Nel mondo dei miti greci
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Alta leggibilità
I CLASSICI
Elena Frontaloni
Collana di narrativa per ragazzi
Coordinamento di redazione: Emanuele Ramini Impaginazione: Raffaella De Luca Illustrazioni: Alberto Serra Approfondimenti finali: Paola Valente Schede didattiche allegate: Michele Santuliana
I Edizione 2021 Ristampa 7 6 5 4 3 2 1 0
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Elena Frontaloni
Nel mondo dei miti greci I miti delle origini Nel mondo degli dei Gli eroi
In copertina: Poseidone, dio del mare.
Presentazione
L’antica Grecia ci ha tramandato una mitologia vastissima in cui le gesta degli dei si intrecciano in vario modo con quelle degli eroi, degli uomini e delle donne comuni. Le divinità greche, nei loro caratteri e nelle loro qualità, assomigliano e si comportano come i mortali e, come questi, s’innamorano, lottano, soffrono, provano rabbia, malinconia e gioia. I racconti di questi miti scaturiscono dalle emozioni, dai sentimenti, dal senso di appartenenza a una civiltà, dall’identità culturale, e hanno il potere di affascinarci ancora oggi con magie, avventure, amore e combattimenti. In queste storie magnifiche e intramontabili c’è un’evidente contrapposizione fra la forza bruta della natura e il potere regolatore della riflessione e del pensiero: mostri contro eroi, giganti contro dei e così via in un movimento continuo e avvincente che ci sorprende con la sua attualità.
Se è vero che l’uomo ha svelato alcuni dei segreti dell’universo e ha progredito sulla strada delle scienze, è pur vero che la sua mente non è mutata molto dai tempi dell’antica Grecia e che rimane nella natura umana la spinta a conoscere, a sapere, a valicare ogni limite, esattamente come fecero gli antichi. La mitologia greca è un corpus complesso dove le genealogie dei primi re e degli eroi s’intrecciano con quelle degli dei dando luogo a narrazioni potenti che agiscono ancora oggi con la forza profonda e misteriosa degli archetipi. I suoi contenuti magici, avventurosi e simbolici influenzano l’arte, la letteratura e il pensiero e propongono una visione del mondo attuale che interessa moltissimo i ragazzi. In questa raccolta, l’autrice narra i principali miti greci in modo brioso e dissacrante, con un’ironia che sottolinea la vicinanza caratteriale fra dei e uomini. Riportando il tragico del mito ad una dimensione più leggera e divertente, ci fa conoscere le storie antiche attraverso il linguaggio della contemporaneità.
Parte prima
I miti delle origini
Parte prima
Dal Caos alla Madre Terra
Mettiamo un greco antico davanti a un cielo stellato, a una roccia, a un uccello dallo splendido canto, a un temporale e infine a una bellissima donna e chiediamogli: – Cos’è tutto questo? Il greco antico, dopo averci descritto tutte le cose che gli abbiamo mostrato, le accomunerà in una sola parola e ci dirà trionfante: – Tutto questo è Cosmos, cioè organizzazione, ordine bello. Premesso ciò, non ci risulta tanto difficile capire per quale motivo la mitologia greca racconti che prima del mondo e della vita c’era solo il Caos, il disordine degli elementi mescolati fra loro. Dal Caos, improvvisamente, emerse la Madre Terra, che partorì nel sonno suo figlio Urano. A quest’ultimo bastarono un’occhiata piena d’amore verso la Madre Terra e una leggera pioggerellina sul suo corpo per renderla fertile e donarle uno stupendo manto di erba, alberi, fiori, uccelli, fiumi, laghi e mari. 9
Parte prima
Insomma, il magnifico ordine bello, l’universo, nacque, per i Greci, da uno sguardo innamorato e da una pioggia leggera e ristoratrice. La pioggerellina non generò solo la natura, ma anche i Centimani, tre grandi giganti forniti di cinquanta teste e cento fortissime braccia, e tre Ciclopi, esseri enormi con un solo occhio proprio al centro della fronte. I Ciclopi erano rudi e aggressivi, tanto è vero che cercarono di fare guerra al loro stesso padre, Urano, e di impossessarsi del suo potere sull’intero universo. Di fronte a questo atteggiamento ribelle, Urano non si dimostrò molto comprensivo e cacciò i suoi figli dalla luce del giorno per rinchiuderli nel Tartaro, un luogo molto simile al nostro inferno, che dista dalla terra quanto la terra dista dal cielo, tanto che un’incudine di ferro impiega nove giorni prima di toccarne il fondo. La Madre Terra non approvò il gesto di Urano nei confronti dei figli e decise di vendicarsi dell’offesa fatta dal potente signore dell’Universo nei confronti dei Ciclopi. Per condurre a termine un’impresa tanto ambiziosa si rivolse ad altri suoi figli, generati sempre insieme a Urano: i Titani. I Titani erano dodici, sei maschi e sei femmine, e a coppie erano a capo delle meraviglie del cosmo. 10
I miti delle origini
Tia e Iperione badavano al sole, Febe e Atlante alla luna, Dione e Crio al pianeta Marte, Meti e Ceo al pianeta Mercurio, Temi e Eurimene al pianeta Giove, Teti e Oceano a Venere, Rea e Crono a Saturno. Fu Crono a capeggiare la rivolta dei Titani perché era il più giovane e coraggioso, e fu proprio lui a entrare di notte nella reggia di Urano e a tagliargli con una falce i genitali. La mano con cui Crono impugnò la falce era la sinistra e da allora essa divenne la mano delle azioni empie e sfortunate. Reso incapace di generare altri figli e malvoluto da tutti, persino dalla propria moglie, Urano scomparve e al suo posto assunse il potere proprio Crono.
