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Grandi guide Raffaello 5 - Antropologico

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Raffaello Guide

• Storia • Geografia

• Educazione civica

• Educazione motoria

Guida teorico-pratica per la Scuola Primaria

•Progettazione annuale

• Organizzata in Unità Formative

•Sezioni metodologiche

•Schede operative

• Sezioni integrative in digitale con raccordo per la Storia della SS1

Rosaria Cameli Patrizia Maurizi

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Raffaello Guide

• Storia • Geografia • Educazione civica

• Educazione motoria

Guida teorico-pratica per la Scuola Primaria

• Progettazione annuale

• Sezioni metodologiche

5

5

• Organizzata in Unità Formative

• Schede operative

• Sezioni integrative in digitale

team grafico

Pagina 49 - Torino, Mauda Cantarini coordinamento redazionale Corrado Cartuccia illustrazioni

Maria Alejandra Ardila Angarita Paola Baldanzi, Greta Crippa referenze fotografiche iStock, Alamy, Shutterstock, Scala, AdobeStock, Archivio fotografico Raffaello

© 2026

Raffaello Libri S.p.A. Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.raffaelloscuola.it info@grupporaffaello.it

Ristampa 6 5 4 3 2 1 2031 2030 2029 2028 2027 2026

Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo compresa stampa, fotocopia, microfilm e memorizzazione elettronica se non espressamente autorizzate dal titolare del copyright.

L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non è stato possibile comunicare, nonché per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti.

La pubblicazione dei testi e/o contenuti digitali da parte dell’Editore è gestita tramite il “contratto di utilizzo” presente nelle piattaforme digitali.

Unità Formativa n. 6

… Ancora Popoli Italici ............................... 176

Percorso di apprendimento -

I Camuni

I Liguri................................................................................. .................................................................................

I Villanoviani

I Veneti

I Siculi ..................................................................................

Sabini e Piceni

Compito di sintesi (i Popoli Italici nell’Italia del Nord, del Centro, del Sud e delle Isole) ........... 200

Unità Formativa n. 7

Il mondo dei Romani

Percorso di apprendimentoLe origini di Roma

La società

Alla conquista dell’Italia............................................

Patrizi e plebei in lotta

Le guerre puniche

Roma conquista la Grecia .......................................

La scuola dei Romani

Pesi e lunghezze

Il calendario romano

La lingua dei Romani

I divertimenti dei Romani .......................................

A tavola con i Romani

Abitazioni dei Romani… e non solo ................

Arte, architettura e cultura a Roma

La religione

Verso l’Impero romano.............................................

L’esercito romano

La crisi dell’Impero 335 Raccordo con la Storia della Scuola Secondaria di primo

Unità Formativa n. 1 E ora… diamo uno sguardo al mondo...................................................................

Unità

Unità Formativa n. 3

Unità Formativa n. 4

Unità Formativa n. 1

La Costituzione ..................................................... 673

Percorso di apprendimento -

Lo Stato italiano ............................................................ 674

La nostra Repubblica ................................................ 677

Alla scoperta della Costituzione ......................... 678

Diritti e doveri nella Costituzione....................... 682

Unità Formativa n. 2

Dalla bandiera

all’Inno nazionale 695

Percorso di apprendimento -

La bandiera italiana 696

L’emblema o stemma 699

Lo stendardo presidenziale 700

L’inno nazionale 701

Unità Formativa n. 3

L’organizzazione dello Stato 707

Percorso di apprendimento -

I poteri dello Stato 708

Il Parlamento 710

Il Governo 717

Il Presidente della Repubblica 718

La Magistratura 721

I palazzi simbolo della Repubblica italiana ..................................................... 722

Unità Formativa n. 4

Regioni ed enti locali .......................... 728

Unità Formativa n. 1

I giochi di strada di un tempo ........... 731

Percorso di apprendimentoGiochi popolari ............................................................. 732

Unità Formativa n. 2

Giocare all’atletica ....................................... 743

Percorso di apprendimentoGiochi di movimento ................................................ 746

Unità Formativa n. 3

Nella natura con l’orienteering 775

CHE COSA C’È NELLA GUIDA

In cammino verso:

La Guida, mettendo insieme tre aspetti fondamentali dell’insegnamento-apprendimento quali:

- la conoscenza epistemologica delle discipline;

- la conoscenza degli alunni/e;

- la conoscenza del loro contesto di vita; presenta un percorso didattico strutturato in UNITÀ FORMATIVE che, per comodità di consultazione, riguarda alcuni aspetti specifici della disciplina presa in esame.

Gli itinerari didattici possono essere presentati nella sequenzialità proposta nella Guida, ma anche con ordine diverso e/o interconnessi con altre UNITÀ che, pur presentando altri percorsi, concorrono anch’esse al raggiungimento del medesimo obiettivo.

All’inizio della Guida è presente una riflessione sui contenuti delle Indicazione Nazionali ed è presentato un approfondito itinerario per la stesura della progettazione didattica annuale.

In ciascun segmento didattico viene indicato:

- il titolo dell’UNITÀ FORMATIVA;

- il CONTENUTO preso in esame;

- le COMPETENZE da sviluppare;

- gli OBIETTIVI di apprendimento;

- il PERCORSO DI APPRENDIMENTO da attivare.

Indicazioni per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del

Primo Ciclo d’istruzione

Le autrici hanno ritenuto opportuno evidenziare gli aspetti più significativi del documento, rielaborandolo liberamente e individuando:

• i compiti del sistema scolastico;

• i compiti del docente;

• i principi metodologici fondamentali per un’efficace azione formativa.

A) I compiti del sistema scolastico

• Sostenere i bambini nella capacità di dare senso alla varietà delle loro esperienze scolastiche ed extrascolastiche, di ricomporre la frammentazione delle informazioni, di unificare lo sviluppo della loro formazione personale.

• Fornire supporti adeguati a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno.

• Considerare e valorizzare:

- il dinamismo e la competitività indotti dalla commistione di culture differenti;

- la rapida proliferazione dei saperi;

- la compresenza di competenze, motivazioni, interessi sempre più differenziati tra i singoli alunni/e.

• Fornire le chiavi per apprendere ad apprendere, per costruire e trasformare le mappe dei saperi, rendendole continuamente coerenti con la rapida e spesso imprevedibile evoluzione delle conoscenze e dei loro oggetti.

• Mettere in relazione la complessità dell’apprendimento, anche derivante dai nuovi strumenti informatici, con un’azione quotidiana costante di alfabetizzazione sulle metodologie di utilizzo di tali strumenti.

• Curare e consolidare le competenze, i saperi, i linguaggi di base, che rendono possibile ogni tipo di apprendimento nel corso della vita.

• Impegnarsi per il successo scolastico di tutti gli studenti con particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, svantaggio, disabilità, utilizzando l’esperienza dell’altro come opportunità di conoscere le proprie specificità e vocazioni.

• Porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva, attraverso la promozione di esperienze

significative che consentano di apprendere concretamente a prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente.

• Formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale.

• Fornire supporti, affinché ogni persona possa sviluppare un’identità consapevole e aperta.

• Insegnare le regole del vivere e del convivere in collaborazione con le altre agenzie educative che concorrono alla formazione dell’alunno.

• Costruire un’alleanza educativa con le famiglie, pur riconoscendo e rispettando i reciproci ruoli.

• Promuovere la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera e propria.

• Educare alla convivenza attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni alunno.

B) I compiti del docente

• Pensare di realizzare il proprio progetto educativo e didattico tenendo conto della singolarità e complessità di ogni alunno, della sua identità, delle sue aspirazioni, delle sue fragilità, dei suoi bisogni.

• Curare la formazione della classe come gruppo: promuovere i legami cooperativi tra i componenti, gestire i conflitti come momenti di crescita nella socializzazione.

• Coinvolgere gli alunni/e nella strutturazione della classe e della scuola, come luogo accogliente e piacevole da vivere.

• Elaborare con attenzione e competenza i percorsi didattici finalizzati a fornire agli alunni/e gli strumenti necessari a conoscere il mondo nei suoi aspetti naturali, sociali, culturali e antropologici.

• Progettare percorsi per la promozione, la rilevazione, la valutazione delle competenze.

• Giungere alla certificazione delle competenze solo dopo aver messo in atto un serio processo di osservazione, documentazione e valutazione delle stesse.

• Arricchire la propria professionalità attraverso la formazione continua in servizio, la riflessione sulle “buone pratiche didattiche”, il rapporto adulto con i saperi e la cultura.

C) I principi metodologici fondamentali per un’efficace azione formativa

• Ancorare i nuovi apprendimenti all’esperienza e alle conoscenze pregresse degli alunni/e, alle diverse modalità di apprendere.

• Impedire che le diversità diventino disuguaglianze, attraverso interventi adeguati che prevedano la progettazione, la realizzazione di percorsi didattici specifici rispondenti ai bisogni educativi degli alunni/e anche con cittadinanza non italiana.

• Promuovere il gusto per la ricerca di nuove conoscenze, favorendo l’esplorazione e la scoperta.

• Incoraggiare l’apprendimento collaborativo, promuovendo esperienze di aiuto reciproco, di apprendimento e di apprendimento tra pari.

• Favorire la consapevolezza dei punti di forza e di debolezza, nel modo di apprendere, da parte di ogni bambino.

• Aiutare l’alunno a riflettere sul percorso di conoscenza che sta compiendo e sulle modalità che utilizza per comprendere e portare a termine correttamente il compito assegnato.

• Promuovere esperienze di tipo laboratoriale, anche all’esterno della scuola, che coinvolgano gli alunni/e nel progettare-realizzare-valutare attività vissute in modo condiviso e partecipativo con gli altri.

• Attivare forme di conoscenza della realtà attraverso processi di problematizzazione, rappresentazione, sistematizzazione.

• Seguire gli alunni/e nella costruzione di schemi e mappe di sintesi che raccolgano e mettano a confronto le osservazioni e le scoperte effettuate all’interno dei diversi percorsi di apprendimento.

