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RadiocorriereTV n.32 - anno 95

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RadiocorriereTv SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA

Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997

numero 32 - anno 95 14 settembre 2026

PRESENTAZIONE DELL’OFFERTA RADIO 2026/2027

Rai Radio c'è


SOMMARIO N.32 14 SETTEMBRE 2026

SALVO SOTTILE

BYD MUSIC AWARDS

Dal lunedì al venerdì su Rai 2 conduce “Ore 14”, un faro acceso sui principali avvenimenti del giorno di cronaca e attualità

All’Arena di Verona torna l’appuntamento con Carlo Conti, Vanessa Incontrada e i più grandi protagonisti dello scenario musicale, in onda in diretta venerdì 18 e sabato 19 settembre in prima serata su Rai 1

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HO IMPARATO A DIRE NO. MA C’È VOLUTA UNA GUERRA Vita, opere e libertà di Giovannino Guareschi nel libro di Marco Ferrazzoli edito da Rai Libri 32

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MASSIMO GILETTI

RAI C’E’, L’OFFERTA RADIO

NON MUOIO NEANCHE SE MI AMMAZZANO

Il RadiocorriereTv incontra il popolare che ritorna con la terza stagione de “Lo stato delle cose” lunedì 14 settembre in prima serata su Rai 3

La nuova stagione di un ecosistema audio composto da 12 emittenti radiofoniche, tra generaliste e specializzate, e dalla piattaforma digitale RaiPlay Sound

Allo scrittore Giovannino Guareschi è dedicato il film Tv con Giuseppe Zeno diretto da Andrea Porporati, in onda su Rai 1 domenica 20 settembre in prima serata

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RADIOCORRIERETV SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997 Numero 32 - anno 95 14 settembre 2026

DIRETTORE RESPONSABILE FABRIZIO CASINELLI Redazione - Rai Via Alessandro Severo, 246 00145 ROMA Tel. 0633178213

RadiocorriereTv

www.radiocorrieretv.rai.it www.ufficiostampa.rai.it

RadiocorriereTv

radiocorrieretv

CARLO LUCARELLI Lo scrittore conduce “Misteri Dimenticati – Blu notte”. Da sabato 19 settembre in prima serata su Rai 3 34

Collaborano Laura Costantini Cinzia Geromino Tiziana Iannarelli Vanessa Penelope Somalvico


PREMIO MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO 2026

THE ECHO CHAMBER

Sabato 19 settembre in seconda serata su Rai 1, dal Teatro Argentina di Roma, la serata finale. Conduce Serena Autieri

Nelle sale con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon per la regia di Andrea Pallaoro. Una coproduzione Rai Cinema distribuita da 01 Distribution

DONNE IN PRIMA LINEA Il Maresciallo Maria Russo Responsabile della Squadra Cinofili del Gruppo Guardia di Finanza di Linate racconta la sua esperienza con la Guardia di Finanza

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FOMO – FEAR OF MISSING OUT L’ultimo anno di scuola di un gruppo di studenti di un liceo nel cuore di Roma. L’amicizia, l’amore, i riti di passaggio che conducono alla vita adulta. Dal 17 settembre su RaiPlay

NASCE IL CANALE YOUTUBE DI RAI CINEMA Dai cortometraggi ai festival, dalle serie originali ai video podcast. La presentazione al Festival del Cinema di Venezia

STORIE DIETRO LE STORIE Quel che si cela dietro una storia letteraria 56

RAGAZZI Le novità di Rai Yoyo e Rai Gulp 64

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LE CLASSIFICHE DI RADIO MONITOR

SCHOOLVISION UNA SFIDA TRA I BANCHI Il song contest delle scuole superiori italiane è disponibile sulla piattaforma Rai

Tutto il meglio della musica nazionale e internazionale nelle classifiche di AirPlay

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BASTA UN PLAY La Rai si racconta in digitale 46

CULTURA

MUSICA

CINEMA IN TV

L'arte, la musica, la storia, la danza, il teatro, i libri, la bellezza raccontati dai canali Rai

Gino Paoli, l’ultima canzone dedicata a Ornella Vanoni. Uscita prevista il 23 settembre

Una selezione dei film in programma sulle reti Rai

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TUTTI I PROGRAMMI SONO DISPONIBILI SU


MASSIMO GILETTI

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IL CORAGGIO DEL RACCONTO Da lunedì 14 settembre in prima serata su Rai 3 torna, per la terza stagione, “Lo stato delle cose”. «Ci ritroviamo con la stessa passione nell’andare a cercare storie e verità che devono essere raccontate» dice il popolare giornalista al RadiocorriereTv

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l lunedì sera per capire, insieme ai tuoi ospiti e ai protagonisti della politica e dell’attualità, quale sia lo stato delle cose. Se dovessi scattare al volo una fotografia, cosa vedresti? Ho sempre amato l’arcobaleno perché mi dà un senso di speranza, ma mi sembra, purtroppo, che il sistema sia al tramonto. È evidente che stiamo perdendo i valori con i quali la mia generazione è cresciuta, il rispetto degli altri, un peso specifico alla parola morale, il concetto di solidarietà. Quella che viviamo è una società sempre più chiusa, arida, egoista. Vedo dunque un tramonto, non più l’arcobaleno. Oggi faccio fatica.

nia-Anhalt ha votato l’estremismo. Si tratta di un land abbastanza piccolo, forse a Berlino non andrà così, ma bisogna capire il perché. Quel che è certo è che la politica di potere non dà più risposte alla popolazione, che da un lato non va più a votare e dall’altro vota gli estremi, tutto ciò che non è potere. E questo è un rischio enorme per la democrazia. È evidente che le nostre democrazie sono malate. Se non ci si rende conto che il male è dovuto all’incapacità di dare risposte concrete a quello che sta succedendo, la gente sceglierà l’estremismo. Non perché è nazista o fascista, ma perché non crede più al potere e vota chiunque sia contro il potere. Cosa provi di fronte al ricordo della Prima Repubblica? Quei politici erano dei giganti, ma sono anche quelli che hanno creato il nostro debito miliardario. Quel buco nero oggi lo abbiamo sul groppone e le giovani generazioni non sanno se potranno avere la pensione. Da un lato vedo quei decenni come tempi straordinari, ma è da lì che è nato il fallimento che siamo oggi. Perché anche lì non si è data risposta.

Se osservi questo scatto scendendo nel dettaglio cosa

Che cosa ti affascina, e anche che cosa ti fa paura, dei

emerge? Sono solito andare al di là delle verità apparenti. Mi sono sempre definito un eretico, uno che cerca la verità, che va oltre l’immagine che la fotografia ci pone. Io già la metto a fuoco la fotografia della nostra società, ed è proprio questo a preoccuparmi, a partire dall’odio continuo che si scatena anche nei comportamenti delle persone, qualcosa che mi sembra difficile da frenare. Ho paura che siamo di fronte a un punto di non ritorno che riguarda tutto il sistema.

tempi moderni, di questa tecnologia che sta forse già det-

Anche alla luce dei recenti risultati elettorali tedeschi, cosa sta succedendo in Europa? La domanda che ci dobbiamo porre è perché in Germania quasi il 50 per cento della popolazione della Sasso-

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tando regole alla nostra vita? Mi fa capire come la fantasia dei fumettisti o dei romanzieri di fine Ottocento e inizi Novecento fosse perfetta. Quella che era solo un’utopia, un’illusione, una follia, oggi è reale. E quando una follia diventa reale mi fa paura. Che la macchina prenda il sopravvento sull’uomo non è un pericolo così lontano. Il problema è che l’intelligenza artificiale sostituirà l’uomo, il lavoro avrà dei buchi neri enormi. Si creeranno certamente molti problemi ma il mondo non lo puoi fermare. La scienza e l’evoluzione sono sempre andate avanti. Forse questa volta è l’uomo a essere a rischio. Quello che mi preoccupa è che il vero potere sia nelle mani di cinque o sei uomini multimiliardari che determinano la politica. 5


Una politica che risponde sempre di più a pochi… Tutti i grandi nomi del potere economico erano in prima fila all’elezione di Donald Trump, c’erano anche i suoi nemici, perché sanno che gli affari si fanno con il potere. Ma sono loro poi che determinano gli investimenti dopo avere sostenuto campagne elettorali che hanno costi sempre più esorbitanti. È chi paga che diventa uomo di potere. La politica rischia di diventare il burattino di burattinai potenti economicamente. Cosa chiederesti a Trump e a Putin se li avessi di fronte a te nel tuo studio? Di sedersi con Xi Jinping e di trovare sul serio una nuova Jalta, prima che sia troppo tardi e che il mondo sfugga di mano a qualche ayatollah di turno, nel senso laico del termine, che sono ovunque, a destra e a sinistra. Come è il tuo essere giornalista oggi? È sapere di dover rischiare per poter raccontare determinati fatti. C’è una bellissima canzone di Fabrizio De Andrè e Massimo Bubola intitolata “Una storia sbagliata” che dice “È una storia da dimenticare, è una storia da non raccontare…”. Bene, 6

per me quella è la storia da raccontare, con il coraggio che si ha quando sai che rischi nell’affrontare determinate cose. Il contenuto di quella canzone mi rappresenta molto. Raccontare è il mio modo di vivere questo lavoro. Una missione che condividi con la tua squadra… Ci ritroviamo con la stessa passione nell’andare a cercare storie e verità che devono essere raccontate. È la passione a rendere forte e credibile il programma, che non è ideologico. Ho sempre lottato per non diventare strumento di qualcosa o di qualcuno, per un’indipendenza e un’onestà intellettuale nel racconto. Questa è la mia qualità vera. Che cosa ti senti di dire ai telespettatori che ti seguono da tanto tempo… A loro dico grazie, perché mi hanno tenuto vivo nei momenti in cui le tempeste che ho attraversato sembrava prendessero il sopravvento nella mia vita. Avere avuto milioni di persone che sono sempre state con me è stato determinante, mi ha permesso di continuare a raccontare. 

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In libreria

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SALVO SOTTILE

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Uno sguardo oltre «Il racconto dei protagonisti, la Procura e la cronaca in

sul cellulare di una notizia e poi magari sei attirato da quella

tempo reale mi aiutano a immaginare un programma

successiva e lasci perdere una serie di approfondimenti. In “Ore

che vive in diretta, ma che poi guarda anche un po’ più avanti» afferma il conduttore, dal lunedì al venerdì alla guida di “Ore 14”. A partire dal 24 settembre ritorna in prima serata “Ore 14 Sera”, il giovedì alle 21.20

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ome ti sei sentito nel prendere le redini di “Ore 14”? È stata, ovviamente, una grande emozione, perché comunque è un programma importante della Rai, un marchio storico. È stato un po’ come tornare indietro nel tempo, perché ho già condotto in passato programmi di cronaca, ma tornare in Rai, avere questo incarico e avere sulle spalle il peso di “Ore 14” è una bella responsabilità. Non c’è solo il programma delle due, ma anche quello della sera, che partirà dal 24 settembre. Hai detto più volte che “dove succedono cose, c’è il giornalista di razza”. Come volete esserci, tu e la tua squadra? Che tipo di luogo volete costruire quando succedono le cose? Io sto cercando soprattutto di fare un programma in cui non si urla. Non voglio il pollaio, voglio che ci sia rispetto delle opinioni altrui e che gli esperti possano confrontarsi tutti quanti con tranquillità. Ho voluto dare una cifra di garbo e di pacatezza a questa nuova edizione, cercando di portare non solo facce riconoscibili dal pubblico o autorevoli, ma soprattutto persone che abbiano la possibilità di offrire un contenuto in più a una storia che si racconta.

14”, invece, tutte le storie che esaminiamo vengono sezionate e soprattutto approfondite, ma sempre con un occhio alle vittime e con grandissimo garbo. Dopo tanti anni di cronaca, e soprattutto di cronaca nera, che cosa ti ha insegnato il racconto delle storie? Che cosa racconta davvero un Paese attraverso i suoi casi di cronaca? Il racconto della cronaca è anche un pezzo del Paese, perché il Paese è un po’ lo specchio di quello che succede. Se ci sono storie di giovani che magari usano la violenza, forse questo ci racconta molto delle loro storie, delle loro famiglie, anche del loro uso del cellulare, della loro mancanza di rispetto verso l’altro sesso, della mancata educazione sessuale. Noi ovviamente raccontiamo delle storie, ma raccontiamo anche degli spaccati sociali del Paese, magari che non vengono approfonditi da quel punto di vista. Perché ogni storia ti racconta qualcosa. C’è una prima lettura, che magari è quella di un giallo da risolvere, ma c’è anche una seconda lettura che parla delle famiglie, degli amici di queste persone, del loro contesto, del loro vissuto. E questo è importante per capire il Paese in cui viviamo. Cosa cambia tra “Ore 14” e l’appuntamento della sera? Cambia moltissimo. Innanzitutto “Ore 14” è un orario di mezzo, l’ora di pranzo, in cui hai tutto quello che è successo la sera prima, quello che è successo la mattina e poi tutto quello che magari potrebbe succedere nel pomeriggio. La mia impostazione è quella di stare sui fatti nel momento in cui succedono e, nello stesso tempo, avere la voglia di raccontare una cronaca in

La società, e con lei anche la televisione, è sempre più veloce

tempo reale, che evolve. Molte delle storie che raccontiamo, in-

e polarizzata. Tu sei sul campo: quanto è difficile mantenere

fatti, poi si evolvono anche nel primo pomeriggio. Magari c’è un

l’equilibrio tra i fatti e le opinioni? Il tema è sempre quello… spesso c’è la tendenza a presentare le opinioni senza conoscere i fatti. Io invece vorrei ribaltare questo principio, vorrei che la gente conoscesse i fatti e poi, magari, si facesse un’opinione, si facesse un pensiero autonomo. Oggi viviamo in un mondo molto veloce, dove i social divorano tutto. Non c’è più il momento dell’approfondimento, magari anche solo per cercare di capire una cosa. C’è la velocità con cui fruisci

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interrogatorio particolare, magari c’è l’assunzione di un piccolo giallo. Oggi, per esempio, abbiamo dato la notizia del piccolo Domenico Caliendo (il bambino di due anni e mezzo di Napoli deceduto il 21 febbraio 2026 all’ospedale Monaldi). Il bambino è morto e abbiamo scoperto oggi di essere stato “ucciso”, perché nessuno ha pensato di dargli un cuore artificiale. Ecco, tutte queste cose, attraverso il racconto dei protagonisti, la Procura e la cronaca in tempo reale, mi aiutano a immaginare un pro9


gramma che vive in diretta, ma che poi guarda anche un po’ più avanti.

immagini di quando arrivai e trovai quella devastazione, come se fosse Beirut.

Hai alle spalle una carriera molto lunga, ancora in costruzione.

Esiste uno stile “Sottile”? Non so se sono un modello, ma ciascuno ha il proprio stile di racconto. Io penso che ognuno di noi, quando si approccia a questo mestiere, abbia il suo mondo, il suo modo di parlare al pubblico, il suo modo di essere e di approcciarsi alle cose. Non so se esiste uno stile Sottile, però so che ho cercato sempre di essere, nel bene e nel male, riconoscibile. A chi mi ascolta è chiaro il mio modo di raccontare le cose.

Hai iniziato presto e hai fatto esperienze molto diverse. Quanto del Salvo degli inizi c’è ancora nel professionista di oggi? Tantissimo. Oggi conduco un programma, ma sono rimasto il giornalista che andava in giro da ragazzino a cercare notizie. La curiosità è quella che avevo quando, a 19 anni, ho cominciato a fare questo mestiere. Io credo che ogni telespettatore si affezioni alla voglia di capire le cose, alla curiosità di sapere, un particolare che magari può essere rivelatore di qualcosa. La cronaca, a volte, la guardi perché ti senti migliore della persona di cui stai parlando oppure perché è come se osservassi un temporale da dietro una finestra: hai la voglia di guardare, ma sentendoti nello stesso tempo al sicuro. La stessa cosa succede a me nel momento in cui mi avvicino a un caso, cerco sempre di essere distaccato, di non entrare troppo dentro, di guardarlo in maniera asettica, perché cerco di raccontarlo nel migliore dei modi ai telespettatori. Ci sono storie che ti sono rimaste addosso? Sono tante, sicuramente. Le più drammatiche sono ancora quelle della morte di Falcone, degli agenti di scorta, e di Borsellino e dei suoi agenti di scorta. Avevo 19 anni, ero veramente un ragazzino. Quello fu un pezzo di storia che ancora oggi è un giallo irrisolto: non sappiamo ancora chi siano i mandanti e tutti gli esecutori materiali. Quella storia l’ho vissuta sulla mia pelle, nel senso che io sono palermitano e sono andato lì a raccontare questa cosa. Mi rivedo ancora nella mente le 10

Guardando al domani, senti il desiderio di esplorare territori professionali completamente lontani da te? Io sono una persona curiosa, quindi tutto ciò che è lontano da me mi attrae. Oggi sto facendo questo perché mi diverte farlo e perché è il mio mestiere e cerco di farlo al meglio. Domani, ovviamente, questa professione avrà mille sfumature. Alcune le ho già battute nel corso degli anni, cercando di fare cose un po’ più leggere e altre no. Però mai dire mai. E pensi che queste sfumature, questo modo personale di raccontare, riusciranno a sopravvivere all’intelligenza artificiale? Questo è un problema. L’intelligenza artificiale adesso noi la conosciamo forse per un millesimo di quello che potrebbe diventare. Chissà se domani avremo un’intelligenza artificiale che non avrà più bisogno di conduttori televisivi che abbiano uno stile, ma sarà l’utente a scegliere lo stile del conduttore, piuttosto che il modo in cui parla o il modo in cui gesticola. È ovvio che l’intelligenza artificiale sia una grande opportunità, però poi la differenza passa per l’uomo.

