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1978 l'intrigo perfetto della prima repubblica (quartino)

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La linea del tempo… timeline 1978 Gennaio: Roma, due militanti dell’Msi (Movimento sociale italiano), vengono uccisi. Poco dopo i Carabinieri uccidono, durante degli scontri, un altro esponente missino. Jedda: una principessa e suo marito sono giustiziati nella capitale saudita perché colpevoli di avere contratto un matrimonio non voluto dalla famiglia reale. La Svezia diviene la prima nazione a bandire le bombolette spray, il cui contenuto di clorofluorocarburi è il principale imputato del danneggiamento dello strato di ozono protettivo della Terra. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti invita i capi dei governi democratici delle nazioni occidentali a evitare alleanze con i partiti comunisti. Febbraio: la Cina proibisce la lettura delle opere di Aristotele, Shakespeare e Charles Dickens. Città del Messico: operai delle linee elettriche al lavoro si imbattono in quelle che si scopriranno essere le rovine del Templo Mayor. Marzo: Roma, viene formato il quarto governo Andreotti, monocolore Dc con appoggio esterno di Psi, Psdi, Pri e Pci. Roma: in via Fani un commando delle Brigate Rosse rapisce Aldo Moro, presidente della Democrazia cristiana, e uccide i cinque uomini della sua scorta. Milano: Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, meglio conosciuti come Fausto e Iaio, due ragazzi di 18 anni, assidui frequentatori del Centro Sociale Leoncavallo, vengono freddati a colpi di pistola in un agguato neofascista. Il governo italiano approva la prima delle leggi speciali (decreto legge n. 59) che prevede, tra le altre cose, l’ergastolo ai sequestratori in caso di morte dell’ostaggio, l’estensione del fermo di polizia e di intercettazione telefonica, la possibilità di essere interrogati senza la presenza di un avvocato. Aprile: Stati Uniti, la CBS manda in onda il primo episodio di Dallas. Italia: RaiDue alle 18.45 manda in onda per la prima volta l’anime Atlas Ufo Robot. Le Brigate Rosse annunciano che il loro processo ad Aldo Moro si è concluso con la condanna a morte dell’imputato. Italia: in località Murazze di Vado, frazione di Monzuno (Bologna), un grave incidente ferroviario causa 42 morti e 120 feriti. L’incidente è causato dal deragliamento di un treno, colpito da un secondo convoglio in arrivo poco dopo. Vaticano: papa Paolo VI si rivolge alle Brigate Rosse chiedendo loro la liberazione dello statista Aldo Moro senza condizioni. Il professor Ezio Riondato, docente di Filosofia presso l’Università di Padova e presidente della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, viene gambizzato nell’atrio della facoltà di Lettere. Maggio: California, la DEC invia la prima email di spam (messaggio commerciale indesiderato). Nepal: gli alpinisti Reinhold Messner e Peter Habeler sono i primi a raggiungere la cima dell’Everest senza l’ausilio di bombole di ossigeno. Roma: il corpo senza vita di Aldo Moro viene ritrovato nel baule di una Renault 4 rossa in via Caetani, a metà strada tra la sede della Dc e quella del Pci. Cinisi: Peppino Impastato viene assassinato dalla mafia. Roma: a seguito del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, Francesco Cossiga si dimette da ministro degli Interni. Italia: è approvata la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza (legge n. 194/78) con cui l’aborto è consentito entro 90 giorni dal concepimento; in seguito è ammesso solo in caso di pericolo per la vita della madre o di gravi anomalie del nascituro. Giugno: Italia, a seguito delle polemiche suscitate dal libro Giovanni Leone. La carriera di un presidente di Camilla Cederna, e alle indiscrezioni che lo volevano coinvolto nello scandalo Lockheed, Giovanni Leone rassegna le sue dimissioni dalla carica di presidente della Repubblica. Con una vittoria sui Paesi Bassi per 3-1 dopo i tempi supplementari, la Nazionale di calcio argentina si aggiudica il suo primo titolo del Mondo. Luglio: ultima apparizione televisiva di Mina, nel programma presentato da Claudio Lippi Mille e una luce. Il socialista Sandro Pertini, partigiano durante la Resistenza, diventa il settimo presidente della Repubblica Italiana. Un’autocisterna sovraccaricata con 25 tonnellate di gas propilene liquido esplode di fronte al camping Los Alfaques a 3 km da San Carlos de la Rapitanella provincia spagnola di Tarragona, provocando la morte per ustioni gravissime di 243 campeggiatori e il ferimento grave di centinaia di altre vittime. Nasce Louise Brown, la prima “bimba in provetta”; la procreazione assistita (o fertilizzazione in vitro) ottiene un successo scientifico che origina una discussione profonda presso tutte le culture, portando alla nascita della bioetica. Agosto: Brescia: Sara Simeoni stabilisce il nuovo record del mondo di salto in alto a 2,01 metri. Città del Vaticano: dopo 15 anni di pontificato, muore papa Paolo VI nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Corsica: Vittorio Emanuele di Savoia uccide un ragazzo tedesco sull’Isola di Cavallo. Città del Vaticano: il Patriarca di Venezia Albino Luciani viene eletto papa. Sceglierà di chiamarsi Giovanni Paolo I, diventando il primo papa della storia ad avere un doppio nome. Il suo pontificato durerà appena 33 giorni. Settembre: USA, con la mediazione del presidente Jimmy Carter vengono firmati gli Accordi di Camp David in base ai quali la penisola del Sinai, conquistata dagli israeliani durante la guerra del Kippur, viene riannessa all’Egitto. L’Egitto è così il primo paese arabo che riconosce l’esistenza di Israele. Città del Vaticano: muore papa Giovanni Paolo I dopo soli 33 giorni di pontificato. Italia: Franco Freda, imputato al processo per la Strage di Piazza Fontana a Catanzaro, evade: sarà arrestato nel 1979. Prende il via la trasmissione del telefilm Happy Days. Inizia la trasmissione del cartone animato giapponese Heidi. Ottobre: Milano, i carabinieri del generale Dalla Chiesa effettuano una irruzione nel covo delle Brigate Rosse di via Monte Nevoso. Il covo contiene molto materiale inerente al “Caso Moro”: una versione del memoriale di Aldo Moro e lettere ancora non note; il 9 ottobre 1990, nella stessa casa di via Monte Nevoso, dietro un pannello, saranno trovati una versione più ampia del memoriale, i testamenti di Moro e altre lettere. Nel covo vengono arrestati Lauro Azzolini, Franco Bonisoli e Nadia Mantovani. Città del Vaticano: il cardinale polacco Karol Wojtyla viene eletto papa con il nome di Giovanni Paolo II. È il primo papa non italiano dai tempi di Adriano VI (1522-1523). Il suo pontificato sarà tra i più lunghi della storia. Dicembre: in Italia, con la legge 833/78, viene istituito il Servizio Sanitario Nazionale. La Spagna diventa una democrazia dopo 40 anni di dittatura.

