Skip to main content

RadiocorriereTv N.22 - anno 95

Page 1


FIFA 2026

Un Mondiale diffuso e senza l’Italia, ma che tra Canada, Messico e Stati Uniti d’America, dall’11 giugno al 19 luglio, vedrà schierata al suo completo la grande squadra Rai, pronta a raccontare, in esclusiva freeto-air minuto per minuto

4

DAYTIME ESTATE

La tv non va in vacanza: da “1mattina news” a “Linea Blu”, da “Vita in diretta” a “Reazione a catena”. Scopri la nuova programmazione

8

UNO MATTINA WEEKLY

Torna il programma in onda dal 6 giugno, il sabato alle ore 8.35 e la domenica alle 8.20. Conducono Lorella Boccia, Fabio Gallo e Giulia Bonaudi

13

CAMPER OSTERIE D’ITALIA

Nuova formula per il programma del mezzogiorno estivo condotto da Peppone Calabrese. In scena ogni settimana la sfida tra due osterie italiane: dal lunedì al venerdì alle 12 su Rai 1

12

LINEA MED

In viaggio nel Mediterraneo con Angela Tuccia e Giulia Teri il sabato alle 17.10 su Rai 1

14

RAFFAELE DI

In viaggio tra comunità, passioni, riti e appartenenze. Nell’intervista al Radiocorriere Tv il conduttore racconta il nuovo programma factual in onda dal lunedì al venerdì alle 20.10 su Rai 3

16

RADIOCORRIERETV SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA

Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997

Numero 22 - anno 95 01 Giugno 2026

DIRETTORE RESPONSABILE

FABRIZIO CASINELLI

Redazione - Rai

Viale Giuseppe Mazzini 14 00195 ROMA Tel. 0633178213

www.radiocorrieretv.rai.it www.ufficiostampa.rai.it

Collaborano Laura Costantini

Cinzia Geromino

Tiziana Iannarelli

Vanessa Penelope Somalvico

STORIA POP

Dal 1° giugno prende il via un nuovo ambiente di contenuti digitali: video brevi da 60/90 secondi, in cui giovani storyteller raccontano il passato. Su RaiPlay, Rai Storia, sui profili social di Rai Storia e su YouTube

20

MUSSOLINI. LE VERITA’ NASCOSTE

Tra documentario e inchiesta, appuntamento condotto da Massimo Giletti e dedicato a Benito Mussolini, in onda lunedì 8 giugno in prima serata su Rai 3 24

CARTOONS ON THE BAY

Conclusa a Pescara l’edizione del trentennale. Nei servizi il racconto delle giornate di festival e tutti i premiati

La Rai si racconta in digitale 32

STORIE DIETRO LE STORIE

Quel che si cela dietro una storia letteraria

DONNE

IN PRIMA LINEA

Il Mar. Magg. Veronica De Pisapia analista di laboratorio della sezione Impronte del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche racconta la sua vita in Divisa con la Benemerita

La versione ampliata di “Sono un grande” raccoglie collaborazioni, brani inediti e il conto alla rovescia verso “Stadi 26”

CULTURA

L'arte, la musica, la storia, la danza, il teatro, i libri, la bellezza raccontati dai canali Rai

Le novità di Rai Yoyo e Rai Gulp

Tutto il meglio della musica nazionale e internazionale nelle classifiche di AirPlay 48

Una selezione dei film in programma sulle reti Rai 50

Su il sipario, SI COMINCIA

Un Mondiale diffuso e senza l’Italia, ma che tra Canada, Messico e Stati Uniti d’America, dall’11 giugno al 19 luglio, vedrà schierata al suo completo la grande squadra Rai, pronta a raccontare, in esclusiva free-to-air minuto per minuto

Gianpaolo Rossi, AD Rai

«Questi Mondiali sconteranno per noi italiani l’assenza della Nazionale, ma siamo estremamente fiduciosi e forti dell’esperienza dei Mondiali del 2022, dove anche lì la Nazionale non ci fu. I risultati di ascolto per la Rai furono comunque altissimi fin dalle partite dei gironi preliminari. Nel 2022 sono stati superati i numeri del Festival di Sanremo, questo significa che i Mon-

diali di calcio sono un appuntamento importante per il Servizio Pubblico, ed è il motivo per cui abbiamo deciso di investire con un grande sforzo economico sui Mondiali di calcio, sapendo che questo racconto riempirà le case degli italiani, non solo degli appassionati, ma anche di tutti coloro che vogliono vedere il grande calcio, lo spettacolo sportivo e soprattutto la capacità editoriale e tecnica della Rai, unica in Italia e tra le poche in Europa a raccontare tutto questo»

Marcello Ciannamea, Direttore Distribuzione e Responsabile ad interim della Direzione Contenuti Digitali e Transmediali

«Siamo molto fiduciosi, solo l’attesa per un evento enorme come quello dei Mondiali ha generato con la promozione televisiva 700 milioni di contatti, un risultato leggermente superiore a quello sviluppato per il Festival. Un’offerta ampia e continua-

tiva, multipiattaforma, declinata in maniera crossdaytime, con investimenti editoriali sulla prima serata e un racconto esteso e inclusivo. Stiamo costruendo questo racconto puntando soprattutto sulla piattaforma.»

Marco Lollobrigida, direttore Rai Sport

«Siamo l’azienda di servizio pubblico che fa più sport in assoluto e che c’è sempre nei grandi eventi. È un mondiale diffuso, in un continente enorme e un territorio che esprime culture e storie diverse. Con il calcio racconteremo il tessuto sociale, saremo inclusi in questo grande gioco. Faremo bene come struttura, inizieremo presto»

Nicola Rao, direttore Giornale Radio e Rai Radio

«La storia d’amore tra la radio e il calcio, che si avvia verso il centenario, viene da lontano, Nicolò Carosio fu il primo a raccontare agli italiani il Mondiale del ’34. Rai Radio1, la radio degli eventi sportivi, ha ridisegnato il suo palinsesto modellandolo intorno al più grande spettacolo del mondo. Il suo quartier generale sarà a Dallas e la squadra sarà guidata dal caporedattore Nico Folletta. Racconteremo ben cinquantasei partite in diretta, dai gironi alla finale, con Giuseppe Bisantis incaricato sia della gara inaugurale sia dell’ultimo atto. A tutti un buon Mondiale americano.»

Tiziana Alla, prima telecronista donna a commentare i Mondiali di calcio per la Rai «La mia presenza ai Mondiali è l’apertura di un varco, di questo soffitto di cristallo per le donne, di una barriera invisibile ma resistentissima. Un varco che si era aperto già qualche anno fa sul bordo campo della Nazionale maschile e oggi si apre su una postazione cronaca di un Mondiale. Credo, però, che sia in fondo anche normale che una persona che ha speso tutta la sua vita professionale sul calcio possa aspirare a ricoprire qualsiasi ruolo, indipendentemente dal genere. Mi auguro che fra quattro anni, al prossimo Mondiale, questo concetto sia diventato patrimonio acquisito, normalità nell’immaginario collettivo.»

La Rai accompagnerà il pubblico italiano nel grande viaggio della Coppa del Mondo FIFA 2026, il primo Mondiale della storia ospitato contemporaneamente da tre Paesi — Canada, Messico e Stati Uniti d’America — con una copertura multipiattaforma ampia e capillare che coinvolgerà televisione, radio, web e social. La Rai ha acquisito, in esclusiva free per il territorio, italiano i diritti multipiattaforma (TV, internet e mobile) di 35 partite della manifestazione, che saranno trasmesse in diretta nella fascia oraria compresa tra le 18.40 e le 2.00, principalmente su Rai 1, con ampie finestre pre e post partita. A queste

si aggiungeranno gli highlights di tutte le altre 69 gare del torneo. Le dirette Rai racconteranno i match più importanti della competizione: 17 partite della fase a gironi, 6 dei sedicesimi di finale, 4 ottavi, 4 quarti di finale, le 2 semifinali e le 2 finali.

Rai Sport

Per tutta la durata della manifestazione, Rai Sport metterà in campo una programmazione speciale dedicata al Mondiale 2026. Su Rai 1, all’interno di “Uno Mattina News”, andrà in onda dal 12 giugno al 19 luglio, dal lunedì al venerdì, uno spazio quotidiano di circa 15 minuti con “UnoMattina Mondiali” e “Tg1 Mondiali”, condotti da Stefano Orsini, Giovanna Carollo e Paolo Maggioni. La fase di avvicinamento al torneo sarà raccontata da “Dribbling”, su Rai 2, con uno speciale magazine preview FIFA in onda dal 1° al 10 giugno. Dall’11 giugno al 19 luglio spazio invece a “Dribbling Mondiali”, appuntamento quotidiano di 40 minuti in onda alle 14 con Paolo Paganini e Simona Cantoni. Sempre su Rai 2, ogni giorno alle 18.35, andrà in onda “Italia chiama America”, condotto da Francesca Spaziani Testa, mentre il pre e post partita serale sarà affidato a Paola Ferrari e Simona Rolandi insieme a Marco Tardelli e Roberto Falcao. In seconda serata su Rai 1 tornerà inoltre “Notti Mondiali”, il tradizionale programma di approfondimento dedicato al torneo, condotto da Alessandro Antinelli per un totale di 34 puntate.

La supervisione editoriale dell’intero progetto sarà affidata a Massimo Proietto e Marco Mazzocchi.

Il racconto delle partite vedrà impegnati Tiziana Alla — prima telecronista donna della Rai ai Mondiali — insieme ad Alberto Rimedio, Stefano Bizzotto, Luca De Capitani, Dario Di Gennaro, Giuseppe Galati e Gianluigi Zamponi. I commenti tecnici saranno invece affidati a Lele Adani, Andrea Stramaccioni, German Denis e Stefano Sorrentino.

Rai Radio1

Anche Rai Radio1 seguirà il Mondiale 2026 con una copertura straordinaria in diretta. Saranno trasmesse 56 partite su 104 complessive: 32 della fase a gironi, 10 sedicesimi di finale, 6 ottavi, 4 quarti, le 2 semifinali e le 2 finali. Oltre 130 ore di radiocronaca accompagneranno gli ascoltatori italiani, con uno studio centrale allestito a Dallas presso l’International Broadcaster Center e continui aggiornamenti nei GR1, GR2, GR3 e nella programmazione quotidiana della rete. Tra gli inviati oltreoceano ci saranno Giuseppe Bisantis — al quale saranno affidate sia la gara inaugurale sia la finale — Daniele Fortuna, Diego Carmignani e Manuel Codignoni. Da Dallas andrà inoltre in onda “Tutto il Mondiale minuto per minuto”, condotto da Guido Ardone, con la regia da Roma affidata a Ombretta Conti.

RaiNews24

RaiNews24 seguirà l’avvicinamento al Mondiale con rubriche e approfondimenti quotidiani all’interno di “Mattina24”, “Sport24”, “Inside24” e “Sera24”. L’offerta editoriale sarà dedicata non solo all’attualità sportiva, ma anche ai grandi racconti legati alla storia dei Mondiali, alle edizioni precedenti e al ventesimo anniversario dell’ultimo titolo conquistato dall’Italia nel 2006 in Germania. Servizi d’archivio provenienti da RaiTeche, monografie dedicate ai protagonisti del calcio internazionale e approfondimenti sui luoghi simbolo dell’evento accompagneranno il pubblico verso l’inizio della competizione. Dall’1 all’11 giugno, il giornalista Emilio Fuccillo realizzerà reportage dai luoghi più significativi di Canada, Stati Uniti e Messico.

RaiNews.it

Il Mondiale 2026 sarà raccontato a 360 gradi anche da RaiNews.it, che garantirà una copertura digitale completa e costantemente aggiornata. Il portale offrirà: la diretta streaming delle 35 partite trasmesse dalla Rai; risultati in tempo reale nella homepage; cronache testuali e highlights di tutte le partite; una sezione speciale dedicata con calendari, statistiche, video e approfondimenti; contenuti originali dagli inviati; articoli multimediali e aggiornamenti live; il rilancio e la valorizzazione dei contenuti prodotti da Rai Sport, RaiNews24 e dalle altre

testate Rai. Grande attenzione sarà dedicata anche al racconto delle storie, delle culture e dei temi sociali legati all’evento, con un approccio complementare rispetto alla copertura strettamente sportiva.

