Skip to main content

1981 06 12 alfredino nasce la tv del dolore

Page 1

La linea del tempo… timeline 1981 Gennaio: la Grecia entra nella CEE; negli Stati Uniti Ronald Reagan succede a Jimmy Carter: inizia l’era reaganiana. Febbraio: Luigi Maccacani, direttore del policlinico di Milano, viene assassinato dalle Brigate Rosse. Marzo: scoperta la loggia massonica P2. Aprile: le Brigate Rosse sequestrano Ciro Cirillo. Missione inaugurale dello Space Shuttle “Columbia”. Apre la prima fabbrica di Coca-Cola in territorio cinese. Maggio: muore Bob Marley. Attentato a papa Giovanni Paolo II. Respinta, attraverso un referendum, l’abrogazione della legge 194 (che riguarda, tra l’altro, l’aborto). Giugno: cade il Governo Forlani per forti implicazioni nella “questione P2”. Alfredo Rampi, un bambino di 6 anni, cade in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Roma. Indiana Jones debutta sul grande schermo. L’AIDS viene annunciata al mondo. Luglio: nella cattedrale di St. Paul si sposano Lady Diana e Carlo d’Inghilterra. Agosto: negli Stati Uniti nasce MTV, Music Television. La IBM lancia il Personal Computer. Settembre: muore il poeta Eugenio Montale. A Milano un gruppo terroristico che si firma “un nucleo di comunisti” rivendica l’omicidio di una guardia carceraria di San Vittore. Ottobre: in Francia viene abolita la pena di morte. Assassinio del presidente egiziano Sadat, Nobel per la Pace 1979. A Palermo viene ucciso dalla mafia il maresciallo dei Carabinieri Vito Jevolella. Francesco Straullu, capitano di pubblica sicurezza, e il suo autista vengono uccisi a Roma dai militanti neofascisti. Novembre: Eleno Viscardi, un agente della DIGOS, viene ucciso da militanti di Prima Linea. Dicembre: legge marziale in Polonia per sciogliere Solidarność e scongiurare un intervento dell’Unione Sovietica sull’opposizione interna. In Italia, la direzione del Pci approva un documento in cui si parla della “mancanza di vita democratica” nei sistemi politici del socialismo reale.

Cenni storici: un anno in breve L’inizio degli anni Ottanta vive gli ultimi, pur sensazionali, colpi di coda degli “anni di piombo” (che sarebbe più corretto definire di “piombo e passioni”, vista l’intensità con cui veniva vissuta la politica e le importanti innovazioni che si ebbero, per esempio, nel diritto del lavoro e nel diritto di famiglia) e l’inizio di quelli che qualcuno ha definito gli “anni del riflusso”. Il terreno su cui avevano prosperato ideali di impegno politico e sociale appare desertificato e si assiste ad un ripiegamento nel privato, ove la TV offre dosi massicce di “anestetizzanti” sociali, con soap opera e telenovelas sempre più diffuse. Sembra quasi che il salotto di casa abbia sostituito le piazze. Da quel salotto si seguono, però, anche gli eventi che fanno del 1981 un anno difficile per l’Italia. È l’anno dell’attentato al papa, di omicidi e sequestri tra cui quello, “firmato” dalle Brigate Rosse, di Ciro Cirillo, particolarmente inquietante per l’indiscrezione, poi confermata, del ricorso da parte del governo al camorrista Cutolo per avviare e condurre le trattative con i brigatisti. Il 1981 è anche l’anno della pubblicazione della lista degli affiliati alla loggia massonica P2 (sono molti i nomi “illustri” che danno una precisa idea della capacità di questa organizzazione di influenzare pesantemente la vita economica e politica del paese). Alla P2 si collega la crisi del governo Forlani (che aveva tergiversato prima di acconsentire alla pubblicazione della “lista”): lo sostituisce, in giugno, Spadolini con il Pentapartito. Dalla stessa TV, attraverso una lunga diretta, l’Italia segue con il fiato sospeso la storia senza lieto fine di Alfredo Rampi, un bambino caduto accidentalmente in un pozzo.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 12 giugno 1981: tutta l’Italia nel buco nero che inghiottì il bimbo di Vermicino È un tardo pomeriggio di quasi estate: 10 giugno, ore 19. Alfredo Rampi, sei anni, cade in un pozzo che lo intrappola per tre giorni e da cui non esce vivo. In questi tre giorni si susseguono momenti di speranza, fallimenti, nuove speranze, sino alla disperazione finale, che tutta l’Italia vive, insieme. La Rai, infatti, segue e trasmette, in una lunghissima diretta (la prima del genere) l’agonia di Alfredino, le lacrime della mamma Franca, ai margini del pozzo, e quelle del presidente Pertini, accorso sul posto, il susseguirsi di tentativi, generosi ma inefficaci, che non sono in grado di impedire l’esito tragico. Tutta l’Italia lo piange insieme, mentre, per la prima volta, conosce il brivido complesso e contraddittorio di una morte in diretta, tragicamente vera, come un primo reality show che inaugura la cosiddetta “TV del dolore”. Che una tragedia privata potesse diventare spettacolo non è cosa comune, ancora. Dalla storia senza lieto fine del piccolo Alfredino e dalla volontà di sua madre di trasformare il dolore privato in impegno pubblico, nasce il “Centro Alfredo Rampi”, tuttora impegnato a promuovere una cultura della sicurezza da contrapporre al fatalismo della “tragedia inevitabile”.

