Skip to main content

100 cose da sapere e da fare a Senigallia

Page 1

Chiara Giacobelli è scrittrice e giornalista. Ha pubblicato vari libri, tra romanzi e guide turistiche, vincendo diversi premi. Collabora con alcune testate nell’ambito dei viaggi e della cultura, tra cui Affari Italiani e Luxgallery. Sull’Huffington Post tiene un proprio blog dedicato a luoghi da visitare e personaggi storici da scoprire. Insegna Comunicazione e Scrittura all’Università di Camerino e presso altre scuole. È anche un’influencer molto seguita su Facebook e Instagram (@chiagiac).

€ 8,00

100 cose da sapere e da fare a Senigallia

Spiaggia di Velluto, Città della Fotografia e molto altro. Dall’arte agli eventi, dall’enogastronomia alla storia, in questa guida scoprirete una Senigallia inedita, come nessuno l’ha mai raccontata prima.

Chiara Giacobelli

100

cose

da sapere e da fare

a Senigallia


Mooka è Mooka è italianità italianità

in centroin centro Italia Italia

al centroal centro del tuo cuore del tuo cuore

al centroal centro Mooka èMooka è del lungomare del lungomareinternazionalità internazionalità

in centroin centro città città

Mooka è Mooka è convivialità convivialità

CAMERE E SUITE CAMERE E SUITE WELLNESS &WELLNESS SPA & SPA ROOFTOP ROOFTOP PISCINA PANORAMICA PISCINA PANORAMICA AREA FITNESS AREA FITNESS WEDDING WEDDING BUSINESS BUSINESS RISTORANTE RISTORANTE

SALA RISTORANTE SALA RISTORANTE

Via F. Corridoni, Via F.3Corridoni, | Senigallia 3 |- Senigallia An - An Tel. 071 7927623 Tel. 071 | info@raffaellohotelsenigallia.com 7927623 | info@raffaellohotelsenigallia.com

Via Nigra, 10 Via- Nigra, Senigallia 10 - -Senigallia An - An Tel. 071 7927623 Tel. 071| 7927623 info@raffaellohotelsenigallia.com | info@raffaellohotelsenigallia.com

raffaellohotelsenigallia.com raffaellohotelsenigallia.com

mookaristorante.com mookaristorante.com

TERRAZZA MORANDI TERRAZZA MORANDI APERITIVI SUL APERITIVI ROOFTOP SULPANORAMICO ROOFTOP PANORAMICO TERRAZZA RAFFAELLO TERRAZZA RAFFAELLO GIARDINO GIARDINO


Chiara Giacobelli

100

cose

da sapere e da fare

a Senigallia


Progetto grafico, impaginazione e copertina: Daniele Montalbini per Raffaello Libri Stampa: Gruppo Editoriale Raffaello

© 2020 Raffaello Libri SpA Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.grupporaffaello.it - info@grupporaffaello.it Ristampa: 5

4

3

2

1

0

2024

2023

2022

2021

2020

L’Editore è a disposizione per eventuali omissioni o inesattezze nella citazione delle fonti. Tutti i diritti sono riservati. È vietata la riproduzione dell’opera o di parti di essa con qualsiasi mezzo, compresa stampa, fotocopia, microfilm e memorizzazione elettronica, se non espressamente autorizzata.


Se tu riguardi Luni e Urbisaglia Come sono ite, e come se ne vanno Diretro ad esse Chiusi e Sinigaglia, Udir come le schiatte si disfanno, Non ti parrĂ nuova cosa nĂŠ forte, Poscia che le citta di termine hanno.