Cenni storici: un anno in breve Il 9 maggio del 1978 le prime pagine dei giornali sono occupate dalla notizia di cronaca più importante dell’anno: il corpo senza vita del presidente della Democrazia cristiana viene trovato all’interno del bagagliaio di una Renault 4. Forse alcuni giornali in qualche pagina interna avranno riportato il ritrovamento di un altro cadavere, quello di un giovane siciliano. La notizia non fa notizia, è quasi una routine di quegli anni che un giovane sia vittima (addirittura suicida) dell’attentato che lui stesso sta preparando sui binari di un treno. Sarebbe bastato che le forze dell’ordine arrivate sul luogo avessero voluto indagare e allora si sarebbero accorte che, un po’ più distante, c’era del sangue e che quel sangue apparteneva a quel ragazzo. Se avessero voluto indagare, avrebbero scoperto che quel ragazzo non aveva mai usato la forza per dichiarare la propria protesta politica e sociale contro la mafia. Se avessero voluto indagare, avrebbero facilmente scoperto il mandante di quel delitto, il boss di Cosa Nostra Tano Badalamenti. Il ragazzo era Peppino Impastato e solo dopo 24 anni e grazie alla tenacia di sua madre, di suo fratello e dei suoi amici si è arrivati ad ammettere i depistaggi nelle indagini da parte dei rappresentanti delle istituzioni e all’ergastolo per Tano Badalamenti. Il 1978 fa parte dei terribili “Anni di Piombo”. Basta elencare gli attentati contro professori universitari, giornalisti, giudici o gli scontri tra esponenti delle rive estreme del pensiero politico per provare a comprendere la tensione che era palpabile nella società dell’epoca. Il 1978 ce lo ricordiamo però anche come l’anno dei tre Papi (vedi scheda e articoli dedicati). La morte prematura di papa Luciani lascia in molti italiani stupore e rimpianto per le riforme che si apprestava a fare all’interno della Chiesa. Il 1978 è anche l’anno in cui in Italia vengono approvate due leggi molto importanti e tuttora dibattute: la legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi lager e la legge 180 che depenalizza l’interruzione volontaria di gravidanza entro i primi tre mesi di gestazione. Il 1978 è l’anno in cui in Spagna entra in vigore la nuova costituzione democratica dopo 35 anni di governo dittatoriale di Francisco Franco. Ma il 1978 è anche l’anno dei cartoni giapponesi, che per la prima volta vengono trasmessi in Italia, e della serie televisiva che ha fatto epoca, Happy Days.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 16 maggio 1978: Aldo Moro e la strage di via Fani: 5 agenti di scorta trucidati da 91 proiettili Aldo Moro è il presidente della Democrazia cristiana, da sempre impegnato nel dialogo tra le diverse forze politiche. Nel 1978 è l’artefice, insieme al segretario del Partito comunista italiano Enrico Berlinguer, del cosiddetto “compromesso storico”: un accordo che lega i due maggiori partiti politici per affrontare la difficile situazione economica e sociale in cui si trova l’Italia (forte inflazione e tensioni sociali). A capo del governo c’è Giulio Andreotti, che gode quindi dell’appoggio esterno del Pci. In sostanza il Partito comunista si astiene dal votare la fiducia al governo. Questa è la situazione politica quando, il 16 marzo del 1978, l’auto in cui viaggia Moro e l’auto di scorta vengono bloccate in via Fani a Roma e sottoposte ad una pioggia di proiettili sparati da pistole e mitra. Coloro che sparano sono tiratori scelti: ammazzano i cinque uomini della scorta ma lasciano illeso Aldo Moro, che viene rapito dalle Brigate Rosse. La cronaca dei fatti è raccontata nell’articolo del Carlino dell’epoca. Il cadavere del presidente della