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RIVISTA MILITARE 1861 TOMO II

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RIVISTA

MILITARE ITALIANA GIORNALE MENSILE

•

il.uno 'l-·1. -

Volume 11.

TORINO, 1861 TIPOGIUFlA EDITfllCE G. CASSONE E COMI' · Via

s. Fraocesco da P~ola.

N. 5 (O ro"o).


NUOVA APPLICAZIONE ALL'

ARMATA

• A.,L

.._

,.

froprietà letter.aria. .

LE'I''l'OBE

Fa,•orevoli giudizi espressimi da persone per scienza e cognizioni speciali autorevoli, e consigli d'ufJìciali di marina, amici miei; m'incoraggiarono a. pubblicare questa nuova applicazione all'armata, che da parecchi anni andai meditandi!· Se ne.i molteplici casi in cui può trovarsi un'armata, si sarà dato un caso di gue,rra in cui siasi potuto applicare anche una sol volta il nuovo modo di segnalar:e che· ora propongo; io reputo sufficientemente giustificata la applicazione del telegrafo elettro- magnetico alle armate. Pongasi meritc cbe i vascelli, nelle loro campagne di mare, talvolta portano seco istrumenti ben più costosi d'una m~ccbina telegrafica, sebbene raro avwmga di poterli adoperare.

A. S1NBRI um~1a1e di" marina.


NUOVA aPPLICAZIONE ALL'ARMATA

L'ARMATA (-)

S O M MA RI O.

Applicazione dd vnpore alla na\"igazione. - Vapori a ru oLe. - Traversata rlell'Occano. - Coslruzioni di ferro - Aumento di piroscafi. I primi piroscafi J a guerra. - .Toinville. - Crilica dei pi roscafi. Perdit:1 d'cflcllo utile. - Confronti con le galcr~.. - Armall1l'Jlln laLcralc. - Dispula su i vascelli e sui pirnscafi. - Joinville. -Squadre cli piroscafi. - Navi in ferro rb gu erra. - Progressi meccanici. L'cl ice. - Arm ale inglc~c e francese. - Joinvill e. - Lavo ri da lle due parti della Manica. - f';apolc!one lii. - Nuovi progressi meccanici. - Trasformazi one de l materialo. - Vnscelli ad elicc. ·- Paixhaos. Cannonicr,i. - llallcrie g:d leggionti e navi corazzate. - Nuova lattica. - Combattimenti paralleli - Gu erra d'America - Rorlnry. Nelson e le ultime gu erre . - Co nfronl.i tattici. - Le armaLc ad elicc.

Fra le :molteplici applicazioni della forza motrice del vapore, quella volta alla propulsione dei bastimenti s· è una delle più rimarchevoli per ardimento di concetto , lo è anche per gli immensi vantaggi economici da essa generati. L'applicazione del vapore alla navigazione appartiene al secolo presente; verso il suo mezzo acquistò un rapido sviluppo lungo tempo prima limitato . e•) L'autore si riserva i' diritti di traduzio ne.

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I bastimenti a vapore e le strade ferrate hanno raccorciate le distanze, e tale risultato deve avc:r:e un' influenza prodigiosa sulle abitudini e condiziom del nostro stato sociale. Questi . trionfi mentre attestano la legge progressiva dell'umana intelligenza, condannano le idolatrie di coloro i quali assorti nell'adorazion e delle civiltà passate, riverite perché utili, non veggono le vittorie o megano i benefizi della moderna. Follia Fultou fu detto a scherno il primo battello a vapore che nel 180 7 apparve a New- York nella riviera d'Hudson, rimonta.odo il fiume fino ad A.lbany e percorrendo così 150 .-chilometri e stabilendo pronta e regolare la comunicazione fra. questa città e New-York . Follia Fulton ! e ben gli sta quel nome glorioso, se tutte le opere degli innovatori o le imprese degli iniziatori, furono o dall'ignoranza o dall'egoismo dei presenti battezzate Follie I I tentativi fatti per l'addietro non erano usciti d'applicazione pratica, e giovarono ad essa le numerose ed ammirabili invenzioni dello scozzese Watt operatesi dal 1769 al 1785 ; come l'idea di produrre il vuoto in un vaso separato anzichè nell'interno del 0orpo di tromba, la macchina a doppio effetto ed in un solo corpo di tromba, ed il parallelogramma articolato (1). Il peso, ma più le dimensioni dell'apparecchio meccanico di Watt, avevano chiarito Fulton ed i suoi succes• sori, che il materiale navale a Yela, allora esistente, non prestavasi ad accogliere nel suo seno un tale meccanismo. Nuovi bastimenti furono dunque costruiti e di nuove forme, che il peso ed 11 gran volume delle macchine avevano determinato. Fra le questioni particolari dell'applicazione della forza. del vapore alla navigazione, quella che più naturalmente ( 1)

OEuvres de Fra11çois Arago; Notices scie11tifiquei, ·t 85:">.


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NUOVA

ALL'ARMATA

APJ?L.!CA.ZIONE

s?affaccia. si è 11 modo del s'uo impjego; e difatti prodotta .che sia questa forza nel seno di UI'l. naviglio, come usarJ:a.? L'idea F.JÌÙ sem plic.e e più estésà è stata d'applicarla a muovere delle ,ruot~, le di cui palette òd al-i incontrando ·sucéessivarnente osta.colo nell'acqua, fornivano, per così 9-i,re, un punto d'appoggio continuo. · ., : Da ciò, la creàzione di un nuovo materiale nayale ,· i vapori a ruote. Furono ben pre'st9 stabilite comunicazioni rapide fra .la capitale !:l _le div.erse parti dello Sta,to. Si traversò la .Manica, il vapore apparve_sulle coste della Spagna e del ,Portogallo, e subito dopo nel Mediterranèo e nel Baltico. 'A d ogni-nuovo viaggio , l'esperienza suggeriva nubvi perfezionamenti. · · La -p•ten:za dei motori fu per molto tempo deboli~sima. Non si v-i dero che dei 60 od 80 cavalli fino al 1825 epoca iri cui si èostruì dei 130., fotanto nel 1826 l' En-' trepise, vapore di 1'20 cavalli, doppiando il Capo di Buona Speranza, giungeva all'India. La potenza c:lE\gli apparecchi non tardò ,a raggiungere i 220 ed i 320 cava.Ìli. Finalme:nte~ fatto ' ardito da continui successi,jl vapore osò volgere i suoi sguardi verso l'America. · · · Ma gli scienziati discordavano sul limite massimo eh~ la navigazione ~ 'vapore poteva raggiungere. . . . Dionisi0 Lar dner , il più fahatico, a.ffermò in.pubblico: oj:le, il t entativo di traversare l'Atlantico per· mezzo del ,,apore, era ~impresa talmente insensata siccome quella di voler andar nella luna. ·. . ' · · · Ma intanto ~ Bristol arma.vasi il Gn1-at- 'Western . con macchine di 420 cavalli, e· pochi· piesi d~po. venne ann~nziata la sua partenza, effettuatasi nell'aprile IS38. · Il p:çimo viaggio , del Great- 'West0rn fu un avvenimento mep:.orabile per . la marina a vapore, in ragione appunt0 dei tirrtori ch'er~si .sollevati dai suoi antagonisti. Dopo 15 giorni dio viaggio arriva,,a a New~York, percorrendo ,

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3500 niigl'ra, e~ compiendh il suo ritòriìo in 12 giot:Ììi e mezzo. Questo viaggio r isolse pr'aticamente l'arditissimo pro'tlema della navigaz-i9ne a vapore attraverso l'Oceano, e, dì u:q.a comunicazione permanente fra l'Inghilterra ed il Nord'- A:merica. · L'Oceano, a malgrado i venti contrari, essendo stato slipèrato in alçuni giorni, si sfabilironò in s~guifo servizii regolati di comuuicàzione màrit'tinia , p'ei quali legati a:Jl'Eùropà oc'.cidentale i punti -più distanti d'ei due -c'ònti:nenti ; le transazioni commerciali dei popoli poterono . trovare· uri' impulso insperato . L'InghHterra e gli Stati-Uniti d'America hanno sorpassato· tutti gli altri paèsi, per l'energia con la quale pro:6.ttaron:o di questo vantaggio; creando nuove e maravigliose facilità per il commercio e lerelazioni internazionali. Oltre le costruzioni di· ·1egn:o, usaronsi anche quell'e .di ferro·. Per: la navigazione de'lla Senna fu costruito·ill'Irighilterra nel 18:lL per la prima volta, un: vapore a ruote di ferrp, _l'' A·aron-Mamby . , , Verso il 18:.&1 i' vapori a ruote di ferro àumeritar,ono consiclerevolment~. Essi intatto presentavano questi vantaggi: molto legged., · non: pesaùdo che la metà dei corti!,pondenti' di legno, miglior prezzO', spazio interno mòlto più vasto, e ~eno ·soggetti a sforfnarsi. D'ippiù i ba.strmeuti dì ferro pativ-an:o meno negli investimenti essend'òne più facile ,e più solida la loro costruzi·o ne. Il prezzo di ricavo dalla deriloli_z'ion'e dei ba-stinienti di ferro sempr.e , maggiore di quelli di legno . Preseritandb quindi molta convenienza pèr il commercio, si adottarono le costruzidni di ferro quaùtun·que tali. ò'~. silinrer:i:ti non a\ vendb lé carene foderate di rame , facil·r ,, { men:tè . si ,ri:co2risserb di erb'e ff di conchiglie a ·danno d-e1hi:- velocità<;" talcb:è bisò'gnava · sovente' tirarli a: terla per- nettarli e rinnovare l' intonìco di minio, sen~a il


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NUOVA APPLI<i:AZIONR

quale la lor o durata era. limitatissima per l' ossidazione del ferro nell'acqua di mare. Immensi · vantaggi avevano ~ùtorizzata la preferenza di grandi vapori a ruote sui piccoli , perchè la capacità e la leggerezza di un bastimento aumentano in ~un r ap- . porto. più grande della sua resistenza. :Ma per ottenere lo spazio necessario all'enorme quantità di carbone che ·vuolsi in una traversata dell'Atlantico, ·per dare scompartimenti convenevofi al carico ed ai passeggeri e con · _ciò pagare le spese di viaggio , fu n~cessario costr-uire . vapori a ruote di grandèzza considerevole. L'esperienza ·della navigazione a solo vapore, · aveva , determinato presso a poco un rapporto abba.s tanza sem-· plice fra le dimensioni del bastimento e la lunghezza delle più grandi traversate che intraprende, senza aver bisogno d'atterrar.e · per far provvigio'ni di combustibile. Questo rapporto fu trovato di una tonnellata di capacità per miglio. Ciò aveva fatto aumentare ancora le dimensioni ,ç:lei ba:;Limenti. Pot~ei_f?rnire _il numero dei vaporì progres~ivamente magg10n m ogm anno, le loro dimensioni, la forza delle. _macchine, il tonnellaggio, l'enumerazione delle grandi _compagnie, i servigi postali, il movimento delle merci e dei passeggeri, e vedrebbesi che l'adozione dei bàstimenti a vapo:re che .solcano l'Oceano in tutte le direzioni _e che navigàno sui fiumi e laghi, dei paesi inciviliti, ba prodotti e produce tuttodì, in favore della grande fami1 glia UJ?,ana, tali risultati che sarebbe impossibile ìi-pprezzare giustamente. · Tale disa:mina sarebbe di sua natura estraliea alla ma- · .rina da guerra; mi sono quindi ristretto ad esaminare _le condizioni di rapporto ·esistenti fra la marina militare e la mer cantile, tutte le volte che sia nec~ssario per svolgere le mie idee, riflettendo d'altronde come la merçantile sia base e scopo di qualsiasi marina qa guerra.

ALb' ARMAT A

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L'Inghilterra fu la prima potenza na:,rnle che giovassi della applicazione del vapore alla navigazione per bi-sogni della sua marina da guerra. Nel 1822 diede mano a cost.rurre il primo vapore a ruote·, servendosi. . in ciò delle esperienz~ fatte dai privati sulle numerose costruzioni sorte nei ' cantieri americani ed inglèsi,,yer _il •. non , breve spazio di 15 anni. Ben presto le- nuove costruzioni si succedettero , II).a . chi avrebbe potuto credere che in un genere affatto nuov'o e speciale, l'Inghilterra avesse ad esordire con i magnifici \7 apori a ruote, la Jledea, il Cyclops e la Devastation, che rappresentavano i tipi di tre differenti fasi del nuovo materiale? Le altre potenze navali che introdussero questo nuovo materia-le nella composizione. delle loro armate non presenta.r òno al mvndo marittimo bastim enti che potessero eguagliare gli stupendi modelli forniti dalla 'r eale ma.rina britannica. Tuttavia l'America, la Russìa, l'Olanda e Napoli fecero mostra di va.pori a ruote, che per forza meccanica, per

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forza militare, condizioni di velocità ed eleganza di forme, sorpassavano le costruzioni della Francia , potenza navale cert;cunente più importante. Nel.. 1844 l'ammiraglio principe Joinville, istitllendoyn parallelò fra 1e mar in~ a. vapore francese ed iùglese, dice va in un suo lavoro per molti la,t 1 pregevole (1). , Si je traçais ici le tableau réel de notre mariùe à ~ vapeur, si je disais que, sur ce chiffre de 43 ,navires • à flot que comporte le budget, il n'y en a pas six qui • puisselit soutenir la comparaison avec les navires an» glais, on ne me èroirait pas , et je n'aurais pourtarrt avancé que· la stricte: vérité » . •. · E più innanzi, parlando di qu.esti vapori: , Les officiers qui les conduisent rougissent de se voir (1) Nqte sui· /'état des (orces navales dc la 'Fl'tincc.


lO NtrovA Af!'Llcdz:to:,e • faibles et impuissants, je ne dirai pas seulement à còt.é » des Anglais, mais des Russes, des Américains, des Hol• landais, des Napolitains, qui ont rnieux que nous ». Ed eràno tuttavia passati quindici anni <lacchè la Francia aveva introdotto questo elemento nella sua armata . Intanto l'analisi dei vapori a t"uote o del nuovo materiale non tardava. ad operarsi. Il comm ercio, sebbene con l'attrattiva della celerità e della reaolarità unite alla sio curezza invitasse i viaggiatori, p ure non poteva a meno di considerare molto più della spesa del motore 1a perdita enorme dello spazio necessario agli apparecchi meccanici destinati a produrlo. Difatti il meccanismo occupava la maggior parte della capacità del bastimento, e ciò in pura perdita del carico. Ma il peso e le dimensioni esorbitanti della macchina erano subordinati alle enormi dimensioni ed al peso delle ruote a palette, poiché la prima è esposta alla reazione di tutto ciò che provano le seconde. D'altra parte i naviganti sì mercantili che militari osservava,no che le ru0te a palette , dal momento cll'esse non fumionano più nelle condizioni normali. della loro installazione, presentano inconvenienti diversi e di molta entità. Queste ruote laterali con i movimenti del bastimento, prodotti Ja mare agitato sui fian chi, si trovavano successivamente l'una troppo immersa, soffrendo delle fortissime resistenze a scapito del moto rotatorio; l'altra invece girando fuori d'acqua, quindi senza resistenza, tendeva a velocità maggiore. , Le- due ruote adunque non essendo rappresentate dalle stesse forze, la velocità del bastimento era di molto climimùta, la macchina ne risentirn danno, ed in alcuni casi il bastimento poteva essere in pericolo. Che se il movi mento e.ra di beccheggio, le due ruote si trovavano fuori ù'acqua, allorquando la parte centrale della nave era

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AI.L ARMATA

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nell'avv~llamento di due marosi, ed allora acquistavano una velocità enorme che faceva contrasto con la loro immobilità, allorcbè un cavallone abbracciava la parte centrale del nM·iglio, nel quale le ruote s'immergevano fino all'asse. Uno scambio simile di movimenti dava vibrazioni pericolose alle macchine; al bastimento in queste successive posizioni estreme gli a.genti de~ moto non servivano, e ìa affievolita velocità che pur gh rimaneva non era dovuta che alle transiàoni successive f'ra quelle due estreme posizioni. Dippiù le macchine dei vapori a ru~té essend_o adespansione fissa, e l a loro potenza nommale corrispondendo approssimativamente al loro massimo sforzo, per pressione e velocità normali; ne seguiva che con mare agitato contrario crescendo la resistenza, la velocità, e quindi la potem.a ch'è un elemento di essa, diminniva, nel momento ch'era vieppiù necessaria. ArrC>gi a tutti questi svantaggi p\'ovi>.niHnt.i d~lle r~ote,_ quello conseguentemente derivanti dai tamburi de,,tmati a guarcntirle. Queste superficie enormi espo_ste ~gli urti delle onde accresce-rnno i pericoli della navigazione. Quanto all'ausilio delle vele nei vapori a ruote, egli era di ben poca efficacia. Risentiva i difetti dipendenti da.lla forma dello scafo, modellato sul corpo della macchina a vapore. Per dare alle ruote laterali l'immersione necessaria a produrre in c0nrlizioni nonpali il massimo di velocità, bisognaYa che il loro asse fosse ad una certél altezza della linea di immersione e quindi la macchina <lestinata a muovere quest'asse doveva trovarsi in gran parte al di sopra· di codesta linea. Lo scafo necessario a 'sorrecro·ere la macchina in modo che l'asse delle ruot e oo si trovasse a tale altezza , doveva perciò aver poco a pescare. Da questa condizione forzata ne seguiva che un sistema di velatura. di qualche utilità non poteva svilupparsi ,


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NUOVA APPLICAZIONE

stante la ~oca st~bilità che presentav; tale specie di .bas~imenti d1 poca ìmmersione e con un enorme peso fuori d acqua, qual si era quello delle macchine e delle ruote. ~-La..facoltà ~l'evoluzione era molto scadente in tali legni. Ciò riesce_c!ua,ro a comprendersi , poichè il centro dei movimenti_ per 1:l~ basti~1e~to .a vela è quello di gràvità, mentre p~i. va~on a ruote 11 loro perno dovendo essere le estre~:nta; il fulcro , in luogo d' essere . pressochè al mezzQ eh , una leva, trovavasi ad uno dei capi, Più ancora la _lunghezza del vapore a ruote, a cagione della macchina, esse:J-do· maggiore del bastimento a vela ne seo-ue che tale _inferiorità d'evoluziow~ fra più s.ensibile. 9 Per_evitare le perdite d'effetto utile , Je ruote ebbero alcum perfezionamenti facendo le palette -articolanti, che, entrando ed uscendo dall'acqua rntto angoli favorevoli ,evitassero I_e perdite di forza delle palette fisse. ' Oltn:. a _ciò, onde profitta.re di un buon vento, sospendendo_J-azw11e del motore e togliere nello stesso tP.mpo la resistenza costante che presentavano le .r uote nello , stato d'immobilità; si resero indipendenti •da1l'asse onde ~arle passa~~ dallo •stato cli ruote motrici, a quello di 1 uote mobili. Ma. non potendo sceverarle affatto dalla res1~_te11za c_he oppone_vano ancora, . per lo sfregamento deU asse llBl cuscmett1 e per l'azione dell'aria sulle _ 1 tt · · · pa e e rn ·mo;y1m.ento, la. soliclità dei motori n'era compromessa. , Perciò malgrado (:he l'operazione 'fosse sempre lunga, f:ld a~cune volte pe~1colosa, fra tutti questi 'ingegnosi si- , ste~ i venne preferito ~uello di levare le palette all'azione deH acqua, alla parte mferiore della circonferenza delle ruote, , . , · • Tut,ti_ :nesti sistemi sonÒ . stati abband.onati e ripi'.esi suc~essna~ente, e la perfezione che esigevano d'un mec'.''unsm.o fac1lm~nte distruttibile, .contrappesava i va~taggi lll modo, che il loro uso fu limitatissimo.

ALJ!ARM ATA

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Si fecero anche le palette di n~ove forme, d' in,clinazioni differenti, di superficie più o meno curve, che sa- · rebbe troppo lungo particolareggiare; sistemi tutti d'interesse . soientifico soltanto, ,poicbè il sol0 mezzo opposto co-n, successo ai difetti incontestabi/;i delle ruote a palette ordina1'ie, si erci l'aumento di potenza del motore. Più specialmente poi i l nuovo m.ateria:le, era soggetto d'accurato esame per gli usi di guerra, da parte dei militari di mare. Il vapore a·r.uote, considerato come macchiùa di guerra

non aveva forza materiale, od almeno questa forza era c0sì. ristretta.. ch'essa non costituiva che un mezzo insuf. ficiente cli com'l;iattimento. Ell'era una conseguenza naturale dello stato vulnerabile dei fianchi di tali navi. La mà.cchina e le ruote_essendo fuori d'acqua, ,non potevasi armare d'artiglieria i fianchi del bastimento per ci~mbattere à questo modo. Limitavasi quindi arma.r e le parti . forti cli questì navigli, J'estremità cioè di essi che per la loro distanza d,~l motore, per l'acutezza delle forme e la ristretta superficie, proteggevano meglio il motore stesso. Per compensare in qualche modo al piccolo numero di cannoni, . usaronsi caiibri superiori , adottando i cannoni-òbici che Pwixltnns aveva :invent_ati e che s'introclus- , sero anch~ nei pastimenti a vela, siccom_e nuovo elemento di potenza per le armate. Quando considerata la potenza motrice · dei vapori . a ruote passava.si a considerare la loro. potenza guerresca vuoi ~ingolarmente, vuoi riuniti in sistema, o raggruppati in armate, la mente non poteva a meno di scorgere che l'arte .di guerra navale anzichè aver fatti ~ei progressi era stata risospinta molti secoli addietro. • E in véro col nuovo materiale bisognava ritornare ai princ.ipii costituenti µn'armata di galere, colle quali_i vapori a ruote presèntavano delle analogie. Infatti questi ultimi avevano di com une ,con le galere lo stesso principio di movimento con agenti, di moto laterali: le ruote - i remi.


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1'UOVA API'LIOAZIONE

Tutti <lue era.no egualmente obbligati a concentrare le loro artiglierie alle estremità di poppa e cli prua. li principio fondamentale della riunione di questi nuovi bastimenti era pur lo stesso di quello delle galere. Linea dti fronte adunque, loro linea naturale di battaglia. Non sembrava quindi strana la proposta del dotto capitano Labrousse, d'aggiungere alla potenza, dell'artiglieri;1. un'arma da urto tolta al}:) antiche galere. Consisteva in uno sperone sporgente da prora, collocato al dissotto dell'acqua e solidamente addattato alla parte di leano del . o bastimento, e prolungato addietro per un tratto abbast,mza,_ lungo per distribuire lo sforzo su cli uua vasta estensione della carena, in modo che l'urto non avesse a sconnettere il bastimento abbordante, e sfondasse al contrario il nemico. Senonché il princip~o, che la dispersione 'della for~a è contrario ad ogni sana idea della forza stessa, lottava contro l'idea della formazione di un'armata di vapori a r uote. Cinquanta bastimenti con cinquanta macchine a vapore erano necessari a riunirsi per rappresentare il numero delle bocche a fuoco concentrate in un o scafo solo, il vascello di linea. Il principio costituente un 'armata di vascelli di linea, essendo lo sviluppo maggioro di forza materiale nel minor numero possibile di bastimenti; aveva portato a stabilire l'artiglieria ai fianchi del naviglio. La linea di fronte delle galere era sostituita da quella longitudinale delle armate moderne; ordine di combattimento affatto opposto. In qualche modo l'ordine sottile, sostituito al profondo degli eserciti. Con un'armata di vapori a ruote, per eguagliare la fm·za . mitita?·e di un'armata di vascelli di liJnea, avrebbe bisognato avere migliaia di bastimenti, come le armate dei tempi antichi . Tutte le rendite di uno Stato non sarebbero state sqf!'

.A r,1: ,IRMATA

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fìcienti a crearla e mantenerla, per la differenza enorme di costo che passa dallo scafo della galera a quello del bastimento a vapore, dai remi alle macchine che muovono le ruote, dalla forza muscolare dell'uomo a quella dispendiosa del combustibile necessario a produrre i l vapor di acqua. Dippiù era forz,i abbandonare ogni scienza di guerra, perchè come mai un ammiraglio poteva dar coesione ed unità a forze così numerose, come mai coordinare, i movimenti di un'annata che avrebbe coperto varie leghe marine? Perciò il grcl;n numero delle galere, componenti un' armata dei tempi antichi e di quelli di mezzo, aveva impedito che sorgesse quella scienza di guerra na:vale ch'era sorta colla formazione delle armate moderne. In quei tempi tutte le battaglie risolvevausi in un abbordo ed arambaggio generale, e la vittoria in mezzo a quegli incredibili macelli; chiariva maggior forz::i. èli braccio ed abitudini più crudeli, anzichè intelligenza superiore ed animo più eroico. Nèlle arma.te moderne non erano più abituali gli abbordi . È bensì vero che, presentendo tutte queste gravissime questioni, l'Inghilterra studiavasi di poter comporre un'armata di vapori a ruote; talchè potendo sviluppare in essi molta forza in artiglieria, non occorresse averne un numero prodigioso. Altro mezzo non eravi che adottare l'armamento dei vascelli di linea, quindi lo sviluppo dell'artiglieria ai fianchi del bastimento. Sopra questi principii costruivasi il Watt cd il Terribile, sistema che fu tosto abbandonato perchè le ruote erano pur sempre esposte; le macchine a malgrado i deposit i di carbon fossile collocati lateralmente ad esse, erano tuttavia ne1lo stesso pericolo, perchè i depositi non potevano rimanere pieni, e ad ogni modo sempre insufficiente simile riparo.


17 ~LI,' J\lU!;\TA

18 NUOVA APPf.lCAZIONlt Le catiive q ua1ità nautiche del nuovo materiale, che erano già state soggetto d'osservazione dei naviganti mercantili e militari, si moltiplicavano con tempo cattivo, stante il peso di questa artiglieria. Quantunque Inghilterra avesse fatta cattiva esperienza, pure Francia. impossessandosi del sistema abbandonato dagli Jng]e1,i, costruiva il Gome1·, l' Asrnodée o l' Infc1··~al. Alla sua volta adunque anche la Francia fu vista a smettere simili costruzioni. Così la Turchia. ~ullaII?-eno, i partigiani troppo entusiasti dei vapori a ruote attaccavano i vascelli di linea, questi vecchi strumenti di gloria delle potenze navali . I sostenitori dei vascelli di linea traevano ad argomento principale la loro forza militare; quelli del nuovo materiale mettevano invece in campo la velocità. :Ma in guerra non basta andar velocemente; bisogna anche essere convenientemente armati. In mezzo alla disputa., l 'ammiraglio J oinville puublica.va una sua nota (1) con la quale, venendo in appoggio a i partigiani dei vapori a ruote, metteva in serio imbarazzo i sostenitori dei vascelli di linea per l'autorità dell'ammiraglio nelle cose navali. Ciò che fa stupire in questo lavoro, si è come l'autore con una compiacenza affatto inesplicabile, si' faccia ad anatomizzar e i vapori a ruote in modo da chiaramente dimostrare tutti i loro difetti come macchine nautiche e da guerra, e come nello stesso tempo egli facciasi loro . partigiano e getti anch'egli una pietra contro i..vascelli cli linea. Superiore ad ogni considerazione, il sentimento del dovere spingeva valenti uffi.ziali dellà marina reale di Francia (2) a confutare seriamente le r agioni del loro ammi( J) Note sur L't!tat des forces n"valcs de Ili Franve. (2) Primeggia fra questi il signor Lcspinossc: Considçmlio11s

vais.,i-w; et sur les vapeurs,

!Ur

/es

. . con ~utto e1ue1 riserbo dovuto ad uomo raglio e princ1 pe, .: ,.,., ilitare marittima . Ha gcrarc11l<L u• ·1 ch'era a capo d e ' li studi per trarr e i . d on cessavano g . Ad ogm mo o n . . d t 1· navigli, nelle vane con. . t·t; osc:1 b1le a a l m1ghor par 1 ~ P . ~ cli combattimento. . dizioni d1 nav1ga.z1one e . d1· r·1lievo vennero pubbhmemorie . (l) A. questo oggett0 , . .., nelle quali· d alle .1t , ed 10 Francia , Cf\te in Inglu en a . , d , "'apori a ruote nell'avl'1mp1e1TO ei • , d. nor me fissate, per o . he r1uanto a"li usi l . · scorgevasi c '-1 ° . vicendars1 de1 casi_, . . . . l e da loro potevans1 atten. . · li serVIZll C l guerra 1 prrnc1~a . r d'es loraziono, d'avviso, d"i ri-_. dere limitavans1 a quel l dP.f t,to a·1 forza mnitarc, gh to Per i e roorchio e d1 traspor . . t· t ttando de1la 1oro forma. · npacc1a 1 ra autori trovarons1 11 . . . dre ' . . . divisioni c1oe e squa . . zione m corpo, l~ 1' sperienza aveva g1à. sbanSopra quest'ultnno_ oggetto, e . dite tutte le illusioni. . udo gli importanti I partigiani dei vascelli, n~n neg~ ruote limiiavansi . . . , 0 recare 1 -vapon a t·tuirs1'. a1. va~r,e11·l Senng1 che pote, an poLt ssero sos 1 a dimostrare come ~o~ e à.;He armate. Furono coronate il nuovo di linea nella composruon · f 1e l oro 1·aee, "endochè del più completo tnon ?. . 1mente~formato onde renmateriale a vapore fu p1u sp~cia 11· di linea ' codeste · .. . • tempo 1 vasce 1 dere mobili m ogn~ . . di rimorchio adunque e f1 lle17 criant1: al serv1z10 -fortezze oa . o_o ii di uerr a. . ac1 altri serv1z1 secondar _g . 1· . della reale manna . N . fra i mJg ion . L'ammiragho ap1er, . . e ferveva più viva, m h · la d1scuss1on britanni.ca, all ore e . . . .·.·o che poteva attend 1. rimordi il sen1z1 travedeva fin ~ P ali usi di guerra. dersi dai vapori a r~otc pd~o franto molto giusta e ap· l con . t·i Valendosi. a·i una idea . vapon • . a. ruote erano destrna · t a diceva·· • ch e 1 propr1a 0

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(Oli

to st, am 1iav1.9'.' t • ( I) Tc1ctirs pcc11!iar . r le bat11nc11• Essais de tacttquc nava1e pou mpilui11e de corvette. A NNO

VI. Vol. 11. -

2,.

· · John Ross. (.-o:n cap!Cllll sir , a1mu· pm· Léon du Pnrc, a u • ·


NUOVA APPLICAZIO.NE

, n elle armate ad adempiere lo stesso ufficio della ca, valleria negli eserciti » . A questo proposito il capitano Basil-Hall, completando hi sentenza dell'ammiraglio Napier, conservandone tutto il significato, aggiungeva: e Codesto è senza dubbio un » ufficio importante, ma non è quello che decide della • sorte delle battaglie: questo onore apparti-ene alla fan • teria. La cavalleria protegge le sue ali e l'aiuta a rimet• tersi in faccia a quella che il nemico gli oppone: e , » quando questa è sfondata, la cavalleria piomba su di » essa e rende grandissimi servigi. Egualmente i vapori , a ruote proteggeranno le a li dì un'armata, condurranno • al fuoco i vascelli di linea, ed allorch è il nemico sarà 1 rotto, si porteranno a raccogliere i frutti della vit » toria » (l ). La demarcazione erasi stabilita, ed il mantenimento di una marina a vapore a solo scopo di servire alla marina a, vela faceva presagire che il vapore a ruote non era da riguardar::;i se non un loguo di transil.ione. L'impiego del ferro, che nelle costruzioni dei vapori a ruote per la marina mercantile aveya avuto un'estensirme rilevante, fu soggetto d' applicazioni anche nella . marina da guerra. Sotto il rapporto militare l'impiego del ferro ha spiegato i maggiori inconvenienti, sebbene a primo aspetto aves.se fatto concepire delle speranze contro i proiettili a p ercussione: difatti questi proiettili non avrebbero mai scoppiato in causa della poca r esistenza delle lamine di ferro. hla le esperienze fatte, provarono che il proiettile squa_rciava in pezzi il ferro per gra.ndi lunghezze ed in mamera spaventosa; ed inoltre la commozione prodotta dall'urto del proiettile scuoteva le ribaditur e dei chiodi ' in modo che disgiungeva le lamine di ferro.

.l,LL',IMJ AT'lt

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Cosl questi bastimenti non potendo pres~nt~rsi al f~o~ senza correre dei rischi molto pitL grandi d_1 q~elh d1 legno, furono da per _tutto a?lHm~onati, non -~mp_1egando ìl ferro cbe per alcum ,rapon-avviso non destmat1 o. combattere (1) . . Ma nel mentre che il commercio sollevava forti r eclam i'. che i naviganti deploravano le cattiv~ qualità dei -vapor~ a ruote, e che i militari di mar e avvisavano non P?ter~1 accogliere in linea di battaglia, i meccanici_ ave~ano rivolti i loro sforzi a semplifi,..,are l'apparecchio d1 Watt. Così dall'uso degli apparecchi a bilancier e si venne a tutti i modi di connessione diretta. Ma rostando sempr e la grande sconvenienza, di que~te macchine, sì per l'enorme peso ed il gran _volum~, mtroducevasi quelle a cilindro oscillante, il cui uso d1v~nne sempre più gener ale. Le macchine a cilindro_ obbhq~o, che si erano anche immaginate, invece non si general11,zarono. Così si perfezionarono i modi di distrib?,ire _il :ra~ore nel passaggio dalla caldaia al ci1ind:'o. S 1mp1eg~ 1 ~so dell'espansione e si trovò il ~1 r egolar1~. L m_d_1catore di Watt ebbe pure dispos1Z1orn vane; s1 modificar ono anche i focolari e le gt·aticole. Cosiccbè, dopo aver usato a vicenda macc~ine ad alta~ poi a bassa pressione, a semplice ed a ~oppio effetto, s1 variarono le loro forme, si suddivisero, s1 raggrupparono in ogni modo e s'istallarono a b ordo_ in _tut~e le posizi~1:i . Nell'intento di risparmiar e o dimmmre il combustibile, si t entarono pur e sistemi dì macchine ad alcool, a mercurio, ad aria, a gaz, con l'e1ettro-magnetico, ad_ ete:e, le quali prove rimangono tuttodì entro il can:i.po scientifico.

m?~o

( I) Crcd_o che rultima pnrola non siasi anr.ora ~ella sui bastimenti di ferro. Un nu ovo modo di costl'Uzione e lam:cre diverse òa~\c usal~, potrcbhcro dar risnltali dilforenli. I baslimenti con1zzuli òcgh lnglcs1, che

( t ) An11ales maritimes - Scie11ce, et ai·ts, 1843, ,

sono in ferro, sembrano oclditarc una nuova era pci basl prnnli di ferro.


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NUOV.~ APPLICAZIONE

ALL'ARMATI>

· P:rseverando sempre nell'intento di diminuire il peso ed 11 volum~ dell'apparecchio, si adotLaroilò le caldaie ·tubolari che ii;i.ventate da Seguin Ainé nel 1828, s'erano a?plicate alle ·1ocqmotive. Nel 1834, adu~que, s'inco~inc1_arono ad adottare sui navigli; ma -la riuscita decisiva d1 que~t? ~istenia non data cbe dal 1842-43, epoca dalJa quale 11 .lo·ro ùso divenne generale. . . Qu~sto spirito di perfezionamento si volse _anche agli agenti del moto, Invee.e d'occuparsi a migliorare ]e ruote. si pensò di sostituirle. · Fra i vari modi di propulsione atti ad imprimere movimento ai bastimenti, quello che fissò maggiormente l'atten.zione fu la vite d'A1'chimede, c1)iamato comune• mente sistema acl elice.

. L'applica:.lione del nuovo propellente fu ben. presto estesa in Inghilterra, America e Francia onde soddisfare ai ere-· scenti bisogni del .COD?:mercio. Quanto alla marina militare, :fin.o dalle prime esperjenze dell':Archimede ie qUali diedero risultati sogdisfacenti, l'ammirag)iato inglese inviava il capitano Chappell ad esaminare lo stato delle cose a bordo di questo legno. _ :Egli instituiva esperienza di confronto fra l'A.rchimede ed il vaporn a ruote Wiclgeon,,facendo un viaggio intorno al ];?,egno Unito. Sottometteva all'a1nmiragliato un rapporto di molto, interesse tecnico, nel quale .concludeva; « Simili risultati ottenuti con macéhine, la potenza Ji delle quali si riconobbe non eccedere 66 cavalli, pro •. vano in modo concludente la superiorità della vite di » Archimede sulle ruote, ed io sono convinto che ogni » legno a ruote attt.1almente in servizio può senza molte » difficoltà nè grande spesa, ottenere un aumento notevole J di velocità abbattendo semplicemente tutto ·quel con» gegn~, di ruo.te a pale'tte e sostituendovi la vite di • Smith (1) » . Per ordine dell'ammiragliato costituivasi a Portsmouth il Rattler, di 200 cavalli. Gli esperimenti fatti con questo bastimento verso la fine del 1843, con il concorso d,i Smith, fis.sarono in_modo particolare l'attenzione dégli ingegneri e dei nq,viganti mercantili e militari. I risultati ottenuti furono il puùto di partenza di una misura ar d.i ta conforme al genio della nazione e del go. verno inglese, voglio dire l 'estensione formidabilé della loro marina ad elìce . . Pressochè alla stessa epoca la marina da guerra di Franeia faceva esperienze del propellente ad ·elice sul Chaptal, di 200 _çavalli. Sul · cominciare del 1843 varavasi il Napoléor,,, basti-

'Non era nuovo un tale sistema, perchè tanto nel

!721; che_ nel 1:72~ e 1776 s1 vide applicarlo, ma sia per 1mperfez10ne d1 esecuzione o che tutte le proprietà di quest'organo non fossero comprese, è certo che allora non presa?ivausi i risultati che si sperarono in a,ppresso. Raccoghen_do quanto era ,stato fatto per il passato, l'a•mericano Encson nel maggio 1837, sul battello H·ancisOgclen, e l'inglese Smith, nel settembre dello stesso anno sul battell?·.Jnfant-Royal facevano esperimenti che furon~ co·ronati da felice riuscifa. A Lond;a_ isfiti:1iva~i 1+na ~ocietà detta di Propitlsione a vapore, che costruendo il bastimento di 80 cava11i, l'A.1·chimede, Io muniva del propellente ad elicé di Smith allo scopo di ·esp_evienze in grande. . I risultati ot~enuti realizzarono le speranze dei prnmo~ori. ·. I vantag_g1 mcontestabili che a prima vista presén.tava 1~ ~u~vo SJSt~ma di propulsione, essendo la sua sempli c1ta_, _11 suo piccolo volume, la sua leggerezza e la . sua pos1z~one .sottomarina; erano così importanti per il com-rnerc10, che ll'On s'indugiò ad applicarlo al Great-Britain vapore di ferro di 1000 cavalli.

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( I) Rcvu.e généi'ale de l'a1'Chitecture.

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N!JOY A APPLTCAZIONE

mento di 120 cavalli, munito d'elice, e se ne dava il ~om ando a Montaignac, allora t enente di vascello, uno deo-li o ufficiali più dotti e più valenti . Le esperienze fatte riescivano in ogtli parte favorevoli al nuovo modo di propulsione. Verso la fine dello stesso anno l' ammiraoo lio Mackau ' rnmistro della marina, istit uiva delle commissioni teeniche onde stabilire le basi <lella trasformazione del materiale, or mai divenuta inevitabile. Ma mentre che a Parig i si di.scuteva, il governo inglese, considerando la questione pratica della propulsione sotto., marina come abbastanza schiarita dalle esperienze del Rattler, ordinava ai fahbricanti ·23 macchine ad elice da 100 ad 800 cavalli, e faceva preparare per il servizio di guarda-coste a vapore (steam gu.ard-ship) quattro vascelli da 72: Blenheim, Af<m:, llogue ed Edimbourgh e quattro fregate: Iloratio, Ew·otas, Forth e Sea-Iforse. Questi bastimenti e quindici altri messi nello stesso tempo sl1i cantieri erano destinati a ricevere i nuovi apparecchi. E difatti riconoscevasi che l'azione della vite è costante qualunque sia l'inclinazione del bastimento, essendo sem: pre immersa nell'acqua. Obe la .,ua posizione permetteva alle nuove macchine d'essere collocato sotto la 'Linea d'immersione. Che per questa posizione dt l1a macchina e per la soppressjonc delle ruote e dei tamburi pot eva.si armare d'artiglieria i fianchi del bastimenLo. Ohe t utto l'apparecchio era al r iparo dei colpi del nemico. Ohe ad un bastimento malconcio in combattimento restava ancora la facoltà di muoversi, impiegando anche una parte della sua potenza ad estrarre l'acqua che entra nello scafo. Ohe potendo dare una immersione con venevole al bastimento, po Levasi trar part i Lo cli · un sistema cli velatura svi] uppata, e così ottenere una grande· economia cli combusti bile, non impiegando il vapore che in calma o con -venti contrari. Che la vite, trovandosi vicina al timone,

ALL' ARMATA

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l'effetto di quest'ultimo sarebbe favorito. Finalmente il nuoYo sistema accresceva la sta,bilità.. Che se la vite aveva anche degli inconvenienti, riconoscevasi peraltro che la somma e la natura dei vantaggi sorpassava d i gran lunga quella dei di_fe~ti .. Le dimensioni ristrette, il volume d1mmu1to, la leggerezza e la collocazione favorevole del nuovo propellente sì per la navic,azione che per il combattimento, e la sua o . connessione con una macchina che, mediant e un segmto di perfezionamenti, fu dinrinuita di peso e di volume, lasciavano facoltà di collocare simili apparecchi nel seno dei bastimenti a vela. La trasformazione del materiale, già intrapresa , non poteva tar dare a svilupparsi, e la combinazione ~ei du: sistemi : la vela ed il va pure, in un solo cor po d1 bast1m(mto, era ormai una questione risolta. In Jno-hilterra adunque tutti i legni a vela di qualche impor ta~a militare andavano muniti di .m~cch~ne a~ elice, e cessavano in pari tempo le costruz10m de1 bastimenti appositamente formati per le macchine a ruote. Per l'impiego isolato o simultaneo della vela e del -vapore, il nuovo materiale chiam.avasi sistema misto, detto comunemente ad elice. La questione tanto dibattuta dei vascelli di linea ed~~ vapor i a ruot e si risolvette decisamente in favore dei primi, i quali davano quella sicura ospitalità agli apparecchi, che i secondi non potevano offrire. . E quando più tardi l'ammiraglio Joinvillè (1) additava come la Francia si era finalmente decisa d'adottare una marina a vapore, bisogna per alt.ro osservare eh~ la marina a vapore attualo è di ben alfra natura d1 quell~ ch'egli aveva propugnato per l'addietro. Abbandonava~1 ora i vapori a ruote e mettevasi invece l' apparecchio (I) Escadre cl(• lei JJ,fé dilerru111ie.


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NUOVA APH ICAZl0NE

meccanico, nel seno dei derisi vascelli di lin-ea. Ogni va:scello di linea accresceva la sua potenza in ragione della. sua massa espressa in artiglieria, moltiplicata per là velocità, ora fattore costante perchè fornito dalla macchina, invece ·dal fattore variabile siccome il vento. Intanto la commissione superiore.in Francia, ·nella'qu&-le ~guravàno gli ammiragli Hugon e Joinville, terminava il suo lavoro nel 1845. ( Facendo lo studio parallelo · dei lavori fatti,_ dallè due parti della Manica, affine di metter e ad esecuzione i progetti di trasformaziòne del materiale navale tali confronti ' ' dic~ il valente tenente di vascello Bourgois (1): «A vouons-le, • n e seraient pas sans quelque amertume, ca.r si des fautes • out été commise~, et aucun pays n'en a été ex~mpt, ces «· fau.tes bien excusables, d'aiHeurs, dansl'application d'line « invention tout~ récente sur une aussi vaste échelle, ont « été promptement réparées en Angleterre gràce à des « mesures énergigues età la persévérance infatigahlA dé« ployée par l'amirauté dans l'acomplissement de son grand « dessein. , . « Un coup d' mil jet& sur le tàbleau des batimens à « hélice anglais, portés dans le Navy-fost· de 1851 èt' sur • les· indication~ corr espondantes de-nòtre Annuafre, suffit « pour montr er combien l'in.fériorité numérique de notre q force na;vale à hélice est loin d'ètre justifiée par la dis' proportion des budgets des deu4 marines riva,les. Pour « rétablir, dans un av_ e nir encore éloigné, une b-a.lance • plus équi-table les plus vigoureux efforts son devenus « nécessaires )> • '

. Tah sforzi furono fatti in q~esti ultimi anni, per opera d1 Napoleone III, e fu dato a Francia di mostrarsi a lato d,e lla formidabile marina reale brìta,nnica, in una condizion.e ,r elativa assai migliore del passato .

I _perfezionamenti dell'elice continuavano ad essere soggetto a studi ed esperienze da parte di Ha.le, B_laxland_, Smit1i, Erickson, Taylor, Ong, Carpe_nter ed altri ancora. C<,sì fu dato -valersi della sola velà, togliendo l'elice all'azione dell'acqua ,- smontandola e facendola r isalire verticalmente entro un vuoto, detto p ozzo . Dall'elice di fetro si passb a queJle di bronzo, poiché le prime applicate a b,astimenti foderati d1 rame ben presto si guasta,,ano per l'effetto galvanico prodotto -dall'az.ione d~i due metalli. · L'adozione dell'elice portò al tre semplifica.zioni alle macchine, perché dopo r eiterati esperimenti si pervenne anche ad abbandonare gl'ingrnnaggi per l' elice e ad unire direttàm•mte il ~ovimento della macchina a quella del propellente . Per la legger,ezza di macchine più semplièt e di caldaie meno volumi11ose e più solide, si raggiunse;ro velocità chA cQn i prirn itiv.i apparecchi non si avr ebbe osato spérare. ,Poichè la questione del peso di un apparecchi.o motore é tanto importante quanto la sua potenza, e più egÌi è pesante o voluminoso a cagio1Je del suo -sistema,, meno è potente (per lo stesso bast imento) e meno velo, cità gli somministra.. . · Le bMi sulle quali r egolavasi la pqtenza delle mac. chine, in rapportò al peso dell'acqua spostata dal bastimento (eguale al suo p1s0 totale), eransi già stabjlite. Il sistema misto poteva aver luogo : 1" a grande potenza ; 2° a ~edia potenza.; 3° a debole po tenia; sec6ndo che un cavatlo-va,pore era destinato a m uover e : 1° da 2 a 4 tonnellate; 2°, da 5 a 10; 3° da 11 a 50 tonnellate (1). Prendendo ad esame questi tre differenti gradi di po. tenza, vedevasi come Inghilte:ra, e _Fra.nei.a, trovandosi .,...· (I) Note sur 'la navigation cì, voiles et à, vapem·, dite_na,vig,,tion mix/e,

(I) È'tudes sur l'applicati~n de l'hélice à la miwine militaire. 1S5 L

(lar

M.

DB MoN1'A~GNAC,

licutcnant de yajsseau.


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N UOVA APPLÌCAZIONE

con un imponente materiale a vela di una considerevole forza militare, applicassero queste tre differenti p_ot~nze a seconda dello stato particolare di ogni bastimento, e del loro particolare servizio. La media e la debole potenza applica vasi al · materiale · esistente, la grande potenza era destinata per le nuove cost,fuzioni ; · perchè · un bastimeto da ·guerra ha bi soo-no di rilevante velocità nelle cireostanze gravi: di combattimento, di caccia, o di ordini premurosi da trasmettere, ecc. · Le forme troppo piene dei bastimenti già esistenti impedivàno che acquistassero una grande velocità sotto l'impulso di un potere meccanico,. e dovevasi quindi contentarsi di renderli manovrabili con media o debole potenza. · Per dare · spazio alle màcchine, seuza sacrificare quello destinato ad altri oggetti, i bastimenti a vela furono se. gati onde allungarli, e si cambiarono ar,che gli scompartimenti della sti_va. Tutto fu messo in opera per uti'lizzare il vecchio matP,riale, perchè riconoscevasi ormai che lei . • f ' manna a vela odr a ruote; come marina da gne1Ta, hon aveva più motivo d'esistenza. · I princi.pii generali ·dell'architettura navale; resta.udo pur sempre gli stessi;"per i bastimenti misti che si· .costruivano usaronsi ~10dificazioni nelle for1Ùe .e neìle dimensioni, necessitate dall'introduzione nella carena-, degli apparecchi meccanici ad s)lice. . ·· Questa riunione di due mezzi di movimento (la vela ed il vapore) è certamente uno dei perfezioname:Q.ti i più · felici della npstra epoca; ma obbliga, per così dire,- a sacrificare uno dei due sistemi, a seconda che si accosta più all'qno che all'altro. Per compensare il peso della macchina, senza minorare l'artiglieria, -bisogna aumentare le dimensioni del basti.roento . Così i bastimenti-misti sono' più allungati dèi·

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27 corrispondenti a vela. Per dar spa.zio , al combustibile; furono ridotte ad un· t empo molto più corto le provvigioni necessarie •all'esistenza dell'e.qtiipaggio. Sulla combinazione di questi tre elementi, forza milì tare, velocità e durata d'azione (espressa iri combustibile e munizioni da· guerra e da· bocca);, che tendono ad eliminarsi reciprocame~te, con.veniva decidersi. Inghilterra sta per la forza militare com? inata co~ la durata d'azione, sacrificando una parte della velocità; Francia prnpondera invece per quest'ultimo elemen~o . Per la Francia trovasi la ragione d'essere costretta a con-centrare la sua· azione, in un cerchio limitato, sulle coste di Europa; mentre per l'Inghiltena la sua sfera di azione essendo a tutti i punti del globo, quindi a distanze enormi, l a durata d'azione è un elemento importante dei suoi calcoli. A,.ccogliendo i1itanto con f~voré tutto ciò che le scienze e le arti riunit.e-·avevano fatto per accresee.re l::i. p0t.f'mza clelle armate , non rinunciava~i alla speranza di· avvicinarsi sempre più. ai .limiti che la teoria assegna a.gli effetti utili del calorico., dai quali si è molto discosti. Le macchine e le caldaie sono pure suscettibili ancora · di perfezionamenti , Negli Stati-Uniti il sistema misto fu fino dai primi tempi assai diffuso ed ora va sviluppandosi per ogni dove. Per l'abbandono dei vapori a ruote ~ per l'introduzione di macchine ad elice nel seno dei vascelli di linea, la scienza della guerra fll;' ricMclotta a quei priucipii dai quali, per l'iritroduz.ione. dei · vapori a ruote, sembra:v a volersi dipartire. · • L' unìtà nelle .arma.te spetta ancora al vascello. cli linea s:he ha acquistato, coll'applicazione dèll'e1ice, q Llelle con• dizioni di velocità e di mobilità che gli era.no prima molto precarie -in causa del vento, motore variabile, e che formava l'obbietto principale degli attacchi de'suoi avversari, ALL A!\M,ITA

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NUOVA APPLICAZIONE

ALL'ARMATA

La potenza delle macchine essendo regolata in rapporto al peso che ha da mettere in movimento, venne dato in questi ultimi anni poter costruire vascelli di linea misti,. di ampliate dimensioni e con 131 bocche a fuoco; a talchè un vascello di 1° rango ossia da 120 bocche a fuoco dovrà diventare e diventerà di 2° rango. Desta non poca sorpresa come al momento che i vascelli di linea, mediante l'elice . avevano riacquistata la loro importanza come unità dell'armata; sorgesse ad attace;arli il generale d'artiglieria Paixhans. ·Mettere il nu mero delle bocche a fuoco di un'armata di vascelli su di un numero doppio o triplo di fregate, era contrario al principio del concentramento della forza. D'al~roude duplicare o triF>licare quasi il materiale ed il personale di un'armata senza aumentar la sua forza espressa dal numero delle bocche a fooco ; portava con sè il duplicare o triplicare quasi il bilancio passivo della marina. Paixhans come artigliere non vedeva nella marina, che i canuoni e considerava ben poco la differente struttura, del vascello di linea e della fregata, né occupa.vasi della loro organizzazione militare (1). Così nelle sue opere non era.vi di ragionevole e d'utile che la questione d'l:}.I'tigheria, ma quando egli si faceva a parlare di marina cadeva in progetti che come quello di mettere delle armi e dei proiettili di un gran calibro a bm-clo di un piccolìss·imo bastimento, montato soltanto da alcuni soldati senza esperienza (2), non era scusabile che alla persona estranea alle cose navali; poiché è già abbastanza difficile per gli stessi marinari il far uso delle bocche a fuoco di un gran calibro, allorché il mare é agitato.

Era spiacevole di vedere un ufficiale dotato di m~lto ingegno, come il generale Paixbans, che aveva delle viste profondissime su diverse parti della guerra, _voler _as~o-_ 1utamente intrattenere il pubblico di oggetti mantt1m1 sui quali mancava di pratica ed aveva concepito erronei principii. . . Al contrario dovrassi, se non abolire, almeno dt molto ridurre, tutte quelle specie di bastimenti quadri, sott?:· multipli del vascello di linea, la cui ragione di ~ssere _p1~ non esiste, avendo motivo principale sulle cons1deraz10m del vento. Durante la guerra d'Oriente costruivansi in Inghilterra come in Francia delle cannoniere. Il pensiero deH'ammiragli'ato inglese, mani_festato _a mezzo del primo lord sir Graham alla Ca.mera d~1 c~mum , si era che queste cannoniere dovessero essere 1mpiegatc, come servizio ecrnzionale e tmnsitorio, nel Baltico e nel Me-

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( 1) ilfo11it1m·wifoei·sel, mardi 21 février 18.,4, Ob~erv1~tions sw· t'iucendie, .dans la mcr Noire, des batimens lurcs par la flotte russe. (.Z) Nouvelle [01·ce mcii-il-ime.

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diterraneo.

Certamente che l'ammiragliato inglese non esagerava, sul servii.io che potevano rendere tali legni . Tuttavia si possono impiegare in servizio di esplo1'.a~ione e d'avviso. Il loro servizio potrà pure essere utile in operazioni secondarie di guerra, tutte le volte che occorreranno bastimenti di poca Lmmersione. Per dare qua-. 1ità nautiche e militari alle cannoniere, si variarono, le forme e l'armamento di quei legni che altra volta chiamava.usi cannoniere, specie cli barche che non potevano tener l'alto mare. Se si conserva ancora la denominazione di ,cannoniere ai nuOvi legni , si è più per la forma della loro alberatura, .anzichè per lo scafo. . Difatti alla grandiosa rivista navale d1 Portsmouth del 23 aprile 1856, nella quale figuravano 162 di qu~st~ legni , ve n'erano di armati, da 2 fino a 6 c~nnom cli grosso calibro e mossi da 20 fino a 350 cavalli.


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NUOVA APPLICAZIONl!

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Tii:ii differenti adunque, sui q~ali non erasi ancòra fatta la scelta, e che d'altronde non corrispondono a niente di qnanto intendevasi altra volta per cannoniera. Se non si è esagerato sul limitato servizio di g uerra cbc possono fare, attesa la poca artiglieria, sembrerebbe che, essendo devolute a servigi speciali e secondarii , si avesse per lo meno esagerato nel loro numero se non si riflettesse che tale numero era cresciuto in f~rza dei molti modelli sui quali dovrassi operare la scelta,. Le idee non sono ancora fissate a tale ri!.!Uardo ma le scadenti qualità. nautiche delle cannoniere ~ mpediscono certo, che a,quistino l'importanza che loro vorrebbesi attribuire.

Così ancora. urrn volta: come con le galere e coi vapori a. ruote, la tattica di fron te ossia l'ordine di battaglia, che sarà ad un tempo quello di marcia, apparisce coi legni corazzati nel c.ampo marittimo. Se le scaramuccie, i fatti d'arme io genere lungo un litorale spetterfmno alle cannoniere;; però le battagl ie navali e le operazioni contro piazze marittime saranno sempre risolte dalle grosse navi e c0u numerosa artiglieria. Ottenuto per la marina il tiro più essenziale, il rimbalzo : i cannoni rigati s·introdussero nelle navi per accrescere la potenza dell'armata. L'applicazione adunque dell'elice ha fornito ai vascelli d i linea una superiorità così prodigiosa pel combattimento, che ormai una nazione per conservare il suo rango militare sul mare bisogna che pensi a sviluppare l'uso di questo meccanismo , il combattimento essendo il fine per il quale un bastimento è costruito. Smettere arditamente la marina a vela ed a ruote, siccome troppo costose per non servire che i a p,tce, sarebbe saggia economia. La formazione di un'armata di vascelli di linea, muniti di macchine ad elice, ha sostanzialmet}te cambiata la tattica navale (1). _ Gli ordmi regolari, le combinazioni tattiche non erano sorte che molto tempo dopo l 'applicazione d ell'artiglieria, ed allòrchè abbandonando le numerose galere concentravasi la forza militare in un ristretto numero di bastimenti : nei vascelli di linea. Al principio del regno di Luigi XIV, si cominciò nel com battimento aa ordinare in linea i vascelli : per cui si dissero di linea. Si fu allora che si esclusero le fregate dalla linea di battaglia.

Per fare con successo la guerra : ci vogliono grosse navi e con molti cannoni. È t.~·oppo costoso, armai· i deboli e sarà pii:i economico e più logico render più potenti i forti. Ma intanto i perfezionamenti industriali recati al ferro ed _all'acciaio fornirono a Francia ed Inghilterra l'applicaz10ne delle corazzature a.Ile batterie galleggianti ed ai bastimenti destinati per le squadre. L~ batterie galleggianti devolute p~ù alla g11erra difensiva che all'offensiva, destinate quindi ad azioni di guerra li_m itate ad _un cercl~ia ristretta, impo1;ta assai poco c~e abbian_o qualità nautiche : il loro impiego è quindi di,erso dai bastimenti corazzati destinati a navio-are ed o a formar parte delle squadre ed armate. · Sarebbe mancar di prudenza il pronunciarsi recisamente intorno a questi nuovi strumenti formidabili di guerra. Tuttavia i legni corazzati per le loro condizioni nautiche è da credersi che parteciperanno ben più delle proprietà delle batterie galleggianti anziché dei vascelli di linea. Ad ogni modo però questi formidabili strumenti avranno un gran giuoco in una battaglia navale ed agi~ ranno ben più con loro massa che con la loro artiglieria.

(I) Nella marina lulLo ·si è trasfor malo o si trasforma. se si eccettui il modo rii segnalare dal qu ale d ipende l'unità che s1 richiede in un'armata. Lo scopo del mio .~crilto sqrcbbe d i riempire questa lacuna .

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ALL ' ,\ID[ •I TA

NUOYil APPLJCAZIONR

Nelle due guerre marittime fra l'Inghilterra è l'Olanda l'una nel 16"52 e l'altra nel 1666, nelle quali le due nazioni spiegarono grandi forze navati e nelle quali menarono fama illustri ammiragli: come i due Tromp, Ruyter, Blacke, Monked il duca 'd i York (poi divenuto GiacomolI); l'arte dei comb,a ttimenti navali fece grandi progressi, si c01ninciò a combattere con regolarità ed a mettersi in linea. Così adottata la linea di battaglia, nelle guerre che seguirono non si combattè in altra 111.ani'e ra che parallelamente. Ma i risultati divennern meno decisivi. La Enea di battaglia sembrò offrir e tanti vantaggi per la difesa e le evoluzioni, tante risorse per le battaglie indecise, che il rispetto alla sua conservazione fu spinto sino all'esagerazione. Dura.nte un secolo e-mezzo ~i combattè a questo modo. Nella guerra d'America nella quale si aveva tanto evoluzionato con grandi squadre e dove furono date tante battaglie indecise, i difetti di quest'ordine furono soggetto a varie proposte di modificazioni. Così, per proteggere l'est~emità della linea s'immaginò due scacchieri, e l'ordine deµtato per rinforzarla. L'ammiraglio inglese Rodney verso la fine della guerra americana abbozza, •per così dire, la nuova tattica; per cui il sopravvento , l'impiego delle. masse risolvano le . •battaglie navali. Rodney .intravide che sul mare potevano applicarsi gli stessi prinàpii come sulla terraferma: portar rapidamente molte forze sovra un punto solo della linea nemica, quantunque il muovere dei vascelli di linea fosse molto più difficile che muovere dei battaglioni . La guerra d'America fu molto studiata in Inghilt~rra ed in Francia . La scozzese Clerk, avvoc~to, ma che occupava.si dello studio delle marittime discipline, nella sua tattica navale discusse e criticò tutti i combattimenti.

llilevù tutti i difetti d ei combattimenti in linea,. l'insuffìc ien&ti <,lei ·mezzi d'attacco, e propose andi.e dei nnovi metodi' fondati sulle osscn'azionj di qu~mto aveYa oper ato Rodn~y'; meto::lt che, modifk:ati, furono poscia. ap plicati da Nelson. . , Ma mentre in Inghilterra, te ter~denze generali 'si portavano sui metodi migliori d'attacco, in Francia le ricerche pl>rtavausi invece a migliorai-e i m~zzi di difesa.. 'l'ali: er:1uo le opinj.oni -suUa linea di bat taglia, allorchè scoppiò l'ultima guE;rr a mar.ittima. I primi d isastri sofferti dailla marina fr~ncese furono eonsegtieuw dall'essere rim~sta addietro neU~ sua organizzaziQne. Non osò nemmeno tenktre lè idee di difes," · s\ 1ggeritE>le dogli _studi e clalle ricerche fatte sulb guerrq. dt31 1778, e si restrinse nell'ossenanza prù r igorosa della linea di batt<1glia. Abot:1k ir non le servì_ nemmeno d'avvertimento pèr :rn~falgar. · Nelson, pieno d'ingegno e d'enc;'gia, condusse la marina, il1glese ù1 rma 1w 0Ya via. _Come· Napoleone in terra, così Nelson sul ma1·e sviluppò nel SLlO p~ù alto grado i principii cle\la guerra. La )inea cli battaglia tion era l)er Nelson se Non un ordip.e p rcpara.t~rio. Non essendo a.ncora clw capitano, SYinco)andosi da: qualsiasi pedanter ia, portòilprimo colpo 'a lla sua osservanzc,1, colla sua l)ella manovra ,nella b atta.g1ia clel capo S. V-f ncenzo. Esce dal la linea, senza ordint, é col vascello di suo comando si m ette frn. le d ue parti della armata nemica che tentava.no di riu1;iirsj; e la sua manov1:a segntta cln,ll'ammiraglio Jel~vis, comandante L:i,trnata, clecièle della giornata. Fortunn:fa l'Inghilterra ch'ehbe in J f;rvis. un amm.irag1io di monte eleva.fa, p ~r capire e non sdegnare l'iniziativét di Nelson :;;uo capita.no . Ciò che Roduey 11011 av e, ·a che a.h]JOzzato , Nelson, ,li venuto am'ì'lÌTaglio, sviluppò . ·sempre i11 numero e forze inferiori a.I nemico , si trovò all"i;;titnto A NNO

VI. Voi. II -

3.


34

NUO\'.\ APPI.ICAZ!fll'i E

dd combattimento iu forze superiori; impiegando la teoria delle masse con molto ingegno e molta. ri~olntezza. Ciò nonostante la linea di battaglia continua ad essere risguardn.ta siccome la tattica na:va.le, poichè servirà sempre almano come ordino prepa,ratorio. Tale formazione, dit luogo a tutte le combinazion i s uggerite dallo studio sc1llc bn.tLag1ie clGll'L1ltimn. g uerra e cla.lle nuove, cho rende possibile il nuoYO motore. :Ma intanto se si considera l'armata tutta composta di vascelli di linea mossi da macchine ad elice , risulterlt chiaro che se l'armata a vela non aYeYa che una sola linea di battaglia (1a linea di bolina formant.c un angolo di 67° circa colla direzione dol vento) ; quella ad elice non dipendendo più dal vento, qualunque formazione immaginabile di vascelli in fila è uua linea di battaglia.. Le calme, una deviazione r epentina nell::t direzione del Yento, le correnti e le avarie sofferte dai vascelli nelle loro alberature r.lrn tanto compromettevano la formazione di un'annata a vela; non compromettono per quanto avverse le circostanze di tempo o del fuoco nemico la formazione delle armate ad elice, atteso che quesi'ultime ricevono l'impulso da un motore costante cd invulnerabile. E dicasi parimenti se si consideri il rapporto delle masse impiegate moltiplicate per una velocità costante, rapporto indipendente da ogni circostanza eventuale. Così e per simile ragione sparisce il vantaggio e lo svantaggio eventuale del sopravvento e del sottoYento. Tutto oggidì ò riserl)a.to al genio ed al valore di un ammiraglio, assai poco al caso. Spetta a lui solo la riunione parziale o totale, regolare od irregolare, dei mezzi posti a sua disposizione, e lo scegliere fra queste combinazioni a seconda delle evenienze e delle forze nemiche; quella colla quale dovrà dis,porre lo, sua armata per attaccare e combattere.

Parrà supedluo a molti ma per moltissimi credo opportuno ripetere : ch'egli è t1·oppo oneroso arma.r i deòoli e che sarèb più econoniico e piìt logico render più potenti.;, If.orti , e faccio voti caldissimi atfincbè mai possano, in fatto di marina, prevalere in Ualia le opinioni personali dell'illustre Paixhans e per vedere presto scomparù·e, • quella flotta di ba1:)timonti di 5° e 6" rango in uno a tutti i vapori a ruote tanto inutili per la .guerra quanto gravosi a ll'erario. (Continua)

JI

..


3:7

LA DfrISIJN"E DI fdS!ll\YA !\F.LT.A CA~:PAGN.rn'ANCO~A

La divisione cli riserva venne ad essere costituita delle truppe seguenti:

LA DIVISIONE DI RISERVA NELLA

CAThiI Pi-\.GNi\. D'AN CON J\. 1860

(Culom1cllo !J,·igadiere cav.

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PIN!U.Ll)

~i.0 fil'J!gin,. 0 fontcrh, (Luog<,trn. Colon. Noaro) liU0

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(Lu og. Gul. -cav. Quintini)

I. I

Formazione della rn,,isiono di Iliserva. L' 11 settembre 1860 le tfoppe. del 5° corpo d'armata de~tinato a formare l'ala diritta dell'esercito che doveva occupare l'Umbria e le Marche, erano raccDlte tra Atl g11iari? Borgo S. Sepolcro e Monterchi sull'antico confine toscano-pontificio . Una forte colonna muoveva nella mat tina da S. Sepolcro verso Città cli Castello. Il 5° corpo d'armata non avendo presenti in Toscana tutte le truppe che gli erano state assegnate dal quadro d'organamento dell'esercito poco innanzi pubblicato, si · trovava composto d'una sola divisione completa cli fanteria (granatieri - generale De-Sonnaz Maurizio) più vari corpi di diversa arma. Fu quindi stabilito tra il generale comandante di quel corpo d'armata ed il generale comandante in capo, che quei corpi spezzati fossero riuniti sotto un solo comando in una divisione mista che dovesse· prendere il Bome di clivi<;ione di ri'serva. L'ordine a ciò relativo fu dato e pubblicato in quella stessa mattina dell'll settembre, mentre il quartier generale principale e quello del 5° c0rpo erano t uttora in Arezzo.

'1°. BaU;igl ionc (Y!:iµgiorc ca'?'. Cnlrlcl/m•i.,) . , 2:1° 1;1. (C,1p,t;1110 Jlfon otli) , • . • 1t/:1 1d. (.'~agg iofe e;;v . liu.Ui) . 2,,~ hl. (~:;ipita110 cuv . .J',1tclli) llJ

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NtsLL ~ CA\11' .\OSA D. A\'CON"A.

LA n :"l"IS IO~.r: m Rl5E>HYA

In sosfanzq, ln vera forza d isp onibile si r iduceya; ·lt .circa 3500 l}aioiiette, 78 0 sciabole, e 12 peui di cannone. · · Il comando ne fu affidato al magg ior generale conte Braeorens-Di-Savoiroux che àveva fino allora comandato la l • brigata cavalleria di linea. Gli fu dato per capo di stato . magg10re il bàrone Garofoli-Cavalchini m,w· o·iore , 00 del 2° reggimento granatieri, che essendo in Firenze presso S . A . il Principe di Savoia Carignano, fo qualità d'ufficiale d'ordinanza, aveva chtesto spontan eamente di prendei' parte alle operazioni che anda va:no ad intraprendersi sul tenitorio r omano. · Il capit,m o Corsi dello stato ma.ggio1·e , staccato dal quartier generale del 5° corpo, fu add~tto allo etato maggiore della divisione di risèrva. Assai diverse erano le condi'ticmi delle varie truppe componenti r1uella divisione : sicch è a primo aspetto Yi :-i scorgeva man~festa la· mancanza d i quella omogeneitit morale, d isciplinale e tattica che deve esistere anche tra, corpi di diversa ,arme se -vuolsi avere qu ell'accordo che di più masse fa veramente una massa sola:. La brigalcb Boloqna coi suoi quattro piccolì battaglioni non g iungeva ad uguagliare a numero d'uomini uno dei vecchi r eggimenti di fanteria dell'eJìercito . Era stata for mata tra l'agosto ed il sette1nbre del 1859 in Bologna, 1.utta di voìontari romaguuoli e v eneti, i pièl g iovanissimi : gente in generale coraggiosa e ardita,, ma poco tollerante de1la ·disciplina, della fatica e delle privazioni, e poco assuefa,t.ta alle marcie. Tra gli ufficiali i p iù, ve~ . ni vano dal vecchio esercito sardo; e gli altri avevano servito sotto il papa, o a Roma , o a Venciia nel 18:19, o con Garib.1.ldi nel 59. Si distingueva tra q uesti il luog·otenenLe co1onn d lo Quint-in i comandante del 40° reggimento, antico u fficiale romano, b uono e franco soldato. L'aver passato l' 'invernata del 185~ al 1860 a guardia d ei contini sopra 1a Cattolica avea dato a quelle truppe

ì

39

un>idea del servizio di g uerra; il :recente soggiorno al campo di S . Maurizio in Piemonte ( d'onde aUora 'ienì• vaillo direttamente) avca contribuito a completare la loro i:;truzioue tattica, ; ma ciò nonostante era.no r;mr sem1)re; nome sogliono essere i volontari , loquaci e ragionatori, molli nelle marcie, e trascurati n el servizio . Di buoni sott' uffi ciali manoavano quasi affatto : sicQhè gli ufli.cia li erano costretti a fa1:la anche da capor'al i. Il b rig<1diere P-inelli, ve nhlto dall'esercito .sardo, avea nume J.i.' va1ent.c soldalo e d i buon conundante. Egli aveva a sua dia-posiziqne il capitano di stato maggiore sig11or Uarhi . Il 9" battaglione bersaglìeri era uno degli antichi d ieeì de}l'eser cito sardo. Si componeva p iù che per m età. di soldati piemontesi che aveva.n.o fatto la cani pa~n2. delf>\): e pel r\n.rn.ncnte di sold,a.ti _lomh,u·di. proveuientj dal serYizio illèstria,co. Era un ottimo corpo benissimo c:omanclatQ . r battaglioni 23",

24"

ci 25° l~usagliet'i, era.tto stati fo1:ma,ti I!,ell'Emil[a s ul. finire ,dd 1859; u m già, da qualche m ese stava,no a guardia del confine toscano verso i paesi pontificii. Tutti volontari : modenesi la maggior parte nel 23°, parm igiéì-ni n el 23°. I più di q uesti ult imi avev an o servilo n elle truppe ducali parmensi fluo allo scioglimento di · qu~lle nel 59, ed erano in voce cli gente assai diffì.cUe a cormrnclarsi . Niuno d i quej tre battaglioni avev~t . m1cora. veduto il fuoco ; rn,t i loro c~.p i avevano piem1, :fiducia che si sarebbero condotti v alorosamente. I;}el rest? d irò fiuo d'01\1, eh.e ia t utto il corso della, ciirnpagn_a che allora stitva per ii{com.i.nciare, q uei t re corrJi uon dettero motivo alcuno cli hwna,n~a. o , e non fecèro t urto ,di'onor i;l,ta clivisa che vestivano, s ioi, in 111,1.rcia, si,i in cam pd, ~ìa in facc ia. al nemico. Ottimi si clirnostra.rono gli nfrì.c.i.a.li che Ji coma.nd.asano. I battuglio1ù 23" e 25° berang1i(0ri erano ,\rrnat.i di ca· rahino a sto1o franc esi.


40 L ,1 D,YISIO:\"E Ili Rrn:rn1·A 11ùw_ 1'C'.rffJÙnenti ca·vatlerfrt di liw•n, vecchi corpi pie1nont?s1, Yera.mente ammirabili pel loro contegno in ogni occas1011e, e rano poco forti di numero, specia1mcntc Pic~monte-rnaJc. ~olcbti tutti dei le anticbe provincie del regno, tl'anne pochi Lon1bardi provenienti dal servizio aust~iaco, che cc1to non figurasano tra i peggiori. Buono era m complèsso il corpo degl i ufficiél>li: m,t tra i subalterni e tra i sott'ufficiali ve n'era qualcuno che da troppo poco tempo s-erviva per poter :n-erc quell'istruzione e quella prnt.tca. del ::JerYizio clic uelln. cavalleria sono tanto 11cccssa1·i_o anche nei gradi inferiori. Quei due reggimenti starnno m Toscana g ià ua più di quattro mesi, ed erano in condizioni soddisfacenti. La 'ì" batteria 1t'w·tiglieria (obici da 15, capitano Ghebart) C'ra pure una delle antiche batterie sarde, cornpletaUL con Lomhnrdi veuLtti daU-artig "lieria austriaca : 1'11" ]Jatteria (eapitano l\:falagoli) era stata formn,ta, nel-l'Emilia. Si componeYa questa di quattro cannoni lisci da 8 e dne riga.ti . Si s upponern che dovesse essere pillttosto d'im ba.razzo clic di uLile alcuno, considcrnndola corne corpo YOlontario cli re~enLe formazione; pur tutta Yia ella bene ris pose a tutto ci0 dm lo fu richie$tO : e- qum,to avvenne pcrchè buona parte degli uomini di c1uclla batterin, avevano servi Lo già nell'a, tiglic1·ia. sia a .1Iodrna sia a Parma . li'inalme nle la. 5a compag11ùt del 2° nggimento ::;appcito1i <lei genio, comandata dal c,1 pitano Homagnoli, si u1o!='trava t~lle da doYerle augurare che presto a Yesse 01;ca.;;ione di f.tr palese quanto valesse nelle co~e dell'arte sna in faccia al nomico, per distruggere hL impressione sfo,vo rernle prodotta dalla sua disgl'aziata apparema. L'occasione si presentò dinan7:i acl Ancona; o que lla. cornpcignia seppe a.pprofitta l'ne in guisa da ottener e meritata lod'c . · L·11 settembre queste truppe erano ·a.cca.mp_;i.tc sotto 1\Iontcrchi, tranne il :23" bersaCYlieri distaccato Yerso . Bor oo·o e S . Sevllc1·0, il 0° borsagl.i(:ri iu marcia da Cor!ona ad

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XELL.\ C,DlPAGX.I o'A:<CO'IA

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Arezzo e 1'11" battcri11, clelr8' che era s Lata avviata. da S. Sepolcro a Città di Castello insieme alla brigata granatieri d i Sardegna. I b.tttaglioni 2-1° e 25° dei bersaglieri stavano a carnvo i n prima linea sulle a lture cli Citerna a sinistra d ella strada di Monterchi. Fu riruessa ct.l domani la cura cli proYvcdere, come meglio poteyasi in quelle · strettezze di tcnipo, a costituire il quartier generale <l_iYisiouale. II.

Opernzioni conl1·0 Perugia.

,.

· CiWt di Castello cm in potere delle nostre truppe. Bisoi-!'llaYa portarsi rapidamente su Perugia, che doYeva il iYent,ire base a·operazioni oYentuale clel 5" corpo. Quivi i Ponìificii aYevano una guarnigione che conveniva torre d i mezzo alléL spedita, per poter procedere oltre libera• mçut.e con tutto I.<! nostre forzo. Era d a sperare che po• tes!silll o riuscire uel tempo stesso, gittandoci tra. Perugiii e Folig no, a<l imp0.dir al generale Smith, che corre va cou una colonna mobile il paese di lit. da Pc rngi,i verso Orvieto , d i riunil'si al g rosso dell' esercito papalino verso Ancona 6 SpolC'to, richiamarlo a Perugi,t, e costringerlo a subire la sorte del presidio di quella. fortezza. A rnmmo a1)pcna il tempo di d osidemrlo , poiebò il poco accorto SYizzoro tosto che ebbe notizia del nostro a,anzate alb volta di P erugia corse a chiudersi cou tutti i suoi nel castello di q uclla citfa, e ci si offrì preda volontaria o facile. A uebbc clo..,-uto inYecc abbaudo1wre in tutta. !"retta Perugin. e portarsi a Foligno, per r aggiungere poi La• rnori'cière , se questi persisteva 11ella sua idea di recarsi ad _\.ncona . Tutto r esercito erà già sulle m osse. Alla siuistra il 4° <.;orpo cl'arnwta srnmkrn dalla Cattolica pel litorale


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I.A

l), \"ISIO:-ç:

DI RISJ,;R\'A

!O::I.l..~ c .n1P .1G:--.1 o' A).CO:-!,~

Adriatico1 mirando a prevènire tra Ancona e Loreto l'·e• sercifo di Lamoriciùt"e per tagli,trgli la stmcla d'Ancona, La 13• cli,·isione (genernl Cadorna) tenendo la strada interna degli Appennini per Fosson':ihroue, Cagli, Gubbio e Guatdo-Taclino doveva collegare le due ali, per opernre poi d'accordo coll'una o coll'altra secondo i casi. Nella mattina, del rn settembre tutte lo truppe cld fi corpo raccolte intorno a hlont0rch.i si avviarono a Cittit di Castel lo. La strada che dovevano percorrere era stretta, ineguale cd assai tortuosa n e1la prima metà, uua caLLiva strada conumalc insomma. Si credeva poter passare il 'J'cyere poco al d i sotto di Lerchi, in faccia a Ri,isecco, ove è segnato un guado sulle carte , e n.1ggitmgerc hi str..:.da maestra Ancona-Perugia; rna convenue invece continuare lei strada a diritta del fiume fino a Città di Castello, e qnivi passare il Tevere sopra un vecchio ponte cl i legno sconn esso e mal sicuro . La cavalleria dovette passare a g1iado a valle cli quel ponte. )( La diYisìOne di risena rnn rciaYa dopo la brigata granatieri di Lorn1J1trdir1 che si trasci11r1va alla coda tutto il carreggio della division e granatieri; ed era alla sua Yolt[t ~~gmta dai pr0pii ca rri, poi da quelli del quart ier gene• ra.le princjpale e del quartier gen~rale del 5° corpo, Y<:>t~ tare ct·arnhnlanza, parchi del genio, cfoll"a rtig licria e dol LL jnteuùenza. Vedendo sfilare in quc!l"aL1gusta strc>.da que lla lunga colonna composta di così poc hi elementi combat• tenti e dì tanti traini tlivcr.si d i foggi a e d'uso , m eni.re era da. ammirare il bello er1u ipaggiamcnto del n o::;tro esercito, cosi. b ene proYYisto cli tutto il suo bisogne vole da poter \'i rnre dappenutto , pure non si poteva fare a meno di fat· q ualGlw P.Ol'ia riflessione Stl q 1101la enorme quantità d'impcdimc11Li che ci tn.tscina.vamo dieti·o, che ci asr cbbe <lato poco uoia. finchè l<L fortuna. ci fosse sta.ta propizia,e n on si foi:;sc trattato d "altro che d·nucbr sempre imrnnzi; nm ch e potevano reca1·ci g l'avo i mbarazzo , e 0

,

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-peggio quando fossimo costretti a_retrocederc,_ P cambia,r direzione r epcntinameute. Non ct dava pensiero que1lo che poteva avvenire in quella campagna che allor~ cominciava, perchè avevamo la certezza di andare a s1cur~ vittoria : ma pensavamo all' avvenire , quando su altri campi con ruasse molto maggiori avrem mo a1uto a tergo una ~atena d'impedimenti molto più considereYoleX1\ ver o <lire, n elle odierne condizioni dell"organ_a mento d~gl1 eserciti e dell'arte di guerra., tutto quel tramo app«.nsce as~olutamenlc necessario. Ridotto a forme Hppositamen~e studiate, e militarmente organizzato, cosi. com'è, cosi1t-uisce una massa molto più ordinata e maneggevole che non fossero quelle pesanti colonne di carri r ec(uisiti ~h~ ,·enivano a far codazzo sempre crescente agh eserm 11, prima che tutto il carreggio da guerra fosse considerato come cosa esscnzia1rocnte m ilita.re. Ma n e sembra che pcic,·it.are, o almeno diminuire il più possihilc_gli incou:c• nieoti che possono risultarne, converrebbe porre maggior curn. di quello che ora si faccia n ella forma z10nc e n ella condotta delle colonne degli impedimenti; assegnare a ciascuna di queste u n comauclaote supcrior_e in grado a tutti i capi delle frazioni di essa; e dargli un. numero di subnlterni e di ordinanze proporzionato al bisogno; e lui t.cnere r esponsabile se quella colonn~ 110n si .forma ordinatamente, se i carri si addossano d1 soverchw alle trnppe, o troppo se ne discostano, o !:i a1\un~aoo strada. facendo, 0 n elle fonnate n on si dispongono 10 m~do da n on in .:rombrare le comunicazioni e poter da uu istante alt"ahr; sfilare in buon ordine in qualunque direzione. E•Yli prima d'interoar;;i in un a catl.iYa st ratla, s2gueudo 0 lc truppe , vorrebbe esser certo di no~ dover _prenùere invece altra strada migliore o formarsi e por~1 a p:i.rco là ove si trova : e q uanclo dovesse pur segmrc quella cattiYa strada, v orrebbe ricon oscerla, e p rima d'impeguan-isi proyvedersi d'uomini o d'utcnsili per re1!dcrla


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u DlVISI()N~ nr HISEnV,\ sicuramente praticabj1e. Oltre a ciò vorrebbe avere·or• dini precisi pel caso di combattimento; sapere çioè se dovesse ritirarsi, e fin dove, o prendere posizione, e in qual sito. E vorrebbe conoscere bene il p,iose, per sapere di quali strade potrebbe a,pprofìttare al bisogno; ed aver buon numero cli c,wall1 da rinforzo, specialrnente nei paesi di n10nfao-na. Le richieste e le l)i'emure di lui richiameo . r cbl1ero in tcn1po· .opport1mo sull'importantissimo articolo degl'impedimonti l'attenzione del capo cli stato maggioro tlel rispettivo corpo d'armata, al quale le altre cure del suo servizio già troppo danno ·da fate. Non dovrebbe allora avvenire q uel:o che poi avvenne il ;2.6 ottobre 18GO agl'impedimenti d el 4° corpo n ~lla pessima traversa tra Teano e Sessa, ed il 3 novembre a quelli del 5" corpo in ~iezzo ai boschi ed ai pantani del Gmligliano . - - L 'ufficio sopracleLto si appartiene nei corpi d'armata, come nelle divisioni, a1 rispettivo comandante del treno ; ma . perchè egli possa esercitarlo a dovere convi<m1~ che egli abb{a 11011 solo molta intelligenza, molta pratica di quella specie di servizio .e grande attività, ma anche a utoriU~ assoluta di comando s u tLltte, qua,lu11que siano, le frazioni del carreggio del suo corpo d'armata o della suadivisiorie, ogniqùal volta quelle d'e bbano marciare o s0stare in cocb allè truppe, non esclusi i par chi à'aì:'tiglieria e dell'in~ tendenza. La. brigata granatieri di Lombardia sboccando cla Cit.fa di Castello verso Perugia prese posizione tra la città ed . il torrente So ara, i ntantochè la brigata granatieri di Sardegna si por tava pit.l innanzi verso la ·Fratta come avan• oo-ua.rdia. La divisione d i riserva ricevette ordine di . collocarsi in ter:oa linea dietro .CiWt di Castello, e s 'accampò presso la Bor riosa, a cavallo alla strada maestra; coi bersaglieri e la cava1lcria a destra tra la strada ed il Tevere, e a sinistl'a la, brigata Bologna, l'artigl ieria e la compagnia del genio.

