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1972 05 18 l'anarchico e il poliziotto

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La linea del tempo… timeline 1972 Febbraio: formazione del primo governo Andreotti, monocolore Dc cui non partecipa la corrente democristiana Forza Nuova. Poco dopo il presidente della Repubblica scioglie anticipatamente il Parlamento indicendo nuove elezioni, che si terranno il 7 e l’8 maggio. Marzo: nell’ambito dell’inchiesta relativa alla strage di piazza Fontana viene arrestato Pino Rauti, fondatore dell’organizzazione di estrema destra Ordine Nuovo. Poco dopo si apre a Milano il XIII Congresso del Pci, nel corso del quale Enrico Berlinguer sarà eletto segretario del partito. Lo stesso mese le Brigate Rosse compiono il loro primo sequestro di persona, rapendo l’ingegner Idalgo Macchiarini, dirigente della Sit-Siemens, che prelevato di fronte allo stabilimento, sarà fotografato con un cartello al collo con scritto: “Mordi e fuggi. Niente resterà impunito. Colpiscine uno per educarne cento.Tutto il potere al popolo armato!”. Aprile: Telebiella effettua le prime trasmissioni di un’emittente televisiva via cavo in ambito locale. L’emittente è stata riconosciuta come la prima televisione privata italiana a infrangere con una battaglia legale e mediatica il monopolio pubblico della Rai. È depositata presso la Camera di Commercio di Bologna la ricetta e la misura della vera tagliatella bolognese; sulla base del campione in oro, contenuto in apposito scrigno, la tagliatella deve essere larga 8 mm da cotta e circa 7 mm da cruda. Maggio: viene assassinato il commissario Luigi Calabresi. Nel 1988 saranno arrestati i presunti mandanti, Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani; condannati a 22 anni di carcere. Lo stesso mese, al festival del cinema di Cannes vincono ex aequo due film italiani: La classe operaia va in paradiso di Elio Petri e Il caso Mattei di Francesco Rosi, entrambi interpretati dall’attore italiano Gian Maria Volontè. In piazza Maggiore a Bologna si svolge una imponente manifestazione in appoggio “all’eroica lotta” del popolo vietnamita. Migliaia di bolognesi chiedono la cessazione dei bombardamenti americani e la ripresa delle trattative di pace a Parigi. Giugno: il pugile Bruno Arcari si riconferma campione mondiale dei pesi welter junior battendo alla 12ª ripresa il brasiliano Joao Henrique. L’atleta Pietro Mennea è primatista europeo dei 100 metri piani. Luglio: a Berlino, lo scrittore, regista e attore italiano Pier Paolo Pasolini vince l’Orso d’Oro con il film I racconti di Canterbury. Agosto: Stefano Mariottini, giovane sub romano, ritrova casualmente nelle acque di Riace due statue in bronzo del V secolo a.C. ottimamente conservate. Diventeranno famose in tutto il mondo come i Bronzi di Riace. Settembre: viene presentato nelle sale cinematografiche delle maggiori città italiane il film Il padrino diretto da Francis Ford Coppola e interpretato, fra gli altri, da Marlon Brando. Dicembre: entra in vigore in via definitiva la legge 772 che permette l’obiezione di coscienza al servizio militare.

Cenni storici: un anno in breve Il 1972 in Italia è un anno di forti tensioni. Cresce infatti durante l’anno la frequenza e la brutalità degli atti compiuti dagli estremisti politici. A marzo, dopo la condanna di Pino Rauti (fondatore dell’organizzazione di estrema destra Ordine Nuovo) per la strage di piazza Fontana, si verifica il primo caso di rapimento ad opera del gruppo delle Brigate Rosse, ai danni dell’ingegnere Idalgo Macchiarini. Si tratta del primo di una lunga serie di sequestri compiuti dalle BR, ai quali si uniranno gli atti criminali di altri gruppi armati, quali Lotta Continua. Proprio alcuni membri di quest’ultima formazione di sinistra extraparlamentare, di stampo comuni, sta e rivoluzionario, nel maggio del 72 si macchiano dell’omicidio del commissario di polizia e addetto alla squadra politica della questura di Milano, Luigi Calabresi.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 17 maggio 1972: Pinelli e Calabresi, dopo piazza Fontana, la morte violenta di due innocenti Sono le 9,15, quando il commissario della Polizia Luigi Calabresi viene assassinato con due colpi di pistola alle spalle, mentre sta per aprire la sua auto, una Fiat 500, parcheggiata vicino alla sua abitazione a Milano. Cosa c’è di nuovo? Si interrompe una vita e ha inizio una vicenda politica e giudiziaria che è uno dei misteri d’Italia. La vicenda di Calabresi è strettamente legata alla strage di piazza Fontana, alla vicenda dell’anarchico Pinelli che volò dal balcone del quarto piano della Questura di Milano, fino ad arrivare alla figura di Adriano Sofri, considerato, molti anni dopo, il mandante di questo omicidio. Calabresi, Pinelli, Sofri, tre esistenze collegate tra loro da un elemento inquietante: la mancanza di una verità assoluta, di una certezza. Chi è colpevole? Chi non è responsabile? Ecco cosa c’è di nuovo: inizia con l’assassinio Calabresi una complicata ricostruzione dei fatti, degli avvenimenti, un percorso giudiziario che conduce ad un’unica strada, ad un’unica verità. D’altra parte la stessa moglie del commissario racconta che il marito un giorno le disse: “Gemma ricordalo: menti di destra, mani di sinistra”. Situazioni opache, troppe incertezze.

