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RIVISTA MILITARE 1860 TOMO II

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RIVIST J\

MILITARE '

ITALIANA GIORNALE MRNSlrn

I llllllO "·· -

Voltnn.e :n .

TORINO,

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860

· TIPOG!HFlA ED!Tl\lCE G. CASSONE E COi'lll'. Via S. Francesco da Paol~., N. !). f

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·sTUDI COMPARATIVI SULLE

srl1ATISTICHE MILITARI DEG.LI SfATl l~UROPEl

Proprietà Letternria.

Base indispensabile d'ogni calcolo di politica militare è la cÒgnizione, t1uanto perfotta possibile , di tutti gli ele.menti di pot~nza e resistenza , ~ di tutti i mezzi di guerra del nemico. Il percbè es3a è ugualmente necessaria ed all'uomo di Stato pel governo polilico della nazione e per le snc direzioni diplo~ matiche, ed all'uomo di guerra per la co~1binazione e per · la condotta delle operazioni militari. Onde ottenere cote.sta essenzialissima cognizione è d'uopo penetrare in ogui interna costituzione politica e militare dello Stato nemico, consultarne le sliJtistiche annuali, razzolare attentamente nei più intimi rapporti fra gowrno e governati, apprez-


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zare con occhio pratico e 5icuro tulli i mezzi suoi morali e materiali: istruzione, qualilà morali .,e naturali rclio-ion1J opi. ' b , nioni predo1~1inanti, allilucline militare, industria, commercio navigazione, agrico,ltura, finanze, imposte, ecc·. ; lavoro qucst~ allreilanlo diffic ile ed estesissimo quanto importante, ed il quale" necessita il concorso di nnmerosi individui, ciascuno de i quali abbia il s110 particolare còmpito , cui attenda con coscienza e rigorosa esattezza, nello spirito e nel!' interesse del còmpilo gene,·ale. ' ' · Di più, le notizie statisticbe non constatano l'esistenza di fatti immutabili, e permanenti , ma bensl quella dei fatti _attuali e momentanei , epp2rciò variabili col variare della situazi011e e delle condizioni di tempo, per cui l'investigazione statistica' riesce un lavoro di osservazione ·assidua ed incessante. Ed opra è questa, la qnale per sua mole ed intrinseco valore il · solo governo può intraprendere, dirigere. e continuare, va~ ·1endosi all'uopo de' suoi agenti .diplomatici o di speciali mandatari scelti nei varii rami di servizio , e speci;ilmentc fra gli uffiziali del real corpo d'elio stato- inaggiorc; nè vi ba spesa nè cura che un, ben avvisato governo possa risparmiare a tale oggelto. , Certamente che il governo _nostro, non men degli altri , possederà attualmente ne'suoi atcbivi preziosi documenti sulle statistiche militari degli Stati Jìnitimi, e . si studierà di accrescerli ogni anno, di mantenersi àlla correute, specialmente inverso que' Stati coi quali sono presumibili le più prossime coilisioni. l\'Ia questi documenti l10'n sono cònsultabili da tutti coloro che _avrebbero utilità e necessità di conoscerli, quali sono tutti quelli che voglion_o seriamente dedicarsi a studi militari od occuparsi delle storie guerresche , ( deputati , i pubblicisti, e quanti altri. Ed i militari tu tti, rivestili di un. grado, debbono · trovarsi al caso.di poter e~uamente apprezzare il nemico col

SULLE STATISTICHE lll!LITARI DEGLI ST,\ l'I EUROPEI

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quale debbono misurarsi, cpperciò banno mestieri di aver dati precisi sull'organizzazione militare, sull'armamento, sull'equipaggiamento, sulle teorie mil itari, ecc. delle trnppe stranirre, anche onde trarne pro per quelle parli tbc meritano imitazione. , Ilaillot in Francia è il solo, a nostra cognizione; il quale abbia cercato di raccogliere ordinatamente le statistiche militari degli ~Lati europei; e l'opra sua commenclevolissima, tuUocbè vi si rilevino gravi inesalleize uumcriébe , rimase incompleta finora, poiGbè non vi si parla nè di Sp~g1)a, nè di alcuni altri Stati minori. Vero è ,bensl (e già l'abbiam delto) cbe le statistiche sono variabilissime, specialmente per la parte numerica, e ebe perciò un'opra di tal falla giammai potrebbe dirsi tìnita; tuttavia le basi politiche e costitutiv~ di una nazi_one non so'no cose troppo fac ilmente mutabili, ed è questa , la.parte sostanziale, che conviene studiare, analizzare, discutere e comparare in un'opera statistica, lasciando poi ai period ici di riferire mano man0 i mutamenti numerici, o di pura forma. - In questo senso un lavoro ·di statistica militare può farsi fin ito. Noi p~rò non abbiamo fiducia di poter qni accingerci a tanta opra, per la quale, oltre agl i elementi ed ai mezzi, ci difetterebbero le foTze; ma lasciando al governo di provvedere a che una Commissione d'uqmini dell'arte, cui siano aperti ,gli archivi di Stato e sia abbondantemente for.nito ogni 1nezzo, s'occupi di questo lavoro, altrettanto gravè quanto importante, uoi ci limiteremo a riferire , bm1i noiìoni di statistica milil~re sui pa<·si finillirni, le quali , a ,difello di meglio, bastino a fornire agli uffiziali dell'esercito italiano quelle principali cognizioni che loro sono indispensabili intorno alle costituzioni mili tari degli eserciti stranieri.

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STUllT CO}!PARArrn

I.

STAT!S1'ICA ~ULITARE DEU,' IMPERO AUSTRIACO

CAP O PRIMO 1'' I,

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ARTI COLO

1°

Costituzione politica. I/ impero d'Austria, politicamente parlando, non è u0a nazione' , non <) un corpo che viva di vila omogenea e natmale esso è un vasto meccanismo governamenlale, risu Itante da un~ forzata transazione fra popoli eterogenei per origine, per idiomi, per çostumi, pe~· vicende storiche, per religione, non che per viste e consuetudini poli ti che. Quattro elcrirnn li cli discrepanti nazionali Là vi sono tirannicamente aggrnppatì: tedeschi, slavi, greco-latini e asiatici; e di questo amalgama anormale non fu, nè sarà mai possibile di costituire quel tutto omogeneo e compatto il q.unle chiamasi nazione, e che costituisce la vera grandezza e prosperità degli altri Stati europe'i. Per quanti rigori, per quapta ostinatezza vi adoperi l'austriaca nutocrazia, non le riuscirà mai d'unificare clementi cotanto discrepanti . di loro natura ed incomplessibili; per.quanto ella si affanni ogni giorno pili nel ribadire i chiodi .a ferrei cerchi pe r tener connesso e ritto il disgregato edifizio, ch'ebbe già tanti cl'Olli , tale è la

S ULLE ::lTATlSTICJIE ) f!l.ITARI DE(1L! STATI IWROPi,;I

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potenza progressiva dei principii dissolvenLi, i quali ogni giorno più il tarlano e sforzano, ch'è it?minente l'ora dello sfasciamento suo assoluto. L'azione apparente del governo non è la stessa prr tutti i paesi della n1ona;.chia, ma l'azione reale è per tutti quella invariabile del despotismo. - La Dalmazia, i conf.ìlli rn ilitarf e rllliria sarebbero le sole provincie soggette al governo autocnitic9 assoluto ; le allre provincié ll\'r,ebb~ro di rillo a particolari costituzioni di principio · rappresentativo, e fra t.ulte specialmente l'Ungheria e la Transilvania, presso le quali il potere feudale è tuttavia preponderante. - L'at.luale imp~ratorc, onde ottenere l'unità politica e amministrativa (tentando ostinatamente l'impossibile), aboliva le prische costiluzioui cui ciascuna provincia era gelosamente legata, come all'ultima larva delle sue manomesse libertà; e dopo qualche anno (nel ·18M) statuiva un sistema di rappresentanza provinciale, identico per tutto l'impero. Sistema di rappresentan?.a apparente e piuttosto derisorio, avvegnaccbè i deputati scelti dal governo fra i suoi pii1 ligi erano dul medesimo salariati per la massi1iia parte (a spese però delle provincie) ..... Ma invano..... poiebè i popoli accettarono i! benefiz io imperiale con quel dispre~io _che ben si valeva..... ed oggi sotto la pressione indomt1bile delle intestine convulsioni, i;he ogni dì maggiormente infiet-iscono in ogni terra austriaca, fu giuocoforza gi~tar l'ultimo dado, tentare il palliativo estyemo, ritornando all'antico sistema discenl_ralizzanle; e le larghezze imperiali che oggi menano tanto rumore nel mondo au tocratico, quasi come I' imper<1torn austriaco avesse peccato d'eccessiva magnanimith (mentre invece, in termini po · ~ilivi·, altro non sono cbe un allo di confessata debolezza), sono oggi mai nfoneta sprecata, di cui tulli conoscono, ii valore intrinseco...... I ·


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BTUDJ , COMPM\A'l'i \'I

• ARTICOL O

#

SULL E STATISTICHE MILITARI DEGLI STATI EUROP EI

2°

Cenni ·storici siill'irrvpero.

La storia del,l'Aastria intimamente collegasi con quella degli imperatori che ne hanno il dominio. Essa era ai tempi della romana potenza im quasi ig11oto paese, compreso nella provincia del Norico e della Pannonnia; fu invasa nel v secolo dai barbari che irruppero rÌella Germania , e passò più tàrdi sollo la signoria di 'Carlo Magno. Nel 922 venne da Enrico l'Uccellatore eretta in margravialo, poscia in marchesato, e finalmente in ducato_verso la metà del secolo rn. Oggetto di contese e di guerre tra Ottocaro II re cli Boemia, e Rodolfo , d'Absbur(ro o imperatore, venne definitivamente in podestà di qaest'altimd, dal ~ualc fu tras~essa a suo figlio Alberto come 9ominio della corona impl'riale. Morto Albe(·to ( 1308 ), il trono imperiale fu occupato dai principi di diverse famiglie, finchè nel 1438 richiamatovi Alberto Il, il ducato d'Austria non uscì più dalla casa cl'Absburgo, ed ebbe nel- 1453 il titolo d'arciducato. Sullr.) scorcio ciel xv secolo ebbe llll grande iDCl'ernento: Mai,• similiano ( 114-77) sposò Maria figlia unica di Carlo il T~merario : 1 7 prnvincie dei Paesi Bassi, e la Franca Contea furono la splendida dote della figlia del duca ' t1i Borgogna; la co11tea di Gorizia e il Friuli e alcune parti della Davi·era avute per successione, vieppiù rafforzarono l'impero. Nel 1 496 l<'ilippo il Bello, figlio di .Massimiliano, ottenuta in moglie Giovanna, prole di Ferd inando il Cattolico e di Isabella di Castiglia, ne ebbe due figliuoli, Carlo e Ferdinando. · Il pri~o cli questi, celebre sotto il nome di Carlo V, fu el'ede · dei paterni posse.dimenti nei Paesi Bassi (-1 506), e di tutta la Spag'na alla morte di Ferdinando ('15·16) non elle dei regni di Napoli e di Sicilia, di Sardegna e d'America, che la Spag1;a 1

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teneva sotto il suo scettro. A sì vasti Stati aggiunse egli nel 151 9 gli altri a cui ave~1a diritto in Germania per' la morte di Massimiliano; e divenuto , imperatore n'on s'era più veduto in · Euròpa , dopo i giorni di Carlo Magno, un principe tanto po-; tente. Mentre Cortes impossessavasi per lui del 1\1,cssico, e Piz• zarro invadeva il Perù, ~gl i conquistava il duca lo di Milano ; dal ohe, qnasì come soverchi , lasciava al fratello. Ferdinàndo i ' possessi ereditari in Gc~rmania. Ferdinando, eletto re dei Romani, non cin~e la corona imperiale se - non alla -morte di 'Carlo (~ 557); ed acquistando così le corone d'Ungheria , di Croazia e di Boemia, fu lo stipite del ramo tède~co della sua .schiatta , come suo nipote 11'.ilippo era stato quello del ramo spagnuolo. Insospettita della gran poteuza a cui era venuta la casa d:Austria, l'Europa i~tese, cluran~e tutto i~ secolo ~v1 e xv11, ad abbassarla. Nel •1648 Ferdinando lil dovè cedere l'Alsazia alla Francia, compensatone da qnella parte d'Ungheria. éhe tolse ai Turchi, e dalla Transilvania. Spenta la stirpe dei reali di Spagna nel 1700, \'arciduca Carlo dispu tò a Filippo V quello scettro ; se non che la morte di ·suo fratello, l'i mperatore Giuseppe J, , avendolo chiamato al retaggio d'A,ostria, gli altri principi non consentirono cbe egli asseguisse queìlo scopo. Alla pace cli U'trecht .( 17'13) Carlo ·VI oÙenne i Paesi Bassi spagnuoli, Napoli, Milano e Sardegna. Nel 1I 720 mutò la Sardegna nella Sicilia, nel ·1735 ced~ quel!' isola insieme con N.apoli all'infante Don Cado, figlio di Filippo V. Nel 17,18 le vittorie del principe Eugenio di Savoia contro i Turchi fruttarono , all'Austria Temeswar, la Servi a e parte della Bosnia, possessi perduti poi alla _pace di Belgrado (1739). ,· Alla morte di Carlo· VI ('I 7 40) il vasto retaggio fu pure conteso all'unica figliuo la che lasciava Maria Teresa, moglie del gran duca di Toscana France.sco dì Lorena; e da quel tempo ebbe principio la .casa d'Austria-Lorena. Maria Teresa ceclè la 1


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Sl'UlJI cmr.PA!L\TJVI

V

,

11 per lo addietro. Ristanràto in trono il re di Napoli, e abbattuto una seconda volta Napoleone, l' imperatore d'Austria sottoscrisse poi (1815) coll'imperatore di Russia e!! re di Pru,ssia il trattat~ della Santa Alleanza, col quale quelle potenze dopo essersi messe d'accordo nella divisione dègli Stati, si guarentivano reciprocamenle i loro possedimenti. La rivolmione del 18-4..8. costrinse la famiglia imperiale a fuggire da Vienna: I' insurrezione italiana, l'ungherese, e quella terribile sollevazione di Vienna, nell'ottobre, parvero minacciare lo sfasciamento dell'antica monarchia; ma la disciplina delle milizie-rimaste fedeli, la forza delle 'iraclizioni, e più di tutto \'intervento dei Russi in Ungheria impediì-ono che ciò segni~se. - Fu tuttavia lremenclo ed insolvente iI crollo ricevuto (1). ' - Addì 2 dicembre 18 48 abdicava l' imperator'e Ferdinando, ed as.~umevasi al trono Fattù'ale imperatore ·Francesco Giuseppe, suo nipote, e figlio della fam osa arciducliessa Sofia; - 60! diciottenne imperatore inauguravasi , per l' i~pero tutto Lin'era del più crudo dispòlismo; - sciolte le Diete e i comitati, o costretli dalle baionette a volar;, il capriccio imperiale - calpestate le vecchie costituzioni -- sconvolta la prisca divisione pol itica - stati d'assecl ii incessanti, fucilazioni , patiboli, devastarono ogni regione dell'impero, e pria delle altre ìa generosa Ungheria e_l'llalia, le quali dopo eroici sforzi...... mal c!iretli e sconnessi ...... ricaddero oppresse sollo i\ poudo della forza materiale della trionfante tirannia....... U sire auslriac·o, non sazio di tiranneggiare quei poveri 11aesi della Corona, volle per anco estendere la sua influenza -sul governo dei fìnittimi principati , e far di qlieste allretla11te provincie austriache sia cli nome che di fatto. Ed i piccoli tirannetli, suoi aflìni , di Modena, Parma, Toscana e Roma, afforiandosi del colosseo appoggio, non vergognavano di ÌHostituirsi a st abbic!ta senilità, facendone anzi ogni cH SULLE STATISTICHE MILI T ARI DEGLI STA'.1'1 EURÒPEI

maggio1· parte della Slesia alla Prussia, una parte del ducato di Milano alla Sardeana, il ducato di Panna ai Borboni· Ut,O ·>cro-iuu~" -.\., al resto degli Stati paterni la Gallizia, smembrala dn lla Polonia n~l f773; l~ Buccovina che nel 1773 i Turchi la cederono, e le provincie bavare ottenute col trattato.del ·I 778. Dopo 4,0 anni di regno lasciò la corona a suo fig lio Giuseppe li, a cui ' successe (ti 790), ma per breve, il fralcllo Leopoldo lJ , granduca · di Toscana, indi Francesco H (•1792) al quale la Froncia mosse guerra. 11 trattato di Campoformio ('l 797) tolse all'Austria- i Paesi Bassi, i ducati di n{ilano e Thfantova, la Brisgovia nella Svevia; perdite compensale dalle provincie di:tila tradita Re~ pubbl ica veneta. Colla nuova coalizione .dei nemici della Francia, l'Anst1h ripigliò ('1799) tutto ciò che aveva prima dovuto cedere, ma la battaglia di Marengo (1800) la costrinse a rilirar~i dietro all'Adige. Alla pace cli Lunevi Ile ( 1so,1 ) Francesco H rinunziò alla contea di Fall<enstein in Lorena ed al Frickllia! sulla sinistra del Reno; nel 1801- , a-,sumeodo H titolo d' imperatore d'Austria , ri un\ i suoi Stati ereditari. Entrata ·l'Austria 1.1el ·I 805 in una terza coalizio~e contro la Francia, dalla JJattaglia d'Austerlìtz fu cos,lre!!a (pace cli Prc3burgo) a lasciar tutti i suoi possedimenti italiani, siccome pu re il Tirolo, avendo .per solo risarcimen to Sa!zburgo. · Nel •1 806 , formatasi con Napoleone la confederazione del Reno, li'ranccsco li depose la corona imperiale di Germania, e prese come imperatore d'Austria il nome di l•'ran·cesco I ; ma avendo poi partecipalo alla quinta . coalizione ('1809) vide i suoi- Stati invasi , e dopò la battaglia di Wagrain dovè egli soscrivere la pace cli S,:hoeubrunn; che gli tolse uùa parte del la Carintii:l , !a Carniola, la Dalmazia, i fortilizi croati, una parte della Gallizia e Salzburgo, 1:nparentatosi,con Napo leone, affQrzò (l~H 2) coìle proprie schiere quelle del genero per !a fatai guerra di Russia , ma venuli i disastri nea'csercito francese, si chiarì nemico di N«poli onc e ricuperò coi trattati del I 8 ·1 4,. e 1815 qnan to aveva perduto ,

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0

(1 ) Dall'Enciclopcdìci Economica.


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STUIH CO~IP,IRAT!Vl

SULLE STATISTICHE MILITARI DEGLI Sl'A'fl J,:URO.PEI

maggiore baldanza...... ,:. Ma rimaneva ad estremo baluardo della dignità Jtaliaoa, a ·crogiuolo della rig<'nerazione d',ltalia, uo breve tratto di ttu.est~ terra, proclamato libero da un magnanimo prence che, tutto sagrifkando e sangue e se.euro sull'altare della patri~, abdicava, o poco 9opo moriva m.irtire dell'indipencleni.a d'Italia , lascii.lndo per retaggio al prode suo figlio le sue generose aspirazioni il dirillo d' intitolarsi il primo soldctto dell'indipendenza d'Italia. Forte del suo diritto, dell'alleanza fran cese, e più di lLltto dell'amor cle'sooi pop'oli e di tutli gl' Italiani , iI Re Galantuomo, prestando benevolo orecchio al grido di dolore degli oppressi fratelli , sguainò nell'anno scorso l'invitta spada , che costò il tròno ai priucipotti austriaci, ed ali' imperatore la Lombardia; - ed anche la Veneiia sarebbe libera e congiunta, se ragioni prepotenti cl' interesse europeo non ci avessero imposto il trattalo òi Villafranca, che quell'amata .terra nostra lasciava per anco in balìa del feroce e 'vend icativo dispotismo austriaco .....

nell'impero russo. All'est la Podolia ed una striscia della Bessarabia russa ed il principato di Moldavia. Al sud i principati di Valachia e Servia, la Bosnia e la Croazia ottomana , il mare Adriatico e il basso Po.·Acl · ov~st il Mincio che ·separa la Venezia dalla Lou1b,\rclia, la·Conf'ederazione svizzera e il regno di Baviera,

e

ArtTICOLO

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4,"

Divisiòne etnografica nnme1·ica.

Tedeschi . in numeri rotondi,. abitanti 8,200,000 ,15,060,000 Slavi . Asiatici (Mi.lggiari, Giudei, Armeni, ecc.) 6,520 ,000 5,7,10,000 Greco-Latini (Italiani e Rumeni , ccc.) Totale 36,390,0 00 ARTICOLO

5°

Divisione col'ogra(ica e politica.

Secondo la suddivisione politica del 1SJ.9 (4 marzo) l'im, pero è costituito dei segoeùti paesi della Corona: 1

ARTICOl.O

3°

Limiti geo grafic i.

L'impero d'Austria si estende fra 1'8° ed il 24-° di longitudine orientale, e fra il l2° o 51° cli · latitudine boreale, com.prellrlendo una supèdìcie terrestre di 64-i:>,81}2 , chilometri quadrati ('1 ), popolati di circa 36,000,000 abitanp, cioè circa M- abitanti per chilometro quadrato. Al nord ha per confini i rcgi1i di Bav iera e·di Sassonia, la provi~cia prnssiana di Silesia, il r~gno di Polonia e la Vo,llinia (1) Dei q11ali r,,,8,9G5 produl.li vi, il pcrchè la moggior ricd1czza del 1iacsc è .l'agricola.

l 1 0POLAZION E

1,714-,000 75 1),000 1 54-,000 1,095,000 346,00 0 505,000

Austria Inferiore . Arciducato d'Austria Austria Superiore · Salisburghese . , Ducato di Stiria , l Carinzia . I Carniola . Regno d'Illiria_<l Liltorale (Gorizia, Gradisca , . Istria, Tricsle) Contado del Tirolo é Voralberg llregno di Boemia . . Tutargravato di Moravia

· 6·13,000 925,00 0 4,800,00 0 1,972,000

Dct njJOrtare

12,879,000

l


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STUDI COMPARATI\'!

Ducato di Silesia Regno di Ga\\izia e Cracovia Bukovina , I Regno di Dalmazia Regno della Venezia Regno d'Ungheria Voivodia di Servia e Danat:o di Remes Croazia e Slavonia Principato di Transilvania Frontiere militari

•

,J 2,879,000

479,000 5,056,000 430,000 432,000 2J93,000 8,7H-,00O 1,57 4-,000 967,000 2,285,000 ,1 ,054,,000

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15

SULLE STATISTICHJ, MII-l'l'Altl DB(}LI STA'l'I EURO!'EI

RijJOl'lO

.Totale 36,393,000 L'arciducato d'Austria, il ducato della Stiria, il ducato della Carinzia,- quelle della ·caruiola, il lilloralè illirico, il contado del.Tirolo ed il Voralberg ,·· il regno di Doemia, il margravato di Moravia, la Silesia ed i ducati di Auschwitz e Zator (in Gallizia) fanrio parte della çonfederaz.ione gernJanica, entrando per 9,482,227 anime nella matricola federale, clic sale in tutto a 30,3tì4,,i,90 anirrte (censimento 185\)).

'

5° Comando generale d'armala e tcrril-orialé della Venezia, della Carinzia, dellà Carniola, de-I Tirolo e dell'Illiria. -: Sede a Verona. - Suddiviso i[i 4 comandi d'esercito, .che banno sede a Verona, a Treviso, a Padova ed a leibacb. 6° Coman,do generale d'esercito e territoriale dell'Un~ gheria. ---: Sede ad Ofen. 7° Comiindn generale ,territoriale della Transilvania. _:_ Sede a I~ermanns_tadt. 8° Comando ge11erale territoriale-del Banato e della Voivodia' di Servia. - Sede a Temeswar. 9° Comando geuerale territoriale della Croazia, e della Slavonia. - Sede ad Agram. 10° Comando gene!·alc te.rritoriale della Dalmai;a. -Sede a. Zara. A capo di ciascun comando generale, èol titolo di governatore e comandante d'esercito bavvi · un il1aresciallo dell'impero, con nno stato-maggiore composto di 3 capi sezione, cioè: 1rn yffiziale superiore del corpo degli aiutanti, uri capo di statomaggiore del corpo dello stato- maggiore generale, ed un ·commissario superiore della guerra. - fooltrc, ai comandi generali" 5°, 6°, 7°, S°, H aggiunta una specie di vice governatore, ad latus del governatore genernle. 0

An~·1c0Lo_6° I

e

))i-visione di governo militare. '\

Tulio l'impero è -diviso in 1O gran comandi: 1° Comando gen-erale territori~le dell'alta e bassa Austria, del Salisburghese e della Stiria. - Sede a Vienna. '.2° Comando generale te!'l'itoriale della Boemia. - Sede a Praga. 3° Comando generale territoriale della l\Joravia e della Si lesia. - Sede a BrUnn. ~,o Comando generale territoriale d'ella Gallizia e della Bukovina.. - Sede a Lambcrg..'

AnTICOLO

7°

Gov erno civi le.

Ammùiistra.z-ione cei!trale ('I). - L' impe;·atore governa lo Stato secondato da un ministero e da un consiglio aulico. J· ministri sono responsabili del loro operare al solo imperatore. (1} Sistema di govcmo prima del 184S, al quale oggi si li ritornato col decreto imperiale-, che restituì a ciascun paese le prische costit uzioni politiche.


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STUDI COMPAR1TI VI

Dodici sono i dicasteri ministeriali austriaci : IO La gran cancelleria aulica, presieduta dal gran cancelliere del!'. impero; essa. comprende tre divisioni, le quali hanno i loro cancelli~ri particolari per 'l'arciducato, pei· la Uoémia, per la Gallizia e pel Vèneto; l'Ungheria e le frontiere militari hanno uno speciale govei·no. 2° La Commissione della pubblica istruzione, con un capo, lé di cui attribuzioni si estendono. su tutti gli Stati eredHari, in parte direttamente ed in parte indirettamente. 3° Un comitato tli legislazione. 4°, ta polizia suprema e la Commissione cù censura, cbe si •estende su tutto l'impero, eccetto l'Ungheria e la Transilvania; • 5° .Una c_orte suprema di giustizia, eccetto per la Venezia, che ne ha una speciale sedente a Verona. 69 Un Consiglio reale per l'Ungberia e paesi annessi , presieduto dal cancelliere d'Ungheria a Vienna. 7° Una çancelleria per la Transilvania, con sede a Vien na1 8° Il consiglio delle finanze. 9° 11 consiglio generale delle _monete e delle miniere. ·I 0° La nuov·a camera di commercio. · 11 ° La direzione generale dei conli. 12° Il gran consiglio aulico di guerra, il quale si occupa di tutti gli affari militari , sia in riguardo ~lla politica cbe all'amròinistrazione e alla giustizia mi litare, non che alle supreme direzioni della guerra. ,. Ammùiistrazioni provi11ciali. -- Ciascun paese della Corona è poi diversam.ente amministrato, secondo leggi e forme di go- · verno particolari ( 1 ). Ogni provincia d~ll'impero è retta da _un 1

(1) Come già altrove abbiamo accennato, rrucste costituzioni particolari erano state abolite nel 184S, e nel 1854 venne decretato un sistema unico di rapprf,sentanza provinciale per tutto l'impero, ma in questi gioJ'ni si è r itornato all'antico sistema; ceco pcrchè noi esponiamo l'ant.ico modo di governo per ogni provincia.

17 governatore civile, e dividesi ,in circondari o reggenze, e questi i n distretti o capitanerie, alla direzione delle quali è preposto 0\1 amministÌ'atore imperiale civile, ed un capitano, un com missario militare, un ingegnere, un tesoriere ed un ullìzialç ciel . ,eorpo sanitario per l'amministrazione militare; i distrelli si , sudd ividono poi in mandamenti e comuni. , , Nell'arciducctlo d'11ustria; così come nella Boemia, nella Mo~:ravia, nella Slesia e nella Stiria sono costituiti degli Stati Ml · .assemblee provinciali, composte di, ;i. classi di deputali: qucll:i del clero, quelli della nobiltà su periore o d@ i signori, quel li1 · •della .nobiltà inferiore o dei cavalieri e quelli delle ciuh reali .. l loro deputati si riyniscono in .assemblee .generali alle epocbe determinate dall' imreralore, e_sotto la presidenza di ·.un commissario imperiale ; le loro funzioni si limi tnno'a trovare i morii onde eseguire le volontà del governo ; niun loro ricorso o · prop~sta può essere di.retta alla Corona se non aiiprovata daL presidente o dellata chi! governo. .Nel!' inle1wallo delle sessioni, una Commissione- ge,;manenle si occupa degli affari correnti. Amminislrativamen.te l'arciducato d'Austria comprende tre circondari: quello dell'Austria Inferiore di 1 '1 capi lanerie, .quello. dell'Austria Superiore di 12 capitanerie, e quello di Salzbourg di 3 capitanerie. La Iloemia forma 7 circondari e '19 capitanerie; la Moravia 2 cirèondari e 25 capitanerie; la Slesia 1 circondario di 7 capitanerie; la Stiria 3 circondari o 19 capitanerie. Nel!' Illiria, la Carinzia e fa Carniola hanno -sole i loro Stati provinciali, ma non preudooo parle alcuua alla legislazionn, 11è \Janno al.tra allribuzione di (Juella della ripartizione e del voto delle imposte. L'lllì11ia forma 4 circo1fdari: µno della c;rinzia di 7 capitanerie, un altro della Carni ola di 1 O compagnie, gli ultimi due del Litlorale di 1 O capitanerie. U Tirolo è quella fra le provincie della monarchia austriaca che possegga maggiori franchigie. Mentre negli al'lri Stati $ULL ll STATISTICHE )[11,l'l'ARl DltdLI S'l'AT! gUJ\OPRI

AN~O V . Vol. IL -

2.


SUI.LE STàTTSTJCHI, MJLI'l'AIU DEGLI STA'J'T lWROPEI

tìeputati ·appartengono ·esclusivamen.te al clero, alla 1Hibil1h cfi a qualche ciltadino di• privilegiata città, gli . St;i,ti tirolesi si compongono anche <li deputalii contaclini. li l'oralberg ba inoltre , speciali prerogative. - ll 'firolo forma ,i_. circondari e 20 capitanerie. ·La Galb'zia è governata tlà un'amministrazione snperi,ore sedente a- Lamherg e presieduta da un funzionario imperiale, cui si dà il titolo di vice-rP. La Gallizia ha pure la sua assem,hl~a degli Stati fori\rnta di ch:pulali clerìcali, 1fobili o eilladini di Lamberg; i quali deputali sono stipendiai.i dal governo. Loro attribuzioni sono quelle rillettenti ·la distribuzione delle imposte e le indennità da darsi per alloggi ·militari. QuesÙ pure non possono . dirigere depulilzioni o ricorsi all'imperatore senza previa autorizzazione. : La llnkovina, che pcl governo poljlico è militare è riunita al rean1e di Gallizia, ha i s1irJi Stati provinciali a ~'lartc. . La Gallizia, seconùo l'ordinamenlo pol itico del 18!-9, si compone <li 3 grandi <li parti men li; Larnbort, Cracovia e Slanislilwow ;. la Bukovina formando una provinei a separata di sei capitanerie. · La Dalmazia non ha Stati provinciali , ed i su~i 4 circondari sono amministrati da mi. ca!ro di governo. Un suo cantone · conserva sono.la monarchi<1 aust riaca la forma repubblicana, _la Poglitza al nord-est di Spi_ilatro; Lre caste: la nobiltà ungherese, la nobiltà bosni,1ca , ed i Morlachi, fimnano u11a popolazione di •16,000 abitanti circa, la quale si riunisce annualmente in comizi generali, onde scegliere i suoi magidfrati, il di cui sup~emo è il magno-conte, che sempre va scelt_o fra nobili ungberesi. I Poliglitzani sono tutti soldati. · Ammin istrativamente il reame di Dalnwzia suddividesi in . 7 capilanerie di circondario. La Yenczia ...... è- governatil come tu lli sanno....... !! Essa form.i otto provincie o delegazioni e 79 distretti. L'azione del go-

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-verno, malgrado le solenn i promesse del!' imperatore a Villa-• franca ('I 85H) vi è assoluta autocr;1tica. IlaVYì è vero uua congregazioue centrale, ma composta tÌi 2 membri d'ogni pr;vincia, scelti e sala:riali dal governo! Sonovi pure, di nome le congregazioni provinciali, la cui azione è nu lla e derisorin, poi- chl i suoi membri sono eletti fra i ligii al potere imperiale, nè sono consultali mai! · · Il principato di Trans-ilvania è popolato di 4 nazioni diverse, eìascuna delle qualj abita una parie dist inta di questa conli·ada, ,.. ed Ila diritto a propri rappresentanti nella Diela di TraDsilvania, se.dente a Kla usenburg, capoluogo politico della contrada, mentre il capoluogo militare è Hermannsttidl. Gli Ungheresi o-ccupauo la parle sellentrionale e l'occiclenlale, i Szeklees tcò11go110 le frontiere orientali, :i Snsso ni occupano la parte meridionale. Misti a ques.te 3 nc1~ioni sono pure i Valacl1i, Ì1iù numerosi di tutti, ma che non hanno parte ,illa rappresentanza nazionale. Gli Stati transilvani si dividono in :camita.ti per gli iJngberesi, e1l in sedes (szeke) per gli altri. I confinari alla Turçh ia souo colonie militari, suddivise in 5 clistrelti rC'ggimentali , ç que_sti in compagnie. La Transil\'ania si suddi1'ide amministrativa-· mente. in 51 circùl1dari .e 3G Cilpilanerie (compàgn ie). L'Ungheria ba diritto a·d una speciale costituzione; nlla na zione appartiene d'el~gersi un ,re in caso si venisse ad estinguere la diiwstia regnante, di far leggi di comune acéordo col monarca, e di stabilire le proprie imposte nelle diete che legalmente debbono convocarsi ogni tre anni. li re vi esercita il diritto di far la guen:a e la pace, sollo la condizione però di ud ire in proposito iI voto della nazione; egli può ordinar leve i11 massa ·della· nobiltà; ma tulle le. conlribuzioni straordinarie e le leve cli truppe debbono essere ilpprovate dalla Diet_a. Il re giura di osservare lo Statuto, prolestando però sempre co·ntro l'articolo di csso 'Stalulo, il quale cc aulon>~za gli Ungheresi a prender ie armi contro di lui nel caso in cui violasse aicnn loro pòvifrgio i, , 1•


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S1;J0I COMPARATIH

Le Diete si c,ompongono <li due Camere, o Tavole, ciascarn.1 delle quali è suddivisa in due ordini: la P, l'alta Camci'a si compone de'magnati, cioè: degli arcivescoi·i e vescovi, dei p;·incipi, dd conti· e dei baroni del regno, non che dei governatori de'. comitati; 1(1 seconda è forrrrnta ·dai preti, dai deputati dei comitati, da quelli dei capitoli , e da quelli delle città.libere e reali. - Questi deputali sono legali dalle istrnzioni cl~' loro committenti. L'amministrazione dei comitati è in gran parte indipendeÌ1Le dalla Corona; ciascun comitato ha il imo governatore, il quàle è in diretta conispon<lcnza coll'amminisli'-azioue centrale di Vi-enna, _ la cancelleria ~mperiale per l'Ungheria; 1 3 palatini, o ispani·, posscdono la l0ro dignità pur diritto ereditario, g\i alt1·i uffiziali del comitato sono elèlli dalla congregazione della pt'ovincia o circolo, che li salaria di sua propria cassa. I confini militari s01io organizzati in reggimenti, la cui am1ninistrazione civile e mii ilare è affidata od nn colonnello · in dirella dipende11za dell'aulico cònsiglio di guerra seden(e a . Vienna, epperciò indipendente affollo dalla Dieta ungbercse. _ , Da questi brevissimi cenni sulla costituzione governativa ùelr u·ngheria, è facile scorgero come vi prevalga l\1ristocrazia, e <lìfalto il semplice cittadino di citta non privilegiata, o non reale·, vi è costretto, si può dire , al proletariato, non ba partecip11zione a verun diritto, meno a quello..... di pagar l~ imposte ! Come poi il governo imperia!e osservi i suoi impegni verso i privilegi e gli statuti ungheresi, lo spi ega la continua fermentazione di quei paesi, i quali non rie)itrarono sollo la tirannia imperiule se non se in forza dell'intervento russo nel 1849, ed i quali non aspettano ébe l'oceasionc propizia di insorgere, per ' acquistare l'indipe1Ìdenza, cui hanno non men S8 Cro diritto de bnti . . Italiani. L'Ungheria amminislralivamentc si suddivide in B pro-_ vincie, ti, comitati, 265 eapilanerie di circonùario. La &ltiavonia e la Croazia sono oggidì governalivamèntc in, corporale all'Ungheria. ~ia l'una che l'~tllra si ,dividono in Sellia- -

SULLE ST ATIST ICI-rn )HLì'I'ARl OF.GL! STATI El'ROPF.l

~i

vonia civile e Scbiavonia · mil(lare , Croazia civile e Croazia mi litare. La Schiavonia militare e la Croazia militare, come' tutti _gli allri popoli confinarii, sopo organ izzate in reggimenti: quella forma 2 reggimenti, 1 battaglione dei Tcbakisl~s, e 5 comuoiÙ1; (JUesta sudd ividesi in 3 generalati, quello di Karlstadt li 4. reggimenti - e quelli di Ban e di Warasdin ' ciascu no di 2 reo-t) gimenti e due comunità. - La Croazia.e la Slavonia forman o amministrativamente 6 palatinàti e 20 capitanerie di circondario. Ora cbe abbiamo brevem6ntc sch izzalo le discrepanlissime costituzioni politi.che dei varii paesi cbe compongono la haslarda monarchia austriaca, costituzioni di · pura forma, poicbè tutte conculcate dal ferreo scettro imperiale, ci estenderemo alquanto sull'organizzazione delle colonie militari confinahe, <laddove_l'impero trasse sino ad oggi i suoi più fidi difensori. · I confini mil itari si estendono dal mare Ad riatico sino afla Jlukowina in GaHizia, formando ; n' vasto campo lungo la frontiera ottomana. Le lungb.e guerre fra l'Ungberia e la Turchia avevano devastala la fròntiera, e ridolla la popolazinne ad 0110 stato cli mis~ria estrema, cosiccb.è niuno ivi volea accasarsi pel timor delle, sfrenate e barbare scorrerie dei Torchi. Nel xv e xvr secolo alcune colonie d'origine greco-latina abbandonarono il territorio lu1·co, ov'ei·ano soggette a continue e feroci \'essazioni, e imprese·ro a pòpolare quelle terre fin itti m e, accettando il vassallaggio del re d'Ungheria, ricevendo però in compPnso l'usufr~llo di · terre sufficienti, coll'obbligo éli clifem1ere la frontiera ungherese contro alici invasioni dei Turchi. Epperciò orclina,•,rnsi quelle popolazioni in cci!onie militari, dividendo il territorio in distretti di r(•ggimenli e compagnie , cui sono ascrilli per tu tta la vita tutti i màschi atti al militare servizio, coll'obbligo di far co ntinuà goardia alle frontiere 1

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STUDI CO)I PARAT!Vf

lempo di pace , e di pre3tar servizio attivo allo Slato in tempo di guerra. Nel '1°807 emanava la loro particolare costituiionc , che ~ a poco presso ancor l'atlualc. Le terre sono proporzionate al nu• mero degl' individui d'ogni fam iglia , poicbè la proprietà usufrnlluale, non 'è individuale, ma per famiglia. È cvpo di essa il piu anziano, o l'eletto da coloro che la compongono. Egli ne ò l'am ministratore risponsale in l'accia all'aulorilà, ed ha perciò pieni potèri' ma <leve render eonto della sua gestione alla fine d'ogni anno. Egli è con~e il patriarca di una lri b11;, provvede a tutto : alla coltura, al vestiario, all'igiene, alla moralith, all'istru_zione civile e rnil'it.are ecc. de'suoi dipendenti; nell e sue attribuzioni, per la parte domestica rgli è assistito dalla moglie, o da altra donna a ciò elella. Ogui anno si ripartiscono i prodotti della famiglia in parli uguali fra i suoi membri , !n qualunque po~sVion e Pssi si trovino, maschi o femmine. li capo fa:niglia (lumsvctt~1) e la sua compa!li!!a (hausm1ttlei) ricevono · doppia parte. Se mm famig lia s'ingrossa, essa riceve dal .gqvernò_nuove terre, provenienti dall'cslinzione di altre fami glie, oppu·re le è concesso di comprarsene da chi ne abbia oltre quanto possa coltivarne. Lé terre occorrenti alla sussistenza della famiglia , soffo inalienabili ; e niuno vi ha che possa posseder terre in q'uella contrada a meno cqe si sottoponga al si>rvizio militare coloniale · ed a' ~uoi speciali statuti. . Le- profossioni dei corpi di mestieri non sono lecite che ai maschi giudicati inetti al mililare sen•izio; sono. pc-lTÒ ammessi al s_accrdozi o riuoi cattol ici che ne banno la vocazione e le richieste capacilà. li colono deve u1{icamenle occnpars·i della coltivazione, delle terre dello famiglia, del commercio dei loro prodotti e del militare servizio cui è tenuto. Egli è inoltre obbligato ad alcune giornate di lavoro'· gratis per le teri·e appartencnn al comune od alle autorità ciel distretto. - Tutto ciò cbD egli

1,ULLE ST ATfSTl CHE MILITAlU llEvLt S1'AT! EU R OPEI

l)uÒ guadag1lare dopo còm piti i _lavori della famiglia, siccome pure le prede di guerra, gli appartengono in proprio. A qualunque colono atto a portar le armi corre l'obbl igo del servizio militare, sia enlro i co11fìni, come al dif'uori ,in caso di guerra; ciò non pertanto, fra gl i nomini valirli di ciascuna fa-miglia, e speciaJ'mente delle più numerose, alcuni soltanto sono arruolatì, IÙsciando gl i altri costuntementc pei lavori della col tivazioi1e. '- Tuili però panno prender moglie. Gli arruolali sono obbligati a ,1 '.2 ,,Hini di servizio attivo, dopo dei quali passano alla r iserNa. La fe rma loro al servi'zio militare effcllivo di pende dal bisogno del momènto. Alcuni stan_no sotto le arrn i per cerio tempo, onde provvedere al servizio militare territoriale; mentre gli aHri se ne stanno in congedo provvisorio nelle rispettive fam iglie.'.La riserva non è richiamata sollo le ardii, che per rimpiazzare nel servizio dell'interno i battaglioni allivi che fossero chiamati in guerra dall'imperatore. , I ao\dati sono vestili e nudriti dai éapi delle famiglie a cui appartengono, ai quali però il governo accorda una determinata somma (lire 3,1, 15 .all'anno) da ditfalc;rsi dalla contribuzione che essi debbono al governo stesso. l soldati ooo ricevono dal governo se non se le .irml,_le munizioni, la bolTetterin, ed on paia di scarpe ali'.anno: - Quando però escono dal loro con-. fine, l'erario provvede a tutti i loro bisogni, come fossero truppe <li linea dell'esercito permànente, e paga alla famig lia un'indennità di lire 15, 50 all'Mrno. -Se fossero chiamali all'attivo serv izi'o coloni non in pria anuolati, il governo dà alle fam i-gli e loro nn'indénnità giornaliera di 4, kreutzcr (lire 0,113) pèr ' og1Ìi nomo e per tutta- la durata del servizio. L'am ministrazione e la giurisdizione dei confì11i sono puramente militari, e fra \e man i degli uflìzinli, cosicchè ivi si remlc dal la 0ulla al,ituale l'~ bbi'ùicnza e' h1 disciplina,- ch'è la prima virtù del soldato. .,. Onde provvedere alla manutenzione dei nume rosi stabilimenti, 1


ST.UlJI COMP ARATI\'!

S ULLE STA!'IST!CI-lE JIILITARI DEGLI S TATI E UROP.El

delle strade , dei magazzeni di riserva per. prevenire la carisliil, (lei corpi di guardia (blockaus) per la sicurezza della frontiera, delle_cnsc degli uffizial i e dei pubblici impiegati , ecc., ' per le q.µa li spese ricb iederebbesi molto danaro, vi si supplisoe con le rreslazioni iu giornale di lavoro tli uomini e bestie da tiro e da I

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. Il reggimen to si compone di ullo stato-maggiore e di ·1 2 compagnie attive (formanti per le manovre 2 batt<1gli9ni), e 4 di riserva. La compagnia è l'unità amministrativa. 1l capitano ne è il capo nominale, mentre il vero peso dell'amministrazione è portalo (la· un uffizi ale subalterno , dello uflìziale ecotiomo, il quale non fa parte, del ruolo degli ufliziali attivi ; _ed il suo concorso è indispensabile al capitano in tutti gli àtU am,ministrativi, C'gli è · come appo noi il segretario comunale, nel tempo stesso che il direttore dei conti. L'utlìziale economo assesta i conti colle' famiglie, e liene la coptabilità qelle riscossiùni, vigila l'agricoltura e la dir_ige nelle· culture importanti, ~)rcscrive la quantilà cli grano che ciascuna famiglfu deve recare al gran?io di riserv<1, regola le giornate di prestazione, in una parola è il ver{ ed assoluto amministratcre del suo distretto. In quanto alle preslaziq11 i , il capitano o l'economo non ponoo disporre, senza previo l'ordine del comandante del reggimento, il quale alla sua volta dev'essere autorizzato dal generale del circondario; autorizzazione elle viene concessa dietro rapporto degli ingegneri. Dall'uffiziale di economia di ogni cornpagn_ia dipendono ·11 sott'uffiziali e caporali, per mezzo dei c1uali i suoi ordini si diramano nei villaggi, e si, eseguiscono. Gli altri uffiziali,. delle compagnie non hanno che-i\ carico della polizia del proprio circondario, e l'istruzio.ne dei soldati ndle epoche dell'anno all'uopo stabilite. Presso il colonnello vi ha un capitano economo, incaricato di vigilare ramministrazione delle dipendenti compagnie, rice-

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venre i conti , e farne relazione · al colonnello; questi riceve alt.resl i rnpporti dei capitani,.cfei quali gli appartie11e la sanzione, La p.9pola2ione assegnata in, principio ad . ogni reggimento fu di, 1)0 o 60 mila animr. Ma oggi essa è cresciuta del doppio, 1:pperciò potrebbe fornire grossissimi reggimenti. ln tempo cli pace i quadri sono sempre al completo in quanto ;ig\i uffo.iali ed ai so!L'uf!ìz_iali e caporali delle compagnie attive; il numero / lei soldati semplici varia secondo il bisogno del · servizio interno. Fra questi per() i tamburini e 4 solda ti istruttori per og:ni compagnia sono sempre presenti ed a carico dell'erario. , Pei quadri dellÙiserva, ogni reggimento ba il solo maggiore comandante il battaglione di riserva e due capitani. Il numero dei graduati e dei soldati non è fisso, e risulta sui n{oli come in congedo senza stipendio dall'eraJ·io. Quando per la partcnz,a d'ei battaglioni attivi la riserva preude le armi, sono nominate le vacanti cariche di Qffiziali, e vien fissato l'eITettivo della truppa secondo il bisogno. Al ritorno dei primi, la riserva rientra in congedo, e le cariche si riducono allo stato di pace. Per l'istruzione ·c]elle truppe confinarie, i battaglioni attivi vengono raccolti due volte all'anno: in primavera durante 4 ~ettìmane (per l\1mmaestramento di 3 nomini per compagnia nel servizio speciale ·di pioniere ed imballatore, si aggiungono altri olio giorni); nell'autunno 3 settimane, fuori del paese soltanto 1 t giorni. Durant.e le manovre autunnali, il governo avvettovaglia tutte le truppe. I corpi ùi'riserva vengono esercitati per• . 14 giorni nella primavera; per gli artiglieri (pòichè ad ogni reggimento confinario va addella . una divisione di ai'liglieria 13arimenti confinaria), 3 settimane cli esercizi. Le reclute vanno ammaestrate dal 1° novembre in poi, prr 8 settimane. Le istruzioni per gli uffiziali e sott'uffiziali, secondo le classi, • durano 1 4 giorni. ' '


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sTlim c m1PARAT1vr

Dic~i giorni prima dcli.e manovre di primavera e di quelle <l'autunno tutti i musicanti vengono riuniti alla stazione dello stato- maggiore reggime!1!ale per le opportune ripetizioni musicali. L'amminislrazione della giuslir,ia compete ai tribunali di compagnia o di reggimonlo, ed ha p0.r corte d'appello l'aulico consiglio di guerra seden.te a Vitnna . .• Le cau&e di prima ist.anza...e cli poco rilievo, sono portate din• namì la 'sessione presieduta dall"uffiziale economo della· compagnia, e ·composta di due se!'genti contabili, dì due ca~orali ~ · due capi di fam iglia a_ scelta del colonnello. Tale sessione s1 riunisce all'uvpo una volta per setliman,\. Le sentenze vanno approvate o firma le dal capitano. L'appd\o "<li queste si porta al tribnnale dì reggimento, ove s'iniz.ìano 10 procedure criminali di maggior rilievo. Ogni reg-· girnento ha tre {1ditori, uomini"di legge con assisa e rango mi1-itare. Uno di e~si istituisce il procecli_mento , assistilo da due u[fo;iali destinali ad autenlica1·e e !irmare il processo verbale di r ilascio o d'imputazione. . La giustizia correzionale I per gli arruolali, è amministrata dagl i u[Yìzia\ i pei coloni; per le fomrnine \o è dnllc sessioni. In fine, le cause crirni1iali \'engono gi,udicale da un tribunale reggimentale presieduto da ·un maggiore, e c~mposto di un ud itore relatore, due capitani, due sergenti maggiori , due sergenti e due saldali giudici. Le senlenzè debbono ess~re c~nfermatc eia\ colonnello per diventare eseguibili. ll coòfinario abitualo sin dall'infanzia alle fatiche militari, del servizio di cordone,. diventa un buon soldato, forte, svelto e laborioso. Per \a collllra intellettuale ogni due dislre_\li di compagnia è isliluita una scuola divisionaria ted~sca; oltre a qurste scuole ed a quelle elementari, alla residenza degli stati-maggiori reggi• mentali sonovi pllrc delle scuole superiori 8 delle scuole per

S;JLLE STATISTICHE J.l!LITARI DRGLl S'l'ATf ElJROl'EI 2'1 Je femmine; e · qnasi in tutli i reggimenti si banno scuole sugli clementi matematici, ove i figli degli nffiz:ali, degli impiegali e ·dei sott'uffiziali vi sono istrutti nelle scienze militari. La fanteria confinaria consta, di ,1 4 reggimenti, ciascuno dei quali poi·t; il nome del circondario ov·~ reclutalo, rd il nume!·a progressivo da 1 a ,1 4-; ed oltre a questi il battaglione del Titl. Queste truppe vennero divise in 6 generalati ed in due grandi comand i. Nel 1 lH-2, la popolazione dei cçnfìni mii-ilari saliva a •1,220,503; dalla qualr. si può togliere p~r la guerra t1n 50,000 uomini senza sconcerto di sorta. E 200,000 nei casi estremi vi si potrebbero lrov,ìre alti alle armi. . Ci rimane ora a dire alcun ·cuc sul servizio di cOl'done delle truppe confinarie, pcl quale si richiedono nei tempi normali o,000 uomini circa. Su tutto lo sviluppo della frontiera turca si trovano di tratto in tratto, per mbdo cbe p'ossano comunicare fra loro con segnali, dei èorpi di guardia costrntti a mo' di blockaus,: suscet-li bili cli qualche difesa. - Alcuni di questi corpi di gùàrdia, , deUi tschardétqucs, sono posti 1frincipali, altri sono posti intermedii , e fra loro sono continuamente in molo delle pattuglie. Un uffiz.iale super'iore del reggimento si tr,iva sempre al posto più i mporlante dell'estensione cli éordone dc! rispellivù distretto, e· ne b il comand;Jn te permancnlc. Quando ' avvengono tumulti nel territodo turco, ~ clJe minaccia la peste, il cordone si 1'addoppia, sia su tutta la linea, sia su~ quei soli fratti di essi cbe sono i più esposti, e proporzionalmente va . acr.resciù)o il nu- . mero dei soldati. So- aumenta il periglio, triplicasi il cordone, · entrando cosl nel suo terzo perioùo difensivo. Regolarmente, i posti di guardia a\ confine sono rilevali ogni 8 giorni, e spelta ài soldati i\ provvedersi degli occorrenti viveri per questo tempo ~li servizio fuori dcl!a famigli a.


SOLLI> STATISTI CHE MILITARI DlWLI STATI EU!lOL'EI

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STIJOI COMJ>AnA'L'tvt

A II TI eo Lo 9° AnTlllOLO

8°

Amministrazione dolla, giustizia. L'amministrazione della giustizia forma tre graduazioni di giurisdizione. Ouelle di ,1• istanza per le pene correzionali (Bezil'kscolle9ialgericlde) sono composte di un presidente e di 3 a 5 giudici assessori, e siedono per ogni circondario politico. l tribunali detti Landesgcl'ichte giudicano in 1• istanza per un'estensione territoriale di '10 a 00,000 anime . ..,_ E ad un lempo pronunziano in appello intr,rposto contro i giudizi elci pr~cedenti tribunali. _ Questi tribunali, siedendo in 1a istanza, sono composti di un presidente e di dnc consiglieri; statuendo in appello, il nmncro dei consiglieri vien portato a '1·. - Addetto a ciascuno cli questi tribunali havvi un pubblico ministero. ·. [ tribunali superi1iri ( oberlandes geric!ttc) sono composti cli 1 presidente e ,i. consiglieri, e formano la camera d'ac~usa: . , - 11 ma"istrato incaricato di presiedere alla corte d'ass1s1 e o tolto l'ra i membri di questo tri bunale. La corte di cassazione, o corte suprema (oberster gericltlshof), non è un'istanza nella gerarchia giudiziale. - I ricorPi in nullità contro le sentenze di tutti i tribunali sono portali dinanzi a qoesta corte. . . . Questi sono in sostanza g\i clementi ùclla norgan1zzaz1one giudiziaria del ,14 settembre -1.852 e ·1O gennaio ·I 85~. . Per i coolìni militari già abbiamo accennalo come s1 ammi nistri la giusli~ia (pag. 2G ).

Religi_onc.

La religione callolica vi è la dominante, e conta circa 29,560,000 di aderenti, dei quali però 25,500,000 circa di rito romano, gli altri di riLo greco. - Dopo la religione cattolica vien la greca orientale, i seguaci, nel numero cl i circa 3,000,000, sono conosciuti sotto la denominazione di Greci non uni11·, per , distinguersi eia quelli uniti che sono caLtolii.:i. li maggior numero di questi vive nell'Ungberi~ meridionale, nella Transilvania, nei regni di SlaYonia, cli Croazia, e di Gallizia. - Il e.al• ·vinismo, ed il luteranismo vi sono professati da numerosi abitanti; molti sono i calvinisti nell'Ungheria sellentrionale e nella Transilvan ia, numerosi i luterani 11cllc provincie.tedesche, nella Gallizia cd ancbe nell'Ungh eria meridionale. - Il numero cli questi protcsl&nti sale a circa 3,400,000 anime. - Si trovrruo sociniani e<l unitarii nella Transilvania, mennoniti nella Gallizia , ed altri settarii nell'Ungheria e nella Gallizia, il cui complesso sale a circa 53,000 anime.-Sonovi poi 730,000 ebrei. - Il clero cattolico-latino conta ,12 arcivescoYali e 5'I vescovati; hatvi inoltre un patriarcato urmeno; il clero grecoun ito ha ,1 arcivescovato e 0 vescovati; il non unito 1 arcivescovato e ,14., vescovati. I lu lcrani noverano ·1O sovri11tendenze di pastori; i calvinisti S, e gli unitari i , ; gli ebrei posseggono 390 sinagoghe.

1O l~t?·w,ione pubblica. A11T1 COLO

Nella Germania l'islrnzione pubblica vi fu sempre coltivatissima, più che in ogn i altro paese, e pochi sono gl'illcllerali , talmente che negli Stati austriaci, un operaio il qnall' non sa • pcssc leggere e scrivere dillicilmente troverebbe lavoro .

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STU DI CO}!PAI\ATIYI.

L'amministrazione dell'istruziòue pubblica è sollo la dir11zione della Commissione Aulica degli studi (K. K. Studienlio(tkommission), il di cui capo è il gran canceìliere. L'azione ciel governo si estende su Lutti i rami dell'educazione, e le seno\~ pubbliche vanno, soggçJLe nd un . regime uni·forme. Per· gli slL;di supenon l'imper~ ha 8 università : Vienna , Praga, Padova, Pcstb, Lamberg, G1:atz, Innspruck e Olmiilz, ove si• praticano le 5 facoltà; diritlo pubblico, bel_le lettere e filosofia, medicina e chirnrgia, rùatema(iche e teologia ( meno · a 'innspruck). _ · . L'insegnamento nei licei è analogo a quello delle università, ma noir abbraccia tulle le facolta, nè tanto si estende. . Per l'insegnamento secondario si hanno: i. ginnasi i, che sono scuole preparatorie all'insegnamento supet)ore, e nelle quali si professa la lingua latina , e gl'isti\uti tecnici , oYe sen_za lingue morte , si attende specialmente allo ~iudio della linguà n,1zio-, nale, di quelJc dei popoli vicini, noncbè ai rud imenfi della matematica, delle scienze naturali , di storia , geografia e disegno. . Le scuole elementari si dividono in superiori e primarie. ~elle -prima1:ic si professa la religione; la lettura, la ::;erittura· e il calcolo aritmetico ; nelle supei'iori si danno gl i elementi d'algebra , geometria, _architettura , geogÌ'afìa, storia naturale, fisica e meccanica. Sono inoltre numerosi isti tùti speciéili- agro no miei, forestali, monastici , nautici, coq1mcrciali , di belle arti,- c!i veterinaria,' ostetricia ccc. ecc., ed anc.!1e parecchi istituti pe' sordo-mu li e pe,i ciechi.. Diremo ora pi~ estesamente delle scuole militari, eoo;ie di quelle eh.e più prossimamente c'interessano, ed in v_ero è d'uopo confessare che per questo riguardo è meritevole di seria consi- · dcrazione \'organizzazione clegl'istituti militari dell'impero.

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8UJaLE 8TATISTICHE MILITARI DECLI STATI EUROPEI,

A llTICOLO

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Scuol e mil-itari. L'insegnamento militare ciel l'impero ha i seguenti stabilimenti:

A) Slàbilimenli d' islru-;ione pei sotto i1ffiziaH. 5 Stabilimenti inferiori: di Fischau, Belluno, Prerau, Pres-sburg, Weiskirchen. , 6 Stabili menti superiori: di St-Polten, Kuttenberg, Slr.ass, Gi:in, Kasebau, Kamenilz. 3 scuole di compagnia per la fanteria: a Olmutz , Urnck e Ilainburg. 1 scuola di squadrone di cavalleria a Enns. 4- scuole di compagnia d'artiglieria: a_Prnga , Krakovia, Olnrntz e Liebenan. 1 .scnola di compagnia del genio a lfrems. ·1 scuola cli compagnia cli pionieri a Tolln.

B) Stabilùnenti

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istilt,ti per gh u(fiziuli.

4 istituti pei cadetti : ITainburg, Eisenstadt, Fiume e Marburg, ) Acr:adem'.a mil'.tar~ c'. i ~eus\a~t (l~'eustadter _akadem-ie). Accademia del\ art1ghena (art1llene-akadeime). . Accademia del genio (genie-akaclemie). C) Stabilimenti cl'istruzi'.one militare. Scuola tecnica d'artiglieria ( teclmische artillcrie- sclwle), , Scuola della guen-a (kriegs- schule). Corso superiore d'artiglieria (lii:ifwrcr artiÌlerie-curs). Corso superiore ciel genio (hofwrer genie- cw·s).

,_


32

STU DI CO);JI'ARAT! Vl

D) lnstituli d'equitazione. Js~itnto centrale militare d'equitazione (militar central-equitations-instit;ht). Istituto d'equitazionè per l'artiglieria (artillerie equila.tionsinstitut).

E) Stabilimen~i $pecia,li. Stabilimento d'istruzione sull'amministrazione militare (scuola di contabilità) (militdr-aclminislmtive lehr-anstalt). A~cadernia-Giusèppina di• medicina e chirurgia. Instituto di veterinaria (thier-arzenei- ù1stitul).

F) Case d'educazione fe1!imù1ili. Ist.iluto per le figl ie d'uffiziali ( officiers tocler-erziehun9sù1stitut). Istituti per le figlie <li truppa (mannschafts-tocltter-erzielnm,qs· ùistilule).

A) S la bilimenli cl'educazione pei so ttuffizia li. Non vi ha esercito ove tanta cura si ponga a Ila formazione de' solluffizi~li, nè per certo vi hanno sotluffìziali più islrulti di quelli dell'esercito austriaco. I figli di trnJ1pa, o quegli altri che si voglion? destinare alla caniera milita1·e, entrano all'età. ùi 8 a~rni negli slabilimenli wilitari, per uscirrie all'età di 18 an ni, dopo aver perc"orso le tre gradazioni di studi in di vertii slàbilirnenli; cioè: st.udi elementari negli stabilimenti inferiori; studi superiori negli stabilimenti snJÙt iori,: p,:atica e studi complementari nelle Compagnie d'istruzione dell\irma cni sono destinali; 1° Negli stabilimenti inferiori gli alunni vi, acquistano una buona istruzione pri maria, cioè, imparano. a leggere e scrivere, 1

SIJLLE STATISTICHE MILITARI DEGLI STA'l'I EUROl'El

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il conteggio, l'a.rte del comporre, e i rudimenti di storia e gedgrafia, ed i primitivi esercizi . militari, ivi compresa la ginnastica. Ciascuna di queste case cl'cdncazi ollc è comandata da un uffiziale subalterno·, cd ·ba i_l suo personale d'ist-ruz.ione e gotierno, com11oslo di ,,] . Capellano -- e istruttore. 1 Medico - e istruttore. 5 -Sergenti mag'giori islrnllori. 1 Sergente maggiore _contabile (manipulire11der feldwebeV. 13 Furieri, 6 caporali istruttori, 19 servicnl.i e 2 infermieri. L'uniforme degli alunni è l'abito bigio-moro, 1iislagnc e risvolte (paro/i). robbie; -pantaloni blcu-cbiari, bottoni gialli. 2° bopo il tirocinio primario che durà 4 ann i, passano gli I alunni agli stabilimenti superiori, ove s'insegnano le matematiche elementari, il disegno lineare e topografico, la topogi:afia RpediLiva, la storia, e la. geografia in genera le , la fortificazione campa·le, e gli .elementi dcU'al'le o storia militare. Il personale di que:;;ti stabilimenti sì compone cli 1 coma'ndante, capitano. 2 Utnziali suballeTni maestri, e uffiziali di governo. ·1 Capcllano, istrullore. 1 Medico , istruttore. 6 S~rgenti magg(ori, maestri. 1 Sergente maggiore contabilr, 4- furieri, 6 caporali istruttori, 35 inservienti, 2 infermieri. L'uniforme degli alunni consiste nell'abito bigio-moro, pistagne e gallette robbie , pantaloni bleu-chiari e ùotloni gialli. 3° Dopo 4'anni gli alunni, secondo la loro speciale attitudine e inclinazione, vengono assegnati alle varie armi, ed allora vanno alle Compagnie d'is/ru::;,ione c\t)ll'arma rispettiva , . ù VC ricevono le isti'l1zioni speciali è le pratiche., Ciascuna di qt1estc compagnie• d''istruzione ha il, SUQ personale composlo come- segue; 1

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Arrno V. \'ol. i!. -

3.


SULLll STATISTICHE MILITARI DEGLI ST AT I E UROPEI

STUDI COMPARATIVX

Se dì fanteria : 1 Comandante , c~ipitano. 3 Luogotenenti istruttori, e · ufl.ìziali di compagnia. 1 C!:ìirurgo maggiore. 4- Sergenti maggiori istruttori. 1 Sergente maggiore contabile, 3 furieri, 4 caporali islrutiori ; 2 tamburi, 2-trombettieri, 18 servienti, 2 infermieri. L'uniforme per la compagnia ùi fanteria consiste nell'a.bito bianco, pistagne\ e gollelta rosso-oscuro, pantaloni bleu-chiari e bo\loni gialli. Se di rnvallen·a : 1 Comandante, capitano. 3 Luogotenenti istruttori ed uffiziali di ~on1pagnia. 1 Cbirurgo maggiore. •I Veterinario. 3 Furieri, 4 caporali istruttori, 1 sellaio, 2 trombettieri , , 1I 8 servienti ,· 2 infermieri ; e per la cavallerizza: 1 furiere, ~ caporali, 40 palafrenieri e 60 cavalli. L'uniforme per la compagnia d'is.truzione di cavalleria consiste nell'abito biauco , pistagna e galletta rosso-oscuro, panla- · Ioni bianchi, e bottoni gialli. Quelle d'artiglieria : 1 Comandante , capitano. 6 Uffiziali subalterni istruttori ed · uflìziali di gove1;no. · 1 Chirurgo maggiore. 4 Sergenti magg10ri istruttori. ,1 Sergente d'artiglieria contabile: 3 Furieri, 4 caporali istrÙttori, 2' troinbettieri, 20 inservienti, 2 infermieri. L'uniforme degli alunni è l'abito nern, pistagna e golletta di rosso-acceso (poncea.n), pantaloni bleu-chiari e bolloni giallì. Quella del genio ( a Krcms) : 1 Comandante , c'.1pi lano.

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6 Luogotenenti istruttori e di goverùo. 1 Chir• rgo maggiore.

t Sergenti maggiori istruttori. 1 Sergente maggiore contabile.

:1

Forieri, 4 caporali istruttori, 2 trombettieri, 20 inse1··vienti e 2 inl'ermieri. L'uniforme è l'abito e pantaloni bleu-chiari, pistagna e gollelta rosso-ciliegia e bottoni gialli. Quella dei pionieri (a Tulln), ba il personale uguale a quello del genio ;;ia per rispetto agli uffiziali, che àlla truppa. L'uniforme degli allievi ,consiste nell'abito e pantaloni bigio-chiari, pistagna e golletta verde-erba e bottoni bia_nchi. Per tutti questi stabilimenti cl' istruzione come per tutti gli I altri'in genere, il personç1!e per l'istruzione ed il governo è formalo di offiziali in servizio allivo, compresi nei .quadri dei reggimenti attivi dell'arma rispettiva , e da questi distaccali inlerina,lmente per. tale speciale servizio.

D) Stqbi:lùnenti d'ed1tcaZ'io11e per u{fiziali.

Negli istilidi pei cadetti si ammettono i figli di militari od impiegati del governo dall'età di 14 a 16 anni, i _quali vi compiono un tirocinio militare di 3 anJ1i , dopo del quale passano a far servizi•- nei reggimenti per ivi percorrervi la earricra con alcuni privilegi; e quindi per turno di unzianità e di merito (o protezione ..... !) vengono promossi uffiziali. Per esser ammesso cadetto il giovane deve subire un es,ame di studi primari. In questi istituti s'insegnano: la calligrafia , le belle leltere , la lingua tedesca, la boema e la francese,. la storia e la geografia, gli elementi matematici e la loi-o applicazione_al terreno, la fortificazione campale, la taltica , le nozioni teoriche sul scr_


36 ST\JDI CO.\IPARAT!\'I vizio delle va1·ie armi , il disrgno, i vari . regolamenti militari , · il uuoto e la scherma. li personale degli allievi vi è diviso in due compagnie per ogni istituto, e vi sono goyeroati secondo la più strctia disciplina militare. Il pers~nale di governo· e d'istn,zione cou.sisle in ,1 Comandante, uflìziaie superiore. ·1 Aiutante, nffiziale snb,1lterno. 2 Capiìani, comandanti di compagnia, aì:1 un tempo maestri . ' od istrutloti. 1 Uffiziale di magazzeno. 9 Uf!iziali subalterni istru_ttori o maestri. 2 Sacerdoti direttori spirituali, per l'iHsegnamento della_religione, e professori di storia narurale. , Il personale di sanità consiste in un chirurgo maggiore e 3 infermieri. l\ personale di ll'1tppa comprende ·12 se1'genti maggiori d'ispezione, 4 furieri, 2 tamburini, 2 troml;lettierì e 37 servienti. L'nniforme de' cadelli consiste nell'abito bi_gio- moro-, pistagna e paroli rosso di fuoco, pantalon i bleu-chiarì, e bottoni I gialli. . 2° Nell'accademia militare di 117-iener-Neustaùt pm· la fanterià e per la cavalleria si ammettono giova iii dall'età di 1O anni almeno e di 12 anni al pitì , la maggior parte dei quali vi è mantenutà ed educata a spese de.! governo ; e questi sono figli di militari od impiegati , i quali p13rò debbono giustificare con documenti scoiastici di aver falli con successo ;gli studi primari. Gli altri paga~o una pensione annua di ,1 300 fr~n1ihi, ~~ anche ìa 1/2 pensione per mnnificenza sovrana. Gli allievi vi compiono un corso di studi di ~, anni. Alla fine del ,i.0 auno si dà loro uu rigoroso esame, dove si scel -gono coloro che si yogliono destinare alle armi specinli; e

3'i t1)1oro che sono giudicati incapaci a proseguire nella carriera militare, sono mandati a colleg'i civili od ai pa1:entì. Compiato l'inti.cro corso a seconda dt!l merito d'esami, gli allievi vengono noininati sottotenenti di 2' classe,, o cadetti sotto uffiziali nella fanteria o nella cavalleria. I più distinti fonnovi anche un anno cli corso superiore, ed escono quindi solt.otcnenti cli •t • elasse; servono 3 anni nella fanteria o nella cavalleria, e poséia, previo flsame; sono aggtegati presso il corpo dello stato maggiore generale. Dopo alcuni anni di servizio in quest'ai-ma, vengono, previo uuovo rsame, promossi capitani eITellivi nel lo stato-maggiore generale, e vanno presso la scuola della goerra a srguire oncorso biennale di alta scienza mili t'are, ' L'insegnamento de,ll'accademia militarc di Wiener-N'ou,;tadt ù forse il più complet'o d'ogni al tra accademia militare europea, ed è forza confessare elle gli uaizìali provenienti da essa banno tutto quel vero corredo di scienza milita1·c, cu'è necessario per òistinguersi nella c~rriera dell'armi. · Tale insegnamento versa: Sullo lingue: tedesca, boema, ungherese, italiana e frauèese. Arte dello scrivere e filosofia. Storia è geografia uni versale. Matematiche elementari e trascendenti. Chimica - fisièa - e meccanica. Storia naturale. Geografia e statistica militare. Storin mi litare. Cognizione del tel'rcno (topogralìa .e geodesia). T~tlica e strategia. Eloquenza militare. . Fortificazione campale e permanente. Scienza dell'artigliere e del pioniere. Disegno geometrico e prospettico. >) di figura e paesaggio. $iJLL1" STAT[STI Crill MIL ITARI DEG'L T STATI El)ROPEt

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SuLLF. STATISTICHE MILITARI 1'BGLl STATI .EUROPEI

Disegno di topografia. Regolamenti militari d'ogni specie. Esercizi militari d'ogni specie ed arma. Ballo, scherma, equitazione, nuoto e ginnastica. Per cotale insegnamento sono comandati all'accademia alcuni utTizial i ascritti ai vari corpi dell'esercito attivo, •molti dei quali oltre alle incombenze didaLliche, disimpegnano altresl quelle di governo. Questo 11crso11ale superiore consta di • Comandante, uffiziale generale. 1 Aiulanle , uffiziale subalterno. 1 Economo , capitano. 4 Comandanti di compagnia, ad uil tempo islrullori. 26 Uffiziali d'ogni grado ed arma, professori e maestri nei vari rami di scienza e d'istruzione. 4 Sacerdoti direttori spirituali, e maestri di lingua, o òi filosofia (uno dei quali bibliotecario). 2 Maestri di scherma, 1 uffiziale e l'altro borghese. 2 Maestri d'equitazione (uffiziali). 2 Maestri da ballo (borghesi). Il personale sanitario è composto di nn medico-chirurgo in 1°, e di un medico-chirurgo in 2° e 5 infermieri. Il personale di truppa_consta di 24 sergenti maggiori d'ispezione , 8 forieri , ,i. sottulliziali scrillurali , 1 forestiere, 1 giardiniere, 1 minnsiere da modelli, 1 lavorante, un portiere , 1 sacrestano , ,j. tamburini , 1- trombettieri, 32 inservienti militari, 40 domestici. Per la scuola di cavallerizza ; 2 sergenti scudieri , I furiere, 3 caporali, 1 veterinario in 2°, 42 palafrenieri con 60 cavalli da sella e 4 da tiro. Per l'istruzione da pioniere: 1 sergente maggiore , 3 caporali e l;ìO pionieri. In tolale 234 individui di truppa.

t"uniforme degli alunni è l'abito bigio-moro , mostre e golletta rosso di fuoco , pantaloni bleu-cbiari , bottoni gialli. 3° Nell'accademia d'artiglieria a Weiskircbon (in Moravia), sono ammessi quei giovani, cbe dopo aver subito esami di maiematichc elementari , sono giudicati alti all'arma d'artiglieria. L'insegnamento dell'accademia d'artiglieria versa: Sulle lingue : tedesca , boema, ungherese e francese. Sulla storia e geografia. Sulla storia naturale e filosofia. Sulle matematiche sublimi. Sulla chimica e sulla fisica applicata all'arliglieri•a. Sulla meccanica applicata all'artiglieria. Sulla scienza dell'artiglieria propriarnen te <letta, cioè: teorìa , costruzione ed uso delle varie armi da guerra, e dei vari proietti e degli arlifizi. Sulla fortificazione. Sulla lingua fran cese applicata alla nomenclatura d'artiglieria. Sul disegno geometrico e topografico. Sul disegno delle macchine da guerra, e di varie armi. Sui regolanumti val'i dell'artigliere. Sulle teorie e manovre <l'artiglieria. Sull'equitazione, scherma e ballo. Pel governo gli allievi sono divisi in due compagnie, e vanno soggetfi ai rigol'i della mi~itare disciplina. Il personale d'istru:;ionc e r;ovemo e così composto : 1 Comanùante , colonnello d'al'tiglieria. 1 Aiutante, uffiziale subalterno d'àrtiglieria. 2 Uffiziali supel'iori (maggi(lri), direttori e maestri. 2 Comandanti di compagnia, capitani d'artiglieria. 1 Economo, capitano. 1 Uffiziale tli magazzeno. 49 Ullìziali professori e mae.,lri. 1 Uffiziale maestro d'equitazione.

