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A cura di Patrizia Granata e Roberto Morgese

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NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI Scuola Primaria

Classi 1-2-3

Approccio pedagogico

Novità di rilievo

Schema di progettazione

Curricolo completo

Il ruolo del dirigente scolastico

la collaborazione di Stefania Bussini, Carolina Cabrini, Gabriella Fontana, Riccardo Zambon, Elena Zilioli)

LE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI a cura di Patrizia Granata e Roberto Morgese

Introduzione

Le Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale nel gennaio 2026 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, aggiornano il documento del 2012 alla luce delle trasformazioni sociali, culturali e pedagogiche emerse negli ultimi anni. Il testo propone orientamenti per affrontare le sfide educative contemporanee, promuovendo una scuola inclusiva, attenta al merito e coerente con i principi costituzionali e le direttive europee.

Il termine “Indicazioni” sottolinea il carattere non prescrittivo del documento: si tratta di linee guida pedagogiche pensate per accompagnare le scuole nella definizione del proprio curricolo, valorizzando l’autonomia progettuale delle istituzioni scolastiche e la professionalità dei docenti, nel rispetto del quadro delle competenze attese e degli obiettivi comuni. L’approccio suggerito è flessibile e contestualizzato, capace di adattarsi alle esigenze formative di alunne e alunni e alle specificità dei territori.

I principi generali che orientano il documento – centralità della persona, inclusione, cittadinanza attiva e continuità educativa – costituiscono il quadro di riferimento per una scuola che educa alla responsabilità, alla partecipazione e alla costruzione del sapere. In questa prospettiva, il presente fascicolo offre una lettura operativa delle Indicazioni, con riferimenti normativi e suggerimenti applicativi rivolti a dirigenti scolastici, docenti e operatori del settore

L’obiettivo è favorire un’adozione graduale e consapevole delle nuove disposizioni, stimolando una riflessione condivisa sul ruolo della scuola nella società attuale e facilitando il passaggio dal testo normativo alla sua concreta attuazione didattica. L’implementazione delle Indicazioni avverrà in modo progressivo, attraverso un processo partecipato e sostenibile. Le scuole da settembre 2026 saranno chiamate a rivedere il proprio curricolo d’istituto, integrando nuovi obiettivi formativi, promuovendo competenze trasversali e rafforzando la continuità educativa tra i diversi gradi scolastici.

La riforma proposta intende consolidare il ruolo della scuola come luogo di formazione civica, promuovendo i valori di legalità, autonomia e responsabilità, in un’ottica di crescita personale e collettiva.

L’approccio pedagogico: il rispetto come fondamento educativo

Le Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo 2026 pongono al centro dell’approccio pedagogico il valore del rispetto, inteso come principio guida per costruire una scuola inclusiva, attenta alle differenze e capace di promuovere una convivenza autenticamente democratica.

La scuola viene riconosciuta come spazio privilegiato per decostruire stereotipi e promuovere il riconoscimento dell’altro, valorizzando le diversità individuali, culturali, cognitive, emotive e sociali. Il rispetto non è solo una regola comportamentale, ma un atteggiamento interiore che si coltiva attraverso pratiche quotidiane e relazioni significative.

Per tradurre questo principio in azioni concrete, le Indicazioni suggeriscono di:

• Rivedere le routine scolastiche: accoglienza, gestione del conflitto, spazi di parola e ascolto devono essere progettati per favorire inclusione e partecipazione.

• Progettare moduli tematici su “rispetto e differenze”, utilizzando metodologie attive come il cooperative learning, il role playing e il circle time.

• Introdurre rubriche valutative che includano indicatori relazionali (rispetto, collaborazione, apertura, empatia).

• Utilizzare strumenti di mediazione e tecniche di comunicazione non violenta per le dinamiche interpersonali.

• Proporre laboratori didattici su stereotipi, bias cognitivi e linguaggio inclusivo, per sviluppare consapevolezza critica e apertura mentale.

La scuola viene descritta come ambiente educativo condiviso, in dialogo costante con la famiglia e la società, capace di accogliere ogni alunno e alunna come portatore di un potenziale unico. L’obiettivo non è solo trasmettere conoscenze, ma coltivare talenti, promuovere la crescita personale e accompagnare ciascuno nel proprio percorso di sviluppo.

Per rendere applicativo questo approccio, le scuole possono adottare strumenti che favoriscano l’osservazione, la documentazione e la valorizzazione delle competenze trasversali, quali ad esempio:

• Griglie di osservazione relazionale: per monitorare atteggiamenti, interazioni e dinamiche di gruppo.

• Diario di classe: strumenti narrativi per documentare il percorso di crescita individuale.

• Contratti di convivenza co-costruiti: accordi condivisi che promuovono responsabilità, rispetto e partecipazione.

• Rubriche valutative integrate: che includano dimensioni cognitive e relazionali, per una valutazione più completa e significativa.

• Attività narrative e autobiografiche: per favorire l’espressione di sé, il riconoscimento delle emozioni e la riflessione personale.

Mettere al centro gli alunni e le alunne significa:

• Adottare un linguaggio rispettoso e non giudicante.

• Promuovere la capacità di ascolto e la sospensione del giudizio.

• Favorire l’apertura verso punti di vista diversi.

• Sostenere comportamenti di cura e responsabilità condivisa.

• Educare al riconoscimento delle emozioni, proprie e altrui.

Questa visione pedagogica si traduce in pratiche quotidiane che costruiscono un clima scolastico accogliente, motivante e capace di generare benessere e apprendimento, ponendo attenzione alle seguenti aree:

Cognitiva Sviluppo del pensiero critico, della creatività e delle competenze disciplinari

Affettiva e relazionale Promozione dell’empatia, dell’ascolto e della collaborazione

Corporea Cura del benessere fisico e consapevolezza del corpo

Etica e spirituale Educazione ai valori, alla responsabilità e alla riflessione interiore

Religiosa Rispetto e conoscenza delle diverse tradizioni in un’ottica di dialogo e apertura

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 riprendono dalle precedenti e tematizzano ulteriormente una visione della persona che supera l’idea dell’individuo isolato, riconoscendola come essere in continua costruzione, che cresce attraverso il legame con gli altri e il coinvolgimento attivo nella realtà che lo circonda. La scuola, in questa prospettiva, diventa luogo privilegiato per sostenere questo processo, promuovendo esperienze significative che valorizzino l’identità, la relazione e la partecipazione.

L’identità è ciò che rende ciascuno unico: la propria storia, i valori, le emozioni, le convinzioni. È un processo dinamico, che si evolve nel tempo attraverso le esperienze, le scelte e gli incontri.

La scuola può favorire la costruzione dell’identità personale attraverso:

• Attività narrative e autobiografiche.

• Spazi di espressione individuale.

• Riconoscimento delle emozioni e delle esperienze vissute.

La relazione è il terreno su cui si costruisce l’identità. Essere con gli altri significa aprirsi allo scambio, all’ascolto, al confronto. La scuola può promuovere relazioni significative attraverso:

• Occasioni di dialogo e cooperazione.

• Laboratori sull’empatia e sulla comunicazione.

• Routine inclusive che valorizzano la diversità.

Partecipare significa contribuire, assumersi responsabilità, essere attivi nella società. È il cuore della cittadinanza attiva e dell’inclusione. La scuola può educare alla partecipazione attraverso:

• Spazi di decisione condivisa (es. contratti di convivenza).

• Progetti di cittadinanza e responsabilità sociale.

• Attività che promuovano il senso di appartenenza e il valore del contributo individuale.

“La persona è identità, relazione e partecipazione”: questa affermazione sintetizza una visione educativa profondamente umanistica e inclusiva, che riconosce in ogni alunno e alunna un potenziale unico da coltivare, in dialogo con gli altri e con il mondo.

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 riconoscono la scuola primaria come il primo laboratorio di democrazia, dove bambini e bambine imparano a vivere insieme, a rispettare le regole e a contribuire al bene comune. In questo contesto, la scuola assume il compito di formare cittadini consapevoli, capaci di prendere parte attivamente alla vita sociale e di riconoscere il valore della diversità.

La finalità principale è l’acquisizione delle conoscenze e abilità fondamentali, necessarie per sviluppare le competenze culturali di base, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.

Le Indicazioni pongono l’accento sull’unicità dello studente, riconoscendo il talento come una delle sue espressioni fondamentali. Il talento non è inteso solo come eccellenza accademica, ma come insieme di capacità personali, aspirazioni, interessi e fragilità.

Esso sta al centro di ogni intervento che abbia come obiettivo quello di favorire lo sviluppo armonico della personalità, attraverso metodologie didattiche che stimolino:

• La creatività e l’espressione personale.

• La riflessione critica e l’indagine.

• La curiosità e l’autonomia.

Il talento si coltiva attraverso percorsi didattici flessibili, capaci di adattarsi ai ritmi e agli stili cognitivi degli alunni. In questa prospettiva, il talento è strettamente legato all’orientamento scolastico e formativo, che mira a:

• Aiutare studentesse e studenti a riconoscere le proprie inclinazioni.

• Costruire percorsi personalizzati che valorizzino le potenzialità.

• Promuovere la consapevolezza di sé e delle proprie scelte.

• Fornire gli strumenti disciplinari per dare corpo e opportunità a ogni talento

Tutto ciò può realizzarsi solo attraverso un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, fondata su:

• Comunicazione aperta e costante.

• Condivisione di obiettivi educativi.

• Costruzione di un ambiente coerente e stimolante.

Tale alleanza rafforza il senso di comunità e appartenenza, riduce i conflitti e le incomprensioni, e contribuisce a prevenire il disagio sociale e la dispersione scolastica, promuovendo il benessere delle persone coinvolte.

Per dare piena attuazione alla visione educativa proposta dalle Nuove Indicazioni 2026, è fondamentale costruire una collaborazione solida e continuativa tra scuola, famiglia e territorio. Questa alleanza rappresenta il fondamento per un’educazione condivisa, capace di sostenere lo sviluppo integrale della classe.