Mondiali Social

La copertura social del Mondiale 2026 coinvolgerà tutte le piattaforme Rai con highlights, contenuti premium e format originali. Tra i contenuti previsti: caroselli e photogallery dedicati a luoghi, protagonisti e curiosità; sintesi quotidiane dei momenti più importanti; clip delle interviste ai protagonisti; puntate speciali di “Cloud – Idee e persone in rete”, con giornalisti e creator digitali coinvolti in approfondimenti e commenti sul torneo. Anche YouTube e WhatsApp avranno un ruolo centrale nella distribuzione dei contenuti originali e degli aggiornamenti in tempo reale.

Un racconto corale del Mondiale 2026

Con televisioni, radio, web, social e inviati sul campo, la Rai si prepara a offrire una narrazione completa e trasversale della Coppa del Mondo FIFA 2026, trasformando il torneo in un grande evento editoriale capace di unire sport, informazione, intrattenimento e racconto del territorio.

Per quest’anno non cambiare

Quest’anno «non cambiate canale, perché la Rai ha scelto di rimanere connessa sempre, e offrire prodotti nuovi e originali. La tv non va in vacanza» afferma Angelo Mellone, Direttore Intrattenimento Day Time, che continua: «La nostra è la direzione operaia del servizio pubblico, lavoriamo sette giorni su sette, h24. Il nostro è un bilancio ottimo, siamo la spina dorsale su cui l’azienda poggia. Produciamo qualità e contenuti a costi contenuti. Ogni nuovo programma è una scommessa che accettiamo molto volentieri»

1MATTINA NEWS

L’informazione del mattino di Rai 1 non va in vacanza. “1Mattina News” continua a dare il buongiorno agli italiani a partire dalle 5.58, con una nuova coppia di conduttori per l’estate. Fino al 4 settembre, alla guida della trasmissione — nata dalla collaborazione tra Direzione Intrattenimento Day Time e Tg1 — ci saranno Greta Mauro e Gianpiero Scarpati che, in diretta dagli studi di Saxa Rubra a Roma, racconteranno i principali fatti di cronaca, attualità e costume, con ospiti in studio, collegamenti dall’Italia e dal mondo, le testimonianze degli inviati del Tg1, dei corrispondenti Rai e le interviste ai protagonisti dello spettacolo e della cultura. Appuntamento dal lunedì al venerdì fino alle 8.00 su Rai 1.

UNOMATTINA

Lo storico appuntamento mattutino di Rai 1 continuerà ad accompagnare il pubblico per tutta la stagione estiva, tra informazione, attualità, approfondimento e intrattenimento. Fino al 4 settembre, alle 8.35 alle 11.30, Alessandro Greco e Carolina Rey torneranno alla conduzione per il secondo anno consecutivo, affiancati dalla giornalista del Tg1 Paola Cervelli, con la partecipazione di Domenico Marocchi. Al centro del programma ci sarà l’Italia dell’estate: un viaggio attraverso il Paese e i suoi cambiamenti, raccontato con ospiti, collegamenti e testimonianze

in diretta. Tra le novità di questa edizione, gli spazi affidati a Paola Cervelli offriranno finestre informative in tempo reale sui principali fatti di cronaca e attualità nazionali e internazionali. Domenico Marocchi guiderà invece il pubblico nel mondo dei social e delle notizie che attraversano la rete, intercettando tendenze, linguaggi e temi del dibattito quotidiano. Ampio spazio sarà dedicato anche ai Mondiali di calcio, grazie alla rubrica quotidiana curata da Giovanna Carollo di Rai Sport, che racconterà il torneo non solo dal punto di vista sportivo, ma anche attraverso il costume e i fenomeni sociali legati all’evento. Non mancheranno approfondimenti su salute, benessere, alimentazione, consumi, turismo e sostenibilità, sempre con uno sguardo attento alle esigenze dei telespettatori. Con il suo stile diretto e popolare, “Unomattina” continuerà dunque a informare, accompagnare e raccontare l’Italia ogni mattina, tra aggiornamenti, storie e momenti di leggerezza.

ITALIA A/R

Dal lunedì al venerdì alle 11.30 su Rai 1 c’è “Italia A/R”, il nuovo appuntamento quotidiano dedicato al racconto dell’Italia costiera attraverso lo sguardo curioso e avventuroso di Vittorio Brumotti. Il programma sarà un viaggio vissuto in prima persona tra borghi, percorsi in bicicletta, esperienze sportive e incontri con chi quei territori li vive e li custodisce ogni giorno. Quaranta puntate, una bicicletta e un cane di nome Patricio: il racconto delle tradizioni e delle radici del nostro Paese si intreccerà con la passione di Brumotti per le due ruote. Il conduttore si sposterà da una tappa all’altra in camper, accompagnato dal suo inseparabile amico a quattro zampe. In ogni puntata ci sarà inoltre uno spazio dedicato alla cucina e ai prodotti del territorio, insieme a Monica Caradonna. Otto settimane di avventure per riscoprire un’Italia capace di sorprendere chi sa guardarla davvero. Il viaggio partirà dal barocco del Salento ionico, tra Nardò, Gallipoli e l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, per poi proseguire lungo la costa adriatica fino a Otranto e alle grotte di Castro. Successivamente Brumotti attraverserà il litorale laziale, dalle grotte di Sperlonga alle isole di Ponza e Palmarola,

fino al Cilento, tra i templi di Paestum e le gole del fiume Calore, arrivando ai borghi del Golfo di Policastro — da Scario a Sapri, fino a Maratea. Il viaggio continuerà lungo la Costa Viola calabrese, tra Scilla e Bagnara, per concludersi in Sicilia, tra i faraglioni della Riviera dei Ciclopi, le saline dello Stagnone di Marsala e il gran finale al Castello di Venere a Erice, con vista sulle Egadi e sull’Africa.

CAMPER OSTERIA ITALIA

Il programma quotidiano condotto da Peppone Calabrese accompagnerà il mezzogiorno estivo della rete fino al 4 settembre. La nuova stagione si presenta con un’importante novità già nel titolo: “Camper Osteria Italia”. Dal 1 giugno alle 12 su Rai 1.

VITA IN DIRETTA

Dal 29 giugno torna l’edizione estiva di “Vita in Diretta”, in onda dal lunedì al venerdì alle 16.10 su Rai 1, con la conduzione di Manuela Moreno. Il programma porterà nelle case degli italiani un racconto quotidiano del presente, capace di coniugare informazione, approfondimento e intrattenimento, con uno stile sobrio e coinvolgente. Cronaca, attualità, costume e spettacolo saranno al centro di una narrazione attenta ai fatti e ai protago-

nisti, grazie anche al contributo degli inviati sul territorio. Ogni giorno il programma aprirà uno spazio di talk in un salotto dedicato al confronto sui temi più rilevanti della società e dell’attualità, con la partecipazione di giornalisti e volti noti del mondo dello spettacolo. Sono inoltre previste interviste ai protagonisti della musica, della televisione e dell’intrattenimento più amati dal grande pubblico.

REAZIONE A CATENA

Venti anni del game show che mette alla prova intuito, velocità e padronanza della lingua italiana torna ogni giorno su Rai 1 con la conduzione di Pino Insegno. Per celebrare il ventennale, le prime undici puntate saranno dedicate alla speciale “Sfida dei Campioni”: un torneo a eliminazione diretta tra alcune delle squadre più amate e vincenti della storia del programma. Dodici squadre storiche si contenderanno il titolo di “Campioni fra i Campioni”, attraverso sfide emozionanti e giochi ormai iconici come “Quando Dove Come Perché”, “Intesa Vincente”, “Catene musicali”, “Una tira l’altra”, la storica catena finale. Tra le novità della stagione, “L’Intesa Vincente” raddoppia il montepremi: ogni parola indovinata farà guadagnare 2.000 euro invece dei tradizionali 1.000. Dal 3 giugno, alle 18.40 su Rai 1, mentre la

finalissima della “Sfida dei Campioni” andrà in onda il 13 giugno, mentre dal 14 giugno prenderà il via la nuova edizione con concorrenti inediti.

UNO MATTINA WEEKLY

Torna anche quest’estate il contenitore del weekend estivo di Rai 1 che racconta vacanze, turismo, attualità e costume. Con Lorella Boccia, Fabio Gallo, e Giulia Bonaudi dal 6 giugno, il sabato alle 8.35 e la domenica alle 8.20.

LINEA VERDE SENTIERI

La nuova stagione di “Linea Verde Sentieri” accompagnerà il pubblico lungo i grandi cammini italiani, tra natura, spiritualità e tradizioni. Le prime puntate saranno dedicate ai territori colpiti dal terremoto del 2016 tra Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio, attraverso i “Cammini della Rinascita”: itinerari che raccontano la forza delle comunità locali e il rilancio del territorio attraverso il turismo lento. Successivamente il viaggio proseguirà in Sicilia, lungo antichi percorsi storici e spirituali come la Magna Via Francigena e il Cammino di San Giacomo. Con Lino Zani e Giulia Cpocchi, dal 13 giugno alle 12.30 su Rai 1.

LINEA BLU – PORTI D’ITALIA

Riparte il viaggio di “Linea Blu – Porti d’Italia”, storico programma di Rai 1 dedicato al mare e alle comunità che vivono lungo le coste italiane. La nuova edizione attraverserà sedici porti italiani – da Salerno a Ravenna, da Taranto a Trapani – raccontando storie di lavoro, tradizione, sostenibilità e innovazione. Al centro del racconto ci saranno il Mediterraneo, la cultura marittima italiana e il rapporto profondo tra i territori e i loro scali portuali. Con Donatella Bianchi e Livio Beshir, dal 13 giugno alle 14.00 su Rai 1.

MUSICA MIA

“Musica Mia” torna nel sabato pomeriggio di Rai 1 con un viaggio attraverso la grande musica italiana e le sue radici popolari. A bordo di un pulmino vintage, Lorella Boccia e Marco Conidi attraverseranno l’Italia per raccontare i luoghi che hanno ispirato grandi artisti e canzoni della tradizione italiana. Da Roberto Murolo a Franco Battiato, da Paolo Conte a Franco Califano, ogni puntata intreccerà musica, cultura e territorio attraverso incontri con musicisti, attori, giornalisti e protagonisti della scena artistica italiana. La prima puntata sarà dedicata a Napoli e

alla grande tradizione della canzone classica napoletana. Con Lorella Boccia e Marco Conidi, dal 30 maggio alle 17.55 su Rai 1.

LINEA VERDE

Anche durante l’estate continua il viaggio di “Linea Verde” nell’Italia delle tradizioni, delle eccellenze enogastronomiche e dei paesaggi più suggestivi. Margherita Granbassi e Tinto accompagneranno il pubblico tra borghi, campagne, montagne e coste italiane, incontrando agricoltori, artigiani, cuochi e famiglie che custodiscono il legame con il territorio. La nuova stagione partirà dalla Toscana, tra le colline senesi e i suoi borghi storici. Con Margherita Granbassi e Tinto, dal 14 giugno alle 12.20 su Rai 1.

LINEA MED

“Linea Med” è il nuovo programma dedicato al Mar Mediterraneo e alla sua influenza sulla cultura italiana. Con Angela Tuccia e Giulia Teri, dal 30 maggio alle 17.10 su Rai 1.

LO SPAZIO DEI TALENTI

È il racconto dell’Italia della disabilità attraverso storie di inclusione, talento e riscatto personale. Fabrizio Bracconeri incontrerà uomini e donne che, grazie al sostegno delle famiglie e

delle comunità, hanno trasformato le difficoltà in opportunità di crescita e realizzazione. Il programma è realizzato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità. Con Fabrizio Bracconeri dal: 13 giugno su Rai 2 - sabato alle 17.05 - domenica alle 15.40.

ASPETTANDO BELLAMÀ

“Aspettando BellaMa’” seguirà le selezioni dei nuovi concorrenti della quinta stagione del programma. Pierluigi Diaco incontrerà 120 candidati scelti tramite Rai Casting, impegnati in provini e audizioni per conquistare uno dei 20 posti disponibili nel cast della nuova edizione. I concorrenti selezionati saranno divisi tra Generazione Z e Boomer, nel segno del dialogo tra generazioni che caratterizza il format. Dal 31 agosto al 4 settembre alle 15.30 su Rai 2.

