentieri e difl-kilmente. Per cruesto molto si tollera al "Saldato francese nella riga·; .epp8rc:ò appunto hanno luogo più frequenti esercizi in gra'ldi nÌasse di truppe; affilichè il disordine che succe<Je nei rnovimoo1i in piccolo n,,n abbia poi dn, procumr dannose influenze cei movimenti in grande ; ed è anzi. in certo qual modo meraviglioso l'ordine con cui i comandanti di grossi corpi di troppe soventi volte a'.'l un semplice segnale le fanno agilmente manovrare. · I nostri so\dctti tedeschi già conservano l'ordine negli esercizi in dd taglio; sono più pieghevoli e si aYVezzano più faci lmente alla . disciplina . Conserviamo questa disciplina negli esercizi, e senza dannegaiare cr]i altri rami s\ necessari del l'istruzione, esr rci tiamoci o o . . t:cinto ora romr, prima 0 comp1ssatameri1e nelle compagnie e nei . battaglioni, e non sol tanto sulla pianura, anche , per quaÌlto è possibile, su tenono ineguale e cnpcrtn; per farci della prova un <"se111piu; iu lJ ucsta cÙcùst:inw perfezion:amoci anche negli <1ttacchi alla, baionetta, eserciti:imoci pm ne.\lo evo:uzioni di brigate, anzi manovri;cimo princi.palme• te e doYe è p)ssibile al passo di strada, 1! q1:i'a.!e non può essere abbastauxa praticato negli ordinarii esercizi; e finalmente coll' i n[ondere il sentitn~nto nazionale, collo sve~lta.re un vero spirito rnilitarn basato sui sentimenti di fedeltà pel monarc11, dell'obbedien1.n, dolio spirito ili corpo e dell'onore, non che cr,n rnarcie-mano\'re, col frequente bivaccare, coll'eserc,i la,rsi oel sr,ryizio di c11mpo ed in quello alla cacciatori, 1rnl fa,,, 11è!la scherma cli ba ion,•tta e n ella. ginnastica; facciamo le po;;tre trnppe an··he più gagliarde ed agili per la guerra. 1 France.si su qne.sto proposito debbono a1Jcora insegnarci qual, che cosa di meglìu; fino a quPI momento noi vogliamo ancora far esercizi freq1Jen ti e compassdti. •.

ma

Certamente è buono e,'.\ utile lo impara.re anche da'suoi. nenìi-ci; il volerli però irnirnre in ttJtto è p rova della mancanza di confidenza nella propria forza . Noi siamo soldati tedeschi e YO gliamo esserlo anche • el mod•> della n0stra istruzione. Molte


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2.0Ì

RTl'I_STA

cose h.anno bisogno sicuramen(e cli migliorarn4?Rto , u:ia mol:e s~ souo miche di già rnigl iorate e lo verraono a,nche sernpre più per l'a.vvenire . Soltanto noi vorremmo di,;togliere la - maoìa do• minante di- voler atlot1 are per b uono tu ito ciò che è i;i'qovo, e porry da pa,rte ciò che è ant.icp. Noi chiud\a\no perciò (ltJesta breve considerazione (la quale assolutan;iente non si_ preteode çontenga particolari ·teori~l , ma che v,uol,_ essere ~oltauto 1~0 a vviso) çolla regola proverbi~le ed al certo stimabi le : P·i·iifet uUes u;n,d- dus ~aste /1e/wllet,. - Provate il tultp e ritenete il rncslio.».

B. E. ( Traduzione) _P rima che il signor~ E. V. L. ci si m ostrasse così metod•ista e nemico del cornb1;t1tere fuor del!a rigl;l. e èlelle seste, qqas~ che or ci parve riudir il I itrnico dq\t1'i,nare di un r igorista. tattico dei \~mpi,di Federico il G,Htnde, il sign or G., nel n° 40 dello stesso foglio di, Darms1adt, scriveva le s.egueoti brevi pAgine assai in teressanti intorno a l migbor metudo ,] i combattere in caccia tori, cfol quale egli si dimostra as,,enne.to fautore. Questo a bbiam çrcduto di fa_r segu ire appun,to perd1è meglio ven isse a spiccate corI)e qnei tattici fra loro siano disc,,rdi~sirni ...... e cammini no pe r la orposla via allo scopo d'intendersi ! S,il bersagliare in griippi ovve'ro per linee. - • Concedete 1_1i c;li, svolgere nuo,·amen le qui un tenia g ià p iù volte tTattato , o'i_o è se per il combattirpento al!a bcrsngli,!ra, sia preferibile il metodo per gruppi a quello in lim•a, così pure alcune p,irole s0pra J'istrnzione del soldato, impe.cci0cchè mi sembra che questa . parte non sia ancora stata s,uA:ìcientemeòte appre7,zata . Pr,imierameote vor rei far n otare 11n fenomeno che·si presenta i;t;d og:ni fazione campale in tempo di p~ce,,col nemico ipotetico, e persino aneli e. io ogni più semplice combauimento in ordine sparso con cartoeci a polvere, cioè il fenqmeoo, clrn la ' truppa, tosto e).le seote ·scoppiettare atcun i èolpi, si agi1a in un modo s,ingola rt~, presta pora a ttenzione ai segnali e ai comandi, i quali devono essere ripntuti delle dqzzin1~ di volte, ·ed in uua. pa,rola, come s i s~wl dire, sfugge quasi dalla mano del comanclant~- Qu<;sta part,icolarità ebbi occ;i,sione di, ossr,rva_rla, 110n

solo p res~o i soldati giov,wi, ma bens·1 altrdtn nte volte anche presso trnppe aggoenile e_ di nazionali tà diffèrent1, e ho veduto · ad ogni man0vra quan.10 fosse ·clifficile o llenere la cessazione d11l fu oco ecc. Per ragione di questo fenom~,1!0 io udiva so'"ente addurre, che la truppa era troppo giovane, essere a ncora troppe\ poco e,erc·i la ta nellesercizio a fuoco, e cos·1,di seguito; domando io però, qual termi ne si debba amm ettere al troppo g·iovane se si scorge lo stesso fenomeno presso uomini che si trovano da 4-6 ann i ~'otto le bandiere? Secondo il mio modo cli Ye•1f·l'e la vera causa sareb be un'altra, essa consisterebbe pri ncip11lmente 'nel :modo di educare la truppa. Ogni uffizi aie ed ogo{ soldato si rallegra, q uando u ltimato il tempo delle i.strnzioni di linea , fra le qua 1i comprendiam o l'infastidirli in ordine chi uso incominciando da.Ila scuola di · riga sino àlla -scuola di; lim:?a o di brigata, incomincia il tempo delle passeggiate rnilitari, fazioni campali ecc., così pure è cosa p r•oi·ata che il soldaio preferisèe impiegare trl~ or., in ordine sparso, "l v vero in una fazione campale, al fare un'o_ra. e mczz~ d'esercizio, e qui appunto m1 sern bra d1 tr0Yarv1 la ragione del g 1a rneuzioua,to fe nom, no. S' irnpie.;a tuw ,rn a ncor t.ro1wo teùlpo p r-n oso p,•r !e esercii azioni in ordine chiuso e pei rispetti vi e~1-Jrciz i di parata, la truppa v ien troppo tr ibolata. con belle mar_cJe: cou manecro-i d' arme u niformemente pe.dantescln, coo 1. ers1001. . 00 • rroppo spiccate, e simili; se pet ·u n motivo guàlonque, moanz1 ad un superiore va rnak uno' sfi lamento, allora prr castigo dev'essere ripetuto delle dozzine di volte, si finisce p er_ f~re più esercizi, punire ecc., una cosa questa.che si scor3e quasi -giorna lmente sulle piazze d'armi dei più considerevoli cootingent1 te• desc-hi. Quant\J poco va lor pra1ico hanno queste stO!'ie per h guerra, ognuno lo sa, quanto però esse rovi • ano la tr'u rpa ,. pochi lo credono. È una vecchi,\ <-sp(;lrienza, che lit dove fl colli va con vPra 1iedanteria l'esercizio di parata, b~n p~esto si perde quel · brin~o spiri to •mi li t.are della troppa. che_e;i_à esistev :J, e p~r contro subentra l'adulazione, una par,icob,re u1mdezza ed mce!'Lezza nel comand1l dei capi, ~iccome nèlla truppa; n~ssuno desider~r ebbe cssée rimproverato pflr simili inezie, così per· non portare l'arma nella sezìon-e in modo uniforme, ovvero perchè qur~sto _ 0 quest'altro non til!ne il passo e simili; OJotivo per cui ognuno/. 0


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BLOL.!ùGHAHCA

iUVIS'fA

persino sovente quello die ~ou vi. ha la vocazic,ne, si sc,nte obbli. g'.1to <li fare contiJ1ue osse;v;zioni, >'gtidare agli uomini ecc., e o~-ha la natuwle cousegùenza., clie il soldato ap;ena si rico(·da cln deve , ascoltare , ovvero di viene totalmente indifferente. Se ir~ten.'iene poi ad uri'eserci1azione qualunque che gli conceda magg_10r libertà nei movimen ti del C(•rpo, ove s,1 d'esser poco·osservato, ~1 sottrae allora volen tieri a.cl ogni sorveglia.ma ed nbbidisce 1rnp:rfe Lta n1eDte al ccrnando o segDale. Si potrebb, ro benissimo t;scla~e a pa.rLe molte co~e affatto . iniltili , come il bel porto d arm1, la canea fatta Cl•ll troppa severa uniforrn.ità, e mane""•· i c1·arm 1_ sim il i, la spettacolosa scherma alla baionetta pi;w inti~~e sez1om; ed JU contraccambio si dovrebbe rigorosamente vegliare a cbe venga osse1·vato il più stretto silenzio e la massi-ma attenzione alla parola del c?manda,ute, e che ad eccezionr:;_gi quanto propriarnen1e lo prescrive 11 re6 0lamento, ogn uno fac.cia silenzio ed astenga.si da qua lunqu0 osservHzione per Jondat~ che sia, la quale non appartiene che ~1 rispettivo comandau1e. L'esercitai i_o ne del q ua.drato, la formazione delle colonne, i loro monm:oti, spif'gilmenti, ecc., sempre sutto la protezione dei berf'aglieri, sa.rebbe10 ben s 11Aìr-ie111i per la scL1·01a di battan-lione . ~ o ' tutto 1I res~ante si deve comprend,ere nella scU(lla di pelottone e compagnia. Indi considermmo gli esercizi di reggimento come affatto superflui, perchè qu i ordinariarnenle si prnvano quelle sole evoluzioni che ne i snccessivi eserr-izi di brigata s i presentano sopra una scala 'n1agp:iore. Ordinariamente nei mesi di aprile, ·maggio, gingno e luglio si f9 Dno le evoluzio ni cfi linea (ordine chiu,,o), dopo il mezzogiorno si praticano qua e là qualche scuola da bersagliere o il tiro a l ber"aglio; e soltantu nel mese d'agosto s' intra.p;endoou le e~ercita,:1ooi pratiche, le qual i nel mese di sett1~mbre s0110 susseguite dalle g ra.ndi manovre; sare.bpe forse più rnnveoi,·nte, e pel' la t ruppa for,e molto meno faticos0 e più svariato, fe si adoperaSS8ro i due primi mesi so'a mente per abilitare là recinta alla sc.uola di compagnia; da! mese d1 grngno però fino a lla fiue d'agosto, almeno qnattr"o volte per s_e ttimana dovrebb'essere addestrata nel bersagliare, ~elle eserc11az1001 campali e nelle m_a rcie; per contro solo d ue ·volte nell'eser~izi'.) in ordi ne ehi uso;·r i1yarrebbe poi se·npre dispc>nibile 11 pom011gg10, sec~ndo_i.l nnmcro dei bér.,;agli esisJenti, pH· il tiro1 per la scherma d1 baionetta, 9innastica ecc, · 1

Per quanto riguarda l'istruzione delle reclute, che che ne predichino i fogli m:litari, ecc., tuttavia si agi~ce troppo poco sulla iodividut1lità del solctato, cioè sul pronto e naturale sv1l~ppo delle Slle tendenze corpora'li e i ntellettuali; uu giovan.e forse · interamente svP,gliatu da princi pio (calcolando un su l altro) , nelle p1ime quattro settiml'l,ne -vien ridotto interamente stupido,_ inµ i a poco a- poco , quando è sfumato il primo bollore degli umanitari istru~tori , e do;.io aver acquistata nna quakhe mcc. canica speditezza, le cose gli r iloruano é.hiare, ed egli all~r_a si stupi~ce di no11 arnr potulo tosto comprendere cose sì f~cilL A.vanti tutto è necessario tenersi preseote, che non tutti glt uon1ini nRscouo con eguali disposizioni, perciò è naturale che sc,lto il rio-uardo intel!~ttuale non si può esigere da tutti eguale 0 capacità; ciò adottato per quella parte del.la nostra pra~ica, uve l'iotellio-eoza del semplice soldato maggiormente si nclueJe, cioè nel b~rsa.gl-iare; e · nel ser v1z.10 da carn po ne risulta che il meno intellip;euto, là dove non si .agisca sola.mente col comando, segue l'esempiu de' suoi compagni pi~1 int01ligr:n_ti e va1orosi, si unisce loro; per il che, oltre ad itltre r118:-101'11, e da ri t,mersi per più co11;vàni.ent.c il bersagliare in gruppi: 1 quali siano diretti dai sotto uffiziali, e per consegueuza dai più esp~rt1 e migliori soldati della compaguìa. I~ quan,to alla pro?ressionc da osservarsi nell'istn1zione, sarebbe torse preft·nb1le 1strn1re 11 , sr>lrlato prima nel bersagl iare, indi nel)'ese1cizio di riga, _1,oi_chè il tirimo è più _confaceute nl suo natura.!e ed alle _suri pnnn ere a bi tudini. Ricevendo la Teclu ta la sua prima 1str1n1one ni:'l <:f!.«liare e venendo io questa intelligeutemeote avvezzato a!l 1m;1~~biliti~ ed all' obbedieoz.a , ,1llol'a. egli acquisterà, ndl\•se1:cizio in ordine Sf:rrato, queste prJ prietà soyra una scala maggic,re·, invece d'es~er coiue all'oppo~to rnacch·111a nt-lresercizio di line:1, per P?t nel ber~agl are, sentendvsi libero, bi1Uersi alla rio fusa . Per ClÒ che ,iguard:a particolarmente la quesuone_ se s1 debba brrsaghare • in linrn ovvero in gruppi, è d'uopo pel pnrno_n•etodo ammettere che .lo sviluppo del fuoco s ii), grande, che s1 copra una grande e.-;tension0. e sia la;;ciata una maggior libertà d'azione all'rntel~ Jiaenza c1ell:i ndividuo; a c-iò potrebbesi pel'ò obbieuare che .lo s;iluppo del fuoco (lei gruppi può _anch~ essere egual: nei due casi (~upposto che ç:li nulllini non s1e:10 hLDo chbtro aHa.1tro1 m(l,

?er-


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RIV ISTA

ll!BLI_OGRA·FIC.I.

bensì uno accainto all'a.ltru) poiché, p. 1e., 11'.;Ya!lta fHe di bersaglieri a dieci passi à 'interva!lo l'una dall\11tra , non copr, no e non bersaglian() meglio uno spa½io di 900 passi di l unghezzn, che uua catena co111prsta di gruppi distatiti di 30 in 30 passi l'puo tjall'altro, e formati c,,Jla se1nplice riunione di 3 file. Colui penb che sa-per esperienza qua,ntosia d ifficjle nel cornbatti]JJ.en to, per esegu ire uo colpo d i mano qualu-nGJne (come p. e., la p ronta vGcup:izi,>ne di on ponto .q ualuir1q ue del tenenp, pr~nckre s1n,guli pez.7,i d"artiglierja, e simili c::isi, C'he accadono ,prnsi in ogn i.com- b;iti_inJPnto), av.er u~ piccnlo nurnewd'uomioi nonipat.ti, prefeti rà certamente averli disponibili. in sua m·11;u, cbe non di chiama1li GD.n grida ed a s·tento fuori dei (espugli e dell,e siepi, ciò che ri,c biede molto ttmp•'> e soventi male riesce. Epp1·:rò la t?nto vani.Ma liber,Ut d'azione dd soldato nella cat:Eona ordina.ria, è p<-r lo più ·una beli.a frasE·, poichè, astrnzione fatta, che un sol uom•i, oppure an_c he una 'ioi'a fila di 2 o 3 uomiu~ per sè non può riuscir in nieote, si offre loro coll1t massima libertà cl' 9.zione ugua l oacasione rli rnostril rsi valornsi come di fuggirsene. Nei gruppi, i quali in ispeaial rnoJo, secondo la qualità .del terreno, sarebberç, composti di un nnmero maggi · re o minore,df file -, la co:;a è diversa, si bao~o gli uom ini più uniti e si possor)o facilmente sorveglil) rc, per cui l'esecuziope di qualuhe movimento può esser più presto infe~a ed .eseguita , meritr,~ al capo del gruppo rimane sempre uo campo suffieiente per ·far valere 1-a sua intelligenza nel suo circolo .d'azione.. N,d]a guerra dell'anno sco1~,;o in foilia accadde akn:pe volte che bersaglieri francesi, i qua li ver lo più si prese:11tavano iu fi tte catene, v.eoivano re~pinti ed inseg11iti dai cacciatori austri.aci, tlilslo arrestavansi, e pri ma arioora che i so,;tegn i avessect:o ,tempo d'11ttaccf1.!e , quelle catene cadevano nelle mani dell'assa\ftore , eiò che non ma ncava di produrre nna _forte sensazione sulla truppa e per;;;i no sugli uffiziali i quali si vedevauo rincacciati prima cbe fosse loro possibile d i radunare un numern d'uommi • sufficiente pEir spingerli a rincalzo del pnnto minacciato. Quantnnq9e tali fatti pa rziali non pot<'ssero grandemente •influire s1,1lla decisione di quei grandi fatLi d'armi, ciò nçm .os~an te n un si può' negare che se si avPsse avuto cma di · maaaio,·mente 00 svilupr1are il sistema dei gl'uppi (dove per· ogni singolo gruppo ~

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il ca µo è già prececlentemr,nte fissato, ·ìnotivo per cui r iesce più facile porl;ire i ,grnppi q11a o là per uno scopo .qnalunqae) per tal modo q,Dalche colpo fatale faci]mPnte si avrebbe potuto parare. . Per ultimo non ritengo chu sia incondizionatamente conve~ niente l'uso frequeutemente ~o valsu di stcnd1::re in catena squad1e di di ver::;e compagnie, in luogo di distendere -intiere unità tattiche, poichè in quel modo la direzione generale viene in_ un~ certa qual manie1,a fraziona ta. Supposto ehe una compagma. Si stE·nda m catena, e che .un'altra la segna in ordine ·chiuso,"in questo modo ' eiascun soldato è diretto e sorvegliato clal rispettivo comandante di c,ompagoia che gli è ben conosciuto., e dai suoi uffiziali 0 bass'uffiziali; m entre se o6 n una di queste compagnie manda mez1rn compagnia in catena e r itien l'altra in sostegno , la d i1ezionè del la catena si. trova io mano di capi d i d iverse sezioni, i quali non di rado : so.qo gel0si della immediata dirf'zione dei low subordinati ; inoltre gli uomini durante il corso del comba.1ti1ne11to s' im mi,:;chia no facilmente fra loro., per modo che s~011an,rlo la raccolta ad una mancano degli uomini che si unirono all'altra. sezione, ovvero le si raggruppano 11na rprnntiti1. di bersa<flieri rimasti divi~i dalle proprie compagnie. Vi sarebo ' . . bero però anche molte obbiezioni cnntro lo stendersi per se~10111 inte-r e,· rna più di tu1to è favorevole a q1rnsto metoclu]a circostanza, che così gli uffiziali di tutti i gradi, per cni anche i più vecchi ed esperimenta(i, entrano in catena, ove possono prestare un miglior servizio, cbe n<m se rimanesset'O, come è d'uso, presso i sostegni o le riserve ,· ove essi oltre ciò, se non hanno 1-a voluta anziani là, rimangono inoperosi; e so!o . i più giovani, che a.cciden ta lmente si trovano sulle ali, clewrno andare io catena. B. P., traduttore.

Num. 47 (24 novembre 1860). Articoli rli fondo. - Considerar,ioni sulla difesa del Reno a l Po, e la. situazione della Gennania allo scoppiar della gunra. (Quest'articolo mostra. al vivo lo stat~ di esallazione fe_bbrile di• alcune menti tedesehe , cui la Francia, per 0 ornfie,ata m Napoleone, fa l'effetto della befana a' faneiulli. Alle strane tl'epida-


~06

RIVISTA

z10m di cNesli funesli predicatori., più che ad altro do vrà un dì la Germania chi8der cooto d(;lle ingenti spese sofl:èrte , e dei danni cagiooati dalla pubblica inquietudine di quei paesi . --"- Nel rip()rta r per iotiern qnest'a rticolo , nou f'ac.ciamo nè commenti nè appunti .... pers11asi di averli qua.uto prima ben più nutore~ voli, da q ualche penna tedesca meno esaltata e spauracchìata). - &t·ilti militari del re Federico il Grande (11 ° a rticolo). - Il dottore, RE;il sulla battaglia di l.ipsia. - Notizie mili tari sull'Assia - Austt·ia - Prussia - \Vurtembera ",., o - Jnahilterra o Sardegna.

Considerazioni sulla difesa del Reno al Po, e sulla situazione della .Gerrnanfo allo scoppia,1• della guerra (1) . ,_ Quando nella vita ordinaria sj è affatto penetrati di una cc,nvinzione, si procede anche di conformità; in caso conti a.rio si devono ascrivere a se stessi le .coos·eguenze. Da un anno noi vediamo che il procedere della Francia nell'italiana. agitazione contro l'influenza e i poss,id1menti dell'Austria, mette i'i"! periculo i rapporti cldla Ger. mania , la sua. politica , il suo commercio nel LeYante, la sna esistenza come potenza cunfe.forat;J , e la sua interna pace, senza r>ho noi gi un,~iarno ad alcuno tr-attati vo, anzi nem meno all'ac cordo sopra, di ciò che h,i. da succed.ere. Giornali e gazzette s'affaticano· in una. serie quasi non inte•rrotta di ar1iroli a m ostrare il pe:·icolo, a' considerare i mezzi di riimro, a predica re uoità, risoluzione ed apparecchi alla g uerra inevitabile , per non cadere ripetutamente nell'@ta del gi go e della u1ÌsE>ria, come ne furono colpit.i i nostri padri. - Tutto in vano I E non manca neppure un voto favorevole in tutti i- ceti del popolo, ove si è pronti e disposti a sacrifici per-sostenere colla vita e colle sostanze i governi; e tnttav:a: non v'ha accol'do e hes ;un disegno ! Note dlplornnt:chc e molte parole·, ma nessun fatto! Alcuni fo1:, li ,' fra i qua.li anche militari, e~pongono i l prin( I) La rerlazione del giornale, afform ,indo vcuii'le questo scr·illo da un personaggio alto locato, premette 1:hc sebbene il suo cn11tes to sia di na tu rn a v ieppiù s uscitare e _conl11rbe1rc le menti «ià a«ilatiss i1t1e de'p.ic,i t~dcs_ch!, tultavi~ essa pensò ,li non doversi rifìutal'c ~ pubblicarlo, nella i;•u~l rss~ma_~onvrnz"ione, che l'un.ica vil ed il n,iglior n,1odo pci· coruporre 1. d1ss1d11 s1 e quel!() per lo appunto di pubhiiciunenle d·i sculerli · eppcr<'iÒ $i oflrc ad accet.t.arc nuclw le critiche di esso scritto. ' (Nola dcll'Allg,:m cine Mil·ilii,·-Z,.ilung),

20'7 c1p10, che difendendo ,il Po ed il Mincio,- venga difeso anche if B!OLIOGRHICA

Reno. Ma ciò può fo1se bastare alla quiete dei paesi confederati che giacciDnO vicino a q ue~to fi urne, per p 1r,diz·1,are la loro a.ttiv~ partecipazi,-ue alla. guerra, qualora q nesta venisse a riacceudn ·s1 in Italia? Of.lptHe· è l'Austria convinta c:he senza. l'aiuto della Confederaz10ne abbia da sostenere sola con tntte le sue forze la · lotta.a.I Po? Tanto l'uno quanto l'altro sarebbe r~ffinato sofisma, e il r,ol po che 11oi crediamo di e_vitare ci colpirebbe con doppio l'imbalzo. Ca lpesta:o il dovere della ConfeJerazione, col sentimento della nazionalità e della concordia. di tut1i gli Stati tedeschi a fronte.del comune nemico, si 1uanifesterebbe l'egoismo politico e,la smania di ognu no d' in6randirsi a spese di colorn che , giacenti nella miseria, cercano soccorso presso i grandi, abba.ndo11andosi incond1ziooatamente nelle loro braecia, senza potere con ciò rnggiungere il loro scoiJo. Sono tra.~co,·si i tempi in cui popoli, e ·se5 natamcnte schia.Ue te..-lescbe, erano ·tra ttate corno merci, e veni1•ano designati i con-' fini, dei territorii ari arbitrio. Le dinastie _tedesche hanno più salde radici· delle noslre vicine al ponente ed al mezzodì. Esse , non si tw1mutera_nno sì presto in provincie francesi , se anche il nemico vittorioso oltrtpassasse i nostri confini, nè si la.sciera.nno volonta.riamente incorporare in uno SLato beuchè più grande del propri() . .Nel senso strategico però, il giudiào di difendere i l Reno a l Po è una fra se , 1 uota di senso. Se la Francia , come non è a dubitare, a.iuta gli I taliani nel caso che il loro allacco nella prossima primave;ra andasse a rovescio, e che gli Austria.ci. , come è ancor meno da du bitare, procedano da. ambo i lati del Po, la Germania. allora , ossia la Confederazione; e, sé l' A usir;a fosse tu1ta impegnata , la Prussia dovrà, cogli Sta.Li che forroauo il 70, so, go e 10° corpo d'armata e colla riserYà, comparire aggressivainente a.I Reno ed anche a.I cli là. I l principale nernwo in questa gue:ra di popoli è la g rande armata f,a.ncese, la quale ,,iene in questo monwnto ancora rinforzata dai qu1\J'ti battaglioni (l ); n,on còs-'1 l' italia.ua , qunnd'anche dovesse in 5 mesi ( 1) L3 form:tzione ! lei qll arti ball[lg\ioui francesi non _do:rcbbc tanto tu,.hare i sonni rlcll' esa ltatissimo arli coilsli1 tedesco, po1chc non porta aumcnt.o numerico , ni;, semplici mutaz;oni ncll'_or,(i•(amnnto t.allico_ d~l rrggimcnto;_ il quale 11vc~ rlapp!·i1~a 'H _r.0111pagmc d1v1sc ',''. 31Jc1tlngli ?111, m eull'e ogg• ha 4 battaglroru d1 6 compa~nre ! 11 l t\AD\fT'l'Ol\t.,


'itigrossarsi sÌBo a"l onmero eh 300,000 nomini. Se colla forza e colle òperazloni di masse·si potrà resping0-re questo nemico principale verso Parigi, in allora cedrà irnche lo sforzo in J ta l;a ~carseggiando.vi l'appoggib francese; ùd in tal caso s::irebbe mao~ gior veri tà nell'asserire che si debba clifPndere il Po al Rrno. I,a, decisione pril'Icipale sta sempre sulla linea d'operazio.ni dal Reoo alla Senna, non già _su qudla rial Mincio à.1111 Drava ed alla Mur. A tale fine però sàrebbero necessarie coosidetevolissime fo rw attive soUo una svia s uperiore direzione. Ma fih tantochè rimane indeciso_se atnbedlle le grandi potenze abbiano a far la guerra entro gh statuti della Confe~ei::azione e suUa scelta d'un geilmah ~s,mo , oppure se esrn debbano comparire con éserciti m-aoo-iori dei loro normai~ cootin-gen1i; e to.;ì opeiare oltre i limiti J;gali èella Ct,nfede1az10ne (1), non sarà possibili~ di stabilire un piano. Come pure (ìntantoch?J questo piano· non s;asi com unicato a tutti i Gabinett i europei, che 1~ offese sul lVIiirnio tra1T~bbero seco le off13se $ul R eno, e ·che non si debbf! àspettare a d'ichiarar la gu r-rr-a finchè veoga toèrate anche 1] territorio dE:>lla Co~federazione ~el Tirolo e nell' llli ri,1 (poiche qursto si chiamerebbe apertai'r1.ente_metter in ' urcllà ùel 11eù1ico la VE:n è;.ia ed il lit0rale, coli unm_chilare una parie del commerci o marittimo- tedesèb, per dann~gg1'.ne soltanto l'Austria); prima. di tutto ciò non si può paTlare di_ una _qualsiasi_ aspettazione favorevole di questa gran guerta, ne .decidere se 11 nodo federaiiro degli Stati tedeschi è bastàntem~nte fo rte per difendere il loro diri uo e l'estensione del lofo 'tèrritorid. A dir il vero, si potrebbe 0ssere indotti a cred~re , che ·i l dominatore dei Francesi a bbia• prescritta a noi stessi là_ t _ondutt11 da t'ene-rsi, facendo noi ogni possibile- per accordargli l1bt:Jro campo -a tutti i snoi fatti e misfatiì, me.diante la nostra discordi-a e là grande differenza dt'll<:: no3tre vedute. ~on i~c_ber~o _si esfrimono jn ,Viirzburg i fogli prussiani sopra l unione d-egli Stati tedeschi centrali e piccoli. Sarebbe un'arroganza voler conco_rrere a- scelta di un comandante in capo, se la Prussia comp:ir,sce con tutte le f(Jrze del suo esercito. Benchè c,,n certezza è da amn1e1tersi , che i rru,mbri delle confl:lrenze, per fa maggior parte ministri di guena e Yecchi g_enerali di ( 1) Vc,li Gà u ,1.NIA nella Riviste, statistica.

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B!BL!OGR ,\ r,ìC,\

RIV ISTA

q,wsLi Stati, non abriiano (a,.tto. Yer \11).a proposi a, per nna coneorqe deci,;i011e, che offenda le deter mioa,.ioni della Ctmfeforazione, tuttavia sarebbe necessario sa,pere dapprima, in qual caso questi Sta1i centrali sarebbero peJ.1 propon e una scelta in comune. Se la Pr.ussia n<,n vur1Je cl is ~orre dei suo-i corpi federativ.ì, ma: condurre la gnerra da sè con tut.te le sue fo rze, è bi,n natura le che i rimanen ti membri della Coofoderazione procederanno a seconda del d,rit.to delh l0ro c.oii\Ìtuzione. Oppure dehilwsi p0r ciò intendere che, sebbPne la Prussia nérn abbi,~ posto le sue fur,,e attive a disposi;,,ione della Confedera!iliooe , essa ricbieggir tu ltav.ia, che la Confederazione l,~ si debba su-bol'dinare e le sia ceduto il supremo- comando e lasciate tutte le ulteriori disposizioni? Veramente nell'anno scorso. avvenne nen·u,rgeoza d-el-le circostanze, che la Prussia potè• di<:.p nn e, dt1i propriì corpi. oltre ai fede;ativi , per il che es~a voleva :m irne due al s uo esercito, e far opera re intanto gli ahi due conie forza separata, Con cièi non si. deve tut1avia prestabihre, che per l'avvenire s'abbia cl.a procedere in t-a.l modo,, sia che l'Austria metta 0 no il su.o contiu3ente? Se gli Stati centrali .e piccoli hanno previsto in quLsto senno , non v; f,1 nkuna pretimsione?. Che.Ja scelta del genernle supremo ffderale , come è ov,,;io· intendere , a1bbia <!la cadere su• uno dèi g1;an,di Sta.ti, non si' pnò n,vocare in dU1bbirr che tuttavia spetti ad ima tale potenza. i l diritto di disporre- liberamente degli eserciti federali, col supremo · comando dì tutte. le forze, attive, s,:~za ulteriori disposizioo-i , oltre agli obblighi ve1·so la C.onfedera.zione, da cu~ volontieri vorrebbe esonerarsi,, eHe•s0no cose che potre.bbero ancora sollevare qualche du,bbi9. Siccome poi l' unità e la fo rza sono le primo•condizioni per sost0.nel'e, colla speranza di buona riuscit~ ,. una lotta contro un'annata sì forte, compatta ed agg11enita,, come la franc~se, i centrali e piccoli Stati faranno certamente di tutto e presci11rleran no anche dalle i.rregolarità. e dalle infondate pretese per rag~ ginngei:e qn-esta. grande meta e con e;;sa a~siourar?i, ud.la. p_aee durevole. Soltanto essi oerchera.nno d'impedire. ehe s' iofrangài ' l'alleanza federativa, la quale a lorçi tutti dà una comune forza; essi si• sforzer,mno dì r,imanere tedesd1i,, puri tedeschi;. Se essi però dovessero arrendersi del tutto ai consigli politici e m ilitari ed aile ispirazioni de.lla.Confeder-M,ione , ciò a nuV'al\ro •

q


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IHVIgT,\

tende~ebbe, friorcbè a far passaggio nella politica di nna potenza magg10r0, la qnale può a vere tutt'altre . intenzioni ; · cli quelle eh~ stan no appunto nell' interesse dei ~ingoli Stati della Confederazione. Questo è si sunplice e naturale, che quanto più elevate 1:anno le pr:te:'e mos_se da una parte, altrettanto nrnggiori varan uo le diffidenze spiegate dall'altra. Egli è pertanto indispensabile di intendersi chiaramente su questo proposito, e a-l ogni dichiarazione di non w,ar~ soltanto le _p~rol,,, pe_r nascondere i suoi proprii pensieri. Qnei 150,000 uo1111~1, che c1 forn iscono subito i 4 corpi tedesuhi pura.mente .fede· 1, sono però un bel numero , e ·quand'auche non potesse 1 es ste1:e ql~ella sì desiderabile e possibile 1mifonnità. di tattica organizzazwne e di arm11mento come neo-li eserciti dc1· _a.. d. e . . t . • .• o 0 1(.1n 1 ota ti , . tu t.ta vrn 1 1oro servigu e le loro- fo rze avranno la loro efficncia • Soltan~o, non bisogna separnli e dis,erninarli qua e là.. Questo, fu l n rore , che si rinfaceiò al gra.n8.P, a J primo Naro.leone,. all~rchè egli nel 1812 uella· ca mp,1gna contro la. Rus~ia , d1v1se 1 Polacchi a·' · c be 1·1 _, . , , ascendenti · u 80, 000 1·n gu1sa. _p1u forte ;orp•> d1 P(•ni11towsky con tava appena 20,000' combattenti·. I<..gh avrnhbe ben ottenuto alonnchè di più decisivo colla f~rza unita d1 qnesto ?aese_- C?i,ì è appm;ito dei centrali e piccoli Stati tedeschi. S1 lascino_rmmti, presso un grande esercito pruss1_ar1~, o pres:o un_ austriaco, ma tutti sotto una sola suprnma direzione, ed 11 reciproco zelo di distin~uersi 'diventerà maao-iore C~e noi però non siamo ancora gi u~ti ad un perfetto aic~rJo; lo d1mostr~uo d1 nuovo le bgnanze ed i timori, che nedi ultnrn tempi s1 fecero SPotire in parecchi scritti volanti relativaI~Pnte alla fortezza federale di Magonza. La piazza è troppo ristJ'et.ta, mancano a_ncora alcuni forti sn punti isolati, e vi si dovrebbAr0 poter clnuclere 50,000 nomini in un campo trincerato, M~ i pochi 1~esi ~10n bastando per farvi ]~ costruzioni permane~11 __necessRr1e, s1 dovrebbt~ro quiodi supplire con opere provv1,or:e, che. ammonterebbero a 5 o 6 milioni. I cannoni ~igat.i di calibro pesante, comerioi nbbiamo veduto a Sebastnpo!i, a.d Anconn (l) e nuovamente a1 forti di Toku in Cbi na. sono altualmen te di grande efficacia negli assedii. 11 loro tiro d~ precisione,

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ra!

(1) E sì potr~ ·or~ a~~inngerc a Gaeta ! coi crnnoni Cavalli. •

211 di lunga ·portata, e cbe tuttavia oper~ molto , richiede per il maggior numrro delle piazze forti già esistenti opere avanzate sussidiarie di fort.ificazi,mi e massiccie, le quali debhooo prima venir snrerate dall'assedi~nte, i111rn ozi che possa assalire le fortifi,~azion i del circuiio priucipale e la. città, da cui vi1-n protetta. Se l'assedinto è mumto di simili cannon i, ha già con Pssi un mezzo, per n1itigare i progressi della distruzione. - s~ inYeco lfi op•Ta esh>rne sono deboli ,: si restringono tl'1•ppo alla ciuta pri11cip,lle, io al!ora è necessario assolutamente uù cambiamento di costrnzion.e. - - :iVIagonza dcv'e-sere conservata ficcorne baluardo .della Germania : ma è da notarsi che la m11s~imn dist,1twa di alcune opere esistenti (romc il forte Hanenberg, la trinc<'a dell'inondazione), ammonla appena a 2,000 p:issi da l circuito prÌ.neipale. P er ave.re sicu rezza, p. e., éontro i cannoui Armstrong cli irn1ggior portata, l'e8lensione della zona fortificata dovrebbe giungere a 5000 passi oppure ad un'ora di marcia. Con tale mezzo si comprenderebbero nella zona difensiva Hechtsheim, Maricnboro, Dra.is , Gousemheim e :Mombach . Per conseguire una tal sicm ezza occorrerebbe alla destra del Reno un'opera sul terreno leggermente i nclinato · fra Briebrich e Heckheim ed un nuovo fo.rteis()lato fra Mainbise;~ofsbeim e Ginsheim . - Le opere pn,vvisorie uon basteranno se il nemico intraprende· l'ass·•dio. Perciò un considerevole corpo di truppe ìn un carnpo trincerato deve ancora difendnre da ogni assalto quPsto pnnto certamente molto itnpòrtante, Ma la questione però :;ta dove prenderlo I S11 scoppia la guerra , la F rancia nou la incomiocià èou meno di 400,000 uomini al Reuo._Da questo numero noi dobbiam_saperci guardare. Se la Prussia entrasse in lotta sin <l11l principio anche c:on soli 240, 000 uomini (e questo sarebbe già moltis~imo), la foria dei cootingenti federali , degl i Stati centrali e piccoli salirebbe <1ppena dai 370 ai 380,000 uon,ini. In questo computo non si dovrebbe punto fai· conto dt-:ll'Austria, perC'bè essa sarebbe altrove così occupata, che ad ()Uta della n1iglior volontà, difficilmente p':lt1ebbc las<,iare a nostra disposizione appemt 100,000 uomini. A.bbiansi pure tante forze . .. bene l ma poi? uoi non saremo ancora in ninn. modo sì forti da c,perare con certezza di buon succes'>o contro un avYersa.rio tanto esercitato ed e,perto in guerra,, e probabilmente a:ppena m~lla proporzione BlALTOGR:-1 FICA


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213

' R! V~STA

niBLIÙGRAFICA

di 3 : 2 potrémmo noi essere si"cun di ou esito vittorioso. Con 600,000 tedes_c hi, bèn condotti e non di troppo di,•isi (e q1;esta gente a~, h~ m massu11a parte_pagata; del proprio}, !.'urto pot rebhe rrnscn'e con eITetto duratirn e portarci aJla ìVIosa non che alla Marna ed alla Senna. Converrebbe impertanto j,n nanzi tutto por tare gl i eserciti mobili a;d un tale . dfettiv0, prima. ancora di pensare ad un campo permanente a Magonza. f:..e fortezze servono ordinariamen te quaJi ponti d'appoggio m:lle op<~raziorti; e nella collocazione deg,li eserciti a tt ivi come l uoghi sicuri per i loro mag_azzini e depositi'.. a protezione di un'iu-ma.tu, battuta per radunarsi e norgamzzarsr, a coprimento di pass1~gi su fforn i , e finalmente per chiudere le comunicazioni ed i passi o too liere al ner~ico l'uso dei rnedesimi . Se si do~'esse q,uinl,i anch ; imp1egar a no corpo di ~rupipe ad un baluardo sì iniportante c@me Ma,gonza per impedirne, l'assedio, c:iò non corrisponderebbe an,CNa a l concetto della forza di cai r!ovrebbe essere forn·ita una· fortez•z a di· primo'· rango. K con ciò rnrrebbe, anche indebolito consid:eren,l meote l';-se•r ciio attivo ; ed. i desiÌlti• successi , che . unicameJ1te. si pnò sper.qr, di taggiunger.e ,· c;ol!:' i·mpiHgo· di. 1nasse cc,mpatt~, ed in ogni circostauza più forti di quelle del nemico, ri_rtiarrBobero ancora as~ai·dubbiosi. P'o ichè soltant0 dal!a mllg· g1or forza poss1,bile dei_ co:rpi di truppa. Mcamp8fti dipe·nderebbe h ~orte, qn_and anche Magonza Yenisse i,nta'nto pwsa•. In uguale p~s1z1one ~1 tro:va d'altr onde anc.be Ras.tatt; e gualoi:a rtius,:isse a1 Fra1'.ce~1 ·d r portarsi di _là. dal Re.no, pt'imai che ·ali eserciti tecfosclu siano radunati, m ta l caso µoteebber.o tirare la stess-a cnnSt'gm·nza per Uln1a, etl in allora le ID.ostire fòrze, al dire di Cl'ausewitz, sarebber,o s·parpag\.iate, e ne ll' impossi hilità.dì far tes ta a l nemico e cl.istruggerlo; il nostro scopo pr inci pàhi· andrebbe fall ito. . ·

opere provvisorie, e di circondare con un ri,,estimento di terra tutti _i forti in muratura che possono essere raggitrnti dai colpi nerpici . Questo sarebbe ancora eseguibile nei 4 prossimi mesi, usando mezzi e forze straordinarie. Secondo i precedenti, di cu-i siamo stati te~timoni in molti casi però, è ancora molto da temersi che non si raggiu:nga l'acco1·do e si ottenga quella sollecita esecuzione, per cui s.:tremo obbligati ad inco~inciare la guerra in uno stato assai incompleto di equipaggiamento, armamento e ordinamento delle truppe e delle p iazze forti , difetto esistente ora più o m eno negli Stati tedeschi. - · :Ma appunto perchè ciò non si può cambiare, poichè noi non giungeremo senza sensibili perdite e sacrificii ad una concorde alleanza, onde perseverare nei sentimenti nazionali, finchè noi oon aHemo (7ettcto il nemico O fuori dei nostri confini, difeso da uomini il nostro diritto non ceduto un palmo di term tedesca:; finchè non ci saremo pro~urati un'indennità dal tµ~bature della quiete, e dall'assalitore, ch e ci ha obbligati alla guerra, e non glr avremo fatto pagar caramente il fio della sua tracotanza: per tulio questo donerno sopportare bisogni, miseria., versar sangue, il quale ci servirà d'i n~do vieppiù io"diss0lubil0 da conservo.rei ooiti e forti per l'avvenire. Svegliatevi stipiti tedeschi e dimostrate che ,,oi non siete nudi ideologi, come ,,i ha noma ti il primo Napoleone. Si. tratta della n ostra gran patria dal mar Bahir.o all'Adriatico, dal Reno alla Vistola. - Desta:tevi una volta I B." ..

