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Radiocorriere Tv n 02 Anno 95

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RadiocorriereTv SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA

Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997

numero 02 - anno 95 12 gennaio 2026

ph Duccio Giordano @Brothers srl

Luisa Ranieri

IL CORAGGIO DI RESTARE


SOMMARIO N.02 12 GENNAIO 2026

LUISA RANIERI Il RadiocorriereTv intervista l’attrice protagonista della serie che porta sul piccolo schermo la vicenda umana e professionale di Eugenia Carfora, dirigente scolastica di Caivano

ZVANÌ – IL ROMANZO FAMIGLIARE DI GIOVANNI PASCOLI Tv movie diretto da Giuseppe Piccioni con Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone in onda martedì 13 gennaio in prima serata su Rai 1

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LA PRESIDE

MASSIMO LOPEZ

FEDERICO CESARI

La nuova serie di Rai Fiction con Luisa Ranieri in onda da lunedì 12 gennaio in prima serata su Rai 1

Da oltre quarant’anni è uno dei volti più amati e apprezzati in TV e a teatro. L’attore, in giuria a “Tali e Quali” il venerdì su Rai 1, si racconta al nostro giornale

Intervista all’attore romano che in “Zvanì” su Rai 1 veste i panni del “poeta del fanciullino”

GLI OCCHI DEL MUSICISTA I suoni, le parole, la grande canzone italiana. Da martedì 13 gennaio torna su Rai 2 il programma condotto da Enrico Ruggeri

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RADIOCORRIERETV SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997 Numero 02 - anno 95 12 gennaio 2026

DIRETTORE RESPONSABILE FABRIZIO CASINELLI Redazione - Rai Viale Giuseppe Mazzini 14 00195 ROMA Tel. 0633178213

RadiocorriereTv

www.radiocorrieretv.rai.it www.ufficiostampa.rai.it

RadiocorriereTv

Collaborano Laura Costantini Cinzia Geromino Tiziana Iannarelli Vanessa Penelope Somalvico

radiocorrieretv

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PASSAGGIO A NORD OVEST

CARA AGATHA CHRISTIE

Dal 12 gennaio il programma di Rai 1, ideato e condotto da Alberto Angela, andrà in onda anche il lunedì in seconda serata

Disponibile su RaiPlay Sound dal 12 gennaio. Un podcast omaggio a una delle scrittrici più amate e influenti del Novecento

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IL DIETRO DEL DIETRO LE QUINTE DI DON MATTEO

STUDIERAI

DONNE IN PRIMA LINEA

RAGAZZI

Divulgare sapere e conoscenza con video e podcast. Sei puntate disponibili dal 12 gennaio su RaiPlay

Il Commissario Capo Immacolata Guadagno, Funzionario addetto presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura di Roma e responsabile dell’ufficio per il Giubileo racconta la sua esperienza in prima linea con la Polizia di Stato

Le novità di Rai Yoyo e Rai Gulp

Un viaggio unico e divertente nel backstage della serie di punta di Rai 1. Già disponibile su RaiPlay 22

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STORIE DIETRO LE STORIE Quel che si cela dietro una storia letteraria 34

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HOT ONES ITALIA

BATTIATO SVELATO

Giulia Vecchio conduce il programma più “hot” di sempre, pronta a intervistare i suoi ospiti davanti a un piatto di alette di pollo piccante

Dalle sperimentazioni degli esordi all’universo multiforme. Il volume edito da Rai Libri, a cura di Giorgio Calcara, sarà disponibile nelle librerie e negli store digitali dal 15 gennaio

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LE CLASSIFICHE DI RADIO MONITOR Tutto il meglio della musica nazionale e internazionale nelle classifiche di AirPlay 46

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BASTA UN PLAY

MUSICA

CULTURA

CINEMA IN TV

La Rai si racconta in digitale

Nel 2026 i Pooh celebrano un traguardo che appartiene a tutti: “Sessant’anni insieme”. Una storia iniziata nel 1966 e diventata colonna sonora collettiva, capace di attraversare generazioni

L'arte, la musica, la storia, la danza, il teatro, i libri, la bellezza raccontati dai canali Rai

Una selezione dei film in programma sulle reti Rai

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TUTTI I PROGRAMMI SONO DISPONIBILI SU

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SERIE TV

@Assunta Servello

Elogio dell 4

TV RADIO


la speranza

OCORRIERE

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«La scuola può salvare una vita?» È la domanda alla base de “La Preside”, la nuova serie originale con Luisa Ranieri, presentata in anteprima ad Alice nella Città, dal 12 gennaio in prima serata Rai 1

A

l centro del racconto una intensa e straordinaria Luisa Ranieri, nei panni di una dirigente scolastica appassionata e combattiva, e la “sua” scuola, un presidio di resistenza civile immerso in un contesto difficile, dove ogni studente che resta in classe rappresenta una conquista, un passo concreto verso il riscatto educativo e sociale di un intero territorio. Accanto a lei ci sono i “suoi” ragazzi, portatori di storie complesse, sogni fragili, passioni brucianti, canzoni e ferite aperte. Liberamente ispirata alla vicenda reale di Eugenia Carfora, preside di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione nella lotta contro l’abbandono scolastico, la serie racconta la missione di una donna visionaria e ostinata che, al suo primo incarico, sceglie consapevolmente di guidare l’Istituto Anna Maria Ortese di Napoli: una scuola segnata dal degrado e dall’emarginazione, stretta nel cuore di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, ma pronta a diventare un luogo di rinascita e speranza. Una vicenda potente e attuale, che restituisce valore al ruolo della scuola come presidio di legalità, speranza e futuro. È possibile salvare i ragazzi da un destino di criminalità e analfabetismo attraverso la scuola? Anche quando non vogliono essere salvati? Eugenia Liguori, 47 anni, ha un entusiasmo travolgente e un’incapacità totale di arrendersi, convinta che il cambiamento sia possibile. È per questo che, al suo primo incarico da preside, sceglie l’Istituto Anna Maria Ortese di Napoli: un vero inferno in terra. Situato nel cuore di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa, l’Ortese è tristemente noto per l’assenteismo cronico degli studenti e per una carenza assoluta di risorse. Ma ciò che per chiunque altro sarebbe una sfida disperata, per Eugenia diventa una missione. Come ama ripetere: «quando le cose sono così brutte, è facile immaginarle più belle». Determinata a salvare quei ragazzi, Eugenia segue solo il proprio istinto, infrange le regole e si espone continuamente al pericolo, sostenuta unicamente dal suo entusiasmo contagioso. L’unico a condividere i suoi metodi è Vittorio, un insegnante di italiano appena arrivato dal Nord, affascinato dalla storia e dalla fama dell’Ortese.

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Il commento del regista Luca Miniero «Con “La Preside” ho avuto la possibilità di portare sullo schermo l’eccezionale storia della dirigente scolastica Eugenia Carfora, che con la determinazione di un’eroina ha creato un istituto superiore d’avanguardia a Caivano, proprio laddove la dispersione scolastica e la criminalità tra i giovani registrano numeri altissimi. Sono proprio i ragazzi il carburante che alimenta la preside nonostante le numerosissime difficoltà; i giovani sono il futuro, e ogni minuto perso è un ragazzo in meno sui banchi di scuola. Se lo ripete come un mantra la protagonista, e la sua tenacia e frenesia si esprime attraverso l’ampio utilizzo della macchina a mano, che la segue senza sosta tra le mura di una scuola che con forza e coraggio rimette in sesto giorno dopo giorno, coinvolgendo inevitabilmente anche lo spettatore. Quando la macchina si ferma invece, cogliamo le fragilità e le conseguenze emotive di un lavoro estenuante, con sfide che continuano anche tra le mura di casa. La fotografia di Francesco Di Pierro arricchisce di spessore e calore anche gli ambienti più brutali, ricercando la poesia attraverso tinte naturali. La dualità tra le due vite della protagonista, quella lavorativa e quella privata, sono sottolineate da una precisa scelta delle location: da un lato la famiglia a Portici, placida e con il suo sfogo sul mare, dall’altra San Giovanni a Teduccio (qui nelle vesti di Caivano), piena di ombre, misteriosa e affascinante. Il lavoro di scenografia di Giada Esposito è stato determinante per raccontare questa storia di speranza. La scuola, il cuore pulsante della vicenda, è il segno tangibile e visibile che le cose si possono cambiare: un pezzo alla volta la vediamo trasformarsi da discarica a moderno istituto superiore, e così anche i suoi studenti, contagiati dalla voglia di migliorarsi. La serie è un racconto corale, e gli attori di questo incredibile cast hanno giocato un ruolo fondamentale nel dare verità e calore ad ogni personaggio, anche grazie ai costumi di Chiara Ferrantini che ne completano il ritratto. Luisa Ranieri, con cui avevo già lavorato, rappresenta perfettamente l’intricato spettro emotivo di questa forza della natura, e con lei Alessandro Tedeschi, Daniela Ioia, Enzo Casertano e Ivan Castiglione, che sono solo alcuni dei nomi che permettono a questa grande storia di arricchirsi di emozioni. Tra i giovani spicca l’ormai nota Ludovica Nasti, qui affiancata da un coro di nomi nuovi che riempiono lo schermo con il loro piglio fresco e talento.»

TV RADIO


OCORRIERE

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@Assunta Servello


@Virginia Bettoja

LUISA RANIERI

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TV RADIO


Un esempio d’amore “Raccontare la bellezza per cambiare lo sguardo”

C’è stato timore nell’esporsi così tanto, nel raccontare una sto-

potrebbe essere il sottotesto al racconto della nuova

ria reale e ancora viva? Sì, molta paura. Dal 2019, quando abbiamo intercettato questa storia, è iniziato un percorso lungo fatto di ascolto, di dialogo, di avvicinamento. Non è stato immediato, prima ci sono state chiacchierate, confronti, diffidenze comprensibili. Poi, piano piano, si è creato un rapporto umano profondo e, alla fine, siamo diventate amiche.

serie Rai che porta sul piccolo schermo la vicenda umana e professionale della dirigente scolastica di Caivano, magistralmente interpretata dall’attrice napoletana. Al RadiocorriereTv ha raccontato: «Credo che quei ragazzi siano orgogliosi di ciò che la loro preside ha fatto per loro e per il territorio, perché si sentono parte di qualcosa di grande»

C

osa vi ha spinto a prendere in custodia questa storia e a trasformarla in un dono per il pubblico? L’emozione. È stata la prima cosa che ho avuto guardando il documentario di Domenico Iannaccone.

