

COSTA CARA
Erosione: riportare sabbia a riva richiede sempre più investimenti e non ferma il fenomeno


Romagna Case inaugura il suo decimo punto vendita «Un progetto di espansione che parte dal radicamento sul territorio romagnolo e dalla sua profonda conoscenza»
Venerdì 10 aprile la festa di apertura della seconda sede ravennate, in via Maggiore 73. Il titolare Enrico Menegazzo: «Dieci agenzie che operano in rete e cento professionisti a disposizione del cliente per aumentare le opportunità di vendita»
Romagna Case si prepara a inaugurare il suo decimo punto vendita: il prossimo 10 aprile in via Maggiore 73 arriverà “Ravenna 2”, la seconda sede cittadina del gruppo immobiliare che in soli otto anni di attività si è distinto come punto di riferimento sul territorio romagnolo. L’inaugurazione, prevista dalle 15.30 in poi, sarà un momento di festa aperto alla cittadinanza, con musica, brindisi e la partecipazione delle istituzioni locali. All’evento prenderanno parte i circa cento membri del gruppo immobiliare, insieme a clienti e partner, in un’occasione che unisce convivialità e valorizzazione del legame con il territorio.
Nata nel 2018 dall’esperienza maturata dai fondatori in Tecnocasa, ma totalmente indipendente dalle logiche delle grandi catene nazionali, Romagna Case ha chiuso il 2025 con un fatturato superiore ai 4 milioni di euro e punta a raggiungere i 5 milioni nel 2026, grazie a una strategia di espansione ambiziosa che prevede cinque aperture entro la fine del 6 con un aumento del 50 percento delle sedi in un anno) per arrivare a 30 entro il 2030. Il progetto però guarda ancora avanti: raggiunto l’obiettivo delle 30 sedi, l’idea è quella di consolidare i punti esistenti e sviluppando nuove idee, come la creazione di una società interna dedicata a costruzioni, ristrutturazioni e vendite e una sede in ogni provincia specializzata nella vendita di immobili commerciali, come capannoni, negozi e attività.
«Il nostro progetto di espansione è strettamente legato al territorio romagnolo – commenta Enrico Menegazzo, titolare della sede di Romagna 2 –. La nostra identità non può prescindere dal radicamento nel territorio e dalla sua profonda conoscenza, che ci permette di offrire ai nostri clienti analisi lucide, consulenze mirate e una visione concreta del mercato».



Inoltre, affidare un i o ile a o agna ase significa aprirsi a dieci differenti ercati locali: tutte le agenzie infatti sono interconnesse e condividono i clienti, consentendo a un agente di Ravenna di operare anche su potenziali acquirenti dei lidi, come Cervia e Bellaria. «Questo, insieme ad avanzate tecniche di marketing, agli investimenti sulla promozione e sponsorizzazione degli immobili e all’esperienza dei nostri agenti, ci permette di concludere le trattative con tempi ridotti, circa la metà rispetto alla media nazionale». Il team di Romagna Case si distingue infatti per un approccio professionale e trasparente: tutte le pratiche, dalle prime valutazioni al rogito, sono gestite internamente dal personale amministrativo dipendente, evitando rimborsi spese o esborsi aggiuntivi per i clienti.


Il gruppo investe in formazione attraverso la propria Romagna Case Academy, che prepara il personale interno nei diversi ambiti interni all’agenzia: agenti, consulenti, amministrativi e bac office.
La comunicazione punta su un modello di marketing 2.0, che sfrutta render in 3D per una visita realistica e approfondita risparmiando tempo e spostamenti. A questo si aggiunge una presenza social attiva e pubblicità mirata, soprattutto in caso di immobili affidati in esclusiva che permettono di sviluppare progetti di valorizzazione su misura particolarmente efficaci e vendite in tempi brevi. nfine, tutte le sedi lavorano in collaborazione con un team di professionisti co e geo etri avvocati co ercialisti e consulenti finanziari a disposizione dei clienti per sanatorie, ristrutturazioni o ricerca di crediti. a filosofia del gruppo è chiara instaurare un rapporto di fiducia trasmettendo competenze, serietà e qualità, sollevando i clienti da ogni affanno collaterale alla trattativa e senza pressioni o telefonate insistenti ma privilegiando un approccio empatico e su misura.
«In un mercato competitivo come quello romagnolo, e in particolare ravennate, caratterizzato da una domanda in continua crescita, prezzi sostenuti, una forte spinta universitaria e un livello di nuove costruzioni tra le più alte d’Italia se rapportato al numero di abitanti, è fondamentale affidarsi a un team di professionisti per avere la garanzia di concludere al meglio la propria compravendita immobiliare – conclude Enrico Menegazzo –. Romagna Case offre valutazioni gratuite e sopralluoghi dettagliati, coordinando ogni fase del percorso di vendita, tra procedure amministrative, comunicazione e gestione legale efficienti. on dieci agenzie e cento professionisti a disposizione, il gruppo aumenta le opportunità di vendita e garantisce rapidità, priorità e risparmio di tempo, studiando per ogni cliente progetti personalizzati, accordi chiari e trasparenti. Invitiamo tutti a scoprire la nostra filosofia e il nostro team in occasione della giornata di inaugurazione».
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L’OPINIONE
Non è poi così strano che la Nazionale non vada più ai Mondiali di calcio...
di Luca Manservisi
Pochi giorni prima del nuovo fallimento della Nazionale italiana ero a una partita di un campionato professionistico di calcio giovanile, l’Under 17 del Ravenna, a Castiglione. È stato dif cile vedere più di due passaggi puliti di la, non tanto per colpa dei ragazzi, ma di un terreno di gioco non all’altezza. Giusto per fare un piccolissimo esempio concreto di quello di cui si parla quando si dice che in Italia mancano le strutture. Certo, in Bosnia sarà pure peggio, ma è un primo dato da tenere a mente (il Ravenna sta cercando di metterci una pezza progettando campi sintetici, ma si sa, con la burocrazia in Italia non è mai semplice). Certo, non è per colpa delle strutture se l’altra sera la Bosnia è riuscita a mettere in campo per no più qualità dell’Italia. Ma, datevi, non è un caso se ora le punizioni dal limite le deve calciare Tonali, onesto centrocampista che un tempo sarebbe stato il decimo tiratore di una Nazionale italiana. Chi - come chi scrive - negli ultimi dieci anni ha avuto la fortuna (o la sfortuna) di vedere in media almeno una partita di calcio giovanile “prof” a settimana, non può stupirsi che ci sia sempre meno qualità. Le squadre top cercano innanzitutto di vincere portandosi a casa i giocatori più precoci, non i più forti potenzialmente, ma quelli che si sviluppano prima degli altri. «Mi chiedono di prendere chi può aiutarli a vincere subito - mi disse un giorno un osservatore dell’Inter con cui stavo parlando a Martorano -, poi tra due-tre anni si vedrà, tanto al massimo ne prendono altri, da tutta Europa». Capito? Oppure, tra le tante, a volte ripenso a un’altra scena vissuta personalmente: partita di playoff scudetto (e già questo fa ri ettere) Under 13, tra Cesena e Fiorentina, che stava vincendo 1-0. Un difensore viola subisce fallo, cade e si rialza subito. Il mister - a pochi passi da me, che ero da solo lontano dalla tribuna, vicino alla rete - lo rimprovera proprio perché si è alzato subito, senza invece perdere tempo. Stiamo parlando di un bambino di 13 anni. Un episodio simile è successo anche l’altro giorno a Castiglione, ma ormai ci sono abituato e non mi ha fatto chissà quale effetto vedere l’allenatore del Cittadella (che stava vincendo 2-1 contro il Ravenna) sbracciarsi e urlare al secondo portiere, appena entrato, di andare più piano a prendere la palla quando usciva. Ancora: sapete quanti allenamenti ho sbirciato da dietro la rete in cui un mister preparava la tattica della partita successiva, basandosi sulla squadra avversaria, monitorata tramite video? Ragazzini di 14 anni che si allenano per fermare tatticamente gli avversari! Per non parlare dei cambi al novantesimo, o dei cambi proprio mai fatti. Insomma, è evidente che se il settore giovanile è visto dagli allenatori solo per ottenere risultati e portare avanti la propria carriera, i ragazzi non crescono e i talenti vengono morti cati. E alle società sta bene così. Perché fa comodo vedersi in alto nelle classi che pubblicate sempre più spesso su giornali o siti di settore. Naturalmente grazie a giocatori “strutturati” e ad allenatori che urlano «consolida» quando si recupera palla. Dopo le recenti delusioni, forse qualcosa è cambiato, qualcuno ha capito che magari la tecnica potrebbe pure servire. E in effetti nelle Nazionali giovanili i risultati stanno iniziando ad arrivare. Poi, però, questi ragazzi, una volta giunti in ottica prima squadra, o debuttano all’estero oppure in Italia vanno a farsi le ossa in serie B quando va benissimo (vedi Liberali) o in C se hai un buon procuratore, o in D, dove sei destinato a sparire in breve tempo. Non è in fondo così strano, datevi, che la Nazionale non vada più ai Mondiali...
4 POLITICA
FAENZA, NUOVA COALIZIONE PER IL SINDACO USCENTE
12 SOCIETÀ
LE NOVITÀ PER “RECUPERARE” IL QUARTIERE DELLA STAZIONE
15 SPORT
MOTORI, PARLA LO SCOPRITORE DI “KIMI” ANTONELLI
16 CULTURA MARTINELLI (ALBE) APRE GLI INCONTRI “AL CORTILE”
22 GUSTO I CONSIGLI E LA RICETTA DELLA CA’ DE VEN
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Il ministro e la maglietta della prof
di Moldenke
Un deputato della Repubblica, il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, ha depositato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valdidara segnalando questo fatto. Cito testualmente: «Nei giorni immediatamente seguenti all’esito del referendum, in via anonima, mi è giunta notizia che una docente dell’Istituto tecnico commerciale (Itc) G. Ginanni di Ravenna si sarebbe presentata a scuola indossando una maglietta, chiaramente visibile sotto una camicia rossa, con lo slogan “partigiani sempre”. Sembra che questa maglietta faccia riferimento a un pezzo musicale di una band che, pur richiamandosi al ruolo storico che ebbero le diverse anime politiche, sociali e militari nell’obiettivo di liberare l’Italia dall’occupazione nazista, potrebbe rappresentare, indossata in un contesto scolastico, una sorta di invocazione ideologica alla “Resistenza” contro chi viene considerato il “nemico” per liberare il Paese, riprendendo la terminologia della lotta partigiana e costruendo una sorta di parallelo tra resistenza storica armata e opposizione politica. Qui non è in discussione la legittima e doverosa libertà di insegnamento ma la trasmissione di opinioni a senso unico, parziali e faziose. Da queste considerazioni, la richiesta al ministro se non convenga sul fatto che i docenti debbano esprimere imparzialità negli istituti scolastici non solo col linguaggio ma anche con un abbigliamento consono al ruolo che ricoprono e se e quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire che in alcun modo i docenti facciano proselitismo partitico o ideologico utilizzando il loro importante ruolo per indottrinare, anche indirettamente, gli studenti». Non ho altro da aggiungere. Non mi fa ridere. Mi fa anzi un po’ impressione che un ministro - a questo punto - possa riprendere un’insegnante per la maglietta con cui si è presentata a scuola. Non mi piace chi grida al fascismo per nulla, non credo si tratti di fascismo, però, ecco, non trovo nessun’altra parola che possa descrivere quanto ho appena letto.

ELEZIONI
alla sinistra alla nuo a aen a op: cin ue liste
a sostegno di sola en a simbolo ri

Se nel 2020 Faenza era stata il laboratorio nazionale del “campo largo” nel centrosinistra (con l’inclusione del Movimento 5 Stelle), la s da per le amministrative del 24 e 25 maggio 2026 segna un ulteriore passo avanti. Il candidato sindaco Massimo Isola, sindaco uscente, presenta infatti una coalizione ancora più ampia. Si tratta di una squadra composta da cinque liste. Presenti il Partito Democratico, includendo al proprio interno una rappresentanza del Partito Repubblicano (con l’Edera che non sarà quindi nella scheda); il Movimento 5 Stelle, che conferma l’asse programmatico degli ultimi anni; Faenza Cresce, la lista civica di riferimento per il mondo dell’associazionismo e delle professioni; Fai – Faenza Agisce Insieme, un polo progressista ed ecologista che raggruppa Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Socialista Italiano e i movimenti
L’Altra Faenza e Fronte Comune. A completare la coalizione anche la presenza di Faenza Pop – Lista Popolare, una nuova compagine con esperienze civiche, che arricchisce il perimetro della coalizione. Faranno parte dell’alleanza anche Italia Viva e Azione, che stanno denendo le modalità tecniche e la con gurazione con cui convergeranno all’interno delle liste della coalizione. «Questo risultato non è frutto del caso – dichiara Massimo Isola – è l’esito naturale della coesione dimostrata dalla maggioranza, che ha guidato la città in questi cinque anni e mezzo. Insieme abbiamo superato avversità senza precedenti, senza mai smettere di investire sulla modernizzazione di Faenza. Oggi il contesto storico ci impone di restare uniti: noi per primi sentiamo la responsabilità di dare l’esempio con una proposta politica compatta e autorevole. Chi chiede la riconferma dopo il primo mandato lo fa con la consapevolezza di un bilancio positivo, ma anche con il desiderio di completare i progetti avviati e introdurre elementi di forte innovazione».
A fronte di questa coalizione amplissima, il centrodestra si presenta invece diviso su due candidati: Gabriele Padovani sostenuto da Fratelli d’Italia e Claudio Miccoli di Fi e Lega. A s dare Isola, in ne, anche il candidato di Pap Giuseppe Apicella Binni.


SICUREZZA SUL LAVORO CONSULENZA E FORMAZIONE



BASTA VIOLENZA SULLE DONNE
Centri antiviolenza: NUMERO ANTIVIOLENZA E ANTISTALKING 1522
EMERGENZE 112
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SERVIZI SOCIALI
IL COMUNE DI RAVENNA RIATTIVA UN TAVOLO PER CONTRASTARE LA POVERTÀ
Ne faranno parte associazioni di volontariato ed enti pubblici. Si riunirà ogni tre mesi
La coalizione si amplia in vista delle amministrative di maggio in cui il sindaco Pd uscente cerca la conferma per il secondo mandato Xxx
Da più parti erano arrivate critiche al Comune di Ravenna per aver di fatto lasciato “morire” il cosiddetto Tavolo delle Povertà; ora il dietrofront. In una nota inviata alla stampa dall’Amministrazione, infatti, si legge che «con l’obiettivo di strutturare una rete sempre più integrata per il contrasto alla marginalità, il Comune di Ravenna promuove la nascita del “Tavolo di coordinamento territoriale su politiche e interventi di bassa soglia”, pensati per raggiungere persone in condizioni di forte vulnerabilità (povertà estrema, marginalità sociale, mancanza di dimora, dipendenze)». Il nuovo tavolo, insediato nei giorni scorsi dal sindaco Alessandro Barattoni alla presenza del prefetto Raffaele Ricciardi, sarà coordinato dall’assessora alle Politiche sociali Roberta Mazzoni. Ne faranno parte i Servizi sociali Comunali, l’Ausl della Romagna (con il servizio Dipendenze patologiche, i dipartimenti Salute mentale, Sanità pubblica e Cure primarie) la Prefettura, gli enti gestori dei servizi di bassa soglia, gli enti religiosi e il mondo del volontariato: Caritas ascolto diocesano, Auser Ravenna, Comitato cittadino antidroga (il gestore del Re di Girgenti), Croce Rossa Italiana, Pronto intervento don Antonio, Banco di Sant’ Antonio Odv, Opera di Santa Teresa, Cooperativa sociale Progetto crescita, Arci Ravenna, Villaggio globale, Avvocati di Strada, Coop. Cidas, Ora e Sempre Resistenza, San Rocco Odv, Punto d’Incontro, Coop. Il Solco, Papa Giovanni XXIII. Il tavolo è stato pensato come organo di regia e non di gestione emergenziale. Si occuperà dell’osservazione in tempo reale dei bisogni emergenti, studiando i ussi e le dinamiche legate alla marginalità urbana. De nirà metodologie comuni e condivise per l’accesso ai servizi, con l’obiettivo di ottimizzarne l’erogazione. Il tavolo si riunirà trimestralmente, con calendario pre ssato e de nizione preventiva dei temi da trattare. La discussione sarà basata sui dati e le analisi forniti da ciascun soggetto in merito alle proprie speci che attività.

IL CASO
La Pigna torna all’attacco del “porta a porta”: «Anche Azimut ammette che è la causa dei troppi topi»
Dpo la denuncia di Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna sulla presenza incontrollata di roditori negli uffici dell’Anagrafe di via Berlinguer a Ravenna, Azimut, l’azienda incaricata degli interventi di derattizzazione, ha spiegato che la situazione ha subito un peggioramento negli anni dovuto ai diversi cantieri e che potrebbe quindi parzialmente risolversi proprio con la conclusione degli stessi, ma che tra le cause c’è anche la presenza dei bidoni per la raccolta differenziata dell’organico. Le notizie sono state riportate dal Carlino di lunedì 30 marzo e subito riprese dalla lista civica di opposizione La Pigna che tuona: «A Ravenna il problema dei roditori non è una percezione, ma un dato oggettivo. È la stessa Azimut a confermare quello che La Pigna denuncia da anni: il sistema di raccolta rifiuti porta a porta contribuisce alla proliferazione dei topi. Nel 2025 sono state distribuite circa 14.000 esche, con un aumento del 30% rispetto al 2023. Un dato che certifica un fenomeno in crescita e che non può più essere minimizzato. Ma il passaggio più grave è un altro: tra le cause dell’aumento dei roditori viene indicata proprio la presenza dei bidoncini del porta a porta, che attirano gli animali a causa di odori e residui organici». La capogruppo Veronica Verlicchi ne approfitta quindi per rilanciare la proposta dei cassonetti cosiddetti “intelligenti”, vero e proprio cavallo di battaglia per la forza politica in consiglio comunale. Scrive infatti: «Abbiamo sempre denunciato come il sistema porta a porta, così come organizzato, presenti criticità evidenti: esposizione prolungata dei rifiuti su suolo pubblico, aumento del degrado urbano, maggiore attrattività per animali infestanti, disagi per cittadini e attività economiche. La Pigna chiede da anni il passaggio a un sistema basato su cassonetti intelligenti, già adottato con successo in molti Comuni, che garantisce maggiore igiene, grazie alla chiusura controllata e al contenimento degli odori, la possibilità di conferimento in qualsiasi momento, riducendo drasticamente abbandoni e accumuli, il monitoraggio costante del funzionamento, con segnalazione automatica di anomalie e guasti, l’ ottimizzazione degli svuotamenti, grazie a sistemi che indicano in tempo reale il livello di riempimento, l’eliminazione delle sempre più frequenti situazioni di cassonetti stracolmi per giorni, sia in città che nelle frazioni».
Dopo Trieste e Genova, Ravenna è il terzo scalo in Italia a dotarsi di una regolamentazione spe ifi a
Al porto di Ravenna le navi possono fare ora rifornimento di gas naturale liquefatto (Gnl) da altre navi dedicate al servizio, senza impiegare impianti ssi, sia in porto e sia in rada. È l’effetto di un’ordinanza rmata dal comandante del porto Maurizio Tattoli al termine di un lavoro congiunto con l’Autorità portuale e i vigili del fuoco. Dopo Trieste e Genova, Ravenna è il terzo scalo in Italia dotato di una regolamentazione speci ca per il rifornimento nave-nave. Una nave cisterna trasporta il prodotto combustibile venduto dalla società petrolifera e lo consegna direttamente alla nave da rifornire. In linguaggio mercantile si usa il termine bunkeraggio (dal verbo inglese to bunker). La procedura in Italia ha origini all’inizio del secolo scorso, con la diffusione delle navi a propulsione a vapore, che venivano rifornite di carbone con chiatte trainate da rimorchiatori. Il trasbordo del carbone veniva effettuato con ceste a spalla dai caricatori. Oggi il Gnl rappresenta, secondo i dati di settore, il carburante alternativo attualmente più diffuso tra gli armatori nel percorso di riduzione delle emissioni nel trasporto marittimo. «L’ordinanza – spiega Tattoli – è imperniata sull’analisi del rischio quale strumento per individuare gli eventuali elementi critici delle operazioni e de nire adeguate misure di mitigazione. Si tratta di una modalità che permette l’integrazione delle operazioni nel contesto delle infrastrutture già presenti».
Secondo il sindaco Alessandro Barattoni il

rifornimento “ship to ship” è di importanza strategica per la competitività dello scalo: «Poter fare rifornimento in sicurezza mentre le navi sono attraccate comporta infatti una serie di opportunità, come ad esempio diventare punto di riferimento per le navi che transitano nel Mediterraneo».
Sempre nell’ottica di rafforzare la competitività del porto, da ne marzo è entrata in vigore una nuova ordinanza a proposito di pescaggi che interesserà diverse banchine e il bacino di evoluzione San Vitale consentendo di raggiungere in alcuni punti pescaggi no a 10,8 metri. Al molo crociere sarà possibile accogliere navi no a 330 metri di lunghezza e 41 metri di larghezza.

FOTO DELLA SETTIMANA
A cura di Luca Manservisi
Cantieri & Scuole

Inaugurata la nuova palestra dell’Ips Olivetti-Callegari di via Umago, a Ravenna, in un edi cio (nella foto di Giorgio Granatiero) che include anche altri, più ridotti, spazi didattici. Si tratta di un investimento di 6,3 milioni di euro, ci cui 1 milione e 300 mila provenienti dal bilancio della Provincia. Novità importanti, per quanto riguarda le scuole, anche a e per Ponte Nuovo, dove è confermata per settembre (nonostante un ennesimo slittamento dei lavori) l’apertura della nuova scuola elementare costata circa 16 milioni di euro e nanziata per la maggior parte con fondi Pnrr. Tutte belle notizie, peccato solo che questi nuovi splendenti interventi rischino di mettere anche in luce quanto invece ci sarebbe bisogno di una più modesta, ma altrettanto importante, manutenzione corrente di tante scuole superiori...
CAMERA DI COMMERCIO
Nonostante guerre e dazi, si prevede un aumento del valore aggiunto
Nonostante guerre, dazi e incertezza, le imprese ravennati registrano un aumento del 3.5 percento sulle esportazioni e uno scenario ipotizzato da Prometeia di una crescita del valore aggiunto del +0.9 percento per il 2026. A rallentare in provincia è il commercio al dettaglio, mentre edilizia e industria manifatturiera restano in positivo. Questi i dati estrapolati dall’’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio e presentati alla presenza di Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio, Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna, Guido Caselli, direttore del centro studi di Unioncamere Emilia Romagna e dei vertici di istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, in occasione del Tavolo sulle opportunità economiche e occupazionali. L’indagine della Camera di commercio mette a confronto le informazioni provenienti dall’indagine congiunturale camerale tra le imprese fino a 500 dipendenti.




