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RadiocorriereTv N.15 - anno 92

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UNITI NELLA MUSICA

Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997
MARCO MENGONI RadiocorriereTv SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA numero 15 - anno 92 10 aprile 2023 ©Andrea Bianchera

Nelle librerie e negli store digitali

QUANDO LA MUSICA GIRAVA

78, 33, 45…a cosa vi fanno pensare? Sono i numeri che ci riportano al vinile, a quel calcolo dei giri, della velocità di rotazione e delle dimensioni del disco, che determinavano la qualità del suono. Nell'epoca della musica liquida però, la risposta non è più così immediata e, per molti, bisogna tornare a guardare nelle camerette di casa dei genitori lasciate intatte, nei bauli o, per i più nostalgici, nelle collezioni di dischi custodite gelosamente. Ottima intuizione averli mantenuti intatti, perché oggi, il ritorno del disco in vinile, è una realtà. I nuovi collezionisti sono soprattutto giovani e giovanissimi, in particolare quelli della generazione Z, che acquistano le novità discografiche dei loro artisti preferiti, spesso a caro prezzo e in edizioni limitate, pur di possedere l’oggetto fisico. Anche le generazioni a seguire si stanno interessando al vinile, ma sono più orientate verso dischi dei “mostri sacri” degli anni 60-70-80, dai Beatles ai Rolling Stones , dai Genesis ai Pink Floyd. In molti casi viene definita la “febbre del vinile” perché sono in tanti, oggi, ad andare alla ricerca di dischi originali tra bancarelle, negozi sopravvissuti al digitale e nuovi store che si stanno specializzando sulla materia. Il disco, quello fisico, è affascinante a partire dalle splendide copertine di cartone, un must insieme al booklet da sfogliare, per leggerne i testi o guardare le immagini. La stessa sensazione nel maneggiare il disco con cura, nero o disegnato (picture disc), è unica, così come l’attesa per poterlo mettere su un piatto e ascoltarlo. La puntina, le casse, la qualità del suono così caldo, anche con imperfezioni e con quello “sporco” che l’hanno reso molto più reale dei compact disc e poi del digitale. Una gestualità che regala una grande emozione e che affascina molti artisti che decidono di far uscire i loro lavori su questo supporto per lasciare una traccia fisica ai posteri. Produttori e Dj tornano a utilizzare il vinile nei loro djset o esibizioni live, anche se in molti non ne avevano affatto abbandonato l’uso.

È ancora un oggetto di nicchia, anche se il mercato musicale, dominato dallo streaming e dalle piattaforme, sta cambiando, e il vinile torna a essere richiesto, acquistato e soprattutto ascoltato, in un trend di vendita positivo.

Che sia un ritorno romantico o malinconico, il disco ha un fascino intramontabile che non dipende soltanto dal suono. Possederlo, toglierlo dalla custodia, metterlo sul giradischi, dà una soddisfazione diversa, unica, insostituibile.

È come quando s’inserivano le 100 lire nel jukebox e si sceglieva il brano da ascoltare: una lettera, un numero e il 45 era pronto a farci sognare per 3 minuti. Buona settimana.

strada
Vita da
Fabrizio Casinelli

N. 15 10 APRILE 2023

VITA DA STRADA

SHAKE

Dalla Venezia del XVII secolo alla Roma contemporanea: un gruppo di ragazzi come i personaggi di Shakespeare alle prese con l'identità che cambia e con la perdita dell'innocenza. Dal 14 aprile in esclusiva su RaiPlay 10

MARCO MENGONI

“Due vite” per Liverpool 2023: l’artista porterà all’Eurovision la canzone con cui ha trionfato a Sanremo. Obiettivo?

«Divertirsi e fare musica tutti insieme»

CI VUOLE UN FIORE

Francesco Gabbani torna con il suo show amico dell’ambiente. Due speciali prime serate il 14 e il 21 aprile su Rai 1

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AFFARI TUOI

Amadeus conduce il gioco dei pacchi. Da domenica 16 aprile, alle 20.35 su Rai 1

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STRAMORGAN LORENZA INDOVINA

Lezioni di musica in show: con Morgan e Pino Strabioli. Dal 10 al 13 aprile, in seconda serata, su Rai 2 14

In “Rocco Schiavone” l’attrice siciliana veste i panni di Michela Gambino, la poliziotta capace di tenere testa al Vicequestore

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SANREMO 2023, TRA PALCO E REALTA’

Dietro le quinte dello spettacolo con una guida d’eccezione: Gianni Morandi. Lunedì 10 aprile alle 21.45 su Rai 1

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Capo redattore Simonetta Faverio

In redazione

Grafica Vanessa Penelope Somalvico

Viale

Cinzia Geromino

Ivan Gabrielli

Tiziana Iannarelli

RadiocorriereTv RadiocorriereTv radiocorrieretv
SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997
15 - anno 92 10 aprile 2023
SOMMARIO
RADIOCORRIERETV
Numero
DIRETTORE RESPONSABILE FABRIZIO CASINELLI Redazione - Rai
Tel.
Giuseppe Mazzini 14 00195 ROMA
0633178213
www.radiocorrieretv.rai.it www.ufficiostampa.rai.it
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VIVA RAI 2!

L’entusiasmo del corpo di ballo: Fabrizio Prolli, che è anche co-coreografo, Giulia Pelagatti e Cristian Prebibaj 28

VIVA RAI 2!

Il foto racconto di una settimana di emozioni in via Asiago 10

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QUINTA DIMENSIONE

Torna il programma di approfondimento e divulgazione scientifica condotto da Barbara Gallavotti. Da sabato 15 aprile alle 21.45 su Rai 3 40

CINAMERICA, LA SFIDA

Giada Messetti e Francesco Costa aiutano il pubblico ad orientarsi nel nuovo contesto geopolitico. Da venerdì 14 aprile, in seconda serata, su Rai 3 42

SABINA STYLE

Il fascino delle parole: Sabina Stilo, dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 14.00, è su Isoradio con un programma di cui è autrice e conduttrice

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BASTA UN PLAY

DONNE IN PRIMA LINEA

Nel giorno del 171esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, intervista a Silvia Conti, dirigente del Reparto Mobile di Firenze

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CULTURA

L'arte, la musica, la storia, la danza, il teatro, i libri, la bellezza raccontati dai canali Rai

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DOMENICO RESTUCCIA

Intervista al dottor Web, lo specialista di Internet in “BellaMa’”, il programma di Pierluigi Diaco in onda nel pomeriggio di Rai 2

DETECTIVES

Casi risolti e irrisolti: con Pino Rinaldi al via la seconda stagione del programma true crime. Da sabato 15 aprile, in seconda serata su Rai 2

SULLA STESSA STRADA

La storia di un viaggio a piedi lungo il Po. Dal 7 aprile su RaiPlay

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CARTOONS ON THE BAY

A Peter Lord il Premio alla Carriera 2023. A Pescara dal 31 maggio al 4 giugno la 27a edizione

PLOT MACHINE

Anteprima della puntata in onda su Rai Radio1

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TRULLI TALES

Le avventure dei Trullalleri: la seconda stagione della pluripremiata serie di animazione in onda tutti i giorni alle 13.50 su Rai Yoyo 64

LE CLASSIFICHE DI RADIO MONITOR

Tutto il meglio della musica nazionale e internazionale nelle classifiche di AirPlay

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MUSICA

Esce su tutte le piattaforme digitali, il nuovo lavoro di Antonio Maggio, vincitore nel 2013 del Festival di Sanremo nella categoria Giovani

CINEMA IN TV

Una selezione dei film in programma sulle reti Rai 68

TUTTI I PROGRAMMI SONO DISPONIBILI SU
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La Rai si racconta in digitale 50

“DUE VITE” PER LIVERPOOL 2023

TV RADIO MARCO MENGONI

A dieci anni dalla sua prima partecipazione all’Eurovision di Malmo nel 2013, dove arrivò settimo con “L’Essenziale”, l’artista porterà sul palco della città inglese la canzone con cui ha trionfato a Sanremo 2023. Obiettivo? «Divertirsi e fare musica tutti insieme»

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©Anna Camerlingo

L'Eurovision è un po’ il Mondiale della musica, qual è l'allenamento di Mengoni per questo evento?

Per arrivare pronto al prossimo Eurovision Song Contest di Liverpool, sto cercando di fare tantissime cose prima, tra cui piccole soste in giro per l'Europa, dei mini concerti. In generale cerco di fare le stesse cose di sempre: l’allenamento fisico per scaricare la tensione e la mia buona ora settimanale di terapia mentale.

“Due vite”, due universi che collidono ma che devono in qualche modo coesistere. Quanto è attuale la sua canzone?

In “Due vite” si parla di equilibrio tra le due parti che fanno parte di ciascuno di noi. È una canzone che racconta della nostra parte diurna, nella quale la mente di una persona riesce a mettere da parte le follie, le frustrazioni, i dubbi, le perplessità… che alla fine escono all’esterno tramite i sogni, in una sorta di mondo fantastico, quasi felliniano. Queste paure, questi tor-

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©Andrea Bianchera

menti vengono sempre a bussare. Pensando ai tempi che stiamo vivendo, è una esortazione a trovare il giusto allineamento con la nostra società, con la Terra che ci ospita.

Dieci anni fa la prima volta a Sanremo e all’Eurovision. Cosa conserva di “essenziale” in questa nuova fase della sua vita?

Se dieci anni fa aveva portato l'essenzialità, quest'anno saranno protagoniste queste due diverse esistenze, un dualismo presente in ognuno di noi.

Tre minuti per abbracciare con la sua canzone tutti i Paesi presenti. Sente questa responsabilità?

In realtà no, farò quello che ho fatto e che volevo fare a Sanremo: divertirmi e far parlare la musica. Sarà un bellissimo momento di condivisione e di festa. Credo che l’Europa, attraverso questa manifestazione, riesca, almeno in quei giorni, a riappacificarci, a farci sentire felici insieme grazie alla musica, “united by music”. 

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SANREMO 2013 EUROVISION 2013 SANREMO 2023 ©Maurizio D'Avanzo

SHAKERARE SHAKESPEARE

Dalla Venezia del XVII secolo alla Roma contemporanea senza re, regine, castelli e guerre, un gruppo di ragazzi di oggi che come il Moro, Desdemona, Cassio, Iago e gli altri sono alle prese con l'identità che cambia e con la perdita dell'innocenza.

Dal 14 aprile in esclusiva su RaiPlay

Raccontare l'adolescenza, periodo della vita di un essere umano a metà tra tragedia e commedia, affidandosi alle parole del Bardo. Chi meglio di Shakespeare, il più grande drammaturgo di tutti i tempi, può offrire spunti di riflessione per un teendrama che trasforma dei ragazzi di un liceo nei protagonisti dell'"Otello"?

«Interpretare Shakespeare in chiave televisiva, contemporanea e farne un coming of age è una sfida emozionante. Per quanto

il testo originario sia di altri tempi, i temi rimangono universali: gelosia, amore, tradimento. L’adolescenza non fa altro che rafforzarli, raccontando una storia di scoperta, formazione, crescita» afferma la regista, anche lei molto giovane, Giulia Gandini. Dalla Venezia del XVII secolo alla Roma contemporanea senza re, regine, castelli e guerre, un gruppo di ragazzi di oggi che come il Moro, Desdemona, Cassio, Iago e gli altri sono alle prese con l'identità che cambia e con la perdita dell'innocenza.

Il protagonista non è più il valoroso condottiero dell'esercito veneziano, bensì Thomas, il leader imperturbabile di una crew di parkour. Accanto a lui il simpatico Michele (Cassio) e l'arguta Gaia (Iago). Un equilibrio apparentemente solido fino a quando non compare sulla scena Beatrice (Desdemona), la più bella ragazza del liceo, di cui sia Thomas sia Gaia si invaghiscono. Mentre tra Beatrice e Thomas nasce una profonda storia d'amore, Gaia, colpita dall'invidia nei confronti del suo amico, ordirà un meticoloso piano atto a separare i due innamorati. L'infima opera di persuasione di Gaia avrà i suoi effetti, e le

TV RADIO 10 SHAKE
©Di Camillo

SHAKESPEARE

insicurezze di Thomas scoppieranno in una gelosia cieca che distruggerà l'amore per Beatrice e l'amicizia con Michele. In un finale senza vincitori, la vera tragedia per i protagonisti sarà la consapevolezza del sopraggiungere dell’età adulta e con essa del disincanto perso, ma i ragazzi avranno modo di indagare le loro fragilità, elaborare i loro errori o, più semplicemente, crescere. Ogni episodio segue la prospettiva di un singolo personaggio, rivelando man mano nuove sfumature in scene già viste dagli occhi non solo di Thomas, ma anche di Bea e Gaia.

Non serve quindi conoscere Shakespeare per capire "Shake", anche se «per chi è familiare con l’Otello le easter eggs sono moltissime» continua la regista che, dal punto di vista della realizzazione filmica dice: «I piani sequenza si rifanno senza dubbio al linguaggio teatrale. L’amore tra i protagonisti è il primo, liceale, ma è anche l’amore tra Otello e Desdemona, Romeo e Giulietta, Amleto e Ofelia. I protagonisti non sono solo innamorati, sono destinati l’uno all’altra».