ITER PER LA PROGETTAZIONE DIDATTICA

Per organizzare e articolare il piano di lavoro annuale, gli insegnanti di classe dovranno necessariamente:

• assumere come idea basilare la centralità della persona-alunno tenendo conto “della singolarità e complessità di ogni soggetto, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, delle sue capacità e delle sue fragilità”;

• operare per garantire a tutti determinati livelli di competenza, facendo però attenzione a creare le condizioni idonee a valorizzare la specificità e le predisposizioni di ciascun alunno;

• differenziare le strategie didattiche partendo dal diverso patrimonio di conoscenze, abilità e competenze raggiunte da ogni alunno, nonché dai diversi ritmi e stili cognitivi di apprendimento.

La progettazione didattica dovrà prevedere:

Analisi della situazione

a) Analisi del contesto socio-culturale

- caratteristiche del luogo in cui è ubicata la scuola;

- rilevazione delle risorse della zona e delle agenzie educative presenti, con le quali potrebbero essere possibili rapporti di collaborazione;

- tipologia delle famiglie

b) Analisi dell’ambiente scolastico

- docenti: il numero degli insegnanti e le loro competenze specifiche, funzione di coordinamento, cenni sull’organizzazione delle attività didattiche, dei laboratori, delle scelte di collaborazione con l’extrascuola, del coinvolgimento di esperti necessari all’attuazione di specifici “progetti”;

- risorse strutturali: stato di salute e capienza dell’edificio scolastico, numero delle aule, presenza di laboratori, condizioni dello spazio esterno e possibile utilizzo;

- alunni/e: numero delle classi e degli alunni/e per classe, analisi del livello di competenza raggiunto, eventuali difficoltà emerse, individuazione delle capacità da potenziare, livello di impegno nel lavoro a casa e a scuola, bisogni formativi espressi o letti dagli adulti.

Definizione delle Competenze da attivare

All’inizio dell’anno scolastico i docenti dovranno riflettere, assumere e ridefinire le competenzechiave Europee significative per gli alunni/e della classe, nonché le competenze di Cittadinanza e disciplinari

A tal punto si dovranno indicare i Traguardi per lo sviluppo delle Competenze relativi a ciascuna disciplina.

Prima che si definiscano le competenze, però, è importante che i docenti si confrontino sul concetto di “competenza”.

Pietro Boscolo in Continuità, apprendimento e competenze in un curricolo verticale in Gli istituti comprensivi, Studi e documenti degli Annali della Pubblica Istruzione pubblicato da Le Monnier nel 1999, così definisce la competenza: “[...] l’insieme delle conoscenze, abilità e atteggiamenti che consentono ad un individuo di ottenere risultati utili al proprio adattamento negli ambienti per lui/lei significativi [...] e che si manifesta come capacità di affrontare e padroneggiare i problemi della vita attraverso l’uso di abilità cognitive e sociali”.

Definizione degli Obiettivi di Apprendimento

Gli Obiettivi di Apprendimento, elencati nelle Indicazioni per la classe quinta, costituiranno la base sulla quale ridefinire gli Obiettivi per ogni classe della Scuola Primaria.

Definizione dei contenuti

A tal punto definire:

- concetti-chiave relativi alla disciplina (simbolo - segno - suono - immagine - testo - contesto...);

- operazioni mentali (conoscere - comprendere - riflettere - analizzare...);

- argomenti (segni di punteggiatura - tecniche di lettura - i diversi tipi di testo...).

Delineazione delle Unità Formative annuali

All’inizio dell’anno scolastico, i docenti progetteranno, a livello di massima, le U.F. che verranno proposte nel corso dell’anno e che saranno maggiormente definite, precisate e documentate in itinere, in base alle concrete situazioni operative e ai relativi feedback. A seconda delle necessità, dei momenti, dei percorsi, si potranno progettare Unità Formative:

- semplici: si riferiranno a una sola disciplina o ambito disciplinare senza sotto-unità al lavoro interno;

- sequenziali: interessano una sola disciplina, ma saranno scomposte in sotto-unità successive e propedeutiche le une alle altre;

- articolate: coinvolgeranno diverse discipline, che lavoreranno contemporaneamente sulla stessa competenza mediante sotto-unità semplici;

- complesse: coinvolgeranno diverse discipline, chiamate a lavorare contemporaneamente sulla stessa competenza mediante sotto-unità sequenziali.

In questa fase è necessario che gli insegnanti stabiliscano e condividano la struttura della U.F. e del relativo schema che può essere articolato in:

a) Rilevazione delle preconoscenze e del bisogno formativo (fase preattiva dell’Unità Formativa)

In questa fase si procede a:

- conoscere lo stato cognitivo di partenza degli alunni/e rispetto alle conoscenze nuove e alle operazioni previste;

- esplicitare il bisogno formativo che può essere definito come lo “scarto” tra il livello di competenze che il soggetto, in relazione a un determinato compito di vita, già manifesta e il livello che, educativamente, si ritiene legittimo attendersi da lui e alla cui maturazione concorre attraverso il processo di acculturazione.

Il bisogno formativo può essere espresso dall’alunno in forma esplicita o più velata, attraverso una tensione-desiderio verso il sé ideale o può essere letto dall’adulto.

b) Delineazione delle competenze come orizzonte verso il quale dirigere il percorso

c) Individuazione degli Obiettivi di Apprendimento

Si ricercano, all’interno delle discipline, le conoscenze e le abilità che rappresentano, per gli alunni/e, le risorse indispensabili per svolgere correttamente il compito cui sono stati chiamati.

In questa fase si innestano le differenziazioni e si possono prevedere percorsi diversi per gruppi di allievi o per il singolo, precisando gli standard di approfondimento delle varie conoscenze e abilità.

d) Organizzazione dell’attività

A questo punto i docenti strutturano la fase organizzativa del lavoro individuando i percorsi che ciascun insegnante può effettuare, in base alle discipline di cui è responsabile. È proprio in questa fase che i docenti, tenendo conto dei diversi stili e ritmi di apprendimento degli alunni/e, delle esperienze di vita che possono risultare significative nel contesto formativo in oggetto, delle particolari dinamiche relazionali, prevedono l’organizzazione del lavoro all’interno della classe e/o per gruppi e decidono i possibili laboratori di interclasse.

Ciascun docente, durante la realizzazione della parte di U.F. che gli compete, annota nel proprio “diario di bordo” l’andamento dei lavori verificando costantemente il raggiungimento delle conoscenze e abilità applicate, osservando le modalità di relazione e di collaborazione, il livello di impegno personale con i quali ciascun alunno affronta il lavoro.

Nell’organizzazione dell’attività didattica, i docenti dovranno annotare comportamenti comuni di fronte a situazioni “straordinarie” e di routine che non solo contribuiranno a realizzare l’unitarietà dell’azione educativa, ma garantiranno agli alunni/e chiarezza e sicurezza e li abitueranno a vivere un’effettiva esperienza di condivisione e cooperazione. È molto importante che il docente di riferimento concordi, con gli altri insegnanti che operano nella classe, le modalità atte a promuovere il rispetto verso le persone che operano nella scuola, verso i materiali, verso le regole condivise: saluto, rispetto dell’orario, puntualità nell’esecuzione di compiti, uso del grembiule, cura e rispetto del materiale individuale di lavoro, degli arredi, degli ambienti...

Modalità di raggruppamento degli alunni/e

Le attività verranno svolte attraverso le seguenti modalità di raggruppamento degli alunni/e:

a) Lavoro individuale

- libero;

- con assistenza dell’insegnante;

- programmato su materiale autocorrettivo e strutturato.

b) Lavoro a due

- insegnante/alunno;

- alunno/alunno (alla pari);

- l’alunno più capace aiuta il compagno.

c) Lavoro in piccolo gruppo

- interno alla stessa classe;

- fra alunni/e di classi non parallele;

- omogeneo per livello di rendimento;

- integrato con criteri sociometrici;

- per attività libere;

- con assistenza dell’insegnante/degli insegnanti;

- per attività programmate;

- in cooperative learning

d) Lavoro in classe

- alunno/alunni;

- insegnante/alunni (a senso unico);

- insegnante/alunni (a senso multiplo).

e) Lavori in grandi gruppi

- due o più gruppi provenienti da varie classi;

- tutte le classi del plesso al completo.

Modalità di lavoro

All’interno dei diversi percorsi di insegnamento-apprendimento, verranno utilizzate molteplici modalità di lavoro:

1) Esplorazioni

- esplorazioni finalizzate alla presa di contatto con la realtà;

- esplorazioni secondo un piano d’osservazione;

- ricostruzione dell’esperienza vissuta;

- esplorazione per controllo delle conoscenze acquisite.

2) Conversazioni e discussioni

- conversazioni occasionali, a senso multiplo, su tutto ciò che può interessare, su un episodio di attualità...;

- conversazione clinica, tendente a individuare le conoscenze e i concetti spontanei degli alunni/e, intorno a determinati problemi;

- discussione finalizzata a chiarire informazioni, a illustrare aspetti particolari di un problema o a motivare al lavoro;

- discussione orientata mediante domande proposte dall’insegnante o risposte suggerite dagli interventi degli alunni/e, ad analizzare e/o comparare fatti e fenomeni;

- discussione sistematica finalizzata a verbalizzare concetti, a definire ipotesi, a sintetizzare l’attività svolta.

3) Lezioni

- commento dell’insegnante su cronache, racconti, articoli, brani letterari;

- lettura guidata di testi proposti dall’insegnante per problematizzare, per integrare, per approappro fondire le attività precedentemente svolte;

- esposizione finalizzata alla presentazione metodica di un elemento, un fatto, un particolare testo, un’attività specifica;

- esposizione centrata alla messa in evidenza di una regola, di un concetto, di una relazione, di un principio...;

- proiezione e commento di audiovisivi quali illustrazioni, diapositive, film, lucidi, cartelloni.

4) Esercitazioni

- attività libere con materiali vari e scarsamente strutturati, volti alla realizzazione di prodotti creativi;

- manipolazione di materiali predisposti per la “scoperta” di somiglianze, differenze, regolarità, e per la definizione di concetti;

- disegni spontanei e preordinati;

- codificazione grafico-figurativa di eventi di complessità crescente;

- schematizzazione di conoscenze, di esperienze e di concetti appresi nei diversi percorsi di apprendimento;

- attività ordinate a riprodurre vissuti per verbalizzare le proprie esperienze per mettersi “nei panni degli altri” (role-play);

- simulazioni e giochi in cui gli alunni/e, sulla base di vincoli e di canovacci predisposti, sono orienorien tati a comprendere relazioni di vasta complessità.