CAMPER OSTERIE D’ITALIA

Nuova formula per il programma del mezzogiorno estivo condotto da Peppone Calabrese. In scena ogni settimana la sfida tra due osterie italiane: lunedì al venerdì alle 12 su Rai 1

Da lunedì 1° giugno, a partire dalle 12 fino al 4 settembre, torna la nuova stagione di “Camper”, il programma quotidiano condotto da Peppone Calabrese che accompagna il mezzogiorno di Rai 1 per tutta l’estate. Con una grande novità a partire dal titolo, che al marchio “Camper” aggiunge “Osteria Italia”. Infatti, ogni settimana si sfideranno in studio due osterie provenienti da diverse parti del nostro Paese, che racconteranno agli spettatori, attraverso un meccanismo di gioco, l’enorme ricchezza e varietà che connota la cucina italiana e che gli ha consentito di ricevere, nel 2025, il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNE-

SCO. La cucina italiana è infatti storia, tradizioni, cultura, convivialità, famiglia, identità, e racconta, nelle sue infinite sfaccettature, quanto attraverso un piatto può emergere lo spirito di un territorio e di intere comunità. Ogni giorno Peppone racconterà, attraverso i collegamenti con i paesi delle osterie, il contesto sociale e culturale in cui le materie prime vengono prodotte, restituendo al pubblico lo spirito di ogni territorio. Una giuria di qualità, composta da tre appassionati del “buon cibo” valuterà i piatti in gara, decretando alla fine della settimana il vincitore del titolo di Osteria Italia. Il programma continuerà a raccontare la nostra nazione anche aldilà della cucina. Come ogni anno, gli inviati sul territorio porteranno il pubblico a scoprire borghi e luoghi d’arte, siti archeologici e storiche botteghe artigiane. Gli stessi spazi in studio manterranno la loro matrice di allegria e intrattenimento, con ospiti, musica e rubriche che faranno compagnia ai telespettatori per l’intera estate. 

Uno Mattina Weekly

Torna il programma in onda dal 6 giugno, il sabato alle ore 8.35 e la domenica alle 8.20. Conducono Lorella Boccia, Fabio Gallo e Giulia Bonaudi

Dal 6 giugno ritorna “Uno Mattina Weekly”, il weekend estivo di Rai 1, per dare il buon giorno all’Italia ogni sabato e domenica, con Lorella Boccia, Fabio Gallo e Giulia Bonaudi. Per la quinta stagione consecutiva “Uno Mattina Weekly” sarà una finestra aperta sull’estate degli italiani, fra vacanze, turismo, costume e società. L’appuntamento è il sabato mattina dalle ore 08.35 alle ore 10.30 e la domenica dalle ore 08.20 alle ore 09.25, fino al 6 settembre. In uno studio

rinnovato, Lorella Boccia e Fabio Gallo condurranno il pubblico nei luoghi più suggestivi del nostro Paese supportati degli inviati: Fabrizio D’Alessio e Bianca Santoro, che racconteranno l’Italia, una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo. Non mancheranno le pagine di attualità, affidate alla conduzione di Giulia Bonaudi, con collegamenti e servizi di approfondimento delle notizie più rilevanti della settimana. Interviste a personaggi dello spettacolo ma anche talk su temi legati all’estate. Un nuovo gioco a sfondo musicale permetterà di riascoltare le più belle canzoni delle passate estati italiane, raccontate con l’aiuto di Federica Gentile e Simon and the stars. Tutto questo accompagnato dai “Neena” la “morning band” che in studio proporrà dal vivo la colonna sonora della prossima stagione estiva.

In viaggio nel MEDITERRANEO

Spazio vivo di scambio, contaminazione e identità condivisa: è il mare nostrum. “Linea Med” va in onda il sabato alle 17.10 su Rai 1 con Angela Tuccia e Giulia Teri

Ha preso il via il 30 maggio il nuovo programma dedicato al Mar Mediterraneo: “Linea Med”, in onda tutti i sabati alle 17.10 su Rai 1, con la conduzione di Angela Tuccia e Giulia Teri. L’appuntamento esplora come il mare abbia influenzato – e continui a influenzare – la cultura, il turismo, la cucina, la musica e i modelli di sviluppo del nostro Paese, generando un dialogo costante tra tradizione e innovazione. Le puntate attraversano territori italiani simbolici, raccogliendo storie autentiche di comunità, artisti, imprenditori e innovatori che incarnano lo spirito mediterraneo. Il viaggio si sviluppa attraverso racconti di mare, esperienze di turismo sostenibile, progetti legati alle energie rinnovabili e all’innovazione, fino ad arrivare alle espressioni più popolari e identitarie come la cucina e la musica. Grande spazio è dedicato alla contaminazione culturale, con incontri e interviste a musicisti e protagonisti della scena artistica italiana, che raccontano come le influenze mediterranee abbiano attraversato generazioni e linguaggi. La cucina diventa uno dei fili narrativi principali, tra le ricette più iconiche dell’area mediterranea e le loro evoluzioni contemporanee, tra tradizione, fusioni e nuove interpretazioni. Uno storytelling che posiziona l’Italia al centro di tutto il Mediterraneo, non solo come destinazione turistica, ma come luogo di incontro tra culture, idee e futuro sostenibile 

RAFFAELE DI PLACIDO

DENTRO LE TRIBÙ D’ITALIA

Un viaggio tra comunità, passioni, riti e appartenenze, dai Camalli di Genova ai Sorcini, dagli scacchisti ai sommergibilisti, per scoprire quanto sia ancora forte il bisogno di riconoscersi negli altri. Nell’intervista al Radiocorriere Tv il conduttore racconta il nuovo programma factual in onda dal lunedì al venerdì alle 20.10 su Rai 3

Come nasce “Tribù”?

Era un format già pronto, bisognava solo trovare il modo giusto per portarlo in onda. Ho accettato molto volentieri perché ho capito subito che era nelle mie corde. Non è un programma giornalistico in senso stretto: io sono laureato in biologia marina e poi mi sono avvicinato alla televisione, alla regia, al lavoro autoriale, non sono giornalista. Dai programmi di natura sono passato a quelli più storici e antropologici. “Tribù” mi è sembrato un percorso molto vicino alla mia esperienza.

Che cosa avete cercato dentro queste comunità?

La parte più difficile è stata trovare comunità che rappresentassero davvero l’idea di “tribù” che avevamo in mente. Abbiamo cercato di evitare i gruppi legati soltanto al lavoro, perché è vero che anche in un ambiente professionale possono nascere amicizie forti e appartenenze profonde, ma lì si va prima di tutto per necessità. Non era quello il senso del programma. Volevamo raccontare comunità scelte, desiderate, vissute. Una volta chiarito questo, grazie a una redazione fantastica e a un reparto autoriale molto valido, abbiamo iniziato a immaginare mondi diversi. Il programma, alla fine, parla di tutti noi: del desiderio di non restare soli e di sentirci parte di una comunità concreta, più ampia, che riconosciamo come nostra.

Che cosa significa oggi sentirsi parte di una tribù?

Dopo venti puntate girate in tutta Italia, direi che significa soprattutto non sentirsi soli. Vuol dire sapere che esiste qualcuno che condivide con noi una passione, delle regole, un modo di

stare al mondo. Nella puntata dedicata ai sommergibilisti, per esempio, c’è certamente la passione per il mare, ma c’è anche una tribù fondata sulla disciplina. Si sa che il proprio compagno condivide le stesse regole e le apprezza. Sentirsi parte di una tribù significa avere qualcuno dalla propria parte, qualcuno che capisce fino in fondo ciò che siamo e ciò che amiamo fare. Quando questa dimensione personale viene condivisa, diventa collettiva.

Quale comunità l’ha sorpresa di più?

Mi sono piaciute tutte, è difficile fare una classifica. Una comunità che volevo conoscere da tempo era quella dei Camalli di Genova. È vero, sono lavoratori, scaricatori di porto, ma rappresentano una realtà antichissima, nata prima del Medioevo, tramandata di generazione in generazione. Essere Camallo non significa soltanto svolgere un mestiere: significa appartenere a una comunità di uomini duri, forti, legati da una storia profonda. Se si fermano loro, si ferma il porto di Genova, uno dei più importanti d’Italia. Era un mondo che mi affascinava molto e grazie a questo programma ho avuto la possibilità di conoscerlo da vicino.

Ce n’è stata una che l’ha divertita in modo particolare?

Sì, quella degli scacchisti. Siamo stati in un circolo di scacchi a Roma ed è stato sorprendente. C’erano persone di tutte le età, dai bambini di sei o otto anni fino ad adulti di ottant’anni, e tutti giocavano contro tutti. È un mondo in cui non vale la regola che chi è più grande sa di più o vince. Ho visto un ragazzo di quattordici anni spiegare il gioco a persone molto più adulte di lui. È stato come entrare in un universo rovesciato, e mi ha divertito molto scoprirlo.

Che cosa hanno in comune tribù così diverse tra loro?

Hanno in comune un senso profondo di appartenenza. Cambiano le passioni, cambiano i linguaggi, cambiano i riti, ma il sentimento è lo stesso: la volontà di restare insieme, di aiutarsi, di riconoscersi, di apprezzarsi. È un senso universale di fratellanza. In tutte queste tribù si toccano sentimenti profondi: comunità, generosità, bisogno di relazione. C’è del bello in ognuna di loro, ed è un bello che appartiene anche a tutti noi.

Entrando nel mondo dei “Sorcini”, i fan di Renato Zero, che cosa ha scoperto?

Ho scoperto che per molte persone Renato Zero non è solo un cantante. È legato a ricordi, affetti, momenti decisivi della vita. Questa cosa mi ha colpito moltissimo. Parlando con le persone prima del concerto, molte si commuovevano appena iniziavano a raccontare il loro rapporto con lui. A qualcuno ricordava la madre, a qualcun altro un fratello, a qualcuno un momento felice. Una signora mi ha raccontato che, quando è arrivato il bambino che avevano adottato, in macchina c’era una canzone di Renato Zero: da quel momento quella musica è rimasta legata a uno dei momenti più importanti della sua vita. È una passione che va molto oltre il semplice rapporto con un artista. Ci sono persone che rinunciano alle vacanze per seguire una tournée, giovani che preferiscono comprare i biglietti di un concerto invece di organizzare una festa. È un’appartenenza molto forte, che non mi aspettavo in queste dimensioni.

Q uanto è stato importante vivere ogni esperienza dall’interno, senza giudicare?

È stato fondamentale. Ce lo siamo imposti fin dall’inizio: non dovevamo giudicare, ma neanche fare un’apologia. Non volevamo dire semplicemente che era tutto bello. L’idea era andare a scavare, fare anche domande scomode, cercare di capire davvero. Con i culturisti, per esempio, la domanda era: perché dedicare

tutta la vita al perfezionamento del corpo? Che cosa dà in più?

Con i sommergibilisti: perché scegliere di vivere dentro una scatola di metallo a centinaia di metri di profondità, quando fuori c’è il mondo? Ho imparato che ciascuno sceglie il proprio modo di cercare la felicità. Alcune scelte possono sembrarci estreme, strane o lontane da noi, ma nessuno ha il diritto di giudicarle. Possiamo non condividerle, ma possiamo provare a capirle.

Che Italia viene fuori da questo viaggio?

Viene fuori un’Italia piena di mondi, di passioni, di comunità vive. Un Paese in cui le persone cercano ancora legami reali, esperienze concrete, appartenenze profonde. In un tempo in cui sembriamo sempre più individualisti, “Tribù” racconta invece che il bisogno di comunità è ancora fortissimo.

Lei è il volto del programma, ma dietro “Tribù” c’è anche una grande squadra. Quanto conta questa “tribù” di lavoro?

Conta moltissimo. Io sono soltanto la punta che si vede, ma dietro c’è una squadra ampia, numerosa e formidabile. Ci sono gli autori, il regista, la redazione, i produttori, i cameramen, il fonico: tutti fanno parte della “tribù di Tribù”. A un certo punto avevamo anche pensato di raccontare proprio la nostra comunità, quella dei lavoratori della televisione. Perché anche noi, in fondo, siamo una tribù: ognuno con il proprio ruolo, le proprie competenze, le proprie fatiche, ma tutti dentro lo stesso racconto. 