Dante Alighieri La Divina Commedia, versi 73-78, canto XVI del Paradiso


Introduzione

I miei primi ricordi nitidi di Senigallia risalgono all’adolescenza, quando ero solita prendere il treno da Falconara Marittima insieme alle mie amiche per andare al mare “lontano”. A quell’età percorrere un tratto di venti chilometri era sinonimo di diventare grandi: svincolarsi dal controllo dei genitori e raggiungere una città di mare che ci sembrava infinitamente più attraente della nostra. Già allora Senigallia suscitava un fascino speciale sui giovani: le file di stabilimenti balneari in cui si organizzavano feste, tornei e dove venivano in vacanza gli stranieri; i tratti di spiaggia libera accanto ai quali si esibivano gli artisti di strada; il caos delle sere d’estate, accese di mille colori, suoni, avventure proprio dietro l’angolo. Era, per noi ragazze al primo anno del liceo, il luogo in cui tutto poteva accadere. Eppure, erano ancora tanti i cambiamenti che attendevano la città, tali da renderla oggi tra le prime mete turistiche della regione. Anno dopo anno sono sorti nuovi ristoranti, hanno aperto i battenti negozi e botteghe di ogni genere, sono stati allestiti musei, riqualificate intere aree; l’estetica del lungomare è stata curata e migliorata, così come quella del centro storico, che oggi risulta una perla di valore nell’intera costa adriatica. Soprattutto, nessuno immaginava che Senigallia sarebbe divenuta il fulcro dei più importanti eventi estivi delle Marche, anch’essi cresciuti sia per numeri che per fama, fino a diventare appuntamenti di richiamo internazionale: il Summer Jamboree, il Festival della Scienza Fosforo, il CaterRaduno, il DEEJAY Xmasters, Pane Nostrum, il tradizionale spettacolo pirotecnico, le numerose rassegne di letteratura, teatro, cinema, gli eventi sportivi e le gare agonistiche attorno alle discipline più varie. Senza dimenticare, nel 2018, la conquista dell’ambito titolo di Città della Fotografia.


Quante cose sono cambiate in questo lasso di tempo, dalla me adolescente a quando sono tornata da adulta, appena un anno fa. Quella che ho imparato a scoprire e conoscere giorno dopo giorno non è più la Senigallia che ricordavo: di essa è rimasta solo l’essenza, ma attraverso una qualche formidabile magia si è trasformata ed è migliorata come mai avrei creduto possibile. Merito dell’Amministrazione Comunale, senza dubbio, ma non solo; si respira, in questo luogo così vivo e all’avanguardia in ogni ambito, la forte volontà dei cittadini di fare, progettare, creare, costruire, immaginare. Il desiderio di crescere ed elevarsi. Un fermento che, in un certo qual modo, la rende simile alle grandi città in cui mi è capitato di vivere: Milano, Roma, Firenze, Bologna, Parigi, Barcellona, Londra. Tuttavia, in una dimensione più umana. Ed è così che nasce la storia di questo libro: da un ritorno a casa, alle origini. Era l’agosto dello scorso anno quando, dopo molto vagare in lungo e in largo per l’Italia e per l’Europa, ho infine deciso di trasferirmi a vivere qui. Il resto è venuto di conseguenza, così è stato del tutto naturale per me accettare la proposta del Sindaco Maurizio Mangialardi di scrivere questo libro, per raccontare Senigallia a 360 gradi. Abbiamo scelto 100 cose da sapere e da fare, ma sarebbero potute essere molte di più, perché questo è davvero un luogo speciale dalle mille potenzialità, dagli infiniti progetti pensati e poi realizzati sull’onda di un fervore creativo che pare essere un tratto distintivo dei senigalliesi. Non abbiamo, però, voluto limitarci solo ai confini della città, poiché il territorio che la circonda è altrettanto denso di curiosità degne di nota e meraviglie da sperimentare: da Jesi a Loreto, da Morro d’Alba a Barbara, da Castelleone di Suasa ad Ancona fino al Parco del Conero, non mancano di certo in questa guida i suggerimenti per una gita fuori porta. Ho messo il massimo del mio impegno per scovare suggerimenti inediti che potrebbero interessare non soltanto il turista, ma anche chi raggiunge Senigallia per una giornata o un weekend al mare dall’entroterra, o addirittura il cittadino stesso. Tuttavia, sono consapevole che molto è rimasto fuori e vi prego di perdonarmi se – come sempre accade quando si scrive una guida storico/culturale/turistica – sono stata costretta a una selezione.


