Skip to main content

RD 19 03 26

Page 1


Medici accusati di falsi certificati per impedire i rimpatri di stranieri La fotografia dei Cpr

Un’immagine dal recente rapporto del Tavolo Asilo Immigrazione che descrive la rete dei dieci Cpr in Italia

Ma i veri colpevoli non sono i medici

In tutto il bailamme scatenato dalla sospensione per dieci mesi di tre dottoresse dell’ospedale di Ravenna, accusate - facendola breve - di aver dichiarato il falso per motivi ideologici per evitare a una serie di stranieri irregolari di nire nei Cpr, si è perso di vista un particolare che non può che destare stupore, soprattutto in tempi come questi. Il fatto che queste tre professioniste (così come gli altri cinque indagati - che non potranno più fare certi cazioni nei prossimi mesi) hanno operato - almeno secondo le informazioni in nostro possesso in questo momentosenza trarre nessun vantaggio personale. Anzi, se possibile, a dispetto di quello che si legge in giro, rispettando in qualche modo il giuramento di Ippocrate nella sua interpretazione più estesa, impegnandosi cioè a tutelare la vita di ogni paziente, compresi gli stranieri che spesso in questo caso hanno come unica colpa quella di essere irregolari. Certo, sto già sentendo i commenti di chi legge, incattivito (anche giustamente) da casi di cronaca sempre più frequenti e che vedono protagonisti sempre i “soliti altoatesini”. Ma punire i responsabili di atti criminali non è certo compito dei medici. Dovrebbe esserci un sistema che funziona, che eviti di lasciare in libertà chi potrebbe essere pericoloso, ma neppure utilizzi i Cpr come alternativa al carcere, essendo centri sulla cui legalità anche la stessa Cassazione pone dei dubbi e dove l’assistenza sanitaria - per tornare al tema iniziale - non è neppure totalmente garantita. In breve, luoghi probabilmente peggiori delle prigioni, dove i medici hanno deciso di non mandare i propri assistiti, per rispetto della loro salute in primis. Hanno commesso falso, sono colpevoli? Che paghino, non è questo il punto. Ma quando si dice che hanno fatto politica, che a inchiodarli sarebbero le (deplorevoli quanto volete) intercettazioni (su cui hanno sguazzato, forse anche per troppi giorni di la, i quotidiani), cosa si intende esattamente? Certo non potevano fare proseliti, essendo tutto maturato all’ombra. E non lo hanno fatto per ambizioni personali. Ritrovandosi ora, anzi, temporaneamente senza lavoro e senza stipendio solo per aver cercato di evitare a qualche disperato altrettanti mesi d’inferno. In un mondo in cui a dominare sempre di più è la rabbia, persone che rischiano sulla loro pelle per salvarne altre potrebbero pure essere de niti eroi da qualcuno (come tra l’altro si era soliti fare ai tempi della pandemia con gli stessi medici di quello stesso reparto). Ma se anche non lo fossero, eroi, di certo i veri colpevoli non sono loro, ma un sistema che non funziona, che fa arrivare in Italia stranieri che si ritrovano irregolari n da subito e in balia della criminalità, senza riuscire a mettere in prigione o a rimpatriare chi se lo merita. I medici dovrebbero limitarsi a curare (o a evitare di mandare persone in luoghi patogeni, a seconda dei punti di vista). Il vero problema, ecco, è che gli stranieri ritenuti inidonei - almeno qualcuno particolarmente problematicoandrebbero anche seguiti e, appunto, curati, non solo “certi cati”. Ma guriamoci. Spesso non ci si riesce neanche con gli italiani...

SCEGLI LA CUCINA TOSCO-ROMAGNOLA

Ristorazione per tutti con specialità varie dalla fiorentina all’aragosta Menu del giorno a pranzo e cena a €14 con scelta fra 4+4 piatti

Osteria Campiano (Ra), via Lunga, 114a Tel. 0544.563963 - cell. 329.1964472 www.ristoranteciabot.com

4 POLITICA

SI VOTA PER IL REFERENDUM

SULLA GIUSTIZIA

6 ECONOMIA

NEL 2025 IN PROVINCIA TURISTI DA RECORD

16 SOCIETÀ

IL MISTERO DELL’OSTIA “INSANGUINATA” DI SAVARNA

22 CULTURA

L’ULTIMO SPETTACOLO DELLA STAGIONE DI DANZA

26 GUSTO

L’ACQUA: L’INGREDIENTE CHE GOVERNA (QUASI) TUTTO

Autorizzazione Tribunale di Ravenna n. 1172 del 17 dicembre 2001 Anno XXIII - n. 1.135

Editore: Edizioni e Comunicazione srl Via della Lirica 43 - 48124 Ravenna tel. 0544 408312 www.reclam.ra.it

Direttore Generale: Claudia Cuppi Fondatore: Fausto Piazza Pubblicità e Marketing: tel. 0544 408312 digital@reclam.ra.it Denise Cavina tel. 335 7259872 commerciale1@reclam.ra.it

Amministrazione: Alice Baldassarri amministrazione@reclam.ra.it

Distribuzione: Roberto Poggi tel. 348 8544654 distribuzione@reclam.ra.it

Direttore responsabile: Luca Manservisi luca@ravennaedintorni.it

Collaborano alla redazione: Andrea Alberizia, Federica Angelini, Alessandro Fogli, Serena Garzanti (segreteria), Gabriele Rosatini (grafica).

Collaboratori: Albert Bucci, Matteo Cavezzali, Francesco Della Torre, Francesco Farabegoli, Maria Vittoria Fariselli, Leonardo Ferri, Nevio Galeati, Iacopo Gardelli, Giovanni Gardini, Alex Giuzio, Enrico Gramigna, Giorgia Lagosti, Ernesto Moia, Guido Sani, Angela Schiavina, Serena Simoni, Adriano Zanni. Fotografie: Massimo Argnani, Paolo Genovesi, Fabrizio Zani Illustrazioni: Gianluca Costantini Redazione: tel. 0544 271068, redazione@ravennaedintorni.it

Stampa: Centro Servizi Editoriali srl Stabilimento di Imola

Poste Italiane spa - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. di legge 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB

A BASE DI PESCE

PAELLA REALE con astici ed aragosta

BRANZINO, ORATA E CODA DI ROSPO al forno

FRITTO MISTO con calamari e gamberi COLOMBA con crema al mascarpone

Acqua, vino prosecco, caffè

Due poveri turisti veneti al food

truck

Immaginatevi in pieno luglio, 35 gradi all’ombra. Due turisti, due amici, magari immaginiamoli del Veneto. Sono appena tornati al parcheggio scambiatore con la bici presa a noleggio la mattina. Sudati fradici. Vedono un bel furgoncino del food truck, come in una vera e propria località turistica che si rispetti.

«Do bire per favore»

«Certo, eccole».

«Dixcxn, ma coss’è ‘sta roba! Aqua de le paciare? (Acqua delle pozzanghere, ndr)».

«Ah, scusate, ovviamente sono analcoliche, neanche a dirlo».

«Puttxnxmxdonnx ma esiste la birra analcolica a Marina di Ravenna?»

«Ma quando l’hai inventà dixcxn».

«Fane un spriss va là! Bon omo». «Con il Campari Zero però, vi avviso». «Coss’elo el Campari Zero? Zero Calorie?» «No, no, zero alcol, ovviamente».

«Ma dixcxn mi a te scortelo (ma dix cxnx io ti accoltello, ndr)».

«No, calmatevi ragazzi, è che questo è un food truck analcolico».

«Leto drio torme per el culo? (Mi stai prendendo per il culo, ndr)».

«No, no, è proprio così per decisione del Comune». «Ma l’ex sindaco quello col secchiello, elo ancora sindaco?».

«No, è morto, pace all’anima sua. Ma, boh, non so perché, non possiamo vendere alcolici».

Questa discussione non si terrà mai - fortunatamente, per i più cattolici - perché credo che nessun esercente sano di mente potrà mai partecipare al bando del Comune di Ravenna (in scadenza il 27 marzo) “per l’assegnazione di un posteggio temporaneo destinato a un food truck per il commercio e la somministrazione di alimenti e bevande analcoliche all’interno del parcheggio scambiatore di via Trieste, a Marina di Ravenna”. Niente birre ma - notizia dell’ultima ora - pianteranno due alberi per dare refrigerio. Grazie!

A BASE DI CARNE SFORMATINO DI VERDURE CON BRESAOLA CANNELLONI GRATINATI al forno

AGNELLO AL FORNO

CONIGLIO ALLA CONTADINA PATATE ARROSTO E ERBETTE campagnole Saltate COLOMBA con crema al mascarpone

Acqua, vino sangiovese, caffè

GIUSTIZIA

a r orma o z o a

BASTA VIOLENZA SULLE DONNE

r a r r r r m

Domenica 22 e lunedì 23 marzo gli elettori chiamati ai seggi per il sì o per il no in provincia sono quasi 300mila. Non è necessario raggiungere il quorum

Alla ne di un’intensa campagna elettorale da parte dei comitati del Sì e del No, domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e lunedì 23, dalle 7 alle 15, si apriranno le urne per il referendum costituzionale in materia di giustizia. Nello speci co si tratta di un referendum confermativo, che di conseguenza non ha bisogno di raggiungiure alcun quorum per essere valido. Come sempre, possono votare gli iscritti nelle liste elettorali, che avranno compiuto il diciottesimo anno di età entro domenica 22 marzo compresa. In provincia gli elettori sono circa 295mila. Per essere ammessi al voto gli elettori dovranno esibire la tessera elettorale e un documento di identi cazione munito di fotogra a. Nel caso la tessera elettorale non risulti più utilizzabile occorre richiederne una nuova all’uf cio elettorale del Comune di appartenza, per questo le varie amministrazioni stanno organizzando apertura straordinarie degli uf ci preposti e anche servizi di trasporto per chi fosse impossbilitato a raggiungere autonomamente il seggio (info sui siti dei vari Comuni).

Questo il quesito che sarà posto agli elettori: Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Uf ciale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”? » Se vincerà il Sì sarà approvata la cosiddetta legge Nordio, mentre se vincerà il No tutto resterà così com’è. In breve, si va di fatto a votare alcune questioni in particolare. La prima è la separazione delle carriere dei magistrati . La riforma vorrebbe infatti introdure con -

corsi separati e regole diverse per i magistrati inquirenti (pubblici ministeri) e i magistrati giudicanti (giudici). Attualmente esiste un unico concorso e i magistrati possono cambiare funzione una sola volta nella carriera: è un fenomeno raro (0,5% annuo circa). Ma se questa è una delle questioni meno discusse, quella che invece ha acceso di più la campagna elettorale è la riforma del Consiglio superiore della magistratura (Csm).

Se vince il Sì, infatti, i Csm, organo di autogoverno dei magistrati, viene sdoppiato e avremo un Csm per i giudici e uno per i Pm. La proporzione tra membri togati e

Prenota la pasta fresca di Pasqua

E

1522

EMERGENZE 112

Una questione molto politica

Con l’avvicinarsi della scadenza referendaria, la battaglia si è fatta sempre più politica con tutto il governo, premier in testa, a favore del Sì e più di una stoccata ai magistrati. A favore del No gran parte delle forze di minoranza che ribadisce come si tratti di una riforma che rischia di limitare l’autonomia della magistratura e come la Costituzione non si dovrebbe modificare unilateralmente e senza convergenze di Parlamento. Al netto di tutto questo, Meloni (forse memore della fine del governo Renzi) ha già annunciato che qualsiasi sarà l’esito delle urne non si dimetterà da premier. Resta il fatto che il risultato, qualsiasi esso sia, avrà un valore politico e sarà letto anche come un messaggio di apprezzamento o critica al governo, a seconda di quale sarà l’esito delle urne.

laici resta la stessa, così come i membri di diritto (Presidente della Repubblica, Primo presidente e Procuratore generale della Cassazione), cambierebbe tuttavia il metodo di selezione: una parte dei membri sarà estratta a sorte da elenchi di magistrati, universitari e avvocati. Le modalità operative saranno de nite da una futura legge ordinaria. Il sorteggio, secondo i promotori, dovrebbe ridurre l’in uenza delle “correnti” associative interne alla magistratura, secondo gli oppositori rischierebbe di fatto di limitare l’autonomia e l’autorevolezza degli organi.

In ne, verrebbe introdotto l’Alta Corte disciplinare. Le funzioni disciplinari, oggi in capo al Csm, passerebbero a un nuovo organo: l’Alta Corte disciplinare, composta da 15 membri (nominati o sorteggiati tra professori, avvocati e magistrati con almeno 20 anni di esperienza). Ancora da de nire, eventualmente tramite legge ordinaria, il tipo di illeciti disciplinari, le sanzioni, la composizione dei collegi e le procedure di funzionamento dell’Alta Corte.

AGENDA REFERENDUM

Prc e Avs in un incontro con Arci, Anpi e Cgil Alla Sala Rinascita la festa nale del “No”

Alleanza Verdi Sinistra Ravenna e Rifondazione Comunista Ravenna promuovono un incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia a favore delle ragioni del No. L’iniziativa si terrà giovedì 19 marzo alle 20.30 nella Sala Ragazzini (Largo Firenze 14, Ravenna) e vedrà la partecipazione di Maria Paola Patuelli, Roberto Riverso, Giovanni Paglia ed esponenti di Cgil, Anpi, Arci. Il giorno dopo, venerdì 20, è in programma la festa finale dei comitati per il No alla sala Rinascita di via Maggiore a Ravenna, dalle 17.30 alle 20, con diverse personalità in collegamento.

Le ragioni del Sì e del No in un confronto dell’associazione Faenza 4020

L’associazione culturale Faenza 4020 organizza l’incontro pubblico dal titolo “Conoscere per deliberare”, che si terrà a Faenza, il 20 marzo, alle 20.45, nel complesso Faventia Sales (Via S. Giovanni Bosco, 1) dedicato al referendum costituzionale. Per le ragioni del SÌ interverrà l’avvocato Dario Sutera, per le ragioni del No ci sarà invece il giudice Corrado Schiaretti, del Tribunale di Ravenna.

L’INCONTRO

Alla sala Ragazzini si parla di antisemitismo e antisionismo

Giovedì 26 marzo alle 17.30 alla sala Ragazzini in Largo Firenze a Ravenna si terrà l’incontro dal titolo “Ddl antisemitismo e repressione del dissenso” con Amedeo Rossi del sito Zeitun.info, autore del libro Antisemitismo e antisionismo. Usi e abusi. Interviene con un approfondimento sull’aspetto legale, l’avvocato Andrea Maestri di Gap (Giuristi e Avvocati per la Palestina) a sua volte autore di un volume sul genocidio a Gaza.

LA NOVITÀ

Oltre, uno spazio di approfondimento o ro o a m az o

L’ex consigliere grillino Pietro Vandini e Matteo Guerra hanno aperto una pagina Facebook e un canale Youtube di “divulgazione” su questioni locali e nazionali

Da ormai dieci anni lontano dai palazzi della politica, Pietro Vandini, insieme al “socio” Matteo Guerra, ha da poco dato vita a una sorta di esperimento di comunicazione proprio sui temi della politica. Una pagina Facebook e un canale Youtube dal signicativo nome Oltre. «L’idea è quella di voler andare oltre gli slogan e le sempli cazioni, ma anche oltre Ravenna» spiega Vandini, ex consigliere comunale per i 5 Stelle a Ravenna ed ex candidato sindaco proprio per il movimento fondato da Grillo, prima di allontanarsene in polemica soprattutto con la mancanza di trasparenza e democrazia all’interno del soggetto politico. Oggi è manager in ambito “sicurezza salute e ambiente” in una multinazionale di Vienna, è in attesa della seconda glia e nel tempo libero si occupa, appunto, di approfondire i temi di attualità. Il tutto insieme a Matteo Guerra, anche lui classe 1979, due gli, imprenditore nell’ambito edilizio con uno studio a disposizione in centro dove i due registrano i video che caricano poi sulle piattaforme. Vandini, perché nasce Oltre?

«Perché non ci piace come si sviluppa il dibattito sui social, dove tutto viene ridotto a uno slogan, a una riga. Crediamo ci sia invece bisogno di approfondire e di contrastare l’iper sempli cazione imperante».

Una critica anche alla stampa locale, quindi?

«No, la stampa fa il suo mestiere, noi vogliamo essere uno spazio in cui cerchiamo di andare a fondo su determinati argomenti, senza darci limiti di tempo o lunghezza o scansioni precise di uscite, quello che la stampa non può fare. Tra i temi che abbiamo affrontato in queste prime settimane ci sono stati l’alluvione e i piani di ricostruzione e adesso stiamo uscendo con una serie di interviste sui temi del referendum cercando di approfondire sia le ragioni del sì, sia quelle del no».

Qual è stata nora la risposta?

«Siamo contenti, abbiamo qualche centinaia di visualizzazioni per ogni contenuto e non è poco data la lunghezza dei video. Abbiamo persone che si sono iscritte al canale e che ci seguono perché davvero motivate». Nessuna ambizione a raggiungere

invece il pubblico di chi si scontra sui social magari dopo aver letto solo il titolo di un articolo?

«In realtà no, le persone che ragionano per slogan raramente cambiano idea, ma Matteo e io siamo convinti che ci sia invece una larga maggioranza silenziosa in cerca di contenuti diversi da quelli in genere offerti dai social. E inoltre abbiamo trovato grande disponibilità anche da parte delle persone che abbiamo contattato per le interviste, come De Pascale, Rontini o Carradori, che vedremo a breve».

Non si rischia di dare visibilità a chi è nelle posizioni di maggior potere senza contraddittorio?

«No, per esempio sull’alluvione siamo partiti da Stefano Bertozzi, ex Fratelli d’Italia e all’opposizione a Faenza per anni, ma che soprattutto è molto preparato in materia. Per noi l’importante è far parlare persone competenti che possano aiutare noi e chi ci segue ad andare a fondo nella complessità delle questioni».

Ma tra qualche anno dobbiamo aspettarci la lista “Oltre” alle amministrative?

«Questo è davvero l’ultimo dei nostri pensieri, per come è fatta adesso la politica, non vediamo il contesto giusto per una proposta come una lista, è molto più divertente, utile e interessante fare divulgazione». (fe. an.)

19-25 marzo 2026 RAVENNA&DINTORNI

LA RICHIESTA «Rassicurazioni e indennizzi» per il progetto di stoccaggio di Co2

Marco Mastacchi (Rete civica), primo firmatario, ed Elena Ugolini (Rete civica, candidata alla presidenza della Regione per il centrodestra) chiedono alla Regione se disponga di un quadro tecnico-scientifico aggiornato relativo ai rischi geologici, geostrutturali e sismici connessi alle attività di stoccaggio della Co2 nei giacimenti offshore dell’area di Ravenna di cui abbiamo parlato su questo settimanale nelle scorse settimane. «Il 30 gennaio 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha concluso positivamente la Valutazione di Impatto Ambientale relativa alle condotte per la cattura e lo stoccaggio della CO2 provenienti dai poli industriali di Ferrara e Ravenna e dirette alla centrale Eni di Casal Borsetti. Il progetto - spiegano i consiglieri - prevede la realizzazione complessiva di circa 75 km di nuove pipeline, con stazioni di lancio e ricevimento PIG, allacciamenti e impianti di linea, con un obiettivo di 4 milioni di tonnellate annue di CO2 trasportata e stoccata, fino a raggiungere 16 milioni di tonnellate annue entro il 2030». Mastacchi e Ugolini evidenziano che il tracciato interessa i comuni di Ferrara, Voghiera, Portomaggiore e Argenta, attraversando aree agricole di elevato valore produttivo e culturale, e che il progetto prevede ulteriori immissioni di CO2 da parte di altri attori industriali, tra cui il termovalorizzatore Hera di via Diana a Ferrara, «senza che siano stati resi disponibili pubblicamente i relativi elaborati progettuali». Mastacchi e Ugolini sottolineano come «Studi scientifici non forniscono ancora garanzie definitive sugli effetti a lungo termine dell’immissione di CO2 in formazioni geologiche precedentemente contenenti altri gas e il costo complessivo del processo di cattura, trasporto e stoccaggio risulta ancora variabile e difficilmente prevedibile», puntualizzano i proponenti l’atto ispettivo.Alla luce del quadro espresso, i due consiglieri di opposizione chiedono alla giunta regionale di adottare misure per assicurare la tutela delle aziende agricole situate lungo il tracciato del gasdotto. E in particolare chiedono «se siano previsti indennizzi, compensazioni, strumenti di sostegno o ulteriori misure di salvaguardia, volti a mitigare l’impatto dei vincoli derivanti dall’infrastruttura».

Pietro Vandini e Matteo Guerra

IL CANTIERE

TURISMO

2025 da record: oltre 300mila visitatori per la città d’arte

Pernottamenti a quota 7,24 milioni in provincia

Boom di stranieri e nelle strutture extra alberghiere

Il turismo in Emilia-Romagna continua a crescere e nel 2025 supera una nuova soglia: oltre 44,1 milioni di presenze (44.170.468) e più di 13,2 milioni di arrivi (13.231.732) dai dati consolidati Istat, con un aumento rispettivamente del +3,9% e del +7,8% rispetto al 2024. In termini percentuali fa ancora meglio la provincia di Ravenna con 1,75 milioni di arrivi (+8,96%) e 7,24 milioni di presenze (+6,06%).

Come noto, gli arrivi sono il numero di turisti effettivi che si presentano nelle strutture ricettive, mentre le presenze conteggiano i pernottamenti complessivi.

Ravenna è la seconda provincia in regione in quanto a pernottamenti (dietro a Rimini), terza per gli arrivi (dietro anche a Bologna).

Circa la metà dei pernottamenti in provincia si registra nal comune di Cervia (3,658 milioni, +4,5 percento), a fronte di 919mila arrivi, in crescita dell’11 percento (con 138mila stranieri, quasi il 14 percento in più del 2024).

Sono 672mila circa invece gli arrivi registrati nel solo comune di Ravenna (+5 percento), con gli stranieri che superano addirittura soglia 208mila (oltre il 10 percento in più). Cresce maggiormente la città d’arte (+7,4 percento) con gli arrivi che superano per la prima volta nella storia quota 300mila. A contribuire maggiormente al dato dei pernottamenti sono invece come da tradizione i lidi ravennati (quasi 2,5 milioni, +8 percento, contro i 635mila della città d’arte, in crescita “solo” del 2 percento).

Il terzo comune per pernottamenti – distante comunque anni luce, ovviamente, da Ravenna e Cervia – è Faenza, con 177mila notti registrate nel 2025, in crescita di quasi il 10 percento. Seguono Lugo (quasi 75mila pernottamenti, +13 percento) e Riolo Terme, grazie appunto al turismo termale, con quasi 67mila pernottamenti (+13,2 percento).

Curiosità: l’unico segno meno tra tutti i principali comuni della provincia lo registra Bagnacavallo (-11 percento di pernottamenti a fronte di un -10 percento negli arrivi).

Davanti a dati così positivi, spicca il (seppur leggerissimo) calo dei pernottamenti nelle strutture alberghiere del comune di Ravenna (1,2 milioni, -0,41 percento sul 2024), a fronte di un aumento invece di quasi il 12 percento delle strutture extra alberghiere.