In libreria

STORIA POP

Dal 1° giugno prende il via un nuovo ambiente di contenuti digitali: video brevi da 60/90 secondi, in cui giovani storyteller raccontano il passato in un viaggio che arriva fino ai giorni nostri. Il progetto unisce l’immediatezza del linguaggio digitale al rigore delle ricostruzioni storiche garantito dal brand Rai Storia. Le pillole video saranno disponibili su RaiPlay, sui profili social di Rai Storia e su YouTube, parallelamente andranno in onda anche su Rai Storia all’interno di una striscia quotidiana nella fascia access prime time

Il divorzio esisteva nell’antica Roma? Chi era la donna nella foto simbolo della nascita della Repubblica? Qual è il precedente del referendum in epoca romana? E perché le donne che votarono il 2 giugno non poterono usare il rossetto? Sono solo alcune delle curiosità presenti in “Storia POP”, il nuovo ambiente di contenuti digitali firmato Rai Storia: video da 60/90 secondi in cui giovani storyteller raccontano il passato in un viaggio che arriva fino ai giorni nostri. Il tutto attraverso l’immediatezza del linguaggio digitale, che si fonde con il rigore delle ricostruzioni garantito dal brand Rai Storia. Immagini e parole pensate per rendere la cultura un’esperienza pop accessibile a tutti, senza mai perdere la profondità del dettaglio. Le pillole video di “Storia POP” saranno pubblicate su RaiPlay, sui profili social di Rai Storia e su YouTube a partire dal prossimo 1° giugno. Contemporaneamente andranno anche in onda su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre), in una striscia nella fascia access prime time con cinque pillole per

serata. Una distribuzione davvero crossmediale, pensata innanzitutto per intercettare il target più giovane, senza però dimenticare il pubblico del canale. E, in concomitanza con gli 80 anni della Repubblica, molti dei primi video saranno dedicati proprio alla nascita della Repubblica italiana e alla sua storia. Per questa prima edizione si è scelto di puntare su cinque giovani divulgatrici, ciascuna con una propria specificità e area di competenza. Nei video si alterneranno Beatrice Flammini (alias ProsopoBea), Emanuela Lucchetti, Charlotte Marincola, Carla Oppo e Maria Sole Sanasi. Una scelta volutamente tutta al femminile, per contrastare l’immagine stereotipata della figura dello storico. “Storia POP” è uno dei tasselli del processo di rinnovamento che sta coinvolgendo il genere storia in Rai e che passa attraverso i social e il digitale nel suo insieme. Un percorso che punta a portare il racconto del passato sulle piattaforme e sui device preferiti dai più giovani, con l’ambizione di intercettare la crescente domanda di contenuti storici da parte delle nuove generazioni. “Il progetto Storia POP – dice Fabrizio Zappi, Direttore Rai Cultura ed Educational - rappresenta un cambio di passo nel modo in cui la storia viene veicolata al nostro pubblico. Formati snelli, brevi, con giovani divulgatrici e divulgatori per un obiettivo chiaro: andare incontro alle esigenze mediatiche dei più giovani. Una mission che del resto fa parte del ruolo di Servizio Pubblico della Rai”. “Da parte dei più giovani – aggiunge Marco Lanzarone, Vicedirettore Rai Cultura ed Educational e responsabile del progetto - c’è una grande domanda di contenuti di storia e, ancor più, di storie. Ma li cercano esclusivamente sulle piattaforme digital e social, con i formati e il linguaggio tipici di quei mondi. Storia POP è la nostra risposta: la storia per i nativi digitali”.

DUE CHIACCHIERE CON BEATRICE FLAMINI, CONOSCIUTA SUI SOCIAL COME “PROSOPOBEA”

Conosciamoci meglio…

Sono Beatrice Flamini, ma sui social mi conoscono come “ProsopoBea”. Ho scelto questo nome perché ho sempre amato i giochi di parole: unisce “prosopopea” — la figura retorica che dà voce a ciò che normalmente non può parlare — e il mio nome, Beatrice. Mi piaceva l’idea che quel “qualcosa di inanimato” potesse diventare proprio il telefono: l’oggetto che abbiamo sempre in mano. Così ho pensato di portare il mondo antico su Instagram, in uno spazio vicino e quotidiano, trasformando qualcosa che spesso viene percepito come lontano o noioso in qualcosa di vivo, curioso e accessibile. Grazie ai miei studi ho semplicemente trasferito le conoscenze dalla carta ai social, cercando di raccontarle con un linguaggio più immediato.

Come si trasforma la Storia in un racconto Pop? È una domanda complessa, ma credo che tutto parta dalla passione. Quando interiorizzi davvero qualcosa, quando la vivi con

entusiasmo, diventa più naturale raccontarla anche agli altri in modo semplice e coinvolgente. In fondo è il metodo che usavo all’università: sono laureata in Lettere Antiche e studiavo argomenti molto complessi. Prima degli esami li ripetevo nella loro forma più tecnica, poi provavo a spiegarli a persone che non ne sapevano nulla. Era il modo migliore per capire se li avessi davvero compresi. Con i social faccio la stessa cosa: provo a trasformare concetti complessi in racconti chiari, immediati, quasi quotidiani. Non credo esista una formula precisa; penso dipenda soprattutto da quanto un argomento ti appassiona e da quanto desideri trasmetterlo agli altri. Se quella passione è autentica, arriva.

In meno di 90 secondi: perché seguire “Storia Pop”?

La storia non parla solo del passato, parla di noi. Il mondo antico, così come la storia contemporanea, continua a influenzare il presente più di quanto immaginiamo. La storia è ciclica, ci insegna a leggere quello che viviamo ogni giorno e ci offre strumenti per capire meglio il mondo. L’idea di “Storia Pop” è proprio questa, offrire piccole pillole che incuriosiscano, accendano una domanda, facciano venire voglia di approfondire. Perché a volte basta una storia raccontata nel modo giusto per scoprire qualcosa che rimane con noi molto più a lungo di quanto pensassimo.

In libreria

MUSSOLINI LE VERITÀ NASCOSTE

Tra documentario e inchiesta, appuntamento condotto da Massimo Giletti e dedicato a Benito Mussolini, in onda lunedì 8 giugno in prima serata su Rai 3

Sulla morte di Benito Mussolini conosciamo tutta la verità? Secondo alcuni studiosi, sulla fine del Duce si allungherebbe l’ombra del primo ministro britannico Winston Churchill. Ma perché lo statista inglese avrebbe voluto eliminare Mussolini? Voleva forse metterlo a tacere? Il Duce cosa avrebbe potuto rivelare di così compromettente per il Governo britannico? Forse il contenuto della corrispondenza epistolare che i due uomini di Stato si sarebbero scambiati per anni e che avrebbe contenuto, tra le altre cose, alcune verità scomode sulla Seconda guerra mondiale? Sappiamo che Churchill nel settembre del 1945, dopo aver vinto la guerra ma perso le elezioni, fece una vacanza in Italia, sul lago di Como, proprio nei luoghi dove Mussolini trascorse gli ultimi giorni della sua vita. Forse l’ex premier

inglese cercava, ammesso che sia esistito, il famoso carteggio? Ancora oggi, a ottanta anni di distanza nessuno l’ha mai trovato. Questa e altre domande sono alla base dello speciale, tra documentario e inchiesta, condotto da Massimo Giletti e dedicato alle “verità nascoste” di Benito Mussolini, in onda lunedì 8 giugno in prima serata su Rai 3 alle 21.20. L’intento è quello di restituire la verità storica degli eventi presi in esame nella loro complessità: non solo alla luce di quanto raccontato dagli studiosi e dai testimoni di quei fatti fino ad oggi, ma anche attraverso le analisi di esperti, storici e giornalisti, che hanno partecipato ad allargare il campo dell’indagine. Lo storico Gianni Oliva, il giornalista Bruno Vespa, la saggista Mirella Serri, il saggista Roberto Festorazzi, il Prof. Vittorio Fineschi, medico legale dell’Università “La Sapienza” di Roma, la ricercatrice Valentina Chiani, il Prof. Richard Toye, della “University of Exeter”. E ancora: la nipote del Duce Edda Negri Mussolini, Carlo Alberto Biggini, nipote di Carlo Alberto Biggini, ministro dell’educazione della Repubblica Sociale Italiana. 

LA GRANDE FESTA DEI TRENT’ANNI

Il Festival dell’animazione e dei linguaggi transmediali promosso da Rai e organizzato da Rai Com, ha celebrato a Pescara i suoi trent’anni con la forza dell’animazione, dei videogiochi e dei nuovi linguaggi del racconto. Premi alla carriera a Kirk Wise e Don Daglow, Digital Award a Pera Toons, Belgio Paese ospite, mostre dedicate a Tolkien, Corto Maltese e Dylan Dog, il Village nel cuore della città e gli spettacoli di Carl Brave, Ema Stokholma e Cristina D’Avena

Trent’anni di immagini, storie, personaggi, visioni e mondi possibili. “Cartoons on the Bay” ha raggiunto la sua edizione numero trenta e ha scelto ancora una volta Pescara per celebrare un compleanno importante, capace di guardare alla storia del Festival e, nello stesso tempo, al futuro dell’animazione, dei videogiochi e dei linguaggi transmediali. Promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara, l’International Animation and Transmedia Festival si è svolto dal 27 al 30 maggio con un programma ampio, costruito per tenere insieme

industria, creatività, scuola, spettacolo, formazione e territorio. La trentesima edizione ha confermato la vocazione internazionale di una manifestazione nata intorno all’animazione e cresciuta negli anni fino a diventare un osservatorio privilegiato sui nuovi modi di raccontare. “Cartoons on the Bay” ha portato a Pescara autori, registi, illustratori, produttori, studenti, professionisti e appassionati, trasformando la città in un grande laboratorio della fantasia contemporanea. Una fantasia sempre più concreta, fatta di competenze, tecnologia, scrittura, disegno, suono, progettazione, lavoro di squadra e capacità di parlare a pubblici diversi, dai bambini agli adulti. Il cuore professionale del Festival è stato l’Aurum, sede degli incontri, dei panel, del programma cinema e delle attività dedicate alle scuole. Ma “Cartoons on the Bay” è uscito anche dai luoghi tradizionali del confronto tra addetti ai lavori per entrare nel centro della città, tra Piazza Salotto e Corso Umberto I, con il Cartoons on the Bay Village, pensato come spazio di gioco, incontro e partecipazione per famiglie, ra-

gazzi, appassionati e curiosi. Una scelta che ha raccontato bene lo spirito dell’edizione: una manifestazione internazionale, ma anche una festa popolare capace di attraversare le generazioni e di portare il linguaggio dei cartoni, dei fumetti e dei videogiochi dentro la vita quotidiana della città. Per Adriano Monti Buzzetti, il direttore artistico del festival, il trentennale è stato prima di tutto “un’occasione per fare festa” e per celebrare un cammino di crescita. Il tema scelto, “Fantasia 2.0”, ha indicato la volontà dell’evento di aggiornarsi, interpretando uno scenario in continua trasformazione, nel quale animazione, videogiochi, fumetto, racconto audiovisivo e prodotti transmediali dialogano sempre più tra loro. L’obiettivo è stato fare uno scatto in avanti, rafforzando il rapporto con le scuole, con i giovani talenti e con i mestieri della creatività digitale: doppiatori, sceneggiatori, animatori, illustratori, autori, tecnici del suono, professionisti che trasformano un’idea in un’opera collettiva. In questo senso, Cartoons ha raccontato anche il presente di un settore che cambia

rapidamente, ma che continua ad avere bisogno di creatività umana, artigianato, visione e capacità narrativa. L’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale, le piattaforme immersive e i mondi digitali non cancellano il valore del talento, ma lo sfidano a trovare nuove forme. Ed è proprio qui che il Festival ha costruito uno dei suoi punti di forza: mettere in dialogo la tradizione dell’animazione con le prospettive più avanzate del racconto contemporaneo, senza perdere di vista il pubblico, le nuove generazioni e la dimensione culturale del Servizio Pubblico. Sono state 325 le opere iscritte ai Pulcinella Awards 2026, nelle sette categorie in concorso, da artisti e studi provenienti da 53 Paesi. L’edizione del trentennale ha assegnato i Pulcinella Career Award a due protagonisti internazionali: Kirk Wise, regista di capolavori Disney come “La bella e la bestia”, “Il gobbo di Notre Dame” e “Atlantis – L’impero perduto”, e Don Daglow, autore di videogiochi e figura di riferimento nel mondo dei giochi di simulazione e di ruolo. A Pera Toons è andato il Pulcinella Digital Award, consegnato dal Direttore della Comunicazione Rai Fabrizio Casinelli, mentre Roblox ha ricevuto il Pulcinella Immersive Award. Tra gli altri riconoscimenti, il premio Studio of the Year a Cartobaleno, l’International Studio of the Year alla belga Peyo Company, il Pulcinella Diversity Award al videogioco “Bye Sweet Carole” di Chris Darril e il Pulcinella Transmedia Award a Pokémon. Un passaggio particolarmente significativo è arrivato anche dall’intervento di Roberto Genovesi, per sedici

