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1975 03 07 il voto ai diciottenni

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La linea del tempo… timeline 1975 Gennaio: durante una perquisizione il terrorista di estrema destra Mario Tuti uccide i due carabinieri Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo. Febbraio: Renato Curcio evade dal carcere di Casale Monferrato. A Roma muore lo studente greco Mikis Mantakas, colpito da due proiettili durante le manifestazioni per il processo del Rogo di Primavalle. Marzo: approvazione della legge che attribuisce la maggiore età ai cittadini diciottenni. Aggressione a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù a Milano. Morirà in seguito alle ferite riportate. Aprile: Bill Gates e Paul Allen fondano la Microsoft Corporation. Federico Fellini vince l’Oscar con il film Amarcord. Rapimento e morte di Carlo Saronio, giovane ingegnere milanese, da parte di un gruppo di fuoriusciti da Potere Operaio. Un gruppo neofascista di Avanguardia Nazionale uccide lo studente di sinistra Claudio Varalli. Durante la manifestazione per l’omicidio Varalli, Giannino Zibecchi, del Coordinamento dei Comitati Antifascisti, muore investito dai Carabinieri. Inaugurazione a Bologna del Palazzo della Cultura e dei Congressi, e della nuova sede della Galleria d’Arte Moderna. Maggio: i Nuclei Armati Proletari sequestrano il giudice Giuseppe Di Gennaro. La Ferrari guidata da Niki Lauda vince il Gran Premio di Montecarlo dopo venti anni. Il democristiano Massimo De Carolis è ferito alle gambe dalle Brigate Rosse. Un gruppo neofascista uccide lo studente di sinistra Alberto Brasili. Giugno: l’industriale Vittorio Vallarino Gancia viene rapito dalle Brigate Rosse; durante l’azione di liberazione muoiono la brigatista Margherita Cagol e il carabiniere Giovanni D’Alfonso. Assassinio di Alceste Campanile, militante di Lotta Continua, da parte di Autonomia Operaia. Luglio: la terrorista Anna Maria Mantini dei Nuclei Armati Proletari viene uccisa durante un blitz della polizia. Agosto: Renato Zangheri viene rieletto sindaco a Bologna. Settembre: l’agente Antonio Niedda viene ucciso durante uno scontro a fuoco con i brigatisti rossi. Donatella Colasanti, di 17 anni, e Rosaria Lopez, di 19 anni, vengono seviziate dai tre giovani Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira in una villa del Circeo. Sopravviverà solo la Colasanti. Ottobre: gli appuntati Armando Femiano, Giuseppe Lombardi, ed il brigadiere Gianni Mussi sono uccisi durante un conflitto a fuoco. Mario Zicchieri, militante del Fronte della Gioventù, viene ucciso dalle Brigate Rosse. Novembre: Pier Paolo Pasolini viene ucciso sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Firma del Trattato di Osimo tra Italia e Jugoslavia, che rende definitive le frontiere tra i due Stati. Piero Bruno, militante di Lotta Continua, viene ferito dalle forze dell’ordine. Muore il giorno seguente. Dicembre: Eugenio Montale riceve il Nobel per la Letteratura, Renato Dulbecco quello per la Medicina.

Cenni storici: un anno in breve Il 1975 è uno degli anni più bui del terrorismo italiano. Sono gli “anni di piombo”: le strade sono macchiate dal sangue di giovani militanti di destra e di sinistra e da quello dei rappresentanti delle forze dell’ordine impegnate nella difficile lotta contro il terrorismo. I sequestri a scopo di estorsione per finanziare la lotta armata portano nuove morti e rinnovato dolore.Vittime e carnefici sono spesso giovani, giovanissimi. Trovano la morte durante le azioni terroristiche, ma anche nelle manifestazioni di piazza, o nelle stanze di una villa del Circeo. “Spesso il male di vivere ho incontrato”, scriveva Eugenio Montale, vincitore del premio Nobel per la Letteratura. Anche fra le Forze dell’ordine il bilancio è da bollettino di guerra. “Hanno vent’anni, la vostra età”, aveva scritto, riferendosi a loro, all’indomani degli scontri di Valle Giulia, Pier Paolo Pasolini, ucciso il 2 novembre, in una notte nera come il “petrolio”.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 7 marzo 1975: dopo il Sessantotto la politica risponde alle inquietudini giovanili La Camera approva definitivamente la legge 39, che abbassa la maggiore età a diciotto anni e che consente il voto prima del compimento dei 21 anni, come previsto dal precedente ordinamento. Per effetto della legge diventano elettori della Camera dei Deputati tutti i cittadini italiani, uomini e donne, che abbiano compiuto diciotto anni. In questo clima di morti, di giovani morti, i giovani diciottenni sono chiamati al voto, ma alcune delle vittime non potranno mai esercitare questo diritto!

