Skip to main content

1963 11 23 ma a cuba e a berlino sbagliï

Page 1

La linea del tempo… timeline 1963 Marzo: esce il primo numero di The Amazing Spider-Man di Stan Lee e Steve Ditko. Chiusura del penitenziario di Alcatraz. Esce il primo LP dei Beatles dal titolo Please Please Me. Giugno: Città del Vaticano, muore dopo 5 anni di pontificato papa Giovanni XXIII. Valentina Vladimirovna Tereškova è la prima donna cosmonauta. Giovanni Battista Montini viene eletto papa con il nome di Paolo VI. Italia: nella strage di Ciaculli, un attentato mafioso, perdono la vita sette uomini delle Forze dell’ordine. Agosto: assalto al treno postale Glasgow-Londra: nel Regno Unito, una banda di 15 rapinatori ruba 2,6 milioni di sterline in banconote. Martin Luther King tiene il famoso discorso del I have a dream davanti al Lincoln Memorial di Washington (vedi: Wiki Sources). Con l’ “accordo della hotline”, sancito tra USA e URSS, entra in funzione il cosiddetto “telefono rosso”, una linea di comunicazione diretta tra Casa Bianca e Cremlino. Ottobre: l’Uganda diventa repubblica. In Italia è disastro del Vajont: una frana si stacca dal monte Toc e precipita nel bacino artificiale creato dalla diga del Vajont, provocando un’onda che travolge e distrugge il paese di Longarone (vedi articoli e schede dedicati). Novembre: a Dallas, in Texas, una serie di colpi di arma da fuoco, di cui sarà ufficialmente incolpata un’unica persona, Lee Harvey Oswald, raggiungono ed uccidono il presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy, mentre sta transitando con il corteo presidenziale in auto. Viene pubblicato il secondo LP dei Beatles dal titolo With The Beatles.Viene trasmesso in Inghilterra il primo episodio della prima stagione della serie televisiva britannica Doctor Who. Lee Harvey Oswald viene ucciso nei sotterranei della polizia di Dallas da Jack Ruby, legato agli ambienti della malavita notturna. Dicembre: il Kenya ottiene l’indipendenza dal Regno Unito.

Cenni storici: un anno in breve Il 1963 è un anno particolarmente importante: a giugno muore papa Giovanni XXIII quando il Concilio Vaticano II è ancora in atto; Martin Luther King organizza la marcia al Lincoln Memorial a 100 anni dall’entrata in vigore della legge che aboliva la schiavitù e pronuncia uno dei discorsi più famosi di tutti i tempi, I have a dream. è sostenuto dal giovane presidente cattolico irlandese J.F. Kennedy che è diventato il simbolo di un nuovo ottimismo americano con il concetto della “nuova frontiera”. è anche l’anno in cui i Beatles entrano in scena e invitano alla spensieratezza con Love me do. Saranno il fenomeno di massa più importante del XX secolo.

Che c’è di nuovo… what’s app... ened! 22 novembre 1963: l’assassinio di John Kennedy, il presidente della nuova frontiera L’articolo di De Carlo pone l’accento sull’ambiguità della figura di Kennedy: mito come difensore dei diritti civili e “maldestro” in politica estera. Kennedy, nel suo breve mandato, affronta sfide di non facile soluzione: i missili nucleari a Cuba e il dilemma di come evitare un conflitto nucleare, la costruzione del muro di Berlino e la situazione in Vietnam. Rappresenta l’Occidente capitalista in opposizione al comunismo sovietico. Celebri i suoi discorsi, da quello inaugurale: “Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi ma che cosa voi potete fare per il vostro paese”, a quello di Berlino. Alla sua morte lo sostituirà Lyndon B. Johnson che porterà a termine il programma di Kennedy: la legge sui diritti civili, la lotta all’analfabetismo e alla povertà ma che è ricordato soprattutto per aver iniziato la guerra del Vietnam.