6 / PRIMO PIANO
RAVENNA&DINTORNI 2-8 aprile 2026
AMBIENTE/1
costi dell erosione costiera: i ripascimenti sono sempre pi re uenti ma
non bastano pi
Il 30% delle spiagge arretra di 10-12 metri all’anno. La Regione interviene ma la sabbia di riserva sta finendo (e il suo prezzo è aumentato del 700%)
L’erosione costiera non è più un problema eccezionale, bensì una condizione strutturale che riguarda ampi tratti del litorale romagnolo. Si tratta dell’arretramento della spiaggia dovuto a cause in parte naturali e in parte antropiche, che avviene quando c’è un rapporto negativo tra la sabbia portata dai umi e quella sottratta dal mare.
Attenuare questo fenomeno è sempre più arduo e costoso. Nei giorni scorsi la Regione ha destinato 3,2 milioni di euro ad alcuni interventi straordinari di ripascimento e manutenzione delle opere di difesa del litorale, meno di tre anni dopo avere concluso dei lavori analoghi lungo gli stessi tratti di costa. Le località interessate sono Porto Corsini, Marina Romea, Lido Adriano e Milano Marittima nel ravennate, oltre a Cesenatico Ponente e Riccione Alba. Un capitolo a parte riguarda il litorale di Comacchio, oggetto di altri 19 milioni di euro stanziati a causa della situazione particolarmente critica fra i lidi di Volano, Pomposa e Spina.
I lavori sono stati annunciati dopo l’alta marea anomala registrata in Adriatico tra gennaio e febbraio. Nonostante non siano avvenute burrasche violente e distruttive, il livello del mare è stato molto più alto rispetto alla media, alimentando l’erosione della costa. In particolare, ogni giorno dall’1 al 14 febbraio la marea ha superato i +70 centimetri: non era mai successo per un periodo di tempo così lungo.
Perché avviene l’erosione costiera
Le cause sono molteplici: la subsidenza del terreno, il mare si alza, i fiumi portano meno sedimenti
Le spiagge non sono mai in equilibrio, ma nell’ultimo mezzo secolo il loro arretramento si è accentuato in tutta Italia, comportando la perdita di 40 milioni di metri quadrati di spiagge secondo Legambiente. In Romagna, il Gruppo nazionale per la ricerca sull’ambiente costiero ha calcolato che ogni anno scompaiono 600mila metri cubi di sabbia e che il 30 percento della costa è in erosione. I motivi sono molti. In passato le spiagge della riviera godevano di un ricco apporto di sedimenti dai umi. Negli ultimi decenni questo apporto si è ridotto, perché viene bloccato a monte dalle opere antropiche come le dighe e gli argini arti ciali. Inoltre molta sabbia viene estratta dagli alvei per farne materiale da costruzione. Al contempo il mare si sta alzando a causa dello scioglimento dei ghiacciai dovuto al riscaldamento globale: uno studio pubblicato sulla rivista scienti ca Progress in Oceanography ha calcolato che il livello dell’Adriatico è aumentato di circa 30 cm nel trentennio 1993-2023, con una repentina accelerazione rispetto al passato.
A in erire sull’erosione ci sono anche dei fattori locali. Nel ravennate l’avanzamento del mare è favorito dalla subsidenza del suolo, che secondo Arpae si abbassa di 3-4 millimetri all’anno per cause naturali. Il fenomeno è più accentuato in prossimità delle aree di estrazione del metano, come per esempio a Lido di Dante dove c’è la piattaforma Angela Angelina di Eni: qui la subsidenza arriva a 7-8 millimetri annui. In ne l’erosione può essere aggravata dai moli dei porti che trattengono la sabbia portata dalle correnti, provocando l’arretramento delle spiagge situate sotto le dighe foranee, e dalla mancanza delle dune naturali che sono state abbattute tra gli anni ’50 e ’80 per fare posto agli stabilimenti balneari e agli altri edi ci turistici sul mare. Le dune, coperte dalla vegetazione, erano una solida barriera contro le mareggiate e una ricca riserva di sabbia. La loro assenza favorisce l’avanzamento del mare, che tra Comacchio e Ravenna sta procedendo a una velocità stimata dalla Prefettura in 10-12 metri all’anno.

tratto
I ripascimenti sono sempre più costosi Quando la spiaggia è in forte arretramento si interviene di solito con i ripascimenti, che consistono nel portare nuova sabbia a riva per riallungare la linea di costa. La materia prima può essere recuperata al largo oppure provenire dalle cave nell’entroterra. I ripascimenti vengono effettuati soprattutto nelle spiagge a maggiore vocazione turistica, perché dalla loro esistenza dipende l’attività degli stabilimenti balneari e delle altre attività legate all’economia delle vacanze estive. Non a caso l’Emilia-Romagna è la regione italiana che spende di più per questi lavori, insieme ai singoli Comuni che possono fare ulteriori interventi locali. Il primo maxi-ripascimento della costa romagnola, chia-
INFRASTRUTTURE

mato “Progettone”, fu effettuato nel 2002 dalla Regione. Allora era percepito come un evento eccezionale; dopo un quarto di secolo questi lavori sono diventati talmente frequenti da essere considerati quasi normali. Dal momento che le cause dell’erosione sono sempre più accentuate, l’effetto dei ripascimenti dura sempre meno: il mare si rimangia la sabbia nel giro di pochi anni, rendendo necessario intervenire di nuovo. Al contempo i costi di questi lavori aumentano. Il primo Progettone del 2002 portò quasi 800mila metri cubi di sabbia su 8,8 km di litorale (Lido di Classe, Milano Marittima, Zadina di Cesenatico, Gatteo, San Mauro, Igea Marina, Riccione, Misano Adriatico) per un costo di circa due milioni di euro. Il quarto e ultimo Progettone del 2023
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L’erosione è un problema non solo per le spiagge, ma anche per gli edi ci e le infrastrutture alle loro spalle, che potrebbero essere raggiunti dal mare nel giro di pochi anni. Tra le questioni locali più attenzionate dagli enti pubblici c’è la minaccia alla strada statale 309 Romea, che collega Ravenna e Venezia. Tra Casalborsetti e Lido di Spina il mare sta avanzando a una tale velocità, che si teme possa raggiungere presto l’asfalto. Nel tratto in cui attraversa il ume Reno la Romea si trova a poco più di due chilometri in linea d’aria dall’Adriatico. Oggi l’area è protetta da un argine privato lungo 9 chilometri, costruito dalla società agricola Orsi Mangelli negli anni ’90 per difendere i suoi mille ettari di campi dopo avere subìto un allagamento. Ma l’opera non è stata progettata per resistere alla forza delle mareggiate che sono arrivate a lambirlo.
Per discutere il da farsi lo scorso febbraio i prefetti di Ferrara e Ravenna, Massimo Marchesiello e Raffaele Ricciardi, hanno convocato un tavolo con tutte le autorità interessate. Oltre ai Comuni di Ravenna e Comacchio erano presenti Ispra, la Protezione civile, Anas, l’Autorità di bacino distrettuale del ume Po e i vertici delle forze dell’ordine.
«Dagli anni ’80 a oggi sono andati perduti circa 300 ettari di territorio, con una linea di riva che in alcuni punti è arretrata di ben 700 metri negli ultimi 70 anni», ha comunicato la prefettura. «Il ritmo dell’erosione è attualmente stimato tra i 10 e i 12 metri l’anno. Questa dinamica non minaccia solo l’ecosistema unico della Sacca di Bellocchio (parte del Parco del Delta del Po e patrimonio Unesco), ma espone a rischi immediati infrastrutture strategiche come la strada statale 309 Romea e i centri abitati di Casalborsetti, Mandriole e Sant’Alberto».
Previsti 17 milioni di euro per difendere il poligono militare di Foce Reno
Per difendere l’area si sta valutando la costruzione di dune armate e il rafforzamento delle scogliere esistenti: la protezione civile ha confermato che sono già stati candidati interventi per oltre 7 milioni di euro. I partecipanti al tavolo hanno convenuto sul rischio che la costruzione di nuove opere rigide potrebbe rappresentare nell’innescare ulteriori processi di erosione più a nord, per i motivi spiegati nell’articolo in alto. Per questo è stato dato mandato a Ispra di mettere a punto entro ne aprile un’ipotesi progettuale organica e sostenibile dal punto di vista economico e ambientale. Ulteriori interventi strutturali nell’area di Lido di Spina potrebbero richiedere tra i 13 e i 14 milioni di euro. Per ottenerli si prevede di attingere dai fondi statali della Protezione civile e dal programma europeo Life. Altri 17 milioni sono stati annunciati per un progetto di messa in sicurezza del poligono militare di Foce Reno, situato sulla spiaggia in corrispondenza di via della Cooperazione a Casalborsetti, i cui dettagli non sono stati diffusi. (al.gi.)
Un
della costa a Lido di Dante dove si vede la duna innalzata in inverno per proteggere i bagni

ha portato 1,3 milioni di metri cubi di sabbia su 11,6 km di costa (Lido delle Nazioni, Lido di Pomposa, Lido di Volano a Comacchio; Lido di Dante e Punta Marina a Ravenna; Milano Marittima, Cesenatico, Igea Marina, Riccione, Misano Adriatico) per un costo di 23 milioni. Dunque nel giro di vent’anni il prezzo dei lavori di ripristino della spiaggia è passato da 2,5 a 17,70 euro per metro cubo di sabbia, con un aumento del 700 percento (tredici volte più dell’in azione nello stesso lasso di tempo). In mezzo ci sono stati il Progettone 2 nel 2007 e il Progettone 3 nel 2016. I tratti di costa interessati sono sempre all’incirca gli stessi; quelli più in erosione. Secondo il monitoraggio Arpae, il Progettone 4 ha determinato un avanzamento medio della linea di riva di 40-50
Che ne ha fatto l’accordo di compensazione con Eni?
Dal 2021 non risulta più rinnovato l’accordo di compensazione ambientale tra Eni e il Comune di Ravenna, grazie al quale la multinazionale versava 3 milioni all’anno che Palazzo Merlato destinava in gran parte ai ripascimenti della spiaggia. Le risorse venivano versate dal 1991 volontariamente da Eni ed erano utilizzate dal Comune per contrastare gli effetti della subsidenza dovuta alle estrazioni di metano dal sottosuolo, che accentuano l’erosione costiera a Lido di Dante. Come ricostruito lo scorso settembre da Ravenna&dintorni, l’accordo non è stato rinnovato in seguito alle tensioni per il pagamento dell’Imu sulle piattaforme offshore. Non è mai stato chiarito se sia stata Eni a rifiutarsi di rinnovare l’accordo-quadro oppure se sia stato il Comune a rinunciarvi nell’ambito della trattativa sull’Imu, che ha evitato di ricorrere a un contenzioso in tribunale per ottenere l’imposta dovuta, come invece hanno dovuto fare tutti gli altri Comuni del litorale adriatico interessati. Senza l’accordo sono venute a mancare delle importanti risorse per contrastare l’erosione della costa ravennate.
spianata con le ruspe. «Quei depositi sono frutto di processi geologici secolari e non sono in niti. Li abbiamo consumati nel giro di un paio di decenni e stanno già nendo», sottolinea il professore. «Una volta terminati, da dove si prenderà la sabbia?».
Oltre ai ripascimenti, in passato davanti ai tratti di costa in maggiore sofferenza sono state costruite delle scogliere anti-erosione. In Emilia-Romagna si sviluppano per 69 km su 110 di litorale. A Ravenna si trovano a Lido di Savio, Lido di Classe, Lido di Dante, Lido Adriano, Punta Marina e Casal Borsetti. Queste scogliere trattengono la sabbia portata dalle correnti, generando l’immediato allungamento della spiaggia davanti a esse.
metri e un innalzamento della quota di spiaggia superiore a un metro. Ma a distanza di appena tre anni, come detto, la Regione ha annunciato un nuovo intervento da 3,2 milioni. Non si tratta di un nuovo Progettone, bensì di lavori emergenziali. Ancora non si conosce il volume da movimentare.
La sabbia sta nendo e le scogliere fanno danni I ripascimenti della costa romagnola hanno attinto gran parte della sabbia da alcuni giacimenti nei fondali a circa 50 km al largo. «Si tratta di cumuli di sabbia che si sono formati grazie all’apporto dei umi Po e Reno», spiega Romeo Farinella, docente di progettazione urbanistica all’Università di Ferrara. Da lì la sabbia è stata portata a riva tramite geotubi e poi
Il problema è che la sabbia trattenuta viene “rubata” al tratto di costa adiacente e non protetto: per questo le scogliere hanno spesso l’effetto di risolvere l’erosione da una parte ma aggravarla da un’altra. Dopo averle costruite in abbondanza negli scorsi decenni, si è smesso di farle per questo motivo. Più ef caci sono gli interventi di ripristino delle dune e le opere di ingegneria naturalistica, di cui si parla a pagina 8. Ma a prescindere dalla strategia utilizzata, la difesa e il ripristino delle spiagge stanno comportando dei costi sempre più elevati che presto potrebbero diventare insostenibili per le casse pubbliche. Nel 2019 la Banca mondiale ha sottolineato che non sarà possibile mantenere tutti i litorali per sempre nella loro condizione attuale e che entro il 2100 si sarà costretti a decidere quali preservare e quali invece abbandonare, stimando che gli Stati potranno permettersi di difendere solo un terzo delle coste. La questione non riguarda solo le spiagge, ma anche le pinete, le industrie e i centri abitati alle loro spalle.
Alex Giuzio
LE AZIENDE INFORMANO ASPPI
Una nuova sede per un servizio migliore sul territorio
L’associazione ha inaugurato un ulteriore ufficio in viale Francesco Baracca 5 al termine dell’importante operazione di riqualificazione
Una nuova sede per offrire un servizio migliore sul territorio e rilanciare il ruolo dell’associazione in una fase delicata per il mercato immobiliare: è con questo obiettivo che Asppi ha inaugurato lo scorso 27 marzo a Ravenna il nuovo locale di viale Francesco Baracca 5, alla presenza del presidente nazionale Alfredo Zagatti e del sindaco Alessandro Barattoni, che si è complimentato per il lavoro costante di un’associazione attiva ed efficace sul territorio e l’importante operazione di riqualifica di un’area urbana centrale che aveva problemi di degrado . L’inaugurazione è stata anche l’occasione per il presidente provinciale Roberto Scaini e il direttore di ASPPI Ravenna, Davide Canali, di riflettere sui temi più attuali del settore, dai recenti accordi territoriali sugli affitti, in cui i rappresentanti di Asppi hanno giocato un ruolo fondamentale; alla gestione degli alloggi vuoti, tema centrale nel panorama immobiliare ravennate, fino al peso crescente degli affitti brevi e al ruolo degli studenti universitari. La scelta di viale Baracca non è casuale: «Abbiamo trasferito la sede secondaria che era in via Maggiore, dopo averne testato il successo negli anni scorsi», spiega il presidente provinciale Roberto Scaini sottolineando come la decisione rappresenti «un passo importante perché per la prima volta l’associazione ha acquistato un immobile per farne una sede di proprietà. Volevamo allinearci con i nostri soci e restare in questa zona anche per contribuire alla sua riqualificazione». Sul piano delle politiche abitative, l’associazione ha recen-
Il taglio del nastro alla presenza del sindaco

temente partecipato alla definizione dei nuovi accordi territoriali sugli affitti, frutto di un confronto complesso con le associazioni degli inquilini che ha portato ad una sintesi condivisa anche grazie alla mediazione delle istituzioni, il sindaco Barattoni e la presidente della Provincia Valentina Palli. «All’inizio non c’era intesa, ma quando si sono create le condizioni siamo tornati al tavolo e abbiamo sottoscritto un accordo condiviso» evidenzia Scaini. I primi riscontri appaiono positivi: cresce infatti il numero di proprietari che scelgono di convertire i contratti liberi in formule concordate, segno di un sistema che, pur tra difficoltà, cerca nuovi equilibri. Resta centrale il dibattito sugli affitti brevi, spesso indicati come una delle cause della pressione sul mercato residenziale. Una lettura che Asppi invita a ridimensionare: «I dati regionali parlano di 7,24 milioni di presenze, in crescita, quindi gli affitti brevi sono una grande risorsa per il turismo – osserva Scaini –, il problema non sono né gli affitti brevi né quelli per studenti, ma gli immobili tenuti vuoti». Quello degli alloggi sfitti è un nodo cruciale per il territorio, su cui l’associazione punta a intervenire incentivando i proprietari a rimettere sul mercato gli immobili. Anche sul fronte dei canoni, l’associazione ricorda che i numeri restituiscono un quadro meno allarmante di quanto percepito: «I dati mostrano una lieve diminuzione dei prezzi, circa -1,6 percento, segno di una controtendenza rispetto alla scala nazionale». Guardando al futuro, Asppi intende rafforzare ulteriormente il proprio impegno, sostenuta anche dalla crescita degli associati. Tra le priorità, il progetto “Agenzia per la Casa”, sviluppato in collaborazione con il Comune e già sperimentato in altre città, e nuove iniziative dedicate agli studenti universitari, sempre più presenti in città, che partiranno già dal mese di agosto.
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8 / PRIMO PIANO
RAVENNA&DINTORNI 2-8 aprile 2026
rimedi della egione: sabbia dal largo e scogli pi alti
urgen a è ai lidi erraresi
Per il Ravennate in partenza ripascimenti per 3,2 milioni di euro La sottosegretaria alla Protezione civile: «È un tema nazionale»
La faentina Manuela Rontini è sottosegretaria alla presidenza della Regione Emilia-Romagna con delega alla Protezione civile.
Lo scorso inverno i livelli eccezionali di alta marea hanno comportato importanti fenomeni erosivi della costa tra i lidi di Comacchio e Ravenna. La Regione ha annunciato interventi per ripristinare l’arenile (vedi articolo a pag. 6).
«Non si è trattato solo di livelli eccezionali di alta marea. Il dato più rilevante è il numero degli eventi di questo tipo, decisamente superiore rispetto agli anni scorsi. La nostra agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile sta lavorando da mesi sui litorali, concentrandosi in particolare nelle zone maggiormente a rischio: penso a Lido di Volano, a Pomposa o a Spina, dove gli interventi realizzati hanno evitato l’ingressione dell’acqua nell’entroterra. Non sono somme urgenze, ma opere di manutenzione straordinaria e ordinaria: a Volano abbiamo prelevato migliaia di metri cubi di sabbia dalla punta dello scanno, mentre a Pomposa stiamo facendo dei ripascimenti con una draga, prelevando sabbia dal Lido degli Estensi sotto al molo del portocanale di Porto Garibaldi. Inoltre abbiamo iniziato a portare sabbia nella zona di Spina sud, prelevandola dalla foce del canale Logonovo». A pochi anni dall’ultimo Progettone, in alcuni tratti di costa sembra già urgente intervenire di nuovo. La Regione farà un altro maxi-ripascimento della costa?
«Intanto lavoriamo sul presente. La prossima stagione turistica deve partire regolarmente e in piena sicurezza per operatori e clienti. Il nostro monitoraggio è continuo. Da Volano a Spina sono in corso, e in molti casi già conclusi, interventi per 19 milioni di euro. Solo a Lido di Spina abbiamo già previsto che, di qui al 2028, movimenteremo quasi 300mila metri cubi di sabbia. Sulla costa ravennate stanno per partire alcuni lavori di messa in sicurezza tramite ripascimento e manutenzione delle opere di difesa e del litorale a Porto Corsini, Marina Romea, Lido Adriano e Milano Marittima, grazie ad altri 3,2 milioni di euro provenienti da fondi 2025 del ministero dell’Ambiente. Per il prossimo triennio la Regione ha deciso di raddoppiare lo stanziamento per quest’area e il presidente De Pascale ha scritto ai colleghi di Veneto e Friuli-Venezia Giulia per mettere in campo insieme azioni coordinate, coinvolgendo università ed enti di ricerca, anche in vista di un futuro nuovo Progettone».
Per gli ultimi ripascimenti sono stati in parte utilizzati dei depositi di sabbia al largo, che si erano accumulati nei secoli grazie all’apporto del Po e del Reno e che sono stati ridotti in pochi decenni. È vero che la sabbia sta nendo? Per quanto tempo si potrà ancora attingere da questi bacini e quali sono le riserve alternative di sabbia?

