Anno 7 - Settembre 2019
lLa storica ferrovia Avellino-Rocchetta
Cultura del territorio, Turismo e Benessere
IL PERSONAGGIO AMARILLI NIZZA TRA PUCCINI E VERDI
SCOPRI L’ITALIA
IN TERRA D’IRPINIA TRA VIGNETI E BORGHI ANTICHI
[STILE ITALIANO]
IRRESISTIBILE… EGO CHOCOLATE
Settembre 2019
indice
[ PERSONAGGIO] 6
Amarilli Nizza: tra Puccini e Verdi
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Ego Chocolat: l’irresistibile passione per il “cibo degli dei”
[ STILE ITALIANO]
[ SCOPRI L’ITALIA]
12 Viaggiando in Irpinia tra vigneti, cantine e antichi borghI 16 Un weekend a Manfredonia 17 Il prosecco DOC Ponte conquista il podio del MotoGP
[ SALUTE & BENESSERE]
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18 Come mantenere più a lungo la tintarella dopo le vacanze
[ TV DA GUSTARE]
20 Cosa vedremo in TV
[ CINEMA]
21 Aspettando Venezia
[ LIBRI]
22 L’ultimo respiro del corvo 23 Le nostre recensioni
[ BUONE NOTIZIE]
24 Tratte dal Corriere della Sera
Direttore Responsabile Dario Bordet Direttore Editoriale Evelina Flachi ViceDirettore Editoriale Alessandro Trani Art Director Patrizia Colombo Progetto grafico/Impaginazione Milano Graphic Studio S.r.l. Hanno collaborato Valerio Consonni Edmondo Conti Cesare De Santis Teobaldo Fortunato Carlo Kauffmann Sandro Nobili Settembre 2019
Raffaella Parisi Alessia Placchi Edizioni Le Roy srl Redazioni: Milano | Roma redazione@le-roy.it www.italiadagustare.com Telefono: 377.4695715 Promozione & PR Anna Nannini, Dante Colombo, Carlo Kauffmann info@le-roy.it Pubblicità & Advertising Team Entertainment - Milano Via Melchiorre Gioia, 72 info@teamentertainment.eu Telefono: 02.89412141
Amarilli Nizza Stampa La Serigrafica Arti Grafiche Via Toscanelli 26 - Buccinasco Periodico mensile Reg. trib. di Milano n. 287 del 02/07/12 N°iscrizione ROC: 22250 Distribuzione Gratuita
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SETTEMBRE 2019
Care Lettrici e cari Lettori, dopo la calda estate che abbiamo trascorso quest’anno, siamo ormai rientrati quasi tutti dalle ferie e lentamente cerchiamo di riabituarci ai nostri “normali ritmi” di lavoro o di vita familiare. Ritornare subito alle nostre abituali attività, anche dopo brevi periodi di pausa, può causare ad alcuni soggetti uno stato di stress per il veloce cambiamento dei ritmi fisiologici e psicologici a cui ci eravamo abituati durante le vacanze. Quindi cerchiamo di vivere con positività la fase del “rientro dalle ferie” felici di aver potuto fare un po’ di vacanza e godiamoci ancora un po’ di tranquillità in questo periodo di passaggio dal “dolce far niente” alla frenesia quotidiana. La bella stagione rimarrà ancora per tre settimane e per questo vi suggeriamo un itinerario dove poter trascorrere un week-end o la settimana di vacanza che avete rinviato a settembre per approfittare del clima gradevole tipico dell’ultimo periodo estivo. Visto che siamo nel mese delle vendemmie, vi condurremo nel cuore della Campania tra valli costellate da estesi filari di vigneti dell’Aglianico, il vino rosso più pregiato e importante del Sud Italia. Il personaggio di questo mese è la soprano Amarilli Nizza, che in luglio avevamo già avuto modo di ammirare, nei panni della principessa Turandot, al Festival pucciniano di Torre del Lago. Anche se l’estate volge al termine, rimane ancora la voglia di conservare il bel colorito conquistato al mare, in montagna oppure in piscina. Si sa, la pelle abbronzata dona sempre un aspetto migliore e tiene anche vivo il ricordo della piacevolezza delle vacanze appena trascorse, ma ricordiamoci che va curata sia “fuori che dentro” e per questo leggerete alcuni miei utili consigli per mantenere il più a lungo possibile quella bella tintarella che tanto avevamo desiderato. Nelle nostre pagine troverete anche alcune anticipazioni dell’attesissimo Festival del Cinema di Venezia, da poco iniziato, e di alcuni dei principali programmi da gustare in tv a settembre. Non perdetevi, per concludere, le “Buone notizie” che abbiamo selezionato per voi dal Corriere della Sera. Buona lettura!
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AMARILLI NIZZA TRA PUCCINI E VERDI Intervista a cura di Giovanni Zambito
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Non tutti sanno che la bella e affascinante soprano milanese Amarilli Nizza, vanto della lirica italiana in tutto il mondo, fa parte di una famiglia nella quale da ben quattro generazioni si sono avvicendate vere e proprie dive del bel canto. La prima fu la grande soprano falcon Medea Mei Figner (sua trisnonna), musa di Tchaikovskji, che nel passaggio tra l’800 e il ‘900 conobbe e lavorò con Puccini, oltre che con Toscanini e Caruso. Seguirono la bisnonna Mery Mirabella (soprano drammatico) e infine la nonna Claudia Biadi (pianista e soprano leggero di coloratura), la sua maestra. Giovanissima, Amarilli vince il concorso Mattia Battistini e debutta al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti quale protagonista nella Madama Butterfly (Cio-CioSan) di Puccini. Dopo qualche anno di gavetta inizia a calcare i più importanti palcoscenici internazionali, prevalentemente in ruoli pucciniani e verdiani. La sua vocalità duttile e autorevole, sorretta da una tecnica di canto solida e raffinata, il suo fraseggio sfumato e le notevoli capacità di interprete le consentono di affrontare un vasto repertorio di opere. Doti che accompagnate da una notevole presenza scenica le hanno permesso di affermarsi nei più prestigiosi Teatri e Festival operistici internazionali quale soprano tra i più applauditi della sua generazione. Ha lavorato con grandi direttori come Eve Queler, Donato Renzetti, Steven Mercurio, Nikša Bareza, Zubin Mehta, Roberto Abbado e registi quali Franco Zeffirelli, Pier Luigi Pizzi, Saverio Marconi, Vivien Hewitt, Stefano Vizioli, Stephen Lawless, Settembre 2019
solo per citarne alcuni. Vive ad Anguillara Sabazia, a nord di Roma, sulle rive del lago di Bracciano.