Le componenti chiave della collaborazione sono:

• Fiducia reciproca: riconoscere e valorizzare i diversi ruoli educativi, in un clima di rispetto e stima.

• Comunicazione aperta e costante: creare canali di dialogo trasparenti, accessibili e bidirezionali.

• Obiettivi condivisi: definire insieme le finalità educative, promuovendo coerenza tra scuola e famiglia.

• Responsabilità comune: sentirsi parte attiva di un progetto educativo collettivo, in cui ognuno ha un ruolo.

Per rendere concreta questa alleanza, le scuole possono attivare iniziative come:

• Incontri partecipativi con le famiglie: momenti di confronto, ascolto e co-progettazione.

• Laboratori genitori-figli: attività esperienziali che rafforzano il legame educativo e la conoscenza reciproca.

• Progetti co-costruiti con il territorio: collaborazioni con enti, associazioni, biblioteche, musei, per ampliare l’offerta formativa.

• Patti educativi di corresponsabilità: accordi condivisi che definiscono impegni, valori e comportamenti attesi.

Tutte le azioni e le strategie elencate contribuiscono a promuovere un ambiente educativo coerente, stimolante e a misura di ciascuno e di ciascuna.

COME TRADURRE TUTTO QUESTO IN CLASSE

Progettare attività inclusive che valorizzino linguaggi diversi

Favorire il lavoro cooperativo e la gestione condivisa delle regole

Utilizzare metodologie attive

Verbale, corporeo, artistico, digitale…

Attività che favoriscono il confronto tra culture, come la lettura di fiabe dal mondo o la creazione di “atlanti delle diversità”

Organizzare attività che prevedano lavori di gruppo e di ruolo.

Didattica laboratoriale, compiti autentici, educazione tra pari. Gli studenti possono raccontare esperienze personali attraverso scrittura, disegno o narrazione orale, favorendo la consapevolezza di sé e il riconoscimento dell’altro. Creare ambienti accoglienti

Lavorare sul contesto di apprendimento dove ogni bambino si senta visto, riconosciuto e accolto.

Simulazioni di assemblee scolastiche: coinvolgere gli studenti in discussioni su temi di interesse comune, esercitando il pensiero critico e la partecipazione democratica

Integrare l’educazione civica in modo trasversale alle discipline

Progettare attività interdisciplinari dove l’educazione civica tocchi ogni disciplina didattica

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 rafforzano il ruolo del docente come Magister, figura che va oltre la dimensione tecnica dell’insegnamento per assumere una funzione di guida culturale, morale ed educativa. Il termine Magister richiama l’idea di un insegnante capace di ispirare, orientare e accompagnare studentesse e studenti nel loro percorso di crescita personale e formativa.

Il docente è posto al centro del processo educativo come riferimento autorevole e accogliente, capace di:

• Trasmettere conoscenze e valori, con competenza e passione.

• Stimolare la motivazione degli studenti, orientando il loro desiderio di apprendere.

• Favorire lo sviluppo del pensiero critico, strutturato e consapevole.

• Coltivare abitudini cognitive e comportamentali che contribuiscano alla formazione di cittadini responsabili. È una visione che valorizza il docente non solo come professionista dell’istruzione, ma come educatore capace di incidere profondamente nella vita degli alunni e delle alunne.

Il docente Magister opera in sinergia con le famiglie e il personale scolastico, promuovendo un clima di fiducia, dialogo e accoglienza.

La sua azione educativa si fonda dunque su:

• Ascolto attivo e attenzione ai bisogni formativi di studenti e studentesse.

• Costruzione di un’alleanza educativa con le famiglie, basata sulla corresponsabilità.

• Promozione di ambienti di apprendimento inclusivi, stimolanti e rispettosi.

In questa prospettiva, l’insegnante diventa costruttore di comunità educante, capace di generare senso, appartenenza e partecipazione.

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 invitano la scuola a integrare le tecnologie digitali, ora molto più diffuse e implementate, non come fine, ma come strumento educativo al servizio della crescita culturale, relazionale e cognitiva di studentesse e studenti. L’uso del digitale deve essere guidato da prudenza pedagogica e senso critico, per evitare derive come la dipendenza, la superficialità o l’omologazione, e promuovere invece autonomia, riflessione e creatività. Gli obiettivi operativi sono:

• Promuovere una cultura del digitale consapevole, che aiuti a distinguere tra informazione e conoscenza.

• Sviluppare competenze critiche e metacognitive, valorizzando la dimensione etica e relazionale dell’uso delle tecnologie.

• Integrare il digitale in modo situato e intenzionale, evitando automatismi, tecnocentrismo o spettacolarizzazione.

Per tradurre questi obiettivi in pratica, si possono attivare percorsi e attività come:

• Attività digitali per il pensiero divergente: mappe concettuali, podcast, coding narrativo.

• Educazione alla cittadinanza digitale: analisi di fake news, algoritmi, privacy e identità digitale.

• Strumenti digitali per l’autovalutazione: portfolio digitale, rubriche interattive, documentazione del processo.

• Tecnologie compensative e ambienti accessibili: per garantire inclusione e pari opportunità.

• Percorsi su didattica digitale integrata e pedagogia del limite: per riflettere sull’uso equilibrato e sostenibile della tecnologia.

La visione del digitale come alleato pedagogico richiede formazione, progettazione condivisa e una riflessione continua sul senso educativo delle tecnologie.

Per promuovere pratiche didattiche consapevoli e orientate alla qualità, è utile osservare con attenzione alcuni aspetti legati all’uso del digitale:

• L’impiego delle tecnologie come strumenti di espressione e creatività, oltre che di fruizione passiva

• Lo sviluppo di competenze critiche nella valutazione di fonti e contenuti online

• Il bilanciamento tra attività analogiche e digitali, in funzione degli obiettivi educativi

• L’inserimento intenzionale di momenti di disconnessione e riflessione

• La considerazione degli effetti cognitivi, emotivi e relazionali derivanti dall’interazione con il digitale. Si tratta di variabili che possono essere integrate nella progettazione didattica come criteri di osservazione e riflessione, favorendo un uso del digitale intenzionale, equilibrato e formativo.

CONTINUITÀ EDUCATIVA 0–6 ANNI E RACCORDO TRA INFANZIA E PRIMARIA

Le nuove Indicazioni rafforzano il principio di continuità educativa tra nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria, promuovendo un curricolo pensato in modo unitario e progressivo. Questo orientamento riprende e sottolinea l’importanza di accompagnare lo sviluppo del bambino in modo fluido, evitando frammentazioni tra i diversi segmenti del percorso scolastico.

Progettare un curricolo unitario significa:

• Valorizzare temi e competenze trasversali che si evolvono gradualmente, come autonomia, comunicazione, motricità, curiosità scientifica

• Sviluppare metodologie didattiche coerenti con il fare, il pensare e il sentire del bambino

• Prevedere attività ponte, visite, scambi tra insegnanti e momenti di accoglienza strutturati.

È un approccio in sintonia con le più recenti indicazioni pedagogiche e normative, che riconoscono il valore di un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, capace di sostenere lo sviluppo globale.

Che cosa cambia nell’impianto didattico generale

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2026 introducono aggiornamenti significativi all’impianto didattico, intervenendo su contenuti, metodologie e strumenti. L’attenzione si concentra sull’esperienza diretta degli alunni, sull’inclusività e su una didattica capace di valorizzare la pluralità dei linguaggi e delle competenze.

Di seguito una sintesi dei cambiamenti più rilevanti per ambito disciplinare:

AREE DISCIPLINARI CAMBIAMENTI

DISCIPLINE E SAPERI

MATERIE SCIENTIFICHE - STEM

SCRITTURA E LINGUA ITALIANA

INCLUSIONE E INTERCULTURA

TECNOLOGIA E COMPETENZE DIGITALI

EDUCAZIONE CIVICA ED EMPATIA

Le conoscenze assumono un ruolo centrale come base per lo sviluppo delle competenze. I contenuti vengono presentati in modo strutturato, con una prospettiva storica del sapere. Si valorizza l’evoluzione dei concetti e il ruolo dell’errore come parte integrante del processo di apprendimento.

Si promuove un approccio interdisciplinare e laboratoriale. Le discipline STEM sono proposte come “laboratori di idee”, in cui trovano spazio progettualità, sperimentazione e argomentazione.

La scrittura in corsivo e il riassunto sono valorizzati come strumenti di pensiero critico e riflessivo. Il secondo ha anche funzione di facilitazione nell’individuazione di contenuti durante la scrittura del singolo. L’introduzione di poesie da memorizzare mira a stimolare attenzione, memoria e ricchezza linguistica. La didattica della grammatica si orienta verso un approccio flessibile e applicativo.

Si promuove lo sviluppo precoce e consapevole della competenza digitale. Le tecnologie sono considerate strumenti didattici integrati, da utilizzare in modo intenzionale e formativo.

Si promuove lo sviluppo precoce e consapevole della competenza digitale. Le tecnologie sono considerate strumenti didattici integrati, da utilizzare in modo intenzionale e formativo.

L’educazione civica e l’empatia sono integrate trasversalmente nelle discipline, per favorire una lettura critica delle sfide ambientali e sociali, in coerenza con le linee guida per la prevenzione della violenza di genere.

Le novità di rilievo nelle singole discipline ITALIANO (Lingua e Letteratura)

SENSO DELLA DISCIPLINA

INDICAZIONI 2012

L’apprendimento della lingua è considerato un processo continuo di alfabetizzazione funzionale che parte dalle competenze linguistiche e comunicative di cui ciascuna alunna e ciascun alunno sono portatori, per evolvere verso l’apprendimento di lettura e scrittura, attraverso l’ampliamento del lessico, la costruzione e comprensione di significati a partire dai testi.

