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L'antiruggine 1 - Italiano

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L’antiruggine

QUaderno di allenamento per le vacanze estive

In OMAGGIO

Officina grammaticale Ripasso delle regole

ITALIANO STORIA GEOGRAFIA

• Diario delle vacanze

• Programmazione del ripasso estivo personalizzata

Scuola secondaria di primo grado

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Coordinamento di redazione: Silvia Civerchia

Redazione: Nicola Giulioni

Revisione testi: Elena Sala, Erica Bocchetti

Progetto grafico: Giorgio Lucarini

Copertina: Studio Ankongrafica, Giorgio Lucarini

Impaginazione: Mauda Cantarini, Daniele Montalbini, Giorgio Lucarini

Illustrazioni: Francesca Galmozzi, Ivan Stalio

Referenze fotografiche: Istockphoto, Shutterstock, Scala Archives, archivio fotografico Gruppo Ed. Raffaello

Coordinamento libro digitale: Paolo Giuliani

Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello

Il Gruppo Editoriale Raffaello mette a disposizione i propri libri di testo in formato digitale per gli studenti ipovedenti, non vedenti o con disturbi specifici di apprendimento.

L’attenzione e la cura necessarie per la realizzazione di un libro spesso non sono sufficienti a evitare completamente la presenza di sviste o di piccole imprecisioni. Invitiamo pertanto il lettore a segnalare le eventuali inesattezze riscontrate. Ci saranno utili per le future ristampe.

Tutti i diritti sono riservati.

© 2026

Raffaello Libri S.p.A

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È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, comprese stampa, fotocopie e memorizzazione elettronica se non espressamente autorizzate dall’Editore.

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La pubblicazione dei testi e/o contenuti digitali da parte dell’Editore è gestita tramite il “contratto di utilizzo” presente nelle piattaforme digitali.

Ristampa:

6 5 4 3 2 1 0

2032 2031 2030 2029 2028 2027 2026

Il presente volume è stato realizzato con la supervisione del Comitato Scientifico interno del Gruppo Editoriale Raffaello coordinato dalla dottoressa Patrizia Granata.

L’antiruggine

Italiano,

Storia e Geografia

1

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 1

La fiaba - La vecchia nel bosco 4

SCHEDA 2

La favola - La leonessa e la volpe 8

GRAMMATICA SCHEDA 3 Ortografia 10

STORIA SCHEDA 4

Roma e la classicità 12

GEOGRAFIA SCHEDA 5

Orientamento e carte 14

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 6

Il mito - Narciso e lo specchio fatale 18

GRAMMATICA SCHEDA 7

L’articolo e la preposizione 22

STORIA SCHEDA 8

La decadenza dell’impero e la tetrarchia di Diocleziano 24

SCHEDA 9 Il cristianesimo

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 22

Il testo espositivo - Internet e i nuovi scenari 60

GRAMMATICA SCHEDA 23

Il verbo: struttura e ausiliari

essere e avere 62

SCHEDA 24

Il verbo: genere, forma e verbi particolari 64

STORIA SCHEDA 25

Maometto e l’islam 66

SCHEDA 26

I Franchi e Carlo Magno 68

GEOGRAFIA SCHEDA 27 Europa fisica 70

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 28 La poesia - L’aquilone 74

6

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 11

Il testo descrittivo - Chi c’è dentro

GRAMMATICA SCHEDA 12

Il nome: funzione e significato

SCHEDA 13

Il nome: genere, numero e struttura

STORIA SCHEDA 14 I barbari e i regni romano-barbarici

GEOGRAFIA

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 16

GRAMMATICA SCHEDA 29 Pronomi 76

STORIA SCHEDA 30 L’età dei castelli e dei monasteri 78

GEOGRAFIA SCHEDA 31

La popolazione europea 80

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 32 Il racconto di paura - Il Conte Dracula 84

SCHEDA 33 L’avverbio 88

STORIA SCHEDA 34

La rinascita dell’anno Mille 90

GEOGRAFIA SCHEDA 35 L’economia europea 92

Settimana

ANTOLOGIA SCHEDA 36 Il racconto comico Il bimbo del gelato 96

GRAMMATICA SCHEDA 37

La congiunzione 98

GRAMMATICA SCHEDA 17

STORIA SCHEDA 38 La borghesia e i Comuni

7

Scopri i contenuti della settimana.

