Ivonne Mesturini
Tutto ciò che ho nel
cuore
Conosci le emozioni dentro di te
Serie
BLU
Editor: Paola Valente Coordinamento di redazione: Emanuele Ramini Approfondimenti e schede didattiche: Paola Valente Coordinamento grafico: Mauro Aquilanti Impaginazione: AtosCrea
I Edizione 2021 Ristampa 7 6 5 4 3 2 1 0
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Ivonne Mesturini
Tutto ciò che ho nel cuore
Illustrazioni di
Erika De Pieri
In una nuova città Simona e la malinconia È notte. L’estate è agli sgoccioli e nella piccola città di mare dove Simona abita da circa tre mesi si festeggia la Notte Bianca. In spiaggia, Simona l’ha sentita raccontare nei minimi particolari dai ragazzini della sua età e ha saputo che avrebbe coinvolto tutta la città. Trascorrere il tempo in spiaggia, ammirare i fiori di tutti i colori che i fuochi d’artificio creano nel cielo, accompagnati dalla voce musicale delle onde del mare, girare per la città con tutti i negozi aperti come se fosse pieno giorno e ascoltare la musica proveniente dai gruppi musicali sul lungomare aveva suscitato in ognuno di quei ragazzi una grande eccitazione, un senso di libertà e di gioia mai provati. Era un modo per sentirsi grandi, autonomi. A quei discorsi, invece, Simona non aveva partecipato, aveva solo ascoltato, perché per lei quei progetti erano quasi irreali, appartenenti a un mondo che non conosceva proprio.
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Nata e vissuta fino a poco tempo prima in un paesino in mezzo al verde delle colline marchigiane e ora catapultata in quella città di mare, Simona aveva ancora bisogno di ambientarsi e di superare lo choc della separazione dai luoghi natali. La prospettiva di divertirsi per tutta la notte, di vedere spuntare l’alba sul mare (cosa che desiderava moltissimo), la gioia che ne sarebbe conseguita, tutto ciò la attirava ma, senza un perché, la disturbava e la impauriva anche. Per questa ragione, invece di insistere con la mamma per poter partecipare e stare alzata fino al mattino come i suoi coetanei, aveva preferito andare a dormire alla solita ora. Dormire sembra facile ma con tanti pensieri in testa, Simona non riesce a prendere sonno. Appena si assopisce, si ritrova sveglia. Fa caldo, l’aria è pesante nella piccola stanza. Simona si alza e va sul balcone. La brezza marina la saluta, dalla spiaggia provengono gli echi della festa, della musica e delle risate. Sotto casa c’è un gatto immobile seduto sul marciapiede. Alza la testa e il suo sguardo incontra quello di Simona. Sembra davvero che riesca a vederla anche se lei è nascosta nell’oscurità. Ed è possibile che sia così perché i gatti vedono al buio. Lo affermava suo padre, la persona che le manca di più al mondo.
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La ragazzina si arrende e permette ai suoi ricordi di uscire.
Erano quasi fuggiti dal loro paesello, come lo chiamava affettuosamente suo padre. Giorgio, suo padre, forte e alto come un montagna. Sempre sorridente, sembrava che per lui la vita non fosse altro che felicità, protettivo come un ombrello che non lasciava passare né pioggia né vento, faceva sentire Simona sempre al sicuro. Aveva trascorso con lui undici anni di vita. Erano tanti, ma non abbastanza. Erano tanti e nello stesso tempo pochi, troppo pochi, volati come un soffio. E adesso le sembra impossibile che quegli anni non possano tornare. Si chiede se sia vero che il tempo scorre solo in una direzione, se sia vero che non c’è alcuna possibilità di costruire una macchina che ne inverta il flusso e la riporti indietro. E indietro, c’è ancora qualcosa? Ci sono ancora, immutabili e ritrovabili, gli attimi della sua vita e di quella di suo padre? C’è ancora una Simona piccola che si arrampica dietro di lui sul pendio di un colle gridando “aspettami!”?
