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Osservatorio Inps sui lavoratori dipendenti e indipendenti

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Statistiche in breve A cura del Coordinamento Generale Statistico Attuariale

Dicembre 2021 Anno 2020

Osservatorio lavoratori dipendenti e indipendenti1 1. TOTALE LAVORATORI, NELL’ANNO2

REDDITI

DA

LAVORO

E

SETTIMANE

LAVORATE

L’Osservatorio lavoratori dipendenti e indipendenti integra i dati relativi a tutti gli assicurati presso le diverse gestioni previdenziali Inps, sia dipendenti che autonomi. Restituisce quindi una rappresentazione unitaria dell’ ”universo Inps” dei lavoratori, pari a oltre il 95% del totale degli occupati regolari in Italia.3 Le categorie di lavoratori considerate sono tredici di cui: - quattro afferenti al lavoro dipendente: dipendente privato, dipendente pubblico, operaio agricolo, lavoratore domestico; - quattro afferenti al lavoro indipendente: artigiano, commerciante, agricolo autonomo, prestatore di lavoro occasionale (anche tramite il libretto di famiglia); - cinque, infine, sono articolazioni dei parasubordinati (vale a dire degli iscritticontribuenti alla gestione separata): professionista non iscritto a una cassa previdenziale autonoma, amministratore, collaboratore (coordinato e continuativo), post-laurea (tutti i dottorandi e gli specializzandi in medicina), altro collaboratore.4 I lavoratori sono classificati in base alla loro posizione prevalente nell’anno osservato, dove per “prevalente” si intende la posizione nell’anno con reddito (o retribuzione in caso di lavoro dipendente) maggiore; il reddito da lavoro complessivo nell’anno è la somma di tutti i redditi (e/o le retribuzioni) imponibili previdenziali 5 percepiti nell’anno dal singolo lavoratore.

I dati relativi al periodo 2014-2020 sono pubblicati sul portale Inps all’interno della banca dati Osservatorio lavoratori dipendenti e indipendenti. Successive elaborazioni potrebbero comportare delle modifiche nei dati, soprattutto per il periodo più recente, dovute alle consuete correzioni ed integrazioni che caratterizzano i dati amministrativi. 2 Questa parte del documento presenta dati di stock-flusso annuo sui lavoratori, cioè vengono considerati i lavoratori per i quali risulta versato almeno un contributo nell’anno. 3 Restano esclusi da questo Osservatorio solo i professionisti iscritti alle Casse previdenziali degli ordini professionali (a meno che non abbiano anche posizioni di lavoro con obbligo di versamento contributivo all’Inps) e poche altre tipologie di lavoro autonomo occasionale esentate da contribuzione a fini previdenziali. 1

4

Le tipologie di rapporto di collaborazione ricomprese nelle categorie sono dettagliate nel glossario.

Per artigiani e commercianti si tratta del reddito dichiarato (fonte Ministero delle Finanze) se presente, altrimenti il reddito è stimato tenendo conto della contribuzione dovuta e in base ai mesi di iscrizione; per gli autonomi agricoli si tratta invece del reddito convenzionale su cui vengono pagati i contributi. 5


Poiché la dimensione temporale di riferimento dei dati amministrativi non è la medesima per tutte le categorie di lavoratori, si è reso necessario ricondurre le diverse unità di misura utilizzate6 a una misura comune, la “settimana lavorata” (si considerano quindi solo le settimane lavorate effettivamente)7. Anche il numero di settimane lavorate per ciascun lavoratore è la somma dei relativi valori per tutte le posizioni occupate nel corso dell’anno, entro il tetto massimo di 52 settimane. Nel 2020 il numero di lavoratori complessivi nell’anno è risultato pari a 25.630.000, in leggera crescita rispetto al 2019 (+0,3%). Dal 2015 il numero complessivo di lavoratori si è incrementato di 569 mila unità (+2,3%). La pandemia non ha ridotto il numero assoluto di assicurati quanto il numero medio di settimane lavorate: dal valore di 42,9 settimane nel 2019 si è scesi a 40,2 nel 2020. Anche il reddito medio annuo da lavoro nel 2020 ha subito una diminuzione pari a -6,0%. Prospetto 1. NUMERO LAVORATORI, NUMERO MEDIO SETTIMANE LAVORATE E REDDITO MEDIO DA LAVORO NELL'ANNO PER LAVORO PREVALENTE. Anni 2015 - 2020

