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RFI Relazione Finanziaria 2025

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2025 Relazione Finanziaria Annuale

2025 Relazione Finanziaria Annuale

RETE FERROVIARIA ITALIANA

SOCIETÀ PER AZIONI

GRUPPO FERROVIE DELLO STATO ITALIANE

Società con socio unico soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. a norma dell’art. 2497 sexies del codice civile e del D.Lgs. n. 112/2015

Capitale Sociale: euro 31.536.472.466,00 interamente versati

Sede legale: Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma Codice Fiscale e Registro delle Imprese: 01585570581 - Registro delle Imprese di Roma

R.E.A.: 758300

Partita IVA: 01008081000

Web address: https://www.rfi.it/

ORGANI SOCIALI E SOCIETÀ DI REVISIONE

ORGANI SOCIALI DI RETE FERROVIARIA ITALIANA

S.p.A.

Consiglio di Amministrazione

Presidente

Amministratore Delegato

Consiglieri

Collegio Sindacale

Presidente

Sindaci effettivi

Sindaci supplenti

Composizione al 5 marzo 2025*

Dario Lo Bosco

Gianpiero Strisciuglio

Antonella Faggi

Manolo Cipolla

Sabrina Lai

Composizione dal 19 maggio 2023

Leonardo Quagliata

Lorenzo Brocca

Simona Vittoriana Cassarà

Gaetano Giudice

Maria Pia Erica Nucera

Composizione dal 6 marzo 2025**

Paola Firmi

Aldo Isi

Antonella Faggi

Manolo Cipolla

Sabrina Lai

SOCIETÀ DI REVISIONE LEGALE

PricewaterhouseCoopers S.p.A. (per il triennio 2023 - 2025)

* Si rappresenta che il CdA in tale composizione è stato nominato il 19 maggio 2023 ed è rimasto in carica sino al 5 marzo 2025. **In data 6 marzo 2025, RFI ha nominato Paola Firmi quale nuovo Presidente e Aldo Isi come nuovo AD, in sostituzione degli uscenti

Dario Lo Bosco e Gianpiero Strisciuglio. Le cariche scadranno con l’approvazione del bilancio 2025. Si precisa che la restante parte del CdA e il Collegio sindacale sono rimasti invariati.

DICEMBRE 2025

12 RELAZIONE SULLA GESTIONE

14 Legenda e glossario

16 La nostra azienda

21 Piano d’impresa 2026-2030 (capex 2026-2035)

22 Per le nostre persone

25 Principali eventi dell’ anno

27 Principali risultati raggiunti nel 2025

28 Performance economiche e finanziarie

31 Performance economiche e finanziarie delle società controllate

33 Quadro macroeconomico

34 Quadro normativo e regolatorio

37 I rapporti con lo Stato

39 I rapporti con gli Stakeholder

42 Investimenti

42 Lo sviluppo della rete

46 Le stazioni

47 Finanziamenti comunitari per gli investimenti

48 La sicurezza dell’esercizio ferroviario e dell’infrastruttura

48 Sicurezza dell’esercizio

51 Sicurezza e resilienza dell’infrastruttura

53 Tecnologie integrate

54 Attività di ricerca e sviluppo

56 I rapporti con i clienti

57 Servizi offerti dal Gestore

61 La puntualità

62 Impegno per uno sviluppo sostenibile o sostenibilità e ambiente

68 Gestione ambientale

69 Procedimenti e contenziosi

74 Compensi degli amministratori con deleghe

74 Informativa relativa all’articolo 2497 ter

76 Fattori di rischio

81 Evoluzione prevedibile della gestione

84 BILANCIO D’ESERCIZIO AL 31 DICEMBRE 2025 PROSPETTI CONTABILI

86 Conto Economico

87 Conto Economico complessivo

88 Situazione patrimoniale - finanziaria

90 Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto

92 Rendiconto Finanziario

94 NOTE ESPLICATIVE

96 Criteri di Redazione del Bilancio

112 Note sul Conto Economico 121 Note sullo Stato Patrimoniale

154 Ulteriori informazioni

164 Fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell’esercizio

165 Proposta di destinazione del risultato dell’esercizio

LETTERA DEL PRESIDENTE

Nel corso del 2025 il contesto macroeconomico internazionale ha registrato una crescita globale moderata e in graduale rallentamento; tuttavia, nel quadro delle persistenti tensioni internazionali, la tenuta dell’attività economica è risultata complessivamente migliore rispetto alle attese iniziali, con un’inflazione mondiale che si è mantenuta su livelli storicamente contenuti.

Nel complesso scenario internazionale, l’Italia ha potuto contare su una relativa stabilità politica, chiudendo il 2025 con una crescita del PIL pari al +0,6% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla domanda interna, in particolare grazie alla spinta degli investimenti legati all’attuazione del PNRR, mentre l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale ha visto una crescita del +1,5% rispetto al 2024. In particolare, con riferimento al contesto trasportistico ed all’evoluzione della domanda di mobilità, il traffico passeggeri nel 2025 si è attestato su volumi in linea con quelli dello scorso anno.

In tale scenario Rete Ferroviaria Italiana ha conseguito risultati economici molto positivi rispetto allo scorso anno: alla perdita dell’esercizio 2024, pari a 99 milioni di euro, si contrappone un risultato netto positivo di 118 milioni di euro al 31 dicembre 2025.

L’EBITDA si presenta in crescita di 256 milioni di euro, dai 98 milioni di euro del 31 dicembre 2024 ai 354 milioni di euro del 31 dicembre 2025, grazie in primis alla rimodulazione dei contributi da Stato stanziati dal MEF a valere sul CdP - parte Servizi, che sono aumentati di 290 milioni di euro a sostegno prioritariamente delle attività di manutenzione ordinaria, ed alle maggiori capitalizzazioni per circa 117 milioni di euro connesse alle intense attività di investimento realizzate nel corso dell’esercizio e legate principalmente al PNRR. Al contempo, l’azienda ha sostenuto maggiori oneri assicurativi pari a circa 72 milioni di euro, per effetto della stipula della nuova polizza a copertura dei danni all’infrastruttura ferroviaria derivanti da eventi catastrofali prevista dalla Legge Finanziaria 2024 e maggiori costi per il personale di circa 28 milioni di euro, legati al rinnovo del CCNL nel corso del primo semestre 2025.

Dal punto di vista finanziario, la Posizione Finanziaria Netta della Società, pari a circa 5.614 milioni di euro, mostra un miglioramento di 327 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, ma rimane alta l’attenzione sulla discrasia tra i tempi di incasso delle risorse statali e

comunitarie ed il pagamento dei fornitori.

Nello stesso periodo, RFI ha realizzato investimenti infrastrutturali, pari complessivamente a 11.294 milioni di euro (7.410 milioni di euro relativi ai grandi progetti infrastrutturali, 3.884 milioni di euro alle attività di mantenimento in efficienza dell’infrastruttura di cui 977 milioni di euro per interventi di natura tecnologica) registrando un incremento di 1.664 milioni di euro (circa il 17%) rispetto all’anno precedente. Un ruolo fondamentale è stato svolto dagli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in vista del raggiungimento del target fissato per giugno 2026. RFI ha infatti raggiunto nel corso del 2025 tutti i target e le milestone previste dal PNRR, in accordo con la rimodulazione del Piano per la Misura 3 Componente 1, approvata in data 17 giugno 2025 con Decisione del Consiglio Europeo. Tale revisione ha determinato modifiche alla dotazione finanziaria degli interventi che concorrono alla realizzazione degli investimenti, al fine di assicurare il conseguimento dei target previsti e di massimizzare i relativi obiettivi di spesa, consentendo di confermare quanto assegnato complessivamente a RFI in termini di risorse, sia per la quota a valere sui progetti in essere, sia sui nuovi progetti, senza la necessità di individuare coperture statali aggiuntive in esito al processo di rimodulazione.

Anche nel 2025 Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. ha confermato il massimo impegno nel miglioramento continuo della sicurezza, principio cardine che orienta tutte le azioni del management e del personale. La sicurezza è intesa in un’accezione ampia e integrata, che comprende non solo la regolarità e l’affidabilità dell’esercizio ferroviario, ma anche la tutela dell’ambiente, la salvaguardia dei lavoratori e la protezione di tutti coloro che entrano in contatto con l’infrastruttura. In tale contesto, RFI ha attuato numerose iniziative volte a garantire i più elevati standard di riferimento, tra cui il rafforzamento delle attività di manutenzione ordinaria e il continuo investimento in tecnologie, sistemi e processi capaci di innalzare ulteriormente i livelli di sicurezza operativa e ambientale.

Accanto alla sicurezza, la puntualità rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell’azione aziendale, configurandosi come un indicatore chiave della qualità del servizio reso ai clienti: il rispetto degli orari contribuisce infatti all’efficienza complessiva

del sistema ferroviario, rafforza la fiducia degli utenti e consolida la reputazione aziendale. Nel 2025, il generale miglioramento delle performance di tutti i segmenti di trasporto rispetto agli obiettivi prefissati, testimonia la centralità della puntualità nell’impegno quotidiano di RFI, confermando il valore del “fare bene e in tempo” quale elemento distintivo dell’eccellenza italiana e fattore strategico per lo sviluppo sostenibile e competitivo della mobilità nazionale.

In questa ottica, l’Azienda è costantemente impegnata nell’individuazione di soluzioni innovative capaci di generare valore nel lungo periodo, integrando in modo sistematico i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica nelle proprie attività. Tale impegno si concretizza non solo attraverso l’integrazione di questi principi nei processi aziendali, ma anche mediante un’intensa attività di ricerca e sviluppo, sostenuta dalla collaborazione con università ed enti di ricerca, che consente di individuare e implementare soluzioni tecnologiche all’avanguardia e nuovi processi industriali in grado di rispondere alle esigenze di una mobilità sempre più sostenibile e innovativa; la sostenibilità diventa dunque il motore della ricerca e della sperimentazione, guidando l’adozione di pratiche che contribuiscono a creare valore per il Paese e a costruire un futuro resiliente, efficiente e rispettoso dell’ambiente.

In termini di governance, nel corso del 2025, RFI ha recepito il nuovo modello adottato dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, volto a definire un progetto strategico unitario proprio di un gruppo che opera in più settori, garantendo anche l’autonomia gestionale e operativa della singola Business Unit

Tale modello ha inserito RFI nella “Business Unit Infrastrutture – Ferrovie” in qualità di Capofila e proprio al fine di rendere il sistema di governance del Gruppo FS coerente con tale nuovo assetto di business, si sono concluse due operazioni strategiche:

• con decorrenza 8 maggio 2025 si è conclusa l’operazione di conferimento da parte di FS del 100% del capitale sociale di Italferr S.p.A. in favore di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.;

• con decorrenza 1° gennaio 2026 si è conclusa l’operazione, approvata in Assemblea in data 9 ottobre 2025, di Scissione Parziale per la riallocazione infragruppo del “Ramo Energy” di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. in favore di FS Energy S.p.A..

Inoltre, in data 1° agosto 2025, si è perfezionata l’acquisizione da parte di RFI del ramo “infrastruttura” della Società Ferrovie Udine Cividale S.r.l. (FUC), che consentirà di potenziare l’infrastruttura ferroviaria con significativi benefici per la collettività.

In parallelo, la Società ha continuato a mantenere, in coordinamento con la Capogruppo, rapporti consolidati e strategici con lo Stato, sia in qualità di concessionaria dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, sia come soggetto attuatore delle politiche di sviluppo e investimento nel settore. Parimenti, è proseguito in modo trasparente e proattivo, il dialogo con gli altri stakeholder, tra cui istituzioni nazionali e locali, le Autorità di Settore, le imprese ferroviarie, associazioni di categoria e territori, favorendo la collaborazione su tematiche di innovazione, sostenibilità e miglioramento della mobilità. Nei confronti dei clienti, infine, RFI conferma il suo approccio volto all’ascolto e alla soddisfazione delle esigenze, promuovendo soluzioni che generano valore condiviso e assicurano la qualità dei servizi offerti, in coerenza con la missione aziendale.

La Presidente

MISSIONE DELLA SOCIETÀ

Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (di seguito RFI) è la Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (di seguito Gruppo FS) preposta alla gestione dell’Infrastruttura Ferroviaria Nazionale (IFN) in regime di concessione per la durata di 60 anni, secondo il Decreto del Ministro dei Trasporti e della Navigazione 138 – T del 31 ottobre 2000.

Progettazione, costruzione, gestione e manutenzione dell'IFN (ex lege

D.lgs. 112/2015) e Regionale (ex lege D.L. 50/2017), ivi inclusi i beni, le aree e gli asset strettamente necessari, correlati e funzionali alla gestione, comprese stazioni e impianti merci; gestione dei sistemi di controllo e di sicurezza

Coordinamento delle attività di ricerca sui materiali, sui prodotti e sull’ambiente

Sorveglianza sanitaria dei dipendenti, ambienti di lavoro e servizi offerti

RFI è proprietaria dell’infrastruttura in parte riveniente dall’ex Ente pubblico Ferrovie dello Stato (e costituente parte del patrimonio dell’Ente stesso) ed in parte successivamente acquisita sia con mezzi propri (ottenuti tramite finanziamenti da terzi e versamenti in conto capitale sociale dallo Stato prima e da Ferrovie dello Stato Italiane dopo) che, attualmente, attraverso contributi in conto impianti dallo Stato.

Promozione dell'integrazione delle infrastrutture ferroviarie e la cooperazione con i gestori delle infrastrutture ferroviarie, con particolare riguardo a quelli dei paesi dell’Unione Europea

La Nostra Mission

Assicurare l'efficienza delle linee ferroviarie; gestire gli investimenti per il potenziamento, ammodernamento tecnologico e sviluppo delle linee e degli impianti ferroviari

Assicurare il diritto all’accesso all’IF ed ai servizi; esercitare le funzioni essenziali relative alla determinazione e riscossione dei canoni relativi all'utilizzo dell’IF e le attività per il perseguimento dei fini istituzionali

Collegamento ferroviario via mare tra la penisola e la Sicilia e la Sardegna

Modello di Governance del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane

In data 8 maggio 2025, l’Assemblea Straordinaria di RFI ha approvato una modifica dello Statuto, in funzione del “nuovo Modello di Governance’’ adottato dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e recepito in RFI con COI n.173/AD del 05 giugno 2025.

Tale Modello ha ridefinito la governance del Gruppo, superando i Poli e istituendo cinque Business Unit: (i) Business Unit Infrastrutture – Ferrovie con al vertice

Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.; (ii) Business Unit Infrastrutture – Strade con al vertice Anas S.p.A.; (iii) Business Unit Trasporto – Merci con al vertice FS Logistix

S.p.A.; (iv) Business Unit Trasporto – Internazionale

Passeggeri con al vertice FS International S.p.A.; (v)

Business Unit Trasporto – Passeggeri con al vertice

Trenitalia S.p.A..

Il nuovo assetto organizzativo mira a conseguire il passaggio da un approccio misto (esercizio dell’attività di direzione e coordinamento sia su base partecipativa sia su base contrattuale) ad un’impostazione di tipo “verticale” (solo su base partecipativa) dell’attività di direzione e coordinamento nell’ambito del Gruppo ed è finalizzato a realizzare un progetto strategico unitario

proprio di un gruppo che opera in più settori tra loro complementari, garantendo al contempo autonomia e operatività nella gestione delle diverse Business Unit e delle società controllate.

In attuazione di questo modello, FS assume un ruolo di indirizzo strategico generale, di definizione, di supervisione e di coordinamento attuativo e finanziario del Gruppo, esercitando un’attività di direzione e coordinamento nei confronti delle società Capofila di Business Unit e delle sue controllate dirette (Fercredit Servizi Finanziari S.p.A., Ferservizi S.p.A., FS Security S.p.A., FS Sistemi Urbani S.p.A.1 e FS Technology S.p.A.).

RFI, in qualità Capofila di Business Unit, esercita un’attività di direzione e coordinamento nei confronti delle proprie società controllate, e ha ad oggetto l’indirizzo, il coordinamento, nonché il controllo tecnico-operativo delle suddette società, compresi i modelli, sistemi e protocolli di gestione dei rischi, così come meglio descritto nel Regolamento di Gruppo adottato dalla Società con delibera del Consiglio di Amministrazione del 17 aprile 2025.

Altri servizi

RELAZIONE SULLA GESTIONE

LEGENDA E GLOSSARIO

Indicatori alternativi di performance (non gaap measure)

Di seguito i criteri utilizzati per la costruzione degli indicatori di performance di uso più ricorrente nell’ambito della presente relazione sulla gestione, rispetto a quelli risultanti direttamente dagli schemi del bilancio e che il management ritiene utili ai fini del monitoraggio dell’andamento della Società nonché rappresentativi dei risultati economici e finanziari prodotti dal business:

• Margine Operativo lordo – EBITDA: rappresenta un indicatore della performance operativa ed è riconducibile alla sola gestione caratteristica. È calcolato come differenza tra i Ricavi operativi ed i Costi operativi.

• Risultato operativo – EBIT: rappresenta un indicatore della performance operativa ed è calcolato sommando algebricamente all’ “EBITDA” gli Ammortamenti, le Svalutazioni e perdite (riprese) di valore e gli Accantonamenti.

• Capitale circolante netto gestionale: è determinato dalla sommatoria delle Rimanenze, dei Contratti di costruzione, dei Crediti commerciali correnti e non correnti, dei Debiti commerciali correnti e non correnti e degli Acconti a fornitori.

• Altre attività nette: sono determinate dalla sommatoria dei Crediti ed anticipi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per contributi, delle Attività per imposte anticipate, delle Altre attività correnti e non correnti e delle Altre passività correnti e non correnti.

• Capitale circolante: è determinato quale somma algebrica del Capitale circolante netto gestionale e delle Altre attività nette.

• Capitale immobilizzato netto: è determinato dalla sommatoria delle voci Immobili, impianti e macchinari, Investimenti immobiliari, Attività immateriali e Partecipazioni.

• Altri fondi: sono determinati quale somma delle voci TFR ed altri benefici ai dipendenti, Fondo per contenzioso nei confronti del personale e nei confronti dei terzi, gli altri Fondi rischi minori di volta in volta accantonati.

• Capitale Investito Netto – CIN: è determinato quale somma algebrica del Capitale circolante, del Capitale immobilizzato netto, degli Altri fondi e dalle Attività nette possedute per la vendita.

• Posizione finanziaria netta – PFN: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria ed è determinato dalla sommatoria dei Prestiti obbligazionari, dei

Finanziamenti da banche a lungo termine, delle quote correnti ad essi riferiti, dei Finanziamenti da banche a breve termine, dei Debiti verso altri finanziatori correnti e non correnti, delle Disponibilità liquide e delle Attività finanziarie correnti e non correnti.

• Mezzi Propri – MP: è un indicatore di bilancio calcolato sommando algebricamente il Capitale sociale, le Riserve, gli Utili (perdite) portati a nuovo, i Derivati passivi finanziari non correnti e correnti ed il Risultato di esercizio.

• Ebitda margin: è un indice percentuale di redditività. È determinato dal rapporto tra l’EBITDA ed i Ricavi operativi.

• Ebit margin – ROS (return on sales): è un indice percentuale di redditività delle vendite. È determinato dal rapporto tra l’EBIT ed i Ricavi operativi.

• Grado di indebitamento finanziario: è un indicatore utilizzato per misurare l’indebitamento dell’azienda. È determinato dal rapporto tra la PFN ed i Mezzi Propri.

• ROE (return on equity): è un indice percentuale di redditività del capitale proprio. È determinato dal rapporto tra il Risultato Netto (RN) ed i Mezzi Propri Medi (tra inizio e fine esercizio) al netto del risultato di esercizio.

• ROI (return on investment): è un indice percentuale di redditività del capitale investito attraverso la gestione tipica dell’azienda. È calcolato come il rapporto tra l’EBIT ed il CIN medio (tra inizio e fine esercizio).

• Rotazione del capitale investito – Net Asset Turnover: è un indicatore di efficienza, in quanto esprime la capacità del capitale investito di “trasformarsi” in ricavi di vendita. È determinato dal rapporto tra Ricavi operativi e CIN medio (tra inizio e fine esercizio).

Termini di uso ricorrente

Di seguito il glossario dei termini delle attività operative di uso più ricorrente:

• ACC/ACC-M Apparato Centrale Computerizzato (Multistazione): Apparato centrale elettronico computerizzato per il comando ed il controllo di impianti di segnalamento e sicurezza di stazione.

• ART – Autorità di Regolazione dei Trasporti: Organo competente per la regolazione dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture ed ai servizi accessori.

• ATC: Automatic Train Control. Sistema di controllo

automatico della marcia del treno. E’ l’evoluzione tecnologica e funzionale dell’Automatic Train Protection (ATP)

• AV/AC: Alta Velocità-Alta Capacità. Sistema di linee e mezzi specializzati per l’Alta Velocità e/o l’Alta Capacità di trasporto.

• CSEA: Cassa per i servizi energetici ed ambientali.

• CIPESS: Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile.

• Contratto di Programma – Parte Servizi o Parte Investimenti: Contratti tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (RFI) di carattere pluriennale, in cui sono definiti progetti di investimento ed altre condizioni, quali ad esempio la manutenzione ordinaria e/o straordinaria della rete, per favorire lo sviluppo del sistema ferroviario.

• Direttrice: insieme di linee ferroviarie avente particolari caratteristiche di importanza per il volume dei traffici e le relazioni di trasporto che su di essa si svolgono, congiungendo fra loro centri o nodi principali della rete.

• DPCM: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

• ENIM (European Network of Infrastructure Managers): soggetto terzo costituito da tutti i GI delle linee ferroviarie appartenenti alla rete centrale e centrale estesa TEN-T e dalla Commissione Europea.

• ERA – European Railway Agency: è l’agenzia dell’Unione Europea (UE), che stabilisce i requisiti obbligatori per le ferrovie europee ed i costruttori sotto forma di specifiche tecniche di interoperabilità, che si applicano al sistema ferroviario trans europeo. L’ERA fissa gli obiettivi comuni di sicurezza, i metodi e gli indicatori comuni di sicurezza e segue la direttiva 2004/49/ CE e successive modifiche.

• ERTMS (European Rail Traffic Management System): sistema di integrazione funzionale ed operativa delle diverse reti ferroviarie definita nell’ambito dell’Unione Europea e che a livello di controllo operativo prevede il sistema ETCS.

• ETCS (European Train Control System): sistema che comprende vari sistemi operativi nazionali ATC (Automatic Train Control). I sistemi ATC sono costituiti da impianti di segnalamento tradizionali ed innovativi.

• GI: Gestore dell’Infrastruttura nazionale.

• GSM-R (Global System for Mobile Communication-Railway): standard europeo per la telefonia radiomobile pubblica di tipo digitale, con velocità di trasmissione di 9,6 Kbps.

• IaP: informazioni al pubblico sull’orario ferroviario e sull’andamento dei treni.

• IFN: Infrastruttura Ferroviaria Nazionale.

• MATTM: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

• MEF: Ministero dell’Economia e delle Finanze.

• MIT: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

• NODO: locuzione convenzionale che definisce un’area ferroviaria di norma coincidente con importanti insediamenti metropolitani, caratterizzata da un’alta densità e relativa complessità di stazioni medio-grandi e di altri impianti ferroviari interconnessi da varie linee, che rappresentano la prosecuzione dei principali itinerari che entrano nello stesso nodo nonché altre linee, realizzate per facilitare la gestione di circolazione di diverse correnti di traffico e percorsi alternativi, ovvero cinture e bretelle di servizio.

• PIR: Prospetto Informativo della Rete, è il documento che contiene criteri, procedure, modalità e termini relativi al sistema di assegnazione della capacità dell’infrastruttura ed all’erogazione dei servizi nonché un’esposizione dettagliata delle caratteristiche dell’infrastruttura disponibile e delle condizioni di accesso alla stessa.

• PL: Passaggio a livello.

• Posto Movimento – PM: località non adibita al servizio viaggiatori.

• PMdA: Pacchetto Minimo di Accesso.

• PRG: Piano Regolatore Generale.

• PUMS: Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

• Raddoppio: trasformazione di una linea a semplice binario in una a doppio binario.

• Sistema Comando Controllo/Controllo Traffico Computerizzato Grande rete SCC/CTC: è un sistema per la regolazione della circolazione per direttrici e nodi con caratteristiche di prestazioni superiori ai tradizionali sistemi per il controllo del traffico centralizzato.

• Sistema di Controllo Marcia Treno – SCMT: prima fase funzionale dell’ATC che consente di proteggere in ogni istante la marcia del treno, attivando eventualmente la frenatura di emergenza, rispetto sia al superamento della velocità massima consentita dalla linea, sia al superamento indebito dei segnali a via impedita.

• Sistema Supporto alla Circolazione – SSC: controlla e gestisce la circolazione ferroviaria sulla linea dai Posti centrali di Bologna e Verona.

• Terminal: infrastruttura idonea al trasporto intermodale, per lo più adatta allo scambio tra vettori di grandi unità di carico, senza o con magazzini di modesta superficie.

• TLC: Telecomunicazioni.

• Trasporto intermodale: trasporto che utilizza due o più modalità di trasporto (terrestre, ferroviario, marittimo o fluviale) con spostamento di unità di carico fra i modi, senza rottura del carico stesso: l’unità di carico può essere un veicolo stradale oppure un’unità di trasporto intermodale (contenitore, cassa mobile, semirimorchio).

• Treni-km: km di linea ferroviaria percorsi da un treno in un dato arco temporale di riferimento.

LA NOSTRA AZIENDA I NOSTRI

NUMERI

LA RETE RFI IN CIFRE

LINEE FERROVIARIE IN ESERCIZIO (1)

CLASSIFICAZIONE

Linee fondamentali

- Linee AV/AC (2)

Linee complementari

Linee di nodo

TIPOLOGIA

Linee a doppio binario

km

km

Linee a semplice binario 9.048 km

ALIMENTAZIONE

Linee elettrificate

km - a doppio binario

km

km - a semplice binario

Linee non elettrificate (diesel) 4.517 km LUNGHEZZA COMPLESSIVA DEI BINARI 24.713 km

IMPIANTI FERROVIARI

Stazioni con servizio viaggiatori attivo/possibile ~2.200

Impianti di traghettamento 3

Impianti merci (3) 169

TECNOLOGIE DI PROTEZIONE MARCIA TRENO (4)

Sistemi di telecomando della circolazione 13.698 km

SCMT, per il controllo della marcia del treno 13.701 km *

SSC, per il supporto alla guida 1.973 km *

ERTMS, per l’interoperabilità (5) 1.088 km

GSM-R, per la telecomunicazione mobile  11.750 km

Note (1) di cui: 70 km di rete estera, 52 km di ferrovia regionale umbra e 54 km di ferrovia regionale piemontese (2) con riferimento alle linee con velocità ≥ 250 km/h, alimentazione a 25kV, ERTMS Level 2 e alle linee con velocità >200 km/h ad alte prestazioni (3) impianti con centri intermodali, scali, raccordi, etc. (4) tutte le linee della rete sono attrezzate con uno o più sistemi di protezione marcia treno* di cui 25 km con doppio attrezzaggio SSC e SCMT (5) con riferimento alle linee attrezzate con ERTMS level 2 ‘stand alone’ e alle linee attrezzate con ERTMS ‘sovrapposto’ (6) dato nominale al netto di possibili discontinuità - dovute per esempio ad attività manutentive - che potrebbero ridurre la disponibilità del servizio

Rete Fondamentale AV/AC(ERTMS)

Rete Fondamentale Tradizionale

Rete Complementare Nodi

ISTANTANEA SULLA RETE

Corridoi TEN-T (Trans European Network Transport)

Map Finder Chart for European Transport Corridors

ATLANTIC

NORTH SEA – RHINE –MEDITERRANEAN

NORTH SEA - BALTIC

SCANDINAVIAN - MEDITERRANEAN

BALTIC SEA - ADRIATIC SEA

RHINE - DANUBE

MEDITERRANEAN

WESTERN BALKANS – EASTERN

MEDITERRANEAN

BALTIC SEA - BLACK SEA - AEGEAN SEA

The parts of the map pertaining to corridor alignment in third countries are indicative.

Brest

15 direzioni operative infrastrutture territoriali

32.459 dipendenti

Il nostro approccio

5 officine nazionali

13 strutture circolazione e orario aree territoriali

5 direzioni Investimenti aree territoriali

8 aree manager Stazioni

17 unità sanitarie territoriali

31.536.472.466 euro capitale sociale

In linea con la propria missione, RFI svolge la propria attività secondo una vision improntata alla sostenibilità sociale, economica e ambientale e fondata su valori di:

Responsabilità

Etica

Integrità

Correttezza

Trasparenza

Legalità

con l’obiettivo di produrre servizi di qualità con i minori costi per la collettività ed in grado di generare valore condiviso per tutti gli stakeholder. Sul campo e nella quotidianità, la Società sviluppa le attività di gestione, manutenzione, potenziamento, progettazione e costruzione delle linee e delle stazioni

con la massima attenzione alla sicurezza, alla riduzione degli impatti e, in misura sempre crescente, all’uso razionale delle risorse, alla circolarità, al presidio ed alla resilienza dell’infrastruttura ed ai benefici per la collettività.

Politica Ambientale SGA

Politica per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro SGL

Politica Integrata SiGS

Tale approccio, interamente improntato alla sostenibilità, fa leva sul consolidato Sistema Integrato di Gestione della Sicurezza (SIGS) di RFI, che comprende i sistemi di gestione ambientale (SGA), della sicurezza dei lavoratori (SGL) e della sicurezza dell’esercizio ferroviario (SGS) certificati secondo le norme UNI EN ISO 9001,14001,45001.

Come indicato nel documento aziendale “Politica Integrata”, l’Infrastruttura Ferroviaria Nazionale (IFN) gestita da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. è un asset fondamentale del sistema della mobilità del Paese e rappresenta, pertanto, un significativo riferimento per la valorizzazione sociale, economica ed ambientale del territorio nazionale. In particolare, RFI garantisce che la circolazione ferroviaria avvenga in sicurezza, che le tecnologie utilizzate siano costantemente sviluppate, che la rete evolva in coerenza con i bisogni di mobilità di persone e beni del Paese e che la rete stessa sia mantenuta in piena efficienza. L’Azienda sostiene la diffusione ed il radicamento di una cultura della sicurezza, comprensiva dell’attenzione al fattore umano quale componente influenzante l’operatività, che, nel rispetto delle prescrizioni comunitarie, nazionali e regionali, nonché di quelle volontarie, rappresenta il punto di riferimento per coloro che quotidianamente operano all’interno dell’organizzazione, così come per coloro che

Politica per la sicurezza dell’esercizio ferroviario SGS

dall’esterno vi entrano in contatto. RFI fonda la propria cultura della sicurezza su principi chiave, ai quali il management e tutto il personale deve sempre ispirarsi, che possono essere così individuati:

• priorità della sicurezza e del miglioramento continuo;

• impegno della leadership;

• consapevolezza e responsabilità;

• comunicazione e partecipazione;

• apprendimento delle competenze;

• comprensibilità di regole e norme;

• organizzazione del lavoro;

• gestione dell’inatteso;

• trasparenza e correttezza.

L’efficace adozione di tali principi implica comportamenti sicuri, a tutti i livelli dell’organizzazione, basati su modi di pensare e di agire ampiamente condivisi all’interno di RFI.

Dunque, sicurezza e protezione sono due valori chiave per la Società, perseguiti sia attraverso il presidio diretto e costante dell’equilibrio fra tecnologie, uomini e organizzazione fin dalle fasi di definizione dei progetti infrastrutturali così come dei servizi offerti e dei processi industriali, in un’ottica di miglioramento continuo, che attraverso la gestione e minimizzazione dei rischi connessi alle attività d’impresa per i lavoratori, l’ambiente, i viaggiatori, i cittadini e, in genere, per il mondo esterno all’azienda.

PIANO D’IMPRESA

2026-2030 (CAPEX 2026-2035)

In data 9 dicembre 2025 il Consiglio di Amministrazione di RFI ha approvato il Piano d’Impresa societario (di seguito “Il Piano”) con orizzonte quinquennale, 20262030 (CAPEX con orizzonte decennale periodo 20262035), in cui l’anno 2026 rappresenta l’anno di Budget. Il Piano si configura come un aggiornamento del precedente Piano 2026-2030 e pertanto resta sostanzialmente confermato l’impianto strategico sia per RFI che per le società della BU Infrastrutture –Ferrovie; in particolare si confermano le 5 Linee Guida Strategiche già individuate, a cui si aggiunge una nuova linea strategica dedicata alla vertical integration del settore costruzioni:

• Qualità dei servizi: “Sostenere il miglioramento dei servizi erogati e la puntualità attraverso un’azione di riordino industriale e attività di riduzione indisponibilità”;

• Trasformazione rete: “Sviluppare l’IFN, con potenziamenti, nuove opere e nuovi punti di accesso, per sostenere le potenzialità dei territori e dei tessuti produttivi e garantire la messa a terra del piano investimenti e salvaguardare i target e le milestone previste dal PNRR”;

• Stazioni: “Rivoluzionare la relazione tra infrastrutture e viaggiatori, valorizzando i touchpoint”;

• Valorizzazione asset e competenze: “Migliorare l’utilizzazione degli asset per creare valore condiviso e rafforzare, estendere e mettere a disposizione le competenze per ampliare il perimetro di attività a supporto della collettività”;

• Performance improvement: “Garantire l’adozione di modelli evoluti a supporto dell’efficienza del business per ottimizzare i risultati economici ed assicurare la stabilità economica degli interventi previsti ed il raggiungimento di un livello di contribuzione certo e allineato”.

• Vertical Integration: “Perseguire l’internalizzazione di competenze dal mercato esterno, anche tramite M&A, per garantire la messa in sicurezza del piano investimenti”.

Trovano inoltre conferma le azioni trasversali legate al mantenimento in efficienza dell’infrastruttura, all’adeguamento agli standard di sicurezza e cybersicurezza, oltre che alla progressiva integrazione della sostenibilità nei processi aziendali.

Il fattore abilitante per la realizzazione degli obiettivi di

pianificazione resta, in continuità con il Piano 2026-30, il volume di risorse finanziarie adeguate a sostenere gli investimenti previsti.

Il nuovo piano ha in pancia due importanti elementi di novità:

• quadro regolatorio modificato con approvazione della Delibera 201/2025, che definisce un profilo di pedaggio più elevato rispetto al precedente, in quanto accoglie la variazione del costing nel mentre maturato; si faccia riferimento in particolare ai costi legati alla sottoscrizione assicurativa contro le catastrofi naturali (CAT NAT);

• adozione della nuova governance di Gruppo, circa la centralizzazione, nella newco FS Energy, della governance, delle competenze e dei servizi di energy management, efficienza energetica e piano di sviluppo del fotovoltaico e dell’approfondimento delle valutazioni sulla capacità produttiva della filiera.

Il Piano degli investimenti 2026-35 si attesta a 110,9 miliardi di euro, registrando un decremento di circa il 4% rispetto al Piano 2025-2034 (-4,5 miliardi di euro), legato principalmente agli investimenti in ambito energetico attribuiti tramite scissione alla suddetta società FS Energy (-2,2 miliardi di euro). In particolare, il Piano 2026-2035 mira a garantire volumi rilevanti di investimenti per interventi di “Qualità del Servizio” e di “Manutenzione e Sicurezza” e per interventi di “Trasformazione rete”, in linea con gli obiettivi strategici ed in continuità con il precedente Piano. Sotto il profilo delle previsioni economiche, l’orizzonte di piano presenta un sensibile incremento delle performance dei principali indicatori economico finanziari raggiunti attraverso una crescita dei ricavi (Cagr. +2,8%), legato in particolare all’andamento del pedaggio in crescita dal 2027, per effetto dell’aumento dell’IMU quale effetto della Delibera ART 201/2025 (di cui sopra), ad un livello di risorse pubbliche pari a 1.256 milioni di euro annui, garantiti dalla Legge di Bilancio 2025. Azioni mirate di performance improvement, volte al contenimento dei costi, e le maggiori capitalizzazioni quale effetto economico del piano investimenti, consentono di raggiungere risultati di equilibrio per tutti gli anni di pianificazione.

PER LE NOSTRE PERSONE

22.733 I

dedicati all’area industriale CIRCOLAZIONE FERROVIARIA

32.459 I numero dei DIPENDENTI

1.300 I

circa numero ASSUNZIONI

7.010 I

dedicati all’area industriale CIRCOLAZIONE FERROVIARIA

L’evoluzione degli organici di RFI nel corso del 2025 ha visto un trend di sostanziale stabilità, registrando un aumento del costo lavoro complessivo rispetto all’anno precedente dovuto al rinnovo del CCNL. La consistenza del personale di RFI nel periodo 1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2025 presenta una

PER LE NOSTRE PERSONE

leggera flessione:

• Consistenza al 31.12.2024: n. 32.555 (di cui 350 dirigenti, 32.205 tra operai, addetti e quadri);

• Consistenza al 31.12.2025: n. 32.459 (di cui 360 dirigenti, 32.099 tra operai, addetti e quadri).

Consistenza del personale

per fascia di età

Nel corso del 2025 si registrano n. 1.573 nuovi ingressi (da mercato e da mobilità interna di Gruppo) e n. 1.669 uscite.

Analisi della consistenza del personale in entrata

per fascia di età

Turnover (addetti + Quadri + Dirigenti)

medie a ruolo del periodo]

[uscite nel periodo/consistenze a ruolo inizio periodo] Tasso di turnover positivo

[entrate nel periodo/consistenze a ruolo inizio periodo] Tasso

[entrate nel periodo/uscite nel periodo]

Il contratto vigente è il CCNL Aziendale e CCNL Mobilità AAF (area attività ferroviarie).

La formazione

Nel 2025 si registrano:

3.800.000 ore di formazione erogate;

150 euro a partecipante come costo medio della formazione;

Tra i progetti formativi del 2025 annoveriamo l’onboarding dedicato a circa 1.200 neoassunti in modalità blended con l’erogazione di 84 sessioni tra formazione trasversale e formazione Sicurezza Lavoro. È proseguito nel 2025 l’impegno di RFI nel progetto formativo con focus sulla Cultura Sicurezza e Fattore Umano che ha coinvolto circa 30.000 persone, per oltre 10.000 giornate/uomo, attraverso iniziative dedicate a diversi target: il corso su Human Factor per neoassunti, apprendisti ed assistenti Direttore Lavori; l’e-learning sulla Cultura della Sicurezza; la formazione di trainer interni; il mantenimento delle competenze degli Esperti

+3 % coinvolgimento dei partecipanti rispetto all’anno precedente;

100% della popolazione aziendale è stata coinvolta in almeno un intervento formativo sincrono.

Human Organizational Factors (HOF) e dei Safety Led. A valle della realizzazione nel 2024 del centro di formazione per il Basic Life Support Defibrillation (BLSD) e la formazione del Direttore BLSD e degli istruttori, nel corso del 2025 è stato possibile erogare formazione interna al personale RFI. L’obiettivo è fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per riconoscere tempestivamente un arresto cardiaco; intervenire correttamente con le tecniche di rianimazione di base; utilizzare in sicurezza un defibrillatore semiautomatico (DAE); effettuare disostruzione delle vie respiratorie; saper bloccare le emorragie (Stop the bleed).

PRINCIPALI EVENTI DELL’ ANNO

GENNAIO

Aumento di capitale sociale di TFB

L’Assemblea degli Azionisti della Tunnel Ferroviario del Brennero - Società di partecipazioni S.p.A. (“TFB”), in data 11 dicembre 2024, ha deliberato il XVI aumento di capitale sociale, da eseguirsi, in una o più tranche, entro il 31 dicembre 2025. Nel mese di gennaio 2025, i soci RFI S.p.A. e Provincia Autonoma di Bolzano hanno sottoscritto le quote di propria competenza della prima tranche del predetto aumento, pari ad euro 136.381.950 (RFI S.p.A.) ed euro 9.566.100 (Provincia Autonoma di Bolzano).

Successivamente, in data 31 gennaio 2025, RFI S.p.A. ha liquidato le quote inoptate della prima tranche del XVI aumento del capitale sociale della società Tunnel Ferroviario del Brennero – Società di Partecipazioni S.p.A., pari ad euro 4.051.950.

MARZO

Aumento di capitale sociale di TFB

Nel mese di marzo 2025, i soci RFI S.p.A. e Provincia Autonoma di Bolzano hanno sottoscritto le quote di propria competenza della seconda tranche del predetto aumento, pari ad euro 45.590.000 (RFI S.p.A.) ed euro 3.188.700 (Provincia Autonoma di Bolzano).

Successivamente, in data 31 marzo 2025, RFI S.p.A. ha liquidato le quote inoptate della seconda tranche del XVI aumento del capitale sociale della società Tunnel Ferroviario del Brennero – Società di Partecipazioni S.p.A., pari ad euro 1.221.300.

MAGGIO

Conferimento della Partecipazione in Italferr S.p.A. detenuta da FS in favore di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.

In recepimento dell’Atto di direzione e coordinamento emesso da Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. il 10 marzo 2025 e nel rispetto della c.d. normativa golden power, con decorrenza 8 maggio 2025, ha avuto efficacia l’operazione di Conferimento da parte di FS del 100% del capitale sociale di Italferr S.p.A. in favore di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.. Tale riallocazione risponde all’esigenza di rendere il sistema di governance del Gruppo FS coerente con il nuovo assetto organizzativo e di business, che vede RFI in qualità di Capofila della Business Unit cd. “Infrastrutture – Ferrovie”. Per effetto del Conferimento, il Capitale Sociale di RFI è aumentato di euro 8.047 mila, corrispondente al valore di carico della partecipazione di Italferr S.p.A. nel bilancio di FS.

Rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

Il 22 maggio 2025 è stata firmata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore ferroviario, valido per il triennio 2024-2026 per tutto il personale delle imprese del comparto, comprese quelle del Gruppo FS Italiane. La riserva all’ipotesi di rinnovo del CCNL Mobilità – Attività Ferroviarie è stata ufficialmente sciolta il 9 luglio 2025, a seguito dell’esito positivo del referendum consultivo tra i lavoratori, rendendo effettivamente operativo l’accordo di rinnovo a partire da luglio 2025.

GIUGNO

Finanziamento Intercompany a valere su Emissione Obbligazionaria “Green” - Serie 25 Emtn

In data 17 giugno 2025 – con regolamento il 24 giugno – FS Italiane ha collocato il suo decimo green bond per l’ammontare di 800 milioni di euro.

L’emissione è dedicata al finanziamento degli Eligible Green Projects secondo quanto previsto dal Green Bond Framework di FS aggiornato nel giugno 2022.

A valere sui proventi dell’emissione, FS ha concesso a RFI un prestito infragruppo di 180 milioni di euro, per finanziare progetti con impatti positivi in termini di sostenibilità ambientale in linea con il Green Bond Framework di FS. Nello specifico i proventi consentono di finanziare gli investimenti per il completamento della rete alta velocità Torino-Milano-Napoli.

Rimodulazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

In data 17 giugno 2025 è stata approvata con Decisione del Consiglio Europeo la proposta di revisione del Piano per la Misura 3 Componente 1, di interesse del GI. Tale revisione è consentita dal regolamento (UE) 2021/241 e dagli Orientamenti sui piani per la ripresa e la resilienza adottati dalla Commissione europea (C/2024/4618).

Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo “Investimenti” della presente Relazione sulla gestione.

Conferimento di beni immobili di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. in favore di Infrarail S.r.l. Con decorrenza 19 giugno 2025, ha avuto efficacia l’operazione straordinaria di conferimento di beni immobili di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., siti a Roma, in via di Castelguidone, in favore della propria controllata Infrarail S.r.l..

L’operazione soddisfa l’esigenza della società di dotarsi di un’area logistica funzionale al più agevole

raggiungimento della propria mission.

A valle del conferimento, il capitale sociale di Infrarail S.r.l. è stato incrementato di circa 120 mila euro, corrispondente al valore netto contabile al 31 dicembre 2024 degli immobili di proprietà di RFI oggetto dell’operazione; specularmente, RFI ha rilevato, nel proprio attivo, un aumento della partecipazione detenuta in Infrarail S.r.l..

AGOSTO

Acquisizione del ramo d’azienda infrastruttura della società Ferrovie Udine Cividale S.r.l. (FUC)

In data 19 giugno 2025, il Consiglio di Amministrazione di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. ha deliberato in merito all’acquisizione del ramo d’azienda c.d. “infrastruttura” della società Ferrovie Udine Cividale S.r.l. (FUC), ad un prezzo di 124 mila euro (salvo conguaglio).

A valle della stipula dell’atto di cessione, in data 1° agosto 2025 si è perfezionata la cessione del ramo d’azienda, con conseguente subentro di RFI nella gestione della linea ferroviaria regionale.

Tale operazione consentirà di potenziare la linea ferroviaria, con benefici significativi per la collettività e permetterà di pervenire ad una standardizzazione dell’offerta commerciale e dei servizi al pubblico, conseguendo benefici in termini di ottimizzazione dell’offerta, con l’integrazione tra servizi di lunga percorrenza e TPL. La linea risulta tuttavia attualmente chiusa per consentire il completamento dei lavori di adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria agli standard di sicurezza e tecnologia propri di RFI. La riattivazione della linea da parte di RFI è prevista per marzo 2026.

SETTEMBRE

Intercompany Bridge Loan Ramo Energy

In data 16 settembre 2025 è stato sottoscritto con FS un Intercompany Bridge Loan per il Ramo Energy pari a 45 milioni di euro. Il Prestito ha lo scopo di fornire al Debitore le risorse necessarie a finanziare gli investimenti già posti in essere e da completare nel corso del 2025 rientranti nel perimetro della costituenda FS Energy e non è ammesso alcun altro scopo.

In specie, l’Intercompany Bridge Financing costituisce una copertura temporanea dei fabbisogni finanziari a medio-lungo termine complessivi di FS Energy, che, a valle della finalizzazione del processo di scissione da RFI, verranno coperti in maniera strutturata tramite apposito finanziamento a medio-lungo termine a titolarità FS Energy.

OTTOBRE

Centralizzazione in Ferservizi S.p.A. delle attività di “Time Management” di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.

A seguito della trasmissione, da parte di FS, in data 25

marzo 2025, del documento recante “Atto di direzione e coordinamento - Centralizzazione in Ferservizi S.p.A. delle attività di Time Management di Trenitalia S.pA. e RFI S.p.A.”, nella seduta del 2 luglio 2025, l’Assemblea Straordinaria di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., a seguito dell’approvazione del Progetto di Scissione da parte del Consiglio di Amministrazione di RFI avvenuta lo scorso 19 giugno, ha deliberato l’operazione di Scissione Parziale del ramo “Time Management” di RFI (“Scissa”) in favore di Ferservizi S.p.A. (“Beneficiaria”), con efficacia al 1° ottobre 2025.

La suddetta riallocazione si inserisce nell’ambito del cd. “Progetto Shared Services Center”, avviato nel 2024 e promosso al fine di valorizzare Ferservizi quale nuovo Shared Services Center del Gruppo FS per l’erogazione accentrata dei servizi di supporto al business, in coerenza con il Piano Strategico 2025 – 2029. Per effetto della Scissione, a decorrere dalla data di efficacia della stessa, sono stati assegnati a Ferservizi S.p.A. elementi patrimoniali dell’attivo e del passivo di valore rispettivamente pari a circa 2 milioni di euro.

Riallocazione infragruppo del Ramo Energy di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. nell’ambito dell’adozione del nuovo modello realizzativo del “Progetto Energy”

In recepimento dell’Atto di direzione e coordinamento emesso da Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. il 17 luglio 2025 e nel rispetto della c.d. normativa golden power, l’Assemblea Straordinaria di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., nella seduta del 9 ottobre 2025, a seguito dell’approvazione del Progetto di Scissione avvenuta nella riunione consiliare del 29 luglio, ha deliberato l’operazione di Scissione Parziale per la riallocazione infragruppo del “Ramo Energy” di RFI (“Scissa”) in favore di FS Energy S.p.A. (“Beneficiaria”), con efficacia dell’operazione al 1° gennaio 2026. Tale operazione è stata realizzata con l’intento di rendere l’approvvigionamento energetico a supporto del servizio ferroviario più sicuro, stabile ed affidabile, oltre che più sostenibile (attraverso l’incremento di energia da fonti rinnovabili) e più economico.

Aumento di capitale sociale di TFB

L’Assemblea degli Azionisti della Tunnel Ferroviario del Brennero - Società di partecipazioni S.p.A. (“TFB”), in data 29 ottobre 2025, ha deliberato il XVII aumento di capitale sociale, da eseguirsi, in una o più tranche, entro il 31 dicembre 2026. Nel mese di dicembre 2025, i soci RFI S.p.A. e Provincia Autonoma di Bolzano hanno sottoscritto le quote di propria competenza della prima tranche del predetto aumento, pari rispettivamente ad euro 91.256.000 ed euro 6.377.000.

PRINCIPALI RISULTATI RAGGIUNTI NEL 2025

LEGENDA

CI: Capitale investito netto medio (tra inizio e fine esercizio)

EBIT: Risultato operativo

EBITDA: Margine operativo lordo

MP*: Mezzi propri medi (tra inizio e fine esercizio) al netto del risultato di fine esercizio

MP: Mezzi propri

PFN: Posizione finanziaria netta

RIC: Ricavi operativi

RN: Risultato netto

PERFORMANCE ECONOMICHE E FINANZIARIE

Al fine di illustrare i risultati economico-patrimoniali e finanziari della Società sono stati predisposti distinti schemi riclassificati diversi da quelli previsti dai principi contabili IFRS-UE adottati dal Gruppo FS (come dettagliati nelle Note). Tali schemi riclassificati contengono indicatori di performance alternativi rispetto

Conto economico riclassificato

Imposte sul reddito

Risultato delle attività destinate alla vendita al netto degli effetti fiscali

La Società ha conseguito un risultato netto positivo di 118 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita registrata lo scorso esercizio (pari a 99 milioni di euro), e legato principalmente alle sue performance operative. Il margine operativo lordo (EBITDA), infatti, si attesta sui 354 milioni di euro verso i 98 milioni di euro del 31 dicembre 2024.

Tale incremento, pari a 256 milioni di euro, è l’effetto combinato dei seguenti fattori:

• crescita dei ricavi per 340 milioni di euro, legati principalmente ai seguenti elementi:

‒ rimodulazione dei contributi da Stato stanziati dal MEF a valere sul CdP - parte Servizi, che sono aumentati di 290 milioni di euro;

‒ maggiori ricavi da pedaggio per 36 milioni di euro, di cui 6 milioni di euro relativi al volume di treni*km circolati nel 2025 e 29 milioni di euro relativi a conguagli di esercizi precedenti;

a quelli rinvenienti direttamente dagli schemi di bilancio di esercizio e che il management ritiene utili ai fini del monitoraggio dell’andamento della Società nonché rappresentativi dei risultati economico-finanziari prodotti dal business. I metodi per la costruzione di tali indicatori sono riportati nella sezione “Legenda e Glossario”.