anni alla direzione di “Cartoons on the Bay” e oggi alla guida di Rai Kids, che proprio al Festival ha anticipato una trasformazione profonda dell’offerta dedicata ai ragazzi. Una nuova visione che guarda alla Rai come realtà sempre più capace di muoversi tra televisione lineare, RaiPlay, contenuti digitali e piattaforme diverse, con un linguaggio unitario e contemporaneo. Il successo di fenomeni come Pera Toons, capace di ottenere risultati importanti su Rai Gulp e su RaiPlay, conferma quanto l’animazione italiana possa essere competitiva, intercettare pubblici nuovi e parlare alle giovani generazioni con codici freschi, immediati e riconoscibili. In questa prospettiva, Rai Kids ribadisce anche una scelta chiara: l’intelligenza artificiale può essere uno strumento di supporto, ma la creatività umana resta al centro. Perché raccontare ai bambini e ai ragazzi significa costruire immaginari, responsabilità, sensibilità e futuro. E in questo campo, l’etica viene prima della scorciatoia tecnologica. Il Belgio è stato il Paese ospite dell’edizione, con panel e proiezioni dedicate. Una presenza che ha permesso di rendere omaggio a una scuola creativa riconoscibile e influente, capace di unire tradizione e innovazione. Il riferimento alla Peyo Company, legata all’universo dei Puffi, è diventato così il punto di partenza per raccontare una delle realtà più durature e forti dell’immaginario globale, confermando la capacità del Festival di tenere insieme memoria, industria e futuro. “Cartoons on the Bay” è stato anche un percorso tra grandi mostre e icone della cultura popolare.

All’Aurum sono state allestite “Oltre le Terre di Mezzo: visioni tolkieniane” di Angelo Montanini, curata da Emanuele Vietina in collaborazione con Lucca Comics, e “Corto Maltese, un mare infinito”, dedicata al leggendario marinaio creato da Hugo Pratt. Lungo Corso Umberto I spazio invece a “Quarant’anni di sogni e incubi con Dylan Dog”, realizzata in collaborazione con Sergio Bonelli Editore. A celebrare simbolicamente il trentennale anche il manifesto firmato da Francesca Ghermandi, con una sirena che emerge dal mare Adriatico indossando cappello e maschera di Pulcinella.

Nel programma hanno avuto un ruolo centrale anche gli studenti delle scuole primarie e secondarie, coinvolti in incontri mattutini all’Aurum tra spettacolo, gioco e divulgazione. Ad animare gli appuntamenti sono stati volti noti della tv e della radio, da Armando Traverso con il pupazzo Krud al trio Dodò, Laura e Andrea de “L’albero azzurro”, fino al doppiatore Fabrizio Vidale. Una dimensione importante, perché ha mostrato ai ragazzi cosa c’è dietro le storie che amano: lavoro, competenza, collaborazione, disciplina creativa. I cartoni animati, i videogiochi e i prodotti digitali migliori nascono da una visione, ma anche da una filiera di professionalità che il Festival ha scelto di raccontare da vicino. A completare la festa sono stati gli eventi serali in Piazza della Rinascita. Sul palco di Piazza Salotto si sono alternati Carl Brave, con un live acustico, il dj-set di Ema Stokholma, Cristina D’Avena feat. Gem Boy e il dj-set di Claudio Cannizzaro.

Appuntamenti a ingresso libero e gratuito, pensati per coinvolgere la città e rendere il trentennale una celebrazione condivisa, capace di unire il pubblico del Festival, le famiglie, i giovani e i visitatori arrivati a Pescara per vivere l’atmosfera di Cartoons on the Bay. Main partner del Festival sono stati RaiPlay, Rai Kids, Rai Radio2 e Rai Radio Kids. Rai Kids ha portato a Pescara una presenza articolata tra divulgazione, intrattenimento e confronto professionale, con anteprime, spettacoli, laboratori, un corner espositivo all’Aurum e un panel istituzionale. RaiPlay ha proposto un’offerta esclusiva interamente dedicata all’evento, mentre Rai Radio Kids, No Name Radio e Radio Tutta Italiana hanno accompagnato il pubblico negli spazi del Village e del Corso, contribuendo a costruire un racconto Rai diffuso, vicino alle persone e ai diversi pubblici del Festival. “Cartoons on the Bay” ha confermato così la sua identità: un festival internazionale, ma anche un luogo di incontro. Un osservatorio sui linguaggi che cambiano, una vetrina per l’industria dell’immaginario, un ponte tra professionisti e nuove generazioni, tra creatività e territorio. Nel trentesimo anniversario, Pescara è diventata il palcoscenico di una festa che ha parlato a chi i cartoni li guarda, a chi li crea, a chi li studia e a chi continua a credere che ogni grande storia cominci sempre da un disegno, da un’idea, da una scintilla di fantasia. 

TUTTI I PREMIATI

Per l’Italia, Pera Toons vince il Pulcinella Award Kids Tv Show con “Prova a non ridere”

Pera Toons conquista Pescara alla 30ª edizione di “Cartoons On The Bay” 2026, il festival di animazione diretto da Adriano Monti Buzzetti, promosso da Rai e organizzato da Rai Com, in collaborazione con la Regione Abruzzo ed il Comune di Pescara. “Prova a non ridere”, la serie dell’autore italiano più amato dai bambini, fatta di 46 episodi di 6 minuti e ricca di barzellette, indovinelli e doppi sensi, ha vinto il Pulcinella Award Kids Tv Show (6-11 anni). Dopo il Digital Award, questo è il secondo premio vinto da Pera Toons nelle giornate del Festival. La serie «riconosce e valorizza il modo in cui il pubblico dei bambini si relaziona alla narrazione attraverso formati brevi e un’animazione minimalista, combinando innovazione e tradizione».

Questa la motivazione della giuria internazionale Audiovisual composta quest’anno da Cecilia Persson, Managing Director di BBC Studios Kids & Family; Don Daglow, designer di oltre 100 videogiochi in 55 anni di carriera e vincitore di un Emmy Award; Frédéric Puech, produttore; Sara Cabras, responsabile acquisti Rai Kids; Emanuele Vietina, vicedirettore di Lucca Comics & Games dal 2007, e ora alla guida del Festival e Direttore Generale di Lucca Crea. I premi assegnati nelle altre categorie sono andati a Regno Unito, Stati Uniti Australia, Belgio. Il Pulcinella Award Preschool Tv Show (2-4 anni) è andato a “My friend masy”, Regno unito, diretto da Beth Hughes, per la sua «nuova interpretazione di un classico per bambini, che porta a una nuova generazione un ritmo narrativo gioioso e una direzione visiva vivace».

Il Pulcinella Award Upper School Tv Show (4-6 anni) è andato a “E.B. White’s Charlotte’s web”, Stati Uniti, diretto da Yurie Rocha. La serie, basata sul classico racconto di E.B. White “Charlotte’s web”, ha vinto in quanto «Porta una storia classica a un vasto pubblico attraverso un’animazione moderna di altissimo livello».

Il Pulcinella Award Youth Tv Show (+11 anni) è andato a “Tales from outer suburbia”, Australia, diretto da Noel Cleary e Shaun Tan, in quanto «Affascina fin dalla scena iniziale grazie alle sue atmosfere evocative, ai personaggi profondamente coinvolgenti e a un’animazione di altissimo livello».

Il Pulcinella Award Interactive Animation è andato a “Koira”, Belgio, diretto da Ben Lega, per il suo «stile artistico coerente che genera sorpresa e una vasta gamma di emozioni, trasmesse attraverso l’animazione e il sonoro piuttosto che attraverso la narrazione».

La giuria internazionale Cinema invece, composta da Kirk Wise, noto al grande pubblico per i suoi capolavori Disney, e dal regista e illustratore italiano Alessandro Rak ha invece premiato Repubblica Ceca e Francia.

Il Pulcinella Award for Best Animated Feature è andato a “Tales from the Magic Garden”, Repubblica Ceca, diretto da Patrik Pass Jr., Jean-Claude Rozec, David Súkup, Leon Vidmar «per la rappresentazione dell’elaborazione di un lutto familiare e di come il racconto possa offrire conforto nell’affrontare le sfide della vita. Abbiamo particolarmente apprezzato il modo in cui ogni storia si inseriva all’interno di un’altra, i rapporti calorosi tra i personaggi e le emozioni autentiche evocate dal suo affascinante stile visivo».

Il Pulcinella Award for Best Short Film è andato a “The Nest”, Francia, diretto da Aurélien Coquery, Léa Kermanach, Soline Mauguin, Abel Tixador, Jean Baounon, Romane Selter-Fiette. Siamo rimasti colpiti dall’atmosfera gotica, dall’audace messa in scena cinematografica e dall’intensa drammaticità dell’animazione dei personaggi», le motivazioni. Menzioni speciali a “My Grandfather is a Nihonjin”, Brasile, diretto da Celia Catunda e scritto da Rita Catunda, tratto dal romanzo “Nihonjin“ di Oscar Nakasato, come miglior sceneg-

giatura e miglior colonna sonora; Patrik Pass Jr., Jean-Claude Rozec, David Súkup, Leon Vidmar come miglior regia per “Tales from the Magic Garden”ea“Olivia & The Clouds” diretto da Tomás Pichado Espaillat come migliore animazione. Tra gli altri premi, il Moige Award è stato assegnato a “Pino e Shinobi”, Italia, diretto da Andrea Bozzetto e prodotto da Studio Bozzetto – Yomiuri Telecasting Corporation, «per essere stato capace di spiegare due culture diverse ai bambini, che sono particolarmente sensibili a queste tematiche e che sanno come guardarle in modo inclusivo, mostrando loro le sottili e, a volte, invisibili connessioni tra le diverse identità, dimostrando l’importanza del dialogo interculturale e incoraggiandoli a comprendere le loro radici guardandole da una prospettiva universale “familiare”». L’Unicef Award, invece, è andato a “Terremoto”, Italia, diretto da Lorenzo Latrofa e Massimiliano Di Lauro «per la sua capacità di descrivere, con profondità e semplicità, le tempeste emotive dei bambini e la loro difficoltà nel governarle. Il linguaggio, chiaro e intenso, usa una metafora efficace per narrare le difficoltà dei piccoli, libera da giudizi e capace di affrontare sentimenti complessi, difficili da gestire e accettare. Quando gli adulti comprendono e accolgono tutte le emozioni dei bambini, possono accompagnarli anche nei loro turbamenti emotivi, che talvolta possono diventare travolgenti e distruttivi, aiutandoli a crescere in modo più sereno e positivo». Nella cerimonia sono stati anche ritirati gli altri premi, assegnati nelle giornate del trentennale di Cartoons on the Bay. I Pulcinella Career Awards sono stati assegnati al regista Kirk Wise, autore di capolavori Disney come “La bella e la bestia”, “Il gobbo di Notre Dame” e “Atlantis – L’impero perduto”, e a Don Daglow, figura di riferimento del videogioco internazionale. Tra gli altri riconoscimenti speciali, l’International Studio of the Year è andato alla belga Peyo Company, custode dell’universo dei Puffi, mentre Cartobaleno è stato premiato come Italian Studio of the Year. Il Pulcinella Diversity Award è stato assegnato al videogioco Bye Sweet Carole di Chris Darril, il Pulcinella Immersive Award alla piattaforma Roblox e il Pulcinella Transmedia Award a Pokémon e il Premio Sergio Bonelli è andato al regista Alessandro Rak. 

LIBERI TUTTI

Michele Venturi è un avvocato cinico, abituato a muoversi tra affari opachi e scorciatoie morali, finché gli arresti domiciliari lo costringono a cambiare scenario. Con le sue case sotto sequestro, finisce nel cohousing gestito dall’ex moglie Eleonora, un luogo dove condivisione, regole comuni e solidarietà sono molto più importanti del suo vecchio modo di vivere. Tra insofferenza, scontri e situazioni paradossali, Michele si ritrova a fare i conti con persone e valori che aveva sempre tenuto a distanza. La serie, diretta da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, ha tra gli interpreti Giorgio Tirabassi, Anita Caprioli, Thomas Trabacchi, Valeria Bilello, Caterina Guzzanti e Andrea Roncato. Una commedia intelligente sul significato della libertà, quando a mancare non è solo lo spazio, ma anche la capacità di stare con gli altri.

