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Il libro sull'architetto della stazione di Santa Maria Novella a Firenze ARCHITETTURA

05 Marzo 2023

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articolarmente noto per i progetti della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze e della cosiddetta Chiesa dell’Autostrada, alle porte del capoluogo toscano, l'architetto Giovanni Michelucci è presentato da una monografia di recente pubblicazione. Un volume agile, denso di immagini e disegni, pensato per un pubblico non solo di specialisti.

Scomparso il 31 dicembre 1990, appena due giorni prima di compiere cento anni, Giovanni Michelucci è stato uno dei massimi protagonisti della scena architettonica italiana del XX secolo. Originario di Pistoia, ha affiancato all'intensissima attività progettuale, svolta anche oltre i confini della Toscana, quella didattica: prima alla facoltà di architettura di Firenze (della quale è stato anche preside), poi alla facoltà di ingegneria di Bologna. Fondatore della rivista La Nuova Città, a distanza di oltre tre decenni dalla sua scomparsa Michelucci continua a essere considerato una voce autonoma e indipendente, non associabile a precise categorie dell'architettura moderna italiana. A ricostruire il suo profilo, descrivendo in maniera dettagliata le sue tante opere (sia realizzate che rimaste su carta), è la nuova monografia recentemente portata in libreria da Angelo Pontecorboli Editore.L'ARCHITETTURA DI MICHELUCCI IN UN NUOVO LIBRO Il progetto editoriale, coordinato e promosso dalla Fondazione Michelucci, si rivolge a un pubblico ampio. Esito di un lavoro di ricerca corale, al quale hanno contributo con saggi e approfondimenti vari autori e specialisti, dispone di un ricco apparato fotografico, nonché di disegni e schizzi. "Volevamo un libro che presentasse non solo il lavoro di un architetto che ha attraversato il secolo scorso, dall’esperienza dell’architettura fascista fino all’era della modernità, della deindustrializzazione e del post modernismo, ma desse anche un segnale sull’importanza del pensiero e della visione dell’uomo oltre che dell’intellettuale",  ha sottolineato la giornalista e architetta milanese Silvia Botti, che presiede la Fondazione. Il risultato è un volume di agile consultazione, arricchito da una pratica sezione sulle opere costruite, cui segue quella

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