L'amore è dunque una fiaba, ma per quanto forte e romantico, purtroppo il destino Shakespeariano è crudele. È una fiaba senza lieto fine, o comunque con un finale dolceamaro. Perché in fondo l’adolescenza è proprio questo: la fine della fiaba che è l’infanzia, e il passaggio necessario all’età adulta.

ISPIRAZIONI...

Le reference sono altre serie teen, ma anche film come Skate Kitchen di Crystal Moselle, Water Lilies di Céline Sciamma, American Honey di Andrea Arnold.

LA MUSICA

La maggior parte della musica è elettronica soft della nostra composer Ginevra Nervi, con il fine di tingere anche le situazioni più mondane con un senso di sospensione, riflessione, introspezione. Non mancano poi le tracce musicali di vari artisti moderni come Fred Again, Ditonellapiaga e Cmqmartina, giovanissima cantautrice che ha firmato la canzone originale della serie, "Il silenzio".

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SHAKERARE

JASON PREMPEH

Thomas

Da Shakespeare a Shake…

Quello che speriamo è che ci sia una scossa dal punto di vista emotivo. È una serie che si concentra sulle emozioni dei personaggi, ci saranno molti intrighi amorosi che cattureranno l’attenzione del pubblico. “Shake” è un mix di generi, si passa dalla storia di Otello, il Moro di Venezia, a Thomas, un vero leader che pratica parkour e si ritrova a combattere i “demoni” dell’adolescenza, i primi amori, passioni e gelosie.

Il parkour come metafora della vita…

Come per il parkour che spinge chi lo pratica a trovare una soluzione, ogni volta diversa, per affrontare e superare gli osta-

coli, anche nella vita nessuno può dirti come gestire la tua esistenza, è sempre un lancio nel vuoto capire se stessi, gli amori e le amicizie.

Quali sono i punti di forza del suo personaggio?

Sicuramente il suo grande senso dell'onore e della fedeltà. È una persona molto ingenua e passionale e per questo, i suoi pregi possono diventare anche le sue più grandi debolezze. È questa sua forte passione che lo spinge verso la cieca gelosia, una ingenuità che lo rende vittima delle voci che altri insinuano.

Un racconto di e per ragazzi… e gli adulti?

È una storia che può rivolgersi anche a un pubblico di adulti, perché rappresenta bene quella che è l'adolescenza. In realtà, più che parlare agli adulti, speriamo possa spingerli ad ascoltare ciò che le nuove generazioni hanno da dire.

TV RADIO

GIULIA FAZZINI Beatrice

Il Bardo per una storia contemporanea…

L'obiettivo di “Shake” è prendere i temi universali dell'“Otello” di Shakespeare, la gelosia, l’amore e l’inganno, e trasporli in qualcosa di fruibile e comprensibile per il pubblico di oggi. Molto spesso si è intimoriti davanti all'intensità di Shakespeare, in realtà, la sua forza consiste proprio nell'essere riuscito a raccontare con semplicità temi tanto infiniti da includere l'intero umano. Nel nostro piccolo, abbiamo cercato di rendere omaggio a questa grandezza, prendendo l’opera di Shakespeare, traducendola in un frammento contemporaneo, comprensibile ai più. Abbiamo shakerato circostanze diverse, ma i temi sono rimasti gli stessi.

Quanto rimane di Desdemona nel suo personaggio?

Abbiamo mantenuto quella fame di autenticità presente nell'opera originale. Non appena Desdemona riesce a rispecchiarsi

nelle pene dell'Otello, lei le vede riflesse nei suoi occhi e se ne innamora perdutamente. È una donna disposta ad abbandonare la famiglia, il suo status quo, le certezze per inseguire quel sogno d'amore infinito. Se vogliamo, rappresenta il simbolo per eccellenza della fedeltà in amore. Tutto questo c’è anche in Beatrice, alla quale abbiamo donato uno spigolo in più, un chiaroscuro maggiore. Se nel personaggio della tragedia i moti interiori erano un pochino più nascosti e interiorizzati, in Beatrice è chiara la sua vulnerabilità, che coinvolge l’ambito familiare e amicale. Ci lasciamo connettere alla sua sensibilità in maniera più diretta.

Un messaggio per il pubblico adulto…

Spero che gli adulti che avranno la fortuna di guardare “Shake” siano portati a empatizzare con i sentimenti dei ragazzi, troppo spesso interpretati come sciocche manifestazioni giovanili. I nostri amori giovanili significano tanto per noi, sono veramente ciò che ci fa andare avanti, le gelosie, le passioni così forti sono qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno, solo che il mondo dei grandi spesso tende a dimenticarlo.

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StraMorgan, lezioni di musica in show

Dal 10 al 13 aprile su Rai 2, in seconda serata, con Morgan e Pino Strabioli, quattro appuntamenti per raccontare storia, percorso, curiosità, contaminazioni internazionali di Domenico Modugno, Lucio Battisti, Franco Battiato e Umberto Bindi

TV RADIO NOVITA’
©Eleonora Ferretti
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«Un tuffo, una nuotata nella visione, nella rilettura, nella prospettiva di Morgan rispetto a quattro colossi: Domenico Modugno, Lucio Battisti, Franco Battiato, Umberto Bindi. Avremo un’orchestra di giovani di vari conservatori, una band, ospiti. Sarà una festa della musica e una riflessione sulla musica». È Pino Strabioli a descrivere con entusiasmo il debutto del nuovo programma sulla musica di Rai 2 che vedrà il cantautore-poeta Morgan impegnato in quattro “lezioni di musica in show”. Dal 10 al 14 aprile in seconda serata, dal Centro di Produzione Tv di Torino, il programma avrà per protagonisti quattro grandi nomi della musica: Modugno, Bindi, Battiato e Battisti, dei quali racconterà storia, percorso, curiosità, contaminazioni con la musica internazionale. «Si comincia. Finalmente sono riuscito a portare in scena questi grandi cantautori italiani di cui vado molto fiero. Sono certo che siano il grande patrimonio della nostra terra, l’Italia – afferma Morgan – queste canzoni italiane sono qualcosa di prezioso, sono dei grandi gioielli di cui nutrirci e da metterci addosso. Da sfoggiare, sono

una grande eredità da non dimenticare». Nei quattro viaggi musicali, eclettici e unici alla maniera di Morgan e del suo pianoforte, un ruolo fondamentale avranno la sua band e I’orchestra, composta da giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani, diretti dal Maestro Angelo Valori, Direttore d'Orchestra del Conservatorio di Pescara. «Che la Rai mi consenta di raccontarli, non solo di interpretarli, è un grande inizio – prosegue Morgan – se il pubblico accoglierà questo appuntamento, ci saranno delle belle prospettive per far ritornare qualcosa che spesso sembra dimenticato. Può ritornare non sotto forma di passato ma di insegnamento, per fare qualcosa di nuovo». Tanti gli ospiti, tra i quali spiccano Vinicio Capossela, Paolo Rossi, Gino Paoli. Morgan mattatore e cantante, al suo fianco Pino Strabioli che lo incalzerà con domande e lo accompagnerà nel racconto, ricordando aneddoti e conducendo il pubblico tra note e narrazione con garbo ed eleganza. Prodotto dalla Direzione Intrattenimento Prime Time, "Stramorgan" nasce da un’idea creativa di Morgan. La regia è di Luca Alcini.

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PRIMA SERATA

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©Studio23

CI VUOLE UN FIORE

La leggerezza del varietà e le tematiche ambientali: Francesco Gabbani torna con il suo show per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il futuro del nostro pianeta. Due speciali appuntamenti il 14 e il 21 aprile su Rai 1

Francesco Gabbani torna con un one man show e raddoppia il suo appuntamento con due speciali prime serate, il 14 e il 21 aprile 2023 su Rai1, di un format originale che unisce la leggerezza del varietà con la tematica, sempre più urgente, dell’ecosostenibilità.

Accompagnato da un parterre di grandi ospiti, Gabbani affronterà, con un linguaggio diretto ma efficace, le tematiche ambientali, protagoniste del dibattito mondiale. Il suo intento è infatti quello di sensibilizzare, attraverso parole, musica e testimonianze, l’opinione pubblica sulle tematiche legate all’ambiente e su come, ognuno di noi, partendo da una piccola scelta quotidiana, possa contribuire a preservare il futuro di questo nostro meraviglioso Pianeta.

Per fare questo Francesco Gabbani inviterà ospiti provenienti da diversi mondi - dallo spettacolo al cinema, ma anche dalla musica alla scienza – che portano con loro un fiore simbolico, una dedica d’amore alla Madre Terra.

Gabbani ballerà, duetterà, interpreterà alcuni dei suoi maggiori successi e brani di altri grandi cantautori. Con lui la sua band arricchita da alcuni musicisti e da tre coriste e un corpo di ballo inclusivo e lontano dagli stereotipi composto da 8 ballerini, con le coreografie di Luca Paoloni.

Tra le novità di questa edizione uno studio completamente rinnovato che regalerà al pubblico un’esperienza totalmente immersiva, un vero e proprio viaggio nella natura, mostrandola in tutta la sua bellezza.

“Ci vuole un fiore” è una produzione di RAI Direzione Intrattenimento Prime Time, in collaborazione con Ballandi. Un programma di Lucio Wilson e Francesco Gabbani, scritto con Carmelo La Rocca, Duccio Forzano, Adriano Roncari, Giacomo Berdini, Manuela Mazzocchi, Matteo Catalano.

La regia è di Duccio Forzano; scenografia di Gennaro Amendola; direttore musicale Valeriano Chiaravalle; coreografie di Luca Paoloni. Produttore esecutivo per Rai1 Rossella Arcidiacono. Produttore esecutivo per Ballandi Luca Catalano.

RADIO 19

Sul set con Marco è come ANDARE A UNA

TV RADIO LORENZA INDOVINA

FESTA

In “Rocco Schiavone” veste i panni della poliziotta capace di tenere testa al Vicequestore, una professionista straordinaria alle prese con la scoperta della sua femminilità: «La ritroviamo più sexy, da quel montone e da quel colbacco esce una Gambino più sensuale»

Cosa rappresenta il suo personaggio, Michela Gambino, nell'universo di “Rocco Schiavone”, in particolare in quello femminile?

Michela è l'unica donna con la quale Schiavone riesce ad avere un rapporto di sano rispetto e confronto, è anche leggermente terrorizzato dalla Gambino, perché la sente come una che conosce più del dovuto. In questa stagione lei lo prenderà in giro, gioca con il Vicequestore e non mostra mai un atteggiamento servizievole. Dal punto di vista professionale è una donna straordinaria, comincia a tirare fuori la propria femminilità grazie alla relazione con Fumagalli. La ritroviamo quindi più sexy, da quel montone e da quel colbacco esce una Gambino più sensuale. È una donna che stimo e ammiro molto, l’unico elemento che mi inquieta è il suo essere complottista, pensare che il mondo ti spii.

Lei crede ai complotti?

Ovviamente no, neanche che esistano persone che portano sfortuna. Per me le cose succedono perché è la vita che le fa accadere e basta. Alla Gambino questo aspetto un po’ lo perdono, perché mi fa una simpatia e una tenerezza infinita, è una donna di grande forza, talento, energia, simpatia, ironia... Come entrano l’ironia e la comicità nelle storie di Schiavone? Rappresentano una parte importante della nostra esistenza. Come nella vita, anche in quella dei poliziotti della serie determinate situazioni diventano momenti divertenti grazie a una battuta, un buon modo per superare situazioni pesanti. L’ironia aiuta a vivere meglio, ad affrontare quel che accade in maniera più lucida.

Come stanno in equilibrio ironia e momenti di riflessione nella sua vita?

Spesso è conseguenziale, non è detto che una risata non porti ad avere una consapevolezza profonda. Guardi un film e magari ridi dell’ossessione di un personaggio, scoprendo alla fine che quel difetto appartiene anche a te. Lo riconosci ridendoci sopra, facendo un processo di analisi più profonda del tuo essere nel mondo. Non è detto che il momento di riflessione corrisponda per forza a un momento cupo, di silenzio o di concentrazione, le rivelazioni arrivano quando sei rilassato, pronto a recepirle meglio. L’angoscia, a volte, chiude ai pensieri.

Condivide con il suo personaggio la provenienza geografica… due siciliane ad Aosta come hanno riscaldato questi luoghi?

RADIO 21 come

Il siciliano per natura è allegro, vuole vivere bene. Ogni volta che vado in Sicilia, anche col taxista, mi faccio un sacco di risate, appena c'è un raggio di sole stanno tutti in spiaggia, al mare a fare il bagno (ride). C’è una naturale attitudine a mangiare bene…

A godersi la vita…

E quando uno vede qualcuno che si gode la vita, paradossalmente, è spinto a provarci. Per “Rocco Schiavone” abbiamo sempre girato tra le montagne con temperature altissime, trovandomi puntualmente con abiti pesantissimi (ride).

Una serie a cui il pubblico è molto legato. Qual è la forza del personaggio e della scrittura di Manzini?

Questo racconto è il risultato dei meravigliosi romanzi di Antonio Manzini, scrittore che ha lavorato talmente bene sui personaggi, dando loro rotondità, una back story profonda che spesso in una serie, con tempi e spazi ben diversi da un libro, è difficile da realizzare. Tutti i personaggi hanno una propria storia, la propria verità nella quale il pubblico può riconoscersi. Schiavone piace perché i personaggi non sono degli estranei,

sono di famiglia, a questo si aggiunge la parte di giallo congeniata in modo intelligente, mai banale.