Puccini sembra rappresentare un punto fermo nella sua carriera: negli anni come è “cresciuto/cambiato” il suo rapporto con il compositore attraverso i differenti personaggi che ha interpretato?
Puccini è stato l’autore che ha segnato gli inizi della mia carriera. La Butterfly il mio esordio assoluto sulle scene a cui poi sono seguite La Bohème e Suor Angelica. Nel giro di pochi anni, grazie al consenso del pubblico, della critica e degli addetti ai lavori mi sentivo sempre più identificata con le opere pucciniane sebbene anche Giuseppe Verdi riscuotesse grandi consensi, arrivati però qualche anno dopo perché Verdi era uno di quei compositori che incuteva in me grande timore reverenziale e cercavo all’inizio di evitarlo. Quando ho deciso di essere coraggiosa e mi sono tuffata nella produzione verdiana, che ho tanto amato, sentivo spesso la mancanza di Puccini. Mi mancava il suo linguaggio musicale, la sua empatia con i personaggi scritti, mi mancava il pathos e la immedesimazione che solo con Puccini riesco ad avere. All’inizio amavo Puccini in maniera istintiva. Con il passare degli anni ho preso consapevolezza di quanto unico sia questo autore e di quanta verità riesca a trasmettere in tutto ciò che scrive. La mia personalità ha bisogno di cercare verità e di esprimerla sul palco. Puccini mi consente di farlo sempre.
C’è un’aria, un’opera che po-
trebbe sintetizzare l’importanza che l’opera ha nella sua vita? L’aria che più mi rappresenta è “Vissi d’Arte”. Più per il testo che per altro. Ho dedicato tutta la mia esistenza all’arte del canto lirico e della famiglia (un marito e due meravigliosi figli). Talvolta mi chiedo, di fronte a ingiustizie subite, perché io le stia subendo dal momento che non ho mai fatto male ad anima viva... ovviamente le subiamo tutti nella nostra esistenza ma credo che l’aria di Tosca ben sintetizzi tanti pensieri che possono affliggerci.
Ogni volta che entra in scena, per una prima ma non solo, fa qualche atto scaramantico, una preghiera o semplicemente una raccomandazione a se stessa? Sì, qualche piccola preghiera parte dal cuore ogni volta. Ho tanti cari non più su questa terra che mi proteggono da lassù, di questo sono convinta.
Andando a ritroso, come vede la Amarilli Nizza degli esordi? C’è qualche elemento o tappa che cambierebbe nel suo percorso? Non vivo di rimpianti e difficilmente mi guardo indietro. Anzi, se mi volto dico: accidenti! Ma ho davvero fatto tutte queste cose?
Al di là delle vicende, ritrova qualcosa di sé nelle donne pucciniane che ha impersonato? Trovo tutto di me nelle donne di Puccini ed è per questo che le amo perdutamente. In me c’è un po’ di ognuna e non è difficile lasciarsi trasportare da loro sul palco perché sono così vere, così umane, così forti, così fragili così credibili. In una parola: così DONNE!
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EGO CHOCOLAT
L’IRRESISTIBILE PASSIONE PER IL “CIBO DEGLI DEI”
Tutte le photo del servizio sono di Manuela Boldi
A cura di Alessandro Trani
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Tutto ha inizio nei primi decenni del Novecento, quando i Lulini producevano il gelato in casa (come lo si faceva una volta) e lo vendevano per le strade della provincia mantovana. Dopo diversi anni di esperienze maturate all’allora Alemagna e alla Pasticceria Salza di Pisa, l’ambizione di diventare un punto di riferimento per la pasticceria milanese si tramuta in Settembre 2019
realtà con l’apertura, negli anni Sessanta, della Pasticceria Piave, in viale Piave 4 a Milano. Col tempo oltre alla produzione dolciaria (in laboratorio c’erano ben 25 pasticcieri) la Pasticceria Piave offre uno tra i primi servizi di catering milanesi, la cui gestione viene affidata alla giovane Anna Lenoci. Un catering che non tarda ad affermarsi, distinguendosi per la
Sopra: Anna Lenoci e il compagno Massimiliano Durante
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qualità del prodotto e del servizio, tanto da essere chiamato a gestire importanti manifestazioni meneghine legate ad esempio alla Scala, al Conservatorio, al mondo della Moda, o a istituzioni come il Comune di Milano, per citarne solo alcuni. Non si è trattato di un catering qualsiasi: per dare un’idea, Anna si è trovata a dover gestire anche numeri importanti, come ad esempio 5000 posti a sedere nel Castello Sforzesco, fornendo tutto il personale necessario oltre a materiali e infrastrutture “di proprietà” della Pasticceria Piave, caratteristica, questa, oggi difficile da trovare. Scolpito nel destino di Anna c’era però qualcos’altro, il cioccolato e l’arte del “cibo degli Dei”. E non ci volle molto perché si infiammasse la passione che negli anni l’ha legata a doppio nodo ai frutti delle piantagioni di cacao e alle infinite emozioni che da esse possono essere conosciute ed esplorate. Malgrado Anna Lenoci e il proprio compagno Massimiliano Durante fossero già proprietari di due noti ristoranti, l’Indian Soul Cafè e il Celtic Soul Restaurant, la tenacia e la perseveranza derivante dalla passione di Anna persuade Mas-
similiano e i due fondano un grande laboratorio di pasticceria dove nasce il brand Ego Chocolat Milano, dedicato principalmente alla produzione di bontà al cioccolato ma anche di altri prodotti dolciari di altissima qualità. Massimiliano, amministratore della società, nato e cresciuto a Cortina, è stato un grande campione di hockey su ghiaccio del Cortina e giocava stabilmente in nazionale. Nonostante i grandi tentennamenti legati al suo fortissimo legame con la “sua” Cortina, da professionista di assoluto livello accettò di trasferirsi a Milano nei primi anni
‘90, andando a diventare un punto fermo dello squadrone ‘AS Milan Hockey’ di Silvio Berlusconi. L’azienda oggi, come detto condotta amministrativamente dal Durante, viene gestita da Anna insieme a suo figlio Giancarlo Lulini, che ha ereditato dalla mamma tutta la sua passione per il cioccolato e la grande intraprendenza imprenditoriale. L’attenta selezione delle migliori materie prime, la ricerca di nuovi sapori nel rispetto della tradizione, le tecnologie innovative e il design accurato sia del prodotto che del packaging, rappresentano gli elementi caratterizzanti il marchio Ego Chocolat Mi-
Anna con il figlio Giancarlo
La straordinaria qualità, l’ossessiva ricerca delle migliori materie prime, le capacità innovative corroborate da un denominatore comune che è il grande rispetto della tradizione di Ego Chocolat Milano hanno da tempo attirato l’attenzione di un colosso come Industrie Riunite Spa famosa società advisor specializzata nelle quotazioni in borsa e nell’espansione a livello mondiale dei corner relativi al brand e ai prodotti oggetto della loro attenzione. Le parti hanno appena sottoscritto un contratto che prevede, nel giro di ventiquattro mesi, l’ingresso in borsa di Ego Chocolat Milano e l’apertura di 350 punti vendita dislocati, in Europa, Middle East e Stati Uniti.
