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2012 01 15 l'indimenticabile inchino al giglio

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La linea del tempo… timeline 2012 Gennaio: la nave Costa Concordia del gruppo Costa Crociere naufraga a 500 metri al largo dell’Isola del Giglio provocando 32 morti. Marzo: muore a Zurigo, vittima di un attacco cardiaco, il musicista e cantautore bolognese Lucio Dalla, protagonista della scena musicale italiana dal 1964. Aprile: la casa automobilistica tedesca Audi acquista la Ducati per 860 milioni di euro. Maggio: davanti all’Istituto professionale “Francesca Laura Morvillo-Falcone” di Brindisi vengono fatti esplodere due ordigni. Una studentessa muore sul colpo, mentre altre sei rimangono ferite. Lo stesso mese, un terremoto di notevole intensità (fino a 5,9 gradi della scala Richter) scuote la bassa pianura padana, interessando in particolare alcuni comuni delle province di Modena, Ferrara, Rovigo e Bologna e causando sette morti e decine di feriti. A Bologna, il consigliere del Partito democratico Maurizio Cevenini muore suicida, lanciandosi dal settimo piano del palazzo della Regione. Giugno: oltre 30.000 persone assistono, allo stadio Dall’Ara, al grande concerto a favore delle popolazioni terremotate dell’Emilia. Si esibiscono tutti i protagonisti della musica leggera dell’Emilia-Romagna, da Ligabue a Zucchero, da Guccini a Bersani, da Morandi alla Pausini. Luglio: cessano le trasmissioni televisive analogiche del ripetitore di monte Pellegrino a Palermo: con questa operazione viene completato il passaggio al digitale terrestre in Italia. Settembre: a 89 anni muore Roberto Roversi, poeta, scrittore, libraio, , uno dei più importanti uomini di cultura del 900 bolognese. Fu amico di Pier Paolo Pasolini e di Lucio Dalla. Ottobre: l’ex premier italiano Silvio Berlusconi è condannato in primo grado a 4 anni (di cui 3 condonati) nel processo per frode fiscale sull’acquisizione di diritti televisivi del gruppo Mediaset.

Cenni storici: un anno in breve Il 2012 si apre con un drammatico evento. Il 13 gennaio, al largo dell’Isola del Giglio, naufraga la nave da crociera Costa Concordia della compagnia di navigazione Costa Crociere, provocando 32 morti. Per l’accaduto viene accusato il comandante Francesco Schettino, processato per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio e abbandono di nave. Pochi mesi dopo, l’opinione pubblica viene nuovamente scossa da altri due accadimenti. Innanzitutto dall’attentato compiuto davanti all’Istituto professionale “Francesca Laura Morvillo-Falcone” di Brindisi, che provoca la morte di una ragazza. Successivamente dalla forte scossa sismica che colpisce la bassa pianura padana, e in particolare le province di Modena, Ferrara, Bologna e Rovigo, e che provoca sette morti, decine di feriti e innumerevoli danni. L’anno si conclude con un’importante sentenza, che arriva dopo quasi dieci anni di indagini e sei di processo e sancisce la condanna a quattro anni di reclusione per l’ex premier Silvio Berlusconi, accusato di frode fiscale nel processo per l’acquisizione dei diritti tv di Mediaset.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 13 gennaio 2012: Costa Concordia, la notte guappa di Francesco Schettino: 32 morti Il naufragio della Costa Concordia sarà ricordato per diversi motivi. Il primo è la causa del disastro, il famoso “inchino”, ovvero il passaggio intenzionale a distanza ravvicinata dalla costa dell’Isola del Giglio come forma di “saluto”. Il secondo è la celebre telefonata durante la quale il capitano De Falco intima al comandante Schettino di ritornare sulla nave. L’ordine non verrà eseguito e la motivazione di Schettino (“È buio!”) verrà commentata, tra gli altri, da David Letterman. Il terzo è l’incredibile serie di circostanze che hanno impedito alla Costa Concordia di diventare un altro Titanic. La sera del 13 gennaio 2012 la nave transita troppo vicino agli scogli e li urta lateralmente. Si apre uno squarcio di circa 70 metri, sotto la linea di galleggiamento, che rende la nave ingovernabile nel giro di pochi minuti. La nave prosegue per forza d’inerzia verso il mare aperto, poi le correnti la riportano verso l’isola e la depositano su un gradino di roccia che le permette di rimanere per buona parte fuori dal pelo dell’acqua. Pochi centimetri più in là, e la nave sarebbe sprofondata in un baratro. Il quarto è il recupero del relitto.

E il Resto... in classe

15 GENNAIO 2012 L’INDIMENTICABILE “INCHINO” AL GIGLIO Raccontò poi il secondo ufficiale del Titanic, nel momento dell’impatto con l’iceberg, di aver percepito solo «un’interruzione nella monotonia del movimento». La notte sciagurata del 13 gennaio 2012, mentre la roccia delle Scole le squarciava il ventre, sulla Concordia si capovolse di tutto in un fragore di piatti e bicchieri in frantumi. Poi, l’energia elettrica fuggì via, la grande nave si inclinò, spegnendosi come un gigantesco albero di natale fuori stagione, il freddo, i soccorsi, la morte. L’immagine della Costa Concordia che naufraga nelle acque del Giglio metterà per sempre i brividi a chi vorrà ricordarla. Per il dolore che ha generato. Per la scelleratezza che l’ha originata. Quel gigante di acciaio, luci e sogni hard discount era partito poche ore prima da Civitavecchia. Chissà in quanti dei croceristi si accorsero alla loro prima cena a bordo di quel comandante, ovvero di Francesco Schettino, seduto a un tavolo con Domnica Cermotan, ex hostess Costa nell’occasione sua ospite clandestina. Fu con lei che poco dopo costui salì sulla plancia per gestire l’ “inchino” al Giglio, ovvero il passaggio ravvicinato all’isola come fino a quella notte a volte si usava fare. “Sfiliamogli davanti a 16 nodi”, ordinò dunque Schettino. Perché l’uomo è di pasta guappa: una nave lanciata a 16 nodi a sfiorare un’isola è come una Ferrari che sfreccia davanti a un asilo quando i bimbi escono. Se poi i calcoli della virata sono sbagliati e davanti a te trovi roccia e non acqua, è il disastro. Quando la Concordia alle 21,45 strappò via lo scoglio delle Scole, la velocità fece sì che la falla nella fiancata fosse irreparabile. Poi successe di tutto. Oltre 4000 persone che, nello stesso istante, vennero attraversate dallo stesso pensiero: “Ora devo salvarmi”. Il caos. “Sulla mia scialuppa c’erano più di 130 persone - raccontò Lucrezia - e nessuno diede la precedenza ai bimbi provando in tutti i modi a salire su. Belve”. “Avevo con me due figli - aggiunse Aldo - quando dall’alto si buttarono due uomini rischiando di farci ribaltare: ’Perché, noi non abbiamo diritto di vivere?’, dissero”. Già, il diritto di vivere. Quella notte lo garantirono i cuochi e i camerieri cingalesi e filippini. Schettino no. Lui no. Lui era già sbarcato a terra quando sulla nave restavano ancora centinaia di passeggeri terrorizzati. E non risalì neppure quando al telefono glielo ordinò un ufficiale della capitaneria di Livorno, quel “Torni a bordo cazzo!” che resterà per sempre a marchiare un’infamia del mare. Da allora, per i 32 morti che alla fine contò il naufragio, lui non ha mai chiesto scusa. E non lo ha fatto neppure dopo essere stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione. Ma in fondo il perdono più difficile è quello che un uomo deve riuscire a trovare per se stesso.

Se il naufragio della Costa Concordia è stato un’onta per tutta l’Italia, il recupero del relitto è invece motivo di orgoglio. Il recupero di una nave di quella stazza (circa 114.000 tonnellate, 290 metri di lunghezza e 36 di altezza), seppur solo parzialmente affondata, non era mai stato tentato prima. In questa operazione, durata un anno e mezzo, è stata usata la tecnologia più avanzata, messa a disposizione di un pool di esperti chiamati anche dall’estero. Il direttore dell’operazione è sudafricano. Matematica – Scienze: la classe ripercorra con l’insegnante le principali tappe dell’operazione di recupero, comprese quelle di salvaguardia dell’ambiente, ricerchi le competenze necessarie e la nazionalità di origine delle persone coinvolte. Ogni alunno assuma un ruolo al fine di ricreare in classe il pool di esperti di diverse nazionalità con diversi compiti. Che lingua verrà usata? Gilberto Girardi Migliorisi Istituto Comprensivo Villa S. Martino

Stefano Cecchi

GRAZIE A


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