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45.

QuiYi si riunirono iflln divjsionc il 23° ba.t.t aglionc bersaglieri e l'll• batteria clell'8° reggimento. Man~ava sol~ tanto il 9° battaglione bersaglieri, che doveva raggmngerc1 nella notte o nel giorno di poi. 11 24° ricevette ordirn~, ili stendersi in avamposti s ul1<1 destra del Teyere tra h1 i\faclonua del Popolo ed Uppiano s1,1lle falde del monte cli S. Maria : uno sqnadrone del r eggimento Piemontereale (il 1°) fo. distaccato presso l'avanguardia. Si provvide a completa.re il quartier generale della divisione. A tale uopo furono richiesti il luogotenente signor Rolando del reggimento Piemo~te-reale cavalleria ed il h100-otenente conte Bezzi-Castellim del 40° reggimento o fanteria (bricrata Bologna) come ufficiali aggiunti, e come o . ufficiale d'amministrazione il luogot enente signor Mannetti del 3° reo·o-imcnto granatieri . Questi tre ufficiali si 00 . pr esentarono in quel dì m edesimo o nei due ~eguent1. Gii1 dallo stato maggiore del 5° corpo d'armata era stato comandato presso qùello della diviRione di r iserva_il l uogotenente sianor Brunetta d'Usseaux del. reggimento o lancieri eh Nornra, applicalo e.ffettivame.nte allo stato maggiore. Il generale c0mandante la divisione aveva un so1o a4utante di ca.mpo, il luogotenente signor Pautass1 del raggitnento Piemonte-reale oavaJleria. Furono inol tre comandati presso il quru'tier generale della divisione: 2 Scrivani 4 Ordinanze a piedi, e 6 Ordinanze a cavallo; tutti a servmo fisso . Le 6 ordinanze a cavallo formarono il piccolo plotone cli scorta del generale. 1 _ • . Si potè a fatica avere un forgone a qu attro cav_al~l, che fino allora aveva servito alla posta militare; e s11:1tenne una vett~ra da lJagaglio a d ue ruote, con due cavalli, che apparteneva allo stato maggior e della l" brig,tLa cavalleria cli linea. Pel trasporto dei foraggi convenne pren -


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LA DlVl SIOliR 01 lll:':RRYA

dere un carro di requisizione. Non si poterono avere dallo stato maggiore del 5° corpo oggetti di cancelleria, poichè non ve ne erano disponibili, m.;1, si approfittò di quello che si potè rinvenire di servibile nella cancelleria del comando della 1" l)rigatct cavalleria di linea, che il generale Di-Savoiroux aveva portato seco; e pel riman ente si provvide a mano a m1u10, secondo il bisogno; cosicché in pochi giorni si venne a frovarsi forniti di tutto quello che occorreva pei lavori di scrittura, e si ebbe in oi:dine ed al corrente la cancelleria divisionale. Avevamo due copie di quella porzione della gran carta austriaca dell'Italia centrale che dal comando del corpo reale di stato maggiore era stata fatta autografare e distribuita agli stati maggiori dei corpi destinati ad operare nella media Italia; una ceduta dallo stato maggiore del 5° corpo, l'altra appartenente al comando della 1a brigata cavalleria. In quel1a porzione di carta avevamo tutto l'itinerario per Perugia, Foligno e Macerata ad Ancona; ma stùlo stradale da Foligno a Roma giungevamo appena di là da Trevi. La mancanza dei fogli G 13 (Spoleto) e G 14 (Rieti) ci dette pensiero finché operammo nell'Umbria. In quello stesso giorno 12 settembre, il generale comandante la Jivisione ordinò che il colonnello Di-Ceresol.e assumesse provvisoriamente il comando della 1a brigata di. cavalleria cd il maggiore Ratti quello dei quattro battaglioni di bersaglieri appartenenti alla divisione. Le accoglienze che ci fecero i Castellani ci parvero alquanto fredde. La città era è vero addobbata a festa, con panni alle finestre e bandiere tricolori;\ e più qua e più là, specialmente pel corso e sulla piazza maggiore gruppi di giovani con volto giulivo ci salutavano colle grida: - Yiva l'1ta1:ia - Yiva Vittorio Emanuele nost1·0 1/'e - Viva i nostri l-ibe1·ato1vi. - Erano possidenti, capi d'arte e mestieranti delle migliori professioni. E n ella, sera vi fu illuminazione, e la banda p.rnsicale della cittii

~ELLA cnrP,\Gl\A o',11'CO!'!.~

:tndò in giro suonando, in mèzzo a torcetti, con uu coda.zzo di gente discretamen'te numeroso: e una specie di ballo fu improvvisato in piazut, cui presero parte varie si{)'nore del luogo. Ma la ma.00-0-ior parte dei popolani ci o o ' gun,rda:vano come trasognati, mezzo estatici e mezzo sgomenti. Si capiva facilmente che nei rozzi loro cervelli, parte per raziociùio proprio , parte per effetto di quello che loro dovevano aver detto i preti e gli altri bene affott:i al governo pontificio, non meno che i paurosi che in simili ca"3i ahl)ondanò sempre dovunque, v'era un trambusto d'id~e non troppo confortevoli: la scomunica che ci portavamo ;ddosso come un male contagioso che si sarebbe appiccato anche a loro, l'iucertez-za d'una guerra chè allora appena, incominciava, e dell'esito della quale non potevano giudicare anticipatamente, non avendo idel;l nè delle forze nostre nè di quelle de' nostri nemici, le conseguc1;ize che potevano derivarne, e la ·recente memoria degl'inutili -e rovinosi -rivolgimenti del H348 e 49, cominciati collo stesso grid0 di : - Viva l'Italia - e collo stesso trionfale entuÈliasmo. Quel grido Tammenta-va !oro le sreo-olatezze del .co;ì detto governo repubblicano, l'ino 1,asione austriaca , e i cresciuti l'igori della ristauraht polizia pontificia: e suonava ai loro orecchi come unii minaccia d'areane disgrazie. Aveano uditò dire, e eletto essi medesimi le tante volte che tutto l'almanaccare dei liberabi non era altro in sostanza clie una .matta frenesia d'una t,ò·iòVinao-lia sfrenata ed irreligiosa di metter t1.1tto o a soqquadro per pescar nel torbo! Quanto a noi ci con- · sìdera,vano come stranieri, che venivano a conqÙista.re il loro paese, come un tempo i Francesi : e pensavano che avremmo rimestato tutto da capo a fondo, e mutato ogni cosa, e preso il loro danaro per spenclel'lo Dio sa dove e come, e tolti loro i ·1oro giovinotti per faJ·li soldati e man<larli a mo.r ire in paesi lontani, appunto come i Francesi av~va,no fatto. _In questo concetto li confermava ii


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LA IliYISIO;'(E Dl RISER\"A

lingun,ggio dei nostri soklati, la maggior parte ptu1nout esi o lombardi, che essi non ca.piYano nffatto. 'J'a,Ji sentimenti erano pur tuttavia temperali dalla curiosifa e dalla nrn,rnvigha, non avendo essi mai Yeduto per lo innanzi cos1 gran numero cli solJati, n è tanti anodi da g uerra <l'ogni fatta. Sui loro volti non leggevamo l 'odio, ma un Yago timore. Tali erano poi senza eccezione i campagnnoli che avevano Yuduto cli qua da Monterchi; tali quasi tutti quelli che noi due seguenti giomi vedemmo Jin sotto Perugia. Non fuggivano; ma sianmo ,L guardarci con occhio dimesso, triste e curioso nel tempo stesso, muti , immobili. Vedemmo alcune d onne vinte da un senso d'nr cano sbigott.inìO'n to, piangere a caldo lngrimc dicendo: - S1:gno1·e lddio, abbiate pietà cli noi. - Contrihuirn grandemente ad attristarli lo spettacolo della prematm·a vendemmia che i so"ltlati nostri andavano qua e là facendo 11elle vigne più prossime alla strada, ed il yeclere che là doYe si formarnno si disteudeYano pei campi, guastando i chiusi, scalpicci,Lnclo le tene, prendendo pag lia e legna ove le t 1·ov,wano, senza parlare dell'uva e degli altri frutti che in pochi istanti sr,arivano. CiououQstaute li Lrovammo docili, senizicYoli e ra!'scgnati come fatalisti: effetto cli loro natura. Li abitanti dcll'al(,a Umbria non hauno un'inte lligenza molto spiccata : nou sentono quindi il peso della loro crassa ignoranza. Hanno in generale ristrettissime vedute, e si contentano di quel poco che hanno o possono avere coi mezzi pit.t ovvii. Sono d'indole mite ma ritenuta assai , ·e quasi cupa e selvatica, specialmente i contadini. Nei preLi distinguono, quasi pel' virtù d'istinto, l'i.wmo vizioso, interessato, furbo, vendic,tti vo, dal sacerclolc che all'altare o nel confessionale pa.rla in nome cli Dio. Ecco perché i preti hanno tanto potere sopra di loro, quantunque essi così poco li rispettino quando sono fuori di chiesa,. I Castellani p::>i. in particolare hanno noll,L Valle-Ti berina la rcpuLa.zione ·ùi

gente viva.ce, socievole, cordiale e cli liberi sensi. Ccl'to coloro che per senno , r icchczzn,, autorità o popohtritiL r1-1pprcsenbYano quel popolo agli occhi dei loro vicini non amavano il goYerno papale, che n ulla aYea fatto a vantaggio dd loro paese. 1 JVfa il luogo ove fummo meglio accolti prima che giungessimo a Perugia fu la, Fratta piccola, città sul Tevere, oYe numeroso ed mi im_atissimo Ol'a il concorso de' terrnzza.ni sulla strada che p1~r corr emmo. Un 'altra, particolariLà è da nota!'e nel c,n:attere dei popoli delrUmbria e delle :llarchc. Quantunque siano bene conformati, ::;au t e robu~ti, non si credono atLi alb, milizia. Diversi in ciò dai Napo letani che dicono da se medesimi d i esser capaci cli far prodigi i11 guerra quando sia.no bene comandati, li 'Gmbri cd i l\larchigiani hanno poca fiducia n el valore dei loro compaesani; ricl0110 se dite )oro che 1fosciranno b uoni soldati à.l pari dei Piemontesi o LombarJi, -e vi rispondono mettendosi in bernesco da'se stessi con dirvi che i loro eroism.i si ridurranno a paure e scappate. Cotesto sconcio vezzo , e cotesta meschina opiuionc del proprio merito come uomini da gucrrn erano comuni anc],e in Toscana or sono pochi anni . Ma nell'Um1Jria e n elle Ma~\.:he quel modo cli pensare deriva chlnoo aver a vuto mn,i lmone tmppe proprie, nè costu .mi , nè tradizioni, nè istituti mi lita,ri, e dall'aver veduto le loro milizie indigene, composte tutte di rnlontari, poco numerose, male comandate, sprezzate o sbeffaLe dal governo papa.le medesimo e prive affo,tto <li spirito m ilitare, far la più trista figura a confronto delle truppe straniere, sia svizzere, sia francesi, sia- austriache, sia perfino napolitane. Pare lor o impossibile che i loro paesi possano <lare qualche cosa éli meglio di quello che furono la. screditatissima linea pontificia e i famosi barbacani (ausiliari). A e i cacciatori a piedi . \'eauo in qualche stima i draO'oni o incli:geni; ma qmmdo seppero che anche ']_uelli a CastelA:. No \'I. Yol. li -

t.


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LA DlVISlONE ùl R,~E RVA

ftdardo aveano voltato le spal1e, non ne r imasero ma.ravi.o·liati, anzi ne' risero . o ' Il 13 settembre~ mentre l'a,iangua.rclia comandata dal_ generale De-Sonnaz si portava a Busco, laddove si congiungono le due strade di Città di Castello e di Gubbio a Perugia, il rimanente del 5° corpo m_u oveva .da Castello verso la Fratta. L'ordine di marci.a endo stesso del giorno innanzi. Ne1la di visione di riserya le truppe .mar:ciavano nel seguente ordine : ptirna i battaglioni 23°, 24° e 25° dei bersrtglieri e la comp:é\.gnia del, genio, poi la brigata Bologna, in seguit o l'artjglieria, e per ultimo la cavalleria, cui teneva dietr0 tutt.o il carreggio della di v;isione. A 14 chilometri circa da· Città di Castello la strada traverstL il Tevere una prima volt a, press0 una chiesetta detta di S. Maria Me.ddalena, in, faccia all'altura di CastelVecchio. Non v'è l)onte; l'~cqua è stretta ma profonda e rapida, il letto del fo1me ineguale e fangoso, e l)ieno di grossi sassi : quindi rischioso il guado . Una meschìrnt chiatta serve pel traghetto dei viandanti e de1le vetture. Il genio della 1a divisione avea costrntto nella notte innapzi u n poJ1te dj legname, su cui passò tutto il 5? corpo. QLmndo la testa della divisione , cli riserva fo giunta a poco piò. d'un chilometro-da quel punto, dovette far e una lunga fermata per dar tempo che le sgombrassero il passo. La strada e il greto del fiume cl'a.ttorno a.ll'ingtesso ùel ponte erano pieni cli carr.i della 1a divisione, dei quartieri generali e dell'intendEcnza militare, stivctti in due e tre file. V'era so1ta:nto trn caporale del genìo con quattro zappcttori . a guardia del ponte, per mantenerlo in istato di servizio . . Artiglieria, treno d'armata, intendenza ecc. rappres@ntati da subalterni, facevano pressa per passare . Vi vollero più di due ore prima che le truppe della divisione cli riserva potessero sfilar e. Alla. Fratta non ci fermammo. Andammo ad accampare -di là dal torrente Mnssino, .dinanzi ad un piccolo vil-

NELL .l

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C.ll!PAG :; ,1 n',1KC0NA

lao·o-ìo denominato Pierantoni (che noJ1 è se<;rnato sulla 00 ' carta dell'Italia centrale) presso S'. Orfito. Avevamo im mediattmJinte davan.ti a noi \a brigata gra.na.tie,ri _di Lombardia. Ci accanipammo nel seguente ordine : a cl-ritta della strada la brìgati:1. Bo1ogn~ in d ue linee (pei: reggimento), e diet ro ad essa l'artiglieria: a sinistta i bersaglieri iI). tre linee (per battaglione}. La ca,1 dleria fo posta lL campo un poco più_indietro, a destra della strada. Il 'U0 bèrsaglieri gi'ungendo nella notte si pose in quarta lin~a dietro a.gli altri tre battaglioni. Avvenne 'in quel giorno che, avendo l'intendenza militare posto i magazzini dcl1e sussiste)1ze presso il torrei.1te Assino a 5 in 6 chilometri dai ca.mpi di Pierantoni, l'arrìYo, la. distri1:'.>uzione · e l'apptestamento dei viveri alle 1 truppe soffrirono ritardo. · La stagione era ottim;· per la ma.rnip.; pur tuttavia le tmppe seminava.no per ·istrada.- non pochi uomini , specialmente il 39° reggimento (l O della brigata Bologm) e li zappatori del ·genio_., Questo inconveniente conUmtò nelle marcie seguenti fino a Loreto. Veri spedati erano poch i; ammalati anche meno : i pit.i era.ùo volontari veneti od emiliani, o gracili troppo p erché troppo giovani, e per conseo·uenza facili a stancarsi, o ben contenti di far torto o alle regole c~e1la militare disciplina e vivere un poco ,L piacer loro. Si allontanavano dai loro corpi per riposarsi , per clo:rmi1·e, per cercare acqua da bere o vino . ecc. : e q uesto avveniva il più. sovente durante le fermate che si facevano per via : poi lasci,tvano sfìlare ·la-colonna, e si mettevano alla coda, i1we1manclosi di ' r}osare li zaini e le . o o armi sulle vetture, e andando come per. conto loro . E tutto ciò riuscìva loro a meraviglia., pcrchè severa polizia di mai·cia a tergo delle truppe non v'era. I comandanti delle varie fraz ioni del traino , la maggior parte si cont entavano di vietar loro di montare sulle vetture; qualcuno però li lascia.va. fa.re. Le retroguardie raggraV

ne


"LA unl1srONE DI !USEHVA

n ellavano talvolta un ce~to numero, ma il pi,ù ,spesst> per non perder tempo e non trattenersi troppo per v ia si ristrii1gevano a qualche parola d'incitamento o di beffa, e poi li lasciayano indietro. Carabinieri ne avevao1O appena per iscortare i carri del quartier generale principale e cld comando del 5° corpo . · Vcdernmo nel n u merò dei ritarda.tari an che parecchi di ctuci robusti · Lonibardi provenienti da.l servàio austriaco che erano sta,ti incorporati nei_ granatieri. Quatcun o n on . voleva credere che c_iò fosse da att_ribuirsi in primo ca,po al catti~-o esempio 5:lato da quegli altr i più giovani soldati, e pensava, che dovesse cli-pendere da mgioni igieniche attinent i a,l metodo' cli èibazione tenuto da alcuni corpi. pei g iorni di marcia. Vario infatti, e non di r ado irregolare, era il modo di somministrare il vitto alle truppe. Alcuni corpi davano il caffè a.Ua mattina subito dopo _la sveglia, e l'intero ran cio col v ino al1a fermata: In questo metodo si riscontrava l'incon'rnniente di lasciar troppo a lungp privo di n\,l-trimeiito lo stomaco del soldato, quantunque egli s'aiutasse coU' iuzupJ).a re una certa qnautitìt di pan e n el caffè, e col 1nangiare pane e formaggio od altro clurarite il grande alto; poichè il rancio non poteva essere-pronto senoncht~ a sera innoltra:ta, quando' la marcia era alquanto hmga. Altri corpi invece preparavano il rancio sul finirn della notte e lo d istribuivano nella prima mattina. S'intendeva che il soldato dovesse mangiare subito la minestra e b ere il vino per prepararsi alla ma.r cia, e serl)are la carne p ~r mangiarla poi durante il grande, alto, o dopo l'arrivo alla posata . La sera gli si dava, il caffè col quale egli si faceva una specie di zuppa.. Ma i soldati più giovani, o più ingordi, mangiavano min estra, carne e pane quanto più potevano subito dopo la •distribuzione del -rancio ; si mettevano in cammino collo stom aco pieno ; poi sentendosi assetati si davano a bere acqua C'1;miri. facendo, ovunque ne trovavano che non fosse

NILLl'CAYPAGR A iANCO~A

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assolntanìente non lJevibile;· e così s' illanguicli\"ano e perdevano le forze . Quando loro si distribuiva il vin o la sera in.sieme a1 caffe , lo che talvolta facevasi forse perrisparmiar tempo nel mattino seguente, lo bevevanp snhito, pr½na o dopo il caffè. E finalmente n,vvenìva talvcilfa eh.e non essendo pronto il rancio la mattina all'ora della partenza, si gittava, via il brodo, si caricava la ca1'ne sui carri., e si clava: doppio r ancio la sera . Allora v 'erano elci soldati che si troviwano essere stati 3G ore senza altro cibo che p:1ne e qtffè . 'ift1tti questi inconvenier:i;ti, tanto climcili ad evitarsi p'.:r la. n ecessità di conciliare il servizio de1l'approvvigioùament6 dei 1iiveri con quello della préparazione e clistribnzio ne del vitto ecolle esigenze 1ogìsti(j\he, faceva:110 desiderare ad a,lcun_i che potesse· attuarsi•il benefico concetto d.elle cuoin0 amlmla.uti .proposte gù dal genera1c Cavalli, n?nostànte che do.v esse risultar11e un'aumen Lo d'irnpedimenti . 'Il 14 settembre, circa alle Q.re 6 anti1m:ridin,ne, il grosrn del 5° corpo si pose in cammino alla volta di Perug1a; mard ando sernpl·e- alla testa ìa brigata granatieri di Lom:~ bardia. Ma qnesta volta gli impedimenti t1,1tti del corpo d'i:wmata dov ettero in.colo nnarsi .in nn ;:;olo convoglio alla coda d elle truppe poiché stavamo .per giungere a fronte del n e,mico. C,ù il generale De-Sonnaz colla Yàngua:rdia s'era ,ivviato da Busco a Perugia . La d ivisione tli r iserva rice·rette ordùie di lasciare a Pierantoni i bn.ttadioni 23° e 2,5° di bersaglieri <11 dispo-. si7.ione del gener ale Brignone comandante la brigata granatieri di Lom1)ardia; fo detto per una r icognizione, 'forse nwso Ia ~trad,t di- Gubbio. L0. aJtre truppti della diyisiono si ordinarono in colonna nel seguente ordine: .J:irigata,Bologna; 9<> e 24° bersaglieri, ' com pa.gBfa zappatori, e.a v-all ori.a·. Sune ore lG si coi11inciò ,td udire il cannone dalla par1 e. d i Perugì<t,. .A Buseo 'riceYemmo orò.ine di fare alto ~fino a. ULtovo avyiso . La brigahl Bo1og11.a prese posizione di lit -


54 dal ponte sul Rio Primo, sul fianco dell'altura di Pa~qutt; il rimanente della colonna rimase dietro Busco. Poco stante il generale comandante del 5° corpo mandò

ordine che si dirigessero su Perugia speditamente il reggimento Nizza caYalleria, il 9" bersaglieri e la batteria Gbebart. Ques ta giunta che fu a Perugia fu adoperata a

battere la cittadeHai verso le ore 6 pomeridiane, mentre il 9° bersaglieri e :\'izza cava.lleria occupavano gli sbocchi della citti?.clclla sulle falde délla montagna tra mezzod'1 e ponente , por t ogliere ogni modo di scampo al presidio. Circa le ore 1 pomC'ridiane ginnsf! da Perugfa l',)rdinc ehe il rimanente della drvisione di riserrn si rimettesse in ma.rcia alla volta dL Ponte S. Giovanni per Ppnte Valle-Ceppi. Bisogna.Ya lasciar la strada di Perugia prima di giungere al ponte della Breccia, e devi,tre a sinistra girando il1torno al monte di P erugia cfalla parte cli levante e a.itraversando il Tevere. Era la stessa strada che poche ore prima avea battuto la hrig:if.a granatieri di Lombardia: ma noi nulla ne sapevamo, come non sapevamo neppure quale scopo aYesse il movimento ordinatoci. Per via trovammo uno ~pedito che recaYa lettere del generale Cadorna pel general Failti , e da lui sapemmo che la 13" àivisione venllta per Fossombrone e Cagli era g iunta il dì. innanzi a Gubbio. A Ponte Valle-Ceppi 'trovammo molta gent0, tra terrazzani del luogo e Perugini, che ci focero gran fesfri. Gridasano : - Viva i nostri libe1·atori - col sorriso sulle labbr(l, e l e lagrime negli occhi . Cominciò quivi quella, serie di ca.lde e spontanee d imostranzc cii gioia e d'affetto che segnò il nostro passaggio attrawrso all'Umbria ed alle Marche. Presso Ponte S . Giovanni il maggiore Dc-Fornari capo di stato maggiore del 5° corpo d"armafa si fece incontro al generale Di-Savoiroax, e gli trasmise un ordine _del gPnerale comandante che gli prescriveva di ripassare

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ll Tevere a Ponte S . Giovanni, e anelare a prendere posizione al di là di quel pont.e. sulla strada di Foligno. Così kt. divisione di riserva veniva a<l essere in avauguardia; e doveva per ogni cN·ento coprire le operazioni intraprese contro Perugia, le quali non erano per anco terminate, quantunq uc già si stassc trattando de~la resa di quelfa fortez.za. Una posizione convenientissima all'uopo si trovò ,. due chilometri circa di là dal ponte. QtLi vi l'estremo lembo di quella lama d'alture che separa il Chiascio dal 'fe,tere fino al loro confluente, attraYet·s,tndo perpendicolarrnente la strada maestra Perugia-Foligno s i deprime alquanto e forma uno spianato di 3 a 500 metri di larghezza, e forse 801) dì hm ghezza, fianchep;gìato da colline che domina.no ampiamente i dintorni, e cop2rto ìu fronte da. un ciD'lio che lo na~conde affatto alla ,ista. o d-i chi viene dalla, paroo di. foligno . SLLlln, collina a destr a, che è la più alta, sorge un Yccchro casteUo mul'nto che porta il nome di Colle della -strada.; su quelle a sini;;tra e. nell,i campagna dinam.i al fronté sono sparso alcuue c~ise coloniche e qualche pìccoh Yilla: la spianata~ pochisF'imo Ycst.ita di alberi, è bastantemente unita e solida per poton-i impiegare la C().YalleriE~. La divi~ione di risen-a ~iiungeva in qLicl si:to Y'Cl-SO le ore 5 e 112 p. rn. e si di• sponcYa nel scguerrte modo, a caYallo alla straùa., colle .ili su1lc a.l ture . - A destra la ])rigata Bologna in due linee (per rcggimentoì sulla colli1rn.di Colle della strada, in nna posizione che le permcttoYa di dominare tutta. la po.rto destra dello spianato; e la compagnia zappatori iH 1.m orto attiguo al ca.stello del Co11e, d'onde scuop1iva gli

approcci clel castello medesimo - a sinistra alquanto più indietro, il reggimento Piemonte-reale carnlleria al principio deHa spiimnta, cop'ert-o dall'altura del Colle per effetto tl'tm gomito che la strnda fa attomo a quell'altura; ~ pitt innanzi snlle coHine di sinistra. il 21° baUaglione heJ·sa,gl ieri, P.partito c01ne a sca,glioni tra due c,nsc bene


•LA TJIVIStoXE tl! n1SÉRV A 50 i;itnate,. Una sezione dell' ll" batteria, -fu messa in batteria sulla strac1a dinanzi al gomito, sotto l'altura del Colle: un'a1tra a. sinistra della brigata Bologna sopra un .piccolo ripiano da cui dominava tutto ,lo spùuiato insino al ciglio; _la -terza (sezione rigata)' fu posta a1ht·dcstra presso il castello del Colle. sopra una strada comunale che va a Madonwi; cli Campagna, ed a cui fanno capo molte altrè picc.ole strade provenienti claUe rive del Chiascio. Di là quella sezione poteva a11che pro6ttare della Slrn gtancle gitt;i~ta per ba.ttere le alture del dintorno. I posti aYanzati della, d iritta furono somministrati cla1la brigata Bologna (:3 cqmpagnie) quelli di sinistra dal 24° bersaglieri (una compagnia) e prolungati poi con un plotone del reg~;irnento Piemonte-Reale, essendo il terreno assa:i scope;"to da quel lato. Sul fronte le gran~guarclie tenevano il ciglio dello spianato, e 1e vedette spaziiwano .collo sguardo tino a Spedalecchio. A vovamo inoltro un posto ,d'avviso di c:avalleria. suUa strada, aì Fosso cleilti Macehie, e n ella nottPspingemmo pattugìie di ricognizione verso il Chiascio. A sera ricevemmo 1a notizia della r esa di Perugia. Da1 castel.lo del Colle, ove era stato posto il qua.rtier generale della divisione, Yedevamo la città; tutta illuminata., e li: accampamenti dei granatieri di Lombardia, ecLi parch i dell'esercito distesi in lungo ordine cli là dal Tevere dietro Ponte S . Giovanni. Ginngevano di la persone che si clicevano dirette ad Assisi, a Foligno od altrove per an~ nunciare il nostro arrivo e la Ji'l)erazione di Peruo-ia: rna , u le nostre guardie li r imanda,;an? inclietrò . Infatti quantunque 'si sapesse, per mezzo di quei ehe venivano da Foligno, che le truppe di La,moricière a,v evano abbandonato quella ciW~ rnovendo alla volta d'Ancona, non dovevamo lascJ,~r uscire dai nostri avamposti persone che non avessero avuto un lascia-passare in r egola· <lèù co~ mando in capo od almeno da quello del 5° corpo di arrnatr-t.

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:Xi;:LL.\ CHII':,(;;-iA n·,\NCC,)IA

Nella notte i bn.ttaglioni 23?: e 25° dei bersaglieri rag : giunsero la divisione, e si a.ccamparono .sullo spianato a sinistra della strada dinanzi al reggimento P.iemonter eale. La. spedizione per la c1ua,le erano sta.ti comandati uon era avvenuta alt riment i. Il i·eggimento Nizza cavalleria e 1a batteria Ghebart vennero a riunirsi noi fa mattina ,del seguente giorno, pocò prima che la, cliùsìone si niettesse in cammino a-Ha v'olta di Foligno: il 9° bersaglieri li segui va a qualche ora. di distanza. Dal 14 saitembre in poi, fino all'anivo dinanzi ad Ancona, la divisione di riserva formò l'avanguardia del 5° corpo .

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(Continua)

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PRBI A ESl'O SJ-ZION E !TALH\\'A

GE~l~, Anrn E SCIENZA !HLITARE ALLA

PIU~iA ESPOSlZ[ONE 1TALIANA

5H

Sé fra si ,rasta e s,'.aria.ta mole di prodotti,· il genio e la scienza militare: non si distinguono quanto le. altre industrie per qùantità di oggetti e n::i.acch,i ne guerrescbe, pure non meno sono da considerarsene le produzioni per la loro perfezione, utilità ed innovamento. _ . 1l dn.re un sap.o giudizio su quanto può aver ngua.rdo alle ' cose militari, non è sì lieve fatica da tentttrla. - Un rapido:esame di siffatte pròd\1zioni sart~ sufficiente per deteriuinare i generi esposti,. senza discuterne a fondo le qualità ed ,i d ifetti.

1.

IN FIRENZE

~RT IGLIERIE AELAZIONE COMPENDrOSA

Cannonr. rigato. ~Iode'.lo Cavalli, ,(Dimensione onLuralc -

Distinto con meduyli1.1).

ll cannone l'ig<J,to, modello Cavalli, è la più gran boccà a foocò che si presenta all'osserv,atore. Inutile' qui il dire

. Ha ritaHa la sua prima eElp©sizione ., sorta co1ne pei' Ìl1• cn.nto, grande; maestosa e ricèa cli gemo e di arte; men,tFe ancor fomano i moschetti e stanno affilate le spade, Ogni provincia di que1;;to nùovo r egno concorse a gatà ad esporre le prodmioni sue, e fra le seriche stoffq e gli intarsiati legni, fra i tersi _cristalli ed il ricco vasellame, i :marmi palpitanti e gli animati dipinti, gli a:rmonici strtP h'1enti e le ingegnose macchine; si rinvengono i prodotti della natura prod1giosamente attivati dall'intelletto umano. Ivi gli animali dal pi(1 vile al più nobile; ivi i vegetali e i fiori e i frutti; ivi i minerali, dalla fragile e com une argilla alla pietra più dura e più preziosa, dal piombo al platino, Ogni sciema, ogni industria ed _arte ivi ha depositato quanto di più perfetto prodlice,

intorno una: tal maocliina ,da gaerra, mentre 1f3 proprietà sue, abbastanza e largamel1te discuss~ è riconosciute da valenti uomini dell'arte 1 furono messe in opei<a con: pieno sùccesso durnnte le ultime ' campagne, speòalmente al l'assedio di On.eta, ove sotto la direzione stéssa dell'illustre inventore J ebbe il nemico ad csp'erimentare i ·terribili effetti, 4

Balti.:ria hlindt1ta (Hll cannone Ci1,·alli. (Modello.)

A ohiarezza dell'in'lpiego in batteria del pez\1:0 tigato in questione, sta esposto un modello: di batteria blin:data a lastre d'acciaio dello stesso ufficiale- generà.le d'artiglieria. · ' -


GO .

Questo modello è perfettamente eseguìto ill 'tL1Ùe· 'le parti, per cui facilmoi1te si scorge e la forma e le climen ~ sion i 'e le proprietà della batteria che r apprese~ta. Come piLt innanzi venne accennafo intorno al pezzo Cavalli, 1.m a tale batteria è inutile qui descrivere, poichè le prove fatte sotto Gaeta là resero a;bbastanza coilo$ciuta, esperimentata ed apprez:àtta. · Per certo essa riesce stra ordiuariameùte solid~t e r esistente, se si considera che è ricoperta da 17 la,mine in acciaio , çia,scuna del peso eh 1100 kilogrammi e die a 50 tone11ate si calcola il peso totale di'cìascun i)ezw in batteria, nim\iLo di tult.i i suoi attrezzi e della dota7,ione sna in rnnnizioni. 4

Vengono iii seguito esposti per orcliI1e di grandezza :

Pezzo- rigato da 5 31~ (Dimensione naturale -

J)Cr

ino1il.agna.

Di~lili to con mcdaylia) . '

Un pezzo rigato da, montagna., calibro 5 3r4, sul suo aff1rnto comp1ebmente fornito cli tutti gli attrezzi; lavoro perfel,tamente cònclott.o.

•

'

Pc~zo rigato . ,da i li da r,,im11ngna. 1

(Dimensione n.ilurulc -

61

ESPOS IZIONE ltr.lL\Al\A

l'RJ)[,\

Pezzo in bronzo Ila 2/t.. (illodcllo ..:- Distinto con mcdavlia).

Un modello di pezzo in bronzo da 24 e rjspettivo affusto. Questo modello in una scala abbastanza grande permette di ùconoscervi oltre all'esattezza di lavoro tutte :te parti e le qnal~tà del pezzo che rappresenta,.

Dis/-iuto con meda9/in),

Un cannone rigato da sedici, modello, sul suo aff;1sto completamente fo1;nito cli tutti i suoi attrezzi, è la se• conda macchina d11. guerra che per mole ~i si presenta. Questo cannone, in vem:ione atti vati~ dai Francesi e <li ç-ni fu fatta larga esperienza nella campa,gnà cl'Italia 1850, venne tosto adottato èla1la artiglieria italiana , la, q11ale lo modificò specia.lrnente nel suo calilJro e Del.le sue. dimensioni , onde 1.1tilizzare i pezii Esci da campagna di cui erano formate le batterie, senza alterarne essenziahaente l'a:ITnsto, · SubiTOno questi pezzi rigati un notabile miglioramento .neH'ah o , il quale presentemente rende ' quasi m)lla la grande ed incostante cl8viazio'ne primiti,ra del proietto. ,. Qui facciamo pt.Ì nto su tale oggetto , come .a,ncor esso al giorno d'oggi ab ba.stanza espeTimentalo è coU:osciuto; solo diremo che la regia fonderia·dell'arsenale di Torino, dalle ·cui officinl:) uscì un .tal pez:: zo (come ozian:lio tutt~ quegli altri lavori che sono suoi proprii), mei·ita encomii sopra ogni dire , ·sia, per la solidità e preci:sione che per nitdezza 0d eleganza. cli la,,oro.

Passando ora allo innovazioni si osservano, alcuri.i modelli di batterie, affusti: e macchine esposte dal colonnello d'artiglieria cavaliere Mura1t i.

Affusto per razzi del cavaliere Uuratti. (Mode llo).

Il sistema· dei cavalletti per razzi venne assai vantaggiosamep.te modificato cl.al cavaliere Muratti , git1 luogotenente colonnello nell'artiglieria n apoletana, or a colon nello nell'artiglieria nazionale. Il piccolo modello di affusto cpe ci· presenta, eseguito dagli operai dell'artiglieria in Napoli, è discretamente fi~ nit.o nelle sue parti e lascia facilmente comprendere le dimensioni s.ue ed il suo semplice congegno . Questo affusto è facile al trasporto a ruote ed a schiena, ed allo sparo sin.1é1ltaneo cli due razzi. È formato senza aloni eGl. in due pezzi innestati a:_ zig~zag e raffermati per mezzo di una vite. Sorregge due cavalletti format i di due sole spranghe in ferro alquanto r icurve che si annodano fra lorò ed ·a11a cui sommità si èleva irn perno, clirem


62

PRIMA

così, sul quale v'"iene innestato' il sosteguq del tubo metallico conduttore dei r azzi. Qnesto I t ubo ha un movimento di•rotazione a. destra ed a sinistra per meno del suo innesto ij-1 perno accennato e _col sistema ci.i una ce'rniera, un movimento di elevazione e di abbass,unento, li1hifato da due ·r itegni e suscettibile cli essere fissato nella inclina.ziQne voluta d<\ una vite a pressio11e. Sul · p iano superiòre dell'affusto stanno due sc:umellature le quali contengono ciascuna esattamente un razio fornito délla sna l)acchetta. .I r azzi di forme ·e dimensioni identiche a quelle conosciute hanno la bacchetta in due pezzi ·ed a cursoio, cioè un pezzo · s'inguaina ·uell'alt r~, ciò cl{e n e facilita il" trasporto ; nia lì On certo ht costruzione. Questa bacchet ta infine- si avvita neUa parte posteriore al tubo del r azzo normalmente all'assè della sua anima, la qual cosa permette a que~to (innestandosi ·più esattamente nel tubb conduttore) .una miglior direzione ed impedisce grandemente le· devia,zioni prodotte ili -gran parte dallo squilil)rio che- la bacchetta innestata. lateraJme:ote (come- in alcuni siti riur si usa) porta al cenfro di gravità del 1·azzo. Per comp1etare un tal e affusto, il quale si sn;iori:ta in modo , da, poter esser e facilmente trasportato a dorso , e onde renderlo atto ad un tempo al trç1,ino, due timoni si · connettono ai lati della parte estrema della codett a e fu nzionano· quwli' due stanghe di un carro -ordinario. Se si volesse alcm1chè r idire intorno al sopra descritto affusto, si potr ebbe accennare al1a eccessiva a1tezza dei cavalletti la quale permette che la non lieve scossa prodotta dalÌo slanciarsi del razzo , li deteriori facilmente e vengano a storcersi ed a sconnettersi nelle .parti adeTentì all'affus.to . Così i razzi che stanno nelle loro scannellature lungo l'affusto, nel carreggiarsi di questo, ne rice-verebbero tutti gli urti sussultorii e la materia'di cui sono

63 carichi facilmente si staccherebbe dalle pareti i11terne per lasciare in certi siti dei vacui e portare in altri una maggior pressione e gravità; circostanze tµtte che grandemente influiscono sulla più o .meno es,itta cacciata dei, razzi . ESPOSIZIONE l'L\LLIK A

Basto per tras11orto e trainò !lell'alfosto per razzi lici mv. fi;uraHi. . .(Modello),

A trasportare e trainare una simile macchina, l'inventore esp.one un modello di basto, il quale pel lungo stuélio di cui fu scopo nell'artigh eria napoletana, possiede 'e vide:ntemente t utte quelle perfezioni che si. possono desiderare. Siffatto basto, composto di uno scheletro di legno riv@stito c15 cuoio b1ene adatto in.tutt'e le sue parti , determinato con una curva invariabile nei punti principali, e mobile negli altri di contatto col dorso dell'anima.le, abhraccia questo ,maggiorrnen'te ed ba il maggior numero di punti di co).1tatto possibile co1la varietìt della configul'IJ..ZÌone dorsale del quadrupede destinato .a portarlcJ. Il cuoio che r icopre il basto si protende abbastantemente · sul dorso e sui fianchi onde r ipar are l'aniu:iale dalle contusioni o ferite che accidentalmente potessero .avvenirgli dall' urto cli qualche parte del suo carico. Un taI bastb; ben condizionato,, . present.e rebbe per la sua solidità, flessibilità, forma, leggerezza '? lieve costo, tutti i r equisiti per essere adottato non solo con successo al caso speciale cli cui è menzione, m~ eziandio, con Lievi mod.ifi.cazìoni, ad ogni gen~r e .di trasport0, a, traino. . ~. All'usto.d.a montagna per mortaio da 22, tkl cav. ~lnratti.

(Modello -

•

Distinto .con medaglia).

I1 colonnello cavo.liere Muratti espone pure un affusto da montagna-per mortaio da 22c; « nuovo assolutamente (come dice l'autore) sul tip,o cli quelli da campagna., che soddisfa allÒ sparo ed al trasporto ». ,


64

Plll l!A

Sì osseTva"in esso un << :ineto<lo facile per graduarlo -con precisione scuza l'aiuto del · gi:aduatore , perchè è l'orecd{ione cldtto che ìo· sostituisce. , Facilità di determinare· a colpo d'occhi9 la orizzont alità del piano su cui poggiano i tre punti che toccano il suolo (cadetta e Je ehm ruote), n ella posizione di batteria )) . (Questa orizzontalità è determinata per mezzo di un piombino) . Si ossGrva infine « l' equilibi·io del timone con · un nuovo eonge~J1a~en,to che si presta alle ~traordi.narie in~ clin azioni delle strade) ". Questo congegno consiste nella estremità della cocletta snodata a modo cli · cerniera e pieghevole nel senso dell'asse lonait,uclinale dell'affusto. r O In fine, unito al sopmclescritto affusto , sta un avantreno di forma e climensione consimili a quello di un avantreno ordinario.

Affi1sto di difesa eomuue a tutti i calibri 90n batterie a barbetta e casamatta, del carnlierc ·MnrnUi. · (Moùdlo~.

Nù qui si arrestano i rr.ode1lì di macchine da guerra esposte dal più. volte ricordato cavaliere nforattL; giacché offre ancora un affusto di, difesa comune a tutti i calibri dal 32 bronzo al 22 ferraccio, con le rispettive batterio a barbetta ed a casamatta, alle quàlj l'aITusto si adatta. Gli esperimenti, in' grande veonerQ eseguiti col massimo successo nel forte cli Viglieno nell'anno 1854.

rita lode; nè qui è caso discorrervi intorno perchè non presenta i:ìè innovazione nè wc-ditìcazione rec~nte alcu_na._ · Si avrebbero ancora da rnrniinare alcuni mQdelh d1 pezzi d'artiglieria e rdi pToi,ett:il{, se veramente fossero degni di attenzione. '

Cannone revolver _del dottore Belluomini. (Modello.)

Osservasi' poi il cannone revolver~ invent~to dal dottore Francesco Belluomini, nel febbraio 1859 ed ·eseguito neU'agosto e s~ttembre 1861. Chec.cM ne dica il suo inventore per giustificare l_'imperfetta esecuzione del modcHo esposto , pure ognuno , dopo aver osservito il sistema del caricamento per . la culatta del cannone Cavalli, può faci lmente argomentare come riesca as~olutamente irnpossibih=i ·o ttenere col mezzo del sistema Belluornini u.n sicuro ca'ricame11to. ,.

,.

y

~

Caunoui a ~ariéamento per la culatta, di Pestcllini e·'Dcfohiaro.. , . (~lodelli).

Pestellini Francesco' e DeÌchiaro Pasquale, cli Lucca , fSposero pure alcuni sistemi di cannone a ,caricarnen~o per la culatta. · , L't)'.ll.perfézione dell'esecuzione dei modelli in legno non permette assolutamente il poter determinate se una qualche p1:obabilità cli riusdta' si abbia a sperare all'atto pratico, e se veram,e nté si possa prendere in considerazione l'idea degli esposrtori.

Proietlile foÌoiato.

P('zzo toscano tli campagna da 12. (Modello -

65

l!:SPOSJZ;orrn lHLIANI,

(il:lodcll o).

Dislinlo con medaglia.).

Accenniamo qui ancora un pezzo .dii campagna d a 19, ·in bronzo, moèlello dell'artiglieria ·toscana. Questo m;dello è ben finito ~n tutte le ·sue patti e rne-

Un modello di proiettile cilindro conico ai lati del quale ~tanno affisse, per mezzo di una cerniera.,, due sottili e taglienti lamine che devono (pretenderebbe . l'inventore) nello slancio• del pTCiiettile, terribilmente funzionare sul ANNO

VI. Voi. II, - 5.


!'RlllA 66 campo cli battaglia a guisa degli antichissimi carri falciati, di.mostra come l'espositore non cw·i i principii del peso spc'.}ifico dei mefailli e della loro resistenza in ra.pporto alla loro velocità.

Cannone a elice, di llarchi Pietro. (Modello).

Infine, :Marchi Pietro, da Suvereto, presenta tm metodo di costruzi.one d1 cannone a elice. Il suo sistema consiste nell'avvolgere-a spirali sottili e lunghi lamine di ferro attorno ad un ciliu<lro, per modo che le une rav volgendosi sopra le altre in senso opposto allo stmto inferiore determinano una certa qual spessezza,. Di questo tubo <li ferro così formato, l'inventore pretende ottenere con una forte cottura la perfetta saldatura in tntte ]e sue parti. Se ciò potesse essere, certamente si otterrebbe una rh·oluzione completa nella fabbricazione o nelle dimensioni dc1le art,jglieriP. ; ma il Marchi, a proYa di quanto asserisce , presenta un modello di cannone a cli ce (così da lui chiamato) nel quale la saldatma delle lamine è fatta con dello stagno(!) . Tralasciamo adnnque di accennare a siffatte meschine iuYenzioni, per dire alcun poco intorno a cose di maggior merito .

Pendolo ba!is!ico, 1ll'll'ofiìlli1rn del regio arsenale di Torino. (Dimensione nalumlc -

Disli11to con medaglia).

Il pendolo balistico, ami clue pendoli, l'ano per determinare la forta ripulsiva dei gaz in un fucile, l"altro ricetLore per la forza ripulsi vn, iurono con mirabile esattezza cs0.guiti nel regio an:cna.lc cli Torino. Essi sono montati sn due carnlletti in ferraccio, riuniti alla loro sommità e poggiano a bilico, su due braccia, collo stesso sistema delle 1)ihmcie.

E~rOSIZlOiSF. rr.,LtA_:;,\

G1

Un arco di circolo determina.Lo dalia lunghezza del p,~11dolo segna i gradi col sussidio di un non.io. Un apposito congegno permette cli portare il centro cli gnwità de! pendolo in modo che l'indicatore segni esattamente lo zero della graduazìone.

ftluccbiuc per 1igare le camrn, dcll'officifm del r<·gio arsetrn!c tli Torino. (Di mensione naturale -

Distinto con ,11edaglia).

Due rhaccbine vertica1i per rigare l e ca.nnc stan1.1 0 puro espost.e quali saggi delle officine del regio arsenale di 'forin•o. Una di esse ha ricc·rnto qnalcbe modificazione dal Carcau.o .

Macchina per rigaH le canne, di Elliot, sistema Fnjct. (Uimcnsionc natur.ilc).

Degna di e~sere osservata è 18. macchina per lo stesi,o scopo, del signor Elliot, secondo il sistema Fujet. Questa macchina ha il vant,iggio di funàonare orizzontalmente e senza' il mezzo della catena.

llacchina ~er trapanare le canuc, delle offitinc del regio ars<'nalc tii Torino. < (Dimcnsio:ic na(ur3lc).

Altra macchina per trapanare le canne sta pur Cfìposta, ma di questa torna vano il dire, essendo non nuova invenzione ed abbastanza conosciuta.

31accbina a calcare fa carica nelle cassule, modello filnrntti. (Dimensione naturale) .

Accenneremo in fine ad una macchina per calcare le cariche nei capellozzi, del colonnello Mnra.tti, gih rkorda.to, la quale è perfetta nel suo funzionare e di congegno semplice e solido . Con essa si calcano eirca w11timila cassuìc al giorno, e si potrcbbe ottenere un mé.ùggiore


68

PRl~IA

lavoro, qualora si aumentasse la larghezza della lamina cursore ove stam10 riposte le cassule cd il numero dei calcatori, e ciò senza grave modificazione alla macchina.

Ca11ra p~r lcrnrc e me!lerc i pezzi iu haUcria, ùd colouncl!o Murnlli. (!.llodcllo).

. 11 precitato èolonncllo Muratti espone pure un modello di capra per elevare gravi pesi e specialmente per collrn:are e togliere i pezzi dalle batterie. La macchina è semplicissima e formata di tre travi, due delle qual i riceyono alla loro sommità la terza, presentanc1o la stessa forma dei. cavu.lletti adoperati dai pittori per sorreggere i loro quaclri . Fra la parte infel'iore delle due prime travi sta un gran cilindro, il quale r accoglie la fune che eleva il pes0, e questo cilindro rice:vc da un semplice ingrenaggio il moto cli rotazione applicato da duo nomini soli. Quesia cnpra , di~0. l'im:entore , è utilissima nel collocare o togliere i p C1/.ZÌ dalle baLteri,o dei bastioni battuti dal nemico , giarchò nessun caru.10niere viene esposto , come tanfo più lo è quello, che nelle capre ordinarie è obbligato $a1irn sul CétppelleLt..o per ap11iccare la carrucola cd iniz;iarc i capi della fono.

Trnpano ticr cannoni e pezzi rigati da 8, dello stabilimento Ausultìo, in Sam11ienlare11a. ( Dimensioni n~lurali).

Term ineremo di pu.rlaro intorno alle macchine facendo osscrYare Cl\11 soddisfazione alcuni prodotti dello stabilimento metallurgico di Giornnui Ansaldo e compagnia, ingegneri fratelli Orla.odo, in Sampierdnreua, presso Genova. Questo !"talJilimcnto. a, prova clell'alLo grado di sua pel'fczione, e~pone fra le Yarie macchine un trapano Yertic-ale per forare cannoni , con uu pozzo da 8 colloc,tto a modo di dimostrazione; e quindi a più evidente p rova

ESPOSJZIONE IULTAXA

fanno bella mostra due pezzi r igati da 8 sotto il nome di Pisacane l'uno e di Mosto l'altro . Siffatto stabilimento merita realmente grandi encomìi e l'attenzione del governo i taliano.

Afaccbina a piallare le emme dn fncile, di Il11311et e Compagnia. (Dimensione nnturalc) .

E finalmente meri tano consiclcrazioue o ìode lo macchine a piallare le canne da fucile, e:opo!>tc da Hugust e comp., meccanici in Torino. Qnosle rn acehine , di cui una funziona già nel r egio arsenale cli Torino, e della quale si potrebbe a 111116 0 parlare per la sua specialità, il suo iugegnoso e semplice congeg no, supplisce per eccellenza le pietre da arruotare, e pialla da 18 a 20 canne di fucile al giorno.

ARM.I PORTATILI Accennate così. brevemente e le artiglierie e le macchine, non si può passare sotto silenzio la folla di armi da fuoco, da punta e da taglio che sono esposto.

Regia falMica tl'imni tli Torino. (Distinta co1t 'Tllccl11glirr).

Campioni di ogni sorta di armi in uso nella fanLeria e nella cavalleria fanno bella mostrn e rendono meritato elogio alla regia fabbrica c1·armi di Torino. Alcuni fucili a doppi,t canna damascata sono puro pregiati hwori della cit.ata fabbrica.

Fabbriche d'armi vri1ate di Toriuo e l\a~oli. . Le fabbriche d'anni di Napoli e Torino merita,no speciale menzione per i loro eccellenti e pregiati la', 01i, ed alcuni pozzi f ur-O11O distinti con mccfo,gUa.


7()

71

PRUI.\

ESPOSl'll(JNE ITALI.\~,\

Fabbrica sociale d'armi in Brescia.

d'argento battuto e lébmina in damasco e oro, doni fatti a S. M. il Re d'It~lia, sono vera.mente lavori pregievolissimi, sia per ricchezza che per bontà .

(Distinta co11 mcdagl-ia).

Ln. fà.bbrica socia.lo d'armi _in Brescia poi promette ua sempre maggior perfezionamento e lustro allo fabbriche prirnte i tali.me. . I molteplici suoi bvoti si contengono esposti in specwle scompartimento, o gli ammiratori possono facilrnuntc e giustamente a pprezzarli.

~Ictodi di farnriu·e il ferro. Qncste. fabbriche tuLte mostrano con speciali sacmi il 00 I mor n el 1 lavorare il forro, forma ndolo a verghe, a fili, a lamine di tutte le dimensioni prima di intraprendere la co:'ltruzio1rn di una, canna, il cui procedimento stesso appare chiaramente da variate prove 0spostc.

!lcyolrnrs. I fncili e le pistole r e·rnlvers abbondano in tutte le dimensioni, in tntti i s isteini, dal pi ù s'e mplice al più ricco lavoro, dal pii1 modico al più cleYato prezzo.

Ai-mi da ta3lio e p:mlil, della fobhi ica 8ichling, in Torino. (Dist inta cmi medaglia.).

:ifa sopratutto l'ammirazione è attratta da alcune armi tb tadio clella fabbrica di A.11tonio Sichlim:t di Toi.·ino' ,,... o ìa quale contando appena trn mesi di vita, irhpiega più di l 11 operai, fra i quali si distinguono i capi operai Arnhrogio Spirito di Salu.zzo, e Federico Rùllgers di Soli11;.rcn, e produce opere sì stupendo. U,\a sciahola da cavalleria con im11ucrnatura c1·arrrento r:, o batt1 1to e lamina in damasco o oro, con fodero d'arQ:ento Ptl 1irù1.lfra ~cialJola da generale, con impugnatul'a "pnre

Spcciillilà dei fo :Ieri tli cuoio. Alcuni sa~mi di guaine da spade e cìaghe di cuoio, mostrano con quanta maestria possa Yenir ' laxor:1to il · cuoio per un tale uso, e certamente merita la !ìpcciale attenzione del governo per la possibile fabbricazione dei foderi di daghe e baionette per le truppe. ·

Statua in bronzo, t!el\a regia fouderia di Torino. (Disfiula con mcdaglio) .

Nè sotto silenzio deYe andare il getto iu bronzo dc1Ja regia fonderia. di Torino rappresentante il giovanetto Balilla nell'atto di scagliare il sasso. Questa ~atua è amntirabile per la naturale poso. e per la giusta espressi one della figura, la q na.le ani ma t utta la persona dell'ardente giovanetto .

~ledilglione in bronzo, della regia fonderia dr Torino. A' piedi di una. tale statua sta un medaglione rappresentante il ritratto del Ile, getto iu bronzo, d ella stcssr1 fabbrica regia, senza alcun ritocco posteriore, e per cui aumentato ne è il pregio d e1la (inite:::::::a del getto. E piLL e più si avrcl>be ancora a discorrere intorno alle varie armi, se ben s i Yolessero tntte e:-aminare ; ma conviene far punto e pcrchè manca la lena, e perchè materie altresì importanti. per relazioni militriri obbligano a 1·iYolgcrsi a quelle. · . Però un·altr,t fiata d:tremo uno sguardo ai yarii istrulllcnti geodeti.ci e topogr~.fìci come quelli che interessano


72 BRLl!A Ei;POS!ZIONE ITALIAK.l per la levata dei piani, per la ridu#one delle carte, per la livellazione, per la esatta misura e divisione degli angoli, per le misure barnmetriche, ecc. Ed infine non tralascieremo di menzionare eziandio, alcuni saggi di rilievo del terreno e di disegno topografico con piani militari, mentre •per ora terminiamo col dire che in questa esposizione non fu dimenticata la castramcntazionc militare essendo anche esposte due tende l'una secondo il modello turco, l'altra il modello francese.

A. di V.

- -.. r="'1.-• -

-

RIVISTA TECtJOLOGICA

Esposizion,e di Fire-nze. - Il lato sinistro della grande galleria ottagona, che chiude in sè delizioso giardino, è occupata con mirabile disposizione da nna ricca e S•;e)ta collezione di armature forbite e lucenti, di bandiere, di trofei, di armi da fuoco e. da tag:io di ogni specie e forma, fabbricate negli arsenali di Torino e Napoli, ed altre offerte da' privati espositori; cannoni rigali, obici , mortai , affusti, fucili, ca:N1,bine, spingarde, pistoloni, lancie, daghe, sciabole, spade, capsule, granate, bornçe e proietti d'ogni altra s~rta, tutti si trovan0 rappresentati in moltipl ici novissime foggie. Una bella statua di bronzo rappresentante l'eroe genovese Balilla ed un busto del Re ::iostro, uscite ambiJue dalla fond eria dell'arsenale di Torino, merita no particolare menzione. Il cavaliere Annibale Muratti di Napoli, colonnello d'artiglieria, ha esposto dei modelli bellissimi e<l assai apprezzaii dagl'intelligenti dell'arte; il modello di un affusto da campagna per un m0rtaio, un altro di un affusto-cavalletto· per racchette ed un modello di capra per alzare con facilità un peso di t\000 chilogrammi. Merita pure attenzione la macchina inventala dallo stesso signor colonnello per comprimere la carica fulmi nante nel!e capsule da fuci le (vedi a pag. 67).


74

TECNOLOGICA

RÌVISTA

L a macchina del signor Elliot per rigare i fucili, alcuni pendoli · balistici da fµci lì di squisito la l'oro per misurare la forza_ della polvere, alcuni cannoni rigati, uno dei qDali a revulvcr, inventato. dal signor dottor Bellu omini , il cannoncino rigato caricantesi rer la culatta., il fucile, la càrabina e la lancia moschetto in ventati dal signor Lancia torinese, 'dei quali· parla la R,i,;;ista nostra dello scorso mese, addimostrano incontestabilmente auanto stud io ed importanzà po~garJo gl'Italiani a riacquistar;, nella fabbricazione delle a rm i e n ella pi rotecnica, q.uel primato ch'ebl.icr'o anticamente i padri n ostri . · S i arresta poi l'a'mmiÌ'azione con vera · cornpiacei12a e ·'c on un certo orgoglio sulla canrrooiet·a ùlindatç1 Cavalli armata del suo formidabile cannone e relativi rroietti ogivali dello stesso a u tore, ed è appu nto uno di qu elli che tuonò poc'anzi con sì prodigiosi effetti contro all'estremo b,alua rdo de' Boebonici in Italia.

Sperienze sui cannoni rigali. - Sulle lande di S. Maurizio si fece!'• nuovi esperimenti sui cannoni rigati. e si provarono proi etti d'acciaio. -.,- Non abbi2.n1.o pery ·ancorà contezza_ dei risultati ottenuti Polvere da fuoco . - Dalle sperienze fatte sulla n nova polvere da foeile per' la fante1 ia, pare :=,iasen e determinato il peso della carica a grammi 470. A nostro avvi~o la nuova polvere noa è infeBiore alle m igliori polveri da guerra oggidì usate presso gli altri es0rciti. Cannone revolvrw , dell"ingegnerJ americano Niayall. - Il conte P. C. · Serego Allighi0ri, in una le~tera del 2 settembre, inserita nella Gaz zclla U(!iòale di Yenezia, parla di una nuova p1:CCola p'iraleria a danno delle cose ,nosirn. Ecco le sue parole: « Lessi a questi g iorni sul giornale di,Jlarigi l' ltiust1·cition , v,ol. 38, un ar-tis:oletto segnato W . 'de F ., sotto l' iotes1azio1rn Canon •revo.lv.er , io cni. si · leva a cje.lo e s i descrive come segue la pretesa inveuzione di corto ingegnere M. Mayall, americano; • La canna ai questo slraoo carinone è posta iu faccia di • una piattaforma venie.de mobile sopra tm asse oiizzontale,

75,

, e munita di f~ri. In ciascuno', di q1,est1 viene collocato u n , cartoccio contèoente la "palla o la polvere, di guisa cht;i non ·, havvi altro a fa.re che girare opportunamente la piattaforma , ad oo-oi colpo eh€' si tira, e dar fuoco alla ca rica » . • O;a io trovo n ella Gitida per l'o,rsenafo di Ve nezici dell'ingegnere Cct,soni, qu i stampata dall' Antonelli nel 1829, la descrizione che segue d'u n fuò!e esistente· in una de1le sa le d'armi del nostro arsenale: , Antico fucile a cavalletto con una sola cann11- che sta fissa , e con cinqi.iC tubi, E', •Ciasenno .<le'quali è pa rte inferi_or8_ delh , canna medesima : girnno questi sul perno e sostitmscono , per cinque volte la carica . È privo di batteria e prende focò , con iniccià' • . · , (La mmcauza di meccanismo relati,,o alla batt~ria fa credere che questa r4acdiina sÌéll ouera forse anteriore al secolo xvi). , Q,Jeste due descrizioni vanno silfottamenle d\1ccordo, che basta mutare i l fucile in cannone perchè la decanta,t a invenzione clell ingegn'ere :Maya.li d~,enga nè più nè m eri o una ·copia, t11Lr'al più con tfia\chè modificazione non c,sseriziale , del .nostro di ù1enticato archibugio dell'arsenale, dal qnale fo tolta for~e la prima idea di t utti i moderni 1·evolver . Ed è' tanta la somig lianza anche nelle forme · esterior'i tra questo fucile 1·evolve.reil dise3110 del carmone Mayall, offertoci <lall" ftl11cst1•a,li?n, che. io non mi crederei leml') rari o a clQbitare che i l -predetto ingegnere abbi.a preso nel Nu0vo Mondo cogntzione della Guida CaB011i, o ~•isitato quando che sia le storiche lagune, degnandosi ·cli far tesoro delle cose n ostre. E ci.ò non sarebbB in fin dei c0 nti gran ma:e, pnrchè, quando si profitta delle opère dell'altrui ingeg~o, si- a-vesse. a lmeno la geuti1czza di confessar!o, prr ossequio, S/l n N1 altro, a l settimo precetto della legge eh D10. • QL1esta, per avventura, , è una frottola, ma, se non err~, il dovere di buon cittadino impone custodire anche nelle rn1nime cose 1\ J:>3trimonio ·de' nostri ingegni » .

Macchina sollo-maI·foa. - Il 3 ouobre nell"E;;caut, alraltezza <lel [orte Licfkenshoek, ebbe!"o luogo spe1;01enti pel' verificare la potenza di macchina sotto-marina in ventata da un uffi-

Uil';


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RIVISTA

ziale del geo.io belga. Queste sperienze fatte in presenza del generale Ch azal sarebbero, stando a( Norcl, p ienameote-riu'scite. La macchina è un recipiente di ferro aven te la fo rma di uu g rosso fiasco . Ùn apparecchio atto a, produrte alla m in ima pressione una scin tilla elettrica, tro,·asi entro al recipiente; la scintilla .appicca il .fuoco alla polvere ivi racchiusa e produce lo scoppio. I congegno è posto in modo cb'.e il bastimento il quç1le debbe ess~re affondato, lo tocchi esso stesso, e sia così causa della propri<1 distruzione. La prima sperienza venne .fatta su di una zatta di circa 13m di ,lungezza, carica di pietre e d i sabuia. Il fuoco t':ss,endo stato comunicato per mezzo' di fili _elettrici a l recipiente, repenti.n amente si udì un s9rdo rumore, ,i sassi e gli !l..lberi rle)la zatta furono scagliati a<l u na grand_e altezza, e q,nesti uJtirni ricaddero in pezzi; l'acqlla essa stessa zamp illò a più di l Om d'altezza. Un pezzo ,d'albero lungo circa 5m , ricadde sulla diga e vi si interrò a due rne~ri di profondità. I pcntieri belga continutmo tali prove,. )e q uali denno avere quanto ·prima ;ma soluzioue u illeiale in p resenza del ministro rlfilla gnerra e de' ,reali p1i noipi . Ca.nnone 1·igalo in P1·-uss.ia - h modello rigato da 4 venn~ defimtivamen le stabilito. . Leghe metalliche. - In questi · ulti mi-tempi ,la fabbricazione delle armi ba fa,tto noteyoJi progressi e p<1re desti.nata a farne dei màggiori. · · ' · 11 tungsteno, metallo la cui scoperta data dalla fine dello scorso secolo, 'pare sia dotato di proprietà t:i,li da rendece vantaggioso il suò impiego nella fabbricazione di alçune .armi. Le armi da tagl10 fabbricate con acciaio unit9 al tungsten0 si spuntano molto m eno facilmente che qu\òlle fabbricate co~; l'acciaio comune. La lega di questo metallo coll'aè~iaio ·puòssi ottenere ,col mezzo del wolfram, minera\e, del quale il tungsteno è il principale componente; esso.si , unisce egualmente col ferro , col bronzo e col rame ; e que'sti metalli acquistano con _quello u~ considerevole aumento di temicità e di durezz11.. ' ' 11 signor Le Guen , maggiore d'artiglieria francese, in una, memoria presentata or fa qualche mese al l\foùtei:o dell~

TECNOLOGICA

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Guerra , ba indicato qu-àl: partito potrebbesi tra.rrq da qqeste proprietà, sia per mi_gliorare le armi .la taglio , che per dare più considerevole res1~tenza_ aH~ ,bocche da fuoco ed u na eccessiva durezza a oert1 proiettili. L'autore indica diverse maniere a seguirsi ·in queste operazioni e dà i . particolari deìle esper{enze ch'egli l_1a fa tto nella fondita del ferro, affine di rischiarare qnest1t qmst1one. ·, Ma q u_esti saggi parziali n oa bastano, e pel' giudicare p~reut0riarnen te su un oggettb di tan,ta . inìportanza è necessariò aspet\at·e che un~ serie dy prove comparative, fatte n egli stabilimenti dello Stato, ne abbiano c9nstatato 11 valore ed 11 merito. , (Dal Monileur 'de CA.rmée)

fsper'ienze del battello Mo ,1e. - 11 24 s~tteri1bre sc~:so, neT centro di Parigi, dissolto la corrente del Ponte rea_le, s1 fece l~ prima pubblica esperie::.izR onqe const~tare co,me_11, ca~otto d1 salvatàggio ;(di cui il sig. Moue, semplice manna1O dell Havre, è l'in'1entor e), non possa stare sommerso nè capovolto. _ • 'Una folla considerevole , la cui an.sietà din1ostr-a· quanto rnteresse pon 15a ~l yubblico a tutti i miglioramenti . cl~e tocca-no la sorte dei marini e di qu elli che affidano 1~ loro n ta ·al mare; gremiva _i parapetti del Ponte reale e le _ad-i.acenze: . . Il battello Moue è trn 'piccolo canotto d1 cl1ec1 metn d1 lunrtbezza su due di l~rgbezzà, p roprio pel sal.,vataggio di trenta o ; uarant~ uomin i. Si, potrebbe dire che si compone di due battelli posti l' iino ueì1'altro, ed il cui i:nterval\o ~ oècupato ,da _Yen: totto scompartimenti calafatat\ e distinti, _çletti bossoli d ::ma, d+ cni ventiq uattro occnpano il fondo della carena e quattro s900 1 posti sotto il castello di_·pnfa ·ed il cassero. La-chiglia è in ferro . · . . _, , Questa disposizione generale che as'ncura la solidila, la siabil,ità e' l'insommersibibità, del canotto, si è quella d'un galle~giatore simmetrico fin tanto che il oattello riposa sulle su e f?rme· , di galleggiamento. , . . . Un'altrà disposizione principale la c1uale éòSt1tu1sc~ ~utto 1'. rncrito del ba~tello Moue, s'aggiunge a queste condmon1 d1 si mmetria, ed. ·è un bo3sol'6 d'a ria longitudinale in tutta la lu,ngb.ezzi del battello contro u n solo dei suoi bordi, essendone l'altro privo.


78 RIVISTA Mercè l'esistenza di questo hossolò lo • gitudinale .posto da una sol parte, il canotto, che nel sno ec1ui li brio normale è come ab, ' biamo detto; un galleggiatore simnietric,o, allorchè cgpo,·olge la sua chiglia diventa un galleggialòre non simmetrico . _ Due grandi bossoli d'aria posti l'uno sotto il ,castello di prua e l'altro sotto i l ca'iSero sosten.gono a galla il battello allorchè viene capovol to di forza, el in a·llora il bordo contro cui sta il bossolo longitudinale è innalzato dall'acqua eJ imprime · al canotto un e• P-rgico moy,iìx1ento il quale l'obbliga a raddrizzarsi ri tornancto la sua chiglia dissotto: , Questa conversione la qual~ si es~guisce quasi istantaneamente , cioè in quattro min uti secondi, è facilitata dal pcsu della chiglia., a ciò espressamente costruHa, essendo tale la sua sensibilità o&lla posizione inversa, che il battello non pìlò conservarsi capovc,lto, poi.chè allorquando la chiglia è arriv{lta al la sommità della .sua eYoluzicne passa pr>l metacentro e ritorna nella sua posizione normale,. non. pote11do essa manterrnrsi equili brata in aria. , • L'espei:i enza del 24 settembre ha mostrato al pubblico quale snrobbc la sorte di quest'imbarcazione se venisse rr1omenta. nearnente ed intieramen te capovolta, colla chiglia all'insù, da un forte colpo di vento. Il _b.attello Moue , n·ontato dal suo equipaggio di cinque uom101, venne sollevato su dne btacbe coll'aiuto di un argano posto sotto una grua formata da due puntelli inclinati, i quali erano a tale uopo stati piantati su un grosso battello. Egli .è con v_iva, emozione che il pqbblico rndeì'a . rizzarsi lenta.ment,~ su uu fia nco questa imbarcazione, -sulla quale stavano sech1ti i cinqné marinai che aspettavano da un istante all'altro la loro sòmmersione. Alzata. verticalmente st1 uno dei suoi lati, l_a piccola nave ha abbando.nati i ~noi punte!li e si è capov0l ta 1stantaneame11.te ricoprendo l'eq uipiiggio, il quale disparve innerarneote sott'acqua, framm ezzo all'ansietà generale degli spettatori. ll · canotto aveva appena presentam la sua chiglia ~ll'insù che io quattro m innt.ì secondi si rndclrizzava riprendéndo j l scw galleggiamento d'appìombo. - L'equipaggio, tra cui si 1rovava il fig l10 dell inVimtorn, ricomparve seduto suì banchi fra oo-Ji '

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TECNOLOGICA

applausi di un'imrne• s'.\ moltitudi ne. L'acqua imba'._cat11, nel cmotto durante questa evoluzione si vL10tò in 25 rrnnutt secondi, mediante, quattro buchi praticati tospressameoto in fondo della carena. • . L'utilità di questo sistema n9rmale cli salvataggio, in-i entato da un semplice mat·innio· francese , è tale, che noi noµ credi,1mo doverYi insistere. D'itltronde esso lumJnosamente a.ppare agli occhi di tutti, e spe,~i~lrncnte dopo le ripetute esperien~e fatte .pubbliGarnente a Parigi nello scor:;o mese. Ogni bastimento dello Srato potrebbe frattan.to con po~a spesa aver.cl· una piccola. scialuppa costrulta cqn qnesto si,;\~ma; e s~ il battello Motie ·venisse regolarmeo1e adottato, ogm giorno s1 ·potrebbe con certezza salvare da -morte buon numero .di bravi marinai o passaggieri caduti in mare , meotrechè attualmente sono t roppo di fre111;enti sacrificati per l'impossibilità di soGcorrerli eol mare burrascoso. Non solame • te i bastimenti da guerra dovrebbero esser prov-visti di queste utili imbar~azioni, ma sì anco!'a ogni altra ~~ve: I basti menli da t rasporto, i grandi steamers t ransatlaot1c1_, 1 piro.scafi del Mcditemi.µeo dovr,Jbber·n ,;empre essere provv1st1 d'un numern di questi battelìi di sctlvataggio, proporz.10nat6 numero di persone imbarcate, io ragione e;ioè di uno ogm cento uomini. almenp. Cosi pure ·i yachts dovrebbero ·essere provvisti di piccole i~1barcaiioni nguali, ed i ca notii di diletto po~ trebbero essere costrutti s,2conclo questo sistema·, il quale pr e. serverebbe da sinist ri troppo frequenti i loro possessoì·i. Questa non è una semphce misura di con\'eninoza. , è un dovere che l'umanità reclama ed i propi-i interessi i mpongono alle o"randi co111pa"nie di trasporto , e che i governi possòno ,o o . · l e devono- re,,olamentare pres.crivendo che mun legno naz1ona e possa sal,par~ da) po.rl_i senza corrispettiva dotazione di tali ranotti ed affidandone buo~1 numero a' gnardaGoste per ogni bisogno di ~alvataggio. · . . . Se così fosse stato, se·i anni or sono, la F rancia rntter'a uon avrebbe appreso con dol ore l'i~VJ.provvisa perdita di t recento bravi marinai e settecento de' snoi migliori solda.ti redpc1 dalla Cri me~, i, quali fur;,no tutti inghiottiti col la. fregata l_a Ser'.i,illanle nelle bocche di Boni.f~cib. - Le perdite da 1101 . sfflerte 1

a'.


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RIVlST A TECNOLÒGICA

a lla stessa epoca nell'occasione dell'incf!:ndio del Cresus, sareb·bero state nulle. - La Russia. non avrebbe or ora perduto tutto l'equipaggio di una delle sue maggiori fregate, e quanti altri sinistri che funestarono ·e fonestano tutto dì la navigazione sarebbero così stati causati . Si sono sott0messi ad un seYero regolamento i fanali d</ bastimenti . L'addozione obbligatoria del battello di .salvataggio non è meno importante nè più diffic~le. · SperÌf.\mO pe1· ciò che i governi ci vili, i quali incontestabilmente al d1 d'oggi più che .giammai si prendòno cura della vita degli uomini, adotteranno pel salvataggio generale degli equi·paggi e passaggeri questo grande ed utile miglior~mento, il q uale, non v'ha dubbio, verrà accolto con gioia e riconoscenza da tutti gli uomini di mare, dai passagger·i e dalle loro famiglie. Noi speriamo che il ·nostro governo sarà fra i primi a far pro d i s\ utile invenzione. .V..

lllVISTA .STATISTICA

INGI-IILTERE,A.. - Il governo inglese ha fatto 1'8 aprile 1861 il censi mento decennale ,simultaneamente su tutta la superficie del Regno Unito. Eccone i risaltati generali in confronto con quelli dati dal censimento del 1851 : . · Differenza

Inghilt~rra Se.ozia Irlanda Isole normanne Totali

1851 1861 Abitanti per 100 17927609 20061725 ...., 2134116 12 2888742 . · 3061117 + 172375 5 9 6552385 5764543 + 787842 12 2 143126 143779 + 653 O 4 27511862

29031164 + 151,9302 5 ·5

L'aumento generale che sale secondo queste cifre a 1,500,000 abitanti e pi(l, o a 5 5 0[0, è superiore di molto a quello ~he si verificò n el periodo decennale ,,recedente·. La popolailODe rn· glese non era dal 1841 a ! 1851 cresciuta che di 849,585 arnm.e o di 3 2010 , Quanto al1a diminuzione nell'Irlanda è da notare che nel decennio precedente essa non aveva perduto meno cli 1,559,400 ANNO VI. Vol. li. -

6.


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llTAT ISTIC~

8t

RlVISTA

,abitanti, o il quinto della s ua popolazione, parte per emigra'- zione, pute per fame. Nel periodo dal 1851 al 1861 l'Irland, ha ancora veduto partire 1,231,000 de' suoi abitanti. Se malgrado ciò la sua popolazione non è diminuita che di 788,000 la differenza., che è di ci rca 443,00 anime, dovette coprir:Si con una eccedenza di nascite sui dece,si. Il pl"Ìmo registro dd censimento stato presentato al parlamento non contiene ragguagli meno generali che sull'Inghilterra propriamente detta, rom presa la contea di Galles. Aggiungendo i soldati e i mal'ioai momentaoeamen le fuor di paese e non compr~i nella tavola generale riferita qui sopra, si ottengono per la parte principale del Regno Unito le cifre di abitanti e gli aumenti qui appresso: Anni del Censimento

P opolazione

1801 1811 1821 1831

9,156,171 10,454,519 12,172,664 14,051,986

1841

16,035,HJS

1851 1861

18,054-,170 20,223,746

Aumento Abitanti Per 100 »

1,228,358 1,718,135 1,879,322 1,983,212 2,018,972 2,169,576

14 16 15 14

13 12

Secondo questa tavola la cifra assoluta dt l!'aumento decennale segue dal principio del secolo un andamento sewpre pro• gressivo; per contro, e appunto per cansa di questo forte aumento della cifra. assoluta, l'aumento proporzionale (per 100) diminuisce leggermente, ma regolarmente, <la uo periodo decennale all'altro. Nel censimento del 31 marzo 1851 la popolazione ci,,ile (astrazione fatta dei soldati e dl?i marinai assenti) dell'Inghilterra propriamente detta., si diYideva. in 8,781,225 individui maschi e 9,146,384 ·femmine. Nel censimento del 1861 abbiamo 9,758,852 maschi e 10,302,873 femmine. Secondo questi aumenti si hanno dunque n el 1861 106 donne per 100 uomini. Flotta co1·azzata - L 'Inghilte rra sebbene seconda in principio uell'adottare il corazzamcnto pe' suoi bastimenti, lasciò ben presto indietro la Francia ed oggi 05S0. ha già in mare il lVarri6r, il Black-Prince, la Resùta,nce e la Defdnse. Verso la

fine del veniente anno saranno varati . l'Achille'. il Caplain ' l'b'lephant e le Northmnberland. Que~t1 tre u:nmi f'.iron~ co~fLda,ti a cantieri privati . Questi otto legni sono di un tipo speciale

ed banno lo scafo di [er10. · . . . . . Oltre a questi l'armata britanmca_ ba i se311ent.t ~ast1111ent1 a scafo di legno corazzati' l' Ocea~, '.l.., Iloyal-Pa_ck,_ 11 1i~yal-Alfrecl ed il Coledon'ia, t utti armati d_1 nl c~nuom, i qua!I furono · d all unaati di 21 piedi Altn due ,,ascelh a, rauno or ora rasi e o · . IJ z I ed a f1a poco la stessa destinazione, 1~ Rep~lse, l 1 'U wa1·c ", quanto dic,esi il tre ponti Duca di lVellmgton. FRAKCIA. - Le sollecitt1dini del marescial\~ R andon, m inistro della guerra, sono da qualche tempo. parl1c~l_armeo~e r1~ volte al riordinamento degli istituti d'educa~1one m1ht_a re; ~I ~ '. settembre scorso eoli vi~itò la scuola di Sa1nt-Cyr n ei suoi p11~ 0 1 minuti particolai·i, ed ha progettalo sul luogo s,~esso n11mero; · 1· • tanto al recmimento interno dell 1st1tuto quan o m1g 1oramen11 c:o • 1· st· al fabbricato che n'ha gr11n bisogno; il 20 success1v~ eg_1 portò in Saumur ad ispeziona_rv_i la ~cuola di cavalleria_. I\ell,~ stesso giorno egli ra~sò a nv1st~. rn campo a~erto senale allievi quindi si recò a v1s1ta.re la mandri~ de st~dn, osservando at~entamente le cavalle e i loro P'.·odoth. 11 gio~no · ·e,,." nello apprezzare il grado d'istruzione pratica dopo egl1. 1mp1 o'' · . . , · · L '00-01· cat egona · d'allievi sia nel lavoro 10d1v1dualc, sia ne · . 11

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Jav~ro di scrivere, come pure nel tiro al br.~oagho ?a cava e nell'alta scuola d'equita:-:ione e di maneggio. Il signor _maresciallo si mostrò sr,ddisfattissimo drlla scuola , ed _a ~rnsto 11 r i?r~i-titolo egli debb'esserlo, anegnachè ~ ~ni è dovuto namento sul piede attua le di cotesto 1st1_tu_to, del quale r 1ord1namento ebbe già a riferire la nostra R1-~ista.. . ,.., A questo proposito, ecco il program i~a d am~1ss10n? ( I ag?s1? prossimo passato) pe' giovani borghesi ammessi quali cavahen • allievi ·alla scuola : . . . L 'es11me dei giovani borghesi che don~andano di ap!)!ica~S1 ai corsi del scuola imperiale di cavallt>ria come. al'. en ca, fl.· ]ieri è dato a Saumur dnl 15 al 20 dicembre d1 crnscheduoa ann~la innanzi ad una commissione composta come seguP., cioè:

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RIVISTA

ST À.T!ST IèA

. Il lu_ogote~ente colonnello della scuola, presidL·nte; il maggiore, 11 capitano pagatore, due capitani istruttori, membri. Le condizioni d'ammessione sono le seguenti: 1° A Yere 17 anni almeno e 21 anno al più, al '24 dicembre dell'anno corrente, e giustificarlo colla fede di nascita. 2° P ossedere un cer1ificato rilasciato dal comandante del deposito di reclutamento del dipartimento del candi.:lato onpure dell'ufficiale di gendarmeria più vicino alla sua residenza: constatante l'attitudine fisica del postulante per l'arma di cavalleria, d'un certificato di buona condotw, rilasciato nelle forme prescri tte dell'art. 20 della legge 21 marzo 1832; dell'asse11 so del padre, madre o tutore, se il candidato ha meno di 20 anni compiuti.

corsÌ, sono mandati nei reggimenti come semplici carnlieri;

_3° Saper leggere e scrivere, conoscere l'ortografia , le quattro prime regole d'ar itmetica ed i principii elementari della a ra m0 matica francese. 4° Aver pagato a m ani del r icevitore particolare delle finanze della città di Saumur, per conto del tesoro, la somma di duece~to franchi, destinata a garantire lo Stato delle spese d1 trattenunento alla scuola e della compera dei libri d'istruzione. L'l com~issione_ d'esame s tabilisce un numero di punti rappresentanti 11 massimo delle nozioni necessarie. e dà a ciascun _esaminato il numero d'apprezziazione; determina ugualmente il numero che stabilisce il rifiuto d'ammessione. Il _21 e 22 dicembre la commissione compone la lista di classificaz10ne per ordine di merito degli esaminati. I cinquanta p rimi numeri di questa lista ricevono, il 23 dicembre, da.I generale comaudante la scuola un certificato d'accettazione, au torizzan te il loro ingaggio nell'esercito francese. Xcandidati possessori del certificato rl'accettazione paaano il 2_,!, i d necento franchi ::ovra prescritti, e rimettono nell~ ste~so giorno al co~andantc la scuola la ricevuta di tale somma; essi contraggono 1I 26, alla municipalità di Saumur, la loro ferma volontaria (per sette anni) ed entrano nello stesso giorno alla scuola. I co!'si incominciano il 31 stesso mese. La durata dei corsi è di un anno. Dopo alla scuola , gli allievi ca. . quattro mesi di sofYo-iorno 00 Ya1ieri, che a causa d'inettitudine non possono continuare i

uguale m isura è presa riguardo a q uegli allievi cavalieri la cui condotta l11scia a desiderare. Gli a!lievi cavalieri che si distinsero pcl loro zelo e pella loro attitudine, e che s,~ddisfocero gli esami d'uscita, souo mandali nei reggimenti di cavalleria, per e,,sere immediata.mente nominati, dal rispettivo loro colonnello, al grado d1 brigadiere, il quale, a tal effetto, fu loro risel'\'ato; i cinque primi sono portati nel quadro d'avanzamento pel grado di maresciallo d'alb ggio, appena ch'ess1 abbi ano le condizioni t icbiestc d'anziaJ Jiità, e purchè non ne abbiano demeritato pella loro condott;1_ Quelli la cui istrnzione milit:1 re cd equestre non fu giudicata sufficiente, sono mandati, come sel!lplici cavalieri, nei reggimt•n.ti. I cavalieri che, p~r cause indipendenti dalla loro Yolontà, il.on so<ldbfallO agli esami d' uscita, pos~ono essern autorizzati, s11lla proposta del generale comandante b scuola, a rinnova;c l'a nno di studi. I giovani che vogliono concorrere per essere ammes~i collie allil!vi cavalieri, si l'ccano a Sanwur a loro ;;prse; le spese pcl loro sogg1onio in eletta piazza, sino n quello esclusiYo del loro arruolamento sono ugualmeu 1e a loro carico. Al loro arrivo a Saunwr, i can,ìidati informano il generale com 1ndaute la s,::uola. della lol"o rnteniione di prt'scn\a.L-si agli esni:ni, e gli mandano le carte indicate ai numeri l e 2 del prernnte programma. Prima ch'essi si presentino duvanti la commissione d 'esame, il g<•nera le si uccr.rta, facA11doli ,·isitare dal rrtedico capo, che i candidati n<rn abbiano alcun vizio di conformalione, di natura tale da imprdir !oro di seguire i corsi cli. i~truziono della scuola e di da ,s; a tutti gli eser1:izi eqnestt·i e ;;p:!cialmentc a quello

del volteggio.

