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Radiocorriere Tv n 17 Anno 95

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RITROVARSI UN GIORNO a Villa Borghese

Serena Iansiti & Giorgio Marchesi

SOMMARIO

BUONVINO. MISTERI A VILLA BORGHESE

Su Rai 1 il 7 e il 14 maggio la miniserie con Giorgio

Marchesi e Serena Iansiti tratta dai romanzi di Walter Veltroni

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CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO

L’edizione 2026 del Concerto promosso da CGIL, CISL e UIL. Da Piazza San Giovanni in Laterano a Roma in diretta su Rai 3, Rai Radio 2, RaiPlay e Rai Italia

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PAOLA BARALE

La popolare conduttrice e show-girl torna alla sua grande passione, il varietà. Da inizio aprile è con Paola Perego a “Citofonare Rai 2”, in onda il sabato e la domenica alle 11.10

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ULISSE

Alberto Angela torna su Rai1 con la nuova serie del fortunato programma. A partire da lunedì 4 maggio in prima serata, quattro nuovi episodi dedicati a grandi personaggi del passato, ai viaggi, alla cultura e alla storia

14

Piero Chiambretti torna al timone della trasmissione sabato 2 maggio alle 20 su Rai 3, con una veste “allungata” e tutta nuova

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RADIOCORRIERETV SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA

Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997

Numero 17 - anno 95 27 aprile 2026

DIRETTORE RESPONSABILE

FABRIZIO CASINELLI

Redazione - Rai

Viale Giuseppe Mazzini 14 00195 ROMA Tel. 0633178213

Cinzia Geromino

Tiziana Iannarelli Vanessa Penelope Somalvico

CARTISIA SOMMA

Nella sesta stagione di “Mare Fuori” l’attrice dà volto a una delle new entry più intense: una ragazza che lotta senza regole per trovare la propria strada. Da mercoledì 29 aprile su Rai 2

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CARTOONS ON THE BAY

A Kirk Wise e Don Daglow i premi alla carriera. Pulcinella Career Award al regista de “La bella e la bestia” e “Il gobbo di Notre Dame” e al creatore di videogiochi di fama mondiale

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La Rai si racconta in digitale

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LE MANI

E LA MENTE

Un viaggio tra scienza, sapere e immaginazione dove il sapere scientifico incontra il pensiero umanistico. Disponibile su RaiPlay Sound

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NEL TEPORE DEL BALLO

Pupi Avati dirige il dramma intimista interpretato da Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana de Sio, Lina Sastri. Nelle sale dal 30 aprile

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Quel che si cela dietro una storia letteraria

MUSICA

Biagio Antonacci riparte da “You & Me”. La nuova canzone apre la strada al prossimo album e accompagna Unplugged 2026, quaranta appuntamenti acustici in quattro luoghi d’eccezione a partire dal 3 luglio a Patti 30

DONNE IN PRIMA LINEA

Greta Astrid Gentili Capitano dell’Arma dei Carabinieri racconta la sua esperienza nell’Arma dei Carabinieri

Tutto il meglio della musica nazionale e internazionale nelle classifiche di AirPlay

L'arte, la musica, la storia, la danza, il teatro, i libri, la bellezza raccontati dai canali Rai

Una selezione dei film in programma sulle reti Rai

CON BUONVINO Villa Borghese si tinge di giallo

Un errore rallenta la carriera di Giovanni Buonvino, relegato a un incarico burocratico, noioso e frustrante nel cuore verde di Roma. Inutile perdersi d’animo, meglio rimboccarsi le maniche e dare spazio alle seconde possibilità. Con Giorgio Marchesi e Serena Iansiti, “Buonvino. Misteri a Villa Borghese”, miniserie tratta dai romanzi di Walter Veltroni, giovedì 7 e 14 maggio su Rai 1

Fin da piccolo a Giovanni Buonvino è stato insegnato che la giustizia trionfa sempre, che il bene vince sul male. Per questo, da grande, ha deciso di entrare in polizia. Per realizzare il suo sogno ha rotto anche con la famiglia, che gli aveva inculcato quei principi di giustizia e pulizia morale, ma non certo perché diventasse uno sbirro. Giovanni ha fatto una bella carriera, arrivando al grado di vicequestore, ma durante un blitz per catturare un importante latitante commette un errore grave: per punizione viene relegato a un incarico burocratico, noioso e frustrante. Quando inizia la nostra storia, la vita sembra dargli una seconda possibilità: in maniera del tutto inaspettata viene trasferito dal polveroso ufficio in questura al comando di un commissariato. Ma quando scopre che la struttura che è chiamato a dirigere è quella di Villa Borghese, Buonvino capisce che non si tratta di una promozione, ma di un’ennesima punizione, anzi di un vero e proprio scherzo: nel commissariato che sorge nel grande cuore verde di Roma non accade mai nulla. Il commissario però non si perde d’animo e si rimbocca subito le maniche, convinto che questa sia davve-

ro la sua opportunità per rimettersi in gioco. Inaspettatamente, anche per lui, l’enorme parco si rivela essere non solo un luogo immerso nella natura e dedicato allo svago, ma anche un microcosmo ricco di enigmi, misteri e segreti inconfessabili. A Villa Borghese Buonvino si ritrova a dirigere una squadra di colleghi che non brilla per efficienza e professionalità. Nessuno scommetterebbe su di loro, ma grazie al suo talento investigativo e alla sua forte umanità, riuscirà a guidarli, trasformandoli in una vera squadra. Con il nuovo incarico, Buonvino troverà – o ritroverà – anche l’amore, grazie alla sua vice Veronica Viganò. Con il suo arrivo, scopriremo che Villa Borghese non è affatto un luogo dove non accade mai niente: semplicemente, ora i misteri nascosti tra palme, pini e abeti sono destinati a essere risolti.

PRIMA PUNTATA

Buonvino e il caso del bambino scomparso

Giovanni Buonvino viene nominato primo dirigente del commissariato di Villa Borghese, il cuore verde di Roma dove non accade mai nulla. Dopo un errore commesso anni prima durante un blitz, la sua carriera sembrava essersi fermata, ma ora ha una seconda possibilità. Nel nuovo commissariato trova una squadra di colleghi poco esperti, poco operativi e poco consapevoli del proprio talento. Tra loro c’è anche Veronica Viganò, un tempo collega e oggi sua vice. Il primo caso è complesso: Girolamo Nodari sembrerebbe essersi suicidato nel laghetto di Villa Borghese. Ma Buonvino non crede al suicidio. Indagando, scopre un legame con un mistero del passato: la scomparsa del figlio di Nodari, avvenuta dieci anni prima nello stesso luogo. Grazie alla sua umanità e competenza, Buonvino riuscirà a risolvere il caso e a riscoprire i sentimenti per Veronica.

SECONDA PUNTATA

C’è un cadavere al Bioparco

Buonvino e Veronica non riescono più a parlarsi per l’imbarazzo nato tra loro: amicizia o qualcosa di più? Nel frattempo emerge un nuovo caso: un cadavere viene ritrovato al Bioparco, nella teca dell’anaconda. L’uomo è senza vestiti e senza testa. Il caso è intricato: bisogna prima identificare la vittima e poi indagare sui dipendenti del Bioparco, tutti potenzialmente sospettati. Parallelamente, Veronica decide di aprirsi a un nuovo amore dopo la morte del marito. Quando lei e Buonvino decidono di ufficializzare la loro relazione, un colpo di scena sconvolgente cambia tutto.

PERSONAGGI

Giovanni Buonvino | Giorgio Marchesi

Poliziotto brillante ma segnato da un errore passato, trova nel commissariato di Villa Borghese la sua occasione di riscatto. È intuitivo, disciplinato, rigoroso ma anche profondamente umano ed empatico. Sa valorizzare chi gli sta accanto.

Veronica Viganò | Serena Iansiti

Vedova da due anni, si trasferisce a Villa Borghese per ricominciare. È solare, empatica e capace di porre le domande giuste. Con Buonvino capirà di essere pronta ad amare di nuovo.

Pierluigi Portanova | Francesco Colella

Ispettore esperto di informatica, ha scelto Villa Borghese per stare vicino alla figlia. Ha messo da parte il suo talento investigativo mentre affronta difficoltà personali.