NUOVO PALAZZETTO: VERIFICHE DELL’ISTITUTO ITALIANO DELLA SALDATURA

Il Comune di Ravenna ha incaricato l’Istituto italiano della saldatura (Iis) di Genova di verificare la tenuta di tutta la carpenteria metallica delle travi della copertura del nuovo palazzetto dello sport in costruzione da sette anni. Lo ha reso noto l’assessore comunale Massimo Cameliani (Lavori pubblici) in consiglio comunale rispondendo a un question time presentato dal consigliere Alberto Ancarani (Forza Italia). L’importo della consulenza dell’ente ligure verrà sostenuto dal Comune ma detratto dalle cifre spettanti all’appaltatore. La verifica, infatti, è stata ritenuta necessaria dopo che tra luglio e agosto 2025 le travi avevano superato una prima prova di carico ma non la seconda, mostrando pericolosi segni di cedimento. Il 12 marzo scorso in municipio si è tenuta una riunione di aggiornamento sullo stato di avanzamento dei lavori e il question time di Ancarani chiedeva aggiornamenti su quanto fatto nei sei-sette mesi trascorsi tra le prove di carico fallite e la riunione. «La prima operazione necessaria è stata la messa in sicurezza del cantiere – ha spiegato Cameliani –. È stato necessario l’uso di quattro gru per il disassemblaggio della trave 7 che aveva presentato le criticità. Anche in questo caso i costi delle operazioni saranno a carico dell’appaltatore».

Preso atto del cedimento sotto sforzo, l’impresa ha incaricato un progettista strutturale per elaborare i rinforzi di tutte le strutture già realizzate ma ancora da montare. «I lavori sono attualmente ancora in corso. Una volta conclusi si procederà con nuove prove di carico e, in caso di esito positivo, con il montaggio sull’edificio».

L’assessore non ha fornito tempistiche per il completamento di questa fase dei lavori o per la conclusione del cantiere (ricordiamo che all’avvio dei lavori nel 2019 si ipotizzò la conclusione nel 2021).

SINDACATI

UNA

MOBILITAZIONE PER I RIDER

«PRENDONO 2 EURO A CONSEGNA»

La Cgil chiede stabilizzazione: «Non sono lavoratori di serie B»

La Cgil - assieme alle categorie di Nidil, Filcams e Filt - ha proclamato per sabato 14 marzo (nella foto un momento a Ravenna) una giornata di mobilitazione nazionale dei rider. Le recenti indagini della Procura di Milano hanno infatti portato al commissariamento per sfruttamento lavorativo delle piattaforme di food delivery Glovo e Deliveroo, riaccendendo i ri ettori sul tema delle condizioni di lavoro dei rider. Questi ultimi ricevono paghe anche inferiori no al 90% rispetto ai minimi della contrattazione collettiva. Il Nidil Cgil da anni conduce una battaglia per il riconoscimento di maggiori diritti a questa categoria, tramite la contrattazione con Assodelivery (l’associazione di categoria del settore), vertenze e cause pilota, interventi nel caso di blocco dell’account (di fatto un licenziamento) in un contesto in cui il lavoratore non ha a che fare con un datore di lavoro in carne e ossa con cui interfacciarsi, ma con un’applicazione che si basa su sistemi algoritmici e di intelligenza arti ciale. L’azione sindacale ha portato a un miglioramento delle condizioni contrattuali, tuttavia è certo che senza una modi ca del quadro normativo non sarà possibile superare l’attuale modello di sfruttamento e garantire ai rider stabilità lavorativa e salari adeguati. «In Italia ci sono circa 30.000 ciclofattorini, a Ravenna stimiamo che i rider si attestino attorno alle 80 unità - spiega Serena Savini, segretaria generale del Nidil Ravenna -. Per lo più sono lavoratori di nazionalità pakistana o afghana che svolgono questo mestiere come impiego prevalente, sono inquadrati come lavoratori autonomi, vengono pagati poco più di 2 euro a consegna e lavorano mediamente 12 ore al giorno». Il mancato giusto riconoscimento economico a favore dei rider si ri ette in una serie di dif coltà, ancor più accentuate per gli stranieri che trovano poi grandi ostacoli nel rinnovo del permesso di soggiorno e nelle pratiche per i ricongiungimenti familiari. Il sindacato ritiene necessario superare l’attuale sistema retributivo basato sul cottimo, cancellare i falsi autonomi e garantire compensi dignitosi e maggiore tutela della salute e sicurezza. «Serve l’avvio di un percorso di stabilizzazione dei rider - si legge in una nota - attraverso l’assunzione con il Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, riconoscendo così diritti, tutele e condizioni economiche dignitose: salari più alti, ferie retribuite, copertura economica per malattia e infortunio. Quest’anno si presenta un’occasione storica: il recepimento della Direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme, che prevede presunzione legale di subordinazione, trasparenza algoritmica e nuovi diritti. È il momento di agire, sia sul piano sindacale che politico, per affermare che i rider non sono lavoratori di serie B, ma lavoratori a pieno titolo, che hanno diritto a tutele, sicurezza, dignità e rappresentanza collettiva».

La premier “affossa” l’eolico offshore, il sindaco: «Manca una strategia nazionale»

Si accende il dibattito a partire dal progetto Agnes al largo di Ravenna, ancora in stand-by Ma gli ambientalisti insistono: «Il Comune dia l’esempio: stop alle fonti fossili»

A Ravenna il dibattito sull’eolico offshore diventa un tema che coinvolge politica, ambientalisti e mondo economico. A innescare lo scontro sono state le parole della premier Giorgia Meloni , che hanno messo in discussione il ruolo dell’eolico in mare, definito troppo costoso e non ancora maturo.

Una posizione che ha trovato una risposta immediata nel territorio, a difesa in particolare del progetto Agnes. Il sindaco Alessandro Barattoni ha espresso preoccupazione per la situazione energetica nazionale, sottolineando come il caro energia non possa essere attribuito solo a fattori esterni ma a una fragilità strutturale: la forte dipendenza dell’Italia dall’estero. Nel mirino anche la linea del governo: secondo Barattoni, le dichiarazioni della premier dimostrano «la mancanza di una strategia nazionale», sostituita da interventi emergenziali come i decreti bollette, incapaci di affrontare le criticità di lungo periodo. Una critica che si lega direttamente al destino del progetto Agnes , già autorizzato sotto il profilo ambientale ma ancora in attesa di passaggi decisivi come le aste nazionali previste dal decreto Fer2. Il progetto, che combina eolico offshore, fotovoltaico galleggiante e idrogeno, è considerato uno degli assi della riconversione industriale ravennate e della riduzione della dipendenza dal gas. Non a caso, anche i promotori sottolineano come l’energia prodotta in Adriatico possa contribuire ad abbassare i costi e generare occupazione sul territorio.

Nel dibattito è intervenuto il coordinamento Per il clima fuori dal fossile , che con una lettera aperta al sindaco sposta il fuoco della critica dal governo al livello locale. Gli ambientalisti contestano l’idea di “diversificazione” se questa non implica una reale uscita dalle fonti

fossili e chiedono un cambio di passo immediato, basato su produzione diffusa e riduzione dei consumi. Nel documento si invita il Comune a dare l’esempio senza attendere le scelte nazionali: elettrificazione dei mezzi pubblici, autosufficienza energetica degli edifici, sviluppo delle comunità energetiche e un percorso chiaro di uscita dal fossile. Critiche anche al ruolo delle grandi aziende energetiche e alla lentezza delle istituzioni locali, accusate di non aver fatto abbastanza finora.

Sul piano politico interviene poi la deputata Pd Ouidad Bakkali , che sostiene le preoccupazioni del sindaco e allarga il quadro: l’Italia, osserva, resta tra i Paesi europei più esposti agli shock energetici, con circa il 70% del mix ancora basato su fonti fossili. Da qui la richiesta di accelerare sulle rinnovabili e di sbloccare progetti già autorizzati come Agnes.

A chiudere il cerchio interviene anche Legacoop Romagna , che lega la vicenda alle tensioni geopolitiche e alla sicurezza energetica. La risposta, secondo il mondo cooperativo, non può essere il ritorno ai fossili ma un’accelerazione decisa sulle rinnovabili, affiancata da un modello più distribuito. Da un lato le comunità ener-

getiche – con il progetto “Energia Romagna” che punta a coinvolgere imprese e cittadini nella produzione locale – dall’altro lo sviluppo dell’eolico offshore, considerato un pilastro della transizione nei prossimi anni. Con un messaggio chiaro al governo: non ostacolare le rinnovabili, ma definire regole certe, anche per la convivenza tra impianti in mare e attività come pesca e acquacoltura.

Gennaio a +12,5 percento, calo in febbraio

Il mese di gennaio ha registrato una movimentazione complessiva di 2.135.752 tonnellate, in aumento del 12,5 percento rispetto allo stesso mese del 2025, anno del record storico del porto di Ravenna. Si tratta del traf co merci dello scalo, secondo i dati analizzati dal servizio Analisi e Statistica dell’Autorità portuale di Ravenna. Gli sbarchi e gli imbarchi sono stati, rispettivamente, pari a 1.942.380 e a 193.372 tonnellate (+16,6% e -16,9% rispetto a gennaio 2025). Le toccate delle navi sono state 201, due in meno rispetto al primo mese del 2025.

Tra le varie tipologie, in crescita la movimentazione di prodotti petroliferi - grazie all’attività del rigassi catore al largo di Punta Marina - pari a 346.487 tonnellate, con oltre 145 mila tonnellate in più (+72,4%). Per i contenitori, pari a 15.227 Teus nel mese di gennaio, si sono registrati 453 Teus in più rispetto a gennaio 2025 (+3,1%). In termini di tonnellate, la merce trasportata, pari a 184.127 tonnellate, è cresciuta del 12,5%. Il numero delle toccate delle navi portacontainer, in particolare, è stato pari a 38 contro le 41 del gennaio scorso (-7,3%). Positivo il risultato nel mese di gennaio 2026 per trailer e rotabili, che ha fatto registrare complessivamente 6.757 pezzi movimentati (1.365 pezzi in più), +25,3% rispetto allo stesso mese del 2025. Questo grazie alle automotive: 1.601 auto provenienti dalla Cina.

Dai primi dati rilevati, nei primi 2 mesi del 2026 si stima una movimentazione complessiva di poco superiore a 4 milioni di tonnellate, in aumento di circa lo 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. A pesare in febbraio il calo dei prodotti siderurgici, principalmente dovuto alle misure di salvaguardia applicate per l’import di acciaio in Unione Europea e dall’accumulo di scorte negli ultimi mesi del 2025. Mentre motivi più contingenti legati al traf co navale e al meteo oltreché a problemi tecnici su alcune banchine spiegano il calo nei prodotti agroalimentari. Per entrambe le categorie di prodotti le previsioni dei prossimi mesi sono di recupero.

«Escludere dalle statistiche i dati del rigassi catore»

L’associazione Ravenna in Comune in questi giorni ha contestato i dati ufficiali dei traffici del porto di Ravenna, sottolineando come il record del 2025 sia condizionato dall’entrata in funzione della nave rigassificatrice al largo di Punta Marina. «Come evidente l’impianto si trova ben fuori dal canale e addirittura dalle dighe, le navi che vi scaricano il gnl non entrano in porto e nemmeno le tubazioni che riconnettono alla rete il gnl hanno qualche rapporto con lo scalo. Dunque è legittimo chiedersi perché questa specifica movimentazione che non interessa il porto e non contribuisce al reddito dei lavoratori portuali dovrebbe essere inclusa nelle statistiche portuali».

EVENTI

Al via l’anno da Capitale del Mare

Con l’inaugurazione del monumento ai caduti nella nuova posizione al molo di Porto Corsini

A poche settimane dalla nomina di Ravenna quale prima città italiana capitale del mare 2026, arriva l’evento inaugurale, legato al nuovo posizionamento del monumento ai caduti del mare: inaugurazione venerdì 20 marzo al Molo San Filippo di Porto Corsini alle 10.30. La giornata si aprirà con la cerimonia dell’alzabandiera accompagnata dall’inno nazionale suonato dalla Banda musicale della città di Ravenna.

«Si tratta di un giorno che aspettavamo da 12 anni - osserva Simone Bassi, presidente dell’Associazione Temporanea di Scopo nata appositamente -. La statua, realizzata dal grande artista ravennate Giannantonio Bucci, torna al suo splendore dopo il restauro per svolgere la funzione di saluto alle navi in entrata ed in uscita dal porto di Ravenna.

L’opera, fortemente voluta dall’Anmi (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) negli anni Cinquanta per ricordare i marinai locali caduti durante la seconda guerra mondiale, fu inaugurata il 3 aprile 1960 e per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per chi entrava e usciva dalla darsena. Con l’evoluzione dell’area portuale il monumento era stato progressivamente decentrato, perdendo la sua funzione simbolica. Dopo il Raduno Nazionale dei Marinai d’Italia del 2015 a Ravenna è iniziato il percorso che ha portato al restauro e alla nuova collocazione. Lo spostamento nel molo guardiano di Porto Corsini è avvenuto nei primi mesi del 2025 per volotà dell’Autorità Portuale, che ha reso possibili le attività di restauro ed ha realizzato il nuovo basamento sul quale il monumento ora si erge. Un apposito comitato tecnico-scienti co è stato costituito al ne di individuare le tecniche idonee a proteggere l’opera durante le fasi di spostamento e ricollocazione sul nuovo basamento. Dopo una campagna di test preliminari sono state eseguite operazioni di pulitura per eliminare depositi che si erano accumulati sulla super cie nei decenni di esposizione all’aperto. L’aspetto originale dell’opera è stato ripristinato attraverso la realizzazione di stuccature e la ricostruzione degli elementi decorativi aggettanti mancanti. Il restauro è stato eseguito dal laboratorio di restauro della Fondazione RavennAntica. L’intervento, diretto da Paola Perpignani, sarà oggetto di tesi, con approfondimenti storici, artistici e scienti ci, a cura della giovane laureanda, Livia Saglia, iscritta al corso di Conservazione e Restauro dell’Università di Bologna.

10 / PRIMO PIANO

RAVENNA&DINTORNI 19-25 marzo 2026

mm raz o o o a m a r ar o a a o o a

tto edici indagati con l acc sa di aver e esso certi cati alsi per evitare il tras eri ento di cittadini stranieri ai centri per il ri patrio is re ca telari sospensione dalla pro essione per tre, ansioni li itate per gli altri

La polizia di Stato ha indagato per quasi otto mesi, a partire da luglio 2025, sul reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna. L’ipotesi investigativa era che alcuni medici ostacolassero le decisioni delle autorità locali a proposito dei trasferimenti di persone straniere ai centri di permanenza per il rimpatrio (i cosiddetti Cpr), il primo passo verso l’espulsione dall’Italia. I certi cati che attestavano la non compatibilità dei soggetti con il trattenimento nelle strutture erano, secondo gli inquirenti, falsi e i dottori ne erano consapevoli. Per chi è destinato all’espulsione, ma non può permanere nei centri, la norma stabilisce il ritorno in libertà.

L’accusa per i medici è di falso ideologico continuato e interruzione di pubblico servizio. Il 13 marzo scorso uno snodo signi cativo nell’inchiesta: il giudice per le indagini preliminari (Gip) ha disposto delle misure cautelari per gli otto medici indagati (gli altri tre occupati nel reparto non sono coinvolti). Sospensione dalla professione per dieci mesi per tre dottoresse e per lo stesso intervallo di tempo gli altri cinque (di cui una nel frattempo si è trasferita in ospedale a Forlì) potranno lavorare, ma non occuparsi dei certi cati per i trasferimenti ai Cpr. Secondo la procura, che aveva chiesto un anno di interdizione per tutti per il rischio di reiterazione del reato, l’approccio ideologico dei sanitari era scon nato in un comportamento che andava oltre il legittimo svolgimento della professione medica. Una visione che è stata sostanzialmente condivisa dal Gip che ha accordato, in parte, le misure cautelari. Il punto, speci ca l’ordinanza, non è l’adesione ideologica, ma che questa abbia ceduto il passo a «comportamenti antigiuridici» e contrari alle regole deontologiche. Insomma, potevano certo esprimere il proprio dissenso, ma sarebbero andati oltre alla deontologia e al legittimo diritto di manifestare il proprio pensiero contro il sistema di gestione dell’immigrazione.

Il reato contestato: falso ideologico

I reati di falso sono ritenuti offensivi della fede pubblica intesa come la fiducia che la collettività ripone nell’autenticità dei documenti –soprattutto quelli pubblici – e l’aspettativa che i contenuti di un atto che liberamente circola corrispondano alla verità. Un falso materiale è un atto non genuino perché contraffatto. Il falso ideologico, invece, consiste in un documento che contiene dichiarazioni mendaci: a differenza del falso materiale, non è stato oggetto né di contraffazione né di alterazione, in quanto viene tendenzialmente predisposto da un soggetto legittimato a farlo e che, tuttavia, documenta fatti (o condizioni) non corrispondenti al vero.

Gli indizi raccolti dai poliziotti evidenzierebbero anche tre casi in cui i medici di Malattie infettive avrebbero descritto problematiche di natura psichiatria per ribaltare un parere di idoneità arrivato proprio dal reparto di Psichiatria.

Le difese degli indagati, in una nota congiunta inviata alla stampa il 24 febbraio, hanno assicurato la veridicità dei pareri medici espressi nei certi cati. Una posizione poi ribadita davanti al giudice in occasione dell’interrogatorio di garanzia del 12 marzo, quando gli avvocati hanno chiesto il rigetto delle misure cautelari facendo leva su una disposizione interna dell’Ausl di pochi giorni prima che esonerava gli indagati dalle mansioni dei certi cati.

Il giudice ha criticato il provvedimento dell’azienda sanitaria: la misura adottata sarebbe stata imprecisa e indeterminata. Non risultava chiaro se l’esonero costituisse un provvedimento disciplinare, o se riguardasse invece solo ragioni di organizzazione. E nemmeno era speci cata la durata della disposizione. In astratto l’esonero sarebbe potuto essere revocato anche il giorno successivo alla sua adozione.

Il Gip però ha anche accolto una richiesta delle difese: l’applicazione di un criterio di proporzionalità. Non tutti i medici hanno rmato lo stesso numeri di certi cati: si va da chi è chiamato a rispondere per undici certi cazioni e chi solo per una o due. Da qui deriva la diversa gravità dei provvedimenti.

L’indagine è partita quando alla questura di Ravenna è arrivato un certi cato che attestava la non idoneità di un migrante al trattenimento in un Cpr, ma si trattava di un modulo precompilato che è parso un modello preparato ad hoc senza una effettiva presa in carico del paziente. A quel punto gli inquirenti hanno voluto analizzare meglio e hanno preso in esame il periodo a partire da settembre 2024. Fino a gennaio 2026 sono stati 64 i migranti passati dagli ambulatori di Malattie infettive: 20 valutati idonei per i Cpr, 34 non idonei e dieci hanno ri utato di sottoporsi alla visita e sono

IL DIBATTITO

Il presidente della Regione disponibile a parlare per un Cpr in Emilia-Romagna

stati rimessi in libertà, come previsto dalla legge. Dallo scorso settembre la frequenza delle non idoneità era diventata pressoché totale. Nessuno dei 34 ritenuti non idonei è stato preso in carico del servizio sanitario.

Gli elementi a sostegno dell’accusa vengono soprattutto dalle intercettazioni ambientali negli ambulatori del reparto e dalle chat tra indagati acquisite il 12 febbraio con una perquisizione.

Delle conversazioni scritte sui telefonini sono stati riportati ampi stralci dai quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna. È il 10 luglio del 2025 e a parlare è una delle tre dottoresse poi sospese per 10 mesi: si rammarica del fatto di essere stata convocata dalla polizia circa un certi cato di non idoneità. E lì, ammette di averlo scritto per evitare al giovane il trasferimento al Cpr: «la polizia mi vuole fare un verbale... perché non ho fornito l’idoneità a uno che vogliono espellere dall’Italia...ma è una questione etica per me...visto cosa sono i cpr...è in corso una campagna di (...) al riguardo che alcuni di noi abbracciano». Una dottoressa indagata scriveva a luglio del 2024: «Ho dato la non idoneità per un Cpr e il ragazzo è tornato a ringraziarmi». Altri messaggi sembrano manifestare più esplicitamente la linea: «Ormai ci siamo dentro da così tanto... è una rottura ma la scelta è puramente etica. Noi avremo dato più di 20 non idoneità e non è successo niente. La cosa importante è essere uniti e non succede nulla». È dalle chat che emerge anche il rapporto tra i medici ravennati e la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), apertamente contraria ai Cpr. Nel settembre del 2024 una dottoressa scrive a un portavoce della Simm: “Ciao! Qui a Ravenna almeno altre 4 non idoneità”. La replica è l’emoticon del bicipite, in segno di incoraggiamento. Scambio di messaggi simile dopo due mesi con l’esponente della Simm che aggiunge: “Se vi va mandatemi copia delle certi cazioni, che sto tenendo una mappatura”. Circostanza che è costata poi un richiamo del giudice a una possibile violazione della privacy. Andrea Alberizia

Prima che la notizia dell’indagine su Malattie infettive arrivasse sulla stampa, la politica stava dibattendo sulla possibilità di aggiungere un Cpr in EmiliaRomagna.

Ha cominciato il sottosegretario Emanuele Prisco con l’invito al sindaco di Bologna a dare la sua disponibilità per la struttura nel capoluogo, come gesto di apertura per distendere i rapporti fra Regione e Governo. Matteo Lepore ha subito detto no. Poi è intervenuto il presidente della Regione, Michele de Pascale: «Se lo Stato chiedesse alla Regione di sedersi a un tavolo per collaborare in tema di sicurezza – ha detto in una intervista rilasciata al Corriere della Sera – anche per capire come rendere più efficaci le espulsioni di soggetti socialmente pericolosi, io mi siederei. Anche se al tavolo si parlasse di un Cpr in regione. Non vedo perché la Regione non dovrebbe sedersi a discuterne. Io lo farei. Tra l’altro non si capisce perché a Brindisi va bene e qui no».

L’ex sindaco di Ravenna ha aggiunto che i Cpr però devono essere strumenti esclusivi per l’espulsione di persone pericolose socialmente: «Oggi è così nei fatti per l’intelligenza dei questori, non perché la norma sia stringente. Se lo Stato chiedesse all’Emilia-Romagna una mano per migliorare la capacità di espellere soggetti socialmente pericolosi la mia risposta è “sono qui, lavoriamo insieme”. Aumentare la sicurezza delle nostre comunità deve essere un obiettivo di tutti». L’argomento è stato trattato anche nel consiglio regionale dove dalla maggioranza e dall’opposizione sono arrivate richieste di chiarimento. «Davanti alla proposta del Cpr abbiamo dubbi, abbiamo perplessità – ha aggiunto De Pascale –, ma siamo disponibili a discutere e a entrare nel merito, non avendo oggi una soluzione alternativa. Se la discussione è seria, l’Emilia-Romagna si siede a discutere, se la volontà è solo quella di fare propaganda politica, allora è già un fallimento».

I centri accolgono stranieri irregolari in attesa di espulsione dallo Stato a str tt ra att ale del con il inistro inniti d osto ann ale - ilioni

Sullo sfondo dell’indagine della polizia sul reparto di Malattie infettive c’è il quadro di leggi che regolano la gestione dell’immigrazione. Proviamo a chiarire i concetti principali.

La detenzione amministrativa È la condizione di privazione della libertà personale riservata ai cittadini stranieri provenienti da Paesi non Ue e non in regola con le norme di soggiorno. I presupposti sono indicati da un decreto legislativo del 1998, il cosiddetto “Testo Unico Immigrazione”. Si tratta di persone in condizione di irregolarità del soggiorno, persone che non hanno mai chiesto o ottenuto un regolare permesso di soggiorno o alle quali il permesso di soggiorno è stato revocato o è scaduto – spesso per motivi scollegati dalla propria volontà e responsabilità, ma dovuti alle strettoie burocratiche dei procedimenti amministrativi in materia di immigrazione – e non c’erano i presupposti per rinnovarlo.