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lano. Per quanto riguarda il cacao, Anna Lenoci seleziona le qualità più pregiate ed aromatiche dei Paesi in cui cresce il miglior cacao del mondo, specialmente quello colombiano. Anna è dotata di una stupefacente creatività e ama molto sperimentare. Partendo dal cacao puro, sperimenta spesso in laboratorio nuove miscele. Anna è spesso in viaggio alla scoperta delle differenze di gusto delle diverse popolazioni e culture del mondo al fine di poter soddisfare le più peculiari esigenze di gusto dei turisti che giungono a Milano da ogni parte del mondo. Ego Chocolat Milano è fornitore di grandi chef, prestigiosi alberghi e di molte realtà dell’alta ristorazione. Il cioccolato piace sempre a tutti, grandi e piccini, ed Ego Chocolat Milano è inoltre in grado di realizzare confezioni personalizzate per aziende ma anche per il pubblico privato, a cui propone sempre idee alternative e golose per regali al cioccolato speciali e graditi al palato e alla vista. Particolare attenzione viene prestata, nella scelta degli ingredienti sempre di alta qualità, a esigenze legate alla salute in generale e quelle di persone che soffrono di inSettembre 2019
tolleranze alimentari o di celichia. Inoltre, tra le più recenti sperimentazioni vi è l’utilizzo dello xilitolo, un dolcificante naturale estratto dalla corteccia di betulla. È dolce come lo zucchero, senza retrogusto e con il 40% di calorie in meno, e pertanto adatto per i diabetici e a diete “povere di glucidi” con controllo dei carboidrati. Negli anni, il preciso intento di Anna e Giancarlo è stato quello di non volersi accontentare di un prodotto convenzionale ma di lanciarsi in continue e sempre ardite sfide di sofisticata, moderna ricerca di gusti sempre nuovi e inesplorati. Essi hanno fatto della produzione artigianale di cioccolato un’arte in piena regola, in cui materie prime eccellenti, antiche tradizioni, creatività e sperimentazione rappresentano gli elementi fondanti per lo sviluppo di ogni prodotto di casa. Ogni “opera” creata in laboratorio, grazie a un’equipe di eccellenti mastri pasticcieri, è un’esperienza sensoriale unica. Insomma, non vi resta che provare le delizie Ego Chocolat Milano e non ve ne pentirete!
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Via Po, 65 Rozzano (MI) www.egochocolat.com 11
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VIAGGIANDO IN IRPINIA
A cura di Teobaldo Fortunato
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Settembre: tempo di vendemmia! Abbiamo deciso di non perdere questa occasione per visitare alcuni paesi e borghi caratteristici della provincia di Avellino, arroccati sulle cime di monti e sui declivi di dolci colline, lungo la dorsale appenninica dell’Irpinia, nel cuore della Campania. Ripercorreremo ampie strade e strette viuzze e sentieri, e mulattiere che ci porteranno in quei luoghi distrutti dal terribile sisma che nel 1980 ne segnò in modo incisivo il paesaggio, talora mutandolo per sempre. La caparbietà dell’uomo e la volontà di riscatto, in pochi decenni, hanno ridato a moltissimi paesini un assetto urbanistico più nuovo, recuperando laddove era possibile il tessuto d’un tempo. Le mani dell’uomo hanno restaurato castelli e complessi monastici, chiese ed opere d’arte, blasonati palazzi e antiche masserie; atmosfere ritrovate ed attività produttive recuperate in un paesaggio arcano e lunare, verdissimo e curato. Molto spesso, le cantine con le loro botti diventano tappe obbligate di raffinati palati. Partendo da Avellino e dirigendoci verso oriente, il nostro itinerario segue il percorso della via Ofantina, tra valli costellate da estesi filari di vigneti; sono tutti caratterizzati dall’Aglianico, il
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TRA VIGNETI, CANTINE E ANTICHI BORGHI
vino rosso più pregiato ed importante del Sud Italia. Decantato anche dal poeta latino Orazio, fu introdotto forse dalla Grecia tra il VIIVI secolo a.C. in Campania, Basilicata e Puglia. La prima sosta è nel piccolo comune di Paternopoli a piazza Sottochiesa (un autentico salotto buono cittadino), dove sulla facciata di palazzo Famiglietti, l’edera comincia lentamente a tingersi di rosso e le piante d’acanto iniziano a sfiorire. A valle, i vigneti d’Aglianico si dispiegano a perdita d’occhio e il leggero profumo dei vitigni base del Taurasi, stuzzica l’olfatto. Proseguiamo verso Montemarano, attraversando bellissime interpoderali piene di filari d’uve. Montemarano è la patria della famosa “Tarantella Montemaranese”, autentica colonna sonora irpina. Merita una visita il Museo dei Parati Sacri, in Piazza Mercato all’interno della ex chiesa del Purgatorio; è di grande interesse per la ricchezza dei preziosi paramenti esposti. A Monte-
marano, il vigneto “Vigna Olmo” dei Di Meo, con i suoi 850 metri di altitudine è il più alto di tutta l’area di produzione dell’Aglianico. Ma un’autentica sorpresa è il MUVIM, ovvero l’eco Museo del Vino di Montemarano nel castello cittadino. Si sviluppa lungo un percorso di cinque sale espositive. Il turista, superato l’ingresso, è accompagnato da un nastro viola su cui viene proiettato un cortometraggio che enuclea la storia del vino. Il castello di origini normanne ha subito molti rimaneggiamenti negli ultimi secoli. Proseguiamo per Montella, tra estesi castagneti e conventi antichi, come quello di San Francesco a Folloni, fondato dal Santo Patrono d’Italia nel 1222, mentre si recava al santuario di San Michele sul Gargano. Tra le opere d’arte presenti, vi è un unicum per cui merita una visita: gli abiti intatti del conte Diego I Cavaniglia, feudatario del paese tra il 1477 ed il 1481. Si tratta di un farsetto del XV secolo e della coeSettembre 2019