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STUDI COM PARATJn

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STUDI CO)IPA RATll'l

4 Uffiziale maestro d'armi.

1 Uffizialc istrultòre cli ginnastica. 2 Sacerdoti u'ircttori spirituali e professori di belle lcllern, filosofia e religione. ·I Maestro da ballo (borghese). Il personale sanitario consta di ·1 Medico-chirurgo in 1°, ed un altro in 2°; più 3 iufermieri. li personale di truppa comprende: ·I 2 sergenti maggiori d'ispezione, 6 furieri, 2 solluffiziali scritturali, 1 lavor·ante , 1 macchinista, ·1 minusiere da modelli, 1 giardi11iere, 1 sagrestano, 1 portiere, t rrombcttieri, 1 (ì servienti militari, e ' 20 domestici. Per la cavallerizza : ;2 sergenti scudieri, 11 furiere, , 1 caporale, 11 veterinario in 2°, 23 palafrenieri con 35 cavalli da sella e due <la tra'tto. Per l'islrnzione speciale d'artiglieria: 1 artificiere , 2 capora-ii, e 40 canuonieri. In totale 137. L'uniforme è l'abito bigio-moro, le mostre e la gollella rosso di fuoco, i pantaloni bleu-cbiari e i bottoni gialli. !1, 0 Nell'accademia del genio di Znaim sono ammessi quei giovani che intendono ded icarsi al genio od ai rtionieri, e che ne dimostrano le capaeità necessarie per mezzo di esami di ammessione sulle matematiche elementari, e sugli studi classici. Il personale deyli allievi·fonna una compagnia, ed ò governai<> colla disciplina militare. L'insegnamento si estende alle seguenti materie: Lingua francese. Storia e geogrnlìa. Geometria analitica, descrilliva e calcolo sublime. l<'if;ica e chimica. Meccanica razionale, ed applicata - idraulica. Geografia, matematica e· topografia. Scienza delle armi.

SOLLE STATISTIGHE )HLlTARl DEGLI STATI BUROPEI

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Fortificazione (corso completo). Arte dcllil costruzione (arpbitettura militare). Teorie e lavori d_i zappa e mina. Statistica militare. DriUo dell~ genti europeo, dritto privat_o austriaco, giuri·sdizione mililQre. Servizio del pioniere e regolamenti speciali. Esercizi e manovre, servizio di campo. Disegno, scherma, ginnastica, equitazione (negli ultimi due anni di corso) e ballo. ~ Il personale d'istru;;io11e e di governo è composto di ,1 Comandante, colonnello del genio. •I Aiutante, ufllziulc subalterno. 3 i\laggiori, direttori e professori, de' qua.li uno <lei pionieri, e dne del genio. 1 Comandante di compagnia , Célflìlano tli fanteri(l. 1 Econome, , capitano. 2 Cffiziali di magazzeno. 'l 7 Uffiziali professori, maestri od istrnttori. •I Ul'fizialo macstl'o d'equitazione. • Uffiziale maestro di ginnastica. i Uflìziale maestro di scbern;ia. 2 Sncertloti direllori spiritual( e proft>ssori di filoso fia e di belle lettere tedescbe. 1 l\laeatro di digcgno d'architettura e d'o!·nato. ·1 Maestro cli ballo. li personalP sanilal'io consta di 2 medici-chirnrghi, e di :l infermieri. ll personale di tn,ppa comprende: 12 sergenti maggi,lri d'ispezione, 6 furier i, 2 soltufftziali scritturali, 1 lavorante, 1 macchinista. 1 minusiere da mMelli, 4 giardiniere, 1 sagrestano, ·I portiere, ,i. tamburini, 46 servienti militari e 20 domestici. Per la cavallerii,za si iiggiung(1no: 1 sergente scud?erc, •I fu1

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STtrDI co~rPARATlVI

riere, 1 caporale, 1 veterinario in 2°, ,1 ~ palafrenieri con 25 cavalli da sella e 2 da tratto. Per le pratiche del genio: 1 furiere, 2 caporali o 40 soldali semplici. In totale 132 incli,;idui di bassa forza. L1uniformc '6onsiste nell'abito bigio-moro, mostre e golletta · rosso di fuoco, pantaloni bleu-cbiari e bolloni gialli.

C) Stabilimenti vari d'istruzioiw, 112ilitarc. 1° - jJfiWiir Lelwrer-Instilul. - Instiluto degli istruttori militari a Wie_ner-Neustadt. Questo stabilimento è destinato a raccogliere giovani militari caporali e soldati onde formarne buoni istruttori per la fanteria; esso è come una ~pecie di scuola normale. Se non erriamo , il corso d'islruzion i dura un anno. Esso versa specialmente sulle teorie e sulle pratiche del mestiere, ed inoltre sulla calligrafia, sulla grammatica, sulla pedagogia e metodica elementare, sulla geografia, sul disegno sulla scherma e sulla ginnastica. Per tale insegnamento havvi il seguente personale: -, 1 Comandan té, maggiore. 7 Uffiziali di governo e maestri. 3 Sergenti maggiori istruttori e 1 sergente contabile. Per le fatiche sonovi 12 inservienti. L'uniforme è quello del corpo a cui ciascun allievo appartiene. ' 2° - La scuola tecnica d'artiglieria in Vienna è una particolare scuola domenicale ove si raccolgono que' lavoralori e professionisti dell'arsenale che arnndone la capacità, desiderano acquistar maggiori cognizioni nell'arte loro, ed a questo utilissi mo scopo la è questa un'istruzione che ben meriterebbe di essere appo noi adottata. Vi s'insegnano i princi pii della meccanica applicata, la coj

SULLE STATISTICHE :,ULITARI DEGLI STATI EUROPEI

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goizione e nomenclatura degl~ utensili e delle macchine, la teoria e la nomenclatura del materiale d'artiglieria, il servizio tecnico dell'artiglieria , l'artefizieria di guerra , la tecnologia meccanica, gli elementi di fisica e chimica, il disegno delle macchine. 11 personale d'istruzione si compone di 1 Comandante, maggiore d'artiglieria. 8 Uffiziali d'artiglieria, professori e maestri. Il jiersonale d'(l,mmi11istra!lio11e e truppa si compone di 1 Sergente maggiore contabile, 1 furiere e 8 soldati operai. La frequentano 30 sotto uffiziali d'artiglieria per due anni di corso. 3° - Scuola della guerra a Vienna. Questa scuola è destinala a completar l'istruzione militare degli uffiziali dello stato maggiore e del corpo degli aiutanti. In un corso di due anni essi vi attingono tutte quelle cognizioni d'alta ~cienza militare, che sono necessarie pel servizio loro importantissimo. Chiari professori scelti nel corpo stesso, v'insegnano: La scienza del terreno ( topografia, geodesia e geografia militare). L'alta tallica , la strategia e geografia militare e la storia della guerra. li servizio teorico-pratico dello stato maggiore e del c01:po degli aiutanti. La lingua e la lelleratura francese. L'amministrazione e l'economia militare. Vi ba inoltre un'alta scuola d'equitazione, diretta da un maggiore di cavalleria, coad iuvato da,un sottotenente di cavalleria. Il personale d'istru:ione e governo della scuola della guerra si compone di 1 Comandante, maggior generale. 1 Aiutante, uffiziale subalterno di fanteria.


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S TUDI CO,IPARA'f l VI

3 uffìziali superiori. · 7 Professori, de_i quali 3 -capitani. . . · ·l commissario di guerra., Il personale di servizio consiste di 1 sergente maggiore' dello stato maggiore e ,i. servienti; per la scuola di efJuitazione 2 sergenti scudieri, 1 fÙriere, 1 · caporal€, 24- palafrenieri e 36 cavalli da 'sella (1). 4, 0 - Ca;·so superiore d'artiglieria. - Sotto la direzione del personale di governo e 4' istruzione dell'accarJemia d'artiglieria a Wciskirchen, prati'casi un corso annuale complementare pei sottotenenti di 1" classe d'artiglieria, come nppo noi presso la · scuola d'applicazione; . e senza .buona riuscila in questo cnrso superiore è preclusa la via degli alti gradi all'uflìziale d'artiglieria. , ' ·. ' · , · 5° - Corso superiore del genio. - Come per gli uffiziali delj;.àrtiglieria, pre·sso l'accademia del genio a Zna"im, e sotto la direzione del personale d' istrnzione e di governo dell'accademia stessa, i luogotenenti· del genio percorrono un corso an: nuale complementare, versant() specialmente sulle matematiche applicate, sull'alta fort ificazione, sulla coslro-zion~ e s9ll'.idrauli<;a. ,

D) Istituti d'eqnitazione. t ~ - I11stitnto centrale militare d'equitazione in Vien na. -:-

L'organiuazione di questa scuola ba per oggetto di propagare i buoni principìi delrequitazione nella cavalleria dell'esercito, e di propagarli in un modo uniforme e metòdico; di dare agli uf!ìzialì ed ai ,sottoffiziali delle estese cognizioni d'ippiatrica, e di forn:arli all'arte, cb'è si difficile, di addestrare i cavalli. L'interesse 3pecial~ che vi prende l'imperntore fa sì, che tale ( I) Nell'anno 1859 il 1° corso comprcndcya 1!1 capilani, il 20 corso 10.

45 scopo si raggiunge, e difalli gli uffìziali della caval!eria au striaca sono tult.i eccellenti cavalieri. L'insegnamento si limita all'equitazione leorico-pratièa, ed all'ippiatrica, alla scherma a_ piedi ed a cavallo, ed ai regolamenti vari. Gli allievi montano almeno 3 ore al giorno nel . più bel manéggio che si abbia in Europa. Ogni reggimento di cavalleria manda a questa scuola un 1111mero determinato d'ufiìziali, sottuffiziali e soldati i quali vi ' ' ri,uangono cloe annj comanclali, senza mutar l'uniforme del reggimento cui appartengono. Soventi volte la scòola intiera p'rende parte alle evoluzioni della guernigione, formando due squadroni, e annettendosi per la manovra ad uq gualunquesiasi reggimento di cavalleria. JI personale d'isttuMone e di governo è così formato: 'l Comandante, colonnello di cavalleria. 1 Comandante in 2°, maggiore di cavalleria, cd a un tempo istruttore. dei regolarn_enli. militari . . 1 Aiutante, uffiziale subalt-erno di éavnllc1;ia'. 3 · Capitani istrullori d'equitazione (u~o per la scherma a piedi ed a cavallo). 2 Uffiziali ·subalterni istruttori d'equitazione. 1 Veterinario. · ·1 Maniscalco, ,; sellaio, ·I portiere, 1 accendilumi (1). 0 2, - lstiht,to d'equitazione per l'arti9lieria à Vienna. - Un certo numero di nrtìziali e di sottuffìziali dell'artiglieria di campo, vi compiono un corso d'equitazione di due anni, onde formarsi buoni istruttori. Vi si aggiuuge anche qualche uffiziale piouiere, destinato poi al treno çli esw corpo. A questo s'insegnano i veri pril:çipii didattici dell'equitazione, il modo di èondurre i carri, l'ippiatrica, la s.cberma ed iI volteggio. SULLE STATlSTlCUE M!Lll'ARI DEGL I STATJ EUROl'EI

1

(l) NcHo s~O\'SO diccmb!·c CJ'atw_coma_ n<l,iti i;i1·csso de ttn ~c;,ola 1 ca pilano, 3ii tenenti e ;r sottotcncnt1; ignoriamo J! nu m~r6 della bu~sa forza.


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STUDI COMPARATIVI

La scuola è comandata attualmerite da 1 capitano di 1• classè d'arti~lieria, il quale è secondato per l'istruzione da 2 capitani di classe, e da 1 tenente scudiere, da ,1 uf?zia!e subalterno maestro di scherma e di volteggio, da 1 vetermar10_ per l'ippiatrica, sergente' ~aggiore qual istuuttor~ 9i scherma e volteggio, 1 uffiziale direttore dei c~nti, ·1 mantscalco ed 1· mastro sellaio. ·

J.

1\

E) Stabilimenti speciali.

,Scuola d'amministrazione militare, - Questo stabilimento ba per oggetto di formare buoni uffiziali conta~ili ~ei_ re?giment.i d'ogni arma, pei confini militari e per comm1~~anat.1 d1 guerra. , Lo stabilimento è diretto dallo stesso magg10r generai.e comandante la scuola .di .guerra. Per l'insegnamento: 3 Commissari di guerra vi professano l'amministrazione , l'economia militare, \a .contabililà,d'Ògni ramo di servizio militare · la scienza orcranica e· la politica mili lare. , . '>, Udito~i v'ins:crnano le leggi civili austriache in tolti i loro D . • • · rapporti coll'amministra~ione militare, i regolamenti ammrn 1strativi militari. , _ 1 Capitano contabile pell'amministrazione <lei c~nfini mtl'.tari, ed i ispettore economo insegnano cotesta speciale amm1...i

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nisLrazione. · . . , 1 Professore di scienze fi\osòflche insegna la tecnologia chimica la o-eoo-rafia e la statistica commerciale. 0 1' 'Dot~re in giuri~prudenza insegna la procedura giudiziaria . austriaca, rd i principi i d'economia politica. 3 Assistenti coadiuvano a tale insegnamento. Gli allievi si div.ido110 in due classi distiute. . i• Aspiranti all'amministrazione contabile, dei confini militari, e vi percorrono un corso hiennale di studi.

SULLE STATISTJCHE MILITARI ))EGLI STATI EUROPEI

47

2• Aspiranti al commissariato cl_i gue1:ra e vi fanno un soloanno di corso. Gli allievi per questo istilùto sono uffìziali dell'esercito attivo, sergenti maggiori, o volontari borghesi cbe intendono de'dicarsi alla parte contabile militare ('I). Per tale istituto nell'esercito austriaco non difetteranno mai · i pratici contabili per ogni ram~ d'amministrazione rnilit~re, ed è cosa assai strana cb~ niun altro Stato, apprezzando gli incontestabili vantaggi di tale isti luzione, non abbia pensato di adottarla. _ Accademia Giuseppina di medicina e cltirnrgia, ci Vienna._ In questa celebre accademia sono · ammessi quei giovani cbe abilitati agli studi universitari, intendono dedicarsi al servizio sanitario militare. Lo stabilimento è dirello militarmente da un luogotenente colonnello, e vi prqfessano i più famosi medie) e chirnrgi di Vienna. Gli studi sono distinti in due corsi: li corso superiore durn 6 anni·, e fornisce i medici-cbirorgi superiori. li corso inferiore dura solo 4 anni, e dà-i medici-chirurgi inferiori (flebotomi). Sono ammessi a frequentàre il corso superiore anche alcuni medici inferiori, o chirurghi già patentati o, laureati, o per poter ottenere la laurea militare soperiore-(2). Gli allievi portano l'crniforme militare, abito bleu-chiaro, (1) Nel dicembre scorso trovavansi a detto istituto: alla ta classe, 1° anno ùi corso: 1. lu ogotenenti, 1 soLlolcncntc, ti sergenti maggiori e 40 alunni; al 2o corso: 9 luogotcncnLi, 11 sottotenenti, 1 sergente contabile confinario e 19 alunni; alla 23 classe: 10 capitani, 6 tenenti, S sottotenènti e 111 alunni - s emplici. (2) Nel dicembre 1859 l'accademia Giuseppina aveva : 276 al lievi del corso snpci·iorc , 99 allievi del corso inferiore , 29 frequentanti.


STUDI COMPA.RA'l'.I VI 48 mostre e, go liella (rjaroli) 11ere, pantaloni ·bigi.. :. ~dnere, pistagne scarlatta e bottoni gialli. lsti'tu.to di veterinaria a Vienna. ~ In questo istituto sono ammessi tutti quei giovani ebe inteqdono dedicarsi alla veterinaria,1 sia per professarla poi nell'armata che privaU1rnente. Vi sono pure ammessi alcuni maniscalchi , e artisti yeterinari milita'ri , onde meglio perfoz.ioni;lrsi Dell'arte loro. - Il corso <li studi vi è compleli~sirno in 3 ann i. L'un iform e è mil itare, cioè: abito néro, pantaloni bigi -cenere, most:re rosso ciliegi;1.

F) Case d'educazione per_le zitelle militari.

n~11ERIENZE CO~IPARATIVE SUL TIRO

DI DIVERSE ARMI DA FUOCO PORTATILI.

.

PER L'A!rn[AM~NTO DELLA FANTERIA DI LINEA {1)

Stabilimento per le figlie degli uffiziali. - A Hernals presso Vienna in un convitto sono mantenute a spese. dello Sia lo 46 figlie d'ufO.ziali privi di mezzi di fortuna, ed i quali sonosi meritati tal favore per lunghi e buoni servi1,i. lvi le zitelle ricevono una compiuta ednca1.ìo1i'e, e lo si abilitano a diventar buone, maestre ed istitutrici , onde possano così pi·ocurarsi un modo onorevole di esistenza. . · Per le figlie dei sotto ii(fiziali e soldati cbe per lunghi servigi · si valgono tal favore, la'- munificenza <lell'imperatore maniiene due. speciali istituti : l'uno in ViemJa , l'altro a Szathmar in Uugheria , ov,e queste zi[;e_lle ricev-ono una buona e<lu1wzione domesti~a, dopo della quale ~i provvede al loro collocamento. (Continua).

c...

RELAZIONE PARZIALE SULLE ESPERIENZE IN CORSO E RELATIVE PROPOSTE

Descrizione delle esperienze. Seguendo la via tracci~ta del programma, s'incominciarono le esperienze con 100 fucili modello Enfield (inglesi)1, 100 fucili niodello austriaco, scelti tra quelli presi a.I nemico nella scorsa campagna, e 100 fucili modello francese, stati appositamente , trasformati_ presso la regia 'fabbrica d'à.rrpi. (1) Queste due RELAZIONI ci vennero favorite dal Ministero della Guerra pella Rivista t11ilitcwc Italiana. ANNO

V. Yol. Il. -

4.

'


, ESPERIENZE 50 Quanto allo r;mniz.ioni pei fucili modello Enfiold e modello francese, fol'ono- confezionate presso il laboratorio bombardieri in Torino, sull'l;'!satto modello avuto d'Inghilterra e c1 i Francia, usando polvere da bersaglieri, e pei facili modello austriaco s1 usarono le stesso cartucciE) t rovate nei depositi abbandonati dal nemico. Lo Specchio· 8° indica la hmghezza o peso delle armi ·usato ed il peso delle munizioni. Tre compagnie di 100 uomini caduna,fmono comandate n ella brigata Savoia per l'esecuzione delle espeTienze, senza scolta, ma scartando gli indi vìchù già conosciuti inal)ili puntatori. Prima di cominciare gli esperimenti fu fatta a tutti gli indi viclui comandati una, b1·eve istruzione sulla scuola di p untamento e sull'uso delle armi ad essi affidate. Dopo ciò si addivenne alla esecuzione pratica degli esperimenti ., cominciançlo cfai tiri :individuali a.ne distanze e colle norme fissate dal regolamento per la fanteria, di linea, ed i risultati sono r egistrati nello Specchio 1° qui annesso. I n queste prime prove, si poté osservare nelle armi austriache il vento esser così piccolo, che i' introdurre e lo spingere al fondo dell'anima il proietto r ichiedeva un notevole sforzo in parecchi fucili, già prima che fossero 'im,brat,tati dal · tiro . Epperò, presa in sospetto la possibilità di eseguire con essi Lm sufficiente numero di spari senza lavare le canne, si stabilì cli tosto constatare tale possibilità median.te le · prove appositamènte stabilite dal programma. In tale occasione si misurarono i tempi impiegati dalle varie squadre per eseguire le dotte prove di 100 spari, e risultò essersi impiega.ti : minuti 52 pei fut ili modello francese. id. 60 inglese. icl. 70 austriaco con polvere austriaca. id. 78 austriaco con polvere da bcrsaglicl'i.

t;OMPARAT!VE

-.

51

La stessa prova fu qtlindi-ripetuta in m0do analogo, colla, s ola differenza che il fuo.co si sospese cli 25 in 25 spari per lasciar raffreddare le foccie pròducentisi nel tiTO: il .risul~ato fu analogo o per nessuna specie d'a.rmi più sfavorevole che nella prova precedente. , . Terminate le pr ove -suddescritte si seguitarono le esperienze sulla precisione cli tiro, eseguendo i tiri collettivi, cioè i fuochi d i. pelottoue ed i fuochi di fila alle distanze :fissate dal regolamento per la f'anteria cli linea. I risultati dei t iri collettivi suddetti sono registrai.i nello Specchio 2°. Dall'esame dei risultati ottenuti colle tre specie d'armi in pro,ra, sia nei tiri individuali sia nei coUettivi, si vede una sensiliile inferi.orifa nei fucili modello .Enfielcl . .E siccome questi ·non offtono' d'altronde nè nella leggerezza o · semplicità delle munizioni, nè nelht semplicità cli costmzione o di servizio alcun notevole vantaggio atto a eontrobilanciare iL difetto cl' esattezza cli tiro , si propose al :Ministero di cessare gli esperimenti con essi fucili alle mà.ggiori distanze , la qual cosa venne con (].ispaccio ministeriale,18.novembrc, num. 7120, approvata.. impert anto 1'8" compagnia del 1° reggimento deponendo i fucili modello Enfield, rimase disponibile pl~r altri. studi, e se ne trasse partito per eseguire una serie di tiri individuali coi fucili e 'munizioni ond~è attualmente armata la. fantàia di linea; e ciò per aver dati più recenti ed ottenuti in ciscostanze più appropriate al confront o cogli. altri fucili in prova. I risultati sono indicati nello Specchio 3°. Le compagnie armate di fucili modello francese o modello austriaco si trasferirono intanto a Venaria Reale., ccl ivi eseguirono i tiri colletti vi ed incli:vidua.li all<i) distanze e colle norme stalJilite dal p1:ogramma. I til:i collettivi per entrambe le qualifa di armi forono estesi fino a 850 passi ; gl'inclivicluali, pei fucili modello frane'use , poterono estendersi fino a 1000 passi , ma per


-~

ESPEI\IltN½E

qveJli modello austriaco dovettero pure limitarsi a 850 passi, sì percÌ)è 1a lunghezza dell'alzo non permetteva tirar più lungi, sì per la minore precisione di tiro , e sì infine perchè già a 850 passi parecchi proietti colpivano il bersaglio (di tela coper_ta di carta} senza aver la forza di forarlo, quantunque dall'isp ezione di essi non potesse ar- .__ gomentarsi la loro veìocità essersi esti11ta da un precedente urto contro il suolo. I risultati dei tiri eseguiti a Venaria sono indicati neglì Specchi 4° e 5°. · In calce di tali Specchi sono eziandio marcati i risultati d'un tiro collettivo e due individuali, -e seguiti pure_a Venaria, coi fucili modello austriaco e èon cartuoèie austria..che,' dalle quali si era tolta la polvere 13ostituendovi una eguale quantità eh polvere da bersaglieri. Da questi appare che 0\7e si adottasse da noi il fucile modellG austriaco non sarebbe a temere che l'efficacia del medesimo p otesse es~ sere scemata per l'impiego della nostra polvere, quantunque l' imbrattamento delle 'Canne nel tiro siasi osservato realmente maggiore co1la nostra che colla polvere austriaca. Però a meglio clilucidare Cluesta questione si prnvarono entrambe le polveri al pendolo l)plistico presso il labora~ torio bombardieri, impiegando la. carica di grammi 4 e pa1lottola sférica in circostanze, d'altronde, possibilmente identiche, e si trovò: · · per la polvere austriaca velocità :iniziale metri 336,6 id. da bersaglieri 338, 7 onde la enunciata proposizion e venne confermata,.

Prima couelusioac. I risultati delle esperienze sudclescritte riuscirono abba~tanza convincenti per provocare nei membri presenti della Commissione un nnanime giudizio sull'arma da scegliersi.

COMP ARATJH'.

ìnfatti ì fucili attuali a canna liscia harmo, sia in queste Bsperienze, sia nei tiri annui_reggimentali, somn1i_n:istrati r isultati inferiori a tutte le altre armi in corso d'esperimento ; e se si considera chè con essi il tiro a dista.nze maggiori di 400 passi r iesce pressoché inefficace, ,si può assàire giustificato il desiderio omai generale u è'l l' esercit o ce nel paese, di abolirli sostituendo ad ossi anni migliori. I fucili modello Enfield (inglesi); essendo già stati ab banclonati nel corso delle esperienze, non possono· più fo1:nir argomento a cliscussione. Dei fucili modello austri_aco, il tiro riuscì molto esat~o fino a 550 passi, mediocremente esatto a.lle distanze mag,g iori, e l'es tensione di tiro, ossia l'ampiez.za cli gittata efficace, 1'iuscì pùre suffici ente.· Essi hanno inoltre il vantaggio nella leggerez~a delle 11.rnnizìoni. Ma se si co11sidera la difficoltà cli car'loare, la difficoltà di costruzione, sia dei proietti che delle· armi, per la precisione necessaria nel <liametro .degli' uni e nel calibro delle altre, e sopratutto ì molti anni -ad impiegarsi prima di poter a.rmare con essi completamente la fanteria cli linea, convien dichiarare che -l'adozìone cli essi non può essere consigliata. Dai fucili modello francese si, ebbero r isultati migliori d i quelli che potevano aspettarsi da ,armi trasformate cli calibro a:r11pio; e "con proietti non troppo pesanti. Per la esattezza cli tiro essi furono .trovati di poco inferiori ai fucili austriaci fino aUa distanza di 550 passi, e superiori invece ad essi aUe distanze maggiori . racilissimi del resto a caricarsi, i focili modello francese ·non hanno manifestato alcun difetto essenziale., inerente al -sist~ma, ed hanno invece j l vantaggio che si potrebbe con essi armare celeremcnte, e senza gravissimo · dispendio, tut ta fa fanteria ,di linea. Per tali c0nsiclcrazioni t utti i membri presenti della Comrnissione sa'.t'ebbero venuti nell'avviso .ùnanime doversi adottare il fucile rigato 1;i.10clello francese in sostituzione dell'attuale fucile a canna liscia. 0


5-1

Es11ericozc coi fucili motlcllo Prélal-Durnand. Siccome i fucili modello francese yenncr~ nelle precedenti esperi.cnzc trnYati i J) LLI. convenienti., cos'L la Commissione, in sua r;eduta del 2 d icembre, R1'a.t uì di mettere i fucili modello PrélaL-Burnand in confronto solo con essi. E per mettere le <lue specie d"c111ni in condizioni assolutamente icl_cntichc, r;j formarono <lue sq uadrc di 15 tlomini cacltfoa (~olo 15 cr;scndo i facili moùollo Pr6lat-Burnan d atti a &pcrimentarsi), destinate a tirare, in ciascuna prova, con una dahi ,:pccic d'armi, c1nindi 1'Cambiaro lo anni e ripetere .il tiro coll'a.J.tra specie. Così in ogni proYa, caclun soldato brnciò 10 cnrtuccie modello francese e 10 modello PrélaL-Burnand. I tiri eseguiti, non che risultati oLtenuti, sono indicati negli Specchi 6° o 7°.

I quindici fucili modello svizzero potevano dirsi in condizioni più sfavorevoli dei fucili modello francese, sia por aver il calibro in pil'.t ampii limi.ti, sia 1for a,ere parecchie ammaccature e sinuosità nelle caUIJe, prodotte o nella trasforurnzione o nel trasporto dalla Svizzera in Piemonte. Tuttavia, come appare dagli Specchi, i risultati riur-:cirono, direbbesi, mjgliori cli quelli dei fucili modello francese. E siccome, salvo l'eccedenza di grammi 3 nel poso della

CO)lPARATIVE 55 eartuccia, i fucili modello svizzero partecipano di tutti i vantaggi dei focili moùello francese, così la Commissione decise di d ifferire il proprio avviso :Gnchè ulter iori ,e più estese espei·ienze siansi eseguite cou 50 fu<.;ili modello svizzero, che a tal uopo si attendono trasformati dalla regia fabbrica c.l'arn1i. Però mentre rimane sospeso l' ultimo <leDnitivo parere, nou è clubhio che per esso si chiederà. la trasformazione deali attuali fucili o al modello francese o al modello svizze1~0. Iu conseguenza riflettendo che sare bbe con.veniente; ad imitazione della Francia., raccorciato le canne che si rigano, si per aver le canne alquanto pil'.1 solide, ~ì per evitare le piccole ammaccature e guasti che soglionsi trovare alla bocca dei fucili in servizio; o d'altronde tutti i membri presenti della Commi,: ione iroyando non necessaria la grande lunghezza dogli attuali fucili modello 1844, lunghj, si propone : 1° Si cessi hL fobl)ricazione dei .fucili modello 1?44, luno-bi e , e si costruiscano in loro ,·ece fucili corti, })iù facilmente e con minore spesa riducibili al modello che verrà proposto per essere adottato. 2° La regia fabbrica d'armi sia inviLata a prender le opporLunc misure per rigare e trasformare sollecitamente gli attuali facili. ' 3° Sia, pnre invitata la r egia fabbrica d'armi a proporre un modello d'alzo conveniente per la fanLeria <li linea. Quest'alzo non potrà per ora in alt.ro clofìnirsi elio nella forma, poichè n on conoscendosi la traiettoria., non possonsi fissare le altezze delle tac.che cli mira. Può èbrsi però che graduando l'armn. fino a. 8.30 passi, (ultima tacca d i mira dovrà esser circa millimetri 50 più alta del mirino. L'alzo proposto verrebbe J..>rcsentaio al Ministero per fame oggetto di u lLeriori studi. 4° Si cessi, ove sia conveniente per altri riguardi, la confezione cli cartuccic a pallottola · cilindro-sferica.


56

_ ESPERI ENZE

5° Infine la Commissione esprime il suo desiderio che trasformandosi i fucili sia pure modificata alcuna parte non bene appropriata al facile sei-vizio cli essi : e segna• ' tamente il grilletto della forma austriaca determina meglio la posizione del dito del solda,to e g1i dona un braccio dÌ leva abbasta,nza lungo per fare sèattar l'arma senza un troppo grave sforzo che sovente la sposta. Sarebbe inoltre desiderabile un migliore sistema d'unione della baionetta colla canna del fucile, come osservasi nei fucili austriaci · ed inglesi. Torino , 20 dicembre 1859.

..


SPECCHIO 1°

Tiri iudh·iduali eseguiti dalle 3 compagnie formate iii i 00 uomini caduna. DATA

-

J

24 ottobre ))

))

))

27

'1)

))

))

29

))

31

DELL A'rMOSFERA

coperto

))

25

,,

GENERE DI TIRO

1

1859

))

DIMENSIONI

S'l'ATO

))

))

sereno » variabile posizione in ginocchio leggermente ventilato fortemente ventilalo variabile posizione con appoggio

))

))

sereno.

))

li

))

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1)

5 14 7

)) ))

7 e 8 ,i 8

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coperto sereno ))

sereno e coperto coperto

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»

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,,

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))

4m,50 2m l 00

'100

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QUALITA'

COLPI

COLPI

COLPI Mh.llCATI

))

))

))

-

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))

posizione ordinaria 2 novembre fortementeventilato vento incostante 3 variabile posizione in ginocchio ))

DISTANZA

\

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DEL IlBRSA.GI.1O

I

Dl::LLE ARllf SPAIU'rf MARCATI

francesi inglesi austriache francesi ingle~i austriache francesi inglesi austriache francesi inglesi austriache francesi inglesi austriache francesi inglesi austriache francesi~ inglesi austriache

500

427 327 423

))

))

4'l2 328

)) )) ))

ll ))

))

1000 )) )) \)

,

~16 461

330 478 774

580 742 789

))

670

))

857

per 100

85,4 65,4 84,6 84,4

65,6 83,2 92 2 66,0 ,95,6 77,lJ, 58,0 7'1,2 78,9 )

))

501

67l O 85,7 50,1

))

519

51,9

Jl

60~

60,3

ll

522

52,2

)) ))

483 704

,,s,3 70,~


'

SP ECCH IO 2·0

,

Tiri còHeltiY i eseguili dalle 3 com1rngnie formate·lli '100 uomiui caduna. -

.

DA 'l' A

INDICAZIO NE

-

DISTANZA

DE L UERSAGLIO

-

~

Dll-L FUOCO, ·

1859

DDIENSIONI

base

PASSI

altezza

QUALITA'

COLPI

COLPI

DELLE AR)Il SPARA TI MARCAT I /

COLPI "" TI i\[ARCA. JlCI' '100 .

·I

fuoco di fila

12 novembre ))

))

2111,00

200

»

)Ì

))

))

))

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))

)l

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12 ,

11

fuoco di peloltone I

)l

401 ,50

))

14

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'

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-

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fuoco di fila

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l)

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l)

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))

)>

'

I

francesi

78:3 1,9)7 83 4

))

711(.1:

))

395 751.1:

74 ,,. 39,5 75,4

502 291 679

50l 2 29,1 67,9

,,53

/15,3 32,6

))

l')

,

783 497 834

1000

francesi incr\esi austriache

))

r

inglesi auslriache

francesi inglesi austriache francesi iuglesi austl'iache

))

.

)) ))

,

)

))

l) )) ))

.

326 363

36,3


SPECCÌ-I I O 8 °

Tiri indiYitluali eseguiti con fucili a canna liscia e cartnccio a paìloltola ciliudrko-sferica cawi con grammi 6 polvere da bersaglieri (I ) 1

\

-

DAT A

Drn!ENSIONI ·

'

STATO

1859

DELL'A'f)10SFJ3RA

GENERE DI TIRO

.

~-

DISTANZA

D~L :mrnsAGJ.10

-

COLPI

-- 'lliARCA'rl srtRATJ

JlA.S.Sl

basè oltczza

COLPI

tOLPl MAR.C,\TI })Cl' 100 ~

-16 novembre sereno

posizione ordinaria

1111 ,50 2m 00 )

150

500

337

67,4

3!t3

GS,6

337

67,t,

580

58,0

I

21

D

variabile

posizione in ginocchio

))

))

))

))

21

})

sereno

posizione con appoggio

))

))

))

))

22

))

variabile

posizione ordinaria

))

))

200

23

))

coperto

posizione if1 ginocchio

ll

))

))

\)

580

58,0

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))

ll

posizione ordinaria

ll

))

300

))

262

26)2

25

l)

))

))

377

37,7

-

\

~m,50 2m I

))

.

.

\

OSSERVAZIONI

400

-

1000

~

'

I

(1) Questi esperì-

mcllli fur~noeseguiti dalla stessa comp;ignia che s1>erimcntoi fucili inslcsi.


SPECCHIO 4°

Tiri collettivi eseguiti da due com11aguic formate di ,t 00 uomini caduna. DA'l'A

1859

DDIENS(ONg

INDICAZIONE

DEL BEilSAGJ,JO

. base alt.czzà

----"---

DEL FUOCO

21 novembre fuocv di fila ))

))

»

))

))

tm,so

PASSI

524 5111

34,9 36,1

530 479

26 5 24,0

388 271

19,'i

13,6

"

3000 francesi austriache

1311 109'1

43 ,7 36,5

Tn ritirnta cd aranzando da500 I a 850 passi.

550

auslriuchc 1200

563

46,9

Ca1·tuccic nustriachc con polvere sarda da bersagliere.

))

))

))

700

))

))

)1

))

))

))

850

))

))

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.

))

))

))

))

per '100

))

))

))

l)

DELLE ARMI SPAJ\,A.TI MARCATI

'

GSSERVAZJONI

41,3

I)

fuoco di fila

))

~Ull.CATI

619

l)

))

))

COLPI

41 6

))

22

'COLPI

COLPI

624

550

))

))

))

,

fuoco di pclottonc

))

l)

21mI00

DISTANZA QUAUTA'

l)

))

))

))

))

))

1500 francesi l> austriache

francesi austriache francesi austriache francesi austriache

2000 l} ))

))

'

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.

)

'

.

'

23

))

in cacciatori

))

))

))

))

n

25

))

fuoco di fila

n

))

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))

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,,

SPECCH IO 5°

'\

Tiri individuali eseguiti da 1Opuntatori scelti ,ii ciascuna c~m1lagnia. - Posizione' ordinaria. DA 11' A

-

'

STATO·

DELL'ATiUOSFÌ!.RA

1859

DIME~SIONE

DISTA~ZA

-----------

-

DllL BERSAGLIO

PASSI

bose altezza

QUALITA'

COLPI

COLPI

COLPI

OSSERVAZIONI

~!ARCA.TI DELLE J\JtMJ SPARATI MARCATI

per 100

'

---2,, novembre

)

coperto

,,m,oo

300

151

50,3

austriache

))

173

57,7

francesi

))

91

30,3

austriache

))

73

· 24,3

francesi

))

- 31

10,3

austriache

))

26

8,7

francesi

600

77

12,8

Eseguito con 20 soldati scelti.

550

austriache

300

"168

56,0

Carluccic austri:ichc con polvere

700

l)

300

70

23,3

$rn ) 00

550

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))

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·-

(sarda) da bcrsagliel'i.

'

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id. -


SPECCrIIO 6° J

• Tiri indi\idnali di confronto tra i fncili modello francese ed,i fu ciii modello Prélat-Burnand (svizzero). 1

'

DATA

'

-

DEU.'ATMOSFE'RA

1859

DDIEN$IONE

STATO

nrnsAGLIO GENERE DEL 'l'IRO OET, _,.,__._ base alle?-ia

DISTANZA

l1ASSI

QUALITA'

r.OLPT

co1r1

COLPI ilIAitCATI

DELLE All:ifl SPA l\A TI ~L\llCA1'1

I

per 100

-- --

7 dicembre l)

9'

.

coperto

))

posizione ordinaria

,,_

))

'

))

tm,50 201,00

francesi

300

2113

81,0

))

svizzere

))

23 1

77 O

169

56,3

200 I

))

))

nebbioso

in ginocchio

))

))

ll

frnncesi

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))

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svizzere

ll

20~ , , 68,0

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300

francesi

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10t

33,7

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)l

svizzere

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francesi

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41J,3

J)

svizzere

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47,7

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10

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ventilato e freddo

' posizione ordinaria ,

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'

13 n

coperto

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))

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l)

4m,50 2m,OO

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I

))

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-

l)

(


• SPECCHIO 7°

\

Tiri co\lctthi di confronto tra i fucili modello francese cd i fucili modello Prélat-Burnuud (s,1zzcro)

DISTANZA

DATA

-

QUALITA'

INDICAZIOKE

DELLE A R 1[1

Dlì{ 1-'L"OCJH

18~!) 12 dicembre

-

COLPI

.

.

COLPI

COLPI 1IAR CATl

SPARAT I MARCATI

per 100

11ASSI

francrsi

di fila

200

300

-

OSSEBVAZJONI \

192

64,0

Ilcrs3glio triplo {4m,5 per 2)

192

6~,o

))

128

42,7

))

113

37,i

l)

'

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))

svizzere

1l

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,,

li

t, 00

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)l

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I

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francesi

1)

svizzere

1)

'

-

...

·-


.

'

•

SPECCHIO 8°

Alcune indicazioni sulle armi esperimentate. I I

•·

,

QUALl1'A'

LUNGHEZZA LUNGHEZZA DELL'ARMA

DELLE A.MII CANNA

/

PESO DBLL'A.R:MA

I

della

~

compresa

scuza

tA B,\101iErTA

BA101iE1'l'A

,',

'

-.

compresa

senza

1.A BAIOt°'iE'l'TA

BAIO:'ilìTTA

PESO

PESO

PESO

del

della

DEL PACCO

"PROIETTO

CARICA

di 'lO cartuccie

-

Francesi(~) Mct.ri 1,027 Metri 1,860 Metri 1,420 Chilogrammi 4- ,550 Chilogrammi ~,250 Grammi 33 Grammi ~,G5 Grammi 405 Inglesi

J)

Austriache Svizzere(~)

0,990

})

))

0,948 .

))

1,113

1,850

l)

l}

1,825

))

1,950,

4,390

l'

})

4,550

)l

))

4,760

))

1,400

})

))

1,340

))

1,510

4-,o,,o

))

35

»

({,'180

))

29

))

4,460

))

36

))

5 00 )

,,,oo 4,65

))

ti39

I)

363

})

432

'

(~ Le indicazioni si riferiscono all~ armi trasformate quali furono usate per le esperienze, e non alle armi usate in lì'rancia.

~ od in !svizzera.

~

..


COlfX'.l,RA-J'IVE

65

RELAZION E SPLLE ESPElìlENZE ESEGUITE! E PAHEI\E SULLE Al\i1II ESPEmmNTATE

Analogamente alle deliberazioni contenute nella relazione parziale, in d_ata ::w dicembre scorso, approvate con dispaccio ministeriale N. 8202, divisione artiglieria, sezione ·1"', in data 23 stesso mese, · la Commissione eseguì una serie di esperienze comparative tra-fucili rigati modello francese e fucili rigati modello ,Prelat-Burnand (svizzèro) per osservare se per avventura i seconçli soddisfacessero ano concfoioni di efficacia cli tiro e facile uso meglio dei primi già clichiarati i più convenienti ·per la fanteria di linea tra tutte le armi preceè1ent ernente csperimrnìtate.

Descrizione delle esperienze. Si cominciò anzi tntto a provare ne' fucili modello PrclatBurna.nd la facilità di caricare, in analogia a quanto si era fatto colle altre armi; usando cioè 10 fucili, ed eseguendo 100 spari con ci.ascun d'essi senza lavarli. Il risultato non fo sfavorevole, poid1è non s'incontrò mai seria, difficoltà nell'esecuzione della carica : tuttavia. si. osservò talora occorrere un certo sforzo per far discendere la pallottola nella canna, e se fosse questione di adottare queste armi sarebl)e necessario ripetere la. stessa prova in circostanze meno propizie , cÌ.oÈ\ _nei giorni più caldi della state. A:-.lìo V. Vol. IL -

é,.


66 ESP.ERIB!S'ZE In seguito si confrontò la giustezza di ,'tir o mediante una serie di tiri individuali eseguiti con 50 fucili 111odello fr~nceso o 50 modello svizzero ; e per chè le circosta.nze fossero per lo due specie possibiln:ente i<leutiche, i tiri si eseguirono contemporaneamente da. due squadro armat e l'una cli facili modello francese , l'altra cli facili modello svizzero, le quali a ciascuna cli!,tanzrl dopo fatti dieci spari per 'Ogni incli,riduo, scan1hiavansi le armi e face-vano,aJtri , dieci spari colle arm i così scambiate. Dimoclochè essendo par i le circostanze di luce, temperatura- e per izitt dei tira-• tori, lo di:ITérenzo de' risultati ad altro n on possono a.seri .. vàsi foorchè alla cliversa qlÌalità delle armi . Lo Specchio che segue indica i risultati oiten,nt.i.


Tiri individuali. - Posizione ordinaria. STATO DATA

I

..DELJ,'A'l'M05F l:!llA I ·,

-

DT)lE~SlOriI

----~

DET. mms.l.GLIO

ll,tSe :illczza

'

30 dicembre 1859

sereno

31

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ll

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'D

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2 gennaio 1860 ll

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ll

5

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tm,50 211),00

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1

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12

8m 100 3111~00

700

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ll

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850

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ll

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1000

678

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ll

701

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francesi

13

))

syizzel'e

396

I>

))

!J-:33

39,6 43,3

56!J.. 519

56,'1 51 9

francesi svizzere

.

' l)

per 'I 00

9

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COLPI

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8 9

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1000 ll

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francesi svizzere

18

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))

l)

francesi svizzere

26

))

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))

308

31-3 30,8

fran ccsi svizzere

38

66 67

13/i

frances i svizzere

38

))

))

))

166 11,3

33,2 28,6

183 122

18,3 12,2

124

'12,t,

))

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500 ))

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13,2

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francesi svizzere

50 ))

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francesi svizzere

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ll

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))

1000 .

7,6

76 ,

I


ESPERIENZE 68 Nella tensione della traiettoria non si ebbe ad osservare sensibile differenza tra le club anni, ed infatti a tutte le distanze si fece uso dello stesso alzo por entrambe. Come le due armi sono rigato l\ma da sinistra a destra, l'altra da destra a sinistra, la derivazion~ riusci a destra per le armi modello francese, ed a s.i nistra per l e armi modello svizzero. Essa è grande cd è a un dipresso egualmente ampia in ambo i sistemi; ed è perciò che alla distanza di passi 700 essendosi a metà dell'esperimento raddoppiata la .superficie del bersaglio si ebbe più che doppio il numero dei colpi marcati. Ove occorr<f,sse conoscere l'ampiezza della derivazione per detcrrnlnare·la posizione cl.elle tacche di mira nell'alzo, non si commetter à gravissimo errore ritenendo ch'essa è di metri 6,00 a lla distanza di 850 passi.

COMPARATI VE

precedente .rdazione , in data 20 dicembre W59, ed a norma deD.'artico]o 270 del fJrogramma, dichiara: I fucili rigati mode11o francese (muniti però d'aJzo) colle r ispettive mun.izioni, sono pel servizio delle truppe ~li t er ia 'preferibili a tutti gli altri fucili dalia Comm1ss10ne espcri.menhLti, o sono assolutamente così vantaggiosi, cl:e • conviene adottarli in sostituzione elci fuc~ attualmente m uso nell'esercito nostro.

fan-

Torino, addì 20 gennai.o 1860.

capitano d'arliglùwia, Segrètario. capitciine.

BozzANI , BAL ,

PERNOT.

ca,pitaine.

RoMAJJN ,

Om~, majoi·. R ICOTTI, tenente colonnello. LUIGI INCISA, tenente colonnello.

Co11ch1sio11Q.

DE ' BELLAIR. PERNOT,

F. Alle piccole distanze _la giustezza, cli tiro dei fucili mo dello svizzero si trovò di poco superiore a quella dei fucili modello francese ; a1lo grandi distanze invece si ebbe ima notevole differenza a favore dei secondi. Ritenute quindi pari le proprietà cli tiro delle due- armi, i fucili modello svizzero 110n offrono aJcun notevole vantaggio atto a compensare g1'in convenienti di una costruzione alquanto più difficile, di qualche leggera clifficoltà nel c~ricare, che farebbe desiderare ulteriori prove, e ~opraLutLo di munizioni troppo pesanti, la cattuccia modello sv-izzero sorpassando di grammi tre il peso della già greve cartuccia modello francese. \ Laonde la Commissione respingendo i fucili modello svizzero, si riporta alle considerazioni già esposte nella

69

capilaine.

BRIGNONE,

colon1iello.

maj01· général , Président.

PElUUER,

~

I


71

JJELL' 1m UCAZIO:iE l l!LTTARE

.

DELL'EDUCAZIONE IIILITAUE. HL

Del dovere, 1lcll'abnegazioue e della gloria. • Ove trov:u· mezzi JJer conciliarn· ' la libertà col <lO\'Cl'C ' ' , FlLANGIER(;

\

trnr formarli alle adozioni d'una certa quanLilà d'idee, t,rnto morali, 'che fi~iche e po~iticbe. Egli è sopratutto come tender.le a tal fine_che gli scrittori di tutti i secoli le prodigano i loro elogi. Noi senza negare che tali basi fossero applicabili ad allrn soeietà che non le noslre , attuali, ove è r.;onosciula la li berta personale, ed ove gli uomini non sono piò macchine, delle quali le leggi e le di5cip\ine ne regolavano gli ordcgni per diijgerne tutti i movi menti, l'inllneuza la più eme.ace d'educazione era l'azione dell'autorità , percbè questa 11011 era combatlota. Ma al giorno d'oggi la società intera si .solleverebbe contro la pr~cssionc dell'antorità cbe tendesse a danneggiare l'indipcndeuza inèlividualc ,che gli uomini hanno riconqnistata. ' ' L'ed ucazione cbe vii~ne dall'autorità deve !imitarsi alla sola islrnzio11e, reprimere il male, e lasciar oprare il bene per se stesso. ' L'autorità può moltiplicare i canali, i mezzi del\' istruzione, ma non deve dirigerla. Deve scicgliere gl' istitutori che per inclinazione o destino riconosca a ciò chiamati. Accordi il solo trattamento che loro assicuri il necessario. Provveda ,ai loro bisogni allorch~ l'eth Q le infermità avranno messo un ' teqnine alla loro carriera attiva. Non li dismetta dal loro posto . senza ben fondate gravi cause. nè sénza il concorso d'uomini disinteressali et.I indipendenti, sornrnessi all'opinione pubblica, dm li giudica dai risultali; av;·à così degli istitutori laboriosi, dominati da vero amor prop1:io. Che per contrario, non avrà che gente servile e negligente, altri menti adoperando. L'educazione pubblica è specialmente salutare nei paesi liberi . Gli uomini riuniti in qualunque età, !na tiopratul.lo nella gioventù, contrattano per un natura1e eITello delle reciproche loro relazioni un sentimento cli giustizia e cli abituale eguaglianza., che li' prepara a divenire cii.ladini coraggiosi e nemici <lell'.illegaliLll. Vide.;i sollo il dispotismo slr.sso, suo malgrado, ripro" , ,darsi ncl\e ,scnole dei germi d'indipendenza elle resisll1llero agli sforzi clic cercò iuvano di soITÒcare. '

Enunciato come fu nel capitolo 'l, che cioè il prìncipio ·del~ l'educazione ossia dell'arte di formare gli iwmini e renderli forltinali, cons_isle interamente in quest~ legge: iYessim •uomo puà creare la sua proprict felicità se non che col contribuire alla felicità •aUrui; la vera felicità dipenderà adunque dalla scuola pratica della vila, dal perfezionamento fisico e morale dèll'uon.10, senza del quale non può darsi vero benessere. La conservazione e l'accrescimento di tutte le cognizioni è un bene positivo, e non sarà dato cbe ai governi Ù poterne procul'àre e guarentire lai beni. Non ometto di accennare che nell'educazione si possa scorgere un mezzo potente d'impadronirsi dell'opinione degli uomini

t...

•

.


72

' 'EDUCAZIONE DELL

)!ILITARE

Ii benessere dell'uomo non può sussistere senza libertà, e .su non vive 11ella socicfo, fifa la società non può sussistere senza leggi e senza governo. L'uomo aclunque per essere felice deve esser libero e dipendente; ma la liberth non esclude forse la dipendenza, cornè' la dipendenza escluch~ la libertà? Se la libertà consistesse nel poter fi,rq ciò che ogmm vuole, come sarebbe el!..L conciliabile colla dipendenza che suppone l'obbl igo di fore cii, che si deue? Esiste fo1:se un mezzo per ravvicinare questi estremi e conci.liar<:J cose così contrarie in apparenza ? Fortunatamente, sai ve il Filangieri, esiste per l'uomo qu(;lsto mezzo..Se il dovere senza la volontà esclude la libertà, se la volontà senza il dovere esclude la dipendenza volen?o ciò che si deve, si conserva la libertà senza dislrnggere la clipendcnw. Qoando il cilladino desidera ciò che le leggi prescrivono, qnantio correndo ove la volontà lo r,wta, egli va ove le leggi lo chiamano, egl i è dipendente perchè v,iv<:J assoggéttatv alle leggi; è libero perchè segue lt1 cli lui volouta , e farebbe tutto ciò che le leggi prescri, ono quand'anche queste non gli avessero nulla ordinato. Tale è i! mezzo che si cerca; ma dove trovarlo? Immaginate una società ove l"iuteresse e le passioni dell' individuo siano sufficientemente bene combinate coll'interesse della società stessc1 a fine di non poter cercare il ben essere dell'uno sen~a contribuire a quello dell'altra, e troverete il bene proposto, voi troverete la più gran parte clegl'indiyidni volere tu ilo ciò che devono, voi' non ved rete che delle eccezioni che 1{egli imbecilli, negli sciocchi, ,o quelli che avvenimenti straordinari i hanno condotto alla ,depiavazione ed ai delÌlii. Ma a quale scopo ll11a tal subl ime combinazione? È essa possibile? ove trovare Lai mezzi di conciliare la libertà colla dipendenza che sola può stabi,li re la felicità umana su fondamenta incrollabili? Tale si è la più importante delle proposizioni, e tale si è l'oggetto di questa parte che riguarda le leggi. <t Certo ritornerà al pensiero del lettore d'indagare le ragioni 1

» per

le quali si(fattamente insistasi su di un punto essenzialmente legislativo nel trattàre dell'educaziope. Ed appunto » conviene riflettere, che se le regole igieniche opportunamente >i applicate' all'educazione fisica contribpiscono a dar florida sa>J Iute e membra ·agili e vigorose (1), l'educazione savia e pro)) gressiva della mente deve poggiare sul principio fondamentale >1 della ~ocietà, e questo principio è pur mestieri ricordarlo , » ( vedi cap. I); dovrà. basarsi; per gli adolescenti,, sulla co~o)) scenza delle leggi\ che reggono la società ed i doveri .relativi )) al proprio stato, onde modificare le tendenze viziose che ogni 12.essere comporta trasmesse per eredità fin -dal suo nascei·e ..In » complesso, il dovere e non il volere, se non ciò che si deve, è )) fi~sato dalle leggi, ed i uaturali malvagi fermati in tempo dalla >J conoscenza dei doveri sociali, corroborati dalla potenza dell'abi') !udine e dall'esempio, possono venir modificali od interamente » cangiati. Meditino su qn.esta breve considerazione coloro che ))Sono a capo d'istitnti o collègi, i quali vogliano ammettere tutta >)

(1) Noi non abbiam o più la giusta idea d egli esercizi elci corp·o, dice i\Jo11tcsr1uicu (Grc.mdc:t-:z:a. e decaclcn;z:c, dai Jlo,m ani) . Un uomo che si dedichi a tal genere d'esc1'.cizi ci sembra ,lisprezzcvole, per la rJgiooe che la più parte degli esercizi non hanno oggidl tutto lo scopo imporlanle che si richiede, mentre gl i anlichi li comprendevano nell'arte ed cdu.:azione militare: 1 compreso il hallo. · "Sallnstio lodava Pompeo che portava gran pesi concndo e saltanllo come » t.ulli gli altri uom ini d~lla sua epoca ». Non parrebbe simile esercizio che ridicolo, ,ol di d'oggi, ed il ridicolo dif-fìc ilmente si sopporta. S'osservò anche fra no i , e non è gran tempo prima d 'ora, che l'agilità fisica troppo ricercala, anche nell'uso delle .a rmi da a r idicolo oouerra , ora soo-"etla ~o · ' 1>crchi: dOjJO -l'introduzione dei ccimbatli. . )Tienti individuali di sfi,la, la scherma era rigtiardata come la scienza dCI,

provoccitori. , , Se al dì d'oggi noi sapp iamo istruire pronfomentc nell'armata le nuove reclute appena arrivate sotto le band ie re; nella vita civile non s i sa ancora p reparare per tempo i giovani cittaùioi alle primitive di!Icrenti prnticl1e del mestiere del soldato. ) · « P rima cli formar solùati bisogna formare uomini a divenirlo "· MONTESQUJEU.


74

DELL'EDUCAZIONE

" l'iinportanza all'educazione fisica, moi•ale ed intellettuale de.ila )) giovenlti, credendo d'aver educato un uomo allorcbè gli hanno >> fatto esercitare due o tre facoltà a scapito delle altre. L'abilu» dine, l'es~mpio morale in azione fondati sÙi doveri, sono le due » molle cbe devonsi mai sempre usare nell'educazione, .le cui » lezioni parlano più forte e con maggior eloquenza di tutti i .» precetti, 'e maggiore armonia n·ello sviluppo di tutte le facoltà n nella gioventù n. • · Il giovane, ritoruando al principio fondamentale di questo capitolo, dovrà eziandio, per insegnamento e per abitudine, essere educato al dovere: La natura ha fatto l'uomo per la società e gli ba dato l'amore di se stesso. Te savie viste della natura cbe manifcstansi nel rapporto sopratulto dei mezzi delle forze e dello scopo, ci obbligano di supporre un rapporto fra le propriet:à del Fessere e la sua destinazione, fra l'amore di sè e la sociabilità. Perchè adunque l'esperienza ci fa trovare fra queste due qualità morali nn rapporto negativo r)iuttostocbè positivo? Percbè vediamo noi più di soventi nell'amore di se·stessi le cause della distruzione della s.o_ cietà a vece di trovarvi· quelle della sua conservazione e della sua forza? La natura tanto aro mirabile nelle sue produ- · zioni avrebbe forse cessato d'essere regolare nella · più bella e più augusta delle sue opere? Avrebbe ella messa nell'uomo una forza che lo attfri verso la società ed un'alrra forza -che lo eceili a clistruggerla·9 Se questa contraddizione potesse su~sistere, se •ne vedrebbero gli effetti in _tutti i popoli ed in tutti. i tempi. La natura non' è essa la stessa i11 tult.i i luoghi ed in tutte le età? E gli effelti che nascono dalla natura delle cose non hanno rsse forse gli stessi caratteri dell'universalità, di costanza, come le cause che le producono. Ma l'esperienza non c'insegna essa forse, che presso tutti i popoli ed in tutti secùli, la società ba trovato nell'umore il

MILlT ARE

'i &

più esaltato di se stessa, quando ha ricevuto on regolare an-• da.mento, una forza ed un appoggio che ella non avrebbe ottenuto da verun altro principio d'azione. Se l'amore di se stèsso,, come nessuno ne dubita; è la' sorgente u11ica dì tulle le passioni, e se le più grandi virtù come i più grandi misfatti suP,pongouo le più forti passiùni, chi ~e fu più commosso di Scevola, di Attilio, di . Curzio-, di Decio? Cbi fu più animato a d'amor proprio? Cbi pili di loro servì utilmente grado marrcriore 00 . la societa e la patria? « L'uomo ha un istinto alla propria pre11 cellenza, e perciò alla potenza, alla stima, alla gloria, e $0 >) ~a questo istinto si dovesse dare il vei•o suo oggetto, i suoi d.e )> sideri sarebbero pienamente soddisfatti, percbè non sareb>> bero quelli dei beni finiti e particolari, ma l'uomo parteci~e>i rebbe di essi a somiglianza dell'Ente Supremo >>. Dall' istante in cui gli uomini si .riuniscono in società la ' naturn di questa ; riupione è \aie che lavorando ognuno per sè , fa rivolgere all'utilità altrui il prodotto delle sue azioni particolari. Se si riflette a questa verità le· azioni stesse, le azioni le più indifferenti, in apparenza, non v~nno escluse da questa legge. . . Questa verità diviene ancor _più evidente se si fa attenzione . ai legami necessarii che uniscono ciascuna delle parti de,lla società colle altt;e;. e per conseguenza coll'insieme. ,, Questi precetti, queste leggi ·sociali, evidenti, necessarie, è >> indìspens'1bile siano svi,luppate ai giovani, e formino base » alla buona educazione. « Ai giovani ' dedicati allà carriera delle armi, più . che a >J quelli cbe ad altra carriera si aùdanno od altra professione , '> convengonsi, onde far loro conoscere nell'educarli, accb.è sce)) man-ne abbiano,·in .un regime libero, a riuscire i difetti cbe >> a fronte di vantaggi incontestabili emèrgevano dalle istilu-;>J zioni non libere, allorchè l'ostentata servilità diveniva vera ;i schiavitù maseherata ,' e ne scaturiva il libertinaggio , l'-in-


76

DELL' EDUCAZIONÉ

temperanza, la prepotenza di non meno fu nesti effetti sociali n prese ad i.11Ja una come nel loro insicrn1e (1). , ,, L'amor di poteuza a cui l''no'mo aspira in questa vita si 1> spiega sotto la forma di avidità e di dominio, semprecchè » l'uomo non vi 'dia il vero suo oggetto, i rmnaginandosi una n ·potenza illimitata sopra degli altri uomini, genera un'inquieta )> ,ed indomabile passione di comandare e di vedersi soggello n un sempre maggior numero d'uomini. << La storia dei conquistatori dimostra in quanto poco una >i tale capacità trasmuti l'uomo in frenetico >i. ' !l più ammirabile ed allo stesso tempo il più incontestabiÌe cffettQ della società consiste adunque in ciò, che cioè senza impedirci di lavorare per noi stessi, esso ci trasporla ognora fuori di noi. Senza distruggere questo unico principio che è in noi d'attività, e che tende a farci occupare di noi stessi, rendendo questo principio p1ù attivo e più energico pei bisogni che risveglia nell'animo nostro e·per le occasioni che molliplica in noi all'azione, ci costri nge ad agire fuo ri di noi stessi per modo che il nostro proprio interesse svanisce precisamente per hi cure che noi poniamo in seguirlo. ' l'duzio-Scernla fa infre,pido abbrncìare la sua mano; Regolo abbandona una patria che lo acloi-a per riassoggettarsi ai ferri d'un nemico 1:he gli ba preparato la morte. Curzio sì precipjta nell'abisso; 'i tre Dccii si sagrificano per la patria, e rn1 comprano la ~àlvezza colla perdita di loro vile. · Qual bis1)gno, quale passione provarono questi eroi per- ùetermiuar·li a tali azioni l Quei bisogni, quel~e passioni avevano sièuramenle loro ori>>.

ad

(J) Senza r icorrere alk stor.ia antica degli imperatori romani Gioyanio Settimio Severo . chia,:no memoria del tristo fine ·ai dì,~ostri del su ltan~ lllahmuù Il, per cause d'intc,mper.anza eccessiva; vcrl i: D1w mmi della S toria d' Oriente (1839-1 840), del Dn' CARDAVBNB e EMILIO lhr.1tA U): r , Parigi , 1840, due volumi in-so.

at

77 ginc nello stesso pri1rcipio che dellò sì luuga proscm1one a Scilla; che free commettere tanti delitti a Catilina, che avvilì Cesarn sino al farsi traditore. Nei primi gli eITetli erano così lontani dalle cause che li avevano prodotti che avean loro fatto perdere di visla l'interesse personale per il quale agivano. Ecco perchè il càratterc p;ù ,comune delle grandi azioni si è di nascondere la conformità dei · loro fini colla causa principµle che li ha prodotti. Ecco pcrchè agli occhi dcll'osserva!OI'e poco riflessivo la cause seri1hrano interamente disgiunte dall'amore di se stesso che ne è l'onico, il vero, l'origine universale, inclipeu~ente dalle differenti relazioni .sociali pP.r la buona o, calliva interpretazione del fine col quale si operò. Se l'amore di se stesso è quel lo aqunque che.può restringere, rafforzare, ralle.nlire od indebolire i legam i della società, lo scopo proposto non sarà chimerico. Giacchè non è nella natura dell'uomo, nè in quella della società; ove esiste l'ostacolo che ,dobbiamo vincere, non sarà impossibile sormonta1:lo . . « L'amor della gloria umana è la brama di essere dagli altri » uomini stimati e riveriti, ecl essa pure può consicl~rarsi, o » come fine, cioè oggetto per sè ·tapace a renderci fel ici, o » come mezzo al consegu}mento dei piaceri, della ricchezza o » della potenza. (< !~'amor d~lla gloria può avere un oggetto indeterminato e » ,,ago, ed allora il suo scopo è affatto chi merico >>. « Gli im>i ·magùiosi giovani piegano a questa illusione, s'i11fiammano a ,1 questo _qriclo. Or ponendo a fìue la nominanza di sò non fissata n ad alcun oggetto~ le si sagnficano tulle le cose ; segiiì questo >> principio l'incendiatorn del tempio di Dianct ùi Efeso, ogni fiin moso f1w(anlc giustifichere/Jue con ragione tàl fin e ». Se poi esso ba per oggello la lode degli uorrìini non vi ba cosa pi~ fìltizia, più instabile e mal sicm'a. Ì.a lode, il più delle volle è in balìa <lei capriccio, e quando è più meritala, spesso o noo vien conoscinto il merito, ovvero è depresso piuttosto che MILITAR!l


18 DELL'EnUCAZTONE . esaltato, o basta un accidente a cambiare l'opinione degli uomini e la lode in biasimo. Di più: la lode ·non può proporsi come fine delle proprie , azioni, senza cessare di meritarla, percbè l'uomo veramente vir;. tuoso nasconde i suoi •meriti, non solo agli altri,ma·fìno a se· medesimo; percioccbè la sioçera virtù non conta i suoi meriti, ma solo cerca di acquistaili. Esclusa la virtù, se l'oggetto di gloria è ancora qualclie cosa di determinato, esser può alcuno di questi quattro; il piacere, -la ricc_bezza, la potenza e la scicuza._Ma cbe? il _riferire la gloria : a·qualsiasi di questi oggetti è una mera illusione, è un vizio, e incbiudo quindi la cor1traddizione cli c~rcar lode là dove si trova: merito di biasimo. _((Giaccbè dal riferirla al piacere, nasce la _ vanità, dal riferirla alla ricchezza il lusso ed il fasto, dal riferirla · alla potenza l'ambbione, dal riferirla alla scienza là presunz1·one )>. Cbe se poi si vuol riferire alla virJÙ, elle cosa è la virtù praticata per riscuotere lodi cd approvazioni se non ipocrisia? Viene per ul ti mo la scienza. -Il sapere si può anch'esso bramare o per sè o qual mezzo cl i ottenere qualche altr:o beue. fifa lasciamo i mf)ralisli esaurire lor profonde osservazioni contro tale _principio di attivith C<>mune, lascia.mo che sottil- · mente esaminino questa forza capace di condurre l'uonlQ alle più grandi virlti come essa disgraziatamente lo lrascin~ ai più _ grandi misfatti, e còmbat!iamo I~ sole cause riprovevoli' quél!Ìdo rendono l'amo·r di se· sl~sso pericoloso. Non eleviamoci, 'n~l no- · slro ussnnto, che contro \'educaz!one che non.sapesse dirigerlo. Riportiamo pel nostro caso-quanto scrive u~ antico uffiziale, _· L. !Jurat Lasalle: · · · (( La gloria 'è un senlimenio che ci eleva ai nostri proprii n occhi <> che accresce la nostra cousiderazione agli occhi"<legli n intelligenti; l'idea della gl'oria è invincibilmente legata colla 1~ idea di aver sormontate le pit'.1 grandi difficoltà. D'aver fn1t)) tate grandi utilità e per con.~guenza una aumcntazione cli

i\lILITA!\E

,

)) benessere pe1· la società, per il paese, per la nazione, pl'r ii l'universo. · (( Chi può giudicaré a ·che condurre possa il sentimento della n gloria? Togliete per un istante un tal sentimento, e lutto sarà cangialo negli uomini; il suo sguardo non sarà più animc)to, >) si credera solo nella folla 1nondana : niente sarà il passato, il ·)) presente impiccolito, offuscato; non scorgerà avvenire aie.uno; n l'istante cbe scorre svanisce nel\'obbllo senza riuscire di uli-)> lità alcUna per l'is'tailte che gli sucr,ede. <( Percorrendo la storia degli imperi_e delle arti si scorgono )) sempre uomini cbe dominarono $Ugl i al tri, e sotto cli; loro ,~ viùersi sempre le masse umane seguirli da lungi ed a lenli )> passi; i primi sono guidati dalla gloria, i secondi sono ' guida >) all'universo. (( La gloria è l'essenza delle a_rmate; essa rinima, sostiene >l l'amore ' della patria; il genio marziale sarebbe ben presto 'n spentù senza di lei. (( Chi potrebbé·rico·mpensare i sacrilìzi dei combattenti, delle _ )) \oro abnegazioni dai beni terrestri, per lo sprezzo incessalllo n di lor vita ad ogni istante, in ogni eventualità, se non fossern ,1 sostenuti dall'amor di gloria? <( La speranza che i loro nomi, i loro servizi non <;aranno )) mai dimeutic~ti sostiene l'id<'a della. gloria milit~re >1 . -Presso gli antichi legislatori spartani e greci nessuno avea diritto di epitafii sulle sep_olture, se non ' avea combattuto per la patria sua. ,, <( -Bayarùo, G.oozalvo, Turenna e lanli allri erano ben di )> certo animali dalla sola gloria. Ma la gloria non si ottiene >' per intrigbi e cabale, n/l colla menzogna, nè per oro, pagando i , dei .servili scrittori per far brillare mediocrissime azioni al ,1 par delle grandi, od immaginarne delle favolose. Perchè il » tempo, CJUCsto giudice- imparziale, pcrvenà a smascher<1re ,, quegli che col fa vore, o per dostiPzza fosse perveoulo stri-• }>


DELL'EDUCAZIONE _ 80 >i , sciante ad usurpai•e luoghi sacra ti, e lo predpiterh nella i> pscurilà della dimcnlicanza, salvo che la storia non sia per ii conservarne il suo nome per ricolmarlo ~i biasimo. « Quegli per contro che nelle ·grandi azioni si sarà più .o » meno studialo di bén fore più che a rendersi degno dei favori » della gloria,' egl i l'avrà per tal mezzo legittirnam~o-tc acqui» stata, e sia ben convinto- che niente insorgerà a togliercela, >> nè l'invidia, •nè per intrigo, gelosia o calunnia. <( Sì declamò assai contro la gloria, ed è . naturale, egli è. ,i molto più. 'comoao dirne male che meritarla. Vi sono degli >> _uomini qbe si. m1lan1ano a disprezzarla, e percbè non se ne >? dubiti, vanno ripetendolo. Questa è una ragione di più per » non crederli. (( L'uomo d'armi , più consentaneo a lui ~tesso, la ;·icerca e >J la riconosce; questo desiderio e qlÌesto riconoscerla sostiene ,> l'uomo nei momenti i pii1 ,diffièili; egli prova anticipatamente i> il puro sentimento di previsione, che il suo nome sarà pro» nunziato con giusto elogio dalla posterità; che la memoria n della sua condotta sarà più durèvole di qualunque monu)l mento. Questa soddisfazione non è la sola della gloria e .della )> immortalità. << Cercando di meritare le lodi della ,posterith si acquista i> ben 1:1nche lo amore e la riconosc.enza dei contemporanei. ' (< Non esiste ricompensa più soddisracente e più sensibilè ed >> alla quale n'iente s'oppone allo aspirarvi >i. Ad_educare la gioventù è necessaria l'a profonda conoscenza,, dell'uomo, .delle passioni, noncbè delle varie cause dalle qnali possono derivare. << Le passioni e le malattie sono·sorelle unite >> da strettissimo vincolo; nascono, progrediscono e finiscono ,1 nello stesso modo i,. - (G. B~F. DEscu1rnr).

, ,Le temps, qui change tout, drnnge aussi nos hurneLÙs, • Change àge et ses plaisirs, soo esprit et ses rnreurs. -

'

Bo11EAu.

MILITARE

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,< Non basterebbe nn intiero vo)nme a dire delle infinite ca-

)) gioni che 'favoriscono e cletermjnano lo sviluppo delle -pasn sioni, ed è bene l'osservare che .le diverse cause uon agiscono n mai isolate, ·per guardarsi dall'attribuire esclusivamente a )> ciascuna di esse l'inlluenza composta esercitala per av\'ent-ura n dalla loro risullanle. « Sembra cbe q~attro passioni dominanti separino l'una-da\, n l'altra le quattro età della vita umana. _ · La predominante, la sola natu rale passione dell'uomo è lo amore di se stesso, le altre non sono che fittizie, non sono cbe modificazioni prodotte da cause estranee ( 1}. Questa passione anima il cuore dell'uomo nello stato primitivo indipendente e nello stato di servitù civile,. nella rep,ubb\ica e 1rnlla monarchia, nell'anarchia e - sotto, il dispotismo. ln una parola l'uomo b~~ l'amore di ·se stesso in ogni tempo e in ogni luogo ed in tulli i climi, ma non avra sempre l'amor delle ricchezze, l'amore de\l:1 scienza, l'amore della gloria, ecc. Tralascierémo di . considerare lo stato selvaggio e lo staln barbaro colle tendenze o passioni cbe . ne cleri vano da tali due stati dell'uomo. (1) Alcuni psicologi avcv,a oo crcclulo p oter anm1clte1·e passioni semplici e composte, p assioni fisiche e mO·l'ali, ma allorchè vennero a stabilire in cht: consistevan_o le ~ssolutamc nt e scmpl-ici e le assoluLi\menle fisiche non si intesero più. Bossuct c,l il celebre P. Scnault op inano con alLri celebri autori che tutte le passioni possono ridursi ad una so.la: l',tm.oi-e cl-i se slesso. Il pcrchè, l'oclio , il cle{iderio, l'audacfo, l'ù-a o il coraggio. • I Greci cspri" mcvano l'ira e il corargio collo stesso vocabolo Oup.ò; cioè l'amore che fa supc1:arc all'uomo i più grandi os tacoli p er dife ndere il proprio- bene. All'ultimo togli l'amore di si! e uon esistono più passioni, supponi qocst,o. · amore e le fai nascere t.nt.t.c. T utti gli effetti cht: Bossuc t riferisce a)l'an;,irc considerato come nn bi~ogoo di possedere ci i; che piace, (h La Ro chcfancauld, da Elvczio, e da altri moralis ti vennero ridoUi nl1'anwr proprio, /

ul-t'mnore di s,), all'-inle1'esse perso1iale. « Si avvicina il bene dcsidcr:,nclolo, si allontana_ H male t emendolo. » si _c, flligge nel ,lolore , si nilegra nel p iacere"· Ma in tu lle qucslc fosi divcrst: è somprc lo stesso,' e nell:i, yarictà tic.gli eJTclli scrlrn l' unitii della prOJJl'ict essen.za. , (Dell'uso delle passioni) , ,\NNO Y. Voi. H. - · G.

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l.lELL'EDUCAZlC'INE MILITARE

Nello stato civile le cause delle passioni divennero q·uasi infinite : ma le cii·costanze fisiche, morali e civili d'ogni popolo ne indebolii;ono e ne ùislrnssero anche qualcuna, mentre impressero maggior forza alle altre: Nel prosperare della società, i costumi divennero migliori quando le passioni che vi si introdussero e vi si fortificarono nella ,società ebpero un rapporl~ immediato col grande oggetto_ che ci siamo proposti per scopo in questo capitolo, cioè a dire quando gli sforzi sono diretti a conciliare la volontà col dovere. Ma se le passioni· non saranno dom inale o dirette in q,nesto rapp,orto, lungi, dal produrre una tale · combinazione salutare nell'essere sorgente di felicità sociale ,relatwa, spingeranno la volontà al punto dove il dovere tende ad allontanarle. Ma il dovere è determinato dalle leggi e dai regolamenti speciali d'ogni istituzione, e l'amore di se · stesso determina la volontà, questo amore ,è l'unica passio11e originaria naturale, inseparabile deJl·uomo. Abbiamo dello elle il benessere di un popolo ed i costumi sono buoni, quando le passioni sono atte a pr6dnrre la combinazione della volontà col dover~, cbe un popolo è disgraziato ed i costu111i sono corrotti, ·quando le passioni tengono costaDtemente separala la volontà dal dovere. Lo stesso potrà dirsi di oa:oi istituzione ove le leggi ed i regolamenti speciali non foss;ro accur~tarnente insegnali e Ì-aui abituali per riescire base unica e ·1a più solida della educazione.

G. G.

MARINI.

