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1965 12 09 paolo vi e il concilio di giovanni

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La linea del tempo… timeline 1965 Febbraio: si svolgono le prime manifestazioni contro l’intervento militare americano in Vietnam, iniziato ormai da cinque anni. Marzo: in Italia entra in vigore l’istruzione ecumenica Sacrosanctum Concilium, che autorizza l’uso della lingua italiana in diverse parti della messa. Aprile: a Los Angeles Vittorio De Sica vince l’Oscar per il film Ieri, oggi e domani. A Bologna si svolge il VI Congresso della CGIL, nel corso del quale scoppiano contrasti tra l’ala comunista e quella socialista. A livello comunitario entra in vigore il Trattato sulla fusione degli Esecutivi che istituisce un consiglio e una commissione unici per le 3 Comunità europee, CECA, CEE ed EURATOM. Maggio: a Torino, il chirurgo Luigi Solerio, l’anestesista Enrico Ciocatto e un’équipe di 22 chirurghi e anestesisti separano con un difficile intervento le due sorelle siamesi Giuseppina e Santina Foglia. Giugno: i Beatles si esibiscono in concerto a Milano, Genova e Roma per la prima ed ultima volta nella storia. Luglio: con una solenne cerimonia, i presidenti Giuseppe Saragat e Charles De Gaulle inaugurano il Traforo del Monte Bianco. Novembre: nasce il quotidiano di economia “Il sole 24 ore”, dalla fusione dei giornali “Sole” e “24 ore”. Dicembre: Fanfani si dimette da ministro degli Affari Esteri e viene sostituito da Aldo Moro. Lo stesso mese papa Paolo VI chiude il Concilio di Giovanni XXIII.

Cenni storici: un anno in breve Il 1965 si apre in un clima di accese contestazioni contro l’intervento americano in Vietnam. Le manifestazioni sono espressione di un movimento sociale che, nato l’anno precedente negli Stati Uniti, crescerà in quelli successivi fino a raggiungere l’apice nel biennio 1968-69. Oltre ad essere caratterizzati da intense proteste, i “mitici” anni Sessanta sono anche sinonimo di grandi cambiamenti. In questo periodo si affermano i media, la cultura pop e la minigonna. Ma anche la beat e la pop music che diventano nuovi canali di espressione per i giovani, che si identificano sempre più , nei loro idoli musicali. Proprio nel 65 in Italia hanno luogo gli attesissimi concerti dei Beatles, che si esibiscono a Milano, Genova e Roma davanti a migliaia di fans entusiasti. Anche all’interno del mondo cattolico ha inizio una fase di rinnovamento che è in linea con le trasformazioni di questo periodo. Nel 1962 papa Giovanni XXIII aveva aperto il Concilio Vaticano II nel tentativo di favorire il dialogo e di dettare le nuove linee guida per la Chiesa cattolica. Dopo la sua morte, e anche dopo aver chiuso il Concilio nel dicembre del 1965, il suo successore papa Paolo VI lavorerà agli stessi obiettivi.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 7 dicembre 1965: Giovanni Battista Montini continuò l’opera riformatrice di papa Roncalli Il 7 dicembre 1965 papa Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, chiude il Concilio Vaticano II, aperto circa tre anni prima, esattamente l’11 ottobre 1962, da papa Giovanni XXIII. L’evento riveste un’importanza fondamentale per la Chiesa e per la società moderna, in quanto i temi trattati e le decisioni assunte in seno ai lavori del Concilio, fatti di incontri e discussioni fra vescovi e cardinali giunti a Roma da ogni parte del mondo, saranno sviluppati negli anni successivi fino a giungere a noi, che ne raccogliamo l’eredità. Quanto mai attuali, infatti, appaiono oggi i dibattiti sull’uomo, sulla libertà, religiosa e non, sul valore della vita umana, sui “legittimi e sacri diritti dovuti ad ogni uomo”. Quanto mai significativo, inoltre, l’ultimo atto del Concilio stesso: Paolo VI che, con grande semplicità, attraversa a piedi, senza sedia gestatoria, senza simboli di potere e ricchezza, una piazza San Pietro gremita di gente festante. Un’immagine, questa, che da sola riflette il senso del Vaticano II, la svolta che ha rappresentato per la Chiesa e per l’umanità. E proprio sulle tracce dell’apertura, del dialogo e della semplicità si colloca il pontificato di papa Francesco.