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va bellissima giornea; un’autentica rarità. Difatti, finora rappresenta l’unica originale mai ritrovata. Inoltrandosi poi nei boschi, alla ricerca delle acque freschissime e cristalline, c’incanta la Cascata della Lavandaia, avvolta totalmente nel verde. Da Montella, si risale verso l’Altopiano del Laceno, ricco di fitte faggete e conifere, per un piacevole picnic en plein air, lungo l’omonimo lago. Riscendiamo ed attraversando la Valle d’Ansanto, ci dirigiamo verso Rocca san Felice. L’area fu immortalata da Virgilio nell’Eneide: “È de l’Italia in mezzo e de’ suoi monti una famosa valle, che d’Ansanto si dice. Ha quinci e quindi oscure selve, e tra le selve un fiume che per gran sasSettembre 2019
si rumoreggia e cade, e sì rode le ripe e le scoscende, che fa spelonca orribile e vorago”; qui è situata l’area archeologica intorno al laghetto della dea Mefite che ribolle per il gas del sottosuolo. Le emissioni esalate da questo minuscolo lago in antico costituivano la causa della morte degli uccelli che lo sorvolavano. Pertanto, gli abitanti d’allora ritenevano che si trattasse di uno spiraglio dell’inferno. Proseguiamo lungo la Valle dell’Ofanto; il panorama è rivolto verso Cairano, incantevole paesino di 307 abitanti, su una rocca obliqua spettacolare. Le strade del borgo nel 1963 furono la location del film “La donnaccia”, interpretato dall’avvenente Dominique Bo-
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Nella pagina a fianco: una suggestiva immagine di Cairano; in questa in senso orario: Rocca San Felice; la Cascata della Lavandaia a Montella; l’eco Museo del Vino di Montemarano e l’abbazia del Goleto tra borgo Rocca San Felice e Sant’Angelo dei Lombardi
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A sinistra: lo skyline di Calitri
schero e da Gianni Dei. Alla realizzazione della pellicola da poco restaurata, parteciparono molti abitanti del paese, secondo gli stilemi neorealisti d’allora. Una tappa d’obbligo è all’Abbazia del Goleto, la cittadella monastica del Santissimo Salvatore al Goleto, sorto nel 1133 per volere di Guglielmo da Vercelli. Il complesso è situato tra Sant’Angelo dei Lombardi e Rocca San Felice. Un edificio ricco d’arte, dal mondo romanico a quello gotico fino agli affreschi seicenteschi ed alla chiesa
progettata dall’architetto Domenico Antonio Vaccaro, che la edificò tra il 1735 e il 1745. Nonostante sia oggi senza la copertura crollata, conserva tuttavia, un fascino di suggestiva potenza visiva. La pianta è a croce greca; un tempo era coronata da una cupola centrale. Lasciato alle spalle il complesso monastico dove il silenzio si coniuga alla meditazione, ci incamminiamo infine, verso Calitri, una cittadina situata lungo le rive del fiume Ofanto e sede della Comunità Montana dell’Alta Irpinia.
Tra le strette vie del borgo antico, sostiamo ad ammirare ariosi palazzi nobiliari tra i quali quello della famiglia Zampaglione. Da non perdere è il belvedere di Santa Lucia da cui si gode il coloratissimo centro storico. Ma, anche il Museo della Ceramica con reperti che partono dalla protostoria fino ad esemplari contemporanei. Calitri fu immortalata nei versi dell’omonima poesia scritta da Ungaretti: «Deposto dal torrente c’è un macigno/Ancora morso dalla furia/Della sua nascita di fuoco/Non pecca in bilico sul baratro/Se non con l’emigrare della luce/Muovendo ombre alle case/Sopra la frana ferme». Un’Irpinia tutta da scoprire, tra vini, colline amene e genuine prelibatezze da gustare!
Il cortile di palazzo Famiglietti
A Paternopoli, dal cortile di palazzo Famiglietti, si percorrono strette scale per raggiungere le cantine di famiglia, dove degustare un corposo e strutturato Aglianico che parla di territorio. L’Aglianico è un vitigno che soffre il caldo, ha bisogno di vento, delle cime delle colline e di inverni miti. Ad accompagnare questo potente vino, il caciocavallo stagionato di Montella, dell’azienda Bruna Alpina, che vanta moltissimi capi di vacche brune. Con il rosato Erigone sempre di Aglianico, deliziamo il palato con il Carmasciano, un formaggio di pecore che brucano nelle vicinanze della Mefite, donando al latte un caratteristico sapore sulfureo. Ma anche un caciocavallo stagionato nelle grotte di Calitri esalta il Temprato ovvero un vino rosso Campi Taurasini. Ad ora di pranzo, nel centro storico di Rocca San Felice, ci fermiamo al ristorante-museo La Ripa, dove si gustano piatti tipici rivisitati in chiave gourmet. Ma, nel nostro itinerario, non può mancare la tradizionale “Sfritturiata”, ovvero, un piatto unico contadino a base di patate, carne di maiale e peperoni sottaceto oppure le zuppe di fagioli e ceci. Passeggiando nei boschi, si sgranocchiano le Castagne del Prete, ottenute con una lavorazione a base di vino bianco locale, oppure semplicemente infornate, autentico preludio d’autunno. Le castagne di Montella IGP sono considerate una delle varietà migliori d’Italia. Souvenir del nostro tour preautunnale, sono i vini e le castagne sciroppate che rievocano i profumi degli alti boschi di un grande territorio ancora da rivalutare.