«Il problema esiste e ne siamo consapevoli. In passato potevamo contare sui depositi portati dai corsi d’acqua che via via si sono ridotti sempre più, sia in termini quantitativi che di dimensioni granulometriche. Purtroppo, però, negli ultimi decenni si è assistito a una progressiva erosione dell’area del delta del ume Reno, con forte arretramento della linea di costa. Dunque stiamo ragionando su come portare sabbia da depositi offshore».
Oltre ai ripascimenti, la strategia di difesa più diffusa in regione è rappresentata dalle scogliere anti-erosione. Sono in programma nuovi interventi per realizzare nuove scogliere o rafforzare quelle esistenti?
«In alcuni tratti certamente sì, ma per il momento non sulla costa di Ravenna. La situazione più urgente in questo momento riguarda i lidi di Comacchio. Lì abbiamo già progettato e realizzato l’adeguamento plano-altimetrico di 10 scogliere a mare davanti al litorale di Lido delle Nazioni e Lido di Pomposa. Abbiamo inoltre la necessità di ripristinare circa 8 scogliere a Lido delle Nazioni dove, come a Pomposa e a Porto Garibaldi, quelle esistenti si sono abbassate. Abbiamo pertanto presentato un progetto e ottenuto 7,2 milioni di euro di fondi stanziati dal ministero legati alla mitigazione del rischio idrogeologico e delle coste per ripristinare 8 scogliere e realizzare una duna a protezione proprio deiLido delle Nazioni. La progettazione di questi interventi è molto complessa perché prevede la realizzazione di modelli idraulici che tengano conto delle forzanti meteo marine e della stima dei trasporti solidi; devono poi essere valutati i possibili effetti erosivi che tendenzialmente queste opere trasferiscono nei tratti di costa più a nord».
L’innalzamento del mare è un fenomeno sempre più accentuato, che minaccia l’esistenza della spiaggia, ed è sempre più costoso difendersi. L’erosione costiera e le ingressioni marine rappresentano un problema ambientale ed economico signi cativo. Per quanto tempo sarà sostenibile continuare con i ripascimenti, i cui effetti scompaiono nell’arco di tempi sempre più brevi? E in generale, quali strategie a lungo termine sono possibili per preservare il futuro della costa romagnola?
«Dobbiamo essere tutti consapevoli che siamo di fronte a un problema che nessuna Regione da sola può affrontare in maniera strutturale. Serve una presa di coscienza a livello nazionale e un piano complessivo di investimenti per la difesa del suolo, contro il dissesto e a difesa delle coste e dei litorali. È una priorità di cui questo governo non parla mai, come non parla mai di cambiamenti climatici. Servono più risorse per la prevenzione, così da ridurre, a vantaggio di tutti, le misure in emergenza. In Emilia-Romagna vogliamo discuterne e vogliamo farlo tutti insieme: con i Comuni, le forze politiche di maggioranza e minoranza, le istituzioni e il mondo economico».
Alex Giuzio
AMBIENTE/3
DUNE E PIANTE: LE DIFESE NATURALI DALL’EROSIONE MINACCIATE DA EDILIZIA E TURISMO ORA UN AIUTO PUÒ ARRIVARE DALLE OSTRICHE

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Il litorale ravennate presenta strutture naturali che attenuano l’erosione della spiaggia. Si tratta delle dune costiere, che in molte località balneari di Ravenna sono state preservate mentre nel resto della riviera romagnola sono state abbattute.
Le dune costiere si formano spontaneamente grazie alla vegetazione che cresce sulla spiaggia (psammo la) e trattiene la sabbia, generando dei cumuli che possono crescere no ai 10 metri di altezza. Oltre a costituire un habitat per rettili, uccelli, insetti e piante, questi cordoni sono un serbatoio di sabbia e una barriera contro le mareggiate. La loro solidità, grazie alle radici delle piante e alla compattezza che si rafforza negli anni, protegge dalle onde molto più ef cacemente rispetto ai cumuli arti ciali eretti in poche ore dalle ruspe per l’inverno.
Le dune naturali sono tutelate dalla direttiva europea Habitat del 1992. Tuttavia la norma è arrivata dopo che la maggior parte di esse era stata abbattuta per fare spazio all’industria turistica ed edilizia. Un rapporto della Regione Emilia-Romagna ha calcolato che nel 1955 esistevano 60 km lineari di dune, mentre nel 1980 ne restavano 19 km. Al loro posto sono sorti stabilimenti balneari, ristoranti, alberghi e altri edi ci o attività sul mare.
Il litorale di Ravenna è una delle poche aree costiere italiane con un’ampia presenza di dune che convivono in armonia con la fruizione turistica dell’arenile; tuttavia questi ambienti non sono fuori pericolo. Lo dimostra il recente ricorso al Tar presentato da Animal Liberation e Italia Nostra Ravenna contro la realizzazione di un tratto del Parco marittimo a Porto Corsini, che invaderebbe una delle dune più alte del litorale adriatico. Nel 2023 i carabinieri forestali, a tutela dell’area, avevano chiesto di spostare il tracciato per preservare la duna, ma la variante del progetto non ha convinto le due associazioni ambientaliste, che si sono rivolte al tribunale amministrativo per chiedere l’annullamento.
A Lido di Dante, invece, le dune sono minacciate dal mare che sta avanzando sempre più velocemente (vedi articolo a pagina 11) e ha iniziato a eroderle. Dove non ci sono più, come a Punta Marina e Lido di Savio, non possono nemmeno a ricrescere a causa della pulizia meccanica effettuata dai concessionari che strappa ogni germoglio sulla spiaggia. Dove sono rimaste, per evitare che venissero compromesse dal calpestio degli esseri umani, il Comune ha costruito delle passerelle in legno sopraelevate per accedere alla battigia.
In molte località balneari italiane, tra cui Rimini, sono stati avviati dei progetti per ripristinare le dune costiere. Queste iniziative rientrano nella cosiddetta “ingegneria naturalistica”, una disciplina tecnico-scienti ca che utilizza piante e materiali naturali per consolidare argini e coste in modo da prevenire l’erosione e il dissesto idrogeologico.
In questo ambito a Ravenna sta per partire l’innovativo progetto NatuReef, una barriera che promette di difendere la spiaggia di Lido di Dante dall’arretramento facendo ricorso a ostriche e sabellarie, una specie di vermi marini che cementano la sabbia col loro muco per costruire delle strutture simili agli alveari dentro cui si rifugiano. Il progetto è coordinato dall’Università di Bologna insieme a Comune di Ravenna, Fondazione Flaminia e Parco del Delta del Po come partner, e ha ottenuto il 60 percento di nanziamento dalla Commissione europea sul costo totale di 3 milioni di euro. NatuReef sarà il primo progetto di questo genere nel Mediterraneo. Entro aprile dovrebbero essere posate a 150 metri dal tratto nord della foce del Bevano, al largo di Lido di Dante, le reti metalliche contenenti pietre calcaree da cui far partire la riproduzione delle ostriche e delle sabellarie. Ci vorrà qualche anno af nché la barriera raggiunga le dimensioni previste di cento metri di lunghezza per 50 di larghezza. «Oltre ad attenuare l’erosione in un tratto di costa particolarmente colpito, il progetto ha l’obiettivo di ricreare un habitat di specie autoctone», spiega Massimo Ponti, professore di biologia marina all’Università di Bologna e tra i coordinatori del progetto. «NatuReef farà aumentare la biodiversità, attirando spugne, anemoni e pesci che sono scomparsi da tempo in questo tratto di mare». (al.gi.)
Un sopralluogo dell’università a Lido di Dante per la creazione della barriera di ostriche e sabellarie

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EROSIONE/LIDI NORD
Casal Borsetti: il bagno Mercurio ha perso 80 ombrelloni in 25 anni perché la spiaggia si è ridotta
Il bagno Oasi si allarga lateralmente: «Ma si riduce l’area libera»
Imprenditori in coro: «Mareggiate sempre più violente»
Il bagno Mercurio a Marina Romea no a 25 anni fa aveva 120 ombrelloni e oggi solo 40 perché non c’è più spiaggia dove piantarli. È l’erosione costiera raccontata dai numeri forniti dal titolare Riccardo Filidei: «Circa 30 metri di spiaggia persi nei 25 anni da quando ho lo stabilimento».
La situazione è critica, nonostante i tentativi di contrastare il fenomeno che l’imprenditore riconosce: «Intervengono tutti gli anni, su questo sono bravi. Ma il mare continua a mangiare sabbia. A un certo punto bisognerà chiedersi perché e come fermarlo».
Negli ultimi anni la preoccupazione è cresciuta: «Una volta le mareggiate erano meno frequenti e più leggere, adesso quando arriva una burrasca i danni si fanno sentire. Negli anni ho dovuto rifare la terrazza due volte: una nel 2016 e un’altra quattro anni fa, e nessuno rimborsa».
Ma nonostante le dif coltà, Filidei guarda avanti: «Siamo qui da 25 anni e continuiamo a lavorare. Speriamo anche con la Bolkestein si riesca a trovare una strada».
Sempre da Marina Romea arriva anche la testimonianza di Giada Tassinari, proprietaria del bagno Bella: «Sono qui da tre anni e ogni stagione devo togliere una la di ombrelloni». Tra le cause Tassinari indica i cambiamenti delle correnti marine: «Le acque girano in modo diverso rispetto al passato». A questo si aggiunge l’effetto delle mareggiate: «Dopo Natale una molto forte e un’altra poche settimane fa. Sono eventi che incidono sulla quantità di sabbia».
Per contrastare l’erosione, ogni anno la Regione interviene con operazioni di ripascimento. Si tratta però di una soluzione temporanea: «Tutti gli anni dobbiamo riorganizzare la spiaggia. Anche con i clienti sta-

gionali siamo chiari: la disponibilità può cambiare. Per questo motivo siamo tra gli ultimi a sistemare la spiaggia, perché basta una mareggiata per cambiare tutto».
Tra le possibili soluzioni si valutano interventi come l’estensione delle dighe o l’introduzione nuove di sciogliere: «Non è detto che ciò che funzioni in questo punto non crei problemi altrove. Non è una questione semplice».
Anche Tassinari prova a essere ottimista: «C’è sicuramente preoccupazione, ma credo che con la collaborazione di stabilimenti, enti locali e Regione si possa trovare un equilibrio. L’erosione è un fenomeno naturale e dobbiamo imparare a gestirlo».
Spostandoci più a nord, stesso scenario. Federico Mantovani del bagno Oasi di Casal Borsetti racconta una situazione in costante peggioramento. «Nell’ultimo periodo la spiaggia arretra mediamente di 2-3 metri all’anno, ma quest’anno è andata anche peggio», spiega. «Nella zona sud di Casal Borsetti, dove siamo noi, il fenomeno è ancora più evidente: quello che il mare regala a nord, qui lo toglie».
E anche Mantovani deve fare i conti con lo spazio disponibile: «Al momento il nostro stabilimento riesce a mantenere lo stesso numero di ombrelloni grazie a compensazioni nelle concessioni laterali, ma in questo modo la spiaggia libera praticamente non esiste più: chi vuole piantare un ombrellone per conto proprio non può farlo».
Per le soluzioni Mantovani sottolinea la necessità di interventi strutturali: «Anni fa sono stati fatti interventi, ma forse non sono più suf cienti. Servirebbero nuovi lavori più consistenti: più sabbia, ma anche un rafforzamento delle scogliere. Non siamo esperti, ma è chiaro che qualcosa va fatto». Alla base resta la preoccupazione del titolare: «Noi viviamo di questo. Se la spiaggia continua a ridursi, diventa tutto più dif cile: meno spazio, meno clienti e la gente si sposta dove la spiaggia è ancora ampia».
Al bagno Over Beach, sempre a Casal Borsetti, l’attività di Domenico Britti era cominciata con 13 le di ombrelloni e oggi sono rimaste sette: «Se si calcola circa 4 metri a la, signi ca che abbiamo perso una trentina di metri in 15-16 anni, circa due metri all’anno. Dal cancello alla prima la dovrei avere 81 metri, invece ne ho circa 67-68».
Anche qui ci si allarga per compensare la mancanza di lunghezza: «Siamo costretti a chiedere spazio lateralmente. Così facendo tra un po’ andremo a nire nello stabilimento vicino, quindi si riduce la spiaggia libera».
Le mareggiate continuano a peggiorare la situazione «L’ultima, quella del 26 marzo, ha avuto ripercussioni. Qui incidono soprattutto quelle da bora, a differenza di Marina Romea dove soffrono di più lo scirocco».
Le dif coltà si ri ettono anche sul rapporto con i clienti: «Chi prenota la prima la per una stagione, l’anno dopo non sa se avrà lo stesso ombrellone. E durante la stagione basta un’alta marea per rendere inutilizzabili le prime tre le, costringendo le persone a spostarsi». Sul fronte istituzionale, il giudizio è critico: «Non si fa nulla di strutturale. Ogni 4-5 anni si interviene con qualche scogliera, spesso in periodo elettorale, ma senza controlli costanti». Dubbi anche sull’ef cacia dei ripascimenti: «Non risolvono il problema. L’attenzione è concentrata sulle dune, ma vengono a controllare in estate. Dovrebbero farlo in inverno quando si vede davvero cosa succede». Beatrice Dragoni
EROSIONE/LIDI SUD
PRO LOCO LIDO DI DANTE: «LA PINETA RAMAZZOTTI STA MORENDO, TERRENO CON ALTISSIMA SALINITÀ»
C’è chi investe: per la primavera 2027 il bagno Passatore aprirà il primo resort della località con bungalow serviti

«L’erosione costiera è solo uno degli elementi che compongono il quadro critico di Lido di Dante. A questa si aggiungono la subsidenza, l’innalzamento del livello del mare e la progressiva riduzione dell’apporto di sedimenti dai umi: un insieme di fattori che sta mettendo a dura prova il nostro territorio». Così Andrea Scarabelli, presidente della pro loco, descrive la situazione ambientale della località nel tratto della costa ravennate più a sud. Scarabelli vive a Lido di Dante da 56 anni ed è testimone diretto dei profondi cambiamenti della costa: «Si poteva e si doveva intervenire prima. I segnali erano evidenti già da tempo. Il nostro tratto di litorale è tra i più studiati, ma a fronte dei numerosi progetti ipotizzati, le azioni concrete sono state poche». A essere minacciata non è solo la spiaggia, ma l’intera località e, soprattutto, la pineta. «La pineta Ramazzotti sta morendo - continua Scarabelli -. Crescono le aree senza pini, la vegetazione sta diventando palustre e tutto ciò che non è compatibile con l’altissima salinità del terreno muore. Ci si concentra sempre sull’aspetto turistico e sulla salvaguardia degli stabilimenti, ma i primi ad essere minacciati sono i cittadini». Dopo la violenta mareggiata del 2015, oltre alle consuete dune invernali lungo il litorale, è stata realizzata una barriera rocciosa soffolta a protezione di un tratto di costa. Nelle prossime settimane sarà installato anche un “natural reef”, una barriera in pietre calcaree pensata per ospitare ostriche e sabellarie che, grazie alla loro attività biocostruttiva, dovrebbero contribuire a ridurre l’erosione e favorire la biodiversità marina. Il progetto Life NatuReef, avviato nel 2023, prevede un investimento di circa tre milioni di euro, nanziato al 60 percento dall’Unione Europea, e coinvolge Università di Bologna, Comune di Ravenna, Fondazione Flaminia e Parco del Delta del Po. «È un intervento lodevole ed ecocompatibile, ma non suf ciente - teme Scarabelli -. Abbiamo già visto altri esperimenti fallire in quel tratto di costa: c’è il rischio che le strutture vengano insabbiate e, prima di essere ef caci, necessitano di tempo per stazionare. Per salvare il litorale dalla foce dei Fiumi Uniti a Classe serve un intervento deciso, capace di guardare anche alle soluzioni più innovative sviluppate a livello europeo e internazionale». Secondo il presidente della pro loco, anche alcune pratiche attuali andrebbero ripensate. Le dune invernali, pur utili, presentano criticità: il prelievo di sabbia “da monte” contribuisce all’abbassamento della battigia e gli interventi dovrebbero essere più tempestivi e costanti dopo le mareggiate. Anche i ripascimenti occasionali, realizzati con sabbia alloctona, rischiano di alterare l’equilibrio dell’ecosistema costiero, ad esempio aumentando la temperatura del suolo e mettendo a rischio la nidi cazione del fratino. «Il territorio ha memoria e stiamo assistendo a un ritorno alle origini: le zone umide ritornano umide. Con solo quattro lidi, di cui la metà privati, questa zona non è particolarmente appetibile per le gare della Bolkestein - conclude Scarabelli -. Bisognerebbe ripensare il concetto di accoglienza mettendo in sicurezza il territorio, aggiungendo servizi alla spiaggia naturista, come accade in molte altre parti d’Europa e bloccando le estrazioni di gas in mare, che non fanno che aggravare ulteriormente il quadro».
Nonostante le dif coltà, c’è chi continua a investire sul Lido: è il caso di Vittorio Pollini, titolare da oltre vent’anni del bagno del Passatore che entro la primavera del 2027 darà vita al primo resort della località, il Corallo, con bungalow attrezzati e serviti, pacchetti a pensione completa e servizio spiaggia. «Non posso dire che la situazione sia peggiorata, anzi, semmai migliorata - commenta l’imprenditore -, il nostro tratto di spiaggia è protetto dalla barriera soffolta che, negli ultimi dieci anni, ha bloccato egregiamente mareggiate e incursioni. Oggi mi sento molto più sicuro, siamo anche riusciti ad ampliarci». Secondo Pollini, i problemi di erosione riguarderebbero infatti la zona non protetta dalla scogliera, ma anche in questo caso, un tempismo più accurato nella realizzazione delle dune invernali sarebbe suf ciente a scongiurare danni seri: «Abbiamo avuto qualche problema lo scorso inverno, perché i lavori per le dune sono iniziati in ritardo. Bisognerebbe intervenire subito, a settembre, come si faceva un tempo. È inutile cercare di prolungare la stagione agli estremi rischiando conseguenze peggiori». E poi il ricordo va a Sergio Tarroni, titolare dello storico Bagno Smeraldo scomparso lo scorso 27 marzo all’età di 78 anni e fortemente attivo nella lotta all’erosione costiera: «Lui si è sempre battuto per la salvaguardia della nostra costa, era il mio con dente e un maestro per tutti noi».
Maria Vittoria Fariselli
Un’immagine dei danni di una mareggiata del 2022 al bagno Over Beach di Casal Borsetti. Il titolare
Domenico Britti ricorda che è la bora a colpire di più la località
Il bagno Passatore è quello più a nord a Lido di Dante
iardini pe er: il Comune mette le unit di strada per i sen atetto e tratta per comprare i nego i
Nel quartiere della stazione ferroviaria di Ravenna, tra giardini Speyer e vie limitrofe, dall’inizio di marzo si sta muovendo un servizio di cosiddette unità di strada per aiutare chi vive per strada a trovare un percorso di uscita dal disagio. In orario serale una coppia di operatori (scelti fra gure come mediatori culturali, educatori o assistenti sociali) avvicina i senzatetto per avviare un dialogo e fornire qualche bene di prima necessità (kit per l’igiene personale e coperte) e informazioni utili in base ai bisogni della persona.
L’iniziativa è voluta dal Comune di Ravenna e af data, tramite un bando della Regione, alla cooperativa sociale Villaggio Globale. L’obiettivo di fondo è migliorare il decoro della zona con un approccio preventivo che vuole “agganciare” – termine utilizzato degli operatori stessi – le persone fragili e in dif coltà che spesso niscono per vivere di espedienti e a volte alimentano i numeri della microcriminalità.
Il sindaco Alessandro Barattoni ha comunicato l’avvio del progetto in occasione di un’assemblea pubblica con residenti e commercianti del quartiere che si è svolta il 31 marzo. «È una sperimentazione di sei mesi che fa capo all’assessorato per le Politiche sociali. Ogni mese saranno fatti incontri interni per monitorare lo stato di avanzamento e a settembre verrà fatto un bilancio complessivo».
In marzo sono state fatte una decina di uscite e le persone agganciate sono state una de-
CONSORZIO SOLCO RAVENNA

cina: uomini e donne, italiani e stranieri, tra i 30 e 60 anni, alcuni in strada da anni e altri da poco, alcuni con tossicodipendenze patologiche consolidate. A chi non li conosceva sono stati spiegati i servizi a bassa soglia già attivi in città: dormitori, docce e colazione a Santa Teresa, pacco viveri alla Caritas, pasti alla mensa di San Rocco. Un ragazzo tunisino di 31 anni, richiedente asilo a Ravenna da poco, ha chiesto informazioni per i corsi di lingua italiana e ha superato un colloquio di lavoro: farà il lavapiatti per l’estate in un ristorante a Punta Marina.
Accanto alle iniziative di inclusione sociale, il Comune vuole anche lanciare un messaggio
al mondo economico dimostrando di essere il primo investitore nell’area. Il sindaco ha incontrato tutti i proprietari degli immobili che ospitano negozi di vario tipo sotto i portici del condominio nei giardini Speyer per manifestare l’interesse all’acquisto dei locali. «Alcuni non sono disponibili a vendere, altri hanno dato disponibilità e abbiamo avviato una istruttoria interna per le stime dei valori, non siamo un privato che può muoversi liberamente sul mercato, dobbiamo farlo con valutazioni oggettive». Una volta concretizzate eventuali acquisizioni, il Comune ha in progetto di assegnare gli spazi per nuove attività che portino una clientela più quali cata. Barattoni auspi-
cava l’apertura di una farmacia, ma i limiti delle licenze territoriali non lo permettono (potrebbe però arrivare una parafarmacia).
Le attività future sotto i portici potrebbe essere orientate a fornire servizi e comodità per i 120 studenti che dall’autunno 2027 (in ritardo rispetto alle ultime stime di tempi fatte a ottobre 2025) entreranno nello studentato che la Fondazione Flaminia sta realizzando nella parte dello stesso condominio che no a poco tempo era occupata da uf ci comunali (servizi ora traslocati in viale Berlinguer).
Grazie a un bando della Regione che stanzia circa 132mila euro (sommati a 33mila dal Comune) verrà inoltre riquali cata la piccola area verde in viale Pallavicini da dove si accede al sottopasso verso piazza Moro (darsena di città). Saranno migliorati anche gli ascensori. Il Comune ha già annunciato la volontà di realizzare una pista ciclabile in via Carducci (un’esigenza molto sentita dai residenti vista la strettezza della strada dove passano molti bus). Per farla andranno eliminati i 15-20 posti auto sul lato destro del senso di marcia: «Lo faremo solo quando avremo rimediato posti alternativi. Al momento ne abbiamo aggiunti 8 in viale Pallavicini rendendo pubblici quelli che erano riservati a dipendenti delle ferrovie».
A proposito di bici: in un’ala della stazione prenderà sede la velostazione per il posteggio custodito di bici.
Andrea Alberizia
LE AZIENDE INFORMANO
Il sistema dei servizi per le persone anziane va ripensato
Se ne discute l’8 aprile a Sant’Alberto nell’evento organizzato da Erminia Talanti Aps, Don Zalambani e Solco Ravenna. Presenti anche l’assessora regionale Isabella Conti e l’assessora comunale Roberta Mazzoni
“Scenari evolutivi dei servizi per le persone anziane”, è il tema dell’incontro che si terrà mercoledì 8 aprile, alle ore 17, in via Nigrisoli 22 a Sant’Alberto, nella Sala Agrisfera della Casa residenza Don Zalambani.
L’evento è organizzato da Erminia Talanti Aps, dalla cooperativa sociale Don Zalambani e dal Consorzio Solco Ravenna e gode del patrocinio del Comune di Ravenna. Dopo i saluti del presidente dell’associazione Erminia Talanti, Adriano Cassani, e l’introduzione al tema a cura di erafino Ferrucci, presidente Don Zalambani, il programma prosegue con una tavola rotonda a cui parteciperanno Isabella Conti, assessora al elfare della Regione milia-Romagna, Roberta Mazzoni, assessora al Welfare del Comune di Ravenna e Antonio Buzzi, presidente Consorzio Solco Ravenna. «Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale nei servizi per le persone anziane – sottolinea Antonio Buzzi, presidente di Solco Ravenna –. Nei prossimi 20 anni avremo da una parte la generazione dei “baby boomer” cioè le persone nate negli anni del boom economico, tra 1946 e il 1964, che entreranno nella terza e quarta età e necessiteranno di una maggiore
offerta di servizi; dall’altra avremo una forza lavoro sempre più scarsa da destinare a questi servizi, perché appartenente alla generazione Z, cioè dei nati dopo la metà degli anni Novanta, quando le nascite si sono ridotte a un terzo. È davanti agli occhi di tutti che c’è bisogno di un cambiamento generale del sistema dei servizi agli anziani, per poter continuare a garantire l’universalità delle risposte e la sostenibilità del sistema e delle famiglie». Durante la tavola rotonda verranno affrontati diversi punti riguardanti il futuro dei servizi per la popolazione anziana la questione demografica, la carenza di figure professionali, gli stili di vita per abbattere la cronicità, la figura dei caregiver, l’uso delle tecnologie e il diritto alla cura, il ruolo futuro delle strutture residenziali e dei centri diurni, e naturalmente dove reperire le risorse economiche necessarie. «Il problema che dovremo affrontare ha dimensioni nuove ma facilmente prevedibili, eppure non lo stiamo ancora guardando con la dovuta attenzione – aggiunge Serafino errucci, presidente cooperativa Don Zalambani –. Le modalità con cui