Daniele Cecconi | Matteo Olivetti

Agente impulsivo e diretto, “esiliato” a Villa Borghese dopo contrasti con un superiore. Leale e genuino, crede profondamente nella giustizia.

Ginevra Robotti | Daniela Scattolin

Laureata in Economia, desidera lavorare nei crimini finanziari. Determinata ma sensibile, affronta pregiudizi e cerca il proprio posto nel mondo.

La regista Milena Cocozza racconta

«Villa Borghese è un’anima verde, uno spazio che serba ricordi, manifesta bellezza, custodisce storie e fa respirare, letteralmente, una città meravigliosa e caotica come Roma. Ed è questa fin dal principio, la particolarità del concept di questa serie, l’ambientazione in questo luogo amatissimo dai romani che cinema e televisione non hanno mai realmente sfruttato.

I gialli nati dalla penna di Walter Veltroni con protagonista Giovanni Buonvino hanno il loro fulcro in un commissariato situato all’interno di questo luogo idilliaco, apparentemente scevro dal male, dove il contrasto tra la bellezza della cornice e l’efferatezza dei delitti che vi vengono commessi crea un affascinante cortocircuito che ci dà modo di indagare la profondità dell’animo umano, in cui convivono costantemente meraviglia e orrore. Lavorare a Villa Borghese è stata una sfida registica entusiasmante: cercare di restituire la bellezza di questo luogo e del quartiere che lo circonda, di presentare la varietà di panorami, la ricchezza di vegetazione, il Bioparco e gli specchi d’acqua, le opere d’arte, raccontandola come una vera e propria isola a cui si fa sempre ritorno, è stata da subito la mia intenzione. L’intreccio di giallo e commedia umana in cui il protago-

nista – romano di adozione, nostalgico e colto, non in linea con i poliziotti sempre spezzati che siamo abituati a vedere in televisione – si trova a barcamenarsi, si snoda attraverso le storie, svelando segreti e misteri, attraverso l’uso della sua arma segreta, la profonda empatia che lo contraddistingue. Buonvino ama Roma, e la ama perché la cultura è la sua forza, il cinema il suo nutrimento, ed è attraverso il cinema che ci racconta questo suo amore. Il suo arrivo nel Commissariato di Villa Borghese rimette in discussione la natura del commissariato stesso e la vita dei suoi componenti. Lo fa perché questa serie parla soprattutto di seconda possibilità. Parla degli errori e della possibilità di ripararli. Parla del fatto che i difetti non sono altro che caratteristiche uniche che appartengono a ognuno di noi e che, se sfruttate appieno, possono trasformarsi in opportunità. Parla di sensibilità e capacità di valorizzare, parla di speranza e di amore. Ed è questo che ho cercato di fare, orchestrare al meglio quello che si è rivelato un gruppo profondamente affiatato. Un gruppo di interpreti favolosi e una crew che si è confermata ancora una volta una famiglia.

CONCERTONE DEL PRIMO MAGGIO 2026

Da Piazza San Giovanni in Laterano a Roma in diretta su Rai 3, Rai Radio 2, RaiPlay e Rai Italia

L’edizione 2026 del Concerto del Primo Maggio di Roma, promossa da CGIL, CISL e UIL e organizzata da iCompany, è dedicata al tema “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. L’evento, come sempre a libero accesso, sarà trasmesso in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 e in onda su RaiPlay e Rai Italia. Sul grande palco si alterneranno Angelica Bove, Birthh, Casadilego, Chiello, Delia, Ditonellapiaga, Dolcenera, Eddie Brock, Emma Nolde, Ermal Meta, Frah Quintale, Geolier, I Ministri, Irama, La Niña, Lea Gavino, Litfiba, Maria Antonietta E Colombre, Mobrici, Okgiorgio, Primogenito, Riccardo Cocciante, Roshelle, Santamarea, Sayf, Sissi. A presentarsi al pubblico di Piazza San Giovanni saranno anche le tre vincitrici del contest dedicato ai progetti emergenti 1MNEXT: Bambina, Cainero e Cristianaverardo. Anche quest’anno il Concertone mette al centro le performance, rigorosamente live, come stru-

mento di racconto, rappresentando una festa e un momento di riflessione per immaginare il domani attraverso le voci di chi, con la propria musica, lo sta già costruendo. “Il domani è ancora nostro” è infatti il focus scelto dalla direzione artistica guidata da Massimo Bonelli per dare voce alla contemporaneità attraverso la musica con un cast ampio e trasversale, capace di rappresentare sensibilità e percorsi artistici differenti, mettendo insieme nomi affermati e nuove voci della scena musicale italiana che guardano a un futuro pieno di possibilità. Un mosaico sonoro e generazionale che il Primo Maggio di Roma, anno dopo anno, interpreta con un’identità riconoscibile e coerente, valorizzando la qualità delle proposte, l’attenzione ai linguaggi del presente e la capacità di intercettare i temi più urgenti della società contemporanea. Rai Radio2, la radio ufficiale del Primo Maggio e di 1MNext, seguirà il Primo Maggio in diretta radiofonica dal pomeriggio a tarda notte con interviste a caldo agli artisti dal backstage di Piazza San Giovanni. Realizzerà inoltre contenuti extra per le pagine social del canale e trasmetterà anche in visual radio sul canale 202.

In libreria

LA TV che mi piace

La popolare conduttrice e show-girl torna alla sua grande passione, il varietà. Da inizio aprile è con Paola Perego a “Citofonare Rai 2”, in onda il sabato e la domenica alle 11.10. «Mi sembra di essere tornata un po’ alla televisione di una volta – dice al nostro giornale – quella non urlata, in cui le persone si esprimono, si divertono e non litigano. E questo per me è un bellissimo regalo»

Da poche settimane ha debuttato a “Citofonare Rai 2” nel week end della Rai, come sta andando?

Ci stiamo divertendo. Il programma è un varietà leggero e credo che in questo momento ci sia tanto bisogno di un po’ di leggerezza, di ironia: c’è voglia di ridere, di distrarsi, cosa che non significa nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi di fronte ai problemi. A capitanare il nostro gruppo scatenatissimo è Paola (Perego), io sono una new entry insieme ai Gemelli di Guidonia. Ci occupiamo di spettacolo, di gossip, di cultura, ci sono gli ospiti, e grazie al patrimonio delle Teche Rai riusciamo a rivivere momenti televisivi bellissimi del passato.

Il varietà è da sempre una sua passione… … mi è sempre piaciuto, con “Citofonare Rai 2” mi sembra di essere tornata un po’ alla televisione di una volta, quella non urlata, in cui le persone si esprimono, si divertono e non litigano. E questo per me è un bellissimo regalo.

Che Paola porta al pubblico del daytime?

Porto sempre me stessa, non sono molto diversa dalla sera alla mattina (sorride). Questa collocazione mi riporta al varietà della domenica (con Maurizio Costanzo), allora si incominciava su-

bito dopo pranzo, ora andiamo in onda al mattino. Ma è sempre quella Paola là, solo con qualche anno in più (sorride).

Come è cambiato, nel tempo, il suo vivere la luce rossa della telecamera?

La luce della telecamera è sempre quella, a essere cambiati sono invece la televisione e il pubblico che la guarda. Un tempo se seguivi un programma e non ti piaceva cambiavi semplicemente canale, oggi, invece, il pubblico è decisamente più attivo, partecipa, commenta, giudica. Anche per questo motivo chi sta davanti alla telecamera sente maggiore responsabilità, si pone più domande.

Il grande pubblico della Tv la conobbe a fine anni Ottanta come sosia di Madonna…

Iniziai così ma non amavo molto essere la sosia di qualcuno, perché non mi è mai piaciuto imitare le altre persone, per di più una cantante, cosa non proprio semplice. Nonostante ciò, quella somiglianza fece sì che mi notassero nel mondo dello spettacolo, lo stesso Mike Bongiorno mi volle con sé per questo motivo.

Con Mike lavorò per sette anni a “La ruota della fortuna”, ci regala un ricordo di quella collaborazione?

Mike era il maestro, e un maestro anche abbastanza severo. Nei suoi confronti provavo gratitudine e rispetto e mi ponevo sempre con un certo timore, anche per la grande differenza d’età che c’era tra noi e per ciò che lui rappresentava per me e per tutti.

C’è un consiglio di Mike che si è portata dietro nel tempo?