È un percorso continuo di interazione e confronto. Parte dalla pluralità di idiomi e dialetti per raggiungere l’obiettivo di dare continuità e uniformità linguistica al paese, al fine di costruire la crescita della persona e l’esercizio pieno della cittadinanza, l’accesso critico a tutti gli ambiti culturali e il raggiungimento del successo scolastico in ogni settore di studio È presente un forte richiamo alla trasversalità dell’apprendimento e all’importanza del valore sociale di una lingua chiara e comune.

NUOVE INDICAZIONI 2026

L’aspetto più rilevante è l’articolazione disciplinare che distingue Lingua e Letteratura, per dare evidenza a ciascuno dei due campi.

Lingua prevede l’apprendimento delle regole strutturali di frasi e testi perché l’alfabetizzazione funzionale sia rispettosa delle forme legittime riconosciute, tralasciando la valorizzazione di fenomeni spontaneistici o soggettivamente creativi. L’alfabetizzazione di base è quindi basata anche sulla conoscenza e l’esercizio di applicazione di regole, a partire da quelle ortografiche, sulle quali si insiste molto. Vengono posti in primo piano anche alcuni aspetti di riflessione metalinguistica e il valore della buona e corretta grafia, come atto di ordinamento dei pensieri, da qui la cura costante della scrittura chiara, corretta e ordinata. Emerge il valore dell’esercizio finalizzato per il raggiungimento di un utilizzo della lingua che corrisponda al criterio di adeguatezza comunicativa, per tutti (guardando anche all’obiettivo di integrazione linguistica dei non italofoni).

Letteratura è l’opportunità per conoscere criticamente se stessi e il mondo, di elaboralo creativamente, assumendo il gusto per la lettura e avvicinandosi a testi antologici o integrali ben selezionati e di valore.

Anche nel lavoro inerente alla fruizione di opere letterarie, è presente un forte richiamo alla trasversalità dell’apprendimento e all’uso corretto della lingua.

OBIETTIVI (variazioni

più significative)

Il TRIENNIO iniziale è fortemente orientato all’apprendimento di ciò che gli insegnanti chiamerebbero abilità “strumentali” di lettura e scrittura. Tale impronta emerge in modo peculiare grazie a obiettivi legati alla grafia, alla scrittura, in certi passaggi elencati in modo molto puntuale (Enunciare nell’ordine convenzionale le lettere dell’alfabeto italiano integrate da quelle assunte da altre lingue, per un totale di 26 lettere - Scrivere con grafia manuale sia in stampatello sia in corsivo - Saper leggere i caratteri tipografici usati nei libri di testo e di lettura - Usare i segni paragrafematici, nella loro funzione sintattica e testuale, in particolare i seguenti: punto, punto e virgola, virgola, due punti, virgolette per introdurre il discorso diretto, punto esclamativo, punto interrogativo e “a capo”; conoscere la funzione dell’apostrofo come segno di elisione e le regole dell’accento grafico e dell’elisione). Vi sono anche obiettivi relativi al riconoscimento di tipologie testuali, benché in forma iniziale, e all’apprendimento mnemonico di regole (Scrivere e conoscere i fonemi e grafemi difficili per la reciproca mancata corrispondenza biunivoca: ad esempio conoscere l’uso dell’accento che distingue <è> verbo da <e> congiunzione, l’uso di <h> che distingue graficamente il verbo <ho> dalla congiunzione <o>; utilizzare la divisione in sillabe), riscontrabile nell’attuazione pratica delle regole stesse, non poste in modo avulso e teorico, e di poesie (Saper memorizzare testi poetici). Si riducono gli spunti di carattere logico e critico legati all’uso e alla comprensione consapevoli della lingua, si ampliano quelli di carattere esecutivo per la padronanza e la correttezza.

Non compare scritto, ma è come se alunni e alunne non fossero ritenuti ancora “pronti” per operazioni mentali e processi “alti”. Nel BIENNIO quella considerazione implicita scompare e l’attenzione ad aspetti metacognitivi prende maggiore importanza. Si parla di riflessione sulla lingua senza eccessi di ricorso alle definizioni ma per osservazione dei fenomeni (anche lessicali) attraverso procedimenti di matrice induttiva (Conoscere la grammatica per le classi di parole; dunque identificare le parti del discorso, attraverso esercizi pratici con equilibrato ricorso a definizioni e classificazioni). Il pensiero critico assume più spessore nella comprensione dei contesti di comunicazione e nella scelta dei registri linguistici (Saper distinguere tra il registro linguistico alto e quello basso e familiare); nella capacità di argomentazione durante un’interazione verbale o nella stesura scritta (Saper partecipare a una conversazione in maniera educata, ascoltando rispettosamente le opinioni dell’interlocutore e argomentando a propria volta in modo ordinato.

LE

- Aver acquisito familiarità con semplici testi letterari, in prosa e in versi, che attivino la propria competenza interpretativa); nell’uso consapevole della grammatica (e del lessico) per la revisione testuale (conoscere le fondamentali convenzioni ortografiche; servirsi di queste conoscenze per rivedere la propria produzione scritta e correggere eventuali errori.); nella lettura approfondita di testi letterari, sia per quanto riguarda certe tipologie e generi, sia per gli elementi da rilevare nei brani attraverso la comprensione e l’analisi, sia attraverso l’interpretazione personale, anche nella forma di anticipazione di contenuto, ricavabile da elementi di contorno. Anche la scrittura risente di tale diverso approccio, contemplando non solo attività di composizione, ma anche di scelta riflessiva sulla forma e la tipologia testuale più adatta alle diverse situazioni comunicative, letterarie o redazionali, anche in base a format diversi (Produrre semplici testi scritti coesi e coerenti che riferiscano esperienze proprie o altrui, come autobiografia, biografia, racconto… che esprimano opinioni o stati d’animo, che espongano temi nella forma della relazione o del riassunto, che diano informazioni, per esempio nella forma di una lettera o di una e-mail; saper scrivere una lettera indirizzata a destinatari noti, adeguando le forme espressive al destinatario e alla situazione comunicativa), anche nella modalità di scrittura cooperativa.

CONOSCENZE

Le conoscenze morfologiche, sintattiche e metalinguistiche, sulle quali gli obiettivi sembrano insistere di meno, tornano nella sezione delle Conoscenze. Non vengono sollecitate come acquisizioni astratte, bensì come elementi irrinunciabili ma funzionali alla comprensione della lingua, delle regole e delle strutture della frase. Le conoscenze in questo campo devono sempre essere di carattere applicativo e pratico, anche sulla base dei casi analizzati. Le nozioni in ambito di letteratura contemplano l’incontro con testi di valore, sia di carattere narrativo che di altra tipologia o genere. Devono essere portati alla luce sia gli elementi strutturali (analisi testuale per tipologia, genere, struttura, costruzione della trama, elementi espliciti; non ci sono riferimenti diretti relativi alle inferenze testuali) sia gli aspetti letterari delle opere (scelte linguistiche, ritmiche, lessicali…). Ampio spazio è dedicato alla conoscenza del linguaggio e dei componimenti poetici. Sia per la prosa sia per la poesia, viene richiamata la tradizione letteraria italiana, senza trascurare gli autori e le autrici contemporanei oppure le opere provenienti dalla letteratura per l’infanzia di altri paesi. L’interpretazione (che si configura più come l’espressione di una competenza che come una conoscenza) viene sollecitata come consapevolezza dell’apertura critica e riflessiva che l’incontro con i testi offre. Essa può essere esercitata anche (forse soprattutto) nella forma del confronto dialogico e nella lettura e discussione cooperative.

INDICAZIONI 2012

INGLESE

La lingua inglese è considerata una parte fondamentale della formazione di base, in quanto strumento di comunicazione e di apertura verso altre culture

L’insegnamento dell’inglese nella scuola primaria ha l’obiettivo di avvicinare a una lingua diversa dalla propria in modo naturale e motivante, promuovendo lo sviluppo di competenze comunicative semplici ma autentiche.

L’apprendimento della lingua straniera non è visto come memorizzazione di regole grammaticali, ma come esperienza comunicativa, basata sull’ascolto, sull’interazione e sull’uso funzionale della lingua in contesti significativi Fin dai primi anni, si privilegia un approccio ludico e multisensoriale, attraverso canzoni, giochi, filastrocche, storie e routine quotidiane. In questo modo i bambini imparano a comprendere e a usare parole ed espressioni familiari, sviluppando fiducia e curiosità verso la lingua. Progressivamente, l’alunno è guidato a comprendere e produrre brevi messaggi orali e scritti, a partecipare a semplici scambi comunicativi e a riconoscere somiglianze e differenze tra l’inglese e l’italiano.

L’obiettivo finale del percorso di scuola primaria è il raggiungimento del livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER), che corrisponde a una competenza di base: lo studente sa comprendere e utilizzare espressioni semplici e quotidiane e riesce a interagire in modo elementare.

L’importanza dell’aspetto interculturale: imparare una lingua straniera significa aprirsi a mondi diversi, comprendere valori, tradizioni e modi di vivere di altri popoli, sviluppando rispetto e curiosità verso l’altro. L’insegnamento deve essere graduale, inclusivo e motivante, e adattato ai ritmi e agli stili di apprendimento della classe. L’insegnante svolge un ruolo fondamentale nel creare un clima sereno e incoraggiante, in cui l’errore è considerato parte del processo di apprendimento. La valutazione delle competenze linguistiche deve tener conto del percorso di ciascun alunno e della progressiva capacità di usare la lingua in modo significativo e funzionale.