Tru,7J71e che inlor-o~nnaro qucsl'anno al campo liì Chatons , COMANDO DEL .C,\i\'.IPO.

S. E. i i Marf' sciallo ui:c.1 or

M.IGElHA.

5 Comandanti speciale ,leile rnrie a m i e scnizii,


STATISTICA

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J\l\'[S't'A

Treno - 3 Compagnia (6n e 5a del 4° squadrone e l a del 5°).

l" DIVISIONE FANTERIA. (Generale FOREr)

Distar.camento infermieri o operai d'Amministrar.ione. Jrorza pubbbica - Distacca.mento di Gendarmeria della 23" Legione.

1" Brigata -

8° o 30 Reggimento Fanteria. - 9° Battaglione Cacciatori a piedi. 2a Brigata - 43° e 61° Règgimento Fanteria. Artiglicria - 2 Batterie (1 a e 2' del 7° Reirgimeulo montato). Genio - l Compagnia Zappatori (2a dtll 3° Reg3imento).

2a DIVf~IONE F-{\NTERL-\ . ( Generale MOLL.rnn) la Brigala -

82° e 83° Reggimento Fanteria - 10° Balta• glione Cacciatori a piedi. 2a Id. - 89° e 98° Reggimento Fan teria. 1-1rtiglieria - 2 Ilatterie(la e 2n del 12° Reggimento montato). Genio - 1 Compagnia Za!'pntori (9" del 3° Reggimento).

3o DIVISIONE F :\.NTElUA .

(Gcnemle

VE RGÈ)

la Briyulc~ -

72° e 75° Reggimento Fanteria - 18° Battaglione Cacciatori a pied i. Id. - 99° e 103° Rep:gimento Faot0ria. A.rtiglieria - 2 Batterie ( la e 2a del 14° Reggimento montato), Genio - l Compag11ia Zappatori (3a del 3° Reggimento) .

za

DIVISIONE DI CAVALLERIA.. (Generale DE nocUF.FORT) la Brigala -

2a Id . Artiglieria -

5° e 6° Reggimento Lancieri. 7° e 8° Id. id. l Batteria ( I n dol 18° Reggimento a cavallo).

RISERVE E PARCHI.

Artiglie1·ia di 1·isc1·va -

3 Batterie (lu e 2a del 15° Reggimento montato e del 18° a cavallo). i Operai d' A1·tiglieria - Un distaccamento della 2a Compilgnia OpC'rai. Conduttori del. Genio - Un distnccamento di Zappatori- Conèultoii del 3° Reggimf;'nto.

z~

Caccialor·Ì a p·iedi . - Parlasi sempre con insistenza dello scioglimimto dei 1O battaglioni di cacciatori a pit-)di_e del loro riordinamento in reggimenti di lint:a, come annunziammo nel fascicolo di settembre. RUSSIA ...... Una nuova e bella frogata, il Dmit·r ì-Donsl,oi venne varato il 5 ottobre dai cantieri del nu'.>YO ammiragliato a San P ietroborgo. Ella ,·onne costrntta di tlu_ercia sul m?dello del Gmmla.mmiraglio, una dd le maggiori fregate uscite dai cantieri degli Stati Uniti. La lunghezza della fregata suddetta. è di 270 piedi su 51 di larghezza.

AUSTRIA. - Con imperiale decreto del lo scorso. settembre (28) venne approvata la formazione reggimentale m ~ bat_taglioni di 6 compagnie; e però da ciascuno òegli 80 regg1~enti, coi suoi tre bcittaglioni attuali formerà il suo 4 ° battaglione . Per tal modo la forza del battaglione vien rì lotta di un quarto del suo antico effettivo. Cotale formazione eia necessitata dal• 1'-orclìnanza poc'anzi adottata su due righe avece di_ tre, ~oicl~è altrimenti gli antichi battaglioni schierati su 2 righe r1 usci• vano troppo lu nghi e im01aneggevoli. - ~o stess~ dec_ret? ihsa il piede di guerra di un reggimento di fant_eri~ d1 hnea ~ 4143 uomini con 102 cavalli, ed i suoi battaghom sono così dt circa 1000 caduno. Ogni battaglione di cacciatori con 6 cornpagnie attive ed l d, deposito, venne fissato a 1218 uomini Slll piede di guerra e 37 C!lYalli. CHINA. - L'esercito tartaro conta 13 uffici:ili Renerali dì l',\ classe, L'esercito cbioese ne conta 17, di più 76 dì 2" classe e 121 di terza. Qim;ti ufficia li, secondo il loro grado, como.nòano corpi di trurpa ine 0 uali, ma indipendenti gli nni d~gli nitri e di diversa organizza-zione. Gli uftici alì generali di prima classe comandano a 7500 uomini gli altri dai 2500 ai 3000,


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RJVJSTA

STA.TISTICA

ciò dm darebbe all'esercito chine~e un quantitativo teorico di 600,000 · uo.mioi. L'effettivo dell'esercito tartaro sarebbe ancor più iogannévole. Il contingente delle ' 48 inseo-ne ovvero dei o 48 principi tartal'i chiamasi anche le 48 miriadi, ma è ben lungi per? d!l ll'esserne così numeroso. Certo è però che, allorquando non sono trattenuti dalle cur~ dell'agricoltura, la China pllÒ per un dato tempo presentare nel Pè-tihli-li da 60 ad 80 mi la uomini tutti a cavallo. Qw~sto numero è all'incirca quello contrapposto agli alleati nell'ultima carnpngna. Le cit,tà ch:n l!Si hanno un sistema di fo rtificazioni antico e con,:,sci uto da tuUe le .nazioni . Le for tificazioni però di Pei-ho a pparteneq1no ad un sistema diffèren te, esposto or fa 6 secoli i u opere chinesi. La loro tattir:~ è: nll'incirca que:la dei Tirnourlang; il loro arman.'.ento chiama à.lla memoria il ] 5° secolo. Nè p~ssono affatto :'omprendere come la tattica I?ilitare europea-possa essere supeno:e alla loro. · I gradi militari non sono da essi cercati se oon perchè met• tono al sicuro da rnnlte angherie, e perchè possoJ1Si acquistare senza: aver Ia1t.o alcun stud io. . • · La paga degli uflìciali va1•ia dai 2S8 ai 4000 fr. annui.

Dvreziond del Genio alla Spezia. ·- S!~nle riroporlanza e la considerevole estensione dei lavori del nuovo arsenale .alla Spezia, con regio decreto' del 18 agosto, venne creata una dirn· zione straordinaria pei lavori niarittitn.i del genio alla Spezia, sotto l'esclusiva dipeudenza dlll ministero della, marina per la parte dd senizio tecni co. - Il tenente colonnello di. _sta.to maggiore cav. A vet, 9,ou altri sette ufficiali di st~to IDì1gg1o~e stann~ già da più di un mese attendendo ai lavon topografici 81 quei terreni littorali.

~

ITALIA. - Istituzione d,i, iina nuova Di?'ezione Generale al Minist1Yro della (foerra . - Con regio decreto del 18.agosto prossiçno passato veniva istituito presso il ministero della guerra \rna 1rnova direzione generale , quel la delle leve, bassa forza e matricola. Q11esta direi ione generale "Venof! sparii ta in tre di visioni: 1° Qne[Ja del la Leva, cui è affidata la parte direttiva c":elle operazioni della leva, ed ogni altro affare riflettente 11 reclutamento dell'eserci to in generale; 2° La di,1 isione della lJassa forza provrnde al sott'urfiziale, caporale e soldato· in tutto ciò c}1e lo riguarda relativ8meute ai suoi obblighi di servizio, dall'entr~ta sua al servili0 fino al suo congendo assolut~; :=}0 La · divisione 1)fatricola incarica,ta delle r8gistrazioni mati:icolari. 11 colonnello di stato maggiore, cav. Torre, già ca po della di• ì' isi011e reclutamento, venne posto a capo della naova divisione generale s11ddetta.

Lavor-i geodet-ici nelle Marche. Il luogotenente colonnello di staio maggiore marchese De Fornari con due capitani dello stesso corpo, stanno compiendo la triangolazione geodetica delle Marche Anconitane. - Appena terminate queste operazioni elementari vetrà attuata. la levala topografica del1a Jegione militare di AnGona, e pal'lasi pure' di quella della Sicilia. Ntwva pianta del personale d~ 1lfarina. - Con regio de• C'.eto del 14 agosto p. p. gli uffici del'Mfoislero della Man·nx ,,ennero ripartiti ·oel modo sqguente e· posii sotto la irnme• diata direz'ione del ~egretàrio genernle Segrela1·iato, che consterà,: a) Di un gabinellò del min,istro, retto da un impiegato supe1iore di quahi voglia grado, colle segurnti attribuzioni : P rotocollo generale; 'affa ri rìserrnt.i; affari non. attribuili alcun'altra divisione ·; carteggio parti,·olare del ministro; decorazioni e rne,Ìc1glie nazionali a sudd iti esteri, decorazioni e,tere al personale della mat·ina. militare; stato maggiore delle Regie Navi; c1.rm, meoto e disarma01ento; movimenti ed 01iàaz'io11i delle. fo rze :ç.avali; dir'"ziooe degl' istituti militari e persou'a le addetto allo insegnamen10. , b) Di un ii(lìc-io speciale tecnico, cui verranno ternpor11,~ riameute àpplicati ufficiali dei Yar·i corpi aven ti dipendenza dal ministero di marina colle seguenti attribuzion i; Èsarrii di prno-etù e di studi riflettenti l'ordlnamento, le co" ' struzion.i e gli armamenti marittiwi ; . bi blioteca e depositò di carte rnar·ne ; pubblicazioni relative alla: 'marina; direzioni di laYo:-i idrografi.ci ;

aa

'


90

1uvrs-rA

'

c) Di un Ufficio di informazioni per teclami, domande e ricerche relative ad interessi privati. Dù;isione del personale delta marina milvta1·e, retta da un ca po di divisione, e suddivisa in tre sezioni, colle seguenti at• tribuzioni: · · · Ordinamento, personale e disciplina dello stato maggiore ge• nerale 1della regia marina; del corpo reale equipaggi; del corpo fant€ria reale marina; del corpo del commissariato generale;· del genio navale; del corpo sanitario e degli ospedali; _personale dello stato maggiore dei porli; matricole degli uffici ali militari sani tari ed. amministrativi della marina. miiitare; pensioni e sussidii ; · · Divisione del materiale, retta da un capo di divisione e suddivisa , in tre sezioni, colle seguenti attribuzioni: Costmzione e raddobbo delle regie navi; fornitui-a genet'ale dei magazzini e degli stabilirmmti 111ilitari .marittimi; acquisti ad im• presa o ad economia; invenzioni e sc0perte; contabilità del ma• teriale; rendimento dei conti per parte dei contabili di rnligazzioo e degli uffiziali iocaricHti _ di compre all'estero-; costruzione, re~ stauro e conservazione dei fabbricati ad uso della marina mi• lita re ed opere idrauliche; D,ivisione ContabUità corpi e mat1·icole, retta da un capo di divisione e suddivisa io due sezioni colle segueoti•attri buzioni: Diréziooe e sit{dacato della: contabilità pecuniari1i dei consigli di amministrazione del corpo reale equipaggi; del corpo fanteria n ,ale marina; degli istituti militari e degli, ospedali ; averi di , imbarco; matricole della bassa forza dei corpi della marina militare; · . Divisione Bagni, retta da un capo di divisione e suddi visa in due sezioni, colle seguenti attribuzioni : · · · Personale, servizio e disciplina ddl'uffizialità dei bagni e delle compagnie dei guardiar.i; ordinamento e disciplina dei bagni; direzione P. sindacato della contabilità pecu niaria dei consigii :imministra.tivi dei bagni; costruzione, restauro e con61;rvazione dei fabbricari- ad uso dei bagni ; ' Dfoisione contralti: archivio ed economia, retta da un capo di divisione e suddivisa in due sez1001, 00110 segue~ti attri• buzioni:

. STt\TJS1'!CA 9J. Formalità relative ai pubblici . incauti ed alla stipulazi0ne dei contratti ; rogito, di atti legali; approvazione di queJli sti• pulati dai c9mmissari generali per delegazione _del ministero; archivio. amministrativo del ministero; servmq rnteroo ed eco• nomia; 0

D-ivi,sione Contabilitcì genercile, Sussistenze e Casermaggio retta da un capo di di visione e suddivisa in tre sezioni, colle se• guenti attribuzioni: . Bilancio annuale; rendiconto gsnerale; libro ma$_tro; conta• bilità d.ei fondi di scorta assegnati alle r<ègie navi; direzione del servizio delle sussistenze; fornitma e liquidazione; verificazione dei giornalieri; casermaggio; spese di trasporto, via di mare e di terra; vacazione e trasferte; pagamento· stipendi al personale ·amministrativo della marina mercantile e della sanità marittima. 1 '

Divisione polizia della naviga~io.n e mercanti le e sariità . ma,·ittirna., retta da un capo di divisione e suddivisa in tre se• zioni,'cd le seguenti attribuziori : . , . Personale amministrat'ivo della marina mercantile e della sanità marittima; per~onale di bassa forza 'dei porti e delle spiaggie non appartenPnte al corpo reale equipaggi; locali per le capitanerie dei po~ti; polizia della navigazione dei porti e delle· spiao-Nie· al valer di marina; giu$tizia penale ·co , medacrlie o marittima mercantile; pesca marittima; cantieri; sanità ma• rìttima ed igiene navale; lazzaretti ; ed a.Itri fabbricati ad uso sanitàriu; Divisione asc1"izione marittcma, matc,·iale e tasse, retta da un cape da divisione, e s uddivisa ìn due sezioni , colie segueot attribuz;oni : Asc,riz:ione e leve Ji Il}are; statistica della gente di mare; patenti d\ ·O" rado·, stato civile a borJo; successioni della gente di mare all'estero· nazionalizzazione, matricola, compra e veudita dei ba.<;timenti; c:rte di bordo; diritti di marina; naufragi, a,rarie, ricuperi; casse degli im•aliJi della marina mercantile; casse dei depositi della gente di ~are. . La pianta numerica del personale del ministero della marina stabilita come in appresso:


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RIVISTA

1 Ministro. 1 4 4 10 11 11

Segretario ,tenerale. Diretttori capi J i di visione dì la classe.

lei.

id.

2a classe.

_Capi cli seziooi. SegrntàtÌ. di I a classe. Id. di 2a classe. 15 Applicati di la classe.

Id,

Id.

2 Capi-us(ieri. 1O Uscieri (due dei quali al poosiglio d'amni.iraglittto).

Ad ogni divisione sarà assegnalo quel numero d'impiegali ragguagliato agli affari che le sono a ttribuiti.

Aiimenlo dell'assegno di primo corredo ai co1·pi rnih:lari dellci rna1·ina. - Con regio cleéreto del 31 agosto ·s. M. ac• crebbe l'a_ssegno individuale di primo corredo àll'armata por· lallÙO:

Quello del corpo fanteria real marina da L. 100 a 150. Quello del coi'po reale eqdipaggi I d . .da L. 100 a 200. ,tligliorarnento al rancio delle truppe. - 2 Con regio decreto del 19 settembre S. M., sempre propensa l1 t utto ciò che può migliorare l'esistenza de' solda1i, che gli sono cari e deYoti, ord inò che d'ora inonnzi la razione di pnne per la zuppa: fosse tolta _da carico dello scotto inàil'iduale e formare una conipe· tenza distrnta, come il prne di munizione, e che venissero pur tolte dallo stesso carico le spese di bucato e del barbiere, cosicchè d'ora innanzi i 30 centesimi dello scotto verranno esclnsivanwnte dedicati al rancio giorna liero, che col 1° ottobre venne COSÌ fosat0 : Carne grammi 200 Paste 1d 150 · a giorni a'tern::iti ld. · 150 ~ iso Vino centilitri 25 Condimento , sale ed erbaggi in ragione di ceote· Hml 5 per indivi(foo a.1l'orJim.rio.

sì

l

Par cotesta sovrana disposizione il raoc;io del solr-lato è oggi in buonissime condizioni, importa però che l'amministrazione militare delle sussistenze sappia soddisfare alle esigenze del suo se1·vizio..... e fin ora lascia molto, ma molto ..... da desi~ derare io riguardo alla sammi oistranza.

c.

di 2a classe. di 3a clc1sse. 25 Id. di 4a classe. 8 Volontari .

20 20

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STATISTICA


RIVISTA DIDLIOGRAFICA

RIVISTA BIBLIOGRAFICA

Speclatcur mili!aire - 1.5 scptcmbre 1861 - ·123" livraison. Constitut,ion et puìssance militafrc compa1·ées dc la France et dc l'Anglete1·re, par ì\L CARLES ìvl ARTIN lieutcnant colooel du 3° régimeot de laociers (1.3° article)- capitolo xvm. Co mposizione dell'esercitv di 2a linea nell'Iogilterra, corpi ausiliarii e risp,rve (segue). L'egregio statista militare prosegue la sua rassecrna analitir.a sulle truppe britanniche di ris1::rva, qui oc-. e cupandosi specialmente ùe' volontarii, del cui ordinamento ~ l è fatto tanto rurn.0re in questo ultimo triennio. - Premesse le cause che spinsero-il governo britannico a decretare cotale istituzione, il signor Martin particolareggia l'ordinamento or· gaoico dei riflemcns volontarii e dei corpi e compagnie d'ar• tìglicria volontarii. Le disposizioni principali di tale organizzazione sono le se· guenti: Ogni corpo deve essere formato di nffiziali ri l'estiti di una commissione speciale del lord del contado ;

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Ogni individuo ammesso deve prestar il giuramento nelle mani di un deputalo-luogotenente , di Ull giudice o di un uffiziale del corpo regolarmen te nominato. Ogni volontario è obbligato a prendere le armi in caso di invasione C:el territorio, ed anche in caso di semplice apparizione del nemico in vista delle -coste del Regno Unito. Egli è tenuto ugualmente a convenire ad ogni chiamata per reprimere un'insurrezione determinata dall'una o dal!' altra di queste eventualità. Durante la sua permanenza sotto le armi, il volontario è sottoposto alla legge militare; egli ha diritto all'alloggio ed al soldu dell'esercito di linea. Gli uffiziali de' volontarii sono regolarmente nominati con commissioni reali , apperciò quando s0110 in divisa hanno diritto al saluto come gli uffiziali del loro grado nell'esercito

regolare. Gli uffiziali dei volontari, feriti in servizio comandato, hanno diritto alla pensione di ritiro; i sott'uffizia!i ed i semplici volontarii sono ammessi a godere d·e i benefizi dell'istituzione degli invalidi di ChelsP.a.. AIIA vedove dei volontari1 morti sotto le !bandiere è assegnata la stessa pensione che al le vedove degli uffiziali dell'esercito di linea. · .· Ogni volontario ammesso in un corpo regolarmente form ato non può lasciarlo quando egli vien chiamato sotto le armi ; in ogni altra epoca egli ha diritto a ritirai:si mediante pre• ''entivo avviso di 14 giorni. Ogni volo~tario il quale può giustificare otto giorni di presenza agli esercizii e manovre, darante tre periodi di quattro mesi ciascuno, cioè 28 giorni per ogoi aono, è inscritto com3 avente completato la sua istru~ zione. I volontari di questa categoria sono esenti dall'estrazione a sorte per la milizia, nè possono venir · compresi in yerun'altra levata. I volontarii debbono_ essere cittadini del Regno Unito, eù obbligarsi ad equipaggiarsi del proprio ed a sopportare tutte le altre spese risultanti dall'organizzazione, all'eccezione però di quelle determinate in occasione della chiamata del corpo sotto le armi. L'uniforme lasciata dapp~incipio alla scelta dei corpi di volontarii, venne successivamente determinata.


Rll"lSTA. 96 . Quella dei ri(lemens consiste iu una tunica bigia scura ad di bottoni con oo-oletta dello stesso sulle rnaur· 1 ,a 1:i(Ta . .colore; . 0 , niche è ricamato un nodo ungherese, 11 cm colore ·è ad arbitrio d'ogni corpo e serve di segno distin:tiYo. - I pantaloni biai scuri larahi dalle a.oche al collo del piede , portano una 0 o ' · · pistagna de'llo stesso colore del n?do della tu01c.a. ,-:_ Il k'epp~; bigio scuro esso pure è ornato d1 . gallone ~elio ste:s~o colore del nodo delle maniche e delle pistagne a pantalom. - . Un cinturino ài cuoio naturale porta una ca rtucciera capace di 30 cartuccie ed è sostenuto da. una bandoliera la. q?,ale passando sotto il braccio destro e .sulla manca spalla si aggraffa sul petto. _ ' Le uose di pelle di montone sono tagliate a combacio colla scarpa. - Il mantello dello stesso panno che. 1'i tunica, scende a due dita sotto il ginocchio e s'abbottona smo al collo .a soprabito. Un cappuccio mobile, serve per guarentire il capo. . ' L'uniforme dei cannonic1·,i poco differisce dal precedente m quanto alla fog~ia, il panno è_p.er~ di color bleu, _ed il ~allone è scarlatto, il cuoio del cmturmo e delle uose e anner'.t~. Vennero poi stabiliti i metodi di istruzione e di .serv17JO da un apposito p_rogramm~ govemat~v~-. -:--- Secondo _q ~e~!~ programma i corpi volontan. vano~ çh:·1s1 in du,e _specie • ol_: 1 uni destinati essenzialmente ad ague m bernaghen, gli altri . · mant . t une le destinati a servire nei porti e. nelle .al tre c1tta batterie di costa. Per ridurre alla sua più semplice espressione l'istruzio~~ m ilitare, l'ordinamento iniziale de' volontari fissò per u~1 t.a tattica e amministrativa la compagnia di 90 ·a 100 uo1~1rn,. da ciò risultò un' infinità di corpi diversi e affatto slegati gli uni da.gli altri e per ,modo d'istruzio~e, e pér vestiario, e per disciplina. . · . . Qani città ogni ·bor,,.ata volle la, sua compagma di volono , o . .. 1\1" ht tarii, • talmentechè, dice spiritosamente 11 signor . ar:rns_,. ' lista di queste compagnie rassomiglia ad una specie d1 dizionario geografico dell'Inghilterra > • Non tardarono però gli Inglesi a riconoscere quanto fo~se vizioso -questo ordinamento eccentrico e sperperato, e nell'anno scorso venne decretàta la formazione de' battaglioni ammini-

tJJDLlO'GR.ffiC.\

stralivi destinati a riunire e ad esercitare i corpi di volontr.r:ì alle manovre di battaglione, senza però dimirrnirne per nulla l'indipendenza completa prirr1it,iva; ed i) quanto rende inconcepibile il 1,10me di amministrati vi a cotesti battaglioni pnramerrte d'eserciz·i ·i . · . Il maneggio della carabina, -e più ·di tutto la pratica sul ,tiro sono i p~nti essenziali dell'istruzwne di cofesti Yolontari i; e diffatti il governo vi concentrò le su~- sollecitudiui, incoraggiando , con ogni modo possibile, lo stabilimento di bersa,gli per og•~i dove,' ed accordando premi di concorso largl1issimi ai tiratori, cui fornisce copi9samente !e munizioni occo1 rc,ntì. Le armi sono proprietà dello Stato , e di prima qualità; CÌ''l che cagionò all'eriìrio un'enorme spesa. L'organizzazione dei cannonie;·i -voÌontarii, la quale ha per oggetto di fornire servienti alle batteria di costa, riposa su1lo stesso principio che quella de' tiragliatori o çarabinieri v'o)ontarii; con questa differenza però clie i c.annonieri . sono divist in frazioni anche mèno numercse, cioè in squadre di 10 il 12 uomi~i al più, i quali abitando vicino gli uni agli ,altri sono invariabil mente .incaricati del servizio di un cannoné posto in batteria nel -loro q uartieré'. - Ogni quadra è comandata da un capo eò ha un istruttore per la manovra. . L'ai-ticol; 9el signor Martius chi.udesi colla lettera, che iuterpeÌlato, . scriveva l'illustre generai nostro Garibaldi' al]" Un·itc1i Service Magaziiie , sul proposito dei volontarii i nglesi; quale l<::ttera venne dalla Rivista pubblicata con commenti nel fasci colo d'aprile dello scorso anno. '

Les instilutions mili tai1·es en Frnnw clans les siécles dei•. niiN·s, par M.

Fi;;RoINA~D DE LAco.rnE. Questo ben conosciuto scrittore delt'o Specta.teiir ponesi a riVaìJgare negli -a ntichi archivi militari della monarchia francese, onde stabilire ,lll parnllelo fra le passate e le modemc istituzioni. Non vi ha dubbio che il tema intrapreso, non abbia da riuscire interessante al p1fnto di vis1a della letteratura militare, maneggiato dal signor Lacombe.' Ma esso è forse un po' troppo vasto per prestarsi alle colonne di lin periodico . Questo primo ~rticolo tratta de6 li arruolarnenti, degli alloggi,

ANNo

Yl. Voi. 11 -

7.


98 RJV;~TA ddle trnprJe, d~lle ·snssistenze in marcia, ç1ello marcie nell'interno, deUe marcir, d'eserciti, delle salmerie e dei disertori.

Souvenirs cle la Campagne de Crimée. - Joiwnal d'un méde~in allemancl an service de . l'arnufa russe (segue). ·Diario ùal 2 ottobre al 20 n0vem bre Ì854. - Traduzione di G!ULIO BA1ssAc dall'originale tedesco del dottore FERPit-ANDO PFLoG (vedi Rivista di agosto e di settembre).

Le i11a1·échal Bugeaud considéré camme lact,icien et strutégiste dùlactique (;uite), . par M. DE u. FnusTo:;. La tacliqùc française reduite à sa plus simple expression, étude sur les évolutions des nnitées tactiques (Bataillon et division) pour servir de trait d"union entre le Ghamp de mar~ et le champ de bataille (segne); - 2a parte illovimenti offensivi. 3a parte ilfovimenli· difensivi; - 4a parte Movimenti intennediari. - Serbiamo i n:Jstri commenti ·a lavoro compiuto. Géograph.ie historique et militaire de l'Espagne et du Port,ugal, par Doli JosÈ Go~r&z DI< ARTI<CHE. - Prii;ua parte di un reso 0onto bibli.ografico suìl'o13era pregiatissima del eolonnello Gomez, pubblicata in duè volumi a Madrid• nell'anno 1859, col la quale l'egregio scrittore spaguu01o colmava una grave lacuna della geogi·a:fia militare eurorea, · quella della ·pei:iisola i \:)eri,:a. Croniqiw Jlfilila·ire, par 1\1. F. HoGONNET. - Lo spiritoso . e.ran ista èlelio Speclaleiw fra molte impo1-tanti recentissime e spiritosissùne notizie che c:gli dà a' suoi let101;i scrirn qJJesta che ben merita trnduzione· testuale: , Questa facezia (a proposito della voce corsa della creazione di un rnggimento di ca,valleria di donne am(?1'ica.ne; di cui si . occupò il signor Hugonnet nella sua cronaca) ci ricorda quella cl i cui abbiam padato, nnn l1a guarì, concernente le zuavesse i taliane, le quali non sembrano aver avuto una gran fortuna. Questa povera !tal-ia manca completame11le della fibra _m·iliiare, e ciò malgrado essa ha intrarrilSO un'ope1:a che so·

BIBLIOGRAFICA

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vratuìto esige energia guerriera. L'esercito piemontese è in gran parte occupato a far. l'un,1:tà nell'Italia meridionale, unità ch'esso ha al1ret1anta pena ad edificare ivi , qnan'a. ne incontrano gli Americani per distruggerla nel loro paese. Gli foglesi hanno tentato cl"inlervenù·e in favoré dei J1iemontesi a Napoli , e sbarca·rono pareccli ie vc,ltfl dist?ccnmenti di marinai, ma si sono ritirati, probabilmente di fronte alle esigenze •della diplomazia, • ..... (!I!) Siamo persuasi che i lettori della nostra Bivisla non manch~rinno di apprezzare la fibra veramente mili/are del Honista dello Spectatem·, e più di tutto i l suo est1·0 umoristico, siccome non avranno potuto fare a' !Ileno di apprezzarlo quei lettori dello Spectateu1· cui diletta la celia.

1 Lelliwe sui razzi da guerm o rncchetle,, fatte nt<l 1860, per ordine di S. A. I. il granduca Michele, dal generai mag• giore.Koustauli nov, direttore della fabbricazione e dell;impiego dei razzi d::t guerra, in RlÌssia .(1). . 11 generale Konstaotinov tolse l'epigrafe pel suo libro da · una ,pubblic11zione francese, •la quale mnitò ginsta fama e sarà sempre consultita con frutto da coloro che si occupanr) seriamtnte della sc.ienza della guerra. Tale è•. Lflistorique dii SM'1>ice de l'arlilforie au siège de $é1;astopol, pubblicata p•;r ordine del mi:iistro della guerra , in Francia, nell'anno 1858. Ed è qutsta la frase tc:stuale: « È op;nione . che il razzo da « gnerra sia un artifìzio non già indispensJIJile, nè il q ua 1o « po~so. mai iirn piazzarr, sotto Yer un l'apporlo, il ca:, none; ma, « h si considera sicco:11e un ausiliario .utile e il quale si dc.« sidererà pur sempre di aver disponibile ». Agli occhi dei mili:ari esperti la racchr~Lla hq. dunque una certa importanza come proietto distruttore, ma beochè la si usi negli eserciti francesi , tedeschi , i nglest e russ•i , poco la si conosce ; la sua forma, i suoi effetti ed il suo impiego·non (1) Vedi Rivista Bibliografica d'agosto.


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RIV ISTA

lllBLIOGRA FICA

sono suf/ìcien temente studiati . Per dire soltanto della Francifl su qnesto proposito ricorderemo che, nella campagna d'Italia, si a ttri buirono a scheggie di granate talnne fe,ite le quali ncn t' rarn, cagionate se non se dRi proietti che accomp11gnano la r~cehct.ta ._Se si potè commctte~·e cotnnto a bl;aglio sul camto d1 ha11agl ia, non hanno da mar,n·igliare l'ignorAnza e lo sturorc d.i coloro che odono parlare di racchett~ e di racchettieri. ~i repnta i l razzo poco pericoloso artifizio, ed è una tal crcdenz·1 as,-ai erronea. Le notizie s toriche, raccolte e coor,Enate con bellissimo me• o<lo dal genera.le russr,, non nian,·he1·aono di fissa re le i nlCrtezze su questo pnnt1> : • Persuaso che l'origine di qualsiasi « trornto umano, epperciò cl'o~ni strumento da gue:r-ra, pnò « es~cre rapportato a' te-rnpi più aniid 1i » . Egli abba:idona all'nrd1eologra le investigazioni più o meno utili, p:ir occupHsi esc1usiYamrnie della tecnologia militare. F.ppertnnto ~gli scorre è.i volo sulle memorie dei Greci e dei Romani e giun Do-e nlla guena degli Indiani e degli I nglesi. Le racchette, abbando11atc in Europ-i, esistevano io vero nelle Indie. Tippoo-Sa'ib, a Seriogap~t:1m, se ne serv'1 nel 17!)9 pN difendersi contro a' suoi nen,ici. Cotesti razzi aveano bacchette latel'ali di bambù eri erano furmare di cartuccie di latta, a rmati a mo' di 1,roiet1i da una pnn ta a freccia. La bacchetta era ri unita alle cartucce da lega tu ra con fì lo metallico. Alcun•' di queste racchette , le quali , per la loro foggia e per la loro cos truzione, ricordaYann 'piuttosto i razzi da fuochi ri i gioia che non armi da guerra , furono portato nell'Inghiltcr1a e deposte siccome oggetti di curiosità nel museo di \\Toolwieh. hi e:sse furono esaminate con molta attenzione dall'in• ft''!-.\W-ra Cougrèrn , il 1_uale :.1.vvisò potersi dar loro un'utile :ippl1cazione al ponto di Yi$la della distruzione - negli e,er,,,ti mod~rni. Egli ne fece uno strumento inci:nJiario che levò grau fallla; ed ebbe una bella o ·cRsione di giudicare l'efJ'evo terribile del suo p rocesso, giùanJone 40,000, nel 1807, sulla sr·i:1µurata città di Copenaghen. 0 11 a~~ediati ~·accolsern parecchi di q•icsti razzi, e fu allora c!i0 uu di ,1int1) m ,li tar.:i, Schoumaker, li ìntrodu~se nell'cser-

cito danese con taluni importanti perfezionamenti, i qu ali diedero poi luogo alle trasformazioni che presso vari altri paesi ebbe a subire il razzo originale. Egli li a ppli,ò al getto dei proietti c1·artiglier ia. Quest'idea si fece strada, e nel l'Austria dirnnne la base del sistema del barone Agosiino, sis tema che ivi preYalse sino all'ultima campagna del 1850 . La racchetta può rendere utilissimi servigi nei combattimenti , tanto in pianura che in montagna.. Ess:t è di facile traspo1·to ed es•a, ch'è « per eccellenza l'arma di salvezza pe r , proteggere la ritirata nei terreni difficili e frastagliali • , è pur preziosa mila difesa delle piazze forti. :Kell'Algeriu, i Fran cesi se ne sono serviti nelle loro guerre di montagna, quando doveano arrampicarsi per diffic-ili e scoscesi sentieri impraticabili ai cannoni, quando doveano combattere nemici appiattati nei cespugli , negli ~nfratli delle roccie, e che non era sempre facile di vedere. La rae,ehetta si slancia coll'aiuto di u n carnllello di facile trasporto. Le munizioni sono portate a schiena di soma ed all'occorrenza anche dagli uomini. Il razzo percorre grandi distanze. Termi cato per una specie di gr~nata, la quale si scioglie dal fusto ad un momento dato, essa porta. la distruzione intom o a sè col le sue sd1cggie e coi pro:etti che nasconde. Gettato in mezzo alla cavalleria, a salmrrie, a parcÌi i d'artiglieria, qursto pi:oietto sgomr.nla i ca• valli, 1i ft'riscc, produco scomp glio e confusione. Le materie infiammabil i , di cui si colllpone i l corpo dtJl razzo, abbrutianJo, ponno anche in cotesto modo cagionare gravi feri1e. Quest'a1ma ha dunque u nft vera impor tanza, nè debbe far meraviglia ch'essa abbia dei fautol'1 fra' militari, i quali ne chieggono l'impiego ed il perfezionamen to. , Non posso segui re ed anolizzare l'opera del generale Kons!antinov in tutti i s110i par ticolari, epperò mi. l imiterò ad accrmnarnc i sommi capi . - Dopo a\·er pas"lato dell'opportunitb. dt>lle racchelle come anni da guerra , egli tratta successivalllPnte della loro fabbricazit ne , - di::! l.IlEtteria.le da tiro e da trasporlo pe r le batterie di racchette, - dei perfezionamenti ò~l!e rarcbette in Ingbiltcmt ed in Francia, - dei lo,o perfezionamenti nel Jaboratot·io di S . Petersbourg , - del!' organizzazione dell'arma dc:i racchettieri .


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RIVISTA

DIBLl!)GnAFlCA

Il ~~neggio ~d il tiro delle r.1cchctte esigono artifizieri che no~ ~1 '.mprov~1s.3no_, siccome neppure si impronisano gli art1gh1.m capaci d1 nn surar la distanza a vista, di confezionare e consPrvare le munizioni, di trar partito dalle granate a pallottole e dalle granate re3olato, capaci cli fare il servizio dell'r,rtiglieria a cavallo, e que'.lo dell'arti<> lieria da montngua 0 0 cli servire cannoni rigati, ecc. ' '

mente i s-)ldati a fare m,tggior conto di se medesimi, della loro intelligenza, del loro valore, eh~ non su quella fara3ine di strumenti d'ar tiglie1·ia che vengono ogni giorno immaginati ed i quali pc-r lo piò non sono proprii ad altro se non ad iospirare una fiduòa così fa.Isa come funesta. l\!a non siamo a tal punto. Sono oggi di voga le invenzioni, nè haVYi modo di apporre nn argine agli immensi tentativi che fanno in questo momento parecchi goyerni. Dappertutto si vogliono cannoni, mortai e fucili nuovi. I loro effetli sono straordinarii nei polig0ni; sul campo di battaglia è altra cosa. Si finirà per tanto inventare, che torneremo ineYitabilmente alle armi pi1't semplici. A mio avviso, il signor Konstantinov è molto più logico che tutti i cercatori ed inventori. EsisteYa un'arma utile, di facile maneggio, escellente pel combattimen to, ed egli se ne impadronì per aumentarne la potenza. Q11esto è un tentativo che merita consideraziomi e l'accoglienza del suo libro in Francia e dappertntto debbe provare al dotto generale ch'egli ha rag· giunto lo scopo prorostosi, applicandosi allo studio di una quistione così interessante, siccomP. difficile a trattarsi.

. Al ,testo, reda~to con altrettanta chiarezza quanta imparzial ,_tà, 1 autore aggnmse un album di tavole spiegati ve di un:i. runarcherole esatt~zza. Le forme di verse dei razzi i loro ac• ce~sori, i pr?c~s~i di fabbricazione, il sen-izio degli equipaggi dei ~acchett1er1 m campagna, vi sono descritti nel modo più prrc1s0. . ~otto questo rarporto_ nulla bavvi oggidì da na,condersi, ed 1I _s~gnor Konstautinov, in alcune pagine del suo libro, ha fatto ~p1ntosamente giustizia del segreto dì cui si pretende c=rconctare talune invenzioni. - « La materia non fa difetto e"li . f . ' o « soggiunge, a ormre in proposito dei seo-reti destinati alla . ~ • gue~ra un cap1to_lo cnrio;;issimo, il quale farebbe seguito alla • sto~10. del m e~av:glioso, alcuni di essi :segreti dei tempi pas« sat1 essendo d1 tal natura da rivaleggiare col pendolo esplo• ralore,_ o col(e tav~~e semoventi. Co~ì, risalendo negli annali « d_ell~ p1rotecmca, s incontrano s8greti per diventar inac0 cs, s1b1h alle palle; segreti, perchè, sia allà caccia, sia alla • guerra, i colpi delle armi da fuoco siano infall ibi li; ricette « per rendere mi.ila I~ }Joh ere affi~chè s i possa sparare senza « far r~1111ore e, qual riscontro, ricette per rendet· più rumo• r,Jso 11 cannone. Ne tralascio altre e ben mialiori, Durante la guerra d'Oriente i Russi scuopriro~lO il s~a l'eto dei proietti a percussione, llillelte, in uso presso la mari~a frau:'e..;P, e;o~a pure il segreto dei proietti a percussione, 1Jloorsom, rntrodot11 nella mnriua inglese. l seo-reti si rivelarono di per 0 loro ai R ussi, quando b:Jou numero dtllc bombe e delle Nrana_te loro essendo g iunte senza scoRpiarc, le scaricarono e ~coprirono _i n:ieccanismi, dei q uari era:si fatto un pr 0 fondo mistero. ~onnene teners_i alla corrente dei progressi cui si può perventre nella fabbricazione delle armi da gu<irra; ciò che for;:;o converrebbe me3lio, sarebbe lo avvezz.ire i popoli e special-

R. R.

ReYIIC militairc Suisse. l due ultimi numeri ( 17 e 18) portano alcuni documenti pressochè uf6ziali sul resoconto nella riunione annua a LiJgnno ed i relativi processi rnrbali ~delle _sedute delli 7, 8 e 9 settembre prossimo pa~sato. - Havvi poi una lettera del signot· Aymoo de Giogms-La-Sarraz, mnggior federale, il quale critica l'ammessione con gradi maggiori di . alcuni Svizzeri già uffìziali borbonici a Ga0ta , mentre la legge penale syizzera perseguita criminalmente gli Svizzeri che soldati allo stesso stipendio che quelli uffiziali, ne di,·isero i pericoli sotto straniera bandiera. - I l signor Giogins ha gran ragione, ed hanno anche maggior logica i commenti colle quali la Revue accompagllil es5a lettera; oè sappiamo darci ragione come in un paese siccome la Svizzera liberale, ed oye si hanno nume·


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RIVISTA BIBLTOGR,,1'JCA

rosi gli nffizia1i distintissimi, ' se non per pratica, per istudii profondi nell'arte, si prodighino o<7radi ad individui , i quali . p_iuttost~chè servire, il propri0 paese, si posero allo stipendio dr _a borrito governo, · nè lo lasciarono :finchè rimase l'estremo obolo. Questi ponno esser pure eccellenti nffiziali, ):lene sta ed il paese ne tragga profitto; ma preporli a coloro che nor~ lasciarono ma.i la nazionale bandiera, ·q \lesta è solenne, , incom p rensibile ingiustizia. . · J

c.

STUDI SULLA

ORGANIZZAZIONE DI Uff ESERCITO I

'l~AGLIANO GA:ETANo

Gerente.

III.

Dei cor(li ùclla fanteria di linea. Se il bati;nglione è mm riunione di trnppe la quale è considerata c-.omc l'uj1ità della fan~eria di linea, la Divisione clcYe essere l'unità in m1 esercito. La Divisione Èl quindi un cor_po formato di truppe dd.le di rnrse 2xmi, fhi le quali la fant er'i.1 ne cosi itni~ce la prineipal forza. In un;1DiYision:; adunque Bi !rov<i:10 prxecclù batt~glioni raccolti formanclo CO'])0 O corpi speciali. Questo. si può in altro modo, e rurse meglio esprimere dic:.mdo : che il corpo nella fantei·ia è la riulionc di nn c0rto numero di battaglioni sotto ciel um~ stessa bandiera, qualificati con un nome o numero, e ch iamasi Reggi-

mento. ANNO

VI. Voi. Il. -

8.


ll1 UN ESllltCITO

] 06

ORG ANIZZAZ!O~ E

· La definizione meglio adatta delreggimentola rìn veniamo negli scritti del maresciallo Mar~on.t O). ~ Il reggimento , è una formazione amrrrinis-tmtiva, la quale rassomiglia • ad una costituzione sociale animata da uno spirito d1 pa• , triottismo e di famiglia, Il colonnello è capo di questa _, popolazione ; egli ne è il padre, il magistrato; e senza , voler togliere pregio al coraggio individuale, virtù prii;i« cipale ad ogni mili.tare, quello che più influisce sulla « bontà del . reggimento, non é tantol'intr epidezza straor« dinaria quanto lo spirit o d_'ordine, di giustizia e di « somma fermezz,t . di questo ca,po • . Secondo il nostro modo di ravvisare la costi_tuzione di un esercito, dobbiamo dire, che questa definizione non çi soddisfa, in quanto che , una fonnazione soltanto amministrativa, non basta; ossi a non Gor-risponde allo scopo tattico dell'ordinamento della Divisione d'arr~ata. In fatLi la vera spartizione concepita in questo senso, si è la-Brigata. La Brigata è adunque lo sp eci;ci.l P. a8smnbrarnento di un dato numero di battaglioni, in tal modo costit uita per agire, ossia per esE:guire le operazioni della guerra. Da ciò deriva ' che la. briaata -è pure la riunione di 0 \ due o tre r eggimenti ·sotto il comando cli un capo. Essa è eventuale o permanente. È eve1~tuale se è form ata solamente quando l'esercito si ordina pJ entrare , in campagna, ed è conservata· durante una guerra o parte di essa. È permanente, quando anche in tempo di pace reggimenti particolarmente denominati o numerati sono continuamente riuniti sotto il comàndo di un capo su· periore ai comandanti dei detti reggimenti ., Da questa esposizione di cose ne emerge, che il r eggirne11to è un corpo, il di cui comand.o è int ermediario e quasi estraneo alla formazione tattica; e per ciò dobbiamo portarvi l'intiera nÒstra attenzione onde veder ~ se sia iudispénsabile; vale a dire se sia una formazione neces· saria nella costituzione organica militare.

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1° - • Delle relazioni fra i 1·eggime11ti ~ la, brigata.. Non è problema da risolversi, o quesito a cui si debba rispondere, se la brigata è eventuale (come praticasi in diversi eser citi). I1 reggiinento deve esistervi on~e rannodare in un corpo-rì)attaglioni allor quando vien sciolta la bri.aata (1), per cui l'esa,me nostro s i deve rivolgere soltan~o a quello che la brigata permanente ci offre di osservare. S.eeondo T'attuale ordinamento di un esercito, e gli. odierni sistèm.i di comando, un capo di reggimento è risponsabil; dell'a.ndamento e della condotta di quel corpo. Egli ha perciò il pieno potere .su di _esso. Re?ol~ le operaiioui sì a;rr,imiuistrativ_e che d'istruz10~1e e d1 disciplina ; dispone1, ordina e quindi punisce e ncomp_ensa; e da esso diprnde specialmente la sorte presente e futura dei _subordinati posti sotto a' suoi or dini. Questo costituisce un'influenza o dominio dittatoriale, con cui si stabilisce una uniformità di procedimento in ng ni ramo di governo; con cui si ii11pr imorio delle n1Bssime morali che formano lo spirito di corpo: e qÌ.testo càpo si procaccia una considerazione elevata ed una illimitata devozione. Se questa è fospressiouo d'azione governativa·che corrisponde a qu<!,nto è egregiamente definito dalle parole da nui citate dell'illustre guerriero del grande impero ; osservifLlilO però' che essa opera soltanto nell'interno di questa famiglia ; non può diramarsi più oltre , ad esso. (1) Nella fanteria ùi linea un bnllaglionc non può far corpo ,la sè iso- ·. kitamcnlP. Lo spirito rli fam iglia sarcLbe troppo ristretto; l'unione _dc ( corpi nell'esercito sarebbe troppo debole, poco, orrfogeoeo; le ·'.·cl nz1on1 òi coma ndo e di servizio diverrebbero mollo cliru rnale e quindi lente, , facilmente sconnesse e disparate. Negli scritti già citali de l ma resciallo Marrnont t,·oviamo _a_ qnesto proposito quanto segue: " In un r~ggimcn to vi è maggior spinto di_ corpo. ~ Rgli è più enc rgiç,o che in 1111 battaglione, pcrcl,è vi è m~gg•~r nu «s mero d'indi\·idui i ,prnJ i. concorrono àlla sua riputazione e gloria ~-

(1) Esprit dc$ institu;ions inililaircs, pag. 33.

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ORGAi\"IZZAZIO~E

sola si limita, e percìò male si conforma alld'rqmmdo il reggìmento,, invern di essere corpo , non è che una fra~ zione o grnn scompartimento della brigata. Abbenchè, seconclG le regole or praticate, uua brigata ·sia. r~a1mente costituita soltanto alloraquarido le truppe sond r,;ccolte h campo, tuttavia è corpo sè ella è per~ rnanente. Il comandante di essa esercifa un'auiorità: quando riunisce i SLwi battaglioni, restano sotto i suoi ordini immediati: e perciò i reggimenti spariscono; ed i lc.,ro , C•)maudanti cli,,entan? dei coadiutori , sorv{'gliaudo o facendo eseguire gli ordini del capo della l:rigata senza responsabilità od autorità propria. Prnseo:urndo il nostro e::;a111e osser.vian o per, un a ltro u fato; che allorc1uando le truppe non trovansi p iù schier at.2 io. armi , cessa la r elazione diretta dèl comando della brigata colla medesima; e sebbene sia egli pU:r sempre il supremo capo; la sua autorità non è corn1;leta, il suo ufficio è piuttosto attribuzione di consiglio superiore u di j:,;pe;,,ium:, che unJinativa. Da ciò ne avYiene che E;gli è quasi un estraneo per quelle trnppe; e quindi poc[t è la sua influenza ed il suo prestigio. - Può b,ensì otteuere l'eseguimento dei suoi ordini, ma per la via intermediaria dei capi dei corpi; e tenendo conto del diver:io modo di interpretare o d'intendere le· cose da persone le q'l,la).i, sebbenè inferiori e subordinate, hanno una posizione in massima parte indipendente, e sono direttamente risponsabili verso il goYerno; si comprende cl;le il comandante di una bl'igata difficilmente riesce ad ottenere.quello che yuole, siano cioè eseguiti i suoi ordini in 1110do uniforme e come lo desidera. · · Vogliamo far astrazione dei difetti inerenti a.lla natura mnana : cioè le piccole gelosie, i co'.u trasti d'opinione, l'amor e del distinguersi, od il malinteso •amor proprio di far e diversamente cli ciò che gli altri fanno : il com andante della lJrigata buon reggitore. e saggio modera-

·DI UN ESERCITO

l{)l)

tore, procuri di conservare l'accordo e l'uniformità d'operato fra i corpi della brigata. Ammettiamo 'fìna1mente che i comandanti di essi in,tieramei1te devoti al loro capo procurino di. secondarl<:> in ogni suo Yolere e cosa ; tuttaYia non potrà a meno di esservi una disparità d'andamento e cli spirito fra quei reggimenti. È .questa la conseguenza natur ale del comando indipendente da noi rimar cato; e da questa doppia e frammischiata autorità del capo della brigata e dei com,a nclanti dei cor:pi. Meditando qmndi su quanto veniamo di osservare, non pos,ia1)10 .a meno di trovare : essere se non difettoso almeno , assai imperfetto un sistema col quale abbiamo, d ei capi, i quali continuamente regolano 1a condottét morale dei loro iufs.:riòri,/ li istruiscono, li piegan•- ai dm eri o li forma.no. ,ille virtù militari; e quindi nella principa1e cosa (sco110 nnico) la g uerra; non conservano su di loro un comando· assoluto , non li guidano più co:-ne capi e divenbno aiutanti seconclfu-i cli nn superi )re, il quale : avendo dt~lle r élazioni soltanto i~·clirette coi m ec\esinÌi, conoscr-mclo imperfettamente le loro qualità o cli fotti, e trovawloé!i à1l'infuori del loro 6 0,-erno; quando che tuttavia trattasi di comba,ttere, rapisce, si può dire, il còmando -ed assume lui solo tutta l'a1.,torità. È questo un contrastò pernicioso ed in contraddizione colla gerarchia, , o spirito di .cliscipl(na milital'C. - Dovrassi da ciò trafre la conseguenza che mal con... viene .,U'orclinamento della fanteria la bri~;<ùta permanouLo? Ma sarcl)bero for~e evitati gl'inéonvei1ienti o difetti . da noi rinvrcati, ndl'eventu,d.e '!.... Noi ..::rediamo di no. Il difetto proviene non tanto dall'orcliuan1ento come " dall'ordine o sistema cli comando, e perciò uou può a meno eh~ succ~clere fa st0ssa cosa nelle ambidue specie di h'iga ta. · · , Riassumendo il nostro rr.,gionam ento; diremo adunque: che la br igata ( pt:rmanent~ od eventuale ), secondo le


nt ll:S ESERCITO ORGAl(lZZ,17,IO:\'F. 110 prammatiche ota esistenti d i comando e d i governo, ncin è un corpo omogeneo; non può aYere unità di spirito; e facilmente possono succedere delle stiracchiature o difficolt;\ nell'andamento delle cose. E da ciò ne deriva. che il suo capo non può ayere piena :fiducia e completo dominio su di essa.

2° Orclinamcnla e 1·ipa1·tizione delle attribuzioni. Giacchò ci. arroghiamo il diritto, od almeno- pretendiamo di ravvisare un errore, c'incumbe il dovere di emendarlo: ossia dobbiamo cercare il modo che più ci sembri conveniente affinchè la br igata sia costituita a dovere. È questa uua c0sa impor tante ed essenzialissima : poichè essa è il vero e salo carpo tattico della fanteria. A nostro avviso ciò dipende : a) Dalla sua formazione od ordinamento. b) Dal modo d'intend<.>re la ripartizione dei comandi cle11e diverse attribuzioni. a) Dalla definizione già parecchie volte ripetuta, e dai ragionamenti svolti, noi vediamo che lo spirito di corpo e l 'attributo che maggiormente . si richiede ed è apprezzato nelle truppe : e perciò se ne verrà allargata l'azione, se più numerose saranno le schiere sulle quali predominerii; maggior vantaggio ne a\Temo per qualità e bontà, loro. Questo principio di filosofia e di moraliHt militare sarebbe già. per se stesso abbastanza preponderante perché noi ci pronuciassimo in favore della brigalci permanente; ma vi si aggiunge ancora : che ncg1i assembramenti per la guerra non occorre fare cangiamenti ed ordinare le truppe diYcrsamente: che le truppe le qm.1i la compongono non sono fra di esse t:stranee, si conoscono da lungo tempo; e la brigata che funziona continuamente, ha una Yita ed esistenza in cui si trova gih un certo vincolo della famiglia tanto ambito e desiderato.

lll

Data così la ~rcferenz_a alla bri~ata,re1:manen t~, e Y~len• done rendere ptù consohdata e forte l unione,_no1 cred~amo. che il maggior impedimento ad un tale risultato s1a ~a form azione puramente amministrativa delle ~ue parti; percbc csse11do cosa contrari_a. ano_ scopo t~tt:c.o, ell,a ~ per conseguenzanociYa allo spmto d1 ques~ mt1ero cor po. e per ciò noi ci facciamo arditi pc~· pron~nc1ar~ la soppressione di queste parti ossia dei r egg1ment1. Vo_rr~m~o cioè, che, al pari della tattica, il governo della discr_p lina e dell'a mministrazione fosse concentrato nella sola brigata; e da questa fosse diramata d irettamente ai battaglioni che la compongono. . . . . . Questo dipende dalla ripartmoue dei comandi , dei qu~\li or ci tocca d i rngiouar~. . . . ,· b) Se beoe osserviamo, esistono 1 regg1m~nL1 nella b11gata permanente, all'oggetto di esonerare 11 c?~and~nte di questa dalla direzione d isciplin~re ed ~mmuustrat1va., sia percbè essa è cosa g ra,·e e diffic1le ese~·c1tarla su quest~ intera mussa di individui; e sia p er cbè 1l coma11clante r~ 1 brigata dev'essere uomo d_i g~10rra, e ~on _de:·e ~sse1:e c~rstolto dalle sue elucubraz1oru o combmaz10nt d1 scienza milita.r e. . Nostro ma1grado or siamo ohhligati ~i disce1~de: e nei particolari delle prammatiche minute d1 ope1:az1om. o r ~gole di servizio . B cioè necess~r~o c~1e pa~siamo m r\vista le attribuzio1ù de('J'li uffiz1ah nei corpi, affìne, se 11 potremo, provare il n~tro assunto sulla. possibilità_che questo capo riesca ad estendere concordemente e dirct_taù1ente la sua autoriià su tutte tre le cose che costituiscono il r egime militar e. Procedendo perciò ~radata: mente dai minori ai maggiori gradi , noi spel'lamo dL dimostrare, che il modo con cui si opera_ att~n.lmeni e è la ca('J'ione delle dirfìco1tà. ed impedimenti qmv1 sopra ·narrn.tt e quindi diremo il nostro a,-,·iso sul modo di rim-ecliarvi. O.::scrviamo I


ORGANIZZAZIONE

DI UN ESERCITO

Primo. Gli ufficiali sl¾baUerni esercita.no alternativa• mente delle funzioni nelle compagnie a cui sono addetti~ non avendo però un comando ·a_ete:Ì'rninato se non che sotto le armi. Secondo. capitano è capo di una co111pagnia, ed op.ora c_o me tale in tnttè le divei:se sitaazioni; si può per altro r11:1arcar e che dipende dal maggiore del battaglione di cm fa parte- la sua compagnia, soltaµto sottò le armi : in ogni altra cosa egli è c,ubordinato al mao·giore di ser.. d • o v1z1~ o . a qn:llo cl ammmistrazione, e non di :rado egli corrisponde direttamente col comandante del _corpo. Tei·z_o. Da quanto ve:q_iamo di dire, vediamo che il mao·~iore _di un bat~aglione ~e ha il comando· assoluto, quando e_ scluerat_o e i:;nanovra; ma all'infuori cli questa situaz~one non ha piu ve!o potere disciplin,are e non s'ingerisce punto neila amministrazfone delle compagnie che Jo compongono. Il primo è conferito al mago·iore cli servi~i~; la ?irez:im':le della seconda se l'arroga ~ uello cl'amm1n1str az1one. · . ' , Quwrto. . Considerando finalmente il co~andante del ,?orr.o, g ià abbiamo rimarcato che non ha azione propria m campo, ~ sol go-yerna; ma in questo stesso governo siccome è quas i interrotta la graduale catena d'autorità fra i ·capitani ed il maggiore dei battaglfoni, molte cose :tn inute sfuggono alla direzione cli servizio e d'amministrazione ; ed è quindi esso lui costr etto di internarsi, e, come dissimo, avere relazioni dirette coi capitani. Da questo sistema ne risulta una mole di affari, un concèntram@to d i pratiche disparate e di piccolo conto, che assorbiscono tempo e criterio a questo capo; e che a stento eo·Ii 0 può disimpegnare. · yià abb~am detto che ogni uffiriale subalterno dtJvrebbe _es~~re ca.po titolare d.Lnn pelottone della ·p r opria compagnia ess~udone r isponsabile ve~so il capitano (I) . Se qlìesti

n

7

( I) CJpo 1°. Art. :2° (Dispensa luglio 1S6!)·

113

poi ne è- 11 capo assoluto sia nel gover:o.o come pel comando sotto le armi, dovr~b be però essern pienamente suborclinato al capo di battaglione e nella stessa guisa come lo sono . i suoi uffiziali subalterni verso cli lui. Il capo cli battaglione fi.ua1mente dovrebbe abbracciare colla sua autorità le corn.pagnie µel battaglione sotto ad ogni aspetto, ma esseurJone risponsalJile pure s;:,tto ad ogni aspetto " verso il comandante del corpo. . Se vogliamo riflettere, la distribuzione dei gradi.c.ome gener~li nente è· intesa, fu concepita in . questo senso; perché vi sia un ordine gerarchico tli comandi, coi quali ognuno agisca con assoluto potere nelle incumbenze che gli competçmo; ma suborclina_tamente'. verso l'1mmecliato superior~; affinch~ si stabilisca la catena che successi•_ vamente conduce Io r 'a nuoda tutte le diverse autorità a quella del capo supremo. Da tutto ciò no cleri va: che se il maggiore· comanda pienamente il battagliollP. e lo si rende risponsabile cli ogni, <.;O~a verso, il capo di corpo ·, questi non, ha che .a diògere , osservare l'operato dei maggiori del corpo , farli , a_o·ire secondo o , i suoi voleri; e perciò la sua autoritii ' ess.euclo complessiva, non lo obbliga più di. doversi arrestare ai dettagli od individui. Generali:aato in questo modo il comand o 'cli un capo . di corpo r iesce for,se possibile allargarne la sfera, e guindi potersi conferire ad un comandante di brigata? Il fin qui detto si riferisce p erò piuttosto al comando del personale o· governo cli disciplina; ci occorre perciò di esaminare ·pur a11che l'eserci:z.io di · questo ' governo nell'operato a1m;;_inistrat.iYO, ·e per non ripe terci di t rop1)0 ( lo che brne spesso ci accade per via delle cose che trattiamo) prescinderem_o · d~l ritornare su quanto fu già, da noi elett o relativamente ai capitani e m aggiori nel capo II, art. 2° '~i questo nostro studi.o (1), e~ veniamo a

~on

,

X

(l) Pag. ti2. Dispensa <li loglio 1861.

'


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Ol\G.-\N-IZZAZIONE

meditare sui doveri ,amministrativi ·di un capo di corpo:· · Un c01~po non può am.ministra_rsi senza essei-e prQvvisto d'un centro di contabilità, Ja. qual cosa ci cÒncluce ariconoscere il bisogno cli un deposito (di cui ragioneremo più sotto) . Se questo deposito è riunito al corpo, egli è prescritto'. cbe il ,comandante ~i questo sia pur capo o presidente del · consiglio- d'amministrazione ... Questa qualità gli impone i seguenti doveri: Reggla le di•sc11ssioni e deliberazioni déi contratti e delle proniste: prende parte alle collaudazioni di stoffe e mervi, non che delle confezioni : sorveglia i movimenti della oassa, e quindi cerzìora gli introiti ed uscitè : firma t utti i r egistri e carte ·che si riforiscono a queste 'operazioni, per cui con.valida e prende parte alla solidariet~ del loro regolare operato. Anzi come comandante cli corpo è lui ché .ne ha la maggiore respousal)ilità. Una_tal bisogna è veramente immensa, ed osiamo dire impossibile 'per una persona, la qua.le; come abbia.in già veùuto, è sopracarica ùi alLre occupazioui . Avendo é1uincli' il maggiore d'amministrazione qyal direttoreprincipaJe di - . questo ramo di servizio, .il colonnello è obbligato ad affidarsi pienamente a lui ; e quinclt per lo più avvien~ che gli abbandona la sua firma, e dà un "voto di fid ucia all'operato di q nesto su.o st1bor clinato; la qual cosa però non toglie a lui cli rima~ere il principal- garante d'ogni errore o sfortunato evento. > . • Questo stato cli cose non è.'fo rse una contraddÌzione fra la- legge ed· il fatto? · Poichè, secondo il nosfro avviso, la contal:iilità delle compag1iie dovrebbe essere riunita nello stato 11::iaggiore del lx~ttE!.glio11e clli appartengono, -.da dove sarebbe ind irizzata all'amministrazione ce·n trale ; e sicèome vi è . eolà un direttore superiore il quale verifica le operafioni, non potrebbe essere questi il capo o presidente del consiglio amministrativo ? L'azione contabile sàrebbein questo modo co11centrata in questo direttore, ossi~ in colui che

l:>I 11S ESERCl'I'O

11 5

-veramente ne ha le incumbenze; ed il capo . cli ~orp? ,ne sarebbe esonerato, conservandòne però la _supenore-1s~ezione e potere di ordinare in modo geheric~ e co~1ples. . attributo -c1uesto dovuto in ciò come m ogni altr'a SlYO' ' I cosa alla stra posizione di capo su_prem~ . . . . . Semplificate ·éosì le su accennat e attnbuzwm, ~nz1 di~ remo, quasi intier ameùte tolto l'incarico a~ capo d~_corpo; ripeteremo quivi l'int:rrogazione già da noi fat~a ngw:,i,rd~ alla disçiplina. Al;lbenchè un comandan~e. d1 ~rigata dehb,t . ·, 'l suo tempo e le sue cogmz1om alla tatttca • dedlCm e l , ·· r non pot.tà . egli occuparsi ancora cli queste più materia 1 parti della · costituzione delle truppe ~ , . . Nol crediamo fattibile la cosa ..... Pero non bastan~ 1 raofonamenti fin Scllli sv.olti per convincere . . Per esaurir~ pi~n~mente quest~ ardua e forse nuova que~tione da n~L cosi àrditamente sollevata, fa duopo esa1~1111are ancora le diverse obbiezioni che possano esserci ·oppugnate. Pd·irno, Dare un'-autorità assoluta . ai maggiori e concentrare la ·contabilità delle compagnie nel baLLaglione, p u b -essere nocivo · · d'1 fa1n 1·o0·11· a, ·, e .percio proponena11' muone. . doci noi di allargare lo spirito di corpo : con q~~sto sistema, potrebbe invece ristùtarne l'opposto, c10e, che ogni battaglione div~nt::1sse corpo da sè. . ,· · Secondo . I maggiori nella fanteria essendo m gran nuµ1e~o, _ sarel)be difficile· che tutti possedessero quel1a sagace a~t0rità che · questo sistema richiede, massime. i!). m~t~n~ contabife; rnegiio conviene quindi siano essi coaclrntor_1 del capo di corpo, il quale li impiega secondo le lor? rispettive attitudini o capacità, que~ti _a ~ un~ -~ -~uef~e:~ altra inco.mbenza,; e bastare por ciò 11 magg~ore cl ~ • vizio per la direzione clélla disciplina t?tale cl:l .~or.po. Te1·zo . Accadendo soventi assenze de1 magg1~n, . su~: ce-:lèrebbe- coll'anzi proposto sisterùa che i cap_ita_m }ìl U anziani dov1:ebbero far le veci dei detti maggwn man~ ~anti; e potrebbe combinarsi che appunto quei capitaD .r


(

DI UN ESERGITO

ORG.11".IZZAZICNE

fossero i primi, perché non stati promossi per deficienza ~ella vol~ta ido,neità. Sart')bbe quindi una contraddizione 11 conf~n~e t_m superiore comando a coloro che già. fu. rono grnd1cat1 esserne iucapaci. · Qiiarlo . . Col sistema pi'oposto, il comandante della brigat~ nou può ~ n~eno di servirsi dell'ufficio dei maggiori per fare eseguire 1 suoi ordin~ , e perciò 111aggiormente d~ve aver luogò l'inconveniente da noi rimarcato, del d iver~q mo~o d'intendere delle persone, quivi in numero supenore d1 quello dei comandanti dei r eggimen ti. ~1.àn~o. Posto per massim.,1 che la brigata sia un c;rpo _u rnco'. ad og~eito di generalizzare e dare, per così dire, ma.gg1or ampiezza allo spirito di corpo, tanto varrebbe ,c he l'intiera fanteria di una :divisio110 formasse un solo corpo e fosse sotto un solo comandante. Relativament!;) al1;1 prima obbiezione, osserveremo: che un capo di ½attaglione deve agire verso i suoi subon1inati s0nza che costoro quasi abbiano coatezza deali ord_iui écl istruzioni sq ,erìori : ma egli deve però :sse1·vi p1ei1amente suhordinato. Dissimo altrove che sebbel)e vorressi,mo fosse investito di un'autorità a;sol11,ta ; non può essere ordinalivn: que~to vuol dire che l'iniziamento delle ~perazìoni deve venire dal C'O mandànte-del corpo. È questo 11 mezzo affìnchè l'autorità suprema venga diramata. I maggiori ~ono cof'ì i prfrni anelli della catena della sub~lrdinazione. Il comanclante del corpo conserva con ciò il pieno e, completo don'J.inio ,lella discipl tna, la direz1one -delle istruzioni .e la sorveglianza sull'aJnministrazione. Seb!)ene c~mandanto di brigata può adempiere a queste attnbuz10m delle quàli non deve in ,nessun modo spogliarsene. Ogni giorno deve pre~cri \·er2, ordinare quello che :vuole. r comandanti dei battaglioni pure giornalmente deggiono r ife1:ire ,di tutto q nello che succede od ab bisognano le parti della bTigata c~w loro sono affidate. Déo-. o g10no eseguire o fai: eseguire gli ·ordini ricevuti . E per

117

cib tutto deve proèedere con ordine simultaneo ed unjforme sotto la sorveglianza diretta e giornaliera cli questo comandante della brigata. In questa maniera, noi crediamo si debba ottenere uu' azione più compatta e nel medesimo tmnpo assai semplic,e per tutto il corpo o.. br igata; e no~ . poss~ esservi rischio o timore di diversità nell'eserc1z10 cle1 comandi e divisione di 1spirito fra, i battaglioni (1). Sulla seconda obbi e:Ùone ci' permettiamo pure cli osservare : che la questione dipende dal sisteina dell'avanzamento: e siccome è questa cosa estrane~ al nostro soggetto_, ci lx1,sti il dire, che bisogna scegliere beite :· avere cioè per Ìscopo quando si conferisce il grado 'cl'ufflziale superiore ad uri C<j,pitano , ch'egli sia atto a più oltre progredire. Con q~1esta condizione, ci pare, si avrebbe la certezza cli trovare superiori autorevoli , conoscitori dei regolamenti ed abb astanza, periti per es,e rcitare sulle cinque compagnie (il,battaglione da noi proposto) un po~ tere e direzi:one' analoga a quella di un capitano sulla_ propria compagnia : cioè essere idoneo a tutte specie di cose che costituiscono il governo e l'ammaestramento delle truppe. , , Da questa breve esposizione sulle qualità richieste per un maggiore si scorge adunque err oneo il principio di impiegarlo_ soltanto nel modo che più possa convenire a seconda della sua attitudine e particolari cognizioni. De.:. riva questo dall'esservi oggi ·giorno un maggiore, così detto ' di servizio, che tutto regola, che -tutt o fa.' Senza entrare (t) Questo c'i dimostra cziandio che il comandante del corpo indirizzandosi ai maggiori in numero assai limitt1to, e pe1·sone perite e prol'eUc nel sçrvizio, ottsnà meglio e pi ù speditamente q,u cl che vuole, che ~e dovesse dJre moto all'opera di lutti i comandanti del le compagni e. €rccliamo· n ecessario d i notare , qu ivi che )e ricompense e punizioni es!. sendo aUributi essenziali dell'autorità , degg iono dipendere del solo co niand~nte del corpo, Vali a d ire a lui solo spetta _dcl.crmi~arc l'avanza, mento cd i premi; regolare e stabilire la durata elci castighi, ' ,


118

ORG ,lliIZZAZIO~E:

or quivi a discutere il modo di esèguire le operazioili di servizio, là qual cosa molto ci scosterebbe dal soggetto su cui ragioniamo, direm9: che se il rnaggiore di servizio potrebbe essere conservato, p erchè le op·erazioni giornaliere generali di. un corpo sì eseguiscano ugualmente ed in modo r egolare da tutte le frazioni di esso; non perciò · dovrebbe egìi iùternarsi nella disciplina delle compagnie; e perciò i maggiori nella loro qualjtà di capi dei battaglioni, siano questi riuniti o distaccati dal corpo , deg. giono . essere _atti a ' diriger:e- t utti i diversi rami del servizio ed ancla.ment9 di cose, sia· n~i presiclii coine nei campi, sì in tempo cli pace come. in guena (1). In quanto ai difetti che potrebbero sor gere affidando il . comando temporario clei b attaglioni ai capitani anziani e cli cui è caso la terza obbiezione: conveniamo

..

(1) Il governo ilclla disciplina regolala ùal solo maggiore di scrv!ZIO ha il vantnggio che il comandante del corpo si dirig!). ad una sola pc•rsona per l'èsccuzione dei _suoi or'Jini, cosu questa più , spiccia e -più agiata J)C1' lu i ; ma in I.al moùo l.ulli gli alll'i- ufficia li superiori restano qua,i cstraoci alle cose che snccc,lo_oo e si fanno, è se non le ignorano l.otalmcnle, ne rimangono nul'larncnò inoperosi spcltatori. Questo sistema può ancora generare mo llissimi _contrasti, nbusi o negl igeii ze abbastanza co· ,nosciut.e , e ch e sarebbe inutile quivi ripeter,•, Per altra parie osserveremo: chç il maggiore di . ser vizio essendo soltanto uù co.mmcsso esecutore , il (p1alc agisce indistintamente su- tutte le fn1zioni del corpo, non ·può avere quel potere che s'impo_nc e che pienamente s'impossessa ' della cosa, diremo così, che ci appartiene, pc.rchè particolarmrnte affid.ita alle nostn: cure e r isponsabilitù: e quind i la subordi.11nzionc dei capitani verso i ma'g:;iori ;1011 è completa, è più apparen te che reo le; cd è quesl:, la ragione principale, 13 quale, come dissimo,' olibligu il capo di corpo dovere esso _stesso mettersi in rcl,a ziuue e regolare l'andamento _del le compagnie. AILernantlosi poi i m,iggiur i in queste inC\~mbcnzc, sc1ibcnc suppongasi che .ognuno proeu1·i che lutto proceda ~ccondo i voleri del comandante del corpo, non possono essi al'crc un vero interesse, una vero responsabilità, pcrchè l'esercizio cli CJUelle funzi_oni è limitalo a pochi giorni. Divengono perciò agen ti quasi passivi, c .tu llo s i ri,lu cc :11l'c:;ecu· zione materiale delle cose, scuza libert à di ci:ilcrio o volere ùcl scutimcoto proprio.

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119

U!( ESERCITO

battaglione elie pot ,rebbe ·accadere· · che qua1che · . , . ., capitasse ., . d1· un capitano poco 1doneo, E d1 questa come neile marn ' · _ .· di ocrm altra cosa : ossia ogni qua1unque prammatica o 0

da foo-cre - ancore-be'- buonissima · , non può -andar scevra ·. . oo ' . t· p , ci 1)are si potrebbero in gran parte mconve111en 1. • c~o, . ' . . . . . l evitare' se vogl iamo riflettere che :i,l vero difetto sta. ~e . e ue·1· corp·1· capitani i q11ali non p,ossono avere 1 a~ lasciar ' . • · 1· ·t ·, sebbene ,uffiz1ah d1 specc ia. a vanzamento (1.1. macrgiore o . cond0tta, quando che noJ?- fossero giuchcati ~tt1 a. progredir~ nei corpi' attivi, scapita. la loro considerazione . e tron:'a.s~ in falsa •posizione se vi rimangono ancora; degg10no qumd~ esser~e allòntanati prima• che loro succeda lo sconcio d1 essère scartati dalla promozione che loro spetterebbe.per anzianità. ,' · . . . T olti così questi, rimarranno, primi, capi tam :1e1 cor?1: · a·lVl·d ·Ul· att.1· a <::u -rorrare i mao·criori m ancanh; anzi .e m ~ 1 ò' t>O Questo un bene per ammaestrarli e r en~er__l o1'Q fa.~1-: glia.re il disimpegno delle funzioni supenori alle. qu,~h saranno un uiorno èhiamati (1). Cade 'ta q;arta obbiezione, -se. rico1~cl~am~ il confi;~nto :,. f tto delle rela:zioni es1stent1 p1u sopra a • ,, · .fra 11 .comandcmte . . di una brigata ed i coma.n danti de' suoi. regg@_ent1 '. c~o~ . veduto che l'indiJ)endenza d1 questi ult1m1 e. abb1amo . causa clie il coman·dante · della_ brigata ,non _J)O~,rà mai ottenere quello che otterrebbe m vece da, .capl 1~attagli0ne, le di cui operazioni sono l:ieri.amen te 1mziate e dirette da esso l ui . Se però · si dubitasse che fosse onerosa e troppo vasta la sotveglianza su q uesti,capi d1 bat-

?l.

\ I~ iin mezzo iier !.aranLire e giustificare i giuùizi, cd ne(t) E pur anc lv . · • " .. l l' t· certarsi clell'idoncil.à delle persone. È cosa ·questa essenziale e 'e_ 1c~ _1s~ •· - · I · t ..,tta<i della sori.e avvenire d'indivi<lu'i che hanno dt:l dm tl1 ..11na,po1c1c .J u '" . . . . t · Il ·n •ucq1,11s · t8t·1: C Il ll1, tr.O\)PO piio' acc·irlcrc credono · ' . di ingannarsi; " . · · la · l'vo a•1 1. capaci cc;Luni n, odesti O timi rii a cui sol manca J'abitudmc cd ti 1roc_rn 0 del comando . mentre invcée si nnlano espertissimi pompos~ nullita,_le ' · · se non ime · que Ilo d'1 mcltcr,i quali non hanno alt.ro mento _ - rn avanti e

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fa,, hd la moslrn di loro.

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120

l)t l'~

ORGANIZZAZIONE

taglioni ( in numero maggiore degli attuali colonnelli), non crediamo che questo numero possa essere importante al punto di rendere la cosa d ifficile, e d'altronde mùla s'oppone acciò si possa ridurre. A scioglimento clell.i, quinLa ed ultima obbiezione, osserveremo, che sebhene sia da desiderarsi che ]o spirito di corpo abbia un'azione su di una certa quantità di truppe , deve però avere ,.lei limiti affinché il comandante possa abbracciare col senno ed attività tutte le diverse parti : e perciò se noi lo crediamo questo possibile per una brigata, crediamo cziandio non possa estendersi maggiormente, perchè non sarebbe fattibile che una massa più forte possa %·ire con l'unrone stessa: e d'altronde può spesso accadere che non t utto le truppe anche di una stessa arma operino nello stesso modo. La divisione essendo la unità d'esercito, fa sì, che un certo spirito cli famiglia vi esiste pur anche : sarà spirito d'emulazione che tutti coloro che vi appartengono sentiranno vivamente ed andranno <L gara per acquistare e sostenerne la riputazione o gloria. Colle riflessioni e r agionamenti da noi sviluppati, abbiamo cercato di provare che sopprimendo i reggimenti (1) ed intendendo la ripartiziono delle attribuzioni secondo il sistema quivi pm-e esposto, n e avressimo i vantaggi: ( 1) Le funzi oni di capo corpo sono le pitì csscnzi~•li della carriera militare. Richicggono qualità non comuni in colni al q uale s i confida il benessere, l'educazione, l'esis tenza e l'avve nire di questa preziosa parie di un esercito : non saranno perciò mai ahbaslanza sca ndaglia li cd cspcrirncnluti i canù id,1ti che vi sono proposti, o qudli che si presuppongono dcgoi di ques to import.unlissimo posto. Nessuno può negare debba essere <!evoluto al sapere, e specialmente alla scienza elci comando, vale a dire siano posti, che vanno inlieramcnle riservali alla scelta_. Orn dunqtrn osserveremo, che nrnggiorc sarà la garanzia di Luona scelta quando saranno In minor numero i corpi a cui occorre assctnarvi un c~po . Tale l'isultcrchbe in vero la cosa colla soppress ione dei r cggim enli : e perciò è qucslo cziandio un vantaggio di cui crediamo dcbbasi te nerne gran conto.

f.SEr.C:TO

12!

10 dì ·u na maggior scmp1icita e meglio i nteso operato_; 2° di una mig1iore graduazione di autorità; 3° che ~L go ycrno delll' tl'llppe san·bbc in re1azionc d!retta, .e d1rcmo q11 nsi <1ipenc1eutc dull'orcìinamcnto tan1co , pnrna e principrlLC considerazione per farcelo ac10~tar0. Sn~pos~~ adunqne che abbiamo avuto la fortnna dt es~ere nusc1t1 ncll"int1:nto, ycniamo ora a stabili.re la fot~la e il coman<lo della brii;ata... ' 30 l\'•1,me1'o dei ùaltaglioni, sl!ilo m'lggiore e depositv.

