La linea del tempo… timeline 1968 Gennaio: ha il suo apice il movimento culturale noto come Sessantotto. Lo stesso mese, in Cecoslovacchia sale al potere Alexander ˇ Dubcek e ha inizio la Primavera di Praga. Marzo: a Roma, di fronte alla facoltà di Architettura a Valle Giulia, si verificano violenti scontri tra gli studenti e la polizia. L’accaduto dà il via a una serie di occupazioni in numerose università italiane. Più avanti, a Bologna, un gruppo di studenti americani protesta contro i bombardamenti in Vietnam con una veglia in piazza Minghetti. Maggio: l’ingegnere bolognese Giorgio Rosa dichiara l’indipendenza dell’Isola delle Rose, una piattaforma artificiale di circa 400 mq costruita al largo della costa di Rimini. La piattaforma è occupata dalle forze di polizia pochi mesi dopo e demolita l’anno seguente. Agosto: le truppe sovietiche invadono la Cecoslovacchia mettendo fine alla Primavera di Praga, il tentativo di “socialismo ˇ dal volto umano” condotto da Dubcek. Settembre: muore il frate cappuccino Padre Pio. Lo stesso mese, alla Festa nazionale dell’Unità tenutasi a Bologna si affaccia la rivolta giovanile con una mostra di manifesti; mentre i ragazzi sfilano con la richiesta di “contare di più”, il Pci guarda al movimento con perplessità. Sul palco della Montagnola sfilano i big della musica leggera, ma il protagonista assoluto è Gianni Morandi con la canzone C’era un ragazzo che come me, dedicata alla guerra del Vietnam, che diviene un inno collettivo. Novembre: una grande alluvione colpisce il Piemonte e in particolare la zona di Biella, causando oltre cento morti. Dicembre: continuano le proteste. Ad Avola, in Sicilia, la polizia spara sui manifestanti durante uno sciopero uccidendone due e ferendone più di cinquanta. Il movimento studentesco di Pisa e i militanti di Potere Operaio organizzano una manifestazione che viene duramente repressa dalle forze dell’ordine. Lo stesso mese, la Corte Costituzionale dichiara illegittimi i commi dell’articolo 559 del codice penale che discriminano tra uomo e donna in caso di adulterio.
Cenni storici: un anno in breve Il Sessantotto è l’anno della “contestazione generale” che, diffusa in gran parte del mondo, dall’Occidente all’Est comunista, ha come nemico comune il principio di autorità. La caratteristica che rende le rivolte di questi anni una rarità storica è la simultaneità con cui avvengono in diverse aree del pianeta: in situazioni socio-economiche e geografiche molto diverse si assiste a forme di ribellione simili e contemporanee, senza che vi fosse stata alcuna forma di preparazione o di coordinamento. Il Sessantotto è un fenomeno innanzitutto giovanile, ma, specialmente nel caso italiano, accanto alle rivolte studentesche si affacciano quelle degli operai nelle fabbriche che rifiutano l’organizzazione del lavoro data e chiedono migliori condizioni di vita. In Italia, infatti, la contestazione è in gran parte il risultato di un malessere sociale diffuso, dovuto al fatto che il cosiddetto boom economico aveva giovato per lo più alla borghesia e non era stato accompagnato da un adeguato aumento del livello economico delle classi meno abbienti. Non può poi essere dimenticato che, soprattutto negli Stati Uniti, fanno il loro esordio in questi anni nuovi movimenti che rivendicano la fine delle discriminazioni sulla base del sesso - come il femminismo - e dell’etnia.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! ˇ 20 agosto 1968: Breznev “normalizza” Praga e cancella la “primavera” ˇ di Dubcek Nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968, dodici anni dopo la sanguinosa repressione in Ungheria, le truppe sovietiche del Patto di Varsavia entrano a Praga con l’obiettivo di bloccare sul nascere il tentativo di Alexander Dubcek ˇ di riformare dall’interno il regime comunista. È la fine della primavera di Praga: i carrarmati sovietici distruggono la speranza di un “socialismo dal volto umano” che prevedeva il riconoscimento delle libertà politiche, culturali e sindacali, la separazione fra partito e governo, la parità fra le diverse componenti etniche del paese.