Decreto di espulsione

Al cittadino extracomunitaro senza un regolare permesso di soggiorno viene noti cato un provvedimento rmato dal prefetto che si chiama decreto di espulsione dallo Stato. Se non è possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera a causa di situazioni transitorie che ostacolano la preparazione del rimpatrio o l’effettuazione dell’allontanamento, allora il questore dispone che lo straniero sia trattenuto per il tempo strettamente necessario nel Cpr, centro di permanenza per i rimpatri, più vicino. Il provvedimento del questore deve essere trasmesso entro 48 ore al giudice di pace per la convalida e viene quasi sempre convalidato. In poche parole, la detenzione amministrativa è lo strumento per eseguire l’espulsione dal territorio nazionale tutte le volte in cui non possa essere eseguito immediatamente l’allontanamento del cittadino straniero.

I Cpr creati dalla legge Minniti-Orlando (centrosinistra)

de nitiva, per reati di particolare allarme sociale come la violenza sessuale nonché per coloro che siano cittadini di Paesi terzi con i quali sono vigenti accordi di cooperazione.

Visita medica preventiva

La direttiva Lamorgese del 2022 stabilisce i criteri per l’organizzazione e la gestione dei centri di permanenza per i rimpatri. All’articolo 3 stabilisce che “lo straniero accede al centro previa visita medica effettuata di norma dal medico della Asl o dell’azienda ospedaliera, disposta su richiesta del questore, anche in ore notturne, volta ad accertare l’assenza di patologie evidenti che rendano incompatibile l’ingresso e la permanenza del medesimo nella struttura, quali malattie infettive contagiose e pericolose per la comunità, disturbi psichiatrici, patologie acute o cronico degenerative che non possano ricevere le cure adeguate in comunità ristrette”. Il medico che certi ca l’idoneità o la non idoneità al trattenimento compie un atto medico nell’ambito della propria discrezionalità tecnico-sanitaria.

Nel 2024 quasi seimila ingressi nei Cpr

A gennaio è stato pubblicato un rapporto sui Cpr elaborato dal Tavolo asilo e immigrazione (Tai), la principale coalizione italiana di oltre 20 organizzazioni impegnata nella difesa dei diritti dei migranti e nell’accoglienza. Nel 2024 sono state 5.891 le persone in ingresso nei Cpr italiani, di cui 1.251 (il 21,2 percento) provenienti dal carcere e 2.565 (il 43,5) richiedenti asilo. Nel 2024 il 41,8 percento delle persone transitate nei centri di detenzione è stato rimpatriato.

Le strutture per la detenzione amministrativa in attesa che venga eseguito un provvedimento di espulsione. Introdotti nel 1995 con il decreto legge Dini (centrodestra) e poi uf cialmente istituiti nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano (centrosinistra) come Cpt (centri di permanenza temporanea), nel 2002, con l’approvazione della legge Bossi-Fini (centrodestra), vennero rinominati Cie (centri di identicazione ed espulsione) e nel 2017 con la legge Minniti-Orlando (centrosinistra) si è arrivati alla de nizione attuale. In Italia esistono attualmente dieci Cpr, per un totale di circa 1.300 posti, situati a Milano, Gradisca d’Isonzo (Gorizia), Ponte Galeria (Roma), Palazzo San Gervasio (Potenza), Macomer (Nuoro), Brindisi, Bari, Trapani, Caltanissetta e Torino. Formalmente non sono prigioni, ma hanno più o meno la stessa struttura e lo stesso regime di cattività: non si possono ricevere visite e, tranne alcune eccezioni, non c’è modo di comunicare con l’esterno. Dal momento che la permanenza dovrebbe essere temporanea, non esistono percorsi educativi e ricreativi.

Detenuti (anche) senza reati

Si può essere trattenuti anche senza reati commessi

Tre modi per uscire: imbarcati su un aereo, se si diventa regolari o scadono i 18 mesi massimi

Tra chi è trattenuto nei Cpr possono esserci anche persone accusate di reati, ma l’ordinamento ammette che anche persone incensurate, che non hanno mai commesso reati, possano essere destinatarie di un decreto di espulsione e possano nire nel circuito. Il trattenimento nei Cpr è disposto con priorità per coloro che siano considerati una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica o che siano stati condannati, anche con sentenza non

Se si considera invece l’incidenza dei rimpatri effettuati attraverso i centri di detenzione sul totale dei provvedimenti di allontanamento adottati nel periodo 2011-2024 la media è del 9,9 percento. Nel 2024 il dato registrato è del 10,4, in calo rispetto all’anno precedente (10,5). Gestori privati for-pro t I Cpr sono gestiti da enti privati (cooperative o consorzi, in gran parte soggetti dichiaratamente for-pro t) selezionati tramite bandi pubblici indetti dalle prefetture. La vigilanza esterna e la sicurezza sono af date alle forze dell’ordine. Attualmente sono sei i gestori dei dieci Cpr italiani. I costi

Lo stesso rapporto del Tai, citando dati elaborati da Actionaid con l’Università di Bari, riporta i costi del sistema Cpr in Italia: nel 2024 sono serviti 19,6 milioni di euro, di cui 8,3 per manutenzioni e 11 per la gestione. Nel 2023 il costo era stato 17,4 milioni. Nel 2022 era stato 19,5.

Tre vie per uscire da un Cpr

Tre le possibilità di uscita: per essere imbarcati su un aereo ed essere rimpatriati, oppure perché è venuto meno il presupposto giuridico del trattenimento se nel frattempo il cittadino straniero si è regolarizzato, oppure perché scade il termine massimo di trattenimento che nel 2023 è stato portato a 18 mesi.

Il sistema fuori dall’Italia

Il sistema della detenzione amministrativa è diffuso in quasi tutti i Paesi europei e risponde alle politiche di contenimento dei ussi migratori. (and.a.)

IL CASO/3

LA SOCIETÀ DI MEDICI

CHE SI OPPONE AI CPR

L’infettivologo Cocco a La7: «Sono luoghi patogeni»

Dalle chat dei medici del reparto di Malattie infettive, acquisite dagli investigatori dai cellulari degli indagati, sono emersi rapporti con la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), un’associazione nazionale nata nel 1990 e da tempo apertamente contraria ai Cpr.

L’idea originale della Simm era quella di essere una rete soprattutto scienti ca, per dare basi solide contro pregiudizi e strumentalizzazioni, per produrre analisi tecniche sul pro lo di salute della popolazione immigrata e per proporre politiche e percorsi di tutela sanitaria. Il medico infettivologo Nicolo Cocco (nella foto), membro della Simm e coordinatore della rete “Mai più lager – No ai Cpr”, non risulta indagato ma in tv ha dichiarato di aspettarsi una perquisizione domiciliare disposta dalla procura della Repubblica di Ravenna. Cocco ha ipotizza di essere nel mirino dei magistrati nell’ambito dell’inchiesta il 21 febbraio quando è stato ospite della trasmissione “In altre parole” su La7, il talk settimanale condotto da Massimo Gramellini.

Il medico è convinto che l’indagine sia mossa da una volontà politica: «Si attaccano i medici per colpire i migranti. La denuncia va a toccare l’autonomia di medici che hanno rilasciato i certi cati in scienza e coscienza perché hanno ritenuto che ci fossero persone in condizioni non idonee all’ingresso nei Cpr che da sempre denunciamo come luoghi patogeni con enormi criticità per la salute». Cocco ha parlato di un clima diffuso, non limitato all’ambiente di Ravenna, di intimidazioni nei confronti dei medici da parte delle autorità di pubblica sicurezza con forze di polizia che farebbero pressioni su medici o dirigenti sanitari af nché l’emissione del certi cato sia fatta con rapidità: «Trattano i medici da burocrati, ma non sono questo». Gramellini ha chiesto una fotogra a dell’ambiente nei Cpr che il medico ha potuto vedere come consulente di persone autorizzante all’ingresso: «Dentro ci sono persone che si ritrovano in detenzione perché non hanno un permesso di soggiorno e non per reati. Sono persone spaventate e terrorizzate dal rimpatrio che rappresenta la ne di un progetto di vita e il ritorno all’inferno da cui sono partiti. L’autolesionismo è diffuso perché diventa l’unico linguaggio per farsi sentire: ci sono stati casi di migranti che si spaccavano le braccia su muri e sui lavabi per esser portati in ospedale e avere inidoneità al rimpatrio».

12 / PRIMO PIANO

RAVENNA&DINTORNI 19-25 marzo 2026

L’AVVOCATO/1

ara orza a a m a o o a a ora o ar o za

Il consigliere comunale critica lo slogan “La cura non è reato” «Non mi risultà che la sanità abbia seguito le persone»

«Sembra uno scenario quasi da obiezione di coscienza, che non condividerei politicamente ma potrei comprendere umanamente, se almeno di fronte alle accuse i medici portassero avanti la battaglia di fronte al giudice, invece hanno parlato di visite fatte “in scienza e coscienza di medico” e le chat, che non dovevano trapelare ma sono trapelate, ora sembrano smentirli». È l’analisi di Alberto Ancarani, avvocato e consigliere comunale di Forza Italia a Ravenna, sull’indagine per falso ideologico sul reparto di Malattie infettive del Santa Maria delle Croci.

Ancarani abbozza un parallelismo con gli anti abortisti: «Fino a un certo punto non esisteva la possibilità di obiezione, poi è stata fatta una battaglia politica ed è diventata una posizione permessa. Se ora c’è un medico che per la sua coscienza non si sente di poter rmare una visita che invia uno straniero in un Cpr allora lo dica davanti al magistrato che lo accusa di un reato. Lo dico in maniera forte: facciano come le Brigate Rosse che non riconoscevano lo Stato e lo contestavano apertamente. Invece si sono posti come medici che hanno agito correttamente e non come cittadini italiani con posizioni morali e politiche che con iggono con le norme».

“La cura non è reato” è il messaggio ripetuto da chi si schiera con i medici. «Ma qui dov’è la cura? – si chiede Ancarani –. Se è stata data una non idoneità alla permanenza della persona in un Cpr per ragioni di salute, non risulta che poi quella persona sia stata presa in carico dal sistema sanitario. Questa non è cura, ma addirittura il suo opposto». La critica dell’avvocato è rivolta anche al Pd: «Ha fatto peggio dei medici. Ha sostenuto un ashmob per dare una copertura politica all’azione degli indagati alimentando la linea della cura che non è reato».

Ancarani non condivide lo scenario di un medico che faccia di tutto per evitare che una persona nisca in una struttura dove l’assistenza sanitaria è carente e i rischi per la salute sono elevati: «Pur non essendolo formalmente, un Cpr è alla stregua di un carcere. E conosciamo le condizioni igieniche discutibili delle carceri italiane. Quindi dovremmo mettere tutti fuori perché sono istituti carenti? E lo dico pur ritenendo le condizioni dei carceri italiani molto al di sotto della decenza, qualunque parte politica governi il Paese».

Dal dibattito politico scatenato dalla vicenda è completamente mancata una ri essione su un buco emerso nella normativa: il migrante ha facoltà di ri utare la visita e in quel caso viene rimesso in libertà, senza bisogno che un medico rmi una non idoneità. «È una mancanza nota che esiste da anni. I Cpr sono ampiamente perfettibili. La gestione dell’immigrazione ha dei problemi e lo dico da destra. Ma non tocca ai medici di Ravenna risolvere questo problema, almeno non no a quando fanno gli infettivologi. Se si candidano e vengono eletti potranno fare politica nelle sedi opportune». (and.a.)

L’ORDINE PROFESSIONALE

«Il parere è solo di natura tecnica e sanitaria, non legittima decisioni politiche»

Sul caso è intervenuto anche l’ordine dei medici di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena, ribadendo la necessità di preservare l’autonomia e la responsabilità professionale dei medici. Secondo i presidenti Gaia Saini, Maurizio Grossi e Michele Gaudio, l’atto medico «non può essere strumentalizzato per finalità di ordine pubblico o di natura politica», poiché ciò ne snaturerebbe il significato e comprometterebbe l’indipendenza della professione. Gli Ordini chiariscono inoltre che il medico non autorizza il trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio, ma si limita a certificare, sulla base delle condizioni cliniche rilevate al momento della visita, l’eventuale presenza di incompatibilità sanitarie. «Il parere espresso ha natura esclusivamente tecnica e sanitaria e non può essere utilizzato per legittimare decisioni politiche o amministrative».

L’AVVOCATO/2

MAESTRI, ESPERTO DI DIRITTO DELL’IMMIGRAZIONE:

«I CPR SONO BUCHI NERI SENZA ASSISTENZA SANITARIA»

Il legale ricorda la visita nella struttura di Fiumicino: «Peggio di un carcere, il modello va superato con programmi seri di rimpatrio assistito»

Tra chi si è schierato con i medici del reparto di Malattie infettive, in maniera convinta sin dalle prime battute dell’indagine, c’è l’avvocato Andrea Maestri, esperto di diritto dell’immigrazione, attivista per i diritti umani, volontario della onlus Avvocato di Strada e ex parlamentare.

Avvocato, da dove nasce la sua posizione?

«Si pretende di assegnare ai medici responsabilità che competono ad altri: se un cittadino straniero inidoneo al trattenimento in stato di libertà delinque, non è certo colpa del medico che ha accertato l’inidoneità alla restrizione della libertà personale, posto che prevenzione e repressione dei reati competono a questura, prefettura, forze dell’ordine e magistratura, non ai medici. Che peraltro non possono essere criminalizzati per le loro idee, per i principi e i valori in cui credono e che legittimamente cercano di praticare anche nella loro delicata professione, ma solo per fatti che abbiano una concreta rilevanza penale. La tutela del diritto alla salute, come ci ricorda l’articolo 32 della Costituzione, è un fondamentale diritto dell’individuo ma anche un interesse della collettività. Io che conosco da vicino la sofferenza delle persone migranti, non posso che solidarizzare con i medici ravennati e difendere la loro umanità e il loro coraggio. E da avvocato devo ricordare che parliamo di persone esposte ormai ingiustamente alla pubblica gogna in una fase di indagini preliminari nella quale ci troviamo quotidianamente a leggere sui giornali stralci di sms, messaggi whatsapp e intercettazioni ambientali: ma si tratta di persone e professionisti innocenti no a sentenza de nitiva di condanna, la cui dignità e riservatezza devono essere preservate». Le inidoneità rilasciate dei medici, si può ipotizzare, vengono anche dalle numerose denunce da più parti, in particolare da molte realtà anche importanti che si occupano di diritti delle persone, delle condizioni critiche nei Cpr. Qualche istituzione ha mai condannato queste strutture? «I Cpr sono dei buchi neri del diritto, tanto che la Corte Costituzionale con una sentenza di luglio 2025 ha affermato che il trattenimento dello straniero nei centri di permanenza comporta una situazione di “assoggettamento sico all’altrui potere” e in quanto misura incidente sulla libertà personale, non può essere adottato al di fuori delle garanzie dell’articolo 13 della Costituzione. Nell’ambito di tale procedimento davanti alla Consulta, la Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm) ha avvertito circa l’indebita discriminazione della detenzione amministrativa a confronto della detenzione penale, soprattutto quanto alla tutela della salute e alla erogazione dei servizi sanitari, la quale è “appaltata ad enti terzi” che, in quanto operatori economici privati, “minimizzano i servizi per massimizzare il pro tto”. Ecco allora che il nostro sistema è in odore di incostituzionalità, perché la legge dovrebbe prevedere non solo i casi, ma, almeno nel loro nucleo essenziale, anche i modi con cui il trattenimento può restringere la libertà personale. E invece la normativa vigente stabilisce che le disposizioni occorrenti per la regolare convivenza all’interno del centro sono adottate dal prefetto, sentito il questore. Insomma, siamo al cospetto di luoghi in cui viene compresso un diritto fondamentale come la libertà personale, per periodi no a 18 mesi, in un contesto regolato da decisioni di autorità amministrative e per no di privati appaltatori di servizi all’interno dei centri. Ci sono anche sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo che individuano violazioni al divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti, al diritto alla libertà e alla sicurezza o al diritto ad un ricorso effettivo, denunciando carenze strutturali, cure mediche inadeguate e la lesione della dignità umana. Il paradosso è che chi ha commesso reati ed è incarcerato, per assurdo, ha più servizi e garanzie, ad esempio in ambito di tutela sanitaria».

Come è strutturata l’assistenza sanitaria nei Cpr per chi è trattenuto?

«Deve essere garantita dai soggetti privati cui la prefettura assegna la gestione del centro. Spesso manca il personale o c’è ma ad orario ridotto, non H24 e quindi il diritto alla salute rimane sulla carta ma non è sempre concretamente garantito. Anche per questo, a tutela sia dei migranti trattenuti nei centri che degli stessi operatori, è importante la visita preliminare di idoneità».

Ha mai visitato un Cpr?

«Per lavoro sono stato in diversi Cpr. Ricordo in particolare le condizioni inumane in cui alcuni anni fa trovai un mio assistito nel centro di Ponte Galeria, a ridosso dell’aeroporto di Fiumicino. Una vera e propria prigione, super sorvegliata, circondata da muri e lo spinato e vigilata dalle forze di polizia».

La sua opinione è che i Cpr andrebbero eliminati o basterebbe modi carli?

«Sono favorevole al superamento del modello disumano e incostituzionale dei Cpr: vanno privilegiate misure di allontanamento volontario e programmi seri di rimpatrio assistito. Oltre a vedere maggiormente rispettati i diritti umani, si tratterebbe di un’alternativa assai meno costosa per le già esangui casse pubbliche. La privazione della libertà personale non è un sacri cio proporzionato che si possa imporre a chi semplicemente si trova, spesso involontariamente, in condizione di irregolarità del soggiorno. Un sans papier non è un criminale a meno che il sistema non decida di trattarlo come tale, sovvertendo i principi di legalità e umanità. Ma a certa politica serve additare il capro espiatorio sociale per lucrare consenso politico ed elettorale». (and.a.)

a o or a ra romo or a mo m o a o o o o a o a om a o o zza

La cardiologa Giannotti schierata con i colleghi infettivologi accusati di falso ideologico n certi cato p essere esso in disc ssione da n perito, non s lla base di na c at

Nell’ordinanza del tribunale di Ravenna che dispone provvedimenti cautelari per alcuni infettivologi è entrato anche il ashmob del 16 febbraio davanti alle porte dell’ospedale per solidarizzare con i medici indagati. Secondo il giudice per le indagini preliminari la manifestazione con circa trecento partecipanti, personale sanitario ma anche semplici cittadini, avrebbe creato un contesto potenzialmente favorevole alla reiterazione dei reati da parte degli accusati.

La dottoressa Federica Giannotti, 48enne cardiologa in ospedale a Ravenna dal 2009, è stata una dei tre organizzatori del ashmob insieme all’oncologo Marco Montanari e alla coordinatrice infermieristica Petia Di Lorenzo. Dopo averci messo la faccia in pubblico e sui social network, Giannotti non si sottrae alle nostre domande: «In senso generale non capisco come si possa arrivare a dire che qualcuno sia più o meno colpevole di un’accusa in base al clima creato da chi lo sostiene o lo critica. A mio parere si va a mettere in discussione il diritto di manifestare. Chi ha partecipato potrebbe trattenersi da altre uscite per non gravare sulla situazione degli indagati». Anche alla luce di queste ri essioni, al momento non sono previste nuove iniziative pubbliche: «Stiamo ri ettendo su cosa fare».

Giannotti, che parla a titolo personale, prova a descrivere meglio i contorni di quella manifestazione. La prima precisazione è sulla genesi: «Gli altri due organizzatori sono anche esponenti del

Pd, ma l’iniziativa non avuto origini dal partito, è stata una scelta nostra senza coinvolgere politici». Queste le intenzioni: «Solidarietà a colleghi che conosco, ma con i quali non ho parlato dell’inchiesta, soprattutto per le modalità molto invasive dell’indagine, come l’irruzione all’alba in reparto, che mi aspetterei riservate a reati più gravi». Va detto, per dovere di cronaca, che svolgere all’alba le perquisizioni è prassi consolidata anche per altri reati, più o meno gravi.

Dal giorno del ashmob, diversi passaggi delle trascrizioni delle chat di gruppo fra medici, uno degli elementi principali a supporto dell’accusa, sono trapelati sui giornali. La cardiologa li ha letti, ma non ha cambiato opinione: «Mi sembra ci sia stata la volontà di montare un clima d’odio contro i miei colleghi, gli stessi chiamati “eroi” al tempo del Covid, che si estende un po’ verso tutti i medici e danneggia il rapporto con i pazienti. I fatti di Ravenna vanno contestualizzati con quel che sta accadendo a livello nazionale: una interferenza preoccupante sull’autonomia decisionale del medico. Si induce il cittadino a pensare che questi medici abbiano avuto il potere di mettere in circolazione persone che commettono reati. Dovremmo invece capire che anche una persona che ha commesso dei reati può non essere nelle condizioni di salute per essere trattenuta in un centro per il rimpatrio. Il medico si deve pronunciare sullo stato di salute del paziente, non ha invece voce in capitolo sulla sua colpevolezza o meno in eventi illeciti, che

Il ashmo del 16 e raio

compete alla giustizia, o su dove deve scontare eventuali pene».

Tra quanto nora riportato dalla stampa a proposito del materiale a sostegno dell’accusa, Giannotti fa notare che non sono riportate perizie mediche in merito ai fatti contestati. Non tutte le carte in mano alla procura sono state disvelate, nemmeno alle difese, ma tra i casi sotto indagine ci sarebbe quello di un migrante per cui

TUTTI ZITTI

L’Ausl e le difese non parlano Ecco cosa avremmo chiesto

Il lettore più attento noterà che in queste pagine manca la voce dei vertici dell’Ausl e dei medici indagati o dei loro avvocati. Dispiace anche alla redazione di Ravenna&Dintorni, ma i diretti interessati hanno scelto di non parlare. Le uniche comunicazioni fornite dalle difese sono state due note scritte inviate ai giornali e nemmeno a tutte le testate locali. Per il resto non c’è stato modo di avere riscontri o riflessioni per fornire la versione degli accusati. Il direttore dell’Ausl, Tiziano Carradori, ha parlato un paio di volte sulla stampa locale, ma ha rifiutato di rilasciare a noi un’intervista a seguito dell’ordinanza del giudice che ha riservato critiche alla disposizione con cui l’azienda sanitaria in extremis ha tentato di evitare le interdizioni. Gli avremmo chiesto le ricadute dell’indagine sul servizio pubblico, perché il compito delle visite è affidato agli infettivologi, quante visite sono state fatte dal 2022 quando la legge l’ha introdotta, cosa pensa dei Cpr, quale clima vivono ora gli infettivologi “sopravvissuti” all’indagine.

sono state diagnosticate problematiche respiratorie pure a fronte di una radiogra ca toracica che non evidenzia alterazioni: «In linea teorica è uno scenario possibile, possono essere vere entrambe le cose. L’atto medico può essere messo in discussione solo da un perito che analizzi la documentazione con le competenze necessarie, e non sulla base di conversazioni telefoniche o deduzioni tratte da fatti di per sé incompleti». Il giudice, nell’ordinanza, afferma che il legittimo approccio ideologico in questo caso avrebbe travalicato i con ni della legalità: «Avere idee politiche credo sia positivo, ma questo non cambia il modo in cui si tratta un paziente». (and.a.)