Per ogni giallo di Manzini c’è un Giallini…

Conosco Marco da tantissimi anni, abbiamo lavorato insieme a “Almost Blue” di Alex Infascelli, dove interpretavamo due poliziotti. Ho assistito a tutta la sua crescita artistica, ho vissuto anche parte dei suoi dolori… è una persona a me cara. Arrivare sul set e lavorare con lui è come andare a una festa. Devo dire però che questo clima si respira con chiunque sul set, siamo tutti amici, abbiamo una chat, siamo diventati una piccola famiglia che si vuole bene. È una fortuna e si sente anche nel lavoro.

Esiste una differenza tra interpretare un ruolo e rispecchiarsi in questo?

Quando si recita si prende sempre qualcosa di sé, c’è però da ricordare che stiamo comunque nell’ambito della finzione. Non credo alla teoria dell’immedesimazione, anche se a volte andiamo a pescare sulle nostre cose personali.

È capitato anche a lei?

TV RADIO 22

Una volta dovevo piangere in scena per mio figlio, e io pensavo ai miei cani. Ero triste per loro, tutti immaginavano che io piangesse per quel bambino.

Nella sua carriera troviamo tanti progetti televisivi. Com’è cambiata la serialità italiana?

Il confronto sempre più forte con le serialità straniere ha spinto quelle italiane ad alzare l'asticella della qualità, visiva, di costruzione dei personaggi. Quello che purtroppo sto vedendo, è che tutto si sta omologando e ho paura che questa fiammata entusiasmante di ripresa produttiva non contrasti la forza delle major a discapito del lavoro autoriale. C’è stata però una spinta importante, sono emersi tanti nuovi attori, soprattutto giovani, anche se il mondo femminile è sempre leggermente sacrificato, in particolare per ruoli di donne più mature. Io non sono una che vuole fare per forza la protagonista, io voglio solo divertirmi, fare delle belle scene, bei personaggi.

Un esempio?

Nell’ultimo film di “Cetto La Qualunque” interpretavo la moglie, avevo una scena sola in tutto il film, ma era talmente divertente, talmente bella che era una gioia.

Il fattore Antonio Albanese…

Un autore che ha un'attenzione maniacale alle cose, straordinario. Non lascia mai nulla al caso. Purtroppo, a volte, per mancanza di soldi e di tempo, i registi sono costretti a correre.

C’è nella sua carriera qualcosa che vorrebbe sperimentare?

Mi sto mettendo alla prova come regista, un'altra maniera di fare l'attrice. Le inquadrature per me sono immagini al servizio dell'interpretazione dell'attore. Ora sto lavorando a un documentario su uno degli incidenti aerei più gravi della storia italiana, forse europea, quello del 1972 a Punta Raisi, che provocò la morte di tutti i passeggeri. Su quell'aereo c'era mio padre, io avevo due anni. Nel documentario incontro i parenti delle vittime, indago sul fatto che forse non si è trattato di un incidente, ma di un attentato. Sono ancora in fase di lavorazione, speriamo che vada tutto bene.

RADIO CORRIERE 23

IL GIOCO DEI PACCHI CON AMADEUS

AFFARI TUOI

PACCHI AMADEUS

Torna il game show più seguito al mondo. Da domenica 16 aprile, alle 20.35 su Rai 1

Terminata l’ennesima stagione di successo di “Soliti Ignoti – Il Ritorno”, da domenica 16 aprile Amadeus sarà ancora protagonista dell’access prime time di Rai1 con “Affari Tuoi”, il game show, prodotto in collaborazione con Endemol Shine Italy, che torna nella fascia in cui ha debuttato e che lo ha reso celebre.

Dopo una serie di puntate speciali andate in onda in prima serata nelle scorse stagioni, il gioco dei pacchi torna, quindi, nella sua versione quotidiana con molti degli elementi che lo hanno caratterizzato in passato. In ogni puntata ci saranno 20 rappresentanti delle 20 regioni del nostro Paese e ogni sera uno di loro sarà il “pacchista” protagonista della puntata e avrà un pacco che conterrà un premio che, nel caso più alto, sarà di 300.000 euro. Chi verrà estratto per giocare potrà chiamare al suo fianco, come supporto, un suo familiare o un suo amico. Nel corso della partita, il concorrente potrà ricevere delle offerte dal Dottore che, come di consueto, interverrà attraverso un telefono in studio che, in questa nuova versione del programma, si trasformerà in uno smartphone. Le offerte potranno essere trascritte da Amadeus su un cartoncino che verrà distrutto nel caso di rifiuto del concorrente.

Nuovo, invece, il gioco finale “La regione fortunata”. Quando resteranno in gara gli ultimi due pacchi, se il concorrente non sarà contento dell’evoluzione della sua partita, potrà decidere se utilizzarlo o meno. Se deciderà di farlo, avrà di fronte a sé la cartina dell’Italia, con le 20 regioni illuminate: solo una conterrà 100.000 euro. Se il concorrente la indovinerà al primo tentativo, si aggiudicherà il premio. Altrimenti, avrà un’ulteriore possibilità: Amadeus dimezzerà il numero delle regioni, che passeranno quindi a 10, ma, in caso di risposta esatta, il montepremi sarà di 50.000 euro.

Il format di “Affari Tuoi – Deal or no deal” è un fenomeno a livello globale. In poco più di 20 anni, è stato prodotto in 84 Paesi per un totale di oltre 320 serie nel mondo. Da qualche anno, si sta assistendo a un ritorno in diversi Paesi, tra cui, oltre l’Italia, gli USA, la Francia, il Messico, il Brasile, l’Argentina, e altri ancora. Prossimamente tornerà anche nel Regno Unito. Nei Paesi Bassi, dove ha esordito, è attualmente in onda e, finora, sono state trasmesse più di 40 serie.

“Affari Tuoi” è scritto da Pasquale Romano, Marco Perrone, Lorenzo Leone, Sonia Mastellone, Davide Minnella, Luca Passerini, Riccardo Ruggenini. Regia di Stefano Mignucci. 

RADIO 25

Sanremo 2023, tra palco e realtà

Dietro le quinte dello spettacolo con una guida d’eccezione: Gianni Morandi. Lunedì 10 aprile alle 21.45 su Rai 1

Un docufilm che racconta le emozioni più segrete e inedite del Festival di Sanremo, quelle che si scatenano dietro le quinte dello spettacolo. E’ “Sanremo 2023 – Tra palco e realtà”, in onda lunedì 10 aprile alle 21.45 su Rai 1.

A guidarci in questo appassionante backstage sarà un inviato “molto speciale”, che ha vissuto tante volte quelle stesse emozioni sulla sua pelle e ne sa cogliere ogni sfumatura: Gianni Morandi. Attraverso i suoi occhi vedremo da vicinissimo le prove dello spettacolo, vivendo le emozioni dei cantanti in gara, svelando le loro fragilità e paure prima di salire sul palco più importante d'Italia. Le telecamere della Rai andranno a curiosare tra le quinte del Teatro Ariston per raccontare il grande lavoro di chi costruisce lo spettacolo. Entreremo infine nelle case e nelle emozioni degli italiani che guardano il Festival dal loro divano e, in particolare, racconteremo il punto di vista dei telespettatori più piccoli che ci contageranno con il loro entusiasmo.

Il docufilm, prodotto dalla Direzione Produzione - CPTV Roma, nasce da un'idea di Stefano Corsi e Leonardo Lo Frano, con la regia di Leonardo Lo Frano.

TV RADIO DOCUFILM
RADIO 27 ©MAURIZIO D'AVANZO

In scena vince la verità

Una carriera di successo alle spalle, ora è co-coreografo di Luca Tommassini e ballerino di “Viva Rai

2!”. Un altro traguardo raggiunto…

Ho fatto sette edizioni di “Amici”, tanta televisione, teatro. In questa veste di co-coreografo e di ballerino mi ritrovo ad affrontare dinamiche inusuali, nonostante il mio lungo percorso in Tv. “Viva Rai 2!” è un programma nuovo, completamente all’avanguardia. Lavorare qui con Rosario Fiorello, che è veramente un faro a livello emotivo e professionale, è bellissimo. Da lui impariamo costantemente, dal modo in cui interagisce con noi, dall’improvvisazione, ha un’attenzione spasmodica per tutto, dai costumi alle coreografie, dalle luci alla musica. Questi cinque mesi sono stati un po’ un Bignami di tutto ciò che ho fatto in tanti anni di lavoro.

Cosa può ancora imparare da Luca e da Fiorello?

Ho sempre avuto il pallino di lavorare con Luca, e ora sono qui. Amo osservare come mette in pratica ciò che ha in mente, ha sempre un’idea ben precisa sulla messa in scena. Quando te la racconta, già la vedi, come se fosse un trailer di ciò che andrà

veramente a succedere. Luca insegna ad andare dritti all’obiet tivo nonostante le difficoltà dovute al luogo in cui balli, al cli ma o di qualsiasi altro tipo. Fiorello ha sempre una parola buona per tutti noi, di stima, di incoraggiamento. Si rende conto che il nostro è un mestiere già di per sé inusuale, e che farlo in un luogo inusuale, sull’asfalto, sul marciapiede, non è semplice.

Ci racconta il momento più emozionante di questa esperienza?

Facendo le coreografie insieme a Luca Tommassini, vedere i ragazzi mettere in scena le nostre idee, è sempre un’emozione grande. E poi penso alle puntate in onda dopo il Festival di Sanremo, in quelle notti sentivamo una responsabilità ancora più forte. Da noi, a via Asiago, c’erano anche i 40 ragazzi dell’accademia Art Village di Roma, c’era Alessia Marcuzzi. Era una dinamica diversa nel diverso (sorride). Sembrava il metaverso, una cosa pazzesca.

Da insegnante, che consiglio dà ai suoi allievi?

Quando insegno o faccio le coreografie invito tutti a portare grande verità, a essere se stessi. Se fingi il pubblico se ne accorge, in una performance devi metterci quello che sei.

TV RADIO 28 FABRIZIO PROLLI

Un’esperienza magica

Come nasce il suo percorso professionale?

Ho iniziato a studiare danza a 11 anni e da allora non ho mai smesso. A 17 ho fatto la mia prima grande esperienza in Tv, che è stata “Amici”, e da lì ha avuto inizio la mia carriera. Ho fatto parte di vari corpi di ballo televisivi fino a quando, lo scorso anno, ho fatto “Striscia la notizia”, uno dei traguardi più importanti. Siamo quindi all’autunno scorso, quando è arrivata “Viva Rai 2!” (sorride).

Cosa rappresenta “Viva Rai 2!” nella sua carriera?

“Viva Rai 2!” ha portato un grosso cambiamento nella mia vita, a partire dalla fascia oraria in cui il programma va in onda.

Mi sono anche trasferita da Milano a Roma e non c’è più uno studio nel quale ballare, ma la strada. È un’esperienza magica, che credo non potrò più ripetere nella mia vita (sorride). Mai si è vista una diretta la mattina alle 7.15, per di più in strada. E poi ci sono Fiore e Luca. Fiorello è da sempre un mio idolo, mi faceva divertire anche da bambina. Oggi è bello essere qui,

con lui a darci la sveglia tutte le mattine. L’altra grande magia è lavorare con Luca, cosa che ho sempre desiderato. Credo che non potesse esserci esperienza migliore di “Viva Rai 2!”, dove lui si può esprimere al massimo, per stare al suo fianco.

Cosa le hanno insegnato Luca e Fiorello?

Che non importa dove sei, spettacolo lo puoi fare ovunque. Puoi rendere al meglio una messa in scena, una coreografia, anche su una strada, senza le luci, con scenografie anche arrangiate. E poi che si può ridere anche alle 7 e un quarto della mattina, perché di solito, a quell’ora… meglio non parlarmi (sorride).

Il ricordo più emozionante di questa esperienza?

Ballare il tango con Tommaso Stanzani e Tananai, ma anche l’esibizione di Madame, con Benedetta Piacentini. Sono artisti grandissimi. Nonostante sia strano pensare che possa essere emozionante ballare di prima mattina, giuro che lo è.

RADIO CORRIERE 29 GIULIA PELAGATTI

Dentro il sogno che voglio vivere

Ci porta all’inizio della sua carriera?

Sono uscito di casa quando avevo appena 12 anni, cominciando a frequentare accademie classiche, un percorso di studio abbastanza rigido. Mi dà soddisfazione pensare che quegli sforzi siano stati utili per essere scelto da Luca, da Fabrizio e da Fiorello per “Viva Rai 2”, nonostante io non fossi presente in Tv in prima serata. È stato particolare arrivare qui avendo fatto un percorso più teatrale piuttosto che televisivo. Non avevo un’idea ben precisa di come sarebbe stato il mondo lavorativo qua in Tv, ma oggi sono ancor più convinto che le esperienze siano tutte da fare.

Cosa la colpisce del mondo di “Viva Rai 2!”?

Beh, innanzitutto l’energia che si respira di prima mattina qui in via Asiago, nel momento in cui siamo tutti riuniti di fronte

al glass-box. E poi il punto d’incontro tra la preparazione di un programma e l’improvvisazione.