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A cura di Raffaella Parisi
UN WEEKEND A MANFREDONIA
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Considerata “la porta del Gargano”, Manfredonia conserva intatto quel fascino che le diede Manfredi, il re “biondo, bello e di gentile aspetto”. I suoi abitanti mantengono le tradizioni dei vecchi mestieri e della loro cucina, mentre l’ente locale Gal DaunOfantino promuove e valorizza il patrimonio culturale e naturale. Nel centro cittadino spicca il Castello svevo-angioino-aragonese che ospita il Museo Archeologico che custodisce, tra le altre collezioni di reperti archeologici, le famose stele daunie. Il porto turistico operativo dal 2015 è uno dei più grandi della Puglia, nei dintorni con le escursioni in barca si ammirano la baia di San Felice, la baia di Vignanotica con il mare dal color verde-blue. Per gli amanti della natura, con partenza da Ruggiano a cavallo o a piedi, lungo un percorso botanico si raggiunge un luogo che ispira alla meditazione, l’abbazia di Pulsano, dove si riunivano monaci, eremiti e cenobiti, orientali e latini. Ma vi è anche l’itinerario religioso e culturale a circa 10 km da Manfredonia, con l’abbazia di San Leonardo a Lama Volara, in stile romanico con influssi bizantini e, a pochi chilometri, la Basilica di Santa Maria di Siponto (romanico pugliese con influenze armene) dove vive l’arte contemporanea con un’opera d’arte realizzata
con una rete metallica permanente e trasparente che ricostruisce i volumi originari della basilica paleocristiana. La gastronomia varia dal pesce alle pizze sino ai gelati, il ristorante Coppola Rossa propone un vanto della gastronomia sipontina, la Ciambotta, una zuppa di pesce che comprende diversi tipi di pesce: scorfano, testone, coda di rospo o pesce Sanpietro, sbarro, trancia di dentice, gronco, calamaretti, cozze nere, arselle e murici. Il Calamarando Fish Bar realizza un aperitivo con stuzzicanti fritture, panini ripieni di pesce e il pancotto, pietanza che richiama le tradizioni culinaria contadine, mentre a Bicchieri e Taglieri, oltre a formaggi e salumi, vi è un panzerotto di origini antichissime, la Ferrata, con farina di farro, ricotta, cannella, maggiorana e pepe, preparato nel periodo di carnevale. Soste golose con la degustazione del gelato, Bramanthe (rinomato per la torta del Papa con gelato fatto con crema, latte fresco naturale bio, limoni del Gargano), il bar Aulisa (fondato a Manfredonia nel 1932, conosciuto per la ricotta stregata con base di ricotta vaccina, panna, scaglie di cioccolato, pan di Spagna, liquore) e il chiostro “Tommasino” (che ha come cavallo di battaglia la cassata gelato in vari gusti). Settembre 2019
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IL PROSECCO DOC PONTE CONQUISTA IL PODIO DEL MOTOGP™
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A seguito dell’accordo recentemente siglato da Dorna Sports e Consorzio Prosecco DOC, che prevede la sponsorizzazione del massimo campionato di motociclismo mondiale, Viticoltori Ponte, primaria azienda nel settore vinicolo internazionale, ha deciso di dare il proprio contributo scegliendo di essere sponsor ufficiale dei Gran Premio di Misano, in calendario dal 13 al 15 settembre 2019. Una partnership in pompa magna, che vedrà l’azienda di Ponte di Piave fare gli onori di casa sul podio delle categorie MotoGP™, Moto2, Moto3, sul percorso di gara, nelle aree più esclusive del circuito e all’interno dei molteplici contenitori legati alla manifestazione. Ma soprattutto godrà della copertura mediatica mondiale, preziosissima per sensibilizzare il grande pubblico e valorizzare ancor più le bollicine Made in Italy al di fuori dei nostri confini. Protagonista assoluto, il Prosecco DOC Extra Dry - Treviso Ponte, che con il suo colore brillante giallo paglierino dal perlage fine e persistente, il profumo fresco ed elegante spiccatamente fruttato con un delicato sentore di fori di prato, il sapore sapido e persistente piacevolmente brioso e leggero, conquisterà i campioni brindando con loSettembre 2019
ro alla vittoria! «Siamo davvero entusiasti – afferma Luigi Vanzella, Direttore Generale Viticoltori Ponte - nell’affrontare, in collaborazione con il Consorzio Prosecco DOC, questa bella sfida che segna l’inizio di una nuova era e, grazie anche al recente riconoscimento delle nostre colline quali Patrimonio dell’Umanità, siamo certi contribuirà ad incrementare notevolmente il numero degli estimatori di un’indiscussa eccellenza italiana in tutto il mondo». Viticoltori Ponte nasce nel 1948 dalla tenace volontà e ambizione di un piccolo gruppo di viticoltori che unì le proprie forze per affrontare i difficili anni del dopoguerra e della ricostruzione. Attualmente l’azienda vinicola conta 1.000 famiglie di viticoltori per 2.500 ettari di terreno che si estendono dal Nord di Venezia fino alla zona pedemontana della provincia di Treviso, e circa 15 milioni di bottiglie
Il DG Luigi Vanzella e il Presidente di Viticoltori Ponte Giancarlo Guidolin
prodotte. Presente in oltre trenta Paesi nel mondo, Ponte garantisce per l’intera gamma dei propri vini - dai fermi ai frizzanti, dagli spumanti ai biologici - un elevato standard qualitativo certificato e testimoniato dai numerosi riconoscimenti ricevuti dai più autorevoli interlocutori del settore.