. ~0r gl_i_effetti st:raordinari dei cannoni rigati di graucìe ·calibro,

1· prmc1p11 fondamen t,di dell'arte dellR gue11'.1 e· degli assedii debbono assoggettarsi a pllrecch ie mod1fica111oni. Oi;corrCJno ancora' grand i esperiemie 1per istaibtlire \' equi li brio fra Voffosa l'! lai di.fesa . P.er _q ue~to i:nnmento . però, in. cui la g,1rerra è da. p,r,.we~lersi ed me,11tab1le, ciò non dtJirrebbe in1pec1ire·, di ànna:1:e tutte;Je forte~z{t dr~lla . C~mfe.de.ra-zione con simili cun,noni; nel p iùi breve. tt;,r!ìltlle f:lOfi~!~!lei d~ costmi,Fe 1, dove è riputat'J. necessario, delle

N° ,G':). - Interessi tedesch-i sul J>o e s11,l M·incio. - È questa ultima parte di un lungo articolo che sforzasi a dimostrare la nP.cessità pe1' fa Germania di tutelare all'Austri'a i possedimenti della Ven~zia; se rron fosse uscire dal nostro programma ci sa~ rebbe facile redarguire uno ad uno i sofismi politici militari su cui è tessuto questo articolo, il q·uale, dobb1am confessare, ci meravigliò di tro var caldamente patrocinato dalla direzione dell'Allgemeine milila.r-zeitung, la quale diede sino ad oggi prove si larghe di sano criterio militare e di fredda logica.. Nè sappia,mo darci pace come essa non abbia traveduto o non abbia voluto travedere !e .salìentissirne es~gerazioni dell'anticok: so-ccitato, e le stranezze militari che vi si propugnano e ripngnano ad un tempo. - Lett11,1·e pubbliche sitlla tatt-ica del regio esercito

bava1·ese. - Costitu%ione militare gt1-man·ica. N° 4~. - La divisione di risr,rv·a della Confederazione tedesca. - 1.'anno dr g,u erra 1760,. H . - Considerazioni sulla'


214

RIVI8TA BIBLIOGRAFICA ginnastica militare, II. C. - Notizie varie. - Resoconti'leltera1·i militari. 1'i0 .60. - Lettera militare. - La conferenza del ministro della guerra tedesco di Vurzbourg e·di Berlino. - La distruzione delle ferrovie in tempo di guerra. --"" Considerazioni sulla ginmistica militare, II. C. - Impressioni di viaggio nell'Algeria. - Notizie varie. - Resoconti letterari militari . N° 51. - · Sulle coste marine germanico-settentrionali. Sulla distruzione delle ferrovie in tempo di gc.erra (segue). Impressioni di viaf!gÌo nell'Algeria (segue). - Notizie varie. -

Resoconti frttera1·i militari. . N° :i~. - Ancora nna volta sulla questione della formazione della fanteria su due o su tre righe. - L'anno di guerra 1760. - L'istituto idrografico del la marina militarfl austriaca. - Nati:.ie militari. - ~Resoconti lettera1·i milùari. C.

RETTIFICAZIONE Nel vol ume 111 ; anoo rv, da pagina 68 a pagina 87 di questo giornale a bi.ii.amo esposto la Cost,itiizione militare del Belgio, e si fu per mera inavver tenza dello stampatore, che ha messo sulla coperta del fasr.icolo il nome di L. DE BARTOLOMKrs quale au.tore di qnell'articolo, mentre egli non fu che traduttore. del medei;iwo, il qnale fu desun10 dal Tablean de tci composi.tion des ar-rnées européennes sur le piffl de g11,erre, dressés d' ap1·ès les clocuments officiels les plus récenls , par M. VANDEHSA"o&, capitaine d'état-major belge-(n° w La Belgique) imp:'imé à Bruxelles chez Mucquardt, éditeur. - Décembre 1859. Similmente gìova avvertire che la stess'l inavv.f)rtenza è in~ corsa sulla detta coperta, r ispetto all'arlicolo Se1·vizio amministrativo presso le l1·uppe francesi in C1·imea., da pagina 166 a pagina 185, scritta dal dottore BAuD&N"S . . Ci facciamo carico di notare queste due inavvertenze, a scanso di mala in terpretazione dei loro autori, o di chi legge i medesimi articoli, mentre non fu mai nostra in teniione d'approrriarceli , siccome è prova che non . furono firmati ,dal cav . DE B.rnToLOMEJs come, gli a ltri , di cui era autore. La Dfrezione. ERRATA-CORRIGE

Nel vòlnme m , anno v, a pagina 3_3 , linea 8, invece di : i due battaglioni(l l 0 e 16°), leggasi sempìicemente: i due battaglioni. Nello stesso volume, a pagina 50, linea 7, invece di Spoleto leggasi : S. M. degH Angioli. 'TAGLIANO GAr>TANo

Gerente.

Pubbliçato nella sccol)da s,etUmana del m,ese di aprile'.


S TUDI SU I,

3° - Il reclutamento considc1:a10 solto 1'as11etto tielle sue relazioni colle riscrYe, (1 l Nel primo articolo d_i rprnRto ragiona.mento abbiam cercato di stab ilire le relazioni del r eclutamento colla popolazione; ma, ciò non basta : è nostro debito cli completare le nostre osservazioni, e dir e qualche cosa sulle riserve . Il primo quesito che si presenta egli è di vedere .se oltre all'esercito, il quale, a seconda dei pensieri già svolti nei precedenti articoli , dovrebbe risultare numeroso ecl importante , siano anco·r a necessarie delle riserve'/ Procedendo per ordine, definiremo in primo luogo cosa . voglia.mo intendere per riserva. Essa è quella parte della popolazione che dopo l'esercito rimane a disposizione di uno Stato per ingrossarne le file o formare delle masse armate in suo sussidio. ( 1) Si dichiara ch e q11c•st'ultimo articolo venn e compilDto nello scorso febbraio onde fosse inserto nel fos cicolo di questa l/1'.',!istri i1'1ilila1'c Italiana dell o stesso mese, e perciò k opiuion i qu i vi svollc non hann o a che fare col la proposta di Ll'ggc su ll'ti rn1amc11 to nnzio na le le$l è prese ntata al Parlamento : proposta a quell'epoca ~(folto ignorala dalL\u torn. 20 aprile 186 1. LA. DIIIRZ lO~rn . ANNO

V. Yol. 1!1. -- 111 .


STUDI SUL RECLUT.UIBN1'0

PER L'ESERC11'O lTALIANO

Abbiamo detto che la forza armata di un Governo determina la sua posizione nel consortio delle potenze, e perciò se all:esercito vi si aggiungono queste masse, questa posizione diverrà pilt importante per farne rispettare i voleri, l'autonomia e l"iu<lipendenza . Ripeteremo qui.udi eziandio che l'esistenza di r iserve in una nazione dipende <falla situazione geografica e dagli interessi che esigono di istittùrle, a cui tengono dietro i principii che il governo professa, o gli eventi che lo costringono. Lo scopo adunque di questa istituzione è sommamente politico; o i)erciò dalla definizione data, e dal punto di vista con cui ravYisiamo le riserve, noi anemmo risolto il quesito, senza essere obbligati cli dare maggiori o più ampie ragioni. Concordiamo cioò coll'universale opinione che (per orn almeno) l'Italia deve aver delle risene preparate per accresccrn ~1 g\à forte suo esercito. · Sebbene nei nostri siudi di cose militari ci siamo proposti cli as tenerci da ogni dissertazione ad essi estranei, fummo nullameno costrct.ii di far paroln, di queste poche massime politiche goyernahrn per rispondere (come ab-.. biam veduto) al quesito; ed era ciò necessario, perchè dopo tutto quello che avremmo imposto alla popolazione p er rifornire resercito, ci ripugnava di ricorrervi ancota per questo secondo obbli~o che la sfiora e rapisce la migliore e più nlicla parte di essa. Abbiamo ripudiato una espressione in fatto di reclutamento : non accettammo cioè la denominazione cl'impostn, e quindi ci veniva l'incres~evole dubbio che con questa nuova esigenza fosse pur troppo considerato in questa guisa. Procur iamo almeno di rendere questo nuovo carico più sopportabile. Vale a dire non scostanrloci dal nostro proposito, cerchiamo con qual sistema poirebbes_i avere ,delle riserve, le quali adempiano alle seguenti condizioni: 1° Che la popolazione non sia oltremodo oppressa e vincolata da questo nuovo sagrifizio per la patria.

20 Che le r iserve siano una risorsa efficace per l'esercito, onde accrescerlo in tempi anormali od eventi stra-

;21(;

ordinari. . . . 1o Dall~ cose che vorremmo stahil ire pei provmc1ali si vede ch e sebbene ne abbiamo divisa la ferma in due seriè servizio olt·i vo e servizio sedentario, non abbiamo consider~ti gli ultimi come riserva propr:i,~mente detta, mentr~ avremmo voluto che essa constasse eh gente robusta e d1 età giovanile; e quindi è forza cercarne l'elemento nel reclutamento, ossia nella leva (1). L'istituzione delle Tiserve non è nuova uel regno sabaudo. Anticamente, oltre ai reggimenti provinciali , vi era~o iu ogni comune delle milizie, le quali a . gu_isa delle odierne guarùie n azionali potevano essere nchies~e pe~ servizio militare. La storia delle campagne nella contea d1 Nizza (stil volgere dello scorso secolo) ci atte~t~ questo fatto• F u però creata, una riserva :eram~nte D11hta:·e , c!uando s'introdusse la leva l)er e_straz1one d1 numero, 10 cui, oltre al contingente di reclute che la popola_zione clovev~ somministrare ogni anno; tutti gl"inscntt1 che non v1_ eran_o compresi, ancorchè non ar~·uolati, ri~anevauo _a d'.spos1zione del governo ancora cinque anm, a~_ne d1 poter ac-crescere all'occorrenza l'esercito. Fu un d1ntto dello ~tato, il quale fu conservato anche dopo che venne _cang1_ata 1~ forma di governo; e -~ul finire del 1848 abbiamo infatti ( t) Lo Prussia è la pntcnza c.he megli o seppe crearsi fo rti riscn:c- C01~ popolazio ne di 16 milioni può mettere in r oco tempo sul pie•'.e ù,

una n', ·n1•tu ù·, 500 mila nomi ni. Ma a differenza di (] U.1ll\O e, saguerra Il vi n · . , • • ,· , ... · 1· <' \'i le chssi 11iu anzrnnc Lii leva formnno 111 11sc1,.1. remmo noi propos ,, .o , , Se vi è il ,·antaggto che lu\lc (]lll'Slc classi rimangono u_n :••r~o tempo · · · .· 1·· 1con,•cnicn\c che non so110 prn r1clm11nalc se sotto le arm,, v, e peto 11 · • • . , • non Stl per evoluzioni \e111p0ranec. l\cHln '.1 t1IC (jllllllh per la• gu_< rr,1 :~on ,, f I l'\à milil·t1·i da Ho• r1·pl1catam1•n\c mcn1.1 o_nolc, e ._ .~ _ .. . .· 3 vi·c I1ucro or:ic e qu a 1" 1:1 wconda serie (la {,cmdslw·1m). la qm1lc c.,n,la tic ,old"li p1u malt11 1 '. avrebbe forse i di fdli da noi rimnrca\.i nel 1s1,s allo nostra arma\a d1 riservo.


~18 STUDI SUL RECLUTAMENTO veduto assegnare ai corpi i giovani che ancora r estavano delle leve 18.25-26-27 (1). Lo spirito od intenzioni piLL liberali che furono di n orma al comples~o della legge del 1854 deggion o aver avuto poso per tener conto de:la stretta soggezione che lill tal sistema di cose imponeva al popolo; e seguendo l'esempio - dei circostanti paesi ; pare si volle stabilire che, somminìstrato il contingen.t'e delle reclute (la 1• categoria) ed arrolato eziandio per cinque anni un,certo n um.ero cl'inscritti come r iserva (la za categoria); fossero seoz'altro liberati da · ogni obbligo o futura evenienza di servizio mìlitare q nelii che pel loro numero d'estrazione nòn dovevano esservi compresi. Siccome però gli assegnati alla za categoria erano l)ressochè con dannati al celibato dura.I].te la ferma, si fu obbligati di ridu rne assai il numer o. Ne avvenne qLùndi cbe non corrisposero più ai bisogni dell'armata, e fallì. lo scopo per c ui: si volevano riserve. Manifestato l'error e, i legislatori se ne preoccuparono; e fw umo testimoni della lotta suscit ata dalle aspirazioni della nazione, le quali contra,s tavano colle considerazioni sull'eccessivo carico alla' popolazione; e finalmente come queste dovettero sottostare a q uei doveri d'indipendenza. Fu quindi decretato l'accr esciment o delle riser ve. Questa decisione del Parlamento (che porta p er t itolo di Appendice atta legge del reclutamento) ha, sanzionato il principio che in un governo libero e nazionale tutti si deggiono al la patria, e, sebben per altra · via, si ritornò alle 'a ntiche prammatiche. Era forse il caso cli ristabilire lo stesso :;;isterna di pr ocedimento .... .. .. Fu così'in quanto al n umer o, m a non in ( I) Vcdinmo da ciò che q11an tunqt1c il Piemon te non avesse i princi ri i di politica che ha pl'ofcssa ti dopo il JR48, l11Llavia, oltre ai nun, crosi provinciali con c ui poteva iugrossarc l'cscrcilo, c rede va necessario av cl'c Hncora qu esta riserva d i cinque classi di le va , le q uali sommavano ad oltre liO m ila uomioi.

PER L' ESERCITO ITALIANO

219

. t . mezzi . poichè gl'inscritti in più del contingente quan o ai , , · · ì 1 · erno · o m essi a dispos1z10ne e e gov . d. non .f· ur ono. soltant < , . , l i · . t1tlti cipparlennero atw secon e dovettero esser e a1··1o a i . . ' . catego1"ie. . · ·1 ,le 1 Mett iamo ora in confronto i _du~ met odi e s1 u.ccic a qua.• . . ·1 e 10 oprwessivo, il più liberale. . Sla 1 JU l . . · · f cose p raIu seo·uito a questa sommaria e~po~1z1~11~ e,:, , .., ·_ 0 .· . • t·1 ultimi anni fra n oi, c1 cl1dua11,1mo pa,i,t1 t1cate m ques . . . • . · . ,. h · troviamo ·iani delle antiche e.prinu(;)re istituz10m, ,P~· c e . g . . ,tLpp'mto alla r)rima. conchz10ne. Che la poch e acl emp10no e . , t , po vincolata da questo 1w,ovo 1 O polcizione non e oppressa op sagrifizio per la pat1·ia. . . : , . : 1 2" cate')o In seguito alle or q~u dèUe d1s.pos1z1?m, ~ . ., . ;., • . c1· lclati inscn tL1 sm ruoli geneiah . . gon a offri una massa i so ·· . t· apparteuent1 a nessun dell'armata, ma non or gamzza i,. no11 < ': , , , 1 ·1 , , 1 c·osa ~1· lin1itò a cercar Jl mezzo d1d,u 101 o qua e ie corpo; a , · ;:, . . · l l' l' /' . . tare. : s ... · . ' , l)oterh n umre non a (. i . a(1)r..i istruzione nuh L 11usci ,L . . . ,ni,. clu·n' nte l'intiera ferma dei cmque anm . qiia1·anta gio1 , 'ma <l'o . n i alt.l'a cosa cssc rn orùi1w la; .s enza <li (1 ) Una truppa cl cvc pri g. .· ol, D'·li trondc crcciwrno che, 1 ciò non se ne può tlis porì•c nel m odo c iel s, . v\ •~~tt~ p•ìl<' rno è csse111.ialc . Lben , oldnlo non ascia 1 · ' ' ' l'individ uo, 11 qm, 1cse . · . · . , \ rnqu c qu a nd'anche fosse 1111 . . \ ,.. 11·1rt e d1 un coi po q11 u t ' ch'err\1 supp,a e ,e ,a ' r ., nionc. ciic conosce,. e e re -, <> • . È " ucst o Hn ccnlro, 1 1111 deposito 7wo1,visorw. · :• . , . , cn za m orale ,\i di,ciphna assai 11 diam o che q neslu cogn1z10nc h a un 1,1 l -

va nLaggio sa. . . . f sscro 111 ~a,riorm cnte arrcstnli I 1859 i Tee1csc1ll s, o. '~,, Se nell a guerra el e . · . ,i[ mo.l o sar cLho nsi polnl è . . . C d ,1 l'Jt'monlc , 111 ((li, n el le prov111c1e 1nvas e . ·. . . , , - q ,w l ,uulo o su qua! cosii 1 r ad u nare) le second e ca tego rie t\ 1 (!ue , pacs,'. , o55 _; ·3 . . · di care d1 l'OCCOg ] Cl Sl • a vrcbbcsi poluLo Ior o rn . . . . , 1 · le arnJ:l l,~ si trovavan o c1'1 pri mo impero' ll\ et ' , Nell e ultime gucl't'C _ e · · ; d . •i· avc v·rno ricev ute e has tnn• lo<Lo che , cpos t 1 , · , • . F lontanissime ,hi\!a , ra ncia, · ·: . · mme,l ialamcn l e i ballngliou, 0 . . I , ' lulc s1 for111avano , . , , . Id l' t e men te 1s tru1lc e 1 cc , . . ,· , . · onrlllrre j 1111 ov1 so l> t . . ·. E ·n 10 cor pt provv1so11 pc1 e . 11 sntrn dro n, d1 mnrc,a. I ' 1 . f , f e non ,li l';,rlo nccac, e , '1 • • ' .. co n>Jll til amcn tc o, ma , , , . . .•ii loro corp i : ma eiano ' · . ,· ,.,, di v,·1"s,1rc , snidat i ,,. '. , . · . ip i di b:itt.ag11a 111 " · ,1 , • • , ch e fu r ono co ndott , Slll cuyi . . idcn t ic;1 la eosn , v1 e Jll'rn . . o dest in,i l1 Scblocnc no 11 . . rc•mirnc nL1 n cui era[) . 1·,. sc'1Lene co1nposl i qu cs\1 corp , oo . I t, ,,,omento· ,·aie a '" e, ' . . analogia e-o nos -l o ai o . . . v··1 ,u tc,rausi :.ulop l'nrc in ogn1 . t ,1, · l' 1 · vcrs i l'C""imc nl1' t ull~ ,, 1 . (\l rll Jl P.\ .l ;o,)

iuaoicra.

•


.22-0

STUDX SUL RECLUTAMENTO

22Ì PEll L'ltSERÒITO lTALfANO anch'essi soldati: senza bisogno di assoggettarli ad essere . ad assento militare. _ . · Si dovrà però organizzarli in modo particolare, lçi, qual cosa non ci sembra troppo· difficile . · . . . . Dalla ferma e servizio da noi. voluti pei provmciah certamente troverem mo domiciliati in ogni borgo o_ cor~une dello Stato quelli dell'armata sedentaria (e fra cli essi, se~ condo quello che·abb.iaì.no a s.uo l uogo acc_e ~nato, p~~,~c~ht graduati) . Siano questi_ app'.1cat1 alla qmv,1 _det:a 11se1v~ ed avremmo in tal mamera 11 nucleo od onht_m~ ~on cu~ formare delle sezioni o compagnie o battagl10ru m ?g1: 1 località, a seconda del n umero dei militi colà r es1de1~t1 (1). Poniamo ora questa prìma o speciale guardi~ nazionale · sotto gli ordini del :Minister0 cli guerra , andiamo a st~diare le carie istituzioni dell'-indella o be1iarmg d_ella Svezia 0 delle colonie militari tedesche e d'a.ltri paesi, e troveremo senza dubbio i mezzi di dotarli cli uffiziali ~er c~m~ pletarne la formazione , non cl~~. pres~ri verne 1 ~~ec_rn.l~ regolamenti pel governo, arnmm1straz10ne o_d tilt_r~ . -vale a dire ordinarli e prepararli per ogm d1spos1,,1one o volere (2).

Diremo ora il-nostro modo di ravvisare la cosa. Noi abbiamo la guardia nazionale. Non è <lessa forse un'istituzione popolare di garanzia e di custodia delle nostre franchigie? Non è forse stabilita per coadiuvare all'ordine pubblico, e nei presidii all'armata? Non è essa il vero rappr esentante della leviL in massa; e diciamolo finalmente ; non è ella la riserva generale armata? Perchè non potrebbe ricevere_nelle sue file q ne;t'eletta gioventù pronta sempre ad offrirla aÌI'esercito? · C.i sia permesso di spiegare questa nostra proposta. I difetti o la d i.fficoltà contro la possibilità di r ealiz~are questo nostro pensiero, ci pare provengano dalla istituzione medesima della, guardia nazionale. N ou crediamo di errare dicendo : che nei patsi dotati delle due forze, cittadina e militare, per lo più non vi è r elazione fra di loro , non vi è unione, non vi è quel reciproco sussidio che deriva _dall'ordinamento della cosa, per cui la prima è realmente la risei·va della seconda. ,,. Dalle prammatiche ch0. regolano la 'gua1;dia nazionale osserviamo ch'cssa è divisa in due specie, sedentaria e mobile : quest'ultima comprende i cittadini dai 18 ai 30 o 35 anni; e perciò nei t empi di perfett.a pace qualunque giovane a cui non tocchi la sorte di essere soldato, deve di sua natura appartenere a- questa seconda specie (1) . Dividiamo ora questa guardia mobile in due ancora, e siano annoverati nella prima suddivisione gl'individui dai 18 ai 26 anni; .ed ecco la riserva per l'esercito , inscritta nei ruoli dei municipi , senza che sia necessario costringerli

• . lul1.1· 1· c1·tt aum1 ,. · d<•g" (1) Siccome , " iono f-lr • p·1rl.c , .dcll ll g nard . ia nazionale, .. . , perciò i provinciali r i<npatl'iati, abbc nd1è ancora aslrc ll.1 al md1la1 sci evii lo · d('c11riono . · . · ascritti· essi. pure essei. \•I ~ ' non è quindi • ccccss1vn o s\r,n1a .;

il

·.,c~za rlestinarc i snmmcnzi onal.i veteran i alla r 1scr rn CO~l C qn~d1 _1. es,,, . . . idee eh di-. Crediamo questo b11omss1mo elc;ncn 1o pc1, d a1, loro le prime . . . ' • 1.' 1· sp·11.·1lo mililnrc • cd aiJ il.ando essi i medesimi paesi cli quei sc1pn1a C (1 ' ) , . . , m iliti iossn no ri1111irl i e fornc I ,str11,,1onc. . .. . (2) ~ n ; nostro J!"nsiero qi volerci. dilungnrc pet· ~pee1flcarc mmnta- . o . et a 0 1.,,nn· 1 zz·1z· 1,-.r1,•• Sarebbe allnn lnnn1·ci. , dal noslrn ~o~gcllo. menteJ c1ucs ,,.. ,, · ffì ·, t . che ci e sl'mbn1to 1e eI ucllo Cc,·c·tmmo d i cspMrc somm~1 rrnmcn , . .su 1c1e11,· e ' int,•nd/>rc le nostre• .ir1cc: po1c . 1ic, I,e prO Yìdcnze 11cr far . . o m1su . rr; 11 s,rpcr . ~o!Ycrc le, diffìcol\11. le qn.ili non putrcbbero a nH·110 d1 sorgcn:, se s1 lvo lcN~~e . mct.tcrc 111 oprr:1 rJlieslo P'.oj;e IlO ., so 110 cose da. tr~\\nre. . part1tamt11 .. . e . .. 01 s·amo pl'rÒ convìnl.l che il sc11 no dì persone c:1p:1l>nlcve v11'.c,•1c ogni oslaco1o, '. • · \'"f1·11. a cnpo di rlarvì forrna rrgolarc e con\·ernente per lo scopo rirsc1rc e ·~ u

( 1) Giacchè l':1rgomento ci porta il far cenno della guardia nazionale mobile, ci cr,~diamo in dovere di espt·imcrle i nostri srntimenti di ammirazio_nc e tributarle i ben rncritilti elogi peri o zelo, dcv~zione e buon spirito che I hat_tagl ioni distaccati di q ucsla· milizia dimostrano in questi tempi. Traslocal1 ove occorre, sussidian l'esercito,· lun~ì dai domestici focolari . . :,:,. ' , r1val1zzano con esso per contegno, disci~lina cd amor di patria.

prefisso rli riscn·a per l'a rmata.

.l

·


222 ST UDI S UL R ECLlJT.AAWNT O Tn caso di chiamata si procederebbe allora a designarli ai corpi ove sarebbero assentati ; e naturalmente i medesùni provinciali sopra accennati ne condurrebbero i drappelli ai diversi depositi. ' La questione finalmente di poterli designare allo vario armi può essere sciolta ancora. So poniamo mente, le esercitazioni della fanteria sono le stesse anclte pel genio; e le scuole di riga e delle marcio possono quasi addait arsi cziandio alle truppe di altre armi. La cavalleria ordinariamente consta soltanto di soldati dei contingenti annuali delle leve , ha quasi sempre sovrabbondanza d'uomini, per cui in tempi di guerra l'artiglieria ed il treno vanno a rifornirsi nelle sue file. Si limita perciò la cosa a preparare degli uomini della ri~erva per queste ulti1ue specie di corpi : e siccome vi sare'bbero certament e truppe d'artiglieria o del tr~no stanziate in vari presidii dello Stato; fra i militi di quella loc~tlità si potrebbero scegliere gl'idouei a quelle speciali armi , acciò ricevano da essa le ap pu:;iLe particolari istr uzioni. CoD; questo raziocinio ayremmo dunque creduto di sodCrediamo 1w rtanto doverci arrr.s tarc per meglio s piegare la nos tra opinione sul comnndo gcnernlc di questa guardia nazionale. Secondo i principii com uni d i gove rno, fa g uard ia nazi onale è sotto il potere dell'a utorilit civi le; cd essendoci spccinlmcul.e pronunciali a vversi a che siano militari gl' individ ui della r iserva, pa re che sarem mo ora cont rarl,li ccnti di noi s tess i a qu es to proposito. Se ben osscrvin mo, lrovimno ch e in ogni gover no rapprcsenlalivo il potere esecutivo agisce collclti,·amcntc , e 1>crciò le at t ri buzi oni non so no intieran1cnte esclusive; o n on si può s u pporre s uscct lih ililà personali fra i s uoi agenti. Che la cosa sia così, ne abbiamo la prorn da ciò cb11 si pratica relalivamente alla legge stessa del reclutamento, È d'essa un 'is tituzione civile : le s tatis tiche e le liste sono formate dagli impiega ti ci vili, i q uali ne conservano pure la direzione de ll e opc razio11i; con t utto ciò il Mi nistro della guerra è quell o che le o~d ina cd ha il s upremo domini o di essa legge. Noo sa rebbe ad u uque la stessa cosa r iguardo a queste g uardie naziona li o riserve·/ Si ricscirehbe con ciò al fine deside rato di uui onc e d i affi nità fra le due forze arma te da noi segnalato. Sarebbe finalmente il sistema il più semplice, il pi ù consentaneo all e altre istituzi oni naiional i, e ,c crlamcnle il più libera le.

l> Slt ,;i,::mucrro 1'l'ALIANO 223 disfare alla seconda condizione posta in principio di questo articolo : Che le rise1·ve deggiono esse1·e risorse per t'esercito onde acc1·esccrlo e rifo1·nirlo a seco,ida d~i bisogni e circostan:a:.

CONCLUSIONE. Ricapitolando quello che abbiamo_t.ratlato _i~ questo_ ~·actionamento, diremo: che riconoscrnlo il clmtto dell 10dipendenza di una nazione, ci ~iamo propo~ti _di costituirne la forza armata, la quale ne è 11 Yero e prmc1pa.l sostegno, e perciò ci siamo occupati cli compilare dei f>en~ie1"! sul reclutamento, primiero elemento di questa costituzione. Abbiamo quindi ideato uu sistema dal quale vorremmo che ne potesse risultare : 1o Che la carriera militare, ossia la posizione dell'esercito nello Stato fosse sommamente apprezzàta, eù il di cui spirito s' immedesimasse nella popolazione (1) . 2° Che servisse ad organizzare l'esercito solidamente, 0 che i soldati tutti fossero corupiutamentu i:;Lrniti e piegati alle abitudini militari. . 30 Che presentasse modi facili per accrescerlo e nfo1:nirlo, prepnrando le popolazioni in manicira da trarne 11 miglior profitto. Non sappiamo se nello svolgimeuio delle nostre ideo abbiamo riescito a questo scopo. Fu almeno la nostra intenzione. ( 1) r.·escrcito è vcrnmc nle nnion~lc q_na~?o che le. ~loric sue di v?ngono t radizion i popolar i. ,\ ndi:,mo nei luoglu pm rcco,!d_,t, della Francm, e nt ria mo nei più urnil i abit uri e sentiremo ancora ogg1d1 n1cco11t:~ re le ll": •-rc, van ta re i trionfi del ""ra nde impero. Sarà la s tessa cosa, 1101 ne ab biamo ferma fìd uei.:, dei no~tri fotti di Goilo, di Palestro e di S. Martino.

G. C.


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LA CAMPAGKA l>I GUERRA 1'RL!.'U)IBRIA E !l"ELLE MAR.CHE

le montagne che fra le colline, avvegnachè di monti non meritano il uome quelle r11oderale elevazioni di terreno, in generale arabili, fra Musone ed Aspio; neppur si ponno chiamare colline quelle a levante fra l'Aspio e il mare, le quali in tulun punto presso la costa si alzano a più di 1500 metri sul livello del mare ( 1), e da Umana ad Ancona presrntano una co3t:era scogliosa presso cbe contin ua e inabbordabi le•. Il perimetro di questa zona mista di monti e colli, che fu il teatro delle ultime e decisive operazioni della campagna t hc sliamo narrandù, presenta all'ingrosso la figura ili un trapnio simmetrico a ponente e levante. A mezzodì il lato maggiore formato dal corso del Musone ha circa 38 chilometri di lunghezza; aù occi1fc11le quello segnalo dal basso corso dell'Esìno, e ad orien te il tn1llo di lillorale fra la foce del Musone e la punta di Ancona banno ciascuno la lunghezza di ,1 7 chilometri alf'iulorno; il settentrionale fra la foce dcll'Esino cd Ancoua, misurato sul trailo d<'lla via Flaminia che ivi costeggia il mare, è di circa ·1 5 chilometri. fl verlice grecale di questo trapezio ritorcendosi a ponente quasi a foggia di crescente, forma il porto d'Ancona. Dapperlullo vi è asprissimo il suolo, perchè intersecnto da frequenti·corsi d'acqua, in molli luoghi dirupanti, sebben pressochè ovunque guadabili; ed ivi non si trovano zone favore,1oli per l'azione combinata delle tre armi , se pur si vuol eccellunre l'angolo scilùccale presso la foce del Mu:;one, là appunto ove si combaltè la gloriosa giornata di Castcllìdardo. hi congiungendosi le due valli del Musone e dell'A:-pio formano un piano il quale ba la larglwzza di 4- chilometri quasi in ogn i senso. In questa parte il terreno è in gen<'rale urnido, ioter,;ecalo di fosse d'essiccamento (! spopolilto d'alberi e di caseggiati. La pianura , come già abbiam detto al <',.ipo 11 , si 1

LA 'CAMPAGNA DI

GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE NARRAZIO:\E MILITARE

CAPO VII. BATTAGLIA DI CASTE LFIDARDO.

Per fac ilitil re I' intellige11za delle ulleriori operazioni dell'P-scrcito nos,ro è nece.,;sario ag_giung<' re aicuni particolari alla descrizione, cbe nel capo II già abbozzammo, del terreno cbe ne fu il campo.. Tra le foci dell'Esino e del Musone sorge 1111 gruppo iillricatissimo <li nitore, cbe pare staccalo dagli App1•nn i11i di Matelica. li loro aspello orografico e la loro natura geo logica sva1·iatissimi non permettono di cL.1ssificarli con precisi one piuttosto fra

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(1} li telegrafo aereo di Monte Concro ha 1763 metri d'alliludinc.


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NELL'UMBl\1.1 I-: NilLLE )!ARCHE

LA CAMl'AGNA DI GUERHA

innoltra in valle Musone pet' un tratto di circa 15 chilometri sin sotto di Osimo, ed allo sbocco della valle del Fumicello si allarga maggiormente. - Ma lutto questo piano compreso fra il Musone ed il piede delle colline fra Osimo e Castelfidardo, frastagliato_ dal rio Vallato, da altri minori ruscelli che scendono dalle allur-e suddette, e da frequenti fossi irrigatori, non è facile che nel tratto inferiore fra il Musone ed il Vallato, dal casale del Rostechieto allo .stradale di.Loreto; questo trnllo, largo in media 11200. metri, è, si può -dire, il solo ove la c;1valleria possa agire con qualche libertà ed efficacia. · li Vallato discende dalle alture fra S. Agostino e S. Sabino, e giunto al piano volge ad oriente, ca~imina pe1: un tratto di ,5 chilomètri e mezzo quasi parallelo ai'Musono, nel quale influisce poi a 2 chilometri e mezzo a mezwdì di Lo reto. Le sue ripe sono ripide, ed il suo letto è riempilo d'acqua e profondo cli fan go; riesce quindi il suo passo difficilissimo alla fanteria ed impraticabile alla cavalleria ed ai carri. La pianura s'avanza pure in Valle d'Aspio, ma pili ristretla, e per un trailo di appena 5 chilometri e mezzo fra il confluenle dell'Aspio ed i {iue ponti dei piar;i d'Aspio sotto a S. Hocchetto. Il torrente laglia-nJola p·er mezzo, la rende impropria ai grossi movimenti di truppe. Nell'angolo formato dall'Aspio 6 dal Musone s'alza la catena di colline sulla quale s'incontra il vi(laggio di Castelfidardo, e 6 chilometri piu ind;etro verso_maestrale la piccola ciltà cli O~imo. I due versan ti son,o cl i mediocre pendenz,1, ma lag]_iuzzati da nu.1nerose val lette, eJ in geuerale popolosi di caseggiati; l'erta più considerevole è quella da S. Domenico 'in Val Musone ad O~irno. , . 1

Osimo è sita ,su di un ria!lo (8,i.7 metri sul livello del mare), dal quale si stacca, fra grecale ed oriento, il breve contrafforte di S. Maria in Carignano, il _quale va poi spianarsi in Valle <l'Aspio, quasi dirimpello a quell'altro cbe sulla iiva manca di esso lor-

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rente scende dall'alto di Camerano. - A levante della cillà passa la strada au Ancona da Loreto e da Castelfidarclo, la quale dopo ripiegatasi, per breve tratto a greeo, scenuc serpegi;ianuo nella valle d_i S. Valentino per salir poi al quadriv10 di S. Biagio, e procede quindi , passati i ponti del Rannoccbio, a rilroso di Val Musone pér Castro ad Ancona. A libeccio per un'erta faticosissima vien su ad O»imo da Val Musone alla volla d'Ancona, la strada da Macerata per Recanati; cd a ponente quella da S. Paterniano. Per que~ta stralla si va da Osimo a Jesi: da S. Paterniano discendendo in ,•al Musone, e per questa procedendo nel basso sino al ponte Ji S. Filippo; quindi, o si risale le alture prr Bavero, S. Giovanni e Miccoli a Torre Jesi, ovvero si prosegue pel bass·, della valle sino all'incontro della strada postale da Torre Jesi ~ Filotrano e Macerala; eia Torre Jesi si scende poi in Val d'Rsino, e poco dopo si pon cvpo a Jesi. Se · non si vuol passare per . S. Paterniano si può u11cf1e da Osimo scender subilo in Valle Musone; quindi, prima di giungl're a S. Domenico, volgere ad occidente per una via rurale-e porlursi a raggiungere la via sovradetla a piè della salita di S. Paterniano. Da 0,;iino si discende a grecate in Val d'Aspio per due stradé comnnati, dilTicili a'carriaggi militari: l'una nella vallo di S. Gio,·an ni, l'altra sul sovrnslante contrafforte di S. Mnria in Carignano. La posizione dominante <.li Q3iino alla congiunzione d'importanti comunicazioni , ed a cavallo Jelle valli del Musone e clell'Aspi9, la dillicollà de'suoi accessi , te sue mura antiche, ma pur utilissime per la difesa, fanno di questa città un posto mi, li tare altrettanto importante quanto· facile a difendersi, sia per barrare la uirilla via di lleeanati ud Ancona, sia per rincalzar l'occupazione di Castelfidardo in tesa a chiu(ler l'altra da Loreto ad Ancona, sia anche quale specola militare di lutto il terreno circostante per un raggio di prcssochè 1 5 chilometri. La rella delle alture fra Osimo e Castellìdardo discende rapidamente sino al casale di S. Sabino, ch'è posto a metà via,


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LA CAYPAGXA DI GUERRA

indi innanzi ondeggia sipo all'altipiano di S. Agostino, che si congiunge poco dopo a quello su cu i è fabbricato Castclfidardo. - La stracia po;:!alc-, a Loreto da Osimo, corona questa velia da qnesla cillà sino al casale di S. Agostino; di là scende in Val Musone per dolee pcmlenza, tagli ando di Lraverso i declivi i nwridionali dell'altura di- Caslelfìdardo, e co!,l1•ggiandune il piede sino presso al ponte sul V,tllato, ove riscontra la dirella via da Lorclo acl Anco na per le Crocr!lc di Castelfidardo. -Da S. Agostino, seguendo la sommità delle alture, un tronco mellc a Castel fit.lardo, il quale dista <la Osimo pcco piò di 8 ehi1omrtri. Dal l'ullura di Castelfìdard o partono due contrafforti , l'uno dei quali scende progres,iramcnle a scilocco e viene ~pianarsi presso il Punte del Molino (sul Vallato); per questo conlralforte SCt•nde appunto la strada dirl'lla da Lorclo a Casl!·llidardo. L'altro dirigendosi a grecale, dopo circa ·I c.: IJilomelro si biforca: l'un ramo volge semicircolarmt•nle ,·er.,o oriente al \'illaggio delle Crocette, ove considerevolmente si avvalia al passo della strada du Loreto ad Ancona, quindi tosto si rialza e protendesi verso il conflu ente dell'Aspio col Musone, spianandosi però aJ 1 chilometro e 1/-2 in pria; l'altro tendendo, verso _tramo111ana, a S. llocrlietlo va a morire ll(•i Piani cl'A.~pio, dopo aver mandato nna sua dirarnnzione secondaria in senso pa rallelo al dorso di Croce tte, col quale forma quella piccola rnlle ove suc.:cesse più accanita la zuffa del 'I 8 S(lllembrc. QuC's ta diramnione è allrawrsata dalla strada comunale che da Crncelle scende in Val d'A~pio, passa questo torrente su di un piccolo ponte, e tende quindi ad Umana. A capo di essa diramazione sorge un · rialto, le cui falde si bugnano a grecale nelle acrpe dell'Aspio• e domina così il rovescio della posizione I.li Crocelte e il passo dcll'Aspin. Il piccnlis~irno vill<iggio dl'llo Croce Ile è norl o di 5 si rade : l'una venendo d,i Loreto sale dal casale de' Cam pan.ari, las1,;iando

229 Castelfiùardo a poco men di 2 chilometri sulla manca; l'altra, seguendo l'a llura, provien da questo villaggio; la terza, che di traverso tende a S. Rocchcllo, è il seguito d('lla strada da Loreto ad Ancona; la quarta è quel la di cui già parlammo din•lla ad Umana: e fina!menlc una via runile che corona ndo il cont rafforte scende al piano (e fu quc,;ta la via pri ncipale per l'attacco cii Pimodan). Ed è perciò Crocette un punto lalllco importantissimo, anzi è la chiave clcll'c1,;ccllento posizione fra Aspio e ~lusono per interciuervi le vie rJ i Loreto ad Ancona. Sulla riva manca dcll'Aspio le colline si alzano grada tamente e vanno risol rersi nei mn11ti detti di An1,;ona, il piì1 allo elci qual i è quello di Monte Conero, già da noi nominato. D.i q_ocsto, ad occi1fo11le, spiccasi un contrnlfortt•, il quale rilorcendus1 tosto a mezzodì rn spianarsi nei Piani <l'A:-pio; sull'alto di quc•sto è fabbricalo il villaggio di Camt!rano (difeso da a,·an1.i di antiche mura), pt'! quale pa~sa la strada di Loreto ad Ancona , salendo,·i dai due ponti dei Pinni d'Aspio. Sulla destra sponda del .'llusonc, io faccia alla posizione ùi Castclfit.lar<lo ha,·vi q11P.lla Ira Lorelo e il nrnrn, ~ve le fo rze pootitìcie si erano conc('nlrate por tentare la giornata del '.' 8. I a città di Loreto è fabbricala su di una delle 111l1me c~ll;ne che scf•ndono dagli Appen nini di S. Cataldo frn Mu1,one e Potenza, a 2 chilometri dal marn ed a 2 ! a scilocco d'AnCtrna. Il papa Sisto V la cingeva ol'alte mura con lurri merlate per far fronte ai corsari che tentarnno inrolare i l,:,s~ri rlell~ Sanla ca~a; C que,te mura 111\lorn l'Sistono, SPbbcnr.• 111 n1o!t1 lungh i malroncie da l-1(' 111po e dai danni s,>ff<'rti ne~ 'I79_t), Il versanlc clcile alture cli Loreto in Valle Musoue e ass,11 folto I.l'alberi r. seminalo di freq u<•nti cas<•ggiati rur,di. Tn• l-tradc Io discendono in din•ziono di ,\ neona; quella pili a sinistriJ, la postale, vi!'n giù assai rapidan1C'nte, allra\'C•rsa il Mu~one su di un ponte di l<'gllo a ,1500 1llf'tri dalla c:llh , e poscia .-u di un altro ponticello, 50 0 metri più in la, il Vallato presso il suo NELJ.'U)IBRIA E :-lELLE )!ARCII!


