L'amica della
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Sin da bambino ho sofferto per il mio essere robusto, o meglio ciccione, come mi appellavano i miei compagni di giochi. “Ciccio”, “Panino”, “Spuntino”, erano questi i nomignoli con i quali venivo chiamato. A volte il mio nome neanche veniva citato, si passava direttamente al soprannome che diventava automaticamente il principale, soprattutto per un bambino che viveva in un piccolo centro. E’ chiaro che per difesa anche io cercavo di chiamare i miei compagni con soprannomi più o meno riconducibili al loro fisico o al loro modo di essere e vivere. Quella che subivo era certamente una violenza leggera alla quale era difficile però sottrarsi, tranne quando veniva messa sul piano fisico, e allora facevo valere tutta la mia stazza. Ho sofferto tanto, lo ammetto. Oggi, quando sento parlare di “body shaming”, provo le stesse sensazioni di quando ero bambino. Avrei la voglia di far sentire ancora una volta la mia stazza a quei bulletti che si prendono gioco di ragazzi che soffrono per quel loro sentirsi inadeguati. Non tutti hanno la forza di reagine, non tutti hanno la capacità di porre dei freni. Oggi il bullismo è terribile, e quando leggo di ragazzi che si suicidano ripenso a quel bambino che da solo ha affrontato il branco. E non è una questione di tempi: quel tipo di violenza c’è sempre stata. Forse oggi viene amplificata, ma anche negli anni ’70 colpiva e faceva del male.
Crescendo ho giocato d’anticipo. Meglio utilizzare l’ironia prima che qualcuno mi ferisse. Non mi sono mai sentito inopportuno, anche se le ragazze facevano finta di non vedermi, ma non importava. Da solo mi sono liberato del giudizio degli altri e sono andato per la mia strada. Ho fatto tutto quello che facevano i miei coetanei e non mi sono mai nascosto. Non ho chiesto rispetto e non mi sono piegato. La strada è stata la mia palestra di vita. Ecco perché penso che oggi queste violenze dei “leoni da tastiera” andrebbero punite con severità. Non tutti hanno la forza di reagire, di porre uno schermo tra il mondo reale e quello che viene presentato, direi venduto. Accettarsi per quello che si è non per quello che gli altri vorrebbero tu fossi. Vale per tutto e tutti.
In fondo, noi ciccioni, restiamo sempre quelli simpatici e con il sorriso.
Fabrizio Casinelli
Devo tutto alla vita: la regina della domenica, che dal 17 settembre alle 14.00 su Rai 1 condurrà per la quindicesima volta
“Domenica In”, si racconta
Sono sei i premi conquistati dai film in gara alla Mostra coprodotti da Rai Cinema. A “Io Capitano” di Matteo Garrone Leone d’argento per la regia 10
Tutto il giorno con la Rai tra conferme e sperimentazione. Angelo Mellone, direttore del Daytime, ha presentato i programmi in onda dall’11 settembre su Rai 1, Rai 2 e Rai 3 14
Dall’Arena di Verona tre importanti appuntamenti con la musica italiana. In prima serata su Rai 1 e Rai 2 il 15, 16 e 20 settembre 22
I fatti, i protagonisti: su Rai 1 dall’11 settembre con “Cinque minuti” dopo il Tg1 delle 20, dal 12 settembre con “Porta a Porta” in seconda serata
Uno sguardo aperto al mondo: la giornalista conduce “In mezz’ora”, lo spazio di approfondimento dedicato ai temi di attualità italiana e internazionale. La domenica alle 14.30 su Rai 3
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Una grande festa alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lunedì 18 settembre alle 16.30 su Rai 1
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La Presidente della Rai Marinella Soldi nel CdA della BBC
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Racconta l’Italia con “Linea Verde Bike”, il sabato alle 11.55 su Rai 1, e con “Il Provinciale”, da domenica 17 settembre, per tre puntate, in prima serata su Rai 3 30
Immersi nei favolosi anni Sessanta: l’11 settembre alle 16.05 al via la nuova stagione di una delle serie più amate del pomeriggio di Rai 1 32
Un viaggio in Ucraina per raccontare le storie di chi con coraggio lotta per difendere il Paese. Sabato 16 settembre alle 23.45 su Rai 3 40
“La procedura”, una puntata dedicata alla pena di morte. Lunedì 11 settembre, in seconda serata su Rai 3
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A 25 anni dalla scomparsa di Battisti, l’omaggio a uno degli artisti italiani più amati di sempre. Mercoledì 13 settembre in prima serata su Rai 1
Da sabato 16 settembre alle 17.00 su Rai 2 il primo programma televisivo presentato da un cane, Pepito
Tiziano Ferro e J-Ax insieme con il singolo “Abbiamo vinto già”, da settembre in programmazione radiofonica e in tutti gli store digitali
Intervista al vicequestore aggiunto Valeria Pace, dirigente dell'Ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico della Questura di Padova
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CULTURA
L'arte, la musica, la storia, la danza, il teatro, i libri, la bellezza raccontati dai canali Rai
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Un cortometraggio animato per il ritorno a scuola. In onda, fino a venerdì 15 settembre, alle 7.45 su Rai Gulp e alle 16.00 su Rai Yoyo 56
Tutto il meglio della musica nazionale e internazionale nelle classifiche di AirPlay 58
Una selezione dei film in programma sulle reti Rai
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La regina della domenica si racconta al RadiocorriereTv: «Non avrei mai pensato di fare la televisione, l’attrice. Non sono mai stata ambiziosa, è capitato tutto per caso». E di “Domenica In”, che conduce per la quindicesima stagione, dice: «Non c’è un programma giusto per me se non questo. Ecco perché dico sempre che è l’ultimo anno, poi mi convincono e… sono ancora qua…». Dal 17 settembre alle 14.00 su Rai 1
Le vacanze sono ormai alle spalle, il ritorno in studio si avvicina. Mara, come sta?
Sono più stanca di quando ho finito a giugno, ma credo valga per tutti (sorride). Dopo un mese trascorso a Santo Domingo, al mare, l’effetto del rientro è stato abbastanza traumatico… Stavo così bene fuori da tutto: le camminate, i bagni, la dieta.
Che il pubblico le voglia bene è cosa nota, ma cos’è che la porta a dedicare le sue domeniche per un anno intero alla televisione?
La possibilità di essere ancora, per la quindicesima volta, la conduttrice del programma più popolare della Rai. La domenica pomeriggio entri nelle case degli italiani quando la famiglia è riunita. Pensi che ho cominciato esattamente 30 anni fa…
Se qualche dirigente della Rai mi chiedesse se volessi fare altro, a parte “Domenica In”, sinceramente non saprei rispondere. Non c’è un programma giusto per me se non questo. Ecco perché dico sempre che è l’ultimo anno, poi mi convincono e… sono ancora qua… (sorride). Nei giorni scorsi ho girato un promo, ideato da me, molto divertente. Siamo in studio, ho l’elmetto da cantiere e tutti sono al lavoro per allestire la scenografia. Mentre mi rivolgo al pubblico e annuncio che stiamo tornando, una voce fuori campo dice “ancora lei signora Venier, non doveva andare in pensione?”. Un promo ironico in cui mi prendo in giro da sola.
Come è cambiato, nel tempo, il suo rapporto con il pubblico?
Non è mai cambiato. Non sono mai stata una diva della televisione. Il pubblico mi riconosce come una persona normale, una vicina di casa, un’amica che va a fare la spesa, una che cucina, una che si dà da fare nella vita quotidiana. Poi c’è mio marito che mi fa i video a tradimento mentre pulisco il terrazzo (sorride). La mia realtà è questa. Il pubblico mi vuole bene perché si riconosce in me, nella mia normalità.
Le sue interviste hanno fatto scuola. Con l’ospite trova empatia, condivide emozioni, ma c’è qualcosa che non chiederebbe mai a un suo intervistato?
Sono sempre molto discreta e penso di avere un’innata sensibilità nei confronti di chi ho davanti. Non le nascondo che sto molto attenta, soprattutto quando mi viene chiesto di evitare un argomento, poi mi capita di vedere gli stessi personaggi in altri programmi, come “Belve” della bravissima Francesca Fagnani, dove raccontano tutto… Ecco quest’anno sarò pure io un po’ più pungente (sorride).
C’è un ospite che, con il senno di poi, non rivorrebbe in trasmissione?
Arnold Schwarzenegger fu molto antipatico, supponente. Stavamo registrando l’intervista al Grand Hotel di Roma. Lui aveva un auricolare per la traduzione simultanea, che, infastidito, buttò per terra per quattro volte. A raccoglierlo e a riconsegnarglielo era un operaio. Dissi al produttore
del programma che se Schwarzenegger lo avesse rifatto io me ne sarei andata. Per fortuna non accadde. Nel corso della mia carriera ho intervistato tutte le star più grandi, da Andy García a George Clooney, da Brad Pitt a Matt Damon, ma questo è l’unico brutto ricordo.
Con l’ospite trova sempre il giusto feeling?
Amo ogni ospite che siede davanti a me. Lo guardo con curiosità, le mie interviste funzionano proprio perché sono curiosa. Non ho nulla di scritto, di preparato, e soprattutto ascolto. Mi preparo molto, leggo tutto sull’ospite, a partire dalle vecchie interviste. Memorizzo delle cose e vado a ruota libera.
Sempre più spesso capita di ricordare con malinconia gli anni Ottanta e Novanta. Cosa rimpiange di quei decenni?
Le lettere d’amore, i rapporti interpersonali. Quello che non amo di questi ultimi anni sono proprio i social, credo che bisognerebbe contenerli, mettere dei paletti.
La sua storia parla di una persona che è stata capace, più volte, di ripartire...
Sono caduta tante volte, l’importante è rialzarsi…
Cosa significa per una donna, oggi, avere coraggio?