Ascoltare le storie di questi ragazzi di Caivano e incontrare

Nella serie la scuola viene definita un luogo sacro, un tempio. Perché questa sacralità è così importante? La scuola custodisce la vita dei ragazzi, il futuro delle nuove generazioni. Va protetta, curata, tenuta pulita e dignitosa, perché deve accogliere le vite che verranno. Costruire il bello incide profondamente nella vita di ciascuno di noi, nei giovani in particolare. Un ragazzo che vive nel degrado, entrando in un luogo bello e curato, capisce che lui conta, che merita attenzione. Questo è potentissimo.

questa preside straordinaria – Eugenia Carfora - ci ha profon-

La serie racconta anche la fatica di restare, di non andare via.

damente toccati. Vederla all’opera, nel suo ambiente naturale

Quanto conta questo aspetto? È centrale. Racconta il coraggio di rimanere, di esserci nonostante tutto. Eugenia lo fa ogni giorno attraverso l’amore per il suo lavoro e per i ragazzi. Gli insegnanti, più di chiunque altro, possono incidere nella vita dei giovani, colgono le ombre, i silenzi, i sorrisi non detti, spesso prima ancora delle famiglie.

– la scuola – osservare i suoi “capolavori”, ha avuto un impatto fortissimo su di noi. Abbiamo sentito che quella storia meritava di essere raccontata. Che cosa ha visto davvero, entrando in quella realtà, osservando da vicino il lavoro quotidiano di questa dirigente? Ho visto tanto amore, una dedizione totale e una fortissima voglia di riscatto. Ho visto il desiderio di esistere, di essere riconosciuti, di essere finalmente visti. E cosa cercano i ragazzi oggi? Credo che quei ragazzi siano orgogliosi di ciò che la loro preside ha fatto per loro e per il territorio, perché si sentono parte di qualcosa di grande. Quello che Eugenia ha realizzato a Caivano è un’impresa titanica: ha costruito una scuola degna di un Paese nordeuropeo, con tunnel di limoni che ricordano la Costiera, ha portato bellezza in ogni angolo. Le nuove generazioni, soprattutto in contesti difficili, hanno bisogno di questo: di bellezza. Di sapere che esiste qualcosa di più rispetto ai palazzoni abbandonati e al degrado. La bellezza apre uno spiraglio, accende un immaginario diverso.

OCORRIERE

Che ruolo può avere una fiction in tutto questo? La scuola è uno dei luoghi più importanti della nostra società e ognuno deve fare la propria parte. Non abbiamo la presunzione di pensare che una fiction possa cambiare la realtà, ma può accendere una riflessione, raccontare un’umanità. Volevamo raccontare questa donna nella sua unicità, per questo ci siamo affidati a sceneggiatori come Cristina Farina e Maurizio, esperti di adolescenza. Hanno saputo restituire un mondo di persone perbene che, con fatica, provano a uscire dal tunnel. Cosa resta, alla fine, di questa esperienza? La consapevolezza che raccontare una storia vera fa paura, soprattutto quando il personaggio esiste davvero. Ma resta anche una certezza: ognuno di noi può fare la propria parte. Non servono gesti eroici, basta fare bene il proprio lavoro. E farlo con amore. 9


MASSIMO LOPEZ

IL MIO SEGRETO?

ASCOLTO IL PUBBLICO Da oltre quarant’anni è uno dei volti più amati

non è solo la voce: posso imitare anche un atteggiamento, un

e apprezzati in TV come a teatro. Il suo sguardo è

gesto. Tutto deve nascere in maniera estremamente spontanea.

sinonimo di ironia, empatia e risate. RadiocorriereTv

Una carriera di successo nella quale l’arte dell’imitazione ha

intervista l’attore marchigiano, giurato d’eccezione a

avuto, e ha tutt’ora, un ruolo importante. Come si entra in un

«Tali e Quali», il venerdì in prima serata su Rai 1

C

personaggio? Non c’è una regola precisa, che si tratti di un personaggio da imitare o da studiare. Tutto nasce sicuramente dalla propria

osa significa far parte del mondo di «Tali e Quali»? «Tali e Quali», come anche «Tale e Quale Show», sono un’isola felice. Sono stato chiamato da Carlo Conti nelle vesti di giudice speciale già nelle scor-

formazione: la mia, indubbiamente, è teatrale, nata piano pia-

se edizioni e ho sempre avuto la sensazione di trovarmi in

vogliamo, anche degli oggetti inanimati. Quindi osservare, os-

un ambiente decisamente familiare. Non professionisti dello

servare e, nel caso dell’imitazione, cercare di riprodurre.

spettacolo, ma persone che hanno voglia di mostrare il proprio talento, la propria passione, alla platea TV.

no, e in questo anche l’istinto ha il proprio motivo di essere e aiuta moltissimo. L’attore è una specie di merlo indiano, con la capacità di osservazione e imitazione del genere umano e, se

Quali sono i personaggi da lei vestiti che, nel corso degli anni, le sono rimasti maggiormente nel cuore?

Che cosa le stanno lasciando i concorrenti di «Tali e Quali»?

Sono tanti, infiniti, perché tutti quelli che ho fatto, in qualche

In «Tali e Quali» i non professionisti sono molto interessanti.

maniera, li ho scelti. Non ce ne sono che io abbia fatto senza

Per molti di loro la partecipazione al programma è un punto

voglia. Tra i tantissimi imitati ad ottenere grande consenso ci

di partenza e, al tempo stesso, un punto di arrivo, un traguardo

sono stati i papi, Maurizio Costanzo, i politici. Ancora oggi le

importantissimo. Sono motivati, perfezionisti, emozionati, emo-

imitazioni più richieste sono quelle dei pontefici.

zionanti e danno sempre il massimo. Il mio ruolo di giudice, a dir la verità, non è molto semplice, perché per l’impegno che ci mettono tutti inserirli in una classifica, con un primo e un ultimo, è una bella responsabilità.

Cosa deve avere un personaggio perché lei decida di “farlo suo”? Il personaggio deve avere delle caratteristiche particolari nel parlare, nel gesticolare, qualche difetto, qualche tic. Particola-

Come va con i suoi colleghi di giuria, Malgioglio e Marcuzzi?

rità che ti devono colpire, che devi osservare con una sorta di

La giuria è molto divertente, c’è intesa, complicità. Ovviamente

lente di ingrandimento, per poterle poi riprodurre.

il nostro è anche un ruolo al quale si richiede leggerezza e gioco. Quindi sì, si giudica, però poi bisogna anche divertire il pubblico e divertirsi.

Nel 2015 prese parte con successo a «Tale e Quale Show»: che ricordo ha di quell’esperienza? Fu un’esperienza veramente fantastica. Mi sono sempre senti-

Di Cristiano Malgioglio lei è anche provetto imitatore…

to pienamente a mio agio, con un ottimo padrone di casa, ma

Mi diverto molto. Lui gradisce moltissimo la mia imitazione,

anche con compagni di gioco assolutamente empatici e diver-

che ogni volta nasce dall’improvvisazione, dal momento che si

tenti. E poi ricordo l’impegno nel trasformarsi con il trucco, gra-

vive, senza che ci sia nulla di preparato o di organizzato. E poi

zie a truccatori meravigliosi. Non dimenticherò mai quelle ore

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TV RADIO


OCORRIERE

@Marco Castelli

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piacevolissime nelle quali assistevo alla mia trasformazione in un altro personaggio. Cosa la diverte del mestiere dell’attore? Tutto. Scelsi questo mestiere quand’ero ragazzo e sapevo di fare un po’ un salto nel vuoto: non c’era nulla di sicuro se non il mio desiderio di volerlo fare. Se mi si chiede quale sia stato il mio più grande successo, rispondo che è proprio il fatto di aver iniziato, con grande gioia ed entusiasmo. Da questo punto di vista mi sento un privilegiato: non per i traguardi raggiunti, ma per vivere ogni giorno il mestiere dell’attore, nuove sfide, nuovi personaggi. TV e teatro: che spazio hanno nel suo cuore? Spesso si fa il paragone fra la TV e il teatro. La televisione mi ha dato tantissime soddisfazioni, ma essere sul palcoscenico è 12

forse la cosa più bella per il riscontro immediato che hai con la gente. Io ho bisogno di vedere il pubblico, di sentire il suo stato d’animo; vorrei addirittura avere le luci meno forti sul viso per poter intravedere i volti di chi ti sta ascoltando. C’è uno scambio fantastico. Il teatro è forse la cosa più bella, senza voler rinnegare tutto il resto. Qual è il segreto per raggiungere il cuore del pubblico? Non credo che ci sia un vero e proprio segreto. Probabilmente conta l’esperienza che vivi come attore, quanto tu riesca a coltivare il cuore del pubblico, a non deluderlo e a comprendere quello che cerca da te. Lo puoi capire soltanto nel tempo, viaggiando insieme, facendo spettacoli nei vari teatri. A volte è il pubblico stesso a suggerirti quale sia la linea da seguire. Il rapporto non è mai a senso unico.

TV RADIO


OCORRIERE

In libreria

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FILM TV

UNA FAMIGLIA, UN UOMO, 14

UN POETA

TV RADIO


“Zvanì – Il Romanzo Famigliare di Giovanni Pascoli” di Giuseppe Piccioni, con Federico Cesari (Giovanni Pascoli), Benedetta Porcaroli (Mariù), Liliana Bottone (Ida), Luca Maria Vannuccini (Raffaele Pascoli) e con la partecipazione straordinaria di Riccardo Scamarcio (Pietro Cacciaguerra, il presunto mandante dell’omicidio di Ruggero Pascoli, padre del poeta) e di Margherita Buy (Emma Corcos), in onda martedì

L

13 gennaio in prima serata su Rai 1

a storia prende il via nel 1912: Giovanni Pascoli è morto e un treno parte da Bologna per le sue esequie con studenti, autorità e parenti, tra i quali la sorella Maria, chiamata Mariù. Il viaggio riflette il lutto del paese, dove persone di tutte le classi sociali rendono omaggio al poeta del quale - attraverso i ricordi di Mariù – viene ripercorsa la vita: l’assassinio del padre, la giovinezza segnata dalla povertà, l’impegno politico e il rapporto complicato con Giosuè Carducci. Ma, nonostante le difficoltà personali e politiche, Pascoli si laurea e, dopo anni, riabbraccia le sorelle. Vivono insieme, ma le dinamiche familiari sono tese: Ida, più indipendente, lascia il fratello per cercare una vita propria. Giovanni, famoso ma infelice, si ritira con Mariù a Castelvecchio, dove il treno che lo porta alla sepoltura attraversa uno spazio surreale, con apparizioni misteriose, come nelle sue poesie.

