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1989 06 05 il piccolo uomo che fermï i tank

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La linea del tempo… timeline 1989 Gennaio: a Bologna, nella sala Europa del palazzo dei Congressi, si conclude con un trionfo senza precedenti lo spettacolo della coppia Gianni Morandi-Lucio Dalla, accompagnati dal gruppo degli Stadio. Febbraio: si conclude il processo d’appello per la strage del treno Rapido 904: sono condannati all’ergastolo cinque imputati appartenenti alla criminalità organizzata. Marzo: si conclude il processo d’appello per la strage di piazza della Loggia: sono assolti tutti gli imputati. Aprile: Eugenio Scalfari e Carlo Caracciolo vendono il pacchetto azionario dell’Editoriale “L’Espresso” alla Mondadori di Carlo De Benedetti che così controlla anche “La Repubblica”. Comincia uno scontro con l’azionista Silvio Berlusconi per il controllo della casa editrice che si concluderà solo due anni dopo. Lo stesso mese inizia la commercializzazione della console portatile che sarà la più venduta al mondo: il Game Boy. Giugno: fallisce un attentato al giudice Giovanni Falcone. Lo stesso mese ha luogo in Cina la protesta di piazza Tienanmen. Novembre: cade il muro di Berlino, che divideva la città dal 1961. Lo stesso mese, parlando in una sezione della Bolognina in occasione di una commemorazione partigiana, il segretario del Partito comunista italiano Achille Occhetto annuncia che il partito cambierà nome, simbolo e programma politico, avviando una nuova compagine riformista. Dicembre: viene costituita la Lega Nord, partito autonomista nato dalla fusione di Lega lombarda e di altri gruppi autonomisti.

Cenni storici: un anno in breve Il 1989 è un anno molto importante per la politica internazionale poiché si conclude definitivamente il periodo di contrapposizione ideologica e militare fra Occidente (Stati Uniti e paesi della NATO) e Oriente (il blocco comunista) noto come Guerra Fredda. La data simbolo di questo evento è il 9 novembre, quando, per la prima volta dal 1961, vengono aperti i checkpoint del muro di Berlino che dividevano la Germania Est da quella Ovest. Nei giorni successivi, moltissime persone accorreranno al Muro per abbatterlo, rimuovendo così quello che era stato il simbolo della cortina di ferro, ovvero della linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la Guerra Fredda. Lo stesso anno, nella Repubblica Popolare Cinese, ha luogo la protesta di piazza Tienanmen, una serie di dimostrazioni guidate da studenti, intellettuali e operai che, sebbene non avranno un esito particolarmente felice, riusciranno a far conoscere agli Stati esteri la verità sul governo cinese e lo stato dell’informazione nel paese. Con specifico riferimento all’Italia, che come il resto del mondo è profondamente toccata da questi eventi, nel 1989 si verificano alcuni cambiamenti a livello politico. Fra i più significativi vi è la cosiddetta svolta della Bolognina, durante la quale il Partito comunista italiano avvia una nuova fase riformista, e la nascita del partito autonomista Lega Nord.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 4 giugno 1989: piazza Tienanmen ha cambiato la Cina e il comunismo internazionale Il 5 giugno 1989 “il Resto del Carlino” riporta l’articolo “Settemila morti a Pechino”. L’esercito spara indiscriminatamente contro la popolazione disarmata. Chi non è rimasto ucciso dai colpi dei cannoni e delle armi automatiche è stato schiacciato dai carri armati. La città è messa a ferro e fuoco, l’università è accerchiata dai reparti corazzati. “Il Resto del Carlino” esprime orrore e condanna per il regime comunista di Deng e definisce così gli autori della strage “assassini, siete peggio di Hitler”. I soldati che si rifiutano di sparare vengono uccisi. Gli studenti vanno contro i carri al canto della Internazionale e sono falciati. Tacciono i politici. Si parla di colpo di Stato militare forse ordinato da Deng. Oggi è sciopero generale. Silenzio di Mosca. Pressioni su Bush perché vari sanzioni. Da Mosca a Pechino si è “contro il popolo”: è il fallimento del comunismo.