Mike non dava consigli ma vederlo lavorare era ogni volta una lezione. Mi fece capire come funzionava la televisione di allora, vidi da subito la serietà che metteva in ogni cosa che faceva, a partire dal rispetto della puntualità. Gli sono ancora grata, così come sono grata a Maurizio Costanzo con cui ho lavorato negli

anni successivi. Mike e Maurizio erano persone tra loro molto diverse ma entrambe con uno spessore meraviglioso.

Tre anni fa l’abbiamo vista in pista a “Ballando con le stelle”, che esperienza è stata?

È stata una bellissima esperienza anche se non è andata proprio come avrei voluto. Mi sarebbe piaciuto andare più avanti nella gara, ma la pressione che sentivo su di me non mi ha agevolata. Amo ballare, il ballo ti migliora, ti dà energia, ti fa sentire una ragazzina, almeno fino a quando non ti “rompi” (sorride). Io mi ruppi due vertebre e non fu facile, ma a distanza di tre anni posso dire che grazie al ballo ho trovato finalmente una disciplina che non mi annoia e che anche oggi mi fa stare bene.

Che spettatrice è oggi davanti alla Tv?

Amo la televisione capace di stupire e di fare sognare. Quella delle storie che raccontano il bene, l’arte, la bellezza, insieme alla speranza. Mi emoziono facilmente, mi è capitato recentemente guardando “Dalla strada al palco”, uno spettacolo meraviglioso dedicato agli artisti di strada. È un mondo che apprezzo e che mi appassiona, quello di chi dedica la propria vita all’arte esibendosi su una via, in una piazza, sul quale ho anche scritto un mio format Tv.

Che cosa c’è nella Paola di oggi della ragazzina cresciuta a

Fossano?

Sono sempre io ma con un po’ di esperienza in più. insieme agli anni ci sono le nostre esperienze, ci sono i successi e gli “errori”, le cose che ti hanno dato soddisfazione e quelle che non sono andate come volevi. Tutto ti insegna qualcosa, sbagli compresi.

B allo a parte, come ricarica le batterie?

Facendo le cose che mi piacciono e trascorrendo del tempo con le persone a cui tengo, con i miei amici. Non mi faccio più andare bene tutte le cose per forza. Scelgo di più. Spesso amo anche stare da sola, dedicarmi del tempo, prendermi i miei spazi.

Come sarebbe stata la sua vita se non ci fosse stato lo spettacolo?

Ero iscritta all’ISEF e credo che avrei fatto l’insegnante di ginnastica. L’idea mi piaceva molto.

Che cosa prova quando pensa al futuro?

Ho imparato a pensare di più al presente, a godermi ogni attimo. Certo, sono una persona positiva e spero che per me ci sia un futuro meraviglioso, ma cerco di non fare troppi programmi, anche perché spesso, in passato, non sono andati esattamente come avevo previsto. E così mi godo la giornata, quello che ho. Questo è per me il raggiungimento di un grande traguardo. 

In libreria

Ulisse riparte da New York

Dopo il successo dello speciale “Versailles in piano sequenza”, Alberto Angela torna su Rai1 con la nuova serie del fortunato programma. A partire da lunedì 4 maggio in prima serata, Rai Cultura propone quattro nuovi episodi dedicati a grandi personaggi del passato, ai viaggi, alla cultura e alla storia

ILa nuova stagione si apre all’insegna della musica. Dopo il grande successo fatto registrare lo scorso anno con “Sulle note di Londra”, quest’anno Alberto Angela attraverserà l’Atlantico per raccontarci un’altra città che ha un legame profondo con la musica: andremo infatti nella Grande Mela, con “Sulle note di New York”. Un viaggio sonoro per la città dove ogni set sarà abbinato a una canzone o a un artista statunitense. Nella seconda puntata “Dai Samurai ai Manga” visiteremo il Giappone: un viaggio in un paese così lontano ma capace di esercitare un fascino crescente su moltissimi italiani. La leggendaria tradizione dei samurai, gli eroi dei manga e dei cartoni animati con cui sono cresciute generazioni di giovani, la cucina

ricercatissima, la tecnologia all’avanguardia, la delicatezza dei fiori di ciliegio, l’orrore dei kamikaze e del seppuku, le catastrofi naturali da cui difendersi. Un racconto dei tanti aspetti di una civiltà complessa e millenaria, dove gli opposti si incontrano e danno vita ad una cultura unica al mondo. Lucrezia Borgia è la protagonista del terzo appuntamento di questa stagione di “Ulisse, il piacere della scoperta”. Assassina, avvelenatrice, figlia e sorella incestuosa. Tante le accuse che danno corpo alla sua leggenda nera. Nata dal cardinale Rodrigo, divenuto poi papa Alessandro VI, sorella di Cesare Borgia, Lucrezia è stata una grande protagonista del Rinascimento. Cosa c’è di vero nelle tante vicende che l’hanno messa in cattiva luce? È la domanda alla quale Alberto Angela cercherà di rispondere ripercorrendo la vicenda tormentata di una donna in realtà forte, intraprendente, padrona del proprio destino al di là delle apparenze. Non si finisce mai di scoprire Parigi. Non bastano i tre giorni che molti turisti di solito trascorrono in città e proprio per questo l’ultima puntata della serie, intitolata “Parigi nascosta”, sarà un viaggio tra le meraviglie meno conosciute della capitale francese per scoprirne luoghi alternativi e indimenticabili. 

FIN CHE LA BARCA VA

Un battello che naviga il fiume Tevere a Roma, il fluire dell’acqua come metafora del tempo che scorre, dove tutto passa veloce come l’attualità. A capitanare l’imbarcazione, Piero Chiambretti. In onda da sabato 2 maggio alle 20 su Rai 3, con una veste “allungata” e tutta nuova

Piero Chiambretti è chiamato a guidare ospiti, analisti e firme autorevoli in un viaggio che unisce informazione, memoria televisiva e ironia. Il programma è articolato in due grandi “movimenti”, ciascuno con una precisa identità narrativa. Si salpa “Col vento in poppa” e si giunge a destinazione “Controcorrente” coniugando approfondimento, racconto, analisi e intrattenimento culturale in una cornice

visiva spettacolare. “Col vento in poppa”, navigando verso l’isola Tiberina, ospita uno dei protagonisti della settimana, un rappresentante della politica, della cultura, dell’informazione, del costume e della società. Nella parte “Controcorrente” sale a bordo un ospite fuori dagli schemi, capace di offrire uno sguardo inatteso sul presente. In questo spazio rubriche, classifiche, incursioni giornalistiche, memorie televisive, collegamenti e presenze speciali. In questo viaggio Chiambretti è accompagnato, tra ponti, bellezze naturali, monumenti mozzafiato, da un equipaggio composto da Alessandra Ghisleri, esperta di sondaggi e delle tendenze, Patrick Facciolo, osservatore dei linguaggi della comunicazione e del dibattito pubblico e dai giornalisti Giorgio Dell’Arti e Claudio Sabelli Fioretti. Insieme a loro, Michele Masneri e Marco Gregoretti che curano, rispettivamente, le rubriche “Fuori bordo” e “Macchianera”. “Fin che la barca va” è anche online su RaiPlay.

In libreria

SENZA SCRUPOLI PER SALVARSI: il lato più duro di Sharon

Nella sesta stagione di “Mare Fuori” l’attrice dà volto a una delle new entry più intense: una ragazza che lotta senza regole per trovare la propria strada. Il carcere diventa uno strumento di redenzione. Tra ambizione, conflitti familiari e fragilità nascoste, emerge un personaggio complesso che racconta i giovani senza filtri

Il personaggio che interpreta entra in scena e porta subito scompiglio. Che energia ha?

Sharon è sicuramente un personaggio senza scrupoli, che non le manda a dire. Crea subito delle forti tensioni all’interno dell’IPM. Ha un carattere molto determinato, grintoso, e ostenta questa sua apparente mancanza di paura. Proprio questa attitudine la porta spesso a fare scelte sbagliate, che però, dal suo punto di vista, rappresentano l’unico modo per salvarsi da una vita che sente non appartenerle: quella legata alle sue origini, alla famiglia, al lavoro da pescivendola. È un personaggio complesso, impegnativo, che inevitabilmente crea molti equilibri instabili all’interno della storia.

