La linea del tempo… timeline 1967 Gennaio: Philip Knight e Bill Bowerman fondano l’azienda produttrice di abbigliamento sportivo Nike. La navicella Apollo 1 prende fuoco a causa di un cortocircuito fra i 50 km di cavi. Muoiono i 3 astronauti della NASA:Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee. Si uccide il cantante Luigi Tenco dopo l’esclusione dalla finale del festival di Sanremo. Febbraio: decolla il primo Boeing 747. Marzo: Nuova Delhi: Svetlana Allilujeva, figlia del dittatore Stalin, recatasi in India per portare le ceneri del suo terzo marito, chiede asilo politico all’ambasciatore degli Stati Uniti. Londra: i Pink Floyd pubblicano il primo singolo: Arnold Layne/Candy and a Currant Bun. Città del Vaticano: papa Paolo VI emana l’enciclica Populorum progressio: “Lo sviluppo non si riduce alla sola crescita economica”. Aprile: Grecia: in risposta alla prevista vittoria elettorale dei socialisti di Geórgios Papandréou un golpe militare si impadronisce del potere. Inizia la dittatura dei colonnelli. Italia: muore Totò, Antonio De Curtis. Giugno: Londra: i Beatles pubblicano Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, uno degli album-simbolo della musica rock. 5 -10 giugno-Guerra dei sei giorni tra Israele e Egitto, Siria e Giordania. Le forze israeliane occupano la penisola del Sinai, la striscia di Gaza, il settore arabo di Gerusalemme, la Cisgiordania e le alture siriane del Golan. Felice Gimondi vince il cinquantesimo Giro d’Italia. Città del Vaticano: papa Paolo VI ordina nuovi cardinali, tra cui Karol Wojtyła. Luglio: Marzabotto: un referendum tra i cittadini respinge la richiesta di perdono del maggiore delle SS Walter Reder, che aveva ordinato la strage del 1944. Esce sulla rivista Sgt. Kirk la prima puntata di Una ballata del mare salato, prima storia di Hugo Pratt in cui appare il personaggio di Corto Maltese. Agosto: a Londra i Pink Floyd pubblicano il loro primo album The Piper at the Gates of Dawn. La Repubblica Popolare Cinese invia aiuti economici al Vietnam del Nord sotto forma di un prestito. Marburg (Germania): un’epidemia di febbre emorragica fa ammalare 37 persone tra lo staff di un laboratorio che lavora su tessuti di scimmia.Viene così isolato il virus Marburg. Ottobre: La Higuera (Bolivia): Che Guevara, ferito e catturato in un’imboscata delle forze governative, viene assassinato. Italia: è approvata la legge 977 che regola il lavoro minorile; il limite minimo è di 15 anni (16 per i lavori pericolosi). Primo episodio documentato di gol fantasma nel campionato italiano: la moviola, proposta da La Domenica Sportiva, mostra che il pallone non superò la linea. Dicembre: Città del Capo: il chirurgo Christiaan Barnard effettua il primo trapianto di cuore della storia.
Cenni storici: un anno in breve “Veni, vidi, vici”. La lapidarietà della frase di Cesare si adatta bene ai fatti relativi alla guerra dei sei giorni. È una guerra preventiva che Israele sferra dopo le minacce del presidente egiziano Nasser e dopo la chiusura degli stretti di Tiran nel golfo di Aqaba alle navi israeliane. L’aviazione israeliana riesce in poche ore ad annullare quella egiziana dirigendosi poi a dare man forte alle truppe di terra al confine con la Siria e la Giordania, alleate dell’Egitto. Il cessate il fuoco ordinato ad Israele dall’ONU, dopo sei giorni, lascia la geografia palestinese completamente e definitivamente mutata. Il problema dei territori occupati è ancora questione da risolvere durante i numerosi e per lo più fallimentari accordi di pace che da allora si sono susseguiti. Il 16 luglio del 1967 i cittadini di Marzabotto sono chiamati ad una scelta importante e storica: votare a favore o contro la grazia a Walter Reder, responsabile della strage della Seconda Guerra Mondiale. Su 288 furono 4 i voti a favore. Nel 1985 il governo presieduto da Bettino Craxi gli concederà il condono e il ritorno in Austria. Gli abitanti di Marzabotto erano stati nuovamente consultati e avevano nuovamente espresso parere contrario.
Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 11 ottobre 1967: la parabola rivoluzionaria del medico argentino Ernesto Guevara Due giorni dopo la morte del comandante Ernesto Guevara De La Serna detto “Che”, i giornali italiani ne riportano la conferma: in un mondo senza internet e soprattutto con la CIA, ben attenta a far trapelare solo quello che fa comodo, è difficile capire le dinamiche della morte. Viene ammesso un unico fotoreporter, Marc Hutten, a scattare le uniche immagini in circolazione del cadavere del guerrigliero. La CIA lo espone a dimostrazione che il mito è morto. Ma il mito risorge proprio grazie a quelle foto che ritraggono un corpo con la testa sollevata e le braccia abbandonate. La prospettiva e la composizione è troppo simile al Compianto sul Cristo morto di Andrea Mantegna per passare inosservata e si inizia a parlare del Cristo di Vallegrande (il luogo della Bolivia in cui il corpo viene portato e fotografato). Un’altra celebre foto sta per diventare un’icona ancora attuale e trasformata dal mercato capitalista, contro cui Guevara aveva lottato fino alla morte, in logo. E’ la foto, intitolata “Guerrillero Heroico”, che Alberto Korda scatta a L’Avana il 5 marzo del 1960, durante i funerali per le vittime dell’esplosione della nave Coubre. Il fotografo regalerà la foto all’editore italiano Giangiacomo Feltrinelli che nel 1968 la pubblica come copertina del Diario in Bolivia, l’ultimo diario scritto dal Che e trovato nelle sue tasche durante la cattura. Che Guevara ha rappresentato l’idea della rivoluzione in difesa dei poveri contro la realizzazione sovietica del socialismo reale e contro l’imperialismo economico americano. In un’epoca in cui sembrava impossibile schierarsi, i giovani del ‘68 troveranno in lui un simbolo cui ispirarsi.
E il Resto... in classe Geostoria: per avere informazioni sulla rivoluzione cubana e sul ruolo del Che http://www.treccani.it/enciclopedia/ rivoluzione-cubana_(Enciclopedia_dei_ragazzi)/ Numerosissimi i siti, le canzoni, i film, i libri dedicati ad Ernesto Che Guevara. È stato egli stesso scrittore. Italiano - Geografia: all’età di 23 anni Che Guevara intraprende con un amico, Alberto Granado, un viaggio attraverso l’America Latina. Queste le sue parole che lo motivano: “L’itinerario: prima verso Sud, da Buenos Aires alla Patagonia, e poi il Cile. Quindi a Nord, lungo le Ande, la colonna vertebrale del continente, fino a Macchu Picchu, e da lì al Lebbrosario di San Pablo. Destinazione finale: la penisola di Guaira, in Venezuela. Cose che ci accomunano: inquietudine, grandi ideali, e un insaziabile amore per i viaggi”. Una parte del viaggio verrà effettuata in modo rocambolesco su una motocicletta chiamata dai due “La poderosa” e che si trova ora nella casa museo ad Alta Gracia in Argentina. È un viaggio di formazione che segnerà per sempre la vita dei due giovani che conosceranno le miserie del continente, le ingiustizie e la povertà ma anche la generosità e la solidarietà. I diari della motocicletta sono pubblicati anche in italiano ma ti proponiamo di guardare il film diretto da Walter Salles I diari della motocicletta. Il viaggio rappresenta spesso un momento di non ritorno, il tempo in cui incontrare se stessi e sfuggire alle proprie inquietudini. Per approfondire il tema puoi leggere Nelle terre estreme di Jon Krakauer basato anche questo su una storia vera. Puoi guardare il film diretto da Sean Penn Into the wild e mettere a confronto le due esperienze: che cosa spinge i protagonisti ad intraprendere il viaggio, qual è la loro esperienza umana, come si