Allo stesso modo, chiedo tolleranza al lettore se qualche dettaglio dovesse risultare impreciso o non aggiornato: nonostante le tante ricerche e revisioni fatte, nonché il supporto di esperti nei vari settori trattati, questa è sempre stata, e resta tuttora, una città che muta a grande velocità. Sorgono ponti, si restaurano monumenti, si erigono palazzi, si inaugurano negozi e attività ristorative, ci si inventa nuove maniere per rendere intriganti le storie, le leggende e i personaggi che vivono nel passato di queste vie, piazze, chiese, edifici. Pertanto, è piuttosto difficile tenere il passo con il ritmo frenetico del cambiamento. Vi invito, se vorrete, a partire insieme per questo viaggio tra le pieghe più o meno nascoste di Senigallia. Mi auguro che ne uscirete, come è accaduto a me, più consapevoli e appagati, ma anche più desiderosi di prendere parte in prima persona a tutto quanto accade in questo microcosmo cittadino unico al mondo. Buona lettura.

Chiara Giacobelli


Prefazione

Questa pubblicazione giunge proprio al termine dei dieci anni in cui ho avuto l’onore di ricoprire la carica di Sindaco di Senigallia e sono felice di constatare che molte delle cento cose da sapere, e soprattutto da vedere, racchiuse in questo bel libro possano essere ricondotte alle scelte assunte dalle due Amministrazioni comunali da me guidate. Un impegno che ha saputo non solo valorizzare al meglio il patrimonio già esistente, ma anche creare e rigenerare nuovi spazi urbani, inseguendo un sogno, una visione: dare alla città una dimensione europea, unendo energie, intelligenze e talenti presenti nel nostro tessuto culturale, sociale ed economico. Sono stati anni di intenso lavoro e al tempo stesso di grandi soddisfazioni per i risultati conseguiti, che hanno permesso a Senigallia di riconquistare un ruolo importante, oltre ad un valore di rappresentanza regionale e nazionale. Ciò che forse oggi ci rende più orgogliosi è l’aver saputo governare i processi di cambiamento anticipando i tempi, dando alla città una propria identità chiara e definita, incentrata sul turismo e la cultura, rendendola così un punto di riferimento in questi settori; ciò è stato possibile grazie anche alla profonda riqualificazione del nostro meraviglioso centro storico e alla programmazione di numerosi eventi culturali di grande prestigio. Non è certo un caso se oggi Senigallia viene riconosciuta a livello mondiale come Città della Fotografia e Città della Gastronomia, dimostrandosi in grado di dialogare alla pari con i più famosi musei di arte contemporanea, come il MoMA di New York o il MAMM di Mosca, e di esportare la sua cultura culinaria nelle più apprezzate realtà internazionali. Ma la visione e il sogno continuano: le tante cose belle da conoscere e da vedere che il lettore incontrerà in questa guida sono