Settimana 1

Programma il tuo ripasso settimanale scrivendo per ogni giornata la scheda che vorrai svolgere: antologia, grammatica, storia o geografia.

Niente panico! Per ogni settimana ti vengono proposte soltanto quattro o cinque schede, per cui basta completarne una al giorno per avere alcune giornate libere da dedicare ad altre attività… Compreso un po’ di meritato relax!

Lunedì

Giovedì

Venerdì Sabato

In questa settimana vorrei…

La fiaba

La vecchia nel bosco

Spesso, nelle fiabe, da una disavventura possono scaturire incontri inaspettati, come avviene alla protagonista di questo testo scritto dai fratelli Grimm, tra i più famosi autori di fiabe della cultura europea.

C’era una volta una povera servetta, che attraversava un gran bosco con i suoi padroni; e quando ci furono in mezzo, dalla macchia sbucaron dei briganti e uccisero tutti quelli che trovarono. E così tutti quanti perirono, tranne la fanciulla, che nello spavento era saltata giùdalla carrozza e si era nascosta dietro un albero. Quando i briganti se ne furono andati con il bottino, ella s’avvicinò e vide quella grande sciagura. Allora si mise a piangere amaramente e disse: «Povera me, che farò mai? Non so come uscir dal bosco e qui non c’è anima viva; morirò certo di fame». Andò qua e là, cercando una strada, ma non riuscì a trovarla. Quando fu sera, si mise sotto un albero, si raccomandò a Dio e pensò di restar là e di non muoversi, qualunque cosa capitasse. Ma dopo un po’, ecco venire a volo un colombo tutto bianco, e aveva nel becco una chiavicina d’oro. Gliela mise in mano e disse: «Vedi là quel grande albero? C’è una piccola serratura; apri la con la chiavicina: troverai cibo a suffi cienza e non soffrirai piùla fame». Ella s’accostò all’albero, aprì e trovò una sco dellina di latte e del pane bianco da inzup pare; e così poté sfamarsi. Quando fu sazia, disse: «A casa, a quest’ora i polli vanno a dormire; io sono così stan ca! Potessi coricarmi anch’io nel mio let to!». Allora tornò il colombo, e aveva nel becco un’altra chiavicina d’oro e disse: «Apri quell’albero laggiùe troverai un let to». Ella aprì e trovò un bel lettino morbi do; pregò il buon Dio di proteggerla duran te la notte, si coricò e s’addormentò. Al mattino tornò per la terza volta il co lombo, portò un’altra chiavicina e disse: «Apri quell’albero e troverai dei vestiti». E quando ella aprì, trovò delle vesti orna te d’oro e di gemme, così splendide, che non le aveva neppure la figlia del re.

E così visse per qualche tempo, e tutti i giorni veniva il colombo e provvedeva a tutto il necessario; ed era una vita tranquilla e felice. Ma un giorno arrivò il colombo e chiese: «Vuoi farmi un piacere?»; «Con tutto il cuore!» rispose la fanciulla. Allora disse il colombo: «Voglio condurti a una casetta; tu entra, e là in mezzo, davanti al focolare, sarà seduta una vecchia e ti dirà: “Buongiorno”. Guardati bene dal risponderle, qualunque cosa ella faccia, ma prosegui alla sua destra: c’è una porta; aprila e arriverai in una stanza. Là sul tavolo sono ammucchiati anelli d’ogni sorta; ce ne sono di splendidi, con gemme scintillanti, ma tu lasciali stare e cercane uno liscio, che dev’esser là in mezzo; e portamelo piùin fretta che puoi».

