La linea del tempo… timeline 1989 Gennaio: manifestazioni a Napoli per la chiusura dello stabilimento di Bagnoli. I casi di AIDS si moltiplicano, il ministero della sanità invia a tutte le famiglie italiane una lettera nella quale si afferma che l’astensione dal sesso con partner a rischio è l’unico modo per non essere infettati. Al Palazzo dei Congressi di Bologna trionfo per lo spettacolo della coppia Gianni Morandi - Lucio Dalla, accompagnati dal gruppo degli Stadio. Febbraio: forte aumento del tasso di inflazione, che raggiunge il 6,1%. Marzo: la Corte Costituzionale sancisce che imporre agli studenti che non seguono l’ora di religione un’altra lezione è illegale. Aprile: muore a Roma il regista cinematografico Sergio Leone. Maggio: con una legge regionale viene istituito il Parco Storico di Monte Sole, situato nei luoghi dell’eccidio nazifascista del settembre 1944.Vi ha sede una Scuola di Pace, osservatorio permanente sui conflitti e laboratorio per l’educazione alla pace. Giugno: la madre di Cesare Casella, il giovane di Pavia rapito nel 1988, percorre da sola tutto l’Aspromonte alla ricerca del figlio, sia come segno di protesta sia per tener viva l’attenzione sul caso. Gli agenti di scorta di Giovanni Falcone trovano dell’esplosivo davanti alla residenza estiva del giudice. Esce al cinema Batman, diretto da Tim Burton. Luglio: Giulio Andreotti si insedia per la sesta volta al governo. Agosto: in provincia di Caserta alcuni lavoratori africani, impiegati come stagionali nella raccolta di pomodori, vengono aggrediti nel sonno. Settembre: arriva nelle sale cinematografiche italiane il film L’attimo fuggente.Viene innalzato di sei mesi il limite consentito per la carcerazione cautelativa, per evitare di dover scarcerare imputati nei processi di mafia, droga o terrorismo. In America, nella filiale di Atlanta della Banca Nazionale del Lavoro, scoppia uno scandalo: sono stati concessi prestiti per oltre 3.500 miliardi di lire (ca. 1 miliardo e 800 mila euro) all’Iraq, all’insaputa dell’amministrazione centrale della banca. Ottobre: entra in vigore il nuovo Codice di procedura penale. Terremoto a San Francisco, 64 morti e 200 feriti.Venerdì nero a Wall Street (Stati Uniti) e fine di una lunga stagione borsistica favorevole; il crollo influenzerà tutte le piazze internazionali. Novembre: dopo 28 anni dalla sua costruzione, cade il muro di Berlino. A fronte di questo e dei mutamenti in atto sulla scena internazionale, il segretario del Pci, Achille Occhetto, propone il cambiamento del nome e del simbolo del partito. Muore a Palermo lo scrittore Leonardo Sciascia. Michail Gorbaciov è in visita ufficiale in Italia. A Bologna, nel quartiere di Borgo Panigale, è inaugurato il Centro Borgo, promosso dalla Coop Adriatica; si tratta del primo ipermercato della città. Dicembre: Umberto Bossi e vari esponenti di movimenti autonomisti delle regioni settentrionali danno vita alla Lega Nord. Viene presentata dal governo la legge Martelli, che prevede una sanatoria per i clandestini e fissa i criteri per la loro ammissione. Dopo un conflitto tra De Benedetti e Berlusconi, il controllo del consiglio d’amministrazione della casa editrice Mondadori passa nelle mani della Fininvest di Silvio Berlusconi.