NUOVE INDICAZIONI 2026

Per la lingua inglese, il documento propone una visione ancora più ampia e dinamica dell’apprendimento linguistico, inteso come competenza comunicativa, culturale e digitale. L’insegnamento dell’inglese continua ad avere come obiettivo principale quello di sviluppare la capacità di comunicare in modo semplice ma efficace, ma si arricchisce di nuove prospettive: la lingua straniera è vista non solo come strumento di comunicazione, ma anche come mezzo di accesso alla cittadinanza globale, alla comprensione interculturale e all’uso consapevole delle tecnologie

L’approccio proposto resta comunicativo e funzionale, ma diventa più laboratoriale e centrato su compiti e progetti. Alunne e alunni imparano la lingua usandola per fare qualcosa di concreto: collaborare a un piccolo progetto, realizzare un video, partecipare a un gioco di ruolo o scrivere un messaggio autentico. Si valorizzano dunque la motivazione, la creatività e la partecipazione attiva.

Le Indicazioni 2026 attribuiscono inoltre un ruolo centrale alle competenze digitali: l’uso dell’inglese si intreccia con le tecnologie, la comunicazione online e la capacità di orientarsi in un mondo multilingue e iperconnesso. Si incoraggia l’uso di risorse digitali, video, piattaforme interattive, ma sempre in modo consapevole.

Dal punto di vista metodologico, il documento valorizza pratiche come il CLIL (Content and Language Integrated Learning), e promuove la riflessione metalinguistica: gli alunni sono invitati a riflettere sulle parole, sui suoni e sulle strutture linguistiche. Le nuove Indicazioni sottolineano anche la dimensione inclusiva: l’insegnamento della lingua deve essere accessibile a tutti, grazie all’uso di strumenti diversificati, materiali audiovisivi, sottotitoli e strategie personalizzate, in modo che ciascun alunno possa partecipare secondo le proprie possibilità.

Infine, grande rilievo viene dato alla dimensione interculturale. Imparare l’inglese significa entrare in contatto con culture diverse, conoscere abitudini e valori di altri popoli e sviluppare atteggiamenti di apertura, curiosità e rispetto. La lingua straniera diventa così un mezzo per comprendere la complessità del mondo e sentirsi parte di una comunità globale.

OBIETTIVI (VARIAZIONI PIÙ SIGNIFICATIVE)

Le Indicazioni 2026 rinnovano profondamente la visione dell’insegnamento dell’inglese rispetto al 2012. Si passa da una competenza comunicativa di base a una competenza linguistica più ampia e integrata, che unisce lingua, cultura e uso consapevole delle tecnologie e del digitale. L’inglese non è più solo oggetto di studio, ma strumento per agire, comunicare e collaborare in contesti reali e digitali. L’approccio diventa laboratoriale e multimodale, fondato su compiti autentici, progetti e riflessione metalinguistica. Cresce l’attenzione alla dimensione interculturale, all’inclusione e alle competenze di cittadinanza globale. In sintesi, l’insegnamento della lingua si trasforma in un’esperienza viva e significativa, che prepara gli alunni a muoversi con curiosità e consapevolezza nel mondo plurilingue di oggi

CONOSCENZE

Nelle Indicazioni 2026 le conoscenze si ampliano rispetto al 2012: oltre a lessico e strutture grammaticali di base, gli alunni sviluppano consapevolezza fonologica, riflessione metalinguistica e capacità di comprendere e produrre testi multimodali (scritti, orali e digitali). Cresce l’attenzione agli aspetti interculturali, alle varietà dell’inglese e all’uso della lingua in contesti autentici e tecnologici. In questo modo, la conoscenza linguistica diventa più ricca, consapevole e collegata alla realtà comunicativa del mondo contemporaneo.

STORIA

SENSO DELLA DISCIPLINA

INDICAZIONI 2012

Nelle Indicazioni Nazionali 2012, il senso dello studio della storia a scuola si riferisce alla possibilità di comprendere il tempo, le trasformazioni e le radici della società; alla possibilità di leggere il mondo in prospettiva temporale per riconoscere le fondamenta comuni e le differenze. La Storia punta a formare cittadini consapevoli, orientando i futuri adulti verso la responsabilità nei confronti del patrimonio e dei beni comuni, materiali o immateriali che, dal cammino storico, arrivano fino ai giorni nostri.

In questo senso, lo studio disciplinare si allarga a tutti i gruppi umani e alle varie civiltà, evita negazionismi ideologici o facili riduzionismi, sviluppando conoscenza, consapevolezza identitaria e senso critico, soprattutto per leggere il presente con maggiore cognizione di causa.

Le attività in questo ambito, quindi, si devono aprire ad una dimensione non solo “da manuale”, allargandosi al territorio, come primo laboratorio di Storia, anche in forma ludica ed esplorativa, ed ai contributi del web

Lo studio disciplinare si deve ben appoggiare alla padronanza delle coordinate diacroniche e cronologiche, alla consapevolezza della relazione gruppi umani/ambiente/soluzioni ai problemi e alla capacità di riconoscere, distinguere e consultare le fonti

NUOVE INDICAZIONI 2026

Nelle Indicazioni Nazionali 2026 il senso della storia viene descritto come strumento identitario e civile per consolidare radici culturali comuni, comprendere il presente ed educare a scelte future consapevoli.

Rimane centrale il nodo concettuale della relazione bisogno/ problema/soluzione/risorse sia sul piano dello sviluppo delle pratiche di sussistenza o di espansione, sia delle forme di convivenza o di governo. C’è, inoltre, una visione “strutturale” nell’analisi dei processi, volta a cogliere costanti e differenze nel tempo e nello spazio, accompagnata dall’intento di formare il senso critico per capire il presente e orientare le scelte future alla luce del passato Molto forte e inedito è invece il richiamo, che tanto ha fatto discutere, al senso di identità e cittadinanza. Esso si coltiva con lo scopo di approfondire la storia italiana e occidentale, promuovere senso di appartenenza e radici culturali comuni

Tale scelta è motivata dalla necessità di integrazione culturale e civica, anche per tutti coloro che provengono da altri paesi. Cala la tensione relativa all’acquisizione di strumenti di carattere ricostruttivo e storiografico, come la classificazione delle fonti, senza che per questo motivo diminuisca la loro importanza. Nel loro recinto, però, la “narrazione” storica assume un rilievo maggiore. Essa diventa anche un affascinante veicolo, svincolato da nozionismi, per cogliere e comprendere i valori che si sono costituiti nel tempo nella storia occidentale e nazionale.

Lo studio della storia vero e proprio, parte in classe terza, con il processo di ominazione e gli snodi cruciali di paleolitico e neolitico, trattati in modo più generale. A cui vengono aggiunte anche le civiltà del Vicino Oriente e quelle del Mediterraneo fino ai Greci. I primi due anni, invece, sono propedeutici alla maturazione di concetti e strumenti come successione, contemporaneità, ciclicità, la periodizzazione, la linea del tempo, il rapporto di causa-effetto, a cui si affiancano una serie di riferimenti a grandi narrazioni come la Bibbia, l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide, presentate in forma semplificata fin dal primo anno. Sempre nel primo biennio, si punta a trattare momenti significativi della storia italiana (creazione dello Stato e l’inno nazionale, la Resistenza, la nascita della Repubblica e la Costituzione).

Le civiltà greca e romana, fondamento della civiltà occidentale (e nazionale), vengono approfondite nel biennio finale, mettendone in luce la continuità storico culturale, per arrivare a trattare anche l’Alto Medioevo fino all’VIII secolo.

OBIETTIVI (VARIAZIONI PIÙ SIGNIFICATIVE)

In generale, l’impianto di obiettivi specifici si snellisce, acquisendo però una forma più vicina a quella degli ambiti delle competenze

IN PRIMA E IN SECONDA, si mantengono alcune prerogative disciplinari già presenti nel precedente documento ministeriale (il tempo, le sue variabili e strutture, le modalità per rappresentarle, leggerle e comprenderle, le implicazioni di causa-effetto).

LE NUOVE INDICAZIONI

Ciò che maggiormente caratterizza l’impianto disciplinare di storia nelle IN del 2026, oltre ad una prospettiva teorica differente che qui non è oggetto di discussione, è l’anticipazione di contenuti affrontati in classe quarta, alla TERZA e la conseguente riduzione di spazio concesso ad altri aspetti della storia, come quello delle ere e del processo di ominazione, affrontati in modo più sommario, quello del passaggio da Paleolitico a Neolitico e quello delle prime civiltà del Mediterraneo (Conoscere l’inizio della vita dell’uomo sulla terra e le prime forme della cultura umana - Conoscere per grandi linee lo sviluppo delle civiltà mediterranee e del vicino Oriente). Esse possono ora essere studiate necessariamente in modo più trasversale, basandosi sugli aspetti di somiglianza o differenza che caratterizzano le diverse organizzazioni dei gruppi umani, in risposta ai bisogni, ai problemi ed in connessione con lo sviluppo tecnologico e culturale, alla luce dei limiti e delle risorse disponibili in quel tempo e in quel territorio.

Sempre nel TRIENNIO, inoltre, la Storia assume anche una coloritura marcatamente civica e identitaria (Acquisire familiarità con la realtà del proprio paese, della propria città, del proprio quartiere - Enunciare alcuni principi della CostituzioneEssere informati circa alcune regole base del governo nazionale e locale).

NEL BIENNIO, si conferma la modalità trasversale di definire e perseguire gli obiettivi specifici, basati sulla padronanza di strumenti di lettura, anche in chiave critica e di consapevolezza civica (Comprendere e analizzare i principali eventi storici: conoscere i principali fatti storici, le loro specificità e le loro differenze in relazione alla realtà italiana ed europea - Esporre i fatti storici: collocare sulle relative carte geostoriche gli avvenimenti salienti dei vari periodi, con le loro date - Analizzare i documenti storici: illustrare il valore dei documenti storici proposti dall’insegnante - Riconoscere le tracce del passato: riconoscere i segni del passato nel proprio contesto urbano e paesistico).