Cosa le somiglia davvero di Sharon e cosa invece sente distante?

Mi somiglia sicuramente nella determinazione e nella grinta. Siamo entrambe molto forti, molto determinate, con tanta voglia di fare. Quello che invece ci allontana è il modo di pensare e di agire. Sharon è poco empatica, poco sensibile, o almeno è quello che mostra. Io invece sono l’opposto: molto empatica, mi piace mettermi nei panni degli altri, sono molto sensibile. Quindi da un lato mi ritrovo nella sua forza, dall’altro mi sento lontana dal suo modo di vivere le relazioni.

È una ragazza ambiziosa, disposta a tutto. Quanto è stato difficile entrare nella sua parte più dura?

È stata una vera sfida, perché la maggior parte delle scelte del personaggio non le condivido. La cosa più difficile è stata entrare nella testa di una persona disposta davvero a tutto, anche a trascinare nel baratro le sue stesse sorelle. Parliamo di legami di sangue, eppure vediamo Sharon avere con Marika un rapporto molto conflittuale, a tratti anche violento. Mi chiedevo spesso: com’è possibile trattare una sorella in quel modo? Poi ho capito che dovevo accettare fino in fondo la sua logica, entrare nella sua psicologia. Sharon è davvero pronta a tutto, e io dovevo interpretarla con verità.

Come vive, Sharon, il rapporto con le sorelle?

Con Annarella, la più piccola, ha un rapporto quasi materno. Sharon si sente una figura di riferimento per lei, e pro-

prio per questo Annarella rappresenta il suo punto debole. Nei momenti più estremi, probabilmente si fermerebbe per non metterla in pericolo. È l’unico vero limite che ha, perché l’amore che prova per lei è profondo. Con Marika, invece, il rapporto è molto conflittuale, duro, quasi violento. C’è anche una forma di rivalità. Sharon, secondo me, prova una sorta di gelosia nei confronti di Marika, che ha un sogno sano e un vero talento. Sharon non ha né un sogno né una direzione chiara, e questo la destabilizza. Allo stesso tempo ha paura che Marika possa allontanarsi dalla famiglia inseguendo quel sogno, e quindi cerca, anche inconsciamente, di tenerla vicino. È un rapporto fatto di tensione continua, in equilibrio tra ambizione e amore. E a un certo punto ci si chiede fino a che punto si è disposti a spingersi per trattenere qualcuno, anche rischiando di ferirlo.

Entrando a far parte una serie amatissima che atmosfera ha trovato sul set?

Un’atmosfera davvero familiare. Entrare in una sesta stagione di un progetto così forte poteva far pensare a qualcosa di più rigido, più chiuso. Invece è stato tutto molto naturale, molto accogliente. Il cast è composto da ragazzi giovani, e si è creata subito una bellissima sintonia. Siamo diventati davvero un gruppo, quasi una famiglia. Anche la regia e la produzione sono state molto attente e disponibili. Non è scontato trovare un ambiente così, quindi è stato un ingresso davvero speciale.

Ha lavorato anche sul napoletano: è stata una sfida? Si è divertita?

Mi sono divertita tantissimo, anche perché è stata una vera sfida. Non parlavo nemmeno una parola di napoletano. Mi sono preparata con una coach e ho studiato molto: ho visto film, commedie, ho cercato di assorbire il più possibile da ogni fonte. E ho continuato a lavorarci anche durante le riprese, perché non si trattava solo di imparare le battute, ma anche di curare la pronuncia, l’accento, ogni sfumatura. È stato impegnativo, ma anche molto stimolante.

“Mare Fuori” racconta molto bene le fragilità dei giovani. Cosa l’ha colpita di più di questa stagione?

“Mare Fuori” è un progetto importante perché racconta i ragazzi per quello che sono davvero: non eroi, ma persone che sbagliano, tradiscono, amano, hanno paura. In questa stagione emergono tante fragilità, alcune più evidenti, altre più nascoste. Fragilità che a volte faticano a venire fuori, altre che si scontrano con l’ambizione, come accade nel personaggio di Sharon. È proprio questa autenticità la forza della serie: raccontare i giovani in modo vero, senza filtri. Ed è questo, secondo me, l’aspetto più bello del progetto.

CARTOONS ON THE BAY

A Kirk Wise e Don Daglow i premi alla carriera

Al regista de “La bella e la bestia”, “Il gobbo di Notre Dame” e al creatore di videogiochi di fama mondiale i Pulcinella Career Awards. La consegna all’Aurum di Pescara nel corso della 30esima edizione dell’International Animation and Transmedia Festival (27-30 maggio)

Saranno due mostri sacri dell’animazione e del gaming del calibro di Kirk Wise e Don Daglow i fiori all’occhiello della trentesima edizione di Cartoons On The Bay, International Animation and Transmedia Festival, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, a Pescara dal 27 al 30 maggio con la direzione di Adriano Monti Buzzetti. Il Festival, realizzato in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara, assegnerà i Pulcinella Career Award al regista Kirk Wise, noto al grande pubblico per avere diretto capolavori Disney come “La bella e la bestia”, “Il gobbo di Notre Dame”,

“Atlantis – L’impero perduto” e all’autore di videogame Don Daglow, maestro in giochi di simulazione e di ruolo. A celebrare il traguardo del trentennale, insieme a un ricco programma di eventi professionali e pubblici, che si articolerà tra gli spazi dello storico edificio dell’Aurum e altri luoghi nevralgici della città, saranno il manifesto disegnato da Francesca Ghermandi, che raffigura una sirena con il cappello da Pulcinella che emerge dalle acque del mare di Pescara, e la mostra dedicata ai 40 anni di Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo creato da Tiziano Sclavi, personaggio capace di appassionare generazioni di lettori. Momenti chiave del Festival saranno ancora una volta l’assegnazione dei Pulcinella Awards, concorso articolato in sette diverse categorie, e il concorso Pitch Me! dedicato ai progetti d’animazione che quest’anno, grazie all’accordo con Cartoon Media (The European Association of Animation) offrirà al vincitore la possibilità di presentare il proprio progetto a Cartoon Springboard, evento in programma dal 3 al 5 novembre 2026 a Madrid.

AL CINEMA

Quando crolla tutto il successo conquistato in Tv con ogni mezzo, a Gianni Riccio resta solo il ritorno al passato e al ricordo di quel lontano amore e di quel ballo.

Pupi Avati dirige il dramma intimista interpretato da Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana de Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma, Pino Quartullo, Morena Gentile, Manuela Morabito e con Raoul Bova. Nelle sale dal 30 aprile

“Nel tepore del ballo” segna il ritorno di Pupi

Avati al dramma intimista con la storia di Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo travolto da uno scandalo finanziario proprio all’apice della carriera. Gianni è circondato da yes men e pronto a spiccare il volo più alto, firmando un contratto da capogiro. Ma proprio in questo momento arriva la stangata: viene accusato dalla Finanza di frode e altri reati e improvvisamente

perde tutto. La moglie divorziata, il figlio, i falsi amici, tutti gli voltano le spalle, tranne Moré, quello che lo conosce da sempre. Solo una lettera consolatoria di Clara, il suo antico amore, gli offre uno spiraglio nella disperazione. Mandato ai domiciliari, sceglie Jesolo dove l’accoglie la zia. Gianni ripensa a tutta la sua vita, all’infanzia segnata dall’abbandono, a tutto ciò a cui ha rinunciato per ambizione. Trova il coraggio di cercare Clara. Forse potrebbero tornare i giorni felici di quell’antico amore, la gioia di quel lontano ballo sulle note di “Only You”. E forse ricominciare è possibile. Ma stavolta il prezzo da pagare è troppo alto. Nel cast Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana de Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma, Pino Quartullo, Morena Gentile, Manuela Morabito e con Raoul Bova. Tra Roma e Jesolo, il film racconta la caduta pubblica e il confronto privato con un passato segnato dalla perdita precoce dei genitori ma anche dal suo primo grande amore sacrificato alla carriera, mettendo al centro il tema delle grandi scelte della vita, della reputazione e della possibilità di rinascita. 

