DOSSIER
VERDE URBANO: LA CATTIVA GESTIONE DELLE POTATURE NELLA CITTÀ DI LIVORNO Anno 2020-2021
DOSSIER
VERDE URBANO: LA CATTIVA GESTIONE DELLE POTATURE NELLA CITTÀ DI LIVORNO Anno 2020-2021
Delegata Lipu di Livorno: Cecilia Giorgetti A cura di: Marco Dinetti, Responsabile Ecologia urbana Lipu Foto di: Paola Ascani, Marco Dinetti, Francesco Marani, Daniele Selmi Disegno di: Martina Binosi www.lipu.it
marzo 2021
L’ALBERO
è un essere vivente e “senziente”: a suo modo mangia, parla, dorme, è dotato di intelligenza e memoria, stringe amicizie e alleanze. può vivere a lungo: ad esempio un tiglio da 1 a 5 secoli e le querce da 300 a oltre 2000 anni. nell’evoluzione della vita sulla Terra, è comparso molto prima degli animali (esseri umani compresi). produce l’ossigeno (attraverso la fotosintesi clorofilliana) che ci serve per vivere e respirare.
FOTOSINTESI CLOROFILLIANA Le cellule vegetali sono le sole capaci di svolgere la fotosintesi clorofilliana. Le piante, con la clorofilla, trasformano l’energia luminosa del sole in energia chimica. Partendo da anidride carbonica (CO2) e acqua (H2O) sintetizzano molecole organiche (glucosio). La reazione è la seguente: 6CO2 + 6H2O + energia luminosa = C6H12O6 + 6O2. Oltre a produrre le basi dell’alimentazione degli animali (inclusi gli esseri umani), le piante immettono nell’atmosfera l’ossigeno che è basilare per la nostra vita.
SERVIZI ECOSISTEMICI DEL VERDE URBANO La vegetazione nelle città (prati, arbusti, alberi) contribuisce alla qualità urbana, apportando numerosi benefici psico-fisici. BENEFICI AMBIENTALI Riduzione inquinamento atmosferico: riassorbimento di ossido di carbonio, azoto, zolfo, polveri sottili (PM), principali componenti dello smog (e pericolose anche perché trasportano i virus, incluso il Covid). Rimozione del carbonio dall’atmosfera: il principale gas serra che causa i cambiamenti climatici è l’anidride carbonica. Ad esempio, un Leccio maturo sequestra dall’atmosfera 151 kg di CO2 l’anno. Miglioramento del clima: le piante mitigano gli eccessi del microclima e riducono il surriscaldamento di edifici e strade. Durante l’estate la temperatura di una parete ombreggiata dagli alberi può diminuire anche di 15°C. Schermatura del rumore: le alberature e le siepi vicino alle case riducono notevolmente il disturbo da traffico veicolare. Protezione idrogeologica: per prevenire alluvioni e allagamenti occorre garantire lo spazio necessario ai corsi d’acqua, mantenendo la vegetazione sulle sponde, che consolida gli argini e regima il deflusso delle acque. I terreni permeabili immagazzinano le acque piovane fino al 95%. Tutela del paesaggio e della natura: parchi, giardini, fiumi, incolti e orti ospitano una ricca biodiversità urbana, con piante e animali selvatici. BENEFICI SOCIALI Indicatori di sostenibilità urbana: le aree verdi e la biodiversità permettono di capire lo stato di salute delle città. Benefici per la salute dei cittadini: il contatto con la natura rigenera l’organismo, tanto che dopo 15 minuti di passeggiata tra gli alberi vi sono effetti fisiologici, e l’ormone dello stress diminuisce del 16%. Ogni anno gli alberi salvano 850 vite umane e prevengono 670mila casi di sintomi respiratori acuti (negli Stati Uniti). In Italia ogni anno ci sono da 65.700 a 91.000 vittime per patologie respiratorie collegate all’inquinamento atmosferico (polveri sottili). Per confronto, i morti per Covid nel 2020 sono stati 74.159.
Più benessere e vitalità: nelle aree verdi le persone adulte e i bambini si rilassano e giocano, e la frequentazione di giardini e parchi riduce l’obesità e il diabete, migliorando anche l’attenzione e la creatività negli studenti. Il mantenimento del contatto quotidiano con la natura aumenta il rispetto per le cose pubbliche e la coesione sociale. Osservando la vegetazione dalle finestre di case, ospedali e luoghi di lavoro si ricevono benefici alla psiche e all’organismo. BENEFICI ECONOMICI Risparmio energetico: la vegetazione intorno agli edifici riduce del 10-50% i consumi per la refrigerazione e fino al 15% quelli per il riscaldamento. Incremento del valore immobiliare: i quartieri verdi sono valutati maggiormente, tanto che il prezzo degli appartamenti aumenta da un minimo del 3% fino al 33%. Un albero può avere un valore da 3600 a oltre 27.000 euro, e per alberi monumentali il valore economico ornamentale può superare 800.000 euro. È stato stimato che un albero porta un vantaggio economico alla città, connesso alla rimozione dell’inquinamento, di oltre 2300 euro.
LA GESTIONE DEL VERDE URBANO Gran parte dei servizi ecosistemici viene svolta dalle foglie, quindi tanto più sviluppate sono le chiome di alberi e siepi, quanti più vantaggi riceveremo dalle piante. Potare gli alberi senza un motivo ben preciso è un errore per la salute e la stabilità delle piante, ci fa perdere i benefici e costituisce un grave danno per l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la salute pubblica. Un albero deve essere rispettato come tale, per ragioni tecniche, estetiche ed etiche, e non può essere trattato come un palo o un pezzo di legno.
Relazione tra il volume della chioma (e sua gestione) e la quantità dei servizi ecosistemici erogati dall’albero. Disegno di Martina Binosi.
Le potature scorrette, e in modo particolare le capitozzature e gli altri tagli drastici, vengono condannate in maniera unanime -a livello nazionale e internazionale- da manuali tecnici, articoli scientifici, linee-guida, pareri autorevoli di esperti, regolamenti. Riportiamo due passaggi di particolare rilievo: Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, 2017 Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile Considerato che un albero capitozzato è predisposto a rotture e può essere pericoloso, e che quindi la capitozzatura è riconosciuta come una pratica inaccettabile di potatura, ogni danno causato dalla caduta dei rami può essere riconosciuta come negligenza presso un tribunale. Regolamento del verde urbano pubblico e privato del Comune di Livorno Art. 6 - Potature Sono vietati gli interventi di capitozzatura, cioè i tagli che interrompono la crescita apicale del fusto e quelli praticati su branche aventi diametro superiore a cm. 10. Gli interventi di potatura degli alberi e delle siepi dovranno comunque essere effettuati nel rispetto della nidificazione dell’avifauna e delle norme di riferimento; in linea generale non dovranno essere effettuati nel periodo Marzo-Luglio.
DAL 2020 LA POTATURA DRASTICA - CAPITOZZATURA È FUORILEGGE Dopo che nel giugno 2019 una cordata di 13 associazioni avevano avanzato al Ministro dell’Ambiente una proposta legislativa sul verde urbano (a integrazione della legge 10/2013), è stato emanato il Decreto Ministeriale n° 63 del 10 marzo 2020 sui criteri ambientali minimi per il verde pubblico (CAM). Riportiamo di seguito il passaggio normativo più significativo di questo D.M., che mette al bando le potature drastiche: E. CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI GESTIONE E MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO. c. Clausole contrattuali. 11. Manutenzione del patrimonio arboreo e arbustivo. Gli interventi di potatura devono essere svolti unicamente da personale competente, in periodi che non arrecano danni alla pianta e non creano disturbo all’avifauna nidificante ed effettuati solo nei casi strettamente necessari. In particolare, l’aggiudicatario deve evitare di praticare la capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione. Sempre in tema di capitozzature e gestione degli alberi, si segnala il servizio televisivo andato in onda il 2 febbraio 2021 su Striscia la Notizia: https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/capitozzatura-gli-alberimaltrattati_71361.shtml
GESTIONE SCORRETTA DEGLI ALBERI IN AREE VERDI PUBBLICHE A LIVORNO, NEL 2020 E INIZIO 2021
Platano, Viale Alfieri, 28 aprile 2020. Si noti il ritardo nello sviluppo delle nuove foglie, negli alberi potati di recente.
Pittosporo, Viale Italia, 10 settembre 2020. Siepi potate a 1 metro di altezza, mentre i ricercatori indicano una altezza minima di 2 metri, per proteggere pedoni e ciclisti dall’inquinamento (polveri sottili).
Pino domestico, Piazza Matteotti, 23 ottobre 2020.
Pino domestico, Piazza Matteotti, 23 ottobre 2020.
Pino domestico, Piazza Matteotti, 23 ottobre 2020. Si noti pure l’imperizia del taglio (slabbratura della corteccia).
Tamerice, Tre Ponti, 12 novembre 2020.
Pino domestico, Villa Fabbricotti (Viale della Libertà), 3 dicembre 2020.
Leccio, Via Badaloni, 10 dicembre 2020.
Leccio, Via Badaloni, 10 dicembre 2020.
Tamerice, Terrazza Mascagni, 15 dicembre 2020.
Tamerice, Viale Italia, 15 dicembre 2020. Decoro urbano?
Tiglio, Piazza della Vittoria, 23 dicembre 2020.
Tiglio, Via Calzabigi, 27 dicembre 2020.
Cipresso, Piazza Dante, 27 dicembre 2020.
Cedro, Piazza Dante, 27 dicembre 2020.
Ligustro del Giappone, Piazza Dante, 27 dicembre 2020.
Robinia, Piazza Dante, 27 dicembre 2020.
Tamerice, Viale di Antignano, 24 gennaio 2021.
Tamerice, Viale di Antignano, 24 gennaio 2021.
Tiglio, Via Calzabigi, 10 febbraio 2021.
Tiglio, Via Calzabigi, 10 febbraio 2021.
Tiglio, Via Calzabigi, 10 febbraio 2021. In questa situazione, le dimensioni dei tagli sono più piccole (speronature?), ma in ogni caso sono state tolte le intere chiome, con troncamenti internodali che eliminano le gemme apicali (freccia, tiralinfa). Gli effetti fisiologici negativi sulle piante, quelli estetici ed ecologici (perdita dei servizi ecosistemici) sono analoghi alla capitozzatura. Se si voleva ridurre le chiome, occorreva applicare altre tecniche di potatura, a norma di legge e non distruttive. Dov’è il “taglio di ritorno”, che gli esperti raccomandano, ma che nella pratica quasi nessuno applica?
Tamerice, Lungomare Antignano, 11 febbraio 2021.
Tiglio, zona cimitero dei Lupi, Via Mei, 25 febbraio 2021.
Oleandro, Via Torino, 1 marzo 2021.
Platano, Viale Petrarca, 2 marzo 2021. Violata anche la legge per la lotta al cancro colorato del platano (obbligatoria su tutto il territorio nazionale), regolamentata dal D.M. 29 febbraio 2012.
CROLLANO GLI ALBERI ? COLPA DELLE POTATURE SBAGLIATE
Pino domestico, Viale dei Pini, 6 dicembre 2020. L’albero caduto a seguito di forti temporali presentava segni di vecchie potature drastiche.
Pino d’Aleppo, Viale della Libertà, 6 dicembre 2020. L’albero caduto a seguito di forti temporali presentava segni di vecchie potature drastiche.
In proposito si riporta il comunicato stampa diramato dalla Lipu: Comunicato stampa – 6 dicembre 2020 PINI CROLLATI, È COLPA DELLE POTATURE In questi giorni, a seguito dei forti temporali che si sono abbattuti sulla città, sono crollati alcuni alberi, soprattutto pini nel quartiere Fabbricotti. Quando un albero cede, le piante vengono subito additate come “killer” e pericoli pubblici. Senza invece chiederci: come erano state gestite? Sono stati effettuati i controlli di stabilità? Chi per primo si reca sul posto dovrebbe operare allo stesso modo degli investigatori che intervengono sulla scena del crimine: prima di rimuovere qualsiasi cosa (in questo caso tagliare a pezzi l’albero) è necessario raccogliere gli indizi che permettano di risalire alla cause del cedimento. In realtà gli alberi e le siepi vengono costantemente potati, riducendo le chiome ai minimi termini, pensando erroneamente che la sicurezza possa aumentare. Al contrario, “alleggerendo le chiome” si alterano le funzioni biologiche, e per quanto riguarda le continue spalcature che vengono effettuate ai pini, i fatti di questi giorni dimostrano chiaramente che non scongiurano il crollo delle piante. Ciò accade perché i pini non sono in grado di ricacciare nuovi rami (in sostituzione di quelli tagliati), tanto che per recuperare la massa verde fotosintetizzante sono costretti a svilupparsi in altezza, provocando la filatura del tronco. Questo comporta che: la perdita della chioma viene compensata sotto terra dalla morte di una parte corrispondente dell’apparato radicale, e quindi la pianta risulterà meno ancorata; dai tagli grandi che la pianta non riesce a rimarginare entrano funghi e parassiti, che nel tempo la fanno ammalare e destabilizzare; l’allungamento del tronco la renderà più soggetta all’azione del vento, e in caso di caduta il raggio intercettato aumenterà, così come la forza di impatto (principio della leva). Suona bene la barzelletta dell’indiano, che quanta più legna vede tagliare al forte, tanto più pensa che l’inverno sarà freddo: anche nella gestione degli alberi si innesta la spirale perversa secondo cui si crede che quanto più si pota la pianta, tanto più aumenterà la sicurezza. Niente di più sbagliato: riducendo la chioma -oltre a perdere buona parte delle sue funzioni (ombra, paesaggio, riduzione inquinanti, biodiversità), l’albero si ammala e destabilizza. Occorre avere presente che si tratta di un essere vivente, che se “lasciato in pace” il più possibile è in grado di adattarsi e trovare il suo equilibrio nell’ambiente, incluso resistere agli eventi meteoclimatici. Invece di dare la “colpa” agli alberi, creature meravigliose quanto utili per i numerosi servizi ecosistemici che ci donano (a partire dall’ossigeno che respiriamo), andiamo a individuare le responsabilità in coloro che gestiscono il verde in maniera scorretta. Come del resto indicano le “Linee guida” prodotte dal Ministero dell’Ambiente nel 2017, diventate oggi una norma di legge attraverso il Decreto n° 63 del 10 marzo 2020 del Ministero dell'Ambiente, sui criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico (CAM). Bisogna quindi essere consapevoli che una sicurezza al 100% si potrebbe ottenere soltanto eliminando tutti gli alberi dalle città, ma questo è del tutto insostenibile perché -al contrarioabbiamo estremamente bisogno del maggior volume di vegetazione, in grado di contrastare i cambiamenti climatici (attraverso l’assorbimento di anidride carbonica) e di filtrare gli inquinanti atmosferici (al primo posto le polveri sottili, pericolosissime per i nostri polmoni e la nostra salute, e anche in grado di trasportare i virus quali il Covid).
DUE PAROLE SUI NUOVI IMPIANTI E LA COMPENSAZIONE Oltre alle potature sconsiderate, che riguardano il verde sia pubblico che privato, nelle città (Livorno non fa differenza) stanno avvenendo numerosi abbattimenti di alberi, che spesso erano ancora in buona salute. In alcuni casi vengono effettuati dei nuovi impianti, allo scopo di sostituire e compensare quanto è stato abbattuto. Fermo restando che piantare nuovi alberi è di per se un intervento valido, risultano discutibili alcune circostanze in cui avvengono alcune di queste operazioni. Prendiamo il caso di Viale Petrarca, dove alla metà di febbraio sono stati piantati sette platani: si è trattato di un intervento di sostituzione, che ha comportato l’abbattimento di numerosi alberi che erano già presenti, le cui condizioni generali erano ancora sostanzialmente discrete; questo ha prodotto una grande perdita di servizi ecosistemici, se si pensa che un platano maturo assimila ogni anno 436 kg di anidride carbonica, contro i 5 kg di uno di recente impianto (96% in meno); le nuove piante (di prima grandezza) sono state inserite in uno spazio non adatto, considerando che l’aiuola ha una larghezza di 110 cm, e attualmente la distanza dal tronco al filo della strada è di 60 cm (tale distanza si ridurrà progressivamente, con l’accrescimento del fusto, determinando interferenze con la viabilità e le coperture stradali e del marciapiede); in proposito, il Regolamento comunale del verde prescrive per le alberature di nuovo impianto un’area di pertinenza a terreno nudo di 6 m2 (raggio ~ 1,4 m); le buche sono state scavate in mezzo al cemento, quindi queste piante avranno difficoltà ad attecchire, radicare, svilupparsi correttamente e in buona salute. Questo comporterà anche maggiori costi e problematiche che emergeranno nel futuro. È quindi un peccato che si continui a compiere gli stessi sbagli del passato, senza seguire il principio -più volte ricordato dagli esperti- di “mettere la pianta giusta al posto giusto”.
Platano, Viale Petrarca, 20 febbraio 2021. Nuovo impianto realizzato in sostituzione degli alberi maturi che sono stati abbattuti.
Platano, Viale Petrarca, 20 febbraio 2021. Materiale estratto dalla buca dove è stato piantato l’albero, che dimostra una qualità pessima del terreno.
Platano, Viale Petrarca, 20 febbraio 2021. La distanza dal bordo del tronco al filo della strada è di appena 60 cm (e si ridurrà notevolmente man mano che la pianta crescerà).
INIZIATIVE LIPU PER LA TUTELA DEL VERDE URBANO A LIVORNO La Lipu/BirdLife Italia ha svolto una serie coordinata di azioni, tese al miglioramento della gestione degli alberi e della cultura del verde urbano:
Richieste di intervento da parte dei Carabinieri Forestale e della Polizia Provinciale, inviate in data 24 febbraio, 23 ottobre, 13 e 29 novembre, 4, 10 e 24 dicembre 2020, 6 febbraio e 2 marzo 2021, segnalando infrazioni alla normativa nazionale (Decreto Ministeriale sui CAM, Decreto sul cancro colorato del platano, ecc.) e locale (Regolamento comunale sul verde pubblico e privato).
Intervento al Convegno online “Verde urbano: una questione di salute, economia, legalità. Dai servizi ecosistemici ai diritti degli alberi” del 15 maggio 2020: http://www.lipu.it/news-natura/conservazione-fauna/11-conservazione/1506convegni-sul-verde-urbano-ecco-tutti-i-materiali
Comunicati stampa per i quotidiani e i siti internet.
Interviste per le emittenti televisive locali.
Attività di sensibilizzazione della gente e di formazione tecnica per i professionisti (seminari).
Pubblicazioni tecniche e divulgative (ad esempio, articoli sulla rivista Ecologia Urbana - www.ecologia-urbana.com).
BIBLIOGRAFIA
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