Verifica e valutazione

Per procedere alla valutazione, è importante che gli insegnanti offrano a ciascun alunno l’opportunità di manifestare il suo essere competente in una nuova situazione problematica, nell’esecuzione di un compito inerente al percorso effettuato.

A conclusione del lavoro i docenti osservano, descrivono, valutano il livello di conquista delle conoscenze e delle abilità, quindi il livello di competenza raggiunto nel percorso didattico.

In questa fase, vengono altresì annotati e valutati gli atteggiamenti nei confronti dell’esperienza scolastica: disponibilità all’apprendimento, costanza nell’assunzione degli impegni, consapevolezza dei propri diritti e doveri, qualità dei rapporti interpersonali..., capacità di cooperazione... I docenti dovranno inoltre assicurare agli alunni/e e alle famiglie “un’informazione tempestiva e trasparente” sui criteri e sui risultati delle valutazioni effettuate nei diversi momenti del percorso didattico, promuovendone con costanza la partecipazione e la corresponsabilità educativa”.

Le strategie

Per la valutazione si adotteranno tre strategie specifiche:

• l’autovalutazione: nella quale alunni/e e docenti valuteranno ciascuno la propria attività. Tale strategia aiuta l’allievo nella sua formazione integrale, rendendolo responsabile e dando fiducia alla sua autonomia (autocorrezione di prove realizzate e di lavori eseguiti - selezione autonoma dei lavori propri ritenuti più significativi);

• la covalutazione: valutazione reciproca che fanno i componenti di un gruppo (alunni/e-in(alunni/e-in segnanti) per riconoscere capacità, risultati, mancanze, al fine di trovare i mezzi idonei per migliorare;

• la eterovalutazione: strategia atta a misurare il rendimento degli allievi da parte dei docenti (valutazione verticale).

I tempi

In linea con i principi metodologici indicati, le operazioni di verifica/valutazione dovranno consentire il rilevamento delle conoscenze e delle abilità possedute da ciascun alunno nei tre momenti che scandiscono l’iter formativo – iniziale, in itinere, finale – e la loro organizzazione sarà collegata alla funzione che la verifica assolve in questi tre momenti: diagnostica - formativa - sommativa. Le prove di verifica forniranno costantemente al docente elementi per rivedere e riadattare il percorso e all’alunno indicazioni per l’autovalutazione.

La valutazione delle prove terrà conto:

- del livello di partenza di ciascun alunno;

- delle modificazioni evidenziate nel processo di insegnamento/apprendimento/formazione;

- della documentazione e dei prodotti realizzati;

- dell’orientamento e delle decisioni emerse durante l’attività.

Gli strumenti

Per realizzare la valutazione in questa visione più moderna e ampia, saranno utilizzati molteplici strumenti:

• l’osservazione: l’esame in forma attenta dei processi di formazione degli allievi, tanto in aula come fuori di essa;

• l’intervista: il colloquio che segue uno schema prestabilito e permette di centrarsi su determinati aspetti;

• il questionario: l’applicazione di una successione di domande al fine di ottenere informazioni su un determinato problema, tema o situazione;

• la sociometria: la proposta di un test al fine di identificare la posizione e il compito dei membri di un gruppo all’interno di esso;

• il colloquio: il dialogo tra diverse persone in relazione a un tema predeterminato, nel quale chiunque può essere emittente o ricevente;

• i lavori degli allievi: tutte le attività, compiti, esercizi, progetti, prove oggettive (di completamento - di corrispondenza - vero falso - a scelta multipla), saggi, prove scritte a tema assegnato ma libere nella forma, prove a libro aperto, biografie di lavoro, che gli alunni/e realizzano in forma individuale o in gruppo, in aula o fuori di essa.

Le caratteristiche della valutazione

La valutazione dovrà necessariamente precedere, accompagnare e seguire i percorsi curricolari, quindi essere:

• continua: realizzarsi in modo permanente sulla base di una successione che permetta di dare un valore tanto al progresso quanto alle difficoltà di ciascun allievo;

• integrale: tenere conto di tutti gli aspetti e delle diverse dimensioni dell’individuo;

• sistematica: essere organizzata sulla base di principi pedagogici e messa in relazione con gli scopi dell’educazione;

• flessibile: essere in accordo con i ritmi di sviluppo dell’individuo, considerando perciò la “storia” dell’allievo, i suoi interessi di base e le sue capacità, i suoi limiti e i suoi cambi d’interesse;

• interpretativa: cercare di comprendere il significato dei processi e dei risultati e non solo la loro evidenza finale.

STORIA

Premessa

Ma perché la Storia? A che cosa serve?

Sono domande che ancora oggi rivolgono alla scuola genitori e bambini preoccupati per lo studio. La Storia non è certo “utile” come la grammatica italiana o come la matematica: nel senso che “serve” meno immediatamente e direttamente di queste discipline a comunicare nella vita quotidiana. Essa è anche meno “utile” di qualunque disciplina a carattere filosofico o scientifico, in quanto a differenza di esse non favorisce alcuna informazione sulla struttura direttiva del mondo e della realtà. Essa non è neppure magistra vitae, come un tempo si diceva; lo sarebbe solo se fossimo in grado di dimostrare che fatti, problemi, istituzioni, strutture della Storia si presentano e si evolvono secondo schemi razionalizzabili e intelligibili ben precisi. E non siamo in grado di dimostrare nulla del genere.

Quel che si può dire è che lo “studio delle storie, insieme alla memoria delle generazioni viventi, alla percezione del presente e alla visione del futuro, contribuisce a formare la coscienza storica dei cittadini e li motiva al senso di responsabilità nei confronti del patrimonio dei beni comuni” .

La Storia davvero aiuta a non ripetere errori già commessi, concorre a chiarire la nostra identità comunitaria, a formare l’autocoscienza relativa a quello che ciascuno di noi rappresenta nei contesti (culturale, linguistico, poetico, etnico, sociale, religioso), nei quali è inserito.

La Storia, quindi, serve. Al pari dell’Antropologia e delle altre Scienze umane, essa ha come oggetto l’uomo, studiato nei suoi contesti alla luce dei suoi concreti condizionamenti, considerato pertanto alla luce della compresenza di quanto in lui è basilare, fondante, qualificante, e di quanto è invece relativo, dinamico, soggetto al mutamento. La Storia è in questo senso scienza pratica, sperimentale. Essa non dà risposte generali e normative, bensì particolari e indicative. Senza essere magista vitae, insegna a vivere e a scegliere.

Compito degli insegnanti è abituare gli studenti a distinguere tra storie come complesso degli avvenimenti e dei loro significati nelle vicende umane e storie come ricerca ed esposizione relativi a essi: fra Storia vera e propria da una parte e storiografia dall’altra. È importante liberare i ragazzi dalla comoda e ambigua idolatria di una Storia concepita come “lineare progresso” e abituarli all’idea di una Storia intesa, invece, come “articolato progresso”.

L’insegnante di Storia dovrà proporre, in sintesi, preliminarmente i grandi fatti, il loro significato, le istituzioni e le strutture che li sostengono, per mostrare poi come avvengono e si articolano le scelte che conducono il mondo a diventare quello che ora è.

Un tale metodo aiuta a riconoscere nel cammino delle cose umane, l’uomo e la sua libertà.

L’alunno/a:

PROGETTAZIONE ANNUALE

STORIA

COMPETENZE DA ATTIVARE

• Riflette sugli elementi che portano alla costruzione del concetto di Storia.

• Individua e utilizza i tratti caratteristici necessari per costruire un quadro di Civiltà.

• Struttura gradualmente un percorso adatto a memorizzare e a esporre con criterio, sistematicità e linguaggio specifico i fatti storici utilizzando più linguaggi.

• Riflette sulle scoperte più importanti che ha fatto nel corso della sua storia.

• Opera periodizzazioni mediante l’individuazione dei fenomeni significativi e caratterizzanti riportandoli anche su linee del tempo.

• Riconosce il rapporto esistente fra le caratteristiche dell’ambiente fisico e l’organizzazione economico-sociale di un popolo mediante la “lettura” di carte geo-storiche.

• Riconosce gli aspetti che caratterizzano una Civiltà scoprendone analogie e differenze, coerenze e incoerenze, cause ed effetti e utilizza tali aspetti nella costruzione di schemi di sintesi.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Uso delle fonti

• Individuare le tracce che si usano come fonti per ricostruire fatti storici.

• Comprendere che la ricostruzione storica del passato si può effettuare attraverso fonti orali, materiali, iconiche, documentarie.

• Riorganizzare le informazioni e saper trarre conclusioni sulla base della documentazione esaminata.

• Reperire, conoscere, classificare, confrontare fonti documentarie per la ricostruzione di un evento storico.

• Ordinare i documenti raccolti che esprimono punti di vista diversi.

• Scoprire che esistono documenti che esprimono punti di vista diversi.

• Valutare l’autenticità e l’attendibilità delle fonti.

Organizzazione delle informazioni

• Individuare durate, periodi, cicli temporali, trasformazioni.

• Scoprire come si contano gli anni in Civiltà diverse.

• Leggere e interpretare carte geografiche antiche e moderne e tabelle.

• Ricavare informazioni e inferenze da testi per costruire quadri di civiltà.

• Collocare la datazione relativa alle Civiltà prese in esame sulla linea del tempo.

• Confrontare quadri storici delle Civiltà esaminate individuandone analogie e differenze.

Strumenti concettuali

• Operare una distinzione tra a.C. (avanti Cristo) e d.C. (dopo Cristo) sulla linea del tempo.

• Individuare dal punto di vista storico e geografico le Civiltà prese in esame; comprendere come l’essere umano è intervenuto sul territorio per adattarlo alle proprie esigenze.

• Collocare geograficamente e cronologicamente ciascuna Civiltà.

• Individuare gli elementi comuni che le caratterizzano.

• Conoscere l’organizzazione sociale, il governo, l’economia, la religione, l’espressione artistica di ciascuna Civiltà.

• Conoscere i progressi tecnico-culturali apportati dalle Civiltà prese in considerazione.