Andare avanti tutti i giorni. Lasciamo stare la televisione, parliamo proprio della vita, che ti può portare dei dolori, dei momenti in cui pensi di non farcela. La forza è quella di ritrovare l’energia per andare avanti e la ritrovi dentro te stessa, non ti può aiutare nessuno. Cadere serve.
Cosa prova quando si ripensa, giovanissima donna, con tutta la vita davanti?
Quella giovane ragazza non ha mai voluto entrare in questo mondo, tutto è stato molto casuale. Non avrei mai pensato di fare la televisione, l’attrice. L’attrice l’ho fatta per inseguire un marito, a 17 anni, che mi aveva sposato e mi aveva lasciato il giorno del matrimonio per fare l’attore a Roma. Ho inseguito lui, sono rimasta a Roma, e l’attrice l’ho fatta io. È stato per sopravvivenza, non avevo una lira, ero carina e mi offrivano i film. Per quanto riguarda la televisione devo tutto a Renzo. Essere per 12 anni la compagna di Arbore ti insegna moltissimo. Ma accettai quella “Domenica In” perché Renzo era sempre in giro per il mondo con l’Orchestra italiana e io ero da sola. Non sono mai stata ambiziosa, è la vita che mi ha portata a essere quello che sono.
Per salutarci le propongo un gioco. Tra Miranda Priestley de “Il Diavolo veste Prada”, la Principessa Leila di “Guerre Stellari” e Rossella O’Hara di “Via col vento”, quale ruolo pensa le sarebbe stato più congeniale?
(ride) Rossella O’Hara tutta la vita. In fondo io lo sono… è la mia filosofia. Andiamo avanti: domani è un altro giorno.
Sono sei i premi conquistati dai film in gara alla Mostra coprodotti da Rai Cinema. Grande la soddisfazione per “Io Capitano” di Matteo Garrone, Leone d’argento per la regia.
L’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio: «Sforzo produttivo eccezionale»
Dall’ottantesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia la Rai torna con sei importanti riconoscimenti: il Leone d’argento per la miglior regia a Matteo Garrone per il film “Io Capitano”, il Premio Mastroianni come miglior attore esordiente a Seydou Sarr, per la stessa pellicola, il Premio speciale della giuria Orizzonti per “Una sterminata domenica” di Alain Parroni, il Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura a Enrico Maria Artale per “El
Paraìso” e il Premio Orizzonti per la migliore interpretazione femminile a Margarita Rosa de Francisco (El Paraìso). Premio Orizzonti Extra a Micaela Ramazzotti per “Felicità”. «Orgoglio: credo sia questa la parola che meglio descrive lo stato d’animo della Rai dopo la 80esima Mostra del Cinema di Venezia – afferma l’amministratore delegato dell’azienda Roberto Sergio –è l’orgoglio per i premi vinti dai film coprodotti da Rai Cinema, a partire dal Leone d’Argento per Matteo Garrone e il suo ‘Io Capitano’, una pellicola di estrema attualità. Orgoglio per quanto la stessa Rai Cinema ha portato a Venezia, con un numero mai così ampio di film di grande qualità. Orgoglio, infine, per essere stati Host Broadcaster della rassegna, portandola in tutto il mondo, con Rai Movie canale ufficiale». La presenza a Venezia «con tanti titoli e tanti riconoscimenti – prosegue Sergio – è la dimostrazione che la Rai è vicina con grande concretezza al mondo del cinema e ne è essa stessa soggetto attivo. Una
vicinanza che si è tradotta anche in un eccezionale sforzo produttivo, con oltre 130 ore di trasmissione su tutti i media del Servizio Pubblico che hanno raccontato la Mostra in tutte le sue sfaccettature, anche grazie al grande lavoro della sede Rai di Venezia e della Tgr Veneto, oltre a quello dei giornalisti e dei lavoratori di tutte le testate e le reti Rai presenti. Sono tutti loro l’ultimo motivo del grande orgoglio con cui Rai torna da Venezia». Grande la soddisfazione anche sul fronte Rai Cinema: «Matteo Garrone si conferma come uno dei più grandi narratori di storie del cinema contemporaneo – commenta l’amministratore delegato Paolo Del Brocco – ha la straordinaria capacità di maneggiare la materia incandescente della contemporaneità e tirarne fuori opere d’arte, trasfigurando quello che abbiamo quotidianamente davanti i nostri occhi in immagini che sembrano disvelarsi per la prima volta, grazie ad una forza visiva ed emotiva di grande potenza. In questo film racconta, senza
nessuna retorica, l’avventura di due giovani ragazzi africani che attraversano il deserto per arrivare in Europa, un viaggio che lui stesso descrive come “epico”, “un’odissea contemporanea”. Il tema della migrazione è uno dei più complessi e dibattuti della nostra attualità, ma Matteo Garrone riesce a proporre un piano diverso, a volgere lo sguardo verso l’interno, verso le storie individuali, tenendo al centro la sete di vita di due ragazzi, i loro sogni, i loro destini. ‘Io Capitano’ è un film che ci ricorda il ruolo del cinema: emozionare, far discutere e alimentare la riflessione. Complimenti anche a Seydou Sarr che, alla sua prima prova d’attore, ha saputo incarnare con forza e autenticità i sogni e l’innocenza della giovinezza». Il film è già in sala da qualche giorno con 01 Distribution. Grande risalto hanno avuto anche altre due opere presentate nel Concorso della sezione Orizzonti, che hanno colpito i giurati per la loro originalità, le scelte estetiche e la forza espressiva degli interpreti. «‘Una stermi-
nata domenica’ di Alain Parroni ed ‘El Paraìso’ di Enrico Maria Artale sono la conferma che i nuovi registi non devono avere paura di giocare con linguaggi diversi per raccontare al pubblico le storie in cui credono e che hanno urgenza di affrontare – prosegue Del Brocco –. Sorprendente anche l’opera prima di Micaela Ramazzotti, che per la prima volta si mette alla prova dietro la macchina da presa e dimostra di avere talento, conquistando subito il cuore del pubblico con il suo “Felicità”; dal 21 settembre gli spettatori potranno vederlo anche nei cinema, dove lo distribuiremo con 01 Distribution». A testimoniare l’impegno della Rai per il cinema sono i numeri: «Venticinque
titoli in totale, di cui quattro film italiani e uno internazionale nel Concorso e altri quattro Fuori concorso – afferma il presidente di Rai Cinema Nicola Claudio – indice di una tendenza produttiva del nostro Paese, che conferma la scelta di Rai Cinema di investire in progetti sempre più competitivi a livello internazionale, con budget anche molto consistenti e opere sempre più differenziate come target di riferimento e con le caratteristiche giuste per conquistare anche gli spettatori che nei prossimi mesi potranno vedere in sala molti dei film presentati alla Mostra di Venezia».
“Io Capitano” di Matteo Garrone racconta il viaggio avventuroso di Seydou e Moussa, due giovani che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa.
Un’Odissea contemporanea attraverso le insidie del deserto, gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare. «Per realizzare il film siamo partiti dalle testimonianze vere di chi ha vissuto questo inferno – afferma il regista – e abbiamo deciso di mettere la macchina da presa dalla loro angolazione per raccontare questa odissea contemporanea dal loro punto di vista, in una sorta di controcampo rispetto alle immagini che siamo abituati a vedere dalla nostra angolazione occidentale, nel tentativo di dar voce, finalmente, a chi di solito non ce l’ha». Nel cast Seydou Sarr, Moustapha Fall, Issaka Sawagodo, Hichem Yacoubi, Doodou Sagna, Khady Sy, Bamar Kane, Cheick Oumar Diaw.
Previsioni della vigilia confermate al Lido di Venezia, dove a trionfare e a portare a casa il Leone d’oro è stata la pellicola del regista greco Yorgos Lanthimos.
“Poor Things (Povere Creature!)” è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo del 1992 dello scrittore britannico Alasdair Gray. Il film narra la storia incredibile della fantastica trasformazione di Bella Baxter, una giovane donna riportata in vita dal dottor Godwin Baxter, scienziato brillante e poco ortodosso. Bella vive sotto la protezione di Baxter ma è desiderosa di imparare. Attratta dalla mondanità che le manca, fugge con Duncan Wedderburn, un avvocato scaltro e dissoluto, in una travolgente avventura che si svolge su più continenti. Libera dai pregiudizi del suo tempo, Bella cresce salda nel suo proposito di battersi per l’uguaglianza e l’emancipazione. Nel cast Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Christopher Abbott, Suzy Bemba, Jerrod Carmichael, Kathryn Hunter, Vicki Pepperdine, Margaret Qualley, Hanna Schygulla.
Dall’attualità di “Unomattina” agli appassionanti game del preserale: “Reazione a catena”, “Il mercante in fiera”, “L’eredità”. Dalla conferma di appuntamenti di successo come “È sempre mezzogiorno” e “La Vita in diretta” al nuovissimo “La Volta Buona”. La Direzione Daytime guidata da Angelo Mellone ha presentato i programmi in onda da lunedì 11 settembre su Rai 1, Rai 2 e Rai 3
Una Tv che si confronta con il proprio pubblico e che racconta ciò che siamo, con intelligenza, con il sorriso e sempre con empatia: dalle prime ore del mattino fino al telegiornale della sera. La Direzione Daytime ha presentato i programmi che vedremo in onda dalle prossime ore e che ci terranno compagnia sino alla primavera sulle reti generaliste della Rai. «Sarà una stagione di grandissime conferme: “Reazione a catena”, “È sempre mezzogiorno”, “Unomattina”, “La vita in diretta”, “I fatti vostri”, “Bella ma’”, “Unomattina in famiglia”, cioè le corazzate del day time, che sono però anche piattaforme dove appoggiare sperimentazioni, nuovi programmi» afferma il direttore Angelo Mellone. «“Il Provinciale” passa in prima serata, arriva “Origini”, un programma di archeologia. Il daytime arriva anche su Rai 3, nel pomeriggio, con “Il Palio d'Italia”, un programma sui giochi da strada, una gara fra paesi. Ritorna “Per un pugno di libri”, arriva “La seconda vita”, dedicato agli anziani che non sono tanto anziani, nella vita dopo la pensione, e poi un dating dedicato al rapporto genitori-figli. Ma tutto su un grande consolidato: il grande racconto italiano. Questo è il daytime: intrattenere, informare, educare gli italiani, dalla mattina fino all'ora di cena, dialogare con le altre direzioni e soprattutto raccontare l'identità italiana e far stare bene le persone che ci guardano. Accompagnare le tante solitudini che ci sono in Italia».
