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IL GIORNALE DELL’ARTE
Loggia di Isozaki: da 23 anni la modernità sfida Firenze
MUSEI
«Non si fa!», tuona Sgarbi sul progetto dell’architetto giapponese vincitrice del concorso del 1998 per gli Uffizi. «Non si spendono 12 milioni per un’uscita». «Ne va della credibilità internazionale dell’Italia», replica l’Ordine degli Architetti di Firenze
Il progetto di Arata Isozaki con Andrea Maffei, vincitore del concorso del 1998
ELENA FRANZOIA | 31 marzo 2023 | Firenze VEDERE A FIRENZE
VEDERE IN TOSCANA
«Non si fa!», tuona al telefono il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi a proposito della Loggia Isozaki, per poi inviare una lunga motivazione del suo dissenso: «È un problema esclusivo dello Stato che deve risolvere utilmente ed elegantemente una necessità di servizio di un edificio di sua proprietà. Perché una semplice uscita debba essere monumentale è un mistero che nessuno ha spiegato. E nessuno al mondo spenderebbe 20 milioni di euro (che sembrano non bastare) per sistemare pomposamente una semplice uscita di una architettura la cui entrata sono le logge del Vasari. Da 23 anni si discute se lo Stato possa concedersi ciò che non consentirebbe a nessun altro. Nei giorni di Natale, mi ero confrontato con il sindaco e i diretti competenti, tra cui il direttore degli Uffizi, condividendo la proposta di un’area verde sulla quale aveva manifestato piena condivisione la soprintendente Antonella Ranaldi. Non capisco, da parte del sindaco Dario Nardella, il riaffacciarsi dell’ipotesi di un concorso dopo il fallimento oggettivo del precedente. Superato l’orrore e il gigantismo di un’architettura fuori scala, occorre ribadire che per una semplice uscita, da che mondo è mondo, non occorrono concorsi e grandi opere ma gli uffici stessi dello Stato, che si chiamano Soprintendenze e Musei».
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