‒ altri proventi, prevalentemente penali, in parte compensate da minori plusvalenze da alienazione beni non più funzionali all’esercizio;

• maggior costo del personale, pari a 28 milioni di euro, legato parzialmente al rinnovo del CCNL intervenuto nel corso dell’anno;

• incremento degli altri costi netti per 56 milioni di euro, dovuto all’effetto combinato di maggiori costi operativi, pari a 173 milioni di euro, e di maggiori oneri interni capitalizzati per circa 117 milioni di euro, connessi alle intense attività di investimento realizzate nel corso dell’esercizio e legate principalmente al PNRR.

Tra le voci di costi operativi che registrano un aumento nell’anno 2025 sono da annoverare principalmente:

‒ le assicurazioni legate prevalentemente alla stipula della nuova polizza a copertura dei danni all’infrastruttura ferroviaria derivanti da eventi catastrofali (per 75 milioni di euro);

‒ accantonamenti di costi per servizi (per 48 milioni di euro), riferiti sostanzialmente alle evoluzioni del contenzioso civile;

‒ il presidio infrastruttura (per 18 milioni di euro), legato a maggiori attività di manutenzione sulla linea ferroviaria e di pulizia; in particolare si evidenzia che sono stati attivati nel corso del 2025 maggiori presidi in stazione per garantire adeguati livelli di servizio anche nei momenti di maggior criticità (ad esempio Giubileo, scioperi, ecc.);

‒ i servizi immobiliari e utenze (per 15 milioni di euro), afferenti principalmente ai costi di conduzione delle principali stazioni che RFI sostiene verso la controllata GS Rail;

‒ i viaggi e soggiorni (per 4 milioni di euro) legati all’aumento dei costi di pernottamento;

‒ i servizi amministrativi ed informatici continuativi (per 3 milioni di euro), erogati dalle consociate FS Technology e Ferservizi.

Stato patrimoniale riclassificato

La voce Capitale Investito Netto presenta al 31 dicembre 2025 un leggero decremento pari a 196 milioni di euro, su cui incide la riduzione del Capitale Circolante di 645 milioni di euro e dei Fondi (TFR ed altri) di 47 milioni di euro, compensati parzialmente dalla crescita del Capitale Immobilizzato netto di 370 milioni di euro e delle Attività detenute per la vendita di 33 milioni di euro.

Il decremento del Capitale Circolante è legato

La voce ammortamenti cresce di 16 milioni di euro, di cui 12 milioni di euro legati principalmente ai beni in leasing in scope ai fini del principio IFRS 16-Leasing. Le svalutazioni e perdite di valore aumentano di 9 milioni di euro legati ad asset materiali obsoleti. Non si sono verificate circostanze che hanno reso necessaria una modifica del fondo sostegno al reddito ed all’occupazione, pertanto, non si è ripresentato nel 2025 analogo rilascio rispetto a quanto avvenuto nel 2024.

Il saldo dei proventi e oneri finanziari presenta un miglioramento di 21 milioni di euro, per effetto di maggiori proventi legati ai dividendi della controllata GS Rail, pari a 5 milioni di euro e, per la parte restante, di minori oneri finanziari su finanziamenti verso la Capogruppo e verso istituti di credito, a causa di un leggero miglioramento dei tassi e di una minore esposizione debitoria dell’azienda.

principalmente al peggioramento del Capitale Circolante netto gestionale, per 409 milioni di euro e delle Altre Attività Nette per 236 milioni di euro. La riduzione del Capitale Circolante netto gestionale di 409 milioni di euro è il risultato di una maggiore esposizione debitoria di circa 529 milioni di euro - legata principalmente al notevole avanzamento economico degli investimenti ad alle dinamiche di incasso dei contributi pubblici e pagamento degli appaltatori – compensata parzialmente da maggiori

valori in milioni di euro

crediti commerciali per 49 milioni di euro, in particolare verso le imprese del Gruppo FS, e da una crescita delle rimanenze di 71 milioni di euro - grazie alla produzione delle Officine Nazionali di Bari, Pontassieve e di Bologna di cuori, deviatoi, giunti isolanti incollati e apparecchiature elettriche per circa 161 milioni di euro- compensati dal valore degli impieghi di materiale al netto dei nuovi acquisti, pari a 83 milioni di euro, e dallo stanziamento del fondo svalutazione scorte pari a 7 milioni di euro.

Le Altre Attività Nette si riducono di 236 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024, principalmente per l’effetto del significativo incremento degli anticipi per contributi conto impianti (pari a 1.635 milioni di euro), legato agli stanziamenti PNRR e del MIT, mitigato da un corrispondente incremento dei crediti per contributi verso il MEF, MIT e UE ed altri di 1.466 milioni di euro, relativi principalmente a crediti verso il MEF.

Anche i debiti verso il personale si incrementano di circa 30 milioni di euro, mentre si riducono di circa 34 milioni di euro i crediti non commerciali verso la Capogruppo grazie agli incassi dell’esercizio.

L’incremento del Capitale Immobilizzato Netto di 370 milioni di euro è attribuibile all’aumento degli Immobili, impianti e macchinari (361 milioni di euro), connesso con l’avanzamento economico dei lavori in corso, e delle Partecipazioni (8 milioni di euro), in seguito al

conferimento della partecipazione nella società Italferr (FS Engineering S.p.A. dal 1° marzo 2026) dalla Capogruppo FSI a RFI.

La voce TFR presenta una leggera diminuzione di 27 milioni di euro, mentre la voce Altri fondi presenta un decremento di 20 milioni di euro, ascrivibile principalmente all’utilizzo ed al rilascio della quota eccedente del Fondo stimato nel 2024 per il rinnovo del CCNL, compensato parzialmente dagli accantonamenti del periodo, legati all’evoluzione delle cause passive, in particolare con appaltatori di opere.

Sul fronte delle Coperture, la riduzione di 196 milioni di euro riflette un leggero miglioramento della Posizione Finanziaria Netta (327 milioni di euro), per effetto della distribuzione temporale dei contributi incassati rispetto ai pagamenti effettuati, compensato da un incremento dei Mezzi Propri per 131 milioni di euro, legato principalmente al risultato positivo dell’esercizio. In particolare, la variazione della Posizione Finanziaria Netta è attribuibile a:

• una riduzione dei finanziamenti a breve ed a medio lungo termine a seguito dei rimborsi delle quote capitali al netto dei nuovi tiraggi per debito AV/AC;

• l’incremento delle disponibilità liquide di fine periodo.

PERFORMANCE ECONOMICHE E FINANZIARIE DELLE SOCIE TÀ CONTROLLATE

Blu Jet svolge il collegamento ferroviario via mare sulla relazione Villa San Giovanni –Messina da effettuarsi anche attraverso l’impiego di mezzi navali veloci.

Chiude il 2025 con un risultato netto positivo pari a 363 mila euro (in aumento di euro 59 mila rispetto al 2024), ascrivibile principalmente alla crescita dei contributi riconosciuti da RFI e all’incremento dei ricavi da bigliettazione per il collegamento con unità veloci sulla relazione Villa San Giovanni – Messina, che hanno assorbito l’incremento del costo del personale, imputabile ai rinnovi contrattuali del CCNL di categoria e al costo del noleggio delle unità veloci.

TFB si occupa della “gestione della partecipazione al capitale sociale della Società Galleria di Base del Brennero BBT SE e dell’eventuale diverso soggetto promotore della realizzazione della galleria ferroviaria di Base del Brennero”.

Chiude il 2025 con un risultato netto positivo pari a 717 mila euro, in calo rispetto al 2024, per effetto della riduzione dei tassi d’interesse creditori e del minor periodo di giacenza della liquidità.

Infrarail si occupa delle attività di realizzazione e manutenzione di opere e impianti come descritti nella normativa applicabile ai lavori pubblici e a quelli riconducibili alle categorie dei sistemi di qualificazione di RFI, nonché dello svolgimento dei servizi di ingegneria necessari alla realizzazione dei progetti di RFI.

Chiude l’esercizio 2025 con un risultato netto negativo di 2,7 milioni di euro, in controtendenza rispetto al 2024 (utile 412 mila euro). Tale andamento è principalmente attribuibile a livelli produttivi inferiori alle attese, sebbene la produzione risulti comunque più che raddoppiata rispetto all’esercizio precedente, con un incremento che ha quasi quadruplicato il dato consuntivato nel 2024 nel comparto delle costruzioni. Benché sotto

il profilo reddituale la società non abbia conseguito gli obiettivi economici prefissati, tale dinamica deve ritenersi fisiologica, in una fase caratterizzata da un’intensificazione delle commesse in gestione e da un progressivo incremento della loro complessità tecnica, in un contesto di mercato – in particolare quello delle costruzioni – sottoposto nel 2025 a significative pressioni derivanti dai principali programmi di investimento, quali il PNRR e i progetti connessi alle Olimpiadi Milano-Cortina. Si rappresenta, altresì, che in data 22 dicembre, la società ha acquisito l’intero capitale sociale della Mazzucchelli S.r.l., iscrivendo conseguentemente una partecipazione tra le attività.

Grandi Stazioni Rail si occupa di riqualificare, valorizzare e gestire le 14 principali stazioni ferroviarie italiane; dello svolgimento dei servizi di conduzione e di manutenzione sui complessi immobiliari di stazione ferroviaria; della gestione delle aree e dei locali destinati alle biglietterie e sale d’attesa, dei parcheggi a pagamento adiacenti alle stazioni; dello sfruttamento commerciale delle unità ad uso direzionale; della gestione degli appalti d’investimento e manutenzione relativi alle attività di propria pertinenza.

Chiude il 2025 con un risultato netto positivo pari a 7,1 milioni di euro, in calo del 18% rispetto al 2024, principalmente

per l’effetto combinato (i) della rilevazione di Note credito da emettere sui ricavi di locazione relativi ad anni precedenti; (ii) dei maggiori ricavi da RFI per il rimborso della manutenzione straordinaria e per la remunerazione del capitale investito; (iii) della riduzione dei costi operativi e (iv) dell’incremento delle imposte sul reddito, riconducibile principalmente alle minori rettifiche positive per le imposte sul reddito relative all’esercizio precedente e all’incremento delle imposte differite e anticipate, parzialmente mitigato da minori imposte sul reddito dell’esercizio corrente.

Italferr (FS Engineering dal 1° marzo 2026) si occupa dello studio, della progettazione e della direzione lavori di sistemi di trasporto convenzionali e ad alta velocità; di monitoraggi ambientali e di indagini archeologiche; dell’organizzazione, della sperimentazione, della realizzazione e dell’avviamento della gestione dei sistemi di trasporto, dell’effettuazione di ispezioni tecniche, economiche e finanziarie.

Chiude il 2025 con un risultato netto positivo pari a 71 milioni di euro, il cui miglioramento di circa 19 milioni di euro rispetto all’esercizio

precedente è riconducibile principalmente all’incremento dei volumi produttivi (+46%) e della redditività media delle commesse (+54%), che hanno generato un aumento dei ricavi operativi di circa 30 milioni di euro. I costi del personale hanno registrato un aumento del 6% rispetto al 2024 dovuto all’incremento della forza lavoro impiegata, mentre gli altri costi netti hanno registrato una diminuzione rispetto al 2024 (-7%), principalmente per il decremento dei servizi di ingegneria affidati all’esterno.

QUADRO MACROECONOMICO

Nel corso del 2025 il contesto macroeconomico internazionale ha registrato una crescita globale moderata e in graduale rallentamento2; tuttavia, nel quadro delle persistenti tensioni internazionali3, la tenuta dell’attività economica è risultata complessivamente migliore rispetto alle attese iniziali, con un’inflazione mondiale che si è mantenuta su livelli storicamente contenuti. Le relazioni commerciali internazionali sono rimaste tese, ma i rapporti degli Stati Uniti con l’Europa e con la Cina hanno mostrato segnali di progressivo assestamento grazie ad accordi bilaterali e a riassetti strategici degli scambi, che hanno contribuito a mitigare gli effetti negativi dell’aumento generalizzato delle tariffe sul commercio internazionale, avviato dalla nuova amministrazione americana. Al tempo stesso, il graduale esaurimento dei fattori temporanei che avevano sostenuto l’attività economica nella prima parte dell’anno, in particolare gli anticipi di acquisti e vendite delle imprese in vista dell’introduzione dei dazi, ha contribuito al rallentamento della crescita del PIL mondiale nella seconda parte dell’anno in corso. Le prospettive sfavorevoli per commercio internazionale sono confermate dall’andamento dell’indice composito globale dei manager degli acquisti (PMI): la componente relativa ai nuovi ordini di esportazione, che anticipa la dinamica della domanda internazionale, si è mantenuta stabilmente al di sotto della soglia di espansione nel corso dell’anno, evidenziando una contrazione sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi.

In tale contesto le economie dei principali paesi hanno mostrato una dinamica leggermente più vivace rispetto alle attese, anche se con andamenti differenziati: negli Stati Uniti la crescita è stata sostenuta da una domanda interna ancora solida, alimentata dai consumi delle famiglie e dagli investimenti legati all’AI. In Cina l’attività economica ha beneficiato del contributo del settore manifatturiero e di politiche di sostegno mirate, pur in presenza di fragilità strutturali che continuano a pesare sulle prospettive di medio periodo; nell’Area Euro il quadro è rimasto più debole, ma con segnali di resilienza in alcuni Paesi e settori, in particolare la

produzione industriale in Germania e la spesa delle famiglie in Spagna e Francia.

Sul fronte dei prezzi al consumo4, nell’area euro l’inflazione si è mantenuta su livelli prossimi all’obiettivo del 2% fissato dalla BCE. Negli Stati Uniti, invece, l’inflazione è tornata ad aumentare nella seconda parte dell’anno, anche a seguito dell’introduzione di nuove misure commerciali e del deprezzamento del dollaro.

A fronte della persistente debolezza del mercato del lavoro, tuttavia, la Federal Reserve ha avviato una fase di allentamento della politica monetaria, procedendo, a dicembre, al terzo taglio dei tassi di interesse, mostrando di privilegiare il sostegno alla piena occupazione rispetto ai rischi di pressioni inflazionistiche.

I prezzi delle fonti energetiche fossili, in particolare petrolio e gas, hanno un andamento complessivamente decrescente, che lo scontro Iran-Israele di giugno 2025 ha modificato solo momentaneamente e in misura poco significativa. In particolare, a fine dicembre, il Brent, era scambiato a poco sopra i 60 dollari al barile, mentre il prezzo del gas si collocava intorno ai 28 euro/mwh5 Alla luce di tale scenario, Prometeia stima che nel 2025 la crescita del PIL mondiale si sia attestata al +3,1% rispetto al 2024, mentre il commercio mondiale abbia registrato un incremento del +3,7%.

La proiezione di crescita che ci si attende nel 2026 vede una lieve riduzione del ritmo di espansione del PIL mondiale (+2,7%), e una riduzione più significativa della crescita del commercio mondiale (+2,1%).

Nel complesso scenario internazionale, l’economia italiana nel 2025 ha potuto contare su una relativa stabilità politica, garantita da una maggioranza parlamentare coesa, e su una gestione prudente dei conti pubblici. Questo contesto istituzionale ha contribuito a rafforzare la fiducia dei mercati finanziari, favorendo il collocamento dei titoli di Stato, con una significativa riduzione dello spread rispetto al Bund tedesco, sceso su livelli che non si vedevano stabilmente da prima della crisi finanziaria del 2008. Su queste basi, la congiuntura economica si è mantenuta moderatamente positiva: la crescita del PIL, attestata al +0,6%6, ha scongiurato una recessione strisciante ed

2. Fonte dati macroeconomici Prometeia, dicembre 2025

3. Sul piano geopolitico sono proseguiti i tentativi per giungere a una tregua nel conflitto in Ucraina ed è stata avviata la prima fase dell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza, sebbene l’evoluzione di entrambe le situazioni resti incerta; in parallelo, si è rafforzato il protagonismo degli Stati Uniti in politica estera, evidenziato dalle iniziative in Venezuela e dal rinnovato interesse per la Groenlandia.

4. A dicembre 2025 l’indice dei prezzi a consumo IPC per l’area Euro è stato pari al 2 % su base annua, e il corrispondente indice CPI per gli USA pari al 2,7% su base annua.

5. I valori si riferiscono al prezzo del gas naturale di riferimento per i mercati europei (Title Transfer Facility, TTF).

6. Fonte: Prometeia, dicembre 2025.

è stata sostenuta soprattutto dalla domanda interna, in particolare dagli investimenti legati all’attuazione del PNRR, ma anche dalla graduale ripresa dei consumi delle famiglie, sostenuti dal recupero dei redditi da lavoro e dell’occupazione, e dall’ulteriore discesa dell’inflazione. A ciò si è aggiunto il contributo delle esportazioni, anche se verosimilmente temporaneo, in quanto in gran parte ascrivibile a comportamenti di front-loading, strumento difensivo con cui le imprese hanno cercato di cautelarsi dall’incertezza sui dazi USA. Il rallentamento della produzione industriale nell’ultimo

scorcio dell’anno lascia intravedere un indebolimento congiunturale dell’interscambio commerciale; al contempo, il comparto delle costruzioni residenziali mostra persistenti segnali di debolezza, riconducibili in larga parte a una normalizzazione del settore dopo l’esaurimento degli incentivi.

L’Italia ha chiuso il 2025 con una crescita del PIL pari al +0,6 rispetto all’anno precedente, mentre l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale, ha visto una crescita dell’+1,5% rispetto al 2024.

QUADRO NORMATIVO E REGOLATORIO

Istituzione Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità (D.Lgs. 20/2024)

Con il D.Lgs. 20/2024, a decorrere dal 1° gennaio 2025, è stata istituita l’Autorità denominata “Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità” (di seguito Garante), organo operante in regime di autonomia organizzativa, con il compito istituzionale di promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabilità.

Nello svolgimento delle proprie attribuzioni, il Garante esercita specifiche funzioni di vigilanza e tutela, che potrebbero incidere direttamente o indirettamente sulle attività svolte da RFI, tra cui:

• vigilare sul rispetto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e delle normative nazionali, unionali ed internazionali correlate;

• contrastare ogni fenomeno di discriminazione diretta, indiretta o molestia correlata alla condizione di disabilità, ivi compreso il rifiuto degli accomodamenti ragionevoli ai sensi dell’articolo 5-bis della legge n. 104/1992;

• ricevere segnalazioni riguardanti presunte violazioni dei diritti delle persone con disabilità, presentate da cittadini, associazioni, enti e pubbliche amministrazioni, procedendo alla relativa valutazione ed adottando, a conclusione del procedimento, delibere collegiali contenenti pareri motivati;

• effettuare verifiche, anche su propria iniziativa, in merito alla sussistenza di fenomeni discriminatori, mediante visite ispettive presso strutture e servizi pubblici essenziali, avendo accesso illimitato e facoltà di intrattenere colloqui riservati con gli interessati;

• richiedere informazioni e documentazione alle pubbliche amministrazioni ed ai concessionari di pubblici servizi, i quali sono tenuti a rispondere entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della richiesta;

• formulare raccomandazioni e proposte, inclusi accomodamenti ragionevoli, indirizzate alle amministrazioni competenti, allo scopo di favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensopercettive, nonché proporre cronoprogrammi specifici per garantire effettiva accessibilità;

• collaborare sistematicamente con organismi analoghi presenti a livello regionale o locale, incentivando lo scambio di informazioni e buone pratiche, al fine di assicurare una tutela uniforme ed efficace dei diritti su tutto il territorio nazionale.

Il Garante interviene mediante emissione di pareri motivati nel caso in cui amministrazioni pubbliche o concessionari di pubblico servizio, tra cui è annoverabile RFI, adottino provvedimenti amministrativi, generali o specifici, in violazione dei diritti delle persone con disabilità. In tali circostanze, il Garante formula proposte di c.d. accomodamento ragionevole, tenendo conto dei principi di proporzionalità ed adeguatezza.

In situazioni caratterizzate da urgenza e pericolo di danno grave ed irreparabile per i diritti delle persone con disabilità, il Garante può altresì proporre immediatamente, anche d’ufficio, l’adozione di misure provvisorie cautelative.

In caso di inerzia o mancata risposta delle amministrazioni o dei concessionari di pubblici servizi, decorsi novanta giorni dall’emissione del parere motivato del Garante, quest’ultimo può agire giudizialmente ai sensi del decreto legislativo n. 104/2010 – codice del processo amministrativo - al fine di tutelare i diritti delle persone con disabilità ed accertare eventuali nullità dei provvedimenti discriminatori.

Regolamento sull’utilizzo della capacità dell’infrastruttura ferroviaria

Rinviando alla Relazione Finanziaria Annuale 2024 per maggiori dettagli, in cui si comunicava l’avvenuta presentazione in data 11 luglio 2023 da parte della

Commissione Europea della nuova proposta di Regolamento sull’utilizzo della capacità dell’infrastruttura ferroviaria, si riportano qui di seguito gli opportuni aggiornamenti circa lo stato dell’arte del processo di approvazione legislativa ed i principali punti di interesse per RFI.

Per quanto riguarda l’iter legislativo, il 19 novembre 2025 si è conclusa la fase dei triloghi, avendo il Consiglio ed il Parlamento europeo raggiunto un accordo sul testo, il quale, una volta sottoposto all’esame della Commissione TRAN del Parlamento per conferma dell’accordo politico raggiunto, verrà sottoposto alla fase di adozione definitiva da parte dei co-legislatori europei nel mese di aprile (adozione del testo da parte del Consiglio come posizione in seconda lettura e successiva conferma del testo in plenaria da parte del Parlamento europeo).

L’entrata in vigore del Regolamento è prevista per giugno 2026 con pubblicazione del relativo testo nella Gazzetta Ufficiale dell’UE. Tuttavia, le nuove disposizioni in materia di pianificazione, l’allocazione e la gestione della capacità ferroviaria (capitoli II e III) troveranno applicazione solo a partire dall’orario di servizio 2030-2031.

Per quanto riguarda i contenuti, i negoziati tra le istituzioni eurounitarie si sono incentrati principalmente sui seguenti punti di discussione:

• penali per modifiche ai diritti di capacità: applicazione di penali efficaci, proporzionate, dissuasive e non discriminatorie quando il GI o l’IF non rispettino gli impegni relativi ai diritti di capacità assegnati, causando modifiche significative Il livello di tali penali viene ricompreso tra una soglia minima ed una massima, con possibilità di

modulazione in virtù di criteri quali: il momento della notifica, la qualità della capacità alternativa offerta e la possibilità di riutilizzo da parte di altri richiedenti.

Per quanto concerne esclusivamente le penali a carico delle IF, viene inoltre prevista una differenziazione in base ai segmenti di mercato nei quali operano.

Sono infine previste specifiche deroghe volte ad escludere l’applicazione di tali penali nei casi in cui le modifiche ai diritti di capacità siano dovute – tra le altre - a cause di forza maggiore; a motivi di ordine pubblico o sicurezza pubblica; al mancato utilizzo della capacità assegnata per un determinato periodo di tempo ed al di sotto di una certa soglia; a modifiche apportate dal GI agli AQ per consentire il miglior utilizzo dell’infrastruttura; ad interruzioni programmate.

Il sistema così delineato mira a garantire certezza giuridica, trasparenza e riduzione delle controversie, incentivando il rispetto dei diritti di capacità pianificati.

• Governance e ruolo dell’ENIM: conferma del ruolo attribuito ai GI nazionali nella guida dei processi di pianificazione e coordinamento, in modo che ogni Stato membro possa garantire la coerenza tra la pianificazione della capacità ed i propri obiettivi strategici. La rete europea dei gestori dell’infrastruttura (ENIM) assume invece un ruolo centrale nell’elaborazione di tre framework europei: ‒ European framework for capacity management, che definisce orientamenti e criteri per la pianificazione a lungo termine e l’assegnazione dei servizi ferroviari, fungendo da riferimento per i gestori nazionali.

‒ European framework for the coordination of cross-border traffic management, disruption management and crisis management: riguarda la gestione del traffico, delle perturbazioni e delle crisi, inclusa la modifica dei diritti di capacità assegnati. ‒ European framework for performance review per la valutazione delle prestazioni: consente il monitoraggio degli sviluppi nel trasporto ferroviario e la comparabilità tra Stati membri.

Lo scopo di tale modello di governance è quello di bilanciare autonomia nazionale e coordinamento europeo, favorendo un approccio armonizzato alla gestione della capacità ferroviaria.

Delibera ART n. 201 del 26 novembre 2025Aggiornamento annuale 2025 del sistema tariffario 2025-2029 per il Pacchetto Minimo di Accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale e del sistema dei corrispettivi 2025-2029 per i Servizi diversi dal Pacchetto Minimo di Accesso erogati da RFI

Con la delibera n. 201/2025, ART ha approvato, con prescrizioni, l’aggiornamento annuale dei livelli tariffari dei servizi PMdA e dei corrispettivi per i servizi c.d. extra PMdA. Contestualmente, l’Autorità, con riferimento ai costi operativi incrementali correlati al nuovo modello organizzativo della manutenzione adottato da RFI nel 2024 (si rimanda alla relazione finanziaria annuale 2024 per maggiori informazioni), e segnatamente con riferimento al livello di tali costi effettivamente riconducibile a quanto disposto dalla misura 10.5, punto 1, lettera a) dell’Allegato “A” alla delibera n. 95/2023, ha ritenuto necessario avviare uno specifico procedimento volto - previa necessaria verifica della effettiva consistenza dei costi operativi incrementali ammissibili nell’ambito dell’aggiornamento dei livelli tariffari posto in consultazione da RFI - a disporre eventuali misure adeguate nel caso in cui risulti che RFI abbia dovuto adottare le modifiche organizzative per far fronte a cambiamenti, al di fuori del proprio controllo, del contesto in cui opera. Il termine per la conclusione del procedimento è fissato al 30 aprile 2026.

Delibera ART n. 116 del 24 luglio 2025 –Meccanismi di premi/penalità sui livelli tariffari correlati alla qualità del servizio erogato dal gestore dell’IFN

Dando seguito a quanto previsto nella misura 10.6 della delibera ART n.95/2023, recante disposizioni in tema di canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria, l’Autorità

di Regolazione dei Trasporti con la Delibera 116/2025 ha integrato il vigente modello regolatorio con misure volte alla definizione di premi/penalità sui livelli tariffari correlati alla qualità del servizio erogato dal gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale.

In dettaglio, tale Delibera introduce in capo a RFI l’obbligo di dotarsi di:

• un modello di esercizio tecnico-industriale, elaborato dal GI con cadenza quinquennale, al fine di definire lo scenario di esercizio di riferimento che ritiene configuri, dal punto di vista tecnico industriale, l’utilizzo efficace ed ottimale della infrastruttura ferroviaria gestita;

• un modello di esercizio tecnico-commerciale, redatto a valle della pubblicazione del modello di esercizio tecnico-industriale, definito dal GI previa consultazione con i richiedenti capacità esistenti e potenziali e finalizzato a contemperare il punto di vista tecnico-industriale con la salvaguardia dei livelli di utilizzo della capacità derivanti dalla domanda, anche prospettica, espressa dal mercato;

• un meccanismo di premi/penalità fondato su un set di 11 specifici indicatori di qualità.

In ottemperanza a quanto previsto dalla Delibera, RFI ha avviato e concluso una consultazione relativamente alle proposte di modalità di aggregazione dei dati di base, al calcolo dei singoli indicatori previsti dal meccanismo di premi/penalità, alle proposte delle relative soglie di qualità e ai modelli di esercizio.

All’esito della consultazione sono state recepite talune osservazioni presentate dai soggetti interessati. L’Autorità di Regolazione dei Trasporti si esprimerà in merito alla conformità delle proposte di RFI entro il 15 aprile 2026.

DL Economia

In data 29 ottobre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 252 il Decreto-Legge n. 156 del 29 ottobre 2025, convertito con modificazioni dalla Legge n. 191 del 18 dicembre 2025, recante “Misure urgenti in materia economica” che all’articolo 1, commi 1 e 2, prevede l’incremento dell’autorizzazione di spesa a favore di RFI S.p.A. di cui all’articolo 1, comma 86, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (noto come “DL Economia”), di 1.400 milioni di euro per l’anno 2025, per la manutenzione straordinaria nell’ambito del Contratto di Programma parte Servizi e l’incremento dell’autorizzazione di spesa a favore di RFI S.p.A. di cui all’articolo 1, comma 396, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, di 400 milioni di euro per l’anno 2025

Legge di Bilancio 2026

In data 30 dicembre 2025 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 301, Supplemento Ordinario n. 42, la Legge n. 199 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028” (c.d. Legge di Bilancio 2026) che, all’articolo 1, ha disposto quanto segue:

Comma Titolo

475 Viadotto Tiera

476 Valle Ufita

487-494 Caro materiali

741 PNRR

Descrizione

Al fine di consentire il ripristino della viabilità sulla ex SS 93 e della linea ferroviaria Foggia-Potenza, per la realizzazione degli interventi di primo adeguamento del viadotto Tiera è assegnato alla provincia di Potenza un contributo straordinario di 1.210.000 euro per l’anno 2026. Agli oneri derivanti dal presente comma, pari a 1.210.000 euro per l’anno 2026, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 76, della legge 30 dicembre 2023, n. 213.

Conferimento di poteri al Commissario per la linea adriatica per il completamento della progettazione, l’affidamento e la realizzazione della “Piattaforma logistica di Valle Ufita.

Nelle more del completamento degli interventi nelle gallerie in esercizio di cui al comma 2 del paragrafo 8 dell’allegato A al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 marzo 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo 2025, al fine di consentire al gestore dell’infrastruttura ferroviaria di assicurare, in caso di incidente, l’accessibilità in sicurezza alle gallerie, secondo quanto previsto dai periodi quarto, quinto e sesto del comma 17-bis dell’articolo 13 del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2021, n. 21, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Istituzione di un prezziario nazionale per le opere pubbliche e di un Osservatorio per il monitoraggio dei prezzari delle opere pubbliche presso il MIT con il compito di predisporre il prezzario nazionale e di monitorare l’aggiornamento dei prezzari regionali e speciali.

Alla luce delle rimodulazioni previste dalla decisione di esecuzione del Consiglio del 27 novembre 2025 che modifica la decisione di esecuzione del 13 luglio 2021, il MEF – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato provvede, con uno o più decreti direttoriali, ai conseguenti adempimenti amministrativi e contabili per la messa a disposizione delle risorse in favore delle amministrazioni centrali titolari delle misure.

I RAPPORTI CON LO STATO

I rapporti della Società con lo Stato sono regolati attraverso due atti:

Contratto di programma

Parte

Investimenti

finalizzato a regolare la programmazione sostenibile e le relative modalità di finanziamento degli investimenti per lo sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria, ai fini del miglioramento della qualità dei servizi e del rispetto di livelli di sicurezza compatibili con l’evoluzione tecnologica, ottemperando alle innovazioni introdotte dalle disposizioni normative ed in coerenza con gli indirizzi strategici della programmazione economico-finanziaria nazionale e comunitaria;

Contratto di programma

Parte

Servizi

per la disciplina delle attività connesse alla disponibilità dell’infrastruttura e segnatamente di manutenzione della stessa (ordinaria e straordinaria).

486 Gallerie

Il Contratto di Programma -

Al 31 dicembre 2025 è vigente l’aggiornamento 2024 del Contratto di Programma 2022-2026 parte Investimenti (CdP-I). In data 10 dicembre 2025, il CIPESS ha udito informativa relativa all’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma 2022-2026, atto propedeutico alla sottoscrizione dello stesso con il MIT ed alla successiva emanazione del Decreto MIT/MEF di approvazione dell’aggiornamento.

La definitiva approvazione dell’aggiornamento 2025 del Contratto, prevista per i primi mesi del 2026, autorizzerà l’impiego delle risorse previste nella Legge di Bilancio 2025 ed in particolare:

• 1.096 milioni di euro, per il finanziamento dei fabbisogni residui e dei maggiori oneri derivanti dalla realizzazione degli interventi PNRR;

• 1.158 milioni di euro, prioritariamente destinati alla copertura dei maggiori fabbisogni degli interventi in corso di realizzazione ed alla prosecuzione delle opere in corso;

• 3 milioni di euro, destinati ad esigenze infrastrutturali della linea ferroviaria Palermo Agrigento Porto Empedocle, al fine di favorire la mobilità dei cittadini della Regione Siciliana.

La stessa Legge di Bilancio 2025 ha previsto inoltre:

• una riduzione di 13 milioni di euro delle assegnazioni già concesse dal decreto legge n. 68/2022 per il Nodo di Genova scalo Campasso;

• una ulteriore riduzione di 4 milioni di euro, a valere sulle risorse assegnate per il rinnovo di flotte bus, treni e navi verdi, dal Piano Nazionale Complementare al PNRR;

• il recepimento di un definanziamento di 123 milioni di euro, a valere sugli stanziamenti a favore di RFI previsti da precedenti provvedimenti normativi. Inoltre, nell’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma viene recepita la rimodulazione del PNRR, sancita con Decisione di esecuzione del Consiglio europeo (2025/0148) del 17 giugno 2025, che determina modifiche alla dotazione finanziaria degli interventi che concorrono alla realizzazione degli investimenti, al fine di assicurare il conseguimento dei target previsti e di massimizzare i relativi obiettivi di spesa, consentendo di confermare quanto assegnato complessivamente a RFI in termini di risorse Recovery and Resilience Facility (di seguito RRF), sia per la quota a valere sui progetti in essere, sia sui nuovi progetti, senza la necessità di individuare coperture statali aggiuntive in esito al processo di rimodulazione.

La nuova ripartizione delle risorse RRF, determinata con i criteri sopra esplicitati, consente di preservare a livello complessivo il volume di risorse assegnato per la Misura 3 Componente 1 pari ad oltre 22.000 milioni di euro senza ulteriori fabbisogni a carico della finanza pubblica nazionale.

La Legge di Bilancio 2026 non ha previsto stanziamenti a favore di interventi rientranti nel Contratto di Programma parte Investimenti, ad eccezione dell’autorizzazione di spesa per complessivi 10 milioni di euro, al fine di consentire al gestore dell’infrastruttura ferroviaria di assicurare, in caso di incidente, l’accessibilità in sicurezza alle gallerie.

Il Contratto di Programma - Parte Servizi

Al 31 dicembre 2025 è vigente il terzo atto integrativo al Contratto di Programma 2022-2026 parte Servizi (CdP-S). Tale atto integrativo recepisce gli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio 2025 per le attività manutentive, e in particolare:

• 475 milioni di euro per le attività di manutenzione ordinaria, portando il livello annuo di contribuzione in conto esercizio al valore di circa 1.250 milioni di euro;

• 1.334 milioni di euro per le attività di manutenzione straordinaria.

Nel corso del 2° semestre 2025 sono stati emanati provvedimenti normativi che hanno previsto l’incremento

di risorse destinate alla manutenzione straordinaria e pertanto da recepire nel Contratto di Programma 20222026 parte Servizi, ed in particolare:

• con il cd. “DL Economia” è stata autorizzata la spesa di 1.800 milioni di euro;

• con la Legge di Bilancio 2026 è stato approvato il rifinanziamento dello stanziamento per la manutenzione straordinaria per 3.660 milioni di euro.

Tali risorse saranno contrattualizzate nel quarto atto integrativo al CdP-S, che sarà approvato entro il 2026, e con il successivo Contratto di Programma 2027-2031 parte Servizi.

I RAPPORTI CON GLI STAKEHOLDER

RFI opera e si confronta costantemente con un ecosistema articolato di stakeholder, destinatari attuali o potenziali dei propri servizi. In tutti gli ambiti di interazione RFI promuove nel rapporto con gli stakeholder un approccio attento, proattivo e trasparente.

Di seguito si rappresentano per le principali categorie di stakeholder con cui la Società interagisce direttamente e indirettamente, nonché i principali canali di comunicazione e di engagement.

ENTI E ISTITUZIONI

• Protocolli d’intesa

• Progettazione condivisa

• Tavoli con istituzioni e organizzazioni locali

• Incontri periodici

• Comunicazioni istituzionali

OPERATORI

ECONOMICI/FORNITORI

• Audit

• Questionari di valutazione ESG

BUSINESS PARTNER & PLAYER DI MERCATO

• Accordi di Partnership

• Incontri/gruppi di lavoro ad hoc e periodici

• Convegni ed eventi di settore

ORGANIZZAZIONI

DELLA SOCIETÀ CIVILE

• Incontri/tavoli di lavoro ad hoc e periodici

• Progettazione condivisa

• Processi autorizzativi (es. VIA)

• Infopoint

• Accordi di Partnership

• Sito istituzionale e social network

CLIENTI E VIAGGIATORI

• Processi di consultazione (es. tavoli tecnici di ascolto)

• Indagini dedicate e permanenti

• Ricerche di mercato

• Canali di comunicazione dedicati

• Sito istituzionale e social network

COMUNITÀ SCIENTIFICA

• Incontri/gruppi di lavoro ad hoc e periodici

• Accordi di collaborazione e partnership

SINDACATI

• Tavoli sindacali e incontri collettivi

COMUNITÀ FINANZIARIA

• Presentazioni periodiche

• Incontri ad hoc

AZIONISTI E CONCEDENTI

• Presentazioni periodiche

• Incontri individuali e di gruppo

• Assemblea degli azionisti

RISORSE

UMANE

• Portale Intranet del Gruppo – WE

• Eventi/Webinar

• Colloqui di valutazione

• Survey di gradimento

• Canali di segnalazione

MEDIA

• Comunicati stampa

• Sito istituzionale e social network

• Convegni ed eventi di settore

• Interviste

Nell’ambito del processo di programmazione degli investimenti infrastrutturali, il coinvolgimento degli stakeholder è fondamentale per la corretta individuazione delle priorità di investimento infrastrutturale, al fine di assicurare adeguata risposta alle necessità espresse dalle Istituzioni di governo, sia a livello nazionale che locale, nonché alle esigenze evidenziate dalle imprese ferroviarie e di trasporto. Nel 2025 sono proseguite le attività del “Tavolo tecnico di ascolto”, in linea con quanto previsto dal PIR, per il confronto continuo tra RFI, MIT, Regioni e Provincie Autonome, Imprese ferroviarie titolari di licenza, soggetti titolari di Accordo Quadro, al fine di efficientare le scelte nell’avvio degli investimenti ed effettuare una pianificazione sinergica delle rispettive attività di competenza. Per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali, per

POTENZIAMENTO

assicurare la massima inclusione di tutti gli stakeholder, nel 2025, RFI ha promosso ulteriori iniziative di stakeholder engagement, volte a gestire in maniera più efficace il rapporto con cittadini, associazioni, enti territoriali interessati, rendendoli partecipi del significato degli interventi da realizzare e coinvolgendoli sin dalle prime fasi, nell’ottica di realizzare non un semplice progetto infrastrutturale ma un vero e proprio “progetto sociale”, in cui i bisogni e le aspettative del territorio delineano la linea di azione lungo cui sviluppare il progetto “giusto” che genera un senso di partecipazione e appartenenza nella collettività e supporta la crescita dei territori in una prospettiva di lungo periodo.

Nel corso del 2025 sono stati condotti 4 dibattiti pubblici per gli interventi indicati nell’immagine seguente:

POTENZIAMENTO LINEA FORTEZZA-VERONA

Quadruplicamento Bologna-Castel Bolognese Riolo Terme

RADDOPPIO PM228-CASTELPLANIO

Lotto 1 PM228-Genga

Castel Bolognese
Castelplanio
Nuovo Ponte San Michele tra Calusco d’Adda e Paderno d’Adda
Lotto 4 Ingresso a Verona da Nord

Nel 2025, RFI, nell’ambito del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, ha ulteriormente promosso sinergie operative con gli stakeholder istituzionali chiave sui temi dell’adattamento.

In particolare, RFI ha proseguito nel percorso di costruzione e consolidamento dei Protocolli d’Intesa con le Autorità di Bacino Distrettuali, giungendo alla sottoscrizione di accordi con sei delle sette Autorità di Bacino, finalizzati ad affrontare in maniera integrata le tematiche del dissesto idrogeologico e della tutela della risorsa idrica. Tali protocolli sono orientati all’integrazione delle esigenze di sicurezza degli asset infrastrutturali con gli strumenti di pianificazione distrettuale e con i programmi nazionali sul dissesto idrogeologico, nonché all’individuazione di metodologie condivise, utili ed efficaci a livello nazionale, per il rafforzamento delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

Nel corso del 2025, RFI ha inoltre avviato, sul piano organizzativo, i primi incontri operativi con le Autorità di Bacino firmatarie, finalizzati a consolidare e dare attuazione alle attività previste nei protocolli sottoscritti. Infine, nell’ambito dell’iniziativa del Gruppo FS “Cantieri Parlanti”, RFI sta implementando la realizzazione della rete degli Info Point. Si tratta di presidi informativi “fisici” e “virtuali”, attraverso cui è possibile condividere con gli stakeholder, anche attraverso spazi innovativi e tecnologici, una visione integrata delle opere in progettazione/realizzazione e i benefici della

trasformazione generata nel territorio dai progetti infrastrutturali nonché l’aggiornamento costante rispetto allo stato di avanzamento dei lavori.

Al 2025 sono attivi gli Infopoint di Brescia, Firenze, Trento, Verona e Genova, inaugurati tra il 2022 ed il 2024.

Infopoint attivi nel 2025

1 INFOPONIT BRESCIA ottobre 2022

2 INFOPOINT GENOVA aprile 2024

3 INFOPOINT FIRENZE maggio 2023

4 INFOPOINT TRENTO settembre 2023

5 INFOPOINT VERONA novembre 2022

INVESTIMENTI LO SVILUPPO DELLA RETE

Rispetto a quanto riportato nella Relazione Finanziaria Annuale 2024 in tema PNRR, si rappresenta che, in data 17 giugno 2025, è stata approvata con Decisione del Consiglio Europeo la proposta di revisione del Piano per la Misura 3 Componente 1. Tale revisione è consentita dal regolamento (UE) 2021/241 e dagli Orientamenti sui piani per la ripresa e la resilienza adottati dalla Commissione europea (C/2024/4618).

La revisione si è resa necessaria in considerazione di alcune criticità nell’attuazione del PNRR legate a circostanze oggettive (quali l’aumento dei prezzi, una domanda insufficiente o la scarsità di materie prime e fattori produttivi, criticità emerse ascrivibili ad imprevisti di natura geologica o riconducibili alla crisi idrica ed energetica), nonché in relazione alla necessità di correggere alcuni errori materiali (clerical errors).

I principali elementi caratterizzanti la proposta sono di seguito riportati:

• re-inserimento nel perimetro PNRR degli interventi cofinanziati dal FESR nell’ambito del PON Infrastrutture & Reti 2014-2020;

• ampliamento dell’applicazione del passaggio del KPI fisico relativo alla conclusione lavori da lotto funzionale a parti d’opera;

• quantificazione della quota Recovery and Resilience Facility (RRF), considerando la copertura di tutti i costi maturati nel periodo ammissibile anche se non direttamente riconducibili al raggiungimento del target fisico, ma comunque riferiti al lotto funzionale di riferimento;

• eliminazione di alcuni interventi dal perimetro di finanziamento del PNRR in relazione alle criticità di conseguimento dei target.

In sintesi la revisione proposta determina modifiche alla dotazione finanziaria degli interventi che concorrono alla realizzazione degli investimenti, al fine di assicurare il conseguimento dei target previsti e di massimizzare i relativi obiettivi di spesa, consentendo di confermare quanto assegnato complessivamente a RFI in termini di risorse Recovery and Resilience Facility, sia per la quota a valere sui progetti in essere, sia sui nuovi progetti, senza la necessità di individuare coperture statali aggiuntive in esito al processo di rimodulazione. La nuova ripartizione delle risorse RRF determinata con i criteri sopra esplicitati consente di preservare a livello complessivo il volume di risorse RRF assegnato per la Misura 3 Componente 1 e, pertanto, tale nuova ripartizione delle risorse RRF non comporta ulteriori

fabbisogni a carico della finanza pubblica nazionale. In data 6 ottobre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 232 il Decreto MEF del 9 settembre 2025, riguardante l’aggiornamento delle risorse finanziarie previste per l’attuazione degli interventi del PNRR. In data 27 novembre u.s. è stata approvata con la Decisione di esecuzione del Consiglio ECOFIN una semplificazione dei traguardi finali di giugno 2026, che sostanzialmente accorpa in una nuova misura “Investimento 1.10 - Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali” i Target previsti nelle originarie misure 1.5, 1.6, 1.7 e 1.9.

Si riporta di seguito un sintetico stato di attuazione dei principali progetti inseriti nel perimetro del PNRR rimodulato:

Misura 1.1: Collegamenti ferroviari ad alta velocità verso il Sud per passeggeri e merci

Il Target finale di giugno 2026 consiste nella costruzione di 114 km che includono:

a. 41 km di target intermedio entro dicembre 2025, relativo alla ferrovia ad alta velocità per passeggeri e merci sulle linee Napoli-Bari e Palermo-Catania, lotti Napoli-Cancello, Cancello-Frasso e BicoccaCatenanuova. A dicembre sono stati completati i lavori, con conseguente raggiungimento del target PNRR;

b. 30 km di linea Napoli-Bari, relativi ai lotti pronti per le fasi di autorizzazione e operativa Frasso-Telese e Telese-Vitulano (lotti funzionali);

c. 43 km di opere ferroviarie ad alta velocità nelle linee Napoli-Bari, Palermo-Catania, SalernoReggio Calabria, relativi ai lotti Apice-Hirpinia, Lotto 4b Dittaino-Enna, Giampilieri-Fiumefreddo e Ogliastrillo-Castelbuono ed il lotto prioritario Battipaglia-Romagnano (opere rimodulate per parti d’opera).

Gli interventi sopra descritti sono tutti in avanzata fase realizzativa.

Misura 1.2: Linee ad alta velocità nel Nord che collegano all’Europa

Il Target finale di giugno 2026 è pari a 158 km di ferrovia ad alta velocità per passeggeri e merci sulle linee Brescia-Verona-Vicenza-Padova e Liguria-Alpi, di cui:

a. 109 km riferiti ai lotti pronti per le fasi di autorizzazione ed operativa lotti Brescia-Verona,

Verona-Bivio Vicenza – attualmente in fase di realizzazione - e Nodo di Genova (lotti funzionali). Nell’ambito degli interventi nel Nodo di Genova nel 2025 è stato attivato il quadruplicamento della linea Genova Voltri-Sampierdarena;

b. 49,6 km di opere ferroviarie rimodulate per parti d’opera sulla linea Liguria-Alpi, riferiti agli interventi:

i. Terzo Valico dei Giovi- di cui nel 2024 è stato attivato il raddoppio della tratta tra Rivalta Scrivia e Tortona;

ii. Potenziamento della linea MilanoPavia 1° fase, per il quale è stato sottoscritto con l’Appaltatore un AIM che prevede una rifasizzazione delle attività, contestualmente è stata ultimata la Progettazione Esecutiva ed è avvenuta la consegna dei lavori delle opere di Parte A (luglio 2024), Parte B (ottobre 2024) e Parte C (aprile 2025);

iii. Potenziamento della linea Gallarate – Rho, in relazione al quale si segnala che, con Sentenza del 19 maggio 2025, il Consiglio di Stato ha definitivamente accolto nel merito l’appello promosso da RFI avverso la sentenza del Tar Lombardia, che aveva causato la sospensione dei lavori. La consegna dei lavori risulta avvenuta per Parte A (agosto 2024) e per la Parte B (dicembre 2024).

Gli interventi sopra descritti sono tutti in fase realizzativa.

Misura 1.3: Connessioni diagonali

Il Target finale di giugno 2026 è pari a 15 km e concorreranno al raggiungimento dello stesso i lotti Genga-Serra S. Quirico e PM228-Albacina sulla linea Orte-Falconara, l’interconnessione dispari con Lotto 1a Battipaglia-Romagnano ed il lotto prioritario GrassanoBernalda sulla linea Battipaglia-Potenza-MetapontoTaranto (Opere rimodulate per parti d’opera).

Sulla Orte-Falconara, in riferimento al PM228 –Castelplanio Genga San Quirico, la progettazione di Parte B è stata conclusa in data 07 marzo 2025 e la relativa consegna dei lavori è stata effettuata il 22 marzo 2025 mentre, in relazione al Raddoppio PM 228 – Albacina, ad aprile 2025 è stata effettuata la consegna dei lavori di parte A e ad agosto 2025 quella di parte B.

In relazione alla Battipaglia-Potenza-Metaponto-Taranto ad aprile 2025 è avvenuta la consegna lavori del lotto prioritario Grassano-Bernalda. Per quanto riguarda l’interconnessione tra la nuova linea AV SA-RC e la linea esistente Battipaglia-Potenza, l’intervento è realizzato, unitamente al Lotto 1a Battipaglia-Romagnano. Gli interventi sopra descritti sono tutti in fase realizzativa.

Misura 1.4: Introduzione del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS)

Il Target intermedio di 1.400 km è stato attestato da parte di RFI, come previsto, in data 17 giugno 2025. Quello finale pari a 2.785 km è previsto a giugno 2026. Sono state completate tutte le progettazioni di base e sono stati stipulati i 132 contratti applicativi di esecuzione (totali o parziali) riguardanti attività di progettazione, esecuzione ed anticipo fornitura materiali.

Gli interventi sono in fase realizzativa.

Misura 1.5: Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave Sono stati confermati i traguardi originari, quello intermedio di 700 km, raggiunto in data 13 dicembre 2024, e quello finale, da raggiungere a giugno 2026, di 1.280 km di linee riqualificate, che è confluito nell’investimento Misura 1.10 - Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali.

Gli interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sui nodi metropolitani e direttrici principali sono tutti in fase realizzativa.

Misura 1.6: Potenziamento delle linee regionali Il Target finale è pari a complessivi 646 km- di cui 15 km investimenti di RFI - entro giugno 2026 ed è confluito in quello della Misura 1.10 - Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali.

Gli interventi di pertinenza di RFI (Linea BariBitritto: upgrading infrastrutturale, Linea Rosarno-S. Ferdinando: Adeguamento PRG impianti di Rosarno e San Ferdinando) inseriti nella misura sono in fase di realizzazione.

Misura 1.7: Potenziamento, elettrificazione e aumento della resilienza delle ferrovie nel Sud

La misura prevede due target, il Target intermedio pari a 172 km attestato il 22 dicembre 2023 ed il Target finale di giugno 2026 è pari a 1.162 km di interventi di upgrade e resilienza al sud ed è confluito nell’investimento Misura 1.10 - Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali

Il Target finale entro giugno 2026, pari a 1.162 km, risulta composto da:

a. 172 km di target intermedio di cui sopra, costituito da interventi relativi all’aumento della resilienza delle ferrovie nel Sud;

b. 450,3 km di interventi per lotti funzionali pronti per le fasi di autorizzazione ed operativa;

c. 11,7 km di opere ferroviarie per parti d’opera, entrambi relativi ad interventi di ammodernamento ed elettrificazione;

d. 528 km di interventi relativi all’aumento della resilienza pronti per le fasi di autorizzazione ed

operativa.

Gli interventi che concorreranno al conseguimento del target sono in fase realizzativa.