11 NOVEMBRE 1989 LA DOMANDA CHE FECE CADERE IL MURO
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Cenni storici: un anno in breve Mentre nel Mediterraneo c’è tensione per i missili americani in Libia, in Italia il governo deve fare i conti con la minaccia della chiusura degli stabilimenti siderurgici a Bagnoli, a causa della quale potrebbero perdere il posto di lavoro 13.000 dipendenti. Tutta Napoli insorge, catapultando la “questione meridionale” sulle prime pagine di tutti i quotidiani. Ciriaco De Mita, democristiano, a capo del governo anche grazie alla sua campagna elettorale che afferma il rilancio del sud, non sa come sedare la rivolta e si limita a posticipare il problema allungando di sei mesi la cassa integrazione. Il danno alla sua immagine è già compiuto e a febbraio il Congresso della Democrazia cristiana decide di affidare la segreteria del Partito a Arnaldo Forlani; De Mita resta presidente del Consiglio, ma con un ruolo solamente esecutivo. A luglio scoppia la crisi e il governo viene affidato a Giulio Andreotti, che resterà a capo del governo fino al 1992. L’evento dell’anno è la caduta del muro di Berlino. Nel 1989 l’esponente di punta del Partito comunista italiano è Occhetto il quale, sull’onda emotiva, propone la fine del suo stesso partito, che verrà sciolto nel 1991. A fine anno arriva in visita in Italia il presidente Gorbaciov, accolto con simpatia dalla gente; durante la permanenza in Italia fa visita anche al Papa. Il seguitissimo Festival di Sanremo vede vincitori Anna Oxa e Fausto Leali con la canzone Ti lascerò, mentre tra gli emergenti vince Paola Turci con Bambini. Al Festival partecipa per la prima (e ad oggi ultima) volta, Jovanotti. Le canzoni più trasmesse dell’anno sono, però, Lambada di Kaoma e Viva la mamma di Bennato.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 9 novembre 1989: i berlinesi dell’Est si affollarono ai varchi e i vopos non spararono Il muro di Berlino è per 28 anni, dal 1961 al 1989, il simbolo della Guerra Fredda: una divisione politica, sociale e ideologica tra americani e sovietici, non solo di una città, ma di un intero paese (iniziata già nel 1945, la Guerra Fredda si trascina fino agli anni ottanta). Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, Berlino viene divisa in quattro zone, sottoposte ai vincitori della guerra: Unione Sovietica, America, Francia, e Gran Bretagna. Ma Berlino si trova circondata dal territorio della Germania orientale, occupata dalle truppe sovietiche. E quando nel 1948 Stalin blocca per un anno le strade di accesso alla città, la parte occidentale è costretta a creare un ponte aereo per rifornire gli abitanti. L’Unione Sovietica, che nella seconda guerra mondiale ha perso molte vite umane e investito enormi risorse, si appropria di tutto ciò che può: fabbriche, materie prime, ricchezze, arrivando così a farsi odiare dal popolo tedesco. Gli americani adottano la politica opposta, cercano alleati contro il “nemico” e li ottengono dando loro aiuti alimentari, medicine, vestiti. Inoltre ambiscono ad unire la loro zona con quelle di francesi e inglesi, per rafforzare la propria posizione contro i russi. Nascono così le “due Germanie”, la DDR (Repubblica Democratica Tedesca) all’est, sotto l’influenza dell’Unione Sovietica, e la BRD (Repubblica Federale della Germania) all’ovest, , sotto l’influenza degli Stati Uniti. Sul piano economico la Germania occidentale vive negli anni 50 un fortissimo boom, mentre la parte orientale fa molta più fatica a riprendersi, svantaggiata per le pesanti richieste economiche imposte dall’Unione Sovietica e per la ,mancanza di aiuti. Più Usa e Urss intervengono a livello politico, maggiori sono le differenze economiche tra le due Germanie. Negli anni 50 centinaia di migliaia di persone, soprattutto i giovani, quelli che hanno una certa cultura e aspirano a una buona occupazione, fuggono dall’est all’ovest. La Germania dell’est corre ai ripari e il 13 agosto 1961 interrompe ogni collegamento con Berlino ovest e ordina ai militari di costruire un muro attraverso tutta la città. La gente inizialmente è perplessa, guarda