UNOMATTINA
STORIE ITALIANE
E’ SEMPRE MEZZOGIORNO
LA VOLTA BUONA
LA VITA IN DIRETTA
REAZIONE A CATENA
L’EREDITA’
UNOMATTINA IN FAMIGLIA
LINEA VERDE LIFE
LINEA BLU DISCOVERY
LINEA BLU SPECIALE
VESPUCCI
LINEA BIANCA
ITALIA SI’
LINEA VERDE
DA NOI… A RUOTA LIBERA
… E VIVA IL VIDEOBOX
RADIO 2 SOCIAL CLUB
I FATTI VOSTRI
BELLAMA’
ORE 14
RADIO 2 HAPPY FAMILY
ASPETTANDO BELLAMA’
ITALIAN GREEN
SARANNO CUOCHI
PIZZA DOC
COOK 40
MI PRESENTO AI TUOI
TOP DREAM ROAD
LA ZAMPATA
CITOFONARE RAI 2
PAESE CHE VAI…
ORIGINI
IL PALIO D’ITALIA
PER UN PUGNO DI LIBRI
LA SECONDA VITA
RIBELLI TV TALK
IL PROVINCIALE GEO
In diretta dall’Arena di Verona, venerdì 15 e sabato 16 settembre in prima serata su Rai 1, Carlo Conti e Vanessa Incontrada conducono l’appuntamento con le premiazioni della musica italiana. Mercoledì 20 su Rai 2, saranno invece Nek e Carolina Di Domenico i padroni di casa di una festa con alcuni degli artisti più conosciuti e amati di sempre
La diciassettesima edizione dei TIM Music Awards accende l’Arena di Verona! Venerdì 15 e sabato 16 settembre, in prima serata su Rai 1, andranno in onda due magiche serate, in compagnia della ormai affermatissima coppia formata da Carlo Conti e Vanessa Incontrada che si troveranno per la dodicesima volta a consegnare i prestigiosi premi della musica italiana. Oltre 50 i grandi artisti che saliranno sul palco per ricevere i prestigiosi premi, in una magica atmosfera di fine estate, che promette già di regalare grandi emozioni e sorprese sia al pubblico presente all’Arena di Verona che a quello che seguirà in diretta da casa. Un riconoscimento
importante, che sarà conferito a tutti coloro che hanno ottenuto i migliori risultati con i loro album, singoli, concerti. Anche quest’anno, verranno premiati gli Album che hanno raggiunto la Certificazione FIMI/GFK Oro, Platino e Multiplatino tra settembre 2022 e settembre 2023 e i singoli Multiplatino usciti nello stesso periodo. Ai TIM Music Awards non mancheranno poi le premiazioni legate alle Certificazioni Siae sugli eventi e i tour che hanno raggiunto gli oltre 100mila spettatori (Oro), 200mila (Platino) e oltre 300mila (Diamante) svolti tra settembre 2022 e settembre 2023. Non mancano, inoltre, i premi speciali SIAE, EARONE e ARENA DI VERONA. Inoltre, mercoledì 20 settembre, in prima serata su Rai 2, andrà in onda sempre dall’Arena di Verona, lo Speciale TIM Music Awards – La Festa, che vedrà ancora una volta alla conduzione l’ormai padrone di casa Nek, insieme, per il secondo anno consecutivo, a Carolina Di Domenico. Uno show musicale coinvolgente, che porterà nelle case la musica di alcuni tra gli artisti più conosciuti e amati di sempre. TIM Music Awards è prodotto da FriendsTv per Rai. Rai Radio 2 e Radio Italia Solomusicaitaliana sono le radio ufficiali dei TIM Music Awards.
Il racconto del Paese e al tempo stesso una finestra sempre aperta sul mondo. Su Rai 1 dall’11 settembre con “Cinque minuti” dopo il Tg1 delle 20, dal 12 settembre con “Porta a Porta” in seconda serata
Da questa sera con le interviste di “Cinque minuti” e da domani, con il salotto di “Porta a Porta”, Bruno Vespa torna sull’Ammiraglia Rai dopo la pausa estiva. I fatti ancora una volta sono i protagonisti di una narrazione puntuale nel segno del Servizio Pubblico. A presentare le
due trasmissioni in conferenza stampa, il popolare giornalista e il direttore della Direzione Approfondimenti della Rai Paolo Corsini. «Per noi ogni ripartenza è il primo giorno. La vita ci ha insegnato che non si campa di rendita – afferma Vespa – oggi si riparte come se fosse il 22 gennaio del 1996. Sono sfide straordinarie e per questo emozionanti. Il prossimo anno avremo le elezioni europee, che essendo drammaticamente proporzionali metteranno ogni partito allo specchio. All’esterno e all’interno delle coalizioni la vita non sarà proprio agevole. Avremo una campagna elettorale molto dura. Cercheremo di far fronte nella maniera più equilibrata». Centrale il racconto
della politica. Mercoledì 13 settembre, ospite di “Cinque minuti” e di “Porta a Porta”, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nei mercoledì successivi Bruno Vespa ospiterà invece i leader del Movimento 5 Stelle e del PD, Giuseppe Conte ed Elly Schlein, a cui faranno seguito gli incontri con gli esponenti delle altre forze politiche.
Due programmi di successo per raccontare un Paese che continua a cambiare…
Il problema è essere all’altezza del cambiamento e quindi per noi è una sfida, dobbiamo essere pronti a capire e non è tanto
facile. Tra uno della mia generazione e un giovane che va su Tik Tok ci sono dieci generazioni. La sfida, così come le emozioni e le soddisfazioni, è entrare in sintonia anche con questo tipo di pubblico.
Cosa significa essere giornalisti del Servizio Pubblico?
Una responsabilità in più. Intanto Servizio Pubblico dovrebbe essere tutto, perché non è che una televisione privata possa permettersi scivolate o di dire bugie. Il Servizio Pubblico è quello con la giacca, e qualche volta con la cravatta, perché rappresenta più di altri i doveri e i contenimenti della televisione.
«Fornire strumenti di comprensione del reale attraverso voci diverse, dati, esperti, per dare contesti e costruire coscienze critiche»: Monica Maggioni è al timone di “In mezz’ora”, lo spazio dedicato ai temi di attualità italiana e internazionale, in onda la domenica alle 14.30 su Rai 3.
Ottima partenza per la prima puntata del programma che ha totalizzato il 7,3% di share con 840 mila spettatori
Una sfida…
Abbiamo raccolto un’eredità importante, continuiamo nel solco dell'approfondimento, guardando il mondo dal di dentro e applicando uno sguardo che non ti permette di risolvere la complessità del reale parlando in superficie, ma avendo proprio il bisogno di andare in mezzo, dentro le cose.
Un viaggio che parte dall'Italia e si sposta al mondo...
Non è neanche uno spostamento, ormai sappiamo benissimo che anche la nostra storia quotidiana, le vicende nazionali, di fatto vanno rilette tutte nella chiave di quello che succede in giro per il mondo. Seguiremo questo percorso di continuità.
Una grande festa con Flavio Insinna e Malika Ayane per l’inizio dell’anno scolastico. Dall’istituto Tecnico Saffi-Alberti di Forlì, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lunedì 18 settembre alle 16.30 su Rai 1
La Scuola riparte con la gioia di ritrovarsi tutti insieme. Lunedì 18 settembre, dall’istituto Tecnico Saffi-Alberti di Forlì, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, studenti, insegnanti, sportivi, cantanti e attori si ritrovano per la grande festa di “Tutti a Scuola” alla presenza e con l’intervento del Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella. Il tema di quest’anno è “La scuola è aperta a tutti”, ispirato all’articolo 34 della Costituzione Italiana. Conduce Flavio Insinna con la partecipazione di Malika Ayane. “Tutti a Scuola”, giunto alla XXIII edizione, prevede, tra l’altro, l’esibizione di studenti di alcune scuole provenienti da diverse Regioni Italiane, maggiormente distintisi in attività creative e di approfondimento culturale, durante il passato anno scolastico. Il pubblico presente sarà composto da una nutrita platea di studenti. All’evento parteciperanno in qualità di ospiti artisti del mondo della musica, dello spettacolo, della cultura. Sarà inoltre presente un’orchestra composta dagli allievi del Liceo Scientifico Musicale Coreutico “G. Marconi” di Pesaro diretta dal Maestro Leonardo De Amicis. La regia è di Maurizio Ventriglia.