offriamo servizi agli anziani oggi sono quelle del passato e devono necessariamente cambiare. Bisogna mettere in campo nuovi servizi per alleggerire le liste di attesa alle strutture residenziali destinandole ai casi più critici e lavorando maggiormente sulla domiciliarità e flessibilità».
L’evento è aperto a tutta la cittadinanza, per maggiori informazioni: 0544 528111
a mia amata alestina coloni ata anche con i libri
Alae Al Said presenta il suo romanzo sulla sua terra di origine nell’ambito della rassegna “Scritture di Frontiera”
Alae Al Said, classe ‘91, è una scrittrice nata a Roma da una famiglia di origini palestinesi. Il 9 aprile (ore 17.30) sarà alla biblioteca Classense di Ravenna per presentare il suo romanzo Il ragazzo con la ke ah arancione, nell’ambito della rassegna Scritture di Frontiera (vedi box).
«Si tratta di un romanzo ambientato in Cisgiordania - ci dice la scrittrice nel corso di un’intervista - che copre un arco temporale che va dagli anni Sessanta agli anni Novanta. All’inzio può sembrare una storia di formazione: racconta di un ragazzino vittima di bullismo a scuola e di un’amicizia. Poi però, con l’occupazione del 1967, la Storia - con la “S” maiuscola - subentra nella vita dei personaggi. Quel bullismo iniziale si trasforma in una grande metafora: il protagonista, che subiva violenze dai compagni, vede il suo intero popolo subire qualcosa di simile da parte di uno Stato (naturalmente il riferimento è a Israele, ndr)...». Cosa l’ha spinta a scrivere?
«Un insieme di fattori. Sento da sempre il bisogno di correggere quella che è stata spesso una narrazione errata o inesistente sul mio popolo. Accanto a questo, ci sono anche elementi autobiogra ci: da ragazzina ho
vissuto anche io episodi di bullismo e scrivere mi ha permesso di rielaborare quel vissuto».
Nel romanzo affronta anche le radici storiche della questione palestinese.
«Sì. Attraverso i racconti familiari torno indietro nel tempo, no agli anni Trenta e al periodo del protettorato britannico. Per me è fondamentale capire le radici della questione palestinese, perchè senza quelle non si può comprendere davvero ciò che accade oggi».
Quando è stata l’ultima volta in Palestina?
«Nell’estate del 2023. Già allora vidi una situazione molto peggiorata rispetto agli anni precedenti: al posto delle distese di ulivi sono apparsi insediamenti, soldati e segni evidenti di un’occupazione sempre più forte».
Che effetto le fa raccontare la Palestina da lontano?
«È come quando si parla di qualcuno che ami profondamente e che sta soffrendo, senza poter fare nulla per aiutarlo. È un sentimento fatto di amore, impotenza, dolore, ma anche di speranza. Raccontare ciò che ho visto e vissuto è un modo per provare a far capire la verità, per non lasciare
che resti invisibile». Come stanno vivendo la storia della Palestina gli europei?
«Spesso c’è una visione incompleta. Molti hanno mostrato solidarietà verso la causa palestinese, è vero. Ma gli eventi vengono letti e raccontati come episodi isolati, non si coglie sempre l’esistenza di un progetto più ampio, di colonizzazione, e che ciò che accade non è casuale o episodico. Se invece si riescono a comprendere le radici e il contesto, allora cambia completamente anche la lettura del presente». Quanto è importante il linguaggio in questo racconto?
«È fondamentale. Ancora oggi, ad esempio, si fa fatica a usare certe parole, a chiamare le cose con il loro nome. E questo incide profondamente sulla percezione della realtà. Le parole non sono neutre: determinano il modo in cui comprendiamo ciò che accade».
La narrativa può contribuire a cambiare percezioni e pregiudizi?
«Assolutamente sì, ha un potere enorme. La Palestina, ancora prima di essere colonizzata sicamente, è stata colonizzata attraverso i libri, attraverso una certa narrazione. Allo stesso modo, oggi la narrativa può ribaltare quella visione. Un romanzo permette
Si parte con Saba Anglana: le sue parole anche su Ravennaedintorni.it
Su Ravennaedintorni.it l’intervista anche all’altra protagonista della rassegna “Scritture di Frontiera”, Saba Anglana, attesa giovedì 2 aprile sempre alle 17.30 alla Classense, sempre in dialogo con Matteo Cavezzali.


al lettore di immedesimarsi: un numero resta astratto, ma una storia personale rende concreta un’ingiustizia». Quale messaggio spera arrivi ai lettori?
«Vorrei che comprendessero le radici della questione palestinese, ma anche che cogliessero un messaggio di speranza. Non è solo una storia di dolore: è una storia di diritti. Il popolo palestinese sa per cosa sta lottando: il diritto al ritorno, alla casa, allo studio. È importante che il lettore non si fermi alla sofferenza, ma riconosca anche questa dimensione. La lotta per i diritti è un dovere, non è mai inutile».
INCONTRI
A Faenza il medico dei migranti di Lampedusa
Mercoledì 8 aprile alle 18.30, nell’Auditorium del Liceo Classico di Faenza, in via Santa Maria dell’Angelo 1, si terrà l’incontro “Contro il naufragio dell’umanità”, una conversazione pubblica organizzata dalla Scuola Penny Wirton di Faenza, dove si insegna gratuitamente l’italiano agli stranieri. Ospite della serata è il medico Pietro Bartolo, che dal 1991 al 2019 è stato responsabile sanitario di Lampedusa durante gli sbarchi dei migranti.
Infissi e Porte in alluminio, PVC e legno
Zanzariere, Verande e Tende da Sole, Scuroni e Persiane, Tapparelle, Cancelletti di Sicurezza e Inferriate, Porte Interne e Blindate

di Beatrice Dragoni
14 / SOCIETÀ
RAVENNA&DINTORNI 2-8 aprile 2026
PASQUA/1
Direttamente da Sanremo, ecco Eddie Brock
Primi eventi primaverili a Milano Marittima
A Milano Marittima la Pasqua è “diffusa”, con diversi palchi ed eventi in centro per inaugurare la stagione primaverile ed estiva alle porte. Il lo conduttore dell’evento sarà la musica, con il concerto di Eddie Brock, cantante in gara all’ultimo festival di Sanremo come evento principale. Si parte alle 15 del 5 aprile, al “Palco #Romagnawow” di viale Gramsci, con il meet and greet con il giovane cantautore Lorenz Simonetti e la distribuzione gratuita di uova di cioccolato. Alle 16.30 ci si potrà invece spostare verso il “Palco Pop” della rotonda Primo maggio (lato viale Gramsci) per il live di Brock e Welo, con intrattenimento di Radio Bruno. Dalle 17, all’angolo tra viale Gramsci e viale Romagna si accenderanno le luci sul palco Electro Chic, con il dj set di Mattia Pizzy. La musica continua anche sull’altro lato della rotonda (verso viale Matteotti) con un dj set a tema “Voglio tornare negli anni ’90” a partire dalle 17.30. Tutti gli eventi sono gratuiti, organizzati dalla Pro Loco di Milano Marittima, in collaborazione con il Comune e le associazioni di promozione territoriale. La direzione artistica è di Andrea Prada, con il contributo di Radio Bruno.
NATURA/3
Call pubblica della Casa delle Farfalle per realizzare un murales
NATURA/1
Primavera Slow, sulle rotte dei fenicotteri
Torna “Primavera Slow”, tre mesi di eventi per immergersi nei paesaggi del Parco del Delta del Po. A piedi, in bicicletta, a cavallo o in barca tra lagune, valli e foreste secolari. Tra le varie iniziative (su parcodeltapo.it), in provincia di Ravenna l’appuntamento è alle saline di Cervia e nelle valli di Sant’Alberto (base di partenza il museo Natura), tra i fenicotteri.
Dal 4 aprile torna operativo il parco avventura di Cervia
Sabato 4 aprile alle 14 riapre CerviAvventura, il parco avventura nel cuore del Parco Naturale di Cervia. Ponti tibetani, pareti di corda, passerelle sospese nel vuoto e carrucole metteranno alla prova abilità e capacità motorie lungo undici percorsi aerei tra i pini. Prima di iniziare ogni attività, lo staff fornisce l’attrezzatura necessaria accompagnando i partecipanti con una spiegazione dettagliata delle tecniche di movimento. I percorsi sono dotati di sistema di linea continua. L’offerta è pensata per tutti i livelli: dai percorsi più impegnativi come “Aquila”, tra trapezi, passerelle e strutture sospese, a quelli più accessibili come il nuovo “Ghiro”.
A Bagnacavallo riapre le porte dell’Oasi Podere Pantaleone
Lunedì 6 aprile riapre al pubblico l’Oasi Podere Pantaleone di Bagnacavallo, sede operativa del Ceas Bassa Romagna. In occasione del Lunedì di Pasqua l’area sarà visitabile dalle 14.30 alle 18.30. Successivamente, nelle domeniche e nei giorni festivi l’Oasi sarà visitabile, con accesso libero e gratuito, dalle 14.30 alle 18.30. Durante la primavera l’oasi è nel periodo di massima fioritura. Tra le specie presenti si segnalano il tulipano selvatico, la pervinca minore al limitare del bosco, il giaggiolo delle paludi e l’euforbia lattaiola nelle aree umide. Nei prati è possibile osservare anche alcune orchidee spontanee. In questo periodo l’area è inoltre particolarmente favorevole per l’avifauna.
PASQUA/2
Il venerdì della Via Crucis Domenica il vescovo celebra la
messa in carcere
Gli appuntamenti della “Settimana santa”
Entrano nel vivo gli appuntamenti con la “Settimana santa” per i fedeli, con la Curia che dà appuntamento a giovedì 2 aprile, alle 21, con la messa al duormo di Ravenna con l’arcivescovo, che il giorno dopo sarà a Cervia (alle 15.30). Il venerdì sera è in programma la rievocazione della Via Crucis un po’ in tutto il territorio provinciale (a Ravenna l’appuntamento è per il 3 aprile dalle 20.30 a San Giovanni Battista, con conclusione in piazza San Francesco). Il giorno di Pasqua, domenica 5 aprile, l’arcivescovo celebrerà la Messa alle 10 nella casa circondariale di via Port’Aurea e alle 18 nella Concattedrale di Cervia. Le messe, nella parrocchia del centro storico a Ravenna, seguiranno il consueto orario festivo, alle 8,30 e alle 10,30 in Cattedrale, alle 9 a San Vitale, alle 10,30 a Santa Maria Maddalena, alle 12 al Suffragio e alle 18,30 in Cattedrale.

VISITE GUIDATE ALLE BUCHE GATTELLI, ASPETTANDO LA RIQUALIFICAZIONE
Casa delle Farfalle annuncia il lancio del contest artistico “In Arte, Biodiversità”, una call pubblica rivolta a persone che operano nel mondo dell’arte e della creatività finalizzata alla progettazione e realizzazione di un murales all’interno del Museo, su una parete esterna di grande visibilità. Il tema scelto per il contest è “Metamorfosi. Il cambiamento come meraviglia della natura”. Il contest prevede la selezione di una persona artista o di un gruppo di artisti. La partecipazione è gratuita, A sostegno del lavoro artistico, alla persona o al gruppo vincitore sarà riconosciuto, a conclusione e previa verifica della regolare esecuzione dell’opera, un premio omnicomprensivo pari a 3mila e 500 euro. Info: https://casadellefarfalle.net/ contest-murales/
FAMIGLIA

Letture in biblioca con gli studenti di Scienze Umane
Casa Vignuzzi propone, da mercoledì 8 aprile, alle 17, una serie di incontri dedicati alla lettura ad alta voce per bambini e bambine dai 3 ai 7 anni a cura del Gruppo Reader Promoter. Il calendario degli incontri prevede le date di venerdì 10 aprile, mercoledì 15 aprile, venerdì 17 aprile, mercoledì 22 aprile, venerdì 24 aprile. Gli appuntamenti costituiscono la fase finale del percorso di stage realizzato grazie alla collaborazione tra il liceo delle Scienze Umane, l’Istituzione biblioteca Classense e l’Ufficio politiche giovanili e servizio civile. Gli studenti e le studentesse coinvolti nel corso hanno avuto l’opportunità di conoscere la migliore letteratura per l’infanzia contemporanea e i principali programmi legati alla promozione della lettura oltre ad approfondire i benefici della lettura in famiglia, Info: 0544 482819.
Sabato 4 aprile si terrà un appuntamento speciale per tutti coloro che desiderano scoprire o riscoprire le buche Gattelli di Lugo, l’importante sito storico-naturalistico che si appresta a essere interamente riqualificato. La giornata prevede due turni di visita guidata, entrambi gratuiti: alle 15 e alle 17. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria entro il 3 aprile scrivendo a lugonatura2025@gmail. com, oppure utilizzando il qr code disponibile nella locandina dell’iniziativa (nel sito e sui social dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna). L’iniziativa sarà replicata anche nei mesi di maggio e giugno.
Il progetto di riqualificazione delle Buche Gattelli, del valore di 460mila euro, punta a rafforzare la biodiversità dell’area attraverso la creazione di una nuova zona umida permanente, il potenziamento delle barriere vegetali antirumore e la messa a dimora di nuovi alberi, cespugli e prati fioriti. Parallelamente, verranno migliorati i percorsi pedonali attorno al lago con materiali naturali, per garantire la fruibilità del sito in ogni stagione. I lavori, avviati a fine marzo, si concluderanno entro la fine del 2026 e includeranno anche la realizzazione di un plastico che ricostruisce l’aspetto dell’antico villaggio neolitico sommerso nelle acque del lago.
PRODOTTI TIPICI
Con la celebrazione di salumi e formaggi, partono le sagre di primavera di Brisighella
La Proloco di Brisighella inaugura il calendario delle Sagre di Primavera con il primo appuntamento in programma domenica 6 aprile, dedicato ai salumi e ai formaggi stagionati del territorio. Novità dell’edizione 2026 è la gestione diretta dello stand gastronomico da parte della Proloco, che proporrà un’offerta attenta alla qualità e fortemente radicata nella tradizione: a pranzo sarà servito un menù a tema, mentre alla sera lo stand si trasformerà in una pizzeria con forno a legna. Nel corso della giornata sarà inoltre presente il mercatino dell’artigianato e dei prodotti tipici locali, con la partecipazione di produttori del territorio. I prossimi appuntamenti saranno domenica 19 aprile con la Festa della Spoja Lorda, sabato 25 con lo Svuota cantine CarBoot, il 3 maggio con la Sagra del Carciofo Moretto.
NATURA/2

la guida
Una Rinascita nel segno dell’arte
Quattro pagine speciali per andar per mostre in regione durante il ponte di Pasqua (e non solo)
Il lungo weekend di Pasqua è l’occasione per qualche gita fuori porta. E allora perché non appro ttarne per fare visita a una (o più) mostra d’arte? In Romagna ce ne sono un po’ per tutti i gusti, come parliamo nelle due pagine interne di questo inserto speciale, con approfondimenti su Forlì, Rimini e Cesena. Nell’ultima pagina abbiamo preparato per i lettori anche una panoramica sulle mostre più interessanti anche fuori dalla Romagna, da Ferrara no a Piacenza, passando per Bologna, Modena, Parma e Regggio Emilia. Qui, invece, vi ricordiamo le principali esposizioni attualmente in corso anche a Ravenna e dintorni, di cui abbiamo già parlato nelle scorse settimane sul nostro giornale. A partire dal Mar, il Museo d’Arte della città di Ravenna, in via di Roma, dove resta allestita no al 3 maggio la mostra Mattia Moreni. Dalla regressione della specie all’umanoide, l’ultima e più signi cativa tappa di un ampio progetto dedicato a Mattia Moreni,gura tra le più irrequiete e radicali dell’arte italiana del Novecento (apertura speciale dalle 10 alle 19 anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta). Stessi orari nei due giorni di festa anche per Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura, la mostra che al Mic di Faenza ( no al 2 giugno) rilegge due secoli di storia della manifattura di Doccia, proponendo una narrazione inedita dell’evoluzione della ceramica nel XVIII e XIX secolo. Tra le altre mostre aperte in zona: Philippe Artias a Palazzo Rasponi dalle Teste; la personale di Nataly Maier alla fondazione Sabe per l’Arte; Felice Nittolo e Jessica Ferro alla galleria NiArt, mentre fuori Ravenna merita una citazione il “mondo animale” di Luigi Annibale Bergamini al museo di Fusignano.

Umberto Boccioni, “Sotto il pergolato a Napoli” (1914, olio e collage su tela), tra i capolavori della mostra ai Musei San Domenico di Forlì, di cui parliamo a pagina II
Il Barocco nei capolavori dell’arte: da Bernini a Rubens, da Bacon e Van Dyck
Fino al 28 giugno al museo civico San Domenico “Il Gran Teatro delle Idee” per comprendere appieno il fenomeno culturale che ha dato inizio alla nostra modernità
La forma inquieta, il ritmo alternato, la sregolatezza, il naufragio dei sensi, l’esaltazione della festa, il teatro dell’esistenza: questo è il Barocco, fenomeno culturale che attraversa il Seicento e dà inizio alla nostra modernità. Qui nasce la scienza e si afferma il primato della coscienza. È il momento magico dell’arte. Una febbre vivi cante che porta principi e sovrani a farsi promotori di un grande rinnovamento pittorico e letterario, urbanistico e architettonico. Trionfano le cose. Collezionisti e mecenati incoraggiano i generi più diversi.
A quest’epoca straordinaria, a tutti i suoi artisti e all’in uenza che hanno esercitato e ancora esercitano sulla produzione artistica, è dedicata la grande esposizione Barocco. Il Gran Teatro delle Idee che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì organizza al Museo Civico San Domenico dal 21 febbraio al 28 giugno.
La mostra, che nasce da un articolato e approfondito percorso di studi, intende restituire una visione complessiva della cultura barocca: il ruolo di Roma e delle corti europee, i protagonisti che ne plasmarono le forme, il ruolo delle committenze che ne sostennero lo sviluppo e le strategie di rappresentazione del potere che la determinarono.
Per comprenderne appieno le origini, il percorso partirà dal confronto con la raf gurazione del dramma nell’età ellenistica e le sperimentazioni spaziali del tardo manierismo, passando dal realismo radicale di Caravaggio che riconduce lo sguardo a una dimensione più intima.
Roma, fulcro e culla di questa straordinaria stagione, è il punto di avvio di una narrazione che si estende poi all’Europa, seguendo la diffusione del linguaggio barocco e il mutare del contesto politico internazionale, soprattutto nella seconda metà del Seicento. A testimoniare questo fervore creativo sono capolavori di Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini, Pietro da Cortona, i due Gentileschi, Luca Giordano, Guercino, Guido Reni, Van Dyck,


Andrea Pozzo, Nicolas Poussin, Peter Paul Rubens, Francisco de Zurbarán e molti altri.
La riscoperta novecentesca del Barocco, da Vienna a Dresda, all’Italia degli anni Trenta è decisiva per intendere parte della rivoluzione artistica del primo Novecento. Le opere di Lovis Corinth, Francis Bacon, Giovanni Boldini, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Giuseppe Ducrot, Fausto Melotti e Umberto Boccioni offrono un’occasione unica al visitatore per cogliere il sorprendente dialogo tra due epoche lontane ma intimamente connesse sotto il segno dell’inquietudine formale ed esistenziale.
Tre foto delle opere in mostra a Forlì, da sinistra a destra: Gian Lorenzo Bernini, “Laocoonte; Bernardo Strozzi, “Natura morta con ort n i ro in fior in un vaso d’anfora”; Tanzio da Varallo, “Davide con la testa di Golia”

Orari di apertura e info utili
Fino al 28 giugno. Da lunedì a venerdì: 9.30-19; sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20; la biglietteria chiude un’ora prima. Biglietti a 14 euro (ridotto 12; bambini dai 6 ai 14 anni 5 euro; speciale famiglia 28 euro). Il biglietto consente anche la visita alla Pinacoteca del Museo Civico. Informazioni e prenotazioni tel. 0543.36217; mostraforli@civita. art e www.mostremuseisandomenico.it.

Il sogno della Riviera lungo 75 anni di “Made in Romagna”
Ai Palazzi dell’Arte dieci brand simbolo tra abiti figurini ampioni oto e video
Fino al 24 maggio, i Palazzi dell’Arte di Rimini – Palazzo Arengo e Palazzo del Podestà – ospitano “Riviera Dream Vision”, una mostra che racconta 75 anni di moda “Made in Romagna”, ripercorrendo l’evoluzione del distretto moda romagnolo dagli anni Cinquanta a oggi.
L’esposizione propone un percorso dedicato a dieci brand simbolo dell’eccellenza romagnola, protagonisti della scena internazionale: Alberta Ferretti, Baldinini, Casadei, Fuzzi, Gianvito Rossi, Giuseppe Zanotti, Iceberg, Moschino, Pollini e Sergio Rossi. In mostra 80 abiti e oltre 120 calzature, af ancati da bozzetti,gurini, campioni tessili, materiali editoriali, fotogra e storiche, campagne pubblicitarie, video di s late e documenti d’archivio.
Il racconto espositivo intreccia identità territoriale e vocazione internazionale, mettendo in luce il dialogo continuo tra moda, arte, cinema, musica e cultura visiva. Centrale è il legame con Rimini e la Riviera Romagnola, restituito attraverso immagini, lmati e materiali d’archivio che contestualizzano la nascita e lo sviluppo del distretto moda nel suo immaginario sociale e culturale.
Tra i pezzi di maggiore rilievo gurano i costumi di scena del lm “Casanova” di Federico Fellini, vincitore dell’Oscar per i Migliori Costumi nel 1977, oltre a creazioni iconiche indossate da celebri protagonisti della musica e dello spettacolo internazionale.
Il percorso è arricchito da installazioni immersive e interattive, che includono esperienze di virtual try-on e contenuti generati tramite intelligenza arti ciale, offrendo al pubblico nuove modalità di fruizione e interpretazione della moda.
CESENA
Una mostra per ri ettere su migranti e lavoratori stagionali È stata inaugurata a fine marzo negli spazi espositivi della Galleria Pescheria di Cesena la mostra “Orme sulla sabbia”, degli artisti Giampaolo Parrilla e Matteo Gobbo, curata da Bianca Basile. L’esposizione sarà visitabile fino al 3 maggio il venerdì, sabato e domenica e nei giorni festivi. Il progetto artistico si propone di riflettere sul complesso sistema in cui le persone con storia migratoria vivono e lavorano in Italia, indagando il lavoro stagionale sulla riviera romagnola, principalmente nel periodo estivo. I lavori in mostra tentano di trasformare le testimonianze in paesaggio, in modo da veicolare una pratica decoloniale a partire dallo sguardo.