Cosa le hanno insegnato Luca e Fiorello?

A sapermela cavare anche nei momenti più difficili, a essere esplosivo sin dall’alba. Ma anche a vedere la strada non come un problema ma come una risorsa. Gli insegnamenti di Luca e Fiorello sono preziosi, per il lavoro e non solo.

Il momento più emozionante di questa esperienza?

Ogni mattina è un’esperienza nuova. Incontri personaggi che mai avresti pensato di potere conoscere da vicino, balli al loro fianco. Un’emozione forte, che va gestita e che ti fa pensare a cose bellissime. Ho sempre studiato, anni trascorsi in sala. Ritrovarmi qui oggi è il sogno che si realizza. Già, sono dentro al sogno che voglio vivere, un’emozione indescrivibile. 

TV RADIO 30 CRISTIAN PREBIBAJ
NEL PROSSIMO NUMERO DEL RADIOCORRIERETV LE INTERVISTE A MARTINA MILIDDI, BENEDETTA PIACENTINI E TOMMASO STANZANI.

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Che show ragazzi!

Settimana corta (ma intensissima) per il varietà più divertente della Tv e del Web.

Fiore, Biggio, Mauro Casciari e tutto il cast del programma torneranno in onda in diretta mercoledì 12 aprile alle 7.15 su Rai 2

TV RADIO 32 VIVA RAI 2!
Il flamenco di Sergio Bernal Emozioni e canzoni con Raf Le uova di Pasqua parlanti di Gabriele Vagnano Sofia, dagli sci al piano

Quando l’ignoranza

è artificiale

In ascensore con Sofia Goggia

“Il bene nel male”, e con Madame è vero show

Diodato, “così speciale”

RADIO CORRIERE 33 33
Ladro di biciclette… Paolo Belli in via Asiago

IL MIO CUORE TRA WEB E TV U

Dai reel alle challenge, dalle storie a un utilizzo consapevole della Rete. Il RadiocorriereTv intervista il dottor Web, lo specialista di Internet in “BellaMa’”, il programma di Pierluigi Diaco in onda nel pomeriggio di Rai 2: «Sono mondi che talvolta spaventano le persone con qualche anno in più, perché spesso visti in modo negativo»

na sfida importante, quella di “BellaMa’”, conquistata giorno dopo giorno…

Il programma è una bellissima famiglia. Siamo tantissimi, c’è un bel capitale umano. Ci sono le storie, i racconti che ci hanno consentito di conoscerci puntata dopo puntata. E poi c’è il direttore d’orchestra, Pierluigi Diaco, che è, gli rubo l’espressione, un vero e proprio amplificatore di talenti. Nel momento in cui percepisce una scintilla, un input, da parte di ognuno di noi, è pronto ad amplificarlo, creando i momenti più forti del programma.

Nel corso dei mesi abbiamo visto il programma cambiare pelle…

Tutti i nuovi programmi aggiustano il tiro confrontandosi giorno dopo giorno con la realtà. È stato così anche per “BellaMa’”, per il suo cast. Nel corso delle settimane Diaco ha affinato il

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©GRM FOTO/RASERO GUBERTI

racconto, anche grazie alle indicazioni ricevute dal pubblico. Evviva il cambiamento.

Quanto riesce a essere franco e costruttivo il confronto tra generazioni?

È la prima volta che mi capita di assistere, in un programma, a una mancanza di brief iniziale, proprio perché Pierluigi cerca la spontaneità reale di quello che succede. Certo, ognuno di noi sa chi saranno gli ospiti, conosce gli argomenti, ma tutto ciò che avviene in diretta deve essere vero. È certamente anche un rischio, ma la bellezza di essere sorpresi da quello che si dice vince su tutto. La meraviglia è veramente tale, così come la risata.

Come nasce il dottor Web?

Il dottor Web è entrato in scena quando “BellaMa’” era già pronto per andare in onda. Ero stato chiamato dalla struttura Digital della Rai per creare il piano di comunicazione social, non conoscevo gli autori, il gruppo di lavoro. Quando spiegai alla redazione come avrei voluto raccontare il programma attraverso i social network, Pierluigi mi chiese se volessi farlo direttamente, confrontandomi con il pubblico televisivo. Mi sono bastati due secondi e ho accettato (sorride) e così è nato il mio ruolo davanti alle telecamere. Sto cercando di umanizzare la Rete e i social, mondi che talvolta spaventano le persone con qualche anno in più, perché spesso visti in modo negativo. Il mio ruolo è anche quello di far capire che il Web può semplificare la nostra vita, può rappresentare un valore aggiunto.

C’è una caratteristica che accomuna i boomer?

La grande curiosità, alla fine di ogni puntata capita che mi chiedano consigli, una mano per superare qualche dubbio sull’uso degli smartphone. A darmi grande soddisfazione è poi vederli impegnati nel realizzare i reel in trasmissione, nel postare i loro contenuti. A volte si ispirano ai giovani, ed è interessante vedere la contaminazione. Li aiuto proprio come faccio con i miei genitori (sorride).

L’equazione giovane = alfabetizzazione informatica è sempre vera?

Per una questione anagrafica i giovani sono delle spugne, capaci di intercettare le tendenze, e in più hanno facilità nell’utilizzo della tecnologia. I boomer, d’altro canto, hanno alle loro spalle l’esperienza. Saranno tecnicamente meno perfetti, ma in quello che fanno esprimono forti emozioni. Il ponte meraviglioso tra il nonno e lo smartphone è comunque il nipote: crea condivisione, l’unione di due linguaggi, un valore assoluto.

Ha un consiglio da dare ai nonni che temono di relazionarsi con il Web?

Sui social, e più banalmente sulle chat di messaggistica, che sono più a portata di mano, arrivano messaggi di ogni tipo, con link che rimandano a cose che possono essere anche molto

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pericolose. Quando non si hanno gli strumenti per capire, il rischio c’è. Certo, parlando di Web in televisione si fa già una sorta di prevenzione, di alfabetizzazione. All’atto pratico è però importante affidarsi solo alle fonti autorevoli, come ad esempio i grandi giornali, e usare la massima cautela con tutto il resto. Buona regola per tutti è quella di condividere solo cose che sappiamo essere reali, certificate. Anche i giovani non devono farsi portatori di cose sbagliate.

La sua carriera in televisione nasce qualche anno fa con “Tv Talk”, poi proseguita con programmi come “Elisir”, “Estate in diretta”, come è cambiato, nel tempo, il suo rapporto con il piccolo schermo?

Quando varco i cancelli della Rai lo stupore e la meraviglia sono sempre gli stessi, la felicità è sempre tanta. A essere cambiata è invece l’esperienza, nella fattispecie sto vivendo l’evoluzione dei linguaggi televisivo e social, che col tempo si stanno avvicinando. Certamente la Tv può contare su una fidelizzazione che il Web fa ancora fatica ad avere. Un milione di follower sui social si trasforma raramente in un milione di telespettatori. La Tv deve strizzare l’occhio al mondo dei social solo quando questi rappresentino un valore.

A proposito di televisione, ci indica tre momenti da salvare della Tv degli ultimi 20 anni?

Sull’approfondimento direi i programmi di Piero e Alberto Angela, capaci di rendere pop la narrazione di contenuti importanti. Come intrattenimento è invece interessante osservare l’evoluzione che Sanremo ha avuto negli ultimi tempi. Il Festival ci rappresenta molto bene, è sufficiente vedere come i 28 cantanti in gara quest’anno abbiano risposto ai gusti musicali di diverse generazioni. Un solo programma è riuscito a parlare a tutta la famiglia. Per chiudere dico “Una pezza di Lundini”, programma surreale che ha saputo attrarre anche un pubblico molto giovane. Penso alle clip di Valerio, ai tormentoni della Fanelli, diventati cult anche tra chi la Tv la guarda raramente.

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SECONDA STAGIONE

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Con Pino Rinaldi un viaggio nelle tenebre dei delitti più controversi arricchito dal supporto degli investigatori della Polizia di Stato. Da sabato 15 aprile, in seconda serata su Rai 2

Al via sabato 15 aprile, in seconda serata su Rai 2, la seconda stagione di “Detectives – casi risolti e irrisolti”, il programma true crime di Rai Approfondimento condotto da Pino Rinaldi, realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato. Protagonisti del racconto sono i “detectives”, gli investigatori della Polizia di Stato, che hanno seguito in prima persona i casi più controversi e complessi di cronaca nera analizzati attraverso i reali documenti d’indagine. Casi risolti che hanno tenuto con il fiato sospeso gli italiani o casi irrisolti, che ancora aspettano di dare un volto all’assassino.

Sei nuove puntate ci accompagneranno attraverso quei “delitti della porta accanto”, con una trama narrativa avvincente e ripercorrendo dal principio alla fine le indagini attraverso i documenti originali, il racconto dei testimoni, la ricostruzione dei fatti, utilizzando tutte quelle evidenze raccolte nell’indagine giudiziaria ed i materiali audio/video/fotografici spesso assolutamente inediti.

Un racconto fortemente ancorato ai fatti, grazie alla collaborazione attiva della Polizia di Stato che rende il programma un’assoluta novità nel panorama della crime tv italiana. Un viaggio nelle tenebre dei casi giudiziari e criminali più controversi arricchito dal supporto dei protagonisti in divisa che li hanno affrontati. Un’occasione irripetibile per il pubblico, che avrà la possibilità di conoscere da vicino il lavoro dei poliziotti, di chi, per missione, entra in contatto, quotidianamente e in maniera diretta, con le realtà criminali più efferate. “Detectives – casi risolti e irrisolti” è una produzione originale Verve Media Company. 

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QUINTA DIMENSIONE IL FUTURO È GIÀ QUI

TV RADIO SERVIZIO PUBBLICO ©ALESSANDRO BACHIORRI e DARIO DE ROSA

Barbara Gallavotti analizza alcuni bisogni primari che accomunano la nostra specie a moltissime altre e quello unicamente umano di creare e preservare l’antichità e l’arte. Un viaggio in quattro nuove puntate che parte da Notre Dame, a Parigi, nel giorno del quarto anniversario dell’incendio che, nel 2019, l’ha gravemente danneggiata. Sabato 15 aprile alle 21.45 su Rai 3

Torna, dopo il successo della scorsa stagione, "Quinta dimensione - Il futuro è già qui", il programma di approfondimento e divulgazione scientifica di Rai Cultura condotto da Barbara Gallavotti, in onda da sabato 15 aprile alle 21.45 su Rai 3.

Un viaggio in quattro nuove puntate per raccontare, con un linguaggio accessibile e immediato, ciò che avviene alle frontiere della scienza. Per approfondire fatti e concetti che permettono di comprendere le sfide e le opportunità di una società come la nostra, in rapidissimo cambiamento. Per esplorare ciò che ci rende unici tra tutti gli esseri viventi: il bisogno di conoscenza che ci rende umani.

Nel corso di questa edizione, Barbara Gallavotti analizza alcuni bisogni primari che accomunano la nostra specie a moltissime altre: quello di nutrirsi, di comunicare, di unirsi per generare discendenti e quello unicamente umano di creare e preservare l’antichità e l’arte. Il viaggio di "Quinta dimensione - Il futuro è già qui" parte da Parigi, con una puntata speciale dedicata all’arte. Protagonista Notre Dame nel giorno del quarto anniversario dell’incendio che, nel 2019, l’ha gravemente danneggiata. Attraverso immagini inedite, avremo il privilegio di vedere come la Cattedrale, simbolo della città, grazie alla collaborazione tra artisti e ricercatori, sta letteralmente rinascendo dalle sue ceneri. Capiremo come scienza e tecnologia possano aiutarci, a salvaguardare e a scoprire i racconti che capolavori e resti antichi racchiudono. Vedremo come gli strumenti tecnologici sono oggi parte della quotidianità degli artisti, ai quali però spetta il compito di stabilire il confine fra ciò che deriva dalla loro creatività e ciò che è frutto, ad esempio, dell’intelligenza artificiale. "Quinta dimensione - Il futuro è già qui", un programma di Rai Cultura realizzato da Ballandi, è ideato da Barbara Gallavotti e Jean Pierre el Kozeh, curato per l’edizione 2023 da Barbara Gallavotti e Cristoforo Gorno. Delegato Rai: Giulia Lanza. Regia di Luca Granato.

RADIO 41

Cinamerica, la sfida

La rivalità culturale, economica, politica e militare tra Cina e America è il fattore che più di tutti determinerà il nostro futuro. Giada Messetti e Francesco Costa aiutano il pubblico a orientarsi nel nuovo contesto geopolitico. Da venerdì 14 aprile,in seconda serata, su Rai 3

“Cinamerica - La Sfida” è il nuovo programma di Giada Messetti e Francesco Costa che andrà in onda su Rai 3, da venerdì 14 aprile, in seconda serata, per quattro puntate.

Giada Messetti (41 anni, sinologa, saggista, autrice tv) e Francesco Costa (39 anni, giornalista, scrittore, podcaster) cercheranno di fornire le premesse e il contesto per capire un’attualità in cui Stati Uniti e Cina sono ormai diventati i protagonisti assoluti.