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Palinsesti Rai R il futuro è g 12

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Radio 2026-2027, già in onda

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Dodici emittenti e una piattaforma digitale per un’offerta che integra informazione, cultura, musica, intrattenimento, mobilità e territorio. Alla presentazione della nuova stagione Rai Radio conferma la propria missione di servizio pubblico e guarda alle nuove abitudini di ascolto attraverso DAB, visual radio, podcast,

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contenuti on demand e RaiPlay Sound

a radio continua a vivere nella forza irripetibile della diretta, ma si lascia raggiungere anche dopo la messa in onda; accompagna chi viaggia in automobile, entra nelle case attraverso la visual radio, diventa podcast, clip e contenuto social, per poi tornare a essere ascoltata, senza vincoli di orario, su RaiPlay Sound. È questa la cornice nella quale, negli studi Rai di via Asiago a Roma, è stata presentata l’offerta radiofonica per la stagione 2026/2027. Un ecosistema composto da dodici emittenti, generaliste e specializzate, e da

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una piattaforma digitale che riunisce dirette, produzioni originali, audiolibri, contenuti d’archivio e playlist musicali. Non una semplice successione di titoli e orari, dunque, ma un progetto editoriale che prova a tenere insieme continuità e trasformazione. Al centro restano i valori del servizio pubblico. Autorevolezza, pluralismo, inclusione, accessibilità, partecipazione e vicinanza ai cittadini, tradotti nei linguaggi e nelle modalità di fruizione di un pubblico che si muove ormai con naturalezza tra FM, DAB, applicazioni, televisione connessa, social media e ascolto on demand. L’obiettivo è raggiungere le persone ovunque si trovino, senza chiedere loro di rinunciare alle nuove abitudini e senza perdere la cura editoriale e la responsabilità che caratterizzano l’offerta Rai. La radio lineare rimane il luogo della contemporaneità, della compagnia e dell’immediatezza; il digitale ne amplia la durata, moltiplica gli accessi e permette a ogni contenuto di incontrare pubblici differenti. La crescita dell’ascolto digitale indica con chiarezza la direzione. Secondo la Digital Audio Survey 2025 di Ipsos, il 41 per cento degli italiani tra i 16 e i 60 anni ha ascoltato almeno un podcast nell’ul-

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timo mese, pari a circa 12,8 milioni di persone, contro il 39 per cento dell’anno precedente. Un aumento che conferma come il podcast non rappresenti più un’estensione marginale della radio, ma una componente strutturale dello scenario audio e uno strumento particolarmente efficace per intercettare le fasce più giovani e rispondere alle nuove modalità di consumo. Per Rai Radio questo significa ampliare la produzione originale, sperimentare linguaggi e percorsi narrativi, rafforzare il dialogo con gli ascoltatori e valorizzare un patrimonio editoriale e sonoro senza eguali. Significa anche superare la tradizionale contrapposizione tra diretta e contenuti on demand: non due mondi separati, ma due dimensioni complementari di una stessa offerta. Nel suo intervento, l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi ha rivolto un ringraziamento alle donne e agli uomini della radio pubblica, sottolineando la capacità del mezzo di attraversare la storia e raccontare la contemporaneità: “Con la radio continuiamo ad attraversare la storia del nostro tempo e la sua contemporaneità, dentro un racconto nel quale oggi la parola e il suono si uniscono alle immagini e a nuovi modelli di linguaggio e di fruizione. In questi anni Rai Radio si è impegnata in un grande lavoro di innovazione tecnologica, quasi unico in Europa. Pensiamo, ad esempio, alla straordinaria estensione del DAB o all’innovazione della visual radio”. Un cambiamento che non cancella la natura originaria della radio, ma la rafforza. Il mezzo conserva immediatezza, prossimità, autorevolezza e capacità di stabilire un rapporto personale con chi ascolta, distribuendo però la propria creatività su più canali e aprendosi a pubblici, formati e occasioni di fruizione differenti. A ricondurre le diverse proposte a una visione comune è stato il direttore di Rai Radio Marco Caputo. La forza della radio pubblica risiede proprio nell’ampiezza e nell’articolazione della sua offerta. Informazione, sport, cultura, musica, intrattenimento, mobilità e pubblica utilità convivono all’interno di un sistema capace di rispondere a interessi differenti e a consumi sempre meno lineari: “Rai Radio conferma la propria vocazione di servizio pubblico e proprio per questo guarda al futuro con una strategia che coniuga innovazione, qualità editoriale e vicinanza ai cittadini. In un contesto mediatico in continua trasformazione, l’obiettivo è rafforzare la capacità della radio pubblica di raggiungere gli ascoltatori ovunque si trovino, integrando, con la forza e le specificità di un’offerta di servizio pubblico, le più tradizionali forme di consumo con le opportunità offerte dal digitale, dai social media, dalle piattaforme streaming e dai nuovi modelli di fruizione dei contenuti”. L’ascoltatore può seguire una diretta, recuperare successivamente un contenuto, scoprire un podcast attraverso un social e continuare la propria esperienza su RaiPlay Sound. Non esiste più un unico ingresso, ma deve rimanere riconoscibile un’unica qualità editoriale. La strategia punta quindi a integrare la radio tradizionale con il digitale, le piattaforme streaming e i social media, facendo evolvere un linguaggio che per sua natura è già veloce, diretto e immediato. Parallelamente procede

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la trasformazione tecnologica, necessaria per costruire un sistema moderno, accessibile e connesso e per rendere disponibili contenuti di qualità in ogni momento e su ogni dispositivo. La tecnologia, tuttavia, non viene considerata un fine, ma uno strumento che apre nuove possibilità creative e moltiplica le occasioni di servizio. Centrale è anche la presenza sul territorio. Il servizio pubblico non può limitarsi a descrivere il Paese da lontano: deve viverne le esperienze, incontrare le comunità e presidiare gli eventi musicali, sportivi e culturali più importanti. Le attività sul campo, le collaborazioni con le istituzioni e il dialogo con il Terzo Settore diventano così parte integrante del progetto editoriale. La stessa attenzione riguarda la sostenibilità, assunta come responsabilità quotidiana e tradotta in iniziative, partnership e contenuti capaci di produrre valore collettivo. “La sfida dei prossimi anni sarà quella di costruire una radio sempre più aperta, un unico grande spazio di condivisione a disposizione di tutti, partecipato e accessibile, e di saper trasformare l’innovazione in una nuova opportunità di servizio pubblico. Il futuro non passa attraverso la sostituzione della radio tradizionale con quella digitale. È l’incontro tra la forza insostituibile della diretta e tutte le nuove possibilità offerte dalla tecnologia. È una radio che non smette di essere radio, non perde la propria identità, ma la sviluppa e la rafforza, moltiplicando le occasioni per farsi ascoltare”, ha concluso Caputo.

RADIO1: Informazione trasversale Nel nuovo disegno editoriale ogni rete conserva una propria identità, ma partecipa alla costruzione di un progetto comune. Radio1 mantiene al centro informazione e approfondimento, seguendo l’attualità nazionale e internazionale attraverso un presidio capillare che accompagna l’intera giornata. Nei giorni feriali vengono proposte ventiquattro edizioni nazionali del giornale radio, una ogni ora, alle quali si aggiungono i notiziari regionali, l’informazione politica e istituzionale e il racconto sportivo, con una presenza diretta nei principali eventi. Per Nicola Rao, direttore di Rai Radio1, la linea della nuova stagione è rinnovarsi senza snaturarsi. “L’idea che abbiamo cominciato ad approfondire fin dall’insediamento della nuova direzione è quella di ampliare la nostra base di riferimento, abbassando l’età media e rivolgendoci anche a un pubblico più giovane, che tradizionalmente non ci ascolta. Abbiamo intrapreso due strade parallele: differenziare l’offerta e potenziare la sinergia tra i contenuti di Radio1 e i nostri profili social”. L’età media degli ascoltatori della rete, nella precedente rilevazione, si attestava sui 63 anni. Da qui la scelta di ampliare i territori del racconto, senza ridurre lo spazio riservato alla missione informativa. Accanto alla cronaca, alla politica, all’economia e agli esteri, l’offerta si apre maggiormente al Made in Italy, all’alfabetizzazione digitale, all’intelligenza artificiale, al benessere fisico e psico-

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logico, alla famiglia, alla scuola, alle dipendenze giovanili, alla musica, alla cultura, al cibo, alla moda, all’ambiente, agli animali, alla storia, alla geopolitica e al crime. È una proposta più articolata e trasversale, costruita per ampliare la base di ascolto e rafforzare il rapporto con generazioni differenti. In questa prospettiva assumono un ruolo strategico anche i social media, non come semplice vetrina promozionale, ma come ambienti nei quali intercettare nuovi pubblici, sviluppare linguaggi più immediati e prolungare la relazione oltre la messa in onda.

RADIO2: Intrattenimento consapevole Per Radio2, musica e intrattenimento restano strumenti attraverso i quali costruire comunità, superare le distanze e generare dialogo. In un tempo attraversato da guerre, tensioni e profonde trasformazioni sociali, la radio può diffondere messaggi di pace e convivenza civile mantenendo la propria capacità di sorridere, sorprendere e coinvolgere. “Radio2 è una radio di intrattenimento e vuole continuare a esserlo. Vogliamo far sorridere, divertire e sorprendere, ma intrattenere non significa distrarre dalla realtà. Una grande radio di servizio pubblico deve saper fare entrambe le cose: intrattenere e far riflettere, essere leggera senza essere superficiale”, ha affermato il direttore Giovanni Alibrandi. La nuova stagione consolida la dimensione musicale, il racconto dell’attualità, la comicità, l’interazione con il pubblico e la presenza di ospiti dal mondo dello spettacolo, della cultura e della società. Particolare attenzione viene riservata alle fasce quotidiane di maggiore mobilità, con l’obiettivo di accompagnare il pubblico attraverso un linguaggio contemporaneo e riconoscibile. I dati della stagione precedente hanno registrato una crescita di circa 330 mila ascoltatori in una delle fasce pomeridiane maggiormente strategiche. Un risultato dal quale ripartire per consolidare il rapporto con il pubblico e rafforzare un modello nel quale la musica non è un semplice sottofondo, ma una componente editoriale e narrativa. La rete conferma anche la propria attenzione al Paese reale, all’associazionismo, all’ambiente, ai diritti civili e alle persone che provano concretamente a cambiare le cose. Lo studio radiofonico si apre alle piazze, agli eventi e agli incontri con gli ascoltatori, mentre social, community digitali, podcast e visual radio prolungano la relazione e trasformano la programmazione in un’esperienza distribuita su più ambienti.

RADIO3: Tempo ritrovato Radio3 continua invece a difendere il tempo della cultura, del pensiero e dell’ascolto. “Respira, sei su Radio3” è la frase scelta dalla direttrice Simona Sala per riassumere l’identità della rete. “I nostri ascoltatori ci dicono che Radio3 restituisce loro il tem16

po che non hanno. Nel mondo sempre più frenetico dei social, ascoltando Radio3 può arrivare quella sinfonia che spunta in mezzo al traffico, quella poesia che non ti aspetti, ma anche quell’attenzione e quel ragionamento capaci, almeno per un momento, di spegnere il rumore delle notifiche incessanti. Questa per noi è una grande vittoria”. Attualità, cultura e musica restano i tre pilastri della proposta. Informazione internazionale, divulgazione scientifica, libri, cinema, teatro, filosofia, storia, religioni, arti e grandi repertori musicali compongono un’offerta che rivendica il valore del tempo lungo, dell’approfondimento e della complessità resa accessibile. Una delle novità più significative riguarda la disponibilità immediata su RaiPlay Sound delle rassegne stampa italiana, internazionale e culturale. “È un modo per andare incontro a ciò che ci chiedono gli ascoltatori. Radio3 ha alcuni dei contenuti più scaricati da RaiPlay Sound e dalle piattaforme: sono contenuti che restano e che vengono fruiti anche da persone molto più giovani”. È un passaggio che dimostra come l’identità culturale della rete possa trovare nuova forza nell’ascolto digitale. La durata dei contenuti oltre la diretta permette infatti di raggiungere pubblici più giovani rispetto a quelli della tradizionale fruizione lineare e di costruire nel tempo una biblioteca sonora accessibile e consultabile. L’attenzione agli under 35 entra anche nella produzione e nella scelta delle voci, mentre resta centrale la presenza nei luoghi della cultura, nei festival, nelle università, nei conservatori e nelle grandi istituzioni musicali. La radio esce così dagli studi, incontra la propria comunità e costruisce occasioni di partecipazione nelle quali il servizio pubblico diventa presenza viva.

ISORADIO: Viaggio continuo “Dalla cultura al viaggio, una delle esperienze più belle della nostra vita”. È partita da qui Alessandra Ferraro per raccontare la nuova stagione di Rai Isoradio, definita dalla direttrice “la radio on the road del servizio pubblico”.“Noi viaggiamo sempre, ogni giorno, ventiquattro ore su ventiquattro, in diretta con i nostri ascoltatori. La novità del palinsesto di Rai Isoradio per quest’anno sarà innanzitutto rafforzare e rinnovare la propria missione di servizio pubblico. Accompagniamo ogni giorno milioni di cittadini lungo le strade italiane, nei loro spostamenti e nei loro viaggi, che talvolta sono viaggi di lavoro e di business, ma anche di piacere, divertimento e svago. Lo facciamo attraverso gli asset fondamentali della nostra offerta editoriale: l’informazione, il servizio, la musica e soprattutto il viaggio nel racconto del territorio”. Nella stagione 2026/2027 Isoradio rinnova anche la struttura della propria programmazione. “Quest’anno il nostro palinsesto cambia un po’ veste e un po’ forma. Isoradio punta su contenitori di flusso, perché Isoradio è una radio di flusso. Questi contenitori avranno la capacità di integrare insieme l’informazione di servizio, l’intrattenimento e la musica”. Una formula coerente con la natura della rete, nella

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quale gli aggiornamenti su traffico, viabilità, sicurezza e mobilità accompagnano senza interruzioni il racconto della giornata. I programmisti multimediali continuano a garantire notizie e informazioni utili in tutte le fasce orarie, mettendo al centro la valorizzazione delle professionalità interne. Isoradio consolida le collaborazioni con Polizia di Stato, Anas, Protezione Civile e Autostrade per l’Italia e sviluppa nuove sinergie con Guardia di Finanza e Arma dei Carabinieri. Sicurezza stradale, legalità, pubblica utilità e prossimità ai cittadini diventano parti di un presidio informativo ancora più articolato. La nuova convenzione con Autostrade per l’Italia rafforza ulteriormente la capacità di seguire la mobilità nazionale, insieme alla collaborazione strategica con Anas. Viabilità e infomobilità restano il cuore della missione, ma intorno a questo nucleo cresce il racconto dell’Italia, dei suoi paesaggi, dei grandi eventi e delle comunità. Il viaggio viene interpretato non soltanto come spostamento, ma come occasione di conoscenza. L’attenzione si estende alla mobilità sostenibile, alla transizione ecologica, all’autotrasporto, alla cultura, alla salute, agli animali, alla spiritualità, ai cammini e alle ciclovie. Il presidio del territorio si completa con la partecipazione ai principali appuntamenti nazionali e con progetti capaci di intrecciare radio, televisione, digitale e presenza sul campo. Isoradio resta così un punto di riferimento per chi viaggia e, nello stesso tempo, una radio che vive i territori, dialoga con le comunità e traduce la prossimità in un servizio concreto.