Lavoro prevalente

Numero medio Reddito medio annuo annuo di settimane da lavoro lavorate

Numero lavoratori nell'anno (in migliaia) 2015

2016

2017

2018

2019

2020

2019

1.653

1.601

1.565

1.542

1.520

1.502

50,6

50,8

21.723

20.434

440

438

437

435

429

425

51,2

51,4

12.475

12.704

2.084

2.050

2.024

2.015

1.997

1.977

50,1

50,5

21.433

20.327

13.953

14.271

14.892

15.269

15.424

14.953

41,6

38,2

22.793

21.519

3.377

3.328

3.336

3.343

3.422

3.511

48,7

47,4

33.661

33.173

Domestico

846

820

812

801

789

845

42,3

40,3

7.445

6.939

Operaio agricolo

930

929

945

953

931

921

19,4

19,4

8.025

8.031

Gestione separata Collaboratore

299

185

190

193

189

183

31,4

30,5

12.560

12.312

Gestione separata Amministratore

371

371

375

373

380

383

42,0

41,6

49.336

48.498

Gestione separata - Post laurea

81

81

75

82

85

82

39,1

42,4

15.896

17.267

Gestione separata - Altro collaboratore

68

41

34

31

28

24

27,7

26,6

15.474

15.274

Gestione separata Professionista

264

269

281

297

324

326

37,4

34,4

20.126

17.347

Voucher/Lavoro occasionale

694

812

225

43

40

498

18,9

9,4

1.190

1.235

25.061

25.196

25.191

25.376

25.558

25.630

42,9

40,2

23.114

21.720

Artigiano Autonomo agricolo Commerciante Dipendente privato Dipendente pubblico

TOTALE

2020

2019

2020

Per i lavoratori dipendenti privati e pubblici il riferimento è costituito dalle giornate retribuite; per i lavoratori autonomi si tratta dei mesi di contribuzione dovuta tenendo conto dell’eventuale inizio o fine attività nel corso dell’anno; per i parasubordinati si tratta dei mesi accreditati sulla base dei contributi versati. 7 Sono quindi esclusi i periodi in cui la copertura del reddito del lavoratore, anche in costanza di rapporto di lavoro, è assicurata da altri istituti (per es., nel caso dei lavoratori dipendenti, cassa integrazione, malattia, maternità). 6

2


L’andamento dell’occupazione in termini di posizione prevalente è molto diversificato: a. il lavoro indipendente classico (artigiani, commercianti e autonomi agricoli) mostra una generale contrazione, con gli artigiani che tra il 2015 e il 2020 perdono circa 150 mila unità (-9,1%), i commercianti 107 mila (-5,1%) e gli agricoli autonomi 15 mila lavoratori (-3,4%); b. il lavoro dipendente privato, in crescita fino al 2019 anno in cui tocca il massimo con 15,4 milioni di lavoratori, nel 2020, anno della pandemia, scende sotto i 15 milioni (-3,1%) con una significativa contrazione del numero medio di settimane lavorate che passano da 41,6 settimane nel 2019 a 38,2 nel 2020; i dipendenti pubblici crescono del 4,0% tra il 2015 e il 2020, in particolare nell’ultimo anno (+2,6% rispetto al 2019); i lavoratori domestici presentano un trend decrescente nel periodo 2015-2019 e una crescita nel 2020 pari al +7,0% rispetto all’anno precedente; gli operai agricoli, dopo un momento di crescita tra il 2017 e il 2018, segnano un calo nell’ultimo biennio; c. l’andamento dei parasubordinati nel complesso, sia senza partita IVA (collaboratori, dottorandi, amministratori, ecc.) sia con partita IVA (professionisti senza Cassa previdenziale), è in netto calo con una perdita di 282 mila lavoratori tra il 2015 e il 2020 (-15,8%). Essa risulta dovuta quasi esclusivamente alla forte contrazione delle collaborazioni, conseguenza dei diversi interventi legislativi che hanno interessato questa categoria di lavoratori8. Sul trend dei collaboratori incide anche un effetto dovuto all’aumento (fino al 2018) delle aliquote di contribuzione, maggiorate per i collaboratori rispetto ai professionisti. Per quanto riguarda, infine, i lavoratori in prevalenza impiegati con voucher o con contratti di lavoro occasionale, si osserva un andamento crescente fino al massimo di 812 mila lavoratori nel 2016, poi una secca contrazione fino al minimo di 40 mila lavoratori nel 2019 e la ripresa nel 2020 con 498 mila lavoratori. Questo trend è determinato dalla cancellazione dei voucher avvenuta a marzo 2017 (D. L. 25/2017), sostituiti, a partire da luglio dello stesso anno (L. 96/2017), dalle nuove forme di lavoro accessorio (libretto famiglia e contratto di prestazione occasionale) disciplinate in modo molto più restrittivo; l’incremento del 2020, invece, è dovuto all’ introduzione del bonus baby-sitting nel quadro degli interventi di sostegno predisposti per fronteggiare le conseguenze del Covid 19 9.