OLTRE LA POLVERE

Il regista - Giuseppe Piciconi - racconta il suo Pascoli «Ho letto la bella sceneggiatura di Sandro Petraglia e ho deciso di fare questo film, senza preoccuparmi di collocarlo nella forma rituale del biopic. Ho cercato di fare un film personale, assecondando il mio istinto, che spesso ha le sue ragioni, una sua logica. Grazie al lavoro e alla complicità di Sandro Petraglia e alla sua disponibilità ho cercato di mettere a fuoco alcuni aspetti di molte poesie di Pascoli in cui il poeta e i defunti si parlano, arricchendo la cornice del racconto - il treno speciale che porta il feretro di Giovanni da Bologna a Barga dopo la sua morte - con intrusioni, apparizioni, un clima da dormiveglia, accantonando il realismo stretto, dove qualcosa di “pascoliano” si affianca ai personaggi presenti in treno. Qualche critico qualificato ha detto, a ragione, che alcune poesie che possiamo definire famigliari di Pascoli, sono sedute spiritiche. Così il viaggio si dilata, il treno non è più cronaca o funzione ma è in stretta relazione con il passato, le ellissi del racconto, i salti e il presente abitato da ricordi, visioni così come nel racconto del passato si intravede l’ombra del viaggio in treno, di un destino che si compie. Poi mi sono de-

OCORRIERE

dicato agli attori, soprattutto ai giovani attori del film, con la dedizione e la soddisfazione di sempre, e ho potuto sceglierli liberamente, senza pressioni o richieste particolari. Con passione uguale alla mia, si sono buttati con generosità in questa avventura. Abbiamo scelto di amare Pascoli, fino in fondo, e anche le sue sorelle e tutti i personaggi secondari, non trascurando alcune ombre e ambiguità, ma senza indulgere nel gossip, senza assecondare alcune morbose e facili interpretazioni della sua vita famigliare. Ho sempre amato Pascoli e ho approfittato di questa occasione per approfondire la conoscenza della sua biografia e dell’opera. Ho approfondito la conoscenza di Pascoli leggendo tutto quello che potevo, compresi gli scritti di Cesare Garboli e di altri critici del tempo e non, compresa la monumentale biografia scritta da Mariù, “Lungo la vita di Giovanni Pascoli”, preziosissima, i numerosi e altrettanto preziosi consigli, contributi, libri e pubblicazioni di Rosita Boschetti, direttrice del Museo Casa Pascoli di San Mauro. Ringrazio anche Sara Moscardini per il sostegno e la vigile collaborazione nella Casa Pascoli di Barga. In tutti ho trovato, spunti, avvertenze, una mappa ragionata in cui orientarmi. Ho letto anche alcuni suoi poemi in latino, con l’aiuto del testo originale e della traduzione. Inevitabile omettere qualcosa, e operare qualche piccola forzatura così sterminata è la sua produzione poetica insieme a saggi, componimenti in latino, poemi e poemetti, canti, gli studi su Dante e tutto ciò che sua sorella Maria, ha raccolto negli anni, e che con la stessa meticolosità è stato sapientemente schedato e catalogato nel Museo Casa Pascoli di San Mauro e nella Casa Barga di Castelvecchio Pascoli. Cosa abbiamo cercato di fare? Beh, sicuramente mettere al riparo il poeta da facili semplificazioni che riguardano la sua vita, per altro smentite da una nuova ricca documentazione di lettere e testimonianze raccolte nel tempo. Poi dichiaro candidamente che il mio amore per Pascoli è senza riserve e che è tutto da rivedere il modo in cui gli studenti della mia generazione lo hanno studiato. Un modo riduttivo, spesso polveroso, solo come un poeta delicato e tragico, quello delle piccole cose, sottolineato dalla sventura che ha accompagnato la sua vita nel corso dell’infanzia e della giovinezza. In questo sono stato aiutato dal copione che circoscrive il racconto alle sue vicende famigliari, con il corrispettivo poetico di quelle vicende, in particolare al rapporto intenso, felice e insieme ambiguo, con le sorelle. Per semplificare abbiamo raccontato un periodo della sua vita che va dalla prima giovinezza fino ai suoi quarant’anni. Fino al suo arrivo, con Mariù, nella nuova casa di Barga dopo che l’altra sorella, la maggiore, Ida, aveva rotto il patto che legava i tre fratelli, il tentativo di Giovanni di ricreare IL NIDO, quella famiglia perduta e dispersa dopo la tragica morte del padre. Non ci sono tutti i luoghi vissuti e abitati dal poeta, i suoi amici lucchesi, il felice periodo di Messina, e poi Livorno, Firenze, e molto, molto altro. Sarebbe stato impossibile avendo solo 5 settimane a disposizione per girare.» 15


FEDERICO CESARI

UNO SGUARDO

SALVIFICO

SULLA VITA «Un uomo profondamente contraddittorio, concreto,

disperatamente di tornare. È il cuore della sua missione: recu-

lontano da qualsiasi celebrazione» racconta l’attore

perare quella dimensione infantile, l’unico momento davvero

romano che veste i panni del “poeta del fanciullino”: «Il suo sguardo sulla vita ha qualcosa di profonda-

idilliaco della sua esistenza. Nel rapporto con le sorelle emergono con forza i contrasti più profondi. Nel nido familiare Pascoli assume ruoli sovrapposti: è padre, fratello, figlio, talvolta

mente salvifico, soprattutto per i giovani, che oggi

quasi amante. La mancanza di confini chiari genera sentimen-

vivono un tempo di grande smarrimento.»

ti ambivalenti: amore e accudimento, ma anche privazione e

I

l film racconta Giovanni Pascoli in una dimensione intima, svelando aspetti meno conosciuti della sua vita. Che uomo ha scoperto entrando nei suoi panni? Un uomo profondamente contraddittorio, concreto, lontano da qualsiasi celebrazione. Vive immerso in una sofferenza costante, dalla quale tenta di salvarsi attraverso la poesia e i legami familiari. Cerca di ricostruire un universo affettivo perduto per sempre, sacrificando la propria vita e le proprie aspirazioni a una missione morale che spesso fallisce, ma che continua a inseguire senza tregua.

sofferenza. Non ha mai potuto costruire una famiglia propria, sposarsi, vivere una vita autonoma, è sempre rimasto vincolato alla cura dei suoi affetti, una rinuncia che alimenta anche rabbia e dolore. Per il poeta la famiglia ha sempre avuto un ruolo centrale. Cosa rappresenta per lei la famiglia? Come per Pascoli, anche per me la famiglia è un luogo di protezione e di accudimento, un laboratorio d’amore. È lo spazio in cui puoi essere davvero te stesso, dove ti semplifichi. Se nella società ci si stratifica, in famiglia si torna all’essenziale. Qual è stata la sua ambizione più grande e il timore maggiore

La famiglia, per Pascoli, è rifugio o ferita aperta? Come si ri-

nel confrontarsi con una figura così imponente?

flette questo nella vostra interpretazione? Credo sia entrambe le cose. La famiglia rappresenta il rifugio originario che Pascoli ha perso troppo presto e al quale tenta

Il timore iniziale era forte, confrontarsi con un poeta così ra-

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dicato nell’immaginario collettivo italiano è inevitabilmente spaventoso. La sfida più grande, ma anche la più bella, è stata

TV RADIO


decidere quale Pascoli raccontare. È una scelta che abbiamo fatto insieme al regista Giuseppe Piccioni, attraverso un lungo confronto. Abbiamo scelto di delineare un uomo tormentato, fragile, pieno di contrasti e insicurezze. È stata una decisione sofferta, perché mettere in scena una vita quotidianamente attraversata dal dolore richiede un coinvolgimento profondo, ma anche la scelta più onesta. Pascoli parlava di fragilità, lutto, paura del mondo. È un poeta più vicino a noi oggi rispetto al passato? Assolutamente sì. Pascoli è straordinariamente attuale. È un ecologista ante litteram, un amante profondo della natura, ma soprattutto propone una visione filosofica della vita che ridimensiona la gloria terrena. Per lui il successo non è un valore assoluto: ciò che conta è ricondurre l’uomo a una dimensione umana, familiare, naturale. Invita a raccogliersi nella campagna, dove i legami sono più autentici e il rapporto con la natura più diretto. In un’epoca ossessionata dalla realizzazione personale e dal successo, questo messaggio risuona con grande forza. Cosa la colpisce maggiormente della poetica pascoliana? La poetica del fanciullino è di una modernità disarmante, allora come oggi. Ma ciò che mi ha sorpreso di più è il suo rapporto con la morte. Molte sue poesie sembrano vere e proprie “sedute spiritiche”, perché Pascoli dialoga con i suoi morti. È profondamente innovativo il modo in cui trasforma il trauma della perdita in una presenza viva. Accetta che il dolore non possa essere superato e lo trasfigura, coltivando un legame costante con i defunti, talvolta al limite della morbosità, ma sempre autentico.

OCORRIERE

Questo racconto più umano può avvicinare il pubblico, soprattutto i giovani, alla sua opera? Credo di sì. Raccontare Pascoli nella sua tridimensionalità, attraverso la sofferenza e le emozioni, lo restituisce a una dimensione profondamente umana. Spesso i grandi poeti vengono posti su un altare, resi irraggiungibili. Con Zvanì incontriamo un Pascoli fragile, controverso, emotivamente vivo. È attraverso questa umanità che la distanza si accorcia, e penso che i ragazzi possano riconoscersi in lui. Qual è stato il vostro approccio per avvicinarvi alla sua figura? Io e Giuseppe Piccioni abbiamo studiato per mesi ogni fonte disponibile. La sua figura è stata interpretata in modi molto diversi, spesso contrastanti. Abbiamo attraversato questa pluralità di sguardi e poi scelto chi fosse, per noi, Giovanni Pascoli. Volevamo raccontare un poeta profondamente umano, lontano da ogni celebrazione, diverso dall’immagine monumentale di altri autori dell’epoca, come D’Annunzio. Pascoli è il poeta delle piccole cose che riconducono l’uomo a un grande universo. Cosa le resta di queste “piccole cose”? Tutto il senso della sua vita e della sua poetica. Attraversare l’esistenza di Pascoli, anche attraverso il cinema, significa entrare nel suo modo di pensare, nella sua filosofia. È un’esperienza che ha avuto su di me un impatto psicologico forte, e spero possa averlo anche sul pubblico. Il suo sguardo sulla vita ha qualcosa di profondamente salvifico, soprattutto per i giovani, che oggi vivono un tempo di grande smarrimento. 