22 AGOSTO 1968 A MANI NUDE CONTRO I CARRI ARMATI Accade sempre d’estate: l’inizio della Grande Guerra e della seconda, il muro di Berlino e l’invasione di Praga, che pose fine alla “primavera” di libertà di Alexander Dubcek. ˇ Come a Budapest, nel 1956, nella notte tra il 20 e il 21 agosto 1968, i panzer dell’Armata Rossa entrano in Cecoslovacchia. I reparti militari sono sovietici, ma in prima linea avanzano bulgari, ungheresi, polacchi, e tedeschi dell’Est. I paesi fratelli dell’Est hanno paura del contagio che arriva da Praga. ˇ Il 5 gennaio, dopo lotte interne protratte per mesi, Dubcek ha costretto alle dimissioni Antonin Novotny,´ che era al potere dal lontano 1953, l’anno della morte di Stalin. Il nuovo leader ha appena 46 anni, il capo più giovane nel blocco comunista. L’Europa vive la rivolta studentesca, da Parigi, a Roma, a Berlino e Londra, i giovani europei sognano un mondo più libero, una società tollerante. E la ventata raggiunge anche la Mitteleuropa. ˇ è sicuro di convincere Breznev: ˇ Dubcek cambio senza abbandonare la via marxista. La Cecoslovacchia è il paese più avanzato, e una maggiore democrazia aumenterà la capacità produttiva. Il 5 aprile viene presentato il nuovo programma biennale, il Pc cecoslovacco rinuncia al monopolio del potere, si vara una serie di riforme sociali che concedono maggiori libertà ai cittadini. A Mosca suona l’allarme, e i più spaventati sono i tedeschi dell’Est. Il 27 giugno viene stilato il “manifesto delle duemila parole”, una sorta di nuova costituzione. Una sfida intollerabile per il Cremlino. Alle due del mattino di mercoledì 21 agosto, i panzer presidiano i punti strategici di Praga. Alle 4, paracadutisti sovietici occupano la sede del comitato centrale. Poco prima delle 5 cominciano a riversarsi in centro i praghesi che affrontano i panzer a mani nude. Alle 7,25, le truppe sovietiche aprono il fuoco sulla folla. Alle ˇ viene arrestato. Il 22, Enrico Berlinguer condanna 9,30 Dubcek l’invasione, i comunisti italiani sono con i compagni cecoslovacchi. Il 23 agosto, il primo bilancio: i morti sono una cinquantina, i feriti oltre 500. Non si saprà mai il numero esatto delle vittime. Il 31 agosto, la situazione a Praga è “normalizzata”. Le riforme della primavera vengono cancellate. Come per l’Ungheria, gli occidentali assistono alla repressione e non intervengono: a Yalta, nel 1945, alla vigilia della disfatta del III Reich, l’Europa è stata spartita in due. Praga è una questione interna al blocco comunista. In 300 mila riuscirono a fuggire in Occidente. Vent’anni dopo, Michail Gorbaciov dirà: in quei giorni ero a Praga, quel che avvenne non si ripeterà mai più. Roberto Giardina
E il Resto... in classe Storia - Italiano: prova a fare un confronto tra la “primavera di Praga” e la “primavera araba”: perché è stato scelto per entrambi gli eventi il termine “primavera”? Cosa hanno in comune e quali sono invece le differenze? Costruiamo una tabella. Riflettiamo sulla parola “riforma”, poiché molte riforme erano alla base della primavera di Praga e del “socialismo dal volto umano”. Facciamo un’analisi, una riflessione e poi un confronto tra i termini “crisi”, “cambiamento”, “riforma” e “rivoluzione”. Il 19 gennaio 1969 il giovane studente Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao, al centro di Praga, ai piedi della scalinata del Museo Nazionale. Morì dopo tre giorni di agonia e al suo funerale presero parte più di seicentomila persone provenienti da tutto il paese. Che riflessioni ti suscita pensare a un ragazzo che si toglie la vita in difesa di un’idea, di un ideale? Ti colpisce? Perché? Conosci altri esempi simili?
GRAZIE A