Ancona
GIOVEDÌ 24 febbraio 2011 Anno 126 - Numero 46 € 1,20
www.ilrestodelcarlino.it
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Negozi chiusi da dieci giorni
Aiazzone al crepuscolo Dipendenti e clienti furiosi
Vendetta del Bayern Al novantesimo Gomez gela l’Inter MOLA · Nel Quotidiano Sportivo
BARBETTI · A pagina 17
IL COMMENTO
LIBIA, UN MILIONE E MEZZO IN FUGA
Caos anche alla Camera
di GIOVANNI MORANDI
I finiani si sfasciano: Ronchi e Urso verso l’addio
LA ZATTERA D’EUROPA
N
ON è facile capirla quest’Europa unita a intermittenza, pronta a dividersi i vantaggi ma se poi capitano problemi allora quelli ognuno deve tenerseli, vedi l’Italia con l’immigrazione. Insomma se arrivano i barconi quelli sono affar nostro. E poiché questo è il punto di vista espresso finora da Bruxelles, non si capisce perché dovremmo scandalizzarci se Bossi, con semplicità disarmante, suggerisce di trasferire una parte di quelli che arrivano sulla frontiera con Francia e un’altra parte spedirli in Germania. Sarebbe forse un errore? Immaginiamo diventi realtà quel che ha pronosticato la stessa Ue, ovvero che arriveranno un milione e mezzo di immigrati e in gran parte verranno qui, anzi lì, intendendo quell’isolotto che si chiama Lampedusa che se continua a riempirsi tra un po’ andrà a fondo. Se verranno, dovremmo forse tenerceli tutti, solo per il fatto che siamo una zatterona in mezzo al mare, certamente più vicina all’Africa di quanto non siano i porti di Marsiglia o di Amburgo? [Segue a pagina 3]
GHIDETTI · A pagina 10
In Aula il 28 marzo
Processo breve, nuovo rilancio del Governo COPPARI · A pagina 8
Prezzi su del 2,1%
I carburanti infiammano il carovita Servizi · Alle pagine 26 e 27
ITALIA IN EMERGENZA
«DIECIMILA VITTIME»
L’UE: AIUTI MA NIENTE SMISTAMENTI NEGLI ALTRI PAESI. BERLUSCONI: BASTA VIOLENZA, ATTENTI AI FONDAMENTALISTI
LA CORTE DELL’AJA: «È UN GENOCIDIO». FOSSE COMUNI E SQUADRONI DELLA MORTE A TRIPOLI. IN FUGA LA FIGLIA DI GHEDDAFI?
L’omicidio di Sarah Scazzi
di MARIO FORNASARI COMELLI, DEGLI ESPOSTI, FARRUGGIA, FONTANA, B. RUGGIERO e commento di VILLOIS · Da pag. 2 a p. 7
Tabaccaio uccise un rapinatore La procura: «Fu omicidio, dategli 9 anni»
MASTRANTONIO · A pagina 15
Ancona, monumento imbrattato
I vandali del Passetto catturati dalle telecamere Ora si cerca nei nastri
L’ANALISI
Milano, la Lega protesta: «Invaderemo il tribunale»
Arrestati fratello e nipote di Misseri
Servizio · In Cronaca di Ancona
674510
Un presidio della Lega al Palazzo di giustizia di Milano
CONSANI · A pagina 14
DRAGHI, L’ITALIA E IL NO TEDESCO · A pagina 13
La linea del tempo… timeline 1991 Gennaio: Bologna, la sera del 4 gennaio, poco prima delle 22, tre giovani carabinieri in pattuglia nel quartiere periferico del Pilastro vengono uccisi: è il caso simbolo della Uno bianca. Bologna, dall’Isola nel Kantiere, centro sociale occupato, nasce un’etichetta discografica indipendente, la Century Vox. Pubblicherà molti dei migliori artisti hip hop italiani: Sangue Misto, Sa Razza, Casino Royale, Sud Sound System. Kuwait/Iraq: inizio dell’attacco alleato all’Iraq. Iraq: l’aereo con a bordo il capitano Maurizio Cocciolone e il tenente Gianmarco Bellini è abbattuto durante un’operazione bellica e i due militari sono fatti prigionieri dagli iracheni. Febbraio: Rimini, al termine del Congresso del Pci, Achille Occhetto annuncia ufficialmente la trasformazione del Partito comunista italiano in Partito democratico della sinistra (Pds). Sudafrica, il governo abolisce le ultime leggi razziali ancora in vigore, finisce così l’Apartheid. Londra: due bombe dell’IRA devastano le stazioni ferroviarie di Victoria e Paddington. Iraq: fine della Guerra del Golfo. Marzo: primo esodo di albanesi a Brindisi, a bordo di decine di imbarcazioni approdano sulle coste pugliesi circa 27.000 profughi albanesi, è