Basta

GILDA

ABuenos Aires, Johnny Farrell vive di gioco d’azzardo e piccoli espedienti, fino a quando il misterioso Ballin Mundson lo assume per dirigere un casinò. La sua nuova posizione sembra offrirgli potere e sicurezza, ma l’arrivo di una donna cambia ogni equilibrio: Gilda, la moglie del suo capo, è anche la sua ex amante. Tra i due riaffiora una passione mai davvero chiusa, fatta di attrazione, rancore, gelosia e desiderio di vendetta. Diretto da Charles Vidor, il film consegna a Rita Hayworth uno dei ruoli più iconici della storia del cinema, accanto a Glenn Ford, George Macready e Joseph Calleia. Un classico intenso e magnetico, dove amore e tradimento giocano la stessa partita. In esclusiva su RaiPlay.

Basta un Play!

UNA PALLOTTOLA NEL CUORE

Bruno Palmieri è un giornalista romano dalla memoria formidabile, ironico, diretto e capace di tornare dove molti preferirebbero non guardare più. Interpretato da Gigi Proietti, porta dentro di sé una ferita fisica e simbolica: una pallottola rimasta nel cuore e un passato che continua a chiedere verità. Tra casi irrisolti, cronaca, segreti e vecchie colpe, Bruno riapre storie dimenticate con l’ostinazione di chi conosce il peso della giustizia. La serie unisce mistero, sentimento e romanità, costruendo attorno al protagonista un racconto umano e popolare. Un titolo che valorizza il talento di Proietti in una veste intensa, affettuosa e investigativa. In “Teche Rai”.

BASTONCINO

Un piccolo padre di famiglia viene allontanato dalla sua casa e dai suoi affetti, iniziando un viaggio pieno di imprevisti per riuscire a tornare dai suoi cari in tempo per Natale. Tratto dal libro di Julia Donaldson, illustrato da Axel Scheffler, il film animato trasforma una storia semplice in un’avventura tenera, emozionante e piena di fantasia. Diretto da Jeroen Jaspaert e Daniel Snaddon, racconta il valore della famiglia, della perseveranza e del desiderio di ritrovare il proprio posto nel mondo. Tra incontri inattesi, pericoli e momenti di grande dolcezza, il protagonista attraversa un percorso che parla ai bambini con leggerezza e agli adulti con delicatezza. Un piccolo racconto animato perfetto per chiudere la rubrica con uno sguardo dedicato ai più piccoli. 

CATERINA VILLA: SUL VUOTO SI PUÒ COSTRUIRE

«Non so dire se c’è un momento preciso in cui ho capito che volevo raccontare storie; ho la sensazione, piuttosto, che sia qualcosa che è cresciuto insieme a me, dentro di me, in maniera inconscia, naturale, forse anche sotterranea. Il mio primo racconto l’ho scritto a otto anni, era la storia di una saliera e di una pepiera che provavano a fuggire di casa. Questo per dire che il bisogno di inventare e raccontare storie era già lì, poi si è evoluto nel tempo. Ho passato anche molti anni, soprattutto all’inizio del mio percorso lavorativo, in cui io e la scrittura ci siamo perse di vista. Il momento in cui ho coscientemente deciso che volevo di nuovo un posto per lei nella mia vita è stato il 2019, quando ho ricominciato a scrivere racconti e ho iniziato a lavorare al testo che poi è diventato “Misurare il vuoto”.»

Caterina Villa, classe 1988, è nata e cresciuta in Umbria. «Ma vivo a Roma da più di dieci anni, dopo una parentesi di vita e lavoro londinesi. Sono una giornalista e collaboro alla realizzazione di programmi televisivi di attualità. In parallelo, però, sono anche una scrittrice e ho sempre coltivato questa mia passione negli spazi liberi lasciati da notizie e fatti. Ho scritto e pubblicato svariati racconti su riviste online e cartacee. “Misurare il vuoto” è il mio primo romanzo.»

ancora di più, interrogandomi sul loro passato, sul loro modo di stare al mondo. Sono un’avida lettrice di romanzi corali, ammiro le autrici e gli autori che sanno come costruire rimandi, legami, storie composite, e penso che mi sia venuto naturale mettermi alla prova con questo tipo di narrazione. Poi c’è un’origine più intima di questa storia, che affonda le radici in alcune mie esperienze personali di vita, che mi hanno portato a scoprire l’esistenza del vuoto attorno al quale mi sono costruita negli anni. Una volta costretta a guardarlo, ho compreso che non era solo una fonte di dolore, era anche un pozzo da cui potevo trarre ricchezza. Per me è stato un insegnamento fondamentale e credo che sia stato in quel momento che è nata questa storia, in cui la speranza c’è anche se all’inizio non si vede, e il bisogno di condividerla.»

Il titolo del tuo romanzo è enigmatico e nulla rivela al lettore distratto. Come lo hai scelto?

Caterina Villa

Misurare il vuoto

«Infila le chiavi nella toppa e spinge forte, aiutandosi con la spalla buona. La porta cede. Allunga una mano, preme l’interruttore, uno sfrigolio e la lampadina si accende. Si sente odore di colla e di tisana al finocchio. Sopra la madia c’è una torre di stuzzicadenti vicino a un’accozzaglia di pasta di sale dalla forma strana. Spesso lasciano qui gli oggetti che costruiscono, non li portano nel mondo fuori. Lui li fa accumulare, dentro i mobiletti, sopra gli scaffali, sul letto che non usa nessuno, pure nel bagno anche se è piccolo piccolo. Accende il bollitore, si siede al tavolo. Respira. È vecchia, la roulotte. Il tetto è pieno di rattoppi, la muffa s’è presa gli angoli, però non ha l’aria da posto abbandonato. Gli oggetti stanno tutti stretti stretti come nelle caverne magiche di certe fiabe di quando era bambino. Prende un respiro bello grosso. Il silicone delle finestrelle è tutto smangiucchiato, fa passare gli spifferi, e il pavimento è scorticato, ma la roulotte continua a fare il suo dovere. Non è più la stessa che gli ha affidato il custode precedente. È diventata un posto vero, ci è cresciuta dentro un’anima».

«Non ho sentito il bisogno di un titolo fino a quando non ho ultimato la stesura del romanzo e a quel punto avevo già scritto il capitolo intitolato “Misurare il vuoto”, un capitolo di svolta per Ofelia, una dei protagonisti. Mi è sembrato un buon titolo anche per il romanzo nella sua interezza, perché contiene il senso di questa storia. Non credo che un romanzo debba per forza di cose essere portatore di un messaggio, allo stesso tempo penso che l’atto di osservare e prendere le misure del proprio vuoto sia il centro simbolico della storia che ho scritto e la sfida che ho lanciato non solo ai miei protagonisti ma anche a me stessa. Misurare il vuoto è ciò che si fa dentro la roulotte che è l’asse attorno a cui ruota il romanzo, insomma mi sembrava tornasse tutto.»

Sono tante le voci che ci raggiungono nella roulotte sulla riva del lago Trasimeno, un romanzo corale che intreccia destini e vite apparentemente senza speranza: come nasce questa storia?

«Nella mia testa la storia è nata corale, i tre protagonisti c’erano già tutti. Si è trattato quindi di tirarli fuori e di farli emergere

Sulle rive te. Non finita lì, spazio tutto ze della e l’enigmatico greti. Nicola un amore fondo, Ofelia di una madre schiato meritare. dine di tanti che ribile evento. qualcuno lotte e il proprietario. Attraverso ta da capitoli costruisce realismo cora aperte

Caterina Villa

Tiziano Ferro nuove voci per il

ritorno negli stadi

La versione ampliata di “Sono un grande” raccoglie collaborazioni, brani inediti e il conto alla rovescia verso “Stadi 26”

Arriva in digitale “Sono un grande (deluxe)”, la nuova versione dell’album di Tiziano Ferro pubblicato lo scorso autunno da Sugar Music, disponibile anche in formato cd. Un progetto che amplia il percorso

del disco originario e lo apre a una dimensione più corale, fatta di incontri, collaborazioni e nuove sfumature emotive. Dopo aver scelto di affidare il nucleo principale dell’album a una voce unica, senza duetti, il cantautore torna ora con un lavoro che accoglie altre presenze artistiche e racconta ciò che è nato intorno alle canzoni, nei rapporti umani e creativi costruiti in questi mesi. Accanto a “Superstar” con Giorgia, brano già arrivato al vertice della classifica radiofonica e ancora tra i singoli

più programmati, e a “Xxdono” con Lazza, attualmente in radio, in video e in digitale, la nuova edizione contiene “Felici a metà” con Shiva, “Xxverso” con Ditonellapiaga, “Ti sognai” con Ariete, oltre agli inediti “Unico” e “A Napoli”. Non una semplice aggiunta, dunque, ma un capitolo ulteriore del racconto musicale di Tiziano Ferro, costruito come un dialogo tra generazioni, sensibilità e linguaggi diversi. “Superstar”, nata da uno scambio di messaggi con Giorgia, affronta il rapporto tra successo, fragilità e identità personale, guardando al mondo della musica oltre il palco, gli applausi e la fama. “Felici a metà”, realizzata con Shiva, entra invece nel territorio più complesso delle relazioni, della codipendenza e delle forme meno raccontate di tossicità emotiva. Con Lazza, in “Xxdono”, Tiziano Ferro rilegge idealmente uno dei brani simbolo del suo debutto, affidandolo al confronto con un artista della nuova scena italiana, capace di unire scrittura, rap e formazione musicale. “Xxverso”, insieme a Ditonellapiaga, porta nel disco una vena più ironica e tagliente, mentre “Ti sognai”, con Ariete, assume una nuova delicatezza attraverso una voce capace di restituire al brano una prospettiva intima e generazionale. Tra gli inediti, “A Napoli” nasce da un momento personale molto doloroso e diventa una delle canzo-

ni centrali del progetto, pur essendo stata inizialmente tenuta fuori dall’album principale. “Unico”, invece, è un brano luminoso e affettuoso, dedicato al figlio, immaginato nel suo futuro e incoraggiato a crescere senza uniformarsi, custodendo la propria identità. Dentro “Sono un grande (deluxe)” convivono così confessione, memoria, ironia, famiglia, amicizia artistica e desiderio di rinascita: elementi che da sempre attraversano la scrittura di Ferro e che qui trovano una forma più aperta, condivisa, quasi collettiva. Intanto cresce l’attesa per “Stadi 26”, il nuovo tour che riporterà Tiziano Ferro sui palchi dei principali stadi italiani. Dodici appuntamenti, da Lignano a Milano, Torino, Bologna, Padova, Napoli, Roma, Ancona, Bari e Messina, per un ritorno dal vivo che ha già superato quota 400 mila biglietti venduti. Un nuovo incontro con il pubblico dopo una carriera lunga oltre vent’anni, segnata da più di venti milioni di dischi venduti nel mondo, successi internazionali, collaborazioni importanti e una scrittura capace di parlare a generazioni diverse. Con “Sono un grande (deluxe)” e il conto alla rovescia verso gli stadi, Tiziano Ferro apre una nuova fase del suo racconto: personale, popolare, emotiva e profondamente condivisa.