Con il micro ono Marco
Montanari alla s a destra ederica iannotti a sinistra etia i orenzo

14 / PRIMO PIANO

RAVENNA&DINTORNI 19-25 marzo 2026

a or a ma a or a m raz o r a o am a o

La professoressa Silvia Ronchey a Ravenna per un confronto sulle società interculturali del Medioevo l caso certi cati anti- pr on condanno c i ai ta in b ona ede persone c e rappresentano la nostra speran a

«Abbiamo paura del diverso perché c’è sempre un’insicurezza identitaria, la paura alberga nei deboli, che spesso sono anche violenti. La cultura è il grimaldello, solo lei può salvarci». Parole di Silvia Ronchey, scrittrice e studiosa di storia, oggi ordinaria di Civiltà bizantina nel dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Roma Tre.

Ronchey sarà a Ravenna lunedì 23 marzo, alle 16 nella sala Dantesca della Biblioteca Classense (ingresso libero), relatrice di “Società interculturali nel Medioevo”, un confronto con il professor Franco Cardini per meglio comprendere un’epoca spesso raccontata attraverso stereotipi di chiusura e scontri tra culture-monolite. La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Silvia Manzani, fa parte degli eventi della Settimana contro il Razzismo e intende ricostruire come commerci, viaggi, migrazioni e scambi culturali fossero elementi strutturali della società medievale, dando vita a proli che contaminazioni.

Professoressa Ronchey, perché oggi è importante ricordare le migrazioni del passato?

«Non si può non ricordare che la storia umana è storia di migrazioni. Dall’Africa ai Micenei, dai popoli del mare ai barbari, sono sempre state protagoniste, i tedeschi coniano il termine Völkerwanderungen, ovvero “spostamento di popoli”, per de nire quelle migrazioni che noi chiamiamo invasioni, ma da ovest

a est tutte le terre a un certo punto hanno visto movimenti di popolazioni, dall’Impero Romano in poi sono divenute la norma. Le migrazioni creano, cambiano le civiltà, le rinvigoriscono, e la società medievale è costituzionalmente multietnica, erede di Roma che già fu in grado di esserlo. La nostra idea eurocentrica nasce con gli Stati nazione (Westfalia 1648), e si prolunga no all’800, le correnti storiche di allora cercavano una legittimazione politica che fosse funzionale alla struttura di potere, così la multiculturalità è diventata qualcosa di estraneo; non lo è in realtà mai stato».

Indossando le lenti del Medioevo, come il nostro mondo assomiglia a quell’era durata mille anni?

«La storia è ciclica, lo sappiamo da molto tempo, e le similitudini cominciano dall’incontro tra Oriente e Occidente. L’apertura a Oriente che si ebbe secoli fa la stiamo rivivendo da capo, notiamo uno spostamento del baricentro, una circolazione di idee, arti, scienze. Il concetto di Occidente valido dalla scoperta delle Americhe in poi, atlantista, che guarda da quel lato, non è quello che permeava l’Europa prima della presa di Costantinopoli del 1453. Oggi credo che si possa notare un’alterazione ciclica, sviluppata nei secoli, verso il Mediterraneo, verso Oriente, come fu durante il medioevo. Vorrei poi anche sottolineare un’altra somiglianza: l’attesa millenari-

CREMAZIONE ANIMALI DOMESTICI

Ci occupiamo di tutto presso il NOSTRO impianto di Ravenna senza appoggiarci ad operatori esterni. Avrai così la certezza di lasciare il tuo amico a 4 zampe in buone mani e di ricevere soltanto le sue ceneri.

Ci trovi a RAVENNA in via Luigi Masotti 14 e a CESENA in Corso Cavour 27.

Tel. 339 6782440 e 366 4522190 www.littleheavenravenna.it

stica, la paura della ne del mondo. Oggi Peter Thiel, tecnoligarca fondatore di PayPal e Palantir, verrà in tour per l’Italia a parlare della venuta dell’anticristo sotto forma di ecologia e multiculturalismo. Non aggiungo altro». Ormai si sa che il Medioevo non è più l’epoca buia che si credeva fosse. Fino a che punto non lo è? Quali sono i grandi momenti di quel periodo che hanno portato al mondo di oggi?

«Penso certamente all’università, ma prima ancora a Ravenna in età gota e longobar-

FARMACIE DI TURNO

+APERTURA DIURNA 8.30 – 19.30

DAL 19 AL 22 MARZO

BORGO SAN ROCCO via San Mama 8 tel. 0544 212826; COMUNALE 8 via Fiume Montone Abbandonato 124 - tel. 0544 402514; DELLE ERBE via Sauro Babini 240/G (Roncalceci) - tel. 0544 534773.

DAL 23 AL 29 MARZO

GHIGI via Cavour 78 tel. 0544 38575; COMUNALE 8 via Fiume Montone Abbandonato 124 - tel. 0544 402514; COMUNALE 7 via Bonifica 6 (Porto Fuori) - tel. 0544 433021.

+APERTURA TUTTI I GIORNI

DELL’ANNO, FESTIVI COMPRESI, 24 ORE AL GIORNO servizio diurno 8 - 22.30 servizio notturno a chiamata 22.30 - 8

COMUNALE 8 via Fiume Montone

Abbandonato 124 - tel. 0544 402514.

+ Per info www.farmacieravenna.com

da il Mare Adriatico diventa una porta verso Oriente come mai prima. Si sviluppa un’identità italica mercantile, che spesso non teniamo in considerazione quando parliamo di noi italiani, che si sposterà poi verso Venezia e che produrrà grandi ricchezze e cambiamenti per la penisola. Penso poi a San Francesco d’Assisi, protagonista di una circolazione tra Oriente e Occidente: ha portato in Italia la loso a orientale con la predicazione francescana, sono tanti i paragoni col buddhismo. Un altro grande elemento in ne è l’attitudine allo

FIDO IN AFFIDO

MASCIA

Mascia è una bella cagnolina di quasi due anni, sterilizzata, abituata in casa e con bambini. Ama la compagnia delle persone e non le piace essere lasciata da sola per molte ore. Conosce il bon ton canino al guinzaglio e in macchina. Per conoscerla e per ulteriori info contattate il 349 6123736

ADOTTAMICI

Nina è una dolcissima gattina di 11 mesi, affettuosa, coccolona e dal carattere buonissimo. È già sterilizzata e vaccinata e va d’accordo con gli altri gatti. Pronta per una famiglia che la ami davvero! L’adozione avverrà dopo regolare prassi di preaffido. Per conoscerla invia un messaggio al 351 5575151

NINA

studio, l’ora et labora dei monasteri di tutta Europa che tiene in vita, durante il Medioevo, il focolare che porterà all’umanesimo».

Perché dopo Darwin, Lévi-Strauss, Malinovsky, dopo tutti questi anni, abbiamo ancora paura del diverso?

«Perché c’è sempre un’insicurezza identitaria, la paura alberga nei deboli, che spesso sono anche violenti. Credo sia chiaro che la cultura è il grimaldello, solo lei può salvarci. Quando il sistema culturale e educativo viene meno si perde la capacità di comprendere l’altro. Siamo in un’epoca senza spirito critico, senza memoria, con uno stile di consumo vuoto e nullo, che distrae, che crea illusioni, che a loro volta portano a frustrazione e violenza. Senza etica non si va da nessuna parte, e il sistema oggi lascia che sia tutto nella buona volontà, nelle possibilità di partenza dell’individuo, non aiuta in nessun modo ad affrancarsi dall’ottusità e dall’ignoranza, a cambiare le proprie condizioni di nascita».

storia”? Che si ripete nella guerra e nel massacro?

«Non impariamo mai dal passato peché nella classe dirigente non c’è meritocrazia»

«Nella selezione della classe politica e dirigente non c’è meritocrazia. Non ci sentiamo mai realmente rappresentati da gente che emerge dalle rovine di un’istruzione scarsa, parziale. Forse oggi Mark Carney o Pedro Sanchez, primi ministri di Canada e Spagna, sanno quello che stanno facendo, ma in tutta Europa non vedo nessun’altro. Non sono mai stata una grande fan di Churchill, ma quella era gente che la storia la conosceva, oggi i tedeschi, gli inglesi, gli americani, nessuno sa più nulla, e se smettiamo di conoscere il passato siamo condannati a ripeterlo». Se la parliamo di movimenti di popoli, l’attualità parla di tante dif coltà nella gestione delle migrazioni. La cronaca più recente è la vicenda dei certi cati anti-Cpr a Ravenna. Cosa ne pensa?

GUERRILLA MARKETING

MANIFESTI DISTRIBUITI IN CENTRO PER TENERE ALTA

L’ATTENZIONE SULLE MICRO-AGGRESSIONI

L’iniziativa dell’associazione Tiratura con 15 studenti universitari in occasione della settimana antirazzista

Xxx

“Quante volte ti hanno chiesto i documenti per strada?” . È una delle domande inserite nei manifesti realizzati da 15 studenti dell’Università di Bologna che il 16 marzo hanno catturato l’attenzione dei passanti nel centro storico di Ravenna durante la prima delle due passeggiate urbane contro il razzismo. Il gruppo ha partecipato a un laboratorio condotto dall’associazione Tiratura, durante il quale ha sviluppato una campagna di sensibilizzazione dedicata alle micro-aggressioni quotidiane. I materiali, stampati in seicento copie con la tecnica ecologica della Risograph, uniscono le domande a immagini simboliche e giochi linguistici sul retrocome parole crociate o trova le parole - con l’obiettivo di stimolare una ri essione sui comportamenti di tutti i giorni e rendendo visibili – in modo giocoso, educativo e accessibile – episodi spesso sottovalutati.

Abbiamo seguito la passeggiata insieme agli organizzatori facendo tappa in diversi luoghi della città, tra cui il bar Grinder, la libreria Longo, il dipartimento di Beni Culturali, la libreria per ragazzi Momo.

Durante il percorso, Talita Virginia, organizzatrice e membro di Tiratura, si è presentata ai gestori delle attività spiegando il senso del progetto: una campagna realizzata insieme a studenti internazionali per dare visibilità a un tema ancora poco conosciuto, quello della settimana antirazzista. I titolari hanno accolto con interesse e disponibilità l’iniziativa, contribuendo alla diffusione dei materiali. Non sono mancate le reazioni dei passanti, alcuni dei quali si sono fermati a leggere i cartelli, mentre l’organizzatrice - visibilmente emozionata - ha seguito passo dopo passo l’esposizione, accompagnando il gruppo in questa azione collettiva.

Alla base del progetto c’è un percorso laboratoriale: «Siamo un’associazione di promozione sociale e uno studio di fotogra a e design - racconta Virginia -, quindi abbiamo sviluppato il progetto unendo questi due aspetti. L’idea era costruire una campagna di comunicazione che fosse anche un’azione nello spazio pubblico, quindi una forma di guerriglia marketing, ma con un approccio educativo».

Cicerone, Machiavelli, la storia è magistra vitae, e allora come mai “impariamo dalla storia che non impariamo dalla

«A livello etico non condanno nessuno che cerca di dare una mano in buona fede a individui perseguitati e che rappresentano la nostra grande speranza. Parlo di un ricambio antropologico, un ringiovanimento della forza lavoro e delle nuove generazioni, una lezione che la storia medievale e bizantina ci hanno impartito tempo fa».

Ernesto Moia

SCEGLI LE UOVA

Il laboratorio è nato su invito di Villaggio Globale, coinvolgendo anche l’associazione Agevolando, che lavora con ex minori stranieri non accompagnati. La prossima camminata sarà sabato 21 marzo, dalle 15 alle 17, in occasione della settimana d’azione contro il razzismo, in programma dal 14 al 22 marzo.

Beatrice Dragoni

RAVENNA&DINTORNI 19-25 marzo-2026

Lo strano caso dell’ostia “insanguinata” di Savarna

Il ritrovamento del parroco, gli esami contraddittori, la scomparsa dei reperti e gli esposti in procura: nuove rivelazioni sul “mistero” che ha creato imbarazzi all’interno dell’arcidiocesi di Ravenna

Era il 29 gennaio 2023 quando il parroco di Savarna, don Nicolò Giosuè, trovò un’ostia macchiata di rosso sangue. A distanza di tre anni il caso continua a far discutere anche al di fuori della piccola frazione ravennate: la presunta reliquia è scomparsa, l’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia non vuole esprimersi sull’accaduto, don Nicolò è morto a causa di un malore e alcuni fedeli insistono a chiedere chiarezza, anche alla luce di nuove rivelazioni nora inedite.

Il ritrovamento dell’ostia macchiata

L’ostia fu trovata il 28 gennaio da una sacrestana sul pavimento della chiesa di Savarna, dopo la messa delle 17, e don Nicolò la fece mettere in un recipiente con l’acqua per farla scogliere. Si chiama “puri chino” ed è la prassi ecclesiastica per le particole consacrate che cadono accidentalmente e perciò non possono più essere consumate. Il giorno dopo il parroco la trovò parzialmente disciolta e macchiata di rosso.

Per appurare il possibile miracolo eucaristico, don Nicolò commissionò di sua iniziativa un’analisi all’anatomopatologa Cristina Antonini nel suo laboratorio a Schio, in Veneto. Il verdetto arrivò a ne maggio e affermò che le macchie contenevano materiale biologico di origine ematica “non umana né animale”. I campioni vennero messi in un vetrino per eventuali futuri controlli e il parroco di Savarna informò l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni, consegnandogli il referto e i materiali. Da quel momento la vicenda ha preso una piega misteriosa. Il secondo referto, la scomparsa delle prove e l’esposto in Procura Il 29 giugno 2023, pochi giorni dopo la consegna dei reperti all’arcivescovo, il settimanale diocesano locale Risveglio Duemila diede notizia del presunto miracolo e Ghizzoni commissionò una seconda analisi all’Ausl, che dal laboratorio di Pievesestina (Cesena) smentì che si trattasse di sangue. «Tuttavia la comunicazione avvenne con un semplice messaggio Whatsapp e non con un referto formale», afferma il giornalista Simone Ortolani, che ha ricostruito la storia nei dettagli nel suo libro Davvero sangue? (ed. Fede&Cultura 2025). «Inoltre non esiste alcuna documentazione uf ciale sulla consegna dei campioni, al contrario del precedente esame in Veneto che fu accuratamente protocollato». Il parroco di Savarna, insieme ad altri sacerdoti del ravennate, chiese di commissionare un terzo

A destra l’ostia “insanguinata”; a sinistra la consegna del referto (don Nicolò è il primo a sinistra)

esame indipendente ma «l’arcidiocesi non rispose e affermò che il materiale era andato perso», riassume Ortolani. Il caso è esploso a livello mediatico ma sia l’Ausl che le sfere ecclesiastiche hanno sempre mantenuto il silenzio. «L’arcivescovo Ghizzoni è l’unico a conoscere i dettagli delle indagini scienti che condotte dall’Ausl, i cui risultati non sono stati resi accessibili», incalza il giornalista. «La contraddizione tra l’annuncio pubblico su Risveglio Duemila e la successiva richiesta di privacy ha messo in discussione la credibilità della gestione dell’evento da parte della Chiesa e delle autorità sanitarie». Una successiva inchiesta pubblicata da La Nuova Bussola, mai smentita dalle parti, ha ricostruito che l’Ausl aveva sottoscritto un accordo di riservatezza con l’Arcidiocesi e che i resti dell’ostia non sarebbero più disponibili perché tutti utilizzati per gli esami, di cui tuttavia non è mai stato reso pubblico alcun referto.

Da

trovi i prodotti

Un gruppo di fedeli, assistiti dall’avvocato Francesco Minutillo, ha presentato un esposto in Procura contro la condotta dell’Arcidiocesi e dell’Ausl, paventando l’ipotesi di reato per villipendio della religione cattolica (punito dal codice penale italiano) a causa del presunto smaltimento dell’ostia consacrata nell’immondizia. «Le indagini hanno portato alla richiesta di archiviazione perché il fatto non sarebbe avvenuto in pubblico», riferisce Minutillo. «Abbiamo chiesto di riaprirle con un secondo esposto, perché non condividiamo l’interpretazione della norma».

La morte del parroco

Il mistero si è in ttito dopo la morte di don Nicolò Giosué, avvenuta il 30 luglio 2025 a causa di un malore. È su questo fatto che Ortolani avanza nuovi dubbi emersi dopo la pubblicazione del suo libro. «Ho le prove che il parroco ha subìto l’infarto mentre stava parlando al telefono con un prelato dell’arcidiocesi di Ravenna», riportiamo le parole di Ortolani. «Non so cosa si stessero dicendo, ma so che don Nicolò fu più volte rimproverato dalla curia con l’accusa di avere trattato i reperti in modo super ciale. Invece a mio parere il parroco di Savarna ha gestito tutto con la massima serietà e correttezza; al contrario delle alte sfere ecclesiastiche che si sono comportate in modo anomalo».

L’altro elemento inedito riguarda la metodologia del secondo esame commissionato dall’Arcidiocesi. Nel suo lavoro di inchiesta, Ortolani ha appurato che «il laboratorio dell’Ausl ha cercato la presenza dei batteri Serratia marcescens, che non c’entrano nulla col sangue». Dunque, a parere del giornalista «l’esito dei primi esami fatti in Veneto non è mai stato smentito. La diocesi è ancora in possesso del vetrino e del blocchetto di paraf na utilizzati per le analisi, che rappresentano la “scatola nera” della vicenda, ma si ri uta di riconsegnarli». Lo scorso settembre l’avvocato Minutillo, per conto dei fedeli, ha presentato una dif da all’arcivescovo Ghizzoni per ottenere la restituzione immediata dei reperti, ma ad oggi non ha ricevuto risposta. Contattato da Ravenna&Dintorni, Ghizzoni ha detto di non voler rilasciare dichiarazioni e di avere «già fornito tutte le risposte necessarie» sulla vicenda. Resta l’interrogativo sul comportamento della curia. «Finora la tecnica è stata quella del silenzio», evidenzia Ortolani. «Si pensa che tacendo non se ne parlerà più, ma non è così. Alcuni fedeli hanno segnalato l’accaduto in Vaticano, ottenendo l’attenzione di un cardinale vicino a Papa Leone XIV. L’ultima parola non è stata ancora detta». Ma perché tacere, anziché alimentare le ipotesi su un presunto miracolo che attirerebbe l’attenzione sulla piccola chiesa di Savarna? Secondo Ortolani la questione riguarda una diatriba sulla natura divina dell’eucarestia: «In più occasioni l’arcivescovo Ghizzoni ha affermato (sintetizziamo brutalmente il suo pensiero, ndr) che il corpo di Cristo non sarebbe realmente presente nell’ostia. Si tratta di affermazioni molto controverse a livello ecclesiastico e il miracolo di Savarna le smentirebbe. Ma al di là di questo, resta l’amarezza per la gestione super ciale della vicenda».

Alex Giuzio

LA STORIA
CENTRO DELLA POSTURA
Convenzinato Ausl e Inail

GUERRE

Alla biblioteca Oriani si parla del signi cato di genocidio

Venerdì 20 marzo 2026, ore 17.30, alla biblioteca Oriani di Ravenna si terrà la presentazione del libro di Paolo Fonzi, Genocidio. Una storia politica e culturale (Laterza 2025). Il volume analizza il significato e l’uso del termine genocidio, che negli ultimi trent’anni ha conosciuto un’espansione senza precedenti, suscitando animati dibattiti non solo giuridici e storici, ma anche politici e culturali. Il volume ricostruisce dunque la genealogia del concetto di genocidio, dalla sua formulazione durante la Seconda guerra mondiale alla codifica nella Convenzione delle Nazioni Unite del 1948, seguendone la diffusione durante la Guerra fredda e l’affermazione nell’ordine internazionale successivo al crollo dell’Unione Sovietica, fino a giungere alle vicende dei giorni nostri. Fonzi, ricercatore presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale, ne discuterà con Simona Merlo dell’Università di Roma Tre e Or Rosenboim dell’Università di Bologna.

Una “Colomba di pace” per sostenere Emergency

In occasione della Pasqua, acquistando la Colomba di Pace di Emeregency si possono sostenere le attività umanitarie dell’organizzazione in Italia e nel mondo. Un modo per supportare il lavoro della ong nei fronti di guerra, come a Gaza, in Ucraina e in Sudan.

I banchetti di Emergency saranno presenti in centinaia di piazze italiane, grazie al supporto di circa 3mila volontari e volontarie. A Ravenna, la Colomba di Pace sarà disponibile in Piazza del Popolo dalle 13.30 di giovedì 26 alle 18.30 di domenica 29 marzo, e nella sede di Cittattiva (via Carducci 14) il 28 e 29 marzo con orario continuato dalle 9.30 alle 18.30. È possibile prenotare la Colomba entro il 22 marzo, scrivendo a ravenna@volontari.emergency.it o tramite messaggio diretto ai canali social di Emergency.

PROTEZIONE CIVILE

VOLONTARIATO

Il libro sulla storia della Croce Rossa

LA PUBBLICA ASSISTENZA “DONA” UN PONTE RADIO

A Ravenna la Pubblica Assistenza ha messo a disposizione delle associazioni di Protezione civile un nuovo ponte radio, frutto di un intervento di ammodernamento tecnologico (realizzato in collaborazione con Ravenna Holding, Anbima e Radio Team). L’infrastruttura, installata nella torre dell’acquedotto di via Fusconi, consente comunicazioni rapide ed efficienti tra volontari e istituzioni, coprendo gran parte del territorio comunale. Il sistema potrà essere utilizzato sia durante le emergenze – anche in caso di blackout delle reti telefoniche – sia per esercitazioni operative, migliorando il coordinamento dei soccorsi.

L’impianto è stato condiviso con tutte le realtà del volontariato aderenti alla rete comunale.

SOLIDARIETÀ

UNA PALESTRA PER TUTTI (DA 23MILA EURO) AL PARCO

A Lugo il progetto inclusivo del Rotary: aperta la raccolta fondi

Venerdì 20 marzo alle 18.30 al Circolo dei Ravennati e dei Forestieri di via Corrado Ricci 22, in centro a Ravenna, si terrà la presentazione del libro La Croce Rossa Italiana da Solferino a Ravenna. Dodici testi sulla storia di Croce Rossa a cura di Maria Grazia Marini (Responsabile Formazione Cri Ravenna) e per le Edizioni del Girasole. Oltre alla curatrice, interverranno Claudio Angeli (presidente comitato Cri Ravenna), Giovanni Fanti (Ordine della Casa Matha Ravenna), Giulia Bortino (Comitato Cri Ravenna), Mirella Falconi Mazzotti (presidente Fondazione Cassa Ravenna) e Alessandro Barattoni (sindaco di Ravenna). Il libro è il frutto di due eventi organizzati a Ravenna: prima un convegno sulla nascita di Croce Rossa Ravenna nel maggio 2023 (con l’apertura al pubblico di Palazzo Rasponi Murat); poi, tra 2024 e 2025, un ciclo di conferenze agli Antichi Chiostri Francescani a seguito dell’apertura del Museo del Risorgimento che custodisce alcuni elementi fondativi della storia di Croce Rossa. Xxx

A Lugo prende forma un nuovo spazio dedicato allo sport inclusivo: il 13 giugno sarà inaugurata la palestra all’aperto nel parco “Paul Harris”, pensata per essere accessibile anche alle persone con disabilità. A promuovere l’iniziativa è il Rotary Club Lugo, che celebra così i 60 anni dalla sua fondazione in città.