www.ponte1948.it
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COME MANTENERE PIÙ A LUNGO LA TINTARELLA DOPO LE VACANZE A cura di Evelina Flachi
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Con l’arrivo di settembre le vacanze estive sono finite per la maggior parte di noi. I sacrifici in spiaggia per ottenere quel bel colorito dorato e lucente ha dato i suoi frutti, premiando le ore spese al sole senza sosta, cosparsi di abbronzanti, creme e protezioni solari. Ma quanto durano i benefici della vacanze sulla salute e l’umore? Circa 3 settimane, più o meno quanto dura l’abbronzatura una volta tornati alla vita di tutti i giorni. Ciò significa che una volta tornati dalla vacanze o dopo aver fatto una lampada, se non ci esponiamo di nuovo al sole, entro 21 giorni quella tintarella che ci piaceva tanto si attenuerà pian piano, fino a sparire completamente. Ma come possiamo mantenere il più a lungo possibile la tintarella tanto caparbiamente conquistata? Una cosa fondamentale è mantenere la pelle molto, molto idratata, con trattamenti esterni, ma anche interni. PAROLA D’ORDINE: IDRATARE Anche se non ci esporremo più ai raggi del sole, è necessario continuare ad idratare la pelle tutti i giorni, mattina e sera, dopo la doccia con prodotti emollienti e super idratanti, oppure, con creme a base di acido ialuronico. Da questa sostanza, già presente nel nostro organismo, dipende insieme al collagene l’elasticità della cute e la difesa contro il photoaging, ossia, l’invecchiamento precoce della pelle. Se la pelle è molto secca, provare ad utilizzare sulla pelle, ancora bagnata, degli oli come l’argan, macadamia, o l’olio di Monoi, usato dalle donne thaitiane da più di un secolo per proteggersi dalle alte temperature e dagli effetti del sole, questo vi permetterà di raggiungere un alto livello di reidratazione della pelle. Possiamo farci consigliare da un esperto o meglio da un dermatologo se abbiamo qualche problema di pelle e vogliamo essere sicuri dei risultati!
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GLI ALIMENTI AMICI Un altro accorgimento importante da seguire una volta tornati a casa, è curare la nostra alimentazione. Quando l’epidermide è particolarmente secca, è utile oltre che localmente, intervenire dall’interno, assumendo gli alimenti giusti. Così come è fondamentale prima dell’esposizione, fare il pieno di frutta e verdura giallo-arancio e rossa e bere molta acqua per ottenere un’abbronzatura perfetta, dobbiamo adoperare la stessa attenzione meticolosa, anche per prolungarla ed evitare inestetiche chiazze e secchezza della pelle. Le vitamine essenziali per stimolare ma anche prolungare l’abbronzatura sono la vitamina A, che sintetizziamo dal betacarotene, assieme alla vitamina E contenuta negli oli vegetali e la vitamina C, preziosa per la buona salute cellulare e per la produzione di collagene grazie al suo potere antiossidante. Facciamo in modo che la nostra dieta preveda, dunque, frutta e verdura di colore giallo-arancio e rosso (i vegetali rossi sono ricchi di licopene ed antiossidanti protettivi) e cerchiamo di bere almeno due litri di acqua al giorno, per mantenere la nostra pelle morbida e ben idratata. Cibi rossi. Pomodori, anguria, fragole, arancia rossa, barbabietole, ciliege, ravanelli e rape rosse sono ricchi di preziosi antiossidanti come licopene, antocianine e vitamina C. Benefici per la salute: combattono i tumori al seno, alle ovaie, alla prostata, prevengono la fragilità capillare e l’arteriosclerosi, potenziano la vista, stimolano le difese immunitarie e l’assorbimento del ferro. Cibi giallo-arancio. Albicocche, arance, carote, cachi, limoni, mandarini, meloni, nespole, peperoni, pesche, pompelmi e zucche sono ricchi di betacarotene e flavonoidi. Benefici per la salute: protezione dai radicali liberi, funzionalità dei meccanismi della crescita, delle riproduzione e del rinnovamento dei tessuti, benefici per il sistema immunitario e per la vista, rinforzo dei vasi sanguigni, attività antivirale e antitumorale. L’ULTIMA SPIAGGIA E quando il colorito ambrato comincia a schiarirsi si può anche ricorrere agli autoabbronzanti se adatti alla nostra pelle e solo dopo aver sentito il parere del dermatologo. Per evitare macchie o problemi bisogna leggere attentamente le istruzioni d’uso e aver cura di applicare il prodotto in maniera omogenea. Evitiamo come “ultima spiaggia” l’abbronzatura “forzata” da lettini o docce solari senza chiedere il parere del dermatologo sul tempo e numero di sedute tollerate dalla nostra pelle che varia da soggetto a soggetto e per questo potrebbe essere danneggiata nel tempo da questi trattamenti.
[ tv da gusta r e ] A cura di Edmondo Conti Bentornato Autunno! Eh sì, perché per i tanti milioni di telespettatori è l’Autunno la stagione dei grandi ritorni, delle novità e della ripresa delle
abitudini davanti al piccolo schermo. E siccome le trasmissioni da gustare saranno tante, cominciamo subito questo nostro secondo anno insieme!
Sabato 7 settembre, a 10 anni dalla sua scomparsa, Rai 1 e Canale 5 ricorderanno il grande Mike Bongiorno con un’intervista a Fiorello, una puntata speciale di Techetecheté, la riproposizione di alcuni dei suoi più fortunati programmi in Mediaset, e soprattutto un’eccezionale puntata di Caduta Libera - Grazie Mike con al centro Valeria Marini (sua partner in Sanremo 1997) che sfiderà tutte le vallette e le collaboratrici dell’amatissimo ‘re del quiz’.
Da venerdì 13 settembre su Raiuno Carlo Conti riaccenderà i riflettori sulla nona edizione dello show targato EndemolShine Italy, Tale e Quale Show. Nella giuria ritroveremo i confermatissimi Loretta Goggi, Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme, mentre tra i nuovi concorrenti di quest’anno avremo il piacere di gustare le interpretazioni di Tiziana Rivale, di Gigi e Ross, di Eva Grimaldi e di Francesco Monte. Grande novità sarà la puntata speciale del 22 novembre ribattezzata Tali e Quali dove ritroveremo persone comuni, esattamente come avveniva con il fortunato ‘Momenti di gloria’ condotto da Mike Bongiorno. Da sabato 28 settembre ancora su Raiuno, Alberto Angela tornerà con una nuova serie di Ulisse - il piacere della scoperta, 6 nuove puntate in cui il conduttore si immergerà ancora di più nella realizzazione dei suoi apprezzatissimi reportage.
Il giorno dopo, ma su Raidue, tornerà Fabio Fazio che, insieme a Luciana Littizzetto e a Filippa Lagerback, darà vita a una nuova curiosa, interessante e sorprendente edizione di Che tempo che fa.
Su Canale 5, Ilary Blasi e Alvin terranno a battesimo a partire dal 19 settembre, il clamoroso ritorno di ‘Giochi senza frontiere’ ribattezzato Eurogames. A distanza di 20 anni dalla sua ultima edizione, da Cinecittà World a Roma si sfideranno con giochi altamente spettacolari 6 squadre in rappresentanza di Italia, Russia, Spagna, Germania, Grecia e Polonia, su cui vigilerà in qualità di giudice di gara il vincitore agli anelli nelle Olimpiadi del 1996 Jury Chechi.