La fanciulla andò alla casetta ed entrò; là sedeva una vecchia, che fece tanto d’occhi al vederla e disse: «Buongiorno, bimba mia». Ma ella non rispose e andò verso la porta. «Dove vai?» gridò quella e l’afferrò per la sottana, cercando di trattenerla: «Questa è casa mia e, se io non voglio, non può entrar nessuno!». Ma la fanciulla tacque, si liberò e andò difilato nella stanza. Là, sul tavolo, c’era un gran mucchio d’anelli, che rilucevano e sfavillavano sotto i suoi occhi; li sparpagliò e cercò quello liscio, ma non riusciva a trovarlo. Mentre cercava, vide la vecchia, che veniva di soppiatto, con una gabbia in mano, e cercava di portarla via. Allora le s’accostò, le tolse di mano la gabbia e, come la sollevò e ci guardò dentro, vide un uccello che aveva l’anello liscio nel becco. Gli tolse l’anello, uscì di corsa tutta felice, e pensava che il colombo sarebbe venuto a prenderselo; ma invece non veniva mai. E la fanciulla s’appoggiò a un albero, per aspettarlo; ed ecco, fu come se l’albero diventasse morbido e pieghevole, e chinasse i suoi rami. E all’improvviso i rami la strinsero, ed eran due braccia; e quando ella si guardò intorno, l’albero era un bell’uomo, che l’abbracciava e la baciava teneramente, e diceva: «Tu mi hai sciolto dall’incantesimo e mi hai liberato dalla vecchia, che è una cattiva strega. Mi aveva trasformato in albero, e tutti i giorni ero per qualche ora un colombo bianco; e finché ella possedeva l’anello, non potevo riacquistare la mia figura umana». Erano sciolti dall’incanto anche i suoi servitori e i cavalli, anch’essi trasformati in alberi dalla strega; e adesso gli stavano accanto. Egli se ne andò con lei nel suo regno, perché era figlio di un re; e si sposarono e vissero felici.

da Jacob e Wilhelm Grimm, Lefiabedelfocolare, trad. di C. Bovero, Einaudi

COMPRENSIONE DEL TESTO INVALSI

1 All’inizio della fiaba la protagonista si sente:

A invincibile perché è l’unica superstite.

B sfortunata perché è stata rapinata.

C disperata perché non vede via d’uscita.

D serena perché fiduciosa nel domani.

2 Come sostituiresti l’espressione «dalla macchia sbucaron dei briganti»?

A Da un oscuro nascondiglio uscirono a un tratto dei briganti.

B Dall’alto degli alberi si calarono dei briganti.

C Dalla fitta vegetazione apparvero improvvisamente dei briganti.

D Da una fitta nebbia si scorsero dei briganti.

3 Il colombo chiede aiuto alla fanciulla e le spiega tutto ciò che le accadrà alla casetta. Il narratore utilizza quindi:

A l’anticipazione.

B il flashback.

C il soliloquio.

D la sequenza riflessiva.

4 Metti in ordine cronologico le azioni che compie la protagonista, numerandole da 1 a 6.

Si reca alla casetta per cercare un anello liscio.

Viene aiutata da un colombo a trovare del cibo, un letto e dei vestiti.

Trova l’anello liscio e lo prende dal becco di un uccello chiuso in una gabbia.

Si ritrova sola in un bosco.

Esce dalla casetta e si appoggia a un albero per aspettare il colombo.

Cerca l’anello liscio senza trovarlo.

5 La triplicazione è un elemento presente in molte fiabe, che indica il ripetersi per tre volte di un’azione simile. Quale indicheresti in questa fiaba?

CONOSCENZA DEL GENERE

6 Quali di queste caratteristiche del linguaggio della fiaba sono presenti nel testo che hai letto?

A Discorso diretto.

B Presenza di indovinelli.

C Uso di filastrocche.

D Linguaggio popolare e semplice.

7 Lo studioso Propp ha individuato dei ruoli fissi tra i personaggi delle fiabe. Quali di questi si possono riferire al colombo?

A Aiutante e personaggio ricercato.

B Falso eroe e mandante.

GRAMMATICA

C Donatore e mandante.

D Antagonista e falso eroe.

8 Analizza modo, tempo e persona dei verbi presenti nella seguente frase del testo: «Allora tornò il colombo, e aveva nel becco un’altra chiavicina d’oro e disse: “Apri quell’albero laggiù e troverai un letto”».

Verbo Modo Tempo Persona

Riscrivi la fiaba, ambientandola in un luogo molto freddo o nel deserto e provando a modificare anche i personaggi secondari.

(Continuailraccontosulquaderno)

Grammatica
Scrivi per l’esame

1 La favola

La leonessa e la volpe

Esopo, scrittore dell’antica Grecia, utilizzava la favola per fornire insegnamenti di vita ai suoi allievi, che da grandi aspiravano a diventare importanti uomini di Stato. Nella favola che stai per leggere i protagonisti sono due animali che, nella tradizione, rappresentano la ferocia e la furbizia, ma qui...