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NELL !HJDRIA R NELLE ~IARCJ-IE

_· l,A CAlJPAG:'.'IA DI GUERRA

confluente. Poco lungi da quest'ultim9 ponte, la strada, come già abbiam dello, si biforca e preseuta due vie a presso poco ugualmente buone, che conducono ad Ancona, o per Osimo, o per le Crocette e Camerano. - Un'altra via·, più difficile, può mettere da Loreto ad Ancona, e fu la prescelta pe'convog!i del ·gener,Jle pontifici9. Questo camm ino, distaccandosi da quello fra Loreto e ~orto .di Recanati, pei· le cascine Barderola e Simia (vedi Se/tizzo topografico pel' le operaz1·oni del ,i.0 corpo presso Ancona), dirigesi su di un guado del Musone, . ch'è silo alquanto al dit;otto del confluente dell'Aspio, raggiunge qu indi la strada fra Crocette e Umana, passa per questo luogo, Sirolo, Massignano e Poggio, lasciando a circa 3 chilometri sulla sinistra Camerano, e so tto il nome di strada del Monte d'Ancona porla • ' I a questa c1lla, seguendo presso la costa. Da Loreto al guado cotesta via è assai buona ed inghiaiata; indi per quel tratto di circi;l 3 chilometri che vi ha dal Musone a raggiungere la strada di Crocette ad Umana, è forza seguire pessime vie di campagna, le quali sempre non sono carreggiabili. Quindi in s,u si_ri migliora la via pr,r quel tratto di circa 20 chilometri cbe ·va ad Ancona. - ·Finalmente, Ira le pr~cedenli, una buona' via rurale e quasi parallela all'ultima, scef!dc da Loreto al Musone per Cascina Arenir,i; là trovasi un altro guado pratir,abile alle artiglierie di r,ampo, e discosto non più di 1 300 metri rlal prin;o, col qnale comunica per mezzo di una viuzza su lla destra del Musone. Sull'altra ripa s'incontra un tronco di strada cli campagna assai buono,' che va pur raggiungere la st rada 'd'Umana da Crocette, passando al piè delle alture di quest'ultimo villaggio, e dirigendosi al ponte sull'Aspio: fu questa appnntp, _come cl ìremo, la-via tenuta dalla colonna d'attacco del generale Pirnodan. Il tratto del Musone fra il confluent·e del Vallalo e il mare, è qua e là sostenuto da dighe sull'una e sull'altra sponda, e le adiacenze del letto sono in molti siti ·coperte da t:anneti pa-

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lustri. Le ripe .sono assai elevate, ma non difficili. Il fondo dei guadi è sodo e gbiaioso; e l'acqua pon superava -in allora i 15 ... cent1tnelri. Ora che ~bbiam dato un'idea, per quanto potemmo, parlicolareggi(1la delle locali la (a concretar la quale' giovera lo scbizzoannesso), facilmente spict:heranno le sapienti disposizioni tattiche del generale. Cialdini, che procurarono alle armi nostre lo splendido successo del 18. Conrn abbiamo accennato nél capo precedente, appena giu.nlo a Jesi, la sera del 15, il gene1·ale .Cialdini, compreso del l' importanza di precedere il nemico nel possesso di Val Musone e delle-alture di Osimo e Caslelfidardo, malgrado che le truppe sue fossero 'slanchissime delle faticose man:ie già sostenute, tuttavia rgli avea -clalo tosto l'ordine della mareia per le prime ore del seguente malli no, e fralla11t.o ad assicurarsi . della forte posizione di .Osimo egli avea spiccato in quella stessa nollc 2 battaglioni di bersaglieri con due pezzi. A tutela di Jesi, ove rimaner. do,·ea la riserl'a dei vivrri, edove si aspellava il gran parco di riserva del 4° corpo, il genio provvedeva con trincieramenti speditivi. Il 16° reggimeulo con 2 pezzi dovea rim piazzare la brigata Como nell'occupazione di Torre Jesi ~ stabilire u1i'ava1)Zata di un ballagl ione al ponte sul.Musone presso al molino di S. Michele, che doveasi ;;ubilo rovinare. Le altissime ripe del ~fusone., l'erta di Torre Jesi rencleaoo questa posizione sufTicieutementc difesa anche da queste deboli forze, e qoando pure si fosse avverata la voce corsa, cbe cioè· il generale di Pimoòan da Macerala proced er do"esse pC'r Filo t1:ano a Jesi , egli vi avrebbe trovato una banicra iosnperabile. Yerso le .3 antimcriclianc, ·il rimanente della 4/e73 divisione (30 battaglioni, 1 '2 squadroni e /~ batterie) avv iavasi per alla voltù di Osimo. Appena discPsi da Tone Je.si in Val Musone si . <loyelte 'fare una fermata, all'oggc~to di rnccogliere I~ truppe

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AN NO V. Voi. i!!. -

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l,A CAMPAGNA DI GUF.RI\A

rotte dalla scabrosità del cammino, e di meglio ordinarle per la marcia .ulteriore, la 9uale indi in là proceder dovea coi1 tutte le precauzioni di un · po:gsibile incontro col nemico. Frattanto però, a fine di non perder il tempo preziosiss:1~10 di quella giol'na ta ch'esser dovea strat<"gicamente decisiva, il generale Cinldini spediva innanzi il bl'igadiere Casanova con 2 battagliot}i di bérsaglieri ('1 ·1° e 6°), i lanGieri di Novar,a ed una ba.tteria ·, coll'ordine di far la muggior dilige11za e di non a1n•starsi sino a Castelfidardo; ivi di oceupar tosto con fori i posti le Cl'Ocelte, il ponte ciel Molino sul Vallato, ed -i ponti nei Piani d'Aspio verso Ancona. Doveano srguirè a breve distanza la brigata :nergamp ed una balleria da 16 per completare cole~ta importantissima occupazione. . 1 Questo falit:osa missione, mercè l'instancabililà dei no,tri soldati e le savie disposizioni del loro comandante, venne appuntino eseguita. Prima di notte si tagliò la strada fra i due ponli sullo stradale di Loreto; e mentre i11ollra\'asi sino a questa cillà un posto d'ani30 di cavalieri, il quale dovra , ripiegarsi al primo comparire del pemico (come avvennP), \'ennero posti a guardia di questo passo due bùltaglioni di bersaglieri con 2 pezzi ed uno squadrone de'lancii>ri di Novara. Gli nltri due battaglioni di bersaglieri, con 2 pezzi, occuparono e rnppero i ponli dei Piani d'Aspio .. Gli avamposti della brigata Bergamo e quelli de'lancieri di Novar~, collee0 avano queste due . occupazioni attorniando il piè delle alture di Croc°etle dinanzi il ,confluenlé dell'Aspio. La brigata Bergamo , · ripartita fra Cas!tilfidanlo e Crocette, formò il corpo di sostegno. Queste truppe eh~ dà Torre Jesi avt'ano dornto camminare a tutta possa per vie cattive, e sotto cocentissimi raggi del sole, oppresse dalla sete e dalla mancanza di suffic:ien te alimento, erano quella sera in uno stillo di prnstrazione indicibile, e certo vi volle tullo quPll'ardore elle so lo è dato dalla coscienza del proprio dovere, cb'è ispiralo dalla giustizia della propria

NEJ.L'U~IBRIA E NELLE ~!ARCHE

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çausa e d,1\l'amor di patria, ed il quale è mantenuto vivo e gagliardo dalla voce e dall'esempio degli uffiziali ! Caph•ano quei generosi soldati l'importanza del còmpito loro, e fecero rimpos· sibile. Dopo breve fermata, il grosso avea ripresa la sua marcia su Ù3imo, ove era giunto verso il mezzogiorno. Importando al geuerale Cialdini di premunirsi al piu prestocontro ogni tentativo aggres~ivo cbe gli potesse venire alle spalle dal presidio J'Ancona, mentre egli disponevasi a fronteggiare nella bassa Valle del Musone il Larnoricière, egli a, ea mandato difilata la brigata Como, una balleria ed uno squadrone, al quadrivio di S. Biagio, eccellent~ posizione elle padrnneggia la via da Osimo ad Ancona al passo dell'Aspio superiore. Lasciato quindi, col quartier generale, un solo battag!ione alla difesa immediata della fortissima_ po~izione d'Osirno (e ve n'era a sufficienza), il rim.ancnte della 4-• divisione avea prosegu ilo verso Caslelfidardo, andando~i stabilir pe1: la nolle: la brigala Regina a S. Sabino, quasi a metà strada fra Osimo e Caslelfidardo; il 13° reggimento, coll'artiglieria di riser;a, nella posizione centrale dell'Abbadia, in 2~ linea, pronto anche a collegar le sue difese a rilrorso, verso Ancona, colla occupazione del , quadrivio di S. Biagio e quella dei ponti dei Piani d'Aspio. La brigala di cavalleria (i lancieri _di Milanò e quelli di Vittorio Emanuele) andò accamparsi nel piano di Valle Musone presso il casale del Rostechieto a cavallo della strada di Recanati, e ad equa distanza fra la slrada che discPndc da Loreto per Crocelle e quella cbe per Mo11le Fano nwlte ad Osimo. Essa era ·destinata a fornir numerose pattuglie durante · la notte per tutto il piano della Valle Musone fra le sucldetle strade , ·cioè Jra il ponte S. Oomrnico e quello sollo a Loreto ( ponti che vennero rolli entrambi), ed a prolrgge.rvi cosi il e ornpirnenlo dell'occupazio1ie generale. Una brigata non era per certo sufficiente a tenere forte1


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NELL UMBR!il Il XELLE .\ IARCHK

T,A CAMPAGNA Dl G'J EnRA

me11te l'estesa posizione fra Castelfidardo e i Piani <l'Aspio, ed a guardare convenientemente i sottoposti passi. Ma le nostre truppe erano eccessivamente stracche dal faticoso cammino percorso sollo la sferzo\ di un sole ardente, scarsl'ggianrlo di acqua -potabile cd anello di viveri, poicbè le diftieoltà del le vie tcrn~ano inòielro i carriuggi. Fu perciò giuocoforza il t.:ont,, nlarsi per quel giorno di quella prima occupazi one, la quale t11llochè imperfetta, assicura \'a cionull,rnrnno al generale Cinl1lini il conseguimento del suo obbietlivo strnlt>gico , quello di impedire al gros~o delle lruppe pontificie di :ifforza rc il presidio d'Ancona. ' Ed in vero scbben debole fosse l'occupazione delle alture di Castelfida,·do, nulla però Si avea da temere da un nemico il quale quasi conlen1pornueamente giungeva a Loreto, piccolo di numero, estenuato esso pure.. da lunghissime rnarcie, e per certo poco incornggiato dal trovare sull'unica SUè.l via i noslri , d(i i qua li non _potea _a semplice colpo d'occhio aprrczzar le forze, mentre le eccellenti clisposizioni prese dal brigadie;.e Ca~ sanova erano tali <la ingran~irne piuttosto il primo aspeLto. D'altra parte, prima di all'orzar troppo la sinistru, sicco~e Cial dini non poteva per anco esser ben certo della direzione del principale allacco, nè -di quella del g<'nera lc di Pimodan, conveniva, per non affaticare inutilmente le truppe con marcie a contromarcie (cosa esizial issima in guerra), studiar bPne in pria il terreno , apprezzarne giuslamente le sue proprielh tattiche , procurarsi più esnlle informazioni intorno al nemico cd ai guoi presumibili disegni, e ricavar quindi da queslo prernntivo esame quel sicu ro criterio che solo può inspirarci un buon disegno tattico, conforme alle più probabili ercntualità. Ciò fece difatli il generale Cialdini, e con prove del pii1 alto talento -militare.

Accertatosi che la - brigata riel genllrnle di Pimodnn non poteva giungere in Loreto se non verso I-a sera der 117, e cbe

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perciò le truppCl pontificie noi potrebbero altilccare che nel 1,Uallino del ·18, essendo alfallo inverosimile (e niC'nte temibile) .che il generale di Lamoricièrc si decidèsse all'assalto prima di aver raccolta a sè la brigata s1Jddc1ta, il generale Cialdini si tro\"Ò disponibili un giorno e due notti per riposar le slanche sue truppe e ri fornir a' loro bisogni , p('r istudiar il terreno, e completar l'occupazione di quella l'Ccellenle posizione, il di cui posses~o erngli già più che gu(tìcil~11lemente assicuralo dalle di,-posizion i dife nsi,•e prese. Quella primn notte (dal 4 6 al •17) venne impertanto 1~sclusivamenle impiegala a far giungere viveri ai cam pi con ogni sforzo immaginabile, a cagione delle poche e pessime coornnicazioni di quei terreni. Informato però in quella sera ( 16) delres:stenzu della strnda, che da Porlo Rect1nati, lambendo il mare, couduce nd Umana e di là per Sirolo, Massignano e Poggio ad Ancona, strada che • da alcuni si sosteneva impraticabile.per qualun1ue siasi specie di carri, da altri <letta praticabilissima: il generale Cialdini temendo cbe 1rnr qu~lla via non gli a~csse da ~fu:::gire il 1wrnico, trovò urgente di farla riconoscere da un uffizialè intelligc•nte e di sua piena confìd1~nzn. Tale incarico egli affidò al _luogotenente colùnndlo Pi ola , suo capo di stato-maggiorn , scorlato da due ballaglron i di bPrsaglieri, i quali, scbhen a!Tranli dalla fati cosa giornata, no1-i-sPppero rwgarsi all'appello dH'loro ulliziali. Pnrliva questa ricognizione nlle 1O di sera ; direttasi al con fluente dPll'Aspio nel Musone, e i,,i pas,ato a guado il torrenle, si spinse sino al mare, impiE>gando tutla la notw in questa importante perluslrn1.io11e, dalla quale si acquislii la certezza che nessun carro poLrebbe mai pas~ar l'Aspio di rive sco.~cese e profonde , nè guadar il Musone dal . confluente alla sua foce, pcrcbè troppo grosso d'acque sostenute dal mare; ciò che non era rigorosamente esatto, mentre,- come già accennammo, 1111 po' al disoll() del conflu ente csiste\la un guado prali1:..ibile a' ca· 1-iaggi militari, che l'oscurità della nolle celò a'noslri esploratori. 1


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l,A CAMPAG/OA DI GUERRA

All'indomani .('17) ·· . .le rimanenti truppe , ristoi·ate da1 nposo d~lla notte e dai viveri ricevuti, presentavano un'altra fisionomia, e si nìostravano animosissime di venirne alle mani col , nemico che scorgevano sull'altro vrrsante di Val Musone.- ~fa non essendoci conveniente di porla1· l'·1ttacco · , , ben"s1 ·rnvece e1·1 a~peltarlo nell'eccellente posizione occupata, s' inipicgò quel gwrno nel consolidar le difese a fronte . ed•alle spalle, di modo a_ pote'.· respingere cori successo le offese da· qualuBque parte r.1 .venis~ero. . 1.l concentramento generale del nemico su Loreto accennava ovviamente coo1e egli non intendesse arrischiare ìe sue deboli forw contro il centro della nostra occupazione, contro Osìmo, p~s1z10ne, come .abbiam dello, da per sè formidabile, e che presenta va un 'insuperabile resistenza; ma ch'egli I si sarebbe p1ultosto attaccalo all'ala nostra piÌl ad esso lui vicina cioè alla . . ' nostra ~101stra, per la quale passava per lo appunto la sua più bre\'e ~1a _p_er Ancona, ed ove gli ostacoli del terreno gli erano men cl1ffictl1 da superarsi. Per questa parte adunque era necessario di specialmente premunirci, concentrandovi il maggior ~erbo ~el~e '.103tre_ forze. D'altronde, ammettendo anche la più rnveros1mlle ipotesi, che cioè il uemico si fosse deciso a diri"ere0 i suoi sforzi su Osimo, le sue mosse preparatorie per tale attacco non avrebbero potuto sfuggire all'osservatorio di quesìa elevata cillà, e prima che gli fosse riuscito di discendere a quella volta in Val .Musone, di supen1rvi la re<;istenza della nostra brigata di cavalleria ivi appostata, ~ di pronunziare il suo attacco decisivo, le nostre truppe avrebbero avuto tutl'agio e tempo, non solo di portarsi a frontrggiarlo con successo, ma ben ·anche di circuirlo. Epperciò il generale Cialdini divisò saviamente di atforzare le sue difese intorno a Castelfidardo, coprendo soltanto gli altri aditi in ~uisa da non lasciarli esposti ad un.a sorpr~sa, sicuro in ogni caso di poter giungere in tempo per_ difenderli con successo; ed ecco le sue disposizioni in pro• pos1to, che vennero mandate a compimento nel giorno 17: .

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237 ' Alla sinistra: Di1~anzi alle Crocelle (fronte a mezzodl) si stabilì una batteria da 16 , cd un'altra da 8 u11 po' più in giù ed al dissovra del casale Campanari; sull'estrcmilà del contra!Torlc che da Castclfidardo Jiscende verso il Molino venne stabilita, in direzione di Loreto, la balleria d'obici. Di guisa che queste ' tre ballerie convergevano i loro fuochi sul pontt~ del Molino e sullo stradale di Crocelte. Dietro la batteria degli obici, sulla sinistra dello stradale che scende al Mulino da Castclfidardo, si accamparono due bai• taglioni del 25° reggimento, mentre un ballaglionc dello strsso reggimento, alla slessa altezza, ma a destra del suddelto stradale, custodiva due przzi che batkvano -la solloposta via per S. Sabino; rimaneva il 4° battaglione a presidio sufficiente di Castelli dardo. A scorta delle altre due batterie stettero tre battaglioni del 26° reggimento , <li cui il 4° col 6° baltaglionc dei hen:nglieri, uno squadrone de'lancicri di Novara ed una sc;zioue d'artiglieria era a S. RocchcUo dietro i due ponti dei Piani d'A&pio, rotti ambidue. 11 26° battaglione de' bersaglieri custodiva l'cstrein~ punta elevata dell'altopiano che dalle Crocette ~i avunza verso il conflu ente ddi'Aspio nel Musone, occupundovi due cascine, l'una (la Sant.1 Casa di sotto) a mezzacosta, e l'altni (la Santa Ca~a di sovra) a 600 metri più indietro sull'altopiano stesso, estendendo i suoi avamposti si no all'aC'qua dt•l torrente per adocchiare ogni mo\'imento del nemico nella sottoposta ,•alle del Musone' sino alla spiaggia. L',t ,1° ed il ·1 2° ba~taglione bersaglieri con 2 pezzi erano a gm\rdia del ponte tagliato del Molino. Nel piano di Campanari stavrino tre squadroni dei lancit'ri di Novara,· a cavall o della strada poslalr. La brigata Ref;ina fu messa in riserva dietro le Croi.:ette, col 7° battaglione bersaglieri , pronti ad ,H;correre avanli od inielrv dovG v en issc il bi~ogno. NKLL Ul!BHIA E N~LLE M,IRCHE


238

1

LA CAMPA GNa\ DI GU'E RRA ·

. Al centro: S. s~.bino venne occupalo da due battaglioni del Hì~ reggiment9 e da una sezione· d'artiglieria. Gli altri due bat~ taglioni di questo reggimento con all1:i 2 pezzi si stabilirono all'Abbadia, facendo fronte ad· Ancona, estendendo i loro avani.posti _sino all'Aspio, e collegandol(a destra con quelli di S. Roc1)< chetto ed a manqi con quel li' del quadrivio di S. Biagio. lr1-:/ .4tla destra: Osimo rimase occupato ,Ja un sol battaglione con 2 pezzi d'artiglieria. · Alle spàlle ìl quad rivio di S. Biagio era fortemente guardato dalla brigata Como, da uno squadrone di cavallèria, da una bàll~ria da 16 e da 4 pezzi da 8, con forte avaiizala (on battaglione e due przzi) al ponte del Rannoccbio, già distrutto fin dal giorno preceµente. Lo scopo di quest'occupazione (per ]a quale, sembrò ingiustamente a taluno, sian_si imµieg;ùe sovercilie fol'ze, che altrove avri:'bbero potuto .meglil) util izzarsi) era quello di assicurar le spalle dell'inliero corpo e la sua linea di comunicazione con Jesi da ogni grossa sol'presa del presidio di Aneona, il quale snperava i 5,000 uomiui; nè ' perciò era troppo nna brigata. A Tol're Jesi continuò a stare il ,f6° con due pezzi. La brigala di cavalleria, accampata intorno. al Rostecbieto a guardia di Val Musone; ebbe ordine di appoggiare alquanto a sinistra verso il ponte di Loreto all'oggetto di spalleggiare più da vicino la destra della nostra occupazione di Castelfìdard-o · mi11accia11do il fianco della colonna nemica che tentasse cl; · sforzare il passo .dei due ponti della strada postale di Loreto. Verso sera, informato dell'arrivo in Loreto della brigata Pimodan ed aspeltandosi ' perciò di essere attaccato nel mallino segnente, il generale Cialdini trasf'eriva il suo quartier generale in Castelfidardo, ove pernottò. Colle prese disposizioni, Cialdini poteva in tutta fiducia aspettare l'urto del nemico, ceno di fiaccarlo da qualunque parte , gli venisse. Coll'occupazione afforzat~ di Castelfidardo egli tenea,

NELJ; UYDRIA E NEL!,E MA.RCI·IE

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per così dire, la punta della sua spada sul petto di Lamoricièrè, nè a questi rimauea modo di sviarla o di tentar un colpo senza trovar pronta la parala, decisiva e terribile la risposta. La posizione del generale pontilkio non potea essPre più critica: frullo inevitabile del!a temeraria e insensata sna strntPgia. - Le due· divisioni di Cialdi11i che gli stavano sul corpo, barrandogli ogni via al suo obbiettivo· e pronte a rintuzzare qualunque suo tentativo ed a schiacciarlo, la di visione Cadorna che gl i scendeva addosso sulla manca, le due divisioni del 5° corpo sulle spalle, e a destra il mare : lo stringevano ud ogni ora più entro un cerchio di ferro insuperabile ed infrangibile. Egli era impertanto ridotto alla dnra alternativa o di drporre le armi senza comballere o di cacciarsi la testa bassa ,contro il nemico, ~on tanto nella speranza di poter riuscire ad aprirsi un varco, quanto allo scopo di salvar.l'onor delle armi, col pngnare. Da valoroso soldato fran cese egl i si appigliò a quest'ultimo partito, · alla cui esecuzione inna11zi lutto importava di non frapporre iudugio per non aver da fare che col minor numero possibile di nemici, uè dar loro il tempo di viemrglio afforzarsi nelle occupate posizioni. Diffalli il generale pontificio altro non a~peltava che l'arrivo della brigata di Pimodan per' mandar ad effetto il suo primo ed estremo dis<'gno d'attacco , che da lui stesso lascieremo esporre. << Il generale di Pirnodan essendo gionlo poco prima di sera ('17) mi valsi d.el restante giorno per indicargli le posizioni del nemico, per dargli gli ordini relativi alle distribuzioni, delle quali eravamo obbligati di occuparci noi stessi, in dif't lto di una sufOciènte org,1nizzazio11e ·pcl servizio del!' intendr nza, e gli feci parie delle disposizioni da me prese pel domani , giacchè bisognava attaccare senza calcolare i nemivi cbe ci stavano di fronte. « Una lettera del colonnello d~ Gaddy, comandante superiore d'Ancona, recatami da un abitante del paese, rn'annun-


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zia va che una flolla, composta di 1 •I navi da guerra , era passata nel mallino dinanzi ad Ancona per andar ad ancorarsi in faccia a Sini;.:aglia; aggiungr.va che i partigiani dei Piemontesi , di cu i tulle le notizie ernnsi lino ad allora a,•verale annunziavano che il bonibarrlamento d'A11cona cominciereb,IJC il giorno segn1-•nle. Qu Psta voce era pur troppo fondala. « Pt•r recarsi ad Ancona, il tentare di passarn per la strada <l'O~imo ovvero pl.! r quella di Cumerano era del pari impossibill' percbè prima di tulio bis,,gnava passare i due ponti del Muson~ e del Val lato, operazione che mi avrebbe costato molla gente : sc1,gliendo quella d'Osi mo, io mi avvicinava al centro del nemico, che circondava Ancona dalla foce dell'Esino fi110 vicino a quella del Musone : e quand'anche avessi sconfillo il nem ico in campagna aperta, ciò c/1e era poco probabile, la cillà d'Osi mo, allorniata cli mura e posta sopra rialto assai d11minan le, avrebbe opp11sto al mio piccolo corpo di truppe una resistenza insupenibile. . « Se io pigliava quella di Camera no , io doveva , come prr g1ung~re ad Osimo, impadronirmi dei due ponti, di cui Ilo l(•stè parlalo, cacciar il nemico da Ca8lel fìdardo per arrivare ,1lle Crocette, operazione difficilissima ; v,,rcarc due volte l'Aspio, i cui ponti potevano essere tagliati , e certa111c11 le difesi; fi11almc111te impadronirmi di Camcrano , cillà cinta di mura, e posta sovra un comigooìo molto erto. «Tanto in un caso quanto nell'altro, mentre assalirei posizioni fortifi cale per natura, e difese da truppe d'ogn i arma -a.,sai pii1 numerose delle mie, io correva il pericolo di essc, rc circondato da un grosso corpo cli truppe, che il nemico poteva faci lmente distaccare, e di trovarmi così ridotto a c.ipitolare in aperta campagna.

Mi sembrò adunque che la sola p1:obabil ità che ancor mi rimanesse di giungere ad Ancona era di dil'igermi verso questa cillà per la slra,da detta del Monte d'Ancona . <e

~.ELL UltnRU E NELLE 11..\Rt:HR

LA C,\lo.lE'AGXA DI Gl/1':RR,I

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II nemico 110n occupava questa strada. Soli alcuni espio- • ratori vi erano stati veduti lungo il giorno verso Umana dai paesani e dagli uffiziali po!ìti in osservazione con dei telescopi i: ma que' piccoli drappelli s'erano ritirati sul f,,r c.lclla nulle. (< Seguendo qncsla din•zione, io assaliva l'estrema sini~t ra ciel nemico, mi appoggiava al mare o ai terreni i;nprali ea hili •d1!lla montagna; e se quakhe c.l iflicollà del cammino mi costringeva ad abbandonare un a parte de' miei bagagli , era questo per me un minimo inconveniente nella situazione in cui mi lrovava. u Decisi adunque d'imprgnarmivi, e ùetenninai il mio disegno per il comballime11to e per la marcia >>. Mentre il convoglio dc' carriaggi pontifici, scortnlo da pochi gen(larm i a cavallo, doveva direttamente porlarsi sul guado al disollo del conOuente dt>ll"A$pio e dt•I Musone tenendo la strada rurale per le cascine Barderola e Simia, il generale d1 Pimodan, con 5 ballaglinni, 8 pezzi da G, 4 obici e ,i. squadroni di ll

cavalleria, duvca d irig1irsi risolu tamente sulla nostra sini~Lra

all'attacco dell'estrema parte dl'I contn11Torle delle Crncetle, ove era apposluto il 26° uostro ba llagl ione dei bpr;;é.lglieri , e da dove le nostre artiglierie rigate polevano ballere il 5 uado per cui doveano transitare i carri pontifici : questo guado non essendo discosto più ùi 2.200 metri dul ia suuùella posizione dominante. Per tale attacco questa colonna dovea scendere al Musone per la strada di Cascina Arenici, sboccare arùitamenle sull'opposta sponda pel guado che ivi si trova, slanciarsi sulla Santa Ca..a di sotto occnpa~a da una compagnia ùr' nostri bersaglieri, farvi salire alcui1i suoi pezzi per ballere la Santa Casa di sovra, cb'ò, come già abbiam dello, ad un 600 metri più in su sul ciglio ùcll'allopiano , per quindi impadronirsene d'assallo. - A ciò riuscendo, il generale Pimudan cloYHa mantenersi in c1uella posizione e tentar di tenervi in iscacco il ne-


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LA CAMPAG:SA DI GUERRA

mico fintantocbè l' intiero convoglio avesse raggiunto la buona via ad Umana; quindi prender alla sua volta quella direzione passando l'A~pi o. Una seeonda colonna, sotto gli ordini immediat.i del generale Lamoricière, e forte di ,i, battaglioni, 1/2 squadrone di gendarmi a cavallo e 6 pezzi, serl'i r dovea di risé rva. Qu rsta coloun,i dovea U~CÌI' da L(mito per una strada che· Illt'lle in quella srgu\ta d!Jl g1rnc!rale di Pimodan; clo\'ea quindi appoi.tgiar pii, a destra versò il guado del conflu ente dell'Aspio, al doppio scopo cli servir ad un tempo di seconda .linea alla brigata Pimodan, e di sCQrla al convoglio. . · Questo fu il disegno del generale Lamo1:icière, cui affidò le sue uW me speranze, e che forse gli avrebbe potuto- in parte riuscire, se egl i avesse comandato a migl iori soldati, o se i nostri _fossPro stati della tempra de'snoi. Difatti il concetto talt ico di questo disegno era buono, menlre era. il solo a quell'ora che potesse presentare anche qualclie barlume di _speranza. Nella persuasione che l'Aspio e il Musone non avessero di guadi praticabili per quella parte , la nostra estrema sinistia uon si era '!è abbastanza avanzat.i, nè sufficientemente gut• rnita, epperciò era questo il nostro punto 1i1eno inrnlnerabjle, su cui si doveano per conseguenza dirigere e concentrare gli i>stromi sforzi del generale pontìfit:io....... Ma di ciò diremo più a proposito in alcune considerazioni talli che, che ci proponiamo di far sl'guire alla narrazione del combattimenlo. . Ve1·so la sera del ·17 séttcmbre l'ammiraglio Persano recos~i al quartier generale di Cialdini in Castel!ìda rdo, ed ivi concer~ tavas.i fnr i due generali che la flolla aprirebbe ne! dì vcgnenle ·il suo fuot:o contro' Ancona per rilf'neivi il presid io ed impedirgli così di a,~correre in aiuto di Lamoricière. E ciò av.vr-:nne diffalli. Alle 3 del mattino del 18, speranzose di finirla col nemico in quel ·solo dì, le nostre truppe erano sotto le armi nelle stess!3

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NELL'UMBRIA E NELLF. MARCHI!

pos1z10ni prese nel giorno precedente; se non che informato Cialdini, verso la sera del ·17, cbe una colonna di .i.,000 nomini con artiglieria era uscila òi Ancona alla vo.lta di Camcrano, e con'"inlo!'i per ciò che lnturno a Castelfitlardo dirigevansi gli sf~r;,i· concentrali del nemico , egli avea in frella richiamalo da Torre Jesi due battaglioni, i quali all'alba del ,1s giungevano in Q.,imo. Fattosi prrciò giorno e niun movi111l!nlo essendosi scorto nelle posizioni nrmicbe, le truppe nostre aveano lasciate le armi verso le ore S e·rnandatn pei viveri, quando alle 10 e 1/2 . in circa la. colonna del geiierale Pimodan, la quale, parlita da Loreto alle ore 8 e 1/2, erasi ,1Vanznta inossen·ata fra la folta alberatura di quel versante, si mostrò improvvisamente J ulla destra: ripa del Musone, preceduta da una filla caten.a di bersaglieri, .cbe non durò fati ca a rincacciare le nostre sentinelle. I carabinieri s,·izzcri ehè for1irnva110 la testa di colonna guadarono ra pidt1rncnte il corso d'acqua e andarono riordinarsi ò iet;.o una diga sull'oppo~ta sponda; il 'i battuglione de' caccia:tori po1Ìtilici ed i tirugliatori franeo -·belgi li St'guirono tosto; e menlr(~ qtwsli tre ball.iglioni si formavano in tre piccole colonne dietro la suddetta diga, i pri"mi pez1.i dell'artiglieria loro traversarono il Musone. Come prima qu esti poterono sparare alcuni colpi co11lro la Santa èasa di sollo, i carabinieri , appoggiali clngli altri due battaglioni, si slanciarono impf' tuosanwnle sulla . medesima Cusa, la quale, occ up,,ta da pocbi nostri ber3aglieri, ·dopo breve ma accanit,i combatti mento cadde in mano de' Pontifici i. irr,ena impadronitisi di questo posto, i Pontilìcii collocarono due cannoni al basso del declivio per sostenersi contro un proba·bile ritorrro olfcm,ivo, e due obici furono traili din'anzi alla Casa a braccia dei 100 Irlandesi ch'cnwo stati messi pr r quel giorno a disposizione dclrartiglie1:ia di Pimod:in per. aiut;1rla ne'cattivi . passi cd aU'oop·o servirle di scoria. - Altri quallro pezzi giun- "'"' sero poco dopo all'altezza della posizione, e ben tosto l'intera ,., 1

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I,A CAMPAGNA DI GUERRA

batte1:ia _aperse un vivissimo fuoco contro il ciglio dell'alt~piano so cui s;ede la Santa Casa di sovra. Il colonnello .Blumenslhil dirigeva questo ~uuco, che cagionò assai gravi danni ai nostri bersaglieri del 26° battaglione. . Quesli però, senza punto sgomentarsi pell'ingrossarsi di>! nemico e pt>lla vicinanza delle 5Ue artigl ierie, <lai ciglio del l'allora manl<inevano un ben nutl rito fuoco sui can noni rri poulifìci. Fralt_anto.gli ~l lri du,! ballaglioni della brigata Pimodan (il ~ cawalon ed il 2° bersaglieri), i qu;ili sul principio dell'azione aveudo ricevulc alcun,~ palle morie dei nostri bersaglieri si c~·ano posti a ti ragliare disordinatamente dinanzi a loro: c;ngionando alcuni clanni ulla loro prima linea), già aven no passalo al guarlo, ed eran o sia li collocati in riscr11a dietro ad una s~alliera d'alberi, ad 1 chilometro e ·li2 indietro ùalla posizione attaccatn. _

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. Avendo. cos\ sotto la mano lolle. le sue forze, il ge nernle di P moda n sr clP.cise nllora all'allacco didla Snnta Casa di sovra e del vicino bosco. Per ciò Pgli formò una colonna dt•' FraucoBPlgi , di un distaccamen lo de' carabinieri e del 1° cacciatori, della quale diede la dirrzione al maggiore Becdelièvre. Quesla colonna si slanciò tosto e risolulamenlc per quel ll:allo sco1wrto cli 500 metri che divide le due San te Casi>, ·ma grn nla a 150 passi dal ciglio d1•lla collina, essa fu accolla da un "'.vissim o fuoco cli fila, che gli uccise molti uomin i, e la cosirr nse a prrci pi toso voit:i faccia. Era il I 0° reggimento, che all'apparir del nemico, ch iamalo dal generale Villnmarinn, era accorso a rinca lzo del 26° bersaglieri, il quale sebben soverchiàlo dall'atrncco ~mprovvis1J ed i,~,petuosn, si era fino a quel momento mantenu to nel puulo p1u 1mpn1·lanlc della posizione. · Il ge nerale Cialdini gi ungendo in quella sul luogo dell"azione, dopo aver fatto deporre gli zaini a questo reggimento, a1·ealo slancialo alla carica, per iscaglion i successi\·i di mtno reggiI

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245 mento, controalla colonna del Becclclièvre. L'irresistibile slancio di questi bravi soldati , condotti dal prode colonnello Bozzolo, ripulì ben loslo l"ir1liero versante sino alla Santa Casa cli sollo. Ma l' inteuso fuoco dldlil ball.eria nemi ca ivi appostala, e la moscbe.t·· teria che parli\'a da'caseggiati, dirtrn cu i s'erano ric,rdinali i respinti Pt> ntifh;ii, arrestò i no.~lri soldati; e succi>sso allurn un ten ibile aVYit:l1 ndarsi di cari che alla baionl'lta di parie e d'altra, e gra\'i perdite toccarono ad ambo le parli. Il generale di Pimotlan vi è ferilo al viso, prodemente dirigendo in persona la sua prima linea, i valorosi Franco-Bl'lgi vi sono decimali dalla no~·tra fucileria e dal fuoco di 2 nostri pezzi, che da\ ciglio dell'altopiano fulminavano la Santa Casa di sotto. Dalla nostra parte muore da eroe il capilano Luigi f.ugia di Sa11L'Orsola, replicatamente caricando il nemico alla trsta della propria corn pagniri.; cadono pur gloriosamenle il capil ano Scorlicalo ed il luogotenente Volpini. Il maggiore Lamberti vien ferito guidando il proprio ballaglionc alla carica; colpito da cinque ferite il valorosis;;imo capitano Trombone, non cessa di auimarn i suoi solclali, nè rnol lasciare il cnmpo di ballaglia; i capitani Doni Annibale e Z,Jcchi Carlo , gravemente fèri li ambid ue, il primo alla gamba destra (che gli si do\lclle poi amputare), il secondo all'occhio sinislru, seguita no tnlla\lia ad incoraggiare i proprii soldati colla voce e col l'esempio. Vi sono pure graveme11le feriti il capitano Angeli Antonio, i luogotenenti Siln"!slri Leopoldo, Lussiana Alessanclro, Gallclla Anlonio, ed i sottotenenti Costa Ignazio, Zilncllo Carlo e Couli Agostino, tnlli valorosameo le combattendo alla te»la dei proprii pelolloni. li furiere Vielli, riportando una ferita 1t1asi moriale, cade col g~·ido di l'ivci il Ra, incoraggiando i sohlali ad insPguire il nemico. E q11a111e allre gesta potremmo narrare del valore inùicibile dei protli nostri del ·I 0° reggimento, che sparsero copiosamente il loro sangue in questa memoranda giornata, che valse alla loro bandiera la medaglia d'oro. 1

NEL!.• U~!DRIA E I\Rl,LE )!ARCIIF:

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LA CAMPAG~A or GUERRA Nè possiaru tacere dell'eroico contegno e dell'ostinato slancio ciel '.:!6° battaglione de' bersaglieri chr, primo ad essere allaccato, fu l'ulti mo nell'i 11s<'gu'[e il nemico. Comandato dal capitano Barb:H'ara Oll,l\'io (i l quale in premio dell'ammirabile condolla del ~no bat ta1-;lione e del la sua intrep1clezza prrsonale, ,·enne ad un IPmpo promosso maggiore sul campo di battaglia e·' decoralo dcll"Ord1nc Militar!' di Sarnia), questo ballaglione pcrdurè> per tu lio il ll'mpo del comba llimen lo sollo il più vivo fu oco 11('mico, e nialgrado ' le più sensibili perdite, fra le quali quella dei va lorosi capitani Gusb~rti Paolo e Nullo Giovunn i, i suoi bersagli eri là sempre si slanciavano ove più fcr ve\'a la mischia, nè le ferite riportate, nè la più Jìlla mitraglia seppero rlòmarli. Mentre così accanitamente si pugnava sull'estremo contrafforte di Crocelle, il generale Lamoricière dalla ripa destra del ~lusone, ov'egli eru rimasto colla brigala di riserva , ossel'\'ava le fo:;i del co mbattimento. Vedendo ributtata la sua prima colonna ù'a11c1cco,ed inl'ormalodella fe rita riportata dal generiJ le Pimorla11, egli free avanzare i due b~ la0°lioni del 1 ° rrgoi .... o mento ,~trani"ro ._ '\. comandato dal colonnello Allei, sulla :-ponda si nisln1, sino arl'altrzza dell e riserve della prima brigata, scaglionando loro in seconda linea, agli ordini del colon11rllo Cropt, il 2° ballaglioue del 2° reggimen to straniero, ed il bn ltaglione del 2° di linea. Quindi egli si portò di sua persona al luogo della mischia; ma vi giunsil in 11 11 punto in cui le cose già · ,·olgeva no nlla prggio per le armi pontificie. · La prima linea dr.Ila brigala Pi111oclan, spuntata per le du e ali tla i nostri bersaglieri , soprafatla al cr.n tro da ll'urlo incrssautc ùel I 0° reggimento, facern ogni suo sforzo per mant(•nersi alla Santa Casa di sotto; ma quest'eroica resistenza• non poteva più a ln ngo durare contro l'impelo dei nostri soldati, e già cominciavano a sbandarsi gli Svizzeri. In tale frange nte Lamoricière ordina alla 20. linea della bdgata Pimoda n cli avanzarsi 1

t,i,;LL' UMBRIA E NELl.E MARCHE

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al passo di corsa , ed al t° reggimento straniero di rimpiazzarla in posizione, ,;piP~andosi per dar minor presa al cannone nemico (dal quale però distava lollavia di 150·0 metri). Manda ad on tempo alla ,;avalleria di passar il Musone e di fiancheggiare sulla destra la mnrcia delle colonne di fanteria. l suoi ordini vrngono in parte eseguiti, ma troppo tardi!.. ..... l'ora della completa disfatta de'mercenari pontifici è già suonata, nè vi ba on1t1i r11rza umana che possa sviare il ricercato disastro! Al comparire dPlla riserva pontificia, Cialdini avea chiamalo sul ciglio ove si combatteva altri due pezzi della balleria comandata dal capi tano Sterpone ed avea ordinato che un'altra balleria fosse pron ta ad accorrere al primo cenno suo. li 9° reggimento, per ordine sno, dalle Crocelle, ove slava in riserva, erasi avvialo ad occupare !"altura posta a maestrale del contrafforte su cui si combatteva, per percluclere al nemico ogni via da quella parte, ove appnnlo sembrava accennassero i suoi sforzi ; ivi esislenùo un piccolo ponte, che · si era conservato percbè di facile difesa, e per aver nno sbocco sicuro verso Umana. Ncll'a,1 vallamenlo rra Crocclle e la suddetta altura, per batter d'infilala l~ colonne uemicht>, na stata collocata una batteria da 4 6 scor!ala rla doe ballaglioni: quella slessa bat1 I teria del capffiino Riz'lelli, prim itivamen te stabilita fra le Crocette e cascina Campanari. I lancieri di Novara si avanzavano per la destra girnndo attorno alle rstreme falde del contrafforte, ~ rofn1re i due ballaglioni de· bersaglieri di guarditl al ponte sul Vallato scendevano costeggia ndo la sinistra del Musone. Frattanto il brigadiere Cngia, avendo saputo Ca menino sgvmbro dal nemico, avea diretto in fretla il 23° reggimento con 1/~ batteria ad occupare cotesta posizione importantissima, all'oggetto di chiuder quella via a qualunque truppa nemica che sfuggisse <lalle Crocei.te, ed alle sortite d'Ancona. • Queste abili disposizioni, per te quali ogn i punto della nostra a\N:\'Q

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LA C~PAGNA DI GUERRA 248 poslZlone veniva completamente assicurato, tendeario ovvia,.,. mente a rinserrare le colonne nemiche nel gomito del coq,fluente per ivi soffocarle entro una tanag\ia di ferro,. Ma nqn ce ne doveano dare il tempo........ La seconda linea della brig~ta Pimodan, avanzatasi, di pochi passi dalla. sua primitiva. posizione di riserva, si era arrestata tutta ad un tratto, esterref4lta dal frastuono della battaglia, e senza riçeverne l'ordine, senza aver di nemico dinanzi, avea co~ miociato ìl fuoco, che più non gli si polè for cessare. Menire il 2° bersaglieri ed il 2° cacciatori pontilici stordivano così con un fu oco in.utile lo sgomento loro, il 1 ° reggimento straniero appena spiegatosi toccando alcune granate, eh.e gl,i vennero scoppiar tra le !ile, fu subitamente_ i!:vaso da una strana consternazione, cui, stando alla confessione dello slessq .Lamol'icière, pal'teciparono gli ulfiziali più dei so)d-ali. Invano il generale pon lifi0io cerca di rassicurarli, invano il loro colonnello cerca di conten·erl i coll'esempio e con animose parole.i dopo pochi minuti• t< senza aver qùito il fiscllio di una palla , nè sparato un sol colpo di fucile, diedero di vo·lta, presero la fuga e si sbandarono (sic) ('I), n traendo seco loro il second:o scao-Jione della riserva (il 2°ball.aglione del 2°. straniern e quello o del 2° reggi mento di linea), che non ave a ancora neppur un sol ferito. Il 2° battaglione cacciatori ch'era più innanzi, col 2° de.i · bersaglieri in seconda linea a Pirnodan, vedendo sparire gli Svizzeri si diè pure a fuggire a fiaccncol lo. / J,'artiglieria, di cui una sola batteria era in azione, rimas.e intricata sulla strada, da cui a fatica sboccava.a cagion d.e' parapetti che la ·sostenevano; lo ~gomenlo generale invase anche i · cannonieri; gli uni voleano dar la volta ai carri, ciò che era { i,mpossibile, stante l'angustia della strada; gli altri tagliarono.