Infine, prima di lasciarvi, vi segnalo che da giovedì 12 settembre su Sky Uno, Alessandro Cattelan condurrà la 13a edizione di X Factor, in cui la riconfermata Mara Maionchi sarà affiancata da Malika Ayane, Samuel dei Subsonica e dal discusso rapper Sfera Ebbasta. Insomma ce ne sarà un po’ per tutti i gusti e noi ci ritroveremo a ottobre con tante gustose novità.
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[ cinema ]
ASPETTANDO VENEZIA A cura di Momi Symon
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Sarà in stile hollywoodiano la 76ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica che si terrà a Venezia (dal 28 agosto) fino al 7 settembre. Da Meryl Streep a Brad Pitt, da Johnny Depp a Scarlett Johansson, da Kristen Stewart a Julienne Binoche, da Timothée Chalamet a Mick Jagger, mai come stavolta Venezia brillerà di presenze eccellenti, in perfetta armonia fra il pop e la nicchia, fra i blockbuster di grido e il cinema d’essai ancora sconosciuto. La giuria del concorso principale è presieduta dalla regista e sceneggiatrice argentina Lucrecia Martel. Il film di apertura è stato “La vérité” - con Catherine Deneuve e Ethan Hawke - il primo film internazionale di Kore-eda Hirokazu, già vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 2018 per “Un affare di Famiglia”. Tanti i titoli più attesi, in gara per il Leone d’oro, il film distopico “Ad Astra” di James Gray con Brad Pitt che, in qualche modo, rappresenta il filo della continuità con altri titoli ‘spaziali’ del passato, da “Gravity” a “The First Man” e soprattuto “Joker” di Todd Philips con Joaquin Phoenix nel ruolo del nemico numero uno di Batman, protagonista di una storia ‘ultra-dark’. Grande attesa anche per Roman Polanski e il suo Settembre 2019
“J’accuse” - frutto di una coproduzione franco-italiana - con il premio Oscar Jean Dujardin, e Steven Soderbergh, che arriva a Venezia con una produzione colossale firmata Netflix - “The Laundromat” - con Meryl Streep, Antonio Banderas e Sharon Stone. In anteprima anche due serie tv firmate Sky Studios: “Zerozerozero” di Stefano Sollima (dal testo di Roberto Saviano sul commercio della droga) e due episodi di “The New Pope” di Paolo Sorrentino (il seguito di “The Young Pope”) con Jude Law e John Malkovich e la partecipazione di Sharon Stone. Tre i film italiani in corsa per il Leone d’oro: “Martin Eden” di Pietro Marcello con Luca Marinelli dal romanzo di Jack London, “La mafia non è più
quella di una volta” di Franco Maresco e “Il sindaco del rione Sanità” del regista napoletano Mario Martone. Tra quelli fuori concorso ci sono “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores, con Claudio Santamaria, Diego Abatantuono e Valeria Golino e la commedia sentimentale “Vivere” di Francesca Archibugi, con Micaela Ramazzotti e Marcello Fonte. Nella sezione Sconfini vi è invece il documentario diretto da Elisa Amoruso e dedicato alla vita di Chiara Ferragni intitolato “Chiara Ferragni - Unposted”. “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi con Donald Sutherland e Mick Jagger, ambientato nell’Italia contemporanea, sarà il film di chiusura.
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LIBRI
L’ULTIMO RESPIRO DEL CORVO
Un critico d’arte sulle tracce della misteriosa morte del pittore e di una copia del suo ultimo quadro che cela un prezioso indizio
A cura di Valerio Consonni
Silvia Brena, Lucio Salvini L’ULTIMO RESPIRO DEL CORVO L’omicidio Caravaggio
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Ecco per Voi, amici lettori, un appassionante giallo sul mistero celato dietro la morte di Caravaggio! Scritto a quattro mani da Silvia Brena, scrittrice, giornalista, con una lunga esperienza di direzione di importanti testate femminili (Io Donna e Cosmopolitan) e da Lucio Salvini, giornalista e autore televisivo (ex amministratore delegato della Fonit Cetra), il libro alterna il racconto in presa diretta con i flash back che ricostruiscono la vera vita del Caravaggio e i suoi tormenti. Frutto di 4 anni di lavoro e di paziente documentazione, “L’ultimo respiro del corvo” svela anche i retroscena sin qui poco noti sulla vita del pittore maledetto. Ma del resto, come scrivono i due autori, sulla morte di Michelangelo Merisi ci sono ‘decine di verità’. Il mistero si nasconde tra le pieghe di una copia di un quadro famoso, “Il Martirio di Sant’Orsola”, dipinto da Caravaggio poco prima di morire e da molti ritenuto una denuncia del suo assassinio. Caravaggio è stato davvero ucciso? Da chi e come? E chi è o chi sono gli esecutori dell’omicidio? E la mano nera sul dipinto, a chi appartiene? Ma perché quella scritta: “Caput artis est corvus” sul rovescio del dipinto? Ma il suo giovane amante, Mario Minniti, era davvero il suo complice? Un giallo, ambientato ai nostri giorni, che Dante Hoffman, un critico d’arte sui generis, gay, tormentato, ipocondriaco e coltissimo, è chiamato a risolvere. Nel corso dell’intera vicenda Hoffman, mentre tenterà di risolvere il mistero che si cela dietro il Martirio, si troverà coinvolto in una corsa contro il tempo per tentare di recuperare il dipinto rubato, ma soprattutto per salvare se stesso. Si troverà al centro di una congiura ordita per toglierlo di mezzo, con le stesse ‘armi’ che all’epoca furono usate per uccidere Caravaggio. Fu forse avvelenato? E perché quei richiami alchemici? Forse che il Merisi mirava alla Grande Opera? Un ‘cold case’ che si dipana nel corso dei secoli e che porterà a scoprire i veri responsabili della morte del Caravaggio, ma anche ad alzare il velo su uno dei peggiori casi di corruzione e malaffare all’interno del Vaticano. Ma anche un racconto avvincente da cui si impara molto su uno dei più amati e ammirati pittori italiani! Settembre 2019
[ libri ] CI SALVEREMO
Ci salveremo? O l’Italia rischia di precipitare in una nuova crisi finanziaria, nel baratro della recessione? Rispondendo a queste domande, Ferruccio de Bortoli ci parla dei costi della deriva populista che stiamo vivendo e mette in luce le colpe e le ambiguità delle élite, della classe dirigente, dei media.