In un mondo in cui gli equilibri geopolitici sono in trasformazione, la rivalità culturale, economica, politica e militare tra

queste due grandi potenze è il fattore che più di tutti determinerà il nostro futuro nei prossimi anni e influenzerà direttamente anche le nostre vite di italiani ed europei. Per aiutare il pubblico ad orientarsi in un quadro globale in continua mutazione, Giada Messetti e Francesco Costa raccontano la sfida tra Cina e Usa attraverso quattro aree fondamentali, una per puntata: dai social media come Tik Tok al soft power, dal caso Taiwan alla sfida tecnologica, fino ad arrivare al nuovo ordine geopolitico mondiale.

Il programma vedrà anche la partecipazione in studio e in collegamento, di ospiti competenti e autorevoli, fra cui il giornalista Premio Pulitzer americano Evan Osnos. Nel corso delle varie puntate sono previsti servizi realizzati dall’inviato negli Stati Uniti, Daniele Compatangelo, dalla tiktoker italo-cinese Liz Supermais e dal corrispondente Rai a Pechino Marco Clementi.

“Cinamerica - La Sfida” è un programma ideato da Giada Messetti, condotto da Giada Messetti e Francesco Costa, scritto con Ilenia Ferrari e Piero Passaniti. Capo progetto Mercuzio Mencucci. Regia di Giuseppe Bianchi. 

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negli store

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digitali DAL 14 APRILE

Sulla stessa strada

La storia di un viaggio a piedi lungo il Po.

Dal 7 aprile su RaiPlay

Un cammino durato 26 giorni, risalendo controcorrente il Po. 575 chilometri percorsi seguendo il fiume più lungo d’Italia, tra città e campagne, tra borghi e colline, per incontrare persone, trovare sostenitori e nuovi compagni di avventura. “Sulla stessa strada”, dal 7 aprile su RaiPlay, è la storia del viaggio compiuto, nel maggio 2022, da Martina Maccari, moglie del calciatore della Nazionale Leonardo Bonucci, promotrice di un’iniziativa a sfondo benefico che ha raccolto fondi destinati alla neurochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino, ospedale che ha salvato la vita di uno dei loro figli. Il progetto nasce dall’esigenza di restituire

un dono che Martina ha ricevuto al termine di un’esperienza difficile e di condividere con altre persone un terreno comune, fatto di sentimenti profondi, storie di vita, coraggio, resilienza e solidarietà per affrontare insieme le stesse difficoltà, le stesse paure e superarle. 26 giorni di passi, silenzi, pensieri personali. Ma anche di incontri inaspettati, conversazioni spontanee, riflessioni condivise. “Sulla stessa strada” è la storia di un viaggio, di una donna, di una madre, di tutta una comunità di persone che ha deciso di proseguire questo percorso accanto a lei, su quello stesso lungo cammino, iniziato al Lido di Volano, sull’Adriatico, e finito a Torino, attraversando Ferrara, Parma, Pavia. Il viaggio rappresenta un percorso appena iniziato che vedrà Martina Maccari impegnarsi in altri progetti di inclusione sociale.

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“Cartoons On The Bay – International Festival of Animation, Transmedia and Meta-Art” torna a Pescara dal 31 maggio al 4 giugno e premia il regista e produttore britannico atteso per ritirare il riconoscimento

Il regista e produttore cinematografico Peter Lord riceverà il Premio alla Carriera di 'Cartoons On The Bay – International Festival of Animation, Transmedia and Meta-Arts' 2023.

Giunto alla 27a edizione, l'evento, promosso da Rai e organizzato da Rai Com, torna dal 31 maggio al 4 giugno 2023 a Pescara, dopo il successo dello scorso anno. Peter Lord è il secondo Premio alla Carriera 2023, dopo quello già annunciato al regista e produttore israeliano Ari Folman. Peter Lord è com-

proprietario e direttore creativo della Aardman Animations, che ha co-fondato con David Sproxton nel 1972. I due hanno raffinato la tecnica dell'animazione in stop motion, utilizzando spesso pupazzi di plastilina, che sono diventati il marchio di fabbrica della Aardman. Il loro lavoro creativo spazia dalle serie tv come “Shaun, vita da pecora” e “Creature Comforts” a pubblicità televisive e videoclip musicali come quello per la canzone Sledgehammer, di Peter Gabriel. Peter Gabriel ha svolto il ruolo di produttore esecutivo, produttore e regista in sei film: “Giù per il tubo”, “Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro”, “Il figlio di Babbo Natale”, “Pirati! Briganti da strapazzo”, “Shaun, vita da pecora” e “I primitivi”. Coautore, co-produttore e regista nel 2000 del film “Galline in fuga”, insieme a Nick Park, come regista ha ricevuto tre nomination ai Premi Oscar: per i cortometraggi “Adam” nel 1992 e “Wat’s Pig” nel 1996 e per il suo film di esordio nel lungometraggio, “Pirati! Briganti

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A PETER LORD IL PREMIO ALLA CARRIERA 2023

da strapazzo”, nel 2013. Nel novembre del 2018 la Aardman è diventata una società di proprietà dei dipendenti, un modo per assicurare che lo studio rimanga indipendente e possa assicurare l'eredità creativa e culturale della compagnia per il futuro. Tema dell’anno di “Cartoons On The Bay” sarà “Reale, Irreale, Virtuale. Mondi immaginati e mondi immaginari. Tra utopia, opportunità e alienazione. La sospensione dell’incredulità tecnologica”. Il Festival, diretto da Roberto Genovesi assegnerà a giugno tre nuovi Pulcinella Award che guardano al futuro e alla capacità di innovazione del settore: Premio Transmedia (al brand in grado di portare gli spettatori su diverse piattaforme grazie alle sue capacità narrative), Premio Meta (al brand in grado di immergere lo spettatore in un ambiente digitale affascinante, stimolante e sicuro). “Cartoons” è anche il primo festival al mondo a introdurre il riconoscimento al prodotto creativo che meglio di altri ha saputo raccontare ai target di

riferimento la complessità della tematica del gender, il Premio Arlecchino. Novità anche per le categorie del concorso, al quale è possibile iscriversi fino al 31 marzo: Preschool Tv Show (2-4 anni), Upper Preschool Show (4-6 anni), Kids Tv Show (7-11 anni), Youth Tv Show (11+ anni), Interactive Animation, Live Action And Hybrid Show, Tv Pilot, Short Film e Animated Feature. Trecentosessanta le opere in concorso nell’ultima edizione, oltre mille i professionisti del settore accreditati al Festival, più di 5mila le presenze agli spettacoli in piazza Salotto, migliaia gli studenti che hanno assistito alle proiezioni in anteprima.

Fino al 28 aprile è possibile partecipare al Concorso Pitch Me! Pierluigi de Mas 2023, dedicato alla memoria dell’omonimo grande maestro dell’animazione italiana. Il concorso è a iscrizione gratuita ed è riservato ai progetti di opere in animazione elaborati da autori di nazionalità italiana. 

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Sabina Stilo, dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 14.00, è su Isoradio con un programma di cui è autrice e conduttrice. «Abbiamo deciso di raccontare l’Italia attraverso eventi. Il primo e più importante è quello del cinema, poi ci sono il teatro, il sociale e le uscite editoriali – spiega la conduttrice - In tantissimi ci scrivono e siamo molto contenti. In radio ritorna l’importanza di quello che si dice, di come lo si trasmette, dell’empatia che si può e che si deve provare con i radioascoltatori»

Tutti i giorni su Isoradio, dall’autunno, ci accompagna in questo viaggio radiofonico che ci ha portati fino alla primavera. Come procede il suo “Sabina Style”?

Procede benissimo. Sono oramai tantissimi i radioascoltatori che ci seguono. Quella di Isoradio è una programmazione molto ricca e anche molto varia. Questo è il mio primo programma. Ne sono conduttrice da sola e autrice insieme a Valentina Lorusso, con una grande responsabilità dato che va in onda in un orario molto particolare perché c’è chi viaggia, chi mangia, chi fa la pausa dal lavoro. Proprio per questo abbiamo deciso di raccontare l’Italia attraverso eventi. Il primo e più importante è quello del cinema, poi ci sono il teatro, il sociale e le uscite editoriali. In tantissimi ci scrivono e siamo molto contenti.

Iniziamo dal cinema e dal teatro. Quali aspetti approfondisce?

Il cinema chiaramente viene raccontato per quello che esprime. Le produzioni italiane sono tantissime e cerchiamo di raccontarlo attraverso i protagonisti. Ma è anche molto altro: vi siete mai chiesti i titoli di coda cosa rappresentano nel contesto di un grande lavoro?

Rappresentano tantissimo, perché sono i nomi di tutte quelle maestranze che concorrono alla realizzazione di un film e del suo successo. Quindi raccontiamo il cinema attraverso i protagonisti, quelli che ci mettono la faccia, ma anche attraverso quei personaggi con mestieri incredibili che sono necessari alla realizzazione di un film. Stessa cosa per il teatro. Raccontiamo anche le piccole realtà con attori e registi straordinari che non trovano spazio nei grandi spettacoli. Ci stiamo impegnando nel cercare di dare loro voce e visibilità.

Nel suo programma ampio spazio è dedicato al sociale. Ha intercettato storie che l’hanno particolarmente sorpresa?

Il sociale è un mondo che sorprende tanto e ha una forte attinenza con la vita di ognuno di noi. Mi viene difficile raccontare solo una storia, perché quello che volevo fare io, a livello di sociale, era proprio far conoscere tutta la realtà, le associazioni grandi e piccole. Tutte le storie mi colpiscono, perché sono dolore e sofferenza e sento

PAROLE

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SABINA STYLE
Il fascino DELLE
©Eleonora Ferretti

che tutto questo ci appartiene. Ci sono realtà straordinarie, con volontari dotati di una grandissima capacità di azione e sensibilità che portano avanti dei progetti incredibili. Mi colpiscono molto le persone che attraversano il dolore, che non si chiudono e che cercano di fare in modo che altre persone non provino lo stesso dolore, lavorando nella prevenzione. Tante realtà combattono e devono essere valorizzate e conosciute.

I libri sono nel suo quotidiano e nel suo programma. Li legge tutti? Sì. Sono una di quelle persone, forse poche, che li legge tutti. Intanto i libri li scelgo io e sono quelli che mi piacciono di più. Non ho un genere preciso, devono toccare le corde che mi incuriosiscono. Dopo tanti anni ho acquisito velocità nella lettura e ne leggo uno ma anche due a settimana. Anche quello dei libri è un mondo abbastanza sconosciuto che voglio far conoscere. Credo che leggerli sia il dovere di un giornalista perché non si può affrontare un libro leggendo dieci pagine sì e cinquanta no. E poi voglio sentirmi sicura quando affronto un argomento. Però mi è capitato a volte di iniziare un libro e di chiuderlo perché non mi piace.

Cosa ci dobbiamo aspettare nei mesi estivi da “Sabina Style”?

Ci fermeremo a giugno e poi riprenderemo con il nuovo anno. Per l’estate ci sono delle proposte, ma non posso anticipare nulla. La radio è un mondo che mi affascina tantissimo e quindi sicuramente proseguirò su questo, ma anche in tv. Poi mi prenderò anche del tempo per dedicarmi alle mie cose.

Cosa l’affascina di più della radio e del suo lavoro?

Sicuramente l’importanza della parola e di come questa viene portata avanti. Trovo una grande sintonia tra radio e teatro, più di quanta ce ne sia con il video. Si viaggia con la voce. La parola può evocare, può accendere la fantasia, invitare all’ascolto e credo che questo sia davvero una caratteristica che la rende unica, rispetto alle altre forme di spettacolo accompagnate dall’immagine. La radio ha il grande potere, soltanto suo, di affascinare solo attraverso le parole. Ecco che ritorna l’importanza di quello che si dice, di come lo si trasmette, dell’empatia che si può e che si deve provare con i radioascoltatori. Nella radio c’è tanta verità, tanto lavoro e tanto fascino.

Tolti i panni della conduttrice, veste quelli di…?

Quando sono al lavoro mi riposo. So che è un’affermazione forte, dato che lavoro tanto e di continuo, ma in realtà la mia vita oltre il lavoro si incastra con tutto il resto e si fonde. I panni della conduttrice forse non li tolgo mai, anche quando prendo le mie figlie a scuola o le porto al pattinaggio o a cavallo. Mi rendo conto che non smetto mai di lavorare. Ho sempre il mio portatile, ma la mia presenza in famiglia non la faccio mancare mai. Amo coccolare tutti, sono una madre molto attenta e sto accanto alle mie figlie. Condivido i loro momenti. Vi racconto un aneddoto della mia prima figlia abituata a vedermi spesso al computer. Era molto piccina e, quando le chiesero che lavoro facessi, lei disse che facevo “tic tic”, che era il rumore della tastiera mentre scrivevo (ride). 

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MUSIC

Music, un'adolescente con un disturbo dello spettro autistico, vive con la nonna dopo che la madre è morta e la sorellastra Zu se ne è andata di casa. Quando la nonna muore tocca proprio a quest'ultima prendersi cura di Music. Peccato che Zu sia appena uscita dal carcere, spacci psicofarmaci e cerchi di uscire dall'alcolismo. Ce la farà? Magari con l'aiuto di Ebo, problematico vicino di casa. Disponibile anche in lingua originale. Esclusiva della piattaforma Rai. 