• Elaborare rappresentazioni sintetiche delle Civiltà studiate mettendo in rilievo le relazioni fra gli elementi caratterizzanti.

Produzione scritta e orale

• Riflettere sugli argomenti studiati e rappresentare conoscenze e concetti appresi attraverso disegni, grafici, schede di sintesi, testi scritti, giochi e risorse digitali.

• Costruire un quadro di sintesi delle Civiltà prese via via in esame.

• Costruire le linee del tempo relative alle Civiltà esaminate e confrontarle evidenziando differenze e similitudini.

• Produrre brevi testi scritti per descrivere e per argomentare le permanenze e i mutamenti rilevati tra i diversi quadri di Civiltà presi in considerazione.

• Esporre con coerenza conoscenze, concetti appresi usando il linguaggio specifico della Storia.

CONTENUTI E NUCLEI FONDANTI

• Periodizzazioni storiche a larghe maglie: i periodi storici oggetto di studio.

• Cronologia storica secondo la periodizzazione occidentale (prima e dopo Cristo).

• Conoscenza e uso dei vari tipi di fonte storica.

• Costruzione di mappe di contemporaneità.

• Aspetti costitutivi di una Civiltà: dove, quando, ambiente, organizzazione politica e sociale, religione, economia, arte, cultura, vita quotidiana.

• Aspetti fondamentali del passato dell’Italia fino alla fine dell’Impero Romano d’Occidente.

• Analogie e differenze tra quadri di Civiltà: i Greci, i Popoli italici, gli Etruschi, gli Umbri, i Romani.

GEOGRAFIA

Premessa

Per poter insegnare bene la Geografia bisogna avere le idee chiare su cosa essa sia oggi a livello scientifico e sulla recente evoluzione del pensiero geografico.

La Geografia studia i rapporti delle società umane tra loro e con il Pianeta che le ospita, riguarda i processi di trasformazione progressiva dell’ambiente ad opera dell’uomo o per cause naturali di diverso tipo, abitua a osservare la realtà da punti di vista diversi che consentono di considerare e rispettare visioni plurime di un approccio interculturale dal vicino al lontano”.

La vera Geografia è educazione geografica, con un grande scopo sociale: fornire una metodologia integrata di strumenti materiali e soprattutto concettuali che consentano di leggere e interpretare la sempre più complessa realtà territoriale, di decodificarla, di darle un senso, di “appropriarsene” e, così facendo, di non sentirsi stranieri in casa propria, nel proprio territorio: dal piccolo spazio vicino e vissuto al mondo intero.

La Geografia, quindi, può e deve proporsi di formare cittadini del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo guardando al futuro.

Tale finalità non si può sempre raggiungere per intero nella Scuola Primaria; in essa, però, si debbono porre le basi e, si deve cominciare a camminare in questa direzione.

Nello stendere il curricolo della Geografia e nell’identificare gli obiettivi da perseguire è importante partire sempre dai problemi e dalle attività dell’ambiente più vicino al bambino, che riveste per lui un significato percettivo-oggettivo importante.

Proporre itinerari di conoscenza, prima descrittiva e poi interpretativa, del proprio ambiente di vita che prevedano esperienze di esplorazione, di scoperta e di costruzione dei concetti basilari di ambiente, territorio e paesaggio

Al termine della Scuola Primaria l’alunno dovrà essere in grado di orientarsi nello spazio circostante e sulle carte geografiche; dovrà saper leggere e interpretare i simboli della cartografia e realizzare semplici scritti e carte tematiche; dovrà altresì individuare i caratteri che connotano i paesaggi con particolare attenzione a quelli italiani e, infine, rendersi conto che lo spazio geografico è un sistema costituito da elementi fisici e antropici legati tra loro da rapporti di connessione e/o interdipendenza.

Ruolo dell’insegnante sarà quello di porsi come “ponte di curiosità” tra il bambino e l’ambiente, senza tralasciare elementi attuali che possono essere molto significativi: terremoti, inondazioni, cambiamenti climatici, iniziative ambientali.

Tali elementi saranno molto utili a stimolare l’interesse reale verso i problemi ambientali di cui tanto si parla.

L’alunno:

Progettazione annuale GEOGRAFIA

COMPETENZE DA ATTIVARE

• Prende coscienza di come la Geografia studia la Terra e la rappresenta.

• Si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche utilizzando riferimenti topologici, Punti Cardinali e coordinate geografiche.

• Ricava informazioni geografiche da una pluralità di fonti: satellitari, digitali, fotografiche, cartacee, artistico-letterarie.

• Utilizza il linguaggio della geograficità per interpretare carte geografiche.

• Realizza semplici schizzi cartografici e carte tematiche.

• Individua, conosce e descrive gli elementi caratterizzanti del paesaggio geografico.

• Rappresenta uno spazio codificato e le trasformazioni che connotano ambienti e paesaggi.

• Coglie le relazioni tra territorio, distribuzione delle popolazioni e sviluppo economico,

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Orientamento

• Utilizzare correttamente i punti cardinali per orientarsi nello spazio e leggere rappresentazioni cartografiche.

• Orientarsi e muoversi nello spazio utilizzando carte geografiche di diverso tipo: del Comune in cui si vive, della propria regione, dell’Italia.

• Progettare semplici itinerari di viaggio e/o ricostruire sulle carte i viaggi effettuati.

• Rappresentare spazi lontani secondo le proprie mappe mentali.

Linguaggio della geograficità

• Localizzare sul planisfero e sul globo i continenti e gli oceani, ricostruendo le principali caratteristiche.

• Localizzare nella carte europea, sul planisfero e sul globo la posizione dell’Italia in Europa.

• Leggere, analizzare e interpretare diversi tipi di rappresentazione cartografica.

• Analizzare fatti e fenomeni, locali e globali, interpretando carte geografiche di diversa scala, carte tematiche, grafici, fotografie aeree.

• Calcolare distanze su carte, utilizzando la scala geografica e numerica.

• Localizzare, nelle rappresentazioni cartografiche dell’Italia, il proprio comune, la propria regione.

• Localizzare, sulla carta geografica dell’Italia, le regioni fisiche, storiche e amministrative.

• Realizzare carte della propria e di altre regioni d’Italia, utilizzando la simbologia convenzionale

• Giocare, a livello linguistico, con parole legate alla geografia, nei suoi diversi aspetti.

1 Presentazione

Paesaggio

• Conoscere gli elementi che caratterizzano i principali paesaggi italiani, europei, mondiali:

– conoscere le particolarità del territorio italiano e la distribuzione dei più significativi elementi fisici e antropici, attraverso le studio delle regioni.

– effettuare confronti tra l’Italia e altri territori, analizzando alcuni elementi caratterizzanti: paesaggi, economia, popolazione, storia.

• Individuare e conoscere, nel territorio italiano, elementi di particolare valore ambientale e culturale, da tutelare e valorizzare.

Regione e sistema territoriale

• Consolidare il concetto di Regione geografica:

– scoprire il concetto di “Regione geografica”;

– conoscere alcune suddivisioni dell’Italia in regioni climatiche, paesaggistiche, amministrative, economiche;

– individuare gli aspetti fisici, climatici, socioculturali, amministrativi, economici della propria Regione e delle altre Regioni italiane.

• Individuare problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, culturale del proprio Comune, della propria Regione, degli altri territori italiani e provare a ipotizzare soluzioni idonee nel proprio contesto di vita

EDUCAZIONE CIVICA

Premessa

La Legge 92 del 20 agosto 2019 ha introdotto dall’anno scolastico 2020-2021 l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica, nel primo e secondo ciclo di istruzione, con iniziziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile, a partire dalla Scuola dell’infanzia.

Per favorire, da parte delle istituzioni scolastiche, una corretta attuazione dell’innovazione normativa, la quale implica una revisione dei curricili di istituto per adeguarli alle nuove disposizioni, sono state pubblicate con il D.M. n. 35 del 22 giugno 2020 le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica.

La scelta della trasversalità di questo nuovo insegnamento, al quale dovrà essere dedicato un tempo non inferiore a 33 ore annuali, risponde alla necessità di perseguire una pluralità di obiettivi di apprendimento e di competenze non ascrivibili a una singola disciplina.

Nella scuole di primo ciclo, l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica è affidato, in cotitolarità, a dicenti di classe individuati sulla base dei contenuti del curriculo, utilizzando le risorse dell’organico dell’autonomia. Tra essi è individuato un coordinatore.

Sarà, quindi, compito del collegio dei docenti individuare competenze, abilità, conoscenze da inserire nella programmazione per l’insegnamento dell’Educazione civica.

Per tali motivi si ritiene opportuno indicare solo alcuni obiettivi di apprendimento e un esempio di percorso didattico.

Progettazione annuale

EDUCAZIONE CIVICA

COMPETENZE DA ATTIVARE

L’alunno/a:

• È consapevole che i principi di solidarietà, uguaglianza e rispetto della diversità sono i pilastri che sorreggono la convivenza civile e favoriscono la costruzione di un futuro equo e sostenibile..

• Comprende i concetti di Stato, Regione, Città Metropolitana, Comune e Municipi e riconosce i sistemi e le organizzazioni che regolano i rapporti fra cittadini e i principi di libertà sanciti dalla Costituzione.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

• Riconoscere, rispettare i principi fondamentali e i valori sanciti e tutelati dalla Costituzione.

• Scoprire l’importanza delle procedure nell’esercizio della Cittadinanza e la distinzione fra i diversi compiti, ruoli e poteri.

• Conoscere l’organizzazione politica dello Stato Italiano: ordinamento dello Stato, delle Regioni, degli Enti territoriali (Province, Comuni), delle autonomie locali.

• Scoprire i simboli che caratterizzano la nostra nazione:

– Inno di Mameli;

– la bandiera italiana; – l’emblema della Repubblica.

• Conoscere le caratteristiche e il funzionamento delle Organizzazioni Internazionali.

Storia, Geografia, Educazione civica

INDICAZIONI METODOLOGICHE

Le attività di ricerca, organizzate in motivanti itinerari di scoperta, costituiranno la parte centrale del percorso didattico; gli alunni/e saranno invitati a “osservare, analizzare, formulare domande e ipotesi, reperire fonti, discutere sulla documentazione, stendere frasi di sintesi o brevi relazioni conclusive” per cogliere le prime chiavi di lettura della realtà circostante secondo il parametro temporo-spaziale.