Serenamente accucciate all’ombra di una fresca pianta situata nel cuore della foresta, una tranquilla leonessa e una placida volpe chiacchieravano tra loro come due vecchie amiche, discutendo del piùe del meno.

Per un ascoltatore attento non era difficile, però, scoprire che, nascosto nelle loro parole, era racchiuso un pizzico d’invidia. In effetti, la volpe desiderava possedere lo stesso coraggio e l’identica sicurezza che alimentavano il comportamento dell’amica leonessa, mentre a questa sarebbe piaciuto conquistare la celebre furbizia dell’altra. Nonostante le piccole gelosie racchiuse nei loro cuori, entrambe mantenevano un rapporto forzatamente cortese, scambiandosi sorrisi ed esagerati complimenti. Finché un giorno, passeggiando insieme nel bosco con i rispettivi cuccioli che trotterellavano amabilmente intorno a loro, giocando e rincorrendosi fra gli alberi, la volpe non riuscì piùa trattenere una frase alimentata unicamente dall’invidia.

«Mia cara», disse atteggiandosi a gran dama e indicando con lo sguardo i suoi piccoli, «tu avrai anche un portamento da regina, possiedi grande forza e vigore, ma, in quanto a madre, devi ammettere che io sono piùportata. Guarda i miei cinque volpacchiotti come giocano felici tra loro. Invece tu hai messo al mondo un solo figliolo e, poveretto, sembra tanto triste senza fratelli!».

Evitando di scomporsi, la leonessa rispose: «Certo amica mia, io ho partorito un solo cucciolo. Ma questo piccolo vale piùdi ogni altro animale. Egli è un leone e, una volta cresciuto, sarà un re!».

Non potendo ribattere niente la volpe si limitò a ingoiare la propria gelosia, accettando ciò che la natura aveva dispensato. Èinutileinvidiareciòchenonsipossiede,perchéognunodisponediquellochelanaturaglihaattribuito.

da Esopo, Favole, www.lefiabe.com

INVALSI

COMPRENSIONE DEL TESTO

1 Dove si svolge la scena?

A Ai piedi di un colle alberato.

B Sotto uno dei tanti alberi di una foresta.

C Dentro una cuccia.

D Sopra una pianta spoglia.

2 Di che cosa parlano tra di loro le due protagoniste?

A Di come passi veloce il tempo.

B Dei loro segreti.

C Di argomenti molto seri.

D Di argomenti futili e banali.

3 Qual è il sentimento che caratterizza il rapporto tra la volpe e la leonessa?

4 Che cosa rimprovera la volpe alla leonessa?

A Di essere troppo altezzosa e scontrosa.

B Di avere messo al mondo un solo figlio, che sembrava perciò triste.

C Di non essere abbastanza affettuosa con il figlio.

D Di darsi arie da regina mentre non lo è.

5 Quale di questi proverbi potrebbe sostituire la morale finale?

A Chi si accontenta gode.

B Ride bene chi ride ultimo.

CONOSCENZA DEL GENERE

C La volpe si conosce dalla coda.

D Finché c’è vita c’è speranza.

6 Quale tra le seguenti caratteristiche della favola non è presente in quella che hai appena letto?

A Il luogo e il tempo sono indeterminati.

C La morale è implicita.

B Gli animali rappresentano vizi e virtù degli umani. D Sono presenti dei dialoghi.

Scrivi per l’esame

Ti è mai capitato di invidiare o di sentirti invidiato/a da qualcuno? Come ti sei comportato/a o come pensi che ti comporteresti? Elabora, sul quaderno, una breve riflessione.

Ortografia

CONOSCENZE

1 Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false.

a. L’unica parola che in italiano si scrive con la doppia q è «soqquadro». V F

b. La parola «fu» non va mai accentata. V F

c. Tra soggetto e verbo è bene mettere sempre una virgola. V F

d. Una parola si dice bisillabica quando ha più di due sillabe. V F

e. Le parole con l’accento sull’ultima sillaba si dicono tronche. V F

ABILITÀ

2 Inserisci la parola corretta tra quelle proposte. Attenzione, alcune parole possono essere utilizzate più volte.

ai – ahi – hai

a. ! Mi sono fatto male polsi. Mamma, per caso un po’ di ghiaccio?

b. detto tuoi genitori di quel brutto voto?

a – ah – ha – anno – hanno

c. Franco mi detto che la tua amica andrà Milano il prossimo .

d. , che bello! Per festeggiare il nuovo , Luca e Ida prenotato una vacanza Roma.