Il progetto, dal valore complessivo di 23 mila euro, è stato nanziato in gran parte dai soci del club, con il contributo di una campagna di crowdfunding realizzata insieme alla BCC Ravennate Forlivese Imolese sulla piattaforma Ideaginger (che prosegue tuttora). La raccolta ha già superato l’obiettivo iniziale, consentendo di puntare ora a ulteriori migliorie per il parco. L’area sorgerà nel quartiere sportivo cittadino, accanto a impianti già esistenti, e offrirà attrezzature utilizzabili gratuitamente da tutti. In vista dell’inaugurazione, il Comune interverrà con lavori di manutenzione per rendere lo spazio pienamente fruibile.

I CONSIGLI DELLA FARMACISTA

Con l’arrivo della primavera, la pelle ha bisogno di una nuova skincare routine

Ne parla la dottoressa Migliorelli di Ravenna Farmacie: «La detersione ha un ruolo fondamentale»

L’arrivo della primavera richiede una nuova skincare routine.

«In effetti - commenta la dottoressa Michela Migliorelli del gruppo Ravenna Farmacie - durante l’inverno abbiamo creato un “cappottino lipidico” epidermico prediligendo baume e foundant che proteggessero dal freddo e mantenessero turgido e nutrito l’aspetto. Ora è necessario affinare la grana della pelle e modulare i prodotti scelti in base alla stagione tiepida». Di cosa ha bisogno il viso?

«Di idratazione, nutrizione ma anche protezione. La detersione ha un ruolo fondamentale nella beauty routine primaverile anche perché prepara la pelle ad accogliere i trattamenti successivi che, altrimenti, sarebbero inefficaci». Ci sono differenze in base al tipo di pelle?

«Sì, in caso di pelle grassa, il prodotto detergente deve mantenere il PH equilibrato, mentre se la

pelle è secca, è necessario ammorbidirla». Come procedere?

«Abbandoniamo gli oli e i balsami ricchi prediligendo acque micellari per eliminare il trucco e mousse leggere a risciacquo per detergere tutto il viso e garantire un apporto minerale adeguato. Una o due volte a settimana è necessario favorire il turnover cellulare con l’utilizzo di esfoliante o scrub a base di acido glicolico e mandelico: eliminando le cellule morte riusciamo a contrastare il colorito spento e le eventuali discromie migliorando la grana del volto e la luminosità. Scegliete un prodotto delicato, che permetta di levigare la pelle dolcemente ed eseguite il trattamento con un tocco leggero, per evitare irritazioni, evitate sempre il contorno degli occhi. Una cute grassa dovrà essere riequilibrata nel suo film idrolipidico troppo alcalino; quindi, dovremo fornire molta morbidezza assorbendo il sebo in eccesso

senza dimenticare che può essere reattiva come la pelle secca. In particolare chi soffre di derma− tite seborroica attraversa una fase di transizione stagionale critica: questa infezione caratterizzata da chiazze rosse e desquamazione nei punti di elevata presenza di ghiandole sebacee peggiora nei mesi invernali e migliora in quelli estivi, ma in primavera può acuirsi se si è costretti ad utilizzare farmaci antistaminici per allergie stagionali. Quindi via allo scrub adatto all’alterata composizione del sebo anche nella zona del cuoio capelluto, vanno benissimo prodotti a base di centella asiatica che nel contempo leniscono i rossori». È troppo presto per parlare di protezione solare?

«No, anzi, è fondamentale iniziare a utilizzare una protezione totale; i primi raggi solari coccolano l’incarnato con un tepore leggero e vengono percepiti come innocui in realtà sono già attivi nel creare problematiche future. Esistono

creme viso contenenti filtro solare da spf 30 a 50 e intere linee dedicate alla city protection con formulazioni diverse a seconda del tipo di pelle e varianti leggermente colorate per evitare di utilizzare il trucco».

Ultimi consigli?

«Per aumentare la luminosità dopo i trattamenti di detersione ed esfoliazione è vincente scegliere formulazioni a base di vitamina C, niacinamide e acido ialuronico, leggere e non fotosensibilizzanti donano omogeneità alla cute, nella grana e nel colore. E per le ‘bravissime’ che prendono spunto dalla cosmesi coreana è il momento di strutturare la beauty routine adottando l’essence, prodotto presente in diverse linee cosmetiche di ultima generazione che utilizzato dopo la detersione e prima del siero o crema giorno, catalizza l’assorbimento degli attivi successivi e dona al volto un aspetto perlato e sano».

PATRIMONIO

Dalla chiesa nascosta ai musei della ceramica: le giornate Fai

Visite guidate e aperture speciali il 21 e 22 marzo, anche all’aeroporto di Pisignano

Tornano, per la 34esima edizione, le “Giornate Fai di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia a cura del Fondo per l’Ambiente Italiano. Sabato 21 e domenica 22 marzo saranno visitabili - a contributo libero - 780 luoghi in 400 città italiane, aperti grazie ai volontari del Fai. (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it).

La delegazione Fai di Ravenna e i Musei Nazionali di Ravenna hanno sottoscritto una convenzione volta alla realizzazione di un “Progetto Teodorico” che prevede un’ampia e articolata collaborazione per attività di valorizzazione dei siti teodoriciani ravennati. Fra queste attività, la prima sarà l’apertura del cosiddetto Palazzo di Teoderico (via di Roma 77; sabato dalle 15 alle 17.30; domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.30), con visite af date agli apprendisti Ciceroni dei licei Classico e Scienti co e della scuola media Guido Novello che illustreranno le caratteristiche dell’area retrostante su cui si trovavano il palazzo e il quartiere imperiali, compreso quello teodoriciano; attraverso l’ampio giardino ricco di avanzi murari entreremo a visitare l’antico edi cio, e attraverso la scala a chiocciola saliremo al piano superiore, adiacente forse alla cappella destinata ai sovrani, forse di epoca longobarda. Qui una straordinaria esposizione di lacerti musivi rinvenuti durante gli scavi novecenteschi, appartenenti a tre tipologie pavimentali databili fra I e VI secolo: mosaici bianconeri geometrici di epoca imperiale romana, policromi e gurati dell’epoca tardo imperiale con scene di caccia e circensi, e policromi geometrici della fase nale.

Appuntamento poi a San Giovanni e Paolo, la chiesa in angolo tra via Cura e via Massimo D’Azeglio che n dal VI secolo si accostava, con il giardino retrostante, alle antiche mura ravennati, da decenni abbattute, che cingevano la città verso ovest lungo il ume Montone, oggi deviato. Rimaneggiata e restaurata in più occasioni no all’attuale aspetto barocco, è conosciuta dai ravennati come “Chiesa degli Angeli Custodi”. La chiesa è collegata al centro storico da via Barbiani, che custodisce il sito archeologico della Domus dei Tappeti di Pietra.

A Russi domenica (dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17) appuntamento al museo civico di via Don Minzoni 1, con le memorie risorgimentali assieme a reperti della Villa Romana e a un Museo dell’Ocarina recentemente allestito. La preziosa chiesetta seicentesca di San Francesco, dalla facciata bicolore a due ordini contiene tombe e lapidi dei Farini; una tela di Giovan Battista Barbiani vi raf gura La Vergine col bambino in trono, san Francesco e le beate russiane Margherita Molli e Gentile Giusti. Domenica (dalle 9.30 alle 16, esclusivamente su prenotazione) si potrà anche visitare l’aeroporto di Pisignano con un brie ng introduttivo sui compiti dello Stormo, l’illustrazione di uno scenario con uso di visori notturni, informazioni sulla Meteorologia, sulle attività antincendio in aeroporto, sulle attività di servizio e vigilanza. Verranno inoltre descritti gli elicotteri in dotazione allo Stormo e gli equipaggiamenti degli aerosoccorritori. Completa l’evento una mostra storica sul 15esimo Stormo.

A Faenza sono in programma visite nei musei privati di ceramiche (Gatti, Zauli, Naldi e Tramonti), mentre il programma in provincia è completato dall’apertura del Deposito Archeologico del Territorio a Lugo (nella nuova sede di via Tellarini 38, di proprietà del Comune e di recente inaugurazione) che raccoglie i reperti distinti per luogo di rinvenimento, qui depositati dalla Soprintendenza per poterli meglio conservare e salvaguardare. Solo in parte già studiati, raccontano una continuità dell’abitare e della civiltà nel nostro territorio, a partire dal Neolitico Antico (reperti degli scavi della Fornace Gattelli), passando per l’Età Romana, il Medioevo (reperti del castello di Zagonara), il Rinascimento, no all’Età Moderna.

TRADIZIONI

A FAENZA TORNA IL CARNEVALE DI SAN LAZZARO CON OLTRE TRENTA CARRI E GRUPPI MASCHERATI

Alla festa prenderanno parte seicento studenti

Ad accompagnare la ricorrenza il tipico tortello

Maschere, carri allegorici e tradizione tornano ad animare le strade del Borgo Durbecco: domenica 22 marzo Faenza ospiterà la 39esima edizione del Carnevale di San Lazzaro, uno degli appuntamenti più attesi e partecipati della città.

La manifestazione, organizzata dal Comitato San Lazzaro in Borgo, rappresenta un momento di festa che unisce folklore, cultura popolare e spirito comunitario, coinvolgendo ogni anno cittadini, associazioni e scuole del territorio. L’edizione 2026 assume inoltre un valore particolare: il carnevale ha infatti ottenuto il riconoscimento ufficiale di Carnevale storico dell’EmiliaRomagna, a testimonianza della sua importanza nella tradizione locale. La giornata prenderà il via già in mattinata con il ritrovo al Ponte delle Grazie per la “Spassigeda de turtel”, una passeggiata non competitiva di circa cinque chilometri attraverso le aree verdi del Borgo, accompagnata dalle Guardie Ecologiche Volontarie. In parallelo si svolgerà la “Staffetta del Pellicano”, una gara podistica dedicata ai più piccoli. Il momento più atteso arriverà nel pomeriggio: alle 14.30 da corso Europa partirà la grande sfilata carnevalesca, che vedrà sfilare oltre trenta gruppi tra carri allegorici e maschere. Alla festa prenderanno parte circa seicento studenti delle scuole faentine, insieme a gruppi folkloristici, associazioni locali e delegazioni internazionali, tra cui ospiti provenienti dalla Croazia. Non mancheranno musica, spettacoli e momenti dedicati alla tradizione romagnola, con esibizioni di ballerini, gruppi folkloristici e gli immancabili “sciucaren”, i frustatori simbolo della cultura popolare del territorio. Durante la giornata saranno inoltre presenti giostre per bambini, esposizioni di moto e scooter d’epoca e numerosi stand gastronomici.

Protagonista della festa sarà anche la gastronomia locale, con i punti vendita del tradizionale tortello di San Lazzaro, dolce tipico della tradizione faentina che accompagna da sempre questa ricorrenza.

Con Trail Romagna lungo “le acque ai tempi di Teodorico”

Dopo il tutto esaurito della corsa della Bonifica e di Dante (nella foto), la stagione di Trail Romagna prosegue con un trittico dedicato alle celebrazioni teodoriciane che si apre il 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, con “le acque di Ravenna ai tempi di Teodorico”, un percorso guidato dalla studiosa Osiride Guerrini che catapulterà i partecipanti con la fantasia nel lungomare di Ravenna, tra porti, fiumi e canali. L’appuntamento è dalle 9.30 al Mausoleo di Teodorico. Prenotazioni su Trailromagna.eu.

Bell’Italia in piazza a Ravenna dal 19 al 22 marzo

Dal 19 al 22 marzo torna la mostra mercato Bell’Italia, in Piazza del Popolo, nella sua forma consolidata, con tanti stand dedicati ai prodotti tipici provenienti da tutte le regioni d’Italia. La principale piazza cittadina si trasformerà, dalle ore 9 alle 20, in un “unico, grande salone del gusto”.

Alla scoperta delle camelie di Lugo

Il 22 marzo dalle 10 alle 17, nell’ambito della manifestazione Giardini Segreti, sarà presentata al pubblico la collezione di camelie del giardino Giuliano di Lugo (via Alberico Da Barbiano 6). Si tratta di japoniche, botaniche, higo, reticulate e tante cultivar storiche dell’ottocento. Info e prenotazioni: 329 2230402. La rassegna proseguirà poi nei weekend successivi (info su www. giardinisegreti.com).

TEMPO LIBERO

CERCHI

DONNE

Performance di danza al palazzo del Podestà per il Sorelle Festival

Per la tua pubblicità tel. 0544 408312

Per il festival Sorelle, il 21 marzo va in scena “Siamo sicure?” a cura della Compagnia Iris, Wam Festival, AgoraDanza. Si tratta di una performance di danza che avrà luogo al Palazzo del Podestà di Faenza intorno al tema che attraversa tutto ile festival: “Dive”, al plurale, quindi una molteplicità di possibilità dell’essere diva. Regia del movimento Valentina Caggio. Danzano Caterina Barzaglia, Cecilia Camporesi, Andrea Galeati. Per info e prenotazioni: https://sorellefestival.it/resource/siamo-sicure/.

FAMIGLIE/1

Un pomeriggio di giochi inclusivi a Marina di Ravenna

Sabato 21 marzo, dalle 16 alle 19, anche Marina di Ravenna parteciperà all’evento nazionale “In Gioco con Papà”, un pomeriggio dedicato al gioco e all’inclusione che si svolgerà alla ludoteca LudiMarina (Largo Magnavacchi 6), organizzato da Educatori Ludici in collaborazione con Cacciatori di Idee ODV e ProLoco Marina di Ravenna. L’iniziativa è parte del progetto “Ricostruire Relazioni”. Si tratta di un’iniziativa nata per promuovere il valore del gioco come strumento educativo e inclusivo, con particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi che vivono difficoltà legate al neurosviluppo e al comportamento, come Adhd e Dop. Saranno giochi da tavolo adatti a diverse età; ci saranno diversi momenti di gioco in compagnia di educatori esperti e spazi di socializzazione per famiglie. La partecipazione è gratuita e aperta a tutte le famiglie (madri incluse) del territorio. Info: 342 6059424.

A cura di Federica Angelini

Si traveste da Jason Voorhees e scatena il panico

Dopo un paio di giorni di mistero (e un vago delirio collettivo) i carabinieri hanno individuato chi venerdì 13 marzo si è aggirato al parco delle Lavandaie di Lugo e nelle strade dei dintorni, facendosi riprendere da alcune telecamere di sicurezza e spaventando alcune famiglie. Il soggetto indossava infatti una maschera come quella di Jason Voorhees, protagonista della saga cinematogra ca horror iniziata nel 1980 proprio con il titolo “Venerdì 13” e sembrava armato. Si tratta di un 14enne residente in città. Il piccone è risultato una replica giocattolo di plastica. La vicenda è stata segnalata alla procura della Repubblica del tribunale per i minorenni di Bologna per le valutazioni di competenza. L’identi cazione è avvenuta grazie alla piena collaborazione della famiglia dell’autore della bravata. I carabinieri hanno colto l’occasione per invitare alla ri essione sulle conseguenze di gesti analoghi che, seppur privi di intenti criminali, possono con gurare pro li di responsabilità e compromettere l’ordine e la sicurezza pubblica. Più che altro, magari, la tranquillità pubblica. Una piccola vicenda di provincia tra il comico e il grottesco che ci fa però vedere quanto siamo fragili, quanto basti poco ormai a spaventarci perché ormai abituati a leggere di accoltellamenti e aggressioni apparentemente senza motivo. E, va detto, la citazione cinematogra ca non era semplice per i non appassionati del genere. Fosse stato Halloween o Carnevale magari la cosa sarebbe passata più inosservata... In ogni caso, come ha scritto qualcuno, averne di 14enni cine li... LA FOTO DELLA SETTIMANA

FAMIGLIE/2

Caccia al tesoro al Musa per scoprire le tradizioni di Cervia

Domenica 22 marzo alle ore 15.30 adulti e bambini insieme potranno partecipare a “Segreti di Sale”, un’avventura al Museo del Sale di Cervia pensata per esplorare in modo originale e interattivo la storia del territorio. I partecipanti saranno protagonisti di una caccia al tesoro tra le sale del museo. Tra enigmi, indovinelli e piccole prove, bambini e adulti scopriranno insieme il mondo del sale e le tradizioni di Cervia. Al termine dell’esperienza sarà offerta una merenda per tutti i partecipanti. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Cooperativa Atlantide, è rivolta a bambini dai 3 ai 10 anni accompagnati da genitori o familiari. Consigliata la prenotazione allo 0544 973040 o salinadicervia@atlantide.net.

SCIENZA

Visite, giochi, passeggiate e incontri per la primavera faentina

Proseguono le iniziative della rassera “Primavera scientifica” a Faenza. In particolare, alla Casa Museo Bendandi il 21 marzo alle 18 ci sarà una visita guidata in occasione delle giornate Fai, mentre il 22 marzo alle 10 e alle 11 si terrà l’iniziativa “Giornata mondiale dell’acqua – Come rendere giocoso il museo”. Sempre domenica 22 marzo alle 11 è in programma un’ulteriore visita guidata. Il 23 marzo alle 20.30 è in programma l’incontro “Riusciremo a liberarci dei social network?”, dialogo tra Bruno Mastroianni e Paolo Magliocco. A chiudere il mese saranno il 27 marzo alle 21 l’evento “Massimo Ducci e Graziano Maggi” al Museo civico di Scienze naturali “D. Malmerendi” e sabato 28 marzo alle 15 la “Passeggiata sulla Via dei Pianeti”, dalle Bocche dei Canali al cimitero.

Menù di Pasqua

ANTIPASTO

Calamaro ripieno

Capasanta in crosta di pistacchio con misticanza e mango al balsamico

Insalata di seppia e carciofi

PRIMO

Calamarata al profumo di mare con gamberi, branzino e triglie di scoglio

SECONDO

Filetto di orata

Spiedino di gamberi e seppia

Fritto misto e patate al forno

Dolce di Pasqua

Euro 65/p. incluso acqua, vino e caffè

19-25 marzo 2026

Felice Nittolo e Jessica Ferro si confrontano in Mirabilia

Alla niArt Gallery una mostra che si presenta come una wunderkammer in cui le opere dei due artisti entrano in un equilibrato dialogo formale

Assecondando una programmazione che propone giovani artisti a confronto col lavoro di Felice Nittolo – mosaicista, artista e responsabile dello spazio espositivo della niArt Gallery di Ravenna – si è da poco inaugurata nello spazio una nuova mostra che propone un’opera del maestro in dialogo con vari lavori di Jessica Ferro (1992). Mirabilia, questo il titolo della mostra a cura di Giorgia Bergantin, parte dall’idea di presentarsi come una wunderkammer antica che esponeva oggetti naturali diversi provenienti dai regni minerali, vegetali e animali per affascinare gli spettatori e fornire esempi a cui gli artisti del tempo potevano ispirarsi. In pratica, l’idea ripercorre le linee che accomunano tanti scienziati e collezionisti a partire dal Cinquecento –come Ulisse Aldrovandi di Bologna – che riunivano a scopo di studio, ma non di meno di stupore collettivo, scheletri di pesci, uova di struzzo, erbari, gemme e pietre, disegni e creature mummi cate nate con abnormità, senza disdegnare animali inesistenti o del tutto fantastici. Entrando quindi in mostra con questo preambolo si nota come esista un dialogo formale fra la piccola serie Vulva, eseguita da Nittolo nel 2008, con la selezione dei lavori di Ferro, una giovane artista di talento il cui lavoro ha già ottenuto riconoscimenti sia in Italia che all’estero.

La serie di Nittolo si compone di piccole teche in cui vengono esposti piccoli esemplari in materiale refrattario in cui la forma naturale dei sessi femminili si dispone come un repertorio archeologico. Lontano da suscitare af ati erotici, i manufatti si allineano come resti anatomici, disponibili allo sguardo con la loro eleganza e perfezione formale. I riccioli di colore ocra possono interdersi come microstrutture anatomiche ma anche come forme nate dalla terra, impastate dalle mani del creatore, pensate come metafore di una matrice creativa primaria.

Le opere entrano in un equilibrato dialogo formale con i lavori di Ferro proprio per la volontà condivisa di analisi, di amore per il dettaglio e la scelta di politezza formale. I temi trattati invece divaricano, perchè Jessica si ispira soprattutto al mondo naturale, alle forme degli insetti, a quelle delle svariate e molteplici speci vegetali o delle classi più dimenticate dei molluschi e dei fossili. Fin da piccola, l’artista manifesta una propensione spiccata per l’arte e dopo gli studi artistici a Bologna, ritorna nei paesaggi del Polesine traendo forti suggestioni da un paesaggio apparentemente calmo, dove la vita non è mai esplosiva ma cantilena la sua cadenza sommessa. Quello che appare vuoto è al contrario ricchissimo di vita, se mai piccola, non appariscente.

L’abitudine ad analizzare i dettagli, le forme più piccole e dimenticate, o almeno meno osservate, la conduce a puntare l’attenzione alle piccole dimensioni di mosche, farfalle, cicale, fossili e piante. Ne vengono indagate le morfologie che si sottopongono a griglie di estrazione di particolari, di processi astrattivi, estensioni dimensionali, ripetizioni o ribaltamenti formali: non si tratta quindi di una replica realista di ciò che viene osservato in natura, quanto di una interpretazione estrattiva di particolari o di interi, processati a livello tecnico e immaginativo. Non a caso l’artista parla di de- gurazioni, di apparizioni e sparizioni di gure che

giungono al risultato di apparire enigmatiche. Succede così che gli elementi analizzati – come nel caso delle foglie della bellissima Asteroidea, una pianta dai ori quasi conturbanti per bellezza – si sottopongono a una ricreazione gra ca: può succedere che rimanga l’idea complessiva dell’intero ma anche che ne vengano derivati alcuni particolari. Tutto comunque passa attraverso una griglia creativa ben assestata che dispone gli elementi con grande equilibrio estetico, quasi gra co, utilizzando colori spesso di derivazione naturale. Caffè o estratti vegetali costituiscono la palette utilizzata da Ferro, che espropia il processo di riproduzione da effetti realistici per giungere a nuovi territori del visibile. Si accentuano così le declinazioni decorative che possiedono le ali di una cicala, le protuberanze di una pianta, i reticoli inquietanti di una falena notturna: le forme ricreate paradossalmente si allontanano dalla sicità di questi reperti ma allo stesso tempo riconducono alla realtà – e alla bellezza – di questi organismi. L’oscillazione fra vicinanza e allontanamento viene accentuata anche dalla scelta dei supporti – carta di riso, carta oleata o intelaiata –, dagli allestimenti, così come dalle tecniche che Ferro utilizza: la calcogra a, le incisioni a rilievo ma anche sperimentazioni con gipsogra a e plexigra a. Tecniche che invece di replicare il visibile portano a esecuzioni raf nate e uniche, realizzate tramite un vero e proprio rituale che procede per gradi.

“Mirabilia”. Jessica Ferro, Felice Nittolo Fino al 9 maggio - Ravenna, niArt Gallery, via Anastagi 4A/6 Orari: ve 17-19; sa 10.30-12.30 e 17/19 ingresso libero - per appuntamenti: 338 2791174 oppure mail a niartgalleryravenna@gmail.com

MOSTRE

LA PITTURA “RESISTENTE” DI ARTIAS A PALAZZO RASPONI DALLE TESTE

Il 21 marzo si apre l’esposizione dedicata all’artista francese folgorato da Picasso

Sabato 21 marzo (ore 18) si inaugura a Palazzo Rasponi dalle Teste la mostra – a cura di Claudio Piersanti, Rita Rava e Paolo Trioschi –dedicata a Philippe Artias (1912-2002), artista francese dalla vicenda umana e creativa intensa e appassionata. La pittura di Artias nasce da un forte sentimento di libertà e da una profonda tensione etica. «Ho sempre lottato af nché gli uomini vivano liberi e felici: ecco ciò che la mia pittura deve tradurre con intensità», affermava l’artista. Parole che racchiudono il senso di un’intera esistenza segnata da scelte coraggiose, dalla partecipazione alla Resistenza francese no al trasferimento in Italia, dove l’artista si stabilì negli ultimi decenni della sua vita e dove morì nel 2002 a Numana.