RADIO DIGITALI SPECIALIZZATE: Ascolto evoluto La trasformazione delle abitudini di ascolto è al centro anche della strategia delle Radio Digitali Specializzate e dei Podcast. Il direttore Gianfranco Zinzilli è partito proprio dal nuovo ruolo assunto dall’utente. “È cambiato il modo di fruire la radio. Prima era l’utente a adeguarsi al palinsesto, adesso l’utente sceglie il proprio contenuto e decide quando ascoltarlo. In macchina segue la radio in diretta, ma quando ha tempo scarica il suo contenuto e lo ascolta mentre va in bicicletta, fa attività fisica o cammina. Attraverso l’app RaiPlay Sound, inoltre, la nostra offerta arriva in tutto il mondo”. La sfida non è contrapporre lineare e on demand, radio e podcast, tradizione e innovazione, ma costruire un unico ecosistema audio Rai. Le cinque radio digitali hanno identità differenti e si rivolgono a comunità, passioni e generazioni precise. Dalla musica italiana alla tradizione partenopea, dalla memoria sonora custodita negli archivi ai contenuti per bambini e famiglie, fino all’offerta rivolta ai più giovani, i canali specializzati diventano laboratori di linguaggi e luoghi nei quali sperimentare nuove forme di produzione e conduzione. Un ruolo decisivo è affidato alle Teche Rai, il più grande archivio della storia della radio italiana. Non soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa editoriale da ri-

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portare nel presente, capace di raccontare l’evoluzione del Paese, dei suoi linguaggi, della musica, della cultura e della società. Accanto alle emittenti specializzate si sviluppa il grande spazio dei Podcast Originali Rai. Il podcast consente di approfondire i temi, conservare la memoria, costruire narrazioni articolate e raggiungere l’ascoltatore nel momento da lui scelto. Le nuove produzioni attraversano cronaca, letteratura, scienza, geopolitica, tecnologia, storia, sport e trasformazioni sociali, coinvolgendo le reti radiofoniche e le diverse testate dell’azienda. La linea indicata da Zinzilli è “audio first” e multipiattaforma nella distribuzione e nella promozione. Un contenuto nato per la radio può continuare on demand; un podcast può trovare nuovo pubblico attraverso la programmazione lineare; entrambi possono essere raccontati sui social, generare comunità e vivere sul territorio. Il compito del servizio pubblico non è semplicemente produrre di più, ma scegliere e curare meglio: garantire qualità e autorevolezza, raccontare il Paese, dare spazio alle nuove generazioni, valorizzare gli archivi e sperimentare.

RAI PUBBLICITA’: Storia e innovazione La presentazione ha offerto l’occasione per ripercorrere i cento anni di Rai Pubblicità. “Quest’anno abbiamo una ricorrenza molto speciale, perché compiamo cento anni. Rai Pubblicità, un tempo SIPRA, Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima, nasce nel 1926 proprio dalla radio. Siamo la più longeva concessionaria radiotelevisiva di pubblicità in Europa. Studiare la storia della SIPRA e di Rai Pubblicità significa studiare la storia del mercato pubblicitario italiano”. La radio rappresentò il punto di partenza di un percorso che avrebbe successivamente attraversato la stampa, il cinema e la televisione, accompagnando l’evoluzione dei linguaggi, dei consumi e della società. Tra le tappe più significative, Carosello occupa un posto particolare. Dal 1957 seppe unire racconto e comunicazione commerciale. “Carosello non era soltanto un prodotto pubblicitario, ma il primo esempio di branded content nella storia. Questo mondo è nato dalla Rai e noi oggi operiamo nelle diverse dimensioni del mercato per offrire il televisivo, il digitale e quel total audio di cui parliamo”. Quella storia non rimane chiusa negli archivi, ma diventa la base dalla quale affrontare un mercato nel quale audio lineare, podcast e contenuti digitali possono essere proposti in modo integrato. Il concetto centrale è quello del total audio: valorizzare insieme la forza delle reti, le possibilità offerte dal digitale, l’ascolto on demand e la relazione costruita con le differenti comunità. In un panorama sempre più frammentato, Rai Pubblicità può offrire agli investitori un sistema ampio e riconoscibile, sostenuto dall’autorevolezza del servizio pubblico e dalla capacità di accompagnare l’ascoltatore nei diversi momenti della giornata, mettendo in relazione copertura, qualità editoriale e innovazione.

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La Radio C’è…

“Con la radio continuiamo ad attraversare la storia del nostro tempo e a raccontarne la contemporaneità, in un contesto nel quale parola e suono si uniscono alle immagini e a nuovi modelli di linguaggio e fruizione. Rai Radio ha realizzato un grande lavoro di innovazione tecnologica, quasi unico in Europa, dall’estensione del DAB allo sviluppo della visual radio.” GIAMPAOLO ROSSI – AMMINISTRATORE DELEGATO RAI

“Quest’anno celebriamo una ricorrenza molto speciale: i cento anni di Rai Pubblicità, nata nel 1926 come SIPRA proprio dalla radio. Ripercorrerne la storia significa attraversare l’evoluzione del mercato pubblicitario italiano, dalla radio alla televisione e al digitale. Oggi quella esperienza ci permette di proporre agli investitori un’offerta integrata, capace di valorizzare tutte le dimensioni del total audio.” LUCA POGGI – AMMINISTRATORE DELEGATO RAI PUBBLICITÀ

“Rai Radio conferma la propria vocazione di servizio pubblico e guarda al futuro con una strategia che coniuga innovazione, qualità editoriale e vicinanza ai cittadini. L’obiettivo è raggiungere gli ascoltatori ovunque si trovino, integrando la forza della radio tradizionale con le opportunità offerte dal digitale, dai social media, dalle piattaforme streaming e dai nuovi modelli di fruizione.” MARCO CAPUTO – DIRETTORE RAI RADIO

“Radio1 vuole ampliare la propria base di riferimento, rivolgendosi anche a un pubblico più giovane senza rinunciare alla sua identità. Informazione e approfondimento restano il cuore della rete, ma accanto alla missione storica vogliamo proporre un’offerta più ampia e differenziata, rafforzando nello stesso tempo la relazione e la sinergia tra i contenuti radiofonici e i nostri profili social.” NICOLA RAO – DIRETTORE RAI RADIO1

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… ed è bellissima “Radio2 è una radio di intrattenimento e vuole continuare a esserlo. Vogliamo far sorridere, divertire e sorprendere, ma intrattenere non significa distrarre dalla realtà. Una grande radio di servizio pubblico deve saper fare entrambe le cose: essere leggera senza essere superficiale, utilizzare la musica per creare comunità e raccontare il Paese incontrando le persone anche fuori dagli studi.” GIOVANNI ALIBRANDI – DIRETTORE RAI RADIO2

“Radio3 vuole restituire agli ascoltatori il tempo che spesso non hanno più. Nel rumore continuo delle notifiche, la nostra radio offre attenzione, ragionamento, cultura e musica, lasciando spazio anche alla poesia e alla bellezza inattesa. Vogliamo rafforzare il rapporto tra ascolto lineare e digitale, rendendo i contenuti disponibili più a lungo e accessibili anche a un pubblico più giovane.” SIMONA SALA – DIRETTRICE RAI RADIO3

“Rai Isoradio rafforza e rinnova la propria missione di radio on the road del servizio pubblico. Accompagniamo ogni giorno milioni di cittadini nei loro spostamenti e nei loro viaggi, attraverso informazione, servizio, musica e racconto del territorio. Il palinsesto cambia forma e punta su contenitori di flusso capaci di integrare informazione di servizio, intrattenimento e musica.” ALESSANDRA FERRARO – DIRETTRICE RAI ISORADIO

OCORRIERE

“È cambiato il modo di fruire la radio: prima era l’utente ad adeguarsi al palinsesto, oggi sceglie il contenuto e decide quando ascoltarlo. La diretta continua ad accompagnarlo in automobile, mentre podcast e contenuti digitali lo seguono durante il resto della giornata. La nostra linea è costruire un ecosistema audio integrato, valorizzando radio specializzate, produzioni originali, archivi e nuovi linguaggi.” GIANFRANCO ZINZILLI – DIRETTORE RADIO DIGITALI SPECIALIZZATE E PODCAST

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Nuovi programmi, conduzioni rinnovate, podcast originali e titoli che hanno fatto la storia della radiofonia italiana. Da Radio1 a Radio2, da Radio3 a Isoradio, fino ai canali digitali e a RaiPlay Sound, la stagione 2026/2027 coniuga identità,

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sperimentazione e servizio pubblico

nnovare senza disperdere il patrimonio costruito nel tempo, aprire le porte a nuovi linguaggi e nuovi pubblici senza perdere il rapporto con gli ascoltatori più fedeli. È lungo questa linea che si sviluppano i palinsesti Rai Radio 2026/2027. Una stagione nella quale le novità dialogano con i grandi ritorni e con le trasmissioni che hanno segnato la storia della radiofonia italiana, all’interno di un ecosistema sempre più integrato tra diretta, podcast, visual radio, piattaforme digitali, social media ed eventi sul territorio. Radio1 riparte dalla propria missione fondamentale: informare, approfondire e seguire in tempo reale ciò che accade in

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Una stagion grandi ritor

Italia e nel mondo. Il GR1 continua a scandire la giornata con ventiquattro edizioni nazionali nei giorni feriali, una ogni ora, alle quali si aggiungono i notiziari regionali, l’informazione politica e istituzionale di GR Parlamento e il presidio sportivo di Radio1 Sport. Tra le grandi conferme figurano “Radio anch’io”, “Zapping”, “Un giorno da pecora”, “Il pomeriggio di Radio1”, “Tutto il calcio minuto per minuto” e gli ampi contenitori dedicati allo sport del fine settimana. Una struttura consolidata alla quale si affianca una proposta più ampia, pensata per allargare la base degli ascoltatori e avvicinare progressivamente anche le generazioni più giovani. Le novità attraversano argomenti e linguaggi differenti. “Best seller” apre uno spazio dedicato ai libri e al mondo dell’editoria, mentre “Confessioni”, condotto da Vittoriana Abate, propone incontri nei quali personalità della cultura, dello sport, delle istituzioni, dell’arte, della ricerca, dello spettacolo, del giornalismo e della moda ripercorrono il proprio cammino umano e professionale. “Il giorno e la notte” affida a Emanuela Ronzitti e Fabio Ferrari due sguardi diversi sullo stesso ospite. La prima parte dell’incontro si concentra sui successi e sui momenti luminosi, la seconda affronta i

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ne tra novità, rni e conferme

passaggi più complessi, le rinunce e il prezzo della notorietà. “Impronte”, con Claudia Conte, esplora invece il profondo legame tra esseri umani e animali, attraverso storie di adozione, pet therapy, tutela della biodiversità, soccorso, volontariato e responsabilità. Con “La scelta”, Francesca Capannolo e Luigi Crespi ricostruiscono l’evoluzione della comunicazione politica italiana dalle elezioni del 1948 a oggi, ricorrendo a interviste, tribune politiche, comizi, slogan, simboli e materiali d’archivio. “Le stagioni del gusto”, condotto da Annalisa Cavaleri, racconta la cucina italiana come espressione dell’identità culturale nazionale, intrecciando territori, eccellenze agroalimentari, biodiversità, sostenibilità, tradizioni e lotta agli sprechi. Il versante della cronaca si arricchisce con “L’ultima traccia”, nel quale Lucrezia Scardini, la criminologa Anna Vagli e lo psichiatra Corrado De Rosa ricostruiscono scomparse, delitti senza corpo e cold case partendo dall’ultimo segno lasciato dalla vittima. “Parola chiave”, con Michela Mancini e Alessandro Forlani, sceglie ogni settimana un termine o un suono attraverso cui leggere il presente, unendo libri, musica, podcast e materiali del Giornale Radio. “Oltre la linea”, con Carla Frogheri e Gregory Alegi,

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approfondisce i principali scenari geopolitici attraverso analisi, collegamenti e reportage, mentre “Tutti in sala” segue le novità di cinema, teatro, musica, arte e letteratura. Tra gli sviluppi della stagione c’è anche la trasformazione di “Pillole di Eta Beta” in un appuntamento quotidiano di alfabetizzazione digitale, costruito come un vocabolario accessibile per comprendere tecnologie e innovazioni. “Non solo parole. Noemi racconta la musica italiana” attraversa invece artisti, tendenze e trasformazioni del panorama musicale, con uno sguardo rivolto anche ai nuovi linguaggi social. Il rinnovamento di Radio1 passa così da una maggiore varietà tematica e da una relazione più stretta tra programmazione, RaiPlay Sound, Instagram e TikTok, senza ridurre lo spazio riservato all’informazione e all’approfondimento. Radio2 mette ancora con maggiore decisione la musica al centro del proprio progetto editoriale, considerandola non un semplice sottofondo, ma uno strumento di dialogo, partecipazione e costruzione di comunità. Restano punti di riferimento “Il Ruggito del Coniglio”, con Marco Presta e Antonello Dose, “Radio2 Social Club”, con Luca Barbarossa ed Ema Stokholma, 21


“Stai Serena”, con Serena Bortone, Diletta Parlangeli e Massimo Cervelli, “Radio2 Music Room”, “Generazione Radio2”, “Al centro della musica” e la programmazione notturna de “I Lunatici”. Conferme che mantengono riconoscibile l’identità della rete, costruita intorno all’incontro tra musica, comicità, attualità e partecipazione del pubblico. Tra i ritorni più significativi c’è quello di Elenoire Casalegno con “Casa Radio2”, uno spazio di conversazione, curiosità e incontri pensato come una porta aperta agli ascoltatori. Torna ai microfoni della rete anche Andrea Delogu con “Red Carpet Radio2”, il nuovo drive time pomeridiano realizzato insieme a Mario Benedetto, Pippo Lorusso e all’inviato Michel Dessì. Un contenitore dinamico che raccoglie storie, opinioni e punti di vista dei protagonisti della società e degli stessi ascoltatori. La nuova proposta arriva in una fascia che, nella precedente stagione, aveva registrato una crescita di circa 330 mila ascoltatori. Dopo trent’anni, “Caterpillar” inaugura una nuova fase con Filippo Solibello e Cinzia Bancone, mantenendo l’attenzione sul Paese reale, sull’ambiente, sull’associazionismo, sui diritti civili e sulle persone che provano concretamente a cambiare le cose. Al programma si lega “The Ring”, un esperimento sociale ispirato alla teoria dei gradi di separazione. Un telefono capace soltanto di ricevere passerà da una persona all’altra, mentre la radio ne seguirà il percorso per raccontare la trama delle relazioni umane. Nella nuova stagione tornano anche Lillo e Greg con “610”, affiancati dalla 22

new entry Ema Stokholma. “Radio2 Al verde”, con Luca e Daniela Sardella, porta gli ascoltatori alla scoperta dell’ecologia, dei paesaggi e della botanica italiana, mentre “Radio2 Come noi”, con Micol Ronchi ed Edoardo Righini, accompagna il fine settimana attraverso musica, rubriche, curiosità e interazione. La notte del weekend si arricchisce con “Le Lunatiche”, spazio di compagnia, testimonianze, interviste e telefonate condotto da Barbara Venditti, Jodie Alivernini e Savino Zaba. Un pubblico spesso poco considerato dalla programmazione tradizionale trova così un luogo di ascolto e partecipazione. Anche “Musical Box” rinnova la propria formula diventando un’esperienza da vedere oltre che da ascoltare, grazie alla regia video, alle immagini dei dischi, delle copertine e dei videoclip diffuse sulla visual radio e su RaiPlay. Radio3 resta la rete dell’attualità, della cultura e della musica, ma amplia la propria capacità di incontrare il pubblico attraverso il digitale. Le grandi conferme sono “Prima Pagina”, “Radio3 Mondo”, “Radio3 Scienza”, “Tutta la città ne parla”, “Fahrenheit”, “Ad alta voce”, “Hollywood Party”, “Radio3 Suite”, “Battiti”, “Lezioni di musica” e l’ampia offerta teatrale e concertistica. Trasmissioni che custodiscono l’identità della rete e continuano a produrre contenuti pensati per durare oltre il momento della diretta. La prima grande novità è “Sancho”, condotto da Sara Zambotti, che racconta la società civile e le buone pratiche dei territori, dalle comunità energetiche alle palestre sociali, fino ai patti digitali