I

(t) Vedi il Rapporlo elci gcne1·nlc Lnmoricièrc.

249

le tireHe e fuggìnrno; la massima ~a1:te lutto abbandoinwnùo se la diedern .:i gambe attra~erso i campi. Drevement0, la dirotta divenne completa, e ben si può di:ré vergognosa....... E pote,Jsi forse meglio ~spettare da cosiffatta accozzaglia? Io vano il general is.,imo pontificio , seguìto da' suoi più fidt uffi,à ali, scorazzÒì il campo di battaglia, cercando di riformare alcuni nuclei di' fimtc• ria di.etro le dighe ed intorno alle case al coperto dell'ar~iglrieria : ogni suo tentativo riusd alfallo inutile..... j, fuggiasch,i, piÌl 1)011 si po le rollo arresla11e sino, a Loreto! Per tanta vergogna sllialordilo, il generale Lamorit:ièPe stava ritornandù alla Santa Cada di so llo, ove il generale ~li Pim'òdan col 2° battaglione bprsaglieri ( maggiore Fuchman) ed alcun t>esiduo del la p1:imà li;rna (ed era1\o questi pochi i soli prodi - s-Olclali'lffh'tilici);' a sten19; :.'ir:a. .~roif_i:.!nè1:te:.. ~nttora s'.r sostene\laoo, quando presso d'arri,va1·,•i egli _s' in~oni.r0, e()I __g~ne1ìale sììéliJéTto, ·il ~nalè, . !ìJQrcnte ·di una seconda for\la riportata, a.b-venlie' , I lcunL soldati pot•lawrno verso I\H111bnlaJJ'la!. ...... J;vi' i du; gene·r; li f;!a,nires:i si stninsero 1ier l'ultima volta la mano·, scambiando aTcu,ne meste· parole <l'adclio...... . Questo fu, il colpo di grazia all'animo di Lamoni(.1,ière! Perduta ogni1qt1alunquesperanza,per quellagiornata, egl[imancl'ò tosto• l'ordine al 2° baet,1glione de1bersaglieri di ritirarsi, ma dì far ogni sforzo.. per salvar le prop1:ie artiglierie. Tarda racco·mandaz-ione ],....... Le case, nel,le quai i qoe:ili soldati avea,110 fatto una· così· valorosa resistenza , tempestate· erJ inae ndifllie dalle. nostre granate, erano stc1te prese di viva fopza dai nost:1,i, ed· i difen~ori, super,st,iti, era1m già ·p11igionicri , otl in piena rit,irnta su Loreto. .Sempre deciso a far,si strada per, Ancona ver, evit;ìre ad.ogni costo• il 'òisono1,e•di• do-ver' il domuni 1ca•pitolai:e in, Gampo•apm'lo, il' generale Lamoricièrc volle tentare un'ultima vol ta di rannodare i fuggiai,cbi sollo la protezione della sua cavalle1:ia,, la,


NELL'Ol IBRJA F, NE·LLE MARCHE LA CAMl.'A,GNA DI G'.JERRA 250 quale non era per ancbe ,entrala in azione. Ma questa erasi disseminata e parte dispersa; qnindi con soli 1.5 cavalleggeri e 350 fanti, a grandissimo stento racimolati, egli doveLte tentar l'ultimo scampo. I lancieri di Novara caricando col solito loro impeto aveano completalo lo sgomento e la. confm,ione. dei Po!llificii boià so-ob minati; e ben presto erasi affatto· sgombrato tulio quel tratto di pianura compreso fra Musone ed Aspio, gli sbandati accenn~nùo a I~orcto, J tutto nella dirotta fuga lasciando sul campo d1 battaglia, morti, reriti, artiglieria , cassoni, bagagli, fucili, e perfin le bandiere. Lo stesso generale P1ruodan venne abbandonato moribondo in una casuccia, ove gli vennero prestate le ultime cure da medici nostri (l ). Frattauto i 350 fai/li stati raccozzati sulla destra del Musone intorno alla bandiera del ,1 ° straniero, e comatldati dai maggiori · Dnpasquier e Be\l, s'erano avviati ad Umana , dopo aver passalo il Muso[)c sollo il-confluente; Lamoricière co' &.5 cavalleggeri, guadato l'Aspio per la stessa direzione, erasi gia riunito · ai medesimi marciando in tesla; quando il brigadiere Avenati, che col 9° reggimen to avea occupato l'altura sull'Aspio agrecale di Croce Ile, vedendo la disfo Ila del nemico passò l'Aspio sul ponticello già indieato, dirigendosi verso il porto di Umana. per tagliar qu~lla rili,,ata a' fuggiaschi . Appena oltrepassato il casale dello il Concio, la vangnardia 'sua cadde sulla coda della piccola colonna di Lamori_cière, e dopo poche fucilate e vivamente caricandola, le tolse 250 soldati e ,, 7 ullìziali, fra i quali i due maggiori. · Le angustie del cammino salvarono il generale pontificio.......

(1) Il gcncralc?Cialdini fece rendere gli estremi onori al generale Pimodan con tutti que'riguardi che s'addicono alla spoglia di ùo va loroso. La salma, imbalsamata e racchiusa in una bara di zinco, ,v·eone mandata · a Parigi alla vcdol'a, accompagnata da due aiutanti -di campo dell'estinto generale. .

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Cbi . avrebbe indovinato in sì meschina compagnia, fuggiasco dal campo di l:iattaglia, colui che pocbi mesi prima con tanto frastuono e burbanza ponevasi a __capo de' m.erce-narii pontificii, .minacciando d'rsterminio i moderni islamiti? Chi avrebbe mai predcllo sì grama sorte al brillante colonnello dei zuavi ebe un dì trascinava dietro di sè incatenalo il piì1 acerrimo nemico <li" Francia ed il più -valoroso soldato del deserto?!. .. ... Rimi:1ne1•angli 80 fanti e ,i,5 cavalieri, coi quali usando tnlta la celerità fallibile e tenendo i più remoti s<rnlieri gli riuscì di entrare iu Anco1ia verso le ore 5 e 1/2 pomeridiane, cioè parnccbie orn ùopo ohe la nostra flotta ne avea cominciato il bombardamento. , Mentre il generale ponlifkio così riparavasi entro Ancona, il generale Cialdini si occupava di completar l'otteno la vittoria, per modo che niun d(,' nemici avesse a fuggirgli dalle mani. Mandò perciò al 23° Reggimento cli portar tosto un solo battaglione a Massignano per tagliar quella via ai fugg iaschi verso Ancona. Ma vedendo clìe la maggior parte si dirjgevano verso Loreto e riflettendo allo stato di stanchezza e di disorganizzazione in cui trovavansi allora i Pontificii, egli giudiziosamente si persuase che per quella notte non vi era pericolo facessero troppa strada; cosiccbè soltanto verso la sera egli avviò le s~e tn1ppe. a circuirli. All'alba del '19, Recanati era occupalo dalla 7a divisione fornita di numerosa artigl ieria, appostata a tutti gli· sbocchi; alcu'.1i baltaglioni tenevano S.. Agostino in Val Potenza; Jue reggimenti di cavalleria con mezza batteria, agli ordini del brigad iere fugia, erano alle Case LuDgbe, fra le clne stracl~; che a Valle di Santa Maria in Potenza si riuniscono per andare a Porto di Reeanati; la 4/ divisione erasi mantenuta nelle posi zioni del giorno precedente. Epperciò l'attorniamento riusciva · còmple.to.


252

T.A CAMPAGNA DI GUERRA

I parlamen-tari nemici non tardarono difoili a prese:nlabì per trattare la capitolazione, che dopo lieve discussione venne accettata e 6rn~ala da Cialùir:i verso le ,i. pomuidiane. Cento cinquanta uffìziali d'ogni ol'Bia e grado, e più di quallrb mila soldati con undici p~zzi, cassoni di munizioni, cavall i, bagagli, e !e restanti guide del generale Lamoricière deposero le armi a Recanati , nelle cui mora rimasero rinehiusi fi ochè si provvide alb loro pal'lenza per Macerala e Livorno. - A Lutti venne concesso il libero rimpatriare, incaricandosi il nostro governo di fornirne gli occorrenti mezzi, coll'obbligo però .a loro di non riprendere le armi contro all'llalia per almeno sei mesi ; promessa che dai nwlti venne tosto infranta, e spezialmenle dagli uilìziali. " Tre mila nomini circa, la maggior parlo .indigen i , pratici .della _contrada, gittate le armi e scambialo l'uniforme con abili borghesi strappati a contadini , sfuggirono al 4- 0 corpo, cercando uno scampo verso Roma ; ma essi ,nol poterono, chè caddero tosto, quasi in totalilà, •nelle Ùrnni delle colonne mobili del .5° corpo , c.he il genera i Fanti avea lanciole in .tutte le direzioni per le valli del Chicnli e di Potenza. · Le perd ite in morti e feriti furono per parte nostra di circa 20-0 uomini, dei quali 17 uffiziali (6 morti e ··! 1 feriti); quelle del nemico ful'\l!lO n1ol lo più considerevoli. Ci si-consentino ora alcune breviss!me considern7-Ìoni tattiche intorno a questa giornata. Come già abbiam detto, le disposizioni di Cialdini furono consentaì1ee a'migliori precetti dell'arte della guerra , sia in riffPsso alla scelta delle posizio ni , sia per rispèllo al modo in cui queste furono occupale: rimanea chiuso al nemico ogni scampo, e Cialdini era pronto a fronteggiarlo con vantaggio da qualnnque parte egli si presen tasse. - · Se inve~e di essere aHaceato · sull'estrema sua sinistra, Cialdini lo fosse stato sul centro o sul la destra, con un agevole e sped itivo cambiamento di

NELL'i:rnllRIA E ll"ELr,E MARCHE

fronte ·a destra egli avrebbe sempre potuto gittare il grosso delle sue forze sul fianco ed alle spalle del nemico. - Se (ciò che nou accadde) (1) il prnsiclio d'Ancona nvesse tentato di venir a dar la maho a Lamnricièrn piombùndo.ci alle spalle per la via di Camera11<i, mentre l'occupazione di S. Rocchetto era in forza ad arrestal'lo , la brigata Como dalla sua posizione avanzata al quadrivio cli S. Biugio gli si sar<:~bbe slanciata a !ergo, tagliaìHlogli ogni via alla ritirata . L'occupazione di . Camenrno nel mentre del combattimento onora molto il brigadiere Cugia; e se la si fesse estesa subito sino al Pog.gio, menLre r.on si dovel'a ignorare che per costì passava una via ad Ancona, sarebbesi cosi collo il genera! ponliGl:io. In quanto poi alle disposizioni prese dal generale Ciald ini duraìlle il comballimento, esse s0110 al di sovrn d'ogni elogio. Alculli vorrebbero rimproverargli di aver impegnalo lroppo scarse forze, mentre col le forie maggiori, ch'egl i avea sotto la mauo, avrebbe potuto ollenere più pronta, subita e completa la villoria. Questo appunto non valo : 1° perchè Cialdini non potrndosi i:nmnginare cbc Lamoricière disponesse per la giornata di quelle sole poche forze imp('gnate sotto Crocette, clovea pur pensare al caso in cui qu ello fosse un finto at~acco, inlonlo a mas<.;berare il vero; nè perciò gl~ conveniva sguernire le sue posizioni cosl bene occupate, ma bastava opporre al nemieo quante tru ppe ap-' pena fo~sero sufficienti per tcn~rlo iu iscaceo e rinc,;cciarlo; 2° pnrchè esporre al fuoco un numero soverchio d'uomini, quando per la ,,iltoria può bastare un numero saviamente limitato? Un esperto ginocatore uon azzarda mai più della Òl Stando a falsi rupporti, si crcdcll.c che una colon na mossa da Ancona per Carncrana verso Uma na il giorno 18. bensì il gior1~0 17, e la soriita rientrava nella piazza la Il giorno 18 il hombarùamcnt.o inizialo dalla nostra OoUa il prcsillio entro le mur.a della piazza.

ucmica si fosse Ma ciò noo fu; sera stessa. trattenne tullo


254

LA CA)IPAG~.A DI GUERR.\

somma necessa ria pet· equipararc o copi:ire le poste degli a,·versari; 3° d'altronde dobb~am esser grali al generale Cialdini dì non aver impeg11atò in quella giornata che il solo 10° re"o·i. · OD men~u_e cinque compagnie di bersaglieri, cioè tu ll'al più 2,500 uonun1 contro più di 6,000 Ponlifrcii, avvt'gnaccbè questi non poss_ono pr:etendere d'essere stati soprafotli eia fo rze preponderanti, ed il generale Larnoricièrn ba cosl potuto meglio constalare se les ltatiens ne se bnUent pas ! . Solo potrebbe forse critic,\rsi uu particolare dell'occupazione, 11 quale entra piullosto nel la minuziosa sfera della loo-istica che . I o , non 111 que la della tallica. Non si provvido completamente all'o~servnzione dnl trailo di Musone fra il confluen te flell'Aspio e 11 mc.1re; neppur s-i curò Ji rendere impraticabile il guado sollo a Cascina Are_nici, quello appu nto per cui passarono liberamente le colonne ponli(icie. ~ U<'Sle due ommessioni, cagionale probabilmente dalla persuasione cbe il'i il Musone rosse affatto i·mp1:a licabile, avrebbero potuto essere ~atali rincontro ad nn nemico pi ù forte etl animoso. Di fa tti se il generale Lam oriciero, gellanrlo l '. ,uare le sue salmerie ed i suoi più pesan ti carriaggi, fossesi risolnlamerHe deciso a non Ct'rcar di rar strada che al puro personale , egli avrebbe polnlo sorprenclcn.: i di nolle il passo del Musone sollo il con Ouenle e guadagna r Umana in 1uua fretta prima anche elle se ne potessero accorgere i nostri avamposti al di 111 del confluente. Raggiungendo Umana , il suo pi.ccolo esercito era si fHI~ dire,_in salvo, avvc>gnacchè la nostra ca\·alleria non po~ leva 1nsegu11'10 per que'tliflicilissimi trrren i; neppure fe nostre fa nte'.·ie a:rebh~r? potuto far altro che bezzicargli, e con pochi danni suo,, la ritira la. . P_iù fo'.·le, poteva il generale pontificio lcn lar il passo anche d 1 p 1e 11 giorno, gitlar 1rn,1 sua colonna di pochi battaglioni sul.-

' 255 l'estrema sinistra nostro per mascherar il vero suo punto <l i passaggio , occupando la nostra prima ·linea; accorrere col nerbo delle sue forze ad appostarsi iniorno al Concio, a cavallo della via di Crocette ad Umana , per ivi sostenere la ri-• tirala della sua colonna di fin to attacco, quindi accelerar la sua rilirata. Ma per ciò era necessaria• mnggior risol uzione nei capi nemi ci e maggior fiducia nelle proprie trnppe, le quali ben dimoslraro110 come non ne meri lassrro .i!Tallo. Eppertanto queste due ommissioni non ebbero di .grave conseguenza, se non. quella della perdita per sorpresa della Sanla Casa di sollo, la quale non s;.u·pbbe anenula se il nemico avesse dovuto arrestarsi, anche pochi minu ti, a ripa rare il guado. Del disegno strategico del ienerale Lamoricière già facem mo sufficienti critiche nel capo v, e già abhiam dato il noslro parere sul merito del suo tattico disr>gno pel la giorna ta del 18. ~loveremo ora però alcuni appunti alle direzioni del combattimento per parte de' Ponlifìcii. li generale di Pi modan condusse brillanu·meEte la parte a!lìt.lalagli nel primo soprassalto, ma non potè imprimere sufficiente .;la ncio .illc sue !ruppe pel secondo. Tostochè <'gl i si sentì alle spalle la riserva di Lamoricihe egli Jovea formare una sola lineJ di lulta la sua briga la e slan!;iarsi senza indugio all'assal to della Sanla Casa di sovra, cereando di spuntar la sinislrn del lo scaglione lll'mico che gli st,1va dinanzi. Auacca11do così con forze preponderanti egli avrebbe poluto forse ottenere un secondo successo. Ma egli invece im pegnò un battaglione pe r volta, ed uno per volta urlandosi nelle baionellè del 10° rC'ggimento, o da queste urlato, gli ritornava sgominalo e quasi fu or ui com bil llimenlo. Il generalo Lamoricière, gi ungendo al luogo della mischia, poichè egli aveva deciso di giuocar ivi la sua estrema partila, òovea, meutre il nemico ancor non si era (lfforzalo , impegnar ~ELL UMBRIA E NELLE .\URCHE


256

1rnu·u~IBRIA

tasto il séto tn'tl:o 'in .un urto gene1·alè e decisivo, dal cbe soltalito egli potea ,1~1')e\lar qualche momentaneo successo. Egli invece imprudentemente volle tenere immobili sollo il fuoco de'I cannone trupp'e di coi non conoscea la solidità. dando loro ò0sl tutto il tempo di, misurare il periglio e di sp~vcntarsene. Egli non seppe prèpararsi la pronta trasmissione degli o;.dini e questi rinscirono perciò sempre indecisi, mal comp1~esi od in esegu il i. La sua cavalleria non avendo di via tattica predeterminala, gli fuggì di mano e fece sul campo di battagl ia una s·t€ri!e e qnasi V(>rgognosa. coni parsa; se non ad allro, egli avrebbe potutn utilrnente.impiegada a c·on!enere e sciabolare i st~'oi primi fuggiaschi, mentre non pot:ea ìghorare cbe . questi avrebbe avuti numerosi. Appena varca to il Musone, appena veduta oc·cupal.d da Pimodan la Santa Casa rii sotto, qui!llo era il momento pel generalissimo pontificio cli richiamarsi l'antico slancio del colonnell o de'zuavi, di cercar di comunicarne la scin tilla a'suoi soldati, <li stordirne l'appren;;ione collo spingerli lutti al passo. di corsa .all'assalto, rompatli e con clamorosi lmrralt... .... Egli sa1·ebbé -sia lo batto lo, no11 vi ha dubb io: ma l'onor delle armi sue sarebbe stato sul\'o......; mentre noi f'u p6r certo dal vergc>gnoso -contegno della maggior parte de' suoi, ·che si diede1'b a dirotta fuga senza n~ppur colpo ferire ! Ricordare tolti i fotti parziali di valore c\1~ per parte dei ·nostri illustrarono la giornata cli Castelfidardo sarebbe cosa t1·-0ppo lunga (1 ), ci basti il dire che un:ìziali e soldati gareg-. ~iarono di bravura e di slancio. e ·che tutti si copersero di imperitura gloria. Tu\ti i nostri caddero la fronte rivolta al nemièo, colle grida entosiasticbc di Viva il Re, Viva l'Italia, a cui .davano generosamente le loro vile; e gli nffiziali s'accordano 1

'

-

(1) Pubbli cheremo' in fine ai Documenti l'elenco par(icolareN"iato delle ' .

r 1compehsé ar.Ctlrdatc per la cai:npagiià.

257

È NELLE 'MAhCHE

in confessare che la mass·ima lor fatica dì lJL1ella giornata con~istelle iiel:lo temperare l'impeto indomito dei loro soldati. Il ,10° reggime,nto, il 26° battaglione bersaglieri -e la 2" batteria del 5° reggìrnenlo ebbero gli onori della giornata, cui presero pure brillante parte sullo scorcit1 della battaglia i lancieri di Novara, l'1 ·1 ° e ,J 2° battaglione bersaglieri. 11 giorno 20 il generale Cialdini diede le prime dispo~izioni per formare un largo blocco intorno ;id Ancona, in aspettativa della sua 4 3a divisione e del 5° corpo, che di poche inarcie doveano distare. CAPO

vu1.

PRESA DI SPOLETO, ìllAI\CIA DEL

5°

CORPO SU AN CONA -

~IARCJA D~LLA

'13°

DIVISIONE,

PRIMO INVESTlì\lENTO DI ANCONA .

Come già accennammo nel capo v1, il generale Brignone coa una colonna composta del 3° reggimento granatieri (colonnello Burnot), 9° battaglione bersaglieri (maggiore Caldellary), 6• batteria del1'8° reggimento (capitano Dllprt!z), e dne squadroni clD Nizza cavalleria eol risprttivo colonnello (Quadrio di Ceresole),. avuto l'incarico d'impadronirsi della cillh di Spoleto e della • sua rocca, partivasi_ da Santa Maria degli Angiofi sotto Assisi, e veniva far la notte del '16 in S. Giacomo, non grosso villaggio,. , ''d[~tanle 5 chilometri in cirèa dalla suddetta città, 11 pelollonedi cavalleria d'avanguardia spinto&i fino entro Spoleto, riconosceva ch'essa era sgombra dalle troppe nemiche, le quali si erano tutte riparate entro la rocca. Tre chilometri e mezzo a scilocro ed al disov-ra del con0uente, nella Maroggia del Tissino (piccolò torrente che scende· di sotto Monte Fionchi), sulla manca ripa ed in un risvolto a


_258

LA CA)IPAGi:\A DI GUERRA

menodì di esso torrentello, iuconlrasi l'antiC'a Spoleto, celebre per la sua eroica resistenza contro Annibale (anno ~17 avanti Gesù Cristo). La ciuà, in fcirma quasi di un -rettangolo, i cu·i lati maggiori sono a P?C•l presso in direzione della meridiana, è aBsisa sulla falda settent1·ionale di un monte quasi a comandar lo sbocco della sotl.opo:;ta valle verso Foligno, e ad assicurar il possesso della strada postale per Terni a Roma. Questa strada entrando io città da Borgo S. Gregorio, varcato il 'fissino, attraversa la città quasi bipartendola, oppure le circola intòrno ad occidente, sempre in salita, e.d accbiocciolandosi poi alla parie superiore della città, laddove l'erta divien più forte. Snlla destra del Tissino, divisa dalla cillà dal profondo borro in cni scorre questo torrente, e sul quale è gillato il famoso ponte delle Torri, è la ;·occa, la quale domina l'abitalo, balle per un trailo la strada di Foligno prima ciel suo ingresso in Spoleto, e balte pure con tiri anche più diretti la piazza del la città ch'è sottoposta alla roccia nel gomito appunto del Tissino. - . Questo massiccio informe , d'antico stile; è fabbricato quasi a piè tli una falda settentrionale del Monte Aggriano; esso è però dominalo dal Colle llisano che è ad occidente, e dall'altra parte della città, ed anche dai fianchi del Monte Lngo, che gli sta quasi a greco, separato dal rio Sanguineto sul quale passa l'acquedotto romano che porta acqua al forte. La rooca era occupata da 300 Irlandesi ('I /2 br1llaglione di S. Patrizio), 60 gendahni, 200 soldati · di corpi diversi , non ancora eqnipaggiati, ed ulcnni artiglieri. Vi comandava il maggiore O'Heilly, irlandese. Due soli pezzi di ferraccio ne formavano l'artiglieria, sotto la direzione del capitano Baye, francese. li generale Brignone avcodo dcci30 d'impadronirsi della rocca di un pronto assalto, affinchè la cillà non avesse da soffrire i danni di nn lungo canno11eggiamento, nè volendo che alcuno de' nemici gli sfuggisse, verso la mezzano Ile del ·I G settembre egli spediva i due squadroni di Nizza cavalleria sovra

NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE

259

la città per t.agliar la via di Terni. Questi seguendo la via di circonvallazione andarono appostarsi nel luogo designato, pereludendo così ogni vi,; di ritirala ai difensori della rocca. Alle ore •1 ,1 /2 anlilf!eridiane, senza batter di tamburo, vennero raccolte le rimanenti truppe, e nel più perfello, silenzio avviaronsi verso Spoleto spartite in due colonne. La prima, formala del 1° e 2° battaglione del 3° granatieri, e,;011 in testa due comparrnie ·bersàglieri ed in coda cJ.ue sezioni• t) d'artiglieria, dovea entrare difilata in citlà ed occupare tutll gli sbocchi del forte. - Le due sezioni d'artiglieria per diffici" lissime strnde •doveano andare a meltersi in b~lleria sul còlle Risano. La 2n colonna, co1mposta del 3° e 4, battaglione ùi dello I rerroimento e della rimanente sezione d'artiglieria, dovea suITerco marsi in riserva ali'enlrata del borgo S. Grt'gòri•J. Due compa«nic bersaolieri (3ft\ capitano Chiesa,, e 3'63 , cae e pilano Gastinetli) vei1uero distaccate a ma~ca per la via dei monti ad occupare le falde' del Monte Lugo, onde bersagliare con tiri ben aggiustati l'interno della rocca. Alle orè 4 e ·l /2, antimeridiane, cioè poco prima dell'alba, tutte le truppe occnpavano le posizioni loro assegnate, ed alle ore 6 il generale Brigno.ne, per evitare ogni inutile effusione di sangue, intimava la resa al presidio della rocca. S'intavolarono trallati,,e a tale oggetto, ma indarno, essendo ·1e pretensioni ùel nemico esagerate relativamente alle condizioni piuttosto critiche in cui versa\'a. Si concesse lnltavia a due signore d'uffizìali rinchiuse nella rocca di ricoverarsi in un monastero della · città, e rifiutando il presidio di. darsi prigioniero di guerra, alle 1O le nostre artiglierie apersero il fuoco contro la rocca. A mezzogiorno la sezione ri roasla in riserva portavasi di trotto al convento del Crocifisso, mellevasi in balleria sotto la · moscbetteria del forte, ed apriva un vivo fuoco contro la porla del medesimo. 1

0

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~60 Ma i tiri delle nostre arlfglie~ie, pocpi danni recavano alla. rocca ed a-' suoi difensori, perchè troppo lonLane (1200 metri); quelle del Colle Ri-sano, e quelle del Crocifisso troppo al basso. Ciò che maggiormente inquietava il presidio erano i tiri ben aggiustati· delle due compagnie_ di bersagl.ieri apposta,li sulle falde di ~fonte Lu.go; ma questo non ba~Lava per cerlo a decider.e la resa. · lmpertanto il generale Brignone volendo spacciar la cosa entro la giornata, risolvevasi di dar l'assalto. Fatto per.ciò rad- ' do~@iar d'intensità al fnoco delle artiglie~ie, egli for,mò in· colo.noa d'attac?o due compagnie bersaglieri, (33\ capitano . Francbini, e 35", capitano Previgoano) fìd il 1° e 2° batuigl ione di granatieri ch'erano fin dal mattino io cillà,, armando di masse e di scuri un drappello di granatierì (comandali dn!furiere maggiore Mozzoni) per atterrar la porla della rocca. . Erano circa le ore 3, e 1/2 quaud~ le Jue compa.grùe ber1 sag,lieri, gll idale da l loro maggiore, sbocca.vano sul pia-zzale al fondo de_! quale s'cr:ge la rocca. ' ' La 33a compagnia appustavasi risolntaruente €li fronte ·all'ingresso della rocca, agli sbocchi delle strade, nelle case e dietro ogni accidentalità. del terreno, ~prendo sui difens@ri u,n vivace fuoco per proteggere il movimento offensi.vo della, c11lonna. La 35" compagnia, sostenuta dal 1 ° ballaglione granatieri çcoman{lato dal l'intrepido maggiore Scal'etta), si slancia,va tosto al, passo di corsa s.u per la via che conduce al forLe sollo u1!lvivissimo fuoco di mosdietteria e di _';ni,lraglia ,. s~pe1•ava, la fWima-porta, pcrc0rreva l'ardua salita e g1uugeva sino• alla seconda. pouta. Questa si tentò di sfondare, ma invano, perohè solidamente barrata di dentro. Ciò vedendo il generale Brignone, il quale personalrnen~e di .. rigeva, q_uest'assalto, orcl(nò la ritirata, e questa1venne eseguita ·coll'6rcline più perfello, <ìlopo seminale di, m-0,11li; e di fer i.~i lru sali la e il vicino pìa:zzale.. ·

Queste truppe si app,ost.arono allora nell.e vici,n~ case e.- éJgt~ sbocchi adiacenti , speditamente assen:aglia.ti, e di là coolinuarrono, sino a sera a risponder:e vivame-ote ul fuoco del ne1.r,1,ico. Alle ore 8 di ~era ii comèlndanle della rocca, paventando per la notte un secondo assalto, il qu,)le sarebbe sen;rn dubbio riQscito, avendo un suo pezzo fuori d'uso e l'altro gravernenl~ danneggiato, faceva rhir.dere al generale Brig1ÌoQ:e ed ouene~i:\ una sospen5ione d'ostilità col pretesto di. ritira.re i feriti; ma tosto scendeva egli stesso al quartiere generale p1t1: ripr:enderele traUative della resa, la quale venne Gonchiusa E: firmata vei:s@. le ore 9 e 1/2. Per e.ssa l'inliera guernigione si costi tu iv.a prigiouiern cli gu,erra, consegnandoci la roccé).colle arm i, munizion·i,cavalli1carri, vi,velii, bulfetterie e dèlnari del govern o. Alle ore 1,O ìl maggiore €:al-, <lellary con due sue c.ompagnie occupava, la porta del fo1;Le, ed, al .mallino seguente la convenzione della, re5a ven,l)e esegui-lai, cadendo così in nostra mano, dopo uo, sci giorno di combatti'menlo, l'ultimo baluardo del nemic_o nell'Umbria, cou1cirna .600. prigioni,1tri, e copia d'anni, ~li viveri e d'arnesi militari d,'ogni spe-cie. Fi:a i prigionieri si <111noverarono 27 ullhièlli e mon-sigilOr Pericoli delegato, il quale all'avvicinarsi del le· nostre. truppe enisi rifuggito nella rocca, la~ciando alle popolazioni un ·proclama, nel quale prometteva l'immediato aiuto di ima divisione fo·ancese ! Le nostre perdite ascesero a ·I 4 morti e 4\) ' fe riti, appartenenti tutti alla piccola colonna che mosiòe., all'assalto della rocca. - Quelle del nemic,o furono molto minori: 3 rnprli e 6 feriti. Colla presa cli Spoleto l'Umbria ri manca perfcllamen le, sgorpr, bra dai mercenari P,OD,\iuci, e ·quelli abitanti poteano, fi nalmente in tutta sicurezza respirare, le pricùe aure <li liberth, cui da•s~ lunga pezza anelavano._ Narrare tolte le feste, lolle le sqi;iisjte, eçl affelluose gentilezze, le ac.clamàzioni ent·usiaslicbe cli cui furono colmali i nostri soldati dagli Snol!llesj,1 non.è fa.ti ibile. Ba~li 1

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NELL'u~IBRIA E NELLE MARCHE

LA, CAMPAGNA DI GUERRA

il dire che du~ante la pugna i cittadini loro prodi(l'arono a (l'ara cibi e vin,o, e li abbraqciavano e li incoronavan~ ~i fiori . /che ai morii di quella glo-~'j9~a giornala il municipio dcc;.etò . un mausoleo. I/ ' · · Pre~e le necessarie clisposizioni per i prigionieri e per la custodia della _rocca, lrt' ·c()l{Jnna mobile, il cui ulteriore mandalo, come già dicemmo, era quello ài campeggiar per l'Umbria per preservarla da ogni scorre1:ìa nernica da Roma, mosse il 19 versoTerni,ovegiunse il 20. lvi soffe,rmatasi alcuni ''Ìorni portassi a Rieti, lasciando però il 3° battaglione de'gran:tieri con due pe~zi a Pon~e Crispoldi sulla Susanna (affluente del Vellino), e spmgendo d1stacca:nenti ad ogni sbocco per racc<wliervi tutti i fuggiaschi di Caslelfidardo che lenta vano la via ~ Val Nera 0 qnella per Li:Jonessa. E difatti se ne raccolsero più di mille, fra quali un colonnello, un maggiore, gran numero di u/Iiziali inferiori ed 80 cavalli. Presa Ancona ed ultimata r:o~ì là campagna dell'Umbria e delle Marche, questa colonna, per la via di Civita-Ducale, Anlrod~co, N~velli, Sulmona,· castel di Sangro, Isernia e Venafrio, raggiunse lll Teano la -propria divisione per ivi prepararsi a raccogliere nuovi al lori contro ai borbonici sul Garigliano. Mentre il generale Brignone spacciava così solcndidamente l'incari~o ~mctat,,gli, il rima,nente_del 5° corpo ;ffrettavasi per Val Cb1ent1 ~lle spalle del! esercito pontilkio, il quale però precedendo di tre marcie non polè raggiungere. Partitosi di Fol igno il ·17, il 5° corpo venne far notte al villaggio di Coltìorito, che è sulla somm ità del colle di questo nome, dopo superale le faticose salite che mettono a quel passo dell'Apeoniuo. Ivi le truppe si accamparono nel piano dinanzi il villaggio verso le Marche, spingendo i loro avampostr sino a Serra valle. . . . Il giorno 18 il 5° corpo scendeva in Val Chi~nli a Muceia· il H). a Tolentino, ove ebbe la fou3ta notizia della vittoria 'di 1

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CasteHidaPdo (\ qualche particola.re sul fallo (,la alcuni $bandati; il giorno 20 marcia su Macerata, ricevendo per via la notizia della capitolazione delle truppe pontificie in Loreto. Le truppe andarono accamparsi per quella notte. sollo Macerala, nel piano elle si stende al di la del ponte sul Potenza, ivi copgiungendosi alla 13• di visione proveniente dall'alta valle di questo torrente. Il reggimento Piemonte.Reale cavalleria era rimasto in Val Chienti per ispaizare que)la valle pai fuggiaschi nemici che vi venissero dalla ,·ia delJa spiaggia. In questa il generale Fanti ve)rne informalo çhe nelle provincie di Fermo ed Ascoli stavasi organizzando su vasta scala un ·sistema di brigantaggio, per opera di monsignor De Angelis e del Sevigné, e che ,' ivi si commettevano io audile sevizie. A reprimere siffatta scelleratezza venne staccala una colonna mobile, composta della brigata Bologna, del 24° baltaglioJrn bersagÙeri, d·ella 5" balleria e di uno squadrone Piemonte Reale cavalleria. TI comando di questa spedizione venne affidato al colonnello Pinelli, comanda ote la brigala Bologna, e gli fu_rono dati in proposito ampi poteri, Questa colonna mobile giungeva la sera del · 21 in Fermo, ed ivi constatava che Ascoli era sgombro da truppe nemiche, che il Sevigné ed il De Angelis erano fu ggili verso Jloma, lasciando in pi·ena dissoluzione le loro bande. Di ciò informalo il generale Fanti, egli ordinava per t(:l,legrafo. al brigadiere Pinelli di dirigere in Ascoli il 24° battaglio1ie bersagl ieri a prendervi stanza, e di ritornare tosto indietro col rimanente della sua colonna a raggiungere la propria divisione, ciò che avvenne nei Piani del ~tosone la sera del 23. Frattanto iI giorno 21 il 5° corpo dal suo bivacco di Macerata erasi spinto su Ire colonne verso il mare, all'oggetto di raccogliere tutti gli sb&ndaH neo:iici, i quali ,in gran numero vagabondavano per quelle caJl)pagne po.po la rnu.a loro ùi C.astelfidardo. La colonna di de.stra, composta dd 4°__granatierì, clel 1 6° A NNO

V. Voi. lii. - t7.


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LA CAMPAGNA DI GUERRA

battaglione bersaglieri e del reggi mento Piemonte Reale. cavalleria, 'dopo aver perlustrala la valle del Chienti e le colline di l\foravalle e Civ i tanuova, avea posto il campo per- la notte presso la foce del torrente Asolo. La colonna del centrò, formata dal 2° granatieri e' dal 23° · battaglione di bersaglieri, ave-a baUuto minutamente il dorso d-'alture cbe da Macerala vien giù per Monte Lupone a Monte Santo, ed era scesa ad accamparsi a San la Maria in Po lenza. La colonna di sinistra, composta del 1° granatieri, del 25° ba.ttaglione bersaglieri, 7a e ·I I a batteria e due squadroni di Nizza cavalleria, seguendo lo stradalé che passa per Recanati, era venula col quartier generale principale a prendere stanza in Loreto. · 11 22 le trnppe del 5° corpo si concentravano nel piano sottostante a L?rcto tra il torrente Musone e le Crocette: la P divisione accampandosi a destra della strada di Carn.erano, la divisione di riserva a sinistra; eù il giorno seguPutc s'àvanzarono_a rimpiazzare sulla deslra della linea quelle del 4.0 corpo che tenevano già invesl.ita la piazza d'Ancona con un largo bloceo. Fin dal giorno 20 il generale Cialdini avea ordìnato al bri• gadiere Casanova di occupare, oltre Camerano e Massignano, le posizioni Degli Angeli e del Poggio, munendole tutte d'artiglierie, e ciò per assicurare il libero possesso <lei porto di Umana, che era srato riconosciuto come il luogo più oÌiportuno per isbarcare il parco d'assedio, con tutlo il materiale dipendente ed avviarlo contro la piazza per lo stradale di Camerano. 11 brigadiere Casanova, con quello stesso colpo ·d'occhio che , av~a provvisto pochi giorni prima alla bella .occupazione delle posizioni di Castelfidardo, avea adempito a·questo nuovo incarico colla piena soddisfazione ·del generale Cialdini. La 4a divisione avea occupato, al centro, Bolignamo, la Palombara e Montesicuro. 1

NELL UMB1UA E NELLE MARCHE

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i lancieri di Novara si erano stabiliti al ponte del Ranoc-

chio per battere ad un tempo Val d'Aspio e Val Baraccola. ll generale Leolar<li colla brigata Corno era rimasto in riserva al quadrivio di S. Biagio. Il 16° · reggimento con due baltiJglioni bers;l'rlieri ed una ' t, sezione d'artiglieria si era portalo a Caslelferetti, sulla sinistra della linea d' investimento, per chiuder la Val Breccia, mentre la briga.la di cavalleria del .generale Griffini copriva Val d'Esino da Chiaravalle a-I marn, con forli avanzate-oltre la Falconara Castelferelti, Grnncelta e Camerata. · ' Sul mezzogiorno del 21 essendo giunta la 13' divisione fu fatta accampare, come gia si•disse, al ponte S. -Oomenico e dopo un giorno di ri pdso ven'ne portata ad occupar Chiaravalle, afforzando cosl la manca della prima linea d'investimento. · Questa divisione che lasciammo il giorno ,15 in Gualdo Tadino, affranta dalla fatica di u.na lunga e penosissima marcia rii ,fO giornate, cJovea, secondo gli ordini del gcner:ale Fanti, dopo un giorno di riposo, partir alla volta di Fabriano, onde, guadagnar Albacina il 18, e scender quindi in Val Potenza _pei; appoggiar le mos3e del 5° cor:po io Val Chienti. In tal modo la 1 3a divisione si ravvicinava al grosso del 4° corpo per ap....! poggiarlo sia in Valle Esino sia in Val Potenza, secondo le circostanze, e collegarne le operazioni con quelle del 5° corpo, compiendo così la cerchia insuperabile, entro cui il generale pontifìcip dovea deporre le armi. Temendo che il generale Lamoricière, ,redendosi acc.érchiato per ogni parte, cercasse di . aprirsi una via laddove eràno in minor forza i nostri, e tentasse perciò di sforzare il passo che da Malelica per Albacina poteva coudurlo sul fianco destro e fors'anche alle spalle del · 4° corpo nella bassa valle d'Esino il ' generale Cadorna molto giudiziosamente, per rapporto alle poche informazioni che potè procacciarsi intorno al nemico ordinava alla brigata Parma di occupar Albacina al far del 1

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NELL'UMBRlA E NELLE MARCHE

LA CAMPAGNA DI GUERRA

giorno 1 8 e di spingere i suoi avamposti sino a Cen1ello nella valle d'Esino e sui punti dominanti dei contrafforti later.ali. Alcune ore dopo, il rimanente della 1 3a divisione andav.asi a riunire alla brigata Parma nella posizione fortissima d'Albacina, ,ove avrebbe potuto, non solo resisleve con vantaggio, ma bensì sboccarne facilmente anche di riscontro a forze superiori. Ma in qt1el giorno stesso il 11emico riceveva il pieno conio suo a Caslelfidarclo; epperciò la 1 3a divisione ebbe ordine di avanzarsi in Val Potenza, e raggiunse S. Severino mentre il iS• corpo nello stesso dì (•19) veniva accamparsi intprno a Tolentino. In questa sua marcia la 1 3a divisi?ne raccolse molti fu O'giaschi di Castelfidardo ed intercettò interessanti corrispon• ·O ' denze del nemico. Il- giorno 20 la divisione suddetta riunivasi al 5° corpo, come già dicemmo, alle Ruine di Recina, nel piano in Val Potenza, dinnanzi a Macerata; di là veniva avviala il giorno segu'enle al ponto S. Domenico in Val Musone, OVP. si fermava i\ giorno 22, per portarsi poi, come già dissi, sulla linea ·di blocco del pro· prio corpo d'esercito, a Chiaravalle. Questa divisione fino a quell:ora' non avea ancora avuto la fortuna d'incontrar il nemico, e se ne rammaricavano grandemente i soldati; ma le fatiche sofferte nelle lunghe tappe percorse, la buona ,volontà da tutti spiegata nel sopportare ogni specie di .disagi, erano questi falli non men gloriosi, e. ù'al: tronde sotto le mura d'Ancona l'aspettavano essa pure bnllant1 successi. . Jl giorno 23, il 5° corpo entrò nella linea d'investimento, tenendone la destra da Monte d'Ago per il Poggio e Massignano al mare, mentre al , di mani il 5° corpo appoggiando a sinistra si stabilì da . Monte d'Ago per il Pedocchio e .Montagnolo al mare dall'al~ra ,parte.