MARTIN EDEN

Liberamente ispirato al romanzo di Jack London, Martin Eden racconta la storia di un marinaio che, dopo aver salvato un giovane di buona famiglia da un pestaggio, entra in contatto con un mondo lontanissimo dal suo. In quella casa incontra Elena, colta e raffinata, e per amore di lei coltiva il sogno di diventare scrittore. Ma il desiderio di elevarsi socialmente lo porta anche a confrontarsi con idee, ambienti e tensioni che finiscono per metterlo in conflitto con la donna amata e con l’universo borghese che la circonda. Pietro Marcello firma un film intenso e inquieto, interpretato da Luca Marinelli, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Denise Sardisco e Carmen Pommella.

Basta

LA PORTA ROSSA

Tra le serie italiane, la storia di un commissario ucciso durante uno scontro a fuoco che resta sospeso in una dimensione misteriosa, a metà tra la vita e la morte, mentre cerca ancora di capire cosa sia accaduto e come proteggere chi ama. La porta rossa costruisce così un racconto che unisce poliziesco, tensione emotiva e soprannaturale, affidando a un’imprevista alleanza il cuore della storia: solo una ragazza, infatti, può comunicare con lui. Ideata da Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi, la serie è diretta da Carmine Elia e Gianpaolo Tescari e vede tra gli interpreti Gabriella Pession, Lino Guanciale, Valentina Romani, Elena Radonicich, Gaetano Bruno, Antonio Gerardi ed Ettore Bassi.

Basta un Play!

IL COMMISSARIO CORSO

Diego Abatantuono veste i panni del commissario Corso, poliziotto di origini meridionali trasferito a Milano per affrontare la criminalità in un contesto duro e concreto. La serie delle Teche Rai, sceglie una chiave narrativa lontana dagli stereotipi e punta su un tono realistico, asciutto, quasi ruvido, che accompagna il lavoro quotidiano di un uomo immerso nelle contraddizioni della città e del suo mestiere. Con la regia di Alberto Sironi e Gianni Lepre, Il commissario Corso mette in scena un poliziesco dal taglio sobrio, interpretato anche da Rosalia Maggio, Chiara Caselli e Franco Angrisano.

ALEX PLAYER

Un gruppo di ragazzi, un’amicizia forte e una sfida da vincere per salvare il club di eSports della scuola: Alex Player racconta il mondo dell’adolescenza attraverso la passione per il gioco, lo spirito di squadra e la voglia di non arrendersi. Alex, Amy, Camille e Mike inseguono un obiettivo che è insieme sportivo e personale, perché la competizione diventa il terreno su cui misurare coraggio, lealtà e crescita. La serie, diretta da Araud Bouron, punta su un ritmo vivace e su una storia che parla di sogni condivisi, appartenenza e determinazione..

Un viaggio tra scienza, sapere e immaginazione dove il sapere scientifico incontra il pensiero umanistico

Disponibile dal 24 aprile il nuovo podcast Original RaiPlay Sound “Le mani e la mente”, una produzione Fondazione Dalmine in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia. Il progetto è curato da Astrid Serughetti, il sound design è di Francesco Dini e la conduzione del professor Peppino Ortoleva. Il podcast, articolato in 12 puntate, propone un’indagine sul rapporto tra tecnica e cultura, mettendo a confronto due ambiti spesso considerati distanti. Attraverso dialoghi con ricercatrici e ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia, il racconto affronta il legame tra sapere scientifico e pensiero umanistico, interrogandosi sulle connessioni possibili tra “le mani” e “la mente”. A partire dalla prima puntata, Il bello e l’utile, Peppino Ortoleva introduce il tema

e il metodo dell’indagine, avviando un confronto con Manuel Tonolini sul ruolo della formazione. Il percorso prosegue con Guglielmo Lanzani, che in Saperi difficili riflette sulla complessità del linguaggio tecnico, e con Alberto Diaspro, protagonista di Dubbi e certezze e Tecnologia Pop, dedicati al rapporto tra regole, innovazione e cultura diffusa. Il podcast affronta poi il tema delle contaminazioni tra discipline in Ibridi e Menti e corpi artificiali, con Arianna Traviglia, fino ad aprire uno sguardo sui cambiamenti contemporanei in Futuri possibili. Con Monica Gori, nelle puntate Fare arte, fare tecnica ed Educare, il dialogo si concentra su neuroscienze, percezione e modelli educativi. Nelle puntate finali, Mondi scomparsi e Donne e uomini, il racconto si allarga al rapporto tra passato e futuro e alle dinamiche di accesso ai saperi tecnici. La conclusione, La mano e la mente, restituisce una sintesi dell’indagine: comprendere il legame tra cultura e tecnologia è oggi un passaggio necessario per leggere la realtà e comprendere il presente. 

In libreria

COSIMO DAMIANO DAMATO:

RACCONTO IL CORAGGIO DELLA DISPERAZIONE

«S

ono nato in una città del Sud, Margherita di Savoia, in Puglia, fra la salina e il mare. Da sempre mi piaceva ascoltare i racconti dei vecchi; la cultura popolare per me era magica e maledetta e, allo stesso tempo, linfa per l’immaginazione. Mi sono appassionato alla poesia giovanile di Carmelo Bene, pugliese come me, e poi al folk del bardo Matteo Salvatore. Ho avuto grandi maestri come Renzo Arbore, Lucio Dalla, Tonino Guerra ed Erri De Luca. Negli anni, poi, è cresciuto in me l’impegno civile.»

“Nessuna grazia. Gramsci e Pertini, una storia di prigionia e resistenza”, il tuo romanzo per Rai Libri, si muove tra la violenza del regime fascista e la lotta per la libertà. Quanto è importante, oggi, una storia così?

«Mi ha sempre commosso il fatto che, nel cortile del carcere di Turi, Antonio Gramsci coltivasse rose che resistevano al freddo e fiorivano non solo a maggio ma anche a gennaio, come nella poesia del poeta e rivoluzionario cubano José Martí: “Coltivo una rosa bianca, in luglio come in gennaio, per l’amico sincero che mi porge la sua mano franca”. Un simbolo di resistenza poetica e civile. Ho sempre considerato Gramsci non solo l’immenso filosofo e martire della nostra Costituzione, ma anche un grande poeta. A proposito di poesia, il poeta bosniaco Izet Sarajlić diceva che “i poeti fanno il turno di notte per impedire l’arresto del cuore del mondo”. E Gramsci, con il suo corpo e il suo pensiero, ha impedito l’arresto del cuore del mondo che il fascismo aveva messo in atto con la sua dittatura, basata sulla violenza e l’annullamento del pensiero. È quello che ho cercato di fare anche io con questo romanzo storico, in un tempo in cui il fascismo si va sdoganando in barba alla Costituzione, nel mondo si affermano nuove autocrazie e l’antifascismo diventa reato invece che valore da lasciare in eredità ai figli per custodire la democrazia. “Dobbiamo impedire a Gramsci di pensare”: oggi lui ci insegna il valore della lotta per difendere la libertà, e i ragazzi e le ragazze scesi in piazza per manifestare in questi giorni sono figli del suo “Credo che vivere voglia dire essere partigiani”. In Nessuna grazia, l’incontro fra Gramsci e Pertini ci dona quel sentimento e valore di fratellanza, dando vita a quello che il filosofo Slavoj Žižek chiama oggi “il coraggio della disperazione”. Ho seguito una sorta di metodo Stanislavskij applicato alla scrittura: ho vissuto il loro dolore, le loro speranze, i sogni, le delusioni e i desideri; la loro forza di volontà, il coraggio, la dignità.»

Il romanzo è stato proposto da Raffaele Nigro per il Premio Strega. Che emozione è stata vedere un proprio titolo in quell’elenco?

