Pi s t o i a
C A P I T A L E D E L L AC U L T U R A I T A L I A N A2 0 1 7
L AC I T T À D E L L E
I D E E
Tur i s mo, s v i l uppo, c ul t ur a : l epr os pet t i v edi Pi s t oi a dopouna nnos pec i a l e Ungr a ndec onv egno perl a nc i a r enuov i pr oget t i epr oi et t a r el ac i t t ànel f ut ur o Lei nt er v i s t ea i pr ot a goni s t i egl i a ppunt a ment i danonper der e SERVI ZIALL’ I NTERNO
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SPECIALE FORUM
VENERDÌ 29 SETTEMBRE 2017
LA NOSTRA INIZIATIVA Il forum
UniCredit, imprese e istituzioni insieme a «La Nazione»
Uno scorcio di piazza del Duomo e del loggiato di palazzo comunale. Oggi è il giorno del convegno su cultura e turismo
«La cultura come identità e occasione di sviluppo turistico. Le prospettive di Pistoia Capitale della cultura 2017» vede fra i relatori il sindaco Alessandro Tomasi; Stefano Ciuoffo, assessore regionale al turismo; Andrea Casini, co-head Italy UniCredit; Andrea Burchi, regional manager Centro Nord UniCredit; Marcello Gozzi, direttore Confindustria Toscana Nord; Francesco Mati, presidente Distretto vivaistico; lo chef stellato di Atman-Villa Rospigliosi, Igles Corelli; Daniele Bosi, segretario Camera di commercio. Introduce e modera il direttore de «La Nazione», Francesco Carrassi.
Il convegno del futuro «Così Pistoia diventerà la Capitale del turismo» I protagonisti
Alessandro Tomasi Sindaco di Pistoia
Stefano Ciuoffo
Assessore regionale
Francesco Mati
Distretto vivaistico
COME PUO’ una città mediopiccola come Pistoia restare Capitale italiana della cultura anche quando non lo sarà più? Come si possono convincere i turisti a visitarla senza il traino della nomina? Il convegno «La cultura come identità e occasione di sviluppo turistico. Le prospettive di Pistoia capitale della cultura 2017», organizzato dal nostro gruppo editoriale in partnership con UniCredit, in programma oggi in palazzo comunale, è una grande occasione anche per rispondere a queste domande, decisive per il futuro della città. Il convegno in particolare sarà un momento di riflessione, di incontro e dibattito, ma anche uno scambio di idee per trovare la strada dello sviluppo attraverso la cultura. IL PROGRAMMA è denso di appuntamenti. La giornata si aprirà intorno alle 13.30 nel verde del Nursery campus della Vannucci Piante. Dopo la visita al parco vivaistico Grandi Piante, per tutti i partecipanti è previsto un brunch. E’ per le 16.30, invece, che è previsto l’evento principale a palazzo comunale con il forum con i protagonisti del settore turistico, del mondo bancario e delle istituzioni, introdotto e moderato dal direttore de La Nazione, Francesco Carrassi. L’evento sarà arricchito
dal messaggio del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. Attorno a un unico tavolo discuteranno: il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi; Stefano Ciuoffo, assessore regionale al turismo; Andrea Casini, co-head Italy UniCredit; Andrea Burchi, regional manager Centro Nord UniCredit; Marcello Gozzi, direttore Confindustria Toscana Nord; Francesco Mati, presidente Distretto vivaistico; lo chef stellato del ristorante Atman-Villa Rospigliosi, Igles Corelli; Daniele Bosi, segretario generale della Camera di commercio. Al termine del dibatitto è previsto un cocktail nel cortile Magno-
lia di palazzo comunale, mentre alle 19.30, da Palazzo di Giano, per i partecipanti al convegno è in programma una visita a Palazzo Fabroni e al Museo Marino Marini, due dei principali spazi che ospitano gli eventi più importanti di questo anno della Capitale della cultura. E’ qui, infatti, che si possono ammirare la collezione inedita di Marino Marini e i capolavori di Mirò. CI SONO insomma tutti gli ingredienti per fare dell’iniziativa di oggi una prima tappa di un lavoro destinato a durare nel tempo. Come recita lo stesso titolo della giornata, la sfida è nella «prospettiva». Capitale della cultura
Alla scoperta di Marino Marini «Passioni visive» e «Miró e Marino. I colori del Mediterraneo» sono le due mostre che Pistoia capitale della cultura ha dedicato a uno dei suoi figli più illustri, Marino Marini. Resteranno aperte fino al 7 gennaio, la prima a Palazzo Fabroni, la seconda a Palazzo del Tau.
dopo Mantova, Pistoia ha avuto, con la nomina ministeriale, quasi un anno di tempo per preparare gli eventi. Il «cartellone» contenuto nel dossier premiato dalla commissione nazionale era denso e, anche questo, con una prospettiva che voleva essere di lungo respiro. Per quanto, nel corso di questo anno, siano emersi aspetti ancora da migliorare in termini di organizzazione e promozione, i numeri delle presenze turistiche sembrano aver già premiato la nostra città. Si tratta adesso di non disperdere un patrimonio, definendo il ruolo di Pistoia nell’ambito dei circuiti turistici che contano, lavorando per sottrarla, una volta per tutte, a quel ruolo di «Cenerentola» troppo a lungo messa in ombra dalle sorelle maggiori Firenze e Lucca. LA SINERGIA, il lavoro comune, saranno elemento fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Con la presenza del sistema delle imprese e delle eccellenze del territoro, delle istituzioni, di rappresentanti del mondo bancario, con la presenza del nostro gruppo che garantisce un network completo per la comunicazione, la giornata di oggi rappresenta un punto di ri-partenza fondamentale per lo sviluppo turistico pistoiese una volta consegnata la fiaccola della Capitale della cultura a Palermo. simone trinci
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I protagonisti
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L’ANALISI di LEONARDO BIAGIOTTI
Igles Corelli Chef
Daniele Bosi
Camera di Commercio
Francesco Carrassi Direttore «La Nazione»
LA NOMINA DEL MINISTERO LA CORSA DAL GENNAIO 2016 I protagonisti
Andrea Casini UniCredit
Andrea Burchi UniCredit
Marcello Gozzi Confindustria
Dallo stupore ai nuovi progetti Un anno vissuto sul palcoscenico ERA IL 25 GENNAIO 2016 quando la voce del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, scandì il nome di Pistoia davanti alla quasi incredula Elena Becheri, allora assessore comunale alla cultura. La commissione di super esperti nominata per decretare la città che avrebbe dovuto tenere alto il buon nome della cultura in Italia e all’estero, aveva indicato, per il 2017, proprio la nostra. Perfino a Palazzo di Giano, tanti davano Pistoia già per spacciata, a favore di Ercolano. INVECE, la piccola città ai piedi dell’Appennino Tosco-emiliano sbaragliò concorrenti del livello di Aquileia, Como, appunto Ercolano, Parma, Spoleto, Taranto, Terni e perfino la vicina Pisa. Dal forziere dello Stato era previsto l’arrivo di un milione di euro per arricchire il programma che l’allora sindaco, Samuele Bertinelli, aveva curato con la collaborazio-
percorsi pedonali e alla riqualificazione delle mura medievali. Obiettivi in parte centrati, in parte da raggiungere negli anni a venire. Il raggio verde luminoso che da Palazzo Fabroni raggiunge la Fattoria di Celle, acceso all’inizio dell’anno, anche visivamente ha ricordato ai pistoiesi che qualcosa è destinato a cambiare. La città ha nel frattempo acquisito consapevolezza delle proprie potenzialità, artistiche e turistiche. I turisti restano affascinati dalle bellezze di Pistoia
ne di un gruppo di intellettuali coordinati dal manager pubblico in ambito culturale, l’emiliano Giuseppe Gherpelli. Nelle sessanta pagine del dossier si parla della riqualificazione dell’area Ceppo, del sistema museale, delle biblioteche, della mostra nazionale dedicata a Marino Marini, dei Dialoghi sull’uomo, del Blues, fino ai
ANCHE il cambio di guida dell’amministrazione comunale, con l’arrivo del sindaco Alessandro Tomasi e della nuova giunta nel giugno di quest’anno, non ha cambiato la voglia di Pistoia di rivestire in pieno il ruolo di Capitale della cultura. Continui stimoli arrivano soprattutto in ambito promozionale per assicurare alla nostra città un ritorno anche in futuro. Il «come» bisogna stabilirlo insieme, a partire dalla giornata di oggi.
UNA GIORNATA PIENA DI IDEE DALLA CAPITALE della cultura alla Capitale delle idee. Pistoia sta entrando nell’ultimo trimestre da ‘bandiera’ del turismo alternativo nazionale dopo aver vissuto un anno da protagonista. Così tanti visitatori in città non si erano mai visti, così tante copertine neppure, per non parlare della copertura mediatica mondiale. In città è venuto il premier Gentiloni accompagnato dal ministro Franceschini, per l’ultima parte dell’anno è stato invitato il presidente della Repubblica e sono in corso due mostre, con protagonista Marino Marini e il suo ‘amico’ Mirò, che rendono il territorio ancora attrattivo. I numeri di presenze e arrivi hanno superato nettamente quelli del recente passato, pur restando contenuti in assoluto, così come gli affari di buona parte delle imprese. Non mancano però i rimpianti. Ci sono stati troppi ritardi nella manutenzione della città, a partire banalmente dai cartelli, e soprattutto una scarsissima promozione, peccato capitale dell’anno da Capitale. Inoltre non c’è stato alcun coordinamento sul territorio, a partire dalla mancata collaborazione con Montecatini che ha gli alberghi che a Pistoia mancano e soprattutto ha bisogno di riempirli. Ci sono stati successo ed errori, dunque, in questo 2017 comunque irripetibile per Pistoia ed è per questo che il convegno organizzato oggi dal nostro gruppo in partnership con Unicredit è di grande importanza, soprattutto guardando in prospettiva. Che ne sarà di Pistoia dopo l’anno da Capitale della cultura? Resterà la malinconia come in certe cittadelle olimpiche dopo le gare o il territorio saprà ridisegnare il suo futuro anche come meta turistica? Oggi è il giorno delle prime risposte grazie ad un gruppo di relatori che rappresenta il mondo economico, istituzionale e sociale della città, della regione e del Paese. Oggi, grazie al convegno, Pistoia comincerà a scoprire un po’ di se stessa nel prossimo futuro. Oggi, in palazzo comunale, a pensarci bene il futuro sarà già presente.
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IL BANDO MIGRARTI
LA CITTA’ E LE ISTITUZIONI
ANCORA EVENTI NELL’ULTIMO TRIMESTRE DELL’ANNO PISTOIA NEL MESE DI OTTOBRE OSPITERÀ INFATTI LE FINALI DEI MIGLIORI CINQUE PROGETTI PER IL PREMIO SPETTACOLO DAL VIVO DEL BANDO MIGRARTI
Franceschini promuove la Capitale «Il modello Pistoia ha funzionato»
Il ministro: «Grande crescita dei turisti, sopra la media nazionale» di DARIO FRANCESCHINI*
zione dei grandi eventi.
DAL 2015 le Capitali italiane della Cultura, istituite sullo slancio della competizione virtuosa per la candidatura a Capitale Europea della cultura, hanno dimostrato di poter dar vita a uno sviluppo armonioso della realtà urbana puntando sul proprio patrimonio storico, artistico e architettonico, sulle esperienze associative, sulla capacità di unire energie pubbliche e private, sul coinvolgimento dell’intera cittadinanza nella preparazione del dossier di candidatura e nella sua realizzazione. L’esperienza di Mantova nel 2016, dopo la prima edizione ‘corale’ di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015, è stata molto positiva. Sono aumentati del 51% gli ingressi al Palazzo Ducale e più in generale a tutti i musei civici e statali della città, i pernottamenti sono cresciuti di un terzo, si è registrato un incremento del 5% di nuove imprese creative e ricettive, il Pil cittadino ha avuto un balzo di quasi il 2%. PISTOIA sta viaggiando sulla stessa lunghezza d’onda, è ancora presto per fare un bilancio ma già si registra un forte aumento del turismo, specie quello internazionale, che nei primi sei mesi dell’anno è cresciuto sia in termini di arrivi che di pernottamenti. In crescita anche i visitatori dei musei: nel primo semestre del 2017 i due luoghi della cultura statali della città, la Fortezza di Santa Barbara e la ex Il ministro dei beni culturali e del turismo, Chiesa del Tau, hanno infatti registraDario Franceschini. to percentuali nettamente sopra la A destra col premier media nazionale, rispettivamente Gentiloni a Pistoia +38,7% e +27%. Una crescita dovuta anche a una più efficace pianifica-
IN QUESTI mesi il Ministero, oltre al contributo economico iniziale, pianifica infatti alcune delle proprie iniziative nella Capitale italiana della Cultura. Così come avvenuto a Mantova, la Festa della Musica quest’anno ha esordito nel sabato precedente al solstizio d’estate: il 18 giugno e nei giorni immediatamente precedenti e successivi 1000 giovani per la musica si sono esibiti in luoghi simbolo della città. Pistoia inoltre ospiterà proprio nel mese di ottobre le finali dei migliori cinque progetti per il premio spettacolo dal vivo del bando Migrarti. GRAZIE a questa strategia, i successi di Mantova e Pistoia porteranno sempre di più le realtà e le istituzioni culturali a
INTUIZIONE VINCENTE «Le Capitali italiane della cultura hanno dimostrato di poter dare vita ad uno sviluppo della realtà urbana» concentrare i propri sforzi sulla capitale della cultura dell’anno, come già sta avvenendo per Palermo di cui abbiamo presentato pochi giorni fa “Le vie dei tesori”, una iniziativa nata dal volontariato associativo che sta crescendo sempre di più man mano che ci si avvicina al 2018. Una dimostrazione di quanto terzo settore, pubblico e privato possano agire insieme per una crescita virtuosa e sostenibile della comunità. * Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
LA REGIONE L’ASSESSORE AL TURISMO STEFANO CIUOFFO: «SIAMO PROTAGONISTI, APPROFITTIAMONE INSIEME»
«Un giusto riconoscimento all’altra Toscana» Stefano Ciuoffo, assessore regionale al turismo: quale significato della nomina per una città come Pistoia?
«Pistoia Capitale della cultura significa rendere merito a quanto di bello e appetibile in termini culturali può dare una città fuori dalle classiche rotte turistico-culturali. Viene premiato il valore della, diciamo così, ‘altra Toscana’, quella che ha moltissimo da raccontare e suggestionare anche se non si chiama Firenze, Siena o Pisa facendo volare Pistoia su un orizzonte più ampio di quello adesso percepito». Quale ritorno, in termini turistici e di visibilità ha avuto, secondo lei, la città?
«Nel primo semestre 2017 c’è stato un +20% rispetto allo stesso periodo del 2016 e questo è senza dubbio un risultato più che soddisfacente considerato che gli effetti
sulla città non si esauriranno certo con il 2017: adesso Pistoia è alla ribalta nazionale tra gli addetti ai lavori e tour operator come meta da scoprire. Se prima era poco
Stefano Ciuoffo, assessore regionale al turismo: «Visitate la Toscana»
conosciuta certamente quest’anno le consegna una visibilità spendibile anche in futuro, soprattutto per certi circuiti che sanno cogliere le opportunità culturali e artistiche che offre la città. Opportunità che ha sempre offerto ma che ora risuonano con più facilità alla mente. Il grande incremento registrato nei musei cittadini con numeri anche a tre cifre è sintomo che questa cultura è viva e attrattiva. Ci sono percorsi e mostre appositamente realizzati in vista di questo 2017 che sicuramente faranno aumentare il trend di crescita». Come migliorare collegamenti e trasporti per Pistoia? Che ruolo può avere in questo la
Le frasi
Tante presenze da tutto il mondo Pistoia sta viaggiando sulla stessa lunghezza d’onda delle città che l’hanno preceduta, già si registra un forte aumento del turismo, specie quello internazionale
Monumenti statali Numeri da record I luoghi della cultura statali, la Fortezza di Santa Barbara e la ex Chiesa del Tau, hanno registrato percentuali sopra la media nazionale: +38,7% e +27%
Programmazione e contributi Il Ministero, oltre al contributo economico iniziale, pianifica alcune delle proprie iniziative nella Capitale italiana della cultura
Regione? Come fare in modo che, una volta concluso il 2017, questa esperienza non venga dispersa?
«La scommessa deve essere colta prima di tutto dall’amministrazione comunale e dalla città nel suo insieme: una volta che Pistoia si ritaglia un ruolo nel turismo culturale sarebbe un peccato non proseguire con l’impegno e l’entusiasmo che ho visto in questi mesi. La Regione, attraverso Toscana Promozione Turistica, sicuramente lavorerà per questo». Rapporti Stato-Regione-Comune alla prova della Capitale della cultura: un bilancio?
«Su questo posso dire che da parte nostra c’è stato il completo supporto per far cogliere al meglio questa opportunità. Il mio assessorato, quello alla cultura guidato della vice presidente Barni e l’agenzia regionale Toscana promozione Turistica sono stati a disposizione».
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VENERDÌ 29 SETTEMBRE 2017
ECONOMIA E CULTURA
EROGAZIONI ENTRO IL 2018 DUE MILIARDI DI EURO DI NUOVA FINANZA AL TURISMO ITALIANO, DI CUI CIRCA IL 75% È DESTINATO A IMPRESE CON FATTURATO INFERIORE A 5 MILIONI DI EURO
Toscana, un brand unico al mondo «La crescita nasce sul territorio»
Andrea Casini (UniCredit): «Esperienze autentiche per i visitatori» di ANDREA CASINI*
IL TURISMO è uno dei fenomeni economici e sociali più rilevanti a livello globale, indubbio driver strategico per tutte le economie. Il 2016 ha rappresentato un altro anno positivo per l’industria turistica mondiale, che prosegue il suo solido trend di crescita. Le previsioni restano positive, nonostante alcuni fattori destabilizzanti che hanno rischiato di mettere in crisi il settore dei viaggi, anche per i prossimi anni con prospettive di espansione nel medio termine. In questo contesto l’Italia gioca un ruolo di primo piano a livello internazionale e consolida la sua posizione di quinto Paese più visitato al mondo, mostrando anche a livello istituzionale una rinnovata attenzione per il turismo; è stato infatti definito il Piano strategico del turismo, che traccia le linee di sviluppo per i prossimi cinque anni per rilanciare la leadership del nostro Paese sul mercato turistico mondiale. L’ITALIA è infatti da sempre una delle destinazioni più presenti nell’immaginario di ogni turista: siamo il Paese con la più grande e lunga tradizione turistica al mondo e il primo al mondo per numero di siti considerati patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Ad oggi il settore viaggi e vacanze, con il suo indotto, contribuisce al 10,3% del nostro Pil, portando ricchezza e lavoro al nostro territorio; gli arrivi internazionali continuano ad essere in crescita così come si conferma la ripresa del turismo domestico,
Focus
I pilastri UniCredit4Tourism: per conoscere il mercato, erogare finanziamenti, fornire soluzioni assicurative offrire supporto negli strumenti di marketing
L’impegno Entro il 2018, 2 miliardi di euro di nuova finanza al turismo italiano, di cui circa il 75% è destinato a imprese con fatturato inferiore a 5 milioni di euro
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Focus
Co-Head Italia Andrea Casini vanta 36 anni di esperienza nella finanza a partire dal 1980. Dal 1° settembre 2016 è Co-Head della rete commerciale UniCredit in Italia con un focus sul business Retail
Stranieri conquistati «La Toscana ha un significativo grado di internazionalità per quello che riguarda il turismo: il 54,3% delle presenze turistiche totali in regione è straniero»
Andrea Casini, co-head Italy UniCredit: «Valorizziamo ancora di più le peculiarità del nostro territorio»
INVESTIMENTI «Lavoriamo tutti insieme per la mobilità, l’ambiente e la digitalizzazione» che più ha sofferto in questi ultimi anni degli effetti della crisi. E in questo contesto la Toscana con oltre 44,3 milioni di presenze, è la seconda regione più turistica d’Italia, guidata dalla performance di Firenze che rappresenta oltre un terzo di tutto il movimento turistico regionale. La Toscana ha un significativo grado di internazionalità per quello che riguar-
da il turismo: il 54,3% delle presenze turistiche totali in regione è straniero, con la Germania al primo posto, seguita dagli Usa e dai Paesi Bassi. UN BRAND senza uguali nel mondo, un patrimonio dalle infinite potenzialità. L’obiettivo di crescita può e deve sempre coniugarsi con l’attenzione al territorio: il 2017 è infatti l’Anno internazionale del turismo sostenibile e, per l’Italia, l’Anno dei borghi. Valorizzare le peculiarità del nostro Paese anche nelle sue parti meno conosciute, ma ricche di storia e tradizioni, significa offrire al turista un’esperienza autentica e
contestualmente far crescere i territori e la qualità della vita dei residenti. Puntare su questo implica anche lavorare su mobilità, infrastrutture fisiche e tecnologiche, digitalizzazione, tutela dell’ambiente e valorizzazione delle filiere affinché si possa al meglio competere a livello internazionale. UniCredit, attraverso il progetto «UniCredit4Tourism», rinnova e rafforza il suo impegno a supportare l’industria turistica del Bel Paese, nella convinzione che sia cruciale per l’Italia e che, se gestita al meglio, potrà tradursi in un volano di sviluppo per l’economia nazionale. * co-head Italy UniCredit
STRUMENTI DI SVILUPPO L’INIZIATIVA PER GLI IMPRENDITORI DEL SETTORE
Conoscere i mercati per competere Tutti i servizi di UniCredit4Tourism CRESCE la rilevanza del settore turistico, e cresce di pari passo l’interesse del sistema bancario per le imprese che, in questo tipo di attività, scommettono e investono. Gli strumenti per sostenere le aziende possono essere tanti, dai più tradizionali ai più innovativi e, naturalmente, anche su questo fronte Unicredit è all’avanguardia, dando agli imprenditori la possibilità di conoscere e operare al meglio sui propri mercati. UniCredit4Tourism, l’iniziativa di UniCredit lanciata nel 2015 dedicata alle imprese che operano nel settore turistico, è costituita
Competenze finanziarie, marketing e digitalizzazione degli operatori: nuovi dispositivi in campo per gli imprenditori turistici
Doppio vantaggio «La peculiarità del nostro Paese è quella di offrire al turista un’esperienza autentica e allo stesso tempo far crescere i territori e la qualità della vita dei residenti»
da quattro pilastri: il primo, che si fonda sull’aspetto digitale, offre alle imprese la possibilità di conoscere in misura più approfondita il mercato e i concorrenti con l’obiettivo di gestire al meglio il proprio posizionamento.
IL SECONDO pilastro dell’offerta di UniCredit consiste nell’impegno a erogare, entro il 2018, 2 miliardi di euro di nuova finanza al turismo italiano, di cui circa il 75% è destinato a imprese con fatturato inferiore a 5 milioni di euro, dato il carattere prevalentemente micro imprenditoriale del settore. Il terzo pilastro prevede soluzioni assicurative offerte da UniCredit in collaborazione con alcuni storici partner del settore. L’ultimo pilastro dell’iniziativa consiste nel supportare l’accrescimento delle competenze finanziarie e le conoscenze di marketing e digitalizzazione degli operatori.
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ECONOMIA DEL TURISMO
IL CONFRONTO FIRENZE IN TESTA CON IL 30,5% DEL DATO COMPLESSIVO REGIONALE. A SEGUIRE SI TROVANO LIVORNO (18,5%), GROSSETO (13,3%), SIENA (11,6%), LUCCA (7,7%), PISA (6,9%) E PISTOIA (5,1%)
Alberghi, agriturismi e ristoranti Quando l’accoglienza porta sviluppo Il Rapporto UniCredit: «In continua crescita i dati sulle presenze» IL TURISMO continua ad essere un driver decisivo per il nostro Paese. L’industria turistica italiana vale infatti oltre 70 miliardi di euro (ovvero il 4,2% del Pil) che salgono a 172,8 miliardi di euro (il 10,3% del Pil) se si aggiunge anche tutto l’indotto.
E in questo contesto la Toscana con oltre 44,3 milioni di presenze, è la seconda regione più turistica d’Italia, dopo il Veneto che ne conta 63,2 milioni. A confermare questi dati è il Rapporto sul Turismo 2017, curato da UniCredit in collaborazione con Touring Club
Italiano, nel quale vengono analizzati i dati più recenti e le tendenze del settore turistico sia nel mondo che nel nostro Paese, con un’attenzione particolare alle diverse performance regionali. Il turismo, dunque, si conferma come un settore rilevante nell’eco-
Nel quinquennio 2010-2015 l’offerta ricettiva della Toscana ha registrato una crescita di letti totali pari al 6,8%, a fronte del 3,8% come dato medio italiano
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nomia toscana, ancora con grandi potenzialità e significativi margini di crescita. Per quando riguarda l’offerta ricettiva, nel 2015 la Toscana si è attestata al terzo posto in Italia per numero di esercizi turistici (13.217) e al secondo posto per numero di letti totali (548.590). Nel quinquennio 2010-2015 inoltre l’offerta ricettiva della Toscana ha registrato una crescita di letti totali pari al 6,8% (3,8% il dato medio Italia). Per quanto riguarda invece la distribuzione percentuale delle presenze turistiche nelle province toscane risulta in testa Firenze con il 30,5% del dato complessivo regionale: a seguire vi sono poi Livorno (18,5%), Grosseto (13,3%), Siena (11,6%), Lucca (7,7%), Pisa (6,9%) e Pistoia (5,1%). Nel Rapporto si evidenziano poi i principali mercati esteri di provenienza che per la Toscana nel 2015 sono stati, nell’ordine, la Germania (18,0%), gli Usa (10,2%) e i Paesi Bassi (8,0%).
ALIMENTARE
«Agribond2» Investimenti facili per coltivare il futuro nella natura IMPEGNO congiunto di UniCredit ed Ismea per il sostegno del settore agroalimentare con Agribond 2, in continuità con l’accordo «Coltivare il futuro», sottoscritto a marzo 2016 tra la banca e Ministero per le politiche agricole ambientali e forestali per sostenere gli investimenti e favorire l’accesso al credito delle imprese operanti nel settore agroalimentare italiano. I progetti possono riguardare realizzazione di opere di miglioramento fondiario; interventi per la ricerca, la sperimentazione, l’innovazione tecnologica, la valorizzazione dei prodotti e la produzione di energia rinnovabile; costruzione, l’acquisizione o il miglioramento di beni immobili per lo svolgimento delle attività agricole e di quelle connesse; acquisto di bestiame, nuove macchine e attrezzature.
BANCA DEL TERRITORIO NUOVE IDEE PER L’IMPRENDITORIA GIOVANILE: PREMI E SUPPORTO A MANAGER E STAFF
Start up innovative, tutte le opportunità per partire in quarta UNA RISORSA del sistema economico. Anzi, a ben guardare ne sono la risorsa principale. Non è retorica affermare che i giovani rappresentino il futuro del Paese. Ed è anche per questo che devono essere sostenuti con gli interventi e gli strumenti più adeguati. E’ certamente così con UniCredit Start Lab, l’iniziativa nata per sostenere i giovani imprenditori, l’innovazione e le nuove tecnologie. Il progetto si rivolge alle startup innovative di tutti i settori con un programma di accelerazione che si articola in numerose azioni per dare forza alle nuove idee imprenditoriali. UniCredit Start Lab è l’evoluzione de Il Talento delle Idee, il programma di accelerazione nato nel 2009 con il quale UniCredit ha cominciato a supportare attivamente Il programma Unicredit Start Lab offre un supporto a 360 gradi alle startup selezionate accompagnando i team di riferimento in tutte le fasi di vita aziendale con azioni specifiche. Si tratta di un vero e proprio «acceleratore» per i migliori progetti imprenditoriali dei più diversi settori
progetti di impresa di giovani imprenditori innovativi. Il programma offre un supporto a 360 gradi alle startup selezionate accompagnando i team di riferimento in tutte le fasi di vita aziendale con azioni specifiche: un vero e proprio Startup Accelerator per i migliori progetti imprenditoriali. UniCredit Start Lab ha un perimetro multisettoriale e si rivolge a tutte le startup ad alto conte-
nuto tecnologico costituite da non più di cinque anni e ai progetti con forte componente di innovazione nei settori più tradizionali. I SETTORI di particolare interesse per le neo imprese che partecipano al programma sono: Life science (biotecnologie, pharma e medical devices, health care); Ict/web/digital (digital de-
sign, mobile apps, hardware); Clean tech (energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile); Innovative made in Italy (Fashion, materiale innovativi, robotica, nanotecnologie). IL PROGRAMMA offre alle neo-imprese selezionate: Incontri one-to- one con il team di valutazione di UniCredit Start Lab per confrontarsi sul progetto; attribuzione mirata di mentor esperti del nostro network per affiancarti nelle evoluzioni chiave; ingresso nel network dei partner UniCredit StartLab e giornate di presentazione a controparti industriali, finanziarie e tecnologiche Premi in denaro di 10mila euro (per le imprese selezionate); supporto bancario attraverso i nostri Relationship Manager e i prodotti pensati per le neo imprese.
Unicredit Start Lab Un’evoluzione per un programma nato nel 2009: nuove opportunità per le imprese che puntano sull’innovazione
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LA RICERCA
PISTOIA DA GUSTARE
NON SOLTANTO I TURISTI CHIEDONO, AL RISTORANTE, I PIATTI TIPICI TOSCANI E LOCALI. SEMPRE PIU’ SPESSO SONO I PISTOIESI A RIFARSI ALLA TRADIZIONE IN CUCINA: UN NUOVO MOTIVO DI IDENTITA’
Dal «carcerato» ai frutti di bosco Quando la tradizione è qualità I piatti tipici del territorio. E l’accoglienza mette la quarta
Montalbano Di ottima qualità l’olio, molto richiesto anche all’estero e utilizzato negli agriturismi. Nelle stesse colline, cresce la produzione di vino
C’È CHI QUESTO piatto lo invidia, come invidia tante altre eccellenze. Tra i prodotti tradizionali del territorio pistoiese ci sono i salumi, il pecorino a latte crudo, i funghi, i prodotti del sottobosco della nostra montagna, il miele, i brigidini di Lamporecchio, la particolare cialda di Montecatini, la cioccolata di Monsummano, il fagiolo di Sorana, qualche vino del Montalbano (e a maggior ragione l’olio di queste parti) e altri prodotti forse di nicchia, ma certamente di ottima qualità. Per gli amanti delle pietanze ancora più ricercate (ma soprattutto per chi ha uno stomaco un po’ più forte) non vanno certo scordati, accanto ai necci, i migliacci, sorta di neccio fatto con il sangue del maiale da riempire, a piacere, con zucchero o formaggio. La gamma è ampia, e fra una gita alla zoo e una visita alle bellezze del centro storico, il turista può certamente incontare pietanze in grado di soddisfare il proprio palato. Per tacere, poi, dei confetti «birignoccolosi». E SE VALE per un turista, perchè non dovrebbe valere per un locale? I pistoiesi hanno sempre più voglia di tradizione, soprattutto a tavola. Anche perchè, come detto, a
NEL 1975 la nostra città era a un punto morto: nessuno che volesse vivere nel centro storico, forti problemi di mobilità e parcheggi, e molte altre questioni irrisolte. La zona portuale stava espandendosi, ma senza portare sviluppo alle attività culturali e turistiche, la cui offerta era molto povera. A quel tempo avevamo un turismo «mordi e fuggi» di basso livello e qualità, che non rappresentava un vero motore di sviluppo per la città. TUTTO questo finchè il sindaco non puntò sulla cultura come motore di innovazione, so-
Pistoia come in tutta la Toscana basta guardarsi un po’ intorno o chiedere a qualche anziano per riscoprire eccellenze che tutto il mondo ci invidia. «Cresce nei consumatori la consapevolezza che questi piccoli tesori non hanno a che fare unicamente con un trend effimero, o una moda, ma conservano dentro di sé il segreto della salute e, quindi, della vita», scriveva la Provincia qualche anno fa per promuovere il territorio. Fatto in parte sicuramente vero, dovuto anche alla riscoperta del «chilometro zero», ma ancora una vera coscienza della «pistoiesità» di molti prodotti forse manca. Che con la Capitale della cultura sia la volta buona?
Focus
INGREDIENTI: pane raffermo, interiora di vitello, cipolla, sedano, carota, formaggio, brodo di carne. Preparazione: «Fate un brodo di carne con le interiora e con tutti gli odori, versandoli in un litro e mezzo di acqua. Fate cuocere molto a lungo. Filtrate il brodo di carne e versatelo ancora caldo in un tegame di coccio, insieme alle fette di pane. Salate, pepate e fate cuocere lentamente, mescolando di tanto in tanto, per rendere il tutto più omogeneo...». Ecco a voi, il «carcerato», forse vero unico piatto tutto pistoiese. E che nessuno lo tocchi. Perchè sarà pure nato nei macelli vicini a Santa Caterina in Brana per sfamare i detenuti, ma adesso è un piatto da re.
Valdinievole
Montagna
Fra i prodotti più celebri, i brigidini di Lamporecchio e le cialde di Montecatini. Sempre più richieste alcune marche di cioccolata di Monsummano
Frutti di bosco, formaggio, miele, farina di castagne: i monti sono molto generosi. Da non dimenticare il fagiolo di Sorana
LA TESTIMONIANZA BRUGES, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2002
«Priorità al territorio e sviluppo: le sfide da vincere» stenibilità, fattore di cambiamento verso una città contemporanea dal livello culturale più alto. Fu con questo intento che partecipammo al bando di Capitale della cultura, e nel 1998, fummo selezionati. Ne approfittammo e mettemmo in campo alcuni interventi che ritenevamo fondamentali per riscire a raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissi, come la realizzazione di nuove
infrastrutture. Fra questi posso elencare un’area per concerti e musica e una struttura per la musica dedicata ai più giovani. Abbiamo inoltre programmato un festival delle Arti, pensato non soltanto per gli abitanti ma anche per attrarre persone, visitatori e appassionati al di fuori dei nostri confini. IL BUDGET necessario a rea-
lizzare queste opere e mettere in piedi queste attività venne formato attraverso stanziamenti della Regione, e fondi Europei, oltre che mediante sponsorizzazioni private e la vendita dei biglietti degli eventi. IL RITORNO in termini turistici è stato molto forte ma – soprattutto – grazie alla Capitale della cultura abbiamo creato anche un senso di orgoglio e
appartenenza alla nostra comunità. Per le città non c’è stato nessun tipo di impatto negativo, ci sono state soltanto ricadute positive sia in termini economici che in termini sociali. Oltrechè, ovviamente, in termini culturali. Il 75% degli abitanti sostengono che avere fatto di Bruges una capitale del turismo sia stato una scelta positiva. E tutti sanno che ciò che fa «vendere» la nostra città è proprio la cultura. Grazie a questa vediamo tuttora che Bruges sta cambiando. E sta cambiando in meglio. Steven Slos, coordinatore alla cultura di Bruges, città culturale europea 2002
SPECIALE FORUM 11
VENERDÌ 29 SETTEMBRE 2017
IDEE E PROGRAMMI
IL COMUNE
«BISOGNA PROIETTARE PISTOIA OLTRE L’ANNO DELLA CULTURA, FACENDO TESORO DELL’ESPERIENZA DEL 2017, AGGIUSTANDO IL TIRO DOVE SERVE E FACENDO LEVA SUI PUNTI DI FORZA»
«SOLO IL PRIMO PASSO»
Il sindaco pensa già al 2018
«Stiamo lavorando ad altri grandi eventi» nella chiesta restaurata di San Leone o, più semplicemente, la meraviglia di piazza Duomo sono ‘cartoline’ straordinarie per chi decide di visitare Pistoia, una città che, lo voglio sottolineare, non si ferma al centro storico. Abbiamo i borghi della collina e della montagna - perle di storia e di tradizione incastonate tra la natura che ampliano ancora di più l’offerta turistica della nostra città».
Sindaco Alessandro Tomasi, come giudica la sua città nell’anno da Capitale della cultura?
«Diciamo che la nomina è stata accolta con sorpresa, anche se Pistoia aveva tutte le potenzialità per essere Capitale italiana della cultura: potenzialità che oggi vediamo realizzarsi in eventi di altissimo livello». La città è stata all’altezza delle aspettative?
«Su una nomina tanto importante ci sono chiaramente grandi aspettative. Abbiamo avuto pagine di estrema qualità con una notevole risposta in termini di partecipazione, sicuramente all’altezza del titolo di Capitale italiana della cultura, ed altre pagine, come quelle sulla promozione, che potevano essere affrontate diversamente. Il bilancio lo faremo alla fine di quest’anno, che ha ancora moltissimo da dare in termini di programma».
Come rendere duraturi gli effetti della nomina in futuro?
In alto il sindaco Alessandro Tomasi. Grandi progetti per il 2018
è mancato il coinvolgimento degli sponsor privati da parte del Comune, che avrebbero potuto portare un contributo importante a Pistoia». Cosa offre, secondo lei, Pistoia a un turista?
«Offre moltissimo in termini di arte, cultura, paesaggio e... buona
cucina. Il centro storico di Pistoia è uno scrigno di tesori da scoprire, capace di far sentire il turista a ‘casa’ in una cornice familiare, come accade, ad esempio, a chi visitando Pistoia si trova a passeggiare sulla Sala. La nostra città affascina e stupisce. La bellezza della Visitazione di Luca della Robbia
Punti di forza e di debolezza?
«La qualità degli eventi in programma, quelli che già ci sono stati e quelli previsti in questa ultima parte dell’anno, rappresentano il punto di forza di Pistoia Capitale italiana della cultura: dalla straordinaria mostra ‘Omaggio a Giovanni Pisano’ che si è conclusa il 20 agosto scorso, alla retrospettiva ‘Marino Marini. Passioni Visive’, all’interno di Palazzo Fabroni fino al 7 gennaio. Due esempi di altissimo livello inseriti in un programma ricco di mostre ed eventi curati in maniera eccellente. Per quanto riguarda la ‘debolezza’ di questo 2017, a mio avviso
Qualità in testa La qualità degli eventi in programma, quelli che già ci sono stati e quelli previsti in questa ultima parte dell’anno, rappresentano il punto di forza di Pistoia Capitale italiana della cultura. Ci sono esempi di altissimo livello
Comitato promotore Manterremo in vita un’organizzazione come quella del Comitato promotore, allargato anche ad altri soggetti, per realizzare un programma di eventi importanti per il 2018, con il coinvolgimento degli sponsor privati
«Lo scorso 19 settembre si è riunito il Comitato promotore di Pistoia Capitale italiana della cultura per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori del 2017 ma anche per lanciare lo sguardo verso il 2018. E’ sul prossimo anno, infatti, che dobbiamo lavorare, mantenendo in vita un’organizzazione come quella del Comitato promotore, allargato anche ad altri soggetti rispetto allo stato attuale, per realizzare un programma di eventi importanti per il 2018, stavolta con il coinvolgimento degli sponsor privati e con un’idea di cultura che possa essere legata al turismo». Quali suggerimenti per Palermo, che sarà Capitale nel 2018?
«Di coinvolgere il più possibile i palermitani. La nomina deve essere un punto d’orgoglio prima di tutto per chi vive nella Capitale della cultura, per questo suggerirei di far votare ai cittadini il simbolo di Palermo Capitale della cultura. In secondo luogo, lo ripeto ancora una volta, di intercettare sponsor privati nella realizzazione degli eventi e nella loro promozione».
Focus
Effetti duraturi «E’ sul prossimo anno che dobbiamo lavorare, mantenendo in vita un’organizzazione come quella del Comitato promotore, allargato anche ad altri soggetti rispetto allo stato attuale, per realizzare eventi di livello»
Il passaggio «Suggerimenti a Palermo per la nomina del 2018? Coinvolgere il più possibile i propri cittadini, renderli partecipi e intercettare sponsor privati nella realizzazione degli eventi e nella loro promozione»
fondato nel 1859
Direttore responsabile Francesco Carrassi Vice direttore
Laura Pacciani
Redazione di Pistoia Caposervizio: Leonardo Biagiotti leonardo.biagiotti@lanazione.net Hanno realizzato l’inserto: Leonardo Biagiotti, Simone Trinci e Olga Mugnaini Pubblicità: Speed, via Fonda 46 Telefono 0573-28.116
SPECIALE FORUM 13
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Chi è
I PROTAGONISTI L’imprenditore
L’azienda
Dal 2000 Vannino Vannucci è il titolare della Vannucci Piante, una delle maggiori aziende vivaistiche in Europa. Classe 1963, in questi anni ha assicurato sponsorizzazioni ad eventi sportivi e culturali della città
Fondata nel 1938, la Vannucci Piante si è affermata come leader mondiale del settore e il suo staff è formato da centinaia di dipendenti. La sua rete commerciale si estende nei cinque continenti
Pistoiese e fiero Come molti altri, non mi sarei aspettato questa nomina. Ne dobbiamo essere tutti fieri
L’INTERVISTA IL VIVAISTA VANNINO VANNUCCI E IL FUTURO DEL TERRITORIO
«Un biglietto da visita per il mondo Con la cultura raccontiamo la città»
Vannino Vannucci è un imprenditore pistoiese doc. Se lo sarebbe mai aspettato che la città potesse diventare Capitale italiana della cultura?
Focus
«No, francamente non lo immaginavo perchè in Italia le città bellissime sono numerose. In ogni caso, ovviamente, come tutti i pistoiesi sono stato felice e fiero. Occorre essere riconoscenti a coloro che hanno reso possibile questo traguardo».
Investimenti «Accogliere vuol dire ospitare e quindi rendere meno difficoltosa la presenza sul territorio del cittadino temporaneo, una definizione molto efficace»
Come ha reagito il mondo del vivaismo a questa nomina?
«Con grande soddisfazione. Perchè durante questo anno abbiamo potuto raccontare molto meglio la nostra città ai molti clienti internazionali, molti dei quali non la conoscevano. E’ stata una cosa che ci ha fatto senz’altro molto piacere». Qual è stato il ruolo del vivaismo in questi mesi di Capitale della cultura?
Il valore dell’unità
«Il ruolo del mondo vivaistico è sempre stato e sarà sempre a sostegno della città, e non potrebbe fare altrimenti dato che per noi il territorio è, da sempre, la nostra vita. E tutto questo indipendentemente dall’anno della Capitale della cultura». Lei che viaggia e che ha rapporti con l’estero: è cambiata la percezione della nostra città fuori dai confini nazionali?
«Questo sinceramente non mi è sembrato. Pistoia nel mondo è soprattutto la capitale del verde ornamentale. Credo tuttavia sia stata una nomina importante anche per noi pistoiesi. Per farci apprezzare di più le bellezze di casa nostra». Secondo lei la Capitale della cultura cosa può avere insegnato alla città?
«Che lavorare in gruppo paga sempre. Bisognerebbe far tesoro di
«L’esperienza di Capitale della cultura va coltivata insieme, non disperdendo né gli errori fatti né i successi ottenuti. E’ uno stimolo per lavorare insieme»
La fama
Siamo e resteremo capitale del verde Pistoia nel mondo è già molto conosciuta, soprattutto come capitale del verde ornamentale. Credo tuttavia che questa nomina sia importante anche per noi pistoiesi, per farci apprezzare quanto abbiamo «in casa»
questo insegnamento ogni giorno. Spesso, purtroppo, non lo consideriamo come elemento cardine per il raggiungimento di obiettivi ambiziosi». Quali sono gli aspetti su cui investire di più per migliorare ancora sotto il piano dell’accoglienza dei visitatori?
«Molte cose sono state dette e scritte in questi mesi a proposito dell’accoglienza. Accogliere vuol dire ospitare e quindi rendere meno difficoltosa la presenza sul territorio del ‘cittadino temporaneo’, una definizione molto efficace per definire il turista che lessi anni fa».
La nomina di Capitale della cultura ha gettato un seme: come fare crescere l’albero, adesso?
«Coltivando insieme, non disperdendo sia gli errori fatti che i successi ottenuti. Continuando a lavorare insieme e rispettando i ruoli di ognuno di noi. Pistoia ha ancora moltissime carte da giocare. Dobbiamo però tenere a mente che non abbiamo moltissimo tempo perchè in termini di accoglienza turistica, per esempio, la concorrenza di altre città italiane o europee si è fatta molto aggressiva e non possiamo abbassare la guardia».
Anche i vivaisti hanno partecipato, in questo anno, agli eventi della città. Si pensi a convegni, sponsorizzazioni o agli allestimenti verdi in alcune piazze. Ci sono stati ritorni da questa partecipazione? Possibile pensare ad altro di simile nel futuro?
«Sicuramente l’avere partecipato a certe iniziative in un anno così particolare, il ritorno d’immagine c’è stato. Ed è stato positivo. E’ stata, anche se non solo, una sorta di esercizio. E’ stata cioè un’occasione per porre condizioni per lavorare insieme in modo ancora più affiatato. Ci sono già progetti in ponte per i prossimi mesi, ma il discorso vale a maggiore ragione per progetti di ampio respiro in futuro». La Capitale della cultura ha rappresentato anche una collaborazione fra pubblico e privato. A quali altri settori è possibile applicarla, adesso?
«Chiaramento lavorare in squadra, che sia fra pubblico e privato o soltanto fra privati è sempre un risultato positivo perché più i progetti sono ambizioni e più è difficile realizzarli in solitudine. Non posso dunque che rispondere con un augurio: se riuscissimo ad aprire a una collaborazione fra pubblico e privato potremmo giungere con minore fatica agli appuntamenti. Con la programmazione il lavoro sarebbe più facile e il risultato migliore».
Ambizioni e traguardi Collaborazione piena fra pubblico e privato per raggiungere al meglio obiettivi comuni
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A PALAZZO DEI VESCOVI
FINO AL 6 GENNAIO «GIOVANNI BOLDINI. LA STAGIONE DELLA FALCONIERA» SARÀ VISITABILE FINO AL 6 GENNAIO 2018. ORARIO: MARTEDÌ, GIOVEDÌ, VENERDÌ 10-16; SABATO, DOMENICA 10-19.30
Boldini, gli anni della Falconiera Dai Macchiaioli alla Belle Époque Il ciclo di pitture dell’artista ferrarese prima della partenza per Parigi
Scorcio della stanza con le decorazione realizzate per la sala da pranzo della Falconiera nel 1868, ora ai Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi di OLGA MUGNAINI
BRILLANTE frequentatore dei salotti cittadini, seduttore e amabile protagonista della frenetica Ville Lumiere notturna, c’è chi ha detto che più che nella Parigi intellettuale, fin da subito si sia inserito meglio nella Parigi mondana. In ogni caso Giovanni Boldini, approdato in riva alla Senna nel 1871, riesce in poco tempo a introdursi abilmente negli ambienti artistici più esclusivi di Parigi. E non c’era signora alla moda che non bramasse di avere un suo ritratto. Ma prima del suo trionfo nel regno della Belle Époque, il giovane e ambizioso ferrarese formatosi alla corte dei Macchiaioli, fa in tempo a lasciare un piccolo grande capolavoro a Pistoia, un ciclo di affreschi miracolosamente scampato alle insidie delle ristrutturazioni che si sono succedute negli anni. LA STRAORDINARIA storia, condita come molte vicende di Boldini da seduzioni e abbandoni, risale agli anni Sessanta dell’Ottocento, quando l’artista aveva appena 25 anni. Proprio attraverso l’entourage degli amici macchiaioli, riceve l’incarico di decorare Villa La Falconiera a Sant’Alessio di Pistoia, di proprietà della ricca mecenate inglese Isabella Falconer, viaggiatrice dalla vita avventurosa quanto scandalosa, almeno per l’epoca.
Purtroppo questo ciclo di pitture murali, rimasto un unicum nell’attività di Boldini e in Europa, per diverse vicissitudini si perse subito dopo essere stato terminato nel 1868. E per riportare alla luce quei dipinti – oggi esposti nel Palazzo dei Vescovi a Pistoia – c’è voluta un’altra donna altrettanto originale, stravagante e determinata: Emilia Cardona Boldini. Giovane
La scoperta e il restauro La sala da pranzo della villa della ricca Falconer era diventata una rimessa degli attrezzi agricoli vedova nonché prima biografa del maestro, alla fine degli anni Trenta del Novecento, la Cardona si era messa in giro per la Toscana alla ricerca di un ciclo di pitture murali che sapeva Boldini aver dipinto in età giovanile. Sulla scia di vaghe voci raccolte arrivò a Villa La Falconiera e dopo averla ispezionata, quando stava per andarsene posò gli occhi sulla rimessa degli attrezzi agricoli che altro non era che l’antica, ormai irriconoscibile, sala da pranzo di Isabella Falconer. Acquistata la proprietà, nel 1938 la Cardona vi
andò a vivere, trasferendo da Parigi tutte le cose appartenute a Boldini, dalle suppellettili ai dipinti. La riscoperta delle pitture è stata tuttavia graduale. Solo dopo il distacco dai muri della villa nel 1974, il restauro e la collocazione nel Palazzo dei Vescovi a Pistoia, i dipinti sono diventati oggetto di studi, anche se restano tuttora poco conosciuto al grande pubblico. Ecco allora che l’anno di Pistoia Capitale, è diventata l’occasione più appropriata per riproporre il ciclo attraverso la mostra «Giovanni Boldini:La stagione della Falconiera», che sarà visitabile fino al 6 gennaio prossimo. L’esposizione, voluta dalla banca del Gruppo Intesa Sanpaolo, è allestita nel Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi gestito da Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, a cura di Francesca Dini con la collaborazione di Andrea Baldinotti e Vincenzo Farinella. LA SCELTA iconografica per le quattro pareti della sala da pranzo, racconta il legame diretto del giovane Boldini con gli artisti della “macchia”: il mondo agreste, con i buoi ad arare i campi, i contadini a tirar su pagliai e a risposarsi dal duro lavoro, le lavandaie e i paesaggi marini, con una pennellata e una tavolozza ancora pacate. Ed è da qui che partirà, per diventare poi il ritrattista internazionale del bel mondo, simbolo dell’eleganza parigina d’inizio Novecento.
Focus
I sedici capolavori esposti in città Del periodo macchiaiolo del Boldini sono esposti 16 capolavori realizzati negli anni toscani (1864-1871), provenienti da collezioni private e da musei. Tra questi la Marina (1870, Milano), che ha una trasposizione a tempera nel ciclo della Falconiera; i ritratti di Telemaco Signorini (1870) e di Cristiano Banti (1866), della Galleria d’Arte moderna di Palazzo Pitti, artisti, legatissimi al Boldini. E ancora l’innovativo Giovane paggio che gioca con un levriero 1869; il raffinato ritratto di Alaide Banti in abito bianco (1866) e il superbo ritratto del Generale Spagnolo, eseguito durante l’inverno trascorso in Costa Azzurra con la signora Falconer, tra novembre 1867 e marzo 1868 e considerato il capolavoro che ha proiettato Boldini nell’emisfero dei più grandi ritrattisti di tutti i tempi. Il catalogo, a cura di Francesca Dini, è edito da Sillabe.
A sinistra, «Autoritratto mentre osserva un quadro», 1865 circa, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti. Sopra, «Giovane paggio che gioca con un levriero», 1869, della Società di Belle Arti di Viareggio
16 SPECIALE FORUM
LE MOSTRE Linea diretta La mostra è realizzata insieme alla Fondazione Solomon Guggenheim di Venezia
REALIZZATA in collaborazione con la Fondazione Solomon R. Guggenheim di Venezia, dal 27 gennaio al 1 maggio 2018 passerà in Laguna. Tra le opere degli anni giovanili, spicca il “Popolo”, la terracotta del 1929 considerata un passaggio determinante alla sua svolta arcaista, che si misura con una testa greco-arcaica da Selinunte e con un coperchio figurato di una sepoltura etrusca. Verso la metà degli anni Trenta Marini si concentra sul soggetto del nudo maschile e ne trae una serie di lavori destinati a lasciare un segno nella scultura europea, come evidenzia il raffronto con opere capitali del medesimo tema di Arturo Martini e Giacomo Manzù. Negli stessi anni, Marini reinventa il significato stesso del ritratto scultoreo, attingendo ai modelli del passato, specialmente all’arte egizia, da cui desume la lezione di una volumetria pura, intrinsecamente monumentale. La mostra si sofferma quindi sui celebri e perturbanti primi grandi “Cavalieri” dei secondi anni Trenta, che al loro comparire furono giudicati, per l’arcaica impassibilità, un attentato ai canoni tradizionali del genere, ma furono ap-
EVOLUZIONI
FORME
A PALAZZO FABRONI OPERE DAGLI ESORDI ALL’ETA’ PIU’ MATURA DI MARINI
LA RICERCA DEL BELLO E UN DIALOGO INTERIORE RESTITUITI IN ARTE
I grandi guerrieri e le figure coricate Omaggio al genio di Marino Marini A Palazzo Fabroni l’esposizione delle opere dell’artista pistoiese Domande di crescita
Marino Marini nel suo studio, attorniato da alcune delle opere che lo hanno reso celebre in tutto il mondo
DAI BUSTI degli esordi negli anni Venti, ai canopi etruschi e a busti rinascimentali. E poi la stagione delle Pomone, dei primi grandi “Cavalieri” degli anni Trenta, fino ai piccoli e grandi “Guerrieri” e alle “Figure coricate” degli anni Cinquanta e Sessanta. Pistoia capitale della cultura, rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri con la grande mostra «Marino Marini. Passioni visive», allestita fino al 7 gennaio, a Palazzo Fabroni. Promossa dalla Fondazione Marino Marini, si tratta della prima retrospettiva del maestro, a cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi, che in dieci sezioni propone il raffronto tra le opere dello scultore pistoiese ( 27 febbraio 1901) e quelle di altri grandi del passato o di suoi contemporanei.
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prezzati da una ristretta schiera di intelligenti e sofisticati ammiratori. Le “Pomone” e i nudi femminili, che lo scultore realizza partendo da una originale e misurata rielaborazione del classicismo post-rodiniano, si confrontano in mostra con i nudi di Ernesto De Fiori e di Aristide Maillol, le maggiori pro-
UNA LINGUA INEDITA Lo scultore pistoiese inventò un nuovo modo di esprimere l’uomo poste europee del tempo nella difficile partita di trasformare il corpo femminile in una forma astratta. Quando, verso il 1940, mentre quasi tutti gli altri scultori italiani ed europei sembrano voler abbandonare la lezione di Rodin, Marino Marini la rivisita per dare inizio a una nuova stagione di ricerca che lo porterà, nel dopoguerra, a misurarsi con l’esistenzializzazione della forma di Germaine Richier. Questa particolare declinazione della ricerca formale di Marini prende forma negli anni del conflitto, durante il suo esilio in Svizzera, quando lo scultore sembra
Tobiolo di Marino Marini. Le mostre si chiuderanno a gennaio
«C’è tutta la storia dell’umanità e della natura nella figura del cavallo e del cavaliere in ogni epoca. Da bambino io osservavo questi esseri, uomo e cavallo, ed erano per me un punto interrogativo» guardare con particolare attenzione al drammatico realismo di Donatello: la presenza in mostra del Niccolo’ da Uzzano del Bargello permetterà di comprendere a fondo le implicazioni di questa svolta. La ricerca postbellica riporta Marino Marini a indagare, in forme più astratte, il tema del cavallo e cavaliere: in una sala sono raccolti gli esiti maggiori di questo ciclo. INFINE, i “Cavalieri” post 1945 sono messi a confronto con i loro antenati di riferimento, cavalli e cavalieri dalle civiltà del Mediterraneo e dell’antica Cina. Nel dopoguerra Marini inventa una nuova lingua per la resa espressiva del volto umano: questa lingua, che guarda alla scomposizione cubista e, insieme, alla deformazione espressionista, farà di lui il più grande ritrattistascultore del secolo. La sala dedicata ai ritratti del dopoguerra propone confronti con teste di civiltà antiche e teste di scultori contemporanei. Ancora il tema del Cavaliere, questa volta disarcionato, diventerà un motivo di pura ricerca spaziale, ormai quasi sganciato dalla riconoscibilità del soggetto, come evidenziato dalla sezione dedicata ai celebri “Miracoli”. Olga Mugnaini
ECCO ALCUNE delle parole chiave di Marini. Cavalli e Cavalieri - C’è tutta la storia dell’umanità e della natura nella figura del cavallo e del cavaliere in ogni epoca. Da bambino osservavo questi esseri, uomo e cavallo ed erano per me un punto interrogativo. All’inizio vi era armonia fra essi, ma alla fine a contrastare questo tutt’uno, arriva violento il mondo della macchina, un mondo che lo cattura in maniera drammatica, ma non meno viva e vitalizzante. Pomone - Le mie pomone vivono di un mondo solare, di un’ab-
PENSIERI LE PAROLE
«Il rebus bondanza , di un grande sensualità. Rappresentano una stagione felice che si rompe con il tempo tragico della guerra. Il colore -Il rapporto fra la mia pittura e la mia scultura è un rapporto legatissimo: non comincerei mai una scultura senza passare attraverso il colore e mi spiego perché: non si può spiegare come nasce un’opera d’arte perché
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LA STORIA
COLORI DEL MEDITERRANEO
MARINI E MIRO’ SI CONOBBERO NEGLI ANNI ’50 NELL’ATELIER DI FERNAND MOURLOT A PARIGI FREQUENTATO ANCHE DA CHAGALL E PICASSO
PER TEMI E APPROCCI, LA GRANDE AFFINITÀ LINGUISTICA LI RENDE VICINI NELL’ESPRIMERE LA VITALITÀ E LA GIOIA DI VIVERE
Affinità elettive Il sodalizio Marò-Marini come filo conduttore della mostra che sarà ospitata fino al 7 gennaio
Nel segno di una «doppia M» Incontro d’arte con l’amico Mirò Quaranta capolavori del pittore spagnolo a Palazzo del Tau di OLGA MUGNAINI
«HO SEMPRE sentito il bisogno della suggestione sensoriale del colore, per dare inizio a una forma. È il colore che mi da la spinta e il sentimento per fare qualcosa di creativo. Così comincio con il colore e dopo il colore vedo una linea e vedo una forma». A raccontare quanto fosse importante la pittura per Marino Marini, c’è la ricca collezione di tele e tempere presenti nel Museo che l’artista ha voluto donare alla sua città natale, Pistoia. Del resto a 16 anni inizia all’Accademia di Belle Arti di Firenze, proprio col disegno e la pittura, passando alla scultura pochi anni più tardi, nel 1922, diventando poi uno dei più grandi maestri del Novecento. Ma il colore non lo ha mai abbandonato. Anzi, è stata occasione per tessere nuovi rapporti e legami artistici. Come accaduto con Juan Mirò, incontrato negli anni ’50 grazie alla frequentazione dell’atelier di Fernand Mourlot a Parigi dove entrambi, insieme a Chagall, Picasso e altri grandi maestri contemporanei, andavano a stampare le loro litografie. ED È A QUESTA intesa cromatica che è dedicata la mostra «Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo», che assomiglia a un inno alla “Joie de vivre” nel segno di un’amicizia fra due grandi artisti, realizzata in collaborazione con il Comune di Pistoia, la Fondazione Miró di Barcellona e la Fondazione Miró di Palma. Nella sede del Museo Marino Marini al Palazzo del Tau, fino al 7 gennaio 2018, una quarantina di capolavori, tra inediti di Marino e dipinti di Miró provenienti da varie parti del mondo, creano un confronto che ricostruiscono l’affinità linguistica.
CHIAVE DI UNA VITA: «UN’OPERA NASCE...»
di uomini e cavalli» è molto difficile e noi stessi non lo sappiamo, ma ad un certo momento ci viene addosso un’emozione che a certi artisti arriva in forma descrittiva e a certi altri in un mondo di colore. Nel mio caso arriva il colore, per esempio ho un colore che mi tormenta - mettiamo un rosso, un blu, un giallo per cui continua questo colore ad arrivarmi nella testa ed io comin-
cio a toccare su un foglio di carta questo colore, ad immaginare su questo colore dei disegni. A un certo momento questi disegni cominciano a prendere forma, la forma e questa forma diventa vera... Gli astratti - Io dipingo coi pentoli e non combino i colori sulla tavolozza; tingo e dipingo, dipingo e tingo. Creo un colore vicino ad un altro, ci dipingo sopra e poi ci
ritorno ancora sopra fino a che mi viene una specie di mosaico, di incrostazioni e di sovrapposizioni che danno poi da sé la materia. I ritratti - Stravinskij, personaggio così vivo, nervoso, apprensivo, mi interessava per la sua forza così sensitiva, per cui procurava grandi difficoltà, e mi dava anche grande gioia. Poi c’è stato Chagall, una specie di pazzo innamorato del colore; anche nella sua forma fisica rispecchiava la vivezza della sua espressione di artista. Miller è un personaggio che quando cercavo di riprenderlo, sfuggiva da tutte le parti.
Una delle tele che i visitatori potranno ammirare alla mostra «Mirò a Marino. I colori del Mediterraneo»
«Riteniamo fondamentale – spiega – Maria Teresa Tosi, direttore della Fondazione Marini – che l’opera di Marino dialoghi con le opere di altri artisti suoi contemporanei. Pensando alla pittura, il nostro pensiero è subito caduto su Mirò, perché pur distanziandosi per temi e approcci, la grande affi-
LEGAME SOLIDO Marini e Mirò mantennero per tutta la vita un saldo rapporto artistico e di amicizia nità linguistica li rende vicini nell’esprimere la vitalità e la gioia di vivere attraverso l’uso del colore. Mirò e Marino, inoltre, erano anche amici, come testimonia la corrispondenza presente nei nostri archivi e che è esposta in mostra». E per quanto riguarda la gioia del colore, viene esposta la collezione di tempere “Il Circo di Marino”,
realizzate alla fine degli anni Settanta quando, già malato non poteva più recarsi a lavorare nel suo atelier e riversava su carta le sue emozioni e la sua mai sopita vivacità interiore.
«POTRANNO inoltre godersi la vista di grandi tele – prosegue Tosi –, esposte per l’occasione, come “Mobilità del colore” o “Oggetti nello spazio” veri inni al colore in tutte le sue più vivaci sfumature». Riguardo all’amicizia tra i due artisti, si sa che hanno condiviso cene e momenti conviviali in grande armonia. Entrambi amavano colorare le loro sculture, non solo come omaggio agli “antichi” ma anche, per il loro spirito solare e ironico. « «Molto spesso usavano colori primari, privi di sfumature conclude il direttore – , entrambi stendevano il colore a larghe campiture con segni netti e decisi. Di Mirò è presentata una sua selezione di dipinti e grafica.
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CULTURA ALL’ARIA APERTA
FINO AL 18 NOVEMBRE L’EVENTO DEDICATO AL MAESTRO PISTOIESE DURERA’ FINO AL PROSSIMO 18 NOVEMBRE SONO ESPOSTE ANCHE LE SCULTURE (44 IN TUTTO) DI ALTRI GRANDI DEL NOVECENTO
«Cuore caldo e mente serena» L’arte di Vivarelli strega la Natura Opere da ammirare tra il parco di villa Stonorov e la casa studio
«L’una per l’altra», Jorio Vivarelli, 1972, bronzo. E’ una delle opere «all’aria aperta» del maestro pistoiese Vivarelli
MELODIOSA rusticità, culto quasi religioso dei materiali. Antonio Paolucci ha definito così l’arte di Jorio Vivarelli, un protagonista del Novecento che ha attraversato il secolo «con cuore caldo e mente serena». L’opera di questo illustre figlio pistoiese, nato a Fognano il 12 giugno 1922 e scomparso il primo settembre 2008, è al centro della mostra che si articola tra il parco Stonorov e la casa-studio di Jorio Vivarelli, fino al 18 novembre. L’INIZIATIVA rientra nel programma degli eventi di Pistoia capitale della cultura, è promossa dalla Fondazione Vivarelli e offre l’occasione per affiancare l’arte del maestro pistoiese a quella di altri artisti più o meno coevi. «Jorio Vivarelli e i grandi scultori italiani del suo tempo», è il titolo dell’esposizione a cura di Edoardo Salvi, Luciano Caprile e Siliano Simoncini, e reso possibile dal fotografo Aurelio Amendola. Ventiquattro in tutto gli scultori scelti: Bergomi, Bodini, Borghi, Carta, Cascella, Colombara, Cordero, Cuschera, Fabbri, Fazzini, Finotti, Greco, Manzù, Maraniello, Marini, Mastroianni, Messina, minguzzi, Delle Monache, Perez, Rosenberger, Spagnulo, Vangi e Vivarelli. Le 44 opere selezionate si armonizzano con l’ambiente circostante, in mezzo a due ettari di parco con ulivi, ginepri e ippocastani che circondano la casa-stu-
dio dello scultore, all’interno della quale prosegue l’allestimento. Si comincia dall’eredità novecentista, rappresentata da Francesco Messina (1900), fino al più giovane Paolo delle Monache (1969). Tra i due estremi anagrafici si inseriscono Marino Marini – con la genesi della forma plastica dagli etruschi alle avanguardie –, Agenore Fabbri, Emilio Greco, Luciano Minguzzi e Giacomo Manzù. Floriano Bodini, presente con un’opera di raffinata e calligrafica superficie, ricorda con il suo “realismo esistenziale”, la stagione “Intrarealista” che vide Vivarelli accanto ad un’eletta schiera di scrittori ed artisti tra cui Novello Finotti, del quale è esposta una singolare lampada-scultura.
Focus
Kiefer in mostra alla San Giorgio Prosegue fino al 25 novembre alla San Giorgio la mostra «Anselm Kiefer a Pistoia. Libri tra i libri» del grande artista tedesco. Dal 2007 è già presente l’opera Die Grosse Fracht, (Il grande carico), un pannello in piombo fuso e argilla realizzato da Kiefer appositamente per quella che è biblioteca pubblica più grande della Toscana. La mostra, con ingresso libero, è formata da sedici opere dell’artista tedesco realizzate tra il 1999 e il 2013 - tra le quali figurano grandi sculture di libri con le tecniche più svariate che vanno dalla fotografia al piombo all’acquerello. L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Jorio Vivarelli con la compartecipazione del Comune di Pistoia, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e in collaborazione con la Galleria Lia Rumma Milano/Napoli.
Ancora Umberto Mastroianni, Piergiorgio Colombara, l’arcaismo strutturale di Salvatore Cuschera, e Augusto Perez, di cui tornano due suggestivi esempi del suo percorso, tra gestazione della forma e onirici ricordi del mondo classico. GIGANTEGGIA su tutti la complessa Stoccarda di Riccardo Cordero, di lontana ascendenza futurista. Non mancano le opere di Giuliano Vangi, Giuseppe Maraniello, Giuseppe Spagnulo, una terracotta misticheggiante di Michal Rosemberger e una testa di marmo in blocchi componibili di Pietro Cascella che omaggia la versatilità della materia grezza e l’arte di Modigliani. Chiudono il percorso il quieto realismo della quotidianità di Giuseppe Bergomi, un elegante gruppo mitologico di Paolo Borghi e la versione in bronzo della celebre Figura che cammina, scolpita nel legno, nel 1933, da Pericle Fazzini, uno dei grandi scultori italiani del secolo scorso. Nel catalogo, edito da Bandecchi & Vivaldi, i testi di Edoardo Salvi, Luciano Caprile e Siliano Simoncini. Fotografie di Aurelio Amendola. Due opere di Jorio Vivarelli, “Le madri” (1959) e “Oscar Stonorov” (1972), saranno donate al Museo Ermitage che le inserirà all’interno del Dipartimento delle arti figurative occidentali diretto dallo studioso Sergej Androsov. Olga Mugnaini
Il maestro Jorio Vivarelli al lavoro in una foto di repertorio. A sinistra invece «Figura nello spazio». Una mostra celebra il grande artista pistoiese
SPECIALE FORUM 21
VENERDÌ 29 SETTEMBRE 2017
GLI SPAZI ESPOSITIVI
I NUMERI
ECCO I DATI DEGLI ACCESSI DALL’INIZIO DELL’ANNO A FINE AGOSTO NEI PRINCIPALI SPAZI ESPOSITIVI DELLA CITTA’: MUSEO CIVICO 13.100 VISITATORI, PALAZZO FABRONI 7.072, MUSEO MARINI 9.708
Sguardo aperto sulla grande bellezza Turisti in aumento anche dalla Cina Crescita costante per tutto l’anno. L’exploit di Palazzo Fabroni
Focus
Chi arriva da fuori resta a lungo L’aumento dei visitatori stranieri è stato del 14% negli arrivi (12% come presenze). E sono proprio le persone che arrivano dall’estero a pernottare più giorni in città (permanenza si attesta sulle 3 giornate) rispetto agli italiani (2 giornate)
Focus
Donna, 45 anni Il profilo «tipico»
I turisti in arrivo dalla Cina sono aumentati moltissimo grazie alla nomina della città a Capitale italiana della cultura da parte del ministero
L’INCREMENTO c’è stato. Si tratta di assecondarlo e consolidarlo. I numeri di partenza sono più che incoraggianti, sia sul fronte «commerciale» che su quello del consumo culturale. A Pistoia, nei primi sei mesi dell’anno di Capitale i turisti sono aumentati del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2016, un dato in crescita rispetto anche ai primi mesi dell’anno. Un manna per ristoranti, locali e strutture d’accoglienza, comprese quelle che hanno aperto per l’appuntamento con la Capitale. Nel semestre gennaio-giugno 2017 i turisti sono cresciuti del 20,5%, rispetto allo stesso periodo del 2016, per un totale di 31mila e 602 arrivi. Anche le presenze registrano un dato positivo con il 18,5% in più con 70mila e 191 pernottamenti. Gli italiani che visitano Pistoia sono cresciuti del 24,3% come arrivi (24,5% come presenze). L’aumento degli stranieri è stato del 14% negli arrivi (12% come presenze). Sono gli stranieri a pernottare più giorni in città (permanenza si attesta sulle 3 giornate) rispetto agli italiani (2 giornate). Le principali regioni di provenienza sono Sicilia, Lombardia, Piemonte e Lazio. QUANTO invece, agli stranieri, nel primo semestre del 2017 gli afflussi più consistenti sono quelli di cinesi con +109,1%. La loro permanenza a Pistoia però è bassa: in media di un giorno. In termini di presenze sul territorio al
primo posto figurano gli spagnoli con una crescita rispetto al primo semestre del 2016 del 26,5% e una permanenza media di 13 giorni, seguiti da tedeschi, francesi e britannici e belgi. Dai dati raccolti emerge che nella maggior parte dei casi il visitatore che arriva a Pistoia ha tra i 45 e i 54 anni, seguito dalla fascia 35-44 anni. Nel primo semestre del 2017 la componente femminile dei flussi turisti-
Stranieri boom L’aumento degli stranieri è stato finora del 14% negli arrivi e del 12% come presenze ci con 19mila e 332 arrivi è in netta prevalenza rispetto a quella maschile (12mila e 222), sia per gli italiani che per gli stranieri. COME viene raggiunta la nostra città? Il mezzo di trasporto prevalentemente utilizzato dai turisti arrivati negli esercizi ricettivi di Pistoia è stato l’auto. A servirsene sono stati quasi il 90% degli italiani e il 70% degli stranieri. Per questi ultimi rilevante anche l’uso dell’aereo; se ne sono serviti il 21,3% di quanti hanno raggiunto Pistoia. Per gli italiani invece
Nella maggior parte dei casi il visitatore che arriva a Pistoia ha tra i 45 e i 54 anni, seguito dalla fascia 35-44 anni. Nel primo semestre del 2017 le turiste donne sono state 19mila e 332. In netta prevalenza rispetto al numero degli uomini: 12mila e 222
l’uso dell’aereo segue quello del treno utilizzato dal 3,2% di turisti. Anche il movimento turistico a Pistoia nei mesi di luglio ed agosto fa registrare un incremento degli sia degli arrivi (8,45%) sia dei pernottamenti (10,56%), con un ottimo incremento di arrivi e presenze nella settimana di ferragosto. MAI IN COSÌ netto aumento anche i dati sugli accessi ai principali musei della città dal primo gennaio alla fine di agosto dimostrano un incremento. Poco meno di 30mila le presenze totali, fra museo Civico, Palazzo Fabroni, e Museo Marini. Nel 2016 le presenze avevano superato di poco più di un centinaio le 15mila. Fin troppo facile, dunque, il raffronto: con quasi 15mila visitatori in più le presenze hanno segnalato un incremento superiore al 98%. A confermare la tendenza anche i dati di ogni singolo museo, sempre dall’inizio dell’anno a fine agosto: Museo Civico 13.100; Palazzo Fabroni 7.072; Museo Marini 9.708. Anche in questo caso, il raffronto con lo stesso periodo dell’anno precedente fa emergere con chiarezza il «distacco»: Museo Civico 5mila e 995; Palazzo Fabroni mille e 584; Museo Marini 7mila e 545. Il record del miglioramento è quindi raggiunto da Palazzo Fabroni con un incredibile 346,46%. Per il Museo Civico l’aumento è stato del 118,52%, per il Marini un «semplice» 28,67%.
I turisti stanno affollando con regolarità la città, in particolare il centro storico. Rispetto al passato è cresciuto moltissimo il numero di stranieri, in particolare di cinesi: al momento siamo a 109,1%. Numeri importanti anche se in media restano solamente un giorno a girare in città
22 SPECIALE FORUM
VENERDÌ 29 SETTEMBRE 2017
LA CITTA’ DA SCOPRIRE Patrimonio museale L’esposizione curata da Riccardo Spinelli sarà aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2018
L’ATTESA
GRAN FINALE
GLI EVENTI DI PISTOIA CAPITALE CI ACCOMPAGNERANNO FINO ALLA FINE DELL’ANNO
ACCANTO ALLE MOSTRE DEL MARINI E DEL FABRONI PREVISTE ALTRE ESPOSIZIONI
Quando l’arte sacra è protagonista L’innesto tardo-barocco a Pistoia La tela di Anton Domenico Gabbiani in mostra al Museo Civico Focus
Il Settecento e l’educazione
La tela di Anton Domenico Gabbiani oggi al Museo Civico, proveniente dalla chiesa benedettina di Santa Maria degli Angeli di Sala
E’ IL MOTIVO sacro a rappresentare uno degli aspetti salienti del patrimonio architettonico, scultoreo e pittorico pistioiese. Non è allora un caso se, sabato 28 ottobre, al Museo Civico d’arte antica, si inaugurerà la mostra «Presentazione di Gesù al Tempio di Anton Domenico Gabbiani», curata da Riccardo Spinelli. Promossa e realizzata dal Comune di Pistoia-Museo Civico, rappresenta una delle esposizioni più importanti dell’anno programmate dai musei comunali pistoiesi e una delle più interessanti nel cartellone degli eventi ideati per Pistoia capitale italiana della cultura 2017. Sarà aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2018. LA TELA di Anton Domenico Gabbiani oggi al Museo Civico, proveniente dalla chiesa benedettina di Santa Maria degli Angeli di Sala di Pistoia, venne commissionata all’artista nel 1709 ma consegnata solo dieci anni più tardi, nell’agosto del 1719. Capolavoro del celebre pittore fiorentino, l’opera venne studiata dal Gabbiani con la consueta cura e preparata da due disegni: una «prima idea» del-
la composizione generale, veloce e abbreviata nel tratto, e un vero e proprio bozzetto su carta, finito e quadrettato per il riporto su tela, entrambi incisi per cura dall’allievo Ignazio Enrico Hugford nella Raccolta di cento pensieri, edita nel 1762 a corredo di un’importante biografia del pittore nella quale
LA LUNGA «TESSITURA» Servirono dieci anni di studio e lavoro per completare l’opera si descrive e commenta anche il dipinto pistoiese. L’intervento del Gabbiani nella chiesa benedettina non si limitò alla pala conservata oggi nel Museo Civico: l’artista, in un primo momento (1711), come sappiamo anche dal «Libro di ricordi» del monastero, oggi alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, venne incaricato dalle monache anche dell’affrescatura della volta dell’edificio, per la quale il pittore elaborò un dettagliato studio preparatorio. La commissione, per sopraggiunti impegni dell’arti-
Con la mostra particolare attenzione sarà riservata all’esperienza educativa e formativa, con opportunità di visita e occasioni di approfondimento sulle arti figurative a Pistoia nel Settecento sta, non andò a buon fine e l’incarico passò prima al bolognese Domenico Maria Viani, poi ad Alessandro Gherardini che nel 1711-1712 realizzò gli affreschi nei tre scomparti del soffitto, per i quali si conoscono alcuni studi preparatori, dipingendo in quel tempo anche una tela con la Nascita della Vergine destinata a uno degli altari laterali della chiesa, oggi di proprietà delle benedettine di Santa Maria degli Angeli di Pistoia. NEL MUSEO Civico si conserva, inoltre, un’altra tela proveniente dalla chiesa di Sala, il Riposo durate la fuga in Egitto, opera del napoletano Jacopo Del Po derivata da una celebre tela di Federico Barocci già a Perugia (oggi nella Pinacoteca Vaticana) e incisa da Cornelis Cort, mentre presso le benedettine di Sala, nella nuova sede di palazzo Marchetti a San Francesco, si conservano altre opere pertinenti la chiesa e i suoi altari: due tele con l’Annunciazione, una di mano di Pier Dandini, la seconda opera di Benedetto Luti destinate entrambe, in tempi diversi, al decoro dell’altare maggiore.
RIQUALIFICAZIONE URBANA UN PERCORSO NELLA SANITA’ DEL MEDIOEVO
Un museo per l’antico spedale del Ceppo
Ferri chirurgici antichi conservati nelle stanze dell’ex ospedale di piazza Giovanni XXXIII
FRA I PROGETTI di rigenerazione e riqualificazione urbana, in autunno sarà inaugurato il nuovo Museo dello Spedale del Ceppo nella parte storicomonumentale dell’ex complesso ospedaliero (il recupero dell’area è un progetto cardine della riqualificazione cittadina). Fondato secondo la tradizione nel 1277, il complesso ha svolto funzioni sanitarie per oltre sette secoli, fi-
no al 2013, quando è stato inaugurato il nuovo ospedale San Jacopo. IL PERCORSO museale illustra le vicende storiche, architettoniche e artistiche dell’antico ospedale. Una specifica sezione di approfondimento è riservata al fregio robbiano, in terracotta invetriata policroma, che si snoda al di sopra del loggiato esterno. Vero e
proprio capolavoro della scultura rinascimentale, il fregio è fra le opere più note ed emblematiche della città. Integrandosi con la rete museale civica, il Museo dello Spedale del Ceppo si inserisce nel più ampio progetto di recupero e riqualificazione della parte monumentale dell’ex ospedale, volto alla progressiva e complessiva funzione museale e culturale dell’edificio storico.