Qualunque militare pt>1·ito e conoscitore _iu fatt.o d"or~ dinamei1to tattic·o ci vorrà conced<'rc, che 11 comando dt unct bri gata è ancora ahhastanza 1im iia1..o, per~11~ il suo c~?o abbia, se si pui), soll"occhio i suoi battag\10111 per d ll'lgeru0 lr- rnossc: si,t cioè nC'cC'1-sario ch'egli p~ssa abbrac ciarne 1'azio11e, farla rit~scire compatta cd umta a n orma dei c:,n1c:C't.l.i che si pl'opon~wno ed a cui questa briguta d,~Ye ,-:lli~lamcut,~ contribuire . Conw-rrcmo adunque che hl bri•.::ata cli o/io bait.1g1ioni ci sembra troppo forte, come cziancÙo qttf' lì a di sei, quaiora i battaglioni f~sse_ro cli sei compag111e (poichè iu qucst'ultim.i,, i battaghom aY~cbhcro un'estensione maggiore e la forza sarc1)hc superiore

alla prima) (1) . . Noi siaino d 'avYÌ$O qu indi che la miglior brigata sia quella di quattro ùcillaglioni 11i. lino[\ colle annesse ~rnp_pe Icigicre a sussidio : ossia., la brigata stata p ro_'":1sona ~ ine:nte or· ,a,nizz,.ta nel corpo f!anlo ddla specl!Zlone cli "' ' li a .r,ormaz1one . Crimea.; colla diffen>nza che a seconc1a ete tl\1, noi nigìonat.t dl'l baitaglio11c, noi ,wrc~ni_no _quallro co:11n"ro· - ·c di ,,olterrn•iatori focie nti parte degli &t('S:'ll battat u•o1i 1 - no , . glioni, imece del battaglione bersaglieri di quella lmgata. (1) Oltre~, buon senso tnlli co d,c ci ,limosi.I'~ q ucslo di fetto, l'c~pcricnzJ cld!a gt1e1-ra ci ha confermali in q ucsla u oslr3 opiuionc.

A:ll'{o VI. Yol. Il. -

9.


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122

•

ORGAN IZZAZIONE

Se allargando questo nostro studio sqll'ordinamcnto, giungessimo a ragionate eziandio della divisione d'armata,.. ci farebbe d'uopo discorrere delle riserve~ che quest'assembramento delle va,rie ano.i, che noi appe1lianio wnitcì, delresercit9, dev_e avere; e co1:1e debba esservi•una specie di fanter ia più nerboruta e solida, eh.e faccia pur p1n-te . della riserva. · Da dove sarà tratta ·questa fanteria? _Quale' 11e sarà l'orjgine? Potrebbe forse essere corpo speciale? Noi non lo cr~diam.o, e ciò per due ragioni. Se il suo ufficio e servizio richiede l'unione compatta per compire i successi o riparare • ai danni sui campi di ·battaglia, deve quindi il morale di questa truppa corrispondere a questo scopo. Deve avere cioè lo stesso spirito di corpo della truppa che aiuta o protegge; e perciò deve- appartenere al corpo di cui fa pur parte l'altra fanteria. La seoonda .. ragione che milita acciò queste riserve facciano parte della brigata si è: che sebbene frazione di u'¾ tutto, la brigata agisce da sè , e può ed è spesso isolata : deve pèrciò essere organizzata iu maniera c11e vi si~i un l')attaglione di riservà cbe faccia corpo con .essa. Sarà questo il quinto battaglione granai'iéri. Nell'ordinar~ento dei battaglioni abbiamo già fatto parola dei granatieri accennando la formazione •francese; ma .hétVVi ·quivi una differenza : p,oichè nella fanteria francese i granatieri sono rise1;ve dei battaglioni. Dissimo che u1:, l)attaglione deve ·a.vere in se stess::i gli elementi per combattere , ma già abbiamo pure più che a sufficienza dimostrato che · non è corpo: l'azione sua isolata -non può essere che per circostanze particolari, :· e nulla impedisce i11 . tali casi di fon;1irlo di una, di due co·nipagnie granatieri, o cli più anc?ra se ne abbisogna. Lo , scòpo deì •granatieri deve mira:re ad un'az.ione di polso e di )energia, per , cqi, se si richiede abbiano lo spiTito del corpo a cui appm·tengonoi debbono pure avere

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123

UN ESF.RCITO

l'abitudine e lo spirita dell'unione compatta fra -ai loro · stessi necessaria per quest'energi'a; ·B perciò meglio v~rrà, non v'è dubbio, che siano· riuniti in un sol batta:ghon~ che avere cornpagnie di granatièd in ogni battaglione d1 •

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La natura· e l'ufficio ~loro è du rtq_ue speciale, e perc1ò ci dispensa di aggiungervi _volteggiatori, come ancora ~ccorrono alcune differenze d'ordinamento, che, senza dihmgarci, meglio vengono dimostrati dai seguenti pro• spetti G ed H.


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PROSPETTO G.

Formnzione dPl Battaglione di granalini esua situazione nel trmpo onH::~rio di pace.

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1)1 UN l!.Si>RCifQ

ORdANtZZAZ! ON'I<

Gìà ebbì'.mo a dire essere un vantaggio per la costitu~1011e dell'esercito che il numero dei corpi sia più limitato, perchè sa.l'ebbe più facile la b uo.na scelta. Or qui -aggiungeremo che d iverrebbe YÌe più grande questo bene, se i ibJ.:wnì ~api dì corpo rimanessero molto tempo al loro comando. Colla soppressione dei reggimenti ciò si ottie11e, perchè, I).on essendovi più posto o co'.nando i_n~e:·medi~rio fra il capo di una brigata e queUo d1 una d1v1s10ne e~ armata, il primo aspetterebbe un tempo pill lungo per gwnge:re al posto superiore del secondo. Noi crediamo p.oi si completerebbe, ossia.si otterrebbe app\eno lo -scopo, se dopo un certo tal qual tempo "\"enisse concesso un maggior grado al comandante clell,i brigata, onde in•'certo modo compensarlo della più ho~ga stazione; e naturalmente essendo accordato al merito, verrebbe soddisfatto l'amor proprio t1i questo comandan.te,-si renderebbe sempre più vigorosa. l'opera sua, e viemn1gìormc11te si consoliderebbero i legami di famiglia del

Sebbene ci siamo p roposti che la brigata .debba essere' un sol corpo, ebbimo perÒ' pensiero che gli scompartimenti :qe fossero_ separati in maniera da poter essei-e ogniqÌrnlvolta staccati dalla sede del comando senza . iml)atazzo di incumbenti o ca-ngiam:enti che ne tifar dino la loro speciale disloceazjone,' e fu quesfa la ragione per cui abbiamo dato uno stato magg-iore p,trfaèolare ad ogni battaglione; pel medesimo motivo adunque ora si'amo indotti a fissarne pur uno speciale pel cmnando della brig~ta . Sar ebbe q uesto for mato come g:ui vi;. · C0,~aodant~ delìa br'igatà (colonn. omaggiare generare) 1 Capita no a:mtante - . . . . .. . • .. . . . . 1 Porta-bandiera (tenente o solto-tenentfl) 1 Ùffiziale a disposizione (id .) l Cappellano · • , , .. • , l Medico- càpo . 1

6

Tamburino maggiore (furierey l Scrittu rali (sérg~mti contabili) 2 Capo musiea (furiere-rn:aggi9rn) I Caporale falegname .. • , 1 Caporale corrd uce'rlite • , 1 Music-an ti . . 10" Soldati attend('nfi (2·pel c~r,1~ndant~ d~-11; briga~1) : 7 S?ldato cond11C\'nte . . . , .. , .. · · I Vivandieri Z 2'6 '.rotale , . . . Si aggianger:Pbbe p_èr il ternro di guerra (per nn secondo enne,) condue0nti . · . . · ,

127

corpo. Queste considerazioni quindi cì su:ggerìscono di volere ch'egli sia colonnello, ma che possa anche clivenire maggior: generale , rimanendo tuttavia nel medesimo comando dt brigati,. . Qui dobbìam soffermarci per ragìpna.re sul coman cl0 ìnteriuale, o, pe; meglio dire, per istahilir,c a chi debba.si conferire ìl comando della brigata (o corpo) nell'a~senza del colonnello o rna.ggior generale titolar e . È verità inconcussa che in ogni ~lasse o società fra uguali si può stabilire u n a. presidenza, ma non uu_·autorifa assoluta, rnassìme qual si richiede in fatto di di_scipli-na. militare. Non abl)iarn fatto difficoltà, è vero, d i ammettere la cosa possibile fra i c<1pitani; ma passa. u na..grnn differenza fra un capita.no che suppli:::ce un rnn ggioi-c, cd un m.aggi0rc che rimpiazza il comandante supremo di un corpo. Q,.19]!0 ricÒYe i'iniziati,rn. del suo comnndo dal capo

3.2 1 33

CoIIo studio da noi fatto 11e1 precedente ari1c0Io sulle a ttrib'uzioni, abbiamo specificato in qual modo vorremmo foten c~ore il coman do di uta T:.irigata; ne itbbiari1 o sommariamente _indicati ì çloyer.i, e perciò ora ci resta soltanto cli considerarne il grado, '

)

•


128

ORGA~:Z?:.\7.tO!<E

del carpo o dalle consuetudini r egolamentaric, menhe questi ordina a seconda ùcl suo Yolcre e con assoluta. autorità; e perciò non reca cangiamento di cosa, c<l è sopportahil peso il potere del primo, mentre quello del f'Ccondo <lon1ina compiutameutc, può ferire Lunor proprio d\m eguale, e pC'rciò le reciproche relazioni p ns!.w 110 di venfrc dìITicili e per chi comanda e per c:hi deYc ubbidire. Egli è bensì Yero che le leggi della subordinazione obbli gano il ìncno :rnziano · a sotl omettersi: e si sotlometie !... ma qnnndo si opera per $ola forza d i legge, il risultato non soddisfa. La vera subordiuazionc sta nel rif'petto e nella considerazione (gilt proou~0iammo altrove questa scn~ t enza) cd il primo elemento della considerazione sta nell~ diifcrem:a dei grn.di. · Da. ciò Yeniamo a conchiudete che fra il comandante della brigata cd i m~ggiori <lei battngltoni ,·uolsi un gta~ tluato intermediario·. È questo un soggetto scr cui eh grnn tempo si discute, Il tenente colonnello fu oggetto di varie ccl anche opposte opinioni. Vidimo sowntP cangiare cli sistema, per cui prirna fu ammesso, poi tolto, pHr ricamptLriro cli nuovo nei diYcn;i eserciti . Seguendo il nostro metodo di O!"ser· vare e ponderare le cose, ci pare di scorgere il conflitto pro,·entre da ciQ che le considerazioni su tr1l qncsiiouc d spingono ag1i opposti estremi. Il pensare che questo uifo.iale superiore possa essere ~oci,·o, perché oppositore al comandante del corpo, che sarebbe inclinalo a c1·iticarne le c,perazi011i ed a formare ed agitar partiti, ovvero che C'sercitando- una certa fflUl pressionl3 od influenza, s'impadronirebbe egli' stef'::;o del potere; ciò farebbe supporre una tal debolezza cli carat-

t ere nel comandante, la quale noo è p,mto conciliabile coli' autorevolezza cli cui ùcYe essere dotato. Se qncs!o capo si lasciasse dominare o si lasciasf'C :::goment:ire dn1lc dicerie o da.lla c1isupproyazione di uu s~o infel"iol'e, su-

l'! t;:,; J:;S.f:ftCITO

129

birchbe l'influenza non solo dc] suo tem·ntc colounol_lo '.

ma di qualunque persona, che desiosa di poic~·e i'. 1~11_ ~1 im'1onesse. Sono questi inconYcnie>1li o cl:fetl1 poss1h1l1, m~ di cui non si può, nè si ctev0 tener coulo come fatto nonna.le; e sarebbe pel'ciù un insensato rngionnre che.:, per cvitJ rli, si decidesse non dover esistere q Liesto cnr,o in 2°, o, pel' m glio dire, supplente (1). .. Errlt è per l'opposto eziandio un errore lo stabilirlo

senta che abb.b

rttLribu7.ioni s ..10 propr.ic. Dire che scconderebbo il capo del corpo ccl eseguirebbe quello ùi cui verrebbe dal medesim,, incaricato, egli è come non dit' nulla. Noil gli s'impongono do,·cri: non ba una_ posi~ zionc d'autoriLà ve:-a: è uno speiLn.tore in aspetta.ti va d1 una superiore posizione; e questo suo stato di ~ì~occupaiionc p·:ò facilmente generare il ticchio della cnt1ca, produrre contr.:ist.i, ed essere così un vero imba.ra.zzo pel comand::u1te dd corpo. Il posto piì.t adattato pel tenente colonnello _sar~bbe q11ello di capo ùell'a111111iui;:;Lrnzione . In questo 11np1r--g~ egli ru:qnistcrcbbe quelle maggiori cognizioni, delle qual~ non deve essere digiuno colui, d1c diventando capo th un corpo, donebbe poi a Yerc la suprema sorwg~ia~1Za e la ma.lleveria di questa parte ùel serYi.zio. 1fa

YJ s1

op-

pone la difl.ìc:olti1 che l'amminislrnzioùo poi.endo essere divisa dal cot'po, ed in tempo d i guerra lo è senza dubbio: sarebbe con ciò fallito lo scopo c1i aYere questo comandDnte in 2°. Siamo perciò indotti a pensare c:he n.l tenente colonnello clovrel)besi nJfi cla,rc la, clirezione superiore delle istruzioni e scuole del corpo, e uel medesimo tempo nl pari dei maggiori ayere il comando titolare di un baHa•

glionc. .. (I) Se ben' \·o:;liarno rncdilarc S!I q11nnlo nhhia!llO. raginnnl_o tl:•I ùu:i: lzsnio ,li poi,•,·c ora csistculc fra il coman·l.lnlc dz !Jngatn c,I I co,011.nc_ll 1 Ul'Ì rrggirncnli, non è forse tl n lcmcrc chr. s11ccc,\~110 i suncrrnnat, 111 ~ convc11icnli frn quest i du e cupi, piultoslo clic fr;i t1 11 c;ipo dì co 1·110 c,f il $UO co~1anda11lc in 2°?


130

ORG.-\NfZZA ZIONE

Ci pa:e_ quin~i che colla prima incumbenza gli 3Ì dà una pos1Z1one d1 supremazia su tutti,, ma sotto g1i. ordiui de~ capo c~rpo; .colla seconda gli si impone un'azione _att1~a- e :'isp?nsabile verso lo stesso capo : ed am.bidue stab1hscono m questo modo una dipendenza diretta ed assoluta verso il detto comandante che d1strugg·e oo·ni . 1 ~ o germe d1 ma umor e o cli ostacoli. Nel capo II di questo studio (,di'artic.oìo 2°), abbia.mo discorso dell'aiutante maggiore, ed ora vortemmo che il èom~~dante di una brigat,i avesse un capitano a sua, •disposJZJone . In quell'articolo abbiamo eletto che i bat taglioni appartengo.no ad un corpo che opera collettivari~ente. Q~esta _es~r e~sione oi dispensa di dover dare mnggiori spiegaz10m: cl basta cioè per far comprendere che, scbben~ l~bera, l'azione dogli aiutanti maggiori dei battagh_om , ha d' uopo però di un superiore appositamente destmato d~l comandante del corpo, che la coordini -per r enderla umforrne. E perciò le principali attribuzioni cli questo capitano U,iutccnle cli!,l colonni!,llO saranno a un di pre~so le seguenti. Regolare in modo generale la distnbufIOlle d~gli aJloggì e dei trasporti della truppai1; marcia, . raduna1·e 1 rapporti dei battaglioni sulle sit uazioni e compilare quindi quelli della brigata; tenere i ruoli deo·li uffiziali e dei graduati di bassa for,m; sorvegliare la co;d~~ta cli_ questi ultimi, tenerne c0nt?; non che dirigerne I~ 1str~mo_n i (sott~ la sorveglianza del tenente colonnello); nparfare 11 servizio fra i battaglioni; dcstil1are , a seconda, d:gli. 01~di11i e delle disposizioni del comandaqte, i miovi g :u_nt-1 a1 bf1ttaglioni ed alle compag nie; comandare, ossi11, dirigere la disciplina cd amministrazione dello stato· man·g io1:e della brigata, e particolarmente del c.orpc, di ,music:, trombettieri e tamburini, ecc. · · ·, Nelle definiz ioni generali dì questo rngionamento ci occorse di specificare in certo modo cosa sia la bandiera: esse1:.e cioè il . simbolo del corpo, il punto c'!"uùione del-

DI 'JN ESfo,RC!'ì'O

131

l'assembramento di questa truppa, il sacro segnale che mostra a , q ual nazione appartiene il corpo, che · tutti gli individui c-he vi appartengono onorano, cd a cui professano curt.o e protezione. Da tutto ciò conclucliarno che sta be11issimo che , il porta bandien. sia un uffizi,de, Nei r egolamenti troviamo prefissi i doveri di questo uffiìiale ma n on definite le attrilJuzioni; in: Francia però alcuni a~ni addietro gli si affidava il casermamento. Al qual proposito ci giova osservç1,re che le operazioni pi(1 importanti in fatto di . casermamlmto si fanno appunto q'uando un çorpo parte od arriva in una c~serma, e che perciò il porta bandiera, trovandosi nelle file, non potrebbe occup3:-rsene .. D'altronde il casermamento essendo inerente o parte Cìl.ella •contabilità, pare che me&lio converrebbe che gli 'ufficiali coatabili ne avessero essi stessi l'incàrico, Impiegando poi il porta bandiera a surr_ogare in qualche compagnia un subalterno assente , egli non potrebbe disimpegnarne tutti ,i doveri, e massime quellu ùi comandare un~ sezione quando è radunata la truppa in armi ; e ciò non sarebbe pit.l consentan,eo a.q uello ch e ayremmo voluto esio·ere dao·li uffici.ali subalterni della compagnia. -Ci pare o b adunque che potrebbe essere il coadintore del ca.pitano aiutante: ossia suo segreta.rio, ed uffi½iale contabile dello stato maggiore della brigata: e perc)ò in relazione per le diver se sc1,itturazioni cogli ·s tati maggiori dei battaglioni e coll'amministrazione centrale, a cui dovrebbe.in ispecie rimettere le .;~riazioni giornaliere. D_ovendo essere un uffiziale contaqile, si crede quindi sarebbe più conveniente che il comanda~te della brigata potesse scegliere que1l'ufficial e subu.lt§òrno (tenente o sottot enente) c:he cred,er ebbe più atto alle incumbcnze ora sommariamente spiegate. Sebbene avremmo assegnato un -capitano per aiutante cl cl comandante della brigat a, stante le· a,ttribuzioni affi dategh, non 1Jotrebbc disimpegnare i laNori, dell'uffo) o


132

ORC.INIZZAZIO;-E

p a rticolare del detto comandante . Non p ossiamo per ciò fat'e _a, meno di rmnoYer ure nel numero dello stato maggiore di brigata uu ufficiale subalterno segreb:ti'io a sua di~posizione. Tralascian do d i parlare degli altri individui pur contemplati in quello stato m;iggiore, le cariche dei qu·, li ~ono abbastauza specific,ite da lla loro dc norni11a2io1w, ci soffermerem o a dare qualche rngguaglio su quanto intendiamo relati rnml'Utc al caporale f.,legname ed ai mnsic.,nti . Cr edia.mo cl~bba esser vi il p rimo q ual co1uandante ed isLrut.tore cli la Yori in terra cd in legno dl'i falegnami, e nel medesimo t empo ::;e1-ya cE orJinanza o di piantone al c·omanclo d ella brigatn,. Tn quanto ai secondi p:n·e che essrndov i nei battngl ioni meglio di sessanta ir0mb"tiiei'i, 11011 farebbe ulterio!' bisogno di musicanti; crcdenrlo però sia cosa clcc-orosa e nel, medesimo tempo giovevole allo spirito militar e che i corpi abbiano u11 ·armonia più musicale e m <-'lodiosa che le marziali e fragoroso fanfare; noi v ogliamo conserw1rc dieci artisti p ri me parti e il rnpo m usica per istruire e diri3·01·e l'intiera b Jnda milit<1rc. · Ci pare non sia più sogg •lto a discnssione 1.L questione de i depo.~iLi: vale a dire che un cor po uon p uò fare a meno d i e,;serne provvednto. Già alJbiarn detto c.he in esso dt)YC l'iepilogarsi l'opera amministraiirn; ora soggiun ercmo 6 clic, S<lbbcnc in t empo d i pac_e non v i i:; i debba110 ri uuirc ed istrnire lo r eclute, è pue necessuria questa, frazio111J p articolare, OYe b t'll anch;~ siano concentrati i diYcrsi servigi materiali. Slmrnzzure cosl il curpo da qualun que c osa che potrebbe tratLen ,•rlo da Tepmi (ina moss,1, da i m• provYi:::aùislocazionc; e liberare finalmente i battaglioni dagli incliYiclui addotti a quei senizi di niun valore a1.tiYo per una truppa combattente.

Il deposito <lcrn coni::iare di uno sfoto m11ggìorc e cli compagnie. Lo st ato maggioro de,c comprendere il perso nale per i lavori d i co·ntabilitù, e perciò vo1Tc1t11no fosse for mato come quivi:

133

Dl U.)I ESERCITO

Macrgiore ~omandante o cl'um ministrnzi, ne C,•pitano r elaLore • · · · · Cassi"re (it>nent<: o_sot_to lenente) Ufii ziule di \'e:;1ia.no (hl.) · Jd . di m ·iLncula (1d.)

1 1 l 1

1

5

1 2 4 1 1 1

Furi<·re-ma;::giol'e d'amministrazione . 1' 1• • Se1•••euti 1d. ca1~) ~(] r io (ser~<•nie) . Cap') ea\zolaio (i_ I.) Capoarmu;uoll ~1,-~ -) •• • · Cap;m:tli d'a m1111111strJzwn\l Fn 1i,-ri

4

14

19 . . . d ' . ·t st ato marraiore compr enFra rrli ind1VJl1u1 1 qt tes o. , , • oo . • t:i diamo u n ca.pi·1·uno ·cl1e chia miamo 1·elato1·e. . ..Intendiamo ., . . t · ·1 cn1)0 uftìcio in fatto di couta,)1htà e scn~Lus1a q ucs 1 1 , . . • razioni della couln,bili1à in clc•rnm retta. dal . cassiere, ~ . d i ]Fori ed op er azioni sar ebbe il cr n tr o clt rws;mmen o < , • d Il ffi ·a1e di co1mcssione con q~ella in natura rego1ata a ·11 1~1. . Tesliariu; avrrbbc puro sotto lti sua dipcn~lenza 1 u~c1_0_ , Queste a.tt n·b uz10111 . · · ci su oo o·()'ci·1"<:cono qnmd1 <li. n1at1·icola. . <• , t ;· ·he n deb-1Ja. e!:!·1·1 _,~te'sO 1·1·ceY0re e dar 1msso a t11t o• c,o e . >• flette le ·~ar iazioni; ed essendo al fatto cl og1_n ~osa,amm~nistrahva, ·esserne il r elatore- verso il cons1g h o d amm1-

11istrazionc.

T ·t Tr oviamo pnrc in detto stato maggiore contab1 1 _o scn ~ tura1i che çr0di::nnosu.ffidc11Li per il disim pegno dei ~avor ~ . 'diycrse SCZJOlll . . ora , spCCl·nlCu"te' come ancora 1 capi <lene operai (1) .

,ia

· . . / 1. . v n• ,·n lc che .il coro nl'mai11olo faccia (I) Noi crccJ,n,110 P Ll con e · ;.,,;...,i ore fh•lla brig:,t:i. Qun n\ 11 nq11c pa1·tc ,l,·1 ,lepns,lo che dello fì s tnto ~ arnzi<lni delle ,irm i, cu i n ostro r;:li d,.bl,a l'S~crc il solo ari<• ,e,• ~'; 1 \~ '.1'·,, .,· • no cnnsi,lcrati ,·om<, u nili s·-1 1· :. • · ·onr JJCI "ll'llc 1 ,Ja 11 " 110 5 0 . . . d., rma ' or~:111 Z?.,11,J ., • . t '(•1,l)C C . · I L' I ,t• rn ,!,·I cof'!•O 11n011 po,, - · · j\1('$\1 s 11 r 11l,rc (li. nrn non vinco .i 1 :i e,·, . . 11 11 ~L_- 1. . · 11ie per cu i abliin,11 do ta 1., !, iso:;:11i ,li essi. se sr•p,m ,11._ I• ~ ~~/ 'i', '. ('.' /1,';' qn ·d u qn nt1do trovas i r.ol 1111 0 1 1 r', ,1,· ,,·-e• " i fn!<S<' r iu • 1 bat,a••lioni del lorn arno: " pa, ico, ,li. • 1'I • 1· • 'I' •r mo· e 1c 1n 1clm 1 ·• , .. • l'nr po o d,•pos,lo (:i lJ"<'"•' .,..,1 ,,.,, c:ipo nrmaiuo!o. 1 01·=."'ccrlo più n ti lc al Hito) ~•rl'l,lw " " orcr~io sollo l:1 ,liprm~r:11.:1.c r,,o".s·1 I11 l1:rn po ,, 1. guc1·1·;1 ]'. •> iH'l"I r.ll-1 c·,po ,11 m .11110 • .- · ' . , ·l't . .. a •r mi cù O\'e \'gli. p uo, deposito, ove si di:;tr,bu ,s_co~o o s~ ics I n1sc 0110 , iu pari te mpo fo 1·ma re alhc1·1 arma1uoli.

1:-".·

'°' ' "

.

:


135

DI U:S Ji.Sl>RCITO

OUGA~lZZAZJO::-!E 134 Abbiamo detto che il deposito aeve avere compagnie in cui siano riuniti gli addetti ai servizi materiali, e ci pa1'e che per una brigata di fanteria uua sola debba bastare in tempo di pace. Crediamo potrebbe constare della forza e ripartizione or quivi descritta: Capitano . 1 'l'eof>nte . 1

Sotto -tenente

Furiere

.

l

.

.

. ,

Sergente contabile

Sergenti . Caporali .

3

l 1 6 10

l l

T amburini 'Trorn bettieri Soldati scelti. Id. ordmari

4

34 58 Totale . Totale dello stato magg:ore .

61

T otale generale del deposito .

80

19

A vrernmo dato a questa compagnia un numero di sorgenti maggiore di quello delle altre , ond~ far fronte al servizio di guardiano del magazzino, di uscieri od altra cosa, e fors'anche impiegare i capaci a d ivenir contabili. Il medesimo pensiero ci suggerì. di accrescere pure il num ero dc1 caporali, affinché tra essi vi si~no due, in ispecie, lavoratori da sarto e calzolaio, e così i capi di questi mestieri possano a'p profittarne per la sorveglian?:a e disciplina dei loro labor atorii. Fra i soldati, presi indistintamcutc d'ordinanza o provinciali, si troverebbero gli at- · tendenti. degli uffizlali del deposito, gli operai diversi e gli addetti ai vari servizi di fatica, piantoni, ccc. QL1esta formaz ione organica del dep0sito deve naturalmente svolgersi e quasi trasformarsi quando la brigéLta venisse ad ordinarsi cd a separa,rsi da esso pel caso di guerra. · Da quanto fu da noi discorso sulla formazione del bat: taglione, si comprende eh.e .il depoqito deve assumersi pur

. . ,a •olc lavoro della cont,LbilittL delle co ,te 11 ri<Yllal e, .e 1 b tt r an1; o ffid· to ai contabili dc a ag ione acrnie che avevamo a a, d .1 b t po or iffiziali contabili segueudo la sorte e1 oro a • stesso. l l b. delle truppe per si limiterebbero al puro isoguo . . tag ,oru , . e rol)a . e r iunendo i van dosomrnini.stl'anza d1 donar~ . 'a· f l dcpos=to ove ' t' indirizzerebber o i loro r cn icon la . . • , .· cumcn i ·r . con ti Egli è perciò n ecessa110 do,~ebbcr o calslsoersetact~om~1la~1giorc cÌel deposito il necessario 0 a<m1unrrere < • ' · d bb oo bl Riflettendo inoltre che n el deposito e ono person~ .e .. ·-· d istruirsi le r eclute, non che conservare pure n ce, ~r:s1 ~t _. contabili· il deposito verreblJo ore formare istnh ou e ' ' . le d' t ·n battao-hone, la qual cosa ci obbliga ?ur anc l ma o J . o ., . · b. allo stato maggiore. a stabilirvi le appos ite cau c e . ,· · _ 11 seguente prospetto ci mette sott'occb10 come riesci

r .

rehlle composto :

d

~Ja~giore (o} an che tenente ~o\onnello) co~a~ a~te: Capitano re,atore · · · · · · t) Ai•lt~nte maggiore (tenente o sotto-ten1:n e

Ca5siere Uffizio.le ld. l,l.

. • . ,.,_ di vcstia rio . • di matricola._ •b tt· ·1 ,\,·.0 111. di guerra (a) . ~ pei conti. ,1e1 a. , b , ~

F uriere- nw ggiore d,am ministraziooe Id. del battaglione .

Furieri d"amntinistrazione • Ser"cnti id• · · · . · . · · · () Serg... nti pei conti delle compag111e d1 guerra a Capo s:irto Capo calml_aio Capo armainolo . • • · · . · Cap,mde ma,ggi~r~ dPl _batiaghone Canor -li d'ammin1straw,nc • · . · . , (a) ,. . pe1. conti, de \\ e eompo•-'me d1 guerra Cap(>rah o

1 l

1 1 l 1 2

8

1 l 2 4 6

1 1 1 l 4 6

28 36

. b .·.,ata la quale consta di quattro_ba~(n) Scconclo la formazwne della ' 10·.I ' , 11,0 ossi-i ~4 cou1pagnie, 11 • . . • " ie cd nno e1 quns ' ' ~ 0111 Inglio111 rl, c,nquc _c P""". . ,· • ct1lcol.ito come sq,ue : prrsonulc elci co11l1 sarebbe pci c,o . . IJn uffi1.i<Jle di rettore per 12 come~,ft~e ~ompn~nie. Un scr••cnlc cd un c,iµorn\c per '" - • ,.,· q<u"cs·t·, grniluali di bassa " ' f(" Il' rl' I ·arre a1CUOI J l < Non sarebbe una d,. 1co 3 . 1 .' 0ss·a sergente cd un c.Jpor:ile ; e forza c\ai contabili do1 b;iLtug11011 1 , •· 1' • 011 così traslocarne 5 cl ·ogni gi·arlo al deposi lo.


/

I

13G

ORGA:ilZZ \ Z!ON:;

Col pl'oposi(o g ià più volte ripet uto elle il p3ssaggb d,lllo stato cli pace a quello d i g uerra cag ioni i meno possibih cangiamenti, n oi yorrenuno che b com1;agnia già esist ente al d eposito c<.mscn asse la s:~a fo 1·ma. e 1imanesse ltt comprtgnùi operai , acc1·csccmlonc solLnnto la forza col t ras:crin i i poco itl(mei in viati d,:Li bc1ttaglioni di g uerra atti ad un serYizio sedentario od in atl csn, <li esser e riformati. Verrebb er o perci6 organizzate nuo.-e compagnie elle noi cliiamer emo <l"ist1·u.zione, successivamente : ....-ale a dire , a misura che il rag~uardoYolc n um ero elci uuo....-i g iunt i di leva o dei battaglioui mobili di guardia naziornLle (1) esigereb be u n m,Lggior svil uppo al deposito. I quadri sarebbero, pr c~so a poco, come quelli d elle ·c0rnpngnie di g uerra, ma sì g-li ufficiali come i sotL'ufficiali e c:iporali dovreb ber o essere atti n, bene istruire ed affazzonarc in poco t e mpo le reclute alla. ·rif-a cd educazion e militar e : avyer ten do però ch e il nucìco di queste compagnie doYrebhe constare di sol tlati giù fatruHi, ma prescelti corno allievi istrnttori delle esercitazioni militari o di contabilitit (2) . Da questo modo di <lefì ni re l'ordinamento i n tempo di guerra clol cle r osito, si comprendo essere ind0terrn inati il . numero e la forza delle sue compagnie, e si com pren de altresì che a m isura sar·c!Jliei·o ist,ruitc le r eclute e clv· vrebbero rn:ggiL111ger e i battaglioni a ttivi, diYén ~bbero compagnie di m:m;ia : m a. t o;;to rimes.si i n uovi soilbti alle compagnie di guerra con -;t•rvcrebbcro tutLa,·ia i loro quad ri e nucleo rJ'allicvi istruttori per ricever e altre nuo,·e r eclut,e. (J) /'rimo sluclio sul rcclalameuto . Capo 3° dcli.i riscn a (pag 2~2 clispcns" rx, mnrzo 18GJ). U ) In una br"gala c.1sli luil,1 secondo il tlclla lo ordin:imr.nto O<'corrc Yi siano sempre ci11.q,w11.tn all ievi islrnltor i di ('~cn•ilni1111 i ,: fre11/10 d i conlahililà. Uu,..-chhcr o si 1,!i un i che gli alti i s~rru irc :ipposilo insegnamento scvl;oslico.

DI GN ESERCITO

i37 .

:Mettiamo finalmente termine alla form~zione della brigata d: lla fonterill..·• di 1inea, e qui~1di crediamo op~~:1:n~ . . . uenti prospetl,1 I , L, come co d1 presentai e i s?g . ento ed anche come dimoriassunto del n ostro rag10nam . . ' d 11 di,, for'Z" che ci ricsc1rehbe otte11e1c a e strazwnc dell,. "'' verse combinazio1ù da, noi progettate.

AN:<", \'I. \' o!. IL -

I O.


ORGANIZZAZiONE

139

DI U:S ESERCITI\

P RO ,TTO I.

~ormazionc della Brigata di fanteria di

ene nel tempo ordinario di pace.

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Dcposilo TOT-ILt GESERAI.F.

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lltarto della forza secondo le dh·ersc s))ccte dcscrllle nena for mazione d ,•na co11111ai;nla.

Ufficiali l m~iegatl ~ssimiliati agli uOlciall

Dass.1 forzrr

onli1Janza . . . \ sollo le armi 1,5~ I prov111c1a11 I in con~edo 1.080 I

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NUOVA APPLICAZIONI~ ALL'

ARMATA<·>

~O MMA R I O.

L'or~1nc <l'i battaglia. - Cas i cli guerra . - Trasmrssionc cli srgnalì. Critica clcll'attualc "!ir.gnalazionc. - Hamnludil' . - Ros ily. - l'rec!!lli e 111emom11dw" cli Nelson. - Macchine. - Couclullori s tabili r, mob ili-. - lr)slalluzionr, - Con lal\i m e talli ci. - Circuito m r tal lico. - lsola111c11to dei cotHluU01{ - 11 telegrafo el ettrico nei cosi cl i guerrn . - Legame ira l'esercito e 1',11·mnta - Confronti fra i cluc sistemi.

Considero l'armata nello stato il più perfezionato del mraterialc navale, cioè composta da vascelli di linea misti.. Si sa che gli ~ordini di battaglia servono di base a tutti gli altri, poichè i vascelli sono riuniti in ~orpo d'armata per il .combattimento. '· L'ordine q{ · batta.glia continua ad essere considerato come la base della tattica navale, sebbene dopo le ulti.rne guerre marittime della repubblica ~ dell'impero esso nbn posfìa essere se non un ordine preparatorio. t P''} L~autorc si riscr,·a i ùirilli di

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lrnduz-ione1


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PROSPETTO L.

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·Situazione della Brigata ùi fanteria di linea sul Ilictlc di guerra.

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142

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1WOVA APPLIC.\ZIOt;E

n armata può ao'ire sia 1 . ne1le tre ipotesi se:uent1·: per a difesa che per l'aftaccO',

10

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Contro una piazza maritt· . 20 All' ima , anc6ra in una rada 0 attaccante; . porto, contro un'annata

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3° I

n mare, contro un'altra armata u tutte e tre q ueste ipotesi l' . . In ordine di battacrJia N 11 o armata SI trova Jisposta per di(ende-rsi, nn:l~~~t: t ~:o per attaccai·e, nel 20 caso rarsi a combattere. ne caso almeno per~ prepa.

~a linea di battaglia ha diversi , . . . E certo che mo1t. . . . rnconveruentr. l mconvement1 ha . . por tanza per l'aiuto r ee t d il . . nno ora mmor imtime, e tale sarebbe ·1 a o a . e scienze ed arti marit1 caso di un'armata . vascelli di linea m ist· p composta da fra gl'1 · d eIl a linea di battao·li i · er a 1tro · mconvenicnti o a, ve ne sono alc · h vano ancora quasi tutta 1 . uni e e conser1 1o I vascelli a . or? Importanza, cioè; ' sono poco nun1ti int ll' .2o La trasmi . . orno a arnm.irarrlio; S. .. ssione d e1 segnali è diffì.cil e o I comprende d'altronde eh ., , . più tali faconvenienti h , e p1~ l armata è numerosa, n· . anno COnSJStenza. . I questi due gravissimi inconv . . . . . considerare come una enienti, il pnmo p uossi è evidente che .qualo;a c~mponente del secondo; poichè s1 portasse un m 1· 1· t rasmissione dei sco-n 1. è . g 1oramento alla. ., o a i, certo che l vas 11' l ·Plll sotto alla mano del!' . . . ce 1 sare :>bero . . am1 mragho. La trasmlSSJòne dei se,,.n·tli è t eomb'maz10ni . s ata. ocrcretto a·1 vane. . ma tutte fi " ' oc di giorno con band ' ,.. ccerol _u so degli ste.ssi mezzi, ci oè; - • • e ie, e ' gacr iard tt.1 fi . . svar1ati; di notte co r .0 e : , iamme di colon n iana1I ' fuoclu d'art'f:ì . 1 1z1O, cannone. colpi di . Esàminiamo i difetti di codesta ( giorno sia di notte. segna azione , sia di Di giorno:

lo A malgrado che la segnal"z·

' '• ione, avuto riguardo

aì rnezzì,

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!'4.3 effettui con sufficiente preste1Zza, tuttavia ò

lenta. 2<> In molte circostanze per supplire alla deficienza dei segnali a frasi, bisogna r.icorrore alla segnalazione del telegrafo D'larino, onde con' le parole o lettere formare la, frase, In queste circostanze la perdita di tempo è ri~ levante, od in casi speciali potrebbe riescire dannosa. 3° Quando vi è calma perfetta cli vento, le bandiere diffi.cjlmente si distinguono, e se coll'aiuto dei ba: stimenti ripetitori -si possa pervenirvi, anche in questo caso si perde molto tempo. 4° Vi sono dei colori che quantunque molto spie• canLi sono tuttavia soggetti a confondersi a seconda della posizione del sole o della natura dei vapori dell'.atmosfera. 5° Allorchè ,,i è nebbia, se anche non molto fitta, cioè tale che ogni vascello possa <listiuguerc il suo proYiere ed il suo poppiere, la segno.laiione a bandiere è impossibile. 6° Tutti questi difett,i nella segnn,lazione sì moltipli.cano nelle ipotesi sopra menzionate nelle quah un'arma.La sia obbligata ad agire, perché l'eslensione dell'armata ed il fumo delle artigl.:erie impediscono la vista dei segnali. In allora adunque che vi è pili bisogno d'unità e cùe la segnalazione dovrebbe essere sollecita e facilmente int ellig ibile, in allora appunto od è molto difficile od impossibile. 7° Iudipendentemoote dagli accidenti che possono far cadere i sogna.li nelle mani del nemico, è certo che egli riuscirà a conoscere il signìfi.cato di molti segnali, ogni volta che le duo arma-te avr anno manonato alcun tempo in presenza l'una dell'altra. 8° Un segna.le può essere portato via da un proietto nel momento che lo si sta issando . Di notte : 1° Per l'imbarazzo che recano o per l'imperfezione


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144 _

NÙ~0VA. ' .APPi.ICAZIO!\'E:

1

~ei mez~i che s impie~~no per segna)are dtira~1te fa notte, 1 s~gnah sono ridot~i ;a poche fi'.asi sommarie; la seo-na~ laz10ne ~-,quindi :ì1yiùfflciente· e si trova perciò in c~·costanze p1i'.1 scadcmyi a q uelle di giotno. ' . 2° La ~egual~zione a fa11ali è molto pi u ìe11ta di quella :lelle bandiere, e no seguHa più facilmente la c·on.fosione i malintesi difqcili- a rettificarsi di n0tt0. ' ·. 3° ~llor'Cl~è !l mare è soltm1to· un poco agitato, la s~gnalaz1ou~ e più lenta e le estremità degTi alberi ove 81 tr~vano 1 fanali essendo molto distanti dal centro cli gravità ?e~ naviglio , hanno dei movimenti d'oscillazione ~,ro_n uncia~1, pe! cui i ~1.nali oscillan:o pi1re e produce che_non sumo ben scorti, e che succ(;)da guasto dei fa. nali o lo spegnersi di qualche fuoco. · , 4. Come ~i giorno , un segnale può essere portitto · Yia da un proietto nel momento che lo si sta issando, :ma in questo caso la caduta dei fanali sul p onte può esser e micidiale. ·

~ll;whè la notte è oscì.1T~ e che si rfoorre ai fuochi d _?r~ifiz10., la perdita di tempo è rilevantissima in causa deo·h D1'f'P.' , ·1me~ . ·te si· perviene · · . o appa,reccl•1· . < , • uc: a comprendersi. _6° Alcune volte ~ fuochi d'artifizio, fanno difetto o _per ,1m1:e~fezioi1e di confezione, o perchè hanno aS'sorbitu. dell u 1md1Nt. · • ,

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7~ L'uso dei fuoch~ d'artifìzio è pericolos-Ò. . . ._8 u n com:battimento di notte e nelle tre ipo.. tesi prima c..tt·1te coli' oscun·t·a, co11a confusione che ge·, •< ' ·. ,

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nerano 1 fanali ~:~H~ ~at~erie . dei vascelli , coi lampi, ~ol fumo de_lle ai ~1ghene m az10ne , coll'estensione delJ a111iata, evidentemente la segnalazione è imposs·ibile. ' . 90 La segnalazwne con colpi di cannone' non può aver luogo q uando si com1atte. 100 La segnalazione di notte è costosa. Da tutto ciò chiaro apparisce che più sono gravi le·eircostanze· ·per un 'armat a, qua1i sono quelle in cui è

'Chiamata ad agire, meno la trasmissione dei segnali è uijà iealfa.

. . ., . . In allora aduuque; che l 'ammiraglio .avrebbe prn b 1 sogno d{ trasmettere i suoi ordini _, di flar coesio_n e ed unità .alle forze cli cui dispone, in allora appunto la tra.• sn11ssione dei segnali fa difetto. Colpiv~ n:l vero Ra,mat·uelle (1), allorché scri•(eYa: • Isolé (l'am1ral) sur . •« son vaissea'u; il n'a p!s, camme le généra:l de t ene, la ., faculté bien précieuse qe conférer avec. les com ma1_1~ , dans" particuliers, de leur expliquer · ses plans, de lem , donner les instructious- qui les mcttraiènt à méme ., cl'ao-ir avec fruit sans attcn·dre des ordres ultérieurs, · , et de saisir à la volée ces momens de fayeur q ue le « h~ard fait naitr,e et dispar aitre presque au méme ip' stant; ii n'a poui: manifester ses desseins, méme avant , le -col'nbat,-que la ressource des signaùx : mais quelque ·, soin é1u'on ait mis . à ·compose1; la séric , il :st impose. , si1:iÌe de tout dire, et de rie dire que ce que l'on veut , fair exéc1,1ter. Lor::,que l e combat est engagé, la di(ficiilté •

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clo·nner des. ordns augrnente dans ime grande 1rrogressian. Si le général ~st couvert de fuinée, ses ,.signau:xne soront y us _d.e personne et lors méme qu 11 sera1t

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parfaiternent à découve'rt comm~nt se flatter qu'~u tra- ' vers de la fumée qui lui masr1ue _les autres va1sseau, « ses signaux sefont généraleri~ent- apetqus as.sez tot, ?'é• pétes assez tot pour qu'un chang;lment dcs c1rcost ances • a.it. necessité d'autres manceuvres 'l « . Comment au milieu de cette fumée . q ui empéche •;;..,.'-""" '« sòuvep.t une partie de l'armée de voir ie qui se pass~ , dans l'a utrc, espérer qu'on aperçevm_ to-us les signes qwt , composent wn signal, ' qu'on en r econnaitra, et _q u'on « en distfoo·uera les formes, les couleurs et 1es cless1~s? » Se ora e:aminiaino i pr0grcssi delle scienze e delle «

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•{1} Couts 6/dmentc1-irc de tactiqiw nffvale. Il Partic, Clwp.

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1'16 NUOVA APPLICA'lI<,NE arti applicate alla marina, vediamo çome il loro scopo può for mularsi nella maniera seguente : Raggiungere l'u• nità, nella, plumlità clei bastimenti. Tali progressi sono dì due specie, morali e materiali. I morali consistono nella educazione ed istruzione militare degli ufficiali e degli equipaggi; i matcrali sono dovuti ai vari perfezionamenti r ecati al materiale navale, sia per accrescere la forza militare dei vascelli di linea.., sia per dar loro mediante le macchine ad elice quella. velocità., che i venti non potevano somministrar loro che precariamente. Codesto scor,o delle scienze e delle arti applicate alla marina, che rende tanto formidabili le armate che solcano oggidì i mari; che crebbe tanto il valoi:e scientitifico, tecnico e militare degli ufficiali di marina (l), ha evidentemente scemati di molto gli inconvenienti della linea di battaglia. Tuttavia se consideriamo il sistema attuale di segnalazione di un'armat.1-, lo troviamo ancora oggidì allo stesso · stato delle ultime g uerre, e scorgiamo solo, come nell 'anno 1806 il vice ammiraglio de Rosily, vi introd uceva un miglioramento coll'uso del telegrafo marino, applicabile solo di giorno priYo affatto di nebbia, sebbeue la meno dem:a, ma non applicabile poi al combattimento atteso la sua lentezza. Ond'è èhe il sistema attua.le trovasi iu quello stato di lentezza, d'imperfezione ed in alcuni casi di nullità, in cui l'analisi che abbiamo fàtta ne dimostra l'evidenza (2). (1) Le tcmps dcs Jonps dc mer Còt passé. Voyngc c1I Cfli1ie z1ar le co11tre-amirnl J Ulll EN D I! t! GJ\AVU!Re. (2) È vero che in questi ullimi anni un valente uffìc.iulc della marina fruucesc, il signor 'frévc, inventò un nuovo sistema per migliorare la seghulazione di noue . . Rendendo al 5ignor Tréve l'omnggio <lo"utogli siccome a tntti qncgli u omini che si occupano a far progredire le scienze e le arti della marin,1, pu re n malgrado il concetto leorico mol lo commeo<lcvolc , lcmO ass.ii che il suo ingegnoso rilroralo sia npplicahilc.

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• ÀLL'ARMA'fA

..

u·mc o-uc1TC mant. t, • loro che scrissero su11e -u i o . . . Duath co . d. f tto di segnali, abb1a 1n alcuni 1 time notarono, co1:1e i i e h 1)1·odL1<::" cro delle disfatte. .. • 11 costanze e e ~» . casi influito su e c1r . lcbe nuovo sacrgio d1 tat,. O • · l e pubblicarono qua d • A1tn po1 c 1_ diffi lt' della trasmissione e1 • , le rilevarono le co a . -tica n a, a , . . della linea d 1l),Litag11a. 1 seunali\ aUorche si fecero a par ~re t" gli ammiracrli par,. Ad ovviare a codesti inconveni:n _1 , • . • ~li cd i . . ' ano a cons1g110 gh arnmirao tendo dai porti com oc ·r rnarli alle loro v iste , e . . d 11'' rmata per un1 or ' ' . cap1taru e a ' ' . . . 1la foria e sulla dispocome fra le molte supp?s1z.iom su o aro·omento per fisU' ta nemica trarro-on ' o sizione de arma . ' mti qoelle nonne ge,. sa.re nella mente dei loro su1)OI u ' . t .· . ·ar loro la v1t ona. nerali che possano assicu1 . l dizionario di marina a to riauardo trovasi ne 1 A ques o . ,r. • et Pcvris soUo la paro a sevela ed a vapore di Bonnc,,oux

~d.

gnale il passo seguente : . . ctuti dai vascelli ove « Nell'armata i segnali sono ~1p ' .ali e da . n iran'b o contr amm10 ' ' si trovan? dei . v1c?-am\ ri ·oetiLuri e che hanno perciò ' altri bast11uent1 ch1amat . ~ 1' o · ma1o·rado tanto prc• .t l'ordine dell'ammuag i ' o_ . • • ' 11cevu o h l'a1'·11uiraaho possa pe1ve 0 . · ra è ra1·0 c e ~ d' • « cauzioni, anco ' . ed è nella tema 1 mpre ben compi oso, . « nire ad essere se. ·h vcnte rrli ammiragli scn· « un tale iuconvement_e e e_ so_ e q,~anùo viùne il mo . le loro 1siruz1om , ' d • von0 pnma 1· '«nno segnali che allorquau o < mento della battag ia, non,,

' è di tutta. nece~si~~1 ~. i co~battimento na.Yale (l )'. fr::J. Nelson nei suoi piam d h' ao-\i ammiracrh ed le varie isLruz1oni che ch1va anc eg L o o

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furono falli ripcluli cspcrimcnli che p3rc non Nei porli di Er:incia abbiano più avuto seguito. . . il rande biso<>no che hanno le Gli c~perimcnli falli attestano pf1u .Il., l'up1"1lic:bili tà del sistema . ·o lclc"n' " an z,c e l . grnndi armale di un nuo, " ' -,, e poichè i11lrocl11ce • ci ga. l pecca nclh1 sua ori.,rn ' del sin11or Trcvc e H' lcslinali a comha\lcrc. 0 1 • l cnan \ zomctri a bor,lo ,1·1 Irn,•t"1111cnli che sono M. Euct:rn :li 11ss1:s licu (t) Essai stir /es éeolutio11s 11cwnlcs, par

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(\e rnisscau.


149

148 NUOVA APrLICAZIO~E ai capìtani dell'armata, fa cenno del difetto .p.ei'.sc:ghalì, allorèhè.~:Yaccomandava ad essi che: oc Sapranno ;upplirc < l'\lle istr uzioni che mancheranno per difettro di segn::i.li, « perchè se si estendessero a simili sog·getii, potreb« bero essere mal compresi, oppure si potrebbe atien« derli mentre che per di verse caLlSe ·sarebbe . impos• « sibilo al comandante in capo cli far1i ». ~ ' : Così pure nel suo m,emomndum o -P,ian~ dì cç·n:i.bat.iimento per . un'armata di 40 vasc~lli 1 di linea : • I c~pi« t ani risguar deranno la loro line__a :partioblai'e :èornc i1 « loro punto di riunione; ma, al caso ove i segÌ::rnli·' non « potessero essere uè ben visti, nè bén compresi, nessun « capitano sarà in fallo, se mettè\1 suo vascello xicino « e pel traverso a quello di un liemieo » (1) . . Tutto che si fa per ovviar ~ al difetto dei segnali ·'è qualche cosa, ma evidentementç troppo poco. Che un ammiraglio àbbia da.formulare i var(-piani d_i combattimento le mila miglia --dis-tmi.te di1l ,nemico, .che que~ti pia,ni debbano aggirarsi sulle , varie ipotesi nelle quali può apparire il nemico e che per ognuno elci casi i v ice ammiragli , contro ammiragli e capitani sappiauo colpire al vero l'ideu del comandante in capo, tthto ciò ha qualche cosa à'incletermiilato' capace a produr re 'confusione. . .· . Inoltre molta parie è lasciata in facoltà d'ogni vascello e più di quanto lo comporta l'unità che richiedesi in un'armat a. Il rimedio deye çluuquc portarsi sulla trasmissione clcì ·s egnali. · ; Nel ·corso della mia car;:itJl·a 1narittim'a specialmente nella navigazione di squadra., ,n1i" 'son0 niù volte notata codesta imperfezione, ma .ma.i come in questi tempi.tanto li,

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·, (1) No capluin cnulcl do wrong, who 1,!ace.t his ship i'!osc ·alòngsi,lc '

tl,aL of nn cnemy.

,ILL' AR~!.ITA

.. . , . delle cilali la •marina n e gode •.1 • ,.A- ·1· I)phcaz10U1 e . d' f1 .'""' fì1scarono come da 'erti1"i u · ml l a ,, . . ' d" +ah i ~-~1 ,.,. i.ra.n parte; mai, ico, " . d:. ' . 15• ·a attenz1on"'. .. qua.1che t empo 1a m1 d . . _-; ontinÙato che porto alle ·e e lo stu 10.c -. d1..0 L'irornen!òo alnoI , . , ,, , ', di por vi nme • · o·aenrono il. mezzo cose navali , m1 SUoo . -~.' . . 'si t1·ova un'cwmata lle situa"Wl1ii'." in ciii; . . segnatamente n e . . ,., . .. 11,llj. come abbiamo 11 p,·onta ad ag~1·e; s1tuaz1om n; _e ~6ali, è molto difficile ,· t la trasmissione attu~}f.. .e1 se~r-' . ' 15 o, · ,.~ 1bùe ,~ ed. il più delle volte imp?~ · ·; ,, ·, • · al quale fino in fa,rote del ·pI'ìl).Cl p lO, ' . . fo porto dunque . / , t Ht,' gli sforzi, c1oe cle1la , banno mirato u,.,~.1. . a, q_uest epoca . . . t · i'uia · nuova apnhcaz1one. n· d b,r;istimen i~~I." i1.11nilà,nella pliira i r, ei . . , (:- d 1 telem:afo elettro/ Essa consiste n eU'apphcaz1opf e o magnetico alle arm&.1,ig). ) ;- . "1 . r •!mo l'at::,p1!caz1on0 Come può aveI o 1: ., ' t 1 bia nel suo seno ente..l'arma a all Ogni vascello compon b,:l··t ove mea1io si creda . . tel0crrafica sta r l a o una mac_cb 111~ . ·o '. -~ssa essere mes:::o a con Il po1o poslil'vo clella p1la ~ " fissat o in maniern d 1ttore dt I ume l . fil tatto di un o con t . a· l del bastimento a quella enso long1tu ma e . 11 . stabile nel s · . . d necessaria. per il suo co oaltez4a che I.negh0Ds1 ere ad : ttore risalrra sul p onte alle esto ilo con u o (fì l ) ca.mento . Q. u . ent o da )Oppa e da prua 1g._ : dne estrem1Ut del bastn:n Id 1,1 re lo si ricopn d1 . esto filo con u ~o . Per guarentire qu . . t, una corda sottile d1 l si avviluppi en ro . 1 guttaperca e o e estremità t rovantesi su _ canape catramata (1) . Le su . volucro così pure i . , ·te cioè senza m , pont0 s1e110 scoper . ' , contatto col polo po"'l • cm I)uò esse1e a punti del , 1 ni . siiivo della pila. t - nella stessa maniera Altro filo conduttore_ co~p-~s ~nte- ma nel senso tradel primo e fissato pur o sta ) 1 :ettere un capo a contatto versale del bastimento, 1~ossa

°

. di Sill'cr cu1à Complt"Y City o{ (1) Corde sollo-m:iri nc d1 can~ pc Lo11do11.


1'50 N UOVA Al-'PLICAZJO:\lll

del polo negat,i~o della pila, e I"altro capo passando per l'esterno del bordo si mette a confatto de11a fodera iu r ame del bastimento , ch'è in comunicazione col mare (fig. 2) . Le due estremità di questo filo devono essere q uindi scoperte e ciò per poter stabilire il contatto metallico. Chiamiamo conduttori stabili codesti· fili longitudjnali e traversali collocati nel bastimento. QuDsta sistemazione stabile, si effettui sopra tutti i rnscelli dell'armata. Ora per rendere possibile la segnalazione telegrnfic,t bisognerebbe mettere a contatto l'estremità di pnrn. del filo longitudinale di ogni vascello, coll'estremità di poppa del fìlo longitudinale del bastimento provicre. A questo eft0tto si costruiscn,no dei•· fili conduttori ricop erti in guttaperca ed avviluppati entro una fune sottile di cano,pe catramata e ciò per ottenere flessibilità e rcsisistcnza, e precisamente come i conclutto1·i stabili. Queste ultime funicelle che chiameremo conduttori mobili abbiano le loro estremità senza involucro.

Tutte le volte adunque che i conclutto1•i stabili fossero a contatto dei conduttoi·i mobili e che i primi fossero a contatto dei poli delle pile, io potrei ottenere la trasmissione telegrafica su di tutta la linea dell'annata, perchè i conduttori stabili co:p,nessi ai condutt01·i -m obiti stabiliscono una contiriuiià nel filo longitudinale su tutta la linea dell'armata (fig. 3 e 5) (1): Questo filo longitudinale che va da una estremità all'alt_ra per tutta la lin ea dc!l'armata e che può essere a (1 ) È ind isp ensab ile forn ire i p a l'!icola ri, · 1° Ocll'islallazionc dei co11d11//ori stn.bili risalili che s ieno su l ponfc.

2° De l rnodo di conness ione d ,'i Culi dutto,-,: sta.&i:ti coi conduttori mQ/Ji/i. Anzi(utto rlcvo avvc,.lire che q•1anlo slo per dire s11ll'islollazione dei co11d111tori sl<1bili s ul poule, si l'ifcl'i$r.c ar! una d elle cs(rrm i(à ,lei basli111enlo e che perci ò s i dorrà ègualnwnfc inlcn<lcre ancLe per l',illra. 1° L'estremi tà dc:I co11clultorc stabile . risa lcnfc s ul pon te, senza iu l'O·

151

.ALL'ARhlATA

r ositivi ùelle pile' stabilisce m età del conta.ito coi po i pnecessario . a produrre la corrente elet. ·to metallico CJfCUl . trica. . ·mo per l'ufficio dell'altra · d 1 re sene b emss1 . L'acqua e ma t 'bbiamo i conduttori stametà del circuito e per ques o a , esser e lc~ah r anape'I deve ., ' ad nn d isco circolare ·t I' l ucro di gullap crca e t I e, ponte e disposto nel piano long1 ut i d'ottone fissa to verlicalmcntc su nale del ù asti 111cnto (fìg. 6) · . . ressochè cauali a quelle d e l Un ro~chclto, della fo r ma e climcn51on1 p ·id ,ttnt;" da una parte nel . ll abbi·1 il sn o asse , ' solcomet1·0, ma d1 , o onc, , ' onle e clall·a11ra sopra nn s~s t~gno centro d el disco d oltonc fissato sul p ' Da c1ucst'111limo lato s iav1 un ire fisso su lli poii.c . ' die la tlisposlZlonc · · d 1 ·oc• verticale d'ottone È naturale b -0 er for ,,,rare 11 r occ11c o. 1 manu r1 p ." . traversa le (fìg. 7). . chcllo sa r ò. percio n el prnn o · . . appli cata una mola che sara Sul disco circolare fisso sul ponte ~ia v, ~ ·Ilo nel movimcnlo di rolacontin uarncn le in contollb col disco dc r occ e '

pr .

e

zio11c intorn o al s uo asse_d' ·cltamenle era applicato dall'es tremità Così il con tatto mc lall1co che_ " ' fì. s ul poute . è ora trasmesso ' b'l l d·sco 1 circolare 18S0 , del condutlo>'c sta I e a _ , Ilo d ella mol a e dl'll'assc d e roc1 a lutto il rocchcllo mclall1co p1.r e e 1 d' 1 c·rcolarc fisso. t chcllo appl ic,1lo a isco . _ lto Ji conclutlore stc,bilc avcn e un 1 Sul roccbello si avvolgcra un lial . chcllo mcnlre l\1ltro sarà que llo cn1,o ap plica lo sta b-1 i n1c1l tc ,1 ' !l'asse . e e I oc . • . , · on il co11d11ttorc molnlc. . fi che do,•ra connette1s 1 e b 'le appli cata al disco isso, I' t m'là 1 ciel co11d11 torc s" I 1 • d I Jn altre parole es re . . . la all'est remità volante e tt' nctn l11c1 · e ora por13 ' d per mezzo d ei conta , i ' . , . I•d connetters i al co11 11t ore condullore slab,lc avvolto al roccheho e e ,e cvc 1

~

mobile.

. delle estremità d ei co11d11ttori ;sta• 1 d O di connessione 20 Il p arl1co nr mo . . . s· fa rà a questo modo: bili con qoclle (ki condullo1·1_ I o11d111tori ,nobili sieoo terminate Le cslrcmilà d ei co11d11llor, sl11 , , e e . f · loro med iante nitro tubo 1. 1 r sa' ranno connessi Ia . • lt • con t ubi d'ot tone, qua · . l T e che abbraccicra g I n 1· . osto ai condultort Sa Ili 1 1 1 a cerniera sovropp · . ' trombe d'incendio. . . du e come nell e maccl11nc delle . l u o oetallico fra le esl rcm1ta M~ per assicurare l'iudispc~sabil~ _con I codesti fili termineranno - d · idulton stabili e mo ' 1 • di'i fili metalljc1 ci coi d ale vi sarà un bollonc c1rcoII c~n u na spiral e meta llica al fine e a 1q t u~ cllo slc~so condultorc (fig. S). O • lare del diametro prcssochè eguale .a que . t ·1 t ubo a cern •iera, 1• d 11 e· . . l•Jllon mcdian e I . Connessi che s1cno1 l com I' Il con forza per effetto delle spio l'un contro a r o •• bottoni si premcran'. • . t allo metallico ( 6g. 9). · l'ali, e così si o t terra il p erfetto co~l• no avvolti i conduUori' serve 11 10 del r occhello, su I qua e so IWr I_congcg'. camb1amcnt1. d'I 15lanza fra nsccllo e vascello.

mott-~•-

ab'/'

a·


152 ·

l53 .

,\.t,L' ARMATA

NUOVA APFLICAZION~

bili . traversali •che .possono 11ietteie , lil . comu . . po11 negativi delle pile c l' mcaz1one ì I concluttoi·i mobili co:u i ua~qlua del ~rnre (fig. 2, 4 e 5). e tt v o nero d1 gutt·i per1e . amen te isolati nell' . . . <.perca sono . . . . acqua e prec·~am ' t iz10m identiche dei t l . . fi. . ,. en e nelle cond I . e egra sotto marini. n questa m amera la se n·ila; . magnetica è effeth1 b'l g < z10ne telegrafica elettro. a 1 e su tutta la r d , capo-fila al serra-fil · .. . mea e11 armata dal . a, e cosi pure d t tt'1 . t1tamente fra di loro , . . ~ u 1 vascelli par. ' per e118 ogm vascello h eh ma .e può esser stab'l:t ·1 Cll'CUitO . . a una mac. e l l O l . t 11 · . , scello e vascello (fio-. 3 5) me a ie;o fra va- . Il . .o e . caso è identico , a quello di magnetico stabilito su d • un telegrafo élettro1 una strada ferrata p , . . comumcazione i d ue t· . er mettere m . . 1)Ull i estremi e nel mezzo d 8 1. quali Vl sieno delle stazioni. 1

a. coutatto al con,diutto1·p stabile, simi1e. operazione sa,r à fatta, dal basti!WCilto che spedisce. In q uesto modo si · è stab~lita la çom1micazione met.a.Uìca su di tutta 1a linea e.e p~,ò aver .lupgo la ;sog.nalazione telegrafica. Qnesta si. Bf'fettua,-isiantaueamente e roaJ,grad_o il prc~entars-i deHa notte e della n ebl)ia , circost a111.e _ne1le quali ùn amrp:ira,glio coll'attuale sistenia, non potrebbe coùrnnicare i suoi ordùù • '. < Questa nuova .combinazione accresce· 1 ·-v:autaggi che p1fò trarre un'ahna-t.i dura:nte la ·ut>tte- contro ad una · i_)iazza· che · v uol attaccare. Mediante il telegr.afo e1ettromagn.etico tùtti i vascelli sarebbero uniti nell'azione , senza: ohe si •vègg-àno l'un -l'altro.✓ Codesto è un rilevantissi mo yanta.ggìo ,che reca· l'applicazione del tel~gh:rf~ elettro-magneti.co , basl1JJY1,te da, per: ~e solo per militare in. ,fayor_e della: sua -applic;vzione; ma E'S'.tmine.remo anche le , a,ltre due s.i tnazioÌ:i.i di, J~Uerra prima citate. ' . · ' · . · . Ì'lltan\o ..S~ 8i · cousider à cli.e ,ìn qu est o caso le 1ntterie dei vas'çelli SOilO perfettame~Ìte iliumin~te, chi? le munizioni, i .materiali, gli attre-zzi, ecc., s01,ì.o tutti .alla i'11ano, si comprend!;)r~1 iil qual superiorità. di condizioni· per 1o atta.eco trovas1 un'armat':' contro una P,iazza nel p ieno della :notte e 1G di cuì c01~dizioni interne perciò solo., sono ·m olto i.n sfavò_re della difesa. , · · È da avv-ertitsi cli.e i con<.l11,tt01·i rnob,il-i che. uniscono fra loro i ·v·asçe1li devçmo ess~re talment ~)n b ~ndo da ·e~- sere immensI nell\rcqua, e così 1 J uocbi della; _p.iazza 1:ion pot~'anno speziarli ~ebbene facilmente e sollecitamente • t . nm pia'zzabili . ,,· . . · 2° Caso . Un' cn·mçi,ta alt' c.ncora entro i&1w, rad.a od wn . porlo, , cli.sposta, sulla cl!ifesa. ' . Ira questa ipotèsi le dis t;a.nze t ra vasçello e vascello essendo v iccoliss{me, e ~iò per i mpedire che ,la l:ipea. sia ia-g1iita: àa.11' armata ù~rnica attaccante, la comtmiGazi@.e '

~el nostro caso i punti estrem •. , fati dai vascelli capo fi l 1 sarnbbero rn.p presen-

.

- a e serra-fila le st· · . vascelli inter l' ·, clziom sarebbero .. . . mec l componenti la lin l' , . Esamrnw,mo ora ·l' 1- . ea e annata. · app 1caz10nc d0 l t 1 · magnetico nelle tre ···t _. . ? egrafo 11elettro, s1 uaz10m ~opra not, t un armata può essere . · _ . c1. e , ne e quali 1 . . c11iamata aa. a o·Jre 11 . a sua clJsposizione è e u 11 d 1 . c ,o . , e ne e quali l e a e la lmea d1 b tt 1· 0 Caso. Contro un . e a ·ag 1a. I1 a piazza marittiJma n questo 1o caso i vasc.elli e . . . . l)ozzati contro la fronte l . omponenti la lmca, ab. . e le s1 vuol attac a· 1U ,]rnea di b·ttho-lia . . ' care e r !Sposti l., . " < o ' possono mandare u . 1· o1o proviere per mezzo a·1 .' na sago a al · . una lancia che · può spedire J)er la' J)aJ·te . ' oppos t·a eh "- .· 1 ogm vascello . . fuoco . Ciò fatto e stal ·1·t . . e s1 rn da apJ'.ire 11 · · ' Jl 1 a rn questo m d nicaz1one fra vascello _ , . 11 o una cornu' e , asce o per tutt 1 1· a a nrna del1 armata, le lanci e , ·t , A . . . . . ,. - r 1 o1 nano al loro bordo. ' . _questa sagola che oo-ni. vascello l provrnre vien tt .0 rn i nviata al suo a accato 11 concliittore b ·t· da ogni vascello · • mo i e , che lascato ,. · .~:., '· e ricupera.to dal -·- · , che srn entro al l f · prnviere. Pervenuto . " xis uuen to al qua_l_e è spccl1'.to e m eSf:'O l

°

A~NO

v '1. Vol.

I[, -

1 1.

)


J 54_ NCOY A APFLICA7.10NI< si può •stabilire ;nchè senza fancie, con una sagola get~afa .dal bo_m presso d'ogni vascello sulla poppa del suo prov1ere. Per stabilire la comunicazione metaUica si farli com: neI_1)rirpo caso. La segnalazione elettro-telegra:fica, potra subito aver luogo, poiché i · vascelli sono altrettanti punii fissi come nel prirno caso. I conduttori mobili devono es~er e talmen~E; in bando ed in.ìmersi neÌ!'a~qua, che la lmea potre_bbe essere anche tagliata da alcuni vascelli nemici, sema che questi per il loro. passaggio avessero a rompere- i conduttori mobili e quindi interrompere la comwnicazione generale (fig. 4). · È ~nut!le notare tutti i vantaggi che trarrebbe da questa apphcaz10ne uq'arrnata per fa difesa all'ancotaggio, la qL1ale fosse attaccata in- giorno di -nebbia o. durante la n?tte;_-po_i~hè _so~o tmppo rilevanti, pere]}& possano sfuggire ai m1h tan d1 mare. A11che nel bel mezzo di un o·iorno :se~'-eno i1 confronto fra la . segnalazione attuale a ~ uella eh 10 propongo non regge, perchè quest'ultima si effettua, istanta;?'eamo~te e se-uza che il nemico se ne a-,;vngga. . L_ascia:1do 1 _c~nduttori mobili molto iihmersi. nell'acqua 1 ,,vascelli nem1c1 taglianti la linea -non possono interTornpere I~ seg~alazione elettr,o-telegTafrca, ma se · pure ciò avvenisse b1sogna tentare di attivare la comunicazione generale; ma. se anche ciò non può avei: luogo, starà sempre che 1 vascelli di ogni parte separata avranno con:rnniqazioi~e fra , di loro. In. ognuna; ·di queste parti vi sa.ra un _uffizia.]e generale che ne assumerà la ·direzione. J>resentemente la segnalazione attuale di giorno . serc110 per la ,;ua _l:nte~z;1_, di_ giorno con nebbia o di uotte per la sua nnlhta , I·auone è abbandonata invece in facoltà. d'ogni vascello. _ Le ali dell'armata e,s sendo , ·secondo ogni probabilità., protette da fortifi~ar,ioni perni.anenti o passaggere della baia o rad~; rnedi~~te il telr:1grafo elettrico si potrà formare un si:.,tema eh difesa intimamente 1egà.to fra l'ar -

·

,

ALJ.'.rn~t.l.T.\

ntatai è le fortìfkazionì. Per ciò bas.terà., ~he ~ d1.1e va~ sceili estremi delle ali si mettano in comurncazwne coll: fortificazioni media.nte un conduttore mobile e che ne1 forti 'Vi si~no delle macchine elettriche da . can~ ~o.' Qn~sto sistema può trova,re la sua a~phc~bil_1tà anche })er legare,· mediante:il -telegrafo:elettnco, 111t1m~me11te fra loro l'eserc-ito e- l'armata, tutte:_le_volte che dovranno agire combinata.mente a:d uno, stesso scopo. - . . 30 Caso . Urfarmata alta vela contro altra a1·matanemtca. Allorché il 1iemico sarà alle viste, l'armata si disp,òne ìn ,ordine di battaglia al!lleno perJprepararni a -c~mhattere. Le clistanze fra vascello e vascello si] restringono . ed allora ogni vascello può gettare , dalla,'.;cima del suo bompresso sull~ 1:ìoppa del proviere una_,sa_g ola alla·qual! 7 sar à attaccato il conduttore mobile . 00s1 come nel 1 e 20 caso si p0tra.nno mettere _i conclibltO?'~ mobili in con- . tatto aj. con'flull01·i stabil!i. _ _ .· ' ' · È certo che nello stato dL perfezione lll cmjtrovasi oggidì iÌ materi'a lè navale, i va,scelli banno là . f~co1~à. di avvicinarsi l'un l'altro senza pericolo per stab11I-re una c.omunicazione a. m ezzo d'una fune.· I vascelli disp011gono, per· mezzo -delle macchine -ad elice, di una v,elocità c.o costa11t~ rilevantissitÙa e d'u11a accresciutà facoltà d'evoluzione, essendo quest'ultima una componente della velocità: Ciò premesso, fino ·a tanto che i} n,mi.ico sia a portata del t iro, per bstantanei tà della segnalazione ~lettro_-tcle-· gJ'<tfica, l'am111ini.glio ha .tutto 11 tempo cli formare 11 suo. r~ia.110· ìn presenza del nemico e quindi delle circostri.nzc' <li fatt<' Ghe gli si. ·presentano·.e di dare ·gli' ordini i più n1iuuti. , Nessuno 1; otr~~ a~sever are che non si possa stabilire una counrnieaùone gene.Fale almeno pel' . pochi ·secondi di tempo, soli sufficienti per da;re ai_ capitaui le necessarie "' istrnzio11i:


15v

i\liOV,\

APFI.IC.~ZIO'.\"E

Se durante il combattimento rarrnata i·est·t r· t i u ]' r . . ' < u spos a inc'1. , c_1 battagl w.' potrebbe anche restar intatta hi comimtcazwne generate. 5c· l"an:Ìmiraglio ha di~posto che· ra1 • ' ìuata ahl. )la a romp01·s1 rn colonne per avviluppare una parte del nem· fin? , al momento _di ~-ompcre in colonne, potendo es;~~~ a~t.nat:t la comumcuzione generale, egli ha avuto la facoltii . .eh•tfar esattamente c0m1)1'eudm·e 1·1 s uo piano a modo di. ,tL acc0. ~Ue colonne_ non rimane pi~1 dunque che l'esccm:ione ed_m quest,i circo:stanza ogni colonna (diretl.a da un uf. fic1a!e generale), potrebbe ayere la comunicazione telegrafica elettro-magneiic,~. . Se nel mezzo della mi"Cb · t . . l' . ~ la q ues a comumcaz10ne parziale e i ogm colonna avesse ad interrompersi potranno I ... stare de" . a· cl , < Jens11c :. . i _grupp1_ i ue, tre, quattro, ccc. vascelli, ognuno d ~1 r1'.1ali gruppl composto di v~tsceUi . che h anno comun1caz1.one. fra loro ' l)otranno p iu . . 1"'ac1lmente . aiutarsi e contnb111rc pcrchè l' · · · . azione concorra. d1eLro il piano prefisso • 11anno avuto perfino . . • clelJ·ammirao-Jio . _ ·o , d el qua1 piano 1 prn m111ut1 dct,tagli. •

_8i.

co~1preude 1~ c?nfidcnza che una tale facoltà dicom1·.m1caz10nc ·. 1·10 cd a t ultl. m • . pnò lSptrarc ad un ammirag g, i] ] tl •eia1I dell'armata, 11orchè c1uesta faco,t•' 1l· 111(;)1,~8• ,, • , · ' <, f et ro ))C I ~ pos1z10ne di poter profittare cli circostanze favorevoh delle. onali po,1 mancanza di segnali . sarchbc . . _ 1 , 1mposs1b1le dt trar partito. · .Sc ora si considera la posizione di un ammiracrlio ob0 11 J' igato a supplire in cit al •h 1 •· I, . l, c.; 0 moc o all'tmperfczioue dell a Lna1e sistema di s . si- Ycdril.• corno la difficoltà ct· o-· . . ' _e?ncl. Iaie, I t>'.ud1,c ~1~ la ~OSlZlone rispettiva delle due armato' quell,t . l1 eI10 .. . cl~ mdrnarc . .I movimenti , c1t1clla , cli esocrull' st a.cci e.,ce rn rao-1one elci 1· . ·1.h . ": l tt· . . o oscm1 ci~ e e esio-c per i ,com0 )a 1menh d1 notte le t , · • eh" . . . . s esse misu1·0, le stesse manone '-' pc1 l combaLttmenti di oO'Ìorno ~ 1·1·sul'e . eIl lH,l'O . ~ ra GOlllC L

1'37 1 a.rgomen tì che 'tratta,nò~ d.cll'esistefrw ·(l' un' ai'rnata; sstmo consigli.ire la sollecita applicazione del telegrafo ettro-magnetico, che può aYere tutta la sua. importanza ~ queste ·c apitali situazioni di guerra, nelle quali la se• ~ alazion e attuale n on ne ha alcuna. La nuova applicazione ha un altro vantaggio. Non sol1

2ltf.~èl191i

tanto._~~w.m1ra~l~ &~fr(b~[ ~r~~~e~\~ ai suoi capitani cd a malgrado la nebbia o la, notte, ma '.'reziandio i capitani deì11s'iHgbli0ifii.f;coll ì avrebbero la foCl)ltà di far conoscere all',~mmi..raglio, e acl ogni istante, le condizioui' ùellc quali vertono e di tutte lo circosta.nzc che sopravvengono . Così, ..l'J~lP-.P'.l.Ì.raglio sarebbe impedito dar ordini ineseguibili per non v edere i suoi vascelli. Io mi sono ristrettq ai i Btfl~ç~pi.tali, siccome quel!i ìn, cui un'armata può eès'ére chi~1{1ita ad agi1·e, per dimostrare gli effetti massimi della nuova applicazione cho io propongo , in confro~~;P:~½fffeiti mini~1i o nul~ clvil'attuale secmn lazioue, e perchè d·,~tLronde 1 vascc1h sono

ç:~~r

rìhn1ti i'ii ~~\·pd

d'iiiiWa~à!

'f)el•

Ncòh\batU1w~,1fo .••,: i·.'. ·• · · EJa1ùiiìa:~1Ulii' ]a:Lnuèlv'ò- l.t~pJ!iooÌ-.6itii:re' -si 'li.cclii, chiarame19 td cofue'::sian1.Ifatç<1 '.i)~ivà·•doi !difetti:·•più; ;iuntmii enumer ati.

ddll'à,i,1iuaiè,srignalar,i,orl~·- 'I).(: ,:.11.!'.: :., ,•:· .. :; , Inollir.è.,110:n,JDl;'~senta.·1~e$~un,ii:rnpn;yenigl}te., ·1~è. j ngornliro, nò difficoltà. di .t<\9/>t{1t,1z~qD,'i \1-cli .,i1~~.c#fl!1~ , J)(),r~irola.1-i', ,11è f01,te -Spe&.1. ,(lJ) ., I -,,;:,; I·•·,•!-:•:'.:;, ii:;-r1•1 ;,.,. · S'imp~eghi. oril, .lf\, $e~\i,al~:loµ~ )~11g:',~ca clettro_ - ~1ag11.eticfL. da me pr,o,pq~_té:l,1~n- ;yja ,-g~n.ç1:,iie ~ ~ornc aus1l1ar r. alla segnalazione n.ttualc, starà sempre_ che qualunque sin. il grado di c$Lensionc che s'intende darla, sarà feco1111" di grandi risu1tameuiì. A. SH0R1. 1

(1) Non si richic1ic ncni tncno un pcl'ion..lc sptcia\c , po,\chc hnsl:1 f ai• uso delle nuc"·c m3cchi11c scriventi del wri,tslvn clu: possono rs.-;c r~ CON facitil.(l nilop,i1·:ilc tla chiunque.

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lll'St>O'STA DET. CEl\i,;lULll. RE);;\RD

che 1O in tutto, e vi ha un dupli~alo di due battaglioni d; c,1cci,1lori, compresi già 11ellc lrnppc della guardia. i\fa, lo ript'to, qucsla Mia non ha trattu alla tesi sosten uta, non concerne la cavail(~ri,1, non inlfoiscc in alcuna maniera S\tl lesto e $,ull~ fllHl conclltsioni, di es~a non si fa u~o tli sorta, ·e la si pt:ò soppri:nere senta che ne risul ti pregiud i:,:io alcu no (1). Il 11,ic, contraddittore dopo questo lrinnfo s·arrretta di guastarlo commettC'ndo tosto un errore più madornale. Egli dice a pa3ina 13: « In tempo di guerra, si crPa iuollrP per f,li 8 I rrggirncnti di fanteriil un battaglione di deposi lo (Ersatz bataillon) ». Secondo le inùicaiiuni dale da Von Kalkslcit\ funnasi un buttaglionc di Sllno

1

RISPOS1 A DRL G&NERALE RENARD AL.LE Cllll'lCitr::

(CONTt.\'llAZIO~B) (!') ,

PRUSSl1t lnrorn-o a qne~ra potenza il mio eri lieo fu· /l . r. r r 1 1a H)f' 11na CJ, , u1 ,1 amC'11tc 1a carnlleria ' ,... ,· . . . . ~rir1,i PC'F !l H·lla Nr ••l 1 c;1·ori clw rg1' r, 1cva• E~,;j étl'lparl li o , " r· t rngouo a a noia ddla ra <>in·1 ,h) "'r0 t•osta & cn-a r 11 li' 1 · ' '-' - , " " ,a af a N· tuno momenro e ehe io ebl . ·1 r i come su•olsi per· ltrlle le n ; . Jr i O'f o, $li . . . ,. . . <>le clro- non- eserc1la110 abma ir>uenza Sl>I t,•slo t,r: r1P1•<rrre1•c C"'l l ,. . • oo " ' 1 eg ,ge·nza. Uno d1 q,ues-ri errori \ r 1· t• e a ·e c,,),c mia al'lrn1a le1ti1ra ancbhc· bustaio- per evirarlo. Turtc fo ~l'l ... , . . ' t!i G01!. . • , l,sl1d1,c, e perOno l aforn-n;1cw f J,1, rortano li numero rl,·i lx1Il· a1· . 1 I G• . • . • · :,lo ,on, rlt> lla J,1ndwelir a . . c_n~~l ,1 !}(,, i rp,al, non fo rmano c·l1c ,· ·>:) , :.r:.rC'ggim r ntiproi•incHi I, . I.'.r tp_uc., ta una disatlcm:ione I Il . . . . ,morerotc amn , . . e e a qu,i!c facc111 volcnt1er1 1 11 • Fcur ,l'. secomlo r,.,.orc , . ~· relativo al' lll.l'm ,. 1 . b . . .' scrnp, e nella stessa noia, e, a, e, Jl&agl,on, d1 caccia fori (2 l. Nou ve ne 51"er f •. t

o·

.