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RIVISTA TECNOLOGICA

AUSTRIA. - _AnT1GLJERIE. - Nello scorso nwse noi abbiarn@ annunziato il nuovo crmnone rigato dell'Heimerle-Schindel~a , ci 1 fornisce or.a l'Allgerneine !llil'itdr-Zeilung di Darmstadt, in una sua CO(rispondenza dalla Boemia, alcuni cenni intorno al medesimo, che ci affrettù1rno di riportare:

Cannone 1·igato Heimerle-Schindclka. - Alle ultime invenzioni cli macchine da gLJerra dobbiamo aggiungere. un cannone, il quale, secondo l'opinione de' periti, sorpassa di gran lunga il cannone di ,A.rmstro~g e \Vhit"worth, tauto riguardo alla giustezza di tiro che alla porta ta, forza percussiva, e faci lità cli caricare. Noi fummo a caso testimoni d'alcun e provè cl\e l' inventorn sig. tenen te Francesc0 I-Ieimerle-8~hindelka, del reggimento di fan teria conte Nugent, n° 30, fece in Josephstadt col'.J. un modello , del suo ritrovato cl'un sesto della gl'andezza natutale. Con questo pezzo lungo solo 14 pollici (0m;368)si lanciarono projetti puntuti· di 172 pfoocl (chilog. 0,28) con una caricr1 di 116 IÒth alla, distaoia di 160, 50,0 e 1000 passi . La forza di llenolra:àoì1c fu stra.ordin a.ria: aJ.la P dista nza la,


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RIV! STA

palla tra passò un tt'onco di quercia dt:llo sprssoreJ ~l' un piede (0m, 316), e dopo 30 passi penetrò nella terra ad un piede o me:::w (0m475) di profondità. Alla distanza di 1000 passi, che i l proietto' raggiunse colla medesirpa caric:i, passò parte a parte nn palo dello spessore di G pollici (0m,158); ad un'altezza di 16° e , 1700 passi di lontananza il proietto penetrò più d'un pieffe (0m,:316) nel parapetto di terra. _ Il pezzo si carica cli dietro; )'otturatore, altrettanto ingegnoso q uanto semplice, è di lunga du1'.ata. " L' inventore con ciò ha sciolto un problema che finora ha im• pedito di adattare generalmente la carica dalla culatta. La carica si effettua sì prestarne • te, che perfino mal pratici artiglieri ponno , sparare 10 colpi al minuto. L'inventore assicura di poter lanciare col suo cannone in grandezza· naturale un proietto di 15 pfund (chilog. 8,40) con una citrica di 20 loth (350 grammi) a 15,000 passi, cioè 11 chilometri circa. Ad un tale cannone non potrebbero resistere n emmeno i più forti vascelli corazzati . Ecco in breve i ~antaggi del m edesimo ': 1° Maggiqr fo:rza di penetra;-;ione, maggior portata e m,tggio.r giustezza di ti ro che tu tti i cannoni finora. costrutti. 2° La massima p res tezza , facilità e sicurezza n ella carica. 3° Maggio~' semplicità nel preparare la carica. , 4° R ichiede mioor .q.umero d'at tiglieri. 5° M i.nor quantità di polvere. 6° ,La canna non si p ulisce rnai , perchè ogni col po spazza 1a feccia. 7° Il riscaldamento della canna è poco sensibile per la .prop rietà della costrnzione. 8° Si ponno lancia.re palle piene e vuote, come pure mitraglia. 9° Maggior durata della canna. 10° Nel caso d'una sorpresa , il cannone si può rendere in• servibile togliendo un solo anello, e nel caso di r iconquista lo si può ria.ttare pronta.mente . ll O Non occorre nè calcatoio , nè scovolo, nè recipiente per l'acqua. 12° Questo cannone è assai più leggiero che quelli d' ug uale calibro finora esistenti.

'l't~CNOLùGI CA

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13° In c~so cli necessità si potrebbero ridurre a questo modello i cannoni non rigati. S. A. I. il generale di cavallflria arciduca Albe.eta, tro,,andosi ìn Josepbstadt, si degnò di ispeàonare questo nuo~ro modello di cannone e di esprip1ersi in termini molto lusingbieri ed incoraggianti ve[·so l'inventor-e, il quale sta ora lavorando nella co'·s truzione d'110 fucile seèondo il medesimo p rincipi~. Cannoni ?'igati. - Da relazioni_'d i uomini •dell'arte ci risulta che le sperienze n umerosissime fatt_e sui cannoni rig ati austriaci danno ca~tivi risultati , e mostrano che il sistema di _rigatura adottato lè erroneo. Nel t~ro s uccedono deviazioni. grandissime, ed i pezzi sì deteriorano g ravemente ad o~ni spa ro. •- I l perchò p a re si dovranno rifondere io- gran parte i pezzi giù. rìgati ed a dottare un altro sistem·a . Raizi di William Ilale. - A Vienna sì fecero ul timamente delle prove su larga scala intorno ai razzi cfa guerra inventali da W illiarn Hale, sotto la direzion e del!' inventore stess;, e se n e ebbero soddisfa.cen1i risultati. Questi razzi, e quelli specialmente del c'a1ibro da 12 , Jrn n no u ua traieLtoria tesa rnme quella della ;palla, ed hànno una portata dL 5000 passi; essi non hanno bac,chetta; -e gìrano intorno nl proprìo asse. · Batteria gal[eggianle,. - È in cos truzione pet: la rnarìn,a Ìrnpet iale una batteria galleggiante d i nuova ~orma . Essa è come un castello di forma rotonda, corazzato di lastr e di ferro di 1O a 15 -centimetri di spessore. I scompartimenti interni sono a prova d i bomba . Essa sarà: a rma.là di pezzi da 48 (li b.); e se n e aspettano i m igliori risultati , specialmente per la difesa deli' ingresso dei porli....... -

F01·Lificaz'ioni nella, Vcnllzici. - Con tinuano alacremente lav01i fortificatorìi nella' Venezia, e contimrnndo con tal furore, ben presto il terreno fra Mincio, Adige e Po sarà una sola cittadella.... ! 11 foete eh~ s_ta costruendosi a S. Nicolò presso R iva, sulla stracl,i che m ette in comunicaz:ione la val le dèl Sanca colla valle dell'Adige, è p ressochè finito. L'altro for lil1zio che s' innalza sulle rovine dell'antico castello di Nago e che domina obbliquament.e l a s trada postale a Rovereto , è al.liv ato da un nume ro straordi-


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RT\l!STA TECNOLOGICA

nari o di là voratori che ogni di più s'ingrossa. A Bm·goforte si lavora scm pre, ma sono ancor lontani dall'esser . ultimate le fortificazioni; anzi la piena del Po dei primi d'ottobre rovesciò un muro di rivestimento. - Le fortezze di Palma, e di Osoppo vennero poste in istato di·difesa. - La costa marina non è trascurata.

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ITALIA . - Sono in_esperimento alla Veneria i cannoni Armstrong t '\--Vithworth; ci farem premura .di pubblicar.ne i risultati tosto potremo ottenerli. - La nostra fanteria ha in gran pa~·te ricevuto i fucili rigati modello 1860. - Le esperienze di tiro da n,oi privatamente eseg uite alle varie distanze col nuovo proietto e relativa carica , ci diede'ro sodd,isfacenti risultati. - Alla distanza di 300 passi abbiam ottel)uto , senza alzo, uila giustezza di tiro incredibile. In 20 spari, a braccia sciolto, cambiando lucile ad ogni sparo, lo stess0 tiratore ·toccò J.<J volte il 3° circolo , che ha per diametm om, 18. - Lo stesso tiratore co'Jl'antico fucile a pareti liscio non toccò es:c:o circolo che 4: volte.su 20 colpi , colla palla Nessler.

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RIVISTA STATISTICA

AUSTRIA. - Un decreto imperiale anticipa il completàmento dell'esercito per l'anno 18Ql, ritenendo fermo il contingente normale annuale della monarchia a 85,000 uomini. - I nati nel 1840 formano la 1"' classe d'età. Il goyerno atti ra per _qùanto può meglio il reclutamento deivolontari. - Tale reclutamento ha cattì vo successo nel Tirolo, s ul quale faceasi il migiior conto. Parecchie ne sono le cause. In primo luogo i giovani. cont~dioi tirolesi non ama.-oo lo stato militare ; poi la prima offerta era debo·lissima; infine, ciò che gli uomi'ni in ~oogeclo ràccontano dì quanto loro· è avvenuto nell'ultima guerra d'Italia, a vece di animare, sgom~nta chi devf! prendere le armi. Si stauno prendendo 'm isure per organizzare le compagnié di bersaglieri (jàger). ' Anche in questo l' ind ifferenza, per non dire la resistenza, è tale, che non se ne farà gran cosa, e sarà · molto se si otterrà il numero volL1to. PRUSSIA. - A dimostrare quanta influenia abbia tuttora J':aristocra7,ia sull'avanzamento nell'alta gerarchia dell'esercito d ella Pmssia, che fra gli Stati germanici si reputa. il più inoltrato


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nelle vie deìla libertà e della democrazia, un giornale cfa i seguenti raggua.gli : «''T utti i generali prussiani sono nobili di nascita. - Su 37 tenenti generali, 2 soli sono popola:µi - di 81 maggiori generali, 75 sono nobili - çli 82 colonnolli di fanteria, 76 nobili - di 19 e.olonnelkdi. cavalleria, 17 nobili - di 15 colonnelli. d'artiglieria, 6 nobili - di 7 del genio, 5 nobili - dei 171 tenenti colonnelli , 160 nobili. - Nella marina invece v i sono 2 'p opolani ogni 3 uffiziali » • 1

ST-AT! STICA

RI VISTA

SPAGNA. - . Come una prova eloquen te dello stato delle finanze , un giornale constata che i l b ilan cio ordin ario del 1859 si liquida defioitivM1ent0 con un avanzo di 80,000 piastre, rnal~grado i 70 milioni di reali che si dovettero pagare per gli a rmamenti ,motivati dn lla guernt cl' Africa.

TURCHIA. - Le rendite del governo turco, in cifre rotonde, salgono a 1,200,000,000 piastre, cioè a 11 milioni circa di lire storlino. L'esercizio finanziario attuale cominciò nel marzo 1860. 700 milioni: di piastre della r,e udita di quest'ano_o erano stati pre• levati per anticipazione e applicati a spese cbe avrebbero dovuto essere p~ga.te ·s.Llgh iotl'oiti dell'anno precedente, Non restano dmi,que pei servizi· dello S tato nell'anno corrente CP,l'- 500 milioni cli piastre. Per questa antic,ipa~ione intendo che era.si venduto ' iu , precedenza un titolo di 1:eodit& o che era s tato dato a pegno in garanzia di westi_ti fatti allo Stato. È in questo modo che si è già.. dis posto di 250 milioni di pias1re della rendita dell'a.nno pr,ossimo , e , il denaro è già spes_o. Inoltre tutti gli impiegati ci vili. del governo non sono pagati da sei mesi, e l'esercito quasi da diciotto mesi. _Non vi è neppure un obolo uel tesoro, ed il governo vive giorno per giorno, prendendo a prestito al 50 per 100, Anche questo spediente gli sta per fallire;;, poichè l'ultimo prestito è di 75,000 foc turche, ottenutf:l da una casa di Galata : a,l tasso del 60 per 100 all'anno circa, tenendo conto d'e lle differenze del cambio, dell'int'eresse e delle spese di commissione. Questo prrèstito è ipotecato, su ciò che resta libero del p rodotto delle dogane a Costantinopoli. ' . Per completar questo quadro bisognerebbe far più di un'allusione alle enor mi spese che i recenti fatti della Siria vann0 cagionando, ~

GRECIA.. - Venne sovratfamente approvato di sciogliere "i reggimenti. L'infanteria composta d i 3 reggi\llenti e di 3 battaglioni di bersaglieri, sarà aumentata d'ùn battaglione, per cui si avranno 10, battaglioni. d'infanteria, ciascuno cli .600 uo111ini, in tutto 6,000 uomini d'infanteria. Con ciò non si ha per iscopo di aumentare l'infante ria, ma di ridmne le compagnie da 140 uomi.ui a 120, e di creare alcuni nuoyi posti d'uffiziale. In pari tempo siha l'intenzione d\rnmeutare d'uoa: compagnia l'artiglieria, dimodochè la Greci a avrà q uind' inntnzi 4 compagnie ' d'artiglieria. Veno e pm pubblicata la, formazione di 1 O battaglioni di riserya. · ITALIA. - Con regio decreto del 22 p. p. settembre si aumentò il quadro della compagnia Giiardie Reali del pcilazzo , portandola al ·segu ente numero: 1

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1 comandante (colonnello o luogotenente colonnello). 1 comandante in 2° (maggiore). 1 uffiziale pagatore ( uffizialc inferiore). 1 capitano. ' 1 luogoten~nte. 1 sottotenente. 1 brigadiere furiere. 10 brigadieri. 10 sotto briga.dieri . 130 guardi.e,. 3 tamburini:. 160

- Con altro regio decreto dello stesso giorno si aumento la, forza delle compagnie ~·artiglieria di piazza di 30 cannonieri, per cui oggi la forza di una compagnia è di 160 cannonieri, cle,i quali 60 cli l" classe.e 100 di. 2" classe.


ll!V!STA BìnuOGRAFlCA

' - Le dernier siège de Pierref'onds; par :M. E. .DE (3c article et deì·nier).

L'HERYJLL!ER.S

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RIVISTA BIBLIOGRAFICA

S11eclatcm· ~lilitairc - H 2me tivraison - 15 9ctolll'c .'18 60,

Aperçu historique sw· les forl'ifications, lcs in.gJnieuri èt sw· le ;:;orps du génie, par M. le colone! A uGOYAT (3e partie, 10e articl6) , -- L'egregio colonnello vi narra le operazioni :del 1742: 1° la presa di Linz dal gran di.ica èi Toscana Francesco II, marito di Maria Teresa., capi lauo dell'esercito austriaco contro l' esercito Tranco-bavaTese, comandato dal s.ig. di Segur; 2° l'assedio d'Egra (a 152 chil. all'ovest di Praga) iniziato il 3 aprjle dal conte di Sassonia ed occupato per capitolazione il '19 dello stesso mese; 3° la bella di fesa del castello di Frau·enberg occupatcf da soli 260 uomini, che, perdurando 11 giorni, permise_ nl maresciallo di Broglie di distoglierne l'assedio col combattimento di Sahay (25 maggi0) e di aumentarne il presidio'; 4° la defezione di Federico re di Russia.

- - Cos{i{ution et pwissance militaires comprz:~ées de la Frarice et de l'A11gleterre, par M. CH. MART IN, lieutenant colonel du 3e r é gimont de Lanciers (6e article). - Continuando il suo stimabile lavoro, l'egregio scrittore tratta qui,;i. dell'orga.nizzazione dei corpi coloniali nei possedimenti inglesi, e questi son,o: 1° i 3 reggimenti delle Indie Occidentali:, la. cui organizzazione è iden tica a quella degli altri , reggimenti di fanteria inglese1 sono cioè> fotmati di un solo battaglione di 12 compagnie., eomandato da ùn colonnello e da d\le luogotenenti colonnelli; la loro forza è di 180 ufficiali , 5!39 sott'ufficiali e 3000 soldati : in tutto 3,419; sono reclutati fra i nativi della Costa d'Oro e gli abitanti delle Antille ; 29 la Brigata dei rifl,e (bersaglieri) cli Ceylan, reclutata fra 1gli indigeni dell'isola.' L'effettivo di questa brigata che è comandata da un luogotenen~e colonnello e da dµe maggiori è di 79 ufficiali, 106 sott'ufficiali e 1,400 sol.. dati : in totale l,'585 uou'Ìini ; 3° i riff,emen a cmiallo clei Capo di Buona Speranzar è questo il solo corpo di cavalleria delle t ruppe coloniaÌi ; esso è reclutato fra gli Ottentoti e gli Europei, ed è coml:lndato da due luogotenenti colonnelli e da due maggiori, il suo effettivo è di 48 ufficiali, 76 sotto'nfficiali e 960 soldati; in tutto 1'084 soldati e 900 ca~·alli; 4° il Reggimento royai rifl,e del Canadà, comandato da 1 luogotenente colonnello e da 2 maggiori , ha per effettivo: .99 uHìciali, 67 sott'uffic;ali e .1,000 soldati; reclutati fra volontari estratti dai 'reggin.1enti inglesi; 5~ il Regg·imento di S. Elena, composto di 21 ufficiali , 37 sott'ufficiali e 375 soldati , volontari estratfi dai diversi corpi del!' esercito inglese; 6° il Reggimento delle Reali Milizie cli 11/altci, reclutato fra gli indigeni maltesi, com'prende 25, ufficiali (tutti indigeni, mene il luogotenente colonnello che è inglese) (1), 49 sott'uffìciali e 564 soldati, in tutto 688 uomini ; 7° l'Artiglieria della Costa d'Oro, reclutata fra gli indigeni, comandata da 1 maggiore, comprende 17 ufficiali, 22 sot( 1) lr, tutti gli all.ri rcggimehli coloniali non sono ammcsii che uffiziali inglesi. ·


\)2

93 enume ra trita mente le forze disponibi li dell'A nstria per questo 2° periodo, e le .posizioni loro sul 1\1:incio, non che q uelle opposte dell'esercito fran co-sardo, e termina q uesto suo 6° articolo con una geometricà descri~ione del cam po della battaglia di Solferino. BIBLIOGI\AFl CA

RÌV1S'11 A

t'ufficiali e 312 can nonieri.; in tutto 351 uonì.in i; 8° i Vetermil di Terranova, :ceclutati fra i veterani dell'esercito inglese, coman dati da un maggiore, formano dne compagnie, il cui effettivo cwmplessivo ò cli 9 u fficiali ; 20 sott'ufficiah e 200 soldati, cioè 229 uomini . - E n umera qu indi i diversi co.r pi di mercen ari cui l'Inghilterra dovette rir,orre re in questi u ltimi anni, cioè : i l Corpo· turco (oel)a guerra di Crimea), il cui effettivo fu cli 2,045 ufficiali, 20,290 sott:'uffi.cia:li e soldati , e 5,4'70 cavalli; la: Legionr. tedesca la cui forza si olevò a 9, 300 u omin i, una parte rlei qmtli serve tuttora l'Ingh ilterra-,, fo rmando come una specie di eòlon·ia m il ita re al Capo di Buona Sperani a ;' la Legione italiana, levata· negli' S t,ati Sardi e composta, cli Ha1liani d1ogni provincia., ÌI cui: effettivo montò a 4,000 uomini ; la Legione svizzera, il cui- effettivo fu di 3000 u omini, ·e la Legione polacc'ct-, la cui forza ascese a 1500 u omin i. 1

- Lettre de Jlf. le généml Fou.EY au direcleur du Spectateur ·s·u r le combat de llfontebeUo. Questo scri tto dell'illustre generale che v inse la prim a giornata della g loriosa campagna del 1859, è u n im por tantissimo documento a1 punto di vista storico militare , il . perchè I.noi ci faccùpn lecito di qui darne la testuale versione, p<::rsuas1 che lo Spectateur non ci vorrà perciò ·imputare di latrocinio letterario.

I

• Sig. DireUore ,

-- La guerre rl'Italie de 1859, considé11ée mi 17oint de vue de la stratégie et de la tactìque, par _l\lf. DE L A F ~usTON._ - Compiendo la l'l.arlazione del primo periodo della g uerra, ossia del per iodo di attitudine dirensiva dell'Austria , l'egregio autor è descrive la , ritirata degli limstriaci sul' ,l\1I in r.:~o dopo Magcn fa ed il nelativo com batti mento d i Melegnano, del q_ua:le ben giustamente egl i critica il disegno è l'esecuzione ta{tica; d'accordo su quest'ultimo :1,pp11nto con t utti gli altri scriHori militari che sino ad oggi ana-li?.1:arono . la campagna del 18!39, i quali rirriprov erarono-al marescii llo Baraguay -cl'Hilliers di non ·avero aspettato per il suo attacco di fronte chi{ il corpo• di' Mac-Mahon avesse· ben pronunziato il suo movimento girante, il qnale doveva . pu,r essere il decisivo della g iornata ., senza così gravi sagrifizi pel 1° Cbrpo• fraàce5e. - · IiJgli cr itica poi amaramen te qua:l misw•a' negativro e priva affàtlo cl' ogni idea sa.na di strategia e cl-i latt-ica lo sgombro · della Lombardia, dell'alto P o e delle ·R oimign e per parte degl i A ustria'ci, e specialmente l'ab liauddno,,_di P iac~nza., la quale, secondo il' sig. Do la F r uston, avrnbbe po/'Uto sostenei•e un assedio' < l·i un anno dal· 5° Corpo fmncese, am11enlato di tutte le forze italiane .... e qu i, almeno, egli ci perm etta cli credere ch e egli nienle c.on osce Piacenza . .. . ! - I uiziando- poi il 2° periodo, e d il per iod_o cl'attitndine offensiva clell'Anstria, lo scrittore

• Il :fascicolo_ dello Spettatore ìifilitare del 15 g iugn o p. p . porta un articolo mt1tolato: La guerre d'Italie de '1 859, co11sidér6e ai, point de ·vu!, de la stralégie et de la tìiçtique; dov nto a lla penn a del sig . Di, L A F RusTON . · • Qnesta pu bb licazione, sotto for[)la di dissertazione militare, ammette, quali fatti inconcnssi pei· la storica verità, alcune ravi inesattezze i ntorno al combattiri:ieuto di M ontebello. P er quanto larga sia la parte che mi accorda · l'autore i1{ questo successo del 20 maggio 1859, t uttavia è m io debito al valor8' dei . soldati i quali h anno comba~tnto so!to i miei ordini in questa giornata, di chiedergli alcune rettificazioni, che eali non :13i r ifiuterà di recare ad u n'opera la quale .mi 1)ar,,e co:1eepita lil uno spirito. di buona fede. · • A ca rte 403 io ~ ggo la nota seguente :

9

Alcuni giorna li accreditarono -l'opin ione che la cli visione non numerasse che ~000 uomini a lla g iornata di Mon" tebello, e chP- 15 a 18000 Austriaci furono batt uti da questo » questo pug no di F rancesi. Cotale opinione, la quale d'altronde • non s i appoggia s ul rapporto di vero no fra i generali fran, <e

» F orey


RIV!S'fA 94 • cesi che banno comandato a Monte bello, è erroncJJ,. - Tutle • le divisioni francesi. erano debolissime all'entrata loro in cam• pagna; ma all'epoca del 20 maggio il loro effettivo reale era » di 10000 uomini. Al 20 maggio, gli uomini mandati alle • case loro in cono-edo ternpornrio 00 ià avevano raggiunto i o , • rispettivi reggimenti in Italia, e mercè la creazione dei quattro nbattagl ioni di deposi to, fu permesso di farli seguire da gio.vani • soldati debitamente istrutti. - La. divisione Forey a l\fonteo. • bello era dunque composta di 12000 uomini, ivi compresi il , battaglione di cacciatori e q nello del 93° di linea • .

BIDLIOGRAFICA

95

portati a Genova per le vie rapide, epperciò n0n avvezzi alle marcie, e sorpresi da tappe, faticose, come il fu quella da Pontedecimo a Gavi pel colle della Boç;cbetta. • Finalmente la mia divisione, la quale coÙs't avà di 5,900 uomini all'atto della sua par tenza da Parigi, non ricevett~ i suoi primi invii d'uomini in congedo temporario, che al 1° e 2° di giugno. • Io sono persuaso che tosto il signor De la Fruston avrà cognizione di questo fatto, egli vorrà rettificare in uno dei prossimi fa~cicoli dello Speétateui' la precitata nota. « Non volendo entr.are in una discussione di fatti i quali banno servito di testo a com menti dell'onorevole scrittore, i.o mi. limite1'ò a. dilucidare ancora un sol punto relativo al modo col quale l'esercito francese suol guardarsi. , I miei avamposti di cavalleria erano stati spinti a più di ilue leghe innanzi Voghera. Il signor generale Di Sonnaz, i'l quale ne aveva ,l'immediata vigilanza, ed un capita.no dello statomaggiol'e francese erano in osservazione a Casteggio su cli una eminenza, dalla quale il paese si scopre da lontane, al momento stesso in cui il nemico si avanzava su questo borgo per le strade del ponte di Vacca.rizza ~ della stretta di Stradella . • • Mezz'ora dopo l'afiparir del nemico nei dintorni di Casteggio io mi p0rta.i a cavali? incontro ad esso. - Non è esatto che due battaglioni dell'84° siano sta.ti rigettati da Ginestrello snf Fossa.gazzo. Le mie gran guardie di fanteria non oltri>passavano qu0sto r io. Il nemico non in[ranse che la catena dei nostri avamposti cli cavalleria, e non respinse dinanzi a lui che circa due squadroni, i quali lo aveano veduto avanzarsi e non gli cedevano il terreno che palmo a palmo. • Uno de' miei aiutanti di campo potè rec;nsi a Pontecurone per informare S. E-. il maresciallo comandante il 1° corpo della presenza degli A51striaci, e ritornare presso di me pria che si fosse aperto il fuoco . • Se io avessi volato rimanermi sulla difesa, avrei in mezz'ora raccolta tutta la mia divisione al ponte della S taffora. Meglio av.visai di prendere l'offensiva o cli marciare al nemico con 2 battaglioni, .ben sapendo che il rimanente dèlla mia divisione non tarderebbe a seguirmi. Rice,·ei il nemico sulla ·linea dei · miei avamposti d''infa.nteria, sparandogli i _primi colpi di can-

« Io accetta.r non~ posso i 12000 uomini che il' sig. De _ la Fruston ivt mi dà, come nol potrei i 40000 che mi prestò il rapporto del feldzeugmei?ter Giulay. . . ci Il giorno prima della battaglia di Magenta, insieme a questo rappor to austriaco, io ricevetti dal quartier imperiale l'avviso di rispondervi chiaramente e precisamente. l\fa il grande avvenimento della. battRglia di Magenta che ci apriva le porte di Milano, facea secondario il com battimento di Monte bello, e la m ia risposta non fu pubblicata. I,b vi dichiarava sulla mia parola di generale che, il 20 maggio, compresi il battaglione del 93° di lineR e la cavalleria sarda, io non ebbi più di 4000 combattenti. i • Se nella mia relazione sul combattimento di Montebello io non pRrlava della debolezza numerica della m ia divisione , egli fu perchè riputava pericoloso di segnalare al nemico quella dei nostri battaglioni, che a pena salivano a 350 uomini. - «Un battaglione del 91°, sulla rrva manca.,dolla Sta-ffora, e 'le guardie che coprivano là mia divisione ; poste in freccia_ a _Yoghera, rimasero ai loro posti, avvegnacchè erav1 r;er1gho a sguernire la mia linea d'avaroposti. ,Tre compagnie del 17° battaglione cacciatori- scortavano in un'opposta d:rezio110 il compianto generale. Dieu, allora colonnell; di stato-maggiore, incaricato cli UDf1 ricognizione verso il Po. • Le nostre file erano, l)er sopramercç1.to, diradate dalla. necessità. di supplire ai servizi amministrativi, il personale dei q nali per anco Ilon ci avea raggiunto. • Gli speda.li già riboccava no cli giov:1ni solda,ti_nostTi, trns -

I


BIDLIOG11.AFICA

none della.giornata. Questa Jinca non fu attraversala dagli Austria.ci. Le lorp teste di colo11na giunsero .su due--punti ad un 20 metri dal Fossagazzo. - Ma fu allora che superando qnesto rio, il 74° e 1'84° attaccasono il nemico a bruciapetto, e seconda.Li d;1gti energici sforzi della cavalleria piemontese lo costrinsero a pronunziare il suo moviwelllo reLrogrado, il q uale si operò colla tenacità e l'ordine particolari all'esercito am,triaco. • Questi particolari, finora sconosciuti al signo~ De la Frus!on, gli daranno, io spero, una migliore opinione sul modo col quale i Francesi sanno g11ardarsi. • Il sig. De la Fruston mi difende giustame nte da.I r improvero di non aver incalz-ato il nemico su Casteggip. Egli lo potrà ora far più fondatamente, •·3.pprezzando a che doveano ridursi le mie forze disponibili dopo la presa del cimitero di Montebello. D'altronde un ordine forma.le ·del maresciallo comandante il 1° corpo mi vietava di proceder oltre. « Pregandovi d'inserire questa mia lettera nella vostra pregiata Rivista., io credo di adempiere ad un dovere verso la divisione che io ebbi l'onore di comandare. Qnesto dovere m'obbliga ad nn tempo di • r ingraziare il signor De la F ruston_ del giudi~io così favorevole ch'egli porta, sulla nostm condotta 1n quella giornata del.20 maggio. E qni lo faccio , sperando ch'egli ben vorrà leggermi con altrettanta inàulgenza., quanto credito egli debbe .accordare alle mie àsserzioni.

l'avere erroneamente asserito che al tempo del combattimento di Montebello, i soklati. in congedo temporaneo,' e 'nuovi soldati , aveano già ingrossate le file attive, ciò che refu ta categorica.mente il generale Forey; errori questi :però scusabilissimi per chi scrive di fatti recentissimi , i doeum enti dei quali o non si . ponn9 avere o si h anno in,completissimi .

Institution de l'école militaire cn France , par M. FERDINANo capita.ine au 2° cle dragons. - Vi è narrata la storia primordiale dell'École mililaii;e de St-Cyr, fondata in genntLio-1751 per l'erlu~azione di 500 giovani gentilllomini privi di fortuna, s ciolta nel 1776 per economia, riordinata da Napoleone I -e ricostituita, qual è oggi, èon decreto dell'll agosto 1850. Non si' può negare a quest'istituto militare uria gran parte nella splendida riputazirme dell'esercito fra nèese , avvegnachè ella produsse uffiziali distintissimi e coltissimi scrittori uffiziali. -

oE LAcOMBE,

Jonrnal <Ics sciences rnilitaires. - N. 81.- -l Os.e11temhrC'I 860. 1

État général des forees militaires de la Chin~, par J. P JCARD, de la bibliothèqu1;: Sainte-Geneviève. - Studi statistici sulle forze militari chinesi.

"Credetemi • Bordeaux, 8 agosto 1860.

, Il generale 'di divisione, senatore • Firmato: FORilY • .

Tre seguenti pagine contengono la r isposta del sig. De la_F rn~ ston, i l quale rettifièa gli enori incorsi, pretesseudo che ne1 suoi computi nnmerici sulla forza della divisione Forey egli avea preso per base la forza totale dell'esercito fmncesE: i n Italia , che dat molt,i si disse di 160, 000 a quell'epoca ;' ciò nol salva però dal-

- Études sui' l'armée frança·ise, par A. d' infanterie.

CHARPENTIER,

officier

Recherches sui- l' organisation du ·corps du génie en Prusse, par C. HEYDT, capi taine du génie, inspecteur ·c1es études à l'école poly- . tecbnique. - Dopo ·a ver sommariamente accennate le trasformazioni oraaniche delle forze militari della Prussia dal tra.ttato o . di Tilsitt ad oggi, lo, scrittore si ~occupa m inutamente del corpo del genio prussiano ; e questi suoi studi sono interessantissim1 al punto di vista della statistica militare. A.tiNO

\.

91

RIVISTA

V, Vol. li. -

7,


RI VlS'.l'A

lJtnLIOG_RAFIC! ,

nevue militaire suisse. - N. '~9 et 20. - octobre. Camp de Chdlons. - Descrizioue delle manovre militari al campo di Chalous nell'anno corrente. - .Rapport·de gestion (ltb deparlement militaire•fécléral, poiir 1859. Segue il resoconto ufficiale sulla gestione amministrativa del dicastero ·militare svizzero, per quanto ha tmtto alle diverse scuole ed istruzioni fornite a spese dell'erario nell'anno scorso. .I

- Quelqucs observatiòns sw· la réparli!ion et 1a compos'ition dcs élats-mo,iors , pa.r F . L. - Questa Memoria, leLta dal suo autore ( che dalle iniziali noi crediamo essere il sig. I<'erdinaodo Lecomte, autore del pregevole scritto sulla Carnpagna 1I 859 in lialia) all'ultima riu nione annuale della società milita1~e federale a Ginevra., si occupa sulla costituzione organica. dello s lato-maggiore svizzero, in ordine agli a ttuali progressi della scienza militare, o propone di riunire l'esercito svi;:zero io 3 corpi d'esercito, di far partecipare i luogotenenti colonnelli fec1~rali alla direzione delle b rigate~ di aumentare il quadro cfoi luogotenenti coloooelli federali e di prendere frn loro i colonnolli'fedèrali.

- Aflaires (Utalie. - Riassun to brevissimo degli avvenimenti in Italia , dal combattimento di Castolficlardo ali' ingresso del 11ostro esercito sul Napolita no. - A proposito della battaglia di Santa :!'v. iaria di Capua, ecco quanto vi si scrive : . • Una seria battaglia successe fra le truppe di Garibaldi »quelle di Francesco II , il 1° ottob re , sul Volturno , nei dintorni • cli Oa'pua e cli Caserta . I regi, forlemente stabiliti nella piazza ~i • Capua, che tennero ·semprc , essendo rientrati il ':ì,l settembre a • Caiazzo dopo un combatti.mento assai v ivo, iniziarono, addì 30 » settembre, una mossa offensiva contro Napoli, la quale cagi?nò • l'incontro del io ottobre. I real i., a quanto pare, in numero di ·• 25,000 uscirono da Capna e da Caiazzo, simultaneamente 10 4 o

e

gg

;, 5 coloune, sotto la suprema direz.ioue del generale Palermieri; "sino verso il :rneriggio essi. · ottennero dei vantaggi rilevanti . ' , Quindi ii:li sforzi disperati de'garibaldini , afforzati da un di-" staccam'; nto di bersaglieri ed artiglieria piemontese del cotpo "sbarcato a Napqli, rislabilirono l'cquilib.rio; i reali dovettero • rinunr.iare alla loro mossa offensiya o ri pararsi contro Capua, ove '»non. rientrarono se non dopo a ver perduto 4 a 5000 uomini, dei • qua}i 2000 circa rimasero _pr_igioni_er~.. I gariba~chni , a qua nto • sì. dico, ebbero 4500 uomnu fuon ~ 1 combatt11nento. - Del , rimanente le notizie che si h anno particola.reggiate su questa: »'battaglia'.', provenendo da corri?pondenze particolari, son_o con• traddicenti.ssime. Como al solito, ciascun corpo vuol darsi tutto » il merit o. - La compagni-a francese De Flotte, di 65 uomini'. • !ti quale occupavi il caseggiato della Paglia , sullo stradale d1 • Ci~pua, seriamente pretende aver guaclag~a1a la batt,a ?lw,, r~" spingendo quattro volte un éorpo _cli 4 a t>OOO ,uom;n1, ed m • questo senso essa si lamenta nel. giornale dm ~clJa_ts, come non • la, si abbia vosta all'ordine del g19mo. - Il dms1onar10 lhx10 , alla sua volta è designato dai più come l'eroe della giornata,; • altri fanno speciale omaggio ~ella ,,i.Ltoria a Garibaldi stesso . "ed alla sua azione pe rsonale , alla batteria del monte Sant' An• aelo coo-li U no-h eresi del colonnello. 1\/logyorody.. In guanto a e , e o . »noi , obi propendiamo a credere_che 1\ soccor:so, giunto m buon • punto, delle truppe piemontesi sia stato l'inciclenie il quale ebbe • il maggior peso sul)a ritirata do' regi , _che credevano aver a. • fronte i soli garibaldini • . · Per quan to sia ,p er noi lusinghiera quest'ultima opin ione della Rcvue rnilitaire suisse, rer debito di giustiz1,a e d'Itah am , nei nc;m possi,irno farn a ru,eno d'osservarle che per quant_o abbiano potut~ contri bui.re all'esit9 della battaglia i. pochi nosln piemontesi, ess i non si danno , nè si daranno mai . l'insana vanagloilia d'aver deciso la giornata, ~ve tante tru ppe sì trovarono ~ fro~te. - La, v ittoria di San ta Maria di Capmi si de.bbe a tntt1 md1strntarnonte que' generosi [taliani, Fnmcesi , Ungheresi cd Ingle_si, che pro_-· cligarooo il loro sangue per la gran causa , ed 11 cm nomo _1nd1stintamente verrà scritto a caratteri indelebili fra. gli eroi che contribuirono a far l'Italia una e libera. - La battaglia di San ta Mari.a di Capua sarebbe un glorioso ricordo non men di Pa.~


l 00

.

lllVIST A ll!DLIOGRAFICn.

strengo, Goito, P alestro , S. Martino e Castelfidardo , se io essa fosse scorso da ambe le parti sangue, italiano I - Ed oggi che tutti i soldati italiani stanno in u n solo e,sercito r iunito sotto il comando' del primo ,s oldato dell'indipendenza italiana, di contro all'estremo baluardo della tirannia, essi mostreran no a li' in ti era E uropa, éhe fra lorn non sono più possibjb gelosie di sorta, e che tutte le gare n ostre orllJJli consistono nel p rodigare il proprio sangue per l'unità della patria. - lp up prossimo nostro artioolo daremo arnpii e precÌsi ragguagli su questa , battaglia ;r.ne:n;:toTanda che costò all'Italia i l p iù puro sangue de' generusi suoi figli! 11011

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-

Compendio clelìa storia della guerra clell'inctipendenza nazionale,

<lel .i 809, per GrANOOllIE:'l1co IVI.rnmu. Ga:mitla del Popolo, 1860. (

Torino, stamperia della


BOLLETTINO Storia della vita e fatti dell'eccellentissimo ?apitano cli gtter1'à Bartolomeo CoUeoni, scritta per P1E·r1,o ·· te , . SPINO. - · 1·n - So, Tr1es C. Coen, 10 segr. ·

108 BlDLI0GRAFIC0•TR!}[ICSTR.aL& Quelquef ré{texions sur les manreuvres des dru,Jons pow· combattre à, pieµ, faisant suite aux simples tiperçus sur l'instmction et le service de lei cavalerie, par SER1utv1LLE. - in-8°, JVIoulins.

- Descrizione geografico-stoì·ico-statistica delle provincie italicme che furono teatro della guerra nel ·1859. - Trieste, C. Coen, 1 tallero, S~g~ .

à 1860), par A .

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-

Histoire de la conquéle et de la colonisation cle l' Alg6rie (1830 F 11.L1As. in-S0 , Paris, Arnauld de Vresse.

- Les Commenta-ires d'un sole/al. Premiers jours de la guerre clo Crimée; l'hiver devant Sébastopol; derniers jours de la g11ern de Cri:111ée; la guerre d'llalie, par P1.uL DE MoL:thms. - Paris, 1860, 1 voi. inJi2°, Michel-Levy. • - Des nouvelles armes rayées, de leur role et de leur in{tuence à la guerre, par LlioN IVL1Rts. - Paris, 18G0, in-8°, chez Tanera.

Opere :francesi.

Cantz1agne d'Italie en -1859. - Rélatiòn historique et crit1q11e , par F'E RDINAND LEcOMTR, capitaine f'édéral. - 2 vol. avec atlas, 2° édition. - Paris, Tanera.

Opere in§·lesi. - Précis hisloriqi1e et Cì'itique de la guerre en llalie en 1859, accompagné des plans des combats' et batailles, par le capitaine ?ANDEVELDE, officier d'ordonnancc de S. M. le roi dcs Belges. l n-8°; Bruxelles, MucquaTdt.

- Des armes de gu-erre rayées, paT H. xelles, C. MucQuARDT.

l\lL1.~G.F.OT. -

in-8°, Bru-

- Histoirn de Nelson, d' après les clepéches officielles et sa corl'espon~ dence partimliòre, par E. FonGullS. - Paris, CbarpenLicr, 1860. 1l1Ònographie clu Clidleau de Salses, paT le capitaine du génie Ra'l'llEAu, - in-8°, Paris. ' - · Q_uelques moh sur la cavalerie (rancaise et sur tes liabiludes du cavalier- arabe, par J. J. NAuL01', cap;taine au 3° régiments de spa1!is. - in-8° (140 pag.),' Paris; Durnaine. •

I

Observat-ions on modern systemcs of fortiflcaJio11 .. ..... O5'.cservazioni sui iùoclemi sistemi di fortificaz1one, ivi compresi quello pro-

posto da Carnot, ed il sistema poligonale comparato al sistema bastionato, seguìte da alcune riflessioni nelle posizioni trincerate, e di un Trattato sulla. di.fesa navale, littprale ed interna dell'In~ ghilterra, per il generale sir HoWARD DouGLAS - co11 disegni intercalati nel testo. - in-S0 (284 pag.), Londra, John Murray, 1859: I

- - Tii.e Spanish Campaign in Jllarocco, by F. IIAROMAN - iu-8°, Londrn, Blackvood, 6 scellini. - Ceutral India diiring the rebellion of 4Sri7 anci '1 8a8: a, nar~ rative o[ operations of the briti.sh forces from thc suppression of Matiny in Aurungabad to the capture of Gwalior uncler siT Hugh Rose a.nel sir C. Stuarcl,' by LowE - in-8°, London, LoJ:!gmao .


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<len besten Quellen bearbeitct von FrtANz Gai.iu, k. k. Hauptmann. Dritte verbesserte und vcrmcherte Aufla"e. 0 litografiche, in-16°, Ebe ndaselbst.

-

Con 22;Ì fi"ure 0

Dic Elernental'tal,til~ dei· in(antede in ihrer Anwe11clung, von

A. SEUBERT, hauptma~n rn Kooigl Wiirttembcrg, 2° inf. rcgimeot. - presso Karl Aule m Stoccarda.

- Vaae mecum {iir Teclmil,e,·, von LuowJG HOFFMAN, baumeister in Derlin. - Presso Gustavo Bosselmann a Berlino.

T MiJ,1,1xo

GAETANO

Gerenta.

SULL'ANALISI DEL CARBONE ~

DESTINATO ALU. FABBRICUIONB .

DELLA POLVERE DA FUOCO Fra i tre componenti della polvere, due, il salnitro e fo zelfo, -sono impìegati ognora nello stesso stato di purezza, quasi assoluta, dimodoohè non può esservi incertezza sulla loro proporzione relativa. _ on così pel terzo ingrediente, il carl)one. Difatti, questo è un composto di carbonio, di idrogeno, d'ossigeno, d'azoto e di ceneri , variabile còl modo di ca.rbonizzazione e la speoie del legno. Secondo che il calore, nell'operazione della carbonizzazione, è stato più o meno fort,e, od ha più o meno durato, il carbone ottenuto presenta una composizione diversa. Variando la t emperatura e la durata dell'operazione, da. 100 parti di legno si ponno ricavare 40, 35, 30, 25, 20, 15 parti di carbone. Questi carboni, a tit oli diversi, non hanno la stessa composizione elementare, epperciò non possono entrare uolla stessa proporzione nella polvere. ANNO V. Voi. li. -

8.

- ...


106 AK .ILTSI Il dosamento dellò. polvere dovendo essere determinato secondo la natura del carbone, gio,erebbe il possedere per

l'analisi dei carboni un processo semplice e facile; attesochè l'analisi elementare impiegata dalla chimica per le mat erie organiche è troppo lunga e di. un'esecuzione troppo difficile , perchè si possa usare nelle polverier e, ove difettano gli .~pparecchi nccessarii e le persone pratiche nelle m anipolazioni chimiche. Noi qui suggeriremo un processo, il quale ci è riuscito assai bene. Noi dobbiamo innanzitut,to avvertire che por determinare il dosamento della polvere non fa bisogno di conoscere lei composizione elementare d~l earbone, ma basta conoscere la quautitàdi ossigeno necessaria per ablJruciare il carbone, di modo a convertire in acido carbonico ed in acqua il carbonio e l'idrogeno che esso contiene, giacchè •questa quantità d'ossigeno · essendo determinata., se ne dedurrà. il nitrato di potassa che può fornirla; e dà.l potassio contenuto in questo nitrato, si dedurrà lo zolfo necessario per trasformarlo in rnonosolfuro (1). Se q, è il peso ·in grammi dell'ossigeno necessario per abbruciare un gramma di carbone dato, il peso x del nitrato di potassa che può foruire quest'ossigeno, si de. durrà dalla proporzione : (KO. N0 5 )

06

:

: :

x : a.

Il peso dello zolfo y sarà dato por la proporzione : (KO. N05 )

:

s ::X

:

y.

Ponendo l'equivalente dell'idrogeno uguale all'unità, si ha: Ossigeno O 8 Azoto . N 14 Zolfo . S 16 Potassio K = 40 Nitrato d~ potassa KO. NO° := 102

= = =

( 1) Yc,lasi ln nota in lìnc del prt·s<•nlc nrlkolo.

107

DEL CAROO~B

Ciò posto , le due proporzioni precedenti divengono: 102 : 48 : : X : a 102 : 16 : : X : y donde si ricava: 102 ·. 17 x =- a = -a 48 8

16 J y=-a=-a 48 3 . per le quantità di nitrato di potassa e cli zolfo che debbono essere riunite all'unità di carbone. Dunque il dosamento della polvere per un carbone, di cui un gramma vuole a grammi d'ossigeno per abbruciare completamente, sarà: 17 a cioè 51 .Salnitro

8

Carbone

1

Zolfo

1 - a. 3

24 a

8

Dì qui si scorge che il solo dato necessario per determinare il dosamento della polvere è la quantità a, la quale rappresenta il peso iu grammi dell'ossigeno che un gramma di carbone assorbe bruciando. Per determinare la quantità a, noi avvisammo di servh-ci del processo che il signor Berthier lia proposto per determinarn la potenza calorifica dei combustibili. Tutti sanno che questo proces8o consiste nel mescolare il combustibile a provarsi con 60 volte circa il suo peso di litargirio (p1:otossido di piombo PbO), e nell'esporlo a.l fuoco in un crogiuolo. È facile capire quanto avviene in cotale operazione : ·l'ossigeno di una parte del litargirio si combina C?l carbonio del carbone per forma.re dell'acido carbonico , che si svolge., e coll'idrogeno formando dell'acqua, che similmente si svo1ge; il piombo fatto liper o si separa. Dal per-o r1 di q11csto piombo ridotto,


108 ANALTSJ # se ne oonchiucle la quantit!i a. d'ossigeno che il carbone ha, assorbito abbruciando. Siccome nel litargirio Pb= 104 corrisponde a 0=8, p grammi di piombo ridotto con-isponderanno ad a grammi d'ossigeno assorbito : si h ft dunque: 104 : 8 p : a donde :

8 1 a= 104 p = 13 p . Ecco ora il modo di operare. Si comincia a scacciare l'acqua del carbone da analizzarsi, scaldandolo qualche tempo ad una t emperatura di poco superiore a quella dell'acqua bollente. Ciò fatto, si riduce il carbone in particelle per quanto minute possibile, porfirizzandolo. Si prenderà un peso dato di questa polvere di carbone che si mescolerà con 30 volte circa il suo peso di litargirio polverizzato. S'introdurrà accuratamente il miscuglio in fondo ad un crogiuolo di terra, vi si sovrapporrà un'altra uguale quantità di litargirio spolverizzato ; il crogiuolo · dev'essere tutt'al più riempito a mezzo . Si collocherà '}Uesto crogiuolo su di un formaggio (piattello), piccola massa cilindrica d'argilla cotta che si vènde col crogiuolo, e che serve per rialzarlo al di sovra del fondo del fornello. S'introdurrà il tutto in un fornello gilt scaldato e pieno di carbone bene acceso. Si porrà il coperchio sul crogiuolo, e si scaldèrà gradatamente. Succederà ammQl- · limento, eb_olliziono, e soventi accrescimento di volume. Quando la fusione sarà compiuta, si coprirà il crogiuolo con carbone e si darà, un colpo di fuoco durante circa dieci minuti, affinchè il piombo del litargirio, che è stato reso libero, possa riunirsi in w1a sola massa. Si toglierà dal fuoco il crogiuolo, lo si lascierà raffreddare all'aria aperta, lo si romperi~ e si estranà la. culatta di piombo chè verrà pesafa. Questa culatta non aderisce nè al orogiuolo, nè, alla scoria . e basfa un colpo di martello ,per estrarla.

109 Qualche volta essa è livida, sfogliuzzata, e poco duttile; perchè allora essa è penetrata da una piccola quantità di litargirio che ne aumenta sensibilmnete il peso. Questi segni indicano ché lo sperimento è stato precipitato troppo; e bisogna ricominciarlo. In generale, conviene ripetere almeno due volte lo sperimento, nè si deve far conto dei risultati, se non quando non differiscono che di 1 a2 decigrammi. Per ciò che riflette il litargirio, debbesi osservare che trovansi in commercio due specie di litargirio: il rosso e il giallo. La prima specie si dovrà preferire per le prove; tutuwia, prima d'impiegarlo, si dovrà fonderlo il più rapidamente possibile in un crogiuolo di terra e farlo quindi raffreddare prontamente fuori del contatto dell'aria, sia nel cl'ogiuolo , mantenendolo ben coperto, sia colandolo in prctelle freddo. Se l'operazione è stata fatta a dovere, alla superficie non si sarà prodotto che pochissimo ossido ro$sO, del quale bisognerà sbarazzarsi; il residuo sarà litargirio giallo, ma ripulito dalle feccie che presentano i litargirii gialli del commercio. Si pesterà allora e si passerà attraverso un fino setaccio. In questo stato la sua composizione chimica sarà a pochissimo presso quella del protossido di piombo puro. Ecco ora i risultati ottenuti con tale procedimento confrontati a quelli forniti dal ,melodo ordinario di analisi delle sostanze organiche di Liebig. I carboni analizzati provengono da quattro specie <4. legno: ' Canapuli (Cannabis sativa. L.); Vetrice (Salix viminalis. L.); Salcio bianco (Salix alba. L.); Nocciuolo (Co1·ylu-s avellana. L.). La carbonizzazione di questi legnami venne effettuata con due procedimenti diYersi : colla distillazione nei cilind1··i e colla carbonizzazione nel fonw. La distillazione è stata spint~ a due gradi diversi, di modo a fornire due prodotti, l'uno del 30 e l'altro del 25 per 100. Ol!L CARllONE


110

.

ANALI.,!

In due analisi fatte per determinar e.l'azoto separatamente dall'ossigeno , si è trovato che 100 di carbone contengono 0,2 ci.rea di azoto . · Per · dedurre dalla seconda. Tabella la colonna (1) della

Ossigeno assorliito Ila nn grmnma di cal'lionc ahhrnciamlo ·N ..\TURA DEL LtGNO

QUANTITA'

!l'IODD

n -i

OSSI G.E.W>

___.,,.._,

G,!JIBON t;

di

ollc11 11 l,o

CAl\ìlONIZZAl',(ON E

da I 00 parli cl.i lcgnl1

.

,Hi.H. ISI

l)l'Ol)OS!O

elementare

Il

{1)

.I

Dist illazi•one n ei

2.25 2,28 2',0il 2 ,1 G

30

cilinclr-i

. Canapuli Yclricc Saldo ·Nocciuolo

Dislillmiiofile nei

GU.-%-.l lm

2. I 7

2,29 2, 14

·2,0~

- -- - 2.39

25

cili11d1•i

,

-

2.:rn

I-O.O

2·.!>2-

2'.2 lJ 2,.35

10, 4 10,3 10 ,3

Acido carbonico O 0 2 = 22

-

Acqua

22

2.3 1

24

2.32 2,27

23

e per 8 la quantità dell'idrogeno , addizionare i due pr o~ dotti , e sottrarre dalla somma la quantità d'ossigeno diminuita cli 0,2. Ed è ciò una conse'guenza delle due formale chi111iche seguenti :

10,7 10,;i I I, 1 10,G

2 .31

2,33

Carbo1ìizznionc· nd fonio

prima, basta moltiplicare per : la quantità del carbonio,

-

2,38

- - Vetrice Salcio Nocciuolo

-2!,a

:Il E'l'<>.UO

(;l:J ,\l,11 1

CanapuH Vdricc Sakio Nocciuolo·

2,38 2 .~2

10.1, 10 3

2,50

'f 0,6

I

dove H

Composizione elementare dei earlrnni (metodo dilicl1igì. I

NATlliU . OJ:: L

LJlGN O

l\IODO di

anrbomzzeziooe

IN ,;,\!\BÒN~

per -!00 Il'I

mo PART!. Dl C.\,RBO NR CON'r!;NGO~O ~

LEGNO Carbonio

- Canapuli

Distillazione

VcLl'icc Salcio Nocciuolo

nei cilintlri

Canapuli

Dislillazfo nc

73.7

30

79,2 75.4

72,0

ld1·06"COO

0.:;sif;eno e azoto

r.ener·

--

- -

--

4.9 4.0· :Ul .1,' I

--

'

, Vet ..iée Sa!cio

Nocciuolo

nei e'flindri

85,6 ' 25

81,0 77 .9 79/1

2~ 5 3,t.3,9 li/>

19.t, 1,, , ~t

18,G 20,8

- -

2.0 2,3 2.1 3 ,1

- -

J0,5

f ,4

13.!~ 15;9 '1 3,0

2,3 2,3

3,1

- - -- Vct.rice S:1lcio Nocciuolo

Carhoni7.zaccionc nei forni

22 2 1;_

23

F3JJ.l

79.2 83,9

:1,11 4 ,4 ,, ,3

ll.1 lll,6 8,2

= 1, C ~ 6,

O= 8.

Comparfl,ndo i risultatr ottenuti coi due metodi , si osserva fra lor0 un -soddisfacente accordo; ciò ché pro-\'.·a come si possa con sicurezza. adoperare il proposto metodo . Il quoziente del numero 24 diviso pei valori.cli a, trovati p er mezzo del proces_so proposto , dà il peso di ogni ca·r bon e da unire a 51 di nitro, e ad 8 di zolfo. L'ultima colonna della prima Tabella dà questo quoziente: Giova osser,1 ar~ che il peso del carbone del)b 'essere au-mcntato del peso dell'acqua igrometrìca ch'esso assorbe, , n ell'intervallo di tempo che divide il momento, in cui esso esce dall'apparecchio di carbonizzazione, dal momento, nel quale esso vien pesato per entrare nèlla composir.ione. Questa .quantità è variabile secondo lo stato igrometrico dell'atm.osfèra, ed il tempo più. o meno lungo in cui r imane esposto · all'aria. In uno sperimento fatto a questo proposito, il carbone di sn,lci.o, preparato nel forno, lascin.to all'aria in un magaz.zin o , ha a.si!Orl)it.o :

I numeri Gontènuti nella colonna (.l) sono dedotti cfaHa Tabella seguente·: "

Pl'\0D0TT0

lJl

DEL CARllONE

.

2, 1 1,8

3,G

r

..


112

113

ANALI~!

lJEL CARBONE

dppo ~ giorni l per 100 d'acqua 4 ~ 1,60 12 ~ 2,95 24 :3,27 · 29 » 3,37 » A4 • 3,54 53 )} 3,.62

NOTA &\ll PRODOTTI DELLA CO~IBUSTIONE òELL~POLVERE

.

-

Un altro sperimento d.Ied e 1· segue9ti. · nsultati . . :

I signori Bunsen e Schischkoff hanno'pubblicato negli Annali di Poggendorff un lavoro degljlo di nota sulla combustione della polvere (l)~ Questi abili chi mici hanno trovato che il residuo della combustione della polvere è composto massima parte da solfato e da carbonato di potassa. e non da, solfuro di -potassio, come lo indicano la maggior parte déi trattat,i d'artiglieria e di chi mica. Se ciò accadesse c;stantemente nella combustione d'ogni specie di polvere, cornd gli autori sembrano ammettere, il dosamenl'o della polvere dovrebbe essere modificato per impiegare utiltl)ente tutti gli elementi della polvere. J! dosamento dipen- . derepbe allora dal rapporto fra il solfato e il carbonato di potassa. Ma a questo r iguardo ci si permetterà. un'osservazione. Il dosam~nto della polvere .impiegata dai sigp.ori Bunsen e Schischkoff è tale che il residuo non poteva esser · altro di qùello ch'·essi hanno 'trovato, di guisa che la loro analisi non prova in nessun .nodo che la combustione della polvere si faccia in altra guisa di quella cb'.e sino ad oggi si è supposto. Difatti, secondo gli autori, la composizione d~l\a p9lvere che essi hanno impiegata era la seguente : , · Nitrato di potassa 78, 99 Carbonio . 7,69 Carbone I drogeno . 0,41 ) Ossigeno . 3,07 Zolfo 9,84

à.or,0

21 giorni 4 per 100· ' :.28 • 5 ». A tutto riO"ore prim . a· · · h. • · . ·.

•

rn

·

o ' a l mise rare I tre rngredient1· dell"· poIvere si · d 0 bb · · <~ d ' :Vre e ogmqualvolta ·analizza.e il carbone per ed;1rne il peso che debbesi unire ,ao·li ..,.lt . .d eleme:nt1 • ·• . . o ."' n ue . , . ~a c10 e_assolutamente impraticabile , per le operaz10m m .grande un .. . . . . D' altron d e non se ne otterrebbe d a grande utilit~, poiché qualunque artigirere sa che il della polvei·e . ha che una · osamento fl . '.entro cert·1 limi·t·1, non m· tt uenza.. secondaria su l suoi effetti , i· qua11· · · d.. 1pencIono pm qsto dalle sue qualità •fisiche Prat1 ·c.,.me t . • • • • < ... n e possiamo contentarci d1 un valore medio Ued tt d b .. prnliminari. o o a uone anahSI

Se?ond~ le armli~i ~c?itate, la media deHe· pro orzioni r elatrve a1. carbom chsfallati a 25 per 100 è 10 2~ S qu~sto numern si aggiunge il 2 per 100 per l'u~idit' e ~ ott1enP. lO 45 h · .· . . · a, s1 ~ ' , e e s1 potrebbe prendere per la dose del ~arbone nero a 25 pei;· 100. . Ep_pe_r~iò il_dosam_ ento da adottarsi· pel carb one nero 1 <l1st111ato al. titolo di 25 per 11- ' . . 100 sare)ue. Salnitro Carbone .Zolfo

51 10,45

8 69,45

100,00

73,4 15,1

11,5

(1) Questa llfcmoi·in è stata tradotta da l signor A. 'fERQUEU e pubblitala da_! signor J. Co1tREAll'D, sotto il Utolo: '.fluioi-ic cftimiquc ìlc In comhustion ,le lei poacli-e, dei signo;-; R. J3uNSEN e L. Scn1sc11Ko.n•. P~rigi, 1S:i9.

100,0 I

I


114

ANALISI

_Questi risult~ti non sono m olto discosti da quelli trornti dai sio-nori Bunsen e Scbischkoff m ediante l'analisi chimica <lei pr~dotti della combustione (1). La presenza, _d'altronde in assai piccola quantità, degli altri prodo_tt1 che e_g lmo h~nno trov;i.to'. come ipcsolfito di potassa, solfocianuro d1 potassio , azotato d~ potassa, carbone, zolfo, carbonato d'ammoniaca, i q~ah tu~h insieme' si elevano a Qgr,1102; così pure dei prodotti gazos1: ossido di carbonio, ·idrogeno, acido solfìdrieo, ossigeno , che montano a 05r,0l28 , si spiega facilmente, se si osserva che la detonazione <}.ella polvere succedendo sotto la- pressione bi3-~0metrica ordina.ria, una parte degl'ingredienti poteva sfuggire alla reazione. Se la stessa polvere fosse stata bruciata in u n'arma da fuoco,. noi siamo comrinti che i prodotti seconciarii succitati non si sarebbero formati, che la scomposizione sarebbe stata più compiuta, e che si sarebbero trovati i soli. prodotti che noi abbiamo indicato. Di q ui scorgesi che le teorie a mmesse n rm falliscono, e che i l?rodotti trovati dai ~ignori Bunsen e ? chisçhk_off sono pre~ 'cisamente q uelli che si dovevano aspettare dall espl?s1on e d~ una polvere contenente un eccesso _d '_ossigeno .. Se 1m'.ece d1 prendere una polvere di una compos1Z1on~ quasi eccezwnale, questi abili chiuii.ci a,:essero opera_to su di una pol_v ~re dosata come lo sono d'ordinario le polveri_ da guerra, essi avrebbero probabilmente trovalo i l residuo della combustione f~rmato di solfuro di potassio, e non di solfato e di carbouato _d1 potassa.

grammi

1 g ramma <li polvere

Salnitro Zol fo Carbone

1·

115

DEL CARDONE

Vediamo ciò che deve s uccedere nella scorn posizione di co, testa polvere. I 0, 4l d'.idrogeno preodera nm>, per convertirsi in acqua, 3,28 d'ossigeno, cioè a dire 0, 21 d'ossigen o in pi ù dell'ossigeno contenuto nél ·carbone. Le 7,(l9 parti di cArbonio assorb iranno 20,51 d'ossigeno per formaie 28,20 d'éicido carbonico. L'acido n itrico delle 78,99 parti del n itrato di potassa fornisce 30,98 parti d'ossigeno; deducendo da qnesto numero l'ossigeno irnp_iegato per bruciare l'idrogen_o e il car.bonio , . r iqiangono 10,26 parti d'ossigeno cl)e_devono n aturalmente po1·tarsi sullo zolfo per acidificarlo . Queste 10, 26 part,i si un iranno, a 6,84 di zolfo, formando 17,10 di acido soHçir ico, il q1,1ale si combinerà con 20,52 di potassa producendo 37,62 di solfato di potassa. R imane 3 cli zolfo che un end asi con 9 di potassa dal nitro, formerà 4,12 di solfato di potassa e 7,88 di solfuro di potassio. Le 78,99 parti di nitro cont!é)nendo ll7,17 parti di -potassa, ne r imangono 7, 65 non impiegate , le quali si unira n110 a 3,51 d'acidb carbonico per formare 11,16 di carbonato di pot~ssa; dimodochè cli 28,20.' d'acido carboniq, · n on se ne svolgerit che 24,69 . . In con(;lusiooe, per la co_mposizione dei prodotti della com . bustione' di 1 gi:arn1~a di polvere si avl'il: · ,

.l

0,7899 0,0984 e 0, 0769 H 0,0041 O 0,0307

Torino, g iugno 1860.

1,0000 PAOLO DI

<lit a bb ruciando:

S,1N R

ç>BERTO.

grammi

Resid uo. sol ido ) ·· 0cr, 6078 / . \ Gaz o;r,3553 .I Acqua oir,03G9

Jg•, 0000 ·,

Solfato · cli p ,tàs,a . Carbonato di r)o\assa Solfuro di potassio . Azoto Acido carbonico

( Versione clal francese).

0,4 174 0,1116 0,0788 0, 1084~86«,3 0~2469:::: 124,8 0, 0369 1,0000

=

2 11 ,,,1

I

r

(1) Vedasi a carte 4$ dcll'et\ìzionc twiccsc 1lclla loro Jlemorl<t.


LA CAMPAGNA l>I GUERRA l',ELL'mrnRIA E NELLE MARCHE

LA CAMPAG NA

117

È questa impertanto la pura storia delle loro glorie , dl per tll raccolte ansiosamente, e scritte sollo qnelle fervide e sincere impressioni cbe ad ogrli- loro trionfo risentivano i cuori noslri, invidiosi di non e3ser chiamali a dividerli, che ai nostri prodi commilitoni del 4° e del 5° co17Jo dell'esercito italiano noi dedichiamo, frallanto che una penna allrellanto valente quant'è , tapina la nostra scrira, qual si merita, questa gloriosa pugina negli annali delle milizie italiane, e nella storia delruuilìcazionc d' ltaliu.

DC

CAPO I.

GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE

C,\GIONI DELLA GlJEl\l\A.

NARRAZIONE MILITARE

_Narrare nel loro ordine cronologico, colla mnttgior vrrittt e chrare ·b·1· · r · · e . zza poss1 ,, , , I i_at~1 d1 questa campagna di 19 giorni', la quale: L_utlocbe brev1ss1ma, non fu perciò men feconda di ~1--,11~d_1 r'.sullati per_ la patria nostra, nè men g-loriosa pt'r l1J u1 m1 r~aliane, ecco il proposito di ·queste poche pagine. . .1.1 d,s~utere alle quistioni della diplomazia, 0 quelle po!1t1che cue moti varono la gurrra' o la ponno ginstifìcare non e .am,, re per oo1,. pro,an1 r • ' a coteste arti c~villosissirne...... Il commisurare O"'ni sin<>ola on,,craw,ne · ., 1·I eserc1t1 · · hellirreranli al, . o o ueg I ~rchct1po _della critica dogmatica' oltre all'esse,~ bis(}gn<\ . li oppo al drsovra delle nostre umili forze, sarebbe cosa inie~ P?stiva ed arrischiata troppo,, oggi che per :-\ profonda analist . difettano per anco tnlli quei rngnmati documenti che sonc, all'uopo indispensabili.

!e

La pace di Villafranca assicurando agli Italiani il ùiritlo l, di disporre della loro sorte , pose le popolazioni di molle >> provincie ùel nord e del centro della Peuisolu in grado di >• sostiluire ui governi soggelli all'influenza straniera •iJ governo •> nazionale del re Vittorio Emanuele >l, del re ga,lantuomo, del primo soldato dell'indipendenza italiana (•I ). t< Questa grande trasformazione opcravasi con 1111 ordine am•1 mi rnbile , e senza cbe alcuno dei principii sui quali riposa » l'ordine sociale fos~e scosso. (( Gli avvenimenti compiutesi nel!' Emilia e nella Toscana )1 hanuo provato all'Europa che gli Italiani, lungi dall'essero 1, travagliuli da anarchiche passioni, ullro non domandavano 11 che di essere relli da islituzion i liberali >), e di costi Lu ire una grande nazione , ciò che è altrettanto necessario pcl bene dei popoli ital_iani, quanto per l'~quilibrio europeo. 1t So questa lras/

(1

( I) •r11 Ite le parole virgolate upparl cngono al Mcmoran<lnm di1·cll.o dal governo ciel re ai suoi r3pprçscntanli :1ll'cstcro, relativo 3gli avvenimenti ùcllc ~h1rchc e dell'Umbria, 12 sctlcmlJl'C. - Vedi Docummto 1°.

..


118

NELL'Ul..tBRIA E NELLE llARCllE

LA CAMPAGNA DI GUERRA

» formazione: avesse potuto estendersi a tutta la Penisola, la » questione italiana ~sarebbe a quest'ora pienamente risolta.

)) -Lungi dall'essere per l'Europa uua e.fusa d'apprensiol)i~e di » peri col i, l'Italia sarebbe -oramai un elemen lo_di pace e di >> conservazione. Soiaguratamente la p;1ce ,di Villafranca non » potè comprendere ~hè una parte ,d'Italia. Es~a liJSCiiJva la )) Venezia ·sollo la domi nazione dell'Anstria, nè produceva can>) gia menli di sorta nel!' llal_ ia meridionale e nelle p; ovinde >J rimaste salto la dominazione temporaie della· San la Sede >>. Non p'ar!eremo della Venezia, la quale fincbè non sia libera e riunita alla grande famiglia, sarà una potente causa perenne di torbidi e di rivoluzioni, che, ad onta degli sforzi di qualunque governo, minacc~rà incessatHemente di f.n ~coppiare nel centro del continente l'insurrezione e la guena. Per quante baionette vi accald1i l'Austria, per quanti autimurali essa vi innalzi, per quanlj rigori , ogni dì più raffinati , essa vi a'clopri ad attutire ogni senso ccl aspirazione di libertà, tale e tanta è la potenza della simpatia che inspira a buon diritto la sorte ogni dì più infelice dei Veneti; tale e sl urge nte _è' il bisogno che ogni Stato· sente di potere una buona ~olla riposarsi sulla certezza di una pace solida e duratura, elle non può esser lungi l::t_soluzione · di c1uesta r.1 uis1ione essenzialissima• a favore degli Italiani ) nelv l'interesse delrEuropa e dell'Austria stessa .... Epperciò con vien « superla attendere dal tempo.....» (purchè qnesto n0n sia troppo lungo)..... (( Ma non è 10 stesso delle qu istion i relati1·e al ceniro )J ed al rn~zzogioroo _ della Penisola. ' « ALlacca lo ad un gistema tradizionale di politica, che non . )> fu meno fa tille alla sua famig lia clic al iJOpolo soggetto , il )> g1ov111e re di Napoli ., dal momento della sua assunzione al >) trono si è posto in opposizione flagrnnte . coi sentimenti na,i zionali degli Ital iani , come pure coi principii che governano >J i paesi civi li; sordo ai ripetnl_ i consigli della Francia e del>1 l'Iu3hiltcrra, rifiutundo persino di seguire gli a,·visi elle gli

.

11!)

venivano da un governo, del quale non rotcva mellere in )> 'dubbio nè l'amicizia costante e sincera, nè l'attaccamento al » principio tlcll'ai1torit.à, egli respjnse per un anno tutti gli >J sforzi del re di Sardegna per conuurlo ad un sistema di po>) litica più conforme ai sentimenti _clic dominano il popolo >J ital iano. « Ciò che la ragione e là gi-ustizia_non hanno potuto olle>) nere, una rivoluzione lo Ila compiuto. Rivoluzione prodìgiosa, _ >> che ha rie1npìto l'Europa di meraviglia pel modo pressochè >> provviden1.iale colla quale si è operala, -I' ha colpila di )> animi razione per l' illustre guerrierq, le cui gesta gloriose _ » i:ammentano ciò che la poe6ia e la stpria raccontano ·di più >J sorprendente ». _ Rispondendo all'ap1~eilo de' genèrosi pntrioti di Sicilia, i quali .da "un niese disperatamente e copioso versavano il loro sangue illlorno al tricolor ves~illo, elle, ' simbolo dell' italiana indipe_ndenza ed ·unifi.caziòt,e , con istraordi11a1fo ardimento avevtuio 1:ialzalo,·l'i1ivil.lo Garibaldi salpava da Genova con un pugno di piodi , e con un allo d' i;iaudita è miracolosa at\dacia approdava in Marsala alli 1,1 maggio, sollo il fuoco dei legni borbonici. Acclamalo unanimamen le alla direzione suprema del movimento nazi onale , in nome di Vil\orio· Emanuele, COll una serie di prodigi, in men dì qua ttro mesi, da Palermo a N,1poli, debellata la bo,rbonica ii rannide, e costreltala a rincnntucciarsi dielrÒ al Volturno nc'suoi estrem i baluardi, l'eroe ilaliano enlra solo a Nnpoli, preceduto dal prestigio del proprio nome e dalla onnipotenza dd \'èSsi llo nazionale, ed ivi con immenso plauso, fra le entusiastiche ed unanim i acclamazioni delle popolazioni che risorgono , egl i proclama J{alia inw sollo lo scettro del ne Galantuomo.- Questa potente i!'l'esistibile voce scuoteva profondamente tutte le iLalia ne provincie, sulle quali pesava per anco il ferreo giogo della tirannide, e più di tulle quelle che, crutlclmeute manomesse e ridotte in uno stato ckplot"t1bile dal

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LA. CAMPAGNA DI GUERRA 120 governo papale', dividevano lè ·due grandi regioni libere del ~euentrione e del mezzodì della Penisolà. Ques,to governo essendosi - ostinatamente rifi_utato ed agli inviti del re di Sardegna, ~cl alle calde esortazioni del suo ge~eroso alleato l' imperator~ della Francia, « di associarsi in · •) cbecche~sia al moto nazionale, avendo al contrario eonliliuato i> a combutterlo col più deplorabiJe accanimrnto, egli si' è ,; mésso da lungo tempo in lotta-formale colle p~polazioni alle u quali non era per anco riuscito di sottrarsi alla sua domi11 nazione. Pe( coutcnerli, per impedir loro di manifestare 1, i sentimenti nazionali da cni sono animati, il papa abusò del ,, ' potere spirituale che la Provvidenza gli ba confidato in uoo , J> scopo 'ben altrimentj grande di quello assegnat'o al governo » politico. « ,Pre~entando alle popolazioni ~altoliche la situazioue del~> l'Italia sotto colori cupi e mentiti, facendo un appello appas1, sionato al senti men L o, o per meglio dire, al fanatismo che 1, esercita ancora ·tanto imperio in certe classi poco illuminate· .n della società, egli giunse a raggranellare danaro 'e uomini J> da tutti gli angoli dell'Europa, ed a formarc un esercito com,i posto quasi esclusivamente di individui str.inieri, non solaJ> mente agli Stati romani, ma a tutta l'halia. (( Era riservato a' Stati romani di presentare nel nostro secolo }) lo strano e doloroso spettacolo di un governo vergognosa·» mente ridotto' a puntellare la propria autorità sopra i suoi » _ sudditi per mezzo di mercenari stranieri, acciecati dal fana>> •1isrno o animati dall'esca di promesse elle non potevano essere u soddisfalle, ~e non gettando 11ella miseria i'ntere popolazioni»: spettacolo che era oltraggioso alla civiltà de' tempi modeini, periglio e minaccia alla rimanente Italia, · Trovossi un uomo che obliando la dignità del suo nome e la gloria di ogni suo precedente, . rinnegando il se11so morale e la sua coscienza polilica, no1i arrossì di mettersi alla testa degli

NEI,L'm,1nRIA E !\ELLE MARCUE

121

assassini di Perugia e degli sgherri di Roma; ma ·anzi di accozzarne dei nuovi e pilt feroci, chiamando islamiti (1) coloro, a cui or sono 12 anni, per combattere la guerra' santa del!' indipendenza d'Italia, egli ,oO'riva il proprio brando, fatto illustre nella guerra d'Africa a prezzo di glorioso sangue fran cese, quello stesRO brando che poc'anzi per vii moneta egli vendeue ai piì1 crucl,eli nemici dell'Italia e dcfla libertà. I\ Lamoricière, brillante generale sollo Luigj Filippo, miuist.ro caloroso della repubblica, non adontavasi <li farsi l'H.aynao della romana tirannide, proslitoendo così ogni sua gloria passata a vile pecunio. Al repubblicano apo~tata non larda·congiungersi tutto ciò che hanno cli pili rabbioso il s,rnfedismo e la rrazione autocrnt;ca d'ogni contrada europea; non già, per certo, all'unico scopo di difendere ìl despolismo · romano , ,rn~ principalmente onde formare della metropoli cattolica un centro europeo reazionario, le di cui malèfiche in(luenze, soli.o il manto d1:1lla religione, si facessero risentirn per ògni parte del globo, onde costituire a Roma una solida base d'op~razioni, dal!c quali, aITorzati da borbonic_i soldati e da spodestali prineipotti della media Italia, protendendo la .roano all'Austria '( caldissima ed inlereasata (2) loro patrona) piombare su Ila Iibera ltaIia, devastarla, sfaccllarla, annienta ria, e quindi dirigere i loro sforzi r\uniti sul loro più acerrimo nemico, sull'eletto del popolo francese, su Napoleone IIL.. ! Il marchese di Pimodan, arrabbiato orleanisla , aiutante di , campo dell'imperatore d'Austria a Solferino, è nominato colonnello capo dello stato-maggiore, e. poco dopo, in pr~mio delta famosa vittoria di Montefiascone, è creato generale vomandante di brigata dell'esercito pontificio. Il conte di Chauvigné, aiutante di campo del duca di Modena (1) Vedi Documc11to 10. Proclama d i Lamoricière all'esercito pontificio, 8 aprile (P3squ a) 18fi0. (2) Vcùi Ducwnento ·2°. Indirizzo d cll':,mbascinlorc austriaco a lloma, barone Dc Bach , ai mililuri tedeschi a l sc1·v i2,io del papa,

- Armo V. Yul. 11. -

9.

