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1991 1994 quei banditi erano poliziotti (quartino)

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La linea del tempo… timeline 1991 Gennaio: Bologna, la sera del 4 gennaio, poco prima delle 22, tre giovani carabinieri in pattuglia nel quartiere periferico del Pilastro vengono uccisi. Il caso simbolo della Uno bianca. Bologna, dall’Isola nel Kantiere, centro sociale occupato, nasce un’etichetta discografica indipendente, la Century Vox. Pubblicherà molti dei migliori artisti hip hop italiani: Sangue Misto, Sa Razza, Casino Royale, Sud Sound System. Kuwait/Iraq: inizio dell’attacco alleato all’Iraq. Iraq: l’aereo con a bordo il capitano Maurizio Cocciolone e il tenente Gianmarco Bellini è abbattuto durante un’operazione bellica e i due militari sono fatti prigionieri dagli iracheni. Febbraio: Rimini, al termine del Congresso del Pci, Achille Occhetto annuncia ufficialmente la trasformazione del Partito comunista italiano in Partito democratico della sinistra (Pds). Sudafrica, il governo abolisce le ultime leggi razziali ancora in vigore, finisce così l’Apartheid. Londra: due bombe dell’IRA devastano le stazioni ferroviarie di Victoria e Paddington. Iraq: fine della Guerra del Golfo. Marzo: primo esodo di albanesi a Brindisi, a bordo di decine di imbarcazioni approdano sulle coste pugliesi circa 27.000 profughi albanesi, è il caos. Aprile: Italia, alle ore 22, al largo del porto di Livorno, il traghetto Moby Prince, diretto a Olbia, collide con la petroliera Agip Abruzzo e si incendia causando la morte di 140 persone. È la più grave tragedia nella storia della marina mercantile italiana. Unione Sovietica, la Georgia dichiara la propria indipendenza. Maggio: la CBS trasmette l’episodio conclusivo di Dallas dopo quattordici stagioni. Giugno: Bonn, il Portogallo e la Spagna firmano gli Accordi di Schengen. La Croazia e la Slovenia dichiarano la propria indipendenza dalla Jugoslavia. Luglio: riunione di Praga, viene sciolto ufficialmente il Patto di Varsavia. Parte il servizio di telefonia commerciale GSM, inaugurato dall’operatore tedesco Mannesmann. Con l’accordo di Brioni la Jugoslavia riconosce l’indipendenza slovena. Agosto: Bari, sbarca il mercantile Vlora carico di migliaia (si pensa fino a 20.000) di cittadini albanesi; sono rinchiusi nello stadio della Vittoria, dove divampa la rivolta. Nasce il World Wide Web. Il suo creatore,

Cronologia dei colpi commessi dalla “Banda della Uno bianca”: 1987 - 19 giugno, rapina al casello autostradale di Pesaro. Nei due mesi successivi la banda mette a segno altre 12 rapine ai caselli. Nello stesso anno organizza anche un tentativo di estorsione ai danni di un autorivenditore riminese, Savino Grossi, che fa finta di cedere al ricatto, ma avverte la Polizia. Grossi concorda un incontro per consegnare il denaro, ma nasconde nel bagagliaio un agente di Polizia, ne scaturisce un conflitto a fuoco durante il quale rimane gravemente ferito l’agente Mosca, che morirà nel 1989, dopo un lungo periodo di sofferenza. L’omicidio di Mosca è il primo della lunga serie di delitti commessi dai componenti della banda. 1988 - 30 gennaio, viene uccisa, durante una rapina ad un supermercato di Rimini, la guardia giurata Giampiero Picello. Il 20 febbraio muore un’altra guardia giurata, Carlo Beccari, che stava prelevando l’incasso da un supermercato a Casalecchio di Reno (BO), con tre colleghi: Francesco Cataldi che rimane ferito, e altri due agenti che restano incolumi. Il 20 aprile, in un parcheggio a Castel Maggiore (BO), due carabinieri, Cataldo Stasi e Umberto Erriu, fermano l’auto dei Savi, ma non hanno nemmeno il tempo di sparare un colpo; vengono uccisi barbaramente. 1989 - Ancora un morto nell’ennesima rapina al supermercato, stavolta a Corticella, un quartiere di Bologna, e la vittima è Adolfino Alessandri, un pensionato. 1990 - Vengono uccise altre sei persone: Giancarlo Armorati, pensionato, ferito durante una rapina ad un ufficio postale che causò altri 15 feriti, morirà dopo un anno di sofferenza; Primo Zecchi, che provò ad annotare il numero di targa della macchina dei criminali; Rodolfo Bellinati e Patrizia Della Santina, due ospiti del campo nomadi, le cui roulotte furono prese di mira dai colpi della banda (oltre alle due vittime ci furono anche diversi feriti), Luigi Pasqui, commerciante, ucciso durante una rapina ad un distributore di Castel Maggiore (BO) mentre tentava di dare l’allarme e, la stessa sera, Paride Pedini, che si era avvicinato alla Uno bianca appena abbandonata con le portiere aperte. 1991 - Il 4 gennaio intorno alle 22, presso il quartiere Pilastro di Bologna, una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri rimane vittima sotto le pallottole del gruppo criminale. Nella ricostruzione dei fatti le morti dei tre agenti suonano veramente assurde. La banda della Uno bianca si stava dirigendo a San Lazzaro per rubare una macchina, quando la pattuglia dei Carabinieri l’ha sorpassata. Temendo che stessero leggendo le targhe, Roberto Savi decide di eliminare gli agenti ed esplode alcuni proiettili contro Otello Stefanini che si trovava alla guida; la macchina perde il controllo e va a sbattere, una volta ferma viene raggiunta da una pioggia di proiettili. Gli altri due militari, Andrea Moneta e Mauro Mitilini, tentano di rispondere al fuoco, ma alla fine entrambi i carabinieri rimangono a terra. La strage rimane impunita per circa quattro anni. In seguito, sono gli stessi assassini a confessare il delitto durante il processo. Gli omicidi continuano, ad aprile: durante una rapina viene ucciso il benzinaio Claudio Bonfiglioli. A maggio la banda rapina un’armeria e uccide la proprietaria, Licia Ansaloni, e Pietro Capolungo, un carabiniere in pensione. Per la prima volta una testimone vede Roberto Savi fuori dall’armeria

Tim Berners-Lee, aveva messo online il primo sito web. Unione Sovietica, Mosca, tentativo di golpe, il Capo dello Stato Michail Gorbacëv viene sequestrato. La crisi viene risolta in tre giorni dal neo eletto presidente della Repubblica russa Boris Eltsin.Viene riconosciuto il diritto alla secessione da parte di ogni Repubblica costitutiva dell’Unione. Estonia e Lettonia dichiarano la propria indipendenza, dopo decenni di occupazione sovietica; lo stesso fanno Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Azerbaigian, e Kirghizistan. Scoppia la rivolta contro il Partito comunista. Nelle piazze abbattimento di statue-simbolo. Al bando il Pcus. Settembre: il ministro di Grazia e Giustizia Carlo Martelli nega la grazia a Renato Curcio, leader delle Brigate Rosse. Ottobre: Bologna, Maria Teresa, sorella di Giorgio Morandi, dona al Comune l’arredamento dell’atelier dell’artista in via Fondazza e 118 sue opere. Novembre: esce l’album Dangerous di Michael Jackson, anticipato dal singolo Black or White, la cui prima in mondovisione viene vista da oltre 500 milioni di telespettatori. Dicembre: Unione Sovietica, i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmano a Belavezha il trattato che sancisce la dissoluzione dello Stato sovietico e la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.

e fornisce un identikit, il marito dell’Ansaloni lo riconosce, perché è un cliente abituale, ma, forse proprio per questo o perché è un poliziotto, nessuno segue questa pista. A giugno viene ucciso a Cesena un altro benzinaio, Graziano Mirri e ad agosto due operai senegalesi, Ndiaj Malik e Babou Chejkh; un terzo, Madiaw Diaw, viene ferito. Tra tutti gli omicidi questo è l’unico non collegato alle rapine, ma determinato solo da motivazioni razziste dei membri della banda. Mentre scappano tagliano la strada ad un’auto con a bordo dei giovani che inveiscono contro di loro, per risposta la banda gli scarica addosso diversi colpi di pistola che, fortunatamente, non raggiungono i passeggeri. 1992 - La banda non commette nessun omicidio, ma ben quattro rapine in banca e una in un supermercato. 1993 - Purtroppo gli omicidi riprendono con la morte di Massimiliano Valenti, un ragazzo di 21 anni reo solo di essere uscito di casa proprio nel momento in cui la banda effettua un cambio macchina a Zola Predosa (BO), dopo una rapina in banca. La banda preleva il giovane e lo uccide in una zona isolata lasciando il corpo in un fossato, una vera e propria esecuzione con colpi sparati dall’alto verso il basso. Il 7 ottobre viene ucciso a Riale, una frazione di Zola Predosa, Carlo Poli, elettrauto. 1994 - La banda aumenta la sua attività criminale e rapina nove banche, in uno di questi colpi muore Ubaldo Paci, direttore della Cassa di Risparmio di Pesaro.

Cenni storici: un anno in breve Il 1991 rappresenta un anno di radicali cambiamenti. Per certi aspetti è la fine del secolo, o quanto meno del Secolo breve, così definito da Eric Hobsbawm: la spartizione del mondo tra le due superpotenze uscite dalla Seconda Guerra Mondiale cessa di esistere. La federazione più grande del mondo si frantuma in una galassia di Stati indipendenti. L’URSS, nata nel dicembre del 1922 alla fine della guerra civile russa, si dissolve. L’alleanza militare speculare alla Nato, il patto di Varsavia, non esiste più. Il progressivo disgelo tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che , conduce alla fine della Guerra Fredda, è cominciato negli anni 80 soprattutto grazie alla volontà di Michail Gorbacëv, presidente dell’URSS, che riceve per questo il Nobel per la Pace nel 1990. La caduta a domino dei regimi comunisti non è sempre indolore: nei Balcani si assiste ai prodromi di una guerra che riporterà sotto gli occhi degli europei le persecuzioni razziali e i campi di concentramento. Anche in Albania vengono indette nuove elezioni dopo la morte del dittatore Enver Hoxha, ma l’improvvisa apertura delle frontiere spinge la popolazione ad emigrare. Le immagini irreali della nave mercantile Vlora, con grappoli di esseri umani aggrappati alle paratie, che entra nel porto di Bari rimane nell’immaginario collettivo di chi ha vissuto

quell’anno. Il 1991 è quindi l’anno delle conclusioni: ha fine anche l’Apartheid in Sudafrica. L’anno prima era stato liberato, dopo 27 anni di carcere, Nelson Mandela, che nel 1994 viene eletto presidente del Sudafrica. Intanto l’Italia, per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, prende parte ad una spedizione militare. Inizia l’offensiva guidata dagli Stati Uniti contro l’Iraq di Saddam Hussein che aveva invaso lo Stato confinante del Kuwait.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 1991: la “Banda della Uno Bianca”, sette anni di terrore, 91 rapine, 24 morti, 103 feriti Oggi sappiamo che la Strage del Pilastro, come viene definito il triplice omicidio del 4 gennaio 1991, è solo uno dei numerosi casi collegati alla Banda della Uno bianca. Solo nel corso del tempo, infatti, sono state ricondotte al gruppo le responsabilità di alcuni delitti, inizialmente attribuiti ad altri colpevoli. La banda era composta dai tre fratelli Savi, Roberto e Alberto, poliziotti, e Fabio, camionista; da Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Valicelli, tutti poliziotti con ruoli e responsabilità diverse all’interno della banda. Il primo svolge il compito di operatore radio, Occhipinti era operativo, ma ha partecipato ad un unico omicidio e Valicelli si è reso responsabile solo delle prime rapine, quelle senza omicidi. Altro nome collegato al gruppo è quello di Eva Mikula, compagna di Fabio Savi, figura ambigua che dopo l’arresto del fidanzato decide di collaborare con la giustizia e si proclama essa stessa vittima della Uno bianca, mentre nella versione di Fabio Savi è la ragioniera della banda; di fatto però non ci sono prove contro di lei e dopo i sette processi a suo carico risulta innocente. La storia della banda della Uno bianca comincia il 19 giugno 1987 e finisce solo il 3 novembre del 1994, grazie alla determinazione di due agenti in servizio a Rimini, l’ispettore Baglioni e il sovrintendente Costanza. I due poliziotti avevano fatto parte del pool istituito dal magistrato di Rimini Daniele Paci, che agli inizi del 1994 si era imposto di individuare i colpevoli di tutti quei casi irrisolti ma, non giungendo a nessuna conclusione, a metà dello stesso anno aveva passato il compito ad un pool di magistrati di Roma. Baglioni e Costanza chiedono di poter proseguire comunque le indagini e ottengono carta bianca; sospettano che la banda sia legata alle Forze dell’ordine, sia per la precisione con cui usano le armi, sia perché sembrano conoscere il modus operandi della Polizia. I due decidono quindi di appostarsi fuori dagli Istituti di credito della zona, sperando di raccogliere qualche indizio e finalmente, il 3 novembre 1994, Fabio Savi commette un passo falso, esegue un sopralluogo presso alcune banche a Santa Giustina nel riminese, alla guida di una Fiat Tipo bianca, che attira subito l’attenzione degli agenti appostati. Decidono di seguirla e scoprono così che il conducente è Fabio Savi. Da lì i tasselli cominciano a comporsi: riscontrano subito una somiglianza con i componenti

della banda ripresi dalle telecamere di sorveglianza delle banche e giungono all’arresto degli altri membri del gruppo. La banda ha commesso 105 azioni criminali, nelle quali sono rimaste uccise 24 persone e ferite 103. Ancora oggi le famiglie delle vittime non riescono ad accettare la futilità dei motivi che hanno indotto la banda ad uccidere, non c’è infatti un particolare movente da parte dei colpevoli, se non la ferocia sanguinaria e spietata. Il sentimento che continua a pervadere l’opinione pubblica è lo strazio per quelle morti inutili. A questo si aggiunge il dolore degli stessi familiari della banda, o almeno di parte di loro; il padre dei Savi, descritto come un padre orco, ispiratore della violenza dei figli, si è suicidato per la vergogna. Sarebbe, forse, più facile accettare le morti se dietro la banda si fossero riscontrati quei piani eversivi che qualcuno aveva ipotizzato. I fratelli Savi non hanno dimostrato nessun pentimento, anzi durante i processi hanno spesso risposto alla disperazione dei familiari delle vittime con battute fredde e sprezzanti.

E il Resto... in classe Italiano: usando la tecnica dello Spoon River, che ripropone in forma di epitaffio la vita di diverse persone, prova ad inventare gli ultimi pensieri delle vittime della banda. I nomi li puoi trovare nella cronologia qui sopra. Prima di iniziare leggi alcune delle poesie di Edgar Lee Masters, autore dell’Antologia di Spoon River. Il mistero della Uno bianca è stato oggetto di molte trasmissioni e nel 2001 anche di una miniserie televisiva che ha come protagonista Kim Rossi Stuart. La critica si è divisa, c’è chi ha apprezzato la serie e chi invece ne ha criticato le “licenze”. Dopo aver visionato la miniserie o parte di essa, prendi in esame uno dei crimini descritti e confronta il contenuto del film con ciò che hanno riportato le cronache, poi fai un’analisi critica. Di seguito i link per vedere la miniserie TV. http://goo.gl/d7yLXH - http://goo.gl/MKNtC2 - http://goo.gl/slRQ6F - http://goo.gl/OmohF9 Altri linguaggi: altri due filmati interessanti sono Una mattina di novembre, diretto da Fabio Sabbioni, tratto dal volume Baglioni e Costanza. Due investigatori di provincia contro la “Banda della Uno bianca”, di Marco Melega (//vimeo.com/27547734) e la puntata della trasmissione Blu Notte dal titolo Il caso della Uno bianca curata da Carlo Luccarelli (https://goo.gl/gyZe0g). I due filmati hanno approcci completamente diversi al tema. Svolgi lo stesso tipo di esercizio, prendi un articolo di giornale a tuo piacere e crea due video che si focalizzino su due aspetti diversi della vicenda.

5 GENNAIO 1991-23 NOVEMBRE 1994 QUEI BANDITI ERANO POLIZIOTTI

Una combriccola di fantasmi riuniti in un’etichetta perfino un po’ banale: la “Banda della Uno bianca”. Chi c’era dietro alle armi assassine? Pazzi? Terroristi? Italiani, stranieri o in formazione mista? Domande a vuoto in un continuo rimbalzo da un angolo all’altro dell’Emilia Romagna e delle Marche, teatri d’azione della gang in viaggio, a volte, sul modello di Fiat più popolare. Stessa tecnica e “canne” spesso diverse per comporre una striscia di mistero lunga sette anni e un tortuoso mosaico di 91 rapine con 24 morti e 103 feriti. Poi li presero e l’Italia si allineò nello stupore, nello sdegno e nel sollievo. Perché dal buio emersero i tratti di un manipolo di agenti di polizia e di qualche aggregato non troppo lontano dallo stesso ambiente. Interrogatori e testimonianze stabilirono che l’idea di passare dall’altra parte della legge era nata, tra una chiacchiera e l’altra, in un disinvolto passaparola in famiglia. “Ci stai?”. “Ci sto”. E via tutti insieme, i tre fratelli Roberto e Alberto Savi, poliziotti, e Fabio, camionista, uniti nel tempo libero dall’hobby degli assalti. Integerrimi nei turni di servizio e nelle altre mansioni, genitori affettuosi e amici leali, indossavano abiti da belve nei raid a caccia di quattrini e di emozioni, placate troppo spesso da una scarica di pallottole. Ed eccoli, con i complici, nell’urlo del “mani in alto” in una tetra catena di blitz, dall’87 al ,94, in banche, empori, caselli e in tanti altri agguati anche senza ritorni economici. Come la sera del 4 gennaio 1991, a Bologna. Il bersaglio, nel buio illividito dalla nebbia, si presentò con i fari dell’auto di tre giovani carabinieri in perlustrazione. Un rapido cenno d’intesa, e gli uomini della gang stesero tutti insieme il braccio nella mira. Spari: dieci, trenta, una tempesta. Morirono Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini. E i killer? Inghiottiti dal buio e inseguiti dalle domande. Tanto più che l’agguato pareva il replay dell’assassinio di altri due militari, Cataldo Stasi e Umberto Erriu, massacrati nell’88 a Castelmaggiore. Il mistero sul movente rimase, almeno in parte, anche quando le facce degli assassini finirono sotto i riflettori. Roberto Savi, introverso capobanda, si limitò a rispondere ai magistrati come faceva alla centrale operativa, in servizio, nei dialoghi via radio con le pattuglie del 113: “Negativo”, “Positivo”. Tacquero le armi e le truci azioni della gang vennero consegnate al dolore, all’indignazione e agli ergastoli.

Approfondimento: puoi leggere Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore, Nuovi Equilibri, 2007; anche in PDF gratuito. Geografia: la banda della Uno bianca ha colpito in Emilia Romagna e nelle Marche; ricostruisci il loro percorso e crea una mappa interattiva in cui per ogni città si apra una breve descrizione della stessa e del delitto che vi è stato commesso. Puoi usare il servizio Prezi.

Cristina Prosdocimi Istituto Comprensivo di Zola Predosa

Gianni Leoni

Grazie a


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