La linea del tempo… timeline 1984 Gennaio: il Vaticano e gli Stati Uniti stabiliscono relazioni diplomatiche stabili dopo una rottura durata 117 anni. Lo stesso mese la Apple presenta il primo computer della serie Macintosh. Febbraio: il presidente del Consiglio Bettino Craxi e il cardinale Agostino Casaroli siglano l’accordo di villa Madama secondo cui la religione cattolica non è più considerata religione di Stato. Aprile: a Milano viene costituito il movimento autonomista Lega Lombarda. Maggio: la commissione parlamentare sulla P2 pubblica la sua relazione finale in cui conferma la veridicità degli elenchi sequestrati nella villa di Gelli e la relazione di questi con i servizi segreti dal 1950. In seguito, Pietro Longo, segretario del Psdi e ministro del Bilancio, rassegna le dimissioni perché iscritto nelle liste della loggia P2. Giugno: durante un comizio per le elezioni europee, il segretario del Pci Enrico Berlinguer viene colpito da emorragia cerebrale: morirà l’11 giugno. Ai suoi funerali partecipano due milioni di persone. Alle elezioni europee, per la prima e unica volta nella storia, il Partito comunista italiano supera la Democrazia cristiana. Settembre: in base alle rivelazioni del pentito Tommaso Buscetta vengono emessi 366 mandati di cattura per esponenti mafiosi. Dicembre: esplode un ordigno sul rapido 904 proveniente da Napoli e diretto a Milano: è la strage del Rapido 904. La detonazione avviene mentre il treno si trova in una galleria, causando 17 morti e 265 feriti.
Cenni storici: un anno in breve Il 1984 è un anno apparentemente tranquillo, almeno per quanto riguarda la prima parte. È infatti terminato da poco il drammatico periodo di attentati e violenze noto come “anni di piombo”. Degno di nota è l’accordo di villa Madama siglato in febbraio dal presidente del Consiglio Craxi e dal cardinale Agostino Casaroli con il quale si stabilisce che il cattolicesimo non è più la religione di Stato. Nel corso dell’anno l’opinione pubblica è scossa dalla morte repentina di Enrico Berlinguer, uno dei leader politici più amati di tutti i tempi, ai cui funerali parteciperanno quasi due milioni di persone. Tuttavia è quanto accade a fine anno ciò che maggiormente sconvolge il popolo italiano. Il 23 dicembre, presso la Grande galleria dell’Appennino, viene fatta esplodere una bomba sul treno rapido n. 904, proveniente da Napoli e diretto a Milano. Per le modalità organizzative ed esecutive, e per i personaggi coinvolti, la strage del rapido n. 904 è considerata l’inizio dell’epoca della guerra di mafia che ha dominato soprattutto i primi anni Novanta.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 23 dicembre 1984: dieci anni dopo nella stessa galleria dell’Italicus: 17 morti, due ergastoli Il 24 dicembre del 1984 fu una giornata diversa dal solito, era la vigilia di Natale ma nessuno aveva voglia di festeggiare a causa dello scoppio della bomba sul treno che da Napoli portava semplici persone a Milano per ricongiungerli ai propri cari e trascorrere un Natale sereno e felice. La bomba che era scoppiata sul treno 904 divise l’Italia in due ma allo stesso tempo unì la gente del meridione e quella del settentrione, purtroppo nel dolore. Quella bomba che aveva ucciso 17 persone tra cui una bimba di 9 anni e un bimbo di 4 portò alla nascita di un nuovo sentimento che accomunava la popolazione di un intero paese, fece sentire vicini coloro che fino a ieri si guardavano con disprezzo, con pregiudizio; per qualche giorno la famosa questione meridionale fu messa da parte, andò in soffitta e vi rimase. Il popolo si strinse attorno ai feriti, ai parenti delle vittime cercando di portare calore e aiuto per superare quei momenti drammatici e dolorosi senza distinzione di provenienza, classe sociale e ideali politici. L’Italia, o meglio gli italiani, come sempre avevano dimostrato ancora una volta di essere umani, cordiali e pacifisti.
E il Resto... in classe Storia: approfondisci le tematiche della “questione meridionale” e del “brigantaggio”. A cosa ci si riferische con queste espressioni?