Misura 1.8: Miglioramento delle stazioni ferroviarie nel Sud

Il Target finale è pari a 38 stazioni completate anche in ambiti “parziali” d’intervento per giugno 2026. Al 31 dicembre 2024 è stato raggiunto il Target intermedio, che prevedeva la riqualificazione di 10 stazioni per le parti finanziate con fondo PNRR. Al 31 dicembre 2025 sono in corso le attività di realizzazione sulle restanti 28 stazioni: Brindisi, Villa San Giovanni, Bari Centrale, Benevento, Caserta, Lecce, Taranto, Messina, Acquaviva delle Fonti, Acireale, Crotone, Giulianova, Isernia, Marsala, Monopoli (fase propedeutica), Napoli Centrale, Nocera Superiore, Pescara, Potenza Centrale, Potenza Superiore, Rosarno, Reggio di Calabria Lido (fase propedeutica), Sarno, Siracusa, Teramo, Torre del Greco, Napoli L2 e Trinitapoli-S. Ferdinando di Puglia.

Misura 1.9 Connessioni interregionali

Il Target finale per complessivi 221 km entro giugno 2026 è confluito in quello della Misura 1.10Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle

linee ferroviarie interregionali e regionali

Allo stato attuale sono stati completati 92 km di collegamenti interregionali resi più veloci così suddivisi:

• 59 km relativi alla tratta Pavia-Voghera nell’ambito dell’Upgrade e potenziamento della Milano –Genova;

• 33 km relativi alla tratta Tito-Romagnano nell’ambito dell’Upgrade e potenziamento della BattipagliaPotenza.

Gli interventi che concorreranno al conseguimento del target sono in fase realizzativa.

Misura 1.10 -Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie regionali

I progetti che rientrano in questa misura sono quelli sopra descritti che originariamente erano inseriti nelle misure 1.5, 1.6, 1.7 e 1.9.

Il Target finale prevede il completamento dei lavori per la riqualificazione di almeno 3.309 km di linee ferroviarie regionali e locali, di cui 1.280 km provenienti dalla ex misura 1.5, 646 km provenienti dalla ex misura 1.6 (di cui 15 km investimenti di RFI), 1.162 km relativi alla ex misura 1.7 e 221 km dalla ex misura 1.9. Per tutti gli interventi è prevista la verifica di conformità al DNSH (Do no Significant Harm), in linea con le direttive europee.

Avanzamento economico degli investimenti

Nel corso del 2025 gli investimenti infrastrutturali della

Società sono stati pari a complessivi 11.294 milioni di euro, con un incremento pari a 1.664 milioni di euro (circa 17%) rispetto all’anno precedente. Il volume complessivo di investimenti è stato destinato

per circa 7.410 milioni di euro ai grandi progetti infrastrutturali e per circa 3.884 milioni di euro alle attività di mantenimento in efficienza dell’infrastruttura, di cui 977 milioni di euro per interventi a carattere tecnologico.

Avanzamento economico degli investimenti 2025 (valori in mln€)

Nel corso del 2025 sono proseguite le attività di completamento e di messa in esercizio degli investimenti programmati, finalizzate al potenziamento ed all’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria nazionale.

In particolare, tra gli interventi più significativi realizzati, si possono citare la messa in servizio del Sistema di Controllo della Marcia del Treno (SCMT) a Modica e sulle tratte Mortara – Cava Carbonara e Bra –Cavallermaggiore, l’attivazione del raddoppio della linea a nord di Ortona, e della tratta Pistoia-Montecatini.

A Venezia Mestre Olimpia è stata resa operativa una nuova località di servizio, e sono stati completati i lavori di elettrificazione della linea Treviso-MontebellunaBelluno. Inoltre, è stata introdotta una variante sulle linee

Principali progettazioni

Nel mese di marzo è stato consegnato il PFTE della Circonvallazione di Bolzano e sono state avviate le PFTE per iter della Nuova Stazione AV Medio Etruria e della Circonvallazione di Rovereto.

Ad aprile sono state avviate le Progettazioni definitive della nuova fermata Aeroporto nell’ambito del Nodo di Bari Nord e delle opere ferroviarie di collegamento al Ponte sullo Stretto, sponda calabra, infine è stato ultimato il DOCFAP della nuova linea Passo CoreseRieti.

A luglio si è concluso il PFTE per iter autorizzatorio del raddoppio della tratta S. Zeno-Ghedi e del PRG di Montirone e Ghedi.

Nel mese di agosto si è concluso il PFTE dei Lotti 3 e 4 nell’ambito dell’intervento Roma-Pescara ed è stato

Roma Tiburtina - Roma Casilina e Roma Tiburtina - Roma Ostiense. Sulla tratta Nichelino – Candiolo è entrato in funzione un nuovo passaggio a livello, mentre ad Aupa sono stati attivati il Posto di Comunicazione e l’apparato di Comando e Controllo. È stato anche avviato l’impianto della stazione di Picerno e la sottostazione elettrica di S. Oreste è ora operativa nel quadro dell’upgrading della linea Direttissima Roma – Firenze. A Canicattì sono stati messi in funzione sia l’impianto ACC che il Blocco Conta Assi, mentre sulla tratta Mesagne –Latiano – Oria sono operativi gli impianti ACCM e PPM. L’apparato ACC è stato adottato anche presso la località di Paola e, infine, il SCMT è entrato in esercizio sulla tratta Siena – Buonconvento. Sono stati chiusi 59 passaggi a livello.

avviato il Progetto Definitivo delle opere ferroviarie di collegamento al Ponte sullo Stretto, sponda siciliana. A settembre si è concluso il PD per iter della nuova fermata Aeroporto nell’ambito del Nodo di Bari Nord. Nel mese di ottobre è stato avviato il PFTE per iter della nuova Località di Servizio di Castellucchio nell’ambito del Raddoppio Piadena-Mantova e del collegamento Savona Parco Doria - Savona Marittima.

A novembre è stato avviato il PFTE+ delle Fermate Dora e Zappata.

A dicembre è stato ultimato il Progetto Definitivo del Quadruplicamento in uscita Est da Brescia nell’ambito della Linea AV/AC MI-VR: tratta Brescia-Verona; infine è stata completata la PFTE+ della Modifica di alimentazione della stazione di Ventimiglia.

LE STAZIONI

Le stazioni hanno storicamente accompagnato l’evolversi degli stili di mobilità e del territorio in cui sono inserite. Per tale ragione RFI oramai da anni è impegnata, per le sue oltre duemila stazioni, in un progetto di sviluppo di un nuovo concept di stazione quale nodo intermodale e polo di attrazione per città sostenibili.

Questa visione mette al centro i bisogni delle persone, riorganizza gli spazi esterni, ampliando le superfici a favore della pedonalità, rimuovendo gli ostacoli fissi, rendendo i percorsi più fluidi, razionalizzando l’attestamento dei servizi di adduzione in una logica di priorità tesa a rendere efficiente lo spostamento door to door ed a minimizzare, nel contempo, l’uso dell’auto privata. L’obiettivo è rendere le stazioni - sia all’interno che all’esterno - più friendly, sicure e piacevoli, incrementando il livello di connettività col trasporto pubblico locale, la sharing mobility e la mobilità ciclabile e pedonale, migliorando l’accessibilità attraverso un design inclusivo e senza barriere, potenziando l’infomobilità e il wayfinding. La stazione aumenta così la sua vocazione di organismo ibrido. Da un lato è centro vitale della smart city, parte integrante del tessuto urbano, volano della riqualificazione di zone dismesse, marginali o poco attrattive, calamita di

Accessibilità

Attrattività

Oltre al PIS, costituisce parte integrante del Piano investimenti stazioni anche il cluster Hub e linee metropolitane, il cui programma è finalizzato allo sviluppo, alla riqualificazione, all’accessibilità ed all’efficientamento energetico di stazioni rilevanti sul territorio, nodi ferroviari che svolgono funzione di Hub della mobilità, nonché la realizzazione di nuovi punti di accesso alla rete (nuove stazioni/fermate); gli interventi previsti risultano strategici e funzionali al miglioramento dell’accessibilità al trasporto ferroviario e con ricadute sul territorio, spesso integrati in un contesto più ampio di rigenerazione urbana e del sistema di mobilità.

Gli interventi del 2025 hanno riguardato i seguenti ambiti

innovazione, dall’altra è protagonista di un progetto di mobilità integrata con spazi e servizi capaci di garantire il passaggio da un mezzo di trasporto all’altro più rapido, facile, intuitivo e fluido.

L’attuazione di questo progetto necessita di una serie di azioni da parte di RFI, nonché di una costante interazione di RFI con i Ministeri, con le Regioni e con Città Metropolitane e Comuni, affinché la programmazione nazionale e locale - in particolare i PUMS, i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile - faciliti la trasformazione delle stazioni in volano della riqualificazione di zone dismesse, marginali o poco attrattive ed in luoghi privilegiati della mobilità nuova.

In ambito investimenti, è stato strutturato il Piano Integrato Stazioni (PIS). Si tratta di un piano che riguarda la riqualificazione di oltre 600 stazioni su tutto il territorio nazionale; tra queste, quelle di maggiori dimensioni in cui si muove circa il 90% dell’utenza, ma anche stazioni medio –piccole di particolare rilevanza, in relazione alle molteplici richieste espresse dalla collettività e dagli stakeholder istituzionali.

Intermodalità

principali: riqualificazione del fabbricato viaggiatori, delle aree esterne e di miglioramento dell’accessibilità su oltre 50 stazioni e sono state concluse progettazioni di fattibilità tecnica economica e/o definitiva ed esecutiva in oltre 120 stazioni.

Inoltre, sono stati effettuati:

• studi di carattere trasportistico che hanno riguardato l’analisi di accessibilità su circa 55 stazioni;

• analisi di accessibilità trasportistica ad intere linee ferroviarie, valutazioni preliminari riguardo nuovi collegamenti e/o potenziamenti ferroviari, valutazioni di riattivazione di tratte ferroviarie o di singole stazioni che hanno interessato circa 50 linee ferroviarie e/o

Parole chiavi del PIS

stazioni/fermate;

• verifiche su circa 30 progetti di enti terzi che riguardano ambiti di stazione.

Nel corso del 2025 sono proseguite le attività di certificazione iniziate negli anni precedenti per i diversi protocolli di sostenibilità applicati alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie (Envision, GBC HB - Historic Building e LEED for Transit Station), con il fine di costruire procedure consolidate nella progettazione e nella gestione del cantiere che mirino a più alti standard di

sostenibilità ambientale, sociale ed economica per gli investimenti di RFI.

Con riferimento al progetto “Stazioni del Territorio”, avviato nel 2024 su promozione diretta del Gruppo FS Italiane e RFI S.p.A. e rivolto ai Comuni con popolazione inferiore a 15 mila abitanti, con l’obiettivo di trasformare le stazioni in centri polifunzionali mettendo parte dei fabbricati viaggiatori e delle aree esterne a disposizione della cittadinanza con l’inserimento di servizi polivalenti e di pubblica utilità, nel 2025 sono stati conclusi i lavori in 3 stazioni rientranti nel progetto.

FINANZIAMENTI COMUNITARI

PER GLI INVESTIMENTI

Risorse FESR – PON RETI E MOBILITA’ 2007-2013

La programmazione si è conclusa, mentre l’attribuzione definitiva dei contributi è condizionata all’approvazione definitiva da parte della Commissione Europea del Rapporto Finale di Esecuzione, subordinata alla conclusione delle verifiche in corso sulla spesa rendicontata da parte degli altri beneficiari del Programma.

Risorse FESR – PON INFRASTRUTTURE E RETI

2014-2020

Il programma “PON Infrastrutture e reti 2014-2020” è stato adottato con Decisione comunitaria il 29 luglio 2015. RFI è titolare di finanziamenti sia per interventi di completamento della precedente programmazione 2007-2013 sia per nuovi interventi interamente a carico della attuale Programmazione, per un totale di costi da richiedere a rimborso pari a circa 1.490 milioni di euro, cui corrisponde un contributo, al netto del Funding Gap (differenza tra il costo dell’investimento e le entrate nette attualizzate), di 1.377 milioni di euro.

Il succitato importo è il risultato di un processo di rinegoziazione del programma operativo, iniziato nel 2023, che ha determinato un incremento dei finanziamenti PON14-20, al netto del Funding Gap, pari a circa 381 milioni di euro, di cui 120 milioni di euro relativi ad interventi finanziati dal programma REACT-EU, che mira a riparare i danni sociali ed economici causati dalla pandemia di COVID-19 e a preparare una ripresa verde, digitale e resiliente.

Nel corso degli anni 2017-2024 sono state presentate domande di rimborso per 1.413 milioni di euro, che hanno determinato un ammontare certificato da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti pari a 1.165 milioni di euro ed un incasso pari a 1.078 milioni di euro, di cui 186 milioni di euro nel 2025. La restante parte verrà certificata da MIT e incassata da RFI nel corso del 2026,

al netto delle spese considerate non ammissibili e del saldo previsto a chiusura del programma nel 2026.

Risorse FESR –POR 2014-2020

RFI è titolare al 2025 di risorse assegnate per 427 milioni di euro, al netto del Funding Gap, alle regioni Campania, Sicilia, Calabria e Basilicata a valere sull’obiettivo tematico 7. Nel corso del 2025 si sono verificati due eventi, un decremento pari a 0,2 milioni di euro per il POR Campania ed un cambio fonte da POR a FSCPATTI 14-20 per un importo pari a 22,3 milioni di euro.

Al 2025 sono state presentate domande di rimborso per 408 milioni di euro.

Connecting Europe Facility (CEF) - Programmazione periodi 2014-2020 e 2021-2027

L’ammontare finanziato a valere della programmazione 2014-2020 è pari a 134 milioni di euro.

Nel corso del 2025 i progetti in chiusura, con riferimento alla suddetta programmazione, non hanno generato incassi in considerazione delle operazioni di audit da parte di CINEA che si espleteranno nel corso del 2026.

L’ammontare finanziato a valere della programmazione 2021-2027 è pari a 225,1 milioni di euro. Nel corso del 2025 sono stati incassati 9,7 milioni di euro.

A gennaio 2025 RFI ha partecipato al bando CEF Transport 2024 General Envelope, candidando 5 progetti in qualità di coordinatore. Tutti i progetti candidati hanno ricevuto esito positivo, ma quelli per i quali si è proceduto con la stipula del contratto di finanziamento sono 2, causa budget limitato dell’Agenzia CINEA. I rispettivi Grant Agreement sono stati siglati tra settembre e ottobre scorso, prevedendo un contributo per RFI pari a 7,03 milioni di euro. Di questi, ne sono stati incassati 3,5 milioni di euro a dicembre 2025 a titolo di prefinanziamento.

LA SICUREZZA DELL’ESERCIZIO FERROVIARIO

E DELL’INFRASTRUTTURA

Tutte le attività industriali con impatto, anche indiretto, sulla sicurezza della circolazione dei treni sono svolte da RFI nell’ambito del Sistema di Gestione della Sicurezza societario (SGS). Accettato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA) con il rilascio a RFI nel giugno 2014 dell’Autorizzazione di Sicurezza di cui al D.Lgs. 162/2007, il SGS costituisce una delle tre componenti del Sistema Integrato di Gestione per la Sicurezza (SIGS), di cui fanno parte anche il Sistema di Gestione Ambientale (SGA) ed il Sistema di Gestione per la Salute e la Sicurezza sul lavoro (SGSL), certificati secondo le norme ISO 9001 e, rispettivamente, secondo

la ISO 14001 e la OHSAS 18001. Per quanto riguarda le attività relative al Sistema Integrato di Gestione per la Sicurezza (SIGS), i certificati ISO 14001 e ISO 45001 sono stati confermati.

Nel periodo 09 ottobre 2025 – 24 ottobre 2025, l’Ente di certificazione SGS ICS Italia S.r.l. ha effettuato l’audit di sorveglianza della certificazione del SIGS (rilasciata a luglio 2024), secondo le norme UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e UNI ISO 45001:2018. Tale audit si è concluso positivamente il 17 dicembre 2025 ed ha richiesto l’impegno di circa 25 giorni uomo di audit, coinvolgendo varie Direzioni e Unità Produttive centrali e territoriali.

SICUREZZA DELL’ESERCIZIO

Il monitoraggio delle prestazioni di sicurezza dell’IFN gestita da RFI è effettuato mediante l’uso di indicatori definiti dalla normativa vigente e sulla base dei dati registrati nel proprio database appositamente predisposto e denominato “Banca Dati Pericoli” e nel rispetto dei criteri internazionali definiti dall’Agenzia dell’Unione Europea per le Ferrovie (ERA).

I principali indicatori utilizzati per monitorare le prestazioni di sicurezza sono i seguenti:

• indicatori riferiti agli Obiettivi Comuni di Sicurezza;

• incidenti significativi (collisioni di treni, deragliamenti di treni, incidenti ai passaggi a livello, incendi a bordo dei materiali rotabili, incidenti alle persone che coinvolgono materiale rotabile in movimento, eccetto suicidi e tentati suicidi, altri);

• incidentalità complessiva a responsabilità RFI;

• incidenti significativi a responsabilità RFI;

• incidenti “tipici” UIC.

Per alcuni di questi indicatori, l’ERA, basandosi sulle serie storiche, ha anche provveduto ad elaborare e assegnare “valori obiettivo” sia a livello europeo (CST7) sia a livello nazionale (NRV8).

La successiva tabella riporta, per ogni “categoria di rischio” e per ogni indicatore definito (unità di misura espressa in FWSI9 riferiti alla “base di graduazione”), il confronto delle prestazioni del Gestore Infrastruttura Nazionale RFI (valore cumulato) con gli obiettivi comuni di sicurezza (CST, Common Safety Target), nonché con gli specifici obiettivi di riferimento nazionali assegnati all’Italia (NRV).

7. Common Safety Target - Obiettivi Comuni di Sicurezza

8. National Reference Value o Valori di Riferimento nazionali: questi ultimi, per ognuno dei CST valido a livello Europeo, è lo specifico valore assegnato al sistema ferroviario di ciascuno Stato Membro.

9. FWSI - Fatalities and Weighted Serious Injuries (decessi e lesioni gravi ponderate).

Categoria di rischio

di misura

1. Passeggeri 1.1 Numero di passeggeri FWSI per anno derivante da incidenti significativi/numero di km-treno passeggeri per anno

2. Dipendenti o Imprese appaltatrici

3. Utilizzatori dei passaggi a livello

4a. Altra persona sul marciapiede

4b. Altra persona che non si trova sul marciapiede

5. Persona che attraversa indebitamente la sede ferroviaria

Numero di dipendenti FWSI per anno derivante da incidenti significativi/numero di km-treno per anno

Numero di utilizzatori di passaggi a livello FWSI per anno derivante da incidenti significativi/numero di km-treno per anno

Numero annuale di FWSI a persone appartenenti alla categoria "altri" derivante da incidenti significativi/numero di kmtreno per anno

passeggeri per anno

anno

anno

anno

Numero di FWSI a persone per anno derivante da incidenti significativi/numero di km-treno per anno

Dall’analisi della tabella si evince che l’unico obiettivo sopra la soglia dell’indice NRV, ma comunque al di sotto dell’indice CST, è quello relativo alle persone che si introducono o attraversano indebitamente la sede ferroviaria (violazioni delle norme di sicurezza da parte di persone estranee al sistema ferroviario), risultando superiore a quello dello scorso anno (291,79 vs 133,86).

Si precisa che comunque tale dato non può considerarsi definitivo e potrebbe subire delle modifiche sino al termine dei riscontri dell’Autorità competente sui suicidi/ tentati suicidi.

Fra gli incidenti ferroviari assumono una particolare rilevanza, in relazione alla gravità delle conseguenze, i cosiddetti incidenti significativi10. Nel 2025 sono stati registrati 165 eventi come evidenziato nella tabella sottostante.

L’aumento riscontrato nel 2025 del numero complessivo di incidenti significativi (+66 rispetto al 2024) è attribuibile principalmente alla crescita delle seguenti casistiche: “Incidenti alle persone che coinvolgono materiale rotabile in movimento” (+61), “Incidenti ai passaggi a livello” (+5), “Incendi a bordo dei materiali rotabili” (+2) e alle “Collisioni di treni” (+1). Si rileva, inoltre, una diminuzione negli eventi riconducibili ai “Deragliamenti di treni” (-3), mentre risulta stabile la voce relativa agli “Altri” incidenti. Per quanto concerne le cause degli incidenti, si evidenzia un incremento degli eventi dovuti a cause “Esogene”, che salgono da 85 a 155, a fronte di una riduzione degli incidenti associati a cause “Endogene”, che passano da 14 a 10.

10. Definizione di incidente significativo ERA: Qualsiasi incidente che coinvolge almeno un veicolo ferroviario in movimento e causa almeno un decesso o un ferito grave, oppure danni significativi a materiale, binari, altri impianti o all’ambiente, oppure un’interruzione prolungata del traffico, esclusi gli incidenti nelle officine, nei magazzini e nei depositi.

Incidente alle persone che coinvolge materiale rotabile in movimento

Accanto al monitoraggio delle prestazioni di sicurezza fatta mediante la classificazione ERA, esiste anche un monitoraggio a livello internazionale fatto secondo i criteri emanati dalla UIC. Tale classificazione tiene conto degli effetti del solo servizio ferroviario. Infatti, sono esclusi gli investimenti a persone, i danni alle persone causati da indebite salite/discese dai treni in movimento, i suicidi ed i tentati suicidi.

Gli incidenti “tipici” UIC sono così classificati: collisione, deragliamento, incendio al materiale rotabile, incidente che interessa le merci pericolose, incidenti ai Passaggi a livello (collisioni contro ostacoli o veicoli). Questa tipologia di classificazione è finalizzata a misurare la sicurezza intrinseca dei sistemi ferroviari, considerando di minore importanza gli incidenti avvenuti a causa di indebiti comportamenti da persone esterne (violazioni DPR 753/80) avvenute nei contesti ferroviari. Per potenziare la sicurezza della circolazione, RFI è costantemente impegnata nella protezione, nella manutenzione e nel potenziamento dell’infrastruttura e delle sue dotazioni tecnologiche, così come nella realizzazione di nuove linee ed impianti e nella messa a punto di modalità produttive e gestionali sempre più efficaci.

Dei 12 incidenti tipici avvenuti nel 2025 in ambito esercizio, 6 sono di natura endogena e 6 di natura esogena. Dalle analisi delle responsabilità si rileva che nessun incidente è attribuito a RFI.

Relazione Annuale della Sicurezza della Società – 2025

Nel mese di maggio 2025 si è provveduto alla elaborazione e trasmissione della Relazione Annuale della Sicurezza relativa all’anno 2024, così come previsto dalle Linee Guida ANSF del 25 maggio 2016 n. 5841/2016 e dal Decreto 50/2019, relativo alla “Attuazione della direttiva 2016/798 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2016, sulla

sicurezza delle ferrovie”.

La Relazione Annuale della Sicurezza, che è stata trasmessa all’ANSFISA con nota del 29 maggio 2025, considera:

• i dati relativi alle modalità di conseguimento degli obiettivi di sicurezza interni e i risultati dei piani di sicurezza;

• l’elaborazione degli indicatori nazionali di sicurezza e dei CSI;

• i risultati degli audit di sicurezza interni;

• le osservazioni in merito alle carenze e al malfunzionamento delle operazioni ferroviarie e della gestione dell’infrastruttura che possono rivestire un interesse per l’ANSFISA;

• i dati e le informazioni richiesti in via continuativa o estemporanea dall’ANSFISA;

• l’applicazione dei Metodi Comuni di Sicurezza.

Autorizzazione di Sicurezza

Nel 2025 si è concluso il processo di subentro nella gestione delle infrastrutture ferroviarie in concessione regionale Udine – Cividale, iniziato nel 2024 con la richiesta di aggiornamento della vigente Autorizzazione di Sicurezza (AdS) effettuata da RFI con nota del 16 dicembre 2024, in coerenza con quanto previsto dall’ANSFISA con le “Linee guida per il rilascio delle autorizzazioni di sicurezza e dei certificati di idoneità all’esercizio”. L’Agenzia, con nota del 1° agosto 2025, ha comunicato a RFI il positivo riscontro con l’aggiornamento della relativa AdS (IT2120250001scadenza 20 giugno 2029).

Nel secondo semestre 2025, in previsione dell’affidamento della gestione delle infrastrutture realizzate da RFI nell’ambito dell’intervento relativo alla “Chiusura dell’Anello Ferroviario di Palermo”, a seguito degli accordi tra RFI ed il Comune di Palermo è stato richiesto all’Agenzia l’aggiornamento della suddetta Autorizzazione di Sicurezza.

Sicurezzanellegallerie

SICUREZZA E RESILIENZA DELL’INFRASTRUTTURA

corso del 2025, sono proseguite le attività finalizzate a rendere disponibili i Piani di Emergenza e Soccorso (PES) di gallerie di lunghezza superiore a 1000 metri. Al 31 dicembre 2025 sono risultati disponibili per 291 su gallerie interessate.

Inoltre, è stata eseguita la verifica della rispondenza della documentazione di sicurezza, redatta ai sensi del D.M. ottobre 2005 “Sicurezza nelle gallerie ferroviarie”, successivamente del D.M. 04 marzo 2025 “Approvazione

Sicurezza nelle gallerie

delle linee guida in materia di sicurezza ferroviaria - Allegato A: Linee guida - Specifiche tecniche per la sicurezza delle gallerie ferroviarie”, delle gallerie:

ponti, in aggiunta ai 2.932 già verificati negli anni precedenti e 39 fabbricati, in aggiunta ai 137 già verificati in precedenza;

• sono state eseguite le visite generali su: 171 ponti (451 campate) ai sensi della procedura sulle “Visite di controllo ai ponti alle gallerie e alle altre opere d’arte dell’infrastruttura ferroviaria”;

o Monte Aglio del I Lotto Funzionale Cancello – Frasso Telesino del raddoppio della tratta Cancello –Benevento, Itinerario Napoli – Bari;

o Casalnuovo della Variante Linea Cancello – Napoli, itinerario Napoli – Bari;

• sono stati ultimati gli interventi di miglioramento sismico su 217 ponti e sono in corso di esecuzione gli interventi su 56 ulteriori ponti;

o Telese, Tuoro Sant’Antuono, San Lorenzo e Le Forche del II Lotto Funzionale Frasso Telesino - Vitulano del raddoppio della tratta Cancello – Benevento, Itinerario Napoli – Bari;

Nel corso del 2025, sono proseguite le attività finalizzate a rendere disponibili i Piani di Emergenza e Soccorso (PES) di gallerie di lunghezza superiore a 1000 metri. Al 31 dicembre 2025 sono risultati disponibili per 291 su 358 gallerie interessate. Inoltre, è stata eseguita la verifica della rispondenza della documentazione di sicurezza, redatta ai sensi del D.M. 28 ottobre 2005 “Sicurezza nelle gallerie ferroviarie”, successivamente del D.M. 04 marzo 2025 “Approvazione delle linee guida in materia di sicurezza ferroviaria - Allegato A: Linee guida - Specifiche tecniche per la sicurezza delle gallerie ferroviarie”, delle gallerie:

• Monte Aglio del I Lotto Funzionale Cancello –Frasso Telesino del raddoppio della tratta Cancello – Benevento, Itinerario Napoli – Bari;

• per le gallerie ricadenti nell’area di Napoli interessata da bradisisma sono state effettuate valutazioni che consentono determinati movimenti di treni nel caso di arresto della circolazione in galleria tratta Villa Literno-Napoli Gianturco a seguito di un evento sismico dovuto al bradisismo dei Campi Flegrei.

o Lonato del Lotto funzionale Brescia – Verona della Tratta Milano – Verona linea A.V./A.C. Torino –Venezia;

o Madonna del Frassino del Lotto funzionale Brescia – Verona della Tratta Milano – Verona linea A.V./A.C. Torino – Venezia;

• Casalnuovo della Variante Linea Cancello – Napoli, itinerario Napoli – Bari;

o San Martino Buon Albergo del Lotto funzionale Verona – Bivio Vicenza della Tratta Milano – Verona linea A.V./A.C. Torino – Venezia;

• Telese, Tuoro Sant’Antuono, San Lorenzo e Le Forche del II Lotto Funzionale Frasso Telesino - Vitulano del raddoppio della tratta Cancello – Benevento, Itinerario Napoli – Bari;

Con riferimento alle attività di mitigazione delle criticità idrogeologiche, alle mappature già realizzate ed alla graduatoria di priorità degli interventi di difesa della sede ferroviaria:

o Crispi/Amari del I Lotto funzionale di chiusura dell’anello ferroviario di Palermo, tratta GiacheryPoliteama;

• Lonato del Lotto funzionale Brescia – Verona della Tratta Milano – Verona linea A.V./A.C. Torino –Venezia;

• sono proseguite le attività di studio, monitoraggio e progettazione degli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico su circa 50 siti;

o Polcevera, nell’ambito del potenziamento infrastrutturale del Nodo di Genova.

• sono stati installati circa 15 impianti di monitoraggio idrometrico su altrettanti attraversamenti ferroviari;

Vulnerabilitàsismica,rischioidrogeologicoedareeinfrana

• Madonna del Frassino del Lotto funzionale Brescia – Verona della Tratta Milano – Verona linea A.V./A.C. Torino – Venezia;

• San Martino Buon Albergo del Lotto funzionale Verona – Bivio Vicenza della Tratta Milano –Verona linea A.V./A.C. Torino – Venezia;

• è in corso la realizzazione della carta di suscettibilità da frana per le linee ricadenti nelle zone di Trieste e Venezia;

riferimento alle verifiche di vulnerabilità sismica delle opere infrastrutturali presenti sulle linee del sistema grande viabilità ferroviaria, ai sensi dell'articolo 2 comma 3 dell'OPCM n. 3274 del 2003, nonché agli interventi miglioramento sismico:

• Crispi/Amari del I Lotto funzionale di chiusura dell’anello ferroviario di Palermo, tratta GiacheryPoliteama;

• Polcevera, nell’ambito del potenziamento infrastrutturale del Nodo di Genova.

o sono state ultimate le attività di verifica per 171 ponti, in aggiunta ai 2.932 già verificati negli anni precedenti e 39 fabbricati, in aggiunta ai 137 già verificati in precedenza;

Vulnerabilità sismica, rischio idrogeologico ed aree in frana

o sono state eseguite le visite generali su: 171 ponti (451 campate) ai sensi della procedura sulle “Visite di controllo ai ponti alle gallerie e alle altre opere d’arte dell’infrastruttura ferroviaria”;

Con riferimento alle verifiche di vulnerabilità sismica delle opere infrastrutturali presenti sulle linee del sistema di grande viabilità ferroviaria, ai sensi dell’articolo 2 comma 3 dell’OPCM n. 3274 del 2003, nonché agli interventi di miglioramento sismico:

• sono state ultimate le attività di verifica per 171

o sono stati ultimati gli interventi di miglioramento sismico su 217 ponti e sono in corso di esecuzione gli interventi su 56 ulteriori ponti;

• sono state installate ulteriori 13 stazioni pluviometriche in Sardegna, e sono proseguiti i sopralluoghi su altri siti con relativa progettazione impiantistica;

• sono proseguite le attività di manutenzione ordinaria sui sensori di monitoraggio installati;

• sono proseguite le attività di Studio di compatibilità idraulica.

Per quanto riguarda l’attività di realizzazione delle reti allarmate per la caduta massi, sono in corso di realizzazione i sistemi di allarme per la caduta massi nelle zone di Milano e di Reggio Calabria. Infine, con riferimento all’attività di realizzazione delle barriere antivento, sono proseguite le attività di realizzazione delle stesse nelle aree di Bologna e Napoli.

Altri interventi per l’incremento della sicurezza e regolarità dell’esercizio

Nel 2025, è stata avviata l’attività per “l’analisi e la valutazione sperimentale sull’utilizzo degli aggregati non naturali per la produzione di calcestruzzo” in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, volta ad approfondire l’utilizzo di aggregati non naturali nella produzione delle diverse tipologie di calcestruzzi previste dal Capitolato Generale Tecnico Di Appalto

Delle Opere Civili di RFI – Parte II - Sezione 6. Sono state ampliate le tipologie di materiali utilizzabili come pietrisco per massicciata ferroviaria anche ad alcune specifiche tipologie di materiali artificiali, provenienti da attività di recupero altrimenti destinati al conferimento in discarica, consentendo di raggiungere gli obiettivi di “riduzione degli impatti sull’ambiente” e di “salvaguardia delle risorse naturali”, garantendo - al contempo - i medesimi standard tecnico prestazionali.

Con riferimento alle attività di sviluppo delle analisi degli impatti meteoclimatici sull’infrastruttura ferroviaria, sono proseguite le attività di collaborazione nel GdL Climate Change; in particolare:

• è stato rafforzato il presidio sul rischio climatico e sulle misure di adattamento;

• è stato avviato un tavolo di lavoro per la redazione di una metodologia per la quantificazione delle azioni di adattamento al cambiamento climatico nei progetti di investimento;

• sono state prodotte informazioni ed analisi di dati per la predisposizione dell’Assicurazione contro i danni da eventi calamitosi.

TECNOLOGIE INTEGRATE

Sviluppate secondo i piani definiti con lo Stato per migliorare le prestazioni dell’infrastruttura in termini di sicurezza, velocità, capacità, puntualità, qualità dei servizi alle imprese di trasporto ed ai viaggiatori, le tecnologie ferroviarie comprendono l’insieme di impianti e sistemi elettromeccanici, elettronici ed automatizzati che, dietro il presidio degli operatori sia a terra che a bordo treno, contribuiscono ad assicurare la circolazione in sicurezza sull’intera rete, ma anche il supporto e l’efficientamento di tutti gli altri processi connessi all’esercizio ferroviario, dalla manutenzione delle linee, all’informazione al pubblico, all’elettrificazione della rete, alla telesorveglianza degli asset di proprietà.

È proseguito nel 2025 il programma di realizzazione dell’ERTMS L2/L1, avviato nel 2018 in ottemperanza al Reg. UE 2017/6, in modalità sovrapposta al sistema nazionale per il controllo della marcia del treno, sulle sezioni prioritarie dei 4 corridoi della rete centrale (Corridoio Mediterraneo, Corridoio RenoAlpi, Corridoio ERTMS Scandinavo Mediterraneo e Corridoio ERTMS Baltico – Adriatico). Tale programma metterà in collegamento le sezioni transfrontaliere con la Svizzera, l’Austria e la Slovenia con le principali aree logistiche del Nord Italia. Inoltre, sarà realizzato anche il collegamento con la Francia.

In linea con il NIP ERTMS è stato emesso per applicazione l’intero set specificativo di riferimento per la progettazione, lo sviluppo armonizzato e la

realizzazione delle Applicazioni Generiche SSTSDT ERTMS/ETCS L2 nel contesto di assenza del segnalamento luminoso laterale e del sistema di protezione nazionale.

È proseguito il lavoro dedicato allo sviluppo e alla diffusione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario ERTMS (European Rail Traffic Management System), che rappresenta lo standard di riferimento per la sicurezza e l’interoperabilità dei treni sulla rete nazionale.

Nel corso dell’anno sono stati prodotti e distribuiti i file tecnici indispensabili alla configurazione dei nuovi convogli dotati di tecnologia ERTMS.

Piano Tecnologico di Rete

Rimane costante, anche per il 2025, l’impegno nelle attività di supporto e monitoraggio alle installazioni relative agli Interventi per la Sicurezza del Piano Tecnologico di Rete, nel quale sono elencati gli standard di riferimento per la progettazione e realizzazione dei Sistemi e Prodotti Tecnologici attualmente disponibili o in fase di realizzazione su tutte le linee e Nodi, in funzione delle esigenze progettuali di Sicurezza, Capacità, Regolarità, Incremento Velocità, Obsolescenza, Integrazione Tecnologica ed Interoperabilità.

Nel 2025 è stata attivata la prima Applicazione Specifica internalizzata per il sistema TDS (Trasmissione Dati in Sicurezza), interamente progettata, verificata, realizzata e validata da personale RFI.

ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO

In collaborazione con Università ed enti di ricerca RFI si dedica costantemente allo sviluppo di nuove tecnologie, così come allo studio ed alla definizione di nuovi processi industriali. La ricerca e lo sviluppo tecnologico sono fondamentali per esplorare soluzioni innovative ed analisi di scenario di lungo periodo. La vera sfida è cogliere la tendenza delle variabili che interessano la mobilità, per progettare interventi adeguati alle esigenze di trasporto di lungo periodo, sia seguendo le innovazioni di settore in campo mondiale, sia individuando soluzioni nuove, applicabili al contesto nazionale.

Attività di ricerca

dedica costantemente allo sviluppo di nuove tecnologie, industriali.

esplorare soluzioni innovative ed analisi di scenario di variabili che interessano la mobilità, per progettare periodo, sia seguendo le innovazioni di settore in campo contesto nazionale. avviate

Unmanned mezzi attività di linee over automatico ed in circolazione

Nel corso del 2025 sono proseguite attività di ricerca già avviate in anni precedenti quali ad esempio: il progetto Unmanned Railway Vehicle, che ha come obiettivo la realizzazione di mezzi ferroviari a guida autonoma, in grado di eseguire attività di monitoraggio e sorveglianza dell’infrastruttura delle linee ferroviarie AV; il progetto Automatic Train Operation (ATO) over ETCS, finalizzato a realizzare un sistema di controllo automatico della marcia dei treni conforme alle specifiche Shift2Rail ed in grado quindi di essere scalato per l’applicazione alla circolazione dei treni nella rete; il progetto Low Power TE, avviato nel 2024, che ha lo scopo di monitorare, attraverso sensoristica di nuova

concezione, a basso consumo ed integrata, la linea TE al fine di determinare in modo indiretto l’usura dei fili di contatto, il valore di up-lift ed altre grandezze utili a diagnosticare lo stato di salute dell’infrastruttura elettrica; il progetto Drone Terrestre Trasportabile (ROBIN), un veicolo ferroviario (un drone terrestre trasportabile) in grado di effettuare supervisione automatica lungo tratti specifici di linea ferroviaria in regime di interruzione che, in caso di rilevazione di anomalie, ne dà comunicazione all’agente di scorta per consentirgli l’intervento immediato.

Nel 2025 sono inoltre stati avviati i seguenti due nuovi progetti di ricerca:

a. Tubo Elettromagnetico, che ha l’obiettivo di definire le linee guida per la realizzazione di un sistema tecnologico da installare sui pali della trazione elettrica, sia lungo la linea ferroviaria sia in stazione, in grado di rilevare l’occupazione indebita dei binari, individuando oggetti od ostacoli presenti sulla sede ferroviaria e di fornire informazioni diagnostiche sullo stato dell’infrastruttura, grazie a una sensoristica distribuita (Radar, Laser e telecamere);

b. ICE-TRACK, che nasce dalla necessità di mitigare il picco termico raggiunto dalle rotaie durante i mesi estivi, anche in virtù dei cambiamenti climatici che stanno portando ad un aumento costante delle temperature medie annue, oltre a sbalzi termici sempre più drastici che possono comportare effetti indesiderati per la circolazione e la sicurezza ferroviaria. Il progetto pertanto ha lo scopo di valutare l’applicazione di materiali a cambiamento di fase ed attraverso l’applicazione di appositi materiali ricoprenti; inoltre, si valuterà la possibilità di dissipare il calore attraverso degli elementi sotto rotaia ad alta conducibilità termica. Nel 2025 sono state effettuate delle misure termiche preliminari nei mesi estivi e, successivamente, sono state avviate le attività di progettazione di un modello termico preliminare per definire il bilanciamento termico della rotaia.

2024, che ha lo scopo di monitorare, attraverso integrata, la linea TE al fine di determinare in modo altre grandezze utili a diagnosticare lo stato di salute

Trasportabile (ROBIN), un veicolo ferroviario (un drone automatica lungo tratti specifici di linea ferroviaria in anomalie, ne dà comunicazione all’agente di scorta per

progetti di ricerca:

RFI S.p.A.
Mezzo URV in prova al Circuito di Bologna San Donato a ottobre 2024
Mezzo URV in prova al Circuito di Bologna San Donato a ottobre 2024

Sviluppi tecnologici

Nel corso del 2025, il volume di spesa per investimenti in sviluppi innovativi è stato pari a circa 14,1 milioni di euro, come da seguente tabella, che evidenzia l’ammontare della spesa ripartita tra i principali settori di intervento:

La spesa per sviluppi tecnologici presenta un andamento variabile nel tempo in ragione della natura propria di questi interventi che passano in produzione o perché vengono attivate ulteriori sperimentazioni circoscritte ad un numero limitato di siti/tipologia/impiantistica.

Nel corso del 2025 sono proseguiti gli interventi di realizzazione di progetti di sviluppo avviati negli anni precedenti, tra cui si segnalano:

• “Dimostratori tecnologici di Ricerca e Sviluppo”, che ha la finalità di realizzare un polo di eccellenza, dove si concentrano le competenze di RFI su tutti gli ambiti tecnologici inerenti al segnalamento ferroviario e le telecomunicazioni;

• “Sviluppo Piattaforme Hardware e Software”, che prevede lo sviluppo di piattaforme hardware software di RFI ed interventi sui sistemi informativi a supporto dei servizi analitici per la circolazione;

• sistemi di monitoraggio strutturale su ponti e viadotti ferroviari; nel 2025 è stata pubblicata la gara inerente all’attrezzaggio di 150 campate di opere d’arte prioritarie;

• piattaforma informatica I.O.D.A. (Ispezione Opere D’Arte), per la gestione, archiviazione e visualizzazione dei dati acquisiti durante le attività di ispezione alle opere d’arte appartenenti alla rete ferroviaria, anche con l’ausilio di Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto (SAPR - droni);

• assemblaggio e realizzazione del primo Convoglio Diagnostico Multifunzione (“Testa di Serie”) attrezzato con sistemi di diagnostica mobile per il rilievo dei difetti delle gallerie ai fini dell’internalizzazione dell’attività;

• attività di sviluppo relative all’azione dei venti trasversali estesa a tutte le tipologie di treni interoperabili, per la determinazione dell’azione dei venti trasversali sulle linee AV/AC di nuova costruzione, monitoraggio della sede ferroviaria, presso il sito di Petacciato, mediante l’allestimento del sito prova con applicazione di sensori in fibra ottica alla rotaia.

I RAPPORTI CON I CLIENTI

Generalità

Il mercato di riferimento di RFI, quale Gestore dell’Infrastruttura ferroviaria nazionale ai sensi del D.Lgs. 112/2015, è costituito da Imprese Ferroviarie (IF) e da soggetti richiedenti; in quest’ultima fattispecie, oltre alle IF, Regioni e Province Autonome, rientrano anche “le autorità competenti di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché i caricatori, gli spedizionieri e gli operatori di trasporti combinati, con un interesse di pubblico servizio o commerciale ad acquisire capacità di infrastruttura ai fini dell’effettuazione di un servizio di trasporto ferroviario (D.Lgs 112/2015 art. 3 cc)”. L’oggetto del rapporto contrattuale è costituito: nel

primo caso dalle tracce orarie e servizi – Contratto di utilizzo dell’infrastruttura con durata non superiore al periodo di validità di un orario di servizio – nel secondo caso dalla capacità di infrastruttura espressa in termini generali ovvero di volumi complessivi e non di dettaglio – Accordo Quadro con durata pluriennale.

Contratti di utilizzo dell’infrastruttura

Nel corso del 2025, il mercato presenta n. 41 IF (40 dal 14 dicembre 2025) dotate di licenza ferroviaria operativa rilasciata dal MIT e sono stati stipulati n. 50 contratti di utilizzo dell’infrastruttura (49 a partire dal 14 dicembre 2025), così suddivisi:

per lo svolgimento del traffico viaggiatori (22 a partire dal 14 dicembre 2025)

per lo svolgimento del traffico

per lo svolgimento del traffico di treni tecnici destinati a corse provadi rotabili 2

Prospetto Informativo della Rete (PIR)

Nel corso del primo semestre del 2025 si è provveduto alla pubblicazione di un aggiornamento straordinario del PIR 2026 dell’IFN (edizione febbraio 2025) e di un aggiornamento straordinario del PIR 2025 dell’IFN (edizione febbraio 2025).

La pubblicazione del “PIR 2026 – edizione febbraio 2025” fa seguito a quanto disposto dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) con Delibera n. 178/2024 del 6 dicembre 2024, recante “Indicazioni e prescrizioni al “Prospetto Informativo della rete 2026” presentato dal gestore della rete ferroviaria nazionale, R.F.I. S.p.A. nonché relative al “Prospetto Informativo della rete 2025”, e a quanto segnalato dall’ART con nota del 14 gennaio 2025 in merito al Capitolo 5 “Servizi e Tariffe”.

Rispetto al “PIR 2026 – edizione dicembre 2024”, il Gestore Infrastruttura (GI) ha previsto:

• l’inserimento dell’Appendice al Capitolo 1, nella quale vengono descritti esempi concreti riguardanti i concetti di missione, orario cadenzato, canale orario e tracce omologhe, finalizzati a precisare l’intento del GI e le relative applicazioni delle definizioni nelle diverse fasi dei processi di allocazione della capacità infrastrutturale;

• l’inserimento dell’Appendice 2 al Capitolo 4, contenente esempi concreti di applicazione dei criteri di priorità previsti dal PIR nell’ambito dei processi di allocazione della capacità;

• correzione di imprecisioni/refusi e alcune modifiche al Capitolo 5 in relazione alle novità introdotte a seguito dell’approvazione della Proposta Tariffaria, avvenuta con la delibera ART n. 165/2024.

merci

La pubblicazione del “PIR 2025 – edizione febbraio 2025” è stata disposta dal GI al fine di correggere alcuni refusi.

Inoltre, nel periodo di riferimento, RFI ha pubblicato, in conformità al dettato di cui all’art. 14 del D.lgs. 112/2015, il 30 giugno 2025, sul proprio sito web:

a. la prima bozza del PIR 2027 relativa

all’Infrastruttura Ferroviaria Nazionale (IFN) e relativa relazione accompagnatoria;

b. la prima bozza del PIR 2027 relativa

all’Infrastruttura Ferroviaria Regionale Piemontese (IFRP) e relativa relazione accompagnatoria;

c. la prima bozza del PIR 2027 relativa

all’Infrastruttura Ferroviaria Regionale Umbra (IFRU) e relativa relazione accompagnatoria.

I principali elementi di novità introdotti nei suddetti documenti sono afferenti agli aggiornamenti delle tariffe per i servizi compresi nel perimetro del Pacchetto

Minimo d’Accesso (PMdA) e per i servizi extra PMdA ai sensi delle delibere ART n. 95/2023 e n. 51/2024 ed all’aggiornamento della disciplina riguardante

l’implementazione ERTMS. Oltre a quanto esposto, in linea generale sono state apportate le modifiche ed integrazioni necessarie al fine di allineare il PIR IFRP e il PIR IFRU al PIR IFN.

Nel corso del secondo semestre del 2025 si è provveduto alla pubblicazione di:

a. un aggiornamento straordinario del PIR 2026 di IFRP (edizione luglio 2025);

b. un aggiornamento straordinario del PIR 2026 di IFRU (edizione luglio 2025);

c. un aggiornamento ordinario del PIR 2027 dell’IFN (edizione dicembre 2025);

d. un aggiornamento straordinario del PIR 2026 dell’IFN (edizione dicembre 2025);

e. un aggiornamento ordinario del PIR 2027 dei IFRP (edizione dicembre 2025);

f. un aggiornamento ordinario del PIR 2027 di IFRU (edizione dicembre 2025);

g. un aggiornamento ordinario del PIR 2027 dell’Infrastruttura Ferroviaria Regionale Friulana (IFRF) (edizione dicembre 2025).

SERVIZI OFFERTI DAL GESTORE

Di seguito si vuole dare evidenza puntuale, anche se in via sintetica dei servizi offerti dal Gestore dell’Infrastruttura suddivisi secondo quanto previsto dall‘art. 13 del DLgs n. 112/15 e contestualmente indicazioni sull’andamento economico dell’anno 2025 rispetto all’anno precedente.

Pacchetto minimo di accesso

PEDAGGIO

COLLEGAMENTO

FERROVIARIO

MARITTIMO PER/DA

SICILIA E SARDEGNA

INFRASTRUTTURA

DI COLLEGAMENTO

AGLI IMPIANTI

DI SERVIZIO

NUOVO SERVIZIO DI SGOMBERO

Diritto di utilizzo della capacità assegnata, uso dell’infrastruttura ferroviaria e controllo e regolazione della circolazione treni. Messa a disposizione di tutte le informazioni necessarie per la realizzazione/gestione del servizio per la capacità concessa. Uso del sistema di alimentazione elettrica per la corrente di trazione.

Messa a disposizione delle IF di un collegamento ferroviario marittimo per/da Sicilia (rotta Villa S. Giovanni – Messina) e Sardegna (rotta Villa S. Giovanni/ Messina – Golfo Aranci).

Assicurazione alle IF del diritto di utilizzare l’infrastruttura ferroviaria per accedere agli impianti raccordati di cui sono titolari soggetti diversi da RFI.

Servizio di sgombero dell’infrastruttura a cura diretta di RFI nella CA PalermoReggio Calabria (avvio sperimentazione Novembre 2025).

I ricavi da pedaggio derivanti dai volumi di traffico del 2025 registrano un lieve incremento rispetto all’esercizio precedente attribuibile all’aumento delle tariffe determinato dalla rivalutazione ISTAT del 2,1%, con un

impatto positivo sulle tariffe.

I ricavi da collegamento ferroviario marittimo presentano un incremento rispetto all’anno precedente.

Impianti a diritto di accesso garantito e servizi forniti in tale ambito

STAZIONI PASSEGGERI, RELATIVAMENTE

ALLE STRUTTURE

FUNZIONALI AI SISTEMI

DI INFORMAZIONE DI

VIAGGIO E AGLI SPAZI

ADEGUATI PER I SERVIZI

DI BIGLIETTERIA ED

ALLE ALTRE STRUTTURE

FUNZIONALI E

NECESSARIE PER L’ESERCIZIO FERROVIARIO

SCALI MERCI

AREE DI SMISTAMENTO

E DI COMPOSIZIONE DEI

TRENI, IVI COMPRESE

LE AREE DI MANOVRA

AREE, IMPIANTI ED EDIFICI DESTINATI ALLA SOSTA, AL RICOVERO

ED AL DEPOSITO DI MATERIALE ROTABILE

E DI MERCI E AREE PER L’APPROVVIGIONAMENTO

DI COMBUSTIBILE

CENTRI DI MANUTENZIONE, AD ECCEZIONE DEI CENTRI DI MANUTENZIONE PESANTE

RISERVATI A TRENI AD ALTA VELOCITÀ O AD ALTRI TIPI

DI MATERIALE ROTABILE

CHE ESIGONO CENTRI SPECIALIZZATI

PLATEE

DI LAVAGGIO

SGOMBERO

INFRASTRUTTURA CON

CARRI DI SOCCORSO

ATTREZZATI O ALTRI MEZZI

IDONEI/ATTREZZATI

SCARICO REFLUI

Messa a disposizione alle IF di spazi di stazione relativi a biglietterie self-service (BSS), desk informativi mobili (desk), biglietterie non automatiche, servizi di accoglienza e assistenza, obliteratrici, locali e aree tecniche funzionali ai predetti spazi.

Accesso e messa a disposizione delle IF, ad uso non esclusivo, di scali destinati ad attività di carico e scarico delle merci, per le quali le IF possono avvalersi degli Operatori di Impianto che operano nello scalo.