'

1 '\ l ) V'c_ ,m • _ ,sirc11sa, Hl. SetCcmbrc f SGr. '(.) Fui mùoll o in errore ,l'a nn a rl1eo lo cJ • , . . , . L <trmatn pr11ssiw,a net suo 5·tal ·. cl .fltl,lar Zctfun!J inliloblo: · · · o,a11,rafc 1l 111rnl • lrflJ>Jcgo. EJ cblJi il ~or to di , .('· ' e e m iucllc q.11csto doppio

IIOU, J dli

IC~rlo,

(1) Poichè sfo rcltific,mdo, a~ì nngrr~ che it1 P rnssia pi\Ì non v i soni> r rggimcnli di linea e n:ggi111,:nti com/,ùmli. Q111'sti ultimi corpi. <1 01,0 il 1860, hanno lasçia!l.o la loro ,111 li1·;1 <lrnnmi11azi,11H: e p1·1•scr·o m1111cru dop<1 g li ullri r l!g:gimcq~ Ji d i li Hca, ,li,notlnchè I;, fa 11leria p ermanente rlcll'cs,•r1:ito prussiano è al di d' oggi compo~la come srguc : 4 llq;gimc11{i dl'l la gu ard ia a pitdi. 4 l\cggiu,rn li di gr,,na(irri ,lrll:o gnar,lia {il primo è <idfimpr1-:ilnrc Alcssamlro, il Sl'contlo dell'i111pcratorc Frauccscu). 1 Rci:rgi111 c11 lo di fuc il ieri. lfal tagl:onc di r.arci.olori dcll:i suarclia. l.lallnglio nc ,1i caraùinicri della guardia. 'ì2 Hc~imc11li di li1u:a.

S flallaglioni di c,1ccialori. 0 1,i 72 r,·~gim cnti di f:i11leri:I i primi 12 so no d 1inm:1h rrgg inwuli ,1i -g1•31wlic1-:i. Gli .1~1lich i 8 rrggimculi di riscr,·n N. 33 o 40 sn11n,•i tr;isfo,·111:111 in rr;::gin11•11ti èli foeilicri, e cl'o r innan;,;i saranno di p rrfl.rc11z,1 in,picgnt i nt ~1•1·vizio di fa n lc rin 11':gg:cl'n, - I r!'ggirncnti delta guanlin r dc' gnrnali!'1i N. 1 a 12 ha11110 due balfoglioni di granatieri cd un,) d i fucilirri; i rrg,!{in,enli ,li fon l1,'l·i11 N. 13 a 32 e li I a 72 hann o dwc ln•l l aglioni ,li mosd1cllicl'i cd ·u110 di fu ci lieri. - La forzn del h:1li:1glio11c di li:i<'n in ·t,:mpo di pocc è di l S uf!ìciali ( I mnggiol'e, 4 cn11it.ani, 4 p rinii luo;;o .. tcne rlli, e 9 seco ndi luogo lencn ti, di c ui un ,1iutu11l-c di I.,a<tagl io nc t·cl n it u rfìcialc png:ilfJJ'<'j. - 5:l solt'uffìciali {4 sergenti ,..,,ag,gior,, 1, 71orl<·pt-c /~iluwic:he (alffori o cn<ll'lti}; 8 sc rgr11ti !li I"' ccl 8 di~ " c lussc ; 12 sotfuflici,di d i P , 12 cli 2a e 5 ù.i 3, classe o.li pa.ga} - I l 11111ùuro niaggiorc. - 1,s \'oluu{ari o .issold ati (fra i quali 16 musicanti e due aiu l :111ti d'o~'pciluk) 41 6 soldati.~ 'J'Gl.lll! 518 u /\ 111 i11i, 1 arm,iiuolo, '20 1avor:rnli. f.:l fnrz ,, ol'g:111ica tlcl boll:i~lionc sul piede di g11crn1 è di 100·! comJJ.,Hc~t• SC1l'4n c11nt.11·c gh ufficia 1i.


15()

l!TSF()g,,,t

DEL Gll.1'1'RAL!è RENA!tD

ma

· ùepasito, non gi~ per cadun reggimento per cacfona brigata di ;6 ÌY'altaglioni. Ilavvi ùunqu~ uua differenza di .4-0 battaglio11i, f)roprio il doppio del mio errore a riguardo <!ella lanùwebr. Vi. Ila dunque più che cornpenso ('1). Per quanlo concerne ·la eavafleria permancn!c , la sola cosa ,cioè che ci interessi; il vero soggeHo del libl'O e della di.;cussione,, le ;indicazioni ch'io diedi concordano con quelle del mio critico.· La ·Pn1ssia porta la sua cavalleria da 38 a 56 reggimenti di· 4 sq uadroni sul p·icde di guerra. Al presente ne ha ii-8 organizzati I di CLri 8- a 5 squadroni, che danno, come già dissi, , 00 sqtiatlroni di cavalleda pesanrc, dì cui 40 di risena e 60 di linea, e 100 squn droni di cavalh!ria leggP rn. Al!orquandu l'orgn~1izzazi onc sai·à terrnfoata, qu est'nr··ma presenl('rà, . secondo Jorì I\~lk~tein ( die Preuszisclt1J Armee, pagina ~O), 50 reggi:nen-ti <li 4 sqaadrou i, ripartili come s<'gae: GOAUDl.t.

1 Reggi mento gr.,mlia ùel corpo 1

Id ,

2

ltl.

1

Id. ld.

3

corazzieri drago iii ussa r• ulani

g, Reggimenti. di- corazzieri 12 JJ; dragoni 12 Id. , ussari !;:

16

1

Ili~

ubni

. 32 sq tladroni

, ·

I 192 ;quaù,.ni

!-' .

Tolalè 22.4 squadroni ( 1) An lfrsalt.-lntJ1pcn Wird fi'1 r J~tlc lhfonfcric Brig:idc \'On r, B.rlaillo,,: nilznlich cin Rrsnlz-lhtaillon :1 ioo~ Mnll11 in 6 Kornpag11icn :1uff,•Stclf (,pa~, 19), Dic JY,.cus;;i;chc 1lrmt'c, 11w· Vo11 lùilkc;;lcilt (13cr!ino, 186-1 }.

161

di cui· •I 16 di cavalleria pesante , o,•vcro, se pur vuobi, 40 di riserva,.76 .di linea, ,-e ,J 08 di cavalleria legge ra. Vale a çlire che le doe spe_cie, qoali il comu.nicetò <lc\\'lndépcndance vorrebbe soppri mcr_c n_el Belgio, saranno in maggior numero nell'esercito pru ssiano. A· ·proposilo della. cavalleria, I.Jo a 1·ilcvare ùna gravissima . inesattezza commessa da-I mio crifico. Io aveva dello: (( La cavalleria della, landwehr iwn è stata sop-; pressa, ma fa posta nella stessa r·elaiione che trovasi oggigior•'.1O la landwcbr del primo. bano-fa11teria, :.ec91Jdo la llll0\'a organizzazione ; valé a dire ch'essa d'or in a-vantL noll dcvc··più mar-. . ciare in pri ma linea coll'esercito permanente » . . H mio conlracldi}tore mi risponde : (< Giu~ta le intenzioni del governo, ie truppe a cavallo della landwela· dovono cessar~ d'e- · sistcre », Prendo per giudice fra noi l'opera n·cente dr Votl l{àlktilein, e tro,ò a pvg. 22 e 23 le ind i.cu:1.icni seguenti: La landwchr di cavalleria consisté,;a, pri1na della riorgnnizzazionr, di 3.4 reggim;nti di 4 squadroni,• Ji ·coi 2 della gnart!ia, 8 squadroni corri.,pondcnti ai baltag\ioni 33- 40 degli antichi r<'ggi;.., menti di fon teri,1 di riserva. TuUi questi squadroni aYevano nuclei-o quadri permanenti assoldati (besoldclen Stii111111e): · Dappoi, la riorganizzazione, od il cangiamento della destirfazione ·di quest'arma, i due reggimenti della gnurdia furnno completamente soppressi; '12 reggimenti conservaron_o la l~ro antica relaìione, cioè, i quadri assoldali ; '20 altri rrgg1 rnent1 e ·gli 8 squadroni separ; ti hanno quadri non assoldati, ma con ciò questa ridnzione non ifoporla la \oro soppressione. Essi sarnnno sempre pronli a marciare, per la difesa del p·aese, come la lanrl l'lcbr fa nl'~ ria, <e D-ie Regrmenler w~rden '.·ii_.. dessen 11iitde1: ReduclJon ihrer S/ii•mme nicltt elwa glieck::.t1!1g au(gelèisl >l. . , . , . La veri là si è che l_a canlle ria della l..1ndwchr e ancor.a 0ggtgiorn0 composla come scg1_1c:


1162

RISP,;STA

1~ Reggimenti a

.JJl'!L GEXE!\ALE n:,:-;,11m

4 squadroni.che conlengon~ qna1fri

assoldati come. altre . volle 9

•

,l,8

~O Regg1111ent1 a 3 squadroni senza quadri ass(Jldali 8 Squadroni id. id.

60

.

.

•

.

•

.

.

.

Sarò brcYissi mo su qneslo argomenta.

8

r . T1J tale ·! ·I G . , anti quanti sono .i battaglioni ,della landwehr. Secondo il bisogno, si potrf:'b_be,ro ancora organizzare 1 ()(i squadroni del secondo bano. V1 e ben lungi da ciò a quest'asserzione dd mio-critico: (< Le trnppe a cavallo della lanrlwe!tr devono cessare tl' esistere n I

, In ~e~uito a questi accumula.ti errori io ardisco ~pcrarc che I omm1s~1011e della, mia sciagurata nota mi sarù perdonala, e per parte :111a pi·ometlo di non più parlare Jella tempra delle armi del mio contraJdi ltore. ,, . · :i\''A- ,:,a~,ina 2-1,. l'a~lore della lettefo confu tato!'ia s'occupa in ano'11 e _la proporzwne tra la cavalleria e la f,tnteria dell',~su..c1.lo rirussrano, fJCI' 1·11.sci.-11·I·<1 neI suo-famoso qu_;idro fiu ale. Egli giunge al rapporto di f: 8, 8. ( ., Qui,proccdecome già per l'esercito austriaco. Aumen ta quanlo piu la fanteria. Non solamente egli fa entrare nei s• oi calcoli lu1ti i ~au~glioui dell'esercito Jjcrr;1anente, ma ben anche i I ·I 6 battagll(:lli della landwehr, vale a dire, tnllo quanto de\"esenire per e~Lrare 111 campagna, per la c11_~Loùia del paese~ la difesa delle piazze; -e notiamo di pas~aggio cbe la landich 1· non è allro che la gua rdia nazion;ile mobili1,i,ita, ma sol idarn{'nle organizzata e !)ront~ a marciare; d'nltra par·le egli non le oppone ·che la cat allcna dell'esercito permanentr, cd ommet(e i t 16· squadroni della lan_dwchr, come aveva ommesso per l'Austria la cavalleria <lei confini e deli'inst11-r~zio.ne ungbercse. Per ~ra mi contento di constatare c'1uesto n1odo d'opernre. 1 N_c trarro le conseguenze allorcllè veiTà il destro di. di ,eutere le cifre cb'egli produce pèr il lHgio.. · 1.

FllANCJ A.

La fraseologia ironica della pagina 24 1100 media risposto. Per quantr1 concerne la cavalleria, il critico meco s'accorda• In Francia vi sono .2 16 squaùì•oni ùi cava~!eria· pesan te ('2•1'"/, se vi si compre11dono le cento guardie) o se pur vuohi, 811- squa:clroni di riserva e 13'.2 di linea, e solamente 150 scfua<lroni di c;:iva!\eria leggera. Come dire che le due $pccie di cavalleria éhc_ si" vogliono sopprimere nd Belgio, co;tituiscono in· Francia la pili gran parte tli c1nest'arma, poicbè 1I rapporto numerico di quesli squadroni, è come ·t: 0,69 4-. Questa circostanza merita <li non essere tras.indah1 dai- nostri organizzatori. Ag-giungèrò. per loro norma, olle la maggior parte delle guarnigioni del Nord son o l'iservate ,ai reggimenti di carnlleria pcsa11te. . Non ri tornc.rò pi LI su qnesta dassifìcazionc di dragoni e di loncicri, quc~tiònc che mi pare csa,nrila.

BAV!EIU.

yuo

1

. Qui il mio crillco ba rngioi"1c: L'i~rtico-lo del 1J!1fdar Zeitun[/, di Viennn annunciava ia lrasformazione della c:avalleria _bavarese non con,e eITelluata, mq solo prngetla.ia. Siccome io scri \'C\a\1· mio opuscolo un an no dopo, èbbi il torto d.Lcredere che .quel pr0gello avesse riCC\ nt_o la sua esecuzione, Q'ueslo è un errore. dm per 1llilla invalida le mì,e conclusioni. Cosa vole\'O io pro\·a1·e co\le poche cifre che ho citato? Che la cavalleria in gcnera\t', e la _Ca\'a!\eri,Ì pesante i11 pa rticolaref µgl i occhi delle potenze nulla avevano perduto del \oro prèsligio e che non sr p~nsa\·a nè 11 1rasforma1' rjuest~, nè a diminui r qnc~l\a; 'Che s<~ ·una delle due fraiioni era stul~ accresciu-ta; er;i piuHoslo quèll.i •

-•

1

•

~

'

1


DEL GENERALE RENARD

ltl!ll'0S1' A

di la ,quale si voi rebbe soppri nier·e ne l [l elgto. . La . quest'armr1, ., . I ett1ocaz10ne precedente, nel u1entrc rnanlit•ne lo statu (Jt conferm·' I· · · rJ w,. ·. " .i prnna parte delle mie à~serzio11i ed ·1 , . , . , • , ' 1 proge tto u1 c~1 e qu esL1one prova a sua vol ta che ne llo spir[to ·d(•gh uomin: ~1 gue1'ra della Baviera, vi :IJa una manifesta tendenza a vole:. aumentare . l IO . . , · la cavalleria pesàntè; Ciò tni'· bi:t~r·1 ' ' ··, i'o·-·11·011 . l1·lillilll dI f)IU. · ·

SAilDEG\A. r,

lo m' ero , pochi~simo , òccu1ia·10 della s .u-,,'Jt'O'na 1·.' o , . a tl esone questo· . 1·• 1·e-. . . paese . . sta per scompai•ir.e· . . nel iu'tto. italiai10,·e· . pe1c1c sci c, lo italiano. essendo in formaziòne, non· è possihile,· nel.stio stato attuale, dr prenderlo come pan io di pill"a"'one '·ciò nulh-' m~no, ~~CO il pr'incipal bersaglio àgli ·Ullacehi ;iù v~ementi (;,,1 IDIO Cl'lllCO.

•

.

,I

. lo ho _commesso inesallezze le mie indicazioni sono vaghe ed i11com1ilete 1iiù lu110-·1 ,·o· 5011 'ad I . . ' . . . . . . o , · e u o In un errore mcredibde. Hilessi più vo lte onesta parie cl"II· r·1. · • ~ a con,u ,lZlone e confesso _a mia vergogna che non tro-vai questi errori incredib;'fi, Se a_vess1 ancora a scrive.re quanto mi viene incriminato scriverei nelL1 stessa maniera e nt.;i medesimi termini. , Quanto io <lico della Sarckgna si com1)rende in (l · l: . , JI .· . .. . , , uc a ,ne,1. 1:,iimo lta li t.1l_to _.allo sl,llo del1a cavalleria' sarda p1·i:nà r1.,1 18.18, ed è per ,nt1ero desunta dall'opera intitolata: De l'!talie et de. ses furces militazi'es ) rrn blil ·J" (a . ic·'l·i '" Ilei .· 18 ,u, 1 1 aenerae 1. ~'~1~1~0,t'. "uuo dei pi ~i' ','ìnon_ ì ali nflìciali di cav"il lcria )'.Eur~1;a, E,,11 a,ern veduto co suoi Jll'O!)l'i occhi ,' .cl ., ben . _ t .10 pongo mag~1or valore alle sue asserzioni che ù quelle di IIaillot che gl,_s, co1:lr:::ppo ne. Del resto, _lulla la con f'ut azio,w poggia ailco_1a sulla_ sl?ss_a guerra di parole: « lo .mi pern1t: li('l"Ò di farl'i uola,·e , .·3 ,, · 1o di grossa cavalleria . , mr. s1 dice . ·1 ' p• ,'io-i o i,a ,.. , cIie ,·1 lito uou e m:11 stato :mJ)ÌPii:ato 11 ;•11'arr1·1al ·1 Q''I"'u ,, 1 111·,~ [J'('11 ~1' quei'·1o 1·

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•

,

""

.•

16-5

di cavalleria di linea, al quale si attacca generalmente allra si gniiìcazio.ne n. Ciò è perfettam ente, ,e@me so _io sostenessi che Napoleone .e Okoun.eff non .co;1siclcrano i ~orazzie.ri com.e ,a11p:Hlèncnti ,,llit grossa l'.avallcria, pen:h~ tulle due li classilìcano àtll:he ;nella cav'alleria di \inca. Ma. q1,1c•sta gnrrra di parole è talmente incredibile, ch'io le,ssi, a pagina 3J, ,dcll'opuscolo a mi rispondo, b \'rase ~egueute: <( In seguilo ?. disposizione real_ e ,del 6 giuguo 1860, lulta .cc hl cavaller~a dell'esercito (italiano) ha subito una nuova ricc parlizi_ one, _secondo la spec iJli tà delle truppe ·cl i ·qorst'arìn.a: << ella rn d1yisa in o,aval!eria di linea, in laneir1= i, 'i n ccwalleg,qo1:i, n ed ~n guide. I ,i. r;!j.(Jimenti d:l corazzieri ·es'is/c.hti compongono t< la cawlleria d:i li'nea )) . So noi avvLciniamo ,q'll(:sta frase della pagi;;~ 35: e, Ja) C',;.io11e data a, pagina 32, . i1e-·rishltcrebbe cl;e, ~e·conJu l'autore., i cora7.7.ieri dell'escrtilo_' sarUo non, appartengono alh1 . cavalleria pesante. .Ecco a qu~\li a_bcrtazioni il p~11:ismo COllCtuce i mi gliori ingegni. l er rne, al coù trario, ùa quc~ta ripartizione tragg<t questa conseguenza rigoro,a cl.le, presso i . Sardi, prima e dopo le corazze, il titolo di cawt!eria 1/i linea è ~eimpre &lato sinon imo .di cav,Jllcria pesante. f}, at secondo. i1linca al quale si applica l'esprnssione di errore incredibile. Ved i;1mo in cosa e3so .consiste. · I.o,a\·cvo d;•llo, a carlo 46 del mio opuscolo: « Dopo la pace (('di ViHafrnncn, al!_orchè i cannoni rigali hanno fallo udire la <( loro \' ncc, si pnlrebb'c credere cbe i generali sardi, istr~1tti « dall'espe rienza, siauo per s<ipprim0re i ·iorn reg.gimcnli pe<i santi; 1n,1 rssi progettano il c_ontrario, poichè imJ1!editt l;:1mc11te cc decretano, per ·il paese iogra11dito, la form azio1ie "rl'nna divi;< s;-one di cora_zzieri i). E, subitiJ io soggiungeva: <( I reggimrnti << Jeslinali a fo rmare qn P'sta di\•isione di cnrnzzie1,·i sono quelli « di Pùnnonte, Niszn., Savoia o Genova, che pvevano fatto la guerra \( se11:(t cora.z:a)) Quesl0 era pt•rfctt,i m'cn!o chiaro. lo non pre-


166

RISPOSTA

tendevo che la Sardegna avesse creati ,i. nuo\ i rrggi111enli ùì corazzirri, ma ch'ella a\·rsse data la corazza a quallro nwoi• • t:'D ~n en~1 ('S1stenli e che io nominavo. Arcvo io tori.o? No, pP rcliè 11 mio conlraddiltore così s'esprime a pngiua 34: u Per un de« creto reale del 19 r,llobrc ·I s:-rn, i qualtru r<•ggimcnli di cau rnllcria di linea esisten ti _sono trasformali in cora;;ieri, con« tinuando a portare ri!-pettirnmcnlc il loro nntico nome di « Nizza, Piemonte, Savoia e Genova ». Ecco molto esplicitamente confermata l'asserzione del mio libro, ciò clrn pC'rÒ non i~1pedisce al mio contraddi ltore, descriYcndo poi la compcsiz1_o~e d_cl nuovo csrrcito italiano, del che io non mi o<'cuparn, clt 1rou1camente aposlroformi co~ì: e< Voi ]o Ycdetr mio "nne' O' « raie, dopo che i cann oni hanno fallo udire la loro voce riru<< bombante e maestosa sui campi di ballaglia di Magenta e 1 < Solferino, l'esperi enza acquistata dagli uomini di gueira 1,ie« monlcsi, li ha indotti a creare non già quatiro reggimenti di << corazzieri, come voi supponete, ma bensì qualtrn rr•ggimcnli « di lroppe leggere a cavallo )). Confesso che sono del tulio disorienlalo: È questa una faCeiia, ovvero è questa una scommessa? Cosa c·t• ntran o qu esti i reggimenti di truppe a caval lo? lo nulla supposi di simile. Io dissi che l.len lungi dal sopprimere i reggi nwnti di carnllnia pesante dell'esercito sardo, o di linea, se così si pre ferisce, i g,'ncrali ili quest;1 nazione loro 11\'evano d,i la la corazza; il mio critico conferma quanto io di~si, e poi viene a reei tarmi la str,l!la tirata che or or abhiamo Ictio! In tulio ciò han:i alcun che d'i11crcdibilc <'d è la confusionl: delle it.lee in seno alla c uale 1 la confulnione si muore • h Io parlo della S.lrclegna e dl'll,i creazione dei corazzieri nell'esercito di qtwsto Slàto, cd i! mio contl'(Jdd it torc mi risponde q uanto si f-1, pc1· l'e'•>1·c1·to ,·t-,i l'a 1 ". ·' rec1~a· ~ -, 1 o. non s1· pu ò p1u 111cnlti confùndcrc i fotti e le date. L'es1::n.,1 to sardo 0 l'escrdto italiano sonu due cose differenti. li decreto che euuccrne i co- •

DEL ci::x1mALF. RENARD

167

nm.i(' ri è,· come lo dice egli stesw, del •I 9 ollobrc ·1 859, ora, i! secondo ministero del signor ùi Cavour non data che dal •I 6 gennaio 18GO. Qui non si tralla1•a ancora nè dell' llalia e nè degli Stai.i del Pa1>a, nè del regno di Napoli, nè di portare l't•serei to a 68 reggimenti di linea e 36 batta:;lioni di bersaglieri; << D.1 quanto prccedC', dice l'autore parlando della recente (( organizznione del g<'ncralc Fanti, si può lrnrre la c,J11clu:-ionc e< che la co mmi~sione islituila in Piemonte pcll-1 ri organizzazione u della eavall<•ria, dopo la campagna del 1850, ha stabililo cho n le truppe di qnesl· arma, d,11•cyan,> essere piuttosto di111iuuito « che aumentate, poirhè il rapporto, che prima della guerra u era di ·I a 8, 8, ora non è pili che di ·I a ,13, 4 )). Egli soggiunge: « Questo riwll11 lo è gruvoso pt'r coloro i quali prclcn-• 1< dono che la cavalleria sarà piuttosto aumentata che dimin uita (( nell'avveni re, lanlo pit1 che l'esrrcito italiano si pr<'para atti« vamcn~e alla guerra». lia\'\'i scmprn la stessa confusione del Piemo11tl! cull'llalia inliera. Q111•sli paesi ~anno altri bisogni rei altre al'pirnzioni. IJ'allrondc l'organizzazione dell'cs_erci lo, nello slato attuale delle ct>se e drgli ani mi non può essrre che molto proHi~oria. ~on si saprebbe 11è preYcdcre uè precisare lo SYiluppo eh~ rssa ric:crrrà in SC'g uilo. I.a can1IIPria 110n si crea cosl fa cilmenle e così prontamente come la fanteria. La commi~sione inslituita in Piemonte dopo la campngna ciel •1859, e clll~ domnndò la corazza pci n•ggimenli di carnlleria pesante, non potè ~pirgarsi sulla proporzione a darsi alle diverse armi. lbog1wrcblie tulto al pii, dimandar con to cli qursta decisione al comitalo in.5lituito con decrl'lo del ·17 giugno ·I 860, allorthè la forrnazione.I.t-lla dil'i:;ione dei corazzieri era ùa lungo tempo-decretata . Qu,uitn al fastidio cbe il rnpporlo òi 1 a ,f 3, 4. ~pporla a coloro i quali pretendono che la cavalll'l'ia abbia da c·ssrre piullosto c111mentata che diminuita, io non oc sento gran fallo. li mio crit ico si s,nPIJhe risparmiata quesl'osserrnzi one, se si


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l'tlSP OS'l'A

DEL GENERALE RENA RD

fosse data la pena di leggero - la mia seconda. riflessione. Esstt serve di ri,;posla alla sua insinuazione : e porla per titolo : Argo~ mentì basat1'.sul!a guerra ,d'Italia pel' giushjicare la. tms(ormazio-ne, o la dimiiwzione della cavalleria.. -. - Essi non sane r1mmessibili, Questa ri Oc.ssionc conlie•nc i.l brano seg~ rJ.11 lc : .«'. La fanteri a di » uno Stato essendo rap.prescntala dù uno, dice· Napiilc-o ne I , 1; la cavalleria sa rà ìm quarto . . . ;: ma basta 'élH} la cu valleria » sia il quinto della fanteri·a .de.Ilo-Stato, a cagioue idei puesi di » mont-agna » . . ;_, Più lungi soggiunge: · << Un esercito composto cli 3GOOO n uomini di ·fanlerià ;1v1·à 90 00 uomini di c:walleria, di cui >i ~-800 di cavalleria leggeni ~ 42 00 di cavalleria pe8n nte >,. Ciò nulla meno, nelle sue Memorie egli fa• una· speciale eccezione per l'lta{ia. Nel secondo .volu me trovasi la' rnéiguifica .descrizione di questo . paese. Egli pi:cvede i destini cl.le oggi si compiono sollo ,i nostri occhi, Sllppone quale 3j1 rà, nrl caso di riun :one di tot te le provincie itali,)IJC ìn un solo grande impero, la forza arnrnta ch'ella potrebbe mantenere,, qui ndi co,\ si espri me. ,e L' l!alia, colla sua popolazione e col le sue ricchezze, può man» tenere ·,i.-00000 uo mini di tutte le armi, ind1penden iehie ntc » dall'armala. La guerra d'fialia es;-qe minor èa~al!eria ·che qtrnlla » d':W~mogna ; 3,0ÒOO cavalieri ~ara11no' snffì<:icnti~ii .>cc Vale a dire · meno della ·13_ "" parte della forza totale, ment i•echè ('gli ne dima!lda la qninla per la Frnneia e per ·i pac;;i del Nord (pa,q. ,1,g l) >, . La ~cienza dei (atti sociali cspres;a lormini 11u111erici non sarcbbe <;he una grnsso!ana illusione se si applicasse lo stesso diapason a tutti i pafsi. L' llè1lia, Ìc di cui fron:_ Liere sono per i cinque sesti marit ti me, di cu i 1:altra • parte è circondala diti le più a.Ile mo ntagne d'Europa, · cd iÌ rui interno è montuoso o fra sl'ilf;lia lo da innumerevoli ostacoli, com iJJ<',tten1bbe un gl'ave .errore conforma ndo la s11a 0rganizza1,ìone s11 quel le della Francia, dd Bi:igiò ~} d~il'Allemagna. Noi commetteremmo un errore no_n meno grnvo prendendo quv.n lo da lei si pratica , per applicarlo alle ,nostre pianure. .

con

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DA~IMAU,CA. Allorchè io bo cercato i paragoni tra il Belgio ed altri stati, mi son ben guardato dali' invocare le grandi p<llenzc, alle quali, i@ diceva, sarebbe ridicolo di pa:ragonarci. lo ho esamina.lo solamente le potenze di 2q e 3• ordine, poste presso a po.co nella nostra posizione ;~quindi, invece di paragonare le inliern foi:'ze, iv'. comprese le riserve, non citai cbe la _fanteria permanente ~1 queste ,nazioni, lasciando da parte le riserve, ed in cons.eguenza i no'stri quarto e quinto battaglioni; ed è quanto ho' spiegalo .a png. 49. Ciò prova <;b' io nòn volli fare. di statistica comparata, ed ancor meno compiiare un quaaro di proporzioni. Ciò prova ancora cbe nessuno de' miei' risultati può concord,are con alcun@ di tjuell.i del mio .eritico, il- quale si serve di dìITerenti ele-rnenti, e comprende ·n~' ,,uui calcoli le riserve, ad eccezione pel · .BeHo. Perciò diventerebbe lull'.iffalto stucèhevole _il paragoo ' nare i suoi calcoli coi n1ie.i. Orà non posso cvi.lare di parlare della Danimarea. L'autore per ollenere. il suo ragguaglio ·1: 8, 75 ricorse ancora ad uno di quelli spcdien!i ai quali ho già falla . allusione; vale a di1·e, ·çh'egl i ce1:ca• d'aumentare il piì1 possipilc Ja differenzi\ numerica ·tra le due armi. A tale scopo egli rne!lo in vista 4-3 .ballaglioni di fanteria e 26 sqnadroni di cavalleria. Oui havvi un errore di '· 20 battaglioni. Qucs!a cifra di 23 bat~1o·lioni di fanteria- (e non già 43) non ba cambiato da molti -m~1i, bcnchè quc~t·arma abbia subìto parecchie ,·ni·iazioni. Il lavoro st~tislico iulitolaio: D-ie J\rmen der Kriegfii/1renden !lfdchie, pubblicalo nel 1854-, le as~e-g na 1 llattaglione i.lella guardia, ,t 2 di linea, 5 di fanleri_a lflggera, e 5 corpi di ::accia tori. Nel ,1855 i bal!aglioni di fanteria leggt>ra sono sh1li equiparali nlla linea ed un online reale ha rimpinzzuto eon r,Ùnno_bleu il verde dr.\ loro abitti. I nfine nt'I '1860., i cinque c.orpi d1 cacciatori .furono a loro volta tra_til'orrn:iti in 5 battaglioni di linl'a. L.a qua.I A NNO

VI. yoL Il. -

1.9.


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co~a rlà all'e~0rcito permanente 23 batt:iglioni di cui nno tll'lla J:Uanlia e 22 ùi linea. In tempo ùi guerra questo 1°fTc•ILirn ~arà J1iì1 che radùt1ppiatn, poichè il lavoro da me citato fissa il numero dei baltaglioni di riserva a 32. Ignoro cosa sia avvenuto di qne.,la organizzazione dopo il 1854. 11 uanwro drgli squadroni è pure variato. L'almanacco di Gotha del 1S6 1 lo porla a 25 squadroni, rii eui 1 di guardie del t:orpo, 1 rrggimrnlo di usseri a 4 ~quadroni, 5 r<·gg1me11ti ,li dragoni aiH:he a 4. squadro11i. Questo n11rnt'ro lo cn·tlo esallo eù eccone il pcrchè. Nl'l 1855, l.,i carnlleria danese coulara ugualmente 2 5 squadroni, ·l di guar<lie del corpo, 2 di ussari e 6 rrggimc11ti di dragoni di cui l'ultimo formalo (nel "85i) non aveva che ùue squadroni. Nel 1 855 il re ha rkciso che .la llirisione di ussari della guardia ed il 1° rr~gimento di dragoni a due squadroni, organizzali il ,1° aprile 1854., sart>bl.Jcro soppressi a datare dal 1° aprile 1856, e riunili in un n'ggimenlo sollo il nome di rrggimcn10 di u~~nri. Questo risultalo cu1a:ur~a IH'rfl'Ltamente coll'almanacco di Gotha. lo aveva dm111ue da mettere in eYiclrnza, pPr l'\'srrcilo Jll'l'manenle della Danimarca, '231.Jallngliuni (e non 43) e 25 squadroni. TTo calculalo a 000 uomini il piede rii guerra dei primi, ed a 1 50 c·avalli quel lo dl'i srcondi, poiehè si lascia st•mpre al d1 posilo un certo numero lii ca,·all i. Ollenni così. da una parie, 20700 fanti e 3750 cavali(•ri, il cui rapporto si è di 1: 5, 52 chr, accrrscrndolo di poco, io porlai a 5, 6. Ecco la giusli!h:azione de'miei calrnli. Dopo ciò Ira noi ~ia giudice il lcllore. La 0,1nimarca oltre l'cscrcilo perma1wntr, ha un esercito di risrrva che, nel 18 ii4., era composto di 32 l.Jattaglioni, 24. i-quadroni e 6 ballerie. Il mio conlraddillure ha ,d11nqur aggi un lo alla fnn tPrin dell'esPrcilo perm anente una parte dei bauaglìoni di ri~r rn1, mcntrerhè ha follo astrazione drgli sqnadro11i. Ed qua 11lu nvea fallo pella Prussin. Dopo quest'csl•mpio, .po,:so esimermi, per {;Ui:d,ignar tcmpo,·

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,R ENARD l~l al Wurlcmùerg cd alla Sassonia (·l ) Dirò ciò nonostaute una parola della Gran D1·etagna, poichè in qursla io commisi un errore T~11g11 a <:onfess,1re quanto ho a ri mproverarmi , e lo fo senza d1flìcolth .i lcuna e senza csitazi11nc poichè i miei libri furon o sempre scrilli con buona fede lo aveva detto, di volo, che la cavalleria inglese si com-· pone di 2G reggimenti, di cui 13 di eavalleria prsanle e ~ 3 di cavalleria lt>ggera. Qu('sto nume1·0, sellza verificarlo, lo tolsi d,11la statistica del 185t, già citata. li mio crilico fa notare rhe vi sono 28 reggimenti e che perciò fo sbaglio <li due. Quanto a ciò rgli ha intieramenle ragione. Non sarei incorso in tale errore se avessi meglio consultate le mie note sugl i e~el'citi stranic1'Ì. L'Al!gem~111e lllilitar Zaitun9 dell'aprile 1858 conteneva difatti un articolo, concepito presso a poco in questi lermiui. Venne decisa (i n Inghilterra) la formazione di due nuo\'i , r!'ggimenti ùi cavalleria. Il 5° dragoni, che nel 1709 fu cancellato dai ruoli dell'esercito, <'d il ,18° dragoni lrggeri, elle fu soppresso dopo le brillanti campngnc della Penisola e di Waterloo, saranno riorguniu.ati; questi due reggimenti si componeYano d'lrlandcsi. Il 5 dragoni aYcva , come i grys scozzesi, il priYil<•gio di portare il berretto n prli d'orso. Faccio quesla rcllifkazione con tanta maggior prrmura da1.\chè <'Ss,1 prova come nnche in Inghilll'ITU I' importam.u ddla Cil\'allcria non l:'ra punlo scemata. Ora pa~sia mo al Ill'lgio.

DEL GESERALE

m::.rosr,1

4Ji ferm:irmi all'Ann,,ver,

(Continua)

V.

( 1) La difJcrcnzn, per l'Anno,·cr, proYicnc d:1 ciò che il mio craico comp1·endc nei !Jaltoglioni i 120 uomini di riserva che si inlro,\nc.ono in t crn1>0 di gncrra, per la Sassonin, ,la ciò che io presi i 11\itncri rotondi d i J\)i00 e 3000 a vece dt 19H l e 3082. - Quanto al Wurtr111lwrg io presi i nu meri roto ndi di 14300 pc•r la fan leri,1 e 2~00 p<'lla canli, r ia nel hl\·oro « Vie Am1en dcr Krieg/ iiltre11dc J1liid1l1•, ncf quale il mio critico sl~sso uvc,,a alliulo i suoi per la Sassonia , Queste Ji!Tcrrn:w non h~1111 0 alcuna imporl,111za. ·


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RIYIS~A . rnrNOLOGICA

RIVISTA .TECNOLOGIC.A-

Artiglierie dell'A·ustria. -

q11èste sp,~rìen2c. Il tiro, a quanto di_cesi, riuscì di meravigli0sll , " precisione, ma ciò nulhdiioeno la torre toccò li~vissimj daun;, tant'è solida la sua costruzione. ! De' cannoni cos\ impiegati, quelli che fecero miglior provi, sono i rigati sul sistema p russiano, pedezionati dagli Aust riaci~ Continuando le sperìenze ne'i giorni succe~si vi e sempre in prern::iza dell'impèratore, una batteria di 4· pezzi da 24 e di ,4 da 12 sparò 200 proietti cavi da 28, e 200 <;la 53., Dopo tale cannoneggiamento lo spalto d'innanzi la torre era solcato sino ad uoa profondità di 2 a gm; e i grossi sassi del su9lo erano ridotti in piccioli frantumi. Ciò malgrado la muratura· della torre neppur questa volta ebbe a toccar gravi danni, ma però il rivestimento della som.m:ià e le batterie sue erano in~ierarneute rovinate, i pezzi roVflsciati nei fossi, ed i ,soldati (in effigie), che rappresentavano gli imervienti, erano ~idotti a pezzi. Dopo cotale sperienza corre Yoce· che l'imperatore pensi ac• .cerchiare Vienna di cosifat·e torri,

La gazzetta rnililare di Vienna

annunzia che il materiale dell'artiglieria di campagna dev'es-: ser.e quanto r rima intieramente trasfor mato nell'esercito au-. :striaco. T utti 1 cannoni lisci e que1 li rigati di m'oJello francese dov~ebbero ess.,re posti fuori , d' usQ, sostituendo l,o:ro .cannoni tigati da c,ai:_icarsi 'con polvere-cotone secondo i.I sistema Lenk. - D'ora innanzi nnn si av rebbero che due calibri d isuguali: j pezzi da 4 p'°r l'artiglieria di brifata e i perni da 8 pL'r )' a rt iglieria di riserva . - Ec,,ezionalipente per l'a rtiglieria da mon• ta1,na 1 si avranno pezzi da 3, e q uesti can noni saranno parte d i bronzo del peso di 150 libbre, e parte in acciaio fuso del peso di 44 libbre. Questi ultimi saranno portati da affusti di ferro, facili a smontarsi e leggeri al trasporto.

Asse-Zio dellfl, torre à-i Rothnensiedel. -

Il 21 ott,1bre si p in<'ip1ò ~n finto ~ssedi~ contro la torre di Rothneusiedel presso Vienna. Questa tor-re è costrntt<J,, sul sistema m oderno, di ro· busta muratura, in parte sotterranea, ed in parte rnrazzata di lastre d i ferro. Le batterie e rano erett e e 2000 passi di distanza ed armate con ~nn i1oni r iga li del ' mag;:'. ior calibro. L'imperawre e tutti gli arciduchi della famiglia e de'.l::t cçme assistevano a

F RANCIA. -Fo'r:li(ìcaziorii di Dille. -Fraigrandilavori cui attende attualmente i l geniÒ militare fraacese, m..rita ;:peciale menzione l'ingrnndiroento della piazza di Lillc. Questa indu• striosa e commerziante città lamentava da gra n tem1,o di esser« ristretta io dete1mimata area dalle antiche mura.; nell'anno 1858 il munÌcipìo presentava all'1mreratore un. ricorso _tendente ad oilenere l'ingrandìmenJo dell,l piazza, offrendogli nn sussidio di di 5,600,000 lire, e tutti i terreni n ece;;s,1 ri alla costruz~one della nuova cinta, e de' stabilimenti militari rehui l'i, con ·che però gli fosse data in contrnccam bio l'area di q • ella parte della Yeccbia città cli\·ennta inutile. Il governo accettò la proposta, e sino dal 1859 si pose mano alle nuoYe co3trnzioni. Il novello circuito murale della piazza pre~enla •rno svilu ppo di circa 73Q0m, lasciando così alla città un'area interna quasi doppia della primitiYa. Le nuove fortifica'l:ioni sono eseguite sui più recenti dnti e profre.,si della seienza militare; e nella previdenza di futu1i ! ~rfe• ziona:nenti de:le artiglierie e de!la facilità co'la quale e5se poono 03g'idì distn1.3ge e do grot:di :istanze le mn ral ure scoperte, n.cllà

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114

EI ~'I S'.l',I

TF.CXOI.OO!C A

fortificazione· di Lifle si studi?> specialmt'ntc a. m·1schrr.1 rc complew.mente i mllri di scarpa, alzando i cigli degli spi'ti allo s tesso lirello d...1 corooamrnto di q111?sti mu ri , lo che ,.,.iù osservasi su parecchi punti dd nostro camp0 trin('orato cÌ~ Alessai1lria. Una_ ferrovia provvtsoria sC,tb1Hta noll'irrtcroo del circuito, sr>rve il'! celere tra~porto dei rnrii materiali di costruzicne da:I l uogo di loro· primitiva coufezi, ne al lnon-o delJa messa in . . . o opera; e ciò I mpnme una g1.rnde attività al lavoro su tutta la periferia, c.

varie p'll'ti che lo com1)ongono più non s i aggiust:mo rra lorn <lopo ogni sparo; allora i gaz sfuggono per le c,,mmessure, ben • tosto il fo· O!JC l inrrange e I il cannone di\'eota così rnomentane·1mente inservibile ciò che sì rilevò nel.le esperienze fat~c a borùo dd fru sly e dell'Rcccllent coo cannoni da 40 e da 100 libbre chit furono pl'ivi del focone dopo venti colpi succe~sivi . Quattro foconi furono spezzati sullo stesso cannone prin1a che potesse sparare cinquanta colpi. Relativamente al proietto poi, pre·eodesi che il suo invi~ lupi o di piombo abbia una t1::ndb11za a sfogliarsi ed a staccarsi, e che c-ia~cun proiet10 s ia una specie di r,ila voltaica, formata da due mern.lli, che due coi renti eletti iche distruggono l,rntamente diminuendl,ne la sol idità. A queste cri1iohe, che avernno sommi nistralo tema ad at~ lacchi dtlla stampa contro l'ammiragliato, il s;gnor Arm:-,trong r ispo~e: Esser vero e!ie un cannone da 40 libbre sia stato r roYato dal comitato di Shocbnrgn('s,, per stabilire quale rapidità. si possa d·,rc al fnoco, 111a clie su cinqu~n·a colpi tirati in 57 · minuti secondi il focone nou Yenne oè spezzato nè gnasto, che aGzi i l cannone si eonsenò in perfetto stato di st·rvizio, nè il metallo si r isc:aJ lò oltre m:sura come si vuulc l're tenduri::. I:i quest~ esp,:rie nze il tempo impiegato a caricare il cannone essersi aumentato a 25 minuti St!COndi in me !in, il rimauentc Yenne im1 icgato a mi rare, ciò che si fece ccn molto successo, pDichè il ber.rnglio vr nne raramente mancato, e lo si dovette ca.mùia.re tre mite. Non conoscere altre espcriE::oze faue sul suo canooue per constataine la cele1ità del tiro. .Circa al'.a pretesa che 40,000 proietti accumdati a \Voolwick si distruggaoo in se3uito a sfogliazione del p:om b:', il qua!e si stacca dal ferro, i I sigoor Arms1r0n.~ rispon,ie : che 11 n comitato spetiale ed il sovrint1.: ndente ai hrnri chimici dell'ars enale, li hanno esani:nati r eceo1ea1eu10, e trovati in buono stato. Essersi ben~ì trovate sulla superfiò~ a.leuoe trarcie d'ossido di fer ro, che fo ero' crorere a.d ossidazione del mètallo interno, ma essersi assi(,nrnti che dovcq,1~0 attribui r i scmplicc rnent1) a grarwli i di ferro incon:ratisi nd pi..m lY> dei proietti 1·J:ol :u,Jv;;i sul su l I Jd 'ar.5cn:dc.

Cannone A·rmstrong. - 1n Ingfa il•erra la contro-~'Crsia sul cannone. A.rmstr mg diYenta più che mn i viva, e parte coli.. sta.111p-i rn;:;lese lo C-Emsu1a acremente. Non sola111e11te "ti Yengl\Ull a t:r hnite lioYi- irnpotf1:,ziuJ1i, n1a bensì dif..tti rndir-ali e1l i:wre:11i alla sua natura 1 i quali se S< 110 v('ri lo rend~rebbe:vo ass;olntamente iropvoprio a l sei·1·izio r ermanentA di gueria. Posta in d1:bbio la_ sua efficacia, la q11estione ha prc-so r111>r• da mente_ co~s1 Je1:n,l1 propt,rzioni , essendo oggidì questo !-l· :st,·rnn <l1 a r11glic-r1a un0 d<'gli impo:rtnmi dcnic-nù del :;i::;tcn:m di dir, sa n·1zi0Mle de1i'[ngbihl:ra. ll. rnndo in1piegato un immensa c'lrpita!e per somministrare al'c i~.1le b1·itarmichc ed alla 1ir·1dtm, in;:rle~e un ·mezzo di clrfc:;a giu<lica 10 i ntlispens-1br!e, dopo che la Francia ha adottato r cnnnorri ri0nt1, ì'Inghiltena ahamonte si commmse allorclrù si pose in ,luubiu lè 1pa li tà d, ì canuone Armstrong, ch't:lh Y,Hr• tava uguale w non sup ·riore a tutte lo artiglierie enropre, e c-ol' r1uale ha a rmate tutte le sue rnsfe, tutt•~ le sue Cortezze·, tulle le naYi, erl a11che la sua n1ti"lie1ia cli ca111kn1 <>n· O r t 1• Sr•condo il 1 llr:chanis mO(JIJ.zi ne i suoi difclli p0,.,,,iano su tlue ' ' . . cc p1111t1 pnnnp il1: Stri cann...,ne e sul suo p oietto. Il cr. 1mone Annstrc•n:{, ess) dico, oon si presta ad 110 fucco conLinuo o riipi<lo. Se :;i carica con curn. e ad internilli modo-r!ti, Jà buoni risult::ti, ma e;;ige trop;.>e pr~cauzioni , troppi 1·13ua rd I per a b~andonarlc, a lrord inar;o nw neggio <ldl'" 1 ti;:;l ic1·ia. Nl'l com Gai t1mr·nto, q uan lo si de1·e sp:im:o colla rnas$inHt rolr•ritil , il motalh s i ris<'alrla, il n:e·:culli-111,) dclieat,) dell(I cula:tn per l:1 q1 1nl , vien caricato, foc ilmcntL• :ll di~s~:5' a. Le


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RIVISTA TECX(.,Ì.OGICA

Quanto al focone, il signor Arm$lrong confessa che è lrr parta debole del sno sistema; ma ciò provenire da una difficoltà di costruzione non da un principio. Si provarono diversi metalli; i focon i in acciaio che più volte resistettero a cariche enormi, cedettero io seguito a ca1•i,·he ordinarie; quelli di ferro l11rni~ nato dieduro m igliori 1isult:iti, e uon ha·vri alcuna diffi coltà a costruirli di maggior spessezza,. affìochè possano resistei e a maggiore pres.:;ione. V'ha a credere JY.'l'ò che la rottura dei foconi nelle esperienze dr:l Prusty proviene da cause spcci.!ìli , e che aum-entando la loro ' spessezza ed aliun3andon-e la carica a:! punto ch'ella oc~ ~upi la l~ngl~czza _de!Ia cm~e:a del cnonone, si riparerà a questi rncon,·emen11. • E 11nposs1ùrle : - oss0rva con ràgione l'i11~ ,•entore - che un sis!ema combinato por -un r.aiibro deterrni~:tlo, possa ~•cnir aclotla lo senza: aicuo errore ad alcuni esperimenti a calibri maggiori ». Ecco le critiche e la difesa del cannone Armstratig ; tutlor.hè solo il tem po e· l'esperienza possano mostrare da. q nal parto sia Pa ragione, ci pwve oprortuno di far conoscere i dubbi solle"'l'ati dall'adozione di tnle cannone in Iucrh•11erra e come i -o ' progettati rnig!it,ramPnti provino cbo l'illYenzionc di que.~to can no-oe eh cui t;into si è menato vanto non abbia ancor rarr"'iunto 00 f111el grado di per:~zione che- i suoi 1,arti5iani gli Yollero sino, ii at11ibuir(',

D ·l resto la: qnestioae dei' cannoni r:gati solleva grandissime cli-rB ooltà, sulle (} unli noi a:vremo campO' di rrtorn:i re-. Se- eolla liluova artiglieria si è molto gnadagn,a:to in gett-tta e preci~fonc, d'altra parte è i11negirbile- che- si è perduto aissai riguardo a} firo a bre-re dista.ma. In ciò vi sono molte CClrts_ider.izioni Ie qua>!t merita no èJ'.i eS'sere ancora precrsamcnto esaminate e discusse- dagl i u0minr ~peciali . Il ma~gior pérfeziooamemo oUenu to ffoo ad og-gj da.Ila pirobalistica moderna: è c1 nello, non v'ha dubbio, dei proie:t1~ ~:;;plosivi allungati. Y.

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RlYISTA STA'fISTICA

li'JUNCIA. - Esame di c6ncòrso per un impirgo d1'. p1'011 fessore oggiimlo di topografia alta_ scuola impe;iale specù'.lé mil,tm·e. .... Il giorno 9 novembre rn presenza d nna com11us• siooe s iedente al ministero dl guerra venne aperto un co• cor.iO l?Jt' ]'impiego sud letto. Q1u:Llunqu.e luogotenente dell'_~.;ercito, tranne q 11el1i appa1tenent1 a reggimento che aYesse gia i:n uf• fìcial<! S!lbaltcrno comandato ad una scuola militare dello Stato, -potuva concorrere a tali esami . - Gli esami versarono: ~ 0 sulla gèomelria dcsciittiva col meto.lo delle quote; 2° arte militare per quanto lut trat10 allo stujio militare del te~·rcno; 8° amministra,.ione e legislazione militare sui programmi della scuola; 4" topografìa teorica; f>'1 topografia di!:E-gno; G0 Svo' .. ge·rw ornl menle u11r1 lezi()lle di topog1·aG.a sol prog:amma delle scuole ~ui:itari, h cui tesi venne data 24 ore prnna al car.., didato. R1portàmmo questo fotto, sO1O per ricLiamani l'attenzion~ del nostro o-onlTno.Appo noi gl'irnpicghi di profossori e maestn o . . nelle scuole mil,tari si danno, non d11 en10 a capriccio, ma senza la cer:ezza. acquistata con ptorn di frttto che l'inJi,·iduo pre..r scelto sia assolutamente cnpacc di tale impiego; ed è perciò cbt;: fr,:r111cu,t i nccn;Jono i 1n·.1t )J11-enti I con g r:ive d(lnno ddlo


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RI\"!S1'A

insegnam• nto. Oltre a ciò m:ilt1, i qnali avrc1bh0ro tutta )';,t1itudine n tale:::umzio, no:1 coaosr·i11li, ne rim 1112;on'l esclusi. Forsechè l'iosegna111ento ddlc mi lit •ri d o ! 1ri11e nnn merita ugual i mportanza, che quello del:e civili? Forsechè s i repnta. più faci le lo ins ·gnare l'artu e la storia mili1are, la fortilka - • ziont>, In topo;;rafia , la b·di.;tica, che la lettnatura, la storia ci vile, la relt, ,rica e là grammatica? Epp1rre agli insegnan•i di coteste matnie s i danno es1n1i di capacitti, pa ten,ti , l.:turPe, nù ponno aquistare il titol0 e l'imp:e00 di prnfessJrc s,.: non clopo esame di concorso. - Perd1è non fe_;uirìt il ministero d,ilh g11crra ugual via di qu•·llo della pubbl<ca istruzione nelh scelta dd suo corpo in°e0 u·inte? - N ui siamo pers11a~i che l'illustre militare che regge in oggi il dicastero di gutrra, Yorrii pn,v.-eJere a questo sconl;io, con granùe utilitil per l'inscéu:irneulo militare, ed a sti,u0lll allo s tuùio p; r gli ufficiali ddl'e:sercito.

-A1·se11ale centrale in nourges. - La r·Ìtlit di Dourges, posla fra Liono e Pa1·igi I ress 1 al Ghe1·, al ceni io di numpr·ose e buon e comunìcaz·oni coll"i11tcrno cfolla Fraor·ia , vic;na a stabilimenti iudustrin,1 i d'ogni natLtra venne con impé•rial decreto del 1° otlobre prescelta per concentrarvi i divet·~i opifb:i produttivi d'artiglieria, tali: gli arsenali di costruzione, le fon 'e;·ie, la s01·ola di pi·olecoica ecc. Niun'altra cilfa po:eva pel sito s uo present.a.re condizioni più farnrevoli pe r sì i inp9rln.ule destinazione. Si pr:ncipieranno quanto ]'rima le relati I e ccstnr· Y,Ìoni , le quali verranno attirn.te con quella solita diliget1Zl che la mano de:l'imperalore imprime ad ogn i suo pro1·osiw.

STATISTICA

liWHIILTERRA. -

Ji!)

Nuovo ordine cavalleresco della Stellti

delle foilfr. - Il 1° novembre la regina Vittoria in,ugurò solrn• nr>mcntc il nuo\·o ordine cava'.krescio della S:clla ddle IndiP., all'ocl'asioue ddl'nnniver,mrio dt·lln s01·pr!·s,;ione della comragnia dvllu Indie. Quest'ordine dcs1iua10 ~1Jeci,1Jrn ..ntu n premiare le benemerenze acc1uistate da In~lesi e d,1,.,.li Jndiao i in v 0 qnelle con irade, ha per insegna una stella a raggi d'oro irradianti da un centro formato da una s te:lla di diamant'i. Il nastro clell'ordioc è di color azzuro pallido, con una diYis.a di diamanti, la cui epitrafe è la seguente: La luce del cielo è noslra guida. · b ANI~IARCA. - Armamenti. - Gli armamenti ncll'esercit,o si continuano con g rnnde atti,·ita ; non solo il corpo di ar1ig:ieria, ma anche un distaccarmnto di ioo · uomini <lei T'r<'siJio di Copc-naghcn sono giornalmente oct!up:iti all'ar~enale. P rima dell'in,·ern0 tulli i pezzi di gros:;o calibro destinati ad nrm.1re fo fortificazion i dol Dancwil-ke, di D11ppel e di F rederi<'ia, sn rnono tn,sportnti nl di là del Beli . A Nybour5 si stabilisce un gran deposito di carabine l\Iiuié. Parlasi di un nuoro proiello inventato per tali carabine.

BEI ,(j IO - Aumcnlo al soldo della truppa. - A~:-ir·11 ra<:1 eh~ quanto prima il governo belga ammmtcrà il sddo :ill'user: cito; In \J.>ga annua dei sott•Jtem·nli sarebbe portata a L. l 7GO. Pe r la bà.-;sa forza, assumendo il goYcrno lutie lo i:rese cli Yes1 i11rio e ,·i110, tiascun soldato riceverebbe I O o ntc-simi al giorno in cont::nti.

AUSTRIA . - Recliilamenlo. - Le opPrazioni di lc\·a, ~nn'l decretato rei 1° febbraio rrossimo in tutla la monartb ·a . Il contingen.to è fì s,,ato in 85000 uomiui.

iTa\ LI.\.. - Carr,bi·nicri Reali. - Con re;.:io decreto del 13 ottobre v,~nne i:11i1uito 110 deposilo proYYiso1 io di allievi <'abinicri io Sicilia prc-~so la 12a legi()ne dell'arma, in Pa lonno.

PRTJSSL\. . - Armamento della f,J.nl'Cr{a, di marinrr. l\ue che si v,1gliè1. nr:nare b fanleri;~ di m.t:-ina coi fuc ili :i;ù1ulnml··l9iw1l'h, e darle i l kepr.r dei cac iat,Hi pr;.is-,ian' . L'ar;iglieri1 di m:irina de1·'css ·rc aumc-niata di due Ct>mt,n~n:e, ovvcr.lsia p'lrt11ta a (pia' tr J.

- Battaotione de' (tafi militari in Mcu.!dalon i, - Con regio decreto <lr:l 20 ouobre il bnunglionc allievi mi li t:i ri in l\Jaddaloni w nne riordiuato in couformi1it dr::1 battaglione de' figli militari in R acconigi, s0tto la ·denom;nazi( ne Hallaglione cli (ì,gf.i mitila1·i fo 1Jlaclclalo1t'i. La foria del bnltagliooc nnne


180 R!V IST.l. S'rATI STICA s tabilita in 800 allievi, scompartito prr le islr azivni milita1i e per l'amministrazione in 2 battoglfom:, ciascuno s nddiviso in _4 compagrdc; rer le fstruziLn i scol11stiche glì allievi sooo riI artiti in sezioni. , Tale riordinamento avrà pien Yigore col 1° gennaio 1·862. , Il per;,onale consterà di un ufficiale superiore comandante in 1°; - 1 maggi0re comandante in 2°; - 2 capitani; - 3 ufficiali d'amministrazi0ue; - 20 id. per il governo ed i~trnzìone; - !? fu rirri margiori; - l O fu rieri, - 64 sergenti; - 4 caporali; - 1 ca pora'e tamburino; - 1 capo armai uolo; - 1 armaiuolo; - 4 trvntbet1ieri; - 8 tamburini; - 40 soldati per varii servi,ii; - 800 ~!lievi (soldati) . .Totale %2.

RiVIST A BIBLIOGRAFICA

- Co1·po volontarii italim1i - Con regio decreto 20 ottoLre , ·eonero istituiti: un comnndo superiore del corro Yolootari it:::liani, una 3" divisione ed un 3° squadrone gnide. - Nv.01;0 1·cgolomento d'esei·cizio e d1: evoli,ziom· per l'ltnna di cavalleria. -- Con r<'gio dccrc10 del 24 01 tobre · venne n p· provato esso nuorn rt>golamento in corso dt stampa presso la tipografia F'odr:i tLi iu Torino . ' Yen ne con(-es<a. -- An111isl-ia. - Con t~gio derreto 27 ottobre piena e geuerale amnistia agli uffìziali ed indiYidui è.e:l'e~ercito realo, i quali siansi allootana.ti dalle liondiere ed abbia.no preso servizio ndl'esercito dell'l!alia meridion:ile.

Spcclakur mililairc - 15 otlobrc 18Gl - '12 4" livrnisoo. Aperçtt h·islnriqi.te sur !es fo,·tifications, les ingénieurs et sw · le corps clu gém:e. - 4c Partie, 21 ,~ a rt. , par le coloòe! Aucor.n . - Guerni cld Canndà, dnl 1756 al 1760. Assedio dei forti di Choua{Jcn nel 1756. As~edio del forte G:iorg~o ne~ lì57. - Questi fo~ti form:1ti cli grosse palanche r1ves t1te d1 tr-rra, epperò piuttosto appartenenti a la forii fìu1zione pr?-vvi~ soria che n ,n all i rermanenlr, vennero tolti da' Francesi agli Inl'0l'lesi con brevi laYori d'assedio, i ,1nali non meritano conto. 1

-

Attacr.o dei trince1·amenti, del forte Carillon o 'l'iconderar,o

rer p1rte degli Ingl,·si, i qua'i d(,p'J perduti 551 uon_1i ni uccisi e 1356 feriti negli assalti intrf'pidamente ripetuh doYel~ tero ri tirarsi. - Assedio e presa di Louisbnii1·g nel 1758 dagli Ingle;;i, facendo p1igìoniero l'intiero presidio della piazza e quello dell'isola S. Giovanni. - Recl,Jizione d-i, Qu6bec nel 175!) a3li Ing!c.,i. Capitolazione di Montreal nel 1760. Qnrs'a I i'lZza c;nla da un muro senza para retto e da un fosso,


Rl\'ISTA 1S2 pre;;icliata da rl,•bule tr uppa francese sol!o gli ordini Jcl maresciallo di campo Lev:s, non poteva opp ,r resistenza a 20,000 Inglesi che la invc-stiva no, cppcrò per ord ine del cornaoilautu in capo fr;,nres;,, capitolò quasi s, uza r<•mhallere. - La pres:t di Montr<.-al c.onq•irn i à i:;astri <lcllu armi franc,·si nel l'anani1, co-icchè uel dicemure del 1760 tutte le trnppe i'utncesi di ')_Ul llu colonia erano st.1tc costrette a rientrare in F,ancia. Non megliu an lara, loro la g11c· ra ndle Indie lad,ìove 2op·) le rip·ese insignificanti d.-i forti Clu'llapel, S . /Jcivitldc, n:n nero i rO\'CSci di 1'a11j01·e e di Madras , e fin1lrnento, il lG gennaio 1761 , la reddizione di l'onc/;ichery , la quale dopo 8 mesi di blocco ed a,seJio, dopo ogni specie di pri ,·azioni s•Jfferte d:.ill'asscdiante, co,;tò alla città il saccbe_;giu, al pre::;idio la prigionia, al governatore, signor di Lally, l'infamia e la mor te rer reato di tradimento.

Delimitazione degli Stati di Francia e d·i Sa1·clcgna, in seguito al trattate• conchiuso il 24 mar10 1760. Campagna del 1760 in Àlemagna : in qu1c-sta campngna in il ma1·esrìallo di Broglie si tr@l' Ò nuor:i1w nte a fronte del principe Ferdinando di Brun;;wicb, furono gli assedii, non dirò di gran rilievo , ma numerosi e fH.•qu, nti, come usava~i nelle guer re d'allora, in cui la minor bicocca incepparn i clivisamenti stra:e,,iL·Ì de' generali. li castello d1 l\farbonrg, q11olli <li Dillenùourg e Ji Z e3en hain imp:istoinrnno lu operar.ioni offensire d,:i Fraocl•Si da' primi di gingno alla metà di n5o;to. Merita p,:rò menzione in <1ue1ta cnm pqgna la bella difesn dello. citt·1d ..1Ja di B~lle !sic, diretta dal c·arnlìere di Saint-Croix b,igadiere per lld armi cli :Fr11 n• ia . L·1 piazza tenne fermo 25 giorni contro 111c,tlzaotissimo as$e1lin, e ca pitol-indo il presi·l·o otleoue tutti gli onori ddla. guerra.

cui

Son-veri irs clc la cam11agne de Criméc. - Journal d'un allemau,l au seruice dc l'armée russe (sedue). Com·

wJ,lecin

Jylltimento di Jlah1 la 1•a. - B·lltaglia cli InkL•rnwn . - Gior1:al,1 dal 5 g1·nu·1 in al 1-1 marzo lSbJ_ - Yersi,mc dal t('dcsco ,'.L·l s iguor Gtuwi l311ss.1c.

...

381

Dini,!OGR ,\ fl'ICA

l,es i,islit,,lions militai•·cs eri Franco <lans les sièclcs cle~?'IÙJrs par U . Le F Ett!ll:iA?>D D" LAcoMDI!: ('fo a_rticolo). Forot• tnra cl.-1 tabacco da fumare alla truppa, nJ rnfìmo prezzo, stabilito ndJ'l'sercito francese con ortiiuanza rra!c . dd 1720, tolto quinJi e ristab,lito il 29 giugno 1853 (~s~mp10 che pur sarnbbe da s~guirsi pdl'csercito ita\i,ino).- Pru1h1:1.1oue d, preo dere servizio all'es:ero senza autorizzni, ne del 8•"_':rno . -: ~re: srrizion i intorno al contralibanò•J. - i\111 trimoun dei militari non permessi senza antorizio:aiione sur<•riore. - .Duello, pen~ st:tbilite contro 1all:! reato dei Fr:inl'e~co I e da snoi succes• sori sino a Luigi XIV. - 0 ..1 giuranwnto. - P~ne c_otJlro le t rulfo sul giuoco, i l furto, la rapiua, il concubrnaggw , la di:serzion0, l'insu bordiu;,izi,Jne, ecc.

Le maréchal flu,gaaud, coniidérJ commc tac:icien el st1·alégi:ste <liclaclique (segue), par M. F. Di,; L .\ Fnt;STON , I.a taci ique {ranç,aise, ?·éd·u·ite à sa plus sim1,le. rxprc~si_o~ . Studio sulle eYoluzioni delle unità taltidie (ba~taghou~ e d_1v1sione) per sen·ir di trnttv di riunione fr:1 la. P'.nna cl :11:m\ ,..~1 il' canipo di b:Jttaglia. - Segn~ il_ progetto d1 :m nu~, o re· g:,Jlame)i:o d'escrciz.i rer la fnnte11a, mt~so _a se.111:~1fìcare quantn · · poss1·b'le 1~ rn:mo\'l'e In 1·tne:;t arti• olo s 1rnprenùonr> a 1nu 1 , , . •. . . . . . . trattare :e e\'Olnzìoni d1 d1Y1s1on<:l , d1v1den !one la. teoria 111 qualtro parti: l" 'i\I J\'lmenti dt:11(1. . colonna in_mar~io; 2" Movimenti della colonna di manovra; 3" iY1nnment1 dl'.'lla colonn~t di combattimento; 4" movimenti inlermcrlii - A r~r,_r nostro vole udo stringare rol\e seste le evolu:1.io1Ji di '.ma d1v1siono, ci•>è di u:-i co:nples· o tattico delle ,·ari~ a rnu, a._,·ece (ii i;c:rnp!ifì1·a.r0 le t!'ori.e c1'es~rcir.ii regolnmenta~,, qnah non danno in prop!)sito che alcune n· rme generah , 1 autore_ del~ l'artiù"lo in,·iampa egli st<'s~o e gravemente nello sconcio dt r ui cr.l i intende combattere là complicazione. o

I;

Céographie historique eL mililnire clc l' fapagne et cl_i, I'o~·t.ugol, par Do:,; J ost Go11Ez o1•: A1n:~~1rn. - Seguo 11 roso cont,> dell'op•' ra stampata sollo qnestu L1tol_o dal coloonPllO don Gomoz, r·h'è il rrimo Jav()ro completo d, tnl soggetto pub-


D!DLTOGnAFICA

natabìlità m,ilitari, e pregbvoli:;;.si111i, come potranno i lettori della:_aostr.1 R ivisìn rilevare dal breve reso conto di questJ. rivista bi b!io6 rafica. - Ivlen tre- p::>r ora ci_congratuliamo colla As'.unblea della sua rico 1;1parsa, e augn randole pruspet·a e piana h .nuova vi,1, non tralascìeremo per questo di \'enire alle m'aoi con essa og1}i qt1.al volta occorra il caso di critiche assennate e digni tose qu1li s'addicono a periodici militari siccome pure açcetteremo volontieri i suoi giudiziosi appunti.

.RI\"ISTA 184 blicato in Ispag'oa, ed il, quale merita gli errromii di tutti gli intelligenti, sia pe1· l'ordine e la precisione nella descrizione fisica e statistica del paese, sia per lioter.esse ,. ch'egli seppe dare al ·sul? 'lavoro colla relazione breYe, chia ra , imparziale ed · essen_zialment~ istruttiva dei prirìcipali avv(•nimemj. mili tari quali ebbero per teatrn i ,h10 6hi mano mano ,lescritti.

La ,Asamblea del <ijcrcilo y armad~ Periodico me11sual dc ciencia, rwlc e h.'storia m ·i lilar. -

gunda epoca . Ottobre 1861.'

Tomo primiero. -

Anno 4° -

La sopi·es,ion de las companias de' èazadm·es, per e\ generai Nouv1LAS. - ,L'egregio generale beo c,•nosciuto nella letteratura ~i.litare pel sno bel lavoro st1lla Tàtlìca elementare della fa1nleria, move in quest'articolo una vigorosa guerra a coloro che consigliano la Sfippressione della compagnia cacciatori dell'attuare bauaglione di linea Sr·a3nuolo per formare invece in• tie.ri battaglioni di faci'teria a mo' de' nostri bersaglieri . A questo articolo in·eressantissimo al punto di vista tattico, abbiam fatl$) est!"si commenti, che p!:!r difetto di spazio nel presente fascicolò. esporremo nel prossimo. Diremo peri) fin d'ora che l'illn~tre geneiale' caldeggia tr,,ppo UUJ. t12si combattuta e ccn }'r'epotenti ragioni da presso ehe tutti m<lderni tattici;

Sc-

Di1·c~tor EuSEJHO DE C,1ioNJE.

Allorq\1ando, nello scor~io anno, questo giornaìe sospen<lévit le sue pubblicazi, ni noi lamentavamo sin,cE:ramt'nte · la sua perdita per la letteratiira m1\itare europea, ·avn'gnachè , un assai splendido posto ~i avea tenuto, e cli cnoreci auguravamo di vedl?rlo ltl più tosto ri;,c~rgere animato di 1:uorn vita. Ci è grut6 in oggi di essere i primi a risalutare il co_nfratello, il quale, a seconda <le' nostri augurii riapparve col suo primo numero datato iu questo otiobre. Il programma della nuorn .4sarnblea è qudlo stesso de.Ila pr·ima: , csarn;r.rnre c0n avidità è ponderato _studio \lllte le ,bnsi del sistema militare ib-.•ricò, analizzare alla luce della ragione .e della scienza quante in:ornò al medesimo si ,proponga,bo rnigliorìe, usare di una spassionata e prndenté iniziativa nello additare le necessità .cui sodd1,sfa re ed i graYi errori da correggersi , r,·gi:,t~are quanto nelle milizie ester';) si ·proponga . o . si staLi lisca, che iiwriti attenzione; ricordure la s.toria mili;are·• naziona1e e la stranier-;:1, onde ricaYitr.::e tutti quelli. abili e neces$arii insegnamòoti che coll'esempi9 del p:issato mostrano gli scogli da evit?.rsi nello 'avvenire, è rivendicare all'e~ercito spag nuolo le alte capacità che lo banno cr0ato, dirèlto e giwernato1 non eh~· la gràn,le an:it:a gloria, la quale non solo per le loro gesta, rna be:iache pet' la loro iinid iabile iniziativa in tutti i rami dello scibile militare, com pete alla. veochia Spa,;na. , - I primi articol i della Asamitea. conispondono precisamente ·a · talt1 pro2rarnma ;. sono. fìrrna.ti da ,.,

1$5

Observac·Ìones sobre el proyecto de ordenanza para el 1·é, gimen y go/;icrno de las malriciìlas de ma1-, zmblicado por el ,minùle?"ÌO de ·marina; por ·el coro nel, ca pi ta.n de fregata · Do:-. M1c OEL Lono . Da l•rnga data il governo · spa_gnuolo equip1ggia i suoi legni da guerra mercè un'associaàon~ Yolontaria chiamata le matricole ma·r illi me (matriculas de mar) composta di ,individui, per la gra,n p~rte abi tatori Jet littora 1e , i quali mediante certe condizi(Ìni e privilegi, contraggono collo StJtÒ l'obbligo di servirle per turfiO. Siccome n01le ,ultime discus• sioni pqr\amentari si cercò di tocc.are a tale istituzione , togli.endole privilegi an1ichi, e recaodo sensibili mod 1fkat1ioni ne' suoi statuti, per cui si mise -fuqri un nuovo progetto riorganico : il signor ·Lobo muove alcuni princil,ali appnnt.i :1gli artico'i. principa1i di e;so p:·ogetto, tutti , ben intes~,. e gi,1starnentc, in favo re ddla ma1iueria spagnuola. · · A~lfO V!. \'ol. l!. -

l

13.


Rl'S'i:,TA ,

BlBl.!0GR;\l'iCA

A nc\:lisù crii'ico de la l6cl-ica dc gu_e1·illu <lclC~xceÌlr.m,l;issi11io swr mar'ques del Di.ero, por et _brig,1dier Dori ÀNTO'llO ~ -1~-.. cHEZ Osorno. - Non ha molto che questa Rivistci a nnunziava

· ' ·• In. rcgoln g'è nern.18, le d ista nze fra le qua,.Jriglie ,:aran• o. vieppiùuistrelte, sernpreèhè si. tratti di dare o re$pinge1·e un eaerc1cico attac-::o, di occupare o. difc,odere .un bo,co, di fingere Il n fai,)(} _ at tacco o :ai. i,llontnnrire 'da' quadrati i . bersàglieri

nu bel Li voro ruiìitare del signor brigadiere ·O;;DrÌo, intitolùt• Consùl.ercic·iones sobrc la organizcicion acl-iva, la erlucacion y ln taclicas cle la i n{tp1teria espafiola . _Lo ~lesso ._scrittore i rnpreo<le ora cui succilttto articolo nua. d1: annna cr1tR'a sul progetto .,di tattica pev le tru.ppe lr ggiere 1~ corso dr spen • mento n ella fa nter ìa spagnuola, sotto l'nl:a <l1rez1ooe del marchese dd Du,e ro, pr,>getto che suscita vi,·a,:i polem iche fi-a i più van tati tattici di qu~I paese. .Senza en trare nella. ~ontroversia, la qual cosa ci porterebbe a lnughe preme., se wtorno alle sue origini ed alle discussioni cui diede_ lnogo· la pen<lc.nte qni,stioo.e , ci limiteremo a rifer irn~ gli argorner1ti pri• ci1.,a:li, vale a J ire· lo teorie fondamf'n1ali della talt-iw di gucrrilla, del marchese del Dnero. < flet' poter con1andar br ne e facìl-1111:nte mano,1 rare la gnerrìlla. (ì bersag_lie1·i), nn::t compqgnia nnn douà occupaì·e , in regola generai,~, maggior fronte di q1rnl!a di un battaglione'. . • Vrnia fra :200 a 400m la. <lisla1;u,a alla gua1e i bersag11er1 precederann0 le _colonne, e la distanza dal nen:ricQ a;lla qual o dovranno principiare il fooco. · . 1 tezza de\!e anni di ·, « La mau,.,ior .,.jtt~ta e la maggior e' a 00 O ..._ . prer.isi•one fo.rà aumentar queste distanze, , e -1 anQhe m~g:;10rrnente cli mM,o in mano che i bersagli,,-ri acquistano con~i,s tenza e _ma"s1:ior fariI li ta nei loro rnoYimeoti. Cv •· , . , Egli è lrecE:ssa.rio di procùr:i re, SE·ìupre qunrnlo pos~1bilr, rhe le ris-•rve si avvicìn ino alle gnerriHe sino a toccarle, quando vi ba O\'e ripararlef valen ç1osi per : coUocnrle -vrntagg io3amente di tutti gli accidenti del terreno'. " Le rÌi\erve de' fianchi dovranno sernpr~ stare in retroguardia per evi:~re o contenrrvi gli spunt amenti del ne1tiir,o.. • Non si spiegherà m.ai -in bersag\ie1·i più rlèlla ruetà della fo zà , L'altra metti rimarrà i·n riserva., ._ La linea di fuoco (la catena) dev'essere molto più forte 1ìei terreni montuosi che nei. pian i, imprroccbò in. quelli i lwrsaglieri non· solo agiscono con . maggior i rdi 1·en'lenza , ma vi puouno da soli sosten,:,re cou vant1g3io il combat.ti ineDto.

riem-1c1. • Converrà p ure !),fforzar· la catena per conte nere iL nemic; nelle riti ra.'e. • P er io lertenere ì compattimènti le nti, bastano i bersaglieri .'\ la.rghi inte-r.valli . • La catena si afforza restringendo !,e . distanze e aijmen-, t,1ndo la forza. • t a cateua s'indl:bolisce, qua.udo è necessàrio, a,umentando, ~.e _distan·ze o• din'linuendò fa forza. · • .L e catene fo rmate di gn.ippi di quattro uomini, 11nche con <;1.op,p ie dista,oze,. s.ono pr.efe1·ibilt a qqell.e.formate, dii, file di due u om in i. ' • ·Questo · grnppq-unità (uni dad-grv.po) di · 4· uomiiIÌ offre~ 'sl!l\Ja semplice fila di due, i vantaggi -della -mass ima consistenzà nella' d ifesa con tro 'la r.avalleria e· con\1'0 , l'arma bianca. della fanteria; o!Ire ()1aggi.or cot;1fideuza· e m utuo app@ggio. negli a ttac@ hi, si presta meglw al comando, nè consente cosY -facil;rneute che i soldati• si lascino in.dietro, sov,ratutQi,quando uno <lell.a quadriglia cade fo rit.o. · . i · << Il fuoco a volon\à-, avar1za oclo, più effi;:;ace e infondé maggio,r sicurezza che •jl fuoco a scariche co :ripl,e:,s:ve. • La 1niglior guerrilla è qu:ella che con ,-egual forza d 1 hH'a'.t1a· fornisce un m~ggior numeì·o ·di - tiri e rne0<>!io' ag. g iusta ti_. ' « Tutto i l tempo ch e Ì-e. fiÌe impiegano in osserva rsi l'una e l'a1trà pe' fnoch i succe;sivi, è te1npo guadagnato per un Ilernico le rni file non si osservino. .• É impossibile èhe face ndo fuoco a vo.!ontà si cessi cli avere . dura nte un terzo di ni.inuto ·10 stesso numero di fucili . o carnbi cie seni pre ,:arica ti • . Dietro questi principii, il · marche~e del Duwo cqsì ordioa i suoi bersaglieri: ' • La compa3ni"a si divide in 4 squad['(,, secondo l'ordinanza, la s ciuijdra in 2 pekitloni, il p elottoue·in gruppi di 4 .u omini.

è:

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1

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V


RIViSTA 188 La metà ddla compagnia ~rende il nome di st?zionr, come · per JacaY ' · · l' ar1g t' 11 ·er·1"' ~ e una 3ezione C(Jffiusasi ·già a 11,enae pouesi cosi di due squadro. , Non si do.:bbono immischiare i suldati di una sqt~adra con grnppi di sol,hiti di u n'Rltra. . , • o .7ni squad1a Ya comnndata cfa un nffic1a1e o da un srro . gente, ogni pelottone da un caporale (cabo). Cosi la nsponsal)ilità. riesce indiYidaalc e collettiva. • 11 ca pita no mar,~ia a 30 p3s;;i ch~•ro l'ala_ con un ser3ent~ cJ un trombet1iere; l'ufficùi le snbalterno , o 11 sergi:nte, a l? passi d'ogni squadra, con un sold~10 scel_to, ed_ a lato del gu111ooe andrà. quelruffiziale che designerà il capitano. , Un caporale porterà il g mdow', e carnmiuerà a destra del irimo uomo del gruppo di rlirez-ione, se,n-endo per segnore l~ 1 Jitiea dell'allineamento generale, ed all occorrenza 1] punto di raccolta. li capitano gli prescriverà al con-atto di qual gruppo dov;ril, collorarsi. ~ I ser"cnti e caporali n on faranno fnoe:o, dedic~ndo tnt.ta Ja loro at~enzione alla buona direzione de' rispetti vi pelottoni e squadre, a che uiuno si ritiri nè faccia fuoco sulla Tetroguardia. . . · , Quando i gruppi od i soldati d"'i medes1m; debbaM ~ro1eggersi di akun accidente dPl terreno, lo avvertirà l'uffi'.'i~le, il sero-ente o rl eaporali-, e quindi, a 1al;i oggetto , quelli mdicatio p01ranno gtringere od al\a.rgt1r alquanto le loro a·istanze, avanzarsi o rvtror:edo1 e alcuni passi dalh lin0a . . • La ·distanza. fra i gruppi si conterà dall'ultimo uomo d1 ci 3 fcun gruppo al primo del gruppo più Yicino; quella da uumo acl 11omo sarà di un piede; però il comandante dell~ guerrilla la. l'arì a•rn1Pntnre a due piedi qunn:lo _si_ tr~tti di mantenere legg<'rmo1te il fuoco, cc,me pure s1 d1mmu1ranu_o di metà ~e le distanze fra i gruppi sono di uno o due passi. « Quando una comp11gnia riceYa l'ordine di formarsi in ber~ sa"'lieri scn1a clie le Ycoga prescritta la distanza fra i gruppi e ~li uomini, chi la coma nda disporrà gli uomini ad un piede 1;:d i c:ruppi a 8 p11ssi gli uni dagli alt,ri, cosicchè essa oci.:up« rb, in · ordin e spiegato, la. fronte di un 1attngli0nc in battaglia , .

nlDLitlCR lF'IC.\

Talì s no i pl'incqJ11 più gen •rali ddla $llNtil b del mardicse del Duero, i quali molto si r:ivvìcioano, e qu11si direi, fono copiati su quelli della nostra teoria di be1saglieri. - Tor~ neremo sn tale argomeolo quandoavrcm potuto ledge·e l'intiera anali.,;i cr.tìca del brigadiere Osorill, V .-.nrnrADES. - Fomento dado po1· Federico Il al esliulio dll la ciencìa y a,·te milita1·. - El 1·ey mismo prn{eso1·. - lL brigadie ,e Carlo Gaertner in. questo breve articolo ricorda l'o1igine dell'alta scuola di gu(r,a (k riegs schiìle) di l3t•rlino, ove fu profe~s·,re il celebre TL•mpelhoff, e ndla quale Fedenco II n on isdegnò molte volte, nelle sue fr.,qnenti isper.ioni a qu1~ll:i. scuola, professare eglì stesso, or.ide mrglio accertarsi dell'and:11nento dell'insegnaino:nto e dd prdìt:o degli allievi. C110N1c.1. EXTR~~n:n A. - In questa breve Reuùta slati&lica lo stosso signor G,1ertner accmca -i lavori delle coste marittimo fro'nc,.si e la d iceri ti sulla soppressiune di 10 dei 20 battaglioni fr ·nc1 si di cacciatori a piedi pPr form 11rne il nucleo di 7 nuoYi re0 .;i,nenti di fo.oteria. E 0 li riporta quiudi la formniooe orgn n ica dell'esercito itali:rno dato dalla nostrà Rivista del me~e di febbraio, e ricorda alcune nostre idee organiche sul defioi tiv;,

01·dinamento delle forze militari del\'! talia una. Il sii:zn "r Gaerlner ~011chiude con queste parole: , Tullo ciò è ben patriottiw ed attraente; però pel momento l'Italia del sud , a nostro avviso, <là eccessiva occupazione a quella del nord, e l'oichè pPr marci,ir sul ,·eneto intenae a presc·indPre dalla compagnia dcl'.e aquile fr:rn. ·esi, è opportuno ricordare <;he fu il ,·ate mantovano cui si deùbe il Y'SJ'SO: T,mtcw molis crrat

1·0111nrw.m

i:onretfore-9e11tcm.

