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1999 06 28 il trionfo di guazza, il macellaio

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La linea del tempo… timeline 1999 Gennaio: l’Euro è la nuova moneta europea, vale 1.936,27 lire. Muore il cantautore Fabrizio De André. I giudici del tribunale di Caltanissetta condannano all’ergastolo Totò Riina, Pietro Aglieri, Salvatore Biondino, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Gaetano Scotto e Francesco Tagliavia, ritenuti mandanti dell’omicidio di Paolo Borsellino. Inizia la protesta degli allevatori italiani contro le “quote latte”. Febbraio: in Italia entra in vigore l’autocertificazione. Marzo: il film La vita è bella di e con Roberto Benigni vince tre Oscar come miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. Inizia l’operazione Nato Allied Force contro la Repubblica federale di Jugoslavia di Slobodan Milosevic. Aprile: il referendum sulla legge elettorale non raggiunge il quorum. Maggio: beatificazione di Padre Pio, il frate di Pietrelcina. Carlo Azeglio Ciampi viene eletto presidente della Repubblica. L’avvocato Massimo D’Antona viene ucciso a Roma. Giugno: la Domus Aurea di Nerone viene riaperta al pubblico dopo un restauro durato anni. Giorgio Guazzaloca viene eletto sindaco a Bologna. Luglio: a Torino la FIAT festeggia 100 anni di attività. Agosto: ultima eclissi di sole del millennio visibile dall’Italia. Settembre: Romano Prodi viene eletto presidente della Commissione Europea. Ottobre: la Camera approva la legge 380 che approva il servizio militare femminile, su base volontaria. Novembre: iniziano le prove per il concorso statale per l’ammissione in ruolo dei docenti di scuola materna, primaria e secondaria. Le domande di partecipazione sono 1.355.270. Dicembre: viene inaugurato l’albergo a 7 stelle Burj al-Arab di Dubai. Papa Giovanni Paolo II apre la Porta Santa, inizia il Giubileo dell’anno 2000. Vladimir Putin è il nuovo presidente russo dopo le dimissioni di Boris Eltsin.

Cenni storici: un anno in breve Il 1999 viene inaugurato dal cambio dell’Euro. L’Italia saluta la lira adottata dai Savoia come moneta unica dopo la riunificazione dell’Italia nel 1861. Non tutti sanno che tale adozione venne decisa durante un incontro segreto a Palazzo Loup a Loiano, sull’Appennino bolognese, il 28 settembre 1859 a cui parteciparono Bettino Ricasoli, Carlo Luigi Farini, Marco Minghetti, Rodolfo Audinot e Lionetto Cipriani. Le vecchie lire potranno circolare fino al 2002, dopo tale data saranno considerate fuori corso. Vengono regalate calcolatrici e borsellini per raccogliere i centesimi, croce di tanti anziani costretti ad inforcare gli occhiali per riconoscere le scomode monetine. Gli scontrini diventano oggetto di algebrici calcoli nei dialoghi domestici. La Domus Aurea di Nerone viene riaperta al pubblico dopo un restauro durato otto anni. Le porte del Dorothy Chandler Pavilion di Los Angeles si aprono al successo di Benigni, le porte di Palazzo D’Accursio a Giorgio Guazzaloca, quelle del Quirinale a Carlo Azeglio Ciampi, la Porta Santa si apre al Giubileo dell’anno 2000.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 28 giugno 1999: dopo 54 anni filati, “Bologna la rossa” voltò le pagine agli eredi del Pci Giorgio Guazzaloca, già presidente dell’Associazione Commercianti e della Camera di Commercio, sostenuto dalla lista di centro-destra “La Tua Bologna”, viene eletto sindaco di Bologna. Guazzaloca vince al ballottaggio (50,69%) contro Silvia Bartolini del centro-sinistra. Durante la campagna elettorale non sono mancate le insinuazioni di dotti luminari riguardanti le umili origini e la scarsa istruzione di Giorgio Guazzaloca, il macellaio di via Marconi, ma, come ricorda il diretto interessato in una pubblicazione scritta in anni non sospetti: “accade spesso ai macellai di fare intrusione, almeno da queste parti: figli di beccai erano i Carracci, beccai furono i Bentivoglio prima di farsi notai e signori della città”. Bologna, “la roccaforte, il simbolo, la vetrina” della sinistra si è esposta ai “tagli” assestati da Giorgio Guazzaloca. Nell’editoriale de “il Resto del Carlino”, Gabriele Canè scrive che il muro della sinistra è caduto dopo 54 anni di governo ininterrotto: “Bologna non è più la rossa se non per il colore dei suoi tetti”.

E il Resto... in classe Cittadinanza e Costituzione: nel 1999 i cittadini del Comune di Bologna votano per eleggere il loro sindaco. Quanti sono stati i sindaci bolognesi dal dopoguerra ad oggi? Documentati consultando il sito: http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/locale/sindaci.html Come si chiama il sindaco del tuo comune? Quando è stato eletto? Da quale rappresentanza politica è sostenuto? Dopo averlo intervistato, scrivi un articolo per illustrare i suoi progetti politici. Giovanna Pace Istituto Comprensivo di Monte San Pietro

28 GIUGNO 1999 IL TRIONFO DI GUAZZA, IL MACELLAIO A volte basta un voto per scrivere una pagina di storia. A Giorgio Guazzaloca bastò il 50,69% per chiudere un intero capitolo della sinistra italiana. Una manciata di consensi in più della sua contendente, Silvia Bartolini, candidata dell’ex Pci al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Bologna il 27 giugno del 1999. Non una poltrona qualunque di una città qualunque. La poltrona simbolo della città simbolo del comunismo italiano, da 54 anni ininterrottamente occupata dagli eredi di Togliatti e Berlinguer. Bologna la rossa, insomma. Non solo per i tetti, o per il colore dei capelli di Silvia Bartolini. Ma quella notte, quasi all’ultima sezione scrutinata, il colore si stinse, si annacquò. Nessuno ci avrebbe scommesso una lira. Tranne lui. Anche se Guazzaloca…il macellaio...era un bolognese doc, da tresette con gli amici da Biagi, il caffè in piazza Maggiore con un pacco di giornali sul tavolino, a chiacchierare con chi passava. Difficile etichettarlo. Amico di Casini, ma anche di Prodi, presidente dei commercianti, ma anche della Camera di Commercio, organismo rappresentativo di un tessuto economico non certo e non solo padronale. Con un sogno nel cassetto: fare il direttore del Carlino. O il sindaco. Al punto che c’era chi lo avrebbe voluto candidato della sinistra dopo Vitali. Insomma bipartisan. Come la sua lista civica che all’inizio non piacque a nessuno dei due campi, anche se si rivolgeva soprattutto a quello moderato. Ma appoggiare Guazzaloca significava rinunciare al solito candidato di partito, di bandiera, quelli che a Bologna non potevano e non possono mai vincere. Alla fine, il centro destra decise di sostenerlo. Senza entusiasmo. Ma non troverete negli archivi della politica neppure un manifesto di Guazzaloca con Berlusconi. Che un giorno telefonò al sottoscritto, allora direttore del Carlino, facendo il seguente discorso: senta, io so che Guazzaloca preferisce non farsi accostare a me. E forse fa bene. Ma spero che il suo giornale gli dia una mano perché penso che possa vincere. E il Carlino, senza venire meno al suo ruolo di giornale di tutti, una mano gliela diede convinto che dopo mezzo secolo anche Bologna dovesse cambiare cabina di regia. E più che un cambiamento, quella domenica fu uno choc. A sinistra, a destra, nel mondo delle imprese, abituate da sempre ad avere gli stessi interlocutori, gli stessi canali. Fu choc, ma anche festa. Incredibile. Ventimila persone in piazza Maggiore, Guazza che sale le scale di Palazzo d’Accursio come portato in trionfo. E il giorno dopo, titoli su tutti i giornali del mondo. Ma lui non cambiò. Restò sempre…il Guazza. Non cambiò neppure Bologna che dopo cinque anni tornò disciplinatamente nei ranghi…affascinata…da Cofferati. Ma soprattutto dall’idea di poter riprendere i suoi riti rassicuranti sia per le case del popolo, sia per le case dei signori. Gabriele Canè

Grazie a


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