La linea del tempo… timeline 1971 Gennaio: a Bologna nasce il Corso di laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo (DAMS), un indirizzo di studi unico in Italia, che attirerà ben presto numerosi studenti da ogni regione. Febbraio: un terremoto colpisce il comune laziale di Tuscania provocando gravi danni ai monumenti romanici e 31 vittime. Marzo: la Corte Costituzionale abroga l’articolo 553 del codice penale che vieta la produzione, il commercio e la pubblicità degli anticoncezionali. Aprile: il giornale “Il Manifesto” da mensile diventa quotidiano. Il direttore è Luigi Pintor. Maggio: il procuratore della Repubblica Pietro Scaglione e l’autista Antonio Lo Russo vengono uccisi per ordine dei corleonesi di Totò Riina. L’omicidio è il primo della guerra allo Stato operata dai corleonesi, che si protrarrà fino alle stragi di Capaci e di via D’Amelio . Luglio: muore di infarto Cornelio Rolandi, unico testimone contro Pietro Valpreda nel processo legato alla Strage di Piazza Fontana, avvenuta due anni prima. Agosto: al largo di Brindisi la nave greca Heleanna, stipata di profughi albanesi, fa naufragio a causa di un incendio a bordo. Muoiono numerosi passeggeri e sono più di 200 i feriti. Settembre: l’IVA (Imposta sul valore aggiunto) sostituisce l’IGE (Imposta Generale sulle Entrate). A bordo di un vecchio peschereccio un manipolo di quattro acerrimi ambientalisti e pacifisti dà inizio a Greenpeace. Usa: blitz della polizia reprime la rivolta carceraria di Attica, iniziata pochi giorni prima. Dicembre: un’equipe di camici bianchi decide di inaugurare una nuova era della medicina umanitaria: Fondazione di Medici Senza Frontiere. Al 23º scrutinio, con l’appoggio decisivo del MSI, viene eletto il sesto presidente della Repubblica, il democristiano Giovanni Leone. Senza benzina a Natale e S. Stefano: le maggiori difficoltà al Centro-Sud. Alla fine del mese è approvata la legge 1024 sulla tutela della maternità che amplia le garanzie alle lavoratrici madri e vieta il loro impiego nei due mesi precedenti il parto e nei tre mesi successivi.
Cenni storici: un anno in breve Nel 1971 in Italia è da poco iniziato il periodo storico conosciuto come “anni di piombo”, durante il quale si verifica un’estremizzazione della lotta politica che non di rado sfocia in lotta armata e in atti di terrorismo. Accanto alle stragi ascrivibili a quella che verrà definita dagli storici “strategia della tensione”, in questo periodo comincia la guerra allo Stato operata dai corleonesi che, dall’uccisione del procuratore della Repubblica Pietro Scaglione e del suo autista, si protrarrà fino alle stragi di Capaci e di via D’Amelio degli anni Novanta. In tale contesto di tensione e violenza si tiene, a dicembre, l’elezione del presidente della Repubblica: al 23° scrutinio, nell’elezione più lunga della storia repubblicana, le camere in seduta comune, assieme ai delegati delle neonate regioni, scelgono come nuovo capo dello Stato il democristiano Giovanni Leone.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 24 dicembre 1971: Giovanni Leone “scaricato” da Dc e Pci, lasciò anzitempo il Quirinale La vigilia del Natale è arrivata. Le vie del centro di ogni città sono addobbate con tante luci e colori, animate da un gran viavai di gente festosa e i negozi sono gremiti per la corsa all’ultimo acquisto. Quest’anno le compere si svolgono però con moderazione: è il Natale di un anno economicamente tormentato ed è per questo che la maggior parte delle persone è costretta a una specie di “austerity”. Si prospetta anche lo sciopero dei benzinai per sollecitare la soluzione di alcuni problemi dei gestori di impianti del carburante e sarà proprio un’impresa per i molti immigrati che partono per festeggiare nel loro paese d’origine. È proprio in questi giorni che cambia la situazione in Italia: Giovanni Leone è il nuovo presidente della Repubblica!