«Sono convinta che, al di là delle mie caratteristiche personali e della mia esperienza, questa nomina sia anche un riconoscimento per il nostro Servizio Pubblico e per l’Italia»
afferma Marinella Soldi, nominata Consigliere non-esecutivo indipendente
La Presidente della Rai Marinella Soldi è stata nominata Consigliere non-esecutivo indipendente del Consiglio di Amministrazione della BBC. Per la prima volta una cittadina italiana entra a far parte dell’organo che guida la British Broadcasting Corporation e che ne garantisce la missione di servizio pubblico. L’incarico è effettivo dall’11 settembre 2023 per una durata di 3 anni. «Sono onorata di essere stata designata dal CdA della BBC come Consigliere nonesecutivo indipendente - afferma Marinella Soldi – La BBC è da sempre un punto di riferimento nel panorama mondiale dei media, e in particolare dei media di servizio pubblico, nel cui ruolo credo fortemente in quest’epoca di frastuono mediatico e tecnologico. Sono convinta che, al di là delle mie caratteristiche personali e della mia esperienza, questa nomina sia anche un riconoscimento per la RAI e per l’Italia». Elan Closs Stephens, Presidente della BBC, ha dichiarato: «Sono molto felice di dare il benvenuto a Marinella Soldi nel nostro Consiglio di Amministrazione. Marinella ha una miscela di esperienza unica: da un lato commerciale e dirigenziale nei media e nella tecnologia, dall’altro la sua passione per i valori del servizio pubblico è evidente nel suo lavoro in RAI e con l'EBU-European Broadcasting Union. Non vedo l’ora che contribuisca alla BBC - conclude Closs Stephens – con le sue capacità, la sua esperienza e con un nuovo punto di vista».
Un’Italia da vivere e da raccontare con “Linea Verde Bike”, il sabato alle 11.55 su Rai 1, e con “Il Provinciale”, da domenica 17 settembre, per tre puntate, in prima serata su Rai 3. «Sono tre racconti incredibili che ci porteranno in Sardegna, in Lucania, in Puglia» spiega il conduttore, che al pubblico promette emozioni vere: «Non quelle studiate a tavolino, ma frutto di esperienze e di incontri»
La sua nuova stagione Tv è partita in bicicletta…
Con “Linea Verde Bike” racconto dell’Italia che percorriamo pedalando. Con le tante ciclabili che abbiamo, con le ciclovie, con i sentieri praticabili in bicicletta, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo tutto da offrire. Con la bicicletta arrivi ovunque. La bici è un mezzo lento, sostenibile. Circa la metà dei turisti che viene in vacanza in Italia, usa la bicicletta almeno una volta durante il soggiorno. È il mezzo più antico e al tempo stesso più contemporaneo che ci sia.
Ci parla del suo rapporto con la bici?
Sono un ciclista, uso in particolare le mountain bike, anche quelle a pedalata assistita, molto tecnologiche e performanti. Ho un rapporto ludico e al tempo stesso di sentimento. Quando ho sentito parlare del programma ho pensato che sarebbe stato giusto per me.
Un consiglio a chi voglia mettersi in viaggio con la bici…
L’importante è non volere strafare e prepararsi un po’. Se lo fai invece come attività sportiva, come faccio io, allora ci si deve preparare bene, la bici non è un mezzo da prendere alla leggera. In ogni caso bisogna utilizzare tutte le dotazioni di sicurezza: il casco, le ginocchiere, tutto quello che può servire per non farsi del male.
A breve vedremo “Il Provinciale” arriverà in prima serata. Una nuova sfida…
È il momento più importante, il coronamento di un viaggio incredibile che ha messo a repentaglio anche le cose importanti della mia vita. Lo spirito di abnegazione che ho dedicato non è solo mio, ma è anche il sacrificio di tutta la mia famiglia, alla quale devo dire solo grazie. E poi è una responsabilità, perché essere scelti dalla rete come i sostituti di Fabio Fazio, dopo vent’anni, fa anche paura. Però io e i miei autori non ci tiriamo indietro e vogliamo fare bene. “Il Provinciale” è un viaggio antropologico, culturale. Sta bene a Rai 3 la domenica sera alle 21.15, l’ora del divano. Perché è un programma che devi seguire davvero passo passo, parola per parola, immagini e parole. Poi c’è la storia umana.
In quali mondi ci porterete?
Sono tre racconti incredibili. Partiremo dal cuore della Sardegna con il racconto del codice barbaricino del banditismo, dei mamuthones, delle accabadora e delle janas, fino ad arrivare alla civiltà nuragica. Andremo poi in Lucania per quello che è il racconto dei racconti, cercheremo l’origine di tutte le storie, in particolare quelle utilizzate dai fratelli Grimm per scrivere le favole più belle. E poi concluderemo il ciclo in Puglia, dove il racconto sarà legato alla taranta, all’origine del tarantismo e della catarsi da parte delle donne che volevano emanciparsi da una società maschilista, materialista e patriarcale.
Vi ritroveremo di nuovo in onda sul finire del 2023…
A Natale proporremo altri due racconti. Il primo sarà dedicato a Santa Claus, a Babbo Natale, l’altro al santo d’Italia, San Francesco d’Assisi, e a Santa Chiara. La forza della disobbedienza, la fede come unica strada. Dopo Sanremo ci saremo con altre otto puntate.
E’ uno dei narratori televisivi più apprezzati. Cosa significa trasferire le proprie emozioni al pubblico?
Tutto è nato per caso, un percorso lento, di studio, di spirito di abnegazione, di volontà, di mettersi in grande discussione. Servono fatica e preparazione. Anche il talento va alimentato, va sostenuto. La differenza la fanno il sacrificio, la preparazione, ma soprattutto l’emozione. Mentre racconto provo quelle emozioni, non sono studiate a tavolino. Le vivo talmente con trasporto che i telespettatori le avvertono, sono partecipi. È bellissimo. Un’esperienza di condivisione e di inclusione stupefacente.
Da qualche giorno è in libreria con “I diari del Provinciale” (Rai Libri), in che mondo ci porta?
È un libro intenso, sono i racconti de “Il Provinciale” che si leggono. È stato bellissimo farlo, scriverlo, riprendere i copioni, ritrovare le storie che avevamo portato nel programma. Con la scrittura si applica un altro valore, quello della fantasia. Con il libro entri in un racconto e lo fai tuo. “I diari del Provinciale” mi ha consentito anche di scrivere dei pensieri molto importanti su valori persi e ritrovati. Oltre ai racconti ci sono momenti di antropologia e di filosofia, spicciola, perché non sono un filosofo o un antropologo. È un libro da non perdere.
In primo luogo, alla mia famiglia, a mia moglie, che ha avuto pazienza, che ha saputo aspettare, che ha fatto cose magnifiche per me e che io tante volte ho trascurato in nome della mia crescita, e alla mia bambina.
In questo libro, nei suoi programmi, c’è tanto amore… Senza l’amore non faccio niente. Senza amore non sarei un uomo, senza amore non varrebbe la pena vivere questo viaggio incredibile che è la vita. L’amore va preservato, tutelato, curato, mantenuto. Se uno perde l’amore cosa progetta a fare, cosa cammina a fare? Lo scopo della vita è l’amore. L’amore per la famiglia, per gli amici. Senza l’amore nulla ha senso.
Si spalancano le porte della nuova stagione daily della serie più amata del pomeriggio di Rai 1. Nuovi personaggi, nuovi intrecci nel magazzino di moda più spiato d’Italia e del mondo. Si riparte l’11 settembre alle 16.05 e il RadiocorriereTv incontra i protagonisti
Il personaggio…
Durante l'estate Armando ha seguito la sua Agnese a Londra, per provare a ricostruire una vita lì con lei. La troppa nostalgia di Milano lo spinge a ritornare nella sua città e a riprendere il suo lavoro da capo magazziniere al Paradiso. Il cuore, però, è rimasto a Londra, e lo costringe a vivere nella speranza che la sua compagna decida di fare ritorno da lui. Armando aveva perso la prima moglie durante la guerra in un’azione partigiana, e sente il bisogno di non lasciar svanire il sentimento per la donna che gli ha nuovamente rubato il cuore.
Gli anni Sessanta…
Il personaggio…
Delia Bianchetti è una nuova Venere del Paradiso, molto attenta al trucco, alle acconciature, ai vestiti per il suo passato professionale in un salone di bellezza. A prima vista potrebbe apparire una persona superficiale, ma con il tempo verrà fuori la sua vera personalità. È una ragazza dal carattere forte, sicura di sé, un tipo frizzantino, che sa tenere alta l'energia tra le ragazze. Questa sua sicurezza cela però qualche fragilità che il pubblico scoprirà pian pianino.
La famiglia del Paradiso…
Entrare a far parte del “Il Paradiso del Signore” è stato un sogno, l’occasione perfetta arrivata al momento giusto. L’emozione è incredibile, ai primi ciak c’era un po’ di tensione perché, arrivare come new entry in un cast bel collaudato, che si conosce da anni, mette timore. Tutti, però, mi hanno fatta subito sentire come a casa.
Un difetto del suo personaggio?
Parla davvero troppo (ride). Forse, dovrebbe imparare a non dire tutto quello che pensa.
Un pregio?
La simpatia! Nei momenti difficili ha sempre la battuta pronta per tirare su il morale di tutti.
Gli anni Sessanta…
Di quel periodo ho scoperto che le persone riuscivano a divertirsi con poco, qualcosa che oggi manca e sono felice di riscoprire quando lavoro al Paradiso; al contrario, preferisco la nostra contemporaneità rispetto alle troppe costrizioni che le donne dovevano subire.
Sono nato a Milano nel 1962 e la memoria mi restituisce le immagini degli operai che lavoravano. Anch’io, come il mio personaggio, vengo da una famiglia modesta, l'Armando Ferraris che interpreto lo conosco, perché lo vedevo tutti i giorni mentre andava al lavoro con la sua bicicletta in mezzo alla nebbia fitta, con il giornale sotto la camicia per attenuare il freddo. Ho rubato dalla mia memoria per interpretare il ruolo (ride). Oggi, purtroppo o per fortuna, la gente non ricorda, tutto è cambiato…
Il cast…
Con i colleghi, tutti più giovani di me, si è creato un rapporto straordinario, credo che questo venga fuori in maniera efficace anche in scena.