E il Resto... in classe Storia: la tragedia di Alfredo Rampi e della sua famiglia, complice la lunga diretta, era diventata un fenomeno di massa. Verifica, attraverso delle interviste, l’impronta lasciata in persone di tua conoscenza, chiedendo loro cosa ricordano in merito all’episodio (fatti ed emozioni). Le varie interviste possono essere proposte attraverso un montaggio realizzato utilizzando anche immagini di repertorio riferite al periodo. Italiano: diversi artisti hanno raccontato la tragedia di Vermicino. Analizza i materiali proposti e, per ognuno, rendi esplicito il messaggio e il punto di vista che vogliono fornire sulla vicenda. - Baustelle: Alfredo (canzone - 2008) - Aldo Nove: Vermicino (racconto - 1998) - Akab, Alfredino Vermicino (fumetto - 2011) Cittadinanza e Costituzione: il Tribunale Civile di Roma decretò il divieto di pubblicazione di alcune parti della diretta (per esempio quelle in cui si sentono i singhiozzi del bambino o i tentativi di tranquillizzarlo della mamma). Cosa pensi di questa scelta? Ricordi episodi vicini nel tempo in cui hai assistito alla spettacolarizzazione di eventi tragici? Quali sono state le tue impressioni? La vicenda del piccolo Alfredino impose una riflessione sui temi della sicurezza e, insieme, sull’importanza dell’adeguatezza e dell’organizzazione dei soccorsi. Visita il sito http://www.centrorampi.it/ e soffermati sulle finalità e gli obiettivi dell’associazione. Tra essi spicca la necessità di superare la rassegnazione al fatalismo, costruendo, piuttosto, una cultura di prevenzione e di sicurezza che renda gli ambienti più vivibili e sicuri, soprattutto per i bambini. Osserva il tuo territorio: ci sono situazioni che possono costituire un rischio per i bambini? Organizza, insieme ai tuoi compagni, i risultati di questa “indagine” in una lettera al presidente del quartiere o al sindaco, chiedendo un intervento su tali fattori di rischio e/o avanzando proposte per rendere gli spazi cittadini più sicuri per i bambini. Fiorella Ghiandoni Istituto Comprensivo 1 di Bologna

12 GIUGNO 1981 ALFREDINO, NASCE LA TV DEL DOLORE Fu la più lunga diretta della televisione italiana. È il primo, inconsapevole reality di quella che sarebbe stata chiamata la Tv del dolore. La vicenda di Alfredino Rampi, 6 anni, il bambino di Vermicino scivolato dentro un pozzo artesiano il 10 giugno 1981, e che nessuno fu in grado di salvare, fu una sagra degli errori ma anche di gesti al limite dell’eroismo; toccò l’intero paese e inchiodò milioni di persone davanti alla televisione, in uno show che, una volta iniziato, divenne impossibile interrompere. La diretta televisiva iniziò quasi per caso. Vermicino era vicino Roma, e il comandante dei vigili urbani assicurò al Tg1 che di li a poche ore la trivella messa al lavoro per scavare un pozzo parallelo a quello nel quale era caduto il bambino dopo che alcuni speleologi avevano fallito il tentativo di raggiungerlo, avrebbe raggiunto l’obiettivo e sarebbe stato possibile celebrare l’happy end. Con questo in mente, poco dopo le 13 del giorno successivo la caduta di Alfredino iniziò la diretta mentre attorno al pozzo si era radunata una folla di 10 mila persone che aveva richiamato persino venditori ambulanti. Ma le cose andarono ben diversamente da come si sperava. Alla prima trivella se ne sostituì una seconda, poi una terza più agile. A sera si tentò di calare un volontario, ma ancora un volta invano e solo l’indomani lo scavo parallelo arrivò a 30 metri, grossomodo la profondità alla quale si credeva fosse il bambino. Si decise allora di perforare il raccordo orizzontale tra i due pozzi e, mentre lo si faceva, arrivò il presidente della Repubblica Sandro Pertini, che, usando un microfono usato per molte ore per tranquillizzare il bambino, provò a parlare con Alfredino. Ma Alfredino, che respirava ancora, non rispose. E quando alle 19 dell’11 giugno il raccordo fu completato si scoprì che, probabilmente per le vibrazioni della trivellazione, il corpo era scivolato molto più in basso, probabilmente a 80 metri. Non restavano che gli uomini. Si tentò di calare uno speleologo, poi un minuto e coraggioso tipografo, Angelo Licheri, che nella notte, rimanendo a testa in giù per 45 minuti contro i 25 considerati soglia massima di sicurezza, riuscì a raggiungere il bambino ma non riuscì a imbracarlo. All’alba ci provò uno speleologo, e anche lui lo raggiuse ma non riuscì a imbracarlo, neppure usando le manette. E quando tornò in superficie comunicò la probabile morte di Alfredino. Era finita. Il corpo fu tirato su dai minatori di Gavorrano 28 giorni dopo, ma il lascito di Alfredino sarebbe stato pesante, nel male e nel bene. Inaugurò la Tv del dolore ma fu anche grazie a lui che nacque la Protezione Civile, perché attraverso il fallimento avevamo scoperto la nostra inadeguatezza. Per noi, che come altri 26 milioni di italiani rimanemmo svegli sperando nel miracolo, della vicenda di Alfredino rimangono ancora oggi le grida e i pianti di quel bambino in fondo al pozzo, di quel bambino che era nostro fratello e nostro figlio e per il quale, per quanto volessimo, assolutamente nulla potemmo fare. Alessandro Farruggia

GRAZIE A


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
1981 06 12 alfredino nasce la tv del dolore by Editoriale Nazionale - Issuu