E il Resto... in classe Italiano - Storia: un film: JFK di Oliver Stone, un libro: 22/11/1963 di Stephen King. Per capire quanto la figura di Kennedy sia stata importante nell’immaginario americano puoi partire da queste due opere: nel film vengono ricostruite le indagini sull’omicidio del presidente, di cui non è ancora chiaro né il movente né il mandante; nel libro, King ci fa viaggiare nel paranormale e pone il suo protagonista di fronte alla possibilità di andare nel passato e modificare eventi storici e privati. Che cosa faresti se ti trovassi a Dallas la mattina del 22/11/1963? Italiano: la prima pagina de “il Resto del Carlino” ti offre due articoli molti diversi tra loro: il primo è l’editoriale di Giovanni Spadolini, allora direttore del Carlino e poi primo ministro italiano; l’altro articolo riferisce invece la notizia dell’attentato. In quale dei due riscontri applicata la regola delle 5W+How? In quale è più evidente l’opinione di chi scrive? Raffaella Amicucci Istituto Comprensivo Monte San Pietro

23 NOVEMBRE 1963 MA A CUBA E A BERLINO SBAGLIò WASHINGTON - Piansi quel pomeriggio quando il telegiornale in edizione straordinaria mostrò le prime immagini da Dallas, Texas. Per la nostra generazione John F. Kennedy rappresentava il futuro, l’ottimismo, il primato della superpotenza amata e invidiata. Era l’incarnazione di quello che gli europei chiamavano l’american dream. Era affascinante come e più di un divo di Hollywood perché il cinema è finzione mentre lui era realtà. E poi possedeva l’ambizione delle grandi visioni: la nuova frontiera, la conquista della Luna, la difesa del mondo libero con l’identificazione dei valori e della comune sicurezza transatlantica riassunta nel famoso slogan ‘’Ich Bin Ein Berliner’’. E ancora: la sfida dei missili sovietici a Cuba, i 13 giorni che tennero il mondo col fiato sospeso.Tutto finito.Tutto stroncato dalle pallottole di Lee Harvey Oswald quel 23 novembre 1963. L’intero Occidente era in lutto. Solo più tardi, molto più tardi quando da Bonn, dove ero corrispondente, mi trasferii a Washington DC, cominciai ad avere qualche dubbio. Il giovane presidente meritava davvero tanti rimpianti? E la mia conclusione fu: no. Al di là del caso umano, la sua legacy, la sua eredità, appariva contestabile e contestata. Soprattutto in politica estera, che era quella che nel pieno della Guerra Fredda coinvolgeva la sicurezza degli Alleati. Aveva reagito troppo tardi alla sfida di Kruscev sia a Cuba che a Berlino. A Cuba i sovietici avevano installato i missili e a Berlino avevano dato luce verde alla costruzione del muro. Quando si svegliò dalle illusioni della distensione portò il mondo sulla soglia di un conflitto nucleare. Sempre a Cuba aveva abbandonato al massacro gli esuli anticastristi sbarcati nella Baia dei Porci. E in Vietnam era partito col piede sbagliato. Anziché usare la massima forza contro i comunisti del Nord che avevano invaso il Sud, si affidò alla sciagurata escalation di Robert McNamara. I dubbi aumentarono quando negli anni Ottanta prese corpo la pista mafiosa. L’assassinio di Dallas non sarebbe stato deciso a Mosca o a Cuba, ma a Chicago, durante una riunione dei boss di Cosa nostra. La colpa: John non aveva fatto nulla per frenare il fratello Bob, attorney general, nella sua crociata contro la mafia. Sam Giancana, il boss dei boss, era furibondo: “quel bastardo dimentica che la presidenza gliela abbiamo data noi, regalandogli i voti di Illinois e West Virginia”. In effetti quei due Stati chiave fecero vincere il democratico Kennedy sul repubblicano Nixon. Fantasie? Una cosa è certa: Joseph Kennedy, il patriarca della dinastia, i soldi li aveva fatti con il contrabbando di alcool ai tempi del proibizionismo. Era in affari con le mafie italo-americana e irlandese. E poi - ultima macchia - c’erano i vizi personali di John, detto Jack. Il gossip se ne occupa ancora. Cesare De Carlo

Grazie a


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
1963 11 23 ma a cuba e a berlino sbagliï by Editoriale Nazionale - Issuu