La linea del tempo… timeline 1985 Gennaio: forte ondata di gelo che si abbatte sull’Italia. Storica nevicata a Cagliari; a Molinella nel bolognese si toccano i -29 °C. Walter Reder, criminale nazista responsabile della strage di Marzabotto (1944), ottiene la grazia dal governo italiano e ritorna in Austria. Febbraio: Roma: viene approvato dal Parlamento il decreto Berlusconi, noto anche come “Berlusconi bis”, presentato dal governo presieduto da Bettino Craxi, con la richiesta del voto di fiducia. Marzo: Los Angeles (USA): viene pubblicato il brano We Are the World scritto da Michael Jackson e Lionel Richie. Mosca, dopo la morte di Konstantin Cernenko, viene nominato segretario del PCUS Michail Gorbacëv. A Londra, l’imprenditore egiziano Mohamed Al-Fayed acquista i grandi magazzini Harrods. All’Università di Roma le Brigate Rosse uccidono l’economista Ezio Tarantelli. Maggio: Bruxelles: si disputa la finale di Coppa Campioni, tra Juventus e Liverpool, in un contesto tragico: prima dell’incontro, gli incidenti fuori dallo stadio provocano la morte di 39 persone. Giugno: Italia: ratifica dell’accordo di modifica dei Patti Lateranensi fra Italia e Città del Vaticano. Cinque Stati membri della CEE firmano gli Accordi di Schengen: Belgio, Francia, Lussemburgo, Germania e Paesi Bassi. Luglio: Londra e Philadelphia: si tiene il megaconcerto Live Aid. Il ricavato va in beneficenza alla popolazione dell’Etiopia colpita da una gravissima siccità. Agosto: Palermo: vengono uccisi dalla mafia il vicecapo questore della città, Antonino Cassarà e l’agente Roberto Antiochia. Settembre: San Casciano Val di Pesa (Firenze): due turisti francesi, Nadine Mauriot e Jean-Michel Kraveichvili, di 36 e 25 anni, vengono aggrediti all’interno della loro tenda da campeggio. È l’ottavo e ultimo duplice omicidio del cosiddetto “mostro di Firenze”. Giappone: esce Super Mario Bros. Città del Messico: un disastroso terremoto provoca 10.153 vittime. Omicidio del giornalista Giancarlo Siani da parte della camorra. Ottobre: la nave da crociera Achille Lauro viene sequestrata da un commando guerrigliero palestinese. Novembre: Palermo: ordinanza di rinvio a giudizio del pool antimafia della procura di Palermo contro 707 persone sospettate di appartenere a Cosa nostra. Ginevra: primo incontro tra Ronald Reagan e Michail Gorbacëv. Viene inaugurato il sistema operativo Windows 1.0. Dicembre: Roma: all’aeroporto di Fiumicino una cellula del gruppo palestinese di Abu Nidal compie un attentato ai danni della compagnia di bandiera israeliana El Al e dell’americana TWA. 13 le vittime, 70 i feriti.
Cenni storici: un anno in breve We are the world, we are the children, we are the ones who make a brighter day so let’s start giving...così il ritornello della famosissima We are the world, canzone corale fortemente voluta da Michael Jackson e scritta insieme a Lionel Richie per raccogliere fondi per l’Etiopia e anticipatrice dell’evento musicale del 1985 Live Aid, organizzato con lo stesso intento. Le immagini provenienti dall’Etiopia hanno un forte impatto emotivo sui telespettatori occidentali, non ancora assuefatti a cenare davanti a bambini sofferenti per guerre e fame. Intanto l’Italia è ancora alle prese con i colpi di coda del terrorismo eversivo e con gli omicidi di mafia. A Palermo sta finalmente nascendo una strategia vincente contro “la piovra” grazie al pool antimafia, creato dal giudice Rocco Chinnici e, dopo il suo assassinio, proseguito con Antonino Caponnetto. Il 1985 e il 1986 sono gli anni di preparazione degli accordi di Shengen, che prevedono la libera circolazione delle persone tra i paesi che sottoscrivono il trattato. L’Italia aderirà nel 1990, il Regno Unito e l’Irlanda mai. Anche la televisione italiana sta cambiando: fa molto discutere l’approvazione delle leggi denominate “Berlusconi bis/ter”, fatte approvare dal governo Craxi, ponendo la fiducia, per consentire al gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi di trasmettere a livello nazionale, in deroga alla legge 195 del codice delle Poste e Telecomunicazioni sul monopolio della Rai.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 7 ottobre 1985: l’ “Achille Lauro” e l’uccisione di un ebreo americano in carrozzella L’Achille Lauro è una nave destinata a tragici eventi: nasce come transatlantico ma viene acquistata negli , anni 60 dall’armatore Achille Lauro, che la converte in nave da crociera. Nel 1975 entra in collisione nello stretto dei Dardanelli con una nave di trasporto bestiame causandone l’affondamento; successivamente subisce quattro incendi, l’ultimo dei quali nel 1994 le sarà fatale. Il 7 ottobre del 1985 è teatro di un atto terroristico e viene dirottata da quattro appartenenti al Fronte per la Liberazione della Palestina. Cominceranno dei giorni difficili non solo per i sequestrati ma per l’intera area del Mediterraneo a causa di una grave crisi diplomatica scoppiata tra Italia e USA. L’articolo di Lorenzo Bianchi spiega bene il susseguirsi delle trattative e della posizione dell’Italia. Determinante in quei giorni è il lavoro diplomatico del ministro degli Esteri Giulio Andreotti, che riuscirà ad ottenere l’intervento di Yasser Arafat, capo dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), per ottenere la liberazione degli ostaggi. Trapela però la notizia dell’assassinio di un cittadino americano ebreo, costretto su una sedia a rotelle, che viene gettato dalla nave dai sequestratori. A questo punto gli USA decidono d’intervenire e il primo ministro Bettino Craxi si trova a dover gestire una situazione non facile: da un lato deve far valere la sovranità italiana sul proprio territorio (i mediatori erano stati dirottati dai caccia USA alla base militare di Sigonella in Sicilia), dall’altro non può ignorare le richieste dell’alleato statunitense. A differenza delle Olimpiadi di Monaco nel 1972 (vedi scheda e articoli) la vicenda si conclude con la liberazione di tutti gli altri passeggeri e con il carcere in Italia per i sequestratori. Quando l’Italia e Andreotti venivano accusati di essere filoarabi il ministro degli Esteri rispondeva: “I vicini non si scelgono”.
E il Resto... in classe Storia: la trasmissione della Rai, La storia siamo noi, diretta da Gianni Minoli, si è occupata del sequestro dell’Achille Lauro: http://goo.gl/Q9CpYn Storia - Cittadinanza e Costituzione: nell’articolo vengono nominati tre uomini politici italiani: Giulio Andreotti, Bettino Craxi e Giovanni Spadolini appartenenti a tre diversi partiti, rispettivamente Democrazia cristiana, Partito socialista italiano e Partito repubblicano. Questi partiti sono ancora rappresentati in Parlamento? Se sì, quale percentuale hanno ottenuto nelle ultime elezioni? Fai una ricerca per capire come nacquero questi partiti e come si chiama la stagione giudiziaria che ne ha determinato il fallimento. La gestione della politica estera è affare complesso: oltre ai motivi sintetizzati nella frase di Andreotti (è bene che l’Italia mantenga relazioni di buon vicinato essendo in prima linea con i paesi del Medio Oriente) sono anche altre le motivazioni che spingevano l’Italia a intrattenere buoni rapporti con i paesi arabi. A questo proposito consulta la scheda e gli articoli dedicati alla morte di Enrico Mattei, presidente dell’ENI. Italiano: prova a raccontare i giorni del sequestro dal punto di vista di uno dei sequestrati che parte per una crociera e si trova imbrigliato in un fatto che passerà alla storia. Puoi usare lo stile del diario.
Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo di Monte San Pietro
8 OTTOBRE 1985 CRAXI, REAGAN E IL TERRORISTA DELL’OLP Una nave intera, 201 passeggeri e 344 uomini dell’equipaggio sequestrata da un commando di quattro palestinesi. Era il 7 ottobre 1985. La Achille Lauro incrociava al largo delle coste egiziane. Solo due giorni dopo si seppe che un crocierista, l’americano di origini ebree Leon Klinghoffer, relegato sulla carrozzella da un ictus, era stato ucciso. I terroristi lo avevano buttato giù dalla nave. Furono giorni di tensione alle stelle fra l’Italia e gli Stati Uniti, già prima che si sapesse del crudele assassinio. Il presidente del Consiglio in carica Bettino Craxi aveva mandato subito 60 parà del Col Moschin nella base di Akrotiri a Cipro. Ma poi si decise di tentare una trattativa diplomatica con il leader palestinese Yasser Arafat. Il negoziato fu affidato al ministro degli Esteri Giulio Andreotti. Alle 6,30 della mattina dell’8 ottobre nell’abitazione di Corso Vittorio Emanuele del titolare della Farnesina arrivò da Tunisi la telefonata che segnò una svolta. Arafat prometteva che avrebbe messo in campo tutto il suo potere e il suo carisma per arrivare a una conclusione positiva del sequestro. “Il Resto del Carlino” pubblicò nella sua quarta pagina un mio articolo che riferiva una parte della conversazione. “Ho già mandato al Cairo - assicurò il leader dell’Olp - il mio consigliere politico Hani al Hassan e un membro del comitato esecutivo dell’Olp”. I due avrebbero dovuto cercare di convincere i dirottatori a liberare gli ostaggi e a consegnarsi. Il secondo mediatore era Abu Abbas. Il silenzio sul suo nome era dovuto al fatto che era il vero regista del sequestro, ma questo lo si seppe solo dopo. Il patto fu rispettato facendo infuriare gli alleati americani. Che passarono all’azione. Caccia statunitensi costrinsero il Boeing 737 egiziano che stava trasferendo il commando e i due mediatori a Tunisi ad atterrare nella base americana di Sigonella. Craxi schierò a difesa dell’aereo un contingente della Vam (Vigilanza Aeronautica Militare) e di carabinieri che ebbero l’ordine preciso di fermare le teste di cuoio della Delta Force statunitense. Il duro faccia a faccia si sciolse dopo 5 ore. Il Boeing ripartì alla volta di Ciampino con la scorta di un aereo del Servizio per le Informazioni della sicurezza militare, il Sismi, e di 4 F-104S militari. Alle 23 si materializza una nuova sfida. Un caccia statunitense, che ha denunciato un’emergenza, si piazza sulla pista in modo da impedire il decollo del jet egiziano. Il capo del Sismi, l’ammiraglio Fulvio Martini, minaccia l’intervento di un bulldozer e il jet viene spostato. Abbas si dilegua. Sale su un volo di linea della compagnia di bandiera jugoslava Jat che viene fatto decollare in opportuno ritardo. Solo il 16 ottobre la Cia statunitense consegna le intercettazioni dalle quali risulta che il vero regista del sequestro era lo stesso Abbas. Il ministro della Difesa Giovanni Spadolini e altri due membri repubblicani del governo si dimettono, provocando la caduta del gabinetto. Gli uomini dell’edera contestano apertamente la “smaccata preferenza dell’esecutivo per l’OLP di Arafat”. Lorenzo Bianchi
Grazie a