E il Resto... in classe

9 DICEMBRE 1965 PAOLO VI E IL CONCILIO DI GIOVANNI Per comprendere fino in fondo l’importanza del Vaticano II, e di quello che esso rappresentò per la Chiesa e la società moderna, basta sapere che all’indizione di un nuovo concilio o alla prosecuzione di quello del 1870 mai portato a termine da papa Mastai per gli avvenimenti seguiti alla presa di Roma, avevano lavorato già due pontefici prima di Giovanni XXIII. Pio XI e Pio XII avevano infatti dato vita ad alcune commissioni interne alla gerarchia con il preciso compito di studiarne la fattibilità, salvo poi decidere di soprassedere per paura dei rischi teologici che una assise così grande e composita avrebbe portato con sé. Ecco quindi evidente il coraggio e la portata profetica della visione che ebbe Giovanni XXIII quando, subito dopo la sua elezione, annunciò l’indizione di un nuovo concilio, e la determinazione con la quale Paolo VI appena salito sul soglio pontificio ne proclamò la continuazione e ne seguì la fase più densa di contenuti e la successiva applicazione. Così il Concilio Vaticano II appare come l’evento che lega inscindibilmente questi due papi, fino ad autorizzare il pensiero che nell’elezione di Paolo VI fosse in qualche modo scritta la missione che i cardinali affidavano all’allora arcivescovo di Milano, ossia portare a termine la grande opera di rinnovamento che Roncalli aveva avviato l’anno precedente. Mai, nei tempi recenti, un cardinale era entrato così papa in conclave come avvenne con Giovanni Battista Montini nel 1963, mai pontefice caratterizzò fin da subito, fin dalla scelta del nome, il senso della missione pastorale a cui voleva uniformarsi. Perché quando nel 1965 si chiuse il Concilio, il Concilio doveva ancora tutto attuarsi, come in parte lo è tuttora a cinquanta anni di distanza e già si parla di un Vaticano III. Certo, i documenti erano stati scritti, il messaggio fondamentale era partito, ma l’attuazione era ancora tutta da realizzarsi. E Paolo VI lavorò per questo nei restanti 13 anni del suo pontificato. La riforma della liturgia in direzione di un maggior coinvolgimento dei fedeli, l’accentuazione per la collegialità episcopale, l’apertura al confronto con il mondo contemporaneo, la crescita di importanza del laicato cattolico sono tutti temi che Montini svilupperà con coraggio negli anni a venire, e che lascerà in eredità ai suoi successori. Pierfrancesco De Robertis

Storia: realizza una breve ricerca sui ventuno concili ecumenici della storia, da quello di Nicea fino al Vaticano II. - Nell’articolo presente nella prima pagina de “il Resto del Carlino” del 09/12/1965, Giovanni Spadolini usa l’espressione “nuovo temporalismo”. Dopo aver cercato il significato delle espressioni “potere spirituale” e “potere temporale” della Chiesa, verifica quando storicamente i due poteri sono stati divisi. Italiano: ricerca l’etimologia della parola “concilio” e il significato dell’aggettivo “ecumenico” e, dopo aver letto l’articolo di Spadolini, partecipa a un dibattito in classe, moderato dall’insegnante, che abbia per argomenti i seguenti spunti tratti da espressioni usate nell’articolo stesso: - che cos’è la libertà religiosa? In quali modi si può attuare e tutelare? - trovi che la necessità di “conciliare” punti di vista religiosi diversi sia attuale ancora oggi? Perché? - quale importanza rivestono, nel presente momento storico, la capacità di comunicare e il dialogo ecumenico? - Paolo VI, nell’ultimo discorso del Concilio, parla di “umanesimo cristiano”: si tratta di un ossimoro oppure religione cattolica e vita umana possono affermare la loro alleanza? Giovanna Iencinella Istituto Comprensivo Villa S. Martino

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