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1980 08 02 e dopo un mese, strage a bologna (quartino)

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La linea del tempo… timeline 1980 Gennaio: il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter annuncia il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca come reazione all’invasione russa dell’Afghanistan. Febbraio: la trentesima edizione di Sanremo viene vinta da Toto Cutugno con Solo noi, seguito da Enzo Malepasso (Ti voglio bene) e Pupo (Su di noi). Arrestati i brigatisti Peci (primo “pentito” delle Brigate Rosse) e Micaletto. Marzo: scoppia lo scandalo calcio scommesse. Arrestati calciatori di serie A e B accusati di aver truccato delle partite in cambio di denaro. Ucciso Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, voce dei poveri e degli oppressi contro lo sfruttamento dei latifondisti. Aprile: cultura in lutto per la perdita di Gianni Rodari, Alfred Hitchcok, Jean-Paul Sartre. Maggio: Emanuele Basile, capitano dei carabinieri che indagava sui corleonesi, viene ucciso dalla mafia. Le Brigate Rosse uccidono Walter Tobagi, giornalista del “Corriere della Sera” che si era occupato di terrorismo. Muore il maresciallo Tito, presidente della Jugoslavia. In Giappone inizia la commercializzazione del mitico videogioco Pac-man. Nasce Legambiente. Giugno: nasce la CNN (Cable News Network), televisione dedicata alle notizie 24 ore su 24. Un DC9 della compagnia aerea Itavia precipita al largo di Ustica. L’esplosione in volo, con un bilancio di 81 vittime, sarà uno dei misteri della recente storia d’Italia. Mario Amato, sostituto procuratore della Repubblica, è assassinato dai neofascisti dei NAR (Nucleo Armati Rivoluzionari). Luglio: inaugurata a Mosca la XXII Olimpiade, edizione segnata dal boicottaggio da parte di 65 nazioni in segno di protesta contro l’operazione sovietica in Afghanistan. Agosto: in una spaventosa esplosione, alla stazione di Bologna, perdono la vita 85 persone. Sarà un altro mistero d’Italia, almeno per ciò che riguarda i mandanti. Settembre: “Canale 5” inizia le sue trasmissioni. Nasce, in Polonia, Solidarność, primo sindacato libero, di ispirazione cristiana, non violenta e anticomunista. Per il controllo di alcuni territori, l’Iraq invade l’Iran. Ottobre: si svolge a Torino la “marcia dei quarantamila”. è un lungo corteo che, in contrasto con la posizione del sindacato, manifesta per il ritorno alla normalità in fabbrica. Novembre: il repubblicano Ronald Reagan, già celebre attore, diventa il 40° presidente degli Stati Uniti. Un forte terremoto (di magnitudo 6,9) scuote l’Irpinia. Poco meno di 3.000 i morti, tantissimi gli sfollati, enormi i danni. Dicembre: si sciolgono i Led Zeppelin. John Lennon viene assassinato da uno squilibrato con quattro colpi di pistola.

Cenni storici: un anno in breve Mentre l’invasione russa dell’Afghanistan (partita nel dicembre 1979) getta ombra sulle imminenti Olimpiadi di Mosca (visti i boicottaggi che verranno attuati da diversi Stati), a Sanremo, nella migliore tradizione del festival, trionfano le canzoni d’amore. Ma non sarà un anno spensierato per il paese. Il fortissimo sisma dell’Irpinia, nel novembre, non è che uno dei “terremoti” dell’Italia del 1980, scossa da scandali politici e non (come quello sul calcio), da una situazione economica non rosea (si parla di “stagflazione”, un curioso termine che associa stagnazione ed inflazione) e da due stragi che sconvolgono l’estate. Il mistero del DC9, “scomparso” a largo di Ustica, e la bomba alla stazione di Bologna mettono in scena gente comune che muore senza una spiegazione, per la casualità di trovarsi su quell’aereo o in quella sala d’attesa ad inseguire le proprie vacanze. Inizierà, per i familiari delle vittime, un lungo, travagliato e (tuttora) non concluso iter per ottenere l’unica forma di risarcimento possibile: la verità sui fatti. Una nuova stagione ideologica viene inaugurata, a Torino, dalla “marcia dei quarantamila”: un lungo corteo composto da quadri e impiegati della FIAT (ma anche operai e cittadini) che, in contrasto con la posizione del