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122

T.A CAMPAG~.A DI GUERRA

NELL'Ul!BRIA li NJ,LLE !IIARCIIS

a Solrerino, ecl il conte Pafly sono nominali aiutanti di campo del Lamoricièrc; il conte M;!rmont, figlio al Marmon t del 18 15.... ò nominato capo delle guide. li conte di Charelle, figlio <lel Vandeano, che chiamò gli lnglesi in Francia, fu fatto capo dei ,·olontari · francesi. - Un barone prussiano di i'tlonillirt vi è creato colon11cllo dello slato-ma(tgiore; e poeo dopo ; pcl suo eccessivo vandalismo, ,•icn destituito dallo stesso ministro pontificio. Un De Courlen (:;;vizzero) generale, un Dt~ Gady colonnello, un Ilecdelièvrc maggiore, un con te Dc Ouatres na;.be; capitano, due fratell i De Maistre (italiani, già u1Tiz1ali nell'esercito sardo), e quanti altri avventurieri svizzeri , irlandesi, belgi, e specialmente austriaci, accorse ro uruzial i da ogni paese ad ingrossare le bande papali. - Non di rò dei soldati, che adescc1ti dal premio d'ingaggio e dalle promesse di grassi saccheggi, si reclutarono in massima nella feccia .della società d'o"ni paese ' e fu accozo zaglia di gente u:;;ci ta o fùggiasca dai bngni e dagli àgastoli, od a questi od al patibolo indirizzata per la mala vita; di manigoldi, ai quali ben si addiceva il tri:;;lissimo uffizio per cui il governo romano li comprav-a, quello di calpestare ogni più sacrosanlo dirillo del popolo, e col ferro e colle stragi di solfo carne a qualunque costo i lamenti e le commossioni. Se qui dovessimo narrare tntti gli eccessi di cui si resero colpevoli questi fe roci sicari, non ci bnst0rebbe 'un volume; stupri, rube, fustigazioni e assassinii, nequizie ed abbominii d'ogni specie e colori, essi non lasciarono intentali, e ben· il sanno, fra le altre sorelle cillà , P<'rngia e Fossombrone!.... Fin dallo sc~rso ap!·ile, dal giorno <li Pasqua, in cui il Larnori cièrc sole11oemen te assumeva il comando delle truppe ponl'1ficie (1 ), la legge stataria militare, se non di nome, di fallo reggel'a tutte quelle provincie ancor soggeac ,il dominio nlmano; a lloma l'occupa:,io11c francese l'n Ùa 1"~1 al1p1:111to 10 élp<'rle persrcuzioni. 1

123

Ma l'Umbria e le Marche sottostavano allo sfrenato sgoverno cli un accampamento solùalesco, ben peggiore dell·austriaco, cui aveva succeduto, in quanto clic esso non offriva _neppure quelle guarenligie di ordine e di disciplina, che- ba sempre seco il governo di un grande impero. ll capo di q~csto accampamento era di fa tto il sovrano della contrada, perocchè il go.verno papale, impoleute a sostenersi ,' uon avc\·a pitt altre speranze che nelle forze di Lamoricière, il quale era pPr tal ·. modo \'a1·bitro essenziale ed assoluto della situazione. - Proclami così feroc i che si stentò pcrsin credere alla lòro autenticità, barbari ~lati d'assedio, esazioni violente, ';mposir.ioni sragionevoli, minaccio, insulti a' più cospicui cittadini ( 1), imprigionamenti, bastonate, torture , vandalismi d'ogni specie, e per anco fucilazioni; ecco i mezzi impiegati dal generale pontificio per cercar di contenere i popoli oppressi e stanclJi di sì, lunga e atroce tirannia, fa (< quale· mentre provocava al più I n allo grado l'indignazione dei liberi Italiani )) , destava raccapriccio e compassi()l1C nel mondo lullo inci\'ilito. Ma s'appressa gran passi, precipitata vieppiù dalle inaudite persecuzioni del governo sleS!>O, l'ultima ora di schiavitù e di martirio di quei generosi fratelli nostri ........... S'avanza a graodi giornate verso Napoli Garibaldi collo stuolo dc' suoi valorosi di CalalaÙmi, di Palermo, di Milazzo e di Reggio, ingrossali da numero~e bande di volontari che da ogni parte accorre\'ano ad offrire il loro sangue sull'altare deila patria. Francesco Il si ritira precipitosamente dietro al Volturno , per iv i tentare l'ultimo sforzo col vantaggio del terreno e delle for-· tificazioni. Gfa la staccata Benevento alzò il lricolor vessillo al grido di Villorio Emanuelti. - Cb i oserebbe sperare a quest'ora di arrestare l'impeto irresistibile dcll' insµr rezione al·

a

1

(1 ) r edi !Jncw11w to f o.

( I) Ycùi /Jocwncnlo S•. l,cltcra Macerata, A. ,l ppoìloqi.

3

Lamoricière ,lei dcl l'gnto apostolico ùi


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125

LA CA Mf>ACNA DI GUERRA

XET.L'UllBlllA E NELLE :IIARCHR

limitare degli Stati pontifici, di queste contrade, cbe più dì ogni altra soffrono le vessazion i del più ostinalo dispolismo? Già bande d'insorli scorrazzano la campagna dcl\'Umbria e delle Marche, male a1;mate, ma lerribilì per enlusiasmo e slancio; già le maggiori città fremono e mal si contengono dall'impazienza di rizzare il lricolor vessillo, ed i soldati del Lamoricière, famelici del promess.o saccheggio, già scelgono e vagheggiano le loro villi me e le loro prede, e guai alla primà città sulla quale si scatenerà questo ins<12iabile branco di lupi ! Chi può oramai scongiurare cotanta catastrofe? - Solo il go'verno del Ile Galantuomo, cbe ad unanime grido è acclamatò da tulli i popoli italiani a loro re e salvatore , pC1leva e doYeva con un allo ardito e decisivo dirigere e limitar !'.insurrezione negli Stati romani , ponenùoscgli risol_ularnento a capr,, onde impedire le atrocità inevitabili della repressione, e ad un tempo i disordini incalcolabili dell'anarchia. << Alle grida degli insorti >) delle Mal'che e. dell'Umbria l_' intera Italia crasi n fieramente << commossa n e più d'ogni altro il generoso core del Primo Soldato della sua indipendenza. _(e Nessuna forza avrebbe potuto » impedire cbe dal mezzodì e dal nord della Penisola migliaia >> d'llaliani accorressero in aiuto dei loro fratelli minacciati di n eccidii simili a quelli cli Perugia. . (< Rimanendo impassibile in mezzo a questo generale movi» mento, il governo del re si sarebbe posto in diretta opposi>> zio ne coli' intera nazione. L'effervescenza generosa cbe gH ii avvcnimeot.i di Napoli e della Sicilia a\·evano prodollo nelle » moltitudini, sarebbesi degenerata · ben tosto iu anart:hia e » disordiue. << Allora sarebbe stato possibile ed anche probabile che il n movimento regolare che sino a quel punto crasi operato, » prendendo Lutto ad un trallo i caratteri della violenza e della » passione», nel suo impelo irresistibi le avesse strascinato seco anche ciò che l'Europa per anco non vuole. << Qualunque sia la

potenza delle idee d'ordine sugli Italiani, hannovi pro_vocan zioni alle q\lali i popoli pio civili non saprebbero res1s~er~. >• Cerio essi sarebbero stati più da compiangere che da b1as1)) mare, se per la prima volta si fossero lasciati trnscinare a >) reazioni violenti, le quali avrebbero prodotto le più funeste 11 inOucnze. La storia c' insegna come i popoli i quali stanno ,, •oggidì a capo della civiltà abbiano comrncsso1 sollo \'imperio >> di cause meno gravi , i piò deplorabili eccessi. 11 Esponendo la Penisola a tali pericoli, il govern.o d~I re n Vittorio Emanuele sarebbe stato colpevole•verso I Italia, e » non meuo in faccia all'Europa. « Esso avrebbe mancato a suoi doveri n più sacrosanti t< verso • 1, gl'ltal iani, i quali avevano ascollato sempre i consigli di mon dt>razione cbe aveva dati loro, ed i quali gli avevano confi,, dato l'alta missione di dirigere il n;iovimento nazionale. << Avrebbe mancalo a' suoi doveri in faccia all'Europa, irt >> qnanto che arnva assunto '"erso di essa l'impegno morale di n non lasciare che il movimento italiano si perdesse nel11 l'anarch ia e nel disordine. 11 nostro ooverno per adempiere qocsto doppio dovere , "' toslo che le popolazioni insorte dell'Umbria e delle Marche grt mandarono clepulaiioni per invocare la sua protezione, si ùiè premura d'accordarla loro. A qnes~o line si mandò l'o~~in~ alle nostre truppe ctel 4,0 corpo, ed tn parte a quelle del o , eh avvicinarsi alle estreme fronti ere pontificie, pronte ad oltrepassarle al menomo eccesso dei mercenari pontifici. Ad un tempo, il 7 settembre, il ministro Cavour inviò a Roma un agente diplomatico, il conte Dolla l\1incrva , latore di una Nota ('1), cbe "enne rimessa al cardinale Antonelli alli ,1 O, nella quale, dopo aver giustamente rimbrottato il governo ponti!ìcio di a"er, contro ogni diritto umano, abbandonato a schiere indisciplinate )J

(1) Vedi Documento 4P. No tn del conte Cavour ol cal'dinalc Antonclli.

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::SJU, L\HID l\tA ,E NE,LLll )! ARCHE

LA CA ~iPAGNA Ol o u 1rn.ru

di predoni esotici gli averi, gli onori e la vita ·degli abitanti di uu paese civile, << lò si avvisava aver le truppe noslre >J ordine di varcare il conrìne p'er impedire, in nome dei diritti n dell'umanilà, cbe i corpi de' mercenari pap·alini nprime~- n sero colla violenza la pressione dei sr.ntimènti delle popo)> !azioni' del le Marcbe e dell'Umbria, e lo si invitava ·ad rni J> tempo a disar.marc e sciogliere immediatamente. tal i corpi, n la ·cui esistenza era una minaccia 'continua alia t'ranquillità , >) d' Italia )> ,_ A questa · Nola S. E. il cardinale segretario di Stato riscon trava colla data dell' 1l 1 (1 ), negando al noslro governo 'il diritto d'intervenire a favorn degli abitanti dell'Umbria e delle Marcbe , ri!ìolandosi catcgorìcawenle di disarmare e sciogliere i suoi sicari, e protestando contro ogni inli;l1aiione e violènza che per parte nostra alla Santa Sede avvenisse. Frattanto, atldì 9 dal su~ quartier generale d'Arezzo, il gene• raie Fanti, nostro ministro della guerra, addì 8 eletto gener,ale in capo dell'e$erci to d'operazione per l'Umbria e lo Marche, per mezzo di un suo aiutante di campo faceva perv~nire al signor d\ Larnoricière in Spoleto, il ·I O, una lettera onde avvertirlo cbe I.e truppe sarde avrebbero I occupalo immediatamente le Marche e l'Umbria ner"caso in cui le truppe pontificie avessero impiegate le ann i a reprimere qnalunque siasi mctv.imenl() nazit,nalo in quei paesi (2 ). All'appressarsi snlla front iera delle truppe liberatrici erano insorte, a! grido di Villo rio Emanuele, Pergòla, Piègaro, S Aga la di Feltria, Monteleone, Pieve, Ficulle, Urbino, .Montefeltro e Fossombrone, la quale, ri presa d'assalto da'pontiGci , ('bbesi gli eccidi i di Perugia il giorno '1l , ed ugual sorte si preparava alle altre gei1crose ciuà sorelle.

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Arezzo, 9 settembre.

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Malgrado le rnrnaccie e le violenze dei soldati di Lamol'icière, l'insurrezione propagavasi colla celerità del fulmine, e scorreva di città in città appo3giata e difesa dalle popolazioni e da bande di animosi vo'lontari. Quattordici ·deputali delle principali cillà dell'Umbria e delle Marche si raccoglievano il 9 a Firenze.~ e 4- di_essi (quelli di Orvieto, Perugia , Terni e Spqleto) proseguirono il loto ,,iaggio pei· Torino con mandato degli altri , oude ottenere da Vi-ttorio Emanuele proiezione per quelle manomesse provincie. Giunla à_ Torino nel pomeriggio la deputazione , porlossi tosto a vjsitare i ministri Cavour e Farini, i quali la accolsero con disti11zion-e e con incoraggianti parole. - Al domani verso le 4 pomeridiane . S. M. la ricevèva in forma privala, ed acce!lava la protezione impetrata , ordinand'o al!e sue truppe , in s<'gu ito alla negativa di Ant6nelli, di entrar tosto in quelle provincie:

« Soidati !

Voi entrate nelle l\iforchc e nell'Umbria per ristanrare l'ordino civile delle desolale città e dare ai popoli la libertà di esprimere i propri i voti. (( Non avete a conìbttllere potenti eserciti , ma a liberare infelici provincie italiane da straniere compagnie di ventura. • ,(< Non andate a vendicare le ingiurie fatte a me ed all'Italia, ·ma ad impedire che gli odii popolari r0mpanu a ,vendetta conLro la mala signoria. Voi insegnerete coll'esempio il perdono all'offesa e la t.ollerauza crisl-iana a chi stoltamente paragonò all' islamismo l'an1ore della palria italiana. ·<( In pace con tulle le grandi potenze, ,alieno da ogni provoCozione, interìcto ·a' logliere dal centro d'Italia una cagioi1e perenne ùi turbamento e di discord ia. Vogliò rispettare la sede (<

(l) Docloncato 5°. Hisposla del C'an1i1w lc An lonclli alla Nota 11c! C()O(c di Cavour. (2) Docwnenlo fì•. Dispaccio tlcJ general e Fanti al generale L.a mo ricièic. -

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LA CA MP AGNA

DI GUERR A

:\'F.Ll,'1ntBRIA

del capo della Chiesa, a ·cui sono sempre pronto a dare, d'ac-cordo colle potenze alleate_cd amiche, tulbe quelle guart>ntigie d'indipendenza e di sieurezza, che i suoi ciechi c,oì1siglieri sonosi indarno 1:ipromesse dal fanatismo di una setta malvàgia, cospirante qontro la mia autorità e la libertà della nnzione. <<

Soldati!

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« l't'li accusano di ambizione. Sì, ho un\imbizione, ed è quella di restaurare i p1:incipii ·dì ordine e di morale in flal ia1 e di preservare l'Europa dai continui pericoli di rivoluzione e , di guerra. t i VITTORIO EMANUELE ii. La maschia voce del Re Galantuomo ha un'eco polente per ' ' lulla l'Emopa: essa proclama francamente, e senza le solite espressioni ambigue della diplomazia 1 il diritto nuovo della nazione italiana, che ormai sotto il suo scettro va irreroissibilmente a costituirsi. u Ben è questa la voce del re cl'_[talia, del magnanimo guerriero, rappresentante e capo della nazione risorta. L'animoso linguaggio fa palpi Lare di gioia e di SJ)eranza venticinque milioni d'llaliani, i quali concordi,, risoluti, si stringono intorno alla nazionale bandiera al grido unanime di l'iva l'Italia!. Viva il Re! (1) n. L'Europa tutta si commosse all'atto insolito· e vigoroso, ma ad un tempo prudentissimo e neces_sario, del nostro governo, e mentre la diplomazia (meno quella della libera Ingbilleria {2) ),

(1) Persevemnza del 12 settembre. (2) Il giorno 1ft l'ambasciatore francese riceve l'ordine ,lai suo governo cli al)bandonare 'forino., Poi vien tolta la russa, e quind i la spagnuola.>Rimangono delle granclj potenze i soli ministri prussiano cd inglese. - Vedi Docu. - menti ·s, 9 e 10 e Note in proposito del ministero russo, prussiano e inglese agl i agenti cl iplomatici.

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:\'ÌlL LE hlARCHE

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mostrandosi seco lui aécigliatissima, colla sua piì.1 grossa voce per ogni parte J(i rirnbrot.ta di aver violato i diritti ÙJt(miazionali e di aver r,eciso colla spada e colla fraucbezza i pregìudizi dell'antiquata poliLica; ti1entre i Monlalcmbert e simili ..... gli imp{ecano-la croce addosso, i liberi popoli invece applaudono e salutano con gioia sincera il magnanimo prence che ha salvalo g(~nerose città da inevil.:ibili eccidii, e coll'invitto brando in pugno costituisce una forte e grande nazione:collo sola potenza del voto e dell'amore dei popoli suoi.


130

LA CAMPAGNA DI GUERRA

NELL'UMBRI A E NELLE ,MARCIJE

i.ione militare. S. M . si aspetta che, qua.I unque sia l'eÌ·ento, questi Yolnntari restcdanno fedeli alla, !01:0 bandiera, e nel giorno della. pugna farru1JI1() il loro dovere 'sino alla fine , ricorclandos i dei I.oro ~olleghi d 'a, m i, che tengono su di essi rivolti gli sgu~r-di. L' irnperatorn, del resto, fa voli i più sinceri perchò. i Liattaglioni composti di volontari a\]striaci vadano a gara tntti indistinta mente, uflìziali e solda ti, per zelo e hravnra anì.nchè la vittoria coròni i loro sf01::r,i se le . banàe rivoiuziorrnrie awssero ud at,taèca ili. Ma se (che ciò tolga il Ciclo) le truppe pòntifìci(;l dovessero soccomber<,! dopo IJna lotta gloriosa contro b rivolu!>:ione , in guisa che cpie~ta trionflls~e negli Stati dellaCbiesa, l' imperatore non rifiLÙerà le sue· premure a quelli tra i suoi. s~rdditi che nelJ'ai:maw:, del Santo Padre avranno adempiut,J con onore · e coraggio i ìoro doveri. Io q nesto caso i l goYerno impr:riale ammetterà sem~ indngio al. servizio di' S. M . apostolica i battag lioni volontari n ~Ha loro attL:aie fon:nazione , e gli uffìziali in ispe,cial modo conserverao~,i il loro grado. Tut ti i volontari austriaci., u ffiziali e sol da ti, vengono i nformati di così fa yorevol i disposizioni che l' iu111eratore ha preso a loro riguardo. P ossa110 · essi trovar e . un pote.nte motivo di più per mo,,tra rsi degni del nome d'A ustr iaci, ser vendo con una incrollabile ft>deltà ed attacra.mento senza limito la n obile ca.usa a cui si sono dedicati. Qnesto è il voto dell'imperatore .

DOCUMENTO 1° Prnclama di Lamoricière all'eser'èito pontificio. Rornc (jour dc Pàqncs), 8 avril 1860.

Soldats I Sa Sainteté le pape P ie IX ayant d1:1,i gné m 'appeler à l'honnen r de vous commander pour c16fcndre ses c1roits méconnus et me• nacés , je n'ai point hésité à repreodre mon épée. Aux accent.s de la grande J1 oix qui naguère du baut du Vatican foisait conna1tre au monde !es dangcrs d u patrimoine de SaintPierre, les catboliques se sont émus et leùr émotion s'est bient• t repandue snr tous les poiots de la terre. C'est que le christianisme n'est -pas seulement la rél ig.iòn du monde ci vilisé , il est le principe et la. vie nì~me de la civ)lisat ion ; c:est que la papauté est la cle{'. .d e-vo-ò.te du christianisme: Toutes les nations chrétiennes semblent av.oir aujourd'lrni la conscience de ces grandes vérités qui sont notre foi : L a révolution, comm e aut refois l'islamisme, menace aujou rd'hui l'Europe, et aujourd'hui camme autrefois, la cause dn pape est celle de la civilisation et dè la liberté clan,; le monde. · Soldats I Ayez con fiance et croyez que Dieu soutiendra notrp coura"e à la hauteur de la cause . dont il confie la défense à n os o armes. La gr'irdwal cornar,idant en chef

131

·l

Lettera al ,generale lamoriciere del delegato apostolico di Maceratrt.

D1•: LA :MoR1c1ERE. Spoleto da lllaccrata, 3 settembre, ore ,, e 20 pom.

, DOCUMENTO 2° ' . lr1Jù·izzo dell'ambascfofore austriaco a Roma , ba,rone cli Bach, militari àu.str-iaci al servfr,io del govehw pontificio (Hslrallo dai giornali viennesi) :

A S. E. il generale ù1 capo. -

ai

Spoleto . .

Non ostante i concerti da me presi col sig. generale. di brigata, pro,icgnono gli sconcerti promossi dagli uffiziali e dai soldati del primo battagl ione dei bersaglieri. Teri sera, senza motivo, da. un solrhtò di quelli fu dato un colpo di bastone in testa ad un giudice del t rib11nà le d'appello , uomo ;-ispett..1.bile, affc1/.ionatissimo al ·Jeg ittimo governo, e di età sessagenar;a_ - Poe:hi momenti fa vi' è stato altro dispirwevole fatto di un uffiziale dello stesso

L'imperatore, nostrn graziosi,si rno signore, me~te la pii'.t al1a i m pO!''tanza a ciò che i volontari austr iaci facciano onore così alla.causa santa, per la q uale sono chiamati a combattere, come all'aimata, presso cui quasi tutti hanno ricevma la loro eJuca-

~

.


1;32

.tA C,l:IÌPAG:H

NELL' O,!l3RlA E NELLE ~!Al,lCHE

DI GUERk A

battagliclne contro il cognato del signor conte Spada Medici , consultore di Stato per le .finanze . Si assicuri . ch_e niuno ha· azzardalo di far fronte a i m:i.litari; tutta la popola~10he è_ tranquillissi'r na; intimidita e diS{liacente al pan·cl1 rne d1 questi inconvènieuti che si vanno verificando senza p~·ovocazioue. -:- La prego di u-Jia qualche pro~videnza pel'chè sia .mant~nuto l'orclin.e pubblico e la legalità. Con ossequio A . APPOJ,LONI

Delegato apostolico cli ilfaceratd .

DOCUMENTO 4°

Nota del conte Cavour ~l cardinale Antonelli. Eminenza ,

Torino. 7 settembre 1860.

Il governo di S. M, il re di Sardegna non. potè vedere senzà grave :r.a1:1n1.axic~ la formazione e l'esistenza dei corpi di truppe mercenan e stramere al servizio del governo pontificio. L'ordina• ~e~:o di s!ffatt! corpi non formati , ç1,d esempio di tutti i governi civili, ~li c1ttadm1 del paese, ma cli gente d'ogni lingua, nazione ~ rehg10ne, offende profondamen'te la coscienza pubblica del1 Italia e dell'Europa. L' indisciplina inerente a tale .O'enere di truppe_; . l' i~provvida condo'tta d~1 loro capi , le min;ccie provocatnc1 eh cui fauno pomp,1 nei loro proclami, suscitano e m1;1,nteng?no u n feni1ento oltremodo pericoloso. Vive pur sempre negli alntanti delle Marche e dell'Umbria la memoria dolorosa. delle stragi e del saccheggio di P erugia. Questa condizione di cose già da per se stessa funesta) lo divenne di più dopo i fatti che accaddero nella Sicilia ~nel reame di Napoli . La p resenza · dei corpi stranieri che ingiuria il sentimento nazionale ed pedisce la manifestazione de' voti dei popoli, produrrà imrnànca bilmente la estensione dei. rivolgimenti alle provincie v icine. Gli intimi rapporti che uniscono gli abitanti delle Marche e dell'Umbria con quelli delle provincie annesse a.O'li Stati del re e le ragioni dell'ordine e della sicurezza dei prop~i Stati, impon?ono ~l go:'emo di S. M . di porre, per quanto sta .i n l ui, immediato riparo a questi mali. La coscienza del r e Vittorio Emanuele non gli. pennette di ri'manersi testimonio impassibile

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delle sanguinose repressioni con cui le armi dei mercenarì stran ieri soffocherebbero nel sangue italiano -ogni ma·nifestazione di sen timento nazionale. Niun governo ha diritto di abbando-· nare all'arbi trio di una schiera di soÌdati di ventura gli ave1i ' ' l'onore, la vita degli abitanti di un pa ese ci,1 ile. Per qm,sti motivi, dopo ç1,ver chiesti gli ordini di S , M. il Re mio augusto sovrano, ho l'onore di significare a Vostra Eminenza che le trnppe del Re hanno incarico d' impedire, in nome dei diritti dell'umani,t à , che i corpi mercen ari pontifici reprimano colla violenza l'espressione dei sentimenti delle popolazioni delle Mar.che e dell'Umbria. Ho inoltre l'onore d'.invitare Vostra Eminenza per i motivi sovraespressi a dar l'ordine immediato di disarmare e disciogliere quei corpi, la cui esistenza è una minaccìa continua alla tl'anquillità d'Italia. Nella ,fiducia che Vostra Eminenza vordt comunicarmi tosto lo d isposizioni dat~ dal governo di Sua Santità in proposito, h o r onore di rin novarlo gli atti dell'a.lta mia considerazione. ' Di Vostra Eminenza ' Firmato: C. CAvoùa.

DOCUMENTO 5°

ll-isposta del cardinale À.nlonelh alla Nota del conte Cavour. - Eccellenza, Astraendo dal mezzo di cui Vostrq Eccellenza stimò valersi ·per farmi giungere il suo foglio del, 7 conente, h o voluto con tutta, calma porta re la mia attenzione a quanto ella mi esponÈ-va in ' . nmn e del suo Sovrano, e non posso dissimulare che ebbi in cio a farmi una ben forte violenza. I nuovi principii di diritto pubblico che ella pone in campo nella s ua rappresentc'ì.nza, mi dispenserebbero per veri1à da qualsivoglia risposta, esseudo essi troppo in opposizion e con quelli sempre riconosciuti dall' universalità dei governi e delle nazioni. Nondi meno, tocco al vivo dalle incolpazioni che si fanno al governo di Sua ,Santit}i., non posso ritenermi dal ri.lévRre dapprima essere quanto odiosa, altrettanto priva d'ogni fondamento ed affatto ingiusta la taccia che si port.a contro lo truppe recentemente formatesi dal governo pontificio;


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LA CAMPàG:'iA DI GUERRA

NELL'UMl3RI A E NELLE· MARCHE

ed esser poi inqualificabi le l'affronto che ad esso vien fatto nel

La Santa Sede non potrebbe che respi ugeÌ·la con. indigna?ione, conoscen dosi fo.rte del suò legittimo di ritto, ccl appellando al gi·us del le genti , sotto la cui egida ha fin qui vissuto l'Europa; qualun qu() s iano del rest0 !E, ,violenze all8 quali potBsse \r~vàrsi esposta senza averle punto pr,wocate , e contr~ le q uali '.'n da ora ,mi corre i l debito ,di protestare altamente m n ome cli Sua Santità. Con sensi di distinta considerazione nu confermo • Vostra Eccellenza Di

d isconosce re in lui un di ri tto a tutti gli altri comune, ignoran dosi fino ad oggi che sia imped ito ad alcun governo di avere al s uo serv igio truppe estere , siccome iufatti mol ti le hanno in E uropa sotto i -1oro stip •Jldi . Ed a questo proposito sembra qui opport11no •i] notare che:J stante il carattere che riveste il Sommo P ontefice di com un padre di tutti i fedeli! molto meno potreb be a lui impedirsi <li accogliere nelle sue milizie qnanti. gli si offrono dalle va rie parti dell'orbe cattolico in sostegno della Santa Sede e degli Stati élellà Chiesa. , . Niente poi potrebbe essere più falso e più in" iurioso che l'ato t ribuirsi alle truppe pontificie i disordini deplorabilroente avven uti negli Stati della Santa Seae, nè gui occorre il di mostrarlo. Dappoichè la storia ha 'già registrato quali e-donde p1·ovenienti siano state le trurpe, che violentemente imposero al!a volontà j !elle popolazioni, e quali le arti mt:sse in opera per gettare nello 'scompiglio_la più gran parte dell'Italia e man,nnettere quantÒ v'ha di piri inviolabile e di .più sagra w r diri tto e per giustizia . E rispetto alle conseguenze di cui si vonebbe accagionare la legittima azione delle truppe della Santa Sede per reprimere la' ribellione di Perugia, sarebbe in vero stato p iù logico l'attrib uirle a chi pro~osse la r ivolta dall'estero: ed ·ella, signor conte, trop po ben conosce donde quellaj venne suscitata , donde furono som ministrati danaro , armi e mezzi d'ogni genere, e donde partirono le istruzi()ni e gli ordìni, d'insorgere. Tutto pertanto dà luogo a conchiudere, non a vere clie 11 cal'attere della .calunnia quanto declamasi da un partito ostile al governo della Santa Sed(;) a cafi,co delle sne m ilizie, ed essere non m eno calunniose. le im1rntazioni che si fanno ai loro cap i, d ando a crederli come autori di minaccie provocatrici, e di proclami propri a suscitare u n' pericoloso fermento. • Dava -poi. termine alla sua disgustosa cvmuo·icazione l'Ecce!~ lenza Vo,;tra coll'invilarrni , in nome del suo Sovrano, ari ordinare immediatamente il disarmo e ·10 scioglimento delle suddette m ilizie, e ta l invito non andava disgiunto da una specie di m inaccia di volersi ahrimenti · dal P iemonte impedire l'azi.o •~ d i esse pee m ezzo delle regi.E) truppe. In ciò ~i mani festa una .quasi intimazione, che io ben volentie!'i qui m'astengo di r1 ualificarn.

Roma, 11 settembre 1860.

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Firmato : G. Cardi nale A!<TONELLI.

DOCUMENTO 6° '· Lettera del generale Fanti ,al generale Lamoricière. Arezzo , le 9 septemlirc 1860.

Excellence , i S . M. lé roi V ictor Emmanuel II qui est int6ressé sì vùement au bonbeur de l'Italie , est très 0 préoccupé des événernents qui ont lieu ch1ns !es provinces c1es 1\/[archcs et de l'Om brie . S. M." n' ig oore :eas que ton te mauifestation da ns le sens natio.nal près de la frontière m éricliot}a.le de son royaur.ne, qui serait réprimée par des troupes étrangères n 'a.yant pas mèroe entre elles aucun lien de n ationahté, procluirait · inévitablement un con tre-coup . fu neste dans tous ses .États. C"est à la suite de ccs g raves· considération s , que S. M. a ordonné une concen tration de troupes aux frontières des Marches ~t de l'Om brie , et qu'il m'a fait l'honneu r de: me confier le comrnandement supérieur de ces troupes. Il m'a prescrit en m eme terops de me di rigerà V . E. pon_r vous fai re conrialtre que ces troup~s occuperaient a 11 plutòt les Marches et l'Ombrie dans les cas suivants, c'est il. dire : 1° Si des trou pes à vos o_rdrcs se tronva nt daos UJle ville des Marchc.s et de l'Ombrie eussen t ii fa1re usage cle la force , po~r comprimer une manifestation dans le sens,n ation nl~ · 2° Sì cles trmipes c1ont vons avez le connnande1'n ent, eussent it rccevoir· l'ordre de m a rcher sur une ville des mèm~s provioçes pon ti!Ìcales, touteft,is qu'une mani[estation dans !e sens natioual v\ut il. se p1oduiro .

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L.I. CA}IPAG NA DI GUERRA.

3° Tontefoi~ qu'une manifestation dans 1~ sens national s'étant produite dans une ville , et ayant éré co:-opriméc rivec l'usage de la force par vos troupes, celles-ci ne reçoivent pas imrnédiatement de vous l'ordre de se retirer en laissant la ville qui -se· sera prononcée libre d'exprimer ses vceux. Pel'sonne rnieux que V. E. ne peut comprendre wmment le sen.timent national dai.ve se révolter de,·ant une oppression étrangère; et j'ose avoir confiance q u'en acceptant franchement et de suite les propositions que je viens de vous faire au nom du gonvernement du roi, _vous épal'gnerez la protection de nos a rmes à ces provinces de l'Italie et les conséqu,ences facheuses qui pourraient s'en suiv.re. Agr-ée , Excellence, etc.

DOCUM.ENTO 7° llfemorandum del governp del re diretto a' suo.i rappresentanti al~ l'estero, relativo a,qli avven_imenti rwll'Umbria e nelle· Jfarche. La paix c1e Villafranc"a, en assurant aux Italiens le droi t de disposer· de leur sort, a m is les populations de plusieurs provinces du · nord et du centre de la P6ninsule à méme de substituer à des gouvernements souinis à l' ìnfluence étrangère le gouvernement national du roi V~ctor Emmanuel. ' ' Cette gra11de transforrnation s'est opér6e avec un ordre admi -, rable, et sans qu'ancuii des principes sul"les-quels repose l'ordi·e social ait été ébr anlé. Les événemens qui.,,se sont accomplis dans l'Emilie et dans la Toscane ont prouvé à l'Eul'Ope qne le~ Italiens, loin d'étre trav~ill6s-·pnr des pa~sions anarchiqnes, ne demand'ai_e nt qu'à etre r égis par des iustitutions libres et natio- · nales. Si cette transformation eut pu s'étendre à toute la Péninsule, la g_uestion italienne serait à cette heure pleinemcnt résolue. Loin d'ètre pour l'Europe une cause d'appr·éliensious · et de dangers, l'Italie serait désormais Ufi éléme nt de paix et de conservation. Malheurnusement la paix de Villafranca u·a ' pu embrasser qu'une partie dr. l'Italie. Elle a laissé la Vén6tie sous la domination de l'Autriche et elle n'a pI'oduit àùcim changement dans l'ltalie méridionalc , 'e t dans !es provinces rèstées sous la domination temporelle du Sainte-Siòge.

137 , Nom; n'avons pas l'intention de_tra.iter ici la question de la NELL'UMRIA E NELI,E 11.lllCHE

Vériétie. Il nous souffira de rappeler que tant que cette question n e sera pas résolue, l'Europe ne pourra pas jouir d'une paix solide et sincère. Il restora toujours en l talie une cause puissanto de troubles et ·de révolution qui, en dépit des efforts de gouvernements , m~nacera incessamment de fai-re -éclater au centre (lu · continent l'insurrection et· la guerre. Mai-s cette solution il , faut savoir l'attendre du tem ps. Q·uelle que ·soit la sympathie qu' inspi-re à bon droit Je 'so;t chaque jour plus malheureux des Vénitiens, l'Europe est si préoccupée des conséquences incalculables d'une guerre, elle a un si vif désir ,-un besoin si irrés istible de la paix, qu'il serait peu sage de ne pas respecter sa volonté. Il n'en est pas de mème pour ]es questions relatives au centre et au midi de .la Péninsule. Attaehé à un système traditionnel de politique, qui n'a pas été ;muins fatai à sa 1famillè qu'ì1 son peuple, le jeune rbi de Naples s'est rnis dès son avènement au tròne, en opposition flagrante avec ]es sentimens nationaux des Italìens , aussi bie11 qu''itvec les principes qui gouvernent ]es pays civilisés. Sourd aux conseils de la Fr,ance et de l' Angleterre, refusant méme de suivre lés avis q.ui l ui venaient d'un gouvernement dont il ne pou~,ait rnettre en doute ni l'amitié constante et sincère, ni l'attachement au principe de l'autorit6, il a repoussé pendant uae année tous les efforts du roi de Sardaigne pour l'amener à un systènie de politique, plus conforme aux sentimens qui dominent le peuple ,italìen . Ce que li!, justice et la raison n'ont pu obtenir, une révolution vient de l'accomplir. Révolution prodigieuse, qni a rempli l'Europe d'étonn!3ment par la manière presque· providentielle dont elle s'est opérée, et l'a saisie d'admiration pour le guerrier illustre dont les glorieux exploits rappellent ce q ue la poésie et l'bisloire ,rac<;mtent de plus surprenan t. La transformation qui s'est fai te dans le royaume de Naples, pour s'etre opérée_par des moyens moi ns pacifiques et réguliers que celle de l'I t.alie:-Centrale, n'en E!St pas moins lég itime: ses conséquences n'en sont pas moins favorablès aux ·véritables intéri'lts de l'ordre età hi c.onsolidation de J'équilibre européen. Une fois que la Sicile et Na.ples feront partie---intégrante de la A.NNO V. Voi. IL -

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LA CA:.!P.iGNA DI GUERRA

NELL'U}!BRiA lò NELLB /JA.RCHE

grande famille italienne, les en~emis des ttònes p.'auront plus aucnn puissan~ argument à faire valoir cootre les principes monarchiques; les passions révolutionnaires ne 1rouveront plus un thMtre où !es entreprises les plus insensées avaient des chances de réussir ou du moins d'exciter lasympatbie de tous !es hommes généreux. On serait dooc autorìsé à penscrr que l'Italie peut rentrer en:fin dans une phase pacifìque de nature à dissiper !es préoccupations européennes, si !es deux grandes régions du nord et du midi de la P6ninsule n'étaieot séparées par dcs provinces qui se trouvent dans un état déplorable. Le gouvcrnement romain s'étant refusé à s'as,;ocier en ·quoi _':quo ce soit au grand mouvement national, ayant au contraire - continué à le combattre avec le plus regrettable acharnement, :-s'est mis depuis longtemps en lutte formelle a.vec les populations ' qui n'ont pas rénssi à se soustrair.e à sa doroination. ' Pour les conteoir, pour !es empécher de manifester !es sentimeos nationaux dont elles soùt aoimées, il a fait usage du pouvoi~ spirituel que la, ,Providence lui a confié dans un but bien autrement grand que celui assigné au gouvernement politique. En présentant aux populations catholiques la situation de l'Italie sous des couleurs sombres et fausses, en faisant uu appel passionné au sentiment ou, pour mi1,ux dire, au faoatisme qui exerce encoro tant d'empiro dans certaines classes peu éclairées de la sociéLé, il est parvenu à réunir de l'argent et des bommes de tous !es coins de l'Europe et à former une armée composée presqu'exclusivemeot- d'individus étrangers, non seulement aux Étals Romains mais à tonte l'Italie. 11 était ré:;ervé aux États Romains de présonter dans notre ,siècle l'étrane et c1011loureux spectaclc d!un gouvernemcot.réduit à maintenir son autorité sur ses sujets au moyen de rnercénaitcs étrangers aveuglés par le fanatisrne ou animés par l'appat de promesses qui ne sauraient ètre réalisées q'u'en jetant dans la détresse des populations tout entières. De teb faits provoquent au plus haut dPgré l'indignation des Italicns qui oot conquis la liberté et l'indépcndance. P leins Je sympathia pour leurs frères rie 1'0111 brie et dc:s Ivlarcbes, ils manifestent de tout c0lé le désir de concourir à fairti c:esser un état

de choses qni est un outrage aux princ1pes de justice et d'lmmanité et qui froisse vivement le sentirnent national. Bien qu'il p-irtageat celte douloureuse émotjon, le gouvernement roi a cru devoir jusq u'à présent empecher et prévenir tonte tentative désordonnée.pour délivrer !es peuples de l'Ombrie et des Marches du jong qui les opprime. Mais il ne saurait se dissimuler que l'irritation croissante des popn lations ne pourrait ètre contenne plus long temps sans avoir recour:; à la force et à des mesures violentes. D'ailleurs la révolution ayant triomphé à. Naples, pourrait on l'arr6ter à la frontière des Éta.ts Romains, où l'appellent des abus non moins graves que ceux qui ont entraioé irrésistiblement en Sicile les volontaires de la Haute-Italie? Au cris des insurgés des Marcbes et de l'Om brie l'Italie entière s'est émue. Aucune force ne saurait empécher que du midi et du nord de la Péninsule des milliers d'Italiens accourent à l'aide de ieurs frères, menacés de desastres semblables à canx de Perugia. S' il deme urait impassible au milieu de cet entrainement universel, le gouvernem~nt du roi se mettrait en opposition directe avèc la nation. L'effervescence généreuse que les évènemens de Naplcs et de la Sicile oot produit dans les multitudes dégénérerait aussit6t dans !"anarchie et le désordre. Il serait alors possible et m6me probable que le mouvement régulier qui s'est opéré jusqL1'ici pr1t tout à coup les caractères de la violence et de la passion. Quelle q ue soit la puissauc<:: des idées d'ordre sur les Italiens, il est des provocati.ons auxquelles les peuples ]es plus civilisés ne sauraient resister. Certes ils seraient plns à plaiudre q u'à 1:>lilmer, si , pour la première fois, ils se la~saient entratner à des réactions ,·i0lentes, qui amèneraieot les plus funestes conséquences. L'histoi re nous apprend que des peuples qui soot aujourd'hui à la tète de la civilisation ont commis sous l'emr•ire de causes moins graves les plus déplora bles excès. S' il exposait la Péoinsule à de pareils dangcrs , le gouvernement du roi serait coup:ible enve rs l'Italie: il ne le serait pas ruoins vis-à-vis de l'Europa. · Il manquerait à ses devoirs envers !es I taliens qui ont tonjours écouté les conseils de roodéralion qu'il leur a donnés, et qui lui out confié la haute mission de diriger le mouvemeot national.

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"LA C,Hll'AGNA DI GUERRA

li marìqnerait à ses de voirs vis-à-vis de l'Eur0pe, car il a·con• tracté envers elle l'engagemeut mora! de ne pas laisser lo mouvement italien se perdre dans l)narchie et le désordre. C'est, po.ur remplir èè double devoir que le gouvernèment du roj, dès que Iés popUlations insurgées de l'Ombrie et des.Mai:ches lui ont envo:yé des députations pour invoquer sa prolection; s'est ernViessé'de la leur àccordér. Eri ml)me temps il a expédié à Rome un agentdiplornatique pour demander au gouvernement pontifi_cal l'éloigneinent des légions étrangères; dont il ne-pourrait se servir IJO\lr comprimer les manifes.tations des provinces qui touchent à nos frontières sans nous forcer à intervenir eu leur faveur: Sur le refus de la Cour de Rom e d' obtempérer à cette demande, le roi a donné l'où'lre à ses troupes d'entrer dails l'O/nbri~ et daus !es Marches, avec la mission d'y rétablir l'ordre ét cl~ laisser libre ohamp aux populations a·e manifester leurs sentimeuts. Les trbupes royales dòivent respecter scrupuleusement Rome et le territoire qui l'entoure. Elles concourraient, si jamais il en était bèsoin, à présener la tésidence du St-Père de tonte attaque et de tonte menace: car le gouvernement du roi: saura concilier toujours les grands inté~61s de l'Italie avec le respect dù au Chef Auguste de la réligion à laquelle le -pays est sincèrement attacbé. ~n agissari.t ainsi, il a la convic.tior+ de .ne pas froisser - les sentiments· des catholiques éclairés. <i]Ui. ne confondent pas le pouvoir temporel, dont la Cour de Rome a été investie pendant une pèriode ·de son histoire, a.vec le pouvoir spirituel qui est · la base éte.rnelle et inébranlablc de son autorité réligieuse. -J\,fais nos espérances vcint plus loin encore. Nous avons la c:onfiance . que le ·spectacle de l'unauimité des sentim('nts patriotiques qui éclatent a.ujourd'hui dans tout.e _l'Italie, rappellera au So~ver;tin Pon'tife qu'il a été, il y a quelques années, le sublime inspirateur de ce grand rnouvement national. Le . voile que des · conseillers animés par cles intérèts mo9dains ·avaint mis sur ses yéux, 't ombera, et alcrs reconnaissant qu,e la régé- · nération de l'Italie est J:lans l es desseins de la Providence, il redeviendrn le pi>re des Italiens, comrne i l u'a, jamais oessé d'61re le Père auguste et Yéuérablo de tous les fidèles. Turin, cc )2 _SCi,tEm~bre l 8GO .

NELL tnlBR!A li NELLE MARCHE

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DOCUMENTO 8°

Nota del sig. di Schleinitz al sig. conte Brassier di Saìnt-Si'.rnon; ' ., , ambasciatore di Prnssia Toriiw.

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Coblcnza, 13 ottobre 18Go.·

Signòr conte,

Il goverrio di S. M. il ·re di Sardegna comunicandoci, col mezzo del suo ministro a Derlino, il Memoranclurn del 12 settembre, Sf!~bra averci voluto impegnare a fargli parte delle impressioni che gli ultimi suoi -atti e i prinoi'pii ~on cui cercò di giustificarli produssexo nell'animo di S . A. R . il principe reggente, Se oggi soltanto noi rispondiamo a questo' alto, V. E. ayrà saputo ben prima apprezzare i 1notivi di q nesto ritardo; peroéchè· da un lato ella sa come noi desideriamo mantenere buoOE( rei-azioni col gabinetto di Torino, e dàll' altra le regole fondamentali della nostra politica sono troppo .presenti .al la di lei mente, perchè essa non abbia potùto presentire la profonda divergenza di principii che _qualunque spiegazione dovea necessatiam'3l}te constàtare tr~ noi e i l governo -di Vitt orio Emanuele. Ma dinanzi al procedere sempre più rapido degli avveni_m euti, noi non s~premmo prolungare un silenzio, che potrebbe dar luogo a spiacevoli malintesi e mettere in fàlsa luce i nostri veri sentimenti, E però, a prevenire · emmui giudizi, per ordin.e dì S. A. R. il ' pr1ncipe reggentè>, io le esporrò senzà risexva il modo in cui noi riguardiamo gli ultimi atti del governo sa-rdo e i principii sviluppati nel predetto suo 1'1emorandum. Tutti gli argomenti di questo documento conducono al principio del diritto assoluto delle naziona'Tità. Certamente noi siamo lori tani dal ·voler contestare l'alto valore dell'idea naz,ionale; essa è il movente essenziale ed altamente manifestato della nostra. propria politica:, là quale _ih Germania ~vrà ~ernpre per iscopo lo sviluppo e la riunione delle forze nazionali in una organizzazione più efficace e potente. Ma attribuendo pu.re a l principio delle nazionalità un'importanza maggi01;e, il gov.erno prussiano 11,on potrebbe trovarvi la -~iustificazione di una politica contra ria


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LA CAMP.AGNA DI GUERR •.J.

NELr.\r~m\1.rA & NELLE M ARCHE

al principip del diritto. Al contrario, lungi dal riguardare come incompatibili questi due principi i, esso p~nsa che unicamente nella via- legale delle riforme e rispettando i dirit1i esistenti, sia permesso ad un governo regolare rii 1·ealizzare i voti legittiini delle nazioni. Secondo il JJfemorandum sardo tutto dovrebbe cedere alle esigenze delle aspirazioni nazionali, ed ogniqualvo11a1'opinione pubblica si pronunciasse in favore loro, le autqrità. esistenti non avrPbbero che ad abdicare i l loro potere davan ti tale dimostrazione. Ora una massima_còsì diam etralmente op -· _posta alle rngole le più elementari del diritto delle g.e nti non potrebbe troyarè applieazione senza i più gravi pericoli per la tranquillità dell'Ital ia, per l'equilibrio politico e per la pace d'Europa. Sostenendo que&ta massima, si abba0dona la _v ia delle • riforme per gettarsi in quella deHe rlvoluzioni. .., · Frattanto appoggiandosi sul diritto assolu t9 della nazionalità. italiana, e sènza potel' allegare altro _m otivo, il goYerno di S. M .. il re di Sardegna ha domandato alla Sa.nta Sede il liceuz1a_mento delle sue truppe non italiane, e senza averne nemmeno attfSo il rifiuto, ha invaso gli Stati Pontifìcii, de' quali occnpa adesso la maggior parte. Sotto lo \,tesso pretesto, le insurrezioni che scoppiarQno in, seguito di questa invasione, fnron0 :sostenute, e i'armata che il sovrano pontefice aveva formato per mantenere l'ordine pubblico è stata attaccata ,e dispersa._ E lungi dall'ar• restarsi in questa via ch'esso percorre a sfregio del di'ritto internazionale, il governo sardo ha datò l'ordine alla sua armata di passare su ,:a11i punti le frontiere-del regno di Napoli eolio scopo manifesto di soccorrue l'insurrezione e di occupare militarmente .il paese. Nel tempo stesso al le Camere piemontesi fu presentato un progl)ttO di legge, tendente ad effettuare nuove annessioni in v irtù del suffragio universale, ed invitare così le popolazioni ital_iane a proclamare formalmente la decadenza dei loro principi . Egli è in questo modo che il governo sardo, invo_cando sempre il princ:i pio del non intèrvento iu favore dell'Italia, non indietreggia dinanzi le ·più flagranti infrazioni dello stesso principio ne' suoi r-appo1:ti cogli altri' Stati italiani. Chiamati a pronuqciarci su tali atti e su ti,li principii , noi non possiamo che deplorarli profondamente e sinceramente, e crediamo adempiere ad un rigoroso dovere esprimendo_ nel -modo più

. esplicito e più formale, la nostra. disapprovazione e di questi principii e dell'applicazione cl~e- si è creduto poterne farne: . Invitandovi, signor conte, a. dar lettura del presente d1spacc10 al conte di. Cavou-r.ed a rilasciargliene copia, colgo l'occasione, ecc. ·

·

Sc11LEN1-rz.

DOCUMENTO 9° ·

r./ot~ indirizzala da lord fohn Riisse·u a-sir James Httdson, ùitorno agli affari d_'Italia.

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Fon!ign-Office; 27 ottobre 1860.

Signoi·e, Sembra che gli u-ltimi atti del 're dt Sardegna s iano ~tati fortemente disapprovati da alcune delle primarie .Corti d'Europa. L'imperatore dei -Francesi, all'annunzio dBlla invasione degli Stati papali per ope~a dell'esercito-del generale Cialdini, ritirò il suo ministro da Torino, manifestando nello stesso tempo la disapprovazione del g0,ve.rno imperiale per l'invasione cl~] territorio romano. L'imperatore di Russia, ci si dice, ha manife· stato con severe espressioni la sua indignazione per ingres;;o dell'esercito dèl r.e di Sardegna nel territorio napolitano, ed ha ritirato .tu tta la sua legazione da Torino. Il principe reggente di Prussia ha creduto anch'egli necess·al'io di ·esprimere alla Sardeg~a ,il proprio disgusto, ·ma non ha cred~to necessario di d0ver r ichiamare il minis1ro prussiano da Tonno. . · Dopo questi atti diplomatici, non sarebbe cosa giusta -verso l'Italia, nè rispettosa verso le altre grandi, potenze dell'Europa, se il governo di Sua Maestà. indugiasse a_ncora a manifestare la propria opinione .· . . . · . 1 Cos) facendo, ,tuttavia , il governo dt S. M. non ha ·mtenz1one di sollevare una disputa ris.petto ai motivi che furono assegnati~ , ·in -nome del re di Sardegna, alla invasione degli Stati romani e napoletani.: Che il papa pot~sse o no aver ragione nel difen: dere la propria ,antorità ~ol mezzo di soldati stranieri, che s1 pòssa O no dire che il re di Napoli abbia abdicato sinta ntochè egli mantiene ancora la sua bandiera a Capua e Ga-eta, .non sono questi gli argomenti dei quali il gover~o di S. M . intende ora di;;cut>"re. •

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LA CAlfl'AO:::NA 01 GUERRA

Le grandi quislioni, che a giudizio del governo di S. l\L devono ora decidersi, sono queste: avevano ragione i popoli d'Italia nel chiedere l'assistenza del re.di Sardegna, acciò li l iberasse da' governi dei quali erano malcontenti? Ed avuva ragione il re d1 Sardegna, accordando l'appoggio delle sue armi ai popoli degli Stati romani e napoletani? Semùra che due siano stati i motivi che indussero i popoli degli Stati romani e napoletani a concorrere spontaneamente al rovesciamento dei loro governi. Il primo di questi si fu ,che i l governo del papa e quello del re delle Dne Sicilie provvedevano tanto male alla amminis trazione della giustizia, al la protezione della libertà personale, ed all'uni versale prosperità dei loro sudditi, che quei popoli l'iguardavano l'espulsione dei loro reggitori come un atto preliminare necessario per q ualsi,asi miglioramento d'el loro Stato. Il secondo motivo era questo: che dopo i I 1849 erasi da per tutto diffusa la convinzione che l'unico modo in cui gl'Italiani potessero assicurare la loro i~dipendenza dal dominio straniero, si era quello di formare un forte go-Verno per tutta quanta l'Italia. La lotta di Carlo Alberto nel 1848 e la simpatia che il presente re di Sardegna ha dimostrata per la causa italiana. hanno naturalmente condotto all'associazione del nome di Vittorio Emanuele con quell' unica autorità sotto la qnale gli Itali:ani aspirano a ,,ivorc. Considerando la questione sotto questo aspetto, il governo di S . M. deve ammettere che gl'ltaliani sono e5;,i medesimi i migliori giudici dei loro proprii interessi. L'eminente giurista Vatte1, discutendo la legalità deWas-i- · stenza data dalle P rovincie-Unite al pr:ncipe d'Orange, quando questi invase l'Inghilterra e rovesciò dal trouo Giacomo II, dice: « L'autorità del princire d'Orango, ebbe. senza dubbio, una • influenza sulle deliberazioni degli stati generali, rua essa non • li condusse a commettere un atio di ingiustizia, perchè quando • un popolo, con buone ragioni, impug na le a rm i contro un • oppressorn, non è che un alto d1 giustizia e di generosità • l'assistere uomini Yalenti nella difesa delle loro libertà • . .In conseguenza, stando ai det1i di Vattel, la q uistione si

145 l'isolve in questo : i popoli di Napoli e degli Stati romani impugnarono le a rmi contro i loro governi per giusti motivi? Sopra q nesto grave argomento, il governo di S. M. ritiene che i popoli d1 cui si tratta sono essi medesimi i migliori giudici dei loro proprii affari. Il governo di Sua Maestà non crederebbe di poter essere giustificato, dichiarando che i popoli dell'Italia m eridionale non avevano buone ragioni per sottrarsi all'obbedienza verso gli antichi loro governi. Il governo di Sua M~està non può quindi pretendere di biasimare il re di Sardegna per a., crli assistiti. Rimane nondimeno a decidersi una quistione di fa tto. I partigiani dei governi caduti sostengono che i popoli degli Stati romani erano affezionati al papa. ed i popoli del regno di Napoli alla dinastia di Francesco JI, ma che gli agenti sardi. ed avventurieri · stranieri, colla forza e coll'intrigo, rovesciarono i troni r~i quei soyrani. È non pertanto cosa difficile a credersi, dopo i mera'vigliosi fatti da noi veduti, che il papa ed il re delle Due Sicilie godessero l'amore dei loro popoli. Come mai, si potrà .domandare, fu irnpossiùile al papa raccogliere · un esercito romano, e si trovò egli costretto ad appoggiarsi quasi interamente sulle armi di mercenari stranieri? E come avYenne che Garibaldi conquistò quasi tutta la Sicilia con duemila uomini, e si avanzò da Reggio a Napoli con cinquemila ? Come poteva ciò far8i, se non per l'avversione universale delle popolazioni delle Due Sicilie verso il governo del re? Nè si può dire che questa manifestazione della volontà popolare sia stata fatta per capriccio o senza motivo. Quarant'anui or sono, i l popolo napolitano foce regolarmente e moderatamente un tentativo per riformare il governo sotto la regnante dinastia. Le potenze d'Europa raccolte a Lubiana decisero, ad eccezione dell'Inghilterra, di reprimere quel tentativo colla forza. Esso venne- represso, ed un oume-toso esercito straniero di occupazione fu lasciato nelle Due Sicilie per mantenere l'ordine sociale. Nel 1848, il popolo napolitano tentò nuovamente di conseg uire la libertà sotto la dinastia de' Borboni, ma i migliori patrioti .scontarono con dieci anni di prigionfa. il loro tentativo di liberare il proprio paese. Quale meraviglia adunq_ue, se nel 1860 i Napolitani, spinti l\ELL'u~mRIA B NELLE ll"ARCHE

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146 Là CAMPAGNA bi G'JERIU da diffidenza e da rane;òre, abbiano rovespiato i Borboni; come nel 1688 l'Inghilterra ·aveva · rovesciato gli Stmudi? Si dee senza dubbio con.fessare che il proscioglimento dei vincoli · che stringono assieme un sovi:ano ed i sudditi di lui, è in se stesso una sventura. , Le idee di ·sudditanza diventano .con fuse; la successione al trono è disputata; i partiti avversi minacciano la pace della sor.ietà; vi sono diritti e •pretese opposte che turbano l'armonia dello Stato. Ma , dall'altro canto, deve pure con lessarsi che la rivoluzione it[lliana -fu condotta con moderazione e temperanza s.ingolari, Il rovesciamen:to. d~i poteri esistenti non è stato seguito, erme spesso avviene, da uno scoppio della vendet;ta popolare. Li-, dottrine estreme dei dèmagoghi non hanno prevalso. L'opinione pubblica ha frenato . gli eccessi del' pubblico trionfo. Le form e venerate della monarch ia costituzionale venne~o associate al nome ài un p; incipe, che rappresenta u n'antica e gloriosa dinastia. Tali essendo le cause della rivoluzione d'Italia, il governo di S. M. non può ,,edere sufficiente ragione per la severa censura con cui l'Austria, la Francia, la Prussia e la Russia hanno biasimato gli atti del re di Sardegna. n governo di S. IVI. volgerà con maggior soddisfazione lo sguardo al grato spettacolo di un po_polo che sta innalzando l'edificio delle ' proprie, libertà, e che co.nsolida l'opera della propria, indipendenza,· in mezzo alle simpatie ed agli augurii , del!' Europa·. Sono, ecc, ; Fi,rrnato : J, Russ-&11. ,.

DOCUMENTO ,1Oò

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Nota dpl princij;e Goi'tschakoff' al principe Gat'garin, incaricato d'q/lùri 1·usso a Torino. Mio principe ;

Pie,t roburgo, 28 settembre (10 ottobre) .

Fin da quando i preliminari di Villafra nca misero un termine ali?, guerra in Italia , si è compiuta nella Penisola una serie di atti contrari al diritto , i quali hanno creato una situazione anormale, le cui conseguenze estreme noi le vediamo ora-s vul a;er.,i. 11 governo imperiale, tosto che le cose ebbero preso qnc.:;ta

147 piega, si tenne in obbligo di far osservare al governo sardo la responsabilità eh'egli si assumerebbe se si lasciasse tra volgere da impu~si pericolo5i. Noi gli a libiamo rivolte le nostre amichevoli rimostranze al tempo in cui la ri v~luzione di Sicilia com1uciò a r icevere dal Piemonte quell'aiuto morale e materiale; per cui soltànto quei moti potevano prendere le proporzioDi a cui giunsero. A nostro avviso , la ·que.,tione eccedeva la sfe.ra. del]e.comolicazioni locali, Essa toccava dirèttamente ai principii ammcs~i ~ome regola dei rapporti intèrnazionali-, e mirava a. scuotere la base su cui poggia l'autoyirà dei governi costituiti . Noi accogliemmQ con profondo ramll)arico i moti,,i allegati dal conte Cavour, ch e non gli permettevano di opporsi più effiça.. cemente a quelle mene, e prend,ernmo alto della, dich iarazione con cui egli le sconfessava. Con questa sua attitudine, il governo i1nperiale è convinto di aver dato alla Corte di Torino un pegno sincero del suq desiderio d•i mantenere buoni rapporti colla Corte sl(:lssa; ma crede eziandio d'aver sufficientemente fatto intendere le risoluzioni che S . M . l'imperatore s:nebbe costretto a prendere il giorno in cui. 'i l governo sardo si lasciasse influenzare da quegli impulsi che il· sentimento dei doveri internazionali l'aveva sino allora iudottri a ripudiare. Mi duole il dire che ~Ìueste ris~luzioni non potrebbero più a lunp;o essere differite. Il governo sardo diede ordine alle sue truppe, io piena pace, senza dichiarazìotfe di gui>rra, senza, una provocazione, di passare le 'frontiere degli' Stati ròmani; patteggiò ap1:rtamente colla rivoluzione impiantatasi a Nap"li; ne sanzionò gli atti colla presenza di truppe p1<:!montesi e con quella di alti funzionari sardi, che furono posti alla testa delle f<1rze insorgenti senza cessate· da.I servizio del ~e Vittorio Emanuele. Finalmente esso ha testè coronatq questa serie di violazioni del diritto, annunziando, i'n· faCClia all'Europa , la sua intenzione di accettare l'annessione al reame di Piemonte dei territori appartenenti a sovrani che sono ancora nei loro .Stati, e che difendono la loro autorità contro i violenti assfilti della rivoluzione. Per quéstì atti il governo sar<l0 fa sì che noi non possiamo tìlteriormeoie ,cousiderar!o estraneo ai moti che hanno sconvolta: Ja P enisola. Esso ne assnme tutta la, responsabiiità, e si pone in contraddizione ~agra·nte cml dil'itto internazionale. La necessità. che esso allPga NELL'UMBRIA Jl NELLE i!ARCHE


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l'IELL' UMBRI A E NELLE MARCHE

. L.A CAMPAGNA DI GUERRA

d-i co1'.1battere l'anarchia n on lo giustificherebbe, giacèhè esso n on s1 getta fra i piedi alla rivoluziomf che per raccogliente l'ered ità, n on per arresta.m e il progresso e ripara rne le iniquità. P:etesti. ~iffat ti non sono a mmissibili. Questa n on è una quest10ne d1 rnteressi meramente italiani, ma d'un.i nteresse generale co1J1une ~ t utti i governi. È u_o a questione-d i quelle eterne leggi, senza cui non potrebbe sussistere ordine soçiale , n è pace, nè sicurezza in E uropa. S. M. l'imperatore giudica impossibile ch e la sua Legazione debba p iù a lungo risiedere là dove le· può · . accadere~di esssre testiinone d'atti, che la sua coscif•nza e 1é sue con:vin zioni -riprovano. S. M. imperiale è costretto a por tern:Ìine a:Ue funzioni che voi adempite alla Cor te di ~ardegna. È perciò volere del nostro a ugusto padrone che voi, appena lette questè istruzioni, doman diate i vostri · passaporti, e lasciate siil!'ist.ante Torino con tutto il personale della Legazione. Informerete il con tè Cavoùr dei m otivi di q uesta suprema decisione, e gli darete l ettura del presente dispaccio, lascia.udoghene copia . .Ricevete , mi-o principe_, ecc. G oRTScH:AKOFF.

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CAPO Il. 0

DEqCfi lZIONE TOPOGU,U'ICAc DEL TEATRO DELLA- GUERRA. '

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Sotto la clenomiìiazione d'Umbria e Marche noi compren.., diamo t.titto quel paese cbe dal confluente dcllà Nera nel Tevere, o mPglio dai -confini sellentrioualì della Com'arca di Roma è del Palrimonio di S. Pietro, accavalciando l'Appennino centrale scende _a ll':Adriatl'.ico· fra la foce del Tronto à scilocco, e quella della Conca a rhaestr.ale, fra i c.on!ini dell'Abruzzo .e quelli della Toscana e del Riminese, o per dirla. più prestamente, tutti gli ex Sta li del papa, menp la Comarca ed il Patrimonio di S. Pietro, · dei quali gli attqali coufìni territor:iali sono tracciati dalle ·baionette fran cesi. La contrada .elle fu teatro della brevissima campagna cb~ noi imprendiamo a,; narrare, è intersecata da numerose vàlli, ' le quali discendencJo trasversalmente dalla vetta dell'Appennino, versano le .lo:ro acque all'Adriatico o al Tir!·eQo. Fra queste. è la maggiore: Sul versante di libeccio: La Valle 1'ibeniw, che percorsa dal magno fiume d' llalia, dopo il Po, forma il più ampio bacino dell'Italia peninsulare. Ristretta nella sua origine ùall'Alpe di Catànea sul Toscano e da quella della Luua _sino a Borgo S. 'Sepolcro, s'allarga quindi in una ferti le ed amena pianura di 12 chilometri çirca a Città cli Ca8lello. - Si restringe pmìCia a poco men· ùi 2 chilo.metri sino al dissolto di Perugia, coltivala a vigneti , ed ivi presenta dne strette, l'una a S. Maria Maddalena , l'altra sollo ;i Perngia, le di cui altmè scendono fìn sul fìmne, quasi a dirupo. Oltre PJ.Jrngia , la valle prende una larghezza cH cirna ,i. chilometri


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151 discendendo da). piano di Natoli, e dopo bagnato Antrodoco, Cillà Ducale e Rieti", va scaricarsi nella Nera sotto a Terni. -:• La . valle del Velino t'icca ed amena nella sua parte superiore, aspra e dirupata uella mediana. presso Antrodoco, 's'allarga al disotto di Rieti in una pianura bella e ben colLivata, per quindi nuo- · ,, vauiente rinserrarsi sin presso al su,o sbocco in val di Nera. Non diremo .della valle del Teverone ,- nella quale stanno Subiàco e Tivoli, perchè è fuo ri affatto dal nostro scacchil'se di guerra .

LA CAMPAGNA DI GU~RRA

NELL'U~IBRIA E NELLE ~!ARCHE

e mezzo sulla destra del fiume, ·ma in sulla manca, i fiànchi ~ei monti discendono scoscesi _ali' impluvio; Più in giù essa ntorna asrJra e angusta; ivi le acque sembrano intagliai·si trn passo altra\'erso -gli alti monti che a mezzòdì attorniano il Ja;,:o di Trasiruen_o e scorrono in,~assate fra le ripe µlte e roccio:e si~10 a Torrito. ,- Di là in poi s'allarga iJ Tevère nella Campa.grw di lloma, la quale comprende tutta la parte inferiore della vàl Tiberina per un tratto di 61 chilonietri circa del corso del Tevefo al Tiri'eno. . 11 Tevere ha un corso di circa 3 35 chilometri Pongono . capo i~ quella del Tevere v~lli .mino1:i.,. dt>lle quali meritano però di essere menzionate.

A ·manca: Quella del G/}ioscio, che prendendo origine al monte Ansciano, a grecale di Gubbio, volgesi tortuosamente al -mezzodì, e ristretta sino a Pianella, ivi sbocca al piano. Quella del Topino, il quale nasce sotto a Gualdo Taddino· · rivòlta verso il mezzodì e angusta sino quasi a Colle di·S. Gio~ vannii a circa 8 chilometri, a grecale di /ì'oligno; ivi la valle si allarga success~vameute a pianura; e il Topino -inclinandosi a libeccio, e dopo aver bagnato la suddetta cillà, volgendo a maestro, atlravei:5a la maggior pianura dell'Umbria ridente fertile ed abitatissima, la quale distendesi dalla riva si;iistra c1eÌ Te~ere di contro a Perugia sino a Foligno e Spoleto, molto più lunga eh.e larga, e limitata a libeccio· da apriche colline. Quella della Nera, chd partendo dal monte Sibilla (alto 2190m) "?·lge a libeccio in direzione di Spoleto, è profonda, selvaggia e rocciosa insino a Terni; <:JUi_ndi si allarga a'lquanto ,_ed i suoi versanti. sono ben colti11ati e coperti di fo lli oliveti e castagni. - Al disotto di l\'m·ni i monti ristringono la valle, laddove sembra che la Nera siasi aperta un varco per gittarsi nel Tevere. Alla vali~ della Nera. pone çapo quella del Vehno, il quale

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A destra: Sboeca in val Tiberina una sola valle di qualche riguardo, qnella della Pallia. La Pallia nasce a ~etlcn lrione del monte Amiata (in Toscana) . ed a levante di Radicofani, sul piano della 1lfarsi'9liana; scorre a scilocco fino .so.vra ad Acq-uopendente al ponte Gregoriano, volge ivi un poco ad Oriente sino al ponte Giulio snlla via Cassia, riprende quindi il suo èorso a scilocco; confluisce a breve distanza ed a grecale di Orvieto col Ch_iana (torrente che vien fin da sovra di l\forrtepu !ciano, formando il lago -di Montepulciano e quel di Chiesi, e comunicando alla sua parte sope-. riore coll'Arno per un canale à ponente d'Arezzo), e va influire nel Tevere presso a Corbara, a men di 4 ch ilometri a scilocco d'Orvieto. - Questa valle orr1:e per breve tratto un fo_ndo P.ia_no al disovra d'Acquapendente e d·'Orvieto; nel rimanente essa è angusta, e la riviera v1 è. incassata fra monti. - Qa_ella del Chiana è an1pia nella parte superiore sino a Carnaiola, di I~ in giù _si ristringe. I monti che dividono val Chiana dalla Teverina fo rmano nel ' · mezzo una conca circuita. da colline, dalla quale scat,m·iscono le acque dèl lago Trasimeno, · o di Penigia. _La figura d_i questo lago è quasi circolare, il suo livello è 266m su quetlo del ruarn, la sua lunghezza è di 1§ chilometri da scilocco a maestrale, la


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LA CAMPAGlS..I. Dl GOEllR!

sua massima larghezza è di , 3 chilometri e mezzo, la sua profondila nel.mezzo è di appena 9m,n o, il suo fondo unito è pantanoso. La cresta delle colline circoslanli è coronala di boschi , <ld il declive interno è ferace di oliyi e di vili, che danno a questa contrada un aspetto ameno ed incantevole; e la parre piana è rigogliosa di cercali d'ogni natura. li Trasimeno non ha di scolo naturale apparente come gli altri laghi, ma perchè le pioggie straordinarie f~cevano grandi guasti nelle campagne éldiacenli alle sue rivè, le quali rimaneano sommerse dalle acque Jcl lago, perciò, fino dall'anlichità, per limitarne il livello, si scavò alira verso un monte un canale, il quale scarica nella Chiana l'eccesso d'acqua. - Il lago ha tre isole: lt\ Polvere , la Afagyiora e la 1Jlinore. · li lago di Perugia è discùsto circa chilometri 17 dalla citt~ della quale prende il nome. - Presso a questo lago, al nord, trovasi ta Stretta, celebre per la villoria di Annibale sull'esercito romano. A libeccio del lago Trasimeno stanno i minori laghi di già nomiuali, di Montepulciano e Chiesi, formati dal lorrenle Chiana. A mezzodì ciel Tevere , inoltrandosi nell' Italia meridion ale, i corsi d'acqua del versanlc occidentale sono mollo più brevi, perchè la Penisola fra i due mari in quella parte maggiormente si restringe, e i monti abbrnzzesi e l'altopiano Irpino la partono per mezzo, protendendo i loro lianclli fin poco lungi dalla costa. Sul versante di greco: La valle del Tronto cbe limita a mczzod\ il nostro teatro di guerrn, è tutta: ristretta fra i nionti, meno che nei dintorni di Ascoli. li Tronto prende origine sopra di Amatrice, sol versante opposto a quello da cui nasce il VellinCI, ,scorre con giro tortuoso a mezzanotte sinÒ ad Arquata, volge quindi a grecale. - La valle superiore è sparsa di casesgiali sopra entrambi i versanti , non così la bassa valle, ivi fiancheggiata da contra!Torti a~riri e

~ ELL,IJM!lRLI E NELLE MARCHE

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scoscesi. Da Arquata u11a via carreggiabile discende tulla la valle sino al mare. La vali~ del Chianti.· - Il Chieuti nasce sotto a mon te Cavallo, al colle Fiorito , per cui si ·varca in val Topino, scorre a greco, ed ingrossatosi delle acque del Gelngno {sulla sinistra), d~l Fiastrone, della Fiastra e dell'Ete-morlo sulla destra, va scaricarsi nell'Adriatico a scilocco di Civitamwva. La valle di questo nome, che va annovernla fra te più fertili d'Italia, è molto stretta sino a Tolentino; <1uindi comincia a slargarsi, e <lall' influente ,della Fiastra ali' ingiù il suo basso offre sulle due rive del fiume un piano delta largheiia di 3 in i ehi lomctri, sino al mare. Fra il Tronto e il Cllienli scorrono altri 5 piccoli torrenti di , I poca 1mpot'Lanza. La valle cli Poten:a. - li Potenza discende òal monte Pen01ino, scorre con giro tortuoso a grecale, e va scaricursi nel marn a mezzodì. di Porlo Recanati. - I suoi influenti non sono che piccoli ton:enti di nessuna importanza. La valle non è così. fertile come qnella del Chienti, pHchè più monluosa. Essa è rislrella sino a S. Severino, indi s'allarga alquanto e si spiana nel fondo or sull'una riva or sull'altra, e sulla destra della foce del fiume è un piano della larghezza d1 ,i. chilometri circa. La valle del iJ/11so11e. - l! torrente Muso~e discende dal monte Termine al villaggio di Roti, scorre tortuosamente a grecale sul principio, volge a settentrione sino a Castreccione, poi di nuovo a greco , e finalmeule da Moutepolcsio ~l ~are con giri vi·tiosissiini.,Esso confluisce: sulla destra col Fmrmcello, piccolo torrr.ntc che prende origine disotto a Cingoli , scorre a grpcale,; e va influire nel Musone al d;sollo di Passatempo; Slllla manca coll',ispio, il quale nasce in due ram i: il maggiore fra Gugliaoo e Polverigi a liln!ccio d'Ancona, che scorre con gi ri torluosissimi ad ori ente in pria si no sollo a Camerano_, o\'c AN:iO V. \ ' ol. Il. -

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LA CAMPAG:l!A DI GUER(!,I.

s' ingrossa delle- acque <lei Baracola e ciel Baranica, quindi a scilocco sin <luve incontra il ramo minore cbe vien da Offagna in dirPzione orientai.e. L'Aspio procede qùindi a scilocco sempre torl.uoso sino al sno influente net' Musone, a brevissima distanza dalla foce-di questo nel nfare, ed a 4 chilometri e ,1/2 oìrca da Lare.lo . . La valle c]el .Musone, celebre oggimai pel còmba!limenlo di "Castelficlardo, è stì·elta nella sua parle superiore siiio quasi a · Monlepolesio, laddove la valle è attraversala dalla strada che da Jesi. per Filolrano porla à Macerata; quindi s'allarga successivamente la valle sino al'fnare, pre.3s'0 al quale offre una pianura larga poco men di 4 c-hilometri., ·che s' icoltra nella valle dell'Aspio e va_success_ivamente stringendosi sino fra CastelOdardo e Loreto. Un altro piano che merita (]ualcbe ,,iguardo tro'vasirisalendo la valle, allo sbocco. ciel Piumicello sollo ad Osimo , lirn iJato dalla stra(h\ che da Aocona per Osimo mette a Macerata·. .- - Nelia sua.. parte bassa, cioè fra il mare e la strada da .Tesi a Pilotrano, la valle è popolala di numerosi casrggiati, specialmente nel piano sollo .a Loreto e Ca·stellìcfal·do, ed i.\l'i il declive sellentrionale dei mopli cli Loreto è c·operto di numenrsi alberi, mentre il solloposto piano, ooltivalo a campi e praterie-, è taglialo ùa nume~osi fossati d'irrigazione, umido, poco so"do, e scoperto. La valle .clell 'Aspi_o, ristretta al suo principio, offre un piano poco largo e laterale alle due rive del torrente dal ponte della Ranoccbia, ove passa la strada da Ancona a Osi mo, al confluei1le· ~el Muso1Ìe (•I). - · . Tra il Musone e l'Aspio_, nell'angolo che fo rmano primà di · conOuire, si ste_ricle la cale_na di coll ine su cui è Caslelfidardo, e 9 chilometri i)iù in là il comignolo snl quale è Osimo. ~ A<l oriente <lell'Aspio e sulla sua riva manca s'innalzano gradata( 1) Veri] lo schizzo topogrnfico ·pèl' le opcrazinni i11lorno arl Anconn. ,(Fascicolo d i gennaio 1SGJ ).