G. G. C. (Continua)

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Relazione s!hlla parte presa da1la ·I 3" Divisione atla campagna dell'Umbria e delle 11forche. Ai primi di se,ttembre p. p. l'intiera divisione trovavasi riunita al campo d'istruzione in Bagnacavallo, meno il pa•rco di artiglier1a rimasto in Imola, il reggimento lancieri Vittorio Emanuele rimasto in Ferrara per servizio d'.osservazione sul Po, e la 10" compagnia del 2° reggimento zappatori del genio, che fu trattenuta in Rimin~ pei lavori di fortificazione, che con tanta alacrità vi si stavano eseguendo. In 'questo frattempo un ordine del signor comandaut.e generale il 1° corpo rn' ingiu'llgeva di partire con tutte le truppe per Ravenna, nel giorno 6, e concentrare la divisione iu Cesenatico il successivo giorno 7 . Da Cesenatico pP.! littorale e con rnpinP. mar~ie doveva portarmi alla frontiera delle Marc-he. Questo movimento compievasi con precisione per parte' di tutti i corpi della divisione, allora forte di circa 7,000 presenti ·e composta nel modo seguente: 1

Stato-Jlfagg-iore. Capo di stato-maggiore, maggiore cavaliere BauNo DuPLEx. Comando dell'artiglieria. Maggiore ca valiere ìYIARRO.

Comando del Genio. Capitano signor RrccmN1. T1·eno d'a1·mata. Capi,tano signor BoRoIGA. Uf!ìzio d'intendenza militare. Com missa rio di guerra , barone ELizr.

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LA CAMPAGNA DI GUERRA

Corpo -sanitario milita1·e. Medico di divisione , signor GrAcOMETTI.

Brigata Pistoia. Colo • nèllo brigadiere ca va li ere CmABRER,l. !35° reggimento fanteria, luogotenent(;)-colonnello cav. CAFFARELu.. 36° id. id. con te MAzll. ·

B1·igata Awma . Colonnello brigadiere èavalier& SEISMIT-DonA. 49° reggimento fanteria, lnogotenente-colonnello cav. Pm,EGO. 50° · id: id . cav. RADAELLI.

22° Battaglione Be1·saglieri.. Maggiore cavaliere GRÒ?SARor.

26° Battaglione Bersaglieri. Capitano comandante, cavali.ere RtRBAVARA.

6° Regg,imento Lancieri Vittorio-Ji}m#:uele. , Luogotenente-colonnello cavaliere Snu o.~.

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2"'· Batteria (da 8) dell'8° 1·eggimento~

Capitano si.gnor BERGALLJ.

3"' Batteria (da 8) dell' 8° reggimento. Ga i)i tano cavaliere Acc_usANJ .

4a• Bàlteria (da 16) rlell'8° rcgg·imento. Ca pilano signor R rzZE;TTI .

5a Compagnia del reggimento Zappatori. •Capitano . signor Ricc,mn, predetto. Quest'ultima assegnata in sostituzione della 10". Il 26° battagiione bersaglieri, che ebbe poi una parte così glo• ri0sa al combattimento di Castelfidardo, il reggimento lancieri , Vittorio-Emanuele e la 4• batteria a bbandonavano, il giorno 8, !a divisione per riunirsi alla riserva del corpo d 'armata.. F rattanto l'ìntiero 4° co.rpo si riuniva, il giorno O, al confine

NELL'UMllRIA E NELLE MARCHE

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pontificio. Nel giorno 16 successivo la divisione padiva da Riccione e recavas1 ad occupare il versante sinistro del Foglia; con una brigata a Mondaino, a ltr\l, ::-. Monte Gr idolfo; il quartier generale e le rimane;nti tru ppe in Sa.ludeccio, collegate alle altre dal 22° bersaglieri che accampava in riserva a mezza via. Eransi fatte a questo punto c inque faticosissime marcie, di cui l'ultima con mol te difficoltà; ma I.a costante e buona volontà spiegata in esse da lle trupjJe erano sicuro r'resdgio che non avrebbero rifuggito davanti. ad ostaéoli e fatiche di sorta, desiderose come erano d'altronde di emular0 le vecchi& divisioni dell'esercito. i l g iorno 11 mi s'ingiungeva di staccarmi dal 4° corpo d'ar• mata, varcare il confine nel giorno stesso e passare g li Appenini portandomi su Pèrugia in quattro marcie pel colle di Scheggia, ponendomi sotto gli ordini diretti di S. E. il generale in. capo. Gli eventi e le cir6ostanze doveano consigliarmi il da farsi, essendo intanto evidente che la divisione sotto i miei ordini doveva servire di anello di congiµ n iione fra i due co1'Pi d'armata che . opera vano nno nelle Marc~e e I '.altro nell'Umbria, facilitaTe all'evenienza la concen trazione dei roedi:simi su l'uno e l'altro :versante clell' Appenino, ed intercettare per contro comunicazioni e concentrazioni del nemico. . Al mezzodì. del p~:edetto giorno la di visione oltrepassava il ,({ confine con entusiastici evviva al Re ed. ·all'Italia, e per la strada ' che da Monte Gridolfo passa il Foglia a · Montecchio e rimonta la stretta v~lle dell'Aps~ si dirigev,t SLt Urbino, che, insorta da t1:e giorni, era da pochi volontari presidiata. Le noti1.ie frattan:to che da varie parti, s•rada facendo, mi pervenivano, segnala vano tutte una .c~lonna assai forte di Tedeschi e con artig!ierie, 'cbe nella ,,alle del Metauro occupava. Fossombrone, accennando alla ripresa di Urbino . ,Affrettai per quanto possibile la marcia, allo scopo di poter spingere nella sera stessa unil brigata sino a Fossombrone ; ma per quanta sollecitudine s'impiegasse ·non potei giung.ere in Urbino che ad ·,1 { .\1n~ ora tardissima e colle sole tmppe, giacchè il pal'co d'artig lieria, i viveri e le rimanenti sal merie non gj uoSt'l'O cbe nella notte per le gravi difficoltà delle stra.de. . I molti dati che Yorn1 frattnnto ra.rcoglicndo in Urbino sul


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L A r,AMPAGNA 01 GUERRA

NELr.'uMBRIA E NELLE MAf(CliE

nemico erano vaghi e contraddittorii. E-raperò probabile ch'egli non avrebbe tentato di ti1)rendere Urbino, ma pensa.t e a prontamente r itirarsi. Al qual fine due vie se gli prnsentanno: su Fano per Val Ivlet.auro, ed era a credersi èhe g li fosse-precl.usa dalla 7• divisioné, e per Mondavio e Corinaldo su Sinigaglia ed Ancona, e questa era lunga e difficile per la natura delle strade a perconersi, tutte perpendicolari ai contrafforti che dalh cresta ' longitudinale del!' Appenino · scendono al mare. Rimanevagli un terzo partito altrettanto ardito quanto atrischiatò, ma possibile; ed era di prevenirmi colla massima prestezza in Calmazzo e. precedermi in Scheggia, da dove si partono le strade di Perugia e di Foligno. Era dunque importante occupare al più presto Qalmazzo, punto · di congiurrzioné delle slrade 'd'Urbino, Fossombrone e Gubbio. A tal f:me, e malgrado la stanchezza delle truppe, colà dirigeva nella notle stessa la brigata Parma, la 2a batteTi:a ed il 22° .bersaglieri . Ma per via sorgeva altro ostacolo. I volontari d'Urbino avevano -rotti i ponti su quella via, e quest'operazione, utile ad tl'n'ultima estremi1à, era tan to più prematura. che, prech'tdendo la strada . alle mie truppe, m'impediva d'intercettarla al nemico. Fu· giuocoforza arrestarn la colonna e procederé alle necessarie ripa-razioni, al che vi si accinse la compagnia del genio; rna!grado la stanchezza della marcia in quel giorno, ed i, molti lavori di riat,tazione già fatti alla strada percorsa. I l mattino seguente replicati avvi«i annunziavano che urnt colonna nemica v·e n1va da Fossorrtbrone e si dirigeva a Cal1nazzo; ed i ponti non permettevano tuttora il passaggio. Il pensiero, che a poca. distanza dalla divisione dovesse il nemico prevenirmi a CaImazzo, mi pesa va tanto più, che non avrei potuto inseguirlo efficacemente, <lacchè era totalmente privo di. cavalleria. Appena riattati i ponti, la b.rigata' Parma si avviava a passo celere e giungeva appunto a Calmazzo, incontrandovi l'antig 1iardo della colonna nemica , la quale , respinta, si ripiegava tosto colla colonna su Fossombrone. Poco stante e~a raggiunto dalla brigata Pistoia, e nella n0tt.e

seguente dai carri e parchi che ben custoditi avea lasciati ad Urbino l?er maggiore mc;ibilità della truppa, dove la mobilità era e fu tanto indispensabile. Prima di proseguire la via prescrittami per Perugia, spediva a Fossombrone il 36° reggimento con due sezioni d'artiglìerià ,p er battere il nemico se persisteva a dimorarvi, sostennto a poca distanza dalla divisione, e comunque per rassicurare quella po• polazione stata minacciata da saccheggio, ed al1res1I per dare lo scambio al nemico della vera direzione che doveva prendere la divisione stessa. Prevennta però del nostro approssimarsi, nqn potè questa colo.nna pontificia e,sere raggrnnta in Fossombrone, che sgombrò frettolosa.mente, e ritira·nclosi in disordipe, a quanto pare; su Fano, su :rviondavio, per Val Cesano su Sinigaglia; e verosimilmente è una ·p arte di qnesta colonna che s' imbattè nella 7a divis ione e , nei lancieri di Milano, facendosi buona mano di prigionieri/ ed in tal modo vigorosacnente inseguiti da ogni lato. La colonna da me diretta a Fossombrone si ripiegava ben tosto, e tutta la divisione l'lartiva il giorno 13 per Cagli, abbandonando Calmazzo, posizione delle più forti pe1· natura che si possano incontrare. Ed era savio consiglio in quelh1 marcia il ben provvedere da ogni lato egual mente alla sicurezza, <lacchè corpi nemici dicevansi vagare sul!' Appenino, e tan!o riù che niuna notizia mi era pervenuta dei . due corpi d'armata, ed ignorava. compiutamente i loro progressi e la rispetti,,a loro posizione in quel giorno. .All'indomani, 14, e melltre era in marcia su Gubbio, ricevetti lettera di S. ·E. il generale in capo, in cui mi significava che dopo la pn:sa di Perugiii, che riÌenea imminPnte e che poteva di poco arrestare la sua marcia, egli si porterebbe su Foligno, dove sembra va che il generale Lamo!'icière concentrasse le sue truppe. Divenire pertanto inutile che la divisione proseguisse sino a Perugia; ma necessario prendf!SSi una forte posizione sui gioghi a cavaliere dell'Appenino, pronta a respingere il nemico che da Foligno movesse a Scheggia od a Gubbio, annunzia.ndomi dei rinforzi di truppe al p rimo avviso di attacco. . Quest'ordine che mi giungeva a con-ferma delle precedenti mie

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LA CAMPAGNA DI (:UEitRA

informazioni ebbe piena esecuzione, ed io ne avvertiva tosto il comandante il 4° corpo, onde in ogni evento potesse con0scere lo scopo della mia fermata e le probab1li mie operazioni. Gli accampamenti in posizione di difesa erano già :fissati su quelle vette, malgrado la quasi totale mancanza d'acqua e di ogni risorsa, e distl'ibuiti in modo tra Scheggia e la strada di Gubbio, cli'-io potessi p·rontamente sull'uno o l'altro lato concèntrare )e mie forz_e. · Se non che e~sendo venuto più tardi a conoscenza-di S. E. i 1 generale i n capo che il nemico tenevasi :tuttora concentrato in Foligno, mi spediva ordine di portarmi i l più presto su GualdoTadino, avanzando quanto potrei verso ~ocera, onde concorrere all'attacco, che su quel punto egli . intendeva di fare. Tale ordine però giungendomi ad ora t~rda, non poteva eseguirsi che a l domani 15, proseguendo in tanto per Gubbio, ove sfanziarono le tru~pe pe:r quella notte. Ma il generale Lamoricière sfuggiva poscia da Foligno~~forte marcia della divisiooe, e scendeva in valle di Potenza su 111acerata . Er1:p ertari:tòsvanita ogni speranza .di sorprendem.e la marcia; ma si era certi _di p recludergli i l ritorno snl versànte de:;;tro dell'Appenino, e raccogliere tutti gli sbandati che lo avessero tent;,to, nel caso, come avvenne , fosse stato disfatto dalle truppe <lei 4° corpo. Le previdenti combinazioni di S. E. il generale in capo pote·vano dirsi p irtanto pienamente riuscite , giacché sgombrata l'Umbria non rimaneva al nemico altra ritirata che nelle strèt1e e difficili gole dell'Ascolitano. lVIi recava intanto, il giomo 15, su Gualdo-Tadino. Le truppe v i g iunsero affiaote dallo stento, dalla fatica., e nell'impossihi lità di riprendere ali' indoma ni quaisiasi movimento. Poco rotte ancora alle fatiche della guerra, aveano d'altronde eseguite dieci marcie non interrotte e la più parte lunghissime; le pioggie e la natura delle strade aveano rovinata la calzatura, e per sop rapiù ritardavano i carri a viveri ed a bagagli, dei quali per quanti traini fossersi requisiti , non si potevi:!, affrettare la venuta stanle l'erta delle salite e la . pessima condizione di alcùne strade. Un appello alla loro buona volontà. avrebbe, senza dubbio, ancora t rovalo nel loro cuore un'eco generosa , ma sarehbersi grPinite Je ambulanze di ammalati e la via di ritardati.

NELI.'UMBR!A E NEl,LE MARCHE

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Si r'u in q uest~ stato di cose e nell'i0:possibilità d'altronde di raggiungere il nemico, che in quel giorno dovea distare .almeno d'una marcia da Gualdo-Tadino, che domandai a S. E. il generalè in capo di accordarmi due giorni di riposo per ri parare • 1 a tutti i bisogni .delìe truppe. Venivanmi questi concessi; ma. il predetto generale in capo facendomi conoscere, nel gìorno 15, la sua marcia su Foligno, <laddove si sarebbe, secondo ogni p robabilità, spinto in Val Po• tenza per Colfiòrito. e Tolentino; ripresi la. marcia dopo un sol giorno di fermata, dirigendomi a Fabriano il 17. , ,,,,., La divisione si ravvicinava per tal modo, pronta a raggiungerlo, al grosso del 4° corpo, che ave~ pure dovuto sostare per le difficoltà de1la marcia alio sbocco di Val d'Esino. Essa poteva proteggerne egualmente il fianco destro per l'alta valle del· !'Esino, se in essa avesse dovuto combattere e portar~i per Matelica e S. Severino in Val Potenza, quando verso quella si fosse inoltrato. Avvisai immantinente il comandante del corpo p redetto d'e lla m ia presenza io Fabriano, onde in ogni caso potesse fare assegnamento sul ritorno di ~uove forze, ohe stringevano •v ieppiù le comunicazioni col 5° corpo, concentrato quel giorno in Foligno. Nella ùotte del 17 alli 18, io cui appunto i l nemico si dispo- _,. neva all'attacco di Castelfidardo, veniva raggirngliato che eransi viste nelle vicinanze di Fabriano e nella Valle dell'Esino r ico• gnizioni nemiche. L'avvenuto del g iorno 18 spiega ora come. a ragione dovessero i Pontificii essere inquieti della p resenza di una divisione pronta a surerare il contrafforte cbe le impediva d i scendere alle loro spalle in Val Potenza. Privo com'era io quel giorno di ogni notizia sn quanto ope~·avasi dalle altre due divisioni del 4° corpo, aveva ogni ragione di supporre che il generale Lamoricière, · il quale po leva disporre di forze alle mie molto superiori, avrebbe forse tentato di forzare il passo e:he da Matelica per Albacina poteva condurlo sul fianco e forse alle spalle del 4° corpo, nella bassa Valle dell'Esi• o. Ordinai pertanto' a lla brigata Parma, agli ordini del suo comandante, che occupasse Albacina, al far del giorno, spingendo avamposti sino a Cerretto. nella valle e sui punti dominanti dei contrafforti laterali. Questa era d'altronde una delle strade della

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LA CAMPAGNA DI GUERRA .

rete iru eui si voleva chi9dere· il nemico. Più tardi e nel mattino dello stesso giorno il resto dell'intiera divisione andavasi a riunire alla brigata Parma predetta. · lnr quella fortissima posizione avrei non solo potuto resistere con vantaggio, ma sboccarne con facilità anche a fronte di forze supenor1. n nemico era però stato in q·uel giorno disfatto a Castelfìdardo, e la- di visione muove·v a nel gior~o 19 su S. Severino, in Val Potenza, men tre in queJlò stesso giorno le truppe del 5° corpo giungevano in Tolentino. La divisione giungeva in tempo a raccogliere gran ·parte degli sbandati da ·c astelfìdardo; ed- intercettare •interessanti corrispondenze. Il g10ruo 20, e come da ordine del èomando gen8rale d'armata, mi recava alle ruine di Recina, dove mi congiungeva alle truppe del 5° corpo. Da questo punto a Chiaravalle, i'n _cui giunsi il giorno 23, nnnendomi -al 4° corpo, la marcia che àal coman•dante il m edesimo mi venne prefissa, non presentò più difficoltà rilevanti, tanto più die il nemico si era tutto rinchiuso in An• corra, che era già investita, quantunque a distanza, dalla 4~ e 7• divisione. Restava pertanto alla 1_3 a divisione assegnato l'investimento della piazza rlalla marina, Seguendo la -via indicatami il 23 dal .signor coniaudante il 4° corpo, collocava in Rocca Priora sulla via Flaminia la brigata Pistoia e la ga batteria; la brigata. Par:ma e la 2a batteria a Castel-Ferretti chiudeva lo sbocco di Valle Lunga ; il quartier generale e le r imanenti truppe erano alla Carti~ra Baluffi, a mezza via fra Chiaravalle e il mare. J>.:r:. Era Còmpiu to per 1:al_modo da ogni parte l'investimento. All'indomani; 24, ebbi ordine di marciare sulle opere esterne della ,piazza dal lato della marina, collegandomi alle truppé della 7a divisione sulla mia di:,stra. Concentrai a tal fine la divisione in Palombella nuova, che marciò riunita sino a Torretta. Ivi g iunto diedi ordine alla brigata Parma di · continuare il cammino lungo la ma rina, spingere sulla medesima e colline laterali delle ricògnizioui e stabilirsi all'altezza del P osa tore, che avrei ,occupa,t,o colla brigata Pistoia. 'Quest'ulti•ma brigata, preceduta dal 22° b13rsaglieri, rimontò la. sirada i:lelle Grotte. Da qdesto· punto spinsi il 22°_bersaglieri

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· 2'71:, ed il 35° reggimento al Posatore con ordine di riconoscerlo e stabilirvisi. Quest'operazione, sebbene~ alquanto contrastata dal fu0co della piazza e segnatamente Gla1 forte Scrima , venne _tosto eseguita . Le truppe presero immediatamente i lor~ camp_1 n'.31 modo seguente : quartier generale a Villa' C1·esci, bngata P 1~toia Ira questa e la Montagnola, la brigata Parma ~e!la pos1Z1one già detta, !'artiglieri.a al!e,..Grotte, il 22° bersagh e~1 _a l Pos~t01.'e io. avamposto, ed iJ 26°, che er~ rientrato alla d1ns10ne, llll riserva dietro il quartier generale. · Il nemico frattanto incal-zato da v-icino sgom bràYa con precipi.tazione il forte Scrima, che veniva occupato. dal 22°_~ersa~ gli eri , protetto da una sezione di cannoni rigati, sta~1hta d1 fianco al Posatore alla cascina Pullin.i, e che aprì tosto 11 fµoco contro la piazza. . Occupato lo Scri!'lla, d'ordine del comand~nte il 4° cor~0, vi ~pedii i,mmantinenti la compagnia del gemo per. rovesciare l'opera contro _la piazza. Questo lavoro v~nne esegmto durante -a notte, non ostante il ;vivissimo e non mterrotto fuoco della fortezza, che avea sullo Scrima un forte comando. Al mattino NELL UMDRI.A E NELLE MARCHE

il forte Scrima poteva ricevere la 4": batteria,, che dalla, riserva

erami sta ta spedita .dal comandan te il 4° corpo. Si continuò d urante il giorno a r iatta.re la lunetta e continuarn_e i l ,Pa'.~petto sulla sinistra onde potervi collocare una ba-ttena d ob1c1 per battere vivam.eute il Lazzaretto, dal quale conveniva far sloggiare il nemico. Ebbi in questi giorni alcune p~rdit'.3, che debbo ~ ritenere insignificanti ., se si pon mente alla v1vac1~ del fuoco del nemico che inondava letteralmente la limetta d1 granate e proietti di grosso ca.libro con un comando r ilevautissimo, e che si lavorava quasi dappertutto alla scoperta. . . Nel successivo ocriorno 26. erano ultimati co·mpiutamen le 1 lavori dello Sci,ima e la batteria d'obici. Quest'ultima aprì il fuoco sul Lazzarettò con una vivaci_tà_di cui sarebbe difficile farsi un'idea, e con un'aggiustatezza d1 tuo r imarchevole. La solidità di quello stabilio:iento però e la difficollà di far scoppiare a sito i proietti resero questo fuoco poco efficace, sebbene in alcune parti fossesi appiccato il fuoco. Esso servì però a proteggere singolarmente J'occrupazi0ne di viva forza del Borgo Pio, fatta verso sera per ordine del comandante 1I


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DA CAMPAGNA DI GUERRA

4° corpo, dal ~o capo di stato-maggiore coi battaglioni bersaglieri .de.Ila riserva 6°, 7° e 12°. · A questo punto cominciarono le operazioni d'approccio alla Porta P ia verso il mare, alle quali ebbe parte la: divisione sotto i miei ordini. Cominciava per essa una fase di guerra del tutto nuova e non meno laboriosa dopo le fatiche d'ogni genere sino a quel giorno soppo rta'te _,. . ' AT mattino del giorno 27 r icevev~ ordine dal signor comandante il 4° corpo di assumere la direzione degli attacchi di Porta Pia. Verso il mezzodì rlello stesso g iorno trasferiva pertanto il mio guartier g_e nerale al Borgo Pio, già occupato dai bersaglieri della riserva. , Il nemico aveva una b~tteria <li' S(;'i pezzi e di grosso calibro, soprastante alla Porta Pia, gi cui quattro infilavano la stmda principale e due fiancheggia\•ano la detta batteria sulla ·destra della Porta . Risolvetti subito iniziare gli attacchi per la sera al far della notte, ed a tal fine, previa una ricognizione da me fatta, feci occupare da parecchi bersaglieri tutte 'le case ultime del b·orgo, e più' tardi il Lazzaretto, da dove si r:;otevauu molestare gli artiglieri delle ora dette batterie, ed impedire la totale distruzione del ponte in legno cbe unisce il Lazzaretto alla strada principale, e di cui un,11 travata era stata incendiata .sin dal mattino. Alle ore 7 e lz2 di sera faceva frattanto avanzare due battaglioni del 50° reggimento ed una sezione d'artiglieria, onde pote!' respingere qualunque soJti ta dalla piazza, specialmente dalla strada che sorte dalla porta detta ,di Capo di Monte, dalla quale solo el'a temibile. Tutte le altre truppe della divisione, meno il 22° e 26° battaglione bersaglieri e la rimanente artig lieria; furono fatte avanzare alla Lit.netta Sc1·vnw, al Posatore e sulla via della Marina fuori del tiro del cannone, pronte a marciare ad ogrii evento. AHe ore 8 si occupava il Lazzaretto di ,:iva forza dal 6° battaglione bersaglieri , il comandante del quale e l' in ti ero batta• glione eseguivano quest'operazione con un'arditezza e coraggio degni del p iù grande elogio, atterrando la porta che guarda al mare e valendosi pel passaggio di una· barca, di cui poterono a stento impadronirsi, e sulla quale il battaglione traghettava \-

NELL'UM.BRIA E NELLE MARCHII

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per dra.ppelli, sotto il fuoco della moschetteria, lo stretto braccio di mare che lo separa dalla scogliera. Il primo pelottooe di questo battaglione era accompagnato dà un drappello del genio, munito degli occorrenti strumenti, e che molto contribuì ad atterrare la porta, tuttochè molestato dal fuoco nemico. Questa occupazione, importante per inquietare a lieve portata le batterie del.ai Porta, era, 9ompiuta prima della mezzanotte. · Contemporaneamente all'entrata 1101 Lazzaretto, s'iniziava sulla st1:ada la costruzione di una batteria per otto pez:ci ad oltre 400 metri dalla piazza, onde poter cominciare il fuoco contro_ la ~edesima nel gio.rno successivo. ' Non sì tosto il nemico poti! accorgersene , cominciò un vivo fuoco e ripetute scariche di mitraglia sulla strada onde impedire il lavoro, il quale ciò malgrado e che il fuoco 1si rinnovasse a va.rii intervalli durante tutta la notte, proseguì alacremente pec quanto possibile, visto che le terre dovevano trasportarsi dall'int(frno C:el Borgo su di un terreno piano, scoperto e solcato in tutti i sensi dai proietti nemici. Alle sette del mattino la batteria era compiuta in gabbioni e sacch i a terra con un profilo di zm,50 ed una sufficiente alzata; per modo che tre pezzi poterono per pochi minuti risponderE: ·con sucèesso alla batteria nemica; rie sospesi però poco· dopo il fuoco per tutta la gioroata, onde, a .seconda degli ordini ricevuti, farlo riprendere dopo ,che si fosse pronUnciato l'attacco di Monte Gardetto. L'intiero giorno 28 fu pertanto esclusivamente impiegato a rinforzare il profilo della batteria e prolungarla fino al mare, onde appostarvi altri tre pezzi da 16 e due da ·40 cbe sbarcati dalla flotta dovevano giungere verso sera. Questo lavoro si esegui,•a sotto un fuoco vi vissitno e non interr.otto di artiglieria, che fulminava la strada, i-1 Lazzaretto e l'intiero Borgo Pio in più sensi, giacchè il nemico avea diretto 8u quest'ultimo i fuochi di tutti i forti sopras.!,anti, abbassando il piano d'inclinazione delle cannoniere, ed aveva persino rivolti verso il medesi mo alcuni rezzi della batteria del Molo e della Lanterna. A questo modo continuò sino alle cinque ore circa della sera, in cui dopo lo scoppio della batteria della Lanterna fu issata bandiera bianca su tutti i forti e batterie della piazza.


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Non avendo su ciò spiegazioni di sorta continuai i lavori, e mi prevals~ di questa t regua per introdurre viveri e munizioni nel Lazzaretto, col quale ogni comunicazione era stata impossibile nella giornata, giacchè il difensore avea coronati con un ba.ttaglione di fanteria tutti i parapetti e muri con feritoie circostanti al Lazzaretto stesso; ed al solo còmparire di un individuo sulla scogliera faceva un fuoco t~le.à!li mitraglia e moschetteria, che riescìva assolutamente impossibile anche il solo appressarsi al punto di stazione della barca, per quante volte ciò sì tentasse. Sul far della notte, giusta quanto mi ordinava il signor comandante il 4° corpo, ripigliai il fuoco contro le mura e la batteria di Porta Pia, e lo continuai sino al mattino del 29. Malgradp ciò, però non erasi nat.uralmente -potuto praticare la brec..:ia per la distanza e l'insufficienzà del calibro, nè potevasi punto tentare un assalto. Assecondando gli ordini del signor comandante il 4° corpo, ordi oai allora al comandante del genio di far applicare il petardo alla p0rta, ed al signor comandante la brigata Parma che si tenesse pronto coi due battaglioni del 50° reggimento a penetrare per la medesima tosto avr.e bbe ,avuto luogo lo scoppio. Il 7° battaglione bersa.glieri du YtlV<t dar la scalata al muro che riuniva la fortezza alla batteria, ed i'Otrodursi in città alle spalle dei difensori, nel caso avessero opposto resist:nza. Queste operazioni stavansi compiendo quando mi venne siguificato di sospendere ogni ulteriore attacco, giacchè si trattava della ·resa, che alle ore 2 pom. era sottoscritta e comunicata alle truppe. Terminavasi così la campagna, do ve la divisione composta di due brigate di recente formazione, di cu i l'una in grande maggioranza di Toscani e l'altra di abitanti dell"Emilia, bene iniziavano la loro storia.militàre. Questa campagna, perle medesime, va, distinta per le rapide, pr.olu ogate e fati rose marciedalle ri vedell' Adriatico spingeudosiverso Perugia e Foligno, e ripassando i gioghi per recarsi sot,to Ancona, dove si comportarono con quella fermezza e risoluzione che si addice a truppe già p rovette ed agguerrite. Dal q~ad.xo delle ricompense si rilevano quelli che ebbero occasione di yiemmeglio segnalarsi, ond'è che si ommise di q1;1i rjpeterne i nomi.

Il maggio?· generale comanclante la climisionc firmato: R.

CADORNA.

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Convenzione fra il luogotenente generale CiaWni,. eomandaiile il t corpo di S. A-I. i:t Re di Sardegna, ed i/. signor colonnello, Co;1,denlwve1dell'arma/al pontific-ia;,. abniandarite supe1'fore· dtJlle f<Jrt.e ·tiiunite oJ. LoréUJ-e dintorni~ O

Art. 1°. Le forze agli ordini d-el ]!>redetto sigh-or- c0l01Hrnllo· uscirànno àa Loreto,, con d irezione• a Rieeana1i, con tdtte le loro a-vmfu-.,", bag-ag.li, a1,1iglie1-ie; car~i, mun4.ttioni1, cavallil ecc. Are, 2-0 • Dette·forze· maT,;ieranno per frav.ihni, rrod m~~ginri dir un- hattagli0ne, a-disTanza l'11n a dall'altra di venti minuti almeno. Allt. 3°. Giungendo pre,so• Recanati , le predette frazioni di · truppe pontificie defileranno militaTmen1e• ininanzi al, generale, Leot:a,rdi1, coroandorlte la, 7a di Yisionè, i l quale a,,irà un reggimento• sotto le, armi · pev r.endere loro gli, onori, rriilit'ari. Ar.ti 4?., Ogn.un~ dtll<o ffazìoni prédette, dopo a,vere ricevuti · gli· on0-ri' m1li1a11i, deporrà) le"armi fuori d I R eca,o·a1i, e1· entrerà• nf"h pae--,;e: I signo,i, nffiziali~ sfilando ·innan:fral signor generale Leotarrdi1, fara:nno afuto di, c•nségnat·gli la spada, ed, egl!i Ilio viter:à.; ai corlstmvaria;. APt, 5?. Le truppe pontifinie, così disarmate e rinchiuse •iru Reeanati, saranno ivi sorve5liate' da·truppe' sardé:, che pe~met~ t.eimuno ai, soli u ffo,1a,li, di, usc•re ; s1intende, che sbstèrair100; in tali, condizion'i sino, a, ch(i· il govem,1 ,di S . Mi. il re Vittorio, Einarnuele trovi mPzzo di man,bre •ogou,no al, paiese cu-i. appartiene. Il generale,Cialdini impegna la: sua:' pa!.'ola<d'·orlore·di v,tlel'si di tutta,Ja ,sua infl.ifrnza pPMtccelerare la partenza delle truppel cap.i:tolate per la loro• risp'>'ltti va patria;,, uffizn.ah e soldati. Art, 6'1. . Il genera:le 8 1ald-Gii,. coma:ndanfo il 4 9 corpo, d'alfmata dii Sua: Maestà Sardar,. assume dar qL1est0 momento !!obbligo di' fornire i -viveri necessari alle t nippe copitanate e rinnite in, R.eca_nati, accordando doppia mzioue-agli ùfliziali, ed una:allit: bassa forz,a, Art.. 7P. Il slg, colonnello Coudenhove , dal canto suo assume l;òbbligo di, manle:nere l'ordme e lar tranquìllità· in Recanati, e di far s\ che ]ai persona e la proprietà degli abitanti siano rispettate. Arti 8°'. Per- qualsiasi caso, non previsto in questa con ven• Armo V. \'ol. III. - 18,


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LA CAMPAGNA lJl GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE

zione, il sig. oolonnello Coudenhove si dirigerà al generale Leotardi, comandanlr:l la 7a divisione, che restel'à con le sue truppe attorno a Rècanati. Art. 9°. Tutte le a1tig!ierie, munizioni, caqi di magazzino, cava'li, ed effetti tutti dello S1ato, saranno consegnati, unitamen te alle armi ; i cavalli e bagagli di spettanze particolari, saranno lasciati ai loro propri1::tari . Art. 10° Una commissione composta di due uffiziari n~minati. dal generale Leotardi, e da altri dne nominati dal sig. colonnell0 Coudenhove, decideranno sommariamente cprnli siano gli effet1i di spettanza del governo pontificio. I membri di questa commissione potranno essere presenten,iente uffiziali amministrativi, os~ia d' intendenza militare. Art. 11 °. Il genera le · Cialdini permette che il signor colonn.ello Coudenhove mandi in Ancona un intendente a prendere denari per le sue trnppe. Quest'uffo.ic1le amministrativo passerà nell'andata e ritoroo per la · strada di Camerano, e sarà accompagnato fino agli avampns1i delle trupp'l sarde, da un uffiziale designato da.I g,~ne.rale Leotardi . Questuffiziale si arresterà'. ap:li avamposti di Camera.no Yerso Ancona per accompagn~rlo di nuovo a Recanati. Il predetto mtendeote sarà munito di un salrncondotto firmato dal generale Leotardi. Art. 12°. Arl ogni buon fioe si. dichiara che gli impiegati _amm:nis1rativi, rélig,osi, delle poste, dei telegrafi e del corpo sanita.rio, sono considerati col rango di uffizia li. Art. 13°. Il gt->nerale Cialdini s'mcarica dei feriti che saranno las,'iati dalle truppe capitolate a Loreto ; egli manderà guardie e medici pP-r averne cnra e proteggerli; éS~i · s·intendono naturalmente c-ompresi nella presenle convenzione e si accorda di buon grado che i signori ufiìziali fe riti ritt-nga.no presso loro le loro ordinanze. Alle Crocette presso Castelfidardo, 19 sett.em bre 1860. Il luogotenente genernle Ffrmalo: CIALDINI. Firmato: ENRICO conte CouDENHOve, colonnellrr. Per copia conforme all'01•iginale Il comandante su71iri01·e delle truppe pontificie EN1uco co:qte CuQo~NHOl'E, colonne/lo,

BREVI CENNI l'EORICO-PRATIOI

INTORNO AL FUCILE RIGATO MODELLO 1800

ADOfT ATO PER LA NOSTRA FANTERIA I

PROEMI O. Una gran parte della nostra fanteria è già armata del fucile rigato, e quanto prima· il sarà lulla'. Si pubblicò nna brevissima appendice al Regolamento cl' esel'cizi relativamente alla nuova arma, nella quale si danno alcune regole pratiche sul tiro della medesima; ma ci mancano tuttavia quelle nozioni teoriche elementari sull'essenza e sulle proprietà del nuovo fucile, senza de.Ile quali non ponno gli uffiziali dirigere con intelligenza e frn llo l'istruzione i mportan lissi rna su I li ro. -~e Ci vien data un'arma nuova, un nuovo proietto, una nuova carie~, e 5 o 6 pa.gine sùlla nomenclatura e puntamento; ecco tutto.....! Ci si dice che la canna det nuovo fucile è solcata da 4 rirrhe: rna non ci sono date le dimensioHi di queste righe; ci stdice ch'esse servono per imprimere un niovimenlo di ro\a~ione al proiet.~o: ma qual specie di movimento? in qual


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BREVI CENNI TEORJCO•PRJI.TICI

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senso?· qual· l'utilità di questo n;o~imenl,o n>t-atòrio refaHvameule alla giustezza del tiro ed alla gittata? quali sono le relazioni sue colle varie linee del tiro? - Del nuovo proietto àlindro-ogivale- cavo non ci sono specificati uè 'la costruzione geometrica, nè il peso, nè le ragioni della sua forma interna ed esterna. - La nuova ca.r;ca. pesa gramm i 5, ma percbè colale riduzione dall'antica?: ...... E senza questi dati . essenzialissimi , che per noi·, profani- aile sublimi teorie della balistica, sono. altrettanti prnblerni insolubili ,· come possiamo noi nconosoern oriuscir, a stabi lir:e fi:a. questi. t11e elementi del tiro quelle razionali relazioni, ,dalle q,u.ali soltanto si può estrarre quel lo5ico criterio, quella chiara cognizione dell'arma, del suo m;ìneggio e de''snoi pregi che ispira•10 la vera ed intelligente fiducia nella medesima, e ne costituiscono perciò la principale uti lilà prntica? >> .... .... Questi lamen ti noi udimmo ripetuti da molti uffiziali, e ci sembrano giustis~irni, anzi lodevoli mentre addirrìoslrano' il co~cienzioso interesse ch'essi ·pongono

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~otrsta

più d'ogni al tra importanlissima· pa,rte, dell'istruzione militare · questi lagni, e la persuasione clJe per qua lche tempo an~ cona• il) sopracaricQ di. al Lri: afi'tu:i orgent,issi mi t.ra ttenà cbi, di dov~re d:a!1 iuiddi~fai;vi ,. ci, spi ll!leno a lt1ntur· di!suppli1wi. ~o.:rne:nlaneamenteJ 601 raccog1ieye i.n• bre,y,i pJi~i ne, lei nozioni, prin:cip·a,li leor;ico·- 13ra~iche, relatiye al nuovo fucUe. Divideremo il nostro , lavo.ro in tre parli:· Nèll.u V ' diremo le, va,r:ie rnod;ficaz ioni su.bile dal fucil e, le sue dimensioni, quelle del proietto e del la, carioa.. - Nella, ~?; ragioner.eqrn brevemente sui prineipii di costruzione•del no·stro fucile rig.alo e sulle sue proprietà relali\iamente, al tiro. Nella) raccoglieremo le nonne , pri11ci pali sul ti'ro pi·atic.o del· fuoile rig,~\o ,stesso.

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INTORN0 J,1.1, FUCfLE lRI'G A'i'b

Fucile rigato .(~Iodel!o A~@O). Di"etro le spei<ienze ·C'omparative sul tko d,i div,erse •a11mi da fuoco ·portatili, pe1· '1'armamen~o della fanteria di line~, ·ese·gui1te nello scorso -anno per ,ordine del g0ve-1,no ·(11 ), e sul parere della Commissione incaricala di tali sperieu,ze, venne adotta~o ·per la nos!-ra fanteria ·di lin•ea il fucile rigato modello fl'aùcese ·colle rispetti,,e muni-zioni. Due modelqi francesi furono .però posti ,in -dis.tnbuzione per la fanteria: a~ ll fucile di fmnleria fr:ancl3se,, ,ridotto ,hm_qo rigalo. b) Il fucile di /ìinteria fi'ancr;,se, ridollo corto rigalo. '(Joe:sti ~t,ue lmo·ere!Jli noj,J 'cl-ilferi'Scono fra 10 1:0 s"è uon \le pe.l' la 'lun1gln:rtzaJdella ,canne, la quale è f)er 11 -~ri,tno ·à fd'i 1-m,'0 80, e per il s~condo b) di 1m,027. · . • 111 seOùndo è quello verament11:i.c1,pp-rovato dalla C11mmissione, e atlo'tlaito p1>,r le nostre fa<bbricazioni, sotto il nome (J,i fucile .di falfl6eria •m<Jtlello ·1-860; eppePciò di questo ,ci occurperemo spe•Cia'lme'n~e (2). 1

PARTE PRlMA. ~'UOilC.

Differenze fi·a il fucile rigalo (l\focl. -186'0), e l'antico {uci'le a pareti liscie (M.od. ,t SU,). La canna. - La lunghezza della canna è ritloltn 1a 1•m,0~'1, ·Compresa l'a chiocciola del vitone lunga '1 8mm, ,prr oui la lunghez~à dell'anima ricl~~esi a 1m,009. 'Il 'SU.O ca.Ubno o diametro (1} Ved i Rivisla Milita.re llaliana, fascicolo d'ottobre 1 S60, pag. 49. - Si vendon o anche gli Estratti presso la Tipografia•E'Clil:ricl'l ,G. çassofl'e e Comp. - Prezzo centesimi 50. (2} Per amor di ~r~v,ità ci limitcremo.a·iflferi r:e ~e sòle•sp:ccinEtà 'tllel Ttùovo , Iucil,:.,r.clati,vo•aliìan.hic!), •ommeltcndo .atrclre quelle notate nell',Appe1ul-ice:al Regolanier,to d' escrci;:-i.


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DREYI CENSI TEORICO PRATICI

l'.\!"'TOR:\'O AL FUCILE RIGATO

1·nterno è fissato in ·1smm pei fucili di nuova fabbricazione, ed è tolleralo sino a I smm,6 nei fu ci li ridotti da antichi modelli. Il diametro esterno alla bocca è <li 21 mm, ciò che dà 1mm 15 di spessore alle pareti della canna verso quella parte. Il diametro esterno di c1tlatta è di 32mm, ciò che dà uno spessore di 7mm a questa parte rinforzala della can na. L'anima è scavata da 4 solchi ad elica chiamati 1·ig!te, ocriranli da sinistra a destra, al passo di 2 metri. Queste righe sono·

Nel 1·itto o alzo propriamente dello (allo 4,5mm,5, largo ·t 6mm, spessorf decrescente dal bas~o in alto frn 4mm,5 e 2mm) si banno altre 4 tacche, le quali servono per delermi11are al trettante linee di mira speciali. - li fondo della tacca del tallone, che serve a determinare la ,J a linea 01 mira speciale coll"alzo inclinalo (punto in bianco a 300 metri), è in tale posizione alto-:'! 4mm,2 sul piano dello zoccolo, ossia 33mm,2 sull'asse della cnnna, e spostalo 2mm,5 a sinistra dal piano verticale dell'asse st0sso. - li fondo cieli,, tacca del tragtiardo inferiore, che serve a determinare la 2a linea di mira speciale coll'alzo e/el){llo (punto in bianco a 4-00 metri, come u·è indice il nnmero 4 che è inciso sotto al trnguardo ), è alto 22mm sull\1sse della ca_nna, e spostato di 3mm a sini~lra dal piano verticale ùell'asse della canna. - li fondo della lgpca del traguardo superiore, cbe serve a determinare la 3a linea di mira speciale (punto in bianco " 50 0 metri, come lo mostra l'indice sottoposto 5)1 è alto 50mrn,5 sull'asse della canna, e spostato di 3m00,5 dal piano verti cale dell'asse suddello. - 11 fondo della tacca del ritto, cbe serve a determinare la 4" linea di mira speciiile.(punlo in hiaoco a 600 mPtri , indice 6), è allo (33mm sull'as.;e della can11a, e spostato di 4mm,7 a sinistra del piano vertic,,le dell'asse stesso. Bacchetta. - La bacchetta, lunga ·I m,25, ba la testa, nun più semi-tonda ma pialla, di 1 6mm di diametro, e smentata tulio ali' intorno per la larghezza di cir·t5a 3 di qutsli millinh'lri. La lunghezza del nuo,·o fucile, senza baionella, è di 1m,t20. Id. id. con baic)l)ella, è di 1m,860. Il peso del nuovo fucile, senza baionetta, è di 4,k,1.,300. Id. id. con baionetta, è di 4,tu·,570.