Il regno di Crono Crono non solo non liberò i Centimani dal Tartaro, ma vi imprigionò anche gli altri suoi fratelli titani e, una volta sposata Rea, la sorella con cui vegliava sul pianeta Saturno, regnò insieme a lei sul cosmo. Purtroppo, però, su Crono pendeva inesorabile la profezia comunicatagli da Urano: – Tu, figlio mio, mi uccidi e prendi con la forza il mio posto, ma il cerchio magico della storia universale 11
Parte prima
ingoierà anche te: ciò che tu ora fai a me lo patirai allo stesso modo dal tuo stesso sangue. Crono, oltre che essere coraggioso e scaltro, era anche molto intelligente e capì subito che Urano gli stava profetizzando che uno dei suoi stessi figli lo avrebbe detronizzato. Per evitare l’inconveniente, pensò bene di sfamarsi ingoiando la prole che man mano Rea gli partoriva. In questo modo furono mangiati prima Estia, poi Demetra, poi ancora Ade e infine Poseidone, ma non riuscì a valutare quanto feroce e quanto immenso può essere l’amore di una madre. Rea non si dava pace per la fine indegna dei figli e quando, nel profondo della notte, partorì Zeus, l’ultimo frutto della sua unione con lo spietato Crono, e si rese conto che il marito non si era accorto di nulla, immerso com’era nel sonno, affidò il neonato alla Madre Terra dicendole: – Ti prego, nascondi il mio bambino in qualche posto sicuro e tienilo lontano dalle grinfie di Crono. La mattina seguente porse allo sposo un sasso avvolto in un panno. Crono, impegnato a salvaguardare il suo potere, non degnò nemmeno di un’occhiata il nuovo arrivato e lo ingoiò tutto intero, senza masticare, mandando la pietra a far compagnia a Estia, Demetra, Era e Poseidone. 12
I miti delle origini
L’unico commento del sovrano fu: – Certo, cara Rea, che questi pargoletti diventano sempre meno digeribili! Mi sembra di avere un mattone nello stomaco! Non volendo, il povero Crono aveva proprio intuito la verità.
L’infanzia di Zeus e l’ascesa al potere La Madre Terra portò Zeus nell’isola di Creta, dove il bimbo crebbe allevato da due ninfe cibandosi di miele e latte freschissimo, prodotto solo per lui da una capra di nome Amaltea. La sua culla era appesa a un albero e, attorno a esso, Rea aveva fatto appostare altri suoi figli con il compito di battere scudi e lance ogni volta che il piccolo piangeva, per coprire le sue urla e non farle sentire a Crono. Quando Zeus divenne più grande, i Ciclopi gli forgiarono dei fulmini con cui si potesse esercitare nel lancio. Una volta, con un tiro un po’ troppo vigoroso e una mira non ancora del tutto perfetta, spezzò un corno alla fedele capra Amaltea, e una delle due ninfe che badavano a lui, Melissa, si affrettò a curare la ferita dell’animale. 13
Parte prima
Zeus, profondamente grato a Melissa per la premura con cui aveva soccorso Amaltea, raccolse il corno spezzato, lo riempì di fiori e frutta e glielo regalò. Melissa si commosse ma dovette anche stupirsi e gridare al miracolo quando si accorse che una volta consumata tutta la frutta il corno si riempiva magicamente di nuovo. Zeus aveva creato la famosa Cornucopia, che ancora oggi è il simbolo della fertilità della terra. Il tempo passava e Zeus era ormai un fortissimo giovane. Venuto a conoscenza delle sue origini, si recò presso sua madre Rea e le disse: – Madre, voglio vendicarmi dei soprusi di mio padre e ridonare la libertà ai miei poveri fratelli divorati. Vuoi aiutarmi? Rea acconsentì e fece entrare il figlio nella reggia del sovrano del mondo come coppiere. Non appena Zeus ebbe l’occasione di servire bevande in un banchetto, mescolò così tanti ingredienti ripugnanti nel bicchiere del padre che Crono, disgustato, non poté fare a meno di vomitare tutti i figli mangiati, sasso compreso. Messo alle strette dai figli infuriati e dalla moglie altrettanto contrariata, Crono dovette abdicare. 14
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Questo libro è stato pensato e realizzato con caratteristiche grafiche che favoriscono la leggibilità e l’accessibilità al testo: ■ ha un carattere appositamente studiato per far sì che le lettere non si confondano tra loro; ■ presenta una divisione del testo in paragrafi, di veloce lettura; ■ non prevede giustificazione del testo e troncature di parola che rallentano la lettura.
Gli autori dei testi della collana “Il Mulino a Vento” sono disponibili a effettuare incontri con le classi interessate al progetto lettura, organizzati da scuole, librerie o altre istituzioni.
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Elena Frontaloni
Nel mondo dei miti greci I miti delle origini. Nel mondo degli dei. Gli eroi.
I miti più significativi della Grecia classica sono narrati in chiave moderna e ironica, nel rispetto delle fonti e con un linguaggio accessibile e chiaro. Le origini del mondo e degli dei, gli amori di Zeus, la contesa mela di Paride, le dodici leggendarie fatiche dell’eroe Eracle, l’amore disperato tra Orfeo ed Euridice, il racconto del labirinto e del Minotauro, le gioie e i dolori, il dramma e l’eroismo di tante divinità e di tanti eroi rappresentano storie intramontabili che avvicinano i giovani lettori a quel mondo dei Greci antichi, che tanto ha influenzato l’arte e il pensiero di tutti i tempi.
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