Le attività di ricerca, svolte solitamente a piccoli gruppi in cooperative learning, saranno integrate da lezioni frontali finalizzate a presentare e coordinare i contenuti presi in esame e l’uso di strumenti.

• Le esperienze e le conoscenze degli alunni/e saranno riferimenti costanti della progettazione didattica.

• L’osservazione, la problematizzazione, il confronto con i compagni e con gli adulti dovranno tendere a divenire un’abitudine procedurale.

• Le tematizzazioni, le tecniche e i linguaggi che verranno proposti dovranno essere agevolmente indagabili e controllabili dagli alunni/e.

• La contestualizzazione dei contenuti, pur nella semplificazione delle rappresentazioni cognitive, dovrà salvaguardare la complessità del reale e la connessione dinamica dei fattori temporali e spaziali.

CRITERI DI VERIFICA E VALUTAZIONE

• Osservazione sistematica dei modi di partecipazione e delle abilità individuali messe in atto.

• Uso di schede di lettura delle fonti: satellitari, digitali, fotografiche, cartacee, artistico-letterarie.

• Giochi motori, disegni, cloze, costruzioni di mappe e rappresentazioni grafiche di diverso tipo.

• Questionari strutturati e a domande aperte.

• Classificazione di informazioni in schemi conosciuti.

• Lettura di linee del tempo e rappresentazioni spaziali ivi comprese le carte geografiche di diverso tipo.

• Relazioni scritte e orali, grafi, tabelle di sintesi, schemi logici, monografie, rubriche e griglie.

EDUCAZIONE MOTORIA

Premessa

Le attività motorie e sportive forniscono agli alunni/e le occasioni per riflettere sui cambiamenti del proprio corpo, per accettarli e viverli serenamente come espressione della crescita e del processo di maturazione di ogni persona.

Partecipare alle attività motorie e sportive significa condividere con altre persone esperienze di gruppo, promuovendo l’inserimento anche di alunni/e con varie forme di diversità ed esaltando il valore della cooperazione e del lavoro di squadra.

Il gioco e lo sport sono, infatti, mediatori e facilitatori di relazioni e “incontri”.

Attraverso un serio “progetto” di attività motorie, personalizzato sulle specifiche capacità di ciascun alunno e rispondente ai suoi bisogni specifici, si può favorire la maturazione armonica di ciascun bambino che si appresta a vivere l’avventura della crescita.

L’attività motoria costituisce, inoltre, una situazione privilegiata per la reale integrazione sia degli alunni/e appartenenti a culture differenti (esempio: bambini di provenienza comunitaria o extracomunitaria), sia dei soggetti diversamente abili e di quelli in forte difficoltà di apprendimento, il cui numero, negli ultimi anni, è in continuo aumento.

L’esperienza ludico-motoria, infatti, lontana dai “precocismi” delle discipline sportive, permette a ogni alunno di esprimersi liberamente nei vissuti motori, favorisce la capacità di conoscere se stessi, di rapportarsi con il mondo esterno, facilitando l’evoluzione dell’equilibrio psico-fisico. Essa promuove inoltre la conoscenza e l’acquisizione dello schema corporeo, nonché il rapporto tra il bambino, l’ambiente e le persone circostanti, che costituiscono la base indispensabile per la costruzione e l’organizzazione della personalità e, di conseguenza, per ogni apprendimento.

È indubbio che l’esperienza motoria risulti incisiva nello sviluppo di competenze espressive, linguistiche, logico-matematiche, artistiche e sociali.

È fondamentale, però, che siano sollecitati negli alunni/e:

• una forte motivazione;

• un intenso coinvolgimento emotivo;

• adeguati livelli di difficoltà;

• un clima di fiducia reciproca;

• familiarità e sensazione nei confronti dell’ambiente in cui si svolge l’attività;

• valorizzazione delle capacità e delle risorse di ciascuno;

• percezione (personale e condivisa) dei propri progressi e riscontro nel tempo attraverso modalità di valutazione oggettive.

In ciascun vissuto proposto risulterà determinante:

• contestualizzare ogni proposta di gioco;

• privilegiare i metodi induttivi (libera esplorazione, scoperta guidata, risoluzione di tutti i problemi);

• lasciare in ogni attività uno spazio per valorizzare risposte motorie originali e creative;

• utilizzare la più ampia varietà di materiali e, quando possibile, far creare dai bambini stessi l’occorrente per lo svolgimento dei giochi;

• consentire, al termine di ogni proposta, una riflessione su quanto sperimentato;

• attivare diversi espedienti per fissare il ricordo di momenti significativi dell’attività (fotografie, riprese, disegni, commenti scritti).

Progettazione annuale

EDUCAZIONE MOTORIA

COMPETENZE DA ATTIVARE

L’alunno/a:

• Acquisisce consapevolezza di sé e del proprio corpo e la padronanza degli schemi motori e posturali.

• Agisce in modo adeguato per la sicurezza di sé e degli altri, sia nel movimento sia nell’uso degli attrezzi.

• Sperimenta una pluralità di esperienze che permettono di maturare competenze di gioco, di gruppo e di gioco-sport.

• Sperimenta in forma semplificata e progressivamente sempre più complessa schemi motori e posturali e diverse gestualità tecniche.

• Comprende, all’interno delle varie occasioni di gioco e di sport, il valore delle regole e l’importanza di rispettarle.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Il corpo e la sua relazione con lo spazio e il tempo

• Conoscere e controllare l’atto respiratorio e prendere coscienza delle fasi della respirazione.

• Sviluppare la percezione in funzione del controllo posturale.

• Sviluppare l’equilibrio in posizioni statiche e in situazioni dinamiche.

• Controllare adeguatamente il proprio corpo nello spazio.

• Individuare risposte motorie agli stimoli offerti.

• Consolidare e affinare gli schemi motori di base.

• Sviluppare e consolidare le capacità di coordinazione generale e oculo-segmentaria.

• Comprendere, elaborare, programmare, controllare azioni motorie.

• Sviluppare e consolidare le capacità coordinative oculo-manuali e oculo-podaliche.

Il linguaggio del corpo come modalità

comunicativo-espressiva

• Prendere coscienza delle proprie possibilità corporee e dei propri limiti.

• Percepire e conoscere l’altro con contatti corporei.

• Vivere con il corpo situazioni emotivo-relazionali individuate in racconti, in esperienze concretamente vissute.

• Vivere a livello corporeo alcuni tipi di relazioni con l’altro: dare e ricevere, domandare e ottenere, chiedere e rispondere, spiegare e comprendere, accettare e rifiutare, amare e odiare.

• Riconoscere l’altro come diverso da sé.

• Decodificare i messaggi corporei altrui.

• Vivere situazioni motorie a coppie, in piccoli o grandi gruppi.

• Conoscere, vivere, padroneggiare le distanze che regolano le relazioni umane (distanza minima, personale, sociale, pubblica).

Il gioco, lo sport, le regole e il fair play

• Rispettare il proprio turno di attività.

• Essere in grado di accettare chiunque come compagno di gioco.

• Essere disponibile alla collaborazione.

• Rendersi conto delle valenze positive del giocare bene insieme.

• Interagire positivamente e collaborare con i compagni senza prevaricazioni.

• Saper accettare il risultato ottenuto da un gioco.

• Apprendere gesti motori codificati di alcune discipline sportive.

• Trasferire, in forma creativa, gesti sportivi in situazioni di vita comune.

• Conoscere, rispettare e applicare le regole dei giochi sportivi: pallavolo, pallamano, minibasket.

• Cooperare nel gruppo e confrontarsi lealmente in un gioco di squadra.

• Assumere ruoli diversi nell’ambito di forme di gioco organizzate.

Salute e benessere, prevenzione e sicurezza

• Rispettare le cose proprie e altrui.

• Muoversi correttamente negli ambienti rispettando le persone e gli oggetti presenti.

• Utilizzare in modo appropriato gli attrezzi ginnici.

CONTENUTI E NUCLEI FONDANTI

• Percezione e scoperta del proprio corpo.

• Strutturazione dello schema corporeo.

• Schemi posturali.

• Schemi motori dinamici.

• Organizzazione spazio-temporale.

• Lateralità e dominanza.

• Equilibrio statico e dinamico.

• Comunicazione mimico-gestuale.

• Capacità condizionali (forza, rapidità, resistenza).

• Ritmo e danza.

• Vissuti polivalenti.

• Attività ludiche.

• Giochi tradizionali, liberi, con regole.

INDICAZIONI METODOLOGICHE

La metodologia che verrà adottata nell’insegnamento/apprendimento dell’educazione fisica può essere sintetizzabile nei seguenti punti:

• rendersi conto della situazione di partenza degli alunni/e;

• organizzare e predisporre situazioni-stimolo aperte, flessibili, diversificate per offrire a ciascun alunno opportunità di successo e di valorizzazione del sé;

• utilizzare strategie specifiche per valorizzare il prodotto degli alunni/e, sollecitando l’uso dei diversi linguaggi verbali e prevedendo, all’interno del percorso didattico situazioni atte alla comunicazione;

• proporre attività da vivere non solo a livello individuale, ma anche a coppia, in gruppo, in squadra;

• utilizzare metodi sia di tipo induttivo (libera esplorazione, scoperta guidata, risoluzione dei problemi), sia deduttivo (assegnazione di compiti e metodo misto);

• creare un’atmosfera stimolante e coinvolgente;

• dare spazio a momenti di riflessione e di rielaborazione di ciò che è stato fatto.

CRITERI DI VERIFICA

Durante lo sviluppo delle esperienze motorio-corporee, verrà data grande importanza all’osservazione in situazione, che permette di:

• cogliere il livello di competenza evidenziato da ogni singolo alunno e, di conseguenza, modulare in itinere le situazioni didattiche presentate;

• cogliere gli aspetti comunicativo-relazionali all’interno del gruppo e scoprire lo status sociometrico di ciascun alunno;

• individuare la capacità di risolvere problemi o di inventare situazioni.

Verranno altresì usate altre modalità di verifica:

• svolgimento di prove strutturate;

• osservazioni mirate (su determinate competenze o specifici alunni/e).