Democrazia cristiana viene ritrovato 55 giorni dopo nel bagagliaio di una Renault 4 in via Caetani. Anche in questo caso “il Resto del Carlino” riporta la cronaca degli avvenimenti. L’articolo di Pierluigi Masini mette in luce le ingenuità investigative dell’epoca che hanno irreparabilmente compromesso la ricerca della verità su quello che diventerà il “Caso Moro”. Quando nel 1981 Mario Moretti, l’organizzatore del sequestro, verrà catturato, non farà rivelazioni illuminanti, anzi, per molti aspetti contribuirà a rendere ancora più intricato tentare di fare chiarezza sui fatti. Si sa che Aldo Moro viene recluso in un appartamento di via Montalcini a Roma. Mario Moretti e Barbara Balzerani vivono invece, sotto falso nome, in un appartamento in via Gradoli. Moretti affermerà al processo che Moro rappresentava un obiettivo simbolico dell’imperialismo capitalista occidentale, in quanto esponente della Democrazia cristiana in stretti rapporti con gli Stati Uniti. Dichiarerà, anzi, che in un primo momento avevano pensato ad Andreotti, però troppo sorvegliato. Molti sono convinti invece che fu proprio il dialogo che Moro aveva instaurato con il Pci, che tentava di uscire dal cono d’ombra dell’URSS, il motivo che lo fece scegliere come bersaglio. Il metodo terroristico delle Brigate Rosse è principalmente quello di eliminare elementi di spicco della società, colpevoli, secondo la loro ottica, di favorire loStato e la democrazia: giornalisti, giudici, uomini politici. Mai però si era mirato così in alto. L’editoriale del 16 marzo del giornalista Tino Neirotti fa trapelare lo sbigottimento di fronte a tanto ardire. Che cosa succede in quei 55 giorni? Ci sono voluti 4 processi per condannare gli esecutori materiali, ma poca luce si è fatta per capire fino in fondo se le Brigate Rosse fossero spalleggiate da qualche organizzazione. I due maggiori partiti politici decidono, in quei giorni, di tenere un atteggiamento inflessibile e di non scendere a patti con i terroristi. Le Brigate Rosse intanto sottopongono Moro ad un processo che viene registrato e poi trascritto e che farà parte del famoso “Memoriale Moro”. Questo è un insieme di documenti che contiene le risposte degli interrogatori cui fu sottoposto l’on. Moro e alcune lettere censurate o riscritte. Il documento verrà ritrovato in parti e momenti diversi e preso in consegna dai servizi segreti italiani e dalla magistratura. Nel memoriale si fa riferimento all’esistenza dell’organizzazione Gladio (esercito segreto finanziato dagli Stati Uniti in funzione anticomunista), alle relazioni tra Giulio Andreotti e lo scandalo Italcasse (cassa di credito che aveva finanziato illegalmente alcuni partiti politici) e si fa riferimento alle relazioni tra servizi segreti e strategia della tensione che aveva portato alle bombe in piazza Fontana a Milano. Le strategie investigative, messe in moto dallo Stato italiano, come si è già detto, risultarono erroneamente direzionate ed ingenue. Molte sono le supposizioni, le illazioni che si sono fatte nel tempo e che continuano a crescere attorno al mancato salvataggio dell’on. Moro. Il comitato tecnico operativo, voluto dall’allora ministro dell’interno Cossiga, comprendeva anche uomini che, si seppe poi, provenivano dalla “P2”, una loggia massonica criminale. Ci sono dubbi anche sull’ora del ritrovamento del corpo da parte dei carabinieri italiani. Si è parlato di infiltrazioni dei servizi segreti dall’Unione Sovietica (KGB). Le ipotesi e le mezze rivelazioni contribuiscono solo ad ingarbugliare la matassa e non rendono giustizia né ai cittadini italiani né ai familiari dell’on. Moro che, il 9 maggio del 1978, viene giustiziato.