Il personaggio…
Abbiamo lasciato Roberto sul punto di sposarsi, alla fine però ha fatto di tutto affinché la sua amica Gemma riuscisse a seguire il suo cuore e stare con Marco. Il mio personaggio non fa mai passi indietro, cerca di afferrare solo gli aspetti positivi delle vicende e delle persone che lo circondano. Ora si trova ad affrontare una nuova sfida, un nuovo percorso della sua vita, a cominciare dal Paradiso dove è pronto a rimettersi in gioco e a non scappare dai problemi legati al suo orientamento sessuale.
Gli anni Sessanta…
Tutti si impegnano nella ricostruzione di un Paese e del suo futuro, ci sono fermento e nuove aspirazioni, si lavora per raggiungere l’emancipazione, sia femminile che in tutti i campi in cui se ne sente la necessità. Quello che colpisce del periodo che raccontiamo è lo sforzo di un’azione comune, un percorso che segue la stessa direzione, esattamente come cerchiamo di fare sul set. Noi siamo e raccontiamo una grande famiglia, una squadra, ciascuno con le proprie problematiche, ma sempre con l’intento di portare avanti il senso di speranza.
Pregi e difetti…
L’altruismo, in entrambi i casi.
Il personaggio…
Fin dalle prime puntate ritroviamo una nuova Elvira, entra in scena con un nuovo look, un cambio di acconciatura e, quando una donna cambia taglio di capelli, vuol dire che c’è qualcosa sotto, nel bene e nel male. Sarà una ragazza certamente più sicura di sé.
Un pregio e un difetto…
La determinazione gioca a suo vantaggio, l’insicurezza e l’amore, invece, saranno il suo punto debole.
Cosa direbbe alla sua Elvira?
La porterei sulle montagne russe e la inviterei a lasciarsi andare, a urlare, a divertirsi, ma soprattutto, la spronerei a non avere paura.
Il Paradiso…
Per me è stata la prima vera esperienza di lavoro, mi ritengo fortunata ad aver incontrato un luogo che mi ha accolto a braccia aperte, dei colleghi che sono diventati una famiglia. Non avrei potuto desiderare niente di meglio.
Il personaggio…
Ciro Puglisi è una new entry al Paradiso. Dopo alcune vicissitudini che gli hanno fatto perdere tutte le sue terre a Partanna, Ciro decide di raggiungere sua figlia Maria a Milano con tutta la famiglia in cerca di un futuro per tutti. Una vita nuova non facile inizialmente, perché quest’uomo fa fatica ad adattarsi alla città, ad abituarsi a un sistema di vita completamente diverso da quello da cui proviene. È un personaggio con valori molto solidi, rigido in alcuni casi, ma con un cuore d'oro. A volte suscita tenerezza…
Il Paradiso…
Un’esperienza gratificante dal punto di vista attoriale, pur avendo partecipato a molte serie, non avevo mai sperimentato la lunga serialità, un daily con tanti episodi e tantissime scene da girare. È certamente stimolante per un attore che ha la possibilità di stare a lungo sul set, di divertirsi e sperimentare con la recitazione, di approfondire l’emotività del personaggio. “Il Paradiso delle Signore” è un progetto di grande empatia, riesce a tenere il pubblico incollato alla tv.
Il personaggio…
Sono alla sesta stagione, ho iniziato proprio con il daily, e ancora c’è grandissimo entusiasmo. È presto per stancarsi. Ritroviamo Umberto pronto a sostenere la Contessa, aiutarla a riavvicinarsi alla figlia appena ritrovata. Vedremo se ci riuscirà, ma nel frattempo assisteremo alla gelosia di Flora, l’attuale compagna del Commendatore.
Gli anni Sessanta…
Di questi favolosi anni sono sempre più innamorato. Era il periodo del boom economico, nonostante l'Italia venisse fuori dalla tragedia della guerra, c'era una grande spinta, una grande speranza. Questo, secondo me, è l'elemento attrattivo della serie, il senso di speranza.
A 25 anni dalla scomparsa di Battisti, l’omaggio a uno degli artisti italiani più amati di sempre tra ricordi di amici e colleghi, materiali d’archivio inediti e le performance esclusive di Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri. Con la partecipazione straordinaria di Mogol, mercoledì 13 settembre in prima serata su Rai 1
In occasione dei 25 anni dalla scomparsa, arriva su Rai1 in prima serata, mercoledì 13 settembre, il docufilm evento “Lucio per amico. Ricordando Battisti”, ideato e scritto da Maite Carpio e prodotto da Garbo Produzioni in collaborazione con Rai Documentari, per provare a raccontare l’avventura umana e artistica di Lucio Battisti, attraverso un vasto e, in alcuni casi, inedito materiale d’archivio italiano e internazionale, unito ai ricordi di chi lo ha conosciuto, primo fra tutti Mogol, il compagno d’arte e d’avventura. Pietruccio Montalbetti, Roby
Franco Mussida e Tony Cicco accompagneranno il telespettatore alla scoperta del ‘mistero Battisti’, figura centrale della cultura musicale di un intero Paese, che ha rifiutato lo stardom e la visibilità per rimanere fedele a sé stesso. Testimone d’eccezione sarà Giulio Rapetti, in arte Mogol, al centro di un’ampia intervista che ripercorrerà l’amicizia e la lunga collaborazione di questa memorabile coppia creativa. A scandire il racconto, le canzoni che hanno rivoluzionato il panorama musicale italiano, molte eseguite dalla voce dello stesso Battisti, altre con le perfomance esclusive di Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri. Sotto la direzione artistica del Maestro Enrico Melozzi, interpreteranno, ognuno con il proprio stile unico e personale, quattro canzoni – “Il tempo di morire”, “Amarsi un po’”, “Emozioni” e “Io Vivrò” - quattro successi tratti da un repertorio che rappresenta un unicum nella storia della musica, capace di parlare ancora oggi a intere generazioni.
Da sabato 16 settembre alle 17.00 su Rai 2, il primo programma televisivo presentato dal cane Pepito, scritto e diretto da Diego Cugia con la partecipazione di Francesco Pannofino
Sabato 16 settembre, alle 17.00 su Rai 2, andrà in onda “La Zampata”, il nuovo programma in 8 puntate condotto da Pepito, un cane meticcio, vagabondo e con il dono della parola. Pepito, il primo conduttore a quattro zampe della televisione italiana, intervisterà personaggi dello spettacolo e della cultura, da Francesco Montanari a Dacia Maraini e Capitano Ultimo, e interpreterà monologhi ribelli contro
gli allevamenti intensivi, le feroci scommesse clandestine sui cani o il mercato nero degli animali esotici. Il suo mentore è il dottor Orio Sbardellati, un produttore tv comico e velleitario che tenta di sfruttarlo per sfuggire a ipoteche e pignoramenti, interpretato da Francesco Pannofino. La sua amica umana è Mafalda (Ilaria Stagni) un’artista di strada, una sassofonista senza tetto. Lei e Pepito vivono accampati nella “Roma di sotto”, sul Tevere sotto il ponte Palatino. Pepito si definisce “un cane anarchico e rock”, e alterna i suoi monologhi con videoclip di rockstar di ieri e di oggi, mentre le musiche originali che accompagnano le sue parole sono di Luciano Francisci. Il programma, scritto e diretto da Diego Cugia, l’autore di Jack Folla e di tanti successi radiotelevisivi come quelli scritti con Adriano Celentano, è un nuovo format originale in cui confluiscono generi diversi, dal varietà alla fiction, con notizie vere, inedite e spesso sconvolgenti sul mondo degli animali, dai piccoli agli enormi, dai protozoi ai capodogli. Non manca la storia: nella prima puntata il cane a tre zampe di Garibaldi e un contributo tratto dalle teche Rai su Totò e il suo rifugio dei cani trovatelli. Pepito è doppiato da Paolo Vivio, che ha prestato la voce a Dominic Monaghan nella trilogia de “Il Signore degli Anelli”. La regia è di Manuela Covatta. “La Zampata” è prodotto da Intrattenimento Day Time con Twister Film.
Un viaggio in Ucraina per raccontare le storie di chi con coraggio lotta per difendere il Paese, la sua cultura, la libertà. In prima visione sabato 16 settembre alle 23.45 su Rai 3
febbraio 2022. In Ucraina la quotidianità scorre come in un giorno qualsiasi. Arrivano i primi bombardamenti che costringono molti a lasciare il Paese, altri a imbracciare le armi, quasi tutti ad affrontare separazioni, paure, l’assenza di beni di prima necessità e lutti. Il film, prodotto da Clipper Media con Rai Cinema, è un viaggio della regista Barbara Cupisti, mossa dal bisogno di arrivare all’epicentro emotivo di questo conflitto, che parte da Varsavia e attraversa le città di Lviv e Odessa e la campagna dimenticata dell’Ucraina, e arriva fino a Kyiv, Irpin, Bucha, Borodyanka. Incontra chi ha attraversato il confine per sopravvivere o aiutare la resistenza e chi è rimasto nella propria terra continuando a lottare per difendere il Paese e la propria cultura. Natalia Panchenko, attivista a Varsavia, dal primo giorno della guerra ha organizzato azioni sul confine e in Polonia per aiutare i rifugiati e inviare aiuti umanitari ai civili
e beni necessari all’esercito, usa i social media per raccogliere fondi.Tatiana Kucherenko, amica di Natalia, ha iniziato un video diario in cui racconta la paura che ha vissuto e l’attesa di trovare una nuova collocazione nel mondo, si è rifugiata in un albergo a Odessa e cerca un nuovo modo di essere utile per l’Ucraina. Olga Aivazovska, Oleksandra Matviichuk e Kateryna Sukhomlynova raccolgono prove dei crimini di guerra per la necessità che la giustizia non sia rimandata a dopo. Ivan Cherednichenko, direttore d’orchestra di Lviv, lotta per l’identità del suo Paese attraverso l’arte e cerca giustizia per i genitori uccisi a sangue freddo a Irpin mentre la loro casa bruciava. Alla fine del viaggio restano impressi silenzi e piccoli gesti che raccontano il prezzo della libertà, ma che, per la loro forza, come le onde create da un sasso in uno stagno, si espandono e spezzano i confini per parlare la lingua universale dell’umanità. In un momento in cui gli unici confini che contano sembrano essere quelli geopolitici, le storie raccolte dalla regista testimoniano come si possa essere protagonisti attivi della storia e proporre con coraggio una visione del mondo ancora libera. Questo porterà Oleksandra Matviichuk e il suo Centro per le libertà civili a vincere il Premio Nobel per la Pace 2022. Dietro di lei, sul palco di Oslo, c’è l’intera Ucraina.