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tra scuole e famiglie. “Figli di carta”, con Bruno Luverà, entra invece nelle biblioteche domestiche disperse e nei libri salvati, ricostruendo la memoria culturale delle famiglie italiane attraverso documenti, lettere, materiali editoriali e storie individuali. Con “Nessuno escluso”, Ilaria Sotis affronta la Costituzione articolo per articolo. Il progetto ricostruisce la genesi della Carta, le parole scelte dall’Assemblea costituente e la concreta applicazione dei principi costituzionali nella società contemporanea, attraverso il contributo di esperti, ragazze e ragazzi. Il percorso proseguirà fino al 1° gennaio 2028, ottantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione, e resterà consultabile su RaiPlay Sound. Tra i cambiamenti più significativi c’è la disponibilità immediata online delle tre rassegne stampa italiana, internazionale e culturale. “Wikiradio” si sposta nel fine settimana con due appuntamenti più ampi, mentre dal lunedì al venerdì continua in forma breve utilizzando il patrimonio delle puntate precedenti. “File Urbani” trova una nuova collocazione domenicale e “Sophia. Libera enciclopedia di Radio3” torna con una seconda stagione diventando anche video podcast su RaiPlay e RaiPlay Sound. La presenza delle nuove generazioni viene rafforzata attraverso produzioni realizzate da e con gli under 35, mentre proseguono le collaborazioni con università, conservatori, Treccani e le principali istituzioni musicali e culturali. A fine ottobre torna inoltre a Matera la Festa di Radio3, uno

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dei momenti nei quali la comunità degli ascoltatori incontra direttamente le voci e i protagonisti della rete. Isoradio rinnova innanzitutto il proprio modello editoriale. La “radio on the road” del servizio pubblico sceglie grandi contenitori di flusso capaci di integrare informazione sulla mobilità, notizie, musica e intrattenimento. Viabilità e infomobilità restano il cuore della missione, garantita ventiquattro ore su ventiquattro dai programmisti multimediali e dalle collaborazioni con i principali soggetti istituzionali impegnati sulle strade italiane. La nuova stagione rafforza le sinergie con Polizia di Stato, Anas, Protezione Civile e Autostrade per l’Italia e introduce nuove collaborazioni con Guardia di Finanza e Arma dei Carabinieri. Particolarmente rilevante è la nuova convenzione con Autostrade per l’Italia, che amplia il presidio sulla mobilità nazionale, sulla sicurezza stradale, sulla legalità e sulla pubblica utilità. Nel daytime tornano alcune delle voci più riconoscibili della rete. Elisabetta Ferracini conduce “In viaggio con Elisabetta”, Gianmaurizio Foderaro torna a “Da casello a casello” e viene affiancato da Sabina Stilo nella fascia dedicata a incontri e approfondimenti. Chiara Giallonardo conferma l’appuntamento con la sostenibilità e la transizione ecologica, Paolo Barilari continua a raccontare il mondo dell’autotrasporto e “Pop&Go!” presidia il tardo pomeriggio con musica, attualità e territorio. Tra le novità più significative c’è “Back Home”, affidato a Silvia Salemi e Gianfranco Valenti, pensato per accompagna23


re il rientro a casa con musica, interviste, infotainment e messaggi audio degli ascoltatori. “Telesuono con Myriam”, ideato e condotto da Myriam Fecchi, unisce musica e tecnologia, mentre “Aggiungi un posto in macchina”, con Stefano Bini, attraversa l’Italia dei piccoli Comuni per raccontarne tradizioni culinarie, culturali e paesaggistiche. La stagione si arricchisce inoltre del contributo di Susanna Lemma, Gigi Marzullo e Maria Cristina Zoppa. Tra le grandi riconferme ci sono gli spazi dedicati agli animali, alla salute, alla cultura, alla spiritualità, ai cammini e alle ciclovie. Tornano anche “Camminando l’Italia con Isoradio” e “Pedalando l’Italia con Isoradio”, entrambi condotti da Tiziana Iannarelli: due viaggi nell’Italia a piedi e in bicicletta che raccontano itinerari, territori e soprattutto le storie di chi sceglie di partire. Le Radio Digitali Specializzate rafforzano la loro funzione di laboratorio, scuola e primo palcoscenico per nuovi artisti, autori e conduttori. Rai Radio Tutta Italiana presenta “Primo Palco”, indicato come la grande novità della stagione: un talent radiofonico condotto da Julian Borghesan che apre gli studi Rai a cantanti e gruppi emergenti, offrendo esibizioni, interviste e una cassa di risonanza sui social. La rete dedicata alla musica italiana propone inoltre “Disco Rai”, con Maria Cristina Zoppa, “La voce del cinema – Coming Sound”, “Mattina Tutta Italiana”, con Chiara Caccioppoli e Giovanni D’Adda, la versione del fine settimana con Marco Di Buono ed Elena Scisci e “Tra le 2 e…”, con Giulia Teri, dedicato alla musica d’autore e alle storie racchiuse nelle canzoni. Rai Radio Live Napoli rafforza il racconto della città attraverso la scena urban ed emergente, l’archivio della canzone 24

napoletana, gli eventi, le voci dei napoletani nel mondo e le realtà musicali alternative. Nell’offerta trovano spazio “Around Naples”, “Cartoline da Napoli”, “Diretta Napoli Live”, “La sveglia di Napoli”, “Napoli senza confini”, “Napoli Underground”, “Notturno Napoletano” e “Note Azzurrissime”, dedicato alla passione calcistica partenopea. Rai Radio Techete’ valorizza il patrimonio sonoro dell’azienda con un nuovo ciclo di “Archimede”, dedicato alle grandi menti della scienza e dell’innovazione, e con “Emozioni”, venti puntate sulle sensibilità umane osservate attraverso il pensiero filosofico. Due cicli speciali di “Fiction alla radio” riportano all’ascolto gli sceneggiati tratti dalle opere di Robert Louis Stevenson e Vasco Pratolini, arricchiti da interventi di studiosi e docenti. “Dentro l’evento”, “Medium”, “Note a margine” e “Radio Techete’ racconta…” utilizzano archivi, testimonianze, dischi e registrazioni per attraversare cultura, spiritualità, musica, calcio, arte e fotografia. La memoria non viene trattata come un repertorio immobile, ma come una materia viva da rileggere con i linguaggi del presente. Rai Radio Kids conferma la propria vocazione a educare divertendo. Storia, mitologia, curiosità, giochi, fiabe, letteratura per l’infanzia, musica e informazione di servizio vengono proposti con particolare attenzione all’ambiente, alla diversità e all’inclusione. Tornano “Big Bang”, “Buonanotte con Radio Kids”, “Fiabe dal mondo”, “Il buongiorno di Radio Kids”, “I libri di Radio Kids”, “Kids Magazine”, “Le piccole storie di Radio Kids” e “Pigiama Party”. Le avventure di Krud, l’alieno deciso a distruggere il pianeta ma destinato ogni volta a fallire, affrontano con ironia la sostenibilità e la tutela dell’ambiente.

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No Name Radio continua a sperimentare linguaggi rivolti alle generazioni più giovani. “Arte e mestieri”, realizzato con l’Università Roma Tre e condotto da Nicole Rossi, affronta il rapporto con il mondo del lavoro. “Babes”, con Federica Zacchia e Nicole Rossi, torna con la terza stagione anche in formato vodcast. Tra le proposte figurano “Cinehuahua”, con Federico Lai, dedicato a cinema e musica, e “Zero a Zero Live”, con Angelo Terrecciano e Michele Gioia, che sperimenta nuovi modi di raccontare il calcio. Torna inoltre “Wunderkammer”, con Giada Arena, tra musica, cultura e attualità. A completare il mosaico c’è RaiPlay Sound, la casa digitale nella quale radio e podcast si incontrano. La piattaforma offre oltre duemila titoli e circa cinquecento podcast originali, ai quali si aggiunge un ricco catalogo di audiolibri. Le nuove produzioni attraversano la memoria e l’attualità, la cronaca e la cultura, la scienza, la musica, lo sport e l’intrattenimento. “Italia: le ferite e il coraggio”, di Luciano Violante, ripercorre alcuni passaggi emblematici della storia italiana del Novecento; “Secondo Ascolto” entra nei significati nascosti delle canzoni più amate; “Grazie al caso” racconta gli incontri e le coincidenze capaci di cambiare una vita; “Prima del rumore” guarda alla cronaca nera partendo dalle persone e dai contesti nei quali maturano i delitti. “L’Ombra della Luce” unisce crime drama, mistero e celebri casi italiani di avvistamenti UFO, mentre “Burnout” affronta il rapporto sempre più complesso con il lavoro. La memoria recente è al centro di “Sangue Nostro”, dedicato alla strage mafiosa di Pizzolungo del 1985, e di “Una cattedra per Enrico Fermi”, realizzato con il CREF. Tornano con nuove stagioni “La grande famiglia”, dedicato agli italiani e agli italoa-

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mericani nel mondo, “Padroni del mondo”, sul potere digitale e sulla geopolitica, e “Sophia. Libera enciclopedia di Radio3”. Tra le nuove produzioni figurano inoltre “Lupo”, “La maledizione di Ighina”, “Nella loro mente”, “Insonnia”, “Le ceneri di Pirandello”, “Africa. Un viaggio” e “India-IA – Il più grande laboratorio del futuro”. Radio3 propone “Israele, anno zero”, “Il ritorno. Afghanistan, cinque anni dopo”, “Ferrari 1947-2027 – 80 anni di un mito italiano” e “Maria Callas: lo stile divino”. La TGR arricchisce l’offerta con “La Mantide” e “A canestro”, mentre RaiNews24 torna con le nuove stagioni dei propri podcast dedicati ai testimoni dell’attualità, al riepilogo delle notizie e agli incontri con scrittori, intellettuali e scienziati.

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BYD MUSIC AWARDS

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I campioni della musica All’Arena di Verona torna l’appuntamento con Carlo

«Tornare all’Arena di Verona per i BYD Music Awards è sempre una

Conti, Vanessa Incontrada e i più grandi protagonisti

grande gioia, soprattutto al fianco di Vanessa, con la quale condi-

dello scenario musicale, in onda in diretta venerdì 18 e sabato 19 settembre in prima serata su Rai 1

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al 2007 i Music Awards celebrano i protagonisti della musica italiana attraverso riconoscimenti assegnati sulla base delle certificazioni FIMI/NIQ e SIAE, riferimento del successo nel mercato musicale. Alla conduzione, in diretta dall’Arena di Verona, Carlo Conti e Vanessa Incontrada, coppia che accompagna lo show dal 2012. In vent’anni i BYD Music Awards hanno accolto oltre 600 artisti e consegnato più di 1.000 premi. Un format unico che premia risultati concreti: ogni edizione assegna riconoscimenti agli album certificati Oro, Platino e Multiplatino FIMI/NIQ, ai singoli Platino e Multiplatino e ai tour che hanno superato le 100.000, 200.000 e 300.000 presenze certificate da SIAE. Sono anche previsti Premi Speciali. Un percorso che ha accompagnato l’evoluzione dell’industria musicale, ampliando negli anni le diverse categorie e valorizzando, oltre alla discografia, anche il mondo dei live e riconoscimenti alla carriera. BYD affianca la ventesima edizione della manifestazione in qualità di naming partner, dando vita ai “BYD Music Awards”. La partnership interpreta il valore di “Build Your Dreams”, celebrando gli artisti che hanno trasformato talento, passione e determinazione in successi capaci di coinvolgere milioni di persone. “BYD Music Awards” è prodotto da FriendsTv per Rai – Direzione Intrattenimento Prime Time. Rai Radio 2 e Radio Italia Solomusicaitaliana sono le radio ufficiali dei BYD Music Awards.

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vido da tanti anni questa bellissima avventura» dice «Questa sarà un’edizione davvero speciale, perché festeggeremo vent’anni di musica, successi e grandi emozioni. Sul palco ritroveremo gli artisti che hanno fatto cantare milioni di persone e tanti protagonisti dell’ultimo Festival di Sanremo. I BYD Music Awards 2026 sono prima di tutto una festa: una festa per la musica italiana, per chi la crea e per il pubblico che continua a seguirci con tanto affetto. Saranno due serate ricche di canzoni, incontri e sorprese, nella cornice unica dell’Arena di Verona. Non vediamo l’ora di accendere le luci e dare il via allo spettacolo». Carlo Conti «I Music Awards sono una tradizione che si rinnova ogni anno che ci rende sempre molto felici. La musica fa parte di noi e iniziare la stagione celebrandola, soprattutto attraverso i premi che vengono assegnati agli artisti per i loro successi, per i dischi d’oro, di platino e multiplatino, e per i live è sempre una grande emozione. È bellissimo vedere tanti artisti venire da noi e, soprattutto, sapere che ancora oggi così tante persone hanno voglia di condividere con noi, all’Arena di Verona, la musica e i loro artisti preferiti. Vedere il pubblico emozionarsi, cantare insieme a noi e ballare è una sensazione davvero speciale. Con Carlo, poi, c’è ormai un rapporto consolidato. Siamo prima di tutto amici, oltre che colleghi, e quando ci ritroviamo è come se riprendessimo un meccanismo che conosciamo molto bene». Vanessa Incontrada

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PRIMA TV

NON MUOIO NEANCHE SE MI AMMAZZANO

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Allo scrittore Giovannino Guareschi, creatore di personaggi memorabili come Don Camillo e Peppone, è dedicato il film Tv con Giuseppe Zeno diretto da Andrea Porporati, in onda su Rai 1 domenica 20 settembre

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l film, primo sulla vita del celebre scrittore emiliano, prodotta da Anele in collaborazione con Rai Fiction e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna con la regia di Andrea Porporati, vede protagonista Giuseppe Zeno nel ruolo di Giovannino Guareschi, figura cardine della cultura e della letteratura italiana e tra i più venduti nel mondo con oltre 20 milioni di copie in 142 lingue. Il film racconta gli alti e bassi della vita dello scrittore, che ha saputo catturare la realtà che lo circondava dando vita, in pagine piene di disegni e parole, a personaggi memorabili, tra cui i famosissimi Don Camillo e Peppone, e che, per lo spiccato atteggiamento ironico e irriverente, si è spesso scontrato con le istituzioni e non solo. Uomo volitivo, coerente, libero, poco incline al compromesso, Giovannino Guareschi si rifiutò di combattere con i nazisti e nella Repubblica Sociale, venendo per questo deportato in un campo di prigionia tedesco. Fu avversario irriducibile del comunismo e della dittatura sovie-

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tica, ma anche critico con il consumismo capitalista americano, restando sempre fedele ai suoi ideali. “Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano” porta al grande pubblico anche il lato più intimo dell’uomo, legato a valori genuini e semplici. Nella sua vita due costanti: l’amore per la moglie Ennia – interpretata da Benedetta Cimatti – e per i figli Alberto e Carlotta, e quello per la sua terra natìa, la Bassa Padana, che Guareschi trasformerà nel fortunato Mondo Piccolo, il suo capolavoro. “Quando mi è stato proposto di realizzare un film su Giovannino Guareschi ho esitato – afferma il regista Andrea Porporati – GG è stato moltissime cose nella sua vita, scrittore, giornalista, sceneggiatore, disegnatore. È uno degli autori italiani più letti al mondo e i film tratti dai suoi libri sono ancora parte dell’immaginario di due o tre generazioni. Come trovare una chiave per raccontare, nel tempo limitato di un film, una vita ed una persona così complessa? Alla fine, ho scelto, insieme a Marco Ferrazzoli, che ringrazio per avermi supportato con la sua conoscenza profonda del mondo di GG e con la sua passione, di cercare di usare lo stesso immaginario guareschiano come guida. Di farci accompagnare nella narrazione del loro creatore dai suoi due personaggi più famosi, Don Camillo e Peppone, che, come diceva GG, erano due parti della sua anima”. Un mi29


crocosmo rassicurante nel quale si sono rispecchiati gli italiani, divisi da contrapposizioni politiche e ideologiche, e il cui straordinario successo editoriale condusse Guareschi all’avventurosa trasposizione cinematografica di Don Camillo e Peppone, che si rivelò un indiscutibile trionfo in Italia e nel mondo. Sono proprio i territori della Bassa a fare da sfondo alle riprese del film, interamente girato in Emilia-Romagna toccando numerosi Comuni e località – Bagnolo in Piano, Brescello, Castelfranco Emilia, Colorno, Coltaro, Guastalla, Luzzara, Mezzano Rondani, Novellara, Polesine Zibello, Poviglio, Reggio Emilia, Sissa Trecasali e Sorbolo Mezzani – per restituire, attraverso i luoghi reali che hanno ispirato l’autore, parte del suo spirito e del carattere identitario dei piccoli paesini lungo il fiume Po, rappresentativi del senso di italianità di quel periodo. Nel cast anche Andrea Roncato nei panni del padre Primo Augusto Guareschi, Maurizio Donadoni nel ruolo di Angelo Rizzoli e Salvatore Striano a interpretare il produttore cinematografico Peppino Amato. Scritto da Andrea Porporati con la collaborazione di Marco Ferrazzoli, da un soggetto di Andrea Porporati, Gloria Giorgianni, Simone Ortolani, Emiliano Procucci e Roberto Vecchi, il film si avvale della consulenza in esclusiva di Alberto Guareschi – figlio di Giovannino – ed è liberamente ispirato al libro “Chi sogna nuovi gerani?”, autobiografia a cura degli stessi figli Alberto e Carlotta, edita da Rizzoli.