Autodidatta, Artias si avvicina alla pittura negli anni Trenta, intrattenendo una lunga corrispondenza con André Lhote. In seguito vive incontri determinanti con Henri Matisse e soprattutto con Pablo Picasso, che segneranno profondamente la sua visione artistica. Tra il 1948 e il 1953 si stabilisce a Vallauris, in Provenza, frequentando l’ambiente creativo che ruotava attorno a Picasso: un’esperienza che Artias de nirà «la più grande lezione di pittura» della sua vita.

Il percorso artistico di Artias si sviluppa presto in dimensione internazionale. Dal 1950 al 1973 partecipa con continuità al Salon de Mai di Parigi; nel 1964 ottiene il Gran Premio di pittura di Avignone con opere dedicate alla Rivoluzione francese e alla gura di Robespierre. Negli anni successivi espone in numerose città europee, negli Stati Uniti, in Giappone e in America Latina. Nel 2000 diventa il primo artista contemporaneo invitato a esporre al Museo Nazionale dell’Arte Cinese di Pechino. Nel 1997 riceve la Legion d’Onore per meriti artistici. La mostra ravennate presenta circa trenta dipinti, offrendo un percorso che attraversa i principali nuclei tematici della sua ricerca. Dalle immagi-ni legate al dissenso politico e alla memoria della Rivoluzione francese, no alle opere dedicate alla sensualità e all’erotismo, il percorso espositivo restituisce la complessità di uno sguardo sempre attento alla condizione umana. Info: mar.ra.it.

AGENDA ARTE

Alla Pallavicini 22 la personale di Davide Long ls Alla Pallavicini22 Art Gallery sarà visibile fino al 28 marzo la personale di Davide Longfils Frequenze, a cura di Roberto Pagnani con testo a catalogo di Roberto Borghi.

Laboratori per bambini e musica live al Mar

Sabato 21 marzo (dalle ore 16) si rinnova al Mar l’appuntamento con Genitori & Bambini, per le famiglie con bambini dai 5 agli 11 anni. Dopo una visita animata tra le opere della mostra Mattia Moreni. Dalla regressione della specie all’umanoide, i partecipanti saranno coinvolti in un laboratorio creativo ispirato alle suggestioni fantascientifiche di Moreni (info: 0544-482477). Domenica 22 (ore 16) ci sarà invece il concerto degli studenti del Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi”, che eseguiranno brani di Brahms e Shostakovich.

di Serena Simoni
Alcune opere di Jessica Ferro
Un’opera di Felice Nittolo
a a a a m a a non-scuola or a a a ro a o 11

a ltra-trentennale esperien a nata dalle Albe si apre il ar o con il iceo Artistico

Da martedì 24 marzo al 29 aprile torna al Teatro Rasi il festival della non-scuola: undici debutti, tutti in scena alle ore 21, con protagoniste/i le ragazze e i ragazzi che nell’arco dell’anno hanno incontrato questa pratica teatrale “asinina” e antiaccademica. L’esperienza è stata ideata da Marco Martinelli, ed è tenuta viva da oltre trent’anni da Albe/Ravenna Teatro. Realizzata in stretta sinergia con le istituzioni locali e scolastiche, la non-scuola si è affermata come un vero e proprio passaggio formativo nel segno del cortocircuito tra arte e vita. Si conferma inoltre, per il secondo anno, il percorso Quaderni | Racconti della non-scuola a cura di Nicola Baldazzi e Veronica Lanconelli, che hanno osservato le prove dagli ultimi banchi delle aule e registrato, con la fotocamera e la penna, i tentativi falliti, le piccole illuminazioni e i magni ci errori.

Il debutto di martedì 24 vedrà protagonisti i ragazzi del Liceo Artistico “P. L. Nervi – G. Severini”, che metteranno in scena Woyzeck – Dramma in brillantina, liberamente ispirato a Woyzeck di Georg Büchner. Le guide sono Roberto Magnani e Ermelinda Nasuto, l’insegnante assistente Barbara Triossi.

Info: ravennateatro.com LA RASSEGNA

ARTE

Al Molino Scodellino le opere di Vania Bellosi

Fino al 6 aprile il Mulino Scodellino di Castel Bolognese ospita Vanieggiamenti, mostra di illustrazione di Vania Bellosi, a cura di Gianfranco Budini, nell’ambito della rassegna Il Mulino Scodellino incontra l’arte

Si parla di fotogra a alla Fondazione Sabe

Giovedì 26 marzo (ore 18) la Fondazione Sabe per l’arte presenta la conferenza Fotografie a tre dimensioni. L’incontro è organizzato in occasione della mostra Immagini nello spazio di Nataly Maier (visitabile fino al 12 aprile) e sarà anche l’occasione per presentare il catalogo dell’esposizione. Durante la conferenza, la curatrice della mostra Cristina Casero dialogherà con l’artista e con il critico Matteo Galbiati, autore di due importanti monografie dedicate al lavoro di Nataly Maier.

TORNA A FAENZA LA LUNETTA CON L’ANNUNCIAZIONE DI BIAGIO D’ANTONIO

Mercoledì 25 marzo (ore 11) la Pinacoteca Comunale di Faenza ospiterà la presentazione del restauro della lunetta raffigurante l’Annunciazione, opera realizzata intorno al 1476 dal pittore fiorentino Biagio d’Antonio. Il dipinto torna stabilmente nel percorso espositivo della città dopo un’assenza prolungata, necessaria per consentire un articolato intervento di recupero conservativo. Il restauro è stato eseguito dai laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, e ha permesso di restituire la leggibilità cromatica e la luminosità originaria a una delle testimonianze più significative della pittura del Quattrocento presenti nel territorio.

INCONTRI LETTERARI

A Castiglione di Ravenna arriva Mario Onofri con “La foto di classe”

Giovedì 19 marzo (ore 18) alla Biblioteca “Celso Omicini” di Castiglione di Ravenna si presenta La foto di classe di Mario Onofri (Ed. 1886 Publishing), vincitore del premio Castel di carta 2025.

Paola Tonussi racconta

Rupert Brooke alla Sala D’Attorre

Venerdì 20 marzo (ore 18) alla Sala D’Attorre ci sarà la presentazione del libro Rupert Brooke. Lo splendore delle ombre, di Paola Tonussi (Rizzoli). Il volume esplora la vita breve e intensa di Brooke, ritraendolo come un “principe azzurro” della letteratura.

Loretta Merenda a Porto Fuori con le “Ninne nanne per de”

Venerdì 20 marzo (ore 20.30) alla Biblioteca “Terzo Casadio” di Porto Fuori Loretta Merenda presenta il suo Ninne nanne perfide (Pendragon Ediotr), in dialogo con Riccardo Zoffoli.

L’horror di Carissa Orlando alla libreria Liberamente

Sabato 21 marzo (ore 17.30) la libreria Liberamente ospita la presentazione del romanzo Una casa che sanguina di Carissa Orlando (La Bottega dell’Invisibile). All’incontro saranno presenti i rappresentanti della casa editrice. Si tratta di un horror che è anche ritratto di un matrimonio, scritto con ironia feroce e una tensione che non molla mai.

I “Saggisti italiani del Novecento” protagonisti alla Casa Matha

Domenica 22 marzo (ore 17.30), alla Casa Matha, il critico Matteo Marchesini presenta la raccolta Saggisti italiani del Novecento, edita da Quodlibet, in dialogo con Iacopo Gardelli.

Foto Baldazzi–Lanconelli

TEATRO CONTEMPORANEO

Mortal Heroes a a a o r

La compagnia maltese arriva in città il 21 e 22 marzo con na potente coreogra a r ata da Sita st ei er

Sabato 21 (ore 20.30) e domenica 22 marzo (ore 15.30) va in scena in prima italiana al Teatro Alighieri la coreogra a Mortal Heroes, presentata dalla compagnia Z nMalta e rmata da Sita Ostheimer. Si tratta di un vero e proprio viaggio fra caos e passione, oscurità e luce, fragilità e forza; una lettera d’amore che invita a ri ettere sulle modalità con cui gli individui affrontano la fragilità e si rinnovano. La potenza espressiva dei movimenti gioca un ruolo chiave nella coreogra a, che si costruisce per ossimori su gesti esplosivi e al tempo stesso delicati, aggressivi ma anche gentili. Le luci di Barnaby Booth e le musiche di Adrien Casalis/Vimala contribuiscono al ritmo dell’opera, guidando gli spettatori a percepire l’essenziale dentro di sé. «In Mortal Heroes – spiega Ostheimer –l’obiettivo è creare uno spazio pulsante e teso che porti il pubblico in uno stato di eccitazione interiore ininterrotta e consenta di sperimentare il potere e la capacità di corpo, mente e movimento».

Z nMalta, Compagnia Nazionale di Danza contemporanea attiva dal 2014, fa parte della National Agency for the Performing Arts e si impegna energicamente a valorizzare il territorio maltese come vivace centro culturale nel panorama europeo delle pratiche artistiche. Il movimento è il cuore pulsante della sua ricerca

DANZA/2

artistica; una leva capace di generare cambiamento e trasformazione e di attrarre magneticamente il pubblico che resta sospeso in un’atmosfera profondamente suggestiva. Nata come spazio d’incontro che promuove la collaborazione artistica tra diverse voci locali e internazionali, oggi Z nMalta si compone di dieci danzatori stabili e due danzatori apprendisti, provenienti da Malta e da diversi paesi europei. A completare l’organico, un team di professionisti legati al mondo della danza e dell’arte che arricchiscono il lavoro curato da Matthew William Robinson, che ha assunto la direzione artistica nel 2024. Info: teatroalighieri.org

I Masque alla Casa del Teatro di Faenza con il potente “Voodoo”

Venerdì 20 marzo (ore 21) alla Casa del Teatro di Faenza va in scena Voodoo , potente creazione di Masque Teatro, ideata da Lorenzo Bazzocchi e interpretata (o, meglio, incarnata) da Eleonora Sedioli. La forza visionaria del teatro di Masque si esprime nel complesso dialogo che la compagnia sviluppa tra il discorso filosofico, la creazione di prodigiose architetture sceniche e il fondamentale ruolo della “Figura”. Info: teatroduemondi.it

TEATRO DI RICERCA

Al Rasi “Never Young”, la docu-performance tra danza e drammaturgia di Biancofango

Sabato 21 marzo (ore 21) al Teatro Rasi va in scena Never Young - Dov’è Lolit* oggi?, di Biancofango. In questa docu-performance – che prende forma tra danza e drammaturgia aperta – si compie un affondo nei nostri tempi che dà voce ai preadolescenti: ragazzi e ragazze che con i loro inediti corpi giocano a fare i grandi per lanciarsi nel domani. Una danza delle emozioni che intercetta la loro fragilità e sfrontatezza, lo smarrimento e il desiderio di emancipazione. Lo spettacolo si articola in cinque quadri che attraversano lo sviluppo della comunicazione di massa nel nostro paese dagli anni Novanta a oggi, con implicazioni nella relazione col corpo e la sessualità. Info: ravennateatro.com.

IL MISTERO BUFFO DI DARIO FO E FRANCA RAME RIVIVE

A BAGNACAVALLO NEI PANNI DI MATTHIAS MARTELLI

Martedì 24 marzo (ore 21), nell’ambito della rassegna Teatri d’Inverno – Sguardi sulla drammaturgia contemporanea, va in scena al Teatro Goldoni di Bagnacavallo la riproposizione del capolavoro di Dario Fo e Franca Rame Mistero Buffo, in cui l’indimenticato Eugenio Allegri dirige Matthias Martelli. Martelli – forte anche di una propria collaborazione con Dario Fo prima della scomparsa – è solo in scena, senza trucchi, con l’intento di coinvolgere il pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Un linguaggio e un’interpretazione nuova e originale, nel segno della tradizione di un genere usato dai giullari medievali per capovolgere l’ideologia trionfante del tempo dimostrandone l’infondatezza. Mistero Buffo non è il risultato di una ricerca libresca, astratta, sulla cultura popolare nel Medioevo, ma è innanzitutto la possibilità di ritrovare una nuova visione del mondo: quella della storia fatta dal popolo, vissuta e raccontata dal popolo stesso in opposizione alla storia ufficiale. Info: accademiaperduta.it.

Mercoledì 25 marzo (ore 20.45) al Teatro Comunale di Russi va in scena L’empireo (The Welkin), della pluripremiata drammaturga britannica Lucy Kirkwood, con la regia di Serena Sinigaglia. Uno spettacolo per riflettere sulle tematiche di genere senza retorica grazie a un testo militante, corale, avvincente e divertente. Ambientato nell’Inghilterra rurale del Settecento, L’Empireo è un testo monumentale e ambizioso, che racconta la storia di una giuria di dodici donne convocate da un giudice, che non può giustiziare per omicidio una ragazza perché si dichiara incinta. La giuria femminile dovrà decretare la verità o meno di questa affermazione, esercitando su di lei potere di vita o di morte. Info: ater.emr.it.

OPERETTTA

“La Vedova Allegra” al Masini di Faenza

Appuntamento con l’operetta al Teatro Masini di Faenza, che domenica 22 marzo (ore 16) ospita la Compagnia Corrado Abbati con La Vedova Allegra, celeberrimo libretto di Victor Léon e Leo Stein, musicato da Franz Lehàr, adattato e diretto dallo stesso Abbati. Le coreografie dello spettacolo sono firmate da Francesco Frola per il Balletto di Parma, mentre la direzione musicale è affidata ad Alberto Orlandi.

TEATRO RAGAZZI

“Pensieri sottili” al Socjale di Piangipane

Domenica 22 marzo (ore 16) al Teatro Socjale di Piangipane la compagnia Teatro all’improvviso – uno dei pionieri del teatro per l’infanzia – porta in scena Pensieri sottili. Una piccola scatola-teatro dove i pensieri si concretizzano in sagome di cartone e lo spettatore è sospeso tra quello che succede e quello che potrebbe accadere: niente è prevedibile, ma tutto è possibile. Info: ravennateatro.com.

INCONTRO

Marco Martinelli ospite dell’Of cina Grande Teatro

Lunedì 23 marzo (ore 19) al Cisim prosegue Officina Grande Teatro, progetto di incontri legati al percorso de Il Grande Teatro di Lido Adriano, che anche quest’anno sarà al Ravenna Festival con lo spettacolo Viaggio in Occidente. Sarà Marco Martinelli l’ospite dell’incontro con un appuntamento dedicato a “Il coro”. Il regista e drammaturgo fondatore delle Albe nel 2023 ha anche scritto un libro sull’argomento, Coro (Akropolis Libri). «Lavorare sul coro, per marco Martinelli, significa condurre una ricerca sull’essenza del teatro, sul suo senso, e su quanto sia possibile far riverberare, negli spettacoli di cui è autore e regista, l’esito sempre nuovo di questa ricerca», scrivono Clemente Tafuri e David Beronio nella prefazione. Info: ccisim.it.

Foto di Camille Fenech
“L’EMPIREO” DI LUCY KIRKWOOD A RUSSI
PROSA

CLASSICA/1

Mercoledì 25 marzo (ore 21) il grande pianista di origine iraniana Ramin Bahrami – noto per essere uno degli interpreti più apprezzati al mondo di Bach – si esibirà al Teatro Alighieri eseguendo Le sette Toccate per tastiera, composte negli anni formativi di Bach e caratterizzate da una natura improvvisativa, una sorta di libertà che consente un’ampia gamma di possibilità interpretative esplorate magistralmente da Bahrami. L’esecuzione delle Sette Toccate si annuncia come ulteriore momento di grande coerenza stilistica in una sorta di dialogo senza tempo con uno dei più grandi compositori della storia della musica. Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione e guida all’ascolto do Alberto Spano, giornalista e critico musicale.

CLASSICA/4

Concerto a sorpresa al museo in occasione di “Tasti”

Domenica 22 marzo (ore 17) nella Sala del Refettorio del Museo Nazionale la rassegna Tasti – serie di concerti dedicata alle tastiere antiche e organizzata dall’associazione Collegium Musicum Classense – prosegue con un concerto a sorpresa. Si esibirà infatti il vincitore del concorso internazionale di clavicembalo organizzato dal Conservatorio di Pesaro, che verrà proclamato solamente sabato 21 marzo.

RAPHAEL GUALAZZI AL MASINI DI FAENZA

Giovedì 26 marzo (ore 21), al Teatro Masini di Faenza, Raphael Gualazzi (voce e pianoforte) sarà in concerto con Anders Ulrich (contrabbasso, basso elettrico) e Gianluca Nanni (batteria e back vocal). Questa formazione regala un omaggio alla musica acustica, spaziando da ispirazioni del repertorio afroamericano a divertissement su celebri temi della canzone italiana e tradizione operistica, così come una selezione delle composizioni di Gualazzi stesso che raccontano il suo percorso musicale.

CLASSICA/2

Il pianista Timothée Richard ospite di Mikrokosmi

Domenica 22 marzo (ore 11) la rassegna Mikrokosmi prosegue alla sala Corelli del Teatro Alighieri con il concerto del pianista Timothée Richard, legato alla Fondazione La Società dei Concerti di Milano, il quale proporrà musiche di Mozart, Debussy e Chopin.

Prove aperte al Goldoni con Accademia Bizantina

Giovedì 26 marzo (ore 16) la rassegna Libera la Musica propone al Teatro Goldoni di Bagnacavallo le prove d’orchestra aperte al pubblico del concerto Lacrimosa, che verrà eseguito in aprile in Polonia. La prova – che sarà soggetta a tutte le interruzioni e le riprese di una ordinaria prova d’orchestra – vedrà protagonisti il soprano Suzanne Jerosme, il contralto Delphine Galou (nella foto), Ottavio Dantone (direzione e clavicembalo) e l’ensemble di Accademia Bizantina. Verranno eseguiti lo Stabat Mater di Pergolesi e brani di Porpora. Prenotazioni al numero 0545-61208.

AGENDA CONCERTI

Al Teatro Socjale i Led Zeppelin rivisitati dal sax di Francesco Bearzatti

CLASSICA/3

La Corelli con Jacopo Rivani all’Alighieri

Martedì 24 marzo (ore 21) la stagione Ravenna Musica porta sul palco del Teatro Alighieri i componenti dell’Orchestra La Corelli, diretti da Jacopo Rivani. In programma le Jazz Suites I e II di Dmistrij Shostakovich e la composizione Apprendista Stregone di Paul Dukas, per concludere con Variazioni Sinfoniche di Cesar Franck eseguite con la partecipazione del pianista Alessio Lowenthal, talentuoso allievo dell’Accademia Pianistica di Imola.

GLI INGLESI ILL CONSIDERED AL LUPO DI LIDO DI SAVIO

Domenica 22 marzo (ore 18) la stagione di Area Sismica prosegue al Lupo di Lido di Savio ospitando gli inglesi Ill Considered, che con una serie di album acclamati dalla critica e performance dal vivo in tutta Europa e oltre si sono affermati come una delle voci di spicco della musica improvvisata contemporanea, attirando sia gli amanti del jazz che un pubblico più ampio. La formazione è composta dal sassofonista tenore Idris Rahman, dal batterista Emre Ramazanoglu e dal bassista Liran Donin, ognuno dei quali apporta una ricca esperienza proveniente da diversi background musicali.

Venerdì 20 marzo (ore 21.30) ascolteremo al Teatro Socjale di Piangipane Post Atomic Zep, progetto/album dell’acclamato sassofonista italiano Francesco Bearzatti, noto per il suo approccio al jazz che è solito spingersi oltre i confini del genere. L’album rappresenta un omaggio del tutto originale all’iconica rock band dei Led Zeppelin. Affiancato da Danilo Gallo al basso e Stefano Tamborrino alla batteria, Bearzatti offre una versione fresca e certamente originale di alcuni dei più grandi successi dello strico gruppo britannico.

L’arpa di Adriano Sangineto e il jazz-fusion dei Jam Republic al Mama’s Club

Usuale doppio live nel weekend del Mama’s Club. Venerdì 20 marzo (ore 21.30) si inizia con Arpacadabra, il progetto di Adriano Sangineto che porta l’arpa celtica al centro del Balfolk. Uno strumento sorprendentemente ritmico e melodioso, che accompagna danzatori e ascoltatori attraverso le più amate danze popolari europee: scottish, mazurke, bourrée, An Dro e molte altre. Sabato 21 marzo (ore 21.30) ecco poi il jazz-fusion dei Jam Republic. Il progetto Jam Republic si muove in un territorio ibrido: radici nel jazz e nella fusion, con passaggi verso modern funk e groove contemporanei.

She’s Analog: post rock e free jazz al Clan Destino

Sabato 21 marzo (ore 22) al Clan Destino di Faenza arrivano gli She’s Analog, trio sperimentale che si pone tra post-rock e postjazz. No longer, not yet, il secondo album di She’s Analog uscito a maggio 2025 per l’etichetta francese Carton e l’taliana Torto Editions, è una zona di transito, in cui tutto si dispiega e fiorisce. Una zona di transito non esclusivamente musicale, che rappresenta quello spazio liminare in cui ci muoviamo e creiamo.

IL FESTIVAL

33 VOLTE “AROUND THE ROCK”, DEDICATO ALLA MUSICA ORIGINALE

Da giovedì 19 a sabato 21 all’Almagià in arrivo 13 band del territorio

Da giovedì 19 a sabato 21 marzo (sempre dalle ore 21) si terrà all’Almagià la 33ª edizione di Around the Rock, lo storico festival dedicato alla musica originale e alla scena indipendente del territorio. Nella prima serata di giovedì 19 marzo sul palco si alterneranno Melly17, progetto pop punk, poi gli Heavy Action, band che mescola rock classico, psichedelia e hard rock; i Five Sides, formazione alternative rock tra emo e pop punk; e i Romeo, gruppo che riporta sul palco un rock’n’roll energico tra in uenze glam e attitudine vintage. Venerdì 20 marzo in apertura La Riva, progetto costruito su chitarre riverberate e tensioni atmosferiche. A seguire gli Stereocoma (nella foto, di Marco Parollo), con un pop punk diretto e ad alta energia. Spazio poi a sonogiove, progetto di Giovanni Casadei che sviluppa un indie pop lo- essenziale e introspettivo. Chiudono la serata gli Edna Frau, tra post-punk e indie wave. Sabato 21 marzo partenza con Emanuele Presta, con un set essenziale costruito su chitarra acustica. A seguire i Kuf, formazione indie rock in italiano. Spazio poi a Provinciale, progetto indie pop sospeso tra malinconia e atmosfere notturne, e al rapper Sidstopia. Chiudono il festival i Kindergarten, band alternative rock che af anca chitarre solide a inserti elettronici e dinamiche indie pop.