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SECONDA SERATA

GLI OCCHI

DEL MUSICISTA

I suoni, le parole, la grande canzone italiana. Da martedì 13 gennaio torna su Rai 2 il programma condotto da Enrico Ruggeri

D

opo due stagioni che hanno offerto al pubblico musica di qualità e buone riflessioni sul passato e sul presente, torna in seconda serata su Rai 2, da martedì 13 gennaio, “Gli occhi del musicista”, il programma di Enrico Ruggeri scritto insieme a Ermanno Labianca. “Gli occhi del musicista” è un’esperienza coinvolgente e divertente, dove la musica assume il suo ruolo di linguaggio universale per esplorare l’attualità, ripercorrere la storia e trasmettere emozioni, legando la musica anche al cinema, alla letteratura e allo sport. Cinque puntate, ognuna incentrata su un tema diverso: l’amicizia, il viaggio, gli ultimi, la relazione tra il cinema e la musica, e la canzone intelligente, quella ironica, imprevedibile e poco allineata di tanti interpreti che verranno ricordati. Cinque appuntamenti con racconti e performance. In studio con Enrico Ruggeri, in questo viaggio nella musica, ci saranno Alice De André, giovane attrice e regista e l’attore e comico Vincenzo Albano. In ogni puntata una vera e propria rock band, formata da Francesco Luppi (tastiere e pianoforte), Davide Brambilla (tromba, flicorno, fisarmonica, tastiere), Sergio Aschieris (chitarre), Johnny Gimpel (chitarre), Phil Mer (batteria) e Mitia Maccaferri (basso), eseguirà brani iconici legati al tema della serata o accompagnerà gli ospiti durante le loro esibizioni, regalando performance uniche e irripetibili. Non mancheranno artisti musicali di grande rilievo che racconteranno le loro carriere e rifletteranno sul tema portante. “Gli occhi del musicista” è un programma Rai Cultura di Enrico Ruggeri e Ermanno. La regia è di Stefania Grimaldi.

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CINQUE DOMANDE A ENRICO RUGGERI

I

n onda con la terza stagione di “Gli occhi del musicista”, che conduttore si sente? Mi sento un padrone di casa che racconta storie di vita accompagnate da vera musica dal vivo.

La musica in tv, come raccontarla e valorizzarla? Innanzitutto, serve una vera band, non dei professionisti che “tirano giù” i pezzi seguendo uno spartito, ma dei musicisti che arrangiano le canzoni come fossero alle prove di un concerto. Poi ci vuole qualcuno che, con parole appropriate, sappia creare interesse su una canzone prima di suonarla. Che tipo di viaggio umano si può fare attraverso la musica? La musica rappresenta il nostro bagaglio emotivo, la nostra Storia, la nostra crescita interiore: senza musica non c’è conoscenza di sé e del mondo. Come vede il cantautorato contemporaneo? La musica italiana è in buona salute: è stata messa all’angolo dagli algoritmi, dalla cattiva programmazione, dagli interessi di chi preferisce artisti senza cultura e consapevolezza, più manovrabili e sostituibili da altri in qualsiasi momento. Come guardano, l’oggi, i suoi occhi da musicista? Sono tempi di intolleranza, violenza e superficialità: io cerco di allargare la coscienza delle persone per renderle migliori.

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OCORRIERE

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@Eleonora Ferretti


SECONDA SERATA

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OCORRIERE

PASSAGGIO

A NORD OVEST Dal 12 gennaio il programma del sabato di Rai 1, ideato e condotto da Alberto Angela, andrà in onda anche il lunedì nella nuova collocazione oraria per raccontare le bellezze del nostro Paese e di località lontane insieme a incredibili storie di popoli e luoghi

L

eonardo da Vinci lo definì “un capolavoro della natura”: è il gatto, l’animale domestico più presente nelle case degli italiani. Intelligente, autonomo, misterioso, estremamente agile, ma con una sublime grazia nei movimenti. Proprio al gatto sarà dedicata l’apertura del primo appuntamento in seconda serata di “Passaggio a Nord Ovest”, in onda da lunedì 12 gennaio su Rai 1. Il programma di Alberto Angela si sposterà poi in Sardegna per visitare la Necropoli neolitica di Sant’Andrea Priu, dove si trovano una ventina di tombe scavate nella roccia: sono le domus de janas. La parola Domus fa capire che le tombe riproducevano le fattezze di una bellissima casa, come se fossero la dimora per l’aldilà dei defunti. Invece Janas significa Fata o Strega: infatti secondo la tradizione popolare, all’interno di questi luoghi vivevano delle fate che tessevano con fili d’oro o d’argento ai telai, rimanendo di giorno all’interno e uscendo di notte. Il viaggio di “Passaggio a Nord Ovest” continua in Nepal, dove si trovano 8 delle 10 montagne più alte del mondo, terra che per questo motivo si presenta come un luogo inaccessibile. Nonostante sia stato avviato un programma di infrastrutture viarie, le regioni più remote restano raggiungibili solo affrontando grandi rischi: la puntata racconterà le storie e il coraggio di alcuni abitanti che percorrono le “strade” disponibili per l’approvvigionamento dei beni necessari. Nervi saldi, perseveranza e spirito di adattamento sono quindi fondamentali.

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ORIGINAL

IL DIETRO DEL DIETRO LE QUINTE DI DON MATTEO Un viaggio unico e divertente nel backstage della serie di punta di Rai 1. Già disponibile su RaiPlay

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er la prima volta Nino Frassica porta il pubblico dietro (ma proprio dietro!) le quinte della storica fiction. “Il dietro del dietro le quinte di Don Matteo” è un viaggio unico e divertente arrivato su RaiPlay in concomitanza alla messa in onda della prima puntata della quindicesima stagione della serie di punta di Rai 1, successo assoluto da venticinque anni. Tra ciak sbagliati, personaggi iconici e misteriose sparizioni, ogni episodio è un tuffo nel caos (spesso esilarante) della macchina produttiva. È così che, giorno dopo giorno, Frassica presenta al pubblico le figure professionali che animano il set svelando le imprese necessarie per mandare in onda la fiction più amata d’Italia. Accompagnano il format clip esclusive e interviste speciali ai grandi professionisti della serie, il tutto condito con tanta ironia e tanta assurdità. “Il dietro del dietro le quinte di Don Matteo” è una produzione Lux Vide per Rai Contenuti Digitali e Transmediali, direttore Marcello Ciannamea, condotto da Nino Frassica, regia di Massimiliano Sbrolla. Il primo episodio È il primo giorno di riprese della nuova stagione di “Don Matteo”, e Nino porta gli spettatori direttamente con lui sul set. Tra un ciak e l’altro, e una chiacchierata con il protagonista Raoul Bova, tutto sembra andare per il verso giusto. O quasi… perché Pippo sembra in crisi, e non sa più se vuole continuare a fare il sagrestano!

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OCORRIERE

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@Virginia Bettoja


NUOVA STAGIONE

HOT ONES ITALIA Giulia Vecchio conduce il programma più “hot” di sempre, pronta a intervistare i suoi ospiti davanti a un piatto di alette di pollo

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piccanti. Dal 23 gennaio su RaiPlay

arà l’attrice e comica Giulia Vecchio, recentemente ospite di “Ballando con le stelle”, la conduttrice della nuova stagione di “Hot Ones Italia”, serie statunitense di grande successo, in arrivo con il nuovo anno sempre su RaiPlay. Come negli Stati Uniti, dove il programma è giunto alla sua ventisettesima edizione, i protagonisti dello show - personaggi del cinema, della tv, dello sport, della musica e dei social media - verranno intervistati davanti a un piatto di alette di pollo piccanti (con un’alternativa vegetariana/vegana). Si tratta della prima conduzione di un format per Giulia Vecchio. Durante le interviste di circa trenta minuti tra carriera e vita privata - arricchite da foto e tanti filmati – Giulia e i suoi ospiti mangeranno le alette di pollo condite con salse progressivamente sempre più “hot” che aiuteranno ad abbattere ogni ritrosia e diffidenza, con reazioni divertenti e imprevedibili. “Hot Ones” è una produzione Palomar - Mediawan Company, in collaborazione con Rai Contenuti Digitali e Transmediali, direttore Marcello Ciannamea.

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OCORRIERE

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LA PIATTAFORMA RAI

PUGNO PROIBITO

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emake musicale de L’uomo di bronzo del 1937, questo film segue l’ascesa di Kid, talento puro della boxe che brucia le tappe fino al successo. La sua corsa attira l’attenzione sbagliata: un giro di gangster vuole piegarlo, chiedendogli di perdere un incontro per truccare le scommesse. Kid dice no, senza esitazioni, e porta la sfida dove conta davvero: sul ring. Tra colpi proibiti e scelte irrevocabili, il film racconta l’integrità come atto di ribellione. La regia è di Phil Karlson, con Elvis Presley affiancato da Gig Young, Charles Bronson e Lola Albright. Un dramma sportivo dove la boxe diventa un banco di prova morale, prima ancora che fisico.

LEOPARDI – IL POETA DELL’INFINITO

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apoli, 1837: dopo la morte di Giacomo Leopardi, Antonio Ranieri ne attraversa i ricordi e ricostruisce una vita intensa e contraddittoria. Dall’infanzia a Recanati, segnata da un talento precoce, agli anni della ribellione e della ricerca ostinata di libertà. Il racconto segue la formazione di un pensiero lucidissimo, tra studio, dolore e desiderio di infinito. Emergono gli amori impossibili, i riconoscimenti letterari e le profonde delusioni umane. La poesia diventa sguardo sul mondo, strumento di verità e di resistenza interiore. Diretto da Sergio Rubini, con Leonardo Maltese, Cristiano Caccamo, Giusy Buscemi, Valentina Cervi, Alessandro Preziosi e Alessio Boni.

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asta un Play! LA NOTTE DELLA REPUBBLICA

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Un’opera monumentale che ricostruisce con rigore gli anni più bui e controversi della storia repubblicana. Il racconto attraversa stragi, terrorismo e conflitti sociali, restituendo il clima di tensione di un Paese ferito. Al centro ci sono le voci: protagonisti politici, testimoni diretti, familiari delle vittime, responsabili e analisti. La narrazione procede senza scorciatoie, lasciando spazio al tempo necessario per capire. Un’inchiesta che ha segnato un prima e un dopo nel modo di fare servizio pubblico. Ideata e raccontata da Sergio Zavoli, con la regia di Grazia Michelacci.