“… La Storia come campo scientifico di studio è la disciplina nella quale si imparano a conoscere fatti, eventi e processi del passato. Le conoscenze del passato offrono metodi e saperi utili per comprendere e interpretare il presente. La Storia generale nella Scuola Primaria è deputata a far scoprire alunni il mondo storico mediante la costruzione di un sistema di conoscenze riguardanti quadri di civiltà o quadri storico-sociali senza tralasciare i fatti storici fondamentali.”

CHI BEN COMINCIA…

Gli indicatori di civiltà

In cammino verso:

Competenze da attivare

• L’alunno/a:

- Individua relazioni tra gruppi umani e contesti spaziali.

- Ha coscienza degli indicatori indispensabili per costruire un quadro di civiltà.

Obiettivi di apprendimento

• Ricavare informazioni da fonti di diversa natura.

• Operare confronti tra civiltà diverse.

• Individuare e utilizzare gli indicatori indispensabili a costruire il quadro di qualsiasi civiltà.

• Elaborare rappresentazioni sintetiche delle civiltà studiate, mettendo in rilievo le relazioni fra gli elementi caratterizzanti.

• Produrre schematizzazioni e grafici riassuntivi.

INTRODUZIONE

Prima di affrontare i nuovi percorsi, è opportuno dedicare un po’ di tempo a riflettere sul lavoro svolto in classe quarta, in particolare sui diversi aspetti che caratterizzano una civiltà.

Quest’attività permetterà di riprendere il “cammino” nella storia con le preconoscenze necessarie.

PERCORSO DI APPRENDIMENTO

Iniziare con un gioco a gruppi.

Dividere la classe in quattro squadre e preparare quattro grandi buste di colori diversi. Sistemare, all’interno di ciascuna busta, immagini e testi che si riferiscono a una delle civiltà studiate e che riconducono ai diversi indicatori di civiltà:

tempo e luogo; organizzazione sociale; attività economiche; religione; cultura.

Ad esempio:

Busta rossa Sumeri

Busta azzurra Egizi

Busta verde Fenici

Busta gialla Ebrei

I SUMERI

La busta rossa, che si riferisce ai Sumeri, potrebbe contenere le immagini e le informazioni seguenti:

I Sumeri credevano in numerose divinità che rappresentavano elementi o fenomeni naturali: gli dèi erano rappresentati con un corpo simile a quello degli esseri umani. Al vertice si possono considerare due triadi.

La prima, la triade del cosmo, era costituita da:

Anu, dio del cielo;

Enlil, dio dell’aria o dell’alito del vento e delle grandi tempeste (si pensi che il territorio della Mesopotamia è alluvionale e palustre);

Enki, dio dell’abisso e dell’oceano, ma anche della saggezza; era lui, infatti, che si occupava delle attività della terra.

La seconda, la triade degli astri, era formata da:

Sin, dio della luna;

Utu o Shamash, dio del sole e della giustizia; Ishtar, dea dell’amore e della guerra.

I Sumeri allevavano buoi, pecore, capre, maiali dai quali ottenevano carne, lana e pelli e asini che utilizzavano come animali da trasporto. Nelle zone rimaste paludose, cacciavano la selvaggina e pescavano pesci nel mare.

Mar Mediterraneo
Oceano Indiano
Mar Caspio
Mohenjo-Daro
Fiume

GLI EGIZI

Thot era il dio dalla testa di ibis o di babbuino.

Proteggeva le arti e le scienze.

Osiride era il dio della morte, della rinascita e dell’aldilà.

Iside era una divinità femminile che proteggeva le mamme e i bambini/e.

I FENICI

Ogni città aveva un re e un governo autonomo: era una vera e propria città-stato. Il re veniva aiutato nelle sue decisioni e controllato dal Consiglio degli anziani e dai rappresentanti dei mercanti.

Con queste organizzazioni i Fenici fecero in modo che le grandi decisioni fossero prese non da una sola persona, il re, ma da più persone, evitando così che il potere del monarca diventasse assoluto.

I fenici tingevano lane pregiate ma anche delicati tessuti egiziani di lino con

I Fenici era politeisti, cioè adoravano molti dèi che pregavano e veneravano in templi dalla forma quadrata, simili a quelli egizi. Agli dèi venivano offerti dei sacrifici che i sacerdoti fenici compivano nei thopet, luoghi di culto in cui si trovava l’altare. Alcune fonti riportano che a volte effettuavano sacrifici umani. I Fenici credevano che nessun altro sacrificio potesse rallegrare e calmare la divinità come quello di ricevere in dono dagli uomini quanto di più prezioso avessero, cioè la vita dei propri cari.

GLI EBREI

Mosè guida il suo popolo dall’Egitto alla Palestina.

Le donne erano proprietà del padre o del marito; se erano sterili (cioè non potevano avere figli) potevano essere ripudiate o sostituite da altre mogli. L’uomo era padrone anche dei figli e aveva il diritto di venderli come schiavi: le bambine imparavano ad occuparsi della casa; i bambini spesso dovevano curare le pecore e le capre della famiglia: le portavano al pascolo e al tramonto le riportavano all’ovile, cioè al loro rifugio.

Solo i maschi frequentavano la scuola nella sinagoga

Gli Ebrei erano pastori nomadi divisi in dodici tribù guidate da capifamiglia detti patriarchi. Un giorno il patriarca Abramo ricevette da Dio la promessa di una terra dove avrebbero trovato migliori condizioni di vita e una numerosa discendenza. Così, intorno al 2000 a.C., Abramo si mise alla guida del suo popolo e da Ur, in Mesopotamia, lo guidò nella Terra Promessa da Dio, la regione di Canaan, in Palestina.

AL LAVORO!

All’interno di ciascun gruppo gli alunni e le alunne esamineranno le immagini e gli eventuali documenti scritti che si riferiscono alla civiltà loro assegnata. Ogni membro della squadra prenderà un’immagine e ne illustrerà per sommi capi, il contenuto al resto della classe, precisando anche il relativo indicatore di civiltà.

Facciamo un esempio con la civiltà degli Egizi. Il primo alunno o alunna mostrerà a tutti l’immagine e la commenterà brevemente:

la civiltà egizia si sviluppò nella valle percorsa dal fiume Nilo;

l’immagine indica il luogo;

gli Egizi lavoravano la ceramica con la quale fabbricavano vasi, stoviglie, statuette ecc.;

questa immagine ci fornisce un’informazione su uno degli aspetti dell’economia del popolo Egizio;

Thot era il dio dalla testa di ibis o di babbuino.

Proteggeva le arti e le scienze.

Osiride era il dio della morte, della rinascita e dell’aldilà.

Iside era una divinità femminile che proteggeva le mamme e i bambini/e.

questo documento, scritto e illustrato, ci dice che gli Egizi erano politeisti, cioè credevano in molte divinità; fornisce informazioni sulla loro religione.

Seguendo tale metodologia, ogni squadra presenterà alla classe la “propria” civiltà. Al termine di questa prima parte del percorso, l’insegnante fornirà a ciascun gruppo uno schema da completare.

TEMPO

4000 a.C. - 1500 a.C.

LUOGO

INSEDIAMENTI

RELIGIONE

ATTIVITÀ ECONOMICHE

I SUMERI

SCRITTURA E SCUOLA

INVENZIONI

ORGANIZZAZIONE SOCIALE

A struttura piramidale RELIGIONE

GLI EGIZI

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Tanti dèi: Nelle necropoli:

Nella valle dei re:

TEMPO

La Civiltà Fenicia si sviluppa tra il a.C. e il a.C.

ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Le città erano

governate dal aiutato e controllato dal

La Civiltà Fenicia si sviluppa nell’attuale , in un territorio non adatto all’ ma ricco di foreste di usato per costruire navi da e da LUOGO

I FENICI

Erano Le divinità più importanti erano RELIGIONE

SCOPERTE

Per navi da carico e da guerra:

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Erano commercianti di:

• àncora

Per colorare i tessuti: la .

Per realizzare vasi, gioielli, ciondoli, collane: il

Per poter commerciare e registrare contratti semplificarono l’ in 22 simboli.

oggetti di Diedero vita a degli empori per depositare le : da questi si svilupparono le con le stesse della patria.

SIGNIFICATO DEL NOME

“Coloro che passano”

GLI EBREI

PERIODO TECNOLOGIA

TERRITORIO

ATTIVITÀ ECONOMICHE

Costruzione di

ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Leggere e confrontare i dati riportati nei diversi schemi e rilevare le analogie e le differenze tra le civiltà analizzate. Isolare alcuni degli aspetti considerati (scelta del territorio, attività economiche, religione ecc.) e chiedere agli alunni e alle alunne di esprimere alcune idee generali che possono scaturire dalla lettura sincronica.

Ad esempio:

Attività economiche

Religione

Idee generali:

I popoli antichi scelsero come dimora stabile territori fertili, dove era possibile praticare l’agricoltura e la pastorizia.

Le attività che si svilupparono presso i popoli antichi erano strettamente legate alle risorse del territorio in cui vivevano.

Terminare questa prima unità di apprendimento con un piccolo compito di realtà. Preparare una nuova busta per ogni squadra. Al suo interno, i bambini e le bambine troveranno uno stimolante compito da svolgere.

Territorio
Egizi
Sumeri Fenici
Ebrei

COMPITI DI REALTÀ

SUMERI

Sei un giornalista di Rai Cultura e devi intervistare il progettista di una grande ziqqurat Formula bene le domande; alla fine dell’intervista i telespettatori dovranno avere un’idea precisa di questo grandioso tempio, rispetto a: la forma; i materiali utilizzati; cos’era la ziqqurat e da chi era frequentata; cosa sorgeva sulla cima; cosa si doveva percorrere per arrivare al tempio; chi saliva in cima alla ziqqurat e a fare cosa; cosa contenevano i magazzini al piano terra; quali attività si svolgevano nei laboratori.

EGIZI

Sei un architetto egizio al quale è stato affidato l’incarico di progettare e costruire una piramide. Elenca tutte le fasi necessarie alla sua realizzazione: stendi il progetto; descrivi il luogo sul quale sorgerà la costruzione; indica i materiali che ti serviranno; illustra i metodi usati per trasportare i grandi massi dalla cava sulla montagna alla zona di costruzione; spiega il procedimento che utilizzerai per mettere i blocchi uno sopra l’altro, con precisione e nelle giuste posizioni; descrivi “l’appartamento” per i defunti che realizzerai all’interno della piramide.