Un’articolazione ben maggiore, a differenza di ciò che accade in ogni altra disciplina del curricolo, si incontra invece nella sezione dei contenuti disciplinari, che si concentrano sulla storia greca e romana

CONOSCENZE

Come anticipato, l’impianto di conoscenze richiesto è davvero notevole (con qualche sconfinamento geografico, non del tutto chiaro nel contesto). Per questo motivo, per non tralasciare nulla e non dare una lettura troppo selettiva di esse, viene qui riportato l’intero elenco di argomenti suggeriti dal nuovo testo ministeriale, che permettono di tematizzare e contestualizzare obiettivi e conoscenze, in massima parte omogenei rispetto alle Indicazioni 2012.

L’elenco di argomenti che segue intende semplicemente aiutare l’insegnante fornendogli la traccia di un possibile percorso didattico. Restando egli libero, naturalmente, di apportarvi le integrazioni e le modifiche che riterrà opportune

I E II ANNO: La mia famiglia - La mia città, paese, quartiere: i luoghi più importanti (uffici pubblici, luoghi d’arte, monumenti, piazze e loro significato) - Personaggi e vicende ricavati da Bibbia, Iliade, Odissea, Eneide (in forma molto semplificata) per conoscere le radici della cultura occidentale - L’Italia: sua raffigurazione geografica per ricercare sulla carta geografica luoghi conosciuti o sentiti nominare dagli alunni - L’Italia: il mare, la montagna, la campagna, nell’esperienza degli alunni - Chi governa il tuo comune e che cosa decide - Il racconto in breve della nascita dell’Italia: da molti Stati regionali ad una nazione libera e indipendente - Mameli e l’inno nazionale (spiegazione del contenuto), poesie e canti del RisorgimentoRacconti ricavati dalle vicende del Risorgimento e della Resistenza a scelta degli insegnanti e collegati a riferimenti territoriali e all’esperienza dei bambini - Essere cittadini: nozioni basilari sul significato di Costituzione, diritti, elezioni e tasse

III ANNO: La comparsa dell’uomo sulla terra - Le fasi iniziali della civilizzazione: dall’età della pietra alla rivoluzione neolitica - La nascita e l’importanza della scrittura - Vari tipi di scrittura - Le civiltà dell’antichità nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente

IV ANNO: La polis: Atene e Sparta (democrazia e oligarchia; cittadini ed esclusi) - Lo scontro con l’impero persiano (un confronto tra Oriente e Occidente, p. es. attraverso la lettura, semplificata, di brani di Erodoto e dei Persiani di Eschilo) - I Greci in Italia - I popoli italici; le origini di Roma - Roma in Italia - L’unificazione del mondo mediterraneo sotto Alessandro MagnoI sistemi di governo a Roma (monarchia, repubblica); le lotte sociali - La romanizzazione della Penisola: la “guerra sociale” e la concessione della cittadinanza - La religione del mondo greco e romano - La famiglia romana: il padre, i figli, le donneEconomia e società: liberi e schiavi, cittadini e provinciali

V ANNO: La crisi della Repubblica (Mario e Silla) - L’eredità di Roma: lingua e diritto; urbanizzazione e strutture territoriali - L’impero da Ottaviano a Co-stantino - La rivoluzione del cristianesimo: una religione universalista - La crisi dell’impero e le migrazioni dei popoli germanici - Crollo dell’impero roma-no d’Occidente e regni “romano-barbarici” - Il monachesimo e le biblioteche - Costantinopoli e l’impero romano d’Oriente - La codificazione di Giustiniano e le radici della civiltà giuridica moderna - L’espansione islamica.

INDICAZIONI 2012

GEOGRAFIA

SENSO DELLA DISCIPLINA

Nelle Indicazioni Nazionali 2012, la geografia è considerata disciplina di “cerniera” per eccellenza, poiché consente di mettere in relazione temi economici, giuridici, antropologici, scientifici e ambientali di rilevante importanza. Con uno sguardo interculturale, si mettono a confronto le grandi questioni contemporanee grazie alla presenza a scuola di alunni e alunne di diversi Paesi. La conoscenza geografica necessita di una continua apertura ai temi emergenti per sviluppare competenze relative alla cittadinanza attiva, come la consapevolezza di far parte di una comunità territoriale organizzata. La valorizzazione del patrimonio culturale si affianca allo studio del paesaggio, contenitore di tutte le memorie materiali e immateriali. Il confronto tra la realtà locale (spazio vissuto) e quella globale è agevolato dalla continua comparazione di rappresentazioni spaziali di diversa natura, dalle carte geografiche alle fotografie, ai materiali prodotti dalle nuove tecnologie

NUOVE INDICAZIONI 2026

Anche in questa disciplina, il richiamo etico e valoriale occupa una posizione di primo piano. La geografia, infatti, intende contribuire alla costruzione della identità del cittadino formando persone autonome e capaci di vivere nella realtà, in tutti i gradi di scuola.

Inoltre, il richiamo al bagaglio di conoscenze si manifesta anche in questa disciplina (Tramite il codice della geograficità la geografia produce, approfondisce e sistematizza conoscenze relative al complesso delle relazioni, materiali e immateriali, tra gli esseri umani sul territorio e tra esseri umani e ambienti naturali, alle diverse scale geografiche e nel tempo).

La geografia sviluppa la capacità di pensare spazialmente: tramite lo studio dei processi di denominazione e la localizzazione di luoghi e fenomeni, essa consente l’acquisizione di conoscenze relative allo spazio geografico e ai modi attraverso cui le comunità umane si rapportano all’ambiente, legando questioni locali e globali.

La conoscenza dell’Italia, dovrà essere in relazione con i diversi contesti fisici, culturali, economici, sociali e geopolitici del pianeta. La conoscenza dell’Italia dal punto di vista dell’organizzazione amministrativa (regioni e città) avviene entro la classe terza. Dallo spazio vissuto del proprio quartiere o comune, così come dal punto di vista di chi vive in Italia, attraverso la geografia si arriva a collocare la propria vita a scale diverse (mediterranea, europea, mondiale).

La conoscenza dell’Europa e del mondo si persegue in classe quarta e quinta. Attraverso l’insegnamento della geografia, è essenziale incoraggiare gli alunni a osservare e rispettare gli ambienti naturali, anche incentivando attività di educazione all’aperto (outdoor education).

Il confronto della propria realtà con quelle lontane, e viceversa, è agevolato dalla continua visione e comparazione di rappresentazioni spaziali, come carte geografiche anche digitali, globi, fotografie, immagini satellitari, immagini dei Sistemi Informativi Geografici (GIS), prodotti multimediali, letti e interpretati a scale diverse.

OBIETTIVI (VARIAZIONI PIÙ SIGNIFICATIVE)

L’obiettivo predominante delle NI è la formazione del cittadino italiano. In più parti del testo viene richiamata l’appartenenza degli alunni allo stato italiano e viene sottolineata l’importanza di studiare il mondo dal punto di vista nazionale. I quattro sottogruppi tematici (nuclei fondanti/ambiti) che raggruppavano gli obiettivi geografici nelle Indicazioni del 2012 (Orientamento, Linguaggio della geograficità, Paesaggio, Regione e Sistema territoriale) sono stati modificati, in particolare sono rimasti invariati i primi due mentre gli altri due sono stati ridistribuiti i in tre gruppi: Paesaggio e territorio, Relazioni dinamiche, Organizzazione territoriale Gli obiettivi delle NI, così ridistribuiti, vengono elencati e descritti in modo molto dettagliato e specifico ma di fatto possono essere tutti contenuti negli obiettivi, più ampi, previsti dalle Indicazioni del 2012. La nuova ridistribuzione insiste su alcuni nodi concettuali e su certi contenuti (localizzazioni fisiche, nomenclature geografiche, relazione essere umano/territorio/paesaggio). Il linguaggio utilizzato è più prescrittivo, anche per la moltiplicazione e specificazione minuziosa del contenuto degli obiettivi (si assiste al fenomeno contrario rispetto allo “snellimento” di obiettivi di Storia).

LE NUOVE INDICAZIONI

Un accento è progressivamente posto sulla valenza emozionale del territorio, delle sue risorse e del paesaggio (Riflettere sui legami tra ambiente e affetti: riflettere sui legami affettivi che collegano le persone agli spazi vissuti, esprimendo le emozioni attraverso disegni che rappresentano quanto rilevato - Sviluppare il senso del luogo: fare esperienza della dimensione sociale e culturale dei luoghi e dei paesaggi, riconoscendo il legame emozionale e il proprio vissuto personale - Conoscere e distinguere tra punti di forza, sviluppo economico e sociale, e punti di debolezza, criticità, rischio, di un territorio, considerandolo anche come spazio di opportunità per i progetti di vita personali e sociali - Sviluppare ragionamenti sul cambiamento e la trasformazione del paesaggio nel tempo, anche come progettualità per il futuro delle comunità che vi abitano) e, dal triennio al biennio, sul passaggio dalle rappresentazioni ingenue e personali a quelle convenzionali (Orientarsi nello spazio noto utilizzando punti di riferimento personali e comunicando i percorsi verbalmente o attraverso il disegno di semplici carte soggettive - Descrivere e rappresentare luoghi noti, gli spazi della scuola, del quartiere, attraverso disegni, descrizioni e cartografie, utilizzando operatori topologici - Conoscere e comprendere in modo intuitivo i concetti di paesaggio e territorio - Sviluppare il senso del luogo: fare esperienza della dimensione sociale e culturale dei luoghi e dei paesaggi, riconoscendo il legame emozionale e il proprio vissuto personale - Conoscere, designare e descrivere attraverso immagini le forme dello spazio geografico, es. montagna, pianura, isola, mare, catena montuosa, città, campagna - Conoscere i principali elementi della geografia fisica europea e mondiale, fiumi, mari, monti, laghi,… e saperli opportunamente collocare su una carta geografica).