OCORRIERE

BILLY COWBOY – IL RITORNO DELL’EROE

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el Vecchio West va in scena una sfida che profuma di avventura e amicizia. Jessy Dog si prepara al duello decisivo contro Blind-Eye Biff, ma non è solo. Al suo fianco ci sono Billy, il criceto Cowboy, Jean-Claude il lombrico e Suzie, la piccola donnola. Quella che inizia come una resa dei conti diventa una battaglia collettiva. Il villaggio si unisce e l’eroismo prende una forma condivisa, ironica e coraggiosa. Diretto da Caz Murrell e Antoine Rota, è un western animato che gioca con i codici del genere.

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PODCAST ORIGINAL

Disponibile su RaiPlay Sound dal 12 gennaio. Scritto

moderno e delle sue regole fondative. Gli anni Venti e l’età d’oro

e narrato da Vanessa Roghi, un omaggio a una delle

del poliziesco, tra Detection Club e nuove voci femminili.

scrittrici più amate e influenti del Novecento a cin-

U

quant’anni dalla sua scomparsa

n anniversario che diventa l’occasione per rileggere e attraversare la sua opera con uno sguardo narrativo e critico, intrecciando letteratura, storia culturale e indagine biografica. Il podcast, disponibile dal 12 gennaio su RaiPlay Sound, racconta la nascita del giallo moderno e i suoi meccanismi fondamentali – il metodo investigativo, il ruolo degli indizi, la psicologia dei personaggi, il rapporto fra verità e testimonianza – restituendo la complessità di un’autrice capace di parlare al suo tempo e, ancora oggi, alla modernità. Attraverso racconti di viaggio, interviste a scrittori, studiosi, storici e autori contemporanei, “Cara Agatha Christie” attraversa i luoghi simbolo della detective fiction: dalla Londra di Sherlock Holmes al Devon dell’infanzia di Agatha Christie, fino alle dimore iconiche di Hercule Poirot e Miss Marple. Al centro, l’età d’oro del romanzo poliziesco, le regole del Detection Club, il ruolo innovativo delle scrittrici e alcune svolte decisive dell’opera christiana, come “L’assassinio di Roger Ackroyd” e il mistero della scomparsa dell’autrice nel 1926. Letture di Yari Selvetella e Florinda Fiamma.

Le puntate 1. Da Sherlock a Poirot. Come nasce la moderna detective fiction Dalle strade della Londra vittoriana al metodo delle “cellule grigie” di Hercule Poirot. Un racconto delle origini del giallo 28

2. Ritorno a Styles Court Un viaggio a Torquay, città natale di Agatha Christie, durante l’International Agatha Christie Festival. La biografia dell’autrice e la nascita delle sue passioni, a partire da quella per i veleni. Alle origini del suo primo romanzo, The Mysterious Affair at Styles. 3. Verso Greenway La strada verso Greenway, la casa sul fiume Dart, diventa occasione di riflessione sull’eredità di Christie. Tra adattamenti contemporanei, nuovi romanzi di Poirot e grandi lettrici del giallo. Un dialogo tra tradizione e modernità, tra pagina scritta e serialità. 4. Il testimone inaffidabile Da L’assassinio di Roger Ackroyd, uno dei casi più discussi della storia del giallo. Il nodo cruciale della testimonianza: verità, memoria e inganno. Un confronto che va dal romanzo classico al true crime contemporaneo. 5. Agatha dove sei? Nel 1926 Agatha Christie scompare per undici giorni, scatenando una caccia mediatica senza precedenti. Un evento che segna profondamente la sua vita e il suo rapporto con la stampa. Il lato più fragile e umano della “regina del giallo”, oltre il mito.

TV RADIO


RAI UFFICIO STUDI

Divulgare sapere e conoscenza con video e podcast. Sei puntate disponibili

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dal 12 gennaio su RaiPlay

rasformazione digitale, Intelligenza artificiale, lavori del futuro, educazione finanziaria, media literacy e Giubileo. Sono le tematiche al cento del nuovo programma nato da un’idea di Francesco Giorgino, Direttore della Direzione Rai Ufficio Studi, “StudieRai”, disponibile da lunedì 12 gennaio su RaiPlay. Obiettivo delle sei puntate del primo ciclo è diffondere la conoscenza di tematiche di grande interesse per la società e per l’azienda di servizio pubblico radiotelevisivo multimediale, e oggetto di attività di ricerca da parte proprio dell’Ufficio Studi. Ognuno dei sei temi corrisponde ad altrettanti libri che Rai Ufficio Studi ha realizzato negli ultimi mesi o come pubblicazioni edite da Rai Libri o come Quaderni dalla connotazione scientifica. In questo modo i contenuti di questi libri vengono resi accessibili a tutti grazie al ricorso agli strumenti tipici del linguaggio audiovisivo: immagini, grafica, testimonianze di esperti, eccetera. Ogni puntata non supera la durata dei sette minuti a riprova della volontà di utilizzare un format audiovisivo veloce ed efficace, nonostante la complessità dei temi trattati. Il progetto è stato realizzato dalla giornalista Cinzia

OCORRIERE

Fiorato di Rai Ufficio Studi, con la collaborazione della filmaker Flavia Zanier e del ricercatore e documentatore Pasquale Pota. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la Direzione Rai Ufficio Studi e la Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali coordinata da Marcello Ciannamea. Sempre il 12 gennaio, in versione podcast, andranno in onda altre sei puntate più articolate sugli stessi temi affrontati da “StudieRai” per raggiungere il pubblico abituato alla fruizione di contenuti attraverso questa modalità narrativa che tanto piace alla generazione Z. “Queste soluzioni narrative – dice Francesco Giorgino- rientrano a pieno titolo negli obiettivi previsti dal contratto di servizio, visto che consentono a Rai di essere presente su piattaforme di grande successo, come RaiPlay e RaiPlay Sound, al fine di condividere con il target più giovane della nostra audience conoscenza su questioni di grande rilevanza, a partire da quelle legate all’innovazione tecnologica, indicando nel contempo i risvolti più significativi dal punto di vista culturale, sociale, economico, antropologico”. “La divulgazione del sapere è un modo efficace per governare il cambiamento in atto in molti settori della società”, conclude Giorgino che ha ringraziato per la disponibilità il direttore della Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali Marcello Ciannamea, la direttrice di RaiPlay Elena Capparelli e il direttore della Direzione Radio Digitali e Specializzate Gianfranco Zinzilli. 

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IN LIBRERIA

Battiato svelato Dalle sperimentazioni degli esordi all’universo multiforme. Il volume edito da Rai Libri, a cura di Giorgio Calcara, sarà disponibile nelle librerie e negli store

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digitali dal 15 gennaio

ranco Battiato raccontato da chi lo ha conosciuto da vicino e ne ha ammirato il genio innovativo e la grande umanità. Un viaggio che porta il lettore dagli anni Settanta, quelli della sperimentazione e della ricerca, fino a quelli più recenti. Al centro l’uomo e l’artista, la sua capacità di andare oltre le mode, di innovare il pop, di dar vita a una forma canzone colta e filosofica. Giorgio Calcara affida alle pagine del libro i ricordi e le emozioni di Vincenzo Zitello e Gianfranco D’Adda, di Simone Cristicchi e Vittorio Sgarbi, Marco Travaglio, Michele Lobaccaro, Pietrangelo Buttafuoco, Syusy Blady e altri ancora. Il curatore si propone di “Svelare Battiato, attraversando il suo corpo e il suo pensiero, per scoprire un universo multiforme e per evidenziare luci e ombre del suo mirabile lascito, fondamentale per chi l’ha vissuto e sorprendentemente utile per chi si accinge adesso a scoprirlo, nelle due dimensioni che egli stesso ha indicato come la linea orizzontale, che ci spinge verso la materia, e quella verticale, verso lo spirito”. Giorgio Calcara si occupa di filosofia e critica d’arte. Specialista in antropologia delle religioni, ha pubblicato molti saggi scientifici e divulgativi circa il rapporto tra sacro e profano, e il concetto di simbolo. Per il Ministero della Cultura ha ideato e curato mostre d’arte contemporanea in musei, monumenti e istituti. Ha curato rassegne culturali e musicali in musei e istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Esperto delle avanguardie artistiche del XX e XXI secolo, è consulente in Europa per la Dalí Universe. È il curatore della grande retrospettiva su Franco Battiato al museo MAXXI del 2026.

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TV RADIO


OCORRIERE

1

Annalisa

Esibizionista

2

Noemi

Bianca

3

Taylor Swift

The Fate Of Ophelia

4

RAYE

Where Is My Husband!

5

Sienna Spiro

Die On This Hill

6

Jovanotti, Felipe Host..

So solo che la vita - ..

7

Miley Cyrus feat. Lind..

Secrets

8

sombr

12 To 12

9

Cesare Cremonini

Ragazze facili

10

Tommaso Paradiso

Forse

11

Ernia

Berlino

12

Olivia Dean

Man I Need

13

Sabrina Carpenter

Tears

14

Benson Boone

Man In Me

15

Selena Gomez

In The Dark

16

Pinguini Tattici Nucleari

Amaro

17

Lady Gaga

The Dead Dance

18

SOLEROY

Call It

19

Irama

Senz’anima

20

Damiano David, Tyla & ..

TALK TO ME

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MUSICA

SESSANT’ANNI INSIEME, la storia continua Nel 2026 i Pooh celebrano un traguardo che appartiene a tutti: una storia iniziata nel 1966 e diventata colonna sonora collettiva, capace di attraversare generazioni, linguaggi e stagioni della musica italiana

S

essant’anni non sono una ricorrenza da calendario. Nel 2026 i Pooh festeggiano sei decenni di carriera con un progetto ampio, articolato e profondamente simbolico, che mette al centro la loro musica e il rapporto con il pubblico. Oltre cento milioni di dischi venduti, canzoni che hanno segnato epoche diverse, un modo di stare sul palco che ha sempre anticipato il tempo: il loro anniversario diventa un racconto condiviso, non una semplice celebrazione. I festeggiamenti prendono il via a maggio con “Pooh 60 – La nostra storia in Arena”, due appuntamenti speciali il 14 e il 16 maggio in uno dei luoghi più identitari del loro percorso artistico, l’Arena di Verona. Per la prima volta in questo contesto, la band sarà accompagnata da un’orchestra di quaranta elementi: l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, diretta dal Mae-

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stro Diego Basso. Una scelta che non è semplice ornamento, ma dichiarazione di intenti: rileggere un repertorio immenso con nuove sfumature, restituendo profondità e respiro a brani che fanno parte della memoria collettiva. Da settembre il racconto prosegue nei palasport con “Pooh 60 – La nostra storia”, un tour che attraverserà l’Italia e che vedrà Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli tornare dal vivo per ripercorrere sessant’anni di musica e amicizia. Non solo concerti, ma un vero viaggio narrativo: scenografie, immagini e soluzioni visive accompagneranno il pubblico lungo le tappe fondamentali della carriera della band, in un dialogo continuo tra passato e presente, proprio come avvenne nel celebre tour del 1991 per i venticinque anni. Il 2026 sarà anche un anno ricco di sorprese sul fronte discografico, con uscite antologiche pensate per rileggere e custodire una storia musicale che ha saputo evolversi senza perdere identità. I Pooh arrivano a questo anniversario con la naturalezza di chi non ha mai smesso di cercare, sperimentare, raccontare. Sessant’anni dopo, la loro musica continua a parlare al presente, dimostrando che alcune canzoni non appartengono a un’epoca, ma al tempo..