155 mente ·le co'lline che ~ono unite ai Monte d'Ancona, e separano q uesto .grosso torrente dal mare._ La valle clc\l'Esfoo. - r:Esino disceude dal monte Sca(aggfo, . ' serpeggia ad oriente p~r S. Anatolio e I'lfotelica, volge a settentrione sin presso a Rosenga cbe è sulla strada fra Jesi e Sassoferrato, quindi . a grecale, lasciando Jesi e Cliiaravalle sulla 'sinistra , e Camerata sulla destra, per sboc{;are neWAuriatico a le\l·aute di . monte Marciano (5 chilometri circa). I suoi maggiori influenti s0no il Giano e iL Sentlno sulta sinistra entrambi. li Giano nasce a col le l\Iagliana, scorre a greco \ per Fabriano e volgendo ad . oriente va scaricarsi n'bll'Esino sovra la Rocchetta. Il Sentina, sollo il nome dì Scalino, vien giù d a mo;1te Cucco (dal. colle della Scl1eggia), scorre con giro tor- · tuoso ad oriente, e sboccare nell'Esino al sud di R~serÌga. La valle dell'Esino è strella sino a Castel ~){ani'a; quintli si al'larga sino al mare in una pianura di ,i, a (i chilometri, la quale -però si restringé alquanto sollo a Jesi. - Fra l'Esino ed il Musone i monti si avanzano itel mare formando H.p1·omontorio, sui cui fiancl1i è unita la éiHà, forte d'Anco1-ia. La valle del 'Afisa, il quale prende origine al disovra di Arcevia, scorre in di rezione di grecale , scaricandosi nel mare presso a Sinigaglia, cbe lasda sulla sua riva destra. La valle del Misa, c,orne qucna del Nevola, ch'è inflllente al Misa, sòno strelle superiormente, s'allargan·o poi alqu'anto ed oITrooo un fondo piano sino c1lla. loro confluenza , , il quale poi :;i estende ·sino al mare. - Il Nevola n~sce presso a Caiuli)w (ch'è sulla via da Sinigaglia a Cagli), ·scorre a grecale quasi parallelo al Misa, ed ingrnssat~ del torrente Ca!farella, vi c_onfluisce di rièontro a Brugneuo. ' La valle d'rl c;sano. - li torrente Ce-sàno disce1ide dai inanti Acuto e Catria in due rami, che si congjungono a Pergola, ed in direzione · di greco va gi ttarsi in mare presw Mancinelli, ad 8 chilometri e i / 2 a maestro di Sinigagl ia. Anche c1uesta NEU.'UilJBRIA E NEl,LE hl.lR('HB

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156 L.l C.l.:UPAG:-IA DI GUE!lR.\ valle, ristrclla nella sua parte posteriore fluo a S. Vito, si slarga poi progressivamente sino a·I mare, offrendo 011 piano di circa 3 chilometri di larghezza. La valle del n/ etauro. - . Il MetaurQ discende dal monte· Maggiore, scorre con giro tortu oso ad oriente per Mercalello·, Urbiana e Fossombrone, inclina poscia a greco e va por foce in mare presso Madonna del Ponle, a 4 chilometri circa a scilocco di Fano. Numerosissimi sono gli affiuenli del Metauro, ma tutti piuttosto rii e di poca importanza, ·meno_ il Camligliano sulla destra, il quale vien giù dal monle Dicci, scorre torluosamente <la prima- a settentrione quindi ad oriente pel Val petrosa, J.>iobico ecJ· Acquulagna, inclina a greco e va confluire nel Metauro di rincontro Coli~azzo, al ùisovra di Fossombrone. Col Candigliano confluisce sulla .destra il Burano, che ~iscende dal displuvio principale al disopra_ di S. Margarila, scorre per breve tratto ad oriente, quindi bagnando le fald e occidentali di monte Cucco Yolge a sellentrione per Ca1itiano e Cagli, e va confluire nel Candigliano di rincolltro Acqualagna, dopo aver raccolte sulla sinistra le acque del torrente Cariano, il quale prende origine fra la catena principale e la Serra Maggiore. · · La valle del l\Ictaur-0 comrnc1a allargarsi a ~Iercatello sino ad Urbania, dove nuovamcr.te stringesi, per riaprirsi più io gii1 e poi restringersi ancora trà Volpolle e S. Andrea. Di lh sino a Fossombroue s'allarga la valle, e quindi successiva mente, offrendo sulla destra un piano di ,i. a 6 chilometri di larghezza, mentre sulla destra una striscia piana si distende lungheggiando il mare, e va successivamcule restringendosi sino all'Esina. ·

La valle ciel Candiglinno e qunlle dif suoi inllueuti son,i anguste pressocbè ovunqnc ; nella sua paite media, sotto a Cagli, bavvi il fam oso passo del Furio, pel quale passa la strada postale fra Fano e Foligno. lii passò Annibale per nu·apcrlura ch'egli fece intaglia rn nella durissima roccia; Vespasiano la fece

NEI.L'U~IBR!A li !SE!.l.E )IARCll&

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allargare. Que5to taglio è alto 6 metri, profondo. 60, e 6 uomini , appena vi ponno cumminarc ùi fronte. Alla destra una rnpe lagliala a picco lo domina, alla manca si apre un precipizio, in fondo a cui rotolano le acque ùel Candigliano, sbattendosi di scoglio in iscoglio. La valle della Foglia. ·- La Foglia nasco fra il monte Bello e l'.,lq1e di' S. Cristoforo a libeccio d'Urbino, scorre con giri tortuosi a greco per Ilelfortc, Sasso Corbaro e Monte le Vecchie e va gittarsi in -mare lambendo Pesal'O ad occidente. La' sua vallo è più o meno strella si no a Monte le Veccbie, quindi si allarga progressivame111e sino al mare, e verso lo sbocco offre un fo ndo piano di circa 3 chilometri. Tra le foci de 1 Mo tauro e della Foglia, tra Pesaro.e Fano, i monti si stringono colle loro falde al mare talmente che in lalun luogo lrnvvi appena sulla riva le spazio necessario per la strada postale ad Ancona; altrove questa si.rada. procede sul fianco dc' monti stessi, ed al monte Ardiz:.o, presso Pesaro, la strada dobbe attraversarne la eresia. La valle della Conca. - Il torrente Conca scende dal monte Cnrpegna e scorre per un breve !rallo a levante per Monte Cerignone e volge quindi a grecale per l\Iorciano e va gillarsi al mare a maestro di Callolica. - La .sua valle è poco ampia per tutta la sua estensione, meno presso la foce, ove, s'allarga assai. Fra il Conca e la Paglia i monti bagnano le loro falde nC'I mare. 'La valle della 11/arcccliia. - La Mareccbi.a è un torrente di poca importanza, il quale prende origine in piL1 rnmi del monte Maggiore e da i suoi contratforli; scorre con giro tortuoso a settentrione, ingrossandosi sulla manca del torrente Sonate/lo , lascia sulle alture della :,;un destra Pl'nna Billi, S. Leo, S. Marino, ed inclinandosi con giro viziosissimo a greco va gittarsi in mare bagna ndo Rimini a maestro. La sua valle è più o meno ristretta fra i monti sino a Vcrrucchio, do\0e sbocca nella pianura chesi estende sino al Po da un lato cd alla Ciltlolica dall'altro.


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LA CAMP.il.GNA 01 GUERRA

. N ELL'u;,itirtL\ E NG:L_L,E MJ ltCH E

La costa fra Rimini e 1~ f-oce del Tronto (ed anzi, sirro a Manfredonia) è io generale pit;ttoslo ripida e rocciosa, l)Cr cui la strada Flamminia, ehe da Himini ~elle ad Aiicona, _procede sempre a p_iè de' monti: , e lai volta: ne 'cavalca i dorsi. Vi si· banno numerosi piccoli porli, di nion' impor!anza però per le operazioni mili lari, percl.J-è non acu\ssibili a gr.9ssi legn i, eccrlhrnto quello d'Ancona che è di mediocre ampiezza difeso eia fortificazioni deHa piazza, _di cui parierel)lo per esteso a suo luogo. · -

e

Pesaro e _Fano sono due porti com;nerciali buof;issimi. Le principali c1rr.A sono ~ S• I ,versanfe grecale: Ancona, ·~5,000 abitanti (I)- Ascoli, !1.,000 - Pesaro, 1 ·1,500 - Sinigaglia, 8,500 - Fabriano, 7,500 - Recanali, 7,300 - Fano, 8,000 _: Macerala, 6,600 - Fermo, 6,300 Mònta.\to, 6,-roo-: Gnbbro, 5,800 - Urbi1io, 5,500 - Osimo, 5,100 - Jesi-, 5,000 - Camerino, 5, 000 - Fossom bron~, 3,800 - Tolentino, ·3 ,200 - Cagli, -~,0 00 - Pergola, 2,.iOO - S. Severino, 1,800 - S. Leo, '1.,200 - Loreto, 1, I 00 $ul versail.le _c{i [iòeccio ; Perugia, 18;000· - Poligno; 9,000 - Vilcrbo, 12,800 - Terni, 10,000 - Città di Castello, 7,000 -' Orvieto, 5JOO - Montefiascone, 5,200 - Assisi, 4-,700 - No r6a, 3,·100 - _ Trevi, 3.,000 - Hagnorea , 3,000 - Cillà della Pi!;)1'e, 2,6-00 - Acquapendente, 2,4-0.0 - Todi, 2JOO · - NocPro, 900. Descriveremo poi pii1 minuta.mente· le cillà comprese nello scacebiere delle nostre operazioni cli guerra, mano mano che di queste 015r rai.ioni narreremo. 1

( I) Popolazione della cii.là, 11011 compresa qu ella tki sobborghi e elci circonùi.rio. - L,J stesso inlcmlasi .[Jt'r le ultre citlù. ·

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te STRADE non sono scarse per numero., ma -mal t~nut.e in gene;.a\e , il perc!1è in . occa~ione dì fo rlì piòggio non è raro l'essere a'rrestati a mezza via o da uno straripamento, o eia un pont~ rovinàto o da un guado rnomeut,mearnenle iinpraticabi!c. _Le principali strade sono le seg_uenti: ' _. , 1° La F/amminia \ungo la costa dc\l'Adriutico, la _quale e . prolung;jmcnlo all'Emilia, e per Pesaro, Fano e Sinigaglia con:::. duce ad Ancona. Questa strada, come già accennammo, proce_cle. ~empre 'fra il mare e· i monti., formando quasi una continua strella facilè a bar1'.arsi in molli luogh i d,1 carriaggi militari; lra Callolica e Pesaro la strada srgue il fianc·o de: monti; fra Pesaro e Fano essa trova a·pp; na lo spazio necess,1rio a\ carreggio fra il mare e il piè de' s0vrastanli monti ; fra Sinigag\ia e Ancona e3sa si avvicina siITaillarnenlc alla costa, d ie il mare, '<JUando è buì-rascoso, vi sbaHe le sue onde, costringendo i viandanti a deviazioni callive e lunghe. .:__ Da Ancona prosegue la via loi1go il liUorale per Casle.!Odarclo, Lorelo, Porto Fermo, Grollamare, s. Benedetto, e conduce a Pescara , oITrendo pressochè clap·pertutto una lunga slrella fra il mare e i monti, pari al !ratto precedente. 2° La strada reale che eia Ancona per Loreto e Recanati attraversa la val Potenza, e rnelle a Macerata, e quindi sale la valle del Chienti passaùdo per Tolentino, supera l'Appennino al col Fiorito e discende a Foligno. . · , Al snd di Polveri na una strada montana volge ai' sud, traversa l'Appennino fra Appennino e Cupi e scende in ·val Nera a Visso. A Foligno pongo iiq capo le du(' principali comunicazioni dP\la conlra.da, da grcenle e da maestrn\c, da Ancona ~ da Peruoia· ivi riunite si. ìndirizz,11w a Uoma, .pr,r Spoleto e Terni, per· o ' attraverso -la Campagna di Roma. 3° La stl'ada della Ml Furio, la quale da Fano sal(l la stretta v.1He del Meluurn per Fogs,~ mbrnne, e quella anche pit1


NELL'o~m1:t1A E NELLE MARCHE

LA CAllP4GNA Di Gù'ERR A

ang'usl~ del Candigliano ov'è il passo ùcl Furio , ed entra poi nella valle del Burano, passando per Gagli; varca l'Appennino al passo della Sclieggiaj quindi por Goaldo e Nocern scende la · ricca valle del Topino e vien a Foligno inconlrando1·r a men di '.2 chilometri a maestrnle dalla crtta lo sfràd~1te d,i Perugia, Questia strada è- carreggiabile ad ogni trasporto militare , ma faticosissima, poichè è un continu o sal iscendi, per cui ad ogni momento è d'uopo o a(forzare i traini o por la scarpa alle roole, - Dal passo del Furio a Nocera s' incontrano frequenti posi~ zioni ove pochi risoluti difensori po trebbero' chi udere il pàsso ancbc a num erosissim i assal itori, mentre c1uesli sarrbbero c~sfrelti a sfilar per angoslissime gole a non più, di 8 uomini cH fronte. ' Prima di p-assnre la Scheggia trovasi una diramazione d,i strada provinciale la quale mette a Gubbio, ..e quindi pe' fianchi de' monti scende in dirnione settentrionale a Perugia varcaodO' il Tevere, ovvero per !rav.erso èli val Chiascio va ri:rnirsi in -vnl Topino a quella del Furio fra Gualdo e Nocera a G1acano. Queste due diramazioni sono difficili, specialmente 1ìeJla cattiva stagione, e praticabili appena alle fon terte . . 4° Ne-Ila valle dél Conca ona strada r otabile parte da Cattolica r n-e percorre H fondo da p1·i ma, n~ risale quindi il fi anco-destro siùo a Salndeccia, sbocca a Monte le Vecchie nella valle delfa Foglia , e prosegue verse Urbino {Fu questa la Yia fenu-t.a ·dalla 13"'._divi~ione). · 5° La strada cbe da Arli'zzo per Borgo S. Sepolcro e Citlà di Castello in Yalle Tiberina attrave rsa l'Appennino.alla bocca ·di Frabaria, disc~nde ad UrbioÒ, cd in due rami poi 1wr le valli del .Metauro e de-Ila Foglia m_ette a Fano ed a Pesaro. 6° Da Sinigaglia parte una strada carr0ggiabilc la quale risale la valle del Misa sino a Forcazone; ivi si biparte in dne tronchi: il primo proc_ede a Corinaldo, e r imonta9do la valle del Nevola per Pala-zzo, Caudino e Massa rnellc. a S. ,1bboncho,

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ove si riuniscono quattro strade; la ora della, quella che dal mare per Pergola vien su d'in valle Ce,sano , un tronco elle su pei m9oli va raggiungere a C.Jgli la strada del Fu rio, e lìnal-· · mente un tratto di via difficilissima che mette a Sassofe1•rato , ove da Forcazone per Arcevia in valle l\iis~ vien su l'al.tro tronco da Sinigaglia. · A So.,soferralo havvi un altro notevole quadrivio, ove si raccolgono, oltre le due 8lrade preccden~i? un tronco da Fc.1briano , l'altro per Uosenga in valle Esino. - Da Fabriano si comunica in val Topino colla strada de! Furio, per mezzo di due strade distinte che ambe traversano la eresia dell'Appennino: Tuna· al colle Moglianc·: va a Fossano, l'altra più in giù per Campodonico, dirigesi verso Nucera ad occidente di monle S. Cataldo. 7° Presso -· alla i.foce dell'Esioo una strada ca1T<iggialJile rimonta la manca riva del fìum·e e pQrta a Jesi. - A Jesi, oltre la precedente, couvengono n·e strade militarmente i1_11portanli , l'una esce à scilocco, tral'ersa EsinQ_ e porta· ad Osimo, e per ,•alle Musone a Loieto; le altre due escono a libeccio riunite, e poc,o tlopo si bipartono; la prima salendo valle Esino, :mantiensi sempre sulla destra riva sino al luogo . ove incontra il lronco per SassQferrato sollo a Rosenga, e passa quivi sulla riva destra per venire s·u a l\fatelina e discendere quindi a Castei Raimondo ·in val Potenza , per comunicare con S, Severino, Jesi, Recanati e Macei-ata; l'altra per S. Paolo, tagliola da valle del Musone, porla a Cingoli , e di . là di iraveÌ·so· a contrafforti cbe vanno al mare, vien giù in valle -Potem.a e raccogliesi alla precedente. - Oa Cingoli un lronco com.unica colla strada fra Jesi e Loreto. Da Castel Raimondo una strada montana poco buona sale a Camerino per traverso il contrafforte fra Potenza e Chieoti e dise<\nde a ~luccia, alla strada del col Fiori.lo. 8° Tolentino comunica con. Ascari pe1: una strada rotabile, la quale traversa i contrafforti che teudono all'Adriatico, passa


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NELr:u~IBRIA E NELLE ',iARCHE

LA c~;fP.IGNA DI GUE!l!U .

perS. Ginesio, Sarnano, Amandol-a e discende quindi ad Ascoli riLincndosi , pria di varcare il Tronto, alla strada postale fra Ascoli e Arrp1ata. - (Da Arquata lravcrsùndo l'Appennino si discende per una via mulattiera a Norcia e di lh a Spoleto). S. Ginesio comunica pure con Fi:-'rrno per una via curreggìabile, che traversato il Tenna vien su per Monte Giorgio sul lìanco dei monti. 9° Ascoli comunica con Fermo; o ùirellamentc per Mon. talto e mo11Le Rubbiano, ovvero per la strnda 'cbe discende la val del TronLo va a raggiungere quella del lilt~rale, e porta a Porlo di. Fermo. Dalla valle doll'An:o tre s!racle conclllcono in quel la del Tevere a traverso il Subappennino e l'Anliappemiino. ·1 0° La strada cbe da Firénze per Pontassieve e Montevarchi viene ad Arezzo, ivi altra versa il val di Chiana, quindi la Cbiana stessa, ~assa a mezzodl e presso di Cortona (laddove .è tagl iala da un tronco che mette in comunicazione Cortona Cùll Montepulciano), entra nella famosa stretta del Trasimeno, e per Magione, Perugia e Spello a Foligno. . Da Firenze si viene a Perugia prr un'altra straéla che la · preceden te, ma di qu esta meno facile e più rnonluosa e più lunga. Questa staccasi dalla precedenl_9 a Pontassie\'e e per B1bbi<.1na me tle ad Ar~zzo, od a Pieve S. Stefano, e di qui per la Bocca Fabraçia ad Urbi no, od-a Bi rn iIl i per Bagno. Da {trezzo. e cl.a . Pieve S. Stefano viensi ugualmente a Borgo. . S. Sl'polcro , e qnindi per val Tiberina, sulla maura del fiume . ' passnndo a Cillh di Caslello, la strada scende poco prin1a <la monte Castelli a guad:~re il Tevere. Trn. cllilome lri ci rca pili in git1 , prirì1a di en lrare I in Fralla, -L1 strada ri .p.is;;a sulla rira sinistra drl fiume e vien a Perugia, pnssandò, a poch i t:hilometri da questa ci lt~, anche una volta il Tevere dopo Bosco (o,·e raggiunge la via ebe vien giù da Gubbio). Quasi prolungamento di ~uPsla strada provinciale ne esce dal mezzo,.ì\ di Pcrngia uu'allra elle,

discesa in val Tiberina e passata sulla manca rirn del fiume, la segue più o -men da ,·icino sino a Narni per Todi e Amelia. Da Todi si va anche più direttimente a Narni risalendo la valle del torrente Naia e varcando la giogaia de!la Somma a torrente Maggiore e discendend.o in val ~era per S. Gemini. 1·1° Da Siena per Rad icofani, Acquapendente, la sLreHa di Bolsena (a settentrione del lago cli queslo nome), l\IÒntefìascone, Yiterbo e Ronciglione a Roma. - Questa s'trada postale, sebben più breve d'ogni altra, è meno frequentata perchè attraversa un paese nudo, poco popolato, malsano spe.cialmente intorno a Viterbo. Da Hadicofani in git1 essa forma una sequela ' di stretti passi agevoli a dif'ende1:si. A Montefiascone pone ca·po un'altra via che vien da Toscana per il val di Cbiana, da Montepulciano e èortona per Ci!tà della ·Pieve,. Ficulle e Orvieto; questa strada comun ica anche con Perugia per un tronco che sulla via d'Arezzo da Perugia viene a Città clella ·Pieve, altraversando'· la bassa valle del China, e ri montando per buon tiatto quella del Neslore. , · 12° Da Pisa per Grosseto e Orbitello a Corncto e Civita-: vecchia. Questa sLrada postale è di recente costruzione sino··a Gras-. seto, procede quindi altrnverso le Maremme qual strada rurale, ma pintlosto ben conservata, epperciò atta a carrit1ggi militari. Oltrn a queste strade, che ·s0110 le migliori della contrada, altre vi sono che mettono in comunicazione fra loro i 'Paesi minori, strade comunali o rurali ~ ma delle qoaH la logistica militnre non può far caso per le ,gro3se . opo>azioni di guerra, se non coil una minuta ricognizione al momento del bisogno, poichè la cond izione di loro praticabilità è precaria quasi ovunque e dipendente dalla stagione. Tutte queste vie in generale altraversano posizioni, delle quaH facilissima è la difesa, spreialmcnte le montane,'\occhè imprime nlla topogrilfìa della eontrada un carattere essenzialmente difcnstYO. .(Conlùwa). C... 1

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lJELL'EDUCAZlONE MILIT,l'RE:

DELL'EDUCAZIONE IHLITARE

lV.

,Della emulazione. . ... L' impu lso dirctlo e vit3lc della vlrìù non pro,·icne aU1·in1cnli cÌ1c dall'emulazione e dal~e ricompense..

Ed1tcaziotw _tnotalc e (isi.ca.

li maresciallo De- Villars ripeteva soventi che i due più vivi piaceri provali ip sua vii.a erano quando riportava un premio nel collegio od una vi ttoria all'armata. l i desiderio,_ della distinzione deve determinare la natura delle riconipcnse , e siccome queste possono essere •reo.li o di sola opinione, non devesi. irnpirgare che qaest\llt irne per aisul'farc la gioventù a non ùeside1,are che giuria. Ogni distinzione è una ricompensa, ma non lutle le ricompense sono distinzioni. Nell'educazione pàrt.icolare le ricompense ·11on possono nè secondàre nè guidare il desiderio a distinguersi, percllè l'edu-

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caziooe privata manca d'oggetto di par~gone. Uù giova;1e isolato non ba il mezzo per èlistingnersi; ·le sue ricompense dovran~w essere tutte rei!Ìi, percbè gli mancano i confronti, ed è quaDlo accade nella educazione privata. Nella educazione pubblica per coutro, le _ricompense ben dirette e fondate sulla di~tinzione possono divenire oggetto di desiderio, epperò di emulazione, perchè il desiderio della distinzione viene eccitato dalla moltiplicilà delle •p_ersone, fra le quali si· vuol essere distinto. · . . . La cura consisterà nella scielta_ delle ricompense ù1st1nt1ve del merito, determinandone il valhre relativamente proporzionale al· merito al quale sono le ricompense ·destinate , dando alla i-icompensa ed allo scopo un grado proporzion~le ali' importanza dello scopo stess_o. , Si stabili~cano premii per quelli che maggiormente saranno distinti neÌle esercitazioni di édacnzione fisica, per le prove di ardire ,,disprezzo dei pericoli, per quelli che salvato o soccorso avessèro un compagno· in imminente pericolo, come allresì per quelli che nelle diverse specie d'istr·u.zione avessero dimostralo maggior sagacità, come per quelli che avranno fallo maggior progresso nell'arte speciale alla quale sonosi dedkati, ma colla condizione indispensabile che non a\Jbia il gio vane, d'allra parte, demeritato per ·qùalcbe mancanza essenziale e perdutone il diritto. Il premiato per" azioni generose deve avere la maggior di ~ slinzione per tale genere d'azione, ed è per tal modo .cbc s1 imprimerli nella gioventù \il giusta idea del merito e dei suoi varii gradi. A vece di rivolgere rimproveri umilianti a quelli che non n:,_eritarono ric0.mpense, devono essere incoraggiali a rendersene degni. Si dovrà rigorosamente proscrivere , tutto _ci? che puè> scemare o, distruggere l'energia clell'anima e_depravarne il carattere; l' in,1iclia.


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1;JEu'1muc<1.zro:1E

I/emulazione non vuole essère confusa colrìnvidia. L'emu• lazione, sentimento lodevole, si esercita nei cuori. generosi •J con nobili sforzi; l'invidia, passione abiclla, nasce nelle anime » deboli. e malvagie ed agisce solo per vie nocevoli. ., << L'uomo eccitalo da!l'emulaJione sa ammirare i suoi rivali, » n? teme di dièb iarare francamente le sue speranze, pere/i.è vuol » fpungere a{la gloria solo pc~· le vie det dovere ('I). Codardo, can lu11niatore del ·meri!o e della virtù, l'invidioso è spregievole 1J tanto che cerea nascondere a se stesso la propria p_ assione, n tanto elle recita !'.altru i ammirazione, lo torrneòla e lo irrita » ,oon ha indulgenza e riguardi che pel vizio o per l'oscurità~ I) Per queslo ,Ì pagani avevano ~rello Liltare dell'emulazione » accan lo a quello della gloria; meni re I' invìd ia sembrava loro ,> odiosa tanto, che ne avevano fatto una -divinità' infernale. « La nobile emulazione non de,·e esser confusa colla ambi» zione. Colla .vi~ del dovere la emulazione vi conduce alla n gloria, ~nesta è' inspirata dalla nascita, e la religione .la ap» pro,:a. E dessa, dice Massillon, che dà agli imperi ciltadini ·}> illustri, ministri saggi e laboriosi,prodi soldaLi, autori ce1ebri >> principi degni della lode dei posteri, la mollezza invece ~ }> l'od io offendono del pari le •re~ole della pietà e i doveri della ,> vita civile; il èiltadino inutile non è me,no proscritto dalla >J religione éhe dalla società r>. . · , Stando alle parole' di Duclos (e l'emulazione e l'ambizione differiscono fra loro in questo, che la nobile enndaiione consiste nel distinguersi fra gli egLJali, e cerca il proprio vantaggio, mentre l'ambizione è un desiderio smoderato di coprire cariche suprriori alle proprie forzr, questo è vizio, l'.allra è vil'tù )) (2). ·«

1 '

' \ , . (.1), Dn? corlig_iani,. 11a:'.'~ VF.n""r~ll, ~spirava_no ad \1110 stesso posto; qnrgli <,be I ottenne co suoi at l1 bz1 cd 111tr1gh1 assicu rava al suo coucorrrntc di

non aver fatto un. passo per "n-it1n«crvi •' « lo c1·c·do )Jenc -·s lO · l' . · " · , 1 1 1 se qucs , , " quando uno slr1sma non cammiaa ». , (ì) G. D. F. Duscunr,:r.

167 Nella carrie"ra delle armi qual a\!ro stimolo trovasi più potr-nle a sviluppare l'attività e tutta !'industria ad un tempo di cui è ca1Jacc, ·se non per l'ernu lazio11e che risveglia le più vive intelligenze e le ìmmnginaiìoni più fervide degli uomini ~rnergici e lì guida alte azioni audaciose? . , 1n· quauto alle ricompense ~ le distinzioni onorifjcbe ltisciam o, scrive L. Durat-lasalle, ai pubblicisti. s·peculat.ivi la cura di -formare on:1 ·repubblica n0l)a qnale i cilladini abbiano virtù suf.Ti.ciente per sprezzare le" ricompense. Se la gloria, se la patria, spogl iate d'ogni senlirnenlo p0culiare, non fossero l'nnico principio del coraggio, della bravura e delle virtù guerriere, lo spirito militare a11clrE:bbe _perduto. Oh voi, che ai nostri giorni siete lanlo disgrazialo per lamenli.11;e incessantemente cbe i più piccoli servizi del soldato sono pagati a prezzo d'o.ro, voi non avele mai capito quello spirito militare che fa la forza delle nazioni! Sappiule che una professione fon,data esclusivamente sulla gloria bisogna.limitarsi alla gloria! èonserva!e voslr'-oì•o per gl i ammalati e per gl' invalidi., voi glielo doYcte, ma dale delle distinzioni a quelli che possono ancor portar le armì. Percorrete la storia e ,cdrele in ogni dove le ricompense pecuniarie accordale alla bravura indebol ire necessariamente gli Stati. I centllriooì che ·consideravano la guerra co~rn un mestiere, ove, eravi una picc~la· fortuna a !'arsi, andavano tranquillamente a comballcre, come•oii artigiano va al lavoro. Cesare piangeva vedendo la statua d'Alessandro. GLJarc!ate ciù che ci attestano lulli i monumenti anti.cb i: in ognuno il trionfo della opinione sembra trionfare della natura stessa. Guardate le statue, leggete le iscrizioni, ricon~alevi dei fatti dei primi Greci e Romani: qÌ:1i un-a corona d'olivo faceva dedicare unà intera · nnzione a dei pcrigliosi combàttirue~li, là una corona di rovere, più lungi una corona civica, delle palme MILITARE


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169

DELL'.: DUCAZIONE

1!JL11'ARE

di trionfo, ecc .•... prodncevauo immortali azioni che appena possiamo concepire. , Guardate i nostri re guerri'cri che creano ordini cavallerescbi, e tulli i sovran i d'Europa li imitano. Qual è il generale che senza emozioni si approssimerà ai monume;iti di gloria anliclli innalzali dalla pubblica riconoscenza alla memoria dei grandi uomini? Guardale Napoleone il Grande dare al generale Dessnix, suo amico, la più magnifica tomba del mondo. Le Alpi per pieùest~llo ed i monaci del monte di S. Bernardo pe r guardiani ! Osservate i gran fatti elle le armi e le decorazioni d'onore tia,mo prodotto. La prodigalità, l'abuso delle ricompense onorificlle e delle distinzioni ne hanno diminuito ii merito e l'effetto. Quanto sarebbe perciò desiderabile elle fossero una riserva come cli cosa la pitì preziosa, destinata pei servizi eminenti, e pei momenti in cui la patria è in pericolo e nei quali gli si rendono segnalali servizi. Villepatour, uno dei più oistinti uffiziali <l'artiglieria francese, ricoperto di fe rite e carico di ricompense pccu11iarie, sollecitava la decorazione della legione d'onore. . Il m.inistro gli inviò una nuova pensione. L'uffiziale s' indcgnò e rispose: Alla tal epoca ebbi l'onore di forc un'azione bri llante, e ricevei tanto per pensione; fui ferito alla tal ballrglia ed ebbi una gratiucazione di lau to; altra ferita, altra pensione; altra ferita ancora, t:d altra gratificazione. Cosicchè con un semplice ealcolo d'aritmetica potrei ricavare la giusla tariITa cd il prezzo ùcl sangue elle verso; prcl'crisco l' ignominia. · Così sfogava là sua indignazione contro l' insufficieuza delle ricompense pecuniarie. Il militare, e particolarmente i generali, preferiranno adun,yue le ricompense onorilìche alle ricompense pccu11iarie, e

questo sentimento lo renderà più apprezzalo agli occ.hi delle sue Iruppe come presso il di lui sovrano - (L. D{)11 \T-1,ASALLE). Come furono in epoche ùiYersc: Cesare e Pom1wo cldla romana repubblica - Mootecucco~i e Tureuna - il principe Eugenio _ l'americano Wasiogton - Massena - ~Iural Dessaix - Kleber , e quanti altri•generali di Napuleonc - Ed in qncsti ullimi tempi: RadeJzky - Bava - i Dc-Sonn.1z Omer - Pclissier _ il russo Totleben - l' inglese sir Cùllin CampbeL - i due La-ì\Jarmora _ Monteveccbio - Garibaldi - Mac-Mahon - Mollard _ Fanti - Cialdini, ccc. Prima d'ogni altra cosa però bisogna che la natura vi abbia con prodigalità dotato di quella facoltà p'reziosa elle nessun'altra compensa, la bravura 1 e l'educazione vi abbia saldamente contribuito a consolidarla in voi. « Prima di scegliere il mestiere delle armi (1) consultate bene la vostra vocazione , non bisogna act:ordare troppa credenza alle infinite pretensioni cli branira 1>. Le guerre di nazionalità e le rivoluzioni rinprirono la carriern delle armi . > e l'eninlazionè df'lle vere vocazion i mili~'ll'i e le armale ebbero corpi d'uffizialiti1 distinti. Prima , ed ir. epoche ancor recentissime, si,entrava nella cnrriera mililarn senzu in clinazione e senza scelta. Numero,;e famiglie reputaYansi onorate, e slava loro a cuore di ripartire matematicamente i lor figli fra la Chiesa, la toga e la spada, ed in tale riparto, il caltiYu aYVocato avrebbe forse l'atto un eccellente umzialc, ccl •il caUÌ\'O uflìzialc un buon aYvocato. Senza la indispensabile vocazione, il temper'amenlo ccl il carattere necessario, e inolt.rc, sopra ogni altra cosa, l'educazione cd i buoni costumi, non si .riesce uomini d'azio11r , uòmini di energia, di pronte e risolute concezioni. È mestieri il colpo d'occhio, l'acile e rap\do a saper pn'1Hkrn ·(I) )lussoT , llommes d'actio11 . •\N'òt> Y. \'ol. Il. -

12.


l 'ì 1

~JILTT.-I RE

1'70 ·

senza indugio una decisa determinazione, inspirata dall'ardire, dalla quasi impetuosità d'animo, da quella istantanea poienza magnetica che guida alle grandi azìoni e trascina alle intrilprcse le più temerarie, come infiniti esempi ne ricorda la sloria dei ùil'ersi tempi. •

V.

Delle ricorn11ense e dei castighi. • Pene e >'ièompcnse sono le due • Grandi leve d'ogni soverno......,

Nel capitolo primo abbiamo accennato di passaggio del modo e tempo nella apP.licazione dei castighi, onde ritrarne utile cot·rezioue nelle comunità. Il legislatore non deve permettere che i mezzi destinati :a fat' nascere il sentimento della digni Là perso1tale siano confusi _con quelli che l'avviliscono e 'degradano. Che i mezzi i quuli tendono a fortificare il corpo e J·o spirito non vadano unifi a, quelli che li pregiudicano. In una parola, che i mezzi destinati a formare cittadini e difensori del paese non vadano confusi con - dei mezzi atti a creare degli stbiavi. L'esperienza prova che i giovani assoggettali a tali brutali trattamenti perdono 0rdinariamente quella forza e sensibilità naturale, sorgente feconda di tante qualità sociali, si avvilisconD, divengono ipocriti, dissimulati, cattivi, vendicativi e crudeli. Si avvezzano fin da ragazzi a far provare agli altri i mali dei quali essi stessi .son vittima. Sono parimente da limitarsi le pene ignominiose fra i giovani .non meno che f1'a i più adulti.

L'estrema frnquenza di tal genere di pene, ed il c11nside rcvol numero di quelli che vannovi a~sogg(~ltati ne dimi~uiscono la forza e l'intensità. Tali pene fondale s.~lla sola opinione clèvnno !'~Sl're impie gate con estrema riserva e destinale ai delitt i cd ;;Ile mt1nca11ze di natura tale da meritare l'ignominia della opi11ione stessa. I principii coi quali .si deve prevenire l'ab11~0 di tali pene, sono comuni ,;ia per i più giovan i cÌ1e per gli adult i. L'abuso di tali gastigbi cÌev<l essere vietato, ma forn'e con tutta riserva ragionevole e moderato uso. Sarebbe sconvencvo. ' 1-ezza assuefare i giovuni al vedere con men rincrescimento la perdila e la diminuzione di stima dei loro compagni per un ibuso cli punizioni ignominiose, e si spPgnerebbe in loro l'arnorn della. gloria e.quello di lor propria dignità che con tanta cura si sarebbe cercato ogni mezzo per inspirargli. ))alla pubblie:ità d'applicazio~e di oastighi severi per cert(~ gravi mancanze, non se ne ottiene sempre il buon esempio e la , e-Orrezione salutare nelle comnnità. ln diversi casi, come , per ipotesi, di certi dC" lilti infamanti, gli assistenti dovranno raecomandare alla gioventù ii segreto e fa rgli conoscere la necrssità di nnscooderc ,1gli altri il clelillo del compagno. ln tali casi la pena sarà severa ma 11On pubblica, e non dovrà esser l'alta conoscere elio dai giovani che si ,tro vavano a maggior contatto con lui. Ma se il delitto 'infamante ebbe pubblicità, ailora il castigo <lovt·à esser pubblico , con tutto l'apparato che la natura cl.cl clcl it.to esige per ispirare O.f'rore. Ed il colpevole, in lai caso di pubblico di'ìonorc, non sarebbe farse un giurane perduto ,Ùla virtù 9 lì sentimento d_elln. verg<>gna o del la perduta pnbblic~ stima non spegnei·ebbe forfancbc in lu,i l'azione di tulle le cause che ancor potrebbero correggerlo e renderlo migliore ? Propongo un mezzo molto efficace per preveni re e rimed iare

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l'ì2 l)ELL' r-mucA'Z.JO:>-J•: la! male. ll din•~tore dcli' Istituto, élopo compile le formalith prescritto o la cond,1nna letta in pubblico per la pena infamante, terrà dietrn con un discorso energico sol!() conseguenze del delitl() e tloi mali che lo accompagnano, indirizzando quindi al giovane colpevole le seguenti parole: (< Il diritto che tu avevi all'amiciiia ed alla stima de' Lnoi compagni è perduto per te, ma egli è ancora in tuo potere il ricuperarlo. Lu generosilà di un'azione può cancellare l'ignominia di un'altra. Un cambiamento fortunato può riparare i mali d'una corruzione disonorante. Quando tu avrai nuovamente meritala la nostra stima e la 110s1.ra ami cizia, uu tal diritto prezioso ti sarà. reso con· ui1a uguale pub- · blicitll, cd io c;be dalla legge sono chiamato vostro padrn comnne, sarò garante di questa promessa che faccio a nome dei miei lìgli ~· dei t.uoi fratelli >i. · T,ascio al lettore 'la cma di 'riflettere sul dòppio vantaggio cbe ri~ulteJ'ebbe dalla pena e dal perdono ( 1 ). Pa:;siamo alle allre norme generali relative a tal soggeu-0: M. Fénclon con~iglia agli educatori di mai rjprendere un . giovane nel primo suo moto, nè nel vostro. Se lo ri prendete nel vostro primo impnlso, si .iccorgerà cbe voi operate per mal umore e per impeto d'ira, non per ragione e per affetto, e perdete la vostra autorità senza rimedio. Se lo . rimproverate nel primo moto suo , non · ha l'animo abbastanza • libero per confessare iLsuo eiT01·c, per vincere fa sua passione e per discernere l'importanza dei vostri avvisi. È questo ancora · uu esporre il giovane a perdere il rispetto di cui vi è debitore. Mostrategli sempre che siete p'adrone cli voi stesso. Nulla fad1 ad esso meglio vederlo che la vostra pazienza. Osservate lutti i momenti per molli giorni, sè è necessario, per ben collocarn una correzione. È cosa molto di!licile il correggere e fare delle ripren,ioni. La causa .clclla difficoll,à, dice lo stesso M. Fénélon, (1) FJLA!iGIERL

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è che vi si traila f.ar vedere alle persone quello che non vogliono vedere, e di assalire l'am or pròprio in qnello che ha di pi/1 caro ~ cli piit sensibile, in cl.le mai non cede senza molto comba.tli1riento e resistenza. È solito l'amarsi quale si è, e si vuoie aver ragione di amarsi. Si 11:.i perciò la <liligeuza di giustificarsi nei propri difetti sotto varii pretesti, e tolti ingannano,. Non deve recar stupore eh.e gli uomini prendano in mala parte l'cs_sere contraddetti e condannati, percbè si assaUsce nell'o stesso tempo la ragione che .è ingannala e il cuorn elle è corrollo. Nelle correzioni bisogna fuggire di eccitare nel giovane l:1 esacerbazione; co.lla clnrezza delle nostre parole, la coliera coll'esngerazione, l'orgoglio con contrassegni di disprezzo. Uua correzione troppo secca vedrete che in~pira l'afilizione o toglie il coraggio. . . Alle volte si sente di C8sere in obbligo, dice Cice rone, di servirsi .nellé conezioni ùi un tu0no di voce più elevato e di parole di . maggior forza, ma questo deve essere raro come i med ici non si servono di certi medicinali che negli estremi. Bisogna ancora cbe i rimproveri per forti elle siano, nulla ab• biano di duro· e di oltraggioso,- che la collera non vi oulri in conto alcu no , pçrcbè ella l)on 'è acco11cia che a guastar lnllo. Si può giudicare che le riprensioni. banno avuto tutto il successo che se ne doveva attenùere, quando muovono un giovane a confe~sare con sincerità i 3tH,i errori; ed a riceve.re con do ~ cilità gli avvisi clw gli son dati. i~ ceri.o conl.r:J.sscgno di sodo cambiamçnto l'aprire gii occhi sopra imperfezioni cbc noo eransi pe1·ancbe conosciute, com'è ragione di sperare bene di un inl'ermo, il çominciar egli a sentire il suo male. Non separate mai il duplice ufTiziu del vostro governo : . alleltate, ricompensate da una parte, minacciale e castigate quando è indispensabile. Ma fate sempre prcced<•rc le dolci inOuenzc che fccondanu i mezzi della ·vita morale. La ptatica non rloVl'cbbc divergere da questa teoria, mn es5;1


Ml T.lT ARE

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Per restarne persuaso basta cambiare oggetto e domandare a se stesso se lasciercbbesi cogli altri un giovane inrenno d'una malallia contagiosa. Quando parlo di codesta maniera non pretendo che ogni difetto considerabile, nè ogni disordine di costumi siano ragioni di liberarsi di un giovane alunno, ma bensì solo quando sarà conosciuto contagioso o capace d'infollarc gli altri. Confesso non es5ervi occasione nella quale un rettore abbia più bisogno di prudenza e di çlìscernimento; non vi è che uno spirito estrinseco il qualè possa tenerlo in.un giusto mezzo, ed ispirargli un savio temperamento fra una estrema dolcezza ed una severità eccedente, ed in tali circostanze non può mai abbastanza cautelarsi di tatto e saviezza. « Come vecchie inferlllilà ricrescenti , ..se non con aspro o crudele govemo vinci ; del pari un cuore corrotto e corrompitore, snervato e ardente , decsi ammorzare con rimedi non più legg~ri delle cupidità che lo infiammario.

n.ELL'1w11ci1z10:,.;r,;

diverge 'gratlalan,cnte. Sta bene che ogni com unita abbia il suo codice penali- ; ma do,e è il codice rimmierativo? Se alle grandi manci3nw sono giuste le pene grandi , perchè alle grandi • Yirlù non sarebbero giuste le grandi rimunerazioni? Se quelle sono necessari(' pt~r allontanare dal m~lle, perchè non sarebbero queste per inl'ornggirc gli spiriti, raddolcire i travagli della virtù ? (< Simbolo fatale è quella gi nslizia che , cicca nel volto, impugna colla destra una spada e colla sinistra regge le bilance ove si pesano i delilli e le pene. No, questa non è l'immagine della giustizia, ma del giudice cbe, posto il de,lillo, bilancia il castigo. La giustizia, non minacc iosa , uon fu]min ante, ma tra severa et.I amabile, porti con una mano la spada e coll'altra una corona; l'una al pari dell'altra è degna <lei sno , ministero. La 1,tiustizia eterna pone in mano ad ogni uomo, costituito a reg-:gere all.ri uomini, la spada e le corone n . Mtl siccome niuna eom uuità può andare esente dagli estremi ti{'] castig(), così niuna che sia perfella e giusta, dovrebbe esentarsi dal-retribuire la somma delle ricompense. Con questo solo dirario che i sommi• castighi possono e debbono mancare, mancando le estreme colre: ma le somme rimunerazioni non donebberò mancar mai. La giovenlù onesta dimanda per ricompen~a c:he le sian ric9nosci utc le fatiche, e che gli sian dati gli slimoli onesti della gloria. Chi sta al timone della comunità' s'inforJl)i, si mostri pc.rso!lalmentc f-pettalore e giut.liee, bilanci i ineri>i, li .proclami e li .,

Ostn. il principio; iuvn.n rimedio è dr:tto Da medic'arte a un mal quand' è i nvecchiato. (T11Nz1Nr,

Ttaduzioue d"Ovidio).

(Continua)

• 11g9iorc

(;()rolli.

Menzione già ebbimo a fare indicando il punto più importante e decisivo per la disciplina, quello di non soffrir mai negli stabilimenti alcuno capace di nuocere agli altri, o col guastarne i costumi o coll'inspirar loro uno spirito di scontent,,zza e di ribellione. In qnesti due casi, non temesi di dirlo per cosa certa, la regola di cui parlo (llow;) dc\,-csserc inviolabilmente-osservata.

1?5

'

11l/ci

G. G. ~lARtNI. scuolci m-ili/a,.c di fr111te1·ia <l' h-i·eu


LE FORTIFICAZIONI CAMPALI E LE' .ArtT IGL!ERIB RIGATE

LE FORrrJFICAZIONI CAMPALI E 1,1;

LL\B,TIGLIERIE

Di fronte ai terribili effet.J,i delle uuove artiglierie rigate , e degl'incessanti sforzi d<~i pirotecnici per accrescerne la gill.ata e la giustezza di tiro, molti vi sono i quali già proclamano inutili oramai ie fo rtificazioni , -spc~ialmente quelle campali, alle qual i, nella fretta della loro costruzione e cogli scarsi ·mezzi che d'ordinario si hanno disponibil i in campo, non sarà mai possibile di <lare inlto quello spessore o quella resistenza da -vincere b forza penetrativa o percussiva dei proietti slanciati dai cannoni Cavalli, Armstrong, Withwortb ecc.: e per certo potranno aver ragi,one, se gl'ingeg]rnri militari non si daranno le mosse onc.le pol'lare all'altezza degli altri rami della scienza .della g1_ierra, questo importantissimo, la fortificazione, la quale, è pur l'orza il confessarlo, da lungo te~po è pressochè stazionaria, quasi come le fosse impossibile ogni ulteriore progresso.

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17•1

Per opporre alle nuove artiglierie, la marineria già trovò !e · sne forlezzé galleggianti corazzate di ferro ..... Si_dichiarerà forse' vinta l'arte fortifica tori a cli terra? · Se l'artiglièria trovò i suoi Cavalli, i snoi Armstrong, clisperera fo rse la fortifìcazione di 'rinvenire nuovi Vauba~, nuovi: Corm0\1taigne ? .... N~. per sicuro. Ad UD trovalo si oppone ben• tosto un altro trovato..... qoest'è la legge infallibile ùegli u,mani · progressi, la quale anche in questa circostanza non può veu ir meno, a chi si darà !'assiduo studio di cercarne le vie. Non s'immagini però il cortese lettore, dopo queste nostre apostrofi, di trovar qui in appresso la risoluzione di sì ardui quesiti, mai no...., è questa la bisogna dei sommi ·clell.'arte, e uon di tapini del calibro nostro , clJe tutt'al pii1 su di tanto argomento possiamo penmellerci alcune generiche considerazioni, unicamen te intese a richiamarvi l'attenzione degli studiosi·. G,li attuali perfezionarr:ienti delle artiglierie consistono specialmente · nella maggior J)recisione del tiro e nella più, lunga gittata, epperciò nella maggior forza. percussiva dei proi'elli o pene.trazione, la q·uale è propòrzionale alla m1cciata. Di questi perfezionamenti la· gittata e la forza di penetrazione hanno S(lli una decisiva inflnenza sulle fortificazion i, influenza eh~ esige note,voli modificazioni agli attuali metodi cli costruzione, sia per rispet_to al profilo·, sia per rispetto al tracciato delle opere; quelle indispensabili, queste ,utili ed economiche. Ed invero - la· maggior forza percussiva , che in virtù della maggior cacciata h~noo i proietti forzati nelle armi rigate, necessita che i parapetti acquistino nna maggior consistenza, tale che i proielli a coi sono esposti non li possano perfòràre, o rovindl'c ai pri mi colpi, epperciò è forza modificare in quésto senso gli antich i profili . La maggior gittata può_ recare importanti modificazioni al tracciato, specialmeùte per quanto rifle tte il fiancheggiamento, consMtcoclo cli allungare maggiormente le linee di difesa, e


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LE F0ll1'U'ICAZ~ONI CA~IPALI

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.,. E LE ARTIGLIERIE lllGATR

<liÒ con economia nelle costruzioni, o con vantaggi9 pel fian-

cheggiamento, il qLiale può vieppiù all'orzarsi qei punti più importanti della .zona difensiva. Inoltre, la piìi lunip gittata estende m~ggiorrnente la zona esterna delle opere, epperciò U campo del defilamento; per cui si richieggono anche altre .mod iqca'zìoni al profilo,' od ·alle di~posizioni interne. · Vediamo ora su)le generali ·brevemente come abbiano da sùccedere queste modi!ìcazioni o provvedimenti comunque siano. · A' parapetti bisogna dare una maggior robustezza, proporziçioat.a alla maggior forza <l i penetrazione acquistala dà' proietti forzati, e vari i ponno essei·e i modi di procurar loro questa robustezza. Il più ovvio questo sarebbe, d1 accrescere proporzionalmente lo spessore delle maas'e coprenti; ma se ciò è dfolluabile per le costruzioni permanenti, o contro a piccoli calibri, ciò diventa ineseguibiìe pe1; le costruzioni campali, alle quali per lo più si può dedicare breve tempo, scarsi mezzi e brnccia. - Ora, unr proietto slancialo da un cannone ,ri Ocrato <la 8 (nè. qoi parliamo degli Armstrong, ne de' Withwortb) alla distanza di BOO metri pen~tra nelle terre meizane più di _3 metri certamente, epperèiò, seguendo la regola generale, con. ve1TeQb(~ dare alla massa coprente uno spessore di una '{Olla e mezza le penetrazione (cioè 4,m 11,), lo che accrescereb:le considerevolmente il tempo della costruzione, cioè di ,12 ore più del tempo che s'impiegherebbe per innalzare un parapetto a prova del cannone eia 8 a pareti fiscie. - Che direm poi a ques_to proposito pe' cannoni da posizione , quelli . da · 12 o da 16 ?... Dovr.ebbero le mass~ coprenti, per soddisfare allo scopo loro, ricevere spessori enormi, impossibili nelle frette del campo. _ Ad ,,ovviare colali difficoltà si pe.nsò incamiciare estern,\m?nte le masse coprenti con lastre metalliche, e questa idea,

e

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tolta da quella che immaginò poc' a111.i i bastimenti corazzati, avrebbe sicuramente il vanfaggio di accelerare le costruzioni, avvegnacbè basterebbe ai parapetti quel solo spissore necessario a dar loro tale ,consistenza da poter resistere all'urlo de' proietti. - Ma ge questo ' metodo (i cui sperimenti non diedero si no ad oggi troppo buoni risultati) potrà adottarsi pe' b~stioni delle piazze fo rti, mal si potrà pe' trincei•amenti di ~ampilg11a; il carreggio di on numero sufficiente di lastre metalliche da blindaggio, per poter rivestire tutti i' parapetti elle ponno improvvisamente occorrere in campo, è un fatto che di per sè esclude questo metodo per le costruzioni campali, •oggi specialmente chè tutlo ciò che ba tratto alla guerra tende aù acquistare la massima m.obilità. Suggeri$cono !~luni di formare i parapetti con sassi , alb•eri o<l altri materiali i quali abbiano rnagcrior ~oesione che la terra·, I . o ma dappertutto non s1 hanno alla mano di cotesti materiali ·, ed anzi per lo pi_ù soventi e' difellano laddove pii1 facilmente occorrono fortificazioni campali, sui terreni piani e sgombri , laddove la difeaa non trova ostacoli naturali dei quali aITorzarsi. Fra tutti gli espedienti noi saremo probabilmente costrellì di appigliarsi a quello delle fortificazioni radenti, tielle opere scavate nel soolo, onde opporre.a' proietti dell'as~alilore tutto lo spessore oatnrale dell'estensione di terreno che lo separa da noi. - Comunque questa nostra enunziata idea possa sembrar strana ai molli, cd in,\ttoabile , qni non ci proveremo a svilupparla, cbe non ne è. il caso, trallaudosi di cosa cbe alla prossima occorrenza polrebb'.es3ere •di particolare vantaggio , all'esercì I.o nostro; ed in questa occorrenza no11 farà difeUo anche l'umile opra nostra..... In quanto alle modificazioni che la più lunga gittala dei proietti può accagionare a' tracciati delle opere esse non sono come gia abbinm detto, indi~pensabili , ma utili e economiche; e certamente nelle esistenti piazze fort.i, non è per ora il caso


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L E l'ORTll'ICAZlOXI CA~lPALI

di variare i lracci,Ìti. Ma rielle opere future; il tracciato sul>irÌ:I, è fuori dubbio , considerevoli variazioni, specialmente per quanto riguar~a il fianch eggiamento. . Colle armi a pareti liscio le linee di difesa per la moschetteria erano normalmente fissate a 1 ;som, lutto al più a 200"'; pe' cannoni a 4-00 o 500"' a! più. Oggi il fucile rigato gelta il suo proietto a piri di 600"' con un Liro di soddi;;focente giustezza, ed il pezzo da 8 rigato porla a più di 2000rn la sua palla._ li perchè, se allora le fronti dei tracciali a fiancheggiamento non cloveano eccedern i 300"', oggi potranno <'stendersi sino oltre a 400"', senza che ne abbia danno il fianch eggiamento; ciò che è lutto a vantaggio dell'economia di costruzione, la quale è l'affare capitale pe' lavori improvvisati dalla tattica. Le linea di difesa esseÌH.lo più lmìglie, e proporzionalmente ancb e le fronti difensive, ne rìsu lla elle si potrà difendere con ugoale efficacia la stessa. estensione 'fii terreno con minore sviluppo di magistrale. Per le fortifiuazioni permanenti invece, o sempre qoau<Jo non iocalz~ il tempo per la costrnzione di un'opera qualunque, e quando si tratti di t:oncentrare 'uì1 massimo di difesa in una posizione, o su di un pun1o di essa; in tali cas i, al.Jbrevian.do le linee di dif'esa, potremo otlenere fac il mente · dei tracciati a doppio , triplo e0 anche quadruplo fìan clwggiam(:!nto; ed è qnauto non ci po teano conseutirè le armi a·pareti lisci e. li peggior danno cu i le armi di lunga g.itl_ata sottopongono la fortificazione, è senza dùbbill quello di estender la zona cli dcfilamen to. Se sino od oggi questa zona potea _limitarsi ad un raggio di 800 a 1000'", oggidì che quasi si ba triplicata la gittata dei proietti, questa zona vuol anche triplicarsi-; P, d'ora innanzi le fortificazio ni in tcrrèno montuoso cagioneranno maggior stnrlio e complicazioi1i ali' ingegnere militare. Non per questo debbesi disperal'e di riuscire a $Uperarc queste diflicohà, avve~.

E Lls AI!TIGI,ml\IE l\IGA'fl~

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gnachè al peggio .andare, gli stessi metodi di defilao1ento che gfa si usavano, estesi in. (Jroporzionc alla ma.00 rrrrior O"Ìllala clelle . nuove armi, e della relativa maggior penetrazione de' loro proietti, potranno tuttora servirci, con maggior fatica e tempo nella costrnzione è v~ro, con uguale ulilifa. ', D'altronde è )aie la potenza dell'umano ingegno, c;he non dubitiamo di non veder tantosto trovar nuo,,i mezzi di difesa da contrapporre efficacemente alfa potenza di dislrnzione dell~ nuove ?rmi. Ma peréiò, è d'uopo che lulli gli uomini dcl:'ari,e s_e riament_e matu rino il sog~~lto ( che ben ne vale la pena); e d uopo che I I governo presti larga la mano alle sperienze relative; e questi no_n d_edichi all'esclusiv~ e privala speculazione dei pochi che han no la ventura di permanere ne' p~ligoni; è d'uopo che, cotestoro, · smettendo alquanto . di quella fatale albagia di 110n creder oltri capaci di e_ntrare nei pene, lrali delle scienze balistiche , e di uscirne cori qualche cosa di buono , prestìno benevolò oreccbio anche alle idee de' tapini e dei profani -alle sublimi scie11ze..... cbè i grandi trovati semprè non furono dei grane!' uoi~ini, ma. taivolta da umili è rozzi celabri uscirono idee giganti e fertilissime. • Quello Stato che il ' piimo troverà i modi di costrnrre . in b'revissimo lempo, coi materiali del luogo, e colle ·])l'acci; dei soldati, trinci era menti campali impenetrabili alle artiglierie da campo .rigate, avrà nei prossimi conflitti un innegabile sopravven t.o . .

ma


183 nemici, appressandosi al basso, ,olessero tentarne la scalata~ la parte inferiore della sua scaglia, tutta armata cli 11icche, si mette d'un trn.tto a girare intorno a se stesrn con tanta rapidi.tà, che la rende inaccessibile. Il fortino mobile è montato sopra ruote adattate acl assi articolati, e può volgersi in ogni senso (Dalla Persevoranza)'. RIVISTA 'l'ECNOLOGJ CA

RIVISTA TECNOLOGICA

. FRANCIA. - Fucili rigati cli pic~olo calilwo. - A1 campo d1 _ChAlo~s, tc~tè _tenuto , furono spemnentati fucili di piccolo caltbro, 1 quali chedero buonissimi risultati. ~orlino m obile. - Un artista meccanico francese, M. Balbi, ha rnventato un fortino mobile. Questa terribile macchina è noa tene sopra ruote, mos;;a d_al vapore. Al di dentro, ed a metà della sua altezza, essa è c1rconda la da una galleria pei can11coni,, come la 'b~tteria coperta delle c~nno~iete; tra q ue::tc aperture vi sono feritoie per la moschetteria, in casQ _di bisogno. Sì comprende tosto quali stra~1 può faro codesta c1ttadellà percorrendo un campo di battaglia, e trasportandosi da un punto all'altro colla rapidità del lamp~ (Il!). Questo per ,la parte aggressiva. Quanto a i suoi m~zz1 difensi,·i, l'inventore vi ha posto un~ cura particolare, prmc1pa:mente colla mira cli non lasci.aria prendere. .Questa macchina è rotonda e munita esternamente d1 forti lastre di ferro, cosicchè, e per la sua sfericità. e per la sua corazza,. non può essere colpita dalle palle. Che su battaglioni

Varame;ilo clellc& r,·egata cm·azzata l.A GLOJRE. - Ricaviamo dal Jlfoniteur de la Flotte quanto segue: , Il primo vascello a, vapore corazzato, la Gloi1·e, ha preso or ora il possesso del mare. , È questo un magnifico bastimento di 77 metri di lunghezza, su 16 di larghezza. Il suci aspetto è imponente per la severità e.lolle sue linee e per la massa della sua corazza di ferro. , All'altezza di Im '82 sovra il pelo d'acqua, esso presenta una batteria di 34 bocche da fuoco , del più potente effetto ; sul ca-• s'tello di prua, due pezzi pel tiro di lunga portata ; sul cassero, un l'idotto di ferro, per assicurare il posto del comandante durante l'azione. , L'alberatura, ridotta al grosso fumaiolo (ciminea) della macchina, mostra cbe il bastimento non è c.lestinat.o ad allontana,rsi dai nostri pol'ti, ma per operare nei mari, ove d'ora innanzi dovrannosi risolvere le grandi controver,;ie de1la politica europea. . · , Tre volte la fregata salpò, ed oggi beo si può dire ch'essa gloriosamente subì le sue prove. · « Quando è il mare a calm9., essa taglia !'a.equa ,senza scosse e per così dire senza spuma, dimostrando così come le sue forme siano s tate perfettamen~e collocate. , La sua velocità, misurata su di una base :fissa, di pressochè 8 chilometri , raggiunse perfino 13 nodi l I1O, ed è questo il miglior risultato che siasi mai realizzato coi bastimenti da guerra. • In una corsa di 10 ore, esso forn•1 una scia media di 12 nodi e 31II 00 ~o' tutti i suoi fuochi accesi, e di 11 nodi colla metà de' suoi fuochi. • Col mar grosso, esso si comportò perfettamente; tagliava. l'onda diritta con un tanghoggio dolcissimo, e coll'onda di


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"RIVISTA

-scbiancio' o dei tre quarti, l a r egolarità dei suoi movimenti dì rolio '(roulis) nulla lasciava a desiderare. · r ,. _ • Il program ma dell' ingegn_ere è dunque pienamente -cou~~rcto, largamente compiuto , ma non oltrepassato , ciò che rrnsce _tutto ad onore _della sua abilità , e prova la sua precisione d1 spmto , _la certez~a delle sue previsioni, e, perciò, la fiducia -che la nazione p~ò accordargli. . · • O:a s'intend_e come egli osava assumersi• la respnhsabilità di porre H1 costru_zio~rn parecchi basti-menti cli 1~n tipo intierameutè nuo:'o , senza a~tendere in pria le pr0ve del primo di. questi bast1°:cnt1;_ ed 1 nm brotti di tcqierità. che non g li-vennero risparmiati, n cadono oggidì su coloro che li azzaraarono. · ·•Nel 1850, il Nnpoleon iniziava la marina milita.t e in una fa~e. novella ; egli estendeva i s·uoi nffizi _assicurando d'allora in P?l 11 suo concorso all'eserc.i_to, per scortare i· suoi coqv 0 g]i d1 trnppe, per_proteggere gli sba.rchi , per ra_ggìungere in tempo •u~a. .flotta n~mwa, e _tutto _ciò·al voluto istante, di modo a poter fì0 ~rare senza r1sch,11 d1 ri tardo nelle sue combinazioni stra~ tegrche. · • Così, nel~'ultima campagna cl'It~l ia, men{re l'.eserc1t o segnava la su~ marcia attr:averso la L&nbardia colle gloriose tappe di Magenta e_di_Sol_fermo, la flotta a vapore dell'ammiraglio Ro.m ciinDesfossés mcroc1ava nel!P. acque della Venezia per assicurare al pn mo segnale, lo sbarc~ di un altro corpo' d'esercito, il quale~ dovea cogliere gh Austriaci a rovescio. -.Ed ~uch_e pri_ma d'allorn, nel mar Nero , il Napoléon a~ea pass,tto 11 pri mo 1 Dardanelli , mentre la flotta inoJese ttatte. o ' n uta da venti contrari, r imaneasi all'ingresso dello stretto testnnonio impotente del nostro successo. . ' · « Se_ne c?mos$c l'Inghilteua, e, ben presto si videro j snoi caot1er: coprirsi di vascelli a vapore affettanti le più grand i . v_eloc1ta. Ma non appena ella ci ebbe a seguire in qmista: via di, p~·ogresso,_ ecco sorgere un nuovo elemento marittimo ben pm form1dab1le che il Napol6on, nn terribile bastimento che da solo potrebbe affrontare una .flotta a vapore, il bastimento a vapore _corazzato , q nello di cui abbiamo esposto i gloriosi speriment1.. . • Un éra novella si dischidde pertanto ancora al!A marina mi-

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'rECNOLOGtcA

litare; d'ora innanzi la flo tta potrà assa lire non .soltant0 le cittadelle di leg no , ma essa potrà a ache brava re impunemente le più temute difese d.i coste ; non havvi. fortezza dì g ranito la quale possa resistere agli sforzi d is truttivi della novella artiglieria , e le nostro navi corazzate porteranno •questa formidabile artiglieria sotto il fuoco d.el nemi.co. • È questa una comp!eta rivoluzi<.me nella marineria. militare delle potenze ! . Al.JSTRIA. - Fortificazio·n ì. - I lavori int rapresi per mettere in istato di difesa il littorale di Venez'a sono sta ti termi, nati ed ispezionati da ll' a rciduca Massimilia no che è tornato a Ttieste, di dove andrà p resto a Vienna . Questi lavori sono stati eseg uiti su tutta la costa compresa fra la punta della Maest ra che separa il territor io.veneto dagli Stati della Chiesa, foro alla ' baia del Friuli , ed a bbr acciano una €Stensione di cit ca 110 chilometri. I sei porti di Bronél.olo, di Chioggia, di Ma1amocco , di san' t'Andrea, di sant'Erasmo e di ,Tre-porti sono protett i da oper e formidabili elevate ìn Ìna~sima parte da due anni in qua e i pa:-;si di q uest i _porti sono difesi da fuochi i ncrociati, talmente numerosi, che a 11avi da gue rra di iegno sarelJbe impossibile sforzarli . Il numero totale dei forti che si elevano sulla lagun a somma a sedici. Sono legati fra loro a mezzo di batterie galleggianti corazzate. Questi forti non potrebbero essere p resi che con un attaoco dalla parte di ma re. Esigerebbero tutti uno sbarco fld operazioni d'assedio regolare, e per intraprendere operazioni di ~questa faùa occorrono mezzi militari di r ilievo, una flotta considerevole e numerose truppe di sbarco. Si lavora anche d'urgenza a fortificar e il can ale della Morlacca , il q uale abbraccia tutta l'estension~ del littorale croato e ungherese. . . ' Ol tre alle fortificazioni del le coste , si proseguono alaci-emente i lavori delle difese interne, cosicchè sorgono og ni dì n uovi trincieram ent, e all'Adige, e at P o g rande , e sulla Brenta e sul Tagliamento. · .

A Nc\"O

V. Yol. Il. -

13.


186

RIVJSTA TECi\"OLOGICA

Cannoni rigati. - S{ proseguono in vari poligoni gl\ sperimenti sui cannoni r igati, ma finora i risu ltati non sono troppo buoni, e le opinioni degli artiglieri discrepantissime.. Attualmente mena molto nimore i l cannone I-Ieimerle-Scmdelka di cui accennammo nel fascicolo di ottobre scorso, -il · quale \Jerò sinora non . si potè sperimentare se non se in mi-. niatnra. ' INGHILTERRA. -

Nuovo cannone LrnALL-TH0)1As. -

A

Shoebuririess si spei'imentò un nuovo cannone rigato, inventato del signor Tomas-Lynall . A quanto, asse;:isce il Glob_e di Londra, se ne ottennero risultati • v.eramente sorprendenti; la palla pesante 174 libbre fu gittata a 10000 yards , cosicchè i~ nuovo cannone avrebbe . snperàto per portata e buon m0rcato 1 cannoni ·Armstrong ed i Withworth , ; ma nulla ci si dice sulla giustezza del tiro. - ~I cannone' Lynall,T ho~a,~ costrutto dai signori Hor;,;fall, fabbricanti a L1ve'.pool, pesa circa 6 to~nellate, peso enorme. - I fabbrica ton offrono al governo d1 fornirne 50 . pezzi al mese.

Legni corazzati. - Dopo che la batteria galleggiante Trusly, si mostrò impenetrabile ai colpi dei cannoni rigati, anche io InO'h1lterra fu decretata .la costruiione di. legni corazzati, - e D colla solita attività bl'itt.anica , ben s iam certi che fra breve numerose' navi corazzate avrà Ia sna· armata.

•

RIVISTA STATISTìCA ,,

'G ERMANJ A. - Secondo il censo del 1858 la popolazione -<lella Germania si distribuisce come segue: la popolazione totale somma a 33,542,467 abitanti; il che dà un. aumento di 811,346 person~ ia tre anni; il censo· dei 1855 avendo dato per r isultato 32,731,121 a bitanti. L'aumento sarebbe dun4ue in ragione di 2-5 per cento pei tre anni, o di 4-5 per cento ogni anno. Di questi 16,610,297 sono maschi, e 16,932,170· sono femmine, formanti 7,129,119 famiglie; o·g ùi faipiglia conta~clo in media 4.5 persone. Dei ,suddetto censo 17,738,127 appartengono alla Prussia; 4,615,748 alla Baviera; 2, 122,148 aila Sassonia; 1,834,669 all'Annover~ 1,680,898 a l W irtemberg; · 1,334,052 a Baden; 850,882 a bi tanti al granducato d'Assia. La popolazione nell'elettorato d'Assia sub\ una diminuzione cli 9,653 persone, e Waldck di 582, ovvero L1 per cento. RUSSIA. - Per la prima volta la RussÌJ. pi1bblica i resoconti de' suoi m inisteri, ed il primo pubblicato, qnello ·del mi- ' n istero della guerra , riuscì intcrcs~antissimo, perchè mette i,u luce gli elementi costitu ti'yi delle forze militar: del colosso settentùonale, e mostra i grandi progressi fatti in questi ultimi Mùi sotto al rigeneratore governo dcll'impcr,ttore Alessandro: ·


STtlTISTJC,\

188 RIVISTA Prima della guer.ra di Crimea, dice il ministro nel suo resoconto, l'effeuivo delle nostre truppe presentava u11-i cifra di 1, 140,000 mila uomini d'iofaoteria e cavalleria. Durante la campagna, questa cifra fu quasi radd0ppiata. La pace l'ha considerevolmente diminuita; nulfameno noi 1858 contava ancora quasi un milione t.ra fanteria e cavalleria (un soldato per ses• santadue cittadini); di cui 841,521 solaati, e 29,282 ufficiali di ogni grado. Ora la nostra armata si compone di 850,000 uomini compre~a l'ufficial ità.. Col dimi11uire il nume ro dei soldati, prosegue a dire !a re~ }azione ufficiale, si è voluto innalzarne il carattere ed il valore morale; S. M. perciò prese le seguenti misure : abolizioni delle colonie militari ; giubilazione o meglio esenzione dal servigio militare dei 578,000 figli di truppa (ugli di soldati) i quali , secondo le leggi precedenti , dovevano essere chiamati sotto le bandiere; aumento di soldo; fondazione di case di ritiro e di vecchiaia; fondazione di scuole pei soldati sprovveduti d'istru~ zione; soppressione della legge che pun ivo. col servizio militare alcuni delitti; e finalmente sono state migliorate le condizioni militari dcll'&sercito, adottando cannoni e fucili rigati, stabilendo licei di giona<;tica , scuole di bers~glio, scuole d'armi ecc. Toglinmo dal NorcL qtHis1i cenni intei-essanti snlla costituzione e sulla forza: dell'esercito russo , secondo l e ultime orga. . . n 1zzaz1om. D ue elementi di\·ersi lo costituiscono; il regolare e l'irregolare. Il regolarn è formato da sette corpi d'infanteria di tre divisioni ciascuno ; le q uali di\·isioni contano quattro reggimenti , ed ogni reggimento tre baitagl"ioni della forza di settecento uomini circa. A ciascun corpo d'infanteria è annessa nna divisione di cavalleria, composta di quauro reggimenti di milio uomini cia~cuno, per cui ogni coipo numera circa trenta mil,L uomini fra carnlicri e fantaccmi. · Il 1° 2° 3~ e 4° dei corpi così costituiti, formano il p,·imo esercito accantonato in Polonia: sotto g li ordini del luogotenente generale dell"imperatore nel r,•gno. Il 5° 6° e 7° formano, con parte <ldlo forze irregolari, l'esercito del Caucaso o il secondo ese1·cilo, agli ordini del luogotenente generale dell'imperatore in q uellc ré6 ioni.

189

Dal primo e dal secondo _esercì_to .veng~no fatti dc~ dista~menti che formano due altrt corpi d esercito, uno d1 40· mila uomìni, fra regolari ed irregolari , accantonati nell 'Orembourg, subordinatì. al oo-overnatore generale di quella proYi ocia; l'altro . . dì m inor fo rza , distribuito nella Finlandia e nella Siberia orientale ed occì1lentale, dipendente dai governatori gene rali rispettivi. A queste forze regola ri va aggiunta la g uarrlia imperjale, composta di tre divisioni d'infantoria, ciascuna d i quattro reggimenti della forza dì due mila uomini, e di dodici reggime~ti di cavalleria, riuniti in tre divisioni: monla nte, tra cavalli e fan li , a ct1.1arnnta mila uomini. T utto l'esercito rcn-o\arc dipende dal ministro della guerra , 0 eccettuata la. guardia. imperialP. (i.I cui comandante dipeude direttamente dall'imperatore) e l"artiglieria ed il genio che sono amministrati separatamenìe; la prima dal genPrale feldzeuchmeiiilcr; il secondo dall'ispettore generale; non dipende;1do, questi ul1ìmi, dal ministro della guerra se non per quanto con cerne il materiale. , Un corpo regolare, staccato, di cavalleria, e composto di quindici reggimenti, forti in complesso di ,·entimila cavalli, è accantonato nella Russia meridionale, ed è formato da corazzieri drao-oni, lancie ri ed usseri. L~ · forz~ regolari della Russia, non tenu.to calcolo dell'artiglieria, genio, ammi.nistrazìone, treni ecc.; si possono dunque valutare a circa dugento SFtlanta, mila uomini, e tulio compreso, armi dotte e servizio, a tre~ento cinquanta mi la soldati . · L'altro elemento , cioè l'irregola re, conta npprossima tivamente 500 mila uomini e sono i Cosacchi, i Baschiri, i Calmucchi ecc. Essi formano dei corpi a parte, accantonati nelle lorò provincie o1·i2:inarie e comandati òa a.taina11s , nominati dall"imporatore. In tempo di pace questi corpi dbbbono pl'ovv~dere da, se sless'. al loro mantenimento, mobilizzati, ve• gcno, m p:trte, sp(•sat1 dallo Sta lo. I Governi del D 'Il, del\"Ural, òolla S iberia, le coste ,lel mar Nerò, la linea del Caucaso; l'Arcmbourg, forniscono q neste truppe i rregola 1·i. .. . _ . , Tutto l'esercito costa allo Stato 403 m1hont d1 fran chi a.11 anno. Dal 1836 af giorno d'ogi:;i moltissime riforme vennero_ in1rodottc nell'esercito. Una forte riduzione J i numero si venficù; V

)

•


190

RlrISTA

l'esercito , da un milione d'uomini, venne ridotto a 850 mila e verrà. ridotto ancora, giacché . un uka~e imperiale stabilisce che_ fino al 1862 non vi saranno nuovi reclutamenti. Furono stabiliti dei depositi P~!' l'istruzione delle reclute, .sciolli i collegi pe' fJ.gli dei m ilitari, condannati già a l servizio, ed o:ra liberi di S( egliere la car1iera mtlitare o civile; vennero istituite scuole special-i per la topografia, per la musi ca, e scuole elemen,tari, perehè il soldato apprenda a leggere, scrivere e l'abbaco. Le diverse ~uole di linea, battaglione o compagnia vennero semplificate. . Ogni divisione fu dotata di bersaglieri , creati nel suo seno; tre compagnie di questi furono instituite a Isarskoè-Sèlo, · in • Finlandia e nel Caucaso, affine di esercitare al tiro ufficiali e soldati. . -Si acquistarono all'estero fucili d i mig liori modelli, da sostit uire ai difettosi; YCnnero sciolte le colonie militari che esistevano nei governi di No\·gorod, Vitepsk e Mahileu , e resa percit, la vita di quelle infelici popolav.iQni meno dura e più libera . Si stanno riorganizzando gli ospedali.. La. ·durata del servizio militare, da 20 anni,. yen ne ridotta a 15. A rialzare l'onore e il morale dell'esercito vennero esclusi dal suo seno i colpiti da pene criminali; la paga degli uffi9iali e genera'i venne àumcnta•a, e. vennero create le casse per lo pensioni. Il codice militare cli Pietro il G1'ande venne abolito, com~ contrario alla civiltii dei tempi e come, in molte parti, inu mano; esso fu snrrogato da un altro più morale e più giusto. Queste riforme militari congiunte a g1;elle che, con cura as sidua, si vanno introducendo nel civile, segnano rimpero di Alessandro II fra i più benemeriti dell'umanità. AUSTRIA. - Un decreto del ministro di gL1e rra ordi na che ' · gli uffiziali dimissionarii o dimissionati prima dell'età prescritta per la liberazione dal servizio militare, re;teranno obbligati a concorrere all'estrazione a sorte colle c las;,i militari della loro e tà. L'imperatore ha indirizzato a SL~O frate'. lo l'arcid!!lca governa• tore del T irolo una lettera autografa a proposito del regola-

ST.\TlSTICi

191

mento generale della Società. dei Carabinie ri e della milizia di quel parse; eccone le disposizioni_principali : .. , Qani tirolese, nalo o naturalizzato, dotato delle qua.lita O fisiche o morali richieste, è oholigato, dall'età di 18 anni sino a quella di 30, di farsi inscrirere in una, delle Sociefa d i cara• hinieri , d'as~istere alle prescritte esercitazioni, e a quelle spe• cialment.e di tiro a grandi dìst:tnze colle armi d'ordinanza. , Tn caso di mobil'zzazion'l i carabinieri avranno una pago . • • Le co01pagnie sceglieranno i loro uCficiali. . . , È permessa la surrogazione mediante autorizzazione del governo. ... . . • Queste Societh fOl'mernnno la m1l1z1:1 clestmata alla difesa del paese, .e sar~nno poste sotto la _àirezion~ d:un comitato di cui faran parte due membri della dieta provmnale • . . . Queste disposizioni non hanno che un ca rattere provv1sorio ; il rcoolamento definitivo sadi sottoposto all'esamo ddla dieta o . dell~ proYincie, appena potr~ radunarsi.