con curiosità questa nuova costruzione, alcuni capiscono e scappano in tempo, ma i più restano intrappolati, separati dalle loro famiglie e dai luoghi a loro cari. Da quel momento i confini tra est e ovest sono presidiati, i soldati sparano a chiunque tenti di passare. Dal filo spinato, si passa al muro, alle torrette, alle mine anti-uomo, alla corrente ad alta tensione, in un’escalation di terrore. Il risultato finale è un muro alto tre metri e sessanta, lungo 155 km che ha ben 302 torri di osservazione. è una tragedia umana. Molti tentano di scappare, 138 muoiono; nel tempo i tentativi di fuga diventano sempre più originali e sofisticati, un buon numero riesce a fuggire, ma molti di più vengono catturati e rinchiusi. Un po’ alla volta il popolo si rassegna, le condizioni , economiche della Germania dell’est migliorano e passano così 28 anni in cui si parla poco del muro, se non alle feste nazionali. Negli anni 80 però qualcosa cambia: Gorbaciov diventa il leader dell’Unione Sovietica e adotta una nuova politica, la perestrojka (ricostruzione): lascia libertà ai paesi del Patto di Varsavia e adotta riforme economiche e democratiche. La popolazione della DDR, che vive un periodo di crisi economica e politica, auspicherebbe lo stesso genere di riforme, ma i leader non accolgono alcuna richiesta. Il popolo, ancora una volta, sembra subire con rassegnazione; ma qualcosa si muove: sempre più gente chiede asilo alle ambasciate degli Stati vicini, ora più facili da raggiungere. La strada per la libertà si apre definitivamente quando l’Ungheria, a settembre del 1989, apre i suoi confini con l’Austria. Da quel momento il flusso di persone che arriva nella Germania dell’ovest attraverso l’Ungheria e l’Austria aumenta di giorno in giorno. Il popolo della DDR comincia a farsi sentire e il governo corre ai ripari cambiando i vertici, ma ormai è tardi. A novembre un annuncio relativo alla concessione di una maggiore libertà di spostamento viene interpretato come l’ordine di far cadere il muro. Impossibile descrivere la gioia di un popolo che ritrova la libertà, impossibile spiegare cosa vuol dire poter riabbracciare qualcuno che non vedi da 28 anni, rivedere i luoghi, rivivere i ricordi che il muro aveva nascosto. Dopo l’euforia dei primi giorni si deve fare i conti con la realtà: esistono ancora due Stati tedeschi con sistemi politici ed economici completamente diversi. Il popolo si vede e si sente già unito, i governi del mondo sono più prudenti, ma nessuno riesce più a placare il desiderio di libertà che è sbocciato nei giovani berlinesi e che, come un’onda, ha travolto tutta la Germania, l’Europa, il mondo. Inizialmente i governanti internazionali, pur apprezzando la caduta del muro, si dimostrano cauti su una possibile unione delle due Germanie, ma quando si rendono conto che la gente all’est vuole il benessere e lo vuole subito, convengono che l’unico modo per fermare la fuga dall’est è appoggiare la riunificazione. Il 3 ottobre 1990 la DDR si auto-scioglie e le sue regioni vengono annesse alla Repubblica Federale.
E il Resto... in classe Approfondimento: per capire meglio l’argomento puoi vedere il documentario “il muro di Berlino” e consultare il sito Berlin.de: http://www.dailymotion.com/video/x28qfcu_il-muro-di-berlino-il-documentario_school http://www.berlin.de/mauer/zahlen_fakten/index.it.html Italiano: dopo aver visionato i filmati, cerca di immaginarti nei panni di un ragazzo che ha visto la sua vita cambiare a causa della costruzione del muro. Cosa pensi? Quali sono le abitudini che cambieranno nella tua vita? Inglese: sul sito Berlin.de sopra riportato, puoi vedere un video; seleziona la lingua inglese e cerca di tradurre ciò che il cronista racconta sul muro di Berlino. Storia: costruisci una relazione sul muro di Berlino partendo da queste domande: La costruzione del muro suscita nel mondo delle reazioni molto diverse, perché? - Perché “l’Occidente”, e in particolare gli Stati Uniti, non intervengono? - Kennedy nel 1963, durante una sua visita a Berlino Ovest, pronuncia la frase “Ich bin ein Berliner”; che significato ha? - Secondo