Ringraziamo ìl signor GaPrlner del cons;glio, e stia pur 5:. nuro che il vntirinio dvl nostro mantvvano si realizzerà queSU\ c. , ·ultn , e p .r i.11tic1rri> qnnlnnque ne si,l la 1110!0.


·190

RI VJSTA

L'ITA LIE EN 1860. ES QUISSE DES É\' É NF:i'II É:-1 S i\I I L IT AllU S ET POL l 'rI QUES

FERDINANDE I.CCO:i!T B

Maj or à ('i!ta! ruajor fMèrn l. - Paris, Chadcs 'hncrn éditcur - 1Sof.

Giusta hi fatte promesse, eccoci a d'iscorrer e Ìn disteso in 1arn? a questo secondo la,·oro dell'egregio uco111~e sull'Italia, lavoro i l q uale, siccome il suo_prirno, Lei Campagne d'Jtalie cn 1859', i ncontrò ben gius tamen te le s impatie e g li eiogii di d1i11nque finora la lesse. Il libro del signor Lecomte Ya dìYirn in c:nque capi, siccome in cinque p<'riodi di:..fioti, al punlo di vista politico e militare, va di visa la s·o ri a d0ll'an no 1860 : cioè l O pr~riodo sino a l 5 mng• gio, periodo pt:litico delle anne~sioni e ddlP. agitaziuni diplomn tiche per combatiede o fa ,·orirle; 2° l'e rÌ<>Ò,>, dal 5 mngg10 al 19 agosto, s b,irco e npe,·azioni cl i Ga11ba ldì iR Sic1ha; ::l pe1iodn, dal 10 agosto al 7 se1ternbrP, onero Òa,lo sbarco di Gar'1ba1J i in C,1la bria, al s110 i ngresso i n Naf o!i; 4° pz,iodo, 'dal 7 al '20 scttf,mbre, dulle C"pcrozioni dell'esl:'1Gìto rl'gol:1re nell'Umbria o nt>lle l\Jnrche ; 5° periodo, rlal 1° 0U.ob1e nl 1:3 febbraio 1861, dd'lt, opt•r,izio ni delJ'e,ercito i Laliano nella Terra rh 'Lavoro, all:.i tesa di Gaeta. - Epperò meglio non p1tevesi did·Je:e la uarrazione, del molo io cui lo ha fatto i l Lecomte, si~\ per rispetto all 'ordine Cl'Ouologico, sia r er rispetto al processo storico dei falli. 0

.Nel suo pr int") cnpi tolo - Colpo d'occhio sulla silua;;;ione r iu1escola ndo con m :1no franca i precPden 1i e i t·atti ·carat teris ii,,i dell'atlo di Vilh franca, l'au tore Yicne a dc,]u rnc, con logica st1i ngente, l'iofl11enza inevitabile che cs--o tra1t-1to doYeva, sicc(,me i l fece, esercitare sngl i affari d'Ju,1ia . PuMndo in cii len11). l'c!a-;:iciti1 6 le contraddizioni dei tratl.ati di Z11rii;o, egli dim,,slt·.1 C•)1ne f'oss;3ro imputt•lìi.i .i.d ;?rgiuare l::i concn1e srn'nàt1 che t1"s1, v~ gl"Italiani all:J lH'Opria u 11 1lil cJ in ìip ' 11 lc ,za ;

pol-ilica -

tlJ'B i.lllG R.I l'tCA l 1J l nè YÌ sar -bl.iero megìio 1 i .. sciti fo~sero oo<:be s!ati quanto pili perentor ii possibili I im prrucch<' trop po concol'd i noi erava mo dal Ceni:;Ìo a l\forsab , per lase;ia rci imporre a l tra ,·olon1à cl1e quella dell'iutiem nazio!lo; da troppo lunso tl!Ulj •O a~JJira1•a mo a ll'll nifa pl;)r ulteriormente temporeggiare in n1tuark1. ; le terre nustl'e fumavano ancora tropp) di I ccente sang ue ita liano e fran, ces•·, per non pret,::nderc cd ottenere tosto il prezzo di sl copiosa ecatom be a lla DO$ ll"I\ l.b,, rtà . s·,, i destini della pove1'a Ita lia, s no alla fin fine (ed a qual pn:zzo ! ...) maturati e nulla può orama i inqJedi.r loro di corn piersi; q u :,luuqu e ost~coll•, \'eng,\ci egli llaqualunque parte e co11111nr1ne potente , egl i sarà s upera to , d 8ll'i rresisti bile Yoh:re di 2i 000000 d"I1aliani; ora mai la è questìono di giorni, o di 1m·si . .. nou più d'an11i e secoli!

Il secondo ca pi tylo, e, mi nc.ia C'Ol t,,ccn.r brevemente lo sta to pdit1co e m ilitare del rc·arue <l<:lle Due Sic:l ie, onde dedurM i pr incipali i nu:n t1Yi all:i rivolm:ione, e dimostrai-e l'impo~sihili tà 1-er q nelle porolaàoui di I e rdu 1ur più a lungo in roder,~ jl cruento frt>no, che da tanti an11i a sl abominernlmente 1010 irnpuneva ln bori.ionica t irt1n11 i -Je. • Il re Ferdir,unJo - s •riv,:, i-I • Le1:omte - uomo di a lto mer ito n•-1 suo genv1e, d i t>nergic,t .. _natu ra e 1l'in ·li1rnzioni essenzia,lmente militari, aveYn saputo, • i=pingenrlo la logie-a sino olla n ude l1it, fron tt' ggiare la sit11a• z1one difJ-icile ch'egli si era creat1 . All'epoc·a della sua mori(•, • fra i ~uoi 9000000 di ~udditi, 180000 -so,-+-ctti r rano i~., ri ti i • sui regìstri della polizia sotto il 1101ne <li allendiùili, ,ernpre ~ rnneg! iati e spioueggiati dalla polizia, sd1ìa1 i nel loro et • nltm e, non potendo usciJ'l1e s~n1/a. uno spc:cinle fog lio di via, • e:.:clusi d'ogni dirilto della vita civile, e pedìno della pratic,i • delle professiun i libere » . Ta le re!aggio .non era fatto p, r la debil mano d1 F rnncesco II, aila rnma ch e da lungo tempo aveauo scavato sotto il t1ono h01bonico le oe'luizie de' governa11ti, quel!a ma no st, ss·1 dovea a ppiccare il fuoco. Il signor Lec-omte stringe quinài in breYe qua<lro l'immortalo i mpresa di Gar,b,.'ì!di e de' suoi m il le da Geuo,·a a l'v. ies~inn." Atti ng(•nclo egli alle funt i più au lore1oli, m osl1 andosi gi11~Jice sewro ed Ìlllparziale d'ogni fatto narrato: quesln poche pagine, l.e qu;\l; piu tto,to dJ,J anncnn1u c vorrun?ll(I le\1c·1a lmc11te -tra-


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1mtm1

durre, se liangnst~ spazio della Rivista ce lo cònsen1foge, i;ottiJ

1a più fedele storia fino ad oggi scritta; del p~irno pe:riodo d1 quella m.emorabile earnpagna. Vengono quindi nel lerzo capi1olo descrif.r:i : l' incred ibile p~s.., saggio dello stretto, gli sban·hi successiYi de' Yoluntari af mezzodJ de!la Calabria, il glorioso fa tto d'armi di Rcgl3io, lo sbandarneuto delle brigate Mdendez, Briganti e Caldarelli (molti soldati dellequali iogro'Ssarono le- folam:gi di Ga;ribaldj)~ l':;nsur:t~tione gene* rate delle Calabrie- e. della Jla,,ilirrna., gh ultimi aneliti del go.. 1'erno borbonico a Napoli, l'ingresso trionfante di Gar:baldi iò que;;ta cit;à, i 1,riw i atti del suo go\'e'r·no di>ttatorfaI:e, e .fimilmente gii scon111 sul Vdturr.o allo scorcio di seWm1br0, Di questo rnp·tolo, vogliam rjportare lo squarcio col quale il signor Lecom1e dip_inge la situazione ririlitavc a froa.le di 11nelfa poli1ica, aH'i,,ta.ute in cui Garibaldi si trùYÒ afte reòi11 i dtl go'fero,) in Nnpoli. , Tutto non era !ì.ru,it0 eol:la. vresa di Nopolr. • Se un gran succes~o, agli orchi ddl'Europa e del!e popola• zi(>ni italion": aveni ot1enuto GaribaHi, per connwso la s:• tuaz\ 0ne putamenle mihtarn, non si e:rn trasformata !ildl.è~ mede~in.e prnp •rzioni. . , ].,,1, sòla ro11ngurt1zione gcf'grafica. del reame, cl1· è ]UJ1ga .. strisria <li tcrrit,,rio la. quale p.eseu·a un g.r,H1de svilt1ppo ~ di cusleF fa delb su;r dif..,sa un complic:i to ed1fJfoile problc rnn . , St,oza i·app>g~iu !!]:i vigorosa. flotta, lo impedire 11lcm1i primi t sncc:cssi ad nr.limentose bnnJc è cosa q11ttsi -rmpos,,,b;lr, M;;.t • quando COl€·S-lÌ 1, r1mi suc,·essi Il::irrno t e-n rlcsignu to- i l !YU!l!O' .. ove il i:temieo ha pr-~so piede e- la. direzione delie sue ultc• rim·i o-ffe,,e; a li ora la difl!sa rientra ,wi rasi OF,linnri . Più no'l'l • si trntla cl;,~ di raim rn im::trJ ali' il1R!ontro clt:11' in11 asorc co!lli « q.oame rnaggi,,ri f,>·,e- si hanno. Pc! <·a;.:o- p,H'trcolaie la po;.:• sess1on,-, s11Yru~tanet1 di una gran città adùil'r.niva. grnvo hnba• raz?o; bisognarn, o tenE>rfa io ,i;,spetto immobilizzandovi l.rupji0' • troppo uunH:>rose, ovvero incorre.l.'tl il p-,ricolo d,i-rederla, 1d pri1no • 1ov<•sc10~ inso:·gere alle si allu dell'ese:tcito, I11s6111n1a' Nnpo'1 , « eone sne tiOOOOO auime in burrn;;ca, colla sna ra,Jn ap•:ria • a tu tti gl' intri1;hi dell'esmro, colle ime 1ur,ezzc conJum:at.c alla « m@Je,~-t.iorw, colle sue sri,:wdre insnbordi:na1e ul Ì<Jlirnisl'hiate

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BIULlOGfiA/.'ICA

« 11 ,squad1•e $tr11rticre òi neutralità sospetta rer non dire ostile, Niipoli era pel' il re un grosso im71edfmentum, Egli pur

fece savia cosa, nelle condizioni in cui si trovàva, d-i lasciarne il cntiro al suo avvE>rsar:o. Egli agrzrnod in1 è vero il prc~ sdgio di Garibà.ldi, tiia ntlÌo stess~\lmpo aniwtt~Ya tutte le C{>n1plir,a7.ioni che do,·E>ano forzatamen!e essere sollente da lla q11i:;tione del n~Yello .modo di gorcrno, SeC'onào ci<') che accadrrlbbe, o l'Italia li bera ·dovrebbe diYidersi e dilaniarsii ovvero l'Euro1à dovrebbe immischiar,,ene, • La partita di Fr:rncesco II m ,n era du nqnc così disperata • come a pritno aspetto parea. Gli ri,1111nevano 50 mila u1,mini, • due fo rtezze;. un bel materiale; q 11anto bastaYa , se la for~ - tuna non gli era. troppo sfa,;orevole, 1,er rista bilire gh affari • suoi e per riprendere, almeno momeotaucam1.n te, la sua au• , torità dj re costiibzi.onale. • Garibaldi presentì il periglio, se non completa.mente, almf-1)0 , ver rnelà. Noi siamo costretti dire per metà., imperocchè egli pose troppe cure aih politic:a, e, per alcuni giorni, rarvo • di1ne1nic.are l'esercito suo per darsi ad innu,mcrcYoli arringhe, • proola1ni e decreti. • Non .-i ha contrada. o.-e maggiormente si abusi di ta!i , cose clie nelr fo1lia riler idionde. Vero è che per compe,,s(> • esse n ,n ha1 ,no ,in alcun altro paese rnoggior leggernzzn·. • Il giorno p·i:na della sua partenza, F,ancesco Il nvea dati> ' , nou nrnno di 1 G decreti, Garibaldi dovette cederè alln manìa,-; • da ogni I arte glie ne erano presentati, ve ne fu una gran• dir,e, .fra. i quali parecchi, i n pice:ol numero, as~a,i loder o'i, • qne!lu rer esemp:ò ·che metteva tut!e le forze marittime dt::1' , r<.-'goo sotto gli 01·djni ddl'ammiraglio sardo Pcrnano, aln,i • in$ignifìcauti o iuoppoi'lnn i, ed alcnni delcst(tblli, fra j quali • quello cbe oo•irara l'omicidio nei rarcuti di 1m r,,gicida·. • ln q uanto· alle misure per le quali Ga ribaldi avrel,be po-• 1uto, mercè il' ~r,. stigio della sua novella situazione, qu-intu• phcare i suoi effetti r i, e prov,·ededi del mateiiale necessar,o, • non ve ne furono di seriamente prése. l\fa ben lnngi d'accre• scere il suo e.;;en.ito, o meglio ancora , di crearsi all,;ra un rn, o • esQrci·o, il ,qnc1le, per glj. elementi di-clli si sa1ebbfi ,compos·o, • sarebbe addi,eri1110 una fn1·za c11rope1 i1nporla.n1e , eg!i so• ·• • ,, • •

Yi


lll13I,l0GRA !'iCA l\JYIST,\

« . spese

s(Joi n'rruolarhenti in <ienoYa , ·limiUi -egli stesso la • opera sua e si pel'd.ette in minuzie di governo \ d·'anrnii• nistraziooe estranei n.ffa tto al suo programo:ia. . ~ La suà furtnnata siel ln, corononclo la bravura dei siioi ~ol~ • da:i, sola il salvò dal !e fat~ li coosegu_enze ehe avrebbe:o ~ potuto r isultare da siffatta morrw1ùanea rilassat.ezza. . La posiiione difficilissirna in cui si tro1ò G«l'!baldt all·alto della sua ass1111zione al gove1'no dittatoria le del Napoletano non s i poteva me3l ,o compen!iare di q nanto il fece il Le::omte ; e se le sue critiche han.no un fondo di VL'rità, nòn è però men Yero che riella difficoltà del fa situazione stessa han nosi n pp1111'O ed arnpianwnte le scuse del Dittatore. rn quan!o alla f~rag_iue di proclami, arringhe, dee;n:lti, ecr,,. : (1ues1e sono co e 1nev1tabi li. nel prirtw monv-nto in cui u11 popolo dopo av"'r da _lu\1ghi anni soffocato in sè tutte le sue · più legitti me asp·:raz10rn dt libertà. ancor tutto eITericescente e cornmossu dalla lotta soffert'l per is~binntare la tirann~de che la oppri rneva, r,;spir~. a tulto polmone le prime aure <li qnd!a libertà da lungo -temp0 v~g11e3:;ia1a· e che ta11 ti gli r•osiò sagrifìzi di sangue . .- Oh l rt~ si può ben perJonare I. .. Non si condonò forse ben p_egg10 d1 ciò alla rivc,luzione francese'? . Il ~ianor Lecomte rimprovera quind i al dittatore di aver lasciato « clon~irn le sue c,perazioni al meno .otto gior ni di troppo, e dt • aver COSÌ penfoto ,una parte dei benefizi della marcia. • ravigliosamente accelerata, che lo a Yea condotto in Na.pol1. , Se egli avea· creduto d i dover doppiare lfl tappe per.g,unge,e . • nella capitale, egli a\l'eb6e dcìvuto lr pl1carle per _u scirne, en_on ·'_ da,si 'tregua ,e riposo si no a cbe f(1_sse riuscito .a farla fimta • coll'esercito del re. • Certamente tale ri nqiroYero 1n sè è g111sto, poichè, più vivacemente in}·alzato, il r imanente esN'C;lo bor~ bouico noi;i si sa rdJbe fermato che entro Gaeta, se pu~· fin la avrebbe p\!tnfo giun!!ere se11za sfaseiarsi del tutto. · ìvla. perchè Garibaldi ave,se potuto, ciò fare, ~g!i sarebb~ :'\tato 11 ece~s1.rio di avrtd avufo snbito sJtto la mano u0Bi1 111 c.,apae:i e godenti per fa.1'na tutta la fiducia del ?opo!_o, cui affol are ltl re lini dul governo p Jlitico e rnili tm~ dt r-;apoh : e: noi Ghtam amo al signor ·Lecomte a chi tal còinpitu avrtbbe potlit,l affiJ1re Ci.ti·1b:, ldi,.. io piena cnufi icnra, iri C1L1 1,I fra ngentc 9 0

nrn-

Ma! anche in<lipcndentemente da ciò,, sar8bbe stato neressario c-he Garibaldi avesse avuto subito sollo la rnanò una forza armala se n'on ugua1e per numero, almeno poco min,~re di qnùlla che i~ Borbone seco tra,1Ya. Ma -in quel primo rno1ncnto Ga1ibald1 _non avea dispc.,nibili che .p0chi •batt~glioni di vo!ontari valoyosi'>s:mi in ver0, ma gii, molto affaticati dalla luuga marcia sostenuta; gli aliti erano ancora ir.dietrn, occopali ad ingrossnrsi di vòk,n.tari napoletani. Narrando gl i scontri del 19 e aeJ 21 sul Volturno , sott<) C.ipua ed intorno a Ca.iazzo, il sign0r Lecomte ne acoagiona ,gli in;;iiccessi· al difetto cli prevt nlil'O . accordo uelle mosse dei volontari italiani, non senza però rendere la meritata giu'stizia all'inaudita loro bravura . Ni'.: tqJe giu9izio egli male -·s i apponé:, impq:ocichè in quegli sc01:i1ri :r_ion s\ pnò rinvenini . • . • I • • J'intérvento della / attica; e della stra.teg1a; e s~ 1 Yo,ontari 1tali11r1i non furono rotti e completa1Mnte battuti dalle, f0ne bor.• })Oniche qua<lrufile d_i n-urnero, ciò non si deve att ribnil'a chH nll'osti nata e-:1 eroirn in1repi<lezza loro, aH'mcnpacità dei grnr1 .ral i ayversa1 i, e sov ra.tutto alla scintilla. elettrica che Garib,Ìldi, porn-:ndo a l più graYe rPpentaglio la r,rnpria vita., SE'ppe im-primm,~ a l r :,orno offensiv·o di i\fonte Sant'Angelo, ove, ca1:icanrlo in 103ta a pochi suoi battaglioni ,. ottenn0, a l solito, un prod,gio.

in

ì\'cl capitolo 1v, dopo un iapido sgnardo sulla sit11azioni~ re~ litiu~ dell'Italia, cUla qnale enìergeva Ju necèssità pel P ie1mutu d1 interrnnire n, li'Itafot meridionale, e di a pri1v si il p1s~o pt'l' le Miuc·he e per l'Umb,ia, oYe Jè popolazioni manomcs,-;e eh ' 11,edoni straoie1i chiedevano àd it lte grida la protez onedel Re che 'tuttn I talia aveYa acclamato: i l sig11or Lecornte viene quindi a de;;cri, ere la ca1ipagoa'di guena nell'Umbria e nel le.M:ircl1e. Q1wsto cnpitolo è, a nos~ro avviso, la. parte p11ì. saliente del suo libro, s ,i pel mE!ri10 derla na,razione in sè,_ c;ondot a, cd più bell'o(dine, quanto per l'analisi strategica e t~ttica delie operazioni di gur,ra mano mano rnposte. Non ci estende,erno sopl'il qu~sto cupitolo, comed1è -vi si tratta uua matòria da lla JUv-isla già. an1pi~meute srnlta nella sua Ncwrazione m~lilare ~H.l/Ìt campagna di guerra nelt' Urn.bria e nel/~ ilfarchc, la


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RIYISTA

quale per la rarte cnlH't\ > t,uttochè non così maestreYolmen'e trattata com.e dal. signor LecomtL', rbbe però la buona ventura cli c-onsuonar colla sna se non affatto l erfeltamente, almeno sui pnnti più rileYan:i. Dobbiamo però rilevare dne inesattezze di non gran momento, nelle quali il dìfetto dì precise infurmazioni fece inco1·: rere il si3nor Lecomle. La prima si è che, rimprovernndo (pag. 144) a Lamoricière di es~er$i trauenuto a Lr·reto la sera del 1G settembre piuttosto che spìoge;si con uno sforzo cli marcia sino ad Os;rno pPr assicurarsi ·1,i. sua comn nicazioae con Anc011a , il sionor n Lecomte non tenne conto cbe fin dall'alba di quel gi,>r• o la forte posizione dì o~inv> era occupn.ta da due nostri bnttaglioai bersagli,di, seg1Jiti a breve distam:a da lla brigala !Jet gamo, dai lanci,-ri di N•,vara e da due batkrie, e che prima d1 quella stessa sera \'inriera posizione fra Osimo, C,,stc,lfì.dardo e le Cro~ette era saldamen te tenuta dalle due divisioni di Cialdini. , La seconda i • Psatl zza si è qnella (a pag. 164) di a,·cr detto che Ì nostri rnlòali er.ino tutti a rin<~, i ùi fu\:ili rigati, mentre l'atm.:mcn to rigato qdla nos!ra fanteria data oppena dai primi mesi di ques1'ann0. Nel capo v ed ultimo il signor Lecom•e compendia le operazioni nella Terrn. di Lavoro e sot o Gaeta . E sicuramente quest'è la parte che gl i deve aver costato man-g:Ìor fot:ca ) imo,. perocchè il difetto di ra pporti e documenti in q ue~to perioJo di guerra assai complicato ne rf'oderebbe , per noi stessi che v 'ebbimo parte attivn, di fficilissìma un ·ordinata redazione. Cièl malgrado il signOT Lccomte, tuttocbè lontano dal teatro rlid la guerrn, eppPrò, in massi ma, limitato alle imperfette e contratldicentisi reL17.,ooi dei giornali, r:nsl:) a ricavarne un ordinato cos trutto, ch'è il solo fwo ad oggi pubblicato intorno a quegli il.VVl!llÌ!llel'ltÌ. • Tale fu (così conch iuJc i l signor Lee<Jmte) la ca111r•aé:1u • cel 1860, più Ya:;ta pei suoi 1i:;ulta1i c-hc per !e sue O[,e;a• zioni stess•', e la (] LW le sec(ln lo tulle le <1p[•arenz1.•, sircon:e • J/ppre,s l le ·1,,..ggi ddla J,>3i,·a> non potri1 o,· ere ~ous idt'r/\ ta

DlBLIOGR.\F!CA

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.. come co:11i,l t:im•Jnte terminata che dopo la riunione, al nuorn

• n•gno, della ·Vrnezia e del restante degl i Stati pontificii . ., · • In riassuuto, es-sa ha prodotto vari f<1tti interessantissimi • ed alcunecombiuazioni le quali, effettuate su di un più ampio • teatr,l, o colle truppe di una p)tenza di primo ordine, avl'eb• bero leva to molto niaggior g1·ido nell'Europa militare , e saé rebbero state beo più incensate che nol furono. < Il modo col quale Garibaldi s·impadroni di Palermo, e ~ quello col qunle prese posses;:;o dello stretto di Mes,ina, costi• tuiscono incontrast.ibilrnen ie belle operazioni, e con forze mag• • g10r1, esse non sarebbero inùégoe dì un l\apoleone. • La marcia di Cialdini su Macerala, la spicciata concen• trazione dei cinque clementi delle f, r%C sardè dinnanzi An• cona, l'arrivo di Vittorio Emmanuele s ulla linea di comu• uic~zi?ne di Capua con Gaeta, il pas,aggio del Garigli:100 per la s1011>tra: sono anc-he quc-ste altretwnte mosse strategiche che • gli amatori di strategia non ponno che altamente lodare. • La doppia linea d'opr-:razioni dei Sardi ne' stati Romani • con prefisso convegno su di un punto lon1aao ed occupato' • dal nemico, può fornir lt-ma ad un·i,,truttiva discussione, e • sembra essere i n vista di un tal caso che il generale !omini • abbia scritto il 0nl'itol0 rn dd suo Précissu1' t',irt clo la guerre. • Qualunque sia la conclusione che se ne pos~a ricavai e, non • sarà mun Yero però che le dispo!-izioni di questo genere vanno • an~~verate, _come lo dice l'illustre slrateg(sta, fra le più dif• ficih e le più esposte a fall ire ; il che a "~ro.dire seppe eYi• • tare il g<'nerale Fanti nella ca mpagna. • La presa siccome la difesa di Gaeta per un assedio di 3 • mesi e mezzo s<:nza assal1i nè sortite, è uno splendido fatto .devoluto all'artiglieria, epperò degno di prender postu in primo • rango nei gloriosi annali di quest'arma . Una bnona parte dell'onore debte atlribuirser,e al generale dl"l genio Mcnabrea. '.' Finalmente, la coopera1.ione della iloua, Eia dinnanzi il mol0 d'Ancona sia al Garigliano, sia come veicolo a tra• sporti delle troppe e del materiale, è pure rimarchevole per <1 la sua opportunità, ed addimostra che d'ora innanzi bi:;ogoeri~ • far caso delle risorse che offre la marinPria italiana, se ella è ~ sempte così ben coma.urlata come i l, fu dull'umrnir;iglio Perrnno.


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!f,:CR010Gf'.\

RIVISTA ·"

« c o·ochiud1amo iti1pertanto che una na.zione di 2.2,000,000 d'anime, la qna\e fornisce -uomini di g uel'I'a siccome q uesti che , abbiam poc'anzi nQminato, ed altri ancora i q1mli non banno « avuto l 'occasione di distinguer:;i nel-li:i medesi 01e circost~oze; • ha buon dùittO di chiede1·e che lo Slf~n ieì•o, 'qua1\l_Ilq_u e E'SiO • sia, n on còmandi sul suo territorio , .

«

Noi · con?hiu<leremo alla nostra volta, faceod; i, nostri~sfn·• ceri e_logi al sig. Lecomte pel suo pregiatissim o lavoro, oggidì, qual si rnnita, fra noi di\rnlga.t.issimo, ringrn,z~andolo con tutto i l c uore della simpa1 ia non dubbia che egli addimostr·ò alla nostra causa, ed all e,el'cito di coi questo suo libro è un~ preziosa illuslràzionc,; mentre ~p~riamo che il governo i taliano fattosi iµ terprete di tali sentimenti di gratitudine , noD rnanchcrà di guiderdonare con un qualch e onorevole segno di benemerenza.,. , chi fu il primo a scri-Ye t"e i due più bei libri deHe nostre l'C· ceo.ti glorie m ilitari. · G. G. C.

fJECROlOGIA Non ancora è mi1igato il dnolo· dell'esercito per l_a perd it1jl, sotferta colla. morte del luogotenente generale cardiere Alliaud; :H n1.to b8neme1'ito al 1,aese pe' -s uoi lunghi ed utilissimi servigi, che un altro li11to, DOD mcmo sensibile, viene a funestarci ; la .morte del luogotenente generale cavaliere Angelo Crolti di Cost1µ;l1o le. . • 11·cav. Angeh Cmtti di Costiglio\e , il Nestore dell'armala p1emonte,,e, le ci.i i $poglie mortali vennero condolte con solenoi. onori funebri alla ,.;lliesa di S . Filippo rH-11-a mattina· del dì 7 corrente novembre, merita una. pagina negli anna li della patria m ilizia. Di fatt.,J po0h i ha,nno an11o sicuramente la sorte di pompie re felicemente· q uinclici campagne in 59 anni di servizio militare at1ivo. · · ;11 cav: Crotti , nato in Salnzzo nel 1774, compi-è i snoi stu€li md collegiu clei N0liili in Torino, donde, appena- cons1::-

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g11ita la lau rea leggi, use\ nell\inno 1792 ·col •~rndo di Iuogo' enente nel le regie _al'mate. Eg li_ fece le campagne del Piem onte CODtro la Francia fiuo alla pa.ce del 1796. Ncll'anm 1799 e ,mbattè gli A\)st1iac_i presso :Veròna sotto il comando del genen1le Soherer, Fu awta nte d1 campo del J)'enerale Menou - si t ,ovò a lla batta gli~ d1_Wagr1Jm; p~ssò qoit~Ji in I~pagna, d; ,e assistette a ll'a:;s1_d10 dt Astorga e _d i C1udad-Ro::lrigo; 'f<:J rilo ne l com battw1en t.o J I C;J,1m b1a, sotto !I r:1arescial!o Massena ; prese partea llacampag°:ad mverno oe!lan t1rat~l de l Portogallo, quando s rnnoltrava Wèllrngton . I d tstrnt1 ,1::log1 del d11ca di Abraniésal_ va lore del cav, Crotti nel _cornbatiirnPnto di Campo-Major, g!1 meritarono d1 essere nominato ca\'altere della Lecrion d'Q. no.re; destinato all'armat<J. cli Russia, s i trovò al-comb~ttirnen to di Smol_e nsk e pre:{e parti;i attiva col suo reggimento all'n, batt11g lia d1 _8orodmo, Il_ no:"tro \'alo roso c_av' Orot.ti a,sis tettc guindi a Ha battaglia dt lVIaJoralavetz, che vrnta da Beauba-r nais a o·evolò la ritira·a Yerso Ja Bere~ino. Il ca v, Crotti si trovò anc~ra al le battaglie- di Lutz8n e "Bau t.zer; ·e p,assò qu indi aiutante di ca~Jpo de\ ge_nerale, Fresia_ des_tinato neiìa Carni,ola, 13er uHimo, u thz1ale cl ordmanza del _vice-re Bea nharna s, si distinse- parti colarmente nella battaglia del Mmr::w, dove comegul J'otdioe del la Corona di Ferro in a rgento , Dopo- l'a,bdicazione di Napoleone , 11 cav , Crnlli ebbe là bella ventura di rieutrare i n vatria col g1ado '.Ji rnap::~ì,°l'C e fregiato il putto delle due più spleudJde decoraz1001 deU impero, · 11 ca v. Cr~ltti arnantissimo della ,·ita rnilitnre, di cui aveva qualche lu n11noso e.,etnpio domestico, proseguì liet,nne11te iu -patria la sua ca rriera, comandando pt-1· s. i ao n1 ,il rermimento 00 dei CaYalleggeri di Sa vo;a,- Jl re Carlo Alb\'rlo, a ppe oa salito a l trc,no, lo ,nommò magg101· generale e suo primo aiutante di can1po; nel! anno 1839 lo de~tmò al c0mando della divisione r~iili1are di Gt1nova, e dopo t:e anni (o volle capi tano delle suè ~uard1e del Corpc,. li_· genera le C.rntl1, oltre parecchie decoraZl'_'lll este1·e, er~ fregiato della, c~oee di ufliciale dell'Ordine 11111,!_tare dt Savoia , dPl gra n cordqn e_clei Ss. Maurizio e Laz • ZilfO, della m edagl:a d'oro de!lo stesso Ordine, e nell'ari no 1850 Yeune annr!verato tr:a i CU\·alie1·i d_ellOd i ne supremo della ss. _AnDu_oz1ata. Dn1chò _ottu_agenano, appPna s_entiva il peso rl)egl.1 _a um e volle qumd1 anrnra v1s11are ll•alia e recarsi a I an g1 _e a Londra per _aQl1:nirani quelle sLupe• de· mostre de lle rndust r1e uma ne. Gent!luonw colto ed erud ito amava 01olto ]a 1 tt1na e ltl 9otte .. con r ersazion1, Tra i molli dis~in ti amici .che C?IÌ\ava_ il genel'ale Crotti vuolsi acc1-mnare l'illustre Larnartine, cli e egli conobbe particolarm~nre in Sa roia. Negli anni prirn i della l~nga sya can:ier_(t 11 _ca·.r . Crolt.i_ p1ediligeva la musirn, la poesia ed 1 gentili ntrov1; fo1111to rh buona memoria_amava


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NECROLOGIA

raccontarci ·ta;volta i particolari di alcune battaglie e pi, r ipeteva alcune s11e poesie giovanili, tra, le quali è degna rli ,pe ciale meuz one la graziosa composizione in versi francesi da Jui improvv isata per istiada nella rit.ii-ata di Mosca . Nella bella stagione frequentava cosiantemente verso rnra la pas~e~g1a1a del ni,stro pubblirn giiird:no, per rinfre.,cars1 lo spir i10 colla g radita vista dt>i fiori e degli innocenti f'anciulii, dei quali era tene•ris--irno. Dotato di pi ncevole a•;petto, il genera le Cn,ttt conservò fino agli ultimi giorni q uella sqtJ.isita neltezza nel vr stire e qnell'elegartzn. nella pr:rsona che professavano cosi scr11poloo:arnen1e i nostri buoni padri. · I l gem,rale Crotti devotissimo allru R . Famiglia e fedele ar;li usi d<!l la Co1 te, fu veduto sprezzare non lievi incomodi di sa• Iute, per non mancare a quanto egli repuiava suo doYe rr., come ca v . del\'Odine s11prer)lo. Coraggioso nella ma1a ttia, come su l campo .d i bat: aglia, soffr\ ta lrnlta intrepido le piu dolorose oreraziuni seuza pu11to lagnarsi. . Dotato di molto buon senso, di modi schietti .e ca Yallen schi, Ed apprezza1.1do le mutazio111 de''tempi serpe sumpre mostrarsi tolleraute e beneYolo verso tutti. Per ultimo, composte le faccen.ùe domestiche, sc1isse il 2 no,'emb1e un vigliettir\O d i proprio puµno in Sa1oia al suo diletto nipote, il co111e Edoardo Crotti, che sentira avYicitrnrsi l'ultima sua ora. Mnnito <lei oon~orLi dt:lla religione, di cui aveya sempre seguito le pratiche, chiuse tranc1u:llamentc gli ocdJi. a:ssisti\O dal suo parroco è da un par~ 1icolare amico (il cava lie>re colonne llo Bigliani) confidente delle sùe u l time rnlonlà, nel d\ 4 DOYemb1e, nella grave età d'anni 87. Col generale Crotti si spegne una delle venerande relirpiie dell'antica mona.rchia sabauda, per la quale egii pr,ift"ssava l'Il vero cu lto. Non trl;lscuriamo, per amor del cielo, il cult,., J t;i no~tri uinggiori che santifica la figliazio • e umana e forma il più fotte Yincolo tra le generazioni, mortali per gli anni, immorta li per le loro v i rl(1 I 0

(Gazzella Uffìcia le)

G. F .

T,1GLu:-;o G .un ANO

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BARUFl"I,


STUDI SULLA CAVALLERIA NELLO SPJllITO llllLLA 'J'ATTICA MODERNA B

DE L NUOVO ORDINAMENTO DBLL'ESllRCITO ITALl,\l\'.O

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(Segue lit Parte III) (t) .

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E!lucazioue ed istruzione dei caya\li. La bontà di un cavallo non consiste soltanto nelle sue qualità fisiche, ma ben.anche dipende dall'educazione e dall'addestramento al servizio clic delJbe prestare. Per quanlo un cavallo sia forte, robusto, di buona razza ed ablJia t utti i migliori requisiti di cui ah biamo parlato trattando la scelta dei e,;walli, s'esso non è domato alla sella ed al freno , se esso non è avvezzato ad obbedire ad ogni volontà del cavaliere, il cavallo non può servire. Epperò l'educazione, e l'addestramento od istruzione del cavallo non sono meno essenziali che la scelta del medesimo. ( t) Vedi Rivista inilita1'c italiana, anno VI, ml I. pag. 213. AN~() VI. Yol. li. -

11&.


202 STUDI L'educazione, la quale abbiamo detto, debbe cominciare sul puledro dell'età di due anni , risguarda il governo, la direzione e il clomamento. L'i~truzione del cavallo la quale comincia :finita l'educazione del puledro, consiste in una serie metodica d' esercitazioni, mediante le quali si conduce il cavallo a corrispondere all'impulso delle nostre forze, lo si piega alla nostra volontà, e lo si rende in cotal modo atto al servizi.o cui é destinato. Non è men.te ~nostra (nè il $apremmo fare convenien- ' temente), di qu·i svolgere per esteso questi _temi importantissimi, ciò cµe apparterrebbe piuttosto ad un trattato d'equitazione, c;he non ad uno studio, siccome il nostro, sulle principali questioni organiche; eppertanto ci restringeremo a notarne i punti più saglienti. · Un espe1rto eclncat@rn trova cavalli indrnniti ma non cavalli indomabili. - Qurata da puledro [l'educazione del

cavallo è impossibile non riesca , e quando non riesce ' la colpa non va attribuita alla 'natura dell'animale, ma bensì all'allevatore. Certamente che lo educare cavalli non è cosa buona per tutti, attesochè oltre a molta pratica ippologica, richiedesi inesauribile pazienza, molta avvedutezza e assiduità nello educatore. L'educazione del puledro .deve agire e sul corpo e sull'indole sua. Sul corpo agisce mediante il governo animale,' cioè mediante il cibo, il clima, l'abitazione, l'esercizio e le cure del corpo dell'animale, del che .accennammo precedentemente. Sull'indole l'educazio~1e agisce, per rispetto alla direòone ed al domamento, mediante le cure direttive dell'allevatore nell'intelligenza dell'animale (1). (1) " Il cavallerizzo, d i'c c il francese Bauchcr, che si comporta coJranima lc come con una macehina mossa so ltanto dall'impressione di un momento, priva di memoria e della facoltà di concepire, •non sài•ù mai 5 e non un cattivo cavallerizzo . In fai.ti, perchè non aminettcr,e,,a!lro che

$IJLLA CA VAI.LERIA

20a

L'educazione del puledro per la sella non pnò comindare così di buon'ora come pel tiro, imperocchè, qualunquè cavallo è più o meno atto ai tiro, non lo è così per la sella, richiedendosi per questo sen·izio alcune specialità di conformazioni. l'istinto nell'essere che discerne il bçne dal male, che valuta le circostanze e si avvede per insino dell'abilità del cav•a licre ! Al certo non sa' nulla avanti d'imparare; ma i fanciulli al princip io dell'ed11cazione sanno forse di più? Sicchè conveniamo che...... l'intelletto impa ra unicamente per via ili convinzione e di assuefazione. U cavallo ha il clono della percezione, come ha qncllo della sensazione, clelb comparazione e dell a .reminiscenza; egli ha dunque giudizio e m emoria; dunque ba int.clletto. Ecco perchè il cavallerizzo dcbl.Jc operarè non alla cicca sul' suo cavallo e non dil.llcaticarc che ognuno _d e'suoi atti p roduce qua nto prima un certo elfetto, non solamente sul senso fisico, anzi sulla memoria ancora dell'ani,mle. È cosa ncccssari,i <li valu~arc questa organizzazione essenz iale dbl cavallo, di non insl'gnargli mai n iente se non passando dal noto all'ignoto, di non trattarlo con mod i acerbi e di non fidùc a persone igu·orant.i i principii della sua educazione, imperciocchè gli abiti cattivi occasionerebbero n<·ccssariamcntc clcplorabili effetti ne' periodi posteriori di tale edtlèazione. l:hi s'immagirri h(lstare il castigo e il premio ad addestrare il cavallo, cade in gt'osso e rrore. Qncsti due compensi non possono produne ris,Jltamenti ~e non quando vengano impirgati a proposito; Io sp rone e la frusta, lo zucchero e le carezze, non co ndurr:iono a nulla, se gli uni e le altre non siano somministrate con discernimento. Lo stesso ùvv iene degli scolari: il pane asciutto e la prigione non fanno loro imparare nè il greco, nè il latino; conviene primieramente parlare al loro intelletto. Ma in che modo, senza l'uso della fovcl lt1, trova1·ei1 verso di qoclla facoltà del cavallo? Ciò è faci lissimo), qualora s'indaghi a,tl.cntamcnt~ la maniera e-on cui le idee cn tr~no in un intelletto qualunque: Par dare a capire un pensiero a ~prnlcnno, s i com incia dal porgli innanzi tutte le idee buone e condurvelo; si diventa padrone delle forze del suo spirito; si regolanò queste, si dirigono d i ta l sorta ch'egli non possa sottrarsi alla impressir,ne che ci proponiamo di fare in lui. Col cavallo occorre somigt·iantc procedimento. Che cosa gli chiediamo? Gli chied iamo dei ~1oti. Il rnudo di trarvelo consiste nel regolare le forze in lui in guisa tale ch'.egli non possa escgn irc altl'O moto che quel lo vo loto. La posizione è la favella per parlal'e al cavallo, quella che è intesa da lui; èssa spiega e pl'omovc i rnòti, come il raziocinio spiega e pro;novc il pènsiero. Tultav-i:1. in questo sta l'origine di u n orrore che ornai è tempo d i non lasciare inavvcrLito. Mentre cerLi cavallerir-1.-i suppongono s ia j 1· cavallo una pura macchina, altri, all'opposto, fondano nèll'intelletto d i lui tutta la façilità della ~ua educazione; onde è che i cavalli a ncia-


SU LJ.,\ C.! 1· ,\ LI ERI A ST UDI 204 Così il cavallo lungo e massiccio, colla testa pesa, cot collo grosso, col petto molto largo, collo spalle t archiate, colla groppa leggera , colle estremità grosse, colla bocca poco sensibile, coi moti lenti, non conviene per la sella. Epperò è necessario prima di destinare il puledro a questo RP.rvizio ch'egl i abbia dl già acquistato tale sviluppo di c01·poratura da potersene giudicare la vera attitudine e la sua venuta. L'educazione del cavallo da sella non potendo così principiare se non più tardi che quella del cavallo da tiro, riesce per ciò men facile di questa, perchè l'animale sentendosi maggior forza oppone maggior resistenza alla soggezione impostagli.

!usi sono riguardati come i sublimi ingegni della specie pcrcbè sono più sollecitamente e più facilmcnt.~ add estrati che gli nitri cavalli. Questa induzione è falsa. La prontezza ù'cduc.11.ionc non dipende tanto dall'io• t ellello dc' cavalli andalusi, ((Uanto dalla loro fisica struttura. La cosa inrlispcnsn!Jile all:i cclucaziouu ,h:1 cavallo è l'equilibrio, il quale risulta uuicnmcnt,e dalla bllona posizione. In con~cguc nzu, quelli clic hanno g ià avuto ,h1 natura questa huooa posir.ione, non comparlitn nd altri, so no ncccs• sariamcnte più in grado di ricevere sollecita e facile is truzione. Fa mc• sticri distinrruere ciò che spetta all'organizzazione fisica , da ciò che atticue alln ; rgan izzazioue intdkltualc. Ilo studiato nltcntamcnte i du e termini ùclla proposta, e le mie osservazioni mi l;iauno indotto a conclu• dcrc che se il fisico d c,I cavallo ha parte nella lunga durata della sua cducnzionc, il suo mora,lc sollanto ckbbc <lclcrminarne il modo. Da un canto, io ho notato che se i ca valli naturalmente ]Jcn fatti obbediscono più facilmente, ']UClli di struttura inferiore, non aventi magagne, pos• sono parimenti essere messi in istato tale d'eqllil ibrio che una man~ abil e riesca a r.avarnc buon partito. Tengo adunqu c per vero, che l ntll i cavall i, quando siano ben posati (posé) obhcc1isco no se11za difficoltà, se sicno ben g uidali. Da un altro canto ho veduto che il cavallo valuta i buoni e i callivi procedimenti, che s'accorge dcll'abililà o della inca• pacilà (del suo cnvàlier~ , clic discerne i suoi proprii sbogli_ da qu~ll.i che gli vengono fotti fare. Ilo veduto che le ~uc buone o cattive quahta dipendono dalle circostanze della sua cdueuz1one, non meno che dal suo naturale, e ne ho concluso che bisogna signorrggiarlo, ma solo mediante Ja superiorità dcll'intcllello e focendogli co mprend ere che tutto quanto vogliamo '1la lui è il modo pili confacente pn,r eseguire tale o tnle allro flric ~-

205

Cotesto inco1}veniente sarà pressochè insensibile se l'allevatore avrà curato l'educazione generale del puledro fin dalla sua più tenera età, cioè se, senza aver in mira piuttosto l'una che l'altra destinazione, egli avrà comin• ciato ad acri.re sulla di lui indole avvezzandolo a lasciarsi o tranquillamente sbrigliare, a portar la coperta di scuderia ed i .finimenti da carreggi (senza però attaccarlo), ed a convivere pacificamente con altri cavalli alla pa• stura come alla scuderia. A tre anni soltanto, come già l'abbiam notato, si co• 1'.nincia a selìare ed a imbrigliare il puledro, ma dapprincipio rimane fermo e non viene montato; avvezzato al porto della sella e della briglia, dopo qualche tempo si comincia a farlo passeggiare condotto a mano, e quando sia ben tranquillizzato vien posto alla corda. Raggiunto il quarto anno esso vien cavalcato, pei primi giorni senza farlo camminare , e quindi p.rogressivamente faèendolo camminare qualche breve tratto al passo , senza però impazientarlo mo.i, ma usandogli ogni più accarezzevole

modo per indurlo a far quanto da lui si vuole. A cinque anni il cavallo può entra.re al manoggjo e comincia allora l'istruzione alla corda : dapprincipio , mezz'ora al mattino e mezz'ora alla sera; quindi mezz'ora al mattino di corda e mezz'ora alla sera montato. Già l'abbiam detto e lo vogliam ripetere - nè su ciò insisteremo mai di troppo. - Sino a cinque anni e mezzo i cavalli delle razze usate per le rimonte della nostra cavalleria non debbono entrare nello squadrone. La spe• rienza ha inconcussamente provato che posti in servizio prima di quest'età i cavalli non hanno più quella buona riuscita che giustamente se ne deve attendere. Il reggimento Lancieri d'Aosta nel 1844, e quello ~;dei Lancieri di Novara , anche prima, nel 1842 (a.1 lora"roggimenti Aosta cavalleria e Novara cavalleria) i quali fo. rono pei primi montati di cavalli italiani, ebbero qnellc rimonto di cavalli da 5 anni e 112, e 6 anni.


206

STVlJI

All'epoca della guerra di Crimea questi due reggi_ menti aveano ancora numerosi ed in buonissimo stat o di senizio que' cavalli, talmentechè ucl 1855 i lancieri d'Aosta (allora cavalleggeri d'Aosta) n11meravano nei Joro sqnaclroni ben anche 120 cavalli di quella rimonta naziorntlP. Le rimonte invece delle stesse razze fatte neu-li anni e 1848 e 1849, in massima di cavalli minori di 5 anni , cd assegnati per ciò ad un laYoro prematuro, diedero cattivissimi ri1::ultati; e nel 1855 quasi una metà di quei caYalli erano già passati pe' pubblici incanti. Benchè cotesti risultati si possano in parto clovolere al metodo diverso col quale vennero procacciati i cavalli nelle due 1-iH10ute confrontate (quelJe del 1842 e del 1844 fatte da esperti uffìziali di cavalleria epperciò giudizimii e coscienziosi compratori; le altro quell6 ùel 1848 e 1849 per neces:-:ità avute dalle esose e gTette speculazioni di appaltatori), benchè di cotesti risnltati si debba aucbe in parte accagionare la diversa conclizione di tempo in cui le l'irnonto giunsero a' corpi, per cui uel 1842 e 1844, in piena pace, si poterono sottoporre i nuovi cavalli ad un metodo sistematico di governo e d'istruzio11e, ciò che per nulla si potè nel 1848 e nel 1849 nella furia del bisogno e nel parapigl in. degli eventi ..... tuttavia noi udimmo molti ufficiali nostri, giudici coropetentissimi in simile materia, attribuire la differenza de' surriferiti risultati fra le rimonte del 1842 e 1844 e quello del 1848 o 1849, alla prematura ammessione in servizio di queste. Gran cosa non abbiamo a ridire sul metodo d"aclclestramento del cavallo attualmente tenuto presso i nostri reggimenti di cavalleria., e con vera compiacenza., clol)biamo dichiarare che per l'istruzione di maneggio, per l'equitazione, la nostra cavalleria non è inferiore ad alcuu'alirn cayalleria.

207 Dal 1848 in poi, discentralizzatasi l'istruzione elementare 'dalle mani dell'aiutante maggiore a quelle di ciascun capo squadrone, il lavoro individuale venne appo noi attivato soddisfacentemente, e ad esso dehbonsi, non Yi ha dL1bbio, le splendide prove fatte nell'ultima campagna dalla nostra cavalleria, la quale, in seguito al nuovo riordi.uamento dell'esercito, sebbene composto iu gran parte di giovani soldati e cli nuovi cavalli, mantenne ed illustrò la sua antica riputazione. Soltanto dobbiamo rilevare, che in generale ablJastanza non si osserva pe' nuovi cavalli quel metodo progressivo di lavoro ch'è necessario per avvezzarli gradatamente alla fatica, senza strapazzarli troppo da principio, e render loro troppo uggiosi maneggio e cavaliere. Egli è pure necessario, per non guastarli dal bel principio, che i cavalli nuovi non si diano a montare incli f"ferentemente, a' soldati anziani, ma lJensì ad alcuni scelti cavalieri d'ogni squadrone, preventivamente ammaestra.ti con apposito tirocinio (l); e ciò, per quanto è possibile, per i primi sr>i mesi, cioè, fino al momento in cui essi cavalli ponno entrare a far servizio nello squadrone. La vigilanza del capitano e degli ufficia.li dello squnclrone debbo· con particolare assiduità rivolgersi a' nuovi . cavalli,. sia per rispetto all'istruzione che por r ispetto al governo, e tali loro cure saranno ad esuberanza compensate, poiché in questo modo soltanto si formano i buoni squadroni. SULJ,A CAl" ALLERIA

Chiuderemo questo già lunghissimo capitolo, osservando quanto sia necessario cli preparare , durante la pace , i cavalli alle fatiche che dovranno poi iodurare in campagna. ( I') E questi soldati-scudiel"i noi vorremmo incoraggia1·c con qualche nunicntu n·~ 1 soldo e col distintivo di iippuntatv.


208 STUDl $ULLA CAYALLER! A Dal 184-8 in poi, molto già si è fatto su questo propo~ sito, ma non ancora quanto basta, e potremmo darne deUe prove, citando alcuni reggimenti i quali dopo le prime marcie della campa,91a 1859, ebbero non pochi cavalli affatto spossati ed incapaci di servizio. La cagione di questo fatto deplorabile non è difficile a trovarsi, e debhe unicamente attribuirsi al difetto di esercizio nei cavalli, non già alla qualità dei medesimi', "od all~ lunghezza delle percorse tappe, nissuna delle quali eccedette i 36- chilometri, mentre un càvaUo convenientemente avvezzato a viaggiare può percorrere fino a 45 chilometri al giorno. Ed è oggi giorno di tui"ta necessità che la caval1eria possa fare tali giornate senza sensibile diminuzione nel suo effettivo di cavalli, come è pure indispensabile che uno squadrone possa caricare al galoppo per la distanza cli 2000• « senza del che 1a cavall~ria nulla vale sul campo di battaglia (1) » - Oggidì la mobilità essendo lo scopo tattico essenziale di quest'arma.. Per raggiungere questo scopo è necessario che in tempo di pace si avvezzino i cavalli 'i11 completo arnese da guerra a marcie giornaliere progressivamente lunghe sino alla predetta distanza di 45 chilol))etri ; è necessario che si avvezzino al bivacco, a mutar le ore del foraggiamento, a percorrere lunghi .tratti di galoppo e particolarmente al trotto che è l'andatura la quale meglio agilita e fortifica il cavallo, a ·frequenti cariche in ordine compatto ed in foraggieri. · hl cotal modo, se alle reviste i nofrt,ri ca'Va1Ii non si presenteranno così tondeggianti e di pelo rilucente come per lo passato, entrando in campagna però essi sara.nuo 'c apaci di rendere tutt.i quelli efficaci servigi, cui la ca valleria è dalla b1ederna tattica chiamata. · (Continua). F. G. C, 0

( 1) DE NOLAN.

DELLE

ARTIGLIERIE DA FUOCO,_ITALIANE DEL SECOLO XIV

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. E SPEGUUIENTE

DI UNA SPINGARDA E 01 DUE BOMBARDE 1

ESISTErm NEL nEGIO .MUSEO D ARTIGLI EnIA

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La scoperta della polvere artifiziata, e lo studio per utilizzarne la forza· nella guerra, od il caso che, fosse, portarono alla invenzione delle armi da fuoco. Siano statit o no, gl'Italiani i primi a fare uso di questi istrumenti guerreschi, la è q uestione sulla, quale dopo lunghe ed ac~ curate ricerche soltanto si potrà p1·oferire senteuza (1 ), (1) Non volendo farmi l'apologista della nnione, per non essere appuntato di pan,;ialit.à nel giudicare delle cose nostre, riporto u11 brano del1a storia del sig11or Brn net (Tlistoitc yénérale de t'rirlillerfo, tom. 1, pag. 131 ), che, essendo scrittore strnniero~ sari1 di molta autorità 1wlfa qocstionc ,lei primato della invenzione delle bocc.hc da fuocp. ,, Les traditions popul.aires nimcnt à nttribucr la clécouvcrte dcs bouchcs » à fou à Ilcrthold Schwart.z moine très instruit dans Ics scicnces nal uu rcllrs. Sans contcster rcxistunce dc ce moine, dont la Suisse, l'Alk,, magne·' et le Daneniark revendiqucnt l'origine, sans mct.t-rc en doul e


210

Perciocchè io estimi doversi, più che nelle opei;e degli scrittori nostrani o stranieri, ricercare i documenti per iscoprire la verità nelle vecchie carte degli archivi nrnnicipali del nostro paese (1), rispettate dnl dente dei tarli e de' sorci, assai più che dal vandalismo o dalla ingratitudine dei possessori di esse, e dalla invidia o dall'a• more ( egualmente perniziosi) per le glorie . nostre dei " l'accidcnt qui, <lit-on, lui fit, dccou vrit· Ics ]1ouchcs à fcu, nous òbser,, Yeront qu 'nu le fait mouriJ· d'une morte violuntc, aprés, un tt·ès long » voyage et un emprisonnemcnt à Venis<', en 131'0 sculement (~). En " admellant ccs faits, on voit qnc Bcrlhold n':turait pn foi t'C sn décou" verte avant 131,0, et ancun. fait ne dit quc Ics bouclies à fou aient " parn dans J'Allemngnc, la Suisse ou le Dai,emark :wa11t celte épogue. .'' Bcrthold pcu~ avoir cxislé, scs connaissanccs en a rtilleric peu vent » avoir ét(\ très grandcs, et il peut avoir 1rnrcouru le Dancrnark, l'AI• ,, lemagne, la Sl1issc, l'ltalie, . et contrilrné beaucòup à répandre, ii per" fectinnner l'artìllerie; mais il ne peut ètre rrgardé comme l'invenlenr ~ dcs bouches à feu "· Ed i nomi delle armi da fuoco, cioè brnnb1wda, c1tnno11e ·e scoppio, tutti italiani, non eontan nulla per dure all'llalifJ qualche bnon dirillo nl primat.o della invenzione? Così Dio mi aiuti, e sporo poter pro.-lurrc 1.:ili e t,mti documenti da far decidere la questione a favore de l mio paese. (Vedasi anche la nota seguente). ( 1) Per tiare irna prova d i c iò mi' basterà portare due esempi: 11 · Di,rìngucci, èbe scriveva il sno ·t rattato sulla Pil'otcénia nella prima rr,ctà . del xvi secolo, volendo !nsPgnarc " il mod9 con che si fafrno le palle, " dal fcrro1 in venzionc ccrtomcnt-e bellissinrn, e lP-r1'ibilc, per il suo po,, lentissimo ~tfclto " d ice che " Carlo re di Francia nel 149;; fu il primo ~ che portò in llalia palle di ferro per l'at'liglicria "· Ora dalle R iformagioni Fiorentine si apprende che_ nel fcubraio <lei p26 (170 nn lli prima ,!ella discesa di quel re in Italia) ordin ò' qnel comune che.si fo!ihricassero , v,:las sen pullocta.s fertcas (vedi nota 4. p. 21 2). Similmente nello cron:,ca di Treviso del REnus10 (MÙRATORI, Bei·. ltnt. Scl'ipt., voi. xix, col. 754), leggiamo che nel 1:376 l'cscrèito venet.o e~pngnò due hoslitù a Quero' per mezzo delle bombarde " qiiuc ante in Italin n'IIIUJWtm visne nec 11-wtitcw fiwrant, quas Ven,:t·i mirabitiler fabbi·icai·e fccenint »; mentre in du e docurpeuti delle Rif. Pi,anc del 1369 trovia,1,0 nominnlc e le bombarde e,1 il maestro bombardiere, e la polvcr~ per le · bomllar,le; e· queste, secondo nar.ra Bartolomeo da Ferrara, furono nel 13'11 adoperate dai Bresciani, per difendere l a loro città assediata da Arrigo li.

('l On

pou< re,

211 dominatori stranieri. Ed è appunto per questo che, siccon1ce io ,credo che non avremo una storia completa e veritiera -della [talia., prima che non siano posti in luce, almeno i r istretti, di tntti i codici de' nostri comuni ; così credo egualmente che nemmanco delle artiglierie da . fuoco di questo paese la si possa ·c onscienziosamente scrivere, sintanto che i sununent0vati codici nou siano stati con molta accuratezz~ comm1tati. Impertanto non sarà i1rntil_e che prenda a dire qualche parola de' tormenti· bellici praticati in Italia nel xiv secqlo in genere, e.cl in ispecie di una spinga1·dci e di due bombarde, che sono delle prime usate fra noi nella guerra di camp·a gna e degli assedi. Le quali, conservandosi riel Il. Mu;;eo di artiglieria in mezzo ad altre pregevoli armi . da ge~to e da fuoco ed 'arnes\ e congegni militari di epoche e forme diverse, sono a portata di chiunque che, per motivo cli semplice curiosità o d'iustruz1oue, voglia co' propri occhi vederle ed esamirntrle. Non am&nclo per ora poi d'intratt.onore il lettore nella disamj11a de' documenti intorno all'uso delle armi da fuoco in Italia n el secolo :x:m, perch~ oscura ne è t uttora la storia e lungo e tedioso sarebbe il ricorda.rla e lo esporla; , perciò alla descrizione delle cennate artiglierie premetterò poche parole di schiarimento intorno alle sole bocche cl3: fuoco adoperate fra noi nel 1300, senza occuparmi ai emunera.re tutte quelle che nelle patrie 1nemorie trovansi già r egistrate. Mio precipuo intei+dimento ora si è quello d'illustrare i tre monumenti che qui esistono, riservando per un .tempo più propizio il còmpito difficilissimo di parlare per disteso di tutte le artiglierie italiane; còmpito che mi agevolerò da me· stesso con studi accurati, e con pazienti ricerche nelle vecchie carte degli archivi di quelle città che fino da remote epoche, prime fra le altre, attesero · alle arti guerresche. Scoppietti, cannoni, spinga1·de e bornbwrde grosse e picc~le ITALJANE

ARTIGLIERIE DA FlJOCO

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dit que l'cmpcrcur Winceslas• le fil- s~ulcr cn l';li r :rn moJen d'un h.ril ,le

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ART!GLIE,.1E D,\ FUOCO

ITALIANE

(bomba-rdelle), si ùsavano Jn Italia nel 1300, e le carte municipali, e le cronàche di scrittori contemporanei ce ne fanno aperta testimonianza. Quaie di queste armi sia stata primamente .adoperata non potrei con certezza stabilire; ma, incominciandosi ordinariame.nte .dalle facili per giungere poi dopo maturi studi alle difficili e meno imperfette applicazioni di qu.afohe nuova scoperta, ragion vuole che le prime sieno stati i .ca:n,noui (lf (non si prenda la parola secondo il significato d'oggidì), , dei quali fino da lontano tempo , si avevano anche di piccolissime dimensioni, cannoni da mano o nÌaneschi appellati. Gli scoppietti e gli scoppi (così ,chiamati dal rumore pr-0dotto nello spararli) o stioppi o schioppi, .ed in seguito archibusi, .souò armi puì' ess.e antichissime in I~alia (2), ma non le prime per certo. Le sp·inga1rdre no)l erano che scopp4 da muro e d.i lunghezza e calibro maggiori, che traevano . palle di ferro, di metallo e di piombo, ed aveano la braga ed il cannone o masçolo per ricev_ere la carica del~a pol vere e talo~'a anche l'anima col fondo (3) . La bomhanla (4) (1} MAlllON, 1/ecueil des /,ouches à fcu, tav. xxxr. (2) Vedi la no ta 1 alla pagina 215. (3) MAlllON, Op. cii., tav. r. . ·. . ( 4) « Quib1t~ sic pcmctis cxcrcitus venetorum quemm per transit, et anibq.s ,, bcist.ilas viriliter ·impugna/ vi /amen bo,mba.r dnnmi, qua e ante in ltcilia n,,n. ,, quMn visac et auditrw fueranl • (qu!lnl,> ciò sia ·fa,l so lo. dimostruno_i docum.e nti pisani del 1369 riport ati uella not.:i 1,. a pag. 211,), -~ qu,1s veneti ,, m irabilitcr fab,·iccwi fccerunt. Est cnim bombarda instr\1mcnl1,m fcrrcum , fortissinwm cu m !rumba anteriore lata, in qua lapis 1·otundus ad fo rmarn ,, tn1mbae impo'nitl) r, habcns cannoncrn a parte posteriori sccwn conjun,., gcnlcm longum bis tanto _quanto tromba , sçd cxiliorem, m quo imp~,; nitur pulvis nigcr al'liHcialus c'um salnitro et sulphure, et ex carbo• ,, nibus sal_icis per foramcn cannon is praed icti versus bu<;carn 1 cl ol,tuso

,, /'ota1nine ilio cum

COIJCOllO

uno /.iy11eo inti·a calcato, cl /avide i-oriindo

,, p·rrwdiclite buccae iml;'osito , et a..1se11tato, -ignis · immitlilw· pe1· · for,nmcn

" mùw-S ca-nnonis , et vi pùlveris acccnsi ma.gno cwn ùnpetu lapis e111:,tt'll-1w ». (Chron icou. 'l'arvisinum, Andl'e,1c dc Redusiis. ad an. 137G, mc•nsc junii et julii. Muiu.r ., Rei·. lt. scripp., 'foru. x r.x, col. 751,, A)_. Qoc.s to docum è,nl.n con qualche incsaltczzc e non r.om'pl clo. (e n 9tainmu .qnelle e la pa r le mancante in corsiYo), fu 1;iportato <la_l' t!Jìari$S. P i·o!IJis 11ella :Jlcmoria- i lo· '

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infine era di un uso più generale; e con questo nome collettivo si appél.lavano molte bocche da fuoco, cbe non costituivano specie distinte, senza badare alle forme della canna o canne che le c0mponeano,- nè alla materia dei proietti che scagliava:p_o, nè alle dimensioni loro; eh.è dalle più grosse, capaci cli lanciare una palla di pietra di oltre le mille libbre, giungeasi a farne delle piccoli~sime tanto da trarre una pai1a di ferro <ili tre once (1). E' pare insomma che con questo n01pe si volesse allora quasi supplire a quello di artiglierici, usato oggidì per accennare tutte le diverse specie di bocche da fuoco. E maest1·0 delle bombarde o {(ibb1·0 bon~bardwre, o semplicémente con questo nome, era appellato il foggiato1'e o gettalor·e ed il dfretto1·e ili esse ed aa.rche quel10 che fabbricava la pol1•fra dello stato delle m·tiglierie ci1·ca l'anno 1500. Mi sembra però che il chbr'issimo scrittore non abbia reso bene in italiano quel jiulvis nige1' aYtifi,cia.tus cimpalnitro et siilphure,. traducendo lo pol.vel'e neg1'ci a1·tificitlle con sal_nit,ro e zolfo; percioccùè dalla traduzione parrebbe che ~a poi.vere :icgra ff'.'l~ficiale fosse una cosa distinta dal sal,iitro. e ~u llo :zolfo, qua11do uwc.cc e . r isultato del miscuglio ùi queste due nrntcnc col carbone d1 salice; le quali artifiziote, ossia lavorate con arte, prendono il nome di-pol-uere ctrtifi:ziulci. Dunque deve addirittura trathJrsi poi-vere a1'lifi:ziatn, cioè artificiosamente fabbricata, con sri!nil•r o, :zoL{'o e carbone di sa.iice. , (1) Più innanzi ripovto gl'inventari delle artigli~~ic esiste~!.~ a _Bologna nel 1381.c 1397, dai quali potrà ciascuno accertarsi della v.cr1ta d1 quanto espongo. Il J3runcl (Hislofre générale dc i'<t,·tille1·ic, tam. 1, ~a~ina 1'22) divide in due specie le artiglierie del XIY secolo. « L'une gcneralemcnt 11 cn fer, r.omprcnait des petitcs p ièces pesan ~ de quarantc à _ci_nq_ ccn:s ,, livres, et Lirant oràinairèmcnt des boulcts ·de plornb; dcstmec , a agn' ,, dans Ics comhats, elle étiut d'un transport facile, d\m scrvice assez ,, rapide. L'autl'c espèce d'artillcric laoçnit dc gros boulcts dc pi•erre; scs ,, pièce& l\taient souvent des masscs énormcs cl'un trnnsport et d'un ser,; vice extremcrncnt péniblcs cL lcnls; elles étaicnt dcs linécs à agir contre ,, le~ villes "c:t accaparaient tonte la pu issance morale de' l'artillerie ». Concordo pienan~ente col signor J3ruuct in quanto alla divisione in due ~peci e dcll'art.iglicria· di quel secolo, cioè_ ~a campagna, c, da ~uro, o da . assedio, ma non posso convenire seco lm rn quanto _alla mate'.·ia de pro~ icUi della prima specie che egli dice essere sta~, ordmarm?1cntç_ d1 piombo, perché da' documenti, come quello delle R1formanzc F1ore?lme del 1326, e dcgl'invcntari delle artiglierie di Bologna (1381 e 1397) nievo essersi adoperato pei piccoli cal ibri csclu.sivamenle il ferro.

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ARTIGLli !lIE DA FUOCO

vere pei• cariéarle, non che quegli che le governava (l); siccome scopettie1·i nomavansi particolarmente coloro chè attendevan o' a ministrare gli scoppietti (2). (1) " . Guaspal'i Bonai unctc..... lihras quinquagii:ita denariorum pisn" nornm sinc cabelln etc., pro prctio li bbrnrum quinquagint.a pu lveris pro » bumbardis, dati et venrlìti J oban11i p<•pc, lllassa'rio cammere p isani co,, munis pro , comuni pisaqo etc. " (14 apri le 1369). « Guaspari Bonai unctc , magistro et guberuatori Bombarde exislentis :o in terra Asciani pro tu it.i onc didè terre. flor. rlnos dc auro. - .J ohanni " Guidonis fabro .. : .. magislro et gubernatori Bombarde cxistentis in valle ,, Calci, pro tu ilion e di ete vallis 11or. unurn auri d,e au ro .. ... pro cius " s_alari~ dicrum lrium "· (26 nprilc 1369. Archivio della CQmw1Wì cli Pisa. N° 1143. Dall'A'l'Chi-vio Sto1·. Ital., Voi. vr ., P. i, pag. 905i°. « · Sccundo . .. uurlc ha hcatur p ecu nia prosolntioncsalnrii magistri Dominici ?'. dc Serra fohri bombarrlerii; quiopt.imccìvitali insc r uiu it. Dùi xscptcmb,·is ,, 1486 - Et primq qne cor tesia et gratuitas ~1te ncla sit hombarc.lcrio qn i " stetit hic h is dicbns i n sc11uili11m cois. Die xx-vnJ sep/<imbris 1486. n (Doc. inedito dell e ltif'o·r manze municiprtli di Jesi all'anno 1486). (2) Nel Rncconto del fntlo d'anni a Forlì (aprile 1~81), fra il coute Guido di Mor1tcfeltro e Giovan ni d'Appia francese, che il Baldi ( Versi e P.,·ose scelte di Bemm·clino Buldi ordinate ed annotate rl a Fi lippo Ugolini e Filippo Luigi Polidori. Firenze, Felice Le l\Ionnicr, 1859, pag. 602) trassè dalle cronache foTl-ivesi del CoUielli, che sembra le abbia ricopiate da qu elle di Antonio Gotto da Ravenna, e scritte in origine, forse latinamcn rc, da Guido Bonntli, si leggè chn il conte _Guido "chiamò una squadra rii fanli " e t argoni, e una squadra grande dc'balcstricri e scopcllieri ( nei Col" bell i si legge·· « scopilie1·i ») e altra geni.e d'anni, armata d'armr. corte » diverse ». Gli edit.ol'i del racconto ciel Baldi marav i~linrono forte trovare ricordati « i tiratori di scoppietti al tempo che le armi da fuoco rima« ncvano anco ra a scoprirsi", e non sapevano come trarsi d' impaccio, tanto più che' anche il Grassi credette che in prin cipio si dasse il n ome' d i scoppiello o schioppetto ad cc una canna vuota d entro » (e non surcbbe canna se non fosse vuota dentro) « colla quale, per forza cli m olla o di » a lt.rò ingegno mosso dallo scattare d i · un arco, si cacciavano stra lì, " saette, sassi ed altri p roietti contro il nem ico ». A me pare invece che non v i sia dubbio alcuno sul vero significato di questa parola pretta italiana, e che indichi real mente u n'nl'ma che n el t rarre produce scoppio, doude scoppietto , e perciò un'arma da fuoco. E l'instrumcnto poi che descrive il Gras~i tengo per fermo sia l'rtrcobuso, cwchibuso od m·chibugio che serviva .ben,ssìma a gettare strnU, sa.elle, sassi od altri proietti dnlla canna allo scattare di una molla ricr la ,s pinta di un areo. Concludo perlanlo che qui si parl'a di schio1ip-i, che si caricavano coi\ 7Jolvere e palla, e non di bule.,tre; ed esti mo qu esto documento come mio dei più' ptcziosi per p rov~re il p1·imalo clcgii Ital·i ani nella i1ivenzio·11c dèlle nnni cla fiw co.

La bombarda fu detta anche ·vaso (1) dalla sua forma primitiva; e faceva l'ufficio del nostro m01·taio, o meglio anche del petriere, .sufrogando ì'antica macchina da getto, chiamata petraia, con quale si laliciavano globi di pietra e fuochi artifiziati, racchiusi in botticelli di legno, pel'. illuminare, o per iucendere. Comunemente però questo strumento era la riunione di clue canne una di minore l'altra di maggior diametro ( 2) ; e qu~sta ( dapprima più corta dell'altra ) era propriamente detta tromba, perché più o meno conica ne era la forma; quella appella'vasi cannone, coda, e più tardi m:ascolo, che i Francesi dissero camem è S/J?''Vilore. Quandçi pert1;t.nto diceva.si bombarda 6 bornbardella (in fatino bomba1·clella o bombarda. pi:zola) (3), s'intendeva sempre accen:nare up'arma da fuoco composta di due parti disti11te, e, meno rarissimi casi (4), separate, da riunirsi quando facea d'uopo di trarre. E questa costnnione della bombarda è da considerarsi lJene perché .non avvenga di cadere in errore, quando occorra leggere che una bombarda o bo1nbcwdella aveva cliw cannoni, credendo che avesse due canne riunite per ricevere la carica e spararle, volendosi, cont emporaneamente. Perciocchò per questi. due ca1moni non . si debbe intendere altro che le due colle, i due mascoli, le due carn&1·e, che si voglìan dire, di una sola bombarda che' 'quando era ben fornita doveva avere sempre uno o'

la

.

'

.

(!) ,c . .. . Nel 1331 fu preso il borgo di . Cividale, e fu rotto il ponte "'(IOIWldo i vasi -verso la ciltà, e traendo gli assaFlori collo schioppo,,, ccc. (0M ODE1 - DcU'o1'iginc della polvere da gue1·1·a. - 'l'orino, dalla Stamperia Reale, 1834, p . ~3). , . ' (2) Vedi l~ descrizione del Redusio citata, q uell a d el Ge ntilini più inn a..nzì, la cedola p erugina,, e la tav. rr unila a ·qu esta memoria. (3) Inventari di Bologna. (4) 11 comune di Bologna avea nel 1397 cc unum ca.nnoncm ad umm bombarde ,, e questo, che credo fosse di ferro massellato, dovca essere d i un solo pezzo, e fogg iato n mo' dì quelle bocche da fuoco d ette p iù ta rdi pct.riere, che serviroi10 poi <)i modello~per g li ol~ici corti od allungali (Ycd i l'inventa rio mentovato)


ARTIGt.1~;1uE 'nA FUOCO 216 ~due cannoni <l'i. r;ispetto pér surrogare imm~diatamentc . quello scaricato. Ed in questo cannone si pqnea la carica della .polvere da quatM·o asso e asso (1), ,del peso di un

(1} Così chiamavano l_a polvere per le artigliéric; perciocchè ne avesscto anche all1'U che o dai nostri antichi era dimandata di archjbugioni " da posta » detta « polvere da cinque a.sso » che fo poi sostituita alla pr~mn « parcndq di miglior utilità adop·ernrsi, fina non solo per r;li « schioppi, mu nnco per le artiglierie ..... »; ~iccoroc ne faceano di prima qualità più gagliarda, più Jìna e meglio lavorata ~ delle alLre due sud" dcUc ,1 lo qual<1 « per averli di più finezza, non solo al suo ordinario « dello schioppo, 1c11a ancora per le artiglierie minute sarà perfettissima, « ma certo con le grosse et l nnghe artiglierie non farà l'effetto ecc. " (GENTn,rnr, op. cit. , p. vrn, t.). E questa era la polvere da sei h-sso. Così usavasi ai ~empi del citato scrittore e, poco diversa, due secoli prima, con là sola di(fo!·enza che aHora questo artifizio si adoperava in polucre e non in grani. Ora sono da esaminarsi, le dosi <lei cpmponenti di_queste tre qualilit di . polvere le .quali ·erano distinte _colle denominazi~ni _numer iche; perciocchè, 11_d esempio, polvere òa _quatt,·o asso . e asso s1gn'dìcasse ehe questa, rii tutte la più dcholc, aveva 'J!IU,·ltro 71arti di _salnit·ro (lib . 4())~ wm di :zolfo (lib. 10), cd una di fa·r/Jonc di salice (lih. 10), . e còsì proporzionahncnlc le altre. La quale miscela, espressa · colla · nostra maniera di computare, darebbe per ogni ccn~o ,)l::rt:li di polvere da quattro, salnitri:\ .66,666 ~ zolfo 16,666 - carbone 11,,666; per quella da dnquc, salnitro 71 ,'1':!8 .- zolfo 14,28~ - carboue 1'!,285; per quella da sci salnitro 75,000 - zolfo 12,:iOO -: carlionc. 12,500. E quest'ultim~ corris.ponderebhe preéisam_ente alla polvere da guerr:i. francese, p.i_ ~av iera, degli Stati-Unili di America, di Tunisi e piemontese; m~ntre l'altra da quatt1·0 sarebbe quasi eguale alla polvere da mina, e quella da. ci'f!,q11c non avrebùe ora la corrispondente. La sceltezza, però dei componenti cd i miglioramenti ora int.rodolli nella fabbricazi<me della polvere/ ne hanno avvanh1ggialo di rnol't~ la fori~. Nelle cennate mescol~nze, il carbone e lo zolfo erano una ' quanti.là fissa (uno e uno), fossero 4, 5 Q 6" le part.ì elci salnitro, ~ non regolala sur un numero totale stabilito' delle porti dei componeµt.1 come è 4saLo oggidì,_sia questo 100 o 1000; e quando volevano accre•scerc la efficacia del tiro non aveano mestieri aumentare il peso della carica, ma sostituii,ano ,alla polvere da guattro quella da sci asso, perchè « il maggiore o minor vigore cli essa prcdcvaoo dover princi palmento ,, dipendere dalla quantità del salnitro che rapporto al t utto vi capiva» (O~IODlll, Delle Collibrine, p . 2:1). . Non ,erano però q11cst,e soltnnto le dosi adoperale in principio per l;:i polvere. Nel liber ,igni1mi ad comburend1t111 hostes: çmctore Marco Gra.eco ( Paris, an xu ( 1804) , pt1gcs :'> et 6} trovasi un modo di fare -il fuoco volaot.e CO!JlC _n.ppresso. « Re. Ace, li. I sulfur,is viv~; li. n car_~onu'.'1 , ,. tilliac ve! salicis; v1 ii. salis petrosi, qiiae tna subfilissime pulven •

IT.\LI AN.E

2 17

t erzo del proietto , e sopra. il boccone detto anche bottone, ed in ultimo un turacciolo di' legno dolce appellato coccone' (1), cacciatovi a forza di maglio « accioccl1è con foria maggiore, et maggior velocità spinga la balla in distante lunghezza » (2). Il che operato . .s'innest.àva il u zantur •io lapide ii,armorco. Poslea pulvcrcm' ad Ìihit'Um in tunica re., ponatis volatili, ve\ tonitrnm facicnt.cm. ~ Nell'opcl'a e1·roncamcn~e attribuita ad Alberto !Jlagno (D.c mfrahilibus mundi) nato nel 11~3 o 1205, e morto ,n ei 1280, si na presso a poco la medesima riceltn , cioè :. « lgnis ,, volans. Accipc l ibram unoÒ\ sulphuris; libras duas carbonum salieis; ,, libras sex salis petrosi: quac tri:i. tcrantur in lùpide marmo1·co », c'tc. Nel ma;iosc1·itto ,li Rvgero Ilcicone; nato nel 1214 e morto nel 1'2l'5, 1292 ; 1 t29i ( E1Jisto1ci fralris Rogerii Baconis, clc sccrelis opcribus m·lis et 0 0 m itui-ae , et dc ,w/Wate m11giae. Hamburgi, 1618, cap. XI , pag. 69), si legge da ta)uoo in qucile Jllli'ole scr:ltc i n caratteri particoh1ri: « _Sed ,, tarnen salis petrae R. (recijic) v , pulve1· cwr-0onw11 I et I sulphur1s, » che darebbe là polv<•rc <la cinque asso e asso. Il Iliringuccio poi ( lib. x, dp. u ) çhc· seri veva la_ su;i -p iroctcnia nella pl'ima metà del xvr secolo <lava i se"uenti rnodi per tale arlifìzio. « IIor, per fare la -p olvere-comune ., per l'ar~igliarie grosse 'piglias, ene ( dei sc1lni(,·o) ~l'e parli d! ·raffina.~o, ,, due di carbon di sakio, et una di solfo, et macrnando ogrn cosa, s rn» cor pora il tutto ben insieme, sscingand_ ol~ (~ome vi 110 de_tl~) ~a ogn~ ,, bumidità. A voler fore quella tlcll'art1ghar1c mczzàoe, p1gl ias1 parti n cinqùc di salnitro raffinat o , çt una et mc.z za di car?one, . et una_ di ,, solfo et macinandole sottilmente; s'incorpora: et ingranitola po1 s1 ,,· r,sei~~a. A fare qucl,la ,dell i nrchilÌ0si, et ~chiopp_i si piglia dicci parti_ ,, d i salni!.l'o, et una di vergelle di noccl law, monde, _et parte una d1 ,, solfo, et pestando, o macinando benissimo. tutto, si ass9ttiglia, _et in" corpora, et granasi poi, et si aseiuga ». finalmente il Tarla~ii~ ( L~ nuovo; scicntia, Venctia,· 1562, li'b. JII, quesito v} propone 22 modi d1ve_rs1 cli fare ,l a polvere dn hombwrda, da schioppo e da archib~so ,al m?do a~t-ico, ium t-,-,oppo antico, nwdenio e piÙ, moderno , alcu ru dc {JUah somigliano i tre in principio notati. . .. Non mi mancherà ' occasione di t~rna_rc nuovamente a parlare d 1 tale materia, ed allo{·a lo farò più distesamente, bastando per ora averne <lato -questo cenno. . .' . ( I) « E' éò_cconi e turagli d'esse di I·egnami dolci son d~ fa,·c, come ,, salci, fichi, alhari, pioppi, ontani e simili legni, pcrchè pnì ~fortcmc1~te ·" strigncndosi serra .» {FllANCEscò DI GroaGro~ PR011f'S, 1l'lcm. cit., P· J3;,). V ed ansi anch<l gl'invcntari citati. (2) GEN'I'!LINI - La Rcaì islrn!lionc di artiglieri - in Venet.ia, ~mcvi,

,_p. Zi.,t. ' ANNO \'/ .

Voi. Il. -

15.