FENICI

Si è sparsa la notizia che le navi fenicie sono le più veloci del Mediterraneo.

Sei un tecnico fenicio, devi illustrare a un giornalista, che è venuto ad intervistarti, le caratteristiche delle vostre imbarcazioni e spiegare perché sono sicure e veloci. Prepara prima una scheda tecnica che ti servirà come guida.

Dovrai tenere conto dei seguenti aspetti:

lunghezza; larghezza; elementi particolari: chiglia, poppa, prua, scafo, murate, vela, albero, timone, equipaggio, carico, àncora.

EBREI

Sei un cuoco pluristellato, partecipi ad una trasmissione televisiva in cui alcuni cuochi, famosi come te, utilizzando gli ingredienti contenuti in un cesto, dovranno preparare un piatto appartenente alla cultura di un popolo dell’antichità.

A te sono stati assegnati gli Ebrei. Nel cesto hai trovato:

10 datteri snocciolati;

100 g di noci sgusciate; 2 mele;

250 g di prugne secche; miele.

Dovrai preparare il Charoset, una salsa abbastanza densa, che ricorda la malta, il “cemento” che gli Ebrei utilizzavano per le opere di muratura del faraone. Hai a disposizione un computer che potrai usare per dieci minuti al fine di documentarti. Davanti alle telecamere dovrai preparare il Charoset, spiegandone le fasi di lavorazione.

I GRECI

Le caratteristiche della civiltà

In cammino verso: Competenze da attivare

• L’alunno/a:

- Comprende avvenimenti, fatti e fenomeni delle società e civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’umanità, con possibilità di apertura e confronto con la temporaneità.

Obiettivi di apprendimento

• Individuare il tempo e lo spazio in cui fiorì la civiltà greca.

• Conoscere il processo di formazione della pòlis e individuarne le caratteristiche.

• Comprendere le differenze più significative riscontrabili tra la pòlis di Atene e quella di Sparta per ciò che concerne la vita e i suoi valori.

• Riflettere sul concetto di democrazia così come fu realizzata ad Atene e sul governo oligarchico di Sparta.

• Scoprire e analizzare le caratteristiche della religione dei Greci.

• Scoprire e comprendere le cause e le peculiarità della colonizzazione greca, in particolare di quella diretta in Italia.

• Conoscere le caratteristiche del teatro greco e la sua funzione sociale ed educativa.

• Comprendere come i tipi di educazione impartiti a Sparta e ad Atene fossero congruenti con gli ideali di vita dei due popoli.

• Scoprire le peculiarità della vita quotidiana in Grecia con particolare riferimento all’abbigliamento, all’alimentazione, ai giochi.

• Analizzare l’alfabeto greco e il suo uso.

• Conoscere aspetti e eventi significativi del conflitto greco-persiano.

• Scoprire il piano di riforme politiche, sociali e di iniziative culturali e architettoniche che caratterizzò Atene nell’età di Pericle.

• Comprendere le linee essenziali del passaggio dal pensiero magico-religioso a quello scientifico-sperimentale.

• Conoscere le cause che determinarono la guerra del Peloponneso e la conseguente decadenza delle pòleis.

• Ricostruire la formazione dell’Impero di Alessandro Magno e individuarne le caratteristiche.

• Elaborare una rappresentazione sintetica della civiltà greca mettendo in rilievo le relazioni tra gli elementi caratterizzanti.

INTRODUZIONE

La civiltà greca, ancora prima di quella romana, costituisce la “culla” della cultura occidentale e offre dunque l’occasione per promuovere attività di confronto fra passato e presente.

Insieme agli alunni e alle alunne si ricostruirà uno spaccato di vita dell’antica Grecia attraverso l’analisi di immagini e la lettura di fonti.

Le informazioni desunte ci consentiranno di mettere a fuoco fondamentali caratteristiche della struttura e dell’organizzazione sociale della Grecia antica, con particolare attenzione:

• alla tipologia dei ruoli sociali;

• ai modelli educativi diversi;

• ai particolari stili di vita.

PERCORSO DI APPRENDIMENTO

I Greci: spazio e tempo

Ricordare ai bambini e alle bambine quanto scoperto in classe IV riguardo ai Micenei e spiegare poi che, attorno al 1200 a.C., i Dori, una popolazione nomade proveniente dall’Europa centrale, invase il Peloponneso quindi Micene e le altre città stato degli Achei

A questi invasori bellicosi e semi-primitivi gli storici attribuiscono la distruzione dei palazzi achei, l’interruzione dei commerci, la scomparsa della scrittura, il generale imbarbarimento che segnò la fine della civiltà micenea. Questo periodo di crisi viene chiamato dagli storici “Medioevo ellenico” o “Età oscura”.

A partire dall’VIII secolo, però, seppur molto lentamente, la popolazione ricominciò ad aumentare, l’agricoltura rifiorì, ripresero le attività artigianali e commerciali, ricomparve la scrittura. Nacque una nuova forma di organizzazione politica e sociale: la pòlis (al plurale pòleis) una cittàstato autonoma governata da un gruppo più o meno esteso di cittadini.

Costruire con gli alunni e le alunne la linea del tempo evidenziando la durata di ciascun avvenimento con una diversa colorazione.

Discesa dei Dori (fine XII secolo a.C.)

Età oscura (XI-VIII secolo a.C.)

Nascita della polis (VIII secolo a.C.)

Gli Achei, i Dori, gli Ioni, gli Eoli, cioè le varie popolazioni che si erano stabilite in tre aree diverse, nella penisola greca e sulle coste del Mar Egeo, si organizzarono in città-stato:

i Dori si stabilirono in gran parte del Peloponneso e nella regione della Laconia dove sorsero le pòleis di Sparta, Corinto, Argo;

gli Ioni si stanziarono nell’Attica, dove sorse Atene, nell’Eubea, nella Calcide, a Delo, sulle altre coste dell’Asia Minore;

gli Eoli si stabilirono nella Boezia, in Arcadia, nella Tersalia, sull’isola di Lesbo e le coste vicine, fondando Tebe, Farsalo, Mitilene.

Queste popolazioni, pur non formando un unico stato, si integrarono fra loro parlando la stessa lingua e venerando gli stessi dèi; introdussero altresì una moneta di scambio. Attribuirono la loro origine a un unico eroe mitico Elleno dal quale presero il nome di Elleni, conosciuti poi come Greci

Analizzare ora l’aspetto fisico del territorio.

Osservare con attenzione la carta fisica della Grecia e invitare i bambini e le bambine a verbalizzarne le caratteristiche. L’insegnante potrebbe utilizzare delle domande-guida del tipo:

A Quali mari bagnano la Grecia?

A Il territorio della penisola greca è prevalentemente montuoso o pianeggiante?

A Le pianure sono scarse o estese? Dove si trovano: al centro della penisola o lungo la fascia costiera?

A Quali saranno state le attività più diffuse?

A I fiumi sono lunghi o brevi? Sono lineari o tortuosi? Ricchi o poveri di acqua?

A Le montagne scendono a picco sul mare: come sono, quindi, le coste? Dritte e uniformi o ricche di insenature e promontori?

A La conformazione del territorio favorì le comunicazioni via terra oppure determinò l’isolamento dei centri abitati?

Nel momento in cui tutta la classe avrà risposto alle diverse domande e completato la lettura della carta fisica della Grecia, si potrà costruire collettivamente un testo riassuntivo del tipo:

La Grecia è divisa dal suo stretto braccio di mare in due parti, una a nord, una a sud. A ovest è bagnata dal Mare Ionio, a est dal Mar Egeo.

Il territorio della penisola greca è prevalentemente montuoso; le pianure sono scarse, poco estese e si trovano lungo la fascia costiera.

I fiumi sono brevi e poveri d’acqua.

Le attività più diffuse sono: la pastorizia, la pesca e più tardi il commercio; il clima mite permette anche la coltivazione dell’ulivo e della vite.

Le coste sono molto frastagliate, ricche di insenature e promontori e, poiché le comunicazioni interne erano difficili e i centri abitati molto isolati fra loro, era assai più facile viaggiare e trasportare merci per mare, navigando lungo le coste.

Nella penisola greca, quindi, sorsero una serie di città-stato autonome, separate l’una dall’altra: le pòleis

Atene oggi: sullo sfondo il porto del Pireo.

Le pòleis

Per spiegare ai bambini e alle bambine come nacquero le pòleis, utilizzare uno scritto di Aristotele, tratto dalla Politica, molto chiaro in proposito.

La comunità che si costituisce per la vita quotidiana secondo natura è la famiglia, un secondo passo si ha quando più famiglie si riuniscono e formano un villaggio; il villaggio pare sia un prolungamento della famiglia. La comunità che risulta da più villaggi è la pòlis

(Aristotele)

Spiegare che gli abitanti dei villaggi, a partire dall’VIII secolo a.C., si alleavano per proteggere le terre e il bestiame e per scambiare i loro prodotti. A poco a poco quindi, si formò un nuovo tipo di comunità organizzata: la pòlis

Ogni pòlis era un piccolo stato indipendente che comprendeva gli abitanti della città vera e propria e quelli di villaggi sorti nel territorio circostante:

aveva monete proprie, un governo autonomo e le sue leggi, un esercito per difendersi dagli attacchi delle altre pòleis o per conquistare le poche terre coltivabili o per avere la supremazia sui commerci via mare;

le città greche avevano però in comune la lingua e la religione perché credevano agli stessi dèi.

La struttura della pòlis

La città era suddivisa in due parti principali: l’acropoli, o città alta, e la città bassa. Nella parte più alta della pòlis sorgevano i templi degli dèi e in particolare il tempio dedicato alla divinità protettrice della pòlis.

Rovine della città di Corinto con l’acropoli sullo sfondo.

I Greci 2

Qui era collocato anche il teatro, di forma semicircolare, spesso a ridosso di una collina da cui venivano ricavate le gradinate per gli spettatori. Nel teatro si tenevano spettacoli detti drammi (tragedie e commedie).