E il Resto... in classe Italiano: la carriera da presidente della Repubblica di Giovanni Leone è stata molto criticata, tanto che fu determinante per le sue dimissioni. Immagina di scrivere una lettera per chiedergli i suoi momenti belli e brutti, le emozioni e i cambiamenti negli anni di presidenza. Immagina di avere a disposizione la macchina del tempo che di colpo ti proietta nel futuro e ti trasforma…nel presidente della Repubblica italiana. Prova a descrivere te stesso attraverso le emozioni, la tua vita come vorresti che fosse e cosa faresti per migliorare le sorti dell’Italia.
27 DICEMBRE 1971 IL PRESIDENTE DISARCIONATO
L’uomo sbagliato al posto sbagliato. Fu fatto passare per un presidente Pulcinella quando in realtà era un cattedratico importante, uno dei maggiori giuristi italiani, perché era piuttosto colorito nelle sue espressioni. Faceva le corna in pubblico, anticipando di 30 anni Berlusconi, cantava O sole mio nelle pause delle visite di Stato e stravolgeva spesso i rigidi cerimoniali del Quirinale. Ma soprattutto, la sua vera colpa fu quella di essere estraneo ai nuovi equilibri che si andavano configurando a metà degli anni Settanta, segnati dal tentativo di solidarietà nazionale tra centro e sinistra i cui interpreti erano Berlinguer, Moro e La Malfa. Il povero Leone non c’entrava nulla, e finì inevitabilmente nel repertorio dei motteggi che lo colpirono pure pesantemente. La sua carriera di Presidente, dal titolo del libro della giornalista Camilla Cederna, terminò con le dimissioni qualche mese prima della fine naturale del mandato nel giugno del ,78, dopo una campagna non priva di falsità e di forzature per lo scandalo Lockheed (illeciti nell’acquisto da parte dello Stato italiano di velivoli americani). Non aveva ricevuto un avviso di garanzia ma il benservito del Pci (sollecitamente recapitato al Quirinale dal senatore Bufalini) da cui non poté difendersi poiché anche la Dc era d’accordo. Ma il settennato non era cominciato sotto una buona stella. Divenne presidente dopo 23 votazioni, la maratona più lunga della storia della Repubblica. Si virò su di lui dopo l’affossamento di Fanfani, vero pretendente Dc al Colle. E sì perché dopo il laico Saragat il partito cattolico rivendicava il Quirinale per sé. Come al solito, però, si frantumò in mille pezzi. Per uscire dal vicolo cieco, cercò di ricomporsi sull’allora segretario, Fanfani, che venne crivellato di colpi dai franchi tiratori. Resistette a undici fumate nere e agli attacchi di quelli che, come i deputati del Manifesto, lo prendevano in giro scrivendo sulle schede Fanfascista, prima di gettare la spugna. Lo scudocrociato fu costretto a cambiare cavallo e dopo un lungo calvario optò per la soluzione più scontata: Leone, che all’epoca era presidente della Camera. Al primo round non passò per un voto. Venne issato sul Colle con la bella moglie Vittoria e i tre figli il 24 dicembre del 1971 (finì in prima pagina con due giorni di ritardo, perché a Natale e Santo Stefano i quotidiani non escono) con 13 voti di scarto (518 su 969). Una maggioranza risicata e ultra-moderata: Dc, Laici, Msi. Tagliava il traguardo a 63 anni, risultando all’epoca il presidente più giovane della storia. Primato che verrà bruciato da Cossiga nel 1985. Antonella Coppari
Storia: analizza documenti utili per una concettualizzazione dello Stato, riconosci la struttura e la tipologia. Utilizza le conoscenze apprese per simulare la fondazione di uno stato-nazione nella tua classe. Cittadinanza e Costituzione: gli alunni dovranno realizzare, con un lavoro di gruppo, una drammatizzazione dell’elezione del Presidente della Repubblica. Saranno invitati a produrre e mettere in scena un testo-sceneggiatura che descriva i momenti più salienti (votazioni/scrutinio, giuramento davanti le camere riunite, messaggio alla nazione e insediamento al Quirinale). Francesca Gambini Istituto Comprensivo Villa S. Martino
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