AHT!GLIE lti!I DA FlJOC O

mascolo _ç1,Ha t1·01nba., nella . quale era prep~rato il proietto

cli ferro o di pietra fornito. talora di un cerchio di stoppa, nomato cerci1}e, perchè meglio vi si assestasse (l). Sembra pertanto non abbia colto nel segno il cavaliere ~ Oibr ario che,.. rammentando . « la bombardella di bronzo » del pes@ di sei. rubbi , (kil. 55, 326), la dice « a due » cannoni » (2) invece, che con ·WW3 - cannoni ' cioè con diw mascoU; perchè chi legge potrebbe essere indotto a credere che la bornbardeila fosse a due canne da s-pararsi successivamente o nello stesso tempo a mo' di quelle macchine, composte di varie canne . di scoppietto ~ di bombardelle, chiamate ·b1,gani (3), o come i moderni ari

<·

(1) « E se le p ietre alquanto Ialine alcunè volte sa ranno , faccisi il » c6rchio ·o c'ircino di stoppa, acci.occhè mc' commetta » . (FnANCEsco· m Gro.ncro, Op. e loc. cii.) (2) « Unam ,bombardcllam metalli citm duob1ws can o1ti$i'·(ciol! con due cannon·i o mascoli, e non a due cannoni o canne) « incepònatam et bene " munitanJ, ,bona m et- pulcram locatam super cavallel.is ponderi~ rub. VI " ( libl)rc piemontesi 150, po1•j n krl. 55, ll26) ,, trahcnl<"m lapidcm dc rlunl,Ù~ " hbris. » ((n11e1it. del.le artiglierie. del castello d-i Ni:z::z:ii 1H1. Ai:cl1iv,io _d'i cor te. CIURARIO, •..Qelle cwtiglierie dal 1300 al 1700, p. 20, nota 3). , ~-,

'(3) Pct provare, q-1rnnto sia rcrnot'.o l'uso vrcsso d i noi di questi congegni guerreschi, ç pare una idea della loro ,costruzion e, riporJerò qualche brano delle cron[lchc padoval).!l· sc1·iltc da Galea:Zzo Gata1·0 e dal s,n9hfigli,o Andrea , nelle quali' se ne ha una esatta descrizione , e la più a_nlica cl\e si conosca. ~ ~ Poscia or1.linò ~ (messer , Antonio della Scala) ·" t.re, carrette le qua!i;cja ~ · ~ sèuna era armata a tre solari uno sopra l'aH.co. Era r.iascuno dei sola1'i posti "in quAdro e per eiascQn quadro" (cioè per ciascun lato) " crat)O xn bom«' bardc»(uella cronaca d1 :4nét1'ea. si dicono bombrirdelle) «fiUcfortissh:µe, d1ollc: ",quali ciascuna gittava una pietra,, (i:rietm adoperato per palla) " gran1c ,, cç,ll)c 111) uovo di gallina " (11n pr oicllo del diametro di 11).i!lirr~ctri 45 e perciò,, se di ferro, del peso di kil. , 0,333), « sicdiè per ciascuno so" laro li .e ra :nv1u bombarde. Su le dette ,car1·elte per ciascuna ·stavano . ,, tre u.o mioi, l'11no aveva a tr:lrc le delle bombarde por forza, le qnali "t~tlc gittavano nel m c.Hcr fuoco in 11n tral.to, poscia _per artificio com" posi.o voltava il dctlo solaro- cioè i n volta, e quella tratta voTlava verso -. li "Itri due s uoi compagni; poseia lui anelava a \.rare !'nitra faccia;· e "così p er lo simile faceva di t ot.te. Dap-poi !l'atto tu lle ìc quallro fa~" cial.c dello solat'o salìa più in alto al secondo con li. C()lnpagoi disoll'o, .. dov e erano le bornhar.dc lrallc epici li ca ricav,1, e così andava fao<'ndo

chibusi da caccia. Ed istessamente sembra frantesç> •it senso di .un'altra memoria dell'inventario del mentovato , .:;astello (1), dalla qua1e ìl chiarissimo scrittor e argomentà che da bombardella era artiglieri-a di Ganna corta, perchè , bro.vo (egli dice), che i canno1li di cui si componeva non y, erano lu.m.ghi più di Ull, palmo (met-rti O, 384); onde ag• -gregan.d.one due -0 tre, rima.nea piuttosto sca;rsa » (2) ;

fino al terzo .solaro ..E p,1ir -eiaseu.na delle dette carrette c rnil'O quattro ,, g randi corsic-ri bTl·os~i copct-Li tolLi di cuoio cotto, e sopra quèllo a,·c• vano le na rdè d' aecia'io, e sop!'a ·ciascuno desh·icro era un gentile scu,, -diero t.utlo armalo; con una mano aveva a reggere ·i<! :freno, con I.'.altra ,, si aveva a difend_cre .con una acc lta; et a questi cm eom1ncsS(} .che ,. qnando vi fossero. dr.il!) séhicrc dc' loro nemici fosséto·fatt.e, i predett; .; con le tre carrette si dovc@o caèciarc nc1 lc sch'icre èlc' loro ·nemici, e ,, 'fai' trarre le dette hornb11rclc , ct1e eral'lo sempre ad un tratto; e questo ,, foccv.a no··por rom-pere e ,divide1·c le schior.e carraresi, e p,e1· poter pigliate , , le loro band iere. Olt.re questo ordinarono molte hombar,lc grosse; ccc. ,, {ill\JRA<r, Rer. lt. Scl'ipp., voi. XVfl , col. 559). La battagli-i tra mess,c r Antonio della Sonia e messer Francesco Novello di Carrara t,hhi, J,,,ogo a\l(s Brentclle nei giorno 25 giugno 1386, colla totale rotta del primo. La perdita di questo oltre ai morti e prigioni fu come appresso: "' Carri e carl'ette con pane e vino cariche, num. 3Si. ',, Carrette cariche di mazze piombate, ,. 48.. ,, ·c arrette da i tt·~ solari con le borabarde, ,. 3, ,,, Bo1nbarde piccio le e .grandi, u 2~. » Car ri .con ponti, bastie, e ferramenti, » 20 r . {Op. e '.vol. cit. Cron . di Andrea Cataro, cp] . 582, 583). Se il signore cli un piccolo Stato, ,quall <ll"a lo Scaligcr.o , metteva in .campo tanti stramenli da guerra, e specialmente ~32 .bombardelle, -e 2~ hombarcle, bisogna convenire clic a quel tempo in Italia \!uso delle armi da fuoco era mollo esteso, e perciò che non si era punto nell' in'." fa nzia di questo t rovato. A p'ravare come fossc1·0 i1:m anzi gl'Haliani i11. si.f., faU.e macchine micicliald, io .cito doeu~nti irrefragahili, perché di scriltoni tcslimonii oculari dc• fatti che raccontano, o vissuti in tempi a quelli -vi,einissimi; at-tend'cndo .dagli stranieri ,che ripor\foo le -lorn ci·onachè per .combattere ]a "pr-io,rilà 'd\c, i n tali invcnzio11i, tengo per - fermo spelli at nosll"e paese. · ( 1) « Quatm,· ccmnones ùombcirclcl/aru111 " (ceioè quatt1·0 mascoli <lèlJc bombardellc) " ·metalli, mcdii pedis et tri um digitoru m longitud i1i is, sive " palmi nnius » (Crn11,rn10, if'lem. _cit., p . io, nota 4) . (:!) Crnn,u110, 11-lem. e iuogo cit. \


221 ,220

ART!GLI El\!J.,; DA l"UOCO

scambiando • cannoni delle bombardelle con le bombardelle stesse. Non si creda però che riportando questi esempi voglia io escludere che, oltre ai cannoni da riunfrsi alle bombarde grandi o piccole, vi fossero anche quelli detti da mano , ed altri di maggior calibro di fe,To foggiato o gettato (de ferro), di metallo (de metallo), cioè cli bronzo e · di rame (cle cupro) ; ma in tal cas0 erano puramente appellati cannoni e non ca,nnoni cl,a bombarde, denominazione che ne distingueva l'uso loro peculiare. Ed abbiamo, per tacerne altre , una memoria nella storia perugina di Pompeo Pellini (n:>ag. 1007), dal1a quale si apprende come nell'anno 1364 i priori di quel comune facessero falJbricare 500 cannoni delki, lunghezza di un palmo; da spara1·si a mano. Ma ove non vi .fossern altri documenti. dell'uso dei cannoni in Italia nel secolo xiv, basterebbe quello veramente preziosissimo delle rifarmagioni fìornntinc , sotto il dì 11 fob braio d el 13:26. Il

quale 1nentre rivendica al nostro paese il merito-di essere stato il primo a servirsi d,el bronzo per. le artiglierie da fuoco, se non anche quello di averle,, prima delle ç1,ltre nazionì, adoprate, di questa foggiru e con tal nome, <limo.: stra pure l'errore del signor Brunet che dice non essersi posta in uso questa. lega cli metalli prima del 1370 (1). E quantunque un tal documento sia già stato pubblicato 'dal. Lami, dal Rfocobaldi del Bava e non ha gran tempo dal G~y~ nel suo Carteggio d'artisti (vol. n, p. v1p), pure per la sna grande preziosità vale la pena di iiportarlo qui ·a pie'. per disteso (2), affinchè il lettore giuOp . cit., vol. r, p. 120. Oic 11'· fchrunrii MCCCXXVI. · « Item possint <lieti domini priorcs urtium et vcxiljifcr juslili,1c ·uno » curn clicl.o O'~ficio duodccim hononun virorum, cisc:iuc liccat ooininal'c, » cligè1'e et deputare unwn vci duos 11u;9istros in ofQliales cl ·pro offìlia,, libus ali fotiewlum ·et fieri faticn<lum pro ipso comun i l'ILAS •seu l'AL,. LOCl'AS FEI\REAS et CANONES DE MliTALLO pro ipsis canonib.us et pal (1) ('2}

Ill\UNET, «

tlichi se sono ragionevoli le ossenazioni che vi fo sopra e le conseguenze che ne deduco. E primieramente m'è d'uopo notare come la signoria fio1·entina autorizzasse la nomina di wno o due maest1·i wme u(!ìziali, O a tener vece (l'i uffì,zicbli, per fa1·e, O per,{ai· fiM'e ecc., il che significa che avevamo già in Italia ed in Firenze stessa fonditorj di metalli e getta.tori di cannoni, altrimenti vi si sarebbe detto che ncercassero e facessero venire ·da altrove questi maestri; anzi no11 si sarebbero neppure mentovati, avendo bastato il decretare che i signori priori, il gonfaloniere di gìustizia. e l'uffizio dei dodici buoni u0mini facessero fabbricare le rm.1.,11i;;;ioni, ed i cannoni nominati , i q'uali· non erano certmnente cosa nuova per Firenze; dappoìchè in tal caso . lo si Scvrebbe accennato con· qualche parole, per esempio cannones viter inventos, o che so io, che facessero conoscere tratt~rsi di nuovi strumenti da guerra e che razza di stru-:. menti si fossero. E questi maestri' fonditori di metalli e gettatori non. er:1 pavvP.r·o clifficile.trovarli allora in Italia e nella stessa Toscana; conciossiachè un secolo e mezzo prima fo$ser operate le celebri porte di bronzo pel duomo pisano e quelle per la chi~sa di Monreale da Bonanno da Pisa (1), ed a Perugia ia tazza con ninfe, leoni e grifi, per quella magnifica fontana scolpita d;:t Niccola e Giovanni Pisani, che fu fatta da un certo Rosso nell'anno

no- .

lol.tis habenclis d operan<lis per ipsos magistros Pt offìliales et nli,1s " pcrs.onas in defcnsione comunis fior. et castrorum et tcrrarum, q1rne » pro ipso comuni kne(,tur ., et in danpnum et prarjudilium ioiniico» rum, pro ilio tcmporc et termino et. cum illis oflìl io et salario, ei~" dcm per comune f101·. ét de ipsius , comunis riecuniH per camera• ~ rium camere dicti comunis solvenrlo illis t emporibus et tcrminis et • cum ca immuuitatc et co modo et forma, et ct1m illis paclis et condi" tionibus quibus ipsis priorilllls et vexill iforo etl d icto offìtio bonorum n yirorum placucrit» (A-rch. cl. B.,f. Prouis., filza 23,,c. 25). (1) "E,\ il sopraddetto llonanno; mentre si faceva, il detto campanile, ·,, fece, l'anno 1180, la porta reale di Jjronzo ciel clet.to ,luomo cli Pis;i, ,, ndla quale si vcggiono _queste kltrrc: Ego lJ01,.a,n;m.;' Pis. mei, arie »


222

AllTIGLl EI\ IE DA FUOCO

1T,\LIA:-<E

1277 (l). Né potevano mancare rn quell'epoca siffatti artefici a Ffrenze dove fio riva già J' arte. del~a oreficeria ; \:' gli orafi di quei tempi forono anche scultor i e fonclitori_ di metalli. E non vi ernno poi i getta,tori di campane per ac-cudire a que~1:i lavori di strumenti miJitari ? Quindi si d,ve por me.ate alle parole pila,s seu palloetcr,s !f.e (M"'I'<>, le q1.1,ali indicano chiaramente la materia di ~tuesti proietti che non possono supporsi di ferr o massef:lato e foggiato, al.la itJ,cucline, m a debhe&i crt.>dere che fos-

Ml'o di fè1"'l'o (uso, servendosi allora inqistinta111ente delhi voce fer110 tanto pei Ja vori i~marteilo che per quelli di getto. E qtù è a notarsi come poco instrutti delle cose .militari

·,, hwzc p01·lm1~ wr.o 1.1-mu, perfcci tem:po·l'c. lfei,edicti opem·r-ii » (V'AsAnl, f;,e 1Jitc ~lei piii- ecct/.teM• piUm·i, scÙltori e ai·ch:itell'i. Le MonnicP, :rS4'6, voi. i:, pag. 242). , " Lo stcss<1 B'onanno foce fo porta clefla cfiicsa dI Santa Maria N11 0-v:1 " cli Moureale, lullora esis te n te, dove scrisse il nome suo e l'anno ifl ,,. questa maHicra: ,tmw [/i)mini ìt!CI.Xxxv, indetione ur, Bunmm·us civi:t »-pisrmus m·e fecit » (V.1,S,\111 , .loco cii., noi.a 3~). . ( t) J,a insr.rizione scolpii.a sul labbro d d la tazza i! la seguente; R't1Qe11s me fecit rtnno Domini ~,ccJ.XJI.VII indici. v (re, ere. (ANaELUll"CI, De/lrr OJ'C• f eeria 'per ug-ina !dal XIII a'l/a prima met,i de! x vr seçofo. Pcnrgia, tip. Vugnini, t853). Credei.li, e pubblicai allora, che questo Ross~ fosse pcrn• giRO, ,ma poi me n-c venne fJ,ualchc dubbio leggendo in nna 'n ota al la vila di Niceola r, Giornl).ni Pisani elci Vasari (voi. r, p, 27 0) quanto ap·Jll'CSSO

~

'« Qod m:resfro fil Rosso-) , ~in qui conoscfolo per- questa epig rafe so~ ·~ lamente, forse pctrebhc essere quel la i maest ro Rosso prulel/aio (ari e

,, che nel secolo x111 e nei. due scgucnli indicava un lavqra-tore in mc,, tallo), il quale n e l 126~ ebbe varie somme per la p alla di rame dell a ~-cupola del duomo· di Siena (pro melrt mele orwris Sanctae· iflariae)». In questo stesso S('col.o furono gettai.i in P erugia il Grifo ed ·r1 Lepn-e di" b ronzo, situati sopra due mensoloni di marmo nP-lla facciata d el Pa... • hiz:zo· v·erso S. Lorenzo, supe riorme nte ali.a porta dc'tta del llfal eonsigl io·, e la sbtna di S. Pie tro che esisteva, sulla cuspid e del ca111panilc dclh, chiesa di tal n ome,, prima del 1577, perchè vedesi ·q uesta rappresentata iu lina mi~iat\1ra de llo stesso anno nella matricoln del collegio elci Cambio. R n el 13g3 il magnifico comune pcl'ugino decre tava « quod ad perpet_uam » r ei mcmoriam more majorum Romanol'U m , ob' ihsignia et pràeclara " praefalì Biordi • (è il celebre Mic\1elotti riprisfoiatore del gov ern o po1p olarc in Perugia)« gt;sla ..... fiat e t fieri possit et de beat ona cjus s\atua. • ·insignita et sc1.11lm·ibi1s et cclatnds , ornamcntis, etc-• ..,, ·(AnnaU decemuirali perug., ann. 1393, fog. 30). Se in quel secolo pertanto e nell'anllii:edenle v'erano in, Italia gettatori di statue, potcan bene questi essere

da taalo 11nche a gettare ·cnnnoni.

italiane fossero gli stessi scrittori nostri, clti gli stranieri ricotrono quaudo vogliono impugna1' ci la priorità di ·q ualche scoperta; conciossia.Ghè si legge nel IJirin,guccio :sa,nese-, uno d ei più accreditati, che le palle d1 ferrò per ·'l' artiglieria fossero portate p rirnamente in I:taliét . drL Carlo VIII nel 1495 (1~. , ·· In ultimo apprendiamo che quei cannones dè nwl?-llo, n1tre . all'esse-re costruiti di b1'onzo , di 1.ma Jega .cioè di rame e di stagno, e talora anche di ottone, dove-\rano es-sere bocche da fuoco diverse dalle qomht'l,rdc; cioè di un _solo pezio, e distinte perciò col p.ome parlico11;l.J.'C ,çli can• neni, senza badare poi al ma.ggiore o· minor diametro 'd ella · canna: Infatt i la è cosa 1iaturalissin1a èhe, dopo i (foggiati a m,o' dei _ moi-tai .clÌ~ si ado1;~rario µ.ell e officine e negli usi dom.estici. ,per, pestù:re materie, e ,·ta. lora imitanti una seèchia tanto nella for'ma, che rtella composizione delle loro parti),' coi quali' si . fanè1~)~no proietti sferici di pietra, colloc&.ti sulla bocca,, p,e r mezzo . della polvere artifi.ziata; è cosa naturalissima, di'ssi; che proc-edendo per gradi s'immaginasse un nuovo stlumento da ft.;t.oco d~ un solo pezzo e più maneggevole, caricarsi, sÌGcoine i vasi, per la bocca, e che questo stru "mentò ·a.all'essere foggiato a mo'·dt m1a· cannr.i fosse a,p'pellato cannone. Il .qual noroe1 oltre al. ri,•ela.ré la forrn a sua, ci fa instruiti della sua deri vazieme {d alla canna dt~i latini e nostra), ·e· 'c'i' è di !lie lira testimonianza della sua '~~-o'r.iaine veramente ital;iana. · E. tanto ' più.' sono · d'avviso o . . . p,che ai primi vasi SlflOCedessew, i çMtnoni, qué)mto più ri1 ifotto- che quei primi maestri non, s-i capacitasser o coilì. fc~cihnente" cli~ 's1 'n'nt~s~erò oostrtirre )foc'clie cla •f,upi:;o'· vn , At . ~ · ~ l~ ·" J', r, ~-. , . 1" . ('.11,w

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AhT!GLit::IllE 0 ,1 FUOCO 22'1, 1Jiue pezzi, o canne, che con esattezza tale si commettes~ero da poter impedire la nscita ai gaz che ·si -sprigi9Jiano dalla polvere infiammata-, con. grave .dalilne> dellò strumento che ne resta cm-roso· e co11 la dispersione de11a forza impellente, della quale il proietto viene menomato . La omnbanlct pertanto foce seguito e non _fo s1arrogata al_cannooe ;' fu un::i: estensione dell'applicazione della pol-yere; un nuovo tentativo, insomma, per avere una bocca d~t fuoco di grosso çalibrn che con m olta effieacia cli tiro potesse pi i:1 vantaggiosamente adoper arsi nelle gnerre di assedio per .isfond::rre i coperti, rompere le porte ,e d atterrare le mura delle città e derle rocche. E questi tor menti bellici da foow, invenfati da-i padri nostri, quaudo :mançaya Toro "if çorredo di tutte quell.e scienze matemat rche che più tardi sovvennero l'arte militare,, sono une vrova di più del genio ruveJ,Jtivo dagli , Italiani, dagli stranieri, che ne hanno fatto spesso loro prer, non sempre; 'coutessato , e dai dotti nipoti tanto poco apprezzato da irridere, e, quando vogliono essere generosi, da cotn'pa-t ire quel,le opere dell'infanzia, delI'artiglieria ora a ·tanto ,dto grado pervenuta; pexciocchè dobbiamo agli avi soltanto il potere-i ora gloriar e d'invemioni, delle quali ci avevano (;'S,iÌ, da cinque secoli in qua, facilitato CG! loro tcnt~tivi il perfezionamento. Quello però che, senza timore di anelare errati, si può asserire ii;itorno .alle armi da fooco primamenJe usate jn Italia, si è che sino dal secolo xiv si avevano artjgJierie çhi mu.ro, le gr-osse bom4arde; da campagna, le ;ypi1igaff'de, le bombarcl$Ue, i cannoni, gli m·ga:n,i ed i scoppi €b telair.1 ecl a cavalt<ftto_,: e non mancavano le portatili, cioè gli scoppietti ed i cannoni da mano. E non fa rnaraviglia eh~ v i fossero molti di questi strumenti micidiali in Italia, dove ogni comune forma;va uno Stato distinto , alleato o nemico di' quello vicino; minacciati com'eran sem11re intern~mente dalle fazioni, cstername~te dfille ambi-'liose

225 voglie dei tirannetti che a mano a mano sorge.va)lo e cercavano' ingrandire gli Stati loro, e dalle invasioni de·n o straniero che, amico · o nemico, era sempre di danno' al bel paese. E perciò appunto tutte le città italiape cingevansi di mura e prov:vedevansi di armi da getto e da fuoco per essere parate ad ògni oécorrenza, · di rintuzzare, cioè, assalti r1emici, o· di vendicare insulti portati a qualche cittadino, o di fare uovità contro il reggimento dei principi che, offertisi o chiamati coJIH;; protettori, si faceano di lì a poco tiranni, o di dar soccorso a quaJche città a11eata cui minacciasse gente nemica, o di ritogliere al vicino un palmo cli terra usurpato al territorio del comune, Semi)i'e guerre pel campanile; mai, mai per la nazione I La spinga,ff'da era un'arma da fuoco di piccolo calibro, composta di duè o t re canne, ò tubi di ferro, cilindriche e spesso a faccie, intestate a saldatura e rinforzate nelle unioni con nodi di forme eguali alle' canne (1). Talvolta ' . avevano l'anima col fondo, tal altra senza; ed allora termililaVano ìn una specie di mezzo cilindro vuoto con tallone e manico , che diceasi b1y1,ga , dentro il quale si ponea un t1,,1bo per lo più di ferro (il camwne Q mascolo), introducendone una piccolissima . parte uel'la spingarda alla quale si stringeva per m,ezzo di cuneo, ;zeppa, chiavetta , o meglio bif3tla (bletta nel latino cli quei tempi), raccomandata per mezz0 di una cate:t;iel1a:alla bfaga stessa. Questa bietta caccfavasì a colpi di 1rraglio, o vortica}-' mente fra il mascolo ed il tallone deJ1a braga, od orizzontalmente negli intagli fatti da ambe pa,rti nellè pareti· della medesima. Ed a proposito di questa seconda rna,niera il Co1liado (2) dava un salutare avvertimento (1) ~IAntON, Op. cii,, l:l\',

I.

(2) « Ma tu dei tNlarc che, volendo dar fuoco a questo pezzo, tu non ,, li dei m~ltere da qnella banda r.hl: caceiasli il cogno di dietro alla "culalla di 'esso, pcrchè spesse voll•i si è vcdulo saltar fuoru q\iel CDgno, » et ammazzare, o stroppiare il tìornln, rdicrc "(Couuoo, l'ralica nw,. nurilt) ddl'ruU9-liel'ia.: p. 1 r, 5): ~


220

. 227

ARTIG LIERIE DA l'l:OCO

ai bombardieri , ricordando loro che, nell'appicc-are il fùoco al cannone , si ponessero dalla parte opposta a qùella dalla quale s'introduce la bietta, per hon essere da questa offesi nel caso che I dalla forza della polvere in combustione, fosse cacciata fuori degli intagli. Di co~ t esto metodo di caricamento delle armi da fuoco era 'in quei tempi comunissimo l'uso , e veniva adoperato tanfo per le artjglie:rìe postè sopra letti, o casse , o 1,elai (teleria), quanto per quelle aggiustate sopra ·è avalletti. Ma di tutte le bon1barde, bombardelle o spingarde , delle quali è fotta menzione, o riportato il di.segno nelle •· accurate opere che trattano delle artiglierie ' da fuoco , non esclusa quella accuratissima del principe Luigi Na. poleone Bonaparte, ora imperatore dei Francesi I niuna ve n 'ha che somigli alla spingarda, che chiamo a bmga seguita, conservat~ nel R. museo d'artiglieria cli Torino; la quale, pe:rchè mi sembra molto interessante per la originalità della forma della braga e pél magistero col quale sono fatte le saldature e:3. acconciamente rinforzate, voglio qui descrivere e porre sott'occhio· al lettore iii' di~ segno (tav. I) col relativo .restauro, secondo che io credo s_ia stata originariamente fabbricata. Quattro tubi, o canne, di ottimo ferro masse1lato compongono , la spingàrda, dei quali tre, . nell'esterno ad otto faccie, formano l'anima, ed il quart0, leggermente con.i.Co ed all'estremità incampanato, la braga. L'anima cilindrica è del diametro di millimetri 68, ed i tubi intestati l'uno all'alt~o e bolliti vengono ricoperti e rafforzati nelle unioni con nodi pur essi a faccè rilevate a schiena sul dièzzo ·e còi piani inclìnati da arn be "parti su q~elle "dei ·tubi d~i quali risaltano p er 4 .o 6 millimetri., Una delle estre, mità di questa canna, per formare la euioiar, è introdotta . in un cerchio a piano circ9la.re conce1iti 1co coll'ao irna e parallelo alle pareti di essa, che si digrada verso le faccie della canna siccome i noJi meotovati. La estr emità op>

,

1

'

posta s'introduce ed è saldata in un'altra ca1ma, d:i un diametr o interno eguale all'esteriore del terzo tubo, e, · leggerrnentè conica fino all'intaglio r ettangolar_e per una lunghezza di millimetri 390, comincia da questo punto ad essere alcun poco incampanata per la parte rest ante lunga millimetri 210 .. Lateralmente all'intaglio che sta nella parte superiore, ve ne sonÒ altri due, ,sul diametro orizzontale, rettangolari, e maggiore il sinistro del destro sì nella lunghezza che nell'altezza, Quale ~ descritta e disegnata, tale è questa vecchia bocca da fuoco italiana che per queJlo r iguarda l'arte • di mi:Lssellare, bollire e foggiare il ferro è molto ammirabile, abbenchè r 0zc,10 ne sia il lavoro e manchi di esa.ttezza nelle dimensioni deìle diverse parti. La canna . è meno ricca di metallo ,alla •bocca che dove è innestata alla braga, la quale ha 1;ma grossezza di millimetri 24,5, e ciascuno dei tubi è più ~pesso nella parte media che neJle estr.eme . Ora mi resta a -dire del ~isiauro, ossia delle parti mancanti, supplite s·econdo che mi è sembrato dovesser q essere nella originar ia costruzione (1). La sottigliezza del1a, canna della bragci segiàta e la sua forma escludono la supposizione. che potess~ mettervi[;i la carica della polvere, e chiuderne il fondo con un elisco, ancorchè si voles3e credere che questo vi si aflattasse tanto esattamente dl;l. impedire la dispersione d&i gaz ; iinperciocchè , oltre alla impossibilità di comunicare il fuoco alla carica, non essendovi nella br~ga indizio al(1) Vedi la tavola I. - Ristauro della canna conico-t11campanata, nel quale si hanno le srgnenli parti. delle quali i nomi in corsivo sono quelli· antichi: - a Braga-s<ignìta - b intaglio supe riore pcl risalfo :del ccmnonc - e Intagli laterali pe r la - d Bietta. a rwscllo di ri tegno ·del cannone - ·e Uisalto del cannone· - f <:odone o 1nu11iro - - s .Focooc o lurnici-a e scodellino per l'inncscatura - Il Vuoto interno del cannone e caifoa della polvere - · 1 Boccone (bottone) di fih,ccc di ,;orda -; 1 Coc(i! IW d'i lq:;no do!cc m Proir.tto d i (c,.1·0 cola/O -- 11 Uocconc ùY:'mt i al proicllo. , ,


2~8 ARTIGI.IUIUt I) I FUOCO cuno del foro del focone , il risalto interno ùell'ult,imo tubo sarìa stato d'intoppo all'azione della polvere cl1e, iuvece di essere esercitata sul proietto posto nel principio di quello, sare'vbc stata diretta in gran parte sul risalto medesimo . Inoltre questa canna, che qui avrebbe fatto l'uffizio della camera (usitata sempre cli minor diametro dell'auirna della relativa bocca da fuoco), sarebbe stata tanto graude da poter contenere di una quantità cli polvere del peso, ed oltre eziandio, del proietto. Arroge che l'uso di quel tempo cli porre la polvere sciolta nelle bocche da fu eco con la cucchinra, o cazza, o cazzuola-, perchè non ancora adottati i cartocci (1), richiedendo che queste fossero all'uopo iilclinate verso la culatta, nel caso nostro si sarebbe dovuto operare il contrario. Per il che avrebbe fatto mestieri porre innanzi alla cari ca il boccone, e se questo era del diametro dell'anima, difficilmente vi si sarebbe potuto introdurre, non g iuugej1dovisi con la mano; se di quello della canna bmga, la pol v-erc infiammata, non potendo cacciare quest'intoppo (t) I cci,-tocci sono di uso mollo remoto in Italia, e, sino a tanto che si pul.)blicheranno documenti in contrario , ne spella ad rssa il primato della in,·en1.ione. li Biringucci (op. cit. , lii.). x, cap. m) dopo a\'cre esposto il modo di caricare le artiglierie con la " enzza (la nostra ,mc" chi<wa) di lamine di ferro, o <li rame, longa quanto è tre volle il dia,, metro della palla » , fa cenno a11chc in u11 altro colle seguenti parole : " Curicascnc anch e in un altro modo , che dalli pratici è chiamato a »scartoccio, facend osi dclii cannoni di carta , O\'\'oltata nlla, due o tre " volle sopra un legno tondo, longo, et grosso quanto vi pnrc che si "ricerchi allu vostra artiglieria, e qua11to vole: che cliiusi da piedi, si » c111pion di quella quantità di polveri!, <'he possono co11lc11t•r•:, e mcl,, tousi poi con la predella cazza rwll'nrliglierin, rt poi col culcatoio li " premono talmcnlc che si fauno crepar et spanòcr pl't' l'art iglieria, sì, "che la polvere si vada per tntlo ». ~la "i è pure un altro documento au lcl'iorc a questo nclia lcll.cra di Anlonio Giaconifoi, cnpiLn11u dl'IIO signori,\ di Firenze, al commissario di Cascina , snitta nel gio rno 22 ,: i mnggio del 150ti, ore 11. N'l'lla rpiule tra gli nll l'i ogg•·tli 11olati 11d "Ri' cordo delle cose pcrlinenti all'nrtiglicr-ia ,,, si l,·ovano :111clic i u {"gli 111''' "fare schartuzzi "(Arcltiuio St. lir1l., lom. xv, p. 280). i.i1101-tcrò l'iulcro rico,.do quan do lrntlcrò dd lc arliglicric ilei s,·c11lo .w1. 11011

229 dinanzi, avrebbe agito tanto potentemente sulle pareti di essa da farla crepare dopo non molt.i spari. Dunque anche questa bocca da fuoco doveYa avere il suo ccinnone o mascolo per ricevere la ca1'ica della polver·e, il boccone e l'indispensa1)ile coccone di legno dolce. Dir etto pertanto da queste ragionevoli riflessioni, ho compiuta la spingarda ideandovi il can,none e la bietta per stringerlo all'anima e per impedirne la retrocessione. E l'ho supposto, come la bocca da fuoco, di ferro massellato e foggiato, col vuoto cilindrico del diametro cli millimetri 50 (1) e lungo quanta è la distanza dal fondo dell'anima agli intagli laterali della braga, più millimetri 10 per imboccarlo nell'anima stessa; in tntto millimetri 450. Il fondo del cannone è della spessezza di millimetri 50, cioè poco più dello spazio che passa fra l'intaglio superiore e quelli dei lati nei quali ho congegnato la bietta, regolandone la inclinazione delle faccie opposte, a seconda del vuoto dogli intagli stessi e facendola sur uno dei lati minori della testa, o base, a. nasello per poter cacciare fra questo e la parete della braga una leva di fe1·ro, o vetta, o palo augnato a tallone da. agirvi per estrarla quando, dopo lo sparo, si dovea surrogare il cannone con altro carico di rispetto. Cilindrico questo come la braga, ha superiormente al fondo un risalto piano e rettangolare, cli tale altezza che superi alcun poco la canna ove è introdotto , largo quanto l'intaglio nel quale s'incastra, affmchè il focoue ia esso forato e 1o scodellino per la inuescatu.ra e la sementella rimangano nella posizione voluta. i 1'A I.LI :il!:

(1) Il crmrwnc dovendo avere una specie di ballentc attorno al s110 oriiizio per imboccar-lo nell'anima della pezza, perciò il , ,noto interno era sempre ùi mino1• diametro <li quello della bocca da fuoco cui pcrtcncva. 1111 questo il primo pnsso alle cm1w1·e (issa di che furono forniti alcuni g,meri d'.irtiglicria di bronzo o di ferraccio, che più lardi surrogarono quc' primi strumenti da fuoco, e conservate tuttora , dopo averne varialu n1ollc volte le forme, negli ollici, ne' mortai e nei pclricri.


• 230

golasse in modo da dargli

~~ di

quello della bocca della

pezza. Ora il diametro della spingarda essendo milli-

x68) 1netn. G8, quello della palla sarebbe sfato d1. (21 ,~ millimetri 64,9, epperciò del peso di kil. 1,003 di ferro colato ccl il t erzo di questo kil. 0,334; -i quali darebbero nn volume di ceni. cubi 39,7, che occuperebbero

231

ITALIANI>

ARTIGl.JJWrn D A FUOCO

Il menzionato risalto poi prosegue col!a stessa <.limensione del piano e coll'altezza di millimetri 60 nei fianchi verticali , che cessano sulla bietta, fino alla estremità po8teriore di questa, da dove si cambia in tondo e forma il codone o manico per jmpugnarlo quando vagliasi jntroclurre nella braga o estrarnelo. E chiunqne abbia :fior di senno si capaciterà che, se a questo èa;nnone non pote- , vano convenire le forme da. me assegnategli, molto meno vi si sarebbero potute acconciare quelle ordinarie, le quali erano a mo' di cilindro vuoto a base piana, con una maniglia a manico di paniere verso la metà cle11a sua lunghez-za e sulla destra, perchè colla sua sporgenza non impedisse di punia:rc la JJezza. Po1•ciocchè , essendo generalmente le braghe aperte superiormente por poco più della l unghezza del mascolo che si stringeYa, come si disse , con ur.a bietta alla pezza, era. indispensabile che quello fosse a base pia:aa. Ma nel nostro caso, in cui il cannone doveva f'l::~P.rP. introdotto totalmente nella braga-segid,ta , la forma ordinaria di esso avrebbe reso impossibile il ritirarlo, e perciò era necessario il codone o manico per farvi l'officio della maniglia che in questo, di forma speciale, non si sarìa potuto adattare. Il vuoto del cannone è di tale capacità da contenere la ca1·ica della polve1·e, il boccone ed il coccone. La quantità di polvere che ordinariamente si usava in cotali pezze fornite di cannone mobile era di un t erzo del veso del proietto, il diametro del quale sappiamo che si re-

cent. 20,3 della. lunghezza del cannone, supponendo la polvere ridotta in grani, come si usa oggidì per le bocche da fuoco. In quel t empo però raramente si granulava questo composto di materie infiammabili, e fattone grossolanamente il miscuglio si adoperava in polvere, donde venne il nome a questo artifizio che appellavasi istessamente fino dal xm secolo. Descritta, disegnata e restaurata questa spinga1·da di forme speciali , farò altrettanto per le due trombe delle bombarde, pur esse conservate nel R. museo di artiglieria, che pubblicò già il chiarissimo cav. Cibrario (1) con i relativi disegni, avvertendo che queste bocche da fuoco furono da S. E. il cav. Cesare di Saluzzo « trovate or « son molti anni• nel castello di S. Vittoria e fatte por' tare a Torino• .

(Continua) ANGELO ANGELUCCl.

(1) CtllllAR.IO, Jllcm. cit., p. 12.

---


LA Sl!PR~Sh ,J\" DI> I.AS c,1~11?.\ KBS

LA SUPRESION DE LAS V"I

COMP:ANIAS DE CAZADORES r ort

llJ,

GENERA L NO U VI LAS

CONSIDBRAZIONI CRITICHE

11 periodico spagnuolo ·1a Correspondencia, riferendosi alla Espana m,ilitai·, annunziava testé la soppressione delle compagnie de' cacciatori ne' battaglioni di linea : il ge-

nerale Nouvilas oppugna vivacemente cotale divisamento con un suo articolo inserto nel periodico militar~ spagnuolo la Asamblea de lo ejercito (mese di ottobre), articolo pieno di brio, e con argomenti tattici, se non tutti irrepugnabili, tutti però meritevoli di seria considerazione . Per av-•alorare la sua tesi egli premette le ragioni che hanno in origine motivato l'aggregazione costante delle truppe leggiere a' battaglioni di linea : « Le truppe leggiere, sotto forme ed armamento distinto, secondo le differeuti epoche, sono conosciute dalla più remota antichitù,, acquistando maggior importanza a misqra che le armi da tiro,, hanno ricevuti maggiori perfezionamenti, e sono

l)t,:

CAZ.\DORF.S

233

addivenute più micidiali a maggiori distanie. Egli è perciò die allo apparire deg1i arcbil.mgieri, spariscono gli arcieri; e pelottoui di arcl1ibugieri, distribuiti come trnppe leggiere ncgl'interrnlli degli squadroni e delle colonne, ci danno la splendida vittoria di Pavia. - P iù tardi tutta la fanteria armasi col fucile e colla baionetta.., nè per que8to spariscono le truppe leggiere, ed anzi se ne orgaruzzano battaglioui ed anche reggimenti sotto diverse denominazioni, benchè tutti ugualmente armati; sinché la g uerra dei sette à,1,1ili inspira a Federico il grande l'idea di organizzare pelottoru di cacciatori cappati fra i migliori t iratori de' giovani guarda.forestali, e i eolonnelli dell'esercito francese scelgono in caduna compagnia un certo numero di :fiancheggiatori ed esploratori. Ma il maresciallo di Broglie comprendendo nel 17;)9 la inefficacia di questi mezzi, organizza in ogni battaglione di linea una compagnht di cacciatori d' uomini scelti. ...:_ Le lunghe guerre della rivoluzione e dell'impero francese constatano solenneroenLu i vantaggi dello. creazione del vincitore di Bergen. - Ammaestrate dai costanti rovescii toccati dal 1793 al 1812, le altre nazioni capiscono l'importaaza delle compagnie di cacciatori per cuoprire i fianchi , per le vanguardie e le retroguardie de' battaglioni rispettivi, per neutralizzare i fuochi della linea ·nemica affinchè i battaglioni marcino alla carica più risoluti e con minori perdite, per proteggere la ritirata e coprire i movimenti; esse, praticando allora quanto aveva11 yeduto praticare al loro terribile avversario, organizzarono le loro truppe leggiere e r accolsero larghi frutti sui campi di battaglia•. Dopo aver quindi osservato siccome i perfezionamenti. ·nelle armi rigate portatili abbiano dato un maggior valore alle truppe lèggiere, per cui nelle campagne di Crimea -e Lombardia sarebbero state il principal elemento di trionfo, l'egregio generale conchiude non poter venir logic,tmenta in pensiero a cl1iunqne abbia spericnza di ,\:-;No

VI. Voi. Il. -

16.


LA SUl'RES!O'.'< ' :234 guerra, che le compagnie cacciatoi'i de' battag1ioui d'.i 1i:nea abbiano oggid'l. da sciogliersi, sostituendo loro bat:.. taglioni . intieri di bersàglieri. · « 1 battaglioni di cacciatori, egli ·scrive, non ponno prestare il servizio delle compagnie incorporate al ·battaglione di linea;, imperocchè a tutto ba.ttag1ione di linea distaccato a maggior o minor distanza per maggior o minor tempo, sarebbe indispensabile aggregare una com:. pagnia di un battaglione di cacciatori , a vece· dc1la sua proptia; il perchè ben prestò •si riusCih'ehbe ad av-ere i battaglioni di cacciatori disseminati per compagnie\ privi di disciplina; sènza spirito di corpo e completamente demoralizzati. Benpiù, non sempre, neppur si+l medesimo campo di . battaglia, sa,rebbe· possibile il fo1;nire della c0rri,s pondente compagnia di cacciatori un battaglione di linea incaricato di caricar ip. colonna o di soste.nere u:na ritirata, quelli essendo impegnati su tutta la linea, o a grandi distanze, come sarebbe alla difesa di un hosco o di una stretta. Una brigata accantonata, la: quale per qualche missione speciale .abbia distaccato il su.o batta-· glioni di cacciatori, ciò che frequentemente accade in campagna, e venisse attaccata o ricevesse l'0rdine d'intraprendere un movimento, n:on avrebbe , un sol ca.cciatore da opporre a' bersaglieri nemici, vedrebbesi avvilupp<!,ta e decimata senza altro ripiego che distep.dere fe sue compagnie di linea, .le quali sebbene avessero· alcuna istruzione a manovrare in ordine sparso, mancherebbero però sempre dei.la pratica e dell'abitudine così necessaria in questo genere di combattimento' quasi indivi<foale »: Il generale ,Nouvilas prosegue sostenendo come, fintantoché il battaglione saFà l'unità tattica esso non potFà far senza una compagnia di caèciatori· p:ropria o aggrega:ta, e che i b<),ttaglioni di cacciatori non ponno somministrar facilmente questa comp!l,gnia a quella di_ linea, per cui sopprimendo la compagnia- caccia:tùri in ciascun batta~

DE LAS cmrPANI.IS DE CAZAùORES

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glione 'di linea, converrà surrogarla con altra maniera.; Ricerca •quindi quali possano essere questi modi <li sur-. rogare la compagnia di cacciatori. Egli ed . a ragione, mostra tutti ·gli inconvenienti gravissimi ,che rjsulterebbero dal formare per tale uffizio ufu pelottone di scelti t iratori in ogni ,compagnia; cDmba:tte pure l'idea di formare all'uopo una terza tiga <)OD;lergitL, pr~ticavasi nell'esercito austriaco, cqmechè anche menoa ccettabile del primo spediente, e vien finalmente a tqG:-i care il vero mezzo, quello di addestrar le truppe. alruno e aU'altro modo <li combattere, affinchè elleno -possano· in ogni,circostanza imprevista bastare da se stesse. Questo mezzo l'egregio generale ostinatamente osteggia, ma,per quanto· egli si affatichi, questo è iL sistema , che ,prevale nello spirito della moderna tattica, ed :al ,quale converrà che tutte le fanterie ·si ,pieghino. • ,_Udiamo le sue ragioni, per risponder,vi poi: ·«· La· istruzione, della recluta oggidì, inefficace oome è; (importa '4 mesi . per la scuo'la di•linea; si congeda tem porar~ameniie ili solàato senza avergli insegnato altra: cosa che. ì giri, i saluti, i diversi passi (poco il •ginnastico), il maneggio dell'arma, -le marcie, le conversioni, la carica con polvere, gli spat'Ì all'aria in modo unjssono, ed imperfettamente i doveri della Bentinella:. Egli non conosce l.'arma ché manèggia, la rénde prontamente inutile, d'onde consegue che •la fanteria ·è sempre male armata, e che lo Stato d-eve ,soffri11e -grave dispendi(v,' d,0veud0siJ cambiare Parmamento prima della quarta parte del te01po che dovrebbe •durare; il solda,to non sa caricare, molto meno tirare; poco 6 nulla ·· di ginnastica e nuoto ;· ,e l~ sua istruzione morale, i suoi do;veri inverso i suoi compagni, inverso i suoi capi,• E,d. inverso allo Stato · sono lasciati in deplorabile trascuranza. , « Non è difficile comprendere, ohe per aver buoni sol, dati è necessario completare la loro istruzi.onc, consacra1,'vi


236 LA SYPltE3ION molto maggior tempo prima di congedarli; senza del che, l'>Otrannosi in · un mese. presentare comparse alle riviste e::l alle parate, non già battaglioni. • Se al tempo èhe è 'forza impiegar nella istruzione di linea; si aggiunge lo indispensabile per quel~a;· del cacciatore, la quale vuol es,;ere più individualizzata, perchè il eàcciatore è necessario sia più forte, più-ginnastico, più notatore, sappia ma~eggiar bene la carabina colla· baionetta, tirar meglio, ap1)rendere ~ vantaggiarsi degli accidenti del terreno, conosca le manovre del bersagliere, i suoni di tromba per eseguir quanto -Yien ordinato senz:t alcu:q. comando vocale, ben vedremo.che mancherà il tempo mate~ ria1e per. dar a tutta la fanteria coteste due istruzioni. • Pèrò -supponendo anche possibile di dar a . tutta la fanter~a ambo le istruzioni, quella di linea e 1a 'leggera, si otteri'ebbe forse l'oggetto proposto, quello cioè di aver truppe atte ,a .qo.m battere in linea ed alla spièciolata ? . « Nei canipi di istruzione, tanto lontani dalla realtà del campo di l;iattaglia., "tutto si · può tentare ed 'a:o.che i ese~ guÌr'e .: iv.i 11 piombo nemico non decima incessantemente le file; Iiè la mitraglia fa sparire intiere compagnie; non ne viene commosso ,nè l'animo, :riè ,il ID:qrale 'del ,s oldato; ma q.liando invece per ogni parte vien seminata la mort~ e la desolazione, il primo e principale elemento pel com.! battimento è l'animo e il buon morale de' battaglioni. ~ 11 granàe agente per la guerra è il soldato , tanto migliore quanto è più · perfetta 1a s1,1a istruzione; però a misura che questa ac_ç;resce, s'allonta,na vieppiù -àa.11'es~ sere un'istruzi0ne materiale, epperò tanto meno lo si potrà c0nsiderare ·co1-11e una macchinà od un idiota che non sente, ,nè penf:'a, nè ragiona. Or bene: se il soldato 'sente, pensa · e -ragiona, come gli si potranno ·inai ìnc8lcare ma.s~ sime contradditorie, come potranno penetrar nell'intendimento suo e co11vincerlo principii ,.dian:ietralmente op~ posti? :...,_ .,Al soldato di linea si insegna .che l'unione'· la

237 forza collettiva, la massa è irresistilJile, per esse tutto si vince, tùtto si aii.nichila; che i suoi caratteri- distintivi debboùo essere il saague fredd:ci e l'attenzione alla voce del •comando.' · « Gli si dice·: non hai necessità•di <1,stuzìa, di agilità· e · di destrezza, le quali sono ·proprie dèl combattimento individuale; tutta la tua forza è:concentrata nelle bai6nette delle file serrate della colonna; disprev.za le sinuosità del terreno ove potresti coprirti; presenta impavido il tuo petto alla mètraglia ed al piombo nemico; marc!a com.patto avanti, sempre avanti; innanzi te non v1_ hanno ostacoli; alcuni tuoi compagni cadranno pe-r via, ma mentre tu avrai superato le distanze ohe ti separano dalw l'avversario, le sue sottili linee e le sue form idabili bat-:terie spariranno come lievi 'fuscelli sotto ;il rmrido impulso dell'uragano. . · . . : « Al cacciatore invece si insegna ad impiegare l'astuzia, l'a'gi1ità, la destrezza ed il vigor personale. Gl~ si dice: , l'ardìmento, il valore e la fiducia nell1arma tua t1 daranno la vittoria.; il carattere distintivo del ·caeciatore è T·::tudacia eél il virror corporeo; cadun indi vidu.o di ·una, quadrìo-lia debb'e:sere clispòsto · al cozzo : ad azzuffarsi indi vid~a.lrnente ancorchè il 1grosso della l)attaglia avanzi o retroceda con una cèrta regolarità per conseguir 1a vittoria. Il cacciat<n'e spezza la unione e la. ma·s sa, 'p_ercb~ crede che colla lunga portata de11.a si.là' carabina 1 suo.1 tiri bene a.ggiustatì distruggeranno• le masse; ' p~oJitta degli · accidenti del terreno per copr>~r~i ,e rendere 1 ~uot fuochi vieppiù micidiali; co~ì prec~Ntosamente ·egh ~ avanza, siccome sfugge di carriE}ra per ritornare alla.carica· .con maggio1' imp~to e nuovo ardire. .. « La Yittoria del cacciatore non dipende dalla: -sua sa!, deiza; dipende dalla sua destrezza e te~acjtà ~e~lo ava.n, zare· e retrocedere, nei. frequentiritorrn offens1v1 o n olh-\ vigorose ·resistenze, Il soldato di linea, se 0g}i si arre:St3t DE !.AS CO,IPAmAS' t>E· ·c.,ZADOR'ES


238

·

LA SUPRESlON

a mezzo la carica, è vinto; se retrocede, la sua dirotta, 6 certa. L'uno affida la vittoria alla sua destrezza, alle sùe buo~e gambe ed alla giustezza de' suoi ti:ri; così valoroso ne11o ' avaniarsi come nel perder terreno. L'altro la/affida all'Unione, a camminar sempre avanti; questi mentre aYanza t::onserva. la su~t bFàvura; se si arresta, divi'ene titubante• :-:è ·p:e.rde terreno, si demoralizza, non gli è più possibil; ali continuar~ i-1 ,combattimento, e ·finisce con ,m'ignomi~ mosa rotta. ·· , . « Il_ ~od.o combattere dél cacciatore- gli dà. maggior 11ber.ta 1,nd1vJduale; sebbene a:1 fin dellagiomatale :reTdite delle truppe leggiere. siano mamnori di quel!le dt linea oo~ ,, sebbene sfa ·incontestabile èhe' s.i richiede maggfor forza, maggior agilità: e maggiocr destrezza pe:r la zuffa individ ua.Je , ci0 ma-lgl'ado·, tutte le truppe di tutti i pae-si, ed ìh particolare le spagnublo, serbano una marcata tendenza ai c-ombattimenti: 'spieciolaili, ed è naturale ehe ciò succedai-: l'uomo: valoroso mat-cia ·sciotta:mente sul su@ aYversario, il debole lo evita ed il codardo lo ri,f ogge.. Nella liuem l'individuo non ba iniziativa; cammina :imbiettato n~llai iifa allar cadenza: degli aJ:tri: se egli è prode vuobi frenare, se debole va, moderatamente impiegato, e se codardo debbesi •sempre spmgere per ma,ndarlo più innanzi; abitua.ti i soldati alla libertà: di azione nei combattimenti in bersaglieri, • essi romperanno i lacci della disciplina che li assoggett.ano nelle file. « Di ciò p11evalendosi tutti andranno d'tLccordo; il prode per azz11.rffan,'Ì , -i'l fiacco per evifar la :tnischia ed il ' codardo' per po"r si :in salvo » . Ba tutto ciò, il generale Nouvilas- conchiudo : « che i bi,ittaglioni misti Bon, ponno servire l)e' .combattimenti in linea, nè, alt-ro saranno che tn1ppe leggiere senza le condizioni necessàrie ~ cl\e tm' esercito composto di h·upf)e mistè, in terreni intersecaii · -si batterà male, perchè la niaggfor pa'rte dei stioi soldaii, (:}; u-fficiali n1arrnberann0

di

1.. ,

dell'agilità.., forza e · vigor fìsico necessario pei' esser ae·s tri, formi ed arditi, .c ome richiedesi per il . combattimento individua.le, che le truppe destinàte a lontani fiancheggiamenti o açl altre missioni, dovranno lasciar indiet<ro la maggior parte de' loro -uomini m.capaci: di resistere aHa fatica; così abbandonati per necessità, cadranno in mano d~l nemico o raggiungeraiino tardi i loro corpi, lasciando . le file talmente indebolite che dopo pochi giorni di campagna )'esercito rre rimarrà ridotto a metà,. Cosicché i comandanti .dei corpi onde -scansare le critiche e il di- 1 scredito a! suoi i;;ubordinati, destineranp.o sempre le. stesse · compagnie · al -servizio di truppe .leg.giere, quelle scegliendo di preferenza delle quali gli uffiziaìi per intelligenza , per valore e robustezza, sono più atti ~ tale faticoso servizio : a coteste compagn.ie predilette destine• neranno i migliori soldati, e riappariranno così di fatto, 1 se non di diritto, le attuali com:pagnie di cacciatori, colla ditforenia però eh'esse non avranno tutta quell'_istruiion.e che loro si debbe dare prima di entrè;l.re in campagna, e con . siffatta marcata preferenza del capo, si aprir'à 11111 Nasto campo alla mon,uoraziolile, sempre e,siziale alla. . buona disciplip.a. Nei terre11i sgombri e. specialmente nei •piani, non è possibile comh:'tttere senza buone truppe òi l~nea, e già abbiam dimostrato che coi battaglioni misti esse spariranno" completa.mènte 0 • • « Cesare, descrivendo un co1nbattimento sotto le ruj•ne di Lèrida, dato dalle sue legioni c~ntro quelle di Afra.nia., dice: ~ Il modo di combatter~ degli avversarii era; questo: « si precipitavano all'attacco con gra,n furia; intrepidi ~ nel prender posto, non curavansi rnolto di :mantener " le loro file; combattevano disuniti e sparsi; nel ve« ciersi assaliti, non si adontavano di vo.ltar le spalle•. e ~ d'abbandon3<r la; posizione; fatti a questo ge1~er0 di combattimento, g1.1-erreggiand.o co' Lusitani -.e ·cori aitri o; , barbari, com.e d,-Qi1.'dina.1;io accade, che il .solcìato prende <(


240 LA SÙP RESlO)I « facihncnte e molto agU usi di que' paesi dove ha iri . ~ vecchiato ~.. « Se Cesaire, il più gran capitano del popolo più militare della terra, ci- dice questo de' migliori soldati flino n.Uora conosciuti i quali, si può dire, si allattava.no, colla severa i.lirrciplina romana ed i1a. essa invecchiavano ,. èhe sù:ccederit.co' nostri, che servono brevè tempo, se si eduBémo a due metodi co~1 opposti? • P resso quasi tutte le nazioni d'Europa , si · pn,tes~ o•rganizzare sotto la denominazione di ·dragòni, una truppa.mista, che si batteva a pie' ed a cavallo; la pratica dimo~ Rtrò ben presto che tutti gli sforzi iE fa~ore di Sì interessante oggetto , erano inutili, e.che tali truppe non erano capaci di bE;n servire nè a piedi nè ·a cavallo. - La stessa cosa suçcederebbe colla fanteria mista ; ehe non f;ervirebbe per la l~nea e male combatterebbe i:ia bersa.,glieri; perchè, aJlche quando fosse possibile darle l'istru• zione necessaria e .scansare i gra:vi e 'insupetabili inconvenienti suindicati, a n.issuno sarà dato ai invigorire il soldato debole ail punto di renderlo atto ~ cor;ere all'attacco dii un penoso fiancheggiamento , a discendere od arrampicarsi con agilità e resistere alle incessanti fa:.. t iche delle tru,p pe leggiere; maggiore e ben più grave si incontrerà, quest'ostacolo materiale nella clà.~se degli ufficiali, i quali, abbastanza robusti per battersi in linea., nol 8aranno sufficientemente per le fatiche dc' oacciatori; gli uni per costituzione , gli ·altri per ferite ed àltri per età; che; loro noti permettono di camminare per attraver~o cattivi ter:veni, saltando dì rocda in roceia; va,r~ cando precipizii ed ar.mmpicandos'i .co11;1e un robusto ed agile giovinetto , ,,edrebbonsi •obbligati ad al)bandonare Ie .file, senza che r iesca facile il surrog'arlì così presto ; quando nella l.i nea per la loro s15erieuza, giovani ancora per disimpegnare le fuXJzioni di capitani e • di ufficiali superiorf, po.t1:ebbero vrestare brillanti servigi , .

DE LAS COMPA:-< IAS DE C,\ ZADORES

241'

0 1·a che abbiam tradotto pressoohè letteralmente la maggior parte e la più 'importante dell'artìc0lo del generale Nouvilas, ci si pQrmettan o alcuni appunti. · Egli è in.uanzi tutto necessario per la maggior chia: :tezza della tési discussa, clre s1 stabilisca una distinzione, la,quale l'egregio generale pare non faccia, ed è pur essen..: zi~blissima: vogliam dire, quella che vi ha nel nostro eser-cito fra cacciatori e bersaglieri, fra i voltige'llll'S e chasse·u1·s nel francese, fra i schut:ze e gli jàgers nell'austriaco. Questi, formati, in battaglioni assolutamente indipendenti, sono di loro natura tattica destinati ad agir senipre in 0rcline sparsÒ ed è soltanto in via affat to eccezional~ che, talvolta pouno dover combattere in ordine chiuso per decicierè un attacco, per resistere ·a lla cavalleria·, -ecc. Ai bersaglieri, a' chassèurs, a:' jàge-ts incom bono i' lontdinìi, fiancheggiamenti, spetta iniziare i grandi attacohi, teMr fronte a' bersaglieri nemici , sgombrare il' terreno agli attacchi di tutta la linea di battaglia, eseguire·sopràssalti sui fianchi' ed alle spalle del nemico a· luogo della; eavalleria in que' terreni a questa sfavorevoli, ed in somma tutte le operazioni di piccola: e grossa guerra in •ordine sparsò. Ben altra era fa destinaz.ione dei cacciatori n•e i nostri antiehi battaglioni di fanteria , quella dei vobtigewrs nei battaglioni di linea francesi, quella' della t erza rigà_negli eserciti austriaci , prussiani e , r:ussi, siccome è quella della. l a e ,Gu compagnia de' battaglioni belgi, del 3° pe1ottone nella compagnia di linea svedese. Il loro campo d1azione è molto più limitato. ·Questi che pro)jriamente vanno chiamati bersaglie1·'l della linea clri 'battaglia non hani10 · mai da agire isolati;- nò -per grandi masse, nè• molto distanti dal battaglione cui app-a'rtengono , epperò il loro servizio no:n può essere per l'ordina.rio Ji troppo· lunga ' durat a . faticoso sì ma non tanto come quello del vero bersagliere~- difficilmente loro accadrà, di do·vèr saltar·

re-


LA SUPRE~ION 242 . cipizii, balza'/' di 1·occia in roccici, e correre di carril!!l'it

per ore ed o,r e, come il pretende l'egregio generale Nou~ vilas: - Uffizio loro è quello di fiancheggiare le singole colonne di ·attacc_o a breve distanza, mascherare le evoluzioni _del rispettivo battaglione, di bersagliare dinnanzi la fronte di questa per iniziare gli attacchi patziali, p~r tener testa ·a' bersaglieri · ne1nici e per coprire le m0sse retrograde ecc. ; incumbono loro insomma tutte <11uelle azìoni alla spicciolata immediatamente inerenti al battaglio:p.e di cui fanno parte. - A quale servizio noi siamo convinti si possa e si debba destinare qualunque fonte di linea; e tale convinzione è solidamente basata: sulle sperienze delle ulti111e guerre. · Nelle campagne del 1848 _e 49 i nostri reggimenti avevano un loro battaglione di cacciatori, ma a questo non più soventi che agli altri accadeva di essere impiegato in bersaglieri, impernccl.tè questi doveanosi estrarre al momento del bisogno dalle file della compagnia più pros-. sima al luogo dove impiegarli. Dopo il 1849 riordinatosi l'esercito, venne formata una nuova compagnia scelta per ogni battaglione, allo stesso fine cbe i primitiv.i cacciatori. Ma riconosciuto ben tosto lo sconci6 di aver du"e specie di truppa; due armi distinte in una stessa unità tattica elementare, sentitasi la necessità di aver tutto dì la fanteria di hriea addestrata a · c01;nbattere in ordine sparso 'all'evenienza, si formarono allora -gli attuali battaglioni omogenei, compatti; e oggidì qua1unq,ue loro compagnia indistintamente, ed anche !:iutiero battaglione ponno passare 0017- facilità dall'ordi~1e dì linèa a quello di bersaglieri. , ' Il génerale ,Nouvil.a;s trova st.r:aordinaria •difficoltà nel poter educare il" fante spagnuolo a questo ,dµplice metodo di combattimento., la quale noi non sappiamo tro~ vare; nè sanno trovare i Francesi, nè. sanno trovare g1 i Austriaci•, Forsechè il sold<1,to_spagnuolo è di più fiaçoa

248 ten1pra? Nol crediamo, poiché le antiche e le moderp.e ·storie danno fama impeFitura al1a fanteria iberica;-e fra ·Europei, il fante spagnuolò è forse quello riputato più dùra alle ,fatiche ed alle privazioni di ogni genere-, ed il più atto 'al servizio leggiero. - Manca il tempo per questa doppia. istruzione nel breve -te1'mine che ìl soldato di leva è tenuto a trascorrere a.ll' attivo servizio ? . . . Ebbene? ... , E -perchè Ia Spagna non potra fissare la feima a 5 anni. tempo sufficie:i;ite per perfezionare il soldato , anche il più Tes-tìo in tutte le sue istruzioni? Ma queste non sono ragioni sulle quali il ge,nerale Nouvilàs fonda le sue maggiori opposizioni. Egli pretende che volendo avvezzare il soldato a due modi di combatJ tere, cioè ìn linea ed in cacciatori, non se ne può ottenere ~he un cattivo fante di linea ed un cattivo cacciatore, perché questi due modi di cambat(ere hanno p1·inc0Jii etl insegrJ,amenti affatto opposti ed anzi avve1·si. Se cotale argomento può a primo aspEltto colpire , esso però non r egge lungo te1npo alla logica della medit-arzione e delhi realtà. ' , . Il . soldato di qualunque arma egli sia, qualunque_.sia la sua, speciale maniera di combattere, mai nol si lascia 'ne' rec;rolari eserciti , per quanto sappiamo , libero di :condu~_Si a suo -talento nel -combattimento; ma g1i si insegna sovratutto ed essenzialtnepte ad ubbidire a' co~ -mandi de' suoi capi , a lasciéirsi da' medesimi diti~er~ :in ogni circostanza; gli si in.fonde che là disciplina ~ la ubbidienza sono i ca,rdini principali dell'ordine e. della forza degli eserciti, ehe ·senza di esse non vi ha stl,lvezzrt e non si vince.. Dopo fatto a dovere questo tirocinio n:iorale, eh' è là base fondamentale di tutte le pratiche , e come tale li precede e governa, il soldato uoR isfuggir"à. di mano a' -Suoi çapi, purché questi siano li>ucroi capi è neppure il tenterà•per l'amor di se stesso. L'orecchio suo .starà sempre inteso ·a',loro . c0111a.ndi, egli non agirà eh.e tm L.\S

COA!l'ANIAS

le

oi;:

CAZADORES


... 244

LA SUP HESlO,N,

pel voler loro , e- se per imprev,sto ac.ciclente glì acca"' desse momentaneamente di dipartirsi da ,tale disciplma, spontaneamenté vi rientrerà ed al più presto'. .Nè per tutto ciò, noi lo 'vogliam riputare una macchina , irnperocchè nelle file siccome nella quidriglia egli troverà una sfera abbastanza ampia ove spi,egare t1+tto il suo valor.e morale. _ Preparatovi così il soldato, coll'edi1cazione militare lo potrète istrurre comunque vorrete ; e pur.chè gli ragioniat e tali istruzioni , purchè egli possa farsi 'un criterio dè' mqtivi e de' vantaggi di quanto gli si insegna e comanda, svanir~ il pericolo, siatene certissimi, che l'una istruzione per aver principii diversi dall'altra ne distrugga gli effetti. Nelle ultime éampagne qùaute volte nòn vedemmo noi 1 .n ostri valor0si fanti di linea or combattere in cacciatmi, ora piombar sul nemico in ordine compatto : passando scioltamente ed al comando de' capi dall'una formazione aff altra, parecchie volte nella stessa giornata? -E sciagurati noi, ·se come il sostiene l'egregio generale Nouvilas, non si potesse utilmente avezzare il fant'e a combattere ne' due' modi-I Nei ·terreni nostri svariatissirnri {e certamente la Spagna non è per questo verso in .migliori condizioni) la fanteria èli linea si troverebbe troppo· sàventi incagliata e per anco impotente e compromessa, se altrtmenti non sapesse combattere che nella sua rigida ordinanza normale, col tatto -de' gomiti. Noi crediamo averne detto abbastan_za per poter con• d 1iudère contr0 l'opinione del generale Nouvilas, che cioè: 1° Nel batta.'glionè , nell'unità tattica elementare è sconvenieùte ·di avere due specie di soldati, diversamente armati éd addestrati ; 2° Che i batt?,glioni di bersa'glieri J1o'n denno avere la destinazione tattica. Gle' cacciatori della l inea di bat-

DE

LAS C0l!PA1'1AS DE C,IZADORES

245

taglia, qua.Ié" deve indifferentemente ed alternativamente incumbere alle compagnie del battaglione di linea. Mentre i veri bersaglieri vanno impiegati per i grossi attacchi in ordine sparso, per i colpi di mano, per le scorrerie, per sostenere le ritirate , vogliono essere iu massima considerati qual truppa di riserva; 3° Che non solo, non è impossibile.. ammaestrare il fante di linea a combattere in ·ordine serrato ed in ordine sparso; ma che ciò è _àssolutament e indispensabile nello spirito della moderna tattica-, e specialmente pel teatro di guerra di Spagna :;;-iccome pel n0stro. 4° Che il fante di linea non ha tutto il bisogno di essere addestrato a balzar di rupe ìn rupe, a saltar precipizii, od arrampicarsi siccome un capriolo ( qùal debb' essere il bersagliere), ma gli basta saper passare dal1' ordine serrato allo sparso, e viceversa eseguire le varie trasformazioni ed i movimenti della quadriglia, t iragliare, caricare e formare i gruppi ; conoscere i vari segnali di tromba, e sapersi valere· degli accidenti del terreno d1e si presentano dinnanzi alla sua quadriglia; quinto in~omm.a è prescritto dalla scuòla di cacciatori del nostro -regolamento per r esercizio e le evoluzioni della fo11teria di linea. F. S.


RISPOSTA OJ<:L GllNEilALE RE!':ARD

247

. Ve<lianfo 1rnrtanto se mi si dovevano indirizznre lali parole.

RISPOSTA DEL GENERALE RE·NARD ALLE CRITICHE

.DEL CAPITAlO VANDENSANDE

BELGIO. Il mio crl\ico incomincia q~est'a'rticolo dandomi una doppia ( lez.ionè. . « Io desidero, egli dice, riservare la mia opinione riguardo n alla questione di riduzione ,o di. trasformazione parziale' dell"é » nostre trnppe a cavallo. Il governo , il quale è risponsale dei • >i suoi atti ; parmi il miglior giudice per decidere l'opportunità ,, di una simile misura, ed egli deve conservai·e la sua liberi~ >i d'azione )) . Questa tirata di dubbiosa opportunità e co1Ìvenienza, allesochè il governo, allorchè io scrissi il mio op•uscolo, non aveva ancor manifestato alcun'opinione, non impedisce l'autore di perorare pella riduzione della cavalièria rrel Belgio. Egli termina. il suo alinea con questo periodo: « È' necessari~ die i » fatti siano pr~sentali sottò· il loro 1'eàle aspetto e non snatura.t i o • ,•

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Li

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(1) Vedi Rivista m.ilitare illilicmci, Anno VI, voi. Il, · pag, l:i8.

Lo scopo dell'autore si è di provare che il Belgio non bi, ·meno cavalleria che le al tre potenze. È il contrapposto della mia asserzione, ed è il punto èulminante della disco5sione. Egli cerca adunque. la proporzione· tra la fanteria e la cavalleria che noi possediamo. -Ma continua egli forse, col metodo tenuto sinora, a comprendere nella fanteria tutto quanto il paese può mettere sotto le armi? Nient'affatto; egli cambia maniera; riduce la fanter,ia alla minima proporzione, la diminuisce il più possibile, menfrechè afforza la eavalleria di tutti gli elementi che trova sollo mano. Nell'Austria egli computò nella fanteria le truppe di frontiera e'1 i non combattenti (1); in Prussia· i 116 battaglioni di landwebr, in Danimai·ca una parte dei battaglioni della riserva dì guerra écc.; nel Belgio invece non vede che i ,1.9 battaglioni attivi dei nostri -16 reggimenti di linea. Egli fa completa astrazione dei depositi e dei battaglioni di riserva, ciò che nessuno deH'esercilo saprebbe a~ mettere. Così in Austria egli annoyera sino all'ultimo Qomo dei soldati di confine, e comprende -nella fanteria, anche i soldati marinai del Titel; in Prussia, per forzare la differenza tra le due armi, aggiunge all'esercito perma· nente i battaglioni della landwher; e dopo·ciò co11sidera i nostri battaglioni di riserya come da non doversi prendere in considerazione. Per dire il •vero egli ,crede~te, trovare una ragione valevole per giustificare quest'ommissione. Egli .suppone che i battaglioni di riserva siano unicamente destinali alla difesa delle piazze forti. Giò · poteva esser vero prima del\'aùozione del sisle,.ma di con~entramento Qhe il gov,ernQ prosegue con energia, e che giustamente ba per oggetto di distaccare la maggior parte di quei, ballaglioni per impiegarli in .campagna. Ciò però e met~ (1) Così il quadro organic6 porta 227,360 uomini l)Cr 240 battaglioin linea, i qnali, a l ,300 uomini non'ifonno che 3.12,000 uomini .e così di .scguit~.' ' ,. (li


248 RISl'OdT,I vrro ancora dopochè venne decretalo che la gu-ar<lia dei bastioni d'Anversa sarà principalmente affidata alla guardia civica mobilizzala. Quand'anche non avessi ad invocare questa uuova situazione, domanderò se gli eserciti degli altri Stati non hanno pure. da adempire agli stessi obblighi. In caso di guerra si lasceranno forse senza truppe di fanteria terri tori come la Francia la Prussia e l'Austria? Si lasceranno le loro fortezze intiera~ menl_e sguarnite? Dalle due parti le obbligazioni sono identiche· v'ha di più, que.i-li Stati banno ancora da difendere provinci~ lontane dal teatro della guerra, e lunghe linee d'operazione. Per lo stesso motivo che il mio contraddittore face\'a r•otrare in l_inea di calcolo l'effettivo completo delle truppe di fanteria delle potenze alle quali ci paragona, egli non poteva ommellere alcun nostro battaglione, senza esporsi all'accusa di sacrificare !il verità al desiderio di far trionfare idee preco11celle. Per quanto concerne la cavalleria, egli ti('ne la sLrada diametralmenie opposla. Ha preso il nostro elfellivo organico sulla carta completo, senza diminuzioni uè varianti, non in cavalli {6360), ma in uomini (7290), vale a dire 930 uomini di cavallPria a piedi ( I ). Per agire èon equità, ed attenendosi al sistema di"paragone ùegli elfettivi organici, bisogna-va coofronlare coll'eO'ettivo completo del numero dei cavalli (63(ì0), l'eITeltivo ugnalmeule completo della nostra fanter ia. Quest'efTellivo è compreso negli stessi quadri in cui il mio critico ba attinto i suoi numeri pella cavalleria. Egli li conosce, poichè ha preso il qnantilativo di 6360 cavalli e 7290 cavalieri a pagina ,t 8; ora a'pagÌt1a 14 ( 1) li mio conlraddillorc mi rimprovera anche di non aver contata la gendarmeria m~bilizzala. Però per gli altri paesi egli ebbe cura di om-mct_l~rla. Perche q_uesla distinzione ?· Credesi for~e che in caso rii guerra uaz,onale lu Francia, per esempi.o, nrgligcnterà le risor·se clic le o!Ts'iranno le sue 27 legioni rlipartimcnlali. Esso, in tempo d'invasione è una ri~o':a supre'.11n, in caso di guerra ordinaria non si prende eh; In quantità 111d1spensab1lc per· assicurare il servizio cli polizia. li ci111ancolc è troppo necessario per mantener l'o~dine e hl po1ii in nel paese sgucmito cli trnppe.

DEL GENERALE m,;N.lllD

249

la forza della nostra fanteria è portata a 75087 uomini. Da ciò

il rapporto non è più di 1: 6, 1 ·1, ma di 1 : 11, 8:S, cioè ùi(en"orc a tulle le JJropor:;ioni ch'egli stabilisce tiel suo quadro per le armate estere. Da questo risulta cbe al punto di vista degli effe tLi vi organici, il Belgio, ben lungi dall'avere una cavalleria superiore, proporzionalmente a quella delle altre nazioni, possiede 1ina cavalleria nwnericamente molto inferiore a quella delle potenze cl.le si sono citale. Non è che snaturane/o i falli (la parola non è mia, io non me la sarei permessa) che si pervenne ad una conclusione contraria.

Tentiamo un'altra prova. Abbandoniamo momentaneamente gli eITellivi orgvnici, e paragoniamo Ira loro le unità tatlicbe Mi si dirà che queste unità non sono dapperlullo della stess,; fot"la, ciò è vero, ma rimarrà abbastan1.a. di latitudine per compensare quelle di[ereoz.e. D'alLron dc, questi elfellivi organici in tempo di guerra cambiano stranamente, C'd allorcbè si consultano le situazioni, si vedono livellarsi. Si lasciano dimi nuire, oppure si mantengono ad una proporzione che varia dai 600 agli 800 uomini per la fanteria, e dai 100 ai 1 •i-0 cavalli pclla carnlleria, poicbè queste unità sono poco maneggiabili al disopra gi queste proporzioni. E gli stessi organizza lori che preconizzano gli squadroni di 70 fìlcsanno benissimo che la vera forza acconcia alle rapide manovre non ollrcpassa le 48 Cile. Essi tengono conto delle lunghe marcie che d'ordinario precedono le battaglie e delle perdile elle le prime l'aticbe del carnpo fanno provare ('I ). Il passaggio

/

(t ) Ecco nlcuni ragguagli che spiegl1eranno meglio il soggetto elrc qualunque rngionomento. ·J 805 - Negli s ta li di situazione del lkposil.o dello guc!'ra peli a grnn dc ~mrnLa francese d'Allcmagna, l a media elci batlaglioui cli fanlcrio , rclatiAN!io VI. Yol. II. -

17.


DEL G E1'lER.ILE 11 ENARD

HlSPOSTA

dulia vita dì guarnigione,) quella di campagna sàrà meno sensibili: per l'esercito belga, a causa della estensione minima <lei pa('se, e della posizione centrnle d'Anvers~. vamcotc alla forza generale, era · di 645; questa mc,lia era, n;l corl?o rii Sonlt., 805; di Davoust , 645; di Lannes, 500, ccc: La media della cavalleria era <li 100 a UQ ca,•alli, e n ella r iscl'\'a ~i cavalleria v'erano squarlron i iji 60 cavalli. t" ap,·ile 1807 - Il corpo di Davoust ha 82 battaglionf di una forza media di 703 uomini . Il più forte fiatt~glione (15" leggero) ha 9'20 uomini; il più ùcbolc (30° di linra) 600 uomini. li corpo di Soult ha una mcrli'a d i 700 uomiui per battaglione; qu~llo di Masscna, 600 uomini ccc. Nei corazzieri la media degli squadroni è cli 130 cavalli, nei dragoni 140 cavalli, e nella cavalleria leggera, 130 caval i i. La ricopilolaz\oue generale <klla gi·an,lc al'mat.a p1•0scnla i battaglioni ù'una forza media di 755 uo mini, e gli squadl'Oni ùi 140 cavalli, L'armala si era riformata e comJllc1,lia nei suoi aecanlonamenli. ' · Nell'esercito prussiano del 1806_la mcdili dei battaglioni era !!i 630 uom iui, e que i la degli squadroni di ·120 ·cavalli. Ln forza organica del batt:iglionc prussiano cm, n <piell'cpoca ùi 920 oomini. Alla g ra nde armata francese, al 1° giugno 1809, la forza med ia dei ba[lnglioni era di 690 uomini, e d i 130 cavalli quella degli squadroni. L'cscr·c :to austriaco, detto d'Allcmagna, era valutato, da Pclet, nel quale 110 atl.into, alh1 stessa epoca, a 1:,7 baUaglioni e 15~ squatlron_i, della fo rza media ,li 6S0· uomini per battaglione, e <li 120 cavalli per S(luadrone. La for·za organica ilei battaglione austl'inco era _pcTciò a qucll'c-. poca di 1080 uomini e ·c1i• J200 uomini qi1elfa del hattagliorte ungherese; lq squad rone di carnlleria pcsant.e, secondo l'organizzazione, avrebbe dovu to avere 133 cavalli, e 149 quell o cli cavalleria leggera. Nel 1815, l'csc;-cito ingkse, scconno l'opera di Van ben Sels, presentava. i seguenti ris ultati : a\1 ccccziooc ili tre o qu[lttro }Jnlhrglioni che 1 111 cvano l'clTclti vo di 1000 uomi ni, tutti gli altri p1·csent.avano una media di 6QO uomini. Còsì, per _citare un esempio , la 3• divisione inglese (AlterÌ) ùavaJc. s.eguenti cifre: 628, 622, 558, 589, 512, 609, 526, 486 e 6(9 ccc. I tredici squadroni della guàrd ia inglc~c avevan o un effettivo meclio di 110 cavalli, i dragoni JSO cavalli; gli squadroni alcrnan11i erano in più forti. L'.eITcttivo medio dei battaglioni neerlandesi era di 600 uomini e di 140 cava!lr q nello dello squadro;,e, compresi gli t1f6ciali e gli .stai.i ~aggiori. Sc·con<lo il l uogotenente colonnello Charras, Ja media clclle unilà tallichc dell'armata pruss iana sarebbe st3la, compresi gli nffìciali: 1 ° corpo, i l>altaglioni 820 uomini, gli squadroni 60 cavalli; - 2° corpo, i b,11.taglion i 800 uom ini, gli squadron i 124 cavalli ; - 3° co1'pò, i halt~glioni tì90 _uomini , g li-squadroni 100 cavalli; - . 1," corpo, i ba'tlaglioni 706 n omin i, gli squadroni 70 cavalli. Cius la lo -,lesso luogolcnq1lc colurrnd lo Churras, la media dell't:!Icttivo

Lo

251

Nèl quadro qui appresso le due prime colonne indicano il numero dei lraltaglioni che ciascuna potenza possiede. Ho supposto due situazioni per l'Austria; la prima, completamente sfovornvole, comprende fra i battaglioni i 42 dei confini (noti bo fatto ·menzione del ballaglione del Titel, pcrcbè i Tcha"iqui-$!i sono ilwaricati di un servizio tutto speciale al confluente della The'iss'c <1 del Dannbio) mentrecbè fo astrazione degli squadroni di questi paesi e cli quelli dell'insurrezione ungherese; la seconcia, la sola equa,· non fa menzione di. queste truppe. Per la Francia, bo aggiunto alla fanteria il ·1 03° reggimento, ed alla càvalièria lo squadrone delle Cento Gual'd ie. II~ corl'etto le cifre dèlla Danimarca, e quanto agli altri Stati, ho preso i numeri dall'opuscolo al quale rispondo. Ciò sta bi.lito, ho immaginato tre casi per il Belgio: 1ò Quello in' cui noi non potrem,mo disporre che di ,i,9 battaglioni. Esso non si presenterà. mai. 2°.Qucl\o in c~i, non avendo che alcuni giorni di tempo,

non potremmo organizzare che un sol battaglione <li riserva per reggimento (65 battaglioni in tutto); 3° Infine il caso •in cui avrnmmo il tempo di pl'cparare t ulle le nostre riser·ve. In. seguito ho .calcolalo, in questi tre casi, di quanti sq~iadroni dovrebbe disporre i\ Belgio, per possedere un ~rnmero proporzionale all'eITellivo di ciascuna potenza a cui lo paragono, <lei ball,1g;lioni francesi era cli 500 uomini e tli J25 cavalli _quella degl squadroni. In Ci·imeci,, la media clcll'cffettivo francese era di 700 uomini, e di 800 l'iuglese. Nell'esercito ri1sso, l'cITcUivo medio era, a ll'Alma, di 679 uomini; a Inkcrman 600, 650 , 666, :\ vece cli 1000 uom iui, forza org:mica cl i unità; lo sqtwdronc aveva in meù a 112 uomini. Questi no meri sono attinti da AniLschkotf. Quanto precede basta per provare che in guerra qualun<Jtie siano i numel'i organici sulla carla delle unit1, tattiche, le loro forze reali tenu inano sempre coll'cquili°b rarsi, e ch'egli è possib"i le il prcn,lere come termine rii paragone, a vece d egli c lfotliv i, il 1rnmcro cli quelle unità per apprez zare con sulficientc csa LLczza la forza relativa dei vari eserciti.


DKl. GE:-IEf-.J.U: ltl>X A.RO

.252

RJSrOST.l

lo avevo Juuque ragione di dire cbe si potc,a transigere

cri bo posto accanto a ciascun numero quanto manca al ooslro e[ellivo attua le per arrivare a quel numero. Ecco il quadro:

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DE~OmXAZIONF.

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denc potenze

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Prllssia franci:1 . Bavic1·;1 .

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Danimarca (1) . Annovcr Sasson ia \Vurlcmbcrg •

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Aus tria

·.;

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322 2 80 253 361 54 23 55

z

2:12

Quanli squadroni dovrebbe proporzio nalmenle possedere il Belgio, s upponcndo ch'egli abllin sul pied~:

--~= $1 hatrogl,oni

...

o

al s

z

--

221, 367

63 72 71 80

48

72

25

88

252

?O

1,9 21,

20 16

20 16

72

97 SJ

81

.,,, "= NO

e·=

--

25 31,

33 42 34 50 31,

59

1,3 43

(jj b;lU3glioni ,19 ba110glioni __,._,__... ___,_____

:lo

t z

..,., == ~e ·-"

50 58 57 M

20

57·

l !)