L’intero impianto è segnato, come per il resto del curricolo, da un importante impegno sul piano delle conoscenze e delle abilità disciplinari che bisogna cominciare a possedere, fin dal triennio (ad esempio: Conoscere e utilizzare i concetti per descrivere i principali caratteri fisici e antropici del proprio territorio e dei paesaggi italiani - Iniziare la lettura di carte geografiche con legenda alla scala locale e italiana) che poi diventano più complesse, caratterizzandosi come strumento culturale, forse critico, nel biennio (Conoscere e utilizzare in modo appropriato i concetti più generali che consentono di ragionare e interpretare lo spazio geografico come regione, territorio, paesaggio, scala, luogo, confine, distanza).

Inoltre, i precedenti obiettivi di conoscenza e abilità vengono redistribuiti

IN CLASSE TERZA, infatti, si legge: Sapere opportunamente localizzare su una carta geografica le Regioni italiane e le principali città italiane - Riconoscere e descrivere ambienti e paesaggi caratteristici del proprio territorio e dell’Italia - Conoscere gli elementi peculiari della penisola italiana e dei territori insulari: articolazione costiera, arco alpino, aree interne, isole e arcipelaghi - Conoscere la posizione del proprio territorio e dell’Italia in relazione all’Europa e al Mediterraneo IN QUINTA, invece, compaiono: Sapere opportunamente localizzare su una carta geografica gli Stati europei e del mondo e le principali città - Conoscere e inferire informazioni geografiche: gli aspetti principali di un continente, uno stato o una regione utilizzando fonti diverse - Localizzare e descrivere aspetti fisici, antropici e culturali del proprio territorio, dell’Italia e, in modo semplificato e generale, dell’Europa e del mondo

CONOSCENZE

Le conoscenze (talvolta riprese con ridondanza) sono riconducibili in massima parte a quelle previste dalle precedenti IN, che comunque su tale sfera dell’apprendimento insistevano in modo meno prescrittivo. Nelle NI però vengono ridistribuite quelle relative a Italia, regioni, Europa, mondo Si tratta della padronanza del linguaggio, delle variabili e delle varie forme di rappresentazione dello spazio, nonché della loro funzione e degli elementi fisici e amministrativi di ogni spazio geografico studiato, anche in chiave di lettura del rapporto tra risorse/problemi/possibili soluzioni (Principali dati della geografia fisica e umana europea e mondiale - Sistemi naturali e antropici e loro interazioni, risorse naturali, loro sfruttamento e gestione sostenibile - Esempi di paesaggi e territori europei e mediterranei - I caratteri dei paesaggi italiani, europei e mondiali - I continenti e loro caratteristiche fisiche e politiche - Carte geografiche e tematiche, scale, dati, punti cardinali - Concetti di paesaggio, territorio, luogo, regione, scala, transcalarità; distanza, interazione umanità-ambiente, movimento - Trasformazione dell’ambiente ad opera delle attività umane –Le grandi sfide contemporanee - Evoluzione fisica e storica del paesaggio - Componenti naturali e umane dei vari paesaggi e ambienti e loro coevoluzione - Distribuzione della popolazione e dinamiche demografiche; relazioni tra territorio e sviluppo economico, sociale e culturale - Approfondimento dell’Italia, dell’Europa e degli altri continenti: principali elementi fisici ed esempi di analisi di stati, regioni fisiche, storiche e culturali, es. l’area mediterranea, organizzazioni sovranazionali come l’Unione Europea).

MATEMATICA

(Istruzione integrata matematico-scientifica-tecnologica STEM)

SENSO DELLA DISCIPLINA

INDICAZIONI 2012

La Matematica necessita di essere riconosciuta e apprezzata come contesto per affrontare e porsi problemi intesi come questioni autentiche e significative, legate alla vita quotidiana. Non deve essere ridotta a un insieme di regole da memorizzare e applicare, ma va considerata una disciplina che fornisce strumenti per la descrizione scientifica del mondo e utile per affrontare problemi utili nella vita quotidiana.

Le conoscenze matematiche contribuiscono alla formazione culturale delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere in stretto rapporto il «pensare» e il «fare» e offrendo strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare tra loro fenomeni naturali, concetti e artefatti costruiti dall’uomo, eventi quotidiani. È presente un forte richiamo alla metodologia e al problem solving come caratteristica distintiva della pratica matematica.

Un elemento fondamentale è il laboratorio, inteso sia come luogo fisico sia come momento in cui l’alunno è attivo. Si considera utile il gioco che ha un ruolo cruciale nell’educazione al rispetto di regole condivise, allo sviluppo della capacità di elaborare di strategie e comunicare.

L’uso consapevole e motivato di calcolatrici e del computer viene incoraggiato opportunamente fin dai primi anni della scuola primaria.

La costruzione del pensiero matematico è un processo lungo e progressivo nel quale concetti, abilità, competenze e atteggiamenti vengono ritrovati, in-trecciati, consolidati e sviluppati a più riprese; è un processo che richiede l’acquisizione graduale del linguaggio matematico, della capacità di esporre e di discutere in classe le soluzioni e i procedimenti seguiti, di comprendere i punti di vista e le argomentazioni degli altri.

NUOVE INDICAZIONI 2026

L’aspetto più rilevante è aver collocato Matematica all’interno del capitolo Istruzione integrata matematico-scientifico-tecnologico STEM, evidenziando la necessità di un approccio integrato e interdisciplinare L’informatica diventa una componente disciplinare chiaramente definita, esplicita e strutturata. Il documento si spinge a suggerire l’accesso guidato ad ambienti nei quali si utilizza l’intelligenza artificiale o la realtà aumentata, considerati strumenti per facilitare e personalizzare la didattica delle discipline matematico-scientifiche, anche in un’ottica di inclusione e potenziamento. Si sottolinea come l’apprendimento delle discipline STEM concorra a potenziare il pensiero critico e creativo, considerato un apprendimento a lungo termine.

Vengono sottolineate la dimensione culturale (la relazione tra le discipline stem e la società, l’idea dello studio come percorso e di errore come opportunità di crescita e miglioramento, la necessità del confronto, l’analisi di figure femminili come esempio che porti oltre gli stereotipi di genere) che si affianca alle abilità strumentali (saper contare, eseguire operazioni aritmetiche, raccogliere e rappresentare dati, misurare grandezze, calcolare probabilità, riconoscere simmetrie geometriche, scrivere semplici programmi informatici). Viene nominato il laboratorio sia come approccio metodologico che come spazio fisico (l’aula) dove l’alunno può formulare le proprie congetture, progettare e sperimentare, discutere e argomentare, sviluppare idee.

Nel paragrafo Matematica si sottolinea come l’insegnamento e l’apprendimento della disciplina insieme alle discipline scientifiche-tecnologiche contribuiscano alla crescita intellettuale e culturale del cittadino, in modo da consentirgli di partecipare alla vita pubblica con consapevolezza e capacità critica. Le caratteristiche di rigore logico e l’elevato livello di astrazione, rendono la matematica non solo strumento per risolvere problemi, ma anche disciplina culturale che aiuta a leggere, interpretare e modellizzare la realtà andando oltre stereotipi e pregiudizi. La struttura fortemente trasversale la rende da un lato ponte tra passato, presente e futuro, e dall’altro influenza il mondo dell’arte e le discipline umanistiche. Il ragionamento logico è una delle competenze che la disciplina permette di sviluppare.

La finalità principale dell’insegnamento/apprendimento della Matematica è quella di esercitare una cittadinanza attiva sviluppando strategie, metodi e linguaggi per orientarsi e compiere scelte ponderate e consapevoli.

Lontana dal fornire meramente nozioni astratte, obiettivo primario è favorire la costruzione di un patrimonio strutturato di conoscenze e lo sviluppo di un pensiero matematico critico e creativo, utile per interpretare e analizzare fenomeni.

LE

INDICAZIONI 2012

NUOVE INDICAZIONI 2026

Si sottolinea il valore dell’informatica, distinguendo tra digitale (rappresentazione dei dati mediante simboli scelti per rappresentare valori) e informatico (capacità di elaborazione automatica dei dati). È necessaria una programmazione informatica adatta all’età degli allievi: modellare tramite i dati le informazioni, progettare algoritmi, utilizzare linguaggi artificiali. L’insegnante deve però anche monitorare gli eventuali sviluppi di quei linguaggi, come ambiti di comprensione dei processi di pensiero, alla luce delle neuroscienze.

OBIETTIVI (variazioni più significative)

Nelle NI rimane la stessa articolazione disciplinare (Numeri, Spazio e figure, Relazioni, dati e previsioni), alla quale si aggiunge Informatica

Nel TRIENNIO iniziale non compare la divisione, il calcolo con i numeri naturali è indicato solo per addizione, sottrazione e moltiplicazione; riguardo ai numeri decimali si fa riferimento al calcolo in contesti reali (monete, misure…). Tra gli obiettivi previsti relativamente alle procedure di calcolo, viene aggiunta l’argomentazione per giustificare le procedure verbalizzate. Relativamente alle figure geometriche compare la misurazione di lunghezze e superfici con strumenti di misura e utilizzando unità di misura standardizzate e non.

Nel paragrafo Relazioni, dati e previsioni si ritrova comunque l’obiettivo relativo alla misura (Misurare grandezze utilizzando diversi strumenti e unità di misura). Gli obiettivi relativi ai diagrammi, schemi e tabelle vengono spostati nel paragrafo Informatica acquisendo una descrizione più generica (Scegliere e utilizzare oggetti e simboli per rappresentare informazioni) e arricchiti da un obiettivo relativo alla scrittura e verifica di semplici programmi.

Nel BIENNIO si sottolinea lo sviluppo del pensiero logico e dei processi di astrazione, considerando gli alunni di questa fascia d’età pronti per affrontare contenuti più complessi, usando un linguaggio matematico, scientifico e tecnico sempre più preciso. Gli alunni approfondiscono e rielaborano le conoscenze acquisite integrandole con nuove idee e strumenti, sviluppando problem solving, imparando a leggere, comprendere e risolvere problemi anche in contesti non noti, argomentando il proprio pensiero.