destinate a crescere ulteriormente, frutto di una pianificazione che ha già tracciato il futuro urbanistico della città con progetti di recupero volti a farne un luogo ancora più suggestivo e accogliente. La sfida sarà quella di immaginare, progettare, costruire una nuova parte significativa dell’intero centro storico, realizzando un nuovo paesaggio urbano e recuperando aree sconosciute, riscoprendo un lato del perimetro delle antiche mura e potendo godere di un grande spazio aperto al momento non ancora esistente. A questa filosofia vanno ascritti interventi di riqualificazione urbana come i “Prati della Maddalena”, progetto che si impegna nel recupero di un’area strategica del centro antico e di Piazza Simoncelli, con una rilettura storica della zona dell’ex Ghetto ebraico, nonché il recupero filologico degli stili architettonici, in particolare per quanto concerne l’utilizzo dei materiali. Centro storico, ma non solo. Il tema della mobilità green è destinato a crescere nell’ambito della programmazione della Pubblica Amministrazione. Anche su questo fronte siamo già pronti: due sono i progetti in parte già avviati o da avviare nei prossimi mesi. Il primo è il prolungamento della pista ciclabile verso sud in direzione di Marzocca e verso nord in direzione Cesano, parte integrante della ciclovia Adriatica Fano-Marotta-Senigallia; esso consentirà lo sviluppo di una mobilità sempre più sicura e sostenibile. Il secondo è la riqualificazione dell’area “Ex colonie Enel”, che valorizzerà una zona turistica grazie al recupero di una parte di aree e immobili prospicienti il lungomare Leonardo Da Vinci, tramite la realizzazione di una struttura ricettiva di interesse pubblico, uno spazio verde e un’area residenziale. In quest’ultimo caso, inoltre, sono previste condizioni per favorire una mobilità lenta, volta alla fruizione del paesaggio attraverso la riduzione del traffico veicolare e l’ampliamento della rete dei diversi percorsi ciclopedonali già esistenti nella fascia del lungomare. Ma ora basta. È tempo di tuffarsi alla scoperta delle cento meravigliose cose che Senigallia è già oggi pronta ad offrire, per permettere al turista e al visitatore di vivere un’esperienza unica. Maurizio Mangialardi Sindaco di Senigallia


Camminare a piedi nudi sulla Spiaggia di Velluto

1

La spiaggia di Senigallia è una delle più belle e grandi d’Italia, l’unica ad essere stata ribattezzata Spiaggia di Velluto per la morbidezza della fine sabbia: i granelli sono infatti piccoli e leggeri, scivolano via tra le dita delle mani quando si prova ad afferrarli e sotto i piedi producono la piacevole sensazione di camminare su un soffice velluto. I suoi circa tredici chilometri la rendono, insieme a San Benedetto, la più celebre e vasta delle Marche, meta di turisti provenienti da dentro e fuori regione. L’intera lunghezza della spiaggia è interrotta dalla presenza del porto: a nord si sviluppa il Lungomare di Ponente, a sud quello di Levante. Non è da meno il mare: dal 1997, infatti, Senigallia è sempre stata Bandiera Blu per la limpidezza e la pulizia delle acque. Il fondale sabbioso, con un declivio molto lento, è adatto ai bambini, ai giochi sulla riva e alle passeggiate degli anziani. Un tempo la visuale che si aveva volgendosi dal bagnasciuga verso la costa era alquanto diversa: dal 1853, infatti, Senigallia costituisce un centro balneare di primo piano per l’Adriatico, cosicché era sorta una lunga fila di villette in stile liberty, spesso dimore di lusso della nobiltà romana utilizzate durante la stagione estiva. Oggi, passeggiando sulla Spiaggia di Velluto, è ancora possibile osservarne qualcuna ristrutturata, estremamente graziosa.

9


2

Respirare l’aria di mare alla Rotonda Senza ombra di dubbio è il monumento più famoso di Senigallia, quello che la identifica nel mondo. La Rotonda a Mare troneggia sull’Adriatico dal 1933, anno in cui l’ingegnere Enrico Cardelli ne delineò e poi realizzò l’originale aspetto rotondo che tanto ricorda una navicella spaziale appoggiata sull’acqua. In realtà, in precedenza una piattaforma simile esisteva già poco più a nord, ma si decise di ricostruirla dove si trova attualmente per far sì che, percorrendo il bel pontile di 80 metri, ci si ritrovasse proprio su Piazzale della Penna (oggi Piazzale della Libertà). Scopo di questa “conchiglia” sulla costa, sopraelevata grazie alla tradizionale struttura delle palafitte, era quello di offrire un luogo ideale per respirare lo iodio e beneficiare dell’aria di mare; tuttavia, non passò molto tempo prima che questo originale gioiello di architettura balneare divenisse il fulcro della vita sociale e aggregativa senigalliese, tra feste, concerti, danze, cene. Non a caso fu proprio una canzone, Una rotonda sul mare di Fred Bongusto, a farla conoscere in tutta Italia, associandola alla musica, alla bellezza e al divertimento.