Un viaggio nel villaggio dei dannati di Huntsville, in Texas. Qui la vita ruota attorno al carcere Walls Unit, dove dal 1982 sono stati giustiziati quasi 600 detenuti. Tra le altre, la testimonianza di Antony
Graves, cha ha passato in prigione diciotto anni, dodici dei quali nel braccio della morte, per un crimine mai commesso. Lunedì 11 settembre, in seconda serata su Rai 3
Nonostante in tutti gli Stati Uniti si sia registrato un drastico calo sia delle condanne a morte che delle esecuzioni, il Texas rimane uno degli Stati dove il consenso verso la pena di morte è più elevato. Nella cittadina di Huntsville, la vita ruota intorno al carcere chiamato Walls Unit, la più antica prigione statale. All’interno della struttura si trova la camera delle esecuzioni, quella maggiormente attiva negli Stati Uniti: sono infatti 583 i detenuti giustiziati dal 1982 al marzo di quest’anno. A Prison City, come la cittadina di villette viene chiamata, una famiglia su due ha almeno una persona che lavora per il sistema penitenziario. “La procedura”, di Luigi Montebello con la collaborazione di Tommaso Javidi e Irene Sicurella, racconta la pena di morte attraverso il punto di vista di ex direttori di carceri e guardie carcerarie che hanno assistito e somministrato i medicinali letali ai condannati. In particolare, Jim Willet e Buster McWhorter che rispettivamen-
te hanno partecipato a 89 e 197 esecuzioni. Il documentario mostra anche altre testimonianze di chi, per lavoro, si trova a dover assistere all’iniezione letale dall’altra parte: si tratta di avvocati, giornalisti sui quali questa terribile esperienza lascia spesso segni indelebili. La pratica della pena di morte non cessa di provocare sdegno e interrogativi. Un medico anestesista e docente di etica della medicina ha condotto numerosi studi sulle autopsie dei condannati ed ha dimostrato come la morte inflitta con questa pratica non sia affatto una morte dolce ma avvenga tra indicibili sofferenze. Inoltre, la difficoltà di reperire i farmaci, dovuta alla decisione di molte case farmaceutiche di non fornire prodotti per l’iniezione letale, ha spesso dato il via nel corso degli anni a esperimenti con mix di farmaci inadeguati e al ricorso a fornitori inaffidabili. E se da un alto ha provocato in alcuni casi la sospensione o il rinvio di esecuzioni già fissate, dall’altro ha spinto alcuni Stati a ricorrere a metodi desueti. È il caso, per fare un esempio, del South Carolina, nel sud-est degli Usa: il Parlamento nel 2021 ha approvato una nuova legge che consente allo Stato di compiere le esecuzioni anche con la sedia elettrica o, a scelta del condannato, la fucilazione. La voce narrante della puntata, in onda lunedì 11 settembre in seconda serata su Rai 3, è quella di Antony Graves, cha ha passato in carcere diciotto anni, dodici dei quali nel braccio della morte in Texas, per un crimine mai commesso. Ha raccontato la sua terribile esperienza in un libro e oggi è un attivista che si batte per la riforma del sistema penitenziario americano.
Tra i TOP 10 della piattaforma Rai. Una giovane ragazza lascia il paese natale per studiare legge a Monaco. Ora è un'avvocata ambiziosa e vuole diventare socia dello studio legale dove lavora. Torna a casa per convincere i residenti che gli investimenti di una grande multinazionale porterebbero enormi benefici economici. Ma esplode il conflitto tra gli ambientalisti, che temono gravi danni al paesaggio, e i sostenitori della ripresa economica. Regia: Judith Westermann.
Antonio ha diciassette anni e un sogno: essere un calciatore in una grande squadra. Vive in una piccola cittadina di una provincia campana. Con lui vive Miriam, una madre dolce ma fortemente problematica. Inoltre, Carlo, il padre di Antonio, li ha abbandonati quando lui era molto piccolo. All'improvviso la vita sembra regalare ad Antonio e Miriam una vera occasione: un talent scout, Michele Astarita, sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma e sta puntando sul ragazzo. Una storia commovente di amore e responsabilità. Vincitore di 3 premi al Festival di Venezia 2018.
Da quando ha perso i genitori, l'adolescente Annabel Coleridge vive con il nonno pescatore su un'isola paradisiaca dei Caraibi. Trascorre le giornate con la sua stravagante migliore amica, un delfino di nome Mitzy. Tutto cambia quando i suoi ricchi nonni materni arrivano con un losco avvocato per riportarla a New York. Regia: Mike Disa. Interpreti: Peter Woodward, Tyler Jade Nixon, Dionne Lea, Bob Bledsoe, Annette Lovrien Duncan.
L'esperienza umana e sportiva di un gruppo di scugnizzi casertani che, nell'Italia degli anni '80 e '90, osò sfidare l'Olimpo della pallacanestro italiana. Per tutti gli appassionati di basket è imperdibile. La docu-serie racconta la favola della Juvecaserta, prima squadra del sud Italia a conquistare nella stagione 1990/1991 lo scudetto, battendo Milano. Sei gli episodi, da 45 minuti ciascuno, di Rai Documentari. Regia: Gianni Costantino.
E’questo il FINALE al quale arrivare per scrivere il Miniplot della puntata di lunedì 11 settembre, la prima della decima stagione del programma. Alle 23.05 con Vito Cioce e Marcella Sullo. Ospite GUIDO CATALANO, poeta scrittore e performer, che ha pubblicato il libro “Smettere di fumare baciando, 107 poesie senza filtro” (Rizzoli). Scrivi subito il tuo Miniplot (con il prequel del finale) con un commento al post che trovi in alto sulla pagina Facebook Radio1 Plot Machine oppure invialo dalle 23 di stasera al numero 335/6992949. I Miniplot più originali saranno letti durante la trasmissione. Se vuoi partecipare alla nuova Gara dei Racconti di Radio1, invia subito il tuo inedito (massimo 1500 battute, spazi inclusi) nella sezione Novità del sito www. plot.rai.it. Il tema è IL MERCATO. Vengono selezionati 2 racconti per ciascuna puntata, letti dalle voci di Radio1 Rai e poi votati sulla pagina Facebook Radio1 Plot Machine. Live streaming e podcast sull’app RaiPlaySound.
Dopo aver infiammato palchi e classifiche dell’estate 2023, Tiziano Ferro e J-Ax collaborano per la prima volta ad un singolo, da settembre in programmazione radiofonica e in tutti gli store digitali. «Una canzone – spiega l’artista di Latinache rivendica il valore di chi vive a testa bassa, consapevole delle proprie fragilità».
Prima volta insieme per Tiziano Ferro e J-Ax. Lo fanno producendo il singolo “Abbiamo vinto già”, reduci entrambi da un’estate formidabile sia nei live sia nelle classifiche. Tiziano Ferro si è esibito nei principali stadi italiani e J-Ax è fresco della reunion con gli Articolo 31,
che ha celebrato con un tour estivo acclamato in oltre 20 date. “Abbiamo vinto già” è scritto da Tiziano Ferro, Manuel Rocchi e J-Ax e prodotto da Tiziano Ferro e Marco Sonzini ed è un inno alla resilienza. «‘Abbiamo vinto già’ è una canzone che rivendica il valore di chi vive a testa bassa, consapevole delle proprie fragilità, pronto a celebrare i propri difetti come fossero segni distintivi, che ci rendono unici e splendidi. Vincenti» spiega Tiziano Ferro. Il cantautore ha venduto più di venti milioni di dischi nel mondo. A dare il via alla sua ventennale carriera è stato il singolo "Xdono" (che ottenne il terzo posto nella classifica dei singoli più venduti in Europa nel 2002) seguito dal primo album “Rosso relativo” che, con oltre due milioni e mezzo di copie vendute nel mondo, è uno dei dischi italiani più venduti della storia. Ad oggi ha all’attivo nove album e una raccolta “best of” che lo hanno reso uno dei più influenti e innovativi
cantautori italiani contemporanei e uno degli artisti italiani più apprezzati e famosi in Italia e nel mondo. Tiziano Ferro canta in inglese, spagnolo, portoghese e francese e, nel corso della sua carriera, ha più volte collaborato con importanti artisti della scena musicale italiana e mondiale. Il 2023 è un anno di grandi soddisfazioni per Ferro che ha pubblicato l’inedito “Destinazione mare” ed è tornato finalmente dal vivo dopo 6 lunghi anni di assenza. Durante il “TZN 2023”, ha festeggiato (con una scaletta di 33 brani) gli oltre 20 anni di carriera esibendosi nei principali stadi italiani e ospitando grandi amici e colleghi davanti ad oltre 570 mila persone. Ha inoltre appena annunciato l’uscita del suo primo romanzo “La felicità al principio”, atteso per il prossimo mese di ottobre. Alessandro Aleotti, in arte J-Ax, in trent’anni anni di carriera ha collezionato 72 dischi di Platino e 19 dischi d’Oro, 905 milioni di streaming su
Spotify, 820 milioni di video streaming su YouTube e 2 milioni 800 mila followers su IG. Cantautore e producer, si è sempre dimostrato un precursore capace di anticipare i tempi partendo dal rap, passando per il rap’n’roll, fino a diventare punto di riferimento della scena pop musicale italiana, con lo stile inedito e rivoluzionario che da sempre lo contraddistingue. A dicembre 2022 si è riunito con Dj Jad negli Articolo31, partecipando alla 73esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Un bel viaggio”. Ad aprile hanno pubblicato il brano “Filosofia del Fuck-off”. A maggio si sono esibiti live in 4 date al Mediolanum Forum di Assago (Mi) davanti ad oltre 45 mila persone. Durante gli eventi del Forum hanno pubblicato il singolo “Disco Paradise” con Fedez e Annalisa (già certificato Platino), che per tutta l’estate ha infiammato i palchi di oltre 20 località durante un tour apprezzatissimo dal pubblico.