il caos. Aprile: Italia, alle ore 22, al largo del porto di Livorno, il traghetto Moby Prince, diretto a Olbia, collide con la petroliera Agip Abruzzo e si incendia causando la morte di 140 persone. È la più grave tragedia nella storia della marina mercantile italiana. Unione Sovietica, la Georgia dichiara la propria indipendenza. Maggio: la CBS trasmette l’episodio conclusivo di Dallas dopo quattordici stagioni. Giugno: Bonn, il Portogallo e la Spagna firmano gli Accordi di Schengen. La Croazia e la Slovenia dichiarano la propria indipendenza dalla Jugoslavia. Luglio: riunione di Praga, viene sciolto ufficialmente il Patto di Varsavia. Parte il servizio di telefonia commerciale GSM, inaugurato dall’operatore tedesco Mannesmann. Nel 1982 era nato in Francia il Groupe Speciale Mobile (all’origine dell’acronimo GSM), con l’obiettivo di realizzare una tecnologia di comunicazione digitale standard. Con l’accordo di Brioni la Jugoslavia riconosce l’indipendenza slovena. Agosto: Bari, sbarca il mercantile Vlora carico di migliaia (si pensa fino a 20.000) di cittadini albanesi; 700 sono rinchiusi nello stadio della Vittoria, dove divampa la rivolta. Nasce il World Wide Web. Il suo creatore, Tim Berners-Lee, aveva messo on-line il primo sito web. Unione Sovietica, Mosca, tentativo di golpe, il Capo dello Stato Michail Gorbacëv viene sequestrato. La crisi viene risolta in tre giorni dal neo eletto presidente della Repubblica russa Boris Eltsin.Viene riconosciuto il diritto alla secessione da parte di ogni Repubblica costitutiva dell’Unione. Estonia e Lettonia dichiarano la propria indipendenza, dopo decenni di occupazione sovietica, lo stesso fanno Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Azerbaigian, e Kirghizistan. Scoppia la rivolta contro il Partito comunista; nelle piazze abbattimento di statue-simbolo. Al bando il Pcus. Settembre: il ministro di Grazia e Giustizia Carlo Martelli nega la grazia a Renato Curcio, leader delle Brigate Rosse. Ottobre: Bologna, Maria Teresa, sorella di Giorgio Morandi, dona al Comune l’arredamento dell’atelier dell’artista in via Fondazza e 118 sue opere. Novembre: esce l’album Dangerous di Michael Jackson, anticipato dal singolo Black or White, la cui prima in mondovisione viene vista da oltre 500 milioni di telespettatori. Dicembre: Unione Sovietica, i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmano a Belavezha il trattato che sancisce la dissoluzione dello Stato sovietico e la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.
Cenni storici: un anno in breve Il 1991 rappresenta un anno di radicali cambiamenti. Per certi aspetti è la fine del secolo, o quanto meno del Secolo breve, così definito da Eric Hobsbawm: la spartizione del mondo tra le due superpotenze uscite dalla Seconda Guerra Mondiale cessa di esistere. La federazione più grande del mondo si frantuma in una galassia di Stati indipendenti. L’URSS, nata nel dicembre del 1922 alla fine della guerra civile russa, si dissolve. L’alleanza militare speculare alla Nato, il patto di Varsavia, non esiste più. Il progressivo disgelo tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che conduce alla fine della Guerra Fredda, è cominciato , negli anni 80 soprattutto grazie alla volontà di Michail Gorbacëv, presidente dell’URSS, che riceve per questo il Nobel per la Pace nel 1990. La caduta a domino dei regimi comunisti non è sempre indolore: nei Balcani si assiste ai prodromi di una guerra che riporterà sotto gli occhi degli europei le persecuzioni razziali e i campi di concentramento. Anche in Albania vengono indette nuove elezioni dopo la morte del dittatore Enver Hoxha, ma l’improvvisa apertura delle frontiere spinge la popolazione ad emigrare. Le immagini irreali della nave mercantile Vlora con grappoli di esseri umani aggrappati alle paratie che entra nel porto di Bari rimane nell’immaginario collettivo di chi ha vissuto quell’anno. Il 1991 è quindi l’anno delle conclusioni: ha fine anche l’Apartheid in Sudafrica. L’anno prima era stato liberato, dopo 27 anni di carcere, Nelson Mandela, che nel 1994 viene eletto presidente del Sudafrica. Intanto l’Italia, per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, prende parte ad una spedizione militare. Inizia l’offensiva guidata dagli Stati Uniti contro l’Iraq di Saddam Hussein che aveva invaso lo Stato confinante del Kuwait.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 7 agosto 1991: immigrazione, i ventimila albanesi disperati che catturano il mercantile Vlora Il 7 agosto 1991, durante le operazioni di sbarco nel porto di Durazzo, la Vlora, una nave costruita in Italia, ma battente bandiera albanese, viene assalita da una folla di circa 20.000 migranti albanesi senza permesso di uscita, che costringono il comandante a salpare per l’Italia alla volta di Brindisi; le autorità italiane, con l’intento di guadagnare tempo per organizzare gli aiuti, la dirottano su Bari. è ad oggi il più grande sbarco di clandestini mai giunto in Italia. Uno sbarco che ha scosso le coscienze perché ha colto impreparati sia la Protezione Civile che i centri di accoglienza. È uno sbarco inaspettato perché l’Albania non è un paese in guerra, il popolo non fugge dalla morte, ma dalla crisi economica. Non c’erano le condizioni per chiedere asilo politico, proprio per questo i più vengono rimpatriati, mentre qualcuno riesce a fuggire e a farsi una nuova vita in Europa. Nel 1985, ben sei anni prima dello sbarco che è oggetto di questa prima pagina, uno studioso di demografia francese, Jean Legrand, aveva pubblicato un articolo nel quale, proiettandosi in un immaginario , futuro, descriveva l’inizio degli sbarchi clandestini. Li colloca con ottimismo nel 2010, mentre in realtà il fenomeno prende il via già nei primi anni 90 e da allora aumenta incessantemente; altra imprecisione nella sua “visione” è la destinazione di queste “centinaia di migliaia di disperati”; lui prevede sbarchi in Costa Azzurra e non in Sicilia, e non ha una mente così criminale da prevedere l’intervento degli scafisti, che raccolgono gente fin nelle zone più interne del continente e non solo sulle coste dell’Africa settentrionale. Leggendo gli articoli usciti nel tempo sul tema “sbarchi”, ci si rende conto che la discussione verte sempre sugli stessi temi: condanna degli scafisti, problema dei centri di accoglienza e cordoglio verso le vittime. Non si analizzano mai le cause e non si cerca mai di eliminarle: la prima è il divario economico tra noi e alcuni paesi del sud del mondo. Abbiamo vissuto migliaia di anni sfruttando il Terzo Mondo e ora “questo ci occupa casa”, ma cosa faremmo noi al loro posto? Se il nostro paese fosse afflitto da malattie incurabili, fame, carestie, guerre civili, non daremmo anche noi fondo ai nostri risparmi? Non cercheremmo anche noi di salire con la nostra famiglia verso una destinazione migliore, un futuro migliore? Noi ormai ci percepiamo poveri, ma ai loro occhi rappresentiamo il benessere, abbiamo scuole, strade, strutture che a loro mancano. Inoltre la caduta del blocco russo ha dato nuova vita agli sbarchi, spingendo il popolo albanese verso le nostre coste, così come le guerre civili e la povertà dei paesi più ad est come Afghanistan, Pakistan, Iraq. Le ultime previsioni dicono che la fase migratoria verso l’Europa durerà almeno vent’anni; un tempo lungo, che fa paura se pensiamo a come avvengono ora gli sbarchi, per questo è importante creare una politica di supporto sia per i migranti, sia per chi li deve ospitare. Ancora più importante non cedere all’odio verso “l’invasore”, ma ricordare che anche noi non troppo tempo fa siamo stati migranti.
E il Resto... in classe Italiano: svolgi un tema con la seguente traccia: l’Italia entra in guerra con uno Stato vicino e improvvisamente tutto ciò che per te era scontato non lo è più. I tuoi genitori decidono di imbarcarsi verso un altro paese e per pagare i biglietti vendono tutto ciò che vi è rimasto. Racconta il viaggio, l’arrivo e la vita nella tua nuova “casa”. Quando si imbarcano in queste “navi della speranza”, gli immigrati sanno che potrebbero non toccare terra, scrivi una lettera/testamento da lasciare in caso il tuo viaggio non giunga a termine. Italiano - Cittadinanza e Costituzione: nei giornali si leggono tante verità, di seguito sono elencate delle affermazioni, prova a porti le domande che hanno portato a queste dichiarazioni e fai un’analisi critica. Concordi con queste verità? A tuo avviso c’è un’unica verità? Siamo stati un popolo di migranti e spesso ce lo scordiamo; siamo il paese più facilmente raggiungibile; gli sbarchi non sono cominciati ora, ma alla fine degli anni Settanta; negli anni Novanta questi arrivi facevano comodo, quando nessuno tra i giovani voleva più lavorare in fabbrica; l’Italia ha quasi sempre adottato una politica di apertura verso gli stranieri; gli altri Stati europei hanno adottato una politica più cauta; solo nel 1990, con la legge Martelli, si cerca di intervenire sui flussi d’ingresso; già dal 1991 l’Italia ha subito la prima immigrazione di massa da parte del popolo albanese; sono stati presi accordi bilaterali con molti paesi per fermare il fenomeno; le guerre civili nate dalla caduta dei regimi totalitari hanno accentuato il problema; spesso si percepisce la presenza di troppi stranieri come un’invasione; ora stiamo rischiando il collasso; ci hanno lasciati soli in questa Europa che si proclama Unita; negli anni gli sbarchi sono diventati un business per gente senza scrupoli; mafia, ‘ndrangheta e ogni tipo di associazione malavitosa cerca di guadagnarci; i clandestini sono arrivati con i mezzi più disparati: velieri, gommoni, navi; quando hai di fronte un disperato in carne ed ossa è difficile essere razionali e rispedirlo a casa; il numero degli stranieri cresce di anno in anno, anche perché loro fanno figli e noi no; se una mamma carica suo figlio su un gommone e mette a repentaglio la sua vita, non lo fa per fare un giro, ma perché nel suo paese la vita è insostenibile; quando blocchi gli sbarchi in una zona, iniziano in un’altra; la prima assistenza è molto onerosa per l’Italia, che avrebbe bisogno di usare quei fondi in modo diverso; spesso le popolazioni locali dove avvengono gli sbarchi si fanno carico in prima persona degli stranieri; il mondo va nella direzione di una terra di tutti (o forse di nessuno); la scuola e la società non possono non tener conto degli stranieri presenti in Italia; lo sbarco del 1991 è stato tragico; da allora ci hanno abituato a numeri sempre più alti; il rischio è quello di vedere le immagini come fossero finte; su Facebook girano le foto di molti bimbi morti negli ultimi sbarchi; forse questo dà fastidio; questo è forse l’unico modo per non dimenticare le loro morti; per capire un fenomeno ci vuole maggiore distanza storica. Kledy Kadiu, ex ballerino di Amici, era a bordo della Vlora per inseguire il suo sogno, quello di venire in Italia a ballare. Tra i 20.000 c’erano tanti sogni. Con la collaborazione dei tuoi compagni prova ad immaginarne alcuni e monta un video in cui voi stessi recitate la parte dei migranti. Se per curiosità vuoi vedere l’intervista a Kledy, ti puoi collegare al seguente link: https://goo.gl/5j0WcI Cittadinanza e Costituzione: la strada dell’emigrazione è lastricata di dolore. Per riflettere su questo e sul fatto che non esistono popoli migliori di altri, puoi leggere L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi, scritto nel 2003 da Gian Antonio Stella, che mette in luce sia le ostilità e il razzismo subiti dagli italiani, sia le violenze che loro stessi hanno praticato nei paesi di cui erano ospiti. Terminata la lettura fai una riflessione sulla parola “emigrazione”, collocando il fenomeno nel passato e nel presente. Geografia - Cittadinanza e Costituzione: sul sito di CN24 (http://goo.gl/DLS4uy) puoi ricostruire la cronologia degli sbarchi avvenuti in Calabria dal 2010 a oggi. Prova, con l’aiuto dei tuoi compagni, ad analizzare i dati ed elabora dei grafici che riportino: quanti sbarchi sono stati fatti ogni anno; quanti clandestini sono sbarcati ogni anno, quanti di questi erano bambini; di che nazionalità erano (divisi per anno e nell’insieme); dove sono approdati (in questo caso puoi costruire una cartina interattiva); quanti sono i morti (divisi per anno e nell’insieme). Potete anche lavorare in gruppo. Storia: dopo la prima ondata dell’Albania, altre ondate di sbarchi sono arrivate da paesi nordafricani. Approfondisci, tramite una ricerca, la storia di Egitto, Libia e Tunisia e le cause del crollo dei regimi totalitari. Analizza perché il Marocco è stato meno coinvolto negli sbarchi via mare. Altri linguaggi: per approfondire l’argomento puoi visionare il cronometraggio Vlora 1991 (https://goo.gl/12OiJ7) e il film documentario La nave dolce del 2012, di cui puoi vedere alcune clip su YouTube. Cristina Prosdocimi Istituto Comprensivo di Zola Predosa
9 AGOSTO 1991-24 FEBBRAIO 2011 IL SOGNO DI LIBERTà E BENESSERE Lo svegliò una telefonata della Capitaneria di porto, alle 6 del mattino. Non si può dire che facesse già caldo a Bari, anche se l’estate era al culmine e di lì a poco il termometro avrebbe preso a salire. Enrico Dalfino, professore di Diritto Amministrativo, era anche il sindaco della città. In quel momento, l’8 Agosto 1991, era anche l’unica autorità al suo posto, operativa. Erano tutti in vacanza: il prefetto, il comandante della polizia municipale, persino il vescovo non si riusciva a rintracciare. Al porto stava accadendo qualcosa di mai visto prima di allora. La nave mercantile Vlora, costruita nei cantieri di Ancona, ma battente bandiera albanese, stava approdando con un carico assolutamente straordinario, dopo essere stata respinta dal porto di Brindisi: almeno ventimila persone. L’immagine che si offrì agli occhi del sindaco Dalfino aveva i connotati dell’esodo biblico. Il giorno precedente Vlora, di ritorno da Cuba con un carico di zucchero, durante le operazioni di sbarco a Durazzo fu presa d’assalto dalla folla che vedeva nell’Italia la terra promessa. Da circa un anno la Germania era tornata unita, il Muro di Berlino abbattuto (1989), l’Europa della geopolitica aveva ridisegnato velocemente la propria mappa, la stessa dittatura in Albania vacillava paurosamente. Il nostro Paese era da qualche tempo meta degli sbarchi di profughi che attraversavano l’Adriatico in cerca di quella vita che vedevano riflessa dalle parabole della tivù satellitare. Ma uno sbarco così gigantesco era qualcosa di inaudito. “Sono persone, persone disperate” telefonò commosso e al tempo stesso preoccupato il sindaco alla moglie Anna, dopo essere andato a sincerarsi di cosa stesse accadendo, “Non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro ultima speranza”. Dal Basso Adriatico al Mediterraneo, attraverso i confini terrestri del Carso, ma non solo, ogni giorno decine e decine di persone disperate, spesso in fuga da guerre, carestie e miseria, approdano in Italia che, per posizione geografica, rappresenta a tutti gli effetti la porta dell’Occidente. Sono cinque milioni gli immigrati regolari nel nostro Paese, su una popolazione di 60, e 2,2 milioni hanno un lavoro. E proprio una porta, sugli scogli di Lampedusa, rappresenta il monumento eretto per ricordare il varco per l’Europa, ma anche che la contabilità della speranza purtroppo sconta molto spesso tributi inaccettabili. Vittime del mare. Una ecatombe. Torna in mente la prima grande tragedia, i 300 morti di Porto Palo, la notte di Natale 1996, ma è un filo di sangue che non si spezza, legandosi alla strage dell’Aprile 2015, quasi vent’anni più tardi, pagata col prezzo più caro da un numero di esseri umani, uomini, donne e bambini, stimato tra le 700 e le 900 unità. L’anno nero che ha trasformato il Mediterraneo in uno sterminato cimitero è stato senza dubbio il 2011, con i suoi 1800 morti, 150 al mese, corpi e speranze inghiottite dai flutti, custoditi in sarcofaghi di legno in fondo al mare, malridotte imbarcazioni trasformate in tombe per sepolture collettive. Una tragedia fuori dal tempo che si consuma sotto i nostri occhi, alimenta pulsioni xenofobe, spacca la politica sia in Italia, sia in Europa, affidando sempre la parte del più debole ai disperati in fuga dalle guerre dell’Est, da Afghanistan, Pakistan e Sri Lanka, o dalle rivoluzioni incompiute, se non fallite, dei vari Sud del mondo, Libia, Siria, Tunisia, dall’immenso polmone saturo di sangue e miseria nera denominato Africa subsahariana, in cui l’aspettativa di vita, quando va bene, sfiora i 40 anni. Lorenzo Sani
Grazie a