Già nel paragrafo Numeri comprare il concetto di ordine di grandezza con riferimento ai numeri decimali utilizzati in vari contesti (es. lunghezza, pesi, temperature).

Nel paragrafo Informatica si introduce il linguaggio di programmazione e la traduzione di un algoritmo in programma, esaminando il comportamento che ne deriva, al fine di correggerlo.

CONOSCENZE

(variazioni più significative)

Le conoscenze sono rintracciabili in forma implicita tra gli obiettivi, che sono espressi in termini di conoscenze e abilità, e vengono inoltre declinate per ogni nucleo in modo esplicito nell’ultimo paragrafo della disciplina per la scuola primaria; pertanto, riguardano tutti e cinque gli anni.

Oltre alle conoscenze già rilevabili tra gli obiettivi, compaiono inoltre:

Numeri: i criteri di divisibilità, massimo comune divisore, minimo comune multiplo e i numeri primi, notazione dei numeri in tempi e culture diverse

Spazio e figure: posizione di oggetti nello spazio, distanze e volumi a partire dal proprio corpo, binomi topologici, isometrie e similitudini,

Relazioni, dati e previsioni: il piano cartesiano.

Informatica: rappresentazione di dati e informazioni, il linguaggio di programmazione

SCIENZE

SENSO DELLA DISCIPLINA

INDICAZIONI 2012

Nelle Indicazioni Nazionali 2012, lo studio delle scienze a scuola è finalizzato all’acquisizione e al potenziamento di un atteggiamento di curiosità, di spirito critico, di immaginazione, base essenziale per la conoscenza del mondo. L’interesse autentico e spontaneo nei confronti dei fatti e dei fenomeni, osservati in contesti reali, viene colto dal docente, valorizzato e guidato gradualmente verso l’interpretazione. A partire dall’osservazione libera, gli studenti sono invitati a porre domande, a progettare esperimenti ed esplorazioni, a costruire modelli interpretativi, fino a giungere a una iniziale concettualizzazione dei fenomeni. Nel documento non si citano quasi mai contenuti specifici di studio (solo alcuni a titolo esemplificativo) poiché questi dovrebbero sorgere dall’interesse autentico dei ragazzi. Si incoraggia l’apprendimento collaborativo e il rispetto dei tempi di ognuno. Viene posta attenzione al processo di apprendimento e all’impostazione metodologica che accomuna le indagini scientifiche, trasversale ai diversi contenuti, per evidenziare i modi di ragionare, le strutture di pensiero e alcuni organizzatori concettuali, come: causa/effetto, stato/trasformazione. Si riconosce l’importanza dell’unitarietà dell’insegnamento al fine di evitare la frammentarietà nozionistica. Si favorisce la ricerca di informazioni e spiegazioni attingendo da varie fonti: libri, internet, situazioni di apprendimento extrascolastiche. Si consolidano comportamenti di rispetto e cura verso l’ambiente e la natura, in tutte le sue forme.

NUOVE INDICAZIONI 2026

Nelle Indicazioni Nazionali 2026 le Scienze vengono definite “pilastro essenziale per il progresso della società”, e lo studio delle discipline scientifiche è finalizzato all’acquisizione di un metodo rigoroso per comprendere e interpretare la realtà

L’apprendimento delle scienze è sostenuto dal ragionamento logico e dal pensiero critico, ed è supportato dalla padronanza della lingua italiana; inoltre si appoggia e si nutre del codice matematico. Le conoscenze disciplinari ottenute possono facilitare la scelta del percorso di studi più adatto alle aspirazioni personali e le esperienze laboratoriali creano un ambiente progettuale e applicativo ideale per far emergere i talenti.

L’insegnamento delle scienze è attento al ruolo della creatività e dell’immaginazione e aperto ai collegamenti con le arti e con la musica.

Fin dalla scuola primaria, coerentemente con l’impianto generale del documento, vengono previsti i contenuti di studio: i fenomeni fisici e naturali, le modalità di vita sulla Terra, le caratteristiche del mondo minerale, l’organizzazione generale del corpo umano.

Vengono riprese anche qui alcune prerogative del percorso di acquisizione scientifica nel tempo: il ruolo dell’errore, il valore dell’esplorazione e della ricerca, l’importanza di un setting laboratoriale, la conoscenza e l’uso di strumenti, l’approccio interdisciplinare, lo sguardo attento verso l’utilizzo critico e consapevole delle risorse. Nella premessa non emerge in modo significativo o esplicito il peso dell’apprendimento cooperativo nella disciplina.

OBIETTIVI (variazioni più significative)

Il primo dato che emerge è un cambiamento di paradigma di insegnamento-apprendimento delle Scienze. Vengono elencati anche negli obiettivi molti contenuti disciplinari, alcuni dei quali ANTICIPATI AL TRIENNIO, rispetto a quanto gli insegnanti erano soliti fare con le IN precedenti. Oppure sono argomenti solitamente affrontati in ambito diverso, ora portati in Scienze (Osservare direttamente minerali, fossili, rocce, piante, funghi, animali e microorganismi, raccogliendo campioni, e utilizzando, ove disponibili, adeguati strumenti di indagine, per descriverne le caratteristiche e classificarli in base a criteri come forma, colore, struttura e habitat - Osservare il susseguirsi delle stagioni realizzando registrazioni periodiche dei cambiamenti nelle piante, nelle temperature, nella posizione del sole rispetto all’orizzonte locale in vari momenti della giornata - Osservare il movimento apparente del sole lungo l’arco della giornata attraverso l’ombra prodotta da un albero o da un bastone piantato nel terreno e utilizzare il cambiamento dell’ombra come strumento per misurare lo scorrere del tempo- Sperimentare diversi tipi di moto e situazioni di equilibrio degli oggetti su piani orizzontali e inclinati e confrontare mediante un dinamometro la forza necessaria per sollevare verticalmente un oggetto o per spostarlo lungo un piano orizzontale - Effettuare misure dirette di volume di liquidi e misure indirette del volume di oggetti solidi immersi in liquidi - Osservare e descrivere il comportamento delle calamite su diversi materiali, riconoscendo le proprietà di attrazione e repulsione e di orientamento nello spazio - Comprendere che il suono non è materia ma è il risultato di una vibrazione che si trasmette attraverso la materia, sperimentando la vibrazione delle corde di uno strumento musicale, parlando vicino a un palloncino gonfio o utilizzando diapason e bicchieri d’acqua per osservare come le vibrazioni producono suoni diversi - Riconoscere la propagazione rettilinea della luce anche attraverso l’osservazione delle proprietà delle ombre - Riconoscere le parti principali del corpo umano, nei suoi diversi organi e apparati, con particolare attenzione agli organi di senso e alla loro funzione nella percezione dell’ambiente).

LE NUOVE INDICAZIONI

È tuttavia vero che viene raccomandato il ricorso all’osservazione come strumento principe, considerata nelle sue prime forme, anche ingenue per gli studenti e le studentesse più piccoli, e che non sembra essere richiesta una conoscenza nozionistica, bensì empirica o nella forma della registrazione e sintesi di evidenze di fenomeni. Procedendo in un movimento a spirale, molti contenuti vengono poi ripresi e approfonditi anche nel BIENNIO, con un corredo di conoscenze molto puntuale e ben circostanziate attraverso casi specifici ed esempi di fenomeni ed elementi. Va notato, inoltre, che il campo delle Scienze si allarga in modo significativo. Benché alcuni ambiti del sapere fossero già stati sfiorati nelle precedenti IN, ora vengono definiti in modo molto nitido (pressione dei fluidi, traslazioni chimiche, densità, equilibrio termico, accelerazione, moto armonico…).

In alcuni passaggi, gli obiettivi sono formulati in maniera talmente minuziosa sia come contenuti disciplinari, sia come procedure, sia come strumenti da utilizzare, da dare all’impianto una prospettiva di acquisizione rigorosa e molto guidata del metodo scientifico, anche attraverso il ricorso a esperienze laboratoriali che, in certi passaggi, fanno pensare ad un setting completamente allestito dall’adulto, come in una situazione di vero e proprio ambiente sperimentale (Saper osservare con attenzione ciò che ci circonda, ponendosi domande su ciò che accade in natura e nei fenomeni della vita quotidiana, in casa e a scuola - Formulare ipotesi e cercare spiegazioni alle proprie osservazioni attraverso esperimenti, confronti e raccolta di informazioni - Utilizzare strumenti per effettuare esperimenti e raccogliere dati, come cronometri, termometri, bilance, e microscopi - Imparare a osservare e descrivere le caratteristiche di piante, funghi, animali e fossili, ad esempio studiando foglie, semi e fiori con una lente d’ingrandimento o confrontando scheletri e dentature di animali per dedurre la loro dieta - Saper dare semplici spiegazioni legate all’osservazione di piante, funghi, animali, minerali, fossili e rocce, registrando cambiamenti nel tempo attraverso schede di osservazione o grafici ed altri obiettivi ancora sulla stessa linea). Si legge in modo esplicito anche la tendenza all’interconnessione sistemica tra gli elementi e i fenomeni considerati (Riconoscere le interazioni tra gli esseri viventi e l’ambiente, ad esempio osservando come le piante crescono in diversi tipi di suolo o come gli animali modificano il loro comportamento in base alle stagioni - Osservare e descrivere le caratteristiche principali di piante, funghi e animali, come forma, colore, struttura e adattamenti all’ambiente. Confrontare i loro modi di vivere, studiando alimentazione, crescita, riproduzione e habitat). Nonostante tale approccio metodologico, poco o quasi nulla viene detto rispetto all’apprendimento cooperativo, tipico dei processi di acquisizione scientifica. Colpisce, invece, il respiro interdisciplinare che si vuole dare ora a tale materia scolastica, anche in quanto inscritta nell’impianto STEM. Tale caratteristica si evince anche da alcuni obiettivi (Riconoscere i collegamenti tra scienza, matematica, arte e musica, ad esempio analizzando le simmetrie nei cristalli di neve, identificando le proprietà delle vibrazioni che corrispondono alle caratteristiche dei suoni, o sperimentando la pittura con pigmenti naturali - Riconoscere il ruolo della scienza nella società, approfondendo le invenzioni scientifiche che hanno cambiato la storia (come la scoperta dell’elettricità o la teoria dell’evoluzione) e discutendo come la scienza influisce su tecnologia, medicina e ambiente).

