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1998 giro e tour poi l'inferno

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La linea del tempo… timeline 1998 Gennaio: Alfredo Ormando si da fuoco in Piazza San Pietro per protestare contro l’atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali. Muore dieci giorni dopo. Febbraio: un aereo militare statunitense al comando del capitano Richard J. Ashby, partito dalla base di Aviano, trancia il cavo della funivia del Cermis e uccide venti persone. L’incidente verrà ricordato come la strage del Cermis. Aprile: la squadra di basket della Virtus Kinder, allenata da Ettore Messina, vince il campionato italiano. Maggio: con un comunicato del consiglio dei Ministri europei nasce ufficialmente l’Euro. Per vedere la nuova valuta circolare nei paesi che l’hanno adottata occorrerà però attendere l’inizio del 2002. Giugno: il ciclista Marco Pantani vince il Giro d’Italia. Agosto: Marco Pantani vince anche il Tour de France centrando una storica doppietta riuscita solo a pochi ciclisti. Ottobre: in un’area del vecchio stabilimento in via Cavalieri Ducati è inaugurato il Museo Ducati. All’interno di sette stanze tematiche multimediali è ripercorsa la storia dell’Azienda di Borgo Panigale fondata nel 1926. Novembre: a Bologna, 129 cittadini magrebini, in seguito allo sgombero di un edificio IACP in via Rimesse in cui alloggiavano abusivamente, occupano per protesta la basilica di San Petronio. Dicembre: al teatro comunale di Bologna si tiene un memorabile concerto jazz di beneficenza di cui è protagonista la Doctor Dixie Jazz Band di Nando Giardina e alla quale partecipano guest stars del calibro di Lucio Dalla, Iskra Menarini e Hengel Gualdi.

Cenni storici: un anno in breve Il 1998 in Italia si apre con fatti tragici. A gennaio Alfredo Ormando decide di darsi fuoco in piazza San Pietro in segno di protesta contro l’atteggiamento della Chiesa cattolica nei confronti dell’omosessualità. Il mese successivo venti persone rimangono uccise quando un aereo militare statunitense, volando a una quota inferiore a quanto concesso, taglia il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme, facendo precipitare la cabina. Occorre attendere la metà dell’anno per assistere a eventi più lieti, di cui sarà protagonista un grande sportivo come Marco Pantani. Durante l’estate l’Italia intera si emoziona davanti alla bravura del ciclista romagnolo, che vince prima il Giro d’Italia poi il Tour de France, compiendo un’impresa riuscita a pochi.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 1998: la storia di Marco Pantani, il ragazzo venuto dal mare per dominare le montagne Tutti gli amanti del ciclismo e dello sport in generale uscirono da quel Giro d’Italia provati, provati dalle maratone televisive affrontate per seguire la strepitosa avventura del piccolo atleta di Cesenatico che con il suo modo di correre e di scattare in salita portava in bici con sé tutti gli appassionati. Per ottenere questo Giro “il pirata” non vince solo in salita ma nella penultima tappa è strepitoso anche a cronometro, dimostrando a tutti gli italiani quanto teneva a questa vittoria finale e quanto aveva lavorato e sofferto per ottenerla. I tifosi sono in delirio, scendono in strada per festeggiare Marco e per una volta il ciclismo diventa coinvolgente come il calcio. Tuttavia, gli appassionati di questo bellissimo sport a due ruote ancora non sapevano che dopo qualche settimana Pantani li avrebbe fatti gioire nuovamente, rendendoli orgogliosi di essere italiani. In quel meraviglioso 1998 Marco Pantani riportò il ciclismo ad essere l’argomento principale delle discussioni al bar e per un secondo i tifosi più anziani avranno pensato di essere tornati ai tempi di Coppi, Bartali, Gimondi e Motta.

E il Resto... in classe

GIUGNO-AGOSTO 1998 GIRO E TOUR, POI L’INFERNO

Del Pantani che nel 1998 ha vinto Giro e Tour nel breve volgere di un paio di mesi, si erano visti i segnali già quattro anni prima, sulle strade rosa: vinta la sua prima tappa in carriera con una fuga solitaria a Merano, il ragazzo venuto dal mare per dominare le montagne concesse l’immediato bis il giorno successivo, staccando su Mortirolo e Aprica sua maestà Indurain e issandosi sul podio. Nell’occasione, non colpì il valore dell’impresa, ma la determinazione del futuro campione: “ci riprovo subito”, fece sapere dopo il primo successo e così fu. Andare a segno dopo essersi annunciati è una qualità che appartiene ai fuoriclasse: a Pantani non servivano le parole, ma gesti semplici. Quando in montagna si liberava del cappellino e degli occhiali, era il segnale: la gente sapeva che di lì a poco sarebbe decollato. Per vincere il Giro, si spinse anche più in là: dovette liberarsi persino del brillantino che portava sull’orecchio. Così in Italia come al Tour, dove si fece amare perché in salita non si risparmiava mai: chi fa spettacolo ha sempre un posto nel cuore della gente. Pantani anche di più, perché domava le salite dopo aver battuto la sfortuna: collezionista di ossa rotte fin dalle giovanili, si rialzò da un incidente assurdo, perché si schiantò contro una jeep che viaggiava contromano in una corsa. A sentire i medici, sarebbe stato già abbastanza riprendere a camminare normalmente: tornò ciclista. Di tutte le vittorie, comprese Giro e Tour nello stesso anno, la migliore. Del Pantani che nel 2004 venne trovato senza vita in un residence di Rimini, nel giorno dedicato agli innamorati, si erano visti i segnali già cinque anni prima, sempre sulle strade rosa: fermato a Madonna di Campiglio alla fine di un Giro già in cassaforte, con i valori del sangue fuori norma, il campione atteso sulle salite mitiche iniziò una discesa purtroppo senza fine. All’uomo che si batteva per dimostrare l’ingiustizia subita si affiancò presto il ragazzo che si abbandonava alle proprie debolezze, su tutte quella che l’avrebbe portato al tragico epilogo della sua vita: la cocaina. Di quel Pantani, che il suo entourage incoraggiava a tornare in bici senza capire che prima di tutto a guarire doveva esser la persona, si sono viste tracce fino al Giro del 2003: da lì è iniziata una lunga e inutile odissea finale, fra ricoveri in clinica, consulti con centri di recupero ed esperti di settore, improvvise sparizioni e viaggi a Cuba. Come se il campione che scappava da tutti in bici volesse fuggire dal vortice in cui era finito: per trovare quella pace che, purtroppo, nemmeno dentro una tomba è ancora riuscito ad avere.

Cittadinanza - Italiano - Motoria: la classe risponderà a questa semplice domanda: il ciclismo è uno sport individuale o di squadra? Ogni alunno motiverà la propria risposta riflettendo bene sul concetto di sport di squadra e di lavoro di squadra. La classe, comportandosi da squadra, lavorando quindi in perfetta sinergia, produrrà un Power Point nel quale sceglierà due attività sportive, una individuale e una di squadra elencandone le caratteristiche. Geografia – Cittadinanza: il Giro d’Italia rappresentava e rappresenta anche ora un grande spot per il nostro territorio, poiché durante le sue varie tappe l’Italia viene virtualmente visitata da milioni di telespettatori. Ogni ragazzo, con la cartina geografica del nostro paese sottomano, disegnerà il proprio percorso ideale del Giro, articolandolo in 21 tappe. Seguirà una breve relazione per motivare le scelte fatte. Una volta presentati tutti gli itinerari la classe voterà il migliore. Gianmarco Cecconi Istituto Comprensivo Villa S. Martino

Angelo Costa

GRAZIE A


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