«Non credo ai premi. Spesso, soprattutto nei progetti filmici che ho realizzato, ho sempre preferito andare fuori concorso. Questa volta è arrivata la proposta allo Strega da un autore che stimo e che ha scritto forse uno dei più importanti romanzi storici, I fuochi del Basento (Premio Campiello). Ho accettato, ma sapevo che sarebbe stato difficile entrare in dozzina per tutti i giochi delle case editrici; in questo, forse, la Rai stessa non ci ha creduto abbastanza. Diciamoci la verità: credo che il mio romanzo meritasse la dozzina, anche per il fatto di poter entrare nelle scuole attraverso lo Strega Giovani. La commissione non ha colto questa occasione. In un momento in cui il Ministero dell’Istruzione cerca di revisionare la nostra storia, avere l’occasione di raccontare Gramsci, Pertini e l’importanza dell’antifascismo sarebbe stato un atto coraggioso dello Strega, negli ottant’anni dalla sua nascita come dalla nostra Liberazione, Costituzione e democrazia. Qualcuno mi ha detto che Dacia Maraini si sia battuta per il mio romanzo: se è vero, la ringrazio. Detto questo, aggiungo che la dozzina ha nomi che stimo, ma mi sembra più una “dozzina alla carriera”, a parte qualche caso come Alcide Pierantozzi, che spero vinca il premio. Ma per me il vero premio è parlare con il pubblico che incontro alle presentazioni, dai 18 ai 90 anni: la loro commozione per questo romanzo è il vero Premio. Tuttavia, la strada di Nessuna grazia è lunga: lo porterò a teatro e ne realizzerò un film.»

Poeta, drammaturgo, sceneggiatore, regista: qual è lo strumento con cui ti senti più a tuo agio?

«Ho utilizzato più linguaggi: dal cinema al teatro, dalla musica alla letteratura, alla poesia; ho realizzato cartoni animati... Al di là del linguaggio, a me interessa raccontare una buona storia che sia un grido: c’è una responsabilità civile in un autore. Ho raccontato tante storie: da Alda Merini a Diego Armando Maradona, da Mercedes Sosa ad Astor Piazzolla, da Don Gallo a Mimmo Lucano e la sua Riace. Nelle mie storie mi piace sempre far danzare insieme neorealismo e visione, e fare del libro un’eucarestia perché, spezzando i fogli, si sentano le voci e gli odori. Dunque per me è carne, ossa, sangue, lacrime, canto. Verità. Testimonianza. Memoria. Esistenza e Resistenza. Il mio è un realismo poetico.»

Biagio Antonacci riparte da “You & Me”

La nuova canzone apre la strada al prossimo album e accompagna Unplugged 2026, quaranta appuntamenti acustici in quattro luoghi d’eccezione, dal 3 luglio a Patti al 4 ottobre a Pompei

Nelle radio, sulle piattaforme e con un videoclip dedicato, arriva un inedito che mette a fuoco il rapporto con sé stessi e con le persone amate, cercando un punto di equilibrio tra doveri quotidiani e felicità personale. Il suo respiro è intimo ma universale: parla di spazio da difendere, di affetto da custodire, di tempo che corre e della necessità di non smarrirsi mentre la vita chiede presenza, misura, verità. Con “You & Me”, scritto dallo stesso Biagio Antonacci, il cantautore milanese compie il primo passo verso il nuovo album e sceglie di farlo con una pagina che mette al centro il dialogo, quello interiore e quello condiviso, in una dimensione emotiva che prova a tenere insieme desiderio e responsabilità. È una canzone che guarda alle relazioni senza forzature, con la maturità di chi sa raccontare la complessità dei legami e

la fatica, bellissima e concreta, di provare ad amarsi davvero senza rinunciare al resto. Il brano entrerà anche nella scaletta di Unplugged 2026, il progetto con cui Antonacci porterà la sua musica in una veste inedita, accompagnato dai suoi musicisti e da un quartetto d’archi. Saranno quaranta appuntamenti, gli unici dell’estate, costruiti come un vero percorso dentro luoghi di grande valore storico, artistico e architettonico: il Teatro Greco di Tindari a Patti, l’Anfiteatro Romano di Lucera, l’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera e il Teatro Grande di Pompei. Il tour prenderà il via il 3 luglio 2026 da Patti e proseguirà fino al 2 agosto a Lucera, per poi tornare dal 4 al 16 settembre al Vittoriale di Gardone Riviera e chiudersi a Pompei con gli ultimi concerti in programma dal 22 settembre al 4 ottobre. Non soltanto concerti, dunque, ma soste prolungate nelle città, serate capaci di cambiare anche nella scelta dei brani, e l’idea di una piccola comunità che nasce attorno alla musica, al territorio, all’accoglienza e alla bellezza del nostro Paese. È una formula che amplia il percorso già avviato nel 2024 e che conferma la volontà dell’artista di restituire alla dimensione dal vivo un tempo più umano, più profondo, più vicino all’ascolto.

VICINA al cittadino

Greta Astrid Gentili Capitano dell’Arma dei Carabinieri racconta la sua esperienza nell’Arma dei Carabinieri. Attualmente ricopre il ruolo di Comandante della Compagnia Carabinieri di Eboli (SA). Nata e cresciuta a Formia, da giovane studentessa il Capitano Gentili ha conosciuto la Campania, indossando nel 2009, la divisa della “Nunziatella”. Dopo l’esperienza in Sardegna e in Veneto, ora è alla guida di un Comando Compagnia con oltre trentacinque comuni dove garantire sicurezza, legalità e soprattutto rassicurazione sociale

La tenacia, la perseveranza e la professionalità che la contraddistinguono le hanno permesso di costruirsi un eccellente percorso professionale: il rigore, il senso di responsabilità, la ponderatezza abbinate ad uno spiccato senso pratico le consentono di affrontare le situazioni, anche quelle più difficili in poco tempo, usando il grande spirito di analisi che l’accompagna. Con i suoi uomini e con le sue donne l’Arma dei Carabinieri sceglie di essere da sempre e per sempre vicina al cittadino.

Capitano, perché ha deciso di indossare la divisa dell’Arma dei Carabinieri?

La mia scelta ha delle radici molto profonde, che risalgono al periodo della gioventù. Al terzo anno di liceo classico scelsi di sostenere un concorso pubblico e di proseguire gli studi presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli. Per la prima volta quell’anno, veniva data la possibilità alle donne di partecipare e volli cogliere subito l’occasione! Nel corso del triennio di studi, capii che la scelta di proseguire con quel modello di vita era giusta e con il tempo si è fatta sempre più consapevole e naturale. Sono arrivata così ad indossare la tanto desiderata uniforme da Ufficiale dei Carabinieri. Avevo coronato il sogno di poter garantire un impegno quotidiano al fianco delle persone che avevano bisogno, stando vicina a quelle più deboli ed in difficoltà con gesti ed azioni concrete. Ero spinta dal desiderio di essere un punto di riferimento per le comunità, impegnandomi a fornire risposte in termini di vicinanza e sicurezza per i cittadini.

Ci racconta le tappe fondamentali del suo percorso professionale?

Come dicevo tutto è iniziato a settembre 2009, quando ho fatto ingresso alla Nunziatella, dove ho continuato gli studi classici che avevo già intrapreso, affiancandoli con nuove materie e nuove discipline tipiche delle scuole militari. Fin dall’inizio ho imparato a gestire nel migliore dei modi il mio tempo per poter studiare, formarmi a livello militare, gestire spazi condivisi e momenti di libertà personale, conseguendo il diploma insieme ai ragazzi ed alle ragazze che come me avevano fatto una scelta di vita importante, fatta di sacrifici e soddisfazioni.

Nell’anno della maturità ho proseguito il mio percorso superando il concorso per il 194° corso dell’Accademia di Modena, denominato “CORAGGIO”. Questa nuova avventura formativa, mi ha consentito di intraprendere gli studi in Giurisprudenza, ottenendo così la laurea al termine del triennio svolto presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Sono stati anni di crescita personale e di formazione professionale molto importanti, nei quali mi sono dovuta misurare non solo con il corso di laurea, ma con tutte le materie pratiche, tecniche e professionali che fanno parte di questo percorso, per poi arrivare ad essere proiettata con il grado di Tenente nei successivi incarichi. Il primo è stato quello di Comandante di Plotone (e insegnante) e successivamente quello di Comandante di Compagnia presso la Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria. Un incarico di alta responsabilità, che mi ha trasmesso tantissimo perché seppur molto giovane, ero già un punto di riferimento per molti ragazzi come me (spesso coetanei, se non più grandi), che si stavano affacciando alla “vita di Carabiniere”. Il mio compito non era solo insegnare le materie tecniche e specialistiche, ma infondere messaggi valoriali, innanzi tutto con l’esempio e poi con la dedizione profonda che si deve agli alamari che indossiamo. Si tratta di quei valori che caratterizzano l’Arma da oltre 200 anni e che sono propri del nostro dna. Dopo quel periodo, ho svolto incarichi operativi: dal 2019 al 2023 sono stata il Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia (SS) prima, e quello di Padova (PD) poi. In quell’arco temporale ho vissuto, unitamente al personale che mi ha affiancato durante il percorso, delle bellissime esperienze, ricche di emozioni. Il mio ruolo consisteva nel coordinare le attività d’indagine ed il servizio di pronto intervento nell’ambito del territorio di competenza: un incarico di continue e variegate “attivazioni”, in cui bisognava rispondere in maniera pronta, ma allo stesso tempo calibrata e serena per supportare i propri militari e indirizzarli verso le migliori scelte operative. Questo incarico mi ha dato l’opportunità di poter vivere uno “spaccato della società”, da nord a sud, ognuna con le proprie peculiarità ed usanze culturali

Qual è il suo ruolo attuale?