1

)

uniformemente inclinate; larghe circa 7mm, cioè _!_ de.Ila circon8

fere nza interna della canna

(i'/l" x

1 smm (calibro) = 7mm,065);

profonde omm,i2; leggermente rotonda/e nel senso trasversale. Alzo e traguardi. - I nuovi fucil i rigali si distribuiscono pélrte con alzo e parte senza alzo. L'alzo ò, mediante il suo zoccolo, saldato sulla canna fra la 3a fascetta e il luminello, a 117mm mi:.urali dal fondi> della culatta all'asse della copiglia dell'alzo stesso. - La sua altnza assoluta sulla superfit5ie della canna è di 50mm, cioè dì 54mm,5 sull'asse della canna stessa. Lo zoccolo lungo 1S9mm,5, largo 1t1m".', alto 4mm,5 sulla parte più elevata della sottoposta superficie della canna , allo cioè •I 9mm sul l'asse della canna, si rileva posteriormente in una parte saliente, <lcUa per lo appunto 1·ihevo dello zoccolo. In questo riHevo, allo smm sul piano superiore dello zoècolo, è aperta una tacca profonda 1mm,~ (come tulle le altre tacche), e spostata di 1 mm,5 a sinistra dal piano verticale dell'asse della canna; il n"fieuo, quando l'a/;o è abbattuto, tiene cosl le veci del traguardo fhiso per la linea di mira naturale ( 1) (punto in bianco a 200 metri). (1~ ~ci fucili riclolli ul modello 1860 con alzo, ln ltochè inulilo, si con.srr~o il l!·aguurdo antico per utilizzare lo cassP. esistenti, le quo.li sono

,usi prcscl'vatc dallo scheggiarsi.

Pallottola. Il proicllo o pallottola di forma cilindro -ogivale con una scanalatura ed ona cavità piramidale pesa 33 grammi, ha 17rnD1/~ di calibro, e 1rnm,5 di lungllezza.


Q$:_6

-l ~ T0RN'Ù À•t

BRiEVI CENN! T.EOiilC0-PR.l:TlCI

A'fJ'e-sterno: 'la parte .cilindrù:a è alta S,mm; la pari.e -0g'ivale ,4 3mm,5; 1l0 Jtiaccia·menlo Sllf,(;!1'i0re ba &mm di -diametro·; ,i'\ -r,agyio rle:ll'ogiva è di 1iµmm (i'! centro de·lll'arc0 dell'ogi-\•a'è p0sto al. ra~c0rdamento del ,cilindi@ coll'og,•ivaJ· rLa -soaria:laiura ,è0minc1a a 4ml)l ·dalla base del proietto e finis.oe a '71°r11 -cta111a -med.Psin~a, cioè ad ·l l!l'l', soM,o 1'01·ig;i ne detr0g,i-va; -essa ha ,per.ciò 3µ,.,iµ di .aitl.'zza i,n·terna; i ,su,oi orli SOIH> ~eggl\rrue0~e rntondati; ia ,sua prvfonrii Là è clfi 0,'/'m, 8. · A.ll'.in:tm:•no: là c;wità ,si eompone di ,a,na parte pframidale .ttian&'4lm~e appoggiala su di -un aeàecamento oiilindrico di ~nJ1n -<l'alLr.zza, c~1i le facc·ie del _vuoto pi4,arniùale s·i raccordano fl€1' meVJzo cli ti1e -appe.ndiei presso«hè ~semi,e,ireòlari èl'i ~ Qmm ,di tl iamet1:o ; il diamet1:o interno ,1el rroietto al\'.origine (!!ella -«a•'V ìt'à k Jl'i 15"'1!11,i; la profondila toldt'e della eamtà è dì ,13mm; gli spigoli ,deJla piramide, descriHi i•n ogi,va al •raggio <iJ:i 9P'r>, .son-0 rotondali lievemente e progres8iva-mente da,I vertioe alla tas~. ,...,.,. . Lo spessàre del .proieUo riesue così d,i n m]!l a•lfa base <il.eil la· pira,mide, ,m,isurato sHI !llezzo delle faccie, e di soli 2mm,5 agli spigoli lateJ'ali. 11 ,tra~aiato orizz0A talé di questa aa,vità si fa nel modo ,s eguente: In una ~irconfe ren,za di ~ 7mm,2 di diamelr-0 (rapp11eseHtante i l cilindro del proi etto) si descrivono dae •eirnonferenze concentriche, l'u,na di 15m,µ,2 di <li•a,met.ro (diameLro de'Irorigi•n.e della cavità), l'altra di ,12rom,3 (diametro , del oi rco{,o cirooscrilJo alta 'bas~ del vuoto piramid;;le); iscrivasi un tr•iai:igolo 0Etuila.tern nella seconda, e le part.i cJT questo triang0!0 iutersecate dalla ter,za circonferenza, ,,;aranno le basi,della •fooçia del vÙoLo. pi•ramidale e l'Qrìgine deHe appe~1d-iei semici'rcolari dello acciecamcnto. - Gli spigoli, lievemente rito1:dati della piramide hanno per base la piccola parle della terza circonferenza intercettata dai la.ti de,l triangol'o equìlater0 ('Ved•i figura 13).

F UCILE 'BIGA'.!'©

(]arici.l. Uì. oaric-a venne ritlolta .a :5 grammi tdi. pohv.e1:e ,èa fucileria. Questa specie di polvere venne però uffici almente a'bolita per queHa ,dei bersa,glìeri, della q1:iale :bastano 4 .g1~ammÌl e d/2 per iegua'l ·forza. Un carlo11cino rotolalo in guisa da forl)iare un tubicino, ,racéhìude la pohere e :J.a ,[lltre;se1wa dal :f1iega1rnen~il, •per cni succede minor qnanLHàd i p0'.lveracscio. Unpee.zo ·diaa·r-tad i fo1:ma t1:ape.zia 1·nvituppn la pallolli01a ed il •cal'loncin-o coi\la carica. 0uest'fnviluppo ,é .1,mto p.er.. l'aHeziza .di ~ ce;ntimelro 1alla ib:ase d~lla car,ll\ll•ccia. F46bbricaz-ione della ,n.u011a cm·tuceia.·~ Le oper.ailorni iper tale faib'bri.cazione si di.vi9ono in c.in,que: ~ · .f G0tto delle' pall©ttole .e ,sba,vamento l-0ro; 2~ T,lgl.i0 del.la C<!rl·a e ,ddllo sp:ago; ,39 Fonn-aiione del'la cartuccia e sna unzione; 4° Es~guimento dei cartoncini delle cassule; 5° :Im,paccll2-llametito delle car~uecie 1° ,Getto delle pallott0le. - Si metto,011 verghe di pìom.bo in una caldaia, fino ad 8 centimetri cla'll'orlo, e se ne ricopre la superficie con uno 8lralo di carbone polve-riziato per evitare 1'0ssi<h.1mento prodotto dal contatto dell'ar-ia. Ql!ando il piombo ba raggiunto il grado d·i fusi0ne conve.nie.nte pe.\ geHo, cioè ,quando gi[tancl-@ ·vi entro ,un .pèzzo di carta, questo vi ·si infiamma tosto, allora· c@I rnmaiuolo si v,u@ .ta ,i.J piombo per la punta enJro le pallottierè (che sono ,di bronzo: ·lega cli ouone, stagno e zin-co). Le priroe pal\oUole nel bagno riescono difet~ tllose , percllè le pa\.lolti,we non sono ancora abbastama ri,scaldate. Slavamento . .- ·Co\ tagliapallottole (specie di tanaglìa) si taglia . ìl getto irrrgolare che il pi@mbo ralTred·ctandosi lascia attaccalo ad pgni pallottola; questo sbavamento produce lo stiacoiamento superiore della pallottola. 0


288

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BREVI CENNI TEORICO·PRAT/CI

2° Taglio della carta e deUo spago. - Questo taglio vien fallo dal capo officina sui ca mpioni dati. a) Cartoncino per la carica: piccolo reltangolo. di 7:Y""' per 40.mm b) ·I' Carta contenente la• carica: piccolo trapezio di 170mm di base maggiore, 4 ,1.5mm di base minore e 53"'"' di altezza. e) Inviluppo della cartuccia: trapezio di ~ ,1 ommdi base· maggiore, 66"'m di base minore è 128mm di altezza. Per tagliar le carte e i ca;·toncini si collocano i rispettivi campioni su alcuni fogl i di carta o ;Ji cartone; si segnano su questi i vertici del campfone con uoa punta di ferro; e quindi si fa scorrere un cciltello contro di un l'egolo sovrapposto successivamente a tali divisioni, fincbè il taglio siasi operato. Gli inviluppi di 0arta si tagliano trnpeziali, pe.rcbè si otliene così un ch iudimeoto ad elica che accresce la solidità del tubo. Per tagl iar gli spaghi si svolge il gomitolo di spago rnlorno a due chiodi a mo' d'un aspo fitti ad una distanza fra loro uguale alla lunghezza che debbono av.ere i pezzi, quindi si taglia per mezzo la matassa così formata. -3° Lei formazione della oarlucçia comprenùe quattro operazioni disli nte: ·I° Formazione del ltibo; 2° Riempimento di polvere; 3° Clìiudimento della cartiiccia; 4° Unzione. Formazione del tubo. - Per conformare il tubo della cartuccia sì colloca innanzi tutto un rettàngolo ùi c-arloncino a) ,su di un . p·iccolo trapezio di ca1·ta b), cli modo che uno dei maggiori lati ciel primo olli'epassi di 1mm la piccola base de_l secondo e che uno dei lati minori del rettangolo coincida a lato · del trapezio pérpendicolare alle basi. Si posa quindi la forma massiccia (bastoncino cilindi·ico del diametro cbc vuol avere la Gartucc-ia e portante ad un suo capo una cavi là tronco-conica) parallelamente ai piccoli lati del rellang.olo, la cavità ri volta a\ lato maggiore òel trapezio e rasente il lato interno del cartonc,ino; si rialza

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1¼TO!lNO AL FUCILE RIGATO

289

allora carta e carloncino arrotolandoli insieme sulla forma_(vedi figura 23 ); si raddrizza poscia verticalmente la forma appoggiandon_e i\ capo scoperto ,ml tavolo, e tenendola ferma colla mano sinistra, si fa una prima piega della carta sull'altro capo cominciando dall'angolo acuto de\ trapezio, e conficcando man mano la carta superftrrane\\acavità della forma: si fa una seconda piega in senso oppostò alla prima> conficcando la rimanente carta nella cavità. Finalm_eÒte si prende uoa pçillottola, e se ne introduce la punta nella cavità. della forma per stringere le pieghe fal le alla car.ta, senza però danMggiarla. Questo è il ttibioino destinato a contenere la carica. La forma essendo oosì guernita del tubicino suddetto. la si colloca ~u d'un trap,ezio di carti\ c) (inviluppo) perpendicolarmente alle basi di q~esto; ~i conficca e si stringe l'ogiva della pallottola nella cavità della fqrma massiccia, in modo cbe la . paile posteriore della pallot.tola riesca a 1 :2 millimetri indentro della maggior base del trapezio; si arrotola l'in,iluppo sulla pallottola e sul tubicino; si fanno 4 pieghe sulla base cilindrica · . della palla, cominciando dall'angolo acutò- del trapezio, si stringono queste pieghe fregando e premendo la base della cartuccia sul tavolo. Rimane quindi da estrarsi la fo rma massiccia dalla . cartuccia: perciò si appog'gia la ba~e della cartuccia su\ tavolo, si s'tringe il cartoncino colla rnauo destra, mentre la mano si. nistra svelle la for ma. - Si passano quindi cotali imiiluppi al riemp·ilo'l'e, ordinati in_una cassa, verticali e coll'apertura all'insù. Riempimrmto. - li riempitore versa la polvere nelle carluccie servendosi di un piccolo imbuto e di una misura della preci~a capacità del prescritto peso di polvere, ch'egli avrà cura di riempire esattamente ogni volta e di versarla per righe, ad evitare l'inconveniente di dimenticar vuota alcuna cartuccia, oppure di metter due- caricbe nella medesima. Chiudimcnto. - Per chiuder la cartuccia, il piegatore stiva la polvere battendo leggermente ogui cartuccia sul tavolo;


.. <Z@'li)

BREVI CENNI TEORI<W·PRA<l'JGI PKTORNO k L FUCILB RIGATO

•schiaccia la 9Uperflua carta rasente :n cartoncino, e la i,iL011ce respLngendola coPla testa del pollice enll'o n tubicino ·o·ontro .la 1polvere, abbatiend'one -a sinist1,a 1'eoee-sso. lJJlzio11e. - 'Prima ,iJ' impa1ccheHar1_e, ,Ie •~a;rt>01cc1e va.nno in,zavard-ate,una ad una per un'a'l'lt>zza di un centi1uetro circa·dalla 1 base, con una fusione -di ,4- parti di sev0 eid ,u·na (ll,j •ce1;a. t i/lsegurimento dei carfoccùn1 per le ca-smle. - }Il ca•rtoccioo contenente 11 '.2 cassule ì;i ifa di carta 1turchi-n'a in -modo ana'l'ogo· a que'!lo fodioato per ·le ca:11uccie ; ma molto più spe(li'ta•mènte, ·l1mstaodo -sempliceurerìte di a1crotolare a mano •i\ <fe'.ta•ngelo di carta, mettervi le cassule e chiuder il cartocci no . . 5° 1impatJdu!ttamento ,de'lle oC:Pl'luccie. - 1Un >pacco deve •oon·tenerè lfrO1ca1itu_ccie •ed un ca'l't;icci1H> di ·1~ •cassule . .L Per fiare €f l'les'~o 'p'ileo0 si ·pre'nde un rellangofo di carta ;,sul mezzo di q'U1est 0 ·si oo'1looa~rn due slraH di ,c.aruocci-e ail'!ernando pa-11:e e oarlie su per1fìhrn ; roi mantenell·do 'ferrnri 'questi due strati èolla· amno ·sini·stra, -col~a ct,eslra si rfle,1a :ia carta e se ne •c1rnonda 1e •cartucc+e, fortemente -stringendole; 'Si fìn'isce tininclì a ·due mani di i111v·i1~uppar 1le cai'tuccie, formando 3 pieghe per og·ni parte; sotto l'ulti•ma di queste pieghe si oolloca 011 cartooc•iuo '{)1 cassule, e 1quiuè:li si lega il pacco in ·oroce per mezzo di tm pez~o di spa•go. ....;,.. ·u peso di ·uno di questi ·p-acchi è attuàlmen're di grnmm1 ·1~-0 e1rca. 0

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X. (Cont1~ua)

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FR,AlNCIA .. ~ Gar,a:bina, Mt·1v«k ""'"'"'-SJ.illa:,doma)nda del si;gnorr Dauzat,,aoltella-io,a Sai•ntes-, gli, ven:ne'confìdaita, da.l· gdverno una! ca;rabina.:M-ir.ié' rigala per a1)plicawvil~I, proliilema< del, caricamento per la cuJ.'atta:, Il signor Da;ue;at ,, a, q uatil,to, pare;, ri 11:;eì bene nelsuo lavoro. La cara bina da esso lui modifieat-a, vén'rie esammataJ e pro·,ata da uffiziali e da altre persone competenti, le quali si acao11darono in, tri butarg)i' molti elogi., C::elerità< ,, sié'~rèìza e. pre• cìsione-vi s•i acc0ppian0 sotldi;;fa:eenteniente. Dlcesi &h1'e talé· ca,-• ra.bina sarà: quanto i;irima- s01top0st-a· a ~perimenti- ufficiali., perr parte del cemitato d'artigdieria-. Non si1 c0noscol'lo ir palliieo_lalri dèlla- mocilifìcazione;J ma si assicu-ra •che it ti,ratore può c'ar10ar J'amua, sua o@n trna• solà mano e- sparar, 10 colpi • per minuto • se.trza ria,lzar l'arma, e setba0:d'ola sempre allàr p0sizi0ne di .. punt. Ganno'ne-m:0rtaio. - U•sign'o rl G.io;v:a-n ni, Frahci · inv-entò, una:, bocca· da fuoco des}ina,t-a a~gittàJr ad un temp,o , b@mbe• e ,p.¾He,, che venne•sottoposta all'esame-del co'rn'ita!to d'artigli~ria: Quésto cann0ne-mortab- è composto di una parte, di bron.zo: il mortaio pro.priamente detro., forruato di du~ ciliadri, ì'u:ia.@ :più, sti;ett@~


292

RIVISl.A.

desti nato a ricevere la carica di polvere, l'altro più largo·, contene~te l_a bomba. o la p~lla, di cui la parte inferiore riposa sugli orli della prima amma ove si trova la polvere . A questo mortaio si agginstano, per formarn e un cannone più o ~1 eno lungo secoJ'.ldo il bisogno, degli anelli di ferro collegati fra loro, nel senso della lunghezza, da parti ugualmente di forrq, e eh: !~sciano dei vuoti. Il mortaio ed il cannone sono rigati a sp1rnh salienti. Il pezzo i ntiero pe-a, relativamente assai poco, · mentre una parte è di ferro e traforata. Vi succede minore lo riscaldamento che non nelle altre bocche da fuoco ed anche r~inor !ec~ia~~nto , ciò che permette un tiro più spedito. A.spettiamo i l grnd1z10 definitivo degli sperimenti (Dallo Spectateur). Fregate corazzate. - Nella sua ispezione ai cantieri e forti militari, il signor Chasselonp-Laubat, ministro della marina e delle colonie, ha presiefoto in Gavres ad alcune sperienze di cannoni d'acciaio. Egli assistette il 28 marzo al varamento della frega.ta corazzata la Couronne, costrui ta secondo un sistema a.fratto nuovo. - La membratura ed i borcÌao-oi sono di ferro . . , 00 ricoperto d1 legnri cÌl teck, ed il tutto avviluppato di una éorazza a prova rlella palla. - Sul castello di prua havvi un rufl:1o forato da quattro portelli, destinato per respingere gli attacchi d'abordaggio ;. sul cassero un blocfohaus corazzato serve di p~sto al comandante du rante il combattimento. - La Couronn e .sarà armata di 40 pezzi dei più forti calibri, la s ua macchina avrà la forza di 900 cavalli.

INGHILTERRA. - Si stà fabb ricando un cannone Armstrong da 1'20 libbre inglesi, caricantpsi per la bocca , a diversità degli altri dello stesso sistema che s i caricano per la culatta. Con tinuano vivacissime le discussioni sulla questione dei legni da guerra corazzati. Il celebre Ar mstrong occupandosi di tale quistione, dichiara, che se i legni corazzati non s~no ùa. impiegarsi pei servizi'lontani, perchè vi rimarrebbero privi dei mezzi di ripararsi, tuttavia egli li ritiene necessari per la difesa delle coste, come i soli capaci di resistere a nuovi proii::tti. Durante l'esercizio 1860 11 governo inglese spese oltre 500,000 sterlini pei cannoni Armstrong, dei quali ora· poss-iede 945 pezzi r5ià provati e pron'ti ~ seprire 1 Due stabilime~!i ebbero iucar(cq

TECNOLOGICA 293 di quésta immensa somministranza; la fonderia pri,1 ata di Elsw icb , la q_uale però . non lavora che p·er conto del governo, e l'arsenale reale dì -v.,rool wir.11. Questa ·còncorrenza produsse una notabile riduzione sulle stime primitive di questa ingente spesa. Nella guerra della Cina parecchi di questi'pezzi' non soddisfecero inriera mente, ma si rimediò tosto ai difetti riconosciuti, e l'Ingh1lterra si mostra contenta-eh essere ora provvista di un'arti• glieria riJ?.novata giusta i più recenti progressi della. scienza . Il signor Armstron6 vi è, si può dire, il Dio del giorno. Il legno s1.1 cui l'arnrniraglio Walker pose la S\la bnndiera., è armata c.ompletamente di cannoni Armstrong; dt1e piccole batterie furon o inoltre spedite alla Nuova Zelanda, e stanno per esperimentarsi di n uovo questi pezzi sul terreno, impiegandoli alla distruzione delle formidabili barricate di quelli inrligéni. Si stanno pure attJando n·Jovi perfezionamenti al fucile Enfield, con cui ·si armò iestè tutta la fanteria inglese. Si _studia. di stabilire tutti i pezzi di queste armi sopra un campione fisso, di modo che, io caso di bis(•gno, le Garabine danneggiate si potranno riparare coi pezzi gli uni degli. altri.

AUSTRIA. - Bombe sottomarine . - Par]a<ii di una nuova invenzi()ne per la. difesa delle coste, che le renderebbe inabqrdabrli. Trattasi di bombe, petardi o fogate, comunque si vorranno. chiamare, caricate di polvere-cotone e c~strutte in guisa ad essere a,solutamente impermeabili. Queste bombe , colloc!},te in fon do al mare, ne: siti accessibili ai bastimenti nemici da guerra, comunicherebbero fra loro per un filo elettrico che applicherebbe loro il fuoco al momento voluto. Per tal modo il comandante di una. piazza mç1.rittima così protetta , avrebbe in mano il mezzo di d&terminare un\>splosiòne 'imrnédiata al momento voluto, e nel luogo ove tali congegni dovrebbero cagionare i maggiori danni al nemico. Nello sperim,~uto che se ue fece (dicesi 1;1. qualche distanza da Trieste), lo scoppio su1scesse così vi<J1ento, che il piccolo bastimento carico di sassi•che dovea servir alla prova disparve completamente, ~sènza lasciar di sue vestigia, e che la com mozione cagionata alle acque dallo scoppiq si risentì ad a)cuni chilometri intorno. Dicesi che l'inventore di queste foga.te sottomarine sia un inglese~ di cui 1'4u~tria avrebb~ comprato il segreto a cari?simo ~rezzo,


294

TBC:S-OLOGIC!.

lllVJSTA

S~lZZERA. Cannoni rigati. - Ebbero •luogo ai'.I'houne1 lunghe e~ aacurater speri'enm.i intorni:i a cannoni· :r.igati sul si-· st~ma. svizzero , le quali diedero, a quanto wffermro la &vue lllibitai•·e Suisse, i pil'.1 favorevoli risultati, sia relati.vamertte, a_ll'effello dei p~oi_ett~ che alla; pòr.ta,ta ,· ed àllat precisione del, t:ro: ~"e comm1ss1001 dell' assembleat federaile e quella d' ar,•· hghPr1a, le quali,, sotto la presidrnza del coosialie:i:e feder~le Strempfli, assistettero a tali sperienze, sarobber~ una11imi nel proporre alle Camere federali la costruzione immediata, di dodici. b~tt~~ie da quattro, trasfor,rriate, per attaccarne una ad ogni d1V1s1on~,. e . metterne t re alla riserva· d'artiglioria. Q~e~te c~mm1Ss10n1, ben lungi dal con sigliare che tutte le·arti~!1er'.e. sv1zzcre abbiano dw trasm~t~1'si in, rigate, pensano i1weee 1 iud121osament'e che nulla dèb1Jas1 toccare' all'attuale, èffettivo· 0 del materiale d'artiglieria federale, ma accx:escerlo' invece di 12 ~uo~•e _batter'.e di cannoni, rigati, a-vvegnacbè se questi sono ogg1ma11 d1venutf una necessità per le ~1·and1 distanze,. non 0 però me~ vero che il. c~nnone rigatornon potrà mai. rimpiazzare, per le distanze ravv1cu1ate, la mitrao·lia del eannone 'da 12 a 0 pareti liscia. . Carabina Knecht. - Il carabiniète glaronnese G. Knecbt ha mventato una nuova! carabina, c1ie dieesi la mir,1iorè che si• conosca sinora in simile genere. La nuova arma ~ 2500 n ie<ii ha, la medesima precisione- della carabina federale a 150Ò e • tuttav,ia non supera, il peso O:ormale di 10 libbre. L'iovenz-i~ne 'de1 signor K11eGht è stàta sottoposta all'autorità militare federale. ITi\.LIA1• ......,, Cannoni Cavalli. - Nella seduta.tenuta il 3 cor• rent_e dall'Accademia delle scienze di Torino, sezione matoma~ica· e fisica, il generale Mena:brea,, uno <lE>i membri, venne i'nvitato · a-dare qualche-particolare sugli effetti dei caononi Cavalli altro d.~~membri deH'accademia. Ecco il riassunto dell'espost~ dalI illustre generale, che dovra· poi essere l'om•elto iun-ra·J)porto , 00 spemale, ohe ansiosamente· aspettiamo. L' invoozione del signor Cavalli verte su due· sistem~ di can•· noni, tutti e due rigati; .ma l'uno caricantesi dalla bocea, l'altro dalla, culatta. · \ l dµe siste~i ha11no prodotto effetti rimar.chevoli. Con un

295

calibro di 40, quelli ohe si caricano dalla bocca hanno dàto a, 3600 me' i-i, e gli a,ltri fino a 5200 metri, dei risultati serpr ew denti, tanto per r~ifotto utiie, quanto per la g:ustezza dd tiro, Questi ultimi furono anche impic.;ati per fare !a breccia alla distanza di 900 metri, e il risulta,lo fu pari alle speranze. Il generale Me • ubrca pensa., cJi_c si a rrive"à probahilmi,nte acl ottenere coi cannoni caricantesi dalla bocca la. st, s-a portata che hanno gli altri, i quali veramente n lln convcrrebbe10 che in località speciali, e sono più par1icolarmc~nte destinati alla marinit che alla dif, ·sa dulie piaz.ze. Egli confessa ebe molti pezzi sono scoppiati; ma fa osservare che questi accid~n,.i, dovuli probabilmente ali imperfezione della carica o della fusiooe dei cannoni, non sono partieolari al se• condo s is1ema, ma si presentano in generale per tutti i caunon'i in ferro fuso. Il generale fa osservare che l'assedio di Gaeta fu il primo n el quale l'artiglieria rigata di clifferenti sistemi potè essere impiegata sii una larga scala nell'attacco delle piazze forti , e creùe che l'impiego di queste armi condurrà ad un cambiamento radicale nella regole di d1fo:;a o di attacco delle fortezze. Qullsto giudizio Jell illustre ingegnere militare, il cui nome va i-iputato a buon di ritto qual0 una 5loria nazionale, è d·el• magginr pcs0. - _Sotto la direzione del gen?.rale Menabrea sta comr,ilandosi 1.rn resoconto tecnico d,-lle operazioni d,"11·a~seiio di Gaeta. Siamo ceui che q nesto lavoro riuscirà del ruas;;imo ii:iteressc per la scienza e per l'illustrazione dell'esercito italiano. - i'iella fonde1·ia di Torino si va lavorando con sempre ere• scenle ener~ia; vi sono in corso di confez.ione circa cinquanta pezzi d'artiglieria di bronzo· di va.rii calibri cht:J &i stanno ultimando e rigando, e, media'l1e una nuova sala pel laboratorio ag~iunta alle antiche, si p nò ora comodamente attivare Sèrnpre più la fabbricazione dt:li 1.ezzi grossi di ferraccio che prima si fact--vano veu_ir t 1Jtti di Svetia ; i pezzi da 80 rigati, che ora si stanno da noi pn•p,rando per la fregata corazzata La Te1·1·ib-ile, meritano d'e,sere osservati pn la precisione e l'elPganza ad un tempo della loro forma, mo<lo che superano in bellezza ed in bon tà i migliori can noni stranieri; pregi questi tanto più A:iNO V. ''o!. lii. - 19.

a;


296

RIVISTA TECNOLOGICA

degni di rimar00 , in <juan to cbe non è ancor a, si può dire, ùn anno cbe la fabbricazione dei pezzi di ferraccio si eseguisce anche nel nostro arsenale. ( Gazzetta ilfilitare)

Bombe compassate. - Il signnr C..A., genovese, ci comunicò un suo metvdo di•bomba, la cui esplosione, med iante '.-10 sem-

p licissimo congegno, succ-~derebbiJ ad un istante predetermin'ato e facilmente calcolabile d;i ] momento della gittata della b,lm qa

stessa. Questo tempo fra la !!Ìttata e lo scoppio, potendosi a piacimento e detèrminatamente ritardare od accPlerare, darebbe degli effetti balistici preziosissimi, sia servendosene come bombe ordioarie, sia come potenti mine portatili o grossi petardi per rovesciar muri e trinl..!ee, o qt1ali insuperabili ,Jifese acc8'.sorie · dinanzi una posizione. Il nemico, incer to sul momento dello scoppio di ciascuna bomba1 nè essendogli possibi le d'impedirlo per nillna guisa, troyerebb'3si così in tale angosciosa iricertez~a da ritardargli per lunghe ore il passo od il tranquillo possesso della posizionè. QL1este bombe p0trebbero and10 utilizzarsi quali bombe-sottomarine per la difesa delle coste. Il principio su clli è fondato questo tro"g,to balistico è <;c>s) semplice ed · inconcusso, che il so)o accenoarlo bast.a per dare certa conyinàone sulla sua rinscita . Spr.riamo che il Governo non vorrà lasciarsi sfuggire di mano qnest" prezioso mezczo d I di~trnzione, il quale potrebbe f9.r nìre Ù.tc;i},·otabi li vantaggi nelle ' prvbabili eVf'Otualità, t rattandosi specialmente di• guerre fra piazze forti e tri00ìerameoti. Ad ogni m0?0 cpsta poco il provarlo, di fronte all'utile che può ripromettere ...... . L'inven tore della bomba-compassata porrebbe il ,suo segreto disp •S zione del Governo, mediante le solite ·garanzie per la priyativa, al pri mo cenno che gliene verrà fatto per mezzo della R·ivista milìt,are italiana . · a

RIVISTA STATISTICA 1

. . - Difesa dèlle còste. - (Times) Si_ demo. ING~ILTER_RA. i • ade e del Capo Cualhouse presso la f~ce l1scono i !orti d1 Spa_rm~. . , . 1· • d armarli di un maggior • ·1 ar 9-umd1 ricostruir .I e del Tanng. , Pv · d l 1ù . forte ca l'bro Un di'star.camr nto del1 • ,

numerv di cannoo1 e p . . o-ato ·a smontare il presente l'a1:tiglieria reale è attualmente imp1eo

·

armamento. . . , 1 le ùue ba.tterie flot~ I lordi del!'~rnmiraghat~ ha:~;;~~~f:::lr:ll ànche. di 16 cantanti l'Eìtna d1 16 cann(,n i, e . . ·• · · al terreno ' r or~te in pos1z10n1 con tigue noni' l_e qua~ sono aoc . ere er Ìa difesa del fiume. Sembra dei for ti che. s1 debbono ,mg , t . coi cannoni Armsiroog. . . d . di arn1aré led ue ua tene , poi s1as1 eciso ' ~ e di Shee-rness • . e e gh arsena 11. ,a·1 Chatham _. Per m_e?l10 frlo tegl? r, di fortificazioni ali' ingre'>So della Medsi stab1hra un 11 t.a inea .. . · La nuova linea · · · o-ia 1 1avon. . wa ed anzi se ne irnziaron~ o. , d' bomba . Y_, · ·ti. di battène casamattate a pro\a 1 . d1 d1fosa s1 r.ompon. . . a e del marzgior calibro. t tutte quante d1 pr,zz1 a 68 ,. , . e arma e . . ste casamat.te con canrn•ni m Si pensa anche d1 cornn~rbeb olto la difesi. Col vasto si.ò che ·afforzere e u1 m ' , b bar etta, c1 . . '. . r · cr esso della Medway sara stema attuale d1 fort1ficaz1om' mor . .

f

q~:-· .

quasi insuperabile. • , , , •t _ Forza dell ase1ci o.

to della CamPra dèi Il 14 marzo un vo . . l'effettivo dell'esercito inglese, comuni fissò a 146,000 uommt . I 18.61 62 A questo n;mero d. d 11 C rona pe - · · pagato sulle ren ite e a v . ·1 cui soldo va computato sul vuolsi aggiungere le fo rze europee, i bilancio dell'In.dia,


ST..I.TISTICA

298

RIVISTA

La forza dell'esercito r~ale è la seguentei Rrgno Unito · Colonie e Cina Indie. .

99,000 unmini 51,717 · 68,729

Totale . 219,446

i

14,630 cavàlli. 9,710 24,340

. A q~e.ste forze a3giunga'.1si_ ancora le truppe indigene dell,.I nd.ia, c10e 160,000 uom1 • 1 circa la mil izia del R ,cr U . 70 000 . . '] . , C,:onO llltO ' ' UOnJJil l , I ~0rp o di ycom.cmry levato quest'anno di 20,000, finalmente i volontari 120 000 (917 b tutto 589,466 a rmati. ' ,., attag iom) : lll

r .

FRANCIA . - 11'/ari na militare L F · . tu l 475 I • · a rancia possiede at34~ ~~nte ·, egn1 da. g uerra in mare e·sui- cantieri, dei quali . a vnpore l 26 a Vttla , così classificati : I legni a vapore constano di: 37 Va-scelli ad elice 6 Pirofregate ad elice corazzate 47 P irnfregate 17 Corvette a vapor~ 126 Avvisi 14 Batterie galleggianti ·elice 57 Pi, ocanoonie1,e 44 T M~porti __I Bastimento speéiafo._

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ap

349

I legni a vela constano di: . 8 Vascelli 25 Fregai~ 13 Cqrvette 21 IÌricks 26 Avvisi 33 T.i;asporti.

126 : La 'I\'rancia . non ebbe . mai· per certo. una t>'I. . poderosa arma.ta, ciò no.i pert,ioto la br-1tannic·a è ,a 11che, più forte .cl.i 48 leg:tii (1) {1. ) Vi;~

~ivi* ~Mjslic;ir fasçicolo

di

i!ÌU!!'UO 186" ., ç . _ v,

l , .,oo"''!• : pai

' '.

,299

tra grossi-e piccoli . .,,- ~e due _potenze gareggiano ora nella postruzione de' bastimenti corazzati, cfi ~~i l'iniziati va appart iene p erò alla Francia. , Ri11gaggi. - 'La legge del 24 luglio passato, modificando su .part!cchi punti qu~lla del ·5 .aprile 1855 (,s1illa dotazione dell't•sercito), produsse già ì risultç1.ti favorevoli che se n e as pettavano: '.COSÌ , la faeoltà accord,1,ta ai :,0Lt.0-uffiziali e a i soldati dì riogagg1ars1 nel loro 4° a.ono dì servizio a vece del 7°, diede tale svi.lnppo ai ringaggi , . eh.e s11lir.on o 1n due mesi a 14,000.

. (Revue -ilfil'iitaire St1,i sse). BADEN. - La fanterià del gran 111cato sta per essere armata ,tut ta, di . fuòile r igato a pic·c0lo cali'bro , come già l!ISano a 1tual•mente i suoi battaglioni cli ùragliatori, Questo fuci l,e è costrutto sebondo il modello, adottato nel 1857 per 1'8° corpo federale, ed è confo1me a quell0 t~ltirrwmente adottato in Bavi(;lra ed i~ ·Aus1ria ; di gui,;a ·ché d'ora in-nanzi ) a fan teria federale, forfe a-\l' incirca dr 600,000 u àmini, · sarà tu tta fornita cl.'arr_n i rigate df'l lo stesso cali brd .

BAVIERA. ....:. F01·ze m ilitari. - Da una corrispondenza della Perseveranza da Monaco , 8 aprile, r ir:aviamo che nell'ultima sednta della Dieta federa le fu deciso cl1e tutte le fortezze federa,li sieno imm ediatarne'nte annate di cau • on i rigati, e 'si ~ta):iilì fa s01;nma per la r ifusione dèi vecchi in u n m ilione di -6ori11,1, èio_è : 300,000 per ·1a f0r1èzza dì. Magonza; 240,000 per Uli1rn, 260,oòo per Rastadt, 150,000- p er L ùxemburg e 110,000 per Lan,iau'. , Tutto _l'ar,n~rnento. dov rà, farsi nel più bre'lle tempo possi bi.le , cioè in due .m.~si ('l'l'l.) . :pare 1;he la P russia sìusene ·addossato -,l'ebbligo; anzi molli cannoni d i posizione sono già s tati da ' essa spediti colle co~se celeri alle varie fortezze . Arrivarono già da Berlino otto cannoni rigati .aa. campo, e prossimamente si aspettano altri ~piaran ta pezzi. Fu pure ordinata· l' irn:rnediata fabbricazione .di 60,.000 céwiche pei cannoni rigati da eampo , oltre le g rà esist©rtt1.. Ecco ora ., :;;econdo il detto corrispondente, quali sarebbero le forze della Baviera fra . le . att.ualméLJ.te .esistenti e .çpileile che il Ministero intende' di tosto organ izzare. Noi però crediamo che.


STATlSTlCA

30Ò

RfVISTA

i numeri siano un po· esagerati ( Vedi Rù;isla Militare fembre 1860 ; pag. 343). , set-

30I

Di questa forza il governo bai arese pnò già disporre ora di oltre la metà ; sull'altra _potrà farn as:;;egoamento in breve tempo, mediante la doppia leva ed il richiamo della landwehr.

Fanteria. l6 1 Reggimenti di linea a 4382 uom101 . . cadauno in 3 batta. g iorn_, ognuno d1 6 compagnie, in tntto 18 . ' dt>po~1to . c;omp!lgnie e 2 di

6 Battaglioni di cacciatori d i 980 2 Cornp1gnie di sanità a 293

uomini · '

Ri_serva d i fanteria

70,112 5,880 586

.,

74,916

.. uomm1 '

10,282 14,075

3 Reggimenti d'artiglieria no-ni re.go- to con 12 b t . Treno ' 0 oo· at ene »

· 8, 022 5,446 1,116

Cavalleria. 8 Re~g ti di c li · 7 . - . ava eria a squadroni con 1 285 Riserve di cavalleria

.

'

'

Artiglieria.

l Reggimento a·a~Ligiieria Racchettieri

~ c~v~lio ~o~ 4 bt;

_.. a ene

'

'

283

R iserve d'arci~lier:ia ~. treno

-11,235

Genio. 1 _Rrggimento del genio, con 8 co~npagnie . Riserve del genio . . 2 Co2.,npagnie di fortézza

1,486 1)98 ·

·

990

Landwehr attiva ·Fanteria di linea (senza . · )' · · 1-1 p a 1atrnato Cavalleria (senza il Palatmato)

.

PRUSSIA. - Secondo la sua novella organizzazione (1), l'esercito attivo prussiano si compone di 9 corpi d'esercito: quello della Guardia ed altri 8 corpi d'esercito. Ciascun corpo J't;isercito si compone di 2 div-i.sion.i cli fanteria (4 briga'e -12 bat;ag\iooi - 12,000 uomini ci rca). di 2 brigate di çavà\leria (4 reggimenti - 16 sq• adroni - 2 ,500 cavalli circa); di Ùn battaglioJ}e cacciatori ( 1,000 uomin i), di una brigata d'ar-tig\ieria (12 batterie attive, 3 d.-lle quali cìi pezzi rigati, ed una . di deposito, cioè 96 pezzi in t utto),- di un batti1glione pionieri di 4 cori1 \Jagnie (1,120 uomini), e di l battaglione dei treno: Epperciò la forza normale del ,corpo d'esercito prussiano sul piè d1 guerra salirebbe a 13,000 f~nti, 2,500 ca valli, 96 pezzi , 2,000 -uomini d'armi accessorie.

. : Il corpo della Guardia conta però 3 brigate ,di cavalleria; e

1'8° corpo ha di sov rapiù le 2 brigate d, stinate all'occut,azione ·o.elle fortezz.e feder~li. - Rimarrebbe poi ancora un corpo di c:aval\eria di 5 brigate. - L'effettivo totale dell'es.:,rcito ,attivo prussiano su\ piè di guerra è in numeri rotondi di:. 250,000 fanti 30,000 c&.valieri 40,000 uomini d'artiglit ria 20,000 uomini delle armi accessorie 340, 000 uomini e 864 pezzi,

• · 54,000

.

2,500 Totale uomini 260, 137

, RIASSUNTO.

Questo numero sale facilmente a 440,000 uomini, se si comprende la landweh r, ed a 600,000 se anche la landsthurm. Sul piè di pace l'effettivo nducesi normalmente a 190,000 uomioi.

FRnteria uomini 1.50,494CavallAria . • 24, 355 Artiglieria con 136 c~nn.oni. • 26,104 Genio . • 2,684 Land'\vehr ·. · · • 56 500 '

I

Totale uomini 260,137

JJ,ÌJrocannoniere. - .Nei cantieri di Dan2,ica si costruiscono sei nuove pirocaononi\·te della forzad i80 a lOOcavalli, ciascuna. dt-lle quali sarà armata di tre pezzi di grosso calibr9: Non è possibile costrnrre le151Li più grandi, non avendo la Prussia porti (t) Ved( Rivista statistica, fascicolo di luglio 1B60, pag. 9_[),

..


$02

,

1. lUVJSTA

militari, -nè-_potendo· in quello di Danzica aver vogresso basti~enti che pesohio0 di' più. SPAG:NA. - F1·egate corazzate. - Lo stabilimento-di fucine e cantieri_ del Medite,r ra n~o a la Seyne (porto a 7 chilometri a •hbecc10 d1 Tùlooe) venne inl'arirato dal governo spagnuolo delia pron:a c_ostruz1one çli due fregate . coraziate, runa delle q u.ali ,dovr:a aver~ uno spost,:-Hneoto di .600 trmnellatl) in più. della Gtqvre, -e 1 al tra, s"bbene dello stesso fr~ o do-vrà avere dnoen:• • I ' ts'.lo.m anche più colossali, tali da raggiungere le proporzioni di . un veio 'l'ascello di lfoea. · · :·; Questo stabilimento acquista di giorno in g,i orno maggior svih1ppo m persona.le _ed in istrnmf'nti di cost:ruiione, per cui. è por0 lungi dal rngg,ungere l' :mp,1rtan~a di un arsenale militare _o_vfl gli S;ati di 2° ordine ao·dranno •provvedersi del loro mat~ nale galleggian te.