concludono le due diverse storie? Segna poi su due mappe (una del Sud America e una del Nord America) le tappe dei due viaggi corredandole di foto e di brani tratti dai due racconti. Puoi usare l’applicazione myHistro per realizzare una story telling digitale. Italiano – Storia - Arte: la foto del Guerrillero Heroico di Alberto Korba nell’arte e nella grafica. Recupera quante più immagini e usi diversi sono stati fatti della foto di Che Guevara per ricostruire la storia e la fortuna di una foto. Cimentati poi tu nella tua personale interpretazione della foto usando tecnica e stile suggeriti dalla tua insegnante. Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo di Monte San Pietro
11 OTTOBRE 1967 IL MITO DEL “CHE”, LA RIVOLUZIONE COL MITRA Qualcuno dice che Fidel Castro abbia già scelto in gran segreto la sua tomba proprio tra le montagne dalle quali partì la rivoluzione cubana. Al suo fianco però, come avvenne per tante battaglie più di 60 anni fa, non ci sarà l’inseparabile “Che” che aveva lasciato il Leader Massimo e Cuba dopo i tempi difficili nella gestione del potere a L’Avana quando il medico e scrittore argentino di origini altoborghesi, amante di Neruda e degli scacchi, non riuscì ad adattare i suoi romantici e rigidi principi della rivoluzione contro Batista, all’arbitrario e cinico pragmatismo latino americano che anche Castro dovette adottare. Convinto di poter sopravvivere solo con la passione e senza compromessi, il Che lasciò il governo castrista per tornare a combattere, come se la guerriglia rappresentasse la sua “purificazione spirituale”. Era convinto ingenuamente che il “miracolo di Cuba” potesse ripetersi in tutte le zone oppresse dell’ America Latina e del mondo, dove, secondo lui, il mitra avrebbe aiutato a sollevare il popolo più di qualsiasi medicina. Il Che provò ad esportare la “ricetta combattente” anche nella Repubblica Democratica del Congo, ma il suo viaggio finì in Bolivia nell’ottobre del 1967 quando qualcuno lo tradì e venne catturato dall’esercito boliviano manovrato dalla CIA che lo fece prigioniero a La Higuera dove lo uccisero a sangue freddo, per fotografarlo, mutilarlo e dare le sue immagini in pasto al resto del mondo “rivoluzionario” per poi seppellirlo in una località mai rivelata. Più di 30 anni dopo, nel 1997, quando Fidel già malato continuava a regnare a Cuba insieme al fratello Raul, i suoi resti vennero scoperti da una missione di antropologi e riportati a L’Avana nel Mausoleo di Santa Clara. Oggi Ernesto “Che” Guevara un mito per diverse generazioni, avrebbe 87 anni e in pochi riescono ad immaginare una sua reazione composta davanti all’abbraccio e alla stretta di mano che Raul ha dato a Obama pochi mesi fa avviando il processo per riprendere normali relazioni diplomatiche fra Cuba e gli Usa. “Hasta la victoria siempre…e. . . O patria o muerte…” sono slogan che non si sentono più nemmeno a Cuba. I rivoluzionari cubani con la discesa dalla Sierra Madre hanno ottenuto un risultato straordinario. Oggi Cuba non esporta più guerriglieri o mercenari, ma solo medici. Non ci sono nemmeno più motociclette che attraversano l’America Latina piena ancora di sogni di riscatto. Fidel è sopravvissuto a questo lungo passaggio della storia, e ha visto anche l’intervento del Papa per il disgelo nella sua Cuba. Il “Che” è rimasto in una piccola urna, ma quando il tempo verrà, potrebbero ritrovarsi nuovamente insieme al mausoleo di Santa Clara e la loro rischia di diventare un’altra volta una conversazione non facile. Giampaolo Pioli
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