8

Dopo la riforma Fornero (L. 92/2012), che già era intervenuta in senso restrittivo sulle collaborazioni a progetto, il Jobs Act (D. Lgs. 81/2015) ha regolamentato la disciplina del rapporto di lavoro subordinato estendendola anche ai “rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali e continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”, comportando di fatto una rilevante “stretta” sulle collaborazioni. 9 L’articolo 23 del Decreto Cura Italia ha infatti previsto, a decorrere dal 5 marzo 2020, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, come misure di sostegno alle famiglie, uno specifico congedo parentale COVID-19 ovvero, in alternativa, la possibilità di fruizione di un bonus monetario con cui pagare i servizi di assistenza e sorveglianza dei minori. 3


Come numero medio di settimane lavorate il 2020 evidenzia che i lavoratori che hanno svolto nell’anno prevalentemente attività di tipo autonomo (agricolo, artigiano, commerciante) presentano valori più alti rispetto alla media complessiva; analoga constatazione vale per i dipendenti pubblici. Al contrario tra le categorie con maggior presenza di posizioni temporanee il dato medio sulla quantità di lavoro diminuisce scendendo sotto le 20 settimane nel caso degli operai agricoli e dei prestatori di lavoro accessorio (che per definizione svolgono lavori di breve durata).

4


Il reddito medio annuo nel 2020 (a prescindere dalla durata della prestazione) ammonta a poco meno di 22.000 euro. A questo importo si allinea anche il reddito medio dei dipendenti nel settore privato. Al di sopra troviamo solo i lavoratori della gestione separata con compiti amministrativi (amministratori, sindaci, revisori, ecc.), con circa 48.500 euro e i dipendenti pubblici con poco più di 33.000 euro. Molto più bassi risultano i redditi medi di autonomi agricoli (12.700 euro), domestici e operai agricoli (7-8.000 euro) e ovviamente in coda si trovano i prestatori di lavoro accessorio (poco più di 1.200 euro di reddito medio annuo). Prospetto 2. NUMERO LAVORATORI E REDDITO MEDIO DA LAVORO NELL'ANNO PER POSIZIONE UNICA E/O PREVALENTE. Anno 2020 Posizione prevalente

Numero Numero % lavoratori lavoratori posizione nell'anno con nell'anno con unica su più posizioni unica posizione totale

Reddito medio Reddito medio annuo da annuo da lavoro con più lavoro con posizioni unica posizione