70 56 78 65 65

32 18 1, 0 27 27

s

~

Olfferen,al Numero

<=) ·-

12

19 26

383(10 43 7]1O

1,3 3110 487p0 435(10 532110 43 6110 58~110 49 49

in meuo

· 3(10

5 7110 5311 0 10 i110

5 5110 15 2110 561JO

208110 11 11

Que:.lo·qua<lro è il più eloquen te commentario. Egli giustifica l'asserzione del mio opuscoi'o: << Che il Ilelgio, relativamente alle alire potenze, possiede sì poca cavalleria, da parere ché la sua sorte dovesse per sempre es.ser posta fuori di qnrslione >>. E quest'altra: « Che se si deve alcunchè dimandai1e pella nostra cavalleria, si è il suo aumento , ma non la sua diminuzione 11. Tulle le mie conclusiooi sussistono, sia che si mettano in confronto le unità tatticbe, sia che si consultino gli effellivi organici delle forze complete dei vari Stati. A cond izione però che non si diminuiscano, come si è fallo, eccezionalmente, pel nostro paese. ( 1) Egnalmcmle per la Dan imarca ho s 11pposto <lne casi. Ce rco quanti squad roni ci wanchcrcblicro, nella supposizio ne in cui questo p,1cse non disponesse che di 23 battaglioni e di 25 squadroni; quindi ho :1ggiunto a questo numero le quanliti1 delle unili1 lallichc della risen·a, quali ci ,lit i.1 Strtlistica e/egli csci·citi belligeranti (1854}, cioè : 32 b.illagli oni e 2~ ~quad ron i ; che in lullo fo rrnu 55 ballug lioni e 49 sq1iad1:oni. Ignoro su dopo il 18!>'A la rism·1•a clancsc abbia ricc,·uto altra organizzazione.

sugli errori da me commessi , poichè essi nou alteravano iu nessuna parte i ri:.oltali da me oll<'nuli.

t•

Tentiamo una p1·ova. I tallici sono d'accordo nell'ammettere che il rapporto della cavalleria colla fontcria deve variare col teatro della guerra, ma che, in un paese come il nostro 0 ncll'Allemagna del nord non de"csi discendere al rlissollo di 11110 squadrone per cadun battaglione di fanteria. Vedianw dunque se le statistiche dei diyer~i esl'rciti che han no combaltulo in questo Sl'Colo, giustificano questa prete~a: · . nauaglioni Squadr,1m

1805. Tulla l'armala francese d'Allemagna . ,175 Aù Austerlilz (11Jenlorialc del deposito della g-uerra) . . . . . . . . . . ,11 O 1806. L'esercilo prussiano . . . . . . . . 183 1807. La grande armata sollo Bcningsen . 156 L'armata fran cese attiva, senza comprendervi il corpo polacco, il corpo d'osserva·tioBe di BrunP,, ed il corpo d'assedio dì Graodenlz .. .. . . 226 ~ 809. I Francesi, sccon<lo Pelet (15$e ltem.) Gli Austriaci, id. in tolto . Id. all'esPrcito d'Allemag11a . '157 10\J 18 15. Secondo Cbnrras, Wellington . ·I 32 Prussiani . . . . . . • • • · · FrancPsi (secondo Lòbcn Sels) n3 Wellington aveva a W.itcdoo . 84 ·I 03 Napoleone id.

18a , 59

229

225

267 :-l75 1 11 ,., ...... .:,v

12i

Secondo que,sle statistiche, gli eserciti attivi banno, in gl'ne~ raie, maggior nu mero di squadroni che cli battaglioni. l:'uus~1


254

adunque adoUarc, qual media moderata, la proporzione, nel nord d'Europa, di uno squadrnne •per battaglione, come vogliono Deoker ed altri. Supponendo dunqu!3 che noi non potessi mo mettere in ·camp,1gna che 49 battaglioni, ci mancherebbero ,1,i squadroni. lkipo tutte queste prove , le mie conclusioui ·meritano d'essere trattale con minor rigore. So beuissimo che tutta dorna.nda d'aumento non ha alcuna .speranza di riuscita, e sarebbe follia il , l·entarla. Ma sarebbe maggior follia l'abbandonarsi a diminu zioni, allorcliè noi siamo tanto inferiori a lutti gli allri. Il miglior pa rtito si è <1uello di ·mantenere Io slàtu guo. Ed è quanlu io d{lma-ndo. ·

Non ho più che a presentare aicune osservazioni ,;l !'iguardo tlell'eiTèttivo detla nostra cavalleria, ed ho finito. , · • Dissi da una parte che la nostra caval·leria al ·c-o:npleto non potrebbe avere più di 5'800 éavalli; daU'a\tra parre dissi , che noi saremmo fortunali se poressi·mo mantenere 4300 cavalli in: stato di fare ~arnpagna. Alla prima osservazione il mio critico· . mi domanda da quale organizzazione derlussi tali numeri; alla seconda egli fa notare qual partilo possano trarre da una tal confessione tutti quelli che sostèngono la tesi della riduzione tlei nostd reggrmenli di cavalleria. Quattrn o cinqtre reggimenti basterebbero per inquadrare 1-300 cavalli. Ris-pondrrò in pocheparole. · Quanto a:I primo p.ùnlo havvi uu errore di stampa. Io votevo dire 5600 cavalli. Suppon iamo ìJi avnre 6360 cavalli che contiene il nostro effettivo organico sulla carta. Quul è la primi! misura che si prenderà? Si organizzeranno i depositi; poicbè è dalla ~ora che si-presta, dice Napoleone, che 'dipende la qualità e la durata di llll esercito. Ora, la nostra organiziazione sul

DEL C!(:SBRJLE lUlXAlUl

pìede di gllcrra non prevede che quadri. Gli'_ sr1nadn,ni \ \i m,1nderanno dunque le monture meno proprie alla guerra, ed i ca\ia\li nuovi, i quali non hc1nno-sufficiente istruzione per entrare in \ine_a. È egli troppo il pol'lare a circa ·11 O cavall'i la forza dei nostri depositi, cd a 760 cavalli il loro effellivo , totale ·? Rimangono adunque 5600 cavalli per gli squudroni nel loro. Iulorno al s•ndo punio, io dirò che, sn non si lia dava uti a sè un tempo assai lungo per prepararsi·, non si entrcra in campagna che cogli elementi del tempo di pace, aHc_socbè i nuovi sòno lenti a riunirsi ed a fonn:ll'~i. Ecco il p('rchè tntti i generali sperimentati hanno sempre domandato che \'effettivo del _piede di pace fosse egm1le o si approssimasse di molto al piede di guerrn. La ragione è semplice. La cavalleria non s'improvvisa; la sua forza risiede nell'ordine e nell'urto. Non è dm nella mente d'un ànticavaliere, dice Decker, ch'ha potu lo ger•mogliare l'idea· non essersi messi i solùati a cavallo che per guadagnar celerità. l cavalli di linea di_ combatti•mento esigono una eùuc·azione sper:iale. Quelli cbo noi vediamo ora e\1'gantemente caracollare-snllc passe_ggiale, se si ponessero inopi uatamente negli sr1uadroni, prima di averli resi alti al loro m1ovu :servizio con addestramento _approprialo, vi ·getterebbero uno spaventevole disordine. _La !'orza della nostra cavalleria dipen deì•à dunque unicamente dal tempo che ci sarà concesso; e quand'anche il nostro effettivo 01:ganico sutld ·carta a vece di 6360 cavalli ne p_resentasse.20000, ciò riuscirebbe sempre allo stesso

e

risulta lo. Se scoppia la guerra bisognerà procurnrsi 2090 cavalli di · cavalleria. Per citi · qnante ·sellimane abbisognesan110 9 lo su ppongo che si acquisterà da chiunque, per contrnllo, diretta mente, ed anche ver requisizione; qualunque siano le circ:istanie fortt;nate dell'operazione, non è men vero ché durantll lutto questo tempo noi saremo ·ridotti alla sole nostre risorsr. e ciò durerà sinta 1tocbè i . nostri squatlrnni di guerra avratino 1


ltl:'PCS f,\

ricevuto i loro rinforzi. Non basta uvcre i cavalli, bisogua mfdesirarli; un cavallo nuo\'o domanda sei mesi, uno digrossato ne domanda In•. Supponendo che Ira le monture lolle in re•1-uisizione ve ne sia alcuna che si possa impil~gare al termine di qualche setlimuna, essi serviranno per prima cosa a rimpiazzare neile file i cavalli faticali e troppo deboli per sopportare le fatiche d'orla campagna. Man tengo auunque la mia asserzione, che 11ei casi più prnbabili di guerra, nelle previsioni che determinarono il GoYcrno ad elernre la nuova Anversa •~ ad abbattere le nostre fo rtezze del mnzogiorno , no i sa remn fortunatissimi se ci sarà dato di mantenere nei nostri squadro11i ,t300 cavalli capaci di sopportare i disagi del bivacco, vale a dire 120 scia bl!IC per squadrone, compresi gli ullicial i ( 1). i'\fa se il mio critico pl~Ò assicurarci, in ogni circoslan.;a, al umi o sei mrsi cli tempo dopo operala la rimonta, allora io ho torto, cd egli ba ragione. Il solo mezzo di pos.;edere fort i squadroni in tempo di guerra, allorchè non si appartiene ad una nazione ,1bbaslt1nza polente prr non <.1gire che a suo tempo, bi~ugna, 1:omc cc ne danno l'esempio l'Auslria e la Prussia , averli fori i in tempo di pace. La prima di queste potenze, come abbiamo veduto, non ha che una diminuzione di ·1 O cavalli per squadrone. In Prmsia la diminuzione <ll~ quallro sq11ad ro11i 'di guerra d'un reggimento 11011 è che di 28 cavalli; ~iascun rrggimerìlo possiede 57,i. cavalli in tempo di pace e 583 in tempo di guerra (2). Nel Belgio , per qoallro squadroni, a wce di 28 cc ne manchrrebbcro 220. 1

1

(1) 5,000 ca,·alli cd 80,000 fouti. ecco, n parer mio, la fu1·za reale r.he il Belgio potrà riunire. Ln sola cspcricnz" s:,prà smentir<! le mie prt:.-isioni. Si è su qu esto ch'io basai la proporzione ,li 1 a 16 prr tulto l"cscrcito. ,\rfinchè fosse ,lil'crsamcntc, lJisngnc rcbbc che: l'e(fottivo di pace in cavalli fosse più forte. All orc:hè qucst'cffl'ltivo è di l (5, ·voi ancte bel cnmprcudcrnc sulla ca rta, ma thipprima non ne avrete r.hc I 15, sinlanto~ chè abbiate avuto tempo di fare la rimonta e di islrui,'1.1 . (2) Vedi VoN K,11,1tSTJlll!, pag. 23.

DEL GESERALE RKSAR»

251

Al mio contra<lùitlore 120 cavalli per squadrone non paiooo suffic;ienti. Quattro o cinque rrggimenti bastano, egli dice, per inquadrarne t,300. Se il mio critico avesse fallo, con_ie i suo! colleghi più giovani, un tirocinio 11ella cavalleria, rgli non s1 esprimerebbe così. Ilavvi in ciò confusione d'idee. Si è c~m~ s'ro domandassi cbc si soppri nwssero ,19 dei noslri batlaglro01 per ptH'larc gli altri 30 a ·1300 uomini a vece di Q00. Lo squac.lrone moddlo, lo squadrone maneggeYole e mobile per eccellenza, è stato fissato dall"esperienza a 4-8 file, senza le file Yuote. Napoleone esigeva. meno. Egli non voleva che ·100 cavalli, e l'inalcse Nolan .~olo 50. ll regolamento inglese ùel 1833 accorda ciò ~ìUllameoo 36 file, tuttocbè pre, eda il caso in coi si potrebbe portare il numèr•o a 4-8. Se hannovi organizzatori i qualì ne dimandano di più, egli è al solo scopo di compensare le numerose perdite che subisce la cavalieri.a quando si allonlam~ di mollo da' suoi deposi li, ed aflinc di anivare sul campo d1 ballaglia con squadroni di 4.8 file. Il regolamen to della ca,,alleria prussiana <là anch'('SSO come esempio lo sqoadro11e <li 4,8 fìle cd egli prevede pure il r.aso in cni qucsto ' nomero poLreb!ie discendere a 27 (·1). Allora egli prescrive di di riderli in tre pelottou i di 9 file. Ma non sopprime lo sqoaclrone. Sn dunque un e~ercito deve sempre star tanto vicino ai suoi 1kpositi per manLcnere i suoi squadroni a 12 O cavalli , si e, 111 metterebbe il piì1 assordo ui lutti gl i errori sopprimendo 11n solo dc' suoi sqna<lroni. 1

.Qui termino questa p!'ima parte cl1•lla mia confutazione. Cull"ulti,no nunu•ro del Journal de l"armée belge bo riccvulo le due ( I) Lo squadrone modello prnssiuno è di t, pclottoni ;_ ciascu11 ~clnt.lone cli 12 file e di due file rnolc, forniate da' sol,Luffìcrnli_g1'.1rlc dc~,~-;,d i: Hannol'i 5 ufficiali, di cui t miJ)ilano comandante, 3 ufficiali. c_on'.a,1,.,inl'. ·1 1o 30 e 40 pcloltonc. t ufficiale in scrrnfiln; 7 alll'i sollufl1cinh ù1 eu, ~- ca~o del 2° sqt1ndro;c e G i11 serr afila; infine 6 Ll'ombctticri. Totulc 11 9.

..


~58 RISPOSTà D.EL G ENEflALR RBeiA!l D .iltri parti della trilogia, • di cui parlai nella mia lettera al siqno1 · Ci capitauo Vandensande. E ugualment.e mia intenzione ,di risponder~ separatamente a questi altaccbi, e l'avrei fallo di seguito se un'assenza ed alcune occupazioni , che non poté'i rimaudare, non mi avessero forzato, con mio rincrescimento, di ritardare le osserrnzioni cbe calcolo; di 101:0 apporre. Frattanto, ringrazio l'ufficiale di fanteria, auto11e del tcizo articolo, della maniera moderata e conve1,1iente colla quale mi confuta. Non vi sono accostumato. Si può sostenere· fermamente la propria opinione, e conservare alla pol0mica quell'aMJamento che solo la fa terminare ad un utile risultato. Le questioni m•i~ litari sono ' controversibìli al più alto grado, per ciò stesso che la pratica e la teoria non sono sempre d'accordo, e che soventi l'e.,perienza annulla le , illusioni -e le pro,'.e del tempo di pace. Bisogna aggiungere ancora elle raramente i fatti cli, guerra sono ben conosciuti, e che percib manca una solida base alle appreniazion i. Se a queste incessanti èause di controversia vi si aggiunge uno stile dottorale e pungente, è tulio a spese della verità ed a proOtto dell'errore, percbè la discussione cessa non sì tosto diventa appassionala., Si è· dnnque con piacere •ch'io raITr'onterò gli argomen ti al capitano di fontel'Ìa , il cui lavoro , molto ben fatto d'altra parte, sfortunatamente 'non m'ha convi nto. Tengo a dirgli il perchè e<l a svjluppare le 1:agi0ni cd i fatti pratici _che ltli obbligano a mantenere le mie asserzioni. Coglierò qnest'occasione per preci~ar meglio la mia opinione sul le armi rigate, la quale parmi sia stata mal compresa e male .in terpretata: Il~NAI\D.

(Dalla ·flc1me m ililaii'c lJelge).

RIVISTA TECNOLOGICA

t~spcrìenzc sui cannoni rfgaii 'fatte nella SYizzcn~ · ucgli mmi 1860 e (l'I. Da, una serie di rapporti pubblicati nei numel'i 19, 20, 2 11 e 22 della Revii.e Mili taù·e Suisse si hanno tn tte le sperienze eseguite nella Svizzera durante gli anni 1860 e 1861 intorno a' cannoni rigati di sist.emi diven:i . Questi rappnrti sono interessan.tiJsimi al punto di vista tecn_ico, ponendo in rilievo i principali difetti e vantaggi do' sistemi sperimentati, Il perchè uoi crediamo uti le il riferirne per es teso,

Rapporto e proposta della

Coimwissione . d' M'.l·fglie1·i ct

(21 marzo 1861).~Questo primo· rapporto, di retto al oapo del di .. partimento militare federale, incominci::1 col dimostmre brevemente come i progressi in q nesti ultimi anni nel perfeziona,men 10 delle a:.r mi a fu9co portatili, progressi ch·e permettevano di farsubire all'artiglieria-nemica perdite sensi bili e dernorah zznnti da distanze tenute sino -a questi giorni sicure, forzarono a ce·r care ed introdu rre anche nell'artiglieria quei perfezionmnent 1 che


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R.JVJS1'A

le permeltéssero -non solo di sottrarsi all'azione delle armi por• tatili , ma di rncare nelle file nemiche ed anche nelle sue riserve le stesse cause di demoralizzazione, aggiungendo a questi decisivi :vantaggi la maggiore leggerezza p:>ssibile. Se non che , ad eccezione di noi, c11e avEevamo alcun i di q uesti rannoni, ·sistema Cavalli, i quali a causa del loro pesrJ erano adoperati quai pezzi di posizione, in molti Stati [_!nesti stUdi rimasero lungamente nello stadio di e~p~rienze. E h F rancia, ch e in tal frattempo e sotto -la protezione dell'imperatore, versa tissimo nel la scienza ~ella balis1ic;i, si occupava vivamente cli questi studi, nolla lasciava trapélare degli espe• rimemi ch'essa faceva su larga scala. ' Nella previsione però della guerra d'Italia , essa adottava, se,nza inquietarsi pel momento çlelle sue imperfer.ioni, il sistema ora conosciuto, solo cercando cli procurarsi il vantaggio di posseòer·e cannoni di lunga gittata. Continua queslo parte del mpporto sotto il punto di Yi~ta stor ico, ed enumera quali vantaggi la F rancia ot tene3se n ella. campagns1 d'Italia dt•l 1859 coi suoi rannoni rigati malgrado le lqro primo rd iali Ìniperft:lzioni, l e qm,l)... d'allc:ni in poi vrnn8ro io g ra n ·parte cor1ette. Rita t·dara ed arrestare ogni mossa offensiva dell'artiglieria austriaca; cannoneggiare le posizioni n\:!mid 1e fortifica ttl; smon1a rne i pezzi prima anche che fossero in batteria, a dislauze tali in cui quèst'ultirni erano affatto impotenti ; sbaraglia1:e e forzare alla r itirata, collo scoppio dei proiet!i, 1,a cavalleria prima che avesse l!:!mpo di. attelàrsi ed iniziare i suoi attacchi; :scosse la fiducia, la discipli na ed il coraggio di qìleste ,_truppe, tt•trnte ciò non pertanto per cosl b raYe, dal ,•edersi decimate pe.,~in o le riserve a distanze in ·cui appena potevasi supporre l'es istenza di masse di truppe, tali sono, checchè ,ne dicano gli oppositori dell'armamento rigato,_gli inco.ntestabili vantaggi che la Francia otten ev.a coi suoi cannoni r iga ti da campagna da 4 libbre e coi proiettili del pese, di 8 libbre, specialmente nella memoiabile giornata ~i Solferino. l1d esempio . della maggior parte degli S •ati _d 'Europa, dei quali l'impiego pratico dei cannoni rigati sveglìaYa l'a.ttenzionu t la meraviglia, e li decideva a nuovi s tudi, la SYizzera purn

Tt1C1'QLOGICA

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si accinse cm prudenza ed attività a studiare i differenti sistemi - per decideri=, quale più le converre:bbe ;_ e ~obbi~ru dirlo a_ sua lode, cotcstiltsuoi studi riescirono eflicac1 ed mteressantt per la scienza stessa. Eci uilibrati i vantnggi e gli inconvenienti dei •due ~istemi di cannooi rig--ti, cioè quello caricantesi p~lla bocca, m trodoU~ in Francia, in Iiaha, in Austria ed in Russia, e quello ~ar1cantesi pella ·culatta , introdotto in Ingl~ilterra , i n Pn'.ss1~ e negli altri Stati Germanici, e riconosciuti 5h mc_onven1en t1 a i cannoni 'A rmstrong e Withwor th, la comCu i vanno soae-etti oo 1· . plicata costruzione dei quali, oltrechè esige gr'a ncissnna attenz.ione e pratica nei cannonieri che servono ti pezzo, è tal_e ancora che Ja più lèggna deteriorazione in alm~ne _loro p_a~t,, siccome perfino n ei proietti, può m·elterli fuori d~ Sery1~10, •come lo provarono le recenti esperienze fatte nella _Chma dall artiglieria inglese e quelle fatte a Toune n el dicembre 1860 coi cannoni Armstrong e W ithworth che la Confederazione ha acquistato, e ndle quali dopo pochissimi colpi la camera d~l cannone Arrnstroog ed il suo otturatore dovetlero esse~e nparat1, ed <Ll·ca,nnone \Vithworth scoppia,,a la culatta al suo p rimo colpo; mentrechè al sistema francese, caricantesi pella hocca, alla sua o-randissi ma semplicitil nel caricarsi e nel confezionamento deÌle° sue cariche un isce ,una considerevole portala; questo ultimo pa.rve più confacevole alle tru p~e svizzere ~ perciò su esso si r ivol sero specialmente gli ·studi e le esper_1enze della Com missionfl svizzera . S i fu a Toune durante la scuola centrale del 1860 che la Svizzera iniziò i suo~ esperimenti sui ·cannoni rigati, cioè col sistema francese semplice, e con quello perfezion ato d~l ?ol~n~ nello i\1Iuller. In tali esperienze, quest'ulwmo ha dato· i m1gh on risultati tuttochè incompleti. I ·numemsi bottoni di zinco ecl i l~ro risalti prodHceudo piccoli 'urti causava~o de_vi~zio?i late~ rali ·e varlazioni in gittata che~era necessano d1rmnu1re. St fissò pertanto alla base del proietto un _tacco espa~s1vo ~ue1'nito cti sei alette che' si n.Jattano alle righe. L a: sprnta dei gaz fa a.:lerire questo tacco alle righe ed all'an ima, imprimendo al proietto una più sicura direzione. Sncccdeva però che aìcnna volta questo tRcco scoppiava, la qual cosa produceva nolevol deviazioni laterali e longitudinali .


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R!Vl i,Ta

A togliere il qual JIJconveniente, dopo aver consiatato che !aie. tacco e l'.aumen~o dei· bo'.toni di -zinco assicuravano· meglio il tiro del proietto, s1 cercò d1 fissa rlo più solidamtmte. Dìfatti 1· . . . . g.1 espenment1 attuati nel dtcembre 1860 con questo proietto così perfeziona tò, sia col cannone da 4, sia con quello da 6, ed alle distanze di 1000, 1600, 2200, 2400 e 4500 passi, diedero soddisfacentissimi r isultati da non lasciar nulla a desiderare e da. p~le~ senza .lf)ma. paragonarli a quelli ottenuti da qualsiasi art1gher1a col sistema caricantesi pella bocca: .· Senonchè in seguito a~la waggior a,ìerenza prodotta dal tacco espansivQ C(:Jntro i pieni dell'anima e le righe , la spoleita po~ta sulla parte anteriore del proiettile non veniva più accesa dai gaz, la qual cosa toglieva al sistema uno dei suoi maooiori van taggi, quello cioè di servirsi ·a qualunque distanzacdelle granate ordinarie e delle granate a pallottole; ad ovviare tale inconvenie.nte si forò il tacco espansivo come pnre lo spigolo ~ella parte_poste'J:1ore del proietto, nelle pareti del quale si pra• ticò una p1cc0la scanalatura per facilitare l'arrivo dei· gaz sino alla spoletta. Gli esperirµenti fatti ad Aarau in f.,bbraio con granate a pallottole, tirate :::. 1000 passi, r iùscirono completa~en te._ Su 15 g-ranate a p:illottole, 14 scoppiarono, la 15a aYeva on difetto di c?stTLtzione che le impedì di sçoppiare. Secondo gli specéhi uffiz_1alJ, d1_q u0sti 14 spari, G99 pallottole, cioè 50 per sparo, çolprono 11 bersaglio con mìa catica interna di 41 a 42 pallottole in piombo per cadnna granata. Es;;endosi constatato da tutte· queste esperienze che il sistema basato su quello francese possedeva tutti gli elementi di una solida e semplice artiglieria, non r imaneva più che a procedete a ·pr0vc .defin it ive dinanzi alla Commissione dell'assemblea fedGrale incaricata di studiare la questione dell'armamento. Pertan to la Commissione d'artiglieria si riuniva il 24 febbraio p. p . a 'fhoune, onde dapprima esaminare l'effetto del cannone Withworth, che si era riparato, e quello d'un cannone rig<;1-to da 12, sistema Muller·; quindi per pren dere disposizioni in ordine alla prova definitiva . . li cannone Vi'ithwort, allà distanza d i 800, 1000 , 1600 , 2000 e 2400 passi, non diede S favorevoli risnha1i ; ciò non

TEC~OLOG !CA

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pertanto essi non furono così soddisfacenti quanto quelli del cannone rigato da 4; la.· qual cosa puo,si in grnn parte attl'ibuire alla · difettosa costruzione dei proi etti . Ei~ riconobbe che i forti 'martellamenti del proietto danneggiavano i l pezzo in modo da renderlo in poco tempo inservibile a. tirare con pr-3cisione. Il cannone rigato da 12 alle distanze di 800, 1200, 1600 e 2000 .passi, diede uguali risultati che i cannoni" rigati da 4 ed_a 6; esso sarà un eccellen1e pezzo di posizione. Secondo il programma delle esperienze, proposto dall'ispettore del!'artiglieria ed adottato _dal capo del dipartimemo federale, si dovevano confrontare ·i cannoni rigati da 4 e da 6, sistema Muller, coi calibri attualmente impiegati dall'artiglieria fedfJrale, per rispetto alla giustezza, alla gittata, all;effetto dei proietti, siccome g ranate semplici che come granate a pallottole, e per rispetto alla reazione prodotta dal tiro sia sJI cannone stesso· che sul suo affusto. Giusta il programma stabi lito dal p residente della Commissione, il . 4 marzo incominciarono le esperienze col tiro al bersaglio. A ttitte le distanze, i cannoni rigati dimostrnrono la loto superio rità sui cannoni lisci, come risulta dalle la.vole officiali redatte in ciascun giorno e dai quadri sinottici N . I e 2. Giusta quei quadri il tiro dei cannoni lisci da 6 a 1200 passi non uguaglia in precisione quell0 del cannone rigato da 4 a 2400 passi, e quello del cannone liscio da 12 a 1200 passi non _uguaglia il cannone rigato da 6 a 2400 passi. L a giustezza di tiro del cannone liscio da 6 cessa a 1200 passi . ecl a 160.0 quella del cannone liscio ·da 12, rnentrechè il cannone rigato dit 4, a 4500 passi, non ha dato, ·che 23 l 12 passi di deviazione laterale media, vale a dire che difficilmente non colpirebbe un battaglione formato ir, colone.a per ~-Jivisioni. 11 tiro al bersaglio a d iverse distanze durò il 4 ed il 5 marzo. I l 6 e 7 marzo le espèrienze delle granate a pallottole · coi cannoni rigati da 4, paragonati a i cannoni lisci, diedero bel'lissimi 1,isultati, t uttochè solo 10 col pi su 15 sieno scoppia~i . La, bella media di 79 ed 88 : toccanti i l bersaglio per 100, non può esser ottenuta che a l'lorquando i colpi arrivano alla m ira con una Tegolarità di deviazioni laterali o longitudinali, tale che non puossi ot_tenerc se non coi cannam rigati. Il cannoue


264 Ill\' 1ST .\ liscio da 12 e l't>bice lungo da 24 porno no soli esser paragonati sino alla d;stanza di 1600 passi. A distanze maggiori è impossibile qualunque paragone. "'· Le prove di tit;o a grànata, con cn,rica da guerra, diedero pure al cannone rigato da 4 una superiorità graodi~si,ma sui cannoni lisci. Alla distanza di 1400 passi, i l cannone -rigato da 4 toccò il bersaglio con 4 3[10 scheggie per colpo, mentrechè l'obice:, lungo da 24, malgrado i l suo calibro incompa1·abilrnente maggiore, non diede che 4 scheggie .. Ravvi poi un incc,nveniente che pare attinente a questo sistema. Specialmente ·cl urante le esperienze colle .granate a pallottole e granate a carica da guerra, si è notato che soltanto 113 dei proietti cavi del cannone· da 4, ed 115 dei proietti cavi del cannone. da 6 pwmdevauo fuoco e scoppiavano.' Uu attento _esame fatto dinnanzi la. Commissione durante e dopo le prove, mostrò che questi aifetti d'accensione potevnno attri buirsi alle seguenti circostanze. · 1° L'esw delle spolette impiegate era ca lliva e deteriorata, sia }Jer negligenza vitandola, sia pEr effetto del traspol'\o. 2° Le spolette (sistema Breithau pt) poste in punta, al proit!tt.o sono troppo indietro per essere colte direttamente dalla uscita dei gaz infiammati e così prender fuoco -regolarmente. 3° I ga21 sviluppati hanno troppo poco spazio e forza per passare rapidamente traverso i fori del tacco espansivo e lungo le scanalature praticate nel tacco stesso e nelle pareti del proietto per_accendere la spoletta; e tale accensione succede tanto meno quanto più il proietto è lungo. Ciò non di meno le esperienie provarono che l'accensione delle spolette dei proietti cavi è possibile . Le ragfoni sYolte precedentemente addimostrando questi .<li[etti non provenire da cau.se appartenenti di necessità al sistema i11 se stesso, si può don 1ue con mezzi tècnici e con piccole modificazioni, otteuern un'accensione perfettameniEJ sic nra . e regolare. 1° PresBrrnndo le spolette cariche o le loro esche dai fregamenti e dall'umidità coprendole, ccc. 2° Medi ante . una costTuzione diversa ed un'altra posizione della spoletta, affinchè l' esca sia posta il più direttamente pos,ibile dinanzi l'usrita dei gaz, siccome senza ciò si doneb0

TECNOI.OG,CA

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liero fabbricare spolette che possono esser graduate rer m,aggiori distanze, si cercherà cli d_ar loro questa proprietà. 3° Aumentando le · scanellature del proietto e del tacco espansivo, in gqisa da procurare un sufficiente passaggio ai gaz. Benchè il programllla non presc~i vesse esperienze di tiro a mitraglia, tuttavia onde soddisfare alcuni membri della Cornrr1issionP; se ne fecero il 9 marzo. Si utilizzò quest'occasiòne per paragonare la celerità del tiro dei cannoni rigati e dei can• 11001 lis· i . Si. ti rarono coi cànnoni lisci scattole a mitraglia, e coi ca,nnoni ri~a1i granate a pallottolè graduate ,a brevissimo tempo. Il ris.ul.talo provò ançora uoa note.vole supeiiorit1t in favore dei -cannoni ·F'igati e la possihilità di impiegarli pel tiro a -mitra.zl;a a piccolissime di~tanzo. Il paragone della rapidità del tiro del cannone r.igato da L_! col eannorie liscio da G diede su cinque colpi tre minuti sccon,'. i io 1'11,voce di quest'ul'timo, di maniera che il cannone liscio d\l 6 . srarcrebbe sèi colpi mentrecchè quello rigato da 4 non ne sp::irerebbe che cinqL1e. Questa differenza .non è m•Jlto im1)ortanto .

Le teazioni sui cannoni e sui loro affusti farono OSò-ervatc con attento esame dell'anima e delhi righe dei cannoni, e notando la, lunghezza del rinculo pel' caduna specie di _caonon• . Tullochè il rnnnone rigato a\ esse perduto della sua giu stezza e si fosse deteriorato durante le esperienze del mese d i -dicembre por lo _'scopp:o di _una granata nel çannooe, e che si fòs~e crmstntaia l'esistenza di guasti nell'anima di quelli rigati da 6, il rinculo di questi pez'zi d'aì·tiglieria., preso come reazione prodotta dal t iro sull'affosto, non si è mollo dis1into da . ' • .i quello dei' cannoni lisci. Tet'minate le esperienze ufficia-li col sistema Muller, si p~ssè) a· qud lo del é stema Timroerhans, generale belga, •il qun.le ~,i fece rappresèntare da sno figlio. Esse ebbero luogo in presenza . dei . rJelegàti de.Ile •Commissioni del consiglio nazio'nale. e òd consiglio degli Sta-ti. I\ sistema Pimmerhans con 4 righe pit) profonde ed arca.te venne applicato ad un cannone da Ll, La carica si fa perfht boccn. I p,·oietti allungati, e di cu i h parte inferiore: ternlit.~• 1

A:rn1 YL \'ol. Il. -

JS.


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R! V JSTA

in cono, non entrano nelle righe, ma il movimento di · rota• zione attorno al lor,) asse maggiore · viene impress') col mezzo di un. tacco di carta che, per la s.p inta, dell'·esplosione della pol;v!:)re, . è çacciato sulla parte conica posteriore del proiettile, si incastra nelle righe c1i'csf40 segue quindi, traendo. seco i l proietto. Si possono così impiegare anche proiettili sferici. Dal 14 al 18 marzo si esperimentò questo sistema .alle distanze di 890, 1OQO, 1200, 1600, 240_0 , 2700 e 4500 passi, tirando con proietti pieni dél , pesq di 4 a G. libbre, 14 late. Il risultato fu favorevolissimo e degno di esser posto a fianco di qnello del _c annone r igato da 4, sistema Muller: Ciò non pertanto foronv1 alcuni .colpi, ma in picciol numero, che presentarono anomalie, le .quali devo • si attribL1ire a' tacchi difettosi od a deteriorazioni anenute nell'interno dell'anima. Si pro1z_arono d ue sorta di proietti allu.ngaii, senza che i risultati presentasse:r:o grandi differenze, poichè sia l'uno · che l'altro di_ei_ero i pi ù soddisfacenti, r isultati a varie distanze. L:i m:i,ncan~a di tacchi non permise di tira.re con_proiettili sferici a maggior distanza di 1200 passi. A questa distanza si ot.temffa una giustezza di tiro uguale a quella data dal cannone liscio da 4 ber~ese, il quale ser viva nelle e~perienze qual termine di paragone. I l pezzo si carica speditamei1te e senza difficoltà. Le reazioni sul pezzo e sul suo affasto nulla hanno di straordii;tario. l-1 16 marzo ebbero_ luogo, -a 1000 passi, esperienze con grana.la a pallottole: .monile di tacchi apposi tamente confezionati per permettere il pa,;saggi o dei gaz infiammati . Le granate scoppiarono nel pezzo, causa lo sfregamento delle pallottole di piombo e del_la pol vei:e nelrinterno dèl -proietto, come lo provarono le esperienze del 19 m arzo. Le righe furono deteriorate e riparate in g uisa -che al tiro seguente non si noto alcuna straordinaria deviazione. Addì 20 marzo si pose fine a· queste .pr0ve con un tiro a granate a carica da guerra, e si ricçrnobbe, che i colpi che si erano fort(:,mente ricalcati per far loro prendere, rappor_to a ll'asse dell'.anima, 9_na conveniente posizione, ar.rivav.~no al bei;• saglio con altrettanta giustezza che i proietti pieni, ma· non prE•nde,;ano fooco nè scoppiavano.

TECNOLOGICA

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Ricalcando leggermente, la qual cosa dava al proietto ed al tacco una po_sizioné meno esatta nell"anima del cannone, €ra1.10 possibili J'accensione della spoletta e conseguentemente lo scoppio della granata, ma si avevano minore gittata e g randi deviazioni latera li. Cosl per esempio, puntato coll'alzo di precisione per ·1000 passi, la gTanata toccava già il ter'.enq a 300 o 400 passi. Qaesto è un grandissimo _inconveniente, il quale, legato com'è strettamente al sistema, è difficile se non impossibile d'ovviare. Consideralo nel suo iasieme il sistema Timmerha:ns -si è quello che, fra tutti, presenta maggiori ,,aritaggi . , 1° Permette di trasformare anche i cannoni mo-lto deter i01-ati, poichè a' risalti poco sensibili ecl i tacchi s'adattano a tutte le irregolarità. 2°, Si ponno usare t utti i cannoni dei diversi calibri ora €Sistenti, senza che i proietti ig ferro diventino troppo pesanti ed incomodi. Perciò potrasssi utilizzare tutto il ' materiale esistente nella Svizzera. 3° Havvi .possibilità. d'impiegare i proietti sferici. 4° Il cannone è facile a oaricar·si ed a ripulirsi . 5° È di pronta introduzione e trasformazione.. · 6° Costa molto meno, e la 0011fezione ·delle munizioni è facilissima. Questi sono vantaggi di grande importan_za, specialmente al punto dì vista finanziario, tuttavia per un'artiglieria di secondo ordine, solida e ben organizzata, essi ncn sono tali · da controbilanciare gl'inconvenienti del sistema stesso. Gli inconvenienti ed; i dubbi che possonsi -elevare contro il· s~tema Tim meThans sono i seguenti, i quali parte risultarono dalle fatte espei•ienze , parte sono dedotti dallo studiò del s istema. 1° Un'artiglieria da campagna, per esser buona e poter essere irppiegata in ogni circostanza ed a qualunque distanza deve produrre con certezza l'effetto morale del tiro deJle: gra. nate. semplici e delle g ranate a pallottole.· ' Le esperienze provaronc che il tiro a granata è diffatti po,s ibile, .ma senza giustezza 11.lcuna, la quale poi scompare_intie _ r amente a grandi distanze.


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RIVISTA

Il sistema perciù non possiede la precitata con,Jìzione. 2° Le munizioni d'una buo1ra a1-tiglieria da ca1npagna ~1evono essere confezionate in modo che dop.o lungo tempo, 1mmagazzrna te, trnspor tate, sottomesse a lunghe corse, si.ano esse diss~ccate od alquanto umide, possano · èiononostan te essere adoperate con successo. · · I tacchi di cacta formano uno dei caratteri fondamentali del sj_stema Timmerhans. Questi tacchi si compoogonçi di carta arrotolata, e quelli adoperati erauo s tati confezionati recentemen.te, ed erauo flessibili ed alquanto um idi : Queste proprietà sono certamente · iodispensabili affinchè il tacco s'adatti esat• ,tamonte alla parte posteriore del p roietto od aÌle righe, e diffarti esse contri buirono molto al buon r isu ltaìo delle esperieoze. Sllpp os!o però che questi tacchi possano essere così conservati in tale stato di flessibilità; nei movimenti sbrigati éssi saranno ~em1~re esposti a piegarsi cd a cambiare forma, la q11al cosa rnfluucbbe no,evolùrnnte ed anche prngiudicievolmente' sulla giustezza del tiro. · Havvi g1'ande Yerosom igliauza ed anche grande certezza elfo questi tacchi col tem po ess-i Mherano, diverranno du"ri e 'faci li a rompersi, e riel tiro non abbraocieran·nn più il ' proietto, si romperan no e non s'ada1teratmo più aHe righe. In questo éaso lJou ù ha pi c1· giustezza di tiro possibile, le righe saranno beo presto danneggiate dai martel lomen ti, e la bocca a fuoco non servirà . quasi più meglio che s'el la fosse liscia. Pertanto il si_st~ma .Pii'nmerhans incontra nelle• sue munizioni una ·grand1ss1ma di fficoltà, sult'estemione della q~1ale mancasi ancora di da1i. · Per qpesti motivi, la Co'mrnissione d'arliglieria nel ruéntre l'iconobbe i belli risultati ottenuti in marzo col sistema Pimn:ierhans, non per tanto credette dover dapprima, scartare questo sistema e raeeomanda1e l'introduzione per, l'artiglieria federale del sistema francese gù ,sperimentato, coi perfezionamenti apportativi dal signor· cofonnelto l\'Iullei·, i quah saranno com~ pl~t~ti facil i tando il iiassaggio dei gaz· lungo il proietto , e m1ghornndone fa spo!E)tta .. El·là fece· 4un~ue le segu,::nti proposte a! capo del dipartimento.

TECNO LOG !GA

269

1° In ·massima., , l'adozione e l'inttoduzione del cannone r igato d,a 4, come unico cannone leggero di campagna, don un materiale. leggero. 2° I cannoni da 6, a ucora adoperabili devono essere r igati, provvisti delle .necessarie mu~1izioni e ordinati ÌJ). batt~rie <li 6 pe-zzi, di cui 2 obici l1rnghi da 12 libbre. · ,30 Le batterie di cannoni da 12 e di obici l unghi da 24 devono provvisoriamente essere conservate. 4° P rimo acquisto cli 12 batterie complete di cannoni ri gati da 4, a 6 pezzi caduna e a) Pel' 'caduu pezzo saranno sommini,strati 2 casson i tn Jjnea ed al parco. b) Cadun pezzo sarà provvisto di :i00 .colpi, di cui 2[5 di granate -a pallottole. , e) Tutti i pezzi. e vetture saranno trJ.ioati da 4 , cavalli. · 5° Uopo l'aumento delle batterie di . cannoni r igati da 4, i cannoni rigati da 6 saranno adoperati quali pezzi da posizione. Sino allora i caononi da 6, trasformati, saranno- forni ti d:i 400 colpi per pezzo, rii rmi 21fi di gra.nate a. pa.lle. 6° L'acquisto delle 12 batte1ie di cannoni rigati da 4, la trasfoTmazione dei cannoni da 6, ancora servi bili, come pure ]~ fabbrica di t utte !~ munizioni, sia a carico della confedera:zione. 7° Delle 12 batterie ·novellamenle formate, ne sarà destinata una peT caduna divisione dell'esercito, le ~!tre faranno parte clellci r iserva d'artiglieria. Per schiarire la questione delle somme necessarie per queste trasformazioni e pei proposti nuovi acquisti, la commissione termina il suo rapporto col f:>eguente sp~cchio d'estimo.


270

RIVIST., t

TECXO,LOGTCA

Nuovi ac,1uisti per 12 haltel'ie di cannonida 4: rfgati. Aiateriale 72 cannoni da 4 ri"'ati a 0 1,800 franchi · . . . . . 'fr 129, 6 00 9fj affi!s to completo a 1,900 fr. -~ 182, 400 144 cassoni a 1,650 fr. i> 237, 600 Totale pel materiale· • 549,600

.Munizioni 17,280 colpi;

a 7 fr.

549,60(}

, 120, 960

11,520 cariche a granate a pallottole a franchi 7,50 Totale pel' le munizioni

Arnminist1•azione Spese diverse . Totale dei n uovi ac·q uisti fr.

770,00(),

Trasfòrnrnzione dei m1unoni da' 6 e delle munizioni..

6,600 12,000 ÌS,600

--- ·

18,600,

Aiuniz·i oni iJ5,85)0jca1;iche a 8 fr. . , 126,720 10,560 cariche a granata a pallottole a fr, 8 50 . , 89,760, Totale pelle munizioni

fr . 216,480

Epperò il totale generale delle spese ascenderebbe a

All'esposizione industl'iale di Metz in quest'auno fra le altre due macchioe fermarono l'attenzione dei visitatori militari : la macchina a comprimere il fieno del generale Mori n, e -quella a polverizzare le materie dure esposta dal generale Didion. La m '}cchi1ta del generale Morin è fra le conos,c iute la pit:L semplice e la pi::i economica. Quattro uomini esercitati in simile lavoro, ponno comprimere io 20 m inuti 80 chilogrammi di fie,no, riducendolo alla densità d i 2~0 chilogrammi per metro cu bo. Quella a p-olverizzare ve.U:oe immaginata e costrutta pe' bisogni della fabbricazione delle cassule da guerra io Parig i uel 1856 dal generale Didion, allora colonnello di quel laboratorio, e da l capo squadrone Humber!,, allo stes·so laboratorio addetto, Essa serve per polverizzare ~e materie impiegate nella. fabbricazione de' stoppin i fultninanti e sovratutto per polverizzare il solfuro d'antimonio. Questa piccola macchina ha il triplo

216,480

Ammini'.stra:sione spese diverse . Totale delle trasformazioni

Maccùinc ad uso mililill'c.

207,360 13,040

Totale, pel materiale

Con questo la commissione p·o ne termine al suo pr1m0 rap• . porto sulle esperienze eseguite nel 1860 i:accomandando le sue proposte al capo del dipartimento federa le a cui venne indirizzato. Dei cinque m embri (1) però ch e la commissione era çomposta , tre d'essi, in seguito a spiegazioni date dal generale Pimmerhans, riservarono provvisoriamente il loro giudizio s 11 ta.le sistema, fìuchè si fossero fatte intorno al medesimo n uove spenenzo. Di questo secondo rapporto della Commissione terremo discorso nel prossimo fascicolo della Rivisti\. '

86,400

• 20'7,360

ll1àte1·iale 66 cannoni da 6 trasporto e ; rasformazione, a 100 fran~hi f r. Trasformazione dei cofani da munizione fr.

271

4 ,.99 ~O· fr.

240,000

( 1) I membri di questa commissione furono i signori: · MA!'iS · IfonZ()G, colonnello ispcllore d'arliglicria. UllS'fJ,MBERGER , co!,onnello .. B. fl.urnEn, luogo/cncnle colonnello.

,v

~ DunHE~

• 1,10,000

·IL1.ss

VINDJ,BIANN,

N. tl'la.gyio1'c ct'a1'tigl-ieria, relatore, '

"


2.-9 '~

RI VISTA T0CNOLOGJCA

·vautaggio d i operare rapida men te; di ,non la~ciar perde ré un at0mo della .m ateria che incomoderebbe gli operai , e di'. procl u rre una pol verizazione perfetta ,

· Corazzamento dei bastimenti.

lrn

Si parla di _n1.1ovo sì;;tema di corazzameuto d'invenzione francese, molto prn lP."aero · . co , nè men sol, • 'd<i del primo. on~ 1st ~ erebbe_in un ~or-azzarnento a maglie di ferro i cui va ni sa~ rebbero più stretti de ' calibri at tuali ,

e

V.

RIVISTA STATISTICA

FRANCIA - &iwla speciale militare di St-Cyr. - Cul1'apertura àel nuovo anno ·scolastir,o andò fo v igore i l nuovo Regolamento dell·istituto del 14 settembre p . p., dovu to a S. E. iJ maresciallo Randon . · Le innovazioni di q uesto regolamento si ponno r iassumere nelle seguenti : . G li alli_evi anziani e novelli sono fu5i in un solo battaglione dì 8 compagnie. Le compagnie sono comandate a·a luogotenenti, le divisioni c1a capitani . Alcuni aiutan ti secondan? gli ufficiali di compagnia in tutte le partì del servizio. · L 'istruzione militare teorica e pratica del battaglione cli St. Cyr è affidata ad un ufficiale supèriore di fanteria fuori quadri . Per l'insegnamento scientiiko &00 0 ripartiti per annata di studio, m divisioni e sezioni, secondo la natura e l'or:line de-gH studi .


274

R [VJSTA

I doveri religiosi ~i compion9 sotto la direzioné di u n cap• pellan o addetto specialmen te all'istituto . Gli allievi acaltolici sono ri uniti in una sala aper ta d urante l'uffi~io divino. Gli allievi tutti arruolati , sono sottoposti alle le"'"'Ì mili tari 00 dell'e~;ercito. • ·Anti,'.eni re _le mancanze .piuttosto che puni re, persuadere a luogo d1 costrmgere, direzione paterna esercitandc, una sorveglianza atti'.'a _m~ larga ed intelligen te, ta le è lo spiri to gene- , raie_ dell~ ~1s~1~ltna _della scuola . Un sistema graduato di premi e cli p umz1001 lavorisce ·e restringe l'azwn e disciplinare. LP, mancan ze gravi, -le misure generali roclamate dal mantenimen_to dcll'o~~i~e e_ d~ll~ subordinazione, sono di compe4 tenza d1 un cons1glio d1 d1sc1plimi, e n issun a llievo può essere espulso dalla sc~ola senza p~evio l'avviso di esso consiglio. Il personale 1qsegnante s1 compone cli un direttore deo-li stu~iì: . s~condato da. due sotto-direllori, da professori m ilit; ri e cJVJl1, e da professori aggiu nti militari e civili . I professori civili ed i loro aggiunti sono nomin~ti àal mi~istro della guerra sulla proposta d i quello della pubblica isiruz10ne. Questo disposizioni sono a,pplica,te quest'a uuo per la prima volta. . · . I professori militari ed ' i loro aggiunti sono scelti· dal m imstro d~lla g uerr~ s_n liste d'idoneità compilate in seguito 1,1d es_a m1 sostenuti dinnanzi commissi0ni speèiali. Non. è fatta ecc1:z1one che per i corsi speciali d'artio-lieria e di ' fortificazione di cni i professori sono nominati sulla° proposta de' comitali coteste armi ·dal ministro della guer ra . I professori civili si di vidono in 4 classi : I loro aggiunti, soltanto in due; ma di 10 in 10 anni acquistano un aumento di stipendio di lire 300 annue. L'alta direzion e _dell'insegnamento appartiene ad un consio-lio d'istruzione de1 quale è p l:esidente il comandànte della scu~h.. . L'istruzione te?rica e pratica degli allievi di cavalleria, ì'istru•. z10ne equestre d1 tutte le scuole) l'insieme del S'erv izio in ordine a' ca_v alieri di rim?nla, a ' cavalier i di maneggio ed a' caYalli del_la s~z1one cavall~na sono sotto la direzione· e la risponsa1iiht.à d1 un ufficia.le sùperiore di cavalleria fu0ri quadri, il q uale ha_ sotto i s_uoi ordini immed iati alcuni capitani e luo•, gotenentl 1strutton .

di

.,

STATISTI.CA 275 Il h1ogotenente scudiere più anziano professa un corso d'e•

qui.tazione, ed il veterinario della sezione di cavailer-i a insegna l'ippologia alle due di.vis(oni- di . cavalieri allievi. , L'amministrazione e la contabilità della scuola è q,ff~data ad un consiglio composto di 7 membri, cioè : il comandante in 2° p?·es_idente; un ufficiale superiore, il · m:.iggiore ?'elatm·e, due capitan i di divisione, il capitano tesoriere, ed il contabile del materiale. Tale è in com pendio lo spartimento essenziale del servizio interno, giusta il nuovo riordinamento del celebre istituto. AUSTRIA . - · Squadra di evoliizioni nell'Adriatico. Stando ad u na 'lettera di _Trieste diretta alla Palrie_la squadra Austriaca d'evoluzioni nell'Adriatico conterebbe atlualn~ente 50 legni da guerra, di cui 34 a vapore e 1_6 a vela . Tra i primi ·vanno annoverati alcuni bastimenti da .guerra a e)ioe di c~lere corso, tali sono: il Kaiser v;scello di 91 cannoni; il Ra4e.tzki,, il Danubio e l'Adria, fregate di 31 cannoni ; l'A1·ciduca Federico, il Dandolo e l' Eliscibetta, fregate di 22 cannoni; più di j_o cannoniere di pi·ima dassB armate di 5 cannon i r igati ciascuna, e p rovviste di macchine di 230 cavalli. Questa squad ra è posta sotto l'alto comando dell'.arciàuca Massimiliano, ch'è il grand'ammiraglio dell';rmata austriaca, e sotto il particolare cornandp dol cq_nte a mmiraglio Bourguignon,. Gli equipaggi sono in. gran parte composti di marinai slavi, dalmati o tedeschi. Oltre a c1uesta squadra il governo anstriaco tiene attn;!l· mente in costr uzione, altri 10 legni da guerra, fra i quali due fregate c.orazz,tte, e . fa trasformare 7 bastimenti a vela. STATI UNITI - Effettivo marittimo, - S ta ndo al Tfmes ecco l'effettivo marittimo degli Stat i.- Uniti coll'indicazione del numero dei cannoni ed ove esso è stazionato.

Vascelli di li-nea a vela Lensy traniom di cannom 120 a Norfolk 84 )) Columbus •· 80 • Delaware


276

New-York di cannoni 84 a No1folk Ohio 84 a Boslon_ ·vermont ·, 84 Virginia 84 North Carolina 84 Nuova-york I\ cw-Orleans 84 Sacbett's harbour' Alabama 84 Kittery

Fregale, a vela United-States di cannoni Columbia Ra.ritan Constitution l) Potomac Brandywine Congress Saint-Lawrence Santée · Sabine -

50 a Norfolk

·50

50 50 navigante· nell'interno ' '

Co-rvetts a vela Cumberlànd di cannoni Savannah Costellation Macedonian Portsmouth Gerrnantown Plymouth Saint•Marry's Saint-Louis Cyane )) Jamestown

Corvette ci vcln

24 Nuova York 24 22 in Africa, 22 Norfolk 22 22 22 22 America del Sud

20 20 22 F iladelfìa

20 Indie orientali

Snril toga di cannoni Jo bn Adam's Vandalia Vincennes Preble Levant Deoatur Marian Dale

50 50 ad Annapolis 50 Nuova-Yod.: 50 50 , America del Sud 50 Filadelfia

277

STATISTICA

RIVISTA

20 20

lt

20 Boston 16 Bostvn 20 S, Frauci,co 16 16 Por tsmonth 16

• Brilts a velci

Bainbridge di cannoni P er ry Dolphin

R elief . Snr ply Release

di cannoni

6 Bosv.ri 6 Nuova-York. 4 Norfol k

2 Africa 4 nel M1diterraoeo 1

I'iro-Fregale acl elice.

Niagara di Roanoke Vaoash i Colorado 1VIinuesota Frank lrn

cannpni

>

r

12 Giappone 40 Nnova Y01:k 40 40 Boston 40 ,50 Kitle1·y


278

STA TIS TIC,\

RIVISTA

Michigad Pulascki Saginov

Pir·o-Corvette di ] " classe ad el-ice San Jac_into di cannoni Lane.aster R ichmond Susquehanna Powhattan Saranac Pensacola Brooklyn Hartfoì•d

22 14 (

15

za

))

Stando alla Patrie da quest'effettivo si dovrebbero dedurre, perchè a hbruciati o cattmati dai Confederati del Sud con parecchi altri qui non nominati, i seguenti Ieg_ni : Pensylvanian, Columb us, Delaware, Iameslown, Vincennes, Preble , della fprza complessiva di 342 cannoni, cosicche l'effettivo numerico delle bocche da fuoco marittime dell'America settentrionale rimarrebbe cli 1913. È però da notarsi , che parecchi dei suddetti legni, quali New Orleans, Alabama, Virginia e New -York, F:ranklin; stanno tuttora nei cantieri e che la maggior parte dei vascelli di maggior fo rza non r icevettero mai il loro completo armamento . Dai 450 uiliziali {capitani di vescello e di fregata e luogotenenti di vascello) che aveva l'armata america na prima della separ azione, 200 passarono agli Stati del S ud.

classe a 1·uote

..

6 America del Sud

5

6 America del sud ·4 .6

))

-6 Iudie Orientali 5 Brasile 3 " 4 Pensacola

..

Piro-Cm·vette cli 3"- classe a riwte. Vyandotte Mohawh Crusader Mystin Waterwitch

di cannoni.

.•

5 F ilaclelfia .5 8 5 3

-

fohn Hancoch di canuom 3 Sa n Francisco I ·washing ton Anacosti'n 8 Hobohen (Nuova Gersei) Una batteria corazzata • ToHL & 2255 cannoni

11 9 19 Norfolk 25 Indie Orientali 16.

Piro-Co1·vette di di ,::annoni

l America del Sud I . 3 San F rancisco

I'iro -Tendm·s.

13 America del Sud

•

Mohican Narragansett I roquois Pawnee 'Wyoming Dacotah Pocahontas Seminole Fulton

di cannom

279

't


- 281

RIVrnTA B lBLI CGR<'FlCA

_: Re(lèxiones sobre lòs cuerpos de p1;eferencia, considerndos como 1·ese,rva.s de bata.l7a, por el b rigadier D. CARLOS GAERTNER. - Qominciando dagli ùnmortal-i di Serse, il brigadiere Gaertner ricorda _i fasti di tutti i corpi scelti di tru ppa n ei va.rii eserciti celeberrimi cli tutte le età, e sembra voglia v en irne a c.onchiu<lere coll' utilità loro ne' moderni eserciti non meno ch e il furono negli antichi. Il si gnor Gaertoer incontrerà, non v i ha 1ubbio, .moJ1i oppositori nelli sua tesi, i quali sosterr anno che l'istit uzione de' corpi scelli va a scapito del riman ente esercito. · Noi, senza. essere fq. ·q uesti, crediamo pèrò che 1ali corpi non sono com patibili che nei grandi eserci ti e~ in fon itate proporzio9i, e ciò appunto per evitare l'inconYenieùte or ora indicato.

- Resullado del despilfan·o y mala administrnci on de marina, por el corone!, capitan de fregata, D . .1'.l1G UEL Lollo. E questo uù primo articolo intf:so a vivacemente accusare il 1

mod1;orno 'sistema amministrativo marittimo' della Spagna, incolpandolo di prestarsi troppo alle dilapidazioni ed alle malversai::ioui . Nulla di~emo di' cotali private q uerimonie che a noi per Ìl u1la in L eress'a.110.

La 4.samll!ea del !ijtrcito y Arnwiì,i. (~fadr'id, N. 2-'- novc~nbrc ,, 186Ì) .

.J

Estiidios sobre la organizacion del ejercito espanol, por el ~cno!.' ge_n eral C.uoNrn. - Qnesto pimo ar.ticolo è come i pro•

un

1egomeni dJ e;;tesò lavoro intorno a l riordi namento ùiili'tare della Spagr~a, ed i l suo contesto, basato su i sodi ·principii cleÌl à filosofia m_il1tare, . pronwtte uu seguito in teres:;an te . Ne 'ragion er ~mo dopo che colla lettnra _d ell'i ntiero scritto avrern 'potuto forc1 un com plelo criterio sul merito intrinseco del m edesi.rno.

A nalisis c1·itico cle lei t~~tfca de guerr'i,llas del exc.o se-no11· marq-uès del Duero , por el b, igadier Don ANTONIO SANcP.cz

o soR IO.

. S(·gue' l'a nalisi critica in torno alla tattica dei bersa.: g lieri progettata dal marchese dd Due:ro pella fanteria le~aera s~agnuola, !a quale r iassumemi:no per rnmmi capi nel fasci~olo cli novembre. -· ... -

- Algu nas_consideraciones sob1·e la ca~alleria, y .sobre s-u actual réglamenlo tactico en Espaiiia, por un jefe di caballer ia. - Sono queste alcune g iudiziosissime c ritiche intorno a parecchie correzioni del regolamento d'esercizio· per la cavalleria spagnuola, desunte in massima da quanto' già si J?raticò DEl1le a ltre cava,lle1:ie .

- S1.1,p1·esion de las companias de pre(erencia, por el capitan D. ,JosE SANJUAN. - Quèsto articolo intende a dimostraré l'uti lità. di sopprimere nei corpi le com'pagnie scelte, co'mechè rese ineompatibili cogli a ttuali m etodi della tattica, sia per rispetto all'arman1cnto, sia per rispetto alle moderne formazioni delle - truppe pel combattim~nto, oppugnando in cotesto senso l'artico!<;> -del_genera i~. Nouyilas, sul quale ci ·estendemmo in lunghicommenti nella Rivist'a: _d ello scorso mese.

A N~•-

V!. \"o! li. -

Hl.


282

283

BlOLI0GRAF!CA

S1ieclilkur militaire - 1a ùéccmbre 1861 _ -126e livraisou. Constitution et puissance rnilitaires .çomparées de la France et cle l'Angleterre, par M. CnARLES IVLIRTIN, lieutenant colone! de cavalerie. - Seguono · gl'interessantissimi studi comparativi sulle statistiche militari della Francia e dell'Inghilterra, dell'egregio colonnello Martin. - Ca,po xix. -- Composizione dell'esercito di seconda linea in Inghilterra. -'- Esame critico sul sistema dei volontari; l'idea della loro formazione non è n uova · i volontari del 18Q3 all'~poca in cui l'esercito francese conceu: trato suìle coste di Boulogne, minacciava di una disce~a la Gran Bretagna. - Invece dei 500,000 volontari sui quali si faceva assegna.mento nel 1860, se ne trovarono appena 150,000. - Ammontare attuale delle spese dell'organizzazione. - Impressione destata in Europa dall'istituzione dei volontari ingle;;i. - Opin.ioni diverse intorno:all'utilità _di essi volÒ;ntari. _:_ Cm1fronto c)elfat~ualè loro servizio con quello delle an~iche gqer~ Fille spagnuo!e, e . co,i v0lon tari americanj durante la guerra clell'indipenclen2a cl'Am.e.riq1, coi vo]o;J.!a.ri belgi nel 1830 e con quelk _italiani nel!e campagne del 1849 e 1859. · . Da cotesto c@nfronto storico, il signor Martìn v,iene a ,con~ chiudere che i volontari sono affatto incapaci di suppÌire' alla insufficienz~ dell'esercito regolare, come YOrrebb,e l'Inghilterra; e certamente egli non troverà uomo snerìmeutato di guerra che a lui non si associi in cotesto aVYis~, appunto perchè fonda~ sulla logica irrepugnabile dei fotti.

Sotwenirs de la ccimpagne de Crimée -

,Tournal d'un m éJecin allemand au service de l'armée russe. - Segue la ver• sione dal tedesco del diario del dottor Pflug, dal 17 aprile al 18 giugno 1856.

- Les i1istitu.tions mili.tafres en France dans les siècles der-" nie1·s, par ·M. FERDINAND DE LACOMBE (4° article). - Istituzione dei granatieri formati in compagnie nel 1670. - Sott'uffiziali ~i fanteria, cadetti ed alfi.eri: - Della riserva sotto Luigi XV e degli uffiziali in ri_forma.

La, tactique ·française réduite à sa pl'l1,s simple expression pratique. - Étude sm· les é:olutions_·de~ m:ités tactiques (bataillon et division) pour servir de trait d umon entre le ch~mp de mars et le champ de bataille. Movirnent·i in terme dii,.

Quarta ed ultima parte.

Essai sù1· la ca'IJale1·io par M. DERIGNY, lieutenant au 6° régiroent de dragons. - ( l ' article). Capo primo, dell'fo(luenza cleUe armi rigate wll'arie mil·i tare, col quale l'au tore s'induce a conchiudere ohe le novelle armi non necessitano un catnbiamento notevole nella tattica; vedremo col seguito come l'autore sosterrà l'intrapresa tesi, la quale nei termini di questo suo primo articolo, lascierebbe luogo .a molti appunti. Le génM•al Jomini sa _vie et ses écrits. - La_Rivi'.sta ·annun , ,zìava nel suo fascicolo di settembre questo recepte lavoro· dell'illustre Lecomte; maggiore di stato · maggiore nell'esereito svizzero· serbandosi di rendetne conto ai suoi lettori, appena chcuna" m;turata lettura del J ibro ne avesse posto in rilievo tutti i prco:i . Il colounello ferl P.ralP. signor I. Hiiber Saladin: ci: ha p~evenuti con questo suo articolo, nel quale sovente egli pone in risalto · i pregi dèl grande scrittore militare, non tralasciando di tributare i meritati eucomii al distinto suo biografo, che" egli. ben giustamente onora del titolo di infat·icabile discepolo di J omini. .-

Journal dc l' Armée Beige. ,-

N° i 23 e 12 4.

. Questi due ultimi numeri del Giornale Jlf.,ilitare Belga,- o da,n no d:ie assai interessanti articoli sui?cannoni rigati del capitano d'artiglieria signor A.: Dsj,Fo1naNoIR. Nel primo vi si tratta 1·a quistione del calibro,: parter..do~dal principio che la soluzione di tale quistione per le armi rigate vuo!Jessere ricercata nella diminuzione del] diametro dell'anima: della bocca di:l, fuo_co; che bisogna cioè seguire una viaJiametralmente opposta a quella anticamente ;tenuta per )e : bncche.l da.i fuoco a pareti liscie. Su questo punto~il ~signor De..,Formaooir~viene a ,.conchiuclerc che il proietto del cannone r igato da, campagna.


,284

DlllL!OGRA FICA lUVIST,I

debb'esscre il più pesanl.e possibile sotto ·il m101mo calibro, cosicchè soddisfi alla principale •~ondizione r,ecess"ria per un materiale da campo, la mobilità. Egli passa quindi a ragionare sul moto dL rotazione dei proietti nei cannoni rigati, accennando le nume:rose e svariate considerazioni a tal moto relative e delle quali vuolsi tener conto nella determinazione degli elementi cli un sistema d'artiglierie rigate, tali s0no : il prodotto, il r isul tato, l'effetto, l'azione r egolatrice e la velocità di esso moto rotatorio . IntorJJo al moto di t ranslazione la cui velocità inizialo è uno degli elementi i più irnportanli da considerarsi, il s;g, De Formanoir si fa un accurato studio della carira, dalla quale la predetta velocità d ipendo princip1lmente e viene ad infenrne che nei t iri d i campagna, allorquando i cannoni rigati debbouo principalnv•nte sparare a lontane distanze, egli è preferibile impiegare forti cariche e leggere elevazioni, perchè ad una maggiore regolarità di tiro accoppjano il vantaggio di fornii•e traiettorie pi1ì lese; meotrecbè per le artiglier'.ie d'assedio o d i piazza, che d'ordinario si sparano a minori distanze, una forte carfoa ed una maggiore elevazione daranno maggior precisione al tiro. Il passo dell'clice è pure argomento alle considerazioni del capit_ano Belga; egli ne esamina le relazioni col calibro , colla llensità e la lunghezza del pt·oietto, colla lunghezza dell'anima, colla velocità iniziale di translazione, colla velocità di rotazione e colla posizione del centro di graYilà del proietto. Sulla detivazione il signor Di Forrnanoir insiste particolarmente, cercando di fissarne le cagioni, gli effetti, le direzioni, e le leggi, donde ne ·rien poi a risolvere le seguenti questioni intorno alle derivazioni : 1° Di due proietti identici, sp:i.rati colla stessa bocca da fuoco, ma con cariche diverso e per conseguenza animate da velocità iniziali di verse , qual è quello che deriverà maggiormenle'l 2° Di due proietti, l'uno pieno, l'altro. vuoto, a venti lo stesso peso, la stessa velo~ità. iniziale e lo stesso passo d'elice, qual è qutlllo che deriverà rnagg;ior1nonte'l 3° Di due pn ietti dello stos,o pe~o, rl ollo stesso diametro,

285

dello stésso passo d'oli.ce, animati dalla stessa velocità di translazione, l'uno impiombato, l'altro omogeneo, qual ò quello che presenterà. la più sensibile dt>rin1.ziooe'l . . . 40 Orrni cosa essendo identica da a01 be le pa;:t 1, soh 1 pàssi doll';lice essenao diversi, come ~u_cce~erà la .derivazione'l 50 Tra i proietti ad alette e q11ell1 nnp1ombat1 dello stesso calibro, quali subiranno maggior cleri rnzione'l . .. Egli vien quindi a ragionare intorno al centro cl t .g~·av1 t~ del proietto, addimostrando come que~to debba avv1cina:·s1 quanto più possi_bile ~Ila punta. ~el proietto per da~ magg10r tensione a lla tra1ettorm, e s lab1lttà al moto del proietto. Egli tratta· per ultimo la quistiooe della rigatura, della_quale egli dà. la più logica soluzione, che cioè la fo:ma, le ?1mensiooi cd il numero delle righe vanno appropriate al sistema, e che non si può per tutte le bocche da fuoco di calibri diversi, adottare un metodo invariabile di rigatura. . . Dopo queste premesse teoriche intorno ~i fon_dam~ntah prm• cipi delle armi rigate,. il s_ig~o~. ~ e Fo_rmanoll', . d1sc_c nd~ a_d esaminare come cotesti prmc1pn s1anos1 osservati nei ~nnc1pali sistemi moderni d'a1 tiglieria;. sistema francese, sistema. Armstroog, sistema Whitwhort, s1~tema Wabrendorf. . Conchiuderemo questo nostro rapido resoconto col dire che questi studii balistici del signor De For~a~oir si raccomand~no non ~olo p~r l'importanza della materia ~1scus~a, ma specialm·entc per l'ordine e la nitidéz~a della d1scuss1one ste;~-

'

\


BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO TRIMESTRALE

287

' La dampag na di gi.e1·rn nell'Umbria e nelle 1l'.a'rche. · --

BOLLI~TTINO BIBLIOGRAFICO rt1RIMESTRALE

Narra7..ione militare. - 1 val. in -8 con 4 tavole litog rafiche. - Torino,' 1861, tipografia G. Ca.s sone e Comp . ....:_L. 6. Sull'ordinamento della marina militar'e itali.aria per Luic1 BoRGHI 2 voi. in-8. - TÒri no. - L. lG . · La bric'ala Milano nella campagiw cle'll'Ita.lia meridionale del Ì860: d~I colonnello W . R usTOW - V0rsione dal tedesco di ELI SEO PORRO. - Milano - - Cent. 75. Gli avvenimenti d'Italia del 1860. Cronache - politico m ilitari dall'occupazione della Sicilia iq poi - Venezia,- (16 fascicoli a cent. 63 ciascuno) . Alimrntazione clel Soldato - Merno1ia dei dottori B,1ROFFlO e QuAGLIOT'l 'l - 2 YOI. in-8 - 'fori·no, 1861 - L. 20 . _ La guerra èl'Ttalia del 1860, narrata politicamente e m1 _litarmente da W . RusTow - Versione italiana sul testo ori· ginale tedesco - Si pubblica in Venezia: in 20_fascicoli p~ess? la tip. Cecchini, a 50 cent. il fascicolo, e,~ m ~4 fasc1coli , pr~ss1 la tip. Naratovich, a cent. 75 il fascicolo.

!>'imminente pubblicazione.

: Nt:,ova applica~ione .all'armata, fascicolo in-s,· per AN;01dd SAND)lr, .ufficiale d1 marina . .:....,.· Prezzo L. 1. Trattato. elementa,re di fortifieazione campale di G. G. QoR• VE_T ~0, capitano nel corpo di stato maggiore, Approvato dal lVhn1s!!iro della guerra p·er le scuole militari. ~ 3a edizione considere-volmen_te ampliata. - 1 voi. in-16 grande. di pag. 400 con 13 tavole litografiche. ~ Torino, 1861, tip. G. Cassone e· Comp. - L. 6, : • B1·e~i cenni' teorico pratici sul fucile · rigato della nostra fanteria. - Per lo stesso. - 2• . edizione considerevolmente accresciuta, Cent. 40.

Torino, 1861, tipografia G. Cassone e Co.mp. ~ ··

· Servizio militare nei d{pa~·time-n ti, a{visiOni lMTitoriali c_ircondarii e piazze. - Compilato su l regolamento 21 giugn~ 1823 e_sulle leggi:,~ de.creti, regolamenti ed istruzioni SHccessi ve. - 1 vòl., formato diamante, - - L. 2 - ToI'ino, 1861_, tipografia G. Cassoll!J e Comp.

T,a i volumi d~lla P1ccou B1nt IOTECA nE1.t'EsERc1ro, edita: 1 da1la ti p.or.rrafia G. Cassone e Comp. - ··' • o 1 . · Serie 2a voi. 6 - Il Cod/4ce militare - Raccolta delle egg1, decreti _e regolamenti organici dell'esercito, colle modifi~~zioni e mutazioni ·sofferte a tutto settembre 1861 - vol. · umco. Serie 3• ·vol. 1 ·- Manuale delle overazioni secondari e di gue??'f'a, vol. unico. _ , Dovrmr dei solt'iif(ìzi:ali, caporali e sCfldali per domande e l'isposte - 1 volume, formato diamante,_ ~i cir~a :ogl_i 16, a cent. 60. _.,_, Contiene tutti i doveri degli rnd1v1dU1 d1, bassa forza, d'ogni grado ed impiego verso la discipliaa~ il servizio di piazza e di campagna.

Opere f1•aucesi. ~

L' Itali(} en 1860 - Esquisse des évéuements militaires et polìtiq ues par FERDINAND LEC0)(TE, major de !'état maio.r fé• déral· - 1 vol. in-8; T anrra, Paris, Fr. l.


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DlnL!OGRAFICO '.l'RlllfESTRArn

DOLLETTINO

~e général J01~ini, sa vie et ses écrits. - Esquisse biogra• ph1que et ~tratég1que, par FERDINAND Lr,;coMTE, major fédétal - 1 voi. rn-8 avec atlas - Tanera, Paris, Fr. 12. , lnstnlction sur lei pa:·tie aclive du servicè d'état majo1· e· campagne. - l voi. avec cartes et pian. - . tradui de l'allemi · ·de W. R usTow _:, Tanera, Paris, Fr. 5. ' ·

Conr§ cle 1.'opog1·aphye élémentafre à l'usage des offeciers de l'armée, par E. DE LALOBBE, capitaine d'état niajor - l vol. in-12 -

Paris, 1861, J. Dumaiirie. Fr. 6 . .

De la f'oric~fical'ior, depuis Vcmban, par PmivosT général de division. · J. Dumaine.

Rés-ultat des expériences faites par l'artillérù3 russe su les effets des canons de 4 1·ayés de campagne par J. ScHMOELzL,

2 vol. iu-8, avec atlas. -

DE

VERN01s.,

Paris, 1861,

®pere te<lesche.

avec planches, Parìs, Coréard, F r. 3.

Canons rayés. --' Systèmes Cavalli èd Armstrorw avec leurs pr?jéc_tt les et leurs fusées. Carìon monst.r e de Po;~mouth, fabri:'all'bn moderne , des· bouche~ à feu; guelques rnots sur la rés1stance dÈs bouch_es à feu en fonte de fer; feu lig u ide par N . AoTs - i vol. m-8 - Paris, Tanerà, Fr. Journal ~le la campagne dé ChiAe •1 859-60 par f;n. DE MuTRECY - 1 vol. m-8 - Paris, librnirie nouvelle - Fr . . 6.

a.

Réglemcnl s~w les se1·vices 'des armées en campagne, annofé sur l:s me1lleul's auteurs par le. capìtaioe belge DE SAVOYE. -

l voi rn-8 -

Bruxelle·s . Reclie1·che· de lei f~rrne la plus -uti:le à donne1· aiix mw·s

Das yn-euszische ·sysl0rn de1• gezogenen Feldgeschi.'ttze in Belgien, imd de·1· Zeitzii,nder, · der Armst1·ono' schen Gra,natlwdatsche, von BonMA'.'IN, I(, belgis.chen general. - 8 Dar. mstadt. -

E . Zernin - - 12 Sgr.

Techn-ischer Pionnierdienst irn, Felde. In 4 , Abtheilungen, irndr 364 in den Text enigedribcfoten abbi~d1mgen, wn CoNSl'A:, T1N WASSEnTnu, rnaJ,Or .. W ien,-E. Gerold 's $ohn. 2, 213 . Thl r.

Die mi,litdrischen Arbeinten im Felde. Tas1;henbiich fi'iir schiv0izerische offezù;re alte1· Waffen, von R. ALB.ERT, von MURALT, geivef rnajor im eid genossischen geniestab. - Bern - 24 Sgr.

ù~ revrJlement et de l'expression ta plu,s simple de leurs di-.. me~sions, . par A. M,uùmFFE, capitai ne du génie. - Bruxelles.

Etude sw· les manoe·uvres rl'infantfrfo. - Conf~rance sur 1 voi. io-8 .avec 2 planches - Pa~·is ' ,' L'a1•mée suédo-ise. - Livre 2-4, Stockolrn. PH . .M,iAss. à

lndian army · ancl civ'il service list. -

les carrés, par E. T. Coréard, Fr. 2,'50 . '

London. -

112 Rthbr. ·

-

· Ponts mil'ilaires et passages de 1·iviçres, par H.· Mn:u;rnRA. -

,1 vpl. iq-8 -

Paris, Cbsse et Dumaine, Fr. 8.

·

Etude sw· les batter-ies.casematées ,et sur -ime nouvelle bouche

vec

à (e~ par PrnoN , officier d u géoie. _:_ a 2, planches :._ l voi. 10-8. Bruxelles, Muquardt, I .ti· Sgr. .' · V,GNoT, capi_taine d'artillerie. - De l'analyse des p·1·oduils de la combustion de la poud·re consiclérée camme moyen de compar~r ent1·e elte_s les . p1·opriélés des diverses po11,dres. -

1 voi. 10-8 -

Paris, 1861. Dumaine, Fr. 2,50.

8

A practi~al treat-ise on militar·y su_,1·gery, of P. H . 8 London. _:__ Bailliére. -

HAMILTON,

Cloth, 9 Sh.

Ttw nul-iments o( ri(l,e practice 01· a syslcm o( calechetical 1instruction in 1n·elimina1·y rniislw{ry cl1·,izt; by FENTON, captain. Londo11. - Simpkjo·, l Sb . 6 d. Frnm . Calcutta to Pekin; a persona! narrative of the late war, by DuNNE, .captain. 8 Lon~on . - Sampson Low. 2 Sb.

,

Aidç-il[érnofre vo1·lai-if èt l'u,sage dris o(/ìcie1·s dtb gé>vie, par J. L,11s~'É, 4e ed1tiou, 1 'l:' o!. in-12. Paris, 1861. J . Durnaine, Fr. 12.

July 1861. -

A llen, 6 Sh.

Tactica efomenla.l cle ,i,nfanleria, por el excmo sr. general Nouv1LÀS. _ , Un tomo en-4: 24 Rs.


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BOLLETTINO

BtBLlOGRAFICO TRIMESTRALE

Consideraciones sobre la organizacion activa, la educacion y las taclica.~ dc la infanteria espariola, por e! brigadier SANC!I EZ

_ Periodico mcnsual . de cienci;' arle e histoira milita1·. - Di1·ect_or_ D. Euseb1_0 de Calonje, ma1·iscal de campo. - Madri~, ~irig. al admi. t d nis ra or dn., la Asamblea, D · Antonio Ruiz G1menes, calle · · de d· Pelago, N. 69. - Si pubblica m ensilmente per fascicoli t

Osoruo. -

Dos tomos eo-4. -

40 Rs.

Geografia islòrico-militar de Espana y Portugal, por el · corone]

ARTJ,:CHE . -

Doa tomos, -

38 Rs.

Agenda mil-i,tar, por el mismo autor. R ecopilacion de cunntos da tos y conocimientos pueden ser necesarios à los oficiales de todas armas en el servicio de campana, sacados de las obras mas nuevas y acreditatas de nuestro pais y del extranjero. 12 Rs. Descripcion y mapas del imperio de i11arruecos, por loscoroneles don J ost Gomez de AnTi;CHE y D . FRA11c1sco C uELLo; con a lgunas consideraciones sobre la iruportancia de la ocupacion militar de una parte de este imperio. - 16 Rs. Relacion de los sucesos de julio de 1856 en lllad1·id, publicarla por La, Asamblea del Ejército. - 4 R s. Sitio y 1·1mdicion de la Habana en 1762, publicado por La Asamblea del Ejército, con uu plano. - 4 Re. Cr6n·ica de la gue1·ra ult·ima cle Italia, pu blicada por La Asamblea del EjérciLo. - 4 Rs.

LA

AsAMDLEA DEL EJERCITO Y ARUADA,

90 a 100 pagine iu-80, al prezzo annuo di 100 R v n. per

b · er Ce He1·a,u.sgege en von ein sellschaft deutscher offìzicre und rnil itdrbeamte~. - . Da1·m: stadt Eduard Zeroin. - Si pubblica per c1uadern1 s~tt1manah . 10' paame · · 4° 4 delle quali dedicate esclusivamente 10 - , il d1 0

l'estero.

ALLGEMEINE mLTTAR-ZRITUNG . -

,· a resiconti e,l annunzi· b'1bl'10gra fic1. per l'estero.

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Las instituciones de seguridad publica en Espana y sus dominios de ultmmar ; bosquejo històrico y reglam en torio, por e! brigadier C1nsP1N J1MENEZ de Sandova l. Un tomo. 10 Rs. 'tAuL1Al'(O GAETANO

Periodici militari esteri coi 11m,1i la R1v1srA fa il cambio. LE SPECTA.TEOR ~IILITAIRE . - Receu.il de science, d'art et d'hi• stoire mililaire. - Paris, 'M. Noirot, directeur-géranl. Si pubblica per fascicoli di 10 fogli di stampa , in-8°, al 15 di ogni mese, al prezzo annuo di L . 45 per l'estero. - Ogni numero separato L. 4 in Parigi (A Torino, dirigersi alla libreria Bocca) . R&VUE MILITATRE soissE, dirigée par F erdinand Lecorn te, majo1· fécléral. - Laiisanne, imp1·imerie Pacbe. - Si pub· blica a fogli di 16 pagine, due volte al mese, al prezzo di L, 6 annue, oltre le speae di posta per l'estero.

Gc·r.mte.

•


INDICE DEL VOLUME II. -

ANNO VI.

I

1

Ottobre . .

A

f

r

I

Nuova applicazione all'armata . . Pag. La d ivisione di riserva nella campagna d 'Ancona. . » Genio , arte e scienza mili{are :,!la 1irima esposizione italiana in Firenze. - Nar1·azionc compendiosa » Rivist'a tecnologica . ,, Rivista statistica . . » Rivista bibliografica . »

3

36 58 73 81 9~

~ovemln•e.

Studi sull'organizzazione di un esercito . . . . . . . . Pa,g. Nuova applicazione all'armata - (con tavola litografica) . . . " Risposta del generale Rcnard alle critiche del capitano Vundensandc ,, Rivist\l tecnologica . " Ili vista statistica . . " Rivista bibliografì('a . » Necrologia. . . . . ,,

105 IH 1:,8

172 17 7 181 198


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!~DICE

DiCCJllbre.

Studi s ulla cavallcrin n ollo spirito della t allicn m oderna e del nuo1•0 ordinamcnlo delrcscrcilo italiano . . Pug. Delle nrliglieric da fuoco italiane del secolo xiv e specialmente rii una spingarda e di due bombarde esiste n ti nel R. museo d'al'tigtieria (con tavo la li tografica) . " La sn pr csio n dc las compaflias de cazadorcs poi· c l generai Novillas . . • » R isposta del geucralc Rcnard alle critiche d el capitano Yandcnsande • n Rivista tecnologica . ,, Rivis ta s tatistica . » Rivisto. bibliografica » Bollellino bibliografico trimcstrolc .

201

209 23Z 246 259 273 280 286


\ TE ec~HIJt

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SPINGARDA DEL SE COL(

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Ri5ia11ro della e ,S (

Canna Yeclula superiormente al Focone.

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XIV. NEL

MusEo

D1 P1RT ~ IN TORINO

Clnna. conico-Jin camnanata.

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131a di 1. a 5. .I

Sezione sul piano verticale per 1' asse a_e]}a S_pi n8arda, col Can non,e caricato. a. .I.uosio.

I

J 1 I

1


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