TV RADIO


OCORRIERE

In libreria

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STORIE DIETRO LE STORIE

MARIANO ROSE: HO RACCONTATO BLUES PER RENDERLO, FINALMENTE, LIBERO 34

TV RADIO


«H

o sognato una balena che si spiaggia per morire in pace ma viene interrotta dall’uomo. Nient’altro, solo un’immagine che mi fece svegliare con un certo fastidio. Perché quella balena non poteva morire in pace? La sensazione di fastidio mi rimase attaccata addosso. Per giorni. E da quell’immagine nata un po’ a caso cominciai a delineare una storia ancora più fastidiosa! L’uomo che beh, fa semplicemente l’uomo, e una balena costretta a “sorbirselo”. Nel bene, ma soprattutto nel male. E mentre pensavo al viaggio della balena, al suo percorso nel nostro mondo, quasi naturalmente finii per riversare tutto me stesso, le mie incertezze, i dubbi, le domande, le passioni, le conoscenze, in quell’animale. E a differenza di altri personaggi che avevo creato, Blues prese vita, acquisì davvero una propria voce.» E che voce. “L’onda lunga” è un romanzo che riesce a raccontarci ciò che siamo diventati (e che presumibilmente continueremo a diventare) senza impartire saggi consigli o elaborare tesi. Mariano Rose – romanziere e fumettista che è nato a Cosenza, ha studiato a Bologna e vive a Torino dove è giunto passando per l’Australia – si considera, rispetto a Blues, il suo personaggio, «più un cronista o uno spettatore che prende appunti, che un autore che muove e pianifica. E ora che il romanzo è tra le mani dei lettori, sono felice per Blues. Ha preso il largo, è finalmente libero.» Qual è stato il momento in cui hai realizzato che avresti scritto storie? «Il primo approccio è avvenuto molto presto e quasi per caso. Ricordo un tema alle scuole medie in cui mi si chiedeva di raccontare il mio lavoro dei sogni: scrissi di voler fare il ladro gentiluomo (come Lupin), oppure sposare un’anziana ereditiera e vivere della sua fortuna. Al di là della mia precoce idiozia, già allora capivo di avere dentro qualcosa che spingeva per raccontare storie. Ho messo a fuoco quel puro istinto molto più tardi, all’università. Caricato dallo sprint (o spritz) che offre Bologna mi cimentai con primi esperimenti (romanzi e fumetti incompiuti). Poi Carlo Lucarelli creò Bottega Finzioni (letteralmente una bottega, dove si poteva lavorare con persone del settore cinema/ fumetto/ romanzo /videogioco…) e di questo corso incredibile, della durata di un anno, se ne parlò a lezione. Scoprii così la scrittura professionale, quella per la sceneggiatura del fumetto e, soprattutto, per Dylan Dog (Color Fest n11, 2013). Da allora non ho più abbandonato questa forma d’arte.» In un’epoca si tende a semplificare, sfrondare, alleggerire, tu

rischio? «Ero consapevole di non voler scendere a compromessi. Lo avevo già fatto (in alcuni casi) nel fumetto e non ne avevo ricavato nulla, solo frustrazione. A prescindere dall’eventuale editore, e dal suo necessario “sì, lo pubblicheremo”, mi costrinsi senza troppe difficoltà a non usare mezzi termini, a sperimentare, a prendere in giro il lettore e persino me stesso. Questa storia necessitava un racconto onesto e senza filtri. Quello di Blues. Con tutti i suoi pro e i suoi contro. E alla fine? Non potrei essere più orgoglioso o soddisfatto del suo percorso. Un grandissimo plauso alla casa editrice che ha compreso, rispettato e poi persino migliorato questo istinto di base. La loro apertura ha permesso al romanzo di prendere vita. E io non potrò mai ringraziarli abbastanza.» Distopia, fantascienza, parabola: come definiresti il tuo romanzo? «Sono di parte, ho già spiegato quanto Blues sia reale ai miei occhi. Per me è una biografia, un racconto biografico. Se poi quel racconto ci porta a incontrare una balena che parla, a vedere possibilità di futuro, a riflettere su legami, emozioni, abusi, potere, successo, inventiva, speranza o deriva ecologica, chi sono io per dargli una etichetta? Anche nei panni di autore, non ci riesco. Posso solo dire che è un romanzo con più livelli di lettura, che parla dell’uomo. Una biografia, quella del protagonista, o forse di un “tipo d’umanità”. Quella rinchiusa in una finestra di trent’anni.» La cosa più strana che ti è stata detta su questo libro. «Inizio a ricevere feedback da affetti, conoscenti e sconosciuti, trovo tutto estremamente affascinante. Ciò, per dire che non ho un vero e proprio parametro di “stranezza” (o forse il commento pazzo devo ancora riceverlo!). Ho in mente, tuttavia, almeno due riflessioni che mi hanno colpito. La prima: “NOOOOOO! MI SENTO TRADITA! PERCHÈ?!” Non posso argomentare il contesto di questa ehm, “riflessione”, per preservare la storia, posso solo dire che vedere un’emozione così dirompente e genuina suscitata da qualcosa che ho scritto, be’, ha lasciato il segno. La seconda appartiene al professor Silvestro Malara alla presentazione del libro a Reggio Calabria. Spiegava ai presenti che ai suoi occhi il romanzo era a tutti gli effetti il mito della caverna di Platone. Blues era uscito dal mondo di ombre e aveva visto la verità. Era persino tornato dall’uomo per raccontargliela. Un intervento del genere, sostenuto da una persona che stimo e di grande, vasta, cultura, mi ha illuminato, perché mi ha fatto riflettere sul mio lavoro in modi che neanche io ipotizzavo.»

hai osato una storia che colpisce chi legge come un pugno nello stomaco, senza edulcorare nulla. Eri consapevole del

OCORRIERE

Laura Costantini 35


DONNE IN PRIMA LINEA

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TV RADIO


ESSERCI SEMPRE, UN VALORE ETICO Il Commissario Capo Immacolata Guadagno, Funzionario addetto presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura di Roma e responsabile dell’ufficio per il Giubileo racconta la sua esperienza in prima

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linea con la Polizia di Stato

apa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Termina così il Giubileo 2025 dedicato alla Speranza. La porta della Basilica era stata aperta da Papa Francesco la sera del 24 dicembre 2024. Sono oltre 70mila gli agenti delle forze dell’ordine impiegati negli eventi giubilari. Lo ha reso noto il Questore di Roma Roberto Massucci. “L’impegno sul fronte della sicurezza va considerato il risultato di un insieme istituzionale e non solo – aggiunge – sono stati impiegati oltre 70.000 operatori di polizia, carabinieri, guardia di finanza, a cui ci si è aggiunto l’impegno della polizia locale, della protezione civile, Atac, Ama, Ares 118. Tutti hanno lavorato per garantire la sicurezza di milioni di pellegrini, oltre 33 milioni che si sono recati a Roma”. Il Commissario Capo Immacolata Guadagno, Funzionario addetto presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura di Roma e responsabile dell’ufficio per il Giubileo racconta la sua esperienza in prima linea con la Polizia di Stato. Dalle sue parole traspare un “Esserci sempre” che è un valore etico. Significa rispondere sempre ad una richiesta di aiuto, ma anche saper ascoltare ed essere disponibile, presente e partecipe nei confronti dei cittadini e, in generale, verso le persone che ti circondano, come gli amici e i familiari, o i colleghi e gli appartenenti alle altre Forze e Corpi di Polizia. Le donne con il loro lavoro, la loro passione e la loro professionalità sono un prezioso valore aggiunto per la Polizia di Stato. Le poliziotte ricoprono ogni ruolo dell’agente al dirigente generale impiegate in ogni settore e specialità della nostra istituzione per servire al meglio la comunità. Lo dimostra l’esperienza, lo dimostrano i fatti. La comunicazione-informazione è fondamentale, in tutte le sue forme, è l’unico modo di entrare in contatto con un altro essere vivente. Entrare in contatto significa conoscersi, capirsi e comprendersi reciprocamente e vicendevolmente. Nel rap-

OCORRIERE

porto tra Polizia e cittadini questa comprensione è fondamentale perché il cittadino ci veda parte stessa della sua vita. Si, parte della sua vita di uomo e di appartenente ad una comunità, perché la Polizia di Stato è garante del libero esercizio dei diritti della persona e del cittadino e garante delle libertà fondamentali. Si parla da molti anni della scelta della Polizia di Stato di essere polizia di prossimità, di essere vicini al cittadino, di esserci sempre nella quotidianità e nei grandi eventi e tutto questo può oggi farlo sfruttando al massimo tutti gli strumenti di comunicazione, soprattutto digitali, offerti dalle nuove tecnologie che si affiancano alla necessaria presenza fisica sul territorio. Dottoressa, perché ha deciso di entrare in Polizia? Ho scelto di entrare in Polizia perché sentivo il bisogno di mettere le mie competenze e il mio impegno al servizio della collettività. Essere parte di un’Istituzione che ha come missione la tutela dei cittadini, il rispetto della legalità e la salvaguardia delle libertà fondamentali significa contribuire, ogni giorno, a costruire un contesto di sicurezza che è anche garanzia di diritti. È una scelta che nasce da un forte senso di responsabilità e dalla convinzione che il lavoro pubblico, se svolto con dedizione e correttezza, possa incidere concretamente sulla vita delle persone. Qual è il suo ruolo attuale? Attualmente ricopro l’incarico di funzionario responsabile del gruppo di lavoro dedicato alle esigenze giubilari. Si tratta di una struttura appositamente istituita per assicurare una pianificazione puntuale, articolata e lungimirante delle misure di sicurezza connesse al Giubileo. Il nostro compito è quello di accompagnare l’intero evento lungo tutta la sua proiezione temporale, anticipando criticità, coordinando risorse e garantendo che ogni fase si svolga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle esigenze dei pellegrini, dei cittadini e della città di Roma, che in questo contesto assume un ruolo centrale a livello mondiale. Il 2025 è stato un anno molto impegnativo per voi, ma anche di grandi sfide e grandi successi… È stato senza dubbio un anno straordinariamente intenso, che ha richiesto uno sforzo costante sotto il profilo orga37