sindacato, manifestano per il ritorno alla normalità e per l’interruzione dei disordini, , dei picchetti e delle proteste in fabbrica. è la fine della conflittualità diffusa che aveva caratterizzato gli anni 70. Con il “pentitismo” (cioè la riduzione di pena in cambio della collaborazione alle indagini) si dà una svolta , determinante all’azione di contrasto alle Brigate Rosse. Di tutt’altro tipo, ma non certo marginale, la svolta nel mondo televisivo. Compare il logo di Canale 5 negli schemi televisivi: è proprio negli anni 80, infatti, che la TV commerciale farà il suo deciso ingresso nelle case degli italiani.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 2 agosto 1980: una bomba alla stazione di Bologna La scritta “edizione straordinaria”, che campeggia sulla prima pagina, ci dice subito che è successo qualcosa di straordinariamente grave: il colpo d’occhio ci consegna l’immagine della stazione di Bologna sventrata, ridotta un cumulo di macerie. Se non fosse il 1980 e non si trattasse di un quotidiano, potrebbe venire da pensare ad una foto del 1943, quando la stazione, centro strategico delle comunicazioni, fu ripetutamente colpita dalle bombe alleate. Invece no, sono le 10,25 del 2 agosto 1980, un sabato estivo in tempo di pace. Uno scoppio violentissimo nella sala d’aspetto di seconda classe provoca il crollo di 30 metri di pensilina e delle strutture sovrastanti. Il treno Ancona-Chiasso, in sosta sul primo binario, viene investito dall’esplosione. I destini di tante persone provenienti da città straniere ed italiane (siamo nel pieno delle vacanze estive e Bologna è passaggio obbligato per tante destinazioni) vengono tragicamente fermati, come l’orologio esterno che si sceglierà di lasciare fisso su quell’ora. La città, pur sbigottita, si trasforma in una gigantesca macchina di soccorso ed assistenza per le vittime. Ognuno cerca di dare il proprio contributo. All’autobus 37 il triste compito di trasportare i cadaveri. La prima ipotesi, lo scoppio della caldaia, cede velocemente il posto alla certezza dell’esplosione di un ordigno; le caratteristiche dell’attentato e la rivendicazione più attendibile orientano presto verso la matrice neofascista. Il 6 agosto viene fissata la data dei funerali a cui parteciperà tutta la città che, tra rabbia e dolore, darà una sua risposta decisa al terrorismo: la volontà di non cedere alla paralisi del terrore. Nonostante l’individuazione degli esecutori materiali, ancora oggi, l’associazione dei familiari, sostenuta da tutti coloro che hanno a cuore la vita democratica, porta avanti la sua battaglia perché sia fatta piena luce sui fatti.

E il Resto... in classe Storia - Cittadinanza e Costituzione: cos’è il terrorismo? L’insegnante conduca un brainstorming che, partendo dall’analisi del termine “terrorismo”, porti al perché del fenomeno. Come rispose Bologna a tale fenomeno? Documentarsi sulle reazioni della città all’indomani della strage. Per una più completa informazione sugli attentati di quegli anni, leggere anche la pagina dedicata alla strage di Ustica. Storia - Italiano: la strage di Bologna, che, rispetto ad altre importanti stragi, ha ottenuto l’individuazione degli esecutori materiali, è stata oggetto di gravi azioni di depistaggio. Puoi fartene un’idea attraverso il fumetto La strage di Bologna (ed. Il becco giallo). Storia - Italiano (linguaggio degli audiovisivi): guarda il video Bologna 2 agosto 1980 oggi (http://www.arcoiris.tv/scheda/it/3567/) e proponine una descrizione (mettendo in evidenza fonti utilizzate, parti scritte, ecc.). Spiega, argomentando, qual è la finalità di questo lavoro. Guarda ora il film 2 agosto 1980. Per non dimenticare (Massimo Martelli, 1992,http://www.arcoiris.tv/scheda/it/295/) e analizzane la struttura narrativa (con particolare attenzione ai piani temporali, alla posizione del narratore e alla costruzione del “finale”). Confronta ora le due fonti audiovisive: quali sono le differenze e le finalità dei due lavori? Entra nel dettaglio e metti in evidenza il diverso contributo che ciascuna di esse può dare alla memoria. Cittadinanza e Costituzione: il regista del film 2 agosto 1980. Per non dimenticare dichiarò che l’impegno degli attori fu, praticamente, a titolo gratuito e che eventuali utili sarebbero stati devoluti all’associazione dei familiari. Cosa pensi di questo tipo di impegno “civico” da parte di attori o altre figure in qualche modo celebri? Ti vengono in mente altri esempi? Italiano: nella parte conclusiva del film 2 agosto 1980. Per non dimenticare, attraverso il protagonista, viene proposta una riflessione: “Quello che ho capito è che tutti loro avevano, anzi, no, erano una storia, come dei fili pronti ad intrecciarsi, a dividersi, magari ad ignorarsi, tutti impegnati in una cosa forse stupida e banale (...) erano tutti impegnati a vivere”.Visita la pagina del sito dedicata alle vittime; accostati alle brevi annotazioni sulla storia di ciascuno e prova ad immaginare, attraverso un testo scritto in prima persona, i loro pensieri o sogni per il futuro. è possibile utilizzare le letture per un montaggio video. Italiano - Arte e Immagine: osserva il manifesto del 2006 del comitato di solidarietà alle vittime delle stragi (http://goo.gl/0PKmFm). Analizza il documento in tutti i suoi aspetti e prova ad enucleare gli elementi simbolici e il messaggio che, secondo te, vuole trasmettere. Cittadinanza e Costituzione - Italiano: leggi l’intervento di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna, in occasione della commemorazione del 2015 (http://www.stragi.it/discorso_2_agosto_2015.pdf). Il discorso si apre con un’affermazione apparentemente paradossale: “Si sono trovati nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Questa frase è stata detta e pensata da molti e ci è stata ripetuta spesso, riguardo ai nostri cari, ma gli 85 morti e i 200 feriti che il 2 agosto 1980 vennero colpiti da un micidiale ordigno collocato nella sala d’aspetto di questa stazione, non erano affatto nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Quale il significato di questa provocatoria riflessione? In che senso il presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime afferma che “spesso quello Stato, che avrebbe dovuto proteggerci, ha ostacolato la nostra azione”. Qual è lo “stato dell’arte” nella ricostruzione della “verità” relativa alla strage? Può esserti d’aiuto lo stesso sito dell’Associazione tra i familiari delle vittime (http://www.stragi.it/). Italiano - Storia - Cittadinanza e Costituzione - Arte (possibile il contributo di altre discipline): nel 2007 è stato istituito il “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice” (9 maggio, giorno della morte di Aldo Moro). Perché non proporre un evento (al Preside della scuola, al Quartiere o ad altre realtà della tua città) ricordando la strage di Bologna e, insieme, in maniera non banale, il terrorismo? Al frutto delle precedenti attività si potranno affiancare contributi audio/video, tra i tanti che sono stati prodotti, selezionati dalla classe. Sarà quindi necessario ideare un manifesto per promuovere le iniziative della giornata. Si segnala la possibilità di contattare il CEDOST Centro di documentazione storico politico sullo stragismo (http://www.memoria.san.beniculturali.it/) per essere aggiornati su proposte didattico-formative. è possibile, inoltre, richiedere al CEDOST stesso o all’Associazione tra i familiari delle vittime (http://www.stragi.it/) un CD didattico. Fiorella Ghiandoni Istituto Comprensivo 1 di Bologna

2 AGOSTO 1980 E DOPO UN MESE, STRAGE A BOLOGNA

Poco più di un mese dopo la strage di Ustica, l’Italia è scossa di nuovo da un’altra tragedia immane. Il 2 agosto 1980 alle ore 10,25 salta in aria la stazione di Bologna, gremita di pendolari e turisti, anche questi con la valigia delle vacanze in mano. Nell’ala ovest esplode una valigia che contiene, chiariranno le indagini, 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e t4 detta Compound B. La sala d’aspetto di seconda classe d’improvviso si alza in un fragore infernale. Macerie, polvere, urla, sangue, corpi devastati. Muoiono 85 persone, i feriti sono 200 poiché la deflagrazione investe anche il primo binario dove sostava il treno