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LA STORIA 1945. Giovannino Guareschi, dopo una prigionia vissuta nei lager tedeschi, fa ritorno a casa, nella bassa emiliana. Ha una buona ragione per farlo: a casa, oltre alla sua amata moglie Ennia, lo aspettano i figli Albertino e Carlotta. È proprio qui che Guareschi sente l’esigenza di fare nuovamente ciò che gli riesce meglio: catturare, con il suo sguardo di uomo libero, la realtà che lo circonda. E lo fa dando vita, nelle sue pagine piene di disegni e parole, al fortunato Mondo Piccolo e a personaggi entrati nella storia della cultura italiana come Don Camillo e Peppone, incarnazione perfetta dell’ironia e della profondità del loro autore. Il racconto segue il concepimento e l’evoluzione editoriale del suo capolavoro fino alla celebre trasposizione cinematografica, ma anche il percorso umano e personale di Guareschi, un uomo mosso dalla passione politica, che non si è mai sottratto allo scontro leale, fino ad affrontare a schiena dritta la reclusione nel carcere di Parma per diffamazione a mezzo stampa di Alcide De Gasperi. Un racconto capace di trascinare il pubblico in una storia fuori dal comune, tra guerra, mondo editoriale, carcere, campi di concentramento, cinema, ricchezza, povertà e soprattutto umanità. 

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OCORRIERE

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IN LIBRERIA

HO IMPARATO A DIRE NO. MA C’È VOLUTA UNA GUERRA Vita, opere e libertà di Giovannino Guareschi nel lvolume di Marco Ferrazzoli. Da Rai Libri nelle librerie e negli store digitali dal 16 settembre

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iovannino Guareschi è una figura unica del panorama culturale e politico del nostro Paese. Umorista implacabile, dalla satira corrosiva e dalla matita affilata, subì la condanna per vilipendio del presidente della Repubblica per una vignetta pubblicata sul suo settimanale Candido. Cattolico, ma ferocemente critico verso la Democrazia Cristiana e tutta la partitocrazia, monarchico e fiero anticomunista, uomo di destra con i baffoni simili a Stalin. Questo saggio intende riscoprirne il volto autentico, restituendogli la dignità di intellettuale di primo piano del Novecento. Marco Ferrazzoli ripercorre la biografia di un uomo che ha avuto coscienza e coerenza morale quali uniche guide, che ha rifiutato tutti i conformismi preferendo pensare e scrivere controcorrente. Pagando il prezzo di una libertà senza compromessi con la prigionia nei lager nazisti (insieme con altri 650.000 internati militari italiani), poi in carcere, infine con la chiusura di Candido. In contemporanea con l’uscita del biopic Rai Non muoio neanche se mi ammazzano, questo volume approfondisce i nodi storici, letterari e umani che hanno reso Guareschi uno degli italiani più letti e

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tradotti nel mondo ma non altrettanto compreso e studiato. Dal ruolo chiave nelle fondamentali elezioni del 1948 fino alla creazione del Mondo piccolo e dei suoi immortali protagonisti don Camillo e Peppone, patrimonio della nostra memoria collettiva, anche grazie ai film che hanno ispirato. Rai Libri presenta “Ho imparato a dire no (ma c’è voluta una guerra). Vita, opere e libertà di Giovannino Guareschi” di Marco Ferrazzoli, nelle librerie e negli store digitali dal 16 settembre. Marco Ferrazzoli, giornalista professionista, è dirigente tecnologo del CNR, del quale è tornato a dirigere l’ufficio stampa dopo un comando presso la Presidenza del Consiglio. Docente di Divulgazione della conoscenza e Giornalismo scientifico all’Università di Roma Tor Vergata, insegna, tra l’altro, Comunicazione scientifica ai Master COSE dell’Università di Parma e di Treccani, dove è coordinatore. È autore di numerosi articoli e saggi, tra cui Pandemia e infodemia, Il Superdisabile, Parola di scienziato. È uno dei principali studiosi di Giovannino Guareschi, cui ha dedicato i libri L’eretico della risata e Non solo Don Camillo, la mostra “6865” e il progetto “G2G”. Ha collaborato con il regista Andrea Porporati alla sceneggiatura ed è consulente del primo film sulla vita di Guareschi, Non muoio neanche se mi ammazzano (Rai Fiction/Anele, 2026).

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OCORRIERE

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CARLO LUCARELLI

VITTIME dimenticate 34

TV RADIO


“Ciò che raccontiamo non è un romanzo giallo” perché,

Esattamente. Io sono un romanziere e anche quello che faccio

come afferma lo scrittore, la realtà ha tempi diversi.

in televisione è sempre raccontare una storia, come farei con

Da sabato 19 settembre torna in prima serata su Rai 3 “Misteri dimenticati. Blu notte”, Sei puntate che affrontano “cold case” accaduti dalla fine degli anni Settanta fino agli anni Duemila

un libro. Perché il crimine, il crime, affascinano così tanto il pubblico? Ci sono diversi motivi. Il primo è che si tratta di “gialli”, nel senso che sono storie misteriose, avvincenti, che hanno il ritmo e l’attrattiva dei romanzi gialli e, proprio per questo, ci catturano. Se comincio a raccontare una storia, qualunque storia, abbasso

D

al 19 settembre ritorna in tv. Che stagione sarà? Speriamo molto interessante. Per noi si tratta di un ritorno, in cui ci è piaciuto sperimentare un modo diverso di raccontare le nostre storie, prendendo

spunto anche da tutto quello che avevamo già fatto in passato. Dal mio punto di vista, però, sentivo che mancava qualcosa e poi avevo molto altro materiale che mi sarebbe piaciuto continuare a raccontare. Mi ero dimenticato della fatica che si fa (ride), ma è stato un lavoro ben risolto, che spero sia appassionante anche per il pubblico, che possa creare emozioni rispetto alle storie e alle vittime. Se poi riuscissimo a suscitare l’interesse anche di qualcuno che ha voglia di ripetere le indagini, saremmo molto contenti. Una missione da servizio pubblico... Sì. Come si racconta un crimine attraverso la televisione? Esistono diverse possibilità, il nostro si basa sul porre l’attenzione su un personaggio in particolare, che non è tanto l’assassino, sul quale ci sarà, come sappiamo, un punto interrogativo. Per noi non è lui il centro della storia, lo è la vittima, il suo vissuto, il perché si sia ritrovata in quella situazione. Bisogna mettere in scena tutto quello che c’è a disposizione e farsi continuamente delle domande: “Come faccio a dire questo? Perché lo dico? Chi me l’ha detto? Su che basi?”. Può sembrare un atteggia-

la voce, rallento la narrazione e inevitabilmente scatta una domanda: «Adesso cosa succede?”. Molte volte, inoltre, sono storie popolate da “personaggi” che sembrano uscite da un giallo, ma non dobbiamo mai dimenticare che stiamo parlando di persone reali. Eppure, spesso, finiamo per guardarle come se fossero protagonisti di una storia: c’è la giovane donna uccisa, il presunto assassino misterioso... e così via. Nasce inevitabilmente il desiderio di sapere che cosa sia successo dopo. Al di là di questo, però, sono storie che ci fanno paura, e la paura non ci lascia mai indifferenti. Sono vicende realmente accadute, in luoghi reali, a persone che avrebbero potuto essere noi o qualcuno che conosciamo. Di fronte alla paura possiamo fare due cose: scappare, chiuderci, oppure andare a vedere. Ecco, noi siamo quelli che scelgono di andare a vedere. Il problema, secondo me, nasce quando i meccanismi del giallo prendono il sopravvento sulla storia e, soprattutto, sulle persone che quella storia racconta. Letteratura e vita… Ciò che raccontiamo non è un “romanzo giallo”, ha tempi diversi. In un libro io trovo un elemento a pagina 30, un altro a pagina 60 e a pagina 120 arriva la soluzione. Non possiamo trattare e raccontare la realtà in questo modo, come si farebbe in un crime, perché se cominciamo a pensare ai casi di cronaca in questo modo, finiamo per sbagliare. Per ottenere un DNA, per esempio, ci vuole molto tempo, anche un anno. Per non parlare della verità giudiziaria, che magari arriva dopo cinque anni.

mento esagerato, ma questo modo di procedere è sempre stato

Qual è il legame tra i casi che avete scelto di raccontare in

la nostra chiave di racconto. Se ho bisogno di sapere quante

questa nuova stagione?

coltellate ha ricevuto una ragazza, dove le ha ricevute, devo

Ne avevamo tanti a disposizione. Il primo criterio è stato sce-

guardare anche io l’autopsia, contare i buchi. Perché? Non certo

gliere casi che raccontassero le diverse declinazioni del giallo:

perché l’horror attiri di più, ma per capire la dinamica di ciò che

omicidi molto classici, quelli avvenuti in una stanza o comun-

è avvenuto. Non mi basta che qualcuno me la racconti, devo vederla, sentirla, comprendere esattamente se una persona si è difesa o no. E se si è difesa, immaginare che cosa può aver pensato. Solo dopo posso raccontarla con un coinvolgimento emotivo. Questo è, in realtà, un lavoro da scrittore, i giornalisti fanno un altro lavoro, giustamente, che io non saprei fare. Il mio è creare un coinvolgimento emotivo, partendo dalle emozioni che io ho sentito. È un po’ come un romanzo visivo?

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que in un ambito ristretto, ma anche storie di gangster, di noir, di spionaggio e di serial killer. All’inizio volevamo raccontare delle storie facendo in modo che stessero dentro il contenitore, cioè esplorare in ogni puntata un certo mondo di raccontare le storie di questo genere. Poi c’è un elemento che li accomuna tutti: sono cold case, cioè casi chiusi da un po’ di tempo, anche se magari sono ancora un po’ raccontati. Ma come dico spesso, noi non raccontiamo “Garlasco”, non per snobismo o perché lo raccontano tutti, ma semplicemente perché non è un caso dimenticato: è aperto, è cronaca. Quello lo raccontano i giornali35


sti, nei talk show e molti lo fanno benissimo. Noi ci concentriamo sulle vecchie storie, sui casi dimenticati, in un certo senso. Che cosa dicono di noi questi casi? Raccontano storie che potrebbero accadere a ciascuno di noi e che mettono in evidenza i meccanismi di quella metà oscura che, purtroppo, ci circonda ovunque: l’avidità, il senso di possesso, la “cattiveria”, la ferocia, la violenza. Sono cose che esistono da qualche parte e raccontano anche un certo modo di affrontarle. L’invito è quello di affrontare sempre tutte queste storie con serietà. Raccontiamo vicende avvenute anche negli anni Ottanta o Novanta, quando c’era una concezione diversa dell’indagine. Per esempio, prima sulla scena del delitto trovavi tutti, non era come adesso, le cose sono cambiate. L’invito, allora, è questo: bene, possiamo riprendere quelle storie e rivederle con gli occhi di oggi, per capire se c’è qualcosa che adesso possiamo dire. Lei ha posto l’attenzione sulla vittima. Non le è mai capitato, però, di essere particolarmente colpito dai meccanismi psico-

un libro: “Che cosa mi stai facendo provare?”. Si impara, ma la componente istintiva deve essere presenti. Quando le mie figlie erano piccole, le portavo a letto e, quando toccava a me, raccontavo loro una storia. Non era mai una mia storia, ci mancherebbe, erano bambine piccole, non volevo che crescessero come serial killer (ride), ma se anche era quella di un cagnolino che incontrava un gattino, a volte mi fermavano e mi dicevano: “Basta, babbo, perché ci fai paura?”. “Come paura?”, rispondevo. Mi chiedevano il perché, nel raccontare, facessi “quella voce”... Istintivamente, dicevo: “Un cane incontra un gattino, apre una porta… trova…” (Lucarelli racconta con voce profonda). Non è una cosa razionale, è un meccanismo emotivo. E alla fine ho capito che il mio punto di forza nel raccontare era proprio quello: riuscire a far avere paura. Lei è stato, tra l’altro, il primo a portare in Italia questo tipo di narrazione... Non sono stato io, non ho inventato nulla. Nel 1998, mi sembra, mi hanno chiamato dalla Rai. Il direttore Carlo Freccero mi

logici o dalle scelte di un assassino? Sì, tutte le volte. L’assassino non è la persona più importante, ma è una persona che ci interessa, ovviamente, e raccontiamo anche la sua storia. Penso a due casi di serial killer, o presunti tali, perché non sono mai stati indagati fino in fondo: una serie di ragazze uccise a Udine e una serie di ragazze uccise a Modena. Lì, ovviamente, hai a che fare con una mente che vorresti capire: perché succedono certe cose? Diventa importante anche perché si tratta di vittime dimenticate, quando sono state uccise c’era una sensibilità diversa. Forse una serie di prostitute che morivano in un certo posto veniva attribuita al fatto che, se sei una prostituta, prima o poi può capitarti. Ecco, questo ovviamente è sbagliato. In tutte le situazioni, alla fine, le domande che mi pongo sono sempre le stesse: Perché è successo? Qual è il movente? Va bene, volevi i soldi? Ma perché sei arrivato fino a quel punto? Perché hai esercitato la violenza in quel modo?

disse: “Vuoi venire a raccontare casi di cronaca come fossero

Come si diventa maestri del giallo? Quando questa passione è

in Emilia-Romagna, o per gli emiliano-romagnoli dovunque si

diventata una professione? Non sono un “maestro”, il giallo è riconosciuto da tutti, non è una cosa mia (ride). Da ragazzo sono diventato un lettore di gialli perché mia madre mi proponeva i romanzi che leggeva senza dirmi mai: “È un giallo”, “è un romanzo storico o d’amore”. Dopo un po’ mi sono accorto che mi piacevano di più i romanzi che avevano a che fare con qualcosa di misterioso all’inizio, non necessariamente un omicidio, ma qualcosa di inquietante, che mi facesse un po’ paura e, soprattutto, che non mi venisse raccontato subito. Questa è la chiave di questo genere: raccontare storie misteriose, ma non subito. Quel “non subito” è importante. Poi l’ho imparato e l’ho studiato. Alla fine, è diventato quasi un istinto: c’è un modo di fare le cose e, soprattutto, leggendo e osservando come le facevano gli altri, mi chiedevo: “Perché in questo momento ho paura al cinema?”. Oppure, leggendo

trovino, anche all’estero. Ogni tre mesi ci riuniamo, esaminiamo

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romanzi gialli?”. Ho provato. All’inizio ha funzionato, e così ho continuato. Avevo due modelli: “Telefono Giallo” (condotto da Corrado Augias e Donatella Raffai), in cui il pubblico poteva intervenire in diretta, “Totem” di Alessandro Baricco. In questo caso, uno scrittore arrivava in scena e cominciava: “C’è un uomo, attraversa la strada…”. Da questi modelli abbiamo sviluppato le nostre idee, fatto la nostra strada e tanti altri hanno realizzato percorsi paralleli. Adesso è un genere molto di moda. Lei, tra l’altro, è presidente della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reato. Come vive questo ruolo? È una cosa bellissima. Ho la fortuna di fare tante cose, mi piacciono tutte, ma questa è una delle più belle, perché mi dà proprio l’impressione di fare concretamente qualcosa di utile per gli altri. Per uno scrittore, molte volte, non è così automatico. Attraverso la Fondazione stanziamo fondi per le vittime dei reati

i casi proposti dai sindaci, che ci spiegano cosa sia successo, chi è la vittima, di quale aiuto hanno bisogno i parenti. Anche un piccolo contributo a una persona che in quel momento sta male è un po’ come quando perdi un caro e arriva un parente che ti dice: “Guarda, a questa cosa ci penso io”. È un sollievo, ti fa sentire meno solo. Ecco, noi siamo quelli che dicono: “Guardate, a quella cosa ci pensiamo noi”. Personalmente, questo ruolo mi aiuta a vedere e provare a capire cosa succede nel mondo. Non siamo un osservatorio privilegiato, però vedo, sento, e siccome l’80% dei casi di cui ci occupiamo, per i quali stanziamo i fondi, ha a che fare con la violenza sulle donne e la violenza sui minori, è un gran brutto mondo quello che vediamo. Che mondo si osserva, quindi, da questo “spioncino”?