Coraggio, determinazione, entusiasmo per essere una “Donna in Prima Linea”: il vicequestore aggiunto Valeria Pace, dirigente dell'Ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico della Questura di Padova, raccoglie in tre elementi indispensabili il suo impegno in Polizia. Classe 1979, nativa di Biella e laureata in Giurisprudenza, è al vertice della Squadra volante: non è un ruolo nuovo per la dottoressa Pace, poiché lo aveva già ricoperto dopo aver frequentato il corso di formazione per commissari a Roma. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di vicedirigente dell'Ufficio immigrazione, maturando una preparazione a tutto tondo. Valeria Pace è entrata in Polizia nel 2009, due anni dopo l'abilitazione alla professione forense seguita alla laurea. Una “Donna in prima Linea” che nel suo percorso di carriera ha dimostrato senso del dovere, spirito di sacrificio e grandi capacità. “Conciliare il ruolo di madri e mogli con il lavoro non è semplice, ma con equilibrio nella nostra Amministrazione è possibile” afferma la dr.ssa Pace. Essere donne in carriera senza rinunciare a se stesse e ai valori della vita è possibile, la Polizia di Stato è sempre accanto ai cittadini e alle donne e agli uomini in divisa.
Dottoressa, lei è vicequestore, dirigente dell’Ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico della Questura di Padova, che tipo di impegno richiede il suo ruolo?
E’ un compito molto impegnativo, perché si lavora per i cittadini e per la loro sicurezza. Le Volanti sono, nella maggior parte dei casi, il primo contatto che le persone hanno con la Polizia. Dunque, non possiamo permetterci di sbagliare o di minimizzare una segnalazione. Bisogna valutare con la massima attenzione tutte le situazioni, sempre nell'ottica di prevenire evoluzioni pericolose. C'è anche un aspetto interno, non di poco conto. L'attività dell'U.P.G.S.P. è uno snodo molto importante per tutti gli altri Uffici della Questura. Ciò che rilevano sulla strada le donne e gli uomini della Squadra che dirigo, può venire poi sottoposto all’attenzione della Squadra Mobile quando si tratta di svolgere indagini, della Digos, delle Divisioni Anticrimine ed Amministrativa per le attività ed i provvedimenti di loro competenza o dell’Ufficio Immigrazione per la valutazione delle posizioni sul territorio di cittadini stranieri coinvolti. Pattuglie e Poliziotti di Quartiere sono le antenne sul territorio. L'impegno è totale anche per un altro aspetto: oltre a coordinare gli interventi sulla strada, bisogna gestire il personale. Ci sono 140 poliziotti con turni di servizio, ferie, permessi, richieste. Dietro ad ogni persona che presta servizio in Volante ci sono una storia, una famiglia, delle esigenze.
Perché ha deciso di entrare in Polizia?
Ho sempre pensato che nessun uomo è un'isola. Viviamo in una società complessa dove non tutti riescono a far valere i propri diritti. Ecco, io penso che la Polizia debba servire anche a questo: a far valere i diritti di chi non riesce a difendersi, di chi per qualche motivo viene prevaricato.
«La Polizia – dice - è un modo di essere, prima che un lavoro»
Questo continua ancora oggi a darmi una grande motivazione e penso che, alla fine, sia il vero motivo per cui ho deciso di entrare in Polizia dopo gli studi a Giurisprudenza.
Cosa vuol dire per lei indossare una divisa?
È innanzitutto una responsabilità, oltre che un onore. La divisa è appartenenza, condivisione di valori. È anche il coronamento di un percorso che inizia con la Scuola di Polizia e si realizza nel lavoro di tutti i giorni.
Cosa ama di più del suo lavoro?
Mi piace sapere che il mio lavoro può incidere sulla vivibilità di un luogo, di un quartiere, di un sistema-città. Lavoriamo ogni giorno con situazioni vere, reali, con i problemi delle persone. Mettere in guardia una donna dopo un litigio violento con il fidanzato, sostenerla nella decisione di sporgere denuncia e di rivolgersi a un centro antiviolenza può significare salvarle la vita; fare prevenzione con gli anziani e insegnare loro di non aprire agli estranei può voler dire evitare truffe e furti. Il nostro lavoro ha riflessi diretti sulla vita delle persone, questo amo del mio lavoro.
Cosa vuol dire per lei essere donna in prima linea?
Significa innanzitutto fare ogni cosa con il massimo impegno, ripagando nel modo migliore la fiducia che l’Amministrazione ha riposto in me. Significa dare senza risparmiarsi, consapevole del fatto che non sono sola e che il mio lavoro finisce per incrociarsi anche con quello dei colleghi. Questa, secondo me, è una grande responsabilità. Essere in prima linea significa dare le risposte giuste alle richieste del cittadino. E il cittadino chiede che la Polizia sia sempre presente.
Un passo indietro negli incarichi precedenti: c’è qualche episodio o esperienza che le è rimasta nel cuore e vuole raccontarci? Sono arrivata alle Volanti di Padova, per la prima volta, nel 2011. In quel periodo c'era una zona della città in cui i cittadini si lamentavano per la presenza costante di spacciatori. In particolare, c'era un circolo anziani, erano quasi tutte donne, molto propense a segnalare situazioni di degrado. Io andai sul posto, insieme alle pattuglie, e così instaurammo un rapporto molto stretto. Loro ci segnalavano le situazioni e noi attivavamo il controllo. Quando poi, negli anni successivi, ho lavorato per un periodo di quattro anni all'Ufficio Immigrazione, il rapporto con queste anziane non è mai terminato e alcune di loro hanno continuato a chiamarmi. E lo stesso fanno ancora oggi. Porto nel cuore questa esperienza, perché dimostra che tipo di relazioni positive e proficue si possano instaurare con i cittadini.
Lavoro e famiglia, binomio difficile da gestire?
Diciamo che non è sempre una passeggiata: ho una figlia di 7 anni, un compagno, un cane. È sempre una questione di gestione. Bisogna ottimizzare i momenti di libertà e incastrare gli impegni. L'abitudine a gestire le dinamiche del personale dell’Ufficio, a volte, mi aiuta anche a casa. Coniugare lavoro e famiglia spesso è difficile, ma quando c'è la passione è come se la fatica sparisse. Questa, forse, è la chiave.
Un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere il concorso in Polizia?
Crederci, farlo con passione e convinzione, non risparmiarsi. La Polizia è un modo di essere, prima che un lavoro.
In occasione dell’anniversario degli attentati, le storie di chi era a bordo dei velivoli introdotte e contestualizzate dal professor Andrea Beccaro. In prima visione, lunedì 11 settembre alle 21.10 su Rai Storia
Quattro voli - American 11, United 175, American 77 e United 93 - sono partiti la mattina dell'11 settembre 2001. A bordo passeggeri e personale ignari degli eventi che avrebbero cambiato la loro vita e del destino che li avrebbe legati per sempre. Attraverso le narrazioni di familiari e amici, lo Speciale “Gli aerei dell’11
settembre” in onda in prima visione lunedì 11 settembre alle 21.10 su Rai Storia, in occasione dell’anniversario dell’attentato, racconta le storie umane di coloro che si trovavano a bordo di ogni aereo di linea. Lo speciale, introdotto e contestualizzato dal professor Andrea Beccaro, analizza per la prima volta tutti e quattro i voli, svelando un susseguirsi di sorprendenti connessioni, strane coincidenze e decisioni che si sarebbero rivelate deleterie. Da un volo che segue l'altro mentre devia dalla rotta e si dirige verso Manhattan, alle ultime strazianti telefonate, fino ad alcuni momenti incredibilmente dolorosi ma eroici, rivivranno il coraggio dei passeggeri, dell'equipaggio, dei controllori del traffico aereo e di coloro che hanno cercato invano di intercettare gli aerei di linea.
Passato e presente
Il Cile di Pinochet
L’11 settembre del 1973 a Santiago del Cile ha inizio il colpo di Stato. A capo della congiura è il generale Augusto Pinochet.
Lunedì 11 settembre ore 20.30
5000 anni e più.
La lunga storia dell'umanità
Dopo dieci anni di vagabondaggio in mare, Ulisse ritrova la sua famiglia e il suo regno. Si conclude qui anche il viaggio nell’Odissea.
Martedì 12 settembre ore 21.10
Italia. Viaggio nella bellezza
Storie in galleria
Protagonista della puntata il grande sarcofago con le fatiche di Ercole, in marmo asiatico e datato al II secolo d.C., conservato nella Galleria Borghese.
Mercoledì 13 settembre ore 00.20
Nell’anniversario della morte, un viaggio per raccontare la vita del padre della lingua italiana autore di uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale.
Giovedì 14 settembre ore 21.15
Binario cinema
O’ re
1862 - L’esilio romano di Francesco II di Borbone, re delle Due Sicilie, e della moglie Maria Sofia. Regia di Luigi Magni. Nel cast Giancarlo Giannini, Ornella Muti, Carlo Croccolo. Domenica 17 settembre ore 21.10
A 30 anni dall’esecuzione mafiosa che gli ha tolto la vita, uno speciale sul parroco del quartiere Brancaccio di Palermo e sul suo impegno contro Cosa Nostra.