3 Volgi al plurale le seguenti parole.

a. Bugia:

b. Ciliegia:

c. Roccia:

d. Goccia:

e. Farmacia: f. Spiaggia:

4 Completa le seguenti parole inserendo le lettere elencate. Attenzione, alcune lettere possono essere utilizzate più volte.

c – q – cq – cc – qq

a. Ta uino c. A uerello e. A uistare g. S uisito i. Na ue

b. Inno uo d. So uadro f. S uotere h. A itrino l. Cir uito

5 Cancella la parola scorretta all’interno di ogni coppia.

a. Scelta/Scielta

b. Scenza/Scienza

c. Sufficiente/Sufficente e. Conoscenza/Conoscienza

d. Incosciente/Incoscente f. Scientifico/Scentifico

6 Aggiungi o cancella l’apostrofo dove necessario.

a. Qual’è il tuo colore preferito?

b. Vorrei un po di gelato.

c. C’è qualcosa che non va? Ti vedo strano, dimmi che cè!

d. La pizza era molto buona. Lo ho detto al nonno che me ne comprerà un’altro pezzo.

7 Individua nelle seguenti frasi i monosillabi che necessitano dell’accento, poi accentali.

a. Eravamo in un bar a prendere un te, ma non ne avevano ne alla pesca ne al limone.

b. Chi fa da se fa per tre.

c. Luca da sempre buoni consigli a chi lo ascolta.

d. Ci troveremo la non piu tardi delle sette.

8 Inserisci le virgole dove ti sembra opportuno.

a. Ragazzi ora ascoltatemi!

b. Se fai in tempo compra due mozzarelle del pomodoro e il lievito per fare la pizza.

c. Luca che ama i motori andrà al raduno delle auto d’epoca.

d. Abbiamo deciso di aiutarti per la festa: Marta farà le decorazioni io le tartine e nonna la torta.

Co COMPETENZE

9 Inserisci nel brano le lettere maiuscole (4), poi indica le parole contenenti un dittongo (8), uno iato (2) e un trittongo (4).

messer rinaldo si accorse immediatamente che un corteo di uomini a cavallo stava avanzando verso il fiume po; capì che il suo paese era in serio pericolo e che di lì a breve i suoi sarebbero stati nei guai, quindi sguainò la spada e si diresse a nord, verso la francia, per domandare aiuto.

Dittongo:

Iato:

Trittongo:

Come ti sembra che sia andata?

Se hai avuto difficoltà nello svolgimento degli esercizi dall’1 al 6... ripassa bene questo argomento sul tuo libro di grammatica.

Se hai avuto difficoltà nello svolgimento degli esercizi dal 7 al 9... rinfresca la memoria usando il fascicolo di teoria.

Se non hai avuto difficoltà... prosegui con le altre schede di grammatica.

4 Roma e la classicità

1 Completa il testo inserendo le parole elencate di seguito. repubblica–117–Remo–Mediterraneo–753–Dacia–puniche–27–Augusto–509–nascita Nel a.C., secondo la leggenda, Romolo e fondarono Roma. Dopo un primo periodo di monarchia, in cui Roma fu governata da sette re, nel a.C. divenne una e iniziò la sua espansione. Dapprima conquistò tutto il territorio italiano. In seguito, dopo numerose guerre (tra cui quelle , combattute tra il III e il II secolo a.C.), ottenne la supremazia sul mar . Le istituzioni repubblicane si rivelarono però inadatte a gestire un territorio così vasto; ciò comportò, nel ……........................................................... a.C., la nascita del principato a opera di ; ciò costituì, di fatto, la dell’Impero romano. Seguirono secoli di splendore e l’Impero romano raggiunse, con la conquista della avvenuta nel d.C., la sua massima espansione.

2 Colloca i seguenti avvenimenti sulla linea del tempo. Inizio delle guerre puniche – Nascita dell’Impero romano – Fondazione di Roma – Massima espansione dell’Impero romano – Roma diventa una repubblica

3

Osserva la carta, che mostra la massima espansione dell’Impero romano, e rispondi alle domande.

a. Perché i Romani chiamavano il Mediterraneo «Mare nostrum»?

b. In quali zone dell’Africa si espanse l’Impero romano?

c. Indica il nome di tre Stati europei odierni il cui territorio faceva parte dell’Impero romano.