Betsaglieri tirolesi. - La Gazzelt_ci di ~rento_ pubblic~ u~1 decreto imperiale relativo alla formazione d1 corpi bersagher1. Tutti i Tirolesi s0110 obbl icrati a questo servizio dall'età. di 20. o ~nni sino a 45; son divisi in quattro categorie dai 20 anni compiuti sino ai 30 , dai_ 3~ a i 35, dai 36 ai _40 e rlai ~l ~i_4~ anni compiuti. P er ogni distretto e- per og_m class~ ~ età.' si . estrarrà. a sorte le serie dei singoli obbligati al serv1z10. Si or· dina la compilazione delle tabelle e l'e.;trazione_es~tt~ per cur~ delle autorità politiche. Si determinano le ~steos1on1, 1_perme~s1, lo paghe: La scelta degli ufliciali è lRsc1ata alle compagnie : pei posti di capitano sarà pr~sen tal a una terna. ll comita to dei casini di bersaglio e per la di[esn. del paese, trovantesi sotto la direzione del capo provinciale, avrà da comp'Jrsi, _o lire eh~ del corno udo in capo della difesa del p~ese, di due mern b1·1 clc!l comitato provinci ale 9a destinarsi dalla dieta eh~ SUl'ù_ presto convocata . Come già annunzian1mo il decreto 1m~e rwle fu male ace.etto, e trova clir.6.coltà. gravi nella sua attuaz1011e. Pionicl'i. - Ricaviamo dall'Allgemeinc lllililiù' Zcilwng del 4 agosto: '


]~

Rffi~A

Con sovrana risoluzione del 7 e 12 lugiio volgente anno, S. M. ha ordinato che ven gano in trodotti: nell'orgauizzazio·n e o nel servizio del corpo dei pionierr i seguenti cangia monti : 1° I traini p·er gli eqo ipaggi dei ponti da: g uerra vengono separate dal co1,po dci p ionieri, e dcvoua , d'ora innanzi, e:;~ere fornite- nuovamente dal· corpo del treuo. 2° I forni di campagn(l. verra nno d"ora in nanzi costrutti per cura deT corpo delle su::.sisteoze; i lavori carnp:1li più semplici si eseguiranno dai pionieri di fanteria; e perciò 1) corp, , dei pìonieri è da .impiegarsi solamente a sta bili re rom unicar.ioni -per terra o sull~ acque, od anche alla costruzione di fortificazioni ca:mpa1'i. • 3° La dire~i01xe- centrare deI COl-p'), tanto ,;ier ra pparto mi-lita.re e tecnico, che amministra tivo, y iene affidata a l coma.odo del corpo de' pionieri, il quale v iene trasferito a _Vienna come autorità. ausi1i,aria de¾ s up:vemo coma ndante deU'a rm<1ta. 4° Le stazioni pev i sei battaglioni de' pionieri sono: Klo~ sterneuborg per 2 battaglioni (rimanendo distncca!a una divisione in Hamburg), Lioz? Pressburgo , Pettau e I\1Larbnrgo ,, pl'OVVisoriamente a Verona, per un battaglione _ciascuna. 5° Il numero dei depositi dei materiali dc' pionieri da g ,•ien e ridotto a 2·. Quello in P es.t r esta sciol6o e i l materiitle p ei ponti da g uer i;a che v i si trova, sarà trasportato in Klosterneu burg, dove v ien fissato u ao dei depositi dlJ'i materiati dei pionieri, mentre il 2° si lascia provvisoriamente in Verona. 6° La lunghezza normale d'uo equipaggio pei ponti da g uerra, v iene portata da 28 a 42 kla ters, e- il nu m ero dei carri da pon ti da 15 a _21. Iu seguito a ciò d'ora innanzi inv ece di 6 vengono destinati ad ogni battaglione di pionieri 4 equip:iggi pei ponti da g uerra, e si depositer an no so]itameute nelle s tazioni dello . s tato maggiore dei battaglioni dei pionieri , e verranno conservati dalle riserve dei depo5iti dei pionieri. 7° Ogni battagli~ne dei pionie(i s\ in p ace che io guerra, cons isterà. d'uno s tato mag5 io:·c , 4 compagnie ed una riS<!rm pei materiali de' pionieri; oltr4:: · ciò in tempo di guerr.a si forme rà una compag nia di deposito . 8° I l distaccamento dei pionieri in Magonza vien tolto. 9° S . M . ha stabilito il numero degli ufficiali di stato maggiore in tempo cli pace come segue :

193

STAT IST ICA

1 G~•n erale o colonnello comandante di corpo. 1 Colonnello , 2 tenenti colonnelli. 4 Maggiori. La: nuova fo rmazione venne a ttivata col 1° sE:tternbre p. p.

Fanteria. - La Gazzetta di Breslavia h a in pafa di Vienna 31 ottobre, che il m inistro del la g uerra ordi nò, che l'effdti vo dei reggim~nti d'infanttria sul p:ede di guerra fosse formato di tre battaglioni da sei compagnie attive e di una com pagn ia di dep0sito, cioè io lutto di 4092 uomini e 97 cavalli r e1 treno degli equipaggi . I battaglioni di cacciatori ananno no effettivo di 1292 soldati e 36 cav~lli. · SPAGK A . - Ecco, s~condo b. Conespondencia del 4 , il testo del progetto di legge intorno alle forze naya\i per l'anno 1861, in servigio dello Sta to: Art. 1° Le forze na,·ali pel servigio dello St:1to, nelle acgue della penisola e n elle stazioni M n di pendenti da i dipartimen ti delle colonie, d urante l'anno 1861, saranno composte come seguo:' Navigli a vela. Un vasoello da 84 cannoni, una fregata da 42, due corvette aventi. in totale 60 caonoui ; due 15rick con 3~ cannoni , e 4 bastimenti da tr€Lsporto di 2,748 tonnellate. Navigli ad clice. Tre fregate con 115 cannoni , e dt-lla forza à i 1,460 cavalli; 4 golette da 10 can noni e della forza di 340 cavalli ; sei traspor ti da 7,300 tonnellate, e della forza d1 1,310 camlii . Ne.vigli a 1·uote. Soi vapori por tanti 40 canncmi, e della fol'Za di 1,930 cavalli. A rt. 2° I navigli destinati al serviiio speciale di guardacoste n -~lla p enisola, saranno i se9 uenti : 2 goleLte ad elice da 4 cannoni e ddla forza di 560 cavalli; 2 pachelE:otli portnnti 4 cann oni ; 2 l ugre con 2 cannoni; 24 fel uche e 73 altre i mbarcazioni. Art. 3° p~/ gli equ ipaggi di questi nav igli e per il ser, •igio dei dipartimenti ed arsenali della penisola è fissala le seguen te forza : 4,914 soldati di fanteria di ma rina, 571 per la guardia degli a rsenali, 7, 176 ma rin ai. · ' Madrid , 31 ottobre 1860.

Firmalo :

J u ,1N Z AYALA.


194

RIVISTA

ST-ATIST,CA

FRANCIA. Venne formato il 103° reggimento dì fanteria di linea, nel quale s'incorporarono in gra-n parte i Savoiardi prnvenienti dalla nostra antica, brigata Savoia. - I! reggimento ebbe giit le sue aquile dalle mani d\ S. E_. il maresciallo Magnan, il quale 'in tale solenne distribuzione arringò i nostri antichi fratelli d'armi, con parole cl'encomi9, sulla splendida r iputazione da essi acquistata nell'esercito italiano. · ITALIA. -;:- Con regi decreti delli 6 ottobre prossimo p,issato vennero institniti in Ancona: un comando territoriale d'artiglieria , u'na direzione ed una sotto-direzione del genio militare. Con altro regio ·decreto d·eLl 3 ottobre venne creato, il 1° novembre, un terzo battaglione in tutti i reggimenti di fanteria che erano di 2 soli battaglioni; taJi: il 31°, 32°, 35°, 36°, 37~; 38°, 30°, 40~, 420, 43°. e 44° regg1menti.

Forze mi:lila?'Ì del nuovo regno d' [talia. - Applicando alle nuove provincie la legge_ sul reclutamento già in vigore negli antichi Stati, l'ese1'cit0 i taìiano dovrà constare r,ouie in appresso : Esercito permanente -(formato dalle 5 p.riine categorie in servizio attivo regolare) . . . . · . . . · . , . . . uomini 230,2-5 6 6 Classi di l"- categoria in congedo prov".isorio • 2ll,044 5 Classi di &" categoria in . co1~gedo provvis_orio , 180,'726 Presenterebbero un totale da potersi mobili~zare di uom. 622,026 ' ,Questi_ numeri sono estratti da quegli stessi rigorosi calcoli ~he ci diressero nei nostri Stud'i sulla fanteria, quando ci occupam:i;no del reclutamento (d-ispensa X.I, maggio 1810, pag, 116 a 122), e da :ciascuna classe di servizio sono già di:ffa,lca!e le perdite annue. · Il contingente aonuo.dovrebb'es;ere di 54,000 uòm. di iacateg. e di 38,000 , St.ando_a questo computo , e seguendo l'ordinamento tattico dell'attuale esercito noi potremo· organizzare 2 eserciti : · Esetcito del sette{itrione. ' Esercito del rùezzoclì. ,

za •

Componendo ciascun esercito di .4 corpi d'esercito, di 3 divisioni per ognuno, epperciò si vorrebbero :

· 195 Reggimenti di faI)teria di linea 96 Dattaglioni di bersaglieri .' . . . 48 Reggi.menti di èavalle'ria di linea 8 1d. di lancieri . . 12 Id. di cavalleggieri 12 Heggimenti ,di guide -. . . • . •.. 2 Batterie d'artig!ieria da campo . ·: ,, 84 Id. a cavallo · 8 Reggimenti da piazz~ . . _. . . . 5 Reggimenti operai . : . . .. . . .. 2 Genio~ Reggimenti (d1 3 battaglioni di 5 compagnie) ,3 Treno d'armata (reggimenti di 12 compagnie eiascum) 2 Corpo cl'ammioistr;:1zione battaglioni 7 (3 d'infermieri a 6 compagnie, 3 di sussistenze a 3 compignie, 1 cen• trale di deposito di 6 compagni(;). Battaglioni· . . . 7 Cacciatori franchi 1(batiaglioni) . . . . . . . . . . . 3 Nel prossimo fa,cicolo la Rivi-sta offrirà estesi studi su questo importante argomento, i q ua}i potranno far segui-to a q nelli inii;iati nel fascicolo dello scorso maggio.

Accademia miMare. ' - Si elabora negl i uffizi -del Min\stero della guerra il progetto per un grandiosò istituto militarè per fornir l'esercito i taliano di uffiziali di fanteria e cavalleria, a sostituzione delle scuole suppletive d'Ivrea, Modena e P inerolo. Pare che per tale stabilimento avrà la preferenza la città di, Modena. - Ci ocu1p~remo quanto primri, _di questo essenziale argomento. Pnovrnèrn NAPOLITÀNE. - Dagli ultimi avvenim'enti risulta che la popolazione delle provincie napoletane sale a 7,1'77,523 . così ripartita:

Provincie

Popolazioni

Napoli . . Terra di Lavoro incluso 9 Pontec. Viincipa to Citeriore Terra di Bari

911,97f 808,822 605,640 571,835

Da 1·i1Jorlàre 2,898,278


196

RIVISTA

Basilicata Calabrià Citeriore Terra d'Otranto . Calabria U lteriore Molise . Prin_c ipato U lteriore Cap itanata . Abruzzo Ulteriore Abruzzo Citeriore Celabria Ulteriore l" Abr uzzo U lteriore 1 °. Bi>nevento

' 517,077 4i 5,20l 447,212 408,287 405,424° 384,303 355,179 339,519 3:J9,148 · 337,516 244,808 25,000

za

zo-

197

STATISTICA

R1'porto 2,898,278

7,177,522 STATO PoNT1Frc10. - Da uu cartcggii) della Ptwsevcran:ia rileviamo le seguenti tabelle, che servirono d ì base al bilancio preventivo pel '1861 del mi nistro delle armi ,

Gra d ua zi on c. Corpi diversi . Colonnelli . Tenenti colonnelli Maggiori Uffiziali sanitari Cappellani . Capitani di 1 a classe id. di id. Tenenti di 1a id. id. dì 2a id. · Sotto tenenti . Aiutanti sotto uffiziali Marescinlli capi e se~genti maggiori

UomirÌi

..

., •

za

,. ,

Marescialli sergenti . Marescialli e sergenti forieri

Ordinaria Ministero Stati- maggioJ\i cd intcn<lenze . . . •. Gendarmeria Giustizia militare Corp i di tl'l1ppa · . Viveri e combustibili Ospcd.il i . . . • . . Scrvi,io in rnarda. Abb igliamento ed ac~u~,: pamcnto Letti mi i ilari -'f i-nspor li gener al i . • R'imo111a ·genera le . . Bardalnra ordinaria . Pornggi Grnlific.izioni .• . • Socc,orsi ·.• . •. . . Ma teriali d:,, r tigl icria Materiale tic! genio . Cu lto divino . . Scuole n1ilita1·i

. . . ... .

..

Straordinaria

43,01'1 36 77,238 !.>9-'i,3511 4,9% 1,r,s1 ,S:31 344,407 66,578 15,000 337,$08 19'2,531 '111,000 1S,220 H ,SS l 161,238 2,6~0 2,000 58,000 50,469 3,300 2,261

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TOTALE

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Brigadieri, ·vice- brigadieri e caporali Comuni., trombe, tamburi e zappatori

43,0H 30 »

56 fl f 3,38fi 45 )) 90,625 01 6 !)() 5 G:L5l1 22 5 607,871 23 " ,, )) 4 ,996 li " " " 2" 1,812,20:i 03 S ,324,874 18 2? " 3l " ~5,592 80 ;, 400,000 11 )) )l )) 20,00(j )) 86,578 ,, " » )} 15,000 30,000 ,, " " "

Cadetti .

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415,803 82 5 2,32,5:l l '•0)) 21,000 21,.2:10 " "

,, 11;ss1 "" "I

161, 238 2,61,() 2,000 98.000 66>,69 55 ,. 3 .300 >\ l) 2,267 -27 .5 I 7;') )) ))

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3,t, 90,'l71 (Jì 9 692,370 65 7 4,IS2,6lif 73 -

(ì

•

'-

Musicanti .

62 212 142 126 186 69 253 1,010 177 2,119 ,24, 765 34 126

Tot1.le 29,548 264

F igli di truppa al seguito

Totale generale 29,812 2,222

))

8·2 5 SS,000 1,0 ,, . 40,000 • " ')) 7,000 " " 6,000 ,, ,. )) 3,000 ,, , )) )) 75 ))

.

153 5 11 40 34 24

Cavalli .

Slato della forza da scnirc 11cr base. UOll!NJ

Ministero, impiegati ·in attività e in disponibilità Stato-maggiore generale

79 23

Intendenze Stato-maggiore, di piazza

13 43 5 33 4,938 20

Consigl io sanitario Uffiziali d'amministrazione Gendarmeria . Personale delle prigioni

Da riporta,rsi

•

5, 15;1


198

RIVISTA STATISTICA CAVAT,U

10 Reggimento di liueà

Ripo1·to

zo

id: id. 10 Battaglio ne cacciatori t!l 20 E id. id . :':: Battaglione sedentario ç,: Compagiùa• disciplina ...z~ jd.. invalidi l', id. · deposito · Battaglione di ris~rva 1° 'Iteggimènto· di 'linèa 20 id. id. -<! Battaglione' carabinieri. · . i:,: 1O' id. ~ bèrsaglieri "'"1 id. · id. .., 30 ;;a id. id .' ...z~ 40 id. id. ~ id. S . Patrizio id. tiraglieri id . . di deposito '· . \ D ragoni Cavalleggieri Artiglie.ria Gènio · Istituto de' cadetti · Ambulanza <

z

,,i

..

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IO Totale

A usiliari di nserva

,.

5,154 2,346 2,346 1,159 1,159 1,147 30 147 20 1,155 2,333 2,333 1,153 1,153 1,153 1,,153 1,153 1,153 1,153 20 338 338 l,631 41 34 2 ~,812 5,000

. RIVISTA BIBLIOGRAFICA (i) -

1

Togramo dalla Re-v·ue Fran/.éfurlen Zeitung i brani seguenti, che ci sembrano interessantissimi, di una memoria del mare~'. sciallo Radetzky in titolata: Considemz-ioni mUitc.r-i. sulla po-_ sizione dell'Austria, scritta nel 1828 e pubblicata a StÙ·ttgatt nel 1858. · • Gli esercit i stanziati han no n ell'Europa moderna corhple- · · tamente oscurato le milizie cittadine (Landweluen) . Perciò passarono inosservate tutte le sperienze ch e avrebbern cl_ovuto condurre a stimare quest'ultime adeguatamente. La forza più me ritevole di fiducia sulla quale uno Stato possa riposare, è una milizia nazionale ~onvenev olmente organizzata. ,Quest'isti-_ tuzione è la più natural e e pet' ciò stesso anche la migliore. Io fa tti essa sommiuistra allo Statr> in rapporto colla popolazione i l maggior numero di combattenti; mant iene vivo· nel poJ>olo il sentimento ch'esso è at lo a difendersi da se medesimo, e

(! ) [I rila1·do. avvenuto in questo mese nel ricevere i periodici sui quali usa rnl,;cl'si la noslr·a llivisla Ilihliografìca, ci 'obbliga ad accorciarla, al

quale difctlo supplil'cmo nel prossimo mese.

·


200

RIVJSTA DIDLIOGRAFICA

però alimenta il coraggio- e lo spirito guerresco, che · dE:l ri-:• manente corre pericoln di degenerare, perch$ i m iliti per quaI).to facciano, non possono cessare di essere ci ttadini. Siffatto spirito poi, ove si elevi ad un certo punto, rende un popolo invincibile. Ciò risulta nel modo più palese dalla s toria antica. Gli Stati furono forti e potenti pelle loro m ilizie citt~dine, e si corruppèro e indebolirono a misura che queste vennero meno. • Nella storia moderna troviamo con fermato il principi.o, dall'esempio dei Paesi Bass.i e degli Stati-Uniti d'America; m a i più chiari di tutti sono quelli della rivoluzione fra.n cesc e della guerra di Spagna dal 1808 al ' 1812. • Le guerre fra le m ilizie cittadine e lé truppe stanziat_e co: mincia.no ordinariamente colla sconfitta delle prime, le quali per'Ò non mancano mai di ottenere in fine sicuro premio alla loro C•)stanza. L'esercizio solo pt1;ò infatti assuefare le milizie cittadine alla guerra . Esse impa~·ano in breve a conoscere il lato debole del nemico e acquistano, rispetto all'esercito regolare, parecchi vantagg i. Il primo è, che la loro arte di guerra è semplice e spiccia, acco·modata alla natura e alle circostanze, e al tutto lontana da studiati artificii. In secon do luogo, queste milizie po.ssono essere adoperate dovunque. Il terzo vantaggio è che le milizie. cittxdine si .ri compongon b . e si rifanno più ~a,cilm~~t~, perchè do: e es i.stono, tutta intera, la popolazion_e è addestrata nell'armi.. Il ct'uarto finalmente, e · il maggiore, sta in q uesto, cli'esse com battono per la sicurezza, l'in.di pendenza e i l benessere loro. P érò tutti gli elementi morali operano nelle mili.zie cittadine con tutta la loro forza. E incontrastabilÌnente vincitori rimarranno s,e mpre coloro, che son~ più risoluti di volerlo essere. •

, TAGLIANO GAETANO

Gerente.

================..,,,====

STUDI '

SUL

RECLU11A!IENTO PER L'ESERcrro irf ALIANO

L'illustre autore di quell'aureo libretto pubblicato pochi mesi or sono dalla tipografia G. B. Paravia in Torino? intitolato : Alcu,rw osservazioni sulla 1.tisci.rhna 1n-i filare, d1 G. C. (1), a nostre vivissime istanze degnavasi di cqnsentirci la pnbblicatione cli alcuni suoi studi sul r eclntame11to dell'esercito, i quali sono come un f~arn~ento pre~irnirn~.re cl1 un suo grande lavoro sull'0Tgan1zzaz10ne dell e.scrc1to nazionale .. 'bapi_ranno i n?stri ~tudiost let_tori da qu~ste poche paO'me d1 qual preg10 abl:na da rrnscrre cotesto 1111portantis~i.mo lavoro, e certo si a-ssocieranno a noi nell'augurarci che tosto lo si abbia da vedere per le stampe, nello mteresse della nazione, e specialmente ·dell'esercito. Qnestc., scritto , che è il lrntto dello più serie, lunghe e ben dirette rirnclitazioni snlle costituzioni militari e speciali del paese, ben r ivela in chi lo dettò., oltre ad una profonda ~,ir~di_zione, una provetta ~d illuminata sfcrieuza nel~e cos~ 1v1 d1scnsse , una ma.estna abituale ne tra,ttare gli ardm quesiti della filornfia, militare , per cui, a malgrado clcll'an~nimo , c~e noi ri_s petteremo gel0same11te ., _n_on__si corrucci seco n 01 l'egree;w autore, se 1 lettori nostn facilmente sapranno scoprire chi egli sia. LA Dm1<:z10N11; , ( 1) Vedi Rivisl<t bililiogrrrfìw del mes~A~su Y. \· 01. I l.

JL


Signori Direttol'i della Rmsm

MILITARE ITAL!ANit,

TJn' irnprevechita circostanza_ del conversare mi procacciò la ventura di dar loro cognizione di un mio piccolo lavoro sul reclutamento, ed egNno vollero apprezzàrlo così favorevolme·ntc, clw·mi hanno fatto premu,·oso invito oùd'io loro consentissi di pu,bblica.rlo 1wllo shmabilissùno ed accredilato giornale della Rivista mil itare italianc1. Non era, in verità, mia intenzione di ~deri'.rvi, poichè sono idee particolari, non abbastanza matu.rate e corrette; s[ può dire che questo scritto non ha principio, dovendo esso fm; parte di altro più ampio, di cu:i questo non è che un articolo, e non tenninato, dovendo completarsi col tra.ttarc delle 1'iserve del reclutamento per la 9i1erra. 1lfa alle lorò giust-issirne osservazioni, che tutti dobbiàmo contribuire a portar i nosbri pensieri, a guisa di materiali, pet' la costruzione dell'edifizio delfo costituzione delle nostre forze , delle quali nelle attuali emergenze havvi urgente bisogno, io m-i sono arreso , e lascio in loro pieno arbiÙio di presentare questo framrnenl_o di cow, se lo giudicano meritevole di figurare (i·a i pregevoli' loro articoli. ., Si compiacciano però di voler inserire questa specie di dichia·ra.zione , che serve, come di spiegazione o di proemio, onde possa · esser meglio accetto dai do~ti e benevoli lettori.

Un esercito è formato da numerose schiere d'uomini,

ì q1:1ali, riuniti sotto la bandiera nazionale, sono ordinati e retti da leggi o prammatiche, che le appropriano ai.

concetti della scienza della guerra. Gli elementi di questa. riunione d'individui sono di due specie : 1° i militi o soldati ed i graduati minori che ,da essi sono tratti; 2° gli ufficjali, ·i c1uali, scelti dal go,,erno , ne ricevono il grado e l'autorità, e sono i maggiori supe:viori. che dirigono e comandano i soldati. Tralasciando· cli trattar e di questi ultimi (oggetto di altro nostro ragionamento), prenderemo ad esaminare le sorgenti da cui si attingono, ossia come si raccolgano le ma,sse soldatesche ; come siano recate a numero; ed in qual modo venga alimentata continuamente la forza del1' esercito: vale a dire cosa sia il reclutamento. In generale il recluta1nento si opera : 1° Con arruolati volon,tari; 2° Con riassoldati ; 3° Con surrogati ; 4° Con iscrittì delle leve annuali .

1° - Arruolati volontari.

8 dicembre 11160.

G: C.

L'~rruolament o volontario fo un tempo l'elemento principale del reclutamento ; mrt ai giorni nostri i progressi dell'industria e della puhblica prosperità. , i principii di


ZO-!

STUDI Sl/L RSCLt;T.\l!E~TO

libertà che diedero altra forma al vi vere sociali! e le migliori condizioni d'esistenza, nel popolo lo hanno inchrizzato ad occupazioni più proficue ed indipendenti; epperciò, eccettuata l'Inghilterra, ovvero a meno di circostanze straordinarie di sacrifizi generali per la patria inclipendenza, possiamo dire che non esiste quasi più questa specie cli soldati. I pochi volontari che ancoua si pre~eniano per intraprendere la carriera delle armi non danno valevoli garanzie onde si possa fa.r conto sulb loro buona riuscita: la maggior parte sono vagabondi, gente rotta ad ogni vizio e cli nessuna riputazione : ovvero sono gioyani i qua.li, non potendo farsi strada in altre carriere, vogliono sperimentare quella delle armi, reputandola più facile, e ritenendo che per essa non sia necessario un lungo tirocinio e classici studi , ed inolh·e esempi di rapidi a·rnnzamenti fann o loro sperare un repentino successo. Da ciò si vede che, ma'Jgrado le più accurate cautele, la natura stessa di questi individui non è commendevole, e perciò ci permettiamo di pronunziare un giudizio di riprovazione e di affermare esser questo un pessimo elemento cli reclutamento (1). (1) S i crcdetll: di rirnedinre il cotesto scc111cio col riservarsi il Min istero

òi. dceide1·e s u.Il e arccll azioni o I ipnls c. Venne cioè ùa q11alcl1c tem p o stabilito (prima però d ella guerra del 1859) \'hC i comandanti d ei corpi dovessero rivolgere a l ~linislero le d omande di qul'gli individui che si presentassero per \'a rru olarnc11to volontario; ed il Minislcro. d opo prese le opportune i11forma1.io11i, r iscrvossi cli pronirnzia1·c sulla loro nccellaz ionc. È <presto u n s istema d i ccntrnlizzazio11 c che p rol unga le p ratich e, che può incagliarle, ma non Tisolverlc convcni cn lcmcnlc; clifntli in veruu modo può riconosce rsi se i postulanti abbiano o no i requisiti che s i desiderano p er averne buoni soldati. A nos tro avviso, farebbe d 'u opo v i fossero ù egli uffiz i t erritoriali cli rc clulamcn to permanenti, i quali più facilnicnlc e meglio p otrebbero raccoglier e nol.izic cd avel'c elci dati cert i sulla loro moralità: d'altronde in questa maniera cotesti uffiz i od :luloriti1 locali a,·rebbcro la vera responsabilità d e ll'operato, elci qu,1lc però tlo vl'Cbbcro r iferirne al Ministero : questi s i riserva cosi il diritto di cas5arnc k d ecis ioni pe1: q uei volon \nri che n on co11 vcngo110.

le

2° -

HiassoldaU.

Vogliamo intendere per ?'iassoldali o 1·ia.~seritati quei graduati o miUti, i quali, avendo ultimata la prin.1iora forma e volendo r imanere al servizio militare . ne ricominciano una nuo-.;-a o parie cli essa senza premio, perchè non hanno l'idoneità fisica per essere surrogali mil'ita1·i. Non è questo, a vero dire, un elemento di reclutamento. Sono individui (e presso che tutti graduati), i quali, non più atti a proseguire ntilmentc nella canicra attiva , prolungano così la loro esistenza militare a niun alLro scopo che di guadagnar tempo onde poter essere ammessi nei · corpi" sedentari, od acquistare il djritto alla pensione cli ritiro o cli riforma.

3° - Surrogati. I surrogati sono cli due specie. Chiamansì sw·1·ogati o,·dinari quelli che, estranei alla milizia, vengono arruolati per conto di altri indi~idui od inscritti di leva o giit soldati in seguito a particola.re convenzione o contratto. Ad eccezione di quelle tra fratelli, le surrogazioni sono generalmente avversate : questo sen·izio salariato o prn::;w del sangue è in uggia non solo nell'esercito, ma pur anche nell"opinione popolare di tutte le nazioni civilizzate. In questi soldati si rinvengono più che mai i difetti che abbiamo segna.lati fra i volontari . Cotesto metodo è cosa. a 11ostro parere, immorale ed in aperta contraddizione coi sentimenti d'indipendenza, coi dritti civili in una nazione che vanti libertà e ctsidernzione. Le siwroga.zioni militari (cbe formano la seconda specie) hanno diminuito assai il numero· delle surrogazioni ordi-


206

PER L'ESF:RCITO ITALTANO

STUDI SlJL RECi,lJTA,I IENTO

narie. Le severe ef:>'igenze del governo per ammettere i surrogati ordinari reca m.oltissime difficoltà ad effettuarle, .e ciò può farci sperare che possano sparire a poco a poco dalle nostre consuetudini e dalle file dell'armata. E certamente q Llalunque militare approverà che venga cancellato dalle nostre leggi questo sconcio della carriera militare. Sotto la denominazione anzidetta di surrogati milita;ri vogliamo adunque intendere quei militari che, terminato l'obbligo personale del servizio, o che arruolati volontariamente, dopo un anno di esperimento, r icominciano una nuov?t, ferma, mediante un premio. 1?,remio che, messo a frutto, .è in deposito a cauzione pel governo durante questo nuovo servizio del surrogato ; e rimane poi proprietà sua al termine della carriera. · Qu~sti surrogati sono un vero bene:6zio per lo spir ito militare ed un vantaggio per la disciplina. Sono in questo modo conservati presso le bandiere uomini provetti, atti ed anziani, · vero nucleo su cui s'innesta l'unione dei giovani ascrjtti, mercè cui sono serbate le· tradizioni dei dovorj, delle glorie e della r iputazion,c dei corpi, e nei quali si rinvengono presso che tutti i prescelti alle cariche dei bassi gradi. Sarà perciò un ~antaggio essenzialissimo al1'armata, se vie più allargando la sua sfera. d'azione, verrà sempre più apprezzato questo_ sistema e dai militari e èlalle popolazioni (1) . (1) Poll'cblic fo1·se esscl'e anmcnlalo il numero di qnesli sutrogati coo qualche modificazione che p-otrcbbe esser loro vantaggiosa. Sarebbe poi necessario facilitare le libr·m :r.ioni diminuendone il prezzo, e così eq uipararle col le d omande d i riassoldamcnlo. Giove rebbe inoltre cancellare assol utarnenlc la denom inazione di surl'Ogalo che ofl'c,{Jc la suscclUbi lità e l':nnor _propdo m ilitare; perchè tal nome snona mal e per la sua origine e proveni enza, e dt:bbesi procurare che non vi resti più memoria d i questo esoso voc,1b<Jlo. ., . " Ah]iiamo _detto che con \JUesto sistema si ~Qns~rvano gli anziani , e vc:amcn tc sara ben costituita un 'armata, se avrà buoni quadri; se cioè fra 1 solt'uffiiiali special men te vi saranno parecchi velcr~oi. Si. osservi l'ar-

-4° -

lnscrilti delle leve annuali.

È principio riconosciuto, è cosa sanzionata dalle leggi d~lla maggior parte delle nazioni europee, che le popolazioni cleggiono una parte di loro, i più giovanì e robusti dei l9ro individui, a:lla difesa della patria; per cui la leva militare è il principale e miglior elemento del reclutamento, ed è anzi quello che' costituisce e dà il carattere veramente naziona.le all'esercito. Nel testo della legge che finora ha forza nel ~egno sar9,o, troviar,no che tutti i giovani i quah hanno compito il diciottesimo anno possono essere soldati : ed allorquando hanno raggiunto il vigesimo prfrno (nei tempi ordinari) deggiono la loro forza, la loro intelligenza e la loro vita al servizio della patria. · Questo obbligo sancito dalla legge porta periodicarnentc la miglior parte della popolazione nell'esercito; infonde nella stessa popolazioJ1e lo spirito militare e rende solido e potente il diritto clell'irnÌipendenza; è la vera dichiarazione di assoluta uguaglianza fra tutti i cÌttttdini di uno Stato, epperciò è. forte appoggio alla loro libertà. Veduta. sotto questo aspetto la carriera militare diventa la più

mata francese, si 'l'cdrà che la maggior parte d ei s ergenti s~no frrgiati dei · distintivi rli an:r.ianv_; s,·gno rispettato ed ossequiato dei loro buoni ser vizi. Non basla però qu esto per ritenere i vecchi soldati presso le bandiere; b isognerebbe fosse migliora la ancorn la sor te loro fu tura; fos,e cioè assicurata , con un on orevole ricovero o con un impiego decoroso , la vila fastidiosa della vecchiaia; mentre qu el p remio dd riassolda rnc nto e •la tenn e pensione di ritiro sono ben scarsi mezzi per soslent.are ai bisogni di quell'età!


208

~TUIJ!· SUL ltECl, UTAll!lNT<'J

onorata e ]l'I, più. .importante delle Istituz10m dì una na~ ziO'ne, eppertanto le è dovuto rispetto e considerazione (1). Premesse le cose fin qui elette, osserveremo impertanto che H nostro ragionamento deve trattare questa sola specie di soldati, ossia i provenienti dalle leve: e perciò ci fermeremo a considerarli sotto a due aspetti distinti: 1° Quali debbano essere le relazioni delle leve colla popolazione ; 2° Quale la costituzjone degli ascritti all'esercito, rela.tivamente all'esistenza ed al buon ordinamento di esso.

1°- li reclutamento considerato nelfo sue relazioni colla popolazione. Non vi può essere forza .111ilitare senza cwm.ata perma1, ente. Vale a dire : non basta il numero, fa d'uopo che le masse d'armati -sieno piegate ad ogni disciplina; che assuefatte ad esistenza speciale siano lstrutte e corrispondano allo scopo della difesa, de1l'ordine e dell'indipendenza della nazion e. Stal)ilito questo come principio fondamentale, ne consegue che un'armata composta cli soldati i quali tutti percorrano un dato tempo di servizio attivo avrà le migliori condiz~oni di costituzione. Tali sono l'armata fra;ncese, l'austriaca, la russa e l'inglese. Quest'unica specie di soldati ha d'altronde il vantaggio di n on troppo mo-

(1( Havvi tal cosa che ci ha sempre fatto un'impressione spiacevole, la quale cont rasta e,I offende assai qncstò nit.o con cetto che dovrebbe inspirare nell'od ierna sociclà la carriera mi li l.nrc. Vogl-iam dire il rlo11cre per lutti di essere soldato;. ~i chiama ed è cons1dcral~ eome l'imposlci del sa.nguc. Cred iamo n on occorra prol ungarci in lunghi ragionam ('nli p er comballerc qucst.'ahjl.udine di pensiero, di parola, onde rinnegare una denominazione • che offendè la di~ità nazionale; e ci basta di scgnalal'la nll'opinionc ed :il senno p ubblico.

209 lestare le popolazioni: infatti sommimstrato il contiugente annuale delle reclute, gli inscritti eccedenti non designati sono liberi d'ogni impegno od evenienza, e coloro che arruolati vanno ad ingrossare le file dell'esercito, non hanno aìtra cura che di essere soldati; restano all'infuori d'ogni interesse di famiglia o di luògo : pensiero questo assai vantaggioso per la dis.ciplina e per lo spirito militare. · Ma sappiamo che la fot,,a di un'armata. d.eve soddisfare a due condizioni essenziali : corrispondere ai bisogni dello Stato, il qual bisogno dipende dalla configurazione topografi.ca del proprio paese e dalla sua posizione geografica, cioè dalla natura delle sue frontiere per rispetto agli Stati fìnittimi, e dalla sua situazione politica nel consorzio ge~ nerale delle nazioni. Deve in secondo luogo essere proporzionata alla popolazione, ossrn che questa sia in grado di· alimentare sempre in ogni circostanza sì ordinaria che ·straordinaria la forza: necessaria alla prima condizione, se112;a distruggere, cioè senza, assottigliare ( _togliere le b;·accia necessarie al lavoro e recar danno alla. prosperità ed a11a vita del paese. Queste condizioni però non s'accorda.no sempre fra di, loro, ed in parecchi Stati d'Europa i bisogni della forza a,rmata superano quanto si può equabilmente 11retendere dalle popola.zioui nello stato normale de11e cose e sono 11ello stesso tempo d'un aggravio insopportabile alle finanze ed alle risorse del tesoro . Questa fu la causa, o per meglio dire, l'origine delle armate formate in modo che una gran. parte dei soldati, licenziati e lasciati liberi pei lavori campestri o per le arti ci vili, vengono poi richiamati ad ingrossarne le file quando la patria n 'ha bisogno. Questo sistema . ha_una _tal quale analogia coi soldati agricoltori dei Romani, oppure colle schiere feudali radunate dai vassalli alle chiamate cÌ.ei loro principi nei f 1m r:.:srrncITO

ITALIANO

..


210

211

STUDI SUL RECLUTAMENTO

Pl,R t'ESERCITO IT ALIANO

medii t empi. Ma dàcchè la tattica fece tali progressi per cui l'uomo di guerra debb.e avere un'istruzione sveciale, poichè l_a guerra divenne una scienia, fu d'uopo, come abbiamo detto, avere delle armate permanenti; si adottò, diremo cosi,, il ripiego cli stabilire che una parte dell'armata fosse in servizio permanente , la quale a guisa di nucleo e parte essenzi,~..le ser visse a formare l'altra parte., forse pii.t numerosa, che sulla prima venisse a ràccogliersi in caso di guerra, . Da questo sistema adunque hanno origine le d ue specie di soldati : di servizio pe1·ma.nente i primi, e d·i servizio al·terriativo i secondi : ovvero secondo le denominazioni dai più antichi tempi usate rtell'esercit(? piemontese : salda.ti

per la guerra contro la Francia , siccome dovettero far guerra di montagna, battetsi cioè a dr appelli ed alla spicciolata, ed essendo perciò guerra adattata alla poco loro istruzione, così fecero un -buonissimo servizio, si mostrarono ardiment osi, pieni cli coraggio e caldi di amor patrio, o per meglio dire, di devozion e al sovrano, con cui si unificava lo Stato (1). Però, dopo la pace di Cherasco (1796) , n on se ne trova più traccia alcuna, e sembra probabile che l'occuparà one del paese dalle truppe francesi abbia impedito di reclutar l'esercito sabaudo come per l'addietr o. Nel 1814 l'armata piemontese venne riordinata come prima della conquista francese. 1 reggimenti d'ordinanza furoJl.O presto r ecati a numero coi molti soldati licenziati dalla Francia ritornatà al dominio dei Borboni, e pèr ciò alle antiche frontiere delle alpi ; questi congedati, essendo assuefitti da parecchi, anni alla vita militare, volonterosi si arruolarono per questo _nuovo servizio, I comuni poi, dovendo a seconda dell'antico obbligo fornire i soldati per i risorti reggimenti provinciali, trovarono essi rure abbondante alimento in quei militari reduci dall'armata imperiale, poiché quei tali che al primo giungere in patria avevano preferito di riman ere nelle famiglie, trovandosi queste obbligate a pagare il tributo del comune, la maggior' parte si offrì por ripigliare _il mestiere delle a.n1.1.i. Fu questo il nucleo con oui si formarono ' i quadri dei

d'ordinanzci

e soldati provinciali.

Dalle memòrie storiche dell'armata piemontese ricaviamo cl10 .la prima organizzazione _dei corpi sia stata attuata verso l'anno 1656. Tuttavia pare che già prùna esistessero delle milizie o compagnie disgiw1te che a quell'epoca ' presero · forma ·di reggimenti. S uccessiva.mente essi vennero creati or di soldati d'ordinanza ed ora di provinciali: er ano i pr imi intierameute reclutatì di soldati arruolati volontariamente che percorrevano una ferma in servizio continuato, mentre i secondi ricevevano reclute . di leva ossia individui designati dai comuni di una stessa provinçia . Questi reggimenti portavano il nome e vestivano i colori araldici del capoluogo della provincia da cui si reclutavano, ed erano obbligati a radunarsi e ser vire in tempo di guerra , mentre in tem))o di pace tutto il loro ser vizio si limitava a quindici o venti giorni in ogni anno per raccogliersi a fare qualche poco d'istruzione. Questo per la fanteria, poichè i r eggimenti di tavà.lleria. e l'artiglieria furono intieramente d'ordi'na,n za. Questa organizzazione non variò gTan cos·a , e sul finire dello scorso secolo troviamo un dipresso il mede5imo sistema di cose; i reggimenti provi11ciali radunati

(1) Q.ui non si può dim cnli ~are di far menzione del J'cggimento di Mo-

riana, come un o dei reggimenti provinciali' che più si dislin~e per fedeltà cd amore al re in qtlclla guerra, sebbene · l e provinci~ di Taraut.asia e llloria na in cui so leva. esser e rcdutato fossero in mnno dei francesi: quei bravi montanari non paventando· nè fatiche n è pericoli pà varcare le cime scoscrse rlell c Alpi, e passando per sentieri o passi difficili e da essi soli conosciuti , si r ecavano in Pie.monte ad ingrossare l e fi le di quel loro corpo; o nde conservarlo numeroso e pot.crsi mostrare in lin ea cogli altri nei C()tn ba t.Limcnt.i contro il comune n emico.


212'

'.!'rlJDl SUL lrn(·LtJTA~lt.NtO

reggimenti provinciali . e perciò fnrono ben tosto solidamente e militarmente instituiti. Rientrata poi rarmata piemontese nei regi Stati do,po la campagna del 1815, giustamente si pensò che, se que1Ja. prima formazione aveva riuscito, se in pochissimo tempo potè presentarsi in campo, e se ciò era dovuto alravventurnta circ0stauza di tutti quei veterani. delle guerre napoleoniche, licenziandosi i corpi provinciali e con essi quei prodi a ÌJ<,co a poco abbandonando le file dell'esercito, . sarebbe stato assai difficile r ifornirla continuando nella medesima maniera. Quel sistema non erà pil'.1 consentaneo coi tempi moderni. La Ieva ·per via d'estl'azione era sì ingenerata nelle abitudini d~l volgo ed era diventata la prima e principal risorsa del reclutamento. i>'altrgnde quei corpi provinciali a-vevano più sembianza, di milizie urbane che di esercito , ed i progressi della guerra necessita.v ano un più lungo tirocinio, radunate :più l unghe, afii.l1.e · cli· meglio ammaestrare la tru_ppa. Era perciò manifesto il l)isogno di radicale riforn'.l.a. Furono quindi sciolti i reggimenti provinciali, ed i ,;olA da.ti vennero incorpora.ti in quelli d'ordinanza, si duplicarono i battaglioni, divennero quattro per corpo e forono chiamati brigale perrnarwnt.ì, composte ·così di cli.;re specie di soldati. I provinciali poi divisi in quattro .parti (cl1iamnti Gontingeuti) furono obbliga.ti di fare per turno quattro mesi di servizio al corpo, indi venivai;10 r imandati per un anno ·alle case lor Q, dopo il quale doveano ritornar~ per altri quattro mesi a far servizio e così cli seguito sin_o al termine della ferma loro che fu decretata di 12 amu. Questa nuov,t organiziazione fu estesa pure all'artiglieria; ma la cavalleria ed i battaglioni leggeri (battaglioni cacciatori che face-vano corpo. da sè) rimasero però a.ucora. formati di soldati· unicamente d'ordinanza., ma, in gran pàrte anch'essi provenienti dalle leve annuali. Questa formri.zioue continuò la stessa fino a.l l8a2, però

!'l!R r_'Es!l:RCITO ITALl.Ù,0

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modificata in par·te; i quattro contingenti furon~ suddivisi, divennero sette: il servizio dei quattro ~es1_ v:nue prolungato a sei, e perciò il r ichiamo de'. provmc1ah p~-1~ mieramente protratto a due anm fu rimandato a ~r~. finalmente forouo dispensati da quel richiamo pel se1:v1Z10 se~estrale dopo il nono anno di ferma, racendo essi passaggio nena così detta armala cl! ?'·Ì serva. . Queste disposizioni, se furono g1ovevoh alla popolaz1011e: .fnrono invece nocivo alla costituzione dell'arm~ta, po1che una buona parte di essa ;r estava t roppo· tempo Jonta.n~ dalle bandiere; le reclute provinciali di leva essendo ripartite nei vari contingen~i- o~de c~lmarne le mancanze, parecchi, sebbene arruolati 1101 co:·p1 ~a un anno od ancl~e di più, non li avevano ancor raggmnh; non ~rauo s?ldati: e così invece cli se1Jvire le tre volte prescritte ne1 nove anni d'obbligo nell'armata attiva, alcuni appena vi furon o una o tutt 'al più due. Ma un pensiero d'indipendenza nazionale lungamente meclitat0 da un ptence chiamato a salire sul trono subalpino fece cambiar d'aspetto all'esercito. Era -~l'uopo aumentar la ·forza armata per pre1Ja.r are l'opera di quel gran concetto di scuotere la pressione della straniera supre• ma.zia : epperciò, appena ricevutò il regal retaggio, Carlo Alberto vi diede pr incipio. Cominciava appena l'anno 1832, qua.udo veniva.no soppressi i battaglioni cacciatori, e ciascuna delle br~gate di linea, ingrossandosi dei soldati d'ordinanza pro-ve~ient1 ~a essi, era divisa in / lue reggimen~i : La ~erma de1_ provmcia.li si portava, da dodici a sed1c1 anm : non ~1 furono più contingenti, ma i provinciali apparte~enti .ad_ un~ élasse cli leva, tosto arruolati, venivano designati a1 van corpi p~r un servizio di un anno \protratt? poi a qu~ttordici mesi) ; erano qui11di licenziati e rimanevano m congeclo illimitato a disposizione del governo per l'intiera. ferma ; pot~ndo però essere richiamati per ogni qualunque


214 STUIJI SUL RECLUTAMENTO evenienza o sovrano ·volere , senz'orcline , distinzione o turrio. La ferma era però divisa per metà, cioè nei primi otto anrii, i provinciali facevano parte dell'armata attiva, e nei secondi formavano una massa di ·soldati · anziani d'armata di riserva , i quali, obbligati a servire in caso di guerra, dovevano soltanto essere organizzati in tali circostanze, senza che fosse stabilita la specie di servizio o destinazione loro . Finalmente l'elemento dei soldati provinciali era.si introdotto pur anche nella cavalleria e nei piccoli corpi del genio, del t r eno od altri creati nel precedente anno 1831 : però in questi corpi, come anche nell'artiglieria fu stabilito a tre anni il servizio attivo obbligatorio dei: provinciali. I corpi continuarono così àd essere formati cli soldati d'orclinanza e provinciali, ma nella fimteria in ispecie i primi sommavano appena all'ottava parte della loro forza.. Lo scopo di coteste innovazioni , come abbiam detto , era cli a.vere forze poderose con risorse limitate ; ed essendoci noi spesso occupati di studiare i vari sistemi di ordinamenti d'armata, dobbiamo convenir e che quando fu compiutamente esegutta questa formazione (sovrani provvedimenti 4 maggio '1839) la abbiamo sempre considerata còme modello di combinazione e di previdenze minute d'ordine, di ari1ministrazione e di regolare andamento di cose. Si riuscì con ciò ad avere una forza armata di 87,000 uomini d'armata attiva ,e 56,000 d'armata. di r iserva (in tota.le 143,000) senza che le leve ammali ascendessero al di là di 10,000 designati. Sot~o l'aspetto adunque delle t'ela.zioni colla popolazione (oggetto di questo nostro ragionamento) non si poté ottener di più , e perciò francamente diremo che nessun ~,l tro sistema potr à g'lungere a questo risultato, di avere una ragguardevole for za armata senza essere cli troppo peso al pubblico tesoro ed alla popolazione. Non egualmente dovevasi apprezza.r e .'Ìn fatto cli costi-

l'lm L'E SERCITO ITALI ANO

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t uzione. Molti erano i difetti che lo spirito d'osservazione credeva cli ravvisarvi , e nella guerra del 1848-49, sebbene quelle truppe sia.usi dimostrate animate di valore ossia buoni soldati, tuttavia divennero palesi i già preveduti difetti (dei quali farnmo cenno nel seguente capo) . Si procedette quindi a n uove riforme , e dopo varie prove, nel 1852 furono stabilite le basi di reclutamento, le quali divennero leggi dello Stato il 20 marzo 1854 : legge che tuttora è in vigore ed alimenta l'esercito e regola le sue relazioni colla popolazione. · Metteremo fine quivi alla nostra narrazione storica, e perciò tralasceremo di parlare dell'ultima formazione dell'esercito, che d'altronde la stessa legge ce l'addita, ed il nostro scopo essendo di dimostrare quello che la nostra mente ci suggerisce, poter essere conveniente ad un nuovo .ordinamento, ci arresteremo perciò ad esaminare le cose . più rimarchevoli fra queI~e ora stabilite, ossia anahzzeremo le diverse forme da noi ora raccontate in compendio , onde servano cli argomento a da,r valore alle nostre opinioni. Prima d'ogni altra cosà ci siano permesse alcune brevi riflessioni stù diritto politico italiano. . Non solamente in quest'epoca cli risorgimento , ma per molto tempo ancora.(e diciarn pure sempre) l'Italia dovrà avere a sua prima ist ituzione una ragguardevole forza armata, se vuole essere libera, conservare la sua in.dipendenza, stabilire l'ordine e il rispetto alle sue interne istituzioni; e connettere e_d unificare le varie prov-incie :fi'no ad ora disgregate cli leggi e cli costumi in uu solo pensiero, in comuni interessi, in quel tutto éornpcitto ed omogeneo che veramente forma lo spirito nazionale. Chiunque abbia senno e idea cli vera libertà nori deve paventare che questo stato di cose, in cui la costituzione militare predominerebbe, possa condurre al disp_otismo so1~atesco; no certamente: dobbiamo invece convincerci di

.

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1

217

STUDI SUL l\EOL\JTA~IE NTO

PER L ESERCITO ITALIANO

una verità: che il diritto prevale ed, ha potere, se è soste?iulo dalla (orza; ed appunto perchè la forza non usurpi q~esto potere deve essere formata in armonia ,colle istituzioni del paese ; e perèiò vi deve essere un esercito compatto, disciplinato, e non massè armate o squadTiglie di volontari, buone, se vuolsi, pèr un'impresa arrischiata, ma che non hani10 . legami, ùè esistenza, nè dnrata. Queste riflessioni ci 1::ìri:wano così che anche sotto il punto politico interno deve esistervi ornai sempre un 'armata permanente. Il sistema sopraenunciato delie due specie di soldati d'ordinanza e provincia1i, è quello che più conviene ad un paese retto a governo libero, poichè, oltre a poter 1:iescire, come dissimo, ad una forza poderosa senza troppo aggra,vio dclia popolazione, l'educazione e lo spirito militare si propagano in esse, vi insegna e conserva. il rispetto all'ordine ed all~ leggi, vi nutre la devozioue e l'amor della patria, e rinvigorisce i pensieri generosi di v alore e di gloria. Da queste riflessioni ne deriva·la conclusione seguente: che non possiamo a ·meno di disapprovare l'opinione, generale ingenerata da una mal intesa interpretazione del dovere d'ogni cittadino verso lo Stato : e vogliamo intendere q\1ella impropria espressione data al reclutamento d'impostci del sangue. Non è sì lieve l'errore cli un ta.l modo di considerare la _leva : egli è un danno che desideriamo or quivi cli rilevare e mettere in chiaro. Sotto l'impression e di questa espressione Ìrnposla del sangue i legislatori ebbero per iscopo principale di allègerirne 'il carico, e. considerato come una triste necessità dei tempi , nel compilare la legge che ora ci .regge si pensò solo a restringere il tempo obbligatorio d'essere soldato : predominò il pensiero dcU'eguaglianza di questo cari co, e si st_a'bilì che nessun uomo chiamato a.l servizio militare potesse r imanervi un tempo maggiore d'un altro.

Venne con ciò sancito i:l principio d'una medesima ferma per tutti e d'un uguale s1;3rvizio sotto le armi. Riescì perfetto, se vuols.i, questo stato di cose, ma ques_t'uguaglianza. fu materiale, o meglio apparente; e per conseguenza esiziale o;i reali diritti delle popolazioni (d'onde n'ebbe pure gravi danni la. costituzione dell'esercito). On de comprovare questo n ostro argorp.ento diremo: A) Il servizio militare fondato su questo ,livello t eo-

r ico, in pratica riesce ripartito in senso opposto ai bisogni della famiglia (da cui provengono le popolazioni). B) La ripartizione in questo modo è un .carico gravissimo per esse famiglie. A) Ripartizwne ,a seconda dei bisogni delle famiglie.

Giacchè il dovere del servizio milita.re si volle considerare come un'•imposln, osserveremo che le impost e sono ripartite a seconda delle fortune dei privati, e perciò è cosa naturale e giusta che il ricco versi di più nel pubblico tesoro del povero. Perchè dunque non succederà lo stesso pel reclutamento ? Perch è le famiglie più numerose non ~aranno gravate di più di quelle in cui vi sono pochi membri ? In due maniere puossi stabilire il maggio1~carico : O col dare allo Stato un maggior numero d'individui; Od obbligare quelli designati dalla sorte ad un servizio più. lungo. Già abbiamo detto non essere più consentaneo ai nostri t empi il primo modo che anticamente reggeva il reclutamento provincial e' in Piemonte; e senza dilungarci nello addurre ragioni su' cose conòscii,ite generalmente e sancite dall'esperienza, sappiamo che il più equo e bene inteso sistema, si è la designazione per sorte; sistema che rfrro• ,\N /\O

V . Voi ' ll. -

l :i.


2ì8 STUDI SUL RECLUT ,li\!E~TO viamo appunto vantaggioso, perché destinando al servizio d'ordinanza quelli rne1:1-o necessari alla popolazione, quali appartenenti alle famig1ie pit1 numerose, si ritrovano così le due specie cli soldati .naturalmente e senza studio, essendo in tal modo ben r ipartito il sacrificio o carico che · ogni fa.miglia sopporta proporiionatari.1ente alla sua composizione. Qui havvi chiara e manifesta la giustizia; ed infatti. così troviamo ben applicata la massima sopraenunciata, che ognuno paga in proporzione delle p1·opr·ie sostanze; b ripartizi,one corrisponde alle varie condizioni cli fcGmiglia. Conseguenze o risultati questi che rrovano il nostro enunziato : che il seri,izio milùare non pnò esse1·e materialme·vte vgiiale senza trova1's· i in opposizione dei bisogni delle famiglie I e pe1· çonseg,uenza delle 1)0polazioni. A questo nostro ragionare si potrebbe però contestare che le famiglie di molta prole si ·troverebbero probabilmente nella eventualità d'offrire un maggior numero dei suoi membri all'èsercito : eventualità questa che equipara.udo abbastanza il carico; la giustiz1a vuole .che vi sia un servizio uguale per tutti in compenso di. questo maggiore rncrificio. Ma siccome ·la, .sorte decide pet destinare che un uomo sia soldato, così sarà effetto del caso; ed il caso non può far -legge, non può erigersi in principio : tenuto poi conto ehe la legge esenta il fratello che segue quello che è soJdato o che morì o fu riforma~o per cagione di servizio militare: questo favore certa.mente cadrà a maggi.ore . profitto delle numerose famiglie (1) .. (1) L'appendice alla legge del 1857, per cui. tutti gl'foscritti di leva sono solrht.i, mil ita 11 far propendere il giudiiio che' sia uguale per tn ll1 11 servizio. Ci proponiamo di tratt~•·c questo punto dell'obbligo del scnizio rni l it ur c quan(]o s:iremo a ragioi; arc delle riserve a! lc lc1·c, ossia delle seconde categorie, rd cs tcniandov i la nostra op'nionc, potremo fai· Ycder€ che quanto q11 i diciamo è in perfetto acco rdo coo c.iò che saci1 da n oi esposto sn quegli argom9nti. Q,ui si t.r,1t.ta soltanto della prima categoria, qui nch crediamo vere e legalmente giuste le cose che dì.ci:uno suJ r i,p:,rlo elci servizio.

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Pb:R L' ESllRCll'O l 'fALUNO

B) Carico gmvissimo per le fàrrviglù .

Stabilito per massima che il servizio sia uguale per tutti, ne deriv[L che, volendo vi esista un'armata permanente, ossia di soldati d'ordinarìza, questa riescìrà piccola, cioè d'un numero d'uomini ristretto assai ; o, se si vuole che sia numerosa, bisog1;ia formarla intieramente di soldati provinciali. Se l)e1ie osserviamo , fu questo il .risuUato dell'organizzazione del 1852 (basata sulla eg\1aghama del servizio) . Era necessario però daJ:gli una consistenza militare e fu d'uopo ricorrere ad lill 1;ipiego : che tutti indistintamente fossero obbligati ad un servizio continuato cli cinque anni co~1 una ferma d'undici. Mettiamo in con front.o questo fìtato di cose coi sistemi che l'hanno preJeduto e -si pronunci il giudizio ..... Certo non occorre studio o grande. intelletto per vedere che l'attuale sistema è un peso gravissimo alle popolazioni : ed è di scap.ito grandissimo particolarmente alle famiglie cli poca fig1rnolanz<1,. Concbiudcremo perciò che, visto il bisogno d'un'armata permanente e numerosa, l'aver stabilito un servizio ed una ferm'a uguali per tutti gli ascritti, non fu un benefizio ma bensì un dç1,nno alle popolazioni dello Stato. ' '

G. C. (Cont.intia)


STUDI ll!L!TARI SULL'ORGANIZZ. DELLE NOSTRE FANTERlE

STUDI MILITARI

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE

CAPO VII.

· Considerazioni sul!'01iganizzazione in generale tlell'esercito italiano. Sommarlo. ~ Gcncralilà - Ordinamento generale dell'esercito in: corpi d'esercito, d ivisioni, ccc., ccc. - Oi•dinamento speciale d'ogni armll,: fanteria di liueu, bersa~lieri, ca1•allcriu, u,t igl icria, genio, cèc.. - Riassunto generale ...:. Quadro generale numerico delle for~c rniEturi della nazione.

Mercè la savia politica del nostro governo, mercè i prodigi di Garibaldi e de'suoi prodi, mercè la bravura di quella parte del nostro esercito, che in men di 2 mesi co mpiva la splendida campagna d'Ancona, e rompendo tutte le avanzate de' borbonici, ne chiudeva le ultime falangi nell'estrrmo _loro baluardo, che sta per cadere, 22 milioni e 1j'2 d'l\ariao i so no oggi mai riuniti soilo il glorioso scr.ttro del Re Galantuomo , primo re d'Italia,

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Ma alla grande famiglia mançano tuttavia poco meno di 3,000,000 di figli ..... e lluesta fo r~ata assenza amareggia tutti i nostri trionfi! Fra it Mincio ed il basso Po, questi nostri fratelli ci protc:ndono le braccia caricbe di èalene, mandano l'-uttirno grido di· dolore, ch'è pel cuore de' liberi fratelli il pii1 sacro~anto1 Per quanto s'affaccendi la diplomazia a risolvere l'estrema quistione della Venezia senza effusione di sangue , per quanto reale interesse abbia l'Austria di arrendersi ai grassi partiti che al proposito le vengono fatti, cionullameno non facciamoci ~ illusione, ma p1muadiamoci che qtieslo sacro còmpito è dell'eseràlo italiano, e prepariamoci con ogni sollecitudine all'estremo sagrilìzio, che per uoi, soldati, sarà il più glorioso, poichè col sangue nostro avrem suggellata la completa unificazione d'Ilalia. l'el 1° ma,·zo l'esercito italiano dev'essere forte di 370,0 00 ,ço[dati di [,ruppe regolari, . e 20,000 volontari; ed ÙJoltl'e di 100,000 uomini di guardia nazionale mobilizzala. Il tempo per l'apparecchiò è stringente assai per l'impresa di cui si tratta , e per qua.nto null)erosi e-buoni siano gli t>lementi disponibili, immensa è la bisogna d~ll'uomo di Stato per formarne quel tutto omogeneo e compatto ellechiamasi esercito; ma l'alacrità provata degli uomini che stanno a capo delle nostre miliiie, e più di tullo il concorso spontaneo de\!' intera nazione, ci Faranno far l'1mpossibile. L'organizzazione regolare degli esel'citi non è· cosa che si possa improvvisare, ma è lungo, faticoso e compassato lavoro del tempo e dello studio politico e mil itare , la quale presenta una serie infinita di quesiti di difficilissima soluzione; eppure forza è per noi di risolverli in meno di due m_esi. Epperciò forza è di transigere con alcune rrgole dell'arte, ma ciò in g_iusta misura, appigliandosi, se uon ai metodi perfell i, a quelli più essenziali e fecondi di immediata efficacia.


222 STUDI MIL !T.IRI li nucleo dell'esercito italiano già esiste....... ed il maggior passo è folto; ma a questo nucleo prima di raccogliere i nuovi elementi impo rta di dare un più regolare assetto. Indipendentemente· dal valoroso esercito meridionale noi abbiamo 5G regsimenti di fanteria di linea, molti dei quali sono tuttavia incÒmpleti, difettando tlel 4, 0 batlaglione; or bene, prima di tutto è necessario di completare quest"arm,J, cbe è la principale delle bauaglie, e specialmente pel nostro prossimo teatro di gnerra. Nei precedenti nostri articoli sull'organizzazione delle ranleiie dell'esercito ('I) ci siamo pyovati di addirnostrare cbe _l'attuale fo;·mazione del i10strn battaglione di fanter ia di linea di 4 compngnie non è così conveniente come se fosse di 6 comp;ign ie, per soddisfare pienamente al1o scopo dell'unità !altica per ql)est'arma, cioè: semplici là, flessibilill1 e rapidità nelle mosse, ma ad un tempo consistenza, onde avere quell'indipendenza d'azione, che è 'pregio principale ed essenziale ,dell'unità tallica nel combaltirnento; la maggior alli todine possibile cosl pe r l'attacco che per ]3 difesa; reciproca protezion~ di IJ1fte le sue parli in qualunqne siasi di~posizione ?i cornbattitnenlo. Trattando poi la formazione del· reggimento ci siamo prouunziati per la formazione di 3 battaglioni a 6 eompagnie (2), come la pii1 conveniente al punto di vista economico, amministrativo e tattico. Epperciò noi siamo d'avdso che in questo rimpasto dell'esercito nazionale s'abbia addirittura da adottare questo metodo di formazio ne, come il più eonveniente ed omogeneo alla tattica alluale. Nè ci distoglieranno da questo nostro maturalo con;,iglio coloro che ci grideranno su lla voce, questo non è il tempo, di innovazioni nell'ordinanza, e/te la sco'mpiglino' da capo a fondo ,: I (!) Vedi fasdcolo 2°, agosto 1860 , pag. 133.

(2) Vedi fascicolo di settembre 1Sfi0, pag. 257.

Si;!. l.'ORG!l:-IIZ:UZ!O~,E DELLE NOSTRE FA\"TR RlE

~V\'('gnaccbè questi mutamenti e 4u<>ste complicazioni the l,1 !1l0 li spavPn~ano noi a_vvisiamo siano attuabilissimi senza grave scompiglio nè per l'ammic1istfazione, nè pei regolamenti di esercizi. Difatti le 11roposte morlifica~ioni potra11no succedere privatamente in ogni reggimento, aggiungendo 2 compagnie atli,e a qJJelli da ,i. battaglioni attivi, e fi a quelli che hanno tuttora 3 battaglioni di ,i., compagnie, cioè accrescendo 2 compagnie per ciasr.:uno di questi battaglioni: • In quanto ai reggimenti di nuova for:11azione, meglio è sit:u•ramenle ad<;ltar subito quell'otdinamento che è riputato più conforme ai precetti dell'odierna tattica e più conveniente, cbe adot1m·e prnvvisoriamente l'antico, se es~o è fiu d'ora giudicato s~·a ntaggioso. E qui cdnviene inoltre avvei·lìre che per questi nuovi refgimenti i'I · personale dove11dosi estrarre in massima da quello dello sciolto eserci to napolitano, non riuscirà nuova per costoro la formazione del ballaglione su 6 compagnie, questa es.,,Pndo già '\'ord inanza tallioa di quella fanteria di linea, RelatÌ\',llllente poi, agli attuali regolamenti per gl i esert:izi, poche e facilis,-ime mod1fìcazioni, le quali per nulla ne interesserebbero la sostanza, e cbe potrebbero raccogliersi in una appendice ·cli brevi pa,gine, basterebbero per adattarli alla nnòva formazio11e. D'altronde queste rnodificnzjoni non tocchere'bbero che alcuni movimenti della scuola drd battaglione e niun'altra parte dell 'attuale regolnmento d'esercizi. I vantaggi che noi abbiamo apprezzali nel ballnglione di 6 compagnie per la fantHria di linea, sono ugualmente applicabili ni bersaglieri , e fors'anche in un gratJo superiore. Diffalti con 4 compagn ie, un battaglione combattendo isolato in ordine sparso non può distendere cbe una sola compagnia onde aver sostegni e risel'\'a. Mentre invece con - 6 compngnie esso potrà, dividendo la sua forza in tre parti uguali, distendero 1


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S1'U0l Mlt.lTARI

2 compagnie, metterne due in sostegno ed a,,er le altre 2 i11 riserva. - Per gli assa lti esso avrà così quella consistenza neces- · saria per produrre l'urto decisivo; esso potrà con incalcolabile utilità formarsi in due colonne .di mezzo battaglione, ed anche in colonne di divisioni, l'una a rincalzo dell'altra, od indil'izz,ite all'aU.acco sirnullaneo di due o Ire punti distinti. - Chiamato a proteggr.re· la fronre della sua brigata, il battaglione bersaglieri di 6 compagnie avrà due <;ornpagu ie per la fronte_, e due per ciascun fianco. Negli attacchi in linea di baltaglia, il battaglione di 6 compagnie potrà fornire una compagnia , per ciascun intervallo fra i _6 battaglioni della rispettiva brigata.

(frdilrnmento ef.fcHivo dell'esercito. Ciò premesso, veniam era a discutere l'ordinamento concreto dril'e.sercito italiano, specialmente occupandoci delle (anterie. Fra quattro o cinque anni, attuandosi per tutta l'llalia l'attuale sistema di reclutamento, sul piè di guerra l'esercito nostro potrà numerare 600,0t)O combattenti, avendo tutte le sue categorie di ser_vizio sollo le armi; ma pel 1861 non è possibile raggiungere questo effellivo numerico , avvegnacbè molte delle nuove provincie, o per non essere avvezze alla leva, od use ad altri metodi di recluta:nento, presenterebbero diffic1;ltà insormontabili, se loro si volesse applicare ipso facto e pienamente iJ sistema di leva seguìto nelle provincie settentrionali. · Noi siamo convinti che per la prossima primavera non potremo oltrepa_ssare la. forza effettiva di 400,000 per l'esercito regoia,,e, epperoiò per base dei nostri calcoli abbiam tolto 370,000 uomini per l'esercito attivo. · Su 370,000 uomini, stando alle proporzioni normali fra le varie armi ('I ), si do,vrebbero avere : (1) Vedi fascicolo di maggio 1860 ,

p.ig. J3l.

SULL' OllGANIZZAZIONI> DELLE NOSTRI!. F ANTERIE

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224,000 uomini di fanteria di linea 48,840 bersaglieri 6,000 di cavalleda di linea 37,000 cavalieri ) 14,000 lancieri 17,000 cavalleggeri 18,000 da ca1:1pagna 37,000 arliglie ri ) 12,000 da piazza 7,000 ope1~ai ' 10,360 genio 12,800 treno e altre armi accessorie. 370,000

Ma la pennria di cavalli per la cavalleria e l'artiglieria, e la impossibilità di addestrare uomini e cavalli in sì breve termine per queste armi, il cui va.lore tattico consiste più nella bontà dell'organizzazione elementare che nel numero, fanno sì che dovremo per ora contentarci di tu"lt'al più 20 ,000 cavalieri e di 30,000 artiglieri, e questi possiamo avere, senza grandi difficoltà, bene addestrati e montati. • Epperciò -la ripartizione numerica dell'esercito · diventerebbe la ;eguenle ; in numeri rotondi: '255,000 uomini di fanteria di linea 45,000 bersaglieri 2,600 di cavalleria di linea 20,000 di cavalleria 8,000 lancieri 9,f00 cavallegger\ e guide 15,000 di campagna 30,000 .di artiglieria ) ,J 0,0 00 da piazza 5,000 operai 10,000 · del gen io · 10,000 treno e altri.

:no,ooo


226

STUDI MIL!TARJ

La configurazione geografica del nostro paese richiede ovviamente la divisione delle frll'Ze militari nazionuli in due · t:serciti, settenlrionafo e meridionale, epperciò in 8 corpi d'esercito; avvegnacbè per un esercito la divisione la più éonsentapea, ai precelli de·lla strategia e della tattica attuale, è quella in quattro corpi, dei quali uno di destra, uno del centro, uno di sinistra, ed il quarto di riserva. - Questa formazione permelle all'esercito di océupare completamente uno scacchiere d'operazioni, presentando da ogni lato ug~al lroMe strategica, e pr(}stasi facilmeule,a qualm1que combinazi one cli guerra. · Il corpo d'esercito si compone di 3 divisioni:· l'una di destra, l'altra ciel centro, la tei·za d(sinistra. _ Quando il corpo d'esercito opera isolato, ia divisione del centro vien denominata divisione di riserva, men tre le altre due agiscono in prima linea. La divisione, che appo noi è l'unita fondamentale della gnH) tallica, poichè è la prima fornrnzio11e ove si combi11a1w le tre armi, formasi normalmente nel modo seguente: 2 Brigale di fanteria 2 Battaglioni di bersaglieri: 1 Reggimento di cavalleggeri o lancieri. 1 Brigata d'artiglieria. ·l Compagnia del genio. 1 Distaccamento cli pontieri. , 1 Distaccamento del treno. Solto-in.tendenza militare. - Ambulanza, ecc. Inoltre ogni corpo d'esercito deve avere un parco di riserva <l'artiglieria, presso cui•una brigata almeno d'artiglieria rii campo di grosso calibro (da ,16: ....), ed anche un parco di riserva drl genio, presso al qu,ile ~ compagnie di zappatori. Epperciò un corpo d'esercito consta complessivamente di : 6 Brigate di fanteria di linea. 6 Battaglioni ·di bersaglieri. 3 Reggimenti di cavalleria.

SULL'ORGANIZZAZION!!: DELLE NOST'RE FAN'l'ERJE

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4 Brigate d',artiglieria. 1 Battaglione del genio (~ compagnie.), 1 Compagnia _di pontieri.

2 Còmpagnie del treno. 1 Compagnia infermieri. 1 Compagnia sussistenze. 1 Squadrone di guide.

lnlendeuza militare, ecc. Ogni esercito ba inoltre un corpo di cavalieria di linea pei grossi colpi di mano. Difettandoci atlualmente quest'arma, ci contenteremo per ogni esercì lo ' di una brigala di cavalleria di linea, o, meglio ancora, formeremo degli alluali ,i. reggimen[i una divisione di riserva general e. Attenendosi a quesee formazioni, che sono le attuali nostre e quelle di presso che tutti gli_eserciti europei, ci occorrnranno adunque per l'ìntiero cserciw attivo:

2! Divisioni, cioè·: 48 Brigate di fanteria (96 reggimenti). 48 Battaglioni di. bersaglieri. ( i regg. di cava!le:ia di linea. . . . . ) 1 2 )) lancieri. 30 Il.egg,me_nti d1 cavalleria / ,12 i~ cavalleggeri. . , 2 n guide. ,6 Regg. d'artiglieria da campagna (60 batterie). 2 Hrigate d'artiglieria a cavallo. Artiglieria 5 Reggimenti d'artiglieria di piazza. •1 Reggimento operai. 1 R(~ggimenlo di pontieri. 3 Reggimenti del genio (9· baltaglioni). , Corpo del treno (2 reggi menti, ciascuno di -16 compagnie attive). Corpo infermieri (1 reggimento di 3 ballaglioni di 5 comp.), Corpo delle sussistenze (2 battaglioni di 5 compagnie attive).'


228 STUDI MILITARI Corpo reale dello stato-maggiore. lntèndenza generale. · 6iustizia militare, ecc., ecc. Esportemo ora brevemente alcune nostre opinioni sull'ordinamento parziale di ciascun'arma.

HNTERIA DI LlNEA,

· Noi vogliamo 96 ieggimenli di 3 baUaglionì alti vi e ~ di d~posilo _; ciascun battaglione attivo di 6 compagnie, il battaglione d1 deposito di 3 compagnie in tempo di pace e di 6 in tempo di guerra. ' La forza attiva del reggimento (capo v1, fascicolo m, settembre ·1 860) ritenendosi di 2,653 uomini, i 96 re,go-imenti richiesti importerebbero 234,688 uomini, più 4-8 b~:~,adieri in tutto ~5q.,736. • t> Attualmente noi abbiamo 56 reggimenti, dei quali 36 hanno 4 battaglioni attivi di ~ compagnie ciascuno, 20 ne banno sori ~; epperc~ò onde rid11rre questi' reggi menti secondo il proposto s1s~e?1a d1 6 compagnie per battaglione, e di 3 battaglioni attivi per- ~eggimento, si richiedono 192 nuove compagn ie: 2_ compagnie per ognuno dt:!i 36 primi reggiiJ1ent.i; 1 ba\taglione di 6 compagnie per ciascuno degli ultimi. li personale per <y~este 192 nuove compagnie (27,4-56 uomini) si avra am- , piamente dalle nnove leve d.elle antiche provincie. Ci rimarranno poi da formarsi 40 nuovi reggimenti •15 dei q~alì togli eremo com pie ti per personale e quadri dalla' fan te ria nap_olHa~ia, la quale consisteva per lo appunto di •I 5 reggimenti na.z 1on~h ~~ 3 di fanteria di linea e 2 granatieri della guardia); gli l)l~n 2o reggimenti dovremo radicaìmenle formarli togliendone 11 personale da nuove leve nell'Italia meridionale, e spe1

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE

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cialmente nell'Umbria, nelle Marche e nella Sicilia, le quali poti·anuo fornire almeno h classi, non avendo mai in pria d'oggi còntribuito al reclutamento sollo i cessati loro governi. I nuclei di formazione per questi 25 nuovi reggimenti si dovrebbero loglie1:e promiscuamente e dai reggi'menti antichi, è da quelli napolitani. Così, ad esempio\ per formare le 18 compagnie di un nuovo reggimento noi prenderemo 6 compagnie dai Q6 antichi reg-· gimenti, e ~ dai 15 napolitani, talmentechè iJ person;1le del nuovo reggimento avrebbe una sua melà di soldati già falli al , mestiere delle armi. i' vuoti che risulterebbero perciò nei reg~g,menti di antica formazione si riempirebbero colle 11uo,;e leve d'ogni provincia italiana promiscuamentè. Con cotesto metodo si otterrebbe quella fosione morale e materiàle, indispensabile per formarne quel tutto omogeneo, cornpatlo, che costituisce la vera forza d'un esercito nazionale. Dei 96 reggimenti proposti, 1 '.2 noi vorremmo facessero pa1-'te della gu.ardia reale, che ben si addice al glorioso monarca fondatore ·della novella nazione. Questa guardia i·eale, compos_ta di truppa scelta d'ogn/ arma, formerebbe il ·1 ° corpo dell'esercito. - Parleremo successi va~ . mente della sua particolare organizzaziorie. l ,J '.2 reggimenti dì fon teda della guardia dovrebbero essere: 6 di g1·a11atieri, e 6 òi fucilieri: quelli scelti fra gli uomini di più alta statura dell'esercito , questi fra i soldati di buona condotta, i quali avessero fatto già parecchie campagne. Gli altri 84- per numero progressivo di reggimento, conti. nuerebbcro a formarsi in brigale a due a due~ come gli ·a1tuali, e prendendo il nome delle primàrie città: così le 1-6 ultime bri gate pt~lrebbero intitolarsi : .4ncona, Aquila, Avellùw, Bari, Catania, Caserta, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Lecce, Macerala, 11/arsala, Poten~a, Trapani, Salerno, Sassari.

