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1999 03 25 gli ultimi giorni di milosevic

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La linea del tempo… timeline 1999 Gennaio: viene introdotto nel mercato finanziario l’Euro. Nel 2002 sostituirà le monete nazionali dei paesi della “zona Euro”. Muore il cantautore Fabrizio De André. A quasi 36 anni, Michael Jordan si ritira dal basket. Febbraio: i giudici del tribunale di Caltanissetta condannano all’ergastolo Totò Riina, Pietro Aglieri, Salvatore Biondino, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Gaetano Scotto e Francesco Tagliavia, ritenuti mandanti dell’omicidio di Paolo Borsellino. Marzo: il film La vita è bella di e con Roberto Benigni vince tre Oscar come miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. 24 marzo: inizia l’operazione Nato Allied Force contro la Repubblica Federale di Jugoslavia di Slobodan Milosevic. Aprile: USA, Massacro della Columbine High School: durante una sparatoria in una scuola superiore muoiono13 persone e 24 restano ferite. Il velista italiano Giovanni Soldini vince l’Around Alone, la regata in solitario intorno al mondo, salvando anche durante il percorso la navigatrice Isabelle Autissier, la cui barca era naufragata. Maggio: Carlo Azeglio Ciampi viene eletto presidente della Repubblica. L’avvocato Massimo D’Antona viene ucciso a Roma dalle Nuove Brigate Rosse. Giugno: la Domus Aurea di Nerone viene riaperta al pubblico dopo un restauro durato anni. Giorgio Guazzaloca viene eletto sindaco a Bologna. Silvia Baraldini torna in Italia dopo aver scontato 17 anni di carcere negli Stati Uniti. Settembre: Romano Prodi viene eletto presidente della Commissione Europea. Ottobre: la Camera approva la legge 380 che introduce il servizio militare femminile, su base volontaria. Valentino Rossi vince il campionato mondiale classe 250 di motociclismo. L’associazione umanitaria francese Médecins sans frontières riceve il Nobel per la Pace. Dicembre: viene inaugurato l’albergo a 7 stelle Burj al-Arab di Dubai. Papa Giovanni Paolo II apre la Porta Santa: inizia il Giubileo dell’anno 2000.Vladimir Putin è il nuovo presidente russo dopo le dimissioni di Boris Eltsin.

Cenni storici: un anno in breve L’ultimo anno del millennio porta delle novità per Bologna che vede sedere sullo scranno di primo cittadino Giorgio Guazzaloca, primo sindaco non di sinistra dal dopoguerra ad oggi (vedi scheda dedicata e articoli). Un bolognese assume la carica più importante a livello europeo: Romano Prodi viene eletto presidente della UE. Il 1999 è anche ricordato per il grido di Sophia Loren che consegna l’Oscar ad un funambolico Roberto Benigni. Ancora una volta gli Stati Uniti si interrogano sulla liberalizzazione del commercio di armi: a Columbine, nel Colorado, due giovani compiono un massacro in una scuola uccidendo 12 studenti e un insegnante. Le notizie della pulizia etnica, perpetrata da parte dei serbi ai danni della minoranza albanese in Serbia, si aggiungono agli orrori cui l’Italia, dalla prima fila della sua posizione geografica, aveva assistito durante la recente guerra nell’ex Jugoslavia: la storia si azzera, la geografia balcanica ritrova l’assetto precedente la Prima Guerra Mondiale, a cui si aggiungono nuovi Stati sorti dal dissolvimento della ex Jugoslavia. E proprio nel 1999 muore il poeta che aveva sempre cantato contro la guerra e l’uso delle armi: Fabrizio De André.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 24 marzo 1999: la Nato attacca la Serbia per liberare il Kosovo, dal 1989 asservito a Belgrado Di nuovo c’è ben poco. La situazione nella , zona dell’ex federazione jugoslava, creata da Tito con il motto Fratellanza e Unità, viene spazzata via, agli inizi degli anni 90, dalle dichiarazioni di indipendenza della Slovenia prima (1991, riconosciuta il 15 gennaio 1992) e della Croazia (1991) e Serbia (1992) poi. Riaffiorano vecchie idee nazionaliste che vengono alimentate dalle ambizioni personali dei leader politici. Interessi economici vengono coperti dalla vernice delle differenze religiose tra ortodossi, cattolici e musulmani. I territori degli Stati vicini, dove sono presenti o minoranze serbe o croate, vengono invasi. La guerra è sanguinosa e coinvolge soprattutto la Bosnia Erzegovina e la sua capitale Sarajevo, dove hanno sempre convissuto popolazioni di diverse etnie e religioni. Il resto d’Europa è incapace di intervenire e il passato ritorna con l’orrore dei campi di concentramento e del disumano “non senso” della pulizia etnica. Fino al massacro di cittadini bosniaci musulmani di Srebrenica ad opera delle truppe serbo-bosniache del generale Ratko Mladic sotto gli occhi dei caschi blu olandesi dell’ONU. Con gli accordi di Dayton, si arriva nel novembre del 1995 ad un trattato politico geografico. Poi la guerra riprende nel Kosovo (provincia serba a maggioranza albanese). La regione aveva sempre goduto di una maggiore autonomia politica in Serbia proprio in virtù della sua composizione sociale, ma il governo presieduto da Slobodan Milosevic, a partire dal 1989, limita questo statuto speciale fino ad annullarlo. Dal 1989 al 1995 ha inizio una resistenza non violenta della popolazione albanese del Kosovo guidata da Ibrahim Rugova, leader del partito LDK (Lega Democratica del Kosovo). Inizia la “serbizzazione” della zona attraverso repressioni e stupri pianificati. Dal 1996 al 1999 una organizzazione paramilitare, l’esercito di liberazione del Kosovo (UÇK), reagisce con atti terroristici e di guerriglia fino all’intervento della NATO il 24 marzo del 1999. Il bombardamento sulla Serbia porta con sé altre distruzioni e morti, soprattutto fra i civili. Vengono usati missili ad uranio impoverito. I bombardamenti durano fino al giugno dello stesso anno. Il Kosovo è diventato uno Stato indipendente nel 2010, non riconosciuto dalla Serbia né dall’ONU. La minoranza serba, per paura di rappresaglie, è emigrata.

E il Resto... in classe Geostoria: ricostruisci, attraverso carte storiche, i confini degli Stati della regione balcanica dall’Impero ottomano fino ai giorni nostri: 1815 Congresso di Vienna; 1878 Congresso di Berlino; 1912-13 I e II guerra balcanica; 1919 Congresso di Parigi; 1946 secondo dopoguerra; 1995 accordi di Dayton; 2015. Le carte possono essere organizzate in una bacheca Padlet o in una presentazione Ppt o Prezi. Cittadinanza e Costituzione: che cosa sono la “resistenza non violenta” e la “disobbedienza civile”? Approfondisci le tematiche di chi ha lottato per i propri obiettivi politici senza ricorrere all’imbroglio o alla violenza. Puoi iniziare da quattro figure storiche: Mahatma Ghandi, Aldo Capitini, Martin Luther King e Aung San Suu Kyi. Conosci la marcia per la pace Perugia-Assisi? Puoi partecipare con la tua classe e la tua famiglia alla prossima edizione. Che cosa dice la Costituzione italiana a proposito della guerra? Assegna ogni mese il Nobel per la Pace nella tua classe: il prescelto verrà votato a maggioranza tenendo conto dei parametri che avete scelto all’inizio: rispetto degli altri, altruismo, attenzione verso i sentimenti dei compagni…La motivazione che accompagna il riconoscimento sarà scritta a più mani da una commissione appositamente scelta dall’insegnante. Sull’uso disinvolto delle armi negli Stati Uniti puoi vedere il film documentario di Michael Moore Bowling for Columbine. Italiano - Arte: crea con la tua classe un gioco da tavola sull’esempio del “Gioco dell’oca”. Prepara un cartellone di cartone o compensato e coloralo con un collage di volti di persone del maggior numero possibile di etnie (puoi ricavarli da riviste e giornali). Su questa base crea il percorso con il numero di caselle che vuoi. Ogni casella dovrà contenere un nome, una foto di un Nobel per la pace o un personaggio che ha contribuito alla non violenza, come appunto Ghandi, oppure il simbolo di un’organizzazione internazionale che promuove la collaborazione e il dialogo tra i popoli (Amnesty International, Green Peace, Medici senza frontiere, Emergency, Caritas…). Nelle caselle negative (quelle in cui si sta fermi per un giro o si torna indietro) metterai dei grafici o delle carte tematiche che illustrano le zone del mondo in cui ci sono ancora dei conflitti, i dati sulla povertà, sull’analfabetismo, sul lavoro minorile…). Le caselle si guadagnano tirando i dadi e dimostrando di conoscere l’argomento della casella in cui si capita. Scrivi le regole sul foglio. Italiano: conosci persone che hanno vissuto l’orrore della guerra nell’ex Jugoslavia? Prepara un’intervista giornalistica. Lettere - Musica - Inglese: ti segnaliamo di seguito due siti che raccolgono canzoni contro la guerra: http://antiwarsongs.org/ ; http://frontierenews.it/2013/08/le-dieci-canzoni-pacifiste-piu-belle-di-sempre/ Leggine alcune e scegli quella che ti piace per testo e musica. La puoi tradurre (se è in inglese o in una lingua che conosci) e poi studiarne la struttura sia testuale che musicale e l’occasione per cui è stata scritta. Presentala infine ai tuoi compagni e fagliela ascoltare (se più di uno ha scelto la stessa canzone la presentazione può essere condivisa). Qui ti segnaliamo tre canzoni di Fabrizio De André: La guerra di Piero, Fiume Sand Creek e Girotondo.

Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo di Monte San Pietro

25 MARZO 1999 GLI ULTIMI GIORNI DI MILOSEVIC L’inizio della guerra fu un colpo di maglio sferrato su una città che non se l’aspettava. I lampioni di Belgrado erano tutti accesi, il traffico disordinato di sempre intasava le strade. Poco dopo le 20 due lampi arancioni in punti diversi della metropoli segnarono l’inizio della fine per il padre padrone della Serbia Slobodan Milosevic. Era il 24 marzo del 1999. Dal 1989 il Kosovo, una provincia abitata da una larga maggioranza di etnia albanese, aveva perso il suo status di autonomia e la popolazione subiva la sanguinosa e sistematica repressione dei serbi. Per la Nato fu l’inizio di un conflitto solo aereo, la Allied Force Operation. Per la seconda volta nel dopoguerra parteciparono ai bombardamenti anche i caccia dell’Aeronautica militare italiana, ma sul momento la circostanza non fu rivelata all’opinione pubblica. Il Kosovo diventò un’immensa scatola vuota. L’8 aprile i serbi fecero l’errore di portare a Pristina, la capitale dell’ex provincia autonoma, i corrispondenti stranieri accreditati a Belgrado. Per strada incrociammo due zingarelli in bici e un solo albanese, un vecchietto frettoloso che trascinava una valigetta di plastica. Ci spiegò che il suo unico desiderio era raggiungere al più presto la sorella fuggita a Skopje, la capitale della Macedonia. Centinaia di migliaia di kosovari di etnia albanese ripararono nei paesi vicini. In Kosovo la Nato sfoderò armi micidiali. I serbi le denunciarono subito. Il mio articolo del 27 aprile sugli 11 missili alleati che avevano provocato venti morti a Surdulica, vicino al confine bulgaro, si concludeva con queste parole: “In Kosovo sarebbero stati usati proiettili di artiglieria a uranio impoverito di un peso che va da 400 grammi a 2 chili”. A Nis, la capitale del sud serbo, ci furono mostrate le famigerate bombe a grappolo cadute nei giardinetti delle case. In guerra vengono utilizzate contro le concentrazioni di truppe. Sedici persone, tecnici, ingegneri e truccatori, persero la vita nel bombardamento della televisione di Stato Rts, l’altoparlante del regime. Sembrò l’ennesimo errore alleato, ma il direttore generale Dragoljub Milanovic fu contestato duramente e pubblicamente dalla madre di una vittima. Solo in seguito il generale statunitense Wesley Clark dichiarò che Milosevic era stato avvertito in anticipo e che i capi di Rts avevano ordinato ai dipendenti di restare negli studi. Quattro anni dopo in un’intervista a “Democracy Now” lo stesso Clark non negò la terribile panoplia del conflitto, dalle bombe a grappolo all’uranio impoverito. “Che sia legale o meno - disse - li userei per proteggere uomini e donne contro la forza”. La guerra si concluse il 10 giugno del 1999. Due giorni dopo la Russia ricordò i doveri panslavi di grande protettrice dei serbi e mandò le sue truppe di stanza in Bosnia all’aeroporto internazionale di Pristina. Clark ordinò ai soldati inglesi di attaccare il contingente di Mosca. Il generale britannico Michael Jackson si oppose con forza. “Non comincerò per lei la Terza Guerra Mondiale!” fu il suo secco rifiuto. I numeri delle vittime serbe del conflitto sono tuttora ignoti. Secondo la Bbc i civili kosovari trucidati dai serbi furono tredicimila e i caduti dell’Uck, l’esercito dei guerriglieri albanesi, fra tremila e seimila. Lorenzo Bianchi

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