10

Dopo un lungo intervento di restauro, la Rotonda è oggi sede di convegni, talvolta ospita congressi, eventi o persino matrimoni, ma soprattutto è divenuta la sala da ballo ufficiale del Summer Jamboree.


Qui, sul pavimento originale degli anni Trenta del Novecento, si scatenano gli appassionati del Rock’n’Roll in costumi d’epoca; attorno a loro gli innamorati passeggiano percorrendo un cerchio che offre un panorama spettacolare, dalla spiaggia a sud fino all’orizzonte blu, per poi ammirare la costa a nord e infine la città vista dal mare. Di sera, le luci calde illuminano la passerella e l’edificio, vestendoli di un aspetto elegante, raffinato, moderno e al contempo vintage. Non esiste nulla di simile in Italia, perciò non si può prescindere da una visita alla Rotonda: vi basti pensare che nel 1935 persino il principe Umberto di Savoia ne rimase affascinato. Nel corso degli anni vi si sono esibiti artisti di fama internazionale in tutti i campi, fino a farne un tempio della cultura e della mondanità; ricordiamo a tal proposito i concerti di musica jazz, pop o classica, come la Maratona Bach, ma anche la maestria di Enzo Cucchi, pittore e scultore tra i maggiori esponenti della Transavanguardia, che nel 2006 donò alla città uno splendido mosaico, ammirabile proprio all’ingresso del pontile. Osservatelo, camminate fino al punto più lontano della Rotonda e lasciate spaziare lo sguardo, godendo del senso di infinito e libertà che questo monumento unico al mondo è in grado di regalare.

11


3

Vedere una mostra a Palazzo del Duca L’imponente Palazzo del Duca, che si affaccia sull’omonima piazza, è da anni sede di importanti mostre. Perché? La risposta la potrete scoprire nei capitoli successivi; qui soffermiamoci a raccontare qualcosa del bell’edificio dai colori chiari. Senigallia può considerarsi a tutti gli effetti una città roveresca, poiché furono i duchi Della Rovere a lasciarvi l’impronta più significativa. Palazzo del Duca, ad esempio, è così chiamato proprio perché voluto da Guidobaldo II Della Rovere a metà del Cinquecento, in un’epoca di splendore e ricchezza. Esso doveva quindi simboleggiare il potere della famiglia ducale, che qui non risiedeva stabilmente, ma vi svolgeva mansioni di rappresentanza, ospitandovi i personaggi illustri e i capi di stato di passaggio per motivi politici e commerciali.

12

All’interno l’ampia struttura si sviluppa in molte stanze e saloni, tra cui domina la Sala del Trono: una volta entrati, il consiglio è di sollevare gli occhi verso l’alto per apprezzare il soffitto a cassettoni attribuito a Taddeo Zuccari, ornato con scene di festa, allegria, prosperità. A completare il palazzo fu, negli anni successivi, il figlio del duca Francesco Maria II, alterando il prospetto progettato da Gerolamo Genga e allungando l’edificio verso destra. Davanti, l’ineguagliabile bellezza della Rocca Roveresca.