IL PIANSITA RAMIN BAHRAMI ALL’ALIGHIERI CON LE “SETTE TOCCATE” DI BACH
JAZZ

BARRY LYNDON

Finalmente è giovedì gio. 19: ore 20.30

r o Star Wars r raz

UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA ven. 20 - sab. 21: ore 18.00 - 21.00 dom. 22: ore 15.00 - 18.00 - 21.00 * *Versione Originale Sottotitolata

di EmpiRa, il fanclub cittadino, è nato il primo gruppo italiano dedicato ai costumi di Guerre Stellari cial

to dalla cas il et edia degli appassionati ri ane alta, speria o in n rica bio genera ionale

Cavalieri e spade laser, astronavi futuristiche, pericolosi Sith e droidi amichevoli: l’universo di Star Wars, con le sue storie e i suoi personaggi, ha da tempo trasceso i con ni dello schermo e della fantascienza trasformandosi in un fenomeno di culto intergenerazionale. Ma in che modo una saga quasi cinquantenne riesce ancora a sopravvivere e a parlare alla contemporaneità? Per Roberto “Roby” Rani, ravennate classe 1974, il segreto è «nel viaggio: non solo quello “ sico”, in una galassia lontana lontana, ma l’astrazione di un universo fantastico che offre una via di fuga da una quotidianità sempre più allarmante». Nella vita Rani è il responsabile logistico di un’azienda di guarnizioni a Fornace Zarattini, ma nel tempo libero veste i panni di un cacciatore di taglie, tra elmi, armi stampate in 3D e uniformi logore. È proprio per dare vita e materia a un frammento di quell’universo fantastico che nel 2010, insieme a Marco Puglia, Gabriele Galli, Federico Salatelli e Matteo Diversi, tutti appassionati di Guerre Stellari, nasce EmpiRa, il primo fanclub sul tema in città. «Uno spazio sicuro, una “club house” dove passare tempo di qualità tra persone che condividono le stesse passioni». Fin dal primo momento, il club si è dato degli obiettivi, tutti portati a termine nel corso di questi 15 anni: produrre un fan lm, organizzare una convention e una maratona dei titoli della saga. Al 2025 gli iscritti al club sono circa 300 e, nel tempo, si è aggiunto un nuovo progetto: l’istituzione di un gruppo di costuming Nomads nasce nel 2023 e, da dicembre 2024, è diventato il primo fan group italiano ufcialmente riconosciuto dalla Lucas lm. «Anche in questo caso tutto è partito come un gioco tra amici – spiega Rani –. Abbiamo creato i costumi, realizzato gli shooting e sottoposto il materiale alla commissione della casa di produzione cinematogra ca. Per loro è importante incentivare i progetti dei fan, ma bisogna attenersi a delle linee guida precise». Per questo il gruppo si è reso indipendente da EmpiRa: non può essere un’associazione o un’organizzazione registrata ma può partecipare a ere e soprattutto a eventi bene ci. L’attività dei Nomads si inserisce a metà tra il cosplay e la rievocazione storica: lo scopo dei gruppi di costuming infatti va oltre il “travestimento” e cerca di ricostruire i costumi, gli scenari e gli atteggiamenti dei protagonisti della saga nella maniera più accurata possibile, cercando di reperire pezzi vintage o oggetti di scena scovati su Vinted e mercatini, oppure cucendo la pelle o stampando in 3D armi, elmi, pezzi di armatura e tutto quello che può aiutare a rendere un costume “swibes” (termine da loro inventato per identi care un costume che porta immediatamente alla mente l’estetica della saga). Nello speci co, il gruppo dei Nomads si concentra nel dare vita a personaggi originali: non si replicano i costumi dei protagonisti iconici, ma si immaginano le vite e le storie di tutti gli altri “cittadini dell’Impero” che fanno da sfondo a Jedi e Stormtrooper. «Un

Vieni a vivere la Pasqua con noi insieme alla tua Famiglia Menù alla carta

Prenota subito il tuo tavolo I POSTI SONO LIMITATI

«Il “costuming” va oltre il cosplay: non si replicano i costumi conosciuti ma si immaginano quelli di altri»

gruppo di costuming va oltre il semplice cosplay. Il cosplay è un’attività individuale e il dettaglio non è sempre così importante. Noi cerchiamo di presentare uno stand immersivo, di ricreare un piccolo angolo di Galassia – precisa Rani –, la costruzione dei costumi è lunga e spesso anche costosa, cerchiamo di reperire props uguali a quelli usati nei prodotti uf ciali, tra cui materiale militare, uniformi belliche ma anche giocattoli in scala 1:1 prontamente modi cati, e ci aiutiamo a vicenda nel realizzare artigianalmente i dettagli». Il gruppo conta 36 membri uf ciali: per partecipare non è necessario avere già un costume o abilità in ambito sartoriale ma è richiesta tanta passione e interesse verso la galassia di Star Wars: «È fondamentale per noi, creare una backstory ai nostri personaggi, coerente con l’universo immaginato da George Lucas, un po’ come succede nei giochi di ruolo da tavolo come D&D o nei larp (giochi di ruolo dal vivo ndr)» aggiunge il presidente. Il gruppo, tuttavia, non si occupa di combattimenti con le spade laser coreografati o indirizzo sportivo, ma collabora con realtà dedicate. I costumi vengono poi approvati da una commissione interna di giudici, secondo dei parametri ben precisi e severe linee guida. In questi due anni i personaggi sono stati portati all’interno dell’ospedale di Bologna, per infondere un po’ di magia nei reparti di pediatria, e in diverse ere di settore come il Nerd Show o il Play di Bologna, il Gardacon o il Comofun. In febbraio c’è stato invece un servizio fotogra co in Normandia per cinque guranti del gruppo. «Tra i progetti c’è anche quello di portare lo stand al Lucca Comics and Games e magari, forze permettendo, creare un nuovo evento a Ravenna per i 50 anni di Star Wars, nel 2027».

Nel 2019 EmpiRa ha organizzato Ravenna Strikes Back, una convention che ha radunato fan e appassionati da tutta Italia, mentre nel 2017 il fan club ha scritto e prodotto il cortometraggio Sacri cio: Unof cial Star Wars Story, girato interamente su territorio ravennate, da Marina di Ravenna all’Oasi di Punte Alberete e la pineta di San Vitale, ma anche utilizzando strutture abbandonate e alcuni residuati della Seconda guerra mondiale. Il fan- lm, rmato da Rani e Puglia e diretto da Michele Lugaresi e Alessandro Randi, è stato poi presentato uf cialmente al Lucca Comics nel 2019: «Realizzare il lm è stato bellissimo, riguardarlo… meno – sorride Rani –. In quanto fan siamo molto critici sul nostro lavoro, ma siamo felici di aver raggiunto questo traguardo. Avevamo iniziato un percorso di crowfunding, ma abbiamo avuto problemi per i diritti e abbiamo nanziato il progetto internamente». Guardando al futuro del fandom, la speranza è quella di un ricambio generazionale che sembra tardare ad arrivare: «Il fandom di Star Wars è uno dei più longevi in Italia. Negli anni è cambiato, certo, abbiamo abbandonato i forum in favore delle più immediate community di Whatsapp. L’età media degli appassionati però rimane alta» ammette il presidente. Il club ravennate è composto principalmente da over 40, con qualche trentenne e pochi ventenni. «Soprattutto i nostri gli – scherza Rani –. Purtroppo la saga non ha saputo reinventarsi completamente come altri prodotti sul mercato: i più giovani sembrano interessati maggiormente al mondo Marvel, a Harry Potter o Stranger Things. I nuovi prodotti dell’universo di Lucas sembrano creare spaccature anche tra i fan di vecchia data: a serie come The Mandalorian o Andor, che hanno ridato respiro e speranza alla saga, si sono alternate uscite più controverse, come la trilogia del 2015 o la miniserie The Book of Boba Fett, Obi-Wan Kenobi o The Acolyte».

di Maria Vittoria Fariselli CINEMA

Due film dal passato che hanno visto il futuro

“Is it future or is it past?” (Twin Peaks).

La cinematogra a occidentale ha cercato spesso di raccontare il futuro, che in alcuni casi è già diventato passato, prevedendo cosa sarebbe successo. Analizziamo due cult movie di due decenni differenti.

Rollerball (di Norman Jewison, 1975)

La società mondiale del 2018 ha azzerato i con itti, ma al prezzo della scomparsa delle nazioni, sostituite da grandi Corporazioni che, garantendo un benessere ef mero, esercitano un controllo totale sulla vita dei cittadini. La violenza è tollerata unicamente all’interno dell’unico sport nazionale, il rollerball: una sorta di bowling umano sui pattini, in cui, man mano che si avanza verso le fasi nali del torneo mondiale, le regole si dissolvono lasciando spazio a una ferocia sempre più estrema. Il giocatore simbolo è il capitano di Houston, Jonathan E. (un grande James Caan), un uomo ancora capace di pensiero indipendente, al quale i rappresentanti del potere chiedono di ritirarsi. In piena Guerra Fredda, è naturale leggere nel lm una possibile metafora dell’Unione Sovietica, ma l’opera voleva anche rappresentare un monito per la società americana. Il contesto politico delicato si ri ette anche nella scelta di escludere Mosca dalle naliste del torneo, a favore di Madrid, Tokyo e New York. Elemento distintivo del lm è la magni ca colonna sonora, composta da celebri brani di musica classica. Pur avendo probabilmente intenti più ampi, il lm nisce per immaginare un 2018 che, a livello concettuale, non appare così distante dalla realtà. Proprio questa vicinanza lo rende ancora oggi una visione classica ma sorprendentemente attuale, ricca di spunti e ideale per stimolare il dibattito.

Essi vivono (di John Carpenter, 1988)

Sempre in un futuro prossimo, in una Los Angeles decaduta e deturpata dall’attuale sistema politico, l’operaio John Nada trova un paio di occhiali che permette di vederci molto chiaro: i manifesti pubblicitari sono messaggi subliminali (“obbedisci”, “consuma”, ecc…) e i capi(talisti) e la maggior parte dei poliziotti sono alieni scesi nel nostro pianeta con lo scopo di prosciugarne le risorse. Se (forse) Rollerball puntava il dito contro il comunismo, qui succede l’esatto contrario, perché Essi vivono, lm dichiaratamente progressista, individua il capitalismo come il male assoluto e le forze dell’ordine come meri esecutori del potere vigente.

Anche in questo caso non siamo lontani da una realtà dove l’ambiente è deturpato, il potere è in mano di pochi e le forze dell’ordine si sentono spesso autorizzate ad abusare del proprio potere. Carpenter, autore della colonna sonora, omaggia a mani basse la fantascienza degli anni ’50, suo pallino, presente in ogni elemento della vicenda, dagli alieni alle trasmissioni tv. Il lm è diventato un cult ed è stato omaggiato in ogni modo.

MUSICA FRESCA O DECONGELATA

Invertire i ruoli

di Francesco Farabegoli

Kim Gordon - Play Me (Matador, 2026)

Questa settimana parlavo con il mio amico Stefano della differenza di percezione tra la gura di Kim Gordon e quella di Thurston Moore, del modo in cui il loro personaggio pubblico e il loro brand di artisti si è evoluto nel corso dell’ultimo quindicennio. Se non li conoscete, si tratta di due ex-coniugi che dagli anni ottanta al 2011 sono stati la spina dorsale di quello che con tutta probabilità è il più celebre gruppo indierock della storia, i Sonic Youth. Era ovvio che la band non sopravvivesse al divorzio tra i due, del quale si è letto tanto (sia Thurston che Kim hanno pubblicato un’autobiogra a). Meno scontato, direi, che le due gure di artista abbiano in qualche modo cambiato segno. Lungo la storia della band la dinamica di coppia dei due aveva fatto una buona parte delle fortune dei Sonic Youth; Thurston era uno sperimentatore e un irriducibile amante delle avanguardie musicali, Kim un personaggio che pareva capitato dentro al punk un po’ per caso e sembrava avere più a che fare con le arti gurative e le frange più avanguardiste del mondo del fashion.

È un posizionamento che si è replicato in un modo o nell’altro no al momento cui la band si è sciolta. Moore ha avuto un ruolo di primo piano nelle frange più sperimentali del suono degli anni duemila, una sorta di talent scout delle avanguardie freak di tutto il mondo; oggi i suoi dischi mi pare che escano un po’ alla chetichella, e siano soprattutto la rappresentazione di una specie di rockettaro infoiato con qualche spruzzata di art rock che non si capisce molto bene da dove venga. Gordon, da parte sua, giganteggia sul mondo del pop colto. Settant’anni e passa, un look che dà ancora tre piste a tutti quanti, dischi che vengono recensiti con entusiasmo dalle riviste più attente del pianeta.

Anche il suo ultimo album è ottimo, va detto. Canta i testi che scriveva già ai tempi dei Sonic Youth, giustapposizioni un po’ casuali di immagini forti segnate da una bella botta femminista, con basi che potreste trovare in un disco industrial di ne anni settanta o in un album hip hop dei primissimi anni duemila – e sì, c’è il sospetto che i toni entusiastici abbiano più a che fare con la vibrazione generale che con la qualità del disco in sé. Che comunque non è affatto male.

*

Le divinità del mondo antico, una volta bandite dall’Olimpo, furono con nate negli incubi degli uomini. Così scriveva Heinrich Heine. Quando l’impero romano, sposò la religione cristiana dell’Unica Divinità non tutti si convertirono subito. “Pagani”, ovvero “campagnoli”, fu un modo dispregiativo per costringere in unico termine un vastissimo repertorio di culti e tradizioni dall’Irlanda al Baltico, che nel giro pochi secoli furono quasi del tutto cancellati. «Chi segue questa norma sarà chiamato cristiano cattolico, gli altri invece saranno considerati stolti eretici. Costoro saranno condannati anzitutto dal castigo divino, poi dalla nostra autorità che ci viene dal Giudice Celeste» fece scrivere l’imperatore Teodosio nell’Editto di Tessalonica (380 d.C.). I pagani e gli eretici iniziarono ad essere perseguitati con molta più determinazione di quanto i cristiani fossero mai stati perseguitati quando la loro religione era minoritaria. I templi furono convertiti in chiese o dati alle amme. Le statue greche e romane degli dei furono distrutte o sfregiate. Asportando il naso, un orecchio o un dito si toglieva il potere alla statua, per questo oggi molti dei reperti che troviamo nei musei sono monchi. Ne Il regno perduto degli dèi (Carocci editore), Francesco Borri, docente di storia medievale all’Università Ca Foscari di Venezia, racconta il paganesimo nell’Europa medioevale. I caratteri più evidenti erano nel culto della natura e degli animali. Così la propaganda cattolica dava a queste credenze toni foschi e demoniaci. «Schiavi di culti superstiziosi credevano che i loro dei fossero lusingati con la strage di esseri umani e dallo spargimento di sangue di loro consanguinei» scriveva Magno Felice Ennodio, parlando di sacri ci umani che questi popoli avrebbero compiuto uccidendo i propri gli all’altare degli dei, con l’intento di ingraziarseli in battaglia. Queste fonti cristiane in cui si parla “del nemico” oggi le chiameremmo fake news. La verità è che cristiani e pagani convivevano in molte città senza grandi problemi, nché qualcuno decise politicamente che per combattere contro i barbari fosse utile creare una narrazione del nemico. La religione venne di fatto usata come arma culturale per creare un avverso contro cui combattere. Vi ricorda qualcosa? La scomparsa del paganesimo però c’è stata solo in apparenza, molti riti sono rimasti nascosti dalle pieghe del tempo e sono sopravvissuti no a oggi, e oggi, in un occidente più laico sono tornati allo scoperto. Parlo di riti che vanno dall’Halloween celtico, per esorcizzare le divinità della morte, ai Lòm a Mêrz romagnoli, grandi fuochi per ingraziarsi le divinità a dare un buon raccolto. Gli antichi dèi sono ancora tra noi.

Gli antichi dèi sono ancora tra noi
di Matteo Cavezzali

APPROFONDIMENTI

m or a za a a r o r a a o

È anche una questione di sostenibilità: usarne meno, usarla meglio, recuperare il calore con coperchi e recipienti adeguati è un modo concreto per diminuire consumi, errori e scarti

Quando bolle “troppo forte”...

In cucina l’acqua è spesso considerata un mezzo neutro: serve per bollire, per diluire, per evitare che gli alimenti si attacchino. In realtà è uno degli elementi più attivi dell’intero processo culinario. Non solo perché è presente in moltissime preparazioni, ma perché governa temperatura, consistenza e trasformazioni chimico- siche più di quanto si immagini.

Dove c’è acqua, il calore cambia comportamento: nché questa è presente allo stato liquido, la temperatura non supera i 100 °C. Questo limite, che in laboratorio è un datosico elementare, in cucina diventa invece uno strumento di controllo potentissimo. L’acqua rallenta le reazioni, protegge il cibo da eccessi termici e rende le trasformazioni più graduali. Non è un caso se molte cotture considerate “delicate” avvengono in ambiente umido.

L’acqua, però, non è solo un regolatore di temperatura. È anche un solvente straordinario: scioglie sali, zuccheri, composti aromatici e permette la migrazione di sostanze dall’interno dell’alimento verso l’esterno e viceversa. Cuocere in acqua signi ca sempre modi care la composizione del cibo. A volte in modo desiderabile, altre meno. E il punto non è evitare la perdita, ma capire quanto e cosa stiamo perdendo.

È per questo che il rapporto tra alimento e acqua ha una grande importanza. Immergere grandi quantità di cibo in molta acqua

Una bollitura violenta non cuoce meglio. Dal punto di vista fisico, una volta raggiunti i 100 °C la temperatura dell’acqua non aumenta più: l’energia in eccesso serve solo a produrre vapore e a rendere il movimento del liquido più turbolento. Questo moto convettivo intenso provoca urti continui tra gli alimenti e le pareti della pentola, favorendo la disgregazione delle strutture più delicate e aumentando la dispersione di sostanze idrosolubili. Quindi, un bollore stabile e moderato è quasi sempre preferibile. Questo è evidente nella cottura delle verdure: se il bollore è troppo vigoroso, gli ortaggi vengono sbattuti contro le pareti della pentola e tra loro, con il risultato di rompere i tessuti vegetali e accelerare la perdita di zuccheri, sali minerali e composti aromatici. Un sobbollire regolare mantiene invece la temperatura necessaria limitando le perdite. Lo stesso vale per i legumi. Una bollitura troppo forte rompe la buccia e favorisce la fuoriuscita dell’amido interno, rendendo il liquido torbido e la consistenza meno uniforme. Una cottura più dolce permette invece all’acqua di penetrare gradualmente nei tessuti senza danneggiarli. E anche il brodo è un buon esempio: un’ebollizione violenta emulsiona grassi e impurità nel liquido, rendendolo torbido. Per ottenere un brodo limpido, la tradizione gastronomica raccomanda da sempre un leggero fremito, che consente alle particelle di coagulare e salire lentamente in superficie.

porta ad una dispersione maggiore di sostanze idrosolubili. Ridurre il volume, invece, usare tempi corretti e salare con criterio permette di limitare le perdite e mantenere una maggiore intensità di sapore. L’acqua, insomma, non annacqua di per sé: lo fa una gestione poco consapevole.

Dal punto di vista strutturale, l’acqua è un agente di trasformazione profondo

PILLOLE DI SCIENZA

Capire cosa succede nel piatto per cucinare meglio, mangiare con consapevolezza e ridurre gli sprechi di Giorgia Lagosti Maestra di cucina Aici, esperta e consulente di comunicazione nel settore cibo, giornalista freelance

Negli alimenti ricchi di amido, come cereali e tuberi, penetra nei granuli e ne provoca la gelatinizzazione, modi cando consistenza e digeribilità. Nelle verdure, fa rigon are le bre e altera la rigidità delle pareti cellulari. Nelle proteine, un ambiente umido favorisce la denaturazione senza le brusche reazioni di super cie tipiche delle alte temperature secche. In tutti i casi, l’acqua costringe la materia a riorganizzarsi.

C’è poi un aspetto che spesso viene trascurato: ci siamo mai chiesti quanta energia serve per scaldare l’acqua? Portare a ebollizione grandi volumi richiede tempo ed energia, che spesso non sono necessari. Pentole sovradimensionate, acqua in eccesso, cotture prolungate oltre il necessario sono tutte forme di spreco invisibile. Ridurre l’acqua signi ca

MINI RICETTA SCIENTIFICA

LE VERDURE BOLLITE (CON POCHISSIMA ACQUA)

Tagliare le verdure (non quelle verdi) in pezzi regolari. Utilizzare una pentola di dimensioni adeguate e aggiungere solo l’acqua necessaria a coprire parzialmente il fondo. Portare a temperatura con coperchio, quindi inserire le verdure, e semmai qualche erba aromatica per profumare la preparazione. La cottura avviene grazie alla combinazione di acqua e vapore. A fine cottura, scoperchiare per favorire una leggera evaporazione.

Risultato: meno acqua usata, meno energia consumata, verdure più saporite e strutturalmente integre.

pertanto ridurre l’energia impiegata e aumentare l’ef cienza del “sistema cucina”.

Da questo punto di vista, l’acqua è anche una questione di sostenibilità. Usarne meno, usarla meglio, recuperare il calore con coperchi e recipienti adeguati non è una scelta marginale ma un modo concreto per diminuire consumi, errori e scarti. Ancora una volta, la conoscenza scienti ca non complica la cuci-

Le verdure verdi vanno cotte senza coperchio

Quando si lessano verdure verdi come fagiolini, zucchine o spinaci, spesso si consiglia di lasciare la pentola scoperta. Non è solo una questione estetica: riguarda il comportamento dell’acqua durante la cottura. Nel liquido in ebollizione, le cellule vegetali rilasciano gradualmente acidi organici. Questi composti si sciolgono nell’acqua e, se rimangono concentrati nel recipiente, abbassano il pH della soluzione. In ambiente più acido la clorofilla, il pigmento responsabile del colore verde, tende a trasformarsi in composti più scuri e opachi.

Lasciare la pentola scoperta permette all’acqua di evaporare leggermente e soprattutto consente la dispersione di parte delle sostanze volatili liberate durante la cottura. In questo modo il liquido resta meno acido e la clorofilla si mantiene più stabile, di un verde brillante.

na: la rende più razionale. L’acqua non è quindi un semplice sfondo delle preparazioni. È un ingrediente attivo, che governa temperatura, scambi, struttura e tempo. Imparare a considerarla per quello che è signi ca cucinare con maggiore precisione, rispettare le materie prime e ridurre gli sprechi. Anche qui, niente magie: solo scienza applicata alla quotidianità

COSE BUONE DI CASA

A cura di Angela Schiavina

Un libro sulle cotolette. E la ricetta

Questa settimana vi parlerò di un libro: Storia mondiale della cotoletta (ed. Il Saggiatore) di Luca Cesari. L’autore è nato a Bologna, è uno storico della gastronomia e ha scritto alcuni libri che sono stati tradotti anche all’estero. In tutti i Paesi del mondo c’è una cotoletta, in ognuno di noi c’è un ricordo con la cotoletta: il famoso panino della gita con la scuola, le discussioni fra quelle bolognese, milanese o austriaca. Durante la presentazione a cui ho partecipato, mi ha stupito sentir dire dall’autore che la migliore della sua vita l’ha mangiata in Giappone. Oggi la mia ricetta è quella di Gualtiero Marchesi.

Ingredienti(per 4 costolette): 1 kg di carrè di vitello; 4 uova grandi, 300 g di pangrattato, 300 g di burro chiari cato; sale di Maldon.

Preparazione: Tagliate 4 fette di circa 250 grammi l’una di vitello, appiattitele no a 3 cm (io le faccio preparare al macellaio). In una fondina sbattete le uova e passatevi ogni fetta per alcuni minuti. Poi passare le carni in un largo piatto dove avrete messo il pane grattugiato (io uso del pan carré). Premere af nché si ricoprano bene. In una padella aggiungere la metà del burro e appena inizia a soffriggere (165 gradi) adagiarvi le carni e farle rosolare per 4/5 minuti. Poi girate le cotolette e aggiungere poco alla volta il restante burro (che non deve diventare color nocciola). Quando saranno diventate dorate, togliete le cotolette, adagiatele sopra a una carta da fritti e salatele, prima di servirle. N.B.: la “costoletta” alla milanese deve avere l’osso ed essere di carne di vitello.