5 GIUGNO 1989 IL PICCOLO UOMO CHE FERMÒ I TANK In prospettiva storica, la strage della Tienanmen si conferma sempre più come svolta della storia cinese e del comunismo internazionale: in Europa, inizio della fine del socialismo reale; in Cina, dopo la carneficina, lancio di riforme economiche liberali ma rafforzamento del sistema autoritario. La strage, dopo che da oltre due mesi masse di studenti occupavano il centro della città confusamente reclamando democrazia, avvenne nella notte fra il 3 e il 4 giugno 1989, sotto gli occhi del mondo. Avuto il permesso di operare a Pechino per la visita di Gorbaciov in riconciliazione tra Unione Sovietica e Cina, le TV internazionali trasmisero in diretta il tragico tank-show, le colonne di carri armati contro folle di manifestanti inermi. Solo 310 morti, dice la versione ufficiale. Alcune migliaia, secondo fonti non ufficiali. L’icona della strage è un grande gesto di non violenza: un uomo di mezz’età in camicia bianca e un sacchetto di plastica in mano che, balzato in mezzo alla strada, blocca una colonna corazzata sul vialone della Pace Celeste, l’asse di 40 chilometri da Est a Ovest attraverso la città. Ero lì quella mattina, vicino alla Città Proibita, dopo la notte di fuoco in strada con le moltitudini, e poi in povere casette al riparo da blindati e sparatorie. Presidiata da forze in assetto di guerra, Pechino era immersa in un silenzio cimiteriale, la gente parlava sottovoce. Davanti a me, filmato da un grande cameraman, il surreale balletto del blindato che si ferma e cerca poi di aggirare e superare quel sublime eroe rimasto per sempre ignoto, secondo voci poi arrestato. La strage accelerò la fine del comunismo. Quando in autunno le masse scesero in piazza nel blocco sovietico, il potere non ebbe la capacità di reprimerle. E non solo perché la Mosca di Gorbaciov non era più quella di prima, ma perché quel tragico tank-show aveva segnato la coscienza universale. Non si potevano ripetere bagni di sangue come sulla Tienanmen. Per la Cina, isolata dal mondo, dapprima si pensò che le riforme appena avviate sarebbero state cancellate. Ma mentre l’Unione Sovietica scompariva, Deng Xiaoping, superando duri scontri interni, rilanciò le riforme, proprio per non fare la fine dell’Unione Sovietica. Dal quel bagno di sangue è sorto il grande sviluppo economico, ma anche il rafforzamento dell’autoritarismo politico. Fernando Mezzetti

E il Resto... in classe Storia - Cittadinanza e Costituzione: lettura, analisi e comprensione dei primi 12 articoli della Costituzione per delineare i principi e i valori che fondano la democrazia, in nome della quale la popolazione e soprattutto gli studenti hanno protestato. -Approfondimento: punti di forza e di debolezza del regime comunista di Deng. Compilare una mappa riassuntiva. -“Assassini, siete peggio di Hitler”. L’orrore e la crudeltà della strage sono paragonati agli orrori di Hitler, che con il suo sistema autoritario e repressivo e con l’olocausto annientò gli ebrei. -La non-violenza ha caratterizzato la manifestazione. Cosa ti insegna questo concetto chiave? È possibile per te attuarlo nella vita quotidiana nei rapporti coi compagni e con gli adulti? Utilizza il sistema Liebig e sintetizza in dieci righe le “proteste” del Mahatma Gandhi, emblema della non-violenza. Scegli una sua frase, quella che maggiormente ti colpisce, motivando la tua scelta. Storia - Geografia: lavoro didattico: dittature di ieri e dittature di oggi nel mondo (carte tematiche). Soffermarsi sulla negazione dei diritti umani in tali contesti. Emanuela Lucciarini Istituto Comprensivo Villa S. Martino

GRAZIE A


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