Venerdì 15 settembre ore 23.40
La lucida follia di Marco Ferreri
Alla scoperta del regista controverso, “provocatore”, sempre accompagnato da censure, accuse velenose, scandali e contestazioni.
Sabato 16 settembre ore 22.50
La cerimonia di premiazione della 61esima edizione di uno tra i più prestigiosi ed importanti premi letterari nel panorama editoriale italiano. In diretta dal Teatro La Fenice di Venezia con la conduzione di Francesca Fialdini, sabato 16 settembre alle 20.30 su Rai 5
In diretta dal Teatro La Fenice di Venezia, sabato 16 settembre dalle 20.30 su Rai 5, Rai Cultura propone la cerimonia di premiazione della 61esima edizione del Premio Campiello, uno tra i più prestigiosi ed importanti premi letterari nel panorama editoriale italiano, alla conduzione Francesca Fialdini, affiancata da Lodo Guenzi, accompagnato dal musi-
cista Nicolò Carnesi. Protagonisti della serata restano i cinque finalisti di questa edizione del Campiello, con cui Francesca Fialdini dialogherà, seguendo con loro le fasi delle votazioni. Nel corso della cerimonia si svolgerà, infatti, lo spoglio delle schede della Giuria dei Trecento Lettori anonimi, che con il loro voto decreteranno il vincitore. A contendersi l’ambita “vera da pozzo” della 61^ edizione del Premio Campiello sono: ‘La Resistenza delle donne' di Benedetta Tobagi (Einaudi); 'Diario di un'estate marziana' di Tommaso Pincio (Perrone editore); 'Centomilioni' di Marta Cai (Einaudi) ‘Vita di Joyce Lussu' di Silvia Ballestra (Laterza) e 'In cerca di Pan' di Filippo Tuena (Nottetempo). Regia televisiva di Roberto Valdata, autori Massimo Martelli, Giorgio Cappozzo, Fosco D’Amelio, Rossella Rizzi, Marco Verdura, produttore esecutivo Elena Beccalli, coordinamento editoriale Anna Lisa Guglielmi.
Etimo
La conquista dell’italiano
Un viaggio alla scoperta della storia della nostra lingua, analizzando il rapporto tra dialetti e lingua ufficiale. Ospite della prima puntata Luca Zingaretti. Lunedì 11 settembre ore 22.45
Van Halen
Hanno dato vita a un heavy metal non privo di autoironia e leggerezza e contribuito allo sviluppo di quel genere musicale negli anni Ottanta. Martedì 12 settembre ore 22.50
1500, il secolo eclettico
Le stanze di Raffaello
Le quattro stanze sono parte dell'appartamento, situato al secondo piano del Palazzo Pontificio, che Giulio II della Rovere scelse come propria residenza.
Mercoledì 13 settembre ore 19.30
Da Ho Chi Minh a Hoi Han
L'odierno Vietnam ha una complessa e travagliata storia alle spalle. Lungo la Ferrovia della riunificazione, con Michael Portillo.
Giovedì 14 settembre ore 20.20
L'Agro ericino dalle vette
alle saline
Sull’estrema punta della Sicilia occidentale, una terra di storia e tradizione, con una natura ancora selvaggia e un'umanità da scoprire. Un documentario di Vincenzo Saccone.
Domenica 17 settembre ore 22.10
Le vie dell’Amicizia 2021
Ravenna Erevan
Dal Pavaglione di Lugo, l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini e l’Armenian State Chamber Choir diretti dal Maestro Riccardo Muti. Venerdì 15 settembre ore 21.15
La Scala e i suoi protagonisti
Programma di Dora Ossenska in 6 puntate che racconta la storia del Teatro attraverso le voci di alcuni dei protagonisti della scena artistica e musicale del ‘900.
Sabato 16 settembre ore 19.05
In occasione del ritorno a scuola, un cortometraggio animato per riflettere sul dramma dei tanti bambini costretti a lasciare il loro Paese a causa delle guerre.
Già disponibile su RaiPlay, in onda, fino a venerdì
15 settembre, alle 7.45 su Rai Gulp
e alle 16.00 su Rai Yoyo
Un mondo che sia casa per tutti. E’ il messaggio di “Home”, il breve cartone animato proposto da Rai Kids per la riapertura dell’anno scolastico. Con delicatezza e semplicità, il filmato avvicina grandi e piccini all’esperienza di quei tanti bambini costretti a lasciare le loro case per guerre e conflitti e che si trovano ad affrontare la scuola e la vita in Paesi lontani. In una città abitata da triangoli viola giunge a scuola un piccolo cerchio arancione. Grazie all’amicizia che sboccia con un compagno di scuola, il piccolo cerchio arancione dopo l’iniziale disa-
gio si sentirà accolto e troverà il coraggio di muoversi in un mondo tanto diverso da quello che è stato costretto a lasciare. Il cortometraggio animato è stato prodotto per Save the Children dal premiato studio di animazione inglese Aardman (noto per produzioni come “Wallace & Gromit” e “Shaun, Vita da Pecora”). L’opera è disponibile sulla piattaforma RaiPlay. Inoltre, da lunedì 11 a venerdì 15 settembre, viene proposto alle 7.45 su Rai Gulp, e nel pomeriggio, a partire dalle 16.00, su Rai Yoyo. «L’animazione è un mezzo
straordinario per esprimere idee che altrimenti sarebbero difficili da comunicare - spiega Peter Lord, cofondatore e direttore creativo di Aardman - e noi speriamo che il film incoraggi i bambini di tutto il mondo a immedesimarsi in alcuni loro coetanei che potrebbero vivere un’esperienza simile». Sono tanti i bambini costretti dalle guerre a lasciare le loro case, dall’Ucraina alla Siria, dall’Etiopia allo Yemen, a vari altri Paesi. L’accoglienza a scuola è un primo passo per farli sentire nuovamente a casa.
La storia di un criminale in là con gli anni che riesce a sfuggire alla legge tra rapine ed evasioni. La racconta il film di David Lowery, ultima pellicola interpretata da Robert Redford. Basandosi su un articolo del giornalista David Grann del settimanale “New Yorker”, il film racconta la vera storia di Forrest Tucker, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Dalla sua coraggiosa e audace fuga da San Quentin alla veneranda età di settant’anni, a una serie di programmate e memorabili rapine che hanno confuso e incantato l'opinione pubblica. Coinvolti, a titoli diversi, nella sua epopea il detective, perennemente alle sue calcagna, John Hunt, ostinato, ma sempre affascinato dai modi in cui Tucker agisce e una donna che lo ama, nonostante la professione che si è scelto. Tra gli interpreti della pellicola, oltre a Robert Redford, Casey Affleck, Danny Glover, Tika Sumpter, Isiah Whitlock jr.
Sam è stata abbandonata da sua madre Scarlet quando aveva solo 12 anni. La donna si trovò costretta a compiere questa scelta a causa del suo lavoro: Scarlet, infatti, è un killer professionista. Durante questi 15 anni un sindacato criminale si è preso cura di Sam, ma ora che è cresciuta la ragazza ha deciso di seguire le orme materne e diventare un sicario. Quando durante una rischiosa missione perde il controllo, coinvolgendo la vita di una bambina di 8 anni di nome Emily, Sam si ritrova costretta a una scelta forzata: servire fedelmente il sindacato che l'ha cresciuta o salvare la piccola da una morte certa. Avendo optato per l'ultima opzione, la ragazza finisce nel mirino del sindacato e ora tutti la cercano per ucciderla… Il thriller, diretto da Navot Papushado e proposto in prima visione, è interpretato tra gli altri da Karen Gillan, Michelle Yeoh, Angela Bassett, Carla Gugino, Paul Giamatti.
Un’adrenalinica avventura ambientata tutta in una notte. Dopo la lunga malattia di suo padre, che ha assistito fino all’ultimo, Dani decide di riprendere in mano la sua vita e concedersi una lunga vacanza. L’uomo, però, si vede costretto a cambiare tutti i suoi piani quando incontra in un locale Mila, una ragazza tanto affascinate quanto instabile, che gli chiede aiuto. Inizialmente restio a darle una mano, l’introverso Dani si lascerà poi coinvolgere in una folle impresa che darà innesco a una serie di eventi sempre più drammatici da cui sembra impossibile tornare indietro. Come può la tranquilla e monotona esistenza di un uomo qualunque trasformarsi, nel corso di una sola notte, in un vero e proprio incubo a occhi aperti? David Victori realizza un thriller tesissimo e ricco di ritmo che immerge lo spettatore in una corsa contro il tempo al fianco del bravissimo Mario Casas, che da timido e mite è costretto a trasformarsi in un uomo d’azione alle prese con situazioni davvero estreme. Candidato a tre Premi Goya, il film ha vinto la statuetta come migliore interpretazione maschile del 2021.
Nella cittadina costiera di Seaford, nel sud dell'Inghilterra, Edward e Grace sono una coppia sposata da quasi trent'anni e la loro vita trascorre tranquilla in una casa in prossimità del mare tra oggetti accumulati negli anni e moltissimi libri, in un’apparente serenità. Quando il figlio Jamie, che vive a Londra, va a far loro visita per il weekend, il padre gli rivela l'intenzione di lasciare la madre per un'altra donna che lo rende felice e libero di essere se stesso. Grace, appresa la notizia, non accetta che suo marito voglia rompere la loro relazione dopo quasi trent'anni di matrimonio. Edward fa così i bagagli e va via. Caduta in depressione, Grace si sente persa senza Edward e spera sempre di vederlo tornare a casa. Jamie si trova in mezzo ai due genitori, tuttavia da figlio si trasforma in confidente e, nonostante il dispiacere per la trasformazione della sua famiglia, riesce a risvegliare nella madre l'attitudine alla felicità e a una nuova possibilità di vita. Nel cast, Annette Bening, Bill Nighy, Josh O'Connor.
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