ITALIA: ..:... Riordùiamen.to dell'esercito, 24 germq,io 1861. - F0r-mazioni -elementari: _ Pq,nte_ria - 68 reggimenti, dei quali 6 di granatieri •e 62 di lmea.- - - Il reggim..,-nto const12rà di 3 batta.,.lio-ui att• i vi a 6 c0mo ' pagnie Oh9JSCuna, ed 1 bMtaglil'.lQe di depi:Jsi to di 3 compagnie. -:--- ,La forz~ della compagnia è di l90 uomini compresi gl, uffi:t.tah , epperciò quella del battaglione attive risulta di 900 uomini; quella del •reggimento 2,786 (cumpresi 86 uomini dello statomaggiore). - Il battaglione di deposito c:onsta normalmente di 205 u_omini, _cioè 49 uomini per compagnia, più 48 allo statomaggiore del battaglione. - La forza g 2nerale 0el reggimento , ascenderebbe così a 2!t9l ·uomi.ni . - Ogni reggimento sarà com.a]ild~ to ·da un colonnello, che avrà srJt~o i suoi ordini un ~eRen.tè-colonfl.!;lllo, - Vennero pure richianwti i capitani alla i mportante carica delL-tintante-maggiore in 1°. - Tutti ,i furieri s~ di' comp11gnia che d'arn ir1 inistraiione, i oSergenti. d'animioi~,t,raziooe, i ·cap6rali forieri (che V8J1ll(,)1'0 ristabiliti) saranno d'ora rnpanzi armati -tutti di fucile come gli a ltri sotto-uffizia li e capo• , rali delle compagnie. Per la formazi_one_ dei 10 nuovi reggimenti s'impiegarono i quarti b~Jtaslion1 d.e1 reggimenti che ne eontavaJo guatt~o. -

ST·ATISTIC.4

303

,Quindi per portare il llUl.Ilero delle cornp~gnie da 4 a 6 Sl a~: n:ien1eranno suçcessivarneote per ogni bat taglione le c~mpagme prima a 5, e quindi a 6, proporzic;)llafornnte ai ri1czz1 somm1nistrnti dalle leve. • Bersaglieri. - 35' Battaglioni attivi e ~ di depos.itv. · Ciascun ·battaglione è ccmposto, di 4 compagnie _e di ~no . stat~ magg1~Pe'. I ba1tacrliooi a1tiv1 sono numerali dal! 1 al 3,6 , quelli d1 depòsito a:1n al 6. Ogni l;iattagli~ne di deposit~ ammrnrstra j 6 battaglioni ru~tivi addetti per ciascu·u cc,rpo d aTmat.a sotto ):.L superiore direzione di un comandante, e.ol-.on~e\10 o luogotenente c01lonnello, il quale risiederà in tempo di guerra presso il comando generale del rispett,iv-o C0I'f'O d'amrnta, rn tE-mpo d1 pace presso il suo ba:taglione d! d~posit0. . • _ I varii aggrPgati d1 6 battaglioni 'ed 1 d1 depr,s1to si deno· , miuerauno: Bersagl'ieri, del tale oorp/ìJ d'a1·mata. · _ , . La foi:za èella conipagniir attiva è fissata in ,153 u?m1h1 c~~1·pr.esi gli uffiziali, per cui quella del battaglio_oe viene a 6~8 .u_0 rnini (16 dello stato-maggiore). - Il _blltta:ghon() -~r deposito -è forte di 236 uomini. - Epperciò ogm eomando d1 colonnello è forte di 4,048 nomini. - Ogn-i w lonµello ha seco nn aiutante -maggiore, io 1°, capitano . _ , .. . _ _ Caval.leria. - Il numero dei regg1rnentt d1 cavalleria non ven.n e v~riato, e ci ri~riaogono pe1;ciò sempre 4 reggi1nènti ~i ,cavalleri;i. di linea·, 6 di lancieri, 6 di ca-va:lleggeri èd il regg1men,to guide. - Variossi però la forza nu merica. · _ Ogni rego-imeoto consterà quind'i nnanzi d1 1 stato maggiore ~ · -e 6 squadroni att1Yi, più. 1 s tatò-roaggiore' ed 1 sqnaclrom: d. ,i .deposito. _ _ . , La fon a dello sq ua<l1·one attivo essE:ndo fissata sul p:è d 1 guerra a 150 uomi'l]i (compresi gli. uffiziali) e 120 cavala, _la Jorza atti.va del rE'ggirnento, compre,o lo stato-n1aggwre aH1v~ ' ( 1'8 \i!Omini e 18 cavalli), vi~n _di 918, uoUlini e ?38 cavalli .(56 dei qua.li <la tirn), - La forza, n?rmale _del clep0s110 è portata a 73 uom1ni; la forza dei cavalli nmane 1udeterm 1nata . · Il reggimento guide è composlo di l stato-maggior.e -e di '7 squad roni at.i.iv·i, più de,posit~ <l_i uno scpiad11one. _- Lo sqw,;1.dn:me n-ui:de è forte di 150 uomrn1 e 116 cavalli; il ;mo stat'?• maao-i~~econsta di 14 uomini e() cavaUi, ~]pperci'ò la· f..,rza a tt~v,a 00

un


, 304

RIVISTA

305

STATlSTICA

totale del reggimento monta a 1,064 i.;omini e 818 cavalli.' _ Il deposito, oltre · la forza fissata a deposito di . cavalleria, ha in più 1 sottotenente, 1 sergente e 2 capor,ali istruttori, l Sf;'r• gente ed 1 caporale per la contabilità. Ogoi r.eggimento è comandato da l colonnel lo, ed avrà un tenente colonnello sotto gli ordini del medesimo. - L'aiutante maggiore in 1° avrà il grado di capitano. Artiglieria. - L"arma d'artiglieria· comprende: 1 comitato cli art·iglie1·ia (composto di 8 generali dell".arr~ a e 42 individui del personal_e addetto, fra contabiii', disegnatori, lavoranti, ecc.), l stato-maggiore d' artiglie1·ia com posto di 6 com audi territoriali d'arriglie_ria (Ancona, F irenze, G,-nova, Milano, Piacenza e Torino. - Uffiziali 28, truppa 18), 8 roma nd i locali di 1 a classe (Alessandria, Bologna, Casale, Cagliari, Parn!a, Livorno, Pavia, Brescia. - U:ffiziali 9, truppa 11 ), ·3 com audi locali·di 2a classe (Fenestrelle; Pizzighettone, Por toferraio. - Uffiziali 3, truppa 1 i), 9 comandi locali di 3a crasse (Exitles, Bard, Savona, Ventimiglia,, Alghero, Vinadio, l\oc•.~a d'Anfo, P iombino, Orbetello. - Uffiziali 9), 18 direzioni di stabilimen ti d'artii lieria rella fabbricazi0n e del materiale di gue.rra (fo nderia di Torino, officina di mae.,tranza di Torino, labo1atorio degb artifizi di Torino , fabbrica d'armi di Torino, fabbrica d'armi di Brescia raffineria nitri di Genova, officina di maestranza ·di Genova ,' id. di Firenze, id. di Cagliari, polve_rificio di Cagliari , id. di Fossano,, fonderia di Parma, laboratorio d'artifizi di Piacenza, officine dei pontieri, offrcine di maestran.za di Milano, laboratorio di riparazione d'armi in Geno.va, polverificio di Spi!imberlo, id. di Montechiarugolo. - Uffiziali 16, variabili 8, truppa 12, non cJmpr~si gli operai);· 9 reggimenti d'ar:tigliet·i".a: 1 operai, 3 di piazza, 4 di campagna, 1 pontieri. Il reggimento operai constà di l stato-maggiore (39.uomini), 4 compagnie maestranza (828), 4 compagni·e artificieri (778), 1 compagnia ~rmaiuoli (102),' ed l compagnia di deposito (96), - Tota le p,:rsonale 1843 uomini ~ 128 cavalli e muli. Ciascun reggimmto da piazza coniprende I st~to-maggiore (70 uomini), 3_brigate attive di 6 compagnie (cad, di 186 uomini), e 2 compagnie di deposit0 (rad. di 126 uomini), epperciò la fwza totale del reggimento monta a 3470 uomini.

· II ·5o reggimento di campagna è composto di I stato-maggiore (74 uomini e 14 cavalli), di _l brigata di due b :1tter1_e a ca~1 allo {ciascuna batteria 186 uomini e 170 cavalli),_ ~1 7 brigate d1_due batterie di battaglia (cad. batteria 162 uom1m e 118 caYalh), e di 2 batterie di deposito (cias1.;una 32 uomiui) . - Totale forza ·a el rro-,girnen to 2,778 uomini e 2,066 cavalli . Oia;~no degli altr-i 3 ?·eggimenlii di camp~gna è composto di 1 stato-mao-<>iore (74 uomini e 14 cavalli), di 8 brigate attive, 0 di 2 batterie di battaglia (caci . di 162 uomini e 118 cavalli), e di 2 batterie di dep.:isito (ciascuna di 32 uomini). - Totale forza ·del ·re<>oimento 2 .730 uom ini e 1,902 cavalli. , 0Q ' ,. La forza e composizivne d'ogni bat.teria è ragguagliata al ot~mero d'uomini e di cav11lli ner,essari al servizio di 1;1na battena • cÒmposta di · 6 boache da fuoco, in total_ità di 15 carri per le batterie a cava.!lo, Je 17 carri per quelle d, battaglia. Quando ai parchi di divisione si_sostituissero le rise:ve assegnate ali~ batterie, all'ora ciascuu3. batteria a cavallò viene aumentata di 1 uffiziale subalterno, 2 sei-genti, 48 cannonie1i e 69 cavalli, quelle di battaglia di 5 cannonieri e 23 cavalli in più delle precedenti. . Il ?'eggimento (9°) pontie1·i consta di 1 stalo-magg10re (28 uom.)'. ·di 2 "brigate dì 4 compagnie attive caduna (ognuna delle quali forte di 215 uomini), e di 1 compagnia di deposito (1~2 uom). - Totale forza del reggimento 1,940 uomini e 40 cavalli._ Da questo riordinamento, la forza grnduata' dell'arma d'artiglieria risulterebbe di: , Uf!ìzial-i: Uffiziali genera.li 14, colonnelli. l_6, luogotenente ·co!orinelli 14, maggiori 56, capitani 213, u~ ziah s~1.~altern1 _4?9._ · :..-Totale uffìziali 792. - Truppa 24, 500_. - Medici, veterina:·i e cappellani 48. - · Totale effetti vo dell'arma 25,340 q.omn11, · 7,860 cavalli e 20 muli. ' Genio. - Il.corpo reale del genio consta di : 1 comitato del genio militare (8 generali, 1 luogote~ente colonnello, 1 mag-_ giore 8 capitani e 3 uffiziali subalterni. -Totale 21), 10 gi·and, · di1·ez'·iorl'i pel s•~~vizio tecnico e arn mimstrativo, e ciascuna delle qu~li si suddivide in due o più sotto-di r_ezio~i. Grand·i direzfoni: Alessalldria ( 4 sotto dirézioui di peodent1), Milano (2), Parma (3), Bologna (2), Torino (2), Brescia , (2), Genova (2), Firenze (3,), I

ed

•

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,30,6

nIVISTA

Aocona (1 ), Sarqegn a (2). --r- Uffiziali impiegati nelle varie direzioni e sotto direzioni 142. - Per le ispezioni .cui presiede un membro del comitato, le direzioni si formano in 7 circon• dari d'ispezione quanti sooo i dipanimenti. (Con altrìdei;r~ti si provvederà pel servizio delle p rovincie mel)idiònali) - 2 reggi menti zappatori del ge11i0, composto ciascuno di l stato maggiore ( 69 uomini), 3 battaglioni attivi di 6 compagnie ciascun~ (r.igni ,comp~gnìa di 158 L_iomini), e l depo,sito di 3 compagnie (30 uomini per compagn ia). - Epperqiò la forza totale dél reggimeri:to sa ie a 3,003 uç>mini (dei q uali 105 uffiziali). . Il corpo reale del genio consta COSÌ di : u(fìziali 363, di çui .8 generali, 1O co\1mnelli, 10' lu.ogote~1,0 nti colonnelli, 24 magg.iori, -llO capitani, 151 luogotenenti, 50 sottotenenti.- 'fruppa 2,898 uornini. - Casppellan,i e medici 10. - Totale generale del corpo 3271 indi\!i~ui. Treno i.l'armata. - Il oorp9 del treno viene scomp'artito in 3 r:eggioienti, designati con p,·og.ressi vi numeri 1° (a Torino), z0- (a Bologna), 3° (a Napoli). -- Ogn~ ri?ggimento consta di 1 9tato-maggior:e (41 urmlini), d,i, 8 compagnie attive.(ciascuna di :333 u.omini, dr.i rinn li 8 uffìzial i e 420 cavalli e mu li) e 1 oomp:1gui11. di deposito (335. uomini , di. cui 5 nf6ziali e 420 ·cavalli). - Co ;icchè la. .forza toiale del reggimento è.di : uffi_ziali 84, truppa 2,996, 450 cdvalh da sella, ~ 3,330 da tiro o. muli. - L'elJett.i.vo grnerale del corpo del treno ascende im• pertanto a 252 uffiziali è 8,988 individui di truppa, con 11,340 fra cavalli e muli. Corpo d'am-rniniist1·azione. - Non ancora ri0rditiato. Cot·po d~i ,carabinieri reqli . - L'arma dei, carabinieri reali · conterrà 1 comitato (composto di l luogoteneote generale, 4 mag,giori genera I.i, 1 u ftfiziale sp p~r,içire SC1Jreta1·io, 2 uf#zì'ali su baiterni addetti), e 14 legioni, di cui _13 ter1·itoriaii ed una di àUievi·. - La- forza delle legioni ndn è ug.uale pE':' ·tutte, ma beo.sì , 6.~s,i· p0r ciascuna, secondo i b'sogni del territorio a · ciascunn assegnato. . Le· l0gtoni assumono un numero d'ordi ne progres,ivo dall'l' : al 13 e preo·looo il uorue delle segueqti citt1t, i n cui ne risiede il co:r1:;indo : l " Torino (uffi{iali 36, truppa 1,199), 2a Geuova 1 ,(nffiziali 37, truppa 1.,1:31), 3" c ·àgliari (uffìziali 3 4, .t r_uppa 900),

307'

STAIJ'lST,ICA

4a Milano (uffiziali 46, tru.ppa 1,631), 5a Bologna (uffizia•~i 43~ twp~a, 1,561), 6" Firenze (uffiziali 42, trn,ppa _1,395), "ta Napoli (u[fiìziali 43, tTuppa 1,836), sa Chieti (uffizjah 2~? l~l!rp~a 892), _9"' Bniri (uffiziali 31, truppa '1,414), 10" Sallemo ,(u.f621al~ ~8,_ 1 truppa 1,214), }la Catanzaro (uffìzial1 2'7, truppa 1,114), 12 • a lermo (urfìzia-li 40 , truppa l ,5_31.): . 131' An?ona .(uffoiali 31, . truppa 935), 14a Alliev i (u ffi.z1a\1 34, al11en 1,200) ; -:- T~tal~ dell'arma: 1,iffìj,,ial·i 503, dei qual~ 5 uffiz1ah generab, 42 uffizia_h supè,•iori , 437 uffiziali jnferi01'i, cap?el\a,n o, m~d1c1 e v~ten7 nàri 19. _ Bassa, fotrza J·Y,958 ; dei quali 4,468 a ca, allo ,

ripa,,ti,ti _(ra 1e· va•rie legioni, , . • . . . . . . . . Le legioni terri toriali , vanno ripartite m dn1s1om (con1~nd~te da luogotenenti colonnelli e da UJagg10r1), com_ragrn~ (capitam), Juogotetlenze (! 130goteoenti); sezibii1 _( mare~c1all1 d alloggio) e stazioni (da maresoiaìli d'alloggio o ?ngad1er1) . . . Il recrio, decreto che ·rtorganizza 1I corpo porta pure alcu_ne 0 • _. · su1\·e atte ·"'tazioni re, l otamento, 1struz10ni -., , servizio, :H·eroaative, 1 n . aNanzameuto, diseipliua e montura ~ell'arma. , . Riassumen,do ]a fonnàzione · 1elementare dell esercito i(aliàno p.rese;ntér-ebl.Je il ~eguente quad ro ·sul pieùe ùi guerra: o

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lBatla~ì ioni' Bat~eric

8

Squadmni Compag11ie

F'anteri11 di lincp. Bersa"lieri " . Cavalleria Artiglieria Genio Treno Corpo d' Amministrazimie Carabinieri Corpo di stato maggiorc

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308

STA TISTICA

ll:IVISTA

Riordinamento del corpo d·i stato-maggiore - (Sunto). Composizione: Il corp1 rli stato maggiore si comporrà d'ora ionanzi pel temp .> di pace e di .guerra di 210 uffiziali, dei quali: c~lonnell_i, 20 luogotenenti colonnelli, 28 maggiori, 92 cap1tam, e 60 luogotenent'i. lu~gotenenti provengono esclusivamente dalla Scuola d'ap

l? !

plicazione del corpo, u/fìc-i,o superiore del corpo di stalo-mag . • gi?r_e. ,Quest'ufficio, des1ioato pei laYQri geodetici, topografici è milita r1, pella contabilità, non che pel!a scuola d'applicaziene del corpo, dipende direttamente dal Ministero della guerra., ed è retto da un uffiziali:i generale. - Tale uffì.1.io suddividesi in: 1° uffizio d1 segrete1·ia (capo sezione capitano di fanteria 2 scrivani), 2° 'f!n uffizio tecnico suddivi5o in 3 sezioni : l" per la parte ge,xlet1ca, 2a per la parte topografica, 3" per la parte relativa ali 'incision e, li 1ografia, fotografia e legatura di carte (capo uf. ficio colonnello o luogotenente colonnello, 3 capi sezione maggiori, 4 capitani, 4 luogotenenti, I scrivano, 14 di;;eznatori, 10 incis0ri e lito0ra6.zzatori, 2 calcografi, I litografo, 2 fotografi). 3° Uffizio mi[,ila-re suddiviso in .due sezioni : l " per la, parte militnre, la 2" per ciò che riguarda gli archivi, la bibliot!"ca e gli stromenti (capo d'uffizio colonnelln o ltuogotenenle colonnello. 2 capi seziom maggior'i, 4 capitani, 4 luogotenenti, 4 scrivani). 4° Di un uffizio contabife snrl.Ji viso in due se7.ioni: l" pur la cnntabilità relativa al corpo di stato-maggiore, la 2a per la contabilità relativa a3li uffizi generali (capo d'uffizio, maggiore, 2 ca pi sezione, u!fi.ziati d<i fanle1•ia, 4 segretari). 5° Di una direzione della scuola d'applicazione del corpo (1 direttore,colonnello o luogotenente colonnello, 1 vice-direttore, r,wggiore, 4 professori, capitani), Ciò però indipendentemente dal re1I 11ffizio topografico dell'ex-regno delle Due Sicilie. cui nulla per ora è variato. Impiego ed istn,1,ziorw drigli u(!ìziali . - I colonnelli, luogoten"nti c0lonnelli, rnag~iori e capitani verranno impi,,gati come capi di stato-magg i'.>re dei corpi d'armata, delle divisioni attive o delle territoriali, e corue addetti ai quartieri gM<'tali dei corpi d'armata, divisioni o brigate atti ve. certo numei:o d'uf6ziali verrà addeuo e comandato presso l'uffizio superiore

Un

309

per quei lavori a tale uffizio assegnati. - Potranno anche, a r!chi_esta d~l Mio!stero llegli affari esteri, esser i:oddetti alie legaz1O01, ed 11 M1rnstero ,folla guerra potrà affidar loro missioni militari o cariche speciali. In_ ~m?o di pace e durante certe ep'lche dell'anno tutti gli uffiz1ali d1 stato-maggiore, anrhc addetti ai quartieri generali o sta '.o: maggiori, p~tra.nno essere chiamati ad eseguire laYori geodet1c1 o topografi.r1, secondo le pruposte del comitato consultivo. In tal caso gli ufuziali di,ellori e vice direttC'>ri delle sezioni che eseguiscono tali lavori, al termine della c~mpag• a geodetica o t?po?rafic~ volgeranno al Ministero della guerra speciali relaz10n1 su ciascun uffiziale ai loro ordini. I lnogotftnenti, tosto promossi, verranno distaccati presso le truppe per perfei,ionarsi nelle praliche delle medesime, cosi quelli provenienti dall'Accademia m ilitare verranno distaccati a servire uu anno in un reggirue::nto di fanteria, quind i un altro anno in ui;i reggimento di cavalleria; quelli che già avernno sen ilo in una di queste armi verranno distaccati per un anno nell'altra. - SI gli uni <'he gli altri potranno poi ancor.i esser destinati a pri:star se•vizio eziaodio nei rei>n-imenti d'artio-lieria d , oo o o , "~ gemo ~el' 1~0 al:rù anno, - In tutti i casi verranno pr~fer1b1lmente 1mp1egati a disimpegoare le funzioni di aiutanti maggiori, è conserveranno st:mpre l'uniforrue e le competenze del loro graòo nel corpo di stato •lnaf?giore, Dopo aver servito il tempo cosl richiesto nelle armi di linea, luogotenenti vengooù a_ddeLti ai quartieri generali dei corpi d'armilla o divisioni attive, od all'uffizio superiore del corpo. Tulle le destinazioni degli uffizia.li di stato-maggiore ai varii impieghi, cariche, missioni, saranno fatte direttamente dal Ministero della. gucrr.i . Del Comitato consultivo. - Ogni anno è nominato un comitato co_nsultivo di stato-maggiore, il quale verrà riunito almeno una ,-olta presso il hl in istero della guerra. Questo comitato, compost,o di un generale pr esidente e di qt1el numero d'uffiziali superiori del corpo che il lVI ,nistero della guerra crederà opportuno, purchè non inferiore a 4 (fra questi rom presi l'uffiziale generale capo dell'uf6zio superiore, ed il direttore della scuola di applicazione), sarà incaricato : ~0 Dì occupars~ di tutto c~ò c4e


310

STAT!'9'i'iOA . RJVJSTA

è relàtivo al perfezionamento della jstruzione teorièa e pratica·

degli uffizial i di stato-maggiore; 2,0 Di determinare i lavòri annua;li che dov1·a:rìn'l eseguirsi dagli uffi.ziali del corpo, di ·esà~ minare tal i lavori e di classìficarl i per ordine di meri,to; 3° Di èl~ue i l suo ,avviso su tutto quanto r-igu11rda il · sel'vizio dello stato-maggiore, e nelle altre q{1estioni che il ministro credesse di _sottoporgli a disam ina; 4° Di comµilll1·e in bas,,i agli stati çai:atterist1ci l~ liste di proposizioni per avanzamento dei (;apitani e luogotenenti nE'l corpo stes~o od in altre armi. De-Ua swola d'appli cazione. - Il corso della scuola sarà di due an ni. - Il ·numero degli al lievi sarà di 40, divi-si in due corsi. Venti di essi sarhrin0 annualmente surrogati e scelti nel: modo seguente : a) QLiattro· fra gli alliévi nominati' sottotenrnti dopo s1:1bìti gli esami d8lla regia milita re abcadem ia; . b) Per gli altri 16 posti sarà aperto un concorso trà i primi 20 all ievi delle scuole speciali di .fanteria _e cavalleria nominati SQ ttotPnenti, e fra pari nume-ro d'nfnziah subalterni. dell'rf.Sercito cbe facciano domanda di essere àmmessi a tale concorso. Questi 110~1 ùo·vrn Buo però supérare l"età ·aianili 26; e contare ·almeno un anno di setrÌ'l io nell'arma -rispetti-va. Pel · 1° settembre d'ogni ann0 tntri gli uffiziali_ sùbalterni delJ'escrcit0 che aspiran0 · al suddetto concorso f.a~aono pervenire per via gerarchicà le loro clolhallde al Ministero, il quale, dietro le- riot<~ di/ comandanti di cor po, sceglierà gli aro messi bili. . Gli uffìziali ammessi alla seuola non sono rimpiazzati nei loro c~rpi; e con tinuano percépirne le paghe è varitàggi , coll'ag,, giunta annu_a di l ire, 300 a ti10l0 ai maggiori spese. • Gli allievi . sono divisi in due corsi: 1° anno e 2° anno. Al termine .del 1° anno essi subiranno )'esame per far pas. saggio al 2°, è coloro che n0l superassero rientrern~no -immedia.tameote al corpo cui appartengono. ·Dopo il 2° anno, in seguito' all'esame di uscita, ·essi verrann~ di,;isi in dne categorie :_ 1° Allievi ammessi bi li riel corpo d1 Stato,m•io-aiore· I pri mi, ·secondo. e on ' 2° Allièvi inammessi b~li.,' l'ord.irie 'di : c!ass-if.ica,iione risultante, da.gli esami, vengono ch1a'. m:iti a, riempire i posti vacanLi di luogòteoen\e n-e! ,corpo; gli ea:ceMmti rientr,ira,on_o ai loro 0orp:i, mii>sarauoo portati d-i diritto 0

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dai loro c0rpr sulle li'ste dli ptopo'sizione J!>ér' l'ava1rzimen1k!>' a scelta nel le prime promozioni. ~Quelli dichiarati inwmmesS'tb:Ui non aYl'll'IlO© questo diJ,1itto. . . P er o-Ji esam<i di• essa scuola vetrà istìtuitru nna eomn:Ms1o·ne comji)OS~a d'un generale p'residente, del,!' u'f.G.ziale generale c~,P~ dell'ufficia super1:iore, del drrettore delle· scuole, e d1 4 01fì2Mh1 superiori del corpo. ' . . ,. Disposi:zioni gernera~i. __, Uo'app-os'itw «omm~ss10~~ n?minata dal Mi'nistro della gue'frà, redigerà e pr.)porrà alJ:a d1 lu~ appr~1,aii,Joe i varii programmi e regolamenti per la scuo'la'ì dfàpphca~iobe del corpo di stato~ma'ggio~e. . , C,,n altM commii.ssi0oe o col 1l'l ezzo dél cdni.it-ato éolisult1vò, il Ministro provvederà! a che venga tosto com'pii'at0 ùn ~eg0l~m·en10· spec.ial'e pel ser-vì,no degfi uffì.ziali di_ Sta ~o-rnagg1vrè m tutte le posi:àooi in cui possano e'ssere· destma't1. Ma,rina italiana. ~ Legòi dell'arm1t.a: i1t'alli.aua ch1e- é'bòerò pa-Pte a;lla presa di Gaeta, sotto gli ordini del vi'ce-a,mmi"raglio Persa·no: Fvegaifa, S. Mi chele (I)•. Pirofreg,,rta Costituz1:otn.e, cbmar\'.d~n te Wigbe. _......, Maria A'd8laide' , Acton. Carlo Alb1wt;o ,' Mill<'lira. ViU@1·id Emcvn-wele i J.l>rovaì\la,:. --= Garibaldi r>1Amicò. PìEosoafo 1Yonzarn:bano ,.. 1Vlonale. Pirocannoniera Ardita Ansaldi . .,_ Vetoèe ,· <!:appeHid1. -=· eor1fì,enza! De St-Ròn1:Vimzagl'i!o ,: Bwrrone. Nil.t@ve co'svruz-tani~, ~ Il 7 a~ril~ , in• Castell11rnare, vénrlè V·alr a>to in, plrPsen2atdèl luogoten:ente' del1 11E!, è'eol piu rel1elS' sucC~SSb1pirofregata Jtalva,. Qi1\:!sto legiì.0, uguare: al!re pi_ròf~egat'a Ga'T'iba,tdi,, awà unw macchina ad elice della fb rza cli 450 6~valli e• sarai a1iroata di-grossi calibri ri!stl.t.i1• --'-' Si sta ulthrta'ndb nei! cantieni utr1a piroco'rv1etta ,' e giii S'i. è posto1 mand ad alt't'é · due pirofregate- uguali alla JJ,uca di (}enova, Ja, quale fra· due

la

{(1)1Vèdil,- pe'r' la' fòrza, fascicolo dì agòsto AN.NO v. Voi. m. - 20,

1S'éò\ p:is. 2'3()'.-


312

313

RlTlSTA

STATISTICA

m esi uscirà in perfetta armatura dall'arsenale marittimo di Genova .

. . li uffiziali superiori lo porteranno nero come d1 cappone (1), g . . Le al tre parti del ve1 gli uffi.ziali superiori. dP.ll':rt1g ,e~11:· già usate dall'antico regstiario non sono vanate a que · t eal navi · · g1men .o r- · . .1 a 1·staccamenti delle regie navi, t'l· provvedera O~m r;,gg1mPn . . -.d. d Ile isole ed altre località dal stabilimenti mar1ttm11' pre~1 io l

- A Ile offì,,ine marillime di Ln Seyne il nostro governo commise parec.chi legni blindati , ed inoltre uri certo numero· di nettnpoi·ti (cure-m6les) a vapore, des1ioatl a s•·avar bacini ed a migliorare i porti e le rade che esistono nell"immen;o nostro littorale. -

Abbiamo pure io c0str11ziooe u na fregata corazzata la· Ten·ib, te, che si armerà, dicesi, completamente di grossi cannoni Ca1·al11. Sotto la mano operosissima del conte di Cavour non dubitiamo cbe la nostra armata s'affre1ti a raggiungere qn"'I grado di splendore clie si addice all'Italia, e che ci è necessario. Riordinamenlo della fanlet·ia di marina. - Coo l'egio decreto 21 marzo veuoe istituito prtiSSo la real marina un corpo militare collt d1::nominaz1onc fanteria real ma1·ina, posto sotto la dipendenza ed amministrazione del Ministero di m11rina. Detto corpo consterà di dne reg~imi,mi, ciascuno dei qna li composto di tre batraglioai di sei compagnie, ed avrà iuoh,-e due compagnie di deposito. La forza d'ogni cumpagnia essendo fissata a 153 uumini (compresi g li uffizial i), q•H,lla del battagl ione v iene di 918 uomini, e qutlla totale del reggimento di 2,940, compresi 34 uomini dello stato-maggiora e 152 del dPposito. - Epperciò la forza totale del cvrp) ammon ta a 5,800 uom1n1 .· Q,iesto corpo sarà armato di carabioe rigate e di sciabola baionetta. La sua divis1 è consimile a quella. dei bersaglieri, colla differenza che la goletta è ci i velluto nero oroata alla base ed ai lati anteriori di una pistagna cbermisim e porta sul davanti due àncore ricamate in scia gialla pe1 cap')ralr e soldati, ed in oro pei sotto uf6ziali ed uffiziali ; i paramani souo pure di velluto n.:ro con pistagna cbermisina ; i bottr,ni sono improntati di un'àncora in rilievo. Gli :;p~lliai Sr)no coperti d1 panno cbermisino, le contro spall ine d1 p :1 nn0 turchino, ornate d i pistagna cherlllisina. - Il cappot10 è di pinno turehino scuro. - In gran nio11tura la truppa pùrterà sulla tunica cor.loni io lana ch.-rrn isrna a n,o' de'b1c-r~aglieri. La cravatta cherr:niisina. - Gli llffiziali inferiori del carpello di penne .. ~vranno il pennacchio . , ,

Min istew as~egoate~h. ndato da un colonnello o da un teOgni r.-gg1tnento e coma . ·n 10 sarà capitano. li L'aiutante maggiore I • nente co!o~ne o . . li altri sotto uffìziali, saranno _armati - I furieri, come tutti . g . . v anno 4 trnmbettier1 per . . L compao-me attive a r di carabrna. e . . 0 b ri· oi (14 per ciasr.uno). · 1·1 d s1t1 avranno tam u . ciascuna; 1 S') ~po . è plicato il regolamento d1 Al corpo fan tena re·1~ ma~rna _ apL 'anziaoità degli u ffiziali . . 1. · te per 1 tserc1to. d1sc1p rna v1gen . . t· _ Tale truppa avrà uno . n ei due rega11nen J. • correrà lO comune . t? ·1 1 pel maneggio d'a.rm1 t d'esercm I qua e speciale regolamen •c·na molto a quelle dei e le evoluzioni essendo a terra, s avvi i bel'Saglieri.

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' ,

. . un pcnnucchio rosso e nero. (1) Dicesi vcrra. cambmlu m .


RIVfST A BtBLI.OGRAFICA

. te S11ectateur ~Jilitaire' -1'1·7' livr11iso11 (1:3 mars f 861 ).

,

le :i~r;u histo1:ù1ue suir !es fortifications, les ·imgénieu.rs et sur p du génie, par le colone! A UGOY,1-r (4e p~rtie re f I ) - ltlorte dell'imperatore Cm·lo VII _ D . . ' dev ar '.e e · . · emo1iz1one tle piazze c?nquislate: Nell'atterrare le furtificazioni di 1l1enin (1744) ·1 ~1gnor Boule, capit,rno della 2a. c~ropa~oia de' m1·oat . f ' ~ 0 ideò I rances1 a sua cassetta a scorr1doio che prima del I' ror, . '. :611 eh,ttrici fo il metodo . . ' . app 1caz1one dei . . prn usa,to per appiccare il fuoco alle mini:! e, comp•issarne J fuochi. Il nrocesso di B I . r u u e consisteva per ro,esciar 1e controscarpe' IP-, qual'1 hanno in generale poca, a Itezza, nel collocare le cariche in fondo . . ,, d .. a pozzi sca v11t1 culla vanoa, e a sta b1 lire Yerticalmente in ogni 1 I in ca · - . P< zzo un truo~o o po a cui egli d1spooe,·a una ca,setta da fu <' 11' , I . Il' · ' uco, entro a a qu,t e su a~s1ce1lo scorreva la miccia accesa. Tutte le assir-elle cl_elle cassette essendo l'Ìunite da cord'ice . Ile, bastava , .. . . . uo mov 1 men to di 6 poi lici impresso ad una d.I queste per far aprir le ç~sseu~ · , . tutte aq un tel'r'I ""fO:· ~ così .=,1· economizzavano le gaUeri~

RIVISTA lllllL!OGRAFICA. 315 ed ·j compa·ssamenti ùei 'fuochi. Qnesto ingegnoso trov~t0 si slD'e• rimE:nlò per la prima volta e riuscì a Mt-nin il 4 gennaio 1745. .- Bpule proponeva d'applit:ar il suo congegno alia demolizione .delle sca rpe, forxodo, a liYeHo d~l fo5s0, dei rami di mina nei rive,timenti, e Biel de Lepi.n"y, altro _oapitano d"'i minatori. fece nel 1745 qnest'app'ic-azione all'attem1mento di pare ·chie opere d'Yprès; egli daYa al rau10 di lllina la for ma di un T, pere:Lè ,sen i~se a due fornelli s•abiliti al centro dei contrafforti; egli chiHma buUaf1.1,oco a, 11alelta (bontefeu à palette) la cassetta di Boule; egli disponeva ingegoosameole i suoi bulta!'uoco di modo che le palette si 11prÌSS<"ro tutte m una , olta tirando la cordicell11 dal dissopra dell'interno dell'npera. - Assodio cl-i {J'ournai, ide'llo e progettato colla can1p~gna del 1795 dal maresciallo di Sas,wnia, e diretto d{ll re <;h F1ancia in por,,ona. La citw. dn rò 122 givrni,, lii Clltadella 19. - .Il re ordioò to:;10 1-a .dljo1oliz1one d,•lle fabb. ic.aziooi conquistate. - _,isgedio cli Oudencwde s1;,r l'Escaut, diretto dal conte d1 Lowendal per le armi di Francia, e finito eoll11 resa dellà. piazza, doµo 69 <,re di ,t rincea . - As-~edii di Dendermoncle e d'Oslenda. Dehrt.1wmo11d-e o T,;rmonde, tosta al collfl 11en tfl della Deaclèr nell'E~caut, era io tiara ineute ci1cundata d'acq ue, e non ora accessibile ohe sn pesraie coper te dall' jn iodazi, ue generale. - Non eSSl:'nJosi proYvi,to suffì,:ieotr)rnetue a:la dife5a delle dighe che so-:,tènev~no q11est'rnondazion<', ch'..-ra la maggior difesa dei forte, una di esse venne scannata , e l'acqua si rlilcgnò br•n prr,sto, per .cui dopo app1;na tre giorni d'inve,:;timent,) la piazze. ciipitolò. Os'lenda (si rna1a sulla ripa manca dal canale d1 Brug(.'s) durò invece 13 <:5io. ,1i. - Assedio di illéuport. Mé:1p(1rt è situato s~lla ripa manca d~ll'YpPrlé, i l quale ha la ·~ua f<1ce nel mare a 2400 metri dalla citti~, e ne forma il porto. Il sig. di Luvcnrìal costrinse la piazza a capito!are dopo cinque g,orni d'assadio . Assedio d' Alh. A tb è posta su la Dender, eh~ l'a,~~ravtirsa da. scilocco a maE:stro; il coote di vVourbrand cbe lo comaorlava, dopo otto giorni di vigorosa re'listenza, dava per capitolazione la piazza al luogotenente get1ern.le .francese p1archese di Clermoot-Gallerande, che ne dire,~e l'assedio. - Campagna del .1745 in i talia. Francesi-Spagnuoli-Na polita.oi-Gen0·ves1 contro , i P1emont.esi e gli ,4:u~tri;ack Campagna celeb·re per la gio1·na,ti,..


316

BlllLIOG-R AFICA

RIVISTA

di ~assignana _(27 Se\tembre) pet·duta dai Piemontesi, i quali da .soh, nella posizione sul Tanaro fra Monte Castello e Bassiguaua ebbero da sostenere l'urto delle forzt'J concentrate dagli alleati. .In questa_ campagna ci vennero prese Tortona, Valenza, Serra'-'alle, Asti, Casale, e la città d'Alessandria , non già la cittadella. -: Resa di ~ouisbourg dagl·i Inglesi ai Fiwnçesi, dopo 50 giorni d assedio. Conslilt1,tion et puissa·n.ce militain)s comparées de la France et de l'1ngleterre, par CHARLES MARTIN, lieuteoant colone! du 3~e régrn'J,:,nt de lannier (lOe ar1iclP). -:- Composizione .dell'eser,c~to d-i za linea in Tnghillei·m ; corpi"ausiliar·ii e rise1·ve. Sez10ne 1"': Cor?o dei Royal Marines . Il corps of royal ma11:ines . è _compos'.o d1 quattro divisioni di· fanteria ed una d'artiglieria (m tutto circa 20,000 uorI)ini). Les marùies inglesi sono mari nai specia.lrneote esercitati al maneggio delle armi da fuoco desti. nati . a rinforzare .gli eqnipao,;i oo dei rorossi leoni o , da ouer~a o , p··r f~rn1rè alla flotta I mezzi d'opPrarE: sbarchi e di ten tare dei co 1pi d1 mano sulle coste. - La fan!eria veste l'ahìto rosso· r,o'rivolti bleu, l'artiglieria porta l'abito bleu co' rivolti rossi . L~ bandiera del corpo porta p·e r motto: l'er m are, per ler ram. - Questo corpo ha l O uffizi ali generali, cioè: 2 g1;nerc:li, 3 lu,)gotenenti generali,. 3 maggi"ri gent:>rali i ..1 2 colonnelli , l 8 luogote• enti _c?lonoell1. - Il s1ste11;a del purahase o ('Ot-Ppra del le co1nmiss10m non è ammes,o p,:r qu"'sto corpo, e 5li liffiz:ali escono dai caddti del qorpo st.t>sso. L'egregio colonnello insiste ~articolarrnente sull'oraanizza. 1 v z10ne de Corps o( royal mr,,i•ines, non solo 1•er rispetto all'importan_za ~ccordata a cotest' istitmir,ne nel sistema militare degli Inglesi, importanza incontrastabi lmente siabilita dadi eminenti servigi resi da qtiest'arma nE'lla ultima c-ampaona ma sper-~ab1e~ 1e p_er rappo1·to alle loro attri buzioni nf'l p\ s~uale degh eqmpagg1 dell'armata britannica, ed al punto di vista dei ,confron ti cbe ponno stabilire a questo riguardo fra il sistema . adottato in Francia e quello seµ:u\to in In,zb1l1erra. · La Francia ha attualmente 12,786 soldati di fanteria della marina : ~,85>3 artiglie, i; ma queste truppe hanno attua Jmi:,nte un · serv11.10 affatto di verso dei m arines inglesi ~ essendo unica.mente destinati al servizio ruilirare delle colo~. - Prima della ç

317

rivoluzione i bast;menti francesi a!leano a bordo l'equipaggio propriamente detto, composto di mar'inai per le manovre, e la g-uernigione, eom posta di soldati detti gv.ardies mar·ines, destinate al combattimE:nto: Sotto l'impero, Napoleone ri partì per :q_uésto servizio sui suoi migliori legni le cowpagoie scelte dei -rpguimenti che avevano fa tto con lui la campagna d' Italia. e . . Quando , caduto l'i mpero, si riordinò l'armata francese, s1 rinunziò al sistema delle gùernigioni navali, e s'affidò tutto il servizio del bordo agli equi paggi , pretessendo i gravi inconvenienti" che sovent~ son cag1ona1 i dalle relazioni difficili fra gli uffiziali dei due servizi ; nè si pnò negare c.he certe volte na.scono fra loro malintesi puntigli,· picrole gelosie d'atti-ibuzioni, rivalità il più ddle volte ridicole, che son però sempre dannose per la disciplina e pel s0rvizio stes~o. Ma qnest, inconvenienti noo convien ~sagerarìi, come s'è fMto in Francia. Troppo scarsi si ha1100 i tuoni marinai, pe.rchè convenga st1.ss•diarli di altri soldati pP.r CJ.Uei servigi ch'è possibile. Il vero patriot,tismo, come dice il, signor Mariin, deve fac giustizia di q nesti meschini. sentimenti, ('he noi direm qnasi pr~ttegolozzi; buon i regola1nenti che precisino chiar·arneute la ,posizio1rn, i diritti ed il servizio d1 ciascuno, deggiono ba5tare per conservare quell'omogeneità, quel mutuo acr·ordo ch'è necessar1O fra i due elementi pel buon servizio della patria. • Su di un can,po di , bat•aglia , egli prosegue, fa nti, artiglieri e ca:valieri, bn1chè apparien,-nti ad armi distinte, si prestano un mutuo appoggio, e lasci1rno ogn: rivnlità d uoiforme quand0 si tratta dell'onore -della bandiera; pPr"bè mai sul poute d1 un vascello francese, art·glieri, nwrioai o· so1.lati non dim<mticherebbero ogn i pueril .ge!o~1a, e rì.un combatterebbvro colla stessa unione e con ugual .devozione per l'onore delia loro ·bandiera?• Egli con--;iglia perciò alla Francia di tornHr all'abbamirmato s;stema, e di 1~ar alle . truppe· di marina fr~nce~e la stessa dest,nazione che han~o ~ -m11/rines inglesi. E n,ii credia 1110 ch'egl i abbia tutte le rng10n1 di dilr questo consiglio, io ,,ista sp,..cialrn~•nte che la Francia ,scar,;eg!lia ,lellelernentu mari n11i, relativamente al gra_urle svi-· luppo che in que,;ti ultiro.i anni ha avnto l'arJ1iata sua, e quel!o che per tal inodo essa po1rebbe ancor aver,1. - , I vantag~i cli l un'azu..inli co_ mbi~a~a, e per conse6 ueuza la necessità d1 uµ u_esso