Accesso e messa a disposizione delle IF, ad uso non esclusivo, di aree destinate alle operazioni di composizione e scomposizione dei treni (materiale rotabile) con utilizzo di almeno due binari.

Messa in disponibilità di binari ad uso non esclusivo delle IF e senza obbligo in capo a RFI di custodia del materiale rotabile, per un periodo di tempo pari o superiore ad 1 ora, per le IF che effettuano servizio viaggiatori, a 2 ore per le IF che effettuano servizio merci.

Messa a disposizione di aree (fabbricati, zone coperte ed aree scoperte) e delle relative attrezzature funzionali ivi presenti ad uso non esclusivo e senza obbligo di custodia delle attrezzature di proprietà delle IF.

Messa a disposizione, ad uso non esclusivo, di fasci di binari secondari attrezzati con binari plateati, sistema di scarico e depurazione delle acque di lavaggio, funzionali al lavaggio del materiale rotabile. La messa a disposizione del servizio presuppone l’utilizzo di binari di sosta; pertanto, l’IF che usufruisce del servizio di platea di lavaggio, usufruisce in maniera imprescindibile anche del servizio di sosta.

Messa in disponibilità di carri soccorso attrezzati o altri mezzi idonei/attrezzati, al fine di liberare la linea ferroviaria in caso d’impossibilità di marcia di un treno.

Messa a disposizione alle imprese operanti nei servizi di trasporto passeggeri ferroviari di:

• specifiche aree funzionali all’installazione da parte dell’Impresa di cisterne per lo stoccaggio dei reflui che dovranno essere raccolti dai treni per mezzo di carrellini dotati di apposita cisterna per lo svuotamento di serbatoi dei treni;

• specifici binari in cui è presente un impianto di scarico direttamente allacciati alla rete fognaria, in cui le Imprese Ferroviarie potranno eseguire le operazioni di scarico, senza ricorrere ad attrezzature specifiche.

Per la totalità di questi servizi si registra nel 2025 un incremento del fatturato attribuibile principalmente a:

• scali merci;

• aree di composizione/scomposizione dei treni, ivi comprese le aree di manovra;

• aree, impianti ed edifici destinati alla sosta, al ricovero ed al deposito di materiale rotabile e di merci e aree per l’approvvigionamento di combustibile;

• platee di lavaggio;

• aree Reflui.

Per tali servizi, in ottemperanza alla Delibera 38/2024 dell’Autorità dei Trasporti, nell’anno 2025 si registrano incrementi tariffari pari al 50% rispetto alle tariffe oggetto

Servizi complementari

PRERISCALDAMENTO, CLIMATIZZAZIONE ED UTILIZZO ALIMENTAZIONE REC PER MANUTENZIONE E PULIZIA DEI TRENI VIAGGIATORI

RIFORNIMENTO IDRICO

CONTROLLO DELLA CIRCOLAZIONE DI TRENI CHE EFFETTUANO TRASPORTI DI MERCI PERICOLOSE

ASSISTENZA ALLA CIRCOLAZIONE DI TRENI SPECIALI

SERVIZI

DI MANOVRA

ASSISTENZA ALLE PERSONE CON DISABILITÀ E A RIDOTTA MOBILITÀ PRM

PARKING

FAST TRACK

della proposta tariffaria presentata nel mese di febbraio 2024 che conducono ad un aumento di ricavi.

Per il servizio di Scali merci, si registra un incremento di volumi rispetto all’anno 2024 legato principalmente al “Progetto scalo merci” che ha prodotto ricavi attribuibili anche ad esercizi precedenti.

Anche per il servizio aree reflui si registra un incremento di ricavo dovuto alla consegna di nuove aree.

Per il servizio Centri di manutenzione, invece, si registra nel 2025 una riduzione di ricavi rispetto al 2024 dovuto alla parziale disponibilità oraria dell’impianto di Milano Porta Garibaldi e alla mancata contrattualizzazione dell’impianto di Fiorentina di Piombino.

FORNITURA CORRENTE DI TRAZIONE

Alimentazione degli impianti di bordo, tramite colonnina REC, funzionale al trattamento climatico del materiale, all’effettuazione di operazioni di manutenzione che possono essere effettuate su binari di sosta e alla pulizia interna del materiale.

Messa a disposizione delle IF, ad uso non esclusivo, di impianti fissi e della fornitura di acqua funzionale all’alimentazione degli impianti idrici di bordo del materiale rotabile.

Monitoraggio da parte di RFI della circolazione dei treni trasportanti merci pericolose, classificati come tali nel sistema informatico PIC WEB, e coordinamento e messa in opera dei piani di emergenza che, anche su richiesta dell’IF, si rendessero necessari.

• Predisposizione del programma di inoltro di treni che effettuano trasporti eccezionali e rilascio dell’autorizzazione alla circolazione di tali trasporti;

• monitoraggio della circolazione del trasporto nonché, ove previsto, scorta tecnica del convoglio con personale di RFI;

• operazioni, se necessarie, di adeguamento dell’infrastruttura per permettere la circolazione del treno speciale.

Il servizio di manovra è fornito da RFI negli impianti di Villa S. Giovanni e Messina.

Operazioni di accoglienza, accompagnamento ed incarrozzamento sul treno nella stazione di partenza, nelle operazioni di discesa dal treno, accompagnamento all’uscita o ad altro treno nella stazione di arrivo, anche attraverso la messa in disponibilità di sedie a ruote per i trasferimenti per persone con disabilità e a Mobilità Ridotta, di cui al Regolamento UE n782/2021.

Alimentazione degli impianti di bordo, tramite pantografi in presa, per un periodo di tempo pari o superiore a 1 ora e mezza, con l’attivazione della modalità di stazionamento “parking”.

Messa a disposizione ad uso esclusivo, di un varco di accesso ai treni, aggiuntivo rispetto ai varchi utilizzati per i controlli di sicurezza ordinari, con personale dedicato e delle utenze funzionali all’erogazione del servizio.

Fornitura di energia elettrica per la trazione del materiale rotabile, sia su rete alimentata a 25kV che su rete alimentata a 3kV.

Per i ricavi da servizi complementari, la variazione più significativa è attribuibile al servizio Fornitura di Corrente di trazione che registra un decremento legato all’andamento del prezzo medio di mercato dell’energia, in particolare sulla linea tradizionale a 3kV. I ricavi derivanti invece dal servizio elettrico di parking sono rimasti pressoché invariati, poiché la diminuzione delle tariffe elettriche è stata compensata dall’aumento dei volumi.

Servizi ausiliari

FORNITURA INFORMAZIONI COMPLEMENTARI

ACCESSO ALLA RETE GSM-R DI TELECOMUNICAZIONI

PER I COLLEGAMENTI DI SERVIZIO TERRA/TRENI

Per il servizio Assistenza Personale Ridotta Mobilità i ricavi registrano un incremento rispetto all’anno precedente.

I ricavi degli altri Servizi Complementari, per il periodo di riferimento, registrano un decremento netto imputabile all’effetto combinato tra la variazione negativa del servizio Assistenza Treni Speciali compensata in parte dai maggiori ricavi relativi ai servizi Rifornimento idrico e Merci pericolose.

Produzione di annunci sonori, messaggi visivi e avvisi ai viaggiatori, oltre che fornitura di Utenze per l’utilizzo sistemi informativi messi a disposizione di RFI.

Accesso alla rete radio funzionale alla comunicazione fonica e di trasmissione dati a supporto delle attività ferroviarie di circolazione, manutenzione, gestione operativa, attività negli scali e terminali merci e nelle stazioni, comando e controllo della marcia dei treni, controllo e supervisione diagnostica del materiale ferroviario.

I ricavi da servizi ausiliari registrano un incremento rispetto all’esercizio precedente principalmente attribuibile alla Fornitura di informazioni dovuto ad una maggiore richiesta delle utenze informative da parte del mercato.

LA PUNTUALITÀ

La puntualità dei treni costituisce l’indicatore chiave della qualità del servizio erogato ai Clienti da RFI. Per la misurazione delle performance di puntualità nel corso del 2025 si è utilizzato il dato relativo alla puntualità reale quale indicatore di riferimento, che misura le performance percepite direttamente dai Clienti. La puntualità reale (o percepita) è il rapporto tra il numero di treni arrivati a destino entro la soglia di puntualità prescelta e il numero totale dei treni circolati (indicando con Np il numero di treni arrivati a destino in soglia e con Nc il numero di treni circolati, la puntualità reale è pari a Np/Nc*100).

Gli indicatori di puntualità (KPI) sono definiti come rapporto percentuale tra il numero dei treni del segmento considerato in arrivo a destino entro la soglia di puntualità (secondo alcuni parametri predefiniti) ed il

numero totale dei treni circolati.

Il dato di puntualità deve quindi essere considerato anche in relazione ai relativi volumi di traffico: a tal proposito, si evidenzia che nel corso del 2025 si è registrato un aumento dei volumi di traffico per i Treni LP-Servizio Universale e per il Trasporto Regionale. Al contrario, i volumi di traffico dei Treni LP-Mercato e Merci hanno mostrato una flessione attribuibile principalmente alla riduzione di capacità correlata ai lavori di potenziamento legati agli interventi

PNRR/manutenzione straordinaria infrastruttura ed all’incremento delle proclamazioni di sciopero da parte delle OOSS.

Per la puntualità RFI stabilisce all’inizio di ogni anno gli obiettivi da perseguire in un’ottica di miglioramento continuo.

Nel corso del 2025 sono stati registrati i seguenti valori dei KPI di puntualità:

KPI

DI PUNTUALITÀ

Puntualità Reale 2025 (%) Obj 2025 (%)

I valori di puntualità registrati nel 2025 sono in linea con gli obiettivi aziendali per tutti i segmenti di business.

Treni LP a Mercato (entro 10')
Treni LP a Mercato Dorsale Milano relazioni principali (entro 10’)
Treni LP - Servizio Universale (entro 15')
Treni Regionali (entro 5')
Treni Merci (entro 30')

IMPEGNO PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE O SOSTENIBILITÀ E AMBIENTE

Consapevole del ruolo chiave del settore ferroviario per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e degli indirizzi tracciati dal Green Deal europeo e dal PNRR, RFI è concretamente impegnata nell’attuazione di un modello integrato di sviluppo infrastrutturale consolidando un approccio sempre più sistemico e multidisciplinare per accompagnare la realizzazione di infrastrutture sostenibili, dalla progettazione alla gestione dell’opera, individuando soluzioni orientate al perseguimento di specifici obiettivi di sostenibilità e generando valore per il Paese in una prospettiva di lungo periodo.

Le opere infrastrutturali rappresentano un’occasione concreta per supportare lo sviluppo sostenibile dei territori e delle comunità interessate, non solo in relazione alla loro capacità di offrire un nuovo scenario di mobilità sostenibile, ma in un’accezione più ampia di coesione sociale, accessibilità, attrattività dei luoghi, riduzione dei divari, incremento della qualità della vita e dei servizi ecosistemici e, più in generale, di crescita economica, sociale, culturale e turistica attenta al contesto ambientale e paesaggistico.

RFI mira ad essere parte attiva della transizione in atto verso un modello di sviluppo sostenibile coerente con gli indirizzi europei e nazionali, attraverso la definizione di politiche e strategie di sostenibilità, in linea con i lineamenti definiti dalla Capogruppo, e la costruzione di concrete sinergie operative con gli Stakeholder chiave per il perseguimento di obiettivi comuni per la crescita del Paese.

Le dimensioni e gli ambiti di attività in cui RFI, con tutto il Gruppo FS, opera sono strettamente connesse ad esigenze che guidano molti dei 17 SDG dell’Agenda

2030 delle Nazioni Unite, tra cui: il diritto alla mobilità delle persone, la vivibilità delle città per il miglioramento della qualità della vita, la creazione di nuove connessioni e l’ottimizzazione della logistica a supporto del mondo produttivo, l’innalzamento dell’accessibilità e della connessione dei territori per il superamento delle disuguaglianze, la riduzione delle emissioni climalteranti, la lotta al cambiamento climatico.

Nell’ambito dell’aggiornamento del Piano Industriale 2026-2030, nel 2025 la Capogruppo ha avviato il processo di definizione del Piano di Sostenibilità 20262030 individuando i Lineamenti Strategici di Sostenibilità che rafforzano le ambizioni di Gruppo in materia di adattamento al cambiamento climatico, mitigazione del cambiamento climatico, promozione dell’uso efficiente delle risorse naturali in ottica di circolarità, conservazione e valorizzazione della biodiversità e degli ecosistemi, sviluppo e valorizzazione dei territori e delle comunità, sostenibilità della catena di fornitura e formazione e digitalizzazione per la sicurezza. In particolare, RFI contribuisce attivamente a tutte le ambizioni e target del Piano di Sostenibilità di Gruppo, anche tramite il coinvolgimento dell’intera catena del valore, e la sua visione strategica di Sostenibilità si declina verticalmente nei processi aziendali anche attraverso la definizione di specifiche iniziative che promuovono lo sviluppo di un sistema infrastrutturale sempre più efficiente, resiliente, interconnesso e inclusivo, che integra nuove modalità di trasporto, l’attuazione della cultura della sicurezza, la riqualificazione e rigenerazione delle stazioni e degli spazi urbani, la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e storicoculturale, attraverso il riuso delle linee dismesse e la

riattivazione delle linee ad uso turistico. La Società, infine, riconosce l’importanza del coinvolgimento degli stakeholder per lo sviluppo di infrastrutture sostenibili, promuovendo momenti di confronto istituzionali ma anche iniziative specifiche di ascolto, coinvolgimento, progettazione condivisa, costruzione di sinergie operative. Per maggiori dettagli su questo ambito si rimanda al paragrafo “Rapporti con gli stakeholder”.

Governance ESG

Per migliorare il profilo di sostenibilità della Società e della sua catena del valore, RFI è impegnata a perfezionare progressivamente i propri modelli e strumenti di governance ESG, seguendo un percorso iterativo che mira ad accrescere l’integrazione e la misurabilità della sostenibilità in tutti i suoi processi aziendali. Lo scopo è quello di garantire, in coerenza con la vision di Gruppo, la definizione di politiche e strategie di sostenibilità e il governo dei relativi processi di pianificazione, attuazione, monitoraggio e reporting finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità di RFI e del Gruppo FS, definiti tenendo in considerazione i target nazionali ed europei e le aspettative degli stakeholder.

In questo contesto nel corso del 2025, alcune delle principali attività sviluppate in RFI hanno riguardato:

• l’implementazione del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PACC), redatto nell’anno precedente attraverso l’avvio dei Piani Attuativi che lo compongono, con il conseguente sviluppo delle misure e delle azioni previste, che costituiscono l’ossatura operativa di ciascun piano attuativo. In particolare, è stato dato seguito alle attività di analisi e di sviluppo delle azioni riferite alla progettazione Climate Proofing delle infrastrutture ferroviarie, avviando misure volte a migliorare e integrare in modo progressivo la valutazione della vulnerabilità climatica all’interno dei processi di

progettazione. Contestualmente, è stata avviata l’attività di engagement e confronto con i soggetti istituzionali che concorrono, a vario titolo, ai processi di adattamento ai cambiamenti climatici;

• l’evoluzione della strategia di sostenibilità nell’ambito del Piano Industriale 2026-2030;

• il proseguimento delle attività di adeguamento dei processi di accountability agli standard europei di reporting (European Sustainability Reporting Standards - ESRS), destinati ad alimentare a livello consolidato il Report Integrato del Gruppo FS;

• il contributo societario alla Capogruppo per l’emissione di green bond destinati a progetti ferroviari;

• l’assunzione, nell’ambito della politica di incentivazione 2025, di un obiettivo comune per tutta la popolazione coinvolta nel processo di Management By Objective (MbO), che misura, attraverso uno specifico indicatore, l’impegno del Gruppo nella lotta al cambiamento climatico.

Inoltre, anche quest’anno con l’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma 2022-2026 parte Servizi e parte Investimenti – in virtù della collaborazione con MIT e MEF per la definizione di infrastrutture sostenibili avviata nell’ambito del comune impegno per il PNRR

– è stata data evidenza alla valenza di sostenibilità strutturalmente connessa agli investimenti previsti dai due Contratti con l’apposita Appendice 11 “I Contratti di Programma MIT-RFI e lo sviluppo sostenibile”. In coerenza con il nuovo approccio che vede nel sistema infrastrutturale un elemento cardine per la promozione di un modello di sviluppo inclusivo, resiliente e sostenibile in grado di dare un contributo sostanziale ai Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda ONU 2030, l’Appendice 11 riporta per ogni tipologia di investimento gli SDGs cui ciascuna fornisce un contributo nonché i target quantitativi collegati.

Accountability di sostenibilità e Carta dei Servizi

Nell’ambito dei numerosi impegni connessi all’applicazione del Regolamento (UE) 2020/852 e dei relativi atti delegati (“Tassonomia UE”), RFI ha portato avanti – anche ai fini degli obblighi di rendicontazione previsti dalla citata CSRD – la riclassificazione delle attività economiche di RFI, identificando le attività ecosostenibili e le relative quote di fatturato (Turnover), di spese operative (OpEx) e di spese in conto capitale

(CapEx) realizzati nel 2025. La Tassonomia definisce le condizioni che un’attività economica deve soddisfare al fine di essere considerata ecosostenibile. In particolare, il Regolamento definisce come attività ecosostenibili quelle che contribuiscono in modo sostanziale almeno a uno dei seguenti sei obiettivi ambientali:

MITIGAZIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

USO SOSTENIBILE DELLA RISORSA IDRICA

e che, contemporaneamente:

• non arrecano un danno significativo ad alcuno degli obiettivi ambientali (DNSH - Do No Significant Harm);

• sono svolte nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia, in linea con le Linee guida OCSE e con i Principi guida dell’ONU, relative alla responsabilità di impresa in materia di diritti umani, diritti dei lavoratori, etc.

L’assessment condotto da RFI ha evidenziato che, per l’esercizio 2025, sono legati ad attività ecosostenibili – che contribuiscono in particolare agli obiettivi di mitigazione del cambiamento climatico e di adattamento al cambiamento climatico – circa 85,8% dei ricavi (Turnover), 81,7% dei costi operativi (OpEx) e 91,1% degli investimenti (CapEx).

Rendicontazione informazioni di sostenibilità di RFI e contributo al Report Integrato del Gruppo

La rendicontazione delle informazioni di sostenibilità assume un ruolo centrale per le nostre Società e per i nostri stakeholder. Nell’ottica di favorire gli investimenti sostenibili finalizzati al raggiungimento degli obiettivi climatici e di sostenibilità dell’Unione Europea, è infatti

TRANSIZIONE VERSO UNA ECONOMIA CIRCOLARE

PREVENZIONE E RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO

PROTEZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

diventato essenziale disporre di dati chiari e affidabili da parte delle imprese: l’entrata in vigore, nel gennaio 2023, della Corporate Sustainability Reporting Directive (2022/2464/ UE – CSRD) – recepita nell’ordinamento italiano con il D. Lgs. n. 125 del 6 settembre 2024 –risponde a questa esigenza, ampliando e rafforzando gli obblighi di trasparenza e reporting sulle informazioni di sostenibilità.

In linea con gli obblighi normativi, e in coordinamento con la Capogruppo, RFI, in continuità con lo scorso anno, ha contribuito alla predisposizione del Report Integrato di Gruppo che include nella Relazione Finanziaria le informazioni necessarie alla comprensione degli impatti, dei rischi e delle opportunità del Gruppo relativi alle tematiche di sostenibilità, nonché le informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le suddette tematiche influiscono sull’andamento del Gruppo e sui suoi risultati.

Nell’autunno 2025 è stato quindi avviato il processo di rendicontazione di sostenibilità 2025 che ha coinvolto anche le società controllate Grandi Stazioni Rail S.p.A., Blujet S.r.l., Infrarail S.r.l., Italferr S.p.A. (FS Engineering S.p.A. dal 1° marzo 2026) coordinate da RFI.

Di seguito si riportano i principali risultati societari in ambito energia e ambiente dell’ultimo biennio.

In ambito energia i risultati 2025 evidenziano, rispetto all’anno precedente:

Energia

elettrica*

cui da Garanzia

* Include, oltre all’energia elettrica MT/BT, l’energia elettrica AT utilizzata dai treni diagnostici e da altri mezzi di lavoro di RFI e non include l’energia elettrica AT assorbita dai treni delle imprese ferroviarie che operano sulla rete gestita da RFI

• per l’energia elettrica per “usi interni”, il cui consumo complessivo si attesta a circa 508 GWh, un andamento pressoché costante (+1%).

• per il gasolio, il cui consumo complessivo si attesta a circa 18,6 milioni di litri, un aumento (6%) riconducibile all’effetto combinato di: ‒ una diminuzione dei consumi di gasolio per il riscaldamento (-290 mila litri dovuta principalmente alla progressiva conversione/dismissione di alcuni impianti alimentati a gasolio) e per la trazione ferroviaria (-109 mila litri);

‒ un aumento dei consumi di gasolio per l’attività di navigazione ( +863 mila litri, dovuta a un maggior numero di corse effettuate su richiesta delle imprese ferroviarie e l’aggiunta di una

corsa straordinaria della nave N/T Iginia che ha effettuato il trasporto della fiaccola olimpica) e per l’alimentazione degli autoveicoli aziendali (+620 mila litri dovuto alla necessità di incrementare il numero di veicoli a noleggio a lungo termine ed in generale il loro utilizzo per maggiori esigenze di servizio);

• per il gas naturale, il cui consumo si attesta a circa 6,7 milioni Smc, un andamento pressoché costante (-3%).

Da segnalare una lieve diminuzione di circa il -5% dell’energia elettrica per trazione – pari complessivamente a circa 5.595 GWh (di cui circa 6 GWh autoprodotta).

In tema ambiente, i risultati 2025 evidenziano, rispetto all’anno precedente:

Acqua

• per le acque, il cui prelievo complessivo si attesta a circa 11 milioni di mc, un decremento pari a circa il -3% principalmente connesso all’ottimizzazione

Rifiuti

• per i rifiuti speciali, la cui produzione complessiva risulta pari a circa 206 mila tonnellate, una riduzione rispetto all’anno precedente (-4%), riconducibile all’effetto combinato di:

‒ un decremento dei rifiuti speciali non pericolosi, attribuibile a minori produzioni di ferro, acciaio, cemento e rame connesse ad attività di cantiere;

‒ un lieve aumento dei rifiuti speciali pericolosi (2%).

dell’utilizzo della risorsa idrica e alla tempestiva riparazione di alcune perdite.

• si mantiene sostanzialmente invariata nel biennio sia la proporzione tra rifiuti speciali non pericolosi (90%) e pericolosi (10%), che la quota dei rifiuti speciali inviati a recupero che si attesta a circa il 99% a conferma del costante impegno dell’azienda nella corretta gestione dei rifiuti.

La Carta dei Servizi

Nel 2025 RFI ha pubblicato on line sul sito societario la propria Carta dei Servizi (rif. Dir. P.C.M. 27.1.1994, D.P.C.M. 30.12.1998) per comunicare ufficialmente i risultati raggiunti nel 2024 e gli obiettivi fissati per il 2025 in relazione alla qualità dei servizi offerti al pubblico negli ambiti individuati dalla normativa (c.d. fattori di qualità) e declinati in base alle specificità societarie.

Riferiti a 16 indicatori rappresentativi dei diversi fronti di azione e di attenzione della Società di maggiore

rilevanza per il pubblico, gli obiettivi 2025 sono stati rispettati, sia quelli riferiti alla qualità percepita, collegati alle indagini di customer satisfaction svolte dall’Osservatorio di Mercato attraverso oltre 180mila interviste a viaggiatori in partenza nelle 760 stazioni della rete che raccolgono da sole quasi il 92% dei viaggiatori totali, sia quelli riferiti alla qualità offerta, verificati tramite monitoraggio interno/di terzi. Tra questi ultimi, risulta ancora in fase di consolidamento l’indicatore relativo alla sicurezza della circolazione.

In relazione alla qualità dei servizi offerti, sono stati raggiunti gli obiettivi di:

sostenibilità: RFI ha individuato e raggiunto obiettivi che puntano a rafforzare gli strumenti strategici e operativi in chiave ESG, avviando processi di certificazione con Protocolli di Sostenibilità di alcuni tra i più importanti progetti di riqualificazione di stazioni esistenti, mentre sul piano strategico, ha promosso iniziative di coinvolgimento delle Comunità e di valorizzazione dei territori anche attraverso la trasformazione delle linee ferroviarie dismesse.

servizi alle persone con disabilità e a ridotta mobilità (PRM): con riferimento all’accessibilità in autonomia, RFI sviluppa interventi volti a rimuovere le barriere che limitano l’accessibilità negli spazi di stazione, così da consentire alle PRM di viaggiare quanto più in autonomia. Per il 2025 sono stati raggiunti gli obiettivi relativi sia al miglioramento dell’accessibilità per almeno 20 stazioni che all’aggiornamento delle specifiche tecniche sull’accessibilità nelle stazioni. Per quanto riguarda l’accessibilità tramite il circuito Sale Blu, il servizio di assistenza gratuito dedicato ai viaggiatori a ridotta mobilità e con disabilità, nel corso del 2025 il servizio è stato ampliato di ulteriori quindici stazioni (obiettivo prefissato dodici) in ottica di un continuo miglioramento della qualità del servizio di assistenza alle PRM. Per il 2025, l’obiettivo sull’effettiva accessibilità è stato raggiunto incrementando di ulteriori 20 stazioni ‘effettivamente accessibili’, ovvero stazioni che tengono conto sia delle caratteristiche infrastrutturali che del servizio di assistenza offerto.

Con riferimento alla qualità percepita, i risultati 2025 dell’OdM evidenziano:

• per i viaggiatori soddisfatti (voti 6-9) si registra, a livello intera rete, una sostanziale stabilità per tutti i macrofattori, con delta prossimi allo zero (rispetto allo scorso anno), le cui percentuali si consolidano sopra il 95%. Si riscontra una crescita nel caso dell’indicatore IaP in condizioni di criticità che si attesta al di sopra del 90% (91,6%) con una variazione positiva di 2.3 punti percentuali (p.p.) rispetto all’anno precedente;

• per i viaggiatori pienamente soddisfatti (voti 7-9), a livello intera rete, si registra un andamento complessivamente positivo nei diversi valori dei macrofattori. In particolare, i viaggiatori pienamente soddisfatti della stazione nel complesso si attestano quasi al 93% (92,9%), con un incremento di 1,5 p.p rispetto al 2024. A registrare un aumento significativo rispetto all’anno precedente è soprattutto l’Iap in condizioni di criticità con un aumento di

3.3 p.p e una percentuale del 78,6% di viaggiatori pienamente soddisfatti. Ulteriori incrementi sono registrati nei macrofattori relativi alla manutenzione e decoro (89,3%, +1,2 p.p.), alla pulizia (92,4%, +1,1 p.p.), all’illuminazione (91,7%, +1,1 p.p.) e all’Iap nel complesso (96,3%, +0,6 p.p.). Gli altri macrofattori hanno evidenziato una sostanziale stabilità dei risultati, registrando variazioni (rispetto allo scorso anno) prossime allo zero. Considerando il dettaglio per network, le grandi stazioni registrano una percentuale di viaggiatori pienamente soddisfatti superiore rispetto a quella rilevata per il network RFI (96,4% vs 91.5%). Trend crescenti per manutenzione e decoro, pulizia e illuminazione sono confermati anche per questi due network. Nel network RFI, sono le principali 100 stazioni a registrare la percentuale più alta di viaggiatori pienamente soddisfatti pari al 92,7%. Le altre RFI si attestano sopra il 90% di viaggiatori pienamente soddisfatti della stazione nel complesso.

Dall’analisi del profilo socio-comportamentale dei viaggiatori emerge che nel 2025 aumenta la percentuale della componente di viaggiatori abituali (+1,7 p.p. rispetto al 2024 di coloro che dichiarano di utilizzare la stazione tutti i giorni o quasi) e di viaggiatori per lavoro (+3,3 p.p.). Lieve flessione si riscontra per coloro che si spostano per motivi di studio (-1,2 p.p.). Infine, si evidenzia un aumento dei viaggiatori che raggiungono la stazione in meno di un quarto d’ora (+1,7 p.p.).

Rispetto alle modalità di accesso in stazione c’è un decremento dell’utilizzo dell’auto (-1.6 p.p.) a favore dei mezzi pubblici (+1.0 p.p.) e dello spostamento a piedi (2.1 p.p.).

Sul fronte delle indagini relative ai servizi Sale Blu continuano a confermarsi i valori di eccellenza, ormai da tempo consolidati, con una percentuale di ‘viaggiatori pienamente soddisfatti’ per il servizio nel complesso che nei primi undici mesi dell’anno è risultata pari al 99,4%.

Cantieri sostenibili

Per attuare un modello integrato di sviluppo di infrastrutture sostenibili in tutte le fasi di gestione degli investimenti, in fase di costruzione RFI promuove “cantieri sostenibili” adottando soluzioni, azioni ed interventi volti alla riduzione degli impatti sull’ambiente, alla promozione processi di economia circolare, alla salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi. La progettazione ambientale riveste un ruolo determinante per migliorare l’interazione con il territorio di riferimento e le popolazioni coinvolte. A tal proposito vengono sviluppati, ove previsto, elaborati progettuali specifici, quali il Progetto Ambientale della Cantierizzazione (PAC)

e Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA), atti ad individuare gli aspetti ambientali significativi correlati alle lavorazioni di cantiere, nonché le misure di mitigazione e le attività di monitoraggio ambientale necessarie a garantire un corretto presidio ambientale del cantiere. Inoltre, RFI promuove sinergie operative per implementare ed attuare politiche di sostenibilità in cantiere e stimolare scelte sostenibili da parte dell’intera supply chain, con particolare riferimento alle nuove opere infrastrutturali.

Nello specifico, l’impegno di RFI per realizzare cantieri sostenibili passa attraverso l’integrazione delle prescrizioni contrattuali per richiedere un impegno concreto alle imprese, ai fornitori, ai produttori di materiali da costruzione nell’adozione di politiche di sostenibilità in cantiere orientate alla salvaguardia ambientale, all’uso efficiente delle risorse in un’ottica di circular economy, alla riduzione della Carbon Footprint dell’opera, alla tutela e valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici, ambientali e della biodiversità. Inoltre, nelle convenzioni d’appalto viene richiesta l’applicazione in cantiere di sistemi di gestione ambientale in conformità alla norma UNI EN ISO 14001.

Tra le iniziative già in corso si evidenzia l’integrazione del Disciplinare di gara nell’ottica di prevedere criteri premiali per richiedere agli Appaltatori un impegno concreto sulle politiche di sostenibilità con particolare riferimento all’approvvigionamento di materiali sostenibili a minor impronta ambientale secondo un approccio Life Cycle Assessment, certificati con etichette ambientali di prodotto di Tipo III (“Dichiarazione Ambientale di Prodotto” o “Environmental Product Declaration” – EPD ai sensi della ISO 14025).

GESTIONE AMBIENTALE

Nel corso dell’esercizio RFI ha portato avanti numerose attività di tutela e valorizzazione ambientale nell’ambito del proprio Sistema di Gestione Ambientale (SGA), incardinato nel Sistema integrato di gestione della sicurezza descritto nel paragrafo “La nostra azienda” ed applicato nel governo sia delle attività espletate direttamente dal personale della Società sia di quelle svolte tramite appaltatori. In base ad esso, in tutte le unità produttive della Società coinvolte nella gestione ambientale, sono presenti specialisti ambientali che svolgono funzioni di natura preparatoria, istruttoria, di raccolta ed elaborazione dati e di assistenza all’espletamento dei compiti attribuiti in materia. Gli specialisti ambientali svolgono anche funzioni di supporto tecnico/operativo per la gestione di tutti gli aspetti ambientali di pertinenza della propria unità quali ad esempio quelli relativi ai rifiuti, agli scarichi idrici, alle problematiche connesse al rumore derivante dalle attività di manutenzione della linea, ai prelievi idrici, alle emissioni in atmosfera connesse alla presenza di impianti termici, all’impiego di sostanze pericolose per le lavorazioni, all’utilizzo di diserbanti lungo la linea ferroviaria per il contenimento

della vegetazione infestante, ecc. Questo tipo di organizzazione, capillarmente inserita nei contesti di lavoro della Società, oltre ad assicurare la corretta gestione delle variabili ambientali in conformità ai disposti normativi, al sistema di gestione interno e alla politica ambientale societaria, consente, a tutti i livelli, di mantenere costante il confronto e la collaborazione con i principali stakeholder di RFI, a partire dagli enti di governo dell’ambiente e del territorio, di promuovere il coordinamento in materia con le altre Società del Gruppo così come la consapevolezza ambientale tanto del personale di RFI quanto dei suoi fornitori e di favorire il dialogo con le associazioni e gli organismi di rappresentanza dei viaggiatori e della collettività.

Nel corso dell’anno sono state emanate le nuove Procedure del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) e del Sistema di Gestione della Sicurezza e Salute sul Lavoro (SGL), in materia di gestione dei gas fluorurati a effetto serra e di gestione degli F-gas.

Sono stati inoltre pubblicati gli elenchi aggiornati degli obblighi che RFI deve rispettare in materia di tutela ambientale e di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

PROCEDIMENTI E CONTENZIOSI

Premessa

La presente sezione riporta il dettaglio dei procedimenti giudiziari civili e penali di maggior rilievo in essere al 31 dicembre 2025 e che hanno avuto evoluzioni nel corso del 2025. A tutt’oggi, e salvo ove diversamente specificato, non sono emersi elementi che possano far ritenere che la Società sia esposta a passività potenziali o a perdite di una qualche consistenza, né allo stato si ritiene di avere cognizione di elementi tali che possano apprezzabilmente interessare la sua posizione patrimoniale, economica e finanziaria. Inoltre, ricorrendone le circostanze, la Società si è costituita parte civile.

Con riferimento ai procedimenti giudiziari penali, avviati nel tempo da alcune Procure nei confronti di ex o attuali rappresentanti della Società, si evidenzia che nel corso del 2025, ad eccezione di quelle di seguito rappresentate, non vi sono state condanne in via definitiva a carico di vertici societari (Organi sociali, Direttori Generali) per:

• delitti di natura dolosa di particolare gravità comportanti un rilevante danno per la Società, ovvero che abbiano determinato l’applicazione di misure interdittive;

• delitti di natura dolosa che rientrano tra quelli contemplati nel D.Lgs. 231/2001;

• per gli ulteriori delitti di natura dolosa che rientrano tra quelli contemplati nella Legge 190/2012. Inoltre, il dettaglio dei contenziosi e procedimenti significativi in essere nei confronti del personale dipendente, di terzi fornitori di servizi e/o appaltatori, del fisco, delle Regioni per contestazioni, etc. per i quali, ove ne ricorrano le condizioni, si è proceduto ad effettuare accantonamenti negli specifici fondi rischi ed oneri è invece riportato nelle Note al bilancio cui si rinvia, come anche la descrizione delle attività e passività potenziali.

Per i procedimenti o contenziosi che non hanno visto evoluzioni di rilievo nell’esercizio, si rinvia a quanto riportato in dettaglio nell’analoga sezione della Relazione Finanziaria Annuale 2024.

Procedimenti D. Lgs. 231/2001

Si rappresentano di seguito i procedimenti penali D.Lgs. 231/2001 che nel corso dell’anno hanno subito evoluzioni nonché i procedimenti di nuova comunicazione.

Evoluzioni

Con riferimento al procedimento penale n. 3651/18

RGNR iscritto presso la Procura della Repubblica di Milano a seguito dell’incidente ferroviario occorso in data 25 gennaio 2018, in Località Seggiano di Pioltello - che ha interessato il treno regionale n. 10452 della impresa ferroviaria Trenord S.r.l. (in servizio commerciale nella tratta tra Cremona e la Stazione di Milano Porta Garibaldi), che ha causato il decesso di tre passeggeri ed il ferimento di altri – sono stati iscritti inizialmente nel registro degli indagati dirigenti e dipendenti di RFI e la stessa Società per responsabilità amministrativa ai sensi del D. Lgs. 231/01.

In data 25 febbraio 2025 il Tribunale Collegiale ha emesso sentenza con la quale ha assolto la Società dall’illecito amministrativo di cui all’art. 25 septies d.lgs. 231/01 per insussistenza del reato presupposto. Per quanto riguarda le persone fisiche ha ritenuto provata la responsabilità del Capo Unità Manutentiva, condannandolo alla pena di 5 anni e 3 mesi di reclusione, mentre ha assolto tutti gli altri imputati dai reati di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni colpose, per non aver commesso il fatto, nonché, limitatamente agli imputati ai quali era contestato, dal reato di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro perché il fatto non sussiste. Il Collegio ha altresì dichiarato non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati in ordine al reato di lesioni colpose per intervenuto difetto di procedibilità, a seguito dell’esclusione dell’aggravante della normativa antinfortunistica, relativamente a 54 persone offese che non presentarono querela.

Con riferimento alle statuizioni civili, il Tribunale ha condannato il CUM, in solido con il responsabile civile RFI, alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili costituite (45 persone fisiche), nonché al risarcimento dei danni patiti dalle stesse liquidate a titolo di provvisionale; infine, al risarcimento dei danni patiti dalla parte civile FILT CGIL liquidati in via equitativa e definitiva.

La sentenza è stata impugnata dalla Procura di Milano per alcune posizioni, anche nei confronti della Società responsabile 231. Contestualmente hanno proposto

appello anche il CUM condannato ed RFI quale responsabile civile.

Fissata l’udienza innanzi la Corte di Appello di Milano per il giorno 9 giugno 2026.

In riferimento al procedimento penale n. 4309/23

RGNR pendente innanzi la Procura di Ivrea – afferente all’investimento mortale di 5 operai di una impresa subappaltatrice addetta ai lavori di manutenzione sull’infrastruttura da parte di un treno nei pressi della stazione di Brandizzo- si rappresenta che in data 24 luglio 2025, la Procura di Ivrea ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, dal quale si è appreso che, a fronte delle iniziali contestazioni, in ambito RFI sono indagati per i reati di omicidio colposo plurimo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 589, commi I, II e V c.p) e di disastro ferroviario colposo (art. 449 in relazione all’art. 430 c.p.), oltre che le persone fisiche (CSE e Responsabile SO Ingegneria) e la Società, attinta da responsabilità amministrativa ex d.lgs 231/01, già iscritte nel registro delle notizie di reato, anche l’AD pro tempore in carica alla data dell’incidente e l’AD precedentemente in carica fino al 19 maggio 2023, il Direttore Direzione Operativa Infrastrutture, il Direttore Circolazione, il Direttore pro tempore della Direzione Operativa Infrastrutture Territoriale di Torino (di seguito DOIT Torino), la Responsabile pro tempore della struttura “Circolazione Area Torino”; il Responsabile pro tempore dell’Unità Territoriale Torino linee nodo della DOIT, il Direttore Lavori pro tempore, dipendente di RFI in servizio presso la DOIT Torino, lo Specialista cantieri della UMLV2 e il Responsabile dell’UMLV2 (CUM).

Per quanto riguarda le Società esterne, sono indagati 5 esponenti della Impresa subappaltatrice, 3 esponenti dell’Appaltatore nonché le medesime Società ai sensi del D.lgs. 231/01.

Altri procedimenti penali rilevanti

Si rappresentano di seguito le evoluzioni nel corso del 2025 degli altri procedimenti penali rilevanti e di quelli pendenti nei confronti di personale di RFI, nei quali quest’ultima è costituita in giudizio in qualità di responsabile civile e per i quali non è operativa una copertura assicurativa.

Evoluzioni

Procedimento penale n. 524/2020–RGNR - incardinato presso la Procura della Repubblica di Lodi, riguardante ipotesi di responsabilità amministrativa a carico della Società in relazione allo svio del treno AV 9595 avvenuto in Livraga il 6 febbraio 2020 a seguito del quale hanno perso la vita i due macchinisti:

• rito abbreviato: il Giudizio di Appello si è concluso in data 4 marzo 2025 con conferma della condanna

dei due operai che avevano svolto l’attività manutentiva sul deviatoio la notte dell’evento, riducendo la pena di 3 anni di reclusione, comminata in primo grado, in 1 anno e mesi 8 di reclusione (con concessione della sospensione condizionale della pena e non menzione della condanna). I due dipendenti condannati hanno rinunciato al ricorso per Cassazione; pertanto, la pronuncia è divenuta definitiva;

• rito ordinario: in data 16.12.25 il Tribunale Collegiale di Lodi ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti del responsabile pro tempore della Direzione Produzione alla pena di anni 3 e mesi 5 di reclusione, con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Contestualmente sono stati condannati i due operai di Alstom, rispettivamente, alla pena di anni 2 e 8 mesi di reclusione, l’operaio assemblatore dell’attuatore, e anni 2 e mesi 10 di reclusione, il collaudatore, mentre sono stati assolti per non aver commesso il fatto gli altri due esponenti di Alstom imputati (responsabile funzione produzione e System Program Manager).

Per quanto riguarda le statuizioni civili, il Tribunale ha condannato il dirigente di RFI al risarcimento dei danni patiti dalla parte civile FILT CGIL liquidati in via equitativa e definitiva in complessivi 50.000 euro con statuizione provvisoriamente esecutiva oltre alle spese di giudizio (il sindacato non era costituito parte civile nei confronti dei due operai Alstom condannati).

Procedimento penale n. 6305/2009 RGNR relativo all’incidente occorso in Viareggio il 29 giugno 2009: in data 27 maggio 2025 è stata data lettura del dispositivo della decisione emessa dalla decisione della Corte d’Appello di Firenze, sezione Seconda Penale. Il predetto giudizio scaturisce dal rinvio disposto dalla Corte Suprema di Cassazione, Terza Sezione Penale, la quale con sentenza n. 30805 del 15 gennaio 2024 (dep. il 26 luglio 2024) - ritenuta definitivamente accertata la responsabilità per i fatti occorsi a Viareggio a carico di tutti gli imputati - ha annullato la pronuncia emessa nell’ambito del precedente fase di appello in data 30 giugno 2024 (c.d. appello bis) nei confronti dell’AD pro tempore di FS anche nel ruolo di AD di RFI, dell’AD pro tempore di RFI, dell’AD pro tempore di Cargo Chemical anche nel ruolo di responsabile della BU di FS Logistica, nonché degli imputati esterni al Gruppo FS per nuovo giudizio “limitatamente all’entità della riduzione di pena per le circostanze attenuanti generiche”, riconosciute dai Giudici dell’appello nella misura ridotta di 1/9.

Ad esito del giudizio di rinvio, la sezione Seconda Penale della Corte di Appello di Firenze con il dispositivo del 27 maggio 2025 ha confermato le pene già comminate dalla Prima Sezione Penale della Corte d’Appello di Firenze il 30 giugno 2024 di seguito riportate: anni 5 di

reclusione per l’AD pro tempore di FS e prima di RFI; anni 4, mesi 2 e giorni 20 di reclusione per l’AD pro tempore di RFI; anni 4 di reclusione per l’AD pro tempore di Cargo Chemical anche nel ruolo di responsabile della BU di FS Logistica; per gli imputati esterni al Gruppo FS, pene che vanno da un minimo di anni 2, mesi 6 e giorni 10 di reclusione a un massimo di anni 6 di reclusione. Avverso la suddetta pronuncia, i difensori degli imputati hanno proposto ricorso in Cassazione in relazione al quale si è in attesa della fissazione della data d’udienza. RFI nella qualità di responsabile civile ed i due AD pro tempore della medesima Società hanno proposto avverso la predetta pronuncia della Corte di Cassazione del 2024 ricorsi innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, rispetto ai quali si è in attesa di fissazione di giudizio. Sono stati presentati, inoltre, ricorsi straordinari ai sensi dell’art. 625 bis c.p.p. in relazione ai quali la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata, in data 27 febbraio 2026, con sentenza che ha ritenuto i ricorsi inammissibili.

Procedimento n. 503034/2012 RGNR iscritto presso la Procura della Repubblica di Rossano e successivamente trasferito presso la Procura di Castrovillari, relativo all’investimento da parte di un treno di un autoveicolo con a bordo sei persone presso il Passaggio a Livello Privato al km 155+849 della tratta Rossano C. – Mirto Crosia, in data 21 novembre 2025 il Tribunale di Castrovillari ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di tutti gli imputati perché il fatto non sussiste. Il Pubblico Ministero ha presentato appello limitatamente alla posizione di tre imputati.

Procedimento penale n. 3216/2017 (al quale sono stati riuniti i pp nn. 14614/21 e 270/2022 rgnr) iscritto dalla Procura di Torino a carico del medico dell’impianto OGR di Torino nel periodo dal 12/1970 all’11/1979 in relazione al decesso e alla malattia per esposizione ad amianto di alcuni lavoratori che prestavano l’attività presso il suddetto impianto. Nel corso dell’Udienza Preliminare il GUP, preso atto delle istanze di citazione del responsabile civile avanzate dalle parti civili, ha disposto la citazione del responsabile civile RFI. Il primo grado di giudizio si è concluso il 24 marzo 2025 con sentenza emessa dal Tribunale di Torino che ha: i) dichiarato l’intervenuta prescrizione per le ipotesi di lesione contestate; ii) assolto l’imputato in relazione all’omicidio di colposo di talune persone offese; iii) condannato l’imputato alla pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione in relazione al decesso di altre persone offese; iv) condannato l’imputato e il responsabile civile, in solido tra loro, al risarcimento del danno nei confronti della parte civile INAIL nonché alla rifusione delle spese processuali.

RFI, in qualità di responsabile civile, ha proposto appello avverso la sentenza di condanna e resta in attesa di

fissazione del giudizio di appello.

Procedimento penale n. 649/17 RGNR pendente in fase dibattimentale innanzi al Tribunale di Trento nei confronti, tra gli altri, di alcuni dirigenti responsabili di RFI per il reato contravvenzionale p. e p. dall’art. 659 cp. In data 24 settembre 2025 il Tribunale di Trento ha emesso sentenza di assoluzione ex art. 129 co 2 cpp nei confronti di tutti gli imputati.

Procedimento penale n. 8127/2014 RGNR, relativo al crollo del muro di Villa d’Elboeuf in data 5 febbraio 2014, incardinato dalla Procura di Napoli, nell’ambito del quale RFI è costituita parte civile – relativamente alla condotta di omissione di lavori su costruzioni che minacciano rovina ed interruzione di pubblico servizio degli imputati riferibili alla società Invest S.r.l., proprietaria dell’immobile ed esecutrice dei lavori di consolidamento – ma anche di responsabile civile dalla data del 14 febbraio 2020. Il 4 luglio 2025 (con successive motivazioni depositate il 23 febbraio 2026) il Tribunale di Napoli ha emesso sentenza con la quale ha assolto i due dipendenti di RFI imputati di crollo colposo per non aver commesso il fatto. La Corte ha invece emesso sentenza di condanna nei confronti del custode giudiziario di Villa d’Elboeuf che sarà tenuto al risarcimento dei danni nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana e Invest S.p.A. Per tutti i restanti capi d’imputazione, il Tribunale ha prosciolto gli imputati, in alcuni, per l’intervenuta estinzione del reato per prescrizione e, in altri, perché il fatto non sussiste.

Altre indagini

Evoluzioni

Procedimento AGCM A/519 – Regione Veneto. Rinviando alle precedenti relazioni per maggiori dettagli, si fa presente che in data 6 settembre 2023, con sentenza n. 13627 del 2023, il Tar Lazio ha annullato il provvedimento impugnato (AGCM n. 27878 adottato in data 31 luglio 2019 a conclusione del procedimento A519), escludendo la sussistenza di un collegamento tra l’elettrificazione delle linee e l’affidamento del servizio, sottolineando, anche in ragione dell’affidavit prodotto da RFI fin dal procedimento, che “il programma degli investimenti infrastrutturali è stato, come di regola, elaborato tenendo conto delle indicazioni del Ministero delle Infrastrutture e degli obiettivi strategici indicati dalla programmazione di governo”. In data 4 dicembre 2023 l’AGCM ha notificato a RFI l’atto di citazione in appello per la riforma della sopramenzionata sentenza. RFI si è costituita in giudizio in data 4 gennaio 2024. Il Consiglio di Stato con sentenza contraria numero n.3058/2025 –rg. 9667/2023- pubblicata il 9 aprile 2025 ha accolto il ricorso dell’AGCM.

Ricorso al TAR Lombardia (R.G. 1366/–022) – RFI vs. ARERA per l’annullamento della nota dell’11 maggio 2022 avente ad oggetto “Regime tariffario speciale a favore di RFI – applicazione alla fornitura per usi diversi da trazione”. In data 11 luglio 2022 RFI ha provveduto a notificare all’Autorità citata ed alle altre parti interessate un ricorso al Tar Lombardia, per l’annullamento della nota dell’11 maggio 2022, avente ad oggetto il Regime tariffario speciale a favore di RFI – applicazione alla fornitura per usi diversi da trazione, nonché per l’annullamento della relazione dell’Autorità n. 212/2022/I/Com del 17 maggio 2022, recante la Rendicontazione dell’utilizzo delle risorse destinate al contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nei settori elettrico e del gas naturale, con particolare riferimento al punto 3.2.2. In particolare, viene impugnato il provvedimento di Arera secondo cui, ai sensi dell’art. 29, comma 1, d.l. 24 giugno 2014, n. 91, conv. Con mod. in l. 11 agosto 2014, n. 116, così come modificato dalla l. 20 novembre 2017, n. 167, il Regime tariffario speciale, di cui è titolare RFI ai sensi del d.p.r. 22 maggio 1963, n. 730, sarebbe limitato all’energia di trazione, ritenendo invece esclusa dal suddetto Regime l’energia c.d. “per usi diversi dalla trazione”.

Il ricorso è stato notificato ad Arera, a Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), nonché, agli altri soggetti individuati come cointeressati (MIT, Trenitalia S.p.A. e ITALO S.p.A.).

A seguito della trattenuta operata da CSEA, in esecuzione della suddetta nota Arera, dell’asserito credito relativo alla compensativa “usi diversi dalla trazione” per gli anni 2015 – 2019 a valere sull’importo relativo al conguaglio compensativa “uso trazione” anno 2021 nei confronti di RFI, quest’ultima, in data 10 febbraio 2023, ha notificato atto di motivi aggiunti con sospensiva per l’annullamento dei relativi provvedimenti della Cassa. Con sentenza n. 2874/2023, il TAR Lombardia ha rigettato le difese di RFI. RFI ha impugnato la sentenza avanti al Consiglio di Stato. L’udienza di merito si è tenuta il 17 dicembre 2024, all’esito della quale il Consiglio di Stato ha pubblicato nel 2025 sentenza contraria. In data 26 febbraio 2024, RFI ha inoltre notificato ricorso al TAR Lombardia nei confronti di ARERA e Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) impugnando la Deliberazione ARERA n. 618/2023/R/COM del 27 dicembre 2023 (e la successiva Deliberazione ARERA n. 45/2024/R del 20 febbraio 2024 di rettifica), nella parte in cui, all’art. 36. 1 dell’Allegato A, esclude che il Regime Tariffario Speciale di cui al DPR 730/1963 trovi applicazione ai consumi per usi diversi da quelli relativi ai servizi di trasporto ferroviario eserciti sull’infrastruttura ferroviaria nazionale ad esclusione dei servizi passeggeri espletati sulle linee appositamente costruite per l’alta velocità e alimentate a 25 kV corrente alternata. Si è in attesa di fissazione udienza pubblica.