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C’è il papà che si volta, la raggiunge, la solleva e se la mette sulle spalle con le gambette penzoloni? C’è ancora il papà che le rimbocca le coperte, che le tasta la fronte perché ha la febbre, che l’accompagna il primo giorno di scuola, che l’aiuta a leggere le prime parole scritte? Simona corre a prendere l’album di fotografie e comincia a sfogliarlo. All’inizio si legge la dedica della zia Terri, la sua madrina, sorella del papà, una zia davvero speciale. “Alla piccola Simona, un mondo di cose belle come lei ”. Nella prima pagina, la foto di lei appena nata, la testa coperta da una peluria bionda, due occhioni spalancati alle meraviglie del mondo, adagiata su una copertina. Scorrono le pagine. Eccola tra le braccia del suo papà, che l’avvolgono con una tenerezza tutta speciale: i suoi occhi guardano con meraviglia quel tesoro appena arrivato. Eccola sorretta sotto le ascelle dalla mamma, mentre tenta i primi passi. Sono pure immortalate le prime lacrime asciugate con tenerezza. Ancora lei in posa il primo giorno di scuola con il grembiulino a quadretti rosa e bianchi, orgogliosa in mezzo ai suoi genitori.
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Sfoglia e sfoglia ancora la mano di Simona. Ecco foto a colori che parlano di gite in montagna, di corse tra i prati, di fiori raccolti, di vacanze, di un padre che insegna alla sua piccola a godere di quell’immensità senza avere paura. L’ultima foto dell’album è grande quanto una pagina. Gli occhi di Simona si inumidiscono nel guardarla. Ritrae suo padre, sua madre e lei, all’età di sette anni, che tiene tra le braccia un neonato: suo fratello Matteo. Una famiglia felice. La gioia di vivere si legge nei meravigliosi sorrisi stampati su quei volti. Nella foto i personaggi sono quattro. Ora sono solo tre: la mamma, Matteo e lei. Simona chiude di scatto l’albume e scoppia in lacrime. Per non svegliare i suoi cari, si affaccia di nuovo sul balcone: il gatto ora non c’è più, la brezza odora di sale, il cielo è pieno di stelle scintillanti e luminose. Il cuore comincia a batterle forte. C’è una stella che brilla più delle altre, sembra farle l’occhiolino.
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Le lacrime lasciano il posto allo stupore. Sente una fiammata di fiducia salirle dal petto al collo e al volto: suo padre non l’ha abbandonata, sarà sempre con lei. E improvvisamente capisce: ovunque sia suo padre, la vorrebbe ancora felice.
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Matteo Simona e la gelosia Gabriella, la madre di Simona, è dolce ma anche forte come una roccia. Da quando Giorgio non c’è più, ha preso in mano le redini della famiglia ed è madre e padre per i suoi figli. Con lei Simona parla, si confida, piange, si arrabbia. Ora che abitano in città, ci sono stati tra loro momenti difficili. Simona si è ritrovata accanto una madre diversa, dura, intransigente, quasi una sconosciuta, tanto da chiedersi: “Perché non mi vuole più bene come prima?” “Perché ogni mio desiderio viene ostacolato con un: Sei grande ormai, non sei più una bambina piccola”? Le sembra che Gabriella non la capisca più, che le getti sulle spalle un peso troppo grande. È vero, non è più una bambina piccola, ma ha bisogno di essere protetta, ha bisogno di essere capita... La mamma a lei non perdona niente, a suo fratello perdona tutto. Matteo è sempre stato il cucciolo di casa.