Incontro con un personaggio

Ciao! Sono Vitruvio, un architetto.

Noi Romani siamo stati eccellenti ingegneri e architetti; ancora oggi puoi ammirare le nostre opere, presenti in tutti i territori dell’impero.

Attribuisci a ciascuna il nome corretto.

Ponte di Cordova – Terme di Fordongianus – Acquedotto di Valente

5 Orientamento e carte

1 Completa la mappa inserendo i seguenti termini.

tematiche – territorio – topografiche – fisiche – politiche – riduzione

sono possono essere in base all’aspetto del rappresentato

- quando rappresentano gli aspetti naturali;

- quando rappresentano Stati e Regioni;

- quando rappresentano aspetti particolari di un territorio.

- a grande scala (mappe );

- a piccola scala (mappe geografiche, corografiche).

2 Osserva la carta e completa con i nomi dei punti cardinali le seguenti frasi. Osserva l’esempio.

a. Rispetto a Londra, Lisbona si trova a sud-ovest.

b. Rispetto a Vienna, Varsavia si trova a .

c. Rispetto a Parigi, Istanbul si trova a .

d. Se da Mosca devi andare a Stoccolma ti sposti verso .

e. Se da Madrid devi andare a Bucarest ti sposti verso . rappresentare un territorio servono a Le carte geografiche si dividono in base alla scala di

Londra
Parigi
Lisbona Madrid
Stoccolma
Varsavia

3 Scrivi il nome degli elementi indicati dalle frecce.

90paralleli 90 paralleli Emisfero Emisfero di Greenwich

4 Osserva l’immagine dell’esercizio precedente e rispondi alle domande.

1. In quanti paralleli è diviso il globo terrestre?

A 90. B 180. C 360.

2. La latitudine indica la distanza da nord a sud di un punto rispetto:

A all’Equatore. B al Meridiano di Greenwich. C all’Emisfero boreale.

3. La longitudine indica la distanza da est a ovest di un punto rispetto:

A all’Equatore. B al Meridiano di Greenwich. C all’Emisfero boreale.

5 Che carta devi utilizzare se…

a. vuoi arrivare in una vecchia e isolata casa di campagna?

b. devi mostrare alla classe il percorso che si farà in gita a Genova?

c. stai studiando la diffusione delle diverse lingue in Europa?

d. stai studiando le province della Lombardia?

Grammatica
Storia

Com’è andata?

Tieni traccia delle attività che hai svolto in questa settimana.

Mood tracker

Fare nuove amicizie

Passare del tempo con una persona cara

Trascorrere almeno due ore nella natura

Fare atti vità fisica (valgono anche le passeggiate e le nuotate!)

Tenere in ordine la camera e gli spazi comuni

Lunedì

Martedì

Mercoledì Giovedì Venerdì

Completa in base al tuo mood della settimana.

Sabato

Domenica

poteva andare meglio… così così niente male benone al settimo cielo!

Racconto un momento o un episodio che non dimenticherò:

Scopri i contenuti della settimana.

2 Settimana

Programma il tuo ripasso settimanale scrivendo per ogni giornata la scheda che vorrai svolgere: antologia, grammatica, storia o geografia.

Niente panico! Per ogni settimana ti vengono proposte soltanto quattro o cinque schede, per cui basta completarne una al giorno per avere alcune giornate libere da dedicare ad altre attività… Compreso un po’ di meritato relax!

Lunedì

Giovedì

Venerdì

Sabato

In questa settimana vorrei…

6

Il mito

Narciso e lo specchio fatale

Narciso, figlio della ninfa Liriope e del dio del fiume Cefiso, è un ragazzo bellissimo che per vivere a lungo, come predetto dall’indovino Tiresia, non deve vedere l’immagine del suo viso. A causa della sua bellezza, numerose fanciulle si innamorano di lui, che però le rifiuta. Tra di loro c’è anche Eco, condannata dalla dea Era a ripetere solo l’ultima parte delle frasi che le vengono rivolte. Deve quindi accontentarsi di spiare da lontano Narciso, che però non si accorge della presenza della ninfa.

Un giorno Narciso, separatosi dai suoi compagni, si inoltrò da solo in un boschetto per tendere delle reti per i cervi ed Eco decise di seguirlo per manifestargli il suo amore.