Ammirare i soffitti a stucco di Palazzetto Baviera

4

Ogni città ha i propri gioielli architettonici e artistici, alcuni dei quali diventano famosi ben oltre i confini regionali. Per Senigallia è il caso di Palazzetto Baviera, menzionato più volte dai media per la rarità e il pregio delle sue sale con le volte decorate a stucco. Li si può ammirare al piano nobile, opera cinquecentesca dell’artista urbinate Federico Brandani: si racconta che il maestro impiegò circa cinque anni per realizzarli, mettendo tutto il suo talento nell’esecuzione di un racconto costituito da battaglie e fatti storici, in cui non manca la presenza del mito e dell’eroe. Cinque sono le stanze i cui soffitti sono stati trasformati dalla sua mano esperta in tesori artistici, capaci di riportarci ai fasti della cultura rinascimentale. Se è vero che gli stucchi sono l’elemento principale di Palazzetto Baviera, non bisogna però pensare che il resto dell’edificio sia trascurabile: entrando dall’ingresso di Piazza del Duca, si raggiunge in pochi passi un delizioso chiostro interno circondato da un elegante colonnato; al centro, si erge un pozzo su cui fanno bella mostra di sé gli stemmi di casa Baviera. Proprio da quest’ultima deriva il nome del palazzo, dal momento che nel 1474 Giovanni Giacomo Baviera prese possesso della città su ordine di papa Sisto IV, per conto del nipote Giovanni Della Rovere.

13


5

Giocare con l’acqua della Fontana dei Leoni in Piazza del Duca È alquanto buffo e curioso che un monumento nato con il nome di Fontana delle Anatre abbia poi cambiato la sua denominazione in Fontana dei Leoni. Il perché è presto detto: attorno ad essa svolgono un ruolo di simbolica sorveglianza alcuni felini in bronzo, su cui non di rado capita di vedere qualche bambino a cavalcioni. Le anatre, invece, vi furono poste a ornamento sin dalla costruzione iniziale, tra il 1599 e il 1602: nell’intenzione di Francesco Maria II Della Rovere questi animali lacustri dovevano ricordare l’avvenuta bonifica della zona paludosa delle Saline ad opera della sua famiglia. Dopo svariate peripezie, oggi sia le anatre che i leoni abbelliscono la fontana di Piazza del Duca. Al tempo dei Della Rovere questo era il luogo della città in cui ci si intratteneva prima di alloggiare a palazzo o di entrare nella rocca. Tuttavia, non bisogna dimenticare che la mentalità rinascimentale non poteva prescindere dalle esigenze difensive; ecco, allora, che la piazza presenta una serie di caratteristiche originali per l’epoca, senza alcun edificio religioso che vi si affacci e con ampi spazi di manovra per le frequenti esercitazioni militari.

14

Molte le manifestazioni allestite in Piazza del Duca: dal mercatino del Summer Jamboree al Festival della Scienza Fosforo, dal concerto dell’ultimo dell’anno alla tradizionale Fiera Campionaria.


Meravigliarsi davanti al Foro Annonario

6

Immaginiamo di tornare nel passato: protetti dall’abbraccio dello splendido Foro Annonario, incrociamo pescivendoli, contadini e mercanti impegnati ad esporre i propri prodotti, cittadini intenti ad acquistare frutta, carne e pesce, monete che tintinnano, il vociare della piazza gremita. Chissà come doveva essere il Foro Annonario all’epoca in cui l’architetto Pietro Ghinelli lo progettò, nel 1834; senza dubbio un luogo di affari, amicizia e chiacchiere femminili. Ancora oggi la grande piazza circolare ospita il mercato della frutta e della verdura, ma spesso offre il proprio spazio anche a bancarelle di prodotti tipici. Sotto il porticato, di chiaro stile neoclassico, si incontrano i giovani nei locali da aperitivo, nei ristorantini e nelle gelaterie, talvolta improvvisando mercati solidali o piccoli concerti. D’estate, poi, il Summer Jamboree richiama graziose figurine in abiti d’epoca, per danzare e cantare fino a tarda notte. Tuttavia, se davvero si vuol godere di tutta la bellezza di questo monumento così speciale, occorre scegliere un momento della giornata in cui il Foro Annonario si presenta vuoto e silenzioso: si potranno allora osservare nel dettaglio le slanciate colonne in stile dorico disposte in forma circolare e i graziosi mattoncini in laterizio rosso che le compongono.