Dal 2023, ricopro il ruolo di Comandante della Compagnia Carabinieri di Eboli (SA), con alle dipendenze 13 stazioni Carabinieri e un Nucleo Operativo e Radiomobile in un territorio molto sensibile sia sotto il punto di vista sociale, che criminale, essendo uno snodo economico molto importante della Piana del Sele. Quotidianamente mi occupo di gestire il personale, di coordinare le attività informative ed investigative, e di fornire risposte alle esigenze che provengono dalle Istituzioni e dai cittadini del territorio.

C’è un episodio che porta nel cuore accaduto nel corso della sua carriera?

Sicuramente ce ne sono stati diversi, soprattutto nei miei incarichi operativi, ma tra questi uno che sicuramente mi ha col-

pito è stato quello di una ragazza della mia età, che è stata vittima di sex extortion. La ragazza mi ha chiesto di parlare per confidarmi il suo senso di inadeguatezza alla vita che la stava affliggendo. Il mio compito è stato quello di attivare il protocollo del Codice Rosso, tipico in casi come questo, e di convincerla nel denunciare, concludendo l’iter così con l’arresto del suo aguzzino.

Perché sempre più donne scelgono la divisa?

Forse perché c’è maggiore consapevolezza delle proprie capacità e delle possibilità reali di incidere e di fornire il proprio contributo per la società e le comunità in cui viviamo, conla convinzione di essere valorizzate secondo principi e criteri di meritocrazia e nel massimo rispetto delle diversità. Oggi tante ragazze hanno il coraggio di inseguire i propri sogni, riuscendo a coronarli!

Quali sono i motivi che spingono i giovani ad entrare nell’Arma e perché scelgono la divisa?

In una società in continua evoluzione sociale, in questo disordine che ci circonda, l’Arma è un punto fermo di valori. I ragazzi, soprattutto i più giovani, hanno sempre maggiore bisogno di punti di riferimento e veri esempi da seguire. Questa professione coniuga perfettamente i valori sociali, umani, a quelli di una sana e concreta crescita personale e professionale, per chi ha una particolare inclinazione al servizio del prossimo. I ragazzi hanno bisogno di certezze e indossare l’uniforme è un punto fermo della propria vita.

Qual è la percezione di sicurezza nella città in cui opera secondo Lei?

Eboli è un centro a sud di Salerno, in Campania, ove le dinamiche criminali possono rischiare di minare la serenità. Come altre zone della penisola, è molto sentita la problematica relativa

ad episodi di microcriminalità e violenza giovanile, particolarmente attenzionata quotidianamente da tutte le autorità locali. La percezione talvolta può essere influenzata da questi episodi ed il nostro compito è quello di “esserci sempre”, per contrastare ogni fenomeno delittuoso, dai più piccoli, ai più grandi e per far sentire concretamente la presenza dello Stato.

È difficile conciliare lavoro e famiglia?

È sicuramente una bella sfida: garantire la nostra presenza ed il nostro supporto non è molto semplice soprattutto quando si ricoprono incarichi particolarmente delicati e impegnativi, quali quello di Comandante di Compagnia. Bisogna cercare di trovare un equilibrio con le proprie esigenze, quelle del proprio personale e quelle che di volta in volta, ci impone la nostra attività lavorativa. Alla base di tutto ci vuole una grande organizzazione e spirito di sacrificio. Il nostro non è un lavoro, ma una vera e propria missione. Ma se si è disposti a sacrificarsi, poi arrivano anche grandissime soddisfazioni ed alla fine si riesce a realizzare tutto, anche rispettare gli impegni familiari. I sacrifici che vengono fatti vengono ripagati con l’enorme ricchezza della gratitudine e della “vicinanza umana” che è sempre più raro, a mio avviso, trovare in altre professioni.

Un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la sua carriera.

Occorre interrogarsi sinceramente su quanto siano disposti a impegnarsi per poter intraprendere questa professione, che richiede costante esempio, equilibrio, forza d’animo, pazienza ed empatia. Ingredienti fondamentali per questo tipo di percorso, pieno di soddisfazioni personali e professionali. Ove ci dovessero essere delle rinunce bisogna essere convinti della bontà della propria scelta. Questo è essere un Ufficiale dei Carabinieri. 

IMMENSO ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI

In onda giovedì 30 aprile alle 21.20 su Rai 5, racconta la vita e la carriera dell’artista emiliano e il suo ultimo tour mondiale

Realizzato da Valentina Zanella e Giangiacomo De Stefano, il documentario “Zucchero “Sugar” Fornaciari”, in onda giovedì 30 aprile alle 21.20 su Rai 5, racconta la vita e la carriera di Zucchero e il suo ultimo tour mondiale, “World Wild Tour”. Oltre alla testimonianza diretta dell’artista, sono tanti gli amici e i colleghi del bluesman

a figurare nel documentario. Tra gli altri Bono, Sting, Brian May, Paul Young, Andra Bocelli, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, ma anche Roberto Baggio, grande amico e ammiratore del cantante. Il ritratto di un grande artista italiano e internazionale, ma anche di un uomo con i suoi successi, le sue contraddizioni e le sue fragilità che Zucchero non nasconde e non attenua, davanti alla cinepresa dei due autori. Un viaggio nell’anima dell’artista che parte dalle radici, dalla sua terra, dalla provincia emiliana per arrivare ai grandi concerti di successo internazionale, realizzato con immagini provenienti dagli archivi privati di Zucchero e dal “World Wild Tour”. 

La settimana di Rai 5

“La prima volta - Storie d’amore con il grande schermo”

Carlo Verdone ripercorre il legame con il cinema e il proprio percorso artistico, dai primi film visti con il padre a una carriera folgorante. In onda lunedì 27 aprile alle 23.05

Il barbiere di Siviglia

Martone all’Opera di Roma

L’opera che ha aperto la stagione 2020/2021 del teatro della Capitale: con la regia di Mario Martone e la direzione di Daniele Gatti. Giovedì 30 aprile alle 23.05

Film

Misericordia

È l’opera di Emma Dante, in onda martedì 28 aprile alle 21.20 su Rai 5. Nel cast, Simone Zambelli, Simona Malato, Tiziana Cuticchio, Milena Catalano, Fabrizio Ferracane

Art Night

Hopper e Vermeer. Pittori dell’intimità

Un racconto parallelo dei due grandi artisti: lo propongono Jacopo Veneziani e l’ultima puntata stagionale di “Art Night” in onda in prima visione venerdì primo maggio alle 23.30

Les Etoiles

Nel cuore della danza

In occasione della Giornata Internazionale della Danza, mercoledì 29 aprile alle 20.25

Perfetta

Geppi Cucciari e la vita delle donne. Un monologo che racconta un mese di vita di una donna, attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. In onda sabato 2 maggio alle 21.20

Film

The Wolf of Wall Street

La vera storia di Jordan Belfort, autore dell’autobiografia che ha ispirato il film. Diretto da Martin Scorsese, in onda domenica 3 maggio alle 21.20

INCONTRI CON ALFRED HITCHCOCK

Nel giorno dell’anniversario della scomparsa del maestro del brivido, mercoledì 29 aprile alle 19.15 su Rai Storia

Rai Cultura ricorda Alfred Hitchcock con “Incontri con Alfred Hitchcock”, che raccoglie le interviste realizzate dalla Rai negli anni Sessanta al regista londinese. È proprio da Londra, nella quale è nato, che parte l’intervista di Carlo Mazzarella, incorniciata da Castel Sant’Angelo, in “Arti e scienze - Cronache di attualità” (1960). A contrasto con i vicoli bui, e le strade bagnate dal-

la pioggia della città e di molti racconti e film classici del mistero, il regista ha contrapposto scenografie illuminate dal sole, uomini comuni e non gangster: “e così il pubblico che vede il film vede luoghi di tutti i giorni e personaggi simili come lui, quelli che frequenta tutti i giorni. E così è terrorizzato più che dal buio, dal sole e dalla bella scena”. L’intervista è realizzata in occasione dell’uscita nelle sale di “Psycho”. Segue poi l’intervista di Romano Battaglia del 1964 sulla bellezza di Villa d’Este, sul lago di Como, ove risiede quando si trova in Italia, sull’attitudine personale a prendere in giro la gente, sulle cose di cui ha paura. Seguono altre due interviste di Mazzarella del 1966.