18 MAGGIO 1972 L’ANARCHICO E IL POLIZIOTTO

Non si può raccontare la storia del commissario Luigi Calabresi senza tornare a quella notte in questura del 15 dicembre del 1969, quando l’anarchico Giuseppe Pinelli, fermato dopo la strage di Piazza Fontana tre giorni prima, volò dalla finestra della stanza del commissario sfracellandosi nel cortile di via Fatebenefratelli, a Milano. Due uomini giovani l’anarchico e il poliziotto, uniti da un destino tremendo, quello di morire innocenti. Era innocente l’anarchico Pinelli, sospettato nelle prime ore come tanti altri della strage di Piazza Fontana. Era innocente il commissario Calabresi scagionato da un magistrato di sinistra, il giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio, che stabilì l’assenza del commissario dalla stanza nel momento in cui Pinelli precipitò. Ma quella sentenza non bastò a salvare il poliziotto divenuto capro espiatorio e oggetto di una violenta campagna di stampa partita dal giornale della sinistra extraparlamentare Lotta Continua, ma ripresa anche da altri. In parallelo non vi fu da parte delle istituzioni che avrebbero dovuto tutelarlo, una vera difesa del commissario. Così, Luigi Calabresi, figlio di tempi difficili, fu lasciato solo al suo destino che si compì qualche anno dopo, il 17 maggio del 1972 quando un uomo, prendendolo alle spalle mentre stava salendo sulla sua auto, nel parcheggio davanti a casa sua in via Cherubini, a Milano, lo freddò con due colpi di pistola alla nuca. Seguirono 16 anni di silenzio e dopo una improbabile pista di centrodestra che aveva al centro il neofascista Gianni Nardi, sulle indagini calò l’oblio. Solo nell’estate del 1988 Leonardo Marino, un ex operaio di Lotta Continua confidò prima a un prete e poi ai carabinieri del suo paese, Sarzana, di essere stato l’autista di Ovidio Bompressi, il killer del commissario. Mandanti Adriano Sofri, il leader indiscusso di Lotta Continua, e Giorgio Pietrostefani, capo del servizio d’ordine. Gli arresti ci furono e fecero scalpore. Seguirono diversi, difficili, processi, la sentenza definitiva di condanna (22 anni a Sofri, Bompressi e Pietrostefani, prescrizione per Marino) arrivò nel 1997. A tutt’oggi Adriano Sofri che si è assunto la responsabilità morale della campagna di stampa contro il commissario Calabresi, negando la responsabilità penale, ha scontato la pena ed è un uomo libero, così come l’esecutore materiale, Ovidio Bompressi. Giorgio Pietrostefani si è invece sottratto alla giustizia, fuggendo all’estero subito dopo la sentenza definitiva. Barbara Consarino

E il Resto... in classe Storia: la vicenda di Calabresi può divenire uno strumento di riflessione per gli alunni di terza media su alcune questioni irrisolte in Italia. È un modo per rendere consapevoli i ragazzi della complessità di certi avvenimenti di storia contemporanea. Si potrebbe partire dalla visione in aula del sito: www.misteriditalia.it. Divisa la classe in gruppi, ciascuno di essi potrebbe analizzare e approfondire una questione (il caso Moro – i segreti del Vaticano – la strage di Ustica – i fatti di Genova etc. ). Italiano: la lettura di alcune parti del libro Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo, scritto da Mario Calabresi che al momento dell’assassinio del padre aveva solo due anni. Un’importante testimonianza per comprendere la visione e la realtà dei familiari. Laura Fabrizi Istituto Comprensivo Villa S. Martino

GRAZIE A


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