SNCF Voyages Italia s.r.l. c/ ART – Trenitalia S.p.A.

c/ ART- Italo NTV c/ ART Delibera ART 178/2024

Con ricorso iscritto a R.G. n. 254/2025, Sncf Voyages Italia s.r.l. (“SVI”), in qualità di impresa ferroviaria titolare di Accordo Quadro per l’assegnazione della capacità ferroviaria su rete nazionale, ha impugnato dinanzi al TAR Torino la Delibera ART n. 178/2024 “Indicazioni e prescrizioni al Prospetto Informativo della Rete (PIR) per l’anno 2025 e 2026”, nella parte in cui definisce il concetto di tracce omologhe/canale orario e i criteri di priorità, nonché il PIR 2026, in vigore dal 14 marzo 2025, nella parte in cui ha dato esecuzione alla suddetta Delibera relativamente ai criteri di priorità da applicarsi in sede di programmazione dell’orario di servizio del trasporto passeggeri in Alta Velocità e, comunque, ad ogni criterio di priorità che favorisca, nel bilanciamento tra richieste di tracce in conflitto, in caso di linea satura, le richieste provenienti dalle imprese che già hanno maggiore frequenza sulla tratta, con conseguente impossibilità di retrocedere o assegnare tracce sulla base dei suddetti criteri, asseritamente anticompetitivi. Con ricorso per motivi aggiunti, SVI ha chiesto l’annullamento e, in subordine, la dichiarazione di inefficacia: (i) del PIR 2026, Aggiornato con Disposizione dell’AD n. 15 del 12 dicembre 2024 e n. 2 del 28 febbraio 2025, in parte qua; (ii) della Proposta Definitiva del 14 febbraio 2025 e dell’Accordo Quadro sottomesso in data 14 febbraio 2025, modificato successivamente, e nella sua versione finale dell’8 aprile 2025. Avverso la medesima Delibera 178/2024 e il PIR 2026, Italo NTV e Trenitalia hanno proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entrambi trasposti al TAR Torino con nn. R.G. – rispettivamente – 956/2025 e 973/2025.

All’esito dell’udienza di merito, con sentenze nn. 1638 e 1642 del 17 novembre 2025, il TAR ha accolto i ricorsi rispettivamente di Italo e di Trenitalia. Con sentenza n. 1793 del 9 dicembre 2025, invece, il TAR, in via preliminare, ha disposto la separazione del ricorso principale dal ricorso per motivi aggiunti (avverso la proposta di AQ del 14/2/2025 e l’AQ modificato) per mancanza di connessione. A tale ultimo giudizio, è stato assegnato, quindi, un nuovo numero di ruolo generale (3381/2025) ed è stata fissata udienza in data 16 aprile 2026. Il TAR, con la predetta sentenza, ha poi ritenuto infondato nel merito il ricorso di SNCF, compensando le spese di lite.

Delibera ART 26/2018 Il giudizio è relativo al contenzioso instaurato da RFI avverso l’ART e nei confronti di Trenitalia per l’annullamento della Delibera ART n. 26/2018 recante “Conclusione del procedimento avviato con delibera n. 78/2017 nei confronti di RFI - Adozione del provvedimento sanzionatorio per violazione

dell’articolo 37, comma 14, lettera c), del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112, recante “Attuazione delle direttive 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico” sulla carenza informativa, da parte di RFI, con riguardo a talune di richieste di informazioni formulate dall’ART nell’ambito di un’indagine conoscitiva promossa dalla stessa con precedente Delibera 127/2016 e volta all’analisi dell’impatto dell’introduzione di modalità innovative di esercizio dei treni sul mercato retail dei servizi di trasporto passeggeri rientranti nel segmento di mercato c.d. Open Access Premium.

La sanzione pecuniaria comminata è stata già pagata da RFI.

L’udienza di merito, originariamente fissata al 19 novembre 2024, è stata rinviata al 21 gennaio 2025. Con sentenza n.211 del 24 gennaio 2025 il TAR Torino ha accolto il ricorso presentato da RFI, annullando il provvedimento impugnato. L’ART con ricorso al CDS iscritto con rgn. 3392/2025 del 24 aprile 2025 ha impugnato la sopracitata sentenza. RFI si è costituita in data 23 maggio 2025. L’udienza è stata fissata al 21 maggio 2026.

Delibera ART n. 147/2022

Si fa riferimento alle Delibere ART 126 e 127 del 27 luglio 2023, con cui l’Autorità ha concluso il procedimento sanzionatorio avviato con Delibera n. 147/2022 per la violazione dell’articolo 23, comma 3, del D.lgs. 112/2015 relativamente alle limitazioni nell’assegnazione della capacità quadro di cui al paragrafo 4.4.2.1 del Prospetto Informativo della Rete (PIR) per l’anno 2023. Nello specifico è stato contestato a RFI di aver stipulato accordi quadro aventi ad oggetto capacità superiore alla soglia dell’85% della capacità totale correlata a ciascuna tratta e per singola fascia oraria prevista nella sopra citata disposizione del PIR. RFI – a seguito di specifiche valutazioni condotte anche con l’ausilio del legale esterno incaricato – ha ritenuto opportuno impugnare dinanzi al TAR Piemonte i suddetti provvedimenti. Il ricorso si è definito con sentenza n. 1092/2024 del 28 ottobre 2024 impugnata con atto di appello di RFI del 28 gennaio 2025. Si è in attesa della fissazione di data udienza.

Delibera ART 187/2023

Con Delibera ART n. 187 del 30 novembre 2023 l’Autorità ha dichiarato la non conformità al nuovo modello regolatorio di cui alla Delibera ART n. 95/2023 – che ha revisionato i criteri per la determinazione dei canoni di accesso e utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria approvati con la precedente Delibera n. 96/2015 –di alcuni aspetti della proposta formulata da RFI per la definizione del nuovo sistema tariffario relativo al periodo 2024-2028 per il Pacchetto Minimo di Accesso

(PmdA) all’infrastruttura ferroviaria nazionale, nonché per i Servizi diversi dal Pacchetto Minimo di Accesso erogati. In data 29 gennaio 2024 RFI ha impugnato dinanzi al TAR Piemonte il suddetto provvedimento. In data 13 maggio 2024, RFI ha presentato ricorso per Motivi Aggiunti, a valere anche come ricorso autonomo, avverso la successiva Delibera ART 38/2024, con cui l’Autorità ha dichiarato la non conformità della ulteriore proposta formulata da RFI per la definizione del sistema tariffario per il periodo 2024-2028 e fissato le determinazioni conseguenti per il periodo tariffario 2025-2029.

Con sentenza pubblicata in data 2 aprile 2025, Il TAR Piemonte, dichiarata cessata la materia del contendere per uno dei motivi di diritto del ricorso per motivi aggiunti, ha respinto il ricorso principale ed il ricorso per motivi aggiunti. Il giudizio è pendente al Consiglio di Stato, dinanzi al quale RFI ha promosso appello in data 2 luglio 2025.

Procedimento individuale avviato nei confronti di Grandi Stazioni Rail (GS Rail) con Delibera n. 184/2023 e concluso con Delibera n. 89/2025 Con la Delibera n. 89/2025 del 29 maggio 2025, l’Autorità ha concluso il procedimento individuale avviato nei confronti di GS Rail con Delibera n. 184/2023, avente ad oggetto la metodologia di determinazione delle tariffe relative al periodo 2022–2023 per la messa a disposizione degli spazi regolati di cui all’articolo 13, comma 2, lettera a), del d. lgs. 15 luglio 2015, n. 112. In particolare, le motivazioni sottostanti l’apertura di detto procedimento sono da individuarsi nel ribaltamento in tariffa, da parte di GS Rail, di una serie di voci di costo ritenute non ammissibili da parte dell’Autorità, in quanto violative del principio di correlazione ai costi stabilito dal vigente quadro regolatorio.

RFI, in forza del rapporto concessorio sussistente, è risultata impattata dalle prescrizioni contenute nella Delibera n. 89/2025, finalizzate a ricondurre a piena conformità regolatoria le tariffe applicate da GS Rail.

A tal proposito, il 30 giugno 2025 - in occasione del processo di aggiornamento dei livelli tariffari - il Gestore ha anticipato ai soggetti interessati che le prescrizioni impartite dall’Autorità con Delibera n. 89/2025 avrebbero determinato un impatto sui livelli tariffari del Pacchetto Minimo d’Accesso, per la riallocazione sul I Pillar di talune partite economiche derivanti dai rapporti contrattuali stipulati con GS Rail. Sono attualmente ancora in corso valutazioni con l’Autorità.

L’Autorità valuterà la proposta del Gestore in occasione della prossima finestra utile per l’aggiornamento dei livelli tariffari (i.e. 30 giugno 2026).

COMPENSI DEGLI AMMINISTRATORI CON DELEGHE

I compensi del Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Amministratore Delegato vengono stabiliti dal CdA nel rispetto della “Direttiva in ordine all’adozione di criteri e modalità per la nomina dei componenti degli organi di amministrazione e di

politiche per la remunerazione dei vertici aziendali delle società controllate direttamente o indirettamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze” del 24 giugno 2013. Presidente del Consiglio di Amministrazione**

Amministratore Delegato e Direttore Generale dalla data del 6 marzo 2025

(*) Gli emolumenti annui lordi fissi sono comprensivi di 25.000,00 euro relativi alla carica di consigliere. (**) Il 6 marzo 2025 l’Assemblea ha nominato il nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione, confermando il compenso previsto nell’ambito del precedente mandato.

INFORMATIVA RELATIVA ALL’ARTICOLO 2497 TER

Nel corso del 2025 il Consiglio di Amministrazione di RFI ha adottato, quale decisione strategica/industriale influenzata dall’attività di direzione e coordinamento formalizzate dalla Holding, l’operazione di conferimento della partecipazione di FSI in Italferr S.p.A. (FS Engineering S.p.A. dal 1° marzo 2026), in favore di RFI, con efficacia dal giorno 8 maggio 2025, approvata dall’Assemblea Straordinaria di RFI in pari data. Si rappresenta, inoltre, che l’Assemblea Straordinaria degli Azionisti di RFI del 2 luglio 2025 ha approvato il Progetto di scissione parziale di RFI in favore di Ferservizi S.p.A., avente ad oggetto il Ramo aziendale “Time Management”, che avrà efficacia dalla data dell’iscrizione dell’atto di scissione presso il registro delle imprese.

Infine, con riferimento alle decisioni strategiche/ industriali influenzate dall’attività di direzione e coordinamento formalizzate dalla Holding, si segnala l’operazione di scissione parziale di RFI S.p.A. in favore di FS ENERGY S.p.A., approvata dall’Assemblea Straordinaria di RFI in data 9 ottobre 2025 e con efficacia dal 1° gennaio 2026. Con “Atto di direzione e coordinamento - Riallocazione infragruppo del Ramo Energy di RFI nell’ambito dell’adozione del nuovo modello realizzativo del “Progetto Energy” FS ha avviato il percorso attuativo del disegno di riassetto societario che vede la riallocazione del cd. “Ramo Energy”. Il “Progetto Energy” è stato delineato con l’obiettivo - inserito tra i target del Piano Strategico 2025-2029 - di rendere

l’approvvigionamento energetico a supporto del servizio ferroviario più sicuro, stabile e affidabile, oltre che più sostenibile (attraverso l’incremento di energia da fonti rinnovabili) e più economico (ottimizzando il costo di approvvigionamento dei consumi non rientranti nel Regime Tariffario Speciale e, pertanto, esposti alla volatilità di mercato). L’operazione è stata valutata quale migliore soluzione per procedere alla riallocazione in FS Energy S.p.A. del “perimetro energetico” costituito dalle risorse, attività, asset e contratti in ambito energetico a maggiore consistenza rappresentato dal Ramo Energy di RFI.

RFI ha inoltre adottato e recepito, a seguito dell’attività di direzione e coordinamento esercitata da FSI, i seguenti atti:

• Modello del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi (SCIGR) (CO n.800/P/AD del 05-062025);

• Strategia fiscale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (CO n.795/AD del 05-03-2025);

• Modello di Governance del Gruppo FS Italiane (CO/I n.173/AD del 05 giugno 2025).

In merito all’attività di direzione e coordinamento esercitata da RFI in qualità di Capogruppo di Settore, ai sensi del precedente Modello di Governance, si

evidenzia che è stato emesso il documento Linee Guida n.07 v.01 “Ottimizzazione del processo di affidamento”. In data 21 marzo 2025 il CdA di FSI ha approvato il nuovo Modello di Governance del Gruppo FS Italiane, adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione di RFI del 17 aprile 2025.

In data 28 novembre 2025 è stata emanata la Comunicazione Organizzativa Intersocietaria n.190/ AD “Modello di BU per la progettazione delle opere di Sviluppo Rete”, finalizzata a definire un modello operativo per la progettazione di infrastrutture ferroviarie, per la BU Infrastrutture – Ferrovie, volto a: I. garantire una governance unitaria delle fasi di progettazione, definendo in modo chiaro ruoli, responsabilità e ambiti di competenza delle Società della BU RFI, Italferr (FS Engineering S.p.A. dal 1° marzo 2026) e Infrarail; II. rafforzare il presidio progettuale e operativo attraverso un approccio integrato e collaborativo, fondato su digitalizzazione dei processi, trasparenza informativa e condivisione delle competenze; III. migliorare l’efficacia complessiva dei processi, riducendo i tempi di attraversamento e innalzando la qualità progettuale, nel rispetto dei principi di sicurezza e sostenibilità.

FATTORI DI RISCHIO

Per lo svolgimento delle attività di risk management RFI, coerentemente con quanto previsto dalla capogruppo FSI, adotta la seguente tassonomia articolata su 4

Mercato

STRATEGICI

Rischi legati ad evoluzioni di mercato, shock macroeconomici e variabilità inattesa degli investimenti

OPERATIVI

Rischi legati al business, alla rete e alle infrastrutture, ai sistemi tecnologici, alla catena di fornitura, all’organizzazione, alla salute e sicurezza, alla gestione dei progetti e al brand

NORMATIVI

Rischi legati alla violazione di leggi e regolamenti, alla modifica del quadro normativo, emissione di atti sfavorevoli, inadempimenti contrattuali e contenziosi

macrocategorie (Strategici, Operativi, Compliance, ESG) che raggruppano specifiche tipologie di rischio:

Rischi derivanti dalle evoluzioni del mercato che possono compromettere o ridurre la capacità di creare valore aggiunto e redditività

Macroeconomico Rischi che descrivono shock macroeconomici che possono interessare un Paese, un continente o avere riflesso su scala mondiale

Finanziario

Rischi che comportano una variabilità inattesa degli investimenti (tasso di cambio, tasso di interesse, liquidità)

Business & Development

Infrastruttura & Mezzi

Technology & Digital

Supply Chain

Persone e Organizzazione

Security

Safety

Progettazione e Realizzazione

Brand e Comunicazione

Rischi che incidono sulla capacità di creare, mantenere e sviluppare business

Rischi che incidono sulla gestione e sullo sviluppo della rete e dell’infrastruttura (ferroviaria e stradale) nonché della flotta (treni, bus, navi)

Rischi legati al processo di transizione digitale, allo sviluppo ed alla gestione dei sistemi IT

Rischi legati alla supply chain (qualifica dei fornitori, processo negoziale, gestione contrattuale)

Rischi derivanti dalla mancanza di competenze interne, inadeguatezza dei programmi di formazione, del processo di pianificazione del turnover e inefficacia delle politiche di assunzione e retention

Rischi legati alla sicurezza fisica e logica di persone, di asset e informazioni di proprietà o sotto la responsabilità del Gruppo FS

Rischi connessi alle attività di tutela ambientale, sicurezza sul lavoro e sicurezza di esercizio

Rischi connessi alla progettazione e realizzazione di commesse, progetti e programmi

Rischi connessi a diffusione di segnalazioni, comunicazioni o altri avvisi con informazioni errate, inesatte o incomplete

Compliance Rischio di violazione delle leggi e dei regolamenti internazionali e/o nazionali

Regolatorio Rischi che prevedono la modifica avversa del quadro normativo e l’emissione di atti/provvedimenti sfavorevoli

Legale e Contrattuale Rischio di gestione dei contenziosi e di inadempimenti contrattuali

ESG

Rischi legati all’ambiente e al cambiamento climatico, a tematiche sociali e di governance

Ambientale

Sociale e tutela dei diritti umani

Governance

Etica

Rischi connessi al cambiamento climatico e alle politiche per la transizione verso una low-carbon economy

Rischi connessi a tensioni sociali e di mancato o minore rispetto dei diritti umani

Rischi connessi alle regole di governo societario ed ai processi di attribuzione di procure e deleghe

Rischi derivanti da comportamenti intenzionalmente scorretti o corruttivi posti in essere da persone all’interno o all’esterno del Gruppo, al fine di ottenere un vantaggio improprio o illecito

Di seguito sono rappresentati in forma sintetica e non esaustiva i principali eventi a cui Rete Ferroviaria Italiana è potenzialmente esposta e le principali azioni di gestione adottate.

Macroeconomico

Volatilità dei prezzi (ad es. commodities, materie prime)

Crisi economico-finanziaria in settori rilevanti per il business

Finanziario

Inadeguata erogazione di contributi o fondi pubblici

Criticità nella definizione o gestione del fabbisogno finanziario

Ricorso alle clausole di flessibilità previste nel Contratto di Programma per copertura temporanea degli extra-costi

Provvedimenti normativi e finanziari per la copertura degli incrementi tariffari

Sinergie tramite benchmarking Europeo su centrali acquisti materiale ferroviario

Ampliamento portafoglio fornitori

Cambiamento modalità di finanziamento degli investimenti da contribuito a remunerato

Ricerca forme di finanziamento alternative

Ampliamento degli ambiti di Due Diligence

Interlocuzioni con gli stakeholder istituzionali per garantire le coperture necessarie

Rinegoziazione degli obiettivi nazionali/comunitari in caso di impossibilità di rispettare i vincoli alla base dei finanziamenti

Rimodulazione dei finanziamenti disponibili a copertura dei progetti prioritari

Ricerca forme di finanziamento integrative tramite progetto OPEN (es. green finance, fondi europei, fondi regionali, fondi di altri ministeri)

Accelerazione del processo di aggiornamento dei Contratto di Programma

Conti economici di Direzione

Ricorso a temporaneo autofinanziamento per garantire la continuità dei servizi erogati e dei cantieri in corso

Rischi Strategici
Rischi
Azioni di mitigazione Opportunità

Rischi Operativi

Rischi Azioni di mitigazione

Business & Development

Criticità nella definizione, implementazione o aggiornamento delle strategie

Criticità nella definizione, implementazione o aggiornamento di iniziative di crescita inorganica

Criticità nello scouting, definizione, sviluppo, implementazione o aggiornamento di soluzioni innovative

Criticità nella definizione o allocazione delle tracce

Criticità nella definizione di accordi con controparti

Criticità nell’erogazione dei servizi di assistenza alla clientela

Infrastruttura e Mezzi

Inadeguatezza o obsolescenza di impianti o attrezzature industriali

Indisponibilità di infrastrutture ferroviarie o stradali

Technology & Digital

Indisponibilità di infrastrutture, strumenti tecnologici o applicazioni

digitali

Inadeguatezza o obsolescenza di infrastrutture, strumenti tecnologici o applicazioni digitali

Supply Chain

Inadeguatezza del tessuto industriale

Criticità nella reperibilità di beni o servizi

Criticità nella definizione o aggiornamento dei fabbisogni

Inadeguata performance di fornitori o appaltatori

Dipendenza da fornitori o appaltatori chiave

Criticità nella definizione delle strategie di acquisto

Costituzione tavoli multidisciplinari per attività di M&A

Definizione di iniziative parallele di crescita organica (es. assunzione di personale specializzato, investimenti in asset/mezzi ferroviari)

Elaborazione di proposte di rimodulazione dei fondi tra progetti d’investimento nel rispetto dei target previsti

Rinegoziazione scadenze obiettivi prestazionali

Potenziamento di azioni coordinate per migliorare l’affidabilità e minimizzare gli impatti sulla circolazione sulle principali linee

Rafforzamento del rapporto con le Imprese Ferroviarie attraverso un coinvolgimento attivo

Aggiornamento accordi con Protezione civile

Applicazione piani di emergenza

Diagnostica evoluta e manutenzione predittiva

Contingency Plan

Manutenzione straordinaria degli impianti più vetusti

Adozione di common platform di Gruppo

Iniziative di formazione e sensibilizzazione

Realizzazione nuova Piattaforma integrata TPTM (Traffic Planning/ Traffic Management)

Evoluzione dei sistemi informativi (es: Repository)

Sviluppo di funzioni digitali per il monitoraggio dell’avanzamento dei cantieri su rete in esercizio

Scouting nuovi fornitori

Cooperazione con altre amministrazioni ferroviarie

Favorire ed accelerare la nascita di standard Europei di interfaccia fra componenti e prodotti

Apertura mercato con gare internazionali

Apertura al mercato nel settore ordinario

Misure di supporto alla Supply chain per accesso al credito e a forme di finanziamento

Verifica adeguatezza attuali

Condizioni Generali di Contratto

Incontri periodici con Associazione di Categorie

Potenziamento del Vendor Rating

Acquisizione del fornitore / appaltatore o di un suo ramo d’azienda

Opportunità

Individuazione nuovi ambiti di capitalizzazione

Nuove opportunità di business dalle gestioni delle Stazioni

Rischi Operativi

Rischi

Persone e organizzazione

Carenza di figure professionali con competenze specialistiche o emergenti (key people)

Criticità nel dimensionamento o allocazione del personale

Criticità nelle relazioni con le organizzazioni sindacali

Security

Distruzione, danneggiamento o furto di asset o beni, aziendali o di terzi

Attacchi cyber a infrastrutture, strumenti tecnologici o applicazioni digitali

Perdita di riservatezza, integrità o disponibilità di dati o informazioni

Criticità nella gestione delle crisi

Accessi fisici non autorizzati a infrastrutture ferroviarie o stradali, a mezzi e ad altri asset

Progettazione e Realizzazione

Criticità nel coordinamento o monitoraggio di commesse, programmi o progetti

Criticità nella validazione, collaudo o messa in servizio

Criticità nella realizzazione

Rischi Normativi

Rischi

Compliance

Non conformità a normative, regolamenti o standard

Regolatorio

Cambiamenti di normative, regolamenti o standard

Atti o provvedimenti sfavorevoli o tardivi

Criticità nelle relazioni con gli stakeholder istituzionali

Azioni di mitigazione Opportunità

Progetto Scuola FS a supporto dello sviluppo di mestieri e competenze specifiche

Sistema di Talent Performance Development Reskilling Retention

Politiche retributive, formative e di diversificazione del lavoro

Sviluppo e ottimizzazione degli strumenti e delle metodologie a supporto dei processi di selezione e formazione

Piano di Diversity & Inclusion e interventi a sostegno delle persone interne al Gruppo (caring interno, politiche sociali, engagement)

Aggiornamento e rafforzamento delle misure di sicurezza tecnologiche ed organizzative

Rafforzamento delle dotazioni di protezione del personale e corsi di formazione specialistica

Verifica dei piani di emergenza attraverso esercitazioni, anche in coordinamento con le imprese a rischio rilevante limitrofe all’infrastruttura

Convenzioni/Protocolli di intesa con Enti e Autorità

Approccio risk based (Project Risk Management)

Cabina di regia FS-PNRR

Reingegnerizzazione e ottimizzazione dei processi

Iniziative di formazione/informazione

Interlocuzioni preventive con gli stakeholder

Rafforzamento strumenti di coinvolgimento degli stakeholder e integrazioni con strumenti innovativi delle modalità di ingaggio

Rafforzamento delle interlocuzioni con le Istituzioni

Monitoraggio e tempestivo recepimento dell’evoluzione normativa e regolamentare

Rischi ESG

Rischi Azioni di mitigazione Opportunità

Ambientale

Calamità naturali Eventi meteoclimatici estremi

Etica

Corruzione, frodi o accordi collusivi tra dipendenti e controparti, pubbliche o private

Governance

Criticità nella definizione o attuazione delle relazioni tra le funzioni aziendali o le Società del Gruppo

Attuazione del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici

Stipula polizza assicurativa eventi catastrofali (CATNAT)

Codice Etico di Gruppo

Policy Anti-Corruption di Gruppo Definizione di procedure e adozione di strumenti di whistleblowing Modelli di gestione e controllo societari

Adesione al Global Compact delle Nazioni Unite

Campagne di formazione, informazione e comunicazione interna ed esterna

Sottoscrizione di convenzioni, protocolli e accordi con Enti e Autorità

Predisposizione di flussi informativi più efficaci verso le Società del Gruppo

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Le più recenti previsioni sull’economia mondiale indicano che la crescita globale nel 2026 si manterrà intorno al 3,3%, sostenuta da forti investimenti in tecnologie, legate anche agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, e da un temporaneo allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Nonostante ciò, permangono rischi al ribasso, soprattutto legati alla possibilità di nuove escalation tariffarie ed alle persistenti tensioni geopolitiche in varie aree del mondo.

Sul fronte degli scambi internazionali, il quadro resta incerto: i recenti dazi introdotti dagli Stati Uniti nel 2025 continuano a incidere sui flussi commerciali globali ed a generare riallocazioni delle catene del valore, pur non avendo determinato un collasso del commercio.

La politica commerciale statunitense, basata su dazi generalizzati e su interventi settoriali, mantiene dunque un ruolo centrale nel plasmare le prospettive del commercio mondiale per il 2026.

Nell’area dell’euro, la crescita rimane moderata. Le stime più recenti indicano un aumento del PIL pari all’1,3% nel 2026, sostenuto da investimenti pubblici, salari reali in aumento e condizioni finanziarie gradualmente più accomodanti. Il settore manifatturiero prosegue nella sua debolezza, con performance ancora fiacche soprattutto in Germania, mentre il comparto dei servizi mostra segnali di rallentamento.

L’inflazione nell’area si sta riportando verso l’obiettivo della BCE: dopo aver oscillato intorno al 2% nel 2025, è prevista una discesa verso l’1,7–1,9% nel 2026, grazie all’attenuazione delle pressioni sui prezzi non energetici ed alla normalizzazione dei costi nel settore dei servizi. In Italia, la crescita economica continua a essere contenuta ma positiva. Le ultime proiezioni ufficiali indicano un aumento del PIL pari allo 0,8% nel 2026, trainato prevalentemente dalla domanda interna, grazie a consumi in graduale rafforzamento e ad investimenti sostenuti dall’attuazione del PNRR.

La manifattura mostra ancora un profilo debole, in linea con il resto dell’area euro, mentre il settore delle costruzioni continua a beneficiare in modo significativo dei progetti finanziati dal PNRR. L’inflazione, in ulteriore rallentamento, dovrebbe attestarsi intorno all’1,3–1,4% nel 2026.

Nel complesso, le prospettive indicano che la crescita italiana potrebbe rafforzarsi leggermente nei prossimi anni, pur rimanendo su livelli moderati, e continuerà a dipendere dall’evoluzione del contesto internazionale e dalle politiche commerciali globali.

Tuttavia, il nuovo contesto geopolitico e le ripercussioni globali derivanti dalla nuova crisi in Medio Oriente, con

le recenti tensioni iniziate il 28 febbraio 2026 con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha anche comportato la parziale chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali checkpoint energetici globali, potrebbe comportare revisioni anche rilevanti del contesto sopra rappresentato.

La Società è focalizzata al raggiungimento degli obiettivi in ambito investimenti, come delineati nel Piano industriale 2026-2035, attraverso l’attivazione di tutte le leve necessarie a garantire la continuità e la disponibilità dei fattori produttivi indispensabili per la prosecuzione delle opere in corso ed all’avvio di nuovi progetti, ponendo particolare attenzione ai rapporti con la supply chain.

Particolare rilievo assume la data del 30 giugno 2026, data entro la quale la Società è impegnata e pienamente ingaggiata per assicurare il raggiungimento di target e milestone in coerenza con la revisione del PNRR (Misura 3 Componente 1) approvata con Decisione del Consiglio Europeo in data 17 giugno 2025.

Di assoluta rilevanza permangono i temi legati alla sicurezza e alla qualità del servizio. Sul fronte sicurezza, saranno garantite le azioni trasversali legate al mantenimento in efficienza dell’infrastruttura e all’adeguamento agli standard di sicurezza e cybersicurezza, sia in termini di attività ordinarie che di investimento.

Per quanto concerne la qualità del servizio, gli obiettivi strategici del Piano di impresa individuano la necessità di sostenere il miglioramento dei servizi erogati alle Imprese Ferroviarie ed ai clienti finali, concentrandosi in primis sulla puntualità, quale principale fattore abilitante. Le azioni già messe in campo hanno portato, nel 2025, un generale miglioramento della puntualità di tutti i segmenti rispetto agli obiettivi prefissati, come meglio descritto in apposita sezione della presente relazione.

Sul piano finanziario, l’andamento atteso degli investimenti, unitamente alla prevedibile permanenza della discrasia tra i tempi di incasso delle risorse statali e comunitarie ed il pagamento dei fornitori, richiedono di proseguire con particolare attenzione le interlocuzioni con i competenti Ministeri finalizzate alla identificazione delle modalità di copertura dei fabbisogni finanziari indifferibili afferenti al Contratto di Programma parte Investimenti e parte Servizi, rammentando che la Società ha iscritto nel proprio Bilancio crediti verso i competenti

Ministeri per circa 9 miliardi di euro. Le suddette interlocuzioni, attuate in stretto coordinamento con la Capogruppo, potranno concretizzarsi in accelerazioni degli iter normativi ovvero attraverso interventi normativi ad hoc (es. anticipazioni a valere di risorse future), al fine di garantire l’equilibrio economico e finanziario del Gestore ed il rispetto delle obbligazioni contrattuali in essere. In tal senso, in data 11 marzo 2026 è stato adottato il DecretoLegge 11 marzo 2026, n.32 “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni” che ha autorizzato la spesa per complessivi 2.800 milioni di euro, di cui 1.800 milioni di euro per il 2026 e 1.000 milioni di euro per il 2027, ai fini della riduzione dell’esposizione debitoria di RFI. In ogni caso, la Capogruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con una lettera del 4 marzo 2026 avente ad oggetto “Going concern - supporto finanziario alle Società controllate del Gruppo FS”, ha manifestato la disponibilità a

continuare a fornire alla Società il supporto finanziario necessario per consentire il regolare svolgimento delle attività operative. In coerenza il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nella seduta del 12 marzo 2026, ha deliberato idonei strumenti finanziari a copertura dei fabbisogni RFI.

Infine, dovranno proseguire parimenti le attività finalizzate ad identificare fonti di finanziamento alternative attraverso la candidatura di progetti eligibili al finanziamento tramite Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, ovvero tramite la programmazione comunitaria 2021-2027, quali i Programmi Operativi Nazionali (PON) e Regionali (POR), il Programma di finanziamento delle reti TEN (Connecting Europe Facility), con particolare attenzione all’evoluzione della normativa e dei finanziamenti sulla Mobilità Militare.

Per il Consiglio di Amministrazione

La Presidente

CONTO ECONOMICO

Risultato prima delle imposte

Imposte sul reddito (15)

Risultato di esercizio delle attività continuative

Risultato delle attività destinate alla vendita al netto degli effetti fiscali

* Per una più corretta comparazione dei dati 2024, sono state operate riclassifiche dalla voce “Altri costi operativi” alla voce “Costi per Servizi” per 5.000 mila euro.

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

Risultato netto di esercizio

Componenti che non saranno riclassificate successivamente nell'utile/(perdita) di esercizio

Utili (perdite) relativi a benefici attuariali

Effetto fiscale utili (perdite) relativi a benefici attuariali

Riclassifiche delle altre componenti del conto economico complessivo nel conto economico di esercizio

Componenti che saranno riclassificate successivamente nell’utile/ (perdita) di esercizio se sono soddisfatte determinate condizioni

Quota efficace delle variazioni di fair value della copertura dei flussi finanziari (29)

Altre componenti di conto economico complessivo di esercizio, al netto degli effetti fiscali

Conto economico complessivo di esercizio

SITUAZIONE PATRIMONIALE - FINANZIARIA

per la vendita e gruppi in dismissione

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

Patrimonio netto

rilevati direttamente a Patrimonio Netto

Utile/(Perdita)

RENDICONTO FINANZIARIO

di esercizio

Proventi/(oneri finanziari)

(Plusvalenze)/Minusvalenze da alienazione (5) (9) (82.717.281) (98.945.951)

Variazione delle rimanenze (24) (71.448.446) (82.885.363)

Variazione dei crediti commerciali (25) (49.172.982) (51.459.249)

Variazione dei debiti commerciali (35)

Variazione delle altre attività (23) (28) (1.520.344.826) (1.060.652.730)

Variazione delle altre passività (34) 1.659.820.124 (323.713.274)

Utilizzi fondi rischi e oneri (32) (96.706.718) (82.019.174)

Pagamento benefici ai dipendenti (31) (31.614.178) (41.614.219)

Proventi finanziari incassati/oneri finanziari pagati (12)(13) (37.227.817) (71.682.509)

Imposte (pagate)/incassate (15) – –

Flusso di cassa netto generato/(assorbito) da attività operativa 818.462.597 (1.101.424.395)

Investimenti in attività materiali ed investimenti immobiliari (17) (18) (11.429.795.637) (10.567.634.427)

Investimenti in attività immateriali (20) (93.646.016)

Contributi ricevuti per investimenti in attività materiali

NOTE ESPLICATIVE

CRITERI DI REDAZIONE DEL BILANCIO

1. Premessa

RFI è una società costituita e domiciliata in Italia ed organizzata secondo l’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana. La Società ha la propria sede sociale in Roma.

La Società è soggetta alla direzione e coordinamento di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A..

La pubblicazione del presente bilancio è stata autorizzata dagli Amministratori in data 5 marzo 2026 e lo stesso sarà sottoposto all’Assemblea per l’approvazione ed il successivo deposito, entro i termini previsti dalla legge. L’Assemblea ha il potere di apportare modifiche al presente bilancio.

La Società, optando per l’esenzione dal consolidamento prevista dall’IFRS 10, ha redatto il bilancio d’esercizio. Il bilancio consolidato viene redatto da Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., da cui RFI è direttamente controllata. La capogruppo ha sede in Roma, in Piazza della Croce Rossa n. 1, indirizzo presso il quale è possibile ottenere tale documento nei termini e con le modalità previste dalla vigente normativa.

La società PricewaterhouseCoopers S.p.A. è incaricata della revisione legale dei conti per il triennio 2023-2025.

2. Criteri di redazione del bilancio

Il presente bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stato predisposto in conformità ai principi contabili internazionali (International Accounting Standards - IAS e International Financial Reporting Standards - IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB), ed alle interpretazioni emesse dall’IFRS Interpretations Committee (IFRIC) e dallo Standing Interpretations Committee (SIC), riconosciuti nell’Unione Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 e in vigore alla chiusura dell’esercizio (l’insieme di tutti i princípi e le interpretazioni di riferimento sopraindicati sono di seguito definiti “EU-IFRS”). In particolare, gli EU-IFRS sono stati applicati in modo coerente a tutti i periodi riportati nel presente documento.

Si segnala, inoltre, che il presente bilancio è stato redatto sulla base delle migliori conoscenze degli EU-IFRS e tenuto conto della miglior dottrina in materia; eventuali futuri orientamenti ed aggiornamenti interpretativi troveranno riflesso negli esercizi successivi, secondo le modalità di volta in volta previste dai principi contabili di riferimento.

La valuta funzionale della Società è l’euro, base di presentazione del bilancio, che rappresenta la moneta corrente dei paesi in cui la Società opera principalmente; tutti gli importi inclusi nelle tabelle delle seguenti note, salvo ove diversamente indicato, sono espressi in migliaia di euro.

Il bilancio è costituito dalla Situazione patrimonialefinanziaria, dal Conto economico, dal Conto economico complessivo, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario e dalle relative Note; in dettaglio:

• la Situazione patrimoniale - finanziaria è stata predisposta classificando le attività e le passività secondo il criterio “corrente/non corrente” con specifica separazione, se presenti, delle attività/ passività classificate come possedute per la vendita o incluse in un gruppo in dismissione classificato come posseduto per la vendita;

• il Conto economico è stato predisposto classificando i costi per natura con separata evidenza, se presenti, del risultato netto delle continuing operation da quello delle discontinued operation;

• il Conto economico complessivo comprende, oltre al risultato d’esercizio, le altre variazioni delle voci di patrimonio netto riconducibili ad operazioni non poste in essere con gli azionisti della Società;

• il Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto fornisce separata evidenza del risultato di esercizio e di ogni altra variazione non transitata a Conto economico;

• il Rendiconto finanziario è stato predisposto esponendo i flussi finanziari derivanti dalle attività operative secondo il metodo indiretto.

La Relazione finanziaria è inoltre accompagnata dalla Relazione sulla Gestione che correda il Bilancio di esercizio.

Il presente bilancio è stato redatto nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli amministratori hanno verificato l’insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità della Società di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro e in particolare nei prossimi 12 mesi, fermo restando il principio dell’equilibrio economico-finanziario del Gestore ex art.16 D.Lgs 112/2015. La descrizione delle modalità attraverso le quali la Società gestisce i rischi finanziari è contenuta nella successiva Nota 36Gestione dei rischi finanziari.

Il bilancio è stato predisposto sulla base del criterio convenzionale del costo storico, salvo che per i casi in cui è obbligatoria l’applicazione del criterio del fair value.

Si precisa, inoltre, che con il termine “corrente” si intendono i 12 mesi successivi alla data di riferimento del presente documento, mentre per “non corrente” i periodi oltre i 12 mesi successivi alla medesima data.

Nella predisposizione del presente bilancio sono stati applicati gli stessi principi contabili adottati nella redazione del Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2024, ad eccezione di quanto descritto nei successivi paragrafi.

3. Principali principi contabili applicati

Di seguito sono riportate le informazioni rilevanti sui principi contabili e sui criteri di valutazione utilizzati per la redazione del bilancio d’esercizio.

Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari sono iscritti al costo d’acquisto o di produzione, al netto degli ammortamenti accumulati e delle eventuali perdite di valore. Il costo d’acquisto o di produzione include gli oneri direttamente sostenuti per predisporre le attività al loro utilizzo, nonché eventuali oneri di smantellamento e di rimozione, che verranno sostenuti conseguentemente ad obbligazioni contrattuali che richiedano di riportare il bene nelle condizioni originarie. Gli oneri finanziari direttamente attribuibili all’acquisizione, costruzione o produzione di attività qualificate, vengono capitalizzati e ammortizzati sulla base della vita utile del bene cui fanno riferimento. La capitalizzazione degli oneri finanziari è sospesa, fino a quando tutte le operazioni necessarie per predisporre il bene nelle condizioni per garantirne l’utilizzo siano state completate. I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali, sono rilevati nell’attivo patrimoniale nella categoria dei beni a cui si riferiscono.

Gli oneri sostenuti per le manutenzioni e le riparazioni di natura ordinaria sono direttamente imputati a conto economico quando sostenuti. I costi sostenuti successivamente all’acquisto o produzione, per migliorare o sostituire una parte ovvero per effettuare la manutenzione di natura straordinaria di un bene, sono capitalizzati a diretto incremento dello stesso. Ove siano previste verifiche o sostituzioni di pezzi ad intervalli regolari, i relativi oneri vengono capitalizzati nel valore del bene.

L’ammortamento ha inizio nel momento in cui l’attività è disponibile all’uso e viene calcolato sulla base del costo del bene sopra definito al netto del valore residuo,

stimato come valore dell’infrastruttura recuperabile al termine della Concessione.

Gli ammortamenti sono calcolati sistematicamente a quote variabili in base ai volumi di produzione espressi in treni-km. Il treno-km è definito come la percorrenza complessiva dei treni su un’infrastruttura ferroviaria espressa in milioni/anno. In particolare, gli ammortamenti sono calcolati sulla base del rapporto tra le quantità prodotte nell’esercizio e la quantità di produzione totale prevista durante il periodo di Concessione applicato al costo ammortizzabile dell’infrastruttura alla data di Bilancio. Nel merito, in relazione all’infrastruttura, si tiene conto della circostanza in base alla quale gli investimenti futuri, limitatamente a quelli idonei e necessari a garantire un livello di efficienza e di sicurezza dell’infrastruttura stessa pari a quello dell’esercizio corrente (segnatamente le manutenzioni straordinarie ed i rinnovi), in quanto integralmente coperti da contributi e quindi economicamente a carico dello Stato, concorrono alla determinazione della complessiva capacità produttiva dell’infrastruttura. In tal senso, contribuiscono a confermare la capacità produttiva attuale dell’infrastruttura lungo il periodo di durata della Concessione e per tale profilo determinano un impatto sul computo del coefficiente di ammortamento. Nell’ipotesi in cui tali contributi a carico dello Stato non fossero previsti, gli ammortamenti della Rete sarebbero calcolati assumendo come coefficiente quello derivante dal rapporto tra le quantità prodotte nell’esercizio e le quantità di produzione totale previste durante il periodo di Concessione, ma senza tener conto di quelle correlate alle spese future necessarie per mantenere in efficienza l’infrastruttura nel medesimo periodo (segnatamente le manutenzioni straordinarie ed i rinnovi).

Il costo ammortizzabile degli investimenti è dato dalla somma di tutti i costi sostenuti non ancora ammortizzati, compresi eventuali interessi passivi maturati durante e per lo sviluppo delle immobilizzazioni, al netto dei contributi in conto impianti, escludendo dalla base ammortizzabile il previsto valore netto contabile residuo dell’infrastruttura ferroviaria al termine della Concessione, onde tener conto della relativa non gratuita devolvibilità.

Gli immobili, impianti e macchinari che, unitamente alle attività immateriali ed agli investimenti immobiliari, compongono l’infrastruttura ferroviaria sono articolati in sette direttrici secondo la ripartizione riportata nella tabella successiva.

Per ogni direttrice la Società utilizza quale indicatore della quantità prodotta nell’esercizio il numero dei trenikm effettivamente venduti nell’anno e risultanti da specifici sistemi di rilevamento della Società.

Le aliquote di ammortamento utilizzate nell’esercizio 2025 e nell’esercizio 2024 sono riportate nella tabella che segue:

Traversale padana e transiti internazionali (Direttrice A)

Tirrenica Nord e affluenze (Direttrice B)

Dorsale ed affluenze (Direttrice C)

Sud (Direttrice D)

Adriatica e trasversali appenniniche (Direttrice E)

Rete complementare (Direttrice F)

Rete AV/AC (Direttrice G)

Le aliquote per effettuare l’ammortamento delle immobilizzazioni materiali e il valore residuo sono rivisti e aggiornati, ove necessario, almeno alla chiusura di ogni esercizio. I terreni sono ammortizzati solo per la parte relativa agli oneri di bonifica capitalizzati.

Gli immobili, impianti e macchinari non sono più esposti in bilancio a seguito della loro cessione o quando non sono più attesi benefici economici futuri attraverso l’uso o la dismissione; l’eventuale perdita o utile (calcolata come differenza tra il valore di cessione, al netto dei costi di vendita e il valore contabile) è rilevata a conto economico nell’esercizio in cui l’attività è eliminata contabilmente.

Beni in leasing

i. Individuazione

Alla data di inizio di un contratto di locazione o di affitto in generale (inception date, anteriore tra quella di stipula del contratto e quella in cui le parti si impegnano a rispettare i termini contrattuali) e, successivamente, ad ogni modifica dei termini e delle condizioni contrattuali, la Società verifica se lo stesso contiene o rappresenta un leasing. In particolare, un contratto contiene o rappresenta un leasing se trasferisce il diritto di controllare l’utilizzo di un bene identificato, per un periodo di tempo stabilito, in cambio di un corrispettivo.

In presenza di contratti contenenti più componenti, di natura leasing e non leasing, e quindi rientranti sotto altri principi contabili, la Società provvede alla separazione delle diverse componenti.

La decorrenza del leasing inizia quando il locatore mette il bene a disposizione del locatario (commencement date) ed è determinata considerando il periodo non annullabile del contratto, cioè il periodo durante il quale le parti hanno dei diritti e degli obblighi legalmente esecutivi (enforceable) ed include anche i rent-free period. A tale durata si aggiunge:

• il periodo coperto da un’opzione di rinnovo del contratto (“opzione di proroga” o renewal option), quando la Società è ragionevolmente certa di

esercitare tale opzione;

• i periodi successivi alla data di risoluzione (“opzione di risoluzione” o termination option), quando la Società è ragionevolmente certa di non esercitare tale opzione.

Le opzioni di risoluzione detenute solo dal locatore non sono considerate.

La Società ha scelto di non applicare il principio IFRS 16 ai contratti di breve durata (short term lease), ovvero che hanno durata inferiore ai 12 mesi, ed ai contratti di modesto valore (low value item), ovvero quelli in cui il bene, quando nuovo, oppure il valore complessivo del contratto, sono pari o inferiori a 10.000 euro. Per queste tipologie di contratto la Società rileva i pagamenti dovuti come costo con un criterio a quote costanti, o con altro criterio sistematico, se maggiormente rappresentativo.

ii. Contabilizzazione successiva

Alla data di decorrenza del leasing, la Società rileva l’attività per il diritto di utilizzo (Right of Use o RoU) nella corrispondente voce delle immobilizzazioni a seconda della natura del bene, e le passività del leasing (lease liability), classificate nelle voci Passività finanziarie correnti e non correnti. L’attività consistente nel diritto di utilizzo viene inizialmente valutata al costo, comprensivo dell’importo della valutazione iniziale della passività del leasing, rettificato dei pagamenti dovuti per il leasing effettuati alla data o prima della data di decorrenza, incrementato dei costi diretti iniziali sostenuti e di una stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e la rimozione dell’attività sottostante o per il ripristino dell’attività sottostante o del sito in cui è ubicata, al netto degli incentivi al leasing ricevuti. La passività del leasing viene valutata al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati alla data di decorrenza. Ai fini dell’attualizzazione la Società utilizza, quando possibile e se evincibile dal contratto, il tasso di interesse implicito del leasing o, in alternativa, il tasso di finanziamento marginale (incremental borrowing rate IBR). I pagamenti dovuti per il leasing inclusi nella valutazione della passività comprendono

i pagamenti fissi, i pagamenti variabili che dipendono da un indice o un tasso, gli importi che si prevede di pagare a titolo di garanzia sul valore residuo, il prezzo di esercizio di un’opzione di acquisto (che la Società ha la ragionevole certezza di esercitare), i pagamenti dovuti in un periodo di rinnovo facoltativo (se la Società ha la ragionevole certezza di esercitare l’opzione di rinnovo) e le penalità di risoluzione anticipata (a meno che la Società non abbia la ragionevole certezza di non risolvere anticipatamente il leasing).

Successivamente, l’attività per il diritto di utilizzo viene ammortizzata a quote costanti per l’intera durata del contratto, a meno che il contratto stesso non preveda il trasferimento della proprietà al termine della durata del leasing, ovvero il costo del leasing non rifletta il fatto che il locatario eserciterà l’opzione d’acquisto. In tale ultimo caso l’ammortamento sarà il più breve tra la vita utile del bene e la durata del contratto. Le vite utili stimate delle attività per il diritto di utilizzo sono calcolate secondo il medesimo criterio applicato alle voci di immobilizzazioni di riferimento. Inoltre, l’attività per il diritto di utilizzo viene diminuita delle eventuali perdite per riduzione di valore (impairment) e rettificata al fine di riflettere le rimisurazioni della passività del leasing. La passività del leasing, successivamente alla valutazione iniziale alla data di decorrenza, è valutata al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell’interesse effettivo ed è rimisurata in caso di modifica dei futuri pagamenti dovuti per il leasing derivanti da una variazione dell’indice o tasso, in caso di modifica dell’importo che la Società prevede di dover pagare a titolo di garanzia sul valore residuo o quando la Società modifica la sua valutazione con riferimento all’esercizio o meno di un’opzione di acquisto, proroga o risoluzione. Quando la passività del leasing viene rimisurata, il locatario procede ad una corrispondente modifica dell’attività per il diritto di utilizzo. Se il valore contabile dell’attività per il diritto di utilizzo è ridotto a zero, la modifica viene rilevata nell’utile/(perdita) dell’esercizio. Nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, la Società espone le attività per il diritto di utilizzo nelle stesse voci nelle quali sarebbero esposte le attività sottostanti il leasing, se fossero di proprietà, e le passività del leasing tra le altre passività finanziarie. A conto economico gli interessi passivi sulle passività del leasing costituiscono una componente degli oneri finanziari e sono esposti separatamente dalle quote di ammortamento delle attività per il diritto di utilizzo.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari sono proprietà immobiliari possedute al fine di conseguire canoni di locazione e/o per l’apprezzamento del capitale investito e non sono destinati alla vendita nel normale svolgimento dell’attività imprenditoriale. Inoltre, gli investimenti immobiliari non sono utilizzati nella produzione o nella fornitura di beni

o di servizi o nell’amministrazione aziendale. I principi contabili utilizzati per la contabilizzazione della voce in oggetto sono conformi ai criteri precedentemente descritti per la voce “Immobili, impianti e macchinari”. Nel caso in cui venga avviato un progetto di sviluppo con la prospettiva di una vendita futura, gli immobili sono riclassificati nella voce Rimanenze a seguito del cambiamento della destinazione d’uso. Il valore contabile alla data di cambio della destinazione dell’immobile viene assunto come costo per la successiva contabilizzazione tra le rimanenze e ne viene sospeso l’ammortamento.

Le riclassifiche dalla/alla categoria “Investimenti immobiliari” vengono operate solo quando vi è evidenza del cambiamento d’uso dell’immobile, considerando che di per sé un cambiamento delle intenzioni della direzione aziendale circa l’uso dell’immobile stesso non costituisce prova di un cambiamento d’uso.

Attività immateriali

Le attività immateriali sono costituite da elementi non monetari, identificabili e privi di consistenza fisica, controllabili ed atti a generare benefici economici futuri. Tali elementi sono rilevati al costo di acquisto e/o di produzione, comprensivo delle spese direttamente attribuibili per predisporre l’attività al suo utilizzo, al netto degli ammortamenti cumulati (ad eccezione delle Attività immateriali a vita utile indefinita) e delle eventuali perdite di valore. Gli eventuali interessi passivi, maturati durante e per lo sviluppo delle immobilizzazioni immateriali, sono capitalizzabili sul valore dell’attività. L’ammortamento ha inizio nel momento in cui l’attività è disponibile all’uso ed è determinato secondo le modalità descritte per la voce “Immobili, Impianti e Macchinari”. Le immobilizzazioni immateriali si distinguono in: Costi di sviluppo; Concessioni, Licenze e marchi e diritti simili; Immobilizzazioni in corso e Acconti.

