La linea del tempo… timeline 2002 Gennaio: entra legalmente in circolazione l’Euro nei 12 paesi che fanno parte dell’Unione Economica e Monetaria. A Cogne, in Valle d’Aosta, il piccolo Samuele viene trovato senza vita, è accusata della morte la madre, Annamaria Franzoni; il caso divide l’Italia. Caos Argentina, si annuncia il default economico. Inizia per l’Italia la missione di pace in Afghanistan. In Sierra Leone finisce la guerra civile che è costata 50.000 morti in dieci anni. Febbraio: l’ONU attua un protocollo per combattere il fenomeno dei bambini-soldato. Ha inizio il processo contro l’ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic, accusato di crimini contro l’umanità in Kosovo e di atrocità in Croazia e in Bosnia ed Erzegovina. Marzo: riapre il traforo del Monte Bianco, chiuso dopo l’incendio che nel 1999 ha provocato 39 vittime. Bologna, l’economista Marco Biagi viene assassinato dalle Brigate Rosse. Scontri tra indù e musulmani in India, muoiono oltre 700 persone. Aprile: nei Paesi Bassi entra in vigore la legge che proclama il diritto all’eutanasia. Al-Qaeda rivendica l’attentato alla sinagoga di Djerba in Tunisia, dove sono morte 19 persone, e gli attentati alle Torri Gemelle di New York, avvenuti l’11 settembre del 2001. Maggio: Italia, dopo gli incidenti in occasione del G8 del luglio 2001, vengono emessi 48 avvisi di garanzia contro altrettanti poliziotti per le violenze alla scuola Diaz. Giugno: Roma, al secondo vertice mondiale dell’alimentazione, è sottoscritto l’impegno a ridurre entro il 2015 il numero di coloro che soffrono la fame nel mondo. Padre Pio da Pietrelcina, il frate con le stimmate, è proclamato Santo. Il Brasile vince la finale dei mondiali contro la Germania e si aggiudica il titolo per la quinta volta. Luglio: Italia, approvata la legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Un aereo, in volo da Mosca a Barcellona, si scontra, per un errore del controllore di volo, con un Boeing 757 cargo sui cieli della Germania, uccidendo 71 persone, 45 di queste erano bambini spagnoli in gita. Sudan, firmato l’accordo per porre fine alla guerra civile che in 19 anni ha provocato quattro milioni di morti. Agosto: Turchia, il Parlamento vota a favore dell’abolizione della pena di morte in tempo di pace. Guerriglieri ceceni abbattono un elicottero militare russo causando la morte di 118 soldati. In Nigeria Amina Lawal, 30 anni, viene condannata a morte per lapidazione, è accusata di adulterio. Settembre: vertice dell’ONU sullo sviluppo sostenibile e l’adesione al Protocollo di Kyoto. Ottobre: Molise, un terremoto causa il crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia, muoiono 27 scolari e un’insegnante. Polemica sulla sicurezza degli edifici scolastici. Stati Uniti, la Philip Morris è condannata a risarcire la vedova di un fumatore morto di cancro. In un attentato a Bali, in Indonesia, perdono la vita 190 persone tra i quali molti turisti. Novembre: l’isola di Stromboli, colpita da una forte eruzione con conseguente maremoto, è evacuata. Il senatore Giulio Andreotti viene condannato a 24 anni di carcere al processo per l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli. Kenya: a Mombasa un attentato suicida in un hotel provoca la morte di 16 persone e due missili mancano un aereo, Al-Qaeda rivendica gli attentati. Dicembre: proclamata la giornata mondiale contro l’AIDS. L’epidemia nel 2002 ha causato la morte di oltre 3 milioni di persone. Le autorità irachene dichiarano all’ONU di non possedere armi di distruzione di massa. Il governo della Corea del Nord annuncia che intende riattivare le installazioni nucleari.Viene deciso l’allargamento dell’Unione Europea a dieci nuovi membri: Polonia, Slovenia, Ungheria, Malta, Cipro, Lettonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca; diverrà effettivo il 1º maggio 2004.
Cenni storici: un anno in breve Il 2002 è un anno carico di avvenimenti luttuosi: il mondo ha a che fare con il terrorismo internazionale legato ad Al-Qaeda, che ha come base l’Afghanistan. I termini “Kamikaze” e “Talebani” entrano nel linguaggio comune anche in Italia che deve inoltre fare i conti con un redivivo terrorismo politico interno incarnato dalle Nuove Brigate Rosse. Truppe militari italiane operano tuttora in Afghanistan, paese che non ha mai trovato la pace. Tante sono le buone intenzioni, le dichiarazioni e i protocolli emanati dall’ONU o dalle sue agenzie per sconfiggere i mali della civiltà attuale: bambini-soldato e morte per fame. Si cerca ancora la chiave per uno sviluppo sostenibile. Intanto l’Europa sembra più unita dalla sua nuova moneta. Nella vita dei cittadini questo significherà viaggiare senza dover più cambiare valuta ma anche vedere aumentati improvvisamente i prezzi. Per l’economia italiana in generale significherà fare i conti con una moneta forte (vedi articoli e scheda dedicati).
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 19 marzo 2002: l’uccisione di Marco Biagi Alla confluenza tra via Dell’Inferno e via Valdonica c’è oggi, a Bologna, una piazzetta intitolata a Marco Biagi perché è lì vicino che il professore universitario viveva ed è lì che è stato ucciso la sera del 19 marzo alle 20,15 da un gruppo autodenominatosi Nuove Brigate Rosse. Le Brigate ,Rosse ricordano gli Anni di Piombo e l’azione terroristica volta a destabilizzare lo Stato e la democrazia. Gli arresti degli anni 80 ,e l’azione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, avevano contribuito a sconfiggere questo gruppo terroristico. Alla fine degli anni 90 però viene ucciso il consulente del ministro del Lavoro Massimo D’Antona (20 maggio 1999) e l’attentato viene rivendicato dalle Nuove Brigate Rosse. Anche Marco Biagi è consulente per il ministero del Lavoro del governo Berlusconi e propone una modifica delle leggi che regolano il mercato del lavoro. In particolare la proposta di Biagi è quella di apportare modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che riguarda la reintegrazione, in caso di licenziamento illegittimo (ovvero effettuato senza comunicazione dei motivi, ingiustificato o discriminatorio), di un lavoratore. Dal punto di vista dei sindacati la proposta è pericolosa perché apre ad un più , , facile licenziamento e viene vista come una regressione verso la situazione degli anni 50 e 60, che era costata lunghe lotte ai lavoratori dipendenti. Dal punto di vista del giurista del lavoro Biagi, invece, quella norma blocca le assunzioni e si dovrebbe intervenire in materia di diritto del lavoro proponendo la possibilità di contratti di lavoro più flessibili, quindi non a tempo indeterminato, oppure per quelli a tempo indeterminato, con una più facile possibilità di licenziamento da parte dell’imprenditore. Lo scontro tra le due diverse visioni è molto duro ma sempre ispirato dai limiti della democrazia usando il dibattito, la contrattazione e lo sciopero come arma di dissenso. Il clima politico particolarmente caldo e le minacce ricevute dal prof. Biagi però avevano fatto sospettare di un possibile attacco contro il giuslavorista, che aveva chiesto la scorta, visto il precedente del collega Massimo D’Antona. Proprio per il caso Biagi e le polemiche per la mancata protezione, il ministro dell’Interno Claudio Scajola darà le dimissioni. Il sindacato della CGIL aveva proclamato lo sciopero generale per il 22 marzo successivo. A Roma convergono alla manifestazione più di un milione di persone testimoniando la loro opposizione alla legge in preparazione alla Camera, condannando però il terrorismo. La manifestazione ammutolisce per un minuto quando viene ricordato Marco Biagi assassinato solo tre giorni prima. Il Parlamento approverà la legge n. 30 del 14 febbraio 2003, conosciuta come “legge Biagi”.