DONNE IN PRIMA LINEA

Forza, sensibilità, motivazione

Il Mar. Magg. Veronica De Pisapia analista di laboratorio della sezione Impronte del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche racconta la sua vita in Divisa con la Benemerita

Il prossimo 5 giugno si celebrerà il 212° anniversario dalla fondazione dell’Istituzione. La cerimonia ufficiale avrà luogo a Reggio Calabria nella suggestiva cornice del lungomare, dove saranno schierati i Reparti rappresentativi di tutte le componenti. Inoltre, dal 4 al 7 giugno, sarà allestito il “Villaggio Arma”, all’interno di Villa Borghese a Roma un’opportunità per immergersi nella storia e nelle tradizioni. Una storia quella dell’Arma che conserva solide radici unendo una tradizione ultrasecolare

(nata nel 1814 a Torino) a una costante modernizzazione, sempre più amata dai cittadini. Le affascinanti Manuela Arcuri, Alessia Marcuzzi e le loro colleghe, protagoniste delle fortunate fiction televisive, ci avevano abituati già da tempo alla presenza delle donne nella Benemerita. La realtà era un pò diversa in quanto l’Arma dei carabinieri è stato l’ultimo corpo militare che ha ammesso le donne nei propri ranghi. Ora il loro numero sta aumentando, così come la loro presenza tra i graduati Sensibilità, profondità, consapevolezza e chiarezza sono tutte caratteristiche che le donne portarono con sè, rendendo un servizio indispensabile al Paese per la difesa delle istituzioni e per la sicurezza collettiva. La tenacia e il coraggio femminile hanno aiutato l’Arma a costruire un nuovo percorso di crescita in questi ultimi 20 anni. Il Mar. Magg. Veronica De Pisapia anali-

sta di laboratorio della sezione Impronte del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche ci racconta la sua vita in prima linea con la Benemerita. “Con i notevoli cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, le donne hanno acquisito sempre più consapevolezza della loro forza e delle proprie capacità dimostrando determinazione, particolare sensibilità e una forte motivazione” sottolinea il Mar. Maggiore De Pisapia. Perché ha deciso di indossare la divisa dell’Arma dei Carabinieri?

È stata una scelta maturata nel corso degli anni e legata alla crescente consapevolezza delle mie propensioni. La mia intolleranza assoluta verso le ingiustizie, la voglia di essere d’aiuto agli altri e di difendere chi ne ha bisogno mi hanno condotta fin qui. Quando ero molto giovane il mondo militare mi affascinava ma non era ancora aperto alle donne. Non parlo del fascino della divisa ma di una vita rigorosa, del mettere alla prova se stessi fisicamente e mentalmente, di alti valori morali e senso del dovere. Inoltre, mi appassionavano film e storie di mafia, polizieschi e tutto ciò che riguardava le investigazioni e ciò che accade nelle aule giudiziarie, ma poiché in quegli anni ancora non era possibile pensare di poter entrare nelle forze dell’ordine, dopo il diploma al liceo scientifico ho intrapreso gli studi universitari scegliendo la facoltà di giurisprudenza e sperando di diventare un bravo avvocato o un magistrato. Nel corso degli anni però ho capito che l’avvocato non poteva essere il ruolo giusto per me… non avrei mai accettato moralmente l’idea di difendere chi ha commesso un crimine e nel frattempo le porte del mondo militare si sono aperte alle donne e finalmente ho avuto l’opportunità di accedere ai concorsi.

Ci racconta le tappe fondamentali del suo percorso professionale?

Come dicevo dopo la maturità scientifica ho intrapreso gli studi alla facoltà di giurisprudenza e prima ancora di terminare il corso di laurea ho avuto la possibilità di accedere ai concorsi. La mia carriera militare è dunque iniziata come volontario in ferma breve dell’esercito italiano. Dopo il primo periodo di addestramento e la specializzazione come missilista, ho superato le selezioni per essere ammessa alla “Folgore” e sono stata assegnata al 183° reggimento Paracadutisti “Nembo” di Pistoia. Ero fiera del traguardo raggiunto e con non poche difficoltà e tanto impegno ho anche terminato contemporaneamente i miei studi conseguendo la laurea magistrale in giurisprudenza. L’attività e gli addestramenti svolti in esercito mi piacevano molto ma mancava qualcosa, l’attività di polizia giudiziaria, le indagini, la possibilità di essere quotidianamente impiegata per la difesa dei cittadini e del territorio. Nel 2005 ho superato il Concorso per diventare Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri e dopo due anni di corso e la seconda laurea in “Operatore della sicurezza sociale” sono stata destinata a svolgere il mio servizio in Calabria. Una regione difficile, un altro contesto (dopo l’esercito) pieno di difficoltà, ma che mi ha fatto crescere molto

velocemente. In pochi anni però, ho avuto la possibilità di affrontare le esperienze lavorative più disparate e partecipare ad importanti indagini di polizia giudiziaria anche connesse con il contesto di criminalità organizzata. Le donne presenti nella provincia erano davvero pochissime e proprio per questo ho avuto la possibilità di collaborare con diversi reparti della linea territoriale. La voglia di poter svolgere al meglio il mio lavoro mi ha portata a seguire corsi di scienze forensi e durante un master all’università sono rimasta affascinata dalle investigazioni scientifiche e dall’attività tecnica svolta sulla scena del crimine. Così appena ne ho avuto la possibilità ho partecipato al concorso per diventare Assistente e poi Analista di laboratorio. Dopo aver conseguito la specializzazione sono stata destinata alla Sezione Impronte del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma dove tutt’ora presto il mio servizio.

Qual è il suo ruolo attuale e quali le peculiarità del suo incarico?

Il raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche è composto da numerose sezioni, e da personale specializzato che svolge indagini tecniche di natura chimica, biologica, dattiloscopica, balistica, informatica, merceologica, fonica, grafica, audiovideo. Come analista di laboratorio della sezione Impronte svolgo indagini tecnico scientifiche su reperti acquisiti sulla scena del crimine. Nello specifico mi occupo di evidenziare, valutare, ed attribuire impronte individuate sulle superfici più disparate. Nel corso dei sopralluoghi vengono individuati elementi di interesse per le indagini, tracce o oggetti sui quali si ritiene opportuno richiedere un approfondimento tecnico scientifico al fine di individuare gli autori del reato e di ricostruire la dinamica degli eventi. Questi reperti/tracce vengono inviati alle diverse sezioni del mio Reparto che al termine delle analisi comunicano all’autorità giudiziaria e all’arma territoriale gli esiti delle indagini. Si tratta di un lavoro che, oltre alla preparazione tecnico scientifica, richiede accuratezza, meticolosità, perseveranza e studio continuo. È un’attività che viene svolta di pari passo con le indagini classiche e i cui risultati sono a volte decisivi nell’ambito del quadro probatorio. È un lavoro diverso da quello svolto dai miei colleghi che operano quotidianamente sul territorio e di cui spesso si sente parlare nei casi di maggior rilevanza mediatica. Si sente spesso parlare del RIS associato a casi di efferati omicidi o gravi delitti ma in realtà la nostra attività consente di individuare gli autori di furti rapine e di ogni altro tipo di reato. Oltre alle attività tecniche di laboratorio nel corso degli anni ho avuto inoltre l’opportunità di partecipare a molti sopralluoghi prevalentemente condotti per casi di omicidio; di prender parte a missioni internazionali come istruttore per la formazione di polizie estere, e di intervenire come operatore DVI nella squadra di riconoscimento vittime dei disastri in occasione del terremoto che ha colpito il Centro Italia dieci anni fa.

C’è un episodio che porta nel cuore accaduto nel corso della

sua carriera?

No. In realtà ogni attività svolta nel corso della mia carriera è stata importante per la mia formazione professionale, e per la mia crescita personale. Dalle attività svolte durante il periodo di servizio in Stazione a quelle svolte nel periodo di permanenza al nucleo operativo sino a tutte le esperienze fatte nei 16 anni di servizio al RIS. Alcune indagini mi hanno ovviamente coinvolta più di altre o sono state più impegnative dal punto di vista lavorativo. Ci sono state nel corso degli anni anche attività ed esperienze più dure da affrontare dal punto di vista psicologico. Alcuni scenari, normalmente mostrati solo nei film, vengono vissuti di persona e non è facile spiegare come fare questo lavoro ti cambi la vita e la visione del mondo.

Perché sempre più donne scelgono la divisa?

Da quando il mondo delle forze armate ha aperto le porte dei concorsi anche alle donne c’è stato di sicuro un notevole incremento della presenza femminile. Questo di sicuro è uno dei motivi. Con i notevoli cambiamenti avvenuti nel corso degli anni le donne hanno acquisito sempre più consapevolezza della loro forza e delle proprie capacità dimostrando determinazione, particolare sensibilità e una forte motivazione. Ora le donne sono presenti in tutti i ruoli ed in quasi tutti i reparti. Ognuna di noi poi ha dei motivi personali o delle passioni che portano a scegliere una “divisa” o una specifica forza armata.

Quali sono i motivi che spingono i giovani ad entrare nell’Arma e perché scelgono la divisa?

Presumo che, come è stato per me e per moltissimi altri, ci sia alla base la voglia di essere dalla parte della giustizia e di essere d’aiuto ai cittadini. L’Arma dei Carabinieri inoltre offre un ventaglio molto ampio di possibilità anche grazie alla presenza di innumerevoli reparti diversi tra loro e con compiti specifici. Questo fattore permette di esprimere al meglio l’eventuale predisposizione personale senza escludere che nel corso della carriera è possibile vivere un percorso diversificato che prende forma nel tempo. Alcuni giovani nei primi anni di carriera svolgono servizio in stazioni, radiomobile, nuclei operativi, ma poi magari scelgono un reparto specializzato come me. Altri invece magari sognano di far parte del reggimento a cavallo oppure di reparti speciali. L’Arma dei Carabinieri offre tantissime possibilità come del resto altre forze di polizia.

Qual è la percezione di sicurezza nella città in cui opera secondo lei?

Non essendo più impiegata sul territorio nei servizi di prevenzione e repressione dei reati comunemente svolti dalla linea territoriale, la mia percezione di sicurezza si avvicina ancor di più a quella dei cittadini comuni; e dal confronto con la popolazione devo dire che emerge un crescente bisogno di sentirsi protetti. Dalle città più grandi, ai paesi più piccoli, purtroppo la percezione di essere in pericolo in una società che sta decisamente peggiorando è crescente, ed è una sensazione giustifi-

cata visti i continui episodi di violenza e criminalità che quotidianamente accadono. Proprio per questo è importantissimo svolgere con dedizione, senso del dovere ed empatia il nostro lavoro. Talvolta non si riesce a percepire la presenza delle istituzioni, ma l’Arma dei Carabinieri da sempre ha saputo garantire con una presenza capillare sul territorio una vicinanza alla popolazione che l’ha resa un punto di riferimento. La mia sede di servizio attuale è Roma ma per lavoro gestisco indagini di nove diverse regioni e questo mi permette di avere una visione più ampia della diffusione dei reati e, ad essere sincera, non mi sembra si stia andando verso un mondo in cui sentirsi al sicuro. Le forze dell’ordine fanno tutto ciò che possono ma tutti noi possiamo contribuire a rendere questo mondo migliore.

Difficile conciliare lavoro e famiglia?

Si, molto. Nella maggior parte dei casi quando un giovane sceglie di far parte di una forza armata dovrà lasciare i propri amici, la propria famiglia ed esser pronto a spostarsi anche molte volte in regioni diverse. Questo comporta una serie di sacrifici, e, ricominciare ogni volta in un posto diverso, da soli, non è facile. Ma questo vale per molti lavori anche diversi dal mio. Non poter passare il tempo con la propria famiglia, non esserci nei giorni di festa, non rientrare a cena o a volte assentarsi per giorni o mesi… comporta dei sacrifici e dei problemi anche per chi ci aspetta a casa…che si tratti dei genitori, del marito/moglie o dei figli. Soprattutto se si presta servizio in determinati reparti conciliare vita lavorativa e famiglia è difficile e bisogna avere la fortuna di incontrare un compagno/a che possa essere abbastanza forte da comprendere. Nel corso della vita, comunque, le priorità a volte cambiano e ci saranno dei periodi in cui ci si dedicherà quasi totalmente al lavoro mentre altri in cui esigenze familiari devono avere maggior attenzione e richiedono una maggior presenza per riportare un equilibrio spesso difficile. La possibilità di conciliare al meglio lavoro e famiglia, oltre che da elementi che prescindono dalla nostra volontà, è comunque anche frutto delle nostre scelte. Può essere più o meno difficile, comporta sicuramente molti sacrifici e rinunce, ma non è impossibile.

Un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la sua carriera

Qualsiasi sia la divisa che sceglierete di indossare, fatelo con rispetto e passione. Tutte le divise identificano una professione ma alcune “pesano” un po’ di più addosso. Alcune divise puoi toglierle al termine della giornata lavorativa, altre coinvolgeranno tutti gli aspetti della vita. Pertanto, valutate se le attitudini caratteriali e le passioni personali ben si sposano con la carriera e con la vita militare. Se è ciò che veramente desiderate allora studiate, impegnatevi e non mollate alle prime difficoltà. Abbiate forza e coraggio. I sacrifici, la dedizione e la determinazione vi faranno raggiungere soddisfazioni e traguardi importanti.