319 :bu(ill momento, in ogni tempo ed in ogni luogo, traùé Bal suo esercito la rn.assima ,utilità. - Noi c:cedi_,amo çhe la. p,otenza d.ffonsjva e difensiva d.d le nazioni -debha 0ggi.dì · st.iaié\,r.Si ilJl .questi _termio·Ì ~ . . . Portraits,rniliJaires. ,- AJar.lbcinxu,gh, pitr mon~ieHr le maJor Eoou .uw DE LA BA,R;RE Du:J!,A1ut Q. ..,..., Il ,sign or De la Bane Du par,eq ,ci ,pr,ese0•t;1 una nupva bi0grafia ~l!lita:re, <4ue\la di John Ghw1c,]l,ill '.due 4e Marrlbpr0VJhg) celebre generale in3lese, ùJ1~0 nel 1650 ,a A:5~ nel Devonshi,re. !Eg,li fece le sµe ptrime armi ,sobto Condé e Tu renna fra i 6 ,.000 ausiliari i nglesi e~ pi tanati dal duca d<i. Monroouth nella, earn,pagna dei Railsi .Passi. =-- lniaalzato a IIIlaggioti oIJ.orì dal suo pn@tettore i.I duaa d'Yorck,_q~1ilido sa!~ ,questi al trono soH0 il ~ome cli ~ iac.6lmò . li, egli fu .1.m.o éle1 -primi ad a:\;Jba.ndonare la sµa causa alla m~olJ1z10n1il -del 16g8, _ Nel 1102, nclia guerD~ della suGcessionr, d~ Spagna., egli fu creato generalissimo delle tra-p-pe alleate anglo-olandesi _contro la Fmn/)ia, 'è oostrinse i F!'anc<:si .ad evacuare ,l a Gueldria spa· gno&Ja, impadrorn ,1dosi i0 m(;ln di tre ~èsi del castdlo di ~ra. venbroc\c, Veu loo, Rusem00de, Steveoswaert e L,ège. R 1torpando _in Inghilterra yenne rieompP-nsato col titolo di du~a ,di Jiarlh.orough. - N.;Jl 1703 egli s'impossessò per asse~10 di B om1, di f!.uy e di Limbourg. - Nel r704 sbarattò 1 e ·serc1 to dell'eletuire di ,]3a,viera a 8chelierib(frg, i,ncendiò e sacd1.eggiò più di 300 1;it•à ba\•arési, ciò c)le gli valse il titolo di principe dell'impero; e ~i conc.eDt0 c,l'1 principe Eugenio di Savoia r iportò la celebFe -v itt0ria t'li H0chstett (13 agosto) sul tn:arescit11lo ']lalla,rd D.e Marsin e snW elsJttfire di Baviera . ..,..,.. . Nel 1l'Jùfl sfo.r-zò nei Paesi Bassi le linee francesi ·,la Wanglae a ,Tirlernont, costrì ngendo co,;ì Villeroi e l'elettore a riti rarsi, lil;)er.a Liège investita, e· finisce la campagna prendendo ·Leau e Santli-;et . ....,., Nel J706 egli ·riròrtò sui generaJ,i prem~tti la famosa vìt.toria di Rarni11ies (23 maggio) così funesta alle ar mi di Franci(L e di Bavic-rna Clii costo 14,00Q u0oiini fra morti' feriti e prigionieri, 50 c~noni, 1:20 banc1ìere, .e quasi tutte le _salmerie; gli si .danno quindi Matioes, Ga.nd, J3r.uges, .Oud~-nard1;i, Anvers, 1.Vfeòii:J, Dendorm0nde, Atb, e -prende pe,r bveve . a,_s.s~dio OsteQde; e -tanti succes-si ottenuti io una sola campagna ~)!11,rgo~ in -P arigi la c0stern~zion.e. -.- N~l ì 70J~_ di nuwo, ;q BIBl.lOGÌ\i.F!èA

RIYISTA

}! ,piµ int:mo ,p,0ss.ibile fra esercito e armata, sono qufoti.onj $).llle ,quali ti1tti gli uomini competrnti si sono pr0nunziari defipiri'.Yameo.te. D'ora i1Dnanzi sembra che veruna operazione militare i~p0nalil.1e si potrà inti,apr0n'1ere senza il .co.nc,orso della marjpa. ,.,,- L'impiego ;;ìmultaneo delle flot.te e degli eserciti, fia,o ad oggi ,p<!.t'-L;çolare all'Inghilterra, c,omeob~ costitu:va per e:;sa unra nene:i~i~ El/ttµralmente derù vau t.e d a !Ja sua posiizione insulare ~ _qu~st'11zione eombinat~, noi dir.;iarn.0, tende ogni g}or~G p,iù ·; .gene,ralizzacsi pressQ le poten-z,e mariJ;f.iJ1le. A:ltra vulta l'-inoe;tezza d..~lia navi,gàzione a vele non cons.w1t;va di far entrare l',elemeoto -~~vale ,nella c0mbiw1zione presente, al giornu fisso, pEù: .così 01re, 1che negolano Ja marcia e le m9sse delle tmpp9 di terra. -;;:- DuRante la .campagna d';Isgitto, so:tt0 il gene.rnle .IBonapavte; nel 18.0,3, all'ep0ca dd <::a-mpo.di Bo.H)ugn.i ; fle l lli:\30, :al tempo dt~ la, cqucentraz1one alle iso\e Balea ri della flotta diretta coniro :Alger-i , -ed in.fine ,i n molte a ltre circostaa7e, che si p0trebbero al proposit0 eita1ce., gli accidenti qi m ·ire, c,agion11nr!o gra v~scolilçer.tì n>;ii ,ciJ,lcol) ,di t,emp0 fatti, fe.c.n,o a0bAnrlonare, .cxì al memo co1u1prnmiser0 L'eseayzione_ <dei disegni i meglio 0ombìnati . Lo ad"tt.awento .del Y<J Ji)Ore come ,mo,.orn mutò raclic-alnicntc le 110ticbe combzioni. J f'ran~si e gli In,d esi m Crimf.ila, in. ltnlia, nella, China, nella Si,ia, siccome gh Spagnuoli 11l-'l Marocco e g l'Jtahani dinanzi Gaeta ltan:io piova,to ad esuher<1n1.a con qual · fapi}i1,à e .con qual ,pre.cjsiune egli _è : possibi le ,di c-oord1nane og_gidì le m 1JSS.8 delle .fl(/ttP a quelle- degli .eserciti. In gue,:ta ·no,vel)a fase delle gmirre ,modem.e, la superiorità assoluta non può pi:) i!lÌ'3ie,der.e ftsclnsi va m,e nie, conie in i.,r ia, nell'uno o nel.a!Jro degli ele,rue.n tj RIJÌ -f! uali s 1 appoggiava la ro1enza ,de.g,l,i Siati .di i:,rim0 Qrdi,n e sull'o scorcio 0,e l.e gnerre dd JHim0 jmpe-ro. , Un'•aTroi,lta mnnerosa senza un esi,,rcito risj:lB.ttabiJe, oppu,e delle forze di _t~rra con~kderevoli stin3a bas1irnen!i per tuasp.oriadi e s/,)aroarh a punto de1erm rnato, e se.c::ond,o , le .esigenze del roo.nl?J!l@, pit'1 non bastano oggimai ad assicurare successi com.plct.i e defini tivi. Al contrj:l rio, fra le p0.tenze di pr JJ'l.0. ordine, il $@pra:v,v.e-1.1\o è a_ssic;urato, a no~tro a,-viso, a quello Stato jl quale, Sf!bqen pon primeggi pel numer.o delsuui bastimenti .e de' suoi ~oJdati, p0~slldera tuttavia u11 sufficiente numer~ dei p~iiJ1i per lmp;egare 1 s.eoondj .e.olla. ma:;sana efficacia al su"V f .,., • t ,- ""e(".p2ilere J: 0

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320

lHV!STA

firn,;hi del principe Eugenio accresce i suoi trionfi cti due nuove vittorie, quella di Oudenarde ·e l'assedio di Lille.~- Nel 1709, sempre col principe Eugenio, v nce sul ma~esciallo Villars a Malplaquet la sua più splendida ed ultima ba ttàgli·a . Poco dopo cade in disgrazia della regin a .(P.na., fa ancora, .ma con mag1·i successi, le campagne del 17-10 e 1711, e quindi gli piomba sul capo una g rave accusa di peculato in seno ai · ~omuni stessi. Gli si tolgono tosto tutti gli impieghi, ed egli si vede costretto, per isfuggir la calunnia e i trC\J?O violenti dispiaceri, di abbandonar l'Inghilterra. Nel 1714, :::.\Gntando al trono G~orgio I, lo accoglie con tntta distinzione e 10 rein1egra in tutti i suoi impieghi, e difatti nel 1715 e snl principio del 1716 egli d iresse la breve gùerna di repressione contro al preteu..dente. - Colpito poco dopo d'apoplessia, divenne inabile ad ogni carica, e dopo parecchi auni di peno~a. vi1a, morì il 27 giugno 1722 nell'età di' 72 anni. - M arlboro ugh ebbe le qualità ·guerriere di Condé, di Turenoa e di Thfootecuccoli, non già le loro virtù; la sua ·ambizione fu e~cessiva., e la: sete delle r ic, c~ezze gli fece commettère delle azioni abbiette. - La ma2gior biografia d1 questo famoso geoei-ale è yuella <lell'iugle~e W . Coxe, pubblicnt·1 nel 1818 in' 3 volumi, a Londra, con carte e pian i, sotto il titolo ~i Memoi·ie del duca Marlborough . - La pittura -del signor Duparcq è, come al solito, al vi vo, piena di brio, e fedele, sebbene la maggil,r· parte delle sue pagine debbano r intra• cciare ro,·esci per le armi di Francia.

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Consùlérations ,et observatio ns critiques su1· les 1lfémoi1·es militair es, par P. C. - Il signor De la Frnston pro~gue le s ue critiche al noto opuscolo del principe Federico Carlo di P russia.

Notice su1· les opérations de la droite dfs altiés à Solferino. Une rectifìcation, par .M. DE 1:A FRUSTON; ne p~rleremo più in appresw nella Rivista Bibliogra6ca del Journal dè l'arm&e belge. · Des fa·its d'armes ind,ividuels omis par l'hisloire: - Si de-

-

plora che molti fatti di valore individua!e siano andati perduti per la storia militare, sia percbè i generali non si davano la pena di raccogliere ne! loro rapporii tutti i pa1ticolari dei fa tti, ma sì conteutavano bensì di disgrn,,same un q1iadro complesi;ivo ed imperfetto, sia anche perchè gli scrittori istorièi. nç)I),

B1BLIÙGRAFÌCA

321

si diano .la pena d'analizzare i fatti, verificarli° a fonti auten: tich e, e farne risaltare in p iena luce la verità. Si loda, e ben giustamente, le disposizioni date dall' imperatorti nelle ultime ·c Rmpagne, perchè ciascun reggimento o corpo separato avesse il suo istoriografo incaricato giornalmente di registraroe i me. nom i eventi. Chroniqiie rnilitait'e, par F. HuG-UONNET.

Jonrnal de l'arméc beige, N° H 4. (dixième année). Réforme à ùitrodufre dans l'a1·t,i llerie. - Si sollecita il gogerno a rim piazzare i p1,zzi di ferracr·io in pezzi d'acciaio_ secondo i migliori e più recenti sistemi, ed a t rasformare quasi t:utto 11 materiale d'artiglieria di piti2za secondo i nuovi progressi della scienza ·b alistica. · D·u chargernent cles c~nons selon la, méthode de M. le rénéral · Piobert, par W. B. Brnxelles, 1861. - Premesso che fra le ·quistioni in torno agli antichi cannoni d'assedio e da piazza, la più importante è quella del loro caricamento, perchè_J'estr:ma esptessinne degli sforzi dell'artiglieria cònsiste nell'~z,on.e d, far fuoco e di poterlo continuare senza che il pezzo divenga inser.- vibile s ;a per degradazioni premature , sia anche per totale di, struziooe, il signor W. B. attribuisce giustamente al generale Piobert di aver grandemente contribuito ad assicurar la vita ai cannonieri, ed una conveniente durata ai cannoni, median te un -n uovo sistema di caricamento, la cui bontà ven ne constatata ·dinanzi Sebastopoli, ed in vàrie sperienze fatte su grande scala, il quale perciò veno e adotta.to da -tutti gli ..t)Serciti . Questo metodo di caricamento, com'è noto, comporta: la carica detta allv.ngata e 2 bocconi di fieno ((oraggi) cili:1drici, di un diametro uguale a quello dell'anima., e di una lunghezza ugual.e al calibro del pezzo; e pei cannoni che si caricauo per la bocca., tale caricamento si effettua nell'orJ ine seguente: polvere (in un sacchetto), un boccone, il proietto, l'altro boccone.- - Cercando quiù.:li di stabilire le fonti cui il g<"nerale P iobert dedusse il suo metodo, i l sig. vV . B. riporta in proposit0 uno squarcio d:ll'art icolo Sur les ai·mes à feu au xix. siècle, del sig. Pietro De Bui-re (inserto nella Revue des Deux-Mondes, tomo xxvi, e da noi com•


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R!Vl~'.l' A

roe~tat0 nell-6, Rivi~/Ja mililar,..e (ta,t,iana dello •scorso maggio, 211'!), ove 1v1 è esposta r00 bell'onaine e chiarezza la <J>.t0j,'ja del <l!lricanie1,1tp,dei ~a• noni. Siccome poi nel conehiudere iJ_ SJJ0 ragi0~mnento . col dine çhe il ,generale Pìobert i 3 ;rngurò 4i ottt':l.nere 11 vµoto neçe.ss.anie pon più fra il proietto e la carica. ma t.utt'all'intorno di quest'ultima, cui ha dato perciò un diamet'.·o inferiore a que.llo i:lell'p,11ima del cannone, il sig. De ,Buire lasc_1erebbe così supporre che l'invenzione della carica allungata abbia da ,;;ola provveduto agli ioconvenient-i degli anttebi 1t1et0di di caricamento, il sig. W. B . v~ole, ed a ragione, che tale ri,::;.ultato ~Elb~aJ?i a;pch.e al boccone che vien immerliatamente sulla ,{l/}irip;:t~ e ·ne .è .il comple)llento indi::;pensarbile, ciò cl;e d'iìltroade rsi prpvò a suf~ciem:a µinnanzi a Sebastppoli; e q,uindi Pgli $Ì -i;>ropo!)e la, q1.ust1pne : se allungarnlp :m<1gg-iQr:tnente la carica attualmente usata, si potrebbe far a meno dei b0aeoni ? Qui.s~ionfl, a \parer nostro, ,di nq11 fa,cile &oluziope, a cui' il sig. Y,l. B. lJ1$pQnd.e p,r~sçi.ch~ ne.gl.!,l!Ì·~'amente. Egli J assa quinrl.i a ragio,J.lare ~uJja vera fuµzione dei bocconi ne·Jlo sparo, e sui va,rii f!è!r;1oxn,.erni che sucç.1.rjono iq un cannone çli grosso cali,l,>i'0 •oe) • l'.·a t~ dtt\lo ·sparo, co,ù esprimepd(;lsi su questò pri:iposi to; • La ., çombustion;e della ui.a.5sa, dell::i polver~ pcin è istantanea . JJ:ssa ·• ::;_nce1:1de per P<?r,zioni succe3sive a paatire dal puuto ove la ca~ nc_a è _co!pit11 dal gettito di fuoco dello stoppioo. I primi g~s , $N!l11pp>a.11 ,en,trano .e si espandono 'nel vuoto lascialo in'tcnno • al!il .carica. T--,~ /oro a?.tione sarebl,e disastrosa, se il bo.coono , .c;ollqi;;;i,to ;,ul]<J,. carica pon concedesse loro u;na larga uscita. P. ~.u esf azio.ne .dei primi $a& è per,l~Ìò ,ri-port~ta sul proietto cui • \mp~'llll.ono pn,9 ~JlOStament.o; 13d a questo momento cessa il , maggior p.ericolo pel can,norae. Senza l;i. p1•eser1za di un hocf co1w pel"ij1e~bite, qi.iesti gas p;ecipitaildosi u,egli iuterstizii dei ·• graµi del)a :P1f!SS,a della pa,rioa .non 9ncpra combusta, produr• • re~'bero un'~l.eva:<:iane di temper&tura subi-tane9, e. per ta·l modo • C\lj~ÌQnepl)bbe;ro una defll)gr~ziooe instp.ntanea ~i questa métlìsa e P,Ì roiiv ere:_ • .AIJ'ori,gine dl:ll suo movimento, il proietto si ffrca nel se• condo boccone. Sottoposto a)l'azione cresc,en_te dei_gas che • r,µc.qe;,;,i-v•ar;r,t@nte si svilu.ppano, esso cammina nel pezz<', av~.yi]uflpato ad un te~po dalla .ÉÌ_all,l:mii, dei gas e dal fie,uo .P ·p;tgi-p&

DIBLLOGiM FlCA

, pa-gtia del bocMile id cui è ;:iene1lvato. Esse· è seg1ù~ dai' fo< scelli ~:nfìammati del primo boccon-.e1 che: e1'a posto 1n:tm_éG11a:,, tra,mente sl'llla. caricai. Questi fuscel.li, g\11aino su se s'tess1 c91n • un moto rotatorio, il (lJ_uale all'nscir della cannà. a.ccagr0Il!ai la. • loro pronta dispersione n~ll'wia, . . « Il moto della palla nel cannone non. potrebbe essere urc_i' formeme·n te accelerato a partir d,il:la, sua,ori$im~-,. se~b'en·e S1~ , sempre accelerato, Tuttaviia l'inv.i.lctppo e0st1turt<ll dai foscèlh , di pac,l,i a o di fieilo teode ad' im'primete regola~hà, a q1uesto , movt;ento; nlall'tenendo il, proietto• un m·aggior tempo sliitor <"l'azione· dei gas, e co'stnì,n1gérn:lo\:o a , cammina;re s<w0ndb !"asse· , ,dell'~nima del calilnone'' . ' 'Da 9:11esto ragionamento, che in werità ci semlDra: irn p-0" piÌì spPc10s0, che preeisainente. esatto;•._il!. signor W. B. tr.are C!j:Ueste conclusioni: / '.,· •· 1° Malg.rado la:, S8•(U plicità di fm:ma degli antichi cronnoni , d'assedio e. da pia-zza, it l:oror ca11icarrnmto è un fattol pili) de' ]icato, più difficile a, prat-ìea;r.si di quanto noi si creda géne• ràlmente. • 2° Il metodo di caricaimen~o· attiialmcute i.:h Uiso.'clj; m aggior • Jura;ta, a,'i ,cann!:)ni, e· sott0 quesùispetto, ess0 torna, prezimso . . , Ma p0tre1Dfoer©· accadi,r delle circostanze, speeialmemt~ n~He « pia2ze-, tal.i da. rendere lai sua, applieazione, rn:ol~o c11_ffic1le. « D~fatti il metodo in qµesbione i'iehiede graru quantLl~ didieno , o di pas,lia,, lungo iem p0,, numei;ose: ttraccia• per la,co~fezion'~ ' « d;ei boGconi:,. e finalrnen:te dej copèrti'!Jeu: la,coriservaizmrn,i dei , ,medes.imi, i .q ualii non reggonoidi, ess·ere'es,p{i)sti1aH"ania dUl.'nnroe, , la, maggior pa.rter dell"Wirn.0.,. speciàlm'ent~r n:ei<, g~esirn~i~i. .. « 3° 11 metodo, di P iobert non è-1 eh&- un: cotrett1:vo de1c d11fe1l~1 , realmente esistenti nei metalli impiegati fin011a:- alla: fa,bbriea;• zi@ne dei caauoni,, Il bronzo noni ha &tl'ffioiente-duree1ta1, seb_• bene, possl:i&ga: uni\ grande te1t1r,uàtà, Il ferr.aeci-01 h-ru pllopriefa • affatto coo,trarie alìe puecedeniti. • 4? ll rimedio infaJli l<Ji:le, eroico -qsiè),t e<msi-st~ nel\'mfozione , di un metallo ad un tempo duro. e tenàoe;, metallo,gia in, uso • appo altri pacesi, l'acciaio •·. Ci dil1,mgammo.in.questo resoconto appunto' pem;hij vratta1di Uij al'.!{~;t:&~!ltO 0ggidi,, àgita(Ìf?SÌillO, <;I

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DIJ3LtOGRAF'ICA

Rll'ISTA

- N9tice sur _les opérations de la d1'oite des alliés a Solferino. -• Da Francia sorio indirizzati al giornale •belo-a i seO'ùeoti dati • • • 0 t,1 'ioteressaot1ssim1 al punto di vista della verità storir.a, e siccome si tratta di qui:;tione delicata e ·controversa, contro il di cui campione la IUvista nostra ebbe già a spezzar una lancia noi cr:diarno di_ ri por~ar questa not-izia per esteso, tralasciando ;erò, ·per .amor d1 brevità, le osservazioni che la seguono nel Jou-rnal de l a1·mée belge, e la relativa risposta del lo Spectateur: • Un articqlo firmato De la Fruslon, ed inserto nel fascicolo • dello Spectateur ill-ilitaire del 15 dicembre 1860, incolpa il • re Vittorio Emanuele ed il maresc;ia!'lo Canrobert, comandante • il 3° corpo d'eserc~to, di aver colle loro manovre p~ralizzato • ( a mmetnam pure mvolontariamente) i successi che avrebbe • dovuto dare, secondo l'autore, la bat!aglia di Solferino. • Il soldato coronato di S. l\ilartino non ha bisogno di difensori • cont10 il signor De la Fruston, ed all'occorrenza egli ne tro' veiebbe molti nel suo valoroso ed intelligente eserci to. • In quanto al maresciallo francese, eg li ed i suoi arnie:, i • quali sono molti nell'esercito, potrebbero rinvenire io quella • parte dell'articolo che lo riguarda una tendE<nza a ridestare il • doloroso conflitto che un'augusta volontà aveva voluto finire . • Se il marescipJlo, per ragioni di alta convenienza, che • ognuno apprezzerà, credette di dover tacere, egli è dovere di , ,coloro, cui sta a cuore la ver ità -isterica, di ·rar giustizia, colla o .logica imparziale dei fatti, delle strane asserzioni dell'autore. • Acconciar le battaglie dopo i l fatto, µel silenzio del gabi• netto, con idea preconcetta, e ·di là dipa.rtirsj per criticare tale • o tal ·altra. disposizione militare presa nel momento dell'azione, • è sfata in ogni tempo, se non sempre coscienziosa, tuttavia ,, sempre facilissima bisogna. • Ben si sa, veramente, quel che pensano gli uomini di guerra • serii su queste fantasie d'immaginazione, le, quali tengono in • niun conto le circostanze del ter:reno, le distanze, la posizione, <• la forza rispettiva dei belligeranti, le istruzioni ricevute, le , impossibilità ID!lteriali, ecc., ecc. • Ciò premesso, facciam innanzi tutto osservare che q uando • anche il 3° corpo fin dal tocco si fosse trovato al suo completo , pr!,SSQ il 4° corpo, i so~ni del si6- Pe Il;\, f:rustqq non avrebbe:ço -

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• potuto. essere realizzati. Nelle battaglie appartiene all'azione , della cavalle.ria e della fanteria di riserva l'onore di coronarne , i successi, ed a buon diritto può stupire come che l'autore , non abbia prnsato di a~srgnar l0ro le loro par ti naturali nel_. l'eseguimento de' suoi splendidi disegni postun:ii. L'azione com• nlessi va di tutta la fanteria del 3° corpo avrebbe senza dubbio , ;rasmutato il successo difensivo della destra fra ncese in sue' cr ssO offensivo, ma essa si sarebbe forzatamente limitata alla i presa di un maggior 11ume~o di prigionieri, di cannoni e di , bandiere. V' ha lungi da ciò all'annientamento dell'~sercito , nemico; mentre prima d'annientar un esercito bisogna co• minciar. per batterlo I ' • Ma qui non sta la qnistione. Essa risiede semplicem~nte , nelle possibil-ilà materiati faue sul terreno al 4° ed al 5° corpo, • relativamente alle circostanze delle loro posiziQni rispettive. , Il 3° corpo poteva esso entrare in l inea al tocco? Noi rispon• , de remo: no, e lo proveremo. , Coine tutti hanno saputo appo l'esercito d'Italia, il 24 giugno , il 4° corpo, dopo aver respinto colla sua vanguardia, non già , l'esercito austriaco, si,,come non teme di asserire il signor , De la Fruston, ma· bens: soltanto un distaccamento di due , battaglioni e di alcuni squadroni che occup'a vano Medole (1), , si avanzava da questo villaggio su Guidizzolo , ove esso avea , l'ordine di accamparsi, quandò incontrèJ inopinatamente sul , terreno copertissimo fra Casanova, Baite e Rebecca, masse • uemicbe considerevoli. Malgrado lo slancio ed il vigore delle , sue tru ppe, forza fu al comandante del 4° corpo di a.rrestarsi, , di ma ntenersi su di un' ene.r gica difes·a e di aspettarvi i rin• calzi ch'egli r ichiedeva in tutta fretta p~r la sua destra e pel , suo centro,,assaliti da foTZe troppo superiori. Era questo forse , il caso od il momento, con due divisioni di fanteria di 16,000 <• uomini tu tto al più, di tagliar la 'ritirata al primo esercito , austriaco, forte di circa 80,000 nomini? (1) Sull'ala manca, dice il Bollettino austriaco , i distaccamenti ùel 1° esercito, mandati fin dulia sera del 23•ino anzi Medole (due battaglioni del reggimento cli fanteria Arcid-• ca Francesco-Carlo), fnrono risolutamente assaliti ?I farsi d el giorno 1 e 1 dop9 ·~n açcariito ?.0!11batpn1eq~o ! fiP.etl~!i "\'Cr§II

~llidi~zo\ç . .


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RIVISTA

• Noi lo cbiédia:mo a cb:hmquè abbia senn.o e bu0na fede; , potovasi ciò ragronevolmente pretendere? Sbrigarsi del nemico, , ecco per certo il. solo pensierv dhe dovea pr(•oc<mpare, come ,. difatti fu il solo cbe preoccu'pò, a bu·o n dìTitto , io qU'esto•t er• ribile frangente'. e Mentre il 4° c;orpo stava cns) alle mani coh masse spro•-porzìcinate, e soffriva perdite enormi, il 3° corço era ancora , per la maggior parte sulla ripa- destra del Chiese, ben lungi , aocoral sul fmnca de-siro edì alle spalle dell'<ilser01to. La sua "divisione di ca:va,ller1a gli era stata tolta da due giorni pér , essere riunita al 4° corpo: nel partire, im possibrle di praticare , ricoguizioni • . Come d unquo, alla distanza io c0<i. si· tuo,(ava dal ~tro dell'azione, il suo capo avrebbe egli mai potufo aonos'<:lere 1uanto v i suacedeva? poichè alla frn tìne non si è indovino, speci~lnl'e1lte irn guer~a. , La vanguardia del 3°' corpo stabilivasi tranquillamente a , Medole, ove questo corpo avea,l'ordine d'accamparsi, siccome , il 4° avea quello di andarsi ad accampare' a G11idi0zolo, q:uando , verso le 9 e 172 antimeridiane ginnsero al maresciallp Can• robert le prime dowaode di soccorso. Egli si affrettò di ottflm• perar;1i, e se fos:;e mestieri1lo aggiunger0'che egli lo fece con e altrettanta.efficacia che sollecitudine, lo slèsso Bollotti,no au.• , striac'o s'inaaricberebbe· di compr~>;varlò in une modo ineh1t• tabile. P oichè vi si logge ohe i rinfrmi, venuti incessantei:oent'e , dà Mesole, mandarono a , 1uoto suocessivamE>nfe tutti gli atìac••chi C!ontrb' !hl destra d-eH'esevoito francese (l). · .. (Qual ij adumfue questo corpo che forniva dotali rinforzi , , ·se non il 3°, il quale solo occupava Medole?· ,, È pur n oto che appunto merltte il eom:~n-:lanrte del 3° corpo , presieòe,1a egh stesso all'invio dei rincalzi ah 4°, di mano io , mano dhe giun gevano-le sue liruppe io Medole, egli ricevetlte • gli uffizia:li defl' im pei-atore. S: :rvr. ~vve11ti var i l rrla rese~allo , dP-lla mossa avviluppante del corpo del priocipd De Liechten • stein, e lo invitava a guardarsene. Difatti i distacc~meriti di , éà'V'all~ria d'iJ g'ti'esto còr pèl e'rànsi1 scon-Oril'.ti nie1' mattino s t\'lsso (l~ Ecco come si•esprimc il Bolletti,w austriaco in proposito: Per parec-

c/Lié ore i•l•·cum/Jl1ttimentl()1d'u,·ò p'e1· là possessione di Rebecco·,, ove itl nemica ma11qlf1/a costa11lcme11tc da Mc,Mc d,eUe riserve (reschç,

BJBLTOGnAFICÀ 32'1 3° corpo, !n marc!a, _all'altezza di Castel-Goffredo. I] puro • buon _senso, s1c~ome, 11 ptù _scrupolo:;o dovere non impont:lvano

e col

• forse IO questa Sll~az1:,ne eh prendere dtllle misure onde parare • a tal rno,sa, da cui gh Austriaci as pet.tavano decisivi risultati? • Ciò per lo appunto fece; e con ragione, il maresciallo, man• dando alla distanza di pres:;ochè tre leghe, pel solo cammino e resistP.ote, stretto eù ingombro, l'orJine alla sua sinistra di e pcen_ d er p 1si_zione n on lungi da Castel-Goffredo, mentre egli • c?nt1[JUava mcessantemente a rincalzare il 40 corpo succes« s1vamente dalla metà della sua fanteria. • ~e i_l princ_ipe di Liechtenstein non pensò di dover prose' gm1e il movimento attorniante che egli avea principiato ciò • nullameno egli lo si era bensl preparato con cavalleria: ~ Que~t~ truppe, sostenute da artiglieria leggera, forma vano e dmanz1 11 ce:-:tro e la manca del 3° corpo un velame che non • permetteva alla sola fan teria (il generale che la comandava • non aveva che i suoi 12 usseri di scorta) di riconoscere abba• stanza lungi ciò che succedeva indietro . Ammettiamo imperc tanto che 11 gen1:rale austriaco, come tutto doveva farlo credere • e come d'altronde ~li ingiungevano gli ordini del suo impe: • r~tore, avesse contin uato la sua marcia, e si fosse portato • risolutamente fra Castel-Goffredo ed il Chiese, che sarebbe mai • avvenuto, che sarebLesi detto mai di quel capo il quale, de-: • ~tmato pel' la sua posizione e pet' le sue istruzioni a c0 prire • 11 fi_anco e le spalle dell'esercito, le avesse lasciate spun:are • e girare, contro ogni regola militare, e i graYÌ avvertimenti • v~outigli così dall'alto, a llora sovratutto che q uesto capo ; • giunto alla sua ~estinazione, non conosceva della bauaglia • se non se la resistenza trovata dal 4° corpo nella sua marcia • verso Guidizzolo, e l'avviso della mossa attornian te dei 30 000 ' • uomini del principe dì L iechtenstein? • Lungi da noi, ben inteso, il pensiero d i voler per nulla e scemare la gloria acquistatasi dal 4° corpo, di cui tutto r eser' cito ammirò la tenacità e la valoro3a resistenza: ma siaci e concesso di dire, che se esso fece fronte energicamente alle· • circostanze che il caso gli forniva, il 3° corpo, per parie sua, •. che questo stesso caso avea posto in una posizione così ecce' ziooale, ha saputo adempiere i doveri .che la sua situazione ; ANNO V. Voi. lii. -

21.


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BIBLIOGRAFI~

R!VlST'.A

• gl'imp.onevano. Dal.s1.10 campo di Medolif sua J:>b's ta (non di• menttchlMno!ok :gla. ha fatto tut(o ciò eh.e gli érà faij'tibile. ~_La S.\ l& a~t}tudine potentemente contribui a mandar a, vu-0!O •· gh attacchi de!rr:rnel'cito ,austrua:ro o?nt:ro là di>stra francese(}); •· ed .al su~ coman~ao11:Ie; ben dov'l!lta queslal g:iustiz,~a, che èibè • e@h ha p.re.,a. sa v·1e m isure pru, proteggere, il fianco cìesfi6 e • le spa-1-le àegl1 al-leati, come }a sua posizior,\e gliene faée· ·' , cl 1, • d. a un 01 . o-vene. anc.µe 1111 1h"tto clelle rice:vute istruzioni - • V.ides_i perciò uh.e a: Solferino missioa:e del ·3° èorpo nèn • era e_non pote,,a essere, quella• d1 Vag,liar I~ ri-1:iirata' a!Weser'c!itò • austi,r:a«-0, _mai ben:~ _q uella Sl!illf>Yieemé-nt.Ei d'impedi'l'e a 1uesto c,. es\',r~t~©. clii fair s111.b1ce a lla. destra frvarfoes1i qlàel disiistro d'l° ehi < laminai.deiav.a, e, OlÒ esso. harc@mpi,utrycou divciziomr àltrettairtò') uitile, q.Uian,to,,fo~ Mbile Pa.li,oegazione ~,. · ~:egl!JJon01io . a,pp©gg·io ·cli CJ:Ua11.to. ·s0,VFa, alc!!!l'Jè ossertazion-i· &el capt~ai~o bi,elga: ?anclev:eI.~, rn é 1!lÌ, egli a.ppunta con tutta eorte&.ià . I~ èr111eh_e d~I _s~gn~.tl De la ,F·r-ustion:, de.li q ual'e egli cem-mènda lo shle e le, defì01z1on1, r:om.er qtl@l le, ufi g-ioirne O l ' att1,èJ destina·te à. to1,1s· égaTds ~ rihnpi'azz0,1-·a qu~ble delt'wrcichica C~r>lp e del ge.:~erale Jorn.zrrrii . . D1 s1g~OT_' lJe la F·r nston, n~llo Speclabe·ur' dei 1<& ID3']1lO, Ò(lpo 8/Vl;)l' chc?tar.aU;, dli rip0r-tare in detto giorfl'am~, p.ell pura <ilefo~em:a ab maresciallo Canrobert , e d·· ~- · " . . . . . 1 p,"~pr10- mov-ime.n,to 111 • notizia surrlll' e r-Hia e' di a,,.te·n~s · .,,a,J · .,, , · 1 • ' .., cci• !,J. •. nse1:1n1rarv-1 pa;r. das 'l'C/M01'1,S' d& h~te, GO'!W!enatnce; éorregge: wn·erro1·e d i sf;ampa, (~119· rii'ev1ttugh d'a lt si onor E>è Vande'VelYe·· ·edt ·Il" . ._ _, ;i; . . . . ? :.1 , a e cor-. t ~-;o;~ q_aeslJ., p~titoglier.s11J/11ri-~ic0ib dt una seria eenfotaz-Ìeme @1 mpo~d.e,: ~o·us !k11Y0m àJ nutre dig.nitfj et) à n6treihortnìt-a; d!3i nel pas engage-r.1 de, dvscussion: 01vec ~ - Jbu-rilal de l'a-rrh'ée' beige........ !: .

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Re:o quaotni ~a,p pia~ n0i1oÈj , l'aT@iduca Carfo, :aè· J'Onifui: sr m~strarono mai così stiz.zosi, e0meri~ lòro fùtl!i-re• su ece'ssè're. . ·_(iV) .Leggesi1 diJfot.ti-ncl, ·a·•,ore· t en·t"' ~ . Qblletlino a,usli•iaco.· " u•1·mper u -v ancora v.erno, 1es -,·iit1?.pom. di riprendere l'offe nsiva· le trru f ,,_ ,,, ., nera le · d , . . , '· ppc ec.,, o un attaccò ,f. . ,,nrn m ;ii no, for,temcntc e senza lregua1i.ncaliatc ·sul )or.o fian srn1stro, q,ucste trupp_e non. potci:ono ne ur t • co Luon successo » Q a'l . f :· 1/P qµcs O. vo.Jta otltineri, 4n . ', ' ' . u i urono adu nque queste truppe che incalzava cl~Sin \a _m_a'.1ca _a'uslriaca, se noh qliella dell';str'éma dc;tra fraiiccse-- là ~.n~ .,, _,i

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frojet d'.ummarJ,teau d~ campagne. ,-J~ si.g. J . F., l'I:{euteUx o~pjta.~o 1-1-iµtant:13 maggiore nel 9- di linea belia, pr.opoo~ pe~ f~Ùt~ ~n 1nantello JÌa c.:1mpagna, formato di un rettangol9 d1 tela, g901mata o re~a impergi_e<tbile con un qualunque procé'90, Q11e,sto ,retti/çgolo, avmte .zm,zo di lungo su l\ll di largo. e del :peso _di chilogral)'lmi l .e 25, oltr:e al ~ervir. di rnant!:lU9 al sol-_ Ò.1J.t o contro la pioggia durante la marcia, gwoto al bivacco gh può servir .di suflìci,,nte cop, r~a contro le cattive iofl.ueu~e atmQ~ s.f~ric.h,e e locali, p ra!' mt-izo di nn rnetodo di riunio;ne di pa.r,BC©Q.l mantelli , · com.e <limristra una tavola annessa al iestp. Cotesto ~istema merÌ\ç co..n$idei:azi,Qne per la S.U<l- :;;e1nplj.c11à relati;vawe,g-te all1~t1htà .cµi intende. · . : , , . J;fibjif)graphie. .-,-- BreV-e Nsoconto b1l)h9grafìqi cteJl npera intitolata; Periodicil~ des grands délruge,s r-ésullprnt a.u ,?7101,1;-, 0

VftJW~l grad.11-el <J,e lp, ligr.w de$ apsicles dc ta_ tcn'e, th,Jo.i,,i,e, prot1:v.é~ par tes fail 9 géologiqv,es, pn I.e qap1tain1? Ll<l H<:>N,, J;l,ruxell1;is., ,che~ l;q,cwi~, Ya:n Meanen .et Comp., é.:hteur_s.

Rewe ~li\itaire Suisse, N1 A , 5 e G (febbraio e marzo). Il prÌrnQ articolo di i;iascuno di questi t re oumBr-i discute intorno Rlla dife,a ed alla neu tral ttà della Svizzera . P rnndendo le• mosse dall:;i, M~mor'ia testè letta in proposito dal siJgo@T' genemle Duf,;.u r al ciccolo degli uf6ziali, e che a:lcpni @ion1:ctli ri ~1orta,-rono. Lo sc1i1tore della Revue Suisse deplwa è_h e la SJVinnPa,noa. abbia avu;o da lnnga pezza l'occasiooe di ~attagli,lle. onde sradicare dall'opinicm geoerille il pregiudizio c:he la Snzzera n?n , ha di vera forza militnre capace di misurarsi con altro 1;>serc1to enropeo, ch'essa non ha di tradizioni militari moderne.che dian~ fama e va lor morale alle armi sue, e da contrapporsi a1 dubbi emessi sulla s1Ja [orza e sul)e sue atJitudini . Egli si rammarica come che il dissidio di Neufchaiel noµ abbia posto capo ad una guerra colla Prussia; quan•·anche la Svizzera aves~e d_ovut~ essere vinta, unfl, bnooa battaglia avrebbe rrnverd1to I sup1 allori di Morat o di Sempoc, o i suoi gloriosi cipressi dì S. Giacomo[ Questo rammaricbio, che noi soldati ben compreniìiamo, non avrà per certo nè l'approvazione ; .nè il , perdono deeli uomini

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Rl'l'ISTA BIBLIOGRAFICA

poli tici I - Lo scrittore insiste quindi, per la fama e pel vantaggio d elle armi elvetiche che s'abbiano da c.reare delle se?.ioni permanenti di stato-maggiore, di sezioni destinate ad essere il quad~o ed il capo dell'esercito foderale; nè vi ha molto che la Revue militaire siiisse, e for~e la stessa penna in un p reced1:in te articolo batteva sullo stesso ar~omento, che noi pu re crediamo v iLalissimo per la costituzione militare della S vizzera, alle cui prosperità facciamo i nostri mig_liori voti, come pegno di gratitudine a quel libero popolo che fu dei primi a salutar la unificazione italiann. Vien quin~i lo scrittore a trattare la quist1one della difesa for1ificata della S vizzera, mostrando alcune discrepanze coll'opinione del generale Dufour circa al sil\tema generale, questi essendosi pronune;iato comro una gr ID piazza forte centrale; e qui, come nel 3° articolo (io cui è rip0rtato un discorso intorno alle vie strategiche, fatto al cirrolo degl! u(ljziali a Ginevra dal colonnello Aubert, ispettore federale del genio), trattandosi di qnestiooi locali, noi prescindiamo dall'accennarne. Nel .N° 4° troviamo un ar ticolo, il quale caldamente patrocina aà uso dell'esercito federale la tente-abri u~ata dai F rancesi in Africa, eJ oggimai abbastanza cogoita , perchè qui non sia il caso di parlarne.

Nel N° 6° si danno alcuni ragguagli genèriri intorno alle sperieoze di canoc,ni rigati, fatte ultimumente a Thoune, di cui già parlammo nella Rivista statistica.

'l'AuLt A!'W

IN DICE DEL VOLUME III. -

ANNO V.

GENNA.I0. 1

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3 Studi sul reclutamento per l'esercito italiano • • • . Pag. La Campagna di guerra nell'Umbria e nelle àlarche. - Narrazione militare . • •. ,. 19 lstruiione sull'impi<'go dei caononi di ferraccio r igati quali 51 ,, 72 usano n el nostro esercito ,, 76 llivista tecnologica Ilivista statistica

,, 82 ,, 86 ,, 92 w 95

.

Rivista bibliografica Necrologia . Bollettino bibliografico-trimestrale

J?EBBRA.10. Esperienze eseguite dall'arma d'artiglier ia sulle !:mdc di S. ~ a_urizio ncll'autunoo del 1860 per dete rminare la tal'ola d1 tiro del cannone da campagna da 16 B rigato . . Pag. Riordinamento degli isti tuti mi!i!ari del regno d'lt.alio " Relazione sopra le cose più notevoli riguardanti all'artiglieria ~rl olle altre a rn,i, state inventate, proposte e~ approvate m paesi esteri nell'anno I 860 . . • . • . . » Studi comparativi sulle statistiche militari degh Stah ~urope1 , • Lettera del maresciallo di Francia Mac-Mahon, daca d1 Magen ta, a s. E. il generale Fanti , ministro della _guerra ~cl regno d'Jt,alia, intorno al concorso delle truppe p1cmontcs1 alla battaglia di Magenta • • R ivisto tecnologica » l\ivisla statist.ico . » l\ivista bibliografica »

G... F.TANO Gerente.

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97 120

139 16!>

176 180 183

189


332

INDlCB

Studi sul rcclutameuto per l'esercito italiano Pag. 215 La campagna di guerra nell'Umbriaj! .o.elle Mòrche. , Narrazione milit.are • " 221' Brevi cenni teorico -pratici intorno al fucile rigato, mod. 1860, adottato per la nostra fanteria » 281 Rivista .tecnologica • 291 Rivista statistica , 11 297 Rivista bibliografica · " 311'

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RIVISTA MILITARE 1861 TOMO III by Biblioteca Militare - Issuu