E il Resto... in classe Italiano - Storia: leggi gli articoli del Carlino dedicati all’omicidio Biagi e individua quelli di cronaca dagli editoriali. Analizza poi le informazioni usando lo schema delle 5w+how per gli articoli di cronaca. Marco Biagi collaborava con “il Resto del Carlino”, alcuni articoli sono infatti scritti da chi lo conosceva bene: che ritratto viene fatto del professore? Storia: lo Stato riuscirà a vincere contro le Nuove Brigate Rosse? Gli uccisori di Biagi verranno catturati e chi sono? Fai una ricerca per dare risposta a queste domande. Cittadinanza e Costituzione: ricostruisci la storia dello Statuto dei Lavoratori. Informati se fra i genitori della scuola ci sono avvocati o giuristi o sindacalisti che si sono occupati di questa materia e, attraverso un’intervista, fatti spiegare l’importanza e la storia di leggi che tutelano il lavoro. Che cosa succede in paesi in cui non ci sono queste leggi? Che modifiche sono state apportate allo Statuto dei Lavoratori negli ultimi anni? Storia - Cittadinanza e Costituzione: ricerca gli articoli scelti in questa raccolta del Carlino che si occupano di terrorismo eversivo italiano. Cos’è il terrorismo? Parti dall’analisi del termine “terrorismo” per arrivare, attraverso un brainstorming, al perché del fenomeno (esempio di domande di attivazione: “Cosa significa per te terrorismo? “Perché si voleva creare terrore”?...). Arrivare a delineare il legame tra “terrorismo” e “strategia della tensione” mettendo in evidenza, anche attraverso precedenti storici, la tentazione di accettare meno democrazia e meno diritti per maggiore sicurezza. Costruire una linea del tempo su stragi ed attentati ascrivibili a questo capitolo della storia d’Italia (può essere utilizzato, come base su cui collocare integrazioni, http:// www.treccani.it/enciclopedia/strategia-della-tensione_(Dizionario-di-Storia)/) Quali le possibili risposte al terrore che vuol portare la paralisi della vita democratica? Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo di Monte San Pietro
20 MARZO 2002 L’OMICIDIO ANNUNCIATO DI MARCO BIAGI L’ultima volta l’avevo sentito per telefono pochi giorni prima di quella terribile sera del 19 marzo 2002 in cui venne ucciso per mano delle Br. Marco Biagi era anche il commentatore-principe del Qn-Carlino, a cui era legatissimo, sui problemi del lavoro e al professore avevo chiesto di scrivere un fondo sulla riforma dell’articolo 18. Marco mi aveva risposto: “Ancora?” Era, infatti, l’ennesimo pezzo che gli avevo commissionato sull’argomento: lui sapeva che si stava mettendo troppo in vista. Eppure non si era mai tirato indietro e, puntuale come sempre, aveva scritto la sua nota sulle colonne del giornale, l’ultima. E per quella riforma, a cui credeva tanto, il grande giuslavorista ha finito per sacrificare la vita mentre in bicicletta, la sua cara e vecchia bicicletta, stava per varcare il portone di casa, nel pieno centro di Bologna. Ricordo come se fosse ieri quella sera di San Giuseppe. La notizia dell’attentato mi giunse mentre stavo parlando ad una riunione conviviale del Rotary di Forlì. Crudele fatalità del destino: avevo conosciuto Marco tanti anni prima proprio nel mondo dei club rotariani. Studenti universitari, ci ritrovammo, infatti, delegati a Genova al primo convegno nazionale dei circoli giovanili del Rotary, lui in rappresentanza di Bologna e io di Forlì. Tanti anni dopo, in quella tiepida sera di marzo, stavo per tenere una relazione ai soci romagnoli, quando mi giunse la terribile telefonata dal “Carlino”: Biagi era stato ucciso dai brigatisti. Dissi quattro parole sconnesse ai rotariani e mi precipitai a Bologna, al giornale, per rifare di corsa le prime pagine del quotidiano che lui amava tanto. Eravamo tutti sconvolti dalla notizia, ma, il suo, era stato un omicidio quasi preannunciato considerando le tante minacce che aveva ricevuto negli ultimi tempi e il vuoto che si era creato attorno a lui, nonostante le ripetute richieste che gli fosse ridata quella scorta di polizia che qualcuno aveva colpevolmente revocato. Marco, un socialista cattolico nato alla scuola di Livio Labor, era stato preso di mira dai sindacati, ma soprattutto dalla Cgil, per il suo Libro bianco che poi divenne ispiratore della legge di riforma del mercato del lavoro. Il segretario generale della confederazione e successivamente sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, definì “limaccioso” quel Libro bianco che, a suo parere, finiva per rendere i lavoratori nulla più che merce. Eppure, come ha poi sottolineato Michele Tiraboschi, l’allievo prediletto di Biagi, il provvedimento del professore era assolutamente bipartisan e da quel progetto decollò la riforma del collocamento condotta dall’allora ministro del Welfare, il leghista Roberto Maroni, di cui Marco era stato consulente. Proprio il 16 marzo, tre giorni prima dell’omicidio, i giornali pubblicarono un manifesto di intellettuali di sinistra, che finì quasi per diventare la condanna a morte di Biagi, contro la politica del governo e, in particolare, contro la riforma del mercato del lavoro. È stato colpevolmente sacrificato come un altro professore, suo conterraneo, Roberto Ruffilli. Entrambi, Marco e Roberto, hanno pagato con il sangue il loro attaccamento al lavoro: entrambi furono uccisi a pistolettate sulla porta di casa. Nella notte di San Giuseppe, poche ore dopo l’omicidio, scrissi l’articolo d’addio che titolai “Quella foto mai arrivata”. L’ultima volta che avevo parlato con il professore, mi aveva, infatti, detto: “Ti mando un’altra foto per corredare i miei pezzi perché quella che pubblichi mi rende troppo giovane e i miei studenti ridono”. Quell’immagine non l’ho mai ricevuta. Giancarlo Mazzuca GRAZIE A