24 DICEMBRE 1984 LA STRAGE DEL TRENO DI NATALE All’ora di cena la gente era in casa e gli alberelli, i policromi ricami alle finestre, i campanili e le porte delle chiese incorniciati dalle lampadine, le comete dalle lunghe code con le scritte “auguri” e i nastri d’argento che vestivano i rami come pacchi regalo sparavano i loro festosi richiami tra i silenzi di una sera incantata. Ancora un giorno e la campana avrebbe chiamato la gente alla messa di mezzanotte, con lo scambio degli auguri sul sagrato prima e dopo la cerimonia. Anche a quello pensavo il 23 dicembre 1984 nel viaggio verso San Benedetto Val di Sambro, tra paesini semideserti, lucine intermittenti, nuvole in corsa e brutti presagi. “Corri, c’è stata un’esplosione su un treno in galleria”, avevano detto al giornale. Come, uno scoppio proprio lì, nello stesso tunnel dove, dieci anni prima, c’era stata la strage dell’Italicus? E allora perché non si vedevano mezzi di soccorso, auto della polizia, dei carabinieri e dei vigili del fuoco? E se fosse stato un falso allarme? Il cambio di scena arrivò d’improvviso in uscita dall’ultimo tornante quando nel panorama punteggiato di luci lontane raccolte in un paese o seminate da borghetti e casolari tra monti e vallate comparve la violenta macchia di colori dei lampeggianti, delle fotocellule, delle ambulanze, delle auto, dei camici e delle divise. Non si udivano sirene né urli e quel silenzio fasciato dall’impasto di luci annunciava qualcosa di tragico. Il “Rapido 904” da Napoli per Milano giaceva stremato come uno scheletrico serpentone metallico quasi a metà dei 17 chilometri della galleria della Direttissima, sulla FirenzeBologna. La vettura numero 9 di seconda classe, in particolare, mostrava squarci di lesioni mortali e tra le lamiere roventi, i sedili divelti e i regali di Natale sparati qua e là dallo scoppio, c’erano corpi senza vita e feriti con gli abiti stracciati e il volto pieno di sangue che nell’avanzata a tentoni nel buio parevano fantasmi in cerca di luce. La bomba, abbandonata in due borsoni su un portabagagli del corridoio, aveva lasciato partire la sua carica di morte, accentuata dalla micidiale combinazione tra la velocità e la potenza, alle 19,08 quando il convoglio in rettilineo spinge la sua corsa nel tunnel fino a 150 chilometri l’ora. Morirono in 15, sul treno, e 2 qualche giorno dopo. L’elenco dei feriti registrò 267 nomi. Le indagini mescolarono mafia, politica e nomi eccellenti. Finì con un paio di ergastoli. Gianni Leoni
Italiano - Antologia: dopo aver letto alcuni dei capitoli più significativi de I Malavoglia di Giovanni Verga, si commentino e si discutano in classe i temi trattati nel romanzo. Si approfondisca inoltre lo studio della poetica di Verga e di Pirandello e si attui un confronto fra i due scrittori. Per saperne di più sul fenomeno del brigantaggio e sulla questione meridionale si consiglia la visione del seguente documentario: https://www.youtube.com/watch?v=zilr1u9GBhg Oppure quella del film storico del 1999 Li chiamarono…briganti!, diretto da Pasquale Squitieri: https://www.youtube.com/watch?v=Uw4cO5fTk2E Per cogliere le differenze e le contraddizioni fra il Nord e il Sud Italia oggi, puoi guardare il film Io non ho paura di Gabriele Salvatores, tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Qui di seguito sono riportati due scene del film dense di significato: https://www.youtube.com/watch?v=qopZ3w45ujQ https://www.youtube.com/watch?v=gROWQj3jVF4 Mentre qui puoi ascoltare un’intervista ad Ammaniti: https://www.youtube.com/watch?v=jqghaPij-Gs Italiano - Grammatica: ricerca sul dizionario il termine “immigrazione”. Matematica: riporta in un grafico i dati sull’occupazione nelle regioni del Nord e del Sud Italia e poi discuti dei risultati in classe. Noti delle differenze? Paola Busiello Istituto Comprensivo Villa S. Martino
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