15


7

Correre per tutta la lunghezza di Piazza Garibaldi Le trasformazioni radicali subite da Piazza Garibaldi nel corso dei secoli non uguagliano nessun’altra area o luogo di Senigallia: questo fu davvero il cuore pulsante della città all’epoca dei commerci marittimi e, in un modo o nell’altro, non ha mai perso il suo ruolo fondamentale, centro nevralgico di poteri e confluenze. L’origine della grande piazza – che nell’inverno 2019/2020 ha fatto il giro del mondo sui social grazie al suo cielo stellato – risale alla seconda metà del Settecento e si deve all’esigenza di ampliare il tessuto urbano. Sono gli anni in cui la Fiera Franca ospita sempre più mercanti, i banchi hanno bisogno di spazio, ma anche le autorità e il potere pontificio spingono per allargarsi: c’è desiderio di nuovi palazzi da far erigere, di chiese da abbellire, di attività da avviare. È papa Benedetto XIV a prendere la decisione di modificare il corso del fiume Misa per permettere alla città di estendersi, ma sarà soltanto sotto l’egida di papa Pio IX che Piazza Garibaldi assumerà l’aspetto attuale.

16

Ancora adesso è qui che si affacciano il Duomo, Palazzo Vescovile con la Pinacoteca Diocesana, il Collegio Pio IX, l’Auditorium di San Rocco e anche edifici nobiliari, come Palazzo Becci, Palazzo Micciarelli (ex Filanda) e il Palazzo delle Dogane, detto il Doganone. A lungo utilizzata come parcheggio pubblico, Piazza Garibaldi è stata completamente ristrutturata nel 2016; oggi


Mooka è Mooka è italianità italianità

in centroin centro Italia Italia

al centroal centro del tuo cuore del tuo cuore

al centroal centro Mooka èMooka è del lungomare del lungomareinternazionalità internazionalità

in centroin centro città città

Mooka è Mooka è convivialità convivialità

CAMERE E SUITE CAMERE E SUITE WELLNESS &WELLNESS SPA & SPA ROOFTOP ROOFTOP PISCINA PANORAMICA PISCINA PANORAMICA AREA FITNESS AREA FITNESS WEDDING WEDDING BUSINESS BUSINESS RISTORANTE RISTORANTE

SALA RISTORANTE SALA RISTORANTE

Via F. Corridoni, Via F.3Corridoni, | Senigallia 3 |- Senigallia An - An Tel. 071 7927623 Tel. 071 | info@raffaellohotelsenigallia.com 7927623 | info@raffaellohotelsenigallia.com

Via Nigra, 10 Via- Nigra, Senigallia 10 - -Senigallia An - An Tel. 071 7927623 Tel. 071| 7927623 info@raffaellohotelsenigallia.com | info@raffaellohotelsenigallia.com

raffaellohotelsenigallia.com raffaellohotelsenigallia.com

mookaristorante.com mookaristorante.com

TERRAZZA MORANDI TERRAZZA MORANDI APERITIVI SUL APERITIVI ROOFTOP SULPANORAMICO ROOFTOP PANORAMICO TERRAZZA RAFFAELLO TERRAZZA RAFFAELLO GIARDINO GIARDINO


Chiara Giacobelli è scrittrice e giornalista. Ha pubblicato vari libri, tra romanzi e guide turistiche, vincendo diversi premi. Collabora con alcune testate nell’ambito dei viaggi e della cultura, tra cui Affari Italiani e Luxgallery. Sull’Huffington Post tiene un proprio blog dedicato a luoghi da visitare e personaggi storici da scoprire. Insegna Comunicazione e Scrittura all’Università di Camerino e presso altre scuole. È anche un’influencer molto seguita su Facebook e Instagram (@chiagiac).

€ 8,00

100 cose da sapere e da fare a Senigallia

Spiaggia di Velluto, Città della Fotografia e molto altro. Dall’arte agli eventi, dall’enogastronomia alla storia, in questa guida scoprirete una Senigallia inedita, come nessuno l’ha mai raccontata prima.

Chiara Giacobelli

100

cose

da sapere e da fare

a Senigallia


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
100 cose da sapere e da fare a Senigallia by Gruppo Editoriale Raffaello - Issuu