SBICCHIERATE

Un rosso convincente da Pianoro

Assecondando il clima grigio del momento, ieri sera ho aperto un rosso, il Rosso dell’azienda Scandelara di Pianoro (Colli bolognesi), che è Barbera al 100% con 15 giorni di macerazione sulle bucce di cui 10% a grappolo intero. Questo rosso non si beve, si affronta. Come una la alle poste, ma con più soddisfazione nale. Alla vista si presenta con un colore rosso che chi studia chiamerebbe “rubino”, ma che in realtà è più un “ho deciso di fare sul serio”. Niente trasparenze timide, qui si entra subito nel merito, senza convenevoli. Al naso, invece, è un piccolo romanzo russo: parte con note di frutta rossa, poi ci ripensa, inserisce una leggera spezia, forse un accenno di terra, e in ne ti guarda come per dire “hai capito qualcosa o devo fare un disegnino?”. È uno di quei profumi che non si limitano a esistere, ma pretendono attenzione, come certi parenti a Natale. In bocca è sorprendentemente democratico, entra deciso, si allarga, prende spazio, ma senza mai diventare invadente. I tannini ci sono, ma non fanno i gradassi, sono più da “presenza discreta ma costante”, come il collega che lavora davvero. Il nale è persistente, ma non in modo ossessivo: resta quel tanto che basta per farti venire voglia di un altro sorso, e poi un altro ancora, nché inizi a pensare che forse i sommelier, in fondo, non esagerano sempre.

A cura di Alessandro Fogli

«A Lugo è rientrata l’emergenza alluvione, a m o a 10 a or a az o

Ne parla Lentini di Sir Case, impegnato anche nel recupero dello storico palazzo Brusi

«Lugo è la “leonessa” della Bassa Romagna, con un mercato immobiliare vivace e aumenti no al 10 percento sul valore degli immobili in pochissimi anni». A parlare è Luigi Lentini, titolare dell’agenzia Sir Case a Ravenna e Lugo e nel settore da quasi 30 anni. Un trend positivo, quello di Lugo, che, seppur con intensità minore, coinvolge anche i centri più piccoli. «La domanda si orienta soprattutto verso abitazioni immediatamente abitabili - continua Lentini -, con un mercato fortemente trainato dall’usato». Rallenta invece il nuovo, principalmente a causa dell’aumento dei costi di costruzione, aggravati dalle recenti tensioni in Medio Oriente. «Oggi a Lugo una villetta indipendente di nuova costruzione parte da circa 300mila euro: una cifra signi cativa per il contesto locale», spiega l’esperto. Per rispondere alla crescente urgenza abitativa mantenendo i costi contenuti e senza gravare ulteriormente sul consumo di suolo, la strada suggerita è quella della riquali ca di vecchi immobili, adeguati energicamente e ristrutturati per rispondere alle esigenze dei nuovi compratori. Anche la contrazione del mercato legata alla perdita di case dopo le alluvioni sembra ormai superata. «L’emergenza è rientrata - prosegue Lentini - ma anche nei momenti più critici è stato fondamentale gestire al meglio la situazione. Tutti i nostri clienti colpiti dagli eventi alluvionali sono stati af ancati da tecnici convenzionati per interventi di asciugatura e ripristino, riuscendo così, se necessario, a vendere l’immobile senza particolari dif coltà o con riduzioni di prezzo contenute. La chiave resta sempre la trasparenza nella gestione della trattativa, favorendo il recupero di immobili di seconda mano». In questa direzione va anche la ristrutturazione dello storico palazzo Brusi in centro a Lugo, tra via Sassoli, via Garibaldi e via Fermini. L’imponente edi cio (un palazzo familiare di ne 1800) è stato rilevato proprio dall’agenzia Sir Case, in collaborazione con l’impresa edile imolese S.o.g.e.i. per essere trasformato in un lotto suddiviso in 21 appartamenti di nuova generazione. L’ingresso degli inquilini è previsto per settembre 2026 e ad oggi su 21 appartamenti sono solo 5 ad essere rimasti invenduti (3 sono invece stati ceduti in permuta ai precedenti proprietari dello stabile). «Si è trattato di un intervento particolarmente complesso - spiega Lentini -. Per questo ci siamo af dati a una ditta di

fuori Ravenna, ma che sapevamo essere particolarmente strutturata e adatta a lavori più delicati. Spesso le ristrutturazioni possono rivelarsi insidiose: quando si costruisce da zero si ha un business plan chiaro, quando si lavora su immobili esistenti invece si deve fare il conto con imprevisti di diversa natura e limitazioni urbanistiche o strutturali». Le fasce laterali della struttura sono state completamente ristrutturate, mentre la parte centrale è stata demolita e ricostruita da zero. «Grazie agli incentivi sulla ristrutturazione abbiamo studiato una quadra economica oggi dif cilmente ripetibile sul mercato - continua Lentini -, con un prezzo al metro quadro intorno ai 2.500 euro e diverse tipologie abitative, pensate per intercettare differenti fasce di spesa. Inoltre, tutti gli appartamenti sono dotati di parcheggio, così da non gravare ulteriormente sul carico urbanistico del centro cittadino». (ma.fa.)

COSTRUTTORI

«Rincari ingiusti cati sui materiali, il sistema è a rischio»

Sono numerose le segnalazioni da parte delle imprese di rincari ingiustificati sui materiali da costruzione nel territorio dell’Emilia-Romagna. La richiesta alle istituzioni è di arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi, non solo su carburanti e bollette: l’auspicio è una misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise.

«Stiamo ricevendo segnalazioni da parte delle nostre Imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio e con aumenti dei costi di trasporto», conferma il presidente di Ance Emilia Romagna, Maurizio Croci.

«Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia che, nel territorio dell’Emilia-Romagna, è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr nei tempi previsti», continua il presidente.

Per questo Ance Emilia Romagna segnala che, senza un intervento urgente, le Imprese saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema.

Conclude il presidente: «Ecco perché auspichiamo che il Governo adotti uno strumento per ridurre l’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto».

Verso il recupero del “quartiere San Rocco”

pera ioni di sgo bero e p li ia, in attesa della ri ali ca ione

Il cosiddetto quartiere San Rocco di Faenza è tornato al centro dell’attenzione cittadina, segnando un passaggio che unisce interventi di sicurezza e prospettive di rigenerazione urbana. Nell’area dell’ex cantina Zanzi, tra via Ravegnana, via Frontali e via Donizetti, sono infatti scattate operazioni di sgombero che hanno portato allo smantellamento di ricoveri di fortuna e alla rimozione di situazioni di occupazione abusiva, da tempo segnalate dai residenti per episodi di degrado e attività illecite.

L’intervento, condotto con il coinvolgimento della Polizia Locale, della custodia giudiziaria e delle forze dell’ordine, rappresenta solo il primo passo di un’azione più ampia. In parallelo allo sgombero, sono infatti già iniziati i lavori di messa in sicurezza dell’area: nei giorni scorsi sono stati demoliti due manufatti utilizzati come ripari di fortuna, mentre sono attualmente in corso operazioni di pulizia, rimozione dei ri uti e della vegetazione spontanea. A queste

MERCATO&COMPRAVENDITA

seguiranno il ripristino delle recinzioni e ulteriori interventi per garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate. Dopo anni di stallo, legati anche alle vicende della precedente gestione societaria e a un’interdittiva antima a che aveva di fatto congelato ogni sviluppo, il comparto sembra ora avviato verso una nuova fase. «Superate le criticità che ne bloccavano lo sviluppo, è entrato nella fase operativa il piano di recupero dell’area», ha dichiarato il sindaco di Faenza, Massimo Isola, sottolineando il lavoro congiunto tra istituzioni per sbloccare una situazione rimasta a lungo irrisolta. Un passaggio decisivo sarà l’asta per il lotto edi cabile dell’area: un momento ritenuto fondamentale per attrarre nuovi investitori e rilanciare concretamente il progetto di riquali cazione del quartiere. Parallelamente, l’amministrazione comunale ha già de nito una parte della visione futura, destinando i terreni di proprietà pubblica alla realizzazione di nuove aree verdi, con l’obiettivo di restituire lo spazio alla città e ai residenti.

Mondo Casa: la componente etica fa la differenza nel lavoro di mediazione immobiliare

«In una professione come la nostra, l’etica è tutto». Ne sono convinti Angela D’Altri e il nipote Manuel D’Altri, titolari dell’agenzia Mondo Casa di Ravenna, in viale Alberti 18. Con loro lavorano anche il fratello e il figlio di ngela, Andrea D’Altri e Filippo Galeati, che seguono la sede di Punta Marina, in viale dei Navigatori 14 ue agen ie a condu ione familiare, con due genera ioni mosse dalla stessa passione e attenzione ai clienti e alla trasparenza dei servizi. a una parte gli insegnamenti di ngela e ndrea, la conoscen a del territorio e delle dinamiche professionali dall altra l entusiasmo e l approccio innovativo dei pi giovani, con uno sguardo aggiornato sul mercato e sui suoi strumenti. «Niente chiamate a tappeto o porta a porta ai campanelli alla ricerca di nuovi immobili spiegano gli agenti di ondo asa . er noi fondamentale rispettare il cliente e i suoi spa i, lavorando soprattutto attraverso il passaparola e gra ie a clienti fideli ati che, dopo una prima esperien a, tornano ad affidarci i propri immobili. ollaboriamo inoltre con alcune agen ie fidate del territorio, nel rispetto della professionalità e del lavoro reciproco». el lavoro di media ione immobiliare, infatti, la fase più delicata

TRA EFFICIENZA ENERGETICA E SOSTENIBILITÀ: 800MILA EURO PER RINNOVARE LO STABILIMENTO

L’investimento di Cerdomus con la Energy Service di Hera

Cerdomus, realtà industriale specializzata nella produzione di gres porcellanato, ha portato a termine un importante intervento di ef cientamento energetico realizzato in collaborazione con Hera Servizi Energia (Hse), la Energy Service Company del Gruppo Hera. Allo stabilimento di Castel Bolognese è stata appena ultimata infatti la realizzazione di una nuova centrale termofrigorifera interconnessa all’impianto di cogenerazione già esistente, ottimizzandone il rendimento energetico. Il nuovo intervento, iniziato a metà 2025 e che ha comportato un investimento di 800 mila euro, è stato realizzato in collaborazione con Emil Gas e consente ora di sfruttare completamente il calore proveniente dall’impianto di cogenerazione, che sarà impiegato direttamente durante il periodo invernale per riscaldare lo stabilimento con energia pulita e utilizzato anche per il raffrescamento durante l’estate, grazie all’introduzione di un gruppo frigorifero con potenza nominale pari a 328 kW, permettendo così di climatizzare gli ambienti senza alcun incremento dei consumi e massimizzando la circolarità del sistema energetico. L’energia termica resa disponibile dal cogeneratore, ora sfruttata al cento per cento, ammonta a circa 500 kW ed è fruibile grazie alla realizzazione di una condotta di 120 metri dedicata al trasporto dell’acqua calda alla nuova centrale. L’intervento realizzato da Hse consente di ottenere bene ci energetici e ambientali pienamente misurabili. In particolare, si stima un risparmio annuo di circa 250.000 Sm3 di gas naturale per il riscaldamento degli ambienti durante il periodo invernale, cui si aggiunge una riduzione di circa 300 MWh di energia elettrica necessaria per la climatizzazione estiva, che equivalgono a 607 tonnellate di Co2 evitate ogni anno. È stata realizzata anche una nuova rete di distribuzione e trattamento dell’aria, progettata per garantire condizioni termo-igrometriche ottimali all’interno della nuova sala mostra di Cerdomus. Grazie all’installazione di sistemi di climatizzazione ad isola nelle aree di lavoro più prossime ai forni di cottura, saranno abbattute sensibilmente la temperatura anche nelle zone più impegnative del ciclo produttivo, migliorando le condizioni di lavoro durante i mesi più caldi.

non è vendere ma acquisire l’immobile nel modo corretto. È qui che la componente eti− ca fa la differenza. ondo asa preferisce partire sempre da un’analisi approfondita, evitando strategie che puntano a ottenere l incarico nel minor tempo possibile trascurando criticità e problematiche. na dinamica piuttosto diffusa riguarda ad esempio le valuta ioni troppo ottimistiche. na cifra elevata pu risultare gratificante per il proprietario e facilitare l affidamento dell immobile tuttavia, quando il prezzo non è allineato al mercato, la casa tende a restare invenduta e la trattativa si trasforma in una serie di ribassi progressivi. « lla fine spiegano ngela e anuel ltri – si rischia di arrivare a una vendita più bassa rispetto a quella che si sarebbe potuta ottenere con una stima realistica fin dall ini io». nche è un aspetto importante della trasparen a durante una vendita tunità, ma tutelare il valore della casa, evitando annunci duplicati e episodi di “turismo

immobiliare . econdo ondo asa il percorso efficace pi lineare prima si osserva e si studia l immobile, si confrontano i dati di mercato, si definisce una strategia e si individua il pubblico pi adatto. Solo a quel punto si avvia la ricerca dell’acquirente. «È impossibile avere il “cliente perfetto” per una casa di cui non si conosce nulla continuano gli agenti . olo dopo aver studiato con atten ione ambienti, spa i e caratteristiche che rendono unica una casa si pu immaginare la persona giusta per viverla» agen ia garantisce un assistenza completa prima, durante e dopo la vendita « alle sanatorie nel rispetto della regolarità urbanistica al reperimento di documenti e pratiche fiscali concludono gli agenti di ondo asa fino a ristruttura ioni, affitti o documenti mancanti. Ci occupiamo di tutto noi». www.gruppomondocasa.it − −

o ande no al aggio in vista della ristr tt ra ione di apparta enti di dili ia Residen iale Sociale a isl ene, ora li itare gli a tti brevi

Ha preso il via a ne febbraio un nuovo avviso pubblico della Regione. L’iniziativa permette ai cittadini di candidarsi per l’assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Sociale (Ers), ovvero appartamenti di proprietà pubblica che, a seguito di una futura riquali cazione, saranno locati a canone calmierato. Uno progetto rivolto a quella “fascia grigia” di famiglie con redditi intermedi che superano le soglie per l’edilizia popolare ma non riescono a sostenere i prezzi del libero mercato.

Per partecipare alla selezione, i cittadini devono possedere requisiti speci ci legati alla residenza e all’attività lavorativa in regione, oltre a una situazione economica documentata tramite Isee non inferiore a 8.000,00 euro e non superiore a 35.000,00 euro. Inoltre la somma dei redditi dei componenti del nucleo che occuperà l’alloggio non inferiore a 16.000 euro. Le domande possono essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma regionale (con credenziali SPID, CIE o CNS) no alle ore 12 del 6 maggio.

Il Sicet Cisl Romagna ha mobilitato tutte le proprie sedi per offrire consulenza e supporto tecnico. I cittadini possono rivolgersi, per ogni necessità, agli uf ci territoriali di Ravenna (0544 261811).

Sulla complessità della situazione interviene con una nota articolata Luca Giacobbe, segretario generale del Sicet Cisl Romagna: «Questo intervento non è solo una risposta tecnica alla carenza di case, ma rappresenta un vero atto di

giustizia sociale verso i lavoratori e le giovani famiglie che costituiscono il motore del territorio. Spesso ci troviamo di fronte a nuclei familiari che, pur lavorando, devono affrontare af tti che drenano oltre il 40% dello stipendio mensile; in questo senso, il canone calmierato diventa la boccata d’ossigeno necessaria per permettere alle persone di piani care il proprio futuro con maggiore serenità». «Dobbiamo però essere onesti - continua il segretario - sebbene questo bando sia un segnale positivo, non può costituire l’unica risposta a una crisi abitativa dalle radici profonde. In particolare, nei comuni costieri, il problema degli af tti brevi non è un fenomeno recente, ma una criticità strutturale che persiste da anni senza che siano state individuate soluzioni de nitive per bilanciare le diverse esigenze del territorio. Questa assenza di misure regolatorie ef caci nel tempo ha fatto sì che una parte signi cativa del patrimonio immobiliare venisse destinata prevalentemente all’uso turistico, riducendo l’offerta per i residenti e spingendo al rialzo i prezzi. Sebbene Ravenna sia attualmente la provincia con la disponibilità più ampia, potendo contare su 38 alloggi, i numeri di Forlì-Cesena e Rimini, rispettivamente con 8 e 3 unità, rappresentano solo un punto di partenza. Il nostro impegno sarà quello di sollecitare continuamente i Comuni af nché individuino e candidino nuovi immobili, perché il bisogno di casa richiede risposte urgenti che non possono attendere oltre».

EMERGENZA ABITATIVA/2

Case e locazioni, una proposta dalla cooperazione

Alloggi in affitto tra 450 e 500 euro al mese sostenuti da un modello finanziario che combina risorse pubbliche, investimenti privati limited profit e strumenti europei. È la proposta avanzata dalla cooperazione di abitanti di Legacoop. La proposta è stata presentata a Roma nel corso dell’incontro “European Affordable Housing Plan versus Piano Casa in Italia”, promosso da Legacoop Abitanti. L’obiettivo è ampliare l’offerta di locazioni accessibili anche in Emilia-Romagna, una delle regioni dove negli ultimi anni il mercato degli affitti ha registrato le tensioni più evidenti nelle aree urbane e universitarie.

Nelle principali città della regione i canoni di locazione sono cresciuti in modo significativo. In molti casi gli aumenti superano il 30-40% rispetto al periodo prepandemico. In questo contesto aumenta la difficoltà di accesso alla casa per una fascia sempre più ampia di popolazione. Non riguarda solo le categorie socialmente più fragili, ma anche lavoratori, studenti, giovani coppie e famiglie con redditi medi.

Il fenomeno è confermato anche dai dati regionali sulla domanda abitativa. Oltre 64.000 famiglie in Emilia-Romagna sono oggi alla ricerca di alloggi a canone calmierato, segno di una domanda di locazioni accessibili che supera ampiamente l’offerta disponibile. Per rispondere a questa domanda la proposta avanzata da Legacoop Abitanti punta a sviluppare nuovi interventi di edilizia residenziale sociale. L’obiettivo è realizzare alloggi con canoni compresi tra 450 e 500 euro al mese, mantenendo il costo della casa entro il 30% del reddito familiare. Il modello finanziario combina risorse pubbliche e private. Prevede il coinvolgimento di soggetti privati limited profit, come le cooperative di abitanti, con una quota di equity del 15%. A questa si aggiunge un contributo pubblico diretto e indiretto pari al 30%, attraverso fondi a fondo perduto, fondi di garanzia e disponibilità di aree o diritti edificatori. Il restante 55% è coperto da strumenti di debito a lungo termine, attivabili anche tramite istituzioni finanziarie europee. Per rispondere ai nuovi bisogni abitativi che emergono nei territori, la cooperazione sta lavorando anche alla definizione di nuovi strumenti organizzativi. Tra questi la nascita del Consorzio Convivere Emilia-Romagna, promosso da Legacoop EmiliaRomagna e costituito da cooperative di abitanti presenti sul territorio regionale. Il consorzio coordina nuovi interventi abitativi cooperativi e rafforza il mutualismo abitativo. L’attività si concentra sulla rigenerazione urbana e sul recupero di immobili pubblici o sottoutilizzati, evitando nuovo consumo di suolo. Sono previsti anche progetti di abitazione cooperativa a proprietà divisa e indivisa.

Siepi e piante da rinvasare: gli errori da evitare

Ne parla Stefano Siboni dell’omonima ditta. «Marzo è anche il periodo perfetto per la potatura»

Con l’allungarsi delle giornate e l’aumento delle temperature, la primavera è il periodo ideale per dedicarsi alla cura del verde domestico. Oltre alla semina del prato e alla concimazione del terreno, questo è il momento giusto per rimettere in ordine giardini e terrazzi l’inverno. Il mese di marzo è particolarmente indicato anche per piantare e potare le siepi e rinvasare le piante (soprattutto quelle d’appartamento), tenendo sempre a mente alcune accortezze: «Mettere a terra una siepe signi ca fare un progetto a lungo termine - spiega Stefano Siboni, titolare dell’omonima ditta ravennate che si occupa di tinteggiatura e giardinaggio -. Gli aspetti più importanti da valutare sono la tipologia di arbusto da piantare, il numero di esemplari ma soprattutto gli spazi: l’usanza “tutta ravennate” di piantare la siepe a ridosso dei muretti di con ne è estremamente dannosa, non solo per eventuali discussioni con i vicini, ma per il benessere della pianta stessa». Per consentire il corretto sviluppo dell’apparato radicale e agevolare le operazioni di manutenzione, le piante da siepe dovrebbero essere infatti piantate a una distanza minima di 50 centimetri da muretti e con ni, con uno spazio di almeno 80/100 centimetri tra un esemplare e l’altro. «C’è chi colloca numerosi elementi vicini tra loro pensando di ottenere un effetto visivo migliore, ma si tratta di un’illusione di breve durata - spiega l’esperto -. Le piante non riusciranno a crescere in modo sano e armonioso, con un pessimo risultato nale». Queste linee di massima sono valide per la maggior parte delle specie più comuni di piante siepe (come Carpinus betulus, fotinia, eleagnus, osmantus, ligustro texano e sinensis, lauroceraso, viburno lucido e viburno palla di neve), ma ci sono poi esemplari particolari (come l’oleandro) che richiedono distanze ancora più elevate. Oltre alla messa a dimora della pianta, marzo è il periodo perfetto per la potatura: diversamente, sarà necessario aspettare no a ottobre. «Bisognerebbe evitare le potature estive o con temperature troppo elevate - consiglia Siboni -, il taglio è un forte richiamo a germinare: in estate non c’è

necessità di questo ulteriore stimolo e per una pianta già provata dal caldo diventa una vera sofferenza». Una volta sfoltito l’arbusto, è buona usanza concimare il terreno per favorire i nuovi getti. In questo caso, i fertilizzanti migliori sono quelli ricchi d’azoto, come la cornunghia, ottenuta da corna e unghie bovine e da interrare sotto uno strato di terriccio, o il tradizionale concime minerale azotato, da spargere sul terreno mosso.

Spostando lo sguardo verso gli interni di casa invece, marzo e aprile si rivelano anche i mesi migliori per il rinvaso delle piante d’appartamento: le più piccole (in vasi di circa 10 centimetri) possono già essere trasferite in un nuovo contenitore da 25/30 centimetri. In questo caso è fondamentale estrarre la pianta dalla dimora originaria, togliere con cura la terra

vecchia dalle radici e e rinvasare con terra nuova (possibilmente terriccio drenante). «È fondamentale utilizzare vasi forati, per garantire il drenaggio dell’acqua - spiega Siboni -, il buco andrà poi coperto con un pezzo di coccio rotto, uno strato di qualche centimetro di argilla per vasi e terriccio fresco. Una volta terminato il rinvaso, è bene annaf are subito e, se necessario, aggiungere un po’ di terra il giorno seguente». In ne, sarebbe meglio non utilizzare sottovasi, per evitare ristagni «anche se in casa può risultare dif cile - conclude l’esperto -. Quindi è bene svuotarli non appena si riempiono. Per spostare le piante all’esterno invece è bene aspettare ancora qualche settimana, quando la temperatura delle prime ore del mattino si stabilizzerà intorno ai 15-18 gradi». Maria Vittoria Fariselli

Progettazione di interni

Mobili su misura

Ritiriamo il vostro usato e lo valutiamo per possibile permuta Possibilità di pagamenti personalizzati, rateizzati a tasso 0%

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook