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1987 guttuso e warhol pittori superstar (quartino)

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La linea del tempo… timeline 1987 Gennaio: la Cassazione rende definitiva la sentenza che in appello ha assolto tutti gli imputati per la Strage di Piazza Fontana, a causa dell’insufficienza di prove. Lo stesso mese muore, a Roma, il pittore Renato Guttuso. Aprile: muore suicida a Torino lo scrittore ebreo Primo Levi. Giugno: si svolgono le elezioni politiche in cui si affermano le leghe autonomiste. Ha inizio il servizio telefonico SOS Infanzia Telefono azzurro, con sede a Bologna, organizzato per fare emergere i casi di violenza sull’infanzia. Luglio: entra in vigore l’Atto Unico Europeo, il trattato che ha emendato i Trattati di Roma del 1957, con i quali è stata istituita la Comunità Economica Europea (CEE). Ottobre: un gruppo di banditi, che si caratterizza per l’uso frequente di una comune Fiat Uno di colore bianco, compie diverse rapine in Emilia-Romagna. Il primo omicidio avviene a Rimini durante una tentata estorsione. Novembre: al Sestriere prima vittoria nella Coppa del Mondo di sci di Alberto Tomba, atipico campione degli sport invernali originario di Castel dé Britti. Dicembre: dopo 22 mesi di dibattimento si chiude il Maxiprocesso di Palermo (di primo grado) contro la mafia: ergastolo per 19 boss, 342 condanne a pene detentive e 114 assoluzioni per insufficienza di prove. A fine anno la moneta nazionale raggiunge quota 1.169 lire per un dollaro.

19 GENNAIO - 23 FEBBRAIO 1987 GUTTUSO E WARHOL PITTORI SUPERSTAR “Sono un pittore moderno, con le carte in regola. Non un avanguardista, non sono mai stato uno che ha pensato più allo spettacolo che a quello che faceva.” Potrebbe essere un epitaffio esemplare per Renato Guttuso, nato a Bagheria il 2 gennaio del 1912 e deceduto nella sua abitazione romana

Cenni storici: un anno in breve

di Palazzo del Grillo il 18 gennaio del 1987. Di certo, è stato uno dei più noti, e discussi, protagonisti

Il 1987 si apre con un’importante sentenza della Corte di Cassazione che assolve tutti gli imputati per la Strage di Piazza Fontana avvenuta nel dicembre del 1969, per la quale, ancora oggi, non sono stati identificati i responsabili. Poco dopo, l’opinione pubblica italiana viene ulteriormente scossa dalla morte del pittore e politico Renato Guttuso, che si spegne il 18 gennaio a Roma. L’anno termina con la chiusura del primo grado del Maxiprocesso di Palermo contro la mafia. Il 16 dicembre il presidente della Corte Alfonso Giordano legge il dispositivo della sentenza: 19 ergastoli, 342 condannati a pene detentive e 114 assolti, per un totale di 2.665 anni di reclusione. La sentenza viene unanimemente considerata un duro colpo a Cosa nostra e riceve commenti favorevoli un po’ in tutto il mondo.

di quella generazione che ha attraversato la tragedia del secondo conflitto mondiale per ritrovarsi subito alle prese con scelte di campo contrapposte, nel comune obiettivo di lasciarsi definitivamente alle spalle l’arte del ventennio, guadagnandosi una legittimazione europea. Le scelte neocubiste, per la fascinazione del mito Picasso; il tentativo presto fallito di convivere entro un “Fronte Nuovo delle Arti” cui Togliatti diede il colpo di grazia con due infelicissimi interventi su “Rinascita”; le polemiche, durissime, fra astrattisti e realisti, con Guttuso autorevolmente schierato a sostenere le ragioni di un

Che c’è di nuovo… what’s app... ened!

“realismo socialista” su cui pesavano le direttive di Ždanov: furono vicende cruciali dell’arte italiana

1987: scompaiono l’artista nazional-popolare e l’idolo della Pop Art Il 1987 accorcia le distanze tra due grandissimi, ma altrettanto diversi, artisti e uomini: nel breve spazio di circa un mese il mondo dell’arte piange la morte del pittore siciliano Renato Guttuso, avvenuta a Roma il 18 gennaio, e quella dell’eclettico artista statunitense, di origini slovacche, Andy Warhol, sopraggiunta il 22 febbraio a New York. I due eventi, così ravvicinati nel tempo, impongono una riflessione sulla distanza esistente fra i due, che non è stata solo geografica, ma soprattutto artistica; tuttavia inducono a meditare anche sul destino che li ha accomunati: aver lasciato un segno grande del loro passaggio nel mondo, aver affidato alle generazioni future un’eredità di cui far tesoro.

dell’arte di regime. Opere come Fuga dall’Etna, del ‘39, e Crocifissione del ,41, rappresentano i pro-

postbellica, che videro il pittore siciliano impegnato a sostenere coerentemente scelte già chiarissime fin dalla sua adesione nel ,39 al gruppo di “Corrente”, espressione del dissenso nei confronti dromi di una scelta insieme artistica e ideologica, arricchita poi da immagini a tinte forti di pescatori,

Aver perso Guttuso significa aver perso un grande esponente della pittura neorealista italiana, caratterizzata da una forte volontà di denuncia sociale e politica. Vuol dire aver perso un artista attento tanto ai temi sociali, quanto a soggetti ispirati alla sua terra natale, la Sicilia, che gli ha generosamente offerto squarci di quotidianità, da lui sviluppati principalmente nel tema della natura morta. Significa guardare indietro verso il percorso di un artista collocato spesso con troppa facilità nel filone esclusivo del “realismo socialista” e riconoscerlo anche come pittore della libertà e dell’amore, della rivolta contro ogni tipo di violenza e di odio, veri moventi della sua attività artistica. La morte di Warhol, invece, lascia la sensazione di aver perso un divo dell’arte, un cultore del successo, un uomo che già in vita è stato una leggenda, sempre circondato da quell’alone di mistero da lui stesso alimentato, sempre presente agli eventi pubblici e mondani più importanti, ma che ha saputo fare di quell’aria un po’ assente il tratto originale della sua presenza. Lascia il vuoto di chi ha scosso e trasformato il mondo della grafica pubblicitaria e dell’arte. È stato uno degli esponenti più rappresentativi della Pop Art, abbreviazione di “arte popolare”: la sua attenzione si è concentrata sui prodotti commerciali di largo consumo (bibite in bottiglia, detersivi, zuppe in lattina, ecc.) e sulle immagini dei divi del cinema e dello spettacolo, soprattutto Marilyn Monroe, Elvis Presley ed Elisabeth Taylor, denunciando la ripetitività della cultura di massa. Proprio la ripetizione era, infatti, il suo metodo di successo: su grosse tele, attraverso la tecnica dell’ingrandimento fotografico serigrafato, riproduceva moltissime volte la stessa immagine, alterandone i colori, prevalentemente vivaci e forti.

minatori, mondine, cose e scene di vita quotidiana, con grandi tele come La spiaggia, omaggi ad arti-

Qualcosa in comune, però, i due artisti hanno avuto: il fatto di essere appartenuti al loro tempo. L’opera di Guttuso ha preso forma non solo dal suo senso morale e dalle sue pulsioni artistiche, ma anche dal suo personale e partecipato confronto con l’epoca in cui è vissuto; quella di Warhol dalla sua capacità di essere un lucido osservatore, capacità che gli ha permesso di smascherare i meccanismi della società industriale e consumistica moderna. All’evento della loro morte, nel 1987, viene dato rilievo giornalistico e, soprattutto nel caso di Warhol, anche fortemente mediatico; “il Resto del Carlino” dedica loro uno spazio in prima pagina e tutta la terza, quella della cultura. Effettivamente la morte di grandi personaggi (e Renato Guttuso ed Andy Warhol lo furono) non è mai un evento “normale”, ma è sempre circondata da un’attenzione particolare, talvolta anche per aspetti che poco hanno a che fare con la loro grandezza. Come se la loro morte fosse l’ultimo atto da recitare su un palcoscenico illuminato da tanti riflettori.

Art: un’arte popular quasi agli antipodi della pittura “nazional-popolare” dell’italiano. Con lucido prag-

sti amati come Dürer, Caravaggio, Van Gogh, e Caffé Greco, i Funerali di Togliatti, La Vucciria, Le Allegorie. Fino ai dipinti dell’ultima stagione, dove l’impegno sociale si stemprava nell’inflessione malinconica di una meditazione sull’esistenza, in tele come La visita della sera, Spes contra spem. “Non dipingo idee, ma cose e vita”: lo diceva difendendo anche la legittimità della pittura in tempi in cui ne era messa in discussione la sopravvivenza. A poca distanza dalla scomparsa di Guttuso, con ben altro clamore mediatico, il 22 febbraio del 1987 si annunciava la morte di Andy Warhol, la figura più idolatrata della Pop matismo Warhol ha riproposto in sequenze seriali icone ben note dei miti consumistici, emblemi della filosofia di vita della società statunitense. E quindi, di diffusione internazionale. Ha fatto della sua figura non un idolo polemico ma l’eccentrica superstar di un nuovo, caleidoscopico palcoscenico dell’arte. Claudio Spadoni

E il Resto... in classe Italiano - Storia: in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale, nasce tra gli intellettuali il bisogno di un impegno concreto nella realtà politica e sociale del paese. Questa tendenza, che giunge a piena maturazione nell’immediato dopoguerra, si chiama Neorealismo e si realizza in tanti campi della cultura: in letteratura, nel cinema e in pittura. Svolgi una ricerca sul Neorealismo, mettendone in evidenza caratteristiche ed esponenti. Arte: - Tra tutti i pittori neorealisti, accomunati da un forte desiderio di denuncia sociale e politica, emerge il siciliano Renato Guttuso le cui tele, caratterizzate da colori violenti e da un segno vigoroso, non solo ricordano la pittura espressionista, ma testimoniano l’impegno morale e civile dell’artista e la sua partecipazione a temi di attualità sociale. Tra le opere più famose di Guttuso, scegli quella che ti ha colpito di più; poi immagina di essere un critico d’arte invitato a scuola per presentare quest’opera alla tua classe. Prepara una presentazione in Power Point a supporto della lezione che terrai di fronte ai tuoi compagni. - Svolgi una ricerca sulla Pop Art e sui suoi esponenti più rappresentativi, in particolare su Andy Warhol. - Per sperimentare il linguaggio e le tecniche di Andy Warhol scegli anche tu un celebre personaggio contemporaneo e, servendoti di una foto, realizza il suo ritratto ingrandito usando la matita, ripassata con un colore nero. Fissa, con il nastro adesivo, l’ingrandimento sul vetro di una finestra, sovrapponi un foglio di carta sottile e ricalca il disegno. Colora con tinte molto vivaci il secondo disegno, mentre puoi fotocopiare più volte il primo, quello in bianco e nero, per realizzare, come faceva Warhol, le composizioni in serie della stessa immagine. Giovanna Iencinella Istituto Comprensivo Villa S. Martino

Grazie a


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