16 MARZO - 9 MAGGIO 1978 L’INTRIGO PERFETTO DELLA PRIMA REPUBBLICA La foto di via Fani, ogni strage ha il suo simbolo. Ce l’ha Ustica, un cadavere che galleggia nel mare azzurro. Ce l’ha la stazione di Bologna, dove l’orologio è da allora fermo alle 10 e 25. Ce l’hanno Dallas dove viene ucciso nel ,63 John Fitzgerald Kennedy. Le Torri Gemelle crollate l’11 settembre del 2001. In via Mario Fani, una via del Trionfale, Roma Nord, la mattina del 16 marzo del 1978 morirono cinque uomini della scorta di Aldo Moro trucidati in tre minuti: solo uno riuscì a rispondere al fuoco e non servì. Moro, presidente del Consiglio nazionale della Democrazia cristiana, aveva poco più di 61 anni e fu ammazzato 55 giorni e 86 lettere dopo nel portabauli di una Renault 4 fatta ritrovare il 9 maggio a metà strada tra la sede del suo partito e quella del Partito comunista. Cosa racconta la foto di via Fani a distanza di 37 anni? Guardiamola con gli occhi di uno studente di oggi. La foto è in bianco e nero: certo, esistevano le pellicole a colori ma i giornali erano in bianco e nero e i fotografi delle agenzie usavano pellicole che potevano stampare in pochi minuti e trasmettere con le telescriventi. Allora non esisteva CSI, la serie tv che spiega come si fanno oggi le investigazioni scientifiche: la scena del crimine sembra la piazza del mercato, non c’è una banda di plastica a delimitare l’accesso agli inquirenti, chi è arrivato per primo ha parcheggiato sul marciapiede come capita, a dimostrare l’inutile fretta del dopo. Si parla e si prega, si passeggia tra i reperti cerchiati con il gesso per terra identificati dalle lettere dell’alfabeto, che di sicuro non bastarono per segnare i 91 bossoli ritrovati, 27 proiettili sparati sulla 130 di Moro per uccidere il caposcorta Oreste Leonardi e l’autista Domenico Ricci. Senza sfiorare l’ostaggio Moro. Raffaele Iozzino, l’unico che riuscì a rispondere al fuoco, Giulio Rivera e Francesco Zizzi (che morirà poco dopo al Gemelli) seguivano sull’Alfetta di sostegno. Quella foto, scattata prima delle 10, quando il presidente Moro è già stato caricato su una 132 blu insieme alle borse che teneva e forse è ormai arrivato nel covo-prigione delle BR, testimonia tutta l’impotenza dello Stato con le sue divise di polizia e carabinieri, dell’esercito, con i suoi agenti in borghese (ma con il trench d’ordinanza). Provate a chiedere a chi allora era già grande dov’era il 16 marzo del 1978: ve lo dirà. Vi risponderà con certezza. Padri e nonni di oggi lo sanno, ricordano come seppero la notizia, se erano in classe o in fabbrica, se andarono in piazza per protestare o si misero davanti alla tv per la diretta del Tg1 di Paolo Frajese. Questo successe allora, l’Italia sotto choc scoprì che era accaduto un fatto impensabile: lo scoprirono i politici, che si resero conto che era l’inizio della fine della Prima Repubblica. Il papa, Paolo VI, amico personale di Moro, che dopo aver lanciato un appello agli uomini delle brigate rosse ed essere stato rimproverato da Moro nell’ultima lettera per aver fatto “pochino”, tre mesi dopo morì. Poi morì anche il successore e quell’anno ci furono tre papi. Lo scoprì la gente comune, che imparò negli anni a seguire che la verità non è mai una sola e forse non esiste proprio. Tanto che ancora si cerca e si fanno sopralluoghi in via Fani, con tecnologia allora impensabile. Tanto che il ruolo di certi BR latitanti (come Alessio Casimirri, da tempo in Nicaragua con moglie e figli) non si è mai chiarito e quelli che negli anni seguenti sono stati catturati oggi sono fuori, scrivono libri di memorie, lavorano in cooperative sociali. La verità giudiziaria è venuta fuori, dicono. Sì, ma non basta. Non può bastare. Quella foto di via Fani è la foto di un paese senza cellulari e senza internet in cui la Apple vende solo 1500 pc in tutt’Italia e a Cinisello Balsamo apre il primo negozio italiano di personal computer. L’Italia dove al festival di Sanremo, presentato da Beppe Grillo (sì, quel Beppe Grillo), Rino Gaetano canta Gianna ma non vince. Ma sotto quella foto ce ne sono tante altre che la compongono, come parti di un lucido da sfogliare. Perché il rapimento e il delitto di Aldo Moro diventano quasi subito il “Caso Moro”, ovvero il più ingarbugliato mistero d’Italia in cui si mescolano le trame della P2, dei servizi segreti più o meno deviati, di terroristi dal passato non chiaro, di politici divisi tra trattare o no in un affastellarsi di comunicati ufficiali, di piste false, di servizi segreti di altri paesi, di terroristi tedeschi (non a caso l’operazione Moro in gergo si chiamava Fritz). Chi vi scrive allora abitava in via Mario Fani, aveva 17 anni, e si prese la briga di chiudere il cancello del garage a Willy-Peter Stoll, che vi era entrato con una Mercedes con targa tedesca per cercare vie di fuga alternative nei giorni precedenti l’agguato. Mi disse: “Non farlo mai più” e vi assicuro che ancora me lo ricordo bene il suo sguardo: scoprii anni dopo chi era e seppi che la polizia tedesca l’aveva ucciso a Düsseldorf.