Anno 2020 Artigiano

137.249

1.365.169

90,9%

27.815

19.692

36.913

388.529

91,3%

16.032

12.388

Commerciante

254.191

1.722.452

87,1%

25.635

19.544

Dipendente privato

439.216

14.513.792

97,1%

27.222

21.347

Dipendente pubblico

73.712

3.437.581

97,9%

35.213

33.129

Domestico

69.682

774.985

91,8%

7.566

6.882

Operaio agricolo

65.418

855.247

92,9%

10.251

7.861

Gestione separata Collaboratore

28.240

154.549

84,6%

20.538

10.809

Gestione separata Amministratore

150.531

232.901

60,7%

62.986

39.135

Gestione separata Post laurea

6.773

75.450

91,8%

21.526

16.885

Gestione separata Altro collaboratore

2.644

21.606

89,1%

25.928

13.971

Gestione separata Professionista

42.360

283.187

87,0%

26.141

16.031

Voucher/Lavoro occasionale

23.305

474.368

95,3%

2.146

1.190

1.330.234

24.299.816

94,8%

28.648

Autonomo agricolo

TOTALE

5

21.341


Analizzando distintamente i lavoratori con più posizioni nell’anno e quelli con un’unica posizione lavorativa10, osserviamo che nel 2020 nel complesso il 94,8% è risultato attivo con un’unica posizione lavorativa. Il reddito medio da lavoro di quel 5% circa di lavoratori con più posizioni nell’anno è più alto di oltre il 34% rispetto a quello dei lavoratori con una sola posizione (28.648 euro contro 21.341 euro). Con riferimento alla posizione prevalente la categoria in cui prevale la quota di chi ha un’unica posizione è quella dei dipendenti pubblici (97,9%) e privati (97,1%) mentre è decisamente inferiore per il complesso dei lavoratori della gestione separata (76,9%). Prospetto 3. NUMERO LAVORATORI, NUMERO MEDIO SETTIMANE LAVORATE E REDDITO MEDIO DA LAVORO NELL'ANNO PER CLASSI DI ETA' E GENERE. Anno 2020 Numero lavoratori Classi di età nell'anno

Numero medio annuo di settimane lavorate

Reddito medio annuo da lavoro

Numero lavoratori nell'anno

Maschi

Numero medio annuo di settimane lavorate

Reddito medio annuo da lavoro

Femmine Anno 2020

Fino a 19

153.772

13,8

4.186

89.473

10,7

2.444

20 - 24

855.870

28,8

10.755

575.996

23,4

7.043

25 - 29

1.180.096

36,2

16.084

922.100

32,7

12.393

30 - 34

1.368.094

40,0

20.101

1.062.823

36,0

14.953

35 - 39

1.494.292

42,1

23.516

1.165.324

38,3

16.861

40 - 44

1.706.271

43,4

25.991

1.368.011

40,7

18.734

45 - 49

1.966.578

44,4

28.687

1.608.599

42,3

20.505

50 - 54

1.975.435

44,9

30.089

1.603.402

43,2

21.295

55 - 59

1.772.241

44,9

30.860

1.434.182

43,7

22.272

60 - 64

1.105.182

42,6

29.534

893.882

41,3

21.579

771.244

37,2

20.021

557.183

30,9

12.602

14.349.075

41,3

24.702

11.280.975

38,8

17.929

65 ed oltre TOTALE

Nel 2020 i maschi rappresentano il 56,0% dei lavoratori dipendenti e indipendenti e presentano un numero medio di settimane lavorate nell’anno pari a 41,3 e un reddito medio annuo da lavoro di 24.702 euro, mentre le femmine evidenziano 38,8 settimane medie lavorate e un reddito medio annuo di 17.929 euro. Il numero medio annuo di settimane lavorate e il reddito medio annuo da lavoro crescono al crescere dell’età, almeno fino ai 59 anni, e sono sempre maggiori per i maschi. Sempre con riferimento al 2020 si osserva che il differenziale di genere del 10

Per “lavoratori con più posizioni lavorative” nell’anno qui non ci si riferisce ai lavoratori che hanno avuto nel corso dell’anno più di un rapporto di lavoro ma solo a quanti hanno sono stati presenti in più di una categoria di lavoro tra le tredici considerate. Quindi, per fare un esempio, un lavoratore domestico che in un anno ha avuto tre rapporti di lavoro domestico con datori di lavoro diversi, qui è considerato come “lavoratore con unica posizione” perché i tre rapporti di lavoro sono tutti relativi alla stessa categoria (domestico). Mentre un lavoratore che nell’anno ha avuto un rapporto di lavoro domestico e ha svolto un lavoro occasionale, qui è considerato come “lavoratore con più posizioni” in quanto i due rapporti di lavoro sono relativi a categorie diverse (domestico e occasionale); esso viene classificato secondo la posizione prevalente mentre il numero di settimane lavorate e il reddito annuo sommano i valori di tutte le posizioni ricoperte.

6


reddito medio da lavoro, in termini di valori assoluti, supera i 7-8 mila euro nelle classi di età adulte oltre i 40 anni, toccando il massimo tra 50 e 54 anni con un differenziale di poco meno di 9 mila euro tra uomini e donne. La classe di età modale per i maschi nel 2020 è quella tra i 50 e i 54 anni mentre per le femmine è quella tra i 45 e i 49 anni.