CONOSCENZE

Le conoscenze, così ampiamente definite e distribuite all’interno della formulazione dei contenuti, vengono poi invece accorpate e sintetizzate nello spazio specifico a loro dedicato. Esse, infatti, risultano essere: Ambiente e Scienze della Terra. Paesaggi naturali e antropici; elementi dell’ambiente: suolo, acqua, e il suo ciclo, aria, piante, funghi, animali, microrganismi; minerali, rocce e fossili.

Ambiente e biologia. Viventi e non viventi, caratteristiche peculiari dell’organizzazione di un vivente. Componenti biotiche e abiotiche degli ecosistemi ed equilibrio naturale; cicli di materia e flussi di energia negli ecosistemi; reti trofiche. Piante, animali, funghi, microrganismi: caratteristiche anatomiche e fisiologiche. Principi basilari delle classificazioni. Struttura e funzioni del corpo umano, funzioni riproduttive.

Astronomia e fenomeni naturali. Movimento apparente del Sole e della Luna, fasi lunari, ciclo delle maree, ciclo delle stagioni e alternanza del dì e della notte.

Fisica e fenomeni naturali. Moti e oscillazioni; gravità: peso e massa; densità: galleggiamento; pressione: proprietà dell’aria; calore e temperatura: equilibrio termico; forza ed energia; suoni: vibrazioni, propagazione delle vibrazioni, e loro percezione come suoni; luce: propagazione rettilinea, riflessione, diffusione, rifrazione, meccanismo della visione, colori; fenomeni elettrici e magnetici.

Chimica e proprietà dei materiali. Sostanze e miscugli e loro proprietà; stati della materia e cambiamenti di stato; trasformazioni chimiche (a livello fenomenologico e macroscopico).

INDICAZIONI 2012

TECNOLOGIA

SENSO DELLA DISCIPLINA

Nella versione precedente delle IN, l’accento insiste particolarmente sul valore civico della tecnologia, nelle sue applicazioni odierne, sulle conseguenze che da esse derivano, anche in termini ambientali, sociali e di salute, della comunità e personale (la sicurezza).

Il concetto di tecnologia si allarga molto anche alle pratiche e alle procedure “non materiali” e non strettamente meccaniche o informatiche, comprendendo e dando molto spazio all’attitudine spontanea del creare infantile, seguendo un progetto proprio o fornito da un adulto (la finalità è promuovere atteggiamenti consapevoli e attitudini progettuali, anche in tutte le fasi di produzione di un semplice manufatto).

Il laboratorio è l’esperienza principe per affrontare questo studio disciplinare.

L’informatica compare, ma in forma più limitata, legata alle prime esperienze di programmazione.

NUOVE INDICAZIONI 2026

Nelle NI, la tecnologia viene guardata dalla stessa prospettiva precedente. Viene ripreso e portato in evidenza il valore che essa comporta in termini di conseguenze, personali, sociali, ambientali, sanitarie, a seconda delle scelte, consapevoli o meno, che si fanno in campo applicativo Ma, fin da subito, si dà ampio spazio agli aspetti di conoscenza di strumenti, processi e applicazioni utili, benché in un’ottica interconnessa, cioè capace di comprendere criticamente l’apporto e gli eventuali rischi che ciascun approccio tecnologico porta con sé. Si parla di una “visione sistemica”, capace di integrare più punti di vista sul fenomeno o sul problema rispetto al quale si applica una scelta di utilizzo tecnologico.

Il laboratorio rimane l’esperienza principe per affrontare questo studio disciplinare, ma prende una forma più specifica, nell’esplorazione e nella conoscenza e descrizione delle tecnologie della vita quotidiana, che fanno pensare maggiormente al mondo adulto.

Il campo dell’informatica assume invece un’importanza molto grande e ottiene un nucleo fondante specifico e ben delineato. Lo scrupolo è evidente: contrastare il dilagare di un uso passivo, massificante, acritico e inadeguato delle tecnologie digitali, degli strumenti e delle applicazioni attraverso i quali è dilagato il loro utilizzo contagioso.

In raccordo con l’Educazione civica, infatti, si legge: Nell’insegnamento dell’informatica si terrà quindi conto delle interazioni con gli obiettivi dell’educazione civica sottolineando l’importanza di interagire con gli altri in modo rispettoso, soprattutto quando si utilizzano le piattaforme digitali. È necessario sapere come identificare e segnalare problemi nelle interazioni sociali che avvengono sulle piattaforme, sviluppare la comprensione del valore dei dati, sia dal punto di vista personale che generale, e di come la raccolta e l’elaborazione di grandi quantità di dati influisca sulla società. E resta dirimente, nella formazione del primo ciclo, il principio fondamentale che siano gli esseri umani a mantenere il controllo sulle decisioni basate su sistemi informatici che possono avere un impatto significativo sulle persone.

OBIETTIVI (variazioni più significative)

Come anticipato, un’area importante della tecnologia è ora occupata dalla conoscenza e dalla descrizione di fatti, fenomeni, procedure… specifici di questo campo, anche attraverso pratiche di laboratorio, ma che, a tratti, fanno pensare ad un approccio più “da studenti più grandi” fin dal TRIENNIO (Ideare e costruire semplici modelli, descrivendo le fasi di realizzazione - Descrivere e rappresentare, attraverso disegni, schemi o modellini, semplici processi di trasformazione dell’energia e dei materiali, riflettendo sugli effetti ambientali di tali trasformazioni - Misurare grandezze ambientali, lunghezze, temperatura, luce, con strumenti semplici e registrare i dati - Effettuare prove ed esperienze sulle proprietà dei materiali più comuni). Tuttavia non mancano rimandi anche ad una visione più ingenua e molto operativa (Eseguire interventi di decorazione, riparazione e manutenzione del proprio corredo scolastico).

LE NUOVE INDICAZIONI

Fin dal triennio, compaiono obiettivi specifici di Informatica (Riconoscere la presenza delle tecnologie informatiche nella vita comune, comprendendo l’importanza di usarle rispettando gli altri e proteggendo i dati personali, sapendo identificare figure adulte di riferimento a cui rivolgersi in caso di situazioni problematiche - Creare, selezionare e usare semplici testi o disegni, usando strumenti informatici).

Il BIENNIO riprende e approfondisce l’impianto disciplinare del primo periodo scolastico, complessificandone gli aspetti di conoscenza tecnica (Conoscere e spiegare il funzionamento di semplici dispositivi tecnologici - Effettuare stime approssimative su pesi o misure di oggetti dell’ambiente scolastico - Produrre semplici modelli o rappresentazioni grafiche del proprio operato utilizzando elementi del disegno tecnico o strumenti multimediali - Rappresentare i dati dell’osservazione attraverso tabelle, mappe, diagrammi, disegni, testi), l’approccio critico e consapevole (Leggere e interpretare le informazioni essenziali contenute su etichette, schede tecniche o materiali promozionali relativi a beni e dispositivi tecnologici di uso comune) e dando ulteriore sviluppo all’attitudine sperimentale e operativa, qui anche in senso cooperativo (Pianificare la fabbricazione di un semplice oggetto elencando gli strumenti e i materiali necessari - Collaborare efficacemente in gruppo, contribuendo attivamente a progetti comuni - Smontare semplici oggetti e meccanismi, apparecchiature obsolete o altri dispositivi comuni). Anche per il biennio, compaiono obiettivi specifici di Informatica (Conoscere le principali componenti hardware e software dei dispositivi usati, distinguendo tra rete di comunicazione e servizi forniti - Comprendere l’importanza della protezione dei dati personali, saper usare correttamente le tecnologie informatiche in relazione agli altri e sapere a chi rivolgersi in caso di situazioni problematiche online - Creare semplici contenuti e applicazioni informatiche a fini espressivi usando ambienti adatti e modificando o combinando quanto già disponibile), che si spingono fino al livello di prima programmazione e del suo collaudo per la revisione.

CONOSCENZE

Le conoscenze attese sono sinteticamente elencate come segue, raccolte per ambiti, che sempre rimandano allo sfondo comune di Educazione Civica (Tecnologia e oggetti di uso comune) I bisogni primari dell’essere umano, gli oggetti, gli strumenti e le macchine che li soddisfano; oggetti e utensili di uso comune e loro funzioni; caratteristiche e potenzialità tecnologiche degli strumenti d’uso più comuni; modalità d’uso in sicurezza degli strumenti più comuni (Produzione e sviluppo tecnologico) Produzione e trasformazione; utilizzo e sviluppo di semplici modelli della tecnologia. (Informatica) Principali componenti hardware e software; principali funzioni di un dispositivo digitale; notazione binaria; Internet e i suoi servizi; autenticazione e protezione dell’accesso ai dispositivi; valore dei dati e importanza di proteggere i dati personali; “codici segreti” per tutelare la riservatezza; uso responsabile e rispettoso di tecnologie informatiche, dati digitali e servizi su rete, sapendo come riportare agli adulti di riferimento eventuali problematiche; creazione e modifica di semplici contenuti digitali e multimediali usando semplici applicazioni informatiche, per raccontare storie o esperienze personali.

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