PLAY BOOKS

Romanzi, fumetti, poesie: l'amore per i libri in un Original coloratissimo! La stella del fumetto ZUZU e le graphic novel; Simon&TheStars e lo zodiaco letterario; la tiktoker Megi Bulla e i mondi fantasy; le performance comiche di Claudio Morici, i podcast scelti da Marco Conidi, i film tratti da libri commentati da Matteo Vitelli, tanta poesia e scrittori da tutto il mondo… e la "filosofa pop" Ilaria Gaspari a connettere tutto al tema di puntata. Original RaiPlay.

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Basta

Basta un Play!

UNDER ITALY

L'archeologo americano Darius Arya si muove alla scoperta del mondo sotterraneo italiano: da Trieste a Orvieto, da Bologna a Palermo, da Osimo a Catania, lo studioso statunitense visita luoghi di rilevanza storica e archeologica, ma anche sotterranei contemporanei e urbani, per ripercorrere la nostra storia. Itinerari insoliti che potrete trovare tra i documentari della piattaforma Rai.

FOXTER & MAX

Jack ha un fratello, Gio, con la sindrome di Down. Da piccolo, Jack ha creduto alla tenera bugia che gli hanno raccontato i suoi genitori, ovvero che Gio è un bambino 'speciale'. Ora che sta per andare al liceo, Jack non crede più che suo fratello sia un supereroe e quasi si vergogna di lui, soprattutto da quando ha conosciuto Arianna, la sua prima cotta. Basato sull'omonimo romanzo autobiografico di Giacomo Mazzariol.

RADIO CORRIERE 51

“AVEVO SPENTO TUTTE LE LUCI TRANNE UNA...”

Èquesto l’incipit della puntata speciale dall’Aula Volpi dell’Università RomaTre. Lunedì 10 aprile alle 23.30 su Radio1 con Vito Cioce e Marcella Sullo. Ospite Gilberto Scaramuzzo, professore associato di Teorie moderne dell’educazione e pedagogia dell’espressione, direttore della Compagnia teatrale del Dipartimento di Scienze della formazione. Ascolteremo i Miniplot dalla voce degli studenti universitari. Se vuoi partecipare alla Gara dei Racconti PrimaveraEstate di Radio1, invia subito il tuo inedito (massimo 1500 battute, spazi inclusi) nella sezione Novità del sito www.plot.rai.it. Il tema è LA BORRACCIA. Saranno selezionati 2 racconti per ciascuna puntata che verranno letti dalle voci di Radio1 Rai e poi votati sulla pagina Facebook Radio1 Plot Machine Live streaming e podcast sull’app RaiPlaySound.

TV RADIO 52 RADIO1 PLOT MACHINE

Nelle librerie e negli store digitali

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MAGGIO, UN ALBUM

CONTROCORRENTE

Esce su tutte le piattaforme digitali l’ultimo lavoro di Antonio Maggio, vincitore nel 2013 del Festival di Sanremo nella categoria Giovani. «Mi rappresenta tantissimo – spiega al RadiocorriereTv il cantautoreCome per chiunque scriva canzoni, un nuovo disco è sempre un nuovo inizio. Lo sento molto vicino perché ha un punto di vista più intimo rispetto al passato e va in controtendenza perché suonato tutto dal vivo»

Da pochi giorni è uscito il suo nuovo album dal titolo “Maggio”. Quanto la rappresenta?

Mi rappresenta tantissimo. Come per chiunque scriva canzoni, un nuovo disco è sempre un nuovo inizio. Lo sento molto vicino perché si presenta con un punto di vista più intimo rispetto al passato e corrisponde anche ad una sincerità sonora. Infatti, è in controtendenza rispetto a questi tempi, perché è suonato tutto dal vivo, oggi una cosa abbastanza strana. Ci ho tenuto davvero tanto e volevo che la verità della parte letteraria corrispondesse ad una autenticità del sound. Mi piace dire che è un “no-concept album”, sei quadri differenti, con sei quadri estemporanei che sono accomunati dalla mia penna.

L’album è suonato da un’orchestra d’archi. Come diceva, è un po’ un andare, oggi, controcorrente?

Un grande motivo di vanto per me. Perché oggi si è abituati a fare i dischi nelle camerette, con il proprio pc, usando campionamenti. Auspico un ritorno alla musica acustica, suonata. Per riportare questa forma d’arte nel suo momento più brillante c’è bisogno di quella verità che può dare solo il suono vero,

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suonarlo insomma dal vivo. Questo significa nobilitare il senso della musica.

Nei testi ci sono anche suoi vissuti?

“Una formalità”, brano appena uscito e che anticipa l’album, parla di ritorni, del tempo che non va mai affrontato di petto, ma che va semplicemente atteso, un concetto che torna nelle mie canzoni. Aspettarsi, credo sia il segreto per vivere il momento migliore, per godersela. C’è un mio vissuto nell’album, ma in particolare una traccia è autobiografica, “Quanto sei bella Lecce”, che chiude il disco e che è un omaggio alla mia terra e alla mia città. Racconto le bellezze di Lecce, ma c’è anche uno spaccato mio con ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. Ascoltarla credo che possa chiarire quello che sto cercando di dire.

Per il videoclip perché avete scelto il bianco e il nero?

Il video di “Stati d’animo e d’accordo” è in bianco e nero, ma poi siamo tornati ai colori. Il pezzo che lancia il disco ha un gioco di ombre che vanno a raccontare un ricordo che rappresenta l’attesa. Ci sono due amanti in un grosso magazzino in cui il tempo sembra essersi fermato in attesa che diventi nuovamente un futuro.

Ha scritto diversi pezzi, ma ha scelto di pubblicarne solo sei, perché?

C’è da dire che ho scritto davvero tantissime canzoni, soprattutto nel periodo pandemico. Ho scelto queste sei, nonostante io abbia scritto canzoni per pubblicare tre dischi. Ai tempi dello streaming, infatti, le canzoni vengono fagocitate. Ho preferito portare meno tracce per poter dare alle canzoni il giusto valore. La seconda parte del progetto vedrà la luce il prossimo anno. Gli algoritmi delle piattaforme possono portare un disco ad essere in breve tempo già passato, quindi si perde l’importanza delle tracce.

Arrivano prima le parole o prima la musica?

Non c’è esattamente una modalità standard. A volte nasce prima la musica o viceversa. L’input fa la differenza. Dieci anni fa, quando nacque “Mi servirebbe sapere” con cui ho vinto Sanremo, ricordo che il ritornello mi venne salendo sul tram a Milano. Le canzoni, a volte, arrivano non quando le cerchi, ma quando vogliono loro.

La pubblicazione di questo album avviene in primavera. È la sua stagione?

Stando al mio cognome potrebbe esserlo. Ma io amo follemente l’autunno.

Dieci anni fa la vittoria al Festival di Sanremo nella categoria Giovani. Cosa le resta di indimenticabile di quella esperienza? Tutto! È stata una esperienza dal finale completamente inaspettato. Venivo da una etichetta indipendente e quindi essere lì già era tantissimo. Ho vissuto il Festival nel pieno della settimana e la vittoria non era proprio preventivabile. Ogni volta che ne parlo, mi torna un brivido. Sono stato fortunato a vivere

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un’altra magnifica esperienza su quel palco portando, come ospite nel 2020, un messaggio importante contro la violenza sulle donne, per non abbassare mai la guardia contro una vera piaga sociale.

Com’è cambiata la sua musica da allora e il suo modo di scrivere e di comporre?

Questo disco credo possa essere la risposta alla domanda. Palese un nuovo punto di vista che sento di dare all’ascoltatore rispetto a dieci anni fa. Prima, probabilmente, mi piaceva dissacrare con l’ironia. Oggi, in un appiattimento generale che

rappresenta l’esatto opposto di dieci anni fa, mi piace invece scendere in profondità e dare un punto di vista più intimo e introspettivo.

Quali sono le sue passioni a parte la musica?

Ho la fortuna di coltivare lavorando la mia più grande passione, insieme alla musica, che è quella di viaggiare. Facendo tour, ho modo di girare l’Italia e il mondo. Il 13 aprile sarò in concerto in Argentina, a Buenos Aires. Non ci sono mai stato e mi ritengo fortunatissimo perché posso fare il lavoro che mi piace e viaggiare. 

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ESSERCI SEMPRE PER SENTIRSI AL SERVIZIO DELLA COLLETTIVITÀ

Nel giorno del 171esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, il RadiocorriereTv incontra Silvia Conti, dirigente del Reparto Mobile di Firenze

La Polizia di Stato celebra oggi 171 anni dalla sua fondazione, ma la celebrazione ufficiale dell'anniversario si terrà a Roma il 12 aprile alle ore 11 sulla Terrazza del Pincio alla presenza delle più alte cariche istituzionali e in tutte le città italiane.

171 anni di storia al servizio del Paese che ha visto gli uomini e le donne della Polizia di Stato proiettati tra la gente. Un lungo percorso durante il quale la Polizia di Stato è cambiata, ma soprattutto è cambiato il ruolo delle donne, che sono arrivate a ricoprire ruoli apicali che tradizionalmente erano stati destinati agli uomini. Empatia, vicinanza, sostegno, solidarietà, rispetto

delle regole: caratteristiche del “fare” che fanno la differenza su campo. Una delle tappe più significative che si deve alla legge 121 del’81 è sicuramente quella che fa della Polizia di Stato la prima forza dell’ordine ad arricchirsi della presenza delle donne, con una scelta dirompente se solo si considera il momento storico in cui fu intrapresa. Era infatti il 1959 quando la Polizia si dotava di un Corpo di Polizia femminile, istituito con la legge nr. 1083; il 1° marzo del 1961 le prime donne cominciarono ad indossare la divisa nel ruolo di “ispettrici” e “assistenti”, con compiti inizialmente limitati ai settori della violenza sui minori e di genere nonché i reati contro la moralità pubblica e a sfondo sessuale. La riforma della Polizia di Stato, e la sua trasformazione da corpo militare in corpo civile ad ordinamento speciale, ha comportato non solo la possibilità di integrare tra i propri appartenenti anche persone che avevano esperienze lavorative precedenti e scolarizzazioni diverse, ma ha consentito anche alle donne di coprire tutti i ruoli, compiendo un percorso

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nient’affatto semplice contro i luoghi comuni, che le consideravano inadatte a una professione nata come “maschile”. In pochissimo tempo, le donne si sono fatte largo in diverse realtà operative. Ci racconta la sua esperienza in prima linea la dr.ssa Silvia Conti, dirigente del Reparto Mobile di Firenze. La sulmonese Silvia Conti è tra le prime donne a capo di un Reparto Mobile della Polizia di Stato. Conti, già Dirigente della Polizia Stradale dell’Aquila, attualmente Dirigente dell’Ottavo Reparto Mobile (Celere) di Firenze.

Dr.ssa perché ha scelto di indossare la divisa della Polizia di Stato? Qual’ è stato il suo primo incarico? Ricorda le emozioni del primo giorno in cui ha indossato la divisa?

Certamente i valori etici, granitici, non negoziabili, frutto di studi classici e di eredità familiare hanno determinato questa scelta. Ritenere che il rispetto delle regole sia essenziale per la convivenza civile, la percezione delle ingiustizie, il fastidio per l’arroganza, l’inciviltà, la sopraffazione. Ho iniziato in un Commissariato romano, penso che lavorare in un ufficio territoriale di Polizia a stretto contatto con i cittadini sia un’esperienza faticosa ma completa. Ricordo soprattutto la positività delle relazioni con “la mia famiglia professionale”, l’attività operativa, ma anche la curiosità e l’umiltà con la quale ho iniziato questa professione, imparando ed apprendendo da tutti, superiori e collaboratori e la continua attenzione per cercare di lavorare bene, avevo 23 anni.

In che anno è entrata in Polizia? Ci racconta le tappe della Sua carriera?

Ho vinto il concorso nel 1988. Ho lavorato a Roma per circa 10 anni, in un Commissariato, in Questura ed al Dipartimento della P.S. presso le Relazioni Esterne. Poi la scelta di lavorare sul territorio, due anni in Piemonte e poi in Abruzzo, la mia terra di origine, dove ho prestato servizio in tre province diverse, prima a Pescara in Questura ed alla Scuola Controllo del Territorio, poi ho diretto le Sezioni di Polizia Stradale di Chieti, Pescara e L’Aquila.

Lei dirige il Reparto Mobile un’esperienza professionale delicata ma prestigiosa, un ruolo di grande rilevanza e responsabilità.

Da due anni, con grande orgoglio, sono il dirigente del Reparto Mobile di Firenze, una scelta audace in un ambiente dove è prevalente la presenza di personale maschile, una sfida professionale voluta dalla Polizia di Stato che è stata sempre, al riguardo, propositiva ed innovativa. Ringrazio i vertici per aver avuto fiducia nel rigore e nella concretezza che caratterizza la mia gestione professionale.

Cosa vuol dire Esserci Sempre?

Significa, come amo ripetere spesso alle nuove generazioni, non essere in servizio, ma “sentirsi al servizio” della collettività, nell’accezione più profonda.

Lei è tra le prime donne a guidare un Reparto Mobile. La Polizia di Stato mira alle competenze e non al genere donna o uomo. Secondo lei, qual è il quid in più che hanno portato nel tempo le donne nella sua Amministrazione?

Le caratteristiche di genere che ho riscontrato spesso sono il coraggio, il senso di responsabilità, la resilienza nei momenti di difficoltà, le competenze.