Analizzando l’andamento del numero di lavoratori nell’anno per classe di età emerge l’incremento dei giovani da 20 a 24 anni (+2,0% nel periodo 2015-2020). Le classi di età più anziane, in particolare 55 anni e oltre, fanno registrare andamenti decisamente crescenti, conseguenza del generale invecchiamento della popolazione. Le classi di età centrali presentano trend negativi sia nel periodo 2015-2020 (-13,0% per la classe 3539 anni e -14,3% per la classe 40-44 anni) sia nell’ultimo anno (rispettivamente -2,4% e -4,2%). Nell’anno della pandemia sono le classi dei lavoratori più giovani ad avere avuto le più consistenti variazioni negative rispetto al 2019 (-21,0% per la classe di età fino a 19 anni e -4,4% per quella dai 20 ai 24 anni) mentre la classe degli over 64 segna una crescita inedita (+27,7%) a seguito dell’effetto derivante dal bonus babysitting che ha “mobilitato”, in via chiaramente transitoria, un numero rilevante di anziani (spesso nonni o parenti) per l’assistenza ai minori come previsto dalle norme emanate tra marzo e maggio 2020.

7


Prospetto 4. NUMERO LAVORATORI NELL'ANNO PER CLASSE DI ETA'. Anni 2015 - 2020 Classe di età Fino a 19

Numero lavoratori nell'anno 2015

2016

2017

2018

2019

2020

Variazione 2020 su 2015

Variazione 2020 su 2019

251.850

278.654

269.011

288.656

307.767

243.245

-3,4%

-21,0%

20 - 24

1.403.809

1.437.324

1.414.619

1.450.054

1.497.642

1.431.866

2,0%

-4,4%

25 - 29

2.155.296

2.156.862

2.145.758

2.150.104

2.160.150

2.102.196

-2,5%

-2,7%

30 - 34

2.598.867

2.537.429

2.474.252

2.464.737

2.459.491

2.430.917

-6,5%

-1,2%

35 - 39

3.057.071

2.945.309

2.852.794

2.775.833

2.724.576

2.659.616

-13,0%

-2,4%

40 - 44

3.588.886

3.521.091

3.425.407

3.334.047

3.208.460

3.074.282

-14,3%

-4,2%

45 - 49

3.655.225

3.642.668

3.624.597

3.612.061

3.603.585

3.575.177

-2,2%

-0,8%

50 - 54

3.400.498

3.480.407

3.538.064

3.581.913

3.587.548

3.578.837

5,2%

-0,2%

55 - 59

2.636.220

2.730.275

2.827.697

2.946.574

3.077.497

3.206.423

21,6%

4,2%

60 - 64 65 ed oltre TOTALE

1.499.927 813.331

1.614.174 851.775

1.708.801 910.188

1.797.172 975.205

1.890.923 1.040.316

1.999.064 1.328.427

33,3% 63,3%

5,7% 27,7%

25.060.980

25.195.968

25.191.188

25.376.356

25.557.955

25.630.050

2,3%

0,3%

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale dei lavoratori, nel 2020 il 29,3% svolge l’attività lavorativa nel Nord ovest, si tratta di 7,5 milioni di lavoratori. A seguire il Nord est con il 22,7%, pari a circa 5,8 milioni di lavoratori, il Centro con il 21,2% (oltre 5,4 milioni di lavoratori), infine il Sud con il 18,4% (circa 4,7 milioni di lavoratori) e le Isole con l’8,3% (2,1 milioni di lavoratori). Figura 4. DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEL NUMERO DI LAVORATORI NELL'ANNO PER AREA GEOGRAFICA. Anno 2020 0,0% 8,3% 29,3%

18,4%

Nord ovest Nord est Centro

21,2%

22,7%

Sud Isole Estero

Nel 2020 i lavoratori con cittadinanza extra Ue sono il 9,4%, con una variazione negativa pari a -1,0% rispetto al 2019, mentre i lavoratori comunitari risultano pressoché stabili rispetto all’anno precedente. Analizzando l’incidenza degli extracomunitari osserviamo che essa è massima (46,1%) tra i domestici e minima (0,3%) tra i dipendenti pubblici. Quote significative di lavoratori extracomunitari si riscontrano tra gli operai agricoli (20,6%) e tra i commercianti (10,6%). I lavoratori extracomunitari sono caratterizzati da valori più bassi, rispetto ai comunitari, per quanto riguarda sia il numero medio di settimane lavorate (36,1 contro 40,6 dei 8


comunitari) sia il reddito medio da lavoro (12.820 euro contro 22.644 euro dei comunitari). Prospetto 5. NUMERO LAVORATORI NELL'ANNO PER POSIZIONE PREVALENTE E CITTADINANZA. Anno 2020

Posizione prevalente

Numero lavoratori nell'anno

Numero medio annuo di settimane lavorate Comunitari

Reddito medio annuo da lavoro

Numero lavoratori nell'anno

Numero medio annuo di Reddito medio Quota % settimane annuo da lavoro extracomunitari lavorate su totale Extracomunitari

Anno 2020 Artigiano

1.376.017

50,8

20.708

126.401

49,8

17.457

8,4%

423.069

51,4

12.711

2.373

50,4

11.510

0,6%

1.767.285

50,5

20.751

209.358

50,4

16.745

10,6%

Dipendente privato

13.515.129

38,8

22.356

1.437.879

33,3

13.659

9,6%

Dipendente pubblico

3.500.957

47,4

33.192

10.336

42,1

26.608

0,3%

Domestico

455.093

38,0

6.027

389.574

42,9

8.004

46,1%

Operaio agricolo

731.319

19,2

7.974

189.346

20,1

8.250

20,6%

Gestione separata Collaboratore

174.817

30,6

12.476

7.972

28,6

8.704

4,4%

Gestione separata Amministratore

375.056

41,6

48.823

8.376

40,7

33.981

2,2%

Gestione separata - Post laurea

78.040

42,4

17.299

4.183

41,3

16.677

5,1%

Gestione separata - Altro collaboratore

23.661

26,7

15.370

589

23,1

11.433

2,4%

Gestione separata Professionista

314.564

34,6

17.575

10.983

27,5

10.827

3,4%

Voucher/Lavoro occasionale

484.718

9,3

1.233

12.955

12,6

1.302

2,6%

23.219.725

40,6

22.644

2.410.325

36,1

12.820

9,4%

Autonomo agricolo Commerciante

TOTALE

La possibilità di abbinare i lavoratori con i pensionati diretti di vecchiaia o anzianità rilevabili dal casellario dei pensionati consente di approfondire il tema dei pensionati che lavorano. Con riferimento al 2020 osserviamo che 875.978 (pari al 3,4% dei lavoratori dell’anno) sono sicuramente pensionati che lavorano, in quanto sono beneficiari di una pensione diretta di vecchiaia o anzianità già da prima del 2020, mentre 329.470 (pari all’1,3% dei lavoratori del 2020) sono nuovi pensionati nel 2020. Questi ultimi potrebbero aver lavorato solo nel periodo precedente la decorrenza della pensione e pertanto non necessariamente sovrappongono la condizione di pensionati a quella di lavoratori. Limitando l’analisi ai lavoratori già pensionati si osserva che la loro incidenza è maggiore tra quanti nel 2020 hanno svolto attività di lavoro prevalentemente autonomo, occasionale o parasubordinato. In particolare la quota di 9


pensionati occupati è massima tra i lavoratori occasionali (43,9%), tra i lavoratori autonomi agricoli (22,3%) e tra i lavoratori di alcune categorie afferenti alla gestione separata: altri collaboratori (26,4%), amministratori (15,8%) e collaboratori (11,5%).

Prospetto 6. NUMERO LAVORATORI NELL'ANNO PER POSIZIONE PREVALENTE E CONDIZIONE DI PENSIONATO DIRETTO DI VECCHIAIA-ANZIANITA'. Anno 2020 Posizione prevalente

Non pensionato

Già pensionato

Nuovo pensionato

TOTALE

Anno 2020 Artigiano

Quota pensionati Quota neo che pensionati lavorano

1.340.268

138.782

23.368

1.502.418

9,2%

1,6%

321.992

95.025

8.425

425.442

22,3%

2,0%

1.791.155

160.827

24.661

1.976.643

8,1%

1,2%

14.709.242

109.256

134.510

14.953.008

0,7%

0,9%

3.390.674

6.769

113.850

3.511.293

0,2%

3,2%

Domestico

834.542

6.038

4.087

844.667

0,7%

0,5%

Operaio agricolo

883.829

31.008

5.828

920.665

3,4%

0,6%

Gestione separata Collaboratore

160.678

21.022

1.089

182.789

11,5%

0,6%

Gestione separata Amministratore

317.235

60.533

5.664

383.432

15,8%

1,5%

Gestione separata - Post laurea

82.192

28

3

82.223

0,0%

0,0%

Gestione separata Altro collaboratore

17.524

6.414

312

24.250

26,4%

1,3%

Gestione separata Professionista

301.729

21.904

1.914

325.547

6,7%

0,6%

Voucher/Lavoro occasionale

273.542

218.372

5.759

497.673

43,9%

1,2%

24.424.602

875.978

329.470

25.630.050

3,4%

1,3%

Autonomo agricolo Commerciante Dipendente privato Dipendente pubblico

TOTALE

10


GLOSSARIO Artigiano: lavoratore autonomo di un’impresa artigiana. L'impresa è artigiana quando vi si svolgono attività di: • produzione di beni (anche semilavorati), vendita di materie prime non confezionate per l'utilizzo finale (prodotti in legno o in ferro non rifiniti); • prestazioni di servizi (imprese di facchinaggio, imprese di pulizia, tintorie, barbieri, parrucchieri, fornai etc.). Sono escluse le attività agricole e commerciali. L'attività artigiana deve essere svolta prevalentemente con il proprio apporto di lavoro e quello dei familiari coadiuvanti. La legge pone dei limiti al numero dei dipendenti che possono lavorare nell'impresa artigiana, limiti che sono variabili a seconda del tipo di attività svolta. L'attività artigiana deve essere di tipo manuale, cioè non può limitarsi alla sola organizzazione del lavoro e all'amministrazione dell'impresa. Commerciante: Lavoratore autonomo di un’impresa commerciale. L'impresa è commerciale quando vi si svolgono le seguenti attività: • commerciali e turistiche • lavoro come ausiliare del commercio • agente e rappresentante di commercio iscritto nell'apposito albo • agente aereo, marittimo raccomandatario • agente esercizio delle librerie delle stazioni • mediatore iscritto negli appositi elenchi delle Camere di Commercio • propagandista e procacciatore d'affari • commissario di commercio • titolare degli istituti di informazione. Gestione Separata (vedi anche lavoratore parasubordinato): gestione per la tutela previdenziale dei soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo ex art. 49, comma 1, del TUIR, approvato con D.P.R. n. 917/1986 e altre attività di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8.8.1995, n. 335. Lavoratore agricolo autonomo: è un imprenditore agricolo che esercita un’attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento di animali e attività connesse (art.1 del Decreto Legislativo n.228/2001). Lavoratore dipendente: soggetto che presta la propria attività lavorativa con vincolo di subordinazione. Lavoratore domestico: sono lavoratori domestici coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro come ad esempio colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi ecc.. Rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano tali attività presso comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonché 11


presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale. Lavoratore pubblico: soggetto iscritto ad una delle gestioni ex INPDAP: Cassa Trattamenti Pensionistici dei Dipendenti Statali; Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali; Cassa Pensioni Insegnanti; Cassa Pensioni Sanitari; Cassa Ufficiali Giudiziari. Sono considerati lavoratori pubblici anche i dipendenti INPS pur non risultando iscritti alle suddette gestioni. Lavoratore parasubordinato: Iscritto-contribuente alla gestione separata: professionista con partita IVA (che non ha una specifica cassa previdenziale) e collaboratore (coordinato e continuativo, a progetto, occasionale, amministratore, borsista, assegnista di ricerca, medico in formazione, ecc.). E’ professionista se esercita, per professione abituale anche se in modo non esclusivo, un’attività di lavoro autonomo ed effettua direttamente il versamento dei contributi; è invece un collaboratore se l’attività è a vario titolo di collaborazione e comunque il versamento dei contributi è effettuato da un committente (persona fisica o soggetto giuridico) entro il mese successivo a quello di corresponsione del compenso. I collaboratori sono classificati in quattro macro-gruppi secondo il tipo di rapporto di collaborazione come di seguito specificato: 1. Gestione separata – Collaboratore • • • • •

Collaboratore di giornali, riviste, enciclopedie e simili Collaboratore coordinato e continuativo (con contratto a progetto/programma di lavoro o fase) Collaborazioni coordinate e continuative presso la Pubblica Amministrazione Collaborazioni coordinate e continuative - D. Lgs. n. 81/2015 art. 52 (Job Act) Collaborazioni coordinate e continuative Covid19 - Ordinanza 24 ott.2020 PdCM protezione civile

2. Gestione separata – Amministratore • • • • • • •

Amministratore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica Sindaco di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica Revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica Liquidatore di società Amministratore e al contempo legale rappresentante in carica Partecipante a collegi e commissioni Amministratore di enti locali (D.M. 25.5.2001) Amministratori locali iscritti in Gestione Separata come liberi professionisti

• 3. Gestione separata – Post laurea • •

Dottorato di ricerca, assegno, borsa di studio erogata da MIUR Medici in formazione specialistica

4. Gestione separata – Altro collaboratore • •

Venditore porta a porta Collaborazioni occasionali (art.61 c.2 D. Lgs. 276/2003) 12


• • • •

•

Rapporti occasionali autonomi (L. 326/2003) Collaborazioni coordinate e continuative dei titolari di pensione di vecchiaia o ultra65enni Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prorogati Associati in partecipazione Consulente parlamentare.

Lavoro accessorio: prestazione lavorativa di “natura” accessoria, definita da un limite economico sul compenso del lavoratore, che nell’anno solare non può superare un determinato tetto, e dalla forma di corresponsione dello stesso, tramite voucher. Previsto dal decreto legislativo n. 276 del 2003, il sistema dei buoni lavoro diviene operativo nel 2008 con decreto del 12 marzo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, e viene abolito a marzo 2017 con le disposizioni del decreto-legge n. 25. Lavoro occasionale: l’articolo 54 bis del D. L. 24 aprile 2017, n. 50, introdotto in sede di conversione dalla L. n. 96 del 21 giugno 2017, ha disciplinato compiutamente le prestazioni di lavoro occasionale, che possono concretizzarsi nei contratti di prestazione occasionale ovvero nei titoli del libretto famiglia. Posizione prevalente: nel caso in cui un lavoratore abbia svolto, nel corso del medesimo anno, più lavori tra le tredici categorie considerate (Artigiano, Autonomo agricolo, Commerciante, Dipendente privato, Dipendente pubblico, Domestico, Operaio agricolo, Gestione separata – Collaboratore, Gestione separata – Amministratore, Gestione separata – Post laurea, Gestione separata – Altro collaboratore, Gestione separata - Professionista, Voucher/Lavoro occasionale) per posizione prevalente si intende la categoria di lavoro in cui il lavoratore ha percepito il reddito maggiore. Numero medio settimane lavorate: rapporto tra la somma del numero di settimane complessivamente lavorate dai lavoratori nel periodo di tempo considerato e il numero dei lavoratori nello stesso periodo. Operaio agricolo dipendente: lavoratore dipendente che presta la propria opera manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e per attività connesse a favore di un’azienda agricola o di altro soggetto che svolge attività agricola. Pensionato di vecchiaia-anzianità: indica il lavoratore che nel medesimo anno risulta anche beneficiario di pensione diretta di vecchiaia o anzianità. Reddito medio annuo: rapporto tra la somma dei redditi dei lavoratori nel periodo di tempo considerato e il numero di lavoratori nello stesso periodo. Ripartizione geografica: suddivisione geografica del territorio. Per l’Italia può articolarsi in: Nord-ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria); Nord-est 13


(Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli- Venezia Giulia, Emilia-Romagna); Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio); Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); Isole (Sicilia, Sardegna). In alternativa possono essere considerate le seguenti aree: Nord: Piemonte, Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, Lombardia, Liguria, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, EmiliaRomagna; Centro: Toscana, Umbria, Marche, Lazio; Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna. Posizione unica: in questo contesto indica che la posizione prevalente del lavoratore tra le tredici considerate (Artigiano, Autonomo agricolo, Commerciante, Dipendente privato, Dipendente pubblico, Domestico, Operaio agricolo, Gestione separata – Collaboratore, Gestione separata - Amministratore, Gestione separata - Post laurea, Gestione separata – Altro collaboratore, Gestione separata - Professionista, Voucher/Lavoro occasionale) è l’unica in cui esso è risultato attivo nell’anno considerato. Voucher: buono lavoro dell’importo nominale di 10 euro, comprendente la contribuzione a favore della Gestione separata Inps (1,30 euro), quella in favore dell’Inail (0,70 euro) e una quota per la gestione del servizio (0,50 euro). Il compenso netto per il lavoratore è di 7,50 euro.

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Osservatorio Inps sui lavoratori dipendenti e indipendenti by Editoriale Nazionale - Issuu