I costi relativi all’attività di ricerca sono imputati al conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti, mentre i costi di sviluppo sono iscritti tra le attività immateriali, laddove risultino soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

• il progetto è chiaramente identificato ed i costi ad esso riferiti sono identificabili e misurabili in maniera attendibile;

• è dimostrata la fattibilità tecnica del progetto;

• è dimostrata l’intenzione di completare il progetto e di vendere od utilizzare i beni immateriali generati dal progetto;

• esiste un mercato potenziale o, in caso di uso interno, è dimostrata l’utilità dell’attività immateriale per la produzione dei beni immateriali generati dal progetto;

• sono disponibili le risorse tecniche e finanziarie necessarie per il completamento del progetto. Qualora, in un identificato progetto interno di

formazione di un’attività immateriale, la fase di ricerca non sia distinguibile dalla fase di sviluppo, il costo derivante da tale progetto è interamente imputato a conto economico come se lo stesso fosse sostenuto esclusivamente nella fase di ricerca.

Gli utili e le perdite derivanti dall’alienazione di un’attività immateriale sono determinati come differenza tra il valore di dismissione, al netto dei costi di vendita, ed il valore contabile dell’attività e sono rilevati a conto economico al momento dell’alienazione.

Accordi per servizi in concessione

Gli accordi per servizi in concessione, in cui il concedente è un’entità del settore pubblico ed il concessionario è un’entità del settore privato (public-toprivate), rientrano nel campo di applicazione dell’IFRIC 12 solo qualora siano soddisfatti sia i presupposti della regolamentazione dei servizi sia il presupposto del controllo dell’interesse residuo. In particolare, si applica tale interpretazione nel caso in cui l’infrastruttura è asservita all’erogazione al pubblico di servizi e l’accordo prevede che il concedente:

• controlli o regolamenti quali servizi il concessionario deve fornire con l’infrastruttura, a chi li deve fornire ed a quale prezzo; e

• controlli, tramite la proprietà o in altro modo, qualsiasi interessenza residua significativa nell’infrastruttura alla scadenza ultima del periodo concessorio.

Per le concessioni che rientrano in tali fattispecie, la Società non rileva le infrastrutture tra gli Immobili impianti e macchinari ma rileva al fair value, alternativamente o congiuntamente: l’attività immateriale, se il concessionario ottiene il diritto di far pagare agli utenti il corrispettivo per la realizzazione od il miglioramento dell’infrastruttura; e l’attività finanziaria quando tale realizzazione od il miglioramento generano un diritto contrattuale incondizionato a ricevere cassa dal concedente o da chi da quest’ultimo individuato senza la possibilità di evitare il pagamento. I ricavi e i costi relativi all’attività di investimento sono rilevati su base contrattuale con riferimento alla fase di completamento, come meglio dettagliato con riferimento ai contratti di costruzione. La rilevazione dei ricavi tariffari, invece, continua a essere effettuata secondo quanto previsto nel paragrafo relativo ai Ricavi, così come eventuali attività immateriali seguono l’ammortamento legato al periodo concessorio di riferimento con un criterio che riflette la stima e la modalità del consumo dei benefici economici incorporati nel diritto; a tal fine le quote di ammortamento sono calcolate tenendo conto del periodo di durata della concessione. I fondi per gli impegni da concessione accolgono gli accantonamenti afferenti agli specifici obblighi di ripristino, adeguamento e sostituzione dell’infrastruttura, al fine di renderla nel normale stato d’uso e sono stanzianti solo qualora tali

obblighi siano previsti nel contratto di concessione e contemporaneamente la concessionaria non riceva benefici economici aggiuntivi.

Partecipazioni in imprese controllate, collegate, a controllo congiunto e altre partecipazioni

Le partecipazioni in imprese controllate, collegate ed a controllo congiunto sono valutate al costo, inclusivo degli oneri accessori di diretta imputazione, rettificato per le perdite durevoli di valore.

Le partecipazioni detenute dall’impresa, non di controllo né di collegamento né a controllo congiunto, che non siano quotate in un mercato attivo e per le quali l’impiego di un opportuno modello di valutazione non risulti attendibile, sono valutate inizialmente, comunque, al costo, considerato quale migliore stima del fair value dell’investimento.

Nel caso di partecipazioni valutate al costo, si procede ad una svalutazione con impatto al conto economico laddove siano individuate perdite durevoli di valore. Qualora vengano meno le cause che hanno indotto la svalutazione è necessario ripristinare il valore fino alla concorrenza, al massimo, del costo originario. Tale ripristino viene iscritto a conto economico.

Società controllate

Un investitore controlla un’entità quando è: i) esposto, o ha diritto a partecipare, alla variabilità dei relativi ritorni economici e ii) è in grado di esercitare il proprio potere decisionale sulle attività rilevanti dell’entità stessa in modo da influenzare tali ritorni. L’esistenza del controllo è verificata ogni volta che fatti e/o circostanze indichino una variazione in uno dei suddetti elementi qualificanti il controllo.

Società collegate

Un investitore possiede una partecipazione di collegamento quando è in grado di esercitare una “influenza notevole” sulla gestione. Per le partecipazioni superiori al 20% del capitale sociale si suppone che l’investitore abbia un’influenza notevole fatto salvo che non sia chiaramente dimostrabile il contrario; viceversa, qualora l’investitore abbia una quota inferiore al 20% del capitale sociale, si ritiene che non ci sia influenza notevole nella gestione, a meno che tale influenza non possa essere chiaramente dimostrata.

Strumenti Finanziari

i. Classificazione e valutazione di Attività finanziarie La classificazione e la valutazione delle attività finanziarie detenute dalla Società riflette sia il Modello di business, secondo il quale vengono gestite tali attività, sia le caratteristiche dei loro flussi finanziari. Il Modello di business indica se i flussi di cassa connessi con l’attività deriveranno alla Società dai soli incassi degli stessi in base al contratto, dalla vendita della

attività finanziaria stessa, o da entrambi. Ai fini della valutazione circa le caratteristiche dei flussi di cassa, la Società effettua il c.d. SPPI Test (Solely Payment of Principal and Interest Test) a livello di singolo strumento, per definire se lo stesso genera flussi che rappresentano il solo pagamento di capitale ed interessi (SPPI Test superato).

Al momento della rilevazione iniziale una attività finanziaria viene classificata in una delle seguenti categorie:

• costo ammortizzato (CA);

• fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo (FVOCI);

• fair value rilevato nell’utile/(perdita) dell’esercizio (FVTPL).

(a) Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato Rientrano in tale categoria tutte le attività finanziarie per le quali sono contemporaneamente verificate le due condizioni seguenti:

• l’attività è detenuta esclusivamente per incassare i flussi di cassa contrattuali (Modello di business HTC Held To Collect); e

• gli stessi sono rappresentati unicamente dal capitale e dagli interessi (SPPI Test superato).

In questa categoria gli strumenti finanziari sono inizialmente rilevati al fair value, inclusivo dei costi dell’operazione, e successivamente valutati al costo ammortizzato. Gli interessi, calcolati utilizzando il criterio dell’interesse effettivo, le perdite (e i ripristini delle perdite) per riduzione di valore, gli utili/(perdite) su cambi e gli utili/(perdite) derivanti dall’eliminazione contabile, sono rilevati nell’utile/(perdita) dell’esercizio.

(b) Attività finanziarie valutate al fair value trough other comprehensive income (FVTOCI)

Rientrano in tale categoria tutte le attività finanziarie per le quali sono contemporaneamente verificate le due condizioni seguenti:

• l’attività è detenuta non solo per incassare i flussi di cassa contrattuali, ma anche i flussi di cassa generati dalla sua vendita (Modello di business HTC&S Held To Collect and Sale); e

• gli stessi sono rappresentati unicamente dal capitale e dagli interessi (SPPI Test superato).

In questa categoria gli strumenti finanziari sono inizialmente rilevati al fair value, inclusivo dei costi dell’operazione. Gli interessi, calcolati utilizzando il criterio dell’interesse effettivo, le perdite (e i ripristini delle perdite) per riduzione di valore, gli utili/(perdite) su cambi e gli utili/(perdite) derivanti dall’eliminazione contabile sono rilevati nell’utile/(perdita) dell’esercizio, le altre variazioni del fair value dello strumento sono rilevate tra le altre componenti di conto economico complessivo (OCI). Al momento dell’eliminazione

contabile dello strumento, tutti gli utili/(perdite) accumulati ad OCI vengono riclassificati nell’utile/ (perdita) dell’esercizio.

Con riguardo agli strumenti di capitale rientranti nell’ambito di applicazione dell’IFRS 9, si rinvia a quanto riportato nel capitolo “Partecipazioni in imprese controllate, collegate, a controllo congiunto e altre partecipazioni”.

(c) Attività finanziarie valutate al fair value to profit e loss (FVTPL)

Rientrano in tale categoria tutte le attività finanziarie non classificate come valutate al costo ammortizzato od al FVOCI.

Vengono valutate inizialmente e successivamente al fair value. I costi dell’operazione e le variazioni di fair value sono rilevati nell’utile/(perdita) dell’esercizio.

ii. Classificazione e valutazione di Passività finanziarie I finanziamenti, i debiti commerciali e le altre passività finanziarie sono inizialmente iscritti al fair value, al netto dei costi accessori di diretta imputazione, e successivamente sono valutati al costo ammortizzato, applicando il criterio del tasso di interesse effettivo. Se vi è un cambiamento nella stima dei flussi di cassa attesi, il valore delle passività è ricalcolato per riflettere tale cambiamento sulla base del valore attuale dei nuovi flussi di cassa attesi e del tasso interno effettivo determinato inizialmente. I finanziamenti, i debiti commerciali e le altre passività finanziarie sono classificati fra le passività correnti, salvo quelli che hanno una scadenza contrattuale oltre i dodici mesi rispetto alla data di bilancio e quelli per i quali la Società abbia un diritto incondizionato a differire il loro pagamento per almeno dodici mesi dopo la data di riferimento. I finanziamenti, i debiti commerciali e le altre passività finanziarie sono rimossi dal bilancio al momento della loro estinzione e quando la Società abbia trasferito tutti i rischi e gli oneri relativi allo strumento stesso.

iii. Classificazione e valutazione degli strumenti finanziari derivati

Con riferimento agli strumenti derivati, la Società si è avvalsa della facoltà di continuare ad applicare l’hedge accounting previsto dallo IAS 39, in attesa del completamento da parte dello IASB del progetto sul c.d. macro-hedging, di semplificazione delle operazioni di copertura.

La Società utilizza gli strumenti finanziari derivati nell’ambito di strategie di copertura finalizzate a neutralizzare il rischio di variazioni di fair value di attività o passività finanziarie riconosciute in bilancio o di impegni contrattualmente definiti (fair value hedge) o di variazioni nei flussi di cassa attesi relativamente ad operazioni contrattualmente definite od altamente probabili (cash flow hedge). L’efficacia delle operazioni

di copertura viene documentata e testata sia all’inizio dell’operazione che periodicamente (almeno ad ogni data di pubblicazione del bilancio o delle situazioni infrannuali), ed è misurata comparando le variazioni di fair value dello strumento di copertura con quelle dell’elemento coperto (dollar offset ratio) o, nel caso di strumenti più complessi, attraverso analisi di tipo statistico fondate sulla variazione del rischio.

Fair value hedge: le variazioni di fair value dei derivati designati come fair value hedge, e che si qualificano come tali sono rilevate a conto economico, corrispondentemente a quanto fatto con riferimento alle variazioni di fair value delle attività o passività coperte attribuibili al rischio coperto attraverso l’operazione di copertura.

Cash flow hedge: le variazioni di fair value dei derivati designati come cash flow hedge e che si qualificano come tali vengono rilevate, limitatamente alla sola quota “efficace”, nel conto economico complessivo attraverso una specifica riserva di patrimonio netto (“riserva da cash flow hedge”), che viene successivamente riversata a conto economico al momento della manifestazione economica del sottostante oggetto di copertura. La variazione di fair value riferibile alla porzione inefficace viene immediatamente rilevata al conto economico dell’esercizio. Qualora il verificarsi della operazione sottostante non sia più considerata altamente probabile, la quota della “riserva da cash flow hedge” ad essa relativa viene immediatamente riversata a conto economico. Qualora, invece, lo strumento derivato sia ceduto, giunga a scadenza o non si qualifichi più come efficace copertura del rischio a fronte del quale l’operazione era stata accesa, la quota di “riserva da cash flow hedge” ad esso relativa viene mantenuta sino a quando non si manifesta il contratto sottostante. La contabilizzazione della copertura come cash flow hedge è cessata prospetticamente.

iv. Valutazione successiva: perdite per riduzione di valore

La Società applica per la determinazione delle perdite per riduzione di valore il modello previsionale della “perdita attesa su crediti” (“expected credit loss” o “ECL”). Tale modello presuppone un livello significativo di valutazione in merito all’impatto dei cambiamenti dei fattori economici sull’ECL, ponderati in base alle probabilità.

I fondi copertura crediti sono valorizzati mediante il ricorso ai seguenti approcci metodologici: il “General deterioration method” e il “Simplified approach”; in particolare:

• il “General deterioration method” richiede la classificazione in tre stage degli strumenti finanziari, i quali riflettono il livello di deterioramento della qualità del credito dal momento in cui lo strumento finanziario è acquisito e comportano una differente

modalità di calcolo dell’ECL;

• il “Simplified approach” prevede, per i crediti commerciali, i contract asset ed i crediti derivanti da contratti di leasing, l’adozione di alcune semplificazioni, al fine di evitare che le entità siano costrette a monitorare i cambiamenti nel rischio di credito, così come previsto dal modello generale. La rilevazione della perdita secondo l’approccio semplificato deve essere lifetime; pertanto, non è richiesta la stage allocation. La stessa viene calcolata su un periodo corrispondente alla vita residua del credito, generalmente non superiore a 12 mesi.

Nei casi in cui trova applicazione il General Deterioration Method, come anticipato, gli strumenti finanziari sono classificati in tre stage in funzione del deterioramento della qualità creditizia tra la data della rilevazione iniziale e quella di valutazione.

Ai fini della definizione dell’approccio metodologico da applicare alle attività in perimetro di impairment, e segnatamente per l’identificazione della corretta probabilità di default, la Società ha individuato una segmentazione convenzionale in cluster omogenei in base alla tipologia di controparte:

• Pubblica Amministrazione: comprende tutti i crediti finanziari e commerciali aventi come controparte lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, la UE od Organismi ad essa riconducibili;

• Intercompany: comprende tutti i crediti finanziari e commerciali infragruppo;

• Depositi: comprende tutti i depositi detenuti presso controparti bancarie;

• Crediti vs terzi: comprende i crediti finanziari e commerciali, diversi dai precedenti, aventi come controparti società non finanziarie, famiglie produttrici e famiglie consumatrici.

Inoltre, la Società ha deciso di applicare l’esenzione “Low Credit Risk Exemption” prevista dal principio contabile internazionale IFRS 9 per le tipologie di credito diverse dai crediti commerciali con rating ritenuto Investment Grade (da AAA a BBB-), in virtù della quale non viene eseguita la stage allocation, bensì esse vengono allocate direttamente in stage 1 con provisioning a 1 anno.

Pertanto, l’applicazione del modello di impairment, prevede i seguenti principali step operativi:

• Distinzione tra crediti finanziari e crediti commerciali: è finalizzata ad isolare il perimetro dei crediti da assoggettare ai criteri di stage allocation, ossia tutti i crediti finanziari. Per i crediti commerciali, invece, il principio deroga all’applicazione della stage allocation in virtù dell’applicazione dell’approccio semplificato, secondo il quale la perdita attesa è sempre calcolata in ottica lifetime;

• Calcolo dell’Expected Credit Loss – Crediti Finanziari: per ogni cluster, una volta definito lo stage di appartenenza, si procede al calcolo della perdita attesa;

• Calcolo dell’Expected Credit Loss – Crediti Commerciali: per ogni cluster, si procede alla segmentazione del credito per fasce di scaduto (in particolare: posizioni a scadere, scaduto entro 1 anno, scaduto entro 2 anni, scaduto oltre i 2 anni) e quindi al calcolo della perdita attesa.

Il modello di impairment, sviluppato in linea con i requisiti previsti dall’IFRS 9, si basa sui seguenti parametri di rischio:

• Probability of Default: La stima della PD viene ricavata dal matching della classe di rating Standard & Poor’s, delle varie tipologie di controparti, rispetto alle matrici di PD pubbliche messe a disposizione dalle principali agenzie di rating del credito (ECAI). La probabilità di default viene poi integrata con un macroeconomic scalar al fine di considerare le informazioni previsionali (componente forwardlooking) sul parametro di rischio PD.

• Exposure at Default: l’EAD è convenzionalmente definito come il valore nominale lordo dell’attività finanziaria, alla data di valutazione.

• Loss Given Default: Il valore di LGD viene posto in maniera flat su tutti gli orizzonti temporali, salvo nei casi in cui ci sia un modello interno di LGD che consenta la modifica di tale valore di default.

Determinazione del fair value

Il fair value degli strumenti quotati in pubblici mercati è determinato facendo riferimento alle quotazioni (bid price) alla data di chiusura dell’esercizio. Il fair value di strumenti non quotati viene misurato facendo riferimento a tecniche di valutazione finanziaria: in particolare, il fair value degli interest rate swap è misurato attualizzando i flussi di cassa attesi, mentre il fair value dei forward su cambi è determinato sulla base dei tassi di cambio di mercato alla data di riferimento ed ai differenziali di tasso attesi tra le valute interessate. Le attività e passività finanziarie valutate al fair value sono classificate nei tre livelli gerarchici di seguito descritti, in base alla rilevanza delle informazioni (input) utilizzate nella determinazione del fair value stesso. In particolare:

• Livello 1: attività e passività finanziarie, il cui fair value è determinato sulla base dei prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui la Società può accedere alla data di valutazione;

• Livello 2: attività e passività finanziarie, il cui fair value è determinato sulla base di input diversi da prezzi quotati di cui al Livello 1 ma osservabili direttamente o indirettamente;

• Livello 3: attività e passività finanziarie, il cui fair

value è determinato sulla base di dati di input non osservabili.

Rimanenze

Le rimanenze di magazzino sono iscritte al minor valore tra il costo di acquisto e/o di produzione ed il valore netto di realizzo. Il costo viene determinato secondo il metodo del costo medio ponderato. Il valore netto di realizzo corrisponde, per i prodotti finiti e gli immobili, al prezzo di vendita stimato nel normale svolgimento dell’attività, al netto dei costi stimati di vendita. Per le materie prime, sussidiarie e di consumo, il valore netto di realizzo è rappresentato dal costo di sostituzione.

Il costo di acquisto è inclusivo degli oneri accessori; il costo di produzione comprende i costi di diretta imputazione ed una quota dei costi indiretti, ragionevolmente imputabili ai prodotti.

Le rimanenze obsolete e/o di lento rigiro sono svalutate in relazione alla loro presunta possibilità di utilizzo o di realizzo futuro, mediante l’iscrizione di un apposito fondo rettificativo del valore delle rimanenze. La svalutazione viene eliminata negli esercizi successivi se vengono meno i motivi della stessa.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide comprendono la cassa e i depositi bancari disponibili e le altre forme di investimento a breve termine, con scadenza all’origine uguale o inferiore ai tre mesi, al netto delle svalutazioni effettuate secondo l’IFRS 9. Alla data del bilancio d’esercizio, gli scoperti di conto corrente sono classificati tra i debiti finanziari nelle passività correnti nella situazione patrimoniale – finanziaria. Gli elementi inclusi nelle disponibilità liquide sono valutati al fair value, che normalmente coincide con il valore nominale, e le relative variazioni sono rilevate a conto economico.

Benefici ai dipendenti

Benefici a breve termine

I benefici a breve termine sono rappresentati da salari, stipendi, relativi oneri sociali, indennità sostitutive di ferie ed incentivi corrisposti sotto forma di bonus pagabile nei dodici mesi dalla data del bilancio. Tali benefici sono contabilizzati quali componenti del costo del personale nel periodo in cui è prestata l’attività lavorativa.

Piani a benefici definiti e a contribuzione definita (TFR e CLC)

La Società ha in essere sia piani a contribuzione definita sia piani a benefici definiti. I piani a contribuzione definita sono gestiti da soggetti terzi gestori di fondi, in relazione ai quali non vi sono obblighi legali o di altro genere a pagare ulteriori contributi qualora il fondo non abbia sufficienti attivi per adempiere agli impegni assunti nei confronti dei dipendenti. Per i piani a contribuzione definita, la Società versa contributi, volontari o stabiliti

contrattualmente, a fondi pensione assicurativi pubblici e privati. I contributi sono iscritti come costi del personale secondo il principio della competenza economica. I contributi anticipati sono iscritti come un’attività, che sarà rimborsata o portata a compensazione di futuri pagamenti, qualora siano dovuti.

Un piano a benefici definiti è un piano non classificabile come piano a contribuzione definita. Nei programmi con benefici definiti l’ammontare del beneficio da erogare al dipendente è quantificabile soltanto dopo la cessazione del rapporto di lavoro, ed è legato ad uno o più fattori quali l’età, gli anni di servizio e la retribuzione. Gli obblighi per i piani a benefici definiti sono pertanto determinati da un attuario indipendente, utilizzando il “projected unit credit method”. Il valore attuale del piano a benefici definiti è determinato scontando i futuri flussi di cassa a un tasso di interesse pari a quello di obbligazioni (high-quality corporate) emesse nella valuta in cui la passività sarà liquidata e che tenga conto della durata del relativo piano pensionistico. Gli utili e le perdite derivanti dall’effettuazione del calcolo attuariale sono interamente imputati al Patrimonio Netto, nell’esercizio di riferimento, tenuto conto del relativo effetto fiscale differito.

In particolare, si segnala che la Società gestisce un piano a benefici definiti, rappresentato dal fondo per Trattamento di Fine Rapporto (“TFR”). Il TFR è obbligatorio per le imprese italiane ai sensi dell’art. 2120 del Codice Civile; esso ha natura di retribuzione differita ed è correlato alla durata della vita lavorativa dei dipendenti ed alla retribuzione percepita nel periodo di servizio prestato. A partire dal 1° gennaio 2007, la Legge 27 dicembre 2006, n.296 “Legge Finanziaria 2007” e successivi Decreti e Regolamenti, ha introdotto modifiche rilevanti nella disciplina del TFR, tra cui la scelta del lavoratore in merito all’eventuale destinazione del proprio TFR maturando ai fondi di previdenza complementare oppure al “Fondo di Tesoreria” gestito dall’INPS. Ne è derivato, pertanto, che l’obbligazione nei confronti dell’INPS e le contribuzioni alle forme pensionistiche complementari hanno assunto, ai sensi dello IAS 19 “Benefici per i dipendenti”, la natura di piani a contribuzione definita, mentre le quote iscritte al fondo TFR alla data del 1° gennaio 2007 mantengono la natura di piani a prestazioni definite. La Società ha, inoltre, in essere un piano pensionistico a benefici definiti riferito alla Carta di Libera Circolazione (CLC) che garantisce ai dipendenti, anche se in pensione, ed ai loro familiari, il diritto di viaggiare gratuitamente o, in alcuni casi, attraverso il pagamento del diritto di ammissione sui treni gestiti da Trenitalia. Pertanto, viene rilevato in bilancio, sulla base delle tecniche attuariali precedentemente menzionate, un fondo che accoglie l’onere attualizzato relativo ai dipendenti in pensione aventi diritto al beneficio, nonché la quota di beneficio maturata per i dipendenti in attività

e da erogarsi successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro. Il trattamento contabile dei benefici prodotti dalla CLC e gli effetti derivanti dalla valutazione attuariale sono gli stessi previsti per il fondo TFR.

Fondi rischi e oneri

I fondi rischi e oneri sono iscritti a fronte di perdite ed oneri di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali, tuttavia, non sono determinabili l’ammontare e/o la data di accadimento. L’iscrizione viene rilevata solo quando esiste un’obbligazione corrente (legale o implicita) per una futura uscita di risorse economiche come risultato di eventi passati ed è probabile che tale uscita sia richiesta per l’adempimento dell’obbligazione. Tale ammontare rappresenta la miglior stima dell’onere per estinguere l’obbligazione. Il tasso utilizzato nella determinazione del valore attuale della passività riflette i valori correnti di mercato e tiene conto del rischio specifico associabile a ciascuna passività.

Quando l’effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, i fondi sono valutati al valore attuale dell’esborso previsto, utilizzando un tasso che rifletta le condizioni del mercato, la variazione del costo del denaro nel tempo ed il rischio specifico legato all’obbligazione. L’incremento del valore del fondo determinato da variazioni del costo del denaro nel tempo è contabilizzato come interesse passivo. I rischi per i quali il manifestarsi di una passività è soltanto “possibile” sono indicati nell’apposita sezione informativa sulle passività potenziali e per i medesimi non si procede ad alcuno stanziamento.

Ricavi da contratti con i clienti i. Rilevazione iniziale e valutazione successiva La Società rileva i ricavi in modo che il trasferimento al cliente di beni e/o servizi risulti espresso in un importo che riflette il corrispettivo a cui la Società ritiene di avere diritto quale compenso per il trasferimento dei beni e/o servizi stessi. La rilevazione dei ricavi si snoda attraverso il c.d. five step model, il quale prevede: i) l’identificazione del contratto, ii) l’identificazione delle performance obligation, iii) l’identificazione del corrispettivo, iv) l’allocazione del corrispettivo alle performance obligation, v) la rilevazione del ricavo. I ricavi sono valutati tenendo conto dei termini contrattuali e delle pratiche commerciali abitualmente applicate nei rapporti con i clienti. Il prezzo dell’operazione è l’importo del corrispettivo (che può includere importi fissi, variabili o entrambi), a cui si ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento del controllo dei beni/servizi promessi. Per controllo si intende genericamente la capacità di decidere dell’uso dell’attività (bene/servizio) e di trarne sostanzialmente tutti i benefici rimanenti. Il corrispettivo totale dei

contratti per la prestazione di servizi viene ripartito tra tutti i servizi sulla base dei prezzi di vendita dei relativi servizi, come se fossero stati venduti singolarmente. Nell’ambito di ciascun contratto, l’elemento di riferimento per il riconoscimento dei ricavi è il singolo obbligo di prestazione (performance obligation). Per ogni obbligazione di fare, separatamente individuata, la Società rileva i ricavi quando (o man mano che) adempie l’obbligazione stessa, trasferendo al cliente il bene/servizio (ossia l’attività) promesso. L’attività è trasferita quando (o man mano che) il cliente ne acquisisce il controllo. Per le obbligazioni di fare adempiute nel corso del tempo, i ricavi vengono rilevati nel corso del tempo (over the time), valutando alla fine

di ogni esercizio i progressi fatti verso l’adempimento completo dell’obbligazione. Per la valutazione dei progressi la Società utilizza il Metodo basato sugli input (cost-to-cost method). I ricavi sono rilevati sulla base degli input impiegati per adempiere l’obbligazione fino alla data, rispetto agli input totali ipotizzati per adempiere l’intera obbligazione. Quando gli input risultano distribuiti uniformemente nel tempo, la Società rileva i corrispondenti ricavi in maniera lineare. In determinate circostanze, quando non si è in grado di valutare ragionevolmente il risultato dell’obbligazione di fare, i ricavi vengono rilevati solo fino a concorrenza dei costi sostenuti.

Di seguito una breve descrizione circa la natura, le tempistiche di soddisfacimento delle performance obligation ed i significativi termini di pagamento adottati con riferimento ai principali contratti con i clienti:

Prodotti e servizi Rilevazione IFRS 15

Natura, tempistiche di soddisfacimento delle performance obbligation, significativi termini di pagamento

Con l’IFRS 15 i ricavi sono valutati tenendo conto dei termini contrattuali e delle pratiche commerciali abitualmente applicate nei rapporti con i clienti. Il prezzo dell’operazione è l’importo del corrispettivo (che può includere importi fissi, variabili o entrambi) a cui si ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento del controllo dei beni/servizi promessi. Per controllo si intende genericamente la capacità di decidere dell’uso dell’attività (bene/servizio) e di trarne sostanzialmente tutti i benefici rimanenti. Il corrispettivo totale dei contratti per la prestazione di servizi viene ripartito tra tutti i servizi sulla base dei prezzi di vendita dei relativi servizi come se fossero stati venduti singolarmente.

Vendita di beni e servizi e contratti di costruzione (principio generale)

Pedaggio

Servizi di traghettamento

Per l’IFRS 15, nell’ambito di ciascun contratto, l’elemento di riferimento per il riconoscimento dei ricavi è il singolo obbligo di prestazione (performance obbligation). Per ogni obbligazione di fare, separatamente individuata, l’entità rileva i ricavi quando (o man mano che) adempie l’obbligazione stessa, trasferendo al cliente il bene/servizio (ossia l’attività) promesso. L’attività è trasferita quando (o man mano che) il cliente ne acquisisce il controllo.

Per le obbligazioni di fare adempiute nel corso del tempo i ricavi vengono rilevati nel corso del tempo (over the time), valutando alla fine di ogni esercizio i progressi fatti verso l’adempimento completo dell’obbligazione. Per la valutazione dei progressi il Gruppo utilizza il Metodo basato sugli input (costto-cost method). I ricavi sono rilevati sulla base degli input impiegati per adempiere l’obbligazione fino alla data, rispetto agli input totali ipotizzati per adempiere l’intera obbligazione. Quando gli input risultano distribuiti uniformemente nel tempo, il Gruppo rileva i corrispondenti ricavi in maniera lineare. In determinate circostanze, quando non si è in grado di valutare ragionevolmente il risultato dell’obbligazione di fare, i ricavi vengono rilevati solo fino a concorrenza dei costi sostenuti.

Il pedaggio è il canone corrisposto a fronte dell’utilizzo delle tracce orarie funzionali all’effettuazione di treni per il traffico ferroviario nazionale passeggeri a lunga percorrenza /passeggeri Breve percorrenza/ Merci (Capitolo 5 del PIR), che rappresentano le singole performance obligation (PO).

Il prezzo è calcolato come somma di due componenti A e B:

- la componente A è correlata all’usura dell’infrastruttura;

- la componente B è legata all’ability to pay dei segmenti di mercato.

Il ricavo viene rilevato mensilmente con fatturazione in acconto sulla base degli importi contrattualizzati. Ogni trimestre si effettua il conguaglio sulla base della rendicontazione dell’effettivo circolato. Tale rendicontazione avviene per singolo treno e consiste nel valorizzare le tracce orarie contrattualizzate ed effettivamente utilizzate da ciascuna IF.

L’oggetto della prestazione prevede il traghettamento dei treni ed è compreso nel “Pacchetto Minimo di Accesso”.

Sebbene la prestazione comprenda anche i servizi di manovra, imbarco e sbarco, la prestazione è considerata un’unica Performance Obligation.

La tariffa è regolata nel Capitolo 5 del PIR, ed è calcolata come moltiplicazione dell’ability to pay dei segmenti di mercato per i km equivalenti alla corsa.

Il ricavo viene rilevato con fatturazione mensile in acconto.

Trimestralmente si procede con conguagli sulla base dell’effettivo numero dei treni traghettati.

Il PIR al Capitolo 5 prevede tra i servizi complementari la fornitura della corrente di trazione.

Trazione elettrica (Servizi accessori alla circolazione)

Altri servizi accessori alla circolazione (esclusa trazione elettrica)

Il corrispettivo per il servizio di fornitura della corrente di trazione è calcolato, coerentemente con quanto previsto dal DM del Ministero dello Sviluppo Economico del 22 dicembre 2015 e riportato nel Capitolo 5 del PIR, dalla somma del corrispettivo unitario a copertura dei costi indiretti legati alla fornitura e del costo unitario dell’energia, moltiplicata per i Km elettrici.

La rilevazione dei ricavi avviene mensilmente con fatturazione in acconto. Ogni trimestre vengono emesse le fatture a conguaglio. Entro l’anno successivo viene calcolato l’effettivo costo della corrente di trazione e si procede con un conguaglio alle IF.

L’oggetto del contratto sono i servizi accessori alla circolazione previsti dal Capitolo 5 del PIR (es. sosta, rifornimento Idrico, platee di lavaggio, preriscaldamento, servizi di manovra, Fast track, Parking, ecc.), esclusi i servizi compresi nel PMdA e la trazione elettrica.

Le tariffe relative ad ogni servizio sono elencate al capitolo 5 del PIR.

Ciascun servizio accessorio alla circolazione è considerato come singola Performance Obligation, pertanto ciascun prezzo si riferisce ad un’unica PO.

La rilevazione del ricavo avviene mensilmente mentre la fatturazione viene effettuata trimestralmente sulla base degli importi rendicontati per ciascuna IF e per ciascun servizio.

Prestazioni sanitarie

Tramite la Direzione Sanitaria offre numerose e diversificate attività in campo sanitario rivolte sia alle società del Gruppo Ferrovie dello Stato, sia a società, Enti pubblici e privati convenzionati nel settore del trasporto che ai privati. Tra i servizi offerti rientrano le visite per: idoneità/inidoneità alla guida per le varie tipologie di patenti, assunzione e controllo dell'idoneità psico-fisica dei lavoratori nel comparto trasporti, accertamenti specialistici, ecc.

Dal momento in cui la prestazione è considerata resa e conclusa viene inserita in un sistema di WEB VINE, che provvede a trasferire i dati per la rilevazione dei ricavi e l'emissione della relativa fattura.

Prodotti e servizi Rilevazione IFRS 15

Ricavi GSMR

Lavori per conto terzi

Vendita di materiali

Il contratto disciplina il servizio effettuato da RFI in favore dei Gestori Telefonici consistente nell'accesso, in via non esclusiva, del segnale sulla banda di frequenza GSM all'interno delle gallerie ferroviarie, nonché la manutenzione dei suddetti impianti. I corrispettivi dovuti dagli operatori saranno fatturati in base a quanto disposto nelle condizioni del contratto.

I lavori conto terzi si riferiscono a contratti di durata normalmente ultrannuale, per la realizzazione di un'opera o di un complesso di opere strettamente interdipendenti tra loro. Tali lavori sono eseguiti su ordinazione del committente secondo le specifiche tecniche da questi richieste e non sono svolti per esigenze di salvaguardia e sicurezza dell'esercizio ferroviario. Rientrano in tale classificazione anche le prestazioni di servizi legate generalmente alla costruzione di un bene, pattuiti come oggetto unitario per la specifica ordinazione di un cliente. Al momento della stipula della Convenzione con il cliente viene creato un "Ordine Interno", all'interno del quale viene effettuata la rendicontazione dei lavori necessaria per la registrazione dei ricavi. La fatturazione viene effettuata a valle della rendicontazione, tranne nei casi in cui è previsto la corresponsione di un anticipo.

L'oggetto del contratto è la vendita di materiali "nuovi" (principalmente materiali tecnologici) ed "usati servibili" (principalmente materiali di armamento). Il materiale nuovo viene venduto al prezzo più favorevole tra il prezzo standard e quello di acquisto, mentre per la cessione del materiale usato servibile normalmente la quotazione è definita prendendo a riferimento il prezzo del nuovo ed applicando una decurtazione percentuale, correlata ad alcune variabili (es. consumo, tipologia, esclusione del trasporto, ecc.). Per ogni consegna di materiale viene redatto dal Capo Impianto un verbale di consegna, la cui copia viene trasmessa all'addetto per l'emissione dell'ordine di vendita e della relativa fattura.

ii. Corrispettivi variabili

Se il corrispettivo contrattuale include un importo variabile (ad esempio a seguito di riduzioni, sconti, rimborsi, crediti, concessioni sul prezzo, incentivi, premi di rendimento, penalità oppure perché il corrispettivo stesso dipende dal verificarsi o meno di un evento futuro incerto), l’importo del corrispettivo cui si ritiene di avere diritto deve essere stimato. La Società stima i corrispettivi variabili in maniera coerente per fattispecie simili, usando il metodo del valore atteso o del valore dell’importo maggiormente probabile; in seguito, include l’importo stimato del corrispettivo variabile nel prezzo di transazione, solo nella misura in cui tale importo risulti altamente probabile.

iii. Presenza di una componente finanziaria significativa I ricavi vengono rettificati in presenza di componenti finanziarie significative, sia se la Società risulta finanziata dal proprio cliente (incasso anticipato), sia se lo finanzia (incassi differiti). La presenza di una componente finanziaria significativa viene identificata alla stipula del contratto, comparando i ricavi attesi con i pagamenti da ricevere. Essa non viene rilevata se tra il momento del trasferimento del bene/servizio ed il momento del pagamento intercorre un periodo di tempo inferiore ai 12 mesi.

iv. Costi per l’ottenimento e l’adempimento del contratto

La Società capitalizza i costi sostenuti per l’ottenimento del contratto e che non avrebbe sostenuto se non lo avesse ottenuto (es. commissioni di vendita), quando prevede di recuperarli. Nel caso di mancato contratto, li capitalizza solo se esplicitamente addebitabili al cliente.

La Società capitalizza i costi sostenuti per l’adempimento del contratto solo quando questi sono direttamente correlati al contratto, consentono di disporre di nuove e maggiori risorse per gli adempimenti futuri e si prevede che saranno recuperati.

Contributi pubblici

I contributi pubblici, in presenza di una delibera formale di attribuzione e, in ogni caso, quando il diritto alla loro erogazione è ritenuto definitivo, in quanto sussiste la ragionevole certezza che la Società rispetterà le condizioni previste per la percezione e che i contributi saranno incassati, sono rilevati per competenza in diretta correlazione con i costi sostenuti.

Contributi in conto impianti

I contributi pubblici in conto impianti si riferiscono a somme erogate dallo Stato e da altri Enti Pubblici alla Società per la realizzazione di iniziative dirette alla costruzione, alla riattivazione e all’ampliamento di immobili, impianti e macchinari. I contributi in conto capitale vengono contabilizzati a diretta riduzione dei beni cui sono riferiti e concorrono, in diminuzione, al calcolo delle quote di ammortamento.

Contributi in conto esercizio

I contributi in conto esercizio si riferiscono a somme erogate dallo Stato o da altri Enti Pubblici alla Società a titolo di riduzione dei costi ed oneri sostenuti. I contributi in conto esercizio sono imputati alla voce “Ricavi delle vendite e delle prestazioni” come componente positiva del conto economico.

Riconoscimento dei costi

I costi sono riconosciuti quando sono relativi a beni e servizi acquistati o consumati nell’esercizio o per competenza dell’esercizio.

Dividendi

Sono rilevati a conto economico quando sorge il diritto degli azionisti a ricevere il pagamento che normalmente corrisponde alla delibera assembleare di distribuzione

dei dividendi. La distribuzione di dividendi agli azionisti della Società viene rappresentata come movimento del patrimonio netto e registrata come passività nel periodo in cui la distribuzione degli stessi viene approvata dall’Assemblea degli azionisti.

Imposte sul reddito

In carenza delle condizioni richieste dallo IAS 12 la Società non stanzia imposte correnti e fiscalità differita. Per maggiori informazioni si rimanda alla nota n. 15.

Attività e passività possedute per la vendita e gruppi in dismissione

Le attività e passività non correnti (o gruppi in dismissione) il cui valore contabile sarà recuperato principalmente attraverso la vendita anziché con il loro utilizzo continuativo sono classificate come possedute per la vendita e rappresentate separatamente dalle altre attività e passività del prospetto della situazione patrimoniale - finanziaria. I corrispondenti valori patrimoniali dell’esercizio precedente non sono riclassificati. Un’attività operativa cessata (Discontinued Operation) rappresenta una parte dell’entità che è stata dismessa o classificata come posseduta per la vendita, e:

• rappresenta un importante ramo di attività o area geografica di attività;

• è parte di un piano coordinato di dismissione di un importante ramo di attività o area geografica di attività;

• è una controllata acquisita esclusivamente allo scopo di essere rivenduta.

I risultati delle attività operative cessate – siano esse dismesse oppure classificate come possedute per la vendita e in corso di dismissione – sono esposti separatamente nel conto economico, al netto degli effetti fiscali. I corrispondenti valori relativi all’esercizio precedente, ove presenti, sono riclassificati ed esposti separatamente nel conto economico separato, al netto degli effetti fiscali, ai fini comparativi. Le attività e le passività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita, sono dapprima rilevate in conformità allo specifico IFRS di riferimento applicabile a ciascuna attività e passività e, successivamente, sono rilevate al minore tra il valore contabile e il relativo fair value, al netto dei costi di vendita. Eventuali successive perdite di valore sono rilevate direttamente a rettifica delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) classificate come possedute per la vendita con contropartita a conto economico. Viene invece rilevato un ripristino di valore per ogni incremento successivo del fair value di un’attività al netto dei costi di vendita, ma solo fino a concorrenza della perdita per riduzione di valore complessiva precedentemente rilevata.

PRINCIPI CONTABILI DI RECENTE EMANAZIONE

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni di prima adozione Di seguito i nuovi principi contabili internazionali IAS/ IFRS che hanno trovato applicazione a partire dal 1° gennaio 2025.

Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability Il 15 agosto 2023 è stato pubblicato dallo IASB l’emendamento allo IAS 21 con l’obiettivo di specificare quando una valuta è scambiabile in un’altra valuta, come determinare il tasso di cambio quando una valuta non è scambiabile in un’altra valuta e in quest’ultimo caso le informazioni da fornire.

L’applicazione delle citate novità, ove applicabili e per la natura delle stesse, non ha determinato impatti significativi sulla presente Informativa finanziaria.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni omologati da parte dell’Unione Europea ma non ancora applicati

Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments

Nel mese di maggio 2024 lo IASB ha pubblicato le Modifiche alla classificazione e valutazione degli strumenti finanziari che hanno modificato l’IFRS 9 Strumenti finanziari e l’IFRS 7 Strumenti finanziari: informazioni integrative. Nel dettaglio lo IASB ha modificato le disposizioni relative a: (i) chiarire la data di rilevazione ed eliminazione contabile di alcune attività e passività finanziarie, con una nuova eccezione prevista per alcune passività finanziarie regolate tramite un sistema elettronico di trasferimento di denaro; (ii) chiarire e aggiungere ulteriori indicazioni nel valutare se un’attività finanziaria soddisfa il criterio dei solely payments of principal and interest (SPPI); (iii) aggiungere nuova informativa per alcuni strumenti con termini contrattuali che possono modificare i flussi di cassa (per esempio, alcuni strumenti finanziari con caratteristiche legate al raggiungimento di obiettivi ambientali, sociali e di governance); e (iv) aggiornare l’informativa sugli strumenti di equity valutati al fair value rilevato negli Other Comprehensive Income (FVOCI). Le modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026 ed è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la loro applicazione potrebbe determinare sui prossimi bilanci redatti dalla società.

Amendments to IFRS 9 and IFRS 7 - Contracts

Referencing Nature-dependent Electricity È stato emanato a dicembre 2024. Le modifiche mirano a una migliore rappresentazione degli effetti finanziari derivanti da alcuni contratti di acquisto o vendita di

energia elettrica da fonti rinnovabili (per esempio, eolico e solare). Tali contratti comportano l’esposizione alla variabilità della quantità sottostante di energia elettrica perché la fonte della sua generazione dipende da condizioni naturali incontrollabili (per esempio, le condizioni meteorologiche). Sono inclusi nella tipologia descritta sia alcuni contratti per l’acquisto o la vendita di energia elettrica da fonti rinnovabili, spesso strutturati come accordi a lunga scadenza (ovvero, physical Power Purchase Agreements, PPA), sia gli strumenti finanziari che fanno riferimento a tale tipologia di elettricità (ovvero, Virtual Power Purchase Agreements, VPPA). Le modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026 ed è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la loro applicazione potrebbe determinare sul bilancio.

Annual Improvements Volume 11, emesso a luglio 2024. Il documento contiene modifiche formali e chiarimenti ad alcuni standard esistenti. Nel dettaglio, sono stati modificati i seguenti princípi: (i) “IAS 7 – Cost method”, la modifica elimina il termine “metodo del costo”, non più definito nei princípi contabili IFRS; (ii) “IFRS 9 – Lessee derecognition of lease liabilities”, la modifica risolve una potenziale mancanza di chiarezza relativa al modo in cui un locatario contabilizza l’eliminazione contabile di una passività per leasing, chiarendo che qualsiasi utile o perdita risultante deve essere rilevato a Conto economico; (iii) “IFRS 9 –Transaction price”, la modifica rimuove il riferimento, nell’Appendice A dell’IFRS 9, alla definizione di “prezzo di transazione” contenuta nell’IFRS 15, considerato che il termine è utilizzato in particolari paragrafi dell’IFRS 9 con un significato non necessariamente coerente con la definizione di tale termine nell’IFRS 15; (iv) “IFRS 7 – Gain or loss on derecognition”, la modifica chiarisce una potenziale confusione derivante da un riferimento obsoleto a un paragrafo che è stato eliminato dal principio in occasione dell’emissione dell’”IFRS 13 –Fair Value Measurement”; (v) “IFRS 7 – Disclosure of deferred difference between fair value and transaction price”, la modifica chiarisce un’incoerenza tra il principio e le relative linee guida applicative, emersa quando una modifica, consequenziale all’emissione dell’IFRS 13, è stata apportata al principio, ma non al corrispondente paragrafo delle linee guida implementative; (vi) “IFRS 7 – Introduction and credit risk disclosures”, la modifica risolve una potenziale confusione chiarendo come applicare la pertinente guida applicativa e semplificando alcune spiegazioni; (vii) “IFRS 10 – Determination of a ‘de facto agent’”, la modifica chiarisce come un investitore deve determinare se un altro soggetto agisce per suo conto; (viii) “IFRS 1 – Hedge accounting by a first-time adopter”; la modifica migliora la coerenza tra i requisiti per l’hedge accounting previsti nell’IFRS 9 e nell’IFRS 1. Ciascuna delle modifiche sarà applicabile, previa omologazione,

a partire dagli esercizi annuali che avranno inizio dal 1° gennaio 2026 ed è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la loro applicazione potrebbe determinare sui prossimi bilanci redatti dalla società.

IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements – Nel mese di aprile 2024 lo IASB ha pubblicato un nuovo principio contabile, che sostituirà lo IAS 1 Presentazione del bilancio, per migliorare la rendicontazione dei risultati finanziari. L’IFRS 18 Presentazione e informativa in bilancio migliorerà la qualità dell’informativa finanziaria attraverso requisiti in materia di: (i) subtotali definiti nel conto economico; (ii) informativa sulle misure di performance definite dalla direzione; e (iii) aggiunta di nuovi principi per l’aggregazione e la disaggregazione delle informazioni. L’IFRS 18 entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027 ed è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la sua applicazione potrebbe determinare sui prossimi bilanci redatti dalla Società.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni non ancora omologati da parte dell’Unione Europea

Per quegli emendamenti, principi e interpretazioni di nuova emissione che non hanno completato l’iter per l’omologazione da parte dell’UE, ma che trattano di fattispecie presenti attualmente o potenzialmente nel Gruppo FS, è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la loro applicazione potrebbe determinare sui bilanci, tenendo in considerazione la decorrenza della loro efficacia. In particolare, tra questi, si segnalano:

• IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures - Il 9 maggio 2024 lo IASB ha emesso un nuovo principio contabile, l’IFRS 19 Controllate senza responsabilità pubblica: informazioni integrative, che consente di semplificare i sistemi e i processi di reporting per le società, riducendo i costi di redazione dei bilanci delle controllate ammissibili, pur mantenendo l’utilità di tali bilanci per i loro utilizzatori. L’IFRS 19 entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027 ed è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la sua applicazione potrebbe determinare sui prossimi bilanci redatti dalla Società.

• Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures – Il 21 agosto 2025 lo IASB ha pubblicato le modifiche all’IFRS 19 al fine di prevedere requisiti di informativa ridotti per i principi contabili nuovi e/o modificati tra febbraio 2021 e maggio 2024, in quanto la versione pubblicata nel maggio 2024 includeva i requisiti di informativi ridotti per i principi contabili pubblicati

fino a febbraio 2021. Lo IASB valuterà la possibilità di modificare l’IFRS 19 ogni volta che verrà emesso/ modificato uno standard contabile. Le modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027 ed è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la loro applicazione potrebbe determinare sul bilancio.

• Amendments to IAS 21 Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency: Il 13 novembre 2025 lo IASB ha pubblicato le modifiche alo IAS 21 al fine di specificare le procedure di conversione per un’entità la cui valuta di presentazione è quella di un’economia iperinflazionata. L’entità applica le modifiche se: (i) la sua valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionistica e sta traducendo i suoi risultati nella valuta di un’economia iperinflazionistica; oppure si tratta di tradurre nella valuta di un’economia iperinflazionata i risultati di un’operazione estera la cui valuta funzionale è quella di un’economia non iperinflazionata. Le modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027 ed è in corso la valutazione degli eventuali impatti che la loro applicazione potrebbe determinare sul bilancio.

USO DI STIME E VALUTAZIONI

La redazione del bilancio di esercizio richiede da parte degli amministratori l’applicazione di principi e metodologie contabili che, in talune circostanze, si poggiano su difficili e soggettive valutazioni e stime basate sull’esperienza storica, su rischi ed opportunità anche legati al clima e su assunzioni che sono di volta in volta considerate ragionevoli e realistiche in funzione delle relative circostanze. I risultati finali delle poste di bilancio, per la cui attuale determinazione sono state utilizzate le suddette stime e assunzioni, potranno pertanto differire in futuro anche significativamente da quelli riportati nei bilanci.

Il contesto geopolitico e le ripercussioni globali derivanti dai conflitti in corso, nonché dalla situazione macroeconomica e dall’applicazione di dazi e/o altre restrizioni commerciali, potrebbero generare potenziali effetti sulle assunzioni alla base delle stime predisposte. Le principali incertezze geopolitiche derivano dalla crisi tra Russia e Ucraina, la crisi in Medio Oriente, fra cui le recenti tensioni iniziate il 28 febbraio 2026 con gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che ha anche comportato la parziale chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali checkpoint energetici globali. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico, qualora la stessa interessi solo l’esercizio. Nel caso in cui la revisione interessi esercizi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nell’esercizio in cui la revisione

viene effettuata e nei relativi esercizi futuri. Pertanto, i risultati che si consuntiveranno in futuro potrebbero differire, anche significativamente, da tali stime, a seguito di possibili mutamenti dei fattori considerati nella determinazione delle stime stesse. Si evidenzia che RFI non procede alla valutazione di impairment in virtù del principio (immanente) dell’equilibrio economico finanziario del Gestore ex Art. 16 D.lgs 112/2015.

Di seguito sono brevemente descritti i principi contabili che richiedono più di altri una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell’elaborazione delle stime e per i quali un cambiamento nelle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sui dati finanziari:

• Riduzione di valore delle attività non finanziarie Le Attività materiali ed immateriali con vita definita sono oggetto di verifica, al fine di accertare se si sia verificata una riduzione di valore, che va rilevata tramite una svalutazione, quando sussistono indicatori che facciano prevedere difficoltà per il recupero del relativo valore netto contabile tramite l’uso o la vendita. La verifica dell’esistenza dei suddetti indicatori richiede da parte degli Amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili all’interno e sul mercato, nonché dall’esperienza storica. Inoltre, qualora venga determinato che possa essersi generata una potenziale riduzione di valore, la Società procede alla determinazione della stessa utilizzando tecniche valutative ritenute idonee. La corretta identificazione degli elementi indicatori dell’esistenza di una potenziale riduzione di valore, nonché le stime per la determinazione delle stesse, dipendono da fattori che possono variare nel tempo influenzando le valutazioni e stime effettuate dagli Amministratori.