E il Resto... in classe Cittadinanza e Costituzione: l’iter legislativo per l’approvazione del raggiungimento della maggiore età ai diciottenni viene approvato dal Senato e successivamente dalla Camera dei Deputati. La Costituzione stabilisce infatti che la funzione legislativa venga esercitata dalle due Camere. - Dividi la classe in 4 gruppi. - Basandoti sulla data di nascita nomina 3 deputati ed un senatore. - Scegli un nome per il tuo partito. - Avvia un iter legislativo per l’inserimento di un nuovo articolo al tuo regolamento scolastico, simulando il percorso legislativo vigente, secondo lo schema: - presentazione della proposta; - esame e discussione; - approvazione (eventuale) del tuo dirigente; - pubblicazione nel Regolamento d’Istituto. Per maggiori indicazioni, relative all’iter legislativo, puoi consultare il sito: http://leg16.camera.it/716 Giovanna Pace Istituto Comprensivo di Monte San Pietro

7 MARZO 1975 IL VOTO AI DICIOTTENNI

A sinistra ci avevano sperato, ma pochi anche nel partito guidato da Berlinguer avrebbero scommesso che il voto ai diciottenni potesse avere quell’impatto. L’affermazione del Pci che diventa la prima forza in moltissime grandi città italiane (da Roma a Milano, passando per Firenze e Bologna) e l’onda lunga degli anni successivi ha una data in calce: 7 marzo 1975. Quando la Camera approva, in via definitiva, la legge che abbassa a 18 anni la maggiore età, modificando a cascata una serie di diritti tra cui quello elettorale. Una svolta epocale che nasce anni prima e affonda le sue radici nella contestazione giovanile del ,68-69. Sì, perché - come spesso e volentieri accade nel Parlamento italiano - la vicenda ha una gestazione molto lunga e sofferta, in quanto si sviluppa nella legislatura precedente che termina anticipatamente nel ,74 portando via con sé diverse proposte in materia di esponenti del centrosinistra (comunisti ma non solo) che pensavano in tal modo di incanalare la protesta dei ragazzi su binari democratici, trasformandola cioè in proposta. Coinvolgendoli nel momento politicamente più alto di una democrazia, quello elettorale, pensavano infatti di allontanarli dalla rivoluzione. Un ragionamento condiviso da molti, non però dalla Dc che proprio non riusciva a cogliere gli umori dei ragazzi. Addirittura Fanfani, che all’epoca era il segretario della Balena bianca, arrivò a sciogliere il movimento giovanile del suo partito. Ma nel ,75 - uscito con le ossa rotte dal referendum sull’abrogazione del divorzio - non si oppose a quella che sembrava oramai una riforma ineluttabile per la società italiana. La partecipazione attiva dei giovani alla vita politica e alle lotte sociali, nei luoghi di lavoro e della scuola, attestava al di là di ogni dubbio un’evoluzione inarrestabile e, nei fatti, inarrestata. Essendo i movimenti giovanili dell’epoca essenzialmente di sinistra al contrario di quelli odierni che sono per lo più serbatoio grillino o dell’estrema destra, l’immissione di tre consistenti classi anagrafiche (tra i 18 e i 21) dette un contributo fondamentale per l’esplosione del Pci. Che cominciò a parlare con insistenza di sorpasso della Dc (che nel frattempo aveva cambiato segretario, poiché Zaccagnini aveva preso il posto di Fanfani) per le elezioni politiche dell’anno successivo: sogno che rimase tale. Perché nel ,76 la Dc si riprese. Gli elettori dei partiti minori di governo optarono per quello che oggi si chiamerebbe voto utile: espressero la propria preferenza per il partito maggiore, togliendo consensi agli altri che formavano la maggioranza (Psi, Psdi, Pri). Antonella Coppari

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