nizzativo, operativo ed emotivo. Un anno che, però, ci ha restituito anche un patrimonio di esperienze e di emozioni difficili da descrivere. Abbiamo avuto l’onore di contribuire a scrivere e a vivere in prima persona un capitolo di storia rappresentato dall’Anno Santo del Giubileo della Speranza. A questo si sono affiancati eventi di portata eccezionale, come il funerale di Papa Francesco, l’intronizzazione del Sommo Pontefice Leone XIV e il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata. Momenti che hanno messo alla prova la macchina organizzativa, ma che hanno anche dimostrato la forza del lavoro di squadra e il valore umano e professionale delle donne e degli uomini impegnati sul campo. Quanto è difficile gestire le risorse umane tenendo conto anche delle esigenze personali? La gestione delle risorse umane è uno degli aspetti più complessi e delicati del nostro lavoro. Richiede equilibrio, sensibilità e una profonda capacità di ascolto. È fondamentale saper contemperare le esigenze di servizio, spesso stringenti e non procrastinabili, con le necessità personali 38

di ciascun operatore. Credo molto nel valore del fare squadra: conoscere le persone, valorizzarne le competenze, riconoscerne le fragilità e accompagnarle in un percorso di crescita significa costruire un ambiente di lavoro più solido ed efficace, capace di affrontare anche le sfide più impegnative con maggiore consapevolezza e coesione. Un suggerimento ai giovani che vogliono entrare in Polizia? Ai giovani che desiderano intraprendere questo percorso direi che quello del poliziotto è un lavoro speciale, svolto da persone normali ma chiamate a un impegno straordinario. È una professione che va esercitata con passione, dedizione e senso del dovere, mantenendo sempre autorevolezza ma anche umiltà. È importante non perdere mai di vista la dimensione umana del nostro operato, ricordando che dietro ogni intervento ci sono persone, storie e fragilità. È un lavoro di squadra, in ogni ufficio e in ogni settore, ed è proprio attraverso il confronto, la collaborazione e il sostegno reciproco che si raggiungono risultati concreti e si cresce, non solo professionalmente, ma anche come individui.

TV RADIO


OCORRIERE

1

Annalisa

Esibizionista

2

Noemi

Bianca

3

Jovanotti, Felipe Host..

So solo che la vita - ..

4

Cesare Cremonini

Ragazze facili

5

Tommaso Paradiso

Forse

6

Ernia

Berlino

7

Pinguini Tattici Nucleari

Amaro

8

Irama

Senz’anima

9

Damiano David, Tyla & ..

TALK TO ME

10

Bresh

Dai Che Fai

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DI LÀ DAL FIUME E TRA GLI ALBERI

FERRARA LA CITTÀ SOSPESA Bella quanto misteriosa e lunare, spesso avvolta da una coltre di nebbia che la rende quasi indefinibile. In viaggio nell’antico centro emiliano con il documentario di Monica Ghezzi. In onda domenica 18 gennaio alle 14 su Rai 5

F

errara è la “Città dalle cento meraviglie”, come recita il titolo del romanzo autobiografico del pittore ferrarese Filippo De Pisis, vissuto nella prima metà del ‘900 e intimo amico dei fratelli Giorgio e

Andrea De Chirico, che vissero a Ferrara durante gli anni

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della Grande Guerra. Una storia intensa e curiosa, quella dei due fratelli a Ferrara, raccontata sotto un profilo psicologico dallo psichiatra Adello Vanni, appassionato cultore della pittura metafisica e dei suoi simbolismi. È uno dei tanti aspetti della città protagonista del documentario di Monica Ghezzi Si dice che la città estense sia dominata da una certa bizzarria che investe gli abitanti e che intuirono gli stessi pittori metafisici. Quella bizzarria, forse, che ha plasmato la fantasia degli artisti che vi hanno vissuto, da Ludovico Ariosto a Torquato Tasso che a Ferrara perse il senno e venne rinchiuso in una cella dell’ex ospedale di Sant’Anna. In onda domenica 18 gennaio alle 14 su Rai 5.

TV RADIO


La settimana di Rai 5

Rock Legends Otis Redding

Film Passione ribelle

David Gilmour Wider Horizons

Il programma racconta uno dei più grandi interpreti e autori di soul e rhythm and blues. In onda lunedì 12 gennaio alle 24.45

Tratto dal romanzo “Cavalli Selvaggi” dello scrittore americano Cormac McCarthy, il film di Billy Bob Thornton, è proposto martedì 13 gennaio alle 21.20

Il ritratto di uno dei più grandi chitarristi e cantanti di tutti i tempi, entrato nei Pink Floyd dopo l’implosione di Syd Barrett. In onda mercoledì 14 gennaio alle 23.15

Documentario È sempre un sabato italiano

Art Night

Opera Attila

È dedicato a Sergio Caputo e al ruolo rivoluzionario del suo album “Un sabato italiano” nella storia del costume e della musica italiana. In onda giovedì 15 gennaio alle 21.20

all’arte condotto da Jacopo Veneziani,

Programma

interamente

dedicato

in onda in prima visione da venerdì 16 gennaio in seconda serata

Dal Teatro alla Scala Attila di Giuseppe Verdi, per la regia di Davide Livermore. Sul podio il M° Riccardo Chailly. Sabato 17 gennaio alle ore 8

5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità Alessandro Magno, il macedone Cosa resta oggi di Alessandro, della sua vita e del suo ambiente? Interrogativi al centro dell’appuntamento con Giorgio Zanchini. In onda domenica 18 gennaio alle 23.25

OCORRIERE

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CRONACHE EROICHE

ENEIDE Cristoforo Gorno ripercorre il viaggio avventuroso di Enea da oriente a occidente sulle tracce dell’Eneide di Virgilio. Da lunedì 12 gennaio alle 21.10 su Rai Storia

D

opo Iliade e Odissea, si chiude il ciclo dei poemi epici. Da lunedì 12 gennaio alle 21.10 “Cronache eroiche” di Cristoforo Gorno ripercorre il viaggio avventuroso di Enea da oriente a occidente sulle tracce dell’Eneide di Virgilio. Dopo la fuga da Troia in fiamme, Enea vaga nel Mediterraneo tra una tem-

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pesta e l’altra, e vince la tentazione di fermarsi a Cartagine dalla regina Didone, poi in Sicilia. E dopo aver consultato la Sibilla di Cuma e avere visitato il regno dei morti prosegue un viaggio in cui è accompagnato da una serie di premonizioni, oracoli, ordini degli dèi e del destino che lo spingono inesorabilmente verso il Lazio, inseguito anche dalla maledizione di Didone che si è uccisa per lui. E alla fine Enea può mettere la prua verso la sua destinazione finale, le coste del Lazio, dove, appena sbarcato, fonda l’antica Lavinium e dove è stata rinvenuta una tomba che gli archeologi dicono essere di quel periodo, il VII secolo a.C., l’Heroon di Enea. 

TV RADIO


La settimana di Rai Storia

Passato e Presente Agatha Christie, archeologia e delitti Cosa unisce i romanzi gialli e l’archeologia? La risposta sembra essere tutta nella vita di Agatha Christie. Ne parlano Paolo Mieli e il professor Massimo Cultraro nel programma di Rai Cultura in onda lunedì 12 gennaio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia a 50 anni dalla scomparsa della scrittrice

Passato e Presente Eisenhower, l’ultimo discorso Il 17 gennaio 1961 Eisenhower si congeda dalla presidenza degli Stati Uniti con un discorso che entra nella storia come uno dei più coraggiosi del Novecento. In onda giovedì 15 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia

Un’epoca nuova. Anni ‘60 Contestazione. Oltre il sistema

L’Italia della Repubblica La caduta. L’Italia di Mani Pulite

È la stagione della contestazione: giovani che chiedono diritti, libertà, uguaglianza; che sfidano la guerra, l’autoritarismo, le convenzioni. È Con Umberto Broccoli, martedì 13 gennaio alle 21.10 in prima visione

17 febbraio 1992. Il PM della Procura di Milano Antonio Di Pietro ordina l’arresto di un politico socialista milanese, Mario Chiesa. Quella che sembra una notizia di malaffare locale dà vita a un gigantesco effetto-domino. Con l’introduzione di Paolo Mieli, in onda mercoledì 14 gennaio alle 21.10

Le ragazze Da Antonietta Chetta a Wilma Goich

A “Cinema Italia” una creatività “pirata” “Mixed by Erry”

Programma di Rai Cultura, realizzato condotto da Francesca Fialdini, in onda venerdì 16 gennaio alle 21.20

Tra disoccupazione e arte di arrangiarsi, una fantasiosa storia ispirata a una storia vera. Di Sydney Sibilia, sabato 17 gennaio alle 21.10

Quel fenomeno di Sandokan Dopo il boom, la parodia il programma ripropone lo sceneggiato del 1976 evidenziandone gli aspetti del fenomeno sociale e del successo commerciale. Domenica 18 gennaio alle 21.10

OCORRIERE

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RAGAZZI

Gigantosaurus Una serie sul mondo dei dinosauri che spicca per qualità visiva, simpatia e comicità. In onda tutti i giorni alle ore 19 su Rai Yoyo

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uattro piccoli dinosauri e un enorme Gigantosauro... Rocky, Bill, Tiny e Mazu sono quattro giovani dinosauri che crescono nel periodo cretaceo. La vita è sempre un’avventura: vulcani che spuntano ogni momento, brachiosauri dal collo lungo, piogge di asteroidi, enormi triceratopi e l’enorme e cattivo T-Rex Gigantosaurus

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nei paraggi…che regna su tutto! La semplice menzione del nome di Gigantosaurus è sufficiente per suscitare una serie di emozioni contrastanti nei quattro giovani dinosauri: paura (Bill), fascino (Rocky), risate (Tiny) e interesse scientifico (Mazu). I quattro cuccioli di dinosauro protagonisti del racconto (ideato dal premiato scrittore Johnny Duddle) nutrono verso il gigante emozioni diverse: la paura, la fascinazione, il divertimento e l’interesse scientifico. La serie, attraverso le avventure dei giovani dinoeroi, riflette i diversi modi in cui i bambini di 4-6 anni scoprono il mondo ... e sé stessi. 