La settimana di Rai Storia

Passato e Presente

Chernobyl. La notte del Reattore

Paolo Mieli e il professor Marcello

Flores ne parlano nella puntata di lunedì 27 aprile alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia

a.C.d.C.

Nel nome di Atene: Maratona

La supremazia delle forze persiane si scontra con la tenacia e il coraggio della piccola Atene. Una pagina riletta dal professor Alessandro Barbero giovedì 30 aprile alle 21.10

Buon compleanno

Massimo Ranieri

In occasione del settantacinquesimo compleanno dell’artista, Rai Cultura ripropone, domenica 3 maggio alle 13.00 su Rai Storia, la puntata di Ieri e oggi del 1976 condotta da Mike Bongiorno

Omaggio a Ferruccio Lamborghini

In occasione dei 110 anni dalla nascita dell’imprenditore, fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome, Rai Cultura ripropone il documentario martedì 28 aprile alle 18.30

Le ragazze

Dalla prima hostess italiana alla scenografa Graziella Pera È la centenaria, Yvonne Girardello, prima hostess italiana e ragazza degli anni ‘40, ad aprire l’appuntamento con Francesca Fialdini venerdì 1° maggio alle 21.10

Hirohito

La storia dell’imperatore del Giappone

A 125 anni dalla nascita di Hirohito, Rai Cultura ripropone lo speciale del 1963 mercoledì 29 aprile alle 18.30

Passato e presente

1938 Hitler in Italia

All’inizio del maggio 1938, Hitler arriva in Italia con gran parte dell’establishment nazista per una visita ufficiale di una settimana. In onda sabato 2 maggio alle 20.30

La divertente serie d’animazione è ambientata in una magica foresta ricca di colori e divertimento.

Tutti i giorni alle ore 10 e 17.50 su Rai Gulp

“Super Happy Magic Forest” dà vita alle originali imprese narrate nell’omonima collana di libri firmata da Matty Long e ha già conquistato il pubblico nel Regno Unito, in Francia e in Australia. In primo piano le avventure di cinque eroi. Hoofius il fauno, che nonostante la sua aria da eroe coraggioso è in realtà timoroso e facilmente impressionabile. Blossom l’unicorno, esuberante e accogliente, è spesso preoccupata che i suoi amici stiano bene… quando non è immersa

nella lettura di un fumetto o nella marmellata. Herbert lo gnomo, è il più esperto del gruppo, ma è anche un grande appassionato di “umorismo gnomo”, che consiste nel sostituire le parole in una frase con “gnomo”. Twinkle la fata, la più giovane nel gruppo di eroi, è piena di energie e un po’ impulsiva e ha la tendenza a mettere il broncio se le cose non vanno proprio come vorrebbe lei, cosa che accade abbastanza spesso. E, infine, Trevor il fungo, intelligente e un po’ saputello, pieno di buone idee per tirare i suoi amici fuori dai guai… dove li aveva messi lui stesso. Uniti dall’amore per i picnic e il frolleggio, i cinque protagonisti affronteranno missioni epiche e cattivi improbabili, divertendosi e imparando cosa significa essere veri eroi.

Protagonista un’ambiziosa gallina, Karla, e un gruppo di compagni di classe esuberanti e molto diversi tra loro. Andare a scuola può diventare un’esperienza davvero imprevedibile quando entrano in gioco emozioni forti e voglia di divertimento!

Dal 1° maggio tutti i giorni alle ore 13 e alle ore 18 su Rai Yoyo

La serie esplora il mondo delle relazioni sociali e dei sentimenti autentici. In classe con i Team Nuggets ci si pongono domande come: cosa è giusto e cosa è sbagliato? Chi è davvero gentile e chi, invece, non è poi così buon amico? Come si reagisce di fronte a un compagno che fa il prepotente? Si possono avere più migliori amici? Cosa significa essere innamorati? Il progetto è sviluppato da Tor Fruergaard e Michael Hegner in collaborazione con Sparre Production e Danmarks Radio. Hydralab ha realizzato e prodotto l’animazione in CG. In Danimarca è stata pubblicata una collana di libri basati sui personaggi della popolare serie TV, come How to Be a Good Friend, oltre ai diari scolastici dei protagonisti. Il videogioco digitale Fantastic Class è stato selezionato nella shortlist dei Kidscreen Awards 2026.

CLASSIFICHE AIRPLAY

per RadiocorriereTv

I FILM DELLA SETTIMANA

CINEMA IN TV

Priscilla – Mercoledì 29 aprile ore 21.10

Tratto dalle memorie di Priscilla Presley, il film racconta l’incontro con Elvis quando lei è ancora giovanissima e lui è già una star mondiale. Quello che nasce come un grande amore si trasforma in un rapporto complesso, segnato da fascino, attese, controllo e disillusione. Sofia Coppola sceglie uno sguardo intimo e tutto dalla parte di lei, costruendo un racconto elegante, malinconico e mai urlato. È anche il ritratto di una ragazza che cresce dentro una relazione sbilanciata, tra sogno, solitudine e bisogno di trovare una propria identità. Nel cast Cailee Spaeny, Jacob Elordi, Dagmara Dominczyk, Ari Cohen ed Emily Mitchell.

Spionaggio industriale, tecnologia e ambizione sono al centro di questo thriller con Liam Hemsworth nei panni di Adam Cassidy, giovane talento coinvolto in un gioco pericoloso tra due colossi dell’alta finanza e dell’innovazione. Dopo un errore fatale, il protagonista viene spinto a infiltrarsi in un’azienda rivale, ma finirà presto intrappolato in una rete di ricatti, segreti e doppi giochi. Il film costruisce una tensione crescente attorno al rapporto tra potere, denaro e manipolazione, mostrando quanto sia facile diventare pedine in una guerra combattuta ai piani alti. Nel cast anche Harrison Ford, Gary Oldman, Amber Heard e Richard Dreyfuss.

potere dei soldi – Giovedì 30 aprile ore 21.10

Anno 2023 – Regia di Sofia Coppola
Il
Anno 2013 – Regia di Robert Luketic

You - L’eco

– Venerdì

Dopo la morte improvvisa della sua migliore amica London, il giovane architetto Dawson Gage scopre un segreto sconvolgente e si mette alla ricerca della sorella gemella della ragazza, separata alla nascita. Da questa premessa prende forma un racconto sentimentale fatto di dolore, ricerca e possibilità di rinascita, tratto dal romanzo di Karen Kingsbury. Il viaggio del protagonista diventa così anche un percorso interiore, tra lutto, memoria e nuove possibilità affettive che rimettono in discussione tutto ciò che sembrava perduto. Nel cast principale Sarah Fisher, Jake Allyn, Lynn Collins, Robyn Lively, Bart Johnson e Scott Reeves.

Un viaggio in auto si trasforma in un incubo quando una coppia resta in panne in una zona isolata e la moglie scompare dopo aver accettato un passaggio da un camionista. Da quel momento il marito si ritrova dentro una corsa disperata contro il tempo, tra menzogne, violenza e una trappola criminale sempre più soffocante. È un thriller asciutto e teso, costruito sulla suspense, che gioca con la paura di trovarsi soli in un luogo sconosciuto senza potersi fidare di nessuno. Nel cast Kurt Russell, J.T. Walsh, Kathleen Quinlan e M.C. Gainey.

Breakdown - La trappola – Sabato 2 maggio ore 21.20 – Anno 1997 – Regia di Jonathan Mostow
Someone Like
del cuore
1 maggio ore 21.30 – Anno 2024 – Regia di Tyler Russell

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