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Il piacere di leggere

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Il piacere di leggere

Un passo alla volta si arriva lontano. Non farti spaventare dalla lunghezza di questa storia: ogni riga è una sorpresa che aspetta solo te. Buona lettura! aspetta solo te. Buona lettura!

IL TESTO NARRATIVO

I calzini portafortuna

– Mamma, ho finito le calze! – ho gridato dal corridoio. Il mio cassetto dei calzini era completamente vuoto. Okay, non era completamente vuoto. C’erano dentro alcune cose, come un pezzo di liquirizia rossa avanzato da Halloween, un calzascarpe che abbiamo usato per incastrare i miei piedi in un paio di scarpe eleganti misura trentacinque per il matrimonio di mio cugino, e un mucchio di quelle palline di gomma multicolori che rimbalzano tantissimo.

In ogni caso, quello che intendevo dire è che nel cassetto non c’erano calze. Era un problema serio, perché mio nonno, Papà Pete, stava venendo per giocare a lanciarci la palla e questa è una cosa che non si può fare senza calze.

– Mamma! – ho urlato di nuovo. – Sono in emergenza calze! Mia madre ha infilato la testa in camera mia.

– Sono rimasto senza calze.

– Te ne sei appena accorto? – ha risposto mamma.

– No, me ne sono accorto ieri, che è il motivo per cui mi sono messo per due giorni di fila lo stesso paio.

– Tutte le tue calze sono nel bucato – ha detto mia madre.

– Mettine un paio nell’asciugatrice e saranno pronte in un attimo.

– Ho dieci anni, mamma. Non so come si mettono le cose nell’asciugatrice.

– È facile Hank – ha detto mio madre ridendo – Scendi in lavanderia e togli i vestiti di Emily dall’asciugatrice, mettili nel cesto e trasferisci i tuoi vestiti dalla lavatrice all’asciugatrice.

Ci sono quattro monete sul tavolo della cucina: mettile nella fessura, ci infili tutto quanto e, detto fatto, la macchina si

mette in moto. Tutto chiaro?

– Chiaro come il sole, mamma. Lavanderia, cesto, monete, fessura. Ci sono.

La lavanderia è nel seminterrato del palazzo dove abitiamo. Io e i miei amici nel seminterrato abbiamo la sede del nostro circolo, poche porte più in là della lavanderia. Sono molto fortunato perché sia Frankie sia l’altra mia migliore amica, Ashley Wong, abitano proprio nel mio palazzo. Ho portato Cheerio, il nostro bassotto matto, nel seminterrato insieme a me. Non perché avessi paura o altro. Avete capito, no, solo per tenermi compagnia. Può essere molto buffo quando incomincia a rincorrere la sua coda.

Ho guardato l’ora. Papà Pete sarebbe arrivato dopo dieci minuti, quindi dovevo sbrigarmi. Sono uscito dall’ascensore e ho seguito il profumo di detersivo fino alla lavanderia.

Sono entrato e ho trovato tante macchine, che aspettavano solo me.

Che cosa aveva detto mia madre? Togli i vestiti di tua sorella

Emily dall’asciugatrice.

Fatto.

Mettili nel cesto bianco di plastica e trasferisci i tuoi dalla lavatrice all’asciugatrice.

Fatto.

Mi sono ricordato le monete per la macchina?

Sì, ben fatto Hank.

Ero piuttosto orgoglioso di essermi ricordato di tutto quello che mia madre mi aveva detto di fare.

H. Winkler, L. Oliver, Hank Zipzer e i calzini portarfortuna, Uovonero

Hank si è ricordato davvero tutto?

Martina giocherà a calcio o manterrà la promessa?

IL DIARIO E LA LETTERA

Voglio giocare a calcio!

Sabato, 16 gennaio

Caro diario, oggi è il mio compleanno ma la festa con gli amici la facciamo domani che è domenica. Io per regalo ho chiesto se oggi, invece di andare a danza, potevo andare fuori a giocare a pallone con Giulio e Alex, quel suo amico più grande che sa muovere le orecchie e suonare la chitarra. Il papà mi ha chiesto se per caso non preferivo un bel computer con tanti bei programmi. Ha detto pure: – Quella dei computer è la lingua del futuro! – Ma non era l’inglese? – mi è scappato.

Il papà mi ha guardato malissimo. Comunque poi ha detto che per oggi potevo saltare danza e andare a giocare fuori. Però gli dovevo promettere che non avrei giocato a calcio, perché le bambine per bene non giocano come un maschiaccio.

Io ho promesso senza fare tante storie, tanto il campo dove giochiamo non si vede da casa mia! E poi non è vero che le bambine non possono giocare a calcio. Io, per esempio, sono una terzina bravissima: a scuola mi chiamano “Martina la mastina” e quando giochiamo per la ricreazione mi fanno sempre marcare Mattia, il giocatore più bravo dell’altra squadra. Ogni tanto litighiamo anche, perché magari io do un calcio a lui o lui a me. Però io non ho mica paura di lui solo perché è un maschio!