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È un mondo curioso da questo punto di vista. Lo sappiamo ormai, per carità, però quel tipo di criminalità a cui ogni tanto ci sentiamo immuni non riguarda soltanto qualcun altro. Non è una cosa che succede ogni tanto, è un fenomeno molto più ampio. Noi ne vediamo tante e ce ne sono tante. Ci ricordiamo soprattutto il femminicidio: muoiono tante donne, una ogni tre-quattro giorni, uccise da uomini. Succede in tutta Italia, anche in Emilia-Romagna. Ma non è solo quello. Ci sono anche i casi che non vanno sui giornali: violenze, abusi, riduzione in schiavitù e così via. Tutto questo ci fa pensare che ci sia un buco da qualche parte nella testa del maschio, e parlo da rappresentante della categoria, quindi da essere umano di sesso maschile. C’è un buco nella nostra testa da qualche parte, anche in quelli come me, che per carità mai e poi mai farebbero certe cose, ma faccio parte di quella categoria. Evidentemente c’è qualcosa che, culturalmente, ci spinge a essere, se vogliamo,

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portatori sani di un virus che fa male alle donne. E delle donne non parliamo abbastanza. Qual è, allora, la sfida che le manca ancora? Ce ne sono tante. Io sono soprattutto uno scrittore di romanzi, quindi è lì che mi viene in mente la prima idea. Da quel punto di vista, vorrei riuscire ad andare ancora più a fondo. Ho raccontato sempre storie piuttosto pesanti, nell’ultimo libro (“Almeno tu”, Einaudi), ho provato a spingermi ancora più in profondità. L’obiettivo è scrivere libri capaci di disturbarmi abbastanza. La sfida è andare sempre più a fondo… … e anche andare avanti con questi programmi e scoprire sempre nuovi modi per perfezionare il nostro lavoro. Mi piacerebbe fare una seconda serie e dire: cominciamo a evolverci anche noi. 

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NOVITA’

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TV RADIO


OCORRIERE

L’elefante con Peter Gomez In onda da sabato 19 settembre alle 20.15 il nuovo programma di approfondimento di Rai 3

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’Elefante” di Peter Gomez nasce con l’ambizione di raccontare l’Italia e il mondo andando oltre la superficie delle notizie. Politica, cultura, spettacolo, società e costume si intrecciano in un racconto che cerca connessioni, punti di vista e chiavi di lettura capaci di restituire maggiore profondità all’attualità. Ogni puntata si aprirà con una grande intervista a un protagonista della cultura, dello spettacolo, della politica, dell’informazione o della società civile. Il racconto proseguirà poi con un talk in studio che riunirà ospiti provenienti da mondi diversi, chiamati a confrontarsi sui temi al centro della puntata. A chiudere la serata sarà una seconda intervista individuale, pensata come ulteriore occasione di approfondimento. “L’Elefante” prende spunto dai temi più rilevanti dell’attualità, ma li colloca in una dimensione narrativa più ampia. Le notizie vengono messe “in controtempo”: accostate a storie, personaggi, libri, film, luoghi ed eventi che offrono prospettive inattese e nuove chiavi di lettura. Un racconto che non segue soltanto l’agenda del giorno, ma si allarga alla cultura, al cinema, alla letteratura, allo spettacolo e alla vita del Paese. Ad accompagnare il giornalista in questo viaggio ci saranno volti particolarmente amati dal pubblico. Chiara Francini, con il suo sguardo ironico, brillante e pungente, attraverserà l’Italia alla ricerca di storie, personaggi e situazioni capaci di raccontare il paese da prospettive insolite e sorprendenti. In studio sarà presente anche Dario Vergassola, che con le sue celebri incursioni, il suo umorismo surreale e la capacità di cogliere gli aspetti più inattesi della realtà offrirà punti di vista originali e imprevedibili sui temi affrontati. Ogni puntata vedrà inoltre al fianco di Peter Gomez un diverso “compagno di viaggio”, chiamato a condividere il percorso narrativo della serata e ad arricchirlo con sensibilità, competenze e prospettive differenti. Nelle prime puntate questo ruolo sarà affidato a Giordano Bruno Guerri, storico e saggista tra i più autorevoli del panorama culturale italiano.

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PREMIO

Le Maschere del Teatro Italiano 2026 Sabato 19 settembre su Rai 1, dal Teatro Argentina di Roma, la serata finale. Conduce Serena Autieri

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arà il Teatro Argentina di Roma a ospitare la serata finale della ventitreesima edizione del Premio Le Maschere del Teatro Italiano, in onda su Rai 1 il 19 settembre, intorno alla mezzanotte. A condurre la serata, per la prima volta, sarà Serena Autieri, affiancata dal giovane attore Antonio Bannò. Il Premio Le Maschere del Teatro Italiano, ideato nel 2002 dal regista Luca De Fusco e dal giornalista e critico teatrale Maurizio Giammusso, recentemente scomparso, rappresenta uno degli appuntamenti più significativi per la scena teatrale italiana. Per il terzo anno consecutivo la manifestazione è promossa e organizzata dalla Fondazione Teatro di Roma, con il patrocinio dell’AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. Sono tredici le categorie finaliste, ciascuna composta da una terna di candidati selezionata da una giuria di qualità, formata da critici teatrali e direttori di teatro e presieduta da Gianni Letta. Particolarmente significativa la sfida

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di questa edizione, che riunisce alcune delle personalità e delle esperienze più rappresentative della scena contemporanea. Tra i protagonisti figurano Arturo Cirillo, con sette nomination raccolte dal suo spettacolo, gli allestimenti firmati da Gabriele Lavia e Carlo Sciaccaluga e le candidature legate all’Eduardo di Luca De Fusco. In gara anche due nomi di prestigio internazionale come Robert Carsen e Thomas Ostermeier, accanto alle nuove generazioni della scena, rappresentate tra gli altri da Leonardo Manzan e Rocco Placidi e da Francesca Astrei. Accanto alle tredici categorie, il Premio assegna anche tre riconoscimenti speciali. Il Premio Graziella Lonardi Buontempo, dedicato alla celebre mecenate e collezionista, protagonista dell’arte contemporanea italiana degli anni Settanta e Ottanta, sarà assegnato quest’anno a Daniele Cipriani, recentemente nominato direttore artistico del Festival di Spoleto. Il Premio Maurizio Scaparro, dedicato al grande regista e critico teatrale, sarà conferito ad Angeljn Preljocaj, tra i coreografi più importanti e innovativi della nouvelle danse francese. Il Premio alla carriera andrà infine al grande attore Massimo De Francovich. 

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OCORRIERE

In libreria

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ORIGINAL RAIPLAY

FOMO Fear Of Missing Out L’ultimo anno di scuola di un gruppo di studenti di un liceo nel cuore di Roma. L’amicizia, l’amore, i riti di passaggio che conducono alla vita adulta.

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Dal 17 settembre su RaiPlay

ultimo anno di scuola raccontato per quello che è davvero: intenso, veloce, emozionale, senza pause. Un mondo fatto di amicizie assolute, primi amori, drammi improvvisi, chat infinite e decisioni che cambiano tutto nel giro di una notte. E quella domanda che arriva, prima o poi, per tutti: chi saremo da grandi? Su RaiPlay, ogni giovedì dal 17 settembre, arriva “FOMO - Fear Of Missing Out”, la docu-serie che racconta in 12 episodi la vita di un gruppo di studenti del Liceo Vittoria Colonna di Roma dal primo giorno di scuola fino alla maturità. Interrogazioni, assemblee, notti fuori, amori complicati, amicizie che cambiano, confessioni intime e tutta l’energia di una generazione che vive online e offline senza più distinzione. Uno sguardo inedito su ciò che muove oggi i ragazzi: l’ansia — soprattutto l’ansia dell’esclusione, la Fear Of

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Missing Out del titolo — le paure e i desideri più profondi. La serie - con un linguaggio diretto, semplice e ironico - vuole essere un ritratto dell’adolescenza di oggi anche attraverso la musica. La scuola è lo spazio principale in cui si sviluppa il racconto dell’anno della maturità con i suoi appuntamenti simbolici: dai “diciottesimi” alle uscite, dalle feste all’Erasmus, dall’autogestione alle gite, fino ai cento giorni, al prom e alla maturità. Fuori dalla scuola, il racconto della vita reale, nelle case, nelle famiglie e nei rapporti più intimi, ma anche la dimensione digitale, fatta di chat, vocali, screen recording, storie e immagini prodotte direttamente dai ragazzi, che restituiscono il loro modo reale di comunicare, esporsi e raccontarsi. Ad arricchire il racconto, un inedito realizzato per la serie dalla cantautrice Ariete mentre la colonna sonora è prodotta dai Voga (Enrico Esposito e Lorenzo Biscione). “FOMO” unisce il realismo della docu-serie al ritmo e all’estetica del teen drama: camera a mano, luce naturale, schermi di smartphone, Stories, vocali, TikTok, gruppi WhatsApp diventano parte integrante della storia. “FOMO - Fear Of Missing Out” è un Original della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, scritto e diretto da Pietro Daviddi e David Gallerano.

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ORIGINAL RAIPLAY

SCHOOLVISION Una sfida tra i banchi Il song contest delle scuole superiori italiane è disponibile

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sulla piattaforma Rai

n vero e proprio song contest tra liceali in cui la gara non riguarda solo le performance individuali ma l’identità collettiva dell’intero istituto. Con uno Speciale - condotto da Julian Borghesan e Sabrina Marrano, con la partecipazione di Samara Tramontana, Will ed Eddie Brock - dal 10 settembre arriva su RaiPlay SchoolVision 2026, la più grande competizione musicale tra scuole superiori del Paese. A sfidarsi, per rappresentare la propria scuola diventando il simbolo di un’intera generazione di nuovi talenti, oltre novecento studenti di centoventi scuole superiori e tre città protagoniste: Torino, Milano e Genova. A sostenerli i docenti, le famiglie e le intere comunità scolastiche, insieme alla figura d’eccezione del motivatore Gian Luigi Sarzano. Ogni prova parte dalle storie dei ragazzi in gara e si snoda tra esibizioni, backstage, emozioni, rivalità sportive e musicali, amicizie e sogni condivisi. “SchoolVision” è un original della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali.

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OCORRIERE

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LA PIATTAFORMA RAI

TUTTI LO SANNO

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In occasione del matrimonio della sorella, Laura torna con i figli nel paese spagnolo in cui è cresciuta. Quella che dovrebbe essere una festa familiare viene sconvolta da un avvenimento drammatico. Mentre iniziano le ricerche, rancori, sospetti e silenzi fanno riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto. Verità mai confessate mettono in crisi legami e certezze, coinvolgendo anche Paco, antico amore di Laura. Un intenso dramma familiare interpretato da Penélope Cruz e Javier Bardem. Regia: Asghar Farhadi. Interpreti: Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darín.

LA RICETTA DELLA FELICITÀ

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a vita apparentemente perfetta di Marta Rampini crolla quando il marito Enrico, ricercato per riciclaggio, scompare improvvisamente. Rimasta sola con la figlia Greta e la suocera Rosa, malata di Alzheimer, Marta è costretta a ricominciare da zero. Nel tentativo di scoprire che cosa sia accaduto al marito, trova la forza di reagire grazie a nuovi incontri e a un’inaspettata amicizia al femminile. Una storia di rinascita, resilienza e solidarietà, capace di alternare emozioni e leggerezza. Regia: Giacomo Campiotti. Interpreti: Cristiana Capotondi, Lucia Mascino, Eugenio Franceschini, Flavio Parenti, Valeria Fabrizi, Andrea Roncato, Nicky Passarella, Emma Benini, Valentina Ruggeri, Omar Diagne, Orietta Berti.

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asta un Play! TECHETECHESHOW

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n viaggio nella memoria della televisione italiana attraverso le immagini più belle custodite negli archivi Rai. Flavio Insinna racconta tre giganti dello spettacolo, ripercorrendone la vita, gli esordi e le straordinarie carriere. Dai luoghi in cui hanno mosso i primi passi ai momenti che li hanno resi protagonisti della storia della televisione, lo spettacolo diventa anche il ritratto di un Paese e dei suoi cambiamenti. Un racconto fatto di emozioni, ricordi e immagini indimenticabili. Conduce: Flavio Insinna.

OCORRIERE

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POLIS

na magica serie realizzata in stop motion dalla celebre artista giapponese Fusako Yusaki. Protagonista è un simpatico scoiattolo blu che attraversa l’Europa vivendo incontri e avventure tra monumenti, piazze e luoghi ricchi di storia. Da Venezia a Praga, da Roma a Barcellona, ogni città prende vita attraverso straordinarie scenografie in plastilina, modellate a mano come autentiche opere d’arte. Un viaggio originale e poetico pensato per avvicinare anche i più piccoli alla cultura, alla creatività e alle bellezze europee. Ideazione e animazione: Fusako Yusaki.

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AL CINEMA

THE ECHO CHAMBER Nelle sale con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon per la regia di Andrea Pallaoro. Una coproduzione Rai Cinema di-

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stribuita da 01 Distribution

na storia d’amore, diretta da Andrea Pallaoro, in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo (Luca Marinelli) e Anne (Alicia Vikander) si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava May (Susan Sarandon) che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto. “Al centro del film c’è una storia d’amore in cui l’amore è inseparabile dalla sofferenza – afferma il regista – dove il dolore emotivo e fisico distorcono il modo in cui viene cercata l’intimità e dove la tenerezza può lentamente trasformarsi in controllo e possesso. Leo e Anne si avvicinano e si allontanano l’uno all’altra in un ciclo incessante di desiderio, fuga e bisogno, incapaci sia di separarsi che di restare veramente insieme. Anne si muove nel mondo di Leo come un fantasma, al tempo stesso figura premurosa e manipolatrice, protettiva e destabilizzante. Le sue silenziose intrusioni sono manifestazioni sia di cura che di controllo: intime, invasive, ossessive. In contrasto, Ava entra nella vita di Leo come uno specchio, mentre la sua arte prende forma dal confronto con il tempo che passa e con la fragilità e declino del corpo. A firmare soggetto e sceneggiatura sono Bernardo Bertolucci, Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Al di là della sua dimensione intima, il film affronta una condizione universale: il modo in cui spesso ci aggrappiamo proprio alle cose che ci impediscono di andare avanti. 

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OCORRIERE

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EMOZIONI IN RETE

NASCE IL CANALE YOUTUBE

DI RAI CINEMA Dai cortometraggi ai festival, dalle serie originali ai video podcast: nuovi contenuti e format per dialogare con le nuove generazioni e avvicinarle al cinema. La presentazione al Festival del

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Cinema di Venezia

ai Cinema avrà un canale YouTube dedicato, uno spazio editoriale pensato per offrire un’ulteriore vetrina ai registi e ai produttori di cortometraggi e continuare a promuovere e raccontare

il cinema italiano attraverso nuovi linguaggi e modalità di fruizione. La presentazione è avvenuta all’interno delle iniziative promosse da YouTube e Google in occasione dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il nuovo canale - nato nell’ambito dell’accordo tra Rai Com e Google - ospiterà cortometraggi, notizie e contenuti dai principali festival cinematografici internazionali con l’obiettivo di creare un rapporto più diretto con le nuove generazioni, sperimentare nuove forme di racconto, coinvolgendo gli appassionati e chi si avvicina al cinema attraverso il digitale. Il mondo dei corti troverà così un canale d’elezione per ampliare il proprio pubblico, che andrà ad affiancare e rafforzare la visibilità già garantita da Rai Cinema Channel, RaiPlay e dalla programmazione televisiva sui canali Rai. La selezione porterà su YouTube sia i cortometraggi presentati nei principali festival di settore, sia quelli più sperimentali provenienti dal mondo universitario e accademico, contribuendo a dare visibilità anche ai nuovi talenti e alle forme più innovative del racconto cine-

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matografico. Il nuovo canale non sarà soltanto una vetrina per contenuti già esistenti. Attraverso questo progetto, Rai Cinema amplia il proprio ecosistema digitale puntando su una strategia d’offerta integrata che combina long format di approfondimento e Short verticali: il palinsesto proporrà serie originali dedicate ai mestieri del cinema, video podcast, interviste e nuovi format, realizzati anche in collaborazione con i principali creator digitali. L’ingresso su una piattaforma fortemente partecipativa come YouTube e il dialogo costante con nuove generazioni di produttori, registi, creativi e spettatori rappresentano un ulteriore passo nella strategia di Rai Cinema e sono elementi fondamentali per continuare ad essere una realtà contemporanea, rilevante e capace di intercettare le diverse community dell’ecosistema mediatico attuale. “YouTube è oggi luogo primario di scoperta di contenuti e di talenti per milioni di persone - commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. Per Rai Cinema sarà un nuovo spazio per valorizzare i cortometraggi ed interagire con un pubblico sempre più evoluto e consapevole. In linea con i player internazionali più innovativi, non utilizzeremo YouTube solo per clip e materiali promozionali, ma proporremo anche contenuti integrali. I nostri cortometraggi potranno trovare nuovi pubblici e sfruttare il potenziale di amplificazione della piattaforma. Non una sostituzione, ma un ampliamento della nostra offerta per sfruttare anche su YouTube il valore editoriale e la credibilità di un brand costruito su 25 anni di passione, qualità e grande cinema. Sarà anche una grande occasione di nostro arricchimento e di innovazione grazie alle partnership con i migliori creators italiani con i quali stiamo lavorando”.