Il 10 aprile ricorre il 171esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, una data importante che assume nel tempo un valore ed un significato diverso e sempre più profondo. Tanta strada quella fatta dalle donne. Un consiglio ai giovani che vogliono entrare in Polizia?

Nell’area verde del Reparto ho piantato una mimosa, un simbolo che mi ha supportato in questa avventura e che dedico a tutte le donne che seguiranno questo percorso. Ai giovani consiglio di intraprendere il lavoro in Polizia, con una motivazione profonda perché è una attività totalizzante, uno status che si ricopre h24, vengono richieste grandi capacità di adattamento e la consapevolezza che indossare la divisa è un habitus, è impegno, per alimentare la percezione di sicurezza che la collettività continuamente chiede a gran voce.

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Le sinfonie di Mendelssohn con Daniele Gatti

Il Maestro con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nei tre concerti registrati all’Auditorium “Arturo Toscanini” di Torino nel gennaio 2023. Il nuovo integrale sinfonico è in onda per tre venerdì consecutivi, il 14, 21 e 28 aprile alle 21.15 su Rai 5

Un nuovo integrale sinfonico per Daniele Gatti e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: quello di Felix Mendelssohn-Bartholdy, che Rai Cultura trasmette su Rai5 per tre venerdì consecutivi, il 14, 21 e 28 aprile alle ore 21.15. Dopo le quattro sinfonie di Brahms e quelle di Schumann, Gatti ha affrontato il nuovo corpus sinfonico completo con la compagine della Rai nei tre concerti registrati all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino nel gennaio 2023. Programmare tutte assieme le cinque sinfonie di Mendelssohn offre l’occasione di indagare l’immagine corrente del compositore, tradizionalmente considerato come “il più classico dei romantici”. Questa idea, infatti, è al tempo stesso confermata e smentita dal suo corpus sinfonico. Composte in un arco di sedici anni, fra un’adolescenza prodigiosa e una fiorente maturità, i cinque capolavori procedono tra l’accettazione dei modelli storici e la sperimentazione di forme e linguaggi nuovi. Rispecchiano tanto l’evoluzione artistica di Mendelssohn quanto il passaggio di un’intera cultura dalla classicità al romanticismo, che ha in lui uno dei protagonisti più autentici e originali, oltre che una delle sue voci più alte. Si inizia venerdì 14 aprile con la Sinfonia n. 1 in do minore op. 11. Composta nel 1824, quando Mendelssohn aveva quindici anni, arriva dopo una serie di tentativi, 12 per l’esattezza, di sinfonie per orchestra d’archi, eseguite in ambito domestico. Quattro anni dopo, nel 1828, l’opera ebbe il suo battesimo a Londra con il compositore stesso sul podio, che ottenne uno straordinario successo. Subito

dopo Mendelssohn partì per un viaggio in Scozia, tra Edimburgo e i luoghi di Maria Stuarda, dove trovò l’ispirazione per quella che divenne la sua Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 detta appunto “Scozzese”, che chiude la serata. Segue, venerdì 21 aprile, la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore op. 52 detta “Lobgesang” (Canto di lode), interpretata dal soprano Sara Blanch, dal mezzosoprano Michèle Losier, dal tenore Bernard Richter e dal Coro del Teatro Regio di Torino istruito da Andrea Secchi. Nel 1840 il compositore ricevette la richiesta di un’opera che celebrasse il quarto centenario dell’invenzione della stampa: uno dei momenti più alti della cultura rinascimentale tedesca, che non poteva non essere adeguatamente ricordato in una capitale dei libri e delle lettere come Lipsia. Si chiude venerdì 28 aprile con la Sinfonia n. 4 in la maggiore, definita da Mendelssohn «il lavoro più gaio che io abbia mai finora composto». Fu scritta durante il viaggio di formazione che il compositore fece in Italia tra il 1830 e il 1831. Da qui il soprannome “Italiana”. Accanto a essa, nella seconda parte del concerto, è proposta la Sinfonia n. 5 in re minore op. 107 detta “La Riforma”, scritta nel 1830 per il trecentesimo anniversario della Confessione di Augusta, prima esposizione ufficiale dei principi del Protestantesimo.Recentemente designato prossimo Direttore musicale della Staatskapelle di Dresda, Daniele Gatti è Direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino, Direttore musicale dell’Orchestra Mozart, oltre che Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Ha ricoperto incarichi presso orchestre come quella del Concertgebouw di Amsterdam, dell’Accademia di Santa Cecilia, presso la Royal Philharmonic Orchestra, la Royal Opera House di Londra e l’Opera di Roma. I Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Symphonieorchester des Bayerisches Rundfunk e la Filarmonica della Scala sono alcune delle istituzioni sinfoniche che dirige regolarmente.

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PRIMA VISIONE

La settimana di Rai 5

SCIARADA - L'atlante che non c'è

Il lago dei Promessi Sposi

A 150 anni dalla morte di Alessandro

Manzoni, un omaggio al padre del romanzo italiano, con un viaggio tra le pagine e i luoghi del suo capolavoro.

Lunedì 10 aprile ore 22.50

Giuseppe Verdi: Messa da Requiem

Dall'Arena di Verona, concerto in occasione del cinquantottesimo Festival dell'Opera Lirica. Direttore Riccardo Muti.

Martedì 11 aprile ore 17.25

James Cameron, Viaggio nella fantascienza

Da genere di nicchia a grande fenomeno popolare. Nella prima puntata della serie, i Mondi di Steven Spielberg e Ridley Scott. Prima visione. Mercoledì 12 aprile ore 22.15

Opera

Lucia di Lammermoor

In diretta differita dal Teatro alla Scala l’opera di Donizetti nell'allestimento firmato da Yannis Kokkos. Sul podio il Maestro Riccardo Chailly, nel

ruolo del titolo Lisette Oropesa.

Giovedì 13 aprile ore 21.15

GIORNATA DEDICATA AL TEATRO REGIO DI TORINO

Per i 50 anni dalla riapertura del Teatro Regio di Torino dopo l’incendio che lo distrusse nel 1936, una lunga maratona delle più importanti produzioni operistiche realizzate al Regio.

Domenica 16 aprile dalle 10.00 alle 21.15

Lungo il fiume e sull'acqua

Il Brenta

Un viaggio tra le sponde dei fiumi navigabili e dei laghi. Nel primo appuntamento il naviglio del Brenta, il tratto fluviale che unisce Padova a Venezia. Venerdì 14 aprile ore 20.30

Yellowstone

Inverno

Una spessa coltre di neve copre il cuore vulcanico del Parco per sei lunghi mesi. Il freddo intenso mette a dura prova la resistenza degli animali. Sabato 15 aprile ore 14.00

RADIO CORRIERE 61

UN CAMPIONE è un sognatore che NON SI ARRENDE MAI

Un racconto emozionante sulla vicenda calcistica e umana di Paolo Rossi. Sabato

15 aprile alle 23.05 su Rai Storia

Il documentario getta una luce importante e rivelatrice sulla vita del grande goleador Paolo Rossi. Con la regia di Michela Scolari, Gianluca Fellini, “Paolo Rossi – Un campione è un sognatore che non si arrende mai” andrà in onda per il ciclo “Documentari d’autore” sabato 15 aprile alle 23.05 su Rai Storia. La sua testimonianza diretta, i filmati d'epoca e i contributi di alcuni campioni che hanno segnato la storia del

calcio, ci restituiscono un racconto emozionante sulla vicenda calcistica e umana di Pablito; la sua smisurata passione per il calcio sin da piccolissimo, la sua enorme forza di volontà che gli permise di fare una carriera da stella di prima grandezza nel firmamento calcistico, nonostante un fisico che sin da giovanissimo non lo aveva sostenuto adeguatamente. Quella stessa volontà che negli ultimi anni, prima della sua prematura scomparsa nel dicembre 2020, lo ha portato ad abbracciare l'impegno sociale al fianco dei ragazzi romeni abbandonati dalle famiglie, che vengono assistiti dalla Fondazione Parada a Bucarest. 

TV RADIO 62
DOCUMENTARI D’AUTORE

La settimana di Rai Storia

Cronache di donne leggendarie

Saffo, la decima musa

La poetessa che ha inventato le canzoni d’amore e Aspasia, amante e complice delle politiche culturali di Pericle nell’Atene del V secolo a.C..

Lunedì 10 aprile ore 21.10

Tornando a casa

La storia di Carlo Acefalo

Un sottomarino incagliato, una vittima poco più che ventenne, 78 anni per tornare in patria. Un documentario di Ricardo Preve.

Martedì 11 aprile ore 22.10

Italiani

Gianni Rodari

I suoi libri di filastrocche e storie per ragazzi hanno attraversato i confini nazionali e deliziato la fantasia di migliaia di bambini in tutto il mondo.

Mercoledì 12 aprile ore 22.00

Archivi, miniere di storia

L’Archivio di Stato di Torino

Già capitale del Regno d’Italia, ma prima ancora centro di espansione della dinastia dei Savoia, conserva tra di documenti più antichi l’atto fondativo di un’antica abbazia medievale.

Giovedì 13 aprile ore 22.40

Binario cinema

Panagulis vive

Nel film di Giuseppe Ferrara, la vita e l’impegno politico di Alexandros Panagulis, bandiera della lotta contro la dittatura in Grecia, dall'attentato del 1968 contro Papadopulos, capo dei "colonnelli”, fino alla sua morte.

Domenica 16 aprile ore 21.10

Storie Contemporanee

L’Italia al confino

Le isole pontine di Santo Stefano e di Ventotene sono state da sempre zone di frontiera e relegazione, non solo durante il fascismo.

Venerdì 14 aprile ore 22.40

Passato e Presente

Giovanni Gentile

E’ già agli inizi del Novecento uno dei filosofi più importanti e originali del nostro panorama. Paolo Mieli ne parla con la professoressa Alessandra Tarquini.

Sabato 15 aprile ore 20.30

RADIO CORRIERE 63

Trulli Tales - Le avventure dei

Su Rai Yoyo la seconda stagione della pluripremiata serie di animazione che racconta la storia di quattro amici in un regno incantato ai piedi di un uliveto secolare. Nei nuovi episodi, in onda tutti i giorni alle 13.50, tantissime novità

E'in onda su Rai Yoyo, tutti i giorni, alle ore 13.50, e su RaiPlay, la seconda stagione di “Trulli Tales - Le avventure dei Trullalleri - Season 2”, la serie di animazione 2D per bambini dai 4 ai 7 anni, ispirata alla Valle d’Itria, che racconta la storia di quattro amici, Ring, Zip, Stella e Sun impegnati a realizzare le ricette del libro magico di Nonnatrulla e a sventare i sinistri piani del buffo e pasticcione Copperpot.

Dopo il successo della stagione 1, distribuita in 177 territori, tradotta in 21 lingue, prima property italiana preacquistata da Disney in 113 Paesi e vincitrice del Prix Gémeaux

TV RADIO 64 RAGAZZI

dei Trullalleri

(l’Emmy canadese) come “best animation series” al mondo nel 2018, ecco arrivare quindi i nuovi episodi dei Trullalleri! La produzione è tutta italiana, formata dalla cordata Rai Kids, Fandango e Congedo CulturArte. E stavolta, oltre ad essere stata creata dalle due sorelle salentine, Fiorella Congedo e Maria Elena Congedo (che per la prima stagione erano state insignite dell’Italian Creativity Award a Los Angeles, nel 2019), ha un’altra componente pugliese grazie alla collaborazione con Apulia Film Commision: il contributo di artisti locali che hanno lavorato in un’unità produttiva attivata sul territorio. Continua allora il racconto

di un regno incantato ai piedi di un uliveto secolare e dei suoi protagonisti, ma nella seconda stagione - anche questa composta da 52 episodi della durata di 11 minuti - si scopriranno tante, tantissime, novità!

A partire da Miss Frisella che, sin dalla prima puntata della serie, si scoprirà essere la fata dei Trulli, Trullifairy, cioè la figlia scomparsa del Trullo Sovrano dotata di poteri misteriosi. Un’identità rigorosamente segreta, un mattarello che si trasforma in bacchetta magica e l’anello verde con la pietra ad oliva, capace di svelare, al momento giusto, degli importanti indizi. Tracce via via sempre più chiare fino al ritrovamento anche della mamma della giovane fornaia e regina di Trullolandia, la Fata Ginger, vittima di un incantesimo di Copperpan e addormentata, fino ad ora, nella torre del tè nel lontano Oriente! Una long story che quindi ha al debutto e al finale quattro puntate, a due a due simmetriche, che chiariscono la composizione della famiglia reale di Trullolandia e il suo potere nell’equilibrio magico del villaggio.