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Simona gli vuole un gran bene, ma non è un compagno con cui confidarsi. A volte la irrita con i suoi capricci, è gelosa di lui, anche se non lo ammetterebbe mai. Fisicamente sembra un angioletto: un faccino rotondo incorniciato da capelli sempre arruffati, occhioni neri così curiosi e intensi che bucano ciò che guardano. Matteo somiglia al padre molto più di Simona. Gli somiglia perfino nelle espressioni del viso, in certi gesti delle mani, nel modo con cui si sposta il ciuffo dalla fronte. Questo le fa male. Suscita ricordi e la fa indignare; vorrebbe capire perché anche lei non ha qualcosa, nel corpo e nei gesti, del suo papà. Una volta lo ha chiesto a Gabriella. – Tu somigli a lui molto più di quello che credi – aveva risposto la mamma. – Ho gli occhi chiari, i capelli dritti, la pelle più bruna; non gli somiglio proprio! – l’aveva incalzata Simona solo per farselo ridire, per farsi confermare che lei e Giorgio avevano molto in comune. La mamma però aveva risposto seccamente: – Va be’, pensala come vuoi. – Certo che la penso come voglio! Oppure devo sempre pensarla come te? – aveva detto acida. Matteo gioca spesso con un elicottero telecomandato, rosso fiammante, che gli fa compagnia persino a letto. Gliel’ha portato in dono Babbo Natale un anno
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fa, e quella mattina gelida, di festa e di allegria, imbacuccati fino all’inverosimile, erano corsi tutti in giardino e suo padre Giorgio l’aveva fatto volare. Con gli occhi raggianti, battendo le mani, Matteo aveva seguito ogni evoluzione dell’elicottero nell’aria fino a quando era rimasto impigliato tra i rami di un albero. Ne era seguito un pianto disperato, poi papà Giorgio con una scala aveva risolto il problema: l’elicottero era di nuovo tra le mani del bambino. Ora Matteo non nomina più suo padre: è come se lo stesse dimenticando. Va volentieri alla scuola materna e racconta di Davide e Manuele, i suoi nuovi amici, con i quali gioca alle costruzioni. Di preferenza costruiscono pistole: sono tre poliziotti a caccia del ladro, oppure soldati che fanno la guerra. Ultimamente la maestra ha proibito loro di fare quei giochi. – La maestra Antonella sa che siete bravi, per questo vuole che costruiate anche castelli, navi, fiori e animali – gli ha spiegato sorridendo la mamma. – Le armi fanno male alle persone, la pace è più bella della guerra, fa sorridere tutti. – Anche la maestra dice come te mamma – ribatte poco convinto Matteo. – Con le pistole, però, posso spaventare i lupi che non mi fanno dormire. E poi, la nostra è una guerra finta, mica ci facciamo male!
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Simona spera che la mamma sgridi suo fratello, invece Gabriella lo prende, gli mette un braccio intorno alla vita e comincia a fargli il solletico sotto le ascelle. Il bambino ride e si divincola mentre sua sorella guarda la scena con serietà. Com’è indulgente la mamma con Matteo! Tanto, quanto è intransigente con lei! In questi momenti, si sente un po’ triste e un po’ arrabbiata. Il suo umore influisce sulle sue percezioni e il mare e il cielo le sembrano grigi e spenti. Spesso scendono dal paese nonno Memo e nonna Luciana, e per Matteo è felicità pura. La nonna gli fa le coccole, canta filastrocche e prepara dolci e frittelle speciali; il nonno lo solleva in alto e lo fa strillare. Simona guarda e sa che i nonni la considerano troppo grande per giocare con lei. Si aspettano che sia giudiziosa e responsabile, che prepari la tavola, lavi i piatti, rifaccia il suo letto e anche quello di suo fratello. Guarda i nonni che coccolano Matteo e si domanda perché non capiscono che anche lei ha bisogno di baci, di carezze e di cure. Che le vogliano meno bene? Con il nonno, Matteo ha dipinto da poco la sua nuova cameretta e si è divertito a mescolare i colori e a pitturare le pareti; elicotteri rossi, palloni e due gatti. Sì, sono proprio loro, Romeo e Nerino. I gatti hanno nove vite, gli uomini purtroppo una sola!
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Serie BLU
Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE,GRATUITO, fuori commercio. Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972, n° 633, art. 2 lett. d).
Paura, coraggio, felicità, rabbia, tristezza, amore, malinconia. Quante emozioni si avvicendano nel cuore di Simona durante l’anno in cui tutto cambia! Cambia la sua vita, cambia il suo corpo, cambiano gli amici e gli affetti. Fra gioia e dolore, tempeste e incomprensioni, scoperte e sogni, la ragazzina scopre come ciascuna emozione sia necessaria e aiuti a crescere e a maturare. Un racconto che aiuta a conoscere se stessi e gli altri. Ivonne Mesturini ha acquisito una lunga esperienza di insegnamento nella scuola primaria a tempo pieno, si è sempre interessata alla narrativa e ha scritto per bambini e ragazzi. Con Raffaello ha pubblicato vari titoli.
Consigliato a partire dai 9 anni
Il libro continua online su daileggiamo.it
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