A presto,

da S. Bordiglioni, Dal diario di una bambina troppo occupata, Einaudi Ragazzi

Vai al Libro di Scrittura, pagg. 48-49

Una lettera dal Marocco

Essaouira, 20 agosto Cara Elenuccia, mi spiace molto che i tuoi non ti abbiano fatto venire con me. Questo è un posto fantastico: non puoi avere idea di quanto sia bello. Noi siamo nella città vecchia, dentro le mura. E fuori c’è l’oceano: al confronto quel mare che hai davanti a te è una pozzanghera. La mamma di Mohammed è una ragazza simpaticissima. Io e lei ci facciamo certe risate... In francese, naturalmente. Ma mi sta insegnando l’arabo e tra qualche giorno andrò a fare la spesa al mercato da sola: lei, che si chiama Aisha, ha detto che posso farcela.

Ieri abbiamo cucito tutto il pomeriggio (cioè, Aisha cuciva e io le tenevo compagnia con le canzoni di Edith Piaf, una cantante francese bravissima, che io canto splendidamente) e alla fine, indovina? Mi ha fatto un vestito con le sue mani. Ho invitato Aisha a stare da me per un po’ questo autunno. Mohammed quando l’ha saputo si è offeso a morte, perché lui l’aveva invitata un sacco di volte, ma lei non c’è mai andata. Allora Mohammed si è lamentato (purtroppo i figli tormentano le madri anche qui in Marocco), ma lei gli ha tenuto testa e gli ha risposto che voleva andare. Adesso ti saluto perché è ora di andare a fare la spesa, che non è una cosa fastidiosa come da noi.

Ti abbraccio forte.

da A. Vivarelli, La nonna di Elena, Feltrinelli

Tua nonna

Il piacere di leggere

Trova una posizione comoda e lasciati trasportare dalle parole, dai desideri e dalle emozioni. Buona lettura!

IL TESTO POETICO

La lettura

Basta un libro per andare su nel cielo, giù nel mare. Con vagoni di parole tutte in fila, quelle sole, tu cammini l’universo per diritto e per traverso. Mentre leggi ti ritrovi in paesi antichi e nuovi, vedi popoli remoti, o papi e principi arcinoti, dormi in pancia ai pescecani, sfuggi a cobra e caimani, sei Lucignolo, Pinocchio, la Fatina sopra il cocchio, balzi sul cavallo alato,

Il piacere di leggere

Questa poesia è un po’ lunga, proprio come una canzone da cantare fino alla fine. Leggila a voce alta e lasciati trasportare dal ritmo, arriverai alla fine divertendoti.

sfuggi al drago scatenato, chiami Alice nello specchio, muti in oro il ferro vecchio, vai in montagna coi briganti, piangi, gridi, strilli, canti, sei un mercante, un gran sultano, un pilota, uno sciamano, un’attrice sulla scena, una gatta, una sirena. Quante storie, quante usanze, che destini, che speranze! Terminata una lettura, altro libro, altra avventura.

E. Pecora, L’albergo delle fiabe e altri versi Orecchio Acerbo

Per riflettere sull’importanza

Vai al Libro di Scrittura, pag. 62
della lettura...

Il piacere di leggere

Le regole sono come le istruzioni di un gioco: ci insegnano a rispettare gli altri e noi stessi, così possiamo divertirci di più e imparare tante cose nuove!

IL TESTO REGOLATIVO

La sicurezza in rete

Internet è un mondo ricco di opportunità, ma anche di insidie; quindi per navigare in sicurezza bisogna conoscere ed evitare i possibili pericoli. Ecco la lista delle buone pratiche per navigare in rete.

1. Ogni volta che vuoi effettuare una ricerca in rete, per la tua età devi sempre essere accompagnato da una persona adulta

2. Proteggi sempre la tua privacy, cioè fai in modo di non lasciare mai in rete informazioni personali, come il tuo nome, il tuo indirizzo, le tue immagini.

3. Chiedi sempre il parere di una persona adulta quando non sei sicuro o sicura di qualcosa, per esempio in caso di autorizzazioni per scaricare un nuovo gioco o una nuova applicazione.

4. Non usare internet e dispositivi elettronici per comunicare con persone che non conosci nella realtà.

5. Se ti capita di lasciare la tua opinione in rete, fallo sempre in maniera gentile e rispettosa. Se dovessi leggere offese o parole volgari nei tuoi confronti, riferisci subito l’accaduto ai genitori o all’insegnante.

Come scegliere una buona password

In un’era digitale dove la sicurezza online è più importante che mai, è importante imparare fin da subito a scegliere una buona password. Una password forte può essere la prima linea di difesa contro gli hacker e i cybercriminali. Ma come scegliere una password davvero sicura? Ecco alcuni consigli!

Lunghezza: una password dovrebbe essere lunga almeno 12 caratteri. Più lunga è la password, più difficile sarà per un malintenzionato indovinarla.

Complessità: usa una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli. Questo aumenta il numero di combinazioni possibili, rendendo la password più difficile da indovinare.

Unicità: ogni account dovrebbe avere una password unica. Non riutilizzare le stesse password su siti diversi.

Imprevedibilità: evita di usare informazioni personali come date di nascita di persone, nomi di animali domestici o parole comuni del dizionario.

Una volta creata la password, memorizzala oppure scrivila in un posto segreto e sicuro.

Vai al Libro di Scrittura, pag. 68
Per riflettere sulla sicurezza in rete…

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