TV RADIO


OCORRIERE

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PRIMA VISIONE RAI

OMAGGIO A ENNIO MORRICONE Concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma domenica 20 settembre alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino con trasmissione in diretta su Radio 3 e in differita alle 21.20 su Rai 5

L

a serata è realizzata in collaborazione con la Fondazione Ennio Morricone. Quello dell’Orchestra Rai con il Maestro è un rapporto di lungo corso. A sei anni dalla scomparsa, l’Orchestra Rai dedica a Morricone un nuo-

vo tributo, affidato alla direzione musicale di Pietro Mianiti, che torna alla guida della compagine. Il programma attraversa

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le grandi partiture che hanno segnato la storia del cinema, a partire dal sodalizio con Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso, La leggenda del pianista sull’oceano, il brano La visita dal film Baarìa), fino all’epopea western e non solo di Sergio Leone, con brani indimenticabili come L’uomo con l’armonica, il Deborah’s Theme da C’era una volta in America, il tema di Marco Polo e il toccante Addio monti dallo sceneggiato I promessi sposi. Il tributo prosegue esplorando le atmosfere ricercate di Mauro Bolognini (L’eredità Ferramonti, La tenda rossa) e la potenza drammatica di Quentin Tarantino, con L’ultima diligenza di Red Rock da The Hateful Eight. Non mancano melodie entrate nel mito collettivo come Metti una sera a cena, Il clan dei siciliani e Mission, con The Falls e il celeberrimo Gabriel’s Oboe.

TV RADIO


La settimana di Rai 5

Film - Il terzo omicidio

Film - Settembre

Legal thriller del 2017 scritto e diretto da Kore’eda Hirokazu, il film “Il terzo omicidio” è proposto in prima visione lunedì 14 settembre alle 21.20

Con Fabrizio Bentivoglio, Barbara Ronchi, Thony, Andrea Sartoretti, Tesa Litvan. Di Giulia Steigerwalt, proposto martedì 15 settembre alle 21.20

Noos Esplorazioni Il mistero dell’uomo di Denisova

Opera - Madama Butterfly (Festival di Bregenz)

La città ideale Emirati Arabi Uniti - pt. 3

David Bowie: Finding Fame - Nascita di una star

Di Giacomo Puccini, con l’Orchestra Sinfonica di Vienna diretta da Enrique Mazzola e la regia di Andreas Homoki. Giovedì 17 settembre alle 22.30

Come vivremo domani? È questa la sfida lanciata dal programma in onda venerdì 18 settembre alle 21.20

Cinque anni degli inizi della carriera di Bowie, dalla fine degli anni Sessanta fino alla “morte”. In onda sabato 19 settembre alle 23.00

Nel 2010, analizzando il DNA di un minuscolo fossile, gli scienziati scoprono una nuova specie umana vicina al Neanderthal: l’Uomo di Denisova. Mercoledì 16 settembre alle 21.20

Italia. Viaggio nella Bellezza La memoria del ferro La storia delle miniere di ferro nell’isola d’Elba e nei parchi della val di Cornia in Toscana. In onda domenica 20 settembre alle 22.45

OCORRIERE

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ANNIVERSARIO

DEDICATO A ORIANA FALLACI Rai Cultura ricorda la giornalista e scrittrice nel ventesimo anniversario della scomparsa, il 15 settembre 2006, con lo speciale a lei dedicato di “Italiani”, con l’introduzione di Paolo Mieli, in onda lunedì 14 settembre alle 12.00 su Rai Storia

“H

o avuto la fortuna di essere stata educata da due genitori molto coraggiosi. Coraggiosi fisicamente e moralmente. Mio padre era un eroe della Resistenza e mia madre non gli è stata da meno”. Il coraggio sopra ogni cosa, insieme alla passione: questo era importante

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per Oriana Fallaci. Rai Cultura la ricorda nel ventesimo anniversario della scomparsa. Oriana cresce in una casa modesta e piena di libri, la sua famiglia è legata agli ideali libertari, che sono valori e capisaldi della sua formazione come scrittore, giornalista e soprattutto come donna. Cresce nella sua città natale, Firenze, durante il ventennio e a soli 13 anni è già staffetta partigiana: con la sua bicicletta porta armi, messaggi, e volantini nascosti tra le verdure. L’orgoglio della combattente si forma fin dalla tenera età quando apprende che la libertà è un dovere prima ancora di essere un diritto. La consapevolezza della propria libertà, la determinazione verso la scrittura sono il trampolino di lancio verso il successo e la notorietà che Oriana conquista in tutto il mondo. 

TV RADIO


La settimana di Rai Storia

Omaggio a Tiziano Terzani Il ricordo di Rai Cultura nell’anniversario della nascita

Che magnifica impresa La pasta

Lunedì 14 settembre alle 18.00 viene trasmesso il reportage del 1985 “Viaggio nella follia cambogiana”

sta è uno dei tratti più identificativi

Produrre, mangiare e cucinare padell’essere italiani. Con Mario Sechi, in onda martedì 15 settembre alle

Omaggio a Carlo Azeglio Ciampi Il ricordo Rai Cultura a dieci anni dalla scomparsa La docufiction co-prodotta da Anele e Rai Storia è riproposta mercoledì 16 settembre alle 12.15 su

22.10

5000 anni e +. La lunga storia dell’umanità Eleonora d’Aquitania, due volte regina La regina è al centro dell’appuntamento con Giorgio Zanchini in onda giovedì 17 settembre alle 22.10

Omaggio a Enrico Maria Salerno Il ricordo di Rai Cultura nel centenario della nascita A cento anni dalla nascita Rai Cultura lo omaggia riproponendo venerdì 18 settembre alle 13.00 una delle puntate della storica edizione del 1978, da lui condotta, di “Ieri e oggi”

Cinema Italia Bella e perduta Di Pietro Marcello, con Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Claudio Casadio, Elio Germano, il film è proposto sabato 19 settembre alle 21.10

La Giornata degli Internati Militari Italiani: “Ho scelto la prigionia” e “Passato e Presente”. Diario di un internato militare italiano Domenica 20 settembre alle 16.55 e alle 20.30

OCORRIERE

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STORIE DIETRO LE STORIE

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TV RADIO


GERMANO HELL GRECO: SCRIVO PER SCUOTERE

N

on sembra, ma la domanda più difficile per uno scrittore è: perché scrivi? Germano Hell Greco ha risposto così: «Ci pensavo giorni fa, proprio a questa cosa. La risposta è un misto di impressioni, sensazioni ed emozioni. Ed è intraducibile. Ma in ultima analisi io credo di scrivere per “scuotere“. Che ciò che scrivo piaccia o venga detestato, in ogni caso ha fatto scaturire un’emozione. Ed è quello che cerco. Ho iniziato a scrivere che ero già un adulto fatto e finito, e no, non è mai stato un sogno che ho coltivato fin da bambino. La scelta del genere “horror”, che è lontanissimo dal mainstream, e che tocca temi e contenuti percepiti come estremi, era quasi obbligata. E ciò nonostante, la crudezza delle tematiche è pari solo alla profondità delle stesse. L’horror va a sollecitare zone d’ombra della nostra coscienza, infastidisce, sollecita riflessioni non richieste e molto spesso non gradite. Specialmente l’horror contemporaneo. In breve era il genere perfetto per dare corpo alle mie intenzioni. Soprattutto il folk horror che impiega le tradizioni come strumento oppressivo-repressivo. Mi piace molto addentrarmi nella narrazione del rapporto tra l’individuo e l’ambiente in cui è costretto a vivere.» Racconta senza pudori che tipo di persona sei. «Dunque, che persona sono… in tre aggettivi direi schivo, riservato e sicuro di sé. Mi piace parlare di cose concrete più che chiacchierare, e godermi film e letture in santa pace senza sentire il bisogno di condividere le mie opinioni con gli altri. L’ho fatto però in passato, online tramite il mio blog, difendendo i miei pareri strenuamente e con parecchia vis polemica, da cui il soprannome: Hell. E visto che i soprannomi uno non se li sceglie, proprio come i parenti, l’ho conservato e impiegato come nome d’arte. A un certo punto della mia esistenza mi sono accorto che ci sapevo fare col linguaggio. Lo studio ha affinato questa disposizione. Ed eccoci qua.»

OCORRIERE

Associare scenari horror a una terra solare come la Puglia sembrava difficile, e invece… «In Puglia ci sono nato e ho trascorso la maggior parte della mia esistenza. In un articolo che pubblicai online la definii al pari di un’impronta. L’essenza di ciò che questo territorio rappresenta ti resta addosso, e finisci col portartela dietro anche se, come nel mio caso, finisci a vivere in mezzo ai monti. E quell’essenza è horror. Lontana dal turismo e dalle bellezze per cui la Puglia è famosa. Questa peculiarità è stata percepita perfettamente anche dai tanti lettori pugliesi che ho avuto, e che si sono detti d’accordo con la mia particolare rappresentazione della regione. “Madonna Nera” narra di una maledizione. È un romanzo molto personale e molto pugliese, e nasce anche dall’idea, condivisa dalla mia casa editrice, che certe storie non stiano bene solo in America, ma soprattutto qui da noi.» Dopo “Madonna nera”, cosa bolle in pentola? «Il nuovo romanzo è già nelle mani dell’editore. È ancora un folk horror, di nuovo ambientato in Puglia. Non ha legami con “Madonna Nera”, se non l’ambientazione, fatta di case di tufo, distese di ulivi sotto il sole e casolari abbandonati, e una storia estrema che mi ha dato l’occasione di continuare a sollecitare i lettori con quelle tematiche “di confine” per l’animo umano. Sono quelle che tuttora mi stanno più a cuore.

Laura Costantini

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MUSICA

GINO PAOLI

l’ultima canzone dedicata a Ornella Vanoni Il brano, composto da Adriano Pennino, sarebbe dovuto diventare un duetto tra i due artisti. La voce della cantante, scomparsa prima della registrazione, è affidata simbolicamente alla tromba di Paolo Fresu. Uscita prevista il 23 settembre

U

n’ultima canzone, nata per diventare un duetto e trasformata dal destino in un saluto. “Quando ti rivedrò” è il brano inedito di Gino Paoli dedicato a Ornella Vanoni, con la quale avrebbe dovuto

inciderlo. Sarà pubblicato da Sugar il 23 settembre, nella notte che unisce simbolicamente i compleanni dei due artisti: Ornella Vanoni era nata il 22 settembre, Gino Paoli il giorno successivo. La scomparsa della cantante, avvenuta prima della registrazione, ha lasciato nel progetto un’assenza impossibile da colmare con un’altra voce. Paoli ha scelto così di affidare quel vuoto al suono della tromba di Paolo Fresu, amico di entrambi e tra i maggiori interpreti del jazz italiano. I suoi fiati entrano nel brano come una presenza discreta e intensa, capace di dialogare con la voce profonda ed emozionata del cantautore. La musica di “Quando ti rivedrò” è stata composta da Adriano Pennino, che aveva fatto

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ascoltare la melodia a Paoli durante uno dei tanti viaggi condivisi in oltre venticinque anni di tournée. Il testo arrivò in seguito, quasi inaspettatamente, in un pomeriggio di pioggia a Roma. Paoli lo cantò una sola volta davanti a un microfono, consegnando quella prima interpretazione al tempo. Il brano racconta l’incontro tra due persone dopo una lunga lontananza. Una storia aperta, nella quale ciascuno può riconoscere un amore, un’amicizia o un legame familiare. Ma nella dedica a Ornella Vanoni assume un significato ancora più profondo, diventando l’ultimo capitolo di un rapporto umano e artistico che ha attraversato oltre quarant’anni di musica italiana. Paoli e Vanoni hanno condiviso alcune pagine indimenticabili del loro repertorio, da “Senza fine”, scritta nel 1961, a “Che cosa c’è”, del 1964. Il loro sodalizio è tornato più volte sul palcoscenico, dallo spettacolo “Insieme” del 1984 alla tournée teatrale realizzata vent’anni dopo. “Quando ti rivedrò” sarà inserito nella nuova edizione di “Appunti di un lungo viaggio”, disponibile dal 25 settembre in doppio vinile e CD. La ristampa comprenderà anche una stampa di un’opera realizzata da Gino Paoli, artista visivo prima ancora che musicista, e un booklet completamente ripensato con i testi di tutte le canzoni. Un progetto che custodisce l’eredità di due protagonisti assoluti della musica italiana e affida a un ultimo brano ciò che le parole, da sole, non riescono a dire.

TV RADIO


OCORRIERE

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DONNE IN PRIMA LINEA

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TV RADIO


IN DIVISA CON I MIEI COLLEGHI A QUATTRO ZAMPE Il Maresciallo Maria Russo Responsabile della Squadra Cinofili del Gruppo Guardia di Finanza di Linate racconta la sua esperienza con la Guardia di Finanza

U

na carriera brillante iniziata nel 2011, dopo aver frequentato per tre anni la Scuola Allievi Ispettori e Sovrintendenti de L’Aquila, prima tappa a Milano presso il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria dove, per quattro anni, ha lavorato nel Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata e, successivamente, nel Gruppo Tutela Spesa Pubblica. Poi ha intrapreso un percorso formativo specializzandosi come “istruttore cinofilo antidroga”. È stato l’attaccamento ad una divisa che vanta una storia secolare – unito ad una forte determinazione, a consentire di raggiungere traguardi prestigiosi. “La determinazione è ciò che ti consente di affrontare ogni giorno le difficoltà e superare gli ostacoli”, dice. Holivya e Grisby tra l’altro, accompagnano il Maresciallo Maria Russo nella sua mission e sono due colleghi a 4 zampe straordinari che rendono un lavoro complesso ricco di cuore e “fiuto” impeccabili. La sua tenacia instancabile, le sue perseveranza e professionalità, le hanno permesso di costruirsi un percorso professionale eccellente: il rigore, il senso di responsabilità, la ponderatezza abbinate ad uno spiccato senso pratico le consentono di affrontare le situazioni, anche quelle più difficili in poco tempo, usando il grande spirito di analisi che l’accompagna. L’approccio femminile ai problemi, fatto di pragmatismo e concretezza e la capacità di essere multi-tasking si coniuga con una sensibilità che consente di comprendere chi ti è vicino. Perché ha deciso di entrare in Guardia di Finanza? La scelta di intraprendere il percorso in Guardia di Finanza è nata dal desiderio di approcciarmi con una professione che mi permettesse di mettermi continuamente alla prova e, allo stesso tempo, di essere utile agli altri e al Paese. Mi affascinava poter svolgere un lavoro dinamico, fatto di grandi responsabilità e scenari operativi diversi ma sempre e comunque al servizio della collettività. Ci racconta le tappe fondamentali della sua carriera? La mia carriera in Guardia di Finanza è iniziata nel 2011 e dopo aver frequentato per tre anni la Scuola Allievi Ispettori e So-

OCORRIERE

vrintendenti de L’Aquila ho iniziato il mio percorso operativo a Milano presso il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria dove, per quattro anni, ho lavorato nel Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata e, successivamente, nel Gruppo Tutela Spesa Pubblica. Dopo questa esperienza sfidante ho intrapreso un percorso formativo specializzandomi come “istruttore cinofilo antidroga”. Lavorare nel Servizio Cinofili della Guardia di Finanza ha rappresentato per me una nuova sfida che mi ha permesso di unire la professionalità acquisita nelle mie precedenti esperienze con una passione che mi accompagna da sempre. Qual è il suo ruolo attuale? Attualmente sono responsabile della Squadra Cinofili del Gruppo della Guardia di Finanza di Linate che opera all’interno dell’omonimo aeroporto e sono istruttore cinofilo. Mi occupo quindi di coordinare le operazioni di servizio della mia Squadra e di mantenere sempre alto il livello tecnico addestrativo dei cani antidroga e antivaluta di cui dispone il Reparto. C’è un episodio in particolare che ha segnato particolarmente la sua carriera? Sì, c’è un episodio che ricordo con particolare affetto e che, forse più di tanti altri, mi ha fatto comprendere il valore che può avere il nostro lavoro anche al di là dell’attività operativa che svolgiamo. Durante un controllo all’interno di una scuola, una ragazza mi raccontò di avere il sogno di entrare nel servizio cinofilo della Guardia di Finanza e di avere alle spalle una situazione familiare e personale molto complessa; questo, in qualche modo, la portava a dubitare delle sue capacità e di poter realmente raggiungere quell’obiettivo, anche per la paura di essere giudicata per la sua scelta. Le raccontai la mia esperienza, le difficoltà che inevitabilmente si incontrano lungo un percorso professionale tanto bello quanto complesso e, soprattutto, le dissi di non accettare che la sua situazione non semplice pregiudicasse il suo futuro tutto ancora da costruire. Quell’episodio mi ha fatto capire che a volte il significato del nostro lavoro non è soltanto ciò che facciamo durante un servizio operativo ma anche provare in tutti i modi ad essere un esempio, nel nostro piccolo, e, perché no, un’ispirazione per le persone che credono nella nostra Istituzione e che vorrebbero farne parte. 61