Ma il bosco era molto fitto e Narciso non poteva vedere Eco, che camminava dietro di lui. Ella cercò di chiamarlo, ma la voce non le veniva fuori dalla gola; era disperata, ma alla fine ebbe un’idea: cominciò, sempre senza farsi vedere, a fare piùrumore che poteva, pestando il terreno, spezzando i rami, strappando le foglie.

Finalmente Narciso la udì e si voltò gridando: «C’è qualcuno qui?».

«… Qui» rispose Eco, e il suono della sua voce colse di sorpresa Narciso, che non riusciva a vedere nessuno.

«Perché ti nascondi? Fatti vedere!».

«… Vedere!».

«Insomma, vieni qui da me!».

«… Da me» ripeté Eco, balzando fuori dai cespugli e correndo incontro a Narciso per abbracciarlo.

Ma questi la respinse bruscamente e fuggì via, gridando: «Chi sei? Che vuoi da me? Morirò piuttosto che amarti».

«… Amarti» ripeté Eco, piangendo sconsolata. Ma ormai Narciso era scomparso tra gli alberi. Eco non volle tornare tra gli uomini, ma trascorse il resto della sua breve vita vagando in lacrime attraverso valli solitarie e rimpiangendo il suo triste destino, finché il suo corpo non si consumò e di lei rimase solo la voce, che ancora oggi risponde alle parole dei viandanti.

Allora Afrodite, la dea dell’amore, sdegnata dal crudele comportamento del giovane, decise di vendicare Eco. Un giorno Narciso, stanco e assetato per le fatiche della caccia, si staccò dai suoi compagni e andò in cerca di una sorgente. Arrivato in una piccola radura, vide che al centro vi era un piccolo specchio d’acqua purissima, così trasparente da sembrare cristallo. Nessun animale vi si avvicinava e neppure le foglie, trascinate dal vento, vi cadevano dentro. Infatti non era un lago come tutti gli altri, ma era stata Afrodite a crearlo, proprio per attirarvi Narciso. Giunto vicino all’acqua, egli si chinò per bere ma, prima che potesse farlo, notò il viso di un bellissimo giovane che sembrava osservarlo. Aveva capelli ricci e biondi, occhi azzurri come il cielo e lineamenti delicati, e lo guardava con un’espressione di meraviglia e di stupore. Colpito da tanta bellezza, Narciso tese istintivamente la mano verso quell’immagine, ma, appena toccò l’acqua, essa svanì per un attimo. Egli comprese allora che quello che aveva visto era il suo stesso volto, riflesso nell’acqua. Ma non riusciva a smettere di contemplarlo, affascinato dalla sua stessa perfetta bellezza.

Così Narciso prese l’abitudine di recarsi ogni giorno alla fonte, compiacendosi della sua bellezza e nello stesso tempo affliggendosi perché non avrebbe mai potuto offrire il proprio amore a una creatura altrettanto bella. Passava l’intera giornata disteso presso la fonte, guardandosi riflesso nell’acqua; non si curava né di mangiare, né di bere pur di non allontanarsi dall’immagine che lo aveva affascinato.

Cominciò perfino a rivolgersi a essa come a una persona in carne e ossa: «Perché non puoi parlarmi, immagine amata? Che crudele destino è il mio! Io solo tra tutti i viventi non posso abbracciare ciò che piùamo!».

Passarono così settimane e mesi: ormai Narciso era così debole da non poter piùallontanarsi dalla fonte. Un giorno, sentendosi mancare le forze, volle vedere ancora una volta il suo bel viso riflesso nell’acqua. Facendo forza sui gomiti, si sollevò e si protese verso la fonte ma, debole com’era, non riuscì a sostenersi e cadde nell’acqua.

Così morì Narciso, ma gli dèi non vollero che con lui perisse anche la sua bellezza e trasformarono il giovane in un fiore profumato, dai bianchi petali e dalla gialla corolla, che da lui prese il nome e che ancora oggi si può trovare sulle rive degli stagni e dei ruscelli.

adatt. da Mauro Grassi, Viola Basco, Di mito in mito, Marco Derva

Gira pagina... la scheda continua

Grammatica
Storia Geografia

COMPRENSIONE DEL TESTO INVALSI

1 Trasforma in discorso indiretto la seguente frase.

Ma questi la respinse bruscamente e fuggì via, gridando: «Chi sei? Che vuoi da me? Morirò piuttosto che amarti».