• Riduzione di valore delle attività finanziarie Secondo il modello di impairment adottato dalla Società, la perdita attesa viene definita come la somma delle perdite attese derivanti dagli eventi di default che possono colpire lo strumento finanziario su un determinato orizzonte temporale; ciò si concretizza nella rilevazione della perdita attesa sia utilizzando dati passati e presenti, nonché informazioni in merito a circostanze future (forward looking). La determinazione delle perdite attese, soprattutto in presenza di attività finanziarie deteriorate o con evidenze oggettive di impairment, richiede da parte degli Amministratori l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili all’interno (es.: stima dei flussi attesi dall’attività finanziaria) e sul mercato, nonché sull’esperienza storica. La corretta identificazione

degli elementi da utilizzare come base per la determinazione dell’impairment delle attività finanziarie, nonché le stime per la determinazione delle stesse, dipendono da fattori che possono variare nel tempo, influenzando le valutazioni e stime effettuate dagli Amministratori.

• Opzioni di proroga/risoluzione nei contratti di leasing

I contratti di leasing che contengono delle opzioni di proroga/risoluzione comportano, alla data di decorrenza del leasing, la valutazione circa la ragionevole certezza di esercitare o meno le opzioni di proroga/risoluzione e la loro rivalutazione ogni qualvolta si verifichi un evento significativo od un significativo cambiamento delle circostanze sotto controllo della Società. La valutazione delle opzioni di proroga può richiedere, da parte degli Amministratori, l’esercizio di valutazioni soggettive basate sulle informazioni disponibili alla data di valutazione del leasing, nonché sull’esperienza storica.

• Valore Residuo di Immobili, impianti e macchinari, investimenti immobiliari e attività immateriali a vita utile definita Secondo le disposizioni degli IAS 16, 38 e 40, il valore ammortizzabile di un elemento di immobili, impianti e macchinari, investimenti immobiliari ed attività immateriali a vita utile definita è determinato detraendo al costo il suo valore residuo. Il valore residuo dell’infrastruttura e degli investimenti immobiliari è determinato come valore stimato che l’entità potrebbe ricevere in quel momento dalla sua dismissione, al netto dei costi stimati di dismissione, se questo fosse già al tempo e nella condizione attesa alla fine della Concessione. La Società periodicamente rivede il valore residuo e ne valuta la recuperabilità sulla base delle migliori informazioni disponibili alla data. Tale aggiornamento periodico potrebbe comportare una variazione della quota di ammortamento degli esercizi futuri.

• Ammortamenti

Il costo delle immobilizzazioni materiali, immateriali a vita utile definita e degli investimenti immobiliari è ammortizzato secondo i volumi di produzione, così come più ampiamente decritto al paragrafo relativo agli “Immobili, impianti e macchinari”. La Società valuta periodicamente i cambiamenti tecnologici, di uso e di settore, per aggiornare tali volumi. Tali aggiornamenti periodici potrebbero comportare una variazione nel periodo di ammortamento e quindi anche della quota di ammortamento degli esercizi futuri.

La determinazione dell’ammortamento rappresenta una stima contabile complessa influenzata da molteplici fattori, tra cui: la stima dei volumi di produzione espressi in treni-Km, la stima del valore residuo ed eventuali modifiche nell’assetto regolatorio.

• Fondi rischi e oneri

A fronte dei rischi legali e fiscali sono rilevati accantonamenti rappresentativi il rischio di esito negativo, qualora tale rischio venga ritenuto probabile. Il valore dei fondi iscritti in bilancio relativi a tali rischi rappresenta la miglior stima alla data operata dagli amministratori. Tale stima comporta l’adozione di assunzioni che dipendono da fattori che possono cambiare nel tempo e che potrebbero pertanto avere effetti significativi rispetto alle stime correnti effettuate dagli amministratori per la redazione del bilancio della Società.

• Fair value di strumenti finanziari derivati

Il fair value degli strumenti finanziari derivati che non sono quotati in mercati attivi è determinato usando tecniche di valutazione. La Società usa tecniche di valutazione che utilizzano input direttamente od indirettamente osservabili dal mercato alla data di chiusura dell’esercizio contabile, connessi alle attività od alle passività oggetto di valutazione. Pur ritenendo le stime dei suddetti fair value ragionevoli, possibili variazioni dei fattori di stima su cui si basa il calcolo dei predetti valori, potrebbero produrre valutazioni diverse.

NOTE SUL CONTO ECONOMICO

4. Ricavi delle vendite e delle prestazioni

Il dettaglio delle voci che costituiscono i “Ricavi delle vendite e delle prestazioni” è illustrato nelle tabelle e nei commenti di seguito esposti.

I “Ricavi da Servizi di Infrastruttura” registrano un incremento pari a 69.469 mila euro, derivante dai seguenti fattori:

• maggiori ricavi da servizi in concessione per 31.938 mila euro, ascrivibili ai lavori di manutenzione straordinaria svolti durante l’anno sulla Ferrovia Centrale Umbra, linea Udine Cividale e sulle linee ferroviarie Torino-Ceres e c.d. Canavesana; la variazione è coerente con l’incremento dei costi per lavori appaltati per conto di terzi;

• maggiori ricavi da pedaggio per 36.218 mila euro,

di cui 5.770 mila euro riferiti al traffico del 2025 e legati principalmente ad un effetto prezzo (aumento delle tariffe determinato dalla rivalutazione ISTAT del 2,1%), 23.693 mila euro riferiti a pedaggio di anni precedenti e per la parte restante al saldo delle penali da performance regime e da circolazione;

• ricavi per servizi di traghettamento, che registrano un leggero aumento di 1.313 mila euro rispetto all’esercizio precedente.

La voce “Altri ricavi da servizi” si riduce di 21.901 mila euro a seguito dei seguenti fenomeni:

• flessione dei ricavi per servizi accessori alla circolazione pari a 28.189 mila euro, riconducibile principalmente alla diminuzione dei ricavi per servizi di trazione elettrica, pari a 32.691 mila euro, connessa all’andamento del prezzo medio di mercato dell’energia, in particolare sulla linea tradizionale a 3kV. Tale effetto è stato solo parzialmente compensato dall’incremento dei ricavi per altre prestazioni collegate al trasporto, al netto della riduzione dei ricavi per gestione terminali, pari a 4.502 mila euro, determinata dagli adeguamenti tariffari;

• lieve decremento dei ricavi da servizi diversi, pari a 673 mila euro, attribuibile alla contrazione del fatturato per talune tipologie di prestazioni, in particolare per i servizi resi presso siti e gallerie ai gestori di telecomunicazioni. Tale andamento è stato parzialmente compensato dall’incremento dei ricavi derivanti dalle prestazioni sanitarie effettuate

nell’esercizio, pari a 1.803 mila euro;

• incremento di 2.322 mila euro dei lavori conto terzi, coerentemente con i relativi costi, grazie principalmente all’avanzamento dei lavori sulla linea ferroviaria Roma-Lido;

• incremento significativo delle vendite di materiali di scorta e materiali per 4.639 mila euro.

I “Ricavi Diversi” si incrementano di 289.327 mila euro, grazie all’effetto dei maggiori contributi da Stato stanziati dal MEF a valere sul CdP - parte Servizi - per 290.000 mila euro, degli altri contributi da Stato per 731 mila euro e dei contributi in conto esercizio da UE per 165 mila euro, parzialmente compensati da minori ricavi per noli di materiale rotabile per 1.569 mila euro.

La voce “Ricavi da Gestione Immobiliare” registra un incremento di 2.219 mila euro, coerentemente con i relativi costi, principalmente legato ad un aumento dei costi di conduzione delle stazioni ribaltati sui conduttori.

Il dettaglio delle voci che costituiscono i “Ricavi da contratti con i clienti” è illustrato nella tabella di seguito esposta:

Con riferimento ai servizi elencati la società presenta una struttura mono-settoriale.

La tabella seguente fornisce informazioni sulle attività e passività derivanti da contratti con i clienti:

La tabella seguente presenta le variazioni significative dei saldi delle attività e delle passività derivanti da contratto nel corso dell’esercizio:

Ricavi rilevati nell'esercizio inclusi nel saldo di apertura delle "passività da contratto"

Riclassifiche da "attività da contratto" rilevate all'inizio dell'esercizio a crediti

Incrementi delle attività da contratto dovuti a prestazioni rese

Incrementi delle attività da contratto dovuti a variazioni nella valutazione dello stato di avanzamento

al 31 dicembre 2025

5. Altri proventi

Il dettaglio degli “Altri proventi” è riportato nella seguente tabella:

La voce resta sostanzialmente in linea con lo scorso anno, grazie ad una variazione di segno opposto dei Proventi e prestazioni diverse e delle Plusvalenze. In particolare, i proventi e prestazioni diverse crescono di 15.859 mila euro per maggiori sopravvenienze attive

rilevate nel 2025 rispetto all’esercizio precedente, mentre le plusvalenze si riducono di 15.344 mila euro principalmente per effetto delle plusvalenze immobiliari rilevate nell’esercizio comparativo (vendita del cd “Scalo Farini”).

6. Costo del personale

La composizione del “Costo del personale” è rappresentata nella seguente tabella:

Il “Costo del personale” evidenzia un incremento complessivo pari a 27.623 mila euro rispetto al precedente esercizio, parzialmente determinato dalla sottoscrizione, nel corso dell’anno 2025, dell’accordo per il rinnovo del CCNL. Nel dettaglio, l’incremento è dato dal costo personale a ruolo (22.048 mila euro)

Si riportano di seguito le consistenze medie dell’esercizio.

e dagli altri costi per il personale (5.642 mila euro)riconducibili principalmente ai costi per servizi tickets restaurant e per la formazione- parzialmente mitigato da una leggera riduzione del costo del personale autonomo (67 mila euro).

7. Materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

La voce è così dettagliata:

L’incremento complessivo della voce “Materie prime, sussidiarie, di consumo e merci” di 40.634 mila euro è dovuto principalmente a:

• maggiori costi di materiali e materie di consumo per 54.528 mila euro dovuto all’effetto combinato di:

‒ minori costi per 29 mila euro, dovuto alla variazione dei prezzi delle materie prime; ‒ minori costi per l’acquisto di materiali di consumo per 5.401 mila euro;

‒ maggiori costi per consumi di materiali per 59.958 mila euro dovuti:

- all’incremento degli impieghi sui progetti di investimento pari a 56.419 mila euro, legati all’avanzamento dei lavori e compensati integralmente con le relative capitalizzazioni;

- al decremento degli impieghi in conto esercizio pari a 15.294 mila euro, legati principalmente a ad un minore impiego di materiali per le attività delle Officine Nazionali Infrastruttura e dei lavori in conto terzi;

- al decremento dei ricavi per lavori in economia pari a 18.833 mila euro, per la produzione

8. Costi per servizi

Il saldo è dettagliato nella seguente tabella:

dei prodotti finiti e semilavorati da parte delle Officine Nazionali (impianti di Bari, Pontassieve e Bologna) di cuori, deviatoi, giunti isolanti, incollati ed apparecchiature, dovuto principalmente allo slittamento dei piani di consegna.

• Minori costi di energia elettrica e combustibile per la trazione dei treni pari a 20.465 mila euro, dovuti principalmente all’effetto combinato dell’andamento del prezzo medio annuo del costo dell’energia del più consistente incremento della quota compensativa regolata dal Regime Tariffario Speciale di cui gode RFI, il cui particolare algoritmo di calcolo, deliberato dall’Ente di regolazione del mercato elettrico (ARERA), è correlato a parametri retroattivi in funzione del prezzo dell’energia;

• maggiori costi di illuminazione e forza motrice pari a 1.107 mila euro, riconducibili sostanzialmente all’andamento del prezzo medio annuo dell’energia elettrica;

• maggiori esigenze di accantonamenti a fondo per materie prime sussidiarie e merci per 5.464 mila euro.

* Per una più corretta comparazione dei dati 2024, sono state operate riclassifiche dalla voce “Altri costi operativi” alla voce “Costi per Servizi” per 5.000 mila euro.

L’incremento complessivo della voce “Costi per servizi” ammonta a 218.467 mila euro e deriva principalmente dall’effetto combinato dei seguenti principali fattori:

• i lavori appaltati per conto di terzi, che trovano corrispondenza nei relativi ricavi, crescono di 26.119 mila euro, grazie all’avanzamento dei lavori di manutenzione straordinarie sulle ferrovie in concessione e sulla ferrovia Roma-Lido;

• i servizi di pulizia e di manutenzione aumentano rispettivamente di 6.718 mila euro e di 13.433 mila euro, legati a maggiori attività di manutenzione sulla linea ferroviaria e di pulizia; in particolare si evidenzia che sono stati attivati nel corso del 2025 maggiori presidi in stazione, finalizzati a garantire adeguati livelli di servizio anche nei momenti di maggior criticità (ad esempio Giubileo, scioperi, ecc.);

• l’incremento dei costi per servizi immobiliari ed utenze, per 14.714 mila euro, è ascrivibile principalmente ai costi di conduzione delle principali stazioni che RFI sostiene verso la controllata GS Rail, mentre quello relativo ai costi per servizi

9. Altri costi operativi

amministrativi ed informatici, pari a 3.311 mila euro, è legato a maggiori corrispettivi per servizi informatici continuativi verso la consociata FS Technology e servizi di amministrazione del personale verso la consociata Ferservizi;

• le spese di comunicazione esterna e pubblicità si riducono di 1.609 mila euro principalmente per minori sponsorizzazioni;

• i maggiori costi per godimento beni di terzi per 3.149 mila euro si riferiscono principalmente a noleggi di auto non rientranti all’interno del perimetro IFRS 16 e ad indennità di occupazione di spazi;

• nell’ambito dei costi “Diversi”, infine, l’incremento di 151.637 mila euro deriva in primis dall’attivazione della nuova polizza assicurativa a copertura dei danni all’infrastruttura ferroviaria derivante da eventi catastrofali (75.228 mila euro) e dall’evoluzione del contenzioso civile (48.053 mila euro). Si evidenziano inoltre maggiori costi per “Altre Prestazioni di Terzi” per 26.977 mila euro, di cui la metà circa verso la consociata FS Security per attività di vigilanza rese nelle stazioni.

Il dettaglio degli “Altri Costi operativi” è riportato nella seguente tabella:

*Per una più corretta comparazione dei dati 2024, sono state operate riclassifiche dalla voce “Altri costi operativi” alla voce “Costi per Servizi” per 5.000 mila euro.

Gli “Altri Costi Operativi” presentano un decremento di 29.071 mila euro, attribuibile ad eventi non ricorrenti verificatisi lo scorso anno quali pagamento di riserve risarcitorie, oneri connessi alla vendita del c.d. scalo

Farini nell’ambito dell’Accordo di Programma 2017 con il Comune di Milano e maggiori imposte per raccolta rifiuti. Crescono leggermente le minusvalenze da alienazioni di 885 mila euro.

10. Costi per lavori interni capitalizzati

Gli oneri capitalizzati per lavori interni, pari a 1.612.903 mila euro, si riferiscono a costi interni per impiego di personale ed oneri indiretti per 840.240 mila euro ed a costi per materiali utilizzati per gli investimenti per 772.663 mila euro, coerenti con i relativi impieghi di materiale sugli investimenti.

11. Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti

La voce è di seguito dettagliata:

Le maggiori capitalizzazioni registrate nel corso del 2025, rispetto all’esercizio precedente, 173.652 mila euro, sono attribuibili principalmente alle contabilizzazioni legate alla prosecuzione degli investimenti in PNRR.

L’aumento della quota di ammortamento rispetto all’esercizio precedente è principalmente legato all’iscrizione di nuovi contratti soggetti all’applicazione dell’IFRS 16-Leasing.

Le svalutazioni di immobili, impianti e macchinari risultano maggiori di 10.528 mila euro rispetto all’esercizio precedente e riguardano asset materiali

12. Proventi finanziari

obsoleti.

Non si sono verificate circostanze che hanno reso necessaria una modifica del fondo sostegno al reddito ed all’occupazione, pertanto, non si è ripresentato nel 2025 analogo rilascio rispetto a quanto avvenuto nel 2024.

Il dettaglio dei “Proventi finanziari” è rappresentato nella tabella seguente:

Il decremento della voce “Proventi finanziari” è pari a 459 mila euro ed è riconducibile principalmente all’effetto combinato di minori interessi attivi diversi

(5.426 mila euro) e minori utili su cambi (33 mila euro) compensati da maggiori proventi legati ai dividendi della controllata GS Rail (5.000 mila euro).

13. Oneri finanziari

Il dettaglio degli “Oneri finanziari” è rappresentato nella tabella seguente:

Perdite

cambi

Oneri finanziari accantonamenti e rilasci – – –

*Per una più corretta esposizione nel 2024 sono state riclassificate nei costi per servizi le commissioni bancarie su c/c (124 mila euro) e le imposte di registro negli altri costi operativi (5 mila euro).

Gli “Oneri finanziari” subiscono un decremento pari a 21.667 mila euro, attribuibile principalmente ai seguenti fattori:

• minori oneri finanziari su debiti per 23.451 mila euro, derivanti principalmente da minori oneri finanziari su finanziamenti verso la Capogruppo

14. Oneri finanziari capitalizzati

Gli oneri finanziari capitalizzati sono stati determinati sulla base della quota di finanziamento allocata sulle Immobilizzazioni in corso ed ammontano a 141.642 mila euro. La riduzione rispetto al 2024 (25.258 mila

(22.885 mila euro) e verso altri (411 mila euro), a causa di un leggero miglioramento dei tassi e di una minore esposizione debitoria dell’azienda; • maggiori oneri finanziari sulle passività per leasing per 1.785 mila euro, legati ai nuovi contratti di leasing stipulati nell’anno.

euro) deriva principalmente dai minori tassi di interesse applicati sul finanziamento Loan Agreement di 2 milioni di euro (-39.185 mila euro) e da un maggiore ricorso alle linee di credito a breve termine (+13.927 mila euro).

15. Imposte sul reddito dell’esercizio

Le imposte della Società risultano essere pari a zero per effetto delle variazioni in diminuzione di carattere fiscale che determinano una base imponibile fiscale negativa (perdita). La variazione in diminuzione più significativa a tal

fine è rappresentata dal maggior ammortamento fiscale rispetto a quello contabile di Immobili, impianti e macchinari, Attività immateriali e Investimenti immobiliari.

Nella tabella che segue si rappresenta la composizione del costo ammortizzabile fiscale che, per effetto dell’applicazione delle speciali disposizioni normative IAS compliant di cui all’art. 1, commi 86 e 87, della Legge 266/2005, è assunto al lordo dei relativi contributi in conto impianti che lo Stato eroga al Gestore dell’Infrastruttura Ferroviaria nazionale.

Con il d.lgs. 27 dicembre 2023, n. 209 (“decreto n. 209/23”), recante l’attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale, è stata recepita la direttiva UE 2022/2523 che impone agli Stati membri di adottare, per i gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 750 milioni di euro, un livello minimo di tassazione, in ciascuna delle giurisdizioni in cui essi operano, fissato in misura pari al 15%, cd. Pillar 2.

La società RFI SpA si qualifica quale “impresa” o “entità costitutiva” appartenente al gruppo multinazionale facente capo alla “controllante capogruppo”, Ferrovie dello Stato Italiane SpA (Ultimate Parent Entity - UPE). Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (Gruppo FS) è soggetto alle regole del Pillar 2, in quanto i ricavi annui, in almeno due dei quattro esercizi precedenti al periodo di imposta 2025, risultanti dal bilancio consolidato della

controllante capogruppo, sono superiori a 750 milioni di euro.

Ai fini della relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025, si è proceduto a calcolare la migliore stima dell’onere da Pillar 2 di competenza del periodo avvalendosi della possibilità di applicare il regime semplificato transitorio basato sui dati Rendiconti Finanziari Qualificati aggregati per ciascuna giurisdizione rilevante (c.d. CbCR Transitional Safe Harbour o “CbCR TSH”) i cui effetti, al soddisfacimento di determinate condizioni, comportano l’azzeramento dell’imposta minima nazionale.

Dall’analisi condotta, rispetto al totale di giurisdizioni in cui risiedono o sono localizzate le entità del Gruppo FS in perimetro Pillar 2, nel periodo di riferimento (31 dicembre 2025), la giurisdizione Italia risulta aver superato i Transitional Safe Harbours (TSH) e, pertanto, non vi sono imposte da Pillar 2 da stanziare.

NOTE SULLO STATO PATRIMONIALE

16. Attività possedute per la vendita e gruppi in dismissione

Il saldo della voce “Attività possedute per la vendita e gruppi in dismissione”, pari a 33.250 mila euro, è relativo alla riclassifica dalla voce “Immobili, Impianti e Macchinari” degli asset non correnti afferenti al “Ramo Energy” in applicazione dell’IFRS 5 Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate.

Come già descritto nel paragrafo “Principali eventi dell’esercizio” in Relazione sulla Gestione, tale Ramo Energy è oggetto di scissione parziale, da RFI in favore della consociata FS Energy S.p.A., con efficacia 1° gennaio 2026.

17. Immobili, impianti e macchinari

Di seguito è esposto il prospetto delle consistenze degli immobili, impianti e macchinari ad inizio e fine esercizio, con le relative movimentazioni intercorse. Sono inoltre riportate le analisi delle variazioni del “Costo storico”, degli “Ammortamenti e perdite di valore” e dei “Contributi”. L’importo indicato nella colonna

“Manutenzione Straordinaria” è relativo alle correlate spese sostenute e capitalizzate, pertanto soggette ad ammortamento.

I passaggi in esercizio riguardano principalmente attività di potenziamento della linea e interventi tecnologici, mentre l’avanzamento economico degli investimenti si

Riclassifiche da/ad "Attività possedute per la vendita" (13)

Variazioni costo storico per riclassifiche ad att. Poss. Vend. (14)

Variazioni F.do Ammortamento per riclassifiche ad attività poss. Vend. 1

Variazioni contributi per riclassifiche ad attività poss. Vend. –

calaggio di anticipi

Variazioni F.do Amm.to per Riclassifiche 570 (34)

Variazioni contributi per riclassifiche 2.706 (11.342) –

Variazioni svalutazione/rivalutazione per riclassifiche (5.521) (19) –

* Per una rappresentazione più corretta al 31/12/2024 sono state riclassificati dei progetti da Manutenzione straordinaria ad immobilizzazione in corso e acconti

riferisce ai grandi progetti infrastrutturali, alle attività di mantenimento in efficienza dell’infrastruttura e ad interventi di carattere tecnologico. Per maggiori informazioni si rimanda a quanto esposto nel capitolo “Investimenti” della Relazione sulla Gestione. Gli ammortamenti dell’esercizio sono pari a 149.384

mila euro, di cui 32.777 mila euro riferibili ad Attività per diritti d’uso (IFRS 16).

Al 31 dicembre 2025 l’ammontare degli impegni contrattuali in essere per l’acquisto di immobili, impianti e macchinari è pari a 33.398.178 mila euro.

Contributi in conto impianti

Nel corso del 2025 sono stati allocati sulle immobilizzazioni in corso contributi in conto impianti per un totale di 11.001.276 mila euro, di cui 2.730.779 mila euro derivanti da fonti dell’Unione Europea e da Enti locali e 8.270.497 mila euro da fonti Statali e costituiti principalmente da:

18. Investimenti immobiliari

• 7.711.643 mila euro a valere sugli acconti per contributi conto impianti da MEF destinati agli investimenti infrastrutturali;

• 558.854 mila euro a valere sugli acconti per contributi conto impianti da MIT destinati agli investimenti infrastrutturali.

Nella seguente tabella sono riportate le consistenze ad inizio ed a fine esercizio degli investimenti immobiliari.

19. Diritto di utilizzo beni in leasing

Nella seguente tabella viene esposta la movimentazione del diritto d’uso nel corso del 2025.

Le passività di leasing e i loro movimenti durante l’anno sono riportati nella tabella che segue.

Gli impatti a conto economico dell’esercizio sono riportati nella tabella che segue.

Opzioni di proroga/risoluzione

I leasing relativi ai contratti immobiliari contengono delle opzioni di proroga/risoluzione. RFI, alla data di decorrenza del leasing, valuta la ragionevole certezza di esercitare o meno le opzioni di proroga/risoluzione e le rivaluta nuovamente ogni qualvolta si verifichi un

evento rilevante o un significativo cambiamento delle circostanze sotto il suo controllo.

Da tale analisi RFI ha ritenuto che il contratto di locazione dell’immobile di Villa Patrizi verrà ragionevolmente prorogato alla data della scadenza.

La tabella riporta i pagamenti potenziali futuri:

in migliaia di euro Passività del

Lessor

La tabella seguente mostra l’analisi delle scadenze relative ai pagamenti da ricevere nei prossimi anni per i beni concessi dalla società in leasing operativo:

20. Attività immateriali

Di seguito è esposto il prospetto delle Attività Immateriali ad inizio e fine esercizio, con le relative movimentazioni intercorse.

Si riportano di seguito le tabelle delle consistenze ad inizio e fine esercizio delle partecipazioni raggruppate per categoria.

Le partecipazioni, che ammontano a 113.721 mila euro, hanno registrato nel corso del 2025 un incremento di circa 8.167 mila euro, dovuto all’acquisizione della partecipazione di Italferr S.p.A. (FS Engineering S.p.A. dal 1° marzo 2026) da FS, pari a 8.047 mila euro, e all’aumento del capitale sociale di Infrarail S.r.l. di circa 120 mila euro, relativo al conferimento di beni immobili. Per ulteriori informazioni si rimanda al paragrafo “Principali eventi dell’esercizio” presente all’interno della relazione sulla gestione.

Inoltre, è stato contabilizzato l’incremento della partecipazione in Tunnel Ferroviario del BrenneroSocietà di Partecipazioni S.p.A., pari a 278.501 mila

euro, che non risulta in evidenza in quanto interamente compensato dall’incremento dei contributi in conto impianti ricevuti dal MEF e riversati alla controllata. Si riporta di seguito l’elenco delle partecipazioni in imprese controllate e collegate, con l’indicazione dei relativi valori di carico e della corrispondente frazione di patrimonio netto di pertinenza. Il raffronto tra tali valori non evidenzia situazioni in cui il valore di carico risulti superiore al patrimonio netto di pertinenza; inoltre, non sono emersi altri indicatori di perdita di valore ai sensi dello IAS 36. Pertanto, alla data di bilancio non si è reso necessario procedere alla determinazione del valore recuperabile delle partecipazioni.

Partecipazioni in imprese controllate

Tunnel Ferroviario del Brennero - Società di partecipazioni S.p.A.

Stazioni

S.r.l.

Italferr S.p.A. (FS Engineering S.p.A. dal 1° marzo 2026) *

Via Marsala 41

Via Galati 71

Partecipazioni in imprese collegate Quadrante Europa Terminal Gate S.p.A. Verona, Via Sommacampagna 61

Stretto di Messina S.p.A.**

Via Marsala 27

* La Società adotta i principi contabili internazionali (IAS-IFRS).

** Alla data di redazione della presente Relazione Finanziaria Annuale, il progetto di bilancio della società Stretto di Messina S.p.A. non è stato ancora oggetto di approvazione da parte del CdA, pertanto i valori potrebbero subire modifiche. valori in migliaia

31.12.2025

Partecipazioni

Partecipazioni in imprese collegate Stretto di Mes-

* Alla data di redazione della presente Relazione Finanziaria Annuale, il progetto di bilancio della società Stretto di Messina S.p.A. non è stato ancora oggetto di approvazione da parte del CdA, pertanto i valori potrebbero subire modifiche.

valori in migliaia di euro

Nella tabella seguente si riporta la composizione delle attività finanziarie.

Attività finanziarie

Crediti verso il Ministero dell'Economia e delle Finanze per contributi quindicennali da riscuotere

Il saldo dei crediti verso il MEF, pari a 75.194 mila euro, è principalmente ascrivibile al valore residuo del credito per contributi ex art. 25 co. 1 del Decreto-legge n. 4/2022 convertito con Legge n. 25 del 28 marzo 2022 (c.d. “Decreto Sostegni Ter”), il cui valore si decrementa di 10.000 mila euro rispetto al 31 dicembre 2024 per effetto della rata incassata nel corso dell’anno.

Nella voce Titoli sono iscritti al fair value i titoli Webuild ex Astaldi per 1.003 mila euro.

I crediti per finanziamenti non correnti, pari a 63.549 mila euro, riguardano principalmente il conto corrente bancario vincolato intrattenuto presso Unicredit (42.157 mila euro), presso Intesa (12.723 mila euro)

e presso BNL (7.643 mila euro); le somme iscritte in tale posta risultano generalmente vincolate a seguito di pignoramenti effettuati da fornitori terzi per decreti ingiuntivi/atti di precetto non onorati.

L’incremento, pari a 4.741 mila euro, della posta “Altri crediti finanziari” è da imputare sostanzialmente all’incremento del credito verso la Capogruppo per il conto corrente intersocietario.

La voce Derivati registra un incremento di 2.608 mila euro, riconducibile principalmente alla stipula nel corso del 2025 di nuovi contratti derivati a copertura del rischio di oscillazione dei tassi di interesse.

23. Altre attività non correnti e correnti

Tale voce è così composta:

Il decremento degli “Altri crediti verso società del Gruppo”, pari a 37.167 mila euro, è imputabile principalmente all’incasso di crediti verso Controllanti

rientranti nell’ambito dell’ Accordo di Programma 2017 con il Comune di Milano.

I Crediti verso il MEF e verso il MIT al 31 dicembre 2025 sono di seguito analizzati:

Contributi in c/ esercizio:

- MEF: cap. 1541

Contributo merci:

- MIT: cap. 1274 - 7302

Contributi in c/ impianti e investimenti: - MEF: cap. 7122-7123-8000

- MIT: cap. 7060-7514-7515-7518-7528-7540-75327549-7561-7550 -1274-7505-7506-7006-7007-7552

Nell’anno 2025 la voce ha subito un incremento netto di 1.465.414 mila euro, dovuto all’effetto combinato dei seguenti fattori:

• iscrizione di nuovi crediti per contributi in conto esercizio, merci e conto impianti e investimenti per 10.674.075 mila euro così suddivisi:

‒ 1.255.557 mila euro per contributi in conto esercizio a valere sul capitolo 1541 del MEF come stanziato dalla Legge del 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di Bilancio 2025);

‒ 95.000 mila euro per contributi merci, a valere delle risorse stanziate dalla Legge 190/2014 art. 1 comma 294, attribuite al MIT con Decreto-legge n. 185 art. 11 2-ter del 25 novembre 2015 da destinare alle IF relativi all’annualità 2025;

‒ 7.934.840 mila euro per contributi in conto impianti a valere sui capitoli del MEF di cui:

66.824 mila euro (capitolo 7122 – Piano di Gestione 1, di seguito PG1) stanziati dall’ art. 1 c. 176 della Legge 228/2012 (Legge di Stabilità 2013) e rifinanziati dalla Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015);

· 3.129.280 mila euro (capitolo 7122 – PG2) stanziati dalla Legge di Bilancio 2025 a valere del PG2 Capitolo 7122, di cui 907.163 mila euro di rimodulazione verticale, a copertura di lavori eseguiti nel corso del 2025;

· 28.994 mila euro (capitolo 7122-PG4) relativi all’iscrizione di crediti per contributi c/impianti da MEF a valere sulle risorse stanziate dal

capitolo 7122 relativi al PG4; 2.498.757 mila euro (capitolo 7122 – PG5) come previsto dalla Legge di Bilancio per le attività di manutenzione straordinaria, di cui 1.800.000 mila euro a valere del DL 156/2025;

627.211 mila euro (capitolo 7122 – PG7) relativi all’annualità 2025 stanziata dalla Legge n. 147/2013 art. 1 c. 76 (Legge di Stabilità 2014) per la Brescia Verona Padova – Apice Orsara e rifinanziati dalla Legge n.190/2014 (Legge di Stabilità 2015), di cui 113.397 mila euro a valere delle risorse stanziate previste per il triennio 2026-2028 a copertura di lavori eseguiti nel corso del 2025; 85.499 mila euro (capitolo 7122- PG9) relativi all’iscrizione per contributi c/impianti da MEF per l’anno 2025;

· 448.913 mila euro (capitolo 7122 –PG10) relativi all’iscrizione per contributi c/impianti da MEF a valere sulle risorse stanziate dal capitolo 7122 relativi al PG10 per l’anno 2025; 275.707 mila euro (capitolo 7122-PG11) relativi all’iscrizione per contributi c/impianti da MEF a valere sulle risorse stanziate dal capitolo 7122 relativi al PG11;

273.640 mila euro (capitolo 7122-PG12) relativi all’iscrizione per contributi c/impianti da MEF a valere sulle risorse stanziate dal capitolo 7122 relativi al PG12;

· 298.672 mila euro (capitolo 7122-PG13) recati dal DL 59 del 6 maggio 2021 a valere del capitolo 7122 PG13 destinati al finanziamento degli interventi relativi alla “linea ferroviaria AV/AC Salerno-Reggio Calabria”;

3.217 mila euro (capitolo 7122-PG15) relativi all’iscrizione per contributi c/impianti da MEF a valere sulle risorse stanziate dal capitolo 7122 relativi al PG15;

· 198.126 mila euro (capitolo 7122-PG16) relativi all’iscrizione di crediti per contributi c/impianti da MEF a valere sulle risorse stanziate dal capitolo 7122 relativi al PG16 a valere sulle risorse stanziate per l’anno 2025; ‒ 1.388.678 mila euro per contributi in conto impianti a valere sui capitoli del MIT di cui:

· 90.000 mila euro (capitolo 7532) a valere dell’art.1 Legge di Bilancio 2023 stanziati per l’anno 2025, per la copertura dei lavori per la linea Torino-Lione;

· 330.000 mila euro (capitolo 7518) di cui

30.000 mila euro a valere del DL68/2022 e 300.000 mila euro a valere della L.213/2023 (LDB2024) stanziati per l’anno 2025, a copertura dei lavori per la linea AV/AC Milano-Genova – Terzo Valico dei Giovi;

· 1.000 mila euro (capitolo 7144) stanziati a valere della Legge del 30 dicembre 2024 n.207 per l’anno 2025;

· 10.885 mila euro (capitolo 7006) stanziati a valere del Fondo per l’adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all’articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 73/2021; 970.428 mila euro (capitolo 7007) a valere del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche previsto dal DL76/2020 art.7 co.1; parzialmente compensati da un decremento di 13.635 mila euro sul capitolo 7561 a causa di un aggiornamento dei costi e conseguente adeguamento delle fonti di finanziamento.

• Decrementi per incassi per 9.208.661 mila euro relativi principalmente a:

‒ 1.255.557 mila euro (capitolo 1541 MEF –contributi in conto esercizio);

‒ 6.392.288 mila euro (capitolo 7122 MEF) a valere su diversi piani gestionali (PG1-PG2-PG4PG5-PG7-PG-9-PG11-PG12-PG13-PG14-PG16); ‒ 1.007.561 mila euro (capitolo 75067007) principalmente a valere del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche previsto dal DL76/2020 art.7 co.1;

‒ 10.885 mila euro (capitolo 7006 MIT) relativi alle risorse stanziate dal Fondo per l’adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all’articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 73/2021;

‒ 4.509 mila euro (Capitolo 7505) a valere delle risorse stanziate dall’art.1 DL59/2021 per il “Rinnovo della flotta navale”;

‒ 23.170 mila euro (capitolo 7528) a valere sulle risorse stanziate dalla Legge n.164/2014 (cd. “Sblocca Italia”) per il finanziamento dell’intervento “Potenziamento Asse ferroviario Monaco - Verona: Galleria di Base del Brennero – III Lotto Costruttivo” (Capitolo 7528);

‒ 34.629 mila euro (capitolo 7561) risorse stanziate dal decreto Olimpiadi del 7 dicembre 2020 del MIT;

‒ 316.342 mila euro (capitolo 7518) relativi alle risorse stanziate dalla Delibera CIPE 86/2011 a valere sulle risorse di cui al comma 1 dell’art 32 del decreto-legge n.98/2011 assegnate a RFI per la linea AV/AC Milano-Genova: Terzo Valico dei Giovi; ‒ 259 mila euro (Capitolo 7549) a valere delle risorse stanziate dalla Legge n.164/2014 (cd. “Sblocca Italia”);

‒ 28.230 mila euro (capitoli 7564) a valere sulle risorse stanziate dalla Legge n.164/2014, (cd. “Sblocca Italia”) destinati al “Quadruplicamento della Linea ferroviaria Pistoia - Lucca”; ‒ 8.310 mila euro a valere sulle risorse di cui all’art.32 co.1 del DL.98/2011 convertito in

L.111/2011 disposti per RFI dalla Delibera CIPE 85/2011 e stanziati sul capitolo 7515 “Linea AV/AC Milano Verona – tratta Treviglio-Brescia” – II° Lotto costruttivo; ‒ 26.068 mila euro (capitolo 7532) a valere dell’art.1 Legge di Bilancio 2023 stanziati per la copertura dei lavori per la linea Torino-Lione; ‒ 100.853 mila euro (capitolo 1274 e 7302) principalmente per contributi merci a valere delle

risorse stanziate dalla Legge 190/2014 art. 1 comma 294, attribuite al MIT con Decreto-legge n. 185 art. 11 2-ter del 25 novembre 2015 da girare alle IF relativi all’annualità 2025.

La voce “Altre amministrazioni dello Stato” subisce un decremento di 35.726 mila euro, dovuto sostanzialmente al decremento dei crediti verso la Cassa per servizi energetici e ambientali (CSEA).

I “Contributi in conto impianti UE, altri Ministeri e Clienti ordinari”, pari a 13.075 mila euro, accolgono i contributi ricevuti dall’Unione Europea, da altri Ministeri e da altri enti.

I “Debitori diversi e Ratei/Risconti attivi” sono di seguito dettagliati:

L’incremento della voce “Debitori diversi e ratei/risconti attivi”, pari a 129.093 mila euro, è principalmente imputabile a:

• maggiori acconti a fornitori per 96.742 mila euro, a seguito dell’iscrizione di anticipi ad appaltatori;

maggiori ratei e risconti per 30.238 mila euro derivanti sostanzialmente da maggiori risconti attivi a seguito della sottoscrizione dell’assicurazione contro le catastrofi naturali ex Legge di Bilancio 2024.

Di

24. Rimanenze

La voce risulta così composta:

L’incremento netto delle materie prime, sussidiarie e di consumo al 31 dicembre 2025, pari a 71.449 mila euro, è relativo all’effetto combinato di:

• acquisti di materiali pari a 883.579 mila euro;

• consumi di materiali pari a 967.287 mila euro;

• produzione delle Officine Nazionali di Bari,

25. Crediti commerciali non correnti e correnti

I crediti commerciali sono così dettagliati:

dello Stato ed altre Amm.

verso società del Gruppo

Il decremento dei crediti verso Clienti ordinari (20.145 mila euro) rispetto al 31 dicembre 2024, al lordo del relativo fondo svalutazione, è riconducibile principalmente agli incassi ricevuti dalle Imprese Ferroviarie e ai pagamenti relativi ai lavori svolti.

L’ incremento dei crediti verso Amministrazioni dello Stato e altre Amministrazioni Pubbliche, di 2.989 mila euro rispetto al 31 dicembre 2024, al lordo del relativo fondo svalutazione, è determinato principalmente dalle nuove fatturazioni emesse verso Enti locali per la realizzazione e potenziamento di infrastrutture ferroviarie.

L’incremento dei crediti verso Gruppo (52.968 mila euro) rispetto al 31 dicembre 2024, al lordo del relativo fondo svalutazione, è principalmente attribuibile a maggiori stanziamenti per pedaggio dell’anno in corso e anni precedenti, nonché a una riduzione degli stanziamenti

Pontassieve e di Bologna per 161.729 mila euro, per la costruzione di cuori, deviatoi, giunti isolanti incollati e apparecchiature elettriche;

• incremento netto del Fondo svalutazione pari a 6.572 mila euro, a fronte dell’analisi effettuata sui materiali a scarsa utilizzazione e/o obsoleti.

per note di credito da emettere relative all’energia.

L’importo lordo relativo ai “Contratti di costruzione”, pari a 72.139 mila euro, rappresenta l’ammontare dovuto dai clienti per i contratti relativi alle commesse in corso ed è sostanzialmente in linea con l’anno precedente.

Al fine di evidenziare l’avanzamento dei lavori rispetto agli importi già fatturati per Contratti di costruzione, la voce va correlata con la corrispondente posta del passivo Debiti per Contratti di costruzione. L’importo, pari a 13.136 mila euro, con variazione in diminuzione pari a 6.753 mila euro, è da imputare sostanzialmente al recupero delle anticipazioni sullo stato di avanzamento dei lavori della ferrovia concessa Torino-Ceres e c.d. Canavesana.

*I valori sono esposti al lordo del fondo svalutazione

La massima esposizione del rischio di credito, suddivisa per area geografica, è la seguente:

26. Attività finanziarie correnti per accordi di servizi in concessione

La posta subisce un incremento di 45.044 mila euro per effetto dell’avanzamento dei lavori sulla linea concessa Umbra, Udine Cividale e sulla linea Torino-Ceres e c.d. Canavesana.

27. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

La voce è così dettagliata:

L’incremento complessivo della voce rispetto al 31 dicembre 2024 è dovuto principalmente al conto corrente di tesoreria, nel quale confluiscono i versamenti effettuati dal MEF relativi al Contratto di Programma ed i versamenti per altri contributi erogati dal MIT e dalla Commissione Europea, successivamente trasferiti sul

conto corrente intersocietario secondo le esigenze di cassa.

Per maggiori dettagli relativi alla movimentazione delle disponibilità liquide e dei mezzi equivalenti si rimanda allo schema di Rendiconto Finanziario.

28. Crediti tributari

La posta, pari a 396 mila euro, rispetto all’anno precedente, ha subito un decremento di 414 mila euro riconducibile principalmente a minori crediti d’imposta per ritenute d’acconto subite.

29. Patrimonio Netto

Le variazioni intervenute nel corso del 2025 per le principali voci del Patrimonio Netto sono esposte analiticamente nell’apposito schema di bilancio a cui si rinvia.

Capitale Sociale

Il Capitale Sociale della Società al 31 dicembre 2025, interamente sottoscritto e versato, risulta costituito da numero 31.536.472.466 azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro cadauna, per un totale di 31.536.472.466 euro. L’incremento rilevato nell’esercizio è relativo all’operazione di conferimento della partecipazione in Italferr S.p.A. (FS Engineering S.p.A. dal 1° marzo 2026) detenuta da FS in favore di RFI.

Riserva Legale

La riserva legale al 31 dicembre 2025 ammonta a 137.325 mila euro e risulta invariata rispetto al 31 dicembre 2024.

Altre Riserve

La riserva straordinaria al 31 dicembre 2025 ammonta a 43.394 mila euro ed ha subito variazioni rispetto al 31 dicembre 2024, pari a 10 mila euro, a seguito dell’operazione di Scissione Parziale del ramo “Time Management” di RFI (“Scissa”) in favore di Ferservizi S.p.A. (“Beneficiaria”), con efficacia al 1° ottobre 2025.

Riserve di valutazione

Riserva per variazione fair value su derivati (Cash Flow Hedge)

La riserva di copertura dei flussi finanziari (Cash Flow Hedge) include la quota efficace della variazione netta accumulata dal fair value degli strumenti di copertura dei flussi finanziari relative a operazioni coperte che non si sono ancora manifestate e la quota di riserva accumulata con precedenti strumenti finanziari per i quali, nel corso dell’esercizio 2012, è stata esercitata dalle controparti l’opzione di early termination prevista nei contratti.

Al 31 dicembre 2025 il saldo è positivo e pari a 2.326 mila euro, registrando una variazione positiva rispetto

al 31 dicembre del 2024 di 2.360 mila euro. Tale variazione è riconducibile ai seguenti fattori:

• valutazione al fair value degli strumenti di copertura in essere al 31 dicembre 2025, che ha determinato una variazione positiva pari a 2.311 mila euro;

• rilascio della quota del 2025, riferita agli strumenti finanziari per i quali è stata esercitata nel 2012 l’opzione di early termination precedentemente menzionata, che ha determinato una variazione positiva pari a 49 mila euro.

Riserva per utili (perdite) attuariali per benefici ai dipendenti

La riserva per utili (perdite) attuariali include gli effetti delle variazioni attuariali del Trattamento di Fine Rapporto e della Carta di Libera Circolazione (CLC).

Al 31 dicembre 2025 il valore della riserva utili e perdite attuariali è negativo e pari a 126.296 mila euro, registrando una variazione negativa rispetto al 31 dicembre 2024, per effetto dell’utile attuariale complessivo pari a 3.544 mila euro.

Utili (Perdite) portati a nuovo

Gli utili portati a nuovo al 31 dicembre 2025 ammontano a 2.332.764 mila euro e presentano un decremento netto rispetto all’esercizio precedente, pari a 99.078 mila euro, derivante dalla rilevazione della perdita del Bilancio 2024 come da delibera dell’Assemblea dell’8 aprile 2025.

Risultato di esercizio L’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 presenta un utile pari a 117.603 mila euro.

Nel prospetto seguente è indicata l’origine, la disponibilità e la distribuibilità delle voci di Patrimonio Netto, nonché la loro eventuale utilizzazione nei tre esercizi precedenti.

Riserve di utili: Riserva legale

Utili portati a nuovo *

Altre Riserve:

Riserva di copertura flussi finanziari 2.326 2.326

Riserva da utili e perdite attuariali (126.296) (126.296)

Riserva da operazioni straordinarie

* il patrimonio netto totale è al netto del risultato di esercizio 2025 ** esercizi 2022-2023-2024 ***A = Aumento di Capitale; B = Copertura Perdite; C = Distribuzione di Dividendi

valori in migliaia di euro Riepilogo delle utilizzazioni dei tre esercizi precedenti**

Finanziamenti a breve termine e quota corrente fin. a medio - lungo termine*

Debiti finanziari verso società del Gruppo (breve termine) – 331 (331)

* La posta riguarda principalmente la quota corrente dei finanziamenti a medio/lungo termine

Debiti finanziari verso società del Gruppo (breve termine)

I “Finanziamenti da banche” a medio/lungo termine e quota corrente finanziamenti a medio e lungo termine, per 347.514 mila euro, sono esposti al lordo dei ratei non ancora liquidati pari a 513 mila euro e rappresentano interamente debiti verso la Banca Europea per gli Investimenti (BEI); il relativo decremento pari a 57.381 mila euro rispetto al 31 dicembre 2024 si riferisce per 57.375 mila euro ai rimborsi di quote capitale effettuati nel semestre 2025 e per 6 mila euro ai minori ratei esposti nella quota a breve termine.

I “I Finanziamenti da soci” a medio/lungo termine ed a breve termine, per 5.793.697 mila euro, sono esposti al lordo dei ratei non ancora liquidati, pari a 54.920 mila euro. In particolare, essi si riferiscono ai finanziamenti collegati alle tranches dell’emissione obbligazionaria che Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. ha collocato sul mercato nell’ambito del “FS EMTN Programme”, ai finanziamenti intercompany a valere dei prestiti bancari perfezionati da FSI oltre ai finanziamenti intercompany a valere delle linee a credito a breve termine (incluso il Loan Agreement).

Il decremento di tali debiti pari a 133.402 mila euro rispetto al 31 dicembre 2024 è dovuto, prevalentemente, all’effetto combinato dei seguenti fattori:

• decremento di 50.000 mila euro, riferibile alle linee di credito a breve termine;

• acquisizione della linea di credito a breve di BU Energy pari a 31.000 mila euro;

• decremento per restituzione del Finanziamento vs FS EMTN Serie 6 pari a 300.000 mila euro;

• incremento di 175.123 mila euro, riferibile all’accensione del nuovo contratto Intercompany Green bond serie 25 per 180.000 mila euro, al netto del pagamento di 4.877 mila euro di aggio contrattuale;

• incremento del costo ammortizzato e delle fee contrattuali per 1.503 mila euro;

• incremento di circa 8.972 mila euro, principalmente riferito ai ratei esposti nella quota a medio lungo termine. La voce è così dettaglia: 30. Finanziamenti a medio/lungo termine e a breve termine

I termini e le condizioni dei finanziamenti a medio/lungo termine in essere, al netto della relativa quota di rateo per interessi, sono i seguenti:

(1) Il tasso è stato convertito da variabile a fisso a seguito di una operazione di swap di copertura del rischio di tasso.

(2) Fisso per ognuna delle tranches utilizzate. (3) Fisso per le prime tre tranches, variabile per le successive. (4) Finanziamento ceduto dalla Cassa Depositi e Prestiti alla CPG Società di cartolarizzazione a.r.l., con un’operazione di cartolarizzazione in accordo alla Legge n. 130/1999 (5) Nuovi contratti intercompany FS stipulati nel 2023 pari a € 745 milioni al netto delle fee contrattuali e nuovo contratto Green bond serie 25 pari € 180 milioni stipulato a giu-25 (6) Contratto Intercompany Loan Intesa pari a € 2 mld è stato riclassifcato (come rifinanziamento) da gennaio 2025 dal breve termine al medio lungo termine

Nella seguente tabella si riporta la composizione della Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2025 confrontata con il dato al 31 dicembre 2024, che evidenzia un leggero miglioramento pari a 326.864 mila euro. Tale miglioramento è riconducibile principalmente all’effetto combinato dei seguenti fenomeni:

• riduzione dei finanziamenti a breve e medi lungo termine a seguito dei rimborsi delle quote capitali prestiti in essere al netto dei nuovi tiraggi per debito AV/AC;

• all’incremento delle disponibilità liquide di fine periodo.

finanziari verso MEF per contributi quindicennali da riscuotere

La tabella di seguito riportata fornisce una rappresentazione delle movimentazioni delle poste finanziarie con indicazione separata di quelle che hanno generato (assorbito) flusso di cassa. Per

maggiori dettagli si rimanda al paragrafo “Performance economiche e finanziarie” della Relazione sulla Gestione.

non monetari Voci del flusso di cassa generato/ (assorbito) da attività finanziaria

Erogazione e rimborso di finanziamenti a breve e a medio/lungo termine

liquide e mezzi

Variazioni attività/ passività per servizi in concessione

delle altre passività finanziarie

in migliaia di euro

valori

31. Benefici ai dipendenti (TFR e CLC)

La voce è così dettaglia:

La seguente tabella illustra le variazioni intervenute nel valore attuale delle passività per obbligazioni a benefici definiti.

(*) con rilevazione a Conto Economico

Nel rispetto di quanto previsto dai principi contabili internazionali, il TFR (per le quote maturate fino al 1° gennaio 2007) e le CLC sono stati considerati come post employment-benefit a prestazione definita, per i quali è previsto, ai fini contabili, che il valore venga determinato mediante metodologie di tipo attuariale.

L’utilizzo complessivo del TFR nel 2025, pari a 30.844 mila euro (benefici erogati, trasferimenti infragruppo, altre variazioni - Estimated benefits payments) è stato generato dalle liquidazioni erogate al personale in uscita nel corso del 2025, dalle anticipazioni e dai trasferimenti di dipendenti da e verso altre Società del Gruppo.