VETRINA
Ferruccio de Bortoli (Garzanti)
IL GIARDINO DEI MOSTRI
Siamo tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90, in un paese della Maremma toscana. Due famiglie di diverso strato sociale, i Biagini, e i Sanfilippi, si intrecciano, mentre il luogo in cui si incontrano diventa il teatro perfetto della messa in scena dei cambiamenti che avvengono in Italia. Nel paese, dove a prima vista si assiste a una diffusione ubriacante di denaro e allegria, le fedi politiche, i legami familiari, il rigore morale, l’identità sessuale sembrano perdere i loro contorni. Lorenza Pieri (Edizioni E/O)
CORPO A CORPO
Un’anatomia crudele della maternità. Per allontanare la propria solitudine esistenziale, una 40enne decide di diventare madre. Il bebè si rivelerà però un’amara medicina per i suoi problemi. A peggiorare le cose, l’intimità inquietante che si viene a creare ben presto con una baby-sitter del Terzo Mondo, in grado di mettere a dura prova la sua tolleranza nei confronti dell’Altro. Sara Ranfagni (Edizioni E/O)
DUE SIRENE IN UN BICCHIERE
Al B&B delle “Sirene stanche”, 4 stanze su un’isola del Mediterraneo, nascoste dietro un portoncino turchese con una cucina sempre in movimento e una grande terrazza sul mare, non si può arrivare per caso. Non si può prenotare online o tramite agenzia, bisogna scrivere una lettera e motivare la propria richiesta e attendere la risposta, una busta azzurra con l’immagine di una sirena. Lo sanno bene i protagonisti di questa bella storia che rimette in forma “corpo ed anima”. Federica Brunini (Feltrinelli)
IL FUTURO È IL MIO MESTIERE
Filippo è un 16enne che non ha mai dato problemi: eppure, in seconda superiore smette di studiare. Si ferma, mentre la sua vita gli scorre accanto. Nessuno, neppure lui, sa il perché. L’autrice, che nella scuola lavora da trent’anni, ripercorre questa lunga partita di Filippo. Sono pagine lievi e appassionate, ironiche e profonde, che raccontano la nostra scuola dal di dentro e parlano al cuore dei ragazzi, dei docenti, dei genitori. Elena Inzaghi (Solferino)
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FALSO IN BILANCIA
Cosa succede se in gravidanza ingrassi 20 chili e il tuo ginecologo (insieme a una stramaledetta bilancia professionale) si trasforma nel nemico numero uno? E se hai una mamma che ti nutre a verdura e poco più perché a lei il cibo non interessa. Cosa accade se la tua migliore amica ti dà della grassona per errore (suo) o se, a quarant’anni, ti fidanzi con un cuoco che vuole viziarti in ogni momento con succulenti manicaretti? Lo scoprirete in questo spassosissimo libro. Selvaggia Lucarelli (Rizzoli)
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BUONENOTIZIE Durante le “calde” settimane di luglio e agosto, affollate da notizie riguardanti le crisi (economica o di Governo) o la scarsa salute del nostro Pianeta, ecco invece due “Buone Notizie” che ci sono state “regalate” da due brave giornaliste del Corriere.
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I VASETTI DELLO YOGURT SERVIRANNO PER RISCALDARE LE NOSTRE CASE
I contenitori che usiamo ogni giorno possono diventare perfetti pannelli isolanti per combattere la dispersione energetica degli edifici. Al mantra sempre più diffuso del ‘plastic free’, Versalis, società di Eni che opera nello sviluppo della chimica verde, risponde con una filosofia che stimola il riciclo consapevole e guarda al futuro del Pianeta. Uno dei tanti progetti pilota avviati in questi anni punta all’isolamento termico di case e condomini tramite l’uso di polistirene riciclato. Durante un tour guidato tra i laboratori del centro ricerche di Mantova tra i più grandi d’Europa - si resta affascinati dalle possibilità delle trasformazioni. Sono infatti la ricerca e l’innovazione tecnologica a migliorare le performance dei polimeri di cui sono fatti tanti oggetti che usiamo ogni giorno. Ad esempio i vasetti dello yogurt o i rivestimenti interni dei frigoriferi. I polimeri lavorati da Versalis (25 impianti pilota e 15 laboratori) raggiungono i grandi produttori del mondo per diventare molto altro. Il polistirolo degli imballaggi domestici contenuto in piatti e bicchierini del caffè, nei contenitori delle uova o di frutta e verdura, dopo i passaggi obbligati nei centri di selezione che li separano e nei riciclatori che li trasformano in granuli, diventano tra le mani di ingegneri e ricercatori un prezioso materiale di ricerca. La tecnologia Versalis in massa continua (che non utilizza acqua) fa un altro piccolo miracolo: i flakes di polistirene uniti allo stirene danno vita a perle espandibili usate per pannelli isolanti, per una nuova vita nel segno dell’eco-design. (di Valeria Dalcore)
IL FATTURATO ESPLODE E IL FONDATORE REGALA IL 10% DELL’AZIENDA AI DIPENDENTI
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L’azienda fa boom, il fatturato (2018 su 2017) cresce del 300 per cento nel primo anno di vita: così l’amministratore delegato ha deciso di regalare una quota del 10 per cento ai dipendenti. Succede a Milano e l’azienda si chiama ‘Entire Digital Publishing’, una startup innovativa nel mondo dell’informazione che ha creato una tecnologia con l’obiettivo di personalizzare la diffusione delle notizie online. Il Ceo e fondatore, Massimiliano Squillace, ha deciso di ‘dare’ al suo team (formato da giovani professionisti dai 25 ai 35 anni) il 10% della società perché - dice «sono consapevole che solo grazie a persone straordinarie è possibile costruire un grande progetto». Già in passato l’azienda, che ha sede a Milano, ha voluto premiare i suoi dipendenti. È l’esempio di Alessia Vangi, 31enne che oggi, a tre anni di distanza dal suo ingresso in società - inizialmente come stagista - è diventata Massimiliano Squillace socia a tutti gli effetti. (di Fausta Chiesa)
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