te il controllo totale sul popolo è la soluzione per i problemi di una nazione? - Riccardo Ehrman, un telecronista italiano, è, indirettamente, tra i responsabili della caduta del muro. Perché? Storia: rifletti sul fenomeno dell’innalzamento di barriere a suggello delle divisioni territoriali, culturali e religiose; esegui, con una presentazione, un dossier in cui evidenzi i luoghi, la storia e le ragioni dell’esistenza dei diversi “muri”. Arte: la parte ovest del muro era piena di graffiti e affreschi, mentre la parte est era linda, a dimostrazione della differenza di libertà di cui godevano i berlinesi. Naturalmente i più hanno usato questo spazio storico per esprimere idee di libertà. Cosa avresti raffigurato tu? Immagina di essere un writer e crea un back to back (graffito che copre un muro o una carrozza di un treno dal punto iniziale a quello finale, come appunto in alcuni tratti della parte ovest del muro di Berlino). Cristina Prosdocimi Istituto Comprensivo di Zola Predosa
Il “muro” cadde la sera del 9 novembre 1989, per errore e per caso, termini che non piacciono agli storici. Nessuno aveva previsto l’evento, anche se tutti se lo auguravano, e quando accadde nessuno seppe che fare. Come avrebbe reagito l’Unione Sovietica? Mezzo milione di soldati dell’Armata Rossa, oltre un migliaio di carri armati, erano stazionati intorno alla città divisa, la più alta concentrazione di forze militari nella storia dell’umanità. La fine del “muro” che cambiò la storia dell’Europa e del mondo, avvenne senza il minimo spargimento di sangue. Poche settimane prima, Erich Honecker, il capo della Ddr, aveva dichiarato: , , “Il muro resterà per un secolo ancora”. Ma Gorbaciov a Berlino per l’anniversario della Ddr, il sette di ottobre, aveva ammonito: “Chi tardi arriva, lo punisce la storia”. Erano giorni inquieti, cupi e freddi nell’autunno prussiano. I giornalisti affollarono la sala della conferenza stampa al Centro informazioni della Ddr. Il portavoce Günther Schabowski cominciò a leggere un comunicato redatto nel consueto stile burocratico marxista. Difficile seguirlo. Ai tedeschi dell’est sarebbe stato consentito, annunciò, di recarsi all’ovest e di tornare indietro. Il corrispondente dell’agenzia Ansa a Berlino Est, Riccardo Ehrman, giunse in ritardo, non trovò posto, e sedeva su uno sgabello di fortuna, proprio sotto la pedana di Schabowski, suo amico personale di lunga data. E gli pose la domanda fatale: “La norma vale anche per i berlinesi dell’est?” Schabowski fu colto di sorpresa. Cominciò a controllare il foglio con gli appunti che teneva in mano: Nein, ja, forse, no, e quindi, un sì fatale. Se si poteva andare e tornare a che cosa sarebbe ancora servito il “muro”, la più odiosa frontiera della storia, come veniva definito? Ma non tutti se ne resero conto. Si poteva trasmettere la notizia, giunta in un groviglio di parole confuse? Egon Krenz, l’ultimo capo della Ddr, confessò in seguito: “Avevo previsto di aprire il muro, qualche giorno dopo, e il compagno Günther, con il suo errore rovinò tutto.” è la verità, o una menzogna? I primi berlinesi cominciarono a giungere al “muro” dopo un paio d’ore. I vopos, le guardie di frontiera, erano all’oscuro. Videro giungere quella massa di gente che pretendeva di passare. Come avrebbero reagito? Nessuno perse il controllo. I berlinesi ridendo e in lacrime passarono all’ovest, invasero il paradiso occidentale, vietato per 28 anni. Molti rimasero arrampicati sul “muro”, a cavalcioni, in piedi in un equilibrio precario, come a volere occupare quella lunga barriera di cemento, negarla e cancellarla con i loro corpi. Ancora all’alba si temeva che si potesse tornare indietro. Il cancelliere Helmut Kohl, che si trovava a Varsavia, esitò a interrompere la visita per precipitarsi a Berlino. E se fosse stato un “incidente”, un errore appunto, la sua presenza avrebbe potuto scatenare tragiche reazioni. Ma la storia accelerò di colpo, inarrestabile. Meno di un anno dopo veniva sancita la riunificazione delle Germanie. Era finita la guerra fredda. Ma la pace nel mondo fu una breve illusione. Roberto Giardina Grazie a