Quale percezione hanno i cittadini della divisa della Guardia di finanza, nella città o nel contesto in cui opera, secondo Lei? Credo che la percezione della divisa sia fortemente legata al modo con cui ci rapportiamo quotidianamente con i cittadini. La divisa rappresenta certamente autorità e rispetto delle regole, ma il nostro compito deve essere trasformarla in autorevolezza, disponibilità, professionalità e vicinanza alle persone che hanno bisogno dei nostri interventi. Per me che opero nel servizio cinofilo, inoltre, c’è spesso un contatto ancora più immediato e diretto con le persone perché il cane “finanziere” incuriosisce, crea particolare interesse in chi magari è meno abituato a vederlo o in chi ha animali domestici a casa e diventa quasi sempre un veicolo di contatto istantaneo ed empatico tra il finanziere e il cittadino. Difficile conciliare famiglia e carriera? Non è sempre semplice. Una carriera nella Guardia di Finanza richiede sacrificio, disponibilità e spesso comporta anche trasferimenti, lavorare per periodi prolungati e in condizioni complesse per cui non è facilissimo conciliare il lavoro con la vita privata. Credo però che la “mossa vincente” sia pensare alla famiglia e alla carriera come a due percorsi che devono e possono coesistere nella vita di una donna che ha scelto di intraprendere questa strada professionale e bisogna per questo 62

essere bravi a cercare il giusto equilibrio e la corretta organizzazione nella propria vita con l’indispensabile comprensione delle persone che ne fanno parte al di fuori dell’ufficio. Un suggerimento ai giovani che vogliono entrare nelle Fiamme Gialle. Il mio consiglio è quello di entrare nella Guardia di Finanza, solo se sentono una forte motivazione dentro e se hanno l’aspirazione di rappresentare un punto di riferimento per la collettività; di non avere paura della fatica e delle difficoltà, che sicuramente ci saranno ma che, una volta superate, daranno ancora più valore alla strada percorsa. La formazione, l’addestramento e i primi anni possono essere molto impegnativi perché proiettano in un mondo del quale si conosce poco finché non lo si vive dall’interno ma ogni difficoltà che verrà superata sarà un mattoncino che contribuirà a costruire la propria professionalità e il proprio carattere. E soprattutto direi loro di non smettere mai di imparare. Nel nostro lavoro la preparazione è l’elemento essenziale senza il quale non è possibile costruire le nostre fondamenta professionali; di essere umili per avere la consapevolezza di poter imparare da chiunque e di sviluppare il proprio senso del dovere che sarà il faro che guiderà sempre l’azione di un finanziere. 

TV RADIO


OCORRIERE

1

Madonna

Danceteria

2

Peggy Gou feat. Ayra S..

Wo, man

3

Tommaso Paradiso

Agitare coca cola

4

HUGEL & Imael Angel fe..

Movin’ To The Sun

5

Sayf

Parlar d’amore

6

Merk & Kremont feat. S..

Partenope

7

Ernia

Dedica

8

Fabri Fibra feat. Ping..

Goya

9

Samurai Jay

Flamenco Paranoia

10

sombr

My Body Isn’t Ready

11

Bruno Mars

On My Soul

12

Gianna Nannini

Meraviglioso errore

13

Anna

White Girl Wasted

14

Noemi

Tu cosa fai questa sera

15

Emma, Fabri Fibra

Antidroga

16

Olivia Dean

Baby Steps

17

Angelina Mango, Marco...

Canto d’amore

18

Bausa, The

Magnetic

19

Pinguini Tattici Nucleari

Sorry Scusa Lo Siento

20

Gaia

Bossa Nostra

63


RAGAZZI

GIGANTOSAURUS Una serie sul mondo dei dinosauri che spicca per qualità visiva, simpatia e comicità. In onda tutti i giorni alle ore 18.15 su Rai Yoyo

Q

uattro piccoli dinosauri e un enorme Gigantosauro… Rocky, Bill, Tiny e Mazu sono quattro giovani dinosauri che crescono nel periodo cretaceo. La vita è sempre un’avventura: vulcani che spuntano ogni momento, brachiosauri dal collo lungo, piogge di asteroidi, enormi triceratopi e l’enorme e cattivo T-Rex Gigantosaurus nei paraggi…che

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regna su tutto! La semplice menzione del nome di Gigantosaurus è sufficiente per suscitare una serie di emozioni contrastanti nei quattro giovani dinosauri: paura (Bill), fascino (Rocky), risate (Tiny) e interesse scientifico (Mazu). I quattro cuccioli di dinosauro protagonisti del racconto (ideato dal premiato scrittore Johnny Duddle) nutrono verso il gigante emozioni diverse: la paura, la fascinazione, il divertimento e l’interesse scientifico. La serie, attraverso le avventure dei giovani dinoeroi, riflette i diversi modi in cui i bambini di 4-6 anni scoprono il mondo … e sé stessi.

TV RADIO


WINX CLUB

IL MISTERO DEGLI ABISSI Terzo film di animazione della saga, ispirato alle fatine più famose di Italia, è stato presentato al Giffoni Experience ed è nato per festeggiare il decennale della celebre serie televisiva. In onda sabato 19 settembre alle ore 19.30 su Rai Gulp

M

entre gli umani stanno inquinando gli oceani della terra minando l’armonia dell’Oceano Infinito, le perfide Trix, che da sempre sognano di sottomettere tutta Magix, si mobilitano per impossessarsi di una perla che darebbe loro un potere sconfinato. Per riuscire nell’impresa si alleano con l’altrettanto perfida Poli-

OCORRIERE

tea, ripescano dall’Oblivion il terribile Tritannus e catturano il bel principe Sky, fidanzato della Winx Bloom. Le sei fatine non lasceranno sola Bloom nel dare battaglia alle Trix, a Politea e Tritannus, per non parlare degli orribili mutanti che stanno dalla parte dei cattivi. Dalla parte dei buoni ci sono invece la ninfa Omnia e le sue piccole aiutanti. Riusciranno, insieme alle Winx, a riportare la pace nella Dimensione Magica? Su tutte domina la forza del gruppo che, pur traendo vitalità e ricchezza dai talenti personali di ognuna, riconosce nell’unione delle sei ragazze eccezionali il vero potere impossibile da sconfiggere. Perché, come è ormai ampiamente noto, è l’unione che fa la forza anche e soprattutto nel mondo delle fate.

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CLASSIFICHE AIRPLAY per RadiocorriereTv

IT - All Radio (Tutte le emittenti) Airplay Fri 04 - Thu 10 Sep 2026 Compared with Fri 28 Aug - Thu 03 Sep 2026

generale

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5 3 1 4 2 6 15 7 11 14 23 9 8 18 20 16 10 13 17

1 2 1 3 2 1 7 8 1 10 10 12 7 1 1 16 1 9 1 4

7 6 12 7 5 14 1 3 16 6 10 1 12 14 11 2 13 14 17 18

Pos

LW

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1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17

4 2 1 3 5 7 6 10

1 2 1 1 2 6 4 8 9 5 5 12 3 6 12 16 17

9 14 13 18 24 12 11 4 1 16 11 4 27 16 6 5 1

Madonna Danceteria WMG 2,684 2,585 Peggy Gou feat. Ayra S.. Wo, man Ind. 2,849 2,521 Tommaso Paradiso Agitare coca cola SME 3,459 3,550 HUGEL & Imael Angel fe.. Movin' To The Sun Ind. 2,748 2,779 Sayf Parlar d'amore WMG 2,594 2,257 Merk & Kremont feat. S.. Partenope WMG 3,435 3,417 Ernia Dedica UMG 1,330 0 Fabri Fibra feat. Ping.. Goya SME 2,133 1,923 Samurai Jay Flamenco Paranoia UMG 2,794 3,043 sombr My Isn'tItaliani Ready WMG 1,795 1,757 IT -Body Artisti Bruno Mars On My Soul 2,306 with2,362 Airplay Fri 04 - Thu 10 SepWMG 2026 Compared Fri 28 Au Gianna Nannini Meraviglioso errore UMG 1,923 1,504 Anna White Girl Wasted UMG 1,588 1,658 Pos LW Pk Wks Artist Title Owner Noemi Tu cosa fai questa sera SME 3,011 3,102 1 1 1 12 Tommaso Agitare SME Emma, Fabri Fibra Antidroga Paradiso UMG coca cola 2,469 2,647 2 Dean 2 2 7 Sayf Parlar WMG Olivia Baby Steps UMG d'amore1,696 1,637 3 3Mango, 1 Marco 14.. Merk Kremont feat. S.. Partenope WMG Angelina Canto&d'amore Ind. 2,741 2,979 4 1776 4 1 Ernia Dedica UMG Bausa, The Magnetic SME 2,047 2,201 5 8 3 Fabri feat. Goya SME Pinguini Tattici 5 Nucleari SorryFibra Scusa Lo Ping.. Siento SME 2,624 2,868 6 4 1 16 Samurai Jay Flamenco Paranoia UMG Gaia Bossa Nostra SME 2,581 2,797 7 14 7 2 Gianna Nannini Meraviglioso errore UMG 8 6 6 12 Anna White Girl Wasted UMG 9 5 1 15 Noemi Tu cosa fai questa sera SME 10 11 1 11 Emma, Fabri Fibra Antidroga UMG 11 9 1 13 Angelina Mango, Marco .. Canto d'amore Ind. 12- Indipendenti 7 1 17 passaggi) Pinguini Tattici Nucleari Sorry Scusa Lo Siento SME IT (per 13 10 2 19 Gaia Bossa Nostra Airplay Fri 04 - Thu 10 Sep 2026 Compared with Fri 28 Aug - Thu 03 Sep 2026SME 14 12 12 3 Ligabue Qualcosa per te WMG 15 17 15 2 Alfa, Gigi D'Alessio Genova e Napoli SME Artist Title Owner Plays Prev i 16 18 16 2 Juli, Bresh Serenamente SME 17 Gou 15 feat.15 2 Ariete, Angelina Mango Che Bella Vita Peggy Ayra S.. Wo, man Ind. 2,849 2,521WMG8 18 13Imael3Angel 18 Francesco Gabbani Summer Funk HUGEL & fe.. Movin' To The Sun Ind. 2,748 2,779Ind. 7 19 19Marco 1 .. Laura d'amore Pausini Siamo soli nell'immens.. Angelina Mango, Canto Ind. 2,741 2,979WMG5 20 20 1 J-Ax VITA MORTE MIRACOLI Francesco Gabbani Summer Funk Ind. 2,286 2,597SME 4

italiani

indipendenti

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9 8 12 11 14 13 16

ANOTR feat. 54 Ultra Madame Gabry Ponte, Jovanotti KAMRAD Malika Ayane Ultimo Ditonellapiaga Giusy Ferreri Bob Sinclar & Kiesza Martin Garrix & Ed She.. Nu Genea Swedish House Mafia x .. LP

Title

Talk To You M'AMA NON M'AMA DNA Love Sober detto tra noi Romantica Businessman Vuoto Cosmico I Can't Wait Repeat It Caré Happiness Is So Sad Don't Stop

Owner

Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind. Ind.

Plays

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2,241 2,468 4 1,617 1,781 3 1,460 1,793 1 1,233 1,119 1 1,212 0 2 1,135 1,291 1 1,077 1,340 8 871 935 9 818 943 8 795 833 4 784 860 9 RADIO1 560 TV 533 516 0 7


IT - Radio Airplay (Artisti Emergenti) Airplay Fri 04 - Thu 10 Sep 2026 Compared with Fri 28 Aug - Thu 03 Sep 202

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Primogenito Nicolò Filippucci svegliaginevra Lorenzo Salvetti Rares Rhove Blind, El Ma, Soniko Nicolò Filippucci Sayf feat. Néza) Elena D'Elia

Scusa Caterina Tutte Le Ragazze Vogli.. La foto migliore Dimmelo tu Bella giornata Shakerando Nei miei DM Laguna Figli dei palazzi Non è mica fantasia

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STELLA LEFTY Shakira feat. Burna Boy Alex Warren Sienna Spiro Taylor Swift James Blunt sombr Miley KATSEYE HUGEL & Imael Angel fe..

Boston Dai Dai Fever Dream Great Expectation I Knew It, I Knew You Tastes Like Summer Homewrecker Bass Persuades ANIMAL Movin' To The Sun

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Shakira feat. Burna Boy Teddy Swims Temper City Alex Warren HUGEL & Imael Angel fe.. KATSEYE Bebe Rexha & Faithless Tame Impala DJ Goja Bausa, The

Dai Dai Mr. Know It All Self Aware Fever Dream Movin' To The Sun ANIMAL New Religion Dracula Mi Chico Magnetic

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I FILM DELLA SETTIMANA

CINEMA IN TV Durante una missione speciale in Messico, il tiratore scelto dei Marines Quinn McKenna incontra un Predator. Dopo lo schianto della navicella aliena, Quinn riesce a impossessarsi del casco e del bracciale della creatura e li spedisce a casa. Ad aprire il pacco è suo figlio Rory, che attiva involontariamente un localizzatore richiamando sulla Terra un altro Predator. Nel frattempo, Quinn viene arrestato e condotto in un penitenziario militare. Interpreti: Boyd Holbrook, Olivia Munn, Jacob Tremblay.

Nella tana dei lupi – Martedì 15 luglio ore 21.20 Anno 2018 – Regia Christian Gudegast

La migliore banda di rapinatori dello Stato prepara il colpo del secolo alla Federal Reserve Bank di Los Angeles. Il suo destino si intreccia con quello degli agenti della squadra speciale anticrimine guidata da “Big Nick” O’Brien, un uomo forgiato dalla violenza e alle prese con una difficile situazione familiare. Tra spettacolari scene d’azione, tensione e colpi di scena, il film unisce il racconto della rapina al crime metropolitano, riservando attenzione anche ai risvolti psicologici dei personaggi. Interpreti: Gerard Butler, Pablo Schreiber, O’Shea Jackson Jr., 50 Cent. The Predator – Giovedì 17 luglio ore 21.20 – Anno 2018 – Regia Shane Black

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TV RADIO


La vita del grande emancipatore indiano, dagli inizi come avvocato alla decisione di dedicarsi alla difesa dei diritti del suo popolo. Attraverso oltre mezzo secolo di lotte fondate sulla non violenza e sul dialogo, Gandhi diventa uno dei leader più esemplari del Novecento, fino a condurre l’India all’indipendenza dal dominio britannico. Un’opera indimenticabile e potente, premiata con otto Oscar, tra cui quelli per il miglior film, la migliore regia e il miglior attore protagonista a Ben Kingsley. Interpreti: Ben Kingsley, John Gielgud, Martin Sheen, Candice Bergen.

The Hollow Point – Punto di non ritorno Sabato 19 luglio ore 21.20 – Anno 2016 Regia Gonzalo López-Gallego

Dopo alcuni anni di assenza, lo sceriffo Wallace torna nella sua città natale, in Arizona, e trova la comunità sotto il controllo della criminalità organizzata e del traffico d’armi. Quando si mette contro il boss di un cartello messicano, capisce che per proteggere i concittadini dovrà ricorrere alle maniere forti. Al suo fianco ci sarà Leland, un anziano uomo di legge ormai in pensione. Insieme intraprenderanno una spietata lotta contro il crimine. Interpreti: Patrick Wilson, Ian McShane, John Leguizamo, Lynn Collins.

OCORRIERE

Gandhi – Domenica 20 settembre ore 21.10 – Anno 1982 – Regia Richard Attenborough

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ALMANACCO DEL RADIOCORRIERE CONSULTA L'ARCHIVIO STORICO DEL RADIOCORRIERETV ALLA PAGINA radiocorriere.teche.rai.it

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set tembre 1985


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