•


230

STUDI MILITARf

Jl E

n s A G LI E n J.

Già a_bbiam delle le ragioni per le- quali preferiamo ·anche per quest'arma la formnzionc del battagl ione cli 6 compagnie , epperciò qui ci limiteremo a trattilrrH~·. l'ord inamènto :effettivo. Secoudo il progetto d'ordinamento geuérale sovra proposto, si richiedoiio 48 battaglioni attivi di b·ersaglieri, eioè uno per ogni brigala di fanteria di linea. Attualmente ne abbiamo 27, epperciò ne difettano ancora -21; ,19 dei quali noi formeremo dei 19 battaglioni di fanteria leggiera proyenienti dall'ese rcito · napolitano cioè: 2 Bauaglioni cacciatori della guardia (a 6 compagnie). 1 .Ilélttaglione tiragliatori della guardia (a 8 compagnie). 16 Ballagli on i di cacciatori (a 8 cùmpagn ie). 19 Battaglioni (20,000 uomini) (·1).

Ci rimarranno , impertanto 2 soli batlaglioni da formare totalmente. , Afllnchè ciascun · battaglione· abbia 6 compagniG si ricbieggono soltanto ,1,.4. compagnie di nuova . formazione. Diffatti 54sarebbero necessarie per portare a G il numero delle cornµagni e degli attuali bat.taglioni, '.U altre compagnie per i 4, battaglioni di nuova formazione, cioè in tolto 78. - Ma fra i battaglioni 11<1politani, 17 av~ntlo 8 compagnie, essi potranno fornire le eccedenti 34 per portare a numero gli altri i.Jattaglioni, cosia;lìc nun:iericameate rimangouo a. formarsi, come già abbiam dello, solo _,U. compagnie di bersaglieri

•

(I ) Ci si appol'rà cÌ1c cot.csti corpi sono oggiroai disciolli, ovvcrll rin:ch iusi in Gaéta, ma a tali opposizioni noi r isponderemo cloversi ritrovare i ruoli e gli uomini dei corpi sciolti, e che, speriamo, Gaeta non sia uè \tna. Schaslopoli, nè Troia!

SULL'ORGA~IZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTJ;;l(IE ·

231

-. 1n quantq al'la formazione dello stato-rn~ggiore del balla-glione di bersa0\ieri, e quella della compagnia, noi ravvisian10 opportuna la seguen te, cioè:

$/(1/0-maggiore del baUCÌglione bersaglieri, 1 Maggiore. ·I Aiutante maggiore contabile. 1 Medico di battaglione, · 1 Fn.rierc maggi0re. 1

Sergente d'amministrazione. 1 Caporale maggiore. ($

Composizione di una compagnia aUivn. 1

1 Cap ita,i·o (a cavollor 1 Luogotenente.

2 Sottotenenti .. 1 Furiere. 6 Sergenti. ·1

Caporale trombeltiere.·

,17 Caporali (cli cui 'I contabile).

120 Solclali. (dei quali ·12 trombetti<:ri).

14-9 . Per cui la fo rza del battaglione attivo di bersaglieri di 6 com~ jJagnie risulta di ~)00 ~wm'ini; ed i bers,1glieri dcll'intiero esercì lo attivo sarnnno 48 x 900 == 43,200. Aggiungansi 4 depositi (di 16 compagnie in tempo di pàcé e 12 in tempo di guerra) formati come per la fanteria, ma coman,lati ciascuno da un luogotenente colonucllo (oltre. al maggiore d'amm inistrazione); e la forza totale della fanteria leggera dello Stato ascenderà così a ·circa ,LS,000 uomiui , come ,n-evamb prestabilito.


232

STUDI MILITARI

SULL'ORGANIZZAZIONE DELLE NOSTRE FANTERIE

Dei 4S battaglioni, 6 scelti fra i migliori bersaglieri di tutta l'arma formerebbero i bersaglieri della guardia; gli altri 4-2 battag,lioni sarebbero distinti col numero progressivo. Pei· conserviire ai battaglion i di 'bersaglieri tull,1 quella indipendenza (fazione che loro è necessaria,_ ma pEr poter ad uu terilpo imprimere a tulla l'arma quell'omogeneità d'istrnzione e di governo che non è men indispensabi le, ed anche onde poter all'evenienza portai· colpi decisivi al nemico, formaùd o masse inobi1issime e ad un tem po co mpatle di quest'arma scelta, per piombargli inopinatamente addossò; noi riteniamo che ogni battaglione di bersaglieri abbia da essere bensì, come per lo passato, unità amminisrrati'va, dipendente però àa un deposito e ·da uno stato-maggiore generalé del corpo. - Onde non centralizzare troppo l'amministrazione e incagliarne così lo spaccio, noi proponiamo pei bersaglieri 4 ùepositi, sedenti l'uno a Cuneo, l'altro a Siena, l'altro a Perugia, ed il 4,0 a Potenza. - E per la· direzione tallica d(''.l corpo, presso il Ministero della guena ;1oi vorremmo 1 luogotenente generale' comandante del corpo, e 4., colonnelli ispellori, i quali nel tempo <l\.pace dovrebbero ispezionare 12 battaglioni per ciascuuo; in tempo di guerra o, di esercitazioni per grosse bande (1 ), i ,i colonnelli ispettori ed i 4,. luogotenenti colonnelli comandanti d.ei depositi assurnerebbero la superiore~ direzione dei berisaglieri presso ogni corpo d'eserci to , stando addetti al quartier principale, come oggi stanno il comandante ·dell'artigl ieria e quello del genio. ' · Queste nostre proposte proven,gono da un' idea ijssa che noi abbiamo sulla vera destinazione !altica dei bersagl ieri. Quesli battaglioni non debbonsi considerare ed impiogcJre unicamen te quali esploratori, iiragliatàri, o precursori della fant eria di linea nella ·battaglia; ma bannosi bensì specialrnentt' da apprezzare e 1

(1) Le quali noi crediamo essenzialissime per qn esVurma, come per ogni alln.

233

adoprare quali eccellenti truppe di riscossa. - La fanteria di linea debbe poter provvedere da sè a' suoi bisogni , relativamente al servizio suo particolare di esplorazione, avamposti o tiragliatori, ed a ciò le abbiam date 6 compagn ie per ogni battaglione. - Ed i ballaglion i di bersaglieri , a nostro avviso, dovr~bbero, appeua banuo iniziati i grossi attacchi e. aperte le vie alle colon ne di fanteria di linea , formars i tosto 'in seconda -linea; e raccogliend osi all'occorrenza per 3 o 4 battaglioni ·ed ancbe pi~, prepararsi per l'urlo decisivo, che dà la villoria. Questa nostra opinione, qui appena ed imperfettamente ab- . bozzata, s'accorda però perfettamente allo spirito dell'attuale tattica, il cui pregio principale consiste nella mobilità e nello slancio della truppa di riserva. CAVALLERIA.

Le circostanze di verse cbe richieggono l'impiego della cavalleria, stabiliscono pure la convenienza cli aver diverse specie di cavalleria. Così talvolta l'utilità predominante di quest'arma è di produ rre con un orto formidabi le cd impetu oso un gra11cle effetto materiale contro lrnppe solide ed agguerrile; ed in questo caso il vigore \·uol pre.ferirsi al la rapidità delle mosse. - Talvolta invece è innanzi tutto necessa1·ia una' grande celerità nell'azione per portare una massa i mpoueote pel suo a.spettò, e produrre un effetto morale sn tru ppe poco falle alla battaglia. - Da ciò vien la distinzione della cavalleria , in cavalleria cli linea e cavalleria leggera, e, qual term ine cli mezzo, appo noi, i lancieri, - Qur,sta distinzione d'altronde s'accorda coi mezzi dei diversi paesi, i quali producono cavalli più o meno alli, pit1 o · meno fo rli, pit1 o meno agili, di cui l'allevamento e la manutenzione sonù piÌI o meno onero,;;i. Helativarnenle alla proporzione di forza da adottarsi per la cavalleria, i Lattici moderni ammettono normalmente debba Ali NO V. Voi. Il. -

16.


234

STUDI MILITARI -

essere di

1

8

circa dell'effett!vo totale dell'esercito. Ma questa

proporzione varia secondo i p.aesi nei quali si può essere chiamati a guerreggiare, epperciò .pe' terreni nosJri la si ·ritiene ,

conveniente di

235

SULL ORG ANIZZAZIONE DELLE NOSTRE f ,.\ NTER!E

1

.

10 (1 ). -Così per un esercito di 370,000 com-

battenti ci occorrerebbero 37,000 cavalli. - Ma, come l'abbiamo di già accennato, l'attuale penuria di cavalli in Italia, le gravi e insormontabili diITicoltà di procacciarsene de'buoni dall'estero, e d'altronde l'impossibilità di formar uomini e cavalli uel breve termine cbe abbiam disponibile,· ci costringono a ribassare la suddella proporzione; e non avremo poco da fare onde organizzare quel tanto di cavalleria d'ogni specie , eh'è strellamente indispensabile. Vuolsi almeno un reggimento di cavalleria per ogni divisione, locchè importa già 2ii. reggimenti di cavalleria, secondo il nostro pros'pello d'esercito. Non si pùò fare a meno di avere una qualche riserva di cavalleria pesante pei colpi decisivi nelle ballaglie; e poichè i grossi cavalli sono per noi i pii1 scarsi , contentiamoci dei 4 nostri auuali reggimenti di cavalleria di linea. Sono inoltre indispe.nsabili 2 reggimenti di guide per il ser,,izio degli i>tati-maggiori e per le scorte ai quartieri generali. Onde in tutto: 30 regg_imenti di cavalleria, ossia 1 3 reggimenti in più di quanti abbiam oggi. (I)' « La cavalerie doit etre dans une armée en Fiandre ou cn Allcmagne 1

1

~

20

-. le - dc l' infanterie; sur Ics Pyrenées, sur !es Alpes - ; cn llalie, eli

In quanto alle proporzioni rispettive fra le diverse specie di cavalleria ·sa(ebbe cosa assai difficile il doverle fissare in modo assoluto, poichè esse dipendono essenzialmente dai prodotti cavallini e dalla natura topografica del paese. I numeri 3, 6 ed 8 ci sembrano i più convenienti per noi, onde rappresentare normai mente i rapporti fra la cavalleria cli linea, i lancieri e i cavalleggeri. Cosicchè serbando l'attuale metodo di spartizione, che più d'ogni altro noi ravvisiamo opportuno e per le attuali circostanze e pel nostro paese, noi avremo impertanto:

4 Reggimenti di cavalleria di linea. 12 Reggimenti di lancieri. 12 Reggimenti di cavalleggeri. 2 Reggimenti d\ guide ('I).

.

Epperciò rimangonsi a formare 6 reggimenti di lancieri, 6 di cavalleggeri, 1 di guide; in una parola noi dobbiamo doppiar gli attuali. Per cotesta formazione noi dovremo utilizzare specialment(1 i_6,600 ca~ aÙi e cavalieri deìlo sciolto esercito n~politano (2); 1

(t) Stando alla proporzione normale 3, 6 e B. no i doncmmo aycrc: ,8 Reggimenti di cavalleria di linea. 16 ,. di lancieri. 20 ., · di cavalleggeri e guide. Totale 1,4 Reggimenti. (2) La cavalleria dell'esercito napolitano con~tava dei 9 reggimenti seguenti: 1- Reggimento di carabinieri. 2 " di dragoni. 3 " di lancieri. 2 ,, di ussari della guardia. 1 ~ di cacciatori.

"

1

»

Espagnc - • (NAPoL.ÉON, Ma-ximes de guen·e - 91•) "· 6

.

~ Ritenendo che la fanteria sia -B dciresercito, la cavalleria. corrisponderlll 10 .

· 1 1 . ev identemente a - della fanteria. essendo ·- della for za totale dcll'csc1•e1to, 6 · · · rn .

Totale 9 , Ciascun reggimento componevasi di uno stato-maggiore (di ~8 uomini e ~O cavalli) e di i. squadroni (di 153 u omini c_139 cavall_1 per o~rn s(uadro~e~ cii 1 di deposito. - La fona tota le del reggimento saliva cosi a 793 uomm1 e 735 ca valli. · I carabinieri ed i dragoni sono armat.i di sciabola lunga e diriUa, moscl,cll.o


SULL'ORG ANlZZ ,I Z!O?<E DELLE NOSTRE l'AKTERIE

23f3

. STUDl MILITAI!!

essi non ponno essere sfornati ...... ! e, con un po' di cura, non durnrl1 fati ca il governo a riaverli e riattarli prontamente. L'attuale nostro rrggimento di 4 squadroui è nn po' debole , e non ne sarebbe. ùiflici le il dimostrare quanto meglio convenga quello di 6 squadron i , come in Francia, nell'Austria, nella Prnssia e pressoé:chè lotte ·le cavallerie europee, ciò nulla meno coll'econom ia forzata all,1 qualé mo,mcntaneamenle siam ridotti, val meglio averne maggior numero di reggimenti, che ugual . 1 di -3 • forza .111 un numero di rcggimc11ti minore ' ·Ecco per qual ragione ci alterremo alla formazione alluale (2 3 febbraio 1860), cbe porta la forza dello squadrone ,1'1 i6 uomini e 120 cavalli, e quella del reggimento a 601 uomini e 4-98 cavall i. Coi 6,600 cavalli napo\ iUrni si formeranno abbondantemente 1 O nuovi reggimcq.ti, per cui non ne rimarrebbero a crearsi veramel)te che 3, cioè 2 di cavalleggeri o lancieri, ed 1 di guide; in tutto 2528 nomin: e 204-6 cavalli. In quanto ai due r~ggimenti di gu id e noi crediamo convenga forma rli di 6 ,squadroni attivi, di goisa che, n1obil izzandosi l'ellercito, v'abbia uno squadrone per ogni corpÒ d'eilercito, ed inoltrn ne rimangono due di scoria al quarlic;r generale d'esereito. Per la composizioue e forza del lo squadrone di gnide ritengasi pure l'attu ale (28 febb raio ·1860), portando però a (:i 11 numero dei sergenti, cd a 16 quello degli appuntati ; e per non aumentare la forza attuale ri duca11~i a ~ 0·1 le guide semplici. le ragioni di questa uostra proposta stantio appunto nella spe1

1

con bnionella, sospeso obliqu:,rncnlc a dnstrn della sella, e due pistole; i · lancieri, dì ]ancia, scì-ibola curva e pistole; gli us~arì , di sciabola curva, picco In carabina sospcs,1 ,1d un cuoiame :i tracolla, e pistole; i cacciatori, di sciabo la curYa, e enra bina portata dicl ro lp spalle ad armacollo, e pislol,1. l carnbinicri e i drai::oni hanno l'clrno, i lancieri lo schapka polacco, gli ussa ri e i c-iccialori il c,isco. '

237

d a1e destinazione di questa tru ppa, la quale pel suo servizio deve potPrsi snrldivirlere in frazioni · rnin im,e, ed importa che, per quanto possibile, a cinscuna di queste fn1zioni si possa preporre un graduato , risponsabile delle missioni, sempre delicatissime, cbe a tale trnppa vanno affi dale. - Al proposi to drlla destina- . · 1.ione delle guide, ci si permettano alcmie bre,·i considerazioni. Uffiz io delle gu ide in campagna si è qu ello di form ar la gm1rdia speci~lcde'quartieri generali , e principalmente di sc()r!are e coadiuvare gli uffìziali di stato- maggiore nel servizio di · informazione e di perlustrazione, in qnello di dirigere la marcia delle altre trnppe, e per la pronta diramazione degli ordini. Servizi . questi sem1)re importantissimi , e che !)erCiÒ esi t,crono .. spPeiale altitudine in cbi ·vi è deslinato. - Se pel cavalleggero · -0rdinario basta il cavalcar bene e speditamente , il maneggiar desini mente la sciabola e la pistola, ciò non basta per la guida; tla)l' infi mo grado sino al pìù elevato sono indispensabili per ciascuno in proporzione del proprio grado : iotelligenza, avved\1tezza, colpo d'occhio, attività, infaticabililh, buona memoria, prudenza, discretezza, sangue freddo ed intrepidezza a tutta. · prova; e quésle qualità non è possibile infondere a qualunqne soldato per quante istrnzioni gli si facciano, ma bisogna innanzi tutto scegliere per questo servizio quelli che naturalmente le posseggono, o sono suscettibili di perfezionarle· quanto è necessario. L'uffiziale delle guide, o1tre la cognizione di una o più lingua st1·aniera, principàlmcnle del tedesco, debbe saper apprezzare, levare, descrivere prontamente e con soddisfacente precisione ogni specie di terreno, ed anche estimare, senza troppo sensibile errore, la forza numerica di qu<1lunqnc siasi massa di truppe; in ·una parola esso deve avere le cognizioni elementari de\\'ufliziale di stato - maggiore, del quale alcune funzioni gli vengono talvolta affidate. In quauto ai sollo uffiziali ed ai soldati , i quali, sebbene in


.

.

238

STUDI MILITARI

gradi mi neri, debbono soddisfare anche a difficili condizioni , bisogna scf'glierli nei corpi di cavall~ria, fra quei migliori cavalieri', che le loro qualità fisiche, la loro intelligenza cd anche la loro inclinaziòne rendono più idonei a sl importante servizio. cfi1de stimnlarn f'emulazione e facilitare il buon reclutamenlr~ delle guide, bisogna favorir questo corpo in rapporto ai vantaggi per;noiari ed all'avanzamento (1). Le armi per le guide dovrebbero essere una pistola rigata a due colpi, una leggiera carabina rigata, e la sciabola ricurva. Alle a'.lre specie di caval'leria convìen per ora ma~tenere l'attuale armamento, aggiungendo però ai lancieri una pistola rigata a dtte colpi. - L'ultimo modello di lancia adottato ci parve eccellente. Dei reaoimenli ùi cavalleria, 3 vorrebbero destinarsi alla vv guardia reale, uno per ciascuna de!le divisioni di esso corpo , ifesercito. - E questi reggi menti, come qnelli della fanterià della guardia, dovranno comporsi di uffiziali e soldati sceUi per bell'aspetto e anzianità di serv1z10 fra lulli g\i altri ' reggimenti · di cavalleria dell'esercito,. Cosicchè noi avremo: Nizza. Piemonte. di linea Savoia. 4 Resgiménti. Genova.

SULL'ORGA NIZZAZIONE OltLLE >iOSTRE I•A~TERrn

.zag

I Novara.

Aosta. Milano. Montebello. u~ciEni Vittorio Emanuele. Firenze. il ·Reggimenti, (da Napoli Torino Messina Reggio Calabrese Benevento

formarsi). id. id. id. id.

( Saluzzo. Monferrato. A\essand rià. Lodi. Lucca. tO Roggimen\i. Piace1~za ' (da formarsi). Palermo ·id. Cagliari id. Foggia id. \ Perugia id. 1

I

CAVA.l,L&lU,\

l

Ussari della guardia (altualrnenle Ussari di Piacenza), Lancieri della guardi~ (da formarsi). 3 Re33im&nl1. Cavalleggeri della guardia id. cu,u,r,Ei>I,\ dell a rd1 gua a

(1) Perchè non si potrebbero obbligare tutti quei giovoni uffiziali che aspirano allo stato-maggiore, di servir nelle guide ed impararvi J'cq u ita1lione', e le prim e pratiche del servizio ?

.ARTiGLIERIA..

Poco diremo di quest'arma, avvegnaccbè la sua attuale organizzazione è soddisfacentissima più di quella d'ogni alita arma, e la nostra artiglieria ba giusta fama fra le europee. Nè parleremo del materiale , quest? essendo l'argome1ito <Jeu\i indefessa o nomini speciali ·, e d'altronde, mercè l'attività ' dei nostri artiglieri ed i sagrifizi del paese, il nostro materiale non è inferiore per bontà a quello di alcun 'altra potenza. Rpperciò diremo soltanto dell'aumento numerico dì quest'arma


24 0

STUJ)l MIL ITARI

241

S tTLL'O RGANIZZàZ!ONE' DELLE NOSTRE FANTERIE

relativamente a quello dell'esercito italiano, prendendo norma dai nostri c,)lcoli precedenti e dall'organizzazione attnale ('I 7 giugno 1860). Trattando l'ordinament,i dell'esercito in generale, abbiam o stabilito che \'artiglieria nostra dovrebbe constare di: UOMTN r

CAVALLf

6 Rrggimenli di campagna (di 6 brigate) . ,12,2'10 8,532 802 725, A) 1 Id. a cavallo (di 2 brigate). . .. 5 Id. Ja piazza(3 brigate di ~ comp.) 1 1,065 » 5 comp. maestranza 5 id. artifìzieri -t Id. ' operai 2,266 2 id. armaiuoli ,1 id. depo~iti ·· B) 1 Id. di pontieri di 2 brigale di 5 compagnie attive 2,27·5, ,rn

Epperciò conYien formare: UO! IINI

C.à.VALLt

2 Reggimenti di campagna, piì1 due batterie pHr riorganizzare le due a cavallo, cbe, doppiate, formerebbero. il reggimento a cavallo . . . . . . . . . . . . . . . . . '1. Brigata a cavallo, collo stato-maggiore di reggimento, ed u11a batteria di dèposito . 2 Reggimenti di piazza, cioè 6 brigate o 12 compagnie attive e 2 di deposito .. , . 2 Brigale di pontieri e lo statQ- maggiore del reggimento pontieri . . . . . . . . . .

4-,4-53 3,086

385

430

4,626

})

1,·123

25

))

· )2 comp. maestranza (11-1 ft.uom.) 5 Compaanie· . 1 arl111Z1en -~ . . ( 390 )) j,., . ,, . , 2 1c. opera1, c1oe: .. , 1 id. · armaiuoli ( 81 n )

885

l>

Totale 1,1,5·17 3,4!)6

Totale 29,'1'I 8 9,3'06 Per questf1 nuove formazioni noi potremo trarre partito dell'artiglieria napo\itana, la quale constava di~

Attualmente noi abbiamo: UOMINI

dei quali ba· una sua: 1 Brigata a cavallo 3 Reggimenti da piazza

7,757 5J 46 372 340 . '• )) .. . 6,939

\ 3 conJp. maestranza .; Brigata 3 id. artiglieri operai diì ,1 id. armaiuoli , . 1 Id. doperai 8 comp. / 1 1'd• d· ~pos1to ·1

l

CANLLI

4 Reggi men li di campagna ( 4-6 batterie), uno

2 Reggimenti da da ballaglia circa ~,700 ( campo e da da piazza li 2,000 piazza. veterani n · 300 1 Brigata a cavallo . . . .

.

·l

1 Battagl10ne artefici

1,38i

. . ·l5comp.altive~ Brig. ponlien ,I 1·ct. depos1·to · 1,·152

))

UO~IINI

907 -operai r . 250 pon 1en

~.

1 Battaglione del treno d'at tiglieria, circa

(·1) Totale

24

Totale 17,6()1 5,8·1 O

-

CJ.VALLI

5,000

800-

330

400

1,'150

))

900

900

- -

7,380 2,,1 00

=

=

. (1) Vedi, pei particolari sull'organizzazione dell'artiglieria napolitana•, .Rivistq, m ilitare italiana voi. J , anno m , pag. 25.


~42

S'!'lJ.Dl MlLI'rARI

suu'onGAN'IZZAZJQNE DELLE NOSTRE FAN'l'lm'IE

l

Epperciò dallè nuove leve ci basterà estrarre· uomNI ' Ci VALLI

Cannonieri da battaglia, cima Caìmouieri a cavallo Cannonieri da piazza Operai in generale

1,4,50 100 2,6.00 1,850

In tutto

6,000 1,G00 (1 ) = ·=

loccbè equivale a poco presso alla terza parte del\'att.uale nostra artiglieria.

A) Noi pròponiaruo la creazione di una nuova brigata a cavallo, e certamente niuno ci può contestare l'utilità di cotesta specie d'artiglieria, indispensabile per dar valore alle rapide mosse della cavalleria di linea. - Così potremo afiorzare ciascun reggimento della. nostra poca cavalleria di riserva con una batteria d'artiglieria a cavallo, ciò che ne moltiplicherà la potenza. Proponiamo del pari che le due brigate a cavallo siano r_ar,colte in un reggimento a parte, e ciò per omogeneità d'amministrazione ed istruzi-one. - . Un corpo di 802 uomini e 725 cavalli è già abbastanza grosso pel comando di un solo capo diretto, specialmente quando si tratta di un'arma in cui l'istruzione dell'~omo e quella del cavallo va portata ad un grado di perfezione,· onde possa rendere tutti quei vantàggi cui sono destinati. JJ) Noi proponiamo del pari che si doppii il benemerito corpo nostro dei pontieri; e la principal ragione· a tale proposta sia appunto nelra natura idrografica del prossimo -nostro teatro di guerra, il quale esigerà frequentissimo l'impiego di questa · (1) Fond~ndo il treno d 'artiglieria napolilana nelle .nostre batterie d i battaglia, questo numero surà considcrcvolrncntc diminuito.

243

truppa. Se fino ad oggidì , per ragion <l'economia, si dovette soffrire \'anomalia di veder far parte di un solo reggimento operai, artifizieri, ferrai, armai noli, ecc. e pontieri, le cui pratiche ed il cni servizio son.o affatto diversi, ora che ci sarebbe d'uopo formar due reggimenti d' operài, debbonsi certamente spartire amministrativaménle coteste due dis<'.repantissime spede <l'artiglieri, e formarne due reggitl}enti distinti, l'uno esclusivamente d'artefici, e di pontieri l'altro. A tem•pi più ·riposati ·noi potremo poi creare anche un reggimento d'artiglieria 'della guardia, compos_lo di 4 brigate da battaglia, una balleria a cavallo ed una compagnia pontieri; ma per ora, al Corpo della guardia converrà aggiungere quel tanto d'artiglieria che gli è strr~llamente necessario, senza di-stinzione, e come agli, altrt corpi d'esercito.

ARMI ACCE SSORIE GENIO.

La prossima guerra dovendo essere specialmente guerra di assedi e di posti trincerati, l'arma del genio si richiederà uumerosa. Egli è perciò che ·noi proponiamo 3 reggimenti, composti ciascuno di 3 battaglioni di 5 compagnie per caduno, cioè in tutto un aumento di 21 compagnie attive ed 1 di deposito , al quadro alluale dell'arma. - E siccome noi crediamo ci saranno uecessari almeno 9,000 zappatori, noi 1froponiarno pure p.er ciascuna compagnia attiva un accrescimento numerico di 35 uomini·, oltre l'attuale effettivo (i 7 giugno 1860). È in questo che noi proponiamo un aumento f9rtissimo, poiché si traila di portare l'e!Tettivo attuale da 4 a 9; ma noi siamo fermamente convinli-cbe egl i non sarà al disovra de' stretti bisogni della prossima guerra. - Chi non ricorda le incessan\i


244

- STUDI MTI.TT ATlI

SULJ:ORG,D'IZZAZlONE JlJlLLE NOS'fBB FANl'BJ\lE

245

a

e trasmodale fatiche dell'antico nostro ballaglione zappatori del 18ii8 !...... ed erano quelli per la maggior parte anziani soldati ed incalliti al lavoro.·- Du rante l'inliera campagna essi non eblmo mai un sol giorno di sosta, ed il più. delle volte palleggiati dall'una all'alt.ra dil'isione .de.I l'esercito, que' poveri , zappatori camminavano tappe forzate di giorno e consumavan le notti al lavoro! D'altronde il numero di 4-5 compagnie cbe_noi chiediamo, vien rigorosamente fissato dal calcolo tattico. - 24 compagnie saranno impiegate ad una per ogni di,;isione attiva dell'esercito. - 16 presso gli 8 parchi d_i riserva dei corpi d'esercito. - Il rimanente battaglione formerà come la riserva mobile generale <lei l'arma, e per gli assedi affoizerà utilmente le troppe del • genio delle divisioni dest,inate all'assedio, senza che perciò sia necessario distoglierne dalle altre divisioni attive,- con grave scapito di queste. Secondo le nostre' proposte, le truppe del genio consterebbero adunque di :

. la forza Ji ciascùna compagnia da 158 193 u.omini; ed è quanto esige un aumento totale all'arma del genio , di 5,035

. \3 battaglioni attivi dì 3 Reggimenti com-· 5 cooipaguie • . . . . . - • . .· 10 lutto uom101 9 1 1,1• posti ciascuno d1 battaghone cli depo' sito da~ comp ... ,

è in armonia con ~nello dell'esercito alluale, poichè vi difettano

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(La forza attiva del reggimento esse11do di. Quella del deposito di . . . . . . . . .

1

2,947 uomini 90 ))

Forza totale del reggimento 3,037 uomini) (La forza di una compagnia attiva essendo di 1193 uomini, -compresi i 4 nffiziali). , L'effettivo attuale dell'arma del genio è di : 2 Reggimenti , ciascuno di 3 battaglioni attivi di 4 compagnie, e di nn deposito di 3 compagnie, uomini 4,076. Epperciò convic,n formai;e nn reggimento nuovo, aggiungere una compagnia a ciascuno degli attuali battaglioni attivi, e portar

UOl"llllll..

Per quest'aumento ci saranno ulili i 1,500 circa ~oldati del corpo ùel gcùio napolilano (1 ). , . Nulla aggiungeremo a ciuanto, trattando l'ordinamento, gene• raie dell'esercito, già abbiam dello intorno alle altre armi accessorie, tali il corpo del treno ed il corpo d'amministrazione, perch~ basterà actrescerli in proporzione della nuova forza dell'esercito , e sulle basi degli ultimi riord inamenti di essi eorpi (6 settembre ,1860); con quest'essenziale differenza però, che trallandosi di un così considerevole anmento, converrà suddividere il corpo d'amministrazione in due corpi dislinti, come ne sono di~tinti i sei:vigi 1de'soldali: Cmpo delle sussistenze e C01]JO degli infermieri. 1

conPo

DELLO STATO-MAGGIOU!l.

L'attuale ordinamento di questo corpo importantissimo non g!i nlfiziali . - Nei primi di settembre erasi ·gih pubblicalo un riordinamento di esso corpo più consentaneo ai bisogni dell'esercito, ma improvvise 'circostanze ne hanno· sospesa l'attuaz-ione. - Oggi ogni ulteriore indugio potrebbe esserci fatale, specialmente in riflesso a quest'arma vitale degli eserciti, epperciò noi ci dirigiatM c~ldamenle al Min istero della guerra onde tosto vi si provegga com'è conveniente.. (1) li genio napolilano comprendeva un JJullaglionc zappatori-minatori; c d U ll alll'o di pionieri; quello di 6 compagnie, della forza còmplcssrva di circa 700 uo rnini; questo di 8 compug11 ie, della forza complessiva ~1 ci rca 800 uominL Al corpo del genio napvlit.ano andava annesso l'uflìz10 topogrnf,co, istitu ito nel t80S, e che diede buonissin:1a forna cli sè pcr ' la 1 . sua bella ca rta topografica del -territorio, alla scala di e per altn

80000 •

non meno distinti lavori.


246

SULL'ORGANIZZAZIONE DELL E NOSTRE FANTERIB

STUDI MILITARI

Senza q~i entrare nelle lung\Je discussioni dei Verklein , Grimoard, Tbiebault, Decker o Hardegg sulla formizione dei quadri del corpo di staio-maggiore, noi lo stabiliremo brevemen_te basandoci sui seguenti calcoli: ·I Generale. . . · 1 Colonnello. Per ogn1 quartier generale . . 2 d'esercito sono necessari/ Maggior1. 3 Capitani. ' 3 Luogotenenti. 1 Colonnello o luogoten1e colonnello. Maggiore. Per ogni quar\ier generale di corpo d'esercito 1 Capitano. ·1 Luogotenente.

I 1

. ) 1 Marrrriore 00 Per ?g'.1i_q_uartier generale • ·c . • d1 d1V1s10ne · ·• apitano. 1 Luogotenente. Pe1· ogni brigata ..... .) 1 Capitano. 4 Generale comandante. 6 Colonnelli o tenenti còlonnelli. Negli uffizi ed al quartier 6 Maggiori. generale p'rincipale 6 Capitani. 6 Luogotenenti. Epperciò, secondo il proposto ordinamento dell'esercito, ci occorrerebbero per lo stato-maggiore: 1 Luogotenente generale comandante. 2 Maggiori generali. 8 Colonnelli. 8 Luogotenenti colonnelli. 43 Maggio1:i. · 95 Capitani. ~ Luogotenenti. : 02 Totale effettivo pei bisogni di guerra,~

247

Eccoci alla fine di questo nostro freltolosissimo ragionamento, il cui soggello, ond'essere a dovere elaborato, avrebbe richiesto un grosso volume; ma, stringendo il tempo, ci siamo ripromessi l'indulgenza del cortese lettore, per questo nostro semplice abbozzo, il quale ba però l'incontestabile pregio di esser basato su calcoli esalli, e tende direllamente allo scopo propostoci ed enunziato in capo a quest'articolo, che cioè pel 1° marzo l'esercito italiano deve·constare di abìieno 370,000 soldati regolari, 20,000 volontari, e 100,000 uomi'ni di guardia nazionale m , obilizzata. _Prossimamente completeremo questo no~tro lavoro esponendo alcune nostre idee sull'ordinamento dei 20,000 volontari in un corpo a parte, sotto l'alto e assoluto comando di Garibaldi, · non elle sulla mobilizzazione della guardia nazionale.

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I


248

249

SULL'ORGANIZZAZIONB DELtlJ NOSTRB Fl.?l'l'll:RIII:

STUDI MILITARI

QUAJH{O Dl~IOSTRATl\10 DELLE FORZE RlìGOLA TIVE REL NUOV8 REGNO D'ITAUA •,•

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17.


251

DELL'lWUCAZIO;,iE MlLITAlm

DELL'EDUCAZIONE IIILITARE

rito dell'ultima legge rtlativa alle riforme della amministrazione della giustizia. In nna legge cos\ semplice e così chiara è facile il riconoscere le mi re- del legislatore. Cercasi cli abbattere l'arbitrario, ed è necessario che il magistrato sia spogliato di tutt_o quanto poteva renderlo sifperiore alla, legge. Nel potere, tanto in vasta che in ristretta scnla, vi si scorge quasi sempre qualùhe cosa cbe l1·avisa il giudizio. l Jacili errori del potere o della l'urza sono assai più numerosi di quelli della debolezza. La forza trova appoggio in se stessa, ed il ùebolc ba d'uopo della ragione. Supponete due uomini egualmente istruiti, ma l'uno rivestito d'un potere qnalunq'ue, e semplice cittadino l'altro, non , i accorgete voi che quando posti a confronto alla pnbblica discussione, egli ad on certo qu"l punto sarh dominato da un più vivo interesse di persistenza, e per cons,'gnrnza più facile in lui il ln1visare e indurre in errore a confron to del srcondo , il quale esam ina pacatamc11lc, u-on è appoggiato a nim1na opinione, e non ba moliro ale11no per direndrre una falsa idea, egli non terne di compromellcrn la s~ia aulorith nè il suo amor proprio, e che in fine se si ,1ppassionusse per una falsa i.dea, non an ebbe in lui ni.ssuna aulorìth e uissun mezzo od appoggio per l'aria trìonfare. Non crediate di trovare a ciò rimedio più efficace sollo l'u na od altra fol'm a di governo, perchè 'nella organizzazione rappresentativa la rnollitudin c sceglio quell i c;he dovranno imporgli dello leggi, e voi crederete che non <lo,,rcbbero sbagl iarai. In cotal modo cli credere, i11gannrrete voi slesso; supponendo un .sistema perfetto e. la li berth pi11 guarn11ti ta di elezione. Ne emergel'à che le opinioni degli <>i('lli saranno conl'orr'ni a quelle degli elellori; saranno allo stesso livello della nazione, cioè non meno infall ibili di lei. 1

VII.

Gi11st.izia ed equiltt. , Le virtù militari sono nulle >

senza la gi ustizia

:8 .

P1.\ITARCO . e

•

Quc jrimrris on est grami.

, Que autant <1uc ron cstjuste , • BOILE.rn.

Il Galiani in una sua opera sul commercio acrive: « Voi non il a,;el_ e in vita mai lr•gata cosa alcuna _con filo o spago senza )> ùare un giro di troppo o fa re un nodo di più > l. È del nostro istinto, tanto nel piccolo com·e nel grande, il sorpassare il lim ite ualurale delle cose. Nei governi dispotici, rispondeva nno Spartano ad un satrapo di Persepoli, sono gli uomiui che comandano, e nei governi moderat i le leggi comandano gli uomini. Questa verith espressa. in così semplici termini da uu uomo libero , racchiude lo spi-


/252

' DEl,L'EOUCAZIONE

. Per acquistare e per conservare la confidenza della rnoltitadine è necessaria la tenacità d'idee, la parzialità in discernimento, deferenza ai pregiudizi ancora esistenti, e fm·za più cbe sottigliezza d'ingegno: piì1 prontezza nelle percezioii.i dello insieme che delicatezza nel discernere i della.gli. Queste qualità bastano per-qnanlo v'ba di determinato e di preciso, ma nel dominio vast~ della intelligenza e dell'opinione ésse banno un non so che di ruvido, di grossolano e di inflessibile, che urla contro lo scopo del migliorame.nlo che uno proponsi (1 ). Quegli che possiede, ovvero che meglio si approssima alla virtù essenziale della ginstizia, osserva e fa osservare le leggi ed il diritto delle genti, reprime gli atti che sono contrnri alle leggi, alle discipline ·ed alla umanila, ed a ciò ottenere sono necessr.rie in chi ha un esteso comando, o che si 'è ded icato ad ottenerlo, le qualità anzi accennate, atte colla intelligenza a c·onquistare la fiduèia della 'moltitudine. Il modo di giudicare delle persone, dei falli e delle cose, non s'inventa, ma s'impara col mezzo dei lumi più estesi e più precisi. Hararnenie si può tutto vedere, ma la lettura, lo studio e l'esempio possono insegnare tutto (2). Le conoscenze posson ~ssere divise in due: conoscenza degli uomini per pratica e sottigliezza . d'osservazioni, e conoscenza relativa alle scienzr. Ma per conoscere gl i uomini impo11la in primo luogo essenzialmente di conoscere se stesso. Dovrà bensl. ognun proposto ali.a educazione·degli adolescenti, ed in particolar modo per quelli che, destinati all'esercito , saranno . un giorno chiamati per la inevitabile prontà giustizia (J) Jd.ee sulla sovranità, !'crntorità soèiale ed il dil'itto individuale . . (2) Un inglese di mo lto spirito diceva un giorno: Nelln Camera dei Co-. muni l'opposizione è 11it't itlmnimttct del lllinistero; fuod deUri Ccwiera dei Comuni J.r,. petrie colla della nazione è p'iù illumimttct dell'opposi;;.i/J11e. Lo stes 5 o dicasi ucllc comuo iLà.

253

l.lILIT.ARE

militare, che ben di spesso richiede pronta ri'parazione di lesioni alle leggi sia puramente miHta1·i ·od an~be miste, curare la pratica della equità e giustizia. I giovani vi si istruiranno tanto pit1 dall'esempio elle deve ogni rettore render loro palese nella più gran parte dei casi, nella giusli~ia famigliare interna, rispetto a tulle persone e riguardo a lotte cose. · Le conseguenze da evitare .si riducono alla semplice prrc,rnzione d,i nou sforzarsi a voler produrre impressioH i favorevoli, o contrarie nc~lla giovenlù a vostro riguardo, per evitare la ripetizione dell'adagio antico s1unmwn jus, smnma ù1juria. Non confondersi la giustizia e la equ ità), ma distinguerle. Se il_ rettore deve piul\osto inclinare verso la dolcezza e mai lasciarsi trascinare verso una eccessiva severità, se deve evitare "' che i colpevoli possano attribnire a corruccio od a mal umore l'appl icazione delle punizioni, dovrà d'altra parie, in tutto quello che concerne le leggi, e che vi sarà necei,sità assoluta d'intervento della legge, evitare per altra parte la lilnbanza in voler , supplire colla equità alla inOessibili là di rigor di legge. Questa misteriosa invenzione , immaginata per copri re le ingiu~tizie le più evidenti, fu svelata dai filosofi in tutte le sue d<~formila. La lìlosofia ha da gran tempo provato che l'equità è inseparabile dalla giustizia, e che Lutto ciò che non è giusto non potrà mai secondare \'equi là. Ora questa specie d'equità incerta ed irn>golare, che pPr ogni causa adotta. una bilancia ed un peso particolare, sarebbe sempre funesta, come sempre lo fu alla piì1 parte delle moltitudini o nazioni' che sono costrette di ricorrere all'equil.à arbi traria, la Ji cui compiacente flessibi lità può ric('vcre tutte le impressioni d'ella sna vol?nlà. Questa ~ ·l'equità che Cicerone rimproverava a Iloma all'epoca della deeudenw della liberlà. Tnttavollà aduuqne cbe vi sarà necessità assol uta d'assoggettare giovani al rigore delle leggi, o che sia chiaramente del caso J/,


. 255

· MILITARE

254

DELL ' EDl1CAZIONE

prendere· una determinazione, dalle di cui conseguenze potesse ricscire compromettente l'avvenire della carriera individuale del giovane, dovrà il rettore ricorrere ai consigli degli altri superiori clell'islitu lo, senza abusare di tale inlenento, ma limitarlo alle circostanze por le quali sarà qui~lione di ri medio- reale e non ipotetico, ed andrh cosl scevro da ri morsi w punti siffallamcnle im portanti. Alcuni vanno convinti che colla sola pratica si può ollener tutto, ed è questo un pregiudizi o assoluto. Am meltiamo per un istai'ite che qnalcnno di questi presuntuosi -sp'irili che disgrnzialamente ineon transi , ed anche di frequ enti in tutti i paesi e specialmente nella caniera delle anni, ma potrh egli non speencrsi il di lui genio se affidasi interamente alla pratica e non cercli<Ù·à cofroborare il suo genio collo stud io, a confronto d'nomi11i invecchiali nelle teorie , e èbe dcwnsero loro guida, non nelle imi tazioni o ripelizioni di cose e falli trascorsi, ma bensì nella, considerazione degli errori alt mi per conoscere od imparare ad ev itarne gli scogli_dc' loro nàufràgi, spinti dalle procelle sociali o delle · comunità. Egli è dunque assai difficile c\Je la sola pratica senza teorie p1·oducà dei felici risultali. Una lunga o~perienza senza studio _non è per lo più cbe una lunga abitudine d'errori. · Ciò che s'impara col solo stnclio è d'altronde èvidente che non basta, e l'esperienza è 11ecessa~·ia per mettere iu pratica i prinèipii dall1l studio forniti. Fra le conoscenze indispensabili elle clevÒno- ornarn gli uomini de;;tinati a divenir capi distinti, come l'arte militare , la storia, la geografia, è anche indicala la legislazione ed il diritto delle genti ccl il diritto civile; da disl111gne.rsidalle semplicemen te utili , come sarebbe il disegno, l'ari-e ct"ello scrivere, l'eloquenza, ecc. ( 1). (1) CASSAG.

'

L1uso delle facoltà intellettuali è l'oggetto prii1cipale dell'istrozlone, ed il direttore non dovrà permettere cbe l'immaginazione dei giovani si sotformi di troppo su questo soggetto J)Cr non incorrere nello sco11veniente di perdere nella monotonia i vantaggi cbe potrebbe acquislare nel variare d' istrnzioni ed esercizi. Non bisùgna pretendere la ()Crfez.ione, basterà-indicare dove ella manca e far conoscere i_n che cosa deve consistere. La perfezione dovranno i giovani acquistarla o negli ultimi anni di un lungo corso regolare di durala, o nella continuazione nelle scuole di appl icazione_, dopo la loro uscita dagli istilli li. Le inlìnite vicissitudini alle quali può l'andamento d'un coi·so anelare soggeuo, sono qu~lle appunto cbe devono indurre i di r'èltori ad istruire gli allievi nei principii invariabili cbe sono il vero fondame·nto, e la di cu i applicazione può in qualunque ci,,-costanza servire all'esecuzione pi-alica di qualunque operazione, ed offrire così ai giovani nna regola certa colla quale potrà rassicurarli nelle circostanze anche straordinarie, avendo imparalo ad appr<•zzark nell'esempio altrui, ed a sprezzare· il giudizio ingiuslo dell'intt11·csse e del!' in\ iclia. La giustizia, la saviezza delle IC'ggi e l'equità dei goverui sono i m,igliori e più potenti stimoli ali'amor cli patria, ed il primo sentimento servirà sempre a forlilìcarn il secondo. 1

G. G. M_ARIN I. llfciggiote alla scuola militai-e di (ante?"ia tl' Ivrea.


1

LA CAMPAGNA DI GUERRA NELL U!llBRIA E NELLE Mf.RCHE

LA CAMPAGNA DI

GUERRA NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE NARRAzioNE MILITARE

CAPO Ili. NOTIZIE INTORNO AGLI ESERCITI BELLIGERANTI.

I. Truppe pontificie. Allorqua11ùo le affrancatesi provincie della Romagna più non ebbe speranze di riavere altrimenti cbe impiegandovi la forza e rinnovandovi gli eccidii di Perugia, convinto d'altra parte che le rimanenti città non avrebhero tardafo à seguir l'~sempio delle prime, frangendo l'abborrito giogo che da tanti anni le conculcava, il governo pontificio bandiva la crociata contro a suo} popoli, abusando di ogni qàalsiasi modo onde racimolar danari e uomini. · - Adescati dall'oro e da saccheggi promessi,

257

ed altri abbindolati da iniqui raggiri e da abbielle menzogne, dal Belgio, dall'Irlanda, pochi da 17rancia, e molti· dall'Austria e dalla Svizzera ( disertori o cacciati mercenari borbonici), vennero formare a stento quell'accozzaglia che si osò intitolare esercito della Santa Sede. - Generahssimo si trovò il Lamoricière, ex_-generale francese, uomo per certo di brillanti talenti m,iÙtari, i quali p,_erò avrebbe 'potuto spendere meglio al servizio gloriosissimo del proprio paese, egli repubblicano ministro, ed accerrimo nemico .del 2 dt'cernbre...... 1 ('I). - Assunto al supremo comando dei mercenari pontifici i , nell'aprile 1860, e datagli la mano larga (e pove non concessagli, togli endosela), egli poneva og.ni studio e fatica a dar foggia regolare a cotest'aborto d'esercito e ad ingrossarlo. Malgrado lo spreco di favolose ,.,, somme munte dalla• finanza romana e dal danaro di S. Pietro, malgrado gli sforzi straordi nari e le arti subdole de'' reazionar i e ,de' clericali d'ogni luogo ,e paese, · malgrado l'attività atiopcratavi dal Lamoricière e da'suoi compagni , nel seltemhre le forze papali non · saliv,ano a gran cosa più di 20,000 armati, ivi comprendendo tutta la gendarmeria ,e i corpi sedentari ; gente tutta male armata, indisciplinatissima e codarda, a con~ fessione dello stesso Lamoricièl'e (2); e del militare null'.)llro avendo se non l'abito e il soldo. - Neppur gli uffiziali in generale uscirono gran cosa migliori de' soldati , avvegnacchè il dovette asserire Io stesso Lamo1foière n(}I suo rapporto, laddove biasimando il contegno degli uffiziali de! 1 ° reggimento straniero al combattimento di Castelfidardo, egli chiama comrnoz1'one, ciò che frarfcamente parlando direbbesi sgomento. Queste truppe eransi organizzate come segue :

'.

(1) Vedi nei Documenti: Corrispondenza particolare del generale Lamoricièrc, Lettera ta. (2) V cdi fra i Documenti il Rapporto del generale Lainoricièrc sull'invei~ sionc piemontese.


258

LA CHIPAG;i!A DI GUERRA

?-ELL'i;'JBRB E KELLE )f,\RCRB

Fanteria.

Gen'lo.

j•~

approssimativamente

•-~-J 2 Reggimenti di linea indigeni .

. ballaglioni ::•.(, .t'7-J 2 id. esteri (svizzeri) . : . >> • - i•~ 2 Ilallaglioni di caccialori indigeni . . . . i> ,.. - 5 id. di bersaglieri esteri (austriaci) n ~~ ~ Battaglione dei cnrabinicri (svizzeri) . . . ·. 7> 1 ;;tLJ .... Baltaglione dei l°iraglieri (franco-belgi) .. n }..., Ballaglione di S. Patrizio (irlandese) . . .. n

60 Uua compagnia Stato• maggiore e guide, ccc. . . . . . . . . . . . . iO EJ è qnanto formava. nn effettivo complessivo di 23,630' uomini, dei quali però togliendo i genda:-mi non mobilizzati, i due ballaghoni di riscr\'a, ri maneva uua forza disponibile per la guerra:

UOMIIH

5 1 1 1

15,500

Totale battaglioni •18

•

Cavalleria. · Dragoni indigeni . . . . .. . Volonlari pontifici a cavallo . . , Cavalleggeri (austriaci ed altri)

squadroni

4,00

)) )}

Totale squadroni

4

Artiglieria.

l

Reggimento d'artiglieria .. .. . . . ballerie 12 (5 delle quali montate, a 6 pezzi per caduna) \ ( ol " 1,,.....

. '· --~

Riserva di (anlcria

110n

mobi{b;afa.

Ballaglione di riserva . Ballagli one sedentari . . .

1 1

Totale.ballaglioni

l

1,500

1,800

2

Gendanneria.

. · a piedi • .. . . . . . uomini 4,000 3 Leg1on1

·1 e 1/2 squadroni a cavallo >)

200

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4,200

259

' l

16,200 fan ti (compresi i gendarmi mobili). 600 cavalieri (coir.prcsi '2 squadroni di gendarmi). 17' 800 1,000 nrtigl irri ccl altri (non compresa l'artiglieria da piazza) . Nè tulle quesle !ruppe in una sola ma~sa poleano entrare in campo, a\'\'egnacbè numerosi ernuo i presidi i dc' luoghi forti cui doveano provvctk re. Nè t11lli qnesli ban,,glioni erano al com-· plcto e proni i a campeggiare; tali il 5° de' bersaglieri, quello di S. Patrizio, e la •I 2• balleria, che erano iu formazione, non elle,!, altri batlaglion i ll'ggt•ri, tutta,·ia mancanti di 2 compagnie I La fante ria, i di cui balluglioni, seguendo !"ordinanza francese. componernnsi di 8 compagnie, era prcssod1è lolla armata dell'aulico fucile fran cese a pareti liscic; della fanteria !(,ggiera, 1 solo battaglione ave a carabine N inié, 2 battaglioni e 1 /2 . erano armati di fucili rigati, e quello de' cnrabìnieri di ca rabine svizzere; uon essendo riuscito al governo pontificio, malgrado · le suo reiloratc i~lanze presso le varie potenze, di poter olleuere un maggior numero J'armi cl i precisione. L'artiglieria contava soltanto 5 delle sue ballerie monlnle ed alle a tener il campo, cioè in tulio 30 pezzi, e malamente trainali du (!. cavalli soltanto per cia8cun pezzo, talmentecbè quando per le manovre doveansi usare le mule a sei, era giuocoforza requisire caral!i e buoi per carreggiare le riserve di munizioni annesse alle batterie. - Aggiungasi a eiò che i conducenti di


260

LA CAMPAGNA DI GUERRA

261

NELL'UMBRIA E NELLE MARCHE

arliglieria erano per la maggior parle inesperti nel loro servizio; nè diedero migliori prove gl'inscnienti ai pe~zi. 11 parco di riserva non erasi ancora potuto organizzare, e i treni per le salmerie mancavano assolulamente. Questo era l'esercito col quale il governo pontificio confidava di poler mantenere sommesse le rimanenli provincie; questo era l'esercito col quale il Lamoricière gli avea promesso solcnncmenle di frenare la minaccianle rivoluzione, di riacquistare le perdute Romagne, e di castigare i moderni islamiti!! Nei primi ui settembre il generale pontificio tenea così distribuite le sue truppe:

3• Brigata -

Generale D1-CunTEN

(Quartier generale a Macerata).

1° e 3° Battaglione di bersaglieri, battaglioni 1° Reggimento di linea . . . . . . . . . . lJ

'2 •l

t

2 \ ballaglioni

1 Squad rone di gendarmeria a cavallo. 7a e 1 oa Batteria - pezzi 1 2.

Riserva - Colonnello CRorr, sotto gli ordini immediati del generalissimo. (Quartier generale a Spoleto).

1 a Brigata -

Generale

1° .Reggimenlo straniero, ballaglioni 2. Volontari ponti fici a cavallo, squadrone ·I . ga Batteria - pezzi G.

ScUMIDl'

(Qn:trlier generale :t Poligno).

l

,

2° Reggimenlo di linea .. . . . . bau11glioni

2

2° Roggime11to stranieri . . . . . . . . . . 1 Compagnia di gendarmeria mobile. 1 Dislaccamento di gendarmeria a cavallo. 6• Balterja - 6 pezzi.

2 { baltaglioni

2a Brigata -

Generale Marchese

>J

D1-P1MODAN

(Qunrlier generale a Terni),

1° e 2° Ballaglione di cacciatori, battaglioni 2

2° Battaglione di bersaglieri . . . . . .. » •I Il ballaglione dei carabinieri . . . . . . n 1 1/2 Ballaglione ( i compagnie) di tiraglieri franco-belgi . . . . . . . . . . . . >i n 2 Squadroni di dragoni . . . 1 Squadrone di_cavalleggeri 1 -1 • Batteria - f> pezzi.

4 e 1/2 battaglioni ·

') l

3

: ; i squadroni

Presidii alle varie piazze forti.

in tutto 4° e 5° battaglione bersaglieri 19 compagnie 1/2 battaglione di S. Patrizio. d i fanteria In Ancana 2 compagnie del 2° straniero. circa uomNI 1 compagnia dì gendarmeria mobile. 2000 A Pesaro 600 A Perugia . . . . . . . . . . . 500 Ad Orvieto - 1 compagnia e 28 gendarmi 138 Nella rocca di Viterbo - 4 compagnie . . uo Nella .rocca di Spoleto - 4 compagnie (delle quali 2 del battaglione S. Patri1.io e 1 di gendarmeria) 510 A S. Leo - 1 compagnia . . . 11 O A Palliano - I compagnia . . . 110 A Civitacastellana - •I compagnia 110 A Roma - (del ·I O reggimento straniero) 300 Totale nei varii presidii 4,8·18


LA CAMPA GNA DI GUERR A 262 Per fornire tutti questi presidi i, senza diminuire il numero dei battaglioni, si erano tolte 2 compagnie da ciascuno dei battaglioni che ne _aveano 8 , salvo i,I hallaglione irlandese <li S. Patrizio~ che non avendo allora nè zaino, n~ giberna , era :sudd iviso fra le guernigioni di Ancona, di Perngia e di Spoleto. Epperciò l'esercito disponibile per le operazioni in campo aperto riducevasi a : 15 Baltagli oni, più i gendarmi mobilizz., circa uomini '11 ,500 400 5 e 1/2 Squadroni di cavalleria ll 600 5 Batterie d'artiglieria . » )) 200 Stato- maggiore, guide, genio, ed ,:lt.ri 1

(1) Totale uomini ,1 2,700

n. Tr11p11c sarde. Importandoci essenzialmente di non dar tempo per raccogliersi a queste sparpagliatt, tru ppe, nè di perpetrare le agogna te sceleratezze a danno de' popoli generosi <lell'Urnbri_a e delle Ma1:cbe, il nostro governo clovelt~ destinare a tale oggetto una , forza-"-numericamènte preponderante , anzi doppia ; cosicchè attac(iandò improvisamen le per due parti , non avesse tempo il nemico a ravvisarsi e sfuggi rci. A tali open1zioni ebbero la buona sorte di veni1· destinati il 4° ed il 5° corpo d'esercito, formati come segue : ( I) Nel suo r:ip p o,-to il gene rale Lamoricièrc i mpicciolisce q uest'dfcLtivo a 8,000 btiionctt.e , 500 l1on, i n i <l'artiglieria , e circa 300 cav ulli. Qnesto suo co mpilo fH' l'Ò è evidentemente r,I Jissotto del Vèl'O, impcr~ ciocch è sta ndo 'a nche strcll,nncnlc a' s11oi dc>t i (che cio·è il baUaglionc cl i 6 comp,,gn ic fosse cli appena 'ci,-ca G00 nom ini), il ballaglione tli 8 comp ag nie s" li,· dovca a 800; cppcrciò 18 baltt1glio11 i a 111,t,00 u omin i. Si tolgano da qocsLi i. 4,800 dei p1·cs1d1 i, e sì a;igi'uugauo al residuo i cc>rabin ieri mobili, al'rcmo circa 11,000 font i.

263

NELr.'uMBRIA E NELLE MARCHE

,i,°

Crn.'po d'esercito (destinato ad operar nelle A'larc!w).

Luogotenente generale CIALDINI. Capo di stato-maggiore , lnogotenenle colonnello P10LA. Comand,1 nte l'artiglieria, colonnello FnANZtNI- TIBALDEO. Comandante il genio, maggiore l3E~LI4" DiviHone - j)faggior generale

V ILLAMAnINA.

Brigala Regina brigadiere Avenati. Brigata S,wona brigadiere Regis. 2 Battaglioui bersaglieri (6° e 7°). 2 Uatterie d'artiglieria da 8 ( 10, e ,2a del 5°). Reggimento lancieri cli Novara. 1 Compagnia zappatori 1<lel genio-.

7a Divisione _-:- 1'/aggiot generale

Battaglioni .. 13 Squadroni . . 4, Pezzi 12

LEOTARDI.

Brigata Como, brigadie1:e Cugia. Brigata Bei·gamo, brigadiere Casanova. 2 Battaglioni bersaglieri (li O e 12°). 2 Batterie d'artiglieria da 8 (4a e 5°'del 5°). Reggimento lancieri di Milano. 1 Compagnia zapriatori del genio. 1 3a Divisione - 111aggior generale Brigala Pistoia , brigadiere Cl1iabrerct. Brigata Parma, brigadiere Seismil)kDoda. 2 Battaglioni bersaglieri (22° e 26 ). 2 Batterie d'àrtig\i('J'ia da 8 (2a e 3a de\1'8°). Reggimento lancieri Viltorio Emanuele. ~ Compagnia zappatori del genio.

Rattaglioni. . 18 Squadroni . . l Pezzi ..... 12 1

CADO!lNA.

Battaglieni ,J 2 (1) Squadroni 4 Pezzi . . . 12

(1) Le brigale Pistoia e Bologna aveano i loro rcggimrnti ùi soli 2 battaglioni; e la brigala l'arma 3 Latloglioni per reggimento ; S battaglioni (di circa 389 uomini ciascuno) le altre.


264

Riserva d'artiglieria -

Jlaggiore l\fomo,

Divisione di riserva _ Jiaggior generala DE SAVomoux.

3a e 6a Batteria del 5° reggimento ( da 16). 4a Batteria dell'8° reggimento (da 16). ~

In tutto ii corpo d'esercito: Fanteria .di linea . . . battaglioni k-2 Bersagl ieri • . . . . . id. • 6· $quadroni di cavalleria . 12 Batterie da 8 . 6 J id. da 16 3 ~-

,

15,800 fanti. 2,300 ))

1,400 cavalli. · 1,600 artiglieri.

Nell'entrare iu campagna, il giorno 8 settembre, il generale Cialdini fo rmavasi una riserva, estraendo dalle tre Divisioni: O

1 Brigata di grossa artfgìier,ia.

Brigata Bologna, brigadiere Pinelli. · 4 Battaglioni di bersaglieri (9°, 23°, ~ 25°) . , . . . _17adell'8"(da8). 2 Batterie d art1gher11, 1 ,1a dell'So (obici). 1 0

Totale uomini 21,100

3 Battaglioni bersaglieri (7°, 1 •I e ·26°). 3 Reggimenti di cavalleria.

265

NELL'U~IB.RIA E NELLE MARCHE

LA CAMPAGNA DI GUERR/l

l

Generale di cavalleria

Reo-ai o::, mento Piemonte Rec1le cavalleria. Reggimento Nizza cavalleria. 1 Compagnia del genio. Parco d'artiglieria del 5° corpo. In tutto il corpo d'esercito :

Battaglioni . . 8 SquadrÒni .. · 8 Pezzi . . . . . 1 ,2

Fanteria di linea . . . battaglioni 20 id. 6 Ilersaglieri . . . . . . 8 Squadroni di cavalleria . 4 Batterie . . . . . . .

7,100 fanti. 2,300 )) 900 cavalli. 7 00 artiglieri.

Totale uomini 11,00()

GniFFINl

-

Il gran parco d'artiglieria e del genio del 4° corpo rimase a Bologna per diretto di traini , nè potè rnggiuugere che Jopo la battaglia di Castelfidardo.

Epperciò l'intiero esercito d'operazioni, sotto gli ordini del luogotenente ·generale, ministro della guerra, cavaliere Manfredo Fanti, sommava complessivamente a circa:_"

5° Corpo d'esercito.

27,500 fanti. 2,300 cavalli. 78 pezzi e 2,300 artiglieri.

Luogotenen te generale Monozzo DF.LLA. Rocc.4 . Capo dello stato-maggiore, maggiore DE- Fonl\'ARIS. Comandante l'artiglieria, luogotenente colonnello :Borucco. Comandai1te il genio, maggiore Gucos.1. ·1 a Divisfrme -JJiagr;ior generale MAun1z10 DE --ScitNAZ.

Brigata granatieri di Sardegna, generale Camerana. Brigala granatieri di Lombardia,·generaleBr(qnone. . . 2 Batta~lioni di_bers_aglieri (1 4° e 16°). ::!,~~gl_,~n., ~: 2 Battene d arl1glior1a da 16 (5a e 5a.dell'8°). 1 Compagnia del genio.

Totale dei combattenti 32,'I 00

·A questi.aggiungendo gli uomini di 5 compagnie del gen io, quelli del treno, delle sussistenze, ecc., ecc., si vede cbe l'effot-

3

tivo generale non superò mai 33,000 uomini, cioè \e '.2 di quello delle fo rze ponti ficie. - E questi nostri erano tull_i 5tccel~ lenti soldati, i quali o gia aveano fatto le loro prove sn1 campi lombardi, . od anelavano di forte, per emular gli allri ; caldi · ANNO

V. Voi. Il. -

I ~-


266

LA CA illP.r n!'U DI GUERRA

d'amor patrio , fort i della giustizia _della causa per la quale andavano versare il sangue loro , discipl inatissimi , e , quel che val più cli tutto, ben conrnnclaii. Comando supremo. - Luogolenente generare MANFIIEDO FAfl;'fJ. l)fo_ljgiori dello stafo-11wy[Ì'iore. - IlrnruoLH-V1ALE - G ERBAIX Dc-SoNi'\AZ GIUSEPl'E - nICASO LI. Comando superiore del genio. - Luog. 10 generale .MENABP.EA. Comando superiore dell'arliglietia.'- Luogolenentè colùnneHo THAON D1 IlEVEL cav. GENOVA. Intendente generale d'armata . .:._ Maggior generale ALESSANlll\O DELLA Rov1mE,

CAPO IV. 1

POSIZIONE JUSPETTIVA.DEGLI ESEl\ClTI ALL APERTUJIA DELLE OSTILITÀ.

• / Al D setteri1bre, per appoggiare la missiva del conte Cavour

.!./J..i ad Anlonelli , le truppe del 5° e 4,0 corµo d'esercito si erano ~

concentrale sulle frontiere pontificie, pronte a varcarle al primo cenno. li giorno 1 O, le tre cliv.isioni del 4, corpo, destinalo ad operare nelle Ma rche verso Aucona, tcnen1 no la li nea ciel torrenle Tavullo (veJi carlà strategica); all.J sinistra la 4° divisione , e la riserva , alla Callol ica ; la 7", nd cenlro, intorno a S. Giovanni in Marignano ; la 138 sul ·versante sinislro clella Foglia, con una sua ·briga la a Mondaino, ì'allra a ~l11nlc Gridolf'o, il suo quartier generale e le altre truppe in Saludeccio. Alla frontiera dell'Umbria, giì1 sino dal 9 suddetto, le trnppe del 5° co rpo stavano distribui te nd modo segueute Ira l'alto Chiana e l'alto Tevern: ln prima linea : a Borgo S. Sepolcro, la brigala granntieri 0

-

NELL,UMBRlA E NJ,;LLE MARCHE

267

òi Sardegna col\'11 3 balleria ; ad Anghiari il 23° battaglione bersaglieri; a Monlerchi il 1 6° e 25° bersaglieri ; a Castiglione Fiorentino il '.24°; cd il 9° a Cortona (sulla strad a per Pel't1gia); con a Foiano (sul Chiana) i znppatori della riserrn. · In seconda linea : in Arezzo la brigala gramitieri 'di Lombardia, 1 b·altaglione be.rsag1 ieri (1 ii 0 ) , 3 ballerie,(5, 6 e 7),, il parco d'crrliglieria; la compagnià zappatori della ·I a divisione, Piemonte Reale cavalleria, il quartier generale principale e quelli divisionari . - A Mon levarcbi , .(su llo stradale reale da Firenze) Nizza cavalleria - a Subbiano (sulla via t.ra Arezzo · e Bibbiena) la brigala Bologna. I due corpi d'esercito potevano comuni<;ar fra di loro per il passo -della bocca di Frabaria. . l\ generale Di Lamoricière fin dallo scorcio di agoslo aveva ~"'é,' , scagl'.onalo le sue trupp~ nel grandissimo ,11:i~ngolo Pa119~'.1, ~".':· Tenne il'lacerata, e<l all apcl'lura delle ostil1ta le sue lo1ze t. ,~ trovavansi così disposte: Tra Perugia e Foligno : con avanzale in Città di Castello, Ja.&d prima brigata (generale Scbmidl) ad osservare l'alta valle del Tevere, ed a difesa del centro della fronle slratrgica ; Tra Terni e Narni: la scèonda brigala (comnnc!Jta dal generale marchese Di Pìmodan, tul ta composta di truppe lcggicre), a bacia d'ogni mossa del nemico per Val di Cbiana; Intorno a Macerata in Valle Cllienli, la terza brigala (ge n<1ralc Di Curtcu ) a guarùia delle Marche, e d('Slimila n completare il pre3idio d'Ancona, <1ualora questa piazza fo ~~e seriarncule

La riservn, e con essa il quartier generale principale, ·a Spoleto, in una posizione cenlrnle, darldove poter muoversi facilmente a rìncalzo dello scaglione che il primo sarebbe stato anaccato. Le maggiori ciltà erano occupate da distaccamenti mobili, ovvero <la gencl «rmi , per irnpcrlire ogni politica dimostrazione.


268

LA CAMPAGìSA DI GUERRA

I luoghi forti avevaoo speciali presidii, come abbiam dello nel capo precedente. Cosicchè le truppe pontificie Lrovavansi sparpagliate per un:estensione di circa 13000 chilometri quacfrati. ('\ ,.. Colrsta pos1z1011e strategica, a. cavaliere dell'AjJpennìno iiite'a 111~ ..J, . .. , ' :, ~ a tenere a bada I due versanti, pei quali il nemico poteva irr'A;_rompere su d_ue lince d'operazioni distinte, sarebbe staia buona CO'l'l un_ escrc1 lo ~'-' almeno.,.5,,Q:00=1wmini' non già colle deboli f(:ize d1 Lamo1·ic1erc, altesoche mentrn le ali di tale sua posizione erano discoste fra loro dnque grandi giornate di n~arcia poteva il nemico piombar con forze pref'oncleranli su ciascun; di esse, in men di 3 tappe ordinarie, e così batterle isolatamente pria_~hc le truppe ponlifìcie avessero avuto il tempo dì raccogl1ers1 1t1 miglior posi_zione difensiva. Epperciò appena il general e pontificio non potè più aver dubbio sulle mire offensive de lle nostre truppe, che si concentravano sui confini delle. Marche e dell'Dmbna, egli doveva in ~utta fretta _(~ gliene t·irnase,il tempo) concentrar le sue truppe 1n una pos1Z1one centrale, per formarne nna massa colla qua IL piombare vigorosamente sulla nostra prima tesla di colonna, • se nou vincere , egli avrebbe almeno così sal valo meglio !'011< delle arm i e l'esercito suo. A qnest'obbietto egli avrebbe dovuto afforzare sino a 2500 uomini (e non di più) il presidio di Ancona; tutte le altre • truppe senza distinzione raccogliere e scaglionare fra Spoleto e !..olig,:1'kcon una forte avanzata su Perugia, fortificando il passo di Co Ifiori lo e Nocera. Con tale -occ--upazione egli in te rponevasi alla immediata éongi1inzione dei due corpi d'esercito sardi; e mentre pochi uo1t1i'ni; avvantaggiati dal terreno, avrebbero facilmente conteso alle truppe del 4; corpo il p~sso per le gole dell'Appennino, il grosso poteva: o nrnreiare (come già abbiam dello) sul quinto corpo cd incontrarlo con forze preponderanti di1111anzi o soltu la protezione di Perugia od al passo del TeYerr; od alla peggio, ripiegarsi sotl·o 10 i;iura di Roma, per ivi atleu-

209

NEL L'mJBR!A E NELLE MARCHE

dere, sotto la salvaguardia del vessillo francese, l'occasione di riprendere l'offensiva. Questo era indubitarnentc il migliort ed il più prudente partito cui poteva appigliarsi il· Lamoricìère pèr non esporre a certa e completa rovina tutto il suo piccolo esercito, che tante somme aveva costato al tesoro pàpale, e sul quale tanti e tracotanti conti eransi falli! Certamente al generale Lamoricière non vorremmo fare il torto di non aver· egli ·saputo ravvisare cotesto p,1rtiio , ch'era il più ovvio frà tutti quelli che gli rimaneano, o di averlo scioccamente disdegnato; ma piutlosto' crediamo ch'egli ne sia stato àislolto e disvialo da gravi considerazioni, come: 1°la ferma fidu cia che_il presidiq francese a Roma sarebbesi opposto alla marcia del 5° corpo: 2° la speranza che i suoi soldati mrglio avrebbero combattuto, imprigionali e coperti dai parapelli di Ancona, e sarebbesi cosl guadagnato- maggior tempo. Ammettendo che il generale Lamoricière, fosse certo ('1) dell' intervento francese, incontrastabilmente il suo miglior consiglio dovea ·esser quello di gittarsi con tutti i suoi entro e sotto A11cona, per intercettare la marnia di Cialdini cd imp~cl irgli di con-giungersi coll'esercito meridionale, mentre la di, visione francese, in attesa cli altri rinforzi, avrebbe fatto frontè a Della Rocca sul Tevere. Ma _acciocchè tale scusa sia ammessibile, è d'uopo cbe il gen.eralissimo pontificio giustifichi meglio, di quanto non l'abbia fallo sinora, cotale sua persua~ione; poi chè in cose così gràvi, non basta lo aftermare le proprie · convinzioni, ma è giuoco· forza certifiearne la validità con fotti ìnconte~tabili. Or bene, se egli non avea •dubbio s'ul concorso della divisione 1

(1) Come egli ei.Jbc ad asserirlo replicatamente e sulla Presse, e nel suo rapporto, basandosi su di un pseudografo che il ministro ponl.ificio osò attribuire all'ambasciatore francese signor Di Grammout.


270 LA C,HIPAGXA DI GUERRA Goyon, perchè lasciar 51O uomini a Spoleto, percbè quei 600 nom1n1 Ira Vilerbo e Orvieto, percbè la brigata Schmidt a Perugia? a\'ern forse mestieri di un tanto nppoggio la divisione franct>se? o piullosto creuelte il generale ponti ficio di avei· forte soverchie per lenere Ancona, e batlere Cialdini? Lo aver lascialo le sue trupre così disseminate non fu trascun.rnza, ma stu-diato consiglio del genera le Di Lamoricière, ed <'gli stesso lo asserisce nella parie seconda del suo rapporto, laddove egli parla della necessilà ch 'egli ebbe di lasciare la Rocca di ~poleto in istalo da. difendersi: da per sè; così Perugia, la eui difesa egli affidò allo Schmidt, coll'ingiunzione, caso mai venisse soperc!tiato , di 1·ipiegarsi su Viterbo, nella cui rocca stavano di presidio ,i. compagnie. Da ciò :iiamo còstretti di concbiudere cbe l'i nten-enlo dei Franeesi non fu (e noi polè essere mai) uìia certezza pcl generale pon tincio, ma semplicemenle nna speranza imprudentemenlo vagh<'ggiala, una stramba illnsione, cbe egli pagò por caramente, al prnzo di qn ell'alta sua riputazione militare che guadagnala nell'Africa sollo le gloriose insrgne di Francia, combattendo ' per la civillà, gl i naufragò sulle spiaggio dell'Adriatico sollo il ·vessillo papale, pugnando per l'oppressione dei popoli civili! Discaleremo, in seguilo, più eslesamente gli errori strategici del Lamoricière, di fronte alle prime operazion i offensive dei nostri generali , sul merito delle quali ora ci proveremo a dire.

CAPO V. DISE GNO DI GUERR A.