Nei nuovi episodi vengono introdotte anche le famiglie dei quattro protagonisti principali con le loro attività quotidiane e la loro vivace interazione con la vita del villaggio. E così scopriremo che Ring ha un fratellino più piccolo e i suoi genitori gestiscono una piccola locanda con ristorante situata nella piazza principale del villaggio. Sun è figlia unica e la sua famiglia storicamente gestisce una bottega di stampi da forno. Stella ha due fratellini più piccoli, gemelli, mentre i suoi genitori sono dei creativi: hanno un atelier di moda dove si tingono e si stampano anche le stoffe con ingredienti naturali e timbri di legno. Zip invece ha un fratellino minore ed una sorella maggiore, la sua famiglia vive in una delle torri con le pale eoliche e gestisce il relativo mulino del grano. In arrivo anche quattro maghi chef di cucina etnica: Cous-couschef, che insegna le ricette mediorientali ed è in visita a Trullolandia insieme alla sua Cammella Cannella; Sushichef, arrivato dal Giappone per la fioritura dei ciliegi, è Maestro di Cerimonia del tè e di sushi; Chilichef, la Chef messicana, che viene invitata a Trullolandia per una gara di cibi piccanti e Ciocochef, il mastro cioccolataio franco-belga che diventa il mito di Zip!

Infine, Copperpot, che porta un’ultima ma non meno importante novità alla serie: l’arrivo di un nuovo assistente presso il fico stregato, il piccolo Poppy, meraviglioso nipotino dello stregone, dotato di intuito e maestria, una sorta di “anti-Ring”, genuinamente convinto del fatto che lo zio sia un genio! Insomma, una stagione 2 che porta a compimento alcune delle tracce “aperte” nella stagione 1 e che altre ancora ne propone nel finale. «La nostra ambizione è quella di fare di “Trulli Tales” un classico» dicono Fiorella Congedo e Maria Elena Congedo «e per questo, a breve, sveleremo altre, bellissime, novità!».

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TV RADIO 66 generale italiani CLASSIFICHE AIRPLAY
indipendenti emergenti IT - All Radio (Tutte le emittenti) Airplay Fri 31 Mar - Thu 06 Apr 2023 Compared with Fri 24 - Thu 30 Mar 2023 Pos LW Pk Wks Artist Title Owner Plays Prev imp's 1 5 1 2 Tommaso Paradiso Viaggio intorno al sole UMG 2,932 2,087 94.99m 2 2 1 8 Lazza Cenere UMG 4,471 4,557 90.05m 3 3 1 8 Elodie Due UMG 3,675 3,712 79.23m 4 1 1 4 Laura Pausini Un Buon Inizio WMG 3,407 3,410 79.01m 5 11 5 1 Sophie And The Giants .. DNA UMG 2,876 2,563 76.14m 6 4 1 8 Marco Mengoni Due vite SME 3,668 3,807 73.75m 7 7 1 Annalisa Mon Amour WMG 2,307 0 72.30m 8 6 2 10 Miley Cyrus Flowers SME 3,490 3,503 71.96m 9 10 4 8 Madame Il bene nel male Ind. 3,304 3,540 68.32m 10 10 1 Pinguini Tattici Nucleari Coca Zero SME 1,816 0 67.32m IT - Indipendenti (per passaggi) Airplay Fri 31 Mar - Thu 06 Apr 2023 Compared with Fri 24 - Thu 30 Mar 2023 Pos LW Pk Wks Artist Title Owner Plays Prev imp's 1 1 1 8 Madame Il bene nel male Ind. 3,304 3,540 68.32m 2 2 2 3 Negramaro, Elisa, Jova.. Diamanti Ind. 2,407 2,256 55.13m 3 3 3 6 Claude Ladada (Mon Dernier Mot) Ind. 2,161 2,118 37.95m 4 4 3 5 Diodato Così speciale Ind. 1,564 1,693 23.59m 5 8 5 2 Quinze & Bob Sinclar Never Knew Love Like T.. Ind. 1,560 1,110 27.27m 6 6 6 4 Rita Ora You Only Love Me Ind. 1,239 1,268 11.26m 7 10 7 2 Gazzelle Idem Ind. 1,167 1,050 16.01m 8 7 1 20 Bizarrap & Quevedo Quevedo: Bzrp Music Se.. Ind. 1,110 1,186 7.12m 9 14 9 1 Ultimo Nuvole in testa Ind. 1,038 759 22.77m 10 5 2 8 Ultimo Alba Ind. 929 1,299 5.06m IT - Radio Airplay (Artisti Emergenti) Airplay Fri 31 Mar - Thu 06 Apr 2023 Compared with Fri Pos LW Pk Wks Artist Title Owner 1 2 1 9 Olly Polvere SME 2 1 1 9 Colla Zio Non mi va UMG 3 3 3 4 Matteo Paolillo - Icar.. Origami all'alba WMG 4 4 1 64 Rhove Shakerando UMG 5 5 4 6 cmqmartina mi ami davvero? SME 6 6 1 Clara, Matteo Paolillo.. Origami all'alba WMG 7 8 7 2 Neima Ezza Avanti SME 8 6 3 10 Bresh, Shune Guasto d'amore SME 9 9 1 Giuse The Lizia Lato A Lato B UMG 10 7 6 4 Bais, Galeffi Venezia Ind.
- Artisti Italiani Airplay Fri 31 Mar - Thu 06 Apr 2023 Compared with Fri Pos LW Pk Wks Artist Title Owner 1 5 1 2 Tommaso Paradiso Viaggio intorno al sole UMG 2 2 1 8 Lazza Cenere UMG 3 3 1 8 Elodie Due UMG 4 1 1 4 Laura Pausini Un Buon Inizio WMG 5 4 1 8 Marco Mengoni Due vite SME 6 6 1 Annalisa Mon Amour WMG 7 8 4 7 Madame Il bene nel male Ind. 8 8 1 Pinguini Tattici Nucleari Coca Zero SME 9 9 4 5 Tiziano Ferro Addio Mio Amore UMG 10 7 5 8 Tananai Tango UMG
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GB - All Radio Airplay Fri 31 Mar - Thu 06 Apr 2023 Compared with Fri 24 - Thu 30 Mar 2023 Pos LW Wks Artist Title Owner Plays Prev Stns imp's 1 1 2 Ed Sheeran Eyes Closed WMG 5,520 4,590 231 70.20m 2 3 12 Miley Cyrus Flowers SME 6,396 6,482 241 47.23m 3 4 5 Zara Larsson Can't Tame Her SME 3,544 3,368 207 45.69m 4 2 6 Niall Horan Heaven UMG 4,555 4,552 229 38.73m 5 32 1 Meghan Trainor Mother SME 2,501 2,122 185 37.88m 6 5 28 Lewis Capaldi Forget Me UMG 4,574 4,589 213 37.86m 7 6 20 Taylor Swift Anti-Hero UMG 4,514 4,643 214 36.44m 8 9 3 Jax Jones & Calum Scott Whistle UMG 3,552 3,443 205 36.02m 9 8 3 Calvin Harris feat. El.. Miracle SME 3,875 3,416 190 33.61m 10 7 12 Lewis Capaldi Pointless UMG 3,906 4,049 205 32.75m
europa america latina
Europe Airplay Fri 31 Mar - Thu 06 Apr 2023 Compared with Fri 24 - Thu 30 Mar 2023 Pos LW Wks Artist Title Owner Plays Prev Stns imp's 1 1 11 Miley Cyrus Flowers SME 36,794 37,020 1832 879.68m 2 2 9 Metro Boomin feat. The.. Creepin' UMG 14,332 14,380 803 398.32m 3 3 2 Ed Sheeran Eyes Closed WMG 17,018 11,621 1226 377.25m 4 8 3 Pink TRUSTFALL SME 14,496 13,918 980 339.28m 5 5 20 Taylor Swift Anti-Hero UMG 15,952 16,544 1176 328.54m 6 4 24 Ed Sheeran Celestial WMG 13,379 14,586 1076 326.38m 7 6 18 Dermot Kennedy Kiss Me UMG 12,117 11,910 875 320.66m 8 7 29 David Guetta & Bebe Rexha I'm Good (Blue) WMG 14,854 15,159 1173 299.15m 9 9 21 Lil Nas X STAR WALKIN (League Of.. SME 10,716 10,950 742 264.62m 10 14 1 KAMRAD Feel Alive SME 6,593 6,281 399 255.91m IN - Latin America Airplay Fri 31 Mar - Thu 06 Apr 2023 Compared with Fri Pos LW Wks Artist Title Owner 1 1 6 KAROL G X Shakira TQG UMG 2 2 11 Miley Cyrus Flowers SME 3 3 12 Bizarrap & Shakira Shakira Bzrp Music Ses.. SME 4 4 21 Rema Calm Down Ind. 5 5 7 Yandel & Feid Yandel 150 SME 6 7 3 Marshmello & Manuel Tu.. El Merengue SME 7 6 36 Manuel Turizo La Bachata SME 8 9 24 David Guetta & Bebe Rexha I'm Good (Blue) WMG 9 8 8 Maluma & Marc Anthony La Fórmula SME 10 28 1 ROSALÍA & Rauw Alejandro BESO SME

I FILM DELLA SETTIMANA

CINEMA IN TV

Basato sul romanzo “La libreria” di Penelope Fitzgerald, il film è ambientato nel 1959 e racconta la storia di Florence Green. La giovane donna ha perso il marito durante la Seconda Guerra Mondiale. E’ una vedova dallo spirito libero, che decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita e di aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in Inghilterra. Per farlo sceglie Old House, un vecchio edificio dove aveva vissuto con il marito prima della guerra. L’impresa non è facile, c’è chi la ostacola e fa di tutto per fermarla, ma sfidando la mentalità bigotta della gente, alla fine Florence riesce a realizzare il suo progetto anche grazie alla collaborazione di una giovanissima aiutante e di un anziano appassionato lettore. L’apertura della libreria inizia a provocare il risveglio culturale del posto, ma i problemi non sono finiti… Nel cast Patricia Clarkson, Bill Nighy e Honor Kneafsey. Il film si è aggiudicato in Spagna ben tre premi Goya.

Calogero, venditore di granite, deve scappare dalla Sicilia con il suo carretto perché ha testimoniato contro un killer della mafia. Il programma di protezione testimoni gli ha trovato un appartamento in un residence, il Paradise: peccato che il residence sia abbandonato e che si trovi a Sauris, paesino del Friuli dove nevica sempre e si balla lo Schuhplattler tirolese, prendendosi a sganassoni. Nonostante gli abitanti del villaggio siano molto gentili con lui, Calogero non riesce ad ambientarsi e gli manca la famiglia. Un giorno al Paradise arriva, proprio dalla sua regione, un altro inquilino, e la vita di entrambi sarà destinata a cambiare. Anche perché si tratta dell’uomo contro cui aveva testimoniato, ora diventato un collaboratore di giustizia. Ma questo Calogero non lo sa e teme che il killer sia lì per ucciderlo… È il film diretto da Davide Del Degan, che ha tra gli interpreti Vincenzo Nemolato, Giovanni Calcagno, Branko Zavrsan, Selene Caramazza, Andrea Pennacchi.

TV RADIO 68
“PARADISE - UNA NUOVA VITA” – LUNEDÌ 10 APRILE ORE 21.15 – ANNO 2019 – REGIA DI DAVIDE DEL DEGAN “LA CASA DEI LIBRI” – MARTEDÌ 11 APRILE ORE 21.15 – ANNO 2017 – REGIA DI ISABEL COIXET

La diciannovenne Tessa Yong è la classica brava ragazza: studentessa diligente, figlia obbediente di una madre single, Carol, che l'ha cresciuta fra grandi difficoltà economiche, fidanzatina devota di un ragazzo perbene che è suo amico fin dall'infanzia. Per la prima volta, Tessa si allontana da casa e dallo storico fidanzato Noah, trasferendosi alla Washington Central University. Qui, grazie all’eccentrica compagna di stanza Steph, la ragazza rimane folgorata dall’incontro con il misterioso Hardin Scott. Quando nuovi sentimenti affiorano, Tessa si sente divisa tra presente e passato ma può almeno contare sul nuovo amico Landon, fratellastro di Hardin. Dopo vari tentennamenti, la giovane accetta di partecipare ad una festa con Steph, Hardin e il gruppo di amici ma, complice l’alcol, la serata sarà un disastro… Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Anna Todd. Nel cast Josephine Langford, Hero Fiennes Tiffin, Selma Blair, Jennifer Beals, Dylan Arnold.

Il thriller comincia con Buddy alla centrale di polizia sotto interrogatorio perché è accusato di un brutale omicidio. Il giovane uomo per difendersi deve rievocare gli eventi che lo hanno portato a quel momento. Ed è così che, grazie a dei flashback, lo spettatore capisce chi è Buddy. E’ un ex soldato della marina che, per mantenere la moglie e il figlio neonato, svolge piccoli lavoretti saltuari. Un giorno incontra il suo concittadino Walter, un veterano che vive in una grande casa con la moglie e che gli propone di riparare dietro compenso dei danni alla sua abitazione provocati da dei ladri. Buddy accetta, ma si accorge ben presto dello strano comportamento di Walter e della moglie. Proprio quel giorno, un uragano si sta avvicinando alla città e così i padroni di casa invitano Buddy a trascorrere la notte da loro. E’ l’inizio di un terribile incubo. Tra gli interpreti del film Luke Benward, Nicolas Cage, Emily Marie Palmer, KaDee Strickland e Kelsey Grammer.

RADIO CORRIERE 69
“AFTER” – GIOVEDÌ 13 APRILE ORE 21.20 –ANNO 2019 – REGIA DI JENNY CAGE “GRAND ISLE” – SABATO 15 APRILE ORE 21.20 – ANNO 2019 – REGIA DI STEPHEN S. CAMPANELLI

ALMANACCO DEL RADIOCORRIERE

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1993
aprile

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