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Sessione ordinaria 2019 Seconda prova scritta
Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Indirizzo: LI12, EA08 - SCIENZE UMANE - OPZIONE ECONOMICO SOCIALE Tema di: DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA e SCIENZE UMANE Titolo: Nuovi modelli economici e crescita sostenibile
PRIMA PARTE L’economista Serge Latouche propone il concetto di decrescita quale premessa per una rifondazione della politica adeguata alle esigenze ecologiche del mondo attuale. Vincenzo Comito invece si interroga sul concetto di sharing economy evidenziando in maniera critica la discrepanza con le sue applicazioni legate al business della tecnologia digitale. Con riferimento ai documenti allegati e sulla base delle sue conoscenze, il candidato esprima le proprie riflessioni in merito ai progetti e alle idee della condivisione e della sostenibilità.
Documento 1 Oggi la crescita è un affare redditizio solo a patto di farne sopportare il peso e il prezzo alla natura, alle generazioni future, alla salute dei consumatori, alle condizioni di lavoro degli operai e, soprattutto, ai paesi del Sud. Dunque una rottura è indispensabile. Tutti, o quasi tutti, sono d’accordo su questo punto, ma nessuno osa tirarne le conseguenze. Tutti i regimi moderni sono stati produttivisti: repubbliche, dittature e sistemi totalitari, a prescindere che i governi fossero di destra o di sinistra, liberali, socialisti, socialdemocratici, centristi, radicali o comunisti. Tutti hanno considerato la crescita economica come la pietra angolare indiscutibile dei loro sistemi. Dunque il cambiamento di rotta oggi necessario non è del tipo realizzabile semplicemente con delle elezioni, mandando al potere un nuovo governo o votando per una nuova maggioranza. Ci vuole qualcosa di ben più radicale: né più e né meno che una rivoluzione culturale, che porti a una rifondazione della politica. Tentare di delineare i contorni di quello che potrebbe essere una società della non-crescita è la premessa indispensabile di qualsiasi programma d’azione politico adeguato alle esigenze ecologiche del mondo attuale. Il progetto della decrescita è dunque un’utopia, cioè una fonte di speranza e un sogno. Ma che non si rifugia nell’irreale: tenta piuttosto di esplorare le possibilità oggettive della sua realizzazione. Di qui la definizione di “utopia concreta”, nel senso positivo datole da Ernest Bloch. “Senza l’ipotesi che un altro mondo è possibile non c’è politica, c’è soltanto la gestione amministrativa degli uomini e delle cose”. La decrescita dunque è un progetto politico nel senso forte del termine, un progetto di costruzione, nel Nord come nel Sud, di società conviviali autonome ed econome, senza con questo essere un programma nel senso elettorale del termine: non rientra nel quadro della politica politicante ma vuole ridare alla politica tutta la sua dignità. La decrescita presume un progetto fondato su un’analisi realistica della situazione, anche se questo progetto non è immediatamente traducibile in obiettivi realizzabili. Quello che si cerca è la coerenza teorica generale. Serge LATOUCHE, Breve trattato sulla decrescita serena, Bollati Boringhieri, Torino, 2008, p.42-43
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Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Indirizzo: LI12, EA08 - SCIENZE UMANE - OPZIONE ECONOMICO SOCIALE Tema di: DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA e SCIENZE UMANE
Documento 2 […] la sharing economy, in italiano suona come “economia della condivisione”. Incidentalmente, va detto che noi utilizziamo tale termine, anche se sono stati proposti degli altri, forse anche più adatti allo scopo, perché esso è ormai entrato nell’uso corrente. Diverso tempo fa si discuteva molto in economia della collaborazione, basata sui principi di solidarietà, cooperazione, non profit, innovazione, di attività quali la messa a punto di Wikipedia da parte di decine di migliaia di persone disinteressate, le banche del tempo, il commercio equo e solidale e così via. In questa breccia “ideologica” che aveva acquisito i suoi quarti di nobiltà, si è poi innescato un settore di economia del profitto che non ha niente a che fare con le esperienze precedenti. Parliamo, in effetti, di attività che sono andate sviluppandosi come veri e propri business, portati avanti, all’inizio, per iniziativa di imprese statunitensi. Esse hanno prima trovato il loro mercato sul territorio americano, per poi progressivamente estendersi al resto del mondo. Alla fine, si tratta banalmente di servizi nei quali c’è una connessione in linea tra persone che hanno bisogno di un prodotto o di un servizio, nella maggior parte dei casi istantaneo o quasi istantaneo, e persone che lo forniscono attraverso il pagamento di una tariffa. Quando si parla di “economia della condivisione” si fa riferimento, per altro verso, ad attività molto diverse tra di loro, il cui numero tende ad aumentare nel tempo. Tutte basano comunque il loro business specifico su una qualche piattaforma digitale, vero cuore di tutto il sistema, che gestisce e regola le operazioni in maniera centralizzata. La piattaforma organizza le transazioni e preleva una commissione. Vincenzo COMITO, L’economia digitale, il lavoro, la politica, Ediesse, Roma, 2018, p.51-52
SECONDA PARTE Il candidato sviluppi due tra i seguenti quesiti: 1. Quali sono le potenzialità ed i limiti presenti nelle forme di welfare? 2. Quale è l’importanza del Terzo Settore nello sviluppo del territorio? 3. Come è possibile valorizzare il territorio pur nel contesto dell’economia globale? 4. Quali possono essere gli strumenti di politica economica per la riduzione delle disuguaglianze? ____________________________ Durata massima della prova: 6 ore. È consentito l’uso del vocabolario di italiano. È consentito l’uso dei seguenti sussidi: Costituzione Italiana; Codice Civile e leggi complementari non commentati. È consentito l’uso del vocabolario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana. Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla lettura del tema.