Ai piedi dell’acropoli, nella città bassa, si apriva l’agorà, una vasta piazza che rappresentava lo spazio pubblico in cui si radunava l’assemblea dei cittadini per discutere e decidere sulle questioni più importanti che riguardavano l’intera comunità.

Per partecipare all’assemblea erano indispensabili alcuni requisiti: essere di sesso maschile; appartenere a una famiglia originaria del posto; essere liberi, cioè non schiavi; avere la possibilità di armarsi a proprie spese.

Gli unici che potevano soddisfare queste condizioni erano i proprietari terrieri. Per questo l’assemblea aveva un numero ristretto di persone.

Il teatro greco di Epidauro.

L’agorà

L’agorà ospitava il mercato dove si svolgevano affari e scambi commerciali ma era anche un luogo di convegno, informazione e discussione.

Intorno all’agorà si estendevano i quartieri cittadini con case che avevano muri chiari e il tetto di tegole di argilla. Erano costruzioni di dimensioni ridotte con finestre piccole affacciate sulla strada. Le stanze ricevevano la poca luce dai cortili interni.

Nella città bassa si trovavano i laboratori e le botteghe degli artigiani e dei commercianti.

Il ginnasio

La pòlis aveva anche una palestra chiamata ginnasio, il luogo dove i giovani praticavano esercizi atletici e si allenavano per le gare. Con il passare del tempo divenne anche il luogo per il ritrovo e l’educazione; in esso si potevano tenere lezioni, banchetti, conferenze e anche rappresentazioni teatrali.

La palestra era formata da una corte a peristilio al cui centro vi era la terra battuta su cui ci si allenava.

Sotto ai colonnati, invece, si aprivano stanze dai molteplici usi: deposito per l’olio per ungersi, spogliatoi dove depositare gli abiti, magazzini di vario tipo, stanze in cui riunirsi per discutere o tenere lezioni…

Le mura

La città era circondata e protetta da una cinta muraria. In caso di pericolo, al suo interno potevano rifugiarsi anche coloro che vivevano all’esterno.

Il territorio della pòlis comprendeva anche i campi, i pascoli e i villaggi circonstanti, abitati soprattutto da contadini e proprietari terrieri. A una certa distanza dalla città c’era quasi sempre un “porto”.

Rovine dell’agorà di Atene.

COMPITO… DI SINTESI

1- Inserisci negli spazi bianchi i nomi delle varie parti della pòlis. Scegli tra i cartellini posizionati a destra.

Sull’ACROPOLI sorgevano templi dedicati agli dèi.

Una CINTA MURARIA circondava e proteggeva la città.

A una certa distanza dalla città c’era quasi sempre un PORTO

Nella città bassa si trovavano le ABITAZIONI e le BOTTEGHE degli artigiani e dei commercianti.

Ai piedi dell’acropoli c’era

l’AGORÀ, la piazza della città dove si riuniva l’assemblea dei cittadini.

Nella pòlis era presente una PALESTRA (il ginnasio) e uno STADIO per le gare sportive.

Ai piedi dell’acropoli, scavato nella collina, sorgeva il TEATRO dove si rappresentavano tragedie e commedie.

GIOCARE… CON LE CONOSCENZE

L’ACROPOLI

1- Cerca nello schema tutte le parole elencate in colonna che si riferiscono all’acropoli.

Le parole possono trovarsi in orizzontale, in verticale o in diagonale (da sinistra a destra o viceversa, dall’alto in basso o viceversa). Alcune lettere possono essere in comune a più parole.

Le lettere rimaste, lette di seguito, ti daranno un’informazione in più.

Con la parola trovata, composta da quattro lettere, potrai concludere la frase.

I T S I R U T I P

M L A C I T N A E

I E P O S O R I R

T K A M M T R D I

O O E A E U F I C

E R L N A T I T L

T E O T E R D A E

T N S N I T I I U

E E E A I V A R T

R O C C A T A A A

E N N O L O C C T

P R O P I L E I S

• Frase: Occupa una vasta

• ANTICA

• ATENE

• CARIATIDI

• COLONNE

• EPOS

• ERETTEO

• FIDIA

• ICTINO

• KORE

• MITO

• PARTENONE

• PERICLE

• PROPILEI

• RESTAURI

• ROCCA

• SCAVI

• STATUE

• TELAMONI

• TEMPLI

• TURISTI

Nome e Cognome Classe

COMPITO… DI SINTESI

Concludere l’itinerario delle pòleis con un “mini laboratorio”.

Formare all’interno della classe cinque gruppi e assegnare a ciascuna squadra una delle pòleis indicate: Atene, Sparta, Olimpia, Micene, Corinto.

Ogni gruppo dovrà:

indicare la posizione della città assegnata nella carta geografica fornita dall’insegnante;

mettere a confronto un’immagine della città antica con una attuale;

raccogliere informazioni sulle principali strutture architettoniche, i luoghi sacri, le attività economiche della città;

realizzare una presentazione in formato cartaceo o digitale utilizzando didascalie e foto.

Al termine del lavoro, ciascun gruppo presenterà alla classe il proprio elaborato. Realizzare infine uno schema di sintesi che evidenzi somiglianze o differenze fra le cinque pòleis.

La vita nell’antica Grecia

Cercare di ricostruire uno “spaccato” di vita dell’antica Grecia attraverso la lettura di fonti. Le informazioni che verranno desunte, oltre a soddisfare la curiosità degli alunni e delle alunne, consentiranno di mettere a fuoco fondamentali caratteri della struttura e dell’organizzazione sociale della Grecia antica, con particolare attenzione:

alla tipologia dei ruoli sociali; ai modelli educativi diversi; ai differenti stili di vita.

Il centro della vita in Grecia: l’agorà È una città, dove quelli che circolano in pubblico sono quasi esclusivamente uomini; e sono gli uomini, compresi i cittadini più autorevoli, che vanno al mercato a fare le spese […] Il luogo nel quale si fanno le compere giornaliere, in ogni città greca, è la piazza, detta agorà, che non è soltanto la piazza del mercato, ma il maggior ritrovo della vita cittadina sino alle prime ore del pomeriggio […]

C’erano innanzi tutto i bottegai che, in quelle ore, attendevano ai loro affari dentro certe baracche di legno che rimanevano chiuse e incustodite quando l’attività del mercato era cessata.

Le diverse località del mercato venivano indicate col nome della merce che si vendeva […]

Un grande movimento c’era sempre nel luogo dove stazionavano i cuochi perché, non essendovi nelle famiglie, comprese quelle agiate, servi che si occupassero esclusivamente della cucina, i cuochi si prendevano a nolo per un giorno […]

Il pomeriggio in città

Cessati nell’agorà, poco dopo il mezzogiorno, il movimento e l’affollamento quotidiano, il tono della vita in pubblico si faceva meno intenso. Non per questo i Greci tornavano alle loro case […]

Nel pomeriggio, generalmente, si ritrovavano nei ginnasi, che non offrivano soltanto appositi locali per gli esercizi fisici e la possibilità di fare un bagno freddo o caldo, ma erano anche un luogo di svago e di riposo capace di accogliere un numero considerevole di persone. Si passeggiava sotto i porticati che fiancheggiavano i cortili, conversando e scambiando idee […] I Greci consideravano l’esercizio fisico come un privilegio dell’uomo libero e del cittadino. Nel ginnasio, perciò, non erano ammessi i servi. Di solito ne erano esclusi i forestieri, anche se liberi e greci.

Leggere e analizzare insieme il testo seguente.

La casa dei Greci

Di solito le case dei ceti più poveri erano scavate nella roccia o costruite con mattoni asciugati al sole. Erano costituite da uno o due vani e avevano il tetto di paglia impastata con l’argilla, che non sempre riparava la casa dalla pioggia.

Le case dei ricchi erano grandi, spesso distribuite su due piani e avevano le pareti intonacate a calce, che venivano dipinte solitamente di rosso.

I “tetti a spiovente” si presentavano ricoperti da tegole di ceramica.

Le stanze si affacciavano su un cortile di forma rettangolare circondato da un “portico”.

Nel cortile c’era l’altare di famiglia dedicato agli dèi e un pozzo per attingere l’acqua.

La casa aveva poche e strette finestre senza vetri e sistemate in alto, per evitare la polvere della strada e per far sì che non fosse possibile vedere ciò che accadeva all’interno.

I “pavimenti” erano di solito in terra battuta, a volte ricoperti con stuoie, ma potevano anche essere ornati da mosaici realizzati con piccole pietre colorate. La camera più importante, più curata e più decorata era l’andron che significa letteralmente “stanza degli uomini”. Qui il padrone di casa riceveva i suoi ospiti, ovviamente tutti uomini, e organizzava i “simposi”, banchetti durante i quali gli uomini, mentre discutevano di politica e di affari, mangiavano e bevevano fino a ubriacarsi.

Le sole donne che potevano partecipare erano danzatrici e flautiste.

Le donne trascorrevano la maggior parte del tempo nel “gineceo”, la zone della casa a loro riservata nella quale si trovavano: la stanza da letto della padrona di casa, le cellette delle ancelle e la sala dei telai.

Nelle ville delle famiglie più benestanti il gineceo occupava il retro della casa e si affacciava in un secondo giardino più piccolo rispetto a quello principale. Nell’antica

Grecia non esisteva la cucina così come la intendiamo oggi: c’erano dei “magazzini” in cui si riponeva tutto l’occorrente per preparare i pasti. Di solito, i bracieri per la cottura dei cibi si trovavano fuori, nel cortile. A volte si trasferivano i tizzoni all’interno di una stanza e si procedeva nella preparazione delle varie vivande.

Nelle case dei ricchi c’erano anche le camere riservate agli schiavi.

A volte, un ambiente che si affacciava sulla strada veniva dato a uno schiavo per svolgere un’attività artigianale come il vasaio o il calzolaio.

Proporre ora semplici schede di verifica per la comprensione dei contenuti.

UNA CASA GRECA

1- Inserisci i termini al posto giusto.

tetto a spiovente • andron • portico • vasaio gineceo • pozzo • calzolaio

2- Collega ogni termine al significato corretto.

Spiovente

Andron Gineceo Simposio

Stanza riservata alle donne.

Banchetto per soli uomini.

Stanza degli uomini.

Superficie inclinata.

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