Ancona-Chiasso. Di Angela Fresu, una donna che probabilmente si trovava accanto alla valigia non si troverà mai il corpo. Disintegrata. L’Italia è sconvolta. È il più grave atto terroristico compiuto in Italia dal Dopoguerra. Fino al pomeriggio si ipotizza l’esplosione della caldaia, poi a sera la conferma: una bomba. Decine di medici, militari, vigili del fuoco, uomini delle forze dell’ordine lavorano per giorni senza sosta in mezzo alle macerie. Molti di loro sono tornati dalle vacanze. L’autobus 37, usato come ambulanza per portare via a gruppi i feriti, è divenuto insieme all’orologio della stazione fermo sulle 10,25, uno dei simboli di questa tragedia. Le indagini imboccano fin dal primo momento la pista neofascista, scattano arresti a grappoli, decine sono le perquisizioni. Poi poco alla volta le accuse verso gli arrestati si sfarinano. Anche qui, come nelle indagini di Ustica, si inseriscono depistatori e servizi segreti. Ma le indagini arrancano e non riescono ad affondare nell’oscura rete che ha organizzato l’attentato. Alla fine di un complicato iter giudiziario la Corte di Cassazione, dopo un’altalena di condanne e assoluzioni, conferma la sentenza della Corte d’Appello di Bologna. I giudici condannano nel 1995 Valerio Fioravanti e la compagna di vita e di politica Francesca Mambro all’ergastolo “come appartenenti alla banda armata che ha organizzato l’attentato di Bologna”. Banda, appunto. E tutti gli altri? I mandanti? L’inchiesta non li ha mai individuati. Fioravanti e Mambro sono i due irriducibili terroristi di destra fondatori dei NAR, Nuclei Armati Rivoluzionari, inventori dello spontaneismo armato di destra che si erano già lasciati alle spalle un rosario di azioni singole con morti e feriti. Entrambi hanno sempre ammesso i precedenti omicidi ma continuano a respingere le accuse della strage di Bologna. Nel 2007 si aggiunge la condanna di Luigi Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti. I due fidanzati neri usciranno dal carcere dopo 26 anni e dal 2009 sono liberi. Si sono sposati e hanno una figlia. Depistaggi dicevamo, immancabili nei misteri d’Italia. Vennero per questo condannati Licio Gelli, il capo della loggia massonica segreta P2, poi Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte e Francesco Pazienza, tutti uomini dei servizi, che cercarono di deviare le indagini (dossier fasulli, altro esplosivo sui treni) verso una parte dei NAR e di alcuni stragisti internazionali. Qualcuno ipotizzò che queste azioni dovevano servire a coprire la strategia della tensione o per proteggere Gheddafi e la Libia da possibili accuse in quanto allora partner commerciali di Fiat ed Eni. Dunque la storia della strage alla stazione non è stata svelata per intero. Una inchiesta bis della Procura di Bologna andata avanti stancamente per anni e archiviata nel 2015 ha preso anche in considerazione la cosiddetta pista palestinese. Furono indagati due terroristi tedeschi di estrema sinistra,Thomas Kram e Margot Froelich, considerati vicini al gruppo di Carlos lo Sciacallo. È provato che Kram si trovava a Bologna il 2 agosto. Perché? Non lo ha mai spiegato con chiarezza eppure la pista palestinese è finita in nulla. Secondo questo scenario alternativo, sostenuto per anni con documenti e testimonianze dall’ex deputato di An-Fli Enzo Raisi, la strage sarebbe stata opera dei palestinesi che si vendicarono sull’Italia per l’arresto di Abu Saleh, violando così il cosiddetto Lodo Moro che garantiva l’immunità degli attentati all’Italia in cambio del libero transito di armi. Per i giudici bolognesi, che secondo alcuni non hanno scavato a fondo su Kram, questo è rimasto solo uno scenario da romanzo criminale. Un gip di Roma, che ha archiviato la querela per diffamazione di Kram, verso il giudice Rosario Priore (che indagò anche su Ustica) la pista palestinese “è basata su una seria e attendibile piattaforma storiografica”. Il mistero e i dubbi restano. Chissà se qualcuno negli anni avrà confessato la verità a qualche sacerdote. Che, se esiste, di sicuro la terrà per sé. Beppe Boni

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