Ma questi la respinse bruscamente e fuggì via, gridando e chiedendole chi fosse e

2 Quante volte riesce a parlare Eco prima di mostrarsi a Narciso?

A Nessuna. B 2. C 3. D 4.

3 Metti in ordine cronologico le azioni che compie Narciso una volta giunto al lago, numerandole da 1 a 6.

Tocca l’acqua con la mano.

Capisce che quella che ha visto è la sua immagine.

Prende l’abitudine di andare ogni giorno alla fonte per guardarsi.

Si china per bere e nota il viso di un giovane bello e biondo.

Un giorno cade nell’acqua e muore.

Si dimentica di mangiare e diventa debole.

4 Scrivi il nome della dea che punisce Eco e di quella che punisce Narciso.

a. Punisce Eco:

b. Punisce Narciso:

5 Con questo mito, i Greci hanno dato una spiegazione a diversi elementi. Quali?

A L’origine di un fiore dai petali bianchi e dalla corolla gialla.

B L’origine della caccia ai cervi.

C L’origine di sorgenti, laghi e corsi d’acqua.

D Il fenomeno dell’eco in montagna.

6 Da questo mito proviene la parola «narcisismo», che può essere sostituita con:

A egoismo.

B vanità.

C interesse.

D avidità.

CONOSCENZA DEL GENERE

7 L’indovino Tiresia era noto per la sua capacità di conoscere il futuro e le decisioni del fato. Che cosa rappresentava il fato per i popoli antichi?

A Il destino riservato agli esseri umani.

B Il destino riservato a esseri umani e dèi, ma che gli dèi possono e riescono a contrastare.

C Il destino che gli esseri umani, se aiutati da qualche dio, possono cambiare.

D Il destino a cui nessuno può sfuggire: né esseri umani, né dei.

8 In base a quanto ricordi, quali di queste caratteristiche del mito non sono corrette?

A Nessun popolo ha elaborato miti, se non i Greci e i Romani.

B I miti venivano raccontati in pubblico.

C I miti erano conosciuti solo dai nobili e dai ricchi.

D I miti venivano tramandati solo in forma scritta.

GRAMMATICA

9 In quale di queste frasi c’è un pronome indefinito?

A Il bosco era molto fitto e Narciso non poteva vedere Eco, che camminava dietro di lui.

B Volle vedere ancora una volta il suo bel viso riflesso nell’acqua.

C Giunto vicino all’acqua, egli si chinò per bere.

D Non era un lago come gli altri.

10 Nella frase «Che vuoi da me?», il «che» ha valore di:

A pronome relativo implicito. C pronome interrogativo.

B congiunzione.

Scrivi

per l’esame

D aggettivo interrogativo.

Sintetizza il brano che hai letto, facendo attenzione a eliminare il discorso diretto e a usare pronomi e tempi verbali corretti.

(Continuailraccontosulquaderno)

7 L’articolo e la preposizione

CONOSCENZE

1 Indica se le seguenti affermazioni sono vere o false.

a. Gli articoli sono parti invariabili del discorso. V F

b. Gli articoli determinativi singolari sono il, lo, le. V F

c. Per il plurale dell’articolo indeterminativo una si usa «delle». V F

d. Le preposizioni si dividono in proprie e improprie. V F

e. Le locuzioni prepositive sono formate dall’unione di due preposizioni. V F

ABILITÀ

2 Per ogni nome indica gli articoli indeterminativi e determinativi appropriati usando, dove serve, l’apostrofo. Poi volgi tutto al plurale.

Nome

con partitivo

con determinativo

zio uno lo degli zii gli zii cuoco iena orso altalena pesce mano

3 Completa le frasi inserendo gli articoli che ritieni appropriati.

a. Alice ha occhi azzurri e grazioso neo sulla guancia destra.

b. Ho chiesto piccolo aiuto all’insegnante per finire compito di questa mattina.

c. Mi hanno dato indicazioni poco chiare, infatti non ho preso strada giusta.

d. Ho amici che adorano pallacanestro.

e. La professoressa ci ha letto poesia di cui non ricordo nome.

f. Ho comperato mirtilli buonissimi e poi ho portato più maturi alla nonna.

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