Affinchè la narrazione nostra abbia tutta quella chiarezza che

è pregio principale degli scrilli militari, noi crediamo necessario di prcrnellere all'esposizione delle singole operazioni delle

271

nostre truppe, il concetto strategico generale cbe le divisò e diresse, cioè il disegno di gucn,, del genC>ral Fanti. L'obbielliro principale della gnerra era quello di giungere colla massima cclcrita sul nemico, cd accerchiarlo il più slrel!amentc possibile per ogni banda, t1l'011e di togliergli il tempo e il campo per devastare le occupale provincie. - Perciò ern tosto necessario di isolarlo dnlla sua . base d'operazione, da Roma, e di tagliado da l suo miglio(· punto d'appoggio, da Ancona. - Due erano impertanto gli obbielli\'i secondari da raggiungersi per riuscire al principale, cioè : Foligno , e il blocco di Ancona; ed a questi, per due linee d'operazioni distinte, ma concentriche e collegale, doveano contemporaneamente iudirizzursi due nostre forli colonne, l'una movendo dalle frontiere toscane sull'Umbria, l'allra pel liHorale dell'Adriatico sulle Marche Anconitaue. Per poter far fronte a questo doppio attacco (cui accenuava cviclentemenle la concentrazione delle nostre truppe snlle fron tiere dell'Umbria e sn quelle dcli~ Marcllc) quatlro partili l'imaneano al nemico, cui appigliarsi: 1 '' Concenlrnre celeremeule luLle le sue I ruppe in \'icinanza di Ancona per ivi aspcttnrc il nemico sollo la protezione della piazza, ovvero per muoverne risol utanwnte all'incontro del .t0 corpo, ed assalirlo con tulle le forze disponibili, prima che esso fosse rngginnto dal 5' . 2° O raccogliern tulle le sue forze su Fulibno, donde mar~ ciare sul 5° corpo nostro (il quale era il piì1 debole dei due), commettergli la ballaglia dinnanzi Perngia, od al passo del Tevere. 3° O anche, prendere posizione a carnlierc dell"Appl'nnino, Ira Cugl i e Gubbio, dove pit1 volle esso avca eseguito manovre di concentrazione, facendo nprire nna strada mililarc su Fralla in val Tiberina, e stabilire una linea lelrgrnfìca a Fan-0 ed a Perugia.


272

LA CAMB,IGNA Dl GUERRA

4° O finalmente (come già abbiam deUo) scaglionarsi fra Spo_leto e Foligno, · per ivi · aspettare le nostre truppe, assicurando così la propria linea di ritirata sulla Comarca e sul Patrinwn io di S. Pielro.· · · II primo ed il terzo partito compromettevano la linea di ritirata del nemico, nè potevanò dargli speranze di successo colle sue deboli forze. Perchè il primo progetto (il quale venile parziahriente seguito) potesse avere qualche probabilità di riuscita, era- necessario -che le truppe disponibi li di Lam9ricière fossero numericameJ\te più furti del corpo di Cialdini, e che i due nostri corpi d'esercito avessero frapposto indugio all_a loro marcia concentrica.- Perciò fin dal giorno 1 Osettembre, il generalissimo papale avrebbè dovuto spiccare a Lutte le sue truppe un ordine generale di concentrazione, in Val- Esino, e togliei':: tutti i presidii, lasciando appena qualche battaglione della seconda brigata (che era la più lontana) alla momèntanea difesa di Perugia, per ì vi ritardare qualche tempo lo avanzarsi del 5° nostro corpo - Col giorno 1 i, tutti usando la maggior diligenza, e valendosi delle strade che da Val Potenza e per Matelica, e per Cingoli, e per Filotrano, e per Osimo traversano nella valle dell'Esino ; il generale Dì Lamoricière avrebbe potuto raccoglief·vi non meno eertamenle di 13,000 uomini; e il d1 vegneole, eol vantaggio del terreno,, in tentar la battaglia al corpo di Cialdini forte appena di 13,000 uomini, poichè la 13a divisione, allora distaccata, camminava a stento su per la vetta dell'Appennino, nè ìl 5° corpo a vrebb~ avuto il tempo materiale di accorrere a prender parte al combattimento. . · lvi battuto (com'era più probabile, se apprezziamo il valore morale delle'truppe dei due partiti nemici), il generale pontificio avrebbe sempre potuto ritirare gli avanzi del suo esercito rn Ancona, per afforzame il primo presidio, mentre invece gli toccò ripararvisi solo e quasi foggi asco.dalla decisiva battaglia perduta.

KELL'U1iBRIA E NELLE MARCHE

273

Nondimeno, lo ripeteremo, questo non era savio consiglio . per Lamoricière, imperocchè, arnmclliam pure un'impossibile ipotesi, che cioè ì soldati del papa avessero potuto sbaraltare completamente gli islamiti di Palestro e di S. 11farlino; sarebbe tuttavia rimasto il 5° corpo, atforzato della ~ 3a divisione (cioè circa •I s·ooo uomini di truppe solide e fresche), il quale avrebbe i11 quel frattempo occupala una forte posizione sulla via cli ritirala. dl:l' Pontifici i, e li a\ll'ebbe stretti in Ancona ; la quale piazza non doveasi mai ritenere nè pet' una solida base d'operazioni, nè per un sicuro rifugio, sollo a' proietti di Persano. ' Il successo invero comprovò precisamente la verità di questa asserzione. Il terzo partito non era men prudente del primo, e forse era peggiore. ÙifTalli, tuttochè G~bbio prese·ntasse una forte posizione difensiva, interposta alle due linee d'operazioni nostre, ciò n0n pertanto, tale posiz[one era arrischiatissima, poichè, occupala dai pontilici con deboli fone , essa scuopriva la loro linea cti ritirata a Della Hocca, ed Ancona a Cialdini. Il secondo ed il quarto partito, più consentanei ai buoni precetti dell'arte della guerra, alla prudenza, ed alle conùizioni -di luogo e di tempo per le truppe pontificie, presentavano fnvecc, se non la speranza _di decisivi-successi, l_a cert~zza almeno di serbare al governo papale quell'esercito che tanto danaro gli era costalo, e di allungar così la guerra. Abbandonavasi Ancona, la quale tuttavia si è perduta, ma sarebbesi cam pato l'esercito, il quale potrebbe tuttora cagionare grave distu rbo all'occupazione nostra dell'Umbria. · · • Sicuramente ohe il quarto partito non si accordava al _van- · lato carattere del generale Lamoricière, poicbè implicava l'abbandono senza combattim ento di lutle le Marcbe, e di una gran parte dell'Umbria; ma il dovera di un generalissimo, quello non è, per certo, di soddisfare alle proprie fantasie e punligli, ma bensì di consultare freddamente e procurare l'interesse dello stato cui s~.rve, a qualunque costo personale.


274

LA CAMPAG~A DI GUERR,t

. D'altronde poi egli polca appigliarsi al secondo partilo cbe gli pcrmetlcva di conciliure l'amor proprio- di solda"ìoéol do\'Crc di generalissimo. E questo era certamente il pilt conveniente come già abbiam detto, sullo scorcio del capo pl'ecedenlc. ' . ~ pr~venire il nemico in queste diverse supposizioni (e ~roplZla sor_le vol le c_he il generale Larnoririùre, <Juella appunto p~·esce~he~sc a lui meno conreniente, e per noi più \'ant,1gg1(,saJ ti generele Fanti prrscriYeva a Cia!J in i di marniare su Pesaro con due sue divisioni, e di farla rendere prontamente, onde poter progretlirr, colla massima sollecitudine sul littorale dell'Arlriatit:o, per Fano e Si nigaglia su Ancona prevenirvi ì! nemico, interponendosi fra esso lui e la piazza. La let'za divisione del 4- 0 corpo (la 13" di\'isione, Cadorna) dovea distaccarsi onde salir sull'Appcnniuo per Urbino e Caa[i a padroneggia re Gubbio ed i vicini passi, e discendere quii: li per il passo della Scheggia in vnlle Topino su PerugicJ, per mettersi sollo gli ordini inJmediali del generale in capo. Quesle sue operazioni avevano per oggetto di malltcner collegati i due corpi dell'esercito nostro, che operavano separali dall'Appennino, facilitare all'evenienza la loro reciproca coucenlrazione sull'uno o sull'altro .versante, ed .intercettare per contro le comunicazioni ed ogni concentrazione del nemico. , Noi ùiremo in seguito come bene abbia eseguito tale ùifficile e faticosa missione questa divisione, e quanto essa abbia contribuilo al brillante suécesso della campagna; ciò cbe altamente onora il suo comandante, i cui Laten ti militari erano, d'altronde, già ben noli all'cscrci io italian o. Le due divisioni del 5° co17Jo, sollo gli ordini immediati ciel generale in capo, evitando la strelln del lago Trasrmcno, dovcano operare in Val Tiberina per Città di Castello, Fralla.c Perugia, e prendendo cli viva forzo, nel }oro passaggio, il forte cbe domina quest'ultima città , per servirsene ad ogni erenienza qual punto

275

NELL'lJMDR LA E NELLE MA.RCHE

d'appoggio, camminare difilat.c a Foligno, oggellivo delle loro operazioni iniziali. Il concetto strategico di questo primo disegno di guerra ,è irreprensibile, come il furono poi le successive operazio11i cbe vennero subordinate a quelle del nemico. Ilavv i cbi tentò rimproverare al generale Fanti di aver formalo il 5° corpo pili debole ciel 4°, prelesscndo che esso corpo, secondo le sane leggi della strategia, doveva aspellarsi di sostenere Jé parti principali, ed essere perciò io grado di poter ricevere con successo e preponderanza numerica l'urto di tulle le forze del nemico. - Ma questa misura invece, svola al sommo grado il genio militare del nostro generalissimo , imper• cioccllè egli fu appunto coll'ingrossare il 4° corpo più <lei 5°, al reomento della prima concentrazione delle nostre truppe per la guerra, che, ingannando il generale nemico sull'obbielliro nostro principale, lo si indusse come avvenne di fatti, ad abbandonar la sua trnica linea di ritirata, e a concenlrarsi invece su Ancona, ove accennavano direttamen te le operazioni del 4° corpo. Cade poi da sè çotesto rimprovero dinnanzi alle mosse centrali della 133 dh·isione, la quale ad ogni occorrenza, dovea poter giungere in tem po a rincalzare il 5° corpo ; e d'altronde la forza di esso co1·po (11000 uomini.di scelta truppa) era di per sè bastevole per alfrontare , con tutta certezza di vittoria, il maggior 11erbo delle bande po'lltificie, o schivarlo in attesa di Caclorna, e di Cialdini stesso. (Co11lin11a).

c...


RIVISTA TECi:<OLOGICA

FUV!STA TECf~OLOGICA

tt cannone A1·mstrong ed' il cannone 1··igato f1·ancese. - È noto cbe i fogli in'<;lesi, e segoatamente il Times, nel render conto dei combattimenti sostellllti da,ll'armata alleata in Chin a, fecero un confronto fra il cannone Armstrong ed il cannone rigato francese, in tutto favo re del p rimo. li Débais prende ora a difendere l'invenzione francese, prop onendosi •di sciogliere i q uesiti seguen ti: Lei giustezza del lfro; La portata (cacciata); La ?Ytpiclità della carica e del colpo; La · potenza d'effetto clel p1·oielto; La solidità clel pezzo, e lei facilità clel_ suo maneggio. In quanto al pri~o quesito, la giitslezza clel tfro, fu sciolto dagli stessi fogli inglesi, dicendo che sotto gli occhi d'ufficiali francesi vennero tirati, con un cannone Armst.rung, ad ottocento o novecento metri di distanza, un certo numero rli colpi contro un grosso albero preso per bersaglio, senza colpirlo una sola volta. . Il)er,ondo quesito, la p01'tata, fu pur sèiolt,) dagli stessi In· glesì, citando essi dei colpi giunti a 2,200 j arde, che corri-

277

· spanderebbero a '2000 metri, mentre-il_tiro dei pezzi._di campagn_a rioati francesi o . , a tiro di lancio, è d1 3,200 metri, p0tenclos1, . aprendo solamente, l'an_g olo di elevazio1~e, portarlo a 4'.300 m~tn. Il terzo quesito, la rapùhlà clclta ccwica del colpo, viene scJO!to an ch'e,·so in favore drl pezzo francese, nppoggiandosi ancora alle confessi,mi de'fogl i inglesi. Essi raccontano, come nn -gran fatto, che nella giornata del 21 agosto davanti ai forti de~ :PeyHo, una batteria inglese ha tirato 90 c:olpi per pezzo, m . tr~ ore e m ezza, m'èntre si sa per certa scienza, che dei pezzi d1 aicu ne batterie francesi a Solferino hanno tirato più di trecento _colpi per ciascuno, e dopo un tal numero mera vi?lios~ di. tiri si trbva.rono in buonissimo stato, l'J corno fossero rimasti oz1os1 tutta la giornata. . La rapidifa del tiro è dunque iu•contestabìlmente a vantaggio del cannone francese. ]',fa dippiù : il cannone A rmstrong esige maggior tempo per effettuar la carica._È vero cbe pel cannone inglese è soppresso il colpo del battipalla per bat_tere la canea sul fondo del pezzo; ma v i occorre di p iù il guo alla vite della culatta per aprirla,, lo spostamento dell'ottura,t.ore, la sua rimessa in posizione e il giro alla vite délla culatta peninserrarla· in modo che confidando un ra.nnone francese e un,) mglese a m~ni e"nal mente abili , il c,.a; none francese dovrebbe tirare (in UD eg~al tern.po fissato) al~eno una metà _d i colpi di più del cannone inglese. . . Il quarto quesito, la polenza d'effetto del proiet_lo, s1 presenta com plesso; ma la sua soluzione è tutta a van taggio del cannone francese . Il proietto Armstrong, si frantuma in 49 cocci, m entre ìl francese si frantuma in venti; ma v i- ha rla osservare: L'a rtigliel'ia di carupagna, sul campo, ba principalmente due obbiettivi: ali uomini e gli ostacoli inerti, come case, fentorn, -villaggi, fortifìcazìoni passaggere, barricate, ccc. : questi obbiet• tivi Òbbligano ad usare de'diversi calibri; che erano u~a vol_ta da 4, 8 e 12, cannoni ed obici, a palle, a granate ed·a :11lt~a?h_a; ed ora. pei p rogressi del la scieuz~ mi_litare, seniphfica11s1 m due calibri 4 e 12, e in t re specie d1 pro1etL1, palla cava, scatola~ e .granata a palle.. f?er combattere .gli uomnu il cannone Armstro_ng impiega,


278

RIVISTA

come_ il fra ~cese, la palla cava, destinata all'effetto di mitr;iglia. ~ prima Y1sta_, su questo oggetto, il vantaggio starebbe per l mglese ; ma 11 suo prnielto ab biam v is to frantumarsi in 49 pezzi, reca nd~ dan ni con q ues ti fra ntumi . L a pal]p. cava francese si spacca in venti frantumi; ma essa è inoltre carica di sessanta palle, per cui lo scoppio lan cia 80 peni micidiali ; cifra molto superiore a quel la presen tata da i proietti inglesi ; ma vi ·ha ancor ad aggiun gere che i 49 cocci del prnietto inglese , p rovenendo soltanto dalle pareti della palla caYa, si spargono per lo spazio, p erdendo di dir ezione e forza, m entre nel p 1·oi etto francese, sottomesso a\la s tessa legge pei Yewti cocci" prodotti dallo scoppio della 'palla ca"a, le sessant~ palle continuano a correre nella d irezione, e colla stessa impulsion e che ebbe la palla uscendo dal pezzo. Dippiù ancora : combattendo masse profonde d i truppe, col proietto francese_ puossi (regolandosi la spoletta, e ritardan do cosl lo scoppio) ottener l'effetto proluogatn e potente d'una palla, e quindi il micidiale e spavente,ole della mitraglia. Sotto al primo rapporto è dunque inco11tcstabi-le la s upremazia del ca nno ne francese. I n quanto ai prnietti destinati a combattere gli ostacoli inerti, avendo il signor Armstrong pen~ato, che la potenza ddl'effeLLo doveva essel'c, ind ipendcoteruei-i1e da qualu nque altra considerazione, proporr.ionata al peso del proietto, non lasciò nella sua palla, per la mat"!ria esplodente ed incen diari a, e;be u n v uoto iu rapporto col lo s11es'>0re delle pareti del proietto, e ridu:,se così. la fo rza esplosiva a cosa as~ai mediocre; m r ntre il proietto francese>, anche meno pesant<i, acquista, per la ragione contraria, u n eITetto assai più p otente; e i n ogni caso le palle francesi essendo oblunghe, senrn mol ta cliffìco\lit, si può sempre accrescerne la massa, senza modificare la crnna clel canuone. Finalmente aoche ·l' ultimo quesito vien sciolto dal Débats in favore del cannone rigalo. S i tratta della solidilèt e {acilità cli maneggio del pezzo. È evidente che il r11nnone francese, fuso d' un sol pezzo massiccio di metallo, dfcw'essc,e più solido àell'inglese, com posto di tre pezii di versi, tenuti .insieme da c,atene e v iti, abbenchè siano costrLJtle alla perfezione sì l'une che l'a ltra; ma per n on

TECNOLOGIC.I

279

precipitare u n giudizio, i l giornale francese v uol concedere tempo affesperienza e passa alla facilità del maneggio del pe>:-:zo. Qui Lotte le relazioni ingl<'si concorrono a' danni del loro cannone. Nei. t1:n Pni maremma ni dc,l PP.3LH0, essi do Ycttero staccare gli avantreni dei pezzi, rerchè i carri sprofondaYano sino all'as~e delle ruote entro la melina, si do vellero staccare an che i cavalli da i pezzi , e trar questi a van ti a braccia d' uomi oi ; m entre sullo stesso terreno, nel medesimo tempo, nelle identiche condizioni, si traevano pme i cannoni f1·aocesi da 4 e da 12, senza che fosse abbisognato staccare g li avan treni o i cavalli. Fatte le debite proporzioni cli cal ibro, il bronzo inglese peserebbe m eno del bronzo france~e; ma il carro di questi ultimi è un buon terzo meno prsanlc dell'inglese. Un cannon e rigato francese da 4, sulle sue quattro r uote, coll'affusto, a van treno e cassetto completo, pesa. 1200 chilogrammi; il pezzo da 12, nelle stesse condizioni, ne pesa poco più di 1800. Questa seconda parte dell'ul timo quesito, dopo i combattimenti al P ey-Ho, fu risoluta dai fatti in favore dell'arme francese.

Nit0va spaclci-buionclla {rcincesc - Alcuni soldati scelti del 33 e 34 cli linea francesi di presidio a Parigi f1nono armati di una. sciabola-baionetta di forma n uova, d(;stin ata. a q uanto d:icesi, a su rrogare la daga attuale di cui sono forniti i granatieri eJ i volligciws. - Quest'arma è portata. da un cinturino di cuoio coo fibbie - Un'elsa o manico di corno nero guor n i to di ferro forbito, lo forma una specie di. impugnatura a gui~a di sciabola e spada - la lama è dritta, aflilata, scanalata e più lunga del l'attuale baionetta francese; due modelli se n e p rovano, l'uno :-t lama triangol::ire, l'allro r1 uadrang9larc ,- Questa baionetta s'iaaasla al fucile a poco presso come ta sciabola dei chasseurs à picils. . La sua forma più elr ante dell'attuale bnion etta., e più leg9 g1era J i 'f)eso d'ogni al tra foggia di sci11bola-bai,rnetta, senza per1l,ere la ue:essaria solidi fa, fa credere ch'essa potrà rnstituirsi con ·rantaggio alla daga attuale per lo truppe :;celte, u on che a lla ba ionetta. pCt' tutta la fanteria. Fregale comzzalc. ..:.. In torno alla fregata corar.zata. la Glofrc, che mena tanto rumore nella marineria militare, il signorVivian,


280

RIVISTA

membro del P arlamento brittanico, in un a le ttera al Times, così si esprime: • L'impressione che mi lasciò il confronto di questa formidabile fregata coi bei navigli ch e l'a1torniavnno, si è che questi sono ora divenuti inutili come gli an tichi fucili a pietra. È vero che n oo si è anc·ora pro,·ato l'effetto d'una bordata a brern dislanza sopra 11n',1rmatum di ferro; pnò darsi che il p roiettile del cannone ,Vithworth in certe condizioni favorevoli traversi una siITatta coraz;1;a; ma la Gloire si lascie1ebbe essa avvicinare? permetterebbe al cannone W ithworth di mettersi in posizione favorevole? • L,i Gloi?'e ca1!1mina pii1 presto di qualunque dei nostri legni; f:ssa scegliereb be dunque la sua posizione, e si manterrebbe sempre alla distanza che le converrebbe; e di là il suo proietti le penetrerebbe ne' fianchi del suo aYversario, mentre che quello del nemico verrebbe a schiacciarsi sui su oi. L a più bella manona ed il più. grando coraggio che potrebbero mai contro tali svantaggi ?•. Il corrispondente afferma che la marina francese è sul p unto d'avere dieci fregate sul modello della (;loi?'e; e però termina eccitando l'ammii-agliato inglese a seguire l'esempio della Francia. - La Correspondencia, dico che il governo spagnuolo diede l'ordine ùi costrui re n ell'a rsenale del F er rol una fregata corazzata di 41 cannoni e della forza di 1000 a 1200 cavalli, che si chiamerà Tetuan. Si lavora attivamente a l compimento della corvetta Vencedora, e nell'arsenale di Cartagena dev'essere costituita una fregata ad elice di 50 cannoni ed 800 C'arnlli, sotto il nome di Sa-

perocchè concordano con q 1Jelle dello stesso genero che il governo inglese prende in questo momento a Malta ed a Corfù . La Francia anch'essa promuove, con un'altività inre,;sante, la costruzione d i grandio,;e fortifi cazioni lungo le coste clelJ Occano, e rli numerose navi da guerra: nello stesso tem po fa eseguire grandi studi sul golfo di Villafrnnca, del quale vuol formare un succursale del!' arsenale di Tolone.

Nu,ovo fucile rigato - Da pr ivate sperien;1;e da noi praticate, onde dedurre la penetrazione del nuovo proietto slanciato t1al fucile rigato, mod. 1860, abbiamo trovato: a a

a a a a a a

25 passi p enetrazione m etri 50 • 75 • 100 150 • I 200 • 250 300 •

0,430 0, 345 0,293 0, 280 0,230 0,205 o, 165 0,115

T irando a br3rcio sciolto contro la scn,·pa este rnn di un para petto campa le, fotto <li te n tl mezzana, col proietto e colh1 carica prescritta pcl OU Ol'O fucile.

Conti nueremo tali nostre sp erienze relativamente illle varie specie di legnami che ponno utilizzarsi pe' lavori campali; e spr.rian10 ci yenga presto cc,ncesso di poter confrontare i nostri risultati con q uc:lli delle spe!"ienzc attuale per cura ùel govel'no.

(X")

ragozza. Fo1·M (ìcazioni. - Una. lettera da Gìbi! terra del 30 novembre, ci fa snpere che si eseguivano importanti lavori a llo scopo di migliornre le difese di quella pi<1zza. Ballerie a fior di acqua furono costrutto su moltissimi punti e i Tecchi pezzi furono sostituiti in tutte le rpPre da cannoni A nnstroug . La città ha 1iccrnto immeusi appr,Jvvigiooamenti di vi.-eri e munizioni. Queste misure militari meritano essere segnalate,

281

TRC!-<OLOGICA

• ANXO V. Yol. Il. -

19.


283 15 17 133 113 153

RlVISTA STATISTICA

Cavalli dèllo stato-maggiore Cavalli di stato-maggiore di battaglione Cavalli d'affitto . . . . . . . . . . Cava.lii di regia . . . . .. Cavalli delle truppe di caval l~ria Totale cavalli .431

Landivehr. -

Secondo lo stesso rapporto, ecco i l quadro della sua organ izzazione nei varii Cantoni:

RIVISTA STATISTICA

<t) FANTERIA. UOMINI

Zurig-o.

uomun

3 Compagnie di carabinieri _. 8 Battaglioni di fanteria ·

SVIZZERA. _c.. Scuola militare cer-trale durante l'anno 1859. Secondo il rapporto del dicastero m·i li tare federale sulla sua gestione annuale, ecco la forza della scuola suddetta, aperta al 1° maggio e chiusa il 2 luglio, sotto g li ordini del colounello f()derale E. Di Salis: Ulliziali Aspiranti Truppe

o u

o:o · ,."' orn

~

o u

Uffiziali di stato-maggiore generale Uffiziali d' istruziòne Uffiziali d'a.rtiglieria Sezione del genio . . Sezione d'artiglieria . ,

3 Compagnie di carabinieri . 8 Battaglion i di fanteria .

»

459 6,649

Lucerna,

134

2 Compagnie cli carabinieri

!)94

2 Daltaglioni di f~wteria .

20

~ ~

7,064

7, 108

(

1,128

~

305

~

1,099

Uri.

8 18 ,>

245

, 6,819

1 Compagnia cli carab inieri 3 Cornp. di fanteria col suo stato-maggiore

lO 3G

2 Compagnie di zappatori (7a e ga) 7 Compagnia pontieri (5a) 4 Quadri d'artiglieria di tutti i cantoni Reclute della scuola d'artiglieria 5 Compagnia di gu1de (l") 2 2 Compagnie di dragoni (16" e 35a) 8 2 Cowpagnie cli carabinieri (13 .. e 23,") 7 o gi. 3 Battaglioni cli fanteria (4!'l0 , 66° e 110°) 54 8 '2 mezzi battaglioni cli fanteria (76° e 78°) 18 4 \ Istruttori di fanteria . . . . . . . . . . T otale 151 46

105 •

200

se11wyt1..

130 63 75 305

21 118

182 1,059 354 5

2,312

1 Compagnia di carabinieri . 2 Battaglioni cli fanteria .

146 ))

953

U11terwaiden-le -lfaut.

1 Compag nia di cambinieri . 1 Compagnia di fanteria .

G5 (

124 \

189

U11terwaidcu-le-6as,

1 Compagnia cli carabinieri .

2 Comp~gnie di fanteria .

85

229 V(t 1·i11orl111·si

31"1 17,'207


285

STATISTICA

284

RIVISTA

2 Compagnie di carabinieri 1 Battaglione di fanteria .

Riporto 29,774

Rip01·to 17,207

Glarla,

'.

200 671

Zu;-.

1 Compagnia di carabinieri . 3 Compagnie d i fan teria .

93

354

.l

871

1

I .

7o 769

.1 Battagiione di fanteria

Il

3 Battaglioni di fanteria ._

2,207

TicillO,

447

FJ'i bom·g.

1 Compagnia· di carabinieri .

235 { • 1,972 \

2 Compagnie di carabinieri .

889

1 battaglione in organizzazione \'and.

8 Compagnie di carabin ieri . 8 Battaglioni di fanteria .

839

662 7 ,].65'

7,827

• • 131

1,413

Valcse.

Soleure,

1 Battaglione di fanteria .

1,059

lll' v ia di organizzazione Ncnfcbàtel.

Bàle Ville.

1 Battaglione di fanteria .

460

Bàie Ca1npagne.

1 Compagnia di carabinieri .

48

797

2 Battaglioni di fanteria .

3 Compagnie di ca rabipieri . 3 · Battaglioni di fanteria .

• 1,282 Ginevra.

845

l Compagnia di carabinieri

Scaft'ouse.

131 • 1,388

2 Battaglioni di fantCTia .

1 Battaglione di fant<~ria .

508

Totale

J\p11e11idl 11-S,

2 Compagnie di carabinieri . 2 Battaglioni di fanteria .

»

221 1,422

1,643

A111>euz1m R-1.

1e

½ Battaglione

386

di fanteria .

3 Battaglioni di fanteria . · .

42 Compagnie di carabinieri . 54 Battaglioni di fanteria . In formazione (3 battaglioni) .

3,389

m 101

•

71 1,221

1,292

Da riportarsi 29,774

1,414 42, 215 43,629

più fortè . b) T~UPPE DEL GBNIO.

828

6 Compagn-ie di carabiniéri .

43,629

=

Secondo i controlli, questa forza dovrebb'essere di 10,000 uo-

GrlgiOlli.

2 Compagnie di carabinieri . 3 Battaglion~ di fanteria .

i;om101

Totale nomini 185 • 3,204

1,519

E riepilogando :

S, Gall.

1 Compagnia di carabinieri .

t

Zappatori Pontieri Totale

umziali

Sotto Uffizialì

Solda{i

1\tale

14 5

51

150

2 15

23

56

84

206

299

19

-74

'

'


286

RlVIST,(

STATISTICA

pressa la sciarpa ; 8° agii ufficiali si conservano le spalline,

e) ARTIGLIERIA.

Uffiziali Sotto Ufftziali e operai . · Cannonieri . . . . Soldati del trono Toto le

ed è facoltativo ai cantoni il conservarle per le truppe; 9° questi

57

cangiamenli sarebbero effettuati nei nuovi acquisti ; ma il contingente att.ivo dovrò, avere ·la bufetteria nera ed il cinturone prima della fine del 1862.

684

890 453

ITALIA . 1·idionali:

2,084

=

· ·

Armi speciali

\ Carabinieri 1 Di liuea.

uomini

I Genio

· Artiglieria

·A_ttuale elJettivo completo, uomini

Scuole ed istituti milita1·i delle provincie me-

1 °) li Colleg1·0 Militare (i'n 1Jladdafo11i).

RHSSUNTO GENERALE NUMEIUCO D~LT.A L..\.NDWEHR.

Fan tcria

287

1,414 42,215 ,299

2,084 46,012

. . Secon~lo la Gazzella lt'cinese, le principali modificaz10111_: ~ vestimento ed . abbigliamento militari federali, che il Cons10 ho federale ha risolto di raccomandare all'Assemblea federale,. son~ le seg_u~nt~: 1° all'abito sostituire la tunica per la fa nteria , t. caeab1me1:1 ed il genio: il e.olore della tunica sarcb?e. t_ul'Chrno per la fanteria cd il genio, Yerde per i 0 cara?inieri ; ~ due paia pantaloni grigio-celesti per tutte le ar'.111, uno. d1 panno, .l'altro _di panno o mezzo panno, a. piacer'e d~i c_ant?n_i, per I~ fanteria, 1 carabinieri ed il genio; due paia di ~tiva.l,rn, uno _di panno grigio-oclestc, l'altro di traliccio· il genw ~otr_à avere un paio di stivali; 3° allo shakò è sostitt~ito il keppi di feltro ncrQ per la fanteri~; è facoltativo ai cantoni ~are il ~eppì od il cappello di fe:ltro al genio ed ai carabinieri: 1 dr_ag~m ~acoo l'elmo, le guide il keppl; 4° alla cra,,atta è sostituito 11 fazzoletto; · 5° alla bufetleria bianca e incrociala sul petto si. sostituisce la nera., preferendosi il cinturone per tulle le _armi;. 6° pegli ufficiali si sostituisce la tunica all'abito, eccetto 1 cor pi che q uesto co nservano; hanno i l cappotto simile a ~~elio della tr~p?a; la sciabola appesa alla cintura; guanti e s ,i~bola pl'0scntl1 dal regolamento; è soppressa la gorgiera· 7° gli ufficiali tutti di stato-maggiore avranno la tunica, sop~

Questo collegio, fondato nel 1786, era specialmente destinato a foro i re u[iziali d'artiglieria e òel genio. Gli allievi vi erano ammessi nell'età dai 10 ai 12 anni, . dandosi la preferenza a i figli di u ffizia.li, ed ai nobili. - Il loro n umero nO!'male era fissato a. 170, spa1·titi in 4 compagnie, militarmente ordinate, e comandate da uffiziali tol!i dall'esercito attivo. I sott'uffiziali venivano scelti fra. gli allieYi maggiori d'età, e più distinti rer istudio e condotta, ed ave van sugli altri allievi la. prima azione della subordjnazt0oe militare, onde avvezzarli così di buon'ora. al rigor della militar dist·ipliua. L'importo annuo ch•lla pensione era di 810 franchi; quello del primo corredo di 450 franchi. - Per le piazze gratuite e le mezze piazze, l'orfanotrofio contribuiva annualruente al collegio Jirn 121,500 circa. Il corso di studi dllrnva 8 anni, versando sulle materie delle armi speciali; alla. fine del corso gli allieYi YC11iano sottoposti ad un rigoroso esame di uscita, e di classificazione per merito. I migliori, a loro scelta, c1·auo destinati all'artiglieria od al genio, nel numero richiesto dai bi;:ogni di essi due corpi, gli ahri idonei , passavano alla fanteria, orl alla cavalleria, <laddove poi riforninno i quadri dello stato maggior generale. Quelli non giudicati idonei agli esam i, erano mandati a. servii· da. sott'urfiziali nell'esercito, onero alle case loro, secondo la loro richiesta.

2°) La scuola m'ilitare, ballaglione allievi. Questa scuola cbe dalla sua fonclazior;e in ì\'apoli, venne destinala a somminis1rarc sott'uffizia!i istruiti a ' diver;;i corpi


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RIVISTA

STA TJS'flC,\

dell'esercito, venne sciolta nel 1848, rn seguito a taluni att.i d'indisciplina degli allievi, e venne quindi ricostituita nella piaz1,:a di Gaeta sotto il nome di Battaglione allievi, nel quale accoglicvaosi tutti gli orfani dei militari morti ne' moti civili delle due S icilie. Questo battaglione corrisponde~•a a ' p resso a poco al nostro de' figli -m ilitari in Racconigi. N0ll'Dntica scuola m ilitare 1Ìi Napoli il numero <leali allievi era di l GO, divisi in 4 compagnie , come nel collegio 1;\itare la pensione cli lire 486 annlle - numerosi i posti ed i mezzi posti gratuiti a favore de' figli dei militari uffìziali ~ Gli studii ·volgeano sulla letteratura e sulle rnatematicbe elementari, ed alla fine del quinto corso, dietro un esame di concorso, i m igliori passavano per premio a compiere i loro studi riel collegio militare, correndo la sorte, per l'uscita di quelli allievi. Gli altri pr0segu ivano i loro stndi ; quindi seoondo i l merito loro veniano destinati sergenti, (!aporaÙ o soldati n elle diverse am1i.

truppa, onde abilitar i vo~onte1·osi cli prog~edire ~ella ~arrrera: avvegnacchè la legge sull avanz~m~mto a~che pe gradi mmon della gerarchia presc.riveva esami eh 1clone1tà. . Gli orfani ed i ·figli di truppa sono . ammessi al real albergo de' pover-i in Napoli, ed a quel!Q cli Anve:·sa, _e~ ivi vengo~o educati e disciplinali militarmente, e quali abilitati allo ai:t1~ quali alla musica, qtrnli a divenir _tamburini e. trnm~ett1e1:1 dell'esei-cito. Quello di Anversa specialmenJe fornisce d1 musi· canti le bande dell'esel'ciro.

A Napoli si dovràc quanto prima aprire un grandioso istituto d'educazione militare in sostituzione di quelli esistent:i: sotto il cessalo g?verno . . Scuole ed istilu,li militari nelle altre provincie itàliane. I

Reale accademia militare di Torino -

3°) Lo squadrone delle guardie- del cot1Jo. Questo squadrone recllltato fra i gio.vani delle famiglie più nobili ed agiate del p1ese, 'poteva a nche considerarsi come un ,,i vaio. cli uffiziali per la fanteria e ' Ja cavalleria, e specialmente per quest'ultima. · La forza dello squadrone era normalmente di 250 uomi11i. Le guardie' semplici aveano il grado di sottotenenti (alfieri). 1-\nnualmente, per via d'esami , un certo numero di guardie versavasi alle armi comUJlÌ col g rado di luogotenenti in 2°,

4°) Altre istitivzioni militari. Per _l'eqiiilazione veniva· istituita una swola nel 1844 onde m~glio diffondere quest'Rrte ess\)nziale, e vi si formavano buoni uffizi,di e sott'uffìzi ali ·istr uttori cli ca.vallE; ria e artigl ietia. Pel' la scherma ciascun corpo di truppa doveva avere la pr<~pria salà; ed inoltre eransi·stabilite ql,attro scuole normali, a Napoli, . Capua, Caserta e Gaeta, sotto la suprema direzione di un.o dei migliori maestri della capitale, e la vigilanza di due generali. Nell'esercito napolitano l'insegnamento della scherma è spiuto così molto innanzi. In ogni corpo vi erano scuole per l'istruzione volontaria della

d'uffiziali il geni~ e artiglieria.

Destina.l a a rifornir .

Corso suppletti·vo c.lla regia, militare accacfomia p~1· la fan:· teria. - Ivrea - presso la scuola militare di fanlena - Ist1·

· per

-

tozione provvisoria somministrare uffiziali nell'arma di fanteJ'ia - Gli allievi, ammessi dai 19 a 26 anni, per esame, 0 presentando diplomi di ammessione universitaria, prP.~·io ar~ ·ruolamento milita re regolare , ·vi compiono un anno d1 studi mi li tari, quindi, classificati per via di esami, vengono' promossi sottotenenti.

Corso siippletlivo allq regia militare accademia pe1· lei fanteria. - Mod·e na - Isti tuto provvisorio come sovra, per formar uffiziali alla fanteria.

Corso supplettivo alla regia militare accademia per la cavalZ-eria, p1·esso la scuola di ca'valle1·ia .:..... Pinerolo - Colle stesse norme che pei due precedenti, v i si ammaestrano giovani ,,olontari ond'esser poi, dopo un anno di corso, promossi sottotenénti nella cavalleria. · · Sciiola d'applica.zione prw l'artiglieria. - Torino - Presso il reàl corpo d'artiglieria, e da professorL dell'ar mi dotte praticasi uu corso complementare per gli uffi.ziali nuovi ammessi nell'arma. Scùola cl'applicazione pel genio - Casale - Come per l 'ar-


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tiglieria, vi si preparano a più alte cognizioni i nuovi uffiziaii del Genio.

Scuola provviso1·ia per gli uffiziali subalterni delle armi di fanteria e di cavalleria che aspira no al grado di hwgotenente n_el_corpo reale dello s lato maggiore - Torino - Avrà princ1p10 dal 1° gennaio, ed il corso d urerà 4 mesi. Scuolci rnilila1·e di cavalleria - Pinerolo - Gli uffiziali nuovi p romossi vi percorrono un tirocinio di un anno sul l'equitazione e sugli esercizii e pratiche di cavalleria.. Collegi militari. - Asti - Milano - Parma - Firenze. · Dai 1O ai 14 anni . vi sono ammessi i giovanetti che intendono destina.rsi alla milizia. Dopo, finito i l corso di &tudio tecnico, passano od all'accademia-militare cli Torino, od ai corsi s upplettivi alla medesima, onde conseguire il. grado di sotto• tenente nell'arma da essi loro prescA!ta. Ba.ttaglione de'figli militari - Racconigi - Vi sono ammessi in tenera età figli di militari, e questi vengono educati militarmente a totale spesa-dell'erario; quindi all'età d i 17 a.nni escono soldati nel regio esercitq, coll'obbligo della ferma di ord inanza. - In brev'ora questi g iovanetti addiì'engono eccellenti sott'uffìzial i. · In Asti presso il corpo de' veterani ed invalidi havvi uu istituto nel quale st educano giovani :Ggli di truppa, a divenir poi tam burini, trombettieri o m usici nelle diverse a rnri. Come scorgesi da questo cenno sommario i nostri istituti m ilitari d'educazione sono numerosi, ed ami il sono troppo; talmentechè essi difettano forzatamt;jute di quella omogeneità di azione ch'è necessaria in istituzioni le quali tutte tendono ad · uu unico scopo. ~ Ma q neste sono le necessilà ineluttabili dei grandi mutamenti avvenuti; e siamo persuasi che quanto p t·ima la provvida mano del governo si fermerà r11clical mente s u questo oggetto importan tissimo della costituzione mili tare della nazione. Prossimamente offriremo ai nostri lettori akuni studi sul proposito.

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RIVISTA BIBLIOGRAFICA

_Aperçu, historiqite stir les fortifications, Jes ingénieurs et siw le corps clti génie, par iVI. le ?olo nel AuGO YAT (11roe art1cle) T roisième partie. _ . , . . Vi è narrata coll'abituale maestria dello scnttore l a~sed10 d1 P raaa nel 1742 Cotesto assedio 'è certo uno dei più interessanti dell: guerre del secolo x.vm, ed il più celebre ~l~i sette_ che Praga ebbe a sostenere, sia per la forza degli eserc1t1 che s1 trova:·ono a fronte, sia pei lavori eseguiti dai due partiti. - Il maresciallo De Broa!ie ce1J1 30,000 uomini d'ogni arma resistette per 82 gio;ui c~ntro l'esercito austriaco capi tauato d_al G~an~ucà, e f~rt: di circa 100,000 uomini, sebbene le fort1ficazrnm della c1tllL fossero in cattivo stato ,ed i $Ìstemi imperfettissimi, sebbme l'opinione degli abitanti fosse totalmente io favore_ degli ,asse: dianti, sebbene sca.rsissiroe vi avesse l'a.nnona e le nsorse d ogm maniera . - Dopo 82 giorni di trincea l'esercito aus~riaco tolse l'assedio dopo sofferte perdite gravissime nelle sort\te che ad ogni momento praticavano arditame1i.te i Francesi. - La ragione della tolta dell'assedio non fu quella certamente che al Gtandnc~ mancassero i mezzi di proseguirlo più vigorosamente di


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quanto nol fu sino allora, rna affin di portar.;;i all'incontro di Mai·llebois, il quale, alla testa di 68 battaglioni e 110 squadroni franco-bavaresi, dirigevasi s u Praga. - Ed il Granduca bene avvisava, avvegnacchè impauritosi il t roppo timoroso Maillebois, di dover combattere nelle strette della frontiera boema, !!sciò la pa.rtita e retrocesse. - Neffinverno successiv:o il m aresciallo di Belle-Isle , compa 00-no al De Broalie nell'assedio di Pnwa o o ' mentre questi erasi dipartito per succedere a Maillebois nel comando dell'eseecito d'operazioni, compieva quella memorabile ri tirata che lo illustrò cotanto : 19000 u omini, attraverso le gelide campagne della Boemia 1 attraverso terreni angustissimi, in 12 giorni di marcia giungono ad Egra, lasoiando dietro di loro 1000 fanti e 500 cavalli morti dal gelo, o presi dal nemico. Su llo scorcio del dicembre, la p iazza rimasta occupata da ap. pena 4260 uomini, la maggior . parte malati ed esten uati, i _ qua.Li n on avevau6 potuto seguire i l grosso, part.ito col maresciallo di Belle-Jsle, doveu.e arrendersi al principe di Lubkow itz, uscendone però il presidio con 'tutti gù onori della guerra, e dopo otten!;)ta una gloriosi:, caritolazione.

Costiti1tion et pu,issance 1rvililaires co.mparées de · la France et de l'Anglelerre, pal' M . Ch . MARTI:-1, lieutenant-colonel d u troisième régiment de lanciei:s (?mc article). Sommario : T ru ppe e personale pei servi:?si amministrativi dell'esercito inglese, cioè : 1° Il 1'rerf:o militcvre (miz.ita1·y tmin), la cui organizzazione i niziale data appena dal principio della guerra. d'Oriente, nel 1857 venne definitivamente costituito ,per cura dell'attuale suo colonnello Mac-Murdo, i n 7 . battaglioni, comandati da luogotenenti cqlonnelli e ma,ggiori. - I suoi q uaclei constano a ttualmente .di 30 capitani, ';t0 luogotenenti , 12 alfieri, 21 6 sott'uffiziali , cJ scudieri (1·icling maslei:s), ed un istruttori') per i l tiro (inslru,çtor of mu,shetJ•y) -'-- Lo stato maggior!:! d'ogni battaglione comprende inoltre un uffiziale pagatore, un quartier mastro, un medicochi mrgo, u n veterinario ed un aiutan te. - L'effettivo delle truppe, sempre variabilissimo, è oggi di 2,000 uomini e 1,200 <oavalli. - Qua.le forza è cer tamente iusufficien!e pei bisogni della guerra. 2° 1l Corpo degli infennieri (medical staff corps), formato

BIBLIOGRAFICA

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durante la campagna di Crimea, piuttosto male ordinato, tuttora comprende circa 1,000 soldati, 76 sotto uffiziali e 2 soli uffiziali. 3° Jt Commissa1·iato di gue1'1'Ci (the commissa;riat depa1·tme11t), il quale corrisponde a l nostro corpo d' intend€ma militare, sì occupa dell'organizzazione delle sussistenze militari in ogni luogo e circostanza, non che della finanza e del controllo di ogni opera militare. Questo COl'lJO venne istituito nel 1808 dal celebre duca di Wellington. - Il suo personale superiore consta oggidì : di 1 commissario generale (commisscwy-gcneral) - 1.2 · commissari generali aggiunti (clepu.ty :commissa1·ies-general) - 36 sotto-commissari generali (assislant commissa·1"iesgeneral) - 70 sotto-commissari generali aggiunti - In tutto 119 , aventi il grado di uftìziale. - Il personale inferiore comprende: 25 guarda-magazzeni (storclceeJ11H'S) 78 guarda-maga_zieni aggiuull (assislant storelceepc1·s) ....:.. 54 distribu_tori (issiwrs) . 4° ll C01·po meclicale militcwe (the medical departmenl) ha il suo personale diviso ìn due sezioni distinte : la P comprende lo stato-maggiore degli ufuziali samtari dell'esercito; la 2a è composta d1::i medici e chirurgi addetti ai diversi corpi di truppa. Il corpo med icale militare (lhe o(!ìcrrs of the mer,lù;al staff) consta di : 5 ispettoii generali deg li spedaJi, aventi il rango d i brigadiere generale, e dopo 5 anni di grado quello di maggiore generale - 13 ispettori generali aggiunti, col rango di l uogotenente colonnello, e dopo 5 anni di grado, <JUello di colonnello - 21 chirm;ghi di 1a classe (slafl' su.rgeo11s), aventi il raugo di maggiore, e dopo 20 anni di servizio prendono il titolo di chirurgo maggiore (sttrgeon-ma}o1·) - 48 chirurghi di 2a classe, a\'enti, secondo l'anzianità loro di ser vizio, il rango di luogotenente o capitano; e finalmen te 101 aiutanti chirnrgi o flebotomi. 5° Amministrazione degli ospcclali (piirveyo1•'s clepartement) . - I piirvey01·'s inglesi adempiono allo stesso servizio che i nostri uffizi al i contabili negli ospedali , e vanno p ienamente su bordiuati a3li Ùffìv.iali di sani1à, direttori. - Vi sono : 1 pu,1·veyor in <;hief (c,ontabi!e in capo) col rango di maggiore 1 de1ntty pm·veyo1· in <;hief ( contabile in C;apo aggiunto) col rango di capitano - 28 pnrveyo1•'s col rango di l uogotenente, e di capitano _d0po 15 anni di servizio. 6° I wppellani rniUtari (the chaplain's clcparlement),


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RIVISTA

uno per ogn i br ig1tta o corpo costituito, sono in Inghilterra: 1 ca P· pell~no generale - 22 cappellani brevettali (commissioned chaplairis) _e 35 cappellani aggiunti (assistant chaplains). _ In t tto 11 58 pretr.

7° Co_ntabili de~ magazzeni (the milita1·y store deprJ,rteme~t) ?01 1s_pondono JU quanto al loro servizio ai nostri contabili cieli artigh_e r1a e del genio; attendono cioè al ricevimento, alla

:r

rn_an_utcnz1o?e, e~ alla dis tribuzione delle armi, muniiioni, vest1ar10, eqmpag~1: _effetti di campo, ecc. _ Il loro quadro com prende ~ conlab1h ID capo (rnilitary principal storekeepei·s) col rango d1 luogotenente colonnello - 7 contabili ordinari collo stesso r~ngo -:-- 21 contabili aggiunti (deputy storekeepers) col rango di ma?g1or~ - 58 sotto contabili (assislcint store/ceepe1·s) col rango d1 capitano - 70 commessi di 1• classe (clerks) col rango d1 luogotenente - 88 cbmmes,i di 2"- classe col ran"'o di a lfier_e. - In tutto 247 impiegati, il cui stipendio ann uo ~ompless1vo costa all'erario 1,375,000 franchi.

. 8° Pel servizio del case1•°,,iaggio (the barrak depa1·temenl); ogm locale del governo ad un uso militare qualsias i è confidato ad un casermi~re (barrak master), il quale n e è responsabile della conservazione. - I l quadro di cotesti' impie"'q,ti coni prende pel personale superiore : 20 impie"'ati di I a clas~e col o"'rado di . o maggiore - 72 di 2"- classe col rango di capitano - 6 di 3n classe col rango d i luogote nente. P el personale inferi.ore : 2 commessi-casermieri (bm·1·ak clerks), sotto ~ffizialt con labili - ] 64 sergen t i-casermior i di 1;, classe, 271 d1 2" classe - Cioè in 1otale 535 impiegati, il cui stipendio annuo cornplos:;ivo sale a più di 1,000,000 lire.

9° Se1•vizio contcibile del genio (the 1·oyat e~ginee1· department). Questi impiegati corrispondono ai nostri commissari del genio mili tare, e sono addetti al corpo del genio per coadmvare nel servizio pratico, per SOl'Vegl1are le officine, le costruzioni, e specialmente per tutti i laYori di contabilità. - Il per~onale consta di : l dirattore (super intenclanl) - l direttore aggiunto - 174 as;istenti (clerks of worlcs) - 6 diseg natori (draughtsmen) - 97 con;imessi (cle1·ks) - 66 contro-mastri temporarii (tempom1·y {oremen of works) - In totale 345 imJ)iegati, che costano ann uahnen te al governo britannico l 375 000 di lire. ' '

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DIDLIOGRA FICA

· r...a somma annuale che il personale per tutti questi divers~ senizi ammin istrativi costa. all'erario ò comple;:sivamente d1 L . B, 675,000. (347, 000 lire sterline), cioè circa 3,50 per .100 della spesa per tutto l'esercito - Qua.lo somma certamente troppo considerevole per rispctlo a servig i prestati.

?

Pcwtrails mililafres (Sobieski), par l\l. le capitaine DE LA Du PARCQ. - Colla solita facondia l'egregio scrittore ci tesse la biografia militare del grand'uomo polacco, illustre ~apitano quanto prode guerriero e magnanimo mana.ca. -:- Giovanni Sobi.oski, nato il 2 giugno ]62~, assunto p er elezione al trono della P oloni.a il 21 O'iugno 16'74, e morto il 17 giu gno 1696, ' o d. iniziò la sua militar carrie ra nei moschettieri di Luigi XIV 1 F rancia. - Entrato a l servizio del proprio paese, egli fn sempre l'implacabile nemico e , ·iocitorc de' l\Iu~sulmani, a Chocim, nell'Ukrania., a Vienna ed a Parkan - « Perscrut.ando la grande fi"'ura sterica di Sobieski, vi si scuopre al primo grado un lato c:valleresco decrno di un p rode dei tempi migliori del medio 0 evo, ed un 'blo ovo s·accoppiano tre virtù di prim'ordine: bra• vura, generosità e amor della religione._ . « Il suo coraggio splende fra mille in mezzo a:la nazione ,,alorosa cui appartiene. - Egli fa. le sue prime anm sotto G1a~ Casimiro, raccozzando al campo di Zborsw (agosto 1M9) g~1 squadroni polacchi sbandati, ciò che gl_i va!e la Starost1a od 1I feudo vitalizio di Jawarow. Alla battaglia d1 Berosteczko (1651) egli scala poreccl1ie :volte le alture teaute dalt'avver~ario, e i·ima ne sul campo gravemente ferito. Sotto le mu:·a d1 Hu_man (1654) egli pian ta il suo _vessill~ in m~zzo_ alte scÌ11erc ~em1ch:. Alla battaglia. di Varsavia (16::>G) egh ~!onda lt: dens_e mas.,e de'Tcdeschi e degli Svedesi e penetra smo allo gnard10 d~l re di Svezia. - Nella giornata di Cudnow (1660) egli ha clue c~valli sotto di Jni uccisi . - Crealo gran maresciallo, le bat~agl1_e ingigantiscono per lui, poichè _a P odhaice egli.combatte_I7 g10rm, a Cbocim egli annienta un immenso esercito, ~a 11 s uo e?• ra"O'io personale rimane sempre lo stesso, cd 1! suo èracc10 a "'i~co nella. mischia come qua ndo non l'agg ravava la re;:pon;:bilità. del supremo comando. - Re, la bravu~a non _lo abban • dona , egli si espone ancora, provocanùo coli esemi;no la pro-

B ARRE


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llIBLIOGRAFICA

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dezza. - Alla liberazione di Vi'enna (1683) egli spr 0na difilato il suo cavallo alla tenda cremisi del visir; ricop.osciuJo dagli spabis, ch'egli respinge, al suo cim:ero, a tutte le i nsecrne reali 1 0 al corteggio che lo circonda , e brandendo la sua spada alle prime file, come quando semplice uf-fiziale egli era. Nel settembre 1684 egli si avanza, sotto u na grandine di palle, sino a piè degli spalti della for1;11idabile p.iazza cli Karuiéniéc, e mostra con questa soverchia bravata che ancora egli possiede l'ardimento di un giovinotto • . V

•

La guerre d~Italie de 1859, considereé au point de vue de la flralégie et de la tactique; par 1\1. DE LA F1tusroN. - Segue il .2° periodo, o periodo d'attitudine offensiva dell'Austria, in cui vien narrata per esteso la gloriosa battaglia di Solferino. A parte alcune imperfezioni di _disegno nella cart~ anness;i, e di nomenclatura nella descrizione topogra.fica del campo di ];,attaglia, è commendevole cotesta narrazione fra tutte le altre sino· ad oggi pubblicate, per la summa dei particolari che si trovano, e pel c riterio analitico della narrazio~e stessa. Alcuni di questi particolari però, per quanto riflette la cooperazione delle t ruppe italiane, difettano d i quell'esattezza ch 'è indispensabile pe' scrilti mi litari narrativi , specialmente quando si occupa.no di fatti recenti e pal pitanti. - Questo sconcio d'altronde si può r ilevare pressochè ad ogni capo della narrazione del signor De la :F'ruston. _- I-Iavvi poi un'espressione poco corttise e miu.tare, che lo scrittore applica ingiustamente all e truppe della_ divisione Cuechiari (pag . 274). Crederemmo fare oltraggio~ noi s tessi provocando uua dispiacevole polemica su cl i un fatto, del cui giudizio ci rim ettiamo ~mpiamente a tutt'uffiziale fra ncese, i l quale abbia combattuto a fian co dei nostri soldati, e ci limiteremo a testimoniare al signor De· la Fruston il nos!r0 dispia·cere, come che egli non si asi trovato nella brigata austriaca ch'ebbe a sostener l'urto della divisione Cucchiari, poichè tanta simpaha egli mostra 'pel comune nemico nostr o; e~li a vre bbe co;;ì potuto farsi una più giusta _idea del valore dei nostri soldati.'

Considé1'alions sur l'organisation active, l'-instruclion et l~ tactiqiw de l'infcinterie espag_nole, par don ANTOKIO, Si1NGHE'Z ÙSORJO.

(Compte' renclll ) . -

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militare quella del generale Osorio, di cui questo articolo dello Spettatore rende esteso conio, e cb'ebbimo pria d'oggi fra le mani . - Egli vi tratta ampiamente, in 3 tomi., e con profondo criterio, l'organizzazione elemen·tare, non che l'organizzazione attivà dell'esercito, alla ·qu(lle consacra espressamente un grosso volume. Il resoconto bibliogr11fico di cotest'opera non è cosa che si possa imr,rovvisare o striogare, poichè ad ogni , pagina lrnnncnii sani precetti da notare; nè ci 'proveremo a farlo ' consialiandone piuttosto a'lettori nostri l'intiera e meditata o lettura. Ed a questo scopo noi speriamo che i direttori delle nostre biblioteche milital'i non ne trascureranno la provvista.

Le Commentaires d'1m solda.t, par M. P AuL DE MoLtNES; un volume, Michel Levy. (Compte rendu. E. F.). - Il lavoro del signor De Molènes, capitano di cavalleria, che noi leggemmo in successivi articoli sulla Revue des deux rnondes, è un a narrazione aneddotico-militare della campagna di Crimea e di quella d'Italia dei Francesi, scritta con brio, e c1ua·s i direi con poesia. Senza pretendere a fa r d i dottrina, egli vi dipinge al vero la ,,ita militare del campo, i com battimenti e le loro diverse fasi , le emozioni e gli orrori delle battaglie, e quasi vi se~ h~·erebhe leggere un romanzo di Sue o di Dumas , se il,cuor tuttora non vi palpitasse della verità de' fatti narrati. - E desidera bile che q ualche forbita penna italiana si occupi della v ersione di q uesto libro, specialmen te di quella parte che narra l'ultima campagna, onde popolarizzarla appo noi, qual si merita il soggetto ed il libro stesso. ·

Avenir de la cavale1•fo . - Ex.amen tecnique dcs ounages publiés snr l'ordonnance du 6 décembre 1829. - Tactique des trois armes clans l'esprit de la nouvelle guerre, par M. le baron nrA7.Ell!AR, colonel au 6me régiment de lanciers. (Compte rendu). Diremo prossimamente del meri to di questo nuovo lavoro del1;egregio colonnello francese, già ben noto nella letteratura milit;ire per i l suo Syst.ème de gv,e1·re mode1·ne, e per altri pre• gevolissim~ suoi scritti che leggemmo nello Spectateiw , e dei q uali già intrattenemmo a pitì ripr8se i nostri lettori .

E un'eccellente opera cl a ttuahta ÀllNO

V. Voi. J!. -

!O.


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JU\"!ST.\

DlDLIOGll .1 FJCJ..

Jonrnal des anncs spécialcs et dc l'état-major. - Paris, Co1111EAno N. 5 (sc11tcmbrc et octobrc).

l'attuale costituzione di quest'arma, cioè della sua composizione: del suo se1•-vizio in tempo di pace, della contabilità. di tale ser• vizio, del servizi.o di casermaggio, delle servitù clifcnsin, dei la,·ori misti, del comitato dello fortificazioni, del deposito delle fortificazioni, della brigata topografica, della. galleria ,lei piani in rilievo, del sorv-izio delle tt·t17)pe del genio in temJ)O di pace, doll'i~truzionc loro reggimen!a 1c, delle scuole loro, dei lavori speciali degli uffiziali, delle ispezioni gene,ali , del sen,ìzio del genio in guei•7•a, dell'arsenale del g,mio, del reclutamento degli

Sur l'arwlyse dit charbon destiné ù la fab1·ication de la poudi·e, par le _comt~- PAut DE SA1r;1•-RoB.ERT. -:-- Da noi pubblicato, per cortesia dell 1llustre autore, noi fascicolo di novembre. Canons 1·~yés. .Rélatwn cntrn les pas des hélices et les calibres. cl~s bo~r:hes a (eu, par _E. TtRSKs , m_ajor de l'arlillerie beige. _

.

Prc~e:IB~_le ~re ~Pgg1 dnecse d1 re_la1,1o ne fra il passo delle eliche e I Ccìhbu , cioè .. l" que,lla cnunz1al'a dal g'eoernle Timruerbans: l l pa-sso delle elicl~e d~,; _e~sei·e propo1-ç;i-0nato ai calibi•i ( il rapP?~to della ,·1ni.,rn1r.!ale d1 rotazione colla for7,a viva iniz~aie d1 trasiazioue cw?b. c~sere lo stes.,;o per tutti i p roietti)· 2~ q ue;l~ prop_ost~ dal G1IIH'.n: ~ pas~i «elle el'iche debbono esse1·~ P1 op_oi zio:1-alt ~i quad?·ati dei calibri; 3" l'ultima, risultante dagli SJ~n~e~ti si:t s1stem3: :'7hitworth: I passi delle eliche sono propo1 ~ionali alle 1·achci quacli-ate dei calibri; il sionor Tersen, col r1goro~o calcol~ matematico, deduce le conscgu~nze d , ques_te tre leggi , sotto !l doppio rapporto dell'inclinazione delle eh?he , e della fo~za_ v iva d1 ro_tazione impressa al proietto· ?alla pri;na. delle 1uah dipen_d e ovviamente il cammino del pro~ ietto ne li a_n1ma e ! azione t' 7c1proca fra 11 proie tto e l'arma; dalla seconda_ dipende 1l canmuno del mobile n ell'aria. _ Le sue conclus1on1 sono le seguenti: La legg? rroposta dal capit~no Gillion, e quella dedotta d~l _s1s_1oma Wh1th:wort portano a risul tati divergenti: l'una impicciolisce o\trc m1su'.a il rapporto delle forze v ive iniziali di rotazione e d1 translaz10ne dei proiet1i d i grosso calibro; l'altra esagei~a questo rapporto a danno della bocca da fuoco. -~ La legge p roposta da l generale Timmcrhans dà risultati medn : essa è ~1~ s~mplice, più r11zionale ; essa soddisfa. meglio a tutl~ le. cond1z1om , e vuol perciò preferirsi. 3 S1 propone la_ formola H n D, nella quale n è un coeficen_te relativo al sistema (H essendo il passo delle eliche D 11 calibro). ' frailé des a,rr.ies, par le cbevalier J. XTLANDER, traduit par le col_onel P. D ERBELOT. - Segue la versione già dà noi pa• recchie volte annum:iata.

iiffeziali clel genio dalle scuole rnililcu·i. Non ci estenòiamo su, parlicula.ri di que,t'in loressante articolo, dei quali farem copia nei ll'ISiri Studi compamtivi sulle

f?~~

statistiche mitita1·i degli Stati europei.

Journal de l'arméc belie -

Questa dispensa porta un solo articolo incompleto: Considé,·ations politiques, géogmphiques et mililaires sw· l' ltalie, cui va annessa una carta co1'ograficn. della media Italia, alla sca la di

O(lere n azionau.

=

r

C. HEì'DT_, capitarne du gente, m specteur des études à l'école ~ly_techn_1qu~. - D::ipo so~maria~oute esposte le trasfo1·maztom ~uccess~ve por le quah passò 11 corpo del genio francese lo scrittore, rn questa prima parte, si occupa estesamente del:

1 · Non possiam per ora tentare un giudizio sul me• 600 000

ri to deiio scritto, appena sinora iniziato.

t

Suite d11, 1·appo1·t SU?' la abrication de canons de 32 livres 11om· ~s c6tes, 4 la fond-e?·ie de West- Point, en 1851. -Artico!~ molto mtercssanto pei dati esperimentali che vi sono raccolti. Rec.he?'Ches ~u~ l' 01·ganù,·~tio_n clu genie on France , par

N. t l ·I (Bruxelles).

-

Alciine os~e,·vazioni sullci disciplina militare, Ji G. C. (Resoconto le tterario). P ochi mesi or sono la tipografia di G. B. Pa.r1wia pubblicava. quest'opuscoletto a titolo mode; to cd anonimo, al quale toccò egual sorte che n.gli altri l!bri milita.ii nel n ostro pao~e, di r imanere cioè a poco presso sconosciuto ed 111apprezzato. li puro caso ce lo portò fra le m ani, ed a P})eoa apertolo, lo legaemmo con vera a,·idilà, e vi riconoscPmmo la. penna o la mente illustre dello scrittore, e ciò senza difficolià, J)Oichè ad ogni pagina vi si rileva quel l?ro[ondo criterio, quella logica stringente, c he non si acquist:l. già col solo studio, ma colle lunghe rn editazioni e col le pra,iche. Non è fattibile il render conto di quest'aureo librelto, se non riportandolo d,illa prima _all' ultima pagina,. im_perciocchè _non v.i ha periodo s0Yerch10 cd 11 qnale non a bl.lJa 11 suo men to speciale, il perchè ci limiteremo a dirne il sommario ed alcnni frammenti, dai quali i nostri lettori potraono faci 'mente argomentare q11nnto n e sia il testo inte res~an t11. CoNSIDERAZIONE l a - Che cosa debba inter,dersi pc1· disciplina. ComproraLa la necessi ti, della disciplina per g li rsercili, l':111tore così la definisce: • E~sa è uaa legge, per cui l'individuo , ascritto all'esercito viene islru tto, acq11ista cei-li pri ncipi i ,


300

RIV!ST A.

• certe massime e contrae certe abitudini. di devozione e •d'interesse per la militare fan:iiglia alla quale appartiene, >donde .deriva che la vita e gli averi sono po.sposti al sacro • amor di patria. N el medesimo tempo si forma quell'uniorfe, , quell'uniformit à di pensiero e di c0nvinzioni sul vero s i..,.nifi• cato di certi a ttributi ruotali, quali sono la lealtà, l'o • ~re e , la ,gloria, da cui derivano lo spirito militcwe, la rip utazione • • e fama delle armi • . Quanto non è più nobile e più estesa così la sfera d'azione della d isciplina, di quella materialmente definita dai codici militari? .... CoNsrnERAZIONE 2• - Q·uale sia lo scopo del contegno mi-

litare? , . «.. ... Il militare contegno è ln fierezza senza alte1·igia; è • il rispetto senza bassezza. « D;t chi,mq ue è pra.tirn di cose milita.ri si ammette ·esservi , un legame fra il superiore e l'i • feriore (].,garne da coltivarsi >e conservare prezioso per avere · una bùo• a armati,), ppr cui • dal contegno d 1 questo si può arguire che cosa sia quello. Se , buoni, cortesi .e colti i soldati, se i n generale sarAnoo -poche ,Je non gravi le mancanze, egli è segno n on dubbio che i su• periori sono d ignitosi ed banno buone maniere : pd contrario , se gli i nfe;:iori sono rozzi, sguaiati, accatta briglie, ubbriaconi • ed insolenti col pubblico, egli è i ndizio ohe v i sono forse cat>tivi esem pi, ovvero i s11periori non si curano di loro o li trnt' ta no con asprezza. Se si scorge m ollezza, un fare di bassa • adulazione o sommessione senza dignità, si può supporre che il l'autorità sia dispo tica, fantastica, capr icciosa; cioè basata s ul • t irannico e sragionevole timore. • Dall'esposizione di queste osservazioni possiarn v edere che , l'esempio è il motore principale dell'i nfluenza. Il subordinato • si specclJia nel superiore. Ognuno guardi se stesso e voglia » rammentarsi che fra camerata ed amici ed anche io luoghi > privati ed i n piena libertà vi sono certi modi, certe celie , sgarbate, le quali offendouo la dignità, sono indecorose _al buon , contegno e possono nuocere alla disciplina•. . Peccato che questa stupenda lezione di etica m ilita.re· non sia trascritta nel regolamento di disciplina nostro! .. -CoNSIDERAZlONE 3• - Della necessità della puli:.1a e dell'os-

servanza delta tenuta. L'egregio autore vi addim ostra che la pulizia del corpo e dell'abito sono indis pensabili pel mil1tllre : moralmente, disciplinal meote, igienic11rnente ed economicamente ; che p Br ottener la buona tenuta si richieggouo essenzia lm ~nte : l'ese_mpio dei suP'~riori, l'a bitudine e l'amor proprio n egli i ndi vidu1. CoNsIDERAZIONP- 4a - Scopo delle esercitazioni e contegno sotto

·le, armi.

301

BIBLIOGRAFI CA

Oh come vorremmo che questo capo fosse letto da tutti. i nostri giovani ufl:ìzial_i,_ e i lio? si persuadereb_!)ero quanto ~~a necessario ciò che essi mcoos1deratam0nte clnamano pedante, ia

r

del ro1n go.

'. . . · l d·, · d ·li · L'autore prova come sia ind1spensabile _per a i,;_c1p in_~ e a trn a che 11oche l"uffiziale soUo le armi . conservi la p Pr• fett~Pimmobilittt, nè dt,bba rna1 muoversi dal luo'go che gli prefi<:Tae \I rerrolamento <l:esercizio rnnza p1epo1e11t1 1Tot1Y1, stil valò~~ d~i q~ali debbe farsi g iudice il comanda nte della trnppa.. • Le esercitazioni hanno per ogget10 d1 brmare le r~ass1:: m , file ordinale e comp:itle : farle muovere raprdarnE•J1 '8 ID_ ogni , mani1::ra srnza sco111pot-,;i, o~de reulizz~re a suo t~mp'J 1 ?on• cetti tattici in faccia al nerrnco con azione energica e piena • di Slkll1CÌO. . . . .' . -~. . ,f f , P er ciò ottenere c1 voglwno tre cose .. ·:. la posmonfl pe1 e.la , nelle righe , il silenzio, l'immobili1à e la cadenza del p1sso. • Sare bbe mal ragionare, sarebbe un g_1:awle err0re r\lmtare· • siano queste pedanterie scrupol()se, obbed_ienza cieca ed at.l1tl:• • dine d'an1orna. La forza di pende dall ms1eme, e non, v1 pno , essere insiemE', non si potr~ conservare ordine nelle fi le delle • m asse che muovono ed -agiscono, senza le suaccennate con• , dizioni..... . . . b , · f • L'istruzione però e le eserc1tazwrn non astano pe~ m o.n• derE) questi principii: b isogna ~he di~enga~o cose abituali e

prn

• che lulti ind1.st1.nlatrwnte ne ~wno l esempi~ ' . . . . CoNSlTlllltAZlON5 5a Come si debbano escgun~e le ori_erazwni così clelle di se1·vizio. - Cio.è nonne _mto1:no 111 modi · d1 dare e di esegui re p;li cr,J ini, ossia 7Focedir:iento dis?i:plinale. · . . CoN~IDERAZIOKE 6"' - Che cosa debba inl_endersi per 1·elazioni di .servizio, vale ci clire della subord1nazw1:e. .. In questa conside1·azionc l'autore ~om1~1cia per stabilire esatte distinzioni fra d,iscipli'IW e subo:cltn~zione, le q uali so~,ent1 volte si confondono n ello stesso s1gmfrca.to, e con grave errore, •avveO'nachè, come qui beo dice il generale G . _C., l_a ~ubo1·di-

nazi~ne non è la discipl,ina, ;na -~e è sol.tanto 1l p,rincipale e~ il iib essenziale clemMilo. Essa e lei pielrn cmgolare su cui l0fa in grn.n parte l'edificio clell[!, di.~cip/:inci. . . . 1

. Qui egli si occu pa della analis1 filosofica de?l_1. _attributi _~~ elementi che danno forma e sostanza alla subf~1d111a~1ooe, c10e:

l' ciutorità, Cobbedienza,, cii re ed interesse pe1· _l _inferio_re, mezzi di r~p-ressioi!e., i·i~ornpense. - A questa analisi egli c1 prop0oe dis tinti quesrn, cioè : .

,

.

,

. •

.

1o Come va ,praticata l atit_oi·:tà?: ... Colle ma:1,ie1_e_e colla

fermezza . -:-- Defìn_isce e fissa 1 ltnnt1 rag10oevoll nnlitan di queste maniere e della. fermezza. .

2° Come vien dimostrnlci l'?bbeclien:za?


:302

R I VISTA BIDL!OGRAFICA

3°, !n c~e consistono le cure e l'interesse del superiore verso l 1.nfe_riore? .. .. Nel v{tto, nell'alloggio e nell'igiene, e noi v1 aggmng1amo anche l'ed1.lcaZione. . , 4° ç0r:ie clebbonsi acloprare i mezzi di rep1·essiòne? Con

irnpa1·zi~lità, c_on giustizia, c~n criterio ç. con fermezza. . 5° ~ome si accordano o si procurano le ricompense? Con eq•,1,ilà r1gornsa, senza pregqu,dizio personale, con discernim(}nto, e se ne conservi il prestigio. - Così accordate le ricompense sono mezzi efficaci e p roficui per la subordinazione. CoNsrnERAz10NE 7a, - Delle relazioni estra:nee al servizio cioè del contegno del superiore coll'jnferiore fuori di servizi;, e del contegno del militare in generale cogli estranei alle milizie. CoNSIDERAZ10~11: sa - Della condotta parlicolo,re. • La condotta privata è lo specchio del carattere ed il mo• t?re del_le _pr_o prie azi?ni, le quali p~r esser proficue alla mi• htar~ d1sc1ph na cleggwno provenire dalla coscienza retta ed • O?,esta, dal sentimento del dovere 0be si acleuipie per amor • d_1 essa, senza incentivo di timore del castigo o speranza di •ricompensa, , CoNSIDE~A~IONE_ ga - Dtllo spirito d,,i Corpo. « Lo spmto d1 corpo è l'unificazione delle q1Jalità, dell::i. con• dotta e delroperosilà dcà militari che fanno parte cli un corpo, • volte all'umco S<'opo cli acquistargli una solida riputazione, di • conser,1aq~hel'.'- illibata ed illustre, rendendosi tutti reciproca • D mente sohdar1. Egli è ancora la devozione o culto che tutti • professano a qur.lla bandiera, a quel nome o numero, od a • quei. colori che lo distinguono, lo qualificano e ne sono il si:m• bolo . . . . . . . , Egli è il complemento delle virtù disciplinali, egli è insomma il gr~nde risultato della disciplina . . . . . . • Nella rinnione delle di verse truppe sotto ad un solo comando • lo spirito di corpo diventa elemento dello spirito militare; il • ~uale esso ~olo p rimeggia ed agisce; ed inta.tti , allorquando _,>s1 spingono contro i l nemico nei. giorni delle battaglie, la fer• mezza, l'aTdire e lo slancio delle masse non sono altra cosa • che lo spii'ito militare diretto, adoprato ed elettriziato con ma•l· » stria da colHi che re!l'.ge, coordina e forma io unità compa.lta • q11est'aggre11;azione di \rnppe di diverse specie. - È questo , J'apice della- disciplina. Se la subordinazione ne è la base pi• » ramidale, lo spiriw m ilitare ne è il vertice, ove tutti i pòn• c1pn tendono. ove tutle le massime si raccolgono n. . Ci perdoni l'illustre scri ttore se ci siamo permessi di così bistrattare lo scritto suo, ma aYevamo un obbligo da co11.1piere JnYerso a' lettori della Rivista nostra, i quali leggendo 11 suo 11 bro, f?ll attribuiranno tutto quel merito e valore che certamente rndarno noi ci saremmo provati in qneste poche pag111e dt far traspn m e. C ...

INDICE ., DEL VOLUNJE Il -

ANNO V .

Studi comparativi sulle statistiche militari degli Stati europei Pag. 3 Esperienze comparative sul tiro d i di verse ar mi da fuoco portatili per l'armamento della fanteria di linea. Relazione parziale sulle esperienze in corso e relative proposte . . . . . . . . . » 49 Dell'educazione militare (continum:ione) ,, 70 Rivista tecnologica . ' Ri,·ista statistica . . Rivista bibliografica . Bollettino bibliografico-trimestrale

83 87 ll 90 » 101 » »

NOVElUBRE.

Sull'analisi del carbone destinalo alla fabbricazione della pol vere da , fuoco . . . . . . . . . . . . . . . Pag. La Campagna di guerra nell'Umbria e nelle Marche. - Narrazione militare . . . . . . . . . . . . . » Dell'educazione militllrc (continua;z:ionc) • . • » Le fort.i~cazioni campali e le artiglierie rigate . ,, Rivista tcénologica Rivista statistica . 'Rivista bibliografica

n »

105 116 16~ 176

182 187

» 19!1


J04

INDICR

DICE111BRE. Studi snl reclutamento per l'esercito italiano . . . • . l'a,rJ. 201 Studi m ili lari s ull 'organizzazione del le nostre fa nterie (cont·in. e fine) » 220 La campagna di guerra nc ll' Umbria e nelle Jllarche .· - Narrazione militare (conlinua.:z-ione) » 256 Rivista tecnologica Rivista . slati~Licu .

" 282

Rivista bibliografica

»

» 276

'J'AGLJANO GaETANO

Gerente.

290


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