E il Resto... in classe

Pierluigi Masini

Storia - Italiano: non è facile ricomporre i fatti relativi all’uccisione di Moro ma potrebbe essere l’occasione per affrontare una ricerca di giornalismo investigativo: puoi cercare tutti gli articoli scritti in quei 55 giorni grazie all’archivio de “il Resto del Carlino”. Sintetizza i fatti in una mappa, che farai manualmente su un cartellone, dove riporterai piste seguite, personaggi coinvolti, dichiarazioni delle BR, foto e una carta di Roma per ricostruire i luoghi protagonisti della vicenda. Completerai le informazioni con i dati forniti in questa scheda e con qualche approfondimento. Non può mancare la visione di un film dedicato all’uccisione dello statista.Tre sono i film che sono stati girati sull’argomento ma ti consigliamo di vedere l’ultimo in ordine di tempo Buongiorno notte di Marco Bellocchio. Informati su come vennero gestiti i funerali e rifletti sulla decisione del regista di inserire alla fine un filmato originale dell’epoca. Con quelle immagini il regista ha voluto dare una sua interpretazione dei fatti storici. Secondo te quale? Il film ha due finali. Riesci a dare una spiegazione di questa scelta? Italiano - Storia - Cittadinanza e Costituzione - Arte (possibile il contributo di altre discipline): nel 2007 è stato istituito il “Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice” (9 maggio, giorno della morte di Aldo Moro). Perché non proporre un evento (al Preside della scuola, al quartiere o ad altre realtà della tua città) ricordando il rapimento Moro e, insieme, in maniera non banale, il terrorismo? Ai materiali prodotti attraverso le precedenti attività potranno essere affiancati contributi audio/video tra i tanti prodotti selezionati dalla classe. Sarà quindi necessario ideare un manifesto per promuovere le iniziative della giornata. Storia - Cittadinanza e Costituzione: cos’è il terrorismo? Partire dall’analisi del termine “terrorismo” per arrivare, attraverso un brainstorming, al perché del fenomeno (esempio di domande di attivazione:“Cosa significa per te terrorismo? “Perché si voleva creare terrore”?...). Arrivare a delineare il legame tra “terrorismo” e “strategia della tensione” mettendo in evidenza, anche attraverso precedenti storici, la tentazione di accettare meno democrazia e meno diritti per maggiore sicurezza. Costruire una linea del tempo su stragi ed attentati ascrivibili a questo capitolo della storia d’Italia (può essere utilizzato, come base su cui collocare integrazioni: http://www. treccani.it/enciclopedia/strategia-della-tensione_(Dizionario-di-Storia)/). Quali le possibili risposte al terrore che vuol portare la paralisi della vita democratica?

Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo di Monte San Pietro

Grazie a


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