Nel corso del 2025 sono stati rilevati utili attuariali generati per il TFR e per le CLC complessivamente pari a 3.544 mila euro, che si confrontano con l’utile attuariale del 2024 pari a 52 mila euro. L’ammontare dell’utile

attuariale è imputabile principalmente al tasso di attualizzazione del TFR che si è incrementato passando dal 2,93% del 2024 al 3,09% del 2025 mentre per le CLC il valore è passato dal 3,38% del 2024 al 3,96% del 2025.

In particolare, le relazioni attuariali del TFR e delle CLC evidenziano un utile complessivo legato ad ipotesi finanziarie (incluso il tasso di attualizzazione) pari a circa 2.623 mila euro ed ipotesi attuariali residue per 921 mila euro, la cui somma algebrica determina l’utile attuariale complessivo di 3.544 mila euro.

La voce “Altri fondi” accoglie fondi di entità modesta che non sono stati oggetto di valutazione attuariale, poiché non presentano le caratteristiche delle obbligazioni a benefici definiti richieste dallo IAS 19 e che per tale ragione sono stati esposti separatamente.

Ipotesi attuariali

Si riepilogano di seguito le principali assunzioni effettuate per il processo di stima attuariale:

Incrementi futuri delle pensioni

Inabilità

Pensionamento

Le ipotesi relative alla mortalità attesa si basano su statistiche pubblicate e tabelle di mortalità.

Di seguito si riporta un’analisi di sensitività che evidenzia gli effetti che si sarebbero registrati in termini di variazione del valore attuale della passività per

INPS distinte per età e sesso

al raggiungimento dei requisiti AGO

INPS distinte per età e sesso

al raggiungimento dei requisiti AGO

obbligazioni a benefici definiti, a seguito di variazioni nelle ipotesi attuariali ragionevolmente possibili. Nelle tabelle seguenti è fornita l’indicazione del contributo previsto per l’esercizio successivo, la durata media finanziaria dell’obbligazione per i piani e benefici definiti e le erogazioni previste dal piano.

Tavole
Tavole

32. Fondi rischi ed oneri

Nella tabella seguente sono riportate le consistenze ad inizio ed a fine esercizio e le movimentazioni del 2025 dei fondi per rischi ed oneri, ritenuti adeguati a fronte dei probabili oneri a carico delle Società.

Oneri nei confronti

Fondo imposte

Il Fondo imposte accoglie stanziamenti appostati per oneri fiscali di prevedibile sostenimento futuro. Al 31 dicembre 2025 il fondo ha registrato un decremento per effetto di utilizzi per 629 mila euro e rilasci per 403 mila euro.

Fondi relativi ad oneri nei confronti del personale e dei terzi

Il fondo relativo al personale è costituito dall’ammontare dei probabili oneri che verranno sostenuti con riferimento a rivendicazioni economiche e di carriera, nonché per il risarcimento di danni subiti per contrazione di malattie professionali, ed è da porre in relazione alle contestazioni in essere ed alle cause attivate presso le competenti Preture del Lavoro. A tale titolo, nel corso del 2025, il fondo è stato utilizzato per 12.263 mila euro a copertura delle spese e degli oneri contributivi relativi a vertenze (giudiziali ed extra-giudiziali) nei confronti del personale, ed è stato complessivamente incrementato di 16.980 mila euro per far fronte alle esigenze quantificate al 31 dicembre 2025.

Per quanto riguarda il fondo relativo ai terzi, trattasi essenzialmente di cause in corso con i fornitori

per appalti di opere, servizi e forniture, nonché di contenzioso extra-giudiziale relativo a riserve avanzate da fornitori. Nel corso del 2025, il fondo è stato utilizzato per 4.187 mila euro a seguito della risoluzione di cause che si sono concluse con giudizio sfavorevole per la Società o a seguito di atti transattivi, e sono state accantonate somme per 48.278 mila euro.

Fondo Bonifica asset dismessi/da dismettere Tale fondo è stato istituito e viene utilizzato a copertura di oneri connessi alla bonifica di siti inquinati relativi a opere dismesse/da dismettere. Nella determinazione iniziale di tale accantonamento sono stati considerati i costi di ripristino delle aree interessate in base al precedente utilizzo di carattere industriale.

Fondi relativi ad altri rischi ed oneri Trattasi di fondi per altri rischi ed oneri futuri relativi principalmente a:

• fondo per il perseguimento delle politiche attive a sostegno del reddito e dell’occupazione (61.535 mila euro);

• fondo per incentivi all’esodo (16.523 mila euro);

• altri rischi (31.151 mila euro).

L’incremento netto degli acconti, pari a 1.640.015 mila euro deriva, dall’effetto congiunto degli incrementi relativi alle nuove iscrizioni di crediti verso MIT, MEF ed altri enti, esposti tra le Altre attività non correnti e correnti e le Attività finanziarie non correnti e correnti, dei decrementi derivanti dall’utilizzo tramite allocazione sulle immobilizzazioni in corso, nonché del decremento

netto pari a 278.550 mila euro esposto nelle “Altre variazioni” relativo agli aumenti di capitale sociale erogati alla Società Tunnel Ferroviario del Brennero S.p.A., come riportato nella sezione “Partecipazioni” cui si fa rimando, e alla copertura degli oneri finanziari.

Gli Altri debiti verso società del Gruppo, pari a 339.779

mila euro, subiscono un decremento rispetto al 31 dicembre 2024 di 8.985 mila euro, principalmente riconducibile alla riduzione del contributo merci stanziato nell’esercizio rispetto all’anno precedente.

Gli Altri debiti correnti si incrementano principalmente nei confronti del personale (per circa 25.852 mila euro),

35. Debiti commerciali non correnti e correnti

La voce è così dettagliata:

L’incremento dei debiti verso fornitori rispetto al valore al 31 dicembre 2024 è pari a 280.055 mila euro ed è sostanzialmente riconducibile all’avanzamento degli investimenti infrastrutturali nel corso del 2025.

Gli Acconti commerciali sono relativi ad anticipi ricevuti da Clienti Ordinari e da società del Gruppo per un totale di 97.760 mila euro, in diminuzione rispetto al saldo al 31 dicembre 2024 per 4.691 mila euro.

I Debiti commerciali correnti verso le società del Gruppo presentano un incremento netto pari a 356.903 mila euro, dovuto principalmente all’effetto combinato dei seguenti fattori:

• maggiori debiti verso la consociata Fercredit per 229.989 mila euro, per cessioni di credito da parte di fornitori terzi e gruppo;

• maggiori debiti verso le imprese controllate per

coerentemente con l’aumento dei minimi definiti nel CCNL, parzialmente compensati da una riduzione degli anticipi verso MEF/MIT per il contributo merci 2025 (per circa 4.408 mila euro che trovano corrispondenza nell’analogo credito per contributi iscritto tra le attività correnti).

293.271 mila euro;

• minori debiti per fatture ricevute verso le imprese consociate per 72.856 mila euro;

• minori debiti verso Capogruppo per 6.321 mila euro;

• minori debiti relativi a fatture da ricevere verso le consociate e JV per 87.180 mila euro.

La voce Debiti per contratti di costruzione, pari a 13.136 mila euro, rappresenta l’ammontare degli anticipi versati dai clienti per i contratti relativi alle commesse in corso che dovranno essere recuperati sulle fatturazioni ad avanzamento. La voce va correlata con la relativa voce dell’attivo “Contratti di costruzione” ricompresa tra i crediti commerciali alla quale si rinvia.

36. Gestione dei rischi finanziari

Le attività svolte dalla Società la espongono a varie tipologie di rischi derivanti dall’utilizzo di strumenti finanziari:

• rischio di credito;

• rischio di liquidità;

voci sono state esposte al lordo dei ratei per interessi

Nella presente sezione vengono fornite informazioni relative all’esposizione della Società a ciascuno dei rischi elencati in precedenza, gli obiettivi, le politiche ed i processi di gestione di tali rischi ed i metodi utilizzati per valutarli, nonché la gestione del capitale. Il presente bilancio include inoltre ulteriori informazioni quantitative. La gestione dei rischi della Società si focalizza sulla volatilità dei mercati finanziari e cerca di minimizzare potenziali effetti indesiderati sulla performance finanziaria ed economica della Società.

In relazione alla presente informativa sui rischi finanziari, al fine di riconciliare il valore delle attività e passività finanziarie identificate sulla base dei requisiti dell’IFRS 7 con le attività e passività riportate nella situazione patrimoniale - finanziaria societaria, si fa presente che i valori esposti nella situazione patrimoniale e finanziaria corrispondono al valore delle attività e passività finanziarie identificate sulla base dei requisiti dell’IFRS 7 al netto dei crediti di natura tributaria e degli strumenti partecipativi. Si evidenzia inoltre che il valore delle attività e delle passività finanziarie è comprensivo dei rispettivi derivati di copertura.

Rischio di credito

Il rischio di credito deriva principalmente dai crediti finanziari verso la pubblica amministrazione, dai crediti commerciali e dagli investimenti finanziari della Società.

• rischio di mercato, nello specifico rischio di tasso di interesse.

Si riporta di seguito la classificazione delle attività e passività finanziarie secondo i criteri di valutazione previsti dall’Ifrs 9.

Per il rischio di credito derivante dall’attività di investimento è in vigore una policy per l’impiego della liquidità gestita a livello accentrato dalla Capogruppo che definisce:

• i requisiti minimi della controparte finanziaria in termini di merito di credito ed i relativi limiti di concentrazione;

• le tipologie di prodotti finanziari utilizzabili. In relazione agli strumenti finanziari derivati utilizzati a fini di copertura e che potenzialmente possono generare esposizione al rischio di credito nei confronti delle controparti, la Società ha in vigore una policy che definisce limiti di concentrazione per controparti e per classi di rating.

Per quanto riguarda la valutazione del rischio di credito dei clienti, la Società è responsabile per la gestione e l’analisi del rischio di tutti i nuovi clienti rilevanti, controlla costantemente la propria esposizione commerciale e finanziaria e monitora l’incasso dei crediti della pubblica amministrazione nei tempi contrattuali prestabiliti.

Le seguenti tabelle riportano l’esposizione al rischio di credito della Società al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024, per categoria e per controparte. Per i dettagli relativi al valore lordo e al fondo svalutazione, si rimanda ai paragrafi delle rispettive voci di bilancio.

Si evidenzia che una parte significativa dei crediti commerciali e finanziari è riconducibile ad enti governativi e pubblici, tra cui le Regioni Italiane ed il MEF. L’ammontare delle attività finanziarie, ritenute di dubbia recuperabilità e di importo non significativo, è coperto da opportuni stanziamenti al Fondo Svalutazione Crediti.

La tabella seguente fornisce la massima esposizione del rischio di credito per controparte al 31 dicembre 2025 con evidenza delle classi di scaduto:

I crediti verso i Clienti Ordinari, scaduti da oltre 720 giorni, derivano principalmente da contenziosi di varia natura in essere con le controparti. Per il recupero di alcune di tali posizioni sono state poste in essere azioni legali, il cui iter è ancora in corso di definizione. In alcuni casi sono state anche proposte ed effettuate operazioni di compensazione fra crediti e debiti dello stesso cliente/fornitore, che hanno agevolato il recupero del credito.

I crediti verso la Pubblica Amministrazione, scaduti da

oltre 720 giorni, sono riferiti principalmente ad enti locali che manifestano criticità finanziarie nel più generale quadro della sfavorevole congiuntura economicofinanziaria nazionale.

L’esposizione complessiva e l’impairment derivato di ciascuna classe di credito è stata classificata per classe di rischio al 31 dicembre 2025, così come determinato dall’agenzia di rating Standard&Poor’s, ed illustrata nella tabella sotto riportata:

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è il rischio che un’entità abbia difficoltà ad adempiere alle obbligazioni associate a passività finanziarie da regolare consegnando disponibilità liquide o un’altra attività finanziaria.

I flussi di cassa, le necessità di finanziamento e la liquidità sono monitorati con l’obiettivo di garantire un’efficace ed efficiente gestione delle risorse finanziarie. La Società ha come obiettivo la prudente gestione del rischio di liquidità originato dalla normale operatività.

La gestione della liquidità di RFI, come per le altre principali Società del Gruppo Ferrovie dello Stato

Italiane, è eseguita dalla Capogruppo tramite l’utilizzo del conto corrente intersocietario, che consente alla società di gestire le proprie esigenze di liquidità ordinarie, nonché attraverso disponibilità finanziarie di tipo committed e uncommitted attivabili tramite la Capogruppo.

In tal senso al 31 dicembre 2025 RFI ha usufruito di linee a breve termine committed e uncommitted, rese disponibili da Capogruppo, per 2,5 miliardi di euro.

RFI, inoltre, è titolare di un conto corrente infruttifero verso il MEF compreso tra le disponibilità, al fine di garantire la correlazione tra le erogazioni dello Stato per la parte finalizzata al finanziamento degli investimenti di RFI e l’avanzamento degli investimenti.

Le scadenze contrattuali delle passività finanziarie, compresi gli interessi da versare, sono esposte nella tabella seguente:

una più corretta rappresentazione le Passività finanziarie sono state esposte al lordo dei

una più

I flussi contrattuali dei finanziamenti a tasso variabile sono stati calcolati utilizzando i tassi forward stimati alla data di chiusura di bilancio. All’interno della voce “debiti verso società del Gruppo” è compresa la quota a breve termine dei finanziamenti passivi erogati dalla Capogruppo, che per loro natura sono collocati all’interno della più breve scadenza “entro 6 mesi”

prevista nella tabella di informativa.

Nelle tabelle seguenti sono riportati i rimborsi delle passività finanziarie al 31 dicembre 2025 e 2024, esposte in base alla scadenza entro 12 mesi, da 1 a 5 anni e oltre i 5 anni.

*Per una più corretta rappresentazione le Passività finanziarie non

Passività finanziarie non derivate *

Debiti verso altri finanziatori

*Per una più corretta rappresentazione le Passività finanziarie non derivate sono state esposte al lordo dei ratei per interessi

La continuità del flusso finanziario a supporto degli investimenti previsti dal Piano d’Impresa, in un contesto di possibile discrasia temporale tra le disponibilità delle risorse assegnate dai Ministeri ed i fabbisogni di cassa, sarà supportata con azioni gestionali, in stretto coordinamento con la Capogruppo e i Ministeri competenti.

In tal senso, si segnala che in data 11 marzo 2026 è stato adottato il Decreto Legge n. 32 “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni” che ha autorizzato la spesa per complessivi 2.800 milioni di euro, di cui 1.800 milioni di euro per il 2026 e 1.000 milioni di euro per il 2027, ai fini della riduzione dell’esposizione debitoria di RFI.

Inoltre, la Capogruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con una lettera del 4 marzo 2026 avente ad oggetto “Going concern - supporto finanziario alle Società controllate del Gruppo FS”, ha manifestato la disponibilità a continuare a fornire alla Società il supporto finanziario necessario per consentire il regolare svolgimento delle attività operative. In coerenza il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nella seduta del 12 marzo 2026, ha deliberato idonei strumenti finanziari a copertura dei fabbisogni RFI.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che il fair value o i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario fluttuino

in seguito a variazioni dei prezzi di mercato, dovute a variazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’obiettivo della gestione del rischio di mercato è la gestione e il controllo dell’esposizione della società a tale rischio entro livelli ritenuti accettabili, ottimizzando, al contempo, il rendimento degli investimenti. La Società utilizza operazioni di copertura al fine di gestire la volatilità dei risultati.

Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è associato all’intrinseca variabilità dei tassi di interesse di mercato che rende incerti flussi futuri associati alle operazioni finanziarie attive e passive.

Con riferimento all’indebitamento di medio lungo termine attuale e prospettico, la Società ha adottato, con il supporto della Capogruppo, un’organica policy di gestione del rischio di tasso di interesse che ha come obiettivo (i) il contenimento degli oneri finanziari complessivi (anche in presenza di scenari avversi) ad un livello non superiore alle ipotesi previste in Piano di impresa e che al contempo offra (ii) la possibilità di liberare risorse aggiuntive rispetto al costo del debito ipotizzato.

Alla data del 31 dicembre 2025 RFI ha in essere cinque contratti di copertura, attraverso un Interest Rate Swap avente funzione di copertura secondo i requisiti previsti nel Cash Flow Hedge.

La seguente tabella riporta i finanziamenti (incluso la quota a breve) a tasso variabile e a tasso fisso.

Per una più corretta rappresentazione le passività sono state esposte al lordo dei ratei

La tabella seguente riporta inoltre l’incidenza dei finanziamenti (inclusa la quota a breve) a tasso variabile e a tasso fisso prima e dopo la considerazione degli

strumenti derivati di copertura che convertono i tassi variabili in tassi fissi.

Di seguito si riporta l’analisi di sensitività che evidenzia gli effetti che si sarebbero registrati in termini di variazione degli oneri finanziari a fronte di una

variazione di +/- 50 basis points dei tassi di interesse Euribor applicati ai finanziamenti passivi nel corso del 2025.

Gli strumenti derivati presenti nel portafoglio del Gruppo sono di natura OTC e rientrano nella valutazione al Livello 2. Le valutazioni al fair value degli strumenti finanziari sono state effettuate sulla base di modelli finanziari considerati standard di mercato. In particolare, si è proceduto alla determinazione del valore attuale netto dei flussi futuri per gli Swap.

I dati di input utilizzati per l’alimentazione dei modelli sono rappresentati da parametri di mercato osservabili e disponibili sui maggiori info-provider finanziari. Nello specifico sono stati utilizzati i dati della curva Swap vs Euribor 3mesi, la curva Swap vs Euribor 6mesi

e i future del mercato energetico (per le coperture sul prezzo dell’energia elettrica), nonché le Credit Default Swap curve (CDS) delle parti coinvolte nel contratto derivato che rappresentano il dato di input comunemente accettato dagli operatori del mercato per la determinazione del non-performance risk. La determinazione del non-performance risk è effettuata sulla base di appropriate tecniche di valutazione generalmente adottate in ambito finanziario e di opportuni modelli che includono tra i fattori considerati i) l’esposizione al rischio, valutata come l’esposizione potenziale di mark-to-market durante la vita dello strumento finanziario, ii) le opportune CDS curve per

rappresentare la loro probabilità di default (PD).

Se i tassi di interesse nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 fossero stati di 50 punti base più alti, a parità di ogni altra variabile, l’utile dell’esercizio al lordo dell’effetto fiscale sarebbe stato più basso di 10.363 mila euro. Alla stessa data, se i tassi di interesse fossero stati di 50 punti base più bassi, a parità di ogni altra variabile, l’utile dell’esercizio sarebbe stato più alto di 10.363 mila euro.

Si riporta altresì l’analisi di sensitività che evidenzia gli effetti di uno shift parallelo di 50 basis points in aumento e in diminuzione della curva dei tassi swap rilevata al 31 dicembre 2025 sul fair value degli strumenti derivati. Si

evidenzia che tali effetti sarebbero sostanzialmente da riflettere nell’apposita riserva di Patrimonio netto.

Di seguito è esposta, per le coperture di flussi finanziari e per categoria di rischio, la variazione del valore dell’elemento coperto utilizzata come base per il rilevamento dell’inefficacia della copertura nell’esercizio. Le potenziali fonti di inefficacia delle relazioni di copertura dei flussi finanziari per RFI possono derivare da un potenziale disallineamento delle caratteristiche dello strumento di copertura da quello dell’elemento coperto o dall’effetto della componente rischio di credito sulle variazioni di valore dello strumento di copertura e dell’elemento coperto.

Rischio prezzo dell’energia

RFI, in virtù della propria operatività, è esposta al rischio di oscillazione dei prezzi della materia prima energia. In virtù di tale esposizione al rischio, RFI ha adottato, nel corso del 2025, una policy di gestione del rischio legato all’energia elettrica per usi diversi dalla trazione ferroviaria.

La policy ha l’obiettivo di limitare le variazioni di flussi di cassa relativi agli acquisti di energia elettrica per l’energia per usi diversi dalla trazione ferroviaria garantendo un prezzo dell’energia in linea con i

documenti di piano pluriennale e/o budget annuale. Gli strumenti di copertura tipicamente utilizzati sono gli Swap o strumenti opzionali.

L’implementazione di azioni di copertura volte a mitigare tale rischio ha contribuito a stabilizzare il costo dell’energia nel corso del 2025. La quasi totalità delle coperture è scaduta nell’anno 2025 ad eccezione di un unico swap a copertura dei consumi attesi nel 2026, il cui fair value è di circa 29 euro mila negativi.

GESTIONE DEL CAPITALE PROPRIO

L’obiettivo della Società nell’ambito della gestione del rischio di capitale è principalmente quello di salvaguardare la continuità aziendale in modo da garantire rendimenti all’azionista e benefici agli altri portatori di interesse. La Società si prefigge inoltre l’obiettivo di mantenere una struttura ottimale del capitale in modo da ridurre il costo dell’indebitamento.

37. Ulteriori informazioni

• Passività e attività potenziali

Si riportano di seguito le principali passività ed attività potenziali in capo alla Società. Riguardo la passività potenziale la Società ha effettuato una valutazione circa il rischio di soccombenza, valutandolo possibile.

RFI - Gruppo COSIAC S.p.A.

Nel 2011 il Gruppo COSIAC S.p.A. ha incardinato innanzi al Tribunale Civile di Roma un’azione risarcitoria dei danni derivanti dalla asserita violazione delle regole di correttezza, imparzialità e buona fede nell’esecuzione della Concessione di prestazioni integrate relativa al raddoppio della Linea Ferroviaria Tommaso Natale – Carini, ed al collegamento con l’aeroporto di Punta Raisi.

Con sentenza n. 9769/2015 il Tribunale di Roma, in totale accoglimento delle difese di RFI S.p.A., ha dichiarato la propria carenza di giurisdizione in favore del Giudice Amministrativo. COSIAC S.p.A. ha proposto appello contro tale sentenza. Con sentenza n. 1477 /2019, la Corte di Appello di Roma, in parziale accoglimento dell’appello formulato da COSIAC S.p.A., ha rimesso la causa al Tribunale riconoscendo la giurisdizione del Giudice Ordinario.

Con sentenza nr. 15336/22 il Tribunale ha rigettato tutte le domande avanzate dal gruppo COSIAC e dalla mandante Hera S.p.A. in a.s. (valore circa 1 miliardo di euro), condannandole, in solido, alla rifusione in favore di R.F.I. delle spese di lite liquidate complessivamente in € 350.000,00 oltre spese generali e oneri di legge. Successivamente COSIAC ha notificato atto di appello per l’impugnazione della suddetta sentenza. RFI si è costituita, la mandante Hera in A.S. è rimasta contumace.

Con sentenza nr. 5698/23 la Corte ha rigettato l’appello proposto dalla Gruppo COSIAC S.p.A., condannandola alla rifusione in favore di RFI delle spese di lite liquidate complessivamente in € 150.000,00 oltre spese generali e oneri di legge. Avverso tale sentenza COSIAC S.p.A. ha proposto ricorso in Cassazione. RFI si è costituita depositando controricorso il 19 dicembre 2023. Il giudizio è pendente, si è in attesa della

fissazione dell’udienza.

Sconto ex DM n. 44T/2000 (Sconto K2) – Sentenza del Tribunale di Roma - rg.59994/2017 - n.3460 del 1° marzo 2023

Facendo seguito alla precedente Relazione Finanziaria Annuale 2024, in merito alla vertenza tra RFI, Trenitalia, Mercitalia, MIT e MEF, relativa alla mancata applicazione da parte del gestore dell’ infrastruttura dello sconto K2, si segnala che, con sentenza del 1° marzo 2023, il Tribunale di Roma ha definito il giudizio civile instaurato da Trenitalia contro RFI per la ripetizione d’indebito derivante dalla mancata restituzione, riferita al periodo 1° dicembre 2005 - 31 dicembre 2007, di importi riconducibili al c.d. sconto K2, giudizio che ha visto Mercitalia quale intervenuta. Il Tribunale, in accoglimento pressoché integrale delle domande attoree, ha condannato RFI al pagamento di circa 144,5 mln/€, oltre interessi e spese legali, a favore di Trenitalia e di circa 91,3 mln/€, oltre interessi e spese legali, a favore di Mercitalia. Ha inoltre respinto la domanda di manleva proposta da RFI nei confronti del MIT e del MEF, con condanna al pagamento delle spese legali. RFI ha notificato l’atto di Appello con istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza in data 28 luglio 2023.

Con ordinanza depositata in data 22 febbraio 2024 la Corte di Appello ha accolto l’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, presentata da RFI. La discussione orale è fissata per il 23 giugno 2026, con termine fino a 60 gg per il deposito di memorie conclusive.

Per quanto sopra esposto, la valutazione del rischio di soccombenza è, a parere degli Amministratori, supportati da pareri di professionisti esterni, possibile. Pertanto, non è stato stanziato alcun importo in bilancio secondo quanto previsto dallo IAS 37 - Accantonamenti, passività e attività potenziali. A ciò deve essere aggiunto che in ogni caso, anche sulla base dello specifico precedente riguardante le altre imprese ferroviarie, è ragionevole ritenere che qualunque eventuale onere a carico di RFI dovesse residuare all’esito del giudizio verrebbe assunto da parte dello Stato.

• Compenso alla Società di Revisione

Si evidenzia - ai sensi dell’art. 37, c. 16 del D.Lgs. n. 39/2010 e della lettera 16bis dell’art. 2427 c.c. - che relativamente all’esercizio 2025 l’importo totale dei corrispettivi spettanti alle società di revisione ed ai loro network è pari a 728 mila euro, inclusi i corrispettivi di competenza corrisposti alla stessa nell’esercizio per altri servizi diversi dalla revisione legale (282 mila euro).

• Compensi Amministratori e Sindaci

Si evidenziano di seguito i compensi complessivi spettanti agli Amministratori ed ai membri del Collegio Sindacale, determinati sulla base delle relative delibere, per lo svolgimento delle proprie funzioni.

*in aggiunta a quanto sopra, nel periodo, è previsto un compenso per i membri del Comitato Controllo Interno e Rischi pari a 39 mila euro. Inoltre, il compenso riconosciuto nell’esercizio ai membri esterni dell'OdV è pari a 55 mila euro.

• Informativa sull’attività di Direzione e Coordinamento I dati essenziali della Controllante diretta al 31 dicembre 2024 sono disponibili anche sul sito della Società www. fsitaliane.it e presso la sede sociale di Ferrovie dello Stato Italiane.

Attività possedute

degli effetti fiscali

• Operazioni con dirigenti con responsabilità strategiche

Le condizioni generali che regolano le operazioni con dirigenti con responsabilità strategiche e parti loro correlate non risultano più favorevoli di quelle applicate, o che potevano essere ragionevolmente applicate, nel caso di operazioni simili con dirigenti senza responsabilità strategiche associati delle stesse entità, a normali condizioni di mercato.

Ai Benefici a breve termine si deve aggiungere una parte variabile da liquidare nel 2026, per un importo indicativamente non superiore a 1.655 mila euro, una volta effettuate le verifiche circa il conseguimento degli obiettivi prefissati.

I dirigenti con responsabilità strategiche, nell’esercizio, non hanno posto in essere, direttamente o tramite stretti familiari, alcuna operazione con la Società o con imprese controllate direttamente o indirettamente dalla stessa.

• Altre operazioni con parti correlate Nel seguito si descrivono i principali rapporti con parti correlate intrattenuti dalla società, tutti regolati a normali condizioni di mercato.

Denominazione Rapporti attivi

Imprese controllate

Blu Jet S.r.l.

Grandi Stazioni Rail S.p.A.

Commerciali e diversi: ricavi per cariche sociali dirigenti, prestazioni sanitarie e di servizi, formazione, canoni di locazione.

Commerciali e diversi: canone di retrocessione, ricavi per prestazioni, lavori e forniture, attraversamenti e parallelismi, ricavi per cariche sociali dirigenti, prestazioni sanitarie, altre prestazioni di servizi. Finanziari: Dividendi

Tunnel Ferroviario del Brennero S.p.A. -

Infrarail S.r.l.

Italferr S.p.A. (FS Engineering

S.p.A. dal 1° marzo 2026)

Imprese collegate

Commerciali e diversi: ricavi per cariche sociali dirigenti, prestazioni sanitarie, corsi professionali, sperimentazioni certificazioni e consulenze, altre prestazioni di servizi.

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, canoni di locazione fabbricati strumentali, corsi professionali, ricavi utenze GSM-R, altre prestazioni di servizi.

Quadrante Europa S.p.A. Commerciali e diversi: cariche sociali dirigenti. Finanziari: finanziamento soci

Stretto di Messina SpA Commerciali e diversi: sperimentazioni, certificazioni e consulenza.

Controllanti

Ferrovie dello Stato Italiane

S.p.A. (a)

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, altre prestazioni, lavori e forniture, formazione. Finanziari: interessi attivi

Commerciali e diversi: servizi di traghettamento, rimborsi per servizi resi da capogruppo, rimborsi per personale distaccato.

Commerciali e diversi: oneri per mancata liberazione di alcuni immobili, oneri condominiali e imposta di registro, fitti e spese accessorie, manutenzione occasionale, servizi appaltati, costi per personale distaccato, altre prestazioni di terzi, rimborsi per servizi resi da capogruppo, servizi di pulizia impianti.

Finanziari: IFRS 16

Commerciali e diversi: rimborsi per servizi resi dalla controllante.

Commerciali e diversi: costi per personale distaccato, rimborsi per servizi resi da capogruppo

Commerciali e diversi: direzione, progettazione e controllo dell’esecuzione dei lavori di investimento nella rete, rimborsi per personale distaccato, rimborsi per servizi resi da capogruppo.

Commerciali e diversi: debiti per aumento di capitale da versare e acconti.

Commerciali e diversi: costi per personale distaccato.

Commerciali e diversi: costi per personale distaccato, servizi, legale del lavoro, area finanza, commissioni passive non finanziarie, costi operativi e per servizi, rimborsi per trasporto dipendenti, eventi e mostre, emolumenti CdA.

Finanziari: interessi passivi su conto intersocietario e su mutui v. controllante, obbligazioni commissioni bancarie e pt.

Denominazione Rapporti attivi

Altre imprese consociate

Ferservizi S.p.A. (b)

Italcertifer S.p.A.

FS Logistix S.p.A. (b)

Mercitalia Intermodal

Mercitalia Rail S.r.l.

Mercitalia Shunting & Terminal

Commerciali e diversi: canoni di locazione, prestazioni sanitarie, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, sperimentazioni certificazioni e consulenze.

Fercredit S.p.A. (b)

FS PARK S.p.A.

Trenitalia S.p.A. (b)

Trenitalia TPER SCARL

FS Treni Turistici Italiani S.r.l.

Tx Logistik AG

TX Logistik Transalpine GmbH

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, canoni di locazione, ricavi per utenze GSM-R, sperimentazioni certificazioni e consulenze, altre prestazioni di servizi, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro.

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie e di servizi, ricavi per prestazioni, lavori e forniture.

Commerciali e diversi: canoni di locazione terminali merci, prestazioni sanitarie e di servizi. -

Commerciali e diversi: canoni di locazione, affitti da terreni, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, utenze GSM-R, servizi alle IF (pedaggi, vendita energia AT, traghettamento e manovra, servizio corrente di trazione, servizi accessori alla circolazione), prestazioni sanitarie, e di servizi, penali attive e passive, corsi professionali, ricavi per cariche sociali dirigenti.

Commerciali e diversi: pedaggi, canoni di locazione, ricavi per utenze GSM-R, servizi alle IF (vendita energia, servizio corrente di trazione, servizi accessori alla circolazione), prestazioni sanitarie e di servizi, ricavi per lavori e forniture, corsi professionali, sperimentazioni, certificazioni e consulenze, penali attive e passive, corrispettivi diversi, materiali di scorta.

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie e altre prestazioni di servizi.

Commerciali e diversi: locazione di aree e fabbricati, prestazioni sanitarie, prestazioni di servizi, ricavi per prestazioni, lavori e forniture.

Commerciali e diversi: pedaggi, servizio corrente trazione, servizi di traghettamento e manovra, prestazioni sanitarie, canoni locazione, corrispettivi diversi, affitti da terreni, ricavi per utenze GSM-R, vendita energia AT, servizi accessori per la circolazione, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, penali attive e passive, altre prestazioni di servizi, lavori e forniture, corsi professionali.

Commerciali e diversi: pedaggi, servizio corrente di trazione, vendita energia AT, prestazioni sanitarie e di servizi, canoni locazione, ricavi per utenze GSM-R, servizi accessori per la circolazione, penalità attive e passive, affitti terreni.

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, altre prestazioni di servizi, pedaggi, servizio corrente di trazione, servizi accessori alla circolazione, corsi professionali.

Commerciali e diversi: prestazioni di servizi.

Commerciali e diversi: servizi accessori alla circolazione, altre prestazioni di servizi, vendita energia AT, servizio corrente di trazione, pedaggi, prestazioni sanitarie, canoni di locazione, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, ricavi per utenze GSM-R, penali attive e passive.

Rapporti passivi

Commerciali e diversi: attività di global service provider, servizi di gestione amministrativa, contabilità e tesoreria, amministrazione del personale, servizi di formazione, servizi per acquisto titoli viaggio e prenotazione alberghi, facilities, gestione amministrativa della ristorazione, oneri condominiali, manutenzione occasionale, altre prestazioni di terzi, fitti e spese accessorie, illuminazione e forza motrice.

Commerciali e diversi: servizi e lavori per conto di terzi, altre prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: fitti, oneri condominiali e spese accessorie, costi per personale distaccato, altri beni.

Finanziari: IFRS 16

Commerciali e diversi: servizi per trasporto e spedizioni, noleggio carri, servizi appaltati, rimborsi costi per servizi, manutenzione, penali contrattuali, utenze.

Commerciali e diversi: manutenzione materiale rotabile, noleggio carri, trasporti e spedizioni, altri servizi appaltati, altre prestazioni di terzi, costi per servizi, interventi per calamità naturali.

Commerciali e diversi: factoring, analisi dei fornitori, altre prestazioni di terzi.

Finanziari: interessi passivi

Commerciali e diversi: servizi appaltati, prestazioni di terzi, rimborsi per servizi resi da capogruppo, canoni, costi per personale distaccato.

Commerciali e diversi: servizi di trasporto per il personale dipendente, utenze, fitti e spese accessorie, acquisto e manutenzione materiale rotabile, servizi di manovra, spese per trasferte e rimborsi per personale distaccato, altri servizi, imposta di registro, penalità titoli di viaggi, smaltimento rifiuti, noleggi carri, altre prestazioni di terzi, rimborsi per servizi resi da capogruppo.

Finanziari: IFRS 16

Commerciali e diversi: rimborsi per costi per servizi, manutenzione, altre prestazioni di terzi, corsi professionali.

Finanziari: interessi passivi

Commerciali e diversi: canoni di locazione.

Commerciali e diversi: rimborsi per costi per servizi.

Finanziari: interessi passivi

Denominazione Rapporti attivi

Altre imprese consociate

FS International S.p.A. (b) Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie e di servizi.

FS Sistemi Urbani S.r.l. (b) Commerciali e diversi: altre prestazioni lavori e forniture, prestazioni sanitarie, attraversamenti e parallelismi, canoni di gruppo.

Trenord S.r.l.

BUSITALIA Sita Nord S.r.l.

Commerciali e diversi: pedaggi, prestazioni sanitarie, ricavi utenze GSM-R, vendita energia AT, servizi accessori alla circolazione, canoni di locazione, altre prestazioni di servizi, penali attive e passive, affitto terreni, servizio corrente di trazione, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, corsi professionali.

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie e di servizi, ricavi per utenze GSM-R, pedaggi, penali attive e passive, canoni di locazione, servizi accessori alla circolazione, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro.

BUSITALIA Campania S.p.A. Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie e di servizi, canoni di locazione, affitti terreni, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro.

BUSITALIA Rail Service Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, canoni di locazioni, altre prestazioni di servizi.

Busitalia Veneto S.p.A. Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, altre prestazioni di servizi. -

Cremonesi Workshop Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie.

Terminali Italia S.r.l. Commerciali e diversi: canoni di locazione terminali merci, prestazioni sanitarie, sperimentazioni certificazioni e consulenze, ricavi per cariche sociali dirigenti, altre prestazioni di servizi.

ANAS S.p.A. (b) Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie e di servizi, lavori e forniture, attraversamenti e parallelismi.

FS Technology S.p.A. (b)

Commerciali e diversi: canoni di locazione, prestazioni sanitarie, penali.

Bluferries S.r.l. Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, prestazioni di servizi, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, ricavi per cariche sociali dirigenti, canoni di locazione.

FS Security S.p.A. (b) Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, ricavi per utenze GSM-R, canoni locazione, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro.

T.E.L.T. SAS (già L.T.F. SAS) Commerciali e diversi: nuova linea ferroviaria Torino-Lione. -

Imprese a controllo congiunto

BBT SE

Collegate di gruppo

Metro 5 S.p.A.

Sita S.p.A.

Altre parti correlate

Gruppo CDDPP

Commerciali e diversi: ricavi per cariche sociali dirigenti, canoni locazione, prestazioni, lavori e forniture, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, attraversamenti e parallelismi.

Commerciali e diversi: ricavi per cariche sociali dirigenti. -

Commerciali e diversi: canoni di locazione.

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi terzi, corsi professionali, affitto terreni, prestazioni di servizi e sanitarie, penali, canoni diversi, spese per atti, corrispettivi per interventi su binari di raccordo.

Rapporti passivi

Commerciali e diversi: rimborsi per personale distaccato.

Commerciali e diversi: costi personale distaccato, altre prestazioni di terzi, fitti e spese accessorie, oneri condominiali e imposta di registro, altri beni, servizi di gruppo, facilities, spazi serviti.

Finanziari: IFRS 16

Commerciali e diversi: rimborsi per costi per servizi infragruppo.

Finanziari: interessi passivi

Commerciali e diversi: rimborsi per personale distaccato.

Commerciali e diversi: costi per godimento beni di terzi, altre prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: anticipazioni, altre prestazioni.

Commerciali e diversi: rimborsi per servizi resi da capogruppo, costi per personale distaccato, altre prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: canoni, rimborsi costi per servizi, costi per personale distaccato, altre prestazioni di terzi.

Finanziari: interessi passivi

Commerciali e diversi: servizi informatici, altre prestazioni di terzi, costi per personale distaccato.

Commerciali e diversi: rimborsi per personale distaccato, canoni diversi.

Finanziari: interessi passivi

Commerciali e diversi: rimborsi per costi per servizi, costi per personale distaccato, rimborsi per servizi resi da capogruppo, rimborsi di gruppo oneri Polfer, altre prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: rimborsi per personale distaccato.

Finanziari: interessi passivi

Commerciali e diversi: canoni di locazione.

Commerciali e diversi: illuminazione e forza motrice, energia elettrica per trazione treni, utenze, costi per manutenzione linea, Polizza RCT/O e Legale, materiale vario e prestazione di terzi, corsi professionali, canoni diversi, oneri.

Finanziari: interessi passivi.

Denominazione Rapporti attivi

Gruppo ENEL

Altre parti correlate

Gruppo ENI

Gruppo Leonardo

Gruppo GSE

Gruppo Invitalia

Gruppo IstPolZeccaStato

Gruppo Poste Italiane

Gruppo RAI

Gruppo ENAV

Fondo pensione EUROFER/ PREVINDAI

Altri fondi pensione

Gruppo Banca Monte dei Paschi di Siena

Fondazione FS

Società controllate da Ferrovie Nord Milano

Scarl, associazioni, geie, par

Gruppo Equitalia Giustizia -

Principia Rinascimento Urbano S.p.A.

Gruppo SITMB

Gruppo SOGIN

Gruppo AMCO -

Consap S.p.A. -

Gruppo Autostrade dello Stato

Ferrovie del Sud Est S.r.l.

Commerciali e diversi: canoni di locazione, affitti terreni, attraversamenti e parallelismi terzi, prestazioni di servizi, ricavi per prestazioni, lavori e forniture, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro.

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi terzi, affitti terreni, corrispettivi per interventi su binari di raccordo, prestazioni sanitarie, corsi professionali, altre prestazioni di servizi. Finanziari: interessi

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi terzi, ricavi per utenze GSM-R, prestazioni sanitarie, corsi professionali.

Commerciali e diversi: prestazioni di servizi.

Commerciali e diversi: corrispettivi per interventi su binari di raccordo, sperimentazioni certificazioni e consulenze.

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi terzi, prestazioni di servizi.

Commerciali e diversi: canoni locazione, affitti terreni, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, prestazione servizi, attraversamenti e parallelismi terzi, ricavi per siti e gallerie, ricavi per interconnessione. Finanziari: conti correnti.

Commerciali e diversi: canoni di locazione, attraversamenti e parallelismi terzi.

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi terzi, prestazioni di servizi.

Commerciali e diversi: ricavi per cariche sociali dirigenti.

Commerciali e diversi: canoni di locazione fabbricati strumentali.

Commerciali e diversi: canoni di locazione, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro.

Commerciali e diversi: canoni di locazione, affitti da terreni, prestazioni sanitarie, ricavi per prestazioni, lavori e forniture, corsi professionali, riaddebito oneri condominiali e imposta di registro, sperimentazioni certificazioni e consulenze.

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie, attraversamenti e parallelismi terzi, prestazioni di servizi, affitti da terreni e materiali di scorta.

Commerciali e diversi: prestazioni di servizi.

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi terzi, progettazione.

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi terzi. -

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie -

Rapporti passivi

Commerciali e diversi: utenze, illuminazione e forza motrice ed energia elettrica per trazione treni, prestazioni di terzi, costi per manutenzione di linea, lavori conto terzi. Finanziari: interessi convenzionali e di mora

Commerciali e diversi: utenze gas e combustibile, spese per impiego autoveicoli ed autocarri di servizio, materiale di utilizzo, manutenzione autoveicoli, oneri, canoni diversi materiale sanitario, corsi professionali. Finanziari: interessi passivi.

Commerciali e diversi: lavori conto terzi, corsi professionali.

Commerciali e diversi: energia elettrica per la trazione dei treni, illuminazione e forza motrice e utenze elettriche, prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: servizi.

Commerciali e diversi: acquisto spazi avvisi legali.

Commerciali e diversi: materiale di utilizzo, trasporto e spedizioni, utenze, locazione apparecchi telefonici, costi per interconnessione, prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: costi per servizi.

Commerciali e diversi: prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: contributi previdenziali e oneri sociali, prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: polizze assicurative e oneri sociali.

Commerciali e diversi: ceduti. Finanziari: interessi passivi.

Commerciali e diversi: liberalità, costi per personale distaccato e per servizi, prestazioni di terzi.

Commerciali e diversi: costi per servizi.

Commerciali e diversi: quote associative, personale distaccato.

Commerciali e diversi: imposte.

Commerciali e diversi: servizi.

Commerciali e diversi: sanzioni amministrative.

Commerciali e diversi: oneri diversi.

Commerciali e diversi: attraversamenti e parallelismi. Commerciali e diversi: pedaggi autostradali veicoli. Finanziari: interessi passivi.

Commerciali e diversi: prestazioni sanitarie e di servizi, sperimentazioni certificazioni e consulenze, corsi professionali, materiali di scorta, ricavi per servizi resi a gestori ferroviari, ricavi per utenze GSM-R, ricavi per prestazioni, lavori e forniture.

(a) Società che esercita attività di direzione e coordinamento (controllante diretta).

(b) Società che è sottoposta all’attività di direzione e coordinamento di (a)

Commerciali e diversi: costi per servizi, personale distaccato.

Nella seguente tabella sono riepilogati i valori economici e patrimoniali delle transazioni con parti correlate relativi al 2025. Si fa presente che i rapporti economici esistenti tra la Società e le parti correlate sono esposti separatamente, ovvero senza effettuare compensazioni tra componenti

Rapporti commerciali e di altra natura:

positive e negative, pur se tali componenti si riferiscono a transazioni equivalenti (per esempio rimborsi). Pertanto, i dati esposti non necessariamente coincidono con quanto riportato nelle corrispondenti tabelle di Note esplicative al presente bilancio.

1) Relativamente ai rapporti con le partecipate dal MEF di cui all'elenco allegato, le singole società partecipate del MEF, vanno considerate all'interno del proprio Gruppo di appartenenza e sommate con le altre parti correlate presenti nel medesimo Gruppo. Ad esempio eventuali rapporti con TERNA dovranno essere sommati ad altri rapporti con società dello stesso Gruppo, all'interno della voce: Gruppo Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDDPP)

2) Eventuali importi negativi, laddove presenti, sono in ogni caso rappresentativi di posizioni non compensate con quelle di segno opposto.

1) Relativamente ai rapporti con le partecipate dal MEF di cui all’elenco allegato, le singole società partecipate del MEF, vanno considerate all’interno del proprio Gruppo di appartenenza e sommate con le altre parti correlate presenti nel medesimo Gruppo. Ad esempio eventuali rapporti con TERNA dovranno essere sommati ad altri rapporti con società dello stesso Gruppo, all’interno della voce: Gruppo Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDDPP)

1. RISCHI

2. ALTRI

2.1

La voce “Rischi” accoglie le “Fidejussioni” e si riferisce principalmente a fidejussioni rilasciate da RFI verso le Amministrazioni Pubbliche (es. Regioni, Province e Comune).

La voce “Altri” accoglie le “Fidejussioni a favore delle Società rilasciate da terzi” e si riferisce a garanzie bancarie o assicurative prestate a favore della Società (es. rilasciate da fornitori per tutti gli appalti di lavori, servizi e forniture).

• Impegni

Finanziari di Terzi

Si espone di seguito l’evoluzione delle poste al 31 dicembre 2025, relative agli impegni presi da Enti come lo Stato e l’Unione Europea a favore della Società a seguito dell’emanazione di provvedimenti di erogazione di finanziamenti, sotto forma di aumento di capitale sociale o di contributi diversi, così come rappresentato nella seguente tabella:

Investimenti finanziati dallo Stato e dalla UE dal 1993 al 2025:

In particolare, le risorse disponibili complessivamente prese in considerazione al 31 dicembre 2025 ammontano a circa 202 miliardi di euro. In tale valore confluiscono sia i finanziamenti “per competenza” previsti dalle varie Leggi di Bilancio che quelli previsti da provvedimenti legislativi di stanziamento ad hoc, nonché dalle risorse provenienti dall’Unione Europea. Rispetto alla situazione al 31 dicembre 2024, le risorse disponibili registrano un incremento di 8.152.790 mila euro, dovuta all’effetto netto di nuovi stanziamenti e di riduzioni registrati su varie fonti di finanziamento nel corso del 2025. Le erogazioni ricevute al 31 dicembre 2025 a fronte degli stanziamenti sopraindicati ammontano a 125.975.676 mila euro. In tale valore confluiscono le erogazioni complessive provenienti da fonti pubbliche previste sia dalle varie Leggi di Bilancio che da leggi pluriennali di spesa, nonché dalle risorse

provenienti dall’Unione Europea. Le contabilizzazioni complessive effettuate a fronte delle erogazioni di cui sopra ammontano al 31 dicembre 2025 a 125.484.258 mila euro e, rispetto alla situazione al 31 dicembre 2024, registrano un incremento di 10.982.418 mila euro, determinato dall’insieme delle contabilizzazioni effettuate nel corso del 2025 a valere sulle erogazioni di cui sopra.

I crediti iscritti in bilancio a fronte degli stanziamenti considerati tra le “Risorse disponibili” ammontano a 9.641.305 mila euro e comprendono i crediti iscritti ai sensi della modifica del criterio di erogazione delle risorse per investimenti dallo Stato da aumenti di capitale sociale a contributi conto impianti previsto all’art. 1, comma 86 della Legge Finanziaria 2006, nei confronti del MEF e nei confronti del MIT per gli stanziamenti

derivanti dalle Leggi di Bilancio e da leggi pluriennali di spesa e non ancora erogati. Infine, le anticipazioni finanziarie concesse agli appaltatori in base alla legislazione vigente, a fronte degli stanziamenti considerati tra le “Risorse disponibili” ma ancora non rientranti tra le contabilizzazioni di lavori effettivamente realizzati sopra indicati, ammontano al 31 dicembre 2025 a 7.317.370 mila euro.

• Informazioni sulle erogazioni pubbliche

Di seguito si riportano le informazioni richieste dalla Legge 124/2017, art. 1 commi 125 e 126, che trovano ulteriori dettagli anche in altre sezioni del presente documento.

I dati economici fanno riferimento alle entrate ed uscite di cassa dell’anno 2025.

La seguente tabella mostra le informazioni richieste dall’art. 1 comma 125 della Legge n. 124/2017 con riferimento all’anno 2025:

trasporto merci (Cap. 1300/1274)

(*) si specifica che i beneficiari ultimi dei contributi passanti (MIT cap. 1274 – CSEA) sono le imprese ferroviarie.

La seguente tabella mostra le informazioni richieste dall’art. 1 comma 126 della Legge 124/2017 con riferimento all’anno 2025:

ART, SIML, Fondazione Politecnico di Milano, Ass.per la Protezione dalle Corrosioni Elettr., MOTUS-E, Buildingsmart, ArcheolLog, IBIMI.

• Altre informazioni

La Società, alla data del presente bilancio, ai sensi dell’art. 2086 del Codice civile, si è dotata di un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato

alla natura e alle dimensioni dell’impresa, valutato in tali termini positivi, anche ai sensi dell’art. 2381, terzo comma, c.c. dal Consiglio di Amministrazione.

38. Fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell’esercizio

Gennaio

Aumento di capitale sociale di TFB

Con riferimento al XVII aumento di Capitale sociale della TFB S.p.A., deliberato nel mese di ottobre 2025, si rappresenta che il socio RFI S.p.A., dopo aver sottoscritto nel mese di dicembre la quota di propria competenza (pari ad Euro 91.256.000) relativa alla 1° tranche del sopramenzionato aumento di capitale sociale, ha provveduto altresì alla liquidazione con valuta 9 gennaio. Si rende noto, inoltre che in data 30 gennaio u.s. RFI S.p.A. ha liquidato le quote inoptate del suddetto aumento di capitale sociale, per un importo di Euro 2.367.000.

PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO

DELL’ESERCIZIO

Il Bilancio d’esercizio della società chiuso al 31 dicembre 2025 evidenzia un utile netto di euro 117.603.483,36.

Il Consiglio di Amministrazione propone di destinare l’utile netto dell’esercizio 2025 per il 5% pari ad euro 5.880.174,17 a riserva legale, per euro 111.723.309,19 alla distribuzione dei dividendi all’azionista in coerenza con le policy di Gruppo.

Roma, 17 marzo 2026

Per il Consiglio di Amministrazione La Presidente

A cura di

Supervisione editoriale e creativa

Comunicazione e Relazioni Esterne di Gruppo – Prodotti Editoriali

Piazza della Croce Rossa 1 - 00161 Roma

Fotografie © Archivio Multimediale FS

Realizzazione, progetto grafico e stampa

via A. Gramsci, 19 - 81031 Aversa (CE)

Edizione luglio 2026

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RFI Relazione Finanziaria 2025 by Rete Ferroviaria Italiana - Issuu