CONCERTO AL QUIRINALE

Michele Mariotti dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma alla presenza del Presidente Mattarella. In diretta lunedì 1° giugno alle 17.50 su Rai 1 e, in replica martedì 2 giugno alle 20.05 su Rai 5

Celebra l’80° anniversario della Repubblica italiana il concerto che Rai Cultura trasmette dal Salone dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale in diretta lunedì 1° giugno alle 17.50 su Rai 1 e, in replica

martedì 2 giugno alle 20.05 su Rai 5. Protagonisti l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e il suo Direttore musicale Michele Mariotti. Il concerto, voluto dal Presidente della Repubblica per le Alte Cariche e gli Ambasciatori degli Stati Esteri in Italia, è preceduto da un’introduzione di Nadia Zicoschi e Gloria Campaner. Il programma musicale accosta la tensione drammatica della Sinfonia n. 40 in sol minore K 550 di Wolfgang Amadeus Mozart alla brillante vitalità teatrale di Gioachino Rossini, rappresentata dalle Overture de L’italiana in Algeri e de Il barbiere di Siviglia.

La settimana di Rai 5

Film

Tatami - Una donna in lotta per la libertà

La judoca iraniana Leila prende parte al Campionato mondiale di judo in Georgia e punta all’oro, sostenuta dalla coach Maryam e dalla famiglia da casa. In prima visione lunedì 1 giugno alle 21.20

Jimmy Somerville, Smalltown Boy

Prima coi Bronski Beat e successivamente coi Communards, il cantante di Glasgow creò tre album dance immortali. In onda giovedì 4 giugno alle 23.10

Film

Una sterminata domenica

Brenda, Alex e Kevin, adolescenti della periferia romana, vedono cambiare tutto quando Brenda scopre di essere incinta. In prima visione martedì 2 giugno alle 22.55

Notti Jazz

Enrico Rava, protagonista della puntata in onda venerdì 5 giugno alle 24.20 su Rai 5, si può considerare l’ambasciatore del Jazz Italiano nel mondo: dall’Inghilterra all’Argentina dagli Stati Uniti all’India

Evolution - Il viaggio di Darwin

Le ultime steppe

Ambienti preziosi e delicati, oggi sempre più minacciati dalle trasformazioni agricole, dall’espansione urbana e dai cambiamenti climatici. In onda mercoledì 3 giugno alle 14.45

Campania Teatro Festival

Il documentario narra attraverso i protagonisti dell’edizione 2025, la ricchezza delle proposte drammaturgiche nazionali ed internazionali. In onda sabato 6 giugno alle 23.40 su Rai 5

The Conspirator

Robert Redford alla regia

Dopo l’assassinio di Abramo Lincoln, un giovane capitano nordista si trova a dover difendere Mary Surratt, accusata di aver preso parte al complotto criminale. In onda domenica 7 giugno alle 21.20

OMAGGIO A RINO GAETANO

Il ricordo Rai Cultura a 45 anni dalla scomparsa. In onda martedì 2 giugno alle 23.45 su Rai Storia

La carriera del cantautore Rino Gaetano (Crotone, 29 ottobre 1950 - Roma, 2 giugno 1981) attraverso le sue apparizioni televisive nello speciale “Rino Gaetano, un cantautore con il cilindro” riproposto martedì 2 giugno alle 23.45 su Rai Storia a 45 anni dalla scomparsa. Dalle prime del 1975, quando esegue “Ma il cielo è sempre più blu” nello spettacolo sperimentale di Enzo Trapani “Musica in libertà, Angeli e cornacchie” (18

maggio) -che ricanta nella puntata del 21 dicembre “Se...”alla storica partecipazione al 28^ Festival di Sanremo del ‘78, dove arriva terzo con “Gianna”, presentandosi al pubblico con un iconico cilindro regalato da Renato Zero. Poi i suoi brani più famosi, “Berta filava”, “Spendi spandi effendi”, “E io ci sto” “Ahi Maria” e soprattutto quel “Nuntereggaepiù” che desta scalpore per i nomi citati e l’ironia sferzante sull’Italia del “riflusso”, tanto da essere invitato da Maurizio Costanzo nella prima puntata del talk show “Acquario” (30 ottobre 1978) con ospite Susanna Agnelli, entrambi citati nella canzone. 

La settimana di Rai Storia

Storie benemerite

Una programmazione dedicata all’Arma

L’Arma dei Carabinieri: una storia lunga e gloriosa tra atti di eroismo e impegno quotidiano al servizio del Paese e della legalità. D lunedì 1° giugno alle 11.30 su Rai Storia.

5000 anni e +.

La lunga storia dell’umanità

Stonehenge, il cerchio perduto

Un team di ricercatori avrebbe trovato l’ubicazione originale di Stonehenge, risolvendo una delle sfide più difficili affrontate dagli archeologi. In onda giovedì 4 giugno alle 22.10

Passato e Presente

L’Apartheid

Il sistema di segregazione razziale utilizzato ufficialmente, a partire dal 1948, dal governo del Sudafrica per mantenere separata e sottomessa la maggioranza nera del paese. In onda domenica 7 giugno alle ore 20.30

Telemaco

Re o repubblica

La data storica del 2 giugno 1946 vide gli italiani scegliere quale forma dovesse avere lo Stato. Monarchia o repubblica? Con Pietro Sorace, in onda martedì 2 giugno alle 19.45

Buon compleanno

Stefania Sandrelli

In occasione degli 80 anni di Stefania Sandrelli, Rai Cultura ripropone lo speciale venerdì 5 giugno alle 13.45

“On the road. L’America della beat generation”

L’omaggio ad Allen Ginsberg a 100 anni dalla nascita

Inchiesta in tre puntate del 1980 dedicata al fenomeno della Beat Generation mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 giugno alle 13.00

Omaggio a Pippo Baudo

Il ricordo Rai Cultura nel 90esimo anniversario della nascita

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Se non fosse che è stato lui a inventare il “suo” pubblico, e la Tv tutta. Sabato 6 giugno alle ore 13.00 su Rai Storia la prima puntata di “Fantastico 7” del 4 ottobre 1986

In onda tutti i giorni su Rai Gulp dal 9 giugno alle 19.05

Su Rai Gulp arrivano altri episodi inediti della nuova serie Underdog e i Canin Defenders, un reboot in CGI del classico “Underdog” del 1964. “Underdog” dà ai classici personaggi un tocco contemporaneo presentando al mondo un nuovissimo branco di supereroi canini, “I Canine Defenders” e Underdog è il leader di questo super team. Vedremo Underdog e i Defenders

usare i loro incredibili superpoteri per impedire ai cattivi di conquistare Capitol City. E mentre un supercattivo che calpesta la città in un mech-suit è sicuramente una sfida, la più grande sfida che i Defenders devono affrontare è superare le loro paure, debolezze e difetti per imparare a lavorare insieme come una squadra. Nella meravigliosa Capitol City, ci sono sorprendentemente più cattivi che in qualsiasi altro posto del mondo…ma Underdog e i Defenders useranno tutti i loro superpoteri per impedire che la città cada nelle mani di questi cattivi…molto cattivi!

In onda fino al 26 giugno 2026, dal lunedì al venerdì, alle ore 17 su Rai Yoyo

Torna “La Posta di YoYo” con diverse novità, pur restando fedele alla sua mission: il legame con i bambini. Per valorizzare questo rapporto, lo spazio dedicato alle lettere ed alle e-mail raddoppia, diventando spesso l’innesco della narrazione. Il set si trasforma in una sorta di “Casa della Posta”, un ambiente

allegro e colorato dove Carolina riceve ogni giorno i disegni e le letterine dei piccoli spettatori. In ogni puntata approdano anche Lallo, Gigliola, Orazio e Lorenzo, protagonisti, insieme a Carolina, di simpatiche rubriche dedicate a scienza, natura, animali, luoghi e attività manuali. La nuova sigla, “Viva la posta di Yoyo”, è stata scritta da Ilaria Giudici e Martina Forti con la musica di Paolo Giovanni D’Errico. Le prime 20 puntate sono in onda dal 1/06/26 al 26/06/2026; le ultime 15 puntate dal 07/09/26 al 25/09/2026. 

CLASSIFICHE AIRPLAY

per RadiocorriereTv

I FILM DELLA SETTIMANA

CINEMA IN TV

Io, Robot – Martedì 2 giugno ore 21.20 Anno 2004 – Regia di

Martedì 2 giugno, Rai 4 propone il cult fantascientifico “Io, Robot”, diretto da Alex Proyas e interpretato da Will Smith. Nel 2035 i robot sono ormai parte integrante della vita quotidiana e obbediscono a leggi pensate per impedire loro di fare del male agli esseri umani. Il detective Del Spooner, però, indagando sulla misteriosa morte di uno scienziato, comincia a sospettare che un androide possa essere coinvolto. Liberamente ispirato ai racconti di Isaac Asimov, il film unisce azione spettacolare, indagine poliziesca e riflessione sul rapporto tra uomo e tecnologia, ponendo domande ancora attualissime su intelligenza artificiale, controllo e libero arbitrio.

Denzel Washington e John Travolta si sfidano in un thriller ad alta tensione ambientato nella metropolitana di New York. Giovedì 4 giugno, Rai Movie propone “Pelham 123 – Ostaggi in metropolitana”, remake moderno del film “Il colpo della metropolitana” di Joseph Sargent del 1974, aggiornato nei ritmi e nello sguardo. Un convoglio della linea Pelham viene dirottato durante l’ora di punta: a bordo, i passeggeri diventano ostaggi di un gruppo guidato dal carismatico e imprevedibile Ryder. Dall’altra parte della linea radio, Walter Garber, funzionario del controllo traffico metropolitano, si trova costretto a negoziare. Mentre la città pulsa sopra e sottoterra, il confronto tra i due uomini si fa sempre più serrato, trasformando il sequestro in un duello psicologico scandito dal tempo e dal rumore dei binari. Tony Scott imprime al racconto il suo stile teso e dinamico, costruendo un thriller urbano dove l’azione resta sempre legata ai personaggi e alla dimensione morale della scelta. Nel cast Denzel Washington, John Travolta, Luis Guzmán e John Turturro.

123 – Ostaggi in metropolitana – Giovedì 4 giugno ore 21.10 – Anno 2009 – Regia

Alex Proyas
Pelham
di Tony Scott

Indian, la grande sfida – Venerdì 5 giugno ore 21.10 – Anno 2005 – Regia di Roger Donaldson

Anthony Hopkins è il protagonista di “Indian, la grande sfida”, avvincente film biografico che racconta la vera storia di Burt Munro, ultrasessantenne neozelandese appassionato di motori e instancabile sognatore. Deciso a stabilire un record mondiale di velocità con la sua motocicletta Indian Scout del 1920, Burt parte dalla sua casa a Invercargill, in Nuova Zelanda, per raggiungere le distese salate di Bonneville, nello Utah. Tra difficoltà burocratiche, imprevisti e incontri memorabili, l’uomo affronta la grande sfida di inseguire un sogno a cui ha dedicato tutta la vita. Con una prova intensa di Anthony Hopkins e la regia coinvolgente di Roger Donaldson, il film diventa un tributo commovente alla tenacia, alla passione e alla capacità di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Nel cast anche Chris Lawford e Annie Whittle.

Prima visione su Rai Movie per “Promises”, film diretto da Amanda Sthers e interpretato da Pierfrancesco Favino. Sandro è un commerciante di libri antichi, per metà italiano e per metà inglese, che vive a Londra con la moglie Bianca e la figlia Penelope. Una sera, durante una festa, incontra Laura e tra i due nasce un’immediata attrazione. Anche lei, però, è legata a un’altra vita e sta per sposarsi. Entrambi provano a resistere a un sentimento inatteso, ma contrastare la passione si rivela sempre più difficile. Tratto da un romanzo della stessa Amanda Sthers, “Promises” affronta il tema dell’infedeltà e delle scelte sentimentali con uno sguardo intimo e originale, sostenuto dalla presenza di Favino, perfettamente a suo agio in un contesto internazionale e in un ruolo per lui inconsueto. Nel cast anche Kelly Reilly e Jean Reno.

Promises – Sabato 6 giugno ore 21.10 –Anno 2021 – Regia di Amanda Sthers

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook