Skip to main content

Ispra pesticidi acque

Page 1

Informazioni legali L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), le Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente (ARPA), le Agenzie Provinciali per la Protezione dell'Ambiente (APPA) e le persone che agiscono per loro conto non sono responsabili per l’uso che può essere fatto delle informazioni contenute in questo rapporto.

ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Via Vitaliano Brancati, 48 – 00144 Roma www.isprambiente.gov.it

ISPRA, Rapporti 244/2016 ISBN 978-88-448-0770-2

Riproduzione autorizzata citando la fonte

Elaborazione grafica Grafica di copertina: Franco Iozzoli Illustrazione: Sonia Poponessi da una foto di Paolo Orlandi ISPRA - Servizio comunicazione

Coordinamento editoriale Daria Mazzella ISPRA – Settore Editoria

Aprile 2016

2


Il rapporto è stato predisposto dall’ISPRA sulla base delle informazioni trasmesse da Regioni e Province autonome, che attraverso le Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente effettuano le indagini sul territorio e le analisi di laboratorio. Si ringraziano vivamente quanti, singoli esperti o organismi e istituzioni, hanno reso possibile la sua realizzazione.

La realizzazione del rapporto è curata dal Settore Sostanze Pericolose, del Servizio Rischio Tecnologico, del Dipartimento Nucleare Rischio Tecnologico e Industriale dell’ISPRA

AUTORI IMPOSTAZIONE, CONTENUTI, COORDINAMENTO, STESURA FINALE DEL RAPPORTO Pietro Paris, responsabile del Settore Sostanze Pericolose Emanuela Pace ha coadiuvato il responsabile del Settore nelle varie attività RACCOLTA, ARCHIVIAZIONE, TRATTAMENTO, ELABORAZIONE DATI Emanuela Pace, Daniela Parisi Presicce, Gianluca Maschio, Stefano Ursino PRIMA PARTE: DATI NAZIONALI INTRODUZIONE:

Emanuela Pace, Pietro Paris

SINTESI DEI RISULTATI:

Emanuela Pace, Pietro Paris

FLUSSO DEI DATI E GESTIONE DELLE INFORMAZIONI: Stefano STATO DEI CONTROLLI REGIONALI: RISULTATI DELLE INDAGINI:

Gianluca Maschio, Emanuela Pace

Gianluca Maschio, Emanuela Pace

LIVELLI DI CONTAMINAZIONE:

Gianluca Maschio, Emanuela Pace, Stefano Ursino

LE SOSTANZE PRIORITARIE DELLA DQA:

Sara Bisceglie, Gianluca Maschio, Stefano Ursino

LA CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE SOTTERRANEE: PROBLEMATICHE EMERSE: Lucia MISCELE DI SOSTANZE:

Ursino

Tommaso Cornetta, Stefano Ursino

Citro, Renata Pacifico

Silvia Giardina, Emanuela Pace

EVOLUZIONE DELLA CONTAMINAZIONE:

Dania Esposito, Gianluca Maschio, Daniela Parisi Presicce

LO SVILUPPO DEI PESTICIDI – STORIA, RISCHI, TENDENZE: ESPOSIZIONE DELL’UOMO ATTRAVERSO L’AMBIENTE:

Debora Romoli

Elena Floridi, Emanuela Pace, Renata Pacifico,

Antonella Tornato TABELLE DI SINTESI DEL MONITORAGGIO:

Gianluca Maschio, Daniela Parisi Presicce

DATI DI VENDITA DEI PRODOTTI FITOSANITARI:

Gianluca Maschio

3


SECONDA PARTE: DATI REGIONALI Sara Bisceglie, Valeria Canè, Silvia Giardina, Daniela Parisi Presicce, Gianluca Maschio, Stefano Ursino INFORMAZIONI TABELLARI SUL SITO WEB Valeria Canè, Daniela Parisi Presicce, Gianluca Maschio, Stefano Ursino

Il programma di elaborazione statistica dei dati di monitoraggio è stato sviluppato da Antonio Caputo I programmi di elaborazione per il confronto con i limiti di qualità sono stati sviluppati da Piero Fraschetti, Daniela Parisi Presicce, Stefano Ursino

Contributi: Il capitolo “Dati di vendita dei prodotti fitosanitari” si basa sulle informazioni fornite dall’ISTAT. Un ringraziamento particolare va all’Ing. Alberto Ricchiuti, responsabile del Servizio Rischio Tecnologico, per le valide indicazioni e i commenti forniti nella stesura del rapporto

I dati completi del biennio 2013-2014 sono disponibili in forma tabellare sul sito ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-ed-emergenze-ambientali/rischio-sostanze-chimichereach-prodotti-fitosanitari/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque)

4


INDICE

ACRONIMI ................................................................................................................................ 7 1. INTRODUZIONE .................................................................................................................. 9 2. SINTESI DEI RISULTATI .................................................................................................. 13 3. FLUSSO DEI DATI E GESTIONE DELLE INFORMAZIONI ......................................... 17 4. STATO DEI CONTROLLI REGIONALI ........................................................................... 19 5. RISULTATI DELLE INDAGINI ........................................................................................ 27 6. LIVELLI DI CONTAMINAZIONE .................................................................................... 35 6.1 Livelli di contaminazione complessivi ........................................................................... 38 6.2 Le sostanze prioritarie della DQA .................................................................................. 45 6.3 La contaminazione delle acque sotterranee .................................................................... 47 7. PROBLEMATICHE EMERSE............................................................................................ 49 8. MISCELE DI SOSTANZE .................................................................................................. 65 9. EVOLUZIONE DELLA CONTAMINAZIONE ................................................................. 71 9.1 Frequenza e concentrazione complessive di pesticidi nelle acque ................................. 72 9.2 Frequenza e concentrazione di specifiche sostanze nelle acque ..................................... 76 9.3 Trend di alcune sostanze critiche.................................................................................... 78 10. LO SVILUPPO DEI PESTICIDI – STORIA, RISCHI E TENDENZE ............................ 85 11. ESPOSIZIONE DELL’UOMO ATTRAVERSO L’AMBIENTE ..................................... 91 12. TABELLE DI SINTESI DEL MONITORAGGIO ............................................................ 99 13. DATI DI VENDITA DEI PRODOTTI FITOSANITARI ............................................... 111 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E SITI DI CONSULTAZIONE ..................................... 117

5


6


ACRONIMI

APPA Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente ARPA Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente CAS Chemical Abstracts Service Registry Numbers CE Commissione Europea; in inglese EC CLH Harmonised classification and labelling; in italiano Classificazione ed etichettatura armonizzate CLP Classification, labelling and packaging; in italiano Classificazione, etichettatura ed imballaggio CMR Carcinogenic, mutagenic and reprotoxic; in italiano cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione DQA Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE); in inglese WFD EC European Commission; in italiano CE ECHA European Chemicals Agency; in italiano Agenzia europea per le sostanze chimiche ED Endocrine Disrupter; in italiano IE EFSA European Food Safety Authority; in italiano Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare EQS Environmental Quality Standards; in italiano SQA EU European Union IARC International Agency for Research on Cancer IE interferente endocrino; in inglese ED ISTAT Istituto nazionale di statistica LC Livelli di contaminazione LQ limite di quantificazione NOEC No Observed Effect Concentration; in italiano dose di non effetto OMS Organizzazione mondiale della sanità; in inglese WHO PAN Piano di Azione Nazionale PBT/vPvB Persistent, bioaccumulative and toxic/very Persistent, very bioaccumulative; in italiano sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche o molto persistenti e molto bioaccumulabili PEC Predicted Environmental Concentration; in italiano concentrazione ambientale prevista PPP Plant protection product; in italiano prodotti fitosanitari PHS Priority Hazardous Substances; in italiano Sostanze Pericolose Prioritarie PS Priority Substances; in italiano Sostanze Prioritarie PSN Piano Statistico Nazionale RAC Risk Assessment Committee; in italiano Comitato per la valutazione dei rischi SAU superficie agricola utilizzata SCCS Scientific Committee on Consumer Safety; in italiano comitato scientifico della sicurezza dei consumatori SCENIHR Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks; in italiano comitato scientifico per i rischi sanitari emergenti SCHER Scientific Committee on Health and Environmental Risks; in italiano Comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali SINTAI Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane SNPA Sistema Nazionale per la Protezione dell’ambiente SQA Standard di Qualità Ambientale; in inglese EQS SVHC Substance of very high concern; in italiano sostanze estremamente preoccupanti USGS United States Geological Survey WFD Water Framework Directive; in italiano DQA WL Watch List; in italiano lista di controllo WHO World Health Organization; in italiano OMS

7


8


1. INTRODUZIONE

Essendo concepiti per combattere organismi ritenuti dannosi, i pesticidi possono comportare effetti negativi per tutte le forme di vita. In seguito all’uso, in funzione delle caratteristiche molecolari, delle condizioni di utilizzo e di quelle del territorio, possono migrare e lasciare residui nell’ambiente e nei prodotti agricoli, con un rischio immediato e nel lungo termine per l’uomo e per gli ecosistemi.

L’ISPRA realizza il rapporto nazionale pesticidi nelle acque nel rispetto dei compiti stabiliti dal decreto 22 gennaio 2014 (Piano di Azione Nazionale, ai sensi dalla direttiva 2009/128/CE sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi [DM 35/2014]). Il rapporto contiene i risultati del monitoraggio delle acque interne superficiali e sotterranee le cui finalità sono quelle di rilevare eventuali effetti derivanti dall’uso dei pesticidi, non previsti nella fase di autorizzazione e non adeguatamente controllati nella fase di utilizzo. l’Istituto fornisce gli indirizzi tecnico-scientifici per la programmazione e l’esecuzione del monitoraggio. Le Regioni realizzano il monitoraggio nell’ambito dei programmi di rilevazione previsti dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 [D.Lgs. 152/2006], trasmettono i risultati all'ISPRA, che li elabora e valuta. L’Istituto, inoltre, alimenta gli indicatori individuati dal decreto 15 luglio 2015 (Modalità di raccolta ed elaborazione dei dati per l’applicazione degli indicatori previsti dal Piano d’Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) [DM 172/2015]. Due di questi indicatori, in particolare, hanno lo scopo di seguire l’evoluzione nel tempo della contaminazione e verificare l’efficacia delle misure previste per la tutela dell’ambiente acquatico. I pesticidi, da un punto di vista normativo, si distinguono in prodotti fitosanitari [Reg. CE 1107/2009], utilizzati per la protezione delle piante e per la conservazione dei prodotti vegetali, e biocidi [Reg. UE 528/2012], impiegati in vari campi di attività (disinfettanti, preservanti, pesticidi per uso non agricolo, ecc.). Spesso i due tipi di prodotti utilizzano gli stessi principi attivi, il termine pesticidi comprende i due gruppi di sostanze. Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque è reso complesso dal grande numero di sostanze utilizzate e dall’estensione delle aree interessate. In Italia, solo in agricoltura si utilizzano circa 130.000 tonnelate all’anno di prodotti fitosanitari [ISTAT, 2014], che contengono circa 400 sostanze diverse. Per i biocidi non si hanno informazioni analoghe sulle quantità e manca un’adeguata conoscenza degli scenari d’uso e della distribuzione geografica delle sorgenti. Si comprende, quindi, la difficoltà di pianificare adeguatamente un monitoraggio, che richiede la predisposizione di una rete che copra gran parte del territorio nazionale, il controllo di un grande numero di sostanze e un continuo aggiornamento reso necessario dall’uso di sostanze nuove. L’ISPRA fornisce le linee guida per il monitoraggio, giovandosi anche del contributo del gruppo di lavoro “Fitofarmaci” del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA). Un impegno particolare è rivolto a individuare e ordinare secondo una scala di priorità, dal punto di vista del rischio per l’uomo e per l’ambiente,le sostanze presenti sul mercato. I rapporti e documenti di indirizzo sono disponibili sul sito web dell’Istituto (http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-ed-emergenzeambientali/rischio-sostanze-chimiche-reach-prodotti-fitosanitari/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque). Il presente rapporto contiene i dati delle indagini svolte nel biennio 2013-2014 sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, in termini di frequenza di ritrovamento e distribuzione dei valori delle concentrazioni. Come nelle precedenti edizioni, la discussione si focalizza prevalentemente sui dati più recenti, quelli del 2014.

9


Le concentrazioni misurate sono confrontate con i limiti di qualità ambientale stabiliti a livello europeo e nazionale: gli Standard di Qualità Ambientale (SQA) per le acque superficiali [Dir. 2008/105/CE, D.Lgs. 152/2006], le norme di qualità ambientale per la protezione delle acque sotterranee [Dir. 2006/118/CE]. Per le acque sotterranee, i limiti sono uguali a quelli per l’acqua potabile, pari a 0,1 μg/l e 0,5 μg/l, rispettivamente per la singola sostanza e per i pesticidi totali. Per le acque superficiali, invece, sono stabiliti in base alla tossicità delle sostanze per gli organismi acquatici. Il quadro della contaminazione delle acque superficiali, d’altra parte, è ancora largamente incompleto in quanto solo un limitato numero di sostanze ha uno specifico valore dello SQA, mentre la maggior parte ha un limite generico. Per alcune sostanze la contaminazione per frequenza, diffusione territoriale e superamento dei limiti di legge, costituisce un vero e proprio problema, in alcuni casi di dimensione nazionale. Il rapporto illustra questi casi, analizzando le caratteristiche di pericolosità delle sostanze e mostrando la diffusione territoriale della contaminazione. Ampio spazio, come sempre, è riservato al tema delle miscele di sostanze. La valutazione di rischio, infatti, nello schema tradizionale considera gli effetti delle singole sostanze, e non tiene conto dei possibili effetti delle miscele presenti nell’ambiente. C’è consapevolezza, a livello scientifico e normativo, che il rischio derivante dalle sostanze chimiche sia attualmente sottostimato. Maggiori attenzioni e approfondimenti in relazione agli effetti della poliesposizione chimica sono auspicate in particolare dalle autorità dell’Unione Europea [Consiglio UE 17820/09]. Per questo è necessaria una particolare cautela anche verso i livelli di contaminazione più bassi. Il rapporto, come in passato, analizza l’evoluzione della contaminazione nel tempo. L’analisi incontra diverse difficoltà a causa delle disomogeneità dei programmi di monitoraggio regionali, con differenze nella rete e nelle frequenze di campionamento, ma anche nel numero delle sostanze controllate e nei limiti di quantificazione analitici. Con la consapevolezza di queste difficoltà, che rendono poco agevole l’interpretazione dei risultati, sono stati applicati gli indicatori previsti dal PAN, per seguire la contaminazione delle acque. L’evoluzione della contaminazione è stata analizzata in termini di frequenze di ritrovamento e concentrazione annua media, per tutto l’insieme delle sostanze monitorate e, indipendentemente, per le sostanze prioritarie della DQA [Dir. 2000/60/CE]. Un capitolo è dedicato alla evoluzione storica dei pesticidi, a partire dalle prime sostanze di origine minerale impiegate sin dall’antichità, allo sviluppo, soprattutto a partire dalla seconda guerra mondiale, delle molecole di sintesi, con modalità di azione sempre più specifiche e utilizzi sempre più mirati. Il capitolo illustra sinteticamente i rischi determinati dall’impiego su larga scala delle sostanze organiche di sintesi, e le motivazioni che stanno alla base della difesa fitosanitaria integrata, ormai resa obbligatoria dalla normativa più recente, volta a promuovere pratiche agronomiche più rispettose dell’ambiente, in cui l’uso delle sostanze chimiche dovrebbe essere inteso come l’ultima risorsa, in assenza di alternative adeguate. Nel rapporto viene trattato brevemente anche il rischio di esposizione dell’uomo attraverso contaminazione ambientale. Tenendo ben ferme le finalità del documento, che sono quelle rendicontare sullo stato delle acque, senza alcuna intenzione di pronunciarsi sul rischio per popolazione, il capitolo illustra come l’uomo può essere esposto ai pesticidi, attraverso diverse vie cui non sempre c’è adeguata consapevolezza.

la di la di

La regolamentazione europea dei pesticidi ha una lunga tradizione ed è fra le più articolate e complete a livello mondiale. È sembrato utile, pertanto, analizzare le diverse norme per cercare di comprendere come esse, o l’applicazione che se ne fa, non siano completamente sufficienti a impedire una contaminazione diffusa da pesticidi. Il capitolo vuole essere una riflessione critica a beneficio da un lato degli esperti, per i necessari approfondimenti scientifici, dall’altro intende fornire elementi decisionali al legislatore e agli amministratori per arrivare a una gestione dell’ambiente sempre più sostenibile. Il capitolo finale riporta l’andamento delle vendite dei prodotti fitosanitari in Italia. Il capitolo utilizza i dati pubblicati dall’ISTAT. Oltre ai dati aggregati per tipologia di sostanza, quest’anno viene riportata anche l’elenco delle singole sostanze, ordinato per volumi di vendita, nel periodo 2009-2012.

10


Nella seconda parte del rapporto ci sono i risultati del monitoraggio regionale. Per ogni regione sono riportati i dati statistici sulla presenza dei pesticidi nelle acque, le mappe dei livelli di contaminazione e l’elenco delle stazioni dov’è stata riscontrata la presenza di pesticidi. Sulla base delle informazioni disponibili e al fine di una migliore armonizzazione delle indagini condotte a livello regionale, si forniscono elementi di valutazione sull’efficacia del monitoraggio e sulla sua adeguatezza a rappresentare lo stato di contaminazione nelle diverse aree del paese. Le informazioni non inserite nel rapporto per necessità di sintesi, sono disponibili sul sito web dell’Istituto, dove sono presenti le tabelle nazionali e regionali complete.

11


12


2. SINTESI DEI RISULTATI

In Italia in agricoltura si utilizzano ogni anno circa 130.000 tonnellate di prodotti fitosanitari. Ci sono, inoltre, i biocidi impiegati in tanti settori di attività, di cui non si hanno informazioni sulle quantità, manca un’adeguata conoscenza degli scenari d’uso e della distribuzione geografica delle sorgenti di rilascio. Il monitoraggio dei pesticidi nelle acque richiede la predisposizione di una rete che copra gran parte del territorio nazionale, il controllo di un grande numero di sostanze e un continuo aggiornamento reso necessario dall’uso di sostanze nuove.

Nel biennio 2013-2014 sono stati analizzati 29.220 campioni per un totale di 1.351.718 misure analitiche, con un aumento rispettivamente del 4,3% e del 11,8% nei confronti del biennio precedente. La copertura del territorio nazionale, tuttavia, è ancora largamente incompleta, soprattutto per quanto riguarda le regioni centro-meridionali, due regioni non hanno inviato nessun dato, e più accentuata per le acque sotterranee, dove non si hanno dati di cinque regioni. Nel 2014, in particolare, le indagini hanno riguardato 3.747 punti di campionamento e 14.718 campioni e sono state cercate complessivamente 365 sostanze (nel 2012 erano 335). Nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 63,9% dei 1.284 punti di monitoraggio controllati (nel 2012 la percentuale era 56,9). Nelle acque sotterranee sono risultati contaminati il 31,7% dei 2.463 punti (31% nel 2012). Le concentrazioni misurate sono in genere frazioni di µg/L (parti per miliardo), ma gli effetti nocivi delle sostanze si possono manifestare anche a concentrazioni molto basse. Il risultato complessivo indica un’ampia diffusione della contaminazione. I livelli sono generalmente più bassi nelle acque sotterranee, ma residui di pesticidi sono presenti anche nelle falde profonde naturalmente protette da strati geologici poco permeabili. In alcune Regioni la contaminazione è molto più diffusa del dato nazionale, arrivando a interessare oltre il 70% dei punti delle acque superficiali in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, con punte del 90% in Toscana e del 95% in Umbria. Nelle acque sotterrane la diffusione della contaminazione è particolarmente elevata in Lombardia 50% punti, in Friuli 68,6%, in Sicilia 76%. Sono state trovate 224 sostanze diverse, un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti (erano 175 nel 2012). Indice, questo soprattutto, di una maggiore efficacia complessiva delle indagini. Gli erbicidi sono ancora le sostanze più rinvenute, soprattutto a causa dell’utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con i periodi di maggiore piovosità di inizio primavera, che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei. Rispetto al passato è aumentata notevolmente la presenza di fungicidi e insetticidi, soprattutto perché è aumentato il numero di sostanze cercate e la loro scelta è più mirata agli usi su territorio. Nel complesso la contaminazione è più diffusa nella pianura padano-veneta. Come già segnalato in passato, questo dipende largamente dal fatto che le indagini sono generalmente più rappresentative nelle regioni del nord. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale. Nel resto del paese la situazione è ancora abbastanza disomogenea, non sono pervenute informazioni dal Molise e dalla Calabria e in altre Regioni la copertura territoriale è limitata, o del tutto assente, specialmente per le acque sotterranee, così come è limitato il numero delle sostanze cercate. Nelle acque superficiali, 274 punti di monitoraggio (21,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono: 13


glifosate e il suo metabolita AMPA, metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, terbutilazina e il suo principale metabolita, desetil-terbutilazina. Nelle acque sotterranee, 170 punti (6,9% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti. Le sostanze più frequentemente rinvenute sopra il limite sono: bentazone, metalaxil, terbutilazina e desetil-terbutilazina, atrazina e atrazina-desetil, oxadixil, imidacloprid, oxadiazon, bromacile, 2,6diclorobenzammide, metolaclor. L’evoluzione della contaminazione è stata esaminata usando gli indicatori del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei pesticidi. Sono state analizzate le frequenze di ritrovamento e le concentrazioni medie annue, per tutto l’insieme delle sostanze monitorate (Indicatore n. 6) e per le sostanze prioritarie della DQA (indicatore n. 7). La frequenza complessiva di pesticidi riferita ai punti di monitoraggio indica un aumento progressivo della diffusione territoriale della contaminazione, nel periodo di osservazione che va dal 2003 al 2014, con una correlazione diretta all’estensione della rete e al numero delle sostanze cercate. Nelle acque superficiali la percentuale di punti contaminati è aumentata di circa il 20%, in quelle sotterranee di circa il 10%. La frequenza nei campioni aumenta rapidamente in entrambi i comparti fino al 2009, proporzionalmente all’efficacia del monitoraggio. Dal 2010 la frequenza scende per poi risalire gradualmente negli ultimi anni. Per spiegare l’andamento bisogna tenere conto, tra le altre cose, dei limiti del monitoraggio in molte regioni, del mancato aggiornamento, in generale, per tenere conto delle sostanze nuove e del fatto che molte sostanze sono state vietate in seguito al programma di revisione europeo. Questo, ragionevolmente, ha determinato il calo della frequenza dopo il 2009. Il successivo aumento è correlato all’ampliamento dello sforzo di ricerca degli ultimi anni, soprattutto in termini di sostanze. La frequenza di ritrovamento delle sostanze prioritarie della DQA, in presenza di uno sforzo di ricerca costante, decresce in modo netto dopo il 2007, per poi risalire gradualmente dopo il 2011. Il trend può spiegarsi col fatto che gran parte dei pesticidi dell’elenco di priorità sono ormai fuori commercio e quella misurata è il residuo di una contaminazione storica, la crescita successiva è dovuta all’aumento della frequenza delle sostanze non revocate (clorpirifos, diuron, isoproturon, aclonifen, bifenox, chinossifen, cipermetrina), alcune inserite nell’elenco di priorità nel 2013. Il trend delle singole sostanze evidenzia chiaramente la diminuzione delle frequenze di rilevamento dopo alla cessazione dell’utilizzo delle stesse: è il caso dell’atrazina con un andamento decrescente pressoché asintotico, coda di una contaminazione di vecchia data, e della simazina. In altri casi si nota invece un rapido incremento dovuto all’aumento delle quantità utilizzate e, soprattutto, all’ampliamento del monitoraggio. I dati ISTAT indicano una sensibile diminuzione delle vendite di prodotti fitosanitari nel periodo 2001-2014, da 147.771 a 129.977 tonnellate/anno (-12%), con un calo ancora più marcato per i principi attivi, passati da 76.343 a 59.422 tonnellate (-22,2%). Nello stesso periodo si è ridotta del 30,9% la quantità di prodotti molto tossici e tossici. Indubbiamente c’è un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, cosa peraltro incentivata dalla politica comunitaria e nazionale e dall’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto. Le sostanze più vendute, oltre ai pesticidi inorganici, come lo zolfo e i composti del rame, sono 1,3-dicloropropene, glifosate, mancozeb, metam-sodium, fosetil-aluminium, clorpirifos, con volumi annui superiori alle 1.000 tonnellate. Rispetto alla media nazionale delle vendite per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU), pari a 4,6 kg, nettamente al di sopra sono: Veneto e Provincia di Trento con oltre 10 kg, Campania con 8,5 kg, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia 7,6 kg. Nel biennio 2013-2014, ancora più che in passato, sono state trovate miscele di sostanze nelle acque. Con un numero medio di 4 sostanze e un massimo di 48 sostanze in un singolo campione. La contaminazione da pesticidi, ma il discorso vale per tutte le sostanze chimiche, è un fenomeno 14


complesso e difficile da prevedere, sia per il grande numero di sostanze impiegate, delle situazioni e delle modalità di rilascio, sia per la molteplicità dei percorsi che possono seguire nell’ambiente. La tossicità di una miscela è sempre più alta di quella del suo componente più tossico. Si deve, pertanto, tenere conto che l’uomo e gli altri organismi sono spesso esposti a miscele di sostanze chimiche, di cui a priori non si conosce la composizione, e che lo schema di valutazione basato sulla singola sostanza non è adeguato. È necessario prendere atto di queste evidenze, confermate a livello mondiale, con un approccio più cautelativo in fase di autorizzazione. Negli oltre dieci anni di monitoraggio svolto c’è stato indubbiamente un incremento della copertura territoriale e della rappresentatività delle indagini. Rimane ancora, tuttavia, una forte disomogeneità fra le regioni del nord e quelle del centro-sud, dove tuttora il monitoraggio è generalmente poco rappresentativo, sia in termini di rete, sia in termini di sostanze controllate. D’altra parte, come già evidenziato, c’è la necessità di un aggiornamento continuo per tenere conto delle sostanze nuove immesse sul mercato. Circa 100 di quelle attualmente in uso non sono incluse nei programmi di monitoraggio, molte di queste sono classificate pericolose per l’uomo e per l’ambiente. C’è uno sfasamento tra lo sforzo di ricerca, che finora si è concentrato soprattutto su alcuni erbicidi e sui loro principali metaboliti, e le sostanze più frequenti nelle acque, gran parte delle quali non figurano tra le più cercate. È utile ribadire la necessità di inserire nei protocolli regionali alcune sostanze che, ove cercate, sono responsabili del maggior numero di casi di non conformità, quali glifosate e AMPA, ma anche, solo per fare alcuni esempi, imidacloprid, metolaclor-esa, triadimenol, oxadixil. È ancora necessario uno sforzo di armonizzazione delle prestazioni dei laboratori, date le differenze ancora presenti fra le varie regioni. I limiti analitici dovranno, in particolare, essere adeguati per consentire il confronto con gli SQA, che spesso sono sensibilmente più bassi, tenendo conto di quanto stabilito dalla direttiva 2009/90/CE [Dir. 2009/90/CE], che fissa criteri minimi di efficienza per i metodi utilizzati per monitorare lo stato delle acque, dei sedimenti e del biota.

15


16


3. FLUSSO DEI DATI E GESTIONE DELLE INFORMAZIONI

La realizzazione del rapporto nazionale pesticidi nelle acque è il risultato di una complessa attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio e l’ISPRA che svolge un compito di indirizzo tecnico-scientifico, elaborazione e valutazione delle informazioni.

I dati acquisiti attraverso le reti di monitoraggio e i programmi di controllo messi in atto dalle Regioni vengono trasmessi all’ISPRA attraverso il Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane (SINTAI), dedicato alla raccolta e all’elaborazione delle informazioni sullo stato delle acque secondo quanto previsto dalle normative nazionali ed europee. Le Regioni e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio, in questo modo, hanno a disposizione un canale web dedicato al monitoraggio dei pesticidi. Il sistema consente di acquisire la scheda per la raccolta dei dati e le istruzioni per la sua compilazione (funzionalità download), di trasmettere i dati (funzionalità upload), di controllare l'avvenuta trasmissione, eventualmente di modificarla e integrarla, e di seguire lo stato di avanzamento delle operazioni in corso sulle informazioni trasmesse. La scheda dati, in formato excel, è composta da tre sezioni, ed è stata realizzata sulla base degli standard utilizzati per gli altri flussi informativi del SINTAI. La prima sezione è relativa all’anagrafica delle stazioni di monitoraggio (codice della stazione, località, coordinate geografiche, corpo idrico monitorato, ecc.), la seconda sezione contiene le informazioni sulle determinazioni analitiche effettuate (data di campionamento, sostanza cercata, concentrazione misurata). Le due sezioni della scheda sono collegate tramite il codice della stazione. Nella terza sezione della scheda è presente un elenco di sostanze, identificate con il nome comune e il codice CAS, che viene proposto come riferimento per la corretta individuazione e codifica delle sostanze monitorate. L’elenco, non esaustivo, viene aggiornato annualmente sulla base dei risultati del monitoraggio e delle nuove sostanze immesse in commercio. Sul SINTAI, inoltre, sono disponibili: la normativa di riferimento, i precedenti rapporti e i documenti di indirizzo per il monitoraggio nazionale prodotti dall’ISPRA. I dati inviati all’Istituto sono sottoposti a controllo per individuare i possibili errori; nel processo sono coinvolti anche i soggetti che hanno trasmesso le informazioni. Le modalità di trasmissione e il controllo consentono di migliorare la qualità dei dati di base, facilitano la georeferenziazione delle stazioni di monitoraggio e la corretta interpretazione dei dati analitici. Informazioni ancora incomplete riguardano la categoria, la tipologia e la destinazione d’uso del corpo idrico e l’indicazione dell’eventuale presenza di zone vulnerabili da prodotti fitosanitari, secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. L’assenza di informazioni sulla tipologia di falda, per esempio, non consente un’analisi completa della contaminazione nei vari tipi di acquifero (superficiale, confinato). In certi casi si riscontra una identificazione non univoca del corpo idrico e del bacino di appartenenza. Alcune regioni infatti intendono il corpo idrico come accezione generica riferita al corso d’acqua, altre invece come porzione degli stessi, secondo le indicazioni della DQA. Alcune regioni indicano il bacino idrografico, altre invece il distretto di bacino (Water Body District), sempre secondo le indicazioni della DQA. Dopo il controllo e la validazione, i dati del monitoraggio vengono processati con l’ausilio di programmi automatici di elaborazione per produrre le informazioni statistiche e territoriali che costituiscono i contenuti fondamentali del documento. È in fase di sviluppo un sistema informativo sui 17


pesticidi, che potrà consentire una gestione più efficiente delle informazioni, la produzione assistita delle elaborazioni (tabelle, grafici, mappe), ma anche l’analisi di scenari di impatto e la predisposizione e l’alimentazione di indicatori sullo stato e sull’evoluzione della contaminazione, e renderà possibile una migliore fruizione delle informazioni tramite web. Il sistema si collegherà alle informazioni territoriali già prodotte dall’Istituto (limiti regionali, reticolo idrografico, uso del suolo) e contribuirà, tra le altre cose, a integrare le informazioni in tema di qualità delle acque derivanti dall’applicazione di altre norme, in particolare quelle relative all’impatto derivante dalle attività agricole, quali, ad esempio, quelle in materia di fertilizzanti.

18


4. STATO DEI CONTROLLI REGIONALI

Negli anni c’è stato indubbiamente un aumento della copertura territoriale e della rappresentatività delle indagini. Rimane ancora, tuttavia, una disomogeneità dei controlli fra le regioni del nord e quelle del centro-sud, dove ad oggi il monitoraggio è generalmente poco rappresentativo dell’uso dei pesticidi sul territorio. D’altra parte, c’è la necessità di un aggiornamento continuo dei programmi di monitoraggio, per tenere conto delle nuove sostanze immesse sul mercato, molte delle quali classificate pericolose per l’uomo e per l’ambiente.

Nel biennio 2013-2014 complessivamente 19 regioni/province autonome hanno trasmesso all’Istituto le informazioni del monitoraggio dei pesticidi: non sono disponibili i dati di Calabria e Molise, ma in altri casi le informazioni sono parziali in quanto riguardano solo uno dei due anni considerati o si riferiscono a uno solo dei due comparti indagati. La copertura del territorio nazionale è ancora largamente incompleta, soprattutto per quanto riguarda le regioni centro-meridionali, e in maniera più accentuata per le acque sotterranee, dove, oltre a quelli di Calabria e Molise, mancano i dati Basilicata, Campania e Puglia.

acque superficiali

Punti di monitoraggio

acque sotterranee

3.000 2.500

2.000 1.500 1.000 500 0

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

acque superficiali

Campioni

acque sotterranee

12.000 10.000

8.000 6.000 4.000 2.000

0 2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

acque superficiali

Sostanze cercate

acque sotterranee

400 350

300 250 200 150

100 50 0 2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

L’evoluzione complessiva del monitoraggio a partire dal 2003 è rappresentata nei diagrammi di figura 4.1. È aumentata la copertura territoriale e il numero di campioni, soprattutto sono aumentate le sostanze cercate. La maggior parte delle regioni pianificano ora le indagini secondo criteri di priorità: le sostanze utilizzate nel territorio, la pericolosità e le proprietà che determinano il destino ambientale e la capacità di contaminare le acque.

2010

2011

2012

Fig. 4.1 – Controlli effettuati 2003 – 2014.

2013

2014

La rete di monitoraggio nel biennio, tuttavia, mostra ancora una disomogeneità territoriale, in particolare per quanto riguarda le acque sotterranee dell’Italia meridionale (fig. 4.2). Mancano in effetti le indicazioni dello stato delle acque, per entrambi gli anni, da parte di cinque regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia). La definizione di una rete di monitoraggio dipende da fattori territoriali, quali le caratteristiche idrologiche e l’estensione del suolo agricolo. I criteri per la definizione delle reti e le frequenze di campionamento sono stabiliti dalle normative di settore (DQA, Dir. 2006/118/CE), cui si rimanda per un approfondimento degli aspetti specifici. La rete di monitoraggio delle acque superficiali, in particolare, deve essere progettata in modo da fornire una panoramica coerente e complessiva 19


Fig. 4.2 – Rete di monitoraggio.

dello stato ecologico e chimico all'interno di ciascun bacino idrografico e permettere la classificazione dei corpi idrici. Per le acque sotterranee, analogamente, la rete deve fornire una panoramica coerente e complessiva dello stato chimico delle acque all'interno di ciascun bacino idrografico e deve consentire di rilevare eventuali tendenze antropiche ascendenti a lungo termine degli inquinanti.

20


Sulla base dei criteri enunciati, l’adeguatezza del monitoraggio andrebbe valutata in relazione alla capacità di rappresentare lo stato chimico e la sua evoluzione, tenendo conto, ovviamente, delle specificità territoriali e delle pressioni antropiche che possono determinare o meno una contaminazione da pesticidi. Nell’impossibilità, per mancanza di informazioni adeguate, di esprimere un giudizio così puntuale, è stata fatta una valutazione dell’efficacia dei monitoraggi regionali in termini di ampiezza della rete, frequenza del campionamento e numero di sostanze cercate. Nel 2014, le reti delle acque superficiali hanno in media 4,5 punti ogni 1.000 km2. Sensibilmente più bassa della media è la densità di Basilicata, Lazio, Friuli Venezia-Giulia, Sicilia e provincia di Bolzano. Si pongono invece ben al di sopra della media nazionale la densità delle reti di monitoraggio dell’Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e provincia di Trento. La frequenza media di campionamento è di 7,4 campioni/anno, con scostamenti in basso per Abruzzo, Campania, FriuliVenezia Giulia, Marche, Valle D’Aosta, Toscana e Veneto. La sola provincia di Bolzano esegue 12 campionamenti all’anno. Nelle acque sotterranee la densità media delle reti è di 10,9 punti/1.000 km 2, con scostamenti in basso elevati per Lazio, Sardegna, provincie di Trento e Bolzano; nettamente sopra la media sono le densità delle reti di Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Umbria e Lombardia. La frequenza media di monitoraggio è di 2,4 campioni/anno, le regioni che eseguono un numero di campionamenti al di sopra della media nazionale sono: Abruzzo, Lazio e Sicilia. Per quanto riguarda le sostanze, c’è uno sfasamento tra lo sforzo di ricerca, che si concentra soprattutto su alcuni erbicidi e sui loro principali metaboliti, e le sostanze più frequenti nelle acque, gran parte delle quali non figurano tra le più cercate. Le regioni cercano in media 73 sostanze nelle acque superficiali e 72 in quelle sotterranee. Per le acque superficiali Marche e Puglia cercano un numero di sostanze molto al di sotto della media nazionale; Sicilia e provincie di Trento e Bolzano si pongono invece ben al di sopra della media. Le sostanze cercate nelle acque sotterranee sono in numero limitato per Liguria e Marche; mentre sono notevolmente sopra la media per Sicilia, Emilia Romagna e provincie di Bolzano e Trento. La tabella 4.1 sintetizza lo stato dei controlli nel 2014. Per ogni regione, sono riportati i punti di campionamento e la densità territoriale, la frequenza media dei campionamenti e il numero di sostanze cercate, oltre all’intervallo dei limiti di quantificazione (LQ) dei laboratori di analisi.

21


Tab. 4.1 – Stato dei controlli regionali nel 2014.

punti/Kmq x 103

camp./anno

sostanze cercate

camp./anno

punti monitoraggio

punti/Kmq x 103

sostanze cercate

punti monitoraggio

ACQUE SOTTERRANEE

Max

ACQUE SUPERFICIALI

Min

LQ (µg/L)

Abruzzo

0,0005

2

65

6,0

4,8

55

95

8,8

3,7

52

Basilicata

0,003

0,01

15

1,5

8,3

34

Campania*

0,001

0,1

76

5,6

4,7

58

Emilia-Romagna

0,01

0,05

154

6,9

8,3

89

228

10,2

1,5

100

Friuli-Venezia Giulia

0,01

0,05

15

1,9

1,6

53

137

17,4

2,0

59

Lazio

0,005

0,1

5

Liguria

0,0001

2

13

0,3

9,4

57

21

1,2

7,3

57

2,4

9,4

52

209

38,6

2,5

21

Lombardia

0,005

1

303

12,7

7,2

95

521

21,8

2,0

26

Marche

0,003

Piemonte

0,002

0,5

30

3,2

2,9

22

46

4,9

2,1

5

0,02

143

5,6

9,0

45

333

13,1

1,9

39

Puglia

0,0005

10

58

3,0

9,1

28

REGIONE

Sardegna

0,001

1

67

2,8

8,9

36

81

3,4

2,0

38

Sicilia

0,0005

0,25

43

1,7

8,8

180

184

7,1

3,5

180

Toscana

0,001

0,027

107

4,7

6,2

81

178

7,7

1,9

82

Umbria

0,005

0,05

20

2,4

11,5

99

151

17,8

1,0

96

Valle d'Aosta

0,01

0,02

15

4,6

4,0

49

19

5,8

1,1

63

Veneto

0,003

0,5

155

8,4

5,0

95

232

12,6

1,9

85

Provincia di Bolzano

0,0025

0,5

6

0,8

12,0

165

15

2,0

2,0

144

Provincia di Trento

0,03

0,05

70

11,3

10,5

102

13

2,1

2,0

102

(*) dati 2013.

Nei grafici di figura 4.3 è sintetizzata l’efficacia del monitoraggio con riferimento ai valori medi nazionali, in termini di punti, frequenza dei campioni e sostanze cercate. Il valore medio nazionale dei tre parametri non è certamente l’ottimo in termini di rappresentatività del monitoraggio e di capacità di descrivere compiutamente il possibile stato di contaminazione. Esistono dei criteri anche in termini di densità dei punti per stabilire una rete, è tuttavia necessario tenere conto delle caratteristiche del territorio in cui si opera, in particolare della distribuzione degli usi dei pesticidi in agricoltura. Per cui una densità media nazionale dei punti non è sempre adeguata a descrivere le peculiarità regionali. Per quanto riguarda le frequenze di campionamento, invece, le norme forniscono indicazioni più precise, indicando una frequenza mensile per le acque superficiali e almeno semestrale per quelle sotterranee. Tranne qualche caso, le regioni hanno generalmente frequenze medie inferiori a quelle previste dalle norme. Riguardo, infine, alle sostanze cercate, è già stato notato che in tutte le regioni non si tiene adeguatamente conto di quelle immesse in commercio in tempi recenti, neppure quando la pericolosità è riconosciuta da una classificazione armonizzata, come previsto dalla regolamentazione europea. Il riferirsi ai valori medi nazionali, per i tre parametri fondamentali del monitoraggio presi in conto, è quindi certamente un confronto non del tutto cautelativo, ma è utile quantomeno per segnalare le disomogeneità tuttora esistenti fra le regioni.

22


Punti di monitoraggio

Acque superficiali

45

Punti di monitoraggio (n)

40 35 30 25 20 15 10 5 0

Media SW

Media GW

Campioni 14 12

Campioni (n)

10

La densità media della rete di campionamento è pari a 4,5 punti per 1.000 km2. Sensibilmente più bassa è la densità di Lazio e provincia di Bolzano; notevolmente più alta della media è la densità di Lombardia, provincia di Trento e Veneto. La frequenza media di campionamento è di 7,4 campioni per anno, con sensibili scostamenti in basso per FriuliVenezia Giulia. Le sostanze cercate sono in media 73. Sicilia e Provincia di Bolzano cercano un numero di sostanze molto al di sopra della media.

8 6 4 2

Acque sotterranee

0

Media SW

Media GW

Sostanze cercate 200

Sostanze cercate (n)

180 160 140 120 100 80 60 40 20 0

Media SW

La copertura della rete delle acque sotterranee è più ridotta, mancando i dati di 5 regioni. La densità media è di 10,9 punti per 1.000 km2, con scostamenti in basso elevati per Lazio, provincie di Bolzano e Trento; le reti più fitte sono quelle di Liguria, Lombardia e Umbria. A fronte di una media di 2,4 campioni per anno, Abruzzo, Lazio e Sicilia eseguono un numero di campionamenti al di sopra della media nazionale. Le sostanze cercate sono in media 72. Sicilia e provincia di Bolzano cercano il maggior numero di sostanze.

Media GW

Fig. 4.3 – Stato dei controlli in relazione ai valori medi nazionali.

A partire dal 2003 c’è stato un incremento della copertura territoriale e della rappresentatività delle indagini, ma è tuttora evidente una disomogeneità dei controlli fra le regioni del nord e quelle del centro-sud, dove ancora non si hanno informazioni su vaste aree, e dove il monitoraggio è generalmente meno rappresentativo, sia in termini di rete, sia in termini di sostanze controllate.

23


Negli anni c’è stato indubbiamente un incremento della copertura territoriale e della rappresentatività delle indagini, ma è tuttora evidente una disomogeneità dei controlli fra le regioni del nord e quelle del centro-sud, dove ancora non si hanno informazioni su vaste aree, e, laddove il monitoraggio è presente, è generalmente meno rappresentativo, sia in termini di rete, sia in termini di sostanze controllate. C’è, peraltro, la necessità di un aggiornamento complessivo dei programmi di monitoraggio, che generalmente non tengono conto delle sostanze immesse sul mercato in anni recenti. Il confronto con le sostanze usate attualmente in Italia dimostra che circa 100 di queste, commercializzate anche in elevati volumi, non sono incluse nel monitoraggio; di queste 32 sono classificate pericolose e 27 in particolare risultano pericolose per l’ambiente. In tabella 4.2 sono indicate le sostanze pericolose ai sensi del regolamento CLP [Reg. CE 1272/2008], attualmente non cercate in Italia, che andrebbero prese in considerazione nella programmazione dei monitoraggi. Le sostanze sono quelle che hanno già una classificazione armonizzata a livello europeo e non esauriscono l’elenco di quelle potenzialmente pericolose. Tali sostanze, ovviamente, vanno riferite al contesto territoriale tenendo conto dei possibili utilizzi. Nel complesso sono migliorate le prestazioni dei laboratori riguardo ai limiti di quantificazione, ma è ancora necessario uno sforzo di armonizzazione, date le differenze ancora presenti, con limiti di quantificazione in alcuni casi inadeguati, in particolare per consentire un confronto con gli SQA che spesso sono sensibilmente più bassi.

24


Tab. 4.2 – Sostanze classificate pericolose non incluse nel monitoraggio. CAS 61-82-5 1689-84-5 533-74-4 13684-56-5 51338-27-3 85-00-7 16672-87-0 91-53-2 2593-15-9 13684-63-4 71283-80-2 473798-59-3 145701-23-1 2699-79-8 39148-24-8 20859-73-8 12057-74-8 8018-01-7 104206-82-8 137-42-8 125116-23-6 1317-39-1 1344-81-6 145026-81-9 7720-78-7 335104-84-2 79277-27-3 137-26-8 2303-17-5 142469-14-5 137-30-4 7704-34-9

SOSTANZE Amitrole

CLASSIFICAZIONE CLP

Repr. 2; STOT RE 2 *; Aquatic Chronic 2 Repr. 2; Acute Tox. 2 *; Acute Tox. 3 *; Skin Sens. 1; Aquatic Bromoxinil Acute 1; Aquatic Chronic 1 Dazomet Acute Tox. 4 *; Eye Irrit. 2; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Desmedipham Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Diclofop-methyl Acute Tox. 4 *; Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Acute Tox. 2 *; STOT RE 1; Acute Tox. 4 *; Eye Irrit. 2; STOT SE Diquat 3; Skin Irrit. 2; Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Acute Tox. 4; Acute Tox. 3; Skin Corr. 1C; Acute Tox. 4; Aquatic Ethephon Chronic 2 Etossichina Acute Tox. 4 * Carc. 2; Acute Tox. 3 *; Acute Tox. 4 *; Acute Tox. 4 *; Aquatic Etridiazole Acute 1; Aquatic Chronic 1 Fenmedifam Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Fenoxaprop-P-etile STOT RE 2; Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Fenpyrazamine Aquatic Chronic 2 Florasulam Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Fluoruro di Solforile Press.Gas; Acute Tox. 3 *; STOT RE 2 *; Aquatic Acute 1 Fosetil-aluminium Eye Dam. 1 Water-react. 1; Acute Tox. 2; Acute Tox. 3; Acute Tox. 1; Fosfuro di alluminio Aquatic Acute 1 Water-react. 1; Acute Tox. 2; Acute Tox. 3; Acute Tox. 1; Fosfuro di magnesio Aquatic Acute 1 Mancozeb STOT SE 3; Skin Sens. 1 Mesotrione Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Acute Tox. 4 *; Skin Corr. 1B; Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Metam-sodium Aquatic Chronic 1 Metconazolo Acute Tox. 4 *; Repr. 2; Aquatic Chronic 2 Ossido di rame Acute Tox. 4 *; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Polisolfuro di calcio Skin Irrit. 2; Eye Irrit. 2; STOT SE 3; Aquatic Acute 1 Propoxycarbazone Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Solfato di ferro Acute Tox. 4 *; Skin Irrit. 2; Eye Irrit. 2 Repr. 2; STOT RE 2; Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Aquatic Tembotrione Chronic 1 Thifensulfuron-methyl Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Acute Tox. 4 *; Acute Tox. 4 *; STOT RE 2 *; Eye Irrit. 2; Skin Tiram Irrit. 2; Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Acute Tox. 4 *; Skin Sens. 1; STOT RE 2 *; Aquatic Acute 1; Triallate Aquatic Chronic 1 Tritosulfuron Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Acute Tox. 2 *; Acute Tox. 4 *; STOT RE 2 *; STOT SE 3; Eye Ziram Dam. 1; Skin Sens. 1; Aquatic Acute 1; Aquatic Chronic 1 Zolfo Skin Irrit. 2

CODICI DI PERICOLO H361d; H373; H411 H361d ***; H330; H301; H317; H400; H410 H302; H319; H400; H410 H400; H410 H302; H317; H400; H410 H330; H372 **; H302; H319; H335; H315; H317; H400; H410 H302; H311; H314; H332; H411 H302 H351; H331; H312; H302; H400; H410 H400; H410 H373; H317; H400; H410 H411 H400; H410 H331; H373; H400 H318 H260; H300; H311; H330; H400 H260; H300; H311; H330; H400 H335; H317 H400; H410 H302; H314; H317; H400; H410 H302; H361d; H411 H302; H400; H410 H315; H319; H335; H400 H400; H410 H302; H315; H319 H361d; H373; H317; H400; H410 H400; H410 H332; H302; H373**; H319; H315; H317; H400; H410 H302; H317; H373; H400; H410 H317; H400; H410 H330; H302; H373**; H335; H318; H317; H400; H410 H315

C’è la necessità di un aggiornamento complessivo dei programmi di monitoraggio, che non tengono conto delle sostanze immesse sul mercato in anni recenti. Tra quelle attualmente commercializzate anche in elevati volumi, ce ne sono 32 classificate pericolose, di cui 27 pericolose per l’ambiente acquatico non incluse nel monitoraggio.

25


26


5. RISULTATI DELLE INDAGINI

Il monitoraggio dimostra una diffusione ampia della contaminazione. Pesticidi sono presenti nel 63,9% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 31,7% di quelle sotterranee, più che nel passato. Le frequenze sono più basse nelle acque sotterranee, ma i pesticidi sono presenti anche nelle falde profonde naturalmente protette da strati geologici poco permeabili. Sono state trovate 224 sostanze diverse, un numero sensibilmente più elevato degli anni precedenti. Indice, questo soprattutto, di una maggiore efficacia complessiva delle indagini. La contaminazione è più diffusa nella pianura padanoveneta. Questo dipende largamente dal fatto che lì le indagini sono generalmente più rappresentative. Nelle cinque regioni dell’area, infatti, si concentra poco meno del 60% dei punti di monitoraggio dell’intera rete nazionale.

Nel biennio in questione sono stati analizzati 29.220 campioni per un totale di 1.351.718 determinazioni analitiche, suddivisi per anno e per tipologia di acque come in tabella 5.1. Nel 2014, a cui si farà essenzialmente riferimento nel testo, i dati riguardano 3.747 punti di campionamento, 14.718 campioni e 732.567 determinazioni analitiche. Tab. 5.1 – Monitoraggio nazionale anni 2013 e 2014. punti monitoraggio

campioni

misure

anno 2013

anno 2014

anno 2013

anno 2014

anno 2013

anno 2014

Acque superficiali

1.410

1.284

9.380

9.497

390.216

454.885

Acque sotterranee

2.518

2.463

5.122

5.221

228.935

277.682

Totale

3.928

3.747

14.502

14.718

619.151

732.567

Nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi in 820 punti di monitoraggio (63,9% del totale) e in 3.226 campioni (34% del totale). Nelle acque sotterranee invece sono risultati contaminati 780 punti di monitoraggio (31,7% del totale) e 1.334 campioni (25,5% del totale). Le sostanze cercate complessivamente nel 2014 sono 365: 354 nelle acque superficiali, 331 in quelle sotterranee. Le sostanze trovate sono in totale 224: 205 nelle acque superficiali, 171 in quelle sotterranee. Gli erbicidi e alcuni loro metaboliti sono ancora la tipologia di sostanze più trovate, in particolar modo nelle acque superficiali dove costituiscono il 55,7% delle misure positive (fig. 5.1). Rispetto agli anni passati aumenta la presenza di fungicidi e insetticidi in modo significativo. L’incremento percentuale dei fungicidi rispetto al 2012 è del 72% nelle acque superficiali e del 11% in quelle sotterranee, per quanto riguarda gli insetticidi, gli incrementi relativi sono del 53% nelle acque superficiali e del 30% in quelle sotterranee. Come già segnalato in passato, la forte presenza di erbicidi è legata sia alle quantità utilizzate, e soprattutto alle modalità di utilizzo diretto sul suolo, spesso concomitante con le precipitazioni meteoriche più intense di inizio primavera, che ne determinano un trasporto più rapido 27


nei corpi idrici superficiali e sotterranei. L’incremento della presenza di fungicidi e insetticidi si spiega con l’aumentata efficacia del monitoraggio e con il numero di sostanze più alto che comprende.

Acque superficiali ERB-MET 12,24%

Acque sotterranee FUN 27,63%

FUN-MET 0,01%

FUN 32,92%

ERB-MET 19,74%

INS 15,53% ERB 43,51%

FUN-MET 0,04%

INS-MET ALTRO 0,18% 0,91%

INS 20,03% ERB 25,25%

INS-MET ALTRO 0,83% 1,20%

Fig. 5.1 – Misure positive per categorie funzionali, anno 2014.

Nei campioni delle acque superficiali del 2014 sono state cercate in media 48 sostanze, con un massimo di 173; nelle acque sotterranee sono state cercate in media 53 sostanze, con un massimo di 172. Frequentemente nei campioni con residui sono presenti miscele di sostanze: 4,1 in media, con un massimo di 44 nelle acque superficiali; 4,1 in media, con un massimo di 48 sostanze nelle acque sotterranee. Nei grafici di figura 5.2 e 5.3 sono indicate, in percentuale sul totale dei campioni, le sostanze più cercate nelle acque superficiali e sotterranee, nel 2013 e 2014. Le figure 5.4 e 5.5 riportano, invece, le sostanze più rilevate nel biennio in termini di frequenza nei campioni (% trovato/cercato). Nel 2014 nelle acque superficiali, glifosate e il suo metabolita AMPA, la sostanza più rinvenuta, sono cercati solo in Lombardia e Toscana, sono presenti con frequenze rispettive del 19,1% e del 41%; gli erbicidi terbutilazina-desetil, terbutilazina e metolaclor con frequenze da circa il 12% al 15,1% dei campioni; l’insetticida imidacloprid, il cui rilevamento è in crescita rispetto agli anni passati, è ritrovato con una frequenza del 30,7%. Nelle acque sotterranee l’erbicida metolaclor-esa è la sostanza più rinvenuta, 35,3% di ritrovamento, nonostante l’esiguo livello di ricerca, solo 300 campioni totali; la seconda sostanza più rinvenuta risulta essere il fungicida fludioxonil con il 12,5% di ritrovamenti nei campioni. L’insetticida imidacloprid, anche per questo compartimento idrico, è tra le sostanze più ritovate con circa l’11,5% dei campioni; superano il 9% dei ritrovamenti le sostanze: ciproconazole, tiametoxan, tetraconazolo, oxadixil, carbendazim, terbutilazina-desetil, fluazifop e triadimenol. Nelle tabelle 5.2 e 5.3 è riportato il quadro riassuntivo dei controlli regionali per il 2013 e il 2014 rispettivamente. Sono indicati, per acque superficiali e sotterranee, i punti di monitoraggio totali e quelli con residui, i campioni totali e quelli con residui, le determinazioni analitiche effettuate e il numero di sostanze cercate e trovate. Il dettaglio dei risultati per sostanza è riportato nelle tabelle del capitolo 10. Le tabelle sono ordinate per numero di presenze decrescente nei campioni e sono limitate alle sostanze più rinvenute nelle acque. Per ogni sostanza è indicato:   28

il nome comune e il codice CAS (Chemical Abstracts Service Registry Numbers) identificativo della sostanza; la concentrazione limite di quantificazione (LQ). Il valore di LQ riportato in tabella è la moda dei valori indicati dai diversi laboratori per ogni sostanza.


  

il numero di punti di campionamento e i campioni con la relativa frequenza di casi positivi; la frequenza di campioni con concentrazione superiore a 0,1µg/L; la concentrazione massima e i percentili di concentrazione nei campioni. I percentili sono calcolati applicando la convenzione per cui per le misure inferiori a LQ si assume una concentrazione pari alla metà del valore di quest’ultimo.

Le tabelle complete sono disponibili sul sito ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-ed-emergenze-ambientali/rischio-sostanze-chimichereach-prodotti-fitosanitari/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque)

29


ACQUE SUPERFICIALI sostanze più cercate anno 2013

ACQUE SOTTERRANEE sostanze più cercate anno 2013

ATRAZINA METOLACLOR ATRAZINA SIMAZINA TERBUTILAZINA ATRAZINA-DESETIL TERBUTILAZINA-DESETIL ALACLOR LINURON PENDIMETALIN CLORPIRIFOS BENTAZONE DIELDRIN OXADIAZON ALDRIN METALAXIL

SIMAZINA TERBUTILAZINA CLORPIRIFOS METOLACLOR TERBUTILAZINA-DESETIL ALACLOR ATRAZINA-DESETIL LINURON

PENDIMETALIN MALATION OXADIAZON METALAXIL DIURON CLORPIRIFOS-METILE 0%

20%

40%

60%

80%

0%

100%

20%

40%

60%

80%

100%

80%

100%

Fig. 5.2 – Sostanze più cercate nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee nel 2013.

ACQUE SUPERFICIALI sostanze più cercate anno 2014

ACQUE SOTTERRANEE sostanze più cercate anno 20114

SIMAZINA ATRAZINA SIMAZINA TERBUTILAZINA LINURON ATRAZINA-DESETIL TERBUTILAZINA-DESETIL ALACLOR METOLACLOR PENDIMETALIN CLORPIRIFOS BENTAZONE DIELDRIN DIURON 2,4-D ENDRIN

ATRAZINA TERBUTILAZINA CLORPIRIFOS TERBUTILAZINA-DESETIL PENDIMETALIN ATRAZINA-DESETIL ALACLOR METOLACLOR

LINURON OXADIAZON CLORPIRIFOS-METILE MALATION BENTAZONE MCPA 0%

20%

40%

60%

80%

100%

0%

20%

40%

60%

Fig. 5.3 – Sostanze più cercate nelle acque superficiali e nelle acque sotterranee nel 2014.

Il monitoraggio è tuttora concentrato soprattutto su alcuni erbicidi e sui loro principali metaboliti. Fra le 15 sostanze più cercate ci sono 12 erbicidi e 3 insetticidi. Fra le 15 sostanze più trovate gli erbicidi sono solo 5, le altre sono insetticidi e fungicidi. È auspicabile che in sede di programmazione del monitoraggio si tenga conto delle evidenze del monitoraggio.

30


ACQUE SUPERFICIALI frequenza di rilevamento anno 2013

ACQUE SOTTERRANEE frequenza di rilevamento anno 2013 FLUAZIFOP (50:341) CIPROCONAZOLO (86:604) OXADIXIL (165:1205) FLUDIOXONIL (72:546) CARBENDAZIM (105:797) TRIADIMENOL (98:778) TIAMETOXAM (94:757) IMIDACLOPRID (156:1271) TERBUTILAZINA-DESETIL (422:3803) ATRAZINA-DESETIL (362:3804) METOMIL (57:697) AZOSSISTROBINA (90:1261) BOSCALID (76:1071) METALAXIL (166:2441) CIPRODINIL (74:1146)

AMPA (436:1088) IMIDACLOPRID (708:1953) CARBENDAZIM (209:660) GLIFOSATE (228:1087) METOLACLOR (1092:6500) TERBUTILAZINA (1124:6863) TERBUTILAZINA-DESETIL (967:6175) TEBUCONAZOLO (136:1202) AZOSSISTROBINA (255:2408) BOSCALID (267:2544) CLORANTRANILIPROLO (130:1239) TIAMETOXAM (108:1264) DIMETOMORF (220:2689) BENTAZONE (338:4398) CLORIDAZON (221:2991) 0%

10%

20%

30%

40%

50%

0%

5%

10%

15%

20%

30%

40%

Fig. 5.4 – Sostanze più trovate nelle acque superficiali e sotterranee nel 2013.

ACQUE SUPERFICIALI frequenza di rilevamento anno 2014

ACQUE SOTTERRANEE frequenza di rilevamento anno 2014 METOLACLOR-ESA (106:300) FLUDIOXONIL (96:766) CIPROCONAZOLO (105:885) IMIDACLOPRID (183:1585) TIAMETOXAM (99:891) TETRACONAZOLO (74:755) OXADIXIL (133:1374) CARBENDAZIM (109:1129) TERBUTILAZINA-DESETIL (398:4132) FLUAZIFOP (52:543) TRIADIMENOL (107:1162) ATRAZINA-DESETIL (326:4147) PIRIMETANIL (106:1351) AZOSSISTROBINA (108:1481) METOMIL (55:756)

AMPA (455:1109) IMIDACLOPRID (762:2484) CARBENDAZIM (256:1062) GLIFOSATE (223:1170) TERBUTILAZINA (1092:7216) METOLACLOR (932:6359) FLUDIOXONIL (107:774) DIMETOMORF (381:2963) BOSCALID (425:3490) TERBUTILAZINA-DESETIL (850:7020) METALAXIL-M (125:1062) FLUOPICOLIDE (128:1095) TEBUCONAZOLO (213:1830) CLORANTRANILIPROLO (136:1349) METALAXIL (463:4783) 0%

10%

20%

30%

40%

50%

0%

10%

20%

Fig. 5.5 – Sostanze più trovate nelle acque superficiali e sotterranee nel 2014.

È utile ribadire la necessità di inserire nei protocolli di monitoraggio le sostanze più rinvenute e che sono spesso responsabili del maggior numero di casi di non conformità, quali il glifosate e l’AMPA, ma anche l’imidacloprid.

31


32

Tab. 5.2 – Sintesi regionale delle indagini 2013


33

Tab. 5.3 – Sintesi regionale delle indagini 2014


34


6. LIVELLI DI CONTAMINAZIONE

La presenza di pesticidi nelle acque pone la questione delle possibili ripercussioni negative sull’uomo e sull’ambiente. Il confronto delle concentrazioni misurate con i limiti stabiliti dalle norme ci dà indicazioni sulla possibilità di effetti avversi. Il 21,3% dei punti delle acque superficiali ha concentrazioni superiori al limite. Nelle acque sotterranee la percentuale di superamenti è 6,9%. La rete di monitoraggio da cui provengono i dati è finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente e non al controllo delle acque potabili, ma, queste ultime, spesso sono prelevate dagli stessi corpi idrici. In caso di contaminazione, pertanto, si rende necessario operare interventi di depurazione.

Le concentrazioni misurate nelle acque sono state confrontate con i limiti di legge, ne risultano diversi livelli di contaminazione. Una norma che stabilisce un limite di riferimento per la concentrazione dei pesticidi è quella per le acque potabili. In questo caso esiste un limite unico1 per tutte le sostanze e i relativi metaboliti, e che non deriva da valutazioni tossicologiche ed esprime la posizione assunta dall’Unione Europea fin dagli anni 80, volutamente cautelativa in considerazione delle incertezze nella previsione degli effetti di queste sostanze. Il monitoraggio è finalizzato al controllo della qualità delle acque da un punto di vista della protezione dell’ambiente, e non a rendicontare sullo stato di qualità delle acque destinate al consumo umano. I limiti stabiliti per le acque potabili, tuttavia, è opportuno ricordarlo, sono anche limiti autorizzativi per l’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, che nelle prove in campo e nelle valutazioni modellistiche non devono lasciare residui in acqua superiori a questi livelli, secondo quanto stabilito nei principi uniformi per la valutazione dei prodotti fitosanitari del regolamento 1107/2009/CE. D’altra parte, spesso, le acque per il consumo umano sono prelevate dagli stessi corpi idrici controllati nel monitoraggio. È necessario perciò tenere presente che la DQA richiede che gli Stati membri provvedano “alla necessaria protezione dei corpi idrici individuati al fine di impedire il peggioramento della loro qualità per ridurre il livello della depurazione necessaria alla produzione di acqua potabile.” A livello nazionale, nelle acque superficiali nel 2014, su un totale di 1.284 punti di monitoraggio analizzati, 821 (63,9%) sono contaminati da pesticidi, 529 dei quali (41,2%) con concentrazioni superiori ai limiti dell’acqua potabile. Nelle acque sotterranee nell’anno 2014, su un totale di 2463 punti di monitoraggio, 780 (31,7%) sono contaminati, 221 dei quali (9,0%) sopra ai limiti dell’acqua potabile. Metodologia utilizzata I livelli di contaminazione sono riferiti ai limiti ambientali definiti in anni recenti sia per le acque superficiali sia per quelle sotterranee, limiti che indicheremo sinteticamente come standard di qualità ambientale (SQA). Per standard di qualità ambientale, come specificato nella DQA, si intende “la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota che non deve essere superata, per tutelare la salute umana e l'ambiente”. L’individuazione di standard di qualità ambientale si basa sulla conoscenza dei livelli di tossicità di tipo acuto e cronico 1 I limiti sono 0,1 µg/l per la singola sostanza e 0,5 µg/l per i pesticidi totali. Tali valori, è opportuno ricordarlo, sono anche

limiti autorizzativi per i prodotti fitosanitari, che nelle prove in campo e nelle valutazioni modellistiche non devono lasciare residui in acqua superiori a questi livelli, secondo quanto stabilito nei principi uniformi per la valutazione e l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari di cui all’articolo 29, paragrafo 6, del regolamento 1107/2009/CE.

35


per le specie rappresentative dei tre livelli trofici dell’ambiente acquatico2. Nell’ambito della strategia per l’attuazione della DQA, è stata prodotta una guida tecnica per la definizione degli SQA [Technical Report 2011/055]. Per le acque superficiali, la direttiva 2008/105/CE stabilisce gli standard di qualità ambientale per 33 sostanze prioritarie (tra cui alcuni pesticidi). I limiti di concentrazione sono espressi come valore medio annuo (SQA-MA) e come concentrazione massima ammissibile (SQA-CMA), inoltre sono differenziati per le acque superficiali interne e per le altre acque di superficie. Nel 2013 sono state individuate nuove sostanze prioritarie e definiti i relativi SQA e, sulla base delle nuove acquisizioni scientifiche, sono stati rivisti gli SQA di alcune sostanze già in elenco, inoltre sono stati fissati SQA per il biota [Dir. 2013/39/UE]. Gli SQA rivisti sono applicati a partire dal 2015, mentre i nuovi entreranno in vigore nel 2018. Il raggiungimento di un buono stato chimico delle acque superficiali, per cui le concentrazioni degli inquinanti non dovranno superare gli SQA, era fissato alla fine del 2015 per le sostanze già in elenco, mentre è previsto nel 2021 per le sostanze con SQA rivisti e nel 2027 per le nuove sostanze identificate. A livello nazionale, il Decreto 14 aprile 2009, n. 56 [DM 56/2009], sui criteri tecnici per il monitoraggio, nella tabella 1/A riprende gli standard di qualità ambientale per le sostanze dell’elenco di priorità della direttiva 2008/105/CE, e nella tabella 1/B stabilisce standard di qualità ambientale per alcune sostanze non appartenenti all’elenco di priorità, tra cui diversi pesticidi. In quest’ultimo caso gli standard sono espressi solo come concentrazioni medie annue. Per tutti i singoli pesticidi (inclusi i metaboliti) non specificati in tabella 1/B si applica il limite di 0,1 μg/l e per la somma dei pesticidi il limite di 1 μg/l (fatta eccezione per le risorse idriche destinate ad uso potabile per le quali il limite è 0,5 μg/l). La direttiva 2006/118/CE [Dir. 2006/118/CE], relativa alla protezione delle acque sotterranee, stabilisce norme di qualità ambientale, definite come la concentrazione di un determinato inquinante, gruppo di inquinanti o indicatore di inquinamento nelle acque sotterranee che non dovrebbe essere superata al fine di proteggere la salute umana e l'ambiente. In particolare per i pesticidi e i relativi prodotti di degradazione i limiti sono uguali a quelli per l’acqua potabile, pari a 0,1 μg/l e 0,5 μg/l, rispettivamente per la singola sostanza e per la somma delle sostanze. Lo stato di qualità delle acque sotterranee viene stabilito confrontando le concentrazioni medie annue con i suddetti limiti. Nel confronto con gli SQA si è tenuto conto di quanto previsto nella direttiva 2009/90/CE [Dir. 2009/90/CE], che detta le specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato chimico delle acque, fissa criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi e le regole per comprovare la qualità dei risultati delle analisi. In particolare i criteri minimi di efficienza per i metodi di analisi prevedono un’incertezza di misura pari o inferiore al 50% dello SQA pertinente e un limite di quantificazione (LQ) pari o inferiore al 30% dello SQA. La Direttiva definisce anche le modalità per il calcolo delle concentrazioni medie ai fini del confronto con i limiti, in particolare:  

per le misure al di sotto del LQ si assume un valore della concentrazione pari al 50% del LQ se il 90% dei risultati analitici sono inferiori al LQ non si calcola la media e il risultato è riportato come minore del LQ.

Come già fatto nelle precedenti edizioni del rapporto, il colore rosso indica i punti di monitoraggio con un livello di contaminazione superiore agli SQA, il blu quelli con un risultato entro i limiti, il grigio quelli dove il risultato non è quantificabile. Un risultato è non quantificabile quando non ci sono misure analitiche superiori al limite di quantificazione. È necessario tenere presente che l’assenza di residui può dipendere anche dal fatto che gli LQ sono inadeguati, sia dal numero delle sostanze indagate, in certi casi limitato e non rappresentativo degli usi sul territorio. In tabella sono riportati anche il valore minimo e quello massimo degli LQ dichiarati dalle regioni. In molti casi gli LQ sono inadeguati al confronto con i limiti di qualità, in quanto superiori allo stesso limite, nel qual caso non si può esprimere alcun giudizio sui livelli di contaminazione. È necessario precisare che il livello di 2 alghe e/o macrofite, dafnia od organismi rappresentativi delle acque saline, pesci.

36


contaminazione può essere solo riferito ai singoli punti di monitoraggio e, sulla base delle informazioni disponibili, non si può derivare una classificazione di qualità per i corpi idrici. Quest’ultimo compito, d’altra parte, va oltre lo scopo del presente rapporto e viene svolto dalle strutture regionali competenti.

37


6.1 Livelli di contaminazione complessivi Nella tabella 6.1 sono riportati i livelli di contaminazione. La ripartizione percentuale nazionale dei punti di monitoraggio nelle tre categorie definite è riportata in figura 6.1. A livello nazionale, nel 2014 su 1.284 punti di monitoraggio delle acque superficiali, 274 (21,3%) hanno livelli di concentrazione superiore agli SQA. La Lombardia, con il 55,4% dei punti che superano gli SQA, ha il livello più elevato di non conformità. Va detto che le sostanze che determinano il maggior numero di casi di superamento dei limiti sono glifosate e il metabolita AMPA, che sono cercati esclusivamente nella Regione e, solo dal 2014, nella Toscana; essendo l’erbicida largamente impiegato, è probabile che il suo inserimento nei programmi di monitoraggio possa determinare un sensibile aumento dei casi di non conformità nelle regioni dove ora non viene cercato. La percentuale dei punti con livelli di contaminazione superiori ai limiti è elevata in Lazio (40,0% dei casi, sebbene ci riferiamo a un numero di siti monitorati esiguo), Sicilia (25,6% dei casi), Veneto (21,3% dei casi). Nell’anno 2013 su 1.410 punti di monitoraggio delle acque superficiali, 281 (19,9%) superano gli SQA. Anche per quest’anno la Lombardia ha il livello più elevato di non conformità con il 51,3% dei punti, seguono il Lazio (40,0%), la Provincia Autonoma di Trento (23,3%) e l’Emilia Romagna (19,2). Nelle acque sotterranee, nel 2014 su 2463 punti, 170 (6,9%) hanno una contaminazione superiore agli SQA. La Sicilia con il 22,3% dei punti di monitoraggio sopra i limiti è la Regione con la più elevata frequenza di casi di non conformità. Il monitoraggio della Regione, d’altra parte, riguarda essenzialmente la provincia di Ragusa, dove esiste una rete capillare e il monitoraggio copre uno spettro di sostanze molto ampio. Seguono la Lombardia con 13,2%, il Friuli-Venezia Giulia con il 9,5%, l’Abruzzo con l’8,4% dei punti di monitoraggio sopra i limiti. Nell’anno 2013 su 2518 punti di monitoraggio delle acque sotterranee, 176 (7,0%) superano gli SQA. Anche per quest’anno la Sicilia ha il livello più elevato di non conformità con il 17,3% dei punti, seguono l’Abruzzo (14,9%), il Piemonte (10,6%) e la Lombardia (10,0). La contaminazione da pesticidi, come già ampiamente segnalato negli anni precedenti, è più diffusa nelle aree della pianura padano-veneta. Tale stato è legato ovviamente alle caratteristiche idrologiche del territorio in questione e al suo intenso utilizzo agricolo, ma dipende anche dal fatto non secondario che le indagini sono più complete e rappresentative nelle regioni del nord. D’altra parte, l’aumentata copertura territoriale e la migliore efficacia del monitoraggio, sta portando alla luce una contaminazione significativa anche al centro-sud.

38


12 0

71 26

58 108 18 43 46 54 40

0,001 0,01 0,01 0,005 0,0005 0,01 0,003

0,1 0,05 0,025 0,5 0,5 1 0,5

0 29

10 77

66 45

76 151

2 0 157 0

1 0 50 15

2 8 99 44

5 8 306 59

60 28 64 160 101 100 85 114 209 86

0,002 0,05 0,001 0,0005 0,0005 0,01 0,01 0,0002 0,001 0,03

0,02 0,1 4 10 0,2 0,05 0,025 0,5 0,5 0,05

15 0 0 6 19 0 0 37 1 10

81 0 2 19 50 12 0 87 2 4

20 58 82 20 41 6 17 70 3 29

356

0,0002

10

281

422

707

88 26

11

9

54

74

13 9 0 12 47 0

45 62 0 2 189 2

199 62 16 181 233 44

257 133 16 195 469 46

116 58 84 45 110 18 17 194 6 43

41

147

198

386

1 34 4 0 0 4 0 0

6 72 93 0 0 68 2 0

72 90 192 100 15 163 13 13

79 196 289 100 15 235 15 13

1410

176

697

1645

2518

Min

Max

< LOQ

Totali

ACQUE SOTTERRANEE PUNTI MONITORAGGIO < SQA

ACQUE SUPERFICIALI PUNTI MONITORAGGIO > SQA

LQ (µg/L)

Totali

5 0

< LOQ

2 0,05

< SQA

< LOQ

0,0005 0,003

> SQA

< SQA

57 60

Totali

Max

Totali

ITALIA

PUNTI MONITORAGGIO

< LOQ

Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Valle D'Aosta Veneto Provincia di Bolzano Provincia di Trento

PUNTI MONITORAGGIO

< SQA

ANNO 2014

ACQUE SOTTERRANEE

> SQA

ITALIA

ACQUE SUPERFICIALI

> SQA

Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Valle D'Aosta Veneto Provincia di Bolzano Provincia di Trento

LQ (µg/L)

Min

Sostanze cercate

ANNO 2013

Sostanze cercate

Tab. 6.1 - Livelli di contaminazione.

56 34

0,0005 0,003

2 0,01

0 0

2 0

63 15

65 15

8

14

73

95

100 53 59 56 102 25

0,01 0,01 0,005 0,0001 0,005 0,003

0,05 0,05 0,1 2 1 0,5

17 0 2 0 168 1

102 7 2 0 63 12

35 8 1 13 72 17

154 15 5 13 303 30

11 13 1 0 69 1

40 81 7 0 146 0

177 43 13 209 306 45

228 137 21 209 521 46

45 28 68 185 82 101 84 102 167 102

0,002 0,0005 0,001 0,0005 0,001 0,005 0,01 0,003 0,0025 0,03

0,02 10 1 0,25 0,027 0,05 0,02 0,5 0,5 0,05

10 1 0 11 14 0 0 37 0 13

61 0 6 18 70 17 0 70 1 9

72 57 61 14 23 3 15 48 5 48

143 58 67 43 107 20 15 155 6 70

15

79

239

333

2 41 2 4 0 3 0 0

8 100 66 3 0 66 0 0

71 43 110 144 19 163 15 13

81 184 178 151 19 232 15 13

365

0,0001

10

274

440

570

1284

170

610

1683

2463

39


Punti di monitoraggio Non quantificabile

50,1%

Sopra i limiti

29,9%

19,9%

2013

Acque superficiali

Entro i limiti

Acque sotterranee 44,4%

27,7% 34,3%

7,0% 21,3%

2014

Acque superficiali

65,3%

Acque sotterranee

68,3%

24,8%

6,9%

Fig. 6.1 - Livelli di contaminazione, ripartizione percentuale dei punti di monitoraggio.

Il livello di qualità delle acque è valutato sulla base del confronto con i limiti ambientali normativi. Un risultato è non quantificabile quando la concentrazione è inferiore al limite di quantificazione. Il Limite di Quantificazione (LQ) è la concentrazione a partire dalla quale si può indicare con certezza la concentrazione di una sostanza. Il limite dipende dalle prestazioni del laboratorio analitico e può variare da sostanza e sostanza. Si deve tenere conto, pertanto, che le misure di concentrazioni riportate nel documento provengono da laboratori diversi che spesso operano con differenti LQ.

40


Fig. 6.2a â&#x20AC;&#x201C; Livelli di contaminazione delle acque superficiali, anno 2014.

41


Fig. 6.2b â&#x20AC;&#x201C; Livelli di contaminazione delle acque sotterranee, anno 2014.

42


Tab. 6.2 - Sostanze rilevate sopra gli SQA, anno 2014.

52,2 25,2 6,0 20,7 3,9 1,3 0,9 25,8 2,0 1,4 0,6 2,0 0,9 0,8 0,4 4,3 0,6 0,8 0,4 0,3 0,3 0,3 11,1 1,4 1,0 0,7 0,7 0,6 0,6 0,4 0,4 0,3 0,3 0,3 0,2 0,2

BENTAZONE IMIDACLOPRID METALAXIL METOLACLOR TRIADIMENOL OXADIXIL 2,6-DICLOROBENZAMMIDE TERBUTILAZINA-DESETIL DICAMBA ATRAZINA DESETIL TERBUTILAZINA OXADIAZON AZOSSISTROBINA METOLACLOR-ESA AMPA 1,2-DICLOROETANO 1,3-DICLOROPROPENE QUINCLORAC CIPROCONAZOLO CARBENDAZIM ACETOCLOR TEBUCONAZOLO BROMACILE PIRIMETANIL ATRAZINA DESISOPROPIL FOSTIAZATE TEFLUBENZURON CADUSAFOS OXAMIL PROPARGITE GLIFOSATE 1,1-DICLOROETANO TIAMETOXAM DIMETOMORF CLORPIRIFOS ATRAZINA LINURON TRICICLAZOLO 2-IDROSSIATRAZINA FURALAXIL FENAMIFOS EXITIAZOX PETOXAMIDE PROPAMOCARB ETOPROFOS FORATE TOLCLOFOS-METILE METAMITRON PIRACLOSTROBIN TERBUTRYN CIPRODINIL BOSCALID CARBOFURAN IPRODIONE CLORPIRIFOS-METILE MOLINATE MCPA ALACLOR

% > SQA

151 76 51 19 11 11 9 8 7 6 6 5 4 4 4 3 3 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

> SQA

289 302 849 92 285 820 1022 31 357 443 1016 249 460 473 949 69 506 241 461 587 773 791 9 74 101 134 150 154 180 259 264 293 371 377 528 654

SOSTANZE

Punti monitoraggio

% > SQA

AMPA GLIFOSATE METOLACLOR QUINCLORAC ESACLOROCICLOESANO OXADIAZON CLORPIRIFOS TRICICLAZOLO IMIDACLOPRID DIMETOMORF TERBUTILAZINA E METABOLITA ENDOSULFAN, beta AZOSSISTROBINA BOSCALID PENDIMETALIN FLUAZINAM CLORIDAZON DICLORVOS METAMITRON METALAXIL DIURON BENTAZONE GLUFOSINATE-AMMONIO METRAFENONE MEVINFOS PROPAMOCARB CARBENDAZIM DIMETENAMID-P TIAMETOXAM ACLONIFEN ENDOSULFAN, alfa 2,6-DICLOROBENZAMMIDE DICAMBA FENHEXAMID PROPIZAMIDE METRIBUZIN

> SQA

SOSTANZE

ACQUE SOTTERRANEE

Punti monitoraggio

ACQUE SUPERFICIALI

1685 796 1171 1892 392 457 805 2030 770 2050 2063 1075 694 152 177 948 114 195 342 486 523 540 579 628 1181 108 126 165 180 180 185 201 392 818 1634 2068 2099 76 80 165 172 180 227 342 416 461 493 521 540 564 619 689 819 888 1100 1203 1288 1952

27 20 20 14 12 12 11 11 9 8 8 6 5 4 4 4 3 3 3 3 3 3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

1,6 2,5 1,7 0,7 3,1 2,6 1,4 0,5 1,2 0,4 0,4 0,6 0,7 2,6 2,3 0,4 2,6 1,5 0,9 0,6 0,6 0,6 0,5 0,5 0,3 1,9 1,6 1,2 1,1 1,1 1,1 1,0 0,5 0,2 0,1 0,1 0,1 1,3 1,3 0,6 0,6 0,6 0,4 0,3 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1

43


Nella figura 6.3 sono riportate le sostanze più frequentemente rinvenute sopra agli SQA; in parentesi è indicato il rapporto fra i superamenti e i punti monitorati. Nelle acque superficiali il maggior numero di superamenti è dato dal glifosate e il suo metabolita AMPA, superiori agli SQA rispettivamente nel 25,2% e nel 52,2% dei siti monitorati. Da segnalare per frequenza del fungicida triciclazolo, sopra i limiti nel 25,8% dei siti, sebbene riferito a un numero di siti limitato, e dell’erbicida quinclorac superiore ai limiti nel 20,7% dei casi. Nelle acque sotterranee il numero più elevato di casi di non conformità è dato da bentazone, imidacloprid, metalaxil, metolaclor, triadimenol, oxadixil, 2,6-diclorobenzammide, terbutilazinadesetil. In termini di frequenza da segnalare i fungicidi triadimenol e oxadixil superiori ai limiti rispettivamente nel 3,1% e nel 2,6% dei punti dove sono stati monitorati, l’insetticida imidacloprid nel 2,5% dei casi, e due metaboliti di erbicidi, metolaclor-esa e AMPA superiori ai limiti nel 2,6% e nel 2,3% dei casi.

Superamento SQA - acque superficiali

Superamento SQA - acque sotterranee

% punti di monitoraggio

% punti di monitoraggio

AMPA (151:289)

TRIADIMENOL (12:392)

TRICICLAZOLO (8:31)

METOLACLOR-ESA (4:152)

GLIFOSATE (76:302)

OXADIXIL (12:457)

QUINCLORAC (19:92)

IMIDACLOPRID (20:796)

METOLACLOR (51:849)

AMPA (4:177)

FLUAZINAM (3:69)

METALAXIL (20:1171)

ESACLOROCICLOESANO (11:285)

BENTAZONE (27:1685)

ENDOSULFAN, beta (5:249)

2,6-DICLOROBENZAMMIDE (11:805)

IMIDACLOPRID (7:357)

DICAMBA (9:770)

DIMETOMORF (6:443)

METOLACLOR (14:1892)

OXADIAZON (11:820)

AZOSSISTROBINA (5:694)

CLORPIRIFOS (9:1022)

OXADIAZON (6:1075)

AZOSSISTROBINA (4:460)

TERBUTILAZINA-DESETIL (11:2030)

BOSCALID (4:473) CLORIDAZON (3:506)

1,2-DICLOROETANO (4:948)

TERBUTILAZINA+metabolita (6:1016)

ATRAZINA-DESETIL (8:2050)

PENDIMETALIN (4:949)

TERBUTILAZINA (8:2063) 0%

10% 20% 30% 40% 50% 60%

Fig. 6.3 – Sostanze più frequentemente rilevate sopra agli SQA, anno 2014.

44

0%

1%

2%

3%

4%

5%


6.2 Le sostanze prioritarie della DQA La DQA prevede l’individuazione di “sostanze prioritarie” che presentano un rischio significativo per o attraverso l'ambiente acquatico, compresi i rischi per le acque utilizzate per il consumo umano. Le “sostanze pericolose prioritarie” sono un sottoinsieme delle prime identificate come sostanze tossiche, persistenti e bio-accumulabili e altre sostanze o gruppi di sostanze che danno adito a preoccupazioni analoghe. Secondo quanto previsto dalla Direttiva, devono essere attuate le misure necessarie per ridurre progressivamente l'inquinamento causato dalle sostanze prioritarie ed eliminare gradualmente le emissioni, gli scarichi e le perdite di quelle individuate come pericolose prioritarie. Ai fini della verifica del raggiungimento dello stato chimico buono delle acque superficiali per queste sostanze, come già detto, sono stati istituiti specifici SQA. Tra queste sostanze ci sono un certo numero di pesticidi, alcuni di questi sono compresi nell’elenco delle sostanze prioritarie. Nella tabella 6.3 sono sintetizzati i risultati del monitoraggio in termini di frequenze di rilevamento e livelli di contaminazione per i pesticidi compresi nell’elenco delle sostanze prioritarie. Per tutte le sostanze la ricerca interessa la gran parte dei punti analizzati delle acque superficiali e delle acque sotterranee. Alcune di queste sostanze sono fuori commercio da lungo tempo: il DDT fin dagli anni ’70, mentre gli antiparassitari del ciclodiene dagli anni ’90. In questi casi i dati evidenziano l’assenza o la presenza sporadica sia nelle acque superficiali, sia in quelle sotterranee; nessuna di queste sostanze ha determinato il superamento degli SQA. Si segnala il superamento degli SQA per aclonifen, alaclor, atrazina, clorpirifos, diclorvos, diuron, esclorocicloesano e terbutrina. In tabella sono indicate anche le sostanze prioritarie individuate nel 2013 dalla Direttiva 2013/39/UE. Per queste sostanze, in accordo con la norma che prevede l’entrata in vigore degli SQA nei prossimi anni, i livelli di concentrazione sono stati confrontati con i limiti generici previsti dalla normativa nazionale, il D.Lgs. 152/2006. Una sostanza, il bifenox, non è stata cercata in entrambi i comparti acquatici; cibutrina e dicofol non sono state cercate nelle acque sotterranee. Al fine di garantire un elevato livello di protezione delle acque, la Direttiva 2013/39/ UE prevede un aggiornamento periodico delle sostanze prioritarie che tenga conto di nuovi dati tecnico scientifici e di nuove informazioni disponibili sul possibile rischio per il compartimento acquatico. In questo contesto la Commissione istituisce un elenco di controllo comprendente inquinanti emergenti e altre sostanze per i quali i dati disponibili sono ad oggi insufficienti o di scarsa qualità per una valutazione del rischio. Per queste sostanze dovranno essere raccolti dati di monitoraggio ambientale in grado di fornire informazioni esaustive, al fine di una loro eventuale inclusione nell’elenco delle sostanze prioritarie. Un primo elenco limitato di sostanze, comprendente 8 pesticidi, è stato istituito nel 2015 [Decis. 2015/495/UE], per il quale gli Stati Membri sono tenuti a eseguire il monitoraggio, successivamente potranno essere fissati degli SQA.

45


Tab. 6.3 – Le sostanze prioritarie della DQA.

% > SQA

> SQA

presenze (%)

presenze

punti monitoraggio

ACQUE SOTTERRANEE

% > SQA

> SQA

presenze (%)

presenze

SOSTANZA

punti monitoraggio

CAS

Pericolose prioritarie

ACQUE SUPERFICIALI

15972-60-8

ALACLOR

926

25

2,7

0

0,0

1952

18

0,9

1

0,1

1912-24-9

ATRAZINA

1065

44

4,1

0

0,0

2068

116

5,6

2

0,1

536

3

0,6

0

0,0

Antiparassitari del ciclodiene2 309-00-2

ALDRIN

817

0

0,0

0

0,0

60-57-1

DIELDRIN

1326

1

0,1

0

0,0

72-20-8

ENDRIN

1288

1

0,1

0

0,0

465-73-6

ISODRIN

1018

0

0,0

0

0,0

470-90-6

CLORFENVINFOS

2921-88-2

CLORPIRIFOS

330-54-1

526

1

0,2

0

0,0

708

0

0,0

0

0,0

1022

44

4,3

9

0,9

1634

25

1,5

2

0,1

DIURON

773

140

18,1

2

0,3

1553

40

2,6

0

0,0

DDT totale1

529

5

0,9

0

0,0

50-29-3

DDT, pp

523

4

0,8

0

0,0

878

0

0,0

0

0,0

789-02-6

DDT, op

598

0

0,0

0

0,0

72-54-8

DDD, pp

791

1

0,1

0

0,0

72-55-9

DDE, pp

622

0

0,0

0

0,0

115-29-7

ENDOSULFAN

X

399

0

0,0

0

0,0

358

0

0,0

0

0,0

118-74-1

ESACLOROBENZENE

X

242

0

0,0

0

0,0

578

1

0,2

0

0,0

608-73-1

ESACLOROCICLOESANO

X

285

15

5,3

11

3,9

36

0

0,0

0

0,0

34123-59-6

ISOPROTURON

572

18

3,1

0

0,0

1026

8

0,8

0

0,0

608-93-5

PENTACLOROBENZENE

122

1

0,8

0

0,0

842

2

0,2

0

0,0

87-86-5

PENTACLOROFENOLO

98

1

1,0

0

0,0

15

0

0,0

0

0,0

122-34-9

SIMAZINA

1069

47

4,4

0

0,0

2068

45

2,2

0

0,0

1582-09-8

TRIFLURALIN

639

7

1,1

0

0,0

824

0

0,0

0

0,0

74070-46-5

ACLONIFEN*

259

1

0,4

1

0,4

242

0

0,0

0

0,0

42576-02-3

BIFENOX*

124495-18-7

CHINOSSIFEN*

155

13

8,4

0

0,0

140

7

5,0

0

0,0

28159-98-0

CIBUTRINA*

48

0

0,0

0

0,0

52315-07-8

CIPERMETRINA*

62-73-7

DICLORVOS*

115-32-2

DICOFOL*

76-44-8 1024-57-3 886-50-0

TERBUTRINA*

X

X

X

26

0

0,0

0

0,0

185

0

0,0

0

0,0

241

5

2,1

2

0,8

494

0

0,0

0

0,0

X

63

0

0,0

0

0,0

EPTACLORO*

X

408

0

0,0

0

0,0

646

0

0,0

0

0,0

EPTACLORO-EPOSSIDO*

X

262

6

2,3

0

0,0

387

1

0,3

0

0,0

319

34

10,7

0

0,0

564

7

1,2

1

0,2

*) sostanze prioritarie individuate dalla Dir. 2013/39/UE. 1) comprende la somma degli isomeri: DDTpp, DDTop, DDDpp, DDEpp 2) comprende la somma degli isomeri:aldrin, diedri, entri, isodrin.

Il raggiungimento di un buono stato chimico delle acque superficiali, per cui le concentrazioni degli inquinanti non dovranno superare gli SQA, è fissato alla fine del 2015 per le sostanze già in elenco. Nelle acque superficiali aclonifen, clorpirifos, diclorvos, diuron e esaclorocicloesano, questa ultima identificata anche come pericolosa prioritaria, superano i rispettivi livelli di concentrazione. Nelle acque sotterranee sono quattro le sostanze le cui concentrazioni sono superiori agli SQA: alaclor, atrazina, clorpirifos e terbutrina.

46


6.3 La contaminazione delle acque sotterranee La presenza di pesticidi nelle acque sotterranee è determinata dalle proprietà fisico-chimiche delle sostanze, dall'assetto geologico/geomorfologico/idrogeologico del territorio, dalle precipitazioni, ma anche dalle modalità del rilascio, che può essere di tipo diffuso o puntiforme, dai processi di degradazione che subiscono le sostanze. Tale presenza, inoltre, è influenzata dagli stessi percorsi delle acque sotterrane e dalle interazioni dei vari acquiferi tra loro, per cui la contaminazione può anche verificarsi in aree molto distanti da quelle in cui le sostanze sono state rilasciate nell’ambiente. Come nei precedenti rapporti, è stata fatta una valutazione separata della contaminazione delle acque sotterranee, distinguendo le varie tipologie di falda, in base alle informazioni disponibili. Sono state considerate separatamente le falde freatiche, quelle confinate o semiconfinate e gli acquiferi carsici. Nel 2014, la valutazione ha riguardando complessivamente 1.924 siti su un totale di 2.463 siti delle acque sotterranee, distirbuiti su 13 regioni / province autonome. Di questi, 652 sono riferiti a falde confinate o semiconfinate (Tab. 6.4). La contaminazione è di poco più diffusa nelle falde freatiche (33,6%, con il 7,8% dei casi sopra i limiti) rispetto alle falde confinate o semiconfinate, dove interessa il 30,8% (nel 4,4% dei casi sopra i limiti). L’informazione sugli acquiferi carsici riguarda 6 regioni / province autonome, con evidenze della contaminazione in 3 regioni, ma senza superamento degli SQA. Nelle falde profonde sono state trovate principalmente, anche oltre i limiti, bentazone, imidacloprid, 2,6-diclorobenzammide, triazine e i principali metaboliti, bromacile, metolaclor, oxadiazon. La figura 6.4 riporta le mappe del monitoraggio di falde freatiche e falde confinate, con i relativi livelli di contaminazione.

Tab. 6.4 – Frequenze di rilevamento in falda su base regionale.

Abruzzo Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia

68

26.,5

108 82

% > SQA

2

0,0

0,0

34,2

8,3

94

11,7

2,1

7

0,0

0,0

82,9

14,6

47

44,7

0,0

3

66,6

0,0

14

0,0

0,0

11

9,1

0,0

Lombardia

260

48,5

16,9

241

34,4

9,1

Piemonte

279

29,0

5,0

54

24,0

1,9

Sardegna

46

13,0

2,2

8

25,0

12,5

Toscana

3

0,0

0,0

170

38,8

1,2

Umbria

150

4,7

2,7

1

0,0

0,0

18

0,0

0,0

Veneto

% presenze

11,8

Liguria

Valle d'Aosta

punti monitoraggio

ACQUIFERI CARSICI

% > SQA

% presenze

punti monitoraggio

FALDE CONFINATE

% > SQA

% presenze

2014

punti monitoraggio

FALDE FREATICHE Acque sotterranee

173

36,4

1,2

31

16,1

3,2

27

3,7

0,0

Provincia di Bolzano

13

0,0

0,0

1

0,0

0,0

1

0,0

0,0

Provincia di Trento

9

0,0

0,0

3

0,0

0,0

1209

33,6

7,8

652

30,8

4,4

63

6,3

0,0

Totale

47


Fig. 6.4 – Contaminazione delle acque sotterranee, 2014. Dall’analisi dei dati è risultato che la contaminazione è di poco più diffusa nelle falde freatiche (33,6%, con il 7,8% dei casi sopra i limiti) rispetto a quella presente nelle falde confinate o semiconfinate, dove interessa il 30,8% (nel 4,4% dei casi sopra i limiti). Nelle acque sotterranee profonde, in particolare, sono state trovate: bentazone, imidacloprid, 2,6diclorobenzammide, triazine e i principali metaboliti, bromacile, metolaclor, oxadiazon.

48


7. PROBLEMATICHE EMERSE

Per alcune sostanze, più di altre, la contaminazione per frequenza, diffusione territoriale e superamento dei limiti di legge, costituisce un vero e proprio problema, in alcuni casi di dimensione nazionale. Tali evidenze indicano la necessità di un’analisi critica delle attuali procedure di autorizzazione delle sostanze, e richiedono che una corretta valutazione del rischio dovrebbe considerare in modo retrospettivo anche i dati di monitoraggio ambientale.

Nel capitolo vengono approfonditi alcuni aspetti riguardanti le sostanze più frequentemente rilevate nelle acque per le quali è stato riscontrato un maggior numero di superamenti dei limiti di contaminazione previsti dalla norma. Per ciascuna sostanza sono descritti la funzione agronomica, la modalità di azione, la pericolosità per gli organismi non bersaglio sulla base della classificazione armonizzata ai sensi del Regolamento CLP e degli studi disponibili. Si dà conto, inoltre, della situazione regolamentare, indicando se la sostanza è ancora in uso o è stata revocata a livello europeo, o se esistono norme nazionali di limitazione dell’uso. Si indica, infine, la frequenza di ritrovamento nelle acque e quella di superamento dei limiti di qualità ambientali. Per alcune di queste sostanze viene presentata la cartografia dei punti di monitoraggio con l’indicazione dei livelli di contaminazione secondo il criterio illustrato al capitolo 6. Glifosate e AMPA Il glifosate è l’erbicida più utilizzato nel mondo, le vendite medie in Italia superano le 1.000 tonnellate/anno. È uno dei contaminanti principali delle acque, come ampiamente confermato da dati internazionali3; il suo uso è aumentato rapidamente anche in seguito allo sviluppo di coltivazioni geneticamente modificate resistenti alla sostanza. Viene utilizzato su colture arboree ed erbacee, ma viene anche impiegato su aree non destinate alle colture agrarie, come quelle industriali, civili, negli argini e nei bordi stradali. A marzo 2015, la International Agency for Research on Cancer (IARC) ha inserito glifosate tra i “probabili cancerogeni per l’uomo”. Questa categoria comprende le sostanze per cui c’è una evidenza limitata di carcinogenicità sull’uomo, ma sufficiente evidenza negli studi sugli animali con modalità di azione simile a quella nell’uomo. Una successiva valutazione condotta dalla European Food Safety Authority (EFSA) ha concluso che è improbabile che la sostanza sia genotossica (cioè danneggi il DNA) o che presenti una minaccia di cancro per l'uomo. Secondo l’EFSA la diversità di parere deriva dal fatto che sono stati adottati approcci diversi alla classificazione delle sostanze chimiche. Per la sostanza, già presente nell’allegato VI del CLP con la seguente classificazione armonizzata: lesioni oculari (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 2), è al momento in corso la valutazione di una proposta di riclassificazione da parte del Risk Assessment Committee dell’ECHA. Il glifosate si lega fortemente al suolo dove subisce una degradazione microbica con produzione del suo principale metabolita AMPA (acido aminometilfosfonico). L’AMPA ha un’attività biologica di potenza paragonabile a quella del composto parentale. Pertanto, nonostante la scomparsa del glifosate, gli effetti tossici su organismi bersaglio si protraggono nel tempo. Molto polare e altamente solubile in acqua; studi di campo riportano una sua maggior persistenza rispetto al parentale, con un tempo di dimezzamento pari a 240-958 giorni in alcuni tipi di suolo. Inoltre, la sostanza risulta fortemente 3

Les pesticides dans les milieux aquatiques: Données 2007 – France, Comissariat général au développement Durable. n°26 Juillet 2010.

49


adsorbita al suolo e ha quindi una bassa capacità percolare. A differenza del composto parentale, l’AMPA non presenta una classificazione armonizzata. Nel 2014 il glifosate è stato trovato nel 39,7% dei 302 punti di monitoraggio delle acque superficiali in cui è stato cercato, in 76 casi (25,2%) è responsabile del superamento degli standard di qualità ambientali. Nelle acque sotterranee, invece, è risultato presente nel 4,3% dei 185 punti controllati, in 2 casi (1,1%) con valori superiori agli SQA. Da segnalare anche la contaminazione dovuta all’AMPA, presente nel 70,9% dei 289 punti di monitoraggio delle acque superficiali, in 151 casi (52,2%) con valori superiori agli SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 4% dei 177 punti di monitoraggio, in 4 casi (2,3%) con valori superiori agli SQA. Neonicotinoidi Sono insetticidi sistemici che agiscono sul sistema nervoso bloccando il passaggio degli impulsi nervosi, con conseguente morte degli insetti. Neonicotinoidi di prima generazione sono acetamiprid, imidacloprid e thiacloprid. Neonicotinoidi di seconda generazione sono clothianidin e thiamethoxam. I neonicotinoidi sono la classe di insetticidi più utilizzata a livello mondiale e largamente impiegata anche in Italia. Uno studio condotto a livello mondiale [Systemic Pesticides, 2015] evidenzia come l’uso di queste sostanze sia uno dei principali responsabili della perdita di biodiversità, con un impatto drammatico sugli insetti impollinatori. L’elevata persistenza, la solubilità in acqua e la mobilità, unite al largo impiego, hanno determinato una contaminazione ambientale su larga scala da neonicotinoidi. Le specie animali più vulnerabili a questi prodotti sono gli invertebrati terrestri, e gli insetti impollinatori, come api e farfalle. In seguito alla moria di api avvenuta negli scorsi anni, tre di questi insetticidi: clothianidin, thiamethoxam and imidacloprid sono stati vietati nella concia delle sementi e nel trattamento al suolo nelle coltivazioni attrattive nei confronti delle api [Reg. EU 485/2013]. Nel 2015 cinque di queste sostanze sono state inserite dalla UE nell'elenco di controllo (Watch List WL) tra le sostanze da sottoporre a monitoraggio in quanto sulla base delle informazioni disponibili, potrebbero presentare un rischio significativo per l'ambiente acquatico o attraverso l'ambiente acquatico. I cinque neonicotinoidi inseriti nella WL sono: Imidacloprid, Thiacloprid, Thiamethoxam, Clothianidin, Acetamiprid. Ad eccezione del Clothianidin, le altre sono state tutte trovate nelle acque nel biennio di indagine, anche con frequenze molto elevate. Imidacloprid È un insetticida approvato in Europa su 72 impieghi con alcune restrizioni relative al periodo di fioritura della coltivazione. È altamente solubile, non volatile e persiste nel terreno, in cui è moderatamente mobile. Appartenente al gruppo cloronicotinici neonicotinoidi è altamente tossico per gli uccelli e le api, moderatamente tossico per i mammiferi e lombrichi. Presenta infine, un basso rischio di bioaccumulare. Come insetticida sistemico agisce sui più importanti fitofagi ad apparato boccale pungente-succhiatore e ad apparato boccale masticatore. Dopo l'applicazione viene traslocato per via xilematica dalle radici, attraverso il fusto, fino a raggiungere le foglie, mantenendo una concentrazione sufficientemente elevata per svolgere la propria azione insetticida. Il meccanismo di azione si basa sul fatto che il principio attivo si lega permanentemente con i ricettori proteici specifici della membrana delle cellule nervose, impedendo così l'ingresso dell'acetilcolina (il trasmettitore naturale di impulsi nervosi). Non essendo degradato dall'enzima acetilcolinesterasi, l'azione del principio attivo distrugge il sistema nervoso degli insetti provocandone la morte. 50


L’imidacloprid ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per via orale (cat. 4), pericolo acuto per l’ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). L’imidacloprid è ritrovato sia nelle acque superficiali sia in quelle sotterranee. Nel 2014, in particolare, nelle acque superficiali, è presente nel 53,5% dei 357 punti di monitoraggio controllati, in 7 casi (2%) con valori superiori agli SQA. Mentre in quelle sotterranee è presente nel 10% dei 796 punti, di cui 20 (2,5%) con valori superiori agli SQA. È stato ritrovato, in particolare, in 6 delle regioni/province monitorate (provincia di Bolzano, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Sicilia e Toscana). Tiametoxam È un insetticida sistemico appartenente alla famiglia dei neonicotinoidi. Dimostra una notevole efficacia contro insetti ad apparato boccale pungente, succhiante e masticatore come trattamento fogliare o al terreno. Sugli insetti agisce per ingestione e per contatto in quanto, essendo potente antagonista dell'acetilcolina, blocca gli impulsi nervosi a livello dei recettori nicotinici. I fitofagi colpiti cessano di alimentarsi quasi subito dopo l'applicazione. Il principio attivo viene rapidamente assorbito dall'apparato fogliare. Se applicato al terreno, viene assorbito dalle radici e trasportato attraverso lo xilema negli organi fotosinteticamente attivi della pianta. Nella foglia rimane disponibile a lungo, ed è in grado di prevenire la comparsa di nuove infestazioni. L’insetticida approvato in Europa, è altamente tossico per le api, moderatamente tossico per i mammiferi, uccelli e lombrichi. Presenta una bassa potenzialità di bioaccumulo. La sostanza, moderatamente persistente sul suolo, ha un’alta probabilità di raggiungere le acque sotterranee. Il tiametoxan ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per via orale (cat. 4), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). I dati 2014 indicano che, nelle acque superficiali, si riscontra una presenza del 30% su 180 punti di monitoraggio (1 caso di superamento degli SQA) e nelle acque sotterranee del 10,7% su 392 punti di monitoraggio (2 casi di superamento degli SQA). Carbendazim È un fungicida sistemico che esplica la sua azione in maniera preventiva e curativa; penetra rapidamente nei tessuti delle piante dove si diffonde dal basso verso gli apici vegetativi attraverso la linfa. La sostanza, non più approvata a livello comunitario dal 30 novembre 2014, è presente nell’allegato VI del CLP con la seguente classificazione armonizzata: mutagenicità sulle cellule germinali (cat. 1B), tossicità per la riproduzione (cat. 1B), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Nel 2014 è stato rinvenuto nel 45,3% dei 150 punti di monitoraggio delle acque superficiali in cui è stato cercato, in 1 caso è responsabile del superamento degli SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 12,3% dei 486 punti controllati, in 3 casi con valori superiori agli SQA.

51


Triazine Atrazina, simazina, terbutilazina, terbutrina e metaboliti Gli erbicidi triazinici: atrazina, simazina, terbutilazina e i metaboliti atrazina-desetil e terbutilazinadesetil, sono tra le sostanze più rinvenute nelle acque superficiali e in quelle sotterranee e sono tra quelle che hanno determinato più di frequente il superamento degli standard di qualità ambientale. Come già segnalato nei precedenti rapporti, la contaminazione è particolarmente rilevante nell’area padano-veneta, dove le sostanze sono state largamente utilizzate, soprattutto nella coltura del mais. Ad eccezione della terbutilazina, tutte le altre sostanze non sono più autorizzate in Europa, per cui il monitoraggio evidenzia il residuo di una contaminazione storica, dovuta all’ampio utilizzo in passato e alla elevata persistenza ambientale. L’atrazina non è più utilizzata dagli anni ’80, ma il monitoraggio evidenzia ancora una contaminazione importante, soprattutto nelle acque sotterranee. Nel 2014, in particolare, è stata rinvenuta nel 4,1% dei 1.065 punti di monitoraggio delle acque superficiali in cui è stata cercata, in nessun caso c’è il superamento degli SQA. Nelle acque sotterranee la sostanza è presente nel 5,6% dei 2.068 punti controllati, in 2 casi con valori superiori agli SQA. La sostanza è presente nell’allegato VI del CLP con la seguente classificazione armonizzata: sensibilizzazione della pelle (cat. 1), tossicità specifica per organi bersaglio per esposizione ripetuta (cat.2), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Il suo metabolita atrazina-desetil è stato rinvenuto nelle acque superficiali nel 5,1% dei 959 punti di monitoraggio senza superamento degli SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 9,9% dei 2.050 punti di monitoraggio, in 8 casi con valori superiori agli SQA. L’atrazina-desetil non presenta una classificazione armonizzata ai sensi del regolamento 1272/2008. La terbutilazina è tuttora uno degli erbicidi più utilizzati in Italia (mais, sorgo). È un erbicida selettivo ad azione sistemica che viene assorbito per via radicale. Essendo poco solubile resta localizzato negli strati superficiali. Persiste nel terreno per 4-12 mesi. Nel 2014 la terbutilazina e il suo metabolita terbutilazina-desetil sono i principali contaminanti delle acque superficiali e sotterranee, anche con concentrazioni superiori a 0,1 µg/L. La contaminazione è presente in gran parte del territorio nazionale, ma nelle regioni dell’area padano-veneta la sua diffusione supera largamente la media nazionale, interessando la maggioranza delle stazioni di monitoraggio delle acque superficiali e gran parte di quelle sotterranee. La terbutilazina è stata recentemente classificata dal RAC: tossicità specifica per organi bersaglio per esposizione ripetuta (cat.2), tossicità acuta per via orale (cat. 4), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). La sostanza è stata riscontrata nelle acque superficiali nel 39,1% dei 1.016 punti di monitoraggio, e nelle acque sotterranee nel 5,9% su 2.063 punti di monitoraggio. Il suo metabolita è stato riscontrato nel 31,4% in 962 punti di monitoraggio delle acque superficiali. Nelle acque sotterranee, la terbutilazina-desetil è stata rinvenuta nel 12,7% dei 2.030 punti di monitoraggio. Nelle acque superficiali la terbutilazina e il suo metabolita in 6 casi hanno superato gli SQA, mentre nelle acque sotterranee hanno superato gli SQA rispettivamente in 8 casi e in 11 casi. La simazina è un erbicida selettivo sistemico che viene assorbito principalmente per via radicale e secondariamente per via fogliare. La sostanza è classificata come: cancerogena (cat. 2), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Essa è stata revocata dal 2005. Nel 2014 è presente 52


nel 4,4% dei 1.069 punti di monitoraggio delle acque superficiali in cui è stata cercata, in nessun caso sopra agli SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 2,2 % dei 2.068 punti controllati, in 3 casi (0,63%) con valori superiori allo SQA. La terbutrina è un erbicida selettivo ad azione sistemica che viene assorbito per via fogliare e radicale. La sostanza ha una potenzialità moderata di raggiungere le acque sotterranee. Persiste nel terreno per circa 3-4 mesi. Revocata dal 2002, la sostanza non presenta una classificazione armonizzata. Per questa sostanza vi sono diverse notifiche nell'inventario delle classificazioni e delle etichettature che evidenziano un pericolo intrinseco per la salute umana e per l’ambiente. Nel 2014 è presente nel 10,7% dei 319 punti di monitoraggio delle acque superficiali controllati, in nessun caso sopra gli standard di qualità ambientali. Nelle acque sotterranee è presente nel 1,2 % dei 564 punti controllati, in 1 caso (0,18%) con valori superiori allo standard di qualità. Metolaclor e Metolaclor ESA Il metolaclor è un diserbante selettivo per mais, soia, barbabietola da zucchero, girasole e tabacco. La sostanza è stata revocata nel 2003 ed è stata sostituita dall'S-metolaclor, in cui è maggiore la presenza dell’isomero S (biologicamente attivo). I laboratori analitici, tuttavia, non differenziano le due forme, in quanto gli stereoisomeri non sono distinguibili mediante le tecniche analitiche disponibili, le concentrazioni misurate, pertanto, possono essere riferite a tutte e due le sostanze. L’erbicida non ha una classificazione armonizzata. Le notifiche nell'inventario dell’ECHA evidenziano un pericolo intrinseco della sostanza per la salute umana e per l’ambiente. La sostanza è largamente presente in tutta l’area padana, ma anche in regioni del centro-sud. Nelle acque superficiali è presente nel 38,3% dei 849 punti campionati, in 51 casi (6,0%) a livelli superiori allo SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 4,3% dei 1.892 pozzi controllati, in 14 punti la concentrazione è superiore al limite ambientale di riferimento. Metolaclor etano solfonico (ESA) e l'acido oxanilic metolaclor (OA) sono i due prodotti di degradazione più comuni di metolaclor. In dati 2014 evidenziano che nelle acque superficiali per il Metolaclor-ESA si riscontra una presenza in 9 punti di monitoraggio (55,6% del totale); nelle acque sotterranee è la sostanza che più contribuisce ai casi di non conformità con una presenza 152 punti di monitoraggio (30,3% del totale), in 4 casi supera gli SQA. Fludioxonil È un fungicida non sistemico appartenente alla famiglia dei fenilpirroli, particolarmente indicato per la concia di sementi e bulbi. La sostanza è autorizzata su 36 impieghi. Il fludioxonil non ha ancora una classificazione armonizzata. Le diverse notifiche nell'inventario delle classificazioni e delle etichettature evidenziano un pericolo intrinseco della sostanza per l’ambiente. In base ai dati relativi al monitoraggio 2014, nelle acque superficiali si riscontra una presenza del 22,4% su 116 punti di monitoraggio e nelle acque sotterranee si riscontra una presenza del 17,4% su 293 punti di monitoraggio. Sia nelle acque sotterranee che nelle acque superficiali non vi è superamento degli SQA.

53


Triazoli Tebuconazolo, tetraconazolo, triadimenol e ciproconazolo Il tebuconazolo è un fungicida efficace contro varie malattie fogliari nei cereali e altre colture di campo. La sua azione tossica si esercita a livello della biosintesi degli steroli e altera la funzionalità della cellula fungina. Agisce in modo preventivo, curativo ed eradicante. La sostanza viene traslocata all’interno della pianta e si diffonde per via xilematica. Oltre ai patogeni tradizionalmente controllati dai triazoli, questo principio attivo è efficace anche contro parassiti di difficile controllo (monilia, botrite, maculatura o alternariosi del pero, etc.). La sostanza è autorizzata su 46 impieghi. Il tebuconazolo ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per via orale (cat. 4), tossicità per la riproduzione sospettato di nuocere al feto (cat. 2), pericolo acuto per l’ambiente acquatico (cat. 1), e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Il tebuconazolo è stato trovato essenzialmente nelle acque superficiali, con una percentuale del 28,6% su 318 punti di campionamento, non si registra alcun superamento degli SQA. La presenza nelle acque superficiali è in crescita rispetto agli anni precedenti. Il tetraconazolo è un fungicida anticrittogamico, utilizzato per controllare una serie di infezioni fungine su barbabietola da zucchero e altre colture. Il principio attivo ha una elevata efficacia e un ampio spettro d'azione, è autorizzato su 31 impieghi, compresi i trattamenti preventivi, curativi e bloccanti. Ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per via orale (cat. 4), tossicità acuta per inalazione (cat. 4) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Il tetraconazolo è ritrovato essenzialmente nelle acque sotterranee, con una percentuale di ritrovamento del 9,2% calcolata su 382 punti, non si registra alcun superamento degli SQA. Il triadimenol è un fungicida sistemico attivo contro le infezioni provenienti dal seme o dal terreno e diffuse dal vento. Trattandosi di un principio attivo ad azione sistemica e ad ampio spettro d'azione è in grado di controllare anche le malattie del seme e delle piantine durante le prime fasi di sviluppo. La sostanza è autorizzata su 13 impieghi. Per questo fungicida è in corso di valutazione una proposta di classificazione armonizzata come: tossicità acuta per via orale (cat. 4), tossicità per la riproduzione sospettato di nuocere alla fertilità (cat. 2), pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 2). Nel 2014, è stato ritrovato nel 9,8% dei 173 punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 11,5% dei 392 pozzi monitorati, in 12 casi sopra lo SQA. Il ciproconazolo è un fungicida anticrittogamico ad ampio spettro per i cereali e altre colture, usato per controllare septoria, ruggine, oidio e altre malattie. È comunemente approvato per l'uso su 21 impieghi. È un fungicida sistemico che può essere impiegato sia preventivamente che a scopo curativo; infatti agisce all'interno della pianta inibendo la formazione degli austori del fungo. L'assorbimento del prodotto da parte degli organi verdi è molto rapido. È moderatamente solubile in acqua e facilmente solubile in molti solventi organici. Non è volatile. Sulla base delle sue proprietà fisico-chimiche, ha un alto capacità di lisciviazione nelle acque sotterranee. Può essere persistente in entrambi i sistemi suolo e acque. Inoltre, è moderatamente tossico per i mammiferi. È altamente tossico per gli uccelli. Il ciproconazolo è classificato come: tossicità acuta per via orale (cat. 4), tossicità per la riproduzione sospettato di nuocere al feto (cat. 2), pericolo acuto per l’ambiente acquatico (cat. 1), e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1); è in corso di valutazione per la revisione delle classi di

54


pericolo: cancerogena (cat. 2), tossicità per la riproduzione può nuocere al feto (cat. 1B), tossicità specifica per organi bersaglio per esposizione ripetuta (cat.2). Il ciproconazolo è ritrovato essenzialmente nelle acque sotterranee, con una percentuale di del 12.3% calcolata su 342 punti, di cui 3 (0,5%) con valori superiori agli SQA. Dimetomorf È fungicida anticrittogamico, derivato dell'acido cinnamico a sistemicità locale. La sua attività è particolarmente elevata all'inizio dell'infezione, durante ed alla fine del periodo di incubazione, quando avviene la sporulazione. Viene assorbito rapidamente per via fogliare, dove si sposta translaminarmente dalla pagina superiore a quella inferiore e dal centro verso i margini fogliari. Dal momento che la sua diffusione prosegue anche nei giorni successivi al trattamento, la sua protezione segue la crescita della foglia. La sostanza è autorizzata su 60 impieghi. Il dimetomorf ha la seguente classificazione armonizzata: pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 2). I dati 2014 evidenziano, una presenza del 33,6% su 443 punti di monitoraggio nelle acque superficiali, in 6 casi sopra agli SQA. Nelle acque sotterranee si riscontra una presenza del 5,7% su 818 punti di monitoraggio, in 2 casi (0,24%) sopra gli SQA. Boscalid È un fungicida anticrittogamico del gruppo carbossamide, attivo contro una vasta gamma di patogeni ed è autorizzato su 60 impieghi. Inibisce la germinazione delle spore, l'allungamento del tubulo germinativo, la crescita del micelio e la sporulazione. Nella pianta viene assorbito dalle foglie e viene trasportato per via translaminare attraverso i tessuti fino a raggiungere la lamina opposta. Durante questo processo una parte della sostanza attiva penetra in profondità nel tessuto e raggiunge la circolazione linfatica fino a raggiungere l'apice ed i margini fogliari. Le quantità di sostanza traslocate sono sufficienti a garantire la protezione antifungina anche in zone delle foglie non trattate direttamente. Il boscalid non ha ancora una classificazione armonizzata. Le diverse notifiche nell'inventario delle classificazioni e delle etichettature evidenziano un pericolo per l’ambiente. La presenza del boscalid è riscontrata sia nelle acque superficiali sia in quelle sotterranee. Nelle acque superficiali è stato trovato nel 29,4% di 473 punti di monitoraggio, in 4 casi (0,8%) con valori superiori agli SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 5,7% di 689 punti, in 1caso sopra agli SQA. Il rilevamento nelle acque superficiali è significativamente in crescita rispetto agli anni passati. Fluopicolide È un fungicida anticrittogamico del gruppo benzammide autorizzato su 11 impieghi, principalmente per il controllo di una serie di malattie da oomiceti tra cui plasmopara viticola e ruggine. Il meccanismo d'azione tutt'oggi non è pienamente conosciuto. Possiede attività translaminare e si ridistribuisce rapidamente nei tessuti per via xilematica; se viene applicato in vegetazione, o come trattamento al seme o sul terreno, viene traslocato all'interno della pianta, si diffonde tramite lo xilema ed esplica la sua attività fungicida. Ha un'elevata persistenza d'azione e, oltre al profilo biologico preventivo, associa proprietà antisporulanti e un’attività curativa. Il fluopicolide non ha ancora una classificazione armonizzata. Le notifiche nell'inventario delle classificazioni e delle etichettature evidenziano un pericolo per l’ambiente.

55


Il fluopicolide è ritrovato essenzialmente nelle acque superficiali. Nel 2014, in particolare, è presente nel 35% di 181 punti di monitoraggio delle acque superficiali, senza alcun superamento degli SQA. I dati di ritrovamento risultano per tre delle regioni/province monitorate (provincia di Bolzano, provincia di Trento e Toscana). Fenilammidi Metalaxil, metalaxil-M, oxadixil Il metalaxil è un fungicida utilizzato per controllare le malattie causate da oomiceti presenti in aria e nel terreno in diverse colture. Ha un’azionesistemica, assorbito dalle radici e traslocato per via linfatica molto rapidamente. Agisce non solo contro le infezioni dell'apparato radicale ma delle parti aeree. La sostanza è autorizzata su 24 impieghi. Il metalaxil ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per via orale (cat. 4), sensibilizzazione cutanea (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 3). Il metalaxil è ritrovato essenzialmente nelle acque superficiali, con una percentuale di ritrovamento del 27,8% calcolata su 587 punti di ritrovamento, in 2 casi (0,3%) con valori superiori agli SQA. Il metalaxil-M è un fungicida utilizzato per controllare le malattie causate da agenti patogeni trasportati dall’aria e dal suolo. Il principio attivo penetra nelle radici delle piante trattate e viene trasportato e distribuito con la linfa nelle diverse parti della pianta. Dall'interno dei tessuti agisce inibendo la crescita e la riproduzione del micelio. È anche utilizzato per la concia delle sementi di varie colture. La sostanza è autorizzata su 92 impieghi. È classificato per la tossicità acuta per via orale (cat. 4), lesioni oculari (cat. 1). Il metalaxil-M è ritrovato nel 36,5% dei 200 punti di monitoraggio delle acque superficiali , ma non si registra alcun superamento degli SQA. Nel 2014 è stato trovato solo in Toscana. La frequenza è significativamente in crescita rispetto all’anno precedente. Oxadixil è un fungicida sistemico non più autorizzato in Europa dal 2002. Il suo utilizzo era mirato alla lotta degli oomiceti, manifestando una lunga persistenza nella pianta ed una elevata azione preventiva curativa ed eradicante. Non ha una classificazione armonizzata. Per questa sostanza vi sono diverse notifiche nell'inventario delle classificazioni e delle etichettature che evidenziano un pericolo per la salute umana e per l’ambiente. Nel 2014 è presente nel 7,9% di 242 punti di monitoraggio delle acque superficialie nelle acque sotterranee nel 10,5% di 457 punti di monitoraggio, in 12 casi (2,62%) vi è il superamento degli SQA. Arilossifenossiproprionati Fluazifop–butil, Fluazifop -P-butyl, Fluazifop Il fluazifop-P-butil è un erbicida di post-emergenza approvato in Europa e utilizzato per controllare l’erba infestante soprattutto nelle colture a foglia larga. HA UN’azione sistemica e viene velocemente assorbito per via fogliare e poi traslocato lungo i rizomi e lo stelo delle infestanti dove si accumula negli internodi. Nel terreno il suo contenuto si dimezza in circa una settimana. La sostanza è autorizzata su 56 impieghi.

56


Ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità per la riproduzione sospettato di nuocere al feto (cat. 2), pericolo acuto per l’ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Il fluazifop–butil è un erbicida ormai obsoleto utilizzato una volta per il controllo in pre-emergenza di una vasta gamma delle graminacee. La sostanza non è più autorizzata su nessun impiego. Come il fluazifop-P-butil, è un diserbante ad azione sistemica con la stessa modalità di azione. Ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità per la riproduzione può nuocere al feto (cat. 1B), pericolo acuto per l’ambiente acquatico (cat. 1), e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). La sostanza fluazifop è il principale metabolita delle sostanze attive: fluazifop-butil e fluazifop-pbutil. Il fluazifop è ritrovato essenzialmente nelle acque sotterranee, con una percentuale del 22,4% su 165 punti di campionamento. Il fluazifop-P-butil è presente nel 4,8% di 145 punti; il fluazifop–butil nello 0,7% di 269 punti di monitoraggio. In nessun caso si registra un superamento degli SQA. Clorantraniliprole È un insetticida, del gruppo diammide antronilico (famiglia delle antranilammidi). Il clorantraniliprole viene utilizzato per controllare un ampio spettro di parassiti su una serie di colture comprese le patate e il cotone. La sostanza è autorizzata su 79 impieghi. Esercita la sua attività biologica su diversi fitofagi (lepidotteri, coleotteri, ditteri, isotteri). La sua azione insetticida avviene a carico dei canali del calcio presenti sulle fibre muscolari provocando l'arresto immediato delle contrazioni motorie. Il prodotto agisce principalmente per ingestione e secondariamente per contatto. Il clorantraniliprole non ha ancora una classificazione armonizzata. Le notifiche nell'inventario delle classificazioni e delle etichettature evidenziano un pericolo per la salute umana e per l’ambiente. È ritrovato essenzialmente nelle acque superficiali, con una percentuale del 28,1% su 160 punti di campionamento, ma non si registra alcun superamento degli SQA. Si registra un significativo aumento della percentuale di presenza nelle acque superficiali nel biennio 2013/2014, rispetto al biennio precedente. I dati di ritrovamento risultano solo per due delle regioni (Basilicata acque superficiali e Emilia Romagna acque sotterranee). Anilinopyrimidine Pirimetanil, Ciprodinil Il pirimetanil è un fungicida anticrittogamico utilizzato per controllare i patogeni fungini su frutta, verdura e piante ornamentali. Agisce per contatto con proprietà translaminari ed esplica la sua attività biologica inibendo nei funghi patogeni sensibili la secrezione degli enzimi necessari al processo di infezione. La sostanza è autorizzata su 20 impieghi. Il pirimetanil ha la seguente classificazione armonizzata: pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 2). Il pirimetanil è stato ritrovato essenzialmente nelle acque sotterranee, con una percentuale di ritrovamento del 6,8% calcolata su 628 punti di monitoraggio; in 3 casi (0,5%) si riscontrano superamenti degli SQA. Il ciprodinil è un fungicida anticrittogamico, ad ampio spettro, utilizzato per controllare una vasta gamma di patogeni principalmente sulla frutta. È approvato in Europa su 25 impieghi. Ha una bassa solubilità evolatilità. È moderatamente persistente a seconda dalle condizioni locali; tende infatti a degradare rapidamente alla luce del giorno. È moderatamente tossico per i mammiferi e potrebbe 57


bioaccumulare. Nonostante sia riconosciuta come sostanza irritante, non sono stati individuati gravi pericoli per la salute umana. È moderatamente tossico per gli uccelli, la maggior parte degli organismi acquatici e lombrichi. Specifico per il controllo della ticchiolatura e moniliosi, il ciprodinil è un fungicida parzialmente sistemico che agisce interferendo sulla biosintesi degli aminoacidi inibendo la penetrazione del fungo e la crescita sia sulla superficie, sia all'interno della foglia. Il ciprodinil ha la seguente classificazione armonizzata: sensibilizzazione cutanea (cat. 1), pericolo acuto per l’ambiente acquatico (cat. 1), pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Nonostante le valutazioni gli attribuiscano bassa capacità di percolazione , il ciprodinil è stato ritrovato nelle acque sotterranee nel monitoraggio 2013, con una percentuale di presenza di 7,5% su 613 punti. È presente anche nelle acque superficiali. Azossistrobina Fungicida ad ampio spettro di azione appartenente alla famiglia degli analoghi delle strobilurine. La sostanza approvata in Europa è moderatamente tossica per gli uccelli, le api e i lombrichi, inoltre può bioaccumulare. La sostanza ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per inalazione (cat. 3), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Nel 2014 è stata riscontrata una diffusa contaminazione, è stato ritrovato, infatti,nelle acque superficiali nel 25,7% dei 460 punti di monitoraggio e in 4 casi (0,87%) sopra agli SQA. Nelle acque sotterranee è stato ritrovato nel 6,8% dei 694 pozzi monitorati, in 5 casi sopra lo SQA (0,72%). Metomil È un insetticida, acaricida, del gruppo carbammato. La sostanza è autorizzata su 13 impieghi per controllare una vasta gamma di insetti fogliari e terricoli. È un insetticida che agisce per contatto e per via sistemica contro lo stadio larvale e adulto di diversi fitoparassiti. Come aficida si dimostra particolarmente attivo contro i ceppi resistenti ad altri principi attivi. In base al regolamento CLP il metomil ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per via orale (cat. 2), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1), pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). Il metomil è ritrovato essenzialmente nelle acque sotterranee, con una percentuale del 10,3% calcolata su 252 punti di nella campagna di monitoraggio 2014. Bentazone Il bentazone è un erbicida di post-emergenza autorizzato su 9 impieghi, tra cui riso, frumento, mais, pisello e soia. La sostanza è stata sottoposta a limitazioni di impiego dal 19874, in seguito alla presenza nelle acque di falda destinate al consumo umano. In Piemonte sono state messe in atto misure cautelative5 quali il divieto di utilizzo in diverse aree regionali e nella coltura del riso in sommersione, tale limitazione è stata accordata con il DM 27 marzo 2007. La sostanza è presente nelle acque superficiali nel 18,7% dei 791 punti di monitoraggio, in 2 casi vi è il superamento degli SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 4,9% di 1.685 pozzi controllati, in 27 casi (2,6%) con valori superiori allo standard di qualità. In termini di ritrovamenti, è tra i principali responsabili di non conformità rispetto agli SQA delle acque sotterranee.

4 Ordinanza Ministeriale 30 Maggio 1987 n. 217. 5 Delibera del Consiglio Regionale n. 287-20269 del 17 giugno 2003.

58


La sostanza ha la seguente classificazione armonizzata: tossicità acuta per via orale (cat. 4), sensibilizzazione cutanea (cat. 1), irritazione oculare (cat. 2) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 3). Cloridazon È un diserbante, del gruppo piridazinone. Utilizzato per il controllo delle erbe infestanti in barbabietola e altre colture. Agisce principalmente per via radicale e secondariamente per via fogliare sui semi in germinazione e sulle plantule appena emerse. La sostanza è autorizzata su 10 impieghi. Gli studi effettuati indicano una persistenza nel terreno da poche settimane sino a 3 mesi, in base alla natura del suolo e all'entità delle precipitazioni. La sostanza ha la seguente classificazione armonizzata: sensibilizzazione cutanea (cat. 1), pericolo acuto per l'ambiente acquatico (cat. 1) e pericolo cronico per l’ambiente acquatico (cat. 1). È presente nelle acque superficiali nel 16,6% dei 506 punti di monitoraggio, in 3 casi (0,59%) vi è superamento degli SQA. Nelle acque sotterranee è presente nel 1,6% di 949 pozzi controllati, in nessun caso vi è il superamento degli SQA.

59


60


61


62


63


64


8. MISCELE DI SOSTANZE

I dati evidenziano, ancora più che in passato, la presenza di miscele di sostanze nelle acque. È aumentato, infatti, il numero medio di sostanze nei campioni, e sono state trovate fino a un massimo di 48 sostanze diverse contemporaneamente. Dagli studi prodotti finora emerge che la tossicità di una miscela è sempre più alta di quella del componente più tossico. La valutazione del rischio deve, pertanto, tenere conto che l’uomo e gli altri organismi possono essere soggetti all’esposizione simultanea a diverse sostanze chimiche, e che lo schema di valutazione usato nell’autorizzazione dei pesticidi non è sufficientemente cautelativo riguardo ai rischi della poliesposizione.

Il monitoraggio rivela uno stato di contaminazione diffuso che interessa il 63,9% dei 1.284 punti controllati per le acque superficiali e 31,7% dei 2.463 punti delle acque sotterranee. Un’altra informazione essenziale che ci fornisce per esprimere un giudizio sullo stato della qualità delle acque è la presenza di sostanze diverse nei campioni, e quindi il fatto che gli organismi acquatici sono sottoposti ad esposizione multipla. Dal punto di vista (eco)tossicologico non è più possibile prescindere dallo studio degli effetti dovuti ad una poliesposizione. Le mappe riportate in figura 8.1 rivelano come la contaminazione delle acque sia principalmente dovuta alla presenza contemporanea di più pesticidi. Nel 45,3% dei punti delle acque superficiali monitorati, infatti, ci sono almeno due sostanze, e nel 7,8% dei punti ci sono più di 10 sostanze. Nel 17,6% dei punti delle acque superficiali ci sono almeno 2 sostanze, e nel 2% più di 10. Il fenomeno è probabilmente sottostimato, come già evidenziato il numero di sostanze cercate, infatti, è generalmente non abbastanza rappresentativo di tutte quelle usate nel territorio. I dati della Sicilia, che è la regione in cui si cerca il maggior numero di sostanze rispetto alla media nazionale, non a caso rivelano che lì si concentrano le stazioni in cui sono rilevate presenti più sostanze contemporaneamente. Analizzando la frequenza di miscele nei campioni (Fig. 8.2), si osserva che nel 2014, nelle acque superficiali, a fronte di una contaminazione del 34% dei campioni, è stata riscontrata la presenza di almeno due sostanze nel 22,7% dei campioni, con un massimo di 44 sostanze in un singolo campione e una media di 4,1 sostanze. Nelle acque sotterranee la contaminazione è presente nel 25,5% dei campioni e nel 15% sono presenti almeno due sostanze, con un massimo di 48 sostanze in un solo campione, in media si hanno 4,1 sostanze. Il maggior numero di sostanze rilevate in un singolo campione, ma anche quello dei valori medi, sono in linea con il maggiore sforzo di monitoraggio messo in atto e con la sua maggiore efficacia rispetto al passato.

65


66 Fig. 8.1 â&#x20AC;&#x201C; Livelli di contaminazione delle acque per numero di residui nei campioni.


Frequenza di miscele 2014 % di campioni

40

acque superficiali acque sotterranee

30 20 10 0 0

5

10

15

20

25

30

35

40

45

50

N. di sostanze nel campione

Nelle acque superficiali sono presenti almeno due sostanze nel 22,7% dei campioni e nelle acque sotterranee nel 15% dei campioni. Il numero massimo di sostanze trovate in un campione è pari a 44 nelle acque superficiali e 48 in quelle sotterranee.

Fig. 8.2 – Miscele nei campioni.

Le sostanze più frequenti nelle miscele (Fig. 8.3) sono gli erbicidi, con una presenza significativa, in particolare nelle acque sotterranee, di fungicidi e insetticidi. Questa tendenza è stata riscontrata in entrambi gli anni di monitoraggio, sia nelle acque superficiali sia in quelle sotterranee. I componenti rilevati con maggior frequenza nelle miscele, così come in passato, sono gli erbicidi triazinici e alcuni loro metaboliti (terbutilazina, terbutilazina-desetil, atrazina, atrazina-desetil) e il metolaclor. Si segnala inoltre nei corpi idrici superficiali la presenza degli erbicidi oxadiazon, glifosate e AMPA. Nelle acque sotterranee è rilevante la presenza di vari fungicidi tra cui metalaxil, oxadixil e pirimetanil. L’insetticida imidacloprid è riscontrato sia nelle acque superficiali sia sotterranee.

Acque superficiali 2014 CLORANTRANILIPROLO METOSSIFENOZIDE GLIFOSATE 2,4-D TEBUCONAZOLO CARBENDAZIM CLORIDAZON AMPA MCPA DIURON AZOSSISTROBINA DIMETOMORF OXADIAZON BENTAZONE BOSCALID METALAXIL IMIDACLOPRID TERBUTILAZINA-DESETIL METOLACLOR TERBUTILAZINA

 Erbicidi  Fungicidi  Insetticidi

0

10 20 30 40 50 % presenze nelle miscele

Acque sotterranee 2014 DICLORAN TETRACONAZOLO MCPA DIMETOMORF FLUDIOXONIL METOLACLOR TIAMETOXAM METOLACLOR-ESA TRIADIMENOL CARBENDAZIM CIPROCONAZOLO PIRIMETANIL AZOSSISTROBINA OXADIXIL METALAXIL ATRAZINA IMIDACLOPRID TERBUTILAZINA ATRAZINA-DESETIL TERBUTILAZINA-DESETIL

 Erbicidi  Fungicidi  Insetticidi

0

10 20 30 40 % presenze nelle miscele

50

Fig. 8.3 – Principali componenti delle miscele.

67


I dati di monitoraggio riportati evidenziano dunque la presenza di più sostanze nei campioni. Come conseguenza, non solo gli organismi acquatici, ma anche gli altri organismi, compreso l’uomo, per esempio attraverso la catena alimentare, sono esposti a miscele di pesticidi. Esistono lacune conoscitive riguardo agli effetti di miscele chimiche e, conseguentemente, risulta difficile realizzare una corretta valutazione tossicologica in caso di esposizione contemporanea a diverse sostanze [Backhaus, 2010]. La determinazione sperimentale della tossicità delle miscele è poco praticabile, in quanto non si conosce la reale composizione delle miscele presenti nell’ambiente, formate da una moltitudine di possibili combinazioni chimiche, sia volontarie che casuali. I componenti della miscela, d’altra parte, hanno un diverso destino nei comparti ambientali, nei tessuti e negli organi che rende difficile determinare sperimentalmente gli effetti cronici. La valutazione degli effetti delle miscele si basa pertanto essenzialmente su stime indirette della tossicità a partire dai dati tossicologici delle singole sostanze [USGS, 2006]. Generalmente, miscele di pesticidi appartenenti alla stessa classe chimica e che presentano modalità di azione biologica molto simile mostrano con maggiore probabilità un effetto tossicologico di tipo additivo, (CA, dose-addition) dove la tossicità complessiva è il risultato della somma delle concentrazioni dei singoli componenti normalizzate per le rispettive dosi di effetto (EC50, concentrazione a cui il 50% degli organismi testati mostrano effetti sub-letali; in altri casi si utilizza il valore NOEC, la concentrazione massima a cui non viene rilevato nessun effetto). Si parla di azione indipendente (IA, independent action), invece, quando le modalità d’azione sono differenti e una sostanza non influenza la tossicità dell’altra. Si ha interazione, infine, quando l’effetto combinato di due o più sostanze è più forte (sinergia) o più debole (antagonismo) di quello additivo. Dal punto di vista della valutazione del rischio, la modalità più diffusa sinora è stata quella di testare sostanze della stessa famiglia insieme. Attraverso questa metodologia si è visto che, in numerosi studi, l’effetto tossicologico osservato è di tipo additivo, mentre la sinergia è poco frequente, confermando l’efficacia e il valore precauzionale del modello dose-addition. Inoltre, il modello dose-addition sembra risultare efficace anche in situazioni in cui vengono testate miscele di sostanze chimiche molto diverse tra loro e talvolta persino con meccanismi di azione differenti [ANSES, 2013]. La raccomandazione della Commissione è dunque quella di adottare il modello di additività di dose/concentrazione in modo cautelativo, anche quando si ignorano le modalità d’azione dei componenti della miscela [COM(2012) 252]. Tale parere riflette le conclusioni sulla tossicità delle miscele di tre comitati scientifici della Commissione Europea [SCHER, SCCS, SCENIHR, 2012]. Ad oggi, comunque, la normativa europea non prevede una valutazione completa e integrata degli effetti cumulativi dei vari componenti di una miscela in relazione anche alle diverse vie di esposizione. La valutazione del rischio si basa essenzialmente sulle singole sostanze e le singole fonti, solo per pochi casi di miscele a composizione nota esiste una valutazione disciplinata dalla normativa. Tenendo conto che in molti casi si è osservato che la presenza di alcune sostanze chimiche determina fino al 90% dell’effetto tossico cumulativo, una volta identificate, la valutazione delle miscele potrebbe basarsi su tali sostanze, che costituirebbero una lista di priorità [ANSES, 2013]. Permangono tuttavia preoccupazioni in relazione alla molteplicità delle miscele di composizione non nota riscontrabili nell’ambiente. Sono escluse, inoltre, dalla vigente valutazione del rischio, quelle miscele di sostanze chimiche la cui singola concentrazione è al di sotto del livello di non effetto, ma la cui azione congiunta potrebbe dar luogo ad una tossicità complessiva rilevante. Tale circostanza è stata dimostrata particolarmente valida per le sostanze con proprietà di interferenza endocrina [Kortenkamp, 2014]. Un approccio pragmatico per contenere il rischio miscele è stato proposto dal Nordic Council of Ministers6 [Tørsløv, 2011] ed è quello di utilizzare solo una frazione della dose/concentrazione accettabile, introducendo dei fattori di sicurezza aggiuntivi. 6

The Nordic Council of Ministers is the official inter-governmental body for co-operation in the Nordic Region. http://www.norden.org/en/nordic-council-of-ministers

68


“In order to deal with substances that are regulated under different regulatory regimes (e.g. cosmetics, industrial chemicals, pesticides etc.), it is as a starting point proposed to allow only a part (e.g. 10 %) of the “safe dose” within each area of regulation. This would be an easy and cost-effective way to decrease the risk of effects due to cumulative exposure of simultaneous exposure to chemicals with similar effects from different routes, e.g. food, water, and the environment.” Per aumentare il livello di conoscenza, può essere utile effettuare una valutazione retrospettiva del rischio da poliesposizione, partendo dai dati di monitoraggio esistenti.

69


70


9. EVOLUZIONE DELLA CONTAMINAZIONE

Il monitoraggio continua a segnalare una presenza diffusa di pesticidi nelle acque, con un notevole aumento delle sostanze rinvenute e delle aree interessate. Le ragioni sono diverse. In primo luogo c’è il fatto che in vaste zone del paese, solo con ritardo, emerge una contaminazione prima non rilevata da un monitoraggio non adeguato. La causa più preoccupante, però, è la persistenza di certe sostanze, che insieme alle dinamiche idrologiche molto lente (specialmente nelle acque sotterranee) rende i fenomeni di contaminazione ambientale difficilmente reversibili.

La normativa comunitaria e nazionale in tema di acque assegna particolare rilevanza allo studio dell’evoluzione della contaminazione, in modo da poter prevedere e intervenire per limitarne gli effetti e invertire eventuali tendenze negative. Le dinamiche idrologiche, infatti, quella delle acque sotterranee in particolare, sono lente e solo una programmazione di lungo periodo e interventi di mitigazione tempestivi possono garantire il buono stato di tali risorse. La direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi, da parte sua, prevede l’uso di indicatori per misurare l’efficacia delle azioni programmate. In questo senso, il Piano d’azione nazionale (PAN) definisce una serie di indicatori tra cui alcuni specifici per la tutela dell’ambiente acquatico. Questi ultimi sono espressi in termini di frequenza e concentrazione di pesticidi nelle acque, riferiti all’insieme delle sostanze e a gruppi di sostanze con particolari caratteristiche di pericolosità. Per l’alimentazione degli indicatori, il PAN fa riferimento ai dati di monitoraggio delle acque superficiali e profonde forniti dalle Regioni e assegna all’ISPRA il compito di mettere a punto gli stessi e di valutare la tendenza della contaminazione. Lo studio dell’evoluzione della contaminazione da pesticidi incontra diverse difficoltà tecniche e metodologiche a causa della variabilità spaziale e temporale del numero di punti di misura, delle frequenze e dei periodi di campionamento, delle sostanze controllate, dei limiti di quantificazione. È evidente che sia l’analisi della frequenza di rilevamento, sia la concentrazione totale sono influenzate dalla dimensione del monitoraggio, da intendere come il numero di campioni analizzati e quello delle sostanze cercate annualmente nelle acque. Per dare un’indicazione per quanto possibile corretta e destagionalizzata della tendenza, pertanto, è necessario combinare le diverse informazioni descritte. È importante evidenziare che non c’è ancora un quadro nazionale completo della presenza di residui di pesticidi nelle acque per una serie di cause già evidenziate: copertura incompleta del territorio, disomogeneità del monitoraggio, assenza dai protocolli regionali delle sostanze immesse sul mercato negli anni più recenti. Si può affermare con ragionevole confidenza che siamo ancora in una fase transitoria in cui l’entità e la diffusione dell’inquinamento non sono sufficientemente noti, tenendo conto, ovviamente, che il fenomeno è sempre in evoluzione per l’immissione sul mercato di nuove sostanze. Nel rapporto è stata fatta una prima applicazione degli indicatori PAN per la tutela dell’ambiente acquatico, in particolare del numero 6 “Frequenza e concentrazione di sostanze attive nelle acque a livello nazionale” e del numero 7 “Frequenza e concentrazione di specifiche sostanze attive nelle acque”. L’indicatore 6 è inserito nel Piano Statistico Nazionale (APA-00041 Qualità delle Acque Inquinamento dei Pesticidi) e si basa sui dati raccolti a partire dal 2003 ed è stato applicato all’insieme delle sostanze comprese nel monitoraggio nazionale. L’indicatore 7, invece, è stato applicato ai pesticidi compresi fra le sostanze prioritarie della DQA. È stata, inoltre, analizzata l’evoluzione della contaminazione di alcune singole sostanze di particolare rilevanza per la contaminazione rilevata nelle acque in questi anni. 71


9.1 Frequenza e concentrazione complessive di pesticidi nelle acque In base a quanto definito dal PAN l’indicatore fornisce un dato di frequenza di ritrovamento e di distribuzione delle concentrazioni dei residui di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee e una rappresentazione su base nazionale dello stato di contaminazione delle stesse da pesticidi. Si considera l’insieme complessivo di dati di monitoraggio, che viene analizzato in termini di frequenza di ritrovamento e concentrazione di pesticidi totali. L’analisi copre il periodo 2003 – 2014. Poiché la dimensione del monitoraggio può influenzare sia la frequenza di ritrovamento, sia il livello della concentrazione, per consentire una migliore interpretazione della tendenza della contaminazione, insieme all’indicatore sono riportati il numero di campioni e quello delle sostanze cercate nei vari anni. Nel caso della concentrazione di pesticidi totali, oltre alla curva che descrive l’andamento della concentrazione media annua, è riportata anche la linea di tendenza, quest’ultima tuttavia è sempre poco rappresentativa a causa dell’elevata dispersione dei valori. Acque superficiali I diagrammi delle figure 9.1 e 9.2 descrivono l’andamento complessivo della contaminazione, in termini di frequenza di pesticidi nelle acque superficiali a livello nazionale (rispettivamente nei punti di monitoraggio e nei campioni).

45

100

40

90

35

80 70

30

60

25

50 20

40

15

30

10

20

5

10

0

Campioni / Sostanze

Frequenza di ritrovamento (%)

pesticidi nei campioni acque superficiali

0 2003

2004

2005

2006

2007

2008

Frequenza di ritrovamento (%)

2009

2010

2011

Campioni Totali

2012

2013

2014

Sostanze cercate

Fig. 9.1 – Frequenza di ritrovamento e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque superficiali. Il massimo dei campioni (9.612) si ha nel 2012; il massimo delle sostanze cercate (354) si ha nel 2014.

La frequenza di ritrovamento nei campioni aumenta notevolmente nei primi anni e nel 2006 raggiunge il suo valore massimo (38,1%). Tale andamento è dovuto probabilmente all’incremento dello sforzo di ricerca, soprattutto in termini di sostanze (dal 2003 al 2006 è evidente la forte crescita della curva relativa alle sostanze). Dal 2010 la frequenza di ritrovamento scende sotto il 30% per poi risalire gradualmente negli ultimi anni fino al 34% dei campioni. L’interpretazione del dato non è semplice e deve tenere conto, tra le altre cose, dei limiti del monitoraggio in molte regioni, del mancato adeguamento, in generale, di tutti i programmi di monitoraggio regionali per tenere conto delle sostanze nuove e del fatto che molte sostanze sono state revocate in seguito al programma di revisione europeo completato negli scorsi anni. Questo ha determinato, probabilmente, il calo della frequenza dopo il 2009. Il successivo aumento della frequenza è chiaramente correlato all’ampliamento dello sforzo di ricerca che sta avvenendo negli ultimi anni, soprattutto in termini di sostanze.

72


pesticidi nei punti di monitoraggio acque superficiali 80

100 90 80

60 70 50

60

40

50 40

30

30 20

Punti di monitoraggio

Frequenza di ritrovamento (%)

70

20 10

10

0

0 2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

Frequenza di ritrovamento (%)

2012

2013

2014

Punti Totali

Fig. 9.2 – Frequenza di ritrovamento dei pesticidi nei punti di monitoraggio (acque superficiali). Il numero massimo dei punti monitorati (1410) si ha nel 2013. Il massimo delle frequenze si ha nel 2014 con il 63,9%

Concentrazione media (μg/L)

La frequenza di ritrovamento nei punti di monitoraggio, considerando sempre l’insieme delle sostanze, aumenta in modo pressoché regolare in tutto il periodo di osservazione, e raggiunge il valore massimo (63,9%) nel 2014. L’andamento è strettamente correlato all’estensione della rete e lascia intuire come a causa della incompleta copertura del monitoraggio, specialmente al centro-sud del paese, siamo in una fase in cui la contaminazione da pesticidi non è stata ancora portata alla luce.

1,4

Concentrazione media pesticidi totali acque superficiali

1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

Fig. 9.3 – Concentrazione totale di pesticidi nelle acque superficiali.

La concentrazione media di pesticidi totali è anch’essa influenzata dall’entità del monitoraggio, in particolare dall’aumento delle sostanze cercate. L’andamento è altalenante, con le concentrazioni medie che passano da un valore di 0,65 µg/L nel 2003, raggiungono un massimo di 1,18 µg/L nel 2007 per poi decrescere fino ad un valore intorno allo 0,4 µg/L nel 2014. È difficile derivare una tendenza nell’evoluzione della concentrazione media, data la debole correlazione con il tempo. Tale correlazione è più evidente negli ultimi anni e sembra indicare un andamento decrescente.

73


Acque sotterranee L’andamento della contaminazione, in termini di presenza di residui nelle acque sotterranee, è riportato nelle figure 9.4 e 9.5. pesticidi nei campioni acque sotterranee

100

40

90

35

80 70

30

Campioni / Sostanze

Frequenza di ritrovamento (%)

45

60

25

50 20

40

15

30

10

20

5

10

0

0 2003

2004

2005

2006

2007

2008

Frequenza di ritrovamento (%)

2009

2010

2011

Campioni Totali

2012

2013

2014

Sostanze cercate

Fig. 9.4 – Frequenza di ritrovamento e ampiezza del monitoraggio dei pesticidi nelle acque sotterranee. I valori massimi dei campioni analizzati (2.234) e delle sostanze cercate (338) si hanno nel 2011.

L’andamento della frequenza di pesticidi nei campioni delle acque sotterranee è molto simile a quello delle acque superficiali, e analoga è l’interpretazione del dato. La frequenza complessiva cresce sensibilmente a partire dal 2003 e nel 2009 registra il valore massimo (26,7% dei campioni). Tale crescita è concomitante all’aumento delle dimensioni del monitoraggio, dal punto di vista del numero dei campioni e soprattutto in termini di sostanze cercate. Il trend è quindi in primo luogo, specialmente all’inizio del periodo in esame, un’indicazione del fatto che è stata portata alla luce una contaminazione inizialmente non evidenziata completamente dalle dimensioni più ridotte e dalla inadeguata impostazione del monitoraggio. Dopo il 2009, pur aumentando la dimensione del monitoraggio, la frequenza di pesticidi nelle acque tende a diminuire, fino al 2011 assestandosi intorno al 20%. Gli anni successivi si nota un graduale incremento della frequenza fino al 25% circa. pesticidi nei punti di monitoraggio acque sotterranee

100

40

90

35

80 70

30

60

25

50 20

40

15

30

10

20

5

10

0

Punti di monitoraggio

Frequenza di ritrovamento (%)

45

0 2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

Frequenza di ritrovamento (%)

2010

2011

2012

2013

2014

Punti Totali

Fig. 9.5 – Frequenza di ritrovamento dei pesticidi nei punti di monitoraggio (acque sotterranee). Il numero massimo dei punti monitorati (2705) si ha nel 2011. Il massimo delle frequenze di ritrovamento è nel 2013 con il 34,7%

74


Concentrazione media (μg/L)

La frequenza di ritrovamento nei punti di monitoraggio complessivamente aumenta in modo graduale dai primi anni fino al 2014 e raggiunge il valore massimo nel 2013 (34,7%). Il numero dei punti totali aumenta gradualmente nel tempo, da un minimo nel 2003 di 1.766 ad un massimo di punti nel 2011 (2.705) rimanendo sopra i 2.400 nel 2014.

Concentrazione media pesticidi totali acque sotterranee

2,0 1,8 1,6 1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015

Fig. 9.6 – Concentrazione totale di pesticidi nelle acque sotterranee.

La concentrazione di pesticidi totali varia sensibilmente nel periodo di studio, con un andamento difficilmente correlabile a quello della dimensione del monitoraggio. Anche per le acque sotterranee non c’è una forte correlazione della concentrazione con il tempo, ed ancora più difficile derivare una linea di tendenza complessiva. Da notare che dal 2007 al 2013 la concentrazione media di pesticidi rimane superiore a 0,5 µg/L, valore limite per la concentrazione ammessa nelle acque sotterranee.

75


9.2 Frequenza e concentrazione di specifiche sostanze nelle acque Come già detto, l’indicatore 7 è stato applicato ai pesticidi compresi fra le sostanze prioritarie della DQA. Le sostanze a cui ci si riferisce sono i pesticidi elencati dalla Direttiva 2008/105/CE, elenco aggiornato nel 2013 dalla Direttiva 2013/39/UE (vedi tabella 6.3). Oltre che dalla disponibilità di dati, la scelta è dettata dalla rilevanza di queste sostanze, considerando che gli Stati membri sono chiamati ad analizzarne la tendenza della contaminazione a lungo termine. Secondo quanto previsto dalla DQA, devono essere attuate le misure necessarie per ridurre progressivamente l'inquinamento causato dalle sostanze prioritarie ed eliminare gradualmente le emissioni, gli scarichi e le perdite di quelle individuate come pericolose prioritarie. Ai fini della verifica del raggiungimento dello stato chimico buono delle acque superficiali, come già detto, sono stati definiti specifici SQA per queste sostanze. Lo sforzo di ricerca è stato sempre abbastanza costante nel periodo di riferimento, con un massimo di 30 sostanze cercate sul totale di 31 comprese nell’elenco di priorità. Nove delle sostanze considerate, endosulfan, esaclorocicloesano, esaclorobenzene, trifluralin, eptacloro, eptacloro-epossido, dicofol e chinossifen sono sostanze pericolose prioritarie. Acque superficiali

Fig. 9.7 – Frequenza di ritrovamento delle sostanze prioritarie nelle acque superficiali.

Fig. 9.8 – Concentrazione totale delle sostanze prioritarie nelle acque superficiali.

76


Acque sotterranee

Fig. 9.9 – Frequenza di ritrovamento delle sostanze prioritarie nelle acque sotterranee.

Fig. 9.10 – Concentrazione totale delle sostanze prioritarie nelle acque sotterranee.

La frequenza di ritrovamento, in presenza di uno sforzo di ricerca, in termini di sostanze, costante e simile nelle acque superficiali e in quelle sotterranee, dopo il 2007, tende a decrescere in modo netto con un andamento quasi asintotico fino al 2011 per poi riprendere a crescere con valori sempre inferiori all’8%. Il trend fino al 2011 può spiegarsi probabilmente col fatto che gran parte dei pesticidi dell’elenco di priorità sono ormai fuori commercio e quella misurata è il residuo di una contaminazione storica, mentre dopo tale data abbiamo una crescita dell’indicatore dovuta probabilmente all’aumento dello sforzo di ricerca delle sostanze non revocate (clorpirifos, diuron, isoproturon, aclonifen, bifenox, chinossifen, cipermetrina). Si registra, infatti, dal 2012, un aumento della frequenza dell’indicatore riferito alle sostanze ancora in commercio. Nelle acque superficiali, le concentrazioni medie passano da un valore di 0,1 µg/L ad un massimo di 0,16 nel 2011 (determinato principalmente dalla presenza del diuron) per poi raggiungere nel 2014 la concentrazione media di 0,04 µg/L, nettamente più bassa rispetto al valore di partenza e al massimo della serie storica. La linea di tendenza risulta decrescente. Nelle acque sotterrane la concentrazione media di pesticidi registra i valori più elevati nel 2007 (0,15 µg/L), 2008 (0,12 µg/L) e nel 2012 (0,15 µg/L), esaminando nel dettaglio le singole sostanze, si nota che i ritrovamenti e le concentrazioni sono sostenuti dalle seguenti sostanze: atrazina, alaclor, clorpirifos diuron, simazina, trifluralin, e terbutrina. La linea di tendenza risulta leggermente crescente.

77


9.3 Trend di alcune sostanze critiche Oltre ai gruppi di sostanze sopra descritti, sono stati analizzati anche gli andamenti di singole sostanze considerate rilevanti, per l’entità della contaminazione, come evidenziato dal monitoraggio nazionale. Anche in questo caso, l’istogramma rappresenta la frequenza di residui nei campioni, mentre la curva rappresenta il tasso di ricerca in percentuale dei campioni analizzati sul totale.

90 80

30

70

25

60

20

50

15

40 30

10

20

5

10

0

0

18

100

16

90

14

80 70

12

60

10

50 8

40

6

30

4

20

2

10

0

0

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

Frequenza di ricerca (%)

35

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque sotterranee 100

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque superficiali 40

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Terbutilazina  Terbutilazina-desetil

 Terbutilazina  Terbutilazina-desetil

Fig. 9.11 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca di terbutilazina e terbutilazina-desetil.

A fronte di uno sforzo di ricerca sempre elevato, la frequenza della terbutilazina tende a decrescere negli ultimi anni, sia nelle acque superficiali sia in quelle sotterranee. Un trend simile si ha per il metabolita, ma con una presenza sempre più elevata di quella della sostanza parentale nelle acque sotterranee. L’andamento decrescente della presenza nei campioni è molto probabilmente in relazione con la diminuzione delle quantità vendute; la maggiore presenza del metabolita è da addebitare alla dinamica più lenta del comparto acque sotterranee, con l’accumulo di presenza dovuta a contaminazione passata.

90

8

80

7

70

6

60

5

50

4

40

3

30

2

20

1

10

2

0

0

0

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Atrazina  Atrazina-desetil

Frequenza di ricerca (%)

9

16

100

14

90 80

12

70

10

60

8

50

6

40 30

4

20

Frequenza di ricerca (%)

Acque sotterranee 100

Frequenza di ritrovamento (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque superficiali 10

10 0

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Atrazina  Atrazina-desetil

Fig. 9.12 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca di atrazina e atrazina-desetil.

La frequenza di ritrovamento dell’atrazina e quella del metabolita diminuiscono, in linea con il fatto che la sostanza è fuori commercio da molti anni, e quella riscontrata è la coda di una contaminazione storica, dovuta alla persistenza ambientale della sostanza. Le maggiori frequenze del metabolita sono un’ulteriore conferma del fatto che non c’è più immissione di nuova sostanza nell’ambiente. Nonostante la diminuzione, la sostanza e il metabolita sono ancora fra i principali contaminanti delle acque, sia in termini di frequenza, sia in termini di superamento dei limiti di concentrazione. 78


70 60

4

50 3

2

40

revoca

30

20 1 0

Frequenza di ricerca (%)

80 5

Frequenza di ritrovamento (%)

90

6

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque sotterranee 100

5,0

100

4,5

90

4,0

80

3,5

70

3,0

60

2,5

50

2,0

40

revoca

1,5

30

1,0

20

10

0,5

10

0

0,0

Frequenza di ricerca (%)

Acque superficiali 7

0

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Simazina

 Simazina

Fig. 9.13 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca della simazina.

Per quanto riguarda la simazina, è evidente, nei due comparti, la diminuzione della presenza (più lenta nelle acque sotterranee) dopo la revoca della sostanza, a fronte di un andamento della ricerca sempre superiore al 70% dei campioni.

100

18

90

4,0

90

16

80

3,5

80

14

70

12

60

10

50

8

40

6

30

4

20

2

10

0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

Frequenza di ritrovamento (%)

4,5

70

3,0

60

2,5

50 2,0

40

1,5

30

1,0

20

0,5

10

0,0

Frequenza di ricerca (%)

Acque sotterranee 100

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque superficiali 20

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Metolaclor

 Metolaclor

Fig. 9.14 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca del metolaclor.

La ricerca del metolaclor è sempre generalmente superiore al 70% del totale dei campioni. La presenza della sostanza, sia nelle acque superficiali sia in quelle sotterranee, cresce nei primi anni per effetto principalmente dell’ampliamento della base territoriale delle indagini, con una diminuzione a partire dal 2010, ma con valori sempre superiori al 11% nelle acque superficiali, e al 2,5% nelle acque sotterranee.

79


Acque sotterranee 14

18

9

16

8

14

12 10

70 60

8

50

6

40 30

4

20

Frequenza di ricerca (%)

80

2

10 0

Frequenza di ritrovamento (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

90

10

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

12

6

10

5

8

4

6

3 2

4

1

2

0

0 2003

7

Frequenza di ricerca (%)

Acque superficiali 100

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014  Glifosate  AMPA

2014

 Glifosate  AMPA

Fig. 9.15 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca del Glifosate e dell’AMPA.

Il glifosate e il metabolita AMPA, come già detto, sono monitorati in Lombardia, il primo a partire dal 2003, il secondo dopo il 2007 e nel 2014 per la prima volta sono ricercati anche in Toscana. Nelle acque superficiali, le frequenze di ritrovamento negli ultimi anni sono decrescenti, ma sempre con valori molto alti: nel 2014 il glifosate è presente nel 19,1% dei campioni e l’AMPA nel 41%. Nelle acque sotterranee le frequenze di ritrovamento sono più basse, ma la ricerca è iniziata più tardi e con livelli più bassi. L’ambito territoriale finora limitato, non consente di evidenziare tendenze a livello nazionale.

60

50

5 40 4 30 3 20 2

Frequenza di ritrovamento (%)

6

2,5

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

7

Acque sotterranee 60

50

2,0

40 1,5

30 1,0 20 0,5

10

10

1 0

0

0,0

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Diuron

Frequenza di ricerca (%)

Acque superficiali

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Diuron

Fig. 9.16 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca del diuron.

Il diuron è compreso nell’elenco delle sostanze prioritarie della DQA, per le quali le concentrazioni non dovrebbero superare i relativi SQA entro il 2015 e devono essere adottate misure per ridurne gradualmente l’inquinamento nelle acque. Il monitoraggio ne rileva la presenza nelle acque superficiali a partire dal 2005, in concomitanza con l’incremento dello sforzo di ricerca. Nel 2014 la frequenza di ritrovamento supera il 6% dei campioni. Nelle acque sotterranee la presenza è stata rilevata a partire dal 2008, assestandosi negli ultimi anni attorno al 2% dei campioni, in seguito ad un accresciuto impegno di ricerca.

80


Acque superficiali

Acque sotterranee 2,5

100

100 90

80 70

1,5

60 50

1,0

40

revoca

30

0,5

20

Frequenza di ritrovamento (%)

2,0

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

90

2,0

80 70

1,5

60 50

1,0

40 30

revoca 0,5

20 10

10 0,0

Frequenza di ricerca (%)

2,5

0,0

0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Alachlor

 Alachlor

Fig. 9.17 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca dell’alachlor.

L’alachlor è una sostanza prioritaria della DQA ed è stata revocata nel 2006. Lo sforzo di ricerca, abbastanza costante e sempre superiore al 70% dei campioni, nelle acque superficiali evidenzia un andamento decrescente delle presenze a partire dalla revoca. Il decremento è meno evidente nelle acque sotterranee, probabilmente per l’inerzia del comparto sotterraneo. Nel 2014 è presente nello 0,5% dei campioni di entrambi i comparti.

40

60

35

40

25 20

30

15

20

10 10

5 0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Bentazone

Frequenza di ritrovamento (%)

50

30

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque sotterranee 40

70

35

60

30

50

25 40 20 30 15 20

10

Frequenza di ricerca (%)

Acque superficiali

10

5 0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014  Bentazone

Fig. 9.18 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca del bentazone.

Nelle acque superficiali si rileva un sensibile decremento del bentazone fino a raggiungere un livello costante dopo il 2004 a fronte di un incremento della frequenza di ricerca. La sua presenza nelle acque sotterranee ha un andamento crescente fino al 2008, per poi decrescere negli anni successivi, in corrispondenza di un incremento del tasso di ricerca. La sostanza è tuttora uno dei principali contaminanti delle acque sotterranee.

81


0,7

Acque sotterranee 50

2,0

50

45

1,8

45

40

1,6

40

1,4

35

1,2

30

1,0

25

0,8

20

0,6

15

0,4

10

0,2

5

35 30

0,4

25 0,3

20 15

0,2

Frequenza di ritrovamento (%)

0,5

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

0,6

10 0,1 5 0,0

0,0

0

Frequenza di ricerca (%)

Acque superficiali

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Isoproturon

 Isoproturon

Fig. 9.19 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca dell’isoproturon.

L’isoproturon viene rilevato nelle acque solo negli ultimi anni del periodo in esame, lo sforzo di ricerca tendenzialmente crescente è ancora limitato e non consente di delineare un andamento chiaro delle frequenze nei campioni. La sostanza è compresa nell’elenco delle prioritarie della DQA, e come tale, il suo utilizzo dovrebbe essere sottoposto a graduale limitazione, sebbene ancora autorizzata a livello comunitario.

90

Frequenza di ritrovamento (%)

70 2,5 60 2,0

50

1,5

40 30

1,0 20 0,5

10

0,0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

Frequenza di ricerca (%)

80

3,0

Frequenza di ritrovamento (%)

3,5

Acque sotterranee 1,4

80

1,2

70 60

1,0

50 0,8 40

0,6 30 0,4

Frequenza di ricerca (%)

Acque superficiali

20

0,2

10

0,0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Clorpirifos

 Clorpirifos

Fig. 9.20 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca del clorpirifos.

Il clorpirifos è una sostanza prioritaria della DQA ancora in uso in Europa e attualmente in fase di revisione per problemi evidenziati per la salute. Lo sforzo di ricerca è aumentato sensibilmente nel periodo in esame, arrivando a valori intorno al 70% dei campioni nazionali, la frequenza di ritrovamento è abbastanza ridotta, ma in aumento, nelle acque sotterranee in particolare.

82


25

30

20

25 20

15

15

10

10

5

5 0

Frequenza di ritrovamento (%)

35

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque sotterranee 30

14

40

12

35 30

10

25 8 20 6

15 4

10

2

5

0

0

Frequenza di ricerca (%)

Acque superficiali 40

0

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Imidaclorid

 Imidacloprid

Fig. 9.21 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca dell’imidacloprid

Il ritrovamento dell’insetticida imidacloprid sia nelle acque superficiali sia sotterranee è relativamente recente. Nelle acque superficiali, la frequenza di ricerca è significativamente crescente, rilevando una contaminazione in aumento negli anni, probabilmente ancora non completamente esplorata. Per le acque sotterranee l’andamento della ricerca è ancora discontinuo, ma indica una contaminazione rilevante anche in questo comparto. L’imidacloprid è tra le sostanze che determinano il maggior numero di superamenti degli SQA.

Acque sotterranee 8

14

7

12

6

10

5

8

4

6

3

4

2

2

1

0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Fludioxonil

25

12 20 10 15

8 6

10

4 5

Frequenza di ricerca (%)

16

14

Frequenza di ritrovamento (%)

9

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque superficiali 18

2

0

0 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014  Fludioxonil

Fig. 9.22 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca del fludioxonil

Il fungicida fludioxonil è una sostanza ricercata solo di recente, in particolare nelle acque sotterranee, rapidamente diventata tra le più rinvenute. Tenendo conto che in generale l’andamento della frequenza di ricerca è discontinuo e relativamente ancora basso (8% nelle superficiali e sotto il 15% nelle sotterranee), ciò potrebbe indicare una probabile sottostima della contaminazione che dovrà essere sorvegliata nei prossimi anni.

83


Acque sotterranee 35 30

10

25 8 20 6

15 4

10

2 0

30

7

25

6

20

5 4

15

3

10

2

5

1

0

0

Frequenza di ricerca (%)

12

8

Frequenza di ritrovamento (%)

40

Frequenza di ricerca (%)

Frequenza di ritrovamento (%)

Acque superficiali 14

5 0

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014

 Boscalid

 Boscalid

Fig. 9.23 – Frequenza di ritrovamento e di ricerca del boscalid

Il fungicida boscalid è ricercato sia nelle acque superficiali sia in quelle sotterranee solo dal 2007, con un andamento rapidamente crescente. Si evidenzia in parallelo una tendenza di ritrovamento che mostra una crescita significativa negli anni.

84


10. LO SVILUPPO DEI PESTICIDI – STORIA, RISCHI E TENDENZE

I pesticidi non sono un’invenzione recente, l’uso più antico documentato risale all’incirca al 2500 a.c. quando i Sumeri si cospargevano con composti di zolfo nella convinzione che l’odore avrebbe allontanato gli insetti. Il papiro di Ebers, il più antico documento medico noto (1550 a.c.), descrive oltre 800 ricette degli Egizi, molte contenenti sostanze riconoscibili come veleni e pesticidi. Omero descrive come Ulisse abbia "fumigato l’ingresso, la casa e il cortile bruciando zolfo", attestando che l’uso dei pesticidi era noto anche nell’antica Grecia. Per secoli l’uomo ha utilizzato sostanze chimiche per difendersi da agenti patogeni, e successivamente, soprattutto dal 1800, nelle pratiche agricole. Il ricorso massiccio alla chimica di sintesi, dopo la seconda guerra mondiale, ha sostituito quasi del tutto altre pratiche di controllo delle avversità agronomiche. La presa di coscienza delle conseguenze negative dell’uso delle sostanze chimiche: persistenza ambientale, trasporto nel lungo raggio, tossicità anche per gli organismi non bersaglio e per l’uomo, ha portato in tempi recenti allo sviluppo della difesa fitosanitaria integrata, con il ricorso a pratiche più ecosostenibili e l’obiettivo di minimizzare l’uso di sostanze chimiche.

Il termine pesticidi (dal latino pestis, nel senso di danno, flagello, da cui “pestifero”, ecc.) è di recente derivazione anglosassone (pesticides). Nella lingua inglese pest indica qualsiasi organismo, animale o vegetale o virus, indesiderato in quanto vettore di malattie od ostacolo all’igiene, o dannoso per le fonti alimentari come le coltivazioni agricole o le derrate immagazzinate. Conseguentemente, pesticides sono le sostanze chimiche impiegate per combattere o controllare (etimologicamente, “per uccidere”) gli organismi nocivi. In natura, ovviamente, non ci sono organismi che possono essere definiti come indesiderati, l’uomo ha etichettato come tali tutti quelli pericolosi per la salute, la sicurezza alimentare o il confort [Treccani]. L’impiego di SO2 sprigionato dalla combustione dello zolfo è continuato almeno fino al XIX secolo. Lo stesso zolfo, in forma di polveri e spray, è stato usato come insetticida e come fungicida e tuttora è impiegato contro la muffa polverosa delle piante. Come fumigante è stato utilizzato anche l’acido cianidrico; nei primi anni del ‘900 venne utilizzato nel controllo degli insetti che attaccano gli alberi da frutto. I fluoruri inorganici sono stati impiegati per uso domestico nel controllo delle popolazioni di formiche; sia il fluoruro di sodio che l’acido borico sono stati impiegati contro gli scarafaggi negli edifici. Vari tipi di olio, estratti sia dal petrolio che da organismi viventi come i pesci e le balene, sono stati utilizzati per centinaia di anni come insetticidi allo scopo di uccidere le uova di insetto. L’impiego dell’arsenico e dei suoi composti come insetticida risale almeno al 900 d.C. con ampia diffusione dalla fine del XIX secolo fino alla seconda guerra mondiale. Il “Verde di Parigi” (un sale di rame contenente lo ione arsenito) è stato un insetticida molto popolare nel 1800. Sono stati impiegati anche altri sali contenenti questo ione: tutti agiscono come veleni attraverso lo stomaco per combattere gli insetti. I composti dell’arsenico sono stati utilizzati diffusamente come insetticidi fino all’inizio degli anni ‘50.

85


I pesticidi inorganici risultano in genere fortemente tossici per l’uomo e per altri animali, alle dosi richieste per la loro efficacia d’uso. I metalli, inoltre, come l’arsenico, non sono biodegradabili e possono permanere nei diversi comparti dell’ambiente (acqua, suolo, sedimenti, biota). Negli anni ’40 e ’50 lo sviluppo e l’ampia diffusione dei pesticidi organici di sintesi ha soppiantato l’uso dei composti inorganici. La prima grande “famiglia” ad essere stata sviluppata fu quella degli insetticidi organoclorurati, di cui fanno parte il DDT e suoi analoghi (DDD e metossicloro), il toxafene, il lindano (gamma-esaclorocicloesano) e i ciclopentadieni clorurati (aldrin, dieldrin, endrin, eptacloro, clordano, endosulfan). Gli insetticidi organoclorurati agiscono interferendo sul sistema nervoso centrale dell’insetto a livello della trasmissione dell’impulso nervoso (es. DDT e analoghi) o attraverso l’inibizione del mesoinositolo, fattore vitaminico essenziale delle fibre nervose (es. ciclodieni, lindano). Alla stessa famiglia chimica appartengono i fungicidi esaclorobenzene e pentaclorofenolo. Dal 1945 al 1965 i pesticidi organoclorurati ebbero uno sviluppo tale da divenire strumenti decisivi per una lotta su vasta scala, tanto ai vettori di malattie, quanto ai parassiti delle colture agricole. Per le loro proprietà - elevata resistenza alla degradazione biologica, chimica e fotolitica, elevata solubilità nei lipidi contrapposta a una bassa idrosolubilità, tossicità acuta relativamente elevata verso gli insetti ma bassa per l’uomo - sono stati ritenuti a lungo pesticidi ideali. Tali caratteristiche li rendono, però, degli inquinanti ambientali persistenti con una elevata capacità di bioaccumulare nella catena alimentare e con effetti tossici ben documentati. Il trasporto a lungo raggio dei pesticidi organoclorurati è da tempo riconosciuto. Essi possono raggiungere attraverso l’aria anche aree remote quali l’Antartide e l’Artico. La condensazione fredda e il frazionamento globale sono stati proposti come meccanismi di trasporto di questi contaminanti verso le aree polari: la Terra e l’atmosfera che la circonda funzionerebbero come un grande distillatore, dove i contaminanti si spostano dalle basse alle alte latitudini, mediante processi di evaporazione e condensazione. A causa di questa contaminazione globale a partire dagli anni ‘70 sono nate iniziative a livello internazionale volte alla riduzione e all’eliminazione dei rilasci di queste sostanze. Con la Convenzione di Stoccolma sui POPs la maggior parte di questi pesticidi sono stati banditi, con la parziale eccezione del DDT, utilizzato ancora in alcuni paesi per la lotta alla malaria. Durante la seconda guerra mondiale fu sintetizzata in Germania, a scopo bellico, un’altra classe di composti chimici: quella degli esteri dell’acido fosforico; da allora molti composti appartenenti a questa classe hanno trovato impiego soprattutto come insetticidi. I pesticidi organofosforici sono caratterizzati da una ridotta persistenza; sotto questo aspetto essi costituiscono un progresso rispetto agli organoclorurati, ma presentano una tossicità acuta molto maggiore per l’uomo e per gli altri mammiferi. Come i pesticidi organoclorurati, anche gli organofosforici hanno affinità per i tessuti adiposi, ma al contrario di essi si decompongono abbastanza rapidamente, quindi non si accumulano nelle catene alimentari. Gli organofosforici, la cui struttura è riportata nella figura 10.1, si decompongono rapidamente nell’ambiente dato che l’ossigeno dell’aria trasforma i legami P=S in P=O e che le molecole di acqua si addizionano ai legami P-O scindendoli con produzione finale di molecole non tossiche quali l’acido fosforico e gli alcoli.

R = metile o etile R’ = alchile, arile,…

Fig. 10.1 – Struttura chimica dei pesticidi organofosforici.

Fanno parte di questa famiglia il diclorvos, il parathion, il malathion, il dimethoato, azinphos-methyl. I pesticidi organofosforici sono tossici per gli insetti in quanto interrompono la comunicazione intercellulare mediata dalla molecola di acetilcolina, poiché bloccano l’attività degli enzimi adibiti alla distruzione della stessa. La trasmissione cellulare non può avvenire correttamente se l’acetilcolina non 86


viene distrutta dopo aver compiuto la sua funzione. L’insetticida quindi impedisce la trasmissione di impulsi tra le cellule nervose, essenziale al coordinamento dei processi vitali dell’organismo che, di conseguenza, va incontro alla morte. In sintesi, gli organofosforici e i carbammati risolvono il problema della persistenza e dell’accumulo ambientale tipico degli organoclorurati, ma presentano tossicità più elevate per gli organismi non bersaglio (uccelli, pesci). La famiglia dei pesticidi piretroidi è stata introdotta sul mercato negli anni ’70, sebbene il piretro, di origine naturale, sia conosciuto e utilizzato da centinaia d’anni. I piretroidi sintetici sono più stabili alla luce di quelli naturali e posseggono un’attività insetticida più elevata, di circa dieci volte, rispetto alla maggior parte dei pesticidi organofosforici e carbammati. Fanno parte di questa famiglia: fenpropanthrin, deltamethrin e cypermethrin. Stabilità e reattività dei piretroidi sintetici hanno determinato un forte incremento del loro uso nelle ultime due decadi; l’elevata attività insetticida di questi composti, d’altra parte, permette l’uso di bassi dosaggi (circa 100 g/ettaro). Essi agiscono interferendo sul sistema nervoso centrale dell’insetto a livello della trasmissione assonale dell’impulso nervoso. I neonicotinoidi, la cui commercializzazione è iniziata negli anni ’90, sono tra i più recenti insetticidi di sintesi e stanno progressivamente sostituendo i carbammati, gli organofosforici e i piretroidi, diventando il gruppo di insetticidi sistemici più diffuso. I neonicotinoidi sono derivati della nicotina, in uso già alla fine del ‘600 sotto forma di estratti di tabacco per il controllo dei fitofagi. I neonicotinoidi agiscono a livello del sistema nervoso fissandosi in modo permanente ai recettori nicotinici dell’acetilcolina; funzionano pertanto come antagonisti dell’acetilcolina bloccando i recettori nicotinici e quindi il passaggio degli impulsi nervosi, con conseguente morte degli insetti. Possono essere distinti in due sottoclassi (cloronicotinili e tianicotinili), a seconda del gruppo chimico che le caratterizza. Appartengono ai cloronicotinili, neonicotinoidi di prima generazione caratterizzati dalla presenza nella molecola di un gruppo cloropiridile, gli insetticidi acetamiprid, imidacloprid e thiacloprid. I tianicotinili sono neonicotinoidi di seconda generazione che agiscono sia per contatto che per ingestione e sono caratterizzati dalla presenza nella molecola di un gruppo clorotiazolo. Appartengono a questa categoria clothianidin e thiamethoxam. L’elevata persistenza, la solubilità in acqua, e la mobilità, unite al largo impiego, hanno determinato una contaminazione ambientale su larga scala dei neonicotinoidi. Le specie animali più vulnerabili a questi prodotti sono gli invertebrati terrestri, e gli insetti impollinatori, come api e farfalle, esposti ad altissimi livelli di contaminazione attraverso il polline e l’aria. È stato dimostrato che anche dosi molto basse di neonicotinoidi possono colpire indirettamente la popolazione delle api, causando disorientamento, incapacità di tornare all’alveare, riduzione della capacità di approvvigionamento, difficoltà della memoria e dell’apprendimento, incapacità di comunicare con la colonia, incapacità di nutrire la prole, diminuzione dell’efficienza metabolica e indebolimento del sistema immunitario. Anche alcuni vertebrati, nonostante siano meno sensibili, risentono degli effetti diretti o indiretti dell’uso dei neonicotinoidi. Alcune specie di piccoli uccelli possono mangiare semi trattati e andare incontro ad un aumento di mortalità e a un ridotto tasso riproduttivo. Anche nel caso degli erbicidi, l’efficacia e la selettività di quelli di origine sintetica ha portato alla eliminazione graduale dal mercato dei composti inorganici (arsenito di sodio, clorato di sodio, solfato di rame) e organometallici (derivati organici dell’arsenico). Negli anni ‘40 furono sintetizzati i primi erbicidi selettivi a struttura clorofenossilata (esteri e amminoderivati) ad attività defoliante per migliorare i raccolti e per scopi bellici. Appartengono a questa famiglia gli erbicidi 2,4-D (acido 2,4-diclorofenossiacetico), 2,4,5-T (acido 2,4,5triclofenossiacetico), MCPA (acido 2-metil-4-clorofenossiacetico), diclorprop, mecoprop. Essi agiscono interferendo sul metabolismo degli acidi nucleici e sulla biosintesi delle proteine, unitamente ad alterazioni enzimatiche, respiratorie e traspiratorie. Le triazine formano una classe di erbicidi di più recente sviluppo che presentano una struttura aromatica simmetrica in cui atomi di carbonio e azoto si alternano in un anello a sei elementi, con gruppi sostituenti in posizione 2 (un atomo di cloro, un gruppo S-CH3, OH oppure O-CH3) e in 87


posizione 4 e 6 con gruppi alchilici (etilammina, isopropilammina, terbutilammina). La loro azione si basa essenzialmente sull’inibizione della fotosintesi clorofilliana.

Fig. 10.2 – Struttura chimica delle triazine.

Il più noto di questi erbicidi è l’atrazina, introdotta sul mercato nel 1958 per il controllo di infestanti appartenenti al gruppo delle dicotiledoni e utilizzata prevalentemente nelle coltivazioni di mais, sorgo e canna da zucchero. Nonostante la sua solubilità non sia molto elevata, l’atrazina ha dimostrato avere una elevata persistenza ambientale con conseguente inquinamento sia di acque superficiali che di falda. Questo è dovuto sia alle elevate dosi con cui è stata impiegata sia alla capacità di stabilire dei legami con i colloidi organici presenti nella frazione argillosa del terreno. Ciò determina il lento e continuo rilascio della sostanza e il suo rinvenimento nelle acque anche a distanza di anni dal suo impiego. Un altro motivo che contribuisce ad aumentare la persistenza ambientale sia dell'atrazina, sia delle altre clorotriazine è dovuto alla difficoltà degli organismi biodecompositori nel metabolizzare queste sostanze. Pur essendo vietato il suo impiego su tutto il territorio nazionale dal 1992, è ancora largamente rinvenuta insieme ai suoi metaboliti nelle acque superficiali e sotterranee. Altre triazine utilizzate in pre-emergenza contro le infestanti sono la terbutilazina (nelle colture di agrumi, vite, olivo, orzo, mais, segale ) e in misura minore la cianazina (nelle colture del mais e del frumento). I prodotti di degradazione dell’atrazina e della terbutilazina, che si formano mediante dealchilazione del composto precursore, sono la desetilatrazina (DEA) e la desetilterbutilazina (DET). Essi sono più polari e più mobili dell’atrazina e della terbutilazina. La DEA spesso è stata rinvenuta nelle acque di falda in concentrazioni anche superiori a quelle del suo precursore. Gli anni ’70 e ’80 hanno visto l’immissione sul mercato dell’erbicida sistemico glifosate, che attualmente è il più utilizzato a livello mondiale. Fa parte della famiglia degli organofosforici che agiscono interferendo con la biosintesi delle proteine. A partire dalla fine degli anni 1960, è stato riscoperto il concetto di difesa integrata (in inglese IPM Integrated Pest Management). La difesa integrata non è un concetto nuovo, ma era una pratica comune prima dell’avvento, a partire dalla seconda guerra mondiale, degli antiparassitari organici di sintesi. La pratica era stata abbandonata a favore del controllo chimico delle avversità, apparentemente molto più economico. La pratica è stata riscoperta in seguito alla conoscenza degli effetti negativi dell’uso di pesticidi chimici su larga scala. La difesa integrata è una strategia che consente di limitare i danni derivanti dai parassiti delle piante utilizzando i metodi e le tecniche disponibili nel rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo. Mentre la difesa chimica mirava all’eliminazione dell’agente di danno, la difesa integrata si propone di raggiungere un equilibrio che sia economicamente vantaggioso per l’agricoltore e rispettoso dell’uomo e dell’ambiente. La difesa esclusivamente chimica, infatti, richiede interventi costanti e sempre più frequenti per la sua efficacia di breve durata aumentando il rischio di comparsa di organismi bersaglio non più sensibili ai prodotti utilizzati. Il concetto di difesa integrata è entrato ormai a pieno titolo nelle norme in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura. La Direttiva 128/2009 sull’uso sostenibile dei pesticidi e il relativo 88


Piano d’Azione Nazionale incentivano la difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi, privilegiando ove possibile i metodi non chimici, individuando due livelli di applicazione: 

uno obbligatorio che riguarda l’applicazione di tecniche di prevenzione e monitoraggio dei parassiti, l’utilizzo di mezzi biologici per il loro controllo, il ricorso a pratiche di coltivazione appropriate e l’utilizzo di prodotti fitosanitari che presentano il minor rischio per la salute umana, tra quelli disponibili sul mercato; uno volontario che prevede l’applicazione di disciplinari di produzione integrata, di cui la difesa integrata rappresenta un aspetto fondamentale.

L’aspettativa è che la difesa integrata continui a ridurre il ricorso ai pesticidi chimici di sintesi, con la consapevolezza che questi ultimi sono solo uno degli strumenti per il controllo delle avversità agronomiche.

89


90


11. ESPOSIZIONE DELL’UOMO ATTRAVERSO L’AMBIENTE

Un ambiente contaminato costituisce anche un rischio per l’uomo, che può venire a contatto con le sostanze chimiche attraverso l’aria, l’acqua e il suolo, ma anche attraverso l’alimentazione, nel caso di prodotti contaminati. L’UE dispone di un corpus normativo in materia di pesticidi fra i più completi e avanzati a livello mondiale, tuttavia i dati di monitoraggio dimostrano chiaramente che le valutazioni preventive e le misure messe in atto per evitare impatti negativi su ambiente e salute non sono sempre adeguati.

L’esposizione dell’uomo attraverso l’ambiente dipende dalle caratteristiche delle sostanze e dai loro possibili percorsi nelle diverse matrici ambientali (aria, suolo e acqua). Dalle caratteristiche delle sostanze dipende la capacità di trasferimento nelle catene alimentari, attraverso la predazione, in un processo definito “biomagnificazione”, fenomeno consistente nell’aumento della concentrazione dei contaminanti nei predatori, rispetto alle loro prede, con il raggiungimento di livelli più alti di contaminazione alla sommità della rete trofica. Diverse sono le vie di esposizione da parte dell’uomo: l’ingestione, il contatto cutaneo e l’inalazione. L'uomo può assimilare sostanze chimiche pericolose attraverso gli alimenti e l'acqua, ma anche attraverso le vie respiratorie e la pelle. L’esposizione per via orale dipende dalla presenza di residui della sostanza nel cibo e nell’acqua potabile e dalle quantità di cibo e acqua consumata. La concentrazione della sostanza nel cibo dipende dalla concentrazione della sostanza nell’acqua, nel suolo e nell’aria e dal potenziale di bioaccumulo o biotrasferimento tra i comparti.

allevamento

Fig. 11 - Le vie di esposizione dell’uomo attraverso l’ambiente (Fonte ECHA, 2016)

È possibile quantificare il livello di rischio associato all’esposizione a sostanze chimiche pericolose attraverso il processo di valutazione del rischio. Per valutare il rischio occorre confrontare la concentrazione a cui l’uomo o l’ambiente sono esposti con la concentrazione che può generare un 91


pericolo. I rischi si considerano sotto controllo quando i livelli d’esposizione alla sostanza sono inferiori a quelli considerati sicuri. Ci sono sostanze, d’altra parte, per cui non si riesce a individuare livelli di sicurezza, sono le cosiddette sostanze “senza soglia”, in questo caso non si può determinare un livello di rischio accettabile, ma è necessario che le emissioni e le esposizioni siano evitate o ridotte al minimo. Per effettuare la stima dell’esposizione si possono usare dati misurati o modelli matematici. Le acque superficiali e le acque sotterranee, in cui confluiscono i pesticidi, possono essere fonte di approvvigionamento di acqua potabile. Anche i prodotti della terra costituiscono fonte di alimentazione per uomini ed animali. La presenza di pesticidi nell’acqua e negli alimenti è confermata da indagini svolte a livello comunitario [EFSA, 2015; EEA, 2011]. La valutazione del rischio per la salute umana e per l'ambiente connesso alla presenza dei pesticidi non è un processo facile e deve tener conto dei tipi di pesticidi usati (per quanto riguarda tossicità e persistenza), e anche delle condizioni operative di utilizzo (differenze nei periodi e livelli di esposizione, delle modalità di applicazione), delle misure di prevenzione e protezione adottate e delle caratteristiche climatiche e ambientali delle aree in cui i pesticidi vengono utilizzati. Inoltre, la valutazione del rischio deve considerare le esposizioni combinate attraverso vie d’esposizione diverse o sorgenti di rischio diverse [Damalas, 2011]. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) si occupa della valutazione dei rischi cronici e acuti per i consumatori derivanti dall’esposizione ai pesticidi e predispone e aggiorna a tal fine strumenti e linee guida. Attraverso tale processo è possibile valutare se le sostanze attive presenti nei pesticidi possono avere eventuali effetti dannosi sulla salute umana o sull’ambiente. Residui di pesticidi negli alimenti Gli alimenti contenenti residui di pesticidi possono costituire un rischio per la salute umana, pertanto nell’Unione Europea si è cercato di definire un quadro legislativo che, oltre a prevedere una valutazione preventiva dei pesticidi, definisce livelli accettabili di residui negli alimenti [Reg. CE 396/2005]. L’EFSA ha pubblicato nel 2013 un rapporto [EFSA, 2015] sui risultati del monitoraggio dei pesticidi negli alimenti. L’indagine ha riguardato 685 sostanze diverse e sono stati analizzati 80.967 campioni. Risulta che oltre il 97% dei campioni contiene livelli di pesticidi entro i limiti di legge. Tuttavia, il 55,4% presenta residui, seppure entro i limiti, e il 27,3% presenta residui multipli. In Italia, in particolare, sono stati analizzati 10.814 campioni, di cui circa il 60% era privo di residui misurabili e circa l’1% conteneva residui superiori ai limiti. È da segnalare che l’Italia analizza il maggior numero di campioni rispetto agli altri paesi, e ricerca in media 104 sostanze diverse. L’indagine pone in particolare rilievo la presenza di miscele di sostanze negli alimenti. Come già evidenziato in questo rapporto, le lacune conoscitive non consentono una adeguata valutazione del rischio, che ad oggi è basato sulla singola sostanza, con una possibile sottostima del rischio complessivo. Le autorità europee sono impegnate sul tema dell’esposizione multipla attraverso i prodotti agricoli contaminati. L’EFSA ha messo a punto una metodologia per la classificazione dei pesticidi in gruppi di valutazione cumulativi. Essa si basa sul presupposto che “i pesticidi che provocano gli stessi effetti fenomenologici specifici, ben definiti in termini di luogo e natura, diano luogo a una tossicità cumulativa, pur non avendo meccanismi di azione analoghi” [van der Voet, 2016]. L'EFSA sta predisponendo uno strumento informatico per effettuare valutazioni dell'esposizione multipla, entro il 2017 è prevista la pubblicazione delle valutazioni in corso. Nel prendere atto degli sviluppi positivi in corso a livello europeo, è utile ribadire che quella avviata dall’EFSA è una valutazione di rischio di tipo retrospettivo sulla base delle informazioni statistiche sulla presenza di miscele di sostanze negli alimenti. Rimane il problema, già segnalato nel capitolo sulle miscele, che generalmente non si conosce a priori la composizione delle miscele che possono 92


formarsi nell’ambiente e negli alimenti trattati con pesticidi, è pertanto difficile intervenire a monte con una valutazione preventiva del rischio. L’acqua come possibile via di esposizione L'approvvigionamento di acqua potabile nell'UE è organizzato in quasi 100.000 zone di approvvigionamento, distinte in grandi e piccole: la soglia che separa le due tipologie è rappresentata da 1.000 m3 al giorno o più di 5.000 persone. I piccoli approvvigionamenti sono spesso localizzati in aree rurali e remote. La direttiva europea sull'acqua potabile prevede requisiti minimi per la qualità dell'acqua (soglie di concentrazione per elementi microbiologici e chimici) uguali per entrambe le tipologie di (grandi e piccole), mentre differiscono gli obblighi di controllo (frequenza e numerosità), inoltre gli Stati membri non sono tenuti a presentare relazioni informative relativamente agli esiti dei controlli effettuati sulle piccole tipologie di approvvigionamento. I dati del periodo 2008-2010 mostrano che, in generale, la qualità dell'acqua potabile nell'UE è molto buona. Per quanto riguarda i piccoli approvvigionamenti idrici, il quadro è meno uniforme e i tassi di conformità sono generalmente peggiori rispetto a quelli grandi [COM(2014) 363]. Sebbene il monitoraggio delle acque superficiali e acque sotterranee preveda la ricerca di numerosi inquinanti differenti che derivano dai settori agricolo, industriale e farmaceutico, l’elenco delle nuove sostanze immesse nel mercato è sempre in aumento, pertanto emerge la necessità che gli Stati membri adattino l'attuale elenco dei parametri ricercati e i corrispondenti valori di riferimento, tenendo conto degli avanzamenti scientifici e tecnologici nell’ambito delle metodologie di controllo e delle specifiche di analisi più recenti [WHO, 2008]. Il quadro normativo dei pesticidi e le criticità L’UE ha sviluppato un quadro legislativo articolato che regola l’intero ciclo di vita dei pesticidi, dall’immissione sul mercato, all’uso, fino ai livelli massimi consentiti negli alimenti e nelle matrici ambientali, con il fine di garantire un elevato livello di protezione per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Con il Regolamento (CE) n. 1107/2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, sono stabilite le regole per l’autorizzazione dei pesticidi, prevedendo una valutazione del rischio prima dell’immissione sul mercato e dell’uso. Deve essere dimostrato che le sostanze siano sicure riguardo alla salute umana, alla salute animale e all’ambiente. Non possono essere autorizzate le sostanze “estremamente pericolose”, come le cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, gli interferenti endocrini, gli inquinanti organici persistenti (POP), le sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) o molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB) o, ancora, quelle particolarmente pericolose per le api. Sono poi stabiliti dei criteri per individuare le sostanze “candidate alla sostituzione”, in quanto hanno proprietà pericolose e andrebbero sostituite con altre sostanze o con metodi non chimici di controllo o prevenzione (es.: soddisfano due dei criteri PBT, o hanno un rischio elevato per le acque sotterranee). In modo analogo opera il Regolamento (UE) n. 528/2012, relativo all’immissione sul mercato e all’uso dei biocidi. Con la Direttiva 2009/128/CE [Dir. 2009/128/CE], sull’uso sostenibile dei pesticidi, l’attenzione si è concentrata sulla fase intermedia del ciclo di vita dei prodotti fitosanitari, quella dell’impiego, prima non sufficientemente considerata dalla normativa. La direttiva attribuisce agli Stati membri il compito di mettere in atto una serie di azioni preventive a diversi livelli di intervento: pratiche agricole compatibili con l’ambiente (l’agricoltura biologica e la difesa fitosanitaria integrata a basso apporto di pesticidi, privilegiando i metodi non chimici); formazione degli operatori; corretta manipolazione, stoccaggio e trattamento degli imballaggi e delle rimanenze; misure per la tutela dell’ambiente 93


acquatico, con il ricorso a pesticidi non classificati pericolosi, uso di attrezzature a bassa dispersione, aree di rispetto non trattate. Il PAN, previsto dalla Direttiva, prevede, inoltre, gli strumenti di monitoraggio (indicatori) per valutare i progressi compiuti. Oltre all’immissione in commercio, la normativa prende in considerazione anche la fase finale del ciclo di vita dei pesticidi, imponendo, con il Regolamento 396/2005/CE, i limiti massimi di residui (LMR) in prodotti di origine vegetale e animale destinati al consumo umano. Gli LMR armonizzati in sede comunitaria sono stabiliti usando modelli di calcolo del rischio acuto e cronico. Esiste un database comunitario degli LMR. La direttiva 98/83/EC [Dir. 98/83/CE] in materia di acqua per uso potabile stabilisce i requisiti minimi qualitativi per garantire la sicurezza per il consumo alimentare umano. Nel caso dei pesticidi, i limiti sono pari a 0,1 μg/l e 0,5 μg/l, rispettivamente per la singola sostanza e per i pesticidi totali. Le norme ambientali, infine, intervengono a tutelare le differenti matrici. Ad esempio la DQA e le norme derivate, stabiliscono standard di qualità ambientale per le acque superficiali (Dir. 2008/105/CE) e limiti di qualità per la protezione delle acque sotterranee (Dir. 2006/118/CE). Tali norme si applicano anche ai pesticidi. Per le acque superficiali è stato individuato un elenco di sostanze prioritarie che rappresentano un rischio significativo per l’ambiente e per le quali devono essere attuate misure necessarie per ridurne progressivamente l’inquinamento. Alcune di queste sostanze sono identificate come pericolose prioritarie ed è prevista la graduale eliminazione dei rilasci nell’ambiente. L’elenco delle sostanze prioritarie viene aggiornato periodicamente per tenere conto dei nuovi dati scientifici disponibili. Le lacune conoscitive e normative sulla prevenzione dei rischi Il rapporto nazionale pesticidi nelle acque, come già detto, intende fornire, attraverso la presentazione dei dati di monitoraggio, elementi per l’individuazione di eventuali effetti negativi dei pesticidi, non considerati in fase di autorizzazione e non adeguatamente contenuti dalle altre azioni previste dall’intero quadro normativo. In questo senso il monitoraggio dei pesticidi nelle acque rappresenta uno strumento utile per l’individuazione di sostanze che potrebbero rappresentare un rischio significativo per l’ambiente acquatico, anche al fine di una loro eventuale inclusione nell’elenco delle sostanze prioritarie. Il confronto dei dati di monitoraggio con i limiti di concentrazione stabiliti dalle varie normative offre una visione generale di un livello di contaminazione importante, nonostante le misure messe in atto per una riduzione dei rischi derivanti dall’uso dei pesticidi. Come già detto, la contaminazione è presente nel 63,9% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 31,7% di quelle sotterranee. Se si analizza il dato in termini di concentrazione di pesticidi totali (Fig. 11.2), emergono le seguenti particolarità. Nelle acque superficiali, il 16,1% dei punti di monitoraggio hanno una concentrazione totale inferiore a 0,1 µg/L. La soglia rappresenta, come noto, il limite di concentrazione della singola sostanza nelle acque potabili. Non c’è superamento dei limiti, ma per le numerose incertezze, sia riguardo alla completezza del monitoraggio, sia riguardo alla pericolosità delle sostanze, si rende opportuno prendere consapevolezza della presenza di una contaminazione indotta dall’uomo e quindi non naturale. La soglia è anche il limite generico di qualità ambientale delle acque superficiali, quando non è presente un limite specifico. Il limite di 0,5 µg/L è quello stabilito per i pesticidi totali nelle acque potabili. Il 23,9% dei punti hanno una contaminazione compresa tra 0,1 e 0,5 µg/L. L’eventuale uso dei corpi idrici come fonte di acqua potabile, potrà richiedere almeno per alcune sostanze interventi di abbattimento delle concentrazioni.

94


Nei casi di concentrazioni superiori a 0,5 µg/L l’eventuale utilizzo del corpo idrico per l’alimentazione dell’uomo, renderà necessari interventi di potabilizzazione delle acque. Il limite di 1 µg/L è quello ambientale applicabile alla somma dei pesticidi. Nel 13,9% dei casi, pertanto, la concentrazione misurata, almeno in certi periodi dell’anno potrebbe non essere compatibile con la salvaguardia degli ecosistemi acquatici. Considerazioni analoghe possono essere fatte sulla base delle informazioni disponibili per le acque sotterranee.

95


96 Fig. 11.2 â&#x20AC;&#x201C; Livelli di contaminazione per fasce di concentrazioni dei pesticidi.


I risultati delle indagini mostrano la presenza di una contaminazione diffusa, che interessa gran parte del territorio italiano. L’analisi dell’evoluzione, inoltre, indica, che il fenomeno è ancora probabilmente in una fase crescente, sia in termini territoriali, sia in termini di frequenze di rilevamento e di sostanze trovate. La contaminazione è, pertanto, sottostimata, in primo luogo per il fatto che in vaste aree del centro-sud, il monitoraggio non è ancora adeguato. Un fattore finora non sufficientemente considerato è la reale persistenza di certe sostanze, che insieme alle dinamiche idrologiche molto lente (specialmente nelle acque sotterranee) rende l’inquinamento ambientale difficilmente reversibile. Nel riconoscere la sostanziale validità dello schema generalmente adottato in ambito regolamentare, si vuole tuttavia evidenziare alcune sue limitazioni, specialmente conseguenti a una sua non corretta applicazione. Di seguito, in modo sintetico, e senza alcuna pretesa di esaustività, sono indicati alcuni fattori che rendono le valutazioni non completamente adeguate a rappresentare e a prevenire il rischio per l’uomo e per l’ambiente, ad esempio nella fase di autorizzazione delle sostanze chimiche, e dei pesticidi in particolare. Il primo aspetto critico è la valutazione dell’esposizione, in particolare nel caso di sorgenti diffuse come possono essere quelle derivanti dall’uso dei pesticidi. La valutazione viene fatta generalmente su scenari ipotetici idealizzati, non rappresentativi delle situazioni reali. Come riconosciuto nel documento “Addressing the New Challenges for Risk Assessment” ad opera dei tre comitati scientifici della Commissione Europea [SCHER, SCENIHR, SCCS, 2013], la valutazione preventiva del rischio non è sufficientemente adeguata, in particolare la valutazione del rischio per l’ambiente manca di realismo. Questo, sulla base dell’esperienza acquisita, è particolarmente vero per gli scenari di esposizione utilizzati nelle autorizzazione dei pesticidi, che non sono sufficientemente rappresentativi dell’uso su larga scala dei pesticidi. Altro aspetto critico è la valutazione di pericolo, in particolare per alcune sostanze considerate “senza soglia”. Fra queste ci sono alcune delle più pericolose per uomo e ambiente, come le sostanze CMR, PBT/vPvB, IE. L’attuale regolamentazione non consente più l’immissione in commercio di prodotti contenenti tali sostanze, ma la valutazione è ovviamente in continua evoluzione con lo stato delle conoscenze. Questo è vero in modo particolare per le sostanze IE, in quanto mancano ancora criteri di identificazione condivisi, e l’individuazione deve essere fatta con valutazioni caso per caso. Di particolare rilevanza per i potenziali effetti è la presenza nell’ambiente di miscele di sostanze. Come noto lo schema di valutazione del rischio considera le sostanze singolarmente, e non c’è una valutazione preventiva del rischio da esposizione multipla. Una valutazione dell’esposizione cumulativa a sostanze diverse non è facile da fare nelle valutazioni preventive in fase di autorizzazione, non solo per le lacune riguardo alle modalità di azione delle sostanze, ma soprattutto perché non si conosce la composizione delle miscele che si possono formare nell’ambiente. In ultima analisi, si vuole evidenziare il fatto che, attualmente, e in particolare nel caso dei pesticidi, non si tiene adeguatamente conto dei dati provenienti dal monitoraggio, ma si continua a fare affidamento essenzialmente su valutazioni preventive, con le limitazioni sopra indicate. I dati di monitoraggio sono strumenti preziosi per la valutazione retrospettiva della qualità ambientale e del rischio. Aiutano a identificare lo stato generale di un ambiente reale e a caratterizzare le possibili minacce. I dati di monitoraggio possono anche essere utili nel determinare il grado di realismo di una valutazione del rischio in termini di convalida di modelli, approcci e conclusioni che derivano dalle valutazioni preventive.

97


98


12. TABELLE DI SINTESI DEL MONITORAGGIO

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

Max

3,3 4,0 1,5 2,9 37,9 0,7 1,2 2,1 1,6 0,9 0,8 18,9 1,0 1,4 4,1 0,3 0,4 0,7 0,0 0,1 0,6 0,1 0,1 0,1 0,3 0,2 0,5 0,0 0,1 0,2 0,4 0,1 18,0 0,0 0,4 3,4 0,4 0,3 0,1 0,0 0,0 0,4 1,9 0,7 0,2 0,1 0,2 0,0 0,6 0,0 0,5 0,1 0,4 0,0 0,2 0,0 2,1 0,0 0,2 0,0 0,0 0,1 0,0

95-esimo

226 261 94 57 412 33 64 91 72 23 19 205 30 37 27 14 18 9 0 7 8 5 2 5 10 6 17 3 6 8 7 7 47 0 7 17 4 5 2 1 0 7 7 15 4 5 2 0 10 0 5 3 8 0 5 0 4 2 1 1 0 1 3

90-esimo

16,4 16,8 15,7 36,3 40,1 7,1 6,7 7,7 6,7 10,5 10,6 21,0 7,4 8,2 31,7 4,3 4,0 11,3 10,5 1,6 8,5 2,8 4,2 1,6 2,5 3,1 2,7 1,3 1,4 2,1 4,0 1,1 29,9 5,0 4,3 14,5 5,7 4,1 3,5 2,6 16,2 3,3 16,4 2,8 3,2 1,3 4,3 3,4 2,8 8,9 4,4 1,2 2,1 11,7 1,7 12,7 19,7 0,8 5,5 1,3 10,7 1,6 0,5

75-esimo

25-esimo

6863 1124 6500 1092 6175 967 1953 708 1088 436 4956 351 5136 345 4398 338 4416 298 2544 267 2408 255 1087 228 2991 221 2689 220 660 209 4578 196 4294 170 1202 136 1239 130 6899 112 1264 108 3850 107 2425 101 5855 96 3659 93 3032 93 3227 88 6778 87 5830 84 3809 80 1982 79 6899 78 261 78 1547 77 1740 75 497 72 1124 64 1524 63 1765 62 2350 61 377 61 1842 60 359 59 2072 57 1777 57 4068 54 1203 52 1542 52 1663 47 492 44 999 44 3668 43 1994 41 341 40 2303 39 308 39 188 37 4449 35 640 35 2560 33 308 33 1981 31 6085 30

% > 0,1 µg/L

42,8 41,8 39,7 67,7 63,3 21,3 17,8 21,0 23,7 24,5 26,1 47,0 21,5 30,6 55,8 12,9 11,7 27,7 31,8 5,3 32,0 12,5 17,3 6,6 9,9 10,6 13,7 3,9 5,0 8,8 10,0 5,4 82,1 14,9 19,2 29,1 16,1 22,1 9,4 7,1 29,2 4,0 32,5 13,2 16,8 1,8 14,1 10,4 10,3 14,3 7,2 7,3 10,1 33,3 9,7 40,0 38,0 4,3 14,9 8,4 40,0 8,8 2,5

> 0,1 µg/L

475 422 385 176 178 147 138 162 174 107 93 132 88 114 58 98 80 57 48 58 58 76 59 58 53 47 62 41 45 42 31 58 23 27 53 44 40 42 27 23 14 15 37 45 42 15 29 28 29 14 10 39 35 11 34 12 27 28 15 28 12 26 27

% presenze

1109 1010 969 260 281 689 774 770 733 437 357 281 410 373 104 757 685 206 151 1087 181 607 342 879 534 442 452 1060 900 477 310 1083 28 181 276 151 249 190 286 324 48 371 114 341 250 814 205 268 281 98 138 531 345 33 349 30 71 646 101 335 30 297 1063

Presenze

% presenze

0,050 0,050 0,050 0,010 0,100 0,020 0,020 0,050 0,050 0,010 0,010 0,100 0,010 0,020 0,005 0,010 0,020 0,020 0,010 0,050 0,010 0,010 0,010 0,010 0,010 0,010 0,020 0,010 0,010 0,010 0,010 0,050 0,020 0,010 0,010 0,010 0,050 0,010 0,050 0,020 0,020 0,010 0,005 0,010 0,010 0,010 0,010 0,025 0,020 0,020 0,050 0,010 0,020 0,020 0,010 0,020 0,005 0,010 0,005 0,010 0,020 0,010 0,050

N. Campioni

Presenze

TERBUTILAZINA METOLACLOR TERBUTILAZINA-DESETIL IMIDACLOPRID AMPA METALAXIL OXADIAZON BENTAZONE MCPA BOSCALID AZOSSISTROBINA GLIFOSATE CLORIDAZON DIMETOMORF CARBENDAZIM DIURON 2,4-DICLOROFENOSSIACET. TEBUCONAZOLO CLORANTRANILIPROLO ATRAZINA TIAMETOXAM DIMETOATO LENACIL ATRAZINA DESETIL PROPIZAMIDE PENCONAZOLO MECOPROP CLORPIRIFOS LINURON PIRIMETANIL FENHEXAMID SIMAZINA QUINCLORAC ACETAMIPRID IPROVALICARB METALAXIL-M DICAMBA BENSULFURON-METILE TERBUTRYN CIPRODINIL FLUDIOXONIL HEXACHLOROCYCLOHEXANE NICOSULFURON METAMITRON PROPICONAZOLO TRIFLURALIN METOSSIFENOZIDE OXADIXIL 2,6-DICLOROBENZAMMIDE PROPOXUR TRIADIMENOL ETOFUMESATE ACETOCLOR FENAMIFOS FLUFENACET IMAZALIL FLUOPICOLIDE METRIBUZIN PROPAMOCARB CLOROTOLURON FLUAZIFOP SPIROXAMINA ALACLOR

Punti monitoraggio

5915-41-3 51218-45-2 30125-63-4 105827-78-9 1066-51-9 57837-19-1 19666-30-9 25057-89-0 94-74-6 188425-85-6 131860-33-8 1071-83-6 1698-60-8 110488-70-5 10605-21-7 330-54-1 94-75-7 107534-96-3 500008-45-7 1912-24-9 153719-23-4 60-51-5 2164-08-1 6190-65-4 23950-58-5 66246-88-6 7085-19-0 2921-88-2 330-55-2 53112-28-0 126833-17-8 122-34-9 84087-01-4 135410-20-7 140923-17-7 70630-17-0 1918-00-9 83055-99-6 886-50-0 121552-61-2 131341-86-1 608-73-1 111991-09-4 41394-05-2 60207-90-1 1582-09-8 161050-58-4 77732-09-3 2008-58-4 114-26-1 55219-65-3 26225-79-6 34256-82-1 22224-92-6 142459-58-3 35554-44-0 239110-15-7 21087-64-9 24579-73-5 15545-48-9 69335-91-7 118134-30-8 15972-60-8

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.1 - DATI NAZIONALI ACQUE SUPERFICIALI 2013

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ 0,010 0,243 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,020 <LQ 0,010 <LQ 0,020 0,010 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,010 0,025 0,010 0,025 0,013 0,025 0,025 0,015 0,025 0,010 0,010 <LQ 0,030 <LQ 0,010 0,013 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 <LQ 0,010 0,015 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 0,010 <LQ 0,010 <LQ

<LQ <LQ <LQ 0,040 0,830 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,025 0,230 0,010 0,050 0,040 0,025 0,025 0,025 0,010 <LQ 0,010 0,025 0,025 0,025 0,025 0,025 0,025 0,025 0,030 0,025 0,025 <LQ 0,270 0,010 0,025 0,015 <LQ 0,010 <LQ 0,025 0,030 0,025 0,020 0,015 0,010 0,025 <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,025 0,020 0,010 0,020 0,025 0,025 0,010 0,010 0,020 0,050 <LQ

0,070 0,090 <LQ 0,070 1,833 0,025 0,025 0,050 <LQ 0,025 0,025 0,350 0,015 0,050 0,077 0,025 0,025 0,025 0,010 <LQ 0,010 0,050 0,025 0,025 0,025 0,025 0,025 0,025 0,050 0,025 0,025 0,050 0,560 0,010 0,025 0,055 <LQ 0,010 <LQ 0,025 0,030 0,025 0,070 0,022 0,010 0,025 <LQ 0,025 0,050 0,020 <LQ 0,025 0,025 0,030 0,015 0,030 0,049 0,025 0,018 0,010 0,030 0,050 <LQ

5,700 7,410 5,550 14,693 36,600 1,670 1,520 1,980 6,020 1,400 3,900 108,500 1,800 0,400 1,760 6,242 1,700 0,675 0,100 0,390 0,850 1,470 0,130 0,220 1,100 0,360 1,100 0,452 0,590 1,700 0,740 0,250 9,820 0,100 0,580 2,695 0,500 0,250 0,280 0,690 0,080 0,550 0,200 7,300 4,284 0,220 0,210 0,072 0,230 0,040 0,510 0,190 0,990 0,090 0,370 0,090 0,854 0,180 0,135 24,440 0,090 0,140 0,480

99


100

1 0 1 1 10 1 0 1 2 0 5 0 0 0 0 0 1 0 5 0 7 0 1 0 1 2 2 1 2 0 0 1 0 1 0 1 0 1 1 0 0 0 0 2 0 0 0 2 0 1 0 0 0 0 1 0 0 0 1 1 2 0 0 0 0 1 0 0

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,013 0,010 0,010 <LQ 0,013 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ 0,010 0,5* <LQ <LQ <LQ 0,013 <LQ 0,010 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ 0,013 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,073 <LQ <LQ

0,010 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,025 0,010 <LQ 0,025 0,010 0,025 <LQ 0,025 0,010 <LQ 0,030 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ 0,025 0,5* <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 0,025 0,025 <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,025 0,050 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,113 <LQ <LQ

Max

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

95-esimo

0,1 0,0 0,1 0,0 0,8 0,2 0,0 0,1 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,2 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,3 0,1 0,3 0,1 3,3 0,0 0,0 0,1 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,4 0,0 0,0 0,0 0,0 25,0 0,0 0,0

90-esimo

> 0,1 µg/L

% presenze 1,7 3,8 1,5 0,8 1,9 4,9 2,4 1,8 0,4 7,1 1,1 2,1 5,3 1,2 1,5 0,6 4,4 2,9 0,6 1,1 0,6 0,8 0,3 1,4 3,3 0,3 1,8 1,1 18,0 0,7 0,9 1,0 3,2 2,5 2,9 0,3 2,1 2,6 0,1 0,5 2,1 2,3 1,9 0,1 0,2 0,2 0,2 0,4 0,3 0,4 1,6 0,4 0,4 0,7 1,6 1,6 1,6 0,2 0,5 0,1 0,8 0,3 0,3 0,3 0,9 75,0 0,1 0,2

75-esimo

30 30 29 25 24 24 23 22 22 22 20 20 20 19 19 17 17 16 16 16 15 14 14 13 12 11 11 11 11 10 10 10 10 9 9 9 8 8 7 7 7 7 6 6 6 6 6 6 5 5 5 5 5 5 5 5 5 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3 3

25-esimo

15 6,8 1808 12 5,5 794 19 6,9 1976 25 5,9 2996 23 15,2 1239 15 15,6 490 17 11,3 956 19 12,6 1239 21 2,4 5759 9 30,0 308 19 7,3 1751 14 9,3 956 10 21,3 376 7 2,6 1593 11 6,0 1268 15 4,6 2719 9 23,7 390 9 9,1 548 14 3,4 2881 12 4,8 1458 11 2,8 2469 13 5,6 1808 13 2,1 4132 10 4,6 911 8 20,5 367 7 1,4 3305 9 8,2 618 6 4,7 1002 9 32,1 61 8 4,0 1343 8 4,8 1156 7 5,0 956 6 20,0 308 7 21,9 353 9 30,0 308 5 1,1 2839 5 10,0 381 6 20,0 308 6 0,7 5431 2 1,1 1379 5 6,9 335 5 16,7 308 5 16,7 308 6 0,8 4513 6 0,9 3849 2 0,4 2689 5 1,7 2433 6 2,0 1577 5 2,0 1438 4 1,8 1141 3 10,0 308 5 1,4 1412 5 2,3 1138 5 3,3 674 5 16,1 320 5 16,7 308 4 13,3 308 4 1,4 1877 2 1,8 809 4 0,8 3146 4 3,9 506 3 2,7 996 2 1,3 959 3 2,0 957 2 6,3 324 3 100,0 4 3 0,7 2357 2 0,6 1779

Presenze

N. Campioni

% presenze

220 217 277 427 151 96 151 151 869 30 259 151 47 273 183 329 38 99 409 248 397 231 629 217 39 517 110 128 28 201 166 140 30 32 30 469 50 30 911 185 72 30 30 728 640 528 303 301 255 219 30 366 217 152 31 30 30 290 110 508 102 110 153 152 32 3 403 358

Presenze

0,010 0,010 0,010 0,010 0,010 0,020 0,010 0,010 0,020 0,020 0,020 0,010 0,020 0,100 0,010 0,020 0,010 0,020 0,020 0,010 0,020 0,010 0,010 0,005 0,020 0,010 0,005 0,050 0,020 0,050 0,050 0,005 0,020 0,020 0,020 0,010 0,020 0,020 0,010 0,100 0,005 0,02 0,02 0,01 0,02 0,01 0,02 0,05 0,01 0,01 0,02 0,01 0,01 0,05 0,020 0,020 0,020 0,010 0,050 0,010 0,050 0,020 0,050 0,010 0,020 0,050 0,050 0,020

% > 0,1 µg/L

PIRIMICARB 3,4-DICLOROANILINA METAZACLOR ATRAZINA DESISOPROPIL DIMETENAMID-P CIPROCONAZOLO FENAMIDONE PETOXAMIDE PENDIMETALIN EXITIAZOX DIMETENAMIDE PROCLORAZ ETOFENPROX METAMIDOFOS TIACLOPRID CARBOFURAN NAFTALENE METOMIL DIAZINON CIMOXANIL DICLORVOS PROPAZINA ISOPROTURON BH (R)-MECOPROP CARBARIL MOLINATE AZIMSULFURON MICLOBUTANIL TRICICLAZOLO DICLORPROP PROMETRINA OXIFLUORFEN CIROMAZINA FENAZAQUIN OXAMIL CLORFENVINFOS METIOCARB TRIBENURON-METILE MALATION 1,2-DICLOROETANO METOLACLOR (isomero R) TOLILFLUANIDE CLODINAFOP-PROPARGIL CLORPIRIFOS-METILE PROCIMIDONE ISODRIN IPRODIONE FENTION MEPANIPYRIM PIRACLOSTROBIN MONOLINURON PROPANIL MANDIPROPAMID BENALAXIL CADUSAFOS BITERTANOLO IMAZAPIR KRESOXIM-METILE QUINOXIFEN PARATION BROMACILE AMIDOSULFURON DIFENOCONAZOLO TRIFLOXISTROBIN ALDICARB METRAFENONE HCH, alfa DICLORAN

Punti monitoraggio

23103-98-2 95-76-1 67129-08-2 1007-28-9 163515-14-8 94361-06-5 161326-34-7 106700-29-2 40487-42-1 78587-05-0 87674-68-8 67747-09-5 80844-07-1 10265-92-6 111988-49-9 1563-66-2 91-20-3 16752-77-5 333-41-5 57966-95-7 62-73-7 139-40-2 34123-59-6 93-65-2 63-25-2 2212-67-1 120162-55-2 88671-89-0 41814-78-2 120-36-5 7287-19-6 42874-03-3 66215-27-8 120928-09-8 23135-22-0 470-90-6 2032-65-7 101200-48-0 121-75-5 107-06-2 178961-20-1 731-27-1 105512-06-9 5598-13-0 32809-16-8 465-73-6 36734-19-7 55-38-9 110235-47-7 175013-18-0 1746-81-2 709-98-8 374726-62-2 71626-11-4 95465-99-9 55179-31-2 81334-34-1 143390-89-0 124495-18-7 56-38-2 314-40-9 120923-37-7 119446-68-3 141517-21-7 116-06-3 220899-03-6 319-84-6 99-30-9

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.1 - DATI NAZIONALI ACQUE SUPERFICIALI 2013

0,020 0,120 0,025 0,070 0,025 0,277 0,025 0,140 <LQ 0,870 <LQ 0,131 <LQ 0,060 <LQ 0,140 0,025 0,610 0,020 0,050 <LQ 1,020 <LQ 0,070 0,020 0,040 <LQ 0,050 0,010 0,040 <LQ 0,100 0,025 4,200 <LQ 0,080 0,025 0,380 0,010 0,050 <LQ 0,340 0,025 0,080 0,010 0,170 0,025 0,091 0,023 94,000 0,025 0,260 0,011 0,390 <LQ 0,120 0,080 0,130 <LQ 0,030 <LQ 0,030 0,025 0,228 <LQ 0,050 <LQ 0,110 <LQ 0,030 0,025 0,210 <LQ 0,020 <LQ 0,120 0,025 4,500 0,5* 0,032 <LQ 0,021 <LQ 0,070 <LQ 0,040 0,025 0,310 0,025 0,043 0,025 0,050 0,025 0,070 <LQ 25,110 0,025 0,050 <LQ 0,160 <LQ 0,030 0,025 0,080 <LQ 0,022 <LQ 0,021 <LQ 0,260 <LQ 0,020 <LQ 0,030 0,025 0,060 <LQ 0,120 0,025 0,440 0,050 0,220 <LQ 0,030 <LQ 0,100 <LQ 0,070 <LQ 0,030 0,127 0,140 <LQ 0,030 <LQ 0,030


95-esimo

0,0 0,0 0,0 0,0 66,7 0,0 0,3 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,6 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

90-esimo

0 0 0 0 2 0 1 0 1 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0

% > 0,1 µg/L

> 0,1 µg/L

% presenze

N. Campioni

% presenze

Presenze

3 0,3 3 0,3 3 0,6 3 1,2 3 100,0 2 0,1 2 0,6 2 0,6 2 0,6 2 0,1 2 0,2 2 0,2 2 0,6 2 1,2 1 0,0 1 0,0 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,3 1 0,3 1 0,3 1 0,3 1 0,7 1 100,0 1 100,0 1 0,0 1 0,0 1 0,0 1 0,1 1 0,1 1 0,1 1 0,2 1 0,3 1 0,3 1 0,3 1 0,4 1 0,6

75-esimo

0,010 0,010 0,010 0,010 0,010 0,003 0,020 0,005 0,050 0,020 0,005 0,010

3 2,0 1149 2 1,1 948 2 3,3 475 3 14,3 248 1 100,0 3 2 0,3 2581 2 4,2 342 2 6,7 308 2 6,7 308 2 1,1 1559 2 0,9 1122 2 1,1 842 2 2,8 332 2 3,1 161 1 0,3 2133 1 0,3 2074 1 0,6 1360 1 0,7 1085 1 0,7 958 1 0,7 957 1 0,7 956 1 0,7 956 1 0,7 956 1 0,7 956 1 0,7 956 1 1,4 332 1 2,4 319 1 3,3 308 1 3,3 308 1 2,7 138 1 100,0 1 1 100,0 1 1 0,2 3003 1 0,3 2393 1 0,2 2167 1 0,3 1852 1 0,5 1345 1 0,4 1226 1 1,0 490 1 1,4 332 1 2,5 315 1 3,3 308 1 1,3 242 1 2,1 177

50-esimo

0,050 0,020 0,020 0,020 0,010 0,010 0,020 0,005 0,005 0,050 0,010 0,010 0,050 0,020 0,010 0,010 0,010 0,010 0,020 0,010 0,005 0,020 0,020 0,020 0,025

150 179 60 21 1 574 48 30 30 182 216 179 71 64 378 390 166 150 153 152 151 151 151 151 151 71 41 30 30 37 1 1 564 313 426 353 200 240 96 71 40 30 75 48

Presenze

0,020 0,013 0,020 0,020

Punti monitoraggio

ESAZINONE MEVINPHOS DEMETON-S-METILE FLUAZIFOP-BUTYL FLUTRIAFOL FENITROTION TRIAZOFOS ALDICARBSULFONE DISULFOTON BUPROFEZIN 2,4,5-TRICLOROFENOSSIACET. QUIZALOFOP-ETILE TRALCOXIDIM FLUROXIPIR PARATION-METILE ENDOSULFAN PROPACLOR EPTENOFOS ZOXAMIDE TETRACONAZOLO FENBUCONAZOLO TRITICONAZOLO EPOSSICONAZOLO ISOXAFLUTOLE SPIROTETRAMMATO CLOPYRALID PIRAZOFOS ETOPROFOS PROPARGITE CICLOATO CIAZOFAMID ETOXAZOLO ALDRIN METIDATION DDE, pp HCH, beta BUPIRIMATE DDE, op TRIASULFURON FENPROPIDIN PIPERONIL-BUTOSSIDO TRIADIMEFON 2,4-DICLOROFENOSSIBUT. CLOMAZONE

25-esimo

51235-04-2 7786-34-7 919-86-8 69806-50-4 76674-21-0 122-14-5 24017-47-8 1646-88-4 298-04-4 69327-76-0 93-76-5 76578-14-8 87820-88-0 69377-81-7 298-00-0 115-29-7 1918-16-7 23560-59-0 156052-68-5 112281-77-3 114369-43-6 131983-72-7 135319-73-2 141112-29-0 203313-25-1 1702-17-6 13457-18-6 13194-48-4 2312-35-8 1134-23-2 120116-88-3 153233-91-1 309-00-2 950-37-8 72-55-9 319-85-7 41483-43-6 3424-82-6 82097-50-5 67306-00-7 51-03-6 43121-43-3 94-82-6 81777-89-1

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

<LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ 0,015 0,025 <LQ 0,010 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025* 0,025* <LQ 0,010 0,025* 0,025* <LQ <LQ 0,010 0,010 <LQ 0,005* 0,005* 0,005* <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,008 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ

Max

TAB. 12.1 - DATI NAZIONALI ACQUE SUPERFICIALI 2013

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 0,010 0,025* 0,025* <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

0,050 0,020 0,053 0,030 0,620 0,050 0,180 0,020 2,700 0,020 0,010 0,080 0,015 0,125 0,020 0,070 0,020 0,040 1,300 0,020 0,010 0,010 0,010 0,050 0,010 0,005 0,040 0,220 0,020 0,041 0,053 0,060 0,050 0,030 0,001 0,020 0,060 0,003 0,020 0,005 0,050 0,030 0,011 0,020

I valori percentili contrassegnati con * sono maggiori del valore massimo in quanto nella determinazione pesano gli elevati limiti di quantificazione di alcuni laboratori regionali

101


53112-28-0 55219-65-3 153719-23-4 131860-33-8 94361-06-5 110488-70-5 122-34-9 188425-85-6 2008-58-4 121552-61-2 131341-86-1 94-75-7 107534-96-3 16752-77-5 19666-30-9 66246-88-6 69335-91-7 91-20-3 171118-09-5 330-54-1 94-74-6 22224-92-6 107-06-2 1007-28-9 1698-60-8 2921-88-2 99-30-9 114-26-1 126833-17-8 24579-73-5 135410-20-7 60207-90-1 93-65-2 15972-60-8 1066-51-9 32809-16-8 23135-22-0 23103-98-2 314-40-9 35554-44-0 95465-99-9 111988-49-9 120-36-5 57646-30-7 78587-05-0 5598-13-0 7287-19-6 60168-88-9 116-06-3 120928-09-8

102

3803 3804 3959 3985 2441 1205 1271 4041 797 2710 3608 2067 778 757 1261 604 1776 3984 1071 1669 1146 546 2267 1064 697 2517 1558 341 588 100 2159 2317 408 2109 1946 1656 2836 1178 541 1476 770 771 1199 979 3729 197 2314 368 1002 857 368 374 835 824 372 341 1961 842 732 417 401

422 362 178 172 166 165 156 110 105 100 99 98 98 94 90 86 80 76 76 75 74 72 61 59 57 52 50 50 48 44 42 40 39 38 38 35 32 30 27 25 23 22 22 22 20 18 18 18 17 16 16 16 15 14 13 13 12 12 12 11 11

11,1 9,5 4,5 4,3 6,8 13,7 12,3 2,7 13,2 3,7 2,7 4,7 12,6 12,4 7,1 14,2 4,5 1,9 7,1 4,5 6,5 13,2 2,7 5,5 8,2 2,1 3,2 14,7 8,2 44,0 1,9 1,7 9,6 1,8 2,0 2,1 1,1 2,5 5,0 1,7 3,0 2,9 1,8 2,2 0,5 9,1 0,8 4,9 1,7 1,9 4,3 4,3 1,8 1,7 3,5 3,8 0,6 1,4 1,6 2,6 2,7

40 24 16 9 87 45 46 28 9 42 7 12 34 2 18 3 3 5 11 16 6 3 0 13 1 18 4 0 0 2 4 0 8 18 4 0 5 0 0 2 1 0 4 0 1 13 2 2 0 4 0 8 0 0 8 0 9 0 0 0 2

1,1 0,6 0,4 0,2 3,6 3,7 3,6 0,7 1,1 1,5 0,2 0,6 4,4 0,3 1,4 0,5 0,2 0,1 1,0 1,0 0,5 0,5 0,0 1,2 0,1 0,7 0,3 0,0 0,0 2,0 0,2 0,0 2,0 0,9 0,2 0,0 0,2 0,0 0,0 0,1 0,1 0,0 0,3 0,0 0,0 6,6 0,1 0,5 0,0 0,5 0,0 2,1 0,0 0,0 2,2 0,0 0,5 0,0 0,0 0,0 0,5

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ 0,025 0,025 <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,010 0,025 0,030 <LQ 0,010 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,010 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,010 0,025 0,030 <LQ 0,010 0,025 <LQ 0,010 0,020 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,026 <LQ 0,020 0,025 <LQ 0,010 0,014 <LQ 0,025 0,050 <LQ <LQ 0,020 0,010 0,010 0,025 <LQ 0,025 0,025 0,010 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,010 0,025 <LQ <LQ 0,030 <LQ <LQ 0,020 <LQ 0,020 0,051 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,150 0,250 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,010 0,010 <LQ 0,010 0,010 <LQ 0,010 0,010 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,020 <LQ 0,010 0,025 <LQ <LQ 0,050 <LQ <LQ 0,020 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,015 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025* 0,025* <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ

Max

16,1 13,0 6,8 6,0 4,4 11,8 10,3 4,5 17,4 5,1 3,7 3,4 10,9 10,2 5,6 11,8 3,7 2,7 6,4 5,3 7,5 19,8 3,4 5,5 6,0 3,5 3,0 29,0 18,9 47,8 2,2 2,4 19,1 3,7 3,0 2,9 1,4 2,5 6,7 2,8 5,5 4,6 1,7 4,5 1,0 15,0 0,7 12,0 1,6 3,1 12,0 7,6 2,7 2,6 3,8 11,8 0,3 2,0 2,4 8,8 8,3

95-esimo

325 263 142 125 58 60 71 96 58 77 70 38 34 37 39 35 34 56 38 54 46 40 41 29 23 47 25 27 34 33 27 30 22 33 34 29 21 17 19 21 18 17 12 20 19 15 9 13 8 14 13 8 12 11 4 11 3 8 8 10 10

90-esimo

2017 2027 2077 2080 1308 507 686 2116 333 1520 1896 1108 313 364 692 296 911 2079 598 1013 613 202 1205 532 383 1341 825 93 180 69 1248 1272 115 883 1129 984 1538 680 282 746 329 367 690 443 1960 100 1253 108 514 455 108 105 442 419 105 93 1019 401 334 114 120

75-esimo

0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,005 0,010 0,020 0,005 0,050 0,020 0,020 0,010 0,010 0,010 0,020 0,020 0,020 0,010 0,020 0,020 0,010 0,020 0,005 0,020 0,020 0,010 0,020 0,010 0,010 0,020 0,020 0,020 0,100 0,050 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,005 0,010 0,010 0,020 0,050 0,100 0,020 0,020 0,010 0,050 0,020 0,020 0,010 0,050 0,020 0,020 0,010 0,050 0,020 0,020 0,020

25-esimo

TERBUTILAZINA-DESETIL ATRAZINA DESETIL TERBUTILAZINA ATRAZINA METALAXIL OXADIXIL IMIDACLOPRID METOLACLOR CARBENDAZIM BENTAZONE LINURON PIRIMETANIL TRIADIMENOL TIAMETOXAM AZOSSISTROBINA CIPROCONAZOLO DIMETOMORF SIMAZINA BOSCALID 2,6-DICLOROBENZAMMIDE CIPRODINIL FLUDIOXONIL 2,4-DICLOROFENOSSIACET. TEBUCONAZOLO METOMIL OXADIAZON PENCONAZOLO FLUAZIFOP NAFTALENE METOLACLOR-ESA DIURON MCPA FENAMIFOS 1,2-DICLOROETANO ATRAZINA DESISOPROPIL CLORIDAZON CLORPIRIFOS DICLORAN PROPOXUR FENHEXAMID PROPAMOCARB ACETAMIPRID PROPICONAZOLO BH (R)-MECOPROP ALACLOR AMPA PROCIMIDONE OXAMIL PIRIMICARB BROMACILE IMAZALIL CADUSAFOS TIACLOPRID DICLORPROP FURALAXIL EXITIAZOX CLORPIRIFOS-METILE PROMETRINA FENARIMOL ALDICARB FENAZAQUIN

% > 0,1 µg/L

> 0,1 µg/L

330-55-2

% presenze

25057-89-0

Presenze

105827-78-9 51218-45-2 10605-21-7

N. Campioni

77732-09-3

% presenze

57837-19-1

Presenze

5915-41-3 1912-24-9

Punti monitoraggio

30125-63-4 6190-65-4

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.2 - DATI NAZIONALI ACQUE SOTTERRANEE 2013

0,030 2,700 0,030 0,450 0,025 0,750 0,025 0,310 0,040 5,500 0,080 1,750 0,070 0,910 0,025 3,560 0,030 2,900 0,050 1,640 0,025 2,500 0,025 27,800 0,061 39,720 0,040 0,140 0,025 0,990 0,030 0,420 0,050 0,250 0,025 0,280 0,025 1,750 0,050 1,270 0,025 0,430 0,030 0,490 0,025 0,060 0,025 0,670 0,025 6,500 0,025 0,710 0,025 0,460 0,040 0,090 0,025 0,100 0,071 0,220 0,025 0,850 0,025 0,100 0,030 1,100 0,500 1,800 <LQ 0,460 <LQ 0,060 0,025 2,000 <LQ 0,060 <LQ 0,040 0,025 0,150 0,020 0,250 0,020 0,060 0,010 0,410 0,025 0,040 <LQ 0,110 0,202 2,850 0,025 0,210 0,025 1,020 0,025 0,030 0,050 0,200 0,025 0,090 <LQ 3,350 0,013 0,030 <LQ 0,050 <LQ 0,410 <LQ 0,040 0,025 1,410 <LQ 0,030 0,025* 0,020 0,025 0,030 0,025 0,130


70630-17-0 56-38-2 63-25-2 69806-50-4 239110-15-7 87674-68-8 80844-07-1 13457-18-6 161050-58-4 10061-02-6 1071-83-6 57018-04-9 731-27-1 88671-89-0 1563-66-2 1918-00-9 142-28-9 111991-09-4 23950-58-5 470-90-6 333-41-5 51235-04-2 542-75-6 1897-45-6 1646-87-3 709-98-8 55-38-9 121-75-5 1031-07-8 2032-65-7 105512-06-9 21087-64-9 118134-30-8 10265-92-6 142459-58-3 40487-42-1 42874-03-3 41483-43-6 298-04-4 55179-31-2 56-72-4 30125-64-5 959-98-8 82097-50-5 95-76-1 1024-57-3 175013-18-0 112281-77-3 17040-19-6 309-00-2 34123-59-6 60-51-5

3,3 0,6 2,8 0,6 1,0 0,4 0,7 1,4 2,3 2,3 0,7 1,5 2,4 3,4 0,6 1,9 1,4 1,5 2,1 3,6 0,9 1,7 1,0 0,4 0,5 1,8 2,3 0,3 0,5 0,5 0,7 1,8 0,3 1,4 0,4 0,7 0,2 0,3 0,6 1,2 0,1 0,2 0,3 0,3 0,1 0,3 0,4 0,8 0,8 0,9 8,6 0,3 0,5 1,2 0,3 0,3 0,5 0,5 0,1 0,1 0,1

9 1 0 9 0 5 1 8 0 2 1 1 0 0 4 0 2 0 7 7 1 1 0 0 0 4 1 0 1 2 2 6 0 0 3 1 1 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1

2,7 0,1 0,0 0,5 0,0 0,2 0,1 1,2 0,0 0,5 0,1 0,2 0,0 0,0 0,3 0,0 0,4 0,0 2,1 3,6 0,1 0,2 0,0 0,0 0,0 1,2 0,4 0,0 0,1 0,2 0,2 1,8 0,0 0,0 0,3 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 <LQ <LQ 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

Max

11 10 10 10 10 9 9 9 9 9 8 8 8 8 8 8 7 7 7 7 7 7 7 6 6 6 6 6 6 6 6 6 5 5 5 5 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2

95-esimo

333 1597 362 1750 993 2045 1359 656 400 396 1192 545 331 236 1265 422 487 452 333 197 747 422 732 1556 1269 331 257 1879 1182 1124 819 333 1504 368 1191 685 2440 1345 636 341 2441 1408 1055 1044 3049 1055 809 374 368 341 35 1018 577 260 768 652 437 368 2494 2227 2062

90-esimo

9,2 0,9 8,8 0,3 1,4 0,6 1,2 0,7 2,7 3,2 1,1 3,2 9,2 4,3 1,1 5,9 0,5 1,6 6,9 5,0 0,7 0,7 1,8 0,7 0,9 4,6 2,9 0,5 0,9 1,1 1,2 5,7 0,2 3,7 0,7 1,7 0,3 0,3 0,7 4,3 0,2 0,4 0,6 0,3 0,2 0,6 0,5 1,9 2,8 3,2 25,0 0,5 1,1 1,1 0,3 0,4 0,7 1,9 0,2 0,2 0,2

75-esimo

8 9 10 3 8 6 8 2 7 9 6 7 8 8 8 8 1 5 6 5 3 1 6 6 6 4 6 5 5 6 6 5 2 4 5 5 4 2 2 4 3 3 3 2 3 3 2 2 3 3 3 2 3 2 1 2 2 2 2 2 2

25-esimo

87 972 114 937 552 1060 672 302 256 283 571 218 87 188 743 135 206 307 87 100 408 135 334 831 651 87 209 984 572 539 490 87 882 108 764 302 1328 649 287 93 1260 707 508 616 1614 508 391 105 108 93 12 432 281 176 339 459 286 108 1193 1212 1073

% > 0,1 µg/L

0,100 0,020 0,020 0,020 0,010 0,020 0,010 0,010 0,010 0,005 0,010 0,020 0,020 0,005 0,020 0,020 0,020 0,010 0,100 0,100 0,005 0,020 0,020 0,020 0,050 0,100 0,005 0,010 0,010 0,020 0,020 0,100 0,020 0,020 0,020 0,050 0,020 0,005 0,020 0,020 0,020 0,010 0,005 0,010 0,020 0,005 0,010 0,020 0,020 0,020 0,050 0,010 0,020 0,010 0,010 0,010 0,010 0,020 0,010 0,020 0,010

> 0,1 µg/L

CIS-1,3DICHLOROPROPENE CLOROTOLURON TRIBENURON-METILE IPRODIONE CIMOXANIL MOLINATE LENACIL ETOPROFOS CLORANTRANILIPROLO METALAXIL-M PARATION CARBARIL FLUAZIFOP-BUTYL FLUOPICOLIDE DIMETENAMIDE ETOFENPROX PIRAZOFOS METOSSIFENOZIDE T-1,3-DICLOROPROPENE GLIFOSATE TOLCLOFOS-METILE TOLILFLUANIDE MICLOBUTANIL CARBOFURAN DICAMBA 1,3-DICLOROPROPANO NICOSULFURON PROPIZAMIDE CLORFENVINFOS DIAZINON ESAZINONE 1,3-DICLOROPROPENE CLOROTALONIL ALDICARBSULFOSSIDO PROPANIL FENTION MALATION ENDOSULFAN-SOLFATO METIOCARB CLODINAFOP-PROPARGIL METRIBUZIN SPIROXAMINA METAMIDOFOS FLUFENACET PENDIMETALIN OXIFLUORFEN BUPIRIMATE DISULFOTON BITERTANOLO CUMAFOS TERBUMETONE-DESETIL ENDOSULFAN, alfa TRIASULFURON 3,4-DICLOROANILINA EPTACLORO-EPOSSIDO PIRACLOSTROBIN TETRACONAZOLO DEMETON-S-METILE-SOLF. ALDRIN ISOPROTURON DIMETOATO

% presenze

Presenze

2164-08-1 13194-48-4 500008-45-7

N. Campioni

2212-67-1

% presenze

57966-95-7

Presenze

101200-48-0 36734-19-7

Punti monitoraggio

10061-01-5 15545-48-9

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.2 - DATI NAZIONALI ACQUE SOTTERRANEE 2013

<LQ <LQ <LQ 5,730 <LQ <LQ 0,025 0,800 <LQ <LQ <LQ 0,050 <LQ 0,025 0,025 0,460 0,010 0,010 0,010 0,060 <LQ 0,025 0,025 0,790 0,010 0,025 0,025 0,210 0,010 0,025 0,025 9,000 <LQ <LQ <LQ 0,040 0,013 0,013 0,013 0,720 0,013 0,025 0,025 0,520 0,025 0,025 0,025 0,200 <LQ <LQ <LQ 0,030 <LQ <LQ <LQ 0,034 <LQ <LQ 0,025 0,750 <LQ <LQ 0,025 0,060 <LQ 0,025 0,025 0,160 <LQ <LQ 0,025 0,060 <LQ <LQ <LQ 5,480 <LQ <LQ <LQ 1,050 0,010 0,025 0,025 1,680 <LQ <LQ 0,025 0,120 0,025 0,025 0,025 0,040 <LQ <LQ <LQ 0,080 <LQ 0,050 0,050 0,070 <LQ <LQ <LQ 0,760 <LQ <LQ 0,005 0,230 0,013 0,025 0,025 0,044 0,010 0,025 0,025 0,110 <LQ <LQ 0,025 0,200 <LQ 0,025 0,025 0,230 <LQ <LQ <LQ 12,030 <LQ <LQ 0,025* 0,020 <LQ <LQ 0,025 0,030 0,025 0,025 0,025 0,200 <LQ <LQ <LQ 0,620 <LQ 0,025 0,025 0,635 0,005 0,025* 0,025* 0,020 <LQ 0,025 0,025 0,040 <LQ <LQ <LQ 0,040 <LQ 0,025 0,025 0,140 0,010 0,025 0,05* 0,030 0,025 0,05* 0,05* 0,030 <LQ 0,015 0,015 0,060 <LQ 0,025 0,025 0,356 0,010 0,025 0,025 0,030 0,010 0,010 0,010 0,020 <LQ <LQ <LQ 0,250 <LQ <LQ 0,025 0,030 <LQ <LQ <LQ 0,040 <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ 0,010 0,025* 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,030 <LQ <LQ <LQ 0,030 <LQ 0,010 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,030 <LQ 0,010 0,025* 0,020 <LQ <LQ 0,025 0,030 <LQ 0,015 0,025 0,030 <LQ <LQ <LQ 0,030 0,015 0,025 0,025 0,230

103


140923-17-7 110235-47-7 115-29-7 120162-55-2 161326-34-7 106700-29-2 1646-88-4 1746-81-2 144550-36-7 13593-03-8 60-57-1 72-20-8 26225-79-6 62-73-7 41394-05-2 67129-08-2 53-19-0 69327-76-0 71626-11-4 24017-47-8 64902-72-3 56-23-5 86-50-0 919-86-8 81334-34-1 84087-01-4 91465-08-6

2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

0,2 0,2 0,2 0,2 2,2 0,4 0,1 0,1 0,1 0,2 0,2 0,3 0,3 0,3 0,4 0,4 0,0 0,0 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,2 0,2 0,4 50,0 0,1 0,3 0,3 1,1 2,1

0 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 1 1 0 0 1 0

0,0 <LQ <LQ 0,025 0,025 0,025 0,060 0,1 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 2,050 0,1 <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 0,360 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,020 0,0 <LQ <LQ <LQ 0,025* 0,025* 0,020 0,0 <LQ 0,005 0,005 0,025* 0,025* 0,006 0,0 <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 0,050 0,0 <LQ <LQ 0,005 0,005 0,010 0,010 0,0 <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 0,020 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,060 0,3 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,220 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025* 0,020 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,020 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,006 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,011 0,0 <LQ <LQ <LQ 0,010 0,025* 0,010 0,0 <LQ <LQ 0,015 0,025 0,025 0,040 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025* 0,020 0,1 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,120 0,0 <LQ <LQ <LQ 0,015* 0,015* 0,010 0,0 <LQ <LQ 0,025* 0,025* 0,025* 0,011 0,1 <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 1,383 0,0 <LQ <LQ 0,010 0,010 0,010 0,050 0,0 <LQ 0,013 0,025 0,025 0,025 0,050 0,0 <LQ <LQ 0,021 0,025 0,025 0,030 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,008 50,0 12,003 24,002 36,001 43,200 45,600 48,000 0,1 <LQ <LQ 0,010 0,025 0,025 1,580 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,020 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,020 1,1 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,270 0,0 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,023

I valori percentili contrassegnati con * sono maggiori del valore massimo in quanto nella determinazione pesano gli elevati limiti di quantificazione di alcuni laboratori regionali

104

Max

95-esimo

90-esimo

75-esimo

25-esimo

1105 910 890 850 92 531 979 798 733 499 476 400 368 341 236 226 2566 2335 1909 1132 1075 1009 893 799 666 558 236 2 1642 359 341 91 48

% > 0,1 µg/L

0,3 0,5 0,3 0,6 1,3 0,8 0,2 0,2 0,3 0,3 0,3 0,4 0,9 1,1 0,5 0,6 0,1 0,1 0,1 0,2 0,2 0,2 0,2 0,3 0,2 0,4 0,5 50,0 0,1 1,0 1,1 1,3 3,3

> 0,1 µg/L

2 2 2 2 1 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

% presenze

670 419 615 347 79 250 574 533 335 318 300 256 108 93 188 159 1194 1136 1137 561 604 646 412 376 405 265 188 2 928 97 93 78 30

Presenze

0,020 0,050 0,020 0,010 0,020 0,020 0,005 0,010 0,005 0,005 0,010 0,010 0,020 0,020 0,005 0,050 0,010 0,010 0,020 0,020 0,010 0,010 0,010 0,010 0,005 0,020 0,005 0,008 0,010 0,020 0,020 0,020 0,050

N. Campioni

7786-34-7

MECOPROP PARATION-METILE ACETOCLOR DDE, pp TRICICLAZOLO MEVINPHOS IPROVALICARB MEPANIPYRIM ENDOSULFAN AZIMSULFURON FENAMIDONE PETOXAMIDE ALDICARBSULFONE MONOLINURON IODOSULF.-METILE-SODIO QUINALFOS DIELDRIN ENDRIN ETOFUMESATE DICLORVOS METAMITRON METAZACLOR DDD, op BUPROFEZIN BENALAXIL TRIAZOFOS CLORSULFURON TETRACLORURO DI CARBO. AZINFOS-METILE DEMETON-S-METILE IMAZAPIR QUINCLORAC CIALOTRINA-LAMBDA

% presenze

41814-78-2

Presenze

34256-82-1 72-55-9

Punti monitoraggio

7085-19-0 298-00-0

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.2 - DATI NAZIONALI ACQUE SOTTERRANEE 2013


94-75-7 107534-96-3 161050-58-4 500008-45-7 153719-23-4 239110-15-7 70630-17-0 330-55-2 60-51-5 23950-58-5 131341-86-1 2008-58-4 66246-88-6 55219-65-3 121552-61-2 2164-08-1 111991-09-4 148-79-8 2921-88-2 1918-00-9 1912-24-9 53112-28-0 93-65-2 84087-01-4 140923-17-7 6190-65-4 126833-17-8 178961-20-1 40487-42-1 7085-19-0 60207-90-1 135410-20-7 41814-78-2 15545-48-9 122-34-9 143390-89-0 114-26-1 142459-58-3 69335-91-7 23103-98-2 115-96-8 24579-73-5 175013-18-0 886-50-0 41394-05-2

3,1 3,8 1,4 1,4 0,7 38,7 3,1 1,2 1,7 1,5 1,1 0,3 0,8 0,7 0,8 15,2 0,3 0,2 0,1 0,4 0,4 1,1 0,6 0,1 0,3 0,1 0,3 0,4 0,1 0,3 0,1 0,1 0,2 0,7 0,1 0,3 0,0 0,2 0,3 11,3 0,2 0,0 0,2 0,5 0,1 0,3 0,0 0,2 10,9 0,1 0,1 0,2 0,0 0,1 1,0 0,3 1,1 0,2 0,1 0,1 0,2

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,005 <LQ <LQ 0,010 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ 0,013 <LQ 0,280 <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,010 <LQ 0,010 0,010 <LQ <LQ 0,020 <LQ <LQ 0,010 0,025 0,005 0,025 0,025 0,013 <LQ <LQ 0,010 <LQ 0,025 <LQ 0,005 0,020 0,015 0,025 <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,020 0,010 <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ 0,030 0,025 1,042 <LQ 0,025 0,025 0,025 0,025 0,025 <LQ 0,010 0,030 0,200 <LQ 0,025 0,010 0,010 0,010 0,025 0,013 0,025 0,025 0,025 <LQ 0,025 0,025 <LQ 0,025 0,010 0,025 0,030 0,025 0,050 <LQ 0,025 0,050 0,150 0,025 <LQ 0,025 0,005 0,025 <LQ 0,025 0,010 0,110 0,010 <LQ 0,025 <LQ 0,010 0,020 0,025 0,057 0,010 0,025 <LQ 0,025

Max

221 244 100 35 33 429 156 43 51 86 36 14 42 23 8 178 14 4 1 5 6 12 6 5 10 4 2 9 5 4 4 3 2 2 9 6 0 7 5 42 4 0 6 3 5 11 0 3 24 4 10 7 0 3 3 8 4 2 2 2 5

95-esimo

Presenze

N. Campioni

15,1 14,7 12,1 30,7 9,7 41,0 8,5 12,2 12,9 6,2 9,5 6,5 6,0 7,7 24,1 19,1 4,9 11,6 7,8 10,1 8,2 11,7 11,8 1,9 3,1 3,0 13,8 5,0 2,9 6,6 2,9 3,4 7,2 29,0 1,2 4,4 1,1 2,5 5,3 21,0 2,9 1,1 2,5 10,3 1,0 2,1 2,4 3,8 27,6 2,0 0,8 1,9 8,9 2,0 19,3 2,2 14,4 5,6 2,0 2,4 1,7

90-esimo

1698-60-8 10605-21-7 1071-83-6

7216 1092 6359 932 7020 850 2484 762 4783 463 1109 455 4996 426 3490 425 2963 381 5868 361 3405 322 4841 314 4955 296 3442 265 1062 256 1170 223 4556 221 1830 213 1862 145 1349 136 1578 129 1095 128 1062 125 6286 122 3850 121 3707 112 774 107 2117 106 3547 103 1387 92 3117 89 2656 89 1237 89 300 87 7193 85 1893 83 7361 80 3144 80 1477 79 372 78 2458 72 6619 70 2722 69 661 68 6633 67 3190 67 2712 65 1652 63 221 61 3051 60 7402 59 3048 59 654 58 2795 57 295 57 2555 55 374 54 964 54 2536 51 2076 50 2746 47

75-esimo

330-54-1 94-74-6

39,1 38,3 31,4 53,5 27,8 70,9 18,7 29,4 36,6 17,7 25,7 18,1 18,9 16,6 45,3 39,7 9,9 28,6 20,3 28,1 30,0 35,4 36,5 5,7 11,0 10,4 22,4 13,0 11,5 9,8 9,5 14,6 18,9 31,0 4,3 11,9 4,1 10,2 9,2 41,3 15,0 5,1 7,7 33,6 5,1 13,0 13,1 11,2 67,7 11,4 4,4 11,8 15,5 11,3 66,7 8,5 50,0 21,6 8,5 10,7 7,8

25-esimo

131860-33-8

397 325 302 191 163 205 148 139 162 145 118 140 150 84 68 120 68 91 51 45 54 64 73 53 72 55 26 38 57 17 37 54 47 13 44 44 44 40 28 38 54 49 29 36 48 59 50 21 21 48 47 43 15 47 18 30 24 29 30 34 36

% > 0,1 µg/L

19666-30-9

1016 849 962 357 587 289 791 473 443 820 460 773 792 506 150 302 690 318 251 160 180 181 200 923 656 528 116 293 495 173 391 370 249 42 1022 371 1065 391 305 92 360 959 377 107 949 454 382 187 31 422 1069 364 97 415 27 354 48 134 351 319 461

> 0,1 µg/L

25057-89-0 188425-85-6 110488-70-5

0,050 0,050 0,050 0,010 0,020 0,100 0,050 0,010 0,020 0,020 0,010 0,010 0,050 0,010 0,005 0,100 0,050 0,005 0,010 0,010 0,010 0,005 0,005 0,020 0,010 0,010 0,050 0,020 0,010 0,050 0,020 0,010 0,005 0,020 0,010 0,005 0,050 0,010 0,005 0,020 0,010 0,050 0,010 0,005 0,020 0,050 0,010 0,010 0,020 0,010 0,050 0,010 0,050 0,010 0,020 0,010 0,050 0,005 0,010 0,050 0,010

% presenze

1066-51-9

% presenze

57837-19-1

Presenze

30125-63-4 105827-78-9

TERBUTILAZINA METOLACLOR TERBUTILAZINA-DESETIL IMIDACLOPRID METALAXIL AMPA BENTAZONE BOSCALID DIMETOMORF OXADIAZON AZOSSISTROBINA DIURON MCPA CLORIDAZON CARBENDAZIM GLIFOSATE 2,4-DICLOROFENOSSIACET. TEBUCONAZOLO METOSSIFENOZIDE CLORANTRANILIPROLO TIAMETOXAM FLUOPICOLIDE METALAXIL-M LINURON DIMETOATO PROPIZAMIDE FLUDIOXONIL 2,6-DICLOROBENZAMMIDE PENCONAZOLO TRIADIMENOL CIPRODINIL LENACIL NICOSULFURON TIABENDAZOLO CLORPIRIFOS DICAMBA ATRAZINA PIRIMETANIL BH (R)-MECOPROP QUINCLORAC IPROVALICARB ATRAZINA DESETIL FENHEXAMID METOLACLOR (isomero R) PENDIMETALIN MECOPROP PROPICONAZOLO ACETAMIPRID TRICICLAZOLO CLOROTOLURON SIMAZINA KRESOXIM-METILE PROPOXUR FLUFENACET FLUAZIFOP PIRIMICARB TRIS (2-CLOROETIL) FOSF. PROPAMOCARB PIRACLOSTROBIN TERBUTRYN METAMITRON

Punti monitoraggio

5915-41-3 51218-45-2

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.3 - DATI NAZIONALI ACQUE SUPERFICIALI 2014

0,060 4,330 0,070 4,130 <LQ 1,200 0,040 1,890 0,025 0,670 2,018 26,800 0,060 3,780 0,030 0,870 0,040 0,860 0,025 1,550 0,025 7,760 0,025 0,810 0,050 2,220 0,010 0,930 0,030 0,284 0,431 5,180 <LQ 1,880 0,025 0,900 0,010 0,200 0,010 0,230 0,010 0,700 0,028 0,410 0,020 0,154 0,025 0,230 0,050 0,527 0,025 2,900 <LQ 0,160 0,025 0,260 0,025 0,300 <LQ 0,240 0,025 0,170 0,010 0,150 0,025 0,221 0,040 0,120 0,025 0,250 0,050 2,920 <LQ 0,100 0,025 0,400 0,050 0,177 0,405 11,700 0,025 0,370 <LQ 0,100 0,025 5,000 0,015 0,626 0,025 1,520 <LQ 0,660 0,025 0,080 0,010 0,340 0,460 2,100 0,010 0,561 <LQ 1,880 0,025 0,365 <LQ 0,070 0,010 0,200 0,020 0,566 0,025 1,020 0,070 0,360 0,012 0,863 0,025 0,110 <LQ 0,110 0,025 1,400

105


26225-79-6 35367-38-5 95-76-1 63-25-2 2212-67-1 67129-08-2 67747-09-5 98886-44-3 153233-91-1 608-73-1 298-00-0 106700-29-2 34123-59-6 124495-18-7 16752-77-5 99-30-9 10265-92-6 101200-48-0 80844-07-1 118134-30-8 374726-62-2 1563-66-2 110235-47-7 3347-22-6 107-06-2 101007-06-1 88671-89-0 2032-65-7 2312-35-8 2163-68-0 55335-06-3 67306-03-0 95465-99-9 23135-22-0 134098-61-6 120162-55-2 57966-95-7 86479-06-3 105512-06-9 171118-09-5 64628-44-0 66753-07-9 87820-88-0 1024-57-3

106

1 0 4 9 3 1 0 3 2 4 1 2 0 3 0 2 0 5 0 3 1 4 0 1 0 2 3 0 0 1 2 1 0 4 0 2 0 1 0 2 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0

0,1 0,0 0,1 0,2 0,5 0,1 0,0 0,8 0,2 0,1 0,1 0,5 0,0 0,2 0,0 0,1 0,0 0,1 0,0 0,7 0,1 0,1 0,0 0,1 0,0 0,3 0,2 0,0 0,0 0,0 0,1 0,3 0,0 0,3 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,4 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,4 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

25-esimo

2,5 1,1 1,5 1,0 7,2 2,4 11,9 10,1 3,4 0,5 2,0 8,5 2,2 1,6 1,7 1,8 15,7 0,7 11,2 6,3 2,9 0,6 1,0 1,8 12,9 3,7 1,3 1,0 1,6 0,6 1,3 5,7 1,2 1,6 6,0 2,6 0,7 0,8 0,5 0,7 7,9 1,0 5,2 0,9 1,7 3,2 66,7 6,7 6,7 4,0 2,9 4,4 0,9 0,4 5,6 3,0 50,0 3,6 50,0 1,4 0,4

% > 0,1 µg/L

46 43 43 42 42 41 40 38 33 32 32 32 31 30 28 28 28 28 28 28 24 23 23 23 23 22 22 21 20 20 19 19 19 18 18 18 17 17 14 14 14 13 13 13 12 12 12 12 12 12 11 11 10 10 10 9 9 9 9 9 8

> 0,1 µg/L

1876 3982 2871 4193 585 1711 336 375 964 6456 1599 375 1428 1854 1654 1527 178 3772 250 448 817 3828 2228 1277 178 598 1745 2147 1277 3315 1422 334 1559 1144 302 687 2565 2010 3035 2116 178 1284 250 1375 689 375 18 178 178 303 375 250 1095 2313 178 303 18 250 18 661 1971

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

Max

1689-83-4

7,0 6,6 7,1 5,4 33,0 10,9 40,0 39,4 11,9 2,7 7,9 36,4 8,5 5,3 10,1 13,6 68,8 4,9 40,9 20,6 11,0 1,6 5,9 5,8 56,3 7,8 5,3 5,8 9,1 3,1 8,4 29,0 5,4 4,7 40,7 6,9 3,9 4,9 2,5 4,0 50,0 2,6 40,9 5,6 5,1 30,3 66,7 50,0 43,8 40,7 30,3 40,9 4,8 2,4 37,5 25,9 55,6 27,3 55,6 8,4 2,3

95-esimo

7287-19-6 111988-49-9 161326-34-7

17 37 33 35 32 28 12 13 16 25 19 12 20 14 19 24 11 25 9 13 14 9 17 9 9 7 15 18 14 18 13 9 9 9 11 8 14 13 9 11 8 4 9 10 6 10 6 8 7 11 10 9 10 7 6 7 5 6 5 9 6

90-esimo

78587-05-0 42874-03-3

244 558 467 654 97 257 30 33 134 926 242 33 236 262 189 176 16 512 22 63 127 563 290 154 16 90 285 313 154 572 155 31 167 193 27 116 362 267 365 277 16 155 22 178 118 33 9 16 16 27 33 22 210 294 16 27 9 22 9 107 262

75-esimo

77732-09-3

% presenze

15972-60-8

Presenze

22224-92-6 35554-44-0 94361-06-5

N. Campioni

83055-99-6

% presenze

81777-89-1

0,010 0,050 0,020 0,010 0,010 0,010 0,020 0,020 0,005 0,050 0,005 0,020 0,005 0,050 0,010 0,010 0,020 0,010 0,020 0,010 0,050 0,010 0,010 0,010 0,020 0,050 0,010 0,050 0,010 0,010 0,050 0,020 0,020 0,005 0,020 0,050 0,010 0,010 0,020 0,010 0,020 0,100 0,020 0,050 0,020 0,020 0,010 0,020 0,020 0,001 0,020 0,020 0,005 0,010 0,020 0,020 0,010 0,020 0,010 0,005 0,030

Presenze

34256-82-1 21087-64-9

TETRACONAZOLO ATRAZINA DESISOPROPIL ACETOCLOR METRIBUZIN CLOMAZONE BENSULFURON-METILE FENAMIFOS IMAZALIL CIPROCONAZOLO ALACLOR OXADIXIL EXITIAZOX OXIFLUORFEN PROMETRINA TIACLOPRID FENAMIDONE IOXINIL ETOFUMESATE DIFLUBENZURON 3,4-DICLOROANILINA CARBARIL MOLINATE METAZACLOR PROCLORAZ FOSTIAZATE ETOXAZOLO HEXACHLOROCYCLOHEXANE PARATION-METILE PETOXAMIDE ISOPROTURON QUINOXIFEN METOMIL DICLORAN METAMIDOFOS TRIBENURON-METILE ETOFENPROX SPIROXAMINA MANDIPROPAMID CARBOFURAN MEPANIPYRIM DITIANON 1,2-DICLOROETANO ACRINATRINA MICLOBUTANIL METIOCARB PROPARGITE 2-IDROSSIATRAZINA TRICLOPIR FENPROPIMORF CADUSAFOS OXAMIL FENPIROXIMATE AZIMSULFURON CIMOXANIL ESAFLUMURON CLODINAFOP-PROPARGIL METOLACLOR-ESA TRIFLUMURON 2-IDROSSITERBUTILAZINA TRALCOXIDIM EPTACLORO-EPOSSIDO

Punti monitoraggio

112281-77-3 1007-28-9

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.3 - DATI NAZIONALI ACQUE SUPERFICIALI 2014

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,015 <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

0,010 <LQ <LQ 0,025 0,010 0,010 <LQ <LQ 0,010 <LQ 0,010 <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ 0,010 <LQ 0,015 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,25* <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,020 <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,020 <LQ 0,018 <LQ <LQ

0,025 <LQ 0,025 0,025 0,010 0,025 0,020 <LQ 0,010 <LQ 0,013 <LQ 0,025 <LQ 0,010 0,010 0,020 0,010 0,020 0,050 <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,020 <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,060 <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,5* <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,046 <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ 0,025 0,010 <LQ <LQ 0,043 <LQ 0,020 <LQ <LQ

0,025 <LQ 0,025 0,025 0,020 0,025 0,030 0,030 0,010 <LQ 0,013 0,020 0,025 <LQ 0,030 0,010 0,032 0,010 0,025 0,050 <LQ 0,025 0,020 <LQ 0,022 <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,025 <LQ 0,060 0,020 <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,010 0,020 0,5* <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,060 0,020 0,020 0,010 <LQ <LQ 0,025 0,010 0,020 <LQ 0,052 <LQ 0,023 <LQ <LQ

0,130 0,100 0,340 0,540 0,230 0,170 0,060 0,170 0,250 0,290 0,250 0,130 0,090 1,230 0,070 0,240 0,090 0,230 0,060 0,120 0,320 0,580 0,070 0,180 0,050 0,320 0,150 0,040 0,090 0,210 0,180 0,710 0,030 0,500 0,060 0,340 0,080 0,482 0,040 0,210 0,100 0,049 0,180 0,050 0,050 0,170 0,060 0,050 0,050 0,310 0,030 0,270 0,210 0,110 0,030 0,050 0,060 0,040 0,040 0,024 0,050


83121-18-0 1582-09-8 122-39-4 120928-09-8 1646-88-4 117428-22-5 36734-19-7 41483-43-6 82097-50-5 163515-14-8 120923-37-7 220899-03-6 62-73-7 69327-76-0 731-27-1 81334-34-1 13194-48-4 33213-65-9 709-98-8 7786-34-7 50-29-3 71626-11-4 28044-83-9 66215-27-8 658066-35-4 99105-77-8 91-20-3 121-75-5 1918-16-7 114369-43-6 141112-29-0 470-90-6 333-41-5 69377-81-7 950-37-8 834-12-8 76578-14-8 93-76-5 79241-46-6 77182-82-2 1031-07-8 141517-21-7 119446-68-3 173584-44-6 32809-16-8 72-20-8 314-40-9 24017-47-8 298-04-4 953030-84-7

8 8 8 8 8 8 8 7 7 7 7 7 7 7 7 6 6 6 6 6 6 6 5 5 5 5 4 4 4 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2

2,5 2,6 0,2 0,4 0,3 2,2 3,1 0,2 0,9 1,9 2,3 3,9 0,2 0,3 0,7 0,5 0,6 1,4 0,3 0,4 2,0 2,0 1,4 0,3 0,4 0,9 0,1 0,4 1,1 1,3 5,6 2,4 5,6 0,1 0,2 0,2 0,2 0,1 0,1 0,4 0,1 0,2 0,3 0,4 0,9 20,0 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,2 0,6 0,7 0,6

0 1 1 1 3 6 0 0 0 0 0 0 0 2 0 5 1 2 1 0 1 0 1 1 0 2 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0

0,0 0,3 0,0 0,1 0,1 1,7 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,4 0,1 0,5 0,1 0,0 0,3 0,0 0,3 0,1 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 1,4 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 6,7 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,015 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,015 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ 0,010 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,050 0,100 0,100 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025* 0,025* 0,025* 0,001 0,001 0,001 0,001 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,01* 0,01* 0,025* <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,01* 0,01* 0,010 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,014 0,082 <LQ 0,010 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

I valori percentili contrassegnati con * sono maggiori del valore massimo in quanto nella determinazione pesano gli elevati limiti di quantificazione di alcuni laboratori regionali

107

Max

95-esimo

90-esimo

75-esimo

25-esimo

% > 0,1 µg/L

> 0,1 µg/L

319 303 5037 1793 2312 356 258 3638 810 375 303 178 3120 2061 963 1277 1047 422 1788 1649 302 303 350 1682 1392 573 3315 981 371 303 72 169 72 5010 1466 1277 1277 3129 3077 669 2622 1529 1181 735 330 15 1727 1698 1697 1349 3826 3110 880 352 303 350

% presenze

20,7 14,8 1,0 3,1 2,4 11,6 17,4 1,1 5,3 18,2 18,5 37,5 1,3 2,2 3,0 3,2 4,3 6,8 2,1 1,6 14,8 11,1 10,6 2,0 1,9 4,0 0,8 2,1 12,1 11,1 16,7 6,6 50,0 0,4 1,6 1,9 1,9 0,2 0,8 2,8 0,9 1,3 1,5 1,9 3,3 33,3 0,7 0,9 0,4 1,3 0,4 0,4 1,2 4,3 7,4 1,5

Presenze

6 4 7 7 8 8 4 7 4 6 5 6 5 6 4 5 6 5 5 3 4 3 5 5 5 4 4 4 4 3 1 4 3 3 3 3 3 1 3 3 3 3 3 3 1 3 2 2 1 2 2 2 2 2 2 1

N. Campioni

79622-59-6

29 27 717 223 337 69 23 639 76 33 27 16 382 270 134 154 139 74 241 187 27 27 47 249 257 101 523 195 33 27 6 61 6 689 183 154 154 526 398 108 349 238 203 160 30 9 286 228 228 160 504 482 165 47 27 68

% presenze

87674-68-8

0,020 0,020 0,010 0,020 0,020 0,050 0,020 0,005 0,050 0,020 0,020 0,020 0,020 0,010 0,005 0,010 0,020 0,050 0,020 0,010 0,020 0,020 0,005 0,050 0,020 0,020 0,050 0,005 0,001 0,020 0,010 0,050 0,010 0,010 0,010 0,010 0,020 0,010 0,020 0,005 0,010 0,050 0,005 0,010 0,020 0,005 0,005 0,010 0,050 0,010 0,020 0,050 0,050 0,005 0,020 0,050

Presenze

5598-13-0 51235-04-2

ALDICARB ALDICARBSULFOSSIDO CLORPIRIFOS-METILE ESAZINONE DIMETENAMIDE FLUAZINAM TEFLUBENZURON TRIFLURALIN DIFENILAMMINA FENAZAQUIN ALDICARBSULFONE PICOXISTROBIN IPRODIONE BUPIRIMATE TRIASULFURON DIMETENAMID-P AMIDOSULFURON METRAFENONE DICLORVOS BUPROFEZIN TOLILFLUANIDE IMAZAPIR ETOPROFOS ENDOSULFAN, beta PROPANIL MEVINPHOS DDT, pp BENALAXIL EPTACLORO ENDO EPOSS. CIROMAZINA FLUOPYRAM SULCOTRIONE NAFTALENE MALATION PROPACLOR FENBUCONAZOLO ISOXAFLUTOLE CLORFENVINFOS DIAZINON FLUROXIPIR METIDATION AMETRINA QUIZALOFOP-ETILE 2,4,5-TRICLOROFENOSS. FLUAZIFOP-P-BUTILE GLUFOSINATE-AMMONIO ENDOSULFAN-SOLFATO TRIFLOXISTROBIN DIFENOCONAZOLO INDOXACARB PROCIMIDONE ENDRIN BROMACILE TRIAZOFOS DISULFOTON BUPROFEZIN-Z

Punti monitoraggio

116-06-3 1646-87-3

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.3 - DATI NAZIONALI ACQUE SUPERFICIALI 2014

0,030 0,120 0,110 0,110 0,150 5,600 0,030 0,080 0,020 0,060 0,040 0,050 0,060 0,200 0,030 0,910 0,120 0,860 0,210 0,040 0,110 0,070 0,110 1,700 0,030 0,170 0,030 0,019 0,050 0,050 0,260 0,100 0,032 0,030 0,050 0,010 0,170 0,003 0,030 0,016 0,050 0,160 0,006 0,030 0,020 0,237 0,060 0,080 0,010 0,010 0,050 0,120 0,060 0,020 0,054 0,080


131341-86-1 110488-70-5 2008-58-4 94-74-6 112281-77-3 122-34-9 93-65-2 99-30-9 188425-85-6 121552-61-2 107534-96-3 1007-28-9 330-54-1 66246-88-6 16752-77-5 60207-90-1 69335-91-7 56-23-5 148-79-8 94-75-7 330-55-2 101007-06-1 19666-30-9 114-26-1 22224-92-6 2921-88-2 120928-09-8 23103-98-2 161050-58-4 83121-18-0 24579-73-5 2312-35-8 1689-83-4 60168-88-9 35367-38-5 64628-44-0 2163-68-0 95465-99-9 1646-88-4 175013-18-0 1918-00-9 314-40-9 78587-05-0 86479-06-3 126833-17-8

108

398 326 194 183 176 174 133 119 118 109 108 107 106 106 105 99 96 95 88 88 74 73 73 73 70 69 68 64 63 63 55 52 52 50 49 49 47 45 43 43 40 39 37 35 35 34 32 30 30 30 30 30 29 27 26 25 23 23 23 23 22

9,6 7,9 4,6 11,5 4,1 7,1 9,7 3,7 3,0 9,7 7,3 9,2 35,3 7,8 11,9 11,1 12,5 5,5 5,6 3,5 9,8 1,7 5,5 6,0 5,0 5,1 6,2 3,2 2,2 3,7 7,3 3,5 9,6 3,4 9,2 1,8 1,1 9,3 2,0 7,7 6,6 1,2 6,4 3,0 4,7 8,6 3,6 5,2 8,1 2,7 5,6 8,0 35,4 4,9 4,7 2,3 1,4 2,2 4,0 6,7 1,5

25 19 18 56 6 69 39 40 25 5 14 29 12 9 6 4 3 4 21 2 3 0 0 0 5 2 8 3 4 1 1 1 0 35 0 0 3 2 8 0 4 4 2 1 0 2 2 10 0 0 0 0 0 4 0 2 12 6 1 0 0

0,6 0,5 0,4 3,5 0,1 2,8 2,8 1,2 0,6 0,4 0,9 2,5 4,0 0,7 0,7 0,4 0,4 0,2 1,3 0,1 0,4 0,0 0,0 0,0 0,4 0,1 0,7 0,2 0,1 0,1 0,1 0,1 0,0 2,4 0,0 0,0 0,1 0,4 0,4 0,0 0,7 0,1 0,3 0,1 0,0 0,5 0,2 1,7 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,7 0,0 0,2 0,7 0,6 0,2 0,0 0,0

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,008 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

0,025 0,025 <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,020 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,005 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ 0,005 <LQ <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,013 <LQ <LQ 0,018 <LQ <LQ 0,010 0,050 <LQ <LQ <LQ <LQ

0,025 0,025 0,025 0,025 0,025 <LQ 0,025 <LQ 0,025 0,020 <LQ <LQ 0,040 0,025 0,020 0,020 0,020 <LQ 0,025 0,025 0,020 0,025 <LQ <LQ 0,005 0,020 0,025 <LQ 0,025 0,025 0,020 0,010 <LQ <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,024 <LQ 0,025 0,010 0,020 <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,029 <LQ <LQ 0,010 0,050 <LQ <LQ <LQ <LQ

Max

4132 4147 4249 1585 4287 2467 1374 3207 3952 1129 1481 1162 300 1351 885 891 766 1730 1566 2528 755 4284 1331 1207 1394 1351 1099 1988 2903 1693 756 1469 543 1476 531 2791 4232 483 2149 562 604 3218 579 1181 744 397 885 579 372 1123 535 374 82 549 549 1071 1644 1066 579 344 1450

95-esimo

12,7 9,9 5,9 10,1 5,6 5,9 10,5 4,9 4,3 12,3 6,8 11,5 30,3 6,8 12,3 10,7 17,4 5,7 8,8 5,3 9,2 2,2 7,7 7,2 5,7 8,1 6,1 4,0 2,6 3,6 10,3 5,2 22,4 5,3 10,6 2,5 1,9 23,7 3,3 18,0 12,8 1,5 17,8 3,6 6,9 23,8 8,2 13,9 21,7 3,6 8,3 21,1 33,8 12,1 11,5 3,9 2,7 3,5 11,1 20,4 2,6

25-esimo

257 202 122 80 116 69 48 83 81 60 47 45 46 43 42 42 51 47 71 68 35 45 50 36 39 50 33 47 40 33 26 40 37 35 29 37 40 36 36 32 22 25 32 22 25 30 28 25 25 16 17 26 27 20 19 21 21 20 20 22 18

% > 0,1 µg/L

2030 2050 2063 796 2068 1171 457 1685 1892 486 694 392 152 628 342 392 293 818 805 1288 382 2068 649 501 689 619 540 1181 1553 905 252 774 165 664 274 1479 2099 152 1075 178 172 1634 180 609 364 126 342 180 115 447 204 123 80 165 165 540 770 579 180 108 697

90-esimo

53112-28-0 94361-06-5 153719-23-4

0,020 0,020 0,020 0,010 0,020 0,020 0,020 0,050 0,020 0,020 0,020 0,050 0,010 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,010 0,020 0,050 0,020 0,005 0,005 0,020 0,050 0,020 0,010 0,020 0,005 0,020 0,100 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,010 0,020 0,020 0,020 0,020 0,005 0,020 0,020 0,010 0,020 0,020 0,010 0,050 0,050 0,020 0,020 0,020

75-esimo

55219-65-3 171118-09-5

> 0,1 µg/L

131860-33-8

% presenze

10605-21-7

Presenze

77732-09-3 25057-89-0 51218-45-2

N. Campioni

57837-19-1

% presenze

1912-24-9

Presenze

5915-41-3 105827-78-9

TERBUTILAZINA-DESETIL ATRAZINA DESETIL TERBUTILAZINA IMIDACLOPRID ATRAZINA METALAXIL OXADIXIL BENTAZONE METOLACLOR CARBENDAZIM AZOSSISTROBINA TRIADIMENOL METOLACLOR-ESA PIRIMETANIL CIPROCONAZOLO TIAMETOXAM FLUDIOXONIL DIMETOMORF 2,6-DICLOROBENZAMMIDE MCPA TETRACONAZOLO SIMAZINA BH (R)-MECOPROP DICLORAN BOSCALID CIPRODINIL TEBUCONAZOLO ATRAZINA DESISOPROPIL DIURON PENCONAZOLO METOMIL PROPICONAZOLO FLUAZIFOP TETRACLORURO DI CARBON. TIABENDAZOLO 2,4-DICLOROFENOSSIACET. LINURON ACRINATRINA OXADIAZON PROPOXUR FENAMIFOS CLORPIRIFOS FENAZAQUIN PIRIMICARB METOSSIFENOZIDE TEFLUBENZURON PROPAMOCARB PROPARGITE IOXINIL FENARIMOL DIFLUBENZURON TRIFLUMURON 2-IDROSSIATRAZINA CADUSAFOS ALDICARBSULFONE PIRACLOSTROBIN DICAMBA BROMACILE EXITIAZOX ESAFLUMURON FENHEXAMID

Punti monitoraggio

30125-63-4 6190-65-4

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.4 - DATI NAZIONALI ACQUE SOTTERRANEE 2014

0,025 0,930 0,028 0,670 0,025 3,440 0,060 3,900 0,025 0,500 0,030 2,170 0,040 1,780 <LQ 1,390 0,025 5,170 0,025 5,700 0,030 1,780 <LQ 1,305 0,061 0,240 0,025 7,990 0,030 0,600 0,030 1,340 0,030 0,140 0,020 0,930 0,025 0,630 0,025 0,190 0,030 0,170 0,025 0,100 <LQ 0,060 0,020 0,060 0,010 0,312 0,025 0,430 0,025 7,300 <LQ 0,210 0,025 0,200 0,025 0,120 0,025 0,210 0,010 0,140 0,020 0,040 0,185 11,300 0,025 0,060 0,025 0,070 0,025 0,310 0,030 0,230 0,025 3,820 0,025 0,080 0,020 1,450 0,025 8,900 0,020 0,160 0,025 0,130 0,010 0,090 0,025 0,800 <LQ 14,120 0,020 1,250 0,020 0,050 0,025 0,025 0,020 0,050 0,020 0,060 0,050 0,100 <LQ 13,000 <LQ 0,090 0,010 0,230 0,050 0,390 <LQ 0,400 <LQ 0,900 0,020 0,040 <LQ 0,080


107-06-2 116-06-3 41394-05-2 2032-65-7 66753-07-9 111988-49-9 1646-87-3 32809-16-8 500008-45-7 2212-67-1 57966-95-7 2164-08-1 13194-48-4 142-28-9 57018-04-9 35554-44-0 57646-30-7 3347-22-6 84087-01-4 1563-66-2 140923-17-7 1071-83-6 1066-51-9 82097-50-5 110235-47-7 5598-13-0 34123-59-6 63-25-2 67306-03-0 105512-06-9 124495-18-7 79241-46-6 959-98-8 886-50-0 17040-19-6 42874-03-3 34256-82-1 81334-34-1 542-75-6 41814-78-2 15545-48-9 55-38-9 731-27-1 21087-64-9 1897-45-6 118134-30-8 143390-89-0 120-36-5 1746-81-2 101200-48-0

22 21 20 20 19 19 19 18 18 17 17 16 15 14 13 13 12 12 12 12 11 11 10 10 10 10 10 10 10 10 9 9 9 9 9 8 8 8 8 8 7 7 7 7 7 6 6 6 6 6 6 5 5 5 4 4 4 4 4 4 4

6,3 3,4 1,3 2,2 0,5 0,6 1,4 3,1 5,2 0,8 1,5 0,7 2,5 1,6 1,4 15,9 1,1 2,2 0,5 3,5 0,5 0,9 0,8 1,1 2,7 1,0 1,7 1,8 2,9 3,8 0,5 0,7 2,6 2,7 1,0 0,8 0,4 0,4 0,9 2,1 1,3 1,7 1,5 0,6 0,7 1,0 0,6 0,7 1,1 1,6 4,6 0,3 0,5 0,9 0,2 0,2 0,3 0,3 0,4 0,6 0,7

3 0 0 0 2 6 0 3 0 0 0 7 0 2 0 0 0 0 0 0 2 0 0 3 10 1 1 1 0 4 1 0 3 6 0 0 3 0 0 1 0 0 0 0 1 1 0 3 0 6 2 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0

0,9 0,0 0,0 0,0 0,0 0,2 0,0 0,5 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,2 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,3 2,7 0,1 0,2 0,2 0,0 1,5 0,1 0,0 0,9 1,8 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,2 0,0 0,3 0,0 1,6 1,5 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,003 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

<LQ <LQ <LQ 0,020 <LQ <LQ <LQ 0,020 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 0,005 0,013 0,025 0,025 <LQ 0,250 0,250 0,5* <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,015 0,015 <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,010 0,020 <LQ <LQ <LQ 0,020 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,006 0,010 0,013 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,015 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,013 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ 0,002 0,005 0,005 0,010 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025* 0,005 0,025* 0,025* 0,025* <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,005 0,01* 0,025* <LQ <LQ <LQ 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,005 0,005 <LQ 0,025* 0,025* 0,025* <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

109

Max

350 612 1573 920 4110 3304 1320 579 344 2008 1153 2218 596 901 932 82 1130 549 2538 342 2275 1257 1308 880 366 1036 579 549 344 263 1889 1306 343 331 883 1034 2261 1953 870 378 549 402 469 1183 1031 579 1049 878 549 366 130 1473 1097 569 1928 1768 1381 1283 913 692 549

95-esimo

13,9 9,0 1,6 3,2 0,9 1,2 3,0 7,2 14,8 1,5 2,8 1,4 8,8 1,5 2,4 16,3 2,4 4,8 0,7 4,4 0,6 1,7 1,7 1,2 3,5 1,0 3,9 3,0 7,4 3,6 1,1 1,3 4,3 4,0 2,6 1,6 0,4 0,8 2,2 7,0 3,6 5,0 4,8 0,9 1,2 3,3 1,2 1,1 3,6 3,5 3,9 0,4 0,9 2,2 0,3 0,5 0,6 0,7 0,8 1,4 2,4

90-esimo

15 19 15 13 18 19 16 13 16 15 13 13 15 8 10 13 12 8 8 10 7 10 10 5 4 5 7 5 8 7 9 9 8 7 9 8 4 8 8 8 6 7 7 4 7 6 6 6 6 4 3 4 5 4 3 4 4 4 3 4 4

75-esimo

108 212 949 407 1952 1572 542 180 108 979 462 948 171 521 418 80 500 165 1172 227 1203 584 594 416 114 493 180 165 108 195 819 680 185 177 342 512 1100 1026 366 115 165 140 145 450 564 180 506 523 165 114 76 893 546 184 935 782 653 597 399 279 165

25-esimo

0,020 0,020 0,020 0,020 0,050 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,005 0,100 0,020 0,010 0,020 0,010 0,020 0,020 0,005 0,010 0,005 0,020 0,020 0,005 0,100 0,005 0,020 0,005 0,020 0,050 0,020 0,010 0,100 0,100 0,020 0,020 0,002 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,002 0,050 0,020 0,020 0,020 0,020 0,100 0,020 0,020 0,005 0,020 0,005 0,020 0,020 0,005 0,020 0,020 0,020

% > 0,1 µg/L

> 0,1 µg/L

88671-89-0

% presenze

23950-58-5

Presenze

7287-19-6 23135-22-0 55335-06-3

N. Campioni

40487-42-1

% presenze

15972-60-8

Presenze

1698-60-8 135410-20-7

FOSTIAZATE ETOFENPROX CLORIDAZON ACETAMIPRID ALACLOR PENDIMETALIN PROMETRINA OXAMIL TRICLOPIR PROPIZAMIDE MICLOBUTANIL 1,2-DICLOROETANO ALDICARB METAMITRON METIOCARB 2-IDROSSITERBUTILAZINA TIACLOPRID ALDICARBSULFOSSIDO PROCIMIDONE CLORANTRANILIPROLO MOLINATE CIMOXANIL LENACIL ETOPROFOS 1,3-DICLOROPROPANO TOLCLOFOS-METILE IMAZALIL FURALAXIL DITIANON QUINCLORAC CARBOFURAN IPROVALICARB GLIFOSATE AMPA TRIASULFURON MEPANIPYRIM CLORPIRIFOS-METILE ISOPROTURON CARBARIL FENPROPIMORF CLODINAFOP-PROPARGIL QUINOXIFEN FLUAZIFOP-P-BUTILE ENDOSULFAN, alfa TERBUTRYN DEMETON-S-METILE-SOLF. OXIFLUORFEN ACETOCLOR IMAZAPIR 1,3-DICLOROPROPENE TRICICLAZOLO CLOROTOLURON FENTION TOLILFLUANIDE METRIBUZIN CLOROTALONIL SPIROXAMINA KRESOXIM-METILE DICLORPROP MONOLINURON TRIBENURON-METILE

Punti monitoraggio

98886-44-3 80844-07-1

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.4 - DATI NAZIONALI ACQUE SOTTERRANEE 2014

0,650 0,080 0,030 0,080 4,330 0,330 0,070 0,410 0,050 0,080 0,072 0,300 0,050 0,280 0,100 0,050 0,030 0,040 0,061 0,060 0,350 0,060 0,030 1,030 0,680 1,410 0,150 0,305 0,030 0,550 0,420 0,060 1,080 4,740 0,030 0,070 0,521 0,030 0,059 0,120 0,040 0,040 0,050 0,089 0,340 0,150 0,025 0,480 0,030 9,850 0,150 0,022 0,019 0,050 0,006 0,090 0,030 0,131 0,020 0,030 0,030


55179-31-2 87820-88-0 95-76-1 13457-18-6 24017-47-8 153233-91-1 239110-15-7 36734-19-7 56-38-2 7786-34-7 29232-93-7 66215-27-8 81777-89-1 82560-54-1 96489-71-3 1031-07-8 10265-92-6 142459-58-3 161326-34-7 111991-09-4 106700-29-2 178961-20-1 608-93-5 319-84-6 69327-76-0 69806-50-4 118-74-1 122-14-5 1024-57-3 120162-55-2 163515-14-8 150-68-5 60-57-1 72-20-8 72-54-8 333-41-5 298-02-2 41483-43-6 67129-08-2 51235-04-2 56-72-4 77182-82-2 919-86-8

4 4 4 4 4 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

1,1 1,1 0,2 0,2 0,4 0,7 0,7 1,2 1,7 0,4 0,4 0,8 0,8 0,2 0,2 0,3 0,4 0,5 0,7 0,7 0,9 0,1 0,2 0,2 0,2 0,4 0,6 0,6 0,1 0,2 0,2 0,3 0,1 0,1 0,1 0,1 0,3 0,4 0,0 0,0 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,2 50,0 0,2

0 0 0 0 0 4 0 0 0 1 0 0 0 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 1 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0

0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,7 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,2 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,6 0,3 0,0 0,0 0,0 0,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,1 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0

<LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,015 0,025 0,060 0,060 <LQ <LQ 0,025 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,005 <LQ 0,005 0,010 0,025 0,025 <LQ 0,005 0,013 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ 0,025* 0,025* <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,020 0,020 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,003 0,005 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,015 0,015 <LQ <LQ 0,010 0,010 0,010 <LQ <LQ 0,005 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,025 0,050 0,25* <LQ <LQ 0,003 0,005 0,010 <LQ <LQ 0,005 0,005 0,005 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,005 0,025 0,025 <LQ 0,013 0,015 0,025* 0,025* <LQ <LQ 0,005* 0,005* 0,01* <LQ 0,010 0,025* 0,025* 0,025* <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,010 0,010 <LQ <LQ <LQ 0,01* 0,025* <LQ 0,005 0,010 0,015 0,025 <LQ 0,002 0,005 0,010 0,010 <LQ 0,005* 0,01* 0,01* 0,015* <LQ 0,005 0,013 0,025 0,025 <LQ <LQ 0,005 0,005 0,005 <LQ <LQ <LQ 0,025 0,025 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ 0,006 0,009 0,012 0,014 0,014 <LQ <LQ <LQ <LQ <LQ

I valori percentili contrassegnati con * sono maggiori del valore massimo in quanto nella determinazione pesano gli elevati limiti di quantificazione di alcuni laboratori regionali

110

Max

95-esimo

90-esimo

75-esimo

25-esimo

% > 0,1 µg/L

380 350 2378 2343 1087 582 579 336 240 700 700 399 379 1824 1551 920 764 549 425 413 350 1682 1036 995 812 485 342 336 1976 1202 921 656 1341 1341 869 831 342 239 2956 2764 1917 1412 1101 954 929 799 549 2 529

> 0,1 µg/L

2,4 3,7 0,3 0,3 0,7 1,0 2,2 2,3 2,5 0,3 0,9 2,2 1,5 0,1 0,2 0,7 0,7 1,8 1,4 1,7 1,9 0,1 0,4 0,2 0,5 0,6 0,4 1,1 0,2 0,4 0,5 0,7 0,2 0,2 0,3 0,2 0,4 0,7 0,1 0,1 0,1 0,1 0,2 0,2 0,2 0,2 0,6 50,0 0,6

% presenze

3 4 3 4 4 2 4 4 4 1 3 3 3 1 1 3 3 3 2 2 2 1 2 1 2 2 1 2 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Presenze

123 108 1019 1336 603 201 180 177 159 316 316 136 205 888 657 457 449 165 143 117 108 678 493 622 395 311 227 177 842 445 407 269 578 562 387 499 227 138 1326 1288 791 703 461 439 564 464 165 2 155

N. Campioni

75-34-3

0,020 0,020 0,050 0,010 0,020 0,100 0,020 0,005 0,010 0,005 0,005 0,020 0,005 0,005 0,002 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,020 0,002 0,120 0,010 0,010 0,005 0,010 0,005 0,020 0,002 0,005 0,020 0,002 0,005 0,002 0,005 0,010 0,010 0,010 0,002 0,002 0,002 0,005 0,005 0,010 0,020 0,020 0,005 0,020

% presenze

7085-19-0

Presenze

319-85-7 60-51-5

FENPIROXIMATE PICOXISTROBIN HCH, beta DIMETOATO MECOPROP 1,1-DICLOROETANO BITERTANOLO TRALCOXIDIM 3,4-DICLOROANILINA PIRAZOFOS TRIAZOFOS ETOXAZOLO FLUOPICOLIDE IPRODIONE PARATION MEVINPHOS PIRIMIFOS-METILE CIROMAZINA CLOMAZONE BENFURACARB PIRIDABEN ENDOSULFAN-SOLFATO METAMIDOFOS FLUFENACET FENAMIDONE NICOSULFURON PETOXAMIDE METOLACLOR (isomero R) PENTACLOROBENZENE HCH, alfa BUPROFEZIN FLUAZIFOP-BUTYL HEXACHLOROBENZENE FENITROTION EPTACLORO-EPOSSIDO AZIMSULFURON DIMETENAMID-P MONURON DIELDRIN ENDRIN DDD, pp DIAZINON FORATE BUPIRIMATE METAZACLOR ESAZINONE CUMAFOS GLUFOSINATE-AMMONIO DEMETON-S-METILE

Punti monitoraggio

134098-61-6 117428-22-5

SOSTANZE

LQ (µg/L)

CAS

CONCENTRAZIONI PERCENTILI NEI CAMPIONI (µg/L)

FREQUENZE DI RIVELAMENTO

50-esimo

TAB. 12.4 - DATI NAZIONALI ACQUE SOTTERRANEE 2014

0,030 0,030 0,030 0,070 0,050 0,500 0,080 0,017 0,030 0,143 0,030 0,030 0,021 9,660 0,059 0,030 0,020 0,020 0,030 0,100 0,030 0,021 0,030 0,020 0,040 0,050 0,610 0,122 0,050 0,014 0,007 0,110 0,060 0,016 0,002 0,020 0,050 0,020 0,002 0,050 0,020 0,003 0,110 0,007 0,027 0,020 0,020 0,015 0,020


13. DATI DI VENDITA DEI PRODOTTI FITOSANITARI

Le vendite di prodotti fitosanitari sono in sensibile diminuzione, indice, questo, di un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, cosa peraltro incentivata dalla politica agricola comunitaria e nazionale e dall’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto.

I dati nazionali di vendita dei prodotti fitosanitari presentati sono forniti dall’ISTAT e provengono dalle imprese di commercializzazione. I prodotti sono suddivisi in 4 categorie (fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi e vari). Nel 2014 sono stati immessi in commercio circa 130 mila tonnellate di prodotti fitosanitari, con un contenuto di principi attivi pari a circa 59 mila tonnellate. Il 62,1% del totale dei principi attivi contenuti nei prodotti fitosanitari è costituito dai fungicidi (Tab. 13.1). Nell’ordine seguono i vari7 (14,8%), gli erbicidi (13,1%), gli insetticidi e acaricidi (9,4%) e i biologici (0,5%).

Tab. 13.1 - Principi attivi distribuiti per categoria (tonnellate). CATEGORIE ANNI

Fungicidi

Insetticidi e acaricidi

Erbicidi

Vari

Biologici

2001

48.522

11.941

10.062

5.807

11

2002

63.195

11.898

11.826

7.758

30

2003

54.427

12.814

11.587

7.829

47

2004

52.894

11.750

8.946

10.616

83

2005

53.804

11.407

9.205

10.521

135

2006

50.748

10.947

8.923

10.714

115

2007

50.036

10.562

9.172

11.068

119

2008

51.111

8.490

8.432

12.430

206

2009

46.810

7.885

7.933

11.167

342

2010

42.953

8.162

9.958

10.117

420

2011

43.148

7.578

8.327

11.252

385

2012

36.976

6.687

8.056

9.879

290

2013

32.828

6.146

7.751

8.686

221

2014

36.923

5.592

7.799

8.794

313

Dal 2001 al 2014 c’è stata una sensibile diminuzione delle quantità messe in commercio, i formulati sono passati da 147.771 a 129.977 tonnellate (-12%), i principi attivi hanno avuto un calo più marcato, passando da 76.343 a 59.422 tonnellate (-22,2%) (Fig. 13.1 e 13.2). C’è stata pertanto una diminuzione complessiva del contenuto in principi attivi nei prodotti messi in commercio. Per quanto riguarda le classi di tossicità8, nel 2014 i prodotti “molto tossici e tossici” rappresentano il 5,8% del totale, i “nocivi” il 24,3% e i “non classificabili” il restante 69,9 % (Fig. 13.3). Le prime due 7

La tipologia “vari” comprende i fumiganti, i fitoregolatori, i molluschicidi, i coadiuvanti (bagnanti, adesivanti, etc. che favoriscono l’azione dei prodotti fitosanitari) ed altri prodotti. 8 D.Lgs. 14 marzo 2003, n. 65

111


classi sono i prodotti fitosanitari più pericolosi e come tali, soggetti a particolari restrizioni (patentino per l’acquisto, registro di carico e scarico per la vendita, conservazione in locale separato e sotto chiave, ecc.). Nel periodo 2001-2014 la quantità di prodotti molto tossici e tossici si è ridotta del 30,9% e quella dei non classificabili del 25,2%; viceversa, i prodotti nocivi sono raddoppiati. La diminuzione dei quantitativi di prodotti più pericolosi immessi sul mercato sembrerebbe evidenziare un loro più cauto impiego in agricoltura. Questo andamento è favorito dagli orientamenti della politica agricola comunitaria e nazionale e dagli incentivi economici concessi in ambito comunitario ai fini dell’adozione di tecniche agricole a basso impatto e della valorizzazione delle produzioni agricole e di qualità.

Fig. 13.1 – Vendite complessive di prodotti fitosanitari nel periodo 2001 – 2014.

Fig. 13.2 – Vendite di principi attivi in prodotti fitosanitari per tipologia nel periodo 2001 – 2014.

112


Fig. 13.3 – Vendite di prodotti fitosanitari per classi di tossicità nel periodo 2001 – 2014.

La distribuzione dei principi attivi per ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU) risulta in diminuzione dal 2013 al 2014 in Calabria, Lombardia e Sicilia, si registra un aumento o un valore pressoché invariato in tutte le altre regioni e a livello nazionale (Tab. 13.2). Le regioni che nel 2014 utilizzano quantità di sostanze per ettaro di SAU superiori alla media nazionale sono: Veneto e Provincia di Trento con quantità superiori a 10 kg, Campania con 8,5 kg, Sicilia, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia con valori rispettivamente di 5,8 e 7,6 kg, Puglia 4,9 kg. I valori minori si registrano in Valle d’Aosta, Molise e Sardegna, con rispettivamente 0,2, 0,8 e 0,9 chilogrammi per ettaro (Fig. 13.4).

Fig. 13.4 – Vendite di principi attivi di prodotti fitosanitari per unità di Superficie Agricola Utilizzata nel 2014.

113


Tab. 13.2 - Principi attivi distribuiti in agricoltura per regione. Anni 2001-2014, kg per ettaro di Sau. ANNI

REGIONI

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

Abruzzo

4,9

4,9

4,7

4,8

5

4,7

4,3

4,5

4,4

4,8

4,4

3,7

2,9

3,4

Basilicata

2,2

2,7

2,5

2,3

2,1

1,8

1,6

1,8

1,6

1,5

1,7

1,6

1,5

1,7

Calabria

3,5

5

5

4,6

4,8

4,6

4

3,4

3,4

3,3

3

2,5

2,3

2,2

Campania

8,7

9,2

9,2

8,3

8,9

8,5

7,9

9

8,3

9,2

9,1

8,5

7,8

8,5

Emilia-Romagna

9,7

11

10,4

9,8

9,8

9,1

9,2

9,9

8,1

8,2

7,9

7,0

6,8

7,6

8

8,9

8,5

8,2

9,1

8,2

7,8

9,5

8

7,8

7

6,3

6,9

7,6

Friuli-Venezia Giulia Lazio

4,4

4,9

4,7

5

5,3

5,4

5,2

4,9

4,2

4,5

4,7

4,6

4,3

4,3

Liguria

8,9

12,5

11,8

10,4

11

9,6

9,7

8,9

8,9

5

5,1

4,9

4,1

4,6

Lombardia

4,5

5,6

5,2

4,3

5,1

4,9

5,1

4,6

4,2

3,8

4,5

4,3

3,2

3,1

Marche

3,3

4,9

4,3

3,5

3,6

3,3

3,1

3,2

3,1

1,9

1,9

1,7

1,7

2,0

Molise

1,1

1,6

1,4

1,3

1,1

1,2

1,1

1,2

1,1

1

0,8

0,9

0,8

0,8

Piemonte

8,9

9,4

8,5

8,6

8,4

7,5

7,6

6,7

6,9

5,9

6

4,3

4,0

4,1

Puglia

7

8,3

6,5

6,9

6,9

6,2

5,7

5,2

4,9

6

5,9

4,3

4,3

4,9

Sardegna

1,4

1,8

1,8

1,6

1,6

2,2

2

1,8

1,4

1,3

1,4

1,1

0,9

0,9

Sicilia

4,8

13,3

11,7

11,9

11,6

11,6

12,2

12,6

12

10,2

9,7

7,5

6,1

5,8

Toscana

5,3

4,9

3,9

4,1

4,4

4,1

4,3

4

4

3,9

4

3,8

3,4

3,7

Trentino-Alto Adige

6,7

6,4

6,7

6,5

6,6

7,2

6,9

5,9

5,3

5,6

5,7

6,2

6,3

6,5

Umbria

3,6

3,7

2,9

3,1

2,8

2,6

2,6

1,9

2,1

2,1

2,2

2,2

1,8

2,1

Valle d'Aosta

0,2

0,2

0,3

0,2

0,2

0,1

0,4

0,1

0,1

0,2

0,2

0,1

0,1

0,2

Veneto

11

11

11,2

12,3

13,2

12

12,3

13,5

12

11,8

11,1

10,6

9,4

10,9

Provincia di Bolzano

5,5

5

5,3

5

5,4

6

5,1

4,2

3,6

4,2

4,1

3,8

4,3

4,3

Provincia di Trento

8,9

9

9,3

9,3

8,7

9,4

10,2

9,1

8,3

8,3

8,6

10,2

9,7

10,5

ITALIA

5,8

7,2

6,6

6,5

6,7

6,4

6,4

6,3

5,8

5,6

5,5

4,8

4,3

4,6

Tra le sostanze che più vendute nel periodo 2009-2012 (Tab. 13.3), oltre ai composti organici, ci sono, con quantità in media superiori alle 1.000 tonnellate/anno: Glifosate, 1,3-dicloropropene, mancozeb, metam sodium, fosetil-alluminium, clorpirifos. Tab. 13.3 – Media di principi attivi distribuiti negli anni 2009-2012. CAS 7704-34-9 8012-95-1 542-75-6 1071-83-6 07/01/8018 137-42-8 39148-24-8 7758-98-7 2921-88-2 137-30-4 533-74-4 76-06-2 5915-41-3 137-26-8 51218-45-2 20427-59-2 9006-42-2

114

Principi attivi zolfo olio minerale 1,3-dicloropropene glifosate ossicloruri di rame mancozeb metam-sodium fosetil-aluminium solfato di rame clorpirifos ziram dazomet cloropicrina terbutilazina tiram metolaclor idrossido di rame metiram

Media quantità distribuita anni 2009-2012 alto volume alto volume alto volume alto volume alto volume alto volume alto volume alto volume alto volume alto volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume

CAS 133-07-3 137-41-7 133-06-2 34256-82-1 3347-22-6 1344-81-6 112-30-1 40487-42-1 60-51-5 5598-13-0 67129-08-2 94-74-6 110488-70-5 57966-95-7 709-98-8 107534-96-3

Principi attivi folpet metam-potassio captano acetoclor ditianon polisolfuro di calcio n-decanolo pendimetalin olio di timo dimetoato clorpirifos-metil metazaclor MCPA bagnanti/adesivanti dimetomorf cimoxanil propanil tebuconazolo

Media quantità distribuita anni 2009-2012 medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume


CAS 24579-73-5 67747-09-5 03/10/2439 94-75-7 2699-79-8 9004-82-4 23564-05-8 41394-05-2 118134-30-8 19666-30-9 09/09/7775 57837-19-1 77182-82-2 732-11-6 9002-91-9 138261-41-3 188425-85-6 1918-00-9 42874-03-3 121552-61-2 2312-35-8 25057-89-0 12071-83-9 1317-39-1 330-55-2 131860-33-8 36734-19-7 7085-19-0 87392-12-9 66246-88-6 85-00-7 1918-16-7 21087-64-9 74070-46-5 2032-65-7 104206-82-8

41814-78-2 126833-17-8 1698-60-8 6119-92-2 142459-58-3 1897-45-6 53112-28-0 101205-02-1 141517-21-7 140923-17-7 131341-86-1 99105-77-8 74-83-9 69377-81-7 23950-58-5 111991-09-4 41483-43-6 57018-04-9 13194-48-4 1333-22-8 175013-18-0 80844-07-1 60207-90-1 52315-07-8 168316-95-8

Principi attivi propamocarb procloraz dodine 2,4-D fluoruro di solforile (a) sale sodico di alchiletere solfato tiofanato metil metamitron coadiuvanti vari spiroxamina oxadiazon clorato di sodio metalaxil glufosinate ammonio phosmet metaldehyde imidacloprid polisolfuri boscalid dicamba metil oleato + m. palmitato oxyfluorfen ciprodinil propargite bentazone propineb ossido di rame linuron azoxystrobin iprodione mecoprop (MCPP) s-metolaclor penconazolo diquat propaclor metribuzin aclonifen metiocarb mesotrione solfiti alcalini e alcalini terrosi + b116 triciclazolo fenexamid cloridazon meptildinocap flufenacet clorotalonil pirimetanil cicloxidim trifloxistrobin iprovalicarb fludioxonil sulcotrione bromuro di metile fluroxipir propizamide nicosulfuron bupirimate tolclofos metil etoprofos solfato di rame tribasico piraclostrobin etofenprox propiconazolo cipermetrina spinosad

Media quantitĂ distribuita anni 2009-2012 medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume medio volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume

CAS 13356-08-6 141112-29-0 119446-68-3 13684-63-4 79538-32-2 7720-78-7 78587-05-0 20859-73-8 161326-34-7 79622-59-6 106700-29-2 124495-18-7 23135-22-0 374726-62-2 88671-89-0 220899-03-6 79241-46-6 69327-76-0 163515-14-8 1596-84-5 8042-47-5 239110-15-7 111479-05-1 178928-70-6 865318-97-4 1689-83-4 70630-17-0 123-33-1 22224-92-6 94361-06-5 99-30-9 115-29-7 55335-06-3 101463-69-8 12057-74-8 26225-79-6 01/08/2164 117428-22-5 102851-06-9 1689-84-5 2303-17-5 135590-91-9 108173-90-6 122008-85-9 317815-83-1 55179-31-2 100646-51-3 16752-77-5 82657-04-3 999-81-5 153719-23-4 114311-32-9 83121-18-0 156052-68-5 15545-48-9 67306-00-7 94051-08-8 55219-65-3 210880-92-5

Principi attivi fenbutatin oxide isoxaflutole difeconazole fenmedifam tefluthrin solfato di ferro hexythiazox fosfuro di alluminio fenamidone fluazinam penthoxamide quinoxifen oxamyl mandipropamid miclobutanil metrafenone fluazifop-p-butyl buprofĂŠzine dimetenamid-p daminozide olio di paraffina fluopicolide propaquizafop protioconazolo ametoctradin repellenti ioxinil metalaxil-M idrazide maleica phenamiphos cyproconazole dicloran endosulfan triclopir flufenoxuron fosfuro di magnesio ethofumesate lenacil picoxistrobin tau - fluvalinate bromoxinil triallate mefenpir dietile guazatina cyhalfop- butile thiencarbazone bitertanol quizalofop-ethyl-isomero d metomil alcooli grassi bifentrin clormequat chloride tiametoxam imazamox teflubenzuron zoxamide chlorotoluron fenpropidin quizalofop- P triadimenol clothianidin

Media quantitĂ distribuita anni 2009-2012 basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume basso volume

Nota: alto volume > 1000 ton; medio volume 100 â&#x20AC;&#x201C; 1000 ton; basso volume < 100 ton

115


116


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E SITI DI CONSULTAZIONE

[ANSES, 2013] Atti del convegno: Chemical mixtures: challenges for research and risk assessment http://www.anses.fr/en/content/chemical-mixtures-challenges-research-and-risk-assessment [Backhaus, 2010] Backhaus, T. et al. (2010). Hazard and Risk Assessment of Chemical Mixtures under REACH - State of the Art, Gaps and Options for Improvement. Swedish Chemicals Agency, Order No. 510 968. [Baird] Baird. Chimica ambientale [CA Parliament] Parliament of Canada. History of pesticide use http://www.parl.gc.ca/HousePublications/Publication.aspx?DocId=1031697&Language=E&M ode=1&Parl=36&Ses=2&File=39 [COM(2014) 363] Commissione Europea (2014). Relazione della Commissione Europea Relazione di sintesi sulla qualità dell’acqua potabile nell’UE basata sull’esame delle relazioni degli Stati membri per il periodo 2008-2010 a norma della direttiva 98/83/CE. COM(2014) 363 final. [COM(2012) 252] Comunicazione della Commissione al Consiglio. Effetti combinati delle sostanze chimiche. Miscele chimiche. COM(2012) 252 final. [Consiglio UE 17820/09] Consiglio dell'Unione europea 17820/09. Effetti combinati delle sostanze chimiche - Conclusioni del Consiglio. [Damalas, 2011] Damalas, C.A. and Eleftherohorinos, I.G. (2011). Pesticide Exposure, Safety Issues, and Risk Assessment Indicators. International Journal of Environmental Research and Public Health 2011; 8: 1402-1419. ISSN 1660-4601. [Decis. 2015/495/UE] Decisione di esecuzione (UE) 2015/495 della Commissione del 20 marzo 2015 che istituisce un elenco di controllo delle sostanze da sottoporre a monitoraggio a livello dell’Unione nel settore della politica delle acque in attuazione della direttiva 2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. [Delaplane, 1996] Keith S. Delaplane. Pesticide Usage in the United States: History, Benefits, Risks, and Trends. Cooperative Extension Service, The University of Georgia, Athens, Georgia, March 1996 [D.Lgs. 152/2006] Decreto Legislativo del 3 aprile 2006, n.152, recante norme in materia ambientale. (G.U. n. 88 del 14 aprile 2006 - suppl. ord. n. 96) [DM 56/2009] Decreto 14 aprile 2009, n.56 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare. Regolamento recante «Criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l'identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del decreto legislativo medesimo». [DM 35/2014] Decreto 22 gennaio 2014, n.35 interministeriale. Adozione del Piano di azione nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 recante: «Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi». (14A00732) (GU Serie Generale n.35 del 12-2-2014). [DM 172/2015] Decreto 15 luglio 2015, n.172 interministeriale. Modalità di raccolta ed elaborazione dei dati per l’applicazione degli indicatori previsti dal Piano d’Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. (G.U. 27 luglio 2015, Serie Generale n. 172).

117


[Dir. 98/83/CE] Direttiva 98/83/CE del Consiglio del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano [Dir. 2000/60/CE] Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000, che istituisce il quadro per l’azione comunitaria in materia di acque. [Dir. 2006/118/CE] Direttiva 2006/118/CE del 12 dicembre 2006 sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento. [Dir. 2008/105/CE] Direttiva 2008/105/CE del Parlamento 2008, relativa a standard di qualità ambientale nel modifica e successiva abrogazione delle direttive 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE, nonché Parlamento europeo e del Consiglio.

europeo e del Consiglio del 16 dicembre settore della politica delle acque, recante del consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, modifica della direttiva 2000/60/CE del

[Dir. 2009/90/CE] Direttiva 2009/90/CE del 31 luglio 2009 che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque. La direttiva è stata recepita in Italia con il decreto legislativo 10 dicembre 2010, n. 219. [Dir. 2009/128/CE] Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi. [Dir. 2013/39/UE] Direttiva 2013/39/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 agosto 2013 che modifica le direttive 2000/60/CE e 2008/105/CE per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque. [ECHA, 2016]. Guidance on information requirements and chemical safety assessment - Chapter R16: Environmental exposure estimation. European Chemical Agency, 2016. [EEA, 2011]. Hazardous substances in Europe's fresh and marine waters - An overview. European Environment Agency, Technical report No 8/2011. ISSN 1725-2237. [EFSA, 2015]. The 2013 European Union report on pesticide residues in food. EFSA Journal 2015;13(3):4038. [ISTAT, 2014]. La distribuzione per uso agricolo dei prodotti fitosanitari. ISTAT, 20 gennaio 2015. [Kortenkamp, 2009] Kortenkamp, A. et al. (2009). State of the Art Report on Mixture Toxicity. Final Report. Study Contract Number 070307/2007/485103/ETU/D.1 [Kortenkamp, 2014] Kortenkamp, A. (2014). Low dose mixture effects of endocrine disrupters and their implications for regulatory thresholds in chemical risk assessment. Current Opinion in Pharmacology 2014, 19; 105-111. [Muccinelli] Muccinelli. Prontuario dei Fitofarmaci [Reg. CE 396/2005] Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio [Reg. CE 1107/2009] Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE.

118


[Reg. CE 1272/2008] Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, CLP, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele. [Reg. UE 528/2012] Regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso dei biocidi. [Reg. EU 485/2013] Commission Implementing Regulation (EU) No 485/2013 of 24 May 2013 amending Implementing Regulation (EU) No 540/2011, as regards the conditions of approval of the active substances clothianidin, thiamethoxam and imidacloprid, and prohibiting the use and sale of seeds treated with plant protection products containing those active substances. OJ L 139, 25.5.2013, p. 12-26. [Technical Report 2011/055] Common Implementation Strategy for the Water Framework Directive (2000/60/EC). Guidance Document No. 27. Technical Guidance For Deriving Environmental Quality Standards. Technical Report 2011/055. [SCHER, SCCS, SCENIHR, 2012]. Opinion on the Toxicity and Assessment of Chemical Mixtures. ISB N 978- 92-79-3 0700-3. European Union, 2012. [SCHER, SCENIHR, SCCS, 2013] Addressing the New Challenges for Risk Assessment. ISSN 23150106. European Union, 2013. [SREF, 2007] Pesticide Development - a Brief Look at the History. Southern Regional Extension Forestry - A Regional Peer Reviewed Publication SREF-FM-010 - March, 2007 [Systemic Pesticides, 2015] Worldwide integrated assessment of the impacts of systemic pesticides on biodiversity and ecosystems. Task Force on Systemic Pesticides, January 2015 [Tørsløv, 2011] Tørsløv, J. et al. (2011). Endocrine Disrupters - Combination effects. Nordic Council of Ministers. TemaNord, ISSN 0908-6692; 2011:537 [Treccani] Enciclopedia del Novecento – Treccani, 1980 [USGS, 2006] Munn et al., (2006). Pesticide Toxicity Index for Freshwater Aquatic Organisms, 2nd Edition. U.S. Geological Survey Scientific Investigations Report 2006-5148, 81 p. [van der Voet, 2016] van der Voet, H., de Boer, W.J., Kruisselbrink, J.W., van Donkersgoed, G., van Klaveren, J.D., (2016). MCRA made scalable for large cumulative assessment groups. EFSA supporting publication 2016:EN-910. [WHO, 2008]. Guidelines for drinking-water quality - Volume 1: Recommendations Third edition, incorporating first and second addenda. Geneva, World Health Organization. ISBN: 978 92 4 154761 1. Per informazioni e documenti comunitari sui prodotti fitosanitari consultare le pagine della Commissione Europea: General information on active substances and on plant protection product http://ec.europa.eu/food/plant/protection/evaluation/index_en.htm New Regulation on Plant protection products http://ec.europa.eu/food/plant/protection/evaluation/newregulation_en.htm Strategy on the sustainable use of pesticides http://ec.europa.eu/environment/ppps/home.htm European Food Safety Authority http://www.efsa.europa.eu Per informazioni e documenti (stato della revisione comunitaria, linee guida, manuale delle decisioni, casi di “border line”) sui prodotti biocidi, consultare i seguenti siti: http://ec.europa.eu/environment/biocides/index.htm; 119


http://echa.europa.eu/regulations/biocidal-products-regulation http://ihcp.jrc.ec.europa.eu/our_activities/public-health/risk_assessment_of_Biocides http://www.salute.gov.it/biocidi/biocidi.jsp Per informazioni sui precedenti rapporti sul monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque e sui documenti di indirizzo, consultare il sito dellâ&#x20AC;&#x2122;ISPRA http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/rischio-ed-emergenze-ambientali/rischio-sostanze-chimichereach-prodotti-fitosanitari/rapporto-nazionale-pesticidi-nelle-acque

120


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Ispra pesticidi acque by Editoriale Nazionale - Issuu