TV RADIO


Goldrake Ufo Robot Tra i cartoni animati più amati di sempre, in onda a partire tutti i giorni alle ore 22 su Rai Gulp

I

n occasione del cinquantesimo anniversario della sua prima messa in onda in Giappone, torna il leggendario “UFO Robot Goldrake”: l’anime è stato trasmesso per la prima volta in Italia il 4 aprile 1978 su Rai 2. Serie basata

sul manga di Go Nagai ha conquistato un tale successo tra bambini e ragazzi da generare un “anime boom”. Si tratta di 74 episodi, di cui 3 inediti, in versione restaurata, con colori vividi

OCORRIERE

e dettagli migliorati, con titoli in italiano e in originale e la celebre sigla dell’epoca composta da Vince Tempera e Massimo Luca con testi di Luigi Albertelli. La serie racconta l’avventurosa lotta di Actarus e del suo robot - “un miracolo di elettronica, ma un cuore umano ha” - per salvare il pianeta Terra dalle forze malvage dello spietato Re Vega. Goldrake non è solo un ritorno, ma un omaggio alla memoria storica e alla cultura pop che ha segnato più generazioni. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati della serie e per chiunque voglia rivivere o scoprire l’emozione di uno dei robot più amati della storia dell’animazione.

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CLASSIFICHE AIRPLAY per RadiocorriereTv

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Annalisa Noemi Taylor Swift RAYE Sienna Spiro Jovanotti, Felipe Host.. Miley Cyrus feat. Lind.. sombr Cesare Cremonini Tommaso Paradiso Ernia Olivia Dean Sabrina Carpenter Pos Boone LW Pk Wks Benson Selena Gomez 1 2 1 8 Pinguini Tattici Nucleari 2 3 1 7 Lady Gaga 3 1 1 4 SOLEROY 4 6 3 6 Irama 5 4 3 8 Damiano David, Tyla & 3.. 6 5 5

Esibizionista WMG 3,820 3,648 Bianca SME 3,488 3,281 The Fate Of Ophelia UMG 3,461 3,381 Where Is My Husband! Ind 2,334 1,930 Die On This Hill UMG 1,706 1,416 So solo che la vita - .. UMG 2,985 2,575 Secrets SME 2,662 2,641 12 To 12 WMG 2,384 2,259 Ragazze facili UMG 2,900 2,742 Forse SME 3,093 3,071 IT - Artisti Italiani Berlino UMG 2,035 1,668 Airplay Fri 02 - Thu 08 JanUMG 2026 Compared Fri 26 De Man I Need 2,495 with 2,539 Tears UMG 2,299 2,263 ArtistIn Me Title Man WMG 1,270 549Owner In The Dark UMG 2,169 2,083 Annalisa Esibizionista WMG Amaro SME 2,761 2,761 Noemi Bianca SME The Dead Dance UMG 2,448 2,510 Jovanotti, Felipe Host.. So solo che la vita - .. UMG Call It Ind. 1,942 1,783 Cesare Cremonini Ragazze facili UMG Senz'anima WMG 2,313 2,312 Tommaso Paradiso Forse SME TALK SME 2,245 2,356 Ernia TO ME Berlino UMG

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7 7 1 15 Pinguini Tattici Nucleari Amaro SME 8 9 1 9 Irama Senz'anima WMG 9 8 1 17 Damiano David, Tyla & .. TALK TO ME SME 10 11 3 17 Bresh Dai Che Fai SME 11 12 11 3 Mr.Rain Casa in fiamme WMG IT 12 - Indipendenti 13 10 (per 11 passaggi) Charlie Charles, Blanco Attacchi di panico UMG Airplay 2026 Compared with Fri 26 Dec 2025 - Thu 01 JanInd. 2026 13 Fri 1002 -1Thu 08 11Jan Tiziano Ferro Fingo&Spingo 14 14 1 Tiromancino Gennaio 2016 UMG 15 21 15 4 Laura Pausini Ritorno ad amare Artist Title Owner Plays Prev WMGi 16 14 1 17 Achille Lauro Senza Una Stupida Storia WMG Tiziano Ind. 2,826UMG 3 17 Ferro 17 1 14 Fingo&Spingo Emma, Juli Brutta storia2,705 RAYE Is My Husband! Ind 2,334 1,930SME 7 18 15 2 19 Where Olly, Juli Questa domenica 19 19 1 Giusy Musica Classica SOLEROY Call It Ferreri Ind. 1,942 1,783Ind. 4 20 20 1 Fausto a tanto così 1,602 KAMRAD Be Mine Lama Ind. 1,676WMG2 Nico Santos All Time High Ind. 1,308 1,067 3 Zerb, Odeal & Victor Ray Space Ind. 1,191 1,153 2 Jonas Blue & Malive Edge Of Desire Ind. 1,058 1,094 1 Eddie Brock Non è mica te Ind. 1,031 932 2 Giusy Ferreri Musica Classica Ind. 983 0 2 Rita Ora All Natural Ind. 822 852 7 Lucio Corsi Notte di Natale Ind. 726 1,049 1 Tiziano Ferro Cuore Rotto Ind. 720 703 4 Louis Tomlinson Lemonade Ind. 707 718 1 Alfa feat. Manu Chao A me mi piace Ind. 624 716 8 Gabry Ponte, Erika I Don't Know Ind. 593 651 3 Hugel & Solto Jamaican (Bam Bam) Ind. 575 TV 509 RADIO9 Salomé Das, Marshall J.. Life Is Simple (Move Y.. Ind. 570 495 9


IT - Radio Airplay (Artisti Emergenti) Airplay Fri 02 - Thu 08 Jan 2026 Compared with Fri 26 Dec 2025 - Thu 01 Ja

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2 Blind, El Ma, Soniko 7 eroCaddeo 7 Nicolò Filippucci 3 Angelica 7 pierC 5 rob 3 Santamarea 7 Tomasi 4 Welo GB25- All Samurai Radio Jay, Vito Sala..

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Nei miei DM punto Laguna Mattone Neve sporca Cento ragazze Con gli occhi di una l.. Tatuaggi Emigrato Halo

SME WMG WMG WMG WMG WMG SME WMG UMG UMG

279 241 233 186 175 175 127 103 99 97

197 279 226 139 190 197 0 122 0 106

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9 15 12 28 40 14 16 40 2 13

Taylor Swift RAYE Taylor Swift Ed Sheeran Alex Warren Ed Sheeran HUNTR/X, EJAE, Audrey .. Myles Smith HAVEN. & Kaitlin Aragon Lewis Capaldi

Opalite Where Is My Husband! The Fate Of Ophelia Sapphire Ordinary Camera Golden Nice To Meet You I Run Survive

UMG Ind UMG WMG WMG WMG UMG SME Ind. UMG

3,931 6,743 5,532 4,493 4,680 4,793 4,529 3,392 1,732 3,836

3,267 5,985 5,282 4,030 4,287 4,299 4,031 3,327 1,448 3,445

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Taylor Swift David Guetta, Teddy Sw.. RAYE HUNTR/X, EJAE, Audrey .. Lady Gaga Olivia Dean Alex Warren Myles Smith Ed Sheeran sombr

The Fate Of Ophelia Gone Gone Gone Where Is My Husband! Golden The Dead Dance Man I Need Ordinary Stay (If You Wanna Dance) Sapphire 12 To 12

UMG WMG Ind UMG UMG UMG WMG SME WMG WMG

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I FILM DELLA SETTIMANA

CINEMA IN TV Nel quartiere ebraico della New York degli anni Venti nasce l’amicizia tra Max e Noodles, destinata a trasformarsi in una lunga e dolorosa resa dei conti. Dall’infanzia di strada al proibizionismo, il tempo scorre tra affari, tradimenti e sogni infranti. L’amore impossibile per Deborah e la frattura insanabile tra i due protagonisti segnano un destino senza ritorno. Trent’anni dopo, una lettera riapre ferite mai rimarginate. Un racconto epico e malinconico sulla memoria, il rimpianto e il prezzo del potere. Con Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern, Tuesday Weld, Jennifer Connelly, Joe Pesci e un cast corale memorabile.

Amore, cucina e curry – Martedì 13 gennaio ore 21.10 – Anno 2014 – Regia di Lasse Hallström In un piccolo paese del sud della Francia, due visioni del mondo si fronteggiano a colpi di spezie e tradizione. Madame Mallory, chef rigorosa e icona dell’alta cucina francese, vede il suo equilibrio minacciato dall’arrivo della famiglia Kadam, emigrata dall’India, che apre un ristorante a pochi metri dal suo. La rivalità diventa presto un confronto culturale profondo, tra disciplina e passione, regole e istinto. Al centro c’è il talento di Manish, giovane cuoco capace di trasformare il conflitto in incontro. La cucina si fa linguaggio universale e terreno di dialogo. Con Helen Mirren, Om Puri, Manish Dayal, Charlotte Lebon, Amit Shah, Farzana Dua Elahe.

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C’era una volta in America – Mercoledì 14 gennaio ore 21.10 – Anno 1984 – Regia di Sergio Leone

TV RADIO


In un territorio agricolo messo in ginocchio dalla siccità, Ricardo, biologo di successo tornato nel paese natale, tenta di difendere l’equilibrio ambientale delle risaie del Levante. La sua battaglia per la tutela delle risorse idriche lo pone però in rotta di collisione con la comunità locale, pronta a difendere tradizioni e sopravvivenza economica. Il conflitto cresce fino a trasformarsi in uno scontro umano e morale che supera i confini della terra contesa. Un thriller realistico e teso che riflette sul rapporto tra progresso e tradizione, responsabilità individuale e destino collettivo.

All the Devil’s Men – Squadra speciale Venerdì 16 gennaio ore 21.20 – Anno 2018 Regia di Matthew Hope Jack Collins è un ex Navy SEAL che lavora per la CIA come cacciatore di taglie quando gli viene affidata una missione ad altissimo rischio: fermare Terry McKnight, ex agente dell’Agenzia diventato un terrorista in possesso di un’arma nucleare. Tra operazioni clandestine e scenari di guerra globale, l’azione si intreccia con i conflitti interiori del protagonista, segnato da un passato ingombrante che riaffiora proprio nel momento più critico. Un action thriller spionistico teso e muscolare, dove la minaccia più pericolosa non è solo esterna ma profondamente personale. Con Milo Gibson, William Fichtner, Sylvia Hoeks ed Elliot Cowan.

OCORRIERE

El Lodo – Sabato 17 gennaio ore 21.20 – Anno 2021 – Regia di Iñaki Sánchez Arrieta

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ALMANACCO DEL RADIOCORRIERE CONSULTA L'ARCHIVIO STORICO DEL RADIOCORRIERETV ALLA PAGINA radiocorriere.teche.rai.it

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gennaio 1985


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