LE “VISIONI” DI GIANCARLO UTILI A PALAZZO SAN GIACOMO
Si è aperta sabato 21 marzo a Palazzo San Giacomo la mostra “Visioni di Moda. Figura e figurini di Giancarlo Utili”, dedicata al lavoro nel campo della moda di Giancarlo Utili. Scomparso prematuramente all’età di 40 anni nel 1992 a Parigi, il russiano Utili ha lasciato un patrimonio iconografico di migliaia di ‘figurini’ (i disegni che realizzano gli stilisti per comunicare la propria idea creativa), realizzati per le grandi case di moda negli anni ’80 (Etro, Balenciaga, Gattinoni, Adidas, Ungaro, La Viola, Tarlazzi, Caliceti, Caroll Tricot, France Andrevie, Fuzzi, Bullit, Dejac). Eccentrico e geniale ma al tempo stesso schivo e riservato, la sua storia professionale è raccontata attraverso una serie di installazioni interattive che custodiscono gli oggetti che lo hanno accompagnato nei pochi anni della sua vita. Il primo evento speciale collegato alla mostra è in programma sabato 11 aprile, alle ore 17. Si tratta della presentazione del volume “Vestire a matita: il disegno della moda dagli anni ‘70 ad oggi” (edizioni Mimesis), a cura di Valentina Rossi.
La mostra, a ingresso libero, proseguirà fino al 21 settembre. Orari d’apertura (fino al 31 maggio) il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19; domenica dalle 16 alle 19.
RIMINI/2
L’odissea spirituale di Davide Conti in una dimora d’arte
Resterà allestita fino a novembre la mostra di Davide Conti (in arte DCDedalus) alla dimora d’arte RiBo104 di Mondaino, borgo medievale in provincia di Rimini. Il percorso espositivo si snoda come un’odissea spirituale, divisa in tappe: InfernoParadiso; Il Giardino delle Delizie; Splendor Solis. Conti fonde in un unico linguaggio scrittura, graphic design, fotografia e pittura.
Situata in Via Roma 104, RiBo 104 è una dimora d’arte che unisce spazio abitativo e produzione culturale, superando il modello tradizionale di galleria. Nato dall’iniziativa di Daniela Rigotti e Ambrogio Borsani, il progetto trasforma una casa storica in luogo di incontro, residenza e sperimentazione artistica. Qui l’arte si intreccia alla vita quotidiana, generando un dialogo diretto tra artisti, territorio e comunità.

moda
Da Warhol agli Impressionisti: le mostre da non perdere nel resto della regione
Un piccolo viaggio in Emilia: a Ferrara la rivoluzione della Pop Art, a Bologna tra design giapponese e Banksy, a Modena ultimi giorni per De Chirico. McCurry a Parma, “Sguardi sull’Africa” a Piacenza
Nel calendario espositivo primaverile, l’Emilia-Romagna conferma una vitalità diffusa. Il periodo pasquale diventa così l’occasione per un itinerario fuori dalla Romagna che, da Ferrara a Piacenza, mette in tensione grandi nomi e proposte più laterali, tra fotogra a, modernismo e contemporaneo.
Da Ferrara a Bologna
Al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, Andy Warhol. Ladies and Gentlemen (14 marzo-19 luglio) riporta al centro uno dei cicli più politici e meno concilianti dell’artista americano, dove la supercie glamour della Pop Art si incrina per lasciare spazio a un’indagine sull’identità e sulla rappresentazione che conserva ancora oggi una forza irrisolta. Non si tratta di una semplice operazione celebrativa: la serialità warholiana, qui, si carica di ambiguità e tensione, mettendo in crisi lo sguardo dello spettatore.
A Bologna, il panorama si densi ca e diventa quasi enciclopedico. A Palazzo Pallavicini, la retrospettiva su Ruth Orkin ( no al 4 maggio) restituisce uno sguardo lucido e insieme narrativo sul Novecento, capace di oscillare tra reportage e costruzione iconica. Al Museo Civico Archeologico, Graphic Japan ( no al 6 luglio 2026) interroga invece il ruolo del design visivo contemporaneo nella costruzione dell’immaginario giapponese.
Ma è soprattutto la costellazione di nuove aperture a ride nire il peso della città nel periodo pasquale. A Palazzo Fava, Banksy Archive 01 – The School of Bristol 1983–2005 (dal 27 marzo 2026) si concentra sulle radici della scena urbana britannica da cui emerge Banksy, spostando l’attenzione dal mito individuale al contesto culturale che lo ha generato. A Palazzo Pepoli, Frida Kahlo. Lo sguardo come identità (dal 28 marzo) ripropone la gura di Frida Kahlo attraverso il prisma dell’autoritratto e della costruzione dell’identità, insistendo su una dimensione ormai pienamente iconica. Più de lata ma forse più incisiva, la personale di Michael E. Smith a Palazzo Bentivoglio (30 gennaio–26

aprile) lavora su un linguaggio minimale e perturbante, dove gli oggetti quotidiani vengono sottratti alla loro funzione per diventare presenze ambigue.
Da Modena a Reggio Emilia
A Palazzo dei Musei, a Modena, Giorgio de Chirico. L’ultima meta sica ( no al 20 aprile 2026) affronta una fase spesso marginalizzata della produzione dell’artista, mettendo in evidenza un ritorno consapevole ai propri temi fondativi. Lontano dalla

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stagione canonica, questa “ultima” meta sica si presenta come un territorio ambiguo, dove ripetizione e variazione diventano strumenti critici più che segni di esaurimento. Spostandoci a Reggio Emilia, aspettando il festival sulla Fotogra a Europea, alla Collezione Maramotti, Cannon Fodder di Giuditta Branconi ( no al 27 luglio 2026) introduce invece un registro radicalmente contemporaneo, in cui il corpo e la sua esposizione diventano campo di tensione politica e simbolica. La ricerca si muove tra installazione e materia, mantenendo una dimensione di fragilità che evita ogni retorica.
“Giovanni Frangi. Vera da pozzo” a Imola no al 5 luglio
È stata inaugurata sabato 28 marzo la mostra “Giovanni Frangi. Vera da pozzo”, in programma al Museo San Domenico di Imola fino al 5 luglio. Allestita negli spazi interni, nel quadriportico e nel chiostro dell’ex convento domenicano, la mostra, a cura di Diego Galizzi, Direttore di Imola Musei, e Marta Cereda, curatrice indipendente, è pensata in stretta relazione con l’architettura storica del complesso e si configura come una verifica ampia e consapevole delle esperienze più recenti dell’artista. Oltre 40 le opere in mostra tra dipinti di grandi dimensioni, sculture e disegni, organizzati in quattro cicli autonomi e allo stesso tempo interconnessi. Il risultato è un percorso senza soluzione di continuità, una sorta di autoanalisi visiva che monitora lo stato attuale della ricerca dell’artista, mettendo in relazione natura, cielo, movimento e memoria.

Parma e il suo sistema diffuso È però Parma a offrire il sistema più straticato. A Palazzo Pigorini, la mostra dedicata a Steve McCurry (In viaggio, no al 1° giugno 2026) insiste su una fotogra a che continua a muoversi tra documento e costruzione narrativa, forte di un’immediatezza visiva che resta il suo principale dispositivo di seduzione. A Palazzo Tarasconi, Impressionisti: 100 anni di ri essi ( no al 29 giugno 2026) propone invece una rilettura ampia, forse più divulgativa, di una stagione ormai canonizzata, giocata sul tema della luce e della percezione.
Più complesso il discorso alla Fondazione Magnani-Rocca, dove Il Simbolismo in Italia ( no al 30 giugno 2026) riporta attenzione su un capitolo spesso marginale ma decisivo per comprendere le tensioni spirituali e culturali tra Otto e Novecento. Al Labirinto della Masone, Erté. Lo stile è tutto ( no al 13 luglio 2026) chiude il cerchio con una proposta che ri ette sulla dimensione decorativa e spettacolare dell’arte. Fino a Piacenza Il percorso si conclude a Piacenza, dove due mostre articolano un confronto tra sguardo antropologico e immaginario mitico. A Palazzo Gotico, Sguardi sull’Africa ( no al 29 giugno 2026) affronta il tema della rappresentazione del continente africano. A Palazzo Farnese, Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra ( no al 27 luglio 2026) lavora invece su una strati cazione iconogra ca e simbolica che attraversa i secoli, mettendo in dialogo mito e contemporaneità.
fuori porta
La mostra di Andy Warhol in corso a Ferrara
MOTORI
o scopritore di ntonelli: u amore a prima ista e a solo 8 anni ma sembra a corresse da secoli
Parla il faentino Giovanni Minardi: dalla storica impresa del padre in Formula 1 alla ricerca di nuovi talenti «Kimi è rimasto un ragazzo con i piedi per terra. Lo vedo già pronto per vincere il Mondiale»
Da Faenza alla Formula 1, passando per una delle storie più romantiche del motorsport italiano. La Minardi, fondata da Gian Carlo Minardi, è stata per decenni una fucina di talenti e passione, un simbolo di un’epoca in cui anche i piccoli potevano sognare tra i giganti. Oggi quel testimone, in forma diversa, è raccolto dal glio Giovanni Minardi, che continua a lavorare con i giovani piloti come talent scout e che, tra gli altri, ha avuto l’intuizione di scoprire uno dei prospetti più luminosi del panorama mondiale: l’attuale pilota diciannovenne della Mercedes Andrea “Kimi” Antonelli, vincitore degli ultimi due Gran Premi della classe regina.
Lei è stato a tutti gli effetti lo scopritore del giovane pilota bolognese. Dove l’ha visto la prima volta e quali furono le sue impressioni?
«Lo vidi nell’agosto del 2014, a Sarno, durante il Kart Summer Camp organizzato dalla Federazione Italiana. Ebbi subito l’impressione che avesse qualcosa in più di tutti: nell’arco di due giri, senza aver mai visto il tracciato, fece il record della pista. All’epoca aveva solo otto anni ma sembrava uno che correva da secoli. È stata una specie di amore a prima vista, nel senso che capii subito che in lui era presente un talento non indifferente».
E dopo quel primo incontro quali furono le tappe per arrivare alla Mercedes Academy?
«Kimi cominciò il percorso nel kart e a 10-11 anni, riuscimmo a portarlo in Mercedes, dopo aver trattato anche con Ferrari. Prendemmo la decisione insieme alla famiglia, convinti dal progetto della casa tedesca. Devo dire che alla ne abbiamo avuto ragione, visto sia i risultati durante la sua carriera giovanile sia quello che sta facendo oggi in Formula 1. Molto probabilmente, se avessimo preso l’altra strada, avrebbe dovuto passare più anni nelle categorie inferiori prima di eventualmente esordire nella classe regina, a un’età più avanzata». Pensa che quest’anno possa già vincere il mondiale?
«Ne ha tutte le possibilità. Lo vedo pronto. Diciamo che il 2025 è stato un anno di apprendistato, gli è servito molto per capire tante cose della Formula 1, ma soprattutto quanta pressione devi sopportare, e adesso lo vedo molto più disteso, più tranquillo, pronto. Sa di avere un mezzo competitivo e quindi mi sembra che in questi ultimi due Gran Premi abbia dimostrato che quando la macchina c’è, lui può tranquillamente dire la sua».
Kimi è ancora molto giovane, su quali aspetti deve migliorare come pilota?
«C’è sempre da migliorare. Un sette volte campione del mondo come Hamilton dice che si impara qualcosa di nuovo ogni giorno. Nella Formula 1 c’è sempre la necessità di migliorarsi perché ci sono avversari di grande livello. Quindi deve proseguire il suo percorso e crescere a 360 gradi».
Che rapporto avete adesso e che ragazzo è quando esce dalla monoposto?
«Purtroppo siamo entrambi molto impegnati e a me non piace rompe le scatole (ride, ndr). Scambiamo due chiacchere quando ci vediamo in pista, dato che lui frequenta molto il kart e io ho tanti piloti in quel circuito. È rimasto un ragazzo coi piedi per terra e spero che lo rimanga per sempre perché è una dote importante per stare al top».
Mi sa dire un nome di un talento del futuro che potremmo vedere presto in Formula 1?

dopo, a 11 anni, quando ogni estate andavo ad imparare il mestiere sperando un giorno di poterci lavorare. Mi piacevano le macchine e tutto ciò che c’era dietro, quindi volli imparare ogni settore all’interno del Team per capire ogni sua sfaccettatura. Mi sono studiato tutto quello che c’era da studiare no al 1996, quando poi cominciai a lavorare lì. Prima come team manager della squadra test e poi dal 1997 come team manager della squadra gara no al 2002. Dal 2003 ho deciso di aprire l’attuale agenzia di management».
In una Formula 1 sempre più avanguardista e costosa, sarebbe ancora possibile una storia come quella della Minardi?
«Oggi una storia come quella della Minardi è impensabile, perché se guardiamo la griglia di partenza l’unico team non uf ciale è la Haas, con comunque alle spalle un proprietario multimilionario e oggi una casa automobilistica come la Toyota che al momento è sponsor, ma chissá cosa potrà diventare in futuro. Pensi che nell’ultimo campionato del 2005 il nostro budget era 25 milioni di euro. Oggi con 25 milioni di euro non arrivi neanche a fare il progetto della macchina, il budget minimo si aggira attorno ai 200/250 milioni di dollari».
Cosa ne pensa della Racing Bulls e del territorio di Faenza? È ancora fertile per il motorsport?

«Oggi la Racing Bulls è una bella realtà che soprattutto nel nostro territorio dà lavoro e quindi speriamo possa continuare a crescere e rimanga a Faenza. Qua c’è passione, siamo nella Motor Valley. Ci sono appassionati, tecnici, ingegneri, fornitori che lavorano da oltre 40 anni in questo mondo e sono di conseguenza molto preparati. È un territorio che parla di Formula 1 e MotoGp: siamo a due passi da Imola e da Modena dove ha casa la Ferrari. C’è un grande interesse generale che porta avanti questo sport in questo territorio».
Cosa ne pensa delle recenti dichiarazioni di Verstappen sul dubbio di continuare a correre? L’attitudine dei piloti attuali è cambiata rispetto a 30 anni fa?
«La Racing Bulls? A Faenza passione e competenza Delusione Ferrari? in r i fi i
«No, non perché non lo sappia, ma perché non mi sembra corretto fare nomi e mettere ancora più pressione su quei piloti che già tanta ne hanno. Posso però dire che talenti ce ne sono, anche in Italia. Sono pochi, perché purtroppo mancano spesso i fondi e le sponsorizzazioni necessarie per affrontare uno sport così oneroso. Qualcosa di buono comunque c’è: lo dimostrano anche i risultati degli ultimi due anni di Fornaroli, con i campionati vinti tra Formula 3 e Formula 2. Per emergere, però, serve anche un po’ di fortuna, trovare la strada giusta e riuscire ad arrivare no in fondo. L’imbuto per arrivare all’obiettivo, si stringe molto, perché in Formula 1 ci sono solo 22 macchine e altrettanti piloti».
Tornando agli anni della Minardi: che ricordi ha di quell’epoca storica per il motorsport romagnolo?
«Sono nato nel 1974, anno in cui mio padre iniziò come costruttore in Formula 2. Personalmente ho cominciato a vivere quel mondo un po’
«I piloti sono generazionali e vanno di pari passo con i cambiamenti delle monoposto. Se guardiamo la griglia, oggi chi sta facendo meglio sono i ragazzi giovani, perché sono cresciuti in un’era dove l’elettronica la fa da padrone e non hanno un background diverso da dimenticare. Da un lato do ragione a Max, perché oggi la Formula 1 non è divertente per i piloti ed è molto legata alla gestione della gara e alle strategie studiate a tavolino. La macchina e la strategia contano tantissimo: quando ricarichi, dove ricarichi, quanto tempo ci vuole. Non è più tutto nelle mani del pilota come una volta. Dall’altra parte Verstappen è un professionista che ha vinto tanto ed è normale divertirsi meno quando non si vince. Mollare non è mai bello e sarebbe di cattivo esempio per le generazioni future». In ne, la Ferrari: la vittoria manca da circa 20 anni. Quali sono le ragioni di questo digiuno prolungato?
«Se lo sapessi probabilmente lavorerei per la Ferrari (ride, ndr). A parte gli scherzi, la Formula 1 è dif cile, perché le regole sono complesse e fare bene o sbagliare una macchina è questione di un attimo. Ferrari si è avvicinata e migliorata, ma bisogna capire cosa succederà con le nuove regole che verranno introdotte sulla misurazione a caldo sul lato motore. La scelta di Ferrari della turbina più piccola sta pagando con maggiori prestazioni in partenza, concedendo magari qualcosa sulla velocità massima. Quest’anno il fattore elettricità nel motore è stato un passo importante, non semplice da interpretare: pare che la Mercedes sia avanti a tutti, forse grazie anche ai tanti anni in Formula E, ma si capirà meglio da metà stagione in poi. Poi vincere è dif cile: tutti ci provano, ma solo uno ce la fa».
VOLLEY
A Ravenna la nal four di Coppa Italia di serie B, a ingresso gratuito
Ravenna si appresta a ospitare la Final Four di Coppa Italia della serie B di volley, in programma il 3 e il 4 aprile tra palestra Mattioli (quella della scuola media Don Minzoni di via Cicognani) e Pala De André. L’organizzazione dell’evento è stata affidata dalla Fipav all’Olimpia Teodora Ravenna, società che sta conquistando sul campo la promozione nella nuova serie A3 del volley femminile (le ravennati sono prime nel girone B della B1). Dodici le partite di Coppa in programma a Ravenna in due giorni, con protagoniste le quattro semifinaliste dei campionati di B1 e B2 femminile e B maschile. Tra cui la stessa Olimpia Teodora naturalmente, che giocherà la semifinale contro Garlasco alle 19 di venerdì 3 aprile al Pala De André e l’eventuale finale per il primo posto il giorno dopo alle 17.30 sempre al De André (la finalina per il terzo posto sarà invece alla palestra Mattioli dalle 17). Prima della finalissima del De André, alle 17 si terrà la sfilata delle maglie storiche della Ravenna del volley, con tanti campioni e campionesse del passato e del presente. A seguire, invece, alle 20.30 al Mercato Coperto, in centro, si svolgerà una cena con animazione a base di quiz a premi (a tema, ovviamente, pallavolistico) rivolta a giocatori, tecnici, tifosi, appassionati di ogni genere, con le ragazze dell’Olimpia Teodora ospiti d’onore.
di Leonardo Ferri
Giovanni Minardi e, sopra, Kimi Antonelli a Suzuka dopo la vittoria del suo secondo Gran Premio consecutivo
RAVENNA&DINTORNI 2-8
L’INTERVISTA
utto il teatro di Marco Martinelli: uando scri o oglio spro ondare ma la luce alla ne si tro a
Venerdì 3 aprile il regista, drammaturgo e fondatore delle Albe presenta a “I sabati al cortile” i due volumi con i testi dei suoi spettacoli. «Sicuramente un elemento molto presente nei miei scritti è Dante, anche solo come fantasma»
Venerdì 3 aprile (ore 17), al Cortile di via Paolo Costa, l’apertura della rassegna curata da Ivano Mazzani “I sabati al cortile” (vedi articolo in basso) vedrà protagonista Marco Martinelli, che nell’incontro Le Albe e noi presenterà, insieme a Silvia Rossetti (drammaturga del collettivo Spazio A/ Teatro) e Giuseppe Di Giacobbe (spettatore teatrale), i due volumi Teatro 1988-2010 e Teatro 2010-2020, editi da Marsilio nel 2024 e curati da Valentina Valentini. Un’ottima occasione per una chiacchierata con il drammaturgo, regista e fondatore delle Albe insieme a Ermanna Montanari. Marco, nei due volumi sono selezionati undici tuoi testi teatrali, a partire da Ruh. Romagna più Africa uguale no a Madre. La divisione è puramente cronologica o si possono individuare anche scarti tematici tra i due libri?
«Non direi che nelle tematiche ci siano divisioni di sorta, Rhu, Siamo asini o pedanti?, Boni ca, I Refrattari e gli altri testi del primo volume raccontavano una certa Italia, magari con un focus più regionale, mentre la tematica italiana nel secondo volume prende uno sguardo più nazionale. Però poi testi come Pantani, Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi o Va pensiero, nel secondo volume, sono pieni di tematiche etiche, politiche, di indignazione e di una ricerca nel mettere insieme cuore e ragione per provare a stimolare la comunità, come succede negli scritti del primo libro. Quindi direi che, nelle loro diversità, tendo a vederli tutti legati a delle ossessioni mai sparite ma piuttosto trasformate nel tempo. Sicuramente Dante è un elemento molto presente, anche solo come fantasma, in quasi tutti i testi che ho scritto, per una citazione, un mezzo verso, un’allusione».
De nisci sempre i testi in modi diversi con dei sottotitoli, tipo “farsa losoca”, “drammetto edi cante”, “favola patriottica” e così via. Sembra proprio un rimarcare che non hai schemi, che il testo passa dall’oralità per arrivare allo spettacolo senza esserne il fondamento assoluto.
«Il fatto è che ogni volta c’è un assillo nuovo e ogni volta ci sono anche interpreti nuovi, sebbene Ermanna sia il lo rosso di tanti testi. E proprio Ermanna è fondamentale per la nascita degli spettacoli, non a caso nel primo volume compare insieme a me sulla copertina. Io sono, sì, l’autore della drammaturgia, però l’ideazione, che è un concetto cardine, è sempre anche sua. Prima di tutto io e lei ragioniamo su quella che sarà la prossima mossa, di cosa dobbiamo trattare. Mi ricordo, ad esempio, che volevamo mettere in scena L’anima buona di Sezuan di Brecht, ci abbiamo pensato per sei mesi e poi è invece nato Pantani. Sono processi bislacchi quelli dell’ideazione, come quando il gatto
LA RASSEGNA

«Presto uscirà il mio primo romanzo storico, sulla vita di Borromini»
l ciclo di incontriideato da ano Ma ani tro a una nuo a dimora in centro storico
ella orte interna di asa di aola appuntamenti fino a giugno con artisti e personaggi della realtà cittadina
Torna in centro a Ravenna la “rassegna nomade” curata da Ivano Mazzani, che quest’anno trova casa al Cortile di via Paolo Costa 31, nella corte interna del room and breakfast “A Casa di Paola”, con il nome di “I sabati al cortile”. La formula è quella consolidata negli anni: un ciclo di incontri pomeridiani gratuiti, con artisti e personaggi della realtà cittadina, che si estenderà dal 3 aprile al 6 giugno, sempre dalle 17 alle 18.30.
Dopo l’esordio con Marco Martinelli (vedi intervista), sabato 4 aprile sarà la volta di Minotauro, uno scambio sull’arte della fotogra a con Leonardo Goni e Andrea Bernabini. Sabato 11 la poeta e docente Agnese Fabbri parlerà del suo libro di poesie dialettale Stagioni. Il 18 ecco un focus sull’arte visiva e le ri essioni dell’artista Daniele Ferroni e il critico d’arte Luca Maggio. E il 25 aprile, l’incontro sarà dedicato al tema della libertà di stampa, con il direttore della nostra testata Ravenna & Dintorni Luca Manservisi, Carlo Raggi, già vicecapo redattore de Il Resto del Carlino, la corresponsabile di Ravennanotizie Claudia Folli e il vice direttore del Corriere Ro-

magna Carmelo Domini. In maggio tre incontri dedicati al teatro: il 2 Luigi Dadina, cofondatore delle Albe, parlerà di lavoro e spettacolo, il 9, l’attrice teatrale Livia Tura reciterà il monologo Oltre ogni ragionevole dubbio, e il 16 danza, teatro e fotogra a si uniscono nelle ri essioni di Gruppo Nanou. Il 23 c’è I migliori peggiori lm, con Paul Bompart, mentre il 30 l’ospite è Emilio Macchia. La rassegna si chiuderà il 6 giugno con uno spazio dedicato al patrimonio storico, artistico e ambientale raccontato attraverso la fotogra a. I protagonisti saranno il fotografo Enzo Pezzi e Cesare Albertano.

pesta con le zampe per trovare la posizione, ecco l’ideazione è un po’ così, si va avanti, cerchi un’idea, non sei convinto, e a un certo punto succede qualcosa. Con Pantani più che mettere in scena Brecht abbiamo scritto il nostro Brecht, in un qualche modo. I sottotitoli sono poi un piacere, una gioia trovarli ogni volta, sono essi stessi un titolo alla ne, hanno una loro valenza, non sono neutri, non indicano un genere, sono delle immagini. “Drammetto edi cante”, che citavi, per I Refrattari, ha a che fare sia con i mattoni, quindi l’edi care, ma dall’altra parte c’è anche l’idea dell’edi cante come aggettivo, della possibilità di ri ettere su quei mattoni refrattari. Mi diverto sempre molto a trovare il sottotitolo».
I tuoi testi si potrebbero de nire politici, in quanto raccontano l’Italia e la realtà prendendo posizione, aggredendo pregiudizi e stereotipi e provando a stimolare lo spettatore con la potenza del pensiero, ma ancor più sono politttttttici, con sette t (un termine coniato da Martinelli stesso negli anni ’80, ndr), ossia scevri dagli schemi ideologici.
«L’ideologia parte da una presunzione di chi scrive, quella di possedere una verità e quindi di comunicarla con l’arroganza di chi ha la verità in mano. Ma se vivi il teatro – una delle poche trincee di umanità rimaste – come una liturgia nel senso etimologico, cioè “azione di popolo”, in cui quindi non c’entrano le fedi precostituite, è un’azione sacra, è un guardarci tutti negli occhi, guardare le nostre pecche, i nostri mali, ma guardare anche il nostro desiderio di altro, di superare questo “legno storto”, come Kant chiamava l’umanità. C’è sempre il desiderio, il sogno di poterlo raddrizzare, questo legno storto, soprattutto in tempi come questi. Che poi i tempi erano così anche quando scrivevo Ruh. Romagna più Africa uguale, nel 1988, il mondo era pieno di guerre. Adesso ce ne rendiamo conto perché le bombe ci cadono vicino a casa ma trenta, quarant’anni fa era la stessa cosa, l’ingiustizia del mondo era altrettanto radicale e noi, nel nostro piccolo di trentenni, sentivamo che bisognava misurarsi anche con quello e non solo con questa sorta di oasi europea. Dunque, sì, il politttttttico, con sette t, è un tentativo di dire, in poesia, la nostra condizione di esseri umani, che non rinunciano a interrogarsi su quello che sono, proprio nonostante la caduta delle ideologie, e credo che la politica sia esattamente questo, interrogarsi e agire di conseguenza».
Trovo la tua scrittura allo stesso tempo lineare, niente affatto ostica ma complessissima, e vedendo i tuoi spettacoli e leggendo i tuoi testi io ho sempre avuto in mente questa immagine: come entrare in un ascensore da edi cio di lusso, con la moquette e la musichetta lounge in sottofondo e poi di botto sprofondare nel vuoto a velocità folle. Che tipo di lavoro c’è dietro a ciò?
«In quest’immagine mi ci riconosco completamente. Si lavora ogni giorno, dalle prime righe scritte a quelle di oggi, dopo oltre quarant’anni. È importantissimo il macerarsi continuamente nella scrittura, dall’altra parte però è anche vero che l’immagine dell’ascensore è un po’ come mi batte il cuore, come mi circola il sangue nell’organismo, e quello è un qualcosa che tutto sommato non ho scelto, mi sono trovato a essere così. Che poi, una volta che l’ascensore è arrivato all’inferno, in fondo alla caduta, non riesco mai a chiudere i testi lì. In un senso dantesco, dalla selva oscura comunque una via misteriosa per uscire c’è sempre, non possiamo non crederci, e già il fatto di crederlo fa apparire l’uscita, la luce, il ritornare su».
Ci sono novità in arrivo, altri libri, lm?
«Te lo dico in anteprima assoluta, presto uscirà il mio primo romanzo, storico, che si intitola Pietra, acqua, sogno. Vita di Francesco Borromini e sarà pubblicato da Ponte alle Grazie entro l’anno. Sto poi lavorando sul lm Madre, abbiamo già fatto le riprese e come gli altri lm è una reinvenzione assoluta del testo teatrale omonimo, lo dovremmo presentare in novembre al FilmMakerFest di Milano».
di Alessandro Fogli
Foto di Lidia Bagnara
TEATRO DI RICERCA

COME GLI UCCELLI DI WAJDI MOUAWAD ALL’ALIGHIERI
Mercoledì 8 e giovedì 9 aprile (ore 20) va in scena al Teatro Alighieri di Ravenna Come gli uccelli, di Wajdi Mouawad, diretto da Marco Lorenzi. Potente e lacerante, il capolavoro drammaturgico del franco-libanese Wajdi Mouawad – rappresentato per la prima volta in Italia a opera della compagnia torinese Il Mulino di Amleto (Premio della Critica ANCT 2021), – racconta della storia d’amore tra Eitan, giovane di origine israeliana, e Wahida, ragazza di origine araba, in una realtà di conflitti e dolore. Considerato un maestro della scena contemporanea internazionale (il testo Come gli uccelli è stato pubblicato in Italia da Einaudi), Mouawad è capace di meccanismi teatrali unici, ottenuti attraverso una delicata e sapiente scomposizione drammaturgica di vicende e cronologie, di intimità e storia pubblica, di identità e contraddizioni. Info: ravennateatro.com.
MOSTRE
Mauro Bendandi espone a Oriolo
Sabato 4 aprile (ore 17.30) alla Torre di Oriolo, nell’ambito del progetto Artè, si apre BiofiliaPratiche di relazione, percorso di sette mostre sul rapporto tra l’uomo e gli altri esseri viventi. Si inizia con Tra la carta e il terreno di Mauro Bendandi, che nasce da un legame profondo con il territorio, con disegni e dipinti che custodiscono frammenti di paesaggio.
MUSEI
Al Mar il “Rifugio palstico” di Francesca Pasquali
PREVENDITE
PROSA
Ultima replica al Masini per Indovina chi viene a cena?
Giovedì 2 aprile (ore 21), al Teatro Masini di Faenza, va in scena l’ultima replica di Indovina chi viene a cena?, di William Arthur Rose, con la regia di Giglielmo Ferro, i cui interpreti principali sono Cesare Bocci e Vittoria Belvedere. Il tema della commedia, quello di un matrimonio misto, fece scalpore nell’America di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica. «Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta – ha detto Guglielmo Ferro –. Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale».
Info: accademiaperduta.it.

Aperta la biglietteria per Polis
Da martedì 7 aprile si apre, al Teatro Rasi e su Vivaticket, la biglietteria del POLIS Teatro Festival di ErosAntEros, in programma dal 5 al 10 maggio, con un’inaugurazione straordinaria il 30 aprile. Il festival quest’anno è dedicato a un Nordic Focus e consta di oltre trenta appuntamenti di respiro europeo. Info: polisteatrofestival.org

Mercoledì 8 aprile (ore 18), nella Arts & New Media Room del Mar, riprende la programmazione di Spazio Neutro con il primo progetto del 2026, Rifugio plastico. Abitare il confine, di Francesca Pasquali, a cura della conservatrice del Mar Giorgia Salerno. Artista bolognese, Francesca Pasquali inaugura questa nuova edizione con una riflessione sul tema dell’abitare, inteso come dimensione mutevole e stratificata. La casa si configura come un’entità fluida, capace di trasformarsi in relazione ai bisogni, alle possibilità ed esigenze di chi la vive: spazio intimo e protettivo e talvolta luogo instabile e inospitale. La dimora può essere transitoria, distante dalle proprie radici culturali, e tuttavia capace di custodire pensieri, memorie e segreti. Le strutture esposte ricordano grandi bozzoli, che qui si trasformano in rifugi, e costituiscono un nuovo paesaggio estraniante dal consueto contesto museale.
ARTE
Alla scoperta del Barocco alla biblioteca Maria Goia di Cervia con la storica Sabrina Marin Mercoledì 8 aprile (ore 17) alla biblioteca “Maria Goia” di Cervia la storica dell’arte Sabrina Marin guiderà il pubblico in un viaggio tra le pieghe del Barocco. Non sarà una semplice lezione, ma un’immersione in un’epoca che ha saputo mescolare arte, luce e potere per trasformare il mondo in un grande palcoscenico. Si scoprirà come la luce sappia disegnare lo spazio e come il potere abbia usato la bellezza per incantare lo sguardo.
DIALETTO
TORNA A FAENZA IL READING IN ROMAGNOLO DI MUSICA NELLE AIE
L’8 aprile al circolo I Fiori ci saranno anche Gianni Parmiani e Denis Campitelli

Mercoledì 8 aprile (dalle 21) al circolo I Fiori di Faenza si svolgerà la decima edizione di Scor cum ut à insigné tu mé! Balì Burdèl!, reading in dialetto romagnolo organizzato da La Musica nelle Aie con poeti, cantanti, attori e scrittori. Anche quest’anno, la serata ribadirà la sua natura inde nibile: né un convegno né uno spettacolo convenzionale, ma un vero e proprio reading performativo dedicato alla lingua dei nostri padri e dei nostri nonni. Ci saranno i bambini degli Amici del Teatro di Cassanigo, ultime leve del teatro dialettale romagnolo, accompagnate in scena dall’attrice faentina Cristina Vespignani, che condurrà anche la serata. Tra i tabnti ospiti, Selt ad Semia, Hans Polgrossi, Lidiana Fabbri, l’imprevedibile poetessa di Modigliana Alberta Tedioli, Valentino Bettini, Gianni Parmiani e Denis Campitelli.
LA RASSEGNA
La non-scuola prosegue con i lavori di Castiglione e San Pietro in Vincoli
Proseguono (tutti alle 21) al Teatro Rasi i debutti della non-scuola delle Albe. Giovedì 2 aprile l’Assessorato Decentramento del Comune di Ravenna - Castiglione di Ravenna porta Futuro in diretta, ispirato a Donne al Parlamento di Aristofane, con incursioni da Il Mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante e Peter Pan. Le guide sono Virginia Irali e Flaminia Pasquini Ferretti. Mercoledì tocca poi all’I.C.S. “San Pietro in Vincoli” con There’s no place like home!, ispirato a Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum. Guide Laura Redaelli e Camilla Berardi.

ob Ma ure in prima mondiale ad rea isimica
Venerdì 3 il trombettista presenta al Lupo di Lido di Savio il nuovo progetto con Ingebrigt Håker Flaten, Pasquale Mirra e Gerald Cleaver

Venerdì 3 aprile (ore 21.30) la stagione di Area Sismica ospita al Lupo di Lido di Savio, in prima mondiale assoluta, il nuovo progetto del trombettista statunitense Rob Mazurek (nella foto) Earth Sun Sky Cloud, che eseguirà per la prima volta dal vivo la composizione The Desert Suite. L’Earth Sun Sky Cloud di Mazurek – che dà il nome anche alla formazione che ascolteremo in questa occasione – è un progetto multidisciplinare e immersivo di installazioni e performance che esplora il paesaggio desertico di Marfa, in Texas, e l’ambiente cosmico circostante. Si tratta di un lavoro realizzato tra il 2024-2025 che fonde scultura, luce, pittura e suono, fortemente in uenzato dalla sua serie Desert Encrypts e dall’ambiente dello studio sperimentale di Marfa. Ad Area Sismica Mazurek – insieme al do Ingebrigt Håker Flaten (contrabbasso), Pasquale Mirra (vibrafono) e Gerald Cleaver (batteria) – eseguirà a The Desert Suite, composizione che nasce proprio a seguito dell’esperienza Earth Sun Sky Cloud, opera che esaminava il “trasferimento di energia” che avviene quando il corpo interagisce con la luce nel deserto. Il concerto si pone come prosecuzione dell’idea alla base del concerto – anche quello in prima mondiale – tenutosi al Teatro
CLASSICA/1

CLASSICA/2
Concerti di Pasqua all’Alighieri
Doppio appuntamento pasquale con Emilia Romagna Concerti. Giovedì 2 aprile (ore 17) alla Sala Corelli del Teatro Alighieri sarà di scena il duo Strahinja Mitrovic al contrabbasso e Daniele Lasta al pianoforte, con musiche di Eccles, Gliere, Liebermann e Bottesini. Venerdì 3 aprile (stesso luogo e stessa ora) ritroviamo poi il pianoforte di Daniele Lasta, che questa volta duetterà con Martino Colombo al violino nell’esecuzione di musiche di Beethoven e Paganini.
Bonci di Cesena, che nel 2024 andò tutto esaurito. Rob Mazurek è un protagonista della scena non solo jazz contemporanea. Oltre alla alla incensata Exploding Star Orchestra e a progetti (tra i tanti) quali i Chicago Underground, Sao Paulo Underground, Immortal Birds Bright Wings, Isotope 217, è stato coinvolto in collaborazioni dai Tortoise, Jim O’Rourke, Pharoah Sanders e Bill Dixon, solo per citarne alcuni. l suo lavoro ri ette un forte interesse per la musica moderna, non solo della tradizione jazz.
Info: areasismica.it
A MARINA DI RAVENNA
L’ENSEMBLE
SEZIONE AUREA
Lunedì 6 aprile (ore 21), nella chiesa di San Giuseppe a Marina di Ravenna, l’associazione “Angelo Mariani” propone il Concerto di Pasqua, che vedrà protagonista l’Ensemble Sezione Aurea (nella foto) diretto da Filippo Pantieri. Il programma prevede capolavori del repertorio sacro, come Trumpet Suite HWV 341 di Händel, con la tromba solista Michele Santi, Sinfonia “Al Santo Sepolcro” di Antonio Vivaldi e Cantata “Jauchzet Gott in allen Landen” BWV 51 di Johann Sebastian Bach, con la partecipazione del talentuoso soprano ravennate Vittoria Magnarello. L’Ensemble Sezione Aurea nasce dall’idea di Luca Giardini e Filippo Pantieri, che ha permesso la collaborazione di alcuni dei migliori musicisti attivi nell’ ambiente concertistico e discografico europeo.
CLASSICA/3
Le ultime sette parole di Cristo sulla croce al Mar con l’Orchestra La Corelli
Venerdì 3 aprile (ore 18) l’Orchestra La Corelli presenta al Mar una pagina musicale di profonda spiritualità. Il museo ospita infatti l’esecuzione de Le ultime sette parole di Cristo sulla croce (Die sieben letzten Worte unseres Erlösers am Kreuze) di Joseph Haydn. Scritta nel 1786 per la liturgia del Venerdì Santo, l’opera rappresenta uno dei vertici assoluti del classicismo sacro. Info: mar.ra.it.
Pasqua in musica alla chiesa Stella Maris di Milano Marittima
Lunedì 6 aprile (ore16) nella chiesa Stella Maris di Milano Marittima si terrà il concerto di Pasqua con il Coro Polifonico e il Quintetto d’Archi Ad Novas diretti da Monica Poletti, con musiche di Bach, Vivaldi, Pachelbel e Charpentier.
CONCERTI/1

Sabato 4 aprile (ore 21.30) il Bronson di Madonna dell’Albero ospita un live che si preannuncia intensissimo, quello degli Zu. Un grande ritorno per una delle formazioni in assoluto più interessanti e originali della recente storia della musica italiana e non, che porterà sul palco il nuovo album Ferrum Sidereum, uscito su etichetta Hom in gennaio, a ben sette anni di distanza dal precedente Terminalia Amazonia. Gli alfieri del rock sperimentale made in Italy hanno pubblicato sedici album in studio e suonato migliaia di concerti in tutto il pianeta, guadagnando uno status di culto in tutto il mondo. Sfidando i generi e confondendo i confini, gli Zu hanno sviluppato un linguaggio musicale unico seguendo il loro personale percorso. Parti di metal, noise, prog, musica elettronica, ambient, industrial e musica contemporanea, vengono trasformate e rimodellate nella loro forma unica, che non assomiglia a nessuna delle precedenti. Gli Zu sono Massimo Pupillo (basso), Luca Mai (sax baritono) e Jacopo Battaglia (batteria). In apertura il duo San Leo. Info: bronsonproduzioni.com.
CONCERTI/2
Al Clan Destino la ricerca vocale di Giulia Impache
Giovedì 2 aprile (ore 22) al Clan Destino di Faenza arriva in concerto la cantante e compositrice torinese Giulia Impache. La sua ricerca sonora e musicale indaga la voce in relazione al corpo a livello tecnico ed emotivo. Si tiene lontana da etichette e generi, cercando di mantenere una natura ibrida data dalla commistione di influenze che spaziano dal madrigale antico al jazz, fino al minimalismo ambient sperimentale. Aperta all’ascolto, è stata in grado di plasmare una miscela stilistica e sonora che coinvolge la voce come strumento per creare suoni avvolgenti, eterei e oscuri. Presenta il suo primo album solista, IN:titolo, specchio della crescita artistica e della sua personale visione del mondo. La sua ricerca mira anche a rompere il legame canonico con le parole.

FOLK
Mama’s Club, fuori programma con Carlos Forero y Cumbia Poder
Evento fuori programma nella stagione del Mama’s Club, dopo la chiusura della settimana scorsa Sabato 4 aprile (ore 21.30) ecco infatti Carlos Forero y Cumbia Poder, in un live dal titolo Cantares. La band guidata dal cantante e chitarrista colombiano Carlos Forero, con Andrés Langer al piano e alla fisarmonica e Marco Zanotti alla batteria, presenta un concerto intitolato a una poesia di Antonio Machado. In repertorio brani del folklore latino-americano così come canti di protesta e di lotta che segnano l’identità di un continente resistente e orgoglioso. Senza tralasciare la solita dose di ritmo e divertimento, tra cumbia, joropo, murga, huaynos e zamacuecas. Info: mamasclub.it.
GLI INCENDIARI ZU SUL PALCO DEL BRONSON CON IL NUOVO ALBUM “FERRUM SIDEREUM”
Il regista Matarrese porta su grande schermo «tutta la teatralità delle donne della mia famiglia»
L’autore torinese (ma parigino d’adozione) incontra il pubblico al Mariani e al Sarti di Faenza in occasione della proiezione del suo nuovo film Il quieto vivere: «Dove le persone diventano personaggi»

«Non c’è male peggiore di una famiglia divisa»: è con questa citazione dall’Antigone di Sofocle, e una veduta sul teatro greco del Parco Archeologico di Sibari (in Calabria), che si apre Il quieto vivere, la nuova pellicola di Gianluca Matarrese, che giovedì 2 aprile (dalle ore 21) incontrerà il pubblico al cinema Mariani prima della proiezione, e poi quello del Sarti di Faenza al termine del lm. Un’opera che, con una forma ibrida tra documentario, cinema e teatro, porta in scena una guerra familiare che ha i contorni di una tragedia greca.
Torinese di mamma calabrese e padre pugliese, e parigino di adozione da oltre 20 anni, Matarrese ha debuttato nel 2019 con il suo primo lungometraggio Fuori tutto, il racconto su pellicola del fallimento dell’azienda di famiglia. Oggi torna a guardare i suoi familiari dietro la
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lente della telecamera: l’odio tra la cugina del regista e sua cognata diventa catarsi, le anziane zie coro tragicomico e la violenza resta sempre suggerita e mai mostrata. Forte di una formazione che intreccia cinema, teatro e televisione, Matarrese ha costruito negli anni un linguaggio personale tra il rigore intellettuale e l’immediatezza pop.
Che tipo di Calabria racconta questo lm e da quali stereotipi vuole invece uscire?
«Sono nato a Torino e cresciuto tra Nord Italia e Francia, e seppur abituato a trascorrere tempo in Calabria da quando ero piccolo, ho sempre vissuto il territorio con il prolo di uno straniero. Questo mi ha permesso di osservare ciò che mi circondava da vicino, pur mantenendo uno sguardo altro. Per anni ho seguito mia cugina mentre raccontava le sue storie: la scelta delle parole, la gestualità, le pause e i modi di dire mi hanno ispirato a restituire la teatralità delle donne della mia famiglia. Il risultato non vuole essere un ritratto caricaturale, ma un archetipo. Ho lavorato su questo archetipo celebrando il territorio: il lm narra la storia di due donne moderne che si rinfacciano a vicenda questa modernità. Filmare “fuori stagione” poi mi ha dato modo di scoprire il potenziale cinegetico della Calabria in corso d’opera, con una varietà di paesaggi che passa dal ricordare la Nuova Zelanda al Far West».
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Allegro, affettuosissimo, dieci anni e non sentirli (classe 2015), il beagle Dick cerca una nuova casa, per dimostrare a una nuova famiglia quanta gioia possa portare. Quindi, se non siete un gatto (purtroppo non gli stanno per niente simpatici) contattate il 335 7713645 via messaggio, sarete ricontattati!
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Macchia è una gattina di taglia mignon, ha 10 anni ed è affettuosissima, in regola con vaccini e sterilizzata. I suoi umani sono purtroppo deceduti e adesso vive sola a casa. Cerchiamo per lei uno stallo urgente e al più presto un’adozione del cuore perché soffre la solitudine. Info al numero 335 7713645
La famiglia non è una semplice ispirazione, ma le attrici in scena sono proprio le sue cugine, zie e parenti.
«Il quieto vivere è un gioco di famiglia. Un esercizio che in qualche modo si ricollega a Fuori tutto, seppur restandone agli antipodi. All’interno della pellicola, le persone diventano personaggi. Ho raccolto le storie di mia cugina abbozzando un canovaccio, poi ho lmato momenti reali, come il cenone di Natale, lasciando a mia madre (una delle tre zie nel lm, ndr) il compito di scatenare i contenuti, lei sa bene dove mettere il dito: basta la parola “contatore” pronunciata al momento giusto per dare il via a un intero monologo, un copione naturale e spontaneo. Poi arrivano le fasi di scrittura: una a priori, dove si dà una traccia alla storia e una a posteriori, fatta di montaggi, riscritture e lavoro di scrematura su lunghi take. In questo contesto, il dialogo diventa materia viva e organica da plasmare per dare forma al lm».
Cosa signi ca fare cinema indipendente al giorno d’oggi?
«Signi ca girare con pochi soldi e lavorare con la dimensione di rischio che nessuno veda mai il tuo lm. Credo però che dovremmo tornare a questo tipo di produzione per contrastare l’enorme spreco di risorse che interessa il mondo del cinema. Nel cinema indipendente il lm è l’autore, non il guadagno. È un cinema che nasce ancora dall’esigenza di raccontare una storia, non di generare denaro».
L’intervista integrale è su Ravennaedintorni.it.

BUSTER KEATON SONORIZZATO LIVE ALL’AUDITORIUM DI FUSIGNANO
Venerdì 3 aprile (ore 21) il festival Crossroads è all’Auditorium Corelli di Fusignano con la sonorizzazione dal vivo del film Go West (Io e la vacca) di Buster Keaton, realizzata dal Trio Osaki del trombonista Mauro Ottolini (in questa occasione anche alla tromba bassa e alle conchiglie). Ottolini sarà affiancato da Thomas Sinigaglia alla fisarmonica e Marco Bianchi alle chitarre in quello che è contemporaneamente proiezione di uno dei massimi capolavori della storia del cinema e concerto di una delle più creative formazione del jazz italiano.

CINEMA/2
di Maria Vittoria Fariselli
MACCHIA
20 / CULTURA
RAVENNA&DINTORNI 2-8 aprile 2026

IL QUIETO VIVERE
gio. 2: ore 21.00
Ospite il regista Gianluca
Matarrese prima della proiezione
DIO PERDONA A TUTTI
ironia di Beatrice igillo: li in uencer i prendo in giro e loro si arrabbiano
Il 9 aprile la trentunenne romana sale sul palco del Bronson con Guardiamo ma non giudichiamo, uno spettacolo comico tra sketch, video, canzoni e monologhi: «Social e teatro sono due mondi diversi»
Beatrice Rigillo è una delle voci e dei volti più riconoscibili della nuova comicità sui social. Nota per prendere in giro in uencer e situazioni della vita dei creator, ha alle spalle un percorso che parte da lontano, in particolare dal mondo musicale. Il 9 aprile, la comica romana arriva al Bronson di Madonna dell’Albero con “Guardiamo ma non giudichiamo”, uno spettacolo che rompe le regole della stand-up classica, mescolando sketch, canzoni e monologhi.
Beatrice, che tipo di show dobbiamo aspettarci a Ravenna?
«Diciamo che ho fatto togliere la dicitura “spettacolo comico”, perché non è solo uno spettacolo comico. Io non sono una monologhista, il mio è un intrattenimento più ampio, con musica, sketch, video e monologhi. Non sarà pura stand up comedy ma vi garantisco che si ride e anche parecchio».
Il titolo “Guardiamo ma non giudichiamo” quanto racconta del tuo modo di fare comicità?
«È una frase nata da un mio vecchio sketch. Si tratta di un’espressione estremamente ipocrita che però mi è sempre piaciuta. Proprio per questo l’ho scelta come provocazione, è anche perché rappresentativa del mio modo di fare comicità».
Molti ti hanno scoperta sui social: com’è stato il passaggio dallo schermo al palco?
«In realtà il palco lo conoscevo già molto bene. Non tanto come comica, ma come musicista:
avevo già esperienza live, soprattutto a Roma. Social e palco sono due mondi completamente diversi, anche a livello tecnico. Scrivere per uno non è scrivere per l’altro. Chi è abituato a seguirmi online, scopre qualcosa di diverso quando mi vede dal vivo».
Quindi, dicevi, prima della comicità c’è stata la musica.
«Sì, prima facevo la cantante, quindi il palco ha sempre fatto parte della mia vita. Sono laureata in lingue e traduzione russa, anche se senza un vero motivo. Già mentre studiavo insegnavo canto e ho lavorato nel mondo della musica in Italia e all’estero. Ho fatto anche un tour con Donatella Rettore come sassofonista e corista».
Fuori scena sei la stessa Beatrice che vediamo sul palco e nei video? E quando eri più giovane qualcuno aveva intuito questa tua vena comica?

«In effetti i comici tendono a essere tutti molto tristi, io sono una rara eccezione! Scherzi a parte, sono molto simile a come appaio: se mi conoscessi dal vivo mi riconosceresti. Da giovane però nessuno mi diceva che avrei dovuto fare la comica, anche perché quando ero piccola, il comico non era nemmeno considerato un lavoro. È tornato un po’ “in auge” dopo il Covid. Comunque, quando lo sono diventata, nessuno si è stupito
più di tanto».
Nei tuoi video ironizzi spesso sugli inuencer: che tipo di reazioni hai ricevuto dai diretti interessati nel tempo?
«Direi parecchie. Soprattutto all’inizio molti se la sono presa e in tanti mi hanno bloccata. Ho ricevuto critiche sia dalle fanbase sia dagli inuencer stessi, a volte anche in modo piuttosto acceso. Nel tempo è successo con diversi pro li, anche molto seguiti, come Micol Olivieri dei Ce-
saroni. Le reazioni sono varie: c’è chi la prende con ironia, come Chiara Ferragni, e chi invece risponde in modo più passivo-aggressivo, come Giulia De Lellis. Ma ci sta, fa parte del gioco». Ti capita mai di autocensurarti, di pensare “questa è troppo, meglio non pubblicarla”?
«Sì, ma al massimo lo penso prima di registrare il video, non dopo averlo già fatto. Ho sempre ben chiaro il mio limite e la mia “linea”. Nonostante a volte possa sembrare il contrario, non voglio mica sparare sulla Croce Rossa». Guardando al futuro: dove ti immagini tra qualche anno, tra teatro, televisione e social? «I social non li lascerò, mi danno una libertà totale. Però da soli non bastano e poi è bello fare altro. Mi vedo in televisione, magari con un progetto mio. Anche il cinema mi incuriosisce: ho già girato qualcosa che uscirà probabilmente a ne anno e del quale non posso ancora dire nulla. Mi piacerebbe fare tante cose, non riesco a de nirmi in un solo ambito». C’è un artista o un comico a cui ti ispiri particolarmente?
«Ne ho tanti, ma cerco soprattutto di capire cosa voglio fare io. Già quello è dif cilissimo: se mi metto anche a inseguire qualcun altro, siamo fritti!».
SPORT
Correre non è solo questione di preparazione e allenamento: la scarpa giusta fa la differenza
Da Meno4aranta analisi posturali, tecnologie avanzate e consulenze su misura per scegliere la calzatura perfetta e migliorare performance, comfort e sicurezza eggerezza, ammortizzazione, flessibilità, stabilità, traspirabilità, supporto e struttura nel running, pensare che una scarpa valga l’altra è un errore tanto diffuso quanto potenzialmente dannoso per la postura e per l’equilibrio dell’intero corpo. proprio per questo che dal 1 i corridori ravennati possono contare su Meno4aranta, il negozio di articoli per la corsa che unisce competenza tecnica, passione per lo sport, analisi personalizzata e un’accurata selezione di prodotti.
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seguito ad una metodica computerizzata, è inoltre possibile realizzare solette su misura che correggono eventuali deficit posturali. Running, fit- al ing e trail running sono le nostre specialità, con prove posturali statiche e dinamiche per analizzare l’appoggio del piede, anche grazie alla collaborazione di tecnici ortopedici con esperienza nel campo sportivo – commenta il titolare Luca Leoni –. Siamo in grado di consigliare la calzatura più adatta all’utilizzo specifico, oppure una soletta plantare completamente personalizzata».
he si corra a livello agonistico o per semplice passione, infatti, è fondamentale affidarsi a una calzatura bilanciata, capace di assecondare la naturale lunghezza del passo e il tempo di appoggio al suolo, cos da migliorare risultati e performance in totale sicurezza.
PROMO DI PASQUA


di Leonardo Ferri
CULTURA /
2-8 aprile
& INVISIBILI
Ecco una serie italiana bella e che funziona
di Francesco Della Torre
Avvocato Ligas (Miniserie, 6 episodi)
La serie è tratta dai romanzi di Gianluca Ferraris, autore brillante e prematuramente scomparso, e segue le vicende di un avvocato fuori dagli schemi, carismatico e politicamente scorretto, che nisce per incarnare perfettamente la città in cui si muove: Lorenzo Ligas e la sua Milano. Non è mia abitudine scrivere di una serie a stagione non ancora conclusa (l’ultimo episodio è previsto il 3 aprile), ma la qualità delle prime puntate e la voglia di parlarne hanno avuto la meglio. Luca Argentero è praticamente perfetto nel ruolo di Ligas, avvocato quarantenne dal fascino evidente e dal carattere spigoloso: divorziato, appena estromesso dal suo studio, incline agli eccessi, spesso sopra le righe e con una certa tendenza all’autodistruzione. È uno di quei personaggi che funzionano perché non cercano simpatia, ma niscono comunque per ottenerla. Emblematica, in questo senso, una scena in cui tenta di giusti carsi per aver bevuto troppo sostenendo la qualità del vino: un dettaglio che restituisce bene il tono del personaggio e della stessa serie. Accanto a lui si inserisce la giovane praticante Marta, ben interpretata da Marina Occhionero, che diventa il contrappeso ideale agli eccessi del protagonista, costruendo con lui un equilibrio credibile e ben calibrato. Sul fronte opposto troviamo il Pubblico Ministero Anna Maria Pastori, interpretata con grande empatia da Barbara Chichiarelli, gura che arricchisce il confronto legale e dà spessore agli episodi. La struttura è quella classica del legal drama, con casi giudiziari autoconclusivi che si intrecciano con lo sviluppo delle vicende personali dei protagonisti. Ed è proprio questo secondo livello a costituire il vero lo conduttore della serie, quello che tiene insieme il racconto e gli dà continuità. Più che chiedersi come considerare Avvocato Ligas a livello di ction, forse ha senso osservare come si inserisca in un contesto produttivo che negli ultimi anni ha alzato l’asticella qualitativa. La serie mostra una chiara ambizione nel voler raccontare una realtà urbana contemporanea senza ltri, e lo fa attraverso una messa in scena curata e una regia capace di restituire una Milano dinamica, contraddittoria, spesso divisa tra apparenza e degrado. In pochi passaggi si attraversano ambienti molto diversi, dal lusso più patinato agli spazi più marginali, senza mai perdere coerenza visiva. I segnali di internazionalità si vedono proprio nella costruzione del protagonista, che a tratti s ora il modello dell’eroe solitario: Ligas appare come un personaggio ferito, complesso, e soprattutto consapevole. Sarà proprio la sua evoluzione, anche nel rapporto con la glia e con la quasi ex moglie, a caratterizzare la serie. Il risultato è più che convincente: una produzione solida, ben scritta e con una chiara identità, che riesce a intrattenere senza rinunciare a costruire personaggi e atmosfera, sperando continui così.
DISCHI CHE NON INVECCHIANO

Piangere mezzo secolo dopo
di Alessandro Fogli
Joy Division - Unknown Plesures (1979, Factory Records)
Il 18 maggio del 1980, giorno del mio quattordicesimo compleanno, il ventitreenne Ian Curtis, in quel momento (e tuttora) mio idolo musicale assoluto, si impicca a una rastrelliera della cucina di casa sua. Non una bella festa, per me. Anche se a quei tempi le notizie viaggiavano a tutt’altra velocità e venni a sapere della tragedia solo una settimana dopo, tipo. Ian Curtis, che dovette combattere per tutta la sua breve vita con l’epilessia ma che sicuramente era perseguitato da chissà quali altri demoni, era il frontman dei britannici Joy Division, una delle band più importanti e in uenti di tutti i tempi, completata da Bernard Sumner (chitarra e tastiere), Peter Hook (basso) e Stephen Morris (batteria e percussioni). Nel 1979 era uscito il loro primo album, Unknown Pleasures, che non è solo un esordio, è una crepa. Un disco che non si limita a entrare nella storia, ma sembra mettersi di traverso rispetto a essa, come se il 1979 fosse già troppo tardi per contenere ciò che i Joy Division avevano da dire. Al centro di tutto, inevitabilmente, c’è lui, Ian, una voce in grado di farti a pezzi in molti modi diversi, una presenza che grava su ogni brano come una previsione che si autoavvera. Fin dall’apertura con Disorder, si avverte una tensione che non trova sfogo. Il ritmo incalza, la chitarra di Sumner punge, ma è Curtis a trasformare il pezzo in qualcosa di più di un manifesto post-punk. «I’ve been waiting for a guide to come and take me by the hand», non è solo smarrimento generazionale, è una richiesta d’aiuto che resta sospesa, senza risposta. La sua voce non cerca empatia, non seduce, espone. Con Day of the Lords il disco si incupisce ulteriormente. È uno dei momenti in cui la scrittura di Curtis mostra tutta la sua potenza visiva, scenari quasi apocalittici, ma ridotti all’essenziale, come fotogra e bruciate. La musica rallenta, si appesantisce, e ogni parola sembra pesare più del necessario. Qui Curtis non racconta ma evoca. E quello che evoca non è rassicurante. Poi arriva She’s Lost Control, forse il vertice emotivo del disco. Ispirata a una vicenda reale – una ragazza epilettica conosciuta da Curtis – la canzone diventa qualcosa di disturbante e quasi meccanico. La sezione ritmica è ossessiva, ripetitiva, mentre la voce si muove tra distacco e partecipazione. È uno dei rari momenti in cui si percepisce chiaramente la frattura tra l’uomo e ciò che canta. Curtis osserva, ma al tempo stesso sembra riconoscersi in quella perdita di controllo. Unknown Pleasures è un disco che non invecchia perché non appartiene davvero al suo tempo.

Recuperiamo l’esordio di Ferrari
di Nevio Galeati*
Dario Ferrari è fra i migliori scrittori del panorama nazionale. Dopo l’exploit de La ricreazione è nita (2023) è arrivata la conferma con L’idiota di famiglia (entrambi Sellerio), ritenuto da molti critici «il miglior libro dell’anno». Sono romanzi colti, sinceri, con uno stile strepitoso; letteratura vera e contemporanea. Da leggere e rileggere. Appunto: chi segue questa rubrica potrebbe (dovrebbe?) recuperare il primo romanzo, La quarta versione di Giuda, del 2020 ma che si trova ancora in libreria (Oscar Gialli Mondadori). Tutto ruota attorno a una parrocchia, in una Viareggio ghiacciata di gennaio. Ci sono un prete obeso e fuori dalle righe, don Antonio Tony; un commissario di polizia che vorrebbe diventare scrittore, Klaus Russo; un ispettore da poliziottesco e quasi coatto, Lorenzo Carini; poi una beghina, mogli, amanti giovani e meno giovani, traf coni, politici e una vittima, il ginecologo anti-abortista Marcello Ferri, cui qualcuno sfonda la testa. Chi lo ha ucciso e perché? Quindi un’indagine tradizionale, nella più importante collana specializzata d’Italia… Invece no. Cioè, sì, perché la soluzione è da giallista, che sa gestire il noir; ma no, appunto, perché dentro c’è già tutto Dario Ferrari. Che cita esplicitamente Borges e il suo Le tre versioni di Giuda. Che disquisisce di teologia, amore e sentimenti, mentre smonta e rimonta i meccanismi del giallo, dai classici a Montalbano; dei romanzi familiari, agnizioni comprese; della commedia degli equivoci, dove pochi sono quello che sembrano alla prima entrata in scena. Sovrabbondanza di citazioni, letterarie e religiose, confessioni comprese? No, perché Dario Ferrari scrive con una leggerezza che pochi autori riescono a frequentare. E perché sa dosare ironia, umorismo (toscano?) e indagine psicologica in modo che ogni pagina sia la calamita dell’altra. E non ci si stanca di leggere. Chiudendo il cerchio, Ferrari rispetta i lettori del “genere” e riserva colpi di scena degni della miglior tradizione, seminando un paio di indizi che potrebbero far arrivare alla soluzione; di quella che una protagonista, la Pia, de nisce «una storia da du’ lire», altro che «tragedie greche e Santi Omicidi». Eppure l’epilogo in corsivo dice molto di più e molto d’altro, e richiama il nale del racconto di Borges. Anzi, come annota l’autore, «ho cercato di arrivare al medesimo nale facendo un altro percorso». Fatevi un regalo quasi pasquale: recuperate La quarta versione di Giuda.
*direttore di GialloLuna
RAVENNA&DINTORNI 2-8 aprile 2026
a Ca de en e la cucina degli ingredienti semplici reschi di stagione e a m ero
Ne parla Maria Grazia Guidi, che consiglia materie prime, locali
A seguito della proclamazione della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità da parte di Unesco, prosegue la rubrica che raccoglie (con una serie di domande uguali per tutti) ri essioni, visioni e consigli di chef e ristoratori di Ravenna e dintorni. Oggi è il turno di Maria Grazia Guidi, dal 2008 alla guida (con Rita Mazzillo) della storica Ca’ de Ven, il celebre ristorante-enoteca di via Corrado Ricci che nel 2025 ha festeggiato i 50 anni di attività.
Qual è il messaggio che le piacerebbe passasse tra la gente dopo la nomina Unesco?
«Mi piacerebbe che tutti ricordassero che la nostra cucina ha il grande merito di valorizzare ingredienti semplici, freschi e di stagione. Possibilmente a km zero».
Qual è per lei il piatto simbolo della cucina italiana?
«Lo spaghetto pomodoro e basilico, citato in tutto il mondo».
In che modo ha contribuito la tradizione gastronomica romagnola a fare grande la cucina italiana?
«Un aspetto importante della cucina tradizionale romagnola sono le sue profonde radici nella cultura contadina. E poi vanno ricordati i valori riconosciuti del nostro territorio, con i suoi prodotti, dal sale di Cervia alle pesche nettarine, no alle pere volpine, frutto antico e dimenticato, oggi quasi introvabile: grandi chef
(e pizzerie...)

le hanno abbinate a carne, formaggi e dolci».
C’è un piatto della tradizione che propone nel suo ristorante di cui va particolarmente orgogliosa?
«Voglio citare il piatto che abbiamo valo-


Lunedì 20 Aprile
rizzato anche nell’anniversario dei nostri 50 anni di attività: i garganelli con lo scalogno Igp, olio extravergine di oliva, pancetta stufata e rucoletta. E poi naturalmente la nostra piadina e il classico cappelletto, al ragù o in
I prodotti del mare incontrano lo champagne
Degustazione cibo/vino 100 euro
UN PATRIMONIO
UNESCO
In occasione della nomina della cucina italiana a patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, abbiamo coinvolto chef e ristoratotori ravennati per chiedere loro alcuni consigli d’autore

brodo di carne».
Tre materie prime preferite, locali?
«Il Sale di Cervia, quello prodotto dalla Cooperativa Salinari; l’olio di Brisighella, la carne di agnello delle nostre colline e aggiungo anche il pecorino di Fossa di Sogliano». Alcune cantine locali, invece, che proponete nel vostro ristorante e che si sente di consigliare?
«Rappresentando il Consorzio Vini di Romagna (Ente Tutela Vini) consigliamo ai nostri avventori di berli tutti, bianchi e rossi. Rappresentiamo 120 cantine associate e tutti i loro vini hanno dei punteggi alti tra gli esperti». Un ristorante legato alla tradizione della provincia che consiglia ai nostri lettori?
«Ne cito due, entrambi a Cervia, molto conosciuti. Il Circolo dei Pescatori “Panto a” e la Casa delle Aie: rispettano le tradizioni e i piatti tipici del territorio».
Un altro invece non prettamente tradizionale, di cucina più so sticata?
«In questo caso ne cito sempre due, entrambi in centro a Ravenna: il ristorante Alexander e l’Alighieri - Cucina Vini Miscelati». E fuori provincia, restando in Romagna?
«Troppo facile, ma merita senza dubbio anche la mia segnalazione lo stellato Da Gorini a San Piero in Bagno. Per quanto riguarda invece le tradizioni, la Ca’ de Bè sulla terrazzza
Giovedì 7 Maggio
Barolo vs Amarone
Serata dedicata alla conoscenza di due delle più importanti denominazioni della nostra penisola.
IlMolinettoèlietodicomunicarecheilsuoimpegno Green èincostanteevoluzioneedaumentoperché èfermamenteconvintochequestasialastradagiustadaseguire. Greenèbello!




Degustazione cibo/vino 70 euro
Giovedì 28 Maggio
Super Toscana
Degustazione all’insegna dei vini rossi toscani
Degustazione cibo/vino 80 euro


panoramica di Bertinoro».
La pizza è un altro simbolo della cucina italiana. Dove mangiare le migliori pizze in zona?
«La pizza è certamente un’icona Italiana conosciuta nel mondo, grazie a tre ingredienti
«I ristoranti consigliati in provincia?
Alexander e Alighieri per i più esigenti, mentre per la tradizione dico a Cervia i a anto a
semplici - per tornare all’inizio - come farina, pomodoro e mozzarella. Personalmente, a Ravenna credo siano ottime quelle di Field, croccanti e sottili, e di Futura, con diverse tipologie di impasti».
Finiamo con un consiglio dolce... «Nel nostro menù non può mancare il classico mascarpone. Cito poi il semifreddo al croccantino e cioccolata fusa e la zuppa inglese e tanti altri».
La ricetta per fare a casa i garganelli con scalogno, pancetta e rucola della Ca’ de Ven

Ingredienti (per 4 persone): 500 grammi di garganelli freschi, 120 grammi di pancetta stufata, 150 grammi di scalogno Igp, burro, sale e pepe; 1 mazzetto di rucola fresca.
Preparazione. Mettere a bollire l’acqua e aggiungere il sale quando bolle, insieme ai garganelli. Cuocere al dente per 4 minuti, essendo pasta fresca. Nel frattempo, tagliare a cubetti la pancetta e farla poi rosolare con il burro. Aggiungere lo scalogno e rosolare per altri 4/5 minuti, con sale e pepe.
Una volta scolata, la pasta va saltata in padella con la pancetta e lo scalogno. Impiattare e aggiungere la rucola fresca, precedentemente lavata e scolata per bene. Buon appetito.
COSE BUONE DI CASA
A cura di Angela Schiavina
Uova farcite

Una ricetta pasquale (di Susanna Badii, insegnanti Aici) per un augurio affettuoso. Ingredienti: 8 uova fresche di gallina, 8 uova di quaglia, 100 g di ricotta, 50 g di parmigiano grattugiato, 100 g di foglie di lattuga, 1 ciuffo di prezzemolo, 1 ciuffo di erba cipollina, 1 cucchiaino di aceto balsamico, olio extravergine di oliva, poco brodo vegetale, il succo di un limone, pepe nero, noce moscata e sale.
Preparazione: lessate le uova di gallina in acqua bollente per circa otto minuti poi scolatele e tenetele da parte. Lessate anche le uova di quaglia per quattro minuti, immergendole però in acqua fredda. Scolatele e tenetele da parte. Sgusciate le uova di gallina ed eliminate la calotta con l’apposito attrezzo o, se non l’avete, con un coltellino ben af lato. Poi con il manico di un cucchiaino estraete i tuorli e schiacciateli con una forchetta in una ciotolina e unite la ricotta setacciata, il parmigiano, un pizzico di sale, una spolverata di pepe, una di noce moscata e un cucchiaino di olio extravergine. Sistemate il composto ottenuto in una sacca da pasticceria e riempite le uova svuotate, riempitene un pochino sopra il bordo. Sopra ciascun uovo appoggiate l’uovo di quaglia che avete sgusciato. Preparate la salsa, mondate e lavate la lattuga quindi frullatela con il prezzemolo, l’erba cipollina, un pizzico di sale, una spolverata di pepe e un cucchiaino di aceto balsamico, un cucchiaino d’olio, mezzo bicchiere di brodo e il succo del limone. Disponetela in una ciotola e servitela in tavola insieme alle uova sistemate in appositi porta uova.
SBICCHIERATE
A cura di Alessandro Fogli
Bolle da Mercato Saraceno

Qualche giorno fa, mio malgrado, ho dovuto assaggiare uno spumante metodo classico, spacciato truffaldinamente per “impeccabile”, i cui aromi e sapori avrebbero invece tranquillamente potuto essere considerati solidi capi d’accusa nel processo di Norimberga. Mai una gioia. Se invece vogliamo divertirci con una bolla fatta a regola d’arte, ecco qua il bianco frizzante Rubicone Igt Baccareto “Famosso” 2023 di Tenuta Santa Lucia (siamo a Mercato Saraceno), azienda che non sembra aver intenzione di sbagliare mai un vino. Il nome, presumibilmente, è dato dal fatto che il Famosso è realizzato da uve Famoso (o Rambela che dir si voglia) in purezza – che da queste parti è un pelo meno aromatico – ma essendo frizzante è anche “mosso”, tutto torna no? Egli, il Famosso, si presenta con un naso divertentissimo, un vero biglietto da visita su quello che ti aspetta nel bicchiere, con albicocca e pesca a dirigere un coretto in cui ci sono anche ori bianchi e note muschiate. L’impostazione di questa bolla è fresca e leggera, il che contribuisce a renderla adatta a diverse occasioni di consumo (insomma, la puoi bere quando vuoi, dai).

La festa per i 50 anni della Ca’ de Ven, lo scorso settembre

SALUTE e BENESSERE
VACCINAZIONI
n pro incia nel 2025 l elicottero del 8 ha soccorso in media pi di una persona al giorno
Sono passati quarant’anni da quando fu attivata la prima base in regione che oggi può contare su quattro mezzi. A Ravenna l’unico della Romagna
cui 272 in provincia di Ravenna) e 100.805 minuti di volo (quasi 8mila nel Ravennate); 2.963 sono stati i pazienti soccorsi (di cui quasi 400 nella nostra provincia). Risultati resi possibili grazie agli investimenti fatti dalla Regione (24 milioni 606mila euro spesi nel 2025, equivalenti a un costo per abitante di 5,5 euro); ai mezzi e alle tecnologie più avanzate di cui sono dotati; alla capillarità delle piazzole di decollo e atterraggio, 278 e in costante aumento; all’ef cienza della complessa macchina organizzativa, con circa 180 persone tra piloti, medici, infermieri, tecnici, operatori antincendio, amministrativi.
L’impiego dell’elisoccorso avviene secondo criteri clinico-organizzativi de niti dalle centrali operative 118 e dal sistema di emergenza territoriale e riguarda prevalentemente interventi per patologie tempo-dipendenti (FHQ) quali traumi maggiori, arresto cardiaco, ictus, sindromi coronariche acute e altre condizioni critiche. Il mezzo aereo viene attivato sia per garantire tempestività di soccorso in aree rurali o distanti dai principali centri ospedalieri, sia per assicurare durante il trasporto un trattamento avanzato e la rapida centralizzazione dei pazienti verso i centri Hub della rete regionale delle emergenze.
L’Emilia-Romagna può contare su 4 elicotteri di nuova gene-
IL MONITORAGGIO

razione, tutti del tipo Airbus BK117 D-3, dislocati presso le basi regionali di Bologna, Parma, Ravenna e Pavullo nel Frignano. Almeno un mezzo è sempre operativo nelle 24 ore grazie ai sistemi di visione notturna e due sono dotati di verricello per far intervenire i sanitari anche dove non è possibile atterrare. Si tratta di elicotteri con avionica digitale di nuova generazione, peso massimo al decollo incrementato, minori livelli di rumorosità e vibrazioni in cabina in tutte le fasi del volo, a vantaggio dell’equipe medica e paziente assistito. Il punto di forza del sistema elisoccorso notturno è la capillarità delle piazzole di atterraggio e decollo, che sono in costante aumento e sono distribuite in tutto il territorio regionale: a oggi sono 278. Di queste, 49 nell’area Romagna (18 nella provincia di Forlì-Cesena, 19 nel ravennate, 12 nel riminese). Durante il giorno gli elicotteri possono atterrare invece in qualsiasi area in cui sussistano le condizioni di sicurezza per l’equipaggio e i pazienti; grazie alle tecnologie avanzate, all’utilizzo dei visori notturni e all’esperienza maturata dagli equipaggi, anche di notte si può atterrare in aree non precedentemente conosciute o censite.
Contro Pneumococco e Fuoco di Sant’Antonio per i nati nel ‘61
Continuano in Ausl Romagna le iniziative di promozione delle vaccinazioni previste dai Piani vaccinali nazionale e regionale. In particolare, nei giorni scorsi sono stati inviati messaggi tramite Fascicolo Sanitario Elettronico o Sms ai nati nel 1961 non vaccinati contro lo Pneumococco e l’Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio) con l’invito a vaccinarsi contro queste pericolose malattie. Sono stati inviati messaggi anche ai nati nel 1960 che non si sono vaccinati nel corso del 2025. Dal 2017 è prevista un’offerta vaccinale attiva e gratuita alle persone che compiono 65 anni nel corso dell’anno (nel 2026 i nati nel 1961). Le vaccinazioni previste sono quelle contro lo Pneumococco e l’Herpes Zoster e rappresentano una importante opportunità di protezione verso le complicanze di queste malattie. Le malattie da Pneumococco sono causate da un batterio, denominato Streptococcus pneumoniae, di cui esistono numerose varianti (sierotipi). Le infezioni da pneumococco sono molto diffuse nella popolazione anche in assenza di sintomi. In alcuni casi questo batterio può causare otiti e polmoniti, diffondere nel sangue (setticemie/ sepsi) o nel sistema nervoso centrale (meningiti), con conseguenze molto gravi ed anche mortali soprattutto in persone con malattie croniche o con età più avanzata. L’Herpes Zoster comunemente chiamato Fuoco di Sant’Antonio, è una patologia comune dovuta alla riattivazione del virus della varicella. Può causare complicazioni a livello delle fibre nervose che causano un dolore intenso e cronico che può durare per lungo tempo (anche anni). Per fare queste vaccinazioni è possibile rivolgersi al proprio medico o prenotare tramite Cup, Cuptel e Cupweb (FSE). Info: vaccinazioni.ra@auslromagna.it.
milia- omagna al ertice in talia per medicina territoriale e di usione del
ascicolo sanitario elettronico
Secondo l’osservatorio della fondazione Gimbe. Sono 143 le Case della Comunità, su 187 programmate

L’Emilia-Romagna al vertice in Italia
della Missione Salute del Pnrr, realizzato da Fondazione Gimbe che lo ha diffuso il 31 marzo.
Secondo i dati del Dipartimento per la Trasformazione digitale elaborati da Gimbe, l’Emilia-Romagna è la prima Regione italiano per utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico: il 92% dei cittadini hanno espresso consenso alla consultazione dei propri documenti, contro una media italiana del 44%. Ben 17 su 20 i documenti disponibili sull’applicativo, come nessun’altra regione e contro una media nazionale di 14.
Al 31 dicembre 2025, in EmiliaRomagna risultavano attive 143 Case della Comunità con almeno un servizio dichiarato, su 187 programmate. La Regione è al secondo posto dietro la Lombardia, che ha, però, il doppio dei residenti. La percentuale di strutture con un servizio attivo è del 76,5%, quarta in Italia, contro una media italiana del 45,5%.
Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, 24 quelli attivi in Regione a ne 2025, su 52 programmati
(anche in questo caso seconda dietro la Lombardia). «Siamo molto orgogliosi di questi risultati, frutto di un lavoro che viene da lontano e che conferma la scelta felice di puntare sempre di più sulla medicina di territorio e sulle nuove tecnologie per avvicinare le cure e l’assistenza verso i cittadini - sottolinea l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi -. In un quadro purtroppo molto diversi cato a livello nazionale, l’Emilia-Romagna viaggia a velocità doppia della media del Paese sul digitale e sta procedendo in linea con quanto de nito dalla tempistica della missione Pnrr, consapevoli della grande occasione che rappresenta questo investimento senza precedenti per il nostro territorio. Questo in un quadro nazionale che penalizza ancora fortemente le regioni, non garantendo un nanziamento adeguato a coprire l’aumento delle spese. Si tratta di un risultato che va condiviso con tutti gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri e i tecnici che lavorano ogni giorno nella nostra sanità - conclude Fabi -, ma non rappresenta per noi un punto di arrivo, bensì uno sprone ancora maggiore a realizzare una rete territoriale di assistenza sempre più vicina ai bisogni delle cittadine e dei cittadini, che accompagneremo nelle prossime settimane con inaugurazioni di decine di nuove strutture e una versione del Fascicolo sanitario elettronico ancora più aggiornata e funzionale».
per l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico e per la presenza di sanità territoriale. A certi carlo è l’ultimo monitoraggio sull’attuazione
La nuova casa della Salute di Ravenna, al Parco Cesarea, i cui lavori dovrebbero terminare entro poche settimane

SALUTE e BENESSERE
UNIVERSITÀ

ECCO LE AULE TEMPORANEE PER GLI STUDENTI DI MEDICINA CRITICHE DALL’ARCHITETTO: «NEANCHE UNA CARROZZERIA DI PROVINCIA...»
Nelle scorse settimane, ben visibile da viale Randi, è stata installata una struttura nel giardino antistante la sede di Medicina e chirurgia dell’Università all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Si tratta di una soluzione temporanea che resterà disponibile fino al completamento dei lavori di ampliamento della sede definitiva (e in ogni caso per almeno tre anni). L’area su cui sorge il prefabbricato è stata messa a disposizione dall’Azienda Usl della Romagna, mentre Fondazione Flaminia ha sostenuto i costi per la realizzazione della platea (base) e il noleggio della struttura prefabbricata, oltre a quelli dell’impianto audio. L’Università di Bologna ha provveduto all’impianto video e alla fornitura degli arredi. Le aule temporanee - ci dicono da Fondazione Flaminia - rispondono alla necessità di adeguare gli spazi per gli studenti del corso di laurea e in particolare accogliere le matricole di Ravenna salite quest’anno da 130 a 180 unità. Il prefabbricato ha infatti una capienza di circa 180-200 persone.
Critiche sul suo aspetto sono arrivate in questi giorni dall’architetto Emilio Rambelli, fondatore di Nuovostudio, che definisce il prefabbricato adatto nemmeno «per un capannone da carrozzeria di provincia». «Colore giallo limone - continua la mail inviata in redazione da Rambelli -, con infissi in Pvc e macchine di condizionamento buttate fuori dall’edifico, delle finestrelle che neanche nei disegni di scuola elementare... È una cosa che mi indigna prima che come architetto, come cittadino, e trovo che sia una rappresentazione grottesca dell’utilizzo della cosa pubblica e del suo svilimento culturale. Anche se si tratta di una soluzione temporanea, ancor di più per il fatto che vede coinvolta l’Università, luogo del sapere, poteva essere l’occasione per far progettare un padiglione “leggero” nel verde a dei giovani architetti o il tema per un piccolo concorso di architettura. Poteva essere un’ottima occasione per dare valore a un luogo e a un’istituzione».

de niti dal Contratto nazionale del personale del Comparto Sanità sottoscritto il 27 ottobre 2025 e si riferisce al personale dipendente di tutte le aree e di tutti i ruoli operante nei servizi di Pronto Soccorso con l’obiettivo di “ristorare il disagio derivante dalle particolari condizioni di lavoro”, in particolare riguardanti i Dea di I e II livello, i Ps, le Centrale operativa 118, i punti di Primo intervento, i servizi di Pronto soccorso specialistico con accesso diretto degli utenti e i Cau.


DONAZIONI/1

UN MOSAICO “PER MANDY” AL CENTRO DI PREVENZIONE ONCOLOGICA
Si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia di ringraziamento per la donazione di un mosaico collocato nella sala d’attesa del Centro di Prevenzione Oncologica dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna da parte del Liceo Artistico e Musicale Nervi-Severini di Ravenna. Il mosaico è stato realizzato in memoria della mosaicista tedesca Mandy Duranti e per la sua realizzazione è stato utilizzato il materiale musivo che la stessa ha voluto donare alla storica scuola del mosaico ravennate (l’ex Istituto d’Arte per il Mosaico “Gino Severini”), finalizzato alla creazione di progetti sociali. L’opera, dal titolo “Divenire Insieme”, esposta nel 2019 alla VI Biennale di Mosaico Contemporaneo di Palazzo Rasponi in “La Stanza di Mandy”, è frutto di un’attività didattica olistica di inclusione, sviluppatasi nel laboratorio di MUSAici in Movimento, condotto dalla professoressa Silvia Colizzi insieme alle studentesse Martina Abazaj e Martina londo.
DONAZIONI/2
Copri ebo colorati in Pediatria grazie alla Banca del Tempo
Borsine in tessuto decorate a mano e copriflebo colorati: sono i doni che la Banca del Tempo di Ravenna ha fatto al reparto di Pediatria dell’Ospedale di Ravenna. La “squadra del cucito” dell’associazione (che trasforma il tempo e le competenze dei propri soci in gesti concreti di valore sociale) ha realizzato i manufatti, arricchendo le borsine con piccoli passatempo pensati per i bambini e gli adolescenti ricoverati e confezionando gli speciali copriflebo. Realizzati in tessuto colorato, i copriflebo non sono soltanto semplici elementi estetici, ma strumenti che trasformano un momento spesso lungo e delicato in un’esperienza più serena e meno impattante dal punto di vista emotivo.
SALUTE e BENESSERE
DONAZIONI/2
Un sistema radiologico portatile alla Gastroenterologia in memoria dell’ex primario Omero Triossi
Si è svolta nelle scorse settimane nel reparto di Gastroenterologia dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, la cerimonia di ringraziamento per la donazione di un sistema radiologico portatile ad arco a C da parte di Andrea Poggiali, in memoria dell’ex primario del reparto, Omero Triossi. Il dispositivo sarà utilizzato per gli esami endoscopici che necessitano, oltre alla visione endoscopica, anche della visione radiologica, procedure di III livello quali trattamenti di tumori bilio-pancreatici, esplorazione profonda dell’intestino tenue, posizionamento di protesi all’interno dell’apparato gastrointestinale. Il signor Poggiali, oltre allo strumento, ha donato una somma utile all’accensione di una borsa di studio per una giovane neospecialista che si concentrerà sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nello studio delle malattie dell’intestino tenue.

Tre dermatoscopi di ultima generazione grazie al torneo di bene cenza di beach tennis in ricordo di Enrico Gobbi
L’Uoc di Dermatologia di Ravenna si è dotata di tre nuovi dispositivi medici, acquisiti grazie ai proventi ottenuti dal torneo di beneficenza di beach tennis organizzato a Cervia ad agosto 2025 da Francesca Minotti e Paride Gobbi in ricordo del figlio Enrico Gobbi, un giovane paziente deceduto per una rara forma di melanoma, con il contributo della fondazione Tortora, dell’azienda Focaccia Group e dell’istituto Beautech. Si tratta di tre dermatoscopi manuali di ultima generazione, strumenti fondamentali - in particolare in ambito onco-dermatologico - per la diagnosi precoce dei tumori della pelle, incluso il melanoma, e dotati di una lente molto grande che permette una visualizzazione ottimale delle lesioni cutanee studiate, un’eccezionale luminosità e la possibilità di utilizzare anche la luce di Wood. L’impiego del dermatoscopio aumenta in maniera significativa l’accuratezza diagnostica, sia in termini di sensibilità che di specificità, e può essere considerato il fonendoscopio del dermatologo, risultando molto utile non solo in ambito onco-dermatologico ma anche in altri ambiti, quali le dermatosi infiammatorie e le patologie infettive cutanee. Avere a disposizione questi nuovi strumenti diagnostici all’avanguardia porterà a un incremento delle diagnosi precoci dei tumori della pelle, in particolare relativamente al melanoma. I nuovi dermatoscopi verranno posizionati nei tre presidi ospedalieri di Ravenna, Lugo e Faenza.
Convenzinato Ausl e Inail



CENTRO DELLA POSTURA
SALUTE e BENESSERE SPECIALE
PREVENZIONE
A Riolo una Pasqua all’insegna del benessere Dal 7 al via la stagione

Una due giorni di formazione, aggiornamento e confronto tra esperti per rafforzare le competenze cliniche e decisionali in un ambito delicato e strategico della medicina perinatale: la sala parto. È quanto avverrà venerdì 10 e sabato 11 aprile all’Albergo Cappello di Ravenna (via IV novembre 41), dove è in programma il congresso dal titolo “Leadership, sicurezza e complessità in sala parto”. L’evento formativo, che vedrà tra i relatori professionisti di Ausl Romagna e altri esperti del settore, nasce con l’obiettivo di rafforzare la leadership in sala parto, fondamentale nella gestione multiprofessionale delle gravidanze a rischio. Durante la prima giornata, oltre agli aspetti clinici, verranno affrontati quelli organizzativi e medico-legali, con focus su responsabili-
SANITÀ PRIVATA
tà professionale e gestione del rischio. La seconda giornata sarà dedicata all’interpretazione avanzata dei pattern cardiotocograci, attraverso casi clinici reali guidati da esperti internazionali. Con il patrocinio dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (Aogoi), dell’Ordine Professione delle Ostetriche di Ravenna, dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Omceo di Ravenna, del Comune di Ravenna e dell’Ausl della Romagna, il congresso vede come segreteria scienti ca il dottor Francesco Catania e la dottoressa Tiziana Arcangeli - rispettivamente direttore e dirigente medico dell’unità operativa Ostetricia e Ginecologia di Ravenna e Lugo - e la partecipazione dei presidenti onorari Austin Ugwumadu e Claudio Crescini.
Al Medical Center una risonanza magnetica “aperta”, per chi soffre di claustrofobia...
Ravenna Medical Center, Day-Surgery con poliambulatorio privato di Gvm Care & Research, ha recentemente installato la nuova Risonanza Magnetica Magnifico Open, un tomografo di ultima generazione a magnete aperto, prodotto dall’azienda italiana Esaote. La precedente apparecchiatura presente in struttura aveva un campo magnetico da 0.24 Tesla, mentre la nuova raggiunge 0.4 Tesla, collocandosi tra i sistemi open di gamma più alta, che si traduce in esami e immagini più accurati.
La nuova apparecchiatura rappresenta un importante passo avanti per la diagnostica per immagini sul territorio, offrendo esami più confortevoli, in particolare per pazienti claustrofobici o portatori di protesi, garantendo al contempo tempi di esecuzione ridotti grazie alla tecnologia e-Spades basata sull’intelligenza artificiale. A differenza delle risonanze magnetiche tradizionali “chiuse”, con tunnel ad alto campo (oltre 1.5 Tesla), Magnifico Open presenta una vera geometria aperta: due piastre parallele che lasciano un lato completamente libero, creando un ambiente che riduce in modo significativo la sensazione di claustrofobia.
La nuova Rm è indicata per lo studio dell’apparato osteoarticolare: dalle piccole articolazioni (mano, polso, caviglia) fino a distretti più complessi come rachide/colonna vertebrale e bacino.


Una Pasqua dedicata al benessere alle Terme di Riolo. Lo stabilimento resterà infatti aperto con orario continuato per tutto il fine settimana festivo, offrendo la possibilità di immergersi nelle piscine e di provare i percorsi dedicati al relax.
La Pasqua sarà inoltre anticipata da un ultimo atteso appuntamento con la rassegna invernale “Calici e stelle”, in programma sabato 4 aprile, in collaborazione con la cantina Nasano di Riolo. Durante la serata sarà possibile brindare a bordo piscina in accappatoio, alla scoperta della produzione di una delle realtà vinicole d’eccellenza del territorio. Dal 7 aprile prenderà ufficialmente il via la stagione delle cure, con la riapertura completa dei percorsi termali: oltre alle piscine, sarà possibile accedere ai trattamenti tradizionali che da oltre un secolo caratterizzano l’offerta di Riolo. Tra questi, i trattamenti con i fanghi sorgivi, unici in Emilia-Romagna, e le cure inalatorie per grandi e bambini, da sempre fiore all’occhiello dello stabilimento.
Dal 10 aprile riaprirà anche il centro prelievi, inaugurato lo scorso anno, dove sarà possibile accedere senza impegnativa medica per effettuare le analisi in tutta comodità e su appuntamento.
«Le Terme di Riolo – chiosa il direttore commerciale Emanuele Salvatori –confermano il proprio ruolo centrale nel sistema termale regionale: il nostro stabilimento rientra tra i primi cinque in Emilia-Romagna per cure erogate in convenzione con il Ssn, a